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STORIA DELLITALIA LIBERALE di CAMMARANO

Premessa per capire quanto c sul libro (non c sul libro)


Stato liberale:
- nasce con lascesa della borghesia
- non intervento dello stato nella societ e nelleconomia
- tutela i diritti inviolabili, naturali e le libert fondamentali dellindividuo
- dotato di una carta costituzionale (Statuto Albertino)
LItalia, ma ancora prima il Regno di Sardegna, era una monarchia costituzionale con un Re, un parlamento
diviso in due camere, e una carta.
Il re nomina, per il potere secutivo, i ministri (che possono formare un gabinetto o un consiglio dei ministri con
un Primo Ministro). Il parlamento detiene il potere legislativo. E diviso in due camere: Senato (di nomina
regia) e dei Deputati (elettiva su una determinata base censitaria, esplicitata nella carta costituzionale). Il potere
legislativo viene esercitato dal Re tramite la nomina di magistrati.

Cap. 1 IL NUOVO STATO


Le istituzioni dellItalia unita
Situazione del nuovo stato dopo 17.3.1861:
- grandi dimensioni territoriali e demografiche
- arretratezza economica e civile: 75% dei 22mln di abitanti analfabeta, 58% reddito da agricoltura in cui
lavorava il 70% del popolo
- trasporti, comunicazioni e risorse energetiche scarsissime: attivit manufatturiera solo artigianale
- persistenza conflitti politici-istituz. preunitari: Italia intesa come estensione R.Sardegna (governo Cavour)
Vittorio Emanuele II accetta per legislatura VIII. Sa che la responsabilit politica del nuovo Stato spetta ad un
governo che riscuote maggioranza: viceversa, impossibile formare un governo senza fiducia del re. V.E. cercava
di imporre la sua parola nelle decisioni governative in politica interna ed estera, scontrandosi duramente con
uomini politici tramite conflitti, il re voleva confermare la sua autorit sul governo che voleva assumersi
tutte le responsabilit, restringendo gli spazi del sovrano.
Attorno al V.E. orbitava il partito di corte (senatori, ufficiali, funzionari che potevano orientare le opinioni del
re), gestito autonomamente dal sovrano (fino al 1901) che per non osava sfidare il parlamento.
Per controllare il nuovo paese, il governo applic la legge elettorale restrittiva dello S.albertino (1848), con
collegi uninominali a due turni. Secondo la legge, requisiti di:
- eleggibilit. Deputati: di nomina cittadina, maschi, +25, istruiti; Senatori: di nomina regia maschi, +40,
istruiti, categorie date dallo S.Alb. In carica 5 anni, giurato fedelt a Re e Statuto, non pagato.
- Corpo elettorale. Maschi, +25, istruiti, che pagassero 40 lire. Su 4.800.000 famiglie poterono votare solo
+400.000. Elezioni 1861: successo di Cavour, che crea una quasi totale maggioranza del suo governo.
Dagli anni 80 aumentarono le nomine degli ex deputati, quindi il Senato venne teoricamente diviso in 3 gruppi:
maggior censiti, funzionari pubblici e politici di professione. Senato paritario alla Camera, la quale, per aveva
priorit su leggi finanziarie e bilancio; al Senato spettava attribuzione giurisdizionale.
Limpianto amministrativo
Spesa pubblica: 10% del PIL. Dipendente pubblico: fino al 1871, non gode di protezione giuridica, forte status
socio-economico, carriera non con selezioni per merito ma con criteri particolari.
Questione dellordinamento da dare al paese. La cultura liberale tiene in astratto il riconoscimento del
decentramento progetto di Minghetti, min. Interni, del 13.3.61: delega a funzionari locali del potere e
rispettivi organi elettivi (preludio di introduz. delle regioni). Ostilit della classe politica, proposta bocciata
immediatamente si impone laccentramento in vigore dal 59 per salvaguardare lunit nazionale, e
rappresentanza periferica dellesecutivo dato ai prefetti (senza decisione parlamentare). La mancata soluzione
amministrativa diede slancio al progetto di piemontizzazione del paese fissato dal governo:

con il governo La Marmora (64-66), venne promulgata la Legge Lanza (20.3.65), generalizzazione del decreto
Rattazzi del 59, di unificazione amministrativa del paese (sei allegati):
- organizzazione amministrativa: impianto centralistico in cui comuni e province svolgevano compiti delegati
dal governo (servizio militare, censimento, elezioni, stato civile), sindaco di nomina regia
- pubblica sicurezza: rafforzamento controlli, domicilio coatto e ammonizione (paradosso con caratteri liberali)
- contenzioso amministrat.: giurisdizione ridata a magistratura (nomina regia) eliminando tribunali speciali
- Istituzione Consiglio di Stato, organo giurisdizionale
- Sanit pubblica e opere pubbliche
2.4.65: promulgazione legge unificazione legislativa del paese a quella amministrativa, che fanno entrare in
vigore, dal 1.1.66, i codici civile, procedura civile, marina mercantile (nuovi), commercio, penale, procedura
penale ed altri provvedimenti minori (direttamente dallex R.Sardegna).
Secondo il cod. civile, si favorisce il diritto proprietario e lindividualismo liberale tipico borghese. Donna
status inferiore alluomo. Lordinamento giudiziario non dava piena indipendenza alla magistratura,
influenzabile dal governo, e i codici penale e di proc. penale sancivano la centralit lesigenza di mantenere
lordine sociale. Il progetto legislativo era stato stilato per far fronte immediato ad avvenimenti politici-militari
straordinari, tant che molti politici pensavano che lItalia fosse destinata a disintegrarsi di li a poco.
Laccelerato processo di piemontizzazione con scelta accentratrice, non era tradimento al liberalismo, ma
temporanea medicina ai conati di rigetto del nuovo organismo trapiantato in tutto il paese. Larretratezza
giustificava la scelta accentratrice, sia per funzione pedagocica, sia deducazione alla libert.
La cultura politica
La classe dirigente era di cultura liberale, dove ragione e moderazione erano i criteri principali. Ogni agitazione
sociale era un pretesto per destabilizzare le istituzioni, il cui centro era rappresentato dal Parlamento e Camera
elettiva. Subito dopo lunit, il Parlamento si identificava interamente con il liberalismo: al governo, liberalismo
moderato di stampo cavouriano, allopposizione, democrazia incentrata nellazionismo e cultura garibaldini e
mazziniani. 2 realt (dx e sx) che coagulavano gruppi parlamentari minori spesso aggregati su base regionale o
forza dattrazione dei leaders non serviva organizzarsi perch tanto lattivit politica si basava sulla
mediazione dibattimentale in Parlamento (no esigenza partito).
DESTRA STORICA
- ristretta elit sociale (grandi proprietari terrieri ed imprenditori) dellItalia centrosettentrionale,
consapevole del ruolo di classe dirigente, eternamente devota al moderato liberalismo
- fedelt ai Savoia ed adesione alla politica liberale di Cavour, non guardavano allinserimento delle
masse nella politica
- nonostante la consapevolezza di essere dirigenti, vi erano diverse origini con culture ed interessi vari:
lombarda dei grandi industriali (Jacini); la piemontese (La Marmora, Sella, Lanza) e la tosco-emiliana
(Ricasoli, Minghetti, Farini) chiamata Consorteria, spesso in contrasto con la piemontese per reciproche
accuse di ristrettezza e opinione diversa su amministrazione del paese; piccola componente napoletana
(Spaventa) secondo il quale lo stato dovesse intervenire, per bisogno morale, nei problemi del Sud.
Dopo Cavour, il governo fu di Ricasoli, che fu in netto contrasto con V.E. (astio reciproco). Nonostante Ricasoli
ottenne la fiducia ad inizio 62, si dimise dato che il re richiese al parlamento una seconda mozione.
Governo con Rattazzi (di sinistra liberale) e Farini nel 63 prevalsero gli schieramenti regionali.
Ci che accomunava la classe dirigente era latteggiamento di distacco dal paese reale, in cui il popolo era in
netto ritardo storico arroccamento della classe dirigente per non far entrare le masse nella politica;
concezione che solo la classe dirigente possa guidare il paese.
SINISTRA STORICA
Il gruppo dopposizione liberale della Sx storica era composto da: piemontese (Depretis), mazziniani e
garibaldini (Crispi, Nicotera, Cairoli, Bertani) + una parte meridionale. Dopo la mancata conquista di Roma nel
67, si apr una nuova fase con: centro-sx di Rattazzi, Terzo partito di Mordini e Sinistra di Crispi. Tali gruppi
cercavano di incontrarsi con settori della classe politica insoddisfatti della Dx, cercando di trovare pi solide
maggioranze annunciando riformismo amministrativo ed avvicinandosi alle istanze popolari si form una Sx
meridionale con De Sanctis, che divenne giovane con Rattazzi e De Sanctis dopo la presa di Roma nel 70. La
sinistra meridionale, che era favorevole a una decisa opposizione alla destra, divenne espressione di rinuncia
costituzionale a trovare unidentit politica alternativa alla Dx. Pronunciando progresso, riforme finanziarie, la
sinistra trov successo nel moderatismo di Depretis per unificare le sue parti eterogenee, ma mettendo a tacere
le prospettive pi democratiche.
Sinistra e Destra, cmq, rappresentavano gli interessi della borghesia nazionale:
- Destra, borghesia centro-nord, pi omogenea culturalmenete dellopposizione, maggiormente
predisposta alla cultura del progresso e legata allespressione dellelits dirigenti (notabilato)
- Sinistra, borghesia agraria del Sud, eterogenea, espressione delle classi emergenti e legate a una politica
interventista e di rinnovamento, per migliorare le posizioni sociali nella vita pubblica.

La rappresentanza parlamentare
Composizione sociale del Parlamento ai tempi della Destra: grandi proprietari terrieri e dottori in legge.
Se con il metodo maggioritario uninominale a doppio turno bastavano 500 voti per diventare deputato, nel 1882
(fine della XIV Legis. e viene abbandonato tale metodo) viene applicata la riforma elettorale con lo scrutinio
di lista: con lestensione del diritto di voto a nuove categorie nel 82, lItalia venne divisa in 135 collegi, dove
ognuno eleggeva dai 2 ai 5 deputati (voti necessari a deputazione 4.800). Con la riforma si favor il ricambio
parlamentare, fino allora bloccato dalla ristrettezza del voto e quindi, dalla continuit del mandato degli stessi
deputati. In questo senso, il sistema notabilare (delle persone facoltose) faceva emergere le contraddizioni
delluniverso liberale: da una parte, esaltava lalta virt di amministrare il paese e la politica, dallaltra doveva
accettare la dimensione cosmopolita di valori contrapposti allassolutismo dellancien regime. Il notabile
costituiva nell800 la figura di mediazione fra la sua comunit e gli obblighi del mondo moderno. Sx e Dx
avevano instaurato relazioni notabilari e personali con le istituzioni pubbliche (prefetti, magistrati..) che davano
appoggio ai candidati durante le elezioni. Le operazioni elettorali non puntavano allidentificazione
comunitaria, e la preferenza accordata al voto confermava la volont individualista di definire il criterio
elettorale. Inoltre, non potevano essere eletti ecclesiastici, funzionari statali e -30enni.
I lavori parlamentari erano organizzati da Camera e Senato secondo il modello in vigore dal 48: lesame dei
progetti di legge, fino al 68 e 73, prevedeva la divisione dei deputati in 9 uffici; ognuno, rinnovabile ogni 2
mesi, analizzava i progetti secondo indicazioni date dalla Camera, stilava un rapporto da discutere poi in
Parlamento. Tra 68 e 73: metodo delle 3 letture: esame di tutta la Camera e formaz. Comitato di discussione
che avrebbe poi formulato la proposta in Parlamento. Dal 88: i due sistemi coesistono.
In aula, le votazioni si esprimevano per alzata-seduta, ma per voti finali su leggi, lo scrutinio era segreto.
Possibilit di richiesta con altro metodo di votazione sotto richiesta di: 10 deputati per alzata-seduta, 20 per
segreto. Senato diviso in 5 uffici, estratti a sorte, con commissioni permanenti (Commissione Finanze).
Elezioni amministrative: data la mancanza di partiti costituzionali fuori dal Parlamento, fino alla rif. Crispina
del88 si basavano su logica patrimoniale, priva di contrasti ideali. Elettorato amministrativo: maschi, +21 e
pagava tassa imposta dal Comune. No necessario grado di alfabetizzazione, ma speciali categorie di elettori.
Situaz. Donne: escluse dallelettorato attivo, relegato al privato famigliare o talvolta lavoratrici con condizioni
inferiori agli uomini. Forte inferiorit anche nellistruzione universitaria, dove cmq le donne potevano accedere.
Alla concessione del voto elettorale si opponevano tutti i settori della politica (dalla dx ai socialisti), nonostante
si fosse sviluppato il movimento delle suffragette. Viveva la concezione che la donna fosse inferiore
psicologicamente rispetto alluomo, ma a volte, succedevano tresche amorose tra i deputati che portavano a
situazioni di imbarazzo.
CAP. 2 COMPLETARE LUNIFICAZIONE (1861-1870)
Garibaldi fu ferito
La nuova classe dirigente si trova ad affrontare il problema della formazione di un esercito popolare, contestato
duramente dalla Dx la quale temeva un contagio rivoluzionario, proprio quando nel sud si stavano combattendo
le ultime resistenze borboniche. La dx infatti ordin lo scioglimento dellesercito meridionale. Dopo che a
Garibaldi fu negato il permesso di creare una Guardia Nazionale affianco dellesercito, i reparti patriottici
volontari diedero vita ai Comitati di provvedimenti per Roma e Venezia, che diventarono nel 62 Associazione
emancipatrice italiana con a capo Garibaldi e Sx radicale: il primo matura lidea di conquistare Roma con la
forza, passando dal Sud, organizzando un esercito pronto a scacciare il papa. Lopinione moderata temette tale
organizzazione Rattazzi sciolse lEmancipatrice per timore di infiltrazione risorgimentale nel nuovo stato.
Liniziativa di Garibaldi nel cercare di prendere Roma era accettato dal Re, sebbene questultimo temesse una
sovversione antimonarchica dello stesso gruppo risorgimentale; ragion per cui, dovette intervenire militarmente
nel 62 quando Garibaldi sbarc in Calabria e venne sconfitto sullAspromonte dallesercito regio, intervenuto
per evitare un incidente con la Francia. Il fallimento di Garibaldi diede slancio allopera diplomatica del
governo, che con La Marmora, nel 64, ottiene la Convenzione di settembre, riuscendo ad allontanare i francesi
dallo Stato pontificio e rinunciando ad occupare Roma (sebbene non fosse esplicitato nel testo dellaccordo).
Al di l del Tronto
La terre del Mezzogiorno divennero il luogo di scontro tra componente diplomatica (Cavour realt
monarchica) e quella rivoluzionaria (Garibaldi prospettiva rivoluzionaria), e tra Entrambi cercavano di
eliminarsi lun laltro per ottenere supremazia decisionale. La Sx trovava nella forza diplomatica la paralisi
delle province meridionali; la Dx nelle componenti radicali. Questultima riteneva che la democrazia poteva
solamente subordinarsi allautorit delle istituzioni, leggitime detentrici del potere, curatrici dei mali del
Mezzogiorno. Limposizione delle istituzioni liberali nel Sud port a un conflitto tra le stesse e i contadini, che
videro peggiorate le loro condizioni brigantaggio, che dilaga a livello regionale tra il 61 e il 65. Resistenza
armata antisistema in cui si manifestava il rancore e il malcontento sociale per la nuova forma di potere. Dovuto
a fattori economici e sociali. Nel 63 linchiesta parlamentare, dopo aver sostenuto che il fenomeno era + debole
dove i rapporti tra lavoratori e proprietari erano migliori, stila una lista di provvedimenti a lunga scadenza volti

a migliorare le condizioni e ad arginare il problema (efficiente amministrazione pubblica, istruzione ed equa


distribuzione demaniale). Data limpossibilit di applicarli, nellagosto 63 fu approvata la legge Pica che:
1) istituiva reato di brigantaggio 2) introduceva giurisdizione militare nelle zone soggette al fenomeno 3)
istituiva larresto domiciliare e la corte marziale. Governo Farini-Minghetti si impegn a vincere questa guerra
civile, dando ampi poteri alla polizia che, tra il 63 e il 64, colpirono fortemente le organizz. brigantesche.
Denuncia della Sx meridionale di Crispi che accusa il governo di sedare gli animi patriottici. Nel 1865 il
governo di Dx mette fine al brigantaggio, con pi di 5000 morti tra i briganti e 3600 processi a 10.000 imputati
avversione del Sud ai governi di Dx.
Terza guerra dindipendenza o prima guerra dellItalia unita
1865: spostamento capitale a Firenze, stallo questione romana, ripresa rivendicazione Veneto e terre irredenti (il
Re sapeva che solo la guerra avrebbe consentito allItalia di riprenderle, dopo fallimenti diplomatici con
Austria). 4/66: alleanza con Prussia per sostegno militare vs lAustria. In cambio, lItalia avrebbe ottenuto la
parte Lombardo-Veneta in mano agli Asburgo; no rivendicazioni sul Trentino. 17/6: Prussia dichiara guerra
allAustria, entra in supporto lItalia per aprire un fronte meridionale rispetto a quello di Bismark: disfatta
italiana causata da incapacit di gerarchie militari, impegnate a limitare lazione di Garibaldi bloccato con i
volontari nel Sud-Tirolo. La Prussia sbaraglia lesercito asburgico; lItalia perde a Custoza e a Lissa vittoria
solo con Garibaldi a Bezzecca nel 7/66. Armistizio di Praga tra Prussia e Austria: umiliante per Italia che riceve
Veneto, Friuli e Mantova dallAustria solo tramite la mediazione di Napoleone III, riconoscimento dallAustria.
Guerra impostata sul modello cavouriano: centro monarchico pronto a sfruttare le alleanze x arrivare agli
obiettivi. Oltre al sentimento di umiliazione, si aggiunse il peso delle spese militari ingenti, che acuirono il
bilancio del regno (scontri a Palermo nel 9/66 tra polizia e classe popolari, repressi a fatica dai primi).
Una questione capitale
Dopo Convenzione di Settembre, Minghetti fece spostare, la capitale da Torino a Firenze (non rinunciando
esplicitamente a Roma) scontrandosi con i deputati piemontesi e lo stesso re, che invit lintero gabinetto a
dimettersi. La Marmora si affrett allo spostamento per non offendere la Francia. A Torino la notizia del
trasferimento gener ampie proteste, la Sx approv tale operazione xch favor la spiemontizzazione. Ma rimase
la certezza che Roma dovesse essere la capitale e la Convenzione non poteva risolvere la questione romana
(impossibile la diplomazia). 4/67: ritorna Rattazzi che auspica un tacito accordo con Garibaldi, con la
possibilit di accusarlo su eventuali proteste francesi. Il Re prefer temporeggiare e Rattazzi sperava in
uninsurrezione del popolo romano. Ferma opposizione ad ogni accordo di Napoleone III, che minaccia
lintervento militare. Rattazzi garantisce allimperatore che nessuna marcia verr compiuta, ragion per cui,
Garibaldi viene arrestato (messa in scena per ingannare i diplomatici transalpini giunti a Roma) ai confini dello
Stato pontificio, quando gi aveva assemblato un grande esercito e condotto a Caprera, dove cmq riesce a
fuggire. Napoleone III invia lo stesso un corpo di spedizione. Rattazzi si dimette. 22/10/67 Fallimento moto di
Garibaldi, che entrando nello S.pontificio, non riceve il sostegno del popolo romano. Il generale viene sconfitto
dai volontari francesi a Mentana, riportato a Caprera. La Francia invia un ulteriore contingente. Roma era
talmente importante che il governo cerc di attuare un processo di mediazione diplomatica con Pio IX,
garantendogli la supremazia religiosa, seguendo il principio liberale di Cavour che voleva uno stato laico
(ostilit dei democratici che sono anti-clericali). Cerano anche settori liberali fedeli al cattolicesimo e contrari a
Roma capitale (corrente anti-romana di Jacini, che mirava a soluzioni meno problematiche). Forte anche
intransigentismo cattolico: potere temporale del papa che non ha alternative. Principio confermata con enciclica
Quanta Cura, Sillabo e Concilio Vaticano I del 69 in cui si esprime il dogma dellinfallibilit del Papa.
Deterioramento rapporti Stato-Chiesa approfondito dopo legge del luglio 66 (confisca beni ecclesiastici per
venderli allasta e sanare il bilancio) e legge agosto 67 che sopprimeva gli enti ecclesiastici liquidandone il
patrimonio a favore dello Stato.
Da Mentana a Porta Pia
Dopo Mentana stallo fino al 69, quando Menabrea inaugura il suo 3 governo. Opposizione della sinistra, sx
radicale e settori della Dx piemontese (Lanza, Sella, La Marmora) x via dello Scandalo dei Tabacchi (1868),
che dava x 15 anni il monopolio degli stessi alla soc. anonima Credito Mobiliare accuse di truffe coordinate
da banche e pubblica finanza Menabrea si dimette Sovrano da lincarico a Lanza e Sella di formare nuovo
governo, che accetta il fatto di non poter nominare personalmente i senatori, ma persegue una politica estera di
nascosto: infatti, nel luglio 70, V.E. appoggia Napoleone III in un eventuale guerra contro la Prussia, vista la
candidatura di Leopoldo Hohenzolern al trono di Spagna. A fatto compiuto, il re informa il Parlamento, che
vota, dopo la dichiaraz. di guerra francese alla Prussia il 19/7, per la neutralit. Il re era disposto ad entrare in
guerra coi francesi, ma Visconti Venosta favor la neutralit. Viste le prime sconfitte francesi, lattenzione del
governo (e non del re) si spost nuovamente sulla questione romana formaz. Corpo di osservazione Italia
centrale sotto gen. Cadorna, stanziamento 40 mln per spese militari (bisogno di cautelarsi da interventi di
volontari nello S.pontificio). Lopportunit di conquistare Roma con le armi era ghiotta. La sconfitta definitiva
dei francesi a Sedan e la proclamazione della repubblica convinsero i ministri ad ignorare i vincoli della
convenzione. Ultimatum rifiutata da Pio IX 20/9/70: bersaglieri entrano a Porta Pia. La dx cmq era contraria

allazione, perch contrastava con limmagine liberale di diplomazia di fronte alle potenze europee. Plebiscito
che sanziona lunificazione di Roma in risposta, Pio IX emana enciclica Respicientes, dove si ritiene
prigioniero del Regno dItalia e scomunica il V.E. che x pararsi il culo, manda una lettera di scuse al Papa. Il re
visita Roma solo a dicembre, e non subito. Problema del trasferimento della capitale: aspettare che lo spirito
rivoluzionario si calmasse; fare di Roma una capitale civile tramite una regolamentazione di rapporti tra stato e
papa (che aveva minacciato la fuga) secondo il quale, per i liberali, lunificazione del regno sarebbe stata
realmente completata. Legge delle guarentigie per dare indipendenza al Papa x libero esercizio cattolicesimo:
di stampo cavouriano (basato sulla mediazione), autonomia in campo spirituale, indipendenza Santa Sede,
compensi per territori perduti. Il progetto fu controllato da una commissione che si adoperava per garantire sia
ampia dipendenza a Pio IX, sia di dare allo Stato diritti di tutela sui beni ecclesiastici. La discussione del
progetto in aula vide spaccarsi sia la Dx che la Sx: i primi tra coloro che non volevano dare alti privilegi alla
Chiesa e chi voleva dare indipendenza; i secondi decisamente contrari a dare alti privilegi non spirituali
soluzione: compromesso che diede allo Stato controllo giurisdizionale, e alla Chiesa ampia libert dazione.
Legge guarentigie approvata il 15/5/71: figura del papa sacra, possibilit di gestire guardie personali. Pio IX
rispose con enciclica Ubi nos, rifiutando la legge. 1/7/71: Roma ufficialmente capitale.
CAP. 3 LA PROSA DELLA DESTRA (1871-1876)
Il risanamento pedagogico
Dopo lunificazione, iniziano a sgretolarsi gli ideali risorgimentali elezioni nov.70 vinte ancora dalla Dx che
non ha bisogno di mediare con altre forze x estendere la base politica, visto il suo carattere pedagogico aspra
politica fiscale del ministero Lanza-Sella per pareggio del bilancio, perno della politica fin dal 61. Nonostante
gli sconcerti, la Dx era convinta di guidare il paese con fermezza, e perci legittimava metodi autoritari di
inasprimenti, al fine di plasmare la societ civile. Il decentramento era ricercato dalla Sx liberale e da alcuni
settori della destra, contro una borghesia del nord non disposta a concedere autonomie locali. La Sx meridionale
si limitava ad accusare la Dx di aver abbandonato il meridione a se stesso, non facendosi carico dei suoi reali
problemi. La maggioranza moderata, cmq, accantonava il decentramento (ritenuto mezzo per manifestare il
malcontento) e puntava sullacculturazione politica dellelits dirigente cerc di sviare lintegrazione delle
masse dalla politica verso largomento militare riforma militare del 1871: in vigore fino al 76, fu avanzata
dal Min. della Guerra Ricotti Magnani, che introdusse il modello prussiano sul servizio di leva breve ma
generalizzato (senza sostituirsi dietro pagamenti) e a base regionale. Tema centrale fu il risanamento
finanziario, dove le spese erano aumentate: per la riforma militare; per la presa di Roma; per trasferimento
capitale. Sella propose provvedimenti di 5 anni con inasprimenti fiscali, sia per pareggiare il bilancio che per
chiuderlo in attivo. Sconcerto delle Consorterie. La Sinistra si oppose di netto al progetto, a cui si affiancava
lastio per la personalit di Lanza, troppo autoritario, duro, e incapace di andare oltre Primav. 73: Sella si
dimette. V.E. invita Minghetti a fare un nuovo governo, cercando lappoggio degli oppositori a Lanza di dx che
di sx moderata, fra cui Depretis, che rifiuta. Governo di sola Destra. Maggio 73: crisi economica che parte da
Vienna e giunge in Italia ad ottobre, riponendo in primo piano i suoi problemi finanziari e circolazione moneta
cartacea. X rispondere alla crisi viene approvata legge bancaria di Luzzati: riordino istituti di emissioni con
creazione di un consorzio di 6 banche (per evitare legemonia della Banca Nazionale), a cui, SOLO AD ESSO,
spettava di emettere biglietti a corso forzoso (per legge, impossibilit di convertire moneta in oro). I
provvedimenti finanziari presentati con la legge vennero invece bocciati sia dallopposizione che al voto in aula
Minghetti chiede dimissioni, respinte dal re, si va alle elezioni Nella campagna elettorale: sono due i
leader della Dx (Minghetti e Sella) di cui il primo annuncia un programma per il risanamento del bilancio
(riforma dazi e perequazione fondiaria) e per la lotta alla mafia nel Mezzogiorno. Sella, sulla falsa riga di
Minghetti, si limita ad evidenziare le spese necessarie. Sx: distacco fra sx giovane (moderati) e storica. In
aggiunta, Nicotera, rappresentante della sx meridionale, rivendica riforme fin, ammin, e pubbliche nel Sud.
Elezioni del 74: Nicotera cerca di rompere egemonia della Dx, ormai spaccata tra le varie componenti regionali,
ma unite dallantimeridionalismo. La Sx rimane unita. La Dx perde 30 seggi ma conserva una flebile
maggioranza. Minghetti presenta il progetto di lotta alla mafia con rif. Pubb sicurezza. La Sx si oppone
denunciando il legame fra criminalit in Sicilia e i governi di Dx (Palermo insorge). Mafia: destinata a diventare
una realt politica. Rete di organizz criminali che controllano il territorio con intimidazioni e violenze. Rapporti
di potere tra famiglie malavitose ed elits locali. In tal modo, la mafia entra in politica.
La rivoluzione parlamentare
La Dx si consolida sul tema dellordine pubblico. Nicotera convinto di avvicinarsi alla Dx, contro i principi
della Sx, per portare in primo piano la situaz del Sud. Depretis richiama allunit tutte le componenti di Sinistra
nel discorso di Stradella (10/10/75), presentando un programma articolato su diversi punti:
- politica anticlericalista, tramite listruzione elementare laica, obbligatoria e gratuita;
- allargamento suffragio a fasce meno abbienti
- favorevole al decentramento
- contrariet alla tassa del macinato (introdotta nel 69 da Sella scontri nel Paese ridotta: 79 abolita: 84
Depretis elogia il lavoro fatto dai rivali (tra 61 e 76, laspra politica fiscale porta al pareggio e al superamento
delle entrate, grazie anche alla legge sullimposta mobile (7/64) e rendita pubblica. Depretis e la Sx condanna il

fatto che a pagare di pi erano stati i ceti meno abbienti. In sintesi, Depretis richiama allunit della Sx, ma
Nicotera persiste verso gli accordi a dx, e fallito laccordo con Sella, contatta la dx toscana di Peruzzi, il quale
era in contrasto con Minghetti sullaltra grande questione della politica: la gestione delle ferrovie. La sx si
dichiara liberista e non vuole il controllo dello Stato sulleconomia, mentre la Dx riflette sul principio del
liberismo. Con la legge del 14/5/65, ferrovie assegnate a 4 societ private (a parte quella sarda), in cui i capitali
sociali provenivano per la maggior parte da finanziamenti esteri (soprattutto francesi):
- Ferrovie dellAlta Italia
- Strade ferrate romane (Italia centrale e settentrionale)
- Strade Ferrate Meridionali (di Bastogi, nord e versante adriatico e meridionale dItalia)
- Societ Vittorio Emanuele (Sicilia)
Data la presenza anche di societ minori che controllavano piccole linee, il ministero Minghetti-Spaventa
present, oltre il raggiungimento del pareggio del bilancio, un progetto di legge di nazionalizzazione delle
ferrovie (3/76), a cui fece attrito la netta opposizione della dx Toscana (oramai in rotta di collisione con il
ministro) e la Sx di Depretis (accordato con Nicotera il quale si era avvicinato alla dx toscana). La discussione
venne sviata sulla mozione Morana della tassa sul macinato. Minghetti decise di rinviare la discussione, ma il
fronte di Depretis e Dx toscana si oppose al rinvio 18/3 Minghetti si dimette 25/3/76 Re incarica Depretis
di formare un nuovo governo: inizio rivoluzione parlamentare, espressione dinsofferenza allegemonia di Dx.
CAP. 4 - DELEGITTIMATI
Repubblicani, anarchici e socialisti
Mazzini primo ispiratore della politica di Sx, antimonarchico, favorevole alliniziativa popolare di governare
(repubblicano). Al rientro dallesilio (60), propaganda volta a politicizzare lassociazionismo operaio ed
estenderlo alle classi popolari. Societ operaie: presenti nel R. di Sardegna dai 50, formate da operai e artigiani,
dedite al mutuo soccorso. Dopo lunificazione: incremento, sviluppo di forme organizzate dintervento politico
delle classi subalterneVIII congresso societ operaie a Milano: introduzione tema suffragio universale. Nel
frattempo emerge la realt della cooperazione di consumo e produzione che, allinizio, accontenta Mazzini sul
binomio capitale-lavoro, ma poi, volge verso le esigenze liberali per evitare i conflitti socialilinfluenza
patriottica a-conflittuale di Mazzini declina e sinnalza laggressivit del disagio sociale, aumentato sprtt dopo
la tassa sul macinato e i moti che ne seguirono. II met anni 60: sviluppo di nuove prospettive demancipazione
sociale (tramite forme di resistenza organizzata al potente) e solidariet operaia, favorita nel 1864 dalla
fondazione a Londra dellAss. Internazionale dei Lavoratori sui principi di Marx, che diventa il polo delle
nuove generazioni rivoluzionarie (ovviamente in contrasto col pensiero mazziniano). Correnti
dellInternazionale (divise fra loro):
- collettivismo marxista= organizz e centralizz delle forze operaie (socialismo comunismo)
- ipotesi proudhoniana= federalismo e mutualismo (anarchismo che dilagher con Bakunin)
In Italia inizia la propaganda cospirativa di Bakunin, russo, ideatore del comunismo libertario, basato
sullautodeterminazione delle singole comunit, e non sul collettivo come Marx. Ispirato su cultura federalista
di Ferrari e Proudhon. Puntava a organizzare societ segrete volte a conquistare il potere con la rivoluzione
armata, non tramite lazione politica e il partito. Riteneva autoritario il comunismo proletario di Marx.
Diversamente da Marx, auspicava tale rivoluzione da parte delle masse contadine, meno abbienti rispetto a
quelle operaie. In Italia, pensiero di Bakunin rappresenta lInternazionale (8/72 I congresso Fed italiana
dellInternazionale: conferma adesione al comunismo anarchico del russo). Adesione di Garibaldi ma contrasto
con Mazzini, che nel 71, al congresso di Roma dei repubblicani, dichiara la separazione dagli internazionalisti,
sia marxisti che bakuniniani. Dopo la morte di Mazzini (72), i repubblicani cmq erano la risposta politica reale
ai problemi dei ceti subalterni; si danno un organizzazione strutturale sotto la Consociazione romagnola. Gli
internazionalisti, nel II congresso italiano del 73, ribadironola solidariet nella lotta economica ma veniva
bocciato un progetto politico unitario. 73-74: ondata di scioperi: internazionalisti si accorgono di prospettive
insurrezionali e progettano azioni che avrebbero portato allemancipazione delle masse. La polizia scopre tutto
e arresta anche capi repubblicani che, cmq, diffidavano dalle richieste di collaborazione degli internaz. Bakunin
porta avanti il progetto ma fallisce perch non trova il coinvolgimento diretto delle masse altro tentativo di
avviare moti insurrezionali tra 76-77, con la fondazione di 15 sezioni internazionaliste della Federazione
dellAlta Italia dellAssociazione Internazionale, che vuole distaccarsi completamente dal comunismo
anarchicodistacco confermato con londata repressiva della polizia ai danni dei moti anarchici di Cafiero e
Malatesta nel sud (77)duro colpo al comunismo. Per i socialisti italiani, il comunismo anarchico era lunica
soluzione allemancipazione delle masselettera di Costa Ai miei amici di Romagna sul giornale La Plebe
(organo socialista) in cui afferma la necessit di dare una forma organizzata al socialismo (partito che assembla
tutte le anime) per emancipare le masse1881: Costa fonda Avanti! (aprile) e in agosto, in clandestinit,
convoca un congresso a Rimini, in cui viene approvata la costituzione del Partito socialista rivoluzionario di
Romagna: partito come federazione di forza normativa unitaria e la rivoluzione deve avere un partito ordinato
che sia in grado di coordinarla 2/82: ammissione candidati socialisti nelle elezioni amministrative e politiche.
Costa eletto a Ravenna, primo deputato socialista ad entrare in Parlamento. A Milano: socialisti pronti a
candidare i propri deputati, ma il movimento operaio, in maggioranza, fa capo ai radicali di Cavallotti che si

ritengono i legittimi ereditari della tradizione democratica risorgimentale (forti dellorgano Il Secolo). Nel 79,
gli stessi avevano fondato con i repubblicani la Lega della democ. ed il loro obiettivo (oltre a suff universale,
milizie popolari) era di estendersi a tutto il tessuto operaio, cmq indirizzato nel Partito operaio di Croce (84:
Partito Operaio Italiano). Il partito di Costa cambia nome nel 84 (Partito soc. riv. Italiano), accentua il carattere
classista 86: dato che i socialisti si ritengono un ramo del grande partito operaio cercano di avvicinarvisi, e se
inizialmente non ce la fanno, ci arrivano quanto Cavallotti denuncia il Par. Oper. di finanziamenti illeciti
intellettuali democratici come Turati che si avvicinano quindi al movimento operaio.
Cattolici
Buona presenza dei cattolici liberali ma ostacolati dai liberali moderati, che giudicavano inconciliabile un
avvicinamento Stato-Chiesa. 30/1/68: non-expedit divieto di partecipare alle elezioni. Organo: Civilt
Cattolica, che dopo la presa di Roma richiama la nascita di un movimento cattolico devoto alla causa del Papa
(71) 72: a Firenze nasce Opera dei Congressi cattolici in Italia organizzazione pi cattolica che si prefigge
linsegnamento della dottrina religiosa. Rimane una realt lombardo-veneta fino all81, quando viene richiamata
con Opera dei Congressi e dei Comitati Cattolici in Italia e auspica una mobilitazione di riconquista dei diritti
della Santa Sede vs. i liberali. Il Papa ribadisce a tutti la condanna del socialismo. Con il passare del tempo si
former una corrente transigente, integrata nel nuovo sistema politico, ed una intransigente (con don Albertario,
direttore de lOsservatore Cattolico) contraria sia al nuovo sistema, al socialismo e alla corrente transigente.
CAP. 5 AL BIVIO 1876-1887
Depretis, transizione senza riforme
Depretis=simbolo della mediazione fra le varie forze di governo. Prestava attenzione, nei primi anni del suo
mandato, alle componenti regionali del suo schieramento, particolarmente la sx meridionale di Nicotera e le
altre forme regionali, in conflitto fra loro (vari interessi) Depretis decide x le elezioni (11/76): ripropone lo
stesso progr di Stradella, aggiunge forme di protezionismo doganale e richiama compattezza della Sx. Risultati:
vittoria schiacciante sulla Destra, ma i conflitti allinterno della Sx restano, sprtt in per la gestione delle ferrovie.
Depretis voleva affidarle a 2 societ, Meridionali e Strade ferrate del Mediterraneo, ma si opposero: Sx del
Nord di Zanardelli, Estrema di Bertani e Sx di Cairoli. Depretis costretto a dimettersi riceve nuovo incarico,
sostituisce agli Interni Nicotera con Crispi. Le varie anime della Sx non appoggiavano Depretis, responsabile di
aver abolito il Min. Agricoltura e Industria e introdotto quello del Tesoro su pressione di Crispi (tramite
decreto) x meglio controllare le spese statali .Laver ceduto alla pressione crispina porter Depretis alle
dimissioni 3/78. Nei 3 mesi di governo Depretis, poche discussioni, solo riforma Coppino(77): rinnovando
lantica legge Casati del 1850, listruzione divenne obbligatoria, gratuita e laica per i bimbi dai 6 ai 9 anni.
Ladempimento di tale legge venne affidato ai Comuni, che lapplicarono con insufficienza vista lincapacit di
sobbarcarsi lonere finanziario di sostenimento. Il tema della scuola si leg alla riforma elettorale e al suffragio
dato che + voti poteva significare + consenso. X universit: classe liberale indisponibile alle autonomie.
Esercito: no ruolo di costruzione identitaria. X aspetto tributario: Depretis elev il minimodi esenzione per la
tassa di ricchezza mobile; maggiori detrazioni ai redditi + alti. A differenza della Dx, Depretis aveva introdotto
nellesecutivo alcuni interessi legati alla borghesia meridionale. 8/76: decreto per riconoscimento figura del
Presidente del Consiglio dei Ministri.
Cairoli: reprimere non prevenire
1878: muoiono Pio IX e V.E II. Successori: papa Pecci Leone XIII e Umberto I, che si dimostra vicino alla
gente, cerca di aiutare le classi subalterne con donazioni per fare della monarchia il centro simbolico e morale
dItalia. 1878-81: tre governi Cairoli, alternativa radicale al carattere mediatore di Depretis, cercando di
concretizzare le promesse sbandierate ma non mantenute:
- 1881: formalizzazione Ufficio della Presidenza del Consiglio
- X estensione rete ferroviaria, fece uninchiesta parlamentare
- X tassa sul macinato: scontro tra diversi interessi regionaliabolizione tassa sui cereali inferiori84:
abolizione tassa sulle farine di grano
In tema di ordine pubblico, venne scelta da Cairoli e il min Interni Zanardelli la linea del reprimere non
prevenire: lo Stato tutela le libert dei cittadini, garantite dallo statuto, fin quando la condotta dei cittadini non
si tramuti in reato. Per questo, Cairoli garantisce libert dassociazione ma interviene per evitare che le proteste
dilaghino. Tuttavia, il ministero Cairoli-Zanardelli, che aveva cmq importanti contatti con uomini della Dx,
dovette affrontare dissensi da parte di alcuni settori della Sx liberale, incrementanti dopo la crisi delle relazioni
internazionali: Cairoli era filofrancese ed irredentista, ma dopo la guerra franco-prussiana e la caduta
dellimpero francese, lunica via di stabilit per il governo era lavvicinamento agli imperi centrali. Visite
reciproche dei re dItalia e Austria dal 73. Umberto I aveva rassicurato gli Asburgo che non ci sarebbero stati
episodi rivendicativi per le terre irredenti, ma il carattere patriottico della Sx in generale verteva proprio verso il
recupero di tali terre. La successiva crisi balcanica (75-77) che port alloccupazione austriaca in Bosnia senza
presunti accordi con lItalia aveva risvegliato lanimo patriotticolimminente tensione tra Russia ed Austria
x possesso dei Balcani port, nel 1878, al Congresso di Berlino: Italia con Corti, cerca cmq un riconoscimento

italiano nei Balcani, ma il Congresso non sanzion nulla per lItalia e riconobbe il possesso austriaco in Bosnia
incapacit dei diplomatici di far valere gli interessi nazionaligrave ferita allopinione pubblica. I successivi
governi Cairoli risentirono del nuovo clima internazionale: gabinetto della Sx settentrionale ma privo del
gruppo di Zanardelli, uscito dal ministero xch avvicinatosi liberismo radicale. Elez. 80: rafforzamento
Depretis. I governi Cairoli erano espressione del liberalismo insoddisfatto, tipicamente radicale. Fino a met
anni 80 il radicalismo si avvicin molto allegualitarismo operaio (Cavallotti entra alla Camera nel 73).
Nuovi alleati e nuovi elettori
1881: occupaz. Francese della Tunisia (rivendicata dallItalia). Depretis ottiene un nuovo incarico, e seguendo il
progetto del Re, cerca alleanze con gli imperi centrali (il re mirava anche a indebolire gli irredentisti e repubb).
1882: firma Triplice Alleanza con Austria-Ungheria e Germania:
- accordo difensivo - rafforzamento principio monarchico - mantenimento pace generale e ordine socio-polit
Era un accordo che auspicava una coalizione difensiva antifrancese. Ambiente politico e op pubblica si spacca:
- germanofili: conservatori, ideali di rafforzamento monarchia e di grande potenza
- francofili: Sx non governativa, antigermanici, ideali di recupero delle terre irredenti
Politica interna. Riforma elettorale del 1882: dopo uno scontro sui criteri per poter eleggere (Sx: criteri di
capacit ed alfabetizzazione per i ceti popolari Dx: sempre vecchi criteri x mantenere il distacco con le masse)
la legge sanciva nuovi requisiti x votare: maschi, +21, titolari di un diploma minimo (primi 2 anni delle
elementari), contribuenti di imposta annua di 19,80 lire. Categorie speciali x votare: consiglieri provinciali e
comunali, decorati al lavoro civile e militare, imprenditori, impieg pubblici, direttori di banche. Viene votato il
sistema plurinominale con scrutinio di lista, vecchio obiettivo della Sx. Duro colpo al moderatismo. Prima della
riforma: Sinistra attivit extraparlamentare basata su associazioni progressiste coordinate da organismo
centrale // Destra attivit parlamentare per rafforzare carattere istituzionale (ass. cost. centrale a Roma 1876).
Entrambe le forze costruivano la loro attivit propagandistica-organizzativa attorno ai giornali.
I partiti si trasformano
Le elezioni dell82 avevano portato a una trasformazione dei partiti (non propriamente detti) visto la
diminuzione dei contrasti di fondo fra settori della Dx e Sx. In contemporanea allevoluzione darwiniana, anche
la politica inizia una mutazione che abbandona le vecchie teorie di fedelt ad oltranza alle idee a cui si era
giurata obbedienza. Tale concezione trovava efficacia nel progetto trasformista di Depretis (1882) che volle
coinvogliare tutti i partiti in un unico grande disegno, ottenendo vasti consensi ed abbandonando i dissidi
ideologici. Successo di Depretis, con penalizzazione della Dx non trasformista e Sx dissidente (Nicotera). I
risultati cmq sfociarono in una crisi di governo (con caduta nel 5/83) viste le accuse di opportunismo lanciate da
Nicotera a Minghetti, membro del progetto trasformista. X Nicotera e la sx dissidente ed estrema, il
trasformismo era un grande ostacolo alla democrazia, al che Minghetti rispose che la democrazia va educata per
poterla applicare in politica. Depretis, con non poche difficolt, ottenne la fiducia della Camera il gruppo di
Zanardelli, presente prima dellavvenimento del trasformismo, usc dal governo e unendosi ai capi della Sx
storica contrari al progetto di Depretis (Cairoli, Nicotera, Crispi e Baccarini) form la Pentarchia (11/83) =
espressione del radicalismo e dei settori liberal-democ, e nonostante la diversa composizione regionale, la
collaborazione procedette. Consapevolezza di tenere distinto, sia in aula che fuori, la Sx dalla Dx (pensiero
opposto a quello di Depretis). Trasformismo= rivendica omogeneit della classe politica contro le forze
antisistema; tentativo di trovare percorso alternativo al parlamentarismo di Cavour, con rafforzamento
dellesecutivo in stile prussiano (sonnino). La ragione del successo di Depretis stava nellaver creato consenso
sia fra le forze politiche che lopinione pubblica una centralit desecutivo lontano dai conflitti
politica=maggioranza fatta di schieramenti, che si sono trovati favorevoli, in nome dei principi liberali, di
mediare fra gli interessi delle diverse fazioni. La prassi di accantonare i problemi reali delle diverse parti ed
assicurarsi il maggior numero di deputati fu presente in Depretis dal maggio 83 alla morte nel luglio 87.
Tuttavia la politica di Depretis stata caratterizzata anche dalla spregiudicata politica economica (finanza
allegra) del min Magliani, relativa allestensione della spesa pubblica tramite misure straordinarie che hanno
incrementato il deficit nazionale. Dal 1886 declino trasformismo, visto laumento di autonomia dei deputati
della Dx storica (sui successi elettorali dell86 e morte di Minghetti, che gia si stava staccando da Depretis), che
si stavano lentamente separando da Depretis. 4/85: ultimo esecutivo Depretis, costretto a ricorrere per formare il
governo a Crispi e Zanardelli, oppositori al trasformismo.
La geografia della nazione
La questione meridionale cambia con la salita della Sx, la cui parte + influente era dato dalla meridionale: fine
esclusivismo settentrionaleformazione gruppi intellettuali che espongono alla classe dirigente le condizioni di
arretratezza (fra tutte, distribuz ricchezze equa) del Sud per ottenere un progetto riformista volto a migliorarle
farle partecipare al benessere nazionale, in contrasto con legoismo dei grandi propr. Terrieri. Con la crisi
agricola degli anni 80 in Europa e le importazioni di cereali dagli Usa a basso costo, diminuisce:
-il potere dei prop terrieri -reddito capitale fondiario -prospettive delle propriet di essere centro dello sviluppo
migrazione dei poveri in Sudamerica e Usa. La crisi determina il dinamismo dei nascinti nuclei industriali
nelle grandi citt e lascesa del protezionismo, che dopo la fondaz Lega di difesa agraria (84-85) viene

certificato nel 1887 (CROLLO LIBERISMO), con approvaz in Parlamento della nuova tariffa doganale che
copre una buona parte della produz industriale. Nonostante venne attaccata dai liberisti, la tariffa ha favorito
lindustrializz e produz al nord, ma al sud no: divario che si stabilizza fra nord sviluppato e sud ancora arretrato.
Nel complesso per, alla fine del secolo, lItalia rimaneva ancora uno dei pi arretrati dEuropa. La classe
politica liberale, accantonando gli interessi e accettando il fatto compiuto, agevola listituzione di organismi per
uscire dalla crisi e per far saldare, una volta per tutte, lo Stato con il popolo, inserendo liber politiche ed
economiche nel contesto di modernizzazione.
CAP. 6 EUFORIA CRISPINA
Giacobinismo ordinatore
Quadro in cui sale Crispi, Sx storica, nel 1887 dopo morte Depretis: crisi economica, politicizz mov operaio e
contadino, declino egemonia prop terrieri, deficit pubblico, scarso ruolo in politica estera. Crispi: grande cultura
giuridica, vasto consenso alla camera, deciso ad avviare unintensa attivit riformatrice. Oppositore del
trasformismo, Crispi richiamava alla distinzione partitica per restituire forza allesecutivo; cercava una solida
maggioranza che gli garantisse libert di manovrax ottenerla, si bas su quella trasfromistica (trasformismo
crispino): cambiava natura, rifiutando (in senso liberale) il partito organizzato. Crispi, persona autoritaria, lasci
intendere lintenzione di limitare linfluenza del Parlamento, secondario al suo potere e al ruolo del pres del
Consiglio. Il periodo 1887-91 vide la maturazione della classe dirigente relativa al concetto di democrazia, che
non poteva pi essere rivisto con liberalismo classico.
Crispi il riformatore
Crispi tenne fede alla sua indole riformatrice. Present ben 50 disegni di legge, nonostante le resistenze, cmq,
non tardarono ad arrivare, e circa il 36% dei suoi progetti non si tramutarono in legge. I primi passi di Crispi:
1) rafforzamento amministrazione centrale. Istituz. segreteria della Presidenza del Consiglio, fece approvare
lautorganizzazione dellesecutivo estendo la discrezionalit (capacit) del governo per creare o sopprimere
ministeri. Creaz ministero Poste, ripartiz attribuzioni ministeri Finanze e Tesoro. Istituz sottosegretari
2) 30/12/1888: estensione diritto di voto amministrativo a tutti i maschi, +21, istruiti, pagassero una forma di
contributo al comune residente. La proposta del governo di estenderlo anche alle donne venne avversata da
Crispi. Legge rendeva eleggibili i sindaci nei comuni con + di 10000 pers. Tuttavia, Crispi non voleva certo
rinunciare allaccentramento: affid maggiori autonomie agli enti locali, ma direttamente collegati al potere
centrale
3) Fine 88: legge tutela igiene e sanit pubblica: ufficiali sanitari in tutto il Paese. Estesa anche ai comuni
4) 31/3/89: legge di riforma della giustizia amministrativa: magistrato amministrativo, e dava alle GPA la
competenza per le controversie fra cittadini. In tal modo, venivano salvati gli interessi dei privati
5) La pubblica amministrazione ha ricevuto in senso definitico una marcata rilevanza
6) Le nuove prospettive di libert e modernit erano strettamente legate ad una nuova e ferrea concezione di
legalit1890: nuovo codice penale (cod. Zanardelli) associato a riforma di Pubblica Sicurezza
unificazione legilazione penale: aboliz pena capitale, liceit sciopero e riduz pene per reati contro la
propriet. Logica del prevenire per non reprimere, facendo chiarezza sulle prerogative x lintervento delle
forze dellordine. La legge imponeva ai promotori di pubbliche riunioni di dare preavviso alla Pubblica
Sicurezza, dava la possibilit di ammonire direttamente il denunciato, rafforzava il domicilio coatto e
lautorita delle forze dellordine, eliminava il fenomeno della mendicit
7) 7/90: Legge di laicizzazione opere pie: per sfidare apertamente la Chiesa e i cattolici, Crispi fece
concentrare i beni nelle mani di enti comunali gi esistenti (Congregazioni di Carit), togliendo il ruolo alla
Chiesa
Grande potenza europea
Nei suoi mandati, Crispi ebbe sempre la convinzione (data il suo personale attivismo in materia) che lItalia
dovesse essere una grande potenza europea, e che per diventarlo, dovesse rompere con la sudditanza, le cautele
e i negoziati diplomatici. Per far s che lItalia si comportasse da grande potenza, Crispi cerc di infondere una
nuova dignit nazionale: dall87, pose con Bismarck le basi di una convenzione militare, dentro la T.Alleanza,
con clausole favorevoli allItaliadi conseguenza, fu maggiore limpegno finanziario per sostenere la forza
militare. Fin dalla questione romana, Crispi fu ostile alla Francia: accentu la tensione fra i due paesi (scoppiata
con la denuncia italiana del trattato di commercio nell86) e inizi una guerra doganale con tariffe punitive sui
prodotti dimport-export (si sfior la guerra, solo lintervento inglese salv). Inoltre Crispi fu strettamente
avverso al Vaticano ed anticlericale: credendo in un accordo coi francesi, Crispi si oppose fermamente ad ogni
convenzione/accordo proposto dal Papa in termini temporali. Indisposto allaccordo.
Crispi lAfricano
Con Depretis, Crispi fu contrario ad unoccupazione estera, ma ci ripens quando sal al governo (visto
lacquisto della baia di Assab nell82). Per dimostrare alle potenze europee la prontezza dellItalia ad entrare nel
concerto europeo, Crispi, ottenuto il nullaosta dalla GB dopo loccupazione dellEgitto, si convinse che per

essere una grande potenza, lItalia dovesse occupare aree dellAfricaattenzione sul Mar Rosso e Corno
dAfricain merito alloccupazione, si formano due linee di pensiero su come procedere allespansione:
- tigrina, del gen. Baldissera, espansione opportunistica, sfruttando i dissidi fra le trib e tenendo buoni
rapporti con i sovrani locali
- scioana, del conte Antonelli, appoggio militare al re dello Scioa Menelik per sconfiggere limperatore
del regno etiopico Giovanni3/89: Menelik diventa negus.
Crispi immagina subito di conquistare lEtiopia, ma il min della guerra Bertol-Viale, sottoline sia la spesa sia
la forza da impiegare. Prevale il passo della prudenza e dellaccordotrattato di Uccialli (5/89) con Menelik.
La versione italiana faceva dellEtiopia un protettorato dellItalia, ma tale clausola fu incompresa e irrisolta.
5/1/90, poco prima della caduta del governo, Crispi proclam ufficialmente la colonia dEritrea, con un proprio
ordinamento, bilancio alle dipendenze del min Esteri (x Crispi possedimenti africani=alternativa emigrazione).
Dopo la proclamazione, conflitto tra Crispi e Camera, i cui deputati chiedevano di sottoporre a dibattito
parlamentare il decreto sullEritrea e i provvedimenti in politica estera. Crispi si riteneva inattaccabile, e
giustificava la sua mossa (per lui importantissima a livello internazionale) col fatto che lEritrea stata
conquistata con le armi e non con la diplomazia, per cui la discussione sui provvedimenti non necessaria.
Cmq, nonostante i successi avessero riscosso molti successi, le incertezze sullinvestimento in politica estera
emersero con particolare vigore: disavanzo conti pubblici, arretratezza paese, guerra doganale con Francia.
Megalomania patriottica
La grande opera di conquista di Crispi, per rivel ben presto le prime difficolt, in quanto le spese per il
mantenimentodelle colonie furono cmq elevate; inoltre, la crisi economica che colp sia i settori agricoli che
quelli industriali costrinse il governo italiano a ricorrere ad inasprimenti fiscali. 12/2/89: dimissioni Crispi che
riceve il reincarico ed attua (con Giolitti a Tesoro) una politica di tagli x mantenere le colonie. In qst clima di
difficolt, Crispi rese pi aggressiva la politica estera (forse per dimenticare la situazione attuale interna).
Convinto che gli Asburgo fossero indispensabili per la pol estera poich frenavano la pressione panslavista,
Crispi si schier contro i radicali e gli irredentisti antiaustriaci, sciogliendo comitati organizz di manifestazioni.
Gli si avvicinarono membri della destra, ruppe con i liberali democratici e conferm, nelle elezioni del 90, il
programma antirredentistaelezioni vinte. Nel clima politico rovente (dato dalle dimissioni di Giolitti dal min.
Tesoro per scontro sui lavori pubblici) Bonghi accus Crispi e la Sx di una politica finanziaria indegnadura
risposta di Crispi, astio con la Camera che boccia lordine del giorno e Crispi si dimette (1891).
CAP. 7 LE OPPOSIZIONI
Lopposizione parlamentare: i moderati
La Destra guidata da Rudin dopo morte di Minghetti. Atteggiamento ambivalente: da appoggio a Crispi, ma
allo stesso tempo si oppone con appoggio dellAss Costituz di Milano. Nel complesso, la Destra e i liberal
moderati erano divisi in due: 1) Dx ministeriale (Rudin) 2) Dx intransigente lombarda, con netta opposizione.
Maggio 90: Rudin e i suoi votarono a favore dellodg di Crispi, con fini chiaramente opportunistici, x entrare
nella maggioranza. Ci che avversavano i membri dellopposizione di Destra a Crispi furono:
- questione col Vaticano: x Dx, Crispi aveva discriminato i cattolici, atteggiamento illiberale e impolitico;
- questione disavanzo pubblico: x Dx, Crispi aveva aggravato il gi presente debito pubblico: in pol Interna
aveva accentuato le spese per la burocrazia, in pol estera aveva sprecato le spese per il riarmo per ambizioni
superiori a quelle reali del paese. Crispi, in risposta, giudica antipatriottici i liberali, i quali, sebbene riescono
a diffondere il pensiero fra lopinione pubblica, non riescono a minacciare la stabilit di Crispi.
Lopposizione parlamentare: lEstrema
Gli anni crispini favoriscono la separazione fra radicali, socialisti e repubblicani, accomunati dalla lotta a Crispi.
Radicali: dopo morte Bertani (86), la guida passa a Cavallotti. Opposizione duttile, sia in pol estera (irredentisti)
che in pol interna. Iniziale appoggio a Crispi x anticlericalismo, ma osservando il suo carattere autoritario,
passano allopposizione. Vittoria alle amministrative nel 11/89 in Italia centro-nord (grazie ad alleanze democ
con socialisti). 5/90: Congresso a Roma di associaz radicali ed operaie, con firma del Patto di Roma che aveva:
- manifesto elettorale anticripino
- salvaguardia libert personali garantite dallo statuto
- piano amministrativo: elettivit del sindaco in tutti i comuni, riduzione potere autorit centrale, ampliamento
di quello locale (comuni e province)
- pol estera: pace con tutti, fine Triplice Alleanza, riavvicinamento Francia
- formaz esercito: su obiettivo garibaldino, fare una nazione armata con reclutamento graduale e regionale
- tagli sui bilanci militari, riduzione spese burocrazia, con accorpamento ministeri e uffici
- questione sociale ispirata a una difesa dei lavoratori: riduz orario lavoro, istituzione Camere del Lavoro,
divieto lavoro minorile, risarcimenti x responsabili di infortuni sul lavoro, cassa pensioni vecchiaia,
concessione terre demaniali ed abbandonate per ridurre il fenomeno dellemigrazione
A differenza dei socialisti, i radicali auspicavano la tutela delle classi povere e non lautonomia delle stesse.

Gli albori dellorganizzazione nazionale: socialisti e repubblicani


I socialisti erano pochi in Parlamento, ma erano galvanizzati dal successo dimmagine del Congresso di Parigi
con fondaz Seconda Internaz (7/89) a cui parteciparono Croce e Costa, e trionfo socialdemoc in Germania.
Teoria di base socialista: esaltazione dellessenza classista del conflitto tra capitale e lavoro (autonomia della
classe, legata alla teoria del socialismo scientifico)Labriola, ex radicale ed ora hegeliano, rompe la
prospettiva tradizionale del socialismo romagnolo di Costa, che teneva uniti legalitari, antilegalitari, mazziniani.
Organizzazione: i socialisti guardano a un pesante coinvolgimento delloperaismo, su cui per convergevano
anche gli anarchici. Appaiono Turati e Kuliscioff che: nel 89 fondano Lega socialista milanese, nel 91 fondano
rivista Critica Sociale. Il pensiero turatiano ispirer quella corrente socialista revisionista, opposta a quella
massimalista, per cui lemancipazione del proletariato deve avvenire con riforme. E meno rigorso di Labriola e
punta su: affermazione autonomia operaia, rifiuto anarchia, riconoscimento lotte economiche x allargarle alla
sfera politica. Non si aspira ad una rivoluzione (come i massimalisti) ma ad unevoluzione graduale col fine di
emancipazione. Agli albori, cmq, il socialismo era diviso fra una corrente piu moderata di Turati e piu
radicaledegli anarchici, origine appunto del confronto fra revisionisti e massimalisti. 8/91 Congresso
nazionale operaio a Milano: Turati sconfigge la parte anarchica e convinse buona parte delloperaismo ad
accettare unazione anche politica del movimentoidea di costituire un Partito dei lavoratori. Il congresso
permise di unire in una prospettiva marxista socialismo e operaismo. Congresso Genova agosto 92: in prima
adunanza anarchici e operaisti intransigenti si unirono vs linea socialista di Turatidecidono di dividersi xch
incompatibili; il giorno dopo i socialisti e solo alcuni anarchici fondarono il Partito dei Lavoratori Italiani. Il
programma turatiano, scelto per il primo partito della storia politica italiana, affermava che i lavoratori
avrebbero raggiunto lemancipazione solo attraverso la socializzazione dei mezzi di lavoro e gestione sociale
della produzione. Giornale di partito: Lotta di Classe di Prampolini ma controllato da Turati. I socialisti
abbracciavano una linea marxista (emancipazione tramite controllo delle istituzioni) e legittimavano la
partecipazione alla politica italianapartito raccoglie consensi tra Fasci siciliani e Part soc riv di Costa. II Cong
di Reggio Emilia nel 93, il partito assunse nome Partito Socialista dei lavoratori Italiani. X repubblicani: il
fallimento delle Leghe democratiche e fine prospettive irredentiste li aveva portati in opposzione
minoritariaemerse una nuova cultura che coniugava mazzinianesimo e nuove dinamiche politiche, idea di
politicizzazione dellintero movimento per autodefinirsinascita Partito repubblicano italiano nel 1895.
Rerum novarum: lintransigentismo sociale.
Linefficace gestione dei rapporti tra Stato e Chiesa messa in atto da Crispi fin per dare slancio a intransigenti
in Vaticano. 1887: nomina Leone XIII, che riporta in primo piano il tema del potere temporale x la chiesa: il
problema rimaneva dellusurpazione liberale della questione romana. Per rilanciare le prospettive cattoliche
nello stato laico Leone XIII promulg lenciclica Rerum Novarum (5/91): destinata a gettare le basi per una
nuova dottrina, lenciclica toccava temi sociali, come le condizioni degli operai; invitava a prendere coscienza
delle terribili condizioni in cui versava la classe operaia, denunciando, comunque, il movimentosocialista in
ogni aspetto; riconosceva libert dassociazione, ma non ad aderire a sindacati anticristiani, entrando in rotta di
collisione col pensiero di Marx, che condannava la Chiesa e la giudicava unistituzione come lo stato, da
abbattere per poter imporre la dittatura del proletariato. Lenciclica ridava spazio allintrasigentismo cattolico
dellOpera dei Congressi, che ora sfruttava il laicato per poter intervenire nelle tematiche sociali di stato.
CAP. 8 LANTICRISPISMO ALLA PROVA
Rudin
Re affida a Rudin nel 1/91 il compito di formare un nuovo governo. Cerca un accordo con Giolitti, ma fallisce;
cos vara un esecutivo di Destra. Problema principale da risolvere: pareggio del bilancio, notevolmente gravato
dalle spese per limpresa coloniale messa in atto da Crispi. Per politica estera: mantenimento alleanze con
Germania e Austria-Ungheria + riavvicinamento a Francia. Rudin cercava di decentrare, anche parzialmente,
lamministrazione statale. Liniziale maggioranza del governo Rudin pensava solo a tenere Crispi lontano dal
potere, ma non era organica; in +, nonostante il riavvicinamento, la Francia non era convinta del carattere
difensivo della Triplice Alleanza, che viene rinnovata nel 5/91, senza lassenso parlamentare: garantiva la
cooperazione tedesca su eventuali alterazioni nel nord Africa. Pur di far pareggiare il bilancio, Rudin ferm
ogni iniziativa despansione africana, e si ridusse alla linea opportunista per uneventuale conquista senza costi.
Con rudin, la politica coloniale ed estera aveva perso carattere di prestigio, per incentrarsi solo sul bilancio. Il
pareggio, tuttavia, non avvenne (nonostante piccoli tagli. Rudin chiese la riduzione (negata) del corpo armato.
Inoltre, Rudin dovette scontrarsi anche coi radicali, fortemente antimperialisti e antitedeschicrisi di
governo5/92: Rudin presenta dimissioni, respinte dal Re che rimette al parlamento la votazione di fiducia:
mozione di sfiducia a Rudin.
Giolitti
5/92: incarico di formare un nuovo governo a Giolitti, x trovare una via di mezzo tra autoritarismo crispino e
parlamentarismo rudiniano, e che imponesse le tradizionali esigenze sabaude in politica estera e militare.
Borghese, piemontese, nel82 Consigliere di Stato a Cuneo, Ministro del Tesoro nel gov Crispi dove era

ostinato a difendere il bilancio. Vara un esecutivo di Sx e Centrosx. Programma: tagli alle spese e pareggio
bilancio, no novit x pol estera, difesa delle libert subordinata al mantenimento dellordinecontrasti generati
dalla Dx, allopposizione, che cerc di organizzare un fronte trasformista x avere governi forti e rappresentativi,
e non di parte (come ritenuto dallopposizione). Si diffuse la voce che Giolitti fosse stato eletto per intrigo di
corte, un estraneo che avrebbe svalutato i vecchi valori su cui si basava la politica dei precedenti leader. Non
avendo un passato patriottico, ma essendo totalmente nuovo, Giolitti era contrastato anche da una parte
dellEstrema radicale di Sx (Cavallotti). Crispi, che aveva gi osteggiato la nomina di Giolitti, prefer il basso
profilo, in modo tale da sfruttare il momento opportuno per ritornare sulla scena politica da protagonista. Alla
mozione di fiducia del governo e alla presentazione del programma, Giolitti non ottenne la maggioranza, si
dimise: dimissioni respinte dal re, che opta per lo scioglimento delle Camere: a giugno, Giolitti chiede sei mesi
desercizio provvisorio; l11 giugno, in una votazione a scrutinio segreto, il voto favorevole va allesercizio
provvisorio, fissando le successive elezioni nel novembre 1892. Nella battaglia elettorale da giugno a
novembre, Giolitti era convinto della necessit di una politica democratica, che mirava (x rientrare nel bilancio)
a: 1) colpire i redditi + alti e risparmiare i ceti + bassi; 2) rassicurare il benessere ai cittadinim favorendo
listruzione pubblica, lagricoltura, lindustria. Il socialismo appariva un concetto di primissimo ordine: ne
apprezzava le correnti gradualiste ma condannava quelle rivoluzionarie (non combattendole nello stile crispino).
Sprovvito di una consistente maggioranza, Giolitti, per formare un proprio governo, si affid al sostegno di
Zanardelli, col quale costru un asse importante. Zanardelli fece da contrappeso allostilit di quei radicali
dellestremamaggioranza raggiunta.
Lo sgomento ci assale: scandali e corruzione
Elez a novembre 92 col sistema maggioritario a 2 turni in collegi uninominali: si ritorna alla vecchia legge
tramite disegno approvato nel giugno 1891, visto che il sistema plurinominale non aveva entusiasmato: vittoria
dei ministeriali gi in carica. Lopposizione era debole, ed era quella avuta con Crispi: correnti intransigenti
della Dx, Sx ed Estrema, unite nella lotta contro il ministero1 obiettivo di Giolitti raggiunto:
depotenziamento radicalismo parlamentare. Nuova maggioranza, non legata da vincoli fedelt, comunque
unita, xch ricopre interessi diversi e contrastanti delle forze al suo interno: fra questi, il pi importante, era
quello reativo agli istituti di emissione, per cui vi erano 2 correnti: 1) chi chiedeva lunificazione di tutti gli
istituti 2) chi insisteva sulla pluralit. Giolitti era favorevole alla prima, ma su pressioni della stessa
maggioranza si orient verso la secondaenormi interessi speculativi e conflitto fra Banca Nazionale e Banca
Romana, di Napoli, di Sicilia, Nazionale Toscana e Toscana di Credito (conflitto che coinvolse anche settori
della stampa). Molti istituti avevano ecceduto nel finanziamento della speculazione edilizia, ma finito il boom,
molte si trovarono sullorlo del fallimiento, salvate solo da interventi degli enti stataliindagine gov Crispi nel
89 sulla Banca Romana, colpevole di avere un disavanzo di 9mln lire e, a fronte dei 60 mln autorizzati dal
governo, ne stamp 113 mln, incluse banconote false x 40 mln. I risultati dellinchiesta vennero nascosti dai
successori Luzzati (Tesoro) e Rudin. Lincaricato Alvisi li pass ad economisti fino ad arrivare a Colajanni
situazione si aggrava visto la proroga del governo alle banche della facolt di stampare cartamoneta. Di risposta,
radicale Colajanni rivel parti dellinchiesta dove emergevano illegalit e corruzioni che coinvolgevano
avvocati, giornalisti e politici. Fu proposta uninchiesta parlamentare x indagare sulle modalit di emissione, a
cui si oppose Giolitti, che di ricambio, nomin una commissione dinchiesta con a capo Martuscelli (Giolitti
copriva il debito che aveva Umberto I con la Banca Romana). Rivelazioni che si ripercuotono nel paeseLinchiesta diede la colpa al governatore della Banca Romana Tanlongo, e che coinvolgeva il banco di Napoli,
di Sicilia. Tanlongo afferm di essere legato a Giolitti, x avergli fornito denaro in cambio della nomina a
senatore. Crispi, gi avverso a Giolitti, prese la palla al balzo: ammise di aver taciuto x il bene del paese ma
afferm che Giolitti sapeva dei risultaticampagna antigiolittiana, che riscuote consenso fra lopinione
pubblica, Crispi raduna opposizione. 8/93: Giolitti costretto a sopprimere Banca Romana e quelle Toscane, ma i
risultati della nuova commissione sottolineavano favoreggiamenti anche ad altri ministeri (Minghetti, Depretis,
Crispi..) e uomini simbolo come Garibaldi e Carducciistituita altra commissione x accertare responsabilit. X
lopinione pubblica, lo scandalo foment il malessere sociale, che consent la crescita del movimento dei Fasci
siciliani, socialisti, anticlericali, irredentisti, che ora volevano giustamente sottrarsi alla tutela di istituzioni
borghesi, decisamente fallimentari. In aggiunta, arriv anche la notizia della denuncia di Menelik al trattato di
Uccialli e delleccidio di minatori italiani in Francia perpetrato da operai francesi.
I Fasci siciliani
Fasci= nasce nel 91 e diffusione tra 92/93 come movimento NON armato, di organizzazioni di lavoratori,
contadini e minatori in Sicilia che denunciavano le disumane condizioni di lavoro. Non vi erano particolari
ideali politici (anche se lideale socialista era quello + diffuso nel movim) ma solo questione di necessit.
Organizzazione: associazioni di mutuo soccorso con scopi cooperativi, politici e di resistenza. Inizialmente,
collaborazione tra Fasci e PSI, ma questultimo si distaccher dai Fasci perch riteneva retrogradi alcuni
obiettivi del movimento, non moderni per limmagine del partito; dietro, ci stava anche lincapacit del
socialismo di fare piena breccia nelluniverso contadino. 1893: aumentano gli scioperi organizzati dei Fasci.
Richieste: salario in denaro, mezzadria, spartiz terre statali ai nullatenentiarresti della poliziaincremento
degli scioperigrandi prop terrieri che richiedono un intervento repressivo, ma Giolitti nn da lo stato dassedio,

xk non vuole reprimere ma limare il movimento separando il nucleo sindacale da quello politico. X qst
obiettivo risultava sufficiente il codice penale e normale mezzi di polizia. I conflitti armati non si ebbero fino
alla salita di Crispi (eccez il massacro di Caltavuturo 20/1/93 in cui le forze dellordine uccisero 13 manifest).
Repressioni che iniziano verso la fine del governo Giolitti. A redenre difficile la vita dei Fasci contribu da
subito lidea dellopinione pubblica italiana che fosse un movimento nato x indicare il degrado delle istituzioni
a seguito degli scandali, quando invece il fine era tuttaltro. Prima delle elezioni, Giolitti prov a rinsaldare il
consenso con toni riformistici e progressisti, ma ormai, la commissione x le responsabilit dello scandalo della
Banca Romana rivel nel novembre 93 i risultati, attribuendo quantit di denaro a molti politici della
maggioranza. Giolitti divenne il capro espiatorio, reo di aver dato il laticlavio a Tanlongo. 24/11: dimissioni
Giolitti.
La stampa si fa azienda
Anche gli organi di stampa finirono nellocchio del ciclone. 88-92: la Banca Romana aveva finanziato x
campagne di stampa a proprio favore, direttori e giornalisti per 455.000 lire. Vasto coinvolgimento della stampa
Tuttavia, il finanziamento illecito alla stampa aveva favorito la nascita di tantissimi giornali, molti dei quali
superarono il localismo e diventarono nazionali. Milano: Corriere della Sera (85) e Il Secolo (fine anni 90);
Roma: Il Messaggero (democ, 78) La Tribuna (83) e La Rassegna Nazionale (transigen cattolico); Genova Il
Secolo XIX (85) e Il Resto del Carlino a Bologna (85). I giornalisti inizialmente non erano retribuiti, ma dagli
anni 80 iniziarono ad essere professionisti. Nonostante il picco delle vendite in determinati anni, molti finirono i
bilanci con passivit dovute a spese tecniche e politiche
CAP. 9 ANCORA CRISPI: DALLA SICILIA AD ADUA
Colonialismo italiano: 1882-acquisto baia di Assab. 85- inizio operazioni armate in Africa e presa di Massaua
87-disfatta di Dogali 89-trattato di Uccialli
Limpotenza e gli ardori
Depressione economica alla caduta del gov Giolitti, diversi fattori: crisi monetaria, commercio, disoccupazione
e moti in Sicilia. In un quadro cos tragico lopinione pubblica si aggrappava alla figura del re Umberto I
voleva dare limmagine di un sovrano che rispetta scrupoli di costituzionalismo (cosa che in realt non fece
mai) e x farlo affid lincarico a Zanardelli, ostacolandolo per in ogni modo; fece pressione sui ministri
contattati da Zan x non aderire al governo. Zanardelli, con tendenze liberali e riformismo avanzato, non poteva
risolvere i disordini sociali e introdurre consistenti prelievi fiscalisi dimettere affida nuovo incarico a
Crispi, con fiducia del Senato e programma convincente. Nuovo governo con membri centro, dx ed Estrema
(Crispi Interno, Sonnino Finanze). I nodi del programma crispino erano due: risanamento finanziario e
repressione Fasci, x il quale richiede al Consiglio dei Ministri lo stato dassedio. Infatti gli scontri si erano
moltiplicati, e Crispi non voleva farli costituire12/1/94: firma stato dassedio e repressione di ogni libert in
Sicilia, con arresto di numerosi componenti dei Fasci. Larea della Lunigiana, fece scoppiare tumulti in
simultanea ai Fasci, dimostrandone solidariet x gli scopi (condizioni disumane dei contadini)stato dassedio
anche qui, il 16/1. In Parlamento, solo lEstrema attacc il governoCrispi consolid limmagine di uomo
autoritario, che esasperava il piglio riformatore, fiscalismo e militarismo. X lui, la questione sociale era legata
strettamente a quella risorgimentale. In Sicilia piombarono pesanti sentenze dei tribunali militari in Sicilia,
anche con processi velleitarial contrario, gli arresti mobilitarono manifestazioni e scontri violenti vs la polizia
a Palermo in favore dei capi arrestati. Clima di tensione: 6/94 attentato a Crispi, fallito. Inoltre, si diffonde
indignazione e avvicinamento notevole al socialismo di intellettuali ed opinione pubblica, che ritenevano
esagerate le pene x i Fasci e troppo basse quelle degli scandali: Crispi, favor lo sdegno x colpire Giolitti.
Lui ci d la pace
Crispi veniva ritenuto il salvatore dellordine sociale e i suoi legami con gli scandali passarono in II piano. Fece
approvare, nel 7/94, 3 progetti di leggi antianarchiche (nel nome ma non in pratica) x combattere laltro nemico,
il socialismo, considerato estraneo alla democrazia risorgimentale e alla realt del paese (corpo regresso e
barbaro): domicilio coatto x reato di opinione (eliminando le ass socialiste); legge x sottrarre attivit di
revisione elettorale alle giunte comunali (x impedire che il socialismo intaccasse le aree periferiche e le classi
meno abbienti esclusi dalle elez amministrative delle classi + povere); 9/94: impedimento congresso nazionale
del Partito socialista, preludio della chiusura di associazioni e leghe10/94: scioglimento partito socialista.
Pi mezzi per la grande politica
Maggioranza compatta che aveva sostenuto Crispi nel processo antisocialista, lo abbandona sul tema delle
riforme sociali, amministrative e del risanamento finanziario di Sonninosistem i settori del credito, ma si
attir ostilit parlamentare quando, annunciando un disavanzo statale, cerc energicamente di far prevalere la
sua linea di inasprimento fiscale, attuabile tramite incremento delle entrate tributarie: molte furono respinte, e
vennero approvate solo il criterio di progressivit sullimposta di reddito e aumento tassa di successione. Crispi
vedeva in Sonnino il propellente x la politica di forza. Radicali e molti settori della dx si schierarono a favore
del taglio delle spese militari, che gravavano non poco sul bilancio statale; resistenze di agrari x respingere

aumento tassa fondiaria e chiedere maggiore protez doganaleistituita commissione per far esaminare la
proposta di risanamento finanziario, che la stravolse. Crispi si dimisericeve un reincarico, cerca di far entrare
al governo Zanardelli e Rudin, i quali rifiutano x il tema delle spese militari: Crispi non voleva tagliare e
rinunciare a far dellItalia una potenza coloniale. Il debito statale vide una progressiva riduzione grazie alla
proposta di Sonnino di aumentare le tasse sui beni di consumo.
La rivolta di Milano
Milano era la citt in cui lopinione pubblica era maggiormente ostile allo statalismo crispino, alle rigidit
burocratiche e al rallentamento del suo dinamismo industriale, opposto allarretrato feudalesimo meridioanle,
alla corruzione romana (da tempo Milano puntava su autonomie regionali x poter progredire e non fermarsi x
aspettare il recupero dellarretratezza meridionale). A Milano vi era una convergenza di tutte le forze x
manifestare ostilit al governo: Dx radicale, Estrema, Sx di Zanardelli, socialisti e cattolici. Crispi ricambiava
lodio. Rudin stesso, che aveva appoggiato le spese militari di Crispi, lo contestava per i progetti di divisione
dei latifondi in Sicilia, auspicati nel programma di incarico del 1894la Dx si presentava divisa, cosiccome
alcuni settori della Sxsituazione anomala. Cavallotti, luomo del momento, non venne mai contattato
volutamente dal re per analizzare la situazionelegame tra Estrema di Cavallotti e Milano. La non
istituzionalizzazione dei radicali, socialisti e cattolici aveva generato un vuoto x il tema della produzione
economica, che aveva finito x alimentare il conflitto tra Nord (avanzato) e Sud (arretrato)conflitto che
aumenta vista la decisione del governo nel 95 di sospendere i lavori catastali nel nord. Il contrasto regionale
intacc anche le ideologie (es. Turati in polemica contro il socialista napoletano Labriola). X Crispi, Milano era
importante x introdurre unala governativa moderata e un avvicinamento ai cattolici, al quale ora
auspicavanell 94 Crispi super i vecchi dissidi contro la Santa Sede, cercando di avvicinarsi x ottenere
consensi strategici: offr privilegi ai cattolici x ottenere il permesso da Leone XIII di affidare missioni cattoliche
in Eritrea a frati italiani e non francesi, rimarcando lostilit con la FranciaCrispi attaccato da collaboratori e
massoni come lui.
La massoneria
Lemmi GranMaestro, Crispi suo amico e membro della massoneria. Obiettivo principale della massoneria: lotta
vs clericalismo, anarchismo e socialismo x giustizia sociale. Lemmi sperava che Crispi presidente potesse dar
voce allanticlericalismo: dopo liniziale ostilit dei primi governi, Crispi si avvicina alla chiesa x alleanza
strategica, attirandosi lostilit della massoneriaLemmi, troppo amico di Crispi, venne sostituito da Nathan,
anticrispino. Tuttavia, nelle amministrative di Milano del 2/95, lalleanza di sxcrispina-cattolica vinse,
incoraggiando Crispi a perseguire sulla via dellalleanza, x ottenere futuri esiti positivi e x chiudere allangolo i
socialisti, avversi sia ai cattolici che ai crispini.
La novella istoria socialista
10/94: ultimo attacco della polizia governativa al Psi, costretto a sciogliersi. Motivo ideologico dellattacco:
colpire un partito che vuole far politica. Al cong di R.Emilia i socialisti erano convinti che la borghesia avrebbe
formato un fronte compatto per sconfiggere il socialismo. X socialisti, il rafforzamento della propria identit
dipendeva da una rigida autonomia di classe. Lattacco governativo al partito socialista aveva finito per
disperdere gran parte dei suoi componenti, trasformandoli in innocui borghesinuova concezione socialista
maturata da Turati e intellettuali fedeli a Critica Sociale: rivalutare limportanza tattica della democrazia e delle
libert borghesi. Nuova linea varata a Milano il 12/12/94 prima delle amministrative, in cui i socialisti si
dichiararono disponibili ad un appoggio ai radicali (seppur con contestazioni, emerse anche nel cong
clandestino nazionale socialista a Parma nel 1/95). La nuova linea turatiana apriva alle iscrizioni individuali e
non solo associative: in tal modo nasceva unorganizzazione politica nazionale in cui gli ideali socialisti
potevano esprimersi senza tener conto della densit di classe nelle diverse aree geografiche. Linea turatiana
sempre riformista, ma che ora cerca agganci ad alcuni appigli del marxismo. Si inizi a delineare una lenta
divisione interna tra istanze operaiste/attiviste, diffidenti dal partito, e politiche. Lobiettivo della svolta
turatiana: mirava a rafforzare la democrazia e le pubbliche libert, necessarie alla crescita del socialismo. Da
Part Social dei Lavorat Italiani diventa PSI
Repubblicani
Pri fondato clandestinamente 21/4/95. Struttura: federaz di consociaz regionali,+ forte in lombardia. Diverse
testate ma non giornale unico di partito.Obiettivo: proclamaz repubblica, governo popolare;rimase fino a fine
800 solo fiancheggiatore dei socialisti.22/10/94: a Milano, Lega x difesa delle libert promossa da Cavallotti e
socialisti. Rapida diffusione Lega, di cui limmagine portante era Cavallotti, ma anche rapido declino (1895).
Le leggi non colpiscono i grossi delinquenti
Crispi volle dare il colpo di grazia allacerrimo nemico Giolitti; istitu una commissione x indagare sul
comportamento della magistratura e della polizia, accusati di aver sottratto documenti nel processo Tanlongo
(col chiaro obiettivo di tirare in mezzo Giolitti)Giolitti rispose facendo pubblicare il suo plico in cui
esprimeva importanti legami tra Crispi e Banca Romana, e suoi indebitamenti. Cavallotti e deputati chiesero la

discussione in aula x discutere sul plico Giolitti, e Crispi, dopo lesito della commissione Cavallotti (legami con
Banca Romana e compensi politici elevati) fece sciogliere il Parlamento il 13/1/95. Crispi voleva anche rompere
laccerchiamento delle forze ostili, governare x decreti e senza intralci e superare la rappresentanza
parlamentare. Cavallotti voleva spazzare via x sempre Crispi, forte cmq dellarma delle elezioni, fissate x 26/5 e
2/6/95. Campagna elettorale vivaceschieramenti. Opposizione: dx lombarda e rudiniana, Giolitti, Zanardelli,
radical-socialisti); programma opposiz variegata: decentramento x Rudin, riforme x decentramento di
Zanardelli, passaggio alle regioni x Cavallotti. I socialisti vedevano le elezioni come mezzo x dimostrare la
tenuta e la resistenza del partito sciolto e x richiedere: suff univ, eguaglianza giuridica dei sessi, autonomia
comunale, rif patti colonici, esproriazione terre x darle ai nullatenenti, naz ferrovie, tassa unica progr sui redditi,
8 ore lavorative, limitaz lavoro minorile e istruz obbligatoria fino a V element x i 2 sessi.
Linvulnerabile Crispi
Elez vinte da Crispi (in Liguria, Toscana, Lazio, Sud). A Milano eletti: radicali, repubb, socialisti e moderato
anticrispino. Socialistivincitori morali, visto che i consensi sono tanto aumentati (sprtt Centro-nord). Perno
dellalleanza radicale e socialista anticrispina, personaggio importante sulla scena politica, fu Cavallotti. Il
leader radicale cerc di dare lattacco finale a Crispi con la Lettera agli onesti di tutti i partiti: pubblicata il
22/6/95, la lettera puntava a smontare la credibilit di Crispi, raccontando i suoi legami con gli scandali bancari
e il suo coinvolgimento nello scandalo Herz, dove, dietro compenso, diede la + alta onoreficenza cavalleresca
italiana a Herz, affarista franco-americano, losco. Cavallotti volle mettere Crispi e la sua maggioranza alle
cordea tal proposito vennero presentate due mozioni, che Crispi, ritenendosi invulnerabile, ottenne con
arroganza la proroga di 6 mesi x i decreti, convinto di aver dato tutto x Italia e di nn dover dare spiegazioni ora
per i suoi coinvolgimenticambia il clima politico: Crispi ha dalla sua solo la forza delle elezioni e Cavallotti
ha perso gradualmente sicurezza. Tuttavia, il Re, istituz massima, appoggiava Crispi: Umberto I ammirava
Crispi, sebbene i rapporti nn fossero buoni. Forte della sua fiducia, Crispi avvi una nuova azione politica:
- ottenne copertura legislativa x provvedimenti finanziari e decreti-legge emanati prima
- orientando il discorso sulla sconfitta coloniale ad Amba Alagi, si concluse il periodo degli scandali con
un odg approvato in ParlamentoCrispi ottenne maggiore sicurezza e allontan da s le invettive x il
coinvolgimento nello scandalo.
In pol interna, Crispi non volle recidere i rapporti con la Chiesa (anche se lo aveva lasciato solo nelle elezioni).
Pertanto, non interrompe i rapporti, ma lascia che lanticlericalismo si manifesti, cominciando dalla legge che
faceva del 20/9 (breccia a Porta di Pia) una festa nazionale. Tuttavia, mantenne la figura di un uomo forte che
esprimeva la volont del paese e che consolidava la sua maggioranza non intorno ad un consenso trasformista,
ma ai fatti compiuti. In tal senso, la politica estera tornava in primo piano e poteva rilanciare la pol interna.
Adua
Allepoca, vi era astio anche tra Italia e GB; sebbene Ita abbia cercato intese con Gb, questultima:
- considerava lItalia il maggior pericolo di destabilizz dellarea
- non esser degna di creare un impero coloniale perch troppo debole.
- contestava ladesione alla Triplice Alleanza.
Per Crispi, il problema alla vera espansione dellItalia non era la GB con la quale cercava di intrattenersi, ma la
Francia; di risposta, la Francia aveva buoni rapporti diplomatici con Germania e Austria, che non volevano farsi
trascinare in un carattere attivo e non difensivo dellaccordo. Ostilit verso Italia x adesione alla Triplice
Alleanza. Crispi rivendicava laiuto dalla Triplice x combattere lostilit francese, ma Ger e Aus contestano
queste pretese italiane xche fuori dai canoni dellaccordo. Nel 95 Parigi denuncia il trattato italo-tunisino del
1868 che concedeva privilegi agli italiani residenti in Tunisia. La non difesa anche verbale delle potenze
centrali fa sentire Crispi isolato. Pertanto, dopo lesperienza di Rudin (che aveva scelto la linea tigrina, ossia
quella opportunistica), sar Crispi a riavviare lespansionismo italiano in Africaconquista di Cassala, in
Eritrea, nel 7/94: usando la politica coloniale, il Pres del Consiglio poteva compensare le delusioni in politica
interna ed estera. Con quista di Cassala, il negus Menelik si allarm ancora di +. Baratieri, leader della vittoria,
impose una dittatura nella colonia, e le sue manie espansionistiche/nazionaliste, influenzano Crispi: espropri le
terre dalle popolaz locali e le diede ai coloni italiani. Baratieri progett lavanzata sul Tigr, ma Menelik decise
di allearsi con i ras della zona. Baratieri richiese a Crispi dei rinforzi militari, il quale, dopo un lungo dibattito in
cui fu duramente contestato dallEstrema e anche da Sonnino, riusc a concederli con votazione in Parlamento.
Il successo coloniale del momento fortificava la figura di Crispi, e sembrava spianare la strada per divenire una
grande potenza coloniale. Baratieri avanz nel Tigr, costringendo i ras locali ad andare a sud; per, iniziarono
a mostrarsi le prime incertezze sullimpresa, fra cui il dibattito tra le varie anime del governo e del Parlamento.
Menelik raccolse 15000 uomini e avanz verso il fronte, Baratieri invi un contingente di soli 2500 uomini che,
furono nettamente sopraffattiPutiferio totale in Parlamento, dove Costa, Imbriani e Cavallotti si scagliarono
contro il Presidente del Consiglio, il quale, cerc di rimodellare il significato della sconfitta: a nome di Sonnino,
Crispi chiese (e ottenne) lo stanziamento di 20mln x finanziare limpresa. Era deciso a portare a termine lopera,
ma anche il Senato, solida base della maggioranza crispina, inizi a preoccuparsi. Tuttavia, arrivarono i rinforzi
a Baratieri, sotto esplicito appello di rivincita nazionalista. Dal canto suo Baratieri sapeva che la continuit della
sconfitta dipendeva sprtt dalla mancanza di dati e informazioni sul nemico: armamenti, eserciti..e cos esit.

Crispi non tollerava lattesa, perci decise di sostiuire Baratieri con Baldissera. 1/96: Menelik conquista
Makall. Forte eco in italia: i cattolici, come i socialisti, manifestarono la loro opposizione alla politica
coloniale, e la giovent si spacc in 2. Era la prima volta che lidea di grandezza della patria si conciliava con
quella di potenza. La contestazione a Crispi pass anche per Sonnino e Saracco, membri dellesecutivo, che +
volte minacciarono le dimissioni. In particolare, Sonnino richiedeva uno specifico disegno militare x poter
concedere finanziamenti, ma Crispi lavorava a testa bassa e non si curava delle critiche provenienti anche dalla
sua maggioranza. Poco prima della sostituzione con Baldissera (avvenuta allinsaputa dellex), Crispi chiese a
Baratieri unultima prova di forza, ma l1/3/96 gli abissini di Menelik anticiparono le manovre italiane e li
sconfissero ad Adua, uccidendo pi di 4500 uomini. Responsabilit della disfatta che Crispi attribu a Baratieri e
altri ufficiali, incapaci di gestire uno sforzo militare: venne arrestato e processato da un tribunale militare che,
per, lo assolse. In Italia splosero manifestazioni di sconforto e di vergogna, che degeneravano in scontri con la
polizia e disordini. Crispi rassegn le dimissioni il 5/3/96 convinto che Umberto I gli restituisse lincarico, ma
non fu cos, perche il re le accett. Come Depretis, Crispi si dimise dopo una disfatta militare, importantissima
per la politica interna. Tuttavia, la sconfitta di Adua contribu ad alimentare i dubbi verso il re stesso, mentre si
rafforzarono Estrema e clericali. Ladesione alla Triplice e la situaz internazionale ora non erano pi sicuri.
CAP. 10 UNA SFIDA EGEMONICA
Non per il presente ma contro il passato
Dopo le dimissioni di Crispi, arriva il II governo Rudin: maggioranza liberal-moderata + sx liberale (2
giolittiani). Mai + Crispi come parola dordine e nessuna intenzione di continuare la politica despansione:
continuazione ostilit solo per arrivare a una pace che non facesse perdere il ruolo di potenza. Il periodo di
calma che segu serv sia agli imprenditori in economia che potevano sfruttare lattuale ripresa economica, sia di
punire i responsabili della tragedia africana. Nonostante aleggiasse un clima di sfiducia, il nuovo premier era
visto come una via duscita da Crispi; volle dare una svolta alla moralit pubblica, sospendendo i finanziamenti
governativi ai giornali e liberando gli arrestati dei Fasci Siciliani e Lunigiana. In ambito coloniale, Rudin
sapeva che vi erano prigionieri in Eritrea e che una parte del governo non voleva proseguire ulteriormente la
guerra; cos, si limit a far liberare Cassala da Baldissera e poi adottare una linea tra lideologia crispina
(continuaz ostilit, che cmq aveva molti consensi in Italia) e quella dellEstrema radicale (evacuaz totale).
Rudin fece pubblicare i Libri Verdi x dimostrare gli errori di Crispi durante la guerra, e al tempo stesso
recuper elementi che avevano fatto parte dellesecutivo crispino e che ora volevano staccarsi (Sonnino e
Luzzati). Sonnino garant appoggio al governo in cambio dellopposizione alle campagne daccusa e
recriminazioni contro la gestione della politica coloniale. Inchiesta che evidenzi pesanti ammanchi nei bilanci
durante i governi CrispiRudin convinto ora che si deve andare alle elezioni per superare i maulumori. In
seguito al dibattito sulla questione finanziaria e alle spese x limpresa coloniale, Rudin si dimise, e riottenne
lincarico dal re proprio al fine di aumentare i finanziamenti per le conquiste. Gen. Pelloux nominato Min della
Guerra: sconcerto a Sx come tra le file dei Radicali per lo spostamento dellasse a Destra. Rudin fu sostenitore
del decentramento, ma pressato dai gruppi dirigenti che non volevano autonomie locali, si limit ad istituire un
commisariato in Sicilia, svincolato dai dicasteri, con potere proprio. Garant lelettivit dei sindaci nei comuni
con meno di 10mila persone. Tuttavia, il gov Rudin vide il notevole incremento dei socialisti e cattolici del
momento come una sconfitta delle istituzioni liberali: voleva seguire il restringimento democratico di Crispi, ma
affiancando riforme sociali, grazie alle capacit di due giolittiani. Anche x Rudin la pol estera era importante e
ne deline i contorni distaccandosi da Crispi: cerc di avvicinarsi alla Russia, concedendo il matrimonio di
figlio VE con Elena di Montenegro; poi si riavvicin alla Francia, riconoscendone il protettorato in Tunisia ma
ottenendo la conferma dei privilegi dati agli italianiscopo del riavvicin: trovare una soluz x pace in Etiopia,
che arriv il 26/10/96 ad Addis Abeba: veniva annullato il tratt di Uccialli riconoscendo la piena autorit
dellEtiopia, e i prigionieri rientravano in patria anche grazie allintervento di Leone XIII
A chi rispondono i ministri?
Fine XIX sec: declino della cultura dellindividualismo e notabilato che ha caratterizzato finora il liberalismo.
Lavvento delle societ di massa stava prendendo il sopravvento sulle istituz liberali, vista anche la diffusione di
nuove discipline: antropologia, psicologia, irrazionalismo, anti-liberalismo. Denunce del trasformismo e istituto
parlamentare, che marcavano la corruzione, lincapacit di rispecchiare lo stato civile, la necessit ora di
lasciare lindividualismo e creare un vero partito liberale che si opponesse ai socialisti e dx clericale. Venne
condannato il parlamentarismo (scelto da Cavour e suoi seguaci) x trovare alternative allo stesso. Ritornava di
moda il dibattito sulla gestione amministrativa, fra decentramento e riforma burocratica. Se x i socialisti la
soluzione alle crisi istituzionali dipendeva da un diverso ordine sociale, x i liberali la rigenerazione della classe
dirigente e il recupero della fiducia nei loro ideali dipendeva dallorganizz di un vero e grande partito, che
combattesse i socialisti e i clericali, che conservasse i risultati acquisiti e che controllasse lintero Stato in ogni
aspetto. Vi era anche lidea che fosse necessaria una riforma del Senato, che fosse elettivo e non nominativo,
gi ipotizzato ma subito annullato da Crispi. Il fulcro del problema era di rendere il governo autonomo rispetto
alle combinazioni parlamentari e legarlo al potere regio.

Ripugnanti connubi
In vista delle elezioni del 97 e nella relativa campagna elettorale:
Rudin: creare un partito medio che sopprimesse le forze della sx e della dx a lui avversa, fra cui Sonnino
Sonnino: della dx, leader delle presenze crispine in Parlamento e proveniente dalla passata amministrazione
Sx: accordi tra Zanardelli, Giolitti e Cavallotti. Fra i 3, il primo era quello che aspirava ad ottenere il potere,
contro lostracismo manifestato contro di lui dalla corte e dallo stesso re. Giocando sulle alleanze, puntava a
estendere la propria base parlamentare per influenzare lesecutivo.
Intanto Rudin, fallito il riavvic con i cattolici, riprese la repressione vs socialisti, ottenendo sostegno da
Zanardelli e parte della Sx x nuove norme sul domicilio coatto e scioglimento associaz. Dato che su di lui
pendeva laccusa di essere stato troppo accondiscente con i sovversivi, Rudin rilanci il suo prog x dar vigore
allordine pubblico, con Manifesto agli elettori italiani (punto princ era la quest africana). Anche il prog di Giolitti
era particolare, visto che specificava quale atteggiamento tenere verso i socialisti: non di repressione ma di difesa
delle istituzioni parlamentari che i socialisti vogliono sovvertire. I socialisti avevano confermato la strategia della
lotta parlamentare e di insistere sulla campagna elettorale, grazie anche alla nascita dellAvanti di Bissolati.
Alle elezioni di marzo: successo ministeriali di Rudin + buon risultato dei socialisti, radicali e repubb. Zanardelli
viene eletto pres della Camera, ma la situazione del governo fu subito critica, in quanto si doveva affrontare sia la
crisi di Creta (annessione alla Grecia e guerra russo-turca) + attentato (fallito) al re di un anarchicolepisodio
increment il sostegno al re e lodio/repressione contro i gruppi sovversivi dellordinenumerosi arresti di
socialisti. Caso Frezzi, ucciso dalla polizia in carceredura contestazione di Cavallotti, seguito da Costa e
Imbriani, che spinsero e ottennero una revisione dei poteri polizieschi, della situaz delle carceri e per rivedere la
legge sullordine pubblicoaumento tensioni sociali in tutta Italia: scioperi contro tasse, prezzi, riduz giornata
lavorativa a 8 h (certificata solo nel 1922). Al sud la ripresa economica non aveva stabilizzato la vita delle classi +
povereaumento migrazione verso America; a Cremona, agitazioni di braccianti x aumento prezzo del pane
contro il calo della prod di frumento. Manifestaz anche dei ceti medio-alti x il progr finanziario di Luzzati, che
puntava a una maggiore tassazione sulla ricchezza mobilescontri contro la polizia, preludio di movimenti
nazionalisti di destra. Dura risposta del governo, che interviene per reprimere anche con le armi: sciogl Cam del
Lavoro. Lanarchico Malatesta sugger una rivoluz simile a quella del 48; al V Cong di Bologna socialista:
accorpare azione politica e lotta economica x dare carattere rivoluzionario al partito: intensificaz attivit sindacale
X il governo, anche i cattolici intransigenti divennero molto pericolosi: guidati dallOpera dei Cong di Paganuzzi,
attaccarono lo stato liberale senza esitare. Di risposta Rudin cambi linea e punt solo a dettare impedimenti ai
cattolici (interdiz uso delle chiese x riunioni politiche delle associaz). Dopo la manovra finanz di Luzzati, venne
annunciato il pareggio del bilancio. Rudin ne approfitt x riorganizzare il governo, facendo entrare Zanardelli
della sx Storica. Lopposiz era data dai radicali, giolittiani, dx di Sonnino.
Giorni dincomparabile bruttezza
1898 che inizia con intensa attivit riformatrice. Il prog iniziale di Rudin venne modellato per via delle
condizioni non buone del bilancio. Furono approvate le leggi di:
- istituz Cassa di credito comunale e provinciale, per finanziare le opere dagricoltura
- obbligo x datori di lavoro di assicurare i lavoratori contro infortuni
- Cassa nazionale di Previdenza per invalidit e vecchiaia
Ma la crisi del raccolto del 97 aveva gi reso chiari i limiti dei provvedimenti sociali e il ministero stava pian
piano perdendo consensi. Infatti, la classe ministeriale liberale ipotizzava che lindirizzo politico e finanziario del
governo ostacolava lo slancio industrialetuttavia, mentre al nord lo sviluppo industriale progrediva, al sud la
situazione era grave, anche x via della stessa crisi agricola: lapparato agricolo non bastava a coprire il fabbisogno
dellintera popolazionesud nella merda= carestia+disoccupaz+aumento prezzo pane. Inoltre, col bilancio
pareggiato secondo il programma Luzzati, si ebbero 17 mln davanzo: anzich essere usati per bisogni sociali
(proprio per legislazioni e riforme atte a migliorare le condizioni agricole, e quindi, economiche, delle aree +
arretrate), vennero usati x sostenere apparati burocratici e di credito. Le manifestazioni di malessere, iniziate
prima del 98, si intensificarono da gennaio in poi. Rudin era persuaso dallidea che la perdita dei dazi sul grano
(fonte primaria del recupero finanziario) avrebbe compromesso il pareggio del bilancio; cos, a gennaio eman un
decreto che abbassava il dazio, ma chiam alle armi 40mila uomini dellesercito pronti a scontrarsi con i
manifestanti e ad attuare tutte le misure repressive necessarie al fine di evitare lo sconfinamento dei motidifatti,
gli scontri vennero subito repressi nel sangue. A complicare la situazione del governo, contestato anche dagli
economisti liberisti che vedevano la riduzione del dazio come uninefficace palliativo, intervenne lassassinio di
Cavallotti in duello marzo 98). La morte di Cavallotti indicava la fine dellunico uomo che poteva salvare il paese
dalla repressione rudinianamanifestazione antigovernativa e progressivo accostamento dei radicali ai socialisti.
Ad aprile nuovi tumulti in tutta Italia (Emilia,sicilia,lombardia,piemonte). Risposta repressiva di Rudin: potere
alle autorit militari, ma i tumulti ebbero leffetto contrario di filodiffusionea Milano 6-9 maggio: gli scontri
rivelavano laspirazione delle masse di prendere parte alla vita politica=lotta x libert fondamentali (protesta dello
stomaco). Gli scontri preoccupano lopinione moderata, che vedono gli scontri come una rivoluzione. Sfruttando
questa sensazione dei moderati e appoggiati dalla stampa liberale, il governo era convinto di dover utilizzare il
pugno di ferro, come fece Crispi, ed imporre una lezione ai manifestanti, spacciati per rivoluzionari socialisti,
anarchici e radicali intenzionati a sovvertire lordine. Il liberalismo moderato, ora, convergeva su tre punti:

- restringimento delle libert statutarie - riforma costituz che dava ampie prerogative a Re e senato
- repressione militare in caso di minaccia allordine pubblico
Tuttavia, il panico dei moderati ritenuto eccessivo, poich le manifestazioni sorgono spontaneamente e non sono
tese a sovvertire lordine, ma SOLO per denunciare la miseria. Lo stesso Turati e il partito socialista si limitavano
a dire che il governo borghese di Rudin non aveva fatto nulla per evitare la miseria, ma non volevano guidare la
rivoluzione come Salvemini, che, al contrario, voleva sfruttare la rivoluzione per ribaltare lordine. A Milano, i
tumulti non sono di carattere prettamente socialista, ma riguardano la risposta allordine repressivo della polizia e
delle autorit militari. 7/5/98: Rudin decreta lo Stato dassedio a Milano e viene dato pieno potere al gen. Bava
Beccaris, il quale reprime i tumulti con particolare ferocia (+ di 80 morti e centinaia darresti). Lo stato dassedio
venne poi esteso anche ad altre province, dove le autorit agirono esplicitamente x colpire i socialisti:
- Torino: arresto socialisti e scioglimento Camera del Lavoro
- Roma: invasione dellAvanti e arresto di Bissolati (pubblic giornale che continuano sotto Ferri)
- Kuliscioff arrestata e condannata x due anni, Critica Sociale chiusa fino al 99
Lopinione moderata borghese, dopo le repressioni, aveva avuto la conferma che i tumulti erano legati
allincapacit delle masse di istituzionalizzarsi, tant che nei giorni successivi la stampa moderata aveva
celebrato le repressioni, viste anche come mezzo x eliminare le forze avverse allordine. Tuttavia, non mancavano
le opinioni di intellettuali liberali e distaccati dallopinione pubblica che giudicavano esagerati i mezzi repressivi.
Bava Beccaris fu addirittura decorato dal re per il suo intervento. Il presidente Rudin per, dovette prolungare a
tempo indeterminato la chiusura della camera xche voleva trovare unaccordo con Zanardelli, il quale ripugnava i
mezzi repressivi rudiniani (libert di stampa e associazione) e che voleva scrollarsi la responsabilit di complicit
dei moti. Lunico punto daccardo con il membro della sx riguardava la repressione anticlericale. A Milano e
Firenze le autorit repressive intervennero x sciogliere i comitati e le assoc diocesane dei cattolici intransigenti: i
conciliatoristi cattolici appoggiavano questi mezzi x sconfiggere lala intransigente, ed infatti fecero pressione sui
generali militari affinch colpissero i centri milanesi. Vedendosi paragonati a socialisti e anarchici, i catt
intransigenti accusarono lo stato liberale di aver degenerato e dimenticato i valori principali delluomodeclino
intransigentismo. Tuttavia, alla fine, gli intransigenti si resero conto che non vi erano alternative allo Stato liberale
e che dovessero, per forza, abbandonare il progetto di porsi come tutori dellordine sociale (progetto confermato
anche dallenciclica del papa) e trovare una mediazione coi ministeriali liberali, i quali, per, sono ora in contatto
con i conciliatoristi. DallOpera dei Congressi e dallala sinistra della linea intransigente emersero Murri e Meda,
fondatori della Democrazia Cristiana, movimento che si prefiggeva lobiettivo di costituire un partito cattolico. I
due lanciarono dure accuse al mondo liberale, ritenuto colpevole di impedire riforme sociali; secondo Murri:
- i cattolici devono essere e saranno i tutori e difensori delle libert costituzionali
- il socialismo una risposta valida ai liberali, da condannare per perch ateo
- bisognava riorganizzare lo stato in nome del solidarismo cattolico e partecipaz popolare
Tuttavia, lattuale situazione repressiva nei confronti di tutti gener una notevole crisi di governo, ossia una
spaccatura tra le forze interne allesecutivo: se a destra i moderati di Visconti Venosta volevano impedire il
peggioramento dei rapporti col Vaticano, a sinistra i Zanardelliani chiedeva ulteriori inasprimenti anticlericali e
omissione delle ulteriori restrizioni per stampa e associa: 29/5/98 dimissioni Rudinre Umbert ridiede
lincarico a Rudin, che istituisce un esecutivo tutto di Destra e con un programma illiberale, volto ad ingigantire
ulteriormente le misure repressive e rendere definitivi tali disegni di legge:
- divieto sciopero e associaz x dipendenti pubblici
- limitazioni a libert di stampa con responsabilit che ricade sul direttore della testata e non sul gerente
- militarrizazione demergenza degli addetti al serv ferroviario e postale
- scioglimento organizz e societ ritenute pericolose
- obbligo x tutte associazioni di presentare i nomi dei soci
- rafforzamento della disciplina nelle scuole
Rudin chiese il sostegno di tutti i deputati del parlamento, i quali, per, sia a dx che a sx denunciarono il
programma, considerato liberticida. Convinto di avere successo, Rudin chiese al re di sciogliere le Camere e di
rendere esecutivi i provvedimenti eccezionali ed esercizio del bilancio tramite decreti reali. Per il re non accett
le condizioni, e Rudin present definitivamente le dimissioni. Incarico dato al gen Pelloux, uomo di carattere che,
oltre ad essersi opposto allo stato dassedio, sapeva conservare lappoggio che la Corona gli offriva e unire
intorno a lui i diversi rapporti di forza del Parlamento: dalla dx ai giolittiani, dai crispini ai radicali. Idea di un
indirizzo politico energico, che sapeva far garantire il rispetto delle istituzioni e tutela dellordine.
Il regolamento dei conti
Giu 98: entra in carica il nuovo governo di Pelloux, composto maggiormente da uomini della sx costituz e con un
programma che prefiggeva pace e tranquillit + controllo dellordine pubblico, tutela istituzioni. Il governo
ottenne la fiducia di sx cost, dx toscana di Sonnino, dx lombarda, radicali di Sacchi; opposizione: socialisti (che
richiedevano, in nome della costituzione, il rispetto delle libert), repubb e rudiniani. Procedimento di Pelloux:
1) non era opportuno dibattere subito sulle libertchiese lapprovaz di alcune restrizioni temporanee
2) denunci gli eccessi repressivi di Rudin, come atto dattrazione alla sx che lo sosteneva

3) vista lapprovaz del Parlamento di procedere vs Turati x le sommosse, Pelloux concesse prima la
ricostituz delle associaz, ma volle cmq mantenere lordine (tramite domicilio coatto). Tuttavia, le
agitazioni si calmarono nei mesi estivi.
4) Revoc lo stato dassedio a Napoli, Firenze e Milano. Abrogate le misure repressive, riprese le
pubblicazioni dei giornali ma non amnistia ai condannati.
Il giudizio dellopinione pubblica era spaccata in due: la dx milanese e i moderati, in particolare, temevano che la
cauta apertura di Pelloux potesse generare nuovamente epidsodi di sovversismomanifestazioni x continuare la
repressione. Preoccupazione maggiore rimaneva il Partito Socialista, che si schier contro Pelloux proprio per non
aver concesso lamnistia generale e ancor di pi quando si diffuse la notizia della condanna a 12 anni di Turati. La
linea primaria del partito era quella riformista e che voleva quindi vedere riconosciute le libert fondamentali:
ecco perche si schier contro Pelloux. Le richieste di amnistia avanzate dai socialisti trovarono eco fra le fila
dellEstrema e della sx progressista di Giolitti. Le agitazioni sociali ripresero a fine 98, dopo un periodo di
stabilit sia sociale che economica (trattato ITA-FRA a Parigi x esportazioni da Framiglioramento rapporti):
Pelloux volle completare il progetto dordine di Rudin, avanzando disegni di legge che inasprivano le repressioni
x le libert dei socialisti, gli acerrimi nemici. I disegni di legge che trovarono viva opposizione in Parlamento,
videro scontrarsi socialisti ed Estrema vs ministeriali conservatori di Dx:
- punire sciopero di lavoratori dei servizi pubblici - domicilio coatto per recidivi -scioglimento ass sovversive
- frenare libert di stampa punendo anche lo scrittore - militarizzazione dipendenti pubblici
Proprio quella sulla libert di stampa fu la pi discussa, mascherata da tutela dellordine pubblico. I progetti di
legge, quello sulla pubblica sicurezza e stampa, vennero approvati. Incredibilmente, la sx di Giolitti e quella di
Zanardelli appoggiarono quella sulla pubblica sicurezza, giustificando lo schieramento a favore come
impedimento a Pelloux di cedere alle pressioni solo di Dx. La rottura tra Giolitti e Pelloux arriv in pol estera, in
quanto il Presidente del Consiglio cerc di inserire lItalia nella spartizione di alcuni territori della Cina dopo la
guerra cino-giapponese (94-95): ricevendo risposta negativa dalla Cina stessa per trattive diplomatiche, si gener
enorme sconcerto in Parlamento sullautenticit e forza del governo attuale. In +, il trattato commerciale con la
Francia aveva allarmato la stessa Germania. Pelloux si accorse che la questione cinese e quella interna aveva
spezzato la maggioranza che lo appoggiava; cos, presento le dimissioni, ed ottenne il reincarico, formando un
governo tutto conservatore di Destra. Sonnino entr parzialmente nel governo, mentre Giolitti e Zanardelli
passarono allopposizione. Dalla presentazione del nuovo gabinetto (7/99), lEstrema radicale con Ferri, Bissolati,
Colajanni, Prampolini avviarono lostruzionismo allesecutivo (interrompendo frequentemente le discussioni o
facendo interventi lunghi, dilatando i dibattiti camerali)Pelloux volle modificare il regolamento che limitava il
tempo di ogni interventolEstrema spost lostruzionismo sul dibattito per la riforma del regolamentoPelloux
sospese lavori della camera; in questo tempo mise in 10 articoli un decreto legge sulla pubblica sicurezza e sulla
stampa e sarebbero diventati legge con o senza la conferma del Parlamentoalla riapertura dei lavori, i deputati
videro quanto deciso da Pelloux, che aveva spacciato il tutto per misure eccezionaliviolente critiche
dellopposizione, che videro negati i loro diritti parlamentari: Zanardelli si dimise da Pres della Camera; Pelloux
continu sulla strada dellapprovazionescontri in aula prima della conversione, risse, e rovesciamenti delle urne
tra gruppo di Sonnino e Bissolati. Alla fine, il 72% dei disegni non si tramut in legge, visto laltissimo grado di
resistenza ostruzionistica: oltre alla consapevolezza dei deputati di aver finalmente capito che un trasformismo di
qualunque genere non poteva pi essere soddisfacente, vi era la certezza che mancava una vera leadership,
incentrata pi sulla successione della carica di Presidente che x lattivit legislativa. Dopo la caduta di Pelloux, si
avvertivano i primi segni di ripresa finanziaria e non mancarono aperte condanne al governo, tant che
lostruzionismo dellEstrema veniva giustificatosuccesso alle amministrative per socialisti e radicali a Milano,
Firenze, TorinoTurati eletto alle suppletive, pertanto liberato. Avvicinamento Estrema e Sx Costituzionale x
ribadire lostruzionismo al governo. Avvicinamento anche ai socialisti, viste le condanne di Giolitti ai
provvedimenti liberticidi di Pellouxsi stava avviando quel processo in senso democratico che avrebbe inserito
le masse nello stato liberale. Giolitti sottolineava la cura che lo stato doveva avere verso le classi + povere e
numerose dello stato. 12/99: amnistia generale per i fatti del 98. Dopo un periodo di tranquillit, la Cassazione
dichiara decaduto il decreto-legge di Pelloux preso senza discussione del Parlamento: pertanto, il ministero
doveva ripresentare la legge restrittiva e lEstrema riprese lostruzionismoCambrai-Digny pose una mozione
per impedire lostruzionismo; Ferri gli risponde, ma la sua accusa viene respintasi va alla votazione, la sx ed
estrema escono dallaula facendo passare la mozione di Cambrai. Il dibattito continu dopo la riapertura della
Camaera, e la coalizione di Estrema e Sx si atteneva al vecchio regolamento assembleare. I ministeriali di Pelloux
approvarono il verbale delladunanza e il re sciolse le camere, indicendo le elezioni per i giorni successivi (fine
Pelloux). Campagna delle sinistre incentrata sulle libert civili-parlamentari. Elez 5/1900: successo dei socialisti
e dellEstrema radicale: iniziava il processo di democratizzazione. Ministero provvisorio affidato a Saracco. Con
Pelloux finiva quellera del liberalismo italiano incentrato sulla tutela dellordine con il conservatorismo.
Linizio del secolo nuovo fu duro per lItalia: nonostante la ripresa, accaddero due fatti:
- assassinio Re Umberto I a Monza per mano di Bresci, anarchico, x vendetta dei fatti di Milano. Grandi
manifestazioni di cordoglio, dai cattolici, dai ministeriali (che chiedevano, invano, provved restrittivi).
Colajanni fu lunico che si oppose allomaggio del re, insieme al giornale milanese il Secolo. Non vennero
accusati i socialisti, ma solo gli anarchici (Bresci si suicder in prigione). V.E. III eletto re dItalia.
- Nuove agitazioni e scioperi in Italia: nonostante la ripresa, le tensioni sociali riferite al lavoro restarono elevate.

Come colpo di coda dellondata restrittiva, il 19/12/1900 il prefetto di Genova scioglie con un decreto (revocato
giorni dopo) la Camera del Lavoro della citt, generando uno sciopero degli operai del porto che si estende ben
presto in tutta la Liguria. Guidata dal socialista Chiesa, gli scioperanti non protestavano solo x ragioni
economiche (riapertura Cdl, restituz documenti dei lavoratori) ma anche x libert e diritti civili. Lo sciopero si
diffonde nel 1901 in Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, toccando le classi contadine, che non fecero altro che
fortificare lorganizzazione politica e sindacale del Psi. I rappresentanti delle leghe contadine fondarono nel 1901
la Federterra, che cresce subito. Anche liniziale sviluppo industriale, preludio del futuro decollo giolittiano,
favorisce la crescita di nuove organiz operaie e Cdl, le quali assumono, ora, finalit classiste (dirette da socialiste
e pronte ad aiutare i bisogni degli operai in termini di competenze, orari, salari). Da qui in poi, il socialismo
conobbe il primo vero sviluppo della sua fisionomia: aumento interesse a livello municipale e locale per agire a
livello nazionale, in nome di quelle associaz locali. Tutore delle nuove istanze popolari che si stavano affermando
era Giolitti, il quale present un emendamento di censura al governo, che suonava come una vera sconfitta
ministeriale. Il 7/2/1901 Saracco present le dimissioni. Incarico a Zanardelli che da min Interni a Giolitti.
CAP. 11 IDENTITA NAZIONALE SENZA IDENTITA POLITICA