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RIASSUNTO STORIA

MEDIEVALE
COSTANTINO
L’impero romano era tollerante verso le altre religioni, purchè si adorasse
l’imperatore. Il cristianesimo era una religione monoteista e quindi faceva sì che non
si adorasse altro al di fuori di Dio. Per questo ci furono tante persecuzioni e
condanne. Con Costantino abbiamo l’editto di Milano, importante per il libero culto
dei cristiani. Non diede pero’ vita ad un impero unificato, per quello ci penserà
Teodosio nel 380.
Nel 325, ci fu il Concilio di Nicea, in cui si condannava l’arianesimo, una religione
che non riconosceva tutte le figure della Trinità. Non importa quale tesi sia stata
giusta, l’importante era che uscisse una tesi unitaria. Il cristianesimo deve fare da
supporto dell’ideologia imperiale.

L’IMPERO E I BARBARI
Chi erano i barbari?
L’impero romano, era un territorio molto vasto, andava dalla Spagna all’Asia
Minore e contava tanti popoli e tante tradizioni diverse. Era molto difficile da
governare e con la tetrarchia si ha avuto un rimedio a questa situazione. I barbari
erano le popolazioni che erano al di fuori del limes , confine con i Germani. I barbari
erano chiamati così perché balbettavano da appunto l’onomatopeica bar-bar. Erano
un popolo nomade senza leggi scritte e faide, ed erano guerrieri. Queste popolazioni
iniziarono a migrare verso il iii sec d. C. in seguito all’anarchia militare, per via delle
carestie e mancanze di terre, si trattava di una migrazione, non di un’invasione. Però
molte volte compivano razzie. Nel 280 ci fu la prima tetrarchia dopo tanti anni di
anarchia, perché si voleva contrastare queste razzie che a mano a mano si facevano
più interessanti, quindi governando la pars occidentalis da un cesare e da un augusto e
la pars orientalis sempre da un cesare e un augusto.
I barbari si classificano in:
goti dell’ovest visigoti
goti dell’est ostrogoti
comunque molti furono accolti nell’esercito romano, perché appunto erano un popolo
guerriero. Non erano dei nemici con cui battersi all’ultimo sangue, ma una risorsa da
usare con saggezza, però l’equilibrio tra impero e romani si ruppe nel iv sec, i visigoti
spinti dagli unni si erano rifugiati al di la del Danubio, in territorio imperiale, si erano
ribellati perché l’imperatore Valente non aveva rispettato i patti del loro
insediamento. Teodosio, che subentrò dopo Valente, capi’ che la cosa giusta da fare
fosse pacificare con i Goti, bisognava accoglierli entro i confini imperiali, dando loro
delle terre da coltivare.
Nel 401, il re dei Visigoti, Alarico, entrò in Italia. Alarico viene affrontato da
Stilicone, un barbaro che si considerò da sempre romano, fece carriera nell’esercito
romano, si sposò con Serena, nipote di Teodosio. Purtroppo cade in disgrazia e viene
giustiziato nel 408. Nel 410 i visigoti saccheggiarono Roma. Anche altri popoli come
svevi, burgundi e vandali cominciarono a varcare il limes. Nel 455 un altro sacco da
parte dei vandali di Genserico. Ormai l’impero romano esisteva solo di nome.
Il punto di non ritorno fu con la presa di Cartagine nel 439. Purtroppo non ci fu
nessuna ripresa da questa situazione e nel 476 l’ultimo imperatore d’occidente,
Romolo Augusto fu deposto da Odoacre, un barbaro.
Teodorico (493-526), diventa padrone d’Italia dopo l’uccisione di Odoacre.
Teodorico era un ostrogoto ma cresciuto a Costantinopoli, quindi identificato come
romano. Se non puoi sconfiggerli unisciti a loro, svolge una coesistenza tra Goti e
Romani, ai goti gli fu dato il diritto di portare le armi, dato che erano abili guerrieri,
mentre ai romani fu data la funzione amministratrice e culturale. Morto Teodorico
però ci fu instabilità, e subentrò allora Giustiniano dal 527 al 565 e riuscì nell’intento
di restaurare l’impero ‘renovatio imperii’ bisogna riconquistare tutti i territori tolti
dai barbari. Le riforme di Giustiniano si dividono in ante 540 e post 540, quando la
peste colpì Costantinopoli, causò la morte di ¼ della popolazione e contribuì
all’accentuazione della componente religiosa.
La prima grande riforma era il corpus iuris civilis che erano dei testi legislativi: si
dovevano chiarire le leggi romane, riordina in 12 libri le leggi romane precedenti
chiamate ‘codex iustiananeus’, poi furono raccolti in 50 libri i pareri dei giuristi
romani chiamate ‘digesta’, infine un testo di base per lo studio del diritto
‘istitutiones’.
La guerra più importante del periodo giustianeo è la guerra greco-gotica, per la lotta
del regno dopo cha la regina ostrogota Amalasunta morì uccisa e si intromisero anche
le truppe dei generali Belisario e Narsete. Vittorie concluse nel 540 con la presa di
Ravenna e la caduta di Vitige.
L’imperatore Cosroe che nel 532 aveva stipulato una pace con Giustiniano la ruppe,
mentre a Costantinopoli imperversava la peste, preoccupatosi per i suoi successi.
Guidati dal re Totila, gli ostrogoti riuscirono a riprendersi gran parte dei territori, fino
alla sconfitta del 553 da parte delle truppe di Giustiniano. Nel 554 Giustiniano spedì
altre truppe, al comando dell’aristocratico Liberio, strappando ai Visigoti anche la
parte meridionale della penisola Iberica. Il progetto di una restaurazione degli antichi
confini dell’impero in parte era stata raggiunta.
In Italia, che rappresentò il principale campo di battaglia e che fu sconvolta e
impoverita dall’interminabile conflitto tra Bizantini e Goti, l’imperatore applicò la
Prammatica Sanzione, un provvedimento con il quale eliminava tutte le
consuetudini e le leggi che gli Ostrogoti avevano fatto valere sul territorio italiano.
Ravenna venne scelta ancora una volta come capitale dell’impero bizantino e sede
dell’esarcato.
I LONGOBARDI
Chi sono i longobardi? Dopo la morte di Giustiniano, la penisola italica fu di nuovo
teatro di una nuova invasione barbarica che
ne devastò ulteriormente i territori, già
ampliamente provati dalle guerre greco
gotiche. Un popolo venuto dalla Pannonia,
attuale Ungheria nel 568, sotto la guida di
re Alboino. Erano poco romanizzati e
inizialmente non ci fu integrazione con le
popolazioni italiche. Requisirono le terre
della nobiltà anche commettendo omicidi.
La resistenza bizantina fu debole e in breve
tempo i Longobardi, conquistarono il Friuli,
gran parte del Veneto, il Trentino, la
Lombardia, il Piemonte, parte dell’Emilia,
Toscana, Marche, Umbria, spingendosi sino
al meridione, fondando i ducati di
Benevento e di Spoleto. Misero come
capitale Pavia. Il resto dell’Italia continuò a essere bizantina. Fu proprio in quella
occasione che molti abitanti del Veneto, trovandosi in pericolo si rifugiarono nelle
isole lagunari, quelle che poi creeranno Venezia. Sebbene siano stati inferiori come
numero, hanno conquistato molti territori italiani, per una scelta strategica dei
bizantini che decisero di mantenere il controllo sulle coste, per ragioni di scambi con
Costantinopoli e l’Oriente e perché i bizantini in quel periodo stavano respingendo gli
Avari e gli Slavi dai confini imperiali. La pentapoli, era un striscia di terra bizantina
che collegava Ravenna a Roma, le coste campane e il meridione compreso le isole.
Come erano organizzati i Longobardi? Erano organizzati in:
 FARE, gruppi di famiglie con un antenato comune e costituivano la basa
dell’esercito.
 DUCHI, comandanti militari, a capo delle fare più grandi che amministravano
i territori più estesi.
 REX, capo militare.
La loro religione era ariana fino alla regina Teodolinda, che si convertì al
cattolicesimo.
Dopo il re Alboino, ucciso in una congiura nel 572, causata da sua moglie
Rosmunda, successe Clefi.
Dopo nemmeno due anni di regno, Clefi fu ucciso in un complotto e seguì un
decennio di anarchia (574-584) in cui vi furono saccheggi, omicidi, scorrerie e
faide degli stessi Longobardi. I duchi longobardi si convinsero che dovevano
eleggere immediataente un nuovo re: il prescelto fu Autari, figlio del defunto
Clefi.
Ogni duca cedette per gli usi regi la metà di tutti i propri beni, per costruire un
patrimonio con cui il re e il suo seguito potessero mantenersi.
L’ISLAM
Fino al vi sec, la penisola arabica era popolata da nomadi, che vivevano di
allenamento, di saccheggio, avevano una religione politeista. divise in tribù,
unione di clan e i clan era l’unione di famiglie. A capo di questa tribù stava lo
sceicco.
Nelle oasi si sviluppavano delle zone sedentarie, passavano delle carovaniere,
tutto ciò che doveva essere trasportato lo vendevano attraverso i golfo persico e
poi lo portavano nel medterraneo. Una di queste oasi è La Mecca. Era una zona
molto ricca, i romani la chiamavano ‘arabia felix’. Non era stata controllata né
dall’impero romano, né dall’impero bizantino né dai sasanidi. Anche se era
compresa tra questi grandissimi imperi.
Alla Mecca nacque Maometto, che nel giro di un decennio pone fine alle
divisioni tribali e crea un vastissimo impero. Nacque attorno al 570, rimase
orfano in tenerissime età, nel 595 sposò una ricca vedova e fece dei figli ma
morirono. Nel 620 ha una crisi religiosa, abbandona tutti i suoi averi e si ritira
in una grotta per meditare. In questa grotta gli compare l’arcangelo Gabriele
per far diffondere il messaggio di Dio, di Allah. È un profeta. Riesce ad
accogliere attorno a se tante persone. Questo infastidì i mercanti.
Cominciarono varie persecuzioni per chi si fosse convertito all’Islam.
Maometto fu costretto a scappare a Ya Trip, e questa città fu rinominata col
nome di Medina, nel 622. Momento importante perché rappresenta L’Egira,
punto di partenza della religione islamica. Dichiarò guerra alla comunità dei
mercanti. Nel 630 ritorna alla Mecca e tantissime persone erano convertite
all’Islam. Distrusse tutti gli idoli tranne la pietra nera, perché donato
dall’arcangelo Gabriele. Morì nel 632, in pochissimo tempo aveva unificato un
solo popolo con la religione.
Il testo sacro è il Corano che significa recitare. Non aveva dato indicazioni alla
sua orte per chi dovesse essere il suo successore. Dal 632 al 661 è la prima
fase, chiamata dei ‘4 califfi’, tutte le conquiste furono rette da 4 califfi. Fecero
cadere i sassanidi. Riescono a togliere tanti territori anche all’impero bizantino
Dal 661 al 750 dinastia dei onmali, conquistano la Palestina. Nei territori
conquistati si poteva praticare qualsiasi religione, però pagando una tassa in
più la ginzia. Quando vennero in Sicilia, tutti si convertirono per non pagare la
tassa.
Dal 750 al 1058 dinastia degli orbassi.
Nel 656 fu ucciso ottman che era il terzo califfo. Ci fu una spaccatura dl
mondo islamico. Viene nominato come Califfo Alì, cugino di Maometto. Nel
651 Alì viene ucciso e prende posto la dinastia degli onmali. Sciiti (islam più
puro e il capo della religione islamico doveva essere scelto nella famiglia del
profeta) e sunniti (si poteva scegliere un capo al di fuori della famiglia del
profeta). Gli onmali rendono ereditaria la carica di califfo, la sede diviene
Damasco. È una fase di grave espansione, una sola lingua l’arabo, una sola
moneta il dinar. Erano abili guerrieri. Nel 711 conquistano la Spagna e la
Francia e con la battaglia di poitiers vengono bloccati.
Nel 750 subentra la dinastia degli albassidi, che trasportano la capitale da
Damasco a Baghdad. Gli omaniani scappano e se ne vanno in Spagna. La
grande cultura aveva messo in relazione Oriente e Occidente e molti testi greci
vengono tradotti.
Nel 950 comincia la decadenza, furono attaccati dai Normanni e dalle città
marinare.
Dopo l’anno mille si riprese con i turchi, nel 1053 i turchi conquistano
Baghdad.
Il massimo splendore fu raggiunto da Ahrun al rashid che governò dal 786 al
809 nemico dei bizantini ma grande alleato di Carlo Magno.

I longobardi e la religione
Autari morì dopo appena 6 anni di potere regio, e gli succedette Agiulfo. A lui si
deve la conversione al cattolicesimo, influenzato dalla moglie Teodolinda e
indirettamente da papa Gregorio Magno. Fece battezzare il figlio e abrogò la legge
che chiunque si fosse convertito al cattolicesimo sarebbe stato condannato a morte.
Editto di ROTARI 643
Il suo successore Rotari, stilò delle raccolte di leggi scritte chiamato Editto di Rotari.
Suddiviso in 388 capitoli, introdusse al suo interno principi del diritto romano, cercò
di dare maggiore equità e uniformità nell’amministrazione della giustizia. Un altro
cambiamento apportato fu 0l’annullamento della faida che venne sostituita dal
quadrigildo, un compenso fissato in base ad un tariffario per le offese. E grande
importanza assumeva il mundio, protezione della donna tutelata dai membri della
famiglia.

LIUTPRANDO
Intorno al 730, l’imperatore bizantino Leone III l’Isaurico, aveva promosso una
politica di distruzione delle immagini sacre (iconoclastia), considerata una
venerazione pagana. Questa decisione comportò una reazione della Chiesa di Roma,
che invece valorizzava il culto delle immagini come strumento di diffusione della
fede. Gregorio II condannò l’iconoclastia, dichiarandola dottrina eretica.
Di questo scontro ne approfittò Liutprando, il re longobardo, che intende conquistare
i territori dell’esarcato. Gregorio II va incontro a Liutprando che lo convince a
rinunciare a conquistare Roma e a sgomberare le terre già conquistate. Nel 728,
rinuncia al castello di Sutri e lo dona alla Chiesa. I contrasti tra Longobardi e papato
non cessarono. A Liutprando successe Astolfo (749-756) che riprese la politica
espansionistica del suo predecessore.

I MEROVINGI
Il regno dei Franchi, sorto nel v sec, diversamente da altri regni romano barbarici,
aveva saputo fin dall’inizio stringere una stretta alleanza con il papato. Il re
Clodoveo, discendente da Meroveo, fondatore della dinastia merovingia, si convertì
al cattolicesimo, insieme a tutto il popolo alla fine del v sec.
Tuttavia il potere dei merovingi si era indebolito. Dopo la morte di Clodoveo, nel
511, il regno venne suddiviso tra i figli.
Intorno alla metà del vi sec, i sovrani dei territori che avevano costituito la Gallia: la
Neustria, la Borgogna e l’Austrasia, non li riuscivano a controllare efficacemente
chiamati anche rois fainéants, ‘re fannulloni’.
Il potere andò così frammentandosi e si concentrò nelle mani dei grandi signori
fondiari, per la maggior parte maestri di palazzo. Subentrarono al sovrano nel
controllo politico del regno.
Nel 687, subentra Pipino di Heristal, maestro di palazzo di Austrasia e fondatore
della dinastia dei Pipinindi, detta poi carolingia. A Teodorico iv, successe Carlo
Martello figlio di Pipino, avente grandi qualità militari. Si distinse per le sue
vittoriose campagne militari, nel 732 fermò infatti l’avanzata degli arabi a Poitiers,
che consentì ai Franchi di estendere il proprio regno alla Provenza, anche essa
sottratta dagli arabi. Anche se Carlo Martello governava come un re, di fatto era un
maestro di palazzo. A sancire il passaggio formale fu il figlio di Carlo Martello,
Pipino il breve, approcciandosi con il papato, garantendo alla Chiesa grandi privilegi.
Nel 751, fece dichiarare decaduto l’ultimo re dei merovingi, Childerico e si fece
proclamare re.
FINE DEI LONGOBARDI
Nel 754, Pipino, chiamato in aiuto da papa Stefano II, scese in Italia e sconfisse il re
longobardo Astolfo, obbligando a cedere tutti i territori dell’esarcato al papato.
Il nuovo re longobardo Desiderio (756-774), decise di allearsi con i Franchi facendo
sposare la figlia Ermengalda con il figlio di Pipino, Carlo, chiamato successivamente
Magno. Morto Pipino nel 768, subentrò Carlo.
Nel 772, però Desiderio, riprese la politica espansionistica e il nuovo papa Adriano I,
chiamò Carlo che li sconfisse nel 774 a Pavia, uccidendo sia Desiderio che il figlio
Adelchi e si fece proclamare re.

CARLO MAGNO
Dopo che Carlo subentrò al padre, inaugurò una politica espansionistica.
La guerra più lunga e cruenta fu con i sassoni, un popolo pagano e bellicoso, nel 785
sottomise l’intera regione, corrispondente all’attuale Germania. I sassoni furono
convertiti con la forza al cattolicesimo.
Poi fece una dura battaglia con gli Avari, importanti perchè avevano accumulato un
enorme tesoro.
Nel 796, l’impresa di conquista fu
compiuta.
Sul fronte occidentale diresse i propri
interessi verso la penisola Iberica,
territorio arabo, dove creò uno stato
cuscinetto chiamato ‘Marca Spagnola’.
Fu incoronato imperatore a Natale dell’800.
Nacque così il Sacro Romano Impero, che metteva in relazione l’elemento sacro,
ovvero il Cristianesimo con i territori che erano dell’impero romano.
Economicamente, l’impero di Carlo, era basato sulla grande proprietà fondiaria e
rurale e il commercio in molti casi era tornato alla forma del baratto.
Per rendere più semplice il controllo del territorio, dato che mancava di un sistema
governativo centralizzato, fissò innanzitutto la sede ad Aquisgrana. Poi divise i
territori in contee (aree più interne)
e marche (aree di confine)
affidandone il controllo ai conti e ai
marchesi.
Alcuni interventi di Carlo in ambito
economico è la riforma
monetaria, basandosi sull’aumento
del conio delle monete d’argento.
Portò iniziative contro il prestito a
usura e lo strozzinaggio, ma risultò
vana, perché gli aristocratici
praticavano questo tipo di prestito.
Diffuse il sapere e promosse la
cultura, infatti alla corte di
Aquisgrana si costituì la ‘Schola Palatina’, istituita nel 780 dal monaco Alcuino per
istruire i figli di Carlo.
Diede l’impulso alla copiatura dei testi antichi con la miniatura carolina, una scrittura
più lineare e comprensibile.
Non trascurò biblioteche e scuole dove gli studiosi potevano apprendere le sette arti
liberali. Tutti gli intellettuali della corte di Carlo erano infatti persone già formate
presso altre scuole, gli argomenti trattati da questi dotti erano temi di ordine
teologico. Tutte le azioni di Carlo nel campo dell’istruzione erano tese sempre a un
rafforzamento del sapere del clero.
MORTE DI CARLO MAGNO
Alla morte di Carlo Magno, l’unità politica iniziò a vacillare. L’unico erede rimasto
in vita era Ludovico detto il Pio per la sua religiosità.
Dovette affrontare il problema della successione al trono. Infatti dopo la sua morte
avrebbe dovuto lasciare i territori divisi ai suoi figli, così facendo l’unità si sarebbe
rotta. Quindi nel 817 decise di emanare l’Ordinatio imperii, con cui si grantiva
l’unità imperiale affidando il trono al figlio Lotario e affidando l’Aquitania e la
Baviera ai figlio Pipino e Ludovico il Germanico. Tutto questo fu vano perché nel
829 Ludovico il Pio, concesse alcuni territori che spettavano a Pipino e Ludovico a
Carlo II, detto il Calvo, figlio di secondo letto.
Alla morte di Ludovico il Pio, nell’840, Lotario cercò di attribuirsi l’autorità
imperiale, ma Ludovico e Carlo non glielo concessero. Si arrivò a una guerra civile
che portò alla sconfitta di Lotario nel 841.
Nel 842, Ludovico e Carlo fecero un giuramento chiamato di Strasburgo,
stipularono un patto di alleanza, importante perché lo proclamarono in francese e
tedesco e non in latino. Lotario cercò di negoziare con i fratelli fino al trattato di
Verdun, nel 843 che sancì l definitiva divisione dell’impero carolingio.
A Lotario fu assegnato il titolo imperiale, e una striscia di terra dalla foce del Reno al
Tevere chiamato Lotaringia, a Ludovico andò la Germania e a Carlo il Calvo la
Francia.
I discendenti di Carlo Magno, non avevano la forza per continuare la sua espansione
e per legare l’aristocrazia a se, di conseguenza i re dovevano usare le risorse
all’interno del regno. Agli aristocratici concessero maggiori ricchezze e alla loro
morte ad esempio di un conte subentrava il figlio.
Il cambiamento si ebbe però da Carlo il Grosso, che con la sua morte nell’888 ebbe
fine il regno carolingio.
GLI ARABI IN SICILIA
La conquista araba della Sicilia inizia ufficialmente nel 827, con la conquista di
Mazara del Vallo, combattendo con i bizantini che si trascinò per diversi anni,
uccidendo uomini e risorse.
Palermo cadde nel 831 e con lei altre città siciliane come Messina, Modica, Enna,
Siracusa e Taormina.
Non ci fu un regno unitario ma tante piccole signorie rette dal kadì.
I Siciliani conquistati furono chiamati Dizma cioè inferiori, infatti gli furono proibite
tante cose come andare a cavallo, bere vino in pubblico, celebrare funerali solenni.
Però gli fu tollerata la religione pagando una tassa chiamata Gezia. L’islam è una
cultura dalla mancanza di una religiosità centrale, diversa da quella cristiana
consolidata dal Papa.
Vi furono delle novità in ambito agricolo come la suddivisione in latifondi dove
introdurre e sperimentare nuove tecniche di irrigazione.
Vennero introdotte nuove colture come l’arancio, lo zibibbo, il pistacchio e il limone
che diedero un notevole apporto all’economia.
Durante i 200 anni di dominazione portarono nell’isola la cultura, la poesia, le arti e
abbellirono il regno con monumenti. A Palermo si contavano circa 300 moschee. Con
l’avvento dei normanni quasi tutti i monumenti furono distrutti o reimpiegati per altri
usi.
GLI OTTONI
L’alto medioevo è un periodo di crisi, di spopolamento. Le città si spopolano.
Le motivazioni sono tante, le invasioni da popolazioni che arrivano da nord,
vichinghi e ungari dalla Scandinavia e dopo si stabilizzano in Francia. I Normanni
abilissimi navigatori, scoprirono l’America. I saccheggi venivano anche da sud, dai
musulmani. Nel 846 saccheggiano Roma.
Le città costiere quindi si spopolano e le persone se ne vanno nelle campagne dove vi
è il fenomeno dell’incastellamento.
Attorno a questi castelli nascono delle curtis, dei villaggi. La parte migliore i signore
la teneva per se, pars dominica, prevedeva oltre al castello, una chiesa, il frantoio e
magazzini.
La pars massaricia era quella che il signore divideva e la dava in affitto ai contadini.
Chi prendeva una parte della terra doveva dare una parte del raccolto al signore. Dal
punto di vista economico si sviluppa una economia curtense, economia d sussistenza.
Questo fenomeno dell’incastellamento prevedeva che il re governava poco. I signori
erano come dei re. Si parla di anarchia feudale.
La nobiltà si rafforza di più quando Carlo il Calvo, fa una legge nel 887 che
prevedeva l’ereditarietà dei feudi maggiori. Alla morte del feudatario se era stato
fedele ritornava al re e veniva andato in concessione al figlio del signore. Il sistema
del feudalesimo viene meno quando questo passaggio vene a mancare.
L’unica autorità politica visto che i re non contavano era la Chiesa con il sistema del
monachesimo. Alcuni monaci nel v secolo i monaci vivevano isolati. Nel vi sec, i
monaci vivevano in gruppi. I monasteri nel giro di 150 anni divengono dei luoghi
importantissimi. Avevano le mura per difendersi, se c’era un assedio la popolazione
se ne andavano nei monasteri.
Se aumenta la produzione non c’è più un economia di sussistenza.
Anche dal punto di vista culturale è importante perché copiando i testi classici
diffondono la cultura. Il monastero benedettino più importante è quello di Cluny del
910. Diventa il centro della cultura europea.
Grazie ai monasteri la Chiesa comincia ad arricchirsi.
Con l’ascesa della Chiesa c’è uno scontro con il potere politico.
In occidente l’unica autorità forte è il Papa. In oriente invece l’imperatore.
Gregorio I, dal 590 al 604 che cercò di difendere la chiesa dagli attacchi dal potere
politico. Comincia il primato del Vescovo di Roma, va ad evangelizzare i sassanidi, i
Longobardi.
Ad un certo punto, anche in occidente i re impongono il proprio potere.
Nel 936 la corona imperiale andò ai duchi di Sassonia, e Ottone I fu incoronato prima
re di Germania e poi imperatore.
Si pone come obiettivo stabilire l’autorità di imperatore, imporsi al di sopra di tutto.
Comincia la lotta per il primato tra l’imperatore e il papa.
Comincia a investire i vescovi e li fa conti. Attraverso una cerimonia fa porre fedeltà
al feudatario.
I vescovi non potevano avere figli legittimi e quindi non potevano lasciare in
ereditarietà ai propri figli qualora li avessero avuto il terreno.
Nel 951 Ottone sconfisse la nobiltà romana, poi torna in Germania e sconfigge gli
ungari.
Nel 962 si fa incoronare imperatore a Roma. Fa una legge chiamata Privilegium
Otonis che conferma tutte le terre date alla Chiesa ma dopo che il Papa era stato
eletto dalla Chiesa, doveva confermarlo l’imperatore.
Fa sposare il figlio Ottone II con la figlia dell’imperatore bizantino, Teofano.
Dal 983 al 1002 il figlio Ottone III, sale al potere e nel 996 fu incoronato imperatore.
Ha il sogno di rifondare l’impero romano, si trasferisce infatti a Roma, nomina il suo
precettore come Papa.
la nobiltà romana lo vuole cacciare e quella tedesca lo vuole indietro.
E dopo un anno che ritorna in Germania muore.
Dopo la morte di Ottone III, si impone l’uso di eleggere i vescovi dalla cappella di
corte, cioè il gruppo di religiosi che celebravano le cerimonie di corte. Questo tipo di
rapporto tra aristocratici e Chiesa fu chiamata Chiesa imperiale. Si intendeva
combattere così la simonia e i matrimoni del clero.

L’ANNO MILLE
Data importante, fortemente simbolica perché si pensava alla fine del mondo.
Un’altra cosa importante è l’ascesa dell’Europa. Prima dell’Europa la potenza al
mondo era la Cina, sotto la dinastia dei Song. Aveva tecnologia, demografia e cultura
e potenza nella marina militare.
Un’altra potenza erano i califfati musulmani, erano molto litigiosi tra loro, ma erano
ricchi. Le rotte commerciali erano quasi tutte nelle mani dei musulmani.
L’impero bizantino era in una fase di declino, ma era ancora una grande potenza, e in
posizione strategica per le rotte commerciali.
In tutto questo l’Europa era divisa e spopolata.
Non è una rivoluzione, è un percorso lento che comincia nell’anno mille.
la maggior parte degli storici pensano che sia stata la crescita demografica.
La popolazione in Europa nel 500 era di 18.000.000, nell’anno mille era di
40.000.000, mai era stata così popolata. Per sfamare questa popolazione dovevano
esserci più terre.
Queste nuove terre messe a coltura riescono a soddisfare la fame una popolazione
superiore. Prima il terreno era diviso in 2, la prima parte a maggese, cioè a riposo,
l’altra veniva coltivata.
Si cominciò a dividere in 3 parti, uno a maggese, e le altre 2 coltivate.
È chiamata rotazione triennale.
Fu inventato l’aratro, cioè già esisteva, ma il collare venne messo nel petto al posto
del collo, quindi l’animale non si doveva sforzare tanto.
Furono inventati i mulini ad acqua.
Un’innovazione fu anche la zoccolatura in metallo dei cavalli.
Un’altra invenzione fu l’aratro di metallo che entrava in profondità e il terreno veniva
arato bene.
Tutte queste cose favorirono la produzione agricola per sfamare la popolazione, la
parte in eccesso veniva messa a vendere.
La città si rianima e in questo periodo si vanno a stanziare dei piccoli villaggi.
Accanto a questi centri di potere nascono perciò i borghesi, che diverranno importanti
e scacceranno la nobiltà.
I COMUNI
L’ascesa dei comuni è fortemente influenzata da due fattori:
 Ascesa dell’anno mille
 Vuoto di potere che si era creata nell’impero
I comuni dal punto di vista militare, strategico, politico interessa tutta Europa.
I comuni italiani controllavano il contrado, la parte agricola e si diffondono col
contrasto dell’impero.
I comuni del nord Italia dal punto di vista strettamente poitiico facevano parte
dell’Impero, era un immpero elettivo, cioè senza l’ereditarietà del potere. C’erano
lotte tra famiglie per chi doveva salire al potere.
Nel 1125 alla morte di Enrico V di Franconia, le lotte furono molto dure infatti
durarono 30 anni. Non governava nessuno, a chi bisognava chiedere il permesso?
I comuni fecero tutto da sé, tanto non c’era nesssuno che governava.
Nasce da un patt tra le famiglie più influenti, divenne un patto generale.
Nel momento in cui ci fu Federico Barbarossa, ci furono degli scontri.
Alcuni comuni stavano con il papa, altri con l’imperatore.
I comuni più grandi non voleva la presenza dell’imperatore, erano egemoni e quindi
si venivano a creare scontri tra guelfi (papa) e ghibellini (imperatore).
L’ascesa dei comuni può essere divisa in 3 fasi:
la fase consolare, la fase podestarile e la fase popolare.
La fase consolare, all’interno della quale le grandi famiglie nobiliari cercano di
portare avanti il comune, creano delle magistrature in carica per una anno. Fondarono
degli arenchi, sorta di parlamentini che il console ascoltava per dei consigli. Si
concluse perché i comuni erano molto litigiosi.
La fase podestarile, praticamente si chiamò un podestà, un giudice esterno per non
favorire nessuno. Fu messo in crisi perché la borghesia voleva fare il suo ingresso.
La fase popolare, era caratterizzata da un vero e proprio scontro di classe, tra artigiani
e borghesi. Gli artigiani si organizzavano in corporazioni, associazioni di mestieri,
per categoria.
Il comune non riesce a gestire questo scontro, chi prende il potere fonda una signoria.
All’interno di questi comuni possiamo citare le repubbliche mainare: Genova,
Amalfi, Napoli e Pisa.
L’interesse del comune era il commercio come Amalfi che si riuscì a inserire
all’interno del commercio musulmano. Pisa cerca invece lo scontro con i musulmani
e si allea con i normanni, che attaccano Palermo grazie alle navi pisane.
Genova e Venezia che rappresentano l’impero commerciale, Genova il commercio
occidentale, Venezia quello orientale.

I NORMANNI
I Normanni, sono un popolo che abitavano il nord Europa, noti anche come
vichinghi, che iniziarono a spingersi dal 7 al 9 secolo con una serie di scorrerie
marinare, in Russia, in Inghilterra, Irlanda, Francia e Islanda.
Nel 911, dopo essersi convertiti al cristianesimo, fondarono il ducato di Normandia.
Divenuti tra i più potenti signori di Francia, divennero tra i protagonisti della prima
crociata.
Dopo la morte del anglosassone Edoardo il Confessore, suo cugino, il duca di
Normandia, Guglielmo d’Altavilla, dopo La battaglia di Hastings avvenuta nel 1066,
per il controllo dell’Inghilterra tra Aroldo II e Guglielmo,
si fece incoronare re d’Inghilterra.
Nel 1059, con l’accordo di Melfi, ottengono il privilegio di considerarsi vassalli del
pontefice guadagnandosi privilegi come i diritti feudali dell’Italia meridionale.
Roberto il Guiscardo, condottiero degli Altavilla, ottenuto il titolo di duca di Puglia
assoggetta Bari e Salerno.
Il fratello di Roberto, Ruggero comincia a conquistare le città siciliane e nel 1072
prende Palermo.
Nel 1091 prende Noto, l’ultima città siciliana araba e diviene legato del pontificio
dell’isola.
Nel 1105 Ruggero II conte di Sicilia.
Nel 1126 successe a suo cugino Guglielmo, duca di Puglia.
Arrivato in Sicilia gli fu facile impadronirsi di Amalfi e di Salerno e ciò non era vista
di buon occhio dal pontefice Onorio II, che lo scomunicò.
Nel 1130, incoronato re dall’antipapa Anacleto II.
Caratteristica del regno siciliano fu l’esistenza di un’amministrazione centrale
complessa. Il re era assistito da 6 ufficiali, i più importanti erano l’ammiraglio e
magistrati sparsi nelle province.
Ruggero, fu molto tollerante con le diverse religioni e anzi ne incoraggiò le capacità
artistiche. Alla corte di Ruggero perdurò la cultura araba, accolse molti dotti,
ricordando il geografo Al-Idrisi che scrisse per incarico del sovrano ‘il sollazzo per
chi si diletta a girare il mondo’.
Il grande re morì nel 1154.
SCISMA D’ORIENTE
Il vescovo di Roma, il Papa, dal iv al v sec, godeva di un primato spirituale rispetto
agli altri vescovi patriarchi: vescovo di Antiochia, di Alessandria, di Costantinopoli e
di Gerusalemme , ma non aveva nei loro confronti nessuna autorità. Ogni vescovo
amministrava infatti la propria diocesi senza dipendere da un’autorità superiore.
L’idea di un effettivo primato romano nacque nella metà del xi sec, in quanto aveva
ricevuto il soglio pontificio, secondo i Vangeli, direttamente da Cristo.
Ci furono pontificati brevi.
Si avvia lo Scisma d’Oriente nel 1054, cioè la separazione della chiesa occidentale
con quella orientale.
Alla guida delle due chiese ci furono due prelati intransigenti. Leone IX, papa dal
1049, Michele Cerulario, patriarca di Costantinopoli.
Nel 1054, Leone ix inviò a Costantinopoli il cardinale Umberto da Silva Candida per
imporre un accordo a proposito di certe questioni dogmatiche.
Risultato di ciò fu una scomunica contro il patriarca di Costantinopoli che il cardinale
lasciò sull’altare della basilica di Santa Sofia.
A sua volta, Michele Cerulario scomunicò il cardinale.
Questo atto segna ufficialmente la divisione tra Cristiani cattolici e Cristiani
Ortodossi.
Le questioni fondamentali furono le seguenti: la definizione di Trinità data dal
Filioque, poiché nel Credo latino si sottolinea l’importanza delle 3 figure, il Padre, il
Figlio e lo Spirito Santo. Nel mondo greco-bizantino invece non lo erano. E
sicuramente la supremazia del Papa, essendo successore di Pietro.
GREGORIO VII
Nel 1073 fu eletto papa Gregorio VII, importante per l’emanazione del dictatus
papae, in cui imponeva le sue decisioni a tutti gli altri vescovi.
Divenne essenziale la vita canonicale ed il celibato bisognava rispettarlo, quindi fu
vietato ai preti di sposarsi.
Nel 1075 si pose come campione della libertas ecclsiae, cioè non dover sottostare
all’autorità dell’imperatore e vietando le investiture dei vescovi da
parte dell’imperatore e perciò entrò in conflitto con il re di
Germania Enrico IV.
Nel 1076 vi fu il Concilio di Worms, in cui Enrico IV riunito con
i vescovi tedeschi deposero il Papa.
A sua volta egli scomunicò Enrico IV.
Questa situazione della deposizione era stata fatta in un momento
in cui molti feudatari e laici ostili a Enrico ne approfittarono a
proprio vantaggio.
Allora, Enrico IV, nel 1077 si presentò da penitente di fronte al
Papa, a Canossa, e ottenne l’assoluzione.
La piena reintegrazione dei suoi poteri doveva avvenire da parte dei grandi
del’Impero, si opposero ed Enrico si battè con le armi e fu nuovamente scomunicato
nel 1080.
Allora si spinse fino a Roma dove mise un antipapa Clemente III, un papa non eletto
legittimamente. Costretto Gregorio a tenersi chiuso a Castel sant’Angelo,
fortunatamente con l’arrivo dei normanni, nel 1084 lo liberarono.
Bisognerà aspettare nel 1122 sempre a Worms per avere un compromesso da parte di
Enrico V e il papa Callisto II, in cui si concordava che in Germania fosse
l’imperatore a designare i vescovi per poi essere confermati dal papa.
In Italia la designazione è spettata dal papa.

ERESIE E ORDINI MENDICANTI


Nel medioevo lo stato pontificio occupava una buona parte dell’Italia centrale ed era
una monarchia di tipo teocratico, cioè il potere si considerava derivato direttamente
da Dio.
Il primo tra tutti era il papa.
Nel corso dei secoli c’erano conflitti tra il papa e l’imperatore per l’egemonia del
potere.
Tra l’xi e il xiii secolo, la Chiesa è oggetto di critica per l’eccessivo lusso.
Queste critiche causano alcuni movimenti contro questo tipo di Chiesa:
-si sviluppa una cultura laica, fondata sull’arricchirsi senza dipendere da una
religione
-si sviluppano dei movimenti pauperistici, dal latino ‘poveri’. Godono della simpatia
del popolo e non giungono a violenze.
Con questi movimenti, si rifiuta il lusso, si vuole ritornare ad una Chiesa primitiva.
Questi movimenti saranno resi eretici.
 Patari, detti ‘straccioni’, lottano contro gli abusi ecclesiastici e l’oppressione de
clero
 Umiliati, movimento formatosi nelle città lombarde, nell’ultimo quarto del XII
sec. Raccoglievano laici e chierici che facevano una vita semplice, ispirata ai
precetti del Vangelo
 Valdesi, Pietro Valdo, mercante ricco traduce i testi biblici in francese. Dona
tutti i suoi averi ai poveri e afferma che tutti i cristiani possono predicare il
Vangelo. Nel 1179, Valdo si reca a Roma in cui era riunito il III Concilio
lateranense e chiede al papa di approvare il suo stile di vita
 Catari, si svilupparono in Francia, chiamati anche ‘albigesi’. È una religione
dualista, credono in 2 dei: un dio buono, invisibile e salvatore e un dio malvagio,
visibile e materiale.
si indice una crociata contro i catari nel 1209, in cui si cacciano da Carcassone
nudi o in mutande. Partecipano il conte di Tolosa, difensore dei Catari e Simone
di Montfort, comandante dei crociati.
Il xiii sec, sarà il secolo degli ordini mendicanti:
 i Francescani,
1182-1226
Figlio di un mercante ricco, che intorno al 1205 lascia la sua famiglia e vive
nella povertà, predicando il messaggio di Cristo alla gente.
Iniziò ad attirare seguaci e fondò così la comunità dei frati minori.
A differenza degli eretici scrisse ‘la regola dei frati minori’ ispirata dalla
Bibbia e nel 1210 papa Innocenzo III approva la regola verbalmente.
Nel 1213, papa Onorio III approva per iscritto la regola.
Nel 1224 si dice abbia ricevuto le stigmate e dopo averle fatte toccare a
Gregorio IX lo canonizzerà alla morte.
 i Domenicani
Domenico di Guzman, figlio di nobili, nel 1206 per contrastare i catari fonda
un convento aperto a ragazze catare che si convertivano al cattolicesimo.
Nel 1216 fu riconosciuto dal papa il suo ordinamento per i suoi seguaci.
L’elemento di novità oltre a quello del voto di povertà stava anche nell’usare la
predicazione, per predicare dovevano studiare la teologia. Non è un caso che
quindi si diffusero a partire dalle università.
Oltre ai due grandi ordini mendicanti, vi furono altri ordini che imposero la
povertà come regola ai propri membri e conventi:
 Agostiniani
Ordine organizzato nel 1256, seguirono la regola dii Sant’Agostino, che nel IV
sec aveva fondato un monastero a Ippona, sua città natale.
 Carmelitani
In origine vivevano in Palestina, sul monte Carmelo, poi si stabilirono in
Europa nel xiii.

UNIVERSITA’
Nel medioevo, alcune città diventarono famose per le università, come
Bologna 1088, specializzata nello studio del diritto e fu la prima a nascere.
La nascita delle università sostituiscono piano piano le scuole cattedrali,
presenti in molte città europee, gestite da religiosi all’interno delle cattedrali.
Lo scopo era quello di formare il futuro clero, ma col tempo vi furono inseriti
anche laici.
In esse si insegnavano le discipline del Trivium (latino o grammatica, retorica
e dialettica) e del Quadrivium (aritmetica, geometria, astronomia e musica).
Col tempo le scuole cattedrali si trasformarono in corporazioni d’insegnanti e
studenti e si cominciò a utilizzare il nome ‘universitas’.
Nell’alto medioevo, c’erano pochi letterati perché i libri costavano molto.
Nel basso medioevo vi è invece un incremento della diffusione della scrittura e
delle lettura sia per i laici che per le donne.
Le letture in facoltà servivano perché le materie erano complesse.
Si studiava dalle ‘pecie’, fascicoli di pergamena piegati in quattro e
Exemplaria cioè dei testi ufficiali.
Si inventano gli occhiali per ridurre le difficoltà di lettura.
Le università più importanti in Europa sono:
Bologna (1088) per il diritto, Padova (1222), Napoli (1224), Parigi (1170).

I CROCIATA
Una crociata è una spedizione armata bandita dal Papa.
Un’espansione territoriale dell’Europa nel Medioriente.
L’Europa aveva bisogno di ricercare nuovi territori e nuove terre da coltivare per
l’aumento demografico.
le crociate all’inizio erano in maniera disordinata, poi fu un fenomeno unitario, che
comincia a fondare l’idea di Europa.
Nel 1071 i turchi conquistano Gerusalemme, che era nelle mani dei bizantini.
Si comincino a diffondere notizie false in cui non si possono fare più pellegrinaggi,
perché la gente veniva uccisa.
A quel punto i pellegrini andavano a fare i pellegrinaggi armati, in cui facevano
anche saccheggi.
Un’altra motivazione è politica, perché i bizantini stavano per perdere tutto il loro
impero, perché i turchi puntavano a Costantinopoli e allora si rivolgono al papa.
Qualche decennio prima c’è stato lo scisma d’Oriente, il papa quindi voleva riunire le
2 chiese.
E quindi nel 1095 Urbano II invoca la prima crociata.
A pochi mesi dal bando della crociata, Pietro l’Eremita, un monaco visionario,
raccolse una massa di persone che vanno a Gerusaleme per cercare di conquistare la
terra Santa, non avevano nessuna preparazione.
Nel mentre facevano saccheggi.
Molti furono uccisi e deportati come schiavi. Passò alla storia come ‘crociata dei
pezzenti’.
La prima vera crociata retta da Goffredo di Buglione si data tra il 1096 e il 1099.
Chi partecipa alla crociata era un esercito regolare.
In Europa vigeva il maggiorascato, cioè la nobiltà per non dividere il territorio
andava tutto al primo genito maschio, i cadetti erano esclusi.
Quindi i cadetti che chiedeva terra se l’andava a prendere in medioriente.
Ognuno voleva risolvere i propri problemi con la crociata.
Si riuscì a conquistare Gerusalemme nel 1099.
Dopo aver conquistato Gerusalemme, si formarono dei piccoli regni.
Si fondarono degli ordini cavallereschi: i templari, in cui i nobili lasciavano in
ereditarietà de terreni così furono ricchi.
Nel 1144 i musulmani conquistarono Edessa e si stavano espandendo, il papa bandì
altre crociate per riprendersi i territori conquistati.
SECONDA CROCIATA
La seconda crociata parte dal 1147 e finisce nel 1149.
Bernardo di Chiaravalle, monaco cistercense bandisce una nuova crociata, mobilita i
più potenti sovrani d’occidente come Corrado III, imperatore tedesco, Luigi VII, re di
Francia e Ruggero II, re di Sicilia.
Si rivela un fallimento perché ognuno dei 3 sovrani vuole perseguire i propri
obiettivi.

GUGLIELMO I
Ruggero II, il grande re morì nel 1154.
Gli successe il figlio Guglielmo I detto ‘il malo’, che regnò solo 12 anni.
Nel 1156, il papa Adriano IV, non avendo alleati per continuare le ostilità contro i
normanni, scacciato da Roma e trasferitosi a Benevento, scese a patti con Guglielmo,
infatti fu riconosciuta la sovranità su Sicilia, Puglia, Calabria e città costiere come
Amalfi, Napoli e Gaeta.
Nel 1159, i musulmani conquistarono il mediterraneo.
La perdita dei territori d’Africa nel 1160, accentuò lo scontento dei nobili che se la
presero con il primo ministro Maione ed alcuni feudatari calabresi disobbedirono.
Mattia Bonello, arbitro tra le opposizioni in lotta, fu inviato in Calabria per cercare
una soluzione diplomatica alle controversie, da fedele alleato degli Altavilla passò a
capo di una rivolta calabrese e pugliese.
Nel 1160 ritornato a Palermo giustiziò l’ammiraglio Maione e successivamente
partecipò ad una congiura contro Guglielmo, uccidendo il figlio, Ruggero.
Fallita la rivolta e liberato il re, fu arrestato e imprigionato fino alla morte.
Nel 1166 Guglielmo morì per dissenteria e gli successe suo figlio Guglielmo II detto
‘il buono’.
GUGLIELMO II
Succeduto al padre Guglielmo I nel 1166, rimanendo 5 anni sotto la tutela della
madre, Margherita di Navarra.
Aderì alla lega lombarda contro Federico Barbarossa, e stipulò con l’imperatore una
tregua di 15 anni.
Sposò la figlia del re d’Inghilterra, Enrico II.
Fece una politica d’espansione a danno dei musulmani e dei bizantini.
In occasione della terza crociata offre il libero passaggio per il suo territorio e manda
una sua flotta con al comando l’ammiraglio Margaritone.
Lasciò il trono alla zia Costanza d’Altavilla.
FEDERICO I BARBAROSSA
Durante il medioevo c’erano due superpotenze, il papato e l’impero. Entrambi
avevano la pretesa di essere universalistici.
Ognuno voleva avere il primato sull’altro.
I vescovi di Germani li doveva investire l’imperatore e ci fu lo scontro tra papa e
imperatore per questa investitura. 1152 concordato di Worms con Enrico V.
L’impero era molto difficile da governare perché vasto. Era un impero elettivo, si
doveva eleggere un altro imperatore appena moriva il precedente, quindi non c’era
l’ereditarietà del potere.
Nel 1152 quando muore Enrico V, ci fu la lotta tra guelfi e ghibellini. Alla fine nel
1152 si trova l’accordo e guelfi e ghibellini i spartiscono l’impero.
Nel momento in cui viene eletto Federico Barbarossa, doveva comandare
l’imperatore, ristabilire ‘ordine in Italia. Era stato chiamato dai comuni più piccoli
per la paura di essere sommersi dai comuni più grandi.
Il papa aveva due nemici: Arnaldo di Brescia, monaco che invocava la povertà, la
chiesa delle origini e in più aveva invocato l’autonomia di Roma,
e i normanni che stavano prendendo i territori della Chiesa.
Federico arrivò in Italia nel 1154 e invocò una dieta, un’assemblea a Roncaille.
Ribadì alcuni concetti importanti, le ragalie dei comuni, prerogative imperiali (battere
moneta, trattati di pace ecc.), obbligò i cittadini di riconoscere gli obblighi feudali,
tutto ciò che c’era scritto nei contratti feudali e in più dovevano riconoscere i
rappresentanti dell’impero.
Tutto ciò non piacque ai comuni e Federico allora li distrusse come Asti.
Pensando di aver calmato i comuni andò a Roma e prese Arnaldo da Brescia e glielo
portò al papa, scomunicandolo.
L’altro nemico erano i normanni, e nel 1155 si fa incoronare imperatore, però ritorna
in Germania perché c’era una rivolta interna.
Il papa vistosi perduto doveva trovare un accordo con i normanni e gli concesse i
feudi di Puglia, di Sicilia e di Capua.
Nel 1158, Federico torna in Italia, perché ci furono delle lotte tra comuni.
Nominò un’altra dieta sempre a Roncaille per ribadire il suo potere.
Nel 1159, fu letto papa Alessandro III, che ribadì la supremazia papale.
Allora Federico mise un antipapa, e cacciò Alessandro III.
I comuni insorsero di nuovo, e allora rase al suolo Milano.
Nel 1167 i comuni fecero una lega a Pontida, unione di tutti i comuni contro
l’imperatore. Alessandro III si allea con la lega e anche i normanni.
Nel 1176 ci fu una battaglia decisiva a Legnano, e Federico fu sconfitto e cercò degli
accordi. Ritira l’antipapa e la situazione si pacificò.
Nel 1183 ci fu la pace di Costanza e i comuni dovevano giurare fedeltà
all’imperatore.
Nel 1186 riuscì a mettere a segno un’alleanza molto importante perché fece sposare
suo figlio Enrico con Costanza d’Altavilla.
Federico morì nel 1190, nella crociata.
Fu eletto imperatore il figlio, Enrico IV, che morì molto presto, nel 1197.
Il figlio di Enrico VI, Federico, era molto piccolo, aveva 3 anni.
TERZA CROCIATA
1189-1192
La bandisce Papa Clemente III contro Saladino, condottiero curdo che riuscì a
unificare la Siria e l’Egitto contro i crociati.
Spronati dalla religiosità, Enrico II, re d’Inghilterra e Filippo II, re di Francia, misero
fine al conflitto che li vedevano opposti per impegnarsi in una nuova crociata. Anche
Federico Barbarossa che purtroppo vi morì e il successore di Enrico II, Riccardo
Cuor di Leone si immersero in questa nuova crociata.
Dopo che i crociati riuscirono a cacciare i musulmani da Acri, città palestinese,
Filippo II con il suo successore, Leopoldo V, lasciò la terra Santa. Nel 1192, dopo
diversi scontri, Riccardo e Saladino stipularono un accordo che prevedeva
Gerusalemme in mano ai musulmani in cui però si potevano fare i pellegrinaggi e
visitare la città.
QUARTA CROCIATA
1202-1204
Bandita da Innocenzo III con lo scopo di fermare l’espansione del sultano d’Egitto.
Tutto ciò non stava bene a Venezia, perché traeva enormi profitti con l’Egitto.
Quando l’esercito si trovò radunato ad Ancona, si accorse di non avere abbastanza
denaro per il trasporto in Terra Santa e allora il doge di Venezia, Enrico Dandolo
propose di prendere Trieste e Zara sotto il dominio veneziano e in cambio avrebbe
pagato per il trasporto in Terra Santa.
Il patto venne rispettato, e nonostante il papa fu contrario a questo massacro tra
cristiani e cristiani, Venezia continuò a servirsi dei crociati per i suoi scopi, infatti
anziché combattere contro l’Egitto, i crociati vennero portati a Costantinopoli, con la
scusa di fare la base operativa contro i musulmani. In realtà il vero motivo era perché
l’impero bizantino era ormai indebolito con le conquiste turche, il malcontento del
popolo, sfociava in sanguinosi tumulti nei mercanti veneziani che avevano dimora a
Costantinopoli.
Dopo che assediarono la città e la saccheggiarono, si venne a creare l’Impero Latino
d’Oriente, in cui venne nominato sovrano Baldovino di Fiandra.
Inizierà la dinastia dei paleologhi, quando Michele VIII Paleologo nel 1261 pone fine
all’impero Latino fino alla conquista turca del 1453.
QUINTA CROCIATA
1217-1221
Nel 1215, Innocenzo III, bandì la V crociata, ma fu portata avanti dal suo successore,
Onorio III nel 1217, sotto la guida di Leopoldo d’Austria.
La crociata si articolò in 2 fasi: la Palestina e la campagna d’Egitto.
La prima non ebbe grandi risultati, perché molti crociati ripartirono per l’Europa.
La Palestina faceva parte ormai dell’Egitto, e quindi Leopoldo d’Austria pensò di
colpire l’Egitto.
Durante la V crociata intervenne anche San Francesco, che voleva combattere una
guerra in modo pacifista, e quindi tentò di parlare in modo pacifico con il sultano, a
Damietta. Non ci riuscì, ma il suo tentativo fu ben visto dai musulmani.
Tutto si risolse nel 1221 con la sconfitta dei crociati.
FEDERICO II
Nacque a Jesi, nelle Marche nel 1194 da Enrico VI e Costanza d’Altavilla.
Rimasto orfano molto giovane, venne affidato al papa Innocenzo III. I cavalieri
tedeschi incaricati dallo zio Filippo che regnava in Germania, si presero cura del
bambino e del regno di Sicilia.
Nel 1208 venne dichiarato maggiorenne a soli 14 anni e l’anno dopo sposa Costanza
d’Aragona.
Nel 1209 Ottone di Brunswuck viene incoronato imperatore a Roma col nome di
Ottone IV, promettendo di non occupare la Sicilia, ma non fu così.
A quel punto fa restituire la corona e nel 1212, Federico viene incoronato re di
Germania a Magonza.
Nel 1213 viene emanata la bolla d’oro di Eger, in cui rinuncia ai diritti che il
concordato di Worms del 1122 ribadiva.
Ottone però ancora regnava in Germani fino a quando fu sconfitto nella battaglia di
Bouvines dalle truppe anglo-francesi.
Nel 1215 fu incoronato re dei Romani ad Aquisgrana e promette di mantenere le due
corone unite, quella di Sicilia e quella di Germania.
SESTA CROCIATA
1228-1229
Nel 1220, Federico II, fu incoronato imperatore dal pontefice Onorio III.
Per consolidare il potere, aveva promesso al pontefice, di fare una nuova crociata
entro il 1227, ma degli impegni amministrativi lo avevano trattenuto.
Il nuovo pontefice Gregorio IX, lo scomunica accusandolo di non avere a cuore la
lotta contro gli infedeli.
Allora Federico parte per la Terra Santa e alle armi preferì la diplomazia.
Fece una pace decennale con il sovrano d’Egitto che si impegnò a non ostacolare i
cristiani. Fu re di Egitto e conquistò la Palestina senza versare una goccia di sangue.
Tutto questo non piacque a Gregorio IX e lo accusò di essere sceso a patti con gli
infedeli senza dapprima essersi consigliato con le autorità ecclesiastiche e lo accusò
anche perché entrò al Santo Sepolcro con già una precedente scomunica.
Gregorio si spinse ben oltre e lanciò il suo esercito contro il regno di Sicilia.
Allora Federico II combatte e giustamente ritira la scomunica e accetta un accordo, la
pace di san Germano.
FEDERICO II E LA SICILIA
Lasciata la Germania, si impegnò a riordinarla revisionando i privilegi, confiscando i
beni usurpati e redistribuendo i beni.
Nel 1231, emanò la Costituzione di Melfi raccolte nel Liber Augustalis, insieme di
leggi volte a regolamentare gli aspetti economici della vita sociale, ispirato dal
Corpus Iuris Civilis di Giustiniano.
Federico era un uomo di cultura e a Napoli fonda lo Studium generale di Napoli,
famoso per il diritto.
parlava varie lingue tra cui l’arabo e amava la scienza, l’astrologia, la geografia e la
filosofia.
A Salerno istituisce la scuola media in cui si studiava medicina.
Fece diventare Palermo centro letterario a livello europeo, in cui si incontravano
ebrei, arabi e cristiani.
Salimbene de Adam, un francescano, racconta un esperimento organizzato
dall’imperatore per scoprire quale fosse la lingua origiaria.
Fece portare dei bambini allevati per suo ordine da balie e fu proibito di parlare con
loro. I bambini però morirono e l’esperimento fallì.
ALTRA SCOMUNICA
Nel 1230 ci fu la pace di San Germano, in cui Federico II e il papato erano in pace.
Nel 1239, fu nuovamente scomunicato, per la violazione delle libertà ecclesiastiche
all’occupazione di territori appartenenti alla Chiesa.
La sua reazione fu dura e cacciò dal regno gli ordini dei Mendicanti.
Gregorio ix muore nel 1241 e il soglio pontificio rimase vuoto per 2 anni.
Viene eletto Innocenzo IV nel 1243.
Nel 1245, Innocenzo, rinnova a scomunica contro Federico II e anche contro suo
figlio, Enzo, ribadendo così la superiorità del papato.
SETTIMA CROCIATA
1249-1254
Luigi IX è un re santo, il re di Francia.
Luigi durante una malattia, su punto di morte dichiara di fare una crociata se fosse
guarito
Guarisce e salpa per la settima crociata.
Nel 1250 viene catturato col suo esercito e riscattato a caro prezzo in Egitto.

DOPO FEDERICO II
Nel 1250 muore Federico II e nel 1254 anche il suo erede legittimo, Corrado IV, così
prende il potere il suo figlio illegittimo, Manfredi.
Si pone a capo dei ghibellini, dando inizio contrasti con il papato.
Nel 1260 ci fu lo scontro tra guelfi e ghibellini e vinsero quest’ultimi impadronendosi
di Firenze cacciando i guelfi.
Nel 1261 il papa Urbano IV volle che in Sicilia ci fosse un buon sovrano che non
fosse contro il papato e quindi chiamò in Italia Carlo d’Angiò, fratello del re di
Francia Luigi IX.
Nel 1266 sconfisse e uccise Manfredi a Benevento.
Sposta la capitale a Napoli e opprime il popolo con fortissima pressione fiscale.
Nel 1282 scoppia la guerra del Vespro a Palermo, rivolta popolare del lunedì di
Pasqua nella chiesa della Magione, una donna venne perquisita in malo modo da un
soldato angioino e il marito della donna lo uccise.
Il popolo si rivoltò contro tutti gli angioini. Finì nel 1302
Nel conflitto si inserì anche il re d’Aragona trasformando così in una guerra tra
Aragonesi e angioini che si concluse nel 1302 con la pace di Caltabellotta, e si stabilì
che il sud Italia andasse agli angioini mentre la Sicilia e la Sardegna sotto il controllo
degli aragonesi.
Nel 1313 si riprese la guerra e solo con la morte di Pietro d’Aragona, quando salì suo
figlio Ludovico tutelato da Giovanni d’Aragona, fratello di Pietro.
Stipulò un primo accordo con gli angioini detta ‘pace di Catania’, ma la vera pace si
sarebbe creata novanta anni dopo, nel 1372 con il trattato di Avignone.

OTTAVA CROCIATA
1270
Dopo essere sbarcati a Cartagine, l’esercito francese cinse d’assedio Tunisi
attendendo le milizie inglesi. Ma l’assedio durò troppo a lungo, e Luigi IX e il suo
secondogenito morirono di peste.
La situazione fu presa in mano dal fratello, Carlo d’Angiò che prima di ritornarsene
in Sicilia stipulò un trattato con il califfato di Tunisi, nella quale gli cedeva Malta e
Pantelleria.
Acquistò alcuni domini feudali in Acaia e in Morea, sognando di abbattere per
sempre l’impero bizantino e di poter restaurare l’impero Latino d’Oriente.
FILIPPO IV IL BELLO E IL PAPATO
1268-1314
Re di Francia.
Si ritrova in opposizione al papato, comincia a tassare il clero in territorio francese
perché aveva bisogno di denaro.
Nel 1296, Bonifacio VIII, emana la bolla Clericis Laicos che vieta la tassazione del
clero senza il consenso del Papa, pena la scomunica.
Nel 1302, si oppone al Papa e chiama gli Stati Generali, assemblea dei rappresentanti
del clero, della borghesia e della nobiltà, e proclamarono che i poteri del sovrano
discendevano direttamente da Dio, senza la mediazione papale.
Si mise il papa sotto giudizio di fronte a un concilio generale accusandolo di empietà,
eresia e simonia.
Nel 1302 risponde con una bolla ‘Unam Sanctam’, che ribadiva la supremazia dei
pontefici e in caso di inosservanza la pena era la scomunica.
Filippo il Bello allora inviò in Italia uno dei suoi consiglieri Guglielmo de Nogaret,
che era alleato della famiglia Colonna nemica della famiglia Caetani, cioè della
famiglia del Papa.
Nel 1303 catturarono il papa ad Anagni che fu addirittura schiaffeggiato e morì dopo
un mese.
Dopo la morte del pontefice, nel 309, Filippo elegge un papa francese, Clemente V,
con sede ad Avignone dove rimase fino al 1377 e si trasformò in un centro d’affari
dedicato a procurare denaro alla monarchia.
PIETRO II D’ARAGONA
Figlio primogenito del re di Sicilia Federico III ed Eleonora d’Angiò figlia del re di
Napoli.
Dopo la ripresa della rivolta tra angioini e aragonesi, nel 1321, il padre gli assegnò il
trono di Sicilia, confermando con questo atto che il trattato di Caltabellotta che
prevedeva il ritorno degli angioini non fosse più valido.
Cominciò a regnare effettivamente dopo la morte del padre avvenuta nel 1337 con
forti contrasti tra altre famiglie come i Ventimiglia, Chiaromonte e gli Antiochia.
Morì nel 1342.
Subentra il figlio Ludovico sotto la duplice reggenza della madre e dello zio
Giovanni.
Nel 1347 imperversa la peste che colpisce suo zio e quindi la reggenza va alla madre.
Degenera una guerra civile tra famiglie avverse agli Aragona (Chiaromonte, Palizzi e
Uberti) e famiglie alleate (Ventimiglia, Moncada, Alagona), fino ad allora era stata
contenuta dalla diplomazia di Giovanni.
Nel 1350 Ludovico invia l’esercito contro i Chiaromonte.
Nel 1352 alla morte della madre, la reggenza fu stabilita dalla sorella maggiore di
Ludovico, Costanza.
Nel 1355 muore di peste.

PESTE 1348
Ha ucciso almeno 1/3 della popolazione.
Tra il 900 e il 1300 la popolazione era duplicata anche grazie all’agricoltura.
le zone maggiormente più popolate sono l’Italia, l’Inghilterra, la Senna, la Loira, le
Fiandre e i Paesi Bassi.
L’Europa del 300 dispone di importanti università dove vi erano studi teologici e
filosofici, mentre alle scienze naturali si pensava un po' meno soprattutto alla
medicina, perché non si comprendeva bene l’origine delle malattie e non si capiva
come curarle.
In quegli anni, le città europee erano sporche, per i rifiuti abbandonati in strada e le
fognature inesistenti.
Nel 1347 la peste fa la sua comparsa nelle città del mediterraneo, Messina, a
Costantinopoli, a Venezia e a Ragusa di Dalmazia.
Già al tempo si capiva che questa malattia veniva portato dalle pulci dei topi che
viaggiavano nelle navi e nasce dunque la precauzione di far sostare le navi per 40
giorni per capire se ci fossero degli infetti, però non fermano i ratti che vivendo a
bordo diffondono la malattia.
Si pensava anche che la peste la portino anche le streghe e gli ebrei e infatti
quest’ultimi perseguitati.
L’area di origine della pandemia sembra essere stata l’Asia centro orientale, e la
causa scatenante si crede sia stata la moria di roditori dovuti alla scarsità di cibo per
via delle condizioni climatiche.
Venendo a mancare i roditori, le pulci, iniziano anche ad attaccare anche l’uomo.
L’Italia viene contagiata da 3 aree: dalla Sicilia, da Genova e da Venezia.
La medicina era arretrata e infatti si procedeva come nell’impero romano, secondo la
medicina d’Ippocrate. Si tagliava quindi una vena per far uscire gli umori negativi,
ma contribuiva alla diffusione del contagio e all’indebolimento del corpo.
I tratti della peste sono inconfondibili: convulsioni, pustole scure e febbre alta,
l’incubazione è molto breve e il contagio è rapido.
Papa Clemente VI per tutta la durata della malattia, rimane chiuso nei suoi
appartamenti dove vengono accesi dei falò cosa che lo salva dal contagio, perché il
calore allontana le pulci.
La peste porta di andare oltre alla tradizione Ippocrate e di Galeno e infatti lo stesso
papa, darà il consenso della vivisezione affinché si scopra tutto della malattia.
Gli uomini di fede credevano che la peste fosse stata mandata da Dio per punizione,
perciò organizzano preghiere collettive, quindi assembramento che comporta la
diffusione del contagio.
Nel 1349 gli ebrei di Francoforte preferiscono appiccare il fuoco delle loro case e
morirvi piuttosto di essere torturati.
La peste provoca un mutamento positivo della società medievale. Il crollo
demografico permette più terreni agricoli e più posti di lavoro remunerativi.
Si sviluppa nelle arti la danza macabra, l’incontro tra i morti e tra i vivi e il Trionfo
della morte che viene dipinto a Palermo sotto Alfonso V d’Aragona, che si appropriò
di Napoli sconfiggendo Renato d’Angiò nel 1442. Fonda il regno aragonese con
capitale Napoli.

GUERRA DEI 100 ANNI


Nel 1328, Carlo IV re di Francia muore e suo cugino Filippo VI di Valois prende il
potere. Edoardo III d’Inghilterra ambiva al potere francese.
Le Fiandre territorio politicamente sotto il controllo della Francia, ma
economicamente in collegamento commerciale con l’Inghilterra.
Edoardo III con l’intenzione di prendere le Fiandre sbarca in Francia nel 1337
occupando il porto di Calais. Le ostilità si trasformano in guerra nel 1346 con la
battaglia di Crecy, dove prevalsero gli inglesi che confermano la loro supremazia
anche nella battaglia di Poitiers nel 1356, in cui catturano il re francese Giovanni II,
figlio di Filippo VI.
La prima fase della guerra si concluse nel 1360 con la pace di Bretigny con cui gli
inglesi ottengono Calais, l’Aquitania e il riscatto del re francese.
Dopo la prima fase della guerra salì al trono francese Carlo V che recuperò alcuni
territori. Nel 1380 gli succedette Carlo VI ma il suo regno durò poco perché soffriva
di turbe mentali.
Nel 1407, scoppiò una guerra civile tra Armagnocchi, favorevoli alla successione del
fratello del re e i Borgognoni, favorevoli alla successione dello zio di Carlo VI.
I Borgognoni si alleano allora con l’Inghilterra e nella battaglia di Azincourt,
sconfissero i francesi e invasero la Normandia e Parigi.
Nel 1420, Carlo VI disereda suo figlio Carlo VII a favore di Enrico V.
Nel 1422 muoiono entrambi i sovrani per cui successe al trono Enrico VII che
controlla entrambe le corone fino al 1429.
In questo periodo spicca la figura di Giovanna d’Arco, che essendo ispirata
dall’arcangelo Gabriele, diventò guida dell’esercito francese che riuscì a
riconquistare Orleans e lo stesso Carlo Vii fu incoronato come legittimo sovrano.
Fu catturata da Giovanni il Lussemburgo e venduta agli inglesi che la condannarono
come eretica.
La riconquista francese finì nel 1453 quando gli inglesi lasciarono la Francia a
eccezione di Calais.
LA GUERRA DELLE 2 ROSE
È una guerra interna che si combattè in Inghilterra tra il 1455 e il 1485 per l’ascesa al
trono tra 2 famiglie: gli York e i Lancaster.
Venne chiamata così perché avevano come stemma entrambi le rose. I Lancaster la
rosa rossa e gli York la rosa bianca.
All’origine delle 2 famiglie rivali c’era la pazzia di Enrico VI Lancaster. A tale
situazione tentò di porre rimedio l’erede Edmondo Beaufort appoggiato dalla regina
Margherita moglie di Enrico VI.
Nel 1451 la situazione si era calmata, ma il fallimento dell’ultima conquista nella
guerra die cento anni ricadde sulle spalle di Beaufort. Ad aggravare ciò fu la nascita
di Edoardo di Lancaster nel 1453 figlio di Enrico VI che ripresentò il problema
successorio.
La regina Margherita chiedeva per sé la reggenza, ma Riccardo di York salì al potere
e imprigionò Edmondo.
Il governo di Riccardo di York si interruppe nel 1454 con il ritorno al trono di Enrico
VI e la liberazione di Edmondo.
Nel 1455 nella battaglia di Saint Albans Riccardo sconfisse le truppe guidate da
Edmondo che morì.
Tutti i poteri passarono a Riccardo.
Nel 1460 muore e il potere passa al figlio Edoardo IV.
I primi anni del governo di Edoardo IV furono dominati da Richard Neville, duca di
Warwick che furono contrastati dalla famiglia della moglie di Edoardo, Elisabetta
Woodville.
Tentò di mettere contro Edoardo e suo fratello Giorgio ma poi si riconciliarono con
Elisabetta in Francia.
Enrico VI fino ad allora rinchiuso nella torre fu liberato e rimesso sul trono, Edoardo
IV è costretto a fuggire.
Fu un successo di breve durata perché Richard fu ucciso a Tewkesbury.
Enrico VI fu assassinato.
Riccardo muore 1485 nella battaglia di Bosworth Field in cui prevalse Enrico Vii
Tudor..
Finì la guerra e cominciò la dinastia dei Tudor.
L’anno dopo, Enrico Vii sposò Elisabetta di York, figlia di Edoardo IV

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