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lrArrRA: lrocE ril soFoclr

In un celebre passo dell'Antigone - rappresentata per !a prima _volta in Atene nel 442I Sofode d vita al drammatico scontro fra Creonte, divenuto re di Tebe dopo l'accecamento e l'esilio di Edipo, e Antigone, figlia fi quest'ultimo. I due figli maschi di Edipo e Giocasta, Eteocle e Polinice, si sono,uccisi I'un l'altro combattendo dinnzi a Tebe: Eteocle caduto per difendere la cittPolinice nel tentativo di prenderla con la forza. Il re Creonte ordina dunque che Eteocle riceva onorata sepoltura e che Polinice sia lasciato invece esposto alla merr- dei corvi e delle fiere ("mai da me i malvagi / avranno onori riservati a quelli / che osservano le leggi")Ma Antigone infrange il divieto di Creonte e copre pietosamente- il _corpo
del frateillo. Al re, he la condanna a morte per aver violato la risponde Altisone:
legge.

'

*Non me l'ha dato Giove questo bando n mai simili leggi ha dato agli uomini quella santa Giustizia che dimora con gli dei sotterranei e neppure pensavo i tuoi decreti avere tanta forza che tu uomo potessi calPestare le leggi degli dei, leggi non scritte e indistruttibili. Non soltanto da oggi n da ieri ma da sempre esse vivono, da sempre: nessuno sa da quando sono apparse,,
(w.4s0_45;r

h.tlromor

ll conhcsto

Vi

dunque, perAntigone, u;1a legge piu alta e pi forte di quella della citt.
con_siste nel

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9Cne

nell'Anli.

3
l

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214

rispett"di questa norma universale e assoluta, che pure non si identificaanri in aperto contrasto, con la legge dello stato. Un sec_olo pi tarfi" commenter Aristotele nella Retorica: "Intendo per legge sia la legge particolare sia q"fii*it"il pi'priicolare inteno qu-lla che pei-ciscu,n popolo stta definita in rapporto a esso (ed essa pu essere tanto scritta qunto non scritta); p-e;..!9gge*g*o-mune-in'veee quella che Q pecondo.-94!l-raVi -a in{--tgti:U4 glugtg e t,4-iugiurto per.natura, di cui tutti hanno come un'intririone ih. a tutli coriune, anche se non vi nessuna omunanza " r I'Antigoi di Sofocleneppur .ieciproba e neppure un patto: eos come sembra dire Polini seppellire. che-cio giuo seppeilire. contro le disposizioni, Polinice. perche ci 1373b 3-i0). giugto pertrtntu" (Relorica, A l, I 373b 3- I 0). s1s12" (Renrica. Tra le leggi fivine "non scritte e indistruttibili" invocate da Antigone nel oolegge comune di natura" che trova definilinguaggfo- della tragedia e la ziole lella prosa ristotelica, inlercorre I'opera di riflgssiole filosofica compiuta dafpensiero greco intorno al problema dell'origine e della validita dei valori morali e delle leggi.

una legg non scritt, ma tet.t-e inviolabile. _La giustizia

I GOilGETT Dr ilOmOSE PllYSrS

Nella seconda met del V secolo questa ricerca si mosse essenzialmente all'interno della polarit costituita dai concetti di nomos (legge) e physis
(natura). Per quanto riguarda plrysis, ne abbiamo gi considerata I'importanza centrale nel pensiero {ilosofico e scientifico ionico del VI-V secolo, mettendo in

uce le variazioni

di

significato del termine

in rapporto ai contesti

di

impiego (vedi Unit 1).

brtrc ffi dcrl e*riodi #one ,5nporHi

Nella prospettiva che qui ci interessa, physis indica il modo di essere originrio delle cose, al di fuori e al di l dell'intervento umano. Ci che "per natura " (physei) appartiene a un ordine di realt che non stato costruito, acquisito o imposto per decisione umana: non ha quindi bisogno di riferirsi ad altro per giustificare la propria esistenza e validit. T,a natura, cos intesa, pu essere assunta come fonte di valori e come criterio di valutazione di norme e comportamenti. Proprio su questo terreno nasce la possibilit del rapporto/conflitto con notnos) termine che viene solitamente reso con "legge": ma il termine comprende anche, oltre alle leggi codificate in tn diritto, l'insieme degli usi, delle credenze" dei coitumi, delle convenzioni morali e sociali dominanti all'interno di un
gruppo umano. l{omos comunque norma avente valore imperativo, ed propiio sul fondamento e sulla validit di tale imperativo che si accende a discrrssione nel V secolo. Il problema affiorato nell'Antigone pu ora essere riformulato cos: le leggi 'i1 nellg c9qg.ni1 sgns isoli "-i""lqli {1omo1),y-igenti lo' vi'sno qnclr-" altre-clp1cidi.{efiniil."L ii clie""giilsto'e i h"e ;on urryrb" qintracp.lirl;rTi i:
1'.

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mtempp'Ono*inte rcorre fra qu e s ti du e ordiri d!. -o.!b li g q7 94! interiirgativi trovarono R" ll'irterib' deil'' 'fistid' che qesti' iiteriirga tivi trovarono una prima definizione e risposta, e la ragione di ci potr essere chiarita ricostruendo brevemente il percorso storico-culturale e filosofico che rese possibile e necessario lo stesso dispiegarsi della polarit tra physis e nomo*
i,

ORDINE SOCIA1E

ORDIIIE NAURA]E

L'evoluzione della polis, e di Atene in particolare, tra I'V[I e il V secolo, si svolge, com.e abbiamo visto nell'introduzione storica, lungo due direttrici prin"cipaliiii) il p4qsaggio dq.unlorgani zzazione sociale imferniata ,sul gllecomunit fbndta rios. stirfe nobiliar.-a nos. la stim n6iiiar.- una fbnilta sull'appartenenza alla comunit poli-

tia della'citt;''?irl'emrsere e fafferiiiaiJi-tet''Briricfur*irddlL * fg.i'gliiit"lfei-ittadini:di'fronte ala le$ge. Q*g_r.!--q,.evotuzind.ilF.lle form'e. .cttsiali e nolitiche fu accmnapnata da una trasfoiinzion nel niod accmpagnata formti sociali politiche di-eoiitenire'l?orioine nalura leggi: possiamo sintetizzare il-senso di concepire l'origine e la natura 'delle lessi: nosr I

""' " ' dr una dr questo di ouesto processo parlando di ur progressrVa loi,rir"ozioneerazonaliziiazione dl diritto.
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bntlil flsnos *Grecia

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pipoiente shcnos nobiliar-politicaereligiosaaunlempo;egli "dice'" lid i" dr" "o.d#an{ Qhmisrs) irirtii di un ffii:e .i fr il'iipituine'h" I I gl!fifiv$Sorq-dal diilLe ordinanze regali. tramandate di padre in figlio. iiese e inlerpretate a opera di un'autorit inappellabile, costituiscono ne 2I5

Nel diritto arcaco (quale appare, per esempio, nei poemi omerici) [a legge r ha origine divina e carattere orale: lgq-tpriiLde"l-rc{Loci{ggd - il"sa{sdgl I

la filccofic nellc 9recia cloggicc


corpo di un diritto sacro. In_seguito alle lotte iI dem.o.s all'antica sociali che, t\ arislocrazia di aneue. si ha una prima fondamentle innorazione: le leggi pE; i'".itto e resi pulbliche. ques-ta una delle princ''p!i \tr ;;;g;;;;;;" .,"qa \[ rivndicazionidei gquppi aqliariptoc-ratici. che inlendono cos s.ottrarre I t_n*6 !{ r"rprtazione e l'esrcizjo del diritto ai capi dille f amiglie nobiliati'corso delle generazioni
"a

il

partire dal VII ecolo, contrapponggng

bgidcrcrl.
orale
ol

grcndi

Dcllo legge

Cr"tnniu treit'anni dopo" Dracone (20) e poi Solone (5q4) ad.Aene raccolgono il diritto trmandato oralmente in qodici sclitti: nasce ilnornos,

I erandi leejsla-tori

fter esempio Zaleueo a Locri nel 63. Caronda a

ralifllo"

"dirillo

;;1

;is-iG".-pap;q;mafaftt'i"iiit"'lB91ie"[ilp-r-Is,il'i;;"i ;liii--i;;t"u.:1,,lssgg pl9:-.,"1iqu'le""a- iftrod,ti'sr.'-a e difffffi;K-

centro della cilt, ne drvtene l"'anima" stessa. NeL norno"5"gi gsprimono la volont e il poterq della po.fis, r i ron niir ouelli del sftenos; alla-solidariet familiare subenlra il vincolo
I

.5i

\f ;;;,i;;aLIt;orUeai"'nza

i i butt"r" co-e pei le sue mura" afl'rma Eraclito di Efeso. i' I Lu l"gg" non perde. per if fatto di essere scrilta, la sua maesl." la su-a validit ur.oliu, il legislatore stesso, uomo in carne e ossa, colui che stabiendo il nomos rcaliz^ url^ norma superiore e universale d giustizia. P_er_questo solone, di stirpe regale e .u""idotul", chiamato nel 594 a fissare la legislapu imporre
ma,,

alla leggei "per*la sua legge

il

popolo ha da com-

zione che ponga firie al conflitto fra aristocrazia e demos che lacera Atene, li sua autorit ai contendslli "protendendo valido scudo su lnt.uroi" e introdurre nella citt le regole ncessarie arealizzawil'euno'
Per tutto il Vi secolo, e per parte del V, il nornos continua dunque a essere visto come sacro: ma si iratta di una sacralit pensata in {orme sempre pi decisamente razionali, man mano che il pensiero filosofico elabora una concezione della realt in cui ordine divino e ordine razionale vengono progressivamente a coincidere. Eraclito-, per esempio, identifica la -egge iorr'qrr"l logos che ragione unitaria di lna realt pur animata dall'oppoririorr" e"dal conflitto'"" .r"."r.urio che coloro che parlano.adoperando ia mente si basino su ci che comune a tutti, come la citt sulla legge, e in modo ancora pi saldo. Tutte le leggi umane infatti traggono alimento dall'unica legge divina: giacch essa dmina tanto quanto vuoe e basta per tutte le .ot" it" avu.tra]"t di piu" (DI( fr. B 114).

il o'buongoverno".

llelleprimo ftloroftc
grecll

leleggi

dellc nolurc

eleleggl

degliuomini
coinddono

fra ordine soiale e ordine naturale. "onisponden una medesima legalit pr".i"d. alle vicende umane e ai fenomeni naturali: la citt, lo stato, lindividuo sono concepiti come {acenti parte di un unico oiano d'ordine. di un unico cosmo. La distinzione, a noi familiare, tra mondo degli enti naturali e mondo delle creazioni umane non si ancora formata, al pari di quella fra valote descrittiuo e valore prescrittiuo (normativo) d! un _legge. No! possiamo.parlare, per esempio, ii "leggi della fisica" e di "leggi del-l stato" intendendo che le

La prima lilosolia greca, a parrire

dagliionici. concepisce la legge sulla hase

di r]na fondameniale

prime decrivono riporti e regolarit riscntrabiti nei fenomeni o istituibili .a essi, le seconde pr"scrivotr invece dei comportamgnti, in violazione dei quali prevista una'sanzione. Nel pelsiero greo del vI secolo, al contrario, liordine' universale e necessario delle cos visto sempre in un quadro

normativo: ogni violazione dell'ordine rottura


reclama di essere reintegrato.

di un equilibrio che

216

In ci consiste, secondo Eraclito, l'opera

;;;;;;;;;

travalicare

l" s,te *is,t'e,""ioi"ttti io .orpr.ttd"tebbero" (DK fr' B 94)'


rale.

i'*otl d";iJ;'la'vta-degli
l"

uomini: "Il Sole non deve E'i"""i' ministri di Giustizia (Dike)"

della. Giustizia' che golerna con la

In ouesto ouadro

il;t"irrii;;it"

dunque, la legittimit dell'ordine umano e "on""ii.,"1", ;"; i;*t ,i fo"du"J"ella lo conlbrmit all'ordine natu-

RElA]Ylf

GOilYEllZtoilAul DEt llotlos

semplicemente incrinandosi: Nel corso del V secolo questa con[ormit and anz|.proprio in lbrza di qucsta' il senza perdere [a sua .Ltiia ft polis' e di'dibauiro. col declinare della nomos divenn" oggertoli iiJ"gi*'.rl,ica la legge apparve.'Pp* ll." r"r'i.giii;rli"n? in ;';;d'i;; tuperiore" contingente. e quindi suscettrchiaramente creazlone umana, storicimente bile di revoca e di messa in dubbio' . , : --- ^ fase storica che vide ilmit:T: Diversi fattori,,r,"trr"ii uti'ittterno di quella guerre persrane e ra ;"i;;;"; It crisi della civilt ateniese' tra le vittoriose Felopo,n'eso (404)' n"lla guerra del sconfiua subira a "p;;";l'irta della legge e dell'intero piano

;;;;;;';;proa"t
dei valori.

[""'iu 't"ti"l"uzioie

bcfipc

hssdl fisrceler Hone fltro

in primo luogo' porla,il nomos La stessa esperienza della vita democratica' u yn incessanre lavorio di discus;iJ;; aii"rr#ula e to souopo:g piena luce il suo caratlere contin;r;;; ;;;ton". Lu legge mostra cos in "i mecr-anismi decisionali' con il f;"fti-*iont gente, il suo rapporlo "??' la capact.di orientare il iormarsi e l'allearsi a g-ppl di potere' con l"dt;t.Veirendo poi meno, nell'ultimo scorcio del consenso e la votont ie retti in buona parte ;;J;"dt equilibri "fr" ""tt'.ta di Pericie_.si erano delta legge si lrova al l'aurorit suU'egemoni" ""ono-iio-p"iiii"r,*iese, luogo. da parte dell"aristocra,"*f r fiil d."iri. f n primo Ji ","".ni """r.3 nella scopertutitiu t"turiuit del nomos pu trware un'arma polezia, che ;i;;;;;;;tere n discussione la costituzioned democratica' u:.',1.:. d ilataa"r domi nio i Ate ne p'od prr* a cui inrerno si erano cosrituili i valori zione clel ni"ro"or.J"J"ii, con s il conlatlo con ,rrJiri""rri. Non ,oto l.Jii-prialismo'" ateniese nortastabilire nuovi nomoi: ,1; ,i;i.;u"r, i.pone di alrre cirr, con alrre g.' len ica di Tu ri " confe risce nel 444_443 p"ri"l"."fxd;;;; ;"b "ia panel redig."tlg It.costiluzione' Tl connroorio al sofista f"""g"tt fti"carico di d;i;;;.GilH"'i'p'"t" dalla diinit. e Prolagora. lecnico al misura della lrasformazione servizio di una p"d";;'itp"ttl' "i,d la concetto di legge' hi rrn ,e"olo mezzo)dal

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[rtlGalll ffociluni rlcleleggi lfcrunc nHivlzc*del ro

Nello stesso tempo, terno del mondo

all'inracconti dei geografi e dei viaggiatori portano


l'^tp"tienza di un universo di- norme'

""it*"i" "t""i"'E ,tifi dioitu;i;; " dif{renziato. In Ecateo di Mileto e, cosrumanze pluralit delnomos: " Se uno " sonrattutto. in Erodoo i;;;" i;;tit""nianza la rac"Lnla Erodoto - invitandoli a ;#J:";;iii i1",*;"i una proposra. - avere ben considerato ognuno scesliere le usanze *iglt'i di r"it"' dopo punto .iur"'uno convinro che le sue proprie :::ffi:#"i;"p,r;:;;l Dario' durante il suo usanze sono dr gtt;'i;;diti toigrioti di tutte ["'l' presso di lui' chiese loro a qual prezzo .il;"ii T *" "'h" ""ttJ ";d;" J"i fropri padri morti:_e quelli.gli dichiaraavrebbero
"orrr"rtrto" "il"r.i vano che a nessun p.*r"" *t"nU"
mentre i Greci erano 2L7 indiani detti callati, 'o.jili;f,|u-|o i g""itori, chiese,

fittoiia.

Dario allor, chimati quegli

la filoeoftc nello Grecic cloccicrr


presenti e seguivano per mezzo di un interprete i discorsi? a quale prezzo avrebbero accettato di buttare nel fuoco i loio genitori defunti: e quelli con alte grida lo invitarono a non dire simili empiet. Tale in queti casi la forza della tradizione, e a me sembra che giuitamente abbia dtto Pindaro nei suoi poemi, affermando che nomos re di tutte le cose" (Storie, III,
3B).

e lo

del dirilto

Ia sofisricrr crilicc

la problematizzazione della visione tradizionale delle leggi e dei valori, sottoposta alle tensioni politiche e culturali che abbiamo descritto, trova i
suoi interpreti principali. La stessa caratterizzazione sociale e prof'essionale

Ma nei sofisti e nell'ambito di pensiero da questi influenzato che la crisi

dei sofisti (stranieri, viaggiatori, e tuttavia profondamente oinvolti nel compito decisivo della formazione della classe dirigente ateniese) li colloca in posizione strategica nel dibattito sui problemi posti dalla vita pratica; pi ancora, lo stile e i risultati della loro indagine filosofica sui temi della conoscenza, della verit, del linguaggio, forniscono gli strumenti teorici necessari a interpretare le trasfbrmazioni in atto su questo terreno (vedi Unit 4). I,a critica radicale, operata da Protagora e da Gorgia in primo luogo, dei fondamenti della speculazione filosofica anteriore, con l scoperta del carattere contraddittorio del conoscere e l'affermazione della sovranit dell'opinione, genera un effetto di rottura altrettanto potente sul
piano delle esperienze etico-politiche. Anche ilnomos" come la verit, sottratto all'app artenenza a un ordine superiore, perde ogni garanzia di validit universale. Ricondotto nell'ambito delle esperienze umane, vede messi in
discussione

il

suo fondamento e la sua autorit.

Nell'indagine sofistica si consuma la rottura della connessione fra ordine naturale e ordine politico-sociale: "Si comincia a delineare con i sofisti sostiene lo storico della flosofia Rodolfo Mondolfb - la distinzione fra mondo della natura (totalit delle esperienze e dell'ordine indipendenti dall'uomo) e mondo della cultura (complesso delle creazioni e mniere di vivere dell'uomo)". Tramonta, in altre parole, la solidariet fra nomos e
physis, e si apre

il problema del loro rapporto.

ilAII'RA E GOilVENZIONE NEllA DOTRTIIA DI PROilAOORA


Per quali ragioni si dovrebbe rispettare la legge, nel momento in cui se ne riconosce l'origine convenzionale? e che cosa potr distinguere la forza della

legge dal puro arbitrio di chi detiene il potere? Se giusto e legale non coincidono pi necessariamente, a quale ordine di valori si ispirer una condotta individuale moralmente accttabile e desiderabile? Il dibattito filosofico-politico della seconda met del V secolo non oflre una risposta univoca a queste domande. Una comune radice, la consapevolezza della relativit del nomos, alimenta sviluppi di pensiero destinati ad approdi diversi, nell'intreccio sempre pi stretto fra rifllssione teorica e prass politica.

zicnnlil

lcconvendelle legge nel penciero

di Prolagorc

2lB

Cos, in Protagora, la questione del fondamento delle leggi affrontata e risolta in rapporto alla comunit politica, alla citt. Ela polls stessa a fornire il criterio di demarcazione tra il giusto e l'ingiusto: "quali cose a ogni citt sembrino giuste e belle, queste sono anche tali per essa, fintanto che tali le creda" - afferma il sofista nel Teeteto platonico (I67c). La convenzionalita delnomos,la variabilit delle sue prescrizioni nel tempo e nello spazio, non impedisce che solo nell'ordine della legge sirealizzi una possibilit di convivenza specificamente umana; allo stesso modo - sul pino gnoseologico l'impossibilit di afferrare una verit assoluta, testimoniala dalla necessaria

Uiltr45,/
oopi

e neflrrfc

pluralit deilogoi, non impedisce di costruire di volta in volta quel discorso


generale e comprensivo, di validit e di efficacia.

fbrte" (krtton logos) capace di attingere un livello superiore, pi

lE-G rlQfcrini ritr;rrilxe irq re

in dissidio con pl4rsis" per destinato a realizzare un ordine di rappor"ti superiore. La vita stessa dell'uomo non pensabile al di fuori dei principi di convivenza che nelle leggi trovano espressione. Solo nel nomos il cittadino rearezza che notnos) senza essere

sofista di Abdera non tratta esplicitamente il rapporto legge/natura: ma nel celebre mito del Protagora platonico (--+ testo 1), appare con chia-

Il

lizza una possibilit di educazione e di perfezionamento, come pienamente visibile non solo nell'esaltazione protagorea dell'insegnamento quale condizione di acquisizione della "virt politica", ma anche dalla sua
concezione della pena: con grande modernit, la pena pensata non come vendetta o mera sanzione riparatrice di un torto, in quanto tale del tutto incapace di ripristinare l'equilibrio infranto della giustizia, ma come strumento di prevenzione, che ha di mira pi il bene a venire che il male compiuto (Platone, Protagora" 324 a-b). Ma la visione di Protagora, che colloca il rapporto natura/legge nel quadro unitario oflrto dalla polis democratica, non appare pi sostenibile quando quest'ultima vede deteriorarsi irrimediabilmente gli equilibri politici al suo interno.

IA GOHRAPPOSIZPilE IRA PHYSIS E NOMOS


Sul piano teorico, prende corpo allora, con la generazione di sofisti attiva
a

partire dalla seconda met del V secolo, la contrapposizione esplicita di


physis a nomos. Di fronte a una legge che appare sempre pi espressione di interessi di parte e oggetto di contesa tra fzioni, Ia natura, cui si attribuisce valore normativo universale, assolve una duplice funzione: da un lato si fa

appello a essa per condurre una critica radicale alle convenzioni morali, sociali e politiche; dall'altro la si assume come modello di un nuovo e pi alto piano di valori al quale ispirarsi.

lonfino tadurc nenzicne LAnltfonfe lsilcein


tsFi!

ad Antifonte solista radicalmente scisso tra ci che per natura e ci he per convenzione (le tecniche, i costumi, le leggi). In questo modo, due diversi ordini di realt - il naturale e l'artificiale - si sono costituiti in aperto dissidio (-> testo 2). Le leggi si mostrano incapaci di rispondere alle esigenze della natura umana, manifestandosi al contrario come limitazione e coartazione di questa. Non dunque alla legge che l'uomo deve guardare per orientare i propri comportamenti. ma alla natura, che si mantiene costante al di sotto della variabilit dell'artificio umano ("se si seppellisse un letto e la putredine del legno diventasse viva, non nascerebbe n letto, ma legno' - DI( {r. B l5). La prima sofistica aveva negato la possibilit di una conoscenza dell'ordine universale delle cose: non cos Antifonte, per il quale .chi conosce l'ordine dell'universo, pu ascoltare la legge d'armonia' (DK fr. B 6). Se tutto, nel macrocosmo naturale, armonicamente equilibrato, anche nel microcosmo della collettivit umana e quindi nel microcosmo sociale i conflitti prodotti d.al nomos potranno essere superati nella concordia (/zomnoia), e cio nell'accordo degli individui fia loro e del singolo con se stesso, purch gli uomini si risolvano a vivere seguendo i dettami della physis che li accomuna.

Il mondo dell'esperienza appare

2I9

lafilocoftn nello 9recio cloeeica


Una dottrina vicina a questa dovette insegnare Ippia di Elide: coltivando la

polymathia,la conoscenza "enciclopedica", l'uomo pu mirare ad afferrare l'universalit della natura; attraverso l'autrkeia, l'autosullicienza, pu
avere con questa un rapporto che riduca al minimo artificialit e interme-

diazione. E quanto alnomos, non si potr certo pensare "che le leggi e l'obbedienza a esse siano una manifestazione seria, dal momento che spesso proprio coloro che le hanno emanate le disapprovano e. quindi, le mutano" (DI( fr.

A r4).
La precariet e la contraddittoriet della legislazione positiua, cio codificata

in un diritto, va superata nel riferimento alle leggi non scritte (grapho nomoi) che sono comuni a tutti i popoli. 'fale comunanza resa possibile dall'esistenza di un legame naturale che stringe in parentela e unit tutti i
simili.

Il diritto positivo dovr dunque ri{lettere nelle sue norme

questo principio: diversamente, la legge non potr essere che "tiranna degli uomini". introducendo vincoli artificiosi e altrettanto arbitrarie separazioni in ci che per sua natura unitario. A Ippia fa eco Antifbnte: prive di ogni fondamento si rivelano le gerarchie sociali e la stessa distinzione fra greci e barbari, a fronte dell'esistenza di una comune condizione umana (---t testo 3).

Una sorta di cosmopolitismo, l'intuizione della possibilit di una legislazione ideale universale fondata sul diritto naturale, costituisce dunque il punto di arrivo di questa impostazione.
polifico dillagimeico
Il reolicno Ma Ippia e Antifbnte non sono gli unici protagonisti di questa prospettiva di pensiero, n il percorso dell'antitesi nomos/plqrsis pu dirsi cos univocamente lracciato. Il razionalismo critico elaborato dalla cultura so{istica diviene arma politica in una lotta che ha come posta la sopral'vivenza stessa del regime democratico al cui interno esso si formato; possono cos trovarsi - afferma Werner Jaeger - "l'una accanto all'altra una visione democratica e una visione aristocratica della natura e del mondo. La nuova immagine del mondo mostra in aumento le voci di coloro che, anzich venerare l'uguaglianza geometrica, mettono in risalto la naturale diseguaglianza fra gli uomini e da questo fatto muovono nello svolgere tutto il loro pensiero giuridico e politico". Nel primo libro de La Repubblcn, Platone f'a pronunciare a Trasimaco di Calcedonia, sofista, retore e alryocato attivo negli ultimi trent'anni del secolo, una lezione di crudo realismo politico: "la giustizia non altro che l'utile del pi fbrte" sostiene Trasimaco. .Ciascun governo legifera per il proprio utile, la democrazia con leggi democratiche, la tirannide con leggi Liranniche, e gli altri governi allo stesso modo. E una volta che hanno {atto le leggi, eccoli proclamare che il giusto per i sudditi si identifica con ci che

il loro proprio utile; e chi se ne allontana, lo puniscono come trasgressore sia della legge sia della giustizia. In ci dunque consiste quello che, identico in tutti quanti gli Stati, definisco giusto: l'utile del potere costituito" (Repubblica, I, 33Bc-339a).
invece

l'ulile del pilorre

Lo

giuslizio

220

La legge nonrealizzaalcuna giustizia. malegalizzala sopra{I'azione; la citt teatro di uno scontro di forze, senza che vi sia un ordine superiore al quale riferirsi: "gli dei non badano alle cose umane; altrimenti non trascurerebbero il massimo dei beni fra gli uomini, la giustizia: vediamo infatti che gli uomini non l'applicano mai" (DKfr. B B). Nel momento della proposta politica, Trasimaco rivela la sua appartenenza al partito dei fautori di un ritorno all'oligarchica "costituzione dei padri": il regime maggioritario del demos non produce altro che lotte intestine e

Iil

';i

disputelraoratoriche.contendonosenzailcontrollodellaragione.Perch, non s'accorgono loro proprio argoment;;'


orrando ai siovani rrrrtuuu

;LtdH;ffi;"i"-i'"" """t o l,altro argomenti contrari, contenuto nel dell'ar,r,ersario che fanno la stessa ."J; ;""ir;i;;*;"i" tempo antico'
pt*e lo sia.to delle cose non obb.ligava a bene la citt" ';;F;"' llJii?"'r?'i,r,";i;i;b;tr;". gti anziani governavano (lt< t'. e t).
&iidr, lc

M;di"

d-un11'9 ripristinare "quel

hgecome tnento rloninio

natura delle leggi e de potere Analogamenle. nessuna illusione circa la izione pol itica si ntu ui,Ln;;;i';,il;";rarico cri zia. la cu ;i;;?,;;;i, spregludt."t""" n"tlu sfera della pura,forza (sar lra muove con " "l()i"'u d;ilAiT9 dei Trenta tiranni)' Non solo la legge' ma i'rJ"rptii umana e mera "!poln.-"nti t["ft" ll religione appare a rizia creazione comnetamente slrumenli [ornon sono a'[tro che,gli lunzione de-potere. Leegi e divinit eiati dalt'abil" l"gislatJ':bp;

Xttrru"r.o la punizione;

.oni moralir'e socialit. L,inlero sislema dei r,arori si piesenta

;;1;;" l'inganno capace diridurre a. ordine' i; pt;;' una pfr]'sis umana priva" in se slessa' di come il frurto

;ilffi :,;i;ilfi ;;,; ;"Garia falsificazione (-> testo 4)'


,[de;]l lbggeunl 'htrdcn
&ideboli

figura cenlrale.del Gorgia Non meno radicale il punto di vista di catlicle. in cr*i" P[rro"" ci dia lestimosi. "'i*.i,i"*"

;;l#;ij"ri,

"h" nianzadiuna"on"",tott"dellavitaemergentenell'Atenedeltempo'posd"l-p""ots9 cgmpiutg 1:l I :""tlt siamo ritrovarvi uno aiii""t1""too Leggi, convenzioni' valori morah sono rnven["il"*lr".i iomoslphysii' ai pochi' ai lorti di realizzioni dei deboli - la maggioranza - per rmpedire natura' Ne[ no'ot si istituisce zare la superiorit che-l caralterizza.per : "uiffi t"h"5;;;;;rdil;rirri""t", ce viotenza nei confronti di pTr.vsis mostra che i migliori i""ifestazione, suesta inltti, i" ,di';;;il" si i"pdgi;"'o'"o*uono' E i mieliori sono coloro che di ;:Js;;;; capacr dr J];tf; pt;;;;i J"sld"rildi aderire'alla natura e mostrano " le caene imposte dalle convenzioni' vivere secondo le sue ieffi";pJ';;"do da nomos su pfiysis conduce dunque La denuncia della viole'n?a s"r"ilatu titp"tio a quello p,ensato da Callicle a invocare ;;i-il"";;;;;;1" ,p""ol"," in qesto comando Innia e da Antilbnte: la natura deve cmand""'" di lutti' iSJilrt u ."p"titriie di alcuni' non l'eguaglianza sofisti verr impostato e dai V;;; pii uo".ti **" I p-Ut"ma"roloato classica, quella di Platone e grurr-d-iiJ"fi; deila Grecia risolto dalle a,r" q tuffavla di un problema il;ii; ;iAd;":r,, (r"a,'"ria " rr). si rrana storici e teoretici, tutta la *"ture dei contesti destinato a percorrere, p", ""i giuridico .e. politico' legge"e storia del pensiero ;;:iJ;;i;it'- Sul, piano di modelli ieorici rivolti alla natura cosriruiranno eiii.*i"if fonda'mentafr resolano la rita associata e i critico e alla.fondao;;;;tl;;";".9n" due dimen;;ffi; frr'jJ"ia"f "'"o",tini,.. Nella tenslone lra queste forme politiattrito tra *"-""ti di particolare
sioni troveranrro

cheesistemidivalore:cosawerr'perese.moio'diliontealcompitodella lt XVI e il XVIII secolo' fondazione teorica d;i""tt"t" ;;"*io' tt" (o si considera) "natura l:', .t ::lu M;;; ;; s" n"rut". h';"t;;tii ;;"'storjco" comunque questa venga rmpo"io '"c,jlturale"" -

"rpr""Jrirr"

"il;'J;'^rtiri"iale'". utii""t pi' volte.per p"n"t" il rapporto lra l'uomo e stata e risolta Un terreno ""oa i" ior-" ".onorni.n.l to"'aii J tutt"tuli.in'cui esso inserilo'e o'umane". o'naturali" *"rro che le scienze, il;;d;;;i;11;;ilr,o,

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