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- A. DIOTTI - S. DOSSI - F.

SIGNORACCI, Schede di morfosintassi

LA CONSECUTIO TEMPORUM
si chiama consecutio temporum (correlazione dei tempi) quellinsieme di norme che regolano
il rapporto di tempo tra una subordinata e la sua reggente. La consecutio riguarda quindi subordinate allindicativo, allinfinito e al congiuntivo, di cui ci occupiamo ora.

Le reggenze dei tempi principali


Analizziamo i seguenti esempi:
esempio 1:

Ego quid futurum sit nescio; quid fieri possit scio. (sen.)
io non so che cosa accadr, ma so che cosa pu accadere.

esempio 2:

Ex libris perspicies et quae gesserim et quae dixerim. (CiC.)


Dai libri verrai a sapere che cosa io abbia fatto e detto.
principale

dipendente

esempio 1

nescio: presente indicativo


scio: presente indicativo

futurum sit: perifrastica attiva + sim


possit: presente congiuntivo

esempio 2

perspicies: futuro indicativo

gesserim: perfetto congiuntivo


dixerim: perfetto congiuntivo

possiamo allora concludere che, quando nella principale si ha un tempo principale (cio un presente o un futuro), nella dipendente si avr:
congiuntivo presente contemporaneit con la reggente;
congiuntivo perfetto anteriorit rispetto alla reggente;
perifrastica attiva + sim posteriorit rispetto alla reggente.
Appartengono ai tempi principali tutti i tempi esprimenti azione presente o futura:
presente indicativo o congiuntivo o imperativo:
Legatis persuadeamus ut faciant haec!
Persuadiamo gli ambasciatori a fare ci.
Fac me certiorem quid dicant!
Informami di quello che dicono.
futuro semplice e anteriore;
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presente storico (che a discrezione dellautore pu avere anche reggenze storiche):

Vercingetorix Gallos hortatur ut communis libertatis causa arma capiant. (Ces.)


Vercingetorge esorta i Galli a prendere le armi per la comune libert.
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LA CONSECUTIO TEMPORUM

perfetto logico (quando equivale a un presente):

An oblitus es quid initio dixerim? (CiC.)


Forse dimentichi che cosa ho detto allinizio?
congiuntivo perfetto (potenziale e proibitivi):

Tu ne quaesieris quem mihi, quem tibi finem di dederint. (or .)


Tu non devi chiedere quale sorte gli di abbiano riservato a me e a te.

Le reggenze dei tempi storici


Analizziamo ora i seguenti esempi:
esempio 1:
Quid ageres, quid acturus esses, ubi denique esses nesciebam. (CiC.)
Non sapevo che cosa facessi, che cosa avresti fatto, dove infine fossi.
esempio 2:

Prima contio Pompei qualis fuisset scripsi ad te antea. (CiC.)


Quale fosse stato il primo discorso di pompeo, te lo scrissi in precedenza.
principale

dipendente

esempio 1

nesciebam: imperfetto indicativo

ageres: imperfetto congiuntivo


acturus esses: perifrastica + esses
esses: imperfetto congiuntivo

esempio 2

scripsi: perfetto indicativo

fuisset: piuccheperfetto congiuntivo

possiamo allora concludere che, quando nella principale si trova un tempo storico (cio un tempo
passato), nella dipendente si avr:

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congiuntivo imperfetto contemporaneit con la reggente;


congiuntivo piuccheperfetto anteriorit rispetto alla reggente;
perifrastica attiva + essem posteriorit rispetto alla reggente.
Appartengono ai tempi storici tutti i tempi esprimenti azione passata:
imperfetto indicativo, congiuntivo;
perfetto indicativo, congiuntivo;
piuccheperfetto indicativo, congiuntivo;
presente storico (a discrezione dellautore pu reggere anche i tempi principali):
Agathocles universas naves incendi iubet ut omnes scirent aut vincendum aut moriendum esse. (GiusT.)
Agatocle ordin di bruciare tutte le navi affinch tutti sapessero che si doveva vincere o morire.
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LA CONSECUTIO TEMPORUM

perfetto logico (sentito per lo pi come tempo storico):


Deus ipse solem quasi lumen accendit ut caelum colluceret. (CIC.)
Dio stesso diede fuoco al sole come a un lume, affinch illuminasse il cielo.
infinito storico:
Verres nihil aliud cogitare nisi quemadmodum regem dimitteret. (CIC.)
Verre non pensava a niente altro se non in qual modo mandar via il re.

La consecutio temporum in proposizioni subordinate di 2 e 3 grado


Il criterio generale che regola i rapporti temporali sancisce che il tempo di ciascuna subordinata si
accordi con il tempo della proposizione da cui direttamente dipende. Pertanto le subordinate di
2 grado si troveranno a dipendere da:
proposizioni al congiuntivo.

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Quid acturus sis rescribas mihi velim. (CIC.)


Vorrei che mi scrivessi di nuovo che cosa farai.
Velim
principale
mihi rescribas
subordinata di 1 grado al presente congiuntivo (contemporaneit)
quid acturus sis
subordinata di 2 grado perifrastica + sim (posteriorit).
Pertanto, quando la subordinata di 2 grado dipende da una subordinata di 1 grado al congiuntivo, si regola sul tempo di questa in base alla consecutio temporum.
proposizioni allinfinito.
Est boni consulis non solum videre quid agatur, verum etiam providere quid futurum sit.
compito del bravo console non solo vedere che cosa capita, ma anche prevedere che cosa
accadr.
Est boni consulis
principale
non solum videre
dipendente di 1 grado allinfinito presente (contemporaneit)
verum etiam providere dipendente di 1 grado allinfinito presente (contemporaneit)
quid agatur
dipendente di 2 grado al congiuntivo presente (contemporaneit)
quid futurum sit
dipendente di 2 grado perifrastica + sit (posteriorit).
Perfuga ei pollicitus est, si praemium sibi proposisset, se Pyrrhum veneno necaturum
[esse].
Il disertore gli promise che, se gli avesse offerto una ricompensa, avrebbe ucciso Pirro con del
veleno.
Perfuga ei pollicitus est
principale
se Pyrrhum veneno necaturum [esse] dipendente di 1 grado allinfinito futuro (posteriorit)
si praemium sibi proposuisset
dipendente di 2 grado al congiuntivo piuccheperfetto (anteriorit).
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LA CONSECUTIO TEMPORUM

Pertanto, quando la subordinata di 2 grado dipende da un infinito presente o futuro, si regola sul
tempo della proposizione che regge linfinito in base alla consecutio temporum.
Videtur monuisse ut caveret.
Sembra averlo avvertito che stesse in guardia.
Videtur
principale
monuisse
dipendente di 1 grado allinfinito perfetto (anteriorit)
ut caveret
dipendente di 2 grado al congiuntivo imperfetto (contemporaneit).
Pertanto, quando la subordinata di 2 grado dipende da un infinito perfetto, si regola su questo in
base alla consecutio temporum dei tempi storici.
forme nominali del verbo.
Cupidus eram audiendi quid gestum esset.
Ero desideroso di ascoltare che cosa fosse successo.
Cupidus eram
principale
audiendi
dipendente di 1 grado al gerundio
quid gestum esset
dipendente di 2 grado al congiuntivo piuccheperfetto (anteriorit).
Pertanto, quando la subordinata di 2 grado dipende da una forma nominale del verbo (participio, gerundio, gerundivo), si regola sul tempo della proposizione che regge la forma nominale in
base alla consecutio temporum.

IL CONGIUNTIVO IN PROPOSIZIONE SUBORDINATA


CHE RICHIEDA DI PER S LINDICATIVO
Frasi dipendenti come le relative, le causali, le temporali ecc., che di per s vogliono lindicativo,
possono presentare il modo congiuntivo a seconda dei seguenti casi.

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Il congiuntivo obliquo (o indiretto, o soggettivo)


Il congiuntivo obliquo esprime un pensiero che lo scrittore attribuisce a un personaggio citato,
con cui egli non si identifica. Si pu rendere in italiano con il condizionale, preferibilmente unito
alla formula secondo lui o secondo loro o a suo dire, a suo parere.
Caesar milites hortatus est ne ea quae accidissent graviter ferrent. (CES.)
Cesare esort i soldati a non lasciarsi demoralizzare dalle vicende che [a suo dire] erano accadute.
(riporta il pensiero del comandante)
Helvetii de suis finibus migrare cupiebant, quod angustiores essent. (CES.)
Gli Elvezi volevano lasciare i loro territori in quanto, a loro parere, sarebbero stati troppo
angusti.
Gli Elvezi volevano lasciare i loro territori perch, a loro dire, erano troppo angusti. (causale
soggettiva)
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LA CONSECUTIO TEMPORUM

Anche il pensiero dellautore, riferito al presente, pu essere espresso al congiuntivo, quando venga
messa in rilievo la soggettivit dellopinione puramente personale.
Me afficit sollicitudo quod omnibus rebus careatis.
Sono preoccupato del fatto che vi manchi ogni cosa.

Il congiuntivo eventuale
Il congiuntivo eventuale esprime non un fatto dichiarato o negato, ma la semplice eventualit
che esso avvenga o non avvenga. In tal caso manca quindi la certezza che fornirebbe invece il modo
indicativo.
Sic cena ei coquebatur ut, quos invocatos vidisset in foro, omnes ad se vocaret. (NEP.)
Gli veniva preparato un pranzo tale che invitava a casa sua tutti quelli che aveva visto [eventualmente] nel foro non invitati.
Caelius occisurus erat tum quos invenisset. (CIC.)
Celio allora era intenzionato a uccidere coloro che [eventualmente] avesse incontrato.

Il congiuntivo caratterizzante
Il congiuntivo caratterizzante esprime una caratteristica tipica di una persona, cosa o gruppo rispetto agli altri. tipico di certe espressioni latine per lo pi riconducibili a forme improprie di
consecutive. Il congiuntivo dipende da sunt qui, adsunt qui (ci sono alcuni che); reperiuntur
qui, inveniuntur qui (si trovano alcuni che); nemo est qui (non c nessuno che); dignus/indignus qui (degno/indegno di).
Non is sum qui mentiar.
Non sono uno che dica menzogne.
Non sono uno tale da dire menzogne.
Sunt qui ita putent.
Vi sono alcuni che la pensano cos.
Nemo est qui hoc dicat.
Non c nessuno che sostenga questo.

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Il congiuntivo di congettura
Esprime un fatto o un pensiero a livello di pura ipotesi o congettura, indicando dunque non la realt effettiva, ma la possibilit di un avvenimento.
Accidit ut nonnulli milites, qui lignationis causa in silvas discessissent, repentino equitum adventu interciperentur. (CES.)
Accadde che certi soldati che presumibilmente si erano avventurati nei boschi per far legna,
furono sorpresi dallimprovviso sopraggiungere dei cavalieri.
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LA CONSECUTIO TEMPORUM

Il congiuntivo per attrazione modale


Molti latinisti oggi assimilano il congiuntivo per attrazione modale ai congiuntivi appena esaminati (obliquo, eventuale, caratterizzante, di congettura). Comunque la legge dellattrazione modale prevede questo: le proposizioni subordinate che per loro natura vorrebbero il verbo al modo
indicativo si spostano al congiuntivo secondo le norme della consecutio temporum se dipendono
da un congiuntivo o da un infinito, e purch facciano parte integrante della reggente (cio ne completino il pensiero in modo sostanziale). Questa norma, che in greco corrisponde sostanzialmente
allottativo obliquo, non ha invece riscontro nellitaliano. In latino si applica quasi sempre in dipendenza da un tempo storico e quando contemporaneamente si riporta un pensiero altrui (congiuntivo di obliquit). Non consideriamo qui le eccezioni alla regola.
Negant intueri lucem esse fas ei, qui a se hominem occisum esse fateatur. (CIC.)
Affermano che non ha diritto di vedere la luce chi confessa [= chi eventualmente confessi]
di aver ucciso un uomo.
Dicimus eum virum bonum esse qui prosit quibus possit, noceat nemini.
Sosteniamo che luomo buono colui che fa del bene a chi pu, mentre non fa del male a
nessuno.
Virtus facit ut eos diligamus, in quibus ipsa intesse videatur. (CIC.)
La virt fa in modo che amiamo coloro in cui sembra che essa si trovi.
Recte Socrates exsecrari solebat, qui primus utilitatem a iure seiunxisset. (CIC.)
Giustamente Socrate era solito condannare chi per primo aveva separato lutilit dal diritto.

ESERCIZI

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1.
1. Fac sciam quid agas. (Pl. G.) 2. Quid ageres, quid acturus (esses), ubi denique esses,
nesciebam. (Cic.) 3. Volo exquiras quid Domitius agat, quid acturus sit. (Cic.) 4. Flaccus quid alii postea facturi essent, scire non poterat. (Cic.) 5. Sol Phaetonti filio facturum se esse dixit, quicquid optavisset. (Cic.) 6. Quantum detrimentum res publica
acceperit, te non praeterit. (Cic.) 7. Incertum est quam longa cuiusque nostrum vita futura sit. (Cic.) 8. Victores quales futuri sint, vos experiemini. (Cic.) 9. Cupio scire quid
agas et ubi sis hiematurus. (Cic.) 10. Quibus in locis et qua spe hiematurus sis, ad me
quam diligentissime scribas velim. (Cic.) 11. Quaeramus quae tanta vitia fuerint in unico
filio, quare is patri displiceret. (Cic.) 12. Audio te animo angi et medicum dicere ex eo
te laborare: nunc opus est te animo valere, ut corpore possis: id cum tua, tum mea causa
facias, a te peto. (Cic.) 13. Tu quid egeris nescio, utrum (= se) aliquid teneas an, quod
metuo, plane sis spoliata. (Cic.) 14. Non possum exprimere verbis, quantum animo vulnus acceperim. (Pl. G.) 15. Quanta verborum nobis paupertas, immo egesta sit, numquam magis quam hodierno die intellexi. (Sen.)
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