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Antologia

CATONE
1. Una nuova storiografia

opera storica di Catone nasce dallesigenza, ben sentita dallautore, di superare i limiti angusti dellannalistica, la forma tradizionale della storiografia romana, incapace di andare oltre lo scarno resoconto delle notizie minute riportate sulla tavola dei pontifices. Ci che Catone si propone con le sue Origines di scrivere per la prima volta una storia completa e organica di Roma, celebrandone la grandezza con il giusto rilievo, e ponendosi al fianco della grande tradizione storiografica greca. Catone intende la storia come celebrazione collettiva delle gesta del popolo romano, evitando di fare i nomi dei grandi condottieri, per sottolineare invece il contributo dato dalla collettivit alla creazione e al consolidamento del

dominio di Roma. Ci non toglie che come sappiamo da varie testimonianze , nella parte dedicata alla storia contemporanea, egli abbia dato ampio spazio alle vicende che avevano lui stesso come protagonista, ponendosi spesso al centro del racconto, fino a riportare per intero alcune sue orazioni. Insomma, Catone doveva essere consapevole dellimportanza della sua azione politica (ci deve essere qualcosa di vero nellironica definizione che Tito Livio dette di lui: non certo un denigratore dei propri meriti); forse dovuto alla forza straordinaria di una personalit cos superba se, con lopera di Catone, si afferma anche unistanza autobiografica che, a quanto dato di vedere, cosa del tutto nuova nella letteratura latina.

Nella breve frase programmatica che apre le Origines c gi il superamento dellangustia cronachistica propria della tabula dealbata (la tavoletta bianca) su cui il pontifex maximus registrava, giorno per giorno, i fatti degni di nota.

t1

Una dichiarazione programmatica (Origines, fr. 77 Peter)

Non lubet1 scribere quod in tabula apud pontificem maximum est, quotiens annona cara, quotiens lunae aut solis lumine2 caligo aut quid obstiterit. Non mi va di scrivere quello che c nellalbo del pontefice massimo, quante volte si avuta carestia e quante volte lombra o qualcosaltro ha fatto schermo alla luce della luna o del sole.
1. lubet = libet. 2. lumine: dativo arcaico per lumini.

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Volume 1

Antologia

Guida
alla lettura
Carestie ed eclissi Le carestie che determinavano laumento del prezzo del frumento (annona cara) ed eventi prodigiosi come le eclissi solari o lunari, il cui significato ominoso veniva

TEMI E MOTIVI

sottoposto allinterpretazione degli indovini, esemplificano il tipo di fatti registrati sulla tabula dealbata e nella storiografia annalistica, rispetto alla quale Catone prende orgogliosamente le distanze (Non lubet scribere).

questo il frammento pi famoso delle Origines di Catone (citato da Aulo Gellio, Notti Attiche, 3,7,19 ss.), che si riferisce a un episodio della prima guerra punica: un esempio perfetto dellasciutta ed efficace prosa catoniana e insieme del suo moralismo di storico.

t2

Leroismo di un tribuno
(Origines, fr. 83 Peter)

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Dii immortales tribuno militum fortunam ex virtute eius dedere. Nam ita evenit: cum saucius multifariam ibi factus esset, tamen vulnus capitis nullum evenit, eumque inter mortuos defetigatum vulneribus atque quod sanguen eius defluxerat cognovere. Eum sustulere, isque convaluit saepeque postilla operam rei publicae fortem atque strenuam perhibuit illoque facto, quod illos milites subduxit, exercitum ceterum servavit. Sed idem benefactum, quo in loco ponas, nimium interest. Leonides Laco, qui simile apud Thermopylas fecit, propter eius virtutes omnis Graecia gloriam atque gratiam praecipuam claritudinis inclitissimae decoravere monumentis: signis, statuis, elogiis, historiis aliisque rebus gratissimum id eius factum habuere; at tribuno militum parva laus pro factis relicta, qui idem fecerat atque rem servaverat.
ro fra i morti, spossato dalle ferite e dalla gran perdita di sangue (lett. per il fatto che il suo sangue era scorso via); defetigatum = defatigatum; sanguen nominativo arcaico per sanguis. Eum perhibuit: Lo sollevarono ed egli si ristabil, e in seguito spesso forn allo stato il suo forte e coraggioso contributo; postilla un avverbio arcaico nel senso di postea. illoque facto servavit: e con quellazione, cio laver condotto di nascosto sul colle quei soldati, salv tutto il resto dellesercito; illo facto prolettico rispetto alla successiva frase esplicativa quod subduxit. Sed interest: Ma la stessa benemerenza ben diversa a seconda del luogo in cui la poni. Leonides (= Leonidas) Laco monumentis: Lo spartano Leonida, che comp una simile impresa alle Termopili, per il suo atto di valore (propter eius virtutes) tutta la Grecia onor il suo valore (gloriam) e lo straordinario favore (gratiam) [di cui godeva] con monumenti di fama eccezionale; lintera frase presenta un forte anacoluto, con il nominativo iniziale Leonides che resta isolato; in omnis Graecia da notare luso di omnis in luogo di tota, anche se lespressione da intendersi nel senso di omnes Graeci, come mostra il verbo al plurale decorave re (= decorave runt), concordato a senso con il soggetto singolare. signis habue re (= habue runt): con effigi, statue, iscrizioni elogiative, scritti storici e altri riconoscimenti testimoniarono la loro gratitudine per la sua impresa (lett. tennero gratissima quella sua impresa). at tribuno servaverat: ma un piccolo elogio, in proporzione alla sua impresa, tocc al tribuno militare, che pure aveva fatto la stessa cosa e aveva salvato la situazione.

Dii immortales dedere: Gli di immortali dettero al tribuno militare una fortuna pari al suo valore; dede re terza persona plurale del perfetto indicativo, alternativa alla forma pi comune dede runt (cos, pi sotto, cognove re e sustule re). cum saucius evenit: bench l (sul campo), fosse stato ferito in molte parti del corpo, tuttavia non gli capit nessuna ferita mortale. multifariam (da multus e la radice di for, faris, dire, parlare): forma avverbiale arcaica, nel senso di in molti punti. vulnus capitis: stato mutato il testo stabilito da Peter nella sua edizione (in cui si legge il dativo capiti, non gli capit nessuna ferita alla testa); ma capitis da intendere come genitivo di relazione (vulnus capitis = ferita mortale, come nelle formule del linguaggio giuridico res capitis, poena capitis, questione capitale, pena capitale). eumque cognovere: lo riconobbe-

alla lettura

Un esempio di prosa arcaica Questo frammento un esempio tipico della prosa storica di Catone. Accanto alla presenza di arcaismi lessicali e morfologici (defetigatum per defatigatum; il nominativo neutro sanguen per sanguis; luso esclusivo della desinenza - ere per la terza persona plurale del perfetto indicativo), emerge la netta prevalenza della paratassi (per es. nel periodo Eum sustulere, isque convaluit saepeque perhibuit i fatti sono semplicemente accostati luno allaltro senza gerarchizzazione logica); limpiego di costrutti in qualche modo irregolari, come luso di due costrutti diversi per indicare la medesima funzione logica (variatio) nella sequenza defetigatum vulneribus atque quod sanguen eius defluxerat, con un ablativo di causa seguito da una proposizione causale, e soprattutto il forte anacoluto che lascia isolato il nominativo Leonides Laco. Tratti di uno stile ancora arcaico sono il ricorso frequente ai pronomi is e ille, e la presenza di ripetizioni a breve distanza (nam ita evenit evenit; qui simile fecit gratissimum id eius factum habuere parva laus pro factis relicta, qui idem fecerat).

LINGUA E STILE

La virtus del soldato romano: un modello da tramandare Lepisodio narrato nel frammento (come apprendiamo da Gellio, che nel citarlo espone in dettaglio il contesto in cui era inserito) risale alla seconda guerra punica, e in particolare allo scontro in Sicilia fra il console A. Atilio Calatino e il generale cartaginese Amilcare (258 a.C.). Lesercito romano bloccato dai Cartaginesi nel Sud della Sicilia, presso Camarina, e sembra senza scampo. Un tribuno si offre

CONTESTO

COMPRENSIONE

aboratorio L
di latino

di occupare unaltura con i suoi quattrocento soldati, pronti tutti a morire per attirare il nemico e liberare cos il resto dellesercito; nel massacro dellintero contingente, leroico tribuno, nonostante le molte ferite, riuscir a sopravvivere. Facendo uno strappo alla regola che si era imposto, Catone come sappiamo ancora da Gellio citava in questo caso esplicitamente il nome del tribuno protagonista delleroica azione, Quinto Cedicio; le ragioni di una tale scelta sono da ricercare probabilmente nel valore paradigmatico dellepisodio, esemplare della virtus del soldato romano posta totalmente al servizio della res publica; tanto pi che esso vedeva protagonista non un condottiero di fama, ma un oscuro tribuno militare. Catone si proponeva cos di far meglio risaltare la virt collettiva dellesercito romano e di opporsi alla glorificazione esclusiva dei singoli generali, appartenenti, come gli Scipioni, alle grandi famiglie aristocratiche. Una storiografia per il popolo romano Il fatto qui narrato esplicitamente accostato da Catone al celeberrimo episodio di Leonida e del sacrificio degli Spartani alle Termopili. Catone afferma decisamente che leroicit del gesto la medesima, e solo la mancanza in Roma di autori capaci di esaltare la gloria delle sue gesta ha impedito al tribuno di raggiungere una fama pari a quella di Leonida. Nella consapevolezza che idem benefactum, quo in loco ponas, nimium interest, che linferiorit della tradizione storiografica romana rispetto a quella greca si ripercuote anche sulla valutazione delle imprese dei due popoli, da vedere uno dei moventi che spinsero Catone a intraprendere la stesura delle Origines (si tratta di unidea che sar ripresa da Sallustio nel capitolo 8 della Congiura di Catilina).

1. Dividi il brano in due parti: a) Dii ceterum servavit; b) Sed idem benefactum servaverat. Quindi riassumi il contenuto di ognuna e attribuiscile un titolo.

7. Individua sul testo almeno un esempio di paratassi e uno di variatio. 8. Descrivi brevemente le caratteristiche arcaiche della lingua catoniana, facendo riferimento al passo in esame.

GRAMMATICA
2. Che valore ha la proposizione cum saucius factus esset (righe 1-2)? 3. In che funzione usato il participio defatigatum (riga 3)? 4. Individua e spiega il forte anacoluto presente nel testo. 5. Definisci la funzione sintattica degli ablativi contenuti nellultimo periodo.

CONTESTO STORICO-LETTERARIO
9. In quale particolare fase della seconda guerra punica si colloca latto di eroismo del tribuno? 10. La narrazione contiene un elemento di riflessione che coincide con le ragioni stesse che spingono Catone a dedicarsi alla composizione di unopera storiografica: individualo e chiariscine le implicazioni. [max. 10 righe] 11. Lepisodio del tribuno emblematico del modo in cui lautore concepisce la storiografia: perch? [max. 10 righe] 12. Descrivi lideale di virtus romana propugnato dallautore facendo riferimento al brano che hai letto.

LINGUA E STILE
6. Registra in una tabella gli arcaismi lessicali e morfologici ordinandoli per categoria grammaticale.

Antologia

Guida

Catone Una nuova storiografia

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Volume 1

Antologia

La Pro Rhodiensibus, la pi famosa, nellantichit, fra le orazioni di Catone, fu tenuta di fronte al senato in difesa dei Rodiesi, che Roma voleva punire per la loro sospetta collusione con il re Prseo durante la terza guerra macedonica, conclusasi con la vittoria di Lucio Emilio Paolo a Pidna (168 a.C.). Da Aulo Gellio, che ne cita diversi frammenti, sappiamo che lintero discorso (che pure circolava anche singolarmente) era stato riportato da Catone nel libro V delle Origines. Proponiamo qui lesordio dellorazione, un esempio dellelaborato stile oratorio di Catone.

t3

Invito alla moderazione e alla saggezza politica

(Orationes, fr. 163 Malcovati = Origines, fr. 95a Peter)

Scio solere plerisque hominibus rebus secundis atque prolixis atque prosperis animum excellere atque superbiam atque ferociam augescere atque crescere. Quo mihi nunc magnae curae est, quod haec res tam secunde processit, ne quid in consulendo advorsi1 eveniat, quod nostras secundas res confutet, neve haec laetitia nimis luxuriose eveniat. Advorsae res edomant et docent, quid opus siet2 facto, secundae res laetitia transvorsum trudere solent a recte consulendo atque intellegendo. Quo maiore opere dico suadeoque uti3 haec res aliquot dies proferatur, dum ex tanto gaudio in potestatem nostram redeamus.
1. advorsi = adversi (come sotto advorsae = adversae e transvorsum = transversum). 2. siet: forma arcaica del congiuntivo presente di sum, equivalente a sit. 3. uti = ut.

So che alla maggior parte degli uomini, quando la situazione si evolve con esito completamente favorevole e fortunato, solitamente lanimo si inorgoglisce e superbia e crudelt crescono in loro a dismisura. Perci ora, dato che questa impresa ha avuto esito cos brillante, io ho una grande preoccupazione che nelle vostre decisioni si insinui qualche errore, che faccia svanire il nostro successo, o che questa gioia ci porti a eccessiva sregolatezza. Le disgrazie ci ammansiscono e ci insegnano quel che bisogna fare; la buona fortuna, invece, con la gioia che porta seco, tende a far deviare dalla retta comprensione dei fatti e dalle corrette decisioni. Perci tanto pi sostengo e consiglio caldamente che la decisione su questa faccenda sia differita di qualche giorno, finch dalleffusione di questa gioia noi tor(trad. di P. Cugusi M.T. Sblendorio Cugusi) niamo ad essere padroni di noi stessi.

Guida
alla lettura
Gli eccessi del successo Qualit fondamentale del cittadino soldato lautocontrollo, il dominio razionale di di s (il vir deve essere compos/potens sui): questo principio etico richiamato da Catone nella contrapposizione tra res secundae (fortuna, successo) e res advorsae (sfortuna, disgrazia). Le res secundae sono caratterizzate come crescita esuberante, sregolata: nella fortuna lanimo si inorgoglisce (ma excellere propriamente vale elevarsi in altezza; e laggettivo prolixis designa un allungamento eccessivo, la spinta in avanti indicata dal prefisso pro-, in rilievo per laccostamento con lallitterante prosperis e ripreso dal seguente verbo pro-cessit), e in questo spingersi in alto dellanimo, crescono a dismisura (augescere atque crescere, la coppia sinonimica nel rilievo della clausola e sottolineata dal pesante omoteleuto) anche la

LINGUA E STILE

superbia e la crudelt. Lidea quella di una pianta lussureggiante: compito di ogni buon agricoltore impedire la crescita eccessiva e incontrollata della pianta, che si ritorce a danno della produttivit; una sapienza agraria che traspare in filigrana dal tessuto lessicale: laetitia nimis luxuriose eveniat (laetitia e luxuria si applicano propriamente alla vegetazione rigogliosa, alla crescita esuberante delle piante). e la scuola delle avversit Allopposto, il valore educativo che si riconosce alle res advorsae sta proprio nella loro capacit di mettere il giogo, domare (edomo), insegnando il retto operare (quid opus siet facto), la retta comprensione degli eventi e quindi la retta decisione (recte consulendo atque intellegendo ancora un dicolon in clausola, sottolineato dallomoteleuto) che possono realizzarsi soltanto quando in potestatem nostram redeamus.

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2. Il difensore del mos maiorum

atone passato alla storia come il paladino del mos maiorum e linflessibile difensore della tradizione, contro tutte le spinte al rinnovamento e allammorbidimento dei costumi presenti nella societ romana a lui contemporanea (e incarnate principalmente da quegli intellettuali che facevano capo al circolo degli Scipioni). Se una visione eccessivamente rigida del suo conservatorismo rischia di travisare la corretta interpretazione del pensiero di Catone (nel quale una certa apertura, per esempio verso la cultura greca, fu indubbiamente presente), comunque pur vero che la sua figura e la sua opera restano lespressione massima della difesa

dei valori della morale tradizionale. Questo vale per il trattato De agri cultura (T4-T6), nel quale, al di l dellintento precettistico che anima lopera, emerge una visione ideologica dellagricoltura (la tradizionale e sana attivit del popolo romano) come lunica forma di guadagno degna e onesta, attraverso la quale laristocrazia romana pu mantenersi fedele a quegli ideali eticopolitici che costituiscono il fondamento del suo potere. Ma vale anche per tanti frammenti provenienti dalle altre opere (T7-T11), che offrono in continuazione testimonianze di questo moralismo catoniano: valori come la parsimonia, la duritia, il labor sono al centro delluniverso etico di Catone.

La morale contadina: il De agri cultura

La praefatio rappresenta il manifesto ideologico del vir bonus colendi peritus (vedi volume 1, p. 141), cio del proprietario-agricoltore, che per Catone il cittadino esemplare e il principio di stabilit dello stato. Lutilit e la sicurezza economiche della produzione agricola diretta, contrapposta alle attivit affaristiche, si fondono nel pensiero espresso da Catone in questa celebre praefatio con lutilit e la stabilit sociali della piccola e media propriet rurale, fondamento dello stato e garanzia di conservazione dei valori trasmessi dal mos maiorum (noi diremmo dalla tradizione).

t4

Lagricoltura come ideologia (De agri cultura, praefatio)

[1] Est interdum praestare mercaturis rem quaerere, nisi tam periculosum sit, et item fenerari, si tam honestum sit. Maiores nostri sic habuerunt et ita in legibus posiverunt, furem dupli condemnari, feneratorem quadrupli; quanto peiorem civem existimarent feneratorem quam furem, hinc licet existimare. [2] Et virum bonum quom laudabant, ita laudabant: bonum agricolam bonumque colonum; amplissime laudari existimabatur qui ita laudabatur.
1 Est interdum existimare: Est interdum honestum sit: Talora pu essere preferibile cercare fortuna nei commerci, se non fosse tanto pericoloso, e anche prestare a usura, se la cosa fosse altrettanto onorevole; est + infinito, nel senso di possibile che (qui: possibile che / pu essere che sia preferibile) costrutto poetico e non classico. Maiores quadrupli: I nostri antenati cos ritennero e cos stabilirono nelle leggi, che il ladro fosse condannato al doppio, lusuraio al quadruplo; posiverunt il perfetto originario e regolare del verbo pono, composto di po- (preverbio poco rappresentato in latino) e sino; posui forma analogica ricostruita su monui (in base al rapporto positum / monitum); dupli e quadrupli sono genitivi di pena (cio condannato a pagare il doppio / il quadruplo di quanto sottratto). quanto existimare: da qui si pu capire quanto peggiore cittadino considerassero lusuraio rispetto al ladro. 2 Et laudabatur: Et colonum: E per lodare un galantuomo lo lodavano come un buon contadino e buon coltivatore; quom = cum, congiunzione temporale (lett. quando lodavano un galantuomo). amplissime laudabatur: chi cos veniva lodato, si riteneva che avesse la massima delle lodi (lett.: che fosse grandissimamente lodato).

Antologia

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Volume 1

Antologia

[3] Mercatorem autem strenuum studiosumque rei quaerendae existimo, verum, ut supra dixi, periculosum et calamitosum; [4] at ex agricolis et viri fortissimi et milites strenuissimi gignuntur, maximeque pius quaestus stabilissimusque consequitur minimeque invidiosus, minimeque male cogitantes sunt qui in eo studio occupati sunt.
3 Mercatorem calamitosum: Il commerciante io lo giudico un uomo attivo e teso alla ricerca del guadagno, anche se, come ho detto prima, esposto al pericolo e alle disgrazie; rei quaerendae genitivo del gerundivo retto da studiosum; periculosum e calamitosum sono usati in senso passivo. 4 at occupati sunt: at gignuntur: ma dagli agricoltori derivano gli uomini pi forti e i soldati pi valorosi. maximeque invidiosus: e [nellagricoltura] si consegue un guadagno del tutto onesto, saldissimo e per niente esposto allinvidia; invidiosus ancora in senso passivo. minimeque sunt: e coloro che sono occupati in questa attivit sono il meno soggetti a pensar male.

Guida
alla lettura
Uno stile incisivo: le ripetizioni La praefatio del De agri cultura caratterizzata da una struttura retorica piuttosto elaborata. Certamente Catone fa ricorso ai mezzi stilistici relativamente semplici della prosa arcaica, che ancora non ha raggiunto il livello di maturit dellet cesariana e augustea. Fra i tratti stilistici arcaici, poi superati nel corso dello sviluppo della prosa darte latina, qui particolarmente evidente la tendenza alla ripetizione, come risulta evidente dai seguenti esempi: fenerari feneratorem feneratorem; existimarent existimare existimabatur existimo; bonum bonum bonum; laudabant laudabant laudari laudabatur; minime minime. Parallelismi e effetti fonici La cura stilistica del passo si rivela nellattenta costruzione in cola paralleli di alcune frasi (per esempio nel periodo di apertura: mercaturis rem quaerere, nisi tam periculosum sit, et item fenerari, si tam honestum sit; oppure, al par. 4, la sequenza ternaria maximeque pius stabilissimusque minimeque invidiosus, con il superlativo al centro fra due aggettivi modificati dagli avverbi in antitesi maxime e minime) e nella presenza di iterazioni sinonimiche (bonum agricolam bonumque colonum; strenuum studiosumque; periculosum et calamitosum; et viri fortissimi et milites strenuissimi, con omoteleuto). Molto efficace anche il ricorso a effetti di suono e in particolare allomoteleuto (cio la coincidenza nei suoni finali di due parole o cola contigui), che costituisce la vera e propria marca stilistica del passo (sic habuerunt et ita posiverunt; peiorem civem feneratorem furem; quom laudabant, ita laudabant; existimabatur qui ita laudabatur; male cogitantes sunt qui occupati sunt).

LINGUA E STILE

Agricoltura, commercio e usura Catone contrappone qui lagricoltura a due altre possibili forme di guadagno, il commercio e lusura; se nei confronti dellusura la condanna, di carattere morale, totale (egli, rifacendosi probabilmente alla legislazione delle XII Tavole ricorda come per lusuraio fosse prevista una pena doppia rispetto al ladro), Catone mostra invece una certa apertura nei confronti della mercatura (da intendere prevalentemente come commercio marittimo), unattivit che, con lampliarsi delle conquiste romane, stava prendendo sempre pi piede e alla quale, probabilmente, lo stesso Catone si dedic; egli definisce infatti il mercator strenuus studiosusque rei quaerendae, e la sua unica riserva sta nella pericolosit di tale forma di commercio, esposto continuamente ai rischi della sorte. Lelogio dellagricoltura Ma anche lattivit mercantile deve comunque, nellottica catoniana, cedere il passo allagricoltura, il cui elogio condotto da Catone sia su basi economiche (essa quaestus stabilissimus, la forma di guadagno pi stabile e sicura), ma anche, e soprattutto, morali: lagricoltura lattivit pi onesta (nellepiteto pius si coglie addirittura una sfumatura sacrale) e meno esposta allinvidia, la base della potenza romana (in quanto proprio dal ceto agricolo che provengono quei viri fortissimi e milites strenuissimi che hanno fondato il dominio di Roma). Rifacendosi al giudizio dei maiores, Catone celebra lagricoltura come lunica attivit capace di formare a 360 gradi il buon cittadino romano; nellidentificazione tout-court del vir bonus con il bonus agricola e bonus colonus (che richiama ovviamente la celebre massima vir bonus colendi peritus) sta il fulcro dellideologia catoniana.

CONTESTO

Catone Il difensore del mos maiorum

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COMPRENSIONE

aboratorio L
di latino

1. Riassumi il giudizio dato da Catone sul commercio e sullusura. [max. 5 righe] 2. Riassumi il giudizio dato da Catone sullagricoltura. [max. 5 righe]

GRAMMATICA
3. Ricerca le proposizioni infinitive, le proposizioni interrogative indirette e le proposizioni relative. 4. Rintraccia i termini posti in caso genitivo e precisane la funzione sintattica.

del cittadino romano ritorna nelle opere di Cicerone. Traduci i seguenti passi, tratti rispettivamente dal De officiis e dal De senectute (datati entrambi al 44 a.C.; nel De senectute, in particolare, Cicerone mette in scena come suo portavoce Catone stesso: per questo il dialogo intitolato anche Cato Maior), quindi rintraccia gli elementi di continuit con la prefazione del De agri cultura e con lideologia catoniana in genere.

LINGUA E STILE
5. Sottolinea i cola paralleli e le coppie bimembri. 6. Rintraccia gli esempi di allitterazione e omoteleuto. 7. Ordina, disponendoli in una tabella, gli elementi nominali (sostantivi e aggettivi) impiegati per definire, rispettivamente, il commercio/mercante, lusura/usuraio, lagricoltura/agricoltore. 8. Completa lequazione stabilita da Catone: vir bonus =

a) Cicerone, De officiis, 1,150-151 Primum improbantur ii quaestus, qui in odia hominum incurrunt, ut portitorum1, ut feneratorum. Mercatura autem, si tenuis est2, sordida putanda est; sin magna et copiosa, multa undique apportans multisque sine vanitate3 inpertiens, non est admodum vituperanda. Omnium autem rerum, ex quibus aliquid adquiritur, nihil est agri cultura melius, nihil uberius, nihil dulcius, nihil homine libero dignius. b) Cicerone, De senectute, 51 Venio nunc ad voluptates agricolarum, quibus ego incredibiliter delector; quae mihi ad sapientis vitam proxime videntur accedere. Habent4 enim rationem5 cum terra, quae numquam recusat imperium nec umquam sine usura6 reddit, quod accepit, sed alias minore, plerumque maiore cum faenore7. Quamquam me quidem non fructus modo, sed etiam ipsius terrae vis ac natura delectat.
5. rationem: contabilit, conto. 6. usura: interesse. 7. faenore: rendita.

CONTESTO STORICO-LETTERARIO
9. Quale ruolo attribuito allagricoltura nellideologia catoniana? 10. Lelogio dellagricoltura come attivit pienamente degna
1. 2. 3. 4. portitorum: il portitor lesattore delle imposte. si tenuis est: se esercitato alla spicciola. sine vanitate: senza frode. Habent: sogg. sott. agricolae.

Dopo i consigli sullacquisto del podere, ecco linsediamento del nuovo padrone: i compiti (officia) del pater familias, minutamente illustrati, lasciano trasparire, al di l della concretezza pratica, la loro portata ideologica.

t5

Il padrone del podere e i suoi compiti (De agri cultura, 2)

[1] Quando il padrone di casa si reca alla fattoria, dopo aver reso omaggio al lare familiare, faccia il giro del fondo il giorno stesso, se possibile, altrimenti il giorno successivo. Dopo aver verificato in che modo il terreno sia stato coltivato e quali lavori siano stati compiuti e quali siano stati omessi, il giorno successivo convochi il fattore e chieda quanto lavoro sia stato fatto, quanto ne rimanga, se i lavori siano stati effettuati in tempo, se possano essere portati a termine quelli che restano, e quale quantit si sia raccolta di vino, di grano e di tutti gli altri prodotti. [2] Una volta appurato tutto ci, deve fare il conto degli operai e delle giornate lavorative. Se il conto del lavoro non gli torna e il fattore sostiene di aver lavorato onestamente per la sua parte, ma che alcuni servi hanno avuto problemi di salute, che il tempo stato inclemente, che alcuni servi sono scappati, che egli ha dovu-

Antologia

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Volume 1

to lavorare per conto dello stato, quando dunque il fattore avr addotto questi e molti altri motivi a giustificazione, riportalo al conto dei lavori e degli operai. [3] Nel caso di tempo piovoso, nei momenti di pioggia avrebbero potuto compiersi i seguenti lavori: lavare le botti, spalmarle con la pece, far la pulizia della fattoria, cambiare di posto il grano, portar fuori il letame e ammucchiarlo, mondare le sementi, riparare le corde e farne di nuove; inoltre sarebbe stato necessario che i servi si aggiustassero le coperte e i mantelli a cappuccio. [4] Nei giorni festivi si sarebbe potuto ripulire le fosse vecchie, provvedere alla manutenzione della strada pubblica, tagliare gli sterpi, zappare lorto, ripulire il prato, legare le ramaglie, roncare le spine, pestare il farro, far le pulizie generali; in caso di malattia dei servi, non si sarebbe dovuto dar loro porzioni tanto abbondanti. [5] Quando si sar esaminato con animo sereno quali lavori restino da fare, bisogna farli effettuare; fare il conto del denaro liquido, del grano, di ci che stato preparato per il foraggio; fare il conto del vino e dellolio, che cosa si sia venduto, che cosa si sia riscosso e che cosa ci sia ancora da riscuotere, che cosa ci sia da vendere; se ci sono garanzie affidabili da accettare, le si accettino; si mettano in evidenza le rimanenze. [6] Se manca alcunch per completare lannata, lo si compri; ci che avanza, lo si venda; i lavori che bene dare a cottimo, vengano dati a cottimo; il padrone dia ordine e lo ponga per iscritto , quali lavori voglia che si effettuino direttamente e quali voglia che si diano a cottimo. Esamini il bestiame. [7] Faccia una vendita allasta: venda lolio, se ha buon prezzo sul mercato; venda il vino e il grano che abbia in eccedenza; venda i buoi vecchi, i capi di bestiame malandati, le pecore malandate, la lana, le pelli, i carri vecchi, gli attrezzi ormai logori, gli schiavi vecchi e quelli ammalati, e tutto ci che c di superfluo. Il padrone di casa deve essere sempre pronto a vendere, non (trad. di P. Cugusi M.T. Sblendorio Cugusi) a comperare.

Antologia

Guida
alla lettura
Pietas, industria, parsimonia: i pilastri della societ agraria Nel definire i compiti del proprietario, Catone traccia il profilo ideale del pater familias secondo i canoni etici della tradizione arcaica: sue prerogative sono la pietas, la devozione religiosa che lo spinge appena giunto alla fattoria a rendere omaggio al lare familiare; lindustria, la sollecita operosit manifestata nel recarsi personalmente (possibilmente il giorno stesso del suo arrivo) a controllare lo stato delle coltivazioni e dei lavori nella propriet. Con cognizione di causa, il pater familias, amministratore oculato dei propri beni, potr quindi procedere a esaminare nei dettagli il resoconto presentatogli dal fattore. Ogni giornata lavorativa deve corrispondere a un utile in termini di rendimento e produttivit. Quando le condizioni atmosferiche non consentono il lavoro nei campi, la manodopera deve comunque essere impiegata in atti-

CONTESTO

vit alternative; cos come tutta una serie di lavori di manutenzione pu essere destinata ai giorni festivi. Il padrone dar a cottimo i lavori che non possibile o vantaggioso svolgere direttamente; comprer lo stretto necessario, vender al miglior offerente i prodotti in eccedenza, nonch lattrezzatura, il bestiame e i servi (che hanno statuto giuridico di cose) malandati. Lagricoltura, unattivit imprenditoriale Pietas, industria, parsimonia appartengono al modello etico della societ agraria arcaica, ma qui il pater familias non pi il padrone del piccolo podere che lavora con le proprie mani (come il dittatore Cincinnato, che abbandon laratro per servire lo stato e allaratro torn dopo la guerra), ma un latifondista, un imprenditore a capo di unefficiente azienda agricola. Il mos maiorum che Catone strenuamente difende mostra gi evidenti segni di anacronismo rispetto alla realt della societ romana contemporanea.

Catone Il difensore del mos maiorum

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(De agri cultura, 143)

Nellelencare i doveri della fattoressa, moglie del contadino, Catone tratteggia lideale della matrona pudica e pia, riservata e parsimoniosa, completamente dedita al lavoro e alla cura della casa. Si tratta di un documento interessante sulla condizione femminile nellantica Roma, che ci presenta limmagine della donna arcaica e tradizionale, radicata nel mos maiorum e nella tradizione contadina della civilt romana.

[1] Cura che la fattoressa attenda ai suoi doveri; se il padrone te lha data in moglie, sii contento di lei; fa s che ella ti rispetti. Non sia troppo amante del lusso. Frequenti il meno possibile le vicine o altre donne e non le riceva n in casa n presso di s; non vada a pranzo fuori da nessuna parte, non sia bighellona. Non faccia sacrifici agli di e non incarichi nessuno di farne in sua vece senzordine del padrone o della padrona; ricordi che i sacrifici li fa il padrone a nome di tutti i suoi. [2] Sia pulita; tenga la fattoria ben spazzata e linda; tenga il focolare ben pulito spazzandolo tutto allintorno ogni giorno prima di andare a dormire. Alle Calende, alle Idi, alle None, inoltre nei giorni di festa collochi una corona sul focolare e negli stessi giorni faccia unofferta al Lare familiare, in proporzione alle disponibilit. Abbia cura di tener sempre pronto il cibo per te e per tutti i servi di casa. [3] Abbia molte galline e abbondanza di uova; abbia in dispensa pere secche, sorbe, fichi, uva passa, sorbe sotto sapa, pere, grappoli duva in giara, piccole cotogne, grappoli duva conservati in vinaccia e in orci, interrati, e noci prenestine fresche conservate in vaso, interrate; abbia infine diligentemente in provvista ogni anno mele scanziane1 in dogli e altre specie di mele adatte alla conservazione e anche specie selvatiche. Sappia preparare farina (trad. P. Cugusi M.T. Sblendorio Cugusi) buona e semola fine.

1. mele scanziane: una variet di mele, coltivate in Campania.

Guida
alla lettura
La matrona pudica e pia della societ arcaica La virt fondamentale della donna sposata era la pudicitia, a Roma divinizzata e resa oggetto del culto matronale: allaltare della dea Pudicitia in origine potevano accostarsi esclusivamente le univirae, le matrone di specchiata castit e unite al primo e unico marito (nulla nisi spectatae pudicitiae matrona et quae uni viro nupta fuisset ius sacrificandi habebat, Liv. 10,23,9); un ideale di fedelt sentita come vincolo oltre la morte. La matrona doveva essere pia

CONTESTO

(rispettosa dei propri doveri verso la famiglia e i suoi culti religiosi), domiseda (restava, cio, a guardia della casa, affidata alle sue cure di economa parsimoniosa, senza andare in giro per feste e banchetti), lanifica (dedita alle opere del telaio: confezionava personalmente le vesti per s e per gli altri membri della famiglia), dedita a uno stile di vita semplice e sobrio, secondo quellideale di frugalitas che caratterizzava la societ agraria arcaica in opposizione al lusso del modello urbano, gi ampiamente diffuso ai tempi di Catone.

Antologia

t6

I doveri della fattoressa

38

Volume 1

Antologia

La morale in pillole del Carmen de moribus

t7 t8

I bei tempi andati (fr. 2 Jordan)


Limmagine di un mondo arcaico, in cui regnavano la modestia e la parsimonia, affiora da questo frammento, tipica espressione del moralismo catoniano.

In pubblico era usanza vestire con decoro, a casa con quel poco che bastava. I cavalli si compravano a maggior prezzo che i cuochi. Non era, allora, in onore larte della poesia: chi vi si dedicava o frequentava i banchetti, era chiamato vagabondo.

Lavorare stanca, non lavorare uccide (fr. 3 Jordan)


Il frammento un elogio del lavoro e una condanna dellozio, rovinoso per luomo come lo la ruggine per il ferro.

Nam vita humana prope uti ferrum est. Si exerceas conteritur; si non exerceas tamen robigo interficit. Item homines exercendo videmus conteri; si nihil exerceas, inertia atque torpedo plus detrimenti facit quam exercitio. La vita umana somiglia un poco al ferro. A usarlo, il ferro si consuma; a non usarlo, la ruggine lannienta. Cos vediamo luomo logorarsi nel lavoro; ma se lo lasci in ozio, il torpore e linerzia lo danneggiano assai pi del lavoro.

Guida
alla lettura
Semplicit di vita e dedizione al lavoro, capisaldi delletica catoniana In T7 la sobriet di costumi dellet arcaica invocata in polemica contro il lusso cittadino: Catone contrappone implicitamente le vesti decorose del passato ai tessuti raffinati provenienti dallOriente, ed esplicitamente lutilit del cavallo, nel tempo antico assai pi apprezzata della raffinatezza dei cibi, allinutilit dei cuochi: Livio, 36,6,9 osserva che solo dopo le conquiste asiatiche

STRUTTURA

il lavoro del cuoco fu elevato, nella considerazione comune, al rango di arte (larte culinaria, appunto). Anche la poesia considerata un disvalore, associata allozio dei banchetti. T8 celebra lideale del labor attraverso una similitudine tra la vita umana e il ferro: la pigrizia (inertia) e il torpore (torpedo) sono la ruggine che distrugge luomo. Un paragone perfettamente in linea con la austera morale arcaica.

Orazioni e discorsi

t9

Il console esorta i soldati (Orationes, fr. 17 Malcovati)


Unesortazione del console Catone ai soldati durante limpresa di Spagna (195).

Cogitate cum animis vestris: si quid vos per laborem recte feceritis, labor ille a vobis cito recedet, bene factum a vobis, dum vivitis, non abscedet; sed si qua per voluptatem nequiter feceritis, voluptas cito abibit, nequiter factum illud apud vos semper manebit. Meditate bene dentro di voi: se a prezzo di fatica otterrete un buon risultato, la fatica presto se ne andr, ma il buon risultato non vi lascer mai pi, per tutta la vita; se invece, per un po di piacere, otterrete un cattivo risultato, il piacere ben presto se ne andr, ma il cattivo risultato rester con voi, per sempre.

Catone Il difensore del mos maiorum

39

(Orationes, fr. 128 Malcovati)

Il frammento proviene da un discorso di autodifesa di Catone, pronunciato contro un suo accusatore nellanno successivo alla censura (181 a.C.).

Ego iam a principio in parsimonia atque in duritia atque in industria omnem adulescentiam meam abstinui agro colendo, saxis Sabinis1 silicibus repastinandis2 atque conserendis. Io, fin dagli inizi, nella parsimonia nella durezza nellattivit tenni a freno tutta la mia giovinezza, lavorando i campi, dissodando e seminando le pietre di dura selce della Sabina.
1. saxis Sabinis: allude al podere sabino ereditato dal padre. 2. repastinandis: da repast no, dissodo mediante il past num, specie di zappa a due rebbi.

t 11

In difesa di uno stile di vita (Orationes, fr. 174 Malcovati)


Da un altro discorso di autodifesa contro accuse di indebito arricchimento.

Non ho edifici, vasi, vesti di pregiata fattura, n servi o ancelle di gran prezzo. Se ho qualcosa di utile, lo uso; se non ce lho, ne faccio a meno. Per quanto sta in me, lascio che ognuno faccia uso e goda del suo. Sono colpevole, ai loro occhi, perch sono privo di tante cose; ma per me, colpevoli sono loro, che non possono privarsene.

Guida
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Un campione del mos maiorum T9 un elogio della fatica (labor) contrapposta al piacere (voluptas) in vista di un risultato duraturo: moralit e pragmatismo romani, si direbbe; e invece Catone ha semplicemente tradotto una sentenza greca, come documenta Gellio che cita il passo (privatamente Catone sapeva e praticava assai pi greco di quanto dichiarasse pubblicamente). Il frammento T10, tratto dallorazione indicata dagli antichi con il significativo titolo di De virtutibus suis, unaccorata rivendicazione della propria irreprensibile condotta di vita, improntata fin dalla giovinezza alla frugalit e al lavoro. T11 proviene invece dallorazione De sumptu suo, Sul proprio tenore di vita, dellanno 164.

CONTESTO

La retorica al servizio delle idee In T9 lantitesi tra le due idee, labor e voluptas, elaborata in un accurato parallelismo (si quid vos per laborem recte feceritis = si qua per voluptatem nequiter feceritis; labor ille a vobis cito recedet = voluptas cito abibit; bene factum a vobis, dum vivitis, non abscedet = nequiter factum illud apud vos semper manebit) che mette in luce leffemerit della fatica e del piacere rispet-

LINGUA E STILE

to alla permanenza dellobiettivo raggiunto, mentre la ripetizione del dimostrativo ille (labor) illud (nequiter factum) sottolinea, in antitesi, il rapido svanire della fatica rispetto al marchio indelebile della cattiva azione. Frugalitas e industria: letica di una societ agraria In T10 parsimonia (da parco, risparmiare, fare economia) e duritia (resistenza, fermezza di carattere) definiscono lideale di frugalitas, la sobriet di una vita semplice, contenta dellessenziale, pertinente al sistema di virt del mos maiorum: nella frugalitas (da frux, messe) propriamente lo stile di vita del coltivatore diligente, che vive dei frutti del proprio raccolto si identifica il modello da restaurare se si vuole risanare la crisi della res publica. Lindustria designa invece lattivit infaticabile che il membro dellaristocrazia dispiega nei vari campi della vita pubblica, come avvocato, uomo politico e capo militare. Non a caso Catone collega espressamente questi ideali al duro lavoro dei campi, che avrebbe forgiato la sua giovent, tenendola lontana dalle seduzioni del piacere (abstinui, tenni a freno): labstinentia la capacit di resistere alla voluptas, alle molte attrattive dello stile di vita agiata, reso possibile dallafflusso di ricchezze e merci di lusso unaltra delle virt tipiche del modello arcaico, cui Catone si aggrappa tenacemente.

Antologia

t 10

La formazione giovanile di Catone