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PRIMA PROVA TIPOLOGIA A


Analisi e interpretazione di un testo letterario italiano

Giovanni Boccaccio
La nipote di Fresco da Celatico (dal Decameron, VI, 8)
Le novelle della VI giornata, di cui è regina Elissa, sono dedicate ai motti di spirito, ossia alle battute spiritose
con cui un personaggio riesce ingegnosamente a risolvere una situazione difficile, a cavarsela da un guaio o a
dare una lezione a qualcuno. La novella ottava, una delle più brevi del Decameron, è narrata da Emilia. Viene
qui omesso un breve passo iniziale che costituisce il raccordo con la novella settima.

Fresco1 conforta la nepote che non si specchi, se gli spiacevoli, come diceva, l’erano a veder noiosi.
[...] Uno adunque, che si chiamò Fresco da Celatico, aveva una sua nepote chiamata per vezzi2 Cesca: la
quale, ancora che3 bella persona avesse e viso, non però di quegli angelici4 che già molte volte
vedemmo, sé da tanto e sì nobile reputava5, che per costume aveva preso di biasimare6 e uomini e donne
e ciascuna cosa che ella vedeva, senza avere alcun riguardo a se medesima7, la quale era tanto più
spiacevole, sazievole e stizzosa8 che alcuna altra, che a sua guisa niuna cosa si potea fare9; e tanto, oltre a
tutto questo, era altiera10, che se stata fosse de’ Reali di Francia sarebbe stata soperchio11. E quando ella
andava per via sì forte le veniva del cencio12, che altro che torcere il muso13 non faceva, quasi puzzo le
venisse di chiunque vedesse o scontrasse14.
Ora, lasciando stare molti altri suoi modi spiacevoli e rincrescevoli15, avvenne un giorno che, essendosi
ella in casa tornata là dove Fresco era e tutta piena di smancerie16 postaglisi presso a sedere, altro non
facea che soffiare17; laonde18 Fresco domandando le disse: «Cesca, che vuol dir questo che, essendo
oggi festa, tu te ne se’ così tosto19 tornata in casa?».
Al quale ella tutta cascante di vezzi20 rispose: «Egli è il vero21 che io me ne sono venuta tosto, per ciò
che22 io non credo che mai in questa terra23 fossero24 e uomini e femine tanto spiacevoli e rincrescevoli
quanto sono oggi, e non ne passa per via uno che non mi spiaccia come la mala ventura25; e io non credo
che sia al mondo femina a cui più sia noioso26 il vedere gli spiacevoli che è a me, e per non vedergli27
così tosto me ne son venuta».
Alla qual Fresco, a cui li modi fecciosi28 della nepote dispiacevan fieramente29, disse: «Figliuola, se così
ti dispiaccion gli spiacevoli, come tu di’, se tu vuoi viver lieta non ti specchiar giammai».
Ma ella, più che una canna vana30 e a cui di senno pareva pareggiar Salamone31, non altramenti che un
montone avrebbe fatto intese il vero motto di Fresco32, anzi disse che ella si voleva specchiar come
l’altre. E così nella sua grossezza33 si rimase e ancor vi si sta.

1. Fresco: personaggio forse da identificare con Francesco Frescobaldi, detto “da Celatico” per il nome di un
castello posseduto dalla famiglia in Valdarno.
2. per vezzi: con un vezzeggiativo.
3. ancora che: benché.
4. non però ... angelici: non (aveva) però uno di quei visi simili (per bellezza) a quelli degli angeli.
5. sé da tanto ... reputava: si considerava di così grande valore e tanto nobile.
6. per costume ... biasimare: aveva preso l’abitudine di criticare.
7. senza ... a se medesima: senza considerare se stessa.
8. spiacevole ... stizzosa: antipatica, fastidiosa e irritabile.
9. che a sua guisa ... fare: che non si poteva fare alcuna cosa che le piacesse (a sua guisa: a suo modo).
10. altiera: altera, superba.

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11. che se stata fosse ... soperchio: che se anche fosse appartenuta alla famiglia reale di Francia (la sua
superbia) sarebbe stata eccessiva (soperchio).
12. sì forte ... cencio: mostrava disgusto come se sentisse odore di uno straccio (cencio) bruciato.
13. torcere il muso: storcere il volto.
14. scontrasse: incontrasse.
15. rincrescevoli: fastidiosi.
16. smancerie: smorfie.
17. soffiare: sbuffare.
18. laonde: quindi, perciò.
19. tosto: presto.
20. tutta ... vezzi: esagerando le smorfie e i gesti svenevoli.
21. Egli è il vero: è vero.
22. per ciò che: poiché.
23. terra: città.
24. fossero: ci fossero.
25. la mala ventura: la cattiva sorte.
26. sia noioso: sia spiacevole, intollerabile.
27. vedergli: vederli.
28. fecciosi: fastidiosi, sgradevoli.
29. fieramente: assai, molto.
30. più che ... vana: più vuota (cioè sciocca) di una canna.
31. e a cui ... Salamone: e che credeva (invece) di avere la stessa saggezza di Salomone (l’espressione è
ironica).
32. non altramenti ... Fresco: capì il vero significato della battuta di spirito di Fresco non diversamente da
come avrebbe potuto capirla un montone (cioè un animale considerato stupido).
33. nella sua grossezza: nella piena stupidità.

Comprensione e analisi
Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte alle domande
proposte.

1. Dividi il testo in sequenze (situazione iniziale, sviluppo della vicenda, conclusione), individua per ciascuna un
titolo, poi scrivi il riassunto della novella.
2. Scrivi la parafrasi del motto di spirito rivolto da Fresco a Cesca e spiega qual è il suo significato, ossia che cosa
egli intenda fare capire alla nipote.
3. Come è descritto il personaggio di Cesca? A quale classe sociale appartiene la sua famiglia? Quali aspetti fisici e
del carattere sono sottolineati? Rintraccia nel testo e commenta le espressioni che riguardano il modo in cui la
donna atteggia il corpo e il viso. Come puoi spiegare l’insistenza del narratore sulla sua gestualità?
4. In che modo il lettore è orientato a esprimere un giudizio negativo su Cesca e positivo su Fresco? In quali punti
della novella è riconoscibile il giudizio del narratore sui personaggi? Il registro con cui è espresso tale giudizio
è severo e moralistico oppure leggero e ironico? Quali elementi ti consentono di affermarlo? Riferisciti al testo
nella tua analisi.
5. La conclusione della novella costituisce un’evoluzione rispetto all’esordio oppure si può osservare un ritorno
circolare alla situazione di partenza? Giustifica la tua analisi con riferimento al testo.

Interpretazione
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L’ingegno è considerato da Boccaccio un valore fondamentale. Attraverso quali forme esso può manifestarsi
concretamente? Confronta l’intelligenza dimostrata in questa novella da Fresco con quella di altri personaggi a
te noti delle novelle del Decameron.

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