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Studiare e fare

es. 2 p. 3, frasi 6-12;


es. 3 p.4, frasi 1-4;
es. 5 p.6, frasi 1-5 esclusa 2
Le completive dichiarative negate da ut non
Osserviamo la seguente frase:
Accidit ut esset luna plena. (Caes.)
Il verbo principale accidit, accadde, privo di soggetto; la frase in s non d senso compiuto.
Quanto alla subordinata introdotta da ut, il senso risulta incoerente sia che ipotizziamo una finale sia
una consecutiva:
** Accadde affinch ci fosse luna piena **
** Accadde cos che ci fosse luna piena **.
Ritorniamo a questo punto alla principale, osservando che ci che manca per darle senso compiuto
un soggetto che completi il nucleo del verbo, specificando che cosa accadde.
Effettivamente, accidit in questo caso una forma impersonale.
La subordinata introdotta da ut una completiva dichiarativa soggettiva.
Litaliano non distingue questo tipo di completive (che, come vedremo, sono rette prevalentemente
da verbi di accadimento) dalle altre dichiarative.
Tradurremo pertanto come le altre completive di questo tipo, cio in forma esplicita con che e in
forma implicita con di + infinito:
Accadde che ci fosse la luna piena.
Le completive dichiarative al congiuntivo alla forma affermativa sono introdotte da ut.
La negazione della forma negativa ut non.
Tali subordinate si presentano quindi formalmente affini alle consecutive, ma, a differenza delle
consecutive, esse sono vincolate alla consecutio temporum.
Nelluso dei tempi verbali, prevale la consecutio temporum della contemporaneit:

Il congiuntivo presente in dipendenza da un tempo principale;


Il congiuntivo imperfetto in dipendenza da un tempo storico.

In quanto completive, esse completano in funzione soggettiva o oggettiva solo il nucleo di


determinate categorie di verbi.
Nella fattispecie, le completive negate da ut non dipendono da verbi o da locuzioni che indicano:

Accadimento
Si trovano in forma impersonale alla terza persona singolare.
fit ut, accidit ut, accade che
in eo est ut si sul punto di, ecc.
1

Fit ut aequis condicionibus ab armis discedatur. (Caes.)


Accade che si cessano le ostilit (lett. ci si allontana dalle armi) a giuste condizioni.

Conseguenza o risultato
Si trovano prevalentemente con costruzione personale; troviamo la forma impersonale
regolarmente alla terza persona del passivo.
facio ut, faccio s che
efficio ut, faccio s che, ecc..
Perficiam profecto ut Licinium in numero civium putetis. (Cic.)
Far certamente in modo che voi consideriate Licinio nel novero dei cittadini.

Stato di fatto
Si trovano in forma impersonale alla terza persona singolare; frequenti anche le locuzioni
impersonali formate da sum + un sostantivo o un aggettivo neutro singolare.
accedit ut, si aggiunge che
restat ut, rimane che
reliquum est ut rimane che, ecc.
Ad Ap. Claudi senectutem accedebat etiam ut caecus esset. (Cic.)
Alla vecchiaia di Appio Claudio si aggiungeva anche che era cieco.

Attenzione:
Coi verbi e le locuzioni impersonali la completiva ovviamente in funzione soggettiva.
Esercizio 1
Completa la seguente tabella, costruita secondo le categorie semantiche precedentemente
esaminate, inserendovi i verbi e le locuzioni del seguente elenco, con a fianco il loro significato che
verificherai sul dizionario: sar un utile strumento di riferimento.
Evenit ut, perficio ut, relinquitur ut, integrum est ut, fieri potest ut, efficitur ut, sequitur ut, huc
accedit ut, satis est ut, mos est ut, incredibile est ut, contingit ut, verum est ut, consuetudo est ut,
optimum est ut, consentaneum est ut, obtingit ut, prope est ut.
Verbi di accadimento

Verbi di conseguenza
o risultato

Verbi o locuzioni
indicanti
uno stato di fatto

Esercizio 2
Analizza le seguenti frasi e traducile
1. Obscuritas rerum facit ut non intelligatur oratio. (Cic.) 2. Gravitas morbi facit ut medicinae
egeamus. (Cic.) 3. Potest fieri ut fallar. (Cic.). 4. Reliquum est ut egomet mihi consulam. (Nep.) 5.
Iustum est ut tuus tibi servus tuo arbitratu serviat. (Plaut.) 6. Nec vero hic locus est, ut de moribus
maiorum loquamur. (Cic.) 7. Plerumque accidit diuturnitate ut consuetudine diligentia minuatur.
(Cic.) 8. Fieri non potest ut quis Romae sit cum est Athenis. (Cic.) 9. Si haec enuntiatio vera non
est, sequitur ut falsa sit. (Cic.) 10. Soli hoc contingit sapienti, ut nihil faciat invitus, nihil dolens,
nihil coactus. (Cic.) 11. Di magni, facite ut vere promittere possit. (Catull.) 12. Iam prope erat ut
nec duci milites nec militibus dux satis fideret. (Liv.) 13. Verum est ut populus Romanus omnes
gentes virtute superarit. (Nep.) 14. Tenuit consuetudo ut discipuli serius quam ratio postulat
praeceptoribus eloquentiae traderentur. (Quint.)

Fore ut + congiuntivo
Linfinito futuro di fio, fore, costruito con la completiva dichiarativa introdotta da ut, si trova spesso
in dipendenza da verbi o locuzioni che reggono uninfinitiva.
Il costrutto fore ut + congiuntivo costituisce infatti unalternativa allinfinitiva con linfinito futuro
(per esprimere quindi un rapporto di posteriorit). Quando fore seguito da ut evidentemente
usato impersonalmente, e significa dunque stare per accadere che.
Osserviamo lesempio:
Scipio suspicabatur fore ut postero die invitus dimicare cogeretur. (Caes.)
Linfinito futuro conferisce allinfinitiva un rapporto di posteriorit rispetto alla principale; di
conseguenza anche la subordinata retta da fore, ad esso contemporanea, sar posteriore rispetto al
verbo principale.
La traduzione letterale di questo costrutto stilisticamente inaccettabile in italiano:
Scipione sospettava che sarebbe accaduto che il giorno dopo fosse costretto a combattere senza
volerlo.
Conviene dunque semplificare, evitando di tradurre fore e rendendo la subordinata introdotta da ut
come una dichiarativa con rapporto di posteriorit rispetto alla reggente:
Scipione sospettava che il giorno dopo sarebbe stato costretto a combattere senza volerlo.
Questa costruzione particolarmente frequente quando fore ut seguito:
da un verbo passivo, in cui, come sappiamo, la forma dellinfinito futuro, raramente usata;
3

da un verbo privo di participio futuro, che quindi non pu formare linfinito futuro attivo.

Esercizio 3
Analizza e traduci le seguenti frasi
1. Non speraverat Hannibal fore ut tot in Italia populi ad se deficerent (Liv.) 2. Decii rebantur fore
ut exercitus imperatorem, equo incitato, se in hostem immitentem persequeretur, id quod evenit.
(Cic.) 3. Caesar magnam in spem veniebat fore ut Ariovistus pertinacia desisteret. (Caes.) 4. Otho
speraverat fore ut adoptaretur a Galba. (Svet.) 5. Magnam spem habere coepi fore ut te brevi
tempore incolumem haberemus. (Cic.) 6. Magna me spes tenet fore ut omnes expergiscantur ad
libertatem. (Sall.) 7. Non eram nescius, Brute, fore ut hic noster labor in varias reprehensiones
incurreret. (Cic.) 8. Veientes in fatis scriptum habebant fore ut brevi a Gallis Roma caperetur. (Cic.)

Le completive volitive negate da ne


Osserviamo la seguente frase:
Hasdrubal conloquio petivit ut coram leges conscriberentur. (Liv.)
Il verbo principale petivit regge il nominativo Hasdrubal; conloquio sicuramente un ablativo,
(ragionevolmente con valore di tempo); traduciamo la principale:
Asdrubale chiese durante il colloquio. Anche in questo caso la frase, isolata dal contesto, non
d senso compiuto.
Parallelamente non d senso la subordinata, n come finale, n come consecutiva:
** Asdrubale chiese durante il colloquio perch le leggi fossero redatte pubblicamente **.
**Asdrubale chiese durante il colloquio cos che le leggi fossero redatte pubblicamente **.
Ritorniamo dunque alla principale, osservando che al verbo manca un argomento che completi il
nucleo del verbo, specificandone loggetto, che cosa chiede Asdrubale.
La frase introdotta da ut in effetti una completiva volitiva oggettiva, che anche in questo caso
renderemo in italiano col che:
Asdrubale chiese durante il colloquio che le leggi fossero redatte pubblicamente.
Le completive volitive alla forma affermativa sono introdotte da ut.
La negazione della forma negativa ne, come per tutte le subordinate che rientrano nella sfera della
volont.
Tali subordinate si presentano quindi formalmente del tutto affini alle finali.
Nelluso dei tempi verbali, troviamo, come nelle finali, la consecutio temporum della
contemporaneit.
Le distinguiamo dalle finali in quanto completano in funzione oggettiva (o molto pi raramente
soggettiva) verbi o locuzioni che esprimono:

Richiesta
oro ut, prego che, di;
postulo ut, scongiuro che, di, ecc.
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Caesar in primis ut ipse cum Pompeio conloqueretur postulat. (Caes.)


Cesare per prima cosa chiede di parlare con Pompeo.

Comando o Concessione
impero ut, comando che, di
hortor ut, esorto a
Domitius hortatur eos ne animo deficiant (Caes.)
Domizio li esorta a non perdersi danimo.

Conseguimento di uno scopo


assequor ut, ottengo che, di
mereo ut, merito che, di
curo ut, mi preoccupo che, di
Opibus merebor ut fidem pretio obligem. (Sen.)
Col denaro otterr di legare la fedelt a un prezzo (cio: comprare la fedelt).

In quanto esprimono una volont, normalmente troveremo i verbi reggenti col soggetto espresso, e
la completiva volitiva da essi dipendente avr pertanto prevalentemente funzione di oggetto, poich
indica il contenuto, lobiettivo del comando, della richiesta, ecc
Attenzione:

In italiano le subordinate completive volitive alla forma esplicita vengono introdotte dalla
congiunzione che, ma, a differenza delle dichiarative (che hanno talora lindicativo e talora il
congiuntivo), sono sempre costruite col congiuntivo:
La prof. chiede che tutti consegnino il compito.
Alla forma implicita dobbiamo fare attenzione alla costruzione richiesta dai singoli verbi;
infatti, alcuni verbi richiedono di + infinito (prego di). altri a + infinito (esorto a). :
La prof. chiede di consegnare il compito.
La prof. esorta a consegnare il compito.

Come abbiamo osservato per le interrogative indirette, alcuni verbi che reggono subordinate
completive volitive si costruiscono con laccusativo del destinatario della richiesta o dellordine:
Metellus filios suos monuit ut funebri Scipionis lecto humeros subicerent. (Val. Max.)
Nella traduzione rispetteremo ovviamente la costruzione italiana del verbo reggente, che in
questo caso richiede largomento di termine: Metello comand ai suoi figli di portare sulle
spalle il feretro di Scipione (lett. di sottoporre le spalle al feretro di Scipione).

Esercizio 4
Completa la seguente tabella, costruita secondo le categorie semantiche precedentemente
esaminate, inserendovi i verbi e le locuzioni del seguente elenco, con a fianco il significato e la
costruzione italiana che verificherai sul dizionario: sar per te un utile strumento di riferimento.

obsecro ut, permitto ut, peto ut, consequor ut, praecipio ut, adipiscor ut, do ut, moneo ut, mando ut,
operam do ut, rogo ut, video ut, exigo ut, studeo ut, caveo ut, suadeo ut.
Verbi di richiesta

Verbi di comando o
concessione

Verbi indicanti il
conseguimento di uno
scopo

Esercizio 5
Analizza le seguenti frasi e traduci
1. Te rogo ne contrahas aut dimittas animum, neve te obrui magnitudine negotii sinas. (Cic.) 2.
Danda opera est ut ea res aut prosit aut certe ne obsit rei publicae. (Cic.) 3. Te oro atque hortor ne
diffidas. (Cic.) 4. Caesar Ubiis imperat ut pecora deducant suaque omnia ex agris in oppida
conferant; mandat ut crebros exploratores in Suebos mittant. (Caes.) 5. Oro, Chremes, ut me
adiuves. (Ter.) 6. Vide ne facinus facias. (Cic.) 7. Orandum est ut sit mens sana in corpore sano.
(Iuv.) 8. Ab homine exigitur ut prosit hominibus. (Sen.) 9. Tibi praecipio ne sis miser ante tempus.
(Sen.) 10. Stude non ut plus aliquid scias, sed ut melius. (Sen.) 11. Cavendum est ne adsentatoribus
patefaciamus aures neve adulari nos sinamus. (Cic.) 12. Non ut diu vivamus curandum est, sed ut
satis; nam ut diu vivas, fato opus est, ut satis, animo. (Sen.)