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ALBANIA POSTCOMUNISTA

IL NUOVO SISTEMA POLITICO E IL RUOLO


DELL'ITALIA

Dott.ssa Elona Allkja

Anno 2008/2009

INDICE
INTRODUZIONE

CAPITOLO I
1.1 LAlbania e le sue riforme istituzionali dal 1990 fino ad oggi

CAPITOLO II
1.2 Problemi del nuovo assetto

15

CAPITOLO III
1.3 Quale pluralismo politico

28

CAPITOLO IV
1.4 Partiti politici e la loro democratizzazione interna

35

CAPITOLO V
1.5 Sistemi elettorali e comportamento elettorale

51

CAPITOLO VI
1.6 Albania nelle nuove elezioni politiche del 28 giugno 2009
ALLEGATO
1.1 I rapporti tra Italia e Albania

80

88

INTRODUZIONE
All'indomani del secondo conflitto mondiale, lAlbania fu lunico Paese europeo a
sconfiggere i nazi-fascisti senza laiuto statunitense o sovietico. Il paese d al nuovo
governo, che era controllato dal Partito Comunista e dominato dalla figura di Enver Hoxha,
una libert di decisioni che ebbe delle ripercussioni nei successivi quarantanni. In seguito
alla vittoria militare della Resistenza comunista, processi sommari vennero intentati contro
gli oppositori, a opera del ministro degli interni Koci Xoxe. Nelle elezioni del dicembre
1945 il Fronte Democratico,1 ottenne il 93% dei suffragi su una massa di votanti pari al 92%
degli aventi diritto al voto. Il partito unico, una volta eliminate le formazioni non comuniste
come Balli Kombetar (il Fronte Nazionale) di Mithat Frasheri o Legaliteti ( la Legalit) di
Abaz Kupi e frazioni dissidenti come quella di Andrea Zizi e quella dei giovani Lula
-Premte, si afferm anche in Albania, analogamente a quanto stava accadendo negli altri
Paesi dell'Europa centro-orientale inseriti nella orbita dell'egemonia sovietica. I comunisti
albanesi, come anche quelli iugoslavi, si attribuivano il merito della resistenza contro il
nazismo e il fascismo, e, dunque, la prerogativa di costruire il nuovo assetto politico
istituzionale. I dirigenti vararono, subito dopo la Iugoslavia, una costituzione che ricalcava
quella sovietica del 1936 differenziandosi, in questo modo, dalle altre democrazie popolari,
come aveva fatto a sua volta l'Unione Sovietica che aveva voluto dimostrare che le nuove
forme di governo occidentali non rispondevano alla logica della dittatura del proletariato.
L'Albania invece, nel rispetto di questa logica, non volle attenersi ad una formula,
precedentemente concordata, con gli ex alleati secondo la quale, i Paesi dell'Europa centroorientale avrebbero dovuto essere governati da coalizioni politiche di tutti i partiti a
esclusione di quelle di ispirazione fascista o nazista. Inizialmente, dato lo stretto legame tra
comunisti albanesi e iugoslavi, il partito comunista, vista la grave situazione economica del
paese, port il governo di Tirana a firmare un trattato nel 9 luglio 1946 che prevedeva la
restituzione del Kosovo alla Iugoslavia in cambio di una consistente prestito, assolutamente
necessario per la sopravvivenza stessa del Paese. In quel momento infatti, secondo il disegno
di Tito, la Iugoslavia sperava di poter fare dell'Albania una settima repubblica della
federazione. Il conflitto tra Belgrado e Mosca e i contrasti tra i loro capi, Tito e Stalin,
determinarono le scelte della politica sia interna che esterna dell'Albania. Il leader albanese
Enver Hoxha ne approfitt, da una parte per allearsi al potente Stalin, ma dall'altra per
eliminare fisicamente dei dirigenti vicini alle posizioni iugoslave facendo cos piazza pulita
all'interno del comitato centrale, epurando il partito da personaggi per lui scomodi, con
l'accusa di reati di tradimento. Accusa questa, che, ad esempio, tocc all'allora ministro degli
interni Koci Xoxe, che fu condannato a morte e ucciso nel 1949. Ma questa pulizia politica
continu anche quando i rapporti tra Mosca di Chruscev e Belgrado ripresero come, con la
condanna e uccisioni di Liri Belishova, Maqo Como, Koco Tashko e altri, accusati di aver
aderito al revisionismo chrusceviano.
La rottura ufficiale con l'Unione Sovietica venne annunciata dal leader stesso nella
conferenza dei Partiti comunisti a Mosca nel novembre del 1960, rottura che fu poi ribadita
nel discorso di apertura del I congresso del Partito del lavoro dell'Albania nel febbraio 1969.
Ben presto tuttavia, agli ormai ex alleati, si sostituirono i Cinesi di Mao Ze dong. Per tutti gli
anni '60 la politica dell'Albania si ispir, quindi, al modello cinese fino al punto da importare
tra il '65- '69 la cosiddetta rivoluzione culturale. In Cina questa rivoluzione rappresentava un
momento cruciale della lotta politica tra le due opposte rappresentanze, che sotto l'apparente
unanimismo di facciata, proponevano linee diverse per lo sviluppo economico del Paese. Da
una parte esisteva lo schema stalinista di economia pianificata diretta dall'alto, e dall'altra,
1) Che altro non era che la nuova veste del movimento della liberazione nazionale o Lufta Nacional Clirimtare.

quella delle progressive liberalizzazioni per superare la rigidit della pianificazione senza
per intaccare il sistema del potere autoritario e centralizzato attraverso il quale si riteneva
di poter governare il continente cinese con le sue profonde contraddizioni tra diversit
etniche, culturali, geografiche ed economiche. Nell'Albania che mutua la rivoluzione
culturale, per, non esistevano i problemi appena descritti in Cina, poich il regime, grazie al
ricorso massiccio a metodi repressivi, era decisamente solido e indiscusso, senza alcuna
opposizione culturale diversa. Nonostante ci Hoxha utilizz la rivoluzione culturale, per fini
diversi e ridusse cos il numero dei ministri da 19 a 13, il numero degli enti amministrativi,
decurtando gli stipendi dei funzionari e costringendo inoltre gli studenti a lavorare nei campi
affinch facessero esperienza del lavoro manuale. Lo stato diventa sempre pi ermeticamente
controllato, tutte le istituzioni pubbliche, come sindacati e associazioni, e tutte le
organizzazioni politiche vengono soppresse, inclusa la stampa, l'associazione culturali delle
donne, lorganizzazione dei giovani, e tutte le imprese economiche private. Ogni confessione
religiosa fu proibita nel 1967, e il paese fu dichiarato il primo stato ateo nel mondo. L'anno
successivo, nel 1968, si consuma l'ultimo strappo con la comunit dei paesi socialisti con
l'uscita dell'Albania dal Patto di Varsavia, in seguito all'invasione della Cecoslovacchia da
parte della Russia, un pretesto questo, perch ovviamente non era immaginabile che il
dogmatico e conservatore leader albanese potesse condividere le ipotesi riformiste dei
dirigenti cecoslovacchi e stare allo stesso tempo al fianco della Russia. Il nuovo ruolo che la
potenza asiatica stava giocando nel contesto internazionale non interessava pi di tanto ai
dirigenti albanesi, che pure, giudicavano le riforme economiche avvenute in Cina non pi
come un bene. Il governo di Tirana, poi, con la morte anche di Ciu En Lai e Mao Ze dung
cerc di staccarsi dalla Cina perch non accettava pi di seguire le idee di Pecchino sulla
strada di nuove riforme, le cosiddette quattro modernizzazioni, e non condivideva la scelta
di quelle aperture verso il mondo capitalistico che la Cina stava portando avanti. Allo stesso
tempo il regime comunista albanese si distaccava sempre pi dall'Unione Sovietica che era
accusata, ormai da anni, di revisionismo e socialimperialismo.
La salvaguardia dell'indipendenza nazionale, cos importante per il leader albanese,
diventa una vera e propria fissazione e assume connotazioni di un vero e proprio incubo per
la popolazione che viene isolata sempre pi dal resto del mondo. Nel 1976 Enver Hoxha vara
una nuova costituzione che lascia inalterato l'assetto istituzionale restando presente una
Assemblea del popolo con rappresentanti eletti da una lista unica ma vieta ogni possibile
collaborazione con altri paesi. Infatti sul piano internazionale l'Albania non riesce pi a
costruire un sistema di rapporti con le potenze del momento mentre si alimentano sempre
pi infinite tensioni con i vicini paesi , quali Iugoslavia, Grecia e Italia dove ancora oggi
esistono delle minoranze albanesi. Vediamo alcuni dati sui Presidenti dell'Assemblea
Popolare2, dati sui primi ministri di Governo e sui segretari del partito comunista, per vedere
chi erano e come sono cambiati dal 1944 al 1991.
Tabella n 1: Presidenti dell'Assemblea Popolare
N

Nome

Partito

Investitura
-

Omer Nishani

indipend

Omer Nishani

indipend Eletto AC

Inizio
mandato

Fine
mandato

Note

26.05.1944

31.12.1945 Presidente del


presidium del Cons.
Antifascista di
liberazione nazionale

12.01.1946

14.03.1946 Presidente del

2) Oggi non altro che il Parlamento Albanese.

presidium
dell'Assemblea
Costituente ( II Rep)
3

Omer Nishan

indipend Eletto AP

16.03.1946

28.06.1950 Presidente del


presidium
dell'Assemblea
Costituente ( II Rep)

Omer Nishan

indipend Eletto AP

28.06.1950

01.08.1953 dimissioni

gen.Haxhi Lleshi PPSH

01.08.1953

maggio1954 Ad interim

gen.Haxhi Lleshi PPSH

Eletto AP

01/05/54

14.07.1958 L'Albania entra nella


Societ delle nazioni il
14.12.1955

gen.Haxhi Lleshi PPSH

Eletto AP

14.07.1958

04.07.1962

gen.Haxhi Lleshi PPSH

Eletto AP

04.07.1962

10.09.1966

gen.Haxhi Lleshi PPSH

Eletto AP

10.09.1966

21.11.1970

10 gen.Haxhi Lleshi PPSH

Eletto AP

21.11.1970

29.10.1974

11 gen.Haxhi Lleshi PPSH

Eletto AP

29.10.1974

26.12.1978

12 gen.Haxhi Lleshi PPSH

Eletto AP

26.12.1978

22.11.1982

13 Ramiz Tafe Alia

PPSH

Eletto AP

22.11.1982

19.02.1987

14 Ramiz Tafe Alia

PPSH

Eletto AP

19.02.1987

20.02.1991

PPSH

20.02.1991

30.04.1991

15 Ramiz Tafe Alia

Fonte. http://www.geocities.com/ga57/albania/albania.html; Giovanni Armillota.

Dalla tabella si nota che fino al 1954 il Parlamento albanese, che in quel periodo si
chiamava Assemblea popolare, era stato presieduto non dal Partito di Lavoro Albanese, ma
dagli Indipendenti fino a quando Enver Hoxha cominci a fare piazza pulita di tutti i suoi
avversati politici che furono eliminati e rimpiazzati da membri del PPSH.4
Tabella n2: Capi di Governo dal 1944 al 1991
N

Nome

Partito

Investitura

Inizio carico

Fine
incarico

Note

Gen. Enver Hoxha coalizione


(I)5

Eletto CALN

24.05.1944

22.10.1944

dimissioni

Gen.Enver

Eletto GDA

22.10.1944

11.01.1946

dimissioni

Hoxha coalizione

(II)6
3

Enver Hoxha (III)

PKSH

el.Ass.Cost

11.01.1946

16.03.1946

assunzione

Enver Hoxha (IV)

PKSH

Eletto AP

16.03.1946

Maggio

riconfermato

1950
5

Enver Hoxha (V)

PPSH

Eletto AP

Maggio 1950 Maggio

riconfermato

3) Il 20 di febbraio 1991 Ramiz Tafe Alia, assumendosi pieni poteri presidenziali, destituisce il gabineto di Adil
Carcani, istituisce il consiglio presidenziale composto da: Kicon Blushi, Minella Dallani, gen. Haxhi Lleshi,
Rexhep Kemal Mejdani, Xhenet Muco, Fatos Thnas Nano, Lefter Xhuveli; e nomina Fatos Thanas Nano,
Presidente del Consiglio Provvisorio dei Ministri.
4) PPSH: Partito del lavoro albanese.
5) Presidente del Consiglio Antifascista di liberazione nazionale (governo provvisorio)
6) Presidente del Governo Democratico d'Albania riconosciuto nel 1945 da GB, USA, URSS, Iugoslavia,
Bulgaria, Ungheria.

1954
6

Enver Hoxha (VI)

PPSH

Eletto AP

Maggio 1954 12.07.1954

dimissioni

Mehmet Shehu(I)

PPSH

12.07.1954

14.07.1958

assunzione

Mehmet Shehu (II) PPSH

Eletto AP

14.07.1958

04.07.1962

riconfermato

Mehmet Shehu (III) PPSH

Eletto AP

04.07.1962

Estate 1966

riconfermato

10 Mehmet Shehu (IV) PPSH

Eletto AP

Estate 1966

21.11.1970

riconfermato

11 Mehmet Shehu (V) PPSH

Eletto AP

21.11.1970

29.10.1974

riconfermato

12 Mehmet Shehu (VI) PPSH

Eletto AP

29.10.1974

26.12.1978

riconfermato

13 Mehmet

Eletto AP

26.12.1978

17.12.1981

suicida

Shehu PPSH

(VII)
14 Adil Carcani (I)

PPSH

17.12.1981

14.01.1982

Ad interim

15 Adil Carcani (II)

PPSH

14.01.1982

23.11.1982

assunzione

16 Adil Carcani (III)

PPSH

Eletto AP

23.11.1882

19.02.1987

riconfermato

17 Adil Carcani (IV)

PPSH

Eletto AP

19.02.1987

22.02.1991

dimissioni

Presidenza

22.02.1991

04.05.1991

dimissioni

18 Fatos Thanas Nano PPSH


(I)

(gov.provvisorio)

Fonte: http://www.geocities.com/ga57/albania/albania.html; Giovanni Armillota.

Dopo il 1954, come si pu vedere anche dalla tabella, il ruolo di primo ministro
venne preso dal delfino di Hoxha, Mehmet Shehu, che venne riconfermato fino al 1981, anno
in cui si suicid, anche se molti sostengono la tesi che l'uomo sia stato assassinato dai
Sigurimi7.
Tabella n3: Segretario del Partito del Lavoro 1941 - 1991
N

Nome

Investitura

Inizio
carico

Fine
incarico
22.03.1943

Note

Enver Hoxha

Nominato
in 08.11.1941
clandestinit dal CC

Direttore del Comitato


Centrale del PKSH

Enver Hoxha

Nominato dal CC

22.03.1943 12.07.1954 Segretario generale

Enver Hoxha

Nominato dal CC

12.07.1954

11.04.1985

Primo segretario, fino alla


morte 11.04.85

Ramiz Tafe Alia

Nominato da CC

13.04.1985

04.05.1991

Dal novembre 1990 il


PPSH non e pi partito
unico

Fonte: http://www.geocities.com/ga57/albania/albania.html; Giovanni Armillota

Da notare come il partito sia sempre stato governato da Hoxha fino alla sua morte, e
come solo dopo, nel 1985, venga governato dal segretario del partito comunista Ramiz Alia
che tent di preservare il sistema comunista presentando delle riforme provvisorie per
rianimare leconomia che declinava da tempo ormai. In risposta alle agitazioni crescenti ed
alle proteste del pubblico, Alia ripristin la libert religiosa, diminu il potere di Sigurimi ed
adott la riforma del mercato libero ed il decentramento economico. A dicembre 1990 il
governo sotto la pressione popolare dovette accettare la creazione di partiti indipendenti,
cosa che determin la fine del monopolio del partito Comunista. Il sistema giudiziario fu
7) Servizio segreto dello Stato albanese.

riformato e venne ristabilito il ministero della giustizia e finalmente gli albanesi fu


permesso di viaggiare allestero.Con il proseguire delle proteste, Alia, consent nel 1991 le
prime elezioni libere e pluraliste nella storia del paese, vinte a sorpresa dal partito comunista
PSSH8 che conquista 169 dei 250 posti, mentre il PDSH9 solo 75 posti. Una costituzione
provvisoria fu approvata nell'aprile 1991 ed il nome del paese fu cambiato da Repubblica
Popolare dellAlbania soltanto Repubblica dellAlbania. La legge sulle disposizioni
costituzionali ha funzionato come legge di base del paese. Essa era garante dei diritti e della
libert dei cittadini e soprattutto garantiva la separazione dei poteri dello stato fino al 28
novembre con lapprovazione, da parte del corpo elettorale, della costituzione albanese
sottoposta al Referendum Consultivo. Una costituzione democratica secondo il modello
europeo. Nel giugno 1991 il governo di Alia si dimise e si insedi un altro governo di
coalizione mista che includeva Comunisti, Democratici, Repubblicani e Democristiani
sociali. Tuttavia nell'estate le dimostrazioni continuarono ancora attraverso poich i
manifestanti esigevano larresto dei primi leader Comunisti e la piena libert dei media. Il
governo della coalizione croll a dicembre 1991 e fu nominata un'amministrazione
provvisoria. Elezioni anticipate furono tenute nel marzo 1992 e vinte questa volta dal partito
democratico con 92 posti contro i 38 dei socialisti, 7 PSDSH10, 1 PRSH11, 2 PBDNJ12. La
riunione elesse il leader del partito Democratico, Sali Berisha, come Presidente della
Repubblica e Aleksander Meksi come Primo Ministro. Nel 1994 i democratici proposero una
nuova costituzione agli elettori i quali per lo respinsero con un referendum nazionale. Il
governo di Berisha assunse presto i tratti autoritari ed infatti fu accusato di essere molto
intransigente riguardo la libert di stampa e di avere sotto controllo tutto, anche le corti
giudiziarie.
Nellanno 1996, nuove elezione riconfermarono Berisha, ma il crack di alcune societ
finanziarie fece scoppiare la protesta popolare e port il paese sullorlo della guerra civile.
Berisha venne accusato di frode. Nel 1997 si tennero nuove elezione anche grazie
all'intervento di una forza internazionale. Il socialista Fatos Nano che era stato condannato da
Berisha, liberato dalla carcere a furor di popolo, vinse le elezioni e divenne il primo ministro
mentre venne eletto Rexhep Mejdani come Presidente della Repubblica. Queste elezioni
permisero al partito Socialista di riguadagnare lo status di una formazione politica meritevole
e capace di governare il paese. Il 1993 e il 1997 sono due date che hanno rilanciato il PS
verso un allargamento della sua base elettorale che gli ha consentito di diventare il partito
dominante e di tornare al potere per due legislature successive. Intanto la dirigenza del
partito rimase sotto il controllo della leadership Nano senza dare segni dapertura verso la
base del partito, generando conflitti interni che aumenteranno fino a quando nel 2004, si
staccher dal suo nucleo una frazione per fondare il Partito LSI13, guidato da Ilir Meta, ex
membro PS di nuova generazione. Una nuova formazione politica che si dimostro subito
protagonista nelle elezioni tenutesi nel luglio 2005. Ma anche allinterno del PD non sono
mancati i conflitti interni, come vedremo meglio anche durante i prossimi capitoli, per
esempio gi nel 1992 lala dei liberali dar vita al partito di Alleanza Democratica, altro
momento difficile nel 1995 con la fondazione del BSDSH14 e nel 2000 con la fondazione del
8 ) PPSH- Partito del Lavoro Albanese
9) PDSH- Partito Democratico Albanese, presidente del partito Sali Berisha.
10) PSDSh- Partito Social Democratico d'Albania.

11) PRSh- Partito Repubblicano dAlbania.


12) PBDNJ- Partito dellunit per i diritti umani.
13) LSI- Partito Movimento Socialista dIntegrazione.
14) BSDSH- Partito del Unione dei Social Democratici dAlbania
5

partito Democratico Riformatore guidata da Genc Pollo.


Oggi per come dimostrer anche nei prossimi capitoli ci sono dei cambiamenti
radicali in Albania perch durante questi ultimi anni, come ho accennato anche sopra, questo
piccolo paese del Balcani, che si estende 28.748 km quadrati ha avuto dei svolgimenti
importanti in tutti i campi, sia politico, economico e quello sociale. Cercher di dare un
quadro pi completo della storia del Albania dagli anni novanta fino ad oggi, e parler inoltre
di come l'Italia vede questo paese al di l del mare attraverso l'illustrazione di alcuni esempi.

CAPITOLO I
1.1 LAlbania e le sue riforme istituzionali dal 1990 ad oggi
Dopo il 1991, data della fine del regime comunista, il capitalismo occidentale si era
posto per molti albanesi, come simbolo della fine di un'era e come promessa di una vita
migliore. La societ stessa, l'economia e la politica del paese potevano finalmente respirare
un'aria diversa da quella respirata fino a quei giorni bui, anche se, come dimostrer pi
avanti, l'economia cos ricambiata, sotto la supervisione del Fondo Monetari Internazionale e
della Banca Centrale, ha portato il paese quasi alla rovina invece che alla crescita sperata
durante tutti gli anni '90. Soltanto pi tardi, all'interno dell'Albania ci si resi conto che
prima di tutto occorreva cambiare politica per portare la vera democrazia in questo piccolo
paese composto da 3.100.000 abitanti,15 e per poter mettere in moto un processo di
innovazione e sviluppo socio-economico. L'improvvisa e rapidissima apertura al mondo di
una nazione educata all'esaltazione del proprio isolamento ha costretto il paese a dover far i
conti con un mondo esterno che non conosceva, in cui non sapeva assolutamente come
muoversi. E' vero, l'Albania si trovata ad affrontare problemi tipici dei paesi con economia
in transizione, sfide che sono complesse e molteplici di per s, che aumentano quando poi si
aggiungono anche pressioni del mondo esterno. L'approccio di alcune organizzazioni, per
certi versi e per alcuni rappresentanti dei maggiori paesi Occidentali, come il FMI, il
Washington Consensus, ecc, verso l'Albania non fu dei migliori perch l'aiuto da tali
istituzioni e organismi si esplicato solo nel dare quel poco che bastava per fermare l'esodo
di molti albanesi verso l'Occidente. I cosiddetti programmi mirati erano finalizzati a dare
incentivi e aiuti alle imprese, e operavano anche per eliminare povert e disagi, destinati al
recupero dei costi e alla privatizzazione, dei servizi educativi e sanitari. Venivano
considerati come costitutivi di una modalit pi efficiente di erogare programmi sociali. Le
riforme del FMI e della Banca Mondiale, per, hanno portato ad un collasso economico e
sociale del paese per tutti gli anni '90, poich sono state applicate direttive poco adatte ad un
paese che non aveva mai sperimentato modelli di economia aperta e di concorrenza sui
mercati. Non si sono adoperati per aiutare il paese a munirsi di solide istituzioni e di una sana
economia, cos che potesse camminare con le sue gambe dopo l'aiuto iniziale. Parafrasando il
tutto in una metafora come se si fosse cercato di mettere le tegole sul tetto di una casa,
mentre le sue fondamenta erano instabili, e non vedere pi che dentro la casa continuava a
entrare il freddo e la pioggia, e potersi cos illudere che gli abitanti dentro stessero asciutti e
al caldo. Beninteso non dobbiamo lasciarsi prendere da inconcludenti idealismi: nel mondo
attuale logico che l'improvvisa apertura di un paese lo inserisca, oltre che nella politica
internazionale, nella rete degli investimenti e del mercato globale. Ma se questo
procedimento rimane fine a se stesso non pu in alcun modo fare del bene al paese. Sarebbe
come seminare un terreno che non si mai lavorato prima. Comunque, Alia aveva cercato di
15) Censimento di luglio 2001.

portare avanti un'apertura al capitalismo nel 1990, dotando il paese di un programma di


riforme economiche che incoraggiava gli investimenti esteri e forniva maggior autonomia ai
manager delle imprese di stato, riforme queste che permisero anche ad esponenti della
nomenclatura comunista di accumulare ricchezze personali. Sempre nel 1991 l'ex presidente
Ramiz Alia veniva rieletto da un parlamento multipartitico, con i vincitori di una nuova
coalizione socialista e al opposizione il partito democratico. Nello stesso momento, poi, si
stabilivano anche le nuove relazioni con Washington. Nel frattempo, mentre perdurava il
caos economico anche a causa di una sempre pi crescente inflazione, quello sociale
continuava con rivolte in strada che precedettero le elezioni del 1992; mentre in parallelo gli
interessi del mondo di alcuni stati occidentali, quali Germania, Italia e U.S.A, si erano
prudentemente piazzati all'interno del paese, stringendo alleanze politiche con l'establishment
ex comunista. Molti di loro avevano visto in Berisha una figura affidabile, che potesse far
prendere al paese la strada della stabilit. Infatti il nuovo Presidente Berisha conquist sin
dall'inizio del suo mandato i favori di molti governi occidentali: rappresentava una cesura col
passato regime e dunque una figura in grado di dare rapidamente stabilit ad un paese da
lungo travagliato, per cui era estremamente importante non esplodere.16
Verso la fine 1993, soltanto ventuno mesi dopo la vittoria di Berisha, l'export era
cresciuto del 50%; nel 1996 la disoccupazione era diminuita dal 22%, rispetto al 12% del '93.
Il tasso di inflazione era sceso dal mostruoso valore del 236% del 1992 al 6% del 1995;
anche sul piano dell'ordinamento democratico il paese sembrava fare molti progressi: nel
1994, infatti, l'Albania adott la Convenzione europea per i Diritti umani e divenne
firmataria dell'Atto finale di Helsinki, entrando cos a far parte dell'OSCE (Organizzazione
per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa); nel giugno entr anche nel Consiglio
d'Europa17 e nell'agosto di quello stesso anno riusc a dotarsi dei Codici penali e civili, e
questo in un paese in cui tanto la figura del ministro della giustizia quanto la pratica privata
della giurisprudenza erano state da anni abolite da Hoxha come non necessarie. Ma non tutto,
purtroppo, proseguito secondo questa tendenza positiva, poich l'Occidente aveva riversato
un fiume di denaro, di modelli e idee spesso incontrollati e confusi e il sistema economico
che si era venuto a creare era in realt un non sistema, una sorta di gigante dai piedi d'argilla
pronto a crollare rovinosamente al minimo problema arrivato. Possiamo infatti avvallare
questa tesi attraverso l'osservazione di alcuni fatti. Infatti le riforme adattate dal FMI
arrivano fino ad un inevitabile climax verso la fine del 1996, con la rovina del settore
industriale e la quasi disintegrazione del sistema bancario. Nel febbraio del 1997 il primo
ministro Aleksander Meksi ammise senza mezzi termini davanti al Parlamento che il paese
era sull'orlo del caos macroeconomico...peggiore persino di quello del 1992.18 Tutto era
legato anche alle piramidi finanziarie o agli schemi-truffa che avevano usato
impropriamente parte dei risparmi dei cittadini .
La maggior parte delle grandi imprese pubbliche erano state eliminate o per la
liquidazione o tramite fallimento forzato, aprendo cos la strada alla disoccupazione di
massa. Il sostegno budgetario alle imprese statali si sarebbe drasticamente ridotto, mentre
occorreva identificare con chiarezza a quali imprese statali fosse concesso accedere alle
risorse pubbliche e a quali condizioni. Tale dispositivo contribu a mettere fuori gioco
un'ampia parte delle attivit produttive nazionali. Le imprese pubbliche pi redditizie
vennero in un primo momento trasferite a finanziarie controllate da membri della precedente
16) Ricordiamo che in quel periodo l'area dei Balcani era gi in balia della feroce guerra nei territori della ex
Jugoslavia, ed era fondamentale non aggiungere altre cause di instabilit nella zona soprattutto vista la
consistenza di minoranze albanesi nei territori gi coinvolti dal conflitto.
17) Era molto importante per l'Albania di far parte in queste due Organi internazionali dal momento che
comportava per il paese il rispetto di precisi standard democratici e politici.
18) Michel Chossudovsky, La crisi Albanese.

nomenclatura. I beni statali entro il portafoglio di queste compagnie dovevano essere messi
in vendita, all'asta, al capitale straniero secondo un calendario stabilito in accordo con le
istituzioni di Bretton Woods. Il programma di privatizzazione ha portato praticamente
dall'oggi al domani allo sviluppo di un classe proprietaria fortemente legata ai dogmi
neoliberisti. Dal 1985 al 1995 le importazioni son state raddoppiate e le esportazioni
dall'altro lato diminuite facendo diventare acuta la crisi della bilancia dei pagamenti del
paese. Il parlamento albanese nel 1992 licenzia una legge bancaria che permetteva la
creazione di fondazioni e finanziarie operanti nel settore della attivit bancarie
commerciali. La Banca Centrale aveva insistito sulla creazione di nuove banche private.
Diversi fondi e le fondazioni dovevano operare liberamente accanto alle banche statali
quali la Banca commerciale nazionale, la Banca commerciale rurale e la Casa di risparmio.
La legge tuttavia da un parte dava il via all'espansione degli intermediari finanziari privati ma
dall'altra parte manteneva alcune funzioni di supervisione della Banca Centrale. Sempre la
Banca mondiale aveva chiesto nel 1995 l'adozione di una legislazione che trasformasse le
banche di propriet statale in societ finanziari. Aveva inoltre chiesto alle autorit di
accantonare una consistente quantit di denaro da assegnare al sostegno delle imprese statali
destinate alla privatizzazione. Quindi prima di mettere all'asta la Banca commerciale rurale e
la Casa di risparmio, al governo fu chiesto di aiutare a mettere in sesto i bilanci delle banche
facendosi carico dei loro portafogli di prestiti in sofferenze (prestiti che son stati ristrutturati
o il cui pagamento degli interessi in arretrato di almeno novanta giorni). Ci sar fatto in
maniera tale che possano risultare effettivamente solide ed essere trasformate in societ a
partecipazione azionaria, le quali saranno in seguito messe in vendita19. Facendo cos, per,
il debito estero del paese non diminuiva, ma anzi aumentava. Per l'ironia della sorte, lo stato
Albanese ha finanziato il proprio indebitamento concedendo ad esempio, sostegno
finanziario alle imprese statali, destinate alla vendita presso gli investitori stranieri. Per di
pi, parte dei proventi in valuta estera generati dall'afflusso delle rimesse dall'estero o dal
denaro sporco verso le fondazioni stata utilizzata anche per sostenere le imprese statali
strozzate dai debiti, in definitiva a beneficio dei compratori esteri che andavano acquisendo il
patrimonio statale a prezzi straccianti. Nel 1996 viene istituita la Borsa valori di Tirana con
l'ottica di accelerare il programma di privatizzazione.
Nel febbraio 1997, l'Anglo-Adriatica, il primo fondo di privatizzazione mediante
voucher, era intenta a negoziare accordi con gli investitori stranieri in ambiti che spiazzavano
dalla fabbrica della birra al cemento e ai produttori farmaceutici albanesi. La Banca mondiale
ha anche raccomandato che tutti i servizi pubblici, inclusa la distribuzione dell'acqua,
l'energia elettrica e la rette infrastrutturale venissero posti in mani private. Nonostante la
crescente protesta dei sindacati, il governo stabil un preciso calendario nel 1997 per la
vendita delle sue societ strategiche in settori industriali chiave, quali, quello del petrolio, del
rame e del cromo. Ma gli investitori occidentali guardavano attoniti anche le riserve albanesi
di oro, zinco, nickel, e platino nella zona di Kukes, Kacinari, e Radomira, citt a nord
dell'Albania. In poche parole il governo albanese siglando gli accordi di Bretton Woods, si
trovato stretto in una camicia di forza, non essendo concesso di mobilitare le proprie risorse
produttive attraverso la politica monetaria o fiscale, essendo stati imposti dei tetti precisi su
ogni categoria di spesa. Quindi allo Stato non era pi permesso di costruire infrastrutture
pubbliche, strade o ospedali senza l'assenso dei suoi creditori, il che equivale a dire che
quest'ultimi non solo diventavano i sensali di tutti i maggiori progetti di investimento
pubblici, ma assumevano anche potere decisionale nel contesto del Programma pubblico
dell'Investimento su infrastrutture e servizi pubblici. Tuttavia il declino del settore statale
venne compensata dalla rapida crescita di attivit private, su piccola scala e speso informali
19) Ibidem.

nel campo del commercio al dettaglio, del piccolo artigianato, della costruzione su piccola
scala e dei servizi. Circa il 73% del occupazione totale (237.000 impiegati) in questo settore
privato in fase di avvio andava ricondotto a imprese di nuova creazione con un solo
impiegato. Nello stesso momento l'Albania diventa anche una nuova frontiera per il lavoro a
basso costo, in competizione con le numerose riserve di salari bassi sparse nel Terzo Mondo.
Altro campo che ha visto dei cambiamenti radicali durante gli anni '90 stato l'infrastruttura
agricola del paese. Le strutture cooperative di produzione e commercializzazione sono state
soppresse e la svendita di beni agricoli eccedenti, accanto alla disintegrazione del credito
rurale, ha contribuito a portare al fallimento l'agricoltura del paese. Un ampia fetta di
sostegno finanziario occidentale era accordata sotto forma di aiuti alimentari. I prodotti
alimentari di produzione nazionale sono stati rimpiazzati da quelli importati, e i prezzi a loro
volta schizzati alle stelle. Durante gli anni del comunismo l'Albania importava meno di
50.000 tonnellate di cereali, nel 1966 le importazioni di grano furono del ordine 472.000
tonnellate. Secondo cifre ufficiali, le importazioni del grano e farina sono state aumentate di
almeno il quadruplo, passando dai 32,2 milioni di dollari del 1994 alle 123,7 milioni di
dollari del 1996. Pi del 60% dell'industria alimentare era nelle mani del capitale straniero. Il
50% della forza lavoro in agricoltura nel 1995 guadagnava solamente 165$ statunitensi
all'anno; il reddito medio della famiglia contadina era rappresentato da un magro 20,40$
americani al mese, che scendeva a 13,30$ al mese nel aree di montagna. Diverse centinaia di
migliaia di persone sono migrate in massa dalle zone rurali, infatti, attualmente la
popolazione della Tirana triplicata dal 1990.
Il caos degli anni '90 si verificato anche nel output industriale, che dal 1989 al '92,
era calato del 63,8 % e il suo PIL del 41,2%. nel 1994 il PIL ha un balzo del 7,4%, del 13,4%
nel 1995 e del 10% nel 1996. Nonostante l'impressionante inversione nella rilevazione del
PIL, gli standard di vita, l'output e l'occupazione hanno continuato a precipitare. Mentre i
prezzi salivano alle stelle i guadagni mensili calavano a livelli abissali. Nel 1990 i salari reali
si attestavano su una media di 1,50$ USA al giorno ( meno di 50$ al mese), per poi scendere
del 57,1% dal 1990 al 1992. Questo collasso dei guadagni reali continuato dopo il 1992.
Secondo dei dati di Statistical Yearbook of Albania, 1991, gli arruolati nelle Forze armate
venivano pagate 2$ USA al mese e le pensioni agli anziani si aggiravano tra i 10$ e il 34$
USA al mese. I salari pi alti per le prestazioni professionali erano del ordine dei 100$ USA
al mese nel 1996. Con la svalutazione ulteriore della moneta nazionale verso la fine del '96 i
guadagni reali sono calati ancora del 33%. A mio avviso per, l'Occidente ha tollerato per un
suo tornaconto la crisi degli anni '90 in Albania, che, sia con Berisha, Presidente della
Repubblica nel 1992, sia con Fatos Nano dopo il 1997, come Capo di governo, era diventato
un ambiente finanziario nel quale ai criminali e contrabbandieri era permesso di tutto, e,
d'altro campo, il sistema del libero mercato aveva posto le basi per la criminalizzazione del
apparato statale.20 In generale nel paese predominava, quindi, un forte senso di sfiducia e di
disillusione da parte della popolazione nei confronti dello Stato, anche se quest'ultimo ora sta
facendo di tutto per applicare le regole della legge. Per esempio, nel 1994 Berisha tent di far
approvare tramite referendum una Costituzione che ampliava notevolmente i suoi poteri; in
quell'occasione gli albanesi, forse sottovalutati dal loro stesso leader, seppero porre un freno
alle sue aspirazioni, e la Costituzione, che avrebbe dovuto sostituire quella provvisoria che
aveva introdotto la repubblica presidenziale, non vene approvata. Era vero che gli albanesi
non sapevano ancora ci che era meglio per loro, ma certo sapevano che non volevano un
altro Hoxha. La sconfitta della nuova carta costituzionale provoc forti cambiamenti poi
all'intero del gabinetto: Otto ministri furono sostituiti, mentre i due alleati del PDsocialdemocratici e repubblicani uscirono dal governo. Molte delle misure necessarie al
cambiamento dell'economia sono certamente impopolari, ma necessarie per portare
20) Michel Chossudovsky: La crisi Albanese.

l'economia ad un trend positivo di crescita e di sviluppo sostenibile. Politiche quali controllo


del inflazione, riduzione del debito pubblico e quindi riduzione del deficit di bilancio sono
quindi da tenere in grande importanza. Il governo, per, deve tener conto della grande
pressione dell'opinione pubblica riguarda agli altissimi costi sociali che tali operazioni
comportano. Infatti la situazione dal punto di vista istituzionale ancora pesante, anche a
causa dell'avvicendamento continuo dei funzionari nelle pubbliche amministrazioni, il
processo di riforme assegna una forte rallentamento e le stesse strutture governative hanno
un grado di operativit molto scarso. Per tale problema si stanno operando anche le
istituzioni internazionali come l'Unione Europea, OSCE, ecc, ma fin adesso con limitati
risultati, anche perch i processi di Institution Building necessitano di tempi lunghi.
Il PIP21 ( Pubblic Investiment Programme) per il 1998 2000 aveva definito un piano
di interventi strategici nei quattro campi economici ritenuti chiave per lo sviluppo futuro
dell'economia albanese in funzione delle politiche di aggiustamento strutturale. Ecco quali
sono:
1- Governance and istitutional development: la riorganizzazione di questi settori
fondamentale per attuare il pieno sviluppo dell'economia del mercato in un contesto di
maggiore efficienza dei servizi pubblici. In tale ambito le misure che si dovranno essere
intraprese sono relative ai seguenti punti:
i. Consolidamento del processo legislativo e rafforzamento del sistema giudiziario;
ii. Rafforzamento delle condizioni di pubblica sicurezza nel Paese;
iii. Miglioramento del sistema di raccolta delle entrate fiscali e delle capacit di
formulazione del budget annuale dello Stato;
iv. Riforma della Pubblica Amministrazione finalizzata alla depoliticizzazione e
consentire una maggiore efficienza e professionalit del personale impiegato;
v. Miglioramento delle capacit di monitoraggio di programmi e conseguente
rafforzamento dei servizi statistici.
2- Enterprise Sector Development: recupero ed espansione delle attivit nel settore
dell'imprenditoria privata. Le azioni da perseguire sono:
i. Rafforzamento del quadro legale in cui inserire le attivit commerciali;
ii. Miglioramento della trasparenza ed equit nella gestione dei sistemi di tassazione e
doganali;
iii. Instaurazione di un reale mercato delle propriet terriere;
iv. Miglioramento e rafforzamento della gestione dei sistemi i irrigazione;
v. Un reale sistema dei servizi (privati) per supportare le attivit produttive ( industria
ed agricoltura) e commerciali.
3- Public infrastructure and utilites: il PIP rileva come la disponibilit di un adeguato sistema
di infrastrutture faciliti notevolmente lo sviluppo delle attivit economiche ed il
miglioramento della qualit della vita, ma rileva anche come tale obiettivo comporti costi
elevatissime di investimenti a causa dello stato di forte degrado del sistema di infrastrutture.
Le linee di intervento sono:
i. Continuazione del programma di riabilitazione delle infrastrutture stradali, ormai
intrapreso nell'ambito del precedente PIP;
21) www.ballcani.it

10

ii. Espansione e rafforzamento delle infrastrutture urbane della citt e rurali che,
come noto, hanno subito una rapidissimo degrado dovuto alla fortissima pressione
demografica, all'assoluta mancanza di fondi per la manutenzione ed allo
spopolamento delle aree rurali;
iii. Aumenti degli investimenti nell'energia e nel settore idrico con un programma
parallelo di ristrutturazione della gestione orientandola verso una strategia di cost
recovery affinch, nel medio-lungo termine, si possa pensare ad una privatizzazione
delle Public Utilities. Questo per far s che i futuri costi di investimento possano
essere reperiti al di fuori di PIP;
iv. Privatizzazione del settore delle telecomunicazioni;
v. Riorganizzazione e definizione del quadro istituzionale relativo alle tematiche
ambientali.
4- Human resources development and social services: occorre mettere a punto una strategia
per fornire servizi pubblici e per alleviare gli effetti della disoccupazione e della povert.
Anche in questo caso le linee di azione definite sono quattro:
i. Riforma del sistema sanitario, rafforzamento dei servizi di primary health care;
ristrutturazione del sistema ospedaliero, miglioramento dell'efficienza gestionale e
dell'efficacia delle prestazioni sanitarie;
ii. Riforma del sistema scolastico e ristrutturazione di strutture scolastiche;
iii. Rafforzamento della cosiddetta social safety net cercando al contemplo di
introdurre dei meccanismi di finanziamenti che conducono il sistema verso forme di
autofinanziamento. Miglioramento delle possibilit di impiego introducendo un
meccanismo di short term job opportunities e possibilit di micro-finanziamenti
(programma di micro-credito). Definizione di una strategia che consenta un recupero
e la conservazione del patrimonio storico culturale del Paese ed avvii degli scambi
pi continui con il resto d'Europa.
Come si pu notare, sono tutti punti cruciali per far ripartire il paese e che i governi, che si
sono avvicendati alla guida dell'Albania dal 2000 in poi, hanno cercato di impiegare pi
fondi possibili per il sostegno di queste riforme come, per esempio, nel campo economico si
lavorato nella riduzione della povert e della disoccupazione22, dell'aumentare del iniziativa
a favore dell'impresa privata, ovviamente, sia quelli locali che straniere, anche grazie ai
investimenti impiegati per l'ammodernamento del sistema dei trasporti e la ricostruzione
delle strade, ecc. Ma vediamo altri dati economici del paese dal anno 2005 al 2006 nella
tabella sottostante per capire meglio la crescita del paese con l'introduzione di nuove riforme
economiche:
Tavola n4: Variabili economici
PIL (VAR.%)
INFLAZIONE (%)

23

2005

2006

6,0

6,0

4,0

3,0

22) Nel 2006 la disoccupazione si calata del 13,9% ,ovvero, c' un calo di 0.3% in meno dal 2005 (14,2 %)
anche se, resta sempre meno dell'obiettivo fissato dal governo.
23) La media annuale, continuer a restare 3,0 fino al 2010.

11

Bilancia Comerciale (milioni di $)


Esportazioni

631

711

Importazioni

2.339

2.585

Saldo

1.708

1.874

Fonte: EUI, Economist Intelligence Unit: Contry Report; Settembre 2004; Ministero dell'economia del
mercato e di energia albanese.

L'Albania forse l'unico paese fra quelli in transazione, il cui PIL all'inizio degli anni
2000 era ancora rappresentato per oltre il 50% dal settore agricolo, tuttavia come si pu
notare anche dalla tabella in progressiva contrazione negli anni successivi. Il settore
industriale resta comunque scarsamente sviluppato fino al 2003, come possiamo vedere nella
tabella sottostante.
Tavola n 5: Altri settori economici
Settore

2000

2001

2002

2003

51

34,2

33,3

24,7

Industria

26,3

13,2

12,8

10,2

Costruzioni

n.d.

10,3

10,8

9,1

n.d.

10,1

10,6

10,0

22,7

32,2

32,5

46,1

Agricoltura

Trasporti
Altri servizi

24

Fonte: EUI, Economist Intelligence Unit: Contry Report; Marzo 2004

Se vediamo i dati pi recenti del 2006, possiamo constatare che questi settori sono
cresciuti a piccoli passi: il settore dell'agricoltura cresciuto del 4,7% dal 3 % che attuale,
l'industria crescita nel 2006 del 11% 25, ovvero cresce del 1,0 % ogni anno, mentre il
trasporto ha avuto dei incrementi modesti. Accanto a queste riforme economiche vediamo
quali cambiamenti si sono verificati nell'ambito politico, per esempio a cominciare dal primo
punto che riguarda la Governance and Istitutional Development, dove il potere legislativo
ancora in cambiamento. Vediamo la tabella sottostante per avere un idea migliore di come sia
evoluto il parlamento/legislature in Albania e il numero dei deputati dal 1991 ad oggi.
Tavola n6: Legislature dal 1991- 2005
Data elezione

Deputati

Note

XII

250
(9 donne)

Prime elezioni liberi nella storia del paese, 26


distretti elettorali con collegi uninominali con
sistema a doppio turno

1992:22.03, 29.03

XIII

140 (5 d.)

100 attribuiti attraverso collegi uninominali con


sistema a doppio turno, 40 con il sistema
proporzionale.

1996:26.05,
16.06

XIV

140 (21 d.26)

115 attribuiti attraverso collegi uninominali con


sistema a doppio turno, 25 con il sistema

1991:31.03,
14.04

Legislatura
07.04,

02.06,

24) La posta o altri settori di telecomunicazione; il mercato di turismo- continuano ancora oggi ad avere dei
aumenti considerevoli grazie alle riforme istituzionali -investimenti pubblici e privati - intraprese dai governi
consolidati nel paese.
25) Ministero dell'economia del mercato e di energia albanese.
26) E' l'unica legislatura dopo il crollo del monopartitismo ad avere un numero di donne pi alto rispetto agli
altri, dato importante anche se non del tutto significante visto che e sempre in discesa.

12

proporzionale.
27

1997:29.06, 06.07

XV

155 (10 d.)

115 attribuiti attraverso collegi uninominali con


sistema a doppio turno, 40 con il sistema
proporzionale.

2001:29.0628; 8, 22 e
29.7

XVI

140 (9 d.)

100 attribuiti attraverso collegi uninominali con


sistema a doppio turno e 40 con il sistema
proporzionale.

2005:03.07; 21.08

XVII

140 (10 d.)

100 attribuiti attraverso collegi uninominali con


sistema a unico turno, 40 con il sistema
proporzionale.

Fonte: Giovani Armillota: Breve Storia dell'Albania.

Come si pu notare il sistema elettorale sempre in continuo cambiamento dal 1991


fino alle ultime elezioni, instabilit che si sente anche in altri settori produttivi come abbiamo
appena visto. Ma di questo punto importante parler pi in dettaglio al prossimo paragrafo.
Nel 1998 stata approvata la nuova Costituzione dell'Albania e nel 2000 stato approvato il
primo Codice elettorale con gli appositi istituzioni elettorali29 che potevano sorvegliare lo
sviluppo delle elezioni. Tutto realizzato grazie alla volont dei partiti politici delle istituzioni
ma soprattutto dei cittadini, dei elettori, i quali non solo vogliano esercitare i propri diritti,
ma anche contribuire nello sviluppo di elezioni libere e democratiche. Il nuovo codice
elettorale e la creazione delle leggi stato un inizio positivo per il paese, ma se queste ultime
non vengono rispettate allora i diritti dei cittadini verranno calpestati. Infatti dopo un anno di
approvazione il Codice elettorale, che garantiva libere elezioni, tutti avevano diritto di voto
senza nessuna distinzione ne di razza, etnia o lingua, e ognuno era libero di scegliere chi
votare e di essere eletto e chiunque poteva, inoltre, sostenere una campagna elettorale;
mentre le commissioni elettorali dovevano lavorare in modo chiaro e trasparente senza
privilegiare nessun candidato politico. Il codice viene cambiato poi, la prima volta a maggio
2001, per poi essere modificato interamente il 19 Giugno 2003 con la legge n 9087,
seguendo la raccomandazione dei osservatori europei OSBE/ODIHR30. Comunque, l'Albania
continua il suo processo verso un adeguamento alle norme dell'Unione Europeo in molte aree
delle politiche interne, ed in particolare in quella della giustizia e degli affari interni. La
riforma al sistema giudiziario essenzialmente per un ambiente favorevole alle attivit
produttive, e per attrarre soprattutto investimenti esteri diretti; anche se, i governi albanesi
che hanno vinto in questi anni o altre istituzioni internazionali hanno spesso soldi per far
cambiare faccia al sistema giudiziario e portarlo agli standard europei, continua ad esistere
un sistema convivente con la corruzione, la criminalit, la politicizzazione e l'ignoranza. Il
potere giudiziario tra i pi deboli del paese, e una buona classe politica non la valuta come
si deve e non fa il minimo sforzo per renderla indipendente. Questo potere come anche gli
altri, soffre della mancanza d'immunit31 conferita dalla Costituzione Albanese. Infatti in
nessun caso si verificato il licenziamento o l'uso del codice amministrativo contro questi
abusivismi o coloro che sono corrotti, e se si fa riferimento agli articoli 137, 140 e 147 della
Costituzione, la burocrazia amministrativa, e soprattutto la mentalit dei cittadini in funzione
di un monitoraggio e condanno in caso di abusi e corruzione ancora manchevole, e come
sappiamo dare vita a processi culturali sanzionativi, non facile. Nonostante non sia
moralmente accettabile che il Ministro della Giustizia sia continuamente corrotto, esso
27) Durante questa legislatura, e pi precisamente dal 21 ottobre 1998 il parlamento albanese non pi definito
Assemblea Popolare (Kuvendi Popullor), bens Assemblea d'Albania ( Kuvendi i Shqiperise).
28) Il 29/06/1997 nel referendum consultivo sulla monarchia, il 66,74% si espresso a favore della repubblica.
29) KQZ: Commissione centrale elettorale.
30) Office for Security and Co- operation in Europe/Office for Democratic Institutions and Human Rights ,
presenti in Albania dal 1990.
31 ) L'immunit dovr essere vista come il rispetto della legge e del funzione che questo fa..

13

continua a portare aventi decisioni e comportamenti illeciti, pur contro le denunce dei
cittadini albanesi. La sicurezza nazionale un altro punto importante per avere una
democrazia nel paese, e molte riforme si stanno attuando per il suo sviluppo grazie anche agli
aiuti dei missionari esteri come il MAPE, ICITAP, ECPA, INTERFORCE, i quali stanno
tentando di creare una nuova cultura di polizia democratica, indipendentemente dalle tante
sfide che si presentano dalla vecchia mentalit. Il primo impatto delle riforme nella polizia si
pu vedere da alcuni dati come ad esempio, l'aumento di controllo sulla criminalit generale,
che nel 2002 si abbassata al 11.3% rispetto al 2000; grande passo avanti si fatto sui
parametri della sicurezza, sia dell'individuo che della propriet, impegno contro la criminalit
organizzata, la difesa dei confini contro i passaggi illegale di persone o non. Anche se, i
risultati che la Polizia ha raggiunto sono considerevoli, sia nel adottare gli standard europei
che nel rispettare la legge a tutti i suoi atti, si continua a manifestarsi ancora oggi dei
comportamenti non professionali e a volte eccessive nel uso della forza e nel abuso dei diritti
umani. Tali comportamenti e la corruzione diventano la principale causa del avvenir meno
dello sviluppo di una forza effettiva civile di polizia. Per combattere la corruzione e
aumentare i servizi della polizia serve aumentare il suo finanziamento, aumentare lo
stipendio del personale e ridurre l'incertezza di perdere il posto di lavoro. Soltanto cos si
riduce la corruzione e cresce la sicurezza del paese. Altro aspetto negativo che si verifica nel
mal funzionamento della Polizia di Stato il controllo eccessivo della politica verso i
dirigenti della polizia. Infatti sono i politici che decidono il loro destino, le assunzioni,
spostamenti e la possibilit di fare carriera. L' introduzione della politica molto dannosa
anche perch contrasta sulla possibilit di indipendenza, la missione e il futuro stessa della
polizia del paese. Oggi in Albania manca la fiducia verso lo Stato. Perch manca una
caratteristica basilare ed elementare degli stati modernamente democratici, ovvero la
separazione dei poteri; tenendo presente infatti i problemi di un sistema giuridico o di
polizia, che, come abbiamo prima spiegato, continua a stare alle dipendenze della politica e
che hanno un tasso di corruzione e di insufficienza di preparazione sia dei giudici che dei
poliziotti molto elevata, ci rendiamo conto che tutte queste questioni non aiutano certo ad
avere un paese democratico. Se vediamo il sondaggio fatto dopo i primi 100 giorni di
governo Berisha a gennaio 2006, da un movimento albanese apolitico Mjaft che tradotto
vuol dire BASTA, alla domanda posta ai cittadini per quanto riguarda la fiducia nelle
istituzioni albanesi, il 56% dei cittadini ha risposto dicendo che crede ai Media, e il 53%
crede al Presidente della Repubblica. Mentre le istituzioni che son meno credibili per la
popolazione sono il governo , 41%, la procura, 35% e l'apparato giudiziario col 32%. Come
si vede i media dopo gli anni '90, con la liberalizzazione, hanno conquistato una vera fiducia
dei cittadini perch cerca di raccontare la vita di ogni giorno della societ con chiarezza e
sincerit. Un sistema informativo libera un punto di innovazione importante e
fondamentale, anche se ha al suo passato una storia corta da raccontare, se si considera che
c' stato un' isolamento del paese e una mancanza di informazioni libere per tutti i 40 anni di
durata del comunismo, dove tutto era controllato da un partito unico al potere. Con il
passaggio dall'Albania isolata a quella libera anche i media si sono radicalmente innovati ed
oggi si possono contare un numero considerevole sia di reti, dalla TVSH pubblica alle reti
private, sia radio e la stampa quotidiana, di partiti e non, e quotidiani che si trovano sia in
forma cartacea che elettronica. Il problema dei Media Albanesi, tuttavia consiste nel fatto
che sono molto influenzate dalla politica, come d'altronde, purtroppo, succede anche per gli
altri poteri. In particolare, se in tutto il mondo i media sono indipendenti dalla politica, cui si
parla di media di sinistra o di destra. In Albania, invece, in tanti casi gli strumenti
d'informazione privati sono stati usati come mezzo di pressione contro individui o istituzioni
pubbliche, con lo scopo di deviare le leggi o di approfittare di altri vantaggi. Il ruolo dei
media anche per lo spazio dato ai candidati durante le elezioni elettorali, l'informazione che
14

riguarda i partiti, i loro candidati e il programma. Il mal funzionamento di questo quarto


potere pu quindi compromette la democrazia del paese, concetto questo a cui forse la
maggior parte dei cittadini albanesi ancora non del tutto abituata e ignara di quale sia il suo
chiaro significato.
Ognuno di noi vuole essere governato in maniera democratica e di dimenticare il
proprio passato. Ai cittadini albanesi stato detto che con la rivoluzione del '90 e la
sostituzione del vecchio regime arriver anche la democrazia, ma nessuno si mai posto la
domanda di chi garantiva che i nuovi arrivati sarebbero stati migliori dei vecchi senza dar
luogo a nuovi soprusi. Oggi l'esperienza, come appena dimostrato, ci ha fatto vedere che il
nuovo asseto istituzionale , per certi versi, peggiore del vecchio regime. L'esperienza della
transizione stessa ha messo a fuoco tale delusione, i nuovi arrivati dovevano costruire la
societ del libero mercato, dove l'iniziativa privata doveva essere premiata. Ma tale periodo
ha avuto dei grandi turbolenze sociali, perch ancora la societ stessa non riesce a ragionare
secondo i concetti base della democrazia La soluzione di tutto ci non sta solo nella scelta
degli uomini giusti, che dotati di eccessivo potere possano travisare e corrompere la propria
giustizia, ma nella proiezione di buone istituzioni, con lo scopo che i dirigenti dalla classe
governativa siano controllati, e nel caso in cui non siano perfetti, si possa comunque ridurre
il danno sociale causato da un possibile loro errore mediante la possibilit di un
sanzionamento effettivo e capace di non dar luogo a nuove lite di potere non democratiche.
Nel prossimo paragrafo cercher di dare un quadro pi completo delle tre istituzioni
principali che fanno democratico un paese, i tre poteri che dovranno governare, per
rappresentanza, il popolo: l'esecutivo, legislativo, giudiziario, cercando di vedere come
questi poteri sono cambiati e come si presentano ai giorni nostri, le loro problematiche, e il
mio punto di vista su come potrebbero e dovrebbero essere migliorati.

CAPITOLO II
1.2 Problemi del nuovo assetto
Prima di cominciare a parlare dei problemi attuali del nuovo asseto istituzionale in Albania,
volevo fare un quadro storico di come sono nati gli organi istituzionali democratici e quali
sono le relazioni tra loro e tra i vari attori al loro interno. Soltanto cos, a mio parere, si pu
comprendere meglio il quadro odierno, il perch sono presenti delle inefficienze e delle
mancanze tali da avere una situazione di non funzionamento democratico delle istituzioni.
Una prima organizzazione di Stato moderno Albanese si pu vedere nel lontano 1912, anno
che coincide con la proclamazione del Indipendenza del paese a Valona (Vlore). In quel
periodo l'Albania era diventata un campo di battaglia tra l'esercito turco e le formazioni
belliche balcaniche. Nasce un Consiglio Nazionale a Valona32 (Kuvendi Nacional i Vlores)
che rappresentava tutta la volont della nazione diventando nello stesso momento anche
l'unico organo principale del nuovo Stato Albanese. Le sue decisioni avevano una valenza e
forza a pari di una carta costituzionale perch da una parte affermava la volont del popolo
albanese di avere sia una separazione definitiva dall'impero Ottomano, ma anche la volont
del popolo di dare vita ad una proclamazione del paese indipendente. Il Consiglio Nazionale,
con presidente Vehbi Dibra e sottosegretario Lef Nosi, nomina tre organi principali: in primo
luogo un governo temporaneo, il cui capo era Ismail Qemali 33, in secondo luogo

32) CNV rappresentava tutti i cittadini del territorio albanese.


33) Uno tra i primi promotori della proclamazione del Albania come Stato indipendente.

15

l'Anzianit34, composto da 18 membri e in terzo luogo diverse Commissioni di governo che


dovevano difendere l'onore e i diritti del paese a livello internazionale. I Ministri del
Consiglio Nazionale, diversamente da quanto stabilito dalla prassi parlamentare35 degli stati
moderni di oggi, sono selezionati dal Consiglio Nazionale stesso.
Presi dall'entusiasmo di proclamare subito l'indipendenza del paese, davanti alle
grandi potenze internazionali il, CN (Consiglio Nazionale) non si era fermato pi di tanto a
considerare quale formula di governo sarebbe stata pi opportuna per il giovane Stato
Albanese. Infatti, a mio avviso, gi da questo primo momento si intravede benissimo la
mancanza di una determinazione della classe dirigente e di una vera esperienza politica.
Infatti, solo dopo la proclamazione del indipendenza lo Stato fanciullo dichiar di aver scelto
il sistema parlamentare. Il parlamento in pratica non era altro che il Consiglio Nazionale, il
quale continuava ad avere il potere principale del paese, anche se il lavoro effettivo in base a
poteri conferiti da quest'ultimo, li svolgeva il governo.36 In questa prima occasione le Grandi
Potenze giocarono un ruolo negativo verso l'Albania, che pur avendo riconosciuto
l'indipendenza del paese, nello stesso tempo, si intromettevano negli affari interni,
penalizzando per primo il lavoro del governo provvisorio fino a ridurlo ad un semplice
organo di potere locale. Tale intransigenza37, arriv a determinare le dimissioni del governo,
per sostituirlo con una Commissione Nazionale di Controllo con compiti sia
sull'amministrazione pubblica sia sugli aspetti finanziari del paese. Altro fatto, che di certo
non aiut il paese nella formazione di un indirizzo autonomo di governo, consiste nel fatto
che nel 1913 le grandi potenze nominarono il Principe Wilhelm von Weid, di origine tedesca,
arrivato in Albania, che ha incaricato Turhan Pashe Permetin a formare un nuovo governo.
Viene approvato per la prima volta nel 1914 uno Statuto Organico38, che in realt era una
vera e propria Carta Costituzionale, al cui interno, al capitolo IV, si prevedeva l'esistenza di
un'Assemblea nazionale come organo legislativo dell'oramai Principato Albanese.
L'Assemblea veniva composta da 36 membri divisi tra quelli ex-officio e quelli scelti dal
principe. Una cosa curiosa che tra i primi erano rappresentanti l'alto commissario della
Banca Nazionale Albanese insieme a tutte le comunit religiose: musulmani, cattolici,
ortodossi; mentre i secondi venivano scelti tramite un voto limitato. Il diritto di elettorato
passivo era attribuito soltanto ai cittadini albanesi che avevano 30 anni di et e che sapevano
leggere e scrivere.39 I poteri principali spettavano sempre al principe. Infatti tutti le delibere
che adottava l'Assemblea Nazionale dovevano essere sottoposte all'approvazione del
principe, il quale aveva anche il potere di veto. Nel quadro delle competenze legislative che
rientravano nell'Assemblea possiamo contare: cambiamenti delle leggi principali del
principato, le leggi che cambiavano le tasse esistenti e quelle che introducevano le nuove,
leggi finanziarie, leggi per il regime fiscale, trattati del mercato e tutti gli accordi di carattere
economico, le concessioni che guardavano al fonte di stato, la separazione amministrativa.
Di tutti gli altri campi si occupava il principe, che con la proposta del governo poteva
34) Era stabilito dal Consiglio Nazionale che questo organo non era un Senato, cio la seconda Camera del
Parlamento, e neanche un Consiglio di Stato.. Si trattava semplicemente di un organo di consultazione e di
controllo verso il governo.
35) In teoria il capo di governo deve proporre una lista di candidati con un programma chiedendo al Consiglio
nazionale il voto di fiducia.
36) Per il Parlamento era difficile riunirsi in quelle condizioni di guerra, quindi confer alcuni poteri importanti
al governo.
37) Probabilmente l'intransigenza mostrata dai paesi esteri era motivata dal fatto che in quegli anni, l'Albania
era ancora in una situazione di mezzo tra le guerre balcaniche.
38) Tale Statuto proclamava l'Albania Principato Costituzionale Sovrana e Successoria che era sotto le
garanzie delle grandi potenze.
39) Si sa che con questi limiti fissati in un momento di grande livello di analfabetismo nel paese il numero di
votati era basso.

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emanare decreti con valenza di legge. Le norme dello Statuto Organico che avevano a che
fare con l'Assemblea Nazionale, in molti aspetti, assomigliavano alla pratica costituzionale
usata da diversi paesi con un sistema parlamentare, come per esempio la verifica del mandato
dei membri dell'Assemblea, o la necessit di una maggioranza di 5/8 per l'approvazione delle
leggi che cambiavano la costituzione; inoltre doveva essere presente l'approvazione del
regolamento interno dell'Assemblea stessa. Una cosa interessante che tutti i discorsi dei
deputati, le note o qualsiasi altra cosa scritta, che riguardava il lavoro delle istituzioni,
doveva essere obbligatoriamente scritto in lingua albanese, a dispetto del potere che aveva il
principe Wilhelm von Weid di far adottare la lingua tedesca. Anche s tali caratteristiche
sembravano essere democratiche, nella verit il potere del parlamento era sempre pi limitato
perch comunque, restava il fatto che, il principe aveva nelle sue mani il maggior numero
possibile di poteri. L'Assemblea non era n un organo di alta competenza e n un vero organo
rappresentativo, ma semplicemente un organo legislativo con competenze limitate. A ogni
modo, a cause delle turbolenze legate alla prima guerra mondiale, con rivolte civile della
popolazione, il principe Wilhelm von Weid lasci il paese perch in pericolo. Tutto ci pose
le premesse per un nuovo funzionamento del parlamento ( 1920- 1924). Si pu dire che la
nascita delle prime istituzioni politiche, venne resa difficile dai postumi della prima guerra
mondiale che perdurarono in Albania fino a circa la prima met degli anni 20 del 1900,
poich il paese stato campo di battaglia. I segni di una instabilit e anche di un
insufficienza di preparazione da parte della classe intellettuale di quel tempo era evidente.
Questa situazione di cambiamento si ripercossa in parte per tutti gli anni successivi fino ad
oggi. Nel 1920 a Lushnja40 si tiene un Congresso con lo scopo di riorganizzare di nuovo il
paese che ormai era proclamato indipendente dal 28 novembre 1912. Per il momento si
mantenne la stessa forma di governo. Si approvava un nuovo Statuto che stabiliva i principi
base di tutto il lavoro governativo e si decise di formare un Senato composto da 37 membri
scelti dallo stesso Congresso41, che doveva svolgere temporaneamente il lavoro di un
parlamento provvisorio monocamerale. Il Senato non era altro che l'organo legislativo del
paese. Lo statuto dava un valore superiore al Senato che dopo si chiamer Consiglio
Nazionale rispetto al Comitato Esecutivo (che era il governo) anche perch quest'ultimo non
godeva del diritto di veto per le leggi approvate dal parlamento, era semplicemente obbligato
a pubblicarle. Il CN aveva un compito molto importante ovvero di fare nuove leggi, e
durante il suo breve periodo ha emanato un serie di leggi importanti come il regolamento
interno42, che stabiliva in modo dettagliato tutto l'organizzazione del parlamento. Con l'art. 45
per, il regolamento esprimeva un criterio costituente secondo il quale il CN con una
maggioranza di 2/3 dei membri poteva approvare un allargamento o miglioramento dello
Statuto e che, inoltre, introduceva l'immunit per i deputati. Tra novembre e dicembre del
1920 l'organo legislativo viene sciolto perch un gruppo di 12 deputati da le dimissioni dal
parlamento. La legge per le nuove elezioni non viene approvata quindi dal CN, ma dal
governo. I conflitti che nascevano sia al interno di CN ma anche tra questo e il governo erano
determinati a causa di un confronto di due classi politiche, progressisti da una parte e
conservatori dall'altra, confronto che diventa sempre pi bollente dopo le elezioni. E' da
notare che, il conflitto di idee che si presenta gi dal 1920 si verificher anche per tutti gli
anni '90 in poi, quando i partiti principali, i Socialisti e i Democratici, che dominano la scena
di oggi, arriveranno al punto di abbandonare l'aula del parlamento nei momenti di crisi. Va
anche detto per, che nel 1920 quando la situazione era critica, perch il paese si trovava
sempre in mezzo ai conflitti mondiali, esisteva comunque un pluralismo politico, cosa che
40) Citt che si trova al centro- sudovest dell'Albania.
41) Il Congresso gli sceglieva in base alle proposte fatte dalle prefetture secondo il criterio: un rappresentante
per ogni 20.000 abitanti.
42) Il regolamento era composto da un totale di 13 capitoli e 72 articoli. Era necessario fare tale regolamento
visto che lo Statuto li trattava in modo generale questi problemi.

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mancher come sappiamo dal 1939 fino agli primi anni '90 quando il paese vene governato
dal dittatore Enver Hoxha, fino al 1985,43 per poi essere presso dal suo delfino Ramiz Alia,
1991. Ma andiamo avanti con la storia perch le cose sono sempre pi interessanti come si
vede anche la fragilit delle istituzioni. Il nuovo parlamento del 1922 come qualsiasi altro in
Europa e oggi in Albania, si componeva di una destra e una sinistra, (termini di
differenziazione che non si usavano a quei tempi). Il parlamento era composto dal Partito
Popolare ( Partia Popullore) di Fan Noli e il Partito Perparimtare di Hoxhe Kadriu. La loro
vita sar breve perch all'interno dei due partiti esistevano anche progressisti (ancora non si
riusciva ad avere un vera individuazione di idee politiche indipendenti). Lo scontro
principale al parlamento si verificato nel momento in cui l'opposizione (termine usato per
la prima volta nella vita politica albanese), voleva rafforzare il potere e il funzionamento del
legislativo. L'opposizione si adoperata moltissimo affinch il parlamento esercitasse il
controllo nei confronti dellesecutivo. Mentre, per quanto riguardava l'operato legislativo
volevano cambiare le vecchie leggi con delle nuove pi adatte al tempo. Molto interessante
il fatto che l'opposizione di quel tempo era determinata nell'idea di staccarsi dalle forme di
governo che regnavano in Oriente e di seguire le legislazioni occidentali che fino a quel
momento erano considerate le migliori. Come si pu vedere una parte della classe politica
aveva capito da tempo che per il paese era meglio seguire l'esempio dell'Inghilterra, della
Francia o di altri paesi occidentali, i quali avevano alle spalle un grande esperienza di
governo democratico. Per la prima volta il Parlamento del 1922 si occup
dell'organizzazione e formazione del potere Giudiziario. Si stabil cosi l'indipendenza di
quest'ultimo e la formazione di altri tre organi principali: il Tribunale primario, le Prefetture,
e il Tribunale d'Appello (Gjykata e Kendimit), che aveva la funzione di rivedere le decisioni
prese dai primi due organi. Oltre a questi tre si prevedeva anche un Tribunale Superiore,
quello dell'esercito, e altri tre che riguardavano le tre fedi religiose del paese e avevano
competenze solo nel ambito del diritto matrimoniale. Tale dichiarazione d'indipendenza del
organo Giudiziario dal Governo o dal Parlamento molto importante, perch come dicevo
anche inizialmente, per la prima volta in Albania si vede l'inizio di una individuazione di
organi giudiziari e della separazione tra i tre poteri, perch comunque l'esecutivo e legislativo
bene o male erano diversificati gi dal primo Statuto, anche se restavano legati l'uno a l'altro,
salvo alcune eccezioni come dimostrer pi avanti.
Altro dato importante che va ricordato di questa legislatura quello che riguarda
l'organizzazione e il funzionamento del CN. Il parlamento stabil alcune regole per i deputati
quali: il voto di fiducia che dovevano al parlamento, la loro immunit, il diritto dei
parlamentari di chiedere spiegazioni al governo,44 la pubblicazione obbligatoria di tutti i
verbali di discussione tenute in aula dal parlamento (necessari per assicurare la trasparenza
dei fatti)45. Nel 1922 con un nuovo Statuto46 si stabiliva chiaramente la separazione dei tre
poteri principali: il potere Legislativo che si personificava nel Parlamento,47 l'Esecutivo
(permbarues) spettava soltanto al Comitato Esecutivo che lo esercitava tramite le apposite
commissioni, e il potere Giudiziario esercitato dai tribunali specifici. Il Parlamento era
43) Anno della sua morte.
44) Questo atto riempiva un vuoto dello Statuto, perch non era prevista da quest'ultimo che il parlamento
avesse il diritto di chiedere spiegazioni al governo.
45) Ahmet Zogu era ministro dell'Interno in quel periodo e non accettava il fatto della pubblicazione dei
verbali, perch temeva alla trasparenza dei fatti. Cos lo imped per il momento ma, con la pressione anche
dell'opposizione, il parlamento ha stabilito il continuo delle loro pubblicazioni.
46) Va detto che ogni legislatura aveva una validit di due anni, ed per questo che ogni volta cambiava anche
lo Statuto, ma da quest'anno il mandato parlamentare doveva avere una validit di 4 anni, cosa rimasta ancora
oggi in vigore.
47) Consiglio Nazionale con una norma del nuovo Statuto del 1992 si chiamer Parlamento.

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monocamerale (peraltro come tuttora in Albania secondo l'art.64 della costituzione), e in


pi stabiliva lo status del deputato.48 Il deputato, come oggi si pu vedere nell'art 69 della
costituzione,49 non poteva essere funzionario di altri incarichi statali o comunali. In base ai
principi di democrazia liberale si stabiliva anche il divieto del vincolo di mandato e della
libert di espressione dei deputati.50 In rapporto con l'esecutivo, lo Statuto del 1922 stabiliva
in modo chiaro la superiorit del Parlamento. I poteri del governo erano molte limitati. Tutti i
decreti e i regolamenti approvati dal governo per venire in aiuto alle leggi non potevano
essere validi in caso di incompatibilit con la legge stessa emanata dal parlamento. I trattati
internazionali di tutti i tipi non avevano validit se non erano approvate dal Parlamento. Il
governo aveva il diritto d' iniziativa di legge accanto al parlamento, ma era sempre
quest'ultimo che decideva del disegno di legge definitivo. I suoi compiti erano: di dichiarare
le leggi che non potevano essere modificate; la scelta del primo ministro e dei altri
competenti. Il governo doveva presentarsi davanti al parlamento entro e non oltre 3 giorni
per avere il voto di fiducia dalle elezioni. Era interessante il fatto che bastava anche un solo
voto contrario per non far approvare il governo.
Lo statuto precisava il diritto del legislativo di controllare il governo, 51 il budget dello
Stato pi il diritto d'accusa nei confronti dei ministri. Tutte le rilevanti riforme portate avanti
fino al 1924, tuttavia non riescono a dare luogo ad una svolta sostanziale in senso
democratico. Infatti i tempi non erano ancora maturi per il paese e c'era una insufficienza di
preparazione in tutti i campi sia quello economico, politico e sociale, ma soprattutto il fatto
che l'Albania era circondata dai regimi dittatoriali, che influenzavano il paese. Quindi
l'Albania non era ancora in grado di portare avanti un processo di autogoverno indipendente,
in quanto la classe politica non era ancora matura per portare avanti tali dinamiche. Anche se
sulla carta tutti gli Statuti emanati dichiaravano oltre la separazione dei poteri anche la
prevalenza del legislativo sull'esecutivo e giudiziario, questioni che rimanevano pi di
volont che di fatti effettivi e che si esplicavano poi in una ingerenza del parlamento sugli
altri organi determinando quindi una non separazione effettiva tra essi. Indipendentemente da
questi fatti sostanziali, il processo di formazione ed evoluzione istituzionale, comunque
prosegue. Per la prima volta nel 1925 l'Assemblea dichiara l'Albania Repubblica
Parlamentare con capo di Stato Ahmet Zogu. E sempre per la prima volta la stessa
Costituzione dichiarava (oltre alla separazione dei poteri) l'esistenza di due camere: Camera
dei Deputati52 e il Senato. La prima funzionava come il legislativo normale seguendo la
48) Deputato poteva essere solo chi aveva la cittadinanza albanese, minimo di et 25 anni e non pi
30 come prima, di godere di tutti i diritti civili e politici e altri stabiliti per legge. Oggi viene regolato dal art.68
della costituzione.
49) Anche nella legislatura del 1925 si era deciso la costituzione di tutte le norme di chi poteva e non poteva
candidarsi come deputato, regole che assomigliano in molti punti a quelle di oggi. Nella costituzione vigente
(novembre 1998) non si possono candidare n essere eletti come deputati, prima delle dimissioni: i giudici, i
procuratori della Repubblica; i militari in servizio attivo; agenti della polizia e della sicurezza nazionale; i
rappresentanti diplomatici; i sindaci dei Municipi e dei Comuni ed i prefetti nelle zone dove esercitano la loro
funzione; i capi e i componenti delle commissioni elettorali; il presidente della Repubblica, gli alti funzionari
dell'amministrazione statale previsti dalla legge.
50) I deputati non erano responsabili delle loro idee espresse o del voto dato in parlamento. Non potevano
essere carcerati per debiti durante il mandato, e non potevano essere arrestati per cause penali senza il permesso
del parlamento.
51) Il controllo del governo da parte del parlamento si stabiliva anche dal regolamento interno del parlamento
stesso, che prevedeva che ogni deputato poteva fare domanda e interpellanze al governo o ad ogni ministro in
particolare. Le spiegazioni dovevano essere date dal governo o dai suoi ministri interessati.
52) La camera dei deputati era composta da 57 membri. La loro elezione era stabilita per legge. La nuova legge
approvata nel 1925 riprendeva le vecchie dispositive che l'opposizione li dichiarava come antidemocratiche. La
nuova legge abbassava molto la norma che riguardava il numero di rappresentanti per la camera dei deputati:
un deputato per 800 abitanti, in pi poteva essere eletto deputato chi aveva compiuto 25 anni di et. Per ogni

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stessa linea di prima, composto da commissioni che lavoravano sui specifici settori
dell'economia, delle relazioni internazionali, della finanza, della polizia, ecc; la seconda,
invece, era il Senato53 che nascer formalmente in quest'anno, ma non riuscir ad esplicare
veramente il compito di controllo della camera dei deputati. La giustificazione per la
creazione del Senato era molto semplice, infatti, se la Camera dei Deputati rappresentava
sempre i giovani e quelli carismatici il Senato rappresentava i conservatori e i pacifisti,54
oppure si dichiarava che una camera sola in mano ad un partito forte potesse portare ad una
forma di oligarchia despotica, e da qui l'esistenza del Senato per portare l'equilibrio nel
sistema.55 Nelle condizioni di un paese con un territorio piccolo come l'Albania, secondo il
mio parere, non era comunque giustificabile la creazione di una seconda camera. Oggi molti
deputati hanno espresso il parere di ripristinare questo concetto, cio di formare anche un
Senato oltre la sola Camera dei Deputati che esiste attualmente.
L'esperienza ci ha fatto vedere che tanti piccoli paesi, anche vicini territorialmente
all'Albania o che hanno avuto un esperienza simile, e che attualmente usano la forma
monocamerale funzionano meglio di quelli bicamerali. E' vero che il bicameralismo
favorisce una rappresentanza reale dell'opinione pubblica che tende sempre ad essere
innovativa e conservatrice, e con la presenza di due camere non identiche, queste tendenze
vengono rappresentate meglio. Tuttavia, altri ci fanno notare che di solito le Assemblee
monocamerali hanno una superiorit nei confronti del esecutivo, cosa che comporterebbe un
soffocamento di quest'ultimo, come si anche visto sopra che continua a vedersi anche
negli anni a venire dopo il 1990 come dimostrer anche pi avanti. Una camera sola, oggi di
fatto, viene vista da tanti come un organo senza controllo, senza un controbilancio e senza
freni che lo potessero rendere responsabile. Per non detto che questo sistema sia adatto per
tutti, perch la storia ha mostrato pi volte che il monocameralismo funziona come per
esempio in paesi Balcanici che sono anche vicini ai confini del territorio albanese senza
andare troppi lontani, la Slovenia, l'Ungheria, la Polonia etc. Ad un territorio piccolo come
l'Albania serve, secondo me, un solo corpo unitario legislativo e una vera separazione di fatto
delle relazioni politiche tra parlamento e governo. Il 1928 un altro anno da ricordare per il
popolo albanese perch comincia l'era della monarchia. Il Re albanese regna per dieci anni
consecutivi, fino al 1938 ed Ahmet Zogu, il quale non era altro che il Capo dello Stato,
eletto nel 1925. Egli per raggirare il potere nelle sue mani cerca di dare le colpe alle
mancanze di competenze dello Statuto facendo scogliere le camere e di proclamare la
monarchia come forma di governo .56 Subito dopo l'Assemblea viene chiamata Parlamento
un poteri formali, visto che il Re che decide su tutto. Il potere del parlamento si riduce solo
nell'approvazione o meno di chi sar la sposa del Re o del suo successore.57 Esiste la

candidatura si doveva pagare una somma di 100 frangi d'oro.


53) Secondo la Costituzione art.52, il senatore doveva avere 40 anni di et, essere in possesso di una diploma
universitario, di essere stato prima ministro o deputato, di essere alto funzionario civile o militare, di essere
imprenditore o industrie in modo da conoscere bene il campo economico.
54) Luan Omari: Sistemi Parlamentar. Lindja dhe evoluzioni i Parlamentarizmit.Parlamenti ne Shqiperi
( veshtrim historik- juridik). Botim i kater, Tirane, Botimet Elena Gjika. Pg 182.
55) Ibidem.
56) Durante il dibattito tenuto nella riunione delle camere che riguardava il cambiamento della forma

governativa del paese si giustificato la scelta della monarchia dicendo che al paese in quel preciso
momento serviva la stabilit, e che la scelta della repubblica come forma di stato fatta mille anni fa
era dovuto soltanto per far fronte ai monarchici assoluti. Oggi tali uomini con poteri assoluti non
esistono pi ma esiste il bolscevismo e la repubblica come forma di governo non in grado di far
fronte a tale pericolo. Tale legge a quel tempo esisteva anche in Francia, in Italia e in diversi altri paesi
europei, ma non in Inghilterra, la Scozia, o in Olanda.
57) Atto stabilito dal nuovo Statuto con l'art.89.

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prevalenza assoluta del Re sul parlamento e l'esecutivo.58 Anche se quest'organo non faceva
altro che approvare tutti i decreti legge del Re ha avuto una sua importanza perch durante il
suo mandato si approvato un Codice Civile59 il quale con i suoi articoli ha sciolto
definitivamente le Corti religiose. Nel 1927 si e approvato un nuovo Codice Penale, poi il
Codice del Mercato nel 1932 il quale ha regolato il mercato economico in tutti i campi. In
questo periodo si sono approvate molte leggi che riguardavano le tasse e il fisco il quale ha
portato in una povert mostruosa il popolo e soprattutto fra i contadini. L'analisi che ho fatto
vedere fino a questo momento che riguarda al ruolo e al funzionamento del parlamento preso
in considerazione sia durante la Repubblica che la Monarchia, ti porta alla conclusione che
quest'organo esisteva ma con poteri fittizi. Il Re Zogu I lo usava solo per la sua copertura il
quale voleva farci credere che esisteva una democrazia liberale. In tutti i paesi del mondo
dove esisteva il parlamento si sa che era composto da partiti e dibattiti politici riguardanti a
diversi problemi del paese, ma in Albania il parlamento del Re si distingueva dagli altri per la
mancanza dei partiti politici, cosa che continuer anche durante il periodo del comunismo
( 1939-1991).
Oggi il problema, a parer mio, di perch lo Stato albanese non funzione , sia la
mancanza di leggi o di una Costituzione dove non si individuano bene i poteri di ciascuno e
di tutti, sia il fatto che semplicemente molte degli intenti non sono poi messi in pratica come
si deve. Come ho dimostrato fino adesso in Albania sempre stata dichiarata, in ogni
legislatura ma solo teoricamente della separazione dei poteri cos come, anche attualmente,
cita precisamente l'art.7: il sistema di governo della Repubblica Albanese deve essere
basato sulla separazione e il bilanciamento dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario
(The system of government in the Republic of Albania is based on the separation and
balancing of legislative, executive and judical powers). E' anche vero che dal 1939 al 1991
il parlamentarismo in Albania stato soppresso, ma di certo non voglio ora soffermarsi su
questi anni perch se ne discusso tanto da molti storici e studiosi politici o anche dalla
sottoscritta nella tesi cui ho sostenuto al primo livello60. In questi anni lo Stato era governato
dal Partito Comunista, (vedi tabelle nellintroduzione) e non dalle istituzioni, che per ironia
della sorte, non mancavano, anzi erano molte, debolezza questa che ancora presente, ed
molto grave soprattutto in un momento in cui il paese si dichiara democratico.
Ma quali sono questi ostacoli oggi che impediscano un funzionamento giusto delle
istituzioni? Prima di tutto devo dire che durante le mie letture ho constatato un fatto molto
importante, ovvero che dagli anni '30 gli intellettuali albanesi erano preoccupati sia per la
costruzione dello Stato, vista l'instabilit che ho dimostrato anche poco prima, e anche per la
cattiva abitudine che il popolo aveva di far decidere altri per loro stessi e di rimanere sempre
inattivi. Visto che l'albanese impreparato sulla vita politica, ovvero di non aver mai avuto
uno Stato e una vita indipendente non sa cosa vuol dire avere dei doveri e responsabilit che
derivano da questa vita indipendente61 - cos si esprimeva l'intellettuale albanese, Mit'hat
Frasheri, nel 1924. Oggi ci chiediamo se queste abitudini passive persistono. Ci chiediamo
58) L'articolo 8 dello statuto stabiliva che il potere legislativo veniva esercitato sia dal Re che il parlamento
insieme. Tutte e due i corpi potevano avere il potere d'iniziativa legislativa. Mentre il consiglio dei ministri con
il loro capo non poteva avere tale potere cosa che fuori dai parametri di una vera monarchia parlamentare.
59) Entrato in vigore dal 1 aprile 1929. Per fare il codice albanese stato preso come esempio quello francese.
60) Alcuni libri di testo cui si pu consultare sugli anni del comunismo sonno: Omari Luan: Revoluzioni
Popullor dhe ceshtja e pushtetit ne Shqiperi, Tirane 1977; Allkja Elona: Il comunismo negli scritti di Enver
Hoxha, Firenze 2005; Antonello Biagini Storia dell'Albania contemporanea, Milano, Bompiani 2005;
Diario di un intellettuale in un gulag albanese: il riscatto della coscienza dalla barbarie di un socialismo
reale, Fatos Lubonja; traduzione dall'albanese e introduzione di Elio Miracco; postfazione di Costantino
Marco, Lungro. C. Marco 1994: ecc.
61) INA -Instituti i ceshtjeve kombetare; Raport special. Aspekte politiko shoqerore te zhvillimeve demokratike
ne Shqiperi 2002.

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perch l'intelligenza albanese rimasta nel ruolo di un semplice spettatore e senza poteri?
Cosa si deve fare per cambiare questa storia? La soluzione del problema non sta solo nella
scelta dei uomini giusti ma, come dicevo anche all'inizio, nella progettazione di istituzioni
funzionanti. Oggi la corruzione uno dei principali fattori di mal funzionamento delle
istituzioni. Di fatto, la societ si molto scettica e diffidente nei confronti della classe
politica, senza pensare a fare distinzione tra sinistra e destra. Tutta la classe politica viene
considerata en bloc corrotta, incapace di risolvere i problemi sociali ed economici del
paese, ma interessata esclusivamente alla sua ricchezza e a mantenere uno status capace di
garantire una bella vita. Le liti accese, e spesso teatralizzate, tra gli attori dei partiti ora non
interessano pi a nessuno. L'opinione pubblica li considera come conflitti senza un buon fine,
idea rafforzata anche dopo la vicenda della penultima elezione politica (vedi cronologia delle
legislature nel introduzione). Nel 2001 si sono tenute le elezioni per il rinnovo del
parlamento e come sappiamo sono state precedute prima da una campagna elettorale per
presentare i candidati. A quel tempo erano i socialisti al potere con Primo Ministro Ilir Meta
e Presidente del partito Fatos Nano. Quest'ultimo per tutta la durata della prima parte della
campagna elettorale ha presentato come candito premier Ilir Meta, che era gi al potere, cosa
che durante la seconda fase della campagna cambi. Infatti, se inizialmente Fatos Nano
aveva appoggiato il gi primo ministro come candidato premier, successivamente, il
presidente del partito cambi opinione con la scusa che il candidato doveva essere scelto dal
partito, seguendo i criteri stabiliti dalla Statuto interno del partito che lui stesso aveva
cambiato. In seguito a ci c' stata una ripresa della grande rivalit tra i due principali
esponenti del partito socialista. Nano che era anche capo del partito dal 1999 aveva imposto
queste due regole forti al interno del partito: la prima consisteva nella separazione del potere
dal capo di partito e quello del primo ministro; la seconda era che era vietato che un potere
ministeriale o quello del capo del partito venissero preso dallo stesso individuo. Facendo cosi
Nano cercava di avere tutti i poteri sul partito e nello stesso tempo di esercitare un controllo
anche sul governo. A seguito della loro conflittualit, all'interno del partito si vedono due
poli, da un parte Ilir Meta che era il Primo Ministro uscente con la maggioranza del partito,
ministri con potere e grande influenza sulla politica dello stato e dall'altra parte Fatos Nano,
capo del Partito con la sua minoranza, senza un reale peso sull'amministrazione politica.
Questa seconda fazione, anche se in minoranza e senza grande peso, comunque, per il
governo uscente poteva creare delle difficolt a livello parlamentare se avesse portato via al
primo alcuni voti fondamentali.62 L'instabilit e la tensione all'interno del partito era usata
dalla sinistra anche come propaganda per trasmettere alla opinione pubblica la prova che
all'interno del pi grande partito di sinistra in Albania era possibile che i membri del partito
stesso discutessero e decidere i propri capi democraticamente dal basso. Prova di democrazia
interna al partito che viene per smentita da una dichiarazione di Nano, rilasciata in una
trasmissione televisiva63 dove confermava le voci che giravano intorno al suo conto sia della
vita privata che quella politica e presentava sia l'idea di presentare la sua candidatura davanti
al parlamento per l'incarico del Presidente dello Stato sia la crisi morale che si era creata
all'interno del suo partito socialista.
Tutto il conflitto poi esploso alla luce del sole tra i due leader, in realt, testimoniava che le
intenzioni di ciascuno erano soltanto quelle di mantenere il controllo del potere politico; e
come conseguenza l'unione ideologica del PS in quel preciso istante venne persa. Ma cosa ha
a che fare tutto ci con le istituzioni? La crisi del 2001, perch di crisi si trattato, visto che
la maggioranza che era al potere si spacc e per quasi un messe blocc il lavoro di governo,
ha fatto vedere un'altra volta i limiti organizzativi delle principali istituzioni dello Stato
62) ArtanFuga: Shoqeria Periferike, Sociologjia e ndryshimit ne Shqiperi, Botime Ora, Tirane 2000.
63) Fatos Nano viene invitato da una Tv privata che si chiama Klan il 18 ottobre del 2001 dove confessa
davanti ai giornalisti le sue idee politiche per il futuro.

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albanese. Come sappiamo il Parlamento l'organo che costituisce il cuore di tutte le altre
istituzioni politiche di un paese, e fin qui tutto normale per una Repubblica di tipi
parlamentare. Per sembra che il Parlamento albanese accumuli nelle sue mani pi poteri di
quelli che li spettano e allo stesso tempo nessuno o alcun altra istituzione pu giudicare il
lavoro del parlamento o richiedere il suo scioglimento. Neanche il Presidente ha tanti poteri
in questa materia, anzi i deputati, qualora lo desiderassero, potrebbero anche destituirlo,
visto che quest'ultimo sempre eletto dal parlamento. E' anche vero che il Presidente della
Repubblica secondo l'attuale Costituzione (Articolo 92-94 che stabilisce tutti i suoi poteri)
pu sciogliere il parlamento, ma pu fare questo soltanto nel caso in cui non viene eletto un
Primo ministro. Malgrado la mancanza di sostegno al governo uscente per evitare la crisi,
nessuno dei deputati della maggioranza o della minoranza parlamentare ha ritenuto
opportuno chiedere lo scioglimento del parlamento. Il Parlamento, che anche l'organo
principale del paese, invece di ridurre le crisi governativa, solitamente alimenta i conflitti
all'interno dei deputati dando a loro un senso di irresponsabilit. Permette che diversi gruppi
parlamentari blocchino le reciproche iniziative parlamentari di altri gruppi, senza per, e
questo proprio il massimo a mio parere, causare danni ai loro status d'immunit
parlamentare. Sono tanti i fattori sociali ed economici, che permettono a diversi deputati sia
di maggioranza che opposizione di decidere di non volere in nessun modo lo scioglimento
anticipato del parlamento.
Questi fattori sono semplici da capire, infatti, in una situazione dove la
disoccupazione e la povert alta i guadagni e vantaggi dallo status di deputato sono tanti e
appetibili per tutti. Visto che lo status di deputato in una situazione di grande difficolt
economica pu favorire clientelismi tra i deputati stessi, ma anche tra le istituzioni, allora
tutti cercano di sfruttare al massimo il proprio posto di lavoro per riempire le proprie tasche.
In una situazione del genere il deputato trova difficile, poi, anche mantenere le promesse
fatte durante la campagna elettorale, ma nello stesso tempo lui sa bene che lo scioglimento
anticipato del parlamento li pu compromettere la sua rielezione. I deputati che sono gi
presenti al parlamento non trovano convenienza a sciogliere anticipatamente la camera,
anche per un altro fattore, per il semplice fatto che riguarda la decisione di chi compone le
liste. Infatti il partito che determina i suoi candidati e futuri deputati, cos se un deputato
scioglie il parlamento, dopo non sar rimesso in lista dal partito. Il deputato inoltre, dato che
la maggioranza in crisi, sa benissimo che se chiede lo scioglimento anticipato del
parlamento, le possibilit di vincita in una successiva elezione saranno ridotte, e molto
probabilmente l'opposizione avrebbe la possibilit di vincere le elezioni con un largo margine
di vantaggio. Cos i deputati anteponendo i loro interessi alla stabilit e governabilit del
paese, ed questa una tendenza che riguarda tutti i rappresentanti della camera, sia della
maggioranza che dell'opposizione.64 Stesso ragionamento lo si pu fare anche per il
Presidente della Repubblica Rexhep Mejdani, che era in carica in quella legislatura. PDR, in
base al suo status e posizione reale che la costituzione li conferiva, poteva far cambiare la
situazione. Eletto dalla maggioranza elettorale65 per, di sicuro che anche a lui in quel
preciso momento non conveniva intromettersi in mezzo ai conflitti interni ai gruppi
parlamentari della maggioranza perch, essendo alla fine della sua candidatura poteva
sperare in una sua rielezione.66 In questa maniera per vero che il PDR non aveva creato la
crisi, ma avrebbe potuto contribuire a limitarne gli effetti, in base ai i poteri conferitegli dalla
legge ordinaria. Tutto ci ha comportato il malfunzionamento sia nell'amministrazione
pubblica, sia ritardi nell'apertura verso i negoziati con l'Unione Europea, ma soprattutto a
64) Ibidem.
65) Articolo 87 della Costituzione.
66) L'articolo 88 della costituzione prevede che il PDR rimane in carica per 5 anni e pu avere solo un secondo
mandato di rielezione.

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dato mano libera alla criminalit organizzata, ecc. Non ci sono dubbi a confermare che la
situazione in Albania tutt'oggi grave. Le istituzioni esistenti non rispondono pi alle
domande del tempo, ma son rimaste ferme creando situazioni di blocco totale. Tutto questo
ampliato dal fatto che la Costituzione Albanese, attualmente in vigore, in realt non funziona.
Dobbiamo passare quindi a cercare di capire perch le istituzioni non funzionano e perch la
costituzione non stata applicata, come dovrebbero funzionare e chi ha sbagliato. Partiamo
da alcune esemplificazioni: come ho appena dimostrato questi anni, dal 2000 fino adesso,
sono stati travolti da due crisi governative. La prima riguarda la situazione che ho appena
descritto, cio, la maggioranza di sinistra che era al potere nel 2001 si spacca in due poli. Il
governo viene bloccato. Diversi dicasteri rimangano senza ministri, perch il gruppo di Fatos
Nano non approva la lista dei nuovi ministri presentato dal governo Meta. Non si discute sul
fatto che i deputati possano decidere pro o contro le candidature presentate dal governo.
Il governo non funziona, e non si riesce a uscire da questa situazione di stallo e il problema
persiste, finch il primo ministro Meta non d le sue dimissioni. Stesso problema si ripete
anche per altri due ministeri che sono molti importanti per l'amministrazione del paese,
ovvero il Ministero degli Affari Esteri, e il Ministero dell'Interno i quali sono rimasti senza
un loro ministro che li poteva gestire. Neanche il parlamento aveva il potere di risolvere tale
problema, cos come nessuna altra istituzione obbligava il governo di trovare soluzioni
politiche, amministrative o morali che permettevano l'uscita dalla crisi. Altro grave
problema, in secondo luogo, riguarda il sistema elettorale, questione di cui si sono occupate
diverse istituzioni internazionali67 che fanno monitoraggio in Albania, oramai, da diversi
anni. (Attualmente, la commissione che si occupa per la modifica della Costituzione del
Albania s riuscita a far cambiare al suo interno alcuni articoli importanti che riguardavano
sia il sistema elettorale Art. 64, sia l'elezione del Presidente della Repubblica, Art. 87, ma di
questo parler pi avanti). Di fatto, si pensava da tempo alla nascita di una commissione
composta da membri neutrali, che non appartenevano a nessuna classe politica, con
l'obiettivo di modificare il sistema elettorale. Ma il punto che si voleva precisare un altro.
La domanda che dobbiamo porre oggi : lo Stato Albanese in s davvero neutrale nella sua
struttura, costruzione e funzionamento oppure no? A eshte i paanshem vete shteti sikurse
duhet te jete ne te vertete nga pikpamja e struktures, ndertimit dhe e funksionimit te tij? 68
Infatti, non possibile creare una commissione elettorale neurale se per primo non si ha uno
Stato e un sistema politico neutrale. Tutti sappiamo che in Albania esistono irregolarit sia
nelle liste elettorali che nel conteggio dei voti, ma con un sistema neutrale si pu risolvere
facilmente il problema di manipolazione. Ma non solo qui il problema che riguarda la crisi
del sistema politico albanese, il fatto che oggi si nota una lontananza del cittadino dalla
politica, come si vede anche dalle ultime elezioni, in cui tanti elettori si sono astenuti dal
voto. Questo succede perch il cittadino di oggi non fa pi parte della vita politica del paese,
non gli permesso dal sistema politico stesso. Il cittadino di fatto viene consultato ogni
quattro anni per qualche secondo nel momento del voto e basta. Un malfunzionamento del
sistema governativo di sicuro comporta dei gravi problemi, sia nel processo di decisione
politica all'interno del parlamento, sia negli altri organi principali del paese. Oggi il problema
che riguarda il mantenimento dei sistemi politici di un buon governo rimane quello del
bilanciamento e l'equilibrio dei attori politici oppure delle tendenze che stabiliscono nello
stesso tempo l'efficienza, la trasparenza, il controllo reale, la neutralit e l'equilibrio interno
dello Stato. Non solo una democrazia stabile non pu vivere senza un bilanciamento dei
poteri, ma spesso tale bilanciamento dovrebbe coinvolgere il rapporto tra lo Stato e la societ
67) Office for Security and Co- operation in Europe/Office for Democratic Institutions and Human Rights OSCE/ODIHR; ENEMO -European Network of Election Monitoring Organization; International Foundation
for Electoral System - Ifes; etc..
68) Artan Fuga: Shoqeria Periferike; Sociologji e ndryshimit ne Shqiperi; Ora Botime, Tirane 2000.

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civile, in modo da fare dello Stato l'esecutore della volont della societ. Lo Stato dovrebbe
essere controbilanciato sempre da diversi organizzazioni governative e non, da gruppi di
interesse, dalla forza dell'opinione pubblica, ecc, cos che sia impedite decisioni egoistiche o
non razionali per gli interessi del paese, scelte pericolose o a favore degli alti funzionari dello
Stato e non a favore della societ, dei cittadini e della collettivit intera. A volte la mancanza
del bilanciamento tra lo Stato e la societ colpa di quest'ultima, del cittadino che non ha
una cultura e una preparazione politica appropriata, ma io credo che, prima di incolpare noi
stessi come cittadini, dobbiamo verificare il sistema governativo del paese. Dobbiamo porci
la domanda se esiste davvero in Albania un sistema politico che sia compatibile e coerente
con la societ.
Attualmente l'Albania una Repubblica Parlamentare stabilita per legge e come ogni
formula anche questa ha i suoi pregi e difetti, ad esempio come ho sopraddetto, oggi quasi
tutti coloro che occupano posizioni di potere nel paese sono controllate e determinati dal
parlamento. Dal Parlamento viene decisa la formazione di Governo, il Primo ministro, il
Presidente della Repubblica, l'Alto potere giudiziario, il Procuratore generale e tutte gli altri
organismi dello Stato, ecc. Senza dubbio si pu dire che il sistema governativo del paese
parlamentaristico. Il Parlamento non altro che l'unico organo politico principale al quale
per manca il potere di bilanciamento. Se tutti i poteri escono dal Parlamento ovvero dai
deputati e quest'ultimi vengono scelti e controllati dai partiti, quindi, si pu dedurre che il
potere alla fine in mano ai partiti e ai loro dirigenti. Giustamente questo fatto si pu
verificare nelle nuove democrazie dove lo Stato politicizzato ma per questo serve creare dei
meccanismi istituzionali forti da fare pressione sullo Stato il quale tende sempre ad essere
meno neutrale. In Albania istituzioni di controbilanciamento, a parer mio, o risultano come
appena nate e quindi senza un gran peso, oppure, non esistono, problema questo esistente da
tempo69, che si presenta legato alla stessa struttura e relazione istituzionale che presente tra
la politica e la costruzione dello Stato.
In queste condizioni l'amministrazione pubblica tende ad essere riempita di militanti
politici perdendo cos, sia il potere di controllo al suo interno che la capacit di rispettare la
gerarchia, la neutralit e la professionalit del esercizio dei suoi poteri. Proprio in questi
momenti si intravede uno scombussolamento dei settori amministrativi e un aumento di
clientelismi e di corruzione. Il Parlamento pu controllare tutte le altre istituzioni politiche
ma lui stesso privato da questo esercizio, incontrollabile. Alcuni possono anche sostenere
la tesi che il Parlamento si autocontrolli, perch i deputati che lo compongono sono
responsabili davanti al popolo, agli elettori. Ma non detto che funzioni cos in Albania,
perch in pratica l'elettore albanese spesso tagliato fuori dalla vita politica, partecipa
soltanto nel momento del voto, ma finch arrivi quel giorno il deputato privo di controllo
dai suoi elettori. La massima punizione e pressione, che l'elettore cittadino pu fare, la
conferma o meno del suo voto per quel preciso deputato, che si traduce anche come l'unica
procedura di controllo che lui pu esercitare. Altri possono sostenere il fatto che il
Parlamento debba rappresentare la sovranit del popolo quindi non debba essere limitato nel
esercitare le sue competenze. Ma anche tale affermazione non pu essere del tutto valida
perch il popolo pu decidere di delegare il potere su altri attori che hanno avuto un diverso
status da quello del deputato, non detto che debbano essere per forza quest'ultimi. Il
problema in Albania sta proprio qui, che ormai da anni si verificato, che il Parlamento non
essendo n controllato n equilibrato da altri poteri, personale o collettivo che sia, ha avuto
sempre dei seri problemi ad andare avanti col suo lavoro. Credo che, se il PDR avesse
competenze conferite dalla costituzione per sbloccare la crisi parlamentare, (come quella che
69) Di solito l'opposizione che si lamenta di questo dato, ovvero che lo Stato politicizzato, e con lui anche
l'esecutivo e il legislativo.

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successo con la maggioranza socialista nel 2001), ad esempio, non solo di scegliere il
Primo ministro, ma anche di scogliere il parlamento stabilendo nuove elezioni, di sicuro che
non ci sarebbero state cos tante e prolungate crisi governative. 70 Cosi come il Parlamento
anche l'esecutivo presenta problemi non da poco. Si afferma spesso da diversi studiosi di
scienze politiche che l'esecutivo, nei confronti di altri organi, il meno difeso e pi esposto
alla pressione che viene da centri d'interesse o dal mondo dei soldi facili. Nella realt
albanese, di fatto, tra il mandatario del potere e quello che lo riceve c' un grande distacco fin
dal momento in cui quest'ultimo lo riceve e lo mantiene. Una volta preso il potere dal popolo
sovrano si forma il governo il quale diventa incontrollabile nello stessa maniera anche dai
altri deputati della maggioranza che lo hanno creato. La maggioranza, vero che pu
controllare il governo ma senza troppo rumore per evitare di creare sia qualche crisi
parlamentare sia di rischiare di perdere il proprio potere. Mentre dall'opposizione, che poca
nel numero, non si pu pensare che possa avere una grande influenza sul lavoro del governo.
In queste condizioni quest'ultimo vince tanta libert e indipendenza nei confronti degli altri
deputati diventando cos l'attore decisionale pi importante per il paese.
Ed proprio questa grande indipendenza che lo mette a grave rischio nei confronti di
altri gruppi di pressione i quali a volte intervengano in maniera giusta e altre volte no. Gruppi
che hanno carattere economico perch tutto ruota intorno ai soldi, come anche il governo
stesso una volta avuto il potere passa gradualmente per le altre istanze politiche finch non
tende di dirigersi realmente verso il centro di interesse economico. Non detto per che tutti
i membri sia del governo o del parlamento siano in assenza di una loro personalit o ruolo
politico, ma si cerca solo di affermare il fatto che le forme istituzionali dell'Albania di oggi
aumentano tali meccanismi che blocchino il progresso del paese. Lo sbaglio del paese non
di sicuro nella scelta della formula parlamentare perch come sappiamo oggi non esiste una
formula perfetta, universale per tutti, ma , a mio parere e anche di tanti altri studiosi
albanesi, nella sopravvalutazione di una sola istituzione rispetto agli altri organi politici del
paese. La situazione critica odierna ha molto a che fare con il continuo processo di
stabilizzazione della democrazia in Albania. Nel 1992 quando il partito democratico ha vinto
le elezioni parlamentari e Sali Berisha giunto al potere si pensato per un attimo che il
paese adottava la formula Presidenziale, perch l'appoggio elettorale era troppo grande. Al
leader non sarebbe stato difficile dichiarare una nuova repubblica presidenziale, con un
presidente eletto direttamente dal popolo, tenendo conto anche la sua popolarit in quelli
anni. Per non successo. Quando si scelto la repubblica parlamentare come formula per
l'Albania, il Parlamento veniva dichiarato come il tempio della democrazia (Tempulli i
democracise)71. Usciti da un sistema dittatoriale, all'Albania era proprio mancato un vero
Parlamento, perch come si sa dalla storia, i paesi appena staccati dalla dittatura di tipo
personale, cercano di adottare la democrazia pluralistica, ovvero, dove esistono diversi attori
politici, quindi, la nozione di parlamentarismo, come la base della nuova democrazia, era
soltanto l'inizio di un percorso ideologico nuovo, e non come una scelta di esperienza pratica
alle spalle. Di fatto all'inizio di questo capitolo ho cercato di dare un quadro completo di
come sono nate ed evolute le istituzioni in Albania e di far notare che era difficile gi a quei
tempi trovare una formula adatta che poteva governare il paese, perch, come pi volte ho
ribadito, mancava una vera esperienza politica alle spalle. Il problema per, ora, non sta solo
nella pratica perch l'esperienza dal 1990 ad oggi credo non da considerare un tempo
limitato. Quando si scelto il Parlamentarismo come formula per il paese si pensava che
dando pi poteri al parlamento si poteva evitare un possibile ritorno della dittatura di una
sola persona a capo di tutto. Per anche la mancanza di un altro potere che possa bilanciare il
Parlamento, come il Presidente della Repubblica o il Primo Ministro, porta alle crisi che ho
70) Artan Fuga: Shoqeria Periferike; Sociologji e ndryshimit ne Shqiperi; Ora Botime, Tirane 2000.
71) Artan Fuga: Shoqeria Periferike; Sociologji e ndryshimit ne Shqiperi; Ora Botime, Tirane 2000, pg. 328.

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sopraddetto, e non evita di fatto che il potere ritorni nelle mani di uno solo, perch oggi
vero che non esiste pi un altro Hoxha, ma il suo posto sembra che la preso il Parlamento
intero, possiamo parlare quindi di una parlamento-crazia.
Spesso ci poniamo la domanda del perch le altre nazioni vicine all'Albania che
hanno quasi la stessa formula governativa oggi vivono meglio. Anche loro hanno dovuto
adattarsi alle nuove regole pluralistiche, dopo anni di dittatura comunista. Il trasferimento da
partito unico, che era la chiave del regime comunista e dal quale dipendevano tutti i processi
decisionali sia del governo che dell'amministrazione, alle nuove organizzazioni della nuova
realt politica di sicuro non era stato facile per i paesi ex comunisti come la Lituania, la
Bulgaria, la Romania, la Polonia, la Cecoslovacchia o l'Ungheria e la Slovenia, etc.. Per
quasi tutti questi paesi oggi fanno parte dell'Unione Europea, mentre l'Albania ancora no,
perch? Le differenze tra Albania e loro apparentemente sembrano piccole, ma in verit con
questi paesi sono grandi per quanto riguarda il sistema governativo. E' difficile trovare in
questi paesi, il modello di parlamento-crazia. Nei paesi che ho citato la separazione dei
poteri e l'equilibrio molto chiaro sia tra il Parlamento, il Presidente, l'Esecutivo e il
Giudiziario, cosa che in Albania ancora poco sviluppata. Per esempio in Slovenia72, il
Presidente della Repubblica viene eletto dal popolo, e ha chiare competenze per sciogliere il
parlamento. Quest'ultimo per di pi accompagnato anche da un altro organo con
competenze conferiti dalla costituzione che il Comitato Nazionale. Cos tutte le classi
sociali sono ben rappresentate, ognuno di loro pu portare la sua voce al governo. Oppure
l'Ungheria, che ha un sistema governativo pi simile a quello albanese, si differenzia per nel
potere che ha la sua Corte Costituzionale. La sua indipendenza e le sue competenze sono
molte pi forti che in Albania. La Polonia un altro esempio da vedere, l, non soltanto
esistono due camere all'interno del legislativo ma anche l'elezione del Presidente della
Repubblica diversa, perch eletto direttamente dal popolo, mentre in Albania viene eletto
dal Parlamento. In tutti questi casi citati il PDR ha grandi poteri e ben stabiliti dalla
costituzione. E' vero che pensare di eleggere il PDR dal popolo in Albania un impresa
difficile, ma questo non vuol dire, a mio parere, che sia impossibile.73 Altra mancanza di
potere che il PDR dell'Albania ha riguarda al suo voto nel Alto Comitato della Giustizia dove
anche capo. Il PDR in teoria pu non essere suo membro, ma pu esercitare le sue
competenze per nominare i membri di questo Comitato anche non essendo al suo intero e
controllarli da esterno, come Presidente della Repubblica per, e non come suo capo. Questo
un altro punto importante da modificare come anche tutte le altre che ho scritto fino adesso.
La democrazia l'unione tra la libert e la stabilit, se quest'ultima manca viene a
danneggiare anche la libert. Se nei primi anni di transizione l'Albania aveva bisogno di
tante libert, ora una societ matura ha bisogno di procedure, di norme, di amministrazione,
di equilibrio tra lo Stato e la Societ e di libert e stabilit. Il potere giudiziario di fatto pu
essere creato anche per non rappresentare soltanto i poteri politici del parlamento. Tale
organo deve essere depoliticizzato se vogliamo che funzioni correttamente, ma questo non
vuol dire essere lasciato senza un controllo dall'alto. Detto ci, per cambiare la situazione
attuale servono diverse riforme, anche se qualcosa al riguardo si sta muovendo, per esempio
la riforma costituzionale che si sta attuando ora, ma si sa che i tempi sono lunghi e troppi
interessi politici sono in ballo, cos che sar ancora pi difficile il camino verso la via giusta.
Bisogna a mio avviso prendere atto del momento difficile che stanno continuando ad
attraversare le istituzioni in Albania, e prendere esempio dai paesi vicini, sia Orientali che
Occidentali, e non dico di copiare a parit totale il loro sistema, ma seguendo almeno i punti
72) A cura di Sergio Bartole e Pietro Grilli di Cortona: Transizione e consolidamento democratico nell'Europa
centro- Orientale: E'lites, istituzioni e partiti. Torino 1998
73) Anche se attualmente la riforma costituzionale ha stabilito di nuovo la regola che il Presidente della
Repubblica venga eletto dal Parlamento con una maggioranza semplice di 70% di voti validi.

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universali che compongono queste democrazie. Se le istituzioni politiche garantiranno un


processo decisionale coerente con le problematiche che arrestano il paese allora potremmo
dire che una democrazia effettiva arrivata anche in Albania.
I tempi sono evoluti da come li ho descritti dall'inizio del paragrafo, e insieme a loro
anche i sistemi politici. Diversa era la formula di governo nei primi anni del 900 e diversa
ancora negli anni della Prima Guerra Mondiale e ancora dopo con la monarchia di Ahmet
Zogu anni '30. Continua a cambiare un'altra volta l'organizzazione sociale e politica degli
anni '40, e ancora quella degli anni '70. Continua a cambiare dal inizio del 1991 per
continuare ancora oggi. Nel prossimo paragrafo voglio trattare il tema del pluralismo politico
che viene ripreso dopo una lunga assenza, di quasi 40 anni, e vedere se esiste per davvero
cos come noi lo pensiamo.
CAPITOLO III
1.3 Quale pluralismo politico
Il pluralismo politico come sappiamo un concetto multidimensionale, perch di
pluralismo non abbiamo solo quello politico ma anche religioso o di idee. Di fatto, sono
molti gli studiosi che hanno scritto sul fenomeno del pluralismo, e tutti sono arrivati all'idea
che oggi nelle democrazie avanzate questo concetto ha le sue basi nella cultura politica, ma
che non caratterizza soltanto il sistema politico, ma anche l'economia, le religioni, la cultura
e ogni altra professione o campo della societ.
Il pluralismo politico in Albania ha le sue radici, come appena visto, dal lontano, nel
1920, dove esisteva sia la maggioranza che l'opposizione con i rispettivi partiti; il partito
Perparimtare e il partito Popolare, con un numero pi o meno simile di deputati. Con la
monarchia nel 1928 il pluralismo venne meno, finch non si perse completamente dopo la
seconda guerra mondiale. Nasce e governa soltanto il partito del lavoro. Solo nel 1990 in
Albania arriva il primo filo di corrente che accende i riflettori del pluralismo politico. La
cosa viene vista come un raggio di sole dopo giorni di pioggia e nebbia, anche perch si
continuava a vivere con l'idea che il multipartitismo per il paese non fosse una buona
soluzione.74 La direzione del partito di PPSH nel 1990 credeva di evitare la richiesta degli
intellettuali per la nascita di altri partiti, facendo accettare il pluralismo socialista, pensato e
creato da Gorbaciov, che significava accettare solo il pluralismo di idee e di pensiero,75 ma
non il formare altri partiti. Ramiz Alia, il presidente dell'ultima legislatura comunista, era pi
che convinto che in quel momento serviva solo il pluralismo di idee, perch il partito in
carica e il paese non erano pronti a sopportare un pluralismo partitico. 76 Mancava, secondo
lui, la cultura democratica, la tolleranza, la pazienza e il rispetto come elementi base per una
societ con tanti partiti. I tanti partiti portavano disequilibrio ed anarchia. 77 Per, i
movimenti di massa scesi in piazza, nel dicembre del 1990, costringono Alia a legalizzare la
formazione di altri organizzazioni indipendenti. Quest'ultimo a proposito di queste richieste,
avanza la sua tattica, che era quella di permettere la creazione dei partiti, sia di sinistra che di
destra o anche di centro, e anzi, che il PSSH doveva dare il suo contributo al riguardo, ma,
con il vincolo che tutto doveva essere controllato dal partito- stato. Quindi, i futuri capitalisti
74) Ramis Alia durante il Congresso del 22-23 gennaio 1990, dichiarava che nella situazione in cui si trova il
paese, le richieste fatte della borghesia per avere un pluralismo politico volevano dire soltanto la rinascita non
solo del partito di Fronte Nazionale e del Partito delle Legalit, ma anche di altre organizzazioni simili anti
socialista e anti nazionalista.
75) Alia pensa bene di riaprire i luoghi di culto, la libert religiosa che era proibita dal 1976.
76) Gazeta Koha Jone, e Shtune 9 Janar 1993.
77) Gazeta Ballkan, 17.5.2006.

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o imprenditori dovevano essere sempre loro, i comunisti. Di fatto in quell'anno Alia ha


cercato di essere al corrente e di controllare tutti i nuovi partiti. Nessun partito doveva essere
creato senza la sua approvazione, persino il leader doveva essere prima consultato da lui.
Ecco perch spesso si dice che il pluralismo e la democrazia in Albania sono arrivati come
concessione dall'alto.78 Forse, a pensare bene la tattica che voleva seguire Alia, cio, andare
per i gradi, prima con il pluralismo di idee poi continuare con gli altri, non era poi cos male,
perch cos anche il passaggio dal monismo al pluralismo politico non sarebbe avvenuto in
modo brutale. Per i tempi ormai erano bruciati, il paese non voleva pi aspettare. 79 Infatti,
non stato semplice per nessuno camminare in una strada nuova, buia, rimasta senza luce
per cinquant'anni, ma che prima o poi doveva essere imboccata. Lo sbaglio forse del primo
anno di rivoluzione per il cambiamento del regime stato la mancanza di esperienza politica,
perch i giovani partiti auto considerati democratici, invece di presentarsi al pubblico con un
programma mirato e utile per il momento, si sono preoccupati solo di vincere le prime
elezioni pluralistiche del 31 marzo 1991,80 come vedremo anche nei prossimi paragrafi. I
democratici, dopo questo insospettabile duro colpo delle prime elezioni, che hanno perso, per
tirare su il morale dei loro sostenitori e per aumentare la credibilit del pluralismo politico
affermavano che moralmente noi siamo i veri vincitori. Questa la vera fine del comunismo
nel paese. La situazione dopo l'elezione del 1991 continua a degenerare con manifestazioni
di carattere politico, rivolte in piazza, e scioperi generali, che per Alia non erano altro che
una forma di lotta democratica, che egli faceva finta di appoggiare in tutti i sensi, visto che il
pluralismo socialista81 personificava questo. Il primo governo formato dalle prime elezioni
pluraliste viene conosciuto come il Governo di Stabilit, e nasce proprio nell'anno che
coincide con il colpo di stato di Mosca ( 4 agosto 1991) in cui Gorbaciov cade, e insieme a
lui, anche il programma di evoluzione per gradi del socialismo verso la democrazia e
l'economia di mercato. Al potere salgono nuove forze che vogliono un distacco radicale dal
vecchio regime comunista. In Albania forse non si verificato un colpo di stato come in
Russia per la situazione di molto simile.
Il partito democratico appena formato con leader Berisha, come in Russia, voleva
eliminare a tutti i costi il partito socialista, che altro non era che il PPSH rinominato, il quale
aveva la maggioranza del governo di stabilit.82 I socialisti perdono il governo dopo le
elezioni anticipate del 1992 e il loro posto viene preso dal nuovo PD in coalizione con PSD,83
con Presidente della Repubblica Sali Berisha il quale come sempre non tarda a ribadire il
fatto che finalmente il giorno si separa dalla notte. Comincia una nuova fase, con nuovi
leader e figure politiche, con nuove speranze che ben presto si riveleranno deludenti per il
paese, visto che dopo quattro mesi dalla vittoria delle elezioni politiche del PD, le elezioni
locali del 1992 vengono vinte dai PS. Da qui comincia il divario di transizione e della
inspiegabilit di questo pluralismo politico. Ma vediamo quali sono le fasi che il pluralismo
politico albanese ha passato. La prima fase va dal 1990 al 1992, anni durante i quali lo Stato
non viene considerato pi Ateo84 ma si accetta la libert di culto, la libert di pensare e
78) Gazeta Shekulli, 14.04.2006
79) Gazeta Koha Jone, e shtune 13 mars 1993, Alia in un incontro con gli studenti dice a loro aspettate,
aspettate, che voi non li sapete bene queste cose, perch non sono cosi semplici come sembrano.
80) In queste elezioni si sono presentate 11 partiti con 1074 candidati. Per la prima volta sono state osservate da
ONG straniere, e da 250 giornalisti di tutto il mondo, per raccontare a tutti che l'ultimo castello di comunismo
sta per crollare.
81) Il pluralismo socialista intendeva nella verit per Ramiz Alia solo la perfezione del socialismo.
82) Di fatto l'intenzione di Berisha era quella di lasciare il PS di formare il primo governo monocolore per poi
darli la colpa di essere l'erede di PPSH, ed eliminarla definitivamente dalla scena politica.
83) Loro due occupano 2/3 dei posti in parlamento.
84) L'Albania dal 1967 viene proclamato Ateo. Art.55 della costituzione di questo anno metteva il divieto per la
creazione delle organizzazioni di carattere religioso. Di fatto tutti i luoghi di culto in quei anni vengono
trasformati in centri estivi, o dei giovani, o in teatro, cinema,ecc. Un osservazione a tale proposito viene letto

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parlare. Il solo culto in cui si era creduto fino al 1990 stato il partito- stato. L'annuncio che
finalmente i riti religiosi non comportavano pi un divieto di legge, o una reato come prima,
ha portato nei cuori dei cittadini una grande gioia. Il messaggio era forte, la tolleranza e la
convivenza delle religioni in armonie l'una con l'altra era un'emozione indescrivibile per tutti,
rinasce la possibilit di esprimersi e di non avere pi paura. Questo passaggio dalla
disperazione alla speranza era da sottolineare perch era forse merito anche del pluralismo
sociale che Alia aveva in mente. La convivenza tra il pluralismo politico e la tolleranza tra le
religioni era un fatto importante per il paese, perch si dovevano instaurare nuovi rapporti tra
le istituzioni politiche e loro; inizia una nuova era di pluralismo religioso.85 La libert di
religione viene vista come un nuovo elemento del processo di democratizzazione del paese,
mentre lo stato viene visto come il protettore di questi nuovi spazi.86 Dopo esser stato
consolidato e protetto anche dalla costituzione la libert religiosa, ora toccava alla libert di
pluralismo partitico. Nella costituzione del 1991 vengono regolati giuridicamente i partiti
politici. Di fatto subito in breve tempo la societ si organizzata per completare il quadro di
un paese che ha appena ricevuto un messaggio di democrazia. Sembrava che la politica fosse
propriet di tutti, non solo di quei pochi iscritti ai partiti appena nati. C' un boom,
un'esplosione di formazione di partiti che per dimenticano la classe di appartenenza, gli
interessi di quelli che devono proteggere, dei quali devono essere portavoce. Di conseguenza
anche le differenze tra di loro sono inesistenti, un grave fatto che si verifica ancora nei giorni
nostri.
Tra l'autunno e la primavera del 1991 nascono pi di venti partiti. Da subito si vista
la tendenza che i partiti avevano, di cambiarsi cio, di identificarsi o di personificarsi con il
loro leader, i quali potevano passare con facilit da un gruppo all'altro oppure creare un
partito tutto nuovo. Va anche detto per che la numerosit dei partiti che si contano in questi
primi anni di pluralismo meglio interpretarla come una forma di protesta contro il tardo
rientro della democrazia nel paese, rispetto agli altri paesi vicini a noi. Tale euforia nel creare
partiti forse poteva affermarsi gi dalla prima classe politica ma non successo, come non
sta succedendo ancora oggi, perch i partiti tuttora si concepiscono come eserciti in lotta per
il potere, causando un danno per il pluralismo politico. Anche se in tanti sono nati per
eliminare il monismo politico, i partiti continuano ad assomigliare sempre di pi ad un
arcipelago composto da partiti-isole di diverse grandezze che galleggiano sull'acqua, ma che
non si collegano tra di loro.87 Questo per non vuol dire che in Albania i partiti non si
dovevano creare, che il pluralismo stato uno sbaglio per il paese, ma solo che alcuni partiti
appena nati potevano servire come freni a mano per fermare la tensione accumulata da anni,
l'aggressivit della societ, che credevano che cancellando tutto il monismo si sarebbe
arrivati direttamente alla democrazia.88 In mancanza di un modello da seguire per il
passaggio dal socialismo comandato, da un paese totalitario, dal monismo politico e partitico
verso una societ democratica, con economia del mercato aperto, con un pluralismo partitico
e uno stato legislativo, in Albania si improvvisato pi che si studiato un modello buono
per portare la democrazia, perch mancavano anche i riformisti, le grandi idee per decidere
cosa fare. Di fatto non si poteva immaginare che la transizione politica in Albania non avesse
anche dal giornale del Vaticano l' Osservatore Romano.
85) Sia nelle disposizioni della Costituzione del 1991 che i quella approvata nel 1998, le religioni vengono
protetti con i loro articoli.
86) E' vero che Albania stato l'unico paese ateo per diversi anni, ma anche vero che oggi presenta forse
l'unico paese al mondo dove le religioni presenti in territorio convivono in grande armonia tra di loro e lo stato.
87) Da qui si pu capire perch ci sono dei difetti sia in politica, in governo, in parlamento, e tra le istituzioni
del paese, perch manca un legame, la collaborazione tra queste forze politiche.
88) Devo dire che anche in questo momento i occidentali hanno giocato un ruolo negativo in Albania, perch
hanno fatto credere ai poveri cittadini che il comunismo aveva profondi radici quindi era meglio eliminare tutto
quello che avevano costruito, bruciando e rompendo ogni angolo del paese.

30

un suo marchio, quello albanese, della identificazione o personificazione, o per meglio


dire, se un partito era nato secondo la credenza democratica, questo voleva dire che solo quel
partito poteva essere identificato con la democrazia. Mentre se un partito si chiamava
socialista, che per venuta come risultato della trasformazione della PPSH, questo non
poteva personificare altro che il vecchio partito del lavoro. Cos comincia la strana gara dei
partiti, il pluralismo politico cambia in una lotta per il potere. Il principio della democrazia
con partiti non consolidati viene a deformarsi, comportando una lunga transizione nel paese.
La democrazia in verit sembra essere come quella comandata dove il potere vero esce
dalle elezioni ma che in realt nessuno ha mai saputo come ha fatto a votare. L'impressione
che ci viene fornita da questo scenario che la concorrenza politica in teoria esiste ma in
realt solo fittizia. Come vediamo anche dalle ultime elezioni del 2005 sia il popolo che le
classi politiche sono spaccate in diversi poli. I partiti raramente hanno governato
brillantemente in coalizione. La sinistra ad esempio nel 2005 si autocriticava per la sua
sconfitta, perch ogni partito voleva vincere da solo e di non occuparsi della coalizione
intera. Ma non solo la sinistra89 si fa autocritica perch di solito anche la destra quando ha
perso nelle passate legislature lo ha fatto, per il problema che voglio sottolineare che
nessuno ha imparato da questa lezione, anzi si continua a pensare sempre per conto proprio e
non per l'insieme. Era necessario per che il paese passasse queste fasi: 1990-1998 la nascita
del pluralismo fino all'approvazione della costituzione; 1998-2006 la democrazia comandata,
anni durante i quali anche se esistono le istituzioni la democrazia ancora vergine; 2006 90 in corso, in fase di consolidamento, che di sicuro sar la pi lunga, forse anche per colpa
degli intellettuali di oggi i quali non amano occuparsi di politica. Il pluralismo dei partiti ha
sbagliato a non fidarsi degli intellettuali,91 anzi i partiti continuano a tenerli sempre pi
lontani, dando i posti pi importanti ai militanti.
un dato di fatto che il pluralismo albanese non parla bene per i partiti, perch essi
sono nati e continuano a crescere in un campo senza regole. Non possibile evitare le loro
liti o la situazione caotica che hanno creato nel paese, anche perch il numero sempre in
aumento ( quasi 90 partiti) e soprattutto perch non ci sono le regole ben stabilite e approvate
da tutti. La lunga transizione avviene anche per colpa dei leader dei partiti, i quali sono
sempre gli stessi dopo 18 anni di pluralismo, ma di questo parler pi a lungo nel prossimo
paragrafo. La deformazione del pluralismo politico in Albania si pu capire anche perch
tutti i partiti nati nel 1990 sono usciti come dicevo dal cuore del vecchio PPSH, in un
ambiente socialista senza strutture per reggere il pluralismo. Formalmente i partiti si sono
separati tra la destra, la sinistra e il centro, ma i loro programmi che erano quasi uguali
portavano tutti loro verso il centro. Di fatto nulla era di differente fra i partiti, tranne alcuni
conflitti tra leader per dominare la scena. Niente si fatto per diventare un corpo unico, anzi
il pluralismo politico venne concepito come un concetto sociologico, non politico, anche
perch la separazione dottrinale tra il conservatorismo, il liberalismo e il socialismo in
Albania non ha mai funzionato. I partiti si sono espressi tutti allo stesso modo nei loro
programmi sia per quanto riguarda l'economia del mercato, che il diritto sociale, e la
democrazia della politica pluralista. Quindi si pu pensare che il pluralismo politico in
Albania assomiglia di pi ad un cocktail politico dove i colori della bevanda non si
differenziano bene.92 Forse anche questa un'idea del perch ancora oggi esiste una guerra tra
i partiti, i loro gruppi d'opposizione e la maggioranza. Durante questi anni di pluralismo
89) Altro esempio recente quello del 2006 quando l'opposizione si riunita in piazza contro il governo, e
anche li i partiti hanno cominciato a fare i conti dei cittadini, quale partito aveva avuto in piazza pi militanti e
bandiere.
90) Nel 2006 l'Albania ha sottoscritto il Patto per l'associazione e l'integrazione all'UE.
91) Gazeta Koha Jone, e shtune 16 janar 1993. Il titolo di questo articolo da notare: Il sistema che allontana
gli intellettuali, e sopravvaluta gli mediocri affidando i poteri dello stato destinato a fallire.
92) Servet Pellumbi; Pluralizmi Politik Pervoje dhe sfida; Tirane 2008

31

come si pu notare, non ha dominato la logica della democrazia, la legge della concorrenza
politica, ma quella della dominanza di uno sopra gli altri, dove i leader politici incompetenti
hanno considerato il lavoro del partito come un qualsiasi altro business che porta soldi.
Ma come pu cambiare questo pluralismo deformato oggi? Per rispondere a questa
domanda bisogna chiedere prima a tutti i partiti se vogliano considerarsi parte integrante di
una societ democratica oppure no, perch se si considerano come tali allora dovranno
trovare delle soluzioni comuni ai diversi problemi come ad esempio; di evitare le tensioni tra
i cittadini; di risolvere i conflitti in maniera pacifica e di fare il modo che l'economia del
paese cresca per rafforzare lo stato; di assicurarsi la stabilit politica; e di garantire la
rispettabilit delle libert dei individui. Sono tutte norme democratiche che il multipartitismo
albanese deve tener presente per il suo futuro. I partiti oggi non si fidano l'uno dell'altro,
anche perch come dicevo prima i loro interessi sono gli stessi, vincere il potere di stato,
quindi il dialogo diventa sempre pi difficile. La mancanza di una cultura pluralista da parte
della classe politica, ci fa vedere che ancora dopo 18 anni di consolidamento democratico si
continua ad avere degli arbitri esteri. Per l'approvazione di tutte le leggi importanti come la
legge per la divisione del territorio per le elezioni, il codice elettorale, la legge della propriet
privata,ecc, non sono mai passate al parlamento per l'approvazione se non era presente come
garante un mediatore estero come l'UE, o ambasciatori di OSBE presenti in Albania.
Per cominciare a cambiare faccia al pluralismo improvvisato dell'Albania bisogna
fare una riforma dei partiti. L'entusiasmo iniziale di creare pi partiti possibili era senz'altro
uno dei primi successi del paese, ma viste alcune conseguenze di tale sviluppo eccessivo si
pu pensare che un paradosso per la democrazia albanese. Se i partiti non riescono a
trovare una soluzione ai loro problemi interni sar difficile dopo pensare che loro ci portino
ad una democrazia generale. Se leggiamo i sondaggi93 delle ultime elezioni fatte in Albania
nel 2005, quasi l'80 per cento della popolazione alla domanda riguardo cosa ne pensasse del
numero dei partiti, rispondeva che era troppo elevato. Tale problema si pu considerare di
media gravit rispetto alla loro convivenza all'interno delle mura del sistema politico che ha a
che fare direttamente con le elezioni politiche, la rotazione del potere, il funzionamento del
parlamento ecc. I partiti in Albania in base al diritto conferito dalla costituzione albanese94
devono lavorare secondo la legge, devono esprimere con la massima trasparenza possibile a
quale classe sociale appartengono, di chi diventano portavoce e di presentare un programma.
Solo che cos, con il passar del tempo, lo spazio che esiste tra i partiti e la classe cui
appartengono tende a ridursi cosi tanto che i patiti cominciano a parlare in nome di tutti i
cittadini, cio come se fossero partiti di tutti gli albanesi nel nostro caso. Di conseguenza si
crea una situazione come quella che abbiamo attualmente in Albania, dove i partiti sono
quasi uguali ma con nominativi diversi. Tutto ci ha un po' a che fare anche con la storia del
pluralismo in Albania, perch, dal suo inizio i partiti erano in tanti e si auto identificavano
come partiti di sinistra, destra o centro senza per appartenere veramente ad una classe
sociale in specifico o che il loro programma li potesse distinguere. Anche pi tardi era
difficile identificare quali erano di sinistra e quali di destra. In condizioni del genere la lotta
come ho anche detto, viene ad aversi solo per il potere: chi governer il paese, chi e come
sar a capo del programma delle riforme economiche, ecc. Da qui i partiti pi piccoli
cominciano a stringersi sempre di pi verso la destra o la sinistra, attaccandosi sempre pi
vicino ai due pi grandi il PD al governo e al PS all'opposizione, creando nel paese un
sistema bipolare. I partiti piccoli sono stati costretti a scegliere tra la loro identit e bandiera
o la sopravvivenza, diventando frazioni delle grandi.95 Per molti partiti piccoli la questione si
presentava molto pi delicata, perch si trovavano a scegliere con quale fronte attaccarsi, con
93) Sondazh 2006 Korrupsioni ne Shqiperi Perceptime dhe pervoja. Mars 2007, Tirana.
94) Articolo 9 della costituzione Albanese.
95) Servet Pellumbi; Pluralizmi Politik Pervoje dhe sfida; Tirane 2008.

32

chi potevano avere delle vittorie sicure a patto per di rimanere sempre piccoli. Gli spazi
politici diventano sempre pi corti. Tutto viene calcolato secondo la logica dell'amico e del
nemico, comportando cos la perdita definitiva di avere nuove alternative politiche diverse
dal PD e PS.
Se vediamo le elezioni dal 1990 a 2005 si nota che il numero dei partiti registrati in
KQZ ( Commissione centrale delle elezioni) grande ( 70-80) ma a presentarsi veramente
all'elettorato sono in pochi ( 7-11) e il sistema diventa bipolare con solo un vincente, o il PD
o il PS. Perch allora ci chiediamo, il sistema diventato bipolare quando esistono tutti
questi partiti? La risposta l'abbiamo data poco sopra perch sia il PD che il PS, sono gli unici
due partiti che hanno sia una elevato numero di strutture e iscritti, ma anche perch sono
riusciti a coinvolgere la massa, alternandosi cos al potere.96 Anche se abbiamo diversi partiti
rinati, dopo il loro esilio o perch all'interno dei grandi ci sono state delle scissioni il fatto sta
che questi partiti nuovi sono rimasti sempre in periferia. Altro fatto, che tra i due poli non
c', non esiste, un terreno di collaborazione per il bene del paese, anzi, tra di loro esce solo
veleno, ogni volta che il PD viene al potere si usa lo slogan: ai comunisti gli si dato l'ultimo
pugno di ferro oppure stiamo combattendo per voi, perch il comunismo ci pu portare
indietro nel tempo, oppure nelle ultime elezioni dichiarava guerra ai socialisti chiamandoli
non pi comunisti ma corrotti e mafiosi.97
La domanda viene spontanea, fin a quando continuer ad andare avanti con questa
logica di due fronti, di noi e loro i buoni e i cattivi, i democratici non corrotti e i
socialisti mafiosi, quando cambier la formula da solo io in anche te? Perch il
pluralismo non vuol dire solo riconoscimento della diversit come valore ma anche il fatto di
accettare la collaborazione come priorit della democrazia. I due partiti grandi devono saper
leggere anche il voto degli astenuti, che continua a crescere, come continua a crescere anche
la sfiducia degli elettori nei loro confronti.98 La sfiducia degli elettori si pu leggere anche
con il fatto che il pluralismo dell'Albania iniziato nel 1990 con la sostituzione del PPSH con
altri nomi e partiti ha creato grandi disagi per il popolo. Leggendo i dati e analizzando pi in
dettaglio questo fenomeno ci rendiamo conto che il PPSH cambiato in PS, dichiarando di
non essere pi idealista del comunismo ma che abbracciava il socialismo occidentale, era pi
prevedibile che una grande fetta della popolazione che credeva fermamente nel comunismo
non lo votasse pi, anche perch i nuovi leader erano dei fantocci. Sarebbe stato forse
diverso il pluralismo albanese se in Albania il Partito comunista avesse continuato a vivere.
Nello stesso periodo delle prime elezioni anticipate in Albania nel 1992, anche in Italia si
sono tenute le elezioni, ma come successo in Albania anche qui i nuovi partiti usciti
dall'anima dei comunisti hanno dovuto affrontare questo calo di elettori e consensi. In
Albania ci fa pensare per un altro fatto cio, dove sono spariti tutti quei comunisti che nel
febbraio- marzo del 1991 sono usciti in piazza per sostenere Enver Hoxha morto da tempo?
Non si pu pensare che tutti fossero felici di votare Berisha e il suo nuovo PD spuntato da
nulla. Infatti, il primo anno il PC rinominato ha vinto tanti voti ma nel 1992 non ha fatto lo
stesso, anche perch come ben sappiamo il voto del 1992 in Albania stato considerato come
un voto di protesta contro il regime. Di fatto, il PD in quell'anno ha raccolto tutti i voti che
andavano al PPSH, anche della sinistra moderata. Il PS ha cominciato a vedere una piccola
crescita solo quando i moderati della sinistra e i comunisti hanno cominciato a dare il proprio
voto a loro gi dopo qualche mese nel 1992.99
Con questo voglio dire solo che il fatto che con la non cancellazione definitiva del partito
comunista dallo scenario politico, ma solo il suo cambiamento di nome, da PPSH al PS, ha
96) Non c' bisogno a chiedersi come mai con 90 partiti registrati manca un alternativa politica, perch questa
la democrazia in Albania, il pluralismo diventato politica del giorno.
97) Sono tutti slogan che Berisha ha usato durante le elezioni del 1996- 1997 e le ultime 2005.
98) Dai sondaggi fatti nelle ultime elezioni quasi 49% ha astenuto al voto.
99) I socialisti di fatto dopo qualche mese hanno vinto nelle elezioni locali grazie al voto dei comunisti.

33

creato per il paese un grande scombussolamento della politica, perch il nuovo partito
rinominato rimaneva in vita grazie al vecchio elettorato con ideologia comunista. Il PS cosi
non viene considerato un vero partito politico ma una coalizione della sinistra, inizialmente
di colore rosso fuoco del comunismo fino ad arrivare ai giorni nostri alla sinistra moderata di
colore rosa.100 Questa, come dicevo anche prima, era una strategia pensata da Alia, cio non
cancellare il partito comunista ma solo rinominarlo, per sabotare il pluralismo politico del
paese. Di fatto, cosi successo perch il pluralismo partitico sia al suo inizio che ora ai
giorni nostri in crisi totale. Alle ultime elezioni politiche la coalizione della sinistra con i
suoi alleati ha avuto grandi problemi interni, perch doveva accontentare anche la parte dei
comunisti pi conservatori della sinistra, cosi come anche i PD dovevano accontentare per
forza i radicali della destra che di sicuro erano in minor numero rispetto a quelli della
sinistra, ma che comunque ha comportato gravi problemi interni ala coalizione di destra. Se i
comunisti rimanevano con il loro nome del partito, forse il pluralismo di oggi non sarebbe
andato cos, perch ci sarebbe stato, credo, un bilanciamento di idee di destra e sinistra, vista
la lunga permanenza del comunismo in paese. Anche in Albania forse sarebbe stato meglio se
fosse stato lasciato vivere il partito comunista come stato fatto in altri paesi europei come
in Francia o Italia.101 Il partito comunista secondo gli USA, durante gli anni '40-'50 e anche
dopo, poteva esistere sulla scena politica di questi paesi ma non poteva andare al potere. Si
sapeva che il PC aveva un ruolo importante perch l'elettorato di questo partito era di sinistra
quindi quando il partito comunista non esisteva pi andava agli altri partiti sempre di sinistra
cosa che alla destra non piaceva ma che di sicuro con le guerre interne alle ampie coalizioni
di partiti della sinistra composta dai comunisti e non, portava al governo anche i democratici
della destra.
Queste grandi coalizioni sia di destra che di sinistra formatesi dopo la guerra fredda
portavano al funzionamento del pluralismo in questi paesi, mentre in Albania non stata
usata tale formula, anzi la perdita dell'elettorato comunista ha portato allo sbilanciamento del
pluralismo politico, perch ci spiega anche i grandi conflitti all'interno tra PS e i gli altri
moderati della sinistra. In Albania forse questo stato lo sbaglio pi grosso che si fatto col
pluralismo politico, cio non c' stata una separazione tra la sinistra moderata e i comunisti
veri e lasciar che quest'ultimo prendesse i voti del suo elettorato. Si doveva costringere il
PPSH a sciogliersi tutta e non a cambiare solo nome, e i moderati a creare un loro partito
secondo il modello occidentale, a distanziarsi una volta per tutto dal passato di comunismo.
Forse la colpa anche questa volta non tutta degli albanesi impreparati, perch nel momento
in cui il paese viene travolto dall'esplosione dei partiti, dal sintomo di Berisha e del PD, i
paesi occidentali di grande peso politico inizialmente non hanno fatto nulla per impedire Alia
a cambiare nome del PPSH in PS, ma anzi dopo si sono messi a stimolare le liti tra i
democratici appena nati, con la scusa di combattere l'autoritario Berisha, sbilanciando ancora
di pi il pluralismo politico in Albania. E' vero che il leader democratico aveva e ha ancora
un po lo spirito dell'autoritario cosa non accettabile per la democrazia, per di chiedere di
riformulare il partito democratico quando i socialisti appena nati non erano altro che i
comunisti del vecchio PPSH, voleva dire uccidere per sempre il pluralismo politico in
Albania. Di fatto il problema grave in Albania perch la politica come dicevo molto
sbilanciata, il PS oggi continua a vivere ancora grazie ai voti degli ex comunisti, e se il PD
con il suo leader Berisha fosse stato riformato come veniva chiesto prima dai paesi
occidentali, allora la politica albanese sarebbe rimasta di nuovo nelle mani dei comunisti
rinominati in socialisti, ed ecco perch nel 1997 quando i paese ha passato una crisi
finanziaria e al governo era Berisha, quest'ultimo stato aiutato in un certo senso dai grandi
100) E' un dato di fatto che si verificher anche nelle ultime elezioni del 2005, quando la sinistra prende la
maggioranza dei voti grazie alla riunione dei voti di tutti i partiti considerati di sinistra.
101) Gazeta SOT Online; Thursday, 06 March 2008.

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per non scomparire dalla scena politica. Per causa del PS o anche del nuovo LSI staccato ora
dal grande socialismo, che non si sono distanziati mai dai comunisti il PD con Berisha
diventa un obbligo essenziale per il pluralismo politico del paese.
In Albania se vogliamo parlare di fare nuova politica si deve intendere che prima c'
da fare un altra rivoluzione come lo si fatto nel 1990, ma ora non per combattere pi il
regime ma, prima, per allontanare Berisha dal leader del partito democratico, poi, per
sciogliere il PS e separarlo per sempre dal vecchio PPSH per riformarlo come un nuovo
partito della sinistra; e in fine per permettere la nascita di un nuovo PC che continui a
mantener viva la figura del suo fondatore Hoxha e per il quale i nostalgici potranno votare.
Soltanto cosi forse avremo un normale pluralismo politico anche in Albania, con nuove
regole e nuove figure.
CAPITOLO IV
1.4 Partiti politici e la loro democratizzazione interna
Dopo gli avvenimenti politici nei paesi dellEuropa dellEst ed una forte pressione
interna, Ramiz Alia ed i suoi colleghi di partito, hanno risposto alle richieste per un
cambiamento politico che avviene in teoria pacificamente. Alia nei momenti cruciali
temporeggiava per evitare di firmare lo stato di emergenza firmer pi tardi, rispondeva a
coloro che portavano il decreto da sottoscrivere.102 Alla nona assemblea plenaria del comitato
centrale del partito comunista nel mese di gennaio del 1990, Ramiz Alia di fatto annuncia
alcune riforme politiche modeste, e soltanto dopo la protesta degli studenti nel dicembre di
quello stesso anno, il governo legalizza lesistenza dei partiti dopposizione. In poco tempo
nascono oltre trenta partiti che si affiancano al PPSH.103
Nel 1991 si tengono le prime elezioni pluraliste. Lanno di grande svolta per tutti
anche perch si ha ladozione di un sistema elettorale maggioritario, che ha dato esito
positivo in quanto, dopo le elezioni, emersa lAssemblea della Gente,104 un organo
composto da quattro formazioni politiche principali i quali hanno avuto il consenso degli
elettori (PD, KNV,105 OMONIA,106 PPSH) e si convalidato un sistema multipartitico. Si
svolgono le prime elezioni libere, vinte pero dallo stesso Partito Socialista (erede del Partito
del Lavoro) grazie al consenso delle campagne. Le citt, infatti, premiano di pi il giovane
Partito Democratico. Dopo questi cambiamenti politici si passa da un modello di partitostato (PPSH), come quello precedente, ad un sistema pluripartitico dove pi partiti
competono fra di loro per lesercizio del potere politico. In questa competizione politica, i
partiti pi grandi e pi forti erano e sono tuttora quelli che corrispondono alle pi importanti
e pi radicate tradizioni politiche del paese: quello democratico e quello socialista.
Tradizioni che fanno sia del PD che del PS i punti di riferimento per gli elettori e le principali
formazioni di rappresentanza politica. Questi due schieramenti fanno s che il multipartitismo
albanese assuma un formato bipolare con una netta distinzione fra destra e sinistra. E una
distinzione che trova fondamento nel sentimento anticomunista radicale di destra e
anticomunismo moderato di sinistra, sentimento che ha preso forma e corpo durante e dopo i
lunghi anni del totalitarismo comunista. Da qui la netta polarizzazione nella vita politica del
paese. Le altre formazioni politiche si collocano tra i due partiti maggiori e negli estremi
lungo il continuum destra /sinistra. Esse, come ho detto anche sopra, esprimono un peso
politico irrilevante e di conseguenza trovano posto allinterno di due macro raggruppamenti
opposti avendo come riferimento, i rispettivi partiti principali.
102) Roberto Morozzo della Rocca: LAlbania da Hoxha a Berisha.
103) PPSH- Partito del Lavoro Albanese.
104) E il nome del parlamento albanese dell'anno 1991.
105) KNV- Comitato Nazionale dei Veterani nella lotta antifascista nazionale di liberazione del popolo albanese
106) Omonia- Partito della minoranza greca.

35

Lavvio del pluralismo politico, si sa, comporta la nascita di molti partiti politici. Come ho
accennato prima, tra il '91 ed il '93 sono fondate pi di trenta formazioni politiche, non tutte
protagoniste nel palcoscenico politico del paese ovviamente. Si tratta di un numero elevato
per un paese piccolo come l'Albania che ha solo 3 129 000 di abitanti (stima 2003).107 Fino
ad oggi hanno preso vita oltre settantacinque partiti politici, solo nel 2005, come vediamo
dalla tabella sotto, sono stati registrati presso la commissione centrale elettorale 57 partiti.108
Tabella n7: Partiti e coalizioni registrati presso la CEC
Nr

Partito o Coalizione

Iniziali

Nome del Capo

1.

Partia Konservatore

PKons

Armando Ruo

2.

Partia Demokracia Sociale e Shqiperise

PDSSH

Paskal Milo

3.

Partia e Punes se Shqiperise

PPSH

Xhevdet Pataj

4.

Partia Levizja per te Drejtat e Njeriut

LDLNJ

Ligoraq Karamelo

5.

Partia Levizja e Legalitetit

PLL

Ekrem Spahiu

6.

Partia Democratike e Re

PDR

Genc Pollo

7.

Levizja Socialiste per Integrim

LSI

Ilir Meta

8.

Partia e Unitetit Kombetar

PUK

Idajet Beqiri

9.

Partia Emigracioni Shqiptar

PESH

Kostaq Papa

10.

Partia Ambientaliste

PA

Nasi Bozheku

11.

Partia Demokracia e Re Europiane Shqiptare

PDRESH

Koci Tahiri

12.

Partia te Gjelberit e Shqiperise

PGJSH

Edlir Petanaj

13.

Partia Balli Kombetar

PBK

Adriatik Alimadhi

14.

Partia Democracia Paqesore e Shqiperise

PDP

Haki Hysa

15.

Partia Forca Albania

PFA

Iledin Pillati

16.

Partia Socialdemokrate e Shqiperise

PSDSH

Skender Gjinushi

17.

Partia per Drejtesi dhe Integrim

PDI

Tahir Muhedini

18.

Partia Demokratike Peza Gjirokaster e Shqiperise

PDPGJSH

Fetah Dedej

19.

Partia Socialiste Shqiperise

PSSH

Fatos Nano

20.

Partia Aleanza Demokratike

AD

Neritan Ceka

21.

Partia Demokristiane e Shiperise

PDK

Nikolle Lesi

22.

Partia Socialkristiane Shqiperise

PSKSH

Fran Bruka

23.

Partia Bashkesia Kombetare Shqiptare

24.

Partia Lidhja e Blerte Shqiptare

LBSH

Brixhida
Kokedhima

25.

Partia per Mbrojtjen e te Drejtave te Punetoreve

PMDPSH

Kadri Isufaj

26.

Partia Aleanca Popullore

PAP

Fatjon Softa

27.

Partia Komuniste e Shqiperise

PKSH

Hysni Milloshi

28.

Partia Demokatike e Rinovuar

PDRn

Dashamir Shehi

29.

Partia Demokratike Demokracia e Re e Djathte Shqiptare

PDDRDSH

Petrit Kallcishta

Henry Perolli

107) Atlante enciclopedico, economico, finanziario e politico, volume 1, Milano finanza, Istituto Geografico De
Agostino
108) Partiti iscritti nella Commissione Centrale Elettorale.

36

30.

Partia e Reformave Demokratike Shqipatre

PRDSH

Skender Halili

31.

Partia Aleanca Liberal Demokrate e Shqiperise

PALD

Pirro Prifti

32.

Partia Bashkimi Demokrat Shqiptar

BDSH

Ylber Valteri

33.

Partia Bashkimi per te Dejtat e Njeriut

PBDNJ

Vangjel Dule

34.

Partia Demokratike

PD

Sali Berisha

35.

Partia Agrare Ambientaliste

PAA

Lufter Xhuveli

36.

Partia Republikane

PR

Fatmir Mediu

37.

Partia Levizja Monarkiste Demokratike Shqiptare

PLMDSH

Guri Durollari

38.

Partia Aleanza Nacional Shqipatre

PAN

Eduart Perjaku

39.

Partia Partia Integrimi Social Kombetar

PISKSH

Petrit Memia

40.

Partia e Ceshtjeve Shqiptare

PCSH

Bujar Shurdhi

41.

Partia Shqiptare Atdheu

PSHA

Artan Vucaj

42.

Partia Rruga e Vertete Shqiptare

PRVSH

Muharrem Doda

43.

Partia Rruga e Lirise

PRRL

Shukrane Muda

44.

Parti per Mbrojtjen e te Drejtave te Emigranteve

PMDE

Ymer Kurti

45.

Partia e Sigurise Kombetare Demokrat

PSHSK

Haxhi Bardhi

46.

Partia Komuniste e Shqiperise 8 Nentori

PKSH 8 Nent Preng Cuni

47.

Partia Balli Kombetar Demokrat

PBDK

Hysen Selfo

48.

Partia Ardhmeria Shqiptare

PASH

Emin Subashi

49.

Partia Lidhja Kombetare Shqiptare

LKSH

Ismet Mehmeti

50.

Partia Bashkimi Liberal Demokrat

BLD

Arjan Starova

51.

Partia Aleanca per Mireqenie dhe Solidaritet

AMS

Koco Danaj

52.

Partia Pajtimit Kombetar Shqiptar

PPKSH

Spartak Dobi

53.

Partia Bashkimi Republikan Shqiptar

PBR

Zane Llazi

54.

Partia e te Drejtave te Mohuara

PDM

Eduart Ypi

55.

Partia Levizja Punetore Shqiptare

PLPSH

Shefqet Musaraj

56.

Partia Aleanca Socialiste Shqiptare

PASSH

Rasim Mulgeci

57.

Partia e Biznesit Shqiptar

PB

Luan Shazivari

COALIZIONI
1.

Levizja per ZhvillimKombetar ( PLL+PDRn+PKons)

LZHK

Leka I Zog

2.

Levizja Demokratike per Integrim (PRDSH+ PBR+ PFA+


PDRESH+ PB)

LDI

Skender Halili

3.

Partia e Spektrit Social+ Partia e Unitetit Kombetar (PUK+


PLPSH+ PA+ PMDPSH)

PSHS+ PUK

Idajet Beqiri

4.

Aleanca per Liri, Drejtesi dhe Mireqenie (PDR+ PR+ PDK+


PALD+ PBDK+ BDSH+ LDLNJ)

109

Fonte: Commissione Centrale Elettorale.

La maggior parte di questi partiti come sappiamo ha una scarsa partecipazione nella
vita politica del paese perch non arriva mai in parlamento. Sono partiti fondati da iniziative
109) Questa coalizione con la lista composta. Mentre tutti gli altri partiti sono messi per l'ordine della loro
data d'iscrizione preso la commissione centrale delle elezioni.

37

di piccoli gruppi di persone e non da movimenti di massa, spesso senza una tradizione
politica. La loro performance politica, sia durante le elezioni sia nella vita politica
quotidiana, riflette una debole organizzazione interna, un mancato collegamento con i
cittadini e di conseguenza un coinvolgimento quasi inesistente; soffrono la mancanza di un
elettorato dappartenenza. Sono tutte caratteristiche che non hanno permesso a queste
formazioni politiche di consolidarsi e di diventare protagoniste nella scena politica del paese.
Ma vediamo dalla tabella numero 8 quali sono alcuni dei partiti pi rappresentativi del paese,
che in una o pi legislature hanno vinto qualche seggio.110
Tabella n8: I partiti pi rappresentativi nel paese
Sigla
Denominazione
PSSH
Partito socialista dAlbania
PDSH
Partito Democratico dAlbania

Tendenze
Centro sinistra (1991)
Centro destra (12 dicembre

PRSH
PSDSH
PDKSH
KKV

90)
Destra ( gennaio 1991)
Centro sinistra (1991)
Centro (11 dicembre 91)
Fiancheggiatori del PPSH

PASH
PKSH
PUK
PBDNJ

Partito Repubblicano dAlbania


Partito Socialdemocratico dAlbania
Partito Democratico cristiano dAlbania
Comitato Nazionale dei Veterani della Lotta
Antifascista Nazionale di Liberazione del Popolo
Albanese
Partito Agrario dAlbania
Partito Comunista dAlbania
Partito dUnit Nazionale
Partito Unione per la Difesa dei Diritti Umani

PLL
PAD

Partito Movimento per la Legalit


Partito dAlleanza Democratica

OMONIA

Unione Democratica della Minoranza Greca

PBK

Fronte Nazionale

BSDSH
BDKSH
PDr
PDDSH
LD

Unione dei Social Democratici dAlbania


Unione dei Democristiani dAlbania
Partito Democratico Nuovo(i Riformisti)
Partito Democratico di Destra dAlbania
Movimento per la Democrazia

LSI
PPSH

Movimento Socialista dIntegrazione


Partito del Lavoro dAlbania

(1957)
Centro sinistra (1991)
Sinistra (1991)
Destra (1991)
Rappresentanti
della
minoranza greca e macedone,
centro (1992)
Monarchici (1992)
Liberali, dissidenti del PD
(1992)
Rappresentanza
della
minoranza greca (1991)
Destra, (fondata nel 1939,
sparisce con lascesa al potere
dei comunisti per poi rinascere
nel (1991)
Dissidenti del PSD (1995)
Dissidenti del PDK (1995)
Dissidenti del PD(2001)
Destra
Destra, dissidenti del PD
(1997)
Centro sinistra (2004)
Ex- partito comunista (8
novembre 1941- 19948) da
solo al potere (1948- 191)

Fonte: Commissione centrale elettorale dAlbania.

Alcuni di essi sono apparsi prima dellinstaurazione del sistema comunista nel paese,
altri, cio la maggior parte dei partiti, dopo la caduta del comunismo, e altri ancora, nati dopo
la scissione dei partiti di maggiore peso politico, anchessi dopo lavvento del pluralismo
politico. Vedendo i partiti uno ad uno, come sono formati e cresciuti nel tempo, ci rendiamo
conto della mancanza di esperienza in campo politico e della loro impreparazione che
110) Il comportamento elettorale in Albania 1989-2005, Tesi di laurea di Ardian Gogo, Marzo 2006.
38

comporta gravi problemi nella vita del paese intero. I partiti politici come dimostrer anche
pi avanti analizzandoli uno ad uno hanno creato una struttura piramidale che stimola l'abuso
contro il potere, la corruzione, come ben sappiamo, e il culto dell'individualismo, perch
molto presto i partiti si sono identificati con il nome del loro leader, ad esempio la gente non
chiam pi il partito democratico PD ma il partito di Berisha, il partito di Nano il PS, o il
partito di Gjinushi il PSD, e via dicendo anche per gli altri. Anche i nomi delle nuove
formazioni uscite dalla scissione con i grandi si nominano con il nome del loro capo. La cosa
sconcertante che nessuno di questi leader politici ha fatto in modo che questo non
accadesse, ovvero di evitare l'identificazione del partito con i propri nominativi, anzi tutti i
leader parlano sempre in prima persona IO invece che NOI anche durante gli incontri
con gli elettori. I fattori che hanno portato a questa identificazione del nome di partitoleadership sono tanti, sia la mancanza sia di una gara, sia di una concorrenza libera e di una
democratizzazione interna ai partiti. Negli anni 1992- 1994 in tutti gli statuti dei partiti
politici veniva stabilito il diritto di essere eletto soltanto per due mandati come leader del
partito. Dal 1994-1995 i partiti politici hanno cambiato statuto e la regole democratiche della
scelta del capo. Al capo del partito veniva dato il diritto di essere eletti per un tempo
illimitato, cio senza una data di scadenza. Come norma di fatto ha ritardato molto il
processo della riformazione del partito, e ha riabbassato la concorrenza interna. Di
conseguenza in questi ultimi 18 anni di pluralismo soltanto due casi si sono registrati di
cambiamento al leader di partito ma anche questi per ragioni forse non politiche ma di et
avanzata, che sono Godo del PR e Laco del PBL. Altri casi verificatisi sia nel PD che nel PS
per di pi sono avvenuti per colpa della loro perdita elettorale, che per altra ragione- Shehu
dal PD e Nano dal PS. I capi dei partiti, sia quelli fondatori oppure quelli che dirigono il
partito, non pongono il problema del loro mandato che non ha una data di scadenza come
un'emergenza di primo grado, anche se spesso hanno perso le elezioni o hanno subite
spaccature incredibili all'interno del partito. Come lo rivediamo anche pi avanti nelle schede
dei partiti che ho preparato, nel 1999 succede che l'ex premier Fatos Nano d le proprie
dimissioni dal capo di partito in modo del tutto volontario perch assumeva un altro incarico
importante, ma dopo nove mesi lui ha ripreso la sua gara all'interno del partito per rivincere il
posto appena lasciato, vincendola di nuovo per altri 6 anni consecutivi. Ora nelle ultime
elezioni del 2005111 dopo aver perso le elezioni Nano da di nuovo le dimissioni dal capo di
partito per lasciare il suo posto al socialista Edi Rama. Spesso all'interno dei partiti albanesi
si verificato che la scelta per la nomina del leader fosse una cosa formale, perch alla fine
realmente il partito lo dirige il leader tradizionale, quello di sempre. Partendo sempre dai due
partiti pi grandi dell'Albania vediamo che cos come il PS, anche il PD dopo l'arrivo al
potere nel 1992 e la scelta di Berisha come Presidente della Repubblica, ha nominato altri
due leader di partito in modo formale Eduard Selami 1992 e poi Tritan Shehu nel 1995, ma
tutti accettano il fatto che realmente il partito democratico veniva guidato da Berisha. Sia i
democratici che i socialisti solo una volta hanno avuto una vera lotta per il posto di capo del
partito: il PD nel 1991 quando la concorrenza era tra Berisha, Ceka e Hajdari, che finisce con
la vittoria del primo, e il PS nel 1999 tra Nano e il premier che era in quel momento Majko
con la vittoria del primo per una manciata di voti. Nel PS si verific un altro momento di
tentativo di vera battaglia tra i due concorrenti nell'ultimo congresso di partito nel 2005, che
era tra l'ex Presidente della Repubblica Rexhep Mejdani e il sindaco di Tirana Edi Rama.
Tutti e due i concorrenti avevano provato a candidarsi nel congresso del 2003 contro Nano
ma con tentativi falliti. Di fatto nel 2005 loro erano contro Nano, pi che in competizione
contro l'un l'altro. Tutti gli altri esempi di elezione interna al partito, avvengono o con un solo
candidato concorrente oppure, come viene scritto dallo statuto, serve anche un rivale
111) Fatos Nano ha dato tre volte le dimissioni dal capo di partito perch aveva altri incarichi nell'esecutivo, e
con quest'ultima diventano quattro.

39

fantoccio. Gli esempi appena portati non sono altro che il segno di un enorme deficit di
democrazia interna ai partiti.112 I congressi o i parlamenti nazionali dei partiti pi che organi
di grande importanza sia per le elezioni della loro leadership o che per fare il programma
politico, in pratica sono serviti come organi di propaganda politica e mediatica. Spesso le
elezioni interne ai partiti hanno dato la possibilit ai principali candidati della prima classe di
spostare i loro collaboratori stretti in altri posti per sostituirli con gente pi affidabile al loro
fianco. In un ambiente del genere, dove manca la democrazia e la concorrenza tra i candidati
e dove la pressione interna alta, i partiti perdono la loro identit politica cambiandosi in
Partito- Leader. In tutti questi anni il lasciar da parte, o l'espulsione dal partito di diversi
candidati intelligenti, non hanno fatto altro che verificare il tragico fatto della mancanza di
una classe politica con esperienza per governare il paese. Di conseguenza, nel
10anniversario del PD dei 370 fondatori di questo partito era presente soltanto il suo leader;
mentre nel PS dal 1992 dopo dieci anni dalla sua nascita erano rimasti solo due nomi
importanti. I leader tradizionali hanno sempre preferito scegliere dei dirigenti nuovi e senza
conoscenza ed esperienza nel partito, al posto dei loro fondatori che forse avevano pi
esperienza nel partito e negli affari del governo.
I socialisti forse si pu dire che si sono trattenuti un po' di pi in questo ambito,
applicando per la strategia del riciclaggio. Infatti, dai socialisti si verifica sempre il fatto
della rinomina per le incarichi ministeriali o del partito, di individui che prima erano mandati
via da questi posti per mancanza di competenze o abusi di potere. Ma anche dal PD le cose
non cambiano, forse qui invece del riciclaggio con delle vecchie figure, si procede con la
separazione definitiva dai vecchi fondatori accusandoli anche degli sbagli fatti dal governo
per sostituirli con delle nuove figure sconosciute. Di conseguenza, ad esempio, nel 2005 i
democratici avevano tra i 55 candidati per i alti posti sia ministeriali che di partito solo 3
nomi conosciuti come fondatori del partito. Forse mi direte, che questo cambiamento radicale
di facce tra i democratici va letto come una cosa positiva perch cambia l'immagine del
partito, ma va anche ricordato che il partito rischia di perdere il filo conduttore, perch la non
conoscenza del lavoro governativo del nuovo staff pu portare gravi danni per il paese. Di
fatto tute le seconde figure dopo Berisha a partire dal 1991 fino ad oggi non fanno pi parte
del suo staff di dirigenza, alcuni perch lasciati da parte, altri cacciati proprio e altri ancora
separati per fare nascere altre formazioni politiche per poi allearsi o con i democratici stessi o
con i socialisti.113 Questi fatti terrificanti si sono verificati non soltanto nei due grandi partiti
ma anche all'interno di altri schieramenti come ad esempio all'interno del PSD, PR, Pdr,
PDK, ecc, dove nessuno dei secondi riuscito a sopravvivere alle tendenze autoritarie dei
loro capi. Alcuni di loro hanno creato nuovi partiti e altri sono ritornati dai due grandi PD e
PS, mentre una minoranza si ritirata definitivamente dalla scena politica. Facendo una
comparazione tra i due partiti pi importanti in Albania, tra il PS e PD, possiamo verificare
diversi punti di differenziazione tra di loro. Il punto primo riguarda la solidariet e la
collaborazione da parte dei socialisti nei momenti di grande attacco dagli avversari114. Di
fatto nel momento in cui stavano per rischiare di perdere il governo a causa di una loro crisi
interna hanno saputo riunirsi per ritrovare l'integrit della maggioranza. Gli errori forse pi
grandi dei socialisti sono la superbia e l'eccessiva fiducia nelle proprie capacit,
caratteristiche che li hanno portati a perdere le elezioni del 2005. Mentre i democratici sono
112) Alcuni esempi si possono verificare all'interno del PD: 1992davanti al candidato Eduart Selami era Arben
Imami; 1993 davanti al Eduart Selami era Ylli Vejsiu; 1995 davanti ad Tritan Shehu era Ferdinand Xhaferri;
1997 davanti ad Sali Berisha era Pjeter Arbnori;1999 davanti ad Sali Serisha era Uran Butka. Tutti questi
secondi concorrenti nominati ora, venivano avvisati ventiquattro o quarantotto ore prima delle elezioni, e
invece di fare propaganda per se stessi gridavano a favore del candidato principale che sono i primi.
113) Afrim Krasniqi: Partite Politike ne Shqiperi 1920-2006, Tirane, Albania
114) Questa cosa si verificata nel 2001, come ho anche spiegato nei paragrafi precedenti.

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sempre stati caratterizzati da crisi interne, che li hanno portati a perdere diversi collaboratori,
a creare nuovi partiti, ma soprattutto a perdere il governo. Il secondo punto che separa questi
due partiti il continuo processo di creazione degli staff politici. I socialisti sono sempre
stati fedeli alla vecchia forma tradizionale della separazione del potere nelle mani di un
ampio numero di politici. Con questo metodo di mantenere sempre le figure tradizionali nei
vari posti importanti loro hanno creato uno staff politico stabile e con esperienza
parlamentare ed esecutiva. Questo ha permesso ai socialisti di investire tanto in un ampio
numero di individui affidabili e bravi i quali in caso di campagna elettorale o di elezioni
all'interno del partito possano garantire una libera e trasparente concorrenza di individui e
idee. Per, come tutte le cose buone esiste anche il lato negativo di questa medaglia, perch
porta i socialisti verso la crisi di fiducia nei loro confronti e del consumismo pubblico. Il
problema , secondo diversi critici, che i socialisti stanno entrando in un circolo vizioso di
nomi conosciuti, da cui diventa sempre pi difficile uscire. Tale consumismo pubblico delle
figure risulta come mancanza di risorse umane.115 Diversamente dai socialisti, i democratici
seguono la strategia del cambiamento totale delle figure politiche a partire dal 1992, 1993,
1995, 1997,116 1999, 2001 e attualmente nel 2005. Se tra le file dei socialisti possiamo
contare 15 politici rieletti per 3-4 volte come deputati o per 2-3 volte come ministri, tra i
democratici difficile contare un numero del genere. I critici per i democratici ci fanno
capire che la strategia usata dal PD caratterizzata dalla mancanza di fiducia nelle loro
capacit ad avere uno staff stabile che possa guidare il paese. Altra differenza tra i due partiti
pi grandi riguarda la carriera dei loro politici e il numero dei primi ministri che sono usciti
dalla loro maggioranza. Dal partito democratico si possono contare due premier117 e due
Presidenti della Repubblica, mentre i socialisti contano di pi, sei premier e tre PDR.118 Di
questi sei premier usciti dai socialisti ancora quattro di loro sono attivi nelle strutture del
partito, mentre un altro ancora, Ilir Meta, ha formato un suo partito politico ( LSI) come lo
vedremo anche pi avanti nelle schede che ho preparato per ciascun partito. Il ritardo nello
sviluppo dei partiti, la nomina invece che la concorrenza libera dei politici come capi del
partito e altre anomalie, hanno creato un circolo vizioso sia per il loro futuro ma anche per il
sistema politico in generale.
Per concludere il discorso possiamo dire che sia i socialisti che i democratici che sono
i due partiti pi grandi dell'Albania non sono riusciti ancora oggi ad affermarsi come scuole
di pensiero politico sia di socialismo o che di democrazia, di mettere in piedi degli organi
funzionanti, di introdurre dei criteri validi per il meritevole e di garantire una libera
concorrenza. Anzi i due partiti pi importanti, presi come esempi anche dagli altri partiti pi
piccoli, hanno seguito il modello di stampo comunista nell'organizzarsi al loro interno. Le
strutture sono organizzate in modo verticale dove il ruolo del leader rimane lo stesso,
Byroja Politike - il Bur Politico- viene sostituito dalla Kryesia- dal vertice politico -,
Komiteti Qendror - il consiglio centrale- viene sostituito dal Keshilli Kombetarconsiglio nazionale- (KPD), tutti i altri organi del partito sono cambiati in sezioni di partito, e
le organizzazioni di massa in partiti piccoli o gruppi satellitari. Siamo arrivati al punto di
115) Durante gli anni 2002- 2005 i socialisti hanno fatto vedere che il riciclaggio, in nome del unit e della
solidariet socialista, cambiandosi in scopo ha aiutato a formare una stretta collaborazione tra un
strettissimo gruppo di individui, che per con il passar del tempo sono diventati sempre pi padroni della
politica, del partito, del governo, delle istituzioni pi importanti e di una parte della ricchezza nazionale.
116) Soltanto nel 1996-1997 in un anno i democratici hanno cambiato quasi 160 figure politiche i quali a fine
anno cio del 1997 risultavano fuori dalla vita politica.
117) Premier sono stati Aleksander Meksi e Sali Berisha, mentre Presidente della Repubblica, Berisha.e Bamir
Topi che attualmente in carica.
118) Premier socialisti sono stati: Nano, Bufi, Ahmeti, Fino, Majko, Meta; PDR sono stati Ramiz Alia, Rexhep
Mejdani, Aleksander Moisiu.

41

pensare che l'Albania ha rovesciato il comunismo ma non ha rovesciato l'autoritarismo.119 I


capi di partito sono diventati loro proprietari, e il partito diventato solo un mezzo di lavoro
privato. Sabri Godo, che stato per tanti anni capo del partito repubblicano, uno dei critici
albanesi che accusa apertamente questo fatto, che partiti grandi sono stati trasformati in
propriet dei loro capi, e i piccoli che non hanno nessun ruolo politico, sono serviti come
partiti satellite per i grandi. Altri critici nominano questa anomalia come il culto
dell'individuo, cio che il leader del partito diventato proprietario del partito, e nel caso in
cui quest'ultimo venisse cambiato porterebbe come conseguenza immediata la chiusura del
partito azienda. In poche parole siamo arrivati alla conclusione che l'Albania ha superato
una prima fase della transizione, per deve accelerare i tempi per passare la seconda, ma se
non ci sar una democratizzazione interna ai partiti sar difficile cambiare la politica in
generale e di avere uno sviluppo della societ in senso democratico.
Analisi pi dettagliate ancora, che riguardano il meccanismo del sistema elettorale
all'interno dei partiti, che si intravede anche nelle elezioni politiche, ci fanno notare che la
transizione politica per poi passare a quella sociale avviene per causa del malfunzionamento,
o della mancanza di democrazia interna ai partiti. Gli esempi sono numerosi: inizialmente sia
il PD che il PS, e gli altri partiti pi piccoli come dicevo prima, hanno messo per scritto nei
loro statuti la modalit del voto, la libert di pensiero diverso e il mandato limitato del capo
di partito. Hanno sempre accettato come norma di funzionamento interno la decisione che la
maggioranza delle strutture votate dal congresso o parlamento del partito ha preso; hanno
stabilito il diritto per le proposte, per la scelta dei candidati sia per gli organi decisionali che
per i deputati. Ma come sappiamo nessuna di queste norme democratiche rispettata, come
gi visto dalla durata del mandato dei loro capi che non ha un limite di tempo, anche dopo la
perdita delle elezioni; le strutture come il Consiglio o il Congresso del partito sono state
formali piuttosto che vive e reali; la selezione dei candidati sia per deputato che per capo di
governo sempre avvenuta con la nomina dall'alto; stessa cosa anche per la selezione dei
candidati per le elezioni interno al partito. Spesso successo che nel momento del dibattito
tra i due concorrenti per il posto di capo del partito, o non avvenuto oppure, quando il
rivale finto apriva bocca veniva fermato dalle grida dei sostenitori del capo in carica. Si sa
che, chi aiuta il capo, nel controllo totale del partito avr dei meriti in cambio. Seguendo la
modalit della votazione interna secondo lo statuto ci rendiamo conto che manca la libert di
esprimersi, di concorrere liberamente per qualsiasi posto negli organi che compongono il
partito.
Vediamo ora le schede di alcuni partiti che ho preparato per far vedere come sono nati e
sviluppati nel tempo e che ruolo hanno nella politica attuale.
Il partito di Fronte nazionale (PBK)120 fondato nel 1939, si spento con lascesa al
potere dei comunisti e poi rinato nel 1991. Rinasce la tradizione politica del partito ma con
un elettorato dappartenenza ormai invecchiato e ridimensionato dopo i lunghi anni della
dittatura. Attualmente il partito non fa parte del parlamento.
Partito del Lavoro Albanese, il PLSH121, fondato l'8 novembre 1941, ex-partito
comunista, 1941-1948; governa da solo fino al 1991 per poi sparire dalla scena politica. Il
PPSH che non era altro che il PC albanese nasce, secondo gli archivi dello stato, da un
gruppo di 15 intellettuali albanesi riuniti a Tirana. Enver Hoxha, che successivamente sar il
leader del partito, di fatto era semplicemente un ospite in questa riunione. Del gruppo
119) Afrim Krasniqi: Partite Politike ne Shqiperi 1920-2006, Tirane, Albania
120) PBK- Partia Ballit Kombetar, i leader del partito sono stati: Mit'hat Frasheri 1942-'44; Abaz Ermenji
1992-'98; Shpetim Roqi 1999-2004; Adriatik Alimadhi 2004- in corso.
121) PPSH- Partia Punes se Shqiperise

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facevano parte altri due comunisti iugoslavi, Miladin Popovic e Dushan Mugosha. Il primo
era stato liberato dal carcere di Peqin ( citt che si trova al centro dell'Albania) da un gruppo
di partigiani, e l'altro era arrivato appositamente dalla Iugoslavia per aiutare Popovic. Molto
velocemente loro due prenderanno la guida del partito e del movimento antifascista albanese,
seguendo tutte le istruzioni fornite dal loro paese. Dushan Mugova verr ricordato da Enver
Hoxha nelle sue memorie come quello che odiava gli albanesi mentre Popovic come lo
iugoslavo che li amava gli albanesi.122 Il PC albanese dal 1941 fino al 1943 rimasto senza
un suo leader, finch fu deciso a Berat ( citt al sud dell'Albania) che il nuovo segretario del
partito sarebbe stato E. Hoxha. Quest'ultimo come affermer anche nei suoi scritti non aveva
nessuna esperienza al riguardo, non era nemmeno iscritto al partito, era semplicemente un
simpatizzante come tutti gli altri. Inizialmente rifiuta l'incarico visto che non aveva fatto
nulla per meritarlo, ma poi come la storia ci dimostra, lo accett e lo mantenne fino al 1985
quando mor. Il partito comunista stato un Partito- stato per tutto il suo tempo. Il
programma era quello di realizzare il socialismo e il comunismo, di eliminare le differenze
delle classi sociali, quelle tra la citt e campagna. Seguiva passo dopo passo le lezioni di
Marx- Engels- Lenin e Stalin. Il PPSH, che altro non era il PC, aveva come scopo la
mobilitazione e la guida della classe operaia e della campagna contro ogni rimanenza fascista
o di borghesia reazionaria; era per la difesa e l'indipendenza della nazione, per il
rafforzamento della democrazia e del potere popolare; per la crescita economica e la
costruzione del paese. Il partito lottava per la pace democratica nel paese e contro coloro che
volevano la guerra; lottava contro le disuguaglianze razziali; per le libert delle minoranze;
ecc. La sua struttura organizzativa secondo i comunisti si basa sui principi democratici; tutte
le decisioni del partito venivano prese in rispetto alla libert di parola e della libera
discussione dei membri del partito; dopo aver preso le decisioni con l'unanimit dei voti
quelle diventavano obbligatorie ovvero dovevano essere eseguite da tutti i membri del
partito. Infine, gli organi della dirigenza del partito venivano scelti secondo la linea dal baso
verso l'alto, e tutti i suoi membri avevano il diritto di essere eletti o di eleggere.123 Tale
programma del PPSH viene approvato durante il Primo Congresso del partito tenuto il 1948,
e sembra che tutto sia perfetto, visto che spesso il loro programma cita di proteggere i diritti e
le libert della persona, di essere un paese con principi democratici e cosi via dicendo,
mentre nella verit come ben sappiamo era tutt'altro. Il partito attualmente si trasformato in
PS ed uno dei pi determinanti del paese.
Il KKV - Comitato Nazionale dei Veterani- si fondato nel 1957, non una
formazione di pieni attributi politici in quanto formato sotto il regime monopartitico, ma
semplicemente un fiancheggiatore del PPSH.
Il Partito Democratico Albanese (PDSH), fondato il 12 dicembre 1990 da un
movimento di massa ai fini di cambiamenti politici nel paese, primo partito dopposizione
che inaugura il multipartitismo; un partito di centro-destra, membro del Partito Popolare
Europeo. Alle elezioni politiche del 1991, le prime democratiche dopo la caduta del regime
comunista, il partito democratico non raccolse tutti i voti sperati anche perch l'ideologia
comunista era ancora vivente nella mente della gente.124 La politica del PD ai suoi inizi era
guidata da grandi ideali, passione e volont per il cambiamento del paese verso la via
liberaldemoratica. Il PD alle elezioni dell'anno successivo del 1991, ottenne il miglior
risultato della sua storia. Il leader principale del partito, Sali Berisha divenne primo ministro.
Al primo anno di governo il PD per, si confronta con alcuni problemi interni. Di fatto il suo
122) Giornale Albanese Koha Jone, e enjte 8 nentor 2007
123) Afrim Krasniqi; Partite politike ne Shqipri 1920- 2006; Tirane 2006.
124) Il Partito comunista ha vinto le elezioni del 1990 grazie al voto della campagna e periferia del paese.

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leader essendo cresciuto con il comunismo non ritarda a seguire la sua linea conservatrice,
cosa che ai suoi collaboratori non piaceva. La crisi interna del partito di fatto si registrer sia
nel periodo del opposizione sia nella fase di governo. Il primo partito creato dalla scissione
del PD viene datato gi dal 1992 ed il Partito di Allenza Democratica (PAD), con leader
Neritan Ceka, un partito nato con grandi ideali. Si collocato tra i partiti centrista liberale,
che per con il tempo lo perde questa sua identit iniziale diventando sempre meno
concorrente sulla scena politica. La causa principale della sua perdita di credibilit politica
stata non solo la rivalit tra membri e leader del partito ma anche la lunga alleanza stretta con
i socialisti. Di fatto questo partito come anche altri partiti piccoli La Destra Riunita, l'Unione
Democratica, Il Partito dell'Unita Nazionale, La Democrazia Sociale, il Movimento per i
Diritti Umani, ecc, sono tutti partiti creati in questi ultimi 15 anni, in base agli accordi
stabiliti tra i loro leader e i leader dei due partiti pi grandi dell'Albania, il PD e il PS. Tutte
queste forze partitiche non hanno una loro storia da raccontare perch nascono e muoiono
secondo le esigenze degli grandi. Un altro momento difficile per il partito democratico si
ripeter nel 1995 quando l'Unione Socialdemocratica (BSDSH) si staccher dal partito
uscendo per conto suo. Nel 2000 si staccher l'ultima ala del PD, Genc Pollo, che era uno dei
pi stretti collaboratori di Berisha formando una nuova formazione il Pdr ( Partito
democratico nuovo). Questi esponenti importanti decidono di lasciare Sali Berisha perch
erano in polemica con la sua linea dirigista.
Andando pi avanti negli anni, come dimostrer anche nel prossimo paragrafo con le
elezioni politiche, il partito democratico anche se perde molto negli anni cerca di avere un
peso politico abbastanza dominante, conservando la sua centralit nella destra dell'asse
politico. Anche se il partito riamane fermo nei suoi ideali, la sua leadership costretta ad
aprirsi alla nuova vita sociale, cerca di cambiare la sua immagine diventando pi credibile
agli occhi dei suoi elettori e dei osservatori stranieri che vengono a monitorare il paese. Il
partito cerca di tenere presente le promesse fatte al popolo e di seguire il nuovo programma125
elettorale entrato in vigore ad aprile 2005. Va anche detto per, che il PD, anche se ha cercato
di inserire al suo interno nuovi esponenti istruiti e con grande esperienza conquistata nei
paesi occidentali, rimane al fatto che la sua struttura organizzativa non mostra grandi
cambiamenti. Il partito composto a livello centrale da questi organi fondamentali: Consiglio
Nazionale eletto dal Congresso Nazionale ( che vota anche il leader ed il segretario) del
partito, la direzione ed il segretario. Tale composizione verticale centralizzata non d spazio
alle iniziative degli organismi locali del partito, allargando sempre di pi il distacco dal
vertice degli elettori. La cosa principale che va ricordata su questo partito come un po' anche
per gli altri tranne alcune eccezioni come il Partito repubblicano o il Partito socialista, che
il suo leader non ha un tempo di scadenza per essere rieletto, cosa che comporta un grande
deficit di democrazia interna. Vediamo in dettaglio quali sono state le sue figure pi
importanti dal 1990 fino ad oggi:
Tavola n9: I leader del PD negli anni
Nome

Anno

Nota

AZEM HAJDARI

1990- 1991

Tra i primi fondatori del partito, era anche capo della


commissione che decideva le elezioni del leadership
del PD.

ALEKSANDER MEKSI

1991- 1991

E' stato eletto capo di partito il 12 di febbraio '91, e


dimesso dopo due giorni.

SALI BERISHA

1991- 1991

Il nuovo eletto il 14 di febbraio del 1991.

SALI BERISHA

1991- 1992

Leader del PD

125) Approvato a Tirana il 12 dicembre 1990.

44

EDUART SELAMI

1992- 1995

TRITAN SHEHU

1995- 1995

TRITAN SHEHU

1995- 1997

GENC POLLO

1997- 1997

SALI BERISHA

1997- IN CORSO

Segretario generale del PD


Segretario generale del PD
Leader del partito

Fonte: Afrim Krasniqi; Partite politike ne Shqiperi 1920- 2006; Tirane 2006, Albania

Sali Berisha ha lasciato il suo incarico, come si pu notare anche dalla tabella,
soltanto negli anni in cui esercitava altri poteri, come ad esempio quando stato Presidente
della Repubblica. Anche se non era direttamente il capo di partito continuava ad avere un
grande influenza al suo interno. Nello statuto del partito ci sono delle norme create
appositamente in funzione della leadership, per conservare la sua permanenza al vertice del
partito. Una di quelle norme, come ho ricordato anche prima, quella che non ci sono limiti
di tempo per la sua rielezione, di fatto come si pu notare dalla tabella dal 1997 fino ad oggi
il capo di partito democratico ancora Sali Berisha. Questo fatto allarmante si pu constatare
anche con le elezione del nuovo Presidente della Repubblica in quanto giravano voci che
Berisha avesse affidato questa carica al deputato Bamir Topi soltanto per non averlo come
rivale durante le finte elezioni libere per l'incarico di leader del partito. Un altro dato
sconcertante che non sono consentiti, con norma scritta le frazioni all'interno del partito in
quanto possono causare delle spaccature all'interno,126 svigorendo il partito stesso; ed infine,
non ci sono distinzioni fra il potere del partito e potere del governo nel caso in cui il partito si
trovi al governo.127 Attualmente il PD si trova al governo dal 2005 fino al 2009, quando ci
saranno le nuove elezioni.
Il Partito Repubblicano Albanese (PRSH) nato e diretto dallo scrittore
albanese Sabri Godo nel 1990, alla fine del regime comunista. E' un partito conservatore,
membro dell'Alleanza per l'Europa delle nazioni, la federazione di partiti europei di destra,
alla quale aderisce anche l'italiana Alleanza Nazionale. La sua vita politica stata abbastanza
movimentata, con grandi alti e bassi, a volte partecipativa al governo e a volte no, cercando
sempre di avere un suo elettorato di fiducia. Come tutti i nuovi partiti appena formati anche i
repubblicani nel 1991 cercano di creare delle strutture provvisorie sparse su tutto il paese.
Cominciano a stampare un proprio giornale che si intitolata Repubblica (Republika)
conquistando cosi altri elettori.128 Durante le legislature tra il 1990 fino al 1997, il partito
repubblicano non ha ricevuto dagli elettori grande sostegno, anzi ha ottenuto dei risultati
deludenti. Ci chiediamo il perch visto che come partito appena nato forse poteva
considerarsi come quello di terzo polo. La sua sconfitta, secondo diverse analisi fatte da
politologi albanesi, avvenuta per diversi motivi: il prima quello di non essere riuscito a
creare la sua identit politica; il secondo che spesso si era visto allearsi con uno o l'altro
partito grande e mai concorrere da solo;129 il terza, che ha fatto perdere di pi al partito stato
126) Secondo lo statuto del partito, (V parte, art. 50- 52), esistono soltanto le commissioni di controllo per le
elezioni politiche, ma non organi di controllo per il partito stesso.
127) PD: http://www.partiademokratike.al/statuti.htm#4
128) Questo giornale ha dato un grande aiuto al partito, dandogli pi credito alla sua immagine e peso che
aveva in realt.
129) Nelle elezioni del 1990, nel momento cruciale della crisi politica, il capo di partito repubblicano Sabri
Godo propone l'idea di mettere in piedi un Consiglio di Presidenza, che pero andava a favore del comunista
Ramiz Alia. S. Godo, come se l'idea appena lanciata non gli bastasse, continua a lanciare al pubblico il
messaggio di votare pro Ramiz Alia per il posto di presidente della Repubblica, cosa che ha fatto arrabbiare
molto i membri del PD, perch il repubblicani si erano affiancati ai democratici fino a qualche mese prima
per rovesciare il sistema comunista. Il leader repubblicano nelle elezioni del 1997 era in coalizione con i

45

la crisi interna; la quarta ragione delle sue sconfitte che il partito non mai stato in grado di
offrire una alternativa politica appetibile per il futuro; e per ultima che, il poco elettorato
che si era identificato con il patito perdendo la sua identit si disperso tra le altre
formazioni politiche. A partire dalle elezioni del 2001 per poi continuare con le ultime del
2005, grazie anche al nuovo sistema elettorale, il PR sembra diventato il terzo partito
albanese. Questo ampio consenso frutto del nuovo accordo con il PD. I repubblicani,
infatti, hanno dato vita alla coalizione Alleanza per la Libert, Giustizia e Solidariet
(Aleansa pr Liri, Drejtsi dhe Mirqenie), composta insieme a Partito Democratico nuovo
(PDr), Partito Democratico (PD), e Partito Democristiano (PDKSH). I repubblicani hanno
avuto dalla nascita fino al 1997 come leadership Sabri Godo, ma dopo la vicenda del 1997
quando quest'ultimo che era in alleanza con PD si stacca per mettersi insieme alla coalizione
della sinistra, creando una forte crisi interna al partito, decide di dare le proprie dimissioni
per lasciare il posto al leader attuale Fatmir Mediu. Tale gesto compiuto da Godo viene letto
come un atto di democrazia politica all'interno del partito.130 Il suo successore ha ripreso
l'alleanza con i democratici diventando il loro partito di fiducia. Indipendentemente
dai
posti occupati in parlamento o al governo il partito repubblicano continua a trovarsi in una
fase critica. Il PR deve sia continuare a lavorare sull'identit politica per diventare un vero
partito concorrente sulla scena politica, ma anche di rafforzare le sue strutture e soprattutto di
riconquistare il rapporto di fiducia perso da anni con il proprio elettorato. Se il partito non
riesce a cambiare in questi sensi allora la sua fine sar veloce, perch rimarr sempre come il
partito Jolly a disposizione dei due partiti pi grandi il PD e il PS. 131 Attualmente si trova al
governo al fianco del PD.
PDKSH132 - il Partito Democristiano Albanese si fondato l'11 dicembre del
1991 da un gruppo di intellettuali, studenti e altri cittadini con grande tradizione
democristiana. Molto velocemente cresciuto come partito diventando sempre pi presente
nella vita politica del paese. Viene presentato come partito anticomunista, occupando cosi
sull'asse politico il posto di destra centrale. Il PDK si presenta in tutte le lezioni locali e
politiche dal 1992 fino ad oggi cercando di aumentare di numero in parlamento. Dal 1993
fino al 2002 il suo leader stato Zef Bushati il quale per dal 1991 fino al 1993 era
sottosegretario del partito repubblicano. Dopo le elezioni del 2001 il partito sotto la guida
del nuovo leader Nikolle Lesi,133 che era de facto in coalizione con i socialisti, ma che dal
2005 entra a far parte della coalizione di destra, che governa il paese. Le liti personali tra i
due leader del partito democristiano e quello democratico, Lesi e Berisha, hanno portato il
PDK fuori dalla coalizione governativa. Le cose cambiano di nuovo dal 2006 perch il
partito ha eletto un nuovo leader, Nard Ndoka, e anche perch alcuni suoi membri sono
passati sotto la bandiera blu del PD. Il Partito democristiano composto da questi organi: il
Congresso Nazionale del partito che viene riunito ogni quattro anni per scegliere il suo leader
di partito;134 il secondo organo del partito e la Direzione nazionale; il terzo la Leadership;
poi il Segretario del PDKSH; ed infine la Commissione nazionale per la tutela dello statuto,
(Art. 29 dello statuto: The central bodies of the CD are as follows: 1.The Congress of the
Party, 2.The National Council of the Party, 3.The Chairman, 4.The Chairmanship of the
CDP; 5.The National Commission of Statutory Guarantees). Lo scopo principale del partito
democratici. Visto la crisi politica di quell'anno loro pensano di staccarsi da loro per avvicinarsi sempre di
pi ai socialisti, cosa che di nuovo ha fatto arrabbiare i membri del partito creando cosi una crisi interna.
130) Godo tra i primi leader che da le proprie dimissioni da capo di partito volontariamente.
131) Afrim Krasniqi; Partite politike ne Shqiperi 1920- 2006; Tirane 2006, Albania.
132) http://www.pdkdiaspora.com/
133) Nikolle Lesi era nello stesso tempo anche caporedattore del pi grande quotidiano albanese Koha Jone.
134) http://en.wikipedia.org/wiki/Christian_Democratic_Party_of_Albania#cite_note-0

46

rimane quello di diventare la terza forza principale della scena politica in Albania, superando
sia il partito repubblicano che il partito democratico nuovo. Di fatto, continuando con questi
ritmi forse il PDK diventer un serio problema anche per la destra in quanto dovr fare delle
scelte pi mirate per comporre la coalizione vincente nelle prossime lezioni (aprile 2009). I
democristiani si stanno preparando ad aumentare sempre di pi la loro organizzazione
interna, con delle strutture elettorali effettive e soprattutto efficienti sia al centro che al sud
del paese. Infine per, tutto dipender anche dalla capacit dei propri deputati di agire in
parlamento. In questo momento fa parte del governo albanese.
Il Partito Socialista Albanese135 (PSSH) nato il 13 giugno 1991, quando il
Partito del lavoro albanese tenne il suo X Congresso nazionale per dare fine al PPSH e
formare il nuovo PS. Il nuovo partito sceglie un suo staff di intellettuali, individui senza
grande potere nella vita politica precedente, mentre come leader si scelto Fatos Nano. 136 Il
partito socialista doveva riorganizzarsi in fretta per sopportare il peso della nuova forza
politica, il PD, che stava crescendo con ritmi insostenibili. I socialisti appena riformati
ricevono due colpi duri nel 1992; uno il passaggio all'opposizione, l'altro che viene
arrestato il loro leader Fatos Nano. Il primo colpo si rivelato micidiale per i socialisti i quali
non erano abituati a condividere la scena politica con altre forze e a seguire certe norme
democratiche. Loro hanno continuato a essere gli estremisti di sempre. Spesso non hanno
saputo sfruttare certe occasioni)137 che gli venivano offerte dalla mancanza di gestione del
potere del PD, ricordando che, anche quest'ultimo era giovane di carriera politica, privo di
esperienza politica. I socialisti per, si sono risvegliati nel 1996-1997 facendosi portavoce
della grande massa, quando Berisha con i democratici diventava sempre pi autoritario ed
ermetico nei confronti delle altre forze politiche, portando il paese verso il collasso totale. Di
fatto i socialisti vinsero nel 1997, le elezioni anticipate, per nelle successive del 2001
sbagliarono tattica. La crisi interna, gli alti e bassi del governo, la mancanza di una strategia
politica in relazione con i loro alleati di coalizione e la loro incompetenza politica, li port
nel 2004 ad una grande scissione del partito. Dal gruppo si stacca definitivamente l'ex primo
ministro, forse il pi bravo di quella legislatura, Ilir Meta, il quale form un suo partito
LSI.138 Subito dopo il PS prese la strada dell'opposizione. I socialisti, anche se si considerano
un partito rinnovato, tante cose hanno ereditato dal vecchio PPSH come ad esempio: la classe
dei militanti veterani; il metodo dell'organizzazione perfetta; l'odio ideologico nei confronti
della ex classe dirigente durante sia la seconda guerra mondiale che il comunismo; avere il
potere senza confini economici.139 I rinnovati socialisti nel tentativo di governare il paese
hanno cambiato ottanta ministri in otto anni; durante la crisi del 2001- 2002, hanno formato e
sciolto tre - quattro formazioni governative. Stanchi di esercitare il potere, con le stesse
strutture nel partito, parlamento e governo; accusati di corruzione e grandi abusi legislativi;
spaccati dalla brama per il potere assoluto, tutti questi punti hanno reso il PS l'unico nel suo
genere, perch il partito passa all'opposizione nel 2005 a causa della sua incompetenza
nell'amministrare il potere assoluto che il suo elettorato gli affid durante le elezioni del
2001.140
135) http://www.ps.al/
136) Fatos Nano non era una nuova figura politica. Lui era stato vice ministro durante l'ultimo governo del
PPSH 1990.
137) Come ad esempio nel 1994 il democratici persero il referendum per la costituzione nuova.
138) LSI- Levizja Socaliste per Integrim.
139) Gazeta Koha Jone, e Shtune 26 qeshor 1993.
140) Afrim Krasniqi; Partite Politike ne Shqiperi 1920-2006, Historia dhe tiparet e partive, parlamenteve dhe
te zhvillimeve politike. Tirane 2006, Albania.

47

Mentre i democratici hanno perso a causa del loro leadership nel 1997, nel 2005 i
socialisti persero a causa della loro spaccatura interna. Con la seconda volta all'opposizione i
socialisti come anche tutti gli altri partiti sono alla ricerca della loro identit politica. Al loro
interno ci sono tanti gruppi con diverse idee politiche. Esistono sia quelli di vecchia data che
i nuovi senza esperienza ma con la visione chiara per il futuro, gli manca per, il terzo
gruppo, quello di filosofi e ideatori politici. Nella tabella sottostante vediamo in dettaglio
quali sono stati i capi del partito e i segretari generali dal 1990 fino ad oggi.
Tavola n10: I leader e/o segretari del PS
Anno

Nome

1990- 1991

RAMIZ ALIA ( primo segretario del PPSH)

1991- 1991

XHELIL GJONI (segretario della commissione centrale del PPSH)

1991- 1999

FATOS NANO (capo del partito)

1999-1999

PANDELI MAJKO (segretario generale del PS)

1999- 2005

FATOS NANO (capo del partito)

2005- 2005

GRAMOZ RUCI ( segretario generale del PS)

2005- in corso

EDI RAMA ( capo del partito)

Fonte: Afrim Krasniqi; Partite politike ne Shqiperi 1920-2006, Historia dhe tiparet e partive,
parlamenteve dhe te zhvillimeve politike; Tirane 2006

Il partito socialista deve scegliere per il futuro se rimanere con la politica del rifiuto
(1992-1994), con la speranza che l'avversario sbagl (1995-1996) oppure la strada della
creativit che produce cambiamento, rinnovo e fiducia nel cittadino per la sua nuova offerta
politica. I primi passi della nuova strada di creativit i socialisti li hanno compiuti con il loro
nuovo leader di oggi Edi Rama. Quest'ultimo ha rinnovato il partito creando nuove strutture
con poteri pi allargati e democratiche al loro interno, ha riformulato lo Status del partito
dando pi credibilit e fiducia al leader e suoi membri.141 Con tutti i suoi alti e bassi il partito
socialista rimane uno dei partiti pi grandi dell'Albania. Insieme ai democratici attualmente
forma il bipolarismo albanese.
PSDSH142 - Partito socialdemocratico albanese - fondato il 22 aprile del
1991 da un gruppo di nuovi dirigenti politici comunisti, con dirigente Sknder Gjinushi,
ministro dell'istruzione tra il 1987 ed il 1992, nel periodo cio in cui l'Albania inizi la
transizione dal regime comunista alla democrazia. Accanto a questa figura conosciuta dagli
albanesi si sono affiancati altri nomi importanti come attori della Tv, Teodor Laco, o il rettore
della facolt di agraria, oppure grandi storici come Paskal Milo. La nascita del partito e la sua
annunciazione come partito di centro sinistra stata accolta con entusiasmo dagli elettori. La
nuova formazione ha portato un nuovo programma, seguendo il modello dei
socialdemocratici tedeschi. Tutto era basato sul cambiamento del sistema politico; a favore
delle politiche sociali; dell'unit nazionale; per l'aiuto delle classe pi povere ed infine, per le
grande riforme economiche. I socialdemocratici con Gjinushi,143 si erano proposti al
pubblico come l'ala pi liberale vista la chiusura ermetica dei comunisti e la loro incapacit
di continuare a governare. I PSD vengono appoggiati non solo dai cittadini ma anche dai
democratici i loro alleati stringendo una forte alleanza nel '92 e dandogli un nuovo peso
politico. La loro stretta amicizia finisce nel 1994 quando il PD passa all'opposizione,
provocando cos una grande crisi interna al partito socialdemocratico. I socialdemocratici si
141) http://www.ps.al/
142) http://www.psd-al.org/
143) Gjinushi nell'ultima legislatura dei comunisti era stato parte di loro.

48

spaccano e si forma un nuovo ramo chiamato L'unione dei socialdemocratici144. La nuova


formazione appena uscita per conto proprio accusa Gjinushi di aver guidato il partito
secondo la metodologia comunista. Il PSD dopo la chiusura con il partito democratico si
avvicina al PS ma con scarso risultato perch i leader, Nano- Gjenushi, non vanno d'accordo.
Altra crisi interna al partito si registra nel 2003 quando viene a formarsi il nuovo partito
Democrazia Sociale.145 Nelle elezioni del 2005 il partito socialdemocratico riuscito per, ad
imporsi ai socialisti come alleato strategico, vincendo pi seggi di tutti gli altri partiti di
sinistra. Attualmente il PSD un partito importante in quanto esprime una grande capacit
del loro leader di sempre, di fare coalizione pur con una scarsa consistenza numerica. Se
sono ancora vivi nella scena politica grazie all'abilit di fare bene i conti in tavola per
vincere le elezioni, ma anche loro come i Repubblicani se non cercano di strutturarsi e avere
una consistente fetta di iscritti rischiano di perdere le prossime elezioni politiche.
OMONIA146 -Unione Democratica della Minoranza Greca- fondata nel 1991
grazie anche all'appoggio della Grecia. Con l'avvio del pluralismo la minoranza greca, che si
trova maggiormente al sud dell'Albania, ha pensato di formare un suo partito come portavoce
delle sue richieste, come la difesa dei loro diritti come minoranza etnica. Come tutte le altre
giovani formazioni anche Omonia147 inizialmente era senza esperienza e tradizione politica,
sia in relazione con lo stato che con la societ, ma che molto velocemente si riveler
un'organizzazione di grande dibattito politico. Ha concorso nelle elezioni del 1991 vincendo
dei seggi con candidati mai conosciuti prima. Di fatto, i deputati del partito una volta finito il
mandato, sono spariti dalla scena politica. Nel 1992 sia i socialisti che i democratici rifiutano
il riconoscimento legale di questa formazione come potenziale partito per le elezioni
politiche, visto che rappresentava solo la minoranza greca in Albania. Cos, sotto la pressione
anche delle forze internazionali ha dovuto cambiare nominativo da Omonia a partito del
Unione per la Difesa dei Diritti Umani (PBDNJ). Il nuovo partito stringe spesso alleanza sia
con il PD che con i socialisti, ma la sua caratteristica che si lega a loro dopo le elezioni.
Anche se, come partito sparso su tutto il territorio albanese rimane il fatto che simboleggia
di pi la minoranza greca, visto il continuo sostegno dei politici greci. Il PBDNJ anche se
manca di una struttura vera e propria di partito continua a essere attivo nella vita politica del
paese.148
Partito Movimento per la Legalit (PLL) si fondato nel 1992, sostenitore della
monarchia, e dell'unione nazionale. Il PLL come partito di vecchia data ma costretto a
vivere in esilio dopo la seconda guerra mondiale.149 Tornati dalla diaspora e non conoscendo
la dura realt politica in quell'anno i monarchici non hanno potuto formulare una strategia
per vincere le elezioni. Lega Zog, l'ex Re d'Albania, appena tornato nel 1994 in paese viene
cacciato subito dopo due ore dall'arrivo nel paese. Nel 1996 viene rifiutato dai democratici
come partito di alleanza; poi nel 1997 Berisha cerca di sfruttare la loro presenza ma non ci
riesce comunque. L'amicizia si perde definitivamente quando Lega Zog vuole tornare al
trono. Subito dopo questa dichiarazione ufficiale dell'ex Re, che chiede il suo riconoscimento
come Re di Albania, i socialisti e i democratici hanno deciso quale sarebbe il destino di
questo partito. Di fatto se il PLL non cambia, sia organicamente che di programma sar
144) "http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Socialdemocratico_d%27Albania
145) Afrim Krasniqi; Partite politike ne Shqiperi 1920-2006, Historia dhe tiparet e partive, parlamenteve dhe
te zhvillimeve politike; Tirane 2006, Albania
146) Janusz Bugajski; Political Parties of Eastern Europe: A Guide to Politics in the Post-Communist Era;
Pubblicato da M.E. Sharpe, 2002
147) Il primo leadership del partito era Sotir Qiriazati
148) I capi del partito sono stati: Vasil Melo, 1992- 2002; Vangjel Dule, 2002- in corso
149) I comunisti arrivati al potere hanno costretto tutti i avversari ad andarsene in esilio, compresi loro.

49

difficile trovarlo nelle prossime elezioni politiche.150 Il leader attuale del partito Eqerem
Spahia, dopo che per sette anni lo ha condotto Guro Durollari.
Partito Agrario Ambientalista ( PAA) stato fondato nel 1991 con il nome di
Partito Agrario d'Albania, con lo scopo di rappresentare le istanze del mondo rurale nelle
prime elezioni pluripartitiche dell'Albania. Pu essere considerato come un partito di centro
riformista. Alle elezioni del 1991 e del 1992, crollato ormai definitivamente il regime
comunista, miglior il proprio risultato di poco. A partire dal 1997, il partito riusc ad entrare
in parlamento a fianco del nuovo governo a guida socialista (PSSH) con Lufter Xhuveli,
leader e fondatore del partito dal 1992, che divenne Ministro dell'Agricoltura, per poi
continuare a migliorarsi nel 2001. Nelle ultime elezioni del 2005, per la prima volta il PAA
ha cambiato alleato, andando con i democratici, creando un grande danno ai socialisti.
PUK - Partito dUnita Nazionale - fondato nel 1991, guidato da Ledajet Beqiri.
Tale partito non ha una sua storia da raccontare visto che fa parte di quel gruppo di partiti
piccoli che vengono usati dai grandi per avere la maggioranza parlamentare.
PAD151 - Partito di Alleanza Democratica- fondato nel settembre del 1992 da
Neritan Ceka; inizialmente era considerato un modesto partito liberale moderato, che per
con il passar del tempo svanisce. Perdo non soltanto tale identit primaria ma anche la sua
forza per diventare un vero partito di rilevanza politica. Spesso non ha saputo gestire le sue
carte. Il suo sfruttamento da parte dei socialisti per vincere le elezioni, ha comportato una
crisi interna e la perdita di fiducia nei suoi confronti.
BSDSH - Unione dei Social-Democratici- fondato nel 1995, da dissidenti del
PSDSH, un partito irrilevante per la scena politica attuale: il BDKSH - Unione dei
Democristiani- fondato nel 1995, formato dai dissidenti del PDKSH, anchesso irrilevante; il
LD - Movimento per la Democrazia- fondato nel 1997, nato dalla seconda scissione del
PDSH;
PDr Partito Democratico Nuovo- fondato nel 1999 dallultima scissione del
PD,152 presente in parlamento dal 2001 e nella legislatura in corso con leader Genc Pollo. Il
partito stato definito come un partito conservatore. La sua nascita ha fatto credere che
potesse essere considerato come un terzo partito importante visto la dura separazione che era
avvenuta dal PD, ma non stato cos. Il partito non ha potuto fare grandi passi, sia a causa
della crisi interna che ha portato la creazione di una nuova forza politica, sia per i duri
attacchi da parte del PD e PS.
LSI - Movimento Socialista dIntegrazione - fondata nel 2004 dalla forte
scissione del PSSH diventa subito protagonista della scena politica. La sua nascita avvenuta
non solo a causa della mancanza di democrazia interna al PS ma anche a causa delle
ambizioni politiche che il suo leader Meta e di altri deputati che vanno con lui avevano
150) Afrim Krasniqi; Partite politike ne Shqiperi 1920-2006, Historia dhe tiparet e partive, parlamenteve dhe
te zhvillimeve politike; Tirane 2006, Albania.
151) http://it.wikipedia.org/
152) Durante l'elezione del capo di partito democratico la dura lite tra Sali Berisha e Genc Pollo ha portato alla
loro separazione e la ritirata di altre figure importanti dal PD i quali poi hanno formato il nuovo partito
democratico nuovo.

50

riguardo il potere di governare il paese. Cosi come il partito democratico nuovo, anche il LSI
ha portato elevati costi al partito madre del PS. La nuova formazione un partito che va
analizzato attentamente perch ha comportato una novit per il pluralismo albanese, visto che
il suo leader presentandosi da solo all'elettorato ha vinto con grandi risultati, battendo i due
pi grandi. Gli ultimi due partiti sonno rappresentati da leadership di nuova generazione e
riflettono una maggiore democrazia interna in confronto ai rispettivi partiti dorigine. Di fatto
tra i due partiti pi grandi albanesi il PD e PS oggi non c' grande differenza. La mancanza di
democrazia interna ha comportato un conflitto di idee, la separazione definitiva tra le madri e
la creazione di nuove forza politiche. Oggi succede il contrario tra la societ e la politica
albanese perch se la prima, cio le famiglie, non vuole avere tanti figli, i partiti politici
amano essere numerosi.153 Attualmente i partiti politici sembrano in pratica essere propriet
di un gruppo di persone, e anche se in teoria non dovrebbe esistere una cosa simile, tutto pu
succedere in questo paese. La loro organizzazione non lascia spazio ad un'opposizione
interna. In tutte le democrazie avanzate dell'Europa, il capo di partito ha un ruolo importante
per il successo o il non successo del partito che guida, mentre in Albania il leader del partito
ha lo stesso potere di quello del partito unico in cui i loro membri hanno solo due scelte da
fare: o di sottostare alle loro regole o di uscire fuori dal partito. Con il pluralismo si credeva
che i nuovi partiti formati fossero finalmente spogliati delle vecchie ideologie politiche,
mentre in verit si sta constatando li contrario, perch sempre pi spesso l'elettorato
indipendente trova le porte chiuse.
Cosa sta cambiando allora? Nel 1991 il PPSH, vista la gravit della situazione,
lanciava il messaggio al suo elettorato che era arrivato l'ora di rinnovarsi come partito.
Dovunque si sentiva solo questo slogan: noi siamo rinnovati; noi abbiamo il diritto di
rinnovarci, e fin qui le cose vanno bene anche per noi, perch era arrivato il momento di
cambiare pagina, ma il problema dopo sta al fatto che, chi li controlla questi attori rinnovati.
Ogni cosa nuova ha un suo prezzo da pagare, e i rinnovati devono pagare con l'eliminazione
della vecchia mentalit. All'Albania, come ho sempre sostenuto, serve gente con le capacit
manageriale, di saper governare il popolo, ha bisogno di una seconda fase di
democratizzazione, a partire dall'interno dei partiti politici, cosa che fino ad ora non si
verificata.
CAPITOLO V
1.5 Sistemi elettorali e comportamento elettorale
Negli ultimi quindici anni, in vari paesi europei si sono avute una serie di riforme che
hanno portato, nella maggior parte dei casi, ad un cambiamento dei sistemi elettorali.
Lelemento centrale di queste riforme attuate dato dalluso di diverse formule elettorali che
contemplano l'introduzione di nuove regole per la formazione delle liste e per lassegnazione
dei seggi. In questa ultima parte del primo capitolo mi prefiggo il compito di dare un quadro
specifico delle formule elettorale usate in Albania nelle ultime elezioni dal 1991 fino al 2005.
Come si pu notare anche dalla tabella sottostante con il sistema elettorale cambiato anche
il numero dei rappresentanti in parlamento.
Tavola n11: Le elezioni politiche tenutesi in Albania dal 1991 fino al 2005
Data Elezioni

Legislatura

Note

1991

XII

Prime elezioni libere, 26 distretti elettorali con collegi uninominali.

153) Contando solo i partiti usciti da PD e PS siamo arrivati in 6-7 nuove formazioni.

51

Viene approvato il sistema maggioritario a doppio turno.


1992

XIII

100 deputati vengono eletti nei collegi uninominali con sistema


elettorale a doppio turno e il restanti 40 eletti con il proporzionale.

1996

XIV

115 deputati eletti con il maggioritario a doppio turno e i restanti 25


con il proporzionale.

1997

XV

115 deputati eletti con il maggioritario a doppio turno e i restanti 40


con il proporzionale.

2001

XVI

100 deputati eletti con il maggioritario a doppio turno e i restanti 40


con il proporzionale.

2005

XVII

100 deputati eletti con il maggioritario a turno unico e i restanti 40 con


il proporzionale.

Fonte: http://www.geocities.com/ga57/albania/albania.html#PLD

Viceversa dalla tabella sottostante possiamo constatare un altro dato curioso


riguardante le prime elezioni pluralistiche che si sono evolute secondo un sistema
maggioritario, ereditato per dal sistema comunista. Di fatto nel 1991 viene favorito molto il
partito Socialista che altro non era, come ben sappiamo, il Partito di Lavoro in quanto esso
teneva ancora sotto controllo le leve sia del potere politico, economico, che la direzione dei
mezzi di comunicazione. Tutto ci succede anche perch i partiti d'opposizione erano nati da
pochi mesi.
Tavola n12 - I risultati elettorali. Anni 1991-2001.
1991

1992

1996

1997

2001

SEGGI

SEGGI

SEGGI

SEGGI

SEGGI

56,2

169

25,7

38

20,4

10

52,7

101

41,5

73

38,7

75

62,1

92

55,5

122

25,8

29

36,8154

32

PLL

3,3

36,8

PBK

3,1

PS
PD

PR

1,8

2,1

2,3

36,8

5,7

2,4

36,8

0,8

36,8

5,1

2,5

3,7

2,8

2,6

0,8

2,6

2,8

2,5

BLD

PDR

PSD

4,4

1,5

0,7

2,9

PBDNJ
PAA

0,1

0,6

_
_
_

AD

PDK

Independenti

1,2

2,5

2,8

ALTRI

2,5

1
_

1,3

3
_

_
4,2

3
3
_
2
_

154) I partiti politici di destra hanno formato la coalizione Uniti per la Vittoria composta da
PDSH+PLL+PRSH+PBK dove insieme hanno preso 47 seggi.

52

TOTALE

250

140

140

155

140

PBK: Partito della parte anteriore nazionale albanese; PLL: Movimento del partito di legalit; BLD:
Unione democratica liberale; PDR: Partito democratico riformato; PSD: Partito democratico sociale
dell'Albania; PBDNJ: Partito del sindacato dei diritti dell'uomo; PAA: Partito agrario dell'ecologo (partito
agrario precedente dell'Albania, PASH); PDK: Partito democratico cristiano dell'Albania.
Fonte: la CCE. Archivio, elezioni elettorali 1991-1997
Tavola n13: Coalizioni schierate nel corso delle elezioni del 29 giugno 1997
Coalizione

Voti

%Voti

Seggi

% Seggi

1 PASH+PMDNJ+PSDSH+PSSH

805.750

61.60

118

76.0

2 BSDSH+PDSH+PDKSH+PLL+PUK

393.764

30.86

30

19.0

3 BK+LD+PDDSH+PRSH

75.905

5.80

2.0

Fonte: Giovanni Armillota: Breve Storia dell'Albania

La nuova legge elettorale del 1992, approvata il 4 di febbraio, prevedeva la


formazione di un parlamento composto da 140 deputati, di cui 100 erano eletti secondo il
sistema maggioritario con lista uninominale. In ogni circoscrizione elettorale era considerato
vincitore il candidato che al primo turno elettorale otteneva il 50% + 1 dei voti validi. Nel
caso in cui nessuno dei candidati avesse ottenuto tale risultato era previsto un secondo turno
di ballottaggio tra i due candidati meglio piazzati al primo turno. Nello stesso tempo, al
fianco della lista uninominale, ogni partito poteva presentare i propri candidati in una lista
plurinominale per la ripartizione dei 40 seggi rimanenti in base alla percentuale dei voti
ottenuti da ogni partito nel primo turno elettorale. Questa ripartizione era prevista dalla legge
elettorale, per solo per i partiti che passavano la soglia di sbarramento del 4% dei voti validi
a livello nazionale. Con il sistema elettorale del '92 si credeva che la rappresentanza dei voti
dati dagli elettori al nuovo parlamento fosse assicurata. Nello stesso tempo si pensava che, la
possibilit di un frazionamento delle forze politiche, che poteva impedire la formazione di un
governo stabile, potesse essere evitato con la nuova legge elettorale. Quindi, in altre parole,
con il proporzionale si garantiva la massima rappresentativit al parlamento dell'opinione
pubblica, e con il maggioritario la stabilit dell'esecutivo. Come si pu vedere anche dalla
tabella dodici (sovrastante), tale sistema ha prodotto un governo decisamente di destra,
penalizzando molto i partiti pi piccoli, in quanto la soglia di sbarramento del 4% era alta da
raggiungere, dato anche il loro scarso potenziale politico di quel momento. Nel 1996 si
verificher la prima modifica della legge elettorale, che manterr la stessa soglia minima per
i partiti, mentre la soglia per le coalizioni venne portata al'8%.155 Il numero dei deputati eletti
secondo il maggioritario a doppio turno aumentato al 115. Per vincere al primo turno era
necessario il 50% pi uno, e nel caso del mancato vincitore si passava al secondo turno dopo
una settimana che si era votato per la prima volta, dove partecipavano solo i due candidati
pi votati al primo turno. Al secondo turno si vinceva con la maggioranza semplice. Mentre i
candidati presentati al proporzionale si sono ridotti in numero da 40 a 25. Viene considerato
sempre nel proporzionale, come unico circoscrizione, tutto il territorio nazionale. Altre
modifiche riguardavano anche la ripartizione del territorio (per legge erano 115 collegi
elettorali stabiliti dal Presidente 45 giorni prima delle elezioni), cio ogni collegio elettorale
doveva avere un numero di votanti uguali (12,000- 27,000 votanti per ciascun zona). La
nuova legge elettorale per stabilisce che i nuovi confini di ciascun territorio elettorale
debbano essere disegnati in conformit a tale legge, ovvero si potevano stabilire altri 15
nuovi collegi - lasciando invariato il numero totale dei collegi elettorali stabiliti per legge155) Ardian Gogo: Il Comportamento elettorale in Albania 1989- 2005.

53

con un numero di votanti invariato. 18,000 votanti potevano essere in questo caso
ridistribuiti nel momento della ridisegno del nuovo collegio.156 In nessun modo per la
dimensione totale del collegio poteva essere superiore a 27,000 e inferiore a 12,000 votanti.
Quindi la disparit che si veniva a creare nei collegi risultava sempre pi ampia e non
assicurava lo stesso peso specifico del voto espresso dagli elettori all'interno dei singoli
collegi. Le nuove zone elettorali venivano approvate dal Presidente della Repubblica in un
modo non trasparente e soprattutto in mancanza di una vera discussione pubblica; oppure di
una consultazione con i partiti politici dell'opposizione. Era impossibile stabilire se tale
ridefinizione fosse stata elaborata dalla figura del Presidente157 tenendo conto dei criteri
politici neutrali o metodi politicamente distorti e selettivi. Di fatto, il problema pi grosso per
tutti i partiti stato quello della mancanza di trasparenza delle modifiche alle zone elettorali
che il PDR aveva fatto. I 45 giorni non concedevano abbastanza tempo a tutti i partiti la
riorganizzazione del loro lavoro nelle zone elettorali in cui credevano di vincere. Inoltre la
delimitazione dei nuovi confini elettorali non soltanto doveva essere resa pubblica in
anticipo, ma anche il processo di creazione di nuove zone doveva essere molto pi inclusivo.
I candidati potenziali vincitori necessitavano di raccogliere un numero di firme non inferiore
a 400 nella zona in cui avevano intenzione di candidarsi. Per i partiti politici nominare
candidati in tutte le 115 zone comportava la raccolta di 46,000 firme. Quando le zone non
erano delimitate entro i 45 giorni succedeva che l'onere di nominare e iscrivere i candidati
era a carico dei partiti. A norma di legge ogni candidato doveva essere registrato presso la
CEC (Commissione Elettorale Centrale). La CEC aveva l'obbligo di annunciare
pubblicamente il nome del candidato e del partito di appartenenza non pi tardi di 25 giorni
prima delle elezioni. Tale criterio per non mai stato rispettato. La ragione di tutto ci
secondo la CEC era da attribuire al fatto che alcuni candidati, rifiutati dalla Commissione,
avevano presentato ricorso preso la Corte di Cassazione, e tali ricorsi risultavano ancora
pendenti al momento della pubblicazione dei loro nomi. I candidati risultavano essere sotto
inchiesta ai sensi della Lustration Law.158 Nonostante ci, la tardiva pubblicazione della
lista dei candidati diede comunque l'opportunit all'elettorato di prendere visione di questo
fatto sufficientemente in anticipo rispetto alla data delle elezioni.
Un altro fatto pi interessante, messo in evidenza dagli osservatori stranieri presenti
in Albania, riguardava l'articolo 19 della legge elettorale, che stabiliva l'incompatibilit dei
potenziali candidati del parlamento con le cariche di lavoro che ricoprivano prima
dell'iscrizione alla lista ufficiale dei candidati. Infatti la legge stabiliva che, se tale persone
erano iscritte come candidati alla lista ufficiale, avevano l'obbligo di rinunciare alla propria
carica 25 giorni prima delle elezioni. L'incompatibilit stava nel fatto che essi durante tutto il
processo elettorale ricoprivano le loro cariche senza rinunciare a quest'ultima, nonostante la
loro presenza attiva nella campagna elettorale. Il PDR inoltre era anch'esso un candidato
nella lista proporzionale, fatto questo del tutto incostituzionale. Un pietra miliare di tutto
questo processo di public building confidence nel processo elettorale era consisteva nel fatto
che le persone investite di alte cariche avevano l'obbligo di agire in conformit alle leggi del
paese.159 Alla fine del processo elettorale, come ho anche riportato sopra, gli osservatori
stranieri presenti in Albania hanno messo per iscritto alcune raccomandazioni per queste
elezioni, in modo tale che per le successive sarebbe stato possibile porre rimedio alle
incompatibilit fino allora verificatesi. Infatti nei suggerimenti si suggeriva quanto segue:
156) OSCE: Office for Democratic Institutions and Human Rights; Observation of the Parlamentary elections
held in the Republic of Albania; May 26 and June 2, 1996.
157) Presidente della Repubblica in queste elezioni stato Sali Berisha.
158) OSCE: Office for Democratic Institutions and Human Rights; Observation of the Parlamentary elections
held in the Republic of Albania; May 26 and June 2, 1996.
159) OSCE: Office for Democratic Institutions and Human Rights; Observation of the Parlamentary elections
held in the Republic of Albania; May 26 and June 2, 1996.

54

1. La creazione di una CEC permanente e indipendente in modo da creare fiducia


nell'amministrazione del processo elettorale tra i partiti e gli elettori.
2. La nomina di scadenze pi realistiche nella legge elettorale in quanto la presente
ripartizione delle scadenze risultava troppo stretta.
3. La creazione di un programma di educazione al voto omnicomprensivo, particolarmente
significativo se si va a vedere l'elevato numero di voti invalidi ( invalid ballots).
4. Il ridisegno della scheda elettorale in modo tale che il votante potesse selezionare solo il
partito o il candidato di sua scelta, eliminando cosi il tempo speso a cancellare con una linea
tutti i partiti e o candidati per i quali non si intendesse votare.
5. La creazione di un processo pi inclusivo al momento della riconferme dei collegi
elettorali per aumentare la fiducia di tutte le parti che partecipavano in questo processo. La
CEC avrebbe dovuta essere inclusa nel futuro in ogni ridimensionamento dei collegi
elettorali. Ci non era possibile ai sensi della legge del 1996, poich la commissione (CEC)
veniva nominata 45 giorni prima delle elezioni. La creazione di una commissione
permanente avrebbe risolto tale anomalia in modo definitivo.
6. Aggiornare il registro dei votanti migliorare l'accessibilit all'elettorato di tale registro.160
7. La creazione di un programma di training permanente di tutto il personale elettorale
(anche i rappresentanti dei partiti) in ogni livello dell'amministrazione elettorale.
8. La responsabilit della polizia dovrebbe essere definita pi chiaramente per quanto
riguarda le mansioni che dovr svolgere durante tutto il processo elettorale.
Dopo tutte queste raccomandazioni importanti, che sono state date dall'OSCE/ ODIHR
durante e dopo le elezioni del 1996, dobbiamo vedere allora se nelle elezioni del 1997,
anticipate per causa del crack finanziario e politico nello stesso tempo, la situazione
veramente cambiata. Gli osservatori di nuovo mettono in evidenzia lo stato confusionale del
paese prima delle elezioni. Il problema principale di natura procedurale che riguarda
soprattutto alla trasparenza dei fatti, e della sicurezza del processo elettorale, che di
conseguenza influenzano la campagna elettorale e la scelta dei candidati per presentare ai
elettori.
Ma vediamo quali sono state le modifiche principali che la legge elettorale ha dovuto
subire di nuovo per le elezioni del 1997. Il parlamento albanese nel mese di maggio il tra 13
e il 16 di quel anno ha dovuto fare delle correzioni alla vecchia legge prendendo in
considerazioni anche le raccomandazioni che OSCE/ ODHIR gli aveva offerto insieme ad un
loro gruppo di tecnici specializzati in tale materia.161
Le nuove norme approvato dal Parlamento erano:
1. Il numero totale dei deputati eletti erano 155 dove: the distribution of 115 mandates
between party candidates on the basis of absolute majority, in two raunds where necessary, in
single- seat constituencies (zones) and the proportional distribuition of 40 additional
mandates between those parties which gained not less than 2% of the valid votes on the
national level.162 In teoria si parla di un sistema misto dove 115 vengono vinti con il
maggioritario a due turni e 40 con il proporzionale tramite le liste plurinominali sulla base
del risultato elettorale ottenuto da ciascun partito.
2. L'altra differenza sta appunto nella soglia di sbarramento che da 4% dei voti validi che
servono dal primo turno si abbassa a 2% il che vuol dire favorire i partiti minori, che prima
erano soppressi dai due pi grandi. Di fatto il numero dei partiti che entrano in parlamento,
come possiamo vedere anche dalla tabella sopra, si aumentato del doppio. Si favorito
160) Secondo le osservazioni fatte molte liste non sono state pubblicate in tempo e vi era una preoccupazione
allargata sull'accuratezza del registro dei votanti. In fatti questo registro conteneva i nominativi di persona gi
decedute ed anche di quelli che non avevano ancora raggiunto i 18 anni di et. A volte lo stesso nome appariva
pi di una volta nella stessa lista.
161) OSCE/ODHIR ELECTION OBSERVATION, Parlamentary elections June 29, 1997.
162) Ibidem.

55

anche la formazione di coalizioni parlamentari che prima non c'erano, anche perch i partiti
grandi finalmente cominciano a perdere la capacit di raggiungere da soli la maggioranza
assoluta163
Le novit del 1997 per non finiscono qui. Le elezioni vengono organizzate secondo tre
livelli, dove anche gli organi amministrativi oramai diventano tre:
1. La CEC (Commissione elettorale centrale);
2. La ZEC per i 115 zone elettorali ovvero i collegi uninominali hanno una
Commissione elettorale a parte;
3. E in fine, per i 4,700 c' il PSC - Polling Station Election Commission. Si deciso
che ogni commissione deve avere un suo Chairman, a vice-Chairman e un Secretary.
I primi due sono rappresentanti dei due partiti pi grandi, i democratici (PD) e i socialisti
(PS), mentre il segretario si elegge tra gli altri membri delle commissioni delle zone e di
polling station level che sono rappresentati nelle commissioni delle elezioni locali. La CEC si
compone da un numero uguale di rappresentanti dei partiti che si trovano sia al governo che
alla coalizione dell'opposizione. I posti del CEC sono distribuiti in modo tale da far
rappresentare i partiti secondo la proporzione di voti che hanno ricevuto nelle elezioni di
local government. La CEC prende le decisioni in base a una maggioranza di 2/3. Spesso le
autorit albanese hanno perso pi tempo nei loro dibatti che nel ragionare per trovare un
processo elettorale migliore. La formazione ritardata della CEC ha comportato dei gravi
problemi per il processo elettorale perch anche il tempo a disposizione per amministrare
tutto era poco. L'effetto di tutto questo ritardo si sentito molto anche nei polling station,
comportando perfino la loro non apertura.
Altro problema che aveva a che fare con il ritardo riguardava i nomi dei candidati che
erano inclusi nella Ballot Papers (che per ragioni di sicurezza erano stampati in Italia),
problema che si verificato sia nella prima fase della votazione che nel secondo turno di
elezione. I consigli che il TAG ( Technical Advisory Group)164 gli dava, spesso non venivano
presi in considerazione, e in alcuni occasioni durante le elezioni locali si continuava a seguire
la strada della non trasparenza di sempre. I problemi delle elezioni del 1997 continuano
anche se il lavoro del TAG stato notevole, come ad esempio il registro dei votanti, il quale
rimasto ancora incompleto e insoddisfacente. La causa di questa incompletezza dei registri
ha a che fare anche con la distruzione dei registri anagrafici durante le turbolenze di
quell'anno che ha comportato anche la riorganizzazione dei dati in poco tempo. Di fatto la
loro riorganizzazione in cosi poco tempo non si poteva considerare come una cosa affidabile.
L'altro fattore importante per quelle elezioni stato la media che in quel periodo ha avuto il
suo ruolo, perch i tempi in cui si sono tenute le elezioni erano molto turbolenti e per di pi
stretti. Spesso anche la distribuzione della informazione da parte dei giornali o quotidiani non
era presente in tutto il paese in tempo reale. Inoltre anche se la maggior parte della stampa
era molto divisa a seconda dei due partiti pi grandi, esistevano alcuni casi rari di giornali
indipendenti, i quali non avevano a che fare con nessuna dei due poli, ne di destra ne di
sinistra, che in quel momento occupavano tutta la scena politica. Va anche detto che la
situazione non normale di quel periodo ha comportato ai media tanti limiti, come ad esempio
molti reporter non hanno potuto seguire da vicino tutto il processo elettorale.
Le organizzazioni OSCE/ ODHIR165 continuano a dare altre raccomandazioni agli albanesi
per migliorare il processo elettorale, come ad esempio:
1.
La legge elettorale si doveva essere sempre sotto esame per migliorare tutto il
processo elettorale.
163) Se vediamo la tabella con attenzione si vede che il PD non ha raggiunto mai pi quei voti che ha raggiunto
nel 1996, dove anche gli imbroglio elettorali erano enormi.
164) The Albanian Parlamentary Elections 1997; Technical advisory Group Analusis. 12.11.1997.
165) The Albanian Parlamentary Elections 1997; Special co-ordinator and Parlamentary Troika. International
Election Observation. Final report. 12.11.1997

56

2.
Dare molto importanza al fatto che la riforma elettorale doveva avere tutto il
consenso delle forze politiche, la quale doveva garantire una divisione equa tra la
proporzione dei voti e quelli dei mandati assegnati ai partiti.
3.
Il processo della stabilizzazione della commissione elettorale di natura multipartitica
deve essere fatta nello stesso momento in cui si decide anche il giorno dell'elezione, e prima
del processo di registrazione dei candidati. La composizione della commissione elettorale si
deve allargare solo dopo la registrazione dei partiti/ candidati in modo tale che possano
includere una larga rappresentazione di tutti i soggetti politici che parteciperanno all'elezione.
4.
Da ricordare che l'elezione fatta in tempi brevi anche a causa delle recenti riforme; e
da suggerire che questi tempi stretti sono da rivedere, seguendo anche le diverse
raccomandazioni offerti da ODIHR. La stabilizzazione dei tempi pi reali possibili, che
servono per la modifica della legge elettorale, comporter di sicuro pi regolarit e
trasparenza durante tutto il processo elettorale nelle prossime elezioni.
5.
La legge deve essere chiara in tutti i suoi punti per quanto riguarda la validit o meno
delle liste di ballottaggio.
Ovviamente gli osservatori continuano a dare dei suggerimenti sia per quanto riguarda le
commissioni elettorali (la CEC, ZEC, PSC) e la loro preparazione al riguardo; i registri dei
votanti; la media, ect, per essere messo in pratica per le future elezioni.166
Le elezioni del 2001 si considerano come quelle pi progressive rispetto agli altre
passate, anche se secondo ex premier Meksi in un intervista rilasciato al quotidiano albanese
Gazeta Shqiptare il 8 settembre 2006, l'elezione pi corretta stata quella del 1992, cosa
che trovava il dissenso degli osservatori stranieri. Secondo OSCE/ODIHR nel loro Final
Report del 11 ottobre 2001 queste elezioni sono da valutare come un segno di cambiamento
politico nel paese, sia per il modo in cui le elezioni si sono condotte, la campagna elettorale,
che per il complesso dell'amministrazione elettorale. Queste elezioni sono state segnate da un
polarizzata cultura politica con profondo antagonismo tra le forze politiche raggruppate
attorno ai partiti dominanti, quello Socialista da una parte e Democratico dall'altra, i quali si
vedono le loro sorti di spostamento in modo drammatico da una elezione all'altra. Il
Parlamento uscente stato fortemente dominato dal partito socialista, e nel mese di maggio
del 2000, adott un nuovo codice elettorale, facendo notevoli progressi rispetto alla
precedente legge. Anche se, tale codice ha cercato di fornire una base per elezioni
democratiche, le sfide incontrate durante le elezioni ci mostrano che c' ancora tanto lavoro
da fare in diversi settori. E importante chiarire il ruolo e le competenze della CEC, le
scadenze per l'aggiudicazione dei reclami e ricorsi contro le irregolarit scontrate durante il
processo elettorale. Comunque c' da ricordare sempre che le elezioni parlamentari del 2001
hanno fornito l'occasione per un ulteriore consolidamento delle norme democratiche.167
Vediamo in dettaglio come cambiata la legge elettorale.
La nuova Costituzione approvata nel 1998 istituisce uno specifico sistema elettorale
misto con componenti maggioritari e proporzionali. Si chiede per l'elezione di 100 deputati
in single member constituencies ( zones) e 40 deputati in a nationwide consituency based
on party o coalition lists. A second round of voting is requared in single -member
costituencies if no candidate receives an absolute majority.168 La soglia di sbarramento
cambia di nuovo, 2.5% dei voti validi a livello nazionale per i partiti al maggioritario, e 4%
per liste di partiti o coalizione che concorrono per i 40 posti rimanenti. Articolo 64 della
costituzione richiede che the total number of deputies of a party or coalition shall be, to the
closest possible extent, proportional to the valid votes won by them on the national scale in
166) OSCE/ODHIR ELECTION OBSERVATION, Parlamentary elections June 29, 1997.
167) Di fatto sono state le elezioni per il governo locale tenute nel mese di ottobre 2000, che hanno segnato un
progresso significativo verso il rispetto delle norme democratiche.
168) OSCE/ODHIR; Republic of Albania, Parlamentary Election 24 June- 19 August 2001.

57

the first round...169 Mentre l'articolo 66 del codice elettorale stabilisce un formula che cerca
di distribuire i 40 mandati in un modo che compensa le parti che hanno assicurato una
quota del voto nazionale, ma non sono stati in grado di vincere abbastanza nella
circoscrizione con il singolo membro per riflettere il loro sostegno elettorale.

Illustrazione 1: Nuova mappa della divisione del territorio albanese per


l'elezione del 2001

169) Ibidem.

58

Tuttavia, l'articolo 66 pu essere eluso sulla base dell'utilizzo dei due turni elettorali previsti,
uno per il singolo membro della zona in cui risiede l'elettore, l'altro per la parte relativa agli
elenchi delle liste a livello nazionale. Se un candidato, che de facto rappresenta un partito
politico, registrato, de jure come un candidato Indipendente, allora la formula di
ripartizione pu essere eluso. Facciamo un esempio: nel caso in cui un elettore getta il suo
voto al primo scrutinio per il candidato indipendente e il suo secondo scrutinio per il
partito politico che sostiene l'indipendente vediamo che questo mandato non
considerato vinto dal partito politico che ha sostenuto il candidato indipendente. In questo
modo, il partito politico in grado di gonfiare la sua quota di 40 mandati nazionali. Il
mandato di assegnazione e l'uso di pseudo candidato indipendente diventato la questione
pi controversa durante tutto il periodo della campagna elettorale.
L'altro cambiamento rispetto alle passate elezioni riguarda anche l'amministrazione
del processo elettorale. Il nuovo codice elettorale prevede quattro strutture nuove: la CEC;
ZECs per 100 Zone Electoral Commission; LGECs - 385 Local Government Election
Commission; VCCs- Voting Centre commission, which numbered approximately 4.700 for
the 2001 parlamentary election. La Costituzione stabilisce il CEC come Organo
permanente composto da sette membri, nominati per un mandato di sette anni. Dopo le
consultazioni i membri vengono nominati cos: il Presidente della Repubblica nomina due
membri; altri due membri li nomina il Parlamento; e gli ultimi tre li nomina il Consiglio
Superiore di Giustizia. Invece, ogni partito politico e coalizione di partiti registrata presso il
CCE pu nominare uno rappresentante senza diritto di voto per il CEC. Ai sensi dell'articolo
158 del codice elettorale (una disposizione transitoria), la ZECs e VCCs sono composti da un
presidente, un vice presidente, e cinque membri nominati dal CEC e ZECs, rispettivamente
da sette partiti politici170 che ha vinto il maggior numero di voti a livello nazionale nelle
elezioni parlamentari del 1997. La CEC nomina presidente e vicepresidente della ZEC sulla
base delle proposte presentate dalla ZEC. Tuttavia, solo le due partiti che hanno ricevuto pi
voti alle elezioni parlamentari del 1997, il PD e il PS, sono stati autorizzati a presentare
proposte. Ogni ZEC e VCC nominano un segretario senza diritto di voto. Partiti e candidati
possono nominare rappresentanti di questi organismi senza diritto di voto. ZECs sono tenuti
per legge a garantire una coerente gestione delle elezioni nei loro collegi zona. Per le
elezioni parlamentari del 2001, il ruolo del LGECs di fatto stato limitato ad aggiornare e
rivedere le liste elettorali preliminare. C' da aggiungere che il lavoro svolto dalla CEC nel
2001, stato parzialmente migliore rispetto alle scorse elezioni, perch ha cercato di essere
pi indipendente e trasparente nel prendere le proprie decisioni. La Commissione Elettorale
Centrale ha seguito alcune delle raccomandazioni che OSCE/ODIHR aveva dato nelle ultime
elezioni locali del 2000.171 Dall'altra parte anche i partiti politici hanno approfittato del diritto
di effettuare presentazioni durante le sedute della CEC, e spesso le opinioni da loro espresse
sono state prese in considerazione.
Tuttavia, la denuncia per la manipolazione del CEC sulla chiave elettorale non stato
sufficiente. Come risultato, i partiti e i candidati hanno cercato il ricorso ai tribunali. La
pressione politica applicata dalla guida del PS sembrava di comprimere le prestazioni del
CEC172. Il presidente del CEC ha cercato di fatto, pi volte, un approccio collegiale al
processo decisionale che stato solo parzialmente un successo. Anche perch, nei momenti
in cui c'era da prendere decisioni di una certa importanza faceva riunioni informali
170) I sette partiti sono: PS, PD, PLL, PR, PDS, DAP, PBDNJ.
171) Alcune raccomandazioni riguardavano ad esempio di dare priorit, Rules of Procedures alle elezioni nel
amministrare tutto il processo elettorale. Di ricevere pi training le ZECs e VCCs prima delle elezioni per tutto
il materiale elettorale e le procedure da seguire.
172) Va ricordato che le elezioni del 2001 come anche quelle del '97 si sono svolte in una clima difficile a causa
del conflitto interno al partito socialista tra il leader Nano il premier Meta, che ha comportato la scissione di

quest'ultimo dal partito. La loro non unit interna si verificata durante tutta la campagna elettorale.

59

informal meetings- e spesso met di loro membri o rappresentati non erano alla conoscenza
del tema del giorno, oppure delle altre decisioni presse prima. La CEC non seguiva sempre
le regole giuste per il processo decisionale. Di conseguenza all'interno della CEC si sono
verificate molte polemiche anche perch ognuno dei membri del PD o del PS cercava di
massimizzare la propria posizione all'interno delle commissioni elettorali di altri livelli.
Un altra anomalia che continua a verificarsi anche in queste elezioni riguarda il -Voter
Register- il registro degli elettori. Durante le elezioni locali del 2000 le autorit albanesi con
l'aiuto anche delle comunit internazionali presenti nel paese hanno cercato di
computerizzare tutti registri dei elettori nazionali. Anche se tale iniziativa stata un
significativo passo avanti per portare il paese pi vicino ai paesi europei, alcune lacune sono
rimaste ancora, come ad esempio si sbaglio le date di nascita o inserimento di altri dati,
oppure in alcuni casi venivano inseriti due volte, ecc. Altre carenze nel registro degli elettori
sono state in parte affrontate anche durante il periodo pre-elettorale fino al 2001, e altri per
sono sempre rimasti. Una diversa misura che veniva introdotta dal Codice Elettorale del
2001, per salvaguardare ed evitare i voti multipli consisteva nell'obbligo di marcatura
dell'elettore del dito con l'inchiostro indelebile. Inoltre per garantire che i elettori possano
esercitare al meglio il loro diritto di voto, stata modificato il codice elettorale, 173 per
consentire ai cittadini di aggiornare i propri dati negli registri elettorali.
Altro fattore per la persistenza degli errori nei registri degli elettori stata l'incapacit
di gran parte della popolazione di riferire in modo tempestivo, il loro cambiamento di
residenza permanente, o pi in generale a rispettare la registrazione esistente seguendo la
procedura civile. Inoltre, la tecnologia imperfetta, la mancanza di esperienza e, talvolta,
anche la negligenza, ha contribuito a introdurre errori nella versione iniziale della banca dati
del registro degli elettori.174 Anche se le elezioni del 2001 si ricordano come quelle dove
l'Albania ha fatto passi avanti verso la democrazia, esistono ancora lacune riguardanti alla
partecipazione delle donne nel processo elettorale. L'articolo 18 della Costituzione parla del
principio della parit tra uomini e donne: tutti sono uguali davanti alla legge, e nessuno
pu essere discriminato per ragioni di qualche genere...175
La legislazione in Albania prevede il concetto di parit tra donne e uomini come
appena visto, ma non prevede ancora il concetto di pari opportunit.176 Anche se a livello di
base garantita una percentuale di posizioni per essere ricoperte dalle donne, in generale
riscontrano sempre delle difficolt nella fase di selezione dei candidati o di raggiungere
posizioni di leader all'interno ai partiti politici. Le donne sono sotto rappresentate anche
nelle strutture amministrative per le elezioni. Di fatto all'interno della CEC nessuna donna
membro a pieno titolo della commissione centrale, mentre come membro della ZEC era solo
il 7%, e l' 8% si trovava come membro della VCCs (dati forniti dagli osservatori
173) Maggio 2001. I elettori avevano tempo di aggiornare i propri dati fino a 24 ore prima del giorno delle
elezioni da un appello al tribunale distrettuale.
174) Spesso OSCE/ODIHR hanno ricevuto denunce da parte degli elettori, che i loro nomi sono stati inseriti
nella lista elettorale preliminare , ma dopo scomparsa dalla lista finale. Il numero degli elettori registrati per le
elezioni locali del 2000 che venivano poi usati per determinare i confini delle zone elettorali per il 2001, stato
2.329.693. L'elettore iscritto in anticipo nel registro elettorale per le elezioni parlamentari del 2001 si
aumentato a 2.449.404, mentre il registro definitivo dava per iscritti 2.499.238 incluse le voci del 15 giugno.Va
anche ricordato che il voto all'estero non era consentito. Alcuni esperti sostengono il fatto che le cifre appena
fornite comprendono anche quelli che non vivono in Albania ma che risultino ancora residenti nel paese
d'origine. Comunque gli osservatori ricevevano molte segnalazioni anche del tipo di essere stati esclusi dal
registro elettorale.
175) Art.18 All are equal before thel aw. 2. No one may be unjustly discriminated against for reasons such as
gender, race, religion, ethnicity, language, political, religious or philosophical beliefs, economic condition,
education, socialstatus, or parentage. 3. No one may be discriminated against for the reasons mentioned in
paragraph 2 without a reasonable and objective justification.
176) Secondo un rapporto sulla parit di genere rilasciato dalla Unitet Development Program ( UNDP).

60

internazionali il 24 giugno).
Vediamo dalla tabella sottostante quante donne hanno fanno parte del parlamento
albanese durante le legislature dal 1991 fino all'ultima in corso 2005.
Tavola n14: Donne al parlamento 1991-2005
Legislatura

Totale Deputati

Donne

XII ( 1991)

250

XIII( 1992)

140

XIV ( 1996)

140

21

XV (1997)

155

10

XVI (2001)

140

XVII ( 2005)

140

10

Fonte: Giovanni Armillota: http://www.geocities.com/ga57/albania/albania.html#A91

I dati confermano quello appena sostenuto che le donne fanno fatica a introdursi nel
processo elettorale. Anche se per ironia della sorte l'attuale parlamento albanese ha come suo
presidente una donna, Josefina Toppalli, che della destra. Forse la colpa di tutto ci gli si
pu attribuire anche alla societ la quale tende sempre a discriminare in modo negativo il
ruolo della donna. Ma non solo, l'altro problema che impedisce loro a partecipare alla
politica attribuito anche al controllo obbligatorio del partito, gli orari che la vita politica gli
offre. Tutto ci sembra di distaccarla dalla vita della famiglia. Appunto, sembra di
distaccarla, perch nella verit non cos. Succede che le donne fanno fatica a imparare il
mestiere di politico, anche perch il meccanismo che crea il partito steso complicato, e la
possibilit ad entrare a farvi parte bassa, perch manca l'informazione giusta. Per, nel
momento in cui si riesce a far parte del partito necessario riuscire ad ottenere una grande
credibilit al suo interno perch l'ambiente pi maschile e la discriminazione ancora forte.
Inoltre alla rivalutazione del suo importante ruolo non si pu arrivare solo con la rimozione
della discriminazione nel campo politico, ma va garantito una concorrenza pi leale e forte
su tutti i campi.177 Altro difetto del sistema elettorale misto messo in pratica nel 2001, il
ricorso al voto differenziato che il PS e suoi alleati minori hanno usato con grande successo.
Loro pur ottenendo meno di 50% dei voti a livello nazionale, sono riusciti a conquistare pi
del 60% dei seggi in parlamento, come si pu verificare anche dalla tabella 3 ( vedi sopra). 178
Le strategie messe in pratica dai socialisti ovvero, sostenendo i partiti piccoli per passare la
soglia di sbarramento, sono state generate dal sistema elettorale misto. Di fatto, il risultato
delle elezioni lo dimostra. La coalizioni di sinistra riuscita a strappare 9 deputati ai
democratici creando una maggioranza stabile, e deformando anche se, in misura non
preoccupante, il livello di rappresentanza in parlamento. Le conseguenze del sistema
elettorale sono state per, anche di natura politica perch si rafforzato il bipolarismo a
livello di coalizione, cosa molto importante per raggiungere la maggioranza ( dal momento
che sia il PD che il PS hanno perso la propria capacit di vincere le elezioni da soli, ovvero in
assenza di alleati). Come fanno notare anche gli osservatori di OSCE/ ODIHR tante
irregolarit durante le elezioni del 2001 sono dovute a causa d'insufficiente volont politica e
di carenze tecniche nel codice elettorale. Una commissione parlamentare bipartisan potrebbe
prendere in considerazione le raccomandazioni che gli osservatori gli suggeriscono come
mezzo per correggere le irregolarit. Le raccomandazioni sono sia sul versante giuridico che
177) Gazeta Standard 2006 nga Ermal Hasimja.
178) Tutto ci si verificato in una circoscrizione elettorale considerata fedele di sinistra, dove i sostenitori del
partito socialista hanno votato nel proporzionale a favore dei partiti minori alleati del PS facendo loro
superare la soglia minima necessaria per diventare partiti del parlamento. ( Ardian Gogo)

61

elettorale, sui mezzi di comunicazione e la partecipazione delle donne nel processo elettorale.
Vediamo alcuni di questi.
1. Il sistema elettorale richiede la semplificazione e la riforma e dovrebbero essere al
fine riesaminata l'introduzione di un sistema che comporti la votazione in un solo giorno in
tutto il paese.
2. Il codice elettorale dovrebbe essere riesaminato in alcuni punti chiave, tra cui la
rimozione generale di disposizioni per residenti temporaneo di voto, il calendario elettorale
per distinguere tra le varie fasi del processo, la possibilit di partecipazione di ripetere le
elezioni e la trasparenza e la tabulazione dei risultati.
3. Tutte le scadenze dovrebbero essere chiaramente indicate dal codice elettorale.
4. Il termine per la registrazione del candidato dovrebbe essere spostato a una data
prima che la campagna elettorale abbia inizio. Questo permetter di chiarire chi sono i
candidati al momento in cui la campagna ha inizio e, quindi, di aumentare trasparenza.
Fornir inoltre la CEC pi tempo per organizzare le elezioni.
5. Il lasso di tempo per l'elezione di ricorso dovrebbe essere rivisto al fine di evitare la
frammentazione del processo elettorale.
6. I partiti politici dovrebbero continuare ad avere la rappresentanza in commissioni
elettorali, al fine di creare fiducia nel processo.
7. ZEC membri non dovrebbero avere la famiglia o relazioni d'affari con un paese
candidato al fine di evitare conflitti di interesse.
8. La precisione della lista degli elettori deve essere migliorata.
9. La legge sui mezzi di comunicazione di massa e dei regolamenti devono essere
interpretate e applicate correttamente, in particolare per quanto riguarda questioni come
abuso di stampa, le violazioni di etica professionale, e il diritto di replica.
10. L'obbligo di imparzialit da privati e pubblici mezzi di comunicazione elettronici,
come illustrato nel Codice elettorale.
11. L'attuale legislazione in materia di finanziamento della campagna dovrebbe essere
modificata per ridurre lo stragrande vantaggio offerto ai grandi partiti e garantire che i piccoli
partiti abbiano fondi sufficienti per l'acquisto di un minimo di tempo per gli spot elettorali su
canali privati.
12. I partiti politici dovrebbero prendere in considerazione misure volte a promuovere
una maggiore partecipazione delle donne nelle elezioni. Ci dovrebbe includere una
maggiore trasparenza nella selezione dei candidati; misure specifiche per aumentare il
numero di donne candidate nelle posizioni pi elevate nelle liste.179
Visto che le elezioni del 2001 hanno fallito the test of free and fair elections- perch il
sistema elettorale favoriva solo i partiti pi grandi stroncando la possibilit d'entrata per i
terzi - the parties compete on a take it all basis180, ora vediamo come stata l'ultima
competizione elettorale del 2005. Attualmente in parlamento sono rappresentati 14 partiti
politici, di cui uno indipendente.
Tavola n15 - I partiti presenti nel parlamento elezioni 2005.
NUMERO DI SEGGI
PARTITI

ELETTI CON SISTEMA


MAGGIORITARIO

ELETTI CON SISTEMA


PROPORZIONALE

TOTALE

PD

56

56

PSSH

42

42

179) ODIHR/OSCE Republic of Albania. Parlamentary Elections, 24 June- 19 August 2001.


180) Albanian Institute for International Studies; Albania A Weak Democracy A Weak State;
Report on the State of Democracy in Albania. 2002.

62

PR

11

11

PSD

PDR

PAA

AD

PBDNJ

PDK

PDSSH

BLD

LSI

I PAVARUR
(indipendente)
TOTALE

100

40

140

Fonte: Commissione centrale albanese per le elezioni.

Il sistema elettorale stabilito dall'Articolo 64 della Costituzione, che fissa a 140 il


numero dei membri dell'Assemblea parlamentare: 100 scelti con sistema maggioritario e i
restanti 40 con sistema proporzionale con lista plurinominale. Il 71% dei membri del
parlamento, dunque, scelto con una ripartizione maggioritaria e il 29% con una
proporzionale. L'elezione con sistema maggioritario si svolge in un unico turno: il candidato
che prende pi voti in un collegio viene eletto. L'articolo 64.3 della costituzione specifica: I
partiti che ricevono meno del 2,5% e le coalizioni che ricevono meno del 4% dei voti validi
su scala nazionale nel primo turno delle elezioni non beneficiano delle loro rispettive liste
plurinominali. (Parties that receive less than 2.5 per cent, and party coalitions that receive
less than 4 per cent, of the valid votes on the national scale in the first round of elections do
not benefit from their respective multi-name lists.181

181) <http://www.ipls.org/services/kusht/cp3.html#p3c1>

63

Illustrazione 2: La nuova suddivisione dell'Albania in 100 zone uninominali


stabilite per legge, n 9354 il 3.03.2005 dalla CEC.

64

Nell'attribuzione dei seggi al proporzionale sono avvantaggiati i partiti che al maggioritario


non hanno vinto alcun collegio. Di fatto l'elettore esprime due voti: uno per il candidato del
maggioritario, l'altro per il partito o la coalizione al proporzionale.
Il sistema elettorale introdotto nel 2005 ha abolito il doppio turno, contemplato nel
sistema elettorale del 2001, lasciando invariate le soglie di sbarramento al proporzionale,
previste dal testo costituzionale. L'articolo 64.2 della costituzione albanese stabilisce: Il
numero totale di deputati di un partito o di una coalizione di partiti dovr essere, nella misura
pi vicina possibile, proporzionale ai voti validi da essi ottenuti su scala nazionale nel primo
turno delle elezioni182 (The total number of deputies of a party or a party coalition shall be,
to the closest possible extent, proportional to the valid votes won by them on the national
scale in the first round of elections). Le parole nella misura pi vicina possibile indicano
che si possono verificare casi in cui si pu ottenere un seggio, pur non arrivando alla quota di
voti stabiliti per superare la soglia prevista. E' il caso, per esempio, del partito LSI che ha
ottenuto un seggio al maggioritario in una circoscrizione dove aveva un'alta concentrazione
di voti, anche se non aveva superato del tutto la soglia. Questa una differenza sostanziale
fra il sistema elettorale albanese e altri sistemi, ribadita pi volte dalle norme albanesi, e che
ritroviamo anche agli articoli 65-68 del codice elettorale. La vaghezza della formula
costituzionale citata si presta per anche ad usi strategici da parte di partiti che possono
essere tentati di farsi riconoscere il diritto ad ottenere seggi anche quando il numero dei voti
raccolti non si avvicina il pi vicino possibile alla soglia di sbarramento.
Il nuovo sistema elettorale con la rimozione del secondo turno di voto per le elezioni
maggioritarie ha velocizzato le modalit di assegnazione dei seggi, eliminando complessit e
tempi lunghi. L'articolo 66.2 del nuovo codice elettorale, prevede che Quando due o pi
candidati ottengono un ugual numero di voti, si organizza un sorteggio per decidere il
candidato vincente. Il sorteggio organizzato dalla commissione elettorale centrale, in una
seduta pubblica con la partecipazione dei candidati vincenti. Le regole del sorteggio sono
fissate dalla commissione elettorale centrale (When two or more candidates win an equal
number of votes, a drawing of lots is organized to decide the winning candidate. The drawing
is organized by the CEC, in a public session with the participation of the candidates. The
rules of the drawing are determined by the CEC).
Ecco quali sono i risultai prodotti da questo nuovo sistema elettorale.
Tavola n16 - I risultati delle elezioni dei partiti e coalizioni, 2005
Nr

Partiti

Simboli

Voti

Partito Repubblicano
Alleanza per la Libert, Giustizia e Benessere

PR

272,746

19.96%

Partito Socialdemocratico Albanese

PSD

174,103

12.74%

Partito Socialista

PSSH

121,412

8.89

Movimento Socialista per Integrazione

LSI

114,798

8.40%

Partito Democratico

PD

104,796

7,67%

Partito Democratico Riformato; Alleanza per la Libert,


Giustizia e Benessere

PDR

101,373

7.42%

Partito Agrario dell'Ecologo

PAA

89,635

6.56%

Alleanza Democratica

AD

65,093

4.76%

Partito Sociale di Democrazia dell'Albania

PDSSH

57,998

4.25%

10

Partito dei Diritti dell'Uomo

PBDNJ

56,403

4.13%

182) http://www.parlament.al

65

11

Movimento per lo Sviluppo Nazionale Lega I Zog

LZHK

47,967

3.51%

12

Partito Democratico Cristiano dell'Albania

PDK

44,576

3.26%

13

Partito Fronte Nazionale

PBK

22,896

1.68%

14

Partito per Giustizia e Integrazione

PDI

16,012

1.17%

15

Unione Democratica Liberale; Alleanza per la Libert,


Giustizia e Benessere

BLD

14,418

1.06%

16

Partito del lavoro dell'Albania

PPSH

9,292

0.68%

17

Movimento per i Diritti e la Libert dell'Uomo; Alleanza


per la Libert, Giustizia e Benessere

LDLNJ

9,027

0.66%

18

Partito Comunista Albanese

PKSH

8,937

0.65%

19

Partito del Fronte Democratico Nazionale; Alleanza per


la libert, giustizia e benessere

PBDK

7,632

0.56%

20

Partito dell'Unione Democratica Albanese

BDSH

7,371

0.54%

21

Partito Alleanza socialiste albanese

PASSH

6,604

0.48%

22

Alleanza per benessere e solidariet

AMS

5,029

0.37%

23

Partito albanese sociale e il Partito dell'Unit nazionale

PSHS+
PUK

3,260

0.24%

24

Partito democratico democrazia nuova e destra albanese PDDRDSH

1,794

0.13%

25

Partito unione verde albanese

LBSH

1,710

0.13%

26

Partito Movimento monarchica democratico albanese

PLMDSH

774

0.06%

27

Partito della sicurezza nazionale albanese

PSHSK

570

0.04%

Totale

1,366,226

100%

Fonte la CCE. Elezioni elettorali 2005; http://www.cec.org.al

NB: Questo risultato solo per 99 zone perch le elezioni per partiti e coalizioni della zona
092 sono considerate invalide. La partecipazione al voto considerata per le 100 zone
elettorali. I votanti nelle liste = 2,850,821; Partecipazione alla votazione = 49.23%; Voti
validi = 1,367,347; Voti invalidi = 21,973.

66

Illustrazione nr3. Mappa dei voti invalidi nell'anno 2005, il rosso PS, il blu PD
Stando a questi dati si vede che il voto strategico ha prodotti dei risultanti sorprendenti. La
deformazione del risultato in queste elezioni ha conseguito tutto l'elemento proporzionale del
sistema elettorale, dopo il richiamo pubblico dei partiti socialista e democratico che
invitavano i loro elettori d'appartenenza a votare al proporzionale in favore dei partiti minori
loro alleati. E' evidente come la ripartizione dei seggi secondo il modello proporzionale ha
67

incluso il 75% dei voti validi per i partiti politici crescendo in misura notevole il numero dei
voti di cui un candidato della lista plurinominale necessita per essere eletto. Quindi se i
candidati della lista uninominale sono stati eletti con un range da 4 a 8 mila voti validi al loro
favore, quelli della lista plurinominale sono stati eletti con un numero di voti di gran lungo
superiore. Questo meccanismo ha danneggiato molto i partiti piccoli o quelli che non erano
in coalizione, come il LSI che comunque ha avuto un risultato sorprendente in queste
elezioni. C' da notare che la manipolazione invisibile del risultato in realt non ha cambiato
il risultato politico delle elezioni. In queste elezioni non si verificato il trasferimento dei
voti dalla sinistra alla destra o viceversa, ma si verificato solo all'interno delle coalizioni
che ha alterato il risultato aritmetico mettendo in grande difficolt tutto il sistema.183 In un
articolo del giornale albanese Shekulli del luglio 2007 si legge La perdita come possibilit
di sviluppo. Secondo il giornalista vero che le elezioni del 2005 in numero di voti gli ha
vinti la sinistra per nella verit come sappiamo l'elezione lo ha vinto la destra. Tutte e due i
poli cercano di convincersi che ognuno di loro ha vinto anche se tutti sentano che la destra
sta perdendo. Ma cosa significa sta perdendo si chiede il giornalista? La perdita del PD non
va misurata in termini numerici, ma simbolicamente perch lei ha perso nelle citt dove si
sentiva sempre sicura. Lo sbaglio forse pi grosso stato quello della mancanza di
comunicazione verso il suo elettorato. Si parlava sempre in un linguaggio non corretto,
diretto a una minoranza di militanti, non alla massa di indecisi. Di fatto, il PD non ha perso
semplicemente la maggioranza dei voti o gli elettori astratti in queste elezioni, ma ha perso
quasi 15% dei voti che erano stati alla base della sua vittoria ( ha perso a Tirana, Durazzo,
Elbasan, Korce- citt dove l'elettore sempre stato di colore blu). E' vero che il PD ha vinto
nell'elezione del 2005 per, grazie agli elettori di nessun appartenenza, cio di elettori che
oggi possono essere della destra e domani della sinistra, quindi di elettori orfani. La
maggioranza attuale della destra cosi dipendente da questo elettorato come non si mai
stato prima, e soprattutto da un elettorato che non ha orientamento di destra. Di conseguenza
l'effetto pi negativo di questo voto per la maggior parte della maggioranza pu essere che
loro non riescano a capire il motivo di questa perdita. Il messaggio che l'elettore ha inviato al
governo forte, va letto con molta cura perch per le prossime elezioni del 2009 che stanno
per avvicinarsi possono essere fatali per la destra. Il contratto tra elettore orfano e la destra
pu avere un fine.184
Vediamo il comportamento elettorale come cambia tra il nord e il sud del paese.
Durante tutto il periodo della transizione siamo stati testimoni di una netta separazione di
voto tra il nord (prevalentemente di destra) e il sud ( prevalentemente di sinistra). La prima
tesi che spiega tale comportamento fa riferimento al fatto che il voto degli albanesi era
legato alla tradizione comunista. Questo perch, durante tutto il periodo di Enver Hoxha, al
nord sono arrivati molti esperti del sud cosa che ha comportato amarezza ai cittadini di nord
perch sentiti meno preparati del sud quindi, anche il loro comportamento elettorale dopo la
caduta del regime diventa anti-comunista e anti socialista. Come tesi per non pu reggersi
da sola visto che attualmente l'lite politiche sono relativamente mischiate tra di loro. Anzi,
oggi per tutti i partiti i voti sia del sud che del nord sono importanti, senza dimenticare per
che, durante il regime il partito stato non aveva bisogno di legittimare il suo voto.
Mentre adesso, sia al PS servono i voti del nord tanto quanto al PD servono quelli del
sud. Altra tesi pu essere anche quella che ha a che fare con la personalit dei leader
principali della scena politica, anche se dai sondaggi fatti prima delle elezioni vediamo che
questa tesi non vale perch ad esempio, nelle zone conservatorie dove sono pi identificativi
con il leader democratico non hanno votato per i democratici ma per i socialisti. Come si
spiega allora questo comportamento elettorale?
183) Ardian Gogo; Il comportamento elettorale in Albania 1989- 2005, Torino
184) Gazeta Shekulli, 22 shkurt 2007, Ermal Hasimja Humbja si mundesi progresi.

68

Secondo alcuni studiosi di scienze politiche in Albania, la differenza di voto tra nord e sud
sta nelle valutazioni che gli elettori fanno alle politiche governative, dal punto di vista sia di
efficacia che di efficienza, e relativamente all'impatto che hanno nella loro vita quotidiana.
La maggior parte degli elettori in anticipo, quindi prima del voto, ragiona su quale dei partiti
porter dei veri cambiamenti economici per la loro vita quotidiana. Il passato diventa
fondamentale per i partiti, visto che gli elettori non possono prevedere il futuro senza tener
conto del passato. Quindi per i partiti il programma elettorale diventa molto pi importante
della scelta dei candidati.
Messo in questi termini si arriva alla conclusione che il voto degli albanesi e di tipo
economico. Vediamo allora quali sono questi motivi economici che differenza il Nord tra il
Sud. Il voto del PD al nord si configura soprattutto con la mappa dei pi poveri, di maggior
disoccupazione, con quella dei investimenti in corso, ecc. La prima cartina sottostante
dell'Albania va letta in questo modo: secondo la percentuale della povert vanno anche i
colori; si comincia dalle zone a minore concentrazione di povert, dove tale fenomeno
interessa tra lo 0.0 ed il 10.0% della popolazione (colore bianco), fino alle zone a
concentrazione massima dove la popolazione povera addirittura tra il 40.1- 90.4 % del
totale (color nero).185 In base a questa lettura si nota facilmente quale parte o zona del paese
pi povera. Il centro dell'Albania a causa delle differenze socio-economico va analizzato
diversamente, perch il fattore povert non l'unico elemento che ha spinto gli elettori a
votare per i democratici. Dall'altra parte le zone dove si pensava che si usava di pi il voto di
clientelismo sono sempre quelle pi povere. (Dopo in continuazione abbiamo i comuni e le
province pi povere del Albania i quali hanno dato il voto al PD, invece che al PS).

185) Fonte: http://www.unicef.org/albania/sq/asec-al.pdf

69

Illustrazione n.4 La povert economica secondo i comuni e le province


dell'Albania

70

Il legame di voto economico con la vittoria del PD si spiega facilmente perch Berisha ha
proposto agli elettori cambiamenti concreti, rispetto ad un governo socialista che per 8 anni
consecutivi non riuscito a cambiare la situazione economica del nord. I socialisti di fatto
potevano usare come tattica elettorale nel 2005 gli investimenti al nord, per non lo hanno
fatto. Il nord rimane sempre un elettorato povero, in cerca di un cambiamento radicale della
politica, di un governo autoritario e che sia per le politiche assistenziali.
Come sostenuto anche prima, le differenze tra il nord e il sud hanno molto a che fare
anche con l'importanza attribuita alla sincerit del leader politico. Ecco come si esprime
l'elettore prima delle elezioni del 2005 riguardo alla sincerit dei leader politici Fatos Nano,
Sali Berisha, Ilir Meta, Lega Zog.186
Tavola n17: Quanto lo consideri sincero il leader?
Leader

Moltissimo

Molto

Poco

Niente

10.5

18.1

15.8

55.6

57

20.6

7.9

14.6

Meta

20.93

29.35

23.66

26.05

Zogu

20.2

20.4

12.8

46.5

Nano
Berisha

Fonte: www.alpsa.org

Per l'elettore del nord la sincerit ha molta importanza, in coerenza con il loro sistema di
valori, del tutto particolare e legato alla loro tradizione storica e culturale e al concetto di
onore.187 Cos si verifica anche che questi concetti vengano usati in modo strumentale. La
gente del nord vota per Berisha perch del Nord e ci rappresenta una garanzia rispetto alla
condivisione dei loro stessi valori e rispetto a un effettivo impegno per favorire il
cambiamento economico. Ci anche perch il basso livello di istruzione presente in questa
zona della nazione favorisce una cieca fiducia nella figura del leader. Viene a mancare la
motivazione di andare a verificare l'effettivo contenuto del programma. Risulta molto chiaro
perch la strumentalizzazione di questi valori viene fatta pi dal nord che dal sud. La
disoccupazione e la povert sono due fattori molto pi sentiti e pesanti al nord che al sud.
Vediamo alcune tabelle sotto dove mostrano quale il mercato di lavoro divisi per settori e
quanti sono disoccupati. Legenda tabelle: Rosso: Disoccupati; Azzurro: Dipendenti pubblici;
Giallo: Lavoratori del settore privato non agricolo; Verde: Lavoratori privati del settore
agricolo. Vediamo anche come il PD ha stravinto al Nord.188

186) Lega Zogu l'ex Re d'Albania con il suo partito di Legalit.


187) Kanuni i Leke Dukagjinit un codice d'onore albanese, ancora molto presente al nord d'Albania. Questo
codice articolato in 1.262 articoli, suddivisi in 12 volumi. Il Kanun regola tutti gli aspetti della vita degli
albanesi delle montagne del nord: dall'organizzazione della produzione all'ospitalit, passando per la
famiglia, il ruolo dell'uomo e della donna nella societ, il matrimonio, la gestione dei beni comuni e
soprattutto l'onore personale.
188) Fonte: http://www.unicef.org/albania/sq/asec-al.pdf

71

Illustrazione n.5 Indici economici nella Prefettura di Scutari ( Shkoder)

Illustrazione 3: Il nord d'Albania, il Blu rappresenta il PD, e i rosso PS, durante l' elezioni
del 2005.
72

Illustrazione 7. Indici economici prefettura di Valona ( Vlore)

Illustrazione 5: Il sud d'Albania, in blu il PD, in Rosso il PS, in giallo il LSI, in marrone
l'Indipendente

73

Illustrazione 6: Indici economici nella Prefettura di Kucove, Berat, Skrapar

Illustrazione 7: Comune di Lushnje- Elbasan che si trovano al centro dell'Albania


Fonte:http://psephos.adam-carr.net

74

Illustrazione 8: Il comune di Tirana e Durazzo, in blu il PD e in Rosso il PS.


Come visto dalle tabelle il PD ha stravinto al nord, il PS vince soprattutto al sud,
mentre il centro una questione un po' pi particolare perch l'elettore stato molto attento.
Se vediamo per, i risultati della domanda di chi il politico pi popolare del paese tra
Berisha e Rama (l'attuale leader del PS) vince il secondo, anche se il numero di quelli che
considerano Berisha come il pi fedele due volte pi alto di Rama. Tale paradosso si pu
capire con quello che si appena confermato, e cio, i albanesi usano il valore della fedelt
come un criterio strumentale, quando nel frattempo danno priorit l'efficacia come valore
terminale. Gli elettori sono pronti ad accettare il primato del efficacia nei confronti della
fedelt del leader. Anche la fedelt del leader un criterio importante ma non comporta il
motivo principale della scelta del voto, se non al Nord, tra l'altro meno popoloso. Anzi tale
criterio aiuta la gente a capire se quel leader sarebbe efficace nel determinare il loro futuro.189
Vediamo un altra tabella dove si vede il tasso di partecipazione elettorale dal 1991
fino al 2005.
Tavola n18 - Tasso di partecipazione elettorale 1991-2005
1991

1992

1996

1997

2001

2005

For. Popolazione

3225000

3363000

3481000

3510500

Elett. Registrati

1984933

2000000

2204002

1947235

2499238

2700000

Voti totali

1963568

1830000

1963344

1412929

1373210

% di voto

98.9%

91.5%

89.1%

72.6%

54.9%

58%

Fonte: www.electionworld.org; Election Results Archive

Come si pu vedere anche dai dati della tabella la partecipazione elettorale a livello
nazionale andata a ridursi sempre di pi a passar degli anni. Di sicuro tale calo fa diminuire
189) Pse veriu voton ndryshe nga Jugu Ermal Hasimja; Universiteti Europian i Tiranes; Albania.

75

anche il tasso di legittimit politica in quanto i rappresentanti eletti non possono parlare per
conto della maggior parte dei votanti. Le ragione di tale diminuzione pu avere diverse
motivazioni. L'elevata affluenza registrata alle prime elezioni del 1991 pu essere
interpretata come un retaggio del periodo comunista, durante il quale il voto era un dovere,
ed il non voto comportava pesanti conseguenze.190 Fino a 1996 l'affluenza alle urne si pu
considerare media alta, perch ha influito molto l'idea che il voto era non pi un dovere
formale, dove eri obbligato a votare un unico partito, bens una scelta e un valore
democratico. Succede che una volta concepito il fatto che non votare non comporta sanzioni
e soprattutto rendendosi conto che con il loro voto non mai cambiato niente, allora
comincia a sentirsi il declino alla partecipazione alle urne. I risultati dei sondaggi compiuti
prima delle ultime elezioni evidenziano un fatto preoccupante: 2/3 della popolazione crede
che i politici sono motivati solo dall'interesse finanziario personale e dalla voglia di essere
per forza politico con grande potere. Soltanto 1/6 della popolazione crede che i politici sono
motivati per l'interesse della comunit intera.191
Mentre alla domanda quale era la preoccupazione economica pi importante nel
paese, gli intervistati soprattutto quelli disoccupati volevano pi posti di lavoro, gli occupati
chiedevano stabilit e sicurezza perch in poche parole si sentono insicuri per il loro futuro.
Mentre alla domanda quanto presente la corruzione e il clientelismo all'interno della
politica e dei politici quasi 80% degli intervistati ha dichiarato molto. Se noi vediamo un
altra tabella di quanto gli elettori albanesi sentono importante o meno il loro voto ci
rendiamo conto del perch molti si sono astenuti.192
Tavola n19 - Percezione sull'importanza del voto nell'influire o meno il risultato
%

Cumulativa %

Il mio voto non importante

8.9

8.9

Pi no che si

6.2

15.1

Si e no

9.9

25.0

Pi si che no

12.2

37.2

Il mio voto importante

62.8

100.0

Totale

100.0

Fonte: htp//www.alpsa.org, ALPSA.

Gli astenuti hanno raggiunto un numero abbastanza elevato da quanto abbiamo visto
dalle tabelle, nonostante nelle ultime consultazioni politiche, sia locali che nazionali, i
politici abbiano spesso chiamato i cittadini a votare. Tale livello si astensionismo dovuto
non solo alla disinteresse della popolazione, o perch l'informazione non era a sufficienza,
ma anche perch esiste il fattore sociale dell'immigrazione. Pi di 30% della popolazione
albanese secondo diverse stime fuori dal paese d'origine. Tenendo conto dei costi e sacrifici
che comporta il ritorno a casa per il momento del voto le difficolt per votare sono enormi.
Ma la migrazione comporta un fattore cruciale anche per quelli che sono all'interno dei
confini i quali per sono spostati da una citt ad altra ma il loro luogo di residenza rimasta
190) Negli anni di comunismo anche se era sempre il PC a governare il paese le elezioni si sono sempre tenute
regolarmente, perch era un strumento importante di mobilitazione politica, tramite il quale i detentori del
potere cercavano di legittimarsi. La partecipazione alle elezioni era obbligatoria, la mancanza comportava dei
sanzioni amministrativi. In fatti votando per tutti quei anni il voto era concepito non come un dovere civico pi
che una consuetudine forzata.
191) NDI, Shqiperi, Qendrimet qytetare per ceshtjet economike dhe politike. Sondazh i opinionit publik, Prill
2005.
192) ALPSA Associazione Scienze Politiche Albania; Sondaggio d'opinione pubblica, 4-20 luglio 2005:
campione di 1500 individui over 18 anni.

76

sempre nel paese di nascita. Anche se a volte per, necessario fare delle precisazioni,
perch non tuta la colpa e del singolo cittadino. La parte tecnica, ovvero la macchina che
cura le liste degli elettori, gli uffici anagrafici non son state cosi efficienti da elaborare tutti i
dati in tempo reale. Il dato evidenziato dalla tabella sopra rivela che solo il 15% ritiene che il
loro voto non cosi importante. Ci molto significativo, perch sono quella fascia che
informata bene, che critica ad attenta a tutto. Mentre l'altra fascia appartiene a quel gruppo
di elettori totalmente allineati e con una scarsa conoscenza sul sistema elettorale e nel
svolgimento della vita politica del paese.193
Fino adesso abbiamo nominato tutti i motivi per cui i cittadini non votavano, di
astenersi al voto, ora per vediamo quali sono le motivazioni della scelta di voto. La legge
elettorale albanese approvata con un decreto presidenziale il 30.06.2003, n3868 prevede la
possibilit di esprimere due voti distinti: uno per il candidato -deputato (con il maggioritario)
e un altro per le liste di partito (al proporzionale). Cos l'elettore ha a disposizione diverse
scelte, o votare solo per il candidato o solo per il partito, oppure votare un candidato nel
maggioritario ma non lo stesso partito nel proporzionale (voto disgiunto), o altro ancora
votare per gli stessi sia nel maggioritario che nel proporzionale. Come si pu vedere la scelta
di come votare ampia quindi anche i partiti si devono organizzare in modo da influenzare il
pi possibile l'elettore a votare a loro favore. Di fatto, fino alle elezioni del 1997, lo scontro
politico si verificato soltanto a livello partitico, ovvero tra i due protagonisti principali PD e
PS. Inoltre, l'elettorato d'appartenenza rimasto immobile nelle sue scelte tradizionali anche
perch, all'interno dell'opinione pubblica e della classe politica mancava la diffusione
dell'idea del uso di voto disgiunto. Nomino sia l'opinione pubblica che la classe politica
perch, i partiti piccoli ( vedi tabella sopra) i quali potevano ricevere qualche voto in pi
grazie al proporzionale, non sono riusciti a mobilitare l'opinione pubblica su questo versante.
Se vediamo i risultati elettorali per, dopo il 1997, lo scenario politico cambia.
Cominciano a crearsi i primi coalizioni di partito, dove i grandi non possono far a meno dei
piccoli viceversa. L'uso del voto disgiunto, richiamato questa volta dai partiti grandi, stato
utilizzato in maniera evidente nelle elezioni del 2001. Inoltre se vediamo la tabella
sottostante ci rendiamo conto che tale richiamo del voto disgiunto stato davvero una
strategia messo in pratica dai partiti.194
Tavola n20: Quale di queste preposizioni vi accomuna di pi?
%
Do sempre il voto al candidato del partito che sostengo

64

Voto per il candidato che mi piace, indipendentemente, dal partito in cui fa


parte

31

Non risponde alle domanda

Fonte; http//: www.mjaft.org

Dalla tabella emerge il fatto che maggior parte degli elettori si identifica con il partito quindi
la scelta di voto si riduce anche se le alternative non mancano. Vediamo quali sono le fasce
d'et principalmente che si identificano di pi con il partito, sempre secondo i sondaggi
compiuti dal ALPSA( Associazione di Scienze politiche in Albania) nel 2005 su un
campione di 1500 individui over 18 anni di et.
193) Ardian Gogo; Il comportamento elettorale in Albania 1989- 2005, Torino.
194) Mjaft una organizzazione non governativa che ha compiuto questo sondaggio il 13-20 giugno 2005 su
un campione di 1400 intervistati, over 18 anni.

77

Tavola n21 Fasce d'et e identificazione partitica


Gruppi di et

PS

18-29

16.27% -

31.95 21.96%

30-39

16.57% -

33.54 23.87% -

60.98 11.11% - 5.49

100%

39-49

26.81% -

41.01 23.87% -

46.08 34.57% - 12.90

100%

49-59

22.59% -

50.34 14.56% -

40.94 16.05% -

8.72

100%

Oltre 60

17.77% -

44.36 15.75%

6.02

100%

Totale

PD

100%

% LSI

Totale

- 54.44 28.40% - 13.61

100%

- 49.62

9.02%

100%

100%

Fonte: http//www.alpsa.org

Traducendo i dati dell'et con l'identificazione partitica vediamo che quasi il 70% dei
sostenitori del PD sono nella fascia tra il 30-39 anni. Una spiegazione a questo pu essere
che quella fascia d'et appartiene a quella della rivoluzione anti-comunista.195 Mentre i
giovani tra 18 e 29 anni che sono quasi il 50% della popolazione che sostiene il PD, sono
cresciuti nell'era del dopo comunismo. Al potere per, c' stato il PS negli ultimi 8 anni,
quindi il loro voto si pu dire che per di pi di protesta contro quest'ultimo, che un vero
sostegno ai democratici. Di fato la giovent sostiene molto, come si pu notare anche dalla
tabella, il giovane partito LSI che si creata da poco. Mentre se noi vediamo il grado di
sostegno al partito secondo il titolo di studio vediamo che il PS e il LSI insieme hanno un
vantaggio rispetto al PD tra le fasce che hanno finito l'universit.
Tavolla n22- Identificazione partitica e titolo di studio.
Titolo di studio

PS

Nessuno- Elementare

8.41%

43.75 8.11%

Media inf.-Media sup.

72.07%

Laurea

19.52%

Totale

Totale

53.12 2.47%

3.12

100%

38.40 77.09%

51.68 76.54%

9.92

100%

45.14 14.80%

43.06 20.99%

11.18

100%

100%

PD

100%

LSI

100%

Fonte: http//www.alpsa.org

C' da notare per che nella fascia di istruzione Media quasi 52% sostiene i
democratici, rispetto al 38% del PS e quasi 10% del LSI che anche se messi insieme fanno
meno. 196 Durante le ultime elezioni politiche del 2005 i partiti politici hanno fatto una
campagna elettorale diversa da quelle passate, con temi diversi arrivando fino a sostenere di
non votare il partito avversario. Inoltre se nelle elezioni passate durante gli anni '90 i temi
erano principalmente riguardanti alla caduta del comunismo, dove il paese attraversava una
clima di tensione interna, nelle elezioni successive del 2001 o del 2005 i temi sono stati
decisamente diversi anche perch lo slogan contro i comunisti usato per tanto tempo dai
democratici non era pi accettato da nessuno. L'elettorato si trovato a votare in una
situazione politica pi calma e senza paura, concentrandosi sulle nuove tematiche emergenti
e che i partiti hanno fatto parte del loro programma elettorale. Vediamo quali sono i temi
principali durante la campagna elettorale del 2005 come i cittadini li classificano.
195) Appartiene a quella generazione del 90 che ha cambiato regime che e rimasta fedele al PD diventando
la loro portavoce.
196) ALPSA Associazione Scienze Politiche Albania; Sondaggio d'opinione pubblica, 4-20 luglio 2005:
campione di 1500 individui over 18 anni.

78

Tavola n23 - Quali sono i problemi principali che vi preoccupano negli ultimi 4 anni?
%
Corruzione

29.9

Disoccupazione

29.0

Povert

17.1

Acqua/ Luce/ Infrastruttura

4.6

Instabilit politica

4.4

Governo inefficace

4.2

L'inefficienza delle norme

3.3

Ordine pubblica/ criminalit

2.5

Emigrazione illegale

1.5

Istruzione

1.4

Integrazione UE

1.1

Le tasse

1.1

Totale

100

Fonte: http//:www.alpsa.org

Come si vede la corruzione il tema pi delicato che tutti i cittadini spettano dei
cambiamenti, e il leader del PD stando attento anche ai sondaggi compiuti dal suo staff
prima delle elezioni ha fatto suo lo slogan Mani Pulite197 presentando un programma assai
ambizioso contro la corruzione e la disoccupazione attirando su di s l'attenzione pubblica.
Di fatto Berisha usa la strategia del rinnovamento sia del programma che della sua
immagine, passando dal leader autoritario degli anni passati a quello del onesto, fedele e
sincero, che si occupa dei problemi della gente. Tuttavia nonostante l'importanza che le issue
hanno assunto durante la campagna elettorale, sappiamo bene che non stato questo il fattore
principale che ha determinato la scelta del elettore di votare per il PD o PS o per gli altri
partiti. Di fatto la campagna tra i due leadership principali durante le elezioni del 2005 non
si svolta come una competizione ideologica contrapposta ma piuttosto tra le due personalit
politiche di spicco caratterizzato quasi da un bipolarismo personale che politico.198 Di fatto
anche i mezzi di comunicazione di massa hanno spostato la loro attenzione sui due leader,
permettendoli di avere un contatto pi veloce e diretto con il loro elettorato senza passare
nemmeno per le strutture organizzative del partito. La TV nazionale ma anche quella locale
ha avuto un ruolo importante perch ha dato spazio a tutti i candidati a mettersi davanti ai
suoi cittadini. Questa tendenza del uso della TV stato sempre ad aumentarsi dalle elezioni
del 2001 fino a quelle del 2005, aspettando che crescano ancora nelle prossime 2009.
197) Internazionale; Giornale albanese: Gazeta Shqiptare; 7 mars 2006. Operazione mani pulite -Berisha
presenta una proposta di legge che mira a reprimere la corruzione nell'amministrazione pubblica. Tale progetto
incoraggia la delazione anche dentro ai ministeri. Secondo lui chiunque sappia di un episodio, qualificabile
come corruzione potr denunciarlo presso l'amministrazione interessata; un funzionario aprir un dossier e
svolger le indagini. All'autore della denuncia saranno garantiti l'anonimato e un premio che oscilla tra i
quattrocento e i sette mila euro, a discrezione del funziona rio. E se l'accusa risultasse infondata? Nessuna
strascico per chi ha denunciato il fatto, almeno che non sia un egli stesso un dipendente dell'ufficio. Secondo la
costituzione albanese la Procura che esercita l'azione penale. Comunque tutto una strategia che Berisha usa
per avere pi attenzione da parte dell'opinione pubblica.
198) Internazionale 606, 2 settembre 2005; Revista Klan, 20 agosto 2005. la legge del bipolarismo- la
sfida tra Nano e Berisha viene vinta da quest'ultimo. Lo sbaglio tipico degli albanesi di non imparare mai dai
loro errori.

79

Arrivando alla conclusione va detto che le elezioni politiche dal 1990 fino alle ultime del
2005 sono cambiate sia nel modo di svolgimento che delle strategie politiche messe in
pratica dai politici. Le figure politiche spesso sono sempre le stesse per l'elettorato che le
vota cambiato. Le OSCE/ODHIR che continuano a monitorare il paese continuano a dare
delle raccomandazioni per le prossime elezioni del 2009, come ad esempio aggiornare i
registri elettorali; completando tutti i cittadini con una carta d'identit; riguardare il codice
elettorale; stabilire in modo chiaro i poteri della Commissione Centrale Elettorale e di tutti i
altri commissioni elettorale; regolare con una legge i mezzi di comunicazione; fare di pi
per l'inserimento delle donne nel sistema elettorale, ecc.
CAPITOLO VI
1.6 Albania nelle nuove elezioni politiche del 28 giugno 2009
Prima di iniziare ad analizzare le elezioni svolte in Albania volevo dire due parole
sulla nuova legge elettorale approvata dal parlamento il 21 aprile 2008, perch come
vedremo anche in seguito, il sistema non pi maggioritario corretto proporzionalmente ma
diverso. La nuova legge elettorale199 approvata dai socialisti e democratici prevede sempre
140 deputati ma eletti secondo un sistema proporzionale regionale con 12 regioni, in totale
seguendo il modello spagnolo (l'articolo 64 prevede che: 140 members of the Assembly are
elected on a proportional system with multi-names electoral zones). La soglia minima da
superare da ciascun partito di 3% mentre per i partiti in coalizione di 5% ( establishes a
three percent (3%) legal threshold for political parties and a five percent (5%) legal threshold
for coalitions). Cambbia anche la suddivisione dei mandati, inizialmente sar usata la
formula D'Hondt per i partiti, dopo per le coalizioni al loro interno con Sainte- Lague allocated in a regional constituency to political contestants using DHondt divisors (1, 2, 3,
4, 5, et seq.) for the initial allocation and Sainte-Lagu divisors (1, 3, 5, 7, 9, et seq.) for
allocating mandates to political parties within a coalition. The vote totals of electoral
contestants are divided by the divisors to arrive at a series of quotients for each political
subject. Mandates are allocated to the highest quotients in sequential order. Vediamo allora
dalla tabella sottostante i risultati finali usciti da questa nuova suddivisione secondo queste
formule.
Tabella nr24 : I risultati finali delle elezioni del 28 giugno 2009
Nr Nome soggetto politico

Simbolo Voti

Seggi

La coalizione Alleanza del Cambiamento


1

Alleanza Democratica

AD

4.682

0.31%

L'Unione Liberal Democratico

BLD

5.008

0,33%

L'Unione Democristiana Albanese

LDK

6.095

0,40%

Partito Agrario Ambientalista Albanese

PAA

13.296

0,88%

Partito di Alleanza dei Macedonici per la Integrit Europeo

AMIE

1.043

0,07%

Partito Alleanza per Democrazia e Solidariet

ADS

1.067

0,07%

Partito Fronte Nazionale

PBK

5.112

0,34%

Partito Fronte Nazionale Democratico

PBKD

4.177

0,27%

Partito Nuova Democrazia Europea

PDRESH 2.111

0,14%

10

Partito Democratico

PD

40,18%

68

610.463

199) The elections will be held under a new regional proportional election system, with the 140 members
of the Assembly (Parliament) being elected in 12 constituencies

80

11

Partito dei Diritti Negati Nuovo

PDM
nuovo

1.408

0,09%

12

Partito Forza Albania

PFA

319

0,02%

13

Partito il Movimento della Legalit

PLL

10.711

0,71%

14

Partito L'orologio del Albania

POSH

786

0,005%

15

Partito per la Giustizia e la Legalit

PDI

14.477

0,95%

16

Partito Repubblicano Albanese

PR

31.990

2,11%

712.745

46,92%

70

Totale :
La coalizione Alleanza Polo della Libert
17

Il movimento per lo Sviluppo Nazionale

LZHK

10.753

0,71%

18

Partito Unione democratico Albanese

PBD

1.030

0,07%

19

Partito democristiano Albanese

PDK

13.308

0,88%

20

Partito delle Riforme Democratiche Albanese

PRDSH

495

0,03%

21

Partito Conservatorio Albanese

PKONS

1.067

0,07%

22

Partito Via della Libert

PRRL

1.002

0,07%

27.655

1,82%

Totale:
La coalizione Alleanza Socialista per l'Integrazione
23

Il Movimento per i Diritti e le Libert dei Individui

LDLNJ

2.931

0,19%

24

Il Movimento Socialista per l'Integrit

LSI

73.678

4,85%

25

Partito Verde

PGJ

437

0,03%

26

Partito dei la Difesa e i Diritti dei Emigranti

PMDE

376

0,02%

27

Partito Socialista Vero 91

PSV 91

6.548

0,43%

28

Partito Nuova Tolleranza dell'Albania

PTR

437

0,03%

84.407

5.56%

Totale:
La coalizione L'Unione per il Cambiamento
29

Partito l'Unione per i Diritti dell'Uomo

PBDNJ

18.078

1,19%

30

Partito Democrazia Sociale

PDS

10.395

0,68%

31

Partito G 99

G 99

12.989

0,86%

32

Partito Socialdemocratico

PSD

26.700

1,76%

33

Partito Socialista dell'Albania

PS

620.586

40,85%

65

Totale:

688.748

45,34%

66

34

Abdullah Adil Omuri

756

0,05%

35

Partito Legge e Giustizia

4.865

0,32%

PLIDR

Totale:

1.519.176 100,00%

140

Fonte: Commissione Elettorale Centrale, approvato il 01.08.2009 , Nr602

NB: I risultati sono riportati secondo la scheda elettorale usata durante il giorno delle
elezioni il 28 giugno 2009. Vedi facsimile della schede elettorale in fondo.
Come si pu vedere dalla tabella il numero dei partiti politici che partecipano in queste
elezione superiore alle ultime elezioni del 2005, solo che sono tutti riuniti in coalizioni,
perch la nuova legge elettorale ha costretto i partiti piccoli a riunirsi insieme per riuscire a
81

strappare qualche mandato in pi.200 Da qui si pu notare facilmente che oltre i due partiti
principali PD e il PS, c' la novit di vedere il LSI di recuperare terreno rispetto al 2005 con
4 seggi. L'altra cosa interessante da notare e il nuovo partito G99 di E. Veliaj, che fino a poco
tempo fa era il leader del movimento albanese Basta ( MJAFT), il quale ha fatto una
campagna elettorale molto costosa, ma che alla fine non ha prodotto risultato. Altra cosa
strana che cade subito al occhio che, anche se' sono tutti quei partiti che partecipano alla
gara elettorale solo PDI, PR e PBDNJ possono presentarsi al parlamento con i loro deputati.
Quasi tutti i vecchi alleati del precedente governo democratico sono spariti dalla nuova scena
politica, per colpa sicuramente del sistema elettorale ma, anche della furbizia del leader
Berisha, che li ha sfruttati per avere pi voti possibili a suo favore. Di fato, la perdita del PS
sicuramente anche per questo ragione, che non hanno saputo sfruttare al massimo l'idea della
coalizione grande. Se vedessimo attentamente la coalizione del PD rispetto al PS notiamo
che la coalizione di Berisha formata da 16 partiti mentre quella di Rama, della sinistra di
solo 5 partiti. La perdita della sinistra non solo per causa del sistema elettorale o delle liste
elettorali che vedremo in seguito, ma sicuramente anche della sua crisi interna. La
separazione cosi drammatica tra LSI e PS ( Meta -Rama) ha prodotto lo scenario pi brutto
che si poteva vedere in un paese che si ritiene democratico. Il passaggio post elettorale come
vedremo anche di seguito di LSI in alleanza con il partito democratico ha scatenato la rabbia
di tutto l'elettorato di sinistra.
Un altra novit di questa legge elettorale che ha prodotto questi risultati stravolgenti per tutti
che il numero dei mandati assegnati a ciascuna regione viene stabilito in base al rapporto
del numero dei abitanti di quella zona elettorale. Guardando anche la mappa in seguito della
suddivisione del territorio in 12 regioni elettorale, si vede che, il numero di votanti
selezionati non equamente ripartito. Infatti ci sono regioni che hanno un basso numero di
popolazione, si parte da 78.770 fino ad un massimo di 748.322 abitanti per avere un
seggio201, quindi con una differenza di 264.396 di voti inferiore, da una regione ad altre.
Basandosi a questo punto sulla popolazione delle regioni anche il numero dei seggi sar
diviso in una maniera un po diversa che come abbiamo visto ha penalizzato il PS e i partiti
piccoli, the number of seats to be distributed could generate a natural threshold, understood
as the percentage of votes needed to get one seat, as high as or higher than the legal
thresholds of three percent (3%) and five percent (5%) imposed by Article 162 of the
Electoral Code for political parties and coalitions202. Tale fenomeno non insolito per
questa tapa del sistema elettorale il quale potr rivelarsi notevole con la combinazione del
effetto naturale con l'effetto legale i quali riducono in modo visibile il numero dei mandati
per i partiti pi piccoli oppure i candidati Indipendenti.203 Regardless of this potential effect,
departure from the previous electoral system, which was subject to much abuse, is a positive
development. Ma la cosa pi negativa che si sviluppata si pu dire che sono i privilegi
verso i chairpersons of political parties i quali solo loro potevano avere the right to run on
200 ) Articolo 65 del codice elettorale prevede che le coalizioni debbano essere registrate a livello nazionale,
mentre i partiti politici che partecipano in queste coalizioni non possono partecipare in altri coalizioni o mettere
i nomi dei stessi candidati in liste diverse da quella della coalizione iniziale

201) Art. 75 del codice elettorale. In media viene 1 deputato per 30 mila e 420 abitanti. La formula per
dividere il numero di mandati per regione in base al numero dei abitanti si fa in questo modo: Nr
popolazione di zona A / 30.420 abitanti = X nr mandati per deputato.
202) Joint Opinion on the Electoral Code of the Republic of Albania; Adopted by the Venice Commission
at its 78th plenary session (Venice, 13-14 March 2009)
203) While this phenomenon is not unusual for this type of electoral system, it must be noted that the
combined effect of the natural and legal thresholds may reduce the number of mandates won in the
Assembly by smaller political parties and candidates supported by groups of voters (independent
candidates). Strasbourg/Warsaw, 13 March 2009 European Commission for Democracy Through Law.
Adopted by the Venice Commission at its 78th plenary session (Venice, 13-14 March 2009).

82

the political partys list in each of the twelve electoral zones for the National Assembly, cosa
che violava i principi fondamentali dell'equit e della discriminazione, e non solo, ma anche
degli standart Europei.204 Vediamo a questo punto in dettaglio come sono divisi i 140 seggi in
12 regioni.

Illustrazione 9: La nuova suddivisione dell'Albania in 12 regioni


elettorali, elezioni 2009
204) The Venice Commission and the OSCE/ODIHR recommend that Article 67(3) of the Code be

amended to respect the fundamental principles of equality and non-discrimination.

83

Tabella nr25 : La suddivisione dei 140 mandati in 12 regioni.

Regione

Soggetto politico

Seggi vinti

Shkoder

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

7 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

4 tot

1. Partito Socialista

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

3 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

1 tot

1. Partito Socialista

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

4 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

3 tot

1. Partito Socialista

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

4 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

2 tot

1. Partito Socialista

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

7 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

5 tot

1. Partito Socialista

3. Alleanza Socialista per l'Integrit

1 tot

1. Movimento Socialista per l'Integrit

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

16 tot

1. Partito Democratico

15

2. Partito Repubblicano

2. Coalizione Unione per Cambiamento di cui:

15 tot

1. Partito Socialista

15

3. Alleanza Socialista per l'Integrit

1 tot

1. Movimento Socialista per l'Integrit

1.Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

7 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

7 tot

1. Partito Socialista

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

6 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

9 tot

1. Partito Socialista

3. Alleanza Socialista per l'Integrit

1 tot

1. Movimento Socialista per l'Integrit

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

3 tot

1. Partito Democratico

11 seggi

Kukes
4 seggi

Lezhe
7 seggi

Diber
6 seggi

Durres
13 seggi

Tirane
32 seggi

Elbasan
14 seggi

Fier
16 seggi

Berat

84

8 seggi

Kore
12 seggi

Vlore
12 seggi

Gjirokaster
5 seggi

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

4 tot

1. Partito Socialista

3. Alleanza Socialista per l'Integrit

1 tot

1. Movimento Socialista per l'Integrit

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

6 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

6 tot

1. Partito Socialista

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

5 tot

1. Partito Democratico

2. Partito per Giustizia e Integrazione

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

7 tot

1. Partito Socialista

2. Partito per la Difesa dei Diritti Umani

1. Coalizione Alleanza del Cambiamento di cui:

2 tot

1. Partito Democratico

2. Coalizione Unione per il Cambiamento di cui:

3 tot

1. Partito Socialista

Totale:

140

Fonte: Commissione elettorale centrale.

Come cenavo anche prima, vedendo questa tabella capiamo che la differenza tra i due
partiti grandi e minima. Ma vediamo un attimo cos' successo prima e dopo le elezioni, in
che clima i elettori hanno votato, perch esiste ancora grande tensione nel paese?
Partendo dalla campagna elettorale abbiamo gi una irregolarit legale perch la legge
prevedeva chiaramente che la campagna doveva iniziare un mese prima del giorno delle
elezioni invece, iniziata prima della data stabilit. Ma lasciando questo dettaglio come
posso dire tecnico la clima elettorale non stata dei migliori. Uno perch la crisi interna al
PS era veramente drammatica, ma anche perch, entrambi i partiti grandi hanno avuto il
controllo totale sull'immagine e la notizia della campagna elettorale, arrivando perfino a
mandare alle TV principali i loro video filmati da soli per mandare in onda all'ora di punta. Il
fatto che la TV si trasformata da quella che osserva la notizia (la campagna elettorale) in
una loro serva attiva diventa ancora pi grave.205 La media separata, identificata,206 con i due
partiti principali, in questa campagna elettorale stata cosi incapace a tenere un ruolo
decisivo nel saper determinare loro i tempi e i temi principali dei partiti, invece sono stati i
partiti a decidere cosa servire alla massa. L'uso massiccio dei sondaggi elettorali come fonte
di informazione principale ha trasformati i media in un mezzo di propaganda a favore dei
partiti. La non verit della realt creata dalla media, ha prodotto soltanto una campagna
elettorale virtuale che reale, ma non solo, ha fatto capire che ha pi importanza l'elettore
come individuo manipolativo che il suo voto. L'elettore che doveva essere quello che giudica
i attori politici in questo scenario si trasformato in un pubblico virtuale, dei sondaggi e
delle piazze. Ma questa discriminazione fatta al elettorato, polarizzandola in maniera cosi
drastica, viene fatta anche ad una classe in particolare, alle donne.
Come ricorderemo alle elezioni del 2005 la partecipazione alle donne sia nella vita politica
che pubblica era troppo bassa. A tale problema il Parlamento Albanese ha adottato nel
Giugno 2008 a Law on Gender Equality which aims at establishing equal women
205) Giornale albanese Panorama ;E hene 22 qershor,; E enjte 25 qershor 2009.
206) TV KLAN- identificato con la destra, TV TOP CHANNEL- identificato con la sinistra.

85

representation in State institutions. L'articolo 67 del codice elettorale richiede che in


Assembly elections, for each electoral zone, at least thirty percent of the multi-name list
and/or one of the first three names in the multi-name list should be from each sex. 207 Come
ci ricordano anche gli osservatori stessi ci sono solo due scelte a qusto punto: (1) one
woman in the top three candidates or (2) thirty percent (30%) of the candidates must be
women, who can appea ranywhere on the list, including being placed as the very last names
on the bottom of the list. La seconda scelta stata usata molto dai due partiti pi grandi PD
e PS nel momento del presentazione delle liste presso la CCE, dove quest'ultima gli ha fatto
tornare indietro le liste dei candidati perch mancava il 30% delle rappresentanze delle
donne. Molte donne candidate a queste elezioni di fatto non si sono sentite ne avvantaggiate,
ne privilegiate, ma come sempre la nostra stranezza continua, perch anche s su 140
deputati 22 sono donne, il capo del parlamento sempre donna, Jozefina Topalli, rieletta per
la seconda volta.
Se lo scenario politico prima delle elezioni era questo, dove il PD urla contro il PS e
viceversa, dove ognuno da per angelo se stesso per diavolo l'avversario, dopo una
campagna elettorale cosi costosa e mal gestita da entrambe le forze, si apre un altra pagina
dopo il 28 giugno. Il nuovo scenario post elettorale quello di un governo democratico che
governa da solo, in assenza di un'opposizione. Il partito socialista rifiuta di riconoscere il
risultato delle elezioni del giugno 2009, chiedendo che vengano riaperte e ricontate le schede
elettorali, perch il voto socialista stato rubato. Di fatto la situazione molto critica nel
paese, perch l'opposizione al parlamento manca, cosa che, se si va avanti per molto tempo si
finisce per avere nuove elezioni anticipate.

207)JOINT OPINION ON THE ELECTORAL CODE OF THE REPUBLIC OF ALBANIA; Adopted by

the Venice Commission at its 78th plenary session (Venice, 13-14 March 2009)

86

Facsimile di una scheda elettorale dove i cittadini hanno dovuto esprimere il loro voto, il 28
giugno 2009.

87

ALLEGATO 1
1.1 I Rapporti tra Italia e Albania
Continuando con il capitolo precedente facile da intuire che la collaborazione tra i
due paesi abbastanza intensa, sia nell'ambito politico, che economico e culturale. Il
carattere globale e multidisciplinare dei rapporti tra questi due paesi stato realizzato tramite
l'adozione di numerosi strumenti legislativi che hanno consentito di rendere stabili e
reciprocamente proficui i legami tra Italia e Albania. Ma vediamo pi in dettaglio quali sono
questi accordi bilaterali e non, pi importanti conclusi tra i due paesi:
1. Protocollo relativo all'istituzione del servizio marittimo di linea di navi traghetto
per il trasporto di camion, merci, posta tra il porto di Trieste e di Durazzo firmato il
22.10.1983. In vigore dal 22.10.83
2. Accordo di cooperazione economica e tecnica, firmato l8.11.89. In vigore dal
8.11.89.
3. Accordo di Cooperazione nella lotta contro il traffico illecito e di sostanze
stupefacenti e psicotrope e contro la criminalit organizzata, con protocollo aggiuntivo
firmato il 24.08.91. In vigore dal 24.08.91.
4. Accordo sulla promozione e protezione degli investimenti, firmato il 29.9.92. In
vigore dal 29.11.96.
5. Accordo fra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo di Albania relativo
ai servizi aerei, firmato il 18.12.92. Non in vigore.
6. Accordo per la delimitazione della piattaforma continentale, firmato il 18.12.92. In
vigore dal 26-2-99.
7. Accordo fra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo di Albania relativo
ai servizi aerei, firmato il 5.4.93.
8. Accordo di Cooperazione Scientifica e Tecnologica con Allegato firmato il
18.12.97. Entrato in vigore dal 21.09.99.
9. Accordo sulla regolamentazione reciproca dell'autotrasporto internazionale di
viaggiatori e merci, firmato il 5.4.93. In vigore dal 3.2.05.
10. Accordo di navigazione marittima tra Italia ed Albania, firmato il 6.5.94. Non in
vigore.
11. Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e
sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, firmato il 12.12.94. In vigore dal 21.12.99.
12. Trattato di Amicizia e collaborazione tra la Repubblica italiana e la Repubblica di
Albania, firmato il 13.10.95. In vigore dal 5.10.00.
13. Accordo tra il Ministero della Difesa della Repubblica italiana ed il Ministero
della Difesa della Repubblica di Albania sulla collaborazione nel settore della difesa, firmato
il 13.10.95. In vigore dal 17.8.99.
14. Accordo di riammissione sull'immigrazione clandestina, firmato il 18.11.97. In
vigore dal 1.8.98.
15. Protocollo di cooperazione e assistenza per il rafforzamento delle istituzioni
albanesi, firmato il 03.03.98. Non in vigore.

88

16. Accordo di mutua assistenza amministrativa per la prevenzione, la ricerca e la


repressione delle infrazioni doganali, firmato il 12.03.98. In vigore dal marzo 2005.
17. Protocollo d'Intesa sulla cooperazione nelle operazioni di ricerca e salvataggio nel
Mare Adriatico, firmato il 19.05.00. In vigore dal 27.12.01.
18. Protocollo d'Intesa su un sistema obbligatorio di rapportazione navale nel Mare
Adriatico (Adriatic Traffic), firmato il 19.05.00. In vigore dal 19.05.00.
19. Protocollo d'Intesa tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della
Repubblica di Albania sullo stabilimento di un sistema comune di rotte e di uno schema di
separazione del traffico nella parte meridionale del Mare Adriatico, firmato il 19.05.00. In
vigore dal 19.05.00.
20. Protocollo d'Intesa tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della
Repubblica di Albania per lo stabilimento di un comune sistema VTS208 nel Mare Adriatico,
firmato il 19.05.00. In vigore dal 19.05.00.
21. Accordo concernente il consolidamento del debito estero dell'Albania di cui ai
termini di riferimento del Club di Parigi del 22 luglio 1998, con Allegati firmato il
12.10.2000 a Tirana. L'Accordo entrato in vigore il 3 gennaio 2001.
22. Accordo concernente il consolidamento del debito estero dell'Albania (Club di
Parigi del 14 ottobre 1999), con Allegati firmato il 12.10.2000 a Tirana. L'Accordo entrato
in vigore il 3 gennaio 2001.
23. Memorandum d'Intesa cooperazione giudiziaria, firmato il 24.04.2002. Intesa
tecnica interministeriale.
24. Accordo aggiuntivo alla Convenzione di Strasburgo sul Trasferimento delle
Persone condannate, firmato il 24.04.2002. In vigore dal 25.06.04.
25. Memorandum sul funzionamento delle sezioni bilingui, firmato il 26.04.02. In
vigore dal 22.09.03.
26. Accordo di coproduzione cinematografica, firmato il 10.05.02. In vigore dal
01.06.04.
27. Accordo di cooperazione nel campo del turismo, firmato il 23.10.02. Non in
vigore.
28. Accordo per la realizzazione del programma di ristrutturazione gestionale della
KESH209 ed il potenziamento del sistema elettrico albanese, firmato il 13.02.03. In vigore dal
21.01.04.
29. Memorandum dIntesa sul Programma Illiria per linserimento della lingua
italiana nel sistema pre-universitario albanese, firmato l11.07.06. Non in vigore.
30. Accordo di cooperazione nella Lotta contro la Criminalit, firmato il 19.06.07.
Non in vigore.
31. Accordo aggiuntivo alla Convenzione Europea di estradizione del 13 dicembre
1957 ed alla convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile
1959, ed inteso a facilitarne lapplicazione, firmato il 3.12.2007. Non in vigore.
32. Accordo bilaterale sul riconoscimento reciproco in materia di conversione di
patenti di guida, firmato il 27 ottobre 2008. In vigore luglio 2009.
208) VTS : Sistema di controllo del traffico Marittimo.
209) KESH- Corporata Elettrica Albanese.

89

33. Protocollo bilaterale relativo allAttuazione dellAccordo tra U.E. e Albania sulla
riammissione delle persone irregolari, firmato il 31 ottobre 2008. In vigore a partire dal 3
dicembre 2008.
34. Accordo Bilaterale in materia di lavoro con Protocollo Aggiuntivo, firmato il 2
dicembre 2008. Non in vigore.
35. Accordo quadro di Cooperazione allo Sviluppo, firmato il 2 dicembre 2008. Non
in vigore.210
Come si pu notare gli accordi stipulati tra lItalia e l'Albania sono numerosi e di vario
tema.211 Alcuni di essi sono gi entrati in vigore e altri no. Inoltre possiamo ricordare che
molti di questi accordi riguardanti lamicizia e collaborazione tra i due paesi, oppure di
ricerca e salvataggio del Mare Adriatico; oppure il Programma Illiria212 per linserimento
della lingua italiana nel sistema pre-universitario albanese ; della cooperazione nel campo del
turismo; di cooperazione allo sviluppo della ricerca scientifica che di coproduzione
cinematografica italiana in Albania, sono gi consolidati da anni oramai, in termini pratici,
nel paese delle aquile.
Gli anni '90, sia per l'Albania che per Italia, sono stati molto difficili. La prima,
appena uscita dalle mura del comunismo, vede come sua salvezza l'Italia. Di fatto migliaia e
migliaia di immigrati sbarcano alle porte della Puglia che in quel momento forse si trovata
impreparata.213 L'operazione Pellicano214 per prima per poi continuare con Alba ebbero
un grande successo, raggiungendo i fini che si proponevano dall'inizio; un grande aiuto in
termini economici e sanitari; grande supporto nel compiere delle riforme istituzionali, che il
paese doveva intraprendere per forza, e individuare quali erano i settori strategici su cui
intervenire. Sicuramente in questo periodo, tra i primi accordi pi importanti si pu
considerare quello di Cooperazione nella lotta contro il traffico illecito, di sostanze
210) http://www.ambtirana.esteri.it/Ambasciata_Tirana/
211) I principali settori destinatari degli aiuti di cooperazione italiana in Albania sono le infrastrutture, il settore
energetico, la sanit, l'institutional building e il sostegno al settore privato (PMI).
212) L'Ufficio per la Cooperazione Scolastica dell'Ambasciata d'Italia a Tirana e Il Ministero dell'Istruzione e
della Scienza albanese hanno sviluppato in collaborazione diversi progetti per la presentazione e
l'apprendimento della lingua e della cultura italiana principalmente nelle scuole elementari e superiori albanesi.
Il Programma Illiria, avviato nel 2002 nelle terze classi delle scuole statali e nelle prime classi delle scuole
secondarie superiori, distribuite in 19 distretti scolastici, ha come obiettivo di introdurre l'insegnamento
della lingua italiana come prima lingua straniera nell'istruzione di base e le superiori, con lo scopo di
raggiungere una quota di studenti pari, entro il 2010, almeno al 10% di studenti e successivamente di consentire
la scelta dellitaliano come prima lingua straniera in tutte le scuole albanesi in cui si prevede lo studio di una o
pi lingue straniere. http://segreteria.ufficioscolastico.googlepages.com/home
213) Sia nel 1990 (circa 800 rifugiatisi nellAmbasciata Italiana) che nel mese di marzo del 1991 (25.000
sbarcati in diversi porti della Puglia dopo la liberalizzazione dei passaporti) sono bene accolti questi cittadini
interessati a liberarsi dal peso del passato. Il clima peggiora gi nel mese di agosto dello stesso 1991, quando
altri 20.000 albanesi sbarcarono, non attesi, e vengono rispediti a casa senza complimenti. Inizia un decennio di
sofferenze per questi immigrati, che continuano ad arrivare, in un clima di forte diffidenza con il supporto di
esosi scafisti che li traghettano nella terra promessa, dove molti riescono a nascondersi per emergere in
occasione delle regolarizzazioni (1995, 1998, 2002) e altri, invece, vengono espulsi e rispediti nel loro paese,
dove sta capitando di tutto: mancanza di sicurezza, crisi finanziaria nel 1997, guerra del Kosovo nel 1999, il
conflitto nella vicina Macedonia, penuria di lavoro e sistema economico in sofferenza. In questo periodo,
lintegrazione sociale degli albanesi ostacolata dal diaframma costituito dal pregiudizio etnico nei loro
confronti, pur essendo una grande collettivit, la seconda per consistenza dopo quello marocchina. A fronte dei
pregiudizi e dello scarso gradimento nei luoghi pubblici gli albanesi riducono le forme di socializzazione pi
visibili (incluso lassociazionismo) e potenziano invece le forme di auto- organizzazione su base familiare e
intracomunitarie.
214) Commissione mista- Italia-Albania. Processo verbale della Grande Commissione mista per la
cooperazione italo-albanese(Roma 17-18 novembre 1992).
http://www.italcoopalbania.org/new/mat.php?idr=5&idm=9&l=i

90

stupefacenti e psicotrope, e soprattutto contro la criminalit organizzata. Riguardo questo


tema assai delicato molti incontri sono intercorsi tra le due parti anche con il passare degli
anni ricordando qui l'ultimo avvenuto il 18 novembre del 2008, dove si discusso della
possibilit di una nuova cooperazione bilaterale volta a migliorare lo scambio di
informazioni tra le due magistrature, nonch di dossier e documentazioni che vedono
coinvolti entrambi i Paesi su pi fronti.215
Un altro accordo importante il Patto di Stabilit per l'Europa Orientale del 2001216
il quale stabilisce: 1. la necessit di realizzare una mutua cooperazione bilaterale e regionale
tra Albania e Italia; 2. di garantire buoni relazioni tra i paesi confinanti; e infine, il
coordinamento dei piani e dei programmi per il supporto economico. Con l'entrata in vigore
della legge 84 del 2001, successiva al patto di Stabilit, l'Adriatico e l'Italia assumono una
vera e propria dimensione regionale all'interno di un ampio contesto di cooperazione per lo
sviluppo trans-frontaliero. I temi di cooperazione217 per lo sviluppo erano destinati non solo
all'amministrazione pubblica, per garantire un sistema amministrativo pi efficiente e
democratico in tutti i suoi livelli, ma anche in materia di sicurezza e di formazione del
personale tecnico nei diversi campi per lo sviluppo del settore privato.218 Questi documenti
rappresentano un significativo passo in avanti ed un ulteriore impegno straordinario
dell'Italia verso l'Albania...tali accordi serviranno a consolidare e rilanciare i rapporti fra i
due paesi- cos pronunciava in quel momento il sottosegretario agli Esteri, senatore Roberto
Antonione.219 A seguire, dagli anni '98- '99 si continua ad avere un altro Protocollo d'Intesa
fra i due Governi per la cooperazione tecnica bilaterale. I progetti erano concentrati
soprattutto sull'assistenza tecnica, comprese le attivit di formazione e di studio delle
strategie nelle seguenti aree: promozione delle piccole e medie imprese; privatizzazione
delle imprese, loro conversione e ristrutturazione (produzione, commercio estero e
finanziamento), formazione e addestramento della manodopera con particolare attenzione al
suo impiego in imprese miste e nelle piccole e medie imprese; agricoltura, produzione e
distribuzione degli alimenti; edilizia e infrastrutture urbane; servizi sociali, protezione
dell'ambiente, produzione sicura d'energia; telecomunicazioni e trasporti; cultura,
informazione, educazione e ricerca; scienza e tecnologia.220 Nel 2001, tale programma di
cooperazione triennale 1998-2000 venne integrato con lassunzione di ulteriori impegni,
mentre i due Governi avevano da tempo iniziato a mettere a punto un terzo accordo di
cooperazione, con cui si defin la strategia degli aiuti per il triennio 2002-04.221 La
consistenza delle risorse stanziate consent allItalia di rafforzare il proprio impegno
nellaffiancare il Governo albanese nel processo di sviluppo e d'integrazione europea avviato,
in particolare con riferimento a settori strategici quali sono: infrastrutture e servizi pubblici,
215) Inoltre, la visita stata anche una fruttuosa occasione per mettere in contatto diretto la procura italiana
dell'Antimafia e la Procuratoria dei Gravi Crimini dell'Albania.
216) Gazzetta Ufficiale pubblicata il 31 marzo 2001. http://gazzette.comune.jesi.an.it/2001/76/1.htm.;oppure
http://www.balcanionline.it/legge84.aspx Legge 21 marzo 2001, n.84 Disposizioni per la partecipazione italiana
alla stabilizzazione, alla ricostruzione e allo sviluppo di Paesi dell'area balcanica. La legge disciplina in
particolare le forme di partecipazione italiana nei processi di stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo nei paesi
balcanici tra cui erano Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia,
Repubblica Jugoslava, la Romania e per ultima anche l'Albania.
217) I principali settori destinatari degli aiuti di cooperazione italiana in Albania sono le infrastrutture, il settore
energetico, la sanit, l'institutional building e il sostegno al settore privato (PMI).
218) http://www.cooperazioneallosviluppo.esteri.it/
219) ANSA - Tirana, 9 Aprile 2002.
220) http://italcoopalbania.org/new/pdf/PROTOCOLLO_DINTESA_99.pdf
221)http://italcoopalbania.org/new/pdf/protocollo_2002_2004.pdf. Il Protocollo di cooperazione sottoscritto il 9
aprile 2002, relativo a quest'ultimo triennio, prevedeva nuovi impegni, finanziati tramite gli strumenti del dono
e del credito d'aiuto, per un ammontare complessivo di 202 milioni di Euro. Per anni nel bilancio dello Stato
italiano esisteva un capitolo di spesa di capitolo per Aiuti e cooperazione con l'Albania. In realt sempre
stato speso pochissimo ma almeno era ufficiale l'intenzione dell'Italia.

91

sviluppo del settore privato e delle PMI, agricoltura, rafforzamento istituzionale, nonch
sviluppo delle risorse umane ed adeguamento dei servizi sociali. Inoltre, l'approvazione, da
parte del Parlamento italiano, della Legge 84/2001,222 a cui la Cooperazione allo Sviluppo
partecipa in misura sostanziale e ha come scopo la traduzione in termini concreti degli
impegni assunti dallItalia, nell'ambito del Patto di Stabilit, si pu dire che siano gi
mantenute.223
Attualmente alcune delle iniziative pi importanti della cooperazione italiana in
Albania, quali lapertura di una linea di credito e di un fondo di garanzia per le PMI (Piccole
e medie imprese) albanesi, e il supporto alla Banca Mondiale con il Programma
Privatizzazioni, si collocano nellambito del sostegno alliniziativa privata. E stato creato,
con la collaborazione di Ufficio Commerciale dellAmbasciata dItalia, lIstituto per il
Commercio con lEstero e la Regione Lazio224 e uno Sportello unico per le imprese in
Albania, al fine di sostenere il processo di internazionalizzazione delle imprese italiane, di
fornire servizi al sistema produttivo, di proteggere gli investimenti esistenti nel Paese, e in
fine di promuovere e rafforzare limmagine del made in Italy.225 Inoltre, da un paio d'anni,
c' stato anche l'ingresso del gruppo bancario San Paolo-IMI (dal 2006) nel mercato
albanese.
Se a questo si aggiunge che lItalia il principale partner commerciale (con una quota del
40% dellintero commercio estero albanese), il primo investitore diretto226 ed il terzo
donatore bilaterale (dopo Stati Uniti e Grecia) si comprende meglio non solo limportanza
delle relazioni economiche, ma anche sociali e culturali che intercorrono tra i due paesi. 227
Tale relazione, si pu vedere anche con la recente visita del premier Berlusconi in Albania 228.
Durante l'incontro i due paesi, nonch i rappresentanti delle imprese coinvolte nella ratifica
degli accordi di cooperazione multi-settoriale hanno sottoscritto 6 accordi e atti di
collaborazione con lItalia, tra cui un accordo bilaterale; un Protocollo di esecuzione tra il
Ministro del Lavoro delle Questioni Sociali e Pari Opportunit e lAmbasciatore italiano
222) In Albania sono stati cofinanziati dalla Legge 84 art. 7 complessivamente 16 Progetti presentati da 8
Regioni italiane per un totale di 2.200.000 (due milioni e duecentomila) Euro di Budget comprensivo delle
quote MAE e delle quote degli Enti Italiani ed Albanesi. I progetti nella maggioranza dei casi si sono basati
sulla prosecuzione o il rafforzamento di attivit intraprese precedentemente in Albania dalla fine degli anni 90
in poi dai diversi attori italiani nelle medesime aree regionali : Shkoder, Durres, Tirana, Vlore, Elbasan,
Girokaster. I settori interessati sono stati il Sociale, il Sanitario, Cultura e Comunicazione, Pianificazione
territoriale con le diverse implicazioni di Istitutional Building nei Governi regionali e comunali coinvolti.
223) Tali impegni prevedono lo stanziamento aggiuntivo di circa 50 milioni di Euro all'anno, da destinare ad
attivit di sviluppo e democratizzazione negli Stati dell'area balcanica.
224) ICE: http://www.ice.it/
225) L'ICE di Tirana fornisce servizi tarati sulle diverse esigenze, assicurando informazioni di base ed un
sostegno specifico alle strategie di penetrazione e consolidamento sul mercato locale.
Allo scopo di accrescere la presenza ed il ruolo del sistema economico e produttivo italiano in Albania, i servizi
possono essere ricondotti a tre grandi gruppi:1) Servizi per conoscere il mercato albanese: sono utili all'azienda
italiana per conoscere il mercato locale. Questi servizi consistono essenzialmente in informazioni sui settori pi
promettenti e pi favorevoli per la penetrazione del prodotto italiano; informazioni sulle normative e su ogni
altro aspetto tecnico, economico e commerciale.2) Il programma promozionale del ICE teso a: - sostenere ed
incrementare le esportazioni italiane; - attirare l'attenzione dell'imprenditoria italiana sulle possibilit di
investimenti in Albania, con una adeguata informazione paese; - mantenere vivo l'interesse degli albanesi verso
l'Italia come modello di sviluppo e partner privilegiato. 3) A supporto degli investimenti italiani nei sette paesi
balcanici, la legge 84 del 2001 disciplina le forme di partecipazione italiana al processo di stabilizzazione,
ricostruzione e sviluppo dei Paesi dell'Area Balcanica, di cui anche l'Albania.
226) L'imprenditoria italiana ha raggiunto in meno di un decennio un notevole livello di radicamento nel
mercato albanese e detiene tuttora il primato tra le presenze straniere con circa 400 piccole e medie imprese
operanti sul territorio. Ammontano infine a circa 600 milioni di Euro i fondi stanziati a partire dal 1992 per la
realizzazione di programmi di cooperazione allo sviluppo.http://www.esteri.it/
227) Osservatorio interregionale sulla cooperazione allo sviluppo. CESPI, Settembre 2007.
228) Silvio Berlusconi stato a Tirana il 2 dicembre 2008.

92

presente in Albania; nonch, un accordo di collaborazione e sviluppo raggiunto tra il


Ministro delle Finanze albanese e la stessa ambasciata italiana a Tirana229. Di fatto
l'ambasciatore italiano presente in Albania, Saba d'Elia, pi volte ha invitato le imprese
italiane a prestarsi in Albania, perch il paese non solo vicino geograficamente e ha la
manodopera a pi basso costo di tutto il territorio balcanico ma, soprattutto, perch ha
aumentato le sue capacit nel dare supporto e sicurezza alle imprese italiane e a quelle estere.
A partire dai primi anni 2000 l'Albania per, con la sua politica estera, ha avuto come scopo
principale non solo diventare l'unica superpotenza energetica su tutto il territorio balcanico,
ma anche, l'adesione alla UE e alla Nato. Per quanto riguarda la prima, l'accordo tra UE e
Albania, la Commissione direttivo di alto livello UE/Albania, volta a preparare il negoziato
di un accordo di stabilizzazione e di associazione con il paese, ha adottato in data 6 giugno
2001 una relazione sui progressi fatti dall'Albania nel preparare i negoziati per un accordo di
stabilizzazione e di associazione. Dopo aver analizzato i diversi fattori politici, economici e
tecnici, la relazione conclude che opportuno avviare negoziati per un accordo di
stabilizzazione e di associazione con l'Albania.230
L'Italia da sempre ha avuto un ruolo molto decisivo, assicurando il paese che far da
avvocato difensore per assicurarsi che gli altri stati membri approvino l'ingresso dellAlbania
nell'UE. Inoltre poco tempo fa, la Commissione esteri della Camera dei deputati in Italia231 ha
dato il via libera alla ratifica dellaccordo alla Nato, con il quale l'Albania pu entrare a far
parte della grande famiglia atlantica.232 Franco Frattini, il ministro degli Esteri d'Italia in una
visita recente a Tirana, ha dichiarato233 che lItalia sosterr la vocazione europea e atlantica
dellAlbania...perch c' un reciproco interesse in questo percorso...... ma nellattesa che
entri in vigore occorre fare comunque dei passi avanti per e con lAlbania. Fino ad oggi
lAlbania stata una consumatrice di sicurezza. Ora deve diventare un produttore di
sicurezza.
Altro punto delicato in cui tra i due governi, sia quello Albanese che Italiano, si sta
lavorando molto, riguarda la liberalizzazione dei visti. Un punto assai delicato, che
giustamente richiede pi attenzione da parte di entrambi i stati. Sempre il ministro degli
esteri italiano, Franco Frattini, il 7 marzo 2008, con la veste anche del vicepresidente della
Commissione europeo si recato a Tirana per inaugurare il dialogo con l'Albania
sullabolizione del visto. Frattini in quella occasione ha dichiarato: Mi reco personalmente a
Tirana per portare ai cittadini albanesi un messaggio politico forte e positivo dell'Unione
europea, aprendo ufficialmente il dialogo sulla liberalizzazione dei visti tra l'UE e il loro
paese. Questo processo mira all'obiettivo comune di assicurare la libera circolazione dei
cittadini. Inoltre il dialogo incoragger la mobilit delle persone tra l'UE e i paesi dei Balcani
occidentali, elemento essenziale per una cooperazione pi stretta con i paesi della regione.
Mentre da una parte lUE ha richieste concrete circa le riforme riguardanti la sicurezza dei
229) http://www.governo.it/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=41139 I media albanesi di fatto hanno
descritto levento come la visita di oltre 2 miliardi di euro perch le intese riguardano, nellordine, la
realizzazione di un rigassificatore nella zona di Fiere di una condotta sottomarina per lItalia per un valore di 1
miliardo di euro, la realizzazione di un parco eolico a sud di Valona e di un cavo sottomarino di
interconnessione elettrica con lItalia per un valore di 1 miliardo e 15 milioni di euro, la realizzazione di un
cementificio a ciclo completo nel nord dellAlbania per un valore di 160 milioni di euro, e la costruzione di un
tratto stradale del collegamento Levan-Dames per 33 milioni di euro.
230) http://europa.eu/
231) Progetto legge n1908 per la ratifica del accordo di Nato.
232) http://www.governo.it; Consiglio dei Ministri n.24 del 31/10/2008: Comunicati stampa. Su proposta del
Ministro degli affari esteri, Franco Frattini, e del Ministro della difesa, Ignazio La Russa:- un disegno di legge
per la ratifica e lesecuzione dei Protocolli di adesione al Trattato del Nord Atlantico della Repubblica di
Croazia e della Repubblica di Albania;
233) http://www.mfa.gov.al/ . Il ministro degli Esteri albanese Lulzim Basha riceve il ministro degli esteri
italiano Franco Frattini in Albania il 27.10.2008.

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documenti, il contrasto allimmigrazione clandestina e alla corruzione, la lotta alla


criminalit e i controlli alle frontiere in linea con gli standard europei, dall'altra parte anche il
ministro degli esteri italiano Frattini, richiede un forte impegno politico del governo albanese
nella lotta contro il crimine; la realizzazione di documenti regolari di identificazione, e
infine, una piena riforma del sistema elettorale, perch soltanto cos: entro la met del
prossimo anno finiranno i lavori per la liberalizzazione dei visti per i cittadini albanesi. 234 Di
fatto, i cittadini albanesi beneficiano gi dal 1 gennaio 2008 di un regime di facilitazione del
visto, che prevede procedure uniformi per le domande e il rilascio dei visti a molte categorie
di cittadini: studenti, sportivi, operatori culturali, giornalisti, persone in visita a familiari
residenti nell'UE o che necessitano di cure mediche, operatori economici che lavorano con
societ dell'UE, ecc. Laccordo di facilitazione del visto prevede inoltre costi inferiori per i
visti (35 euro invece di 60), visti di durata superiore, visti gratuiti, ad esempio, per minori e
pensionati.235
Per quanto riguarda il tema di ritorno in patria degli immigrati albanesi che hanno
vissuto in Italia da tanti anni, in atto il progetto W.A.R.M. Welcome Again: Reinsertion of
Migrants, nato allinterno del programma AENEAS,236 che ha coinvolto il Comune di
Roma, Caritas Italiana, Caritas Albania, e il P.f.D. (Partner for Development) con l'obiettivo
di assicurare un supporto agli albanesi rimpatriati attraverso una serie di azioni di
formazione, accompagnamento al lavoro e/o alla creazione di micro imprese in patria.
In Albania, molto significativa la collaborazione dell'Italia nel settore della difesa. Sono
oltre 100 i soldati italiani che vi operano, sia nell'ambito dell'operazione NATO
"Communication Zone West", sia nel contesto di numerose missioni bilaterali. L'eccellente
collaborazione tra i Ministeri della Difesa italiano ed albanese testimoniata dalla
collaborazione costante con le Forze armate albanesi (Iniziativa DIE - Delegazione italiana di
esperti), dalla cooperazione tra l'Aeronautica militare e quella albanese e dalla presenza del
28 gruppo navale della Marina Militare italiana a Valona. I rapporti dell'Italia, come appena
visti, sia con i Paesi dell'area balcanica ma soprattutto con l'Albania rappresentano una
priorit naturale nel panorama delle linee di azione della politica estera italiana, per
tradizione politica, collocazione geografica e affinit culturali.
L'Italia ha fatto molto in questi anni, sia sul piano bilaterale che multilaterale, per
facilitare il cammino di Tirana verso una maggiore stabilit economica e sociale. D'altronde
anche il Governo albanese si impegnato non solo ad attrarre maggiori investimenti esteri,
rendendo pi attraente il business del Paese ma anche combattere l'economia informale e la
corruzione.

234) In teoria si deve cominciare a liberalizzare i visti agli albanesi a partire da questo meta anno del 2009.
235) http://www.stranieriinitalia.it/
236) AENEAS Programma di assistenza finanziaria e tecnica ai paesi terzi in materia di immigrazione e esilio
2004- 2008. Il presente programma di cooperazione si prefigge di fornire aiuti finanziari e tecnici specifici e
complementari ai paesi terzi al fine di sostenerne gli sforzi per una gestione migliore dei flussi migratori sotto
tutti i punti di vista. Il programma destinato in particolare, ma non esclusivamente, ai paesi terzi attivamente
impegnati nella preparazione o nell'attuazione di un accordo di riammissione siglato, firmato o concluso con la
Comunit europea. Il programma finanzia azioni adeguate che si collegano in modo coerente e complementare
con i principi generali della politica comunitaria in materia di cooperazione e di sviluppo e con le strategie
comunitarie di cooperazione e sviluppo nazionali e regionali riguardanti i paesi terzi interessati e che integrano
le
azioni

in
particolare
in
materia
di
gestione
dei
flussi
migratori, ritorno e reinserimento dei migranti nei rispettivi paesi d'origine, asilo, controlli di frontiera, profughi
e sfollati previste dalla messa in atto di tali strategie e finanziate mediante altri strumenti comunitari nel
settore della cooperazione e dello sviluppo. http://db.formez.it/

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