Sei sulla pagina 1di 10

CAPITOLO 9.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Seconda guerra mondiale: mentre il primo conflitto è stato causato da un


evento singolo, l’uccisione di Franz Frerdinand a Sarajevo, la seconda
guerra mondiale ha la maggiore causa nella politica aggressiva della
Germania anche se, ovviamente, anche le altre potenze occidentali
hanno la loro parte di responsabilità prima di tutto quelle di essersi illuse
che dopo Monaco e la cessione dei Sudeti la guerra si era evitata.
1. Moravia e Boemia – marzo 1939: Hitler non si accontenta della
regione dei Sudeti e nel marzo ’39 avvia l’occupazione della Moravia e
della Boemia. L’operazione è facilitata dallo sfaldamento in atto della
Cecoslovacchia dove le diverse nazionalità, spesso appoggiate da Hitler
come nel caso della Slovacchia, sono in lotta tra di loro. La Gran
Bretagna abbandona la sua precedente politica e con la Francia dà vita
ad una serie di trattative diplomatiche per creare una rete di alleanze
contro la Germania. In particolare, è importante l’alleanza con la Polonia
dal momento che Hitler aveva cominciato a pensare ad una invasione
dello Stato per avere Danzica. Francia ed Inghilterra sono pronte alla
guerra
2. Albania – aprile 1939: anche l’Italia, per non essere da meno di Hitler,
comincia una politica espansionistica occupando il piccolo stato
albanese.
3. Patto d’acciaio – maggio 1939: viene firmato da Ciano e Mussolini su
pressione di Hitler. Cambia il precedente e generico patto Roma –
Berlino: adesso se uno dei due paesi entra in guerra, in qualsiasi modo
quindi anche come aggressore, deve ricevere il sostegno dell’altro. E’ un
accordo sconsiderato visto che sia Mussolini che Ciano sanno
benissimo che l’Italia non è pronta alla guerra
4. Patto Germania-Russia, agosto 1939: il 23 agosto 1939 Ribbentrop e
Molotov firmano un patto di non aggressione. Vengono messe da parte
le divisioni e gli odi ideologici per puro realismo: l’Urss allontana la
minaccia tedesca, guadagnando tempo per l’organizzazione dell’esercito
ed ottenendo la promessa della Romania, della Polonia e degli Stati
baltici, la Germania deve ritardare lo scontro in Russia ma allo stesso
tempo, per il momento, allontana il pericolo della guerra su due frontiIl 1
settembre 1939 la Germania invade la Polonia. Inghilterra e Francia
dichiarano guerra alla Germania mentre l’Italia, del tutto impreparata,
dichiara la sua non belligeranza. Anche perché il Patto con la Germania
prevedeva l’entrata in guerra dell’Italia anche di 3 anni dall’inizio del
conflitto e poi la Germania non ha mai interpellato l’alleato italiano sulle
mosse di guerra. Le premesse sono simili a quelle della prima guerra
mondiale: la Germania ha mire espansionistiche che vengono
contrastate da Gran Bretagna e Francia. Ma lo scontro anche ideologico
è più forte e vengono utilizzate tecnologie nuove e micidiali

1939
1. Polonia: poche settimane sono sufficienti per far scomparire la
Polonia dalla cartina geografica. Grazie all’impiego sia dell’aviazione che
delle truppe corazzate la guerra ritorna ad essere una guerra di
movimento e in pochi giorni la Germania occupa immensi spazi
tagliando i rifornimenti all’esercito polacco in ritirata. Il paese viene diviso
tra Germania e Urss e i sovietici uccidono nei pressi di Katyn circa 4mila
soldati polacchi. La Polonia cessa di esistere e la guerra si ferma per
alcuni mesi lasciando tutto il tempo alla Germania di riorganizzarsi
2. Finlandia: il 30 novembre l’Urss attacca la Finlandia per una disputa
sui confini. I finlandesi resistono per 3 mesi poi a marzo 1940 sono
costretti a capitolare accettando le richieste dei russi ma mantenendo
l’indipendenza

1940 (Danimarca & Norvegia, Francia, Italia-Francia, Leone Marino,


Grecia, Nord
Africa)
1. Danimarca e Norvegia, aprile: con una mossa a sorpresa il 9 aprile
Hitler attacca Danimarca, che capitola subito, e Norvegia che oppone
una breve resistenza prima di essere sconfitta
2. Francia, maggio: la Francia, come nella prima guerra mondiale, fa
l’errore di non prevedere un attacco dal Belgio, paese che come nel
primo conflitto si era dichiarato neutrale. Per questo il grosso delle forze
sono concentrate lungo il confine con la Germania, dietro la linea
Maginot. Ma a metà maggio Hitler decide di invadere il Benelux,
attraversa la foresta delle Ardenne che gli ufficiali francesi ritenevano
impossibile da attraversare con i carri armati, e sfonda le linee nemiche
a Sedan. La Germania, cogliendo di sorpresa la Francia, può penetrare
a lungo nella pianura chiudendo in una sacca anche i rinforzi arrivati
dall’Inghilterra che sono costretti allaritirata presso Dunkerque,
approfittando di un momentaneo rallentamento dell’offensiva tedesca.
3. Parigi, 14 giugno: il 14 giugno i tedeschi entrano a Parigi. Cade il
governo assieme alle forze armate e il nuovo primo ministro è Petain, da
tempo schierato su posizioni di destra, che firma l’armistizio. Invano il
generale De Gaulle lancia via radio da Londra un appello a resistere. In
base all’armistizio il nuovo governo di dispone a Vichy nella Francia
centro-settentrionale. Petain dà vita ad un governo fantoccio nelle mani
dei tedeschi restaurando un clima da ancien regime attribuendo le colpe
della sconfitta alle sistema democratico e non all’incapacità degli ufficiali.
Ogni rapporto con la Gran Bretagna cessa
4. Italia-Francia, giugno: l’Italia non belligerante crede di poter
approfittare della situazione francese per ottenere una facile vittoria.
Anche l’opinione pubblica, prima contraria alla guerra, è convinto di
questo ed esulta quando Mussolini dichiara guerra alla Francia. Il 21
giugno viene sferrata l’offensiva sulle Alpi in condizioni di netta
superiorità e contro un nemico che il giorno dopo avrebbe firmato
l’armistizio con la Germania, quindi già sconfitto. Ma l’operazione fu un
disastro: la penetrazione nel territorio francese praticamente nulla, le
perditi ingenti e l’armistizio firmato il 24 giugno rettificava solo di poco i
confini.
5. Mediterraneo, luglio: la flotta italiana subisce due sconfitte contro la
flotta inglese nei pressi della Calabria e di Creta
6. Nord Africa, settembre: l’attacco lanciato dalla Libia contro gli inglesi
si dovette fermare ben presto per mancanza di mezzi. Gli ufficiali italiani
rifiutano l’aiuto tedesco perché Mussolini era convinto che l’Italia doveva
combattere una guerra parallela a quella di Hitler.
7. Inghilterra, agosto: Hitler lancia l’operazione Leone Marino che
doveva portare alla conquista della Gran Bretagna. Hitler in realtà era
già pronto a trattare la pace a costo di veder riconosciuti tutti i territori
conquistati. Ma l’Inghilterra di Churchill decide di resistere nonostante
ormai fosse la sola a combattere contro la Germania. Per superare la
superiorità navale dell’Inghilterra, Hitler decide di avviare una massiccia
campagna aerea per bombardare obiettivi militari e città, per fiaccare
anche il morale della popolazione. Le forze aree britanniche resistono
quanto possono ma non riescono ad evitare il bombardamento di città
come Londra. La seconda guerra mondiale mostra la micidiale guerra
aerea. La battaglia termina nell’ottobre del 1940 quando Hitler sconfitto
abbandona la campagna aerea.
8. Grecia, ottobre: il 28 ottobre l’esercito italiano dall’Albania attacca
senza preavviso la Grecia, paese filo-fascista con cui Mussolini fino a
quel momento aveva intessuto buoni rapporti. L’attacco fu scagliato per
controbilanciare l’espansione tedesca nella zona dopo la conquista della
Romania. La campagna greca, preparata in modo approssimativo, si
dimostra molto più difficile del previsto a causa della tenace resistenza
dei greci che poco dopo passano al contrattacco costringendo l’Italia a
ripiegare sul suolo albanese. I vertici militari, primo fra tutti Badoglio,
sono costretti alle dimissioni e l’immagine di Mussolini subisce un vero
tracollo.
9. Nord Africa, dicembre: gli inglesi passano al contrattacco e
conquistano in breve tempo la Cirenaica. Hitler, per non perdere
completamente la Libia, invia a Mussolini aiuti che questa volta non
vengono rifiutati. Alla guida di Rommel le forze dell’Asse riconquistano la
Cirenaica. Intanto, nell’aprile del 1941 l’Italia perde i suoi possedimenti
etiopi, eritrei e somali che passano nelle mani degli inglesi

1941 (Jugoslavia & Grecia, Operazione Barbarossa, Pearl Harbor)


1. Jugoslavia e Grecia, aprile: le truppe tedesche ed italiane attaccano
simultaneamente la Jugoslavia e la Grecia che in poco tempo
capitolano.
2. Operazione Barbarossa, giugno: il 22 giugno 1940 prende il via
l’Operazione Barbarossa ovvero l’offensiva tedesca in Urss su un fronte
che andava dal Baltico al Mar Nero. I russi non si aspettano un attacco,
convinti che Hitler avrebbe invaso la Russia solo dopo aver sconfitto
l’Inghilterra, e si fanno trovare del tutto impreparati. Per tutta l’estate il
Terzo Reich ottiene importanti successi, penetrando a fondo nel territorio
sovietico ed uccidendo centinaia di migliaia di nemici. Vengono riportate
importanti successo nelle regioni baltiche e nel sud, in Ucraina e nel
Caucaso. Ma l’offensiva a Mosca viene ritardata e all’inizio di ottobre le
truppe tedesche sono costrette ad arrestarsi a causa del maltempo che
rende impraticabili le strade. All’inizio dell’inverno i tedeschi controllano
ancora vastissimi territori Sovietici ma Hitler aveva mancato l’obiettivo
principale: mettere fuori gioco la Russia in pochi mesi e adesso era
costretto a lasciare il grosso delle sue truppe nelle immense pianure del
paese. Comincia così la resistenza dei sovietici che dimostrano di poter
incredibilmente sopperire alle perdite sia umane (3 milioni di morti) che
di mezzi grazie ad una industria che viene riorganizzata a est del Volga
ed un esercito immenso. La guerra in Urss si trasforma in una guerra di
usura.
3. Roosevelt, novembre: allo scoppio della guerra gli Stati Uniti avevano
deciso di mantenere una posizione di neutralità e di non intervento negli
affare europei. Nel novembre del 1940 viene però rieletto Roosevelt per
la terza volta e il presidente si batte per fornire aiuti economici e bellici
alla Gran Bretagna ormai sola contro la Germania. Il 14 agosto 1941
viene firmata da Roosevelt e Churchill la Carta Atlantica un documento
in 8 punti in cui si ribadiva la condanna ad ogni regime dittatoriale in
favore della democrazia.
4. Pearl Harbor, dicembre: a trascinare gli Stati Uniti nel conflitto ci
pensa la politica del Giappone. Sin dal settembre 1940 Tokyo aveva
firmato un patto con Roma e Berlino, il patto tripartito. Approfittando
della confusione in Europa, il Giappone nel luglio del ’41 invade
l’Indocina francese. In risposta Gran Bretagna e Stati Uniti impongono il
blocco delle esportazioni, estremamente dannoso per un paese
industrializzato ma povero di materie prime. Il governo di Tokyo è
costretto ad una scelta: piegarsi all’occidente lasciando i possedimento
in Indocina ed India o scatenare la guerra nel Pacifico, conquistare nuovi
territori e procurarsi così le materie prime. Si opta per questa soluzione
e il 7 dicembre 1941 viene attaccata senza preavviso e con l’aviazione
la flotta degli Stati Uniti a Pearl Harbor. L’operazione è un successo e
nei mesi successivi il Giappone, forte della supremazia navale
raggiunta, conquista nel corso del 1942 tutti gli obiettivi prefissati:
Filippine (prima in mano agli Usa), Malesia e Birmania (in mano inglese)
ed Indonesia olandese.

Durante la guerra

1. Popoli slavi: Hitler tratta come delle vere e proprie colonie i territori di
recente conquista. Particolarmente dura è la sorte delle popolazioni
slave ridotte in semischiavitù. Hitler voleva trasformare l’Europa
orientale in un immenso campo agricolo utile alla Germania per questo
cominciò la distruzione di ogni forma di urbanizzazione ed
industrializzazione. Venne proibito anche l’insegnamento e la classe
dirigente venne sterminata. Morirono così 6 milioni di russi e 2,5 milioni
di polacchi. Questa sottomissione costringe la Germania a lasciare nei
paesi occupati una grande quantità di soldati che devono far fronte a
tutta una serie di sollevazioni e proteste.
2. Questione ebraica: orribile fu la sorte degli ebrei considerati da Hitler
come il principale nemico della Germania. Nei territori occupati gli ebrei
vennero rinchiusi nei ghetti ed erano segnati con una stella gialla da
portare al braccio. Cominciano a sorgere anche i primi lager dove
venivano deportati come forza lavoro, gli abili, o come persone da
uccidere nelle camere a gas tutti gli altri. La soluzione finale comincia
nel 1942 e viene affidata alle SS
3. Resistenza: in tutti i paesi sottomessi alla Germania nascono forme
di resistenza clandestina condotta da piccoli gruppi di antifascisti.
Sollevazioni popolari si hanno invece in Jugoslavia e in Grecia
nell’estate del 1941. Dopo l’invasione dell’Urss, poi, i gruppi clandestini
comunisti cominciano ad impegnarsi in maniera più concreta anche se le
difficoltà erano molte ed erano aggravate anche dalle divisioni interne
4. Collaborazionismo: in ogni caso ovunque la Germania trovò una
classe dirigente, e non solo, disposta a collaborare per calcolo
utilitaristico o per cieca fede nel nazismo. Emblematico è il caso di Vichy
la cui accondiscendenza non impedì alla Germania di invadere anche il
sud del paese nel 1942.

1942 (Pacifico, Atlantico, Nord Africa, Stalingrado)


1. Onu: il 1 gennaio 1942 nasce l’Onu al quale aderiscono una ventina
di nazioni tra le quali Usa, Urss, Cina ed Inghilterra. Sorgono comunque
divergenze tra gli Alleati in particolare su dove aprire un nuovo fronte.
Stalin lo voleva subito e nell’Europa del nord mentre Churchill premeva
per chiudere prima la partita in Africa poi attaccare dall’Europa
meridionale. Prevalse questa linea e si decise di sbarcare in Italia
durante la Conferenza di Casablanca del 1943. Nella stessa conferenza
si decise che solo la resa incondizionata era una condizione accettabile
perché non bisognava patteggiare con Germania ed alleati.
2. Russia, primavera-estate: Hitler ottiene importanti successi in Urss.
Invade la Crimea, supera il Don ed arriva ad assediare Stalingrado,
importante centro industriale.
3. Pacifico: comincia una prima inversione di tendenza. L’assalto
giapponese lanciato tra maggio e giungo viene fermato dagli americani
nelle battaglie delle isole Midway e del Mar dei Coralli.
4. Atlantico: anche nell’Atlantico cominciano a cambiare i rapporti di
forza. Fino ad ora i tedeschi avevano condotto una efficace guerra
sottomarina contro navi, anche commerciali, americane ed inglesi, che
viene fermata tra il 1942 ed il 1943 grazie all’utilizzo di nuove tecnologie
come il radar e bombe di profondità più efficaci.
5. Stalingrado, novembre: dopo mesi di durissima resistenza i russi
passano al contrattacco chiudendo i nemici in una morsa. Hitler invece
di ordinare la ritirata comanda la resistenza ad oltranza ma a febbraio i
suoi uomini sono costretti alla resa. È il più grave rovescio dall’inizio
della guerra per i tedeschi e le forze democratiche e comuniste nel
mondo prendono coscienza della loro forza.
6. Nord Africa: le forze italo-tedesche di Rommel erano arrivate fino ad
El Alamein a 80km da Alessandria. A fine ottobre il generale
Montgomery al comando delle forze britanniche lancia la controffensiva
e agli inizi di novembre le truppe di Rommel cominciavano ormai una
lunga ritirata. Nel novembre del 1942 le truppe Alleate sbarcano in
Marocco ed Algeria chiudendo in una morsa l’esercito dell’Asse che è
costretto ad arrendersi nel maggio del 1943 abbandonando il Nord
Africa.

1943
1. Pacifico: gli americani conquistano l’isola di Guadacanal. I
giapponesi decidono di difendere le loro posizioni senza compiere più
attacchi a lungo raggio.
2. Questione italiana:
a. 12 giugno 1943: gli Alleati sbarcano prima a Pantelleria poi un mese
dopo in Sicilia non incontrando praticamente nessuna resistenza e
conoscendo l’esultanza della popolazione. È il colpo di grazie per il
regime fiaccato dagli insuccessi militari e dalle proteste sempre più
crescenti di opinione pubblica e lavoratori che sfociano in una serie di
grandi scioperi operai a partire dal marzo 1943. La caduta di Mussolini
non fu però causata né da queste proteste né dall’azione degli
antifascisti, ancora pressoché nulle.
b. Fine di Mussolini, 25 luglio: il Duce cadde dopo una congiura che
aveva visto in prima linea la monarchia con l’aiuto di fascisti moderati
che volevano portare il paese fuori da una guerra ormai persa. Tra il 24
ed il 25 luglio 1943 il Gran consiglio del fascismo viene approvata a
grande maggioranza la mozione Dino Grandi in cui si chiede a Mussolini
di cedere al re le sue funzioni di comandante supremo delle forze
armate. È un atto di sfiducia nei confronti del Duce che il 25 luglio si
presenta da Vittorio Emanuele III rassegnando le dimissioni. Mussolini
viene immediatamente arrestato e il capo del governo diventa Badoglio.
La fine di Mussolini viene salutata con gioia dalla popolazione e non c’è
spargimento di sangue anche perché il partito fascista con tutte le sue
strutture sembra scomparire nel nulla
c. L’armistizio: i tedeschi rafforzano la loro presenza in Italia. Badoglio
rassicura l’alleato che nulla sarebbe cambiato ma intanto cominciano le
trattative segretissime con Inghilterra e Stati Uniti. Il 3 settembre 1943
viene firmato un armistizio senza condizioni, come prevedeva la
Conferenza di Casablanca, e questa notizia venne data solo l’8
settembre 1943 in coincidenza con lo sbarco di un contingente Alleato a
Salerno. Badoglio con tutto il suo fragile governo scappa a Brindisi dove
trova l’accoglienza delle forze Alleate nella regione. I tedeschi rafforzano
la loro presenza in Nord Italia, attuando il piano Alarico ovvero
l’occupazione militare della penisola, e l’esercito italiano, lasciato solo e
senza disposizioni, non si può opporre all’ormai ex-alleato. Gli episodi di
resistenza furono puniti dai tedeschi. Esemplare è il caso di Cefalonia,
isola greca, dove fu sterminata una intera divisione italiana che aveva
rifiutato di arrendersi. I tedeschi si attestano lungo la linea difensiva
Gustav che ha il suo centro in Cassino. L’Italia diventa un campo di
battaglia.
d. Due italie: nell’autunno del 1943 il paese è diviso in due metà in lotta
tra di loro. Nel sud c’è un governo monarchico sotto la protezione degli
Alleati. Al nord i tedeschi e il redivivo fascismo dopo la liberazione di
Mussolini il 12 settembre sul Gran Sasso ad opera di paracadutisti
tedeschi. Il Duce viene portato in Germania ed è ormai un fantoccio
nelle mani di Hitler. Nasce così la Repubblica di Salò, così chiamata
perché alcuni ministeri furono posti nella cittadina sulle rive del Garda,
posta così a nord perché Roma era troppo vicina al fronte Alleato.
Mussolini presenta questa Repubblica come l’unica rappresentante
dell’Italia ma lo Stato di Mussolini è poco più che un fantoccio in mano
alla Germania che requisisce risorse ed uomini da inviare come forza
lavoro in patria. L’unica funzione della Repubblica di Salò è quella di
combattere le forze partigiane che cominciano a formarsi nell’Italia
centro-settentrionale. Comincia così una guerra civile tra italiani parallela
a quella tra Germania e forze Alleate.
e. Resistenza armata: subito dopo l’8 settembre le prime formazioni
partigiane si radunano sulle montagne dell’Italia centro-settentrionale.
Nascono dall’incontro tra i piccoli nuclei antifascisti già attivi ed i soldati
italiani che si erano rifiutati di arrendersi ai tedeschi. I partigiani agiscono
soprattutto lontano dai centri urbani rendendosi protagonisti di azioni di
disturbo e sabotaggio. Ma non mancano nelle città piccoli nuclei, i
Gruppi di azione patriottica, che effettuano azioni contro i tedeschi. In
alcuni casi i nazisti sono protagonisti di violente rappresaglie come nel
caso delle Fosse Ardeatine dopo 335 italiani furono fucilati dopo che una
rappresaglia partigiana aveva ucciso 33 tedeschi nel marzo del 1944.
Dopo una prima fase di aggregazione spontanea le bande partigiane si
organizzano in gruppi abbastanza attivi:
i. Brigate Garibaldi: molto numerose e di ispirazione comunista
ii. Giustizia e Libertà: anch’esse numerose
iii. Brigate Matteotti: legate ai socialisti
iiii. Gruppi cattolici, liberali, autonomi e monarchici.
f. Partiti antifascisti: nei 45 giorni tra la caduta di Mussolini e l’armistizio
di Badoglio nascono una serie di partiti che si vanno ad affiancare al Pci
che aveva continuato la sua azione clandestina anche sotto il regime.
Ecco allora il Partito d’Azione, la Democrazia Cristiana, il Partito
Liberale, il Partito repubblicano ed il Partito socialista di unità proletaria.
Dopo l’8 settembre questi partiti si uniscono a Roma nel Comitato di
liberazione nazionale (Cln) incitando la popolazione alla resistenza. Il
Cln chiede anche la sostituzione di Badoglio. Ma il Cln, partiti piccoli e
divisi tra destra e sinistra, non hanno un peso così grande e Badoglio è
appoggiato dagli Alleati in quanto garante dell’armistizio.
g. Svolta di Salerno, marzo 1944: Togliatti dopo un esilio ventennale in
Urss torna in Italia e appena sbarcato a Napoli decide di scavalcare il
Cln e formare un governo di unità nazionale con il Re, Badoglio e alcuni
esponenti del Cln. Una scelta in armonia con l’Urss, che aveva
riconosciuto Badoglio, e realistica: prima di tutto bisognava combattere
uniti contro il fascismo. Svolta di Salerno perché proprio nella città
campana era la capitale del Regno del Sud. Il 24 aprile 1944 nasce
questo primo governo di unità nazionale presieduto da Badoglio.
h. Liberazione di Roma e resistenza: dopo la liberazione della capitale
nel giungo del 1944 Badoglio come promesso di dimette, come anche
Vittorio Emanuele III che lascia ogni incarico al figlio Umberto, e Bonomi
diventa presidente del consiglio. Ciò rafforza le azioni partigiane nel nord
del paese che si dotano di un comando unificato proprio nel giugno del
1944. La repressione dei tedeschi è feroce, come a Marzabotto dove
vengono uccise 770 persone, ma molte città come Firenze vengono
liberate prima dell’arrivo degli Alleati. Sorgono anche repubbliche
partigiane autonome nel nord del paese. Non mancano le difficoltà,
soprattutto nell’inverno tra il ’44 ed il ’45, quando il generale inglese
Alexander invita i partigiani a sospendere le loro azioni. Ciò provoca una
divisione sia all’interno della resistenza sia tra resistenza e governo
Bonomi. Ma nella primavera del 1945 la Resistenza riprende la sua
attività forte di 200mila uomini.
3. Fronte orientale: intanto alla fine del 1943 l’Armata Rossa sfonda il
fronte orientale e si avvicina a Berlino. L’Urss assume nell’Alleanza un
peso sempre maggiore che fa valere alla Conferenza di Teheran alla fine
del 1943 dove si incontrano Stalin, Churchill e Roosevelt. Stalin ottiene
l’apertura di un nuovo fronte a nord, e precisamente in Normandia.

1944
1. Normandia: il 6 giugno 1944 scatta l’operazione Overlord, ovvero lo
sbarco in Normandia, una zona protetta dai tedeschi con il Vallo
Atlantico. Il dispiegamento di forze è impressionante e lo sbarco
comincia con bombardamenti e dispiegamento di paracadutisti. I
tedeschi resistono ma gli Alleati sbarcano in ogni modo sfondando dopo
settimane di combattimento le linee nemiche. Il 25 agosto 1944 gli Alleati
entrano in una Parigi già liberata dai partigiani. L’esercito tedesco è in
rotta ma Hitler impone la resistenza ad oltranza.
2. Fine dell’Asse, autunno: nell’autunno abbandonano Hitler la
Romania, la Polonia, l’Ungheria e la Finlandia che chiedono l’armistizio
agli Alleati. Cominciano i bombardamenti sulla Germania, metà dei quali
su obiettivi civili per fiaccarla resistenza della popolazione. Hitler non si
arrende: spera in nuove armi segrete e in una rottura dei rapporti fra
Urss ed occidente. Speranza del tutto infondata.
3. Italia, settembre: gli Alleati raggiungono la linea Gotica, la seconda
linea difensiva tedesca tra Adriatico e Tirreno. L’Italia per un altro inverno
sarà divisa in due tronconi.

1945
1. Conferenza di Yalta: nel febbraio del 1945 Gran Bretagna, Urss e
Usa si riuniscono a Yalta, in Crimea, dove si stabilisce che la Germania
sarebbe stata divisa in 4 zone di occupazione, una delle quali spettava
alla Francia, e che i paesi liberati avrebbero potuto godere di libere
elezioni
2. Offensiva su tutti i fronti: i sovietici dopo la conquista di Varsavia
puntano su Berlino liberando nel frattempo l’Ungheria e la
Cecoslovacchia. Anche Gran Bretagna e Stati Uniti puntano sulla
Germania dopo aver attraversato il Reno. Il 25 aprile l’Italia è libera e i
tedeschi abbandonano anche Milano. Mussolini in fuga viene catturato e
ucciso il 28 aprile. Il 30 aprile si suicida Hitler. Il 7 maggio 1945 la
Germania firma la resa. La guerra finisce un giorno dopo.
3. Bomba atomica: a partire dal 1943 gli Stati Uniti hanno cominciato
una lenta controffensiva ai danni del Giappone. Alla fine del ’44 la
superiorità americana era evidente con gli aerei che ormai
bombardavano le città nipponiche. Con la fine della guerra in Europa, gli
Usa possono concentrare tutti gli sforzi sul fronte Pacifico dove i nemici
non vogliono arrendersi a costo di attacchi kamikaze con aerei imbottiti
di esplosivo. Per porre fine ad una guerra che rischiava di essere troppo
lunga e per dare una dimostrazione di forza soprattutto all’Urss, il
presidente Truman decide di utilizzare la bomba atomica. Il 6 agosto
1945 viene bombardata Hiroshima, il 9 Nagasaki. I morti sono numerosi,
la distruzione totale e le conseguenze a lungo termine drammatiche. Il
15 agosto il Giappone offre la resa senza condizioni. Il 2 settembre
finisce la seconda guerra mondiale.