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Umanesimo, Rinascimento e le grandi potenze del XVI secolo

Milia Sara

III F

Capitolo 1 UMANESIMO E RINASCIMENTO IN ITALIA


Tra il 1450 e il 1550 iniziarono a svilupparsi in Italia due eventi culturali molto importanti nella storia: il Rinascimento e la Riforma protestante. Gli esponenti di queste due correnti rifiutavano le credenze delle epoche precedenti , ma volevano che qualcosa ritornasse alle origini: i rinascimentali volevano ritornare allantica Roma, e i riformisti alla Chiesa delle origini. Il Rinascimento non un epoca della Storia come molti pensano, ma un movimento artistico e culturale che accompagn anche altri movimenti come per esempio lUmanesimo. Gli esponenti di questaltra corrente culturale hanno un grande interesse per la natura classica, e concentrano tutte le loro idee sullimmagine delluomo. Gli umanisti, a partire da Francesco Petrarca, riportavano alla luce i testi latini che gli amanuensi ricopiavano a mano in quel periodo correggendo i loro errori, frutto del fatto che la maggior parte di essi non sapevano n leggere n scrivere e ricopiando interi testi sbagliavano alcune lettere che rendevano la scrittura indecifrabile man mano che il testo veniva nuovamente copiato. Gli intellettuali umanisti si resero conto che in quei secoli, anche per questo motivo, la lingua latina si era imbarbarita sia nei lessico che nella sintassi. A partire da questa consapevolezza Lorenzo Valla dimostr che la Donazione di Costantino non era stata scritta dal primo imperatore del IV secolo, ma da qualcuno che proveniva dallepoca di Carlo Magno dato che la lingua era quella utilizzata oltre quattro secoli pi tardi nei documenti di quel tempo. Nel periodo del Rinascimento si trov la necessit di imitare il modello romano in vari aspetti. Si costruirono per esempio alcune chiese a pianta circolare come era solito per il romani, e non a croce latina come invece si faceva in quel tempo. Iniziarono a diffondersi le statue equestri e la figura umana nuda. Niccol Machiavelli applic il principio dellimitazione dellantica Roma al campo dellazione politica. Nella sua opera intitolata Il principe egli voleva consigliare un sovrano che era al tempo impegnato nella conservazione e nellampliamento dei suoi domini. Egli non pensava che le guerre si vincessero grazie allintervento di Dio che avrebbe dato la vittoria a chi aveva maggiori ragioni per vincere, ma pensava che questa si vincesse solo grazie alla forza dellesercito e allabilit politica del principe. Egli infatti restava aderente alla realt come effettivamente si presenta e non credeva affatto allintervento delle forze ultraterrene, non perch fosse ateo, ma perch secondo lui il successo andava al principe che avrebbe combattuto in modo spregiudicato e spietato e che sarebbe stato capace di essere astuto come una volpe e brutale come un leone. Secondo Machiavelli le regole del proprio agire si ottenevano prescindendo dagli insegnamenti che dava la Chiesa, a differenza dei mercanti del XIII e XIV secolo che agivano senza scrupoli superando i limiti imposti dalla Chiesa. Infatti questi commettevano il peccato dellusura ritenuto talmente grave da condurre allinferno. Fu per questo motivo che molti di loro, impauriti dallidea degli inferi, chiedevano perdono per i loro peccati in modo che poi fossero mandati, dopo la morte, nel purgatorio, dove, dopo un lungo periodo, avrebbero avuto accesso al paradiso celeste. In quel tempo nellEuropa del Nord cera un legame tra umanesimo e fede cristiana. Erasmo da Rotterdam, conoscitore della lingua latina e di quella greca, fu il pi colto intellettuale del XVI secolo che si sforz di trasformare la cultura umanistica in strumento per la Riforma della vita cristiana. Egli era critico nei confronti dellidea del purgatorio perch la riteneva una scappatoia per coloro che durante la vita avevano commesso dei peccati gravi, ed era polemico nei confronti del papato, specialmente verso i pontefici corrotti come Giulio II perch pensava pi alla politica che ai propri fedeli. In modo simile pensava anche Giovanni Pico della Mirandola che diceva che la grandezza dellessere umano consisteva nel fatto di essere una creatura libera che poteva scegliere che cosa fare di s stesso.

Umanesimo, Rinascimento e le grandi potenze del XVI secolo

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Nel 1513 Machiavelli si convinse del fatto che gli uomini fossero egoisti e cattivi e che erano sempre tutti pronti ad imbrogliare il prossimo. Questa idea di Machiavelli viene chiamata pessimismo antropologico.

Capitolo 2 LE GRANDI POTENZE NEL XVI SECOLO


Machiavelli pensava che la sua opera intitolata Il principe avrebbe incitato la grande famiglia fiorentina dei Medici ad intraprendere una guerra per trasformare lItalia in una forte monarchia nazionale. Il volere dellautore non fu preso in considerazione e fu per questo motivo che egli espresse una visione sempre pi amara e pessimistica della Storia. Anche Ludovico Ariosto e Francesco Guicciardini espressero le proprie idee a riguardo nelle loro opere. Gli intellettuali italiani restarono profondamente colpiti dai duelli che per vari decenni contrapponevano Francia e Spagna. Nel 1503 gli spagnoli erano riusciti a conquistare il regno di Napoli e per ristabilire lequilibrio il re di Francia Francesco I nel 1515 riconquist Milano dopo due giorni di guerra. Francesco I in quel periodo ottenne un concordato che gli permetteva di nominare i vescovi e gli abati dei monasteri francesi pi importanti. In quel periodo per nacque la figura molto importante di Carlo dAsburgo, nipote di Massimiliano dAsburgo e Maria di Borgogna, che avevano nelle loro mani il regno dAustria, e di Ferdinando dAragona e Isabella di Castiglia. Nel 1506 egli divenne signore delle Fiandre ,nel 1516 fu proclamato re di Spagna, e nel 1519 divenne imperatore della Germania sotto il nome di Carlo V. Al fine di legittimare la conquista di Milano, che era stato un possedimento imperiale, da parte di Francesco I, anche il sovrano francese aveva posto la sua candidatura al titolo imperiale. Carlo per riusc a corrompere i principi elettori impadronendosi del titolo. Non appena egli part per la Germania nel 1520, per, le Corts1 si ribellarono e accusarono il sovrano di servirsi delle risorse della Spagna per i propri interessi senza avere a cuore i bisogni dei cittadini spagnoli. La rivolta si diffuse nelle citt principali e trov il proprio bersaglio nella nobilt e nei rappresentanti del potere centrale2. Il 29 giugno 1520, varie citt della Castiglia si riunirono in una Santa Junta dove i ribelli antimonarchici chiedevano che il re non si allontanasse dal regno tranne in speciali circostanze e che egli si dovesse sposare con una principessa portoghese per non introdurre troppi stranieri nel regno. La rivolta termin solo nel 1522 e in tutto quel periodo Carlo rest fuori dalla Spagna. Il 23 ottobre 1520 Carlo V fu incoronato solennemente ad Aquisgrana giurando di rispettare la Capitolazione imperiale 3 vincolato da precisi patti
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Corts: i parlamenti della Castiglia Rappresentanti del potere centrale: chiamati anche corregidores 3 Capitolazione imperiale: documento dove erano scritti i diritti e i doveri del nuovo sovrano

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stipulati con gli elettori. Egli era ben visto da ministri e collaboratori come Mercurino Arborio di Gattinara che diceva che Carlo era un inviato dal Cielo. Da altri fu considerato come il veltro cio colui che cita Dante nella Divina Commedia dicendo che avrebbe messo fine alla cupidigia umana riportando la felicit. Nel 1525 Francesco I tent di contrastare la superpotenza di Carlo V che voleva conquistare Milano e la Lombardia per creare un passaggio attraverso lItalia settentrionale per collegare la potenza austriaca con quella spagnola. Questa fu la causa della battaglia di Pavia che vide lutilizzo dellarchibugio4 da parte degli spagnoli che riuscirono cos sconfiggere Francesco I cacciando gli eserciti francesi dallItalia. Il timore del papa verso la potenza di Carlo V lo costrinse a stipulare unalleanza chiamata Lega di Cognac che comprendeva il papa Clemente VII, Francesco I, Firenze, Venezia e Francesco Sforza di Milano. Nel 1527 le truppe di Carlo V non ottennero la loro paga, e due anni dopo lesercito si ammutin e decise di marciare su Roma che il 6 maggio di quello stesso anno fu saccheggiata costringendo il papa a rifugiarsi in Castel SantAngelo. Il 29 giugno 1529 Clemente VII e Carlo V firmarono il trattato di Barcellona, che prevedeva che il papa sarebbe uscito dalla Lega dei nemici contro limperatore, e stipularono una pace separata tra loro . Perduto lappoggio del papa, Francesco I, dovette firmare il 2 agosto la pace di Cambrai nella quale la Francia rinunci alla Lombardia e la Spagna diede fine al conflitto franco-spagnolo. Nel 1530 Carlo fu incoronato imperatore del papa e riconquist Firenze. I turchi erano gli unici in Medio Oriente a possedere lartiglieria, e fu per questo motivo che riuscirono a sottomettere la Siria e lEgitto che permisero i commerci delle carovane cariche di spezie orientali con lEuropa. Limpero ottomano fu quindi in questo periodo una grandissima potenza marittima sino al 1571 nella battaglia di Lepanto. Per il sovrano Selim I la conquista dellEgitto gli permise di assumere il titolo di califfo5 che in quel periodo era considerato un ruolo vitale e potente capace di mettere i musulmani contro i nemici dellislam.

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Archibugio: arma da fuoco portatile Califfo: successore del profeta