mai da concetti teorici e generali.
Secondo lui, non esistevano regole
FRANCESCO GUICCIARDINI generali, ma ogni vicenda doveva essere affrontata come un caso a parte.
Anche secondo Guicciardini le vicende umane potevano essere mandate
per aria dalla fortuna o dal caso e la presenza di Dio che ordina tutto non
BIOGRAFIA
esisteva. Nonostante per molti versi Guicciardini sia molto vicino a
Francesco Guicciardini nacque a Firenze nel 1483 da una ricca e nobile Machiavelli, non è corretto pensare che tra i due non ci siano differenze.
famiglia. Nel 1511, seguendo le orme del padre, intraprese la carriera Innanzitutto c'è un differente ideale politico: Machiavelli, da borghese, era
politica che lo fece diventare un personaggio di primo piano della un repubblicano convinto, anche se questa forma politica in l'Italia non
repubblica orentina; in questi anni cominciò la stesura delle Storie poteva essere adottata.
Fiorentine. Guicciardini, invece, da nobile, era favorevole alla monarchia. Anche il
Nel 1513, quando a Firenze tornano i Medici, Guicciardini fu allontanato metodo storiogra co è completamente diverso. Machiavelli, per
dalle cariche pubbliche proprio per aver preso parte alla repubblica. Però, comprendere il presente, parte dal passato, invece Guicciardini si basa
quando Giovanni de Medici divenne papa col nome di Leone X, la sua solo su fonti a lui contemporanee, perché secondo lui non esistono leggi
carriera politica riprese e Guicciardini divenne dapprima, nel 1516, assolute e l'esempio del passato non aiuta a comprendere la situazione
governatore di Modena e l’anno successivo anche di Reggio Emilia col politica presente. Anche dal punto di vista loso co tra i due esistono
compito di riportare la calma in quelle zone. Qui acquistò la fama di molte differenze: Machiavelli crede nella virtù individuale, che in qualche
essere un uomo severo e incorruttibile. In seguito a questi suoi incarichi caso potrebbe cambiare le cose, Guicciardini invece è più pessimista e
politico-militari, pensò di mettere per iscritto tutto il suo bagaglio di non crede che la virtù possa arginare i colpi del caso o della fortuna. La
esperienze e compone i Discorsi. Fu nominato anche Commissario realtà è talmente complessa che la virtù individuale non può mai avere la
generale dell’esercito ponti cio, ma dopo il “Sacco di Roma”, nel 1527, fu meglio.
licenziato da consigliere del papa e fece ritorno a Roma. In seguito si ritirò In Guicciardini un concetto molto importante è quello che lui chiama il
a vita privata e scrisse molto intensamente. Mori nel 1540. "particulare", cioè il bene individuale, il proprio tornaconto, l'ambizione
personale che fa propendere l'uomo verso il male, anche se l'uomo in
realtà non è cattivo. Una cosa che accomuna Machiavelli e Guicciardini è
LA LINGUA che entrambi vogliono cacciare il dominio straniero dall'Italia.
Nonostante Guicciardini non possa essere de nito un vero e proprio Anche lo stesso Gucciardini era consapevole delle grandi differenze tra lui
letterato, ma uno storico, è inserito ugualmente nella storia della e Machiavelli e infatti de niva Machiavelli un utopista, cioè un intellettuale
letteratura italiana perché in lui vi era sempre una perenne ricerca che partiva da situazioni teoriche, che però non avevano un contatto con
linguistica, che lo condusse a proporre una lingua viva e chiara. Con lui la la realtà. Per Guicciardini ogni evento storico è unico e irripetibile e quindi
prosa scienti ca compì un notevole passo in avanti, verso una lingua non poteva essere analizzato partendo da schemi già esistenti. Per
nazionale che da alcuni è stata de nita la prosa migliore che sia stata questo motivo Guicciardini si dedica solo alla Storia e non alla Politica,
scritta in Italia. perché non esistono leggi generali dalle quali partire.
Anche secondo Guicciardini, a causa della chiesa di Roma - fortemente
criticata da lui - non si era potuto fare uno stato unitario in Italia. In
IL PENSIERO Guicciardini ci sono tratti di estrema modernità, grazie ai quali lui
Come aveva già fatto Machiavelli, Guicciardini faceva molta attenzione introdusse concetti tipici del Novecento, come il fatto che non ci può
alla realtà e ai casi che di volta in volta gli si presentavano e non partiva essere una sola verità.
1
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
italiane vengono strettamente legate a quelle europee e l'autore accusa
OPERE
l'inettitudine dei signori italiani, per colpa della quale è stata permessa
Storie orentine (1508-1510) l'invasione straniera in Italia. Dal punto di vista storiogra co, il metodo
Diario di Spagna (1512) utilizzato è moderno, cioè Guicciardini utilizza molte fonti dirette e non
Discorso di Logrogno (1512) spiega la storia con l'intervento del diavolo o di Dio. È il primo storico
Relazione di Spagna (1514) italiano che pone a fondamento degli eventi storici narrati documenti
Consolatoria (1527): un discorso rivolto a se stesso, in cui cerca di autentici e originali. Degne di nota sono anche le Storie Fiorentine e le
dimostrare i motivi per non rattristarsi. Considerazioni intorno ai Discorsi del Machiavelli.
Oratio accusatoria (1527): immagina di essere un fantomatico accusatore
di tutte le colpe possibili (e anche oltre), in uno stile declamatorio e
populista. I RICORDI
Oratio defensoria (1527): è il vero stile di Guicciardini: secco, scienti co I Ricordi sono una raccolta di ri essioni loso che e di massime sulla
ed ef cace, con cui smonta una ad una le accuse che si era appena storia e sulla società italiana, scritti a partire del 1512, ma pubblicati
inventate. Quest'ultima orazione ci è giunta in forma mutila. soltanto a metà Ottocento. Non hanno un ordine interno, ma sono una
Del reggimento di Firenze raccolta di aneddoti, che inaugura un genere letterario nuovo, sono una
Considerazioni intorno ai "Discorsi" del Machiavelli sopra la prima deca di nutrita raccolta di pensieri ed appunti sparsi, raccolti da Guicciardini.
Tito Livio (1528) Massime morali e consigli politici si mescolano in un'opera che manca
Ricordi (1512-1530) della sistematicità de "Il Principe" o della stessa "Storia d'Italia" del
Le cose orentine (1528-1531) Gucciardini. Alcuni brani ri ettono sui sistemi di governo, sulla politica
Storia d'Italia (1537-1540): La Storia d'Italia dal 1490 (morte di Lorenzo il cinquecentesca, altri sul senso della vita e della morte.
Magni co, e discesa in Italia di Carlo VIII di Francia), al 1534 (dopo il Nonostante questa mancanza di sistematicità, i Ricordi sono l'opera che
sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi, morte di papa Clemente VII), più di tutte mette in crisi gli ideali di ottimismo e di progresso ereditati
scritta da un protagonista "alto funzionario e consigliere di tre papi", con dall'Umanesimo. Non avendo più schemi validi né virtù da sbandierare,
ambizioni di classicismo (si ispirava ai commentari di Cesare), ma con l'uomo deve af darsi alle capacità individuali. L'opera è pervasa da un
una grande modernità. sottile senso di inquietudine e di irrazionalità che investe il senso stesso
della storia. Per comprendere questo senso di inquietudine, però, si deve
tener conto del fatto che quest'opera è stata scritta nel momento in cui
LE OPERE MINORI
l'autore è stato estromesso da qualunque incarico politico. Guicciardini, in
La Historia di Italia, pubblicata postuma, è uno dei capolavori della quel momento, è un uomo fortemente rammaricato e scon tto e tutto ciò
storiogra a rinascimentale e una delle prime opere storiogra che si ri ette nella sua opera. Guicciardini ribadisce il principio rinascimentale
moderne. La storia con Guicciardini - separata dalla religione - diviene di autonomia della storia dalla morale e dalla religione e soprattutto insiste
una disciplina autonoma, si laicizza e si razionalizza, cioè, per spiegare gli sul fatto che la storia la fanno gli uomini e non la Provvidenza divina.
eventi storici, non si ricorre all'intervento divino che concede la vittoria Nonostante sia stato per lungo tempo al servizio dei papi, è fortemente
all'una o all'altra parte. polemico nei confronti della chiesa e del potere papale. L'opera, come già
L'opera non è conclusa e narra le vicende italiane che vanno dal 1494, detto, non è sistematica, ma è la somma di vari pensieri e per questo
anno di inizio delle "guerre d'Italia" no al (534, anno della morte del papa qualche storico della letteratura l'ha de nita un "anti-trattato", lontano
Clemente VII, di cui Guicciardini era stato per anni al servizio. Le vicende dall'organizzazione rinascimentale.
2
fl
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fl
fl
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
L'uomo nelle relazioni politiche-sociali deve sapersi porre: la
PRINCIPALI TEMATICHE AFFRONTATE NEI “RICORDI”
dissimulazione e la menzogna possono servire come strumento utile alla
VI - La discrezione e l' ingratitudine realizzazione dei propri scopi.
L'uomo non può dominare gli eventi, perciò è impossibile dare consigli XLIV - L'essere e l'apparire
d'azioni universalmente valide, dettare principi generali e assoluti. Non La famiglia deve saper educare il proprio glio e dargli una buona morale.
resta che prender le cose per il loro verso, giudicandole caso per caso, LX, LXI - Le "Varie nature degli uomini"
nelle loro in nite sfumature. E' evidente qui il contrasto con Machiavelli. Guicciardini avverte l'estrema complessità del reale e l'impossibilità
XI - L'ingratitudine dell'uomo di dominarlo pienamente, di imprimervi il suggello della propria
C'è nel Guicciardini un senso di nostalgia per gli uomini nobili e puri. razionalità; e avverte inoltre l'estrema precarietà del nostro vivere.
XV, XVI, XVII - Le ambizioni umane
I ricordi furono scritti dopo il ritiro alla vita politica, dopo, cioè, la sua
esistenza e tutto il suo lungo prodigarsi gli apparivano nella luce amara
dell' insuccesso e della vanità. Alla ne di questo pensiero il prevalente
tono pessimistico passa in secondo piano: il desiderio dell'onore e della
gloria appare una necessità imprescindibile dell'animo umano. Anche
questo è un pensiero autobiogra co come quello
contenuto nel 15.
XXVIII - La corruzione del clero
La critica del Guicciardini non riguarda in alcun modo il contenuto della
religione cattolica, ma si appunta sulla corruzione morale delle gerarchie
ecclesiastiche assai evidente in quei tempi, da cui prese le mosse la
protesta di Martin Lutero. L'autorità della Chiesa che il Guicciardini
vorrebbe vedere sminuita è quella politica, che egli avverte in netto
contrasto con gli ideali veri del cristianesimo. Ma Guicciardini mette le
mani avanti: "Non combattete mai con la religione, né con le cose che
pare che dipendono da Dio; perché questo obietto ha troppa forza nella
mente degli sciocchi". (Ricordi, 31)
XXX - La fortuna
Guicciardini afferma, al contrario di Machiavelli, che un sovrano potrebbe
salire al trono unicamente grazie alla fortuna a lui favorevole. La fortuna
quindi è molto più importante della virtù propria di ogni uomo.
XXXII - L'ambizione
Guicciardini divide l'ambizione in negativa e positiva. Negativa quando,
per realizzare i propri progetti chi detiene il potere non si fa scrupolo di
calpestare i valori fondamentali dell'uomo (la coscienza, l'onore,
l'umanità).
XXXVI, XXXVII - Le relazioni sociali
3
fi
fi
fi
fi