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MACHIAVELLI E CICERONE

Il princeps per Cicerone l'espressione dei boni homines, che non sostituiscono il
Senato, ma lo sorreggono. Il princeps deve lottare con tutte le sue virt contro la sete
di potere
Ispiratosi al De Officis di Cicerone, Machiavelli esorta il principe, soprattutto colui che
non ha ancora consolidato il proprio potere, ad usare la bestia e luomo cio deve
essere met uomo (usando le leggi) e met bestia (usando la forza violenta del leone
e la forza astuta della volpe).
Secondo Machiavelli, nulla di crudele pu mai essere utile. Per lautore bisogna
distinguere tra crudelt male usate e crudelt bene usate. Lo stesso Cicerone, nelle
sue opere retoriche, aveva ammesso che quando in gioco la sicurezza dello stato,
lonesta pu essere momentaneamente messa da parte. In un altro libro di retorica
lautore osserva che loratore deve consigliare azioni che vanno contro le virt, deve
cambiare i nomi alle cose e dire che ci che solitamente si chiama virt, in effetti
vizio.
La presenza di Cicerone nelle opere di Machiavelli si riscontra in modo particolare ne Il
Principe e nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio. Sia Cicerone che Machiavelli
trovarono nel periodo di quasi totale esclusione dallazione politica diretta, un
momento di fecondo raccoglimento e di riflessione sulle rispettive esperienze politiche
che li avrebbe condotti alla stesura di alcune delle loro maggiori opere destinate a
rimanere pietre miliari nella storia del pensiero politico occidentale. Ci sembra
opportuno sottolineare come Cicerone e Machiavelli, a fondamento della loro
produzione letteraria e riflessione politica, partano da due concezioni antropologiche
opposte sulla natura delluomo. Per Cicerone, il nucleo pi profondo e centrale che
caratterizza la natura dellessere umano da porre nella sfera della ratio, della
ragione. Leloquenza in particolare una delle principali caratteristiche che per
lArpinate contraddistinguono luomo in quanto essere dotato di ratio, poich grazie ad
essa, quale forza razionale di persuasione, a differenza delle bestie egli pu risolvere
contrasti e controversie non ricorrendo alla forza bruta e alla violenza.La sapientia lo
strumento essenziale che offre alluomo la possibilit di acquisire la consapevolezza di
s, della propria natura di essere umano dotato di ragione e dei doveri che questa
natura implica
Machiavelli, in merito alla natura delluomo, presenta una posizione opposta a quella
di Cicerone. Infatti, nella sua riflessione politica, per considerare luomo nella sua pi
profonda natura si deve partire dallesperienza empirica del suo agire nella storia,
nelle cose del mondo , e non da qualche principio filosofico. Rispetto a Cicerone, per
il quale i sentimenti come la liberalit, lamor di patria, la piet nascono dal fatto che
siamo per la nostra natura inclini ad amare gli esseri umani 26 (De legibus 1, 43),
Machiavelli al contrario, nella prima redazione del Proemio al primo libro dei Discorsi,
afferma che la natura degli uomini nvida (1), ed proprio dalla cognizione delle
storie (9), che permette di comprendere come sono fatti gli uomini, che si pu trarre
una qualche utilit (9). Per Machiavelli si deve innanzitutto essere consapevoli quindi
che per natura gli uomini sono pi proni al male che al bene .Un concetto, questo,
che manifesta il suo realismo/pessimismo antropologico. Anche Cicerone aveva ben
presente la realt corrotta del suo tempo e il potenziale di violenza e di corruzione
insito nellessere umano; ma mentre Machiavelli vede come unico rimedio ad esso una
contrapposizione di forze pari che ne contrastino nellimmediato gli effetti negativi,
lArpinate trova nel momento pedagogico-educativo rivolto alla formazione di una
nuova classe dirigente lantidoto che pu neutralizzare e, per cos dire, addomesticare
nelluomo questo suo potenziale di violenza che fa parte della sua originaria
componente ferina. Di qui limportanza data da Cicerone nel De legibus allaspetto
educativo e formativo, sia politico che giuridico, della futura classe dirigente, La
riflessione politica di Machiavelli, potremmo cos dire, indirizzata a trovare soluzioni
efficaci e, se possibile, durature per la stabilit e conservazione del potere politico, e
quindi dello Stato, nellactio, nellagere immediato nel presente per garantirsi la
sicurezza nel futuro. Quella di Cicerone, invece, trova il suo pi profondo significato
nella prospettiva preventiva delleducatio, delleducare, in unazione pedagogica e
culturale, che formi lanimo umano e lo prepari alla vita e allazione politica. Due
concezioni della natura delluomo cos distanti e per molti versi inconciliabili animano
dunque la riflessione politica e la produzione letteraria di Cicerone e di Machiavelli,
eppure il loro pensiero trova un fondamentale punto di accordo nellimportanza data

da entrambi gli autori alla necessit per luomo, e in particolare per luomo politico e di
governo, di avere una profonda consapevolezza storica dei fatti e degli eventi che lo
hanno preceduto. Grazie a questa consapevolezza, per i due autori, luomo di governo
potr riuscire ad intuire in anticipo le costanti in ogni epoca del divenire storico, che
riguarda cio le azioni degli uomini, in modo da cercare per mezzo di questa
conoscenza storica di prevenire, per quanto possibile, i colpi della fortuna e di
prepararsi al meglio ad affrontare la vita.

PRIMA VERRINA
TRADUZIONE
Loccasione che era soprattutto desiderabile,o giudici,e che pi dogni altra cosa
serviva per placare lostilit nei confronti della vostra classe e il discredito
dellamministrazione giudiziaria,sembra data e offerta voi,in un momento critico per lo
stato,non per decisione umana ma quasi per volere divino.Da lungo tempo ormai si era
diffusa questa opinione,dannosa per lo stato e pericolosa per voi,che si diffusa per i
discorsi di tutti non solo fra il popolo romano ma anche fra le nazioni estere:con
lattuale amministrazione della giustizia un uomo ricco pu,per quanto
colpevole,sottrarsi alla giustizia. Machiavelli si inserisce appieno in questa tradizione
concettuale che considera la storia come maestra di vita delluomo, in particolare
delluomo politico e di governo. Da qui deriva il fine dichiarato dellutilit che egli
pensa di apportare con le sue opere storico-letterarie.
SPIEGAZIONE
Cicerone,dopo aver ottenuto la questura in Sicilia,decise di difendere nelle Verrine gli
interessi dei siciliani in un processo contro lex-governatore Verre,che aveva vessato la
popolazione e saccheggiato le sue risorse.
Lexordium di questa orazione si presenta come un richiamo alla responsabilit dei
giudici e allimportanza del loro giudizio,non solo per la gravit e labbondanza delle
accuse contro Verre,ma anche per il significato simbolico di questo processo,che offre
ai giudici unoccasione unica e quasi provvidenziale per riabilitarsi di fronte
allopinione pubblica.Nel primo paragrafo,laffermazione quasi esagerata
dellimportanza del processo,appare in tutto lesordio e rispecchia gli scopi di Cicerone
che vuole ottenere fin dallinizio la massima attenzione e benevolenza da parte dei
giudici e un vantaggio sul suo avversario
CONTESTO
Lamministrazione della giustizia a Roma viene affidata a una serie di tribunali
permanenti ciascuno dei quali specializzato nel giudicare un certo tipo di reato.Ci si
completa con la dittatura sillana che,oltre a togliere definitivamente la giustizia nelle
mani del popolo,stabilisce che i colleghi giudicanti debbano essere formati solo da
appartenenti allordine senatorio.Si sviluppa cos fenomeni di corruzione e di parzialit
soprattutto per lindulgenza con cui vengono giudicati alcuni imputati provenienti dallo
stesso ordine senatorio
PRIMA CATILINARIA-PARAGRAFO 1
TRADUZIONE
Fino a quando dunque,Catilina,abuserai della nostra pazienza?Quanto a lungo ancora
codesta tua follia si prender gioco di noi?Fino a che punto si spinger la tua sfrenata
audacia?Non ti turbarono per niente il presidio notturno del Palatino,per niente le
sentinella notturne della citt,per niente il timore del popolo,per niente laffluenza di
tutti gli onesti,per niente questo protettissimo luogo per tenere la riunione del
senato,per niente la bocca e il volto di questi?Non senti che i tuoi piani sono
svelati,non vedi che la tua congiura,conosciuta gi da tutti questi, tenuta sotto
controllo?Chi di noi pensi che ignori che cosa hai fatto la notte scorsa,che cosa in
quella precedente,dove sei stato,chi hai convocato,quale decisione hai preso?

abutere=forma altenativa usata al posto di abuteris,II pers. sing passiva del futuro
semplice del verbo deponente abutor,abuteris,abusus sum,abuti
nihilnihil=accusativi di relazione avverbiali (anafora)
audacia=termine che pu assumere valori positivi o come in questo caso negativi
(sfrontatezza)in base al contesto.
ne:particella enclitica che introduce uninterrogativa diretta in assenza di agg,pronomi
o avverbi interrogativi
vigiliae= particolarit di prima declinazione che al singolare significa turno di guardia
e al plurale sentinella notturna (come in questo caso).Quella di posizionare sentinelle
notturne in citt per la sicurezza non era abituale nella Roma repubblicana infatti
Cicerone cita questo particolare per sottolineare il clima di anormalit che cera a
Roma a causa di Catilina
conscrictam=participio perfetto con valore di attributo ed concordato con
coniurationem.Regge lablativo scientia con valore di complemento di causa efficiente
teneri=inifinito presente passivo retto da vides
nostrum=genitivo partitivo di nos
quemarbitraris=quem introduce linterrogativa diretta principale che regge le 5
precedenti
horum=pronome deittico
proxima=aggettivo temporale riferito al passato
superiore nocte:in relazione al tempo ,superior indica ci che viene prima
consuli=genitivo partitivo dipendente da quid
In questo brano Cicerone dimostra insomma la propria abilit di oratore, dimostrando
di saper adattare il proprio stile alla situazione in cui si trova.Nella prima
Catilinaria,Cicerone inizia la sua orazione con uninvettiva diretta che un modello di
forza e efficacia oratoria e si rivolge direttamente a Catilina,che era presente in
senato.Nella prima catilinaria,sono presenti una serie di interrogative che non sono
formulate per conoscere la risposta di Catilina ma,retoricamente,per mettere sotto
pressione e minacciare linterlocutore,ormai scoperto nei suoi piani.Il tono
accusatorio,per dare un maggior peso e una maggiore forza alla sua invettiva contro
Catilina.Cicerone vuole rendere il nemico agli occhi dei senatori presenti un
delinquente privo di sfumature positive e di rara crudelt e non vuole fare un ritratto
paradossale come quello di Sallustio e vuole sottolineare la minaccia rappresentata da
Catilina per la Repubblica.
PRIMA CATILINARIA-PARAGRAFO 2
O tempi,o costumi!Il Senato comprende ci,il console vede;e tuttavia costui vive.Vive?
Anzi si presenta anche in Senato,diventa partecipe delle pubbliche decisioni,nota e
,con gli occhi,designa ciascuno di noi alla strage. Noi, uomini forti, riteniamo di aver
fatto abbastanza per la salvezza della Repubblica, se eviteremo la furia e le armi di
costui.Catilina,era necessario che tu fossi gi da tempo condannato a morte per ordine
del console e che contro di te fosse rivolto il male che da tempo ordisci
quotidianamente contro tutti noi.
si istius furorem vitamus=ipotetica della realt
quam tu in nos machinaris=relativa
o tempora,o mores=accusativi esclamativi
Nel paragrafo 2 della prima Catilinaria,lattenzione si sposta sullindifferenza dei
senatori,che,nonostante la scoperta del complotto,permettono ancora a Catilina di
vivere e di mantenere il suo posto in senato.Catilina adesso definito in terza persona
e il soggetto diventa il senato.Ma subito dopo loratore torna a rivolgersi a Catilina
rimproverandolo in seconda persona.In questi repentini cambiamenti di soggetto,nel

rivolgersi ora al senato,ora ai consoli,ora a Catilina,si rivelano i diversi obiettivi


dellattacco di Cicerone:parlare ai senatori e ai consoli per indicare provvedimenti da
prendere ed esortarli a intervenire prontamente,ma allo stesso tempo continuare a
incalzare Catilina,facendogli sentire la pressione di tutta lassemblea Cicerone vuole
rendere il nemico agli occhi dei senatori presenti un delinquente privo di sfumature
positive e di rara crudelt e non vuole fare un ritratto paradossale come quello di
Sallustio e vuole sottolineare la minaccia rappresentata da Catilina per la
Repubblica.Loratore,con lepressione O tempora,o mores! loratore vuole esprimere
tutta la sua indignazione contro i tempi correnti e contro la pigrizia di chi dovrebbe
difendere lo stato.Infatti, infatti lironia,rivolta contro i senatori, il tema principale del
secondo paragrafo

RITRATTO DI UNA DONNA PERVERSA-PRO CAELIO


Il decennio che segue alla fine del consolato per Cicerone denso di eventi:il clima
politico teso ed segnato allaccordo del primo trimvirato.Il momento non felice
per Cicerone,che poi viene estromesso dalla scena pubblica proprio a causa della
formazione di nuovi equilibri politici e a causa dellazione di Clodio,potente tribuno,che
riusc addirittura a fargli ottenere lesilio.Quando Cicerone ritorna a Roma,scrive alcune
importanti orazioni per lo pi rivolte contro Clodio,definite per questo anticlodiane
Questo brano una sorta di ritratto ipotetico di una donna di facili costumi che ha in
realt,come unico bersaglio,Clodia,sorella di Clodio.Cicerone,nel processo in cui scrisse
questa orazione,difese Celio dallaccusa di aver tentato di avvelenare costei,sua ex
amante.Clodia costituisce lesatto contrario della figura della matrona
romana;infatti,pur nella moderata apertura al rinnovamento dei valori fatta da
Cicerone,Clodia rappresenta comunque loeccesso da evitare,simbolo di perversione.
Cicerone,in questa orazione,si concentra soprattutto sulla figura di Clodia,che,secondo
Cicerone,sarebbe stata la vera causa dellattacco contro Celio.Loratore si serve quindi
di questo processo sper regolare i propri conti sia con Clodia sia,indirettamente,con
suo fratello Clodio,suo acerrimo nemico.Prima di tutto,Cicerone fa un ritratto generico
di una donna che,nei suoi comportamenti,conduce una vita da prostituta.Cicerone
costruisce il suo ritratto ipotetico in crescendo,accumulando progressivamente
particolari sempre pi indecenti:inizialmente si parla di una donna senza marito che si
prostituisce in casa,poi si aggiunge che questo comportamento viene tenuto anche in
pubblico,quindi si suppone che questa donna in ogni minimo gesto riveli,arrivando
persino a provocare gli uomini,il suo animo depravato Alla fine,Cicerone vuole
dimostrare che un uomo che frequenti una donna del genere non adulter ma
amator.Dimostrando la natura perversa di Clodia,Cicerone intendere difendere Celio
dalle accuse di immoralit;infatti,se Celio ha avuto una relazione con una donna come
quella descritta non un qualcosa di scandaloso dato che,visto i suoi
comportamenti,molti lo hanno fatto e dunque nessuno pu avere qualcosa da
rimproverargli.
ORIGINE E FORMA DELLO STATO-DE RE PUBLICA

Scipione lAfricano il principale personaggio del Re republica a cui Cicerone affida


lesposizione delle proprie teorie politiche.Scipione vuole dimostrare quale sia,secondo
lui,la migliore forma di governo.Da cos la definizione di res publica e illustra le cause
che hanno portato la formazione dello stato.Una lacuna del testo non ci permette di
seguire tutto il discorso di Scipione,che riprende poi dallesame delle tre principali
forme di governo:monarchia,aristocrazia e democrazia.Scipione argomenta che
nessuna delle tra forme di governo prese in esame perfetta in quanto ognuna di esse
va incontro a un processo di degenerazione trasformandosi nella sua versione
negativa.Per questo arriva alla conclusione che la forma migliore di governo sar
quindi quella che risulta dalladattamento delle caratteristiche delle prime tre
Cicerone inizia con lo stabilire alcuni concetti fondamentali.Il primo concetto quello
di res publica che egli intende come cosa del popolo inteso non come ununione
casuale di uomini ma una moltitudine unita dal comune sentimento del diritto e dalla
condivisione dellutile collettivo.Inoltre,egli afferma che lo stato non nato per la
necessit di porre rimedio alla debolezza umana ma ha avuto origine dallistinto
naturale degli uomini che li porta a evitare la solitudine e a cercare la compagnia dei
loro simili.
Dopo la lacuna del testo,viene posta la fondamentale questione delle diverse forme di
governo ossia monarchia,dove il potere nelle mani del re e regno il regime dello
Stato,aristocrazia,dove lo Stato retto dalla volont di pochi,ossia degli ottimati, e
democrazia,dove tutto dipende dal popolo.Dopo aver esposto lessenza delle tre forme
di governo,egli fa alcuni esempi che servono a mostrare lapplicazione pratica e
concreta dellessenza di queste forme di governo.Come esempio di monarchia,egli fa
quello di Ciro il Vecchio,fondatore dellimpero persiano che fu ammirato per la sua
giustizia e la sua umanit verso i vinti e per la sua monarchia illuminata e fondata
sulla collaborazione degli ordini sociali.Egli prende come esempio di aristocrazia quella
della citt di Marsiglia,dove il potere era concentrato nelle mani della classe
aristocratica e il popolo non aveva alcun diritto.Infine,prende come esempio di
democrazia quella nella citt di Atene.Nel paragrafo successivo,egli passa ad
analizzare le degenerazioni di queste tre forme di governo:la tirannide,loligarchia e
oclocrazia.Infatti,nei regimi governati da un re,tutti gli altri cittadini rimangono troppo
esclusi dal diritto comune,sotto il governo degli ottimati la massa rimane esclusa dai
consigli pubblici e dal potere e quando tutto nelle mani del popolo luguaglianza
assoluta non equa perch non fa distinzioni di merito.Cicerone quindi fa degli esempi
di degenerazione delle 3 forme di governo principali.Come esempio di tirannide
prende quella di Falaride,famoso per la sua crudelt,come esempio di oligarchia prese
quella del governo dei 30 tiranni ad Atene e come esempio di oclocrazia prende come
esempio il governo demagogico ad Atene.Alla fine del discorso,Cicerone afferma che la
migliore forma di governo il regime misto, essa assomma i vantaggi ed evita i difetti
delle altre tre forme semplici, assicurando quel perfetto equilibrio di poteri che
garantisce la stabilit dello Stato. Esempio eccellente di tale forma mista la
costituzione romana, in cui il potere monarchico rappresentato dai consoli, quello
aristocratico dal senato, quello democratico dal popolo.
LHONESTUM:SIGNIFICATO E IMPORTANZA DI UN PRINCIPIO-DE OFFICIIS
La ricerca morale di Cicerone ha il fine di comporre un quadro solido di principi etici
praticabili e adeguati alla societ del tempo.Riprendendo la tradizione filosofia
greca,Cicerone si propone di offrire alla classe dirigente dei riferimenti morali su cui
basare le proprie azioni nellambito della realt romana.Per questo il De officiis
importante:esso, un trattato che definisce i cardini etici dellagire concreto e
sottolinea la necessit di orientare le azioni e organizzare la societ sulla base di un
principio di razionalit.

Lhonestum largomento centrale del primo libro del De officiis.Cicerone lo definisce


come la percezione dellordine,della convenienza,della moderazione,che spinge luomo
a comportarsi e agire di conseguenza.La capacit di ispirarsi ai valori dellhonestum
una dote che deriva dalla ragione e che differenzia luomo dagli altri animali.Questo
brano ci permette di comprendere alcuni aspetti fondamentali della concezione
ciceroniana delluomo e della societ.Lidea su cui Cicerone basa il suo ragionamento
la differenza che distingue luomo dalla bestia.La prima differenza la capacit
collegare il presente al passato e di ricavare dallesperienza insegnamenti per il
futuro.Si tratta di una virt presente solo nelluomo nel quale frutto della ragione
mentre le bestie,mosse solo dallistinto,vivono in una sorta di eterno presente a cui
non possono sottrarsi.Percepire lo scorrere del tempo,progettare e stabilire causa e
effetto di un evento sono elementi essenziali per la vita che si innalzi al di sopra
dellesistenza biologica.Questa riflessione importante anche in rapporto alla critica di
cicerone allepicureismo:gli epicurei,attribuendo grande valore alla
sensazione,rischiavano di mettere in secondo piano lelemento razionale,cio proprio
quello su cui Cicerone fonda la distinzione tra essere umano e bestia.Nel corso del de
officiis,Cicerone propone una gerarchia di virt in cui il rigoroso controllo della
ragione,manifestandosi in un atteggiamento ispirato ai valori dellhonestum,coinvolga
anche gli istinti
LA LOTTA DELLA RAGIONE CONTRO GLI ISTINTI-DE OFFICIIS
Il valore della moderazione,che deriva dal controllo esercitato dalla ragione sugli istinti
per Cicerone il principio fondamentale che deve determinare il comportamento
delluomo e del cittadino.E il tema centrale del de officiis ed una delle basi della
riflessione socio-politica di cicerone.
Il de officiis contribu nel fondare letica occidentale sotto il segno della
moderazione.del controllo di s,della subordinazione degli impulsi alla razionalit e del
rifiuto delleccesso
Il brano mette a fuoco il fondamentale tema del rapporto dualistico tra ragione e
istinto,secondo una prospettiva risalente a Platone.Il filosofo distingue nellanima
delluomo due parti diverse:quella irrazionale e quella razionale.Secondo questa
concezione,la parte razionale la pi nobile e elevata ed propria degli esseri umani
e ha il compito di guidare e controllare la parte irrazionale.In particolare,ha il compito
di tenere a freno e di moderare gli impulsi e di controllare le pertubazioni dellanimo
Un aspetto interessante anche il riconoscimento dellimportanza degli istinti;infatti il
brano anche se dominato dalla raccomandazione dellobbedienza e sottomissione
degli istinti alla ragione,Cicerone considera per un pericolo anche la completa
essenza degli istinti che pu ugualmente andare a discapito di un comportamento
onesto.Cicerone usa una serie di metafore:gli istinti che escono dal loro tracciato,e
come imbizzarriti per i loro desideri,non sono sufficientemente frenati dalla ragione e
superano il limite entro il quale dovrebbero rimanere confinati.Per questo c bisogno
della giusta misura.Gli eccessi e i turbamenti dellanimo si riflettono negativamente
anche sullaspetto esteriore,compromettendo anche il decorum di una persona.come
dimostra latteggiamento di chi adirato o chi esulta per una gioia eccessiva.
HUMANITAS CICERONE
Dopo Cicerone la parola humanitas venne usata per indicare il rispetto che si deve
alluomo in quanto tale, in virt della comune origine della natura umana. Cicerone il
grande erede dellideale dellhumanitas, in quanto riesce a completare il significato
umano attribuito a questo termine e se ne fa promotore e grande diffusore. Cicerone
lerede dellideale dellhumanitas, in quanto riesce a completare il significato umano
attribuito a questo termine e se ne fa promotore e grande diffusore.I contributi
fondamentali forniti da Cicerone al completamento del termine humanitas sono:

valorizzazione della filantropia, cio la benevolenza verso gli uomini, che


comporta quindi il dovere di fare del bene agli altri.

sottolineare laspetto estetico dellhumanitas, perci humanus diventa


luomo colto e raffinato, che sa vivere civilmente i rapporti con gli altri.

questo lideale del decorum, esplicato nel De officiis: nasce dallapplicazioni delle
quattro virt principali (sapienza, giustizia, fortezza e temperanza) e dai doveri che ne
conseguono (in particolare lordine e la misura) a tutti gli aspetti che riguardano la
condotta della propria vita. Infatti Cicerone dice che applicando una certa misura e un
certo ordine a tutto ci che riguarda la condotta di vita, conserveremo lonest e il
decoro.

necessit di una cultura ampia e ricca, che sia comunicata solo dopo
unadeguata preparazione retorica, la quale indispensabile sia nel negotium
che nellotium.

costante integrazione tra pratica e teoria, ma anche il profondo legame tra


pensiero, parola e azione, le quali devono sempre essere misurate a adeguate
alle circostanze. Infatti nel De oratore, Cicerone si esprime cos: nel momento
dellotium cosa ci pu essere di pi piacevole o pi vicino allhumanitas di un
discorso gradevole e mai rozzo? Infatti per questo motivo superiamo di gran
lunga le belve: perch parliamo tra di noi e possiamo esprimere i pensieri con la
parola.

lhumanitas come la formazione delluomo completo in tutti i suoi


aspetti), cio il vir bonus sia nella vita pubblica che in quella privata: luomo
era esteticamente ed eticamente perfetto e sapeva congiungere la cultura dello
spirito con la finezza del sentimento.

Lhumanitas quindi trova la sua pi alta realizzazione nella vita sociale in quanto
rafforza il concetto di cittadino romano che realizza s in relazione agli altri: dotato di
cultura, migliora le relazioni politiche. Inoltre contribuisce anche ad un idea di stato
come aggregazione di leggi, norme in cui vivere civilmente e che rappresenta luscita
delluomo dallo stato selvatico.
Riassumendo, per Cicerone lhumanitas era quel complesso di qualit morali e
intellettuali che formavano il vero uomo:
-la coscienza della comune natura e condizione umana
-la valorizzazione della cultura come carattere distintivo e formativo di un uomo
-il senso di decoro, misura, armonia di tutte le facolt delluomo.
-Lhumanitas ha come fine lo sviluppo della civilt ed il progresso armonioso del
genere umano.