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Appunti di grammatica inglese

Consiglio sulla pronuncia: le parole inglesi hanno tutte un picco, l’unica parte pronunciata
chiaramente a discapito del resto. Sia per un pronuncia corretta che per la comprensione
nell’ascolto, è utile tenerlo sempre presente.

PRONOMI PERSONALI: I, you, [he, she, it], we, you, they.


PRONOMI PERSONALI OGGETTO: me, you, [him, her, it], us, you, them.
PRONOMI POSSESSIVI: mine, yours, [his, hers, its], ours, yours, theirs.
AGGETTIVI POSSESSIVI: my, your, [his, her, its], our, your, their.

PRESENTE

PRESENT SIMPLE
Si costruisce col verbo all’infinito. Si aggiunge una -s alla terza persona singolare, mentre ai verbi
che terminano in o, s, ch, sh, x si aggiunge -es.
Nelle domande e nelle negazioni (not/-n't) si usa l’ausiliare do (does alla terza persona singolare).
 Azioni abituali: I usually get up at 7:30.
 Azioni e situazioni generalmente vere: Liz plays in the school basketball team.
 Fatti che sono sempre veri: The sun rises in the east.
 Gli avverbi di frequenza si inseriscono tra il soggetto e il verbo. In ordine da sempre a mai
sono: always, often, usually, sometimes, rarely, never.
 In una normale frase al passato è possibile usare il present simple per rendere storie o
scherzi più immediati e interessanti.
 Alcuni usi per il futuro spiegati dopo.

PRESENT CONTINUOUS
Si costruisce con l'ausiliare essere be a la forma -ing del verbo principale.
Nei verbi che terminano in -e, questa cade (write > writing); in quelli composti da una sola sillaba
terminanti in una vocale e una consonante, quest’ultima viene raddoppiata (swim > swimming); in
quelli terminanti con -ie, questa diventa -y (lie > lying).
 Azione che si svolge nel momento in cui si parla: I'm listening to you.
 Azione abitualmente in atto in un periodo del presente, anche se non nel preciso
momento in cui si parla: I'm studying medicine.
 Un'azione come la precedente, continuamente ripetuta nel presente, ma non abituale:
She's always breaking things.
 Il Present continuous si usa in azioni in svolgimento fino a ora e che continueranno, mentre
il Present perfect continuous per le stesse azioni che potrebbero o no continuare.
 Alcuni usi per il futuro come nelle azioni preprogrammate nel prossimo futuro: Are you
doing anything on saturday? We're going skating.
 Nell’uso per il futuro è quasi sempre presente un’espressione temporale.
 Si aggiunge always quando vogliamo esagerare o lamentarci di qualcosa.

I verbi dinamici (valore temporaneo) si differenziano da quelli statici (sempre così) i quali non
hanno la forma continua, a meno che non assumano valore di azione: I have two sisters (stato
permanente) / I'm having problems with this computer (azione temporanea).

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I verbi statici sono di solito di percezione involontaria, stato d'animo, volontà, atteggiamento
mentale, possesso ed esistenza.

Confronto:
Present simple Present continuous
Permanente Temporaneo
Abitudine e routine In svolgimento ora
Fatti sempre veri Eventi che avvengono in un momento
Situazioni generali Situazioni particolari
 I live in Leghorn (sempre). I'm living in Rome (solo per un certo periodo).
 This plane lands in Pisa (routine). We're landing (in svolgimento ora).
 “Feel” può essere usato indifferentemente nelle 2 forme.

FUTURO

Per esprimere il futuro si possono usare i presenti già visti, oppure le forme will e be going to.
Il futuro del verbo essere to be si usa solo con “will” o con “going to”, mai nel present continuous:
I'll be back soon.

WILL
Si utilizza con il verbo all'infinito, viene abbreviato in 'll. Al negativo (will not) diventa won't.
La forma formale shall (con I e we) non è più usata, ad eccezioni del caso: Shall I write a map?
 Di solito è accompagnato da espressioni temporali.
 Quando si parla generalmente di supposizioni future, opinioni, speranze e predizioni, per
quantizzare si può aggiungere perhaps, probably, definitely, maybe.
 “Probably” si inserisce dopo will, ma prima di won't. “Perhaps” e “maybe” prima del
soggetto e “definetely” dopo will.
 Una decisione spontanea, una promessa, un'offerta, una richiesta, un suggerimento, una
minaccia (e casi come: I'll see you Tomorrow).

BE GOING TO
 Per piani e intenzioni nel prossimo futuro o anche più in là nel tempo. Generalmente
questo uso è lo stesso del present continuous, ma be going to può suggerire che i dettagli
non sono ancora stati decisi (è solo un progetto), mentre nell'altro tutto è stato fissato.
 Per predizioni probabili o inevitabili quando nell'attuale situazione si hanno delle prove,
per esempio visibili. Se questa evidenza non c'è, le predizioni con questa forma e con will
sono interscambiabili: Look out! Those books are going to fall!

FUTURE CONTINUOUS
E' formato da will+be+Verbo in -ing: I'll be eating lunch on the plane.
 Si usa quando si immagina un'azione in svolgimento nel futuro: Tomorrow at this time
we'll be traveling through France.
 Si usa quando si paragona ciò che si fa adesso con quello che si farà nel futuro.
 Per dire che qualcosa avverrà sicuramente.
 Quasi sempre è presente un'espressione temporale.

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FUTURE PERFECT
Will+have+participio passato: By the time we get to the cinema, the film will have begun.
 Quando si guarda indietro da un punto di vista futuro, spesso co n by o by the time.
 La situazione non è ancora avvenuta, ma in un certo punto del futuro accadrà.

PRESENT SIMPLE (2)


 (raro) Azioni che avverranno in seguito a ferma decisione: We leave London tomorrow
morning.
 Per frasi introdotte da when, after, before, unless, in case, as, as soon as, as long as, until,
by the time, the first time, the next time, if: When he comes, I'll not be here.
 Con queste locuzioni si può utilizzare anche il present perfect, per sottolineare che l'azione
è conclusa: Hand in your paper as soon as you have finished.

PRESENT CONTINUOUS (2): spiegato prima.

PASSATO

PAST SIMPLE
Si aggiunge -ed all'infinito. Nei verbi terminanti in e si aggiunge solo la –d; in quelli con
consonante+y, quest’ultima è sostituita da -ied (cry > cried); in quelli che terminano con una
vocale e una consonante, questa viene raddoppiata (fit > fitted).
Altri verbi hanno forme irregolari. Domande e negazioni con l’ausiliare did.
 Descrivere azioni e stati in un periodo di tempo nel passato ormai concluso.
 Azioni abituali del passato.

PAST CONTINUOUS
Be (passato) + Verbo in -ing.
 Descrive una situazione in svolgimento nel passato, usato spesso con un evento
improvviso del past simple: I was having my lunch when Ruth phoned.
 Abitudini del passato avvenute solo in un preciso periodo.
 Descrive più di una situazione in svolgimento nello stesso momento (while, when) di tipo
"durante il…": While James was cooking, David was phoning a friend.
Diverso dal tipo "al tempo quando…": she was very happy when she got her exam results.

PAST PERFECT
Had + participio passato (formato come il passato, salvo i verbi irregolari).
 Mostra chiaramente che un evento del passato è avvenuto prima di un altro: when we
arrived at Sue's house, she had left.
 Usando before e after si può anche non utilizzare il past perfect, che però rimarca la
conessione fra i 2 eventi ed enfatizza l'azione del verbo a cui è accostato: Sue left her
house before we arrived /Sue had left her house before we arrived.
 Le frasi costruite solamente col past simple sono più semplici, ma spesso la funzione
enfatica del past perfect suggerisce più efficacemente il senso della frase.
 Anche se un evento è accaduto molto tempo si fa si usa il past simple.
 Il past perfect si usa spesso con verbi di pensiero quali think, know, be sure, realize,
remember, suspect, understand e così via: When I got home I realized I'd lost my pen.
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USED TO
Pronunciato /ju:st/, descrive un'abitudine o uno stato del passato suggerendo che questo non è
più vero, evidenziando il contrasto col presente: I used to have long hair when I was younger.
/ Did you use to have long hair when you were younger?
/ I didn't use to play tennins, but now I play most weekends.

WOULD
Si usa nello stesso modo di “used to”, ma descrive solo azioni ripetute nel passato e non stati (è
più frequente nella scrittura che nel parlato): On winter days, we would/used to all sit around the
fire and tell stories. / I used to own a motorbike (non si dice mai “I would own a motorbike”).

COMPARATIVI E SUPERLATIVI

Mary is a better player than Monica. / I think this game is less interesting than that one.
 Nel comparare azioni si usa l’ausiliare a fine frase: You’ve done more work than I have
(You’ve done more work than me).
 Nel comparare due cose uguali si usa just as… as: Mary is just as good as Cathy (Mary is
just as good a player as Cathy).
 Per due cose non uguali si usa not as… as: Cathy is not as good as Mary (Cathy is not as
good a player as Mary).

Sarah is the best player in the team (è anche possibile dire solo “Sarah is the best”).

1 sillaba
Per la comparazione si aggiunge -er all’aggettivo, raddoppiando se finisce con una consonante (big
> bigger), o cambiando in -i se finisce con y (dry > drier).
Per il superlativo si aggiunge -est con le suddette regole.

Più di 1 sillaba
Per comparare si utilizza more (“more modern”) e most per il superlativo (“the most interesting”).
Alcuni aggettivi con 2 sillabe possono essere formati in tutte e 2 le maniere (common >
commoner/more common; commonest/the most common).

Forme irregolari
Good Better The best
Bad Worse The worst
Far Farther/Further The farthest/Furthest
Little Less The least
Much/Many More The most

“Old” quando si descrive dei familiari si presenta in una forma irregolare > old – elder – the eldest:
This is my elder brother. / Jane is their eldest daughter.

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AVVERBI
Per gli avverbi si utilizzano più o meno le stesse regole degli aggettivi, anche se molti avverbi corti
(early, far, fast, hard, late, loud, quick, slow…) hanno 2 forme: Can you work quicker? / Can you
work more quickly?

INTENSIFICATORI
Quando si compara possiamo usare avverbi di grado come bit, much, a lot, far.
This house is much/a lot/far bigger than that one.
/ The Italian film was much more interesting than this one.
/ That film was far less frightening than this one.

DOMANDE
Si dividono in domande sì/no (ausiliare+soggetto+verbo principale…) e domande wh- (what,
why, when, who, whose, which, how).
 Se il soggetto è il pronome, l’ausiliare viene omesso: Who met you at school?
 Si usano domande al negativo quando ci si aspetta una risposta negativa in modo che la
risposta, anche se rimane la stessa, sembri più cortese.
 Nel rispondere brevemente si ripete solo l’ausiliare: Will you be late? No I won’t.

TAG QUESTION
Si può rendere una domanda aggiungendo una short phrase a seguito dell’affermazione.
 In caso di tag negativa ci si aspetta che la risposta sia positiva: You speak French, don’t
you? Yes, that’s right, I do.
 In caso di tag positiva ci si aspetta che la risposta sia negativa: You don’t speak French, do
you? No, sorry, I don’t.
 In ogni caso se l’intonazione nella tag è ascendente, allora è una vera domanda: chi parla
non è sicuro della risposta e ha bisogno di informazioni.
 Se l’intonazione è discendente, questa è solo una domanda di conferma; chi parla
continuerà il discorso dopo la breve risposta dell’interlocutore.
 La tag per “I am” è aren’t; quella per “let’s” è shall.
 Gli imperativi, anche quelli con be e have, usano “will you?” o “won’t you?”.
 Possono essere usate per rispondere esprimendo interesse, sorpresa o incertezza (in
questo caso nessun cambiamento tra forma positiva e negativa): A: I’ve never eaten
spaghetti. B: Haven’t you? (sorpresa). / A: We’re leaving at 6:00. B: Are we? (non è sicuro).
 Possiamo essere più cortesi iniziando con una short phrase come “could you tell me…?” o
“Do you know…?”.
 In questi casi le domande indirette sono sistemate come un’affermazione: Could you tell
me where the post office is?
Nelle domande sì/no si usa if: Do you know if this is the right street?

DESIDERI
 Per il presente: I wish+past simple (è un “second conditional”, non si riferisce al passato): I
wish I owned a helicopter. If I owned a helicopter, I would be happy.
 Per il presente o il futuro, riferendosi a qualcosa di difficile o impossibile, si usa could: I
wish I could fly.
 Per il passato: I wish+past perfect (“third conditional”): I wish I hadn’t eaten so much! I
feel awful! If I hadn’t eaten so much, it would have been better for me!

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 Se il desiderio è positivo si utilizza hope che non viene seguito da un condizionale, ma dal
present simple o da will: I hope you have a good time at the party.
 Nel parlato si può sostituire “I wish” con “if only” per dare enfasi: If only I owned a
helicopter. / If only I hadn’t eaten so much!

RELATIVES CLAUSES
Frasi relative con who, that, which per definire o descrivere persone e cose.
 Defining relative clauses: si identifica esattamente chi, o cosa, è che intendiamo: The
doctor who treated me told me not to worry.
 Non-defining relative clauses: si danno informazioni aggiuntive inserite fra le virgole: Pablo
Picasso, who died in 1973, was a painter and sculptor.

PRONOMI RELATIVI
 Which / that: il primo si riferisce alle cose mentre il secondo sia a cose che a persone (ed è
molto più comune nel parlato): The bus which goes to Cairo leaves from here. / The
woman that we spoke to gave us directions.
 Who / whom: si riferiscono entrambi a persone. Whom si può usare nel parlato formale e
nello scritto al posto di who (quando questo è l’oggetto della frase) e, a volte, anche dopo
una particella (No one knows by whom the victim was shot), ma quest’uso è raro e di solito
si preferisce who o that: No one knows who the victim was shot by.

SOTTOINDERE IL PRONOME
Ci sono frasi relative che si riferiscono al soggetto della frase (The doctor who treated me told me
not to worry) e frasi relative che si riferiscono all’oggetto (The doctor that/who/whom I spoke to
told me not to worry).
Si può sottoindere il pronome nelle:
 Defining relative clause che si riferiscono all’oggetto: The doctor I spoke to told me not to
worry.
 Dopo un superlativo: That was the best meal (that) I’ve ever eaten!
Non si può sottointendere nelle defining relative clause che si riferiscono al soggetto e nelle non-
defining relative clause.

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PRESENT PERFECT
Presente di have + participio passato: descrive eventi passati connessi al presente: I have decided
to leave tomorrow.
 Esperienze nella propria vita fino a ora (non si usano espressioni temporali perché non si
parla di eventi individuali): Have you visited any other countries?
 Un evento passato che ha un effetto sul presente (non si usano espressioni temporali
perché non è importante quando l’evento è avvenuto, ci si concentra sul presente): Helen
has broken her pencil.
 Una situazione iniziata nel passato che continua fino al presente: I’ve lived here for ten
years. / I’ve often seen Jim with his dog in the park (si possono usare espressioni temporali
per dire per quanto tempo o quanto spesso qualcosa è avvenuto).
 Quante cose sono state completate fino a ora (non viene menzionato un tempo esatto):
I’ve read a hundred pages of his book.

ESPRESSIONI TEMPORALI
 Ever, never: quando si chiede o si parla di esperienze di vita: A: Have you ever eaten
Japanese food? B: No, I’ve never eaten it.
 Yet, so far, already: yet si usano nelle domande e nelle frasi negative e hanno un
significato simile a “so far” che è usato nelle domande e nelle frasi positive: A: Have you
finished this book yet? B: No, I’m on page 56. / A: How many pages have you read? B: I’ve
read 56 pages so far.
Already si usa in frasi positive per descrivere azioni avvenute precedentemente: A: When
are you going to finish your letter? B: I’ve already written it.
 Just: si usa per descrivere un evento molto recente: Cathy has just phoned.
 Avverbi di frequenza (always, often…): he has always loved you (uno stato). / We have
often visited Spain (un evento ripetuto).
 For, since: FOR descrive la durata di un periodo di tempo (Tom has worked here for three
months); SINCE descrive il punto dove il periodo di tempo è iniziato (Tom has worked here
since July 10th).

PRESENT PERFECT CONTINUOUS


Present perfect di be + Verbo in –ing.
 Come il present perfect descrive eventi passati connessi al presente, ma situazioni o azioni
in corso di svolgimento: How long have you been living here?
 Enfatizza la lunghezza di tempo dell’azione: I’ve been waiting here all morning.
 Enfatizza che l’azione è temporanea: I’ve been staying in a hotel for the past month.
 Per azioni ripetute: I’ve been phoning here for days, but she’s never a home.
 L’azione può essere finita o continuata a seconda del contesto: Carlos has been studying
English for two years and now he’s stopped! What a shame. / Carlos has been studying
English for two years. He’s going to do an exam next year.
 Espressioni temporali tipiche sono: all day, all morning, for days, for ages, lately, recently,
since, for.

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Present perfect or present continuous
Spesso ci sono piccole differenze fra i 2 tempi: I’ve worked/been working here for two years. / I’ve
lived/been living here for two years.
Si usa spesso il present perfect se l’attenzione è rivolta al risultato finito e il present perfect
continuous se è rivolta all’azione in sé: I’ve written that e-mail to Jackie. I was meaning to do it for
ages. / I’ve been writing that e-mail to Jackie and it’s taken an hour! I’m exhausted!
Infine, se si aggiungono dettagli quantitativi, non si usa una forma continuata: I’ve written four e-
mails. / I’ve done a lot of cooking and cleaning this afternoon.

Present simple or present perfect


Si usa il present simple per descrivere abitudini o stati nel presente e il present perfect per il
tempo fino al presente: I live in Prague (stato permanente, ho sempre vissuto lì). / I’ve lived in
Prague for two years (sono arrivato due anni fa e sto ancora lì).

Past simple or present perfect


Il past simple descrive un evento in un periodo di tempo finito mentre il present perfect un
periodo di tempo che include anche il presente: I lived in Prague in the nineties (ora vivo da
qualche altra parte). / I’ve lived in Prague since the nineties (vivo ancora lì).
La scelta del tempo spesso dipende anche se la propria attenzione è rivolta al passato o al
presente: I had an umbrella, but I left it on the bus (l’evento è distante nella mia testa). / Oh no!
I’ve left my umbrella one the bus (l’evento è presenta nella mia testa).

Have been and have gone


Melissa has been to China (ed è tornata indietro). / Melissa has gone to China (ed è ancora lì).

MODAL VERBS 1
Sono ausiliari usati con il verbo: can, could, will, would, may, might, shall, should, must.
 I verbi modali non possono essere usati insieme.
 Non seguono mai “to”.
 Non hanno la -s alla terza persona e non formano tempi con -ing, -ed, ecc.
 Nelle domande cominciano la frase. Nella negazione > cannot/can’t, could not/couldn’t,
will not/won’t, would not/wouldn’t, may not, might not, shall not/shan’t, should
not/shouldn’t, must not/mustn’t.
 Per un’abilità: I can swim (can a volte viene stressato nella pronuncia per dare enfasi).
Per un permesso: can I leave early, please?
A volte si usa be able to: Will you be able to help me move my furniture tomorrow.
 Per un obbligo: must e have to (have got nel parlato informale), solo nel parlato si
differenziano: have to esprime che la situazione rende qualcosa necessario (una regola per
esempio), mentre must è qualcosa che il parlante reputa importante.
Nelle forme negative “mustn’t” (must not) descrive un’azione proibita, mentre “don’t have
to” un’azione non necessaria.

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Certezza e incertezza
100% Certezza Will
95%-100% Deduzione Must, can’t
80% Aspettativa Should
30%-70% Incertezza May, might, could
0% Certezza Won’t

OPINIONI E CONSIGLI
I think the police should arrest him (opinione).
I think you should talk to your teacher about it (consiglio).
 Si usa anche ought to/ought not allo stesso modo, un po’ più formale, ma meno comune.
 Usando il verbo to think nella frase negativa: I don’t think you should go.
 Per opinioni ferree si usa had better (normalmente contratto): We’d better not forget
about it.

CONTRASTI
 Possiamo usare but (o althrough). Si può enfatizzare con still o anyway: Maria felt ill, but
she still went to school / Although she was ill, Maria went to school anyway.
 Nella scrittura possiamo usare yet al posto di but: Maria felt ill, yet she went to school.
 Per un contrasto ancora maggiore al posto di althrough si può usare even though.
 Si può usare though come although nel parlato informale e nella scrittura. Spesso si
costruiscono due frasi separate: Maria went to school. She was ill, though.
 While, e whereas, possano essere usati nel parlato formale e nello scritto per paragonare
due fatti enfatizzando le loro differenze.
 Despite/in spite of + noun/noun phrase: Despite her illness / Despite being ill.
 However (più frequente nel parlato formale e nello scritto) introduce o completa la frase
con un contrasto (tenere conto della punteggiatura): Maria was ill. However, she went to
school. / Maria went to school. She was ill, however.
 On the other hand introduce un’opinione contrastante.
 Parole come but, although e however vengono chiamate “linking words”.

PHASAL VERBS
Molto comuni nello scritto informale e nel parlato, sono normali verbi seguiti da una o due
preposizioni che modificano il significato, a volte mantenendo una relazione col verbo originale, a
volte cambiando totalmente il senso. Ne esistono di differenti tipi a seconda del numero di
preposizioni utilizzabili o e se vi si può inserire un verbo.
You can rest now and catch up with us later. / You’re going too fast! I can’t catch up!
The film didn’t live up to our expectations. / We’ll call for you about 8:00 so please be ready.

CONNECTIVES: reason and results.


Per spiegare la ragione di qualcosa si usano because, as, since. As e since sono più comuni nel
parlato formale e nello scritto e possono anche iniziare la frase, mentre si evita di farlo con
because, ad eccezione del parlato informale. Per esprimere un risultato invece si usa so: Tim had
eaten 15 ice-creams, so he didn’t feel very well.
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So many/much e so few/little per aggiungere enfasi:
 Countable nouns: I bought so many books I couldn’t carry them all. / There were so few
people in the theatre that the actors didn’t perform well.
 Uncountable nouns: There is so much rain at the moment we hardly ever go out. / We
have so little free time that we don’t watch television.
 Con gli aggettivi: Last night was so hot I couldn’t sleep.
 Con un aggettivo seguito da un nome: It was such a lonely day.
Difficoltà:
 Too+agg per cose difficili e inattuabili: It was too far (non è andato).
 Per dire che “l’azione è...”: It was too far to walk so we took a taxy.
 Not+agg+enough: Little Gerry is not old enough to walk to school.
 Con i sostantivi possiamo usare too many/much, too few/little, not enough.
 Enough viene dopo gli aggettivi e prima dei sostantivi.
Result phrases: as a result, in the end, eventually.

MODAL VERBS 2 (PASSATO)


Abilità: per abilità passate generiche si usa could, couldn’t e was able to. Per una specifica azione
passata si usa solo was able to.
Certezza e incertezza: modal+have+past participle: Lina can’t have written this.
Obbligo: had to, didn’t have to, didn’t need to, needn’t have done (non c’è una forma passata di
must): When I was at school, we had to wear a uniform.
Opinioni e consigli: modal+have+past participle: I think you should have worked harder.

COUNTABLE AND UNCONTABLE NOUNS


Countable nouns hanno una forma singolare e una plurale (a volte irregolare); si può usare a, e an
ed è possibile usare i numeri: one child, two children.
Uncountable nouns hanno solo una forma, sono sempre singolari e non si possono usare numeri.
Tipici sono materiali e sostanze, idee astratte, attività e sentimenti umani.
 Con entrambi è possibile usare some che ha senso positivo, mentre any di solito si usa
nelle domande e nelle negazioni: We’ve got some juice, but we haven’t got any glasses.
 Si può usare some in una domanda se questa è un’offerta o una richiesta (Could I have
some more tea, please?) e si può usare any in frasi positive nel senso di “non importa
quale”: I’m free any day next week.
 Any ha sempre una sfumatura di “senza limiti”: Is there something I can do to help? (so
cosa fare) / Is there anything I can do to help? (farò cosa posso).
 Many (countable) e much (uncountable) sono usati di solito in domande e negazioni.
 Alcune parole possono essere di entrambi i tipi con un cambio di significato: i primi sono
specifici e i secondi generici: A coffee (1 tazza). / Coffee (generale).
 Un gruppo di parole possiede solo il plurale e si usa con verbi al plurale: Feelings.
 Un gruppo può essere seguito sia da un verbo singolare che da uno plurale.
 “News” è seguito da verbi al singolare.
 “Police” è seguito da verbi al plurale.

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VERBI SEGUITI DA UNA PRECISA PREPOSIZIONE
Alcuni esempi più comuni:
 Dream/know/talk + about;
 Laugh/look + at;
 Apologize/apply/ask/look/pay/wait + for;
 Believe/succeed +in;
 Accuse/remind/taste +of;
 Depend/rely +on;
 Belong/explain/lend/listen/talk +to.
Nelle domande generalmente la preposizione va in fondo: What are you looking for?

PURPOSE (scopo)
 To + verbo all’infinito: Alistair went to the station to meet his parents.
 Nel parlato formale e nello scritto si può usare in order to.
 For seguito da un sostantivo, per indicare la motivazione: I went to the shops for some
milk.
 So (that) + soggetto e verbo: per uno scopo abituale si usa can o il present simple; per uno
scopo futuro si usa can, will o il present simple; per uno scopo passato si usa could, would
o il past simple.
Se il soggetto della prima frase e quello della frase di scopo differiscono, si deve usare sempre so
(that) e mai “to + verbo all’infinito”: Helen played the piano to entertain her friends. / Helen
played the piano so (that) everyone else could dance.

CONDITIONALS
Conditional clause (if, condizione) e result clause (conseguenza).
 ZERO CONDITIONAL (if+present simple… present simple): If you arrive early, you get a
better seat. Si parla di cose sempre o generalmente vere. Ci può essere anche un
imperativo nella result: If you change your mind, give me a ring.
 FIRST CONDITIONAL (if+present simple… will/won’t): If you arrive early, you’ll get a better
seat. Descrive eventi futuri che accadranno di sicuro o è probabile (nella mente di chi
parla è una possibilità reale e non immaginaria). Nella conditional clause è possibile usare
anche altri present tenses (es. present continuous o perfect).
 SECOND CONDITIONAL (if+past simple… would/wouldn’t): if you had arrived early, you’d
have got a better seat. Si parla di eventi futuri immaginari, improbabili o impossibili.
Would nel parlato di solito viene contratto; il past simple è usato al condizionale, ma si
riferisce al futuro.
La forma regolare di be al passato è “I was” e “he/she/it was”, ma si può usare were per
essere più formali.
Possiamo dare consigli con una second conditional che inizia con “if I were you”: If I were
you, I wouldn’t eat so much chocolate!
E’ possibile mettere la if-clause alla fine: I’d be more careful, if I were you.

Unless significa if not: We’ll go out for a walk if it doesn’t rain/unless it rains.
Would si usa anche in altre situazioni che non coinvolgono questo tipo di frasi: riportare ciò che
qualcuno ha detto (he said he would call back later); offerta cortese (would you like some more
tea?); richiesta cortese (would you open the window, please?); qualcuno che si rifiuta di fare
qualcosa (the minister wouldn’t answer the question).

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 THIRD CONDITIONAL (if+past perfect… would/wouldn’t have+past participle): If you
hadn’t warned me about the sun, I would have got sunburnt. Descrive un evento passato
differente da ciò che realmente è accaduto.

Nelle result clause si possono usare anche i verbi modali: If you ever come to Istanbul, I can show
you around the city.
Spesso si usa might e could per dire che non si è certi della result clause. Nelle third conditional si
usa could have (done) o might have (done): If I had bought some more money with me, I could
have taken a taxi.
Nel parlato comune si può usare “imagine” o “supposing” al posto di if.

IT e THERE
 Spesso si usa there per introdurre una nuova informazione: qualcosa esiste (there are
many possibilities); qualcosa accade (there’s a football match every Saturaday); numero o
ammontare (there are twelve students in this class); i modali there seems/appears to be
(there seems/appears to be a mistake).
 Si può usare anche it per introdurre una nuova informazione: volte-giorni-data (it’s one
o’clock. / It’s Tuesday); il tempo (it’s raining. / It rained all night); opinioni (it was a
different choise); aggettivi (it’s strange that we’ve never spoken before); it looks like (it
looks like the sun is going to come out this afternoon); it seems/appears (it seems/appears
(that) our new teacher is Jane).
 Look di solito è seguito da as if+soggetto+verbo o da like+noun phrase: it looks as if Carol
has won. / She looks like a real champion.
 Seem e appear sono seguiti da by (that)+soggetto+verbo.
 Riferirsi a qualcosa: It si riferisce a qualcosa di già menzionato (there is a shop at the end
of the street. It is open every day). There a un luogo (a famous writer used to live there).
 It’s è la contrazione di it is o it has. Its è la forma possessiva.
 They’re è la contrazione di they are. Their è la forma possessiva.

DETERMINANTI E PRONOMI
 ALL: in genere seguito da un sostantivo plurale (singolare in all day/night/the time) e un
verbo (all students… / not all students…).
Si può anche dire all (of) the (“the” può essere sostituito da un pronome possessivo): All
(of) the tickets… / All (of) my friends… / Not all (of) my friends…).
Può essere usato come pronome all’inizio della frase (all I want is some peace and quiet!).
All è usato di solito come un single-word object, altrimenti si usa everything (tell me
everything that happened yesterday).
 SOME: è usato come all, con l’eccezione non accetta la negazione not (some students…).
 NO: si può usare con un sostantivo singolare o plurale (no student… / No students…).
Se è presente un’altra negazione si usa any: I didn’t see any students yesterday.
 NONE: da solo o al posto di no (“none of the”): none of the guests are here yet. / Sorry,
none for you.
Per enfasi “none at all”, “not one”, “not a…” (not one person has done any homework! /
I haven’t had a single phone-call today).
 EACH, EVERY: il loro significato è simile e spesso sono interscambiabili. Entrambi sono
seguiti da un sostantivo singolare (each person/every person in the room was wearing a
hat).

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 EACH: quando pensiamo ai membri di un gruppo uno per uno separatamente (she spent
some time talking to each person in the room). Spesso è seguito da one (there were ten
people in the room. Each one was wearing a hat); each of… (each of you can carry one
parcel). Può essere usato dopo il soggetto o alla fine della frase (my sisters each have their
own room. / My uncle gave my brother and I $50 each).
 EVERY: quando pensiamo a tutti i membri del gruppo insieme (every box was wrapped in
coloured paper). Non si può dire “every of” e non si può usare dopo il soggetto o alla fine
della frase.
 BOTH: si riferisce a due cose, significa l’una e l’altra e si usa con sostantivi e verbi plurali
(both/both the/both of the people in the room were wearing hats. / The people in the
room were both wearing hats. / Both of you can help me. / You can both help me).
 EITHER: significa questo è l’altro ed è seguito da un sostantivo e un verbo al singolare (we
can paint it green or blue. Either colour matches the walls). Insieme alle parole end e side il
significato è uguale a both (there are trees on either side of the street); either of (either of
the books will be very useful).
 NEITHER significa nè questo nè l’altro (we can’t paint it green or blue. Neither colour
matches the walls. / There are trees on neither side of the street. / Neither of these books
will be wery useful).

AGGETIVI E AVVERBI
 Tipologie: opinione (lovely), misura (large), età (old), forma (round), temperature (hot),
colore (green), materiale (wooden), scopo (swimming pool), sostantivo finale (swimming
pool).
Quando è presente più di una tipologia ci sono ordini preferiti: And old leather football
boot (età, materiale, scopo, sostantivo). / A lovely green silk shirt (opinione, colore,
materiale, sostantivo).
Nelle categorie materiale e scopo ci sono sostantivi usati come aggettivi (plastic, steel,
swimming, football).
 Nel gruppo “boiling - hot, warm, cool, cold – freezing” gli aggettivi in grassetto si chiamano
gradable e si possono graduare con very/a bit/extremely. I due agli estremi sono non-
gradable, non possono essere graduati, ma solo enfatizzati con absolutely.
 Aggettivi terminanti in -ing descrivono qualcosa a cui reagiamo esternamente (this film is
interesting), mentre quelli in -ed i sentimenti e le reazioni interne (I’m interested in the
film). Altri dello stesso tipo sono excited/exciting, embarrassed/embarrassing,
worried/worrying, bored/boring.
 Possono essere utilizzati da soli senza un sostantivo davanti: You look ill! / Sue has become
happy, rich and famous.
 Si può usare one invece di ripetere il sostantivo: I like your new coat. It’s a really lovely
one!

Gli avverbi descrivono l’azione del verbo indicando il come-how (quickly), il quando-when
(tomorrow) o il dove-where (over there).
 Molti avverbi how si formano aggiungendo -ly agli aggettivi.
 Alcuni avverbi hanno la stessa forma da aggettivi: This train is very fast. / This train goes
fast.
 Hardly (“quasi niente” > almost not) non ha il significato di “hard”: I could hardly stand up.

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 Gli avverbi di frequenza si mettono dopo “be” o gli ausiliari, ma prima degli altri verbi
(Katherine is never late. / She has never arrived late. / Katherine never arrives late).
 Gli avverbi di grado (very, really, extremely, a little, a bit, quite, terribly) vengono usati
insieme agli aggettivi per descrivere il quanto-how much.

LINKING WORDS
Parole e frasi usate per organizzare le idee usando un ordine preciso, punteggiatura o pause.
 AND: è usato per unire due parole o parti di una frase (Helen put on her coat and picked up
the suitcase). Si può usare both per enfatizzare che ci sono due cose (Helen picked up both
her suitcase and her umbrella).
 TOO, AS WELL, AS WELL AS, ALSO: descrivono due azioni nello stesso momento (Helen
picked up her suitcase and her umbrella too/as well. / … as well as her umbrella. / …, her
coat and also her umbrella).
 FOR EXAMPLE (Diet varies from place to place. For example, in hot countries, people tend
to eat more fruit. / In hot countries, for example, people tend to eat more fruit).
 SUCH AS (non può essere usato a inizio frase): In hot countries, such as Greece, people
tend to eat more fruit.
 Nel parlato formale e nello scritto, in una lista ogni elemento è seguito da una virgola: first
(of all), secondly, …, finally…. Per introdurre l’elemento finale si può usare “in conclusion”.
 AS WELL AS THIS/BESIDES THIS: nel parlato formale e nello scritto per indicare l’aggiunta
di un altro elemento. Il significato è quello di “and”, ma si usa a inizio frase.
 IN FACT/USUALLY: per dare più dettagli o un’informazione a sorpresa (Dave has several
dogs, in fact, he’s got four. / I thought Gina was a doctor but, in fact/actually, she’s a vet).
 IN MY VIEW/PERSONALLY: nel parlato formale e nello scritto, per introdurre un’idea.
 EITHER ... OR: una scelta o un’alternativa (we can either go to the cinema, or stay at home.
/ Either we can go to the cinema, or we can stay at home). Non si può iniziare la frase con
“or” a meno che non sia per completarne una interrotta da qualcun altro.
 INSTEAD OF: al posto di qualcos’altro. A fine frase si toglie of.
 EXCEPT (o except for): eccetto.
 EVEN: persino. Si usa a inizio frase o dopo il soggetto. Anche per enfatizzare gli aggettivi
nelle comparazioni.
 SINCE, YET e WELL, usati come linking words hanno differenti significati: since per as (I
couldn’t swim, since i had a cold), yet per although (no one replied to my knock, yet all the
lights were on), while per although (the first two buses sere full, while the next was
completely empty).

PRONOMI

PRONOMI INDEFINITI
Si riferiscono a persone, cose o luoghi senza dire esattamente cosa sono:
 PERSONE: someone, anyone, everyone, no one (oppure con -body: somebody, anybody...).
 COSE: something, anything, everything, nothing.
 LUOGHI: somewhere, anywhere, everywhere, nowhere.
 TEMPO: sometime, anytime, (all the time), (never).
Sono seguiti da un verbo al singolare, ma quando ci si riferisce a loro si usa they, them e their.
Every one (staccato, pronunciate con lo stesso tono) significa “ognuno di essi” e si usa per dare
enfasi: there were ten chocolates in the box and you’ve eaten every one!
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Everything è usato come single word subject al posto di all (everything has gone wrong. All my
plans have gone wrong).
Non si usano doppie negazioni. La forma corretta è come nel caso di “no one knows.”

PRONOMI RIFLESSIVI
Myself, yourself, himself, herself, itself, ourselves, yourselves, themselves. Spesso si usano con
verbi come “cut, enjoy, hurt, introduce, kill”, mentre con gli altri generalmente no.
Questi pronomi sono usati anche per dare enfasi: Jon cooked all the food himself (nessuno l’ha
aiutato).

ONE impersonale
 Nella conversazione normale si usa you per riferirsi in generale alle persone: As you get
older you tend to forget things. / You take the train to the airport from the Central Station.
Nel parlato formale e nello scritto però si può usare one, che è considerato però
estremamente formale (One takes the train to the airport from the Central Station).
 Forma possessiva: One’s luggage is carried in a special compartment.
 Se one è usato come soggetto, tutto il resto utilizzerà one (non you).
 Nel parlato comune è più comune usare you o una forma passiva anziché one (You can
reserve seats in advance. / Seats can be reserved in advance).

VERBI SEGUITI DA -ING O L’INFINITO


Quando si impara un nuovo verbo è consigliabile controllare se è seguito da una forma in -ing
(gerundio) o un infinito con to o un infinito senza to (bare infinitive).

Verbi che possono essere seguiti da entrambe le forme:


 Con un lieve o nessun cambio di significato: begin, continue, not bear, hate, intend, like,
love, prefer, start (I think you should start practising/to practise now!).
 LIKE TO suggerisce che qualcosa è considerato buono anche se non necessariamente è una
cosa che piace, mentre LIKING TO mostra chiaramente il proprio coinvolgimento positivo.
 Prefer one thing to another thing. Se sono attività si usa -ing.
 Hate doing è più comune (I hate doing the washing-up!) tranne che nell’espressione “I hate
to tell you this, but…”.
 Quando si usa would con like/love/prefer/hate segue to + Verbo all’infinito.
Alcuni verbi hanno maggiori implicazioni:
 Remember e forget: remember/forget + Verbo in -ing o frase con that indica che l’azione
è avvenuta prima di remember/forget (I remember telling you! / I forgot that I promised to
phone you).
Remember/forget to Verbo all’infinito indica che l’azione accade o dovrebbe accadere
dopo (Remember to take your keys! / Sorry, I forgot to post your letter).
 MEAN: mean + Verbo in -ing o frase con that quando qualcosa coinvolge o risulta un’altra
cosa. Mean+to Verbo all’infinito quando invece si esprime un’intenzione.
 STOP: stop + Verbo in -ing quando si finisce un’azione; stop + to Verbo all’infinito quando
si esprime la ragione per smettere.
 TRY: try + Verbo in -ing quando si compie un’azione e si vede cosa succede; try + to Verbo
all’infinito quando ci si impegna in qualcosa che non necessariamente riesce.

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Verbi seguiti da to + Verbo all’infinito: alcuni esempi sono afford, ask, choose, happen, help,
manage, offer, refuse, wait, want.

Verbi seguiti da to + Verbo all’infinito o un a frase con THAT:


 Nel parlato comune “that” può essere omesso: agree, decide, expect, hope, learn, pretend,
promise, seem, wish: We decided to go home. / We decided (that) we would go home. /
Mike expects to win. / Mike expects he will win. / I hope to see you later. / I hope I’ll see
you later. / Helen pretended to be ill. / Helen pretended she was ill.
 LEARN TO significa imparare un’abilità; LEARN THAT un’informazione.
 SEEM ha due forme: “it seems that you know the answer.” e “You seem to know the
answer!”. It + seems + frase con that è molto comune.
 WISH + to Verbo all’infinito è simile a want. WISH + frase con that di solito include would
o could.

Verbi seguiti da un verbo in -ing o un verbo all’infinito senza to:


Sono I verbi di percezione e includono: feel, hear, listen to, see, watch.
Se vediamo o sentiamo solo una parte dell’azione in progresso si usa -ing, mentre se la vediamo o
la sentiamo interamente si usa l’infinito senza to.
Questi verbi possono essere usati con una frase con THAT con un cambio di significato: I feel that
this is the time to resign (credere). / We heard that you were ill (ricevere una notizia). / I saw that
it was too late (realizzare).

Verbi seguiti da un vervo in -ing o un sostantivo:


Esempi: dislike, enjoy, fancy, can’t help (non può fermarsi), keep (prosegue con una cattiva
abitudine), mind, practise, can’t stand: Do you mind waiting? / Do you mind cold weather?

Verbi seguiti da un verbo in -ing, un sostantivo o una frase con that:


Esempi: include, deny, imagine, suggest: I suggest going for a pizza. / I suggest that we go for a
pizza.
Suggest può essere seguito anche da should: I suggest that we should go for a pizza.

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