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Al cor gentil rempaira sempre amore

Questa canzone considerata una sorta di manifesto


programmatico della poetica stilnovistica.
Viene teorizzata per la prima volta
la corrispondenza tra amore e "gentilezza",
gentilezza = nobilt d'animo
una qualit individuale,
che rispecchia la mentalit della borghesia cittadina,
la classe che aveva sostituito l'antica aristocrazia
feudale nella guida politica dei Comuni dell'Italia del
Duecento.
Al cor gentil rempaira sempre amore
come l'ausello in selva a la verdura1;
n fe'2 amor anti che gentil core,
n gentil core anti ch'amor, Natura:
ch'adesso con' fu 'l sole,
s tosto lo splendore fu lucente,
n fu davanti 'l sole3;
e prende amore in gentilezza4 loco
cos propamente
come calore in clarit di foco.
Foco d'amore in gentil cor s'aprende
come vertute in petra prezosa,
che da la stella valor no i discende
anti che 'l sol la faccia gentil cosa5;
poi che n' tratto fre
per sua forza lo sol ci che li vile,

stella li d valore:
cos lo cor ch' fatto da natura
asletto6, pur, gentile,
donna a guisa di stella lo 'nnamura.
Amor per tal ragion sta 'n cor gentile
per qual lo foco in cima del doplero:
splendeli al su' diletto, clar, sottile;
non li stari' altra guisa, tant' fero7.
Cos prava8 natura
recontra amor come fa l'aigua9
il foco caldo, per la freddura.
Amore in gentil cor prende rivera
per suo consimel loco
com'adams10
del ferro in la minera.
Fre lo sol lo fango tutto 'l giorno:
vile reman, n 'l sol perde calore;
dis' omo alter: Gentil per sclatta torno;
lui semblo al fango, al sol gentil valore11:
ch non de' dar om12 f
che gentilezza sia fr di coraggio13,
in degnit d'ere',
sed a vertute non gentil core,
com' aigua porta raggio
e 'l ciel ritien le stelle e lo splendore14.
Splende 'n la 'ntelligenza del cielo
Deo crator pi che 'n nostr'occhi 'l sole:
ella intende suo fattor oltra 'l cielo,

e 'l ciel volgiando, a Lui obedir tole;


e con' segue, al primero,
del giusto Deo beato compimento15,
cos dar dovria, al vero,
la bella donna, poi che 'n gli occhi splende
del suo gentil, talento
che mai di lei obedir non si disprende16
.
Donna, Deo mi dir: Che presomisti?,
sando17
l'alma mia a lui davanti.
Lo ciel passasti e 'nfin a Me venisti
e desti in vano amor Me per semblanti:
ch'a Me conven le laude
e a la reina del regname degno18
,
per cui cessa onne fraude.
Dir Li por: Tenne d'angel sembianza
che fosse del Tuo regno;
non me fu fallo19
, s'in lei posi amanza.
da Rime, Torino, Einaudi, 2002

parafrasi
L'amore torna [rempaira] sempre nel cuore nobile,
come l'uccello torna sempre nella selva tra le fronde
[verdura]; e la natura non cre l'amore prima [anti] del
cuore gentile, n il cuore gentile prima dell'amore, cos
come [ch'] la luce nello stesso istante [s tosto] brill

luminosa non appena [adesso con'] fu creato il sole, n


questo accadde prima della sua creazione; e l'amore
dimora [prende loco] nel cuore gentile naturalmente
[propamente] cos come fa il calore nello splendore
[clarit] del fuoco.
Il fuoco d'amore s'accende [s'aprende] nel cuore nobile
come la propriet [vertute] di una pietra preziosa, in cui
la virt [valor] non viene infusa [discende] dalla stella,
prima che il sole l'abbia nobilitata [la faccia gentil
cosa]; solo dopo che il sole, con la sua forza, ha
eliminato [n'a tratto fre] dalla pietra ci che vi di
impuro [vile] la stella infonde in essa [li] la sua virt
[valore]: allo stesso modo [a guisa] in cui la stella
agisce con le pietre preziose, cos la donna suscita
amore nel cuore che la natura ha reso eletto [asletto],
puro e gentile.
L'amore sta nel cuore gentile per la stessa ragione per
cui il fuoco splende in cima alla torcia [doplero] a suo
piacere [diletto], luminoso [clar]e puro [sottile]; e non
potrebbe starci in altra maniera, tanto potente [fero].
Cos una natura vile [prava] contrasta [recontra]
l'amore come fa l'acqua [aigua] che si oppone con il
freddo al calore del fuoco. L'amore dimora [prende
rivera] nel cuore gentile in quanto luogo a lui adatto
[consimel], cos come il diamante [adams] sta nella
miniera di ferro.
Il sole colpisce [fre] continuamente il fango con i suoi
raggi, ma il fango rimane una cosa vile e il sole non

perde il suo calore. Dice l'uomo superbo [alter]: Sono


[torno] nobile per nascita [sclatta]; lui lo paragono
[semblo] al fango,
la nobilt d'animo [gentil valore] al sole; perch non si
deve [de'] credere [dar fe'] che esista nobilt
[gentilezza] al di fuori [fr] delle virt dell'animo
[coraggio], nei meriti [degnit] ereditari [d'ere'], se
l'uomo nobile per nascita non ha [] un cuore reso
nobile [gentil] dalla virt [vertute]; come l'acqua riceve
[porta] il raggio di luce, mentre il cielo mantiene
[ritien] le stelle e la luminosit.
Dio creatore risplende nell'intelligenza angelica del
cielo pi di quanto fa il sole davanti ['n] ai nostri occhi;
l'intelligenza angelica [ella] riconosce [intende] il
proprio creatore [fattor] al di l del cielo e nel far girare
[volgiando] il cielo prende [tole] a obbedirgli; e come
[con'] immediatamente [al primero] (alla conoscenza)
fa seguito la perfetta esecuzione [beato compimento]
(della volont) del giusto Dio, cos, a dire il vero, la
bella donna, dal momento in cui [poi che] risplende agli
occhi del suo innamorato [gentil], dovrebbe [dovria]
comunicargli [dar] un desiderio [talento] tale che non
vorrebbe mai smettere [disprende] di obbedirle.
Donna, quando la mia anima [alma] sar [sando]
davanti a Dio, lui mi dir: Che presunzione avesti
[presomisti]? Attraversasti il cielo e venisti fino a me, e
prendesti [desti] me come termine di paragone [per
semblanti] per un amore terreno, mentre le lodi [laude]

spettano [conven] solo a me e alla regina del regno


santo, grazie alla quale svanisce ogni inganno
[fraude]. Io gli [Li] potr rispondere: (La donna da
me amata) aveva l'aspetto [tenne sembianza] di un
angelo del tuo regno: non commisi peccato [fallo] se
riposi in lei il mio amore [amanza].