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Francesco Guicciardini

Il documento descrive la vita e le opere di Francesco Guicciardini, storico e politico italiano del '500. Nato a Firenze nel 1483, Guicciardini ricoprì varie cariche pubbliche prima per la Repubblica di Firenze e poi per i Medici. La sua opera più importante fu la 'Storia d'Italia', che descrive il periodo tra il 1494 e il 1532. Il documento confronta inoltre le visioni politiche di Guicciardini con quelle di Machiavelli.

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Il documento descrive la vita e le opere di Francesco Guicciardini, storico e politico italiano del '500. Nato a Firenze nel 1483, Guicciardini ricoprì varie cariche pubbliche prima per la Repubblica di Firenze e poi per i Medici. La sua opera più importante fu la 'Storia d'Italia', che descrive il periodo tra il 1494 e il 1532. Il documento confronta inoltre le visioni politiche di Guicciardini con quelle di Machiavelli.

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Francesco Guicciardini

VITA
Francesco Guicciardini nacque a Firenze il 6 marzo 1483. Dopo gli studi di giurisprudenza e il matrimonio
con Maria Salviati, ebbe una serie di incarichi pubblici, dapprima per conto della Repubblica, poi dei Medici
(1508-1516).
Un secondo periodo di attività politica vede Francesco Guicciardini al servizio dei papi Medici, Leone X
(1513-1521) e Clemente VII (1523-1534).
Con il sacco di Roma del 1527 e la restaurazione della Repubblica, fu costretto a ritirarsi per un breve
periodo a vita privata (1527-1530).
Dopo la caduta della Repubblica (1530), Francesco Guicciardini rientrò a Firenze ricoprendo varie mansioni
per conto dei Medici e di Clemente VII. Dal 1537 si ritirò nella villa di Santa Margherita in Montici presso
Arcetri, dove morì il 22 maggio 1540.

OPERE
Francesco Guicciardini destinò alla pubblicazione solo la Storia d’Italia. Gli altri scritti restarono inediti sino
al XIX secolo, eccetto i Ricordi pubblicati, postumi, per la prima volta nel 1576.
Fra gli scritti politici meritano attenzione soprattutto il Discorso di Logrogno del 1512 e il Dialogo del
reggimento di Firenze, composto in due libri fra il 1522 e il 1526. In essi Francesco Guicciardini prende
posizione sia contro il regime democratico e popolare (il popolo, dirà nei Ricordi, è un «animale pazzo»,
inaffidabile e anarchico), sia contro la tirannia perché il potere del singolo tende a essere «bestiale e
crudele». La tesi di Guicciardini è che non esistono ricette universali valide dovunque e comunque, ma che
bisogna giudicare caso per caso. Nel caso di Firenze, Guicciardini è favorevole a un “governo misto”, in cui il
potere sia gestito da un Senato, composto da 150 liberi ottimati o aristocratici, da un consiglio ristretto di
dieci e da un gonfaloniere a vita. È chiaro che le preferenze dell’autore vanno al partito dei moderati e in
particolare a quella aristocrazia cittadina di cui faceva parte anche la famiglia Guicciardini.
IL CONFRONTO CON MACHIAVELLI
Uomo:
Machiavelli: Visione pessimistica dell’Uomo, poiché tende ad essere avido ed egoista.
Guicciardini: Visione più positiva che negativa, anche poiché lavorò in ambiente religioso (segretario Stato
Pontificio).

Virtù e Fortuna:
Machiavelli: La Virtù serve all’uomo per dominare la Fortuna.
Guicciardini: La Fortuna ha peso maggiore rispetto alla Virtù, poiché è essa a determinare l’esito degli
eventi.

Realtà e Storia:
Machiavelli: Gli eventi seguono precide logiche, quindi è utile conoscere cosa è accaduto in passato per
evitarlo nel futuro o per trovare soluzioni.
Guicciardini: Realtà e Storia non sono utili per comprendere e controllare gli eventi .

Mondo Classico:
Machiavelli: Sarebbe da imitare nel presente, soprattutto quello che riguarda la sola storia romana.
Guicciardini: Non ha valore, poiché pagano; non poteva esaltarlo, poiché lavorava nello Stato Pontificio.

Ideale Politico:
Machiavelli: Miglior forma di organizzazione statale è la Repubblica.
Guicciardini: Migliore quella forma di governo in cui è uno solo a governare (Oligarchia o Monarchia; forma
di governo usata anche in Stato Pontifico).

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