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IL CINQUECENTO

Fine libertà italica


Le guerre d'Italia furono una serie di conflitti combattuti soprattutto sul suolo italiano nella prima
metà del Cinquecento (1494 – 1559). Furono scatenate dalla discesa di Carlo VIII (dicendosi erede
dei sovrani angioni che in passato avevano governato il regno meridionale) verso il regno di Napoli,
attentato che non riscontrò nessuna resistenza lungo il tragitto ma che mostro all'Europa quanto
l'Italia fosse frammentata politicamente e quindi facilmente acquistabile.
1. A cacciare le truppe di Carlo VIII è la lega antifrancese (Milano, Venezia e Stato
Pontificio) che prima ne avevano favorito la discesa con l'appoggio dell'imperatore del
S.R.I e della Spagna.
2. Successivamente, il successore di Carlo VIII, Luigi XII scende di nuovo in Italia con
pretese su Milano (discendente dei Visconti) con l'appoggio di Venezia. Stipula con i
spagnoli il Trattato di Granada per la spartizione del regno di Napoli. Tra i due però
scoppia una battaglia a Cerignola dove vince Ferdinando il Cattolico, segnando il dominio
spagnolo sul Mezzogiorno (Napoli assieme a Sicilia e Sardegna gà in loro possesso).
3. Lo scenario poi si sposta su Venezia che grazie ad alcune alleanze riesce a rafforzare i
propri domini territoriali. A fermare il suo espansionismo c'è la Lega di Cambrai (formata
da Luigi XII per i territori milanesi, Ferdinando il Cattolico e Massimiliano I) che pone fine
ai suoi propositi di nuove conquiste.
4. Dopo la sconfitta di Venezia, papa Giulio II promuove la Lega Santa (Venezia, gli svizzeri
e la Spagna) contro Luigi XII che controllava la parte settentrionale italiana. La
Confederazione elvetica occupa Milano che però viene sconfitta da Francesco I (successore
francese) con l'aiuto dei veneziani, il quale si proclama duca di Milano. Tutto finisce con la
pace di Noyon che segna un parziale equilibrio, basato sull'assegnazione di Milano alla
Francia e del regno di Napoli alla Spagna.
5. Sulla scena europea, Ferdinando il Cattolico muore e suo successore è Carlo V che viene
eletto anche imperatore del S.R.I nel 1519 alla morte del nonno Massimiliano. La Francia si
vede cosi circondata. Inoltre, l'imperatore vuole Milano e Borgogna. Tra le due potenze
nascono conflitti che finiscono con la battaglia finale a Pavia dove Francesco I viene
catturato e costretto a rinunciare a Milano e Borgogna nel Trattato di Madrid. Appena
rimesso in libertà, Francesco I attraverso la Lega di Cognac si allea con Venezia e il nuovo
papa, Clemente VII, contro Carlo V. Prima che la guerra abbia inizio, avviene il sacco di
Roma da parte dei Lanzichenecchi che porta il papa a scappare. L'episodio alimenta la
propaganda antipapale in quanto i lanzichenecchi erano luterani e la cosa venne vista come
un castigo alla chiesa corrotta. Tra le conseguenze fu il ripristino della reppublica a Firenze,
e l'armatore e finanziere genovese, Andrea Doria, passa al servizio di Carlo V. La cosa
finisce con la lega di Cognac che riconosce la prevalenza imperiale. Clemente VII firma la
pace di Barcellona che dava al fratello di Carlo V, Boemia e Ungheria e la Francia con la
pace di Cambrai rinuncia ai domini italiani tranne Borgogna.
6. Francesco I non si ferma e si allea con Solimano il Magnifico e i principi luterani,
Germania. La battaglia fini con la tregua di Nizza che vedeva il Piemonte nella mani
francesi.
7. Alla stabilizzazione della situazione italiana si arriva con l'abdicazione di Carlo V che
lasciava al fratello Ferdinando I, i territori austriaci, Boemia e Ungheria; egli divenne anche
imperatore del S.R.I. Al figlio, Filippo II, Carlo V lascia i regni spagnoli, i domini italiani, i
Paesi Bassi e le colonie americane.
8. Francia cerca ancora di opporsi senza risultati. Intanto, le risorse finanziarie di entrambi gli
schieramenti erano quasi finite, cosa che facilito il raggiungimento dell'accordo di Cateau-
Cambrésis nel 1559 con la Spagna che consolidava l'egemonia sull'europa.
Carlo V e il suo impero
Nasce nel 1500 da Filippo d'Asburgo e Giovanna di Castiglia. Dalla parte materna eredita la
corona d'Aragona e di Castiglia mentre dalla parte paterna il S.R.I. La formazione di Carlo fu
affidata a una serie di precettori/istruttori, uno dei quali fu Adriano Florensz (futuro papa, Adriano
VI). Inoltre, a influezarlo c'era da una parte il partito francese con Gu111illaume de Croy, signore
di Chiève che cercava di mantenere buoni rapporti con la Francia e dall'altra il partito spagnolo
con Cisneros che fu determinante nel tenere fedele la nobiltà castigliana a Carlo, infatti spesso
sollecitava il suo arrivo in Spagna.
Alla morte del nonno, Ferdinando il Cattolico, 1516 Carlo viene proclamato a Bruxelles, re di
Castiglia e di Aragona, congiuntamente alla madre. La nomina fuori dai territori e senza che fosse
promossa dai sudditi spagnoli fu come una sorta di colpo di stato. Intanto la reggenze nei territori
spagnoli fu esercitata da Toledo de Cisneros. L'imperatore l'anno dopo sbarcò in Spagna dove
ricevette fedeltà dalla Cortes di Castiglia e quella d'Aragona promettendo di tutelare gli interessi
dell'impero contro la Francia e il Papato. Nel 1519 venne eletto imperatore del S.R.I.
Successivamente strinse alcune alleanze matrimoniali tra il fratello con la casa d'Ungheria,
assicurandogli una futura ascesa al trono ungherese.
Nell'esercizio del suo potere, Carlo V si sentiva prescelto da Dio per mantenere l'unità religiosa, per
reprimere le eresie e diffendere la cristianità dall'espansionismo dell'impero ottomano. L'idea era di
un impero come monarchia universale che poi cambiò in una monarchia come patrimonio dinastico.
Il suo progetto di universalismo politico trovo molte resistenze dalla Spagna che voleva il proprio
sovrano più occupato nella cura degli interessi interni. Nella città di Castiglia ci furono una serie di
rivolte promosse dal patriziato urbano e fasce del ceto medio in senso antisignorile, tutte andarono
represse duramente. Ovviamente ciò significava anche un mancato aiuto finanziario da parte delle
varie cortes dei regni che era importante per la realizzazione del suo progetto.

L'organizzazione dell'impero
La gestione di un territorio cosi vasto e differente comportava non pochi problemi di carattere
politico e amministrativo. Nei regni spagnoli, in quelli asburgici, italiani e del Nuovo Mondo,
Carlo delegò le sue funzioni ad un viceré o governatore che doveva collaborare con le istituzioni
locali per garantire la continuità dell'azione del governo (tranne nel Nuovo Mondo). La
collaborazione era una dimostrazione della volontà di Carlo di non modificare gli apparati di
governo.
Nel Nuovo Mondo non c'era una tradizione politico-amministrativa quindi l'azione del sovrano non
era condizionata. La conquista si era svolta in maniera disordinata e risultò mortale per gli indigeni.
In Castiglia e Paesi Bassi si affermò la reggenza in quanto il rapporto speciale tra sovrano e
territorio sconsigliava la nomina di viceré. La reggenza di Castiglia passo nella mani di Adriano
Florensz, l'imperatrice Isabella, figlio Filippo, figlia Giovanna e Maria. Nei P.B vi furono
Margherita la zia, Maria la figlia e poi venne nominato un governatore.
Nella prima metà del 500, Carlo dovette occuparsi della continua espansione ottomana. I turchi
arrivarono fino ai Balcani conquistando diversi territori, ma la sconfitta a Vienna nel 1529 rassicurò
l'intera Europa. Il fratello di Carlo V tentò di contrastare la penetrazione turca in Ungheria senza
riuscrici. I turchi riuscirono a conquistarne la capitale Buda 1541.
Con la battaglia di Lepanto del 1571, Carlo V sconfigge i turchi fermando l'egemonica presenza
ottomana sul Mediterraneo.
I turchi avevano acquistato importanto punti strategici nell'area del Mediterraneo, un forte apparato
militare, una ramificata rete spansionistica e una forza navale superiore a quella europea.
Tolleravano l'indentità religiosa dei territori conquistati, davano possibilità di ascesa sociale
(attraverso la carriera militare) e davano rifugio agli ebrei.
Oltre all'espansione ottomana, Carlo da sempre dovette fronteggiare la difussione del
luteranesimo. Durante il suo mandato vi furono alternanze di fasi di accordo e fasi di repressione
delle fede protestante. Egli arrivò anche a bandire Lutero dall'impero quando però, esso ormai
divenne simbolo della nazione tedesca. Molti principi aderirono alla riforma luterana, infatti il
principe Federico il Saggio portò in salvo Lutero dopo la Dieta di Worms 1521. L'adesione alla
riforma comportava vantaggi come l'assuzione di una posizione più potente nei confronti
dell'imperatore.
La questione luterana venne sospesa fino alla Dieta di Spira 1529. Nella successiva, quella di
Augusta venne presentata la Confessio augustana (con i capisaldi della riforma luterana) ma fallì.
Di seguito ci fu un altro tentativo di dialogo da parte di Carlo ma fallì ancora passando alle armi.
L'imperatore vinse contro la Lega di Smalcalda nel 1547 però si giunse comunque alla pace nel
1555 con la pace di Augusta in cui vennero riconosciuti i principi della fede protestante.

IL RINASCIMENTO
Riafiorire dell'arte e del pensiero
Il termine “Rinascimento” fu coniato nel 1869 da Burckhardt anche se altri ne parlarono prima.
Marsilio Ficcino ne fa un indentikit in una sua lettera dove descive il Rinascimento come l'epoca di
avvio alla modernità, di cui l'Italia ebbe il primato artistico e culturale per molti anni. La cosa che ci
colpisce di Ficcino è la sua percezione di vivere in un secoclo nuovo e diverso dal passato,
caraterizzato dal culto della classicità e da innovazioni scientifiche e tecniche. Firenze fu il centro di
irradiazione della civiltà rinascimentale, con la Primavera di Botticelli come simbolo. Sul piano
politico, la discesa di Carlo VIII porta guerre, fine dell'armonia ma non della cultura perchè il
Rinascimento porta la concezione del vivere a concentrarsi nel concetto di umanità intesa come
libertà.

Umanesimo
All'interno del Rinascimento si sviluppa una corrente letteraria detta Umanesimo (1470-80/ 1520-
30) caratterizzata dallo studio della classicità, iniziata con Francesco Petrarca. La dignità dell'uomo
è il tema fondamentale di questa nuova cultura ancorata ai valori laici e terreni. I nuovi intellettuali
sono impegnati civilmente e politicamente, studiano testi classici e da qui ne deriva la nascita del
giudizio negativo sul Medioevo. Nasce una nuova scienza, la Filologia, con Lorenzo Valla che
dimostra la falsità della donazione di Costantino (usata dal Papato per secoli a giustificazione del
potere temporale). Sul piano letterale, gli umanisti usano un volgare colto, arricchito di latinismo
(Boiardo, Ariosto, Petrarca, Boccaccio). Erasmo da Rotterdam sul piano europeo.

Stampa
1455/56 l'invenzione della stampa a caratteri mobili funge da formidabile mezzo di divulgazione
della nuova cultura umanista-rinascimentale. Per la prima volta usata in Germania da Gutenberg,
nel 1465 in Italia nell'abbazia di Subiaco avviene la prima stampa di un libro italiano. La musica
fara uso di questo mezzo, come anche il governo. Sorge il bisogno di controllare la stampa
attraverso strumenti di licenza da parte dell'autorità politica.

Corte e arte
la pace di Lodi, 1454 porta stabilità tra gli stati regionali italiani e nella parte centrosettentrionale
prende forma la corte rinascimentale che diventerà modello dell'intera Europa, tanto che si parla di
società di corte. La 2a metà del 400, lo corte diventa luogo delle decisioni politiche, esercizio della
sovranità, emanazione del potere etc.. La corte si ingrandisce e ha centinaia di addetti a ricoprire
diversi compiti e ruoli. “Il libro del cortegiano” di Castiglione ebbe successo a livello europeo e
indica le caratteristiche che un buon cortegiano deve tenere: essere nobile d'animo non solo di
nome, deve essere uomo d'armi, di lettere, saper ballare, cantare etc.. Il testo indica ragionamenti
per formare una perfetta dama di palazzo. Nelle principali corti nascono la maggior parte dei
capolavori artistici e letterari del secolo. Ricordimao Donatello, Batticelli, Da Vinci, Battista Alberti
etc..
Storia, politica, scienze
L'Umanesimo è caratterizzato dall'interesse per la storia e questo fa nascere le cronoache cittadine e
riscoprire e diffondere storici della classicità greca e romana come Tito Livio. Bisogna ricordare
Guicciardini che uno degli iniziatori della storiografia moderna. Sul piano politico, gli umanisti
affermano teorie contro l'assolutismo, che parlano del diritto a ribellarsi alle autorità ingiuste e
tiranniche. In campo astronomico, c'è la nuova visione eliocentrica di Copernico. C'è anche la
diffusione di opere di matematici antichi come Pitagora.

RIFORMA LUTERANA
La pubblicazione delle 95 tesi di Lutero nel 1517 segna una nuova era per la cristianità occidentale,
che sarà caraterizzata dalla divisione. La riforma di Lutero voleva recuperare una spiritualità più
elevata e di moralizzazione del clero che nei secoli precedenti si era andata persa (scisma
d'occidente, potere temporale, nepotismo). Ci sono stati anche primo di lui movimenti riformatori
ma sempre condannati come eretici, ricordiamo Wycliffe, Fra Dolcino, Savonarola. Una figura
importante dell'umanesimo cristiano fu Erasmo da Rotterdam che con le sue opere influnzò la
cultura europea del primo 500.

Martin Lutero
Lutero è monaco agostiniano, artefice della riforma luterana. Ha studiato a Erfurt e insegnato a
Wittenberg teologia. Dopo aver conosciuto il degrado morale della curia e influenzato dalle opere di
Erasmo e dalle lettere di Paolo giunge alla conclusione che la salvezza si ottiene solo gratia, sola
fide, sola scriptura. Ossia la salvezza dell'uomo dipende unicamente dalla volontà di Dio, sono
inutili le indulgenze e opere buone ai fini della salvezza prima della morte. Scrive le 95 tesi in latino
ma le traduce subito anche in tedesco. Le pubblica nel 1517 dando via cosi alla riforma. In esse,
Lutero inserisce anche temi riguardo la destinazione romana dei fondi raccolti internamente e dei
rapporti tra i singoli stati e l'imperatore. Solo nel 1520 arriva la bolla di papa Leone X che invita il
monaco a ritirare entro 6 mesi le tesi, pena la scomunica. Tempo che usa per mettere a punto le linee
della riforma: sollecita una riforma della chiesa che ne riduca il potere politico, formula il
sacerdozio universale (togliere alla chiesa l'esclusivo ruolo di interprete delle scritture sacre) e
annuncia la dottrina dei sacramenti (solo battesimo ed eucarestia). Lutero brucia la bolla e Leone X
scomunica il monaco. Anche se la rottura definitiva avviene alla dieta di Worms convocata da Carlo
V con il tentativo di giungere alla conciliazione. Lutero viene bandito dall'impero ma messo in
salvo da Federico di Sassonia a Wartburg. Qui traduce in tedesco la Bibbia. Intanto il processo di
riforma passa nelle mani dei principi. Essi mettono anche fine alla guerra dei contadini che avevano
mal interpretato il principio della libertà del cristiano delineata da Lutero come interna e religiosa
solamente. Bisogna ricordare anche Zwigli e Calvino che deliano riforme religiose analoghe a
quelle di Lutero. Con la pace di Augusta 1555 che mette alle guerre religiose, viene riconosciuta la
fede luterana.
SLIDE PROF. Punti cardine della riforma: sacerdozio, libero esmai testi, giustificazione sola fide,
critica dei sacramenti

La diffusione del protestantesimo


La pace di Augusta 1555 pone fine alle guerre religiose. L'imperatore dichiara che ogni entità
statale avrà la Chiesa scelta dal sovrano e i sudditi di altro credo potrenno-dovranno migrare, oltre
al reservatum ecclesiasticum che mai fu accettato.
La riforma luterana invase molti principati tedeschi, arrivò anche in Polonia, Svezia, Danimarca e
Norvegia.
Nella Francia meridionale si instaura il calvinismo, cui fedeli, detti ugonotti soffriranno di
persecuzione avviata da Francesco I che daranno vita nelle seconda metà del secolo a guerre di
religione.
Le sette province settentrionali dei Paesi Bassi aderiscono anche al calvinismo, cosa che le
porterà a una lunga lotta con la Spagna con conseguente conquista dell'indipendenza riconosciuta
formalmente con la pace di Westfalia 1648.
Inghilterra – Enrico VIII spinto dall'esigenza di avere un erede maschio leggittimo e dalla passione
per Anna Bolena chiede al papa l'annullamento del matrimonio con Caterina d'Aragona. Al rifiuto
papale, ottiene dal parlamento l'annullamento e si dichiara capo supremo della chiesa anglicana. La
vera riforma della chiesa anglicana avviene durante il regno del figlio Edoardo VI, con ispirazione
calvinista. Ci fu un tentativo della sorella, figlia di Edoardo e Caterina, di riportare il cattolicesimo
ma Elisabetta I nel 1571 accoglie i principi calvinisti definitivamente. La Scozia diventa calvinista,
mentre l'Irlanda cattolica rimane.
Spagna – si avvia l'Inquisizione spagnola voluta da Ferdinando e Isabella come strumento di
controllo politico. Nei primi decenni del 500 vi furono iniziative di rinnovamento del clero proposte
da Cisneros di Toledo, vi fu la diffusione dell'umanesimo erasmiano e una rigenerazione cristiana
spirituale e interiore avviata da Valdés.

Riforma protestante ed eresie in Italia


Le idee in Italia arrivarono presto grazie alla stampa di Venezia. Le fasi sono: i predicatori (fino al
1542), la proliferazione (fino al 1555), la repressione (fino 1572), e l'estinzione (fino 1585). Le
nuove idee si inserivano grazie all'accoglienza delle opere di Erasmo, inoltre circolavano gli
opuscoli luterani. La data che segna la divisione della cattolicità e il 1527, con il sacco di Roma,
interpretato come castigo alla chiesa per la sua corruzione. Il testo piu emblematico della
riforma italiana fu il “Beneficio di Cristo” stamapato anonimo a Venezia. Ebbe immediata
diffusione nelle regioni d'Italia. Nel 1542, con papa Paolo III che istituisce il Sant'Uffizio
dell'Inquisizione si da avvio al rispristino dell'ortodossia cattolica.

CONTRORIFORMA
il termine indica il rispristino dell'obedienza confessionale del S.R.I tra il 1555 e 1648 (fase di
parziale riconquista della cattolicità nei territori passati alla Riforma). La storiografia di matrice
cattolica ha preferito parlare di Riforma cattolica anche se l'azione censoria e repressiva (attuata dal
Sant'Ufficio dell'Inquisizione e dall'Indice dei libri proibiti) giustifica l'interpretazione del periodo
come controriformistico.

Il rinnovamento cattolico e i nuovi ordini religiosi


La risposta della Chiesa Cattolica alla riforma protestante prese forma nei canoni (regole) approvati
al Concilio di Trento (1545-1563). Prima della Riforma protestante già ci furono istanze di
rinnovamento spirituale, si trattarono di congregazioni di sacerdoti che decidono di vivere secondo
una particolare regola e scelgono una vita attiva, dedicandosi soprattutto all'assitenza e
all'educazione. Alcuni esempi sono, i Cappuccini (assistenza materiale agli stratti più bassi della
società), i Teatini (cura anime e riforma liturgica), le Orsoline, i Somaschi (educazione dei fanciulli,
attività missionaria), i Fatebenefratelli, i Ministri degli infermi e quelli che hanno più caratterizzato
la fase della controriforma: i Gesuiti caratterizzati dalla militanza, spirito missionario, attenzione
alla cultura, impegno nella formazione delle classi dirigenti e l'assoluta obedienza al papa. Il padre
fondatore fu Ignazio Loyola.

Il Concilio di Trento
L'intenzione del Concilio era quella di una rinnovamento cattolico e il superamento delle divisioni
dottrinali a causa della riforma, anche se nei fatti ratificò come insuperabile tale divisione e divenne
il momento centrale della lotta all'eresia. La prima riunione fu del 1545 a richiesta di Carlo V,
ansioso di ripristinare l'unità religiosa dell'impero. La scelta di Trento fu in quanto luogo italiano e
perciò segno di una apertura verso la riforma. I lavori del Concilio si svolsero in 3 fasi (25 sessioni):
1a fase fino all'ottava sessione del 1547; la 2a fase a Bologna dove non si tiene nessuna session; e la
3a fase ancora a Trento. Le sessioni cruciali furono nel gennaio 1546 che segnò la rottura definitiva
con le posizione riformate. Vengono riconfermati i 7 sacramenti e la posizione contro la sola fide e
sola scriptura protestante. Dopo la pace di Augusta del 1555 che aveva stabilito il principio cuius
regio eius religio (la religione sia di colui del quale è la regione), i padri conciliari cominciano a
redigere l'Indice dei libri proibiti, confermano la loro posizione cattolica tradizionale contro il
sacerdozio universale, del contributo dell'uomo alla propria salvezza, vietato l'uso delle lingue
volgari, restringono l'uso delle arti e musica, conservato il culto dei santi. Nel 1563 viene dato
fondamento divino alla struttura gerarchica della Chiesa, ribadita l'essenza sacramentale del
matrimonio, si ribadisce l'esistenza del purgatorio e viene raccomandata prudenza e moderazione
sulle indulgenze.

Indice dei libri proibiti e l'Inquisizione


Quello che il Concilio di Trento aveva stabilito in teoria, la Chiesa di Roma metteva in pratica
atrraverso una articolatra macchina repressiva. Leone X pubblica la bolla Inter sollecitudines nel
1515 che riguarda la censura preventiva dei libri religiosi. Nel 1542 la bolla Licet ab inicio di Paolo
III che istituisce il Sant'Uffizio dell'Inquisizione costituito da 6 cardinali con l'incarico di reprimere
ogni forma di eresia attraverso torture e condanne al rogo.

FILIPPO II
Figlio di Carlo V, il quale abdicò nel 1556 e lascia al figlio i regni spagnoli, le provincie italiane, la
Franca Contea, i Paesi Bassi e i territori del Nuovo Mondo. Il padre gli lascia un impero in
bancarotta.

L'impero spagnolo
Tempo storico che va da Carlo V a tutto il secolo XVII. Impero perchè è al servizio di una dinastia,
(Asburgo) e perchè c'era chiaramento il tentativo di trasformare i regni iberici in una nazione.
Per contenere la potenza turca, Filippo II riorganizzò l'apparato di governo e rese più efficienti le
relazioni tra centro e periferia. Nel 1561 scelse Madrid come capitale dove trascorse la maggior
parte della sua vita. Durante il suo regno, mantenne l'identità giuridica e politica dei territori che
componevano il suo impero. Nominava un rappresentante con poteri delegati assai ampi anche se
alcuni materie erano di sua esclusiva competenza. Gli affari di stato passavano nelle mani
dell'apparato polisinodale (carattere consultivo) che esaminava e valutava ogni problema, ma al
sovrano spettava la decisione finale. Accanto al nucleo centrale, c'erano molti uffici con compiti
specifici (prelievo tasse, contabilità, approvvigionamenti, movimentazione truppe, registrazione ed
esecuzione ordini reali). Inoltre in ciascuno dei regni periferici c'erano dei governatori che
amministravano la giustizia e il controllo dell'ordine pubblico.

Scontro con i turchi


Nella prima metà del 500 i spagnoli e turchi raggiunsero la massima espansione territoriale e perciò
il conflitto fu inevitabile sul Mediterraneo e nell'Europa centro-orientale. I due imperi erano
accomunati dal governare su peasi con diverse lingue, religioni, tradizioni ma differivano nella
maniera di governo. I turchi erano più tolleranti di quanto lo fossero i spagnoli. L'impero ottomano
avviò l'ampliamento territoriale lungo i Balcani, sulle isole del Mediterraneo e nel basso
Mediterraneo. La Spagna nello stesso periodo si impegnò nel controllare le incursioni turche nel
Mediterraneo. La fase di scontri ci fu tra 1535 e 1560 con vittorie e sconfitte sia da una parte che
dall'altra. La fase finale fu con lo sconto a Lepanto nel 1571 che vede la vincente la flotta cristiana.
Tuttavia, vi furono stipulate tregue per non finire in altre lotte.

Minoranze etniche e religiose


A partire dal 500 le garanzie fin'ora concesse ai moriscos furono per la maggior parte ritirate e
l'alternativa che si presentava alla popolazione moresca era tra la conversione religiosa o
l'emigrazione fuori dalla Spagna. Negli anni successi, i moriscos non accettarono e diedero il via a
una guerriglia sulle montagne Alpujarras attorno a Granada. Nei decenni cinquanta e sessanta, altre
leggi uscirono contro la popolazione moresca (vietato l'uso della lingua e costumi, aumento del peso
fiscale). Nella regione di Granada, dove c'era una grande concentrazione di moriscos, all'aumentare
delle misure repressive scoppiò una ribellione nel 1568 che si allearono alle guarriglie dei moriscos
nelle montagne Alpujarras, ma la ribellione fu repressa duramente nel corso del 1570. In Aragona e
Valencia, la nobiltà aveva prottetto i moriscos in quanto rappresentavano una mano d'opera preziosa
per l'economia rurale. Nonostante ciò, Filippo III decretò l'espulsione dei moriscos e furono
imbarcati e scaricati nei terreni africani dove pochi non incontrarono la morte. L'economia della
regione valenciana ne risentì molto.
Altra minoranza perseguita furono gli ebrei che in Spagna furono sottoposti a programmi di
conversione forzata. Con gli anni nacque la distinzione tra cristiani vecchi e cristiani nuovi (ebrei
convertiti). A vigilare sui loro comportamenti e sull'osservanza della religione cattolica fu istituito
anche prima del Sant' Uffizio, un Consiglio supremo della santa inquisizione. Diversi ebrei
riuscirono con gli anni a conseguire successo negli affari, anche posti di grande responsabilità
nell'amministrazione reale, ma queste presto fini con le solite accuse sulle loro origini, tanto che
queste diventarono strumento di lotta politica per il controllo di spazi nelle istituzioni di governo.
Dal 1541 quelli che volevano accedere a cariche pubbliche dovevano mostrare lo statuto di sangue,
ovvero se discendenti di cristiani nuovi o vechi.

Il Portogallo e il problema della successione


Il Portogallo fin dal XV secolo portava avanti una politica di avanzamento territoriale dall'altra
parte dell'Atlantico. Esplorarono e conquistarono coste africane, il Brasile, fino alle Indie. La
dinastia degli Aviz da sempre aveva cercato di tenere buoni rapporti con la monarchia castigliana
attraverso anche matrimoni. Carlo V sposa Isabella di Portogallo, come il loro figlio Filippo II che
sposa Maria di Portogallo, e sua sorella il fratello di Maria. Da quest'ultima unione nasce il fututo re
di Portogallo, Sebastiano. Sebastiano, già a 14 anni ascese al trono, ma durante una crociata sul
suolo africano muore senza lasciare eredi al trono. Filippo II, leggitta la sua successione al trono in
quanto figlio di una principessa della dinastia degli Aziz e ci riesce. Il Portogallo da allora fino al
1640 rimane unito alla Spagna.

Conflitti tra Spagna e Inghilterra


Con l'ascesa al trono inglese di Elisabetta I, i rapporti tra Inghilterra e Spagna cominciarono a
rompersi. Elisabetta I era protestante e questo la spinse a mandare aiuti di ogni tipo ai protestanti
francesi e ai ribelli dei Paesi Bassi. Nello stesso tempo, Filippo II aiutava scopertamente i cattolici
inglesi. Alla ribellione delle contee cattoliche del nord del paese, la regina si mosse più decisa e
questo le costo la scomunica da parte di papa Pio V. Inoltre, la regina autorizzò anche la guerra di
corsa contro i galeoni spagnoli che trasportavano merci e metalli preziosi tra colonie e madrepatria.
Per quanto riguarda i Paesi Bassi, Elisabetta I mando truppe inglesi in aiuto alle provincie ribelli
comandate dal duca Leicester. La Spagna prese questi comportamenti come una minaccia e Filippo
II decise di passare all'offensiva. Le due linee d'attacco erano una sull'isola Wight e l'altra sul canale
della Manica per poi sbarcare sul suolo inglese. Entrambe fallirono distruggendo l'immagine
dell'imbattibilità della Spagna.

Il declino spagnolo
Il problema centrale è la nobiltà che anche se era ancora fedele alla monarchia spagnola, questa
fedeltà era messa a dura prova quando l'autonomia dei singoli regni entrava in conflitto con gli
interessi e prerogative della corona. Durante il Filippo III emerse il ruolo del valido (favorito del
re), registrando un forte recupero della nobiltà, ma anche un squilibrio tra sovrano e apparato di
governo, in quanto il valido dapprima aveva carattere consultivo ma poi divenne rappresentante del
re. Sempre durante il suo regno, la monarchia spagnola diede un'immagine di sè meno aggressiva,
firmando la pace con l'Inghilterra nel 1609, e rinunciando a tutti i diritti sull'eredità degli Asburgo
d'Austria nel 1617, in quando c'era il bisogno di recuperare le risorse materiale senza indirizzarle ai
fronti di guerra. Anche la situazione economica non era delle migliori, le epidemie influenzarono in
maniera negativo l'andamento demografico, di cui ne risentirono l'agricoltura e l'industria. Questi
effetti erano già presenti negli ultimi due decenni del 500, ma si avvertirono tardi per la forte
liquidità presente nel paese dovuto all'arrivo di metalli preziosi americani. L'accresciuta liquidità
produsse un aumento dei prezzi e l'economia soffri l'inflazione e poi la stagnazione. Inoltre questa
liquidità veniva spesa in spese belliche e per comprare merci straniere andando a favorire i mercati
stranieri. Oltre a ciò, il regno era sempre in debito e nell'impossibilità di pagarli, dovendo stipulare
nuovi accordi che finivano per chiudere la partita con grandi margini di perdita.

INGHILTERRRA E PAESSI BASSI


Inghilterra di Enrico VIII
L'inghilterra di inizio 500 si presentava fuori dal panorama europea assettato di sangue e ciò gli
permise di sviluppare le potenzialità marittime. Al trono era salito Enrico VII Tudor che ci rimase
fino al 1509. Egli adottò una politica favorevole alla nascente borghesia mercantile, concedendogli
privilegi e monopoli nelle terrre dove andavano ad esplorare. Inoltre, il re privatizzò le terre comuni
che diede a nuovi proprietari, i quali cacciarono i contadini e a scopi speculativi rimpiazzarono i
campi da coltivare, a campi da pascolo per ovini, la cui lana rendeva di più. In questo quadro di
piena trasformazione si inserisce suo figlio, che nel 1509 sale al trono e sarà protagosnista del più
grande scisma della storia europea. Enrico VIII volendo divorziare da Caterina d'Aragona per
sposare Anna Bolena, senza ottenere l'autorizzazione del papa, Clemente VII, si proclamo capo
della Chiesa anglicana con l'Atto di Supremazia. Uccise Tommaso Moro, sposo Anna e si
impossesso dei beni del clero. Oltre alle motivazioni personali che lo portarono allo strappo con la
Chiesa, ci furono altre di carattere economico, ossia il desiderio di impossessarsi della proprietà
ecclesiastica che gli avrebbe permesso di sostenere le guerre senza gravare sui sudditi.

Elisabetta I: sviluppo economico e consolidamento della potenza inglese


A Enrico VIII successe Edoardo VI che però ebbe vita breve. Dopo Edoardo VI, sale al trono Maria
Tudor che impose con la forza il restauro del cattolicesimo, dal quale derivò un rafforzamento
dell'anglicanesimo però. Anche essa non visse a lungo e gli successe la sorellastra Elisabetta I, la
quale voleva una politica assolutistica, dalla quale derivò il rafforzamento dell'aglicanesimo e
tentativi di ridimensionamento delle prerogative del Parlamento. Durante il suo trono, Elisabetta I si
scontro con Maria Stuart che fece giustiziare e Filippo II, entrambi cattolici. Essa diede gran
impulso anche allo sviluppo commerciale e coloniale del paese. Le navi inglesi cominciarono pian
piano ad inserirsi nel Mediterraneo fornendo merci a minor qualità e prezzo (tessuti, piombo,
stagno) e pagando in contanti.Il porto di Livorno diventerà il loro emporio mediterraneo. Nel 1548,
viene fondato in America il primo insediamento inglese, col nome Virginia. Possiamo concludere
che nel 500, l'Inghilterra dei Tudor conobbe una crescita ecnomica, demografica e
un'intensificazione dei rapporti commerciali e diplomatici internazionali. William Shakespeare nelle
sue opere lo dimostra. Tuttavia, i contrasti tra nobiltà e la nuova borghesia che sorsero in quasto
periodo porterò rivoluzioni subito dopo la dominazione Tudor.

L'ascesa dell'Olanda
Nel 1566, I Paesi Bassi, dove si era difusso il calvinismo, insorsero contro la politica troppo
oppressiva di Filippo II. Le regioni del sud, nel 1579 Alessandro Farnese, inviato da Filippo riusci a
riportarle regioni all'obbedienza cattolica. Quelle del nord invece volero continuare la guerra e si
costituirono in reppublica delle Sette Provincie, sotto il comando di Guglielmo d'Orange. Il
comandante venne assassinato ma l'unico effetto di ciò fu il trasferimento della vita economica e
commerciale ad Amsterdam. Il figlio di Gugliemo, Maurizio, grazie all'aiuto dell'Inghilterra riusci a
opporre resistenza agli attachi spagnoli e nel 1609 si avrà una tregua, mentre nel 1648, ai Paesi
Bassi viene riconosciuta l'indipendenza da Madrid. L'Olanda era la pià vasta, ricca e dinamica tra le
sette provincie. Per tutto il 600, le sue compagnie di navigazione creeranno un impero coloniale
anche se già alla fine del 500, la flotta dei P.B aveva raggiunto la supremazia nei mari dell'Europa
del nord e dell'Atlantico. Le ragioni del successo sono dovute a fattori economici, sociali e religiosi:
come l'interazione tra calvinismo e attivismo economico. Qui nasce la Borsa nel 1532 ad Anversa,
grazie alla capacità del paese di attirare investimenti finanziari anche dall'Italia. Inoltre, la ricerca
del profitto conviveva con l'etica del lavoro. Gli Olandesi riuscirono ad incrementare i terreni
coltivabili trasformando terre paludose in terreni coltivabili grazie a sistemi di dighe e macchine
idrauliche.
IL SEICENTO
STATO E SOCIETA

Secolo di crisi?
Già dall'inizio del secolo tutta l'Europa è stata coninvolta in un lungo periodo di guerre (la guerra
dei Trent'anni); quasi tutti i paesi sono stata colpiti da una crisi economica, causata dalla rivoluzione
dei prezzi, e varie rivolte interne in seguito a rafforzamenti del potere dei sovrani.

La popolazione
Se durante il 500, l'andamento della popolazione era positivo, nel corso del 600 l'andamento fu
modesto, quasi stazionario. Le cause sono principalmente 3: i conflitti bellici, le epidemie e le
carestie. Questo determinò anche una caduta non recuperabile dell'economia

L'agricoltura
Nel corso del 600 il settore agricolo attraverso un momento di stagnazione. Tra le cause fu il
conflitto tra coltivazioni e allevamento ( il settore industriale, soprattutto la lana, produceva più
ricchezza e lavoro). Di fronte all'aumento della domanda di beni agricoli, ci furono due risposte:
l'ampliamento di superficie coltivabili, specialmente nel Europa dell'est dove il costo della mano
d'opera era assai conveniente; e l'uso del sistema intensivo (sfruttamento più razionale delle risorse
agrarie).
In alcuni paesi però non mancarono elementi di innovazione nella gestione delle aziende agrarie.
Dall'America arrivarono nuovi prodotti come mais, patata e pomodoro soprattutto nell'area
dell'Europa meridionale, nord-occidentale e orientale.

Le manifatture
In Italia e Spagna la crisi colpì anche l'industria manifatturiera che subì una caduta della
produzione. A confermare ciò fu l'andamento delle immatricolazioni nelle corporazioni dei mercanti
d'oro, seta e nastri di Milano. Nelle provincie olandesi come acnhe Inghilterra inceve, ci fi uno
straordinario slancio dello stesso settore, che svilupparono le new draperies (tessuti più leggerim
con un ciclo di lavorazione in grado di abbassarne i costi).

Gli scambi commerciali


Non subirono un tracollo rilevante. Spagna, Portogallo e operatori italiani non riuscirono a essere
profittevoli. Erano penalizzati dalla presenza olandese e inglese nel Mediterraneo. Gli olandesi
monopolizzarono il commercio del Baltico ed erano entrati anche nel Mediterraneo. La lotta per
l'egemonia commerciale fece nascere la corrente del mercantilismo (pratiche economiche orientate
a influenzare interventi e atti legislativi da parte dei governi). I scrittori mercantilisti insistevano
sull'importanza del fattore umano (forza lavoro), l'importanza dello Stato che doveva mettere a
disposizione metalli preziosi, dazi e imposte più conveniente per l'esportazione di materie prime e
che imepedissero l'importazione di prodotti finiti e semilavorati e l'intervento dello stato nella
costruzione di opere pubbliche. La Francia fu il paese europeo che più cerco di mettere in pratica le
indicazioni dei mercantilisti.

Finanza e credito
Aumentarono le richieste di capitale finanziario per provvedere a esigenze economiche. Gli
interessati erano Stato, operatori economici e famiglie. A queste esigenze provvedevano piccoli e
grandi intermediari economici che facevano incontrare la domanda monetaria con l'offerta
monetaria. I Stati cominciarono a indebitarsi (il caso di Filippo II che più volte dichiarò bancarotta).
LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA E LA CULTURA DEL BAROCCO

Rivoluzione scientifica
Eventi tra la metà del 500 e fine 600 che hanno segnato la nascita e affermazione in Europa della
scienza moderna. Un sapere nuovo che unisce alle teorie gli esperimenti, dando cosi autonomia alle
posizioni scientifiche rispetto a quelle religiose e politiche. A dare l'avvio a questo processo fu
Copernico nel 1543 con la sua teoria eliocentrica e a chiuderla è Newton con la teoria sulla
meccanica celeste. L'istituzione simbolo della rivoluzione scientifica fu l'Accademia, di
impostazione naturalistica, il cui fine eralo scambio di idee ed esperimenti, informazioni su nuovi
strumenti, opinioni etc. Questa rivoluzione fu accompagnata anche da una rivoluzione tecnica,
filosofica (dibattito sulla superiorità dei moderni rispetto agli antichi, gli uomini moderni
cominciano a sentirsi autonomi dal modello antico) e riflessione politica (teorie dul diritto naturale,
potere assoluto). Inoltre, ci sono progressi nel campo della medicina, matematica, fisica e chimica.
Il 600 è anche il secolo del Barocco.

ITALIA NEL 600


Mutamento nell'economia
Se il secolo precedente fu caraterizzato dall'espansione economica, il 600 è stato il secolo del
declino economico. Nel 500, lo sviluppo economico porta a un aumento della popolazione. Ciò
porta nel 600 una crisi innescata dalla rottura d'equilibrio tra popolazione e risorse. L'incapacità del
sistema di accrescere la produzione, allo stesso tempo l'incremento dei prezzi e i cattivi raccolti
dovuti a cambi meteorologici portarono nella penisola carestie fino agli anni Quaranta del 600. La
crisi si allargò anche al settore industriale, in particolare quello manifatturiero. I produttori italiani
non sarebbero stati attenti ai mutamenti della domanda registrando cosi tra l'inizio del secolo e
1650, una caduta produttiva elevatissimo (fino al 90%). Anche il settore commerciale non fu in
grado di reagire all'ingresso dei commercianti olandesi e inglesi nel Mediterraneo. L'attività
finanziaria a sua volta registrò perdite, tranne i genovesi che riuscirono a mantanere la loro
posizione. Ad ogni modo nella seconda metà del 600, si cominciò a verificarsi aumenti della
produzione agricola (mais, riso), industriale (manifatturiero), sviluppo dell'allevamento di bestiame.
Questi segnali di rinnovamento appaiono deboli nell'Italia meridionale, legata al settore cerealicolo
(estensiva) e meno propensa a gestire il sistema agrario secondo sistemi contrattuali meno gravosi
per i contadini.

La società era organizzata secondo un ordine gerarchico. Lo stile di vita era orientato dai
aristocratici (si era diffusa l'idea secondo cui fosse disonorevole impegnarsi in attività meccanica
per esempio), anche la borghesia urbana infatti avevano come massima aspirazione integrarsi
tramite alleanze matrimoniali con la nobiltà. La chiesa ebbe anche un ruolo importante, in quanto
controllava i comportamenti attraverso il Sant'Uffizio dell'Inquisizione e l'Indice dei libri proibiti.
Essa divenne organo capace di controllare e formare coscienze.

Influenza spagnola
Il ducato di Milano, Il regno di Napoli. quello di Sicilia e Sardegna erano sotto il controllo
spagnolo. La monarchia spagnola nei confronti di queste regioni aveva si un ruolo centrale ma
ridusse sempre al minimo i suoi interventi, facendo pochi interventi nelle istituzioni di governo e
lasciando ai ceti dirigenti locali che si occupassero la gran parte degli uffici del governo centrale. Lo
stesso delegato del sovrano aveva ampi poteri ma non poteva esercitarli senza la partecipazione
degli atti di governo dei consiglieri indigeni.
Per quanto riguarda, le regioni rimaste indipendenti, queste non avviarono un processo di
unificazione politica del terittorio. Occorre aspettare il XVIII sec per la realizzazione di uno stato
unitario. Genova, Lucca e Venezia riuscirono a mantenere la forma repubblicana. Altre divennero o
restarono stati principenschi, retti da dinastie.
EUROPA CENTRALE
GUERRA DEI 30'ANNI
Impero asburgico tra 500 e 600
Con l'abdicazione di Carlo V, l'impero e la corona spagnola saranno nelle mani degli Asburgo
almeno fino al 700. L'impero della nazione tedesca era composto da diverse centinaia di Stati
indipendenti. Dopo la Riforma, alcuni diventarono protestanti e con la pace di Augusta 1555, si era
stabilita la pacifica convivenza tra cattolici e luterani. Esclusa rimaneva la tolleranza della
confessione calvinista. La diffusione del calvinismo va sotto il nome di seconda riforma ed è
apportatrice di nuove tensioni. Fino agli anni 70 del 500, alcuni principi imperiali e lo stesso
Ferdinando cercano una pace stabile. La situazione comincia a mutare con l'ascesa di Rodolfo II,
che schiera pesantemente l'impero dalla parte cattolica: i territori passati al protestantesimo e
secolarizzati dopo il 1552 dovevano diventare nuovamente cattolici – questo rompe i precari
equilibri. Intanto, Rodolfo presenta squilibri metali: sposta la capitale dell'impero a Praga e si
circonda di artisti e scienziati, perdendo progressivamente il controllo della politica imperiale e
dinastica degli Asburgo. Di questa debolezza approfittano i protestanti boemi, in gran parte
calvinisti, che ottengono la libertà di culto nel 1609. Intanto, la figura emergente della casa
d'Asburgo è del fratello Mattia: forte dei successi contro l'avanzata turca, e grazie al sostegno anche
dei protestanti, priva Rodolfo della corona e si fa eleggere re d'Ungheria e re di Boemia. Intanto, lo
scontro tra cattolici e calvinisti era ormai inevitabile. SI era anche costituita l'Unione calvinista sotto
la guida del Palatinato e Brandeburgo nel 1608 e l'anno successivo la Lega cattolica, sotto la guida
di Massimiliano di Baviera che riuniva i cattolici e i principati della Germani meridionali. I due
schieramenti avevano collegamenti internazionali. Inghilterra, Paesi Bassi, Svezia con l'Unione; la
Spagna con la Lega.

Inizio della GUERRA DEI 30'ANNI


Il motivo della guerra fu la distruzione di due chiese calviniste. Inoltre, la “defenestrazione di
Praga” (1618) da parte dei boemi, dal punto di vista politico e simbolico rappresentava la ribellione
verso il potere asburgico. Iniziava cosi, un anno dopo, la guerra dei 30'anni. Si trattava di una
quindicina di vicende belliche interrotte da una decina di tregue e accordi, che la storiografia
tradizionale divide in 4 fasi: la Boemo-Palatina; la Danese; la Svedese, la Francese.
Nel 1619, i ceti boemi, ribellatisi agli Asburgo, eleggono re il campione dell'Unione calvinista,
Federico V del Palatinato. La stessa notte, con voto unanime, a Francoforte viene eletto imperatore
Ferdinando II. Il giorno in cui i boemi festeggiano l'incoronazione di Federico, non valutano bene le
loro capacità militari. Nemmeno gli Asburgo sono preparati, però poterono contare sul soccorso dei
spagnoli, grazie ai quali, nel 1620 vincono. Nel 1622 cade la capitale Heidelberg, e la sua biblioteca
palatina, culla della cultura medievale e calvinista. La sconfitta dei boemi sarà seguita anche da una
sanguinosa repressione dei calvinisti e lo smembramento del Palatinato, assegnato a Massimiliano
di Baviera. E con il Palatinato, le forze imperiali e bavaresi prendono il controllo di Praga e
dell'intera Boemia.

Intervento della Danimarca e Wallenstein


Fuggiasco, Federico V del Palatinato cercò il sostegno di Danimarca e Svezia. La Danimarca sarà la
prima ad essere trascinata in guerra. Cristiano IV, a fine 500, aveva consolidato la sua egemonia sul
Baltico. Il paese era anche luterano. Nel 1625 l'esercito di Cristiano comincia a marciare verso sud e
una volta attraversato il Weser, si trova davanti l'esercito che Wallenstein aveva messo a
disposizione del imperatore. Duramente sconfitto, Cristiano IV fu costretto a firmare la pace (1629):
questo stesso anno inizia la discendenza del paese, che verrà sostituito della leadership dell'area
centro-settentrionale dalla Svezia. Per quanto riguarda Wallenstein, esso ottenne grandi ricchezze
grazie ai suoi due matrimoni. In compenso alla repressione della Boemia, l'imperatore Federico II
gli aveva concesso la signoria di molti territori e lo nomina duca di Friedland. Con i propri beni,
Wallenstein organizza un esercito personale, grazie al quale riesce anche a favorire l'economia del
proprio ducato. Le sue conquiste suscitavano odio da parte dei principi tedeschi, tanto che ottennero
da parte dell'imperatore il suo allontanamento (1630). Ritornerà però, richiamato dallo stesso
imperatore, quando la situazioen bellica peggiorerà con l'ingresso in guerra della Svezia.

Entrata in guerra della Svezia di Gustavo II Adolfo


In seguito alla guerra civile svedese, sul trono sale Gustavo II Adolfo (1611), voluto dalla nobiltà
luterana. Con Gustavo, la Svezia raggiunge un ruolo da protagonista. Viene stabilita la pace con la
Danimarca e con la Russia. Il sovrano ne approfitta e attacca la Polonia (il cugino Sigismondo che
nella guerra civile aveva aspirato a salire sul trono svedese alla morte del padre, era diventato
sovrano della polonia attraverso il matrimonio con la figlia dei Jagelloni). Dopo varie vittorie, riesce
nel 1629 ad acquisire quasi il completo controllo del Baltico. Dopo questi successi, entra
direttamente nella guerra dei 30'anni con l'appoggio di Brandeburgo e Sassonia, e l'aiuto finanziario
dell'Olanda e Francia. Sconfigge le armate imperiali e delle Lega cattolica nel 1631, e nel 1632
entra trionfante a Monaco, costringendo Massimiliano alla fuga. L'imperatore cerca di nuovo l'aiuto
di Wallenstein. I svedesi ne escono ancora vincenti lo stesso anno. Anche se Gustavo, e poi anche
Wallesntein vengono assessinati. Nonostante, Gustavo fosse morte, il cancelliere Axel O. continua
la battaglia per l'unificazione dei protestanti tedeschi. Ma nella battaglia di Nordlingen (1634), le
forze svedesi e riformate vengono sconfitte aprendo le porte alla pace di Praga (1635).

Fase Francese e fine della guerra: Pace Vestfalia e dei Pirenei


Pochi giorni prima della firma della pace di Praga, Richelieu dichiara guerra alla Spagna, l'obiettivo
era l'abbatimento del predonomio asburgico. Richelieu si era stretto legami con l'Olanda, Svezia,
Savoia e quanto rimaneva dei principi protestanti tedeschi. La piattaforma dello scontro era la
Germania imperiale. La vittoria a Rocroi di Condé nel 1643 apri la strada agli accordi di pace. Nel
1645, l'imperatore Ferdinando III firma la pace con l'Ungheria riconoscendo i diritti cetuali e le
libertà religiose. Infine cade anche Praga, con l'entrata delle forze svedesi. I trattati firmati nelle due
città della Vestfalia nel 1648 chiudevano la guerra dei 30'anni. Nasce un nuovo ordine in Europa: si
pone fine all'idea universalistica dell'impero e si apre quella di un impero-stato che forniscce
garanzie essenziali: tolleranza religiosa, potere non assoluto dell'imperatore, autonomia e sovranità,
garanzia di sopravvivenza dei piccoli ceti contro possibili tentativi di annessione di realtà statali
maggiori. Il credo calvinista viene riconosciuto come terza confessione, alla pari del cattolicesimo e
luteranesimo. I Cantoni Svizzeri e le Provincie Unite vengono ufficialmente riconosciute come stati
sovrani.

I paesi baltici tra 600 e 700


DANIMARCA – perde visibilità internazionale con la sconfitta di Cristiano IV (1648). Gli succede
il figlio Federico III che tenta invano di resistere agli attacchi della Svezia, con la quale è costretta a
fare pace nel 1658, e con condizioni meno sfavorevoli nel 1660. Internamento, è faautore
dell'assolutismo, rende la monarchia ereditaria, e tutto ciò è accompagnato da un rafforzamento
delle grande aristocrazia terriera, che sottopone i danesi a pesanti condizioni servili fino alle riforme
700.

SVEZIA – Con la pace di Vestfalia 1648, la Svezia viene riconosciuta come potenza egemone del
Baltico con proiezione sull'Europa centrale e orientale. Gustavo II Adolfo, oltre a essere un grande
generale si era rivelato anche un ottimo politico: rende più funzionale ed efficace l'organizzazione
statale ponendo l'aristocrazia nellla pubblica amministrazione; rende il consiglio di Stato organo
permanente e composto da esperti funzionari. Gli succedette, la regina Cristina che però dopo la
sua conversione al cattolicesimo abdica e si trasferisce a Roma. A salire succesivamente sul trono
sarà suo cugino, Carlo X che riapre la guerra con la Polonia, vincendo con l'aiuto del Brandeburgo,
a Varsavia e sconfiggendo anche la Danimarca, intervenuta a sostegno della Polonia (prima guerra
del Nord 1654-60). La pace del 1859ì8 gli fruttò la Scania, ma l'intervento dell'imperatore
Leopoldo I ridimensionarono il suo successo e costrinsero il successore, Carlo XI alla pace
definitiva (1660). La Danimarca cercò di riconquistare la Scania, senza riuscirci (1675-1679).
Carlo XI si dedicò al risanamento dello stato, le cui finanze erano in pessime condizioni (cause
belliche constrinsero la corona a cedere terre ai nobili). Sul modello dell'assolutismo di Luigi XIV,
organizzò radicalmente l'esercito, promulgò un nuovo codice di leggi, riordinò la chiesa luterana e
costrinse la nobiltà a farsi restituire tutti i beni ceduti in passato. All'alba del XVIII secolo,
l'opposizone alla supremazia svedese di Danimarca, Sassonia, Polonia e Russia fanno scoppiare la
seconda guerra del Nord, nella quale Carlo XII fu impegnato per quasi tutta la durata del suo regno.

Ascesa di una nuova potenza: dall'elettorato di Brandeburgo al regno di Prussia


All'inizio del 600, Brandeburgo è uno dei più vasti Stati dell'impero, ma anche una dei più poveri,
senza affaccio sul Baltico, con risorse limitate, con città piccole e col predominio della nobiltà
feudale. Il principe era considerato solo il primus inter pares della nobiltà. Un secolo dopo, però
questo territorio divenne uno dei stati più importanti dell'Europa centrale.
L'ampliamento territoriale si ha tramite una politica matrimoniale: Sigismondo sposa Anna, figlia
del duca di Prussia Hohenzollern. Alla morte del suocero nel 1618, Giovanni Sigismondo eredità la
Prussia che gli da accesso al Baltico. Con la guerra dei 30'anni, la Svezia invade e devasta il
territorio. Federico Guglielmo (1640-1688) diventerà il costruttore della potenza baltica. Dalla pace
di Vestfalia ottiene la ricomposizione del territorio, più la Pomerania centrale e nel 1666
l'assegnazione dei piccoli ma strategici Stati ereditari. Esso riesce a unire politicamente e
socialmente in uno Stato Unico (Prussia, Pomerania, Bradeburgo) attraverso un processo di
accentramento burocratico e organizzativo. Da avvio a pesanti riforme fiscali che forniscono le
risorse da investire in armamenti e nello sviluppo economico del paese. Sul modello di Colbert,
Federico finanzia le manifatture (attira con una legge artigiani ugonotti in fuga dalla Francia, in
seguito all'editto di Nantes). Comprende l'importanza della politica marittima e coloniale. Ad ogni
modo, il tessuto connettivo tra Prussia e Brandeburgo fu la burocrazie e l'esercito, che reserò questi
Stati una grande potenza. Il figlio Federico III continuo la politica di centralizzazione del padre e
nel 1701 col consenso dell'imperatore Leopoldo I, si fa incoronare Federico I “Re di Prussia” e
Berlino diventa capitale.

EUROPA ORIENTALE
Impero ottomano: la guerra con la Persia, Venezia, Asburgo
La battaglia di Lepanto (1571) segnò la fine dei rapporti tra Oriente e Occidente. La Spagna non
erano più interessata al Mediterraneo come pure gli ottomani che ora dovevano concentrarsi verso il
nemico persiano. I persiani cotendevano ai turchi il controllo dell'area di Bagdad e Armenia. I turchi
vincono nel 1639 e questo gli da la possibilità di rivolgersi nuovamente verso ocidente, contro
Venezia e Asburgo.
Nel 1645 i turchi invaserò la Creta, dei veneziani dal 1204. Tra i due nasce una guerra che durerà
per 25 anni finche nel 1669 Venezia si piega a chiedere la pace e Creta diventa ottomana.
Mentre sono in conflitto con Venezia, i turchi arrivano in Ugheria, giungendo a minacciare la stessa
Vienna nel 1663; l'anno dopo le truppe imperiali lo fermano, segnando un colpo d'arresto
nell'espansionismo ottomano.

L'assedio di Vienna e l'effimera riscossa veneziana


Nel 1683, i turchi volserò le loro armate contro gli Asburgo, assediando Vienna e costringendo
l'imperatore a rifugiarsi a Tirolo. Questa volta, la salvezza giunse dalla Polonia, anche essa
minacciata dai turchi. La costituzione di una “Lega Santa” tra Austria, Polonia, Venezia e Russia
determinò la disfatta ottomana. Il sultano fu costretto a firmare la pace di Karlowitz (1699). Per la
prima volta lo Stato ottomano esce da una guerra senza conquiste, Venezia si impossessa della
Morea, I russi l'Azov, i polacchi l'Ucraina, gli Asburgo l'Ungheria e Transilvania. Venezia era
entrata in guerra per Creta, ma alla fine conquistando Peloponneso(solo per 30 anni) e la Dalmazia.

Il tramonto della Polonia


Nel 600 la Polonia affrontò gravi problemi. Dal punto di vista economico, la nobiltà feudale
rappresentava il limite principale. Era un paese agricolo, basato su possessi fondiari, mentre il
commercio era garantito soprattutto da mercanti tedeschi ed ebrei. Come in tutta Europa, la
rivoluzione dei prezzi determino un rafforzamento del potere nobiliare, quindi saldo controllo della
terra. L'estinzione dei Jagelloni aveva trasformato la repubblica di Polonia da monarchia ereditaria a
elettiva, con sovrani estranei al paese. Polonia approfittò della crisi russa per annettersi i territori
cosacchi e batteri i nemici turchi e svedesi. Questa politica aggressiva venne fermata quando i
cosacchi ortodossi preferirono porsi sotto la sovranità dello zar che il re cattolico di Cracovia. Fini
per perdere l'Ungheria e Livonia. La nuova realtà politico-geografica venne sancita dalle paci di
Olivia, presso Danzica nel 1660. Le pesanti perdite territoriali si sommarono anche ad una grave
crisi economica in seguti alla guerra dei 30'anni.

La Russia di Pietro il Grande


Con la presa di potere di Pietro I Romano alla fine del 600, la Russia si affaccia sempre di più
all'interno dello scenario europeo, tessendo legami, rapporti e scambi politici, culturali ed
economici. Pietro I diede avvio all'occidentalizzazione dell Russia, europeizzandola. Riformò il
calendario portando l'inizio dell'anno il 1o di gennaio, obbligo i boiari a vestirsi come gli europei ed
a tagliarsi la barba. Voleva rendere la Russia uno stato assoluto, sul modello europeo. Spostò la
capitale a San Pietroburgo nel 1703.

LE RIVOLUZIONI INGLESI E L'ANOMALIA ORLANDESE


Gli Stuart
Con l'inizio del 17 sec termina il lungo e glorioso regno di Elisabetta I. Alla sua morte 1603, manca
un erede diretto (problema di successione) ed oltre a questo l'inizio del 600 era caraterizzato da una
incertezza economica, come accadeva in tutta Europa del resto.
Il parente più prossimo di Elisabetta è Giacomo I Stuart, figlio della regina di Scozia. Sarà lui a
portare l'unione dei tre regni (Scozia, Irlanda e Inghilterra) sotto il nome di Gran Bretagna. I tre
regni avevano storia, economia e religione diversa.
In Inghilterra sorgono tendenze dissenzienti alla chiesa anglicana, accusata di riproporre il modello
cattolico. Giacomo I non fu in grado di muoversi con equilibrio e moderazione in questa situazione
tanto delicata. Il re inoltre, ebbe un'educazione umanististica che fece maturare in lui convinzioni
assolutistiche sull'origine divina dell'autorità regia.
Le prime difficoltà si sentono nel 1605, quando dei cattolici ordinano di far saltare in aria il Re e il
Parlamento (congiura delle polveri). In risposta, venne ordinata la messa al banco dalla vita politica
i cattolici (situazione che durera fino al 1829). Questa battaglia religiosa non era l'unica che
Giacomo dovette affrontare, perchè sorse anche una di natura economica col Parlamento. Il
Parlamento inglese era composto dalla Camera alto e da quella bassa. Con i Tudors, i componenti
della camera bassa aumentarono come anche le loro prerogative tanto che i Comuni finirono per
sentirsi i legittimi rappresentanti della volontà del paese. Dall'altra parte, a Giacomo piaceva il
lusso, però ogni prelievo fiscale doveva avere il consenso dei Comuni. Le tendenze assolutistiche di
Giacomo lo portarono dal 1614 a non convocare più il Parlamento. Per far fronte alle spese, il re
vedeva cariche e uffici, onori e titoli nobiliari. Questo gli consentiva di sopravvivere, infatti quando
scoppio la guerra dei 30 anni, molti rimasero delusi dal fatto che l'Inghilterra non entrò in guerra.
La vendita di cariche comportò l'impopolarità del sovrano. Alla sua morte, al trono sale il figlio
Carlo, ma il suo matrimonio con una fracese indebolì la sua già precaria popolarità. Egli, nel 1628
dovette firmare la Petition of rights, nel 1629 sciolse il Parlamento e quando impose ai scozzesi la
chiesa anglicana, scoppiò la guerra civile 1639.

La guerra civile, la rivoluzione e il regicidio


La guerra contro i scozzesi necessitava di denaro, perciò Carlo dovette ricorrer al Parlamento che
non era stato convocato dal 1629. Il Parlamento non concesse al re tutto il denaro richiesto. Le
truppe scozzesi sconfissere quelle reali invadendo anche le regioni settentrionali dell'Inghilterra.
Intanto, il Parlamento ingiunse alla corona l'obbligo di riunirlo almeno una volta ogni 3 anni; il re
dovette anche approvare molti provvedimenti che vedevano piano piano smantellare gran parte
dell'apparato repressivo del governo. Nel 1642 saranno gli irlandesi ad insorgere contro gli inglesi.
Il Parlamento votò per soffocare la ribellione ma sorge il problema di chi sarà al controllo
dell'esercito: il re o una guida scelta dal Parlamento?. Carlo cercò di approfittare della situazioen
caotica ed entrò nel Parlamento coi suoi soldati per arrestare i capi dell'opposizione, ma fu travolto
dalla reazione dell'assemblea, spalleggiata dalla popolazione londinese. Il re fugge a York e nel
1642 inizia la guerra civile. I puritani, mercanti, artigiani dalla parte del Parlamento e i cattolici e
nobiltà col sovrano. L'esercito parlamentare vincerà nel 1644 grazie all'alleanza scozzese. A
mettersi in luce durante questa battagli è il comandante Oliver Cromwell. Carlo cerca rifugio in
Scozia, ma viene consegnato al Parlamento. In seguito, si hanno contrasti e divisoni tra i stessi
vincitori: il parlamento è diviso tra puritani e presbiteriani; nell'esercito si affermano tendenze
radicali come i levellers. Cromwell riesce a bloccare questa situzione: avviò una dura epurazione
del parlamento ed esercito ristabilendo l'ordine, poi processo Carlo condannandolo alla
decapitazione nel 1649.

L'Inghilterra di Cromwell
Con Cromwell, si apre per l'Inghilterra un periodo di dittatura. Il parlamento proclama la
reppublica, ma il centro di gravità adesso è l'esercito, il quale sarà la forza che condurra il paese
all'ordine. Si liquidarono le opposizioni parlamentari e le rivoluzioni sociali e si intrapresero
iniziative militari contro scozzesi e irlandesi. L'Irlanda fu ridotta alla fame. Gli esponenti più
radicali dei levellers furono arrestati. Cromwell ebbe vittorie anche in campo politico-economico:
consolidò il potere della piccola nobiltà rurale (gentry), con provvedimenti fiscali; incentivi anche
per il commercio marittimo (Atto di navigazione, sconfisse l'Olanda). Cromwell diede all'Inghilterra
sicurezza e tranquilità, facendola uscire dai confini insulari e lanciarsi alla conquista degli oceani.

La restaurazione stuardista e la rivoluzione gloriosa


Prima della sua morte, Cromwell emanò un provvedimento con il quale trasmetteva il potere al
figlio Richard. Questo però rinunciò al governo dopo 8 mesi. A salire al trono sarò Carlo II, figlio di
Carlo I, già da tempo riconosciuto come re della Scozia. Il parlamento chiede garazie, ma questo
non fermerà il sovrano a vivere come i suoi ascendenti: aspirazioni assolutistiche, lusso e tendenze
filocattoliche. Oltre a questo, si aggiunge la peste, l'incendio a Londra, la guerra con l'Olanda e il
Parlamento.
Dagli anni 70, i rapporti con il Parlamento cominciano ad essere tesi, dato il rapporto del sovrano
con la Francia. Questo rapporto, fece nascere nel Parlamento due correnti: i tories dalla parte del re,
i conservatori; e i whigs dalla parte del parlamento nel suo ruolo di garanzia delle istanze liberali
della borghesia.
Nel 1679, il Parlamento emana l'Habeas corpus che stabiliva che ognuno ha diritto ad un processo.
Nel 1685, Carlo II muore e il parlamento, pienamente in disaccordo, rivolge un appello a Guglielmo
d'Orange (marito della figlia del fratello di Carlo II, protestante), affinchè intervenisse. Guglielmo
con un piccolo esercito sbarca in Inghilterra, accolto trionfalmente dalla popolazione. Re Giacomo
non tenta di oppore resistenza e si ripara in Francia. Per questo viene chiama la rivoluzione
gloriosa, perchè fu pacifica. I nuovi re Maria e Gugliemo dovettero firmare la Bill of rights (1689)
che riguardavano una serie di limiti all'autorità regia e alcune prerogative. Sorge il
constituzionalismo moderno, che vede la nazione fonte della sovranità.

L'anomalia olandese e il Regno Unito dagli Orange ai Hannover


l'Inghilterra si allea col nemico del secolo scorso, l'Olanda.
IL SETTECENTO E IL PRIMO OTTOCENTO
GUERRE DI SUCCESSIONE
La guerra di successione spagnola
Alla morte del re di Spagna, Carlo II (figlio del fratello di Carlo V, Ferdinando I) non lascia eredi.
Questo fa sorgere una guerra tra Gli Asburgo di Vienna e i Borbone di Francia, entrambi a loro
maniera ritenevano di avere legittime canditatura alla successione spagnola. Gli Asburgo volevano
sul trono l'arciduca Carlo, figlio del defunto Carlo II, mentre Luigi XIV si era sposato con la sorella
di Carlo II e voleva suo nipote Filippo d'Angiò al trono spagnolo (pretesa supportata anche dal
testamento lasciato da Carlo II che aveva scelto il nipote di Re Sole come erede) sotto il nome di
Filippo V.
Luigi XIV mirava ai domini spanogli in Italia, mentre Giuseppe I d'Asburgo avviò una politica
piena di ambizioni e speranze. La guerra scoppia nel 1701, da un lato l'Inghilterra e l'impero e
dall'altra la Francia e la Spagna. La Francia fa la prima mossa, puntando su Vienna, ma le truppe
imperiali respingon i francesi vincendo la battaglia decisiva a Torino nel 1706. Ora toccava alla
Francia essere invasa. Però Giuseppe I muore, togliendo la ragion d'essere della guerra. Ora la
vittoria asburgica preoccupava l'Europa, in quanto se l'impero avesse disposto della corana spagnola
(l'arciduca era figlio di Maria di Borbone), si sarebbe ritornati alla concentrazione di forze che 2 sec
prima aveva reso temibile Carlo V. Cosi si giunge ai trattati di Utrecht (1713) e Rastadt (1714) che
pongono fine alla guerra con una serie di coalizioni territoriali, fautore ne è l'Inghilterra.
• Filippo V viene riconosciuto re di Spagna e cede Gibilterra e Minorca all'Inghilterra; Londra
ottiene l'asiento; Vienna acquista i Paesi Bassi, ducato di Milano, Stato dei Presidi, regno di
Napoli e Sardegna; la Sardegna va a Vittorio Amedeo II di Savoia col titolo di regio.
• La Francia cede all'Inghilterra l'isola di Terranovo e l'Arcadia
• l'elettore di Brandeburgo ottiene il titolo di re di Prussia, con capitale Berlino
Questo Trattato influirono sull'assetto politico italiano, perchè pone fine alla dominazione spagnola
e inizio di quella austriaca.

La politica dell'equilibrio
la politica dinastica del 700 segna l'ascesa sul campo internazionale dell'Inghilterra e dell'Austria.
Inghilterra - La salita al trono di Guglielmo d'Orange nel 1689 causò una novità all'interno del
panorama europeo: modello di sovranità costituzionale proveniente da una repubblica mercantile e
borghese che era l'Olanda. Per gli inglesi questa alleanza significava una finestra sull'Europa. La
cosa più importante per l'Inghilterra era impedire la formazione di uno stato egemonico che avesse
il controllo delle coste europee. Proprio per questo, essa partecipa alla coalizione antiborbonica
nella guerra di successione spagnola. Avere le mani libere in Europa significava la colonizzazione
di nuovi spazi al di là degli oceani e la padronanza dei mercati mondiali. A trionfare a Utrecht è
l'Inghilterra insomma

Austria – L'Austria spazia dai Paesi bassi ai Balcani. Di particolare interesse gli sarà la Penisola
italiana, Mediterraneo e il mondo slavo. Avvia un processo di balcanizzazione che toccherà l'apice
nel XIX sec.

Nella Penisola italiana il posto della Spagna viene preso dall'Austria. Nel Mezzoggiorno v'è la
mutilazione della Sardegna. E nella pianura padana salgono i Savoia.

La riscossa spagnola: da Alberoni alla guerrra di successione polacca


Filippo V aveva aspirazioni sulla Francia o i domini italiani. Guilio Alberoni ne approfittà di queste
sue aspirazioni e quando diventa primo ministro trasforma il paese: sposa Filippo con Elisabetta
Farnese di Parma, rinvigorisce l'economia spagnola, promuove l'industria, sviluppa il commercio,
riorganizza la finanza. E quando parte per l'occupazione della Sardegna, è guerra nel 1717. L'anno
dopo parte per la Sicilia. Questo fa scatenare le potenze europee: la flotta inglese distrugge quella
spagnola in Siciia nel 1718. Le conseguenze sono lo scambio tra Asburgo e Savoia della Sardegna
con la Sicilia, l'allontanamento di Alberoni e a Elisabetta viene riconosciuta la successione al ducato
di Parma. L'assetto politico sancito da Utrecht cambia, come cambiera ancora di più con la guerra di
successione polacca.

In Polonia, alla morte di Federico Augusto II , la Francia avanza la candidatura di un nobile


polacco, Stanislao, che aveva sposato la figlia di Luigi XV; per contro, l'imperatore Carlo VI
sostiene i diritti del figlio del defunto re, futuro Federico Augusto III.
…......

IL SECOLO DEI LUMI


Il secolo che vede il trionfo della ragione. Sarà Voltaire, in una lettera, a cogliere lo spirito del
tempo e il carattere del progresso del cosiddetto Illuminismo. Il Settecento è anche il secolo delle
riforme, delle guerre (tre successioni, dei Sette anni), dell'assolutismo illuminato per poi chiudere
con la Rivoluzione e Napoleone.
L'illuminismo si distingue in 3 fasi: la prima delimitata dalle paci che chiudono le guerre di
successione (Utrecht 1713 e Aquisgrana 1748); la seconda è la primavera dei Lumi, quella
dell'illuminismo matura; infine la stagione del tardo Illuminismo.

Luoghi di sociabilità e strumenti di propagazione dei Lumi


Il 700 è il secolo della sociabilità e dell'opinione pubblica. I luoghi di ritrovo sono quelli più
informali come i caffè o quelli più selettivi come i salotti. Quasi sempre i gruppi di intellettuali
avevano un loro salotto d'elezione. Con funzione analoga sorgono in Inghilterra i club,
esclusivamente maschili e con caratteristiche politiche. Nelle più importanti città d'Europa ci fu una
diffusione di accademie scientifiche e accanto a loro, sorsero anche società economiche di pubblicà
utilità, spesso dedicate al miglioramento dell'agricoltura. Contrinbuto importante alla diffusione
della cultura furono anche la creazione di pubbliche bioblioteche e musei. Si assiste anche alla
laicizzazione del controllo di stampa con una limitazione dell'intervento ecclesiastico (non totale
cmq, si ricorda il caso dell'Encyclopédie). C'è anche una crescita della testate giornalistiche, dovuto
alla volontà delle accademie di pubblicare gli atti delle loro sedute. Una delle esperienze più
significative del 700 è l'Encyclopédie di Diderot e Alembert, libro che fece sorgere attacchi da parte
dei gesuiti e gianseisti, ma fu anche un successo economico.
Un ruolo peculiare svolgono le logge masoniche che nascono nel 1717, condannata dalla Chiesa per
il suo deismo.

I campi d'Intervento dell'Illuminismo


la religione: nuove ondate di intolleranza, anche idee di tolleranza e visioni deistiche, ateismo,
materialismo.
Natura e scienza: la scienza diventa di tutti, e argomento alla moda nei salotti.
La politica: Montesquieu e la separazione dei poteri, Rousseau e l'abolizone della proprietà privata
la storia: la filologia apre la strada all'impostazione su base razionale della cronologia e antichità
del mondo – la storiografia illuminista indaga le cause umane e razionali degli avvenimenti.
L'altro: nasce la curiosità verso altre culture (condanna al colonialismo), l'altro è rappresentato
anche dalla donna.
La pedagogia: si affronta il tema dell'educazione (filoni opposti: Rousseau con il libero sviluppo
del bambino e Locke con l'educazione del bambino dipende da stimoli esterni)
la letteratura e le arti: nasce il romanza moderno (Crusoe); ci sono 3 filoni: l'illuminismo, una
linea conservatrice e reazionaria e il filone preromantico. Si passa dal Barocco al Rococò;
il pensiero economico: nasce l'economia politica – il processo economico è governato da leggi
naturali che possono essere oggetto di analisi scientifica (il liberismo di Smith).
ETA DELLE RIFORME
Significato storico e cause
Nel 700 ci furono una serie di riforme volte a svecchiare l'apparato amministrativo dello Stato. A
suscitare l'azione innovatrice fu l'opposizione da parte di strati di popolazione, ma anche
intellettuali. Il processo di modernizzazione fu attuato dai sovrani attraverso una costruttiva
dialettica con la classe culturale.
La ricerca della pubblica felicità e il rafforzamento del potere dei sovrani furono i principali motivi
della riforma. La felicitò dei sudditi si collega al sorgere dell'opinione pubblica mentre il
consolidamento dell'autorità regia era per eliminare quela sorta di “Stati entro lo stato”. Il confluire
di queste due forze fa scattare una rivoluzione culturale e sociale ceh a sua volta farà scaturire 3
grandi rivoluzioni: americana, francese e industriale più tardi. A dare impulso a tutto questo è la
crescita demografica che impone lo sviluppo del progresso.

Il dispotismo illuminato
La nuova politica dell'Illuminismo è “tutto per il popolo, nulla per mezzo del popolo”. Il sovrano
era artefice della felicità dei sudditi e doveva eliminare tutto quello che si opponeva ai superiori
interessi comuni. Per rafforzare lo Stato, bisognava caricarlo di nuovi compiti, questo porta alla
necessità di rendere più efficiente la burocrazia, dotandola di funzionari fidati ed efficienti. Per
avere questo tipo di funzionari nel 1773, il papa Clemente XIV sopprime la Compagnia di Gesu,
che deteneva il monopolio dell'istruzione superiore dei cattolici. I governi allora creano cosi una
scuola laica.

Riformismo asburgico
Finita la guerra di successione (1740-48), Maria Teresa si pone il problema del rafforzamento dello
Stato per migliorare le condizioni di vita dei sudditi e recuperare la Slesia. Cominciò col
trasformare lo Stato in uno burocratico e centralizzato. Costitui un Direttorio competente sugli affari
interni e finanziari di Austria e Boemia. Separò la magistratura dall'apparato amministrativo.
Sostitui la nobiltà dall'amministrazione locale con funzionari scelti in base alle capacità. Sottopose i
nobili al pagamento dell'imposta militare e in Boemia e Ungheria ridimensiono i loro diritti sulle
prestazioni obbligatorie da parte dei contadini. Costoro si ribellarono quindi l'imperatrice prese
un'altra strada, abolendo il tribunale dell'Inquisizione. Porta a compimento il catasto e divide il
territorio in pezzi, ognuno col proprio padrone, ponendo un'imposta secca del 2%. Il figlio,
Giuseppe II salì al trono nel 1780 e sarà colui che meglio realizzerà il modello del dispotismo
illuminato. Abolì la tortura, limitò l'applicazione della pena di morte e promulgo il Codice Penale.
Divise la monarchia in compartimenti retti da funzionari. Resi uniforme i metodi di riscossione,
soppresse le dogane interne e istituì il catasto. Consentì l'accesso dei ceti medi nella carriere
militare. Rese obbligatorio la scuola elementare. Libertà di stampa. Abolì la servitù della gleba e
migliorò le sorti dei contadini. Inoltre, emanò un editto di tolleranza. Sostituì il latino col tedesco
nella Messa. Ciò gli causo l'allontanamento dalla Lombardia. Il suo successore, Leopoldo II,
dovette revocare la maggior parte delle riforme, in quanto diede vita a rivolte contro la politica
accentatrice.
Prima di diventare imperatore, Leopoldo era sovrano di Toscana, uno stato a sé stante. Egli rinnovo
la struttura di governo, abolì la servitù contadina, le corporazioni, la tortura, la pena di morte,
migliorò la distribuzione dei pesi fiscali, rimosse le bandiere doganali (più ampia libertà economica
e garanzie giuridiche insomma). Creò un ceto di piccoli proprietari nella Maremma. Promuove una
Chiesa nazionale, e sostituì il latino con l'italiano nella Messa. Fece una riforma costituzionale, un
passo verso la democrazia, attraverso una costituzione che avrebbe messo anche il sovrano nella
posizione di osservare le leggi. Le proteste di Pio VI e la resistenza del clero costrinserò Leopoldo a
non portare a termine il suo progetto, a pochi mesi dall'esplosione della rivoluzone francese, egli
lascia Toscana per succedere al fratello sul trono imperiale.
Riformismo borbonico
Il punto di partenza si ha con il “patto di famiglia” nel 1761 che vede l'alleanza delle 4 corti
borboniche europee: Parigi, Madrid, Napoli e Parma.
Francia – di rinnovamenti qui ben pochi ci furono. Il problema della Francia era l'assetto
finanziario. Molti furono i provvedimenti volti a drenare risorse per questioni belliche e per il
mantenimento della corte durante il regno di Re Sole. Quando il suo successore sal' al trono nel
1774, Luigi XV cercò di tassare i nobili e il clero, l'opposizione fu troppo forte. Cercò allora di
colpire gli ecclesiastici per rivitalizzare l'economia pubblica (si avviò una lotta contro la Campagna
di Gesù).
Napoli – prima di essere chiamato a Madrid, Carlo Borbone regnò a Napoli. Cercò di apportare
riforme in campo economico, giudiziario ma le uniche realizzazioni si verificarono nel campo
artistico. La riforma, qui decollò con l'ascesa del figlio al trono, Ferdinando IV. Il merito però è da
attribuire alla sua consorte Maria Carolina che iniziò con l'espulsione dei gesuiti seguita da
un'organizzazione scolastica, venne abolito il vassallaggio nei confronti della Santa Sede, limitò la
proprietà ecclesiastica per favorire l'agricoltura della Basilicata e Puglia, semplificò il sistema
doganale. Molti di questi provvedimento non furono portati a temrine però.
Spagna – Carlo III Borbone riesce a varare un processo di ammordenamento dell'amministrazione e
a sciogliere parte dei vincoli che condizionavano l'economia.
Parma e Piacenza – filippo di Borbone. Sarà il suo primo ministro Tillot a rinnovare il ducato.
Mise in ordine l'assetto fiscale e l'organizzazione amministrativa. Ma non riuscì a varare il catasto.
Unici provveidmenti portati a termine furono l'abolizione dei gesuiti e l'avocazione allo Stato delle
scuole sino allora gestite dai padri. Tillor nel 1771 dovette abbandonare il paese.

Situazione nei vecchi stati: Torino, Genova, Venezia, Roma

Assolutismo prussiano
Federico II ha un forte esercito e disciplinato. Innamorato dell'alrte, cultura, fierezza intellettuale e
la capacità di vedere in grande. Nel 1748 strappa la Slesia agli Asburgo. Maria Teresa nella guerra
dei 7 anni (1756-1763) prova a riprendersela ma senza riuscirci. Dopo, il re ebbe mano libera oer
provvedere alla riorganizzazione dello stato. Egli accolse i gesuiti come insegnanti nelle scuole,
cacciati dalle potenze borboniche, per disporre di personale qualificato. Nel 1763 rende la scuola
elementare obbligatoria. Libertà di stampa, abolisce la tortura e pena di morte. Da incentivi al
commercio, industria e colonizzazione. Crea una burocrazia efficiente, di cui si considera il primo
funzionario. Nel 1786 vediamo l'ampliamento territoriale (slesia +prussia occidentale) e un'aumento
demografico. Paese tollerante, cultura distribuita verticalmente, sviluppo sceintifico, diffusione
illuminismo, tutto ciò conviveva con l'assolutismo.

Russia Caterina II
1765 Riprende il programma di modernizzazione cominciato da Pietro il Grande.Per far fronte agli
impegni economici confisca i beni dei metà dei monasteri esistenti. Costruisce scuole. Raccoglie
500 delegati per realizzare le teorie dei philosophes.Quando scoppia la guerra coi turchi deve
interrompere l'assemblea (1767). Alla fine non realizzò granché: colonizzo l'Ucraina, fece una
riforma amministrativa, qualche provvedimento in campo giudiziario, qualche liberalizzazione in
ambito commerciale. Inasprì il potere signorile che diede vita a rivolte seguite da repressioni. Con
Caterina, la Russia crebbe sul piano internazionale: arrivarono sul Meditteraneo, conquistarono la
Crimea e riuscirono ad annettere la maggior parte del territorio polacco.

Inghilterra
Inghilterra non fu toccata molto dall'Illuminismo per alcune ragioni. Primo perchè molte delle
aspirazioni che animarono i philosophers erano già state recepite nell'Habeas corpus 1679 e nel Bill
of rights 1689. Il sovrano era più un simbolo della legge e c'era un primo ministro scelto dalla
maggioranza parlamentare. Anche se le elezioni erano corrotteun minimo di consenso popolare era
necessario. L'Inghilterra era l'unico paese dove c'era un rapporto stretto da governanti e governati.
Qui non si arrivò alla costruzione di uno Stato-monarchia perchè intanto i sovrani erano provenienti
da altri paesi e questi erano impegnati a diffendersi dai tentativi dei Stuart di riprendersi il trono,
quindi la conduzione politica del regno rimaneva nella mani del Primo Ministro. William Pitt, primo
ministro riuscì a ridurre il deficit pubblico causato dalle enormi spese belliche. Durante il 700, nel
paese ci fu un'aumento demografico. La colonizzazione era importante per il paese, impegnato nel
commercio. Questo causo migrazioni dalle campagne nella città.

Paesi ai margini: Svezia, Polonia, Impero ottomano.

GUERRA DEI 7 ANNI E L'INDIPENDENZA AMERICANA


Colonie francesi e inglesi in America e India
L'incremento demografico e lo sviluppo economico dell'Europa occidentale a partire dalla seconda
metà del 700 mutarono il ruolo delle colonie: non più serbatoi di metalli preziosi ma anche di
derrate e altri prodotti per incrementare il circuito mercantile e il lusso europeo (cotone, zuccherro,
tabacco, caffè, cacao, schiavi). Lo scontro tra UK e Francia era inevitabile, cui imperi coloniali
erano in contatto in America e India. Il continente nord-americano alla metà del 700 era cosi
suddiviso: a sud il Messico e Florida era della Spagna; La costa atlantica con NY e Boston dei
inglesi; resto della Francia. Francesi e inglesi avevano diverse finalità nel Nuovo Mondo. Per i
francesi erano importanti le isole caraibiche per i suoi prodotti di lusso, accesso facile mentre nel
nord le pellicce e la pesca di merluzzo. Mentre per gli inglesi, il nuovo territorio era la ricerca di
una nuova vita alla ricerca della libertà. Il contrasto c'è anche in India, nella costa orientale. Perno
delle attività erano le due entità commerciali, La Compagnie des Indes e la east India Company, che
importavano spezie e cotone. Qui le due potenze entrarono in guerra anche se non dichiarata da cui
ne esce vincente l'Inghilterra con la conquista di Calcutta (1757), seguita da quella di Bengala che
ha costituito la premessa dell'egemonia britannica su tutto il subcontinente indiano. Il quadro si
completò quando James Cook nel 1770 porta a termina l'esplorazione della Nuova Zelanda e
Australia, assicurando all'UK un futuro dominio (colonizzazione lenta: solo dopo la seconda guerra
mondiale, il paese si aprì all'immigrazione europea).

Rovesciamento alleanze e guerra dei 7 anni


Dalla fine delle guerre di successione (1748), la Prussia ne esce rafforzata e Maria Teresa d'Austria
col desiderio di recuperare il terreno perduto (la Slesia ricca di carbone). Il tradizionale alleato
dell'Austria, l'Inghilterra era troppo lontana. In più, gli interessi economici e politici erano anche
diversi, tanto da portare un rovesciamento nelle tradizionali alleanze: il contrasto asburgico-
borbonico si sostituisce ad un duplice duello: quello coloniale franco-inglese e quello austro-
prussiano per l'egemonia dell'Europa centrale. Grazie al principe di Kaunitz (ambasciatore austriaco
a versailles) si viene a creare l'alleanza Francia e Austria+ Russia (1756), dall'altra parte il trattato di
Westminster allea la Prussia con l'Inghilterra. É evidente la frattura tra Europa occidentale e quella
orientale.
La guerra comportò perdite di risorse umane e materiali, devastazioni e saccheggi di centinaia si
villaggi e città. Dal punto di vista militare c'è un cambiamento rispetto alle precedenti guerre,
dovuto a manovre, spostamento di trupe e sabotaggi di depositi, pressioni tattiche, assedi. Non si
voleva annientare il nemico, ma esercitare una tale pressione da indurlo a qualche concessione. Poi
erano guerra senza spinte ideologiche e gli eserciti erano composti da mercenari e i sovrani
gestivano la cosa nel modo più economico possibile, badando a mantenere intatte le forze terrestri e
navali (non si mirava a coinvolgere i civili).
Il conflitto iniziò con l'invasione della Sassonia da parte di Federico II. Gli alleati, più forti
numericamente, avrebbero vinto se non fosse morta la zarina elisabetta. Al trono russo sale Pietro
III nel 1762, ammiratore di Federico (i due fanno un trattato di alleanza). Anche se il nuovo sovrano
venne ucciso 20 gg dopo con un colpo di stato, il tempo fu sufficiente a salvare la Prussia.
Intanto, la guerra oltremare volgeva male per la Francia, nonostante al suo fianco avesse la
Spagna. Inizialmente, sembrava che i francesi stessero vincendo ma il quadro mutò grazie a diversi
fattori: il primo ministro aumentò le risorse destinate per le spese belliche, il blocco navale della
royal Navy che interruppe i rifornimenti al Canada e la superiorità dei coloni britannici. In questa
guerra, George Washington fa le sue prime esperienze.
Nel 1763 il conflitto termina grazie a due paci: quella di Parigi che regola le questioni coloniali e
quella di Hubertsburg che pone fine al conflitto continentale. L'ultimo lascia le cose immutate,
riconfermando alla Prussia la Slesia. Mentre il trattato di Parigi: la Spagna cede la Florida alla Gran
Bretagna, ottenendo in cambio dalla Francia la Luisiana e il Middle West; la Francia fu quella che
ne uscìm più lesionata, perdendo la Luisiana, Canada e Antille all'Inghilterra come in Africa, il
Senegal e in India, quasi tutti i possedimenti. Mentre l'Inghilterra conservava la Gibilterra, riprende
Minorca.
Per riconquistare il prestigio umiliata dalla pace di Parigi, Francia nel 1768 acquista la Corsica che
era della reppublica di Genova.

Rivolta coloni del Nord America


Le rivolte tra immigranti e indigeni cominciò nella seconda metà del 700 a causa del fortissimo
incremento demografico dei coloni nel corso del 700. La popolazione raddoppia determinando la
corsa alla terra nel West. In madrepatria, gli inglesi ne escono vincenti (guerra 7 anni, trattato
Parigi) ma nel Nuovo Mondo il dominio inglese entra in crisi. Questo perchè i coloni, liberati dalla
paura francese, si chiedono che bisogno hanno della protezione della madrepatria: perchè pagare le
tasse per un esercito e i nobili. Inoltre, c'era una forte diversità tra le colonie causate da fattori
storici, religiosi, geografici e climatici. I guai iniziano però, quando dopo la vittoria sui ispano-
francesi, il primo ministro decide di aumentare le imposte dei coloni. I coloni, se pagano le tasse
volevano anche deciderne sulla destinazione. Quindi nasce il principio della cossidetta no taxation
without representation nel Parlamento di Londra. Nel giro di pochi anni, l'autorità dei governatori
venne contestata come illegale e sostituita da assemblee locali. Nel 1770 il Parlamento revocò i
provvedimenti invisi, tranne la tassa sul tè e gli americani risposerò con Tea Party di Boston,
buttando il carico di alcune navi inglesi in mare (1773).
Il re dichiara ribelli le colonie nel 1774, nel 1775 si giunge allo scontro armato a Lexington. I coloni
si riuniscono a Filadelfia e l'Inghilterra decreta il blocco navale delle 13 colonie. Guerra. Gli insorti
erano giudati da George Washington, mentre il Congresso nel 1776 approva la Dichiarazione
d'indipendenza di Jefferson. I nobili europei accorsero in America per combattere gli inglesi anche
se la vittoria fu garantita dall'entrata in guerra di Frania e Spagna.

Intervento franco-spagnolo e la conclusione della guerra


Nel 1778 la francia entra in guerra, l'anno dopo la Spagna. Movente principale era la rivincita dopo
la guerra dei 7 anni. Il generale francese Rochambeau si scontrò con quello inglese Cornwallis e la
Royal Navy con la squadra navale borbonica. Le truppe di Cornwallis dovettero arrendersi a quelle
di Washington e Rochambeau in Virginia. Nell'assedio di Yorktown, gli americani sfilarono con la
bandiera effutuando esercizi militari, facendo smettere i cannonieri inglesi di sparare.
La pace venne firmata a Versailles nel 1783. I 13 coloni divennero indipendenti, la Francia riprende
il Senegal e qualche isola delle Antille. La Spagna Minorca e Florida.
Con l'indipendenza, i coloni e l'Inghilterra si apre il periodo di una sorta di naturale tacita
solidarietà.

Nascita USA e il loro assetto politico


L'elezione di George Washington come presidente nel 1789, sancisce la vittoria della linea
federalista. La nuova costituzione realizzava la tripartizione di Montesquieu, presidente al capo
dell'esecutivo, un Congresso col potere legislativo, cui membri erano eletti proporzionalmente al nr
degli abitanti. Il potere giudiziario era delegato alla Corte suprema, che avrebbe anche deciso circa
la costituzionalità delle leggi.Il Pd durava in carica 4 anni ed era dotato di forti poteri: sceglieva i
ministri ed era a capo delle forze armate.

RIVOLUZIONE FRANCESE
Con la rivoluzione francese si comincia ad entrare nel mondo attuale.

Stati generali
Dall'inizio del regno di Luigi XVI (1774-1793), una serie di ministri cercarono di rissanare
l'economia francese senza però riuscirci. La situazione peggiora quando al re viene proposta una
soluzione radicale: una nuova tassa, la cosiddetto “sovvenzione territoriale. I nobili respingono il
progetto, ed alcuni ritengono che una decisione cosi importante deve essere presa dagli Stati
generali, a cui non si ricorreva dal secolo scorso. Nel 1788, il re richiama al servizio Necker e
convoca gli Stati generali. Ciò crea un clima di aspettative e partecipazione da parte del Terzo stato.
Nelle assemblea locali di tutta Francia vengono compilati i cahiers de doléances (lamentele e
istanze da affidare ai propri rappresentanti). Ciò che emmerse maggiormente fu la richiesta di
valorizzazione delle assemblea elettive con poteri reali nei confronti della monarchia. Il Terzo stato
voleva uguaglianza giuridica, abolizione dei privilegi e delle venalità delle cariche con il
riconoscimento del principio del merito individuale. Nel 1789 si riunivano a Versailles gli Stati
generali ma rimaneva aperto il sitema di votazione: per ordini o teste. I nobili si negarono di riunirsi
tutti assieme, ma il clero in un secondo momento aderì. Nella sala della pallacorda, il Terzo stato e il
clero si riuniscono con il nome di Assemblea nazionale, giurando di non separarsi fino all'adozione
di una Costituzione. Quando, finalmente anche la nobiltà aderisce, l'assemblea prende il nome di
“Costituente2. Il re cominciò a far afluire a Parigi l'esercito e lincenzia il ministro Necker.

Bastiglia, abolizione regime feudale, dichiarazione dei diritti dell'uomo


Il clima di imminente repressione infuocò il popolo parigino che una mattina assalta la fortezza di
Bastiglia (prigione politica e simbolo dell'oppressione). Cosi il tentativo di riforma diventa una
rivoluzione. Il re è costretto a richiamare Necker e ad allentare i presidi militari. Intanto si forma la
guardia nazionale sotto la guida di La Fayette che adotta il tricolore bianco, rosso e blu. Nelle
settimane seguenti numerosi sono i disordini in campagna, conosiuti come la “grande paura” (assalti
ai castelli, distruzione di archivi, scatenati da false notizie di attacchi signorili).
In risposta, l'Assemblea nazionale abolisce i privilegi feudali. Nel agosto di quel anno (1789),
l'Assemblea approva la “dichiarazione dei diritti dellìuomo e del cittadino”. La carta ha bisogno
dell'approvazione del re per diventare legge, ma questo ha un atteggiamento evasivo. Ma la marcia
delle donne su Versailles, lo convince alla firma e ad accettare il trasferimento della corte a Parigi.

La lotta politica e l'azione di ricostruzione


Prima dell'elezione dei deputati, erano sorti a Parigi e nelle provincie, numerosi club. Si
affermarono i giacobini (Robespierre), da loro si differenziavano i Girondini (Brissot e Condorcet),
più radicali erano i Cordiglieri e più moderati sotto la giuda di La Fayette c'erano i Foglianti. Tra il
1789 e il 1791 viene ultimata la redazione della Costituzione. Viene approvata la forma monarchica
ma si limitava drasticamente il ruolo del sovrano. La legge elettorale per l'elezione dell'Assemblea
legislativa assegnava un diritto di voto su base censitaria e l'elettorato passiva era per coloro che
disponevano di una rendita più elevata. Il paese venne suddiviso in dipartimenti e Parigi in sezioni.
Nel 1789 si erano confiscati i beni ecclesiastici, perciò il sostentamento del clero passava nelle mani
dello stato e la legge del 1790 stabiliva per loro l'obbligo di giuramento di fedeltà alla Rivoluzione.
In campo giuridico si prevedeva l'elezione del giudice e l'estrazione di una giuria popolare e anche
una corte di cassazione. In campo economico prevalevano gli orientamenti liberisti.
Dall'Assemblea legislativa alla Convenzione
L'assemblea legislativa si riunisce la prima volta l'1 ottobre 1790. Alla destra c'erano i monarchici
costituzionali e gli ex nobili liberali, il centro dall'orientamento incerto e alla sinistra i girondini in
rapporto sempre più conflittuale con i giacobini. Il disagio economico faceva intanto crecsere le
agitazioni popolari. Intanto, il re e i Girondini scelgono di entrare in guerra con l'Austria e la Prussia
(il re sperava di ottenere col consenso straniero il rispristino dell'assolutismo). Contrari alla guerra
erano i Giacobini con Robespierre che volevano rafforzare l'azione popolare in campo politico e
sociale. Nel 1792 la guerra viene dichiarata. E La Fayette minaccia di marciare su parigi per
reprimere il movimento giacobino. Cosi, viene dichiarata la patria in pericolo e nuovi batagliani di
volontari si formano. Affluiscono nella capitale colontari che si uniscono alle organizzazioni
popolari che marciavano cantando l'inno nazionale. Guidate dai Giacobini, 1795, le sezioni di
Parigi insorgono, prendendo d'assalto Tuileries: il re si rifugia presso l'Assemblea legislativa che
vota la sua sospensione e lo imprigiona. Viene convocata una nuova assemblea: la Convenzione.

Abolizione monarchia, Repubblica in armi, Terrore

La Convenzione e abolizione monarchia


Nel 1792 si insediò la Convenzione, eletta a suffragio universale maschile. Essa avviò
l'elaborazione di una nuova Costituzione, ritenendo inadeguata quella del 1791. Era composta da
745 deputati divisi in 3 gruppi: girondini (dx), montagnardi (giacobini+cordiglieri; sx; idee radicali)
e la Palude (centro, senza un preciso orientamento politico). Lo stesso giorno in cui si insediava la
Convenzione, l'esercito francese sconfigge quello prussiano nella battaglia di Valmy; ciò permetteva
di dare respiro alla difesa della patria. I primi atti della Convenzione sono l'abolizione della
monarchia e la proclamazione della repubblica 1792. Per decidere, invece, le sorti del Re, si
instaurò un vero processo, e l'anno dopo, la convenzione con voto pressoché unanime condanna alla
ghigliottina Luigi XVI (la regina subì la stessa sorte). Adesso un nuovo problema era suscitato.
Roberspierre voleva cessare la guerra, ma i girondini volevano esportare la rivoluzione per liberare i
paesi dai regimi assoluti. La scelta di imporre la rivoluzione con la guerra ebbe effetti negativi.
Quindi sorse cosi la Prima coalizione antifrancese (Austria e Prussia, Inghilterra, Spagna, Sardegna,
Toscana, Napoli, Stato della Chiesa). Intanto, la crisi economica non migliorava e una delle cose più
gravi che la Convenzione dovette affrontare fu la ribellione della Vandea (movimento
controrivoluzionario).
Il Terrore
La Convenzione adottò alcune provvedimenti nel 1793, istituendo il Tribunale Rivoluzionario
contro i sospetti e fu fissato il prezzo massimo per i cereali e la farina. Tramite questi provvedimenti
si cercava l'alleanza del movimento popolare. I girondini vedevano queste misure come un'attentato.
I sanculotti allora insorsero e alla Convenzione viene chiesto l'arresto di 30 deputati girondini. Da
quel momento la Convenzione fu dominata da giacobini. Nel 1793 viene approvata la nuova
Costituzione (repubblica come forma di governo, suffragio universale maschile e potere legislativo
a un 'assemblea eletta) che non entrò mai in vigore, data la situazione di emergenza. I giacobini
crearono il Comitato di salute pubblica con poteri in campo militare, economico e politico. Intanto
l'assassinio di Marat (l'amico del popolo) suscitò ulteriori emozioni, questo spinse l'adozione di
misure pesantissime nei confronti dei nemici rivoluzionari. Robespierre fu abile nel reprimere le
forze che minacciavano la rivoluzione, adottò misure fortemente repressive nei confronti dei suoi
oppositori. Inizia cosi il periodo del Terrore, per la durezza con cui il dissenso controrivoluzionario
fu eliminato. Sarà una foram di dittatura contro i nemici del popolo e i sospetti. La dittatura
giacobina decretò la leva di massa per dar vita a un esercito popolare. Nel 1794, Robespierre arriva
a condannare alal ghigliottina contro la sinistra di Hérbert e contro gli indulgenti di Danton,
colpendo gli oppositori di entrambe le parti. Nonostante il trionfo politico di Roberspierre, esso
perde il sostegno dei sanculotti.
La svolta di Termidoro, il Direttorio, il colpo di Stato del Fruttidoro
Il colpo di mano del 9 termidoro 1794 (ghigliottina per Robespierre e i suoi collaboratori) apre una
nuova fase della Rivoluzione francese, detta termidoriana. L' età termidoriana vede una reazione
dellla borghesia benestante alla politica dei giacobini. Infatti i termidoriani attuarono una politica
economica a favore dei mercanti, banchieri, affaristi (liberalizzazioned el commercio). I giacobini
vennero rimossi dagli incarichi, il loro club sciolto. Si diffuse il fenomeno della gioventù dorata che
attuarono il Terrore bianco con veri e propri massacri nei confronti dei giacobini. I provvedimenti
economici dei termidoriani scatenarono l'inflazione e il carovita. I ceti popolari reagirono con
agitazioni, duramente represse. Sul piano militare, la Francia libero il territorio nazionale e solo
Inghilterra e Austria intendevano continuare il conflitto. Nel 1795, la Convenzione approva una
nuova Costituzione, detta dell'anno III, la quale si apre con una dichiarazione dei diritti, vede il
rispristino del criterio censitario. Per evitare la caduta in dittature il potere legislativo fu attribuito a
un sistema bicamerale e l'esecutivo a un Direttorio di 5 membri, rinnovabili entrambi ogni anno. Il
clima politica francese continuava a essere instabile, in questo periodo emerse un gruppo radicale
che faceva a capo a Babeuf. Egli voleva l'uguaglianza e l'abolizione della proprietà privata.
Promosse nel 1796 la Congiura degli Uguali ma fallì e Babeuf venne condannato a morte.
L'instabilità politica, la vittoria dei monarchi alle elezioni del 1797 allarmò il Direttorio che sotto la
guida di Barras e altri repubblicani realizzò un colpo di stato (17 fruttidoro). Parigi venne occupata
dall'esercito, i risultati delle elezioni furono annullate. La Repubblica era salva, ma nelle mani di
forze militari.

La conduzione della guerra, la campagna d'Italia e il triennio rivoluzionario


Campo privilegiato del Direttorio fu la politica d'espansione francese in Europa. Si impegnò su un
duplice fronte: in territorio tedesco e in territorio italiano; anche perche agli inizi del 1796 solo
Austria e regno di Sardegna rimanevano impegnate contro la Francia rivoluzionaria. Napoleano
porta alla Francia grandi vittorie, ottiene Nizza e Savoia, strappate a Vittorio Amedeo III (armistizio
di Cherasco 1796). Segue vittorioso a Milano e infine giunge nello Stato Pontificio, dove costringe
il papa alla resa (pace di Tolentino 1797). Napoleone arriva anche a Vienna, dove costringe l'Austria
alla firma dei preliminari di Leobon poi perfezionati nel trattato di Campoformio. Per quanto
riguardo l'arrivo dell'armata napoleonica in Italia, questo periodo venne chiamato triennio
rivoluzionario. Al di là delle vittorie, in molti Stati della penisola erano penetrate idee libertarie e
giacobine (quelle del 1789). Egli crea la Repubblica Cispadana in Emilia, quella ligure e quella
cisalpina sui territori occupati dai lombardi. All'entrata delle truppe francesi a Roma viene
proclamata la Repubblica romana. L'esercito borbonico prova ad attaccare quello francese nel 1798
ma viene sconfitto e intanto a Napoli viene proclamata la Repubblica Napoletana. Queste
repubbliche, che poi saranno chiamate giacobine, furono modellate sul modello francese del 1795.
Le repubbliche poi non furono mai independenti perchè nomine o decisioni importanti spettavano a
francesi. I ceti popolari furono sempre contrari ai repubblicani e alle truppe d'occupazione. Nel
1799 con le vittorie austro-russe, molti moti antirivoluzionari e anti napoleaniche insorsero (dette
insurgenze). Con la vittoria di napoleone a Marengo, le forze francesi subito ripresero il controllo
dell'Italia.

La Spedizione in Egitto
Napoleano, rientrato in patria, propone la spedizione in Egitto, consapevole dell'impossibilità di
attaccare direttamente l'Inghilterra. Nel 1798 parte da Tolone in segreto con una flotta, marinai,
soldati e intellettuali per studiare la civiltà egizia. L'arrivo inaspettato del generale Nelson inglese
sconfigge la marina francese ad Abukir l'anno dopo. L'Inghilterra organizza la seconda coalizione
antifrancese, coi russi, l'Austria, Napoli e Turchia. Nel 1799 a Napoli viene proclamata la
repubblica Paartonopea però l'offensiva austro-russa fa abbandonare i francesi dai territori italiani,
come anche la Svizzera e Renania. Consapevole del fallimento, Napoleone rientra in patria. Intanto,
il generale Massèna sconfigge a Zurigo le truppe russe, scongiurando l'invasione della Francia.
Il colpo di stato del 18 brumaio
Dopo aver sconfitto le truppe turche in Siria 1799, Napoleone si imbarca verso la Francia. In
Francia, Siéyes, nuovo membro del Direttorio, studia un piano per un colpo di stato, voleva salvare
la rivoluzione attraverso l'elaborazione di una nuova costituzione. All'alba del 18 brumaio del 1799,
Siéyes convoca gli Anziani e i Cinquecento e con il pretesto del pericolo di un complotto
monarchico, convince i consigli a spostarsi a Saint-Cloud sotto la scorta dell'esercito. In queste due
giornate, l'esercito assunse importanza primaria. Con la forza e grazie all'aiuto del fratello Luciana,
presidente dei Cinquecento, il colpo di stato riesce. Il Direttorio viene abolito, come le assemblee,
sostituite da due piccole commissioni consultive; tutto il potere è demandato ai tre consoli: Siéyes,
Ducos e Napoleone. La costituzione approvata un mese più tardi comfermava l'assetto istituzionale
e nominava primo console il cittadino Napoleone con quasi poteri assoluti. La Rivoluzione cosi
finisce, come era anche la fine della Repubblica.

EUROPA DI NAPOLEONE
Il Consolato: accentramento potere, stabilità sociale, pacificazione internazionale
Colpo di stato del 18 brumaio: la costituzione, redatta da Siéyes viene confermata da un plebiscito
al quale pochi parteciparono, e un assegnava potere pressoché assoluto al primo console, regalando
agli altri due un ruolo consultivo. Assieme al Consiglio di Stato, di sua nomina, il primo console
aveva anche il potere di proporre leggi; Il Tribunale le discuteva; il Corpo legislativo le votava e il
Senato ne controllava la costituzionalità. Prendeva forma una forma di governo dittatoriale che
trovava giustificazione nella riflessione di rappresentanti del tardo illuminismo. Uno di questi, nel
1802, acclamava Napoleone console a vita, il Senato approva una modifica costituzionale
(Costituzione dell'anno X) gli conferiva il potere di nominare un suo successore cosi due anni più
tardi Napoleone diventa Imperatore dei Francesi. Prima di diventarlo però, venne attuato un sistema
di controllo e una severa repressione delle opposizioni più radicali di dx e sx. Più aumentavano i
poteri meno tollerante diventava. Napoleone impose controlli sulla stampa, sugli aspetti della vita
cultura (cacciò figure significative come Constant e la figlia di Necker). Una congiura monarchica,
appoggiata dall'Inghilterra da l'occasione per un'azione repressiva: ucciso e rapido il duca Enghien
dei Borbone-Condé.
Attuò una riforma amministrativa molto efficace: c'era un prefetto che fungeva da mediatore tra
governo e primo console e aveva il potere di reprimere ogni possibile opposizione. Al
Rafforzamento dello stato centrale contribuì lo sviluppo di una potente ed efficace burocrazia. A tal
fine, furono istituiti licei e potenziata l'école polutechnique-designate a formare il nuovo ceto
dirigente. La riscossione dei tributi affidata ai funzionari favorì il raggiungimento del pareggio di
bilancio.
1802 Sul piano militare, Napoleone raggiunse vari succesi: l'espansione in territori italiani, la pace
con l'Austria. Il cambio di governo in Inghilterra aprì la strada al trattato di Amiens con gli inglesi, i
quali riconobbero le conquiste di Napo in Europa, restituzione del'Egitto ai turchi. Nel 1801, ci fu il
concordato con la Santa Sede, con papa Pio VII (pace religiosa interna): clero mantenuto dallo
Stato, i beni ecclesiastici alienati.
Nel 1804, Napoleone emana il Codice Civile: abolizione diritti feudali, libertà dei civili, difesa
proprietà, si mantenne il divorzio, si abolirono i privilegi dei primogeniti, in famiglia il padre era un
imperatore in miniatura che subordinava al moglie e i figli.

Napoleone imperatore alla conquista dell'Europa


Nel 1804, il Senato istituisce per Napoleone la dignità imperiale ereditaria (a conferma un
plebiscito). La Repubblica era morta, i titoli nobiliari per la famiglia Bonaparte ripristinati, fu
costituita una nuova nobiltà ereditaria senza esenzioni fiscali, il Tribunale e Corpo Legislativo
furono unificate e private di poteri. Il Senato e il Consiglio di Stato divennero strumenti della
volontà imperiale, la polizia venne rafforzata e i suoi controlli minacciavano la libertà personale.
Nel 1810 fu introdotto l'arresto e internamento di individui giudicati pericolosi, senza processo o
provvedimento di un giudice. Intanto una 3a coalizioen si era formata: Inghilterra, Austria, Russia,
Svezia, Napoli. Ma prima ancora della sua formazione, Napoleone entra a Magonza e conclude
l'allenza con la Baviera e altri principi della Germani ameridionale. Nel 1805, viene creato il Gran
pensionario dei Paesi Bassi e la Repubblica italiana trasformata in Regno d'Italia. L'esercito
francese batte quello austriaco, costrigendo l'Austria alla firma del trattao di Presburgo, cedendo al
Regno d'Italia il Veneto, Istria e Dalmazia. Tra le vittorie, c'è anche una sconfitta a Waterloo ad
opera del comandante inglese Nelson. Napoleone si rende conto che la battaglia con l' Inghilterra si
può fare solo tramite via commerciale. In risposta al blocco marittimo inglese, organizzava il blocco
continentale che chiudeva i porti europei alle navi inglesi e al commercio con la Gran Bretagna.
L'Inghilterra rispose, mettendo una sovratassa ai paesi neutrali, provocando la loro reazione come,
quella degli Stati Uniti. Il blocco diffuse il contrabbando e molti paesi subirono danni economici
(tra cui Italia). Nel 1806 si costituisce la 4a coalizone: Inghilterra, Prussia, Russia, Svezia, Sicilia e
Sassonia per un po. Le armate francesi sono ancora inarrestabili però: Napoli viene conquistata,
Napoleone entra a Berlino e nella Polonia prussiana scoppia una rivolta filofrancese. Nel 1806,
Francesc II è tenuto ad accettare l'abolizione del S.R.I e mantiene soltanto il titolo di imperatore
d'Austria, come Francesco I. Con la Russia si trova un accorco di pace a Tilsit l'anno dopo.

L'apogeo dell'impero e l'Italia napoleonica


La Francia tenta di occupare il Portogallo, ma viene fermata dagli inglesi. La corona spagnola la da
in mano al fratello Giuseppe. Presto a Madrid però, scoppia una forma di guerriglia con una forte
componente sanfedista, dato che Napoleone veniva dipinto come l'Anticristo. Le insorgenze
spagnole tengono occupati i francesi. L'Austria cerca di approfittarne, si allea con l'Inghilterra nella
5a coalizione e invade la Baviera. Ma Napoleone entra ancora a Vienna e dopo la vittoria impone
una pace. Per suggellarla, si ha il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa, figlia del sconfitto
imperatore d'Austria, Francesco I. Nel 1811 nasce l'erede. Nel 1810, Napoleone raggiunge l'apogeo
dell'impero dal punto di vista dell'espansione territoriale.
I territori conquistati si presentano in 3 diverse situazioni: territori annessi all'impero, stati
sottoposti alla sovranità di Napoleone (viceré) e gli Stati vassalli (affidati a fratelli). L'impero era
come una federazione di Stati diretta dalla Francia. In tutti questi Stati, Napoleone impose le
principali riforme del regime rivoluzionario, quindi essi beneficiavano delle riforme però allo stesso
tempo furono sottoposti a nuove tasse, requisizione per l'esercito, e soprattutto conseguenze
economiche dovute al blocco continentale (Amburgo, Bordeaux, Amsterdam, Napoli). Inoltre,
favorendo le manifatture francesi, Napoleone provocò la crisi dell'industria degli altri paesi.
Nell'area germanica, Napoleone ridimensiona Austria e Prussia, secolarizza molti principati
ecclesiastici, affida a Stati di media dimensione entita minori (i stati tedeschi passano da oltre 350 a
38 nel 1815). Inoltre, grazie al principe Metternich, l'Austria si mantene fedele fino al 1813 alla
Francia, senza impostare un programma di riforme. La Prussia di Federico Guglielmo III accentuò
invece il programma riformatore.
Nei paesi baltici, Norvegia divenne indipendente e il graducato di Varsavia si rivelò lo stato più
modernizzato ed evoluto dell'europa nord-orientale, anche se molte riforme rimarranno sulla carta.
Infine l'influenza dei principi della Rivoluzione e le occupazioni da parte di Napoleone di Spagna e
Portogallo furono decisive nelle lotte per l'indipendenza delle colonie dell'America Latina.
Sul territorio italiano: Piemonte, Liguria, Toscana, il Regno d'Italia, Regno di Napoli erano tutte
in mano francese. In campo economico, le guerre e il blocco continentale e la tassazione eccessiva
sull'agricoltura non migliorarono le condizioni delle classi inferiori; le riforme invece favorirono
l'integrazione delle famiglie nobili con i nuovi ricchi che portò alal formazione di un'unica classe di
proprietari terrieri.
Nel Regno d'Italia, Milano assunse volto di capitale e attirava intellettuali da ogni parte d'Italia, ci
fu un ammordamento nel campo dell'amministrazione della giustizia, introduzioneu codici fracesi
nel settore dell'istruzione elementare e in quello dei lavori pubblici.
Nel Regno di Napoli, furono introdotti gli ordinamento francesi in campo finanziario e giudiziario,
soppressi i monasteri e le confraternite religiose, abolita la feudalità e si misero in vendita i beni
pubblici e si avviò un nuovo catasto.
In entrambi i regni fu costituito un esercito nazionale, cosa che sviluppo un prima coscienza
nazionale. Nel 1814, l'Italia aveva già posto le basi per dare avvio alla stagioen del Risorgimento.

La campagna di Russia e il crollo del grande impero


Le truppe inglesi riuscirono a impedire l'occupazione del Portogallo nel 1811. Al comando del
generale Wellesley, l'esercito inglese riuscì a sconfiggere i francesi a Vitoria, facendogli perdere
anche la Spagna nel 1813. Lo scontro più duro, i francesi l'ebbero con i russi, quando l'esercito
francese arrivò a Borodino, alle porte di Mosca, ma un incendio che distrussi i loro rifornimento,
constrinse Napoleone alla ritirata. L'abilità del zar Alessandro I di far ripercorrere i francesi
l'itinerario dell'attaco che assieme al terribile inverno russo ne decimo l'esercito.
Nel 1813, Napo rientra a Parigi e vede la Prussia alleata con la Russia che proclama la guerra di
liberazione; l'Austria che si è alleata con Inghilterra, Russia, Prussia, Svezia nella 6a coalizione.
Napo mette in piede un esercito ma nella battaglia finale (battaglai della nazioni) viene sconfitto,
anche per il passaggio della Baviera e Sassonia da parte del nemico.
Nel 1814 la Francia era circondata, Alessandro I e Federico Guglielmo III entrano a Parigi e
Napoleone, anche per via di un decreto del Senato abdica in nome del figlio. Ma il Senato sul trono
richiama il fratello del re ghigliottinato, Luigi XVIII Borbone, il quale non volle la sovranità e
concesse una carta costituzionale. Intanto, il Trattato di Fontainbleau esiliava Napoleone all'isola
d'Elba dove questo tentò la sua ultima impresa. Rientra a Parigi mentre Luigi XVIII si rifuggia in
Belgio. Napoleone, con un suo piccolo esercito, entra a Belgio e cosi finisce la sua ultima sconfitta
nel 1815. Rientrato a Parigi abdica in favore del figlio. Spera di potersi imbarca per gli Stati Uniti
ma fallisce e si consegna al comandante inglese Bellerophon. Viene esiliato a Sant'Elena dove
muore nel 1821.

RISORGIMENTO
Il congresso di Vienna e il nuovo assetto politico dell'Europa 1815
All'indomani del tracollo di Napoleone (Waterloo 1815), al congresso di Vienna, lo zar Alessandro I
promuove il patto della Santa Alleanza fra Russia, Prussia e l'impero d'Austria col tentativo di
consolidare il potere assoluto, messo in crisi dalla rivoluzione francese e l'avvento di Napoleone, e
restaurare le sovranità private di autorità a partire dal 1789 in nome del principio del legittimismo
(ritorno al trono dei legittimi pretendenti). L'Inghilterra, pur accettando di sottoscrivere un accordo
con Austria, Russia e Prussia per salvaguardare una condizione di equilibrio e stabilità fra i Stati
vincitori, rifiuta di intervenire militarmente negli affari interni dei diversi popoli, che presto si
dimostrano insofferenti di fronte all'opzione legittimistica maturata a Vienna.
Al fine del Congresso 1815, la cartina dell'Europa si presentava cosi:
• Russia conserva Finlandia e l'attuale Moldavia, mentre la Polonia venne costituito in regno
autonomo ma unito alla corona del zar.
• La Prussia ottiene la Pomerania e Vestfalia
• gli Stati tedeschi, ridotti a 39, vengono riunite nella Confederazione germanica, sotto la
presidenza dell'Austria
• l'Austria perde il Belgio e acquista il regno Lombardo – Veneto più tutti i territori perduti
• La Gran Bretagna riacquista la corona di Hannover, mantenne Malta e le isole ioniche nel
Mediterraneo
• La Francia mantenne la sua integrità territoriale compresa la Corsica
• Il regno di Sardegna riacquista Nizza, Savoia e Repubblica di Genova
• la Santa Fede riacquista lo Stato Pontificio
• il Regno di Napoli e Sicilia vengono unificati sotto Federico IV Borbone, col nome di
Federico I
• Spagna ritorna Ferdinando VII di Borbone e in Portogallo Giovanni VI di Braganza
Nuovo clima ideologico e l'anomalia inglese
Il Congresso di Vienna apre il periodo chiamato “Restaurazione” proprio perchè le potenze
vincitrice si erano proposte di tornare all'ancien regime. Il restauro dei regimi assolutistici produce
un contraccolpo rispetto alle aspirazioni progressiste del ceto borghese in ascesa. Nascono delle
società segrete, la più nota di queste società fu la Carboneria, che chiedevano costituzioni che
tutelino le libertà politiche e civili, ma anche economiche come libero scambio delle merci. Col
passare del tempo, oltre alle libertà si avrebbe rivendicato anche l'indipendenza dei territori soggetti
allo straniero: diretta conseguenza del nascente spirito nazionale. Solo Francia e Inghilterra avevano
conseguito l'unità politica, mentre il mondo tedesco e quello italiano era ancora frammentato e sotto
il dominio straniero.

La tradizione costituzionale dell'Inghilterra non poteva convivere con la volontà d'istaurazione del
vecchio regime della Santa Alleanza. Oltre a ciò, essa non poteva farsi conivolgere nelle incessanti
controversie del continente perchè era economicamente stremata dopo i vent'anni battuti contro
l'Europa e la guerra con i Stati Uniti. Il debito pubblico era altissimo, il blocco continentale
facevano soffrire l'industria e il commercio. Inoltre, le rivolte operaie riuscirono nel corso degli anni
Venti a far ribassare il prezzo dei grani, ad approvare la legge che concede agli operai il diritto di
scioperare e costituire sindacati. I cattolici riacquisirono i diritti politici e civili e nel 1832 viene
varata la riforma elettorale che vede l'estensione del diritto di voto e la ridefinizione dei collegi
elettorali. L'Inghilterra sostiene la Grecia nella lotta contro i turchi che porta nel 1822 alla sua
dichiarazione d'indipendenza. Perciò anche se gli inglesi avevavo combattuto i principi della
Rivoluzione, alla fine questi diventano loro. La Gran Bretagna del 800 era il paese più libero
d'Europa e aveva il più vasto dominio coloniale.

I moti del 1820-21 in Spagna e Italia


Contro la dittatura napoleonica, la Gran Bretagna aveva imposto ai sovrani de essa protetti di
mostrare ai popoli un volto rassicurante attraverso l'emanazione di costituzioni; cosi vengono varate
una in Sicilia e una a Candice in Spagna.

Candice insorge
Ferdinando VII rientra a Madrid nel 1815 e abolisce la costituzione del 1812, instaurando subito un
regime assolutistico. Per risanare il bilancio, il sovrano tentò la riconquista delle colonie, ma furono
proprie le truppe in attesa di essere imbarcate a Candice a dare il via alla rivolta nel 1820. Il sovrano
si vede costretto a ripristinare la Costituzione del 1812. La protesta non si ferma però, perciò il
sovrano fa appello alla Santa Alleanza nel Congresso a Verona nel 1822, dove viene affidato a
Parigi il compito delle repressione. La Spagna accoglie l'esercito francese senza reagire. Cosi nel
1823, cade il Trocadero, fortezza che difendeva Candice, roccaforte del governo costituzionale.

Napoli insorge
Nel regno delle Due Sicilie, a Nola, nel 1820, gli ufficiali Morelli e Silvati danno il via a una
rivolta. Anceh Ferdinando I Borbone fu costretto a proclamare una costituzione, sul modello di
quella spagnola. Dopo Nola, insorge anche Palermo che però mirava alla separazione della Sicilia
dal Regno di Napoli. Questa rivolta venne immediatamente repressa dal sovrano, anche dovuto alla
nascita di un contrasto interno.
Metternich, temendo il contagio dei moti rivoluzionari anche nel Lombardo – Veneto austriaco,
organizza un convegno della Santa Alleanza a Lubiana nel 1821.Qui Ferdinando trova l'aiuto
austriaco per sconfiggere l'armata napoletana in Abruzzo; nel 1821 entrano nella capitale . Una
volta ripreso il potere, Ferdinadno I abolisce la costituzione e condanna a morte Morelli e Silvati.

Torino insorge 1821


Vittorio Emanuele I rimette in vigore le vecchie leggi e richiama al servizio i funzionari del 1789.
Non aveva figlio, quindi l'erede sarebbe stato il fratello, Carlo Alberto. La rivolta da Napoli giunge
a Torino. Vittorio Emanuele I abdica in nome del fratello Carlo Felice, in quei giorni era a Modena.
La reggenza e nelle mani di Carlo Alberto, il quale concede la costituzione a condizione che sia
approvata dal nuovo sovrano, il quale si rifiuta. I regimenti sabaudi, con l'aiuto degli austriaci
reprimono le truppe del gorverno costituzionale.

Lombardo-Veneto
Milano era il centro ecnomico e culturale di questa regione. C'è insofferenza contro gli austriaci e
nonostante la pressione fiscale, la carestai del 1815-17, qui non si arrivò a nessuna insurrezione.

Indipendenza dell'America Latina


L'America Latina, ispirandosi alla guerra d'indipendenza degli Stati Uniti, si solleva. Nel 1811, a
Caracas viene proclamata la repubblica di Venezuela dando inzio alla guerra delle colonie
americane contro la Spagna. Queste potevano contare sull'appoggio delle Gran Bretagna desiderosa
di impossessarsi del controllo del commercio sudamericano e degli Stati Uniti. Simion Bolivar fu la
guida delle rivolte in Venezuela e Colombia, esso voleva una federazioned i Stati sul modello degli
Stati Uniti. Argentina e Cile erano guidati da José di San Mart^n. Nel 1816, Argentina si proclama
indipendente, nel 1818 il Cile, nel 1822 il Brasile che divenne impero, seguendo l'esempio del
Messico l'anno prima. Nel 1824, anche Peru, Bolivia ed Ecuador. Fallì il progetto di Bolivar di una
grande federazioen di Stati per la diversità degli Stati e anche per il fatto che a differenza
dell'America del Sud, qui i spagnoli e portoghesi erano venuti per sottomettere la civlità indigena e
impadronirsi delle loro ricchezze. Nasce il feudalismo che spinse i latifondisti a crearsi una sorta di
Stato dove comandare. L'indipendenza qui verra conquistanta solo per aprire un periodo di anarchie
e dittatura.

Indipendenza Grecia
La lotta per l'indipendenza della Grecia sotto la guidi di Ypsilanti inizio nel 1821, L'anno dopo
viene proclamata l'indipendenza, con la richiesta di una monarchia costituzionale d'ispirazione
liberale. La Fracia, Russia e Inghilterra intervennero e socnfissero le truppe ottomane nel 1827 nelle
coste del Peloponneso. Lu Turchia dovette accettare l'indipendenza e al trono del nuovo governo fu
messo il principe Ottone I di Baviera nel 1830.

1830 Francia. Belgio e Emilia


In Francia sono ritornati i Borbone: Luigi XVIII di indole pacifica e senza vizi. Nel 1814 concede la
costituzione dove venivano riconosciute le libertà personali, quelle religiose, conservaton il codice
napoleonico e il sistema amministrativo centralizzato, confermati ai nuovi proprietari terrieri i beni
della chiesa e dei nobili emigrati. Luigi XVII non riusci a farmi amare dai francesi, ancora peggio il
suo successore, il fratello Carlo X. Quando nel 1824 sale al trono, appaiono già svolte
assolutistiche: nomina a capo del governo il reazionario principe di Polignac nel 1829. Parigi
insorge nel 1830 e Carlo abdica; al trono viene chiamato Luigi Filippo duca di Orleans, di tendenze
liberali. Assunto il titolo dei re dei francesi accoglie l'eredita della Rivoluzione, adotta la bandiera
tricolore e si avvicina all'Inghilterra dichiarando proprio il principio di non intervento. Subito dopo
Luigi Filippo si proprone di aiutare Belgio.

Belgio diventa indipendente


Il Congresso di Vienna aveva unito il Belgio all'Olanda, sotto il governo di Guglielmo I d'Orange
Nassau. Subito nacquero contrasti tra i paesi di orgine religiosa e linguistica. Alla notizia della
rivoluzioen parigina del 1830, anche il Belgio insorge, chiedendo l'Indipendenza. L'Inghilterra e
Francia appoggiano la richiesta. Il Belgio ottiene la libertà e offre il trono a Leopoldo di Sassonia-
Coburgo.

Insurrezioni in Emilia
dopo gli eventi del 1830, molti si illudono che Parigi avrebbe aiutato eventuali insorgenze italiane.
Nell'Italia centro-settentrionale l'iniziativa viene presa dalla borghesia illuminata. Un commerciate,
Ciro Menotti organizza una congiura contro il duca di Modena che era in viaggio. Il sperato
soccorso non arriva e quando scoppia la rivolta, i sovrani fuggono, si formano governi provvisori,
viene adottata la bandiera tricolore delle repubbliche giacobine però le nuove giunte restano divise
cosi Francesco IV rientra a Modena, fa giustiziare Menotti.

Il cammino del Risorgimetno: ideologie politiche


Mazzini era genovese, iscritto alla Carboneria. Nel 1830 quando va in esilio a Marsiglia, fonda la
Giovane Italia, nuova società con una struttura organizzata gerarchicamente e segreta, priva di
contatto col popolo. Bisogna formare la coscienze degli italiani che devono riscoprire nel loro
passato il senso di nazione. I tentativi di insurrezione di Mazzini falliscono e si rifugia a Londra
dove conosce Marx.

L'ideologia mazziniana sarà simile a nuove correnti di pensiero. Gioberti proponeva una
confederazione di stati italiani presieduta dal Papa, in italia c'era lo Stato della Chiesa che divideva
la Penisola in due, perciò finchè tale fosse esistito l'unità politica del paese era impensabile.
Anche Balbo sosteneva l'idea della confederazione. Egli proponeva che la guida verso
l'indipendenza fosse presa dal Piemonte di Carlo Alberto e l'Austria avrebbe dovuto
spontaneamente lasciare il Lombardo-Veneto in cambio dei territori nei Balcani, dove l'impero
ottomano era ormai in crisi.

Primi passi dello sviluppo tecnologico in un'Italia agricola....

Il biennio 1846-47
Nel 1846 sale al trono pontificio Pio IX e pronto promulga l'amnistia per i prigionieri politici
suscitando entusiasmo nello Stato Pontificio. Si dimostra favorevole alla costruzione delle ferrovie
nei suoi territori, istituisce un embrione di governo costituzionale e approva la formazione di una
milizia locale. Verrà subito avvertito come il pontefice delle riforme. Non suscita tuttavia simpatie
dell'Austria, la quale l'anno seguente alla morte di Ferdinando IV di Modena, manda truppe
asburgiche in città e Metternich fa occupare anche Ferrara.

Garibaldi, dall'Uruguay dove si era rifugiato dopo un fallito tentativo insurrezionale, si dice pronto
a imbarcarsi sul primo piroscafo e battersi contro gli austriaci. Egli era un marinaio però si era reso
conto che che la sua vocazione era lottare a fianco di chiunque si battesse per la libertà e
indipendenza.

In Piemonte, succede che Carlo Alberto, dientro alcune sollecitazioni di liberali come Balbo, sulla
scia di Pio IX introduce alcune innovazioni in campo giudiziario-amministrativo e allenta la censura
per guadagnarsi il conseso della borghesia e nobiltà illuminaria. Di questo ne approfitta Cavour che
a Torina creara il nuovo giornale “il Risorgimento” che diventerà portavoce delle sue proposte volte
a modernizzare l'agricoltura e il commercio.
In Toscana, Leopoldo II segue anche il modello pontifico e istituisce una Guardia civica e la
Consulta di Stato e nel 1847 il regno di Sardegna, Toscana e la Santa Sede formana una lega
doganale, invitando gli altri sovrani ad aderirvi (prima volta che gli stati della penisola sono
promotori di una sorta di unione sovranazionale).
Ferdinando II delle Due Sicilie, risponde concedendo una carta costituzionale nel 1848, diventando
cosi il capo del movimento progressista. Sulla sua scia, si pongono anche Leopoldo II, Carlo
Alberto e Pio IX. Cosi nella primavera del 1848 parte della penisola ha adottato una carta
costituzionale, tranne il Lombardo-Veneto e Parma e Modena. E l'inizio della primavera dei popoli
che apre uno snodo nella storia dell'intera Europa.