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Carlo Capra STORIA MODERNA (1492-1848)

PARTE PRIMA LA LUNGA DURATA

1.

La popolazione e le strutture familiari

1.1 Fonti e metodi:

Teoria malthusiana e teorie neomalthusiane: la popolazione cresce geometricamente ( 1-2-48-16) mentre le risorse crescono aritmeticamente ( 1-2-3-4-5) per la regge dei rendimenti
decrescenti (gli incrementi produttivi di una zona col tempo diminuiscono)
Freni possibili: freni repressivi (carestie, epidemie, guerre) oppure freni preventivi (controllo
forzato di matrimoni e natalit).

Statistica

Registri ecclesiastici

Ricostruzione nominativa delle famiglie (schede di famiglia per ogni matrimonio celebrato
nella stessa parrocchia in un arco di tempo, trascrizione su questa scheda di tutti gli eventi
demografici riguardanti la coppia cui intestata; ha il difetto che permette di considerare solo una
parrocchia per volta. Le schede chiuse di cui si sa inizio fine precisa sono relativamente poche
rispetto al lavoro che serve)

Piramidi sulla quantit di popolazione divisa per fasce det: permette di avere unidea della
speranza di vita e costruire indici di mortalit o natalit.

1.2 La popolazione europea nellet moderna


NB: in Africa e America c un arresto dello sviluppo demografico alla fine del 500 per via degli
interventi europei sul suolo americano e per via dellesportazione di schiavi neri in America.
3 GRANDI FASI:

1450-1630 crescita generale continua lenta costante


1630-1700 calo improvviso: indici di mortalit del 30-35%, quasi uguali a quelli di natalit, del
35-40%; questo indice aumenta facilmente in concomitanza con guerre, carestie, epidemie: vedi
Peste; + NB matrimoni tardivi e allattamenti prolungati, + spesso per morte di un coniuge si
interrompeva il matrimonio anche se la donna era ancora fertile.
1700-1800 rapida crescita. Aumento della natalit e diminuzione della mortalit.

1.3 La storia della famiglia.


Classificazione di Cambridge: 5 tipi di aggregati:
1) famiglia nucleare (coniugi + figli)
2)

famiglia estesa (nucleare + un convivente, per es un fratello o un genitore dei coniugi)

3)

famiglia multipla (almeno due nuclei, per es genitori dei coniugi + coniugi + figli)

4)
5)

famiglie senza struttura (alla cui base non c un rapporto matrimoniale, per es fratelli celibi,
vedova con figlia nubile)
i solitari.

Laslett e Hajnal: due diversi modelli matrimoniali e familiari nellancien rgime:


A)

Europa nord-occidentale:
1)

B)

uomini e donne si sposano tardi, e il 10/15% di loro non si sposava affatto

2)

residenza neolocale dopo le nozze = mettevano su casa per conto proprio, formando una
famiglia nucleare.

3)

Presso molte famiglie, prima del matrimonio, molti giovani passavano diversi anni fuori dalla
famiglia, a servizio presso unaltra.

Europa orientale e meridionale:


1)

matrimonio precoce

2)

residenza patrilocale

3)

no servizio prenuziale presso altre famiglie.

Ma questi studi sono insufficienti a rappresentare le realt pi specifiche. Le famiglie andrebbero


studiate da un punto di vista economico, giuridico, sociale, poich la famiglia non rappresentava solo
ununit di consumo, ma specialmente di produzione: le dimensioni dellaggregato domestico erano
legate a quelle del fondo coltivato e alla quantit di lavoro da esso richiesta.
Per quanto riguarda le lites, la preoccupazione di mantenere il patrimonio unito dava vita a fenomeni
come il fidecommesso (col testamento si vincola lerede a mantenere unito il patrimonio e a
trasmetterlo a una sola persona) e la primogenitura, o maggiorascato (solo il figlio maggiore accede
alleredit). Facevano parte delle strategie familiari per il mantenimento del potere anche la
destinazione dei figli cadetti a carriere militari, ecclesiastiche, giudiziarie, e delle figlie al nubilato o
alla monacazione; molta importanza avevano, in questa mentalit, le alleanze matrimoniali e le reti
allargate di parentela agnatizia (parentela tra i discendenti di stesso padre) o cognatizia (acquisita
tramite unioni matrimoniali).
Modelli di famiglia riguardo ai rapporti interni:

1450-1630: famiglia a lignaggio aperto: formalismo e freddezza tra coniugi, genitori e figli;
importanza attribuita al casato; controllo del parentado e della comunit sulla vita familiare.

1550-1700 famiglia nucleare patriarcale ristretta: accentuazione del ruolo autoritario del pater
familias, riflesso del potere assoluto del monarca sulla societ, sviluppo dei legami affettivi tra
coniugi; risalto alleducazione cristiana e al disciplinamento della prole.

1620-1800 famiglia nucleare domestica chiusa: individualismo affettivo = si attenua il divario


gerarchico tra coniugi e tra genitori e figli, nuova tenerezza.

Sono tesi difficili da applicare e dimostrare allintera societ, data lesistenza di livelli diversi di
cultura, ricchezza, forme di sensibilit. Sono modelli simili a quelli applicati per studiare le cosiddette
societ primitive in antropologia.

2. Leconomia dellEuropa preindustriale

2.1 Lagricoltura: risposta estensiva e intensiva


Dopo il Mille lagricoltura europea aveva compiuto notevoli progressi: nel nord e nel centro Europa si
poterono mettere a coltura i terreni umidi e argillosi grazie ad: aratro pesante (con avantreno, coltro e
versoio), ferratura e bardatura dei cavalli, rotazione triennale (un anno a frumento o segale, un anno ad
orzo e avena, un anno a riposo).
Nel Mediterraneo, invece la scarsit di piogge e la natura friabile dei terreni ostacolarono
lapplicazione di queste tecniche: rimasero imperanti rotazione biennali e aratro leggero; ebbero invece
maggiore rilievo le colture arboree: olivo, vite, alberi da frutta.
Tra 1450 e 1750 lorganizzazione produttiva delle campagne non registr grandi mutamenti, salvo in
aree limitate. Laumento demografico durante il Cinquecento fece naturalmente crescere la domanda di
derrate alimentari; le risposte potevano essere due: estensiva (allargamento della superficie coltivata)
oppure intensiva (crescita della produttivit delle zone gi coltivate; NB: produttivit = quantit di
prodotto per unit di superficie).
Nel XVI secolo prevalse lo sfruttamento estensivo, ampliando la coltura ai terreni incolti, abbandonati
durante la crisi demografica di XIV e XV secolo; questo fece diminuire le aree adibite a pascolo,
decrementando la diffusione della pastorizia. Questo caus, naturalmente, una minor quantit di
concime disponibile. NB: ampia privatizzazione di terre incolte, anche per opera di apposite
magistrature, vd Veneto.
Inoltre si verific in quegli anni la cosiddetta Piccola Glaciazione.
2.2 Il regime fondiario e i rapporti di produzione. LEuropa centro-occidentale.
Nel basso Medioevo si vide nellEuropa centro-occidentale la disgregazione della feudalit come
sistema di governo e lerosione dei poteri signorili nelle campagne, a causa di:
q

crisi demografica (la manodopera doveva essere pagata di pi),

tendenza generale dei signori fondiari a monetizzare le prestazioni loro dovute,

rivolte contadine esplose in varie aree tra la met del Trecento e i primi decenni del Cinquecento.

Allinizio dellet moderna i coltivatori erano liberi di sposarsi, trasferirsi, disporre delle proprie terre
se ne possedevano. Le corves erano limitate a poche giornate allanno. La riserva signorile non era pi
sfruttata grazie al lavoro coatto dei servi della gleba, ma era stata frazionata in poderi affittati a famiglie
coloniche con una variet di patti agrari (livello = canone fisso in natura o denaro stabilito per un lungo
periodo di tempo; piccolo fitto; mezzadria = podere e abitazione in cambio della met dei raccolti)

Ovunque: laumento demografico nel XVI secolo e pi tardi nel XVIII secolo si
accompagn a processi di proletarizzazione nelle campagne = diminuzione dei coltivatori
autosufficienti o provvisti di eccedenze da vendere, moltiplicazione dei contadini poveri/nullatenenti,
riduzione del potere dacquisto dei salari.

La propriet contadina fu influenzata dallevolversi dei tipi di rapporto feudale:

Si calcola che in Francia e Germania i coltivatori diretti possedessero circa la met del suolo
coltivabile; in Inghilterra per i copyholders (insediati a titolo ereditario, e che pagavano una tassa
dingresso a ogni generazione e un canone annuo in denaro) subirono unoffensiva signorile mirata a
trasformarli in affittuari a breve scadenza: per questo e per il problema delle recinzioni la piccola
propriet coltivatrice era circa 1/5 del suolo. In Italia lo stesso risultato fu effetto dellespansione a
macchia dolio della propriet urbana e della crisi delle piccole aziende (dovuta ad andamento
demografico, clima, prestito usuraio) scomparsa della propriet contadina vicino alle citt.

I prelievi sui contadini potevano costituire dal 20 al 60-70 % del prodotto lordo, per cui
restavano pochissime risorse per investimenti e innovazioni, gi di per s avversate dalla mentalit
contadina (limpronta comunitaria che contrassegnava i lavori agricoli scoraggiava le novit e
liniziativa individuale); inoltre grandi e medi proprietari trovavano pi facile acquistare nuove terre e
aumentare il prelievo sui coloni, costretti dalla concorrenza ad accettare, che non persuadere i coloni
stessi a impiegare tecniche pi avanzate che producessero di pi. Solo in aree particolarmente favorite
dal punto di vista ambientale (es: pianura padana) o dove era meno forte la pressione demografica sul
suolo da parte dei contadini poveri (Inghilterra e Olanda) fu possibile introdurre delle notevoli
trasformazioni.
I prelievi sui contadini erano i seguenti:

residui dei diritti feudali (di diversa ampiezza a seconda dello sviluppo delle citt):
-giurisdizione e potere di banno (competenza del giudice signorile sulle minori cause civili e
penali);
-censo annuo per i proprietari di terre comprese nel feudo;
-(localmente) decima feudale (champart);
-diritti in occasione di vendita o trasmissione ereditaria di beni fondiari;
-abusi feudali: estorsioni coatte

decima ecclesiastica (spesso in natura subito dopo il raccolto)

imposte statali

rendita fondiaria, se non erano proprietari

2.3 LEuropa orientale

Enormi estensioni di terreno pianeggiante e fertile, sparsamente popolate

Scarsit della forza lavoro

Citt e comunit di villaggio deboli

Istituzioni statali incapaci di fare da contrappeso allaristocrazia fondiaria

La servit della gleba venne rafforzata dal XV secolo e introdotta anche in quelle aree dove
prima era sconosciuta (secondo servaggio), a causa della diffusione delleconomia di mercato, che se
da una parte apriva alle regioni affacciate sul mare (Polonia, Prussia) la possibilit di esportare pi
cereali, dallaltra spingeva i proprietari a procurarsi con ogni mezzo il denaro necessario per lacquisto
di prodotti di lusso: la via pi agevole era la coercizione extraeconomica nei confronti dei contadini.
Il territorio agricolo di un villaggio prussiano, polacco o russo era diviso tra una o due grandi tenute
signorili e un certo numero di poderi rustici; le famiglie insediate in questi piccoli poderii traevano dai
campi il necessario per vivere, ma dovevano una parte preponderante del loro tempo al loro signore;
destate essi prestavano servizio nei campi, in inverno prestavano servizio domestico e fornivano
manodopera per le attivit industriali (distillazione birra e vodka, estrazione mineraria). I prodotti
eccedenti i bisogni del signore erano commercializzati allesterno, e il ricavato serviva ad acquistare
beni di lusso e manufatti occidentali.
Tale sfruttamento indiscriminato era possibile per via della totale soggezione dei contadini servi
allautorit del signore, che amministrava la giustizia e riscuoteva le tasse in nome dello Stato.
Tra XVI e XVII secolo le loro condizioni di vita andarono deteriorandosi anche a causa della
sfavorevole congiuntura economica: aumentarono le dimensioni medie delle tenute singorili, e ancora
di pi crebbe il numero di giornate di lavoro dovute.
Nella monarchia austriaca le giornate di lavoro non potevano superare i 12 giorni lanno in Bassa
Austria, ma potevano arrivare a 156 in Boemia. In Russia era diffusa, oltre alla servit della gleba,
anche la servit personale, cui era sottoposto il 10 % della popolazione (persone potevano essere
vendute anche a prescindere dalla terra); codice del 1649 dello Zar elimina la prescrizione di tempo per
la cattura dei fuggiaschi; solo nella seconda met del Settecento le pretese dei signori fondiari vennero
limitate per legge, e la servit della gleba venne abolita nel XIX secolo.

Non sempre le masse rurali accettavano questo tipo di oppressione, specialmente quando
andavano a cadere anche le antiche consuetudini, o quando si deterioravano di colpo le condizioni di
vita e lavoro spesso in occasione di scissioni e conflitti al vertice della societ- e spesso davano vita a
manifestazioni di protesta che potevano tradursi nel ricorso alle vie legali, nelle suppliche alle supreme
autorit contro i superiori immediati, e nelle sommosse violente, talvolta estese a regioni intere.
Primo ciclo di rivolte: inizia nella seconda met del XIV secolo e termina, con le ultime recrudescenze,
nei primi decenni del Cinquecento.
Obiettivo = signori feudali:
v

1514 Gygy Dsza in Ungheria

1520-21 Comuneros in Castiglia

1524-25 Guerra dei contadini in Germania

Secondo ciclo di rivolte: nel XVII secolo.


Obiettivo= nelle aree si primo servaggio: fisco e agenti del fisco; nelle aree di secondo servaggio resta
predominante lindirizzo antisignorile! Vedi (secondo servaggio):
v

1648 Stenka Razin e cosacchi ucraini

1773-74 Pugacv in Russia

1775 contadini boemi

1784 contadini valacchi

Con la Rivoluzione francese e i moti controrivoluzionari scoppiati sempre nella Francia stessa e in latri
Paesi raggiunti dagli eserciti francesi (Italia e Spagna), i moti contadini acquistano una valenza politica
che si sovrappone, senza cancellarle, alle forme arcaiche di protesta.
2.4 Leconomia urbana

Milioni di famiglie contibuivano a provvedere largamente da s, costruendo rudimentali


abitazioni e mobili con i materiali reperibili sul luogo, filando e tessendo lenzuola e rozzi
rudimenti di lana, di lino o di canapa, raccogliendo la legna nei boschi. In molte zona,
unindustria rurale era talvolta di notevole importanza.

Gran parte degli oggetti di uso quotidiano continuava ad essere prodotta da artigiani che
lavoravano da soli, o con pochi collaboratori, nella propria abitazione o in laboratori che
fungevano anche da botteghe per la vendita.

La maggiore novit che presentano i secoli XV-XVIII rispetto al Medioevo, per quanto
riguarda lorganizzazione produttiva, sta nella gran diffusione del sistema noto come industria a
domicilio o protoindustria. La figura centrale era il mercante imprenditore, il quale acquistava
la materia prima e la affidava a operai che la lavoravano nella propria abitazione, spesso con
laiuto dei familiari, ed erano retribuiti a cottimo.

Lepoca tra il 1500 e il 1750 viene considerata di sviluppo tecnologico, ma non di rivoluzioni
tecnologiche; nel campo della meccanica si ebbe tuttavia una serie di perfezionamenti.

2.5 Moneta, prezzi, mercato

In Europa tra il XVI e il XVIII seclo leconomia monetaria era ormai universalmente
diffusa; erano loro e largento a determinare il valore di scambio.

La produzione di argento delle miniere europee probabilmente raddoppi tra la met del
Quattrocento e il 1530 circa. In seguito, la disponibilit di oro e dargento fu sensibilmente
accresciuta dalle importazioni di questi metalli dal Nuovo Mondo.

Laumento della produzione industriale e la crescente richiesta di generi di prima necessit

portarono tra il tardo Quattrocento e gli inizi dei Seicento a una grande espanzione dei traffici.
Il trasporto per via dacqua continu ad essere il preferito. Sembra che la navigazione abbia
compiuto in questo periodo progressi pi rapidi che non il trasporto per via terra, grazie al
perfezionamento degli strumenti nautici e alla costruzione di navi via via pi maneggevoli e
adatte alle necessit del commercio.

Il Mediterraneo mantenne pi a lungo di quanto un tempo si credesse la sua vitalit come


crocevia degli scambi tra oriente e occidente e tra Europa e Africa. Unimportanza crescente
vennero assumendo, tra il XVI e XVII secolo, gli scambi tra Europa centro-occidentale e
orientale attraverso gli stretti che mettono in comunicazione il mare del Nord con il Baltrico.

Nei lucrosi traffici dellAtlantico gli olandesi si ritagliarono una quota di rilievo, ma qui
dovettero presto affrontare la concorrenza inglese e francese. Accanto a questi scambi vennero
acquistando sempre maggiore importanza i rapporti commerciali con Nuovo Mondo scoperto da
Colombo. I coloni che in numero crescente si stabilivano oltre oceano avevano bisogno di tutto
e potevano pagare queste importazioni con loro e largento estratti dai fiumi e dal suolo. I paesi
iberici cercarono di riservare a se stessi i benefici di questi traffici, ma si fece sempre pi
aggressiva la presenza dei mercanti e dei porati di varia provenienza lungo el coste
dellAmerica centro-meridionale. Particolamente redditizio si rivel il commercio degli schiavi
neri; le navi negriere partivano dai porti europei carichi di varie mercanzie (ferramenta, armi da
fuoco, tessuti) che vendevano lungo le coste dellAfrica ai capi indigeni in cambio di schiavi,
ottenuti da costoro con continue razzie allinterno. Con questa merce umana stivata e incatenata
sotto coperta attraversavano poi lAtlantico e facevano scalo in uno dei porti dove le
attendevano i piantatori o gli intermediari. Il denaro guadagnato con la vendita degli schiavi
veniva reimpiegato nellacquisto di generi coloniali (zucchero, caff, tabacco) da rivendere in
patria. I profitti di questo commercio trinagolare erano altissimi. La trattadegli schiavi
raggiunse lapogeo nel XVIII secolo, per poi declinare anche per effetto dello sviluppo dei
movimenti abolizionisti.

Carattere diverso ebbe linterscabio tra lEuropa e lAsia. Limpero portoghese si basava sul
possesso di scali e fattorie e su accordi coi potentati locali. Le spezie e gli altri prodotti
delloriente che prima raggiungevano lEuropa attraverso lintermediazione genovese e
veneziana presero ora in larga misura la via di Lisbona. Protagoniste assolute dei traffici con
loceano indiano furono le compagnie privilegiate costituite a partire dal tardo Cinquecento in
Inghilterra, nelle Province Unite e in Francia. Il primo consiste sostanzialmente in una
corporazione di mercanti, che godono collettivamente del monopolio di un certo genere di
traffico, ma operano individualemnte o associati in piccole imprese. Le Compagnie delle Indie
erano societ per azioni, il cui capitale era diviso in quote possedute da mercanti e finanzieri i
quali percepivano ogni anno dividend, ovvero utili proporzionali alla rispettiva quota del
capitale sociale.

Tratti distintivi dellet moderna furono da un lato la nascita di uneconomia mondiale


imperniata sullEuropa, dallaltro lo spostamento dellasse dei traffici dal Mediterraneo
allAtlantico e ai mari settentrionali

3.Ceti e gruppi sociali

3.1 Ordini, ceti, classi. La stratificazione sociale nellEuropa dantico regime.

Fino alla diffusione dellilluminismo, la visione dominante della societ in Europa fu quella di una
societ CORPORATIVA e GERARCHICA.

Corporativa: Luomo non contava di per s (a meno che non fosse papa o re), bens contava
solo come membro di una famiglia, di un corpo, di una comunit. (corpi di mestiere, collegi
professionali, confraternite, vicinie e contrade cittadine, congregazioni parrocchiali, comunit di
villaggio, corpi militari, ordini ecclesiastici).
Le libert (franchigie, immunit, privilegi) si riferivano a questi corpi e comunit (anche in
epoca moderna, lo stato non riusc uniformemente a sviluppare un ruolo livellatore su questi
variegate realt e poteri).

Uno degli schemi pi radicati era quello che concepiva la societ come divisa in tre ordini:
oratores(clero, che prega), bellatores(nobilt), laboratores (coloro che lavoravano per tutti);
questa ripartizione rimane fino alla Rivoluzione francese (vedi rimostranze al Parlamento, che
propone la divisione nei tre stati secondo questa stessa distinzione).
Non si tratta di classi (definizione che si applica a persone che esercitano la stessa funzione
economica e godono dello stesso livello di reddito).
Sono CETI: a determinare il rango sociale di un individuo concorrono

la nascita,

il ruolo ricoperto nella vita pubblica (non nel processo economico)

il prestigio e i privilegi ad esso connessi e spesso definiti giuridicamente.

Gerarchico: Si giustificavano le disuguaglianze con lidea di una gerarchia naturale tra tutte le
creature, gerarchia voluta dalla Provvidenza e implicita nella visione tolemaica delluniverso: una
grande catena di esseri dal regno minerale alle legioni angeliche. Luomo, composto di
corpo/anima, passioni/facolt spirituali, occupava un posto intermedio e cruciale, perch era un
microcosmo riflettente il macrocosmo; e come nel creato vi sono diversi gradi di perfezione, cos
nella societ umana devono essere diversi gradi di bont e virt, che si collegavano alle origini
familiari e alla condizione sociale.

Questa tesi della disuguaglianza naturale tra gli uomini doveva fare i conti con una tradizione
opposta (per esempio in Inghilterra) legata allaffermarsi della civilt comunale nel Due-Trecento, e
che poteva anchessa richiamarsi ai modelli classici (stoicismo vs platonismo-aristotelismo).
Questo motivo egualitario affir anche nelle rivolte popolari del basso Medioevo e della prima et
moderna; daltra parte, lordine sociale tradizionale appariva profondamente incrinato dai fenomeni
di mobilit sociale caratteristici in particolare del XVI secolo, tanto che proprio a questo motivo
vari studiosi attribuiscono lenfasi con cui venne allora affermato il principio gerarchico della
societ.

NB La stratificazione sociale dellEuropa preindustriale, per, non si presta facilmente n ad una lettura
dicotomica (poveri plebei contro ricchi nobili) n a uninterpretazione organicistica come quella che
tendevano a divulgare, in modo pi o meno interessato, molti scrittori coevi.

3.2 Nobili e civili


Nobilt e clero erano i due ceti pi riconoscibili, apparentemente, tuttavia presentavano al loro interno
una vasta gamma di sottogruppi differenziati per ricchezza, prestigio, potere.
NOBILI
Lorigine e la configurazione delle lites nobiliari europee presentano molte specificit locali legate alla
diversa incidenza di vari fattori:
q

tradizione classica (distinzione uomini liberi/schiavi; patrizi/plebei; aristocrazia naturale della


virt e del sapere)

legami feudali-vassallatici, anche dopo la loro dissoluzione come sistema giuridico-politico

etica cavalleresca legata alla professione delle armi

sviluppo della civilt comunale (soprattutto in italia centro-settentrionale e Paesi Bassi)

confronto-scontro con i nascenti apparati statali.

RICCHEZZA: Ovunque nobilt significa ricchezza, o almeno agiatezza, ricchezza basata


principalmente sul possesso della terra, e alla quale si associano in misura variabile anche funzioni di
polizia e giustizia;
Nellet moderna si assiste ad una divaricazione tra le caratteristiche della nobilt centro-occidentale (il
grande proprietario vive di rendita) e quella orientale (il nobile sfrutta il lavoro coatto dei contadini per
poter rivendere derrate sul mercato internazionale).
Tuttavia ovunque i proventi della terra potevano essere integrati da entrate di diversa natura:

estrazione di minerali, vetrerie, fabbriche di terraglie,

attivit di trasformazione di prodotti di agricoltura e allevamento,

stipendi ed emolumenti derivanti da impieghi al servizio del principe o della Chiesa.

Alla collocazione prevalentemente rurale dei ceti nobiliari nelle aree dove era pi forte limpronta
feudale si contrapponeva la spiccata fisionomia dei patriziati cittadini (Italia centro-nord, Paesi Bassi,
aree pi urbanizzate in Svizzera e Germania occidentale).
La figura del nobile povero pi frequente laddove la nobilt pi numerosa: Polonia (7-8% della
popolazione): la piccola nobilt andava a servizio dalla grande nobilt; Ungheria, Spagna (5%); nel
resto dEuropa la nobilt restava sotto l1% della popolazione: in Francia, negli stati italiani, in
Inghilterra (dove i Pari erano solo 200, ed erano gli unici a godere di specifici privilegi giuridici,
mentre la gentry era composta da 25-30.000 persone, che costituivano una piccola nobilt rurale.
PRESTIGIO: anche il prestigio variava enormemente a seconda dei gruppi presi in considerazione (in

Spagna vi erano sette categorie gerarchicamente ordinate, dai grandi di Spagna agli hidalgos e ai
caballeros villanos); (in Francia era grande la distanza tra nobilt di corte, o di toga, e gli hoberaux,
nobili di campagna, al massimo possessori di pochi ettari di terra e di castellucci in rovina!)
POTERE: altrettanto vario era il rapporto tra ceti nobiliari e potere politico. Carattere eccezionale
avevano le oligarchie aristocratiche (Venezia, Lucca, Genova), in cui la nobilt aveva una gestione
diretta del potere politico; nel Sei e Settecento le monarchie avevano connotati di assolutismo (per
esempio in Francia) oppure in altri casi (Polonia; Inghilterra dopo la Glorious Revolution) la sovranit
dipendeva dal beneplacito della nobilt.
Tra fine XV e inizi del XVII secolo:
q

si rafforzano gli apparati statali crescenti controlli e limitazioni dello strapotere dei ceti
nobiliari verso il basso

crescita economica e rivoluzione dei prezzi crescente potere di nuovi gruppi di origine
mercantile e borghese

questi fattori determinano una sorta di crisi didentit nei ceti nobiliari, che diede luogo ad
unossessiva ricerca di una legittimazione del primato nobiliare, producendo una slittamento dalla
virt e dal valore militare al sangue e alla stirpe come motivi fondanti la nobilt. (vedi Spagna e
Portogallo, limpieza de sangre)

Come si diventa nobili?

Nei patriziati cittadini cera un sistema di cooptazione basato dullantica residenza e


sullastenzione dalle arti meccaniche e dai lucri sordidi (comprendenti nel maggior numero di casi
le attivit mercantili).

Nelle monarchie come Francia, Inghilterra, Spagna, si afferm il principio che la nobilt derivasse
da un riconoscimento del monarca.
Ci poteva avvenire:
come sanzione di un processo di assimilazione avvenuto di fatto (acquisto di feudi, matrimoni
nobili, assunzione di un tenore di vita adeguato)
conferimento di un titolo a compenso di benemerenze vere o presunte di carattere militare o civile
(spesso dietro versamento di congrua somma)
come premio, soprattutto in Francia, connesso allesercizio di elevate cariche giudiziarie o
finanziarie.
Questi nuovi nobili erano guardati con disprezzo, ma nel giro di poche generazioni venivano
generalmente assorbiti.

Tra Sei e Settecento le aristocrazie europee vivono unet delloro, non pi minacciate nel loro
primato economico-sociale e ormai pronte a integrarsi nelle strutture dello Stato monarchico,
rinsanguate da elementi borghesi e ringiovanite da massicci trasferimenti di beni e titoli, riqualificate

culturalmente dagli studi compiuti nelle universit protestanti, nelle scuole pubbliche o nei collegi
gesuitici, danno tono a corti e salotti, mescolandosi agli intellettuali offrono alle altre classi uno
spettacolo invidiato di eleganza, che durer come modello fino alla diffusione degli ideali razionalistici
e ugualitari dellIlluminismo maturo.
CETI INTERMEDI

I ceti intermedi tra nobilt e plebe nellEuropa preindustriale NON vanno designati come
borghesia: tale termine sembra postulare una coscienza di classe e ununiformit di condizione
economica e sociale che non rispecchia la frastagliata realt dellepoca.
Max Weber e Werner Sombart hanno voluto caratterizzare lo spirito borghese e capitalistico sul piano
degli atteggiamenti mentali (sete di guadagno, disponibilit al rischio, autodisciplina, applicazione del
calcolo razionale), ma in realt tali qualit erano tuttal pi tipiche di gruppi ristretti di operatori
economici, e non erano assolutamente patrimonio di categorie sociali che pure di solito vengono
considerate come borghesi: proprietari fondiari non nobili, professionisti, funzionari pubblici, strati
superiori dellartigianato. Questi gruppi aspiravano in genere ad emergere dalla loro condizione ed
entrare tra le schiere del ceto nobiliare: vedi il caso dei Fugger, da banchieri a latifondisti e feudatari,
caso emblematico del processo di integrazione nelle lites nobiliari lungo tutta la modernit.

Denominatore comune di queste categorie sociali la dominante connotazione urbana: infatti


in Italia esse erano designate come ceto civile o cittadinesco; in certe citt (Venezia) questo
ceto godeva di un riconoscimento giuridico, ma dovunque esso era caratterizzato da due tratti:
rifiuto del lavoro manuale
possesso di risorse (beni mobili e immobili, ma anche livello culturalre, parentele, amicizie
altolocate, reti associative) che lo garantivano dalla caduta nellindigenza cui erano esposti coloro
che vivevano alla giornata, in un mondo privo di ammorizzatori sociali.

3.3 Poveri e marginali


Jean-Pierre Gutton distingue tra poveri
STRUTTURALI (che anche in tempi normali vivevano in tutto o in parte di elemosine: disabili,
vecchi malati, vedove con figli a carico, poveri vergognosi, che da una condizione civili erano
rimasti privi di risorse) e
CONGIUNTURALI (coloro che ricavavano appena di che vivere dal loro lavoro, e che erano quindi
alla merc di infermit, vecchiaia, disoccupazione, carestie);
se si tiene conto anche dei poveri congiunturali, la percentuale passa da poche unit di percentuale alla
met/due terzi della popolazione.

Nel Medioevo il povero era circondato da unaura sacrale, come un exemplum Christi, e testimone
della condizione precaria delluomo.
Nella modernit, invece egli appare sempre pi come una minaccia allordine costituito e alla
salute pubblica, un delinquente potenziale da scacciare e reprimere.

Ci da ricondurre
q

al mutamento di valori proprio del Rinascimento e della Riforma protestante, alla laicizzazione
della societ, alla condanna dellozio e allaccento posto sulla vita attiva;

al massiccio aumento del pauperismo, conseguente allincremento demografico e allallargarsi


della forbice prezzi/salari

Al povero residente si sostituisce il vagabondo, il marginale privo di radici, che vive di


espedienti e spesso non disdegna furto e frode, e che sospettato di portare peste e di fomentare
tumulti.

Nei confronti di questi indesiderabili corrono ai ripari prendendo provvedimenti di crescente


severit prima citt e poi Stati (espulsione di poveri forestieri, divieto di accattonaggio,
assistenza su base cittadina o parrocchiale finanziata con tasse speciali, obbligo di lavoro per i
poveri validi; 1662 editto in Francia stabil in ogni borgo o citt unospizio generale in cui
chiudere i poveri ed educarli alla piet e nella religione cristiana).

Lutopia delle grandi reclusioni (vedi Foucault) continua nel Settecento, combinandosi variamente
con le correnti filantropiche e ispirando la fondazione di grandiosi istituti di ricovero (Roma,
Genova, Napoli), mentre in Inghilterra si diffondevano le workhouses (case di detenzione e lavoro
forzato).

I processi di proletarizzazione tra XVI e XVIII secolo ingrossarono le schiere di indigenti nelle
campagne e nelle citt. Tra la met e i due terzi delle popolazioni urbane vivevano a livello di pura
sussistenza.

Lo sviluppo tra Sette e Ottocento del sistema di fabbrica, prima in inghilterra e poi sul continente,
da un lato trasform queste masse nella nuova classe operaia, dallaltro aliment la formazione di
un nuovo proletariato straccione (Lumpenproletariat) a causa dellincremento demografico e dei
fenomeni di disoccupazione e crisi che esso produsse.

4. Le forme di organizzazione del potere

4.1 Stato e Stato moderno: problemi di definizione


Lantropologia e la sociologia hanno da tempo individuato e descritto forme di esercizio del potere,
inteso come facolt di impartire ordini e di imporne lesecuzione, che preesistono ai moderni organismi
politici e continuano a operare al loro interno. Tale potere si ibcarna in un primo tempo in un individuo,
il monarca, o in qualche caso in un ceto ristretto, ma si viene poi configurando come unentit a s
stante, in un processo di sperzonalizzazione che conosce una decisiva ccelerazione con la Rivoluzione
francese. Fin dal XV e XVI secolo esso si emancipa da ogni autorit esterna, sia quella dellimperatore
o del papa, e al tempo stesso si impone allinterno come suprema istanza nei confronti degli idnividui e
dei corspi che rientrano della sua sfera dinfluenza.
La definizione di Stato moderno comprende le seguenti cararteristche o esigenze:

Un territorio, come esclusivo ambito di dominio,

Un popolo, come stabile unione di persone legate da un solido sentimento di appartenenza,

Un potere sovrano che


A) allinterno significa monopolio leggittimo della forza fisica
B) allesterno significa indipendenza giuridica da altre istanze.

Standestaat, o Stato per ceti, il termine solitamente impiegato per definire quelle dormazioni
politiche, configuratesi nel XIII e XIV secolo, in cui allautorit del principe si contrappongono
assemblee dette variamente diete, stati generali, cortes, parlamenti, ecc.

Sul continente europeo saranno la Rivoluzione francese e il movimento romantico a porre


allordine del giorno la costruzione degli stati nazionali, come dimostrano in prrimo luogo i casi
della Germania e dellItalia.

4.2 Levoluzione dei criteri di legittimazione: dalla monarchia di diritto divino allo Stato di diritto
Rimase in auge almeno fino al XVIII secolo lidea di unorigine provvidenziale dellautorit politica,
instituita da Dio per mantenere lordine, proteggere e propagare la vera fede e reprimere i malvagi.
Unaffermazione diellassolutiso monarchico fu opera della Chiesa di Roma, con la sua struttura
piramidale e accentrata, con la sua elabolazione di un corpus giuridico organico, di una simbologia e di
un cerimoniale d corte e soprattutto lunione nella stessa persona dellautorit apirituale e della
sovranit su uno stato territoriale. Fu solo nel XVII secolo che i fondamenti religiosi della sovranit
cominciarono a vacillare.

La concentrazione di tutti i poteri nelle mani di un monarca saggio e illuminato si


giustificava con lesigenza di combattere i particolarimi e privilegi di territori di ceti: solo chi
stava al di sopra di tutti, si soteneva, pu avere una chiara visione degli interessi generali e agire
efficacemente per il pubblico bene. Il sovrano appare in questottica il primo servitore dello
Stato.

4.3 Funzioni e articolazione del potere statale


Ai governi erano riconosciuti il diritto-dovere della difesa del territorio e quello di mantenimento
dellordine e della pace al suo interno:

Diplomazia,

Guerra,

Amministrazione,

Giustizia.

Tra gli affari di governo unimportanza a lungo dominante rivestono la politica e la guerra. Lavvento

degli eserciti permanenti, laumento esponenziale degli effettivi, laccresciuta importanza della fanteria
e dellartiglieria, lo sviluppo delle fortificazioni determinarono della prima et moderna un volume di
spese fuori di ogni proporzione con le entrate patrimoniali anche dei sovrani pi ricchi e furono
allorigine di una fiscalit permantente. Gli apparati militari contribuiscono al rafforzamento dello
Stato.
5.Religione, mentalit e cultura

5.1 Religione e magia


Un elemento comune tra le popolazioni europee alla fifne dellet preindustriale la centralit del sacro
nelle loro esistenze. Lossessione della morte era acuita dalla fragilit ellesistenza, dallimportanza
delluomo di fronte alle malattie, alle disgreganze, alle carestie, dallincapacit della ragione a spiegare
la amggior parte degli eventi: di qui il ricorso alla religione, in funzione propiziatoria o consolatoria
non solo in vista della salute eterna, ma anche prevenire o lenire le sofferenze in questo mondo. I
poteri magici erano spesso attribuiti al prete o al frate come partecipe della sfera del sacro, alle reliquie
e agli oggetti utilizzati per il culto; diffusissima era la credenza che anche altri individui detenessero
facolt soprannaturali come quelle di predire il futuro, di guarire uomini o animali, di influire sulle
inclinazioni amorore e anche di infliggere danni e malattie.
La contiguit tra religione e magia, il carattere superstizioso di molte credenze e di molte pratiche
devozionali divennero nel XVI secolo uno dei motivi centrali della polemica protestante contro la
Chiesa di Roma. La caccia alle streghe raggiunse il parossismo tra il 1580 e il 1660, in coincidenza
con il prevalere in Europa di un clima di paura, sospetto e intolleranza che si espresse anche nella
persecuzione degli ebrei e nellossessione degli untori.
5.2 Cultura orale e cultura scritta
Lopera di disciplinamento sociale prosegu nel XVII e XVIII secolo e non fu certamente meno
efficace di quella di cui fu protagonista il potere politico ai suoi vari livelli. Ne risultano una pi
completa cristinizzazione delle masse popolari e una rarefazione dei comportamenti violenti e amorali
e perfino una crescita dellalfabetizzazione. Solo a partire dalleta dei Lumi lo Stato coinci a
subentrare alla Chiesa, alla famiglia e alla bottega come principale fattore di alfabetizzazione.
La cultura popolare rimase per tutto lantico regime una cultura prevalentemente orale, imperniata su
un patrimonio di idee, di conoscenze, di consuetudini e pratiche solciali che si trasmettevano per
imitazione e sentito dire da una generazione allaltra.
Per quanto riguarda al cultura scritta, la novit di gran lunga pi importanet agli inizi dellet moderna
fu linvenzione della stampa, considerata (insieme alla bussola e la polvere da sparo) tra quelle che
avevano cambiato lapetto del mondo intero. Verso la met del XV secolo Gutemberg ebbe lidea di
utilizzare per la stampa lettere e caratteri singoli, ottenuti mediante il versamento di piombo fuso in
matrici metalliche dove il disegno della lettera era impresso in incavo con punzoni. Diveniva cos
possibile fabbricare una gran quantit di caratteri tutti uguali per ogni lettera e per ogni segno grafico,
sistemarli in cassettini e servirsene per comporre testi anche di garndi lunghezza
il ritmo di
produzione del libro era cos enormemente accelerato rispetto alla copiatura a mano.

La possibilit di riprodurre rapidamente un testo in centinaia o migliaia di copie fu ben presto


sfruttata dalle autorit civili e religiose per diffondere leggi, proclami, informazioni di varia indole, e
posta al servizio dellinsegnamento medio e universitario; la stampa fu un potente strumento di
diffusione degli scritti di Lutero e degli altri riformatori.
La seconda met del Seicento e il Settecento videro anche uno straordinario sviluppo della stampa
periodica, nella duplice forma delle gazzette e dei giornali letterari, riviste di perioditicit mensile o
trimestrale che facevano spazio a estratti o a saggi, memorie, componimenti letterari.
5.3 Produzione e trasmissione del sapere
Le universit, una delle pi originali creazioni culturali del Medioevo europeo, continuarono a
espandersi nella prima et moderna, soprattutto l dove in precedenza la loro presenza era stata pi
marginale. La crescita numerica degli studenti sembra per essersi arrestata dopo i primi decenni del
XVII secolo, in coincidenza con la crisi economica e demografica che colp gran parte dellEuropa. Le
universit cessarono di essere centri di elabolazione di una cultura davanguardia e si ridussero per lo
pi alla funzione di cittadelle di un sapere tradizional, finalizzato alla formazione professionale di
teologi, uomii di legge e medici.

PARTE SECONDA GLI AVVENIMENTI E I PROBLEMI


6. Monarchie e imperi tra XV e XVI secolo

6.1 I regni di Spagna e Inghilterra


Spagna
Il matrimonio di Isabella di Castiglia con Fernando dAragona (1469) prepar il
regno congiunto dei due sovrani, che ebbe inizio nel 1479 dopo un periodo di difficolt e di guerre
civili. Lamministrazione delle citt venne posta sotto tutela con la nomina di funzionari detti
corregidores.
I principali elementi in comune tra i due regni erano la tradizione della Reconquista, guerra contro i
mori, e lintransigente difesa dellortodossia religiosa che ne era il riflesso.
Inghilterra
Enrico VII Tudor consoldi gradualmente il proprio potere stroncando varie
congiure e ribellioni nobiliari, amministrando oculatamente le finanze e rafforzando gli organi
centrali del governo regio.
6.2 La prima fase delle guerre dItalia (1494-1516)

In Italia lequilibrio sancito dalla pace di Lodi (1454) dur fino allultimo decennio del
secolo. Nel 1492 scomparvero due dei protagonisti di quella fase politica : papa Innocenzo VIII
e Lorenzo de Medici, considerato per la sua abilit e il suo prestigio lago della bilancia
dellequilibrio italiano. La stabilit della penisola era minacciata dalle mire espansionistiche di
Venezia e dalle ambizioni del signore di Milano, Ludovico il Moro.

6.3 Carlo V: il sogno di una monarchia universale


Alla morte di Ferdinando il Cattolico, il nipote Carlo dAsburgo eredit la corona di Spagna.
Carlo scontent la nobilt locale distribuendo molte cariche ecclesiastiche e laiche ai gentiluomini
fiamminghi e borgognoni del suo seguito e aveva irritato le citt della Castriglia con la richiesta di
nuove tasse per pagare le spese dellincoronazione imperiale: scoppi una rivolta, che assunse un
carattere popolare e antifeudale.
6.4 Asburgo contro Valois : la ripresa della guerra in Italia

In Germania, Carlo V si trov subito a fare i conti con il problema luterano, ma dopo il 1520
la sua attenzione fu assorbita soprattutto dalle questioni italiane. La Francia doveva cercare di
rompere laccerchiamento dei domini asburgci, mentre da parte imperiale si riteneva giunto il
momento di strappare allavversario il Milanese e la Borgogna. Milano dovette essere evacuata
dai francesi fin dalla primavera 1521.

Francesco I riusc a mettere insieme nellautunno 1524 un esercito di


30.000 uomini, rientrare a Milano e a cingere dassedio Pavia; ma qui gli
imperiali sconfissero nuovamente i francesi, facendo prigioniero lo stesso
Francesco I, che fu costretto a firmare loneroso trattato di Madrid (1526)
con cui si impegnava a rinunciare per sempre al Milanese, ma anche a
consegnare allimperatore la Borgogna
queste promesse non furono
mantenute.

6.5 Lespansione della potenza ottomana


q

Nella penisola bailcanica e nel


Mediterraneo lespansione ottomana
parve non incontrare ostacoli, invece a
oriente essa venne contrastata fin dagli
inizi del XVI secolo dalla ricostruzione
dellimpero persiano
il sultano di

Costantinopoli diventa il capo


riconosciuto di tutto lIslam sunnita, cui
guardavano come a un protettore anche
gli Stati barbareschi della costa
nordafricana, che esercitavano su larga
scala la pirateria.
q

Lavanzata dei turchi nei Balcani riprese nel 1526, quando un potente esercito agli ordini di
Solimano il Magnifico risal il corso del danubio, penetrando in profondit nel territorio
ungherese.

Non meno garve appariva la minaccia ottomana nel Mediterraneo, teatro delle audaci scorrerie
dei pirati barbareschi.

Solimano il Magnifico estese i propri domini a sud fino allo Yemen e ad Aden, Limpero
ottomano contava intorno al 1530 oltre trenta milioni di abitanti, gran parte dei quali esano
cristiani o ebrei. La pacifica convivenza di razze e religioni diverse era infatti una caratteristica
della civilt islamnica.

Nellimpero ottomano tutta la terra. Tranne quella dibita al servizio religioso, era in linea di
principio di propriet del sultano, che esercitava unautorit assoluta e dispotica sugli uomini e
sulle cose.

6.6 Guerre ed eserciti tra Medioevo ed et moderna


Le guerre dItalia furono un importante terreno di sperimentazione di nuove formazioni militari e di
nuovi modi di dare battaglia.
o

I fanti svizzeri furono in grado nel 1512


di conquistare da soli il Ducato di Milano
il
segreto della forza di questi combattenti stava
soprattutto nel tipo di formazione in cui si
schieravano in campo; le falangi svizzere erano
tuttavia inservibili per lattacco alle fortezze ed
erano vulnerabili al fuoco dei cannoni e degli
archibugi.
Il generale spagnolo Consalvo de
Crdoba mise a punto uno schieramento
flessibile
le pesanti armature di ferro e la
alncia furono gradualmente sostituiete da un
armamento pi leggero comprendente
sciabole e pistole.

Questa evoluzione nellarte militare si pu considerare insieme


causa ed effetto di pi profondi mutamenti nella societ dello
Stato
lascesa della fanteria e dellartiglieria ed armi decisive per
vincere le battaglie manifestava la nuova potenza finanziaria
concentrata dello Stato rinascimentale e le regalava a un ruolo
accessorio lapporto della nobilt, sia per lattacco che per la difesa,
dato che lo sviluppo delle fortificazioni in senso orizzontale, con mura

spesse, richiedeva anchesso mezzi e tecniche ormai alla portata solo


dei principi territoriali.

7. I nuovi orizzonti geografici

7.1 Le conoscenze geografiche alla fine del Medioevo : lAfrica Nera


v

Alla fine del Medioevo, i rapporti diretti degli europei con gli altri continenti erano
sotanzialmente limitato agli scambi economici e culturali tra le varie sponde del Mediterraneo. I
viaggi verso il favoloso oriente si erano fatti molto pi difficili dopo lavvento della dinastia
Ming in Cina e con lespansione della potenza ottomana nel Mediterraneo orientale e nei
Balcani.
v

Le nozioni geograficeh del primo


Rinascimento erano, pero qaunto riguardava gli altri
continenti, assai vaghe e imprecise. Si era ormai
importa, grazie allautorit di Tolomeo, la
concezione sferica della Terra; ma il continente
africano era creduto molto pi corto di quanto non
sia in realt. Il blocco formato dai tre continenti noti
era collocato tutto nellemisfero settentrionale e
dellesistenza delle Americhe o dellOceania non si
aveva nessuna idea
furono proprio questi errori
a incoraggiare i viaggi di esplorazione dei
portoghesi e di Colobo. Un effetto analogo ebbero le
idee fantastiose ed esagerate circa le ricchezze delle
Indie o lesistenza in un luogo imprecisato
dellAfrica o dellAsia di un regno cristiano.

Alla fine del XV secolo la popolazione africana si aggirava sui 40-50 milioni, molto
irregolarmente distribuiti tra zone a notevole densit e i territori a sud del Sahara.

La penetrazione araba aveva portato con s lespansione dei traffici, tanto all interno del
continente quanto con i Paesi dellEuropa e dellAsia.

7.2 Le civilt precolombiane in America


Nel continente americano le civilt pi evolute si avilupparono, nel millennio precedentelarrivo degli
spagnoli, negli altopiani dellAmerica centrale e lungo la catena delle Ande.

In queste zone era praticata unagricoltura sedentaria, basata su mais, manioca, patate,
batate, pomodori, fagioli, peperoni e cacao.

Minore importanza aveva lallevamento, limitato al lama, allalpaca, alla vigogna e al

tacchino.
Quando gli spagnoli giunsero in America, era ormai da tempo in declino la grande civilt dei maya, ma
la sua eredit spirituale era stata raccolta da nuove popolazioni guerriere provenienti dal nord e
stanziatesi del territorio del Messico centrale: prima i toltechi, poi gli aztechi. Al tempo dellinvasione
spagnola (1519), limpero azteco contava 25 milioni di abitanti, ed era ancora in espansione. La
religione permeava in tutti i suoi aspetti la vita degli aztechi e giustificava un ordine sociale
caratterizzato da rigide divisioni di ceto.
Anche limpero degli incas, che si estendeva per una lunghezza di circa 4000 km nellAmerica
meridionale lungo la cordigliera delle Ande e la costa del Pacifico, si era costituito nel secolo
precedente linvasione spagnola, a partire dalle sue basi originarie intorno a Cuzco. Anche la societ
inca era rigidamente stratificata.
7.3 I viaggi di esplorazione e di scoperta
Il primo Paese a intraprendere, nel secolo XV, lesplorazione dei nuovi mondi fu il Portogallo, che si
interess allesplorazione delle coste occidentali dellAfrica.
o

Lespansione marittima portoghese ebbe inizio con la presa di Ceuta, prosegu con
loccupazione dellisola di Madera e delle Azzorre, la scoperta delle isole di Capo Verde e del
golfo di Guinea. Per agevolare i traffici di schiavi neri e di oro vennero costruite le prime
fortezze portoghesi lungo le coste africane.

Bartolomeo Daz doppi lestremit meridionale del continente nero, da lui battezzata Capo
di Buona Speranza.

Cristoforo Colombo raggiunse loriente circumnavigando la Terra verso occidente. Colombo


concentr le proprie speranze nella monarchia spagnola, che proprio in quegli anni si accingeva
a concludere la Reconquista con la presa di Granada. La regina Isabella concedette a Colombo
il titolo di ammiraglio del mare Oceano.

Il 3 agosto 1492 tre velieri con 120 uomini abordo presero il largo dal piccolo porto atlantico
di Palos. Dopo una sosta di un mese alle Canarie, la piccola flotta punt dritta verso ponente:
ancora 36 giorni di navigazione, e finalmente la mattina del 12 ottobre una terra si deline tra le
brume dellorizzonte. Lammiraglio era convinto di essere giunto alle propaggini dellAsia e di
avere cos dimostrato la validit della propria teoria. Lammiraglio fece un trionfale ritorno a
Palos portando alcuni indiani, alcuni pappagalli e un po doro ottenuto dagli indigeni:
abbastanza per convincere la regina Isabella del valore della scoperta e per indurla a finanziare
una seconda e molto pi consistente spedizione. Il secondo viaggio di Colombo produsse solo
un carico di schiavi e con grandisima difficolt Colombo otterr i mezzi per altre due
spedizioni.

Leco della scoperta di Colombo aveva stimolato altre iniziative:


o

Due spedizioni di Giovanni Caboto a Terranova e Labrador (attuale Canada) per conto
della corona inglese

La ricoglizione di quasi tutta la costa atlantica dell?america meridionale compiuta da


Amerigo Vespucci. Proprio Vespucci fu il primo a coprendere che non di Asia si trattava, ma
di un nuovo continene, che fu chiamato America in suo onore.

Il trattato di Tordesillas accordava che la linea divisoria tra larea portoghese e quella
spagnola era fissata a 370 leghe a ovest delle isole di Capo verde, il che render possibile al
Portogallo rivendicare la propriet del Brasile.

Vasco da Gama, doppiato il Capo di Buona Speranza, risal la costa orientale dellAfrica
fino a Malindi, quindi gett le ancore nei pressi di Calicut, dove caric le sue navi di spezie
e pietre preziose e ripart.

Pedro lvares Cabral prese possesso del Brasile in nome del re del Portogallo.

Nei primi anni del nuovo secolo lobbiettivo principale perseguito dai anvigatori fu quello di trovare un
passaggio che permettesse di andare oltre lAmerica e di trovare finalmente una rotta marittima per
lAsia.
o

Il primo a vedere limmenso oceano che si estendeva al di l del continente americano fu lo


spagnolo Nez de Balboa, attraversando istimo di darien.

Ferdinando Magellano trov in fondo alla Patagonia lo stretto destinato a prendere il suo
nome. Attravers il Pacifico per sbarcare nelle Filippine e ne prese possesso in nome del re di
Spagna. Questa flotta riusc a raggiungere le coste spagnole dopo aver circumnavigato lAfrica,
nel settembre 1522.

Con la prima circumnavigazione del globo si avverava il sogno di Colombo e si ampliavano


in misura incalcolabile le conoscenze geografiche, am si dimostrava anche quanto fosse lunga e
pericolosa questa via per raggiungere loriente.

7.4 Spezie e cannoni: limpero marittimo dei portoghesi


Tra le conquiste portoghesi, quella del Brasile rimase in un primo tempo priva di risultati economici,
perch tutti gli sforzi del Brasile venivano concentrati nello sfruttamento a fini commerciali della via
marittima verso le Indie orientali. Nei decenni successivi alla conquista del Brasile, alle basi territoriali
controllati dal Portogallo si aggiunsero le nuove conquiste dellisola di Ceylon, le Molucche, Macao.
Al pepe, allo zenzero e ai tessuti di cotone dellIndia, si aggiunsero cos la cannella di Ceylon, i chiodi
di garofano e la noce moscata, le sete pregiate e i legni profumati.
7.5 Le imprese dei conquistadores spagnoli
Nei primi venticinque anni dopo la scoperta di Colombo, la presenza europea nel Nuovo Mondo si
limit sostanzialmente alle isoel caraibiche e punt soprattutto alla ricerca delloro. Solo nel 1517 ebbe
inizio seriamente lesplorazione della terraferma. Protagonisti ne furono i conquistadores che, ispirati
dalla lettura dei romanzi cavallereschi e infiammati dal miraggio delloro e della gloria, attraversarono
loceano e mossero alla conquista di grandi regni e di immense estensioni doro.

Hernn Corts part dallisola di Cuba e dalle coste messicane dello Yocata procedette verso
il centro dellimpero azteco senza incontarre grande resistenza. Giunto alla capitale,
Tenochtitn, fu ben accolto dal sovrano Montezuma II. Corts occup e distrusse Tenochtitn,
afcendo degli abitanti una spaventosa carneficina. Sulle rovine venne eretta una nuova citt sul
modello spagnolo (Ciudad de Mxico). Il resto dellimpero azteco venne rapidamente
conquistato e sottomesso.

Francisco Pizarro e Diego Almagro si mossero verso sud da Panama, attratti dalla notizia
dellesistenza di un regno di favolosa ricchezza, detto Per. Lincontro tra lesercito inca
guidato da Atahualpa e il piccolo corpo di spedizione spagnolo avvenen a Cajamarca. Gli
spagnoli ebbero la meglio: Cuzco fu sottoposta a un terribile saccheggio e Atahualpa
condannato a morte. Limpero inca era finito e nasceva al suo posto il vicereame spagnolo del
Per, la cui capitale fu Lima.

Il crollo di questi grandi e popolosi regni dato da una parte dal terrore che incutevano le armi da
fuoco e le calvalcature degli spagnoli e la loro stessa furia omicida, dallaltro i contrasti etnici e
dinastici che indebolivano i due imperi e gli aiuti recati ai loro aggressori da popolazioni indie
insofferenti al giogo.
Il declino della popolazione indigena dellAmerica Latina dati dai fattori:
1)

Sfruttamento a cui gli indios furono sottoposti dai nuovi padroni,

2)

Le malattie prima sconosciute diffuse dai nuovi arrivati (vaiolo, morbillo, forme infuenzali)

3)

Le degradazione dellambiente provocata dalla mancata manutenzione delle opere irrigatorie e


dalla preferenza data dagli spagnoli allallevamento rispetto allagricoltura.

7.6 La colonizzazione spagnola nel Nuovo Mondo


Nel corso del Cinquecento la colonizzazione spagnola si estese sia verso nord, fino a comprendere la
California e la Florida, sia nel continente sudamericano, dove il limite allespansione fu costituito dalle
foreste amazzoniche, dalle pampas argentine e dalla bellicosit delle trib indie del Cile meridionale.
Tra gli strumenti della colonizzazione, garnde imporatnza ebbero la fondazione di citt e l ecomienda.
Lencomienda consisteva nellassegnazione a un conquistador o a un colono spagnolo di una
circoscrizione territoriale al cui interno essi avevano il diritto di esigere determinati tributi e prestazioni
di lavoro dagli indigeni; in cambio gli encomenderos erano tenuti a proteggere questi loro vassalli e
convertirli alla fede cristiana.
La corona di Spagna riusc a svolgere unopera di controllo della societ coloniale e di moderazione dei
molteplici soprusi che la caratterizzavano. Contribu a tale sforzo lazione degli ordini regolari che si
preoccuparono non solo dellevangelizzazione degli indios, ma anche di combattere e denunciare le
forme peggiori di maltrattamenti e sfruttamento cui essi erano soggetti.
Le ricchezze minerarie che vennero scoperte (argento a Zacatecas, Messico e Potos, Per) cambiarono
la faccia delleconomia dei due vicereami e ai loro rapporti con lEuropa. La monodopera per
lestrazione del minerale e lo scavo delle gallerie e dei pozzi fu formita dagli indios, sottoposti al lavoro
forzato e attorno ai giaciemnti sorsero garndi agglomerati umani, la cui domanda di alimentari e altri
generi fu un importante stimolo per leconomia agricola e manifatturiera delle colonie.
7.7 Le ripercussioni in Europa
Le abitudini alimentari e la vita sociale saranno a lungo andare trasformate dai prodotti importati dai
nuovi mondi: pensiamo allimportanza centrale che nei consumi popolari assumeranno il mais, la
patata, il pomodoro, la diffusione dello zucchero, del caff, del t, del tabacco e del cacao.

Va anche sottolineato lemorme ampliamento delel conoscenze geografiche e scientifiche: la


dimostrazione definitiva della sfericit della Terra, la percezione esatta delle sue dimensioni, al
rivelazione della falsit delle tante leggende anttiche e medievali sulla conformazione del mare
Oceano, sullesistenza di terra inabitabili e di uomini di forma mostruosa. Il confronto con civilt
diverse e con i popoli primitivi che abitavano le Americhe e alcuni parti dellAfrica Nera contribu in
musira decisiva alla definizione di unidentit europea.
8. I nuovi orrizzonti spirituali: Rinascimento e Riforma

8.1 La civilt del Rinasciemnto italiano


v

Il termine Rinascimento significa ritorno ai valori e ai modelli dellet classica nella


filosofia, nella politica, nella letteratura e nellarte, in consapevole polemica con le credenze e
gli atteggiamenti dei secoli di mezzo. Il concetto di Rinascimento si po considerare inclusivo
di quello di Umanesimo, che si applica in prevalenza allambito filosofico e letterario.

Bench nelle arti figurative fossero ricercati e imitati i modelli antichi, la rarit di questi
ultimi favor una maggiore originalit nella produzione degli oggetti, del paesaggio e della
figura umana. Losservazione della natura si basa sempre di pi su unanalisi attenta della
realt.

Al passaggio tra Quattro e Cinquecento il primato a lungo mantenuto da Firenze in campo


intellettuale e artistico si attenua a favore di una pi larga partecipazione di altri centri
allelaborazione della nuova cultura e del nuovo gusto.

La brutale rottura dellequilibrio tra gli Stati rinascimentali italiani ad opera delle potenze
straniere doveva segnare a lungo termine la crisi anche di questo momento magico della vita
culturale. In un primo momento quelle vicende diplomatiche e militari agirono di stimolo alla
riflessione politica e storiografica.

8.2 Aspettative e tensioni religiose alla fine del Medioevo: Erasmo da Rotterdam

La cultura rinascimentale era fortemente impregnata di valori laici e terrni piuttosto


indifferenti alle dispute dottrinali e teologiche; il suo atteggiamento verso la Chiesa oscillava tra
un ossequio formale e un anticlericalismo connotato pi da una reazione morale, civile e
politica, che da un anelito religioso.

Lesigenza di una riforma della Chiesa, che la riportasse alla purezza e alla povert delle
origini, da tempo presente ala coscienza dei fedeli, si era arcuita davanti al grande scisma
dOccidente, alle contese per il primato tra il papato e i concili di Costanza e Basilea, al
prevalere sempre pi netto degli interessi politici e mondani della curia di Roma rispetto a
quelle pastorali. Ma alle origini del movemento che verr detto protestante stava anche la
volont di ristabilire lautenticit del messaggio cristiano attraverso lo studio diretto dei testi
sacri; e vi era il bisogno di una religiosit pi intensa, di una vita pi conforme alle massime
evangeliche.

Il rappresentante pi autorevole dellumanesimo cristiano Erasmo da Rotterdam, che

strinse relazioni con i circoli colti e si acquist un prestigio ineguagliato per la sua conoscenza
dei classici e per leleganza del suo stile latino. Erasmo deline il quadro morale che conciliava
le influenze del mondo classico con linsegnamento di Cristo, rivissuto nel suo spirito interiore
e liberato dalle credenze superstiziose e dai riti fini a se stessi. Il contributo maggiore di Erasmo
fu la sua edizione critica del testo greco e latino del Nuovo Testamento, che servir a Lutero per
la sua traduzione della Bibbia in tedesco. Il cristianesimo di Erasmo era un ideale di vita pratica
piuttosto che un insieme di dogmi e per questo egli non volle mai separarsi dalla Chiesa
Cattolica.
8.3 La Riforma luterana
q

Martino Lutero era nato (nel 1483) in una regione della Germania dove dominava una
religiosit ancora medievale. Decise di farsi monaco, perch ci che lo tormentava era la
sensazione della propia inadeguatezza di fronte ai comandamenti divini, la paura del peccato e
della dannazione eterna. Ordinato sacerdote, cerc al risposta ai propri dubbi negli studi
teologici.
q

Per Lutero la natura umana intrinsecamente


malvagia, corrotta dal peccato originale, e nulla
pu fare da s. Alla luce di questa scoperta, tutta
la Sacra Scrittura acquistava un nuovo significato:
doveva essere letta e spiegata senza tener conto
delle interpretazioni ufficiali
la rottura con
Roma avvenne per strappi successivi.

8.4 La rottura con Roma e le ripercussioni in Germania

La teoria delle indulgenze era basata sul presupposto dellesistenza di un tesoro di meriti
accumulati dall Vergine e dai santi, al quale la Chiesa poteva attingere per rimettere le pene ai
peccatori pentiti , per abbreviare le pene del Purgatorio e addirittura si prometteva il Paradiso a
chiunque si fosse mostrato prodigo del proprio denaro.

Nel 1517, Lutero scrisse 95 tesi, in cui vi era stigmatizzato il traffico delle indulgenze e vi
era negata la facolt del pontefice di rimettere le pene, al di fuori da quelle da lui stesso inflitte.
Le tesi vennero stampate e riscossero garnde successo in tutta la Germania, segno
dellesasperazione ormai suscitata dalla rapacit della Chiesa.

La scomunica giunse nel 1521, ma nel frattempo la battaglia di Lutero aveva suscitato in
tutta la Germania una immensa eco.

8.5 Le correnti radicali della Riforma, La guerra dei contadini


o

Nelle campagne furono soprattutto i motivi evangelici delluguaglianza tra gli uomini a della
polemica contro i ricchi e i grandi della terra a fare colpo e rafforzare il movimento di resistenza
contro i gravami feudali e di difesa dellautonomia delle comunit di villaggio.

Infuriava in varie regioni della Germania la guerra dei contadini. Dai focolai iniziali, accesi
nel 1524, la rivolta dilag rapidamente. Gli insorti erano spinti dalla volont di ristabilire gli
antichi diritti contro le recenti usurpazioni che tendevano ad accrescere i prelievi feudali e a
impadronirsi dei beni comunali, di difendere lautonomia della comunit di villaggio, di
realizzare la morale evangelica.

La condanna della ribellione aperta era in fondo coerente con la visione ancora medievale che
Lutero aveva dellautorit di principi e magistrati, istituita da Dio per mantenere lordine e
reprimere i malvagi.

8.6 La conclusione dei conflitti in Germania

Nella pace di Augusta (1555) venne riconosciuta lesistenza in


Germania di due diverse fedi religiosa: quella cattolica e quella luterana:
mentre nelle citt imperiali era ammessa la loro convivenza, i principi
territoriali potevano imporre il proprio credo ai sudditi, i quali in caso di
dissenso erano obbligati a emigrare
la pace di Augusta sanciva cos
al tempo stesso la scissione religiosa della Germania e un grave
indebolimento dellautorit imperiale. I veri vincotori della lunga lotta
erano i principi, non solo luterani, ma anche cattolici, che consolidarono
il proprio potere allinterno e conferirono gradualemnte ai propri Stati
quel volto inisme paternaliscico e poliziesco che avrebeb a lungo
caratterizzato la vita della Germania.

8.7 Da Zwingli a Calvino : il governo dei Santi


v

Lesperienza di Ulrich Zwingli fu parallela a quella di Lutero, ma ebbe caratteri in parte


diversi, legati alla sua formazione umanistica e al vivace clima politico-intellettuale dei liberi
cantoni della Svizzera tedesca. Zwingli fu chiamato a ricoprire lufficio di cappellano presso la
cattedrale di Zurigo, ma si stacc progressivamente dalla fede tradizionale e riusc a convincere
il Consilio cittadino ad abolire la messa, a riformare la liturgia e a imporre la Bibbia come unica
fonte di autorit in campo religioso. Anche le immagini sacre vennero distrutte come forma di
idolatria.
v

Leredit di Zwingli e pi in generale del movimento di riforma delle


citt svizzere e altotedesche fu raccolta dal calvinismo.
Giovanni
Calvino comp accurati studi umanistici e giuridici. Molti punti essenziali
della dottrina luterana sono condivisi da Calvino, tuttavia, il Dio di Calvino
pi il Dio del Vecchio che del Nuovo Testamento. Il concetto di vocazione
viene ancor pi fortemente sottolineato da Calvino.

Il calvinismo ha una forte imporonta attivistica, che ancora accresciuta dal bisogno
pricologico del fedele di riuscire dallangoscioso dubbio circa il proprio destino ultraterreno.
Unaltra importante differenza tra luteranesimo e calvinisco sta nella concezione del rapporto
tra la Chiesa e lo Stato. Rispetto alla Chiesa invisibile composta dallinsieme degli eletti di
tutta lumanit, assume importanza crescente nel pensiero di Calvino la Chiesa visibile, la
congregazione dei fedeli legati alla comune pratica del culto e dalla comune appartenenza a uno

Stato o una citt. Secondo Calvino, lautorit civile deve promuovere il bene spirituale dei
sudditi in accordo con la Chiesa visibile; per questo ritiene legittima la resistenza contro un
sovrano malvagio, purch essa sia guidata dai magistrati e non assuma un carattere anarchico.
v

La Chiesa ginevrinavenne riorganizzata con una


suddivisione dei compiti tra i pastori, addetti allesercizio
del culto e della prediazione della parola di Dio
nella
citt cos riformata venne introdotta una disciplinea ferrea

8.8 La diffusione europea del protestantesimo. La Riforma in Inghilterra

Listituzione di unAccademia per la formazione dei pastori contribu a fare di Ginevra il


centro dirradiazione di una fede intransigente ed eroica, pronta al martirio e alla ribellione per
affermare la gloria del Dio sovrano e instaurare il governo dei santi. Le principale aree
europee di diffusione del calvinismo furono la Francia, i Paesi Bassi, la Gran Bretagna, la
Polonia, Boemia e Ungheria.

Sia in Inghilterra sia nei Paesi scandinavi i mutamenti in campo religioso sono
inscindibilmente legati al processo di costruzione di ununit nazionale e di un forte potere
monarchico.

Enrico VIII Tudor chiese al pontefice lannullamento del suo matrimonio con caterina
dAragona, ma Papa Clemente VII non si sent di accogliere la domanda e allora Enrico decise
di fare da s.
Convoc un Parlamento da cui ottenne non solo lannullamento del
matrimonio, ma anche la rottura di tutti i vincoli di dipendenza da Roma e lapprovazione dell
Atto si supremazia, che lo dichiarava capo supremo della Chiesa dInghilterra.

In Scozia alla fine degli anni cinquanta il calvinismo divenne la religione dominante.

Nei paesi scandinavi fu il luteranesimo a diventare religione di Stato, grazie agli intensi
contatti culturali e commerciali con il mondo tedesco.

9. La Controriforma e lItalia del tardo Cinquecento

9.1 Speranze e propositi di rinnovamento religioso.


Controriforma (fine XVIII secolo, Germania)
Riforma cattolica (autonomia e spontaneit)
Riforma cattolica distinta fra esame di coscienza della Chiesa cattolica alla luce dellideale di vita
cattolico, e affermazione di s compiuta dalla Chiesa cattolica contro il Protestantesimo
(cronologicamente una fase successiva, caratterizzata da un atteggiamento dogmatico e repressivo)
Evangelismo//Controriforma.
Le istanze di rinnovamento religioso furono avvertite anche in Italia, dove cerano diversi stimoli in
questa direzione:

circolavano ampiamente le opere di Erasmo, che venivano lette spesso in chiave luterana, cio di
alternativa globale al complesso di dogmi e istituzioni in cui si identificava la religione tradizionale.

Ondata di profezie e attese apocalittiche, alimentate dai predicatori (vedi Savonarola a Firenze) e
dalle sofferenze delle uerre dItalia

Lanticlericalismo diffuso negli strati sia colti che popolari: critica alle preoccupazioni mondane e
svalutazione delle pratiche esteriori di devozione (per es culto ai santi e alle reliquie); accento sulle
massime evangeliche

La suggestione esercitata da alcune figure ecclesiastiche e laiche dallintensa spiritualit


(cardinale Gasparo Contarini, 1483-1542; Gian Matteo Giberti vescovo di Verona, Juan de Valds,
1490-1541, a Napoli, intellettuale misticista, Reginald Pole, 1500-1558 in Inghilterra

Orator del divino amore, preghiera e opere di carit

Paolo III Farnese (1534-49) alimenta le speranze di uniniziativa dallalto per la Riforma della
Chiesa (sollecitata anche da Carlo V): nomina cardinali diversi esponenti delle correnti riformatirici:
Contarini, Giberti, Pole;
1536 istituisce una commissione, presieduta da Contarini per studiare i mali della Chiesa: ne esce il De
emendanda Ecclesia, 1537, che per rimane ineseguito;
manifesta la volont di indire un concilio ecumenico; il Concilio, convocato a Mantova nel 1537, riesce
a riunirsi solo nel 1545: infatti Paolo III voleva assicurarsene lo stretto controllo: lo procrastina e lo
indice a Trento nel 1542, ma a causa della riapertura delle ostilit fra Carlo V e Francia, il Concilio si
riunisce solo nel 1545.
9.2 I nuovi ordini religiosi: i gesuiti
Questo fervore si espresse anche nella nascita di nuovi ordini regolari o nella riforma dei vecchi:
1528 ordine dei cappuccini, nuovo ramo dei francescani; alla povert uniscono lassistenza spirituale
e materiale.
Teatini, barbaniti, somaschi: formazione del clero, evangelizzazione, insegnamento, assistenza a
malati e orfani;
Orsoline 1535 di Angela Merici.
Compagnia di Ges fondata da Ignazio di Loyola, esponente degli hidalgos, con vocazione delle armi
e spirito di crociata, consacra la sua vita alla liberazione della terra Santa e al servizio alla Chiesa.
1540 approvazione di Paolo III della Compagnia: milizia scelta al servizio del papa e della
Controriforma; castit, povert, obbedienza, fedelt assoluta al pontefice. Esercizi spirituali del 1548:
disciplina, energia, abnegazione.
Le case professe non detenevano beni, ma i collegi avevano i loro benefattori: la formazione delle
classi dirigenti codificata nella ratio studiorum (classici, emulazione fra studenti, severa disciplina) un
obiettivo primario.
Attivit missionaria anche in Asia e Giappone.

9.3 Il concilio di Trento


1541 Ratisbona: fallisce lultimo tentativo di riconciliazione nonostante la buona volont di Contarini e
Melantone
1542 Congregazione del Santo Uffizio, o dellInquisizione (GianPietro Carafa, futuro
Paolo IV)
Bernardino Ochino, generale dei cappuccini, fugge a Ginevra.
Per i protestanti italiani le alternative erano il nicodemismo e lesilio volontario. Forti spostamenti
verso Ginevra e Svizzera, o, se troppo soffocanti, verso Inghilterra ed Europa orientale. NB Lelio e
Fausto Sozzini (Socini), antitrinitari, procristianesimo tollerante e ragionevole, vivo nellombra fino
allIlluminismo.
1542 convocazione Concilio, ma per guerre Carlo V vs Francia 1545 Concilio di Trento.
4 cardinali (di cui 3 legati papali), 4 arcivescovi, 21 vescovi + teologi senza diritto di voto, e generali
degli ordini regolari.
Priorit alla discussione dei punti dogmatici pi controversi (e non alla questioni disciplinari, come
avrebbe voluto Carlo V): effetti del peccato originale (cancellati dal battesimo!), principio di
giustificazione per sola fide (eretico!)
1547 peste, trasferito a Bologna; il nuovo papa Giulio III lo riconvoca nel 1551 a Trento; 1552
interrotto ancora da Carlo V vs Francia;
Paolo IV Carafa (1555-1559) lo sospende, in quanto ostile al Concilio; estende i poteri
dellInquisizione, sottopone a processo alcuni dei maggiori esponenti del partito riformatore (Pole e
Morone),
1559 promulga lIndice dei libri proibiti (compreso Erasmo)
Pio IV Medici (1559-65) rilancia il concilio e lo conclude: 1563

rafforzamento del carattere monarchico della Chiesa cattolica: superiorit del papa al
Concilio e sua discrezionalit nellapplicarne le deliberazioni

valore delle buone opere ai fini della salvezza

tradizione della Chiesa fonte di verit, accanto alle scritture

natura dei sacramenti (eucarestia: trasformazione reale; e ordine: aura sacrale del sacerdote)

esistenza purgatorio

validit indulgenze

legittimit del culto a Santi e Madonna

istituzione di seminari

divieto cumulo cariche


obbligo di risiedere nella propria diocesi e di visitarla tutta ogni due anni, tenendo
scrupolosamente registri di battesimi, matrimoni, sepolture

9.4 La Chiesa e il papato nella seconda met del Cinquecento


Nuova compattezza cattolica e durezza contro protestantesimo e spinte eterodosse; affermazione di
volont di dominio spirituale, politico e sociale.
Pio V Ghislieri 1566-72: - 1561 massacro di valdesi in Calabria
- 1568 ripubblica la medievale In Coena Domini: oltranzismo
potere papale sui sovrani temporali

del

- 1570 scomunica Elisabetta I


- 1571 Contribuisce alla vittoria di Lepanto
Gregorio XIII 1572-85 prosegue lindirizzo; riforma il calendario
Sisto V 1585-1590:

- nuovo impulso allattivit missionaria e alla controriforma in Europa centrosettentrionale (Polonia)


- Riorganizzazione della Curia romana: 70 cardinali, 15 congregazioni
cardinalizie (9 per la Chiesa universale e 6 per affari interni dello Stato
pontificio): il Collegio cardinalizio non pi un limite allautorit del pontefice,
ma un suo strumento.
- Lotta al brigantaggio

Clemente VIII 1592-1605- Lotta al brigantaggio;


- Ridotte le autonomie delle citt suddite e delle residue signorie feudali
- 1598 annessa Ferrara (estinti gli Este)
- abbellimento dellUrbe: costruzione cupola San Pietro
Avvento di vescovi e arcivescovi animati da grande zelo e carica riformatrice:
1538-1584 Carlo Borromeo: vita austera, riorganizzazione e moralizzazione del clero, seminari e sinodi
diocesani, lotta intransigente antieretica, giurisdizione ecclesiastica vale sopra istituzioni assistenziali
anche laiche, autorit religiosa dentro la vita dei fedeli;insofferenza ai limiti imposti al proprio potere:
gesti clamorosi col governatore dello Stato di Milano

NB: Penetrazione capillare nei settori della popolazione grazie ai nuovi ordini regolari, anche se
sopravvivono pratiche devozionali arcaiche (preghiere ai defunti, processioni per la pioggia): le masse
non comprendevano la liturgia in latino: avevano spesso una religiosit intensa, ma ingenua e povera di
contenuti morali.

9.5 Legemonia spagnola in Italia


Gli interlocutori principali del potere sovrano, laddove non lo detenevano essi stessi, come a Venezia,
Genova, Lucca, erano i ceti nobiliari, che si stavano riqualificando grazie ad una trattatistica che
insisteva sui caratteri ereditari, di sangue, di onore.
Nel Mezzogiorno e nelle isole spadroneggiava una nobilt feudale, mentre al centro-nord si erano
sviluppate le civilt comunali, per cui il ceto nobile era un patriziato urbano di origine mercantile, e il
suo status si identificava con laccesso esclusivo ai seggi del consiglio cittadino; fra 500 e 600 anche
questi gruppi di allontanarono sempre pi dai traffici e dalle attivit produttive, acquisendo una
mentalit pi simile a quella dellantica nobilt e allo stampo spagnolo.
1559 Pace di Cateau-Cambresis Francia e Spagna: sancisce egemonia spagnola in Italia fino al XVIII
secolo: Regni di Napoli, Sicilia, Sardegna, Ducato di Milano, tato dei Presidi (Talamone, Orbetello,
Argentario);
al re si riconosceva la suprema autorit legislativa, il diritto-dovere della difesa, del prelievo delle
risorse necessarie; la facolt di applicare e interpretare leggi e riscuotere, ripartire le imposte erano
prerogative degli organi locali. Cerano vicer che cambiano ogni 3 anni a Napoli, Palermo, Cagliari,
un governatore a Milano e i comandanti dellesercito provenienti dalla nobilt spagnola.
Magistrature finanziarie e giudiziarie venivano da elementi indigeni con lunghe cariche, appoggiati a
Madrid dal Consiglio dItalia, composto da Reggenti tratti da magistrature locali.
Il baronaggio si appoggiava al Parlamento, che si riuniva per approvare i donativi al monarca e
amministrava Napoli.
Il governo spagnolo riusc a indebolire il peso sociale della feudalit, limitandone le ingiustizie; 1545
Carlo V ordina il catasto
Toscana: Medici a Firenze grazie alla Spagna; 1532 riforma costituzionale sovrappone alle antiche
magistrature repubblicane il Consiglio dei Duecento e il Consiglio dei Quarantotto (Senato)
Cosimo I (1537-74) sviluppa il regime in senso assolutistico: governa attraverso i propri segretari, di
origine modesta, e dal 1545 tramite un nuovo consiglio di carattere informale, grazie alla Pratica
segreta.
Annette Siena 1557, che mantenne le proprie leggi e sitituzioni
Francesco I (1574-87) e Ferdinando II (1587-1609) fanno nascere e sviluppare il porto di Livorno
Stato sabaudo: ricostituito sotto Emanuele filiberto 1553-80 alla pace di Cateau-Cambrsis. Trasferisce

la capitale al di qua delle Alpi, a Torino, sopprime autonomie locali e istituisce una Camera dei Conti,
per centralizzare il controllo finanziario
Carlo Emanuele I 1580-1630 tenta delle avventure espansionistiche, fallisce nel conquistare Ginevra,
ma acquista il Marchesato di Saluzzo.
Genova 1575 gravi disordini fra nobilt vecchia e nuova: nobili vecchi abbandonano la citt e gli strati
popolari pretesero sgravi fiscali a favore delle arti dalla nobilt nuova. 1576 non pi elezione a
sorteggio e ricomposizione del ceto dei magnifici (nobili), ma stratificazione orizzontale basata sui
diversi livelli di ricchezza, invece delle precedenti alleanze verticali; ci va di pari passo con la crisi
delle attivit manifatturiere e della dipendenza economica genovese dalla Spagna.
Venezia indipendente; contrapposizione fra patrizi (con cariche pubbliche) e cittadini originari
(professioni liberali, cancellerie e segreterie). Aumenta la nobilt e quindi si differenziano molto nobili
ricchi e nobili poveri. Rafforzamento dei nobili ricchi tramite il Consiglio dei Dieci (vs il Senato) e
istituzione di un organo di alta polizia, i tre Inquisitori di Stato; 1583 lopposizione dei giovani nobili
poveri restituisce i suoi vecchi poteri al Senato e fa adottare una politica estera indipendente dalla
Spagna e dalla Chiesa.

10. LEuropa nellet di Filippo II

10.1 Filippo II e i regni iberici


1555-56 Carlo V abdica a favore del fratello Ferdinando e del figlio Filippo:
Ferdinando I 1555-1564: titolo imperiale + stati ereditari asburgici + Boemia e Ungheria
Filippo II 1556- : Spagna + colonie americane + Regni di Napoli, Sicilia e Sardegna, Ducato di Milano
NB: possedeva la Castiglia (enorme potenziale demografico e militare), controllava le aree pi ricche e
urbanizzate dEuropa, era appoggiato dai banchieri di Genova e Anversa, e disponeva del forte flusso
di metalli preziosi proveniente dallAmerica.
Enrico II (1547-1559, morte accidentale), tenta la sorte delle armi, ma, sconfitto a San Quintino, deve
firmare nel 1559 la pace di Cateau-Cambrsis, che assicurava alla Spagna lItalia, la Franca Contea e i
Paesi Bassi. Inoltre la Francia era notevolmente indebolita dalle lotte religiose, e ad Enrico succedettero
una serie di sovrani incapaci o minori.
Eredita da Carlo V la totale dedizione al regno, la preoccupazione di rendere ai sudditi una giustizia
imparziale, il senso di una missione da compiere di cui avrebbe dovuto rendere conto a Dio.
Nato ed educato a Valladolid, si sentiva profondamente castigliano: gravit del portamento, austerit
del costume, concezione esclusiva e gelosa del potere, senza deleghe, religiosit intensa ma angusta e
intollerante.

Nel 1558 mor Maria Tudor, seconda moglie di Filippo, spegnendo il sogno di ricondurre lInghilterra
al cattolicesimo.

Era convinzione corrente che lunit religiosa fosse la condizione sine qua non dellunit politica, per
cui per limposizione dellortodossia prese le prime misure di rilievo nel suo regno:
1558-1560 rafforzamento dellInquisizione; proibiti viaggi allestero degli studenti e
lintroduzione dei libri stranieri; condanne a morte delle comunit protestanti scoperte.
1568 persecuzione dei moriscos + crisi dellindustria serica, in cui erano impiegati = rivolta dei
moriscos; i sopravvissuti furono deportati al nord della Castiglia, da cui vennero
definitivamente espulsi nel 1609.
Tuttavia si dimostr spesso indocile nei confronti della Santa Sede: per esempio pubblic i decreti del
Concilio di Trento con due anni di ritado, e con la riserva che la loro applicazione non doveva ledere le
prerogative regie.
Inoltre lintransigenza religiosa rispondeva perfettamente ad unaspirazione del popolo castigliano,
eredit della Reconquista (in cui la limpidezza della fede corrispondeva alla limpieza de sangre).
La sede della corte fu trasferita da Valladolid a Madrid, al centro della Spagna; dallEscorial, met
palazzo e met monastero, Filippo dirigeva tutte le pratiche del regno. Di qui una grande lentezza
burocratica.
Questo accentramento non va confuso col centralismo delle monarchie assolute dei secoli XVII e
XVIII: Filippo rimase fedele alla concezione di Carlo V per la quale ogni Paese doveva mantenere i
propri ordinamenti e le proprie individualit., ed essere uniti solo nella figura del sovrano.
Estese e perfezion il sistema dei Consigli:
oltre al Consiglio di Stato (politica estera), dellInquisizione, di Azienda (finanze), vi erano Consigli
preposti a diversi compelssi territoriali in cui sedevano rappresentanti dei Paesi interessati; inoltre le
magistrature locali avevano forti autonomie.
1580 si estingue la dinastia degli Aviz: il Portogallo e i suoi possedimenti coloniali vengono
annessi alla corona spagnola; esso mantenne la sua forma di governo e le sue leggi, sotto un
nuovo Consiglio formato solo da Portoghesi.
1591 Filippo deve intervenire militarmente in Aragona per sedare una rivolta separatista guidata
dai signori feudali.
Il sistema tributario penalizzava i ceti produttivi e privilegiava le rendite parassitarie, e lungo la
seconda met del Cinquecento la popolaione venne sottoposta a sempre pi grandi sacrifici dalle
richieste del re prudente; inoltre i soldi prelevati erano spesso spesi lontano dalla patria, a causa degli
impegni militari della monarchia, e andavano cos ad arricchire altri Paesi.
Infine la mentalit imperiale, da soldati vincitori, induceva la monarchia ad importare manufatti e
spesso anche derrate agricole. Possiamo quindi rilevare gi in questepoca la decadenza di alcune
attivit industriali prima fiorenti (sete andaluse, lane di Segovia e Burgos), o il fatto che il
commercio internazionale era quasi tutto nelle mani di stranieri.

Ma lagricoltura, gi sfavorita dalle condizioni geologiche e climatiche, venne penalizzata per


favorire lallevamento transumante di pecore, di cui beneficiavano poche famiglie riunite nella
corporazione della Mesta: dal 1570 la Spagna divenne un Paese importatore di cereali; lultimo
decennio del 1500 fu segnato da gravi pestilenze e carestie che avviarono un secolare declino della
popolazione e delleconomia iberica -in particolare castigliana.

10.2 La battaglia di Lepanto e i conflitti nel Mediterraneo


Filippo II controllava il Mediterraneo ed era quindi pi esposto agli attacchi dei corsari barbareschi e
alla potenza ottomana.
Selim II 1566-1574 attacca Cipro nel 1570, avamposto veneziano della Cristianit, mentre Tunisi,
espugnata nel 1535 da Carlo V, cadeva nelle mani del bey di Algeri, vassallo del sultano.
Papa Pio V 1566-1572 istituisce una Lega Santa (Venezia + Spagna + Genova + Duca di Savoia +
Ordine di Malta; comandante della flotta Don Giovanni dAustria)
7/10/1571 battaglia di Lepanto, ultima con le navi a remi e labbordaggio. Questa vittoria apparse come
una sanzione divina della Controriforma, ma sul piano politico e militare ebbe effetti modesti, anche
per i dissidi sorti fra gli alleati
1573 Venezia firma una pace separata, rinuncia a Cipro e mantiene buoni rapporti con Istanbul; Spagna
dovette occuparsi del nord-europa, il sultano della Persia: tregua del 1578.
Il Mediterraneo rimase un crocevia di scambi e traffici, e proprio per questo lattivit piratesca si faceva
pi intensa: tutti gli Stati autorizzavano la guerra di corsa. Partecipavano Stati barbareschi, Genova,
Malta, toscana, ma in questo periodo si aggiunsero anche le attivit di uscocchi (pirati slavi protetti
dallimperatore sulla costa dalmata), olandesi e inglesi (con navi pi snelle e veloci): al tradizionale
scontro fra ottomani e cristiani si sovrapponevano le rivalit fra protestanti e cattolici.
10.3 La rivolta dei Paesi Bassi (contro la Spagna)
CAUSE:
q

Fattore religioso: calvinismo represso da intransigenza spagnola

Fattore economico: crisi degli anni Sessanta che colp centri urbani, e soprattutto Anversa, a causa
del trasferimento ad Amburgo del fondaco inglese (luogo di raccolta dei panni semilavorati da
tingere) e della temporanea chiusura del Baltico a causa di una guerra tra Svezia e Danimarca.

Fattore politico: il monarca aveva affidato il governo alla sorella Margherita, moglie del duca di
Parma Ottavio Farnese, ma al suo fianco aveva posto il cardinale di Granvelle, che diresse la lotta
vs leresia rafforzando lInquisizione, non rispettando le autonomie cittadine e le prerogative degli
Stati provinciali. Cos il governo degli Asburgo veniva avvertito come straniero e oppressivo anche
dalla nobilt e dai patriziati urbani, per quanto cattolici.

PER CUI:

1566 Malgrado lallontanamento di Granvelle, nel 1564, i nobili fiamminghi invasero in armi il
palazzo della governatrice e pretesero labolizione dellInquisizione e la mitigazione delle leggi vs i
protestanti.
Mentre Filippo studiava ancora che risposta dare folle di calvinisti presero a devastare chiese e
immagini sacre ad anversa e in altre citt.

Di fronte alla rivolta aperta, Filippo invi il Duca dAlba, il duca di ferro, che fece arrestare i
capi dellopposizione (compresi molti cattolici) e istitu un tribunale straordinario, il Consiglio dei
Torbidi che pronunci oltre 1000 condanne in pochi mesi.

INOLTRE.
q

1569 imposizione di nuove tasse per mantenere lesercito spagnolo, specie il 10% su tutte le
transazioni commerciali nuova ondata di malcontento

il Principe Guglielmo di Orange-Nassau, fuggito allestero, allestisce una flotta e invade le


province settentrionali dal mare, facendosi nominare statolder (governatore militare) di Olansa e
Zelanda, e convertendosi al calvinismo.

I pezzenti (i rivoltosi), in quelle zone acquitrinose, resistono agli attacchi del duca dAlba anche
grazie a ugonotti francesi, e protestanti inglesi e tedeschi, che rendono impraticabili le coste della
Manica per gli Spagnoli: la Spagna dovette rifornire lesercito via terra (da Genova, Lombardia,
Svizzera, Franca Contea), via costosissima.

1575 Filippo II dichiara bancarotta, e nel 1576 i soldati si ammutinarono e saccheggiarono


orrendamente Anversa ponendo fine per sempre alla sua prosperit.

Accordo fra cattolici e calvinisti contro loppressore dura poco perch i calvinisti si
impadronivano prepotentemente delle citt estromettendone i patrizi cattolici (+ NB abile politica
di Alessandro Farnese, figlio di Ottavio e Margherita)

1579 Scissione del Paese: le province meridionali (Belgio attuale) tornano allobbedienza, le 7
province settentrionali restano in lotta, rafforzate anche dal flusso di profughi calvinisti provenienti
da Fiandre e Brabante. Nemmeno lassassino di Guglielmo di Orange (1584) mut la situazione
dellOlanda e delle province del Nord, che evolveva ormai verso lindipendenza.

10.4 LInghilterra nellet elisabettiana:


Elisabetta: 1533 - :figlia di Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII, sale al trono dopo la morte di
Maria Tudor (1558) (Bloody Mary).
Grande equilibrio: buoni rapporti tra Parlamento (convocato 13 volte in 45 anni) e Corona, che tendeva
ad accentrare i poteri decisionali nel Consiglio privato della corona (di cui faceva parte Lord Burghley,
cio William Cecil)
Problema religioso: riafferma la supremazia del sovrano in materia religiosa ma mantenne la presenza

dellepiscopato
1559 atto di uniformit: impone il Libro di preghiere comuni, che rispettava largamente la liturgia
tradizionale;
1572 promulga i 39 articoli di fede, che raccoglievano i motivi teologici fondamentali calvinisti.
Il dissenso religioso fu ampiamente tollerato, i cattolici vennero perseguitati solo dopo il 1568-69, anno
della ribellione dei conti del nord (ultimo risveglio dellInghilterra cattolica e feudale) e dopo la
scomunica del 1570 lanciata da Pio V.
Questa tolleranza scontentava i calvinisti intransigenti, ma solo nel XVII secolo il puritanesimo si
trasform in una forza dopposizione alla monarchia.
Problema della successione: rischio di instabilit dopo la sua morte.
Problema dellillegittimit di nascita: motivo propagandistico di chi sperava in nuovi rivolgimenti
politici-religiosi.
Il punto di riferimento di queste trame era la regina di Scozia, Maria Stuart, cattolica, figlia legittima di
Enrico VII;
1568 Maria Stuart fu dichiarata decaduta dalla nobilt calvinista e ripar in Inghilterra, tramando con
gli emissari cattolici nonostante fosse controllata strettamente. Per questo motivo Elisabetta ne firm la
condanna a morte, aprendo le ostilit con la Spagna; ma intanto leducazione protestante impartita a
Giacomo, figlio di Maria, garantiva una successione al trono.
Versante socio-economico:

1563 stabilizzazione della moneta;

moderazione dei tributi

vendita dei beni della corona e compartecipazione ai profitti del commercio e della guerra per le
spese straordinarie, invece che inasprimenti fiscali.

raddoppio della popolazione in circa un secolo

forte mobilit sociale

la nobilt titolata (Pari dInghilterra) perse potere, penalizzata dallinflazione e costretta a


trasferirsi a corte (rovinati dalla spese e senza rapporti coi territori)

rafforzamento dei ceti intermedi: gentry (nobilt rurale non titolata), gruppi mercantili, uomini
di legge

FENOMENO DELLE RECINZIONI: i nuovi proprietari fondiari (acquirenti di beni della


corona, proprietari terrieri arricchiti, mercanti che investivano in terra) accorpavano spesso gli
appezzamenti sparsi in aziende compatte, recintando le terre, per accrescere la produzione e
destinarla a mercati lontani (spesso Londra) anzich al consumo locale si eliminavano cos
gli usi collettivi della terra, accrescendo vagabondaggio e mendicit prime leggi sui poveri

Si poteva integrare il lavoro agricolo anche con la filatura e la tessitura, e lestrazione di carbone.

NB: NUOVA ERA DEL COMMERCIO E DELLA NAVIGAZIONE:


Compagnie privilegiate di navigazione: non pi corporazioni mercantili, ma societ per azioni, che
ottenevano dalla corona inglese il privilegio esclusivo di commerciare con una certa area del globo in
cambio di prestiti e compartecipazione agli utili.
1553 Compagnia di Moscovia
1581 Compagnia del Levante
1600 Compagnia delle Indie orientali
Mercanti individuali facevano contrabbando e pirateria in Atlantico e Mediterraneo. Francis Drake fece
la seconda circumnavigazione del globo, saccheggiando le coste dellAmerica meridionale
Fallisce il tentativo di impiantare delle colonie nel nord-America, raggiunto nel 1585 da Walter
Raleigh, che fonda la colonia Virginia
1588 - 1604 guerra Spagna-Inghilterra: i rapporti gi tesi a causa degli attacchi dei marinai inglesi
contro le navi e i possessi di Filippo, si incrinano del tutto quando nel 1585 Elisabetta appoggia
apertamente la rivolta dei Paesi Bassi e condanna Maria Stuart due anni dopo
1588 Filippo II tenta lo sbarco in Inghilterra: linvincible armada viene scompaginata dalle tempeste e
sconfitta dalle leggere flotte di Elisabetta, e dai legni corsari inglesi e olandesi; Spagna tenta di
circumnavigare le isole britanniche, ma le tempeste falcidiano la flotta. Fallisce il tentativo spagnolo di
bloccare la potenza navale inglese
Unondata di ardore patriottico percorse lInghilterra, che si strinse intorno alla regina; questa una
componente da non sottovalutare nella fioritura intellettuale e artistica di quellepoca.

10.5 Le guerre di religione in Francia


1559 muore Enrico II
1560 muore Francesco II
1560-74 Carlo IX reggenza di Caterina de Medici
1574-89 Enrico III
Il calvinismo infiamma nel sud ovest, regioni meno integrate e pi restie ad accvogliere novit
giuridiche, amministrative, fiscali portate dalla dinastia dei Valois, e nelle file della nobilt, non pi
occupata da guerre esterne, e stretta come in una morsa dallinflazione e la crescita dei ceti borghesi.
Tre fazioni:
Guisa : capi cattolici intransigenti
Borbone: con poderi a suod-ovest, capi ugonotti
Montmorency-Chtillon (Gaspard de Coligny), ugonotti

1562 Editto di Saint-Germain: Caterina deve fare concessioni agli ugonotti per contrastare lo strapotere
dei Guisa
1/3/1562 Vassy: Massacro di protestanti da parte dei Guisa:
prima fase di guerre civili fino al
1570 Seconda Pace di Saint Germain: allarga le concessioni agli ugonotti
De Cologny conquista la fiducia di Carlo IX e ottiene per Enrico di Borbone, re di Navarra, la mano di
Margherita di Valois, sorella del re.
Caterina, preoccupata per linfluenza di Coligny, durante le nozze d il via libera ai Guisa e alla
plebaglia parigina, violentemente antiprotestante
23-24/8/1572 Notte di San Bartolomeo: massacro in citt e nelle campagne. I gruppi protestanti del
sud-ovest cominciano a funzionare come una confederazione di Stati indipendenti. Enrico di Borbone,
salvatosi con labiura, riesce a fuggire da corte e si riconverte al calvinismo (1576).
1576 Guisa creano la Lega santa, sostenuta dalla nobilt cattolica e da Parigi.
1584 muore il duca dAngi, ultimo figlio di Enrico II erede presuntivo Enrico di Borbone

GUERRA DEI TRE ENRICHI


Il re Enrico III, Enrico di Borbone, Enrico di Guisa, capo della lega santa.
1587-88 grazie allappoggio della corona spagnola, la Lega sostituisce il proprio potere a quello del
monarca, cos questi attir a Blois Enrico di Guisa e il cardinale di Lorena, e li uccise.
Alleato con Enrico di Borbone, strinse dassedio Parigi nel 1589, ma dopo un mese cadde per mano di
un frate fanatico, e design suo successore Enrico di Borbone, che divent Enrico IV.
1589-1610 Enrico IV di Navarra, affabile e cavalleresco, temprato dalle armi.
La Lega gli contrappose la candidatura di Isabella, figlia di Filippo II: truppe spagnole entrarono in
Francia dai Pirenei e dai Paesi Bassi per imporla, ma proprio questo permise ad enrico IV di presentarsi
come il campione dellunit e dellindipendenza nazionale e di trasformare la guerra civile in una
guerra contro linvasore esterno e i suoi alleati interni.
Nel suo programma si riconoscevano anche i politiques, i cattolici moderati che ponevano linteresse
dello Stato al di sopra delle divisioni religiose, provenienti da magistrature e borghesia amministrativa.
(vedi Jean Bodin teorizza lautorit assoluta del monarca temperata dal rispetto delle leggi
fondamentali del regno)

Inoltre giocano a favore di Enrico la stanchezza delle guerre interne, e lapprensione rispetto agli
eccessi parigini, e rispetto ai focolai anarchici che erano esplosi in varie province.
1593 Pubblica conversione al cattolicesimo di Enrico IV, assolto poi da Clemente VIII.
1598Pace di Vervins, firmata da Filippo II ormai infermo: ha vinto la Francia.
Editto di Nantes: Enrico sancisce la pace religiosa: cattolicesimo religione di Stato, ma gli
ugonotti possono praticare il loro culto (tranne che a Parigi e pochi altri luoghi) e presidiare un
centinaio di piazzeforti.

10.6 LEuropa orientale: Polonia e Russia


Regno polacco-lituano: crogiolo di popoli (poalcchi, lituani, lettoni, ucraini, bielorussi, ruteni, tedeschi)
e di fedi religiose: (cattolici, greco-ortodossi, luteranesimo delle minoranze tedesche, calvinismo fra i
nobili, conventicole anabattiste e antitrinitarie alimentate da profughi italiani, ebrei immigrati dalla
Germania)
1573 ribadito il principio della tolleranza religiosa, nonostante la controffensiva gesuita.
Questa complessit era dostacolo ad una forte affermazione polacca.
Inoltre la nobilt era eccezionalmente numerosa e fieramente attaccata ai propri privilegi e alla
tradizione militare; questo ceto fu protagonista di una grande fioritura artistica e intellettuale nellet
rinascimentale (vedi Copernico)
Cera un asservimento durissimo dei contadini, costretti a lavorare nelle terre dei signori fino a sei
giorni la settimana;
In questo modo si verificava un forte indebolimento della monarchia, limitata dai poteri del Senato e
della Camera dei deputati, entrambe espressione della nobilt.
1572 muore Sigismondo II, ultimo re Jagellone, senza eredi; si afferma definitivamente il carattere
elettivo e non ereditario della corona polacca.
Da allora la nobilt elesse sempre re stranieri che, senza appoggi interni, dovevano sempre farsi aiutare
da una o da unaltra fazione aristocratica: dietro la facciata monarchica, la Polonia era una repubblica
aristocratica, a lungo andare incapace di reggere lurto delle nuove monarchie assolute.
Russia moscovita:
come in Polonia, territorio sconfinato e poco popolato con scarso sviluppo della vita cittadina e dei
traffici, quasi tutti in mano a stranieri, economia agricola iperniata sullo sfruttamento da parte di grandi
aziende del lavoro coatto dei servi della gleba.
Tuttavia tutti i poteri erano nelle mani del monarca, nei cui confronti i nobili erano in soggezione
servile: ci si deve al fatto che i nobili fossero molti meno che in Polonia, e che la Chiesa ortodossa,
legata alla tradizione bizantina, usava rendere sacra la figura dello zar, inculcando ai sudditi
lobbedienza incondizionata (Cesaropapismo).
1462-1505 Ivan III il Grande

1505-33 Basilio III


scuotono il giogo mongolo ed rendono la Moscovia protagonista di unimportante espansione
territoriale.
Si appoggiavano alla stretta associazione Stato-Chiesa e crearono una nuova nobilt, che assicurasse
servizio militare e civile in cambio di terre.
1533-84 Ivan IV: tale processo raggiunge il punto pi alto: dopo essersi fatto incoronare Zar (da
Caesar)nel 1547 inizia una politica di alleanza coi ceti inferiori in funzione antinobiliare
1550 convoca il primo zemskij sobor, una sorta di assemblea nazionale contrapposta alla Duma
(consiglio dello zar composto dai boiardi), e cre il primo nucleo di un esercito professionale.
Allestero intrecci rapporti economici con loccidente, specialmente con lInghilterra.
Dal 1560, dopo la morte della moglie, che laveva moderato, Ivan diede segni di squilibrio e di ferocia
gratuita: confische indiscriminate vs boiardi e chiunque sia sospetto di ostilit: 1570 Massacra la
popolazione di Novgorod
Inoltre la guerra vs Polonia e Svezia per il controllo dello sbocco sul Baltico si conclude solo nel 1582
con la sconfitta della Russia
fughe di massa dalla Russia.
1584-98 Fedor I, infermo di mente;
1598-1605 il potere fu esercitato dal cognato Boris Godunov, che si fece riconoscere zar, nonostante
fosse sospettato di aver ucciso il nipote Dimitri; egli continu la politica antinobiliare di Ivan IV e
diede un impulso allesplorazione della Siberia. Con un decreto permetteva di riprendere gli schiavi
fuggiaschi, in modo da combattere lo spopolamento delle campagne.
Negli ultimi anni del suo regno ci furono gravi carestie e pestilenze, ed egli dovette lottare contro un
Dimitri redivivo.
Epoca dei torbidi: Alla sua morte la Russia sprofond nellanarchia, che fin solo nel 1613 quando
lassemblea nazionale elesse a zar Michele Romanov, la cui dinastia regn fino al 1917.
11. LEuropa nella guerra dei Trentanni

11.1 Il Seicento: un secolo di crisi?

Nellarco del secolo la popolazione europea pass da 100 a 115 milioni circa: un aumento
modesto, ma pi accentuato nelle regioni nord-occidentali, economicamente allavanguardia, e
nelle regioni orientali, chepartivano da dentit molto ridotte.
Tra il 1620 e il 1650 si inverte la tendenza dellaumento dei prezzi che aveva
caratterizzato il
Cinquecento. Questo fenomeno in rapporto con
lattenuarsi della pressione della domanda, a sua volta legato alla curva
demografica.
Pi che di crisi, si pu parlare di una redistribuzione delle risorse a
vantaggio dei paesi affaccuiati sullAtlantico e a danno dellEuropa mediterranea e
dellarea germanica.

Prosegu la tendenza allesproprio dei coltivatori diretti da parte dei ceti urbani e si aggrav

ulteriormente il peso della rendita fondiariasui fittavoli e i mezzardi.

Alla rendita feudale e al prelievo signorile ed ecclesiastico (la decima) si aggiungeva poi il
crescente peso delle imposte statali.

Sotto il profilo economico, laggravamento complessivo degli oneri che pesavano sulle
campagne e sulle classi lavoratrici annullava gli indubbi benefici rappresentati dalla
diminuzione del prezzo del pane.

11.2 La rivoluzione scientifica e filosofica


o

Nella storia del pensiero scientifico, filosofico e politico, il


Seicento si pu considerare per eccellenza il secolo di
transizione alla modernit.
Le intuizioni di Macchiavelli e
Copernico divennero patrimonio comune dei circoli pii
avanzati e si legarono a una complessiva visione del mondo, a
una teoria della conoscenza, a una nuova concezione del metodo
scientifico consapevolmente alternatiev rispetto alla tradizione
aristotelica-scolastica.

Cartesio, Copernico, Keplero, Galilei, Newton, Boyle sono alcuni dei


nomi che rivoluzionarono il modo di pensare del 600
sono i princpi
generali e i metodi della nuova scienza a dare il senso di una rivoluzione
intellettuale che inaugura lepoca moderna.

11.2 La prosperit dellOlanda


Il ruolo di primo piano rivestito dagli olandesi nella
rivoluzione scientifica e filosofica un riflesso del
carattere avanzato delleconomia e della societ delle
Province Unite nel XVII secolo
le Province Unite
erano protagoniste di uno spettacolare sviluppo
economico, che ne fece la potenza marittima e
commerciale pi importante dEuropa.
Gli olandesi divennero i carrettieri del mare, i padroni dei tarsporti per via dacqua. Una delle rotte
pi frequentate era quella del Baltico, dove i velieri olandesi portavano spezie orientali, i vini, i
manufatti dellEuropa occidentale per tornare carichi di cereali polacchi, legname, ferri e rame svedesi,
pece e pellicce provenienti dalla Russia.
Essi si impadronirono di Ceylon, dellisola di Giava e delle Molucche in Asia, del territorio del Capo
allestremo sud del continente africano, e per quasi trentanni di installarono anche sulle coste del
Brasile. Un altro insediamento olandese oltre lAltlantico fu Nuova Amsterdam, che gli inglesi
ribattezzarono New York quando riuscirono a impossessarsene, nel 1664. Alle Province Unite rimasero
nelle Americhe, dopo quella data, solo il Suriname e lisola di Curaao.
Estesero il loro controllo alla produzione di alcune spezie, riducendo in schiavit e costringendo a
lavorare nelle piantagioni gli abitanti delle Molucche e delle isole di Banda; praticarono su larga scala

il commercio dintermediazione tra le diverse aree delloceano Indiano, aggiungendo cos questi
profitti a quelli dello smercio in Europa. Nel corso di questi viaggi, gli olandesi scoprirono lAustralia e
la Nuova Zelanda.
Un ruolo imporatnte come fattore della prosperit olandese ebbero, accanto al commercio e
allagricoltura, anche le manifatture. Senza rivali in Europa erano infine le istituzioni finanziarie di
Amsterdam. Le Province Unite furono il primo paese europeo il cui numero degli addetti
allagricoltura scese al di sotto della met degli abitanti.
Non ultima causa di questi eccezionali successi fu il regime di relativa libert religiosa e civile di cui si
godeva nelle Province Unite; sebbene ufficialmente calvinisti, le Province Unite contenevano forti
minoranze di cattolici, di anabattisti e di ebrei.
In unEuropa dominata nel XVII secolo dalle monarchie assolute e dalle aristocrazie, le Province Unite
rappresentavano una felice eccezione con la loro prosperit, con la loro civilt essenzialmente cittadina
e borghese, con la loro adesione ai valori della libert e della tolleranza. In tale contesto si colloca
leccezionale sviluppo della vita intelletuale e artistica.
11.4 La monarchia francese da Enrico IV a Richelieu

Dopo un travagliato periodo delle guerre di religione, la Francia, sotto al ferma guida di
Enrico IV di Borbone riguadagn rapidamente quella posizione dominante della scena europea
che le assegnavano la sua popolazione, le sue tradizioni e la sua vitalit economica. Al rifiorire
delle attivit economiche , contribuirono gli sgravi fiscali, la soppressione di molti dazi e il
programma di costruzioni stradali avviato dal primo ministro di Enrico IV, lugonotto
Maximilien de Bthune, duca di Sully.

La campagna contro gli ugonotti e il progressivo coinvolgimento della Francia nei teatri di
guerra tedesco e italiano ebbero come conseguenza un rapido aumento della pressione fiscale e
in particolare della taglia, che gravava quasi esclusivamente sulle campagne fu questa la causa
principale della grande ondata di rivolte popolar che scosse la francia a partire dal 1625 circa.

Al gigantesco sforzo di accentramento e rafforzamento del potere monarchico, si possono


ricondurre anche le benemerenze di Richelieu (il primo ministro) in campo culturale, cos come
gli impulsi da lui dati al commercio.

11.5 La Spagna da Filippo III al duca di Olivares


v

Con linetto e incolore Filippo III si inaugura in Spagna lera dei privados o validos, cio dei
favoriti onnipotenti, a cui sovrani incapaci di governare delegano tutti i poteri di decisione e di
comando. Il favorito di Filippo III fu Francisco Gmez de Sandoval duca di Lerma, che prese
la grave decisione di espellere dalla penisola iberica i moriscos, cio i sudditi di origine araba
convertiti al cristianesimo, che in talune regioni costituivano unindispensabile manodopera
specializzata per lagricoltura e per lindustria. Furono quasi 300.000 i moriscos che lasciarono
la Spagna, aggravandone cos dun colpo il declino economico e demografico.

Con lavvento di Filippo IV si afferm lonnipotenza di Gaspas de Guzamn, conte di


Olivares, che era un uomo energico, pieno di zelo per il bene pubblico, ed era persuaso dalla
necessit di introdurre profondi mutamenti nelle strutture economiche e politiche della

monarcia. Egli, per, era erede della tradizione imperiale spagnola, che non poteva assistere
indifferente als accheggiodel dominio coloniale iberico da paret degli olandesi n di restare
neutrale di fronte al conflitto acceso tra cattolici e protestanti. Appoggi militarmente al
controffensiva degli Asburgo di Vienna contro gli insorti boemi e decise di non rinnovare la
tregua con le Province Unite. Queste guerre portarono, negli anni seguenti allaffannosa ricerca
di denaro a tutti i costi, al peggioramento della situazione militare e al crescente malcontento
delle province, che porteranno a una serie dir ivolte e avvieranno il definitivo declino della
monarchia spagnola.
11.6 Limpero germanico e la Svezia

Alla morte di ferdinando I, la dignit imperiale era andata con le corone di Boemia e
Ungheria e con i ducati austriaci al figlio Massimiliano II, cui succedette Rodolfo. Questultimo
era rigido assertore del cattolicesio e dovetet far fronte a una larghissima diffusione el
luteranesio e del calvinismo: verso il 1580 oramai la grande maggioranza della nobilt nei
domini asburgici aveva abbandonato la Chiesa cattolica. Nel 1611 Rodolfo venne deposto e la
corona di Boemia venne cinta al fartello Mattia, che lanno successivo fu eletto imepratore.

Tra i Paesi affacciati sul mar Baltico, nessuno alla fine del Cinquecento poteva competere
per estensione e popolazione con la Polonia-Lituania. Carlo IX (nominato reggente di Svezia e
Polonia) manifest subito mire espansionistiche in direzione della Danimarca. Questi conflitti
aprirono la via alle imprese del figlio e successore Gustavo Adolfo, che in soli ventanni riuscir
ad imporre la supremazia svedese su tutto il Baltico.

11.7 Le prime fasi della guerra dei Trentanni (1618-29)


o

Sul trono imperiale a Mattia, era candidato a succedere il nipote Ferdinando, intransigente
campione della Controriforma cattolica. Ferdinando ottenne la designazione a re di Boemia e di
Ungheria, in cui i protestanti erano in grande maggioranza. Ma le misure prese a favore del
cattolciesimo dei reggenti che rappresentavano il potere imperiale a Praga indignarono i ceti
boemi, che si autoconvocarono nel 1618. Intanto limperatore Mattia era morto e la Dieta
imperiale elesse imperatore Fedinando. I ceti boemi, dopo aver dichiarato deposto Ferdinando,
avevano offerto la corona al calvinista Federico V.

Ci spinse limperatore a chiedee aiuto della Spagna e della Lega cattolica tedesca. Nella
primavera-estate del 1620 gli eserciti bavarese e imperiale sottomisero lAlta e la Bassa Austria
e penetrarono in Boemia. Alla vittoria degli imperiali segu una dura repressione: in Austria e
Boemia i pastori luterano e calvinisti furono espulsi, i capi della ribellione furono giustiziati e la
nobilt protestante venne posta di fronte allalternativa di convertirsi o emigrare. Alla
ricattolicizzazioen forzata, si accompagn in Boemia limposizione di una nuova costituzione
che sanciva lereditariet della corona nella casa dAsburgo e limitava i poteri ai ceti.

Le ostilit fra la Spagna e le Province Unite si riaprirono; questo era dovuto allo spostamento
della Francia, che aveva fino allora mantenuto una neutralit benevola verso gli Asburgo, su

posizioni di sostegno alla causa protestante e lintervento armato del re di Danimarca Cristiano
IV.
o

La causa cattolcia sembrava ormai avviata a una completa vittoria sia in Germania sia nei
Paesi Bassi, ma le potenze protestanti e la Francia di Richelieu non potevano assistere
indifferenti al trionfo degli Asburgo.

11.8 Dalla guerra di Mantova alla pace di Vestfalia

Per alcuni anni, il centro nevralgico della politica europea si sposto dalla Germania
allItalia settentrionale. Era morto senza lasciare eredi diretti il duca di Mantova Vincenzo II
Gonzaga. Il successore designato era il francese Carlo duca di Nevers. Gli Asburgo
rivendicarono la dipendenza dellimpero del Ducato di Mantova e del Marchesato del
Monferrato che era ad esso unito. Nel 1629-30 un esercito imperiale scendeva le Alpi e si
impadroniva di Mantova. Vari problemi indussero a questo punto i trattati di pace, che
portarono allaccordo di Cherasco: Mantova e il Monferrato restavano ai Gonzaga-Nevers e
la Francia manteneva il possesso di Pinerolo.

Nel 1631 entr in guerra il re di Svezia Gustavo Adolfo, appoggiato parzialemnte dalla
Francia. Egli intendeva non solo difendere la causa protestante, ma affermare
definitivamente legemonia svedese nel Baltico. La schiacciante vittoria apr a Gustavo
Adolfo la via verso la Germania meridionale.

I negoziati di pace afociarono in una serie di trattati (tra Olanda e Spagna, tra Francia e
Impero, tra Svezia e Impero) collettivamente noti come pace di Vestfalia.

La situazione religiosa dellImpero fu modificata, nel senso di ammettere anche il


calvinismo, accanto al cattolicesimo e al luteranesimo.

Restava accesa la guerra tra Francia e Spagna, conclusa nel 1659 dalla pace dei Pirenei, e
restavano le conseguenze economiche e sociali dellimmane conflitto.

La guerra dei Trentanni rimase nella memoria dellEuropa come unepoca di violenza e
di orrore che solo tragedie del XX secolo riusciranno a superare.

12. Rivoluzione e rivolte

12.1 LInghilterra sotto la dinastia Stuart


Giacomo I Stuart succedette al trono inglese della regina Elisabetta. Fin dai primi anni del suo regno si
ripresentarono le due questioni che gi negli ultimi tempi di elisabetta avevano reso difficili i rapporti
tra corona e Parlamento: la questione religiosa e la questione finanziaria.
v

La legilslazione contro i cattolici venne inasprita dopo la scoperta di una congiura che
mirava a far saltare in aria il primo Parlamento convocato da Giacomo: non ebbero per
soddisfazione le richieste dei puritani per una pi radicale riforma della Chiesa dInghilterra.

Le spese sostenute per la guerra contro la Spagna avevano creato una difficile situazioen
finanziaria; al centro del problema era linsufficienza delle entrate a fronte di spese in continuo
aumento.

La popolazioen inglese continu ad aumentare fin verso il 1650, ma lincremento


demografico non fu pi accompagnato da un parallelo sviluppo delle attivit produttive:
lesportazione di pannilani, pilastro del commercio inglese con lestero, si dimezz nel giro di
pochi anni anche a causa dello sconvolgimento delle tradizionali correnti di traffico determinato
dallo scoppio della guarra dei Trentanni.

Sotto il successore Carlo I gli effetti di una serie di cattive annate agricole accrebbe la
miseria dei ceti inferiori; il problema finanziario diventava cos, per la monarchia inglese, un
problema politico.

12.2 Il regno di Carlo I e lo scontro tra corona e Parlamento

Carlo dichiar guerra alla Spagna e organizz una spedizione navale per soccorrere gli
ugonotti di La Rochelle, assediati dalle truppe di Francia.

Il Parlamento convocato nel 1628 condizion ogni votazione di ulteriori sussidi


allaccettazioen da parte del re di un docuemnto in quattro punti che dichiarava illegali le tasse
importe senza il consenso del Parlamento stesso, gli arresti arbitrari, il ricorso alla legge
marziale e lacquartieramento forzoso di soldati in case private.
Il re di pieg a sottoscrivere la petizione, ma subito dopo aggiorn il Parlamento lanno
seguente e quando le sedute ripresero, Carlo I decise di scoglierlo definitivamente. Dal 1629 al
1640, Carlo I govern senza Parlamento.

Le novit religiose imposte da Laud (consigliere di Carlo I) suscitarono nel 1638 una rivolta
nella Scozia presbiterana. Falliti i tentativi di conciliazione, Carlo I si ecise a convocare un
nuovo Parlamento per ottenere i mezzi encessari a condurre la guerra contro gli scozzesi.
Lesercito raccogliticcio messo insieme con grandi sforzi fu meso in rotta dagli spagnoli.In

questa
situazione, non rimase a Carlo I altra via che convocare nuovamente la rappresentanza della
nazione.

Il Parlamento che si apr nel 1640 passato alla storia come il lungo Parlamento, perch
rimase in carica fino al 53. Nella Camera dei Comuni erano in netta maggioranza gli avversasi
della politica assolutistica del sovrano. I Comini seppero intimidire e trascinare la Camera del
Lords a procedetetro in pochi emsi a smantellare tutti i capisaldi del potere regio: furono
soppressi i tribunali sottoposto allinfluenza diretta del monarca e venne decretata
linamovibilit, furono decretate illegali molte imposte introdotte nellultimo decennio, i
vescovi vennero estromessi dalla camera dei Lords e il re venne privato del diritto di scgliere il
Parlamento senza il consenso di questultimo.
Nel 42 il re si present in Paralemtno con un drappello di armati per arerstare i capi
dellopposizione, ma il colpo and a vuoto perch questi ultimi, avevrtiti in tempo, si erano
messi in salvo. Il Parlamento si tarsfer nella City, mentre il re lasci la capitale e chiam a
raccolta tutti i sudditi a lui fedeli.

12.3 la guerra civile. Cromwell e la vittoria del Parlamento


La guerra civile vera propria ebeb inizio nel 1642 e sembr in un primo tempo volgere a favore del re.
Il primo imporatnte successo venen ottenuto grazie al valore di Oliver Cromwell.
Vista inutile ogni ulteriore resistenza, Carlo I prefer un anno dopo arrendersi agli scozzesi, che lo
conseganrono al Parlamento di Londra; ma non smise per questo di intrigare n di intavolare trattative
ora con il Parlamento stesso, ora con gli scozzesi e ora con i generali dellesercito, nella speranza di
dividere gli avversari e metetrli luno contro laltro.
Alla fine del 1647 il re fugg, e con lappoggio degli scozzesi cerc di riaccendere la guerar civile.
Questa volta, Cromwell e gli altri capi militari erano decisi a farla finita.
12.4 Il decennio repubblicano: Cromwell al potere
Il puritano Oliver Cromwell assunse il potere parlamentare, condann a morte il re, proclamando la
Repubblica e la nascita del Commonwealth (Repubblica unita di Inghilterra, Scozia e Irlanda). Per
la prima volta nella storia europea un movimento rivoluzionario ebbe come esito leliminazioen
fisica di un sovrano. In politica interna, la strategia di Cromwell assunse sempre pi i caratteri di
una dittatura militaree manifest tutta al sua vioenza reprimendo nel sangeu la rivolta irlandese; in
ambito estero punt soprattutto allespansione della potenza commerciale e coloniale inglese,
promulgando lAtto di navigazione in funzione antiolandese, imponendo il monopolio dei traffici
sulle colonie inglesi. Cromwell stipul trattati commerciali con la Svezia, Danimarca e Portogalli,
accenuando il ruolo di prima potenza commerciale dellInghilterra. La sua morte segn la fine della
Repubblica: fu, infatti, ripristinata la monarchia nella persona di Carlo II Stuart, che si impegn a
governare di concerto on il Parlamento, a concedere una larga amnistia e a tolelrare una certa libert
religiosa.
12.5 La Francia a met del Seicento: il governo Mazzarino e la Fronda
Durante Richelieu si erano verificate molte rivolte popolari, sempre geograficamente circoscritte e
fondamentalmente spontanee. Diversamente and per la Fronda.
1642 muore Richelieu
1643 muore Luigi XIII reggenza di Anna dAustria, madre di Luigi XIV, che affida la direzione a
Mazzarino, cardinale creato da Richelieu. Egli rimase fedele agli indirizzi del predecessore, ma
aggiunse una maggiore attitudine diplomatica al compromesso. Eredit ed accrebbe cos
limpopolarit del predecessore, anche perch era straniero e di modeste origini.
I principi di sangue reale e i nobili presero a complottare; gli officiers (detentori di uffici venali)
protestavano contro lautorit degli intendenti e contro la creazione continua di nuove cariche, che
deprezzava le gi esistenti; i rentiers (detentori di cartelle del debito pubblico) lamentavano i ritardi
con cui erano pagati gli interessi; tutti denunciavano larricchirsi di finanzieri e appalatatori delle
imposte, di cui il governo non poteva fare a meno.

FRONDA PARLAMENTARE:
1648, anno in cui si avvia a conclusione la guerra dei Trentanni, viene avanzato un nuovo pacchetto
fiscale (trattenuti 4 anni sugli stipendi di chi voleva rinnovare la paulette): il Parlamento parigino
concerta con le altre corti sovrani residenti a Parigi un programma di riforme, che prendono forma
nei 27 ARTICOLI che presentano diverse analogie con quelle avanzate dal Parlamento inglese,
sebbene i Parlamenti francesi fossero dei tribunali dappello non rappresentativi: chiedono

soppressione intendenti

diminuzione delle imposte

rifiuto del sistema degli appalti

obbligo di far aprovare ogni tassa nuova dai parlamenti

illegalit degli arresti arbitrari

La regina e Mazzarino fecero arrestare Broussel, esponente della magistratura parigina, ma la piazza
insorse e si alzarono delle barricate a Parigi (27-28 agosto). Il re dovette cedere e firmare la
Dichiarazione regia, il 22 ottobre.
1/4/1649 Pace di Saint-Germain chiude, con la sconfitta della monarchia, la fase della fronda
parlamentare.
FRONDA DEI PRINCIPI:
1650-1653: il principe di Cond e gli altri nobili sono rivali di Mazzarino, e ordiscono uninestricabile
trama di intrighi, senza il barlume di un disegno politico organico. A pagare il prezzo di questo
rigurgito di anarchia feudale furono le campagne, esposte al passaggio di soldatesche e flagellate
dalla carestia negli anni 1651-52.
1652 sotto Parigi, il re riporta la vittoria grazie al generale turenne, ma la vittoria fu dovuta soprattutto
allesaurimento generale del Paese: 1653 Mazzarino e il re rientrano trionfalmente, grazie anche
alla consapevolezza che la monarchia era lunica in grado di scongiurare lanarchia feudale e la
prepotenza dei Grandi: su questa convinzione far poi leva lassolutismo di Luigi XIV.
Rimaneva ancora aperta la guerra con la Spagna, ma grazie anche allintervento di Cromwell,
Mazzarino fu infine in grado di imporre nel 1659 la pace dei Pirenei ; veniva inoltre stipulato il
matrimonio fra Luigi XIV e Maria Teresa, figlia di Filippo IV.
12.6 Le rivolte nella penisola iberica:
Dal 1637 al 1643 le sorti della guerra dei trentanni volgono a sfavore della Spagna vs Province Unite.
Diquesto approfittarono Catalogna (estremit orientale) e Portogallo, provocando dei rovesci
militari.
CATALOGNA: la Catalogna si considerava una nazione distinta dal Portogallo, diversa per lingua,
cultura, istituzioni giuridiche e amministrative.

Nel 1640 il conte-duca di Olivares approfitt dellapresenza in loco di un esercito castigliano per
convocare le Cortes e imporre lUnion de las armas; la catalogna insorse e chiese aiuto alla Francia:
nel 1641 venen proclamata la sua unione al Regno dei Borbone, pur col mantenimento delle sue
istituzioni.
Filippo IV dovette licenziare Olivares nel 1643;
1648 pace di vestfalia + Fronda in Francia + timori dellaristocrazia catalana, che rischiano di subire il
radicalizzarsi della lotta sociale, che da rivolta separatista stava trasformandosi di guerra contro i
ricchi. 1652 Filippo IV riesce a riprendere la regione con lesercito.
PORTOGALLO: nel 1640 il Portogallo risponde con uninsurrezione molto organizzata alla chiamata
alle armi dei nobili portoghesi da parte di Madrid; questo port allindipendenza e mise sul trono
Giovanni IV Bragana:
1668: Una lunghissima e torbida guerra porta a riconoscere lIndipendenza del Portogallo
Castiglia in ginocchio per cinquantanni di guerra ininterrotta:
1647 nel Regno di Napoli scoppia una rivolta, mentre velleit separatisti scuotono anche lAragona.
1649 la peste riduce di un terzo gli abitanti della Castiglia.

13. L'Italia del Seicento

1.13 La popolazione e le attivit economiche


Demografia e vita economica sono i settori in cui pi evidenti appaiono le tendenze involutive che
investono la penisola italiana nel XVII secolo. La prosperit di molte citt dell'Italia settentrionale si
era basata, nei secoli precedenti, sulla produzione di articoli di lusso e sulla loro esportazione verso
mercati lontani in Europa e nel Levante. Furono soprattutto queste attivit ad essere duramente colpite
dalla crisi del Seicento.
Da paese sviluppato prevalentemente importatore di materie prime ed esportatore di manufatti e servizi
l'Italia era divenuta cos un paese sottosviluppato prevalentemente importatore di manufatti e servizi ed
esportatore di materie prime.
Le cause furono inanzitutto la vittoriosa concorrenza dei produttori dell'Europa nord-occidentale. In
queste aree era avvenuta per tempo la conversione verso prodotti meno costosi e pi richiesti dal
mercato internazionale.
Non si pu infine prescindere dagli effetti devastanti della guerra dei Trent'anni nell'Italia settentrionale
e in Germania e dalle gravissime pestilenze che imperversarono. facile immaginare quali
ripercussioni negative potessero avere sulla vita economica il fatto che una parte della popolazione per
in seguito alle pestilenze.
I vuoti aperti dalla peste furono colmati abbastanza rapidamente, tanto che a fine Seicento la
popolazione italiana era tornata sui livelli del 1600.

L'agricoltura resse molto meglio dell'industria e del commercio alle avversit, anche se durante tutto il
secolo le attivit industriali fiorirono nel Nord Italia.
A questi sviluppi rimase poi largamente estraneo il Mezzogiorno, che oltre al fiscalismo spagnolo,
dovette sopportare l'accresciuta pressione baronale.
13.2 La vita sociale e la cultura
Tra Cinque e Seicento alle famiglie che abbandonano il profitto per la rendita, derivante dalla terra o
dal possesso dei titoli del debito pubblico, sempre pi stentano a sostituirsene altre desiderose di
prendere il loro posto.
La Chiesa aveva un posto centrale nella vita italiana del Seicento. Oltre ad essere sovrano di uno dei
maggiori Stati della penisola, il pontefice esercitava anche fuorti dai suoi confini poteri che nelle altre
nazioni cattoliche erano delegati ai monarchi, dalla nomina dei vescovi al controllo giurisdizionale sul
clero secolare e regolare, che era dovunque una componente non trascurabile della popolazione.
Le popolazioni ecclesiastiche detenevano una parte importante della ricchezza fondiaria.
L'autorit e il prestigio di cui godeva il clero erano frutto soltanto di un'adesione massiccia degli italiani
di ogni categoria sociale all'ortodossia cattolica. Le uniche minoranze religiose che riuscirono a
sopravvivere in Italia furono le comunit valdesi e gli ebrei.
La grande maggioranza degli intellettuali pieg la testa e profess obbedienza ai dettami della Chiesa
non solo in campo religioso, ma anche in campo filosofico e scientifico, dove imperava la Scolastica
nella versione di San Tommaso.
Le universit conobbero quasi tutte una profonda decadenza, sostituite nella formazione dei rampolli
delle classi abbienti dai fiorenti collegi dei gesuiti, dei barnabiti e dei somaschi.
La valutazione globalmente negativa del Seicento nell'evoluzione intellettuale del nostro Paese ha
spesso risentito dell'importanza quasi esclusiva attribuita alla storia della filosofia e a quella della
letteratura.
13.3 I domini spagnoli: Milano, Napoli e le isole
Gli inizi del governo spagnolo a Milano e a Napoli non erano stati privi di aspetti positivi, evidenti
soprattutto in un rafforzamento dell'autorit statale e nella tendenza verso un certo equilibrio territoriale
e fiscale. A partire dal 1620 circa l'impegno della Spagna nella guerra del Trent'anni port a un forte
aggravamento della pressione tributaria. Le classi dominanti rafforzarono la propria egemonia
sull'insieme della societ.
L'importanza strategica dello Stato di Milano indusse la corte di Madrid a trattare questi sudditi con un
certo riguardo, anche se ingenti somme furono fatte affluire a pi riprese dalla Spagna e dal
Mezzogiorno per il mantenimento delle truppe. Tutto ci contribuisce a spiegare la notevole ripresa
demografica ed economica del Paese dopo la stipulazione della pace dei Pirenei tra Spagna e Francia; e
rende ragione anche della mancanza, nel Seicento lombardo, di rivolte e sommosse paragonabili a
quelle esplose nell'Italia meridionale e insulare.
Le conseguenze della crisi economica e politica che colp la monarchia spagnola nel suo insieme

furono assai pi gravi nel Mezzogiorno e nelle isole. L'indebolimento dell'autorit centrale port a
un'estensione a macchia d'olio del potere feudale.
13.4 Le rivolte antispagnole a Napoli e in Sicilia
Una grave carestia e il malcontento creato dal fiscalismo spagnolo furono all'origine del fermento
popolare a Palermo, che si espresse (nel maggio 1647) con saccheggi e incendi di case. Il vicer
spagnolo fu costretto ad abolire le odiate gabelle e ad provare una riforma dell'amministrazione
municipale che assegnava alle maestranze il controllo dell'annona e della polizia. Tali concessioni
furono poi gradualmente ritirate e contro i capi della rivolta furono pronunciate varie condanne a morte.
Anche a Napoli la causa immediata della rivolta fu una nuova gabella. L'organizzazione politicomilitare creata dai rivoltosi riusc per parecchi mesi a tenere in scacco il vicer duca D'Arcos e le esigue
forze di cui disponeva. Nel frattempo estesi moti scoppiavano nelle province contro i baroni e contro i
loro sgherri, cui venne data una caccia spietata.
Nell'ottobre, gli insorti napoletani proclamarono la repubblica e invocarono la protezione del re di
Francia. Ma il cardinale Mazzarino era restio a impegnarsi a fondo in un'area cos lontana.
Il fallimento della rivolta antispagnola a Napoli determin un aggravamento della crisi economica e
sociale gi in atto nel Mezzogiorno d'Italia e chiuse per sempre la prospettiva della formazione di un
fronte antifeudale comprendente i ceti medi e popolari urbani e le masse rurali. I vicer spagnoli che si
succedettero nella seconda met del Seicento condussero un'azione di contenimento della prepotenza
baronale, di repressione del banditismo e di promozione del ceto civile e ministeriale.
13.5 I principale ducati indigeni: Ducato di Savoia e Granducato di Toscana
n Il lungo regno di Carlo Emanuele I fu contraddistinto da iniziative espansionistiche che contribuirono
non poco al rafforzamento interno dello Stato e alla costruzione di un apparato militare e fiscale tale da
permettere al Piemonte di giocare una parte non trascurabile sulla scena internazionale tra Sei e
Settecento.
n Nel Granducato di Toscana i progressi compiuti in direzione dello Stato moderno sotto Cosimo I si
arrestano sotto i suoi successori, che si appoggiarono alle vecchie famiglie della nobilt fiorentina e ai
tradizionali legami della casata medicea con la Santa Sede.
13.6 Le repubbliche oligarchiche e lo Stato della Chiesa
w Gli indirizzi di politica estera e interna adottati alla fine del Cinquecento dalla Repubblica di Venezia
sotto l'influenza del partito dei "giovani" determinarono una tensione crescente alla Santa Sede con la
Santa Sede. L'arresto di due religiosi colpevoli di reati comuni attir sulla Repubblica i fulmini del
nuovo papa Paolo V. Di fronte al rifiuto di consegnare i due rei, il pontefice non esit a scomunicare e
quindi scagliare l'interdetto. Per il resto, la politica dei "giovani" non consegu risultati di rilievo.
w Nello stato Pontificio, nel corso del secolo, si va esaurendo la precedente spinta a un maggior
accentramento e a un pi saldo controllo delle province. Nella maggior parte del Lazio si estendevano

enormi latifondi appartenenti alle grandi casate romane, coltivati in maniera irregolare.
Con questa desolazione, faceva contrasto lo splendore architettonico e artistico della capitale. Per far
fronte alle spese richieste dai grandi lavori pubblici e da una corte sfarzosa, la Camera apostolica
ricorreva sia ai proventi delle imposte, sia alla raccolta di capitali mediante la vendita dei "luoghi di
monte", titoli del debito pubblico che assicuravano una rendita vitalizia o perpetua.
Nella seconda met del Seicento, il prestigio internazionale del papato cominci a declinare e
apparvero sempre pi evidenti i difetti di un governo temporale caratterizzato al tempo stesso
dall'accentramento del potere sovrano e dalla mancanza di continuit dinastica.

14. Imperi e civilt dell'Asia tra XVI e XVIII secolo

14.1 La China sotto le dinastie Ming e Manci


Intorno al 1600,almeno 370 milioni, abitavano l'immenso continente asiatico. I popoli dell'Asia
avevano dato via a grandi e millenarie civilt, per molti aspetti pi evolute di quelle dell'occidente
europeo, e da esso profondamente diverse per strutture economico-sociali, religione e cultura.
u La pi antica e la pi prestigiosa era quella dell'"Impero Celeste" cinese, che proprio nell'et
moderna raggiunse la sua massima estensione.
Lo sviluppo0 di questa societ era stato reso possibile essenzialmente dalla perfezione cui era stato
portata soprattutto nelle regioni meridionali, bagnate da grandi fiumi, la coltura del riso, del quale,
grazie all'irrigazione, si potevano ottenere due raccolti l'anno. Notevole sviluppo avevano altre
coltivazioni come quelle del t, la bevanda nazionale, e del cotone. Molto minore che in Europa era
l'impiego del bestiame da lavoro.
In Cina ebbero origine molte scoperte cruciali: la bussola ad ago magnetico, la carta, la stampa, la
polvere da sparo. I cinesi avevano inoltre raggiunto livelli ineguagliati in Europa nella fusione del
ferro, nella manifattura di porcellane e nella tessitura serica; anche il commercio conobbe un grande
sviluppo.
Le condizioni di pace e di stabilit necessarie a questa espansione furono a lungo assicurate dalla
dinastia Ming (1369-1644).
Il crescente prelievo fiscali e l'incremento demografico portarono a un peggioramento delle condizioni
di vita dei contadini, aggravate, nel XVII secolo, la una serie di terribili carestie: estete rivolte
contadine scoppiarono nel terzo e quarto decennio del secolo, e di questa situazione di anarchia
approfittarono i manci per invadere la Cina. Aveva cos inizio la dinastia Q'ing, destinata a regnare
fino al crollo del "celeste Impero", nel 1911.
L'immagine di ordine, di prosperit e di potenza che la Cina offriva agli occhi pieni di ammirazione
dell'Occidente nascondeva per in irrigidimento crescente delle strutture economiche e sociali, un
esasperato tradizionalismo che finir per condannare alla stagnazione e al declino quella grande civilt.
14.2 Il Giappone nell'"era Togukawa"

Lo Stato giapponese si era costituito nel VII secolo sul modello di quello cinese.
La frammentazione del potere, lo stabilirsi di rapporti di vassallaggio e le guerre incessanti tra i vari
signori determinarono una situazione molto simile a quella dell'Europa feudale
v A partire dalla fine del XII secolo accanto all'imperatore, troviamo al figura del "generalissimo", che
deteneva il potere effettivo. Ci port a violente guerre intestine, finch nel 1603 il titolo di
generalissimo fu assolto da Tokugawa Ieyasu, che lo trasmise ai suoi discendenti fino al 1867. Nella
storia giapponese questo periodo noto come "era Tokugawa".
L'"era Togukawa" fu caratterizzata dalla persistenza delle strutture feudali e da un forte accentramento
statale.
Bench i mercati occupassero l'ultimo posto nella gerarchia sociale, le esigenze di beni e di credito
delle sfarzose residenze dei daimyo a Edo (odierna Tokyo) e nelle province e dall'espansione nelle
campagne di colture rivolte al mercato favorirono la crescita di una borghesia degli affari e la
diffusione delle attivit manifatturiere.
Nel Giappone dell'"era Togukawa" andavano quindi maturando le condizioni per il passaggio al sistema
di produzione capitalistico.
14.3 L'impero moghul in India
Il subcontinente indiano era innanzitutto un grande serbatoio di uomini, era inoltre un crogiolo di razze,
di lingue, di religioni diverse.
Al pluralismo religioso faceva riscontro al frammentazione politica. Un sultanato turco-musulmano si
era insediato a Delhi alla fine del XII secolo; esso estendeva la sua influenza sul Punjab e nel bacino
superiore del Gange, ma doveva fare i conti con la bellicosa presenza dei raiput, un'aristocrazia
guerriera organizzata in signorie semi-indipendenti. Nella penisola del Deccan la potenza dominante
era l'impero detto di Viajayanagar, dal nome della sua splendida capitale.
Il precario equilibrio tra queste diverse forze fu improvvisamente rotto dall'irruzione di un capo
militare afghano, Bbaur, che gett le fondamenta dell'impero moghul, destinato a durare fino al XVIII
secolo. Il suo maggior artefice fu per Akbar il Grande, che da un lato sottomise tutta l'India centrosettentrionale, dall'altro riusc a dare a questo immenso territorio un inquadramento statale
relativamente saldo, con la creazione di un'alta burocrazia civile-militare in cui confluiscono sia i
conquistatori musulmano, sia l'aristocrazia locale.
Notevole fu, in epoca moghul, lo sviluppo manifatturiero, stimolato dallo sfarzo della classe dirigente
e in misura crescente anche dalla domanda europea.
L'apogeo dell'impero moghul coincise con il lungo regno di Aurangzeb, il quale unific sotto il proprio
scettro quasi tutto il subcontinente indiano.
14. 4 La Persia e l'impero ottomano
A dividere la Persia dei safawidi dall'impero ottomano era la contrapposizione religiosa tra islamismo
sunnita e sciita. Lo sci Abbas il Grande ottenne importanti successi militari contro i turchi, gran parte
della popolazione rimase tuttavia allo stadio nomade-pastolare. Nel 1722 la dinastia safawide venne

rovesciata ad opera di un invasore afghano, Nadir Shah, e ne segu un confuso periodo di lotte intestine.
L'impero ottomano chiuse nel 1606 senza alcun vantaggio territoriale, la nuova guerra ingaggiata
contro gli Asburgo in Ungheria. La fine dell'espansione territoriale determin gravi conseguenze in una
formazione politica fondata sulla "guerra santa" e sulla conquista.
L'autorit del sultano fu indebolita da un decisivo mutamento nel sistema di successione, cos la
direzione del governo fu per lunghi periodo nelle mani del Gran Visir.
14.5 Asia ed Europa
Limitata fu l'influenza dell'Occidente sull'Oriente; per quanto riguarda le grandi civilt del continente
asiatico, tra il XVI secolo e la met del XVIII secolo i missionari e i mercanti europei ne rimasero per
lo pi ai margini, guardati a seconda dei casi con condiscenza o con sospetto.
Furono le compagni delle Indie olandese, inglese e francese a ottenere concessioni territoriali dai vari
governi asiatici, a organizzare traffici e a distribuire i guadagni tra i loro azionisti.
L'attivit missionaria riguard quasi esclusivamente la Chiesa cattolica; le conversioni da loro ottenute
furono comunque in un numero trascurabile rispetto alle dimensioni della popolazione cinese.
Alla fine del XVII secolo i portoghesi mantenevano in Indonesia solo una parte dell'isola di Timor ed
erano sempre a Macao; in India restavano sotto al sovranit Goa, Diu, Daman e Mangalore. Ai primi
del Settecento il loro commercio era ridotto a un quinto di quello che era stato nel XVI secolo.
Ben pi vasti e numerosi i possedimenti olandesi. Alla Spagna apparteneva sempre l'arcipelago delle
Filippine. La Compagni inglese delle Indie orientali si era insediata a Bombay, a Madras e a Calcutta;
la Compagnia francese aveva la sua base principale a Pondicherry.

15. L'apogeo dell'assolutismo: la Francia di Luigi XIV

15.1 Luigi XIV: il "mestiere del re"


- Luigi XIV aveva 23 anni quando assunse personalmente il potere, alla morte di Mazzarino; il suo
regno dur 72 anni, di cui 54 vissuti alla testa degli affari.
- Questo lungo regno rappresent l'apogeo dell'assolutismo monarchico e fu anche il periodo in cui la
Francia giunse pi vicina ad esercitare una supremazia sul resto dell'Europa.
- La celebre affermazione attribuita a Luigi XIV, "lo Stato sono io", va intesa non solo come
un'orgogliosa manifestazione di potenza, ma anche come l'involontario riconoscimento di un limite: nel
senso che quel tanto di obbedienza e di uniformit che si riusciva ad imporre a una societ
caratterizzata da una molteplicit per noi inconcepibile di privilegi, di "libert" medievali era affidava
alla presenza al vertice dello Stato di una personalit carismatica, capace e desiderosa di tutto vedere e
tutto regolare da s.
15.2 La Corte e il Paese

- La corte si trasfer a Versailles durante il regno di Luigi XIV . Nel palazzo e negli edifici annessi
giunsero ad essere ospitate quasi diecimila persone, tra cortigiani, ministri, funzionari, tecnici e
personale di servizio. Una rigida etichetta regolava la vita di corte, che ruotava tutta intorno alla
persona del re.
- Il soggiorno a Versailles si trasformava per la nobilt francese in una prigionia dorata, che,
costringendola a vivere sotto gli occhi del re ne riduceva l'indipendenza e le possibilit di azione
politica.
- Oltre l'80 % della popolazione viveva sulla terra e della terra e non stupisce che la grande
maggioranza degli abitanti delle campagne vivesse ai limiti della pura sussistenza, alla merc delle
cattive annate e delle carestie.
15.3La direzione dell'economia
-

Assumendo il controllo delle finanze Colbert si propose due obbiettivi essenziali: rimediare al
grave dissesto dei conti pubblici e rilanciare la stagnante economia francese.-

Una delle prime pi clamorose iniziative del regno di Luigi XI fu la creazione di una Camera
di giustizia straordinaria per indagare sugli illeciti arricchimenti. Fu possibile per questa via
rastrellare varie decine di milioni di lire e diminuire quindi il debito pubblico.

Nella visione di Colbert il risanamento finanziario doveva non solo liberare l'erario dei debiti, ma
fornire i mezzi per un deciso intervento dello Stato a sostegno dell'economia.
15.4La direzione delle coscienze
-

Il regno di Luigi XIV caratterizzato in ogni campo dallo sforzo di dettare regole valide per tutti,
di imporre l'ordine e l'uniformit non solo nei comportamenti, ma anche nei gusti e nelle idee: a tale
scopo dovevano servire le numerose Accademie Reali istituite in questo periodo.

- A questa tendenza non poteva certo sottrarsi la vita religiosa. In questo settore Luigi XIV si trov
ad affrontare tre ordini di problemi: la diffusioni in taluni ambienti ecclesiastici e laici della capitale
della corrente giansenista, i contrasti con Roma e la questione ugonotta.
15.5La gloria militare: le guerre di Luigi XIV
n
Ingenti somme furono spese dagli ambasciatori e dagli agenti del Re Sole per assicurarsi l'alleanza
dei principi tedeschi, degli Stati Baltici e dello stesso re d'Inghilterra Carlo II, per corrompere e
ricattare ministri e diplomatici stranieri, per suscitare rivolte nei Paesi nemici, ma assai pi massicce
furono naturalmente le spese militari.
n
Il suo esercito fu sistematicamente riorganizzato: i suoi effettivi passarono gradualmente dai
65.000 uomini del 1667 ai 400.000 del 1705. La prima occasione per mettere alla prova questa
poderosa macchina bellica venne offerta dalla "guerra di devoluzione" contro la Spagna.

n
Luigi XIV riprese quasi subito la sua politica di espansione, questa volta in direzione dell'Impero,
occupando una serie di territori.
n
Fu inevitabile il ricostruirsi di una nuova coalizione europea. Nel luglio 1686 venne stipulata una
lega difensiva tra Spagna, Impero, Svezia e Olanda. Erano cos poste le premesse per il riaccendersi di
un conflitto su scala continentale.
15.6Il tramonto del Re Sole
u
Si sostituirono nuove imposte e, a questo punto, il peso diretto e indiretto delle guerre divenne per
i sudditi sempre pi intollerabile. Al malessere generale determinato dalla miseria, dalla guerra, dalle
tasse e dalle carestie fa riscontro un incupirsi della vita di corte a Versailles.
u L'opposizione sorda contro l'assolutismo di Luigi XIV si manifestava in vari modi: nelle
sommosse popolari spontanee, nella contestazione di una politica che sacrificava l'agricoltura nel
commercio e imprigionava ogni attivit in una gabbia di regolamenti e di divieti, nella rivendicazione
di maggiori poteri da parte di esponenti nell'alta aristocrazia .
u
Anche nella filosofia, nella vita religiosa, nella letteratura e nell'arte si affermano nuovi indirizzi
che sempre pi apertamente ponevano in discussione i princpi sostenuti ed imposti a corte.
u
Gli ultimi anni di Luigi XIV furono contrastati, oltre che da rovesci subiti nella grande guerra di
successione spagnola, da lutti familiari. Il I settembre 1715 a Parigi e nei dintorni si accesero fuochi di
gioia alla notizia della morte del vecchio despota. Il successore era un bambino, Luigi d'Angi, per la
Francia si profilava un'altra reggenza, la terza in poco pi di un secolo.
16. I nuovi squilibri europei tra Sei e Settecento

16.1 La "gloriosa rivoluzione" e l'ascesa della potenza inglese


v

La monarchia Stuart era stata restaurata nel 1660 sulla base di un compromesso con il Parlamento.

v
Le evidenti inclinazioni filo cattoliche del monarca suscitarono ben presto i sospetti e l'ostilit di
un'opinione pubblica sensibile al pericolo del papismo. I timori dei protestanti venivano alimentati dal
fatto che Carlo II fosse privo di figli maschi e che l'erede al trono era il fratello Giacomo, fervente
cattolico.
v
Di fronte ai problemi religiosi e dinastici si crearono in questi anni due schieramenti politici: i
tories erano fautori della monarchia di diritto divino, del legittimismo dinastico, della Chiesa anglicana;
i whigs erano invece i sostenitori del Parlamento e di un pi vasto fronte protestante.
v
Dopo il 1680 la politica regia si sviluppo in un senso chiaramente assolutistico. Il Parlamento
venne ripetutamente sciolto e gli oppositori politici vennero perseguitati da giudici al volere del re.
Salito al trono alla morte del fratello, Giacomo II si adoper subito per il rafforzamento dell'esercito.
v
I maggiori esponenti dei whig e tory si accordarono per rivolgere un appello allo statolder
d'Olanda Guglielmo III, che aveva sposato una figlia di Giacomo II, Maria Stuart. Guglielmo organizz
una spedizione e sbarc a Torbay, mentre Giacomo II fuggiva in Francia.
v
Bench la "gloriosa rivoluzione" del 1688-89 (chiamata cos perch non comport spargimento di
sangue) si presentasse come restaurazione della legalit violata dal re, si tratto in realt di una svolta

decisiva nella storia politica dell'Inghilterra: una svolta che sbarr per sempre la strada dell'assolutismo
e apr la via verso un governo di tipo parlamentare.
v
Il mutamento al vertice della monarchia inglese ebbe come conseguenza immediata il suo
ingresso nella coalizione europea che nel 1689 apr le ostilit contro la Francia. I conflitti con la
maggiore potenza continentale durarono quasi ininterrottamente fino al 1713. L'espansione senza
precedenti delle spese militari contribu a sua volta a determinare una serie di importanti novit in
campo fiscale e amministrativo.
v
L'amministrazione delle finanze, della flotta e dell'esercito richiese a sua volta la costituzione di
una burocrazia statale centrale e periferica quale l'Inghilterra non aveva mai conosciuto.
v
Le guerre prolungate e l'incremento della spesa pubblica non incisero peraltro in maniera
sensibile sull'economia inglese, che continu a svilupparsi a ritmi sostenuti.
16.2 L'espansione della monarchia austriaca
Nel corso della guerra dei Trent'anni era stato sconfitto il disegno di restaurazione cattolica e
imperiale coltivato dagli Asburgo d'Austria.
Il nuovo senso di unit percepibile anche nel rafforzamento degli organi centrali di governo e
nella costituzione di un forte esercito permanente, riorganizzato dallo stratega italiano Raimondo
Montecuccoli, che nel 1664 riport una grande vittoria su un esercito ottomano in marcia verso Vienna
(battaglia del San Gottardo).

Rimaneva esclusa l'Ungheria, per oltre due terzi soggetta al dominio ottomano o al principe di
Transilvania. La cosiddetta "Ungheria imperiale", suddita degli Asburgo, rivendicava non solo la libert
religiosa, ma anche lo jus resistendi, il diritto cio di sollevarsi contro il proprio sovrano qualora questi
avesse violato le leggi fondamentali del Paese. Una vasta ribellione dilag in questa parte dell'Ungheria
quando l'imperatore Leopoldo I cerc di stroncare l'opposizione della nobilt al potere monarchico,
sospendendo le libert costituzionali e avviando una persecuzione contro i protestanti. I rivoltosi
chiesero aiuto all'impero ottomano, che invi un grande esercito ad assediare Vienna. Solo il re di
Polonia Jan Sobieski rispose all'appello del papa a intervenire in difesa della cristianit. La
congiunzione della cavalleria polacca con le forze austriache giunse appena in tempo per rendere
possibile la grande vittoria del Kahlenberg, che spezz l'assedio e mise in fuga le forze ottomane. La
controffensiva austriaca port in pochi anni alla riconquista di tutta la pianura ungherese e della
Transilvania. Il comando delle armate imperiali fu assunto nelle ultime fasi del conflitto da un giovane
imparentato con la dinastia piemontese, Eugenio di Savoia che distrusse l'ultimo grande impero
ottomano.

Nel frattempo i veneziani, entrati in guerra a fianco degli Asburgo, riuscivano a espellere i turchi
dal Peloponneso. La pace stipulata a Carlowitz sanc su entrambi i fronti il grave arretramento
dell'impero ottomano, che dovette cedere agli Asburgo l'Ungheria e la Transilvania, a Venezia il
Peloponneso.

L'ascesa della monarchia austriaca al rango di grande potenza fu completata, al termine della
guerra di successione spagnola, con l'acquisizione dei possedimenti spagnoli in Italia e Belgio, con
quella del Banato e di Belgrado per effetto della nuova vittoriosa campagna contro i turchi. Vienna
venne rapidamente assumendo il volto di una grande capitale, grazie all'ampliamento delle residenze
imperiali e alla costruzione di palazzi e ville nobiliari. Dietro questa facciata di potenza e di splendore
persisteva l'arretratezza complessiva di un'economia ancora per larga parte legata a un'agricoltura di

sussistenza e al servaggio contadino, e rimaneva la fragilit di una compagine politica in cui al potere
del sovrano si contrapponeva quello dei "ceti", riuniti delle Diete dei vari territori.

16.3 La guerra di Successione spagnola e i regni iberici

Nel 1700 si spegneva senza lasciare eredi l'ultimo Asburgo della linea spagnola, il rachitico e
malaticcio Carlo II. Poco prima di morire, si era lasci convincere a redigere un testamento che
proclamava erede universale il duca d'Angi, che assunse il titolo di Filippo V re di Spagna, con la
condizione di una sua rinuncia perpetua ai diritti di successione in Francia. Il comportamento di Luigi
XIV nei mesi seguenti fu per tale da far apparire illusoria la separazione tra le due corone di Francia e
di Spagna.

La guerra venne dichiarata formalmente nel 1702. Alla coalizione antifrancese aderirono la
Danimarca e molti principi tedeschi. Con Luigi XIV e Filippo V erano in primo tempo schierati il duca
di Savoia Vittorio Amedeo II e il re del Portogallo Pietro II: ma entrambi passarono nel campo avverso
nel corso del 1703. Le operazioni condotte su vari fronti volsero decisamente a favore della "Grande
Alleanza".

Nel loro insieme i trattati di Utrecht e Rastaat sancivano un nuovo ordine politico che sarebbe
rimasto a lungo alla base dell'equilibrio europeo.

La sostituzione dell'egemonia austriaca all'egemonia spagnola in Italia e l'affermazione definitiva


della supremazia marittima e commerciale inglese furono i due risultati pi importanti della guerra di
successione spagnola.

Il regno di Filippo V, che inaugur la dinastia dei Borbone di Spagna, fu contrassegnato da una
notevole attivit riformatrice e da una ripresa dell'iniziativa in campo internazionale.
16.4 L'ascesa della Russia di Pietro il Grande e il declino della Svezia
La Russia di fine Seicento era un immenso territorio esteso dal Dniepr al Pacifico e popolato
appena da forse 15 milioni di abitanti. I Romanov portarono a compimento un a notevole espansione
territoriale.
Gli inasprimenti fiscali provocati dalla guerra e il progressivo peggioramento delle condizioni di vita
dei contadini servi della gleba determinarono tuttavia un profondo stato di malessere e di fermento
nella popolazione.

La campagna di modernizzazione russa inizi: furono abbandonate le tradizionali cerimonie


religiose; molti giovani aristocratici furono spediti all'estero per impadronirsi delle scienze e delle
maniere occidentali, e molti tecnici e ufficiali olandesi, tedeschi, italiani furono impiegati nelle
costruzioni navali, nelle manifatture, nella riorganizzazione dell'esercito. In pochi decenni la mentalit
e i costumi della nobilt russa subirono una profonda evoluzione, che aprir un solco incolmabile tra
minoranza colta e le masse contadine, rimaste fedeli alla mentalit e alla religiosit tradizionali.


La trasformazione della societ era finalizzata al rafforzamento militare, e in cima ai suoi
obbiettivi era la conquista di uno sbocco sul Baltico, dato che Arcangelo, l'unico porto russo sul mar
Baltico, era per gran parte dell'anno bloccato dai ghiacci.

Pietro il Grande decise nel 1700 di entrare in guerra a fianco della Danimarca e della Polonia
contro il nuovo re di Svezia Carlo XII.

Pietro occup tutte le coste orientali del Baltico. la "grande guerra del Nord" continu con alterne
vicende, sino alla pace di Nystadt, che conferm allo zar il possesso della Livonia, dell'Estonia,
dell'Ingria e di parte della Carelia. Il predominio della Svezia nel Baltico era finito.

La necessit di armare e di equipaggiare queste moltitudini di soldati e marinai, senza dipendere


dall'estero, fu la principale molla dell'impulso dato alla siderurgia e alla metallurgia, alle manifatture
tessili e alle costruzioni navali. Si tratt per lo pi di imprese statali, o sovvenzionate e protette dallo
Stato, che impiegavano manodopera servile. Anche il commercio con i Paesi occidentali ebbe un certo
sviluppo, ma l'economia russa rimaneva fondamentalmente agricola e caratterizzata dall'autoconsumo.
16.5 La nascita dello Stato prussiano
n Il Brandeburgo era costituito da territori discontinui ed eterogenei, ciascuno dei quali aveva i
propri "ceti" che votavano le imposte e provvedevano all'amministrazione del territorio, senza
preoccuparsi degli interessi generali del loro principe.
n
Nelle campagne brandeburghesi e prussiane i grandi proprietari fondiari esercitavano un dominio
pressoch assoluto sui contadini, che lavoravano gratuitamente le loro terre oltre ai proprio poderi.
n
Per mettere la propria forza militare al servizio della coalizione antifrancese nella guerra di
successione spagnola, il figlio di Federico Guglielmo chiese e ottenne dall'imperatore il titolo di re di
Prussia come Federico I. Federico Guglielmo I ridusse al minimo le spese per la corte e dedic le sue
migliori cure alla formazione di un forte esercito.
n
L'assolutismo di impronta burocratico - militare rimarr caratteristico dello Stato prussiano fino
all'unificazione della Germania.
17 Una nuova epoca di espansione

17.1

Laumento della popolazione europea

Fine del periodo di ristagno del Seicento: moto espansivo in ogni settore. Questa espansione
settecentesca si differenzia da quella del Cinquecento per il suo carattere irreversibile.
Crescita della popolazione: aumento dellordine del 63,5% anche in Asia ed Americhe
-rapporto inverso crescita economia/crescita popolazione: tendenza a riempire gli spazi vuoti (Ungheria
e Russia)
q

Miglioramenti climatici dopo la piccola glaciazione del 600

Miglioramenti nellagricoltura

Fino a pochi anni fa gli studiosi spiegavano la crescita con un calo della mortalit (migliore
alimentazione, condizioni igieniche migliori, minore incidenza di peste, fame, guerra).
-Rimanevano tuttavia altre malattie di carattere epidemico (tifo, difterite, violo)
-La diminuita gravit delle carestie fu reale e si spiega con la maggiore rapidit dei
trasporti, con gli interventi pi efficaci dei governi nelle aree colpite E NON tanto con
un miglioramento generale delle condizioni di vita.
-Le guerre dopo il 1720 avevano un carattere pi localizzato e gli eserciti erano pi
disciplinati.
Di recente gli studiosi pensano che laumento della popolazione sia dovuto piuttosto
allaumento della natalit:
o

calo dellet del matrimonio della donna

diminuzione percentuale del celibato

diffusione del lavoro salariato, che fa saltare i precedenti vincoli economici che
impedivano o ritardavano le nozze.

Resta da chiarire come mai la crescita fu pi forte in aree meno sviluppate economicamente e
demograficamente. Esempio importante lIrlanda: in 100 anni la popolazione triplic: si spiega con la
diffusione della patata, che costituiva una dieta pi equilibrata, dava alti rendimenti e quindi consentiva
di frazionare le aziende agricole in piccoli poderi ma sempre sufficienti a mantenere una famiglia,
favorendo la precocit dei matrimoni: NB nel 1846-47 la carestia i patate provoc una strage.
17.2

Levoluzione dellagricoltura

Lagricoltura contribu allaumento della popolazione.


Adozione di mais (ad alto rendimento) e grano saraceno (adatto anche a climi freddi)
Agricoltura estensiva e intensificazione lavoro dei contadini in quasi tutta Europa
Rendimenti restano modesti; restano: scarsit del concime animale, rotazione triennali, campi aperti
Tuttavia si allargano le aree in cui si pratica agricoltura intensiva e produttiva: in Veneto e Piemonte,
grazie alla fitta rete di fiumi riso, piante foraggere propriet nutritive (azoto) di trifoglio, erba
medica, lupinella e possibilit di allevare vacche da latte concime rotazioni complesse di 9 o 12
anni (mais, marcite, prati artificiali)
ci presuppone aziende compatte di grandi dimensioni, e loro affitto a veri
imprenditori agricoli muniti di capitale x comprare bestiame e pagare i salari, e presenza
di sbocchi commerciali per cereali, fieno, latte condizioni assenti in quasi tutta Europa
In Inghilterra la rivoluzione agricola si connette alla rivoluzione industriale a causa
della produzione di materie prime (lana, orzo, luppolo, cuoio, piante tintorie, ecc..)
dellaumento della domanda di manufatti, dovuto alla formazione di uno strato di fittavoli e coltivatori
benestanti. Infatti gli incrementi di produttivit permisero di mantenere un numero sempre crescente di
non addetti allagricoltura, che a fine secolo super la met della popolazione.
Enclosures (recinzioni al massimo tra met 700 e 1815: campi aperti diventano - del

totale) = ultimo atto di un processo di trasformazione il cui momento centrale costituito dalla
redistribuzione delle terre: complessa ricomposizione fondiaria permette di recintare una terra e
sfruttarla intensivamente. Il che fa diminuire la percentuale di persone addette alla terra.
nel 500 e 600 le recinzioni avevano riguardato soprattutto villaggi in cui la maggior
parte del terreno coltivabile apparteneva ad uno o pochi proprietari che si mettevano
daccordo e compravano le parcelle dei piccoli coltivatori, le recintavano, e ci
riassumevano i coltivatori per lavorarle.
nel 700 invece si seguiva una procedura diversa: i grandi proprietari di una comunit
presentavano una domanda al Parlamento, il quale emetteva un Enclosure act e
nominava un perito per ridistribuire le terre. I piccoli proprietari per recintare dovevano
pagare unimposta proporzionalmente pi alta, ed erano pi danneggiati dal divieto di
condurre al pascolo il bestiame nelle terre altrui, per cui erano spesso indotti a vendere la
terra e trovare lavoro come fittavoli o salariati nelle grandi aziende; i grandi proprietari
ne ebbero grandi vantaggi perch poterono alzare i canoni daffitto e poterono investire
per introdurre grosse migliorie (es: ciclo di Norfolk: rotazione con 1 anno a frumento, 1
a rape, 1 a orzo, 1 a trifoglio o marcite; selezione di specie vegetali e incroci di animali).
17.3

Prezzi e salari, moneta e trasporti

Ci fu una tendenza generale allaumento dei prezzi, e quindi un aumento dei profitti derivati dalla
vendita delle derrate e dei redditi derivati dal possesso della terra (crescente interesse per lagricoltura).
I salari per rimasero nettamente pi bassi nella crescita rispetto ai prezzi. Diminuzione dei salari reali
del 25%
Fattori dinflazione:
v

incremento demografico:
1)

la quantit di cibo non cresce come la popolazione (Malthus)

2)

lestendersi degli agglomerati urbani fece estendere il raggio di approvvigionamento per le


citt, facendo salire i prezzi dei trasporti

3)

lincremento demografico in molte zone si risolse in un processo di proletarizzazione di


vasti strati sociali
aumento dei mezzi di pagamento in circolazione
1)

argento in Messico

2)

oro in Brasile

3)

miglioramento dei trasporti: pi rapida circolazione di denaro, merci, uomini (NB:


strade lastricate e convesse in Francia costruite con le corve, in Inghilterra da
imprenditori privati ch imponevano poi un leggero pedaggio ai passeggeri)

4)

ricorso universale alle cambiali (in Inghilterra alle banconote, convertibili in qualsiasi
momento in moneta larga circolazione fiduciaria)

La diffusione delleconomia monetaria e la maggior disponibilit di capitali attestata alla

discesa dei tassi di interesse: il minor costo del denaro serv spesso a stabilizzare la moneta,
creando un quadro stabile per gli operatori economici
17.4

Il boom del commercio atlantico

Secolo doro del commercio internazionale. Inghilterra e Francia superano lOlanda, e Mediterraneo si
riprende. Soprattutto cresce per il commercio atlantico, con le colonie: forte accelerazione di
sfruttamento e colonizzazione del Nuovo Mondo: (grande aumento della popolazione per coloni
europei, importazione di schiavi neri africani e altissimo tasso di riproduzione, specie in Nord
America.)
Sviluppo di uneconomia diversificata per latitudine e configurazione geologica
Concentrazione della propriet terriera a causa della rapida diminuzione della popolazione indigena:
grandi latifondi di agricoltura estensiva e allevamento brado (estancias, pampas); continue importazioni
di schiavi neri.
Alla fine del 700 si crea un movimento umanitario contrario alla schiavit, che sar abolita nella
seconda met dell800.
NB caratteri delle colonie inglesi nel Nord America:

eccezionale dinamismo demografico


mancanza del meticciato: no commistione indios e coloni (al contrario che nei domini
spagnoli e portoghesi, gli indios venivano sterminati) e indios tenuti in disparte

Centro - sud America diviso tra Spagna e Portogallo:


Spagna Messico, Texas, California, Ande e interno. //

Portogallo Brasile, Argentina

In Brasile la presenza portoghese gravit a lungo intorno a Pernambuco e Bahia (zucchero con schiavi
africani); pi a sud si organizzarono delle spedizioni verso linterno (bandeiras) per catturare indios da
vendere, e nel corso di esse si scoprirono grandi quantit di oro e diamanti
Grandi monoculture di canna da zucchero in Brasile, Grandi Antille, Piccole Antille richiedono
continue importazioni di schiavi neri, che morivano spesso.

17.5

Le origini della Rivoluzione industriale

Rivoluzione industriale = complesso di trasformazioni nel modo di produrre i manufatti, che determin
un ampio e irreversibile mutamento nei consumi e nei modi di vita e rapporti sociali.
Diffusione su larga scala di macchine azionate da energia inanimata
Concentrazione del lavoro nelle fabbriche
Incremento della produttivit per addetto
Produzione in serie per un mercato molto vasto

In Inghilterra avvenne a fine 700, in Europa a met dell800; NB: nelle manifatture cera gi la
concentrazione del lavoro, ma non veniva superata labilit manuale; il termine industria indicava
operosit, e con manifattura si indicava spesso quella che oggi chiamiamo proto industria, o industria
a domicilio. La proto industria permetteva di sfuggire ai vincoli delle corporazioni, avere manodopera a
basso costo, reclutabile in base alle esigenze del mercato, e di investire pochissimo. La manifattura era
poco adatta ad una produzione di massa; se il mercato si ampliava, si doveva ampliare larea di
produzione a domicilio, rischiando di non avere abbastanza controllo sulla qualit, e se si alzavano le
paghe si rischiava di diminuire il numero di pezzi prodotti a cottimo.
di qui la spinta a produrre con delle macchine e a concentrare la manodopera in fabbriche in cui si
potesse tenere a bada la disciplina.
Condizioni della rivoluzione industriale presenti massimamente in Inghilterra:

scarsit di manodopera in certi settori della lavorazione

capacit tecnica per inventare certi congegni meccanici

fonti di energia poco costose

disponibilit di capitali ed energie imprenditoriali pronte al rischio

17.6

domanda in continua espansione: mercato interno ed estero potenzialmente molto


vasto

fiducia nella stabilit dl quadro politico-legislaivo (tutela dei diritti di propriet su


merci e idee innovativebrevetti)

Dallet del cotone allet del ferro

Inghilterra:
Protezionismo sullindustria della lana a scapito del cotone; solo dagli anni 80 del
700 il commercio del cotone decolla dopo labrogazione di misure vs cotone. Questo successo
dovuto al fatto che la materia prima costava poco e poteva essere importata illimitatamente dalle
colonie, al fatto che il cotone era molto pi lavorabile a macchina, e i tessuti in cotone erano pi
economici, lavabili, e avevano un mercato potenzialmente molto vasto. nella prima fase della
Rivoluzione industriale, fino al 1830, il cotone fu il settore di punta e cre il modello d fabbrica che si
estese poi ad altre lavorazioni, in particolare quello siderurgico.
Le invenzioni di macchine corrisposero a precise fasi della lavorazione che si aveva bisogno di
migliorare: il telaio con spoletta volante rende necessario studiare qualcosa che acceleri il lavoro dei
filatori filatoio meccanico telaio meccanico fine del lavoro di tessitore
Questi progressi influenzarono progressi in altri settori: chimica (candeggianti); coke (carbon fossile
raffinato dalle impurit permette di non usare la legna per lavorare il ferro la ghisa preparata tramite
carbon fossile normale diventava friabile per le impurit, il carbone di legna era troppo costoso); il
settore siderurgico miglior con ladozione di un forno a riverbero inventato da Cort.
LInghilterra divenne produttrice di ghisa di ferro: pot esportarla (prima la importava) e utilizzarla per
la produzione di macchine, per il miglioramento dei trasporti e dellesercito.

Lindustria tessile e siderurgica avevano bisogno di energia diversa da quella umana/animale per
svilupparsi; lenergia idraulica non era sempre disponibile in tutte le zone e con la stessa portata; la
forza del vapore fu utilizzata efficacemente solo dal 1769 grazie a Watt.
17.7.

Le ripercussioni dellindustrializzazione

Non bisogna esagerare la rapidit dei mutamenti e la coscienza che i contemporanei ebbero delle
ripercussioni della Rivoluzione industriale.
La nascita di un proletariato di fabbrica:
Insediamenti industriali soprattutto a nord-centro e ovest, dove cerano giacimenti di ferro,fiumi e
collegamenti coi porti di Liverpool, Hull, Bristol, minore fertilit dei terreni e quindi maggiore
disponibilit di manodopera a basso costo disposta a spostarsi nelle fabbriche, le quali diedero un forte
impulso allurbanizzazione.
Le citt erano agglomerati informi, cresciuti troppo in fretta senza comodit o amenit o servizi.
Gli imprenditori reclutavano anche donne e bambini, che costavano meno ed erano pi duttili alla
disciplina ferrea (NB solo dal 1820 leggi a tutela del lavoro femminile o minorile).
La disciplina era molto importante e molti industriali si adoperavano affinch nel tempo libero i
dipendenti andassero alla scuola domenicale e in chiesa, sempre allo scopo di dirozzarli e promuoverne
la subordinazione; secondo Thompson va vista in questo senso la rapida diffusione nei distretti minerari
del metodismo, che poneva laccento sulla frugalit e lautodisciplina.
La creazione di organizzazioni sindacali (trade unions) fu lenta e difficile a causa di leggi proibitive,
inasprite durante la Rivoluzione Francese; tuttavia non mancarono forme spontanee di agitazione:
sciopero, boicottaggio, proteste e petizioni indirizzate a Parlamento o autorit locali.
1810-1820 Luddismo, represso duramente, lascia il posto al cartismo.
I salari erano pi alti di un salariato non specializzato impiegato nelledilizia o nellagricoltura, e il
capofamiglia poteva cumulare gli stipendi dei familiari, ma dal 1790al 1820 il costo della vita crebbe
parecchio, e i salari no; inoltre le condizioni abitative, la monotonia del lavoro, lo smarrito senso di
indipendenza e dignit personale, la precariet delloccupazione peggioravano notevolmente il tenore
di vita.
Le autorit alternavano repressivit ad assistenza che faceva leva sul tessuto parrocchiale e su tasse
apposite per i benestanti.
Gli imprenditori, spesso di origine modesta, non si contrapponevano ancora allaristocrazia fondiaria, e
spesso erano guardati da essa e dai mercanti/finanzieri con disprezzo.
18. La civilt del Lumi

18.1 Fede e ragione


Kant: Lilluminismo luscita dallo stato di minorit che luomo deve imputare a se stesso. Minorit

lincapacit di servirsi del proprio intelletto senza laiuto di qualcun altro. La minorit non dipende da
un difetto di intelligenza ma dalla mancanza del coraggio e della decisione di far uso del proprio
intelletto senza laiuto di altri. Il motto dellilluminismo abbi il coraggio di servirti della tua propria
intelligenza!
Philosophe, lindagatore del vero: lunica verit deriva da unosservazione diretta o da testimonianze
certe, da vagliare in ogni caso col lume della ragione.
rifiuto dellauptoritas
uso sistematico dello spirito critico
Dal XVII secolo questi criteri vennero applicati allambito religioso, sgombrando le scritture e le
pratiche da credenze superstiziose, anche ad opera di ecclesiastici cattolici(: vd Maurini) ma soprattutto
in ambienti protestanti: in Olanda e Inghilterra si svilupp una forte critica agli argomenti pi
dogmatici e superstiziosi da parte di intellettuali (Spinoza, Bayle, Locke_Locke cerca di conciliare fede
e ragione mettendo laccento sui precetti morali; ispir e diede spunto ai deisti)
Deismo: Dio esiste e lanima immortale e questo si capisce grazie alla ragione, infatti si tratta anche
dellelemento comune di tutte le religioni rivelate, i cui dogmi e misteri sono solo incrostazioni
superstiziose o imposture.
Il problema del contrasto tra fede e ragione era pi forte in ambito cattolico, per via dellintransigenza
cattolica, la pretesa del clero di dirigere le coscienze, il persistere della tradizione aristoteliche scolastica e di antiche forme di devozione simili alla superstizione. Non mancarono ecclesiastici
illuminati come Muratori e Galiani.
Voltaire orchestr una potente campagna contro lInfame. Sosteneva Dio come architetto
delluniverso, che si regola secondo leggi non sempre comprensibili o favorevoli alluomo; il male
esiste. Ma proprio per questo gli uomini dovrebbero smettere di uccidersi e torturarsi per motivi futili, e
dovrebbero attuare una vera morale evangelica. Caso Calas: Voltaire riesce a far rivedere il processo e
cambiare il verdetto gi eseguito- sul padre protestante che avrebbe ucciso il figlio per evitarne la
conversione al cattolicesimo.
Altri approdarono allateismo: DHolbach.
Diderot dal deismo approd ad una visione della natura come creazione e modificazione continua di
organismi e forme di vita, anticipando levoluzionismo di Lamarck.

18.2 Luomo e la natura


Empirismo:
Locke: lintelletto umano originariamente come un foglio bianco che solo lesperienza porr riempire.
Successivamente interviene la riflessione a determinare, attraverso la comparazione del materiale
dellesperienza, le idee semplici e le idee complesse (come quella di Sp T e C/Ef. Di qui il rifiuto di ogni
metafisica e di ogni supposizione non suffragata dallosservazione dei fatti.

DAlembert, nel Discorso preliminare allEnciclopdie: tutte le nostre conoscenze dirette si


riducono a quelle che riceviamo attraverso i sensi: tutte le nostre idee provengono dalle
sensazioni.
Sensismo: tutte le cognizioni umane vanno ricondotte alla sensazione.
Bonnot, abate di Condillac: uomo-statua in cui le sensazioni agendo sugli organi possono
azionare la vita psichica.
La Mettrie: luomo macchina; materialismo integrale che riduce tutto luomo, comprese le sue
facolt mentali, a materia.
Hume: negazione di sostanza (noi conosciamo le sensazioni, non le cose stesse) e di C/Ef
(nessun principio razionale ci obbliga a credere alluniformit della natura).
Utilitarismo: il bene non oggettivo e astratto, ma coincide con ci che colpisce gradevolmente i
sensi, cio un piacere soggettivo o la cessazione del dolore o lappagamento di un bisogno. Il
perseguimento anarchico di tali obiettivi distruggerebbe i presupposti del vivere sociale e risulterebbe
controproducente anche dal punto di vista egoistico. Tra questi:
Hume sostiene che gli uomini sono naturalmente portati al senso morale da uninnata simpatia con gli altri uomini;

Bentham riduce la morale ad un calcolo dei piaceri e dei dolori e afferma che la societ deve
essere costituita in modo tale da garantire la felicit al numero maggiore di persone
possibili, formula ripresa da Beccaria).
Generale esaltazione della scienza e della sua capacit di svelare le leggi che governano la natura
inanimata e animata.
Newton impone un metodo scientifico basato sul rifiuto di hp astratte e sulla sintesi tra indagine
sperimentale e procedimento matematico. Le sue teorie divennero il simbolo dei Lumi. Le sue scoperte
incoraggiavano quelli che non rimanevano ancorati alla Bibbia e non ne cercavano le conferme.
VD:Linneo, Spallanzani e Buffon: botanica e zoologia e anticipazione di Darwin; Lavoisier: chimica;
Franklin, Galvani, Volta: elettricit. Accademie di Stato nelle grandi citt.
18.3

La pubblica felicit

Anche in campo politico lIlluminismo non unitario, anche se sono condivise le premesse del
Tramonto della ragion di Stato e della teoria del diritto divino dei re; il potere devessere esercitato
nellinteresse dei sudditi e per la realizzazione della pubblica felicit, la delimitazione della libert
privata in cui la realt sovrana non ha diritto di ingerenza.
Montesquieu: Lo spirito delle leggi, 1748: le leggi sono i rapporti necessari che derivano dalla
natura delle cose. Ovvero: non servono precetti universalmente validi per il governo dei popoli,
ma bisogna invece scoprire i meccanismi e principi che regolano i vari ordinamenti politici.
Atteggiamento relativistico: ogni ordinamento si adatta a determinate condizioni politiche e
territoriali. Dispotismo poggia sulla paura e si adatta a vastissime estensioni territoriali;
Monarchia poggia sul senso donore e si adatta ad unestensione intermedia; Democrazia si
regge sulla virt dei cittadini e si adatta ad unestensione territoriale piccola.
Nonostante lapparente relativismo, Montesquieu preferisce la monarchia temperata di modello
inglese, perch la maggior garanzia per le libert individuali la divisione dei poteri, e in
particolare il potere giudiziario affidato a magistrati indipendenti dal legislativo e

dallesecutivo. Nel dispotismo, dove tutti sono schiavi, e nella democrazia, il livellamento delle
condizioni sociali imperante; la monarchia permette invece lesistenza di corpi intermedi
gerarchicamente ordinati.
Voltaire: il dispotismo illuminato: combatte i particolarismi e i privilegi locali di ceto; solo chi al di
sopra di tutti pu avere una chiara visione degli interessi generali e agire incondizionatamente
rispetto ai particolarismi; la teoria del monarca illuminato ebbe i suoi principali centri di
elaborazione nellEuropa centrale o mediterranea, piuttosto che in Inghilterra o Francia.
Rousseau: il passaggio delluomo dallo stato di natura allo stato sociale si accompagna allistituzione
della propriet privata, che origina un processo di degenerazione morale, i cui sintomi sono le
enormi disuguaglianze sociali, il lusso sfacciato dei ricchi, la corruzione, la raffinatezza di arti e
tecniche. Lunica via per uscire da un tale stato rifondare la societ tramite un contratto sociale
che trasformi i sudditi in cittadini, gli schiavi in uomini liberi, attraverso la totale cessione dei
propri diritti da parte di tutti al corpo sovrano, che consiste in tutta la comunit. Lunione delle
volont particolari in una volont generale non limita le libert individuali, e anzi le potenzia,
perch protegge ognuno dalle sopraffazioni. La sovranit risiede naturalmente nel popolo, per
cui inalienabile e indivisibile, e non pu neppure essere delegata in permanenza. Debbono
esserci un governo e dei magistrati, pu esserci un monarca o un governo aristocratico, ma ad
ogni modo esso deve eseguire la volont generale, che si esprime attraverso lassemblea dei
cittadini, per cui i governanti devono essere sempre revocabili. C una necessaria coincidenza
tra il bene comune e linteresse individuale: il collante fondamentale la virt, vedi Sparta e
Roma repubblicana. Il mezzo per formare luomo nuovo sar infatti leducazione.
NellEmilio e nella Nuova Eloisa si propone un ideale di vivere secondo natura, in cui il
sentimento (anche religioso) opposto allarida ragione, allipocrisia e ai formalismi di una
societ ormai irrimediabilmente corrotta. Rousseau pedagogista anticipa le tematiche
romantiche.
Giusnaturalismo: nei Paesi di lingua tedesca rimane viva per tutto il Settecento la corrente
giusnaturalista, che sostiene lidea di un diritto naturale comune a tutti gli uomini e anteriore al
costituirsi delle societ politiche. vd von Pufendorf e Wolff.
Illuminismo italiano: non si occupa di problemi politici generali ma di riforme da operare nei vari
settori per promuovere il progresso agricolo ed economico, rendere pi equo il sistema fiscale,
ammodernare il diritto e lamministrazione della giustizia.
Cesare Beccaria: Dei delitti e delle pene(1764): denuncia carattere inumano e irrazionale delle
procedure giudiziarie e critica la pena di morte sulla base dellutilitarismo: sono giustificate solo
sanzioni proporzionali al danno inflitto alla societ e utili per il recupero del reo.
Gaetano Filangieri: Scienza della legislazione (1780-85)delinea una societ basata
sulleguaglianza giuridica di tutti i cittadini, sullintervento dello Stato per diminuire le disparit
economiche, su un programma di educazione nazionale gratuita e obbligatoria.
18.4 Una nuova scienza: leconomia.
Fino a met 700 le idee economiche prevalenti si possono ricondurre al mercantilismo (spetta ai
governi operare per lo sviluppo della popolazione e delleconomia nazionale al fine di trarne risorse
necessarie ad una politica di potenza).

Nella seconda met del 700 prende forma, specie in Francia e Inghilterra, lindirizzo affermato
soprattutto dalla scuola fisiocratica di Franois Quesnay (1767 Fisiocrazia), una nuova concezione di
vita economica come un sistema di rapporti fra gli uomini e le classi sociali regolato da leggi naturali
che i governi non possono violare impunemente.
I due presupposti fondamentali sono:
La convinzione che solo lagricoltura produca nuova ricchezza, mentre manifatture e
commercio si limitano a trasformare la ricchezza esistente e a trasferire prodotti; la massima
produttivit dellagricoltura condizionata dalla formazione di aziende compatte e di grandi
dimensioni (come le inglesi) condotte da fittavoli con immissione di capitali e manodopera
salariata.
Il surplus derivato da queste condizioni agricole, chiamato prodotto netto, costituisce la
rendita fondiaria che i fittavoli devono ai proprietari del suolo a titolo di compenso delle
anticipazioni fondiarie (spese sostenute inizialmente per rendere coltivabili le terre).
Su queste premesse di basa il tableau conomique, uno schema sulla circolazione delle ricchezze tra le
tre classi economiche, la classe proprietaria, la classe produttiva (addetti allagricoltura), la classe
sterile (artigiani e commercianti).
Quali erano le conseguenze di tali principi?

i governi non dovevano danneggiare lattivit agricola con tasse mal congegnate: lunica
imposta legittima quella che preleva direttamente dia proprietari parte del prodotto netto
(dovuta al re come comproprietario dei terreni)

i governi devono lasciare completamente libero il commercio delle derrate sia allinterno che
per import/export: questa concezione urtava contro la prassi dellepoca, in cui le autorit locali,
preoccupate di assicurare pane a basso prezzo alla popolazioni, tenevano i prezzi
artificiosamente bassi (impedendo le esportazioni); per i fisiocratici, invece il modo per
sconfiggere le carestie non era impedire le esportazioni, ma di non intralciare il movimento dei
grani, che accorrono l dove i prezzi sono alti, raggiungendo cos il loro giusto prezzo (cio
quello remunerativo per i coltivatori, che sarebbero cos stati incentivati a produrre di pi.

Adam Smith (1723-90) rielabor in maniera pi articolata la visione fisiocratica in Indagine sopra la
natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776).
Accanto alla proporzione dei lavoratori produttivi sul totale della popolazione, il pi importante fattore
di progresso la divisione del lavoro. Si riduce cos il tempo totale dedicato alla manifattura e quindi
si abbassa il prezzo delle merci, giacch la misura del valore di un prodotto la quantit di lavoro in
esso incorporato (il tempo di lavorazione denaro).
Nella determinazione di un prezzo entrano per anche, oltre al salario dei lavoratori la remunerazione
del capitale investito dagli imprenditori (il profitto) e la rendita dovuta ai proprietari del suolo.
Le tre classi naturali di Smith non coincidono con quelle di Quesnay, il quale limitava il ruolo
produttivo agli agricoltori, e non distingueva tra imprenditori e salariati.
In comune coi fisiocratici Smith ha la fede nellesistenza di un ordine naturale benefico: ciascun
operatore economico agisce per il proprio tornaconto ma senza saperlo promuove linteresse generale
della societ come se fosse guidato da una mano invisibile. E indispensabile che i governi lascino agire
liberamente i fattori domanda/offerta, senza intralciare il mercato.
Il successo dellopera in rapporto con la sua corrispondenza ai caratteri della nascente societ

industriale e con la giustificazione scientifica che forniva alla ricerca del profitto.
18.4 La circolazione delle idee
Due fenomeni tipici dellet dei Lumi furono la circolazione delle idee e delle conoscenze in strati di
popolazione molto ampi, e la formazione di unopinione pubblica permeata dalla fede nella ragione e
nel progresso, che dalla seconda met del 700 si atteggia sempre pi come una sorta di infallibile
tribunale della verit. Lopinione cos intesa esprime il consenso di persone colte e illuminate, e si
forma attraverso la lettura di libri e giornali, conversazioni, scambi epistolari.
Le scuole e le universit rimasero dominate dalla vecchia tradizione della tripartizione delle facolt di
medicina, giurisprudenza e teologia, tuttavia qua e l comparvero i primi segni di ammodernamento di
metodi e contenuti, presso singole cattedre.
Tranne che in Piemonte, fu tardivo linteressamento dello Stato nellistruzione primaria e secondari,a
lasciata a Chiesa e scuole private; tuttavia lalfabetizzazione fece notevoli progressi nel XVIII secolo:
non bisogna confondere il numero degli alfabetizzati con il numero di lettori di libri, ma questultimo si
deve essere molto accresciuto in questo periodo. Grande fortuna ebbero opere divulgative, tra le quali
lEnciclopedia di Diderot e dAlembert, sottotitolata Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei
mestieri, cosa che indica limpronta tecnico-scientifica dellopera, che comunque non rinunciava alle
critiche contro le tradizionali vedute politiche e religiose.
Un posto di rilievo nelleditoria settecentesca spetta alla stampa periodica: gazzette, giornali letterari,
memorie scientifiche, saggi, (vd 1764-66 Il Caff dei fratelli Verri e di Beccaria).
I nuovi centri di aggregazione sociale erano i salotti, in cui nacquero anche le logge massoniche, che
univano al gusto del mistero ideali di rigenerazione morale, di fratellanza e filantropia.
La prima associazione massonica fu la Grande Loggia di Londra,, fondata nel 1717 da due pastori
protestanti; il nome e i simboli (compasso, squadra, martello) si richiamavano alle corporazioni
medievali, in particolare a quella dei muratori, cos come lobbligo di tenere il segreto e la distinzione
tra i tre gradi di maestro, compagno e apprendista. DallInghilterra la massoneria si diffuse negli anni
20 e 30 sul continente, portando, anche alla prima condanna da parte della Chiesa di Roma (1738).
Alcune affiliazioni assunsero caratteri propriamente eversivi (come gli Illuminati di Baviera, del 1776)
altre fecero posto alle scienze occulte, a tendenze irrazionalistiche e mistiche, e alla ciarlataneria (vd
Giuseppe Balsamo, il Cagliostro 1743-95).
Proprio le logge massoniche e le altre forme di socialit tipiche del secolo sono la migliore
confutazione di una rigida definizione dellilluminismo come cultura borghese. In esse si mescolavano
liberamente nobili, borghesi ed ecclesiastici, accomunati da letture comuni.
Allaristocrazia appartengono molti dei pi noti philosophes; dallaristocrazia venivano i modelli di
gusto e comportamento per il resto della societ.
Nonostante i numerosi attacchi allozio e allalterigia dei nobili, poche volte questo sfocia
nellegualitarismo (vd Rousseau); si mirava soprattutto alla costituzione di una nuova lite,
unaristocrazia del denaro e dei Lumi; sar un tale programma a fare le sue prove e a fallire durante i
primi anni della Rivoluzione francese.
19 Francia e Inghilterra nel Settecento: un duello secolare

19.1 La Francia alla Reggenza del ministro Fleury


Alla morte di Luigi XVI il Parlamento di Parigi proclam reggente unico un nipote del defunto
monarca, Filippo d'Olans. Il Periodo della reggenza fu contrassegnato da una relativa libert di
opinione e di critica, satira maliziosa dei costumi e delle istituzioni francesi. Si pu datare da questi
anni l'inizio dell'Illuminismo vero e proprio in Francia.
Il problema pi assillante per Filippo d'Orlans e per il suo governo era quello finanziario: nel 1715 le
entrate della corona risultavano gi impegnate per diversi anni e il debito pubblico aveva raggiunto
cifre da capogiro.
Alla morte improvvisa di Filippo d'Orlans (1723) Luigi XV accord la sua fiducia a un ecclesiastico
che era stato suo precettore, Andr Hercule Fleury. Il suo governo fermo e prudente assicur alla
Francia un lungo periodo di pace. La moneta venne stabilizzata e le finanze furono riportate in pareggio
alla fine degli anni trenta. Grazie anche a queste favorevole condizioni, l'economia del Paese entr in
una fase di netta espansione.
Gi negli anni di Fleury si deline a proposito dei problemi religiosi quel contrasto tra corona e
Parlamenti che avrebbe finito con l'avvelenare tutta la seconda parte del regno di Luigi XV.
19.2 La Gran Bretagna nell'et di Walpole
Alla morte della regina Anna sal al trono Giorgio I. Prese forma il governo di gabinetto: una prassi
costituzionale che assegnava a un primo ministro e ai suoi principale collaboratori il compito di
governare in nome e in luogo del re.
Tra il 1721 e il 1742 il ruolo di primo ministro di fatto fu ricoperto interamente da Robert Walpole che
mantenne buone relazioni con la Francia e si adoper all'interno per la riduzione del debito pubblico e
per la protezione del commercio e dell'industria.
La societ britannica fino al tardo Settecento ci appare come un peculiare miscuglio di libert e di
dipendenza, di mobilit sociale individuale e di solidariet delle gerarchie di gruppo, di tradizionalismo
e di progresso, di raffinatezza e di brutalit, di prosperit e di miseria.
19.3 I conflitti dei decenni centrali del Settecento

Quando mor il re di Polonia Augusto II e la Dieta polacca elesse a suo successore Stanislao
Leszcznski, la cui figlia aveva sposato il re di Francia Luigi XV. Ma l'Austria e la Russia imposero
invece con la minaccia delle armi l'elezione del principe di Sassonia Federico Augusto, che come re di
Polonia prese il nome di Augusto III. Per vendicare l'oltraggio subito, il governo francese attir in una
coalizione antiaustriaca il re di Sardegna Carlo Emanuele III, cui venne promesso l'intero Stato di
Milano, e la monarchia spagnola serpe desiderosa di espandersi in Italia. L'attacco di questa coalizione
colse del tutto impreparata la monarchi austriaca.
Con la pace di Vienna recuperava il Milanese, ma doveva cedere alla Savoia due province e a Carlo di
Borbone Napoli e la Sicilia.


I mercanti inglesi avevano preso a spadroneggiare lungo le coste dell'America Latina, praticando
su larga scala il contrabbando. Quando le autorit coloniali intensificarono la vigilanza Walpole fu
costretto a muovere guerra contro la Spagna (1739). Le ostilit si trascinarono senza grandi risultati
fino alla met degli anni Quaranta allorch esse confluirono nel pi vasto conflitto europeo noto come
guerra di Successione austriaca. A scatenarla fu l'aggressione lanciata contro il nuovo re di Prussia
Federico II. Alla testa della monarchia austriaca si trovava Maria Teresa, ma all'eredit asburgica
mirava gli elettori di Baviera e di Sassonia, mentre i Borbone di Francia e di Spagna non volevano
lasciarsi sfuggire l'occasione per infiggere un colpo decisivo alla dinastia tradizionalmente nemica.

La pace di Aquisgrana sanc il possesso prussiano della Slesia e la cessione da parte di Maria
Teresa dei Ducati di Parma e Piacenza a Filippo di Borbone, ma lasci per il resto inalterata la
situazione preesistente.

Alla morte di Fleury Luigi XV volle assumere personalmente le redini del governo.

La rivalit marittima con l'Inghilterra si and sempre pi acutizzando sia nelle colonie del Nord
America sia in India; ma invece di concentrare i suoi sforzi in questo cruciale duello con la potenza
rivale, il governo francese si lasci ancora una volta invischiare nelle questioni dell'Europa centroorientale. A un tratto l'alleanza tra l'Inghilterra e la Prussia riusc a contrapporre uno schieramento
composto da Austria, Francia e Russia, cui si unirono in seguito Svezia e Polonia. Fu il cosiddetto
"rovesciamento delle alleanze", che pose fine alla tradizionale inimicizia tra le dinasti d'Asburgo e dei
Borbone e che segn l'inizio della guerra dei Sette anni (1756-63).

I negoziati di pace si conclusero con trattato di Parigi. La Francia otteneva la restituzione di


Martinica e della Guadalupa, ma doveva dare via libera all'espansione britannica in India e si vedeva
completamente estromessa settentrionale, mentre la Spagna doveva cedere la Florida, ricevendo in
compenso i territori sulla destra del Missisipi.

19.4 Il fallimento delle riforme in Francia

La Francia era uscita umiliata dalla guerra dei Sette anni e in condizioni finanziarie disastrose.
L'opposizione dei Parlamenti al governo assunse un carattere cronico, popolarizzandosi prima intorno
alle questioni religiose e fiscali, poi investendo le fondamenta stesse dell'assolutismo monarchico. Per
quanto riguarda le finanze, metta e intransigente fu la loro ostilit a tutti i disegni di riforma elaborati
nelle sfere di governo fin dagli anni di guerra.

Il re decise di sopprimere il Parlamento di Parigi e di smembrarne la giurisdizione in sei


circoscrizioni giudiziarie affidate a Consiglia superiori di nomina regia. Il governo venne assunto da un
"triumvirato" che con misure autoritarie riusc a operare una forte riduzione del deficit.

A Luigi XV succedette il nipote Luigi XVI; il nuovo re decise il richiamo dei vecchi Parlamenti,
mettendo cos a repentaglio la possibilit di continuare l'opera di riordinamento delle finanze e
dell'amministrazione intrapresa negli anni precedenti dalla monarchia.

A un periodo di espansione e di crescita segu una fase di ristagno, di cattive annate agricole , di
fluttuazione dei prezzi, di difficolt del commercio a livello internazionale, considerata come il
preludio della crisi finale della monarchia d'antico regine in Francia.
19.5 L'Inghilterra nell'et di Giorgio III


La Gran Bretagna era uscita molto rafforzata dalla guerra dei Sette anni, ma lo sviluppo
economico non imped l'insorgere di forti tensioni interne, legate sostanzialmente a tre ragioni:
1) Il nuovo re Giorgio III manifest da subito l'intenzione di esercitare un ruolo pi attivo nella politica
nazionale.
2) La formazione, accanto all'opposizione whig, di una corrente pi radicale, che contestava lo stesso
rodine politico uscito dalla "gloriosa rivoluzione" e si agitava per una redistribuzione dei seggi
parlamentari, per un allargamento del suffragio e per un'estensione delle libert religiose e civili.
3) La disastrosa conduzione della crisi nordamericana.
La vittoriosa lotta per l'indipendenza dei coloni stimol tra l'altro le rivendicazioni autonomistiche degli
irlandesi, che si agitavano per ottenere il riconoscimento dell'indipendenza del loro Parlamento e la
concessione del voto ai cattolici.

Nel 1780 Giorgio III affid la formazione di un nuovo governo a William Pitt il Giovane, che fu
protagonista di una notevole attivit riformatrice:
- accolse in gran parte le richieste degli irlandesi,
- combatt la corruzione e gli sprechi,
-introdusse una nuova e pi equa imposta proporzionale ai redditi di qualunque natura.
Pitt sar il pi tenace e implacabile nemico della Francia rivoluzionaria, e il timore di un contagio delle
idee francesi lo porter ad adottare anche all'interno un atteggiamento molto rigido nei confronti delle
agitazioni operaie e dei movimenti di opposizione.

20. Assolutismo illuminato e riforme

20.1 La Prussia di Federico II

Il genio militare del re di Prussia Federico II il Grande (1740-86) si rivel nella guerra di
Secessione austriaca e rifulse soprattutto nella guerra dei Sette anni.

Alla sua morte i suoi Stati erano all'incirca raddoppiati come superficie rispetto a quelli che aveva
ereditato e contavano una popolazione quasi tre volte superiore. Un tale incremento demografico era
frutto non solo delle annessioni, ma anche di un'intelligente politica di popolamento delle terre
orientali. L'immigrazione era favorita dalla grande tolleranza religiosa instaurata da Federico II. Sotto
questo profilo la Prussia era indubbiamente il Paese pi avanzato d'Europa.

In campo amministrativo Federico cur molto la preparazione dei quadri burocratici e la


burocrazia prussiana acquist fama di essere la pi efficiente e onesta d'Europa.

Di grande rilievo furono le riforme attuate nel settore giudiziario: venne abolita la tortura e
fortemente limitata la pena di morte; vennero inoltre gettate le basi del codice civile prussiano.
Altri meriti di Federico il Grande furono l'estensione considerevole della libert di stampa e i
progressi compiuti dall'istruzione elementare, resa obbligatoria per tutti.

20.2 La monarchia austriaca sotto Maria Teresa e Giuseppe II


n
Le guerre di Successione polacca e austriaca avevano segnato una grave crisi per la monarchia
degli Asburgo. Maria Teresa era convinta che non sarebbe stato possibile manteneva all'Austria il rango
di grande potenza europea senza un potenziamento dell'apparato militare e senza incisivi mutamenti
nelle strutture amministrative e finanziarie.
n
La nobilt fu costretta a pagare l'imposta fondiaria da cui era in precedenza esente, ma fu tuttavia
compensata con la preferenza accordatale nel conferimento delle cariche civili e militari. I risultati
finanzieri delle riforme furono ben presto evidenti, giacch in quindici anni il gettito delle imposte
dirette aument del 60 %. Ma soprattutto si era affermata una nuova concezione unitaria dello Stato.
n
Nella seconda met del regno venne in primo piano il motivo della "pubblica felicit", del
benessere dei sudditi al quale doveva essere finalizzata l'organizzazione dello Stato.
n
Il figlio di Maria Teresa, Giuseppe II, dedic tutte le sue energie a rafforzare l'autorit e la
compattezza dello Stato.
n
Nel confronti dell'industria e del commercio, la politica asburgica fu volta a unificare il mercato
interno, sopprimendo i tanti dazi e pedaggi che intralciavano gli scambi tra le province, a sostenere con
sovvenzioni e agevolazioni le manifatture nascenti,a smantellare gradualmente le corporazioni di arti e
mestieri. Per quanto riguarda l'agricoltura, importanti furono soprattutto gli interventi diretti a regolare i
rapporti tra i signori feudali e i contadini a loro soggetti.
n
A Giuseppe II succedette, col nome di Leopoldo II, il fratello minore Pietro Leopoldo, che fu
costretto a fare concessioni ai ceti privilegiati e mor prima di aver potuto riprendere, come era nelle
sue intenzioni, il cammino delle riforme. Con il regno di Francesco II, figlio di Leopoldo si chiuder
per sempre in Austria l'era dell'assolutismo illuminato, lasciando il posto a quel clima di immobilismo e
di sorveglianza poliziesca che ne far nella prima met dell'Ottocento la "prigione dei popoli".
n
Il bilancio di mezzo secolo di attivit riformatrice era tuttavia largamente positivo per la
monarchia asburgica, che riceveva in eredit le strutture portanti dell'esercito e della burocrazia, una
tradizione di buona amministrazione e attenzione peri i bisogni delle classi subalterne un considerevole
sviluppo della popolazione, delle manifatture e dei traffici.
20.3 La Russia di Caterina II
u
L'eredit di Pietro il Grande era stata accolta dalla figlia Elisabetta che ne prosegu gli indirizzi di
modernizzazione culturale del Paese, di rafforzamento militare e di una pi incisiva presenza nella
politica europea. Il successore Pietro III venne deposto in seguito a un colpo di Stato organizzato dalla
giovane moglie Caterina, che subito si fece proclamare "autocrate di tutte le Russie"
u
Il lungo regno di Caterina II costitu una tappa fondamentale nella storia russa sia per quanto
riguarda l'evoluzione interna, sia nel processo di espansione verso l'interno. La zarina fece il possibile

per aprire la Russia all'influenza della cultura europea e in particolare francese. Regn in Russia una
notevole libert di espressione e anche di critica, quale raramente il Paese doveva conoscere in seguito.
u
Il primo bersaglio della volont riformatrice di Caterina fu la Chiesa ortodossa, i cui frutti
servivano soprattutto a mantenere un clero regolare ozioso e ignorante. La maggior parte dei conventi
venne soppressa. Circa un milione di contadini servi passarono, per effetto di questa riforma, al
demanio regio poterono cos beneficiare di un miglioramento delle loro condizioni di vita.
u
La pi clamorosa iniziativa zarina fu senz'altro la convocazione di una commissione legislativa,
con il compito di elaborare un nuovo codice di leggi.
u
Gli inasprimenti fiscali provocati dalla guerra contro l'impero romano, la penuria di viveri dovuta
a un cattivo raccolto e una pestilenza che impervers a Mosca e nel sud del Paese acuirono il
malcontento nelle campagne.
u
Il timore dell'anarchia indusse la zarina e i suoi consiglieri ad abbandonare qualsiasi velleit di
intervento a favore delle masse rurali. A merito del regime va tuttavia ascritta la riforma delle
amministrazioni locali.
u
Molto fu fatto anche per l'istruzione pubblica, non soltanto con la fondazione di istituti superiori,
ma anche con l'avvio di un programma di insegnamento elementare gratuito.
u
Notevoli progressi registrarono infine le manifatture, l'estrazione mineraria e il commercio con
l'estero.
u Considerevole furono i successi ottenuti da Caterina II in politica estera. La guerra contro l'impero
ottomano fu contrassegnata dalla spettacolare azione di una squadra navale russa che distrusse la flotta
turca. Il conflitto si concluse nel 1774 con condizioni vantaggio se per la Russia.

20.4 Le spartizioni della Polonia e le riforme in Scandinavia


v
In Polonia lo sconvolgimento rappresentato dalla "grande guerra del Nord" aveva determinato un
anteriore regresso economico e demografico e segnato il rafforzamento delle grandi famiglie
magnatizie,che avevano largo seguito tra la minore nobilt e si appoggiavano a potenze straniere. Il
ricorso continuo alla pratica del "liberum veto" da parte dei nobili rendeva inconcludenti tutte le
riunioni in Parlamento.
v
Alla morte di Augusto III di Sassonia (re di Polonia), la Russia appoggi l'elezione di Stanislao
Poniatowski, che lanci un programma di riforme che prevedeva tra l'altro la soppressione del "liberun
veto". Ci provoc l'intervento armato di Caterina II, cui si contrappose uno schieramento di nobili
polacchi ostili sia all'influenza russa, sia alle riforme.
v
Al termine di un confuso periodo di lotte, le grandi potenze confinanti con la Polonia sia
accordarono per smembrare il territorio a proprio vantaggio.
v Stanislao Poniatowski continu nella sua politica di riforme, che interessarono soprattutto la
pubblica istruzione e miravano a stimolare la coscienza nazionale polacca. Il Parlamento si lanci
indurre ad approvare una Costituzione che trasformava la monarchia polacca da elettiva in ereditaria e
sopprimeva il "liberum veto". Nuovamente i soldati di Caterina II invasero il Paese, che fu dimezzato
da una "seconda spartizione". Ci che restava della Polonia scomparve con la "terza spartizione".

v
La brutale cancellazione di un grande Stato dalla carta politica dell'Europa il pi chiaro indice
dei limiti entro i quali va inquadrata l'esperienza dell'assolutismo illuminato, dalla contraddizione tra
ideali umanitari e una politica estera ispirata a calcoli di pura potenza.
v
Nella storia svedese il periodo che segu la morte senza eredi di Carlo XII noto come "et della
libert". Federico I d'Assia-Cassel, principe tedesco a cui venne offerta la successione, dovette
impegnarsi a rispettare una Costituzione che attribuiva alla Dieta molti dei poteri in precedenza
esercitati dal sovrano e dal suo consiglio.
v
Le guerre intraprese contro la Russia e contro la Prussia non portarono nessun vantaggio
territoriale. Esse non compromisero tuttavia il notevole progresso economico e civile del Paese, che
riguard anche le masse contadine; alla fine del secolo, caso unico in Europa, l'analfabetismo in Svezia
si poteva dire gi quasi scomparso.
v
Re Gustavo III attu un colpo di Stato che port all'abrogazione della Costituzione del 1720 e alla
restaurazione dell'assolutismo monarchico. Il suo governo si distinse per una serie di riforme in campo
amministrativo e giudiziario e per una decisa azione livellatrice, che giunse a privare i nobili di quasi
tutti i loro privilegi.
v
In Danimarca l'assolutismo era divenuto una legge fondamentale dello Stato. La nobilt trovava
un compenso al perduto potere politico nel mantenimento di un regime signorile molto gravoso per i
contadini, soggetti in misura maggiore che in Svezia alla servit della gleba. A partire dalla met del
Settecento si manifestarono anche qui tendenze riformatrici che sotto Cristiano VIII portarono
all'abolizione del servaggio e alla trasformazione dei coloni in liberi proprietari.
20.5 La crisi del papato e i regni iberici

Il cattolicesimo si presentava come struttura sovranazionale sottoposta all'autorit assoluta del


pontefice romano e della sua curia. La giustizia civile trovava un grave limite nell'immunit personale
del clero e nel diritto d'asilo. I beni ecclesiastici costituivano spesso dal 10 al 30 % del territorio
agricolo ed erano in linea principio esenti dalla tassazione.

Ebbero successo quelle idee che rivendicavano la dignit e l'autonomia dei vescovi e dei parroci
che contestavano l'autorit assoluta del pontefice.

I pontefici Clemente XII e Benedetto XIV parvero disponibili a un compromesso con le nuove
correnti politiche e culturali, all'insegna di un cristianesimo ragionevole, purgato dalle superstizioni e
sollecito del pubblico bene .
Con il rigido pontificato di Clemente XIII i rapporti tra Roma e le potenze cattoliche peggiorarono
di nuovo. Negli stessi anni si sviluppava la violenta campagna anticattolica e antireligiosa orchestrata
da Voltaire e dagli altri philosophes, e anche in Italia si levavano voci sempre pi radicali e denunciare
l'intolleranza e l'invadenza della Chiesa.

Nella prima met del XVIII secolo il Portogallo era caratterizzato dall'arretratezza dell'economia
e dall'immobilismo in campo culturale. La situazione mut radicalmente sotto il regno di Giuseppe I.
Egli riform gli studi, rafforz l'esercito, promosse lo sfruttamento delle colonie e cerc di dare

impulso alle manifatture e al commercio con la creazione di compagnie privilegiate. IL suo ministero
segn l'avvio di una ripresa dell'economia portoghese dopo la lunga stagnazione.

L'avvento della dinastia dei Borbone con Filippo V aveva segnato per la Spagna una netta svolta
in senso assolutistico. I tentativi di riforma si fecero organici sotto Carlo III. Sono da ricordare le
limitazione imposte alle immunit ecclesiastiche e all'Inquisizione, la parziale forma degli studi
universitari, le misure per la liberalizzazione del commercio e dell'artigianato, la diffusione in tutta la
Spagna delle "societ economica degli amici del Paese".

La popolazione spagnola pass nel XVII secolo da otto milioni a undici e mezzo, e notevoli segni
di risveglio economico si manifestarono specialmente alla periferia del regno. Anche l'agricoltura
trasse vantaggio alla fine del secolo.

Uno sviluppo anche pi rapido conobbero le colonie ispano-americane, dove peraltro gli sforzi
della madrepatria per riordinare l'amministrazione e combattere la corruzione si scontrarono con la
volont d'autonomia dei creoli, la classe dirigente locale di origine spagnola. Da questo conflitto
nasceranno i moti indipendentistici dei primi decenni dell'Ottocento.

21.L'Italia nel Settecento

21.1 Il quadro politico e intellettuale nella prima met del secolo


Il quadro politico italiano fu profondamente trasformato dalle guerre di successione, che ebbero nella
nostra penisola uno dei teatri principali.

Fin dal 1706-07 i domini spagnoli erano passati agli Asburgo di Vienna, che dovettero cedere la
Sicilia ai Savoia; nel 1720 imposero per a questi ultimi lo scambio con la Sardegna.

La guerra di Successione polacca port alla temporanea occupazione di Milano da parte del re di
Sardegna Carlo Emanuele III che dovette accontentarsi dell'acquisto delle due province di Novara e
Tortona. La monarchia austriaca perse il Regno di Napoli e la Sicilia; in compenso Carlo IV d'Asburgo
ebbe Parma e Piacenza.

La guerra di Successione austriaca spost ulteriormente a est il confine tra Stato sabaudo e
Lombardia austriaca.
Insieme al declino della potenza spagnola si registra nell'Italia del primo Settecento
l'indebolimento dell'influenza della Chiesa. L'anticurialeismo divenne il terreno privilegiato di incontro
tra la monarchia austriaca e il ceto intellettuale del Mezzogiorno.

I decenni tra Sei e Settecento segnarono una ripresa e un rafforzamento degli scambi culturali tra
l'Italia e l'Europa e una precisa coscienza della nostra arretratezza nei confronti di nazioni come la
Francia, l'Inghilterra e l'Olanda.
21.2 Le riforme in Piemonte


In Piemonte, gi alla fine del XVII secolo ebbero inizio i lavori per la redazione di un nuovo
catasto o censimento delle propriet fondiarie, la cui entrata in vigore port non solo a una migliore
distribuzione dell'imposta, ma anche a una sensibile riduzione dell'immunit di cui godevano i beni
feudali ed ecclesiastici. I privilegi della Chiesa furono ristretti anche in campo giurisdizionale con dei
concordati. Venne rilanciata e riformata l'Universit di Torino e venne creato per la prima volta in Italia
un sistema statale di scuole secondarie.
All'accentramento del potere nelle mani del monarca fecero riscontro il riordinamento degli organi
centrali di governo e l'unificazione legislativa attuata con le "Costituzioni".

In Savoia si giunse nel 1771 all'abolizione della feudalit, e la Sardegna fu oggetto di


provvedimenti intesi a limitare il potere baronale, a ridurre i privilegi della Chiesa, a combattere il
brigantaggio e a diffondere l'istruzione.
21.3 I Regni di Napoli e di Sicilia sotto i Borbone

Nel regno di Napoli ci fu una spinta rinnovatrice che port alla limitazione delle
giurisdizioni baronali, alla ripresa della giurisdizionalista, alla riforma degli studi dell'Universit
di Napoli , l'avvio di una catastazione delle terre dei beni. . Molto vivace e ricca rimase la
vita intellettuale a Napoli..

N in Sicilia, n nel Mezzogiorno continentale le riforme giunsero tuttavia a mettere in


discussione il permanere delle strutture feudali nelle campagne e a liberare lo Stato dal groviglio di
interessi privati che ne limitava e condizionava l'autorit.
21.4 Illuminismo e riforme della Lombardia
n
Dopo la pace di Aquisgrana del 1748 la monarchia austriaca rimaneva in possesso della
Lombardia austriaca. Nell'orbita asburgica rientrava per anche il Granducato di Toscana e i Ducati di
Modena e Reggio.
n
Una prima ondata di riforme invest lo Stato di Milano tra gli anni Quaranta e gli anni Cinquanta.
L'impulso al cambiamento venne soprattutto da Vienna.
n
Fu riordinata l'amministrazione e abolita la vendita delle cariche, che dovevano essere conferito
d'ora in poi solo in base a requisiti di merito.
n

Il compimento di un nuovo catasto impose un nuovo sistema censuario.

n
Sotto il profilo tributario, i risultati principale furono la redistribuzione dell'imposta fondiaria e la
riduzione dell'imposta personale dovuta dai contadini a una somma moderata e fissa.
n
La ristrutturazione delle magistrature con la separazione degli affari giudiziari, riservati al Senato,
da quelli amministrativi e finanziari, affidati a un "Magistrato Camerale".
n
Nel 1786 si giunse alla soppressione del Senato e all'istituzione di un moderno sistema giudiziario
articolato in tre istanze; parallelamente vennero insediati in ogni provincia gli intendenti politici,
funzionari regi dai quali dipendeva tutta la vita locale. Negli stessi anni giungeva alle conseguenze
estreme anche il controllo dello Stato sulla vita religiosa, con l'avocazione al principe della facolt di
conferire i benefici ecclesiastici e con la sostituzione ai seminari vescovili di un "Seminario regio" a

Pavia e per la formazione del clero.


n
Le scuole superiori di Milano e l'Universit di Pavia furono dotate di nuove cattedre, di
biblioteche, di strumenti scientifici e di laboratori; e a insegnarvi vennero chiamati uomini illustri.
n
L'economia della regione trasse vantaggio anche dal miglioramento delle vie di comunicazione e
dall'accesso privilegiato al mercato austriaco.
21.5 La Toscana alla Reggenza di Pietro Leopoldo
u
Il nuovo granduca di Toscana Francesco Stefano risiedeva a Vienna e si faceva rappresentare a
Firenze da un "Consiglio di reggenza". Gli interventi di maggior rilievo riguardarono nei primi anni il
settore finanziario, con la concentrazione degli appalti in una "Ferma generale" e il riordinamento del
debito pubblico. Una linea di fermezza venne seguita nei rapporti con la Chiesa.
u
Iniziative di Pietro Leopoldo (figlio terzogenito di Maria Teresa e Francesco Stefano) furono le
bonifiche avviate in Valdichiana e della Maremma senese e la decisione di "allivellare" le terre
appartenenti alla corona e alle manimorte.
u
Il documento pi celebre della tendenza riformatrice leopoldina il codice penale del 1786 che,
oltre a umanizzare e raffionalizzare le procedure, eliminava del tutto la tortura e cancellava, per la
prima volta in Europa, la pena di morte.
u
La legislazione leopoldina rappresenta uno dei pi coerenti e organici programmi di riforma posti
in atto nell'Europa settecentesca.
21.6 La societ italiana alla fine del Settecento
v Solo marginalmente furono toccati dal movimento delle riforme lo Stato pontificio e le
Repubbliche oligarchiche di Venezia, Genova e Lucca. L'immobilismo della vita pubblica non signific
per mancanza o povert di stimoli intellettuali. Roma rimaneva una grande capitale, meta di un flusso
continuo di visitatori proveniente da tutta l'Europa, e sotto il pontificato di PIO VI si affermarono anche
qui i nuovi indirizzi di politica economica. Venezia fu per tutto il secolo maggiore centro editoriale
italiano e la sede di una raffinata civilt letteraria e artistica.
v L'azione riformatrice dei governi e l'amplia diffusione delle nuove correnti di pensiero e dei nuovi
modelli di gusto e di comportamento modificarono sensibilmente la cultura e lo stile di vita dei ceti
medio - superiori della societ italiana. Il generale moto di laicizzazione si tradusse in una contrazione
numerica del clero e nel diminuito ossequio per l'autorit della Chiesa e per le prescrizioni della morale
cattolica.
v Il tessuto gerarchico e corporativo della societ italiana tende ad allentarsi ancor prima di subire i
decisivi contraccolpi della Rivoluzione francese.
v Massicciamente analfabeta, dominate dall'assillo del pane quotidiano, immerse ancora in un
universo magico - religioso, le plebi italiane rimanevano tenacemente attaccate alla fede degli avi e ai
suoi riti propiziatori e consolatori.
v Anche in Italia si registra nel XVIII secolo un cospicuo aumento della popolazione, ma il quadro
generale di questo periodo contrassegnato dall'arretratezza tecnica e dall'accresciuto sfruttamento del

lavoro contadino.
22 Nascita di una nuova nazione: gli Stati Uniti d'America

22.1 Gli inizi della colonizzazione inglese e francese nel Nord America

Ai primi del Settecento le colonie britanniche raggiunsero in numero di tredici. La popolazione


complessiva di questi territori si aggirava a due milioni e mezzo nel 1775.
Gli schiavi neri superavano oramai il mezzo milione e alla vigilia dell'indipendenza erano quasi tutti
concentrati nelle colonie meridionali, dove costituivano oltre il 40 % della popolazione.

Agli inizi del Settecento le colonie avevano istituzioni politico-giudiziarie abbastanza simili: in
quasi tutte vi era un governatore; il governatore nominava i giudici e aveva diritto di veto sulle
decisioni prese dal potere legislativo. Ampie erano le autonomie di cui godevano le citt e le comunit
di villaggio.

Di gran lunga inferiore era la popolazione della Nuova Francia; ebbe istituzioni simili a quelle di
una provincia francese, con un governatore e un intendente; solo il culto cattolico era ammesso. La
popolazione viveva di commercio delle pellicce, agricoltura, di caccia e di pesca.

Dalla regione dei grandi laghi gli esploratori e i missionari francesi si erano spinti verso sud lungo
il corso del Mississippi e venne fondata Nuova Orlans. La presenza francese di questi immensi
territori era limitata a una catena di forti posti di posizioni strategiche; ma in prospettica essa era tale da
bloccare l'ulteriore espansione delle colonie britanniche verso occidente, e appariva tanto pi
minacciosa in quanto i francesi potevano contare sull'alleanza di alcune "nazioni" indiane.
22.2 I contrasti tra le tredici colonie e la madrepatria
Una serie di malcontenti (tasse molto elevate, coscienza del popolo americano come popolo distinto
dalla madrepatria, dazi sui prodotti, impossibilit di commercio con paesi diversi dalla Gran Bretagna)
si registrarono nelle tredici colonie.

Nel 1766 i coloni presero a boicottare le merci inglesi. La tensione crebbe ulteriormente in seguito
a incidente come quello verificatosi a Boston, quando un gruppo di patrioti travestiti d indiani sal a
bordo di una nave della Compagnia delle Indie orientali in attesa di scaricare la sua merce ne posto di
Boston e gett in acqua tutto il carico di t da essa trasportato. Con il "Boston tea party" si pu dire che
abbia inizio la fase delle ostilit aperte tra le tredici colonie e la madrepatria.
22.3 La guerra d'indipendenza

La durissima reazione del governo inglese provoc nelle colonie uno stato generale di
insubordinazione: dovunque sorsero comitati e organismi. Nel 1774 si riun a Filadelfia il "primo
Congresso continentale", nel corso del quale fu deciso il boicottaggio delle merci inglesi e fu

riaffermato il principio che gli americani riconoscevano valide solo le leggi e le imposte votate dalle
loro assemblee e non quelle del Parlamento britannico.

Il 4 luglio 1776, in un clima di esaltazione collettiva, venne approvata la "Dichiarazione


d'indipendenza", che proclamava il diritto degli americani a darsi un nuovo governo sulla base
dell'uguaglianza naturale tra tutti gli uomini e il diritto inalienabile di ognuno alla vita, alla libert e alla
ricerca della felicit. Questi princpi agirono come un potente stimolo a portare fino in fondo la lotta
ormai ingaggiata dai coloni per la liberazione dal dominio inglese.

Il comando delle forze armate fu affidato a George Washington; dopo una serie di battaglie tra
coloni e soldati inglesi, la guerra era praticamente finita. Col tratatto di Versailles (1783) la Gran
Bretagna riconosceva l'indipendenza delle tredici colonie nordamericane e restituiva alla Francia
alcuni territori occupati nei Caraibi e nel Senegal, e alle Spagna la Florida e Minorca. La causa della
libert aveva trionfato, e la sua vittoria contribu potentemente a incoraggiare quanti in Europa
contestavano il principio d'autorit e le gerarchie politiche e sociali all'interno dell'antico regime.
22.4 Una Costituzione per gli Stati Uniti d'America
n Le conseguenze della guerra prolungata rappresentarono per il Congresso continentale problemi di
difficile soluzione. Gli "Articoli di Confederazione" lasciavano in pratica al Congresso di quelli che
oramai erano gli Stati Uniti d'America solo la politica estera e la difesa, mentre tutti gli atri poteri erano
prerogativa dei singoli Stati.
n
Si fece dunque strada fra gli uomini politici l'esigenze di un governo centrale forte; da queste
esigenze part la richiesta che il Congresso convocasse una "Convenzione" incaricata di rivedere la
Costituzione federale.
n
La Convezione si riun a Filadelfia nel 1787. Nelle discussioni prevalse la proposta della
delegazione virginiana di una Costituzione federale interamente nuova. La Costituzione degli Stati
Uniti d'America fu approvata a maggioranza il 17 settembre ed entr in vigore nell'estate 1788.
22.5 Lo sviluppo degli Stati Uniti d'America tra Sette e Ottocento
u Superata la crisi della guerra dell'indipendenza e dell'unione confederale, la giovane nazione
americana riprese con rinnovato impeto la via dello sviluppo demografico economico.
u
L'economia degli Stati Uniti dei sud ricevette un grande impulso dalla espansione della coltura del
cotone e venne stimolata dalla crescente domanda dell'industria britannica.
u

Il primo presidente degli Stati Uniti fu George Washington.

u Nel 1792 nasce il partito repubblicano, che si contrappone a quello federalista. Il suo pi
autorevole rappresentante fu Thomas Jefferson.

23 La Rivoluzione francese: dall'antico regime alla monarchia costituzionale

23.1 Economia e societ in Francia al tramonto dell'antico regime


v L'avvento di Luigi XVI sul trono di Francia (1774) coincise con l'inizio di un periodo di difficolt
e di malessere per l'economia del Paese. Si interrompeva cos una lunga fare di crescita durata
all'incirca mezzo secolo, e caratterizzata da una grande espansione dell'economia.
v
Alla vigilia della Rivoluzione francese, il 6-10 % delle terre apparteneva al clero, il 20 % alla
nobilt, il 30-35 % alla borghesia, il 30-40 % ai contadini. La percentuale del suolo posseduta da
coltivatori diretti era molto pi elevata in Francia che in Inghilterra; ma il suo estremo frazionamento e
gli oneri rappresentati dal pagamento delle decime agli ecclesiastici, dei diritti feudale ai signori e delle
imposte allo Stato, erano tali che alla fine dell'antico regime solo una piccola minoranza di contadini
poteva vivere del ricavato dei propri campi. Tutti gli altri dovevano coltivare come mezzardi o piccoli
affittuari i fondi altrui o lavorare come braccianti agricoli o per l'industria a domicilio.
v
L'aumento dei prezzi agricoli che si registr nel XVIII secolo and a danno delle masse
lavoratrici e il livello di vita delle classi popolari negli ultimi decenni dell'"antico regime" peggior.
v
Si mescolarono, verso la fine dell'antico regime, gli echi sia pure confusi e distorti di idee-forza
del secolo dei Lumi quali l'eguaglianza dei diritti o la sovranit popolare, insieme a un incremento
notevole dell'alfabetizzazione.
v
Pi che divisa da una netta contrapposizione di classe, la societ francese ci appare alla vigilia del
1789 attraversata da molteplici linee di tensione che la crisi politica era destinata ad aggravare e a far
esplodere.
23.2 La crisi finanziaria e politica della monarchia

In 35 anni si succedettero in Francia ben 19 controllori o direttori delle finanze. Questa


instabilit di per s un sintomo della gravit dei problemi sul tappeto e del fallimento dei vari tentativi
di soluzione. Tali problemi si possono riassumere nell'insufficienza cronica delle entrate rispetto alle
spese pubbliche e nell'impossibilit di accrescere il carico fiscale senza modificarne la redistribuzione;
l'unica via praticabile era persuadere o costringere i ceti privilegiati a contribuire in proporzione alle
loro ricchezze. Un altro grave handicap era l'inefficienza del sistema tributario: buona parte di ci che
pagavano i contribuenti finiva nelle tasche di finanzieri e appaltatori.

Furono due le strategie poste in opera dai responsabili delle finanze:

1) consisteva nello spostare il peso maggiore delle imposte sulla propriet terriera e nel puntare su un
incremento di entrate che sarebbe stato il naturale effetto dello sviluppo economico.
2) mirare a una riduzione delle spese e degli sprechi.

Dopo alcuni anni di sostanziale immobilismo, il nuovo controllore generale de Calonne decise
che l'unica soluzione era l'adozione di radicali riforme.

Il re decise la sostituzione del Calonne con tienne-Charles Lomnie de Brienne. Questi


mantenne la proposta di "sovvenzione territoriale" di Calonne, pur trasformandola in un tributo
dell'ammontare annuo prefissato.

Tutti oramai criticavano il despotismo monarchico, molti invocavano una qualche forma di

rappresentanza della nazione; accanto al modello inglese un'eco potente ebbe la lotta per la libert dei
coloni nordamericani. Le riforme proposte da ministri come Calonne e Lomnie de Brienne
suscitavano diffidenza in quanto calavano dall'alto, erano viste come mezzi per rafforzare ulteriormente
il potere arbitrario.

22.3 La rivoluzione in marcia: il 1789

Molti ormai affermavano apertamente che gli Stati Generali dovevano assumersi il compito di
dare alla Francia una nuova costituzione e non limitarsi a porgere al re i voti dei tre ordini.

Una grave carestia, provocata dal pessimo raccolto del 1788 port alla disoccupazione e alla
miseria, che spinsero per le strade e verso la citt, nella primavera del 1789, torme di vagabondi e di
straccioni che chiedevano la carit e si faceva spesso minacciose. Sommosse contro il carovita e contro
le tasse si verificarono in molte localit.

In questo clima di eccitazione e di attesa di cambiamenti epocali si riunirono a Versailles gli Stati
Generali. I deputati erano 1165. I deputati del Terzo Stato proposero agli altri due ordini di riunirsi in
una sola assemblea per la verifica dei poteri e ottennero una mozione favorevole alla riunione. I
deputati del Terzo Stato giurarono solennemente di "non separarsi pi e di riunirsi dovunque lo
richiedessero le circostanze finch la Costituzione non fosse stata stabilita e posta sul salde
fondamenta."
Alla fine di giungo il clero e la frazione pi illuminata della nobilt si erano uniti al "Terzo Stato" e
il 9 giugno l'Assemblea nazionale si intitol anche "costituente". L'apparente cedimento della corona
nascondeva il proposito di preparare un colpo di forza contro l'Assemblea. Nei primi giorni di luglio
furono fatti affluire intorno a Parigi reggimenti composti da mercenari stranieri.

Di fronte al pericolo, la municipalit semiclandestina che era stata costituita a Parigi dal corpo
degli elettori del Terzo Stato deliber la formazione di una milizia borghese. Ma il popolo minuto,
esasperato dal carovita ed eccitato dalle voci di un "complotto aristocratico", si mosse per proprio
conto. Il 12 e il 13 si cercarono armi dappertutto. La mattina del 14 una folla si present di fronte alla
cupola della fortezza della Bastiglia, usata da tempo come prigione per i rei di Stato un centinaio
furono i morti e i feriti.
In tutta la Francia, si costituirono spontaneamente nuovi organismi municipali fedeli alle direttive
dell'Assemblea nazionale e si armarono milizie che presero il nome di "Guarda Nazionale".
A questa "rivoluzione municipale" vennero ad aggiungersi una serie di disordini nelle campagne.
L'agitazione delle campagne assumeva un chiaro significato antifeudale.; l'Assemblea nazionale si vidi
costretta ad affrontare lo spinoso problema dei diritti signorili. I deputati decisero la distruzione di
quanto rimaneva del "regime feudale" e l'abolizione di ogni privilegio che si opponeva all'eguaglianza
dei diritti.
L'Assemblea nazionale pass a elaborare una "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" e
che rimasta nel tempo come la pi solenne e completa affermazione delle libert fondamentali,
dell'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e degli altri princpi costitutivi dei moderni
ordinamenti liberali e democratici, quali la divisione dei poteri e la sovranit popolare.
Per acquistare vigore di legge, i decreti di agosto avevano bisogno della sanzione del re, che non
era affatto disposto a concederla.

L'atteggiamento evasivo di Luigi XVI, alcuni movimenti di truppe da lui ordinati e l'emigrazione

di molti nobili, tra cui membri della famiglia reale, finirono con convincere i patrioti che un'altra prova
di forza era inevitabile e che era necessario costringere la corte a trasferirsi a Parigi.
Le giornate del 5-6 ottobre furono un misto di organizzazione e di spontaneit; una folla composta
in prevalenza da donne, che chiedeva pane a gran voce, si mise in marcia per Versailles, seguita dalla
Guardia Nazionale parigina, comandata da La Fayette. Luigi XVI decise allora di dare la sua
approvazione ai decreti.

La mattina del 6 gli appartamenti reali furono invasi da manifestanti, la regina venne insultata e vi
furono alcuni morti e feriti tra le guardie e la folla; Luigi XVI si convinse allora a prendere la via della
capitale, insieme alla Guardia Nazionale e alla folla festante.
23.4 La ricostruzione dell'unit nazionale

Il primo responsabile del fallimento del nuovo ordine monarchico-costituzionale che si andava
profilando fu indubbiamente il re stesso. Luigi XVI teneva di fronte alle richieste dell'Assemblea un
comportamento ambiguo e sempre pi confidava nell'intervento armato delle potenze straniere per
ristabilire la propria autorit.

L'effervescenza della vita pubblica, i problemi della sussistenza, la proliferazione delle societ di
quartiere, dei circoli, dei gabinetti di lettura, le mille occasioni d'incontro nelle piazze e nelle osterie
portarono a una rapida politicizzazione delle masse parigine.
Prendeva forma cos la figura del "sanculotto": il popolano di Parigi ferocemente attaccato
all'eguaglianza dei diritti e alla solidariet tra i lavoratori, ostile ai nobili, ai ricchi, agli accaparratori,
pronto all'insurrezione e alla violenza rivoluzionaria.
Dopo la soppressione degli aspetti pi inumani e irrazionali della procedura penale d'"antico
regime" e lo scioglimento dei Parlamenti, le nuove regole per l'amministrazione della giustizia vennero
dettate dalla legge organica dell'agosto 1790.

Rimaneva irrisolto il problema finanziario, reso pi serio dall'illusione diffusa che il


rovesciamento dell'"antico regime" avesse comportato l'abolizione delle imposte. L'Assemblea
nazionale aveva decretato la confisca dei beni della Chiesa, valutati circa tre miliardi di franchi, e
deciso l'emissione di "assegnati", buoni del tesoro fruttiferi utilizzabili per il loro acquisto. Ma gli
assegnati mutarono la loro natura fino a essere considerati in tutto e per tutto una cartamoneta.
L'inflazione che ne deriv e and a danno soprattutto delle classi lavoratrici, costrette ad accettare
assegnati in pagamento e ad acquistare a prezzo sempre pi caro quello di cui avevano bisogno. Chi ne
trasse vantaggio furono gli speculatori che si servivano degli assegnati per l'acquisto dei beni nazionali
messi in vendita dallo Stato.

Alle vecchie imposte furono sostituite una contribuzione fondiaria proporzionale al valore della
propriet, un'imposta sulla ricchezza mobile e una patente per l'esercito di professionisti, arti e mestieri.

In campo economico gli orientamenti liberisti dominanti all'interno dell'Assemblea si espressero


con la soppressione delle corporazioni di mestiere, con la proclamazione della libert d'iniziativa con
una legge che proibiva le associazioni operaie.

Al problema finanziario era strettamente connesso il problema religioso. Le diocesi episcopali


furono ridisegnate in modo da corrispondere agli 83 dipartimenti; i vescovi dovevano essere eletti dai
cittadini come le altre autorit dipartimentali, mentre i parroci erano disegnati dalle assemblee elettorali
dei distretti. Agli uni e agli altri erano assegnati stipendi statali, che ne facevano in pratica pubblici

funzionari.
In questa logica fu imposto a tutto il clero un giuramento di fedelt alla Rivoluzione.
23.5 La caduta della monarchia
n
Da tempo la famiglia reale aveva preso contatti segreti con le corti straniere in vista di un
espatrio. La notte tra il 20 e il 21 giugno 1791 Luigi XVI, con i suoi familiari e un piccolo seguito di
cortigiani e servitori, lasci le Tuileries per una porta segreta e si diresse verso la frontiera orientale.
Bloccata, la comitiva fu obbligata a tornare indietro sotto scorta.
n

La fuga introdusse un'ulteriore divisione tra le forze rivoluzionarie.

n
Nel frattempo erano giunti a compimento i lavori dell'Assemblea nazionale per la redazione della
Costituzione .La carta costituzionale della nuova Francia fu votata dopo lunghe discussioni.

Nel 1792 fu dichiarata guerra all'Austria; la decisione fu presa dai gruppi pi attivi della
Legislatura per diffondere gli ideali rivoluzionari (nacque la I coalizione dei paesi europei contro la
Francia). La vittoria conseguita dai rivoluzionari contro gli austriaci determin l'arresto e la
sospensione del re: fu dichiarata caduta la monarchia, e ci diede vita alla repubblica. L'assemblea fu
egemonizzata dai girondini (moderati di sinistra) cui si contrapposero i montagnardi (giacobini, che
risiedevano in alto a sinistra) di Robespierre, Danton e Marat. La celebrazione del processo e
l'esecuzione del re (1793) fece esplodere una controrivoluzione contadina appoggiata dai nobili, che fu
repressa dal Tribunale rivoluzionario. Per tale evento, la Francia si trov ben presto in guerra contro
tutti gli Stati europei.

Il terrore

L'epurazione dei girondini, dovuta ad atteggiamenti che li resero estranei al movimento popolare e al
dinamismo rivoluzionario dei sanculotti, afferm la dittatura dei montagnardi, il cui principale
esponente fu Robespierre. Quest'ultimo si proclam unico interprete del popolo, inaugurando un
modello di democrazia "totalitaria". La sua austerit e intransigenza, il culto della virt lo avvicinavano
alla mentalit dei sanculotti, e lo spinsero a far varare la Costituzione democratica, mediante cui fu
instaurata una dittatura attraverso l'eliminazione fisica degli avversari e l'accentramento esecutivo.
Con la Costituzione del '93 fu stabilito il maximum dei prezzi, fu decretata la leva di massa (nacque il
primo esercito popolare) e fu promossa un'opera di laicizzazione che port all'introduzione del
calendario repubblicano, alla celebrazione di feste laiche e al culto della dea Ragione: era il Grande
Terrore. Sotto la pressione dei sanculotti si decise l'avvio immediato di una politica repressiva, che
gener la "legge dei sospetti": le prigioni si riempirono, i tribunali e la ghigliottina lavoravano senza
tregua. A Parigi furono processati e decapitati la regina Maria Antonietta e vari capi girotondini. Tale
politica irrit le frange rivoluzionarie, facendo maturare la congiura termidoriana (luglio '94) che
decise la morte di Roberpierre e dei suoi seguaci.

La Convenzione termidoriana, che nacque dall'abbattimento della dittatura giacobina, smantell le


strutture su cui si era fondato il Terrore: fu abolito il maximum e fu proclamata la difesa del diritto di
propriet, che accentu il carattere censitario del sistema elettorale, mentre l'esecutivo venne affidato al
Direttorio, rappresentato da un'assemblea costituita da cinque membri, che pendolava tra la destra filomonarchica e la sinistra giacobina. Nacque, quindi, una costituzione anti-democratica, attentissima ad
evitare rischi di una dittatura. La guerra, l'uccisione del re e il Terrore ridussero notevolmente in Europa
il numero di sostenitori della rivoluzione, anche se la sua influenza giunse fino a Belgio, che fu annesso
alla Francia, mentre l'Olanda si costitu come Repubblica batava. In Italia il centro pi attivo di
organizzazione rivoluzionaria si costitu in Liguria, mentre nel resto della penisola si formarono vari
club giacobini, duramente repressi dai governi.
24 Dalla Repubblica giacobina al Direttorio

24.4 La Rivoluzione francese e l'Europa


u
Tra le classi colte europee, nobili e borghesi, la convocazione degli Stati Generali e il preannuncio
di un nuovo ordine monarchico-costituzionale furono accolti in un primo tempo con simpatica o
addirittura entusiasmo. Le prime perplessit sorsero con l'abolizione dei diritti feudali e con le giornate
rivoluzionarie del 5-6 ottobre. Taluni non si lasciarono scoraggiare neppure dagli episodi di violenza e
continuarono a esaltare la libert e i diritti dell'uomo, ma altri si trasformarono pi o meno rapidamente
da sostenitori in denigratori della Rivoluzione e delle sue idee. Dovunque si strinsero le maglie della
censura e presero ad essere perseguitati i gruppi filo francesi, soprattutto dopo lo scoppio delle ostilit e
l'appello lanciato dalla Convenzione alla liberazione di tutti i popoli oppressi.
24.5 Il triennio rivoluzionario in Italia (1796-99)
v
Nei primi mesi della conquista Napoleone aveva incoraggiato o almeno tollerato l'azione dei
"patrioti", che usciti allo scoperto si diedero a pubblicare su giornali e opuscoli, a formare club e
societ popolari e a diffondere tra il popolo grandi princpi.
v
I nostri "patrioti" volevano un'eguaglianza non solo giuridica, ma estesa in qualche misura alla
sfera economica attraverso l'imposta progressiva, la limitazione delle successione, la redistribuzione ai
meno abbienti dei beni confiscati alla Chiesa, il controllo dei prezzi e del commercio, la parit dei culti,
l'istruzione per tutti, la lotta a fondo contro il privilegio, l'interesse privato e l'egoismo, la
rigenerazione psicologica e morale dell'uomo.
v
La parte pi illuminata dell'aristocrazia e della borghesia ricca era invece propensa a un progetto
moderato di Costituzione repubblicana che limitasse la portata delle trasformazioni all'ambito degli
ordinamenti politici e giuridici, lasciando inalterata la distribuzione delle ricchezze, e rifiutando ogni
vincolo all'attivit economica.

25.

La Francia e lEuropa nellet napoleonica

25.1

Napoleone primo console. Le basi del regime

1799 entra in vigore la Costituzione dellanno VIII prima del plebiscito.

senza Dichiarazione dei diritti, nomina vagamente le libert fondamentali

Suffragio universale maschile per vari gradi, nominano liste di confidenza


su basi censitarie sempre pi ristrette

il governo sceglie dalle liste (comunali, dipartimentali, nazionali) gli


amministratori e i rappresentanti di 2 assemblee legislative: Tribunato (discute
leggi proposte dal governo)e Corpo legislativo (approva o respinge)

di fatto vanifica la sovranit popolare e limita i poteri legislativi a vantaggio dellesecutivo


Potere sostanzialmente monarchico dellEsecutivo: primo console nomina Consiglio di Stato(elabora
le leggi), ministri, ambasciatori, giudici; due consoli coadiuvanti e subordinati.
Restaurazione che consolida per le conquiste fondamentali della rivoluzione dal punto di vista
giuridico - economico:

soppressione della feudalit

eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e al fisco

carriere aperte ai talenti

sostituzione della ricchezza alla nascita come requisito della classe dirigente

libert dintrapresa

riconoscimento della propriet terriera acquisita attraverso lacquisto di beni


nazionali
Questi elementi pi laureola di talento militare di napoleone garantirono per lungo tempo un
vastissimo consenso.
Ad ogni modo lopposizione al governo non fu pi tollerata: abolizione delle libert di stampa e di
protesta. forte apparato di polizia.
politica di accentramento del potere e di pacificazione sociale:
riordinamento amministrativo: a capo dei dipartimenti prefetti e sotto prefetti di nomina centrale
con estesi poteri
riordinamento giudiziario: corti dappello e Corte di Cassazione che possono annullare loperato
dei tribunali minori per vizi di forma; giudici inamovibili ma di nomina governativa (dal
governo dipendevano anche i oro trasferimenti e promozioni)
1804 Codice civile
1807 Codice del commercio
1810 Codice di procedura civile e criminale; codice penale
Riscossione dei tributi da parte di agenti statali inesorabili, non pi da organi elettivi
1802 pareggio delle entrate e delle spese
1800 Banca di Francia (emissione di biglietti garantiti da deposito nazionale) e consolidamento
del debito pubblico al 5%dinteresse;

1803 creazione del franco germinale che sar stabile fino al 1914 (5 grammi dargento)
Situazione militare favorevole: Russia ritirata dalla seconda coalizione antifrancese
Napoleone voleva battere lAustria e poi affrontare separatamente lInghilterra
1800 valica il San Bernardo e prende alle spalle austriaci in Piemonte; rioccupa Milano
14/06/1800 vittoria di Marengo
09/02/1801 Pace di Lunville: situazione in Italia come dopo il trattato di Campoformio, per
con confine della Rep. Cisalpina fino allAdige, e riconoscimento definitivo alla Francia del
possesso di tutta la riva sinistra del Reno.
1802 Pace di Amiens con lInghilterra: restituzione alla Francia (ai cavalieri di S. Giovanni) di
malta, mentre Egitto torna sotto Turchia
Allinterno Napoleone debella la chouannerie e realizza la pace religiose:
1801 concordato con Pio VII: cattolicesimo religione ufficiale della Francia, e mantenimento degli
ecclesiastici a spese dello Stato, i cambio delle dimissioni di tutti i vescovi in carica, la non
rivendicazione dei beni alienati, consacrazione dei prelati nominati dal primo console.
25.2

Dal consolato allimpero. La terza e la quarta coalizione antifrancese

02/08/1802 Plebiscito dichiara Napoleone console a vita, e ampliamento dei suoi poteri da parte del
Senato
1804 Napoleone imperatore: carattere ereditario della dignit imperiale; corte come quella dei Borbone;
si incorona da solo.
1803 terza coalizione: Inghilterra, Austria, Russia, Svezia, Regno di Napoli; vs Francia + Spagna
21/10/1803 flotta franco-spagnola distrutta presso Cadice, a Trafalgar dal comandante Nelson
2712/1803 napoleone vince Austria+Russia ad Austerliz (Moravia)
26/12/1805 Pace di Presurgo, chiesta da Vienna: cessione al regno dItalia (ex Repubblica Cisalpina) di
Veneto, Istria, Dalmazia, pagamento di una forte indennit di guerra, aggregazione del Tirolo alla
Baviera
1806 esercito francese prende il Regno di Napoli, corte borbonica fugge a Palermo, sul trono posto
Giuseppe Bonaparte
1806 quarta coalizione Prussia, Inghilterra, Russia, promossa da Federico Guglielmo III
1806 vittorie vs Prussia a Jena e Auerstaedt smembramento della Prussia
1807 vittoria di Tlsit vs Russia

Prussia: regni in Germania occidentale formano Vestfalia, province polacche occupate dal 1772
diventano Granducato di Varsavia sotto il re di Sassonia; Sassonia e Vestfalia entrano nella
Confederazione del Reno, che comprendeva tutto il territorio tedesco tranne Prussia rimasta e Austria.
Lo Zar Alessandro I promette a Francia aiuto vs Inghilterra qualora essa rifiuti la pace.
La strategia offensiva della Grande Armata francese non era uninvenzione di Napoleone ma piuttosto
un esito della Rivoluzione: dal 1793 leva di massa con coscrizione obbligatoria, rinnovamento dei
quadri e amalgama di vecchi e nuovi reggimenti avevano reso impraticabile lo schieramento in linea
(che presupponeva disciplina e lungo addestramento); invece lentusiasmo rivoluzionario suggeriva una
mentalit offensiva adatta alla formazione in colonna che corre vs il nemico e cerca il combattimento
allarma bianca. NB grande potenziale demografico della Francia.
25.3

Il blocco continentale, la guerra di Spagna e la quinta coalizione

Francia vuole piegare economicamente la Gran Bretagna, finora lunica non sconfitta militarmente.
1806 Napoleone dichiara lo stato di blocco allInghilterra, cui aderiscono Russia, Prussia, Danimarca,
Spagna: divieto a questi regni/imperi di commerciare con Inghilterra.
Tuttavia bisognava impedire il contrabbando e controllare tutte le coste, progetto superiore alle forze di
Francia; Napoleone costretto a concedere alcune licenze dimportazione per alcune materie prime
indispensabili per lindustria francese; inoltre il blocco era inapplicabile a Nuovo Mondo e continente
asiatico.
LInghilterra resistette e successivamente Spagna e Russia ruppero il blocco; divenne ministro della
guerra il conte di Castelreagh.
1808 Napoleone fallisce nel conquistare il Portogallo ma prende la Spagna spodestando Carlo IV e
sostituendolo con suo fratello Giuseppe. Da Madrid dilag linsurrezione vs Napoleone lAnticristo fin
nelle province; il sentimento religioso spagnolo era offeso anche dallannessione del regno pontificio
alla Francia con la scusa di imporre il blocco continentale.
Inghilterra aiuta gli insorti e la guerriglia si protrae sanguinosamente e assorbendo molte risorse
economiche francesi, nonostante la presenza in loco di Napoleone.
Quinta coalizione: Austria, umiliata da Presburgo, e Inghilterra invadono Baviera, alleata francese;
Napoleone rientra a Vienna
14/10/1809 Pace di Vienna Francia conquista le Province Illiriche: Carinzia, Carniola, Fiume, Trieste,
Istria, Dalmazia; la Galizia settentrionale viene riunita al Granducato di Varsavia.
Nonostante successi la Francia d segni di stanchezza e disaffezione alla rivoluzione, e negli altri
Stati comincia ad emergere un sentimento di orgoglio nazionale vs lo strapotere francese. Situazione
spagnola, Inghilterra irriducibile, Russia fredda nei rapporti, pacificazione religiosa interna
compromessa dalla rottura col pontefice.
25.4

La societ francese allapogeo dellImpero

1802 istituita la Legion dOnore, che premia i meriti di guerra.


1808 creazione di una nobilt imperiale di cui 22% ex nobili, 55% borghesi, 19% estrazione popolare
che dovevano la loro promozione sociale allesercito.
Requisito fondamentale della nobilt erano la carica e la rendita fondiaria, proporzionata al titolo
1807 soppresso tribunato. Corpo legislativo e Senato diventano casse di risonanza della volont di
Napoleone.
Lamministrazione e la burocrazia erano gestite attraverso prefetti e sottoprefetti di nomina
governativa.
1802 e 1806 riforma dellIstruzione pubblica, con la funzione di organizzare il consenso e istruire i
quadri tecnici e amministrativi.
1810 riduzione dei giornali ad uno massimo per dipartimento: totale asservimento della stampa,
eliminazione del dissenso.
1801 concordato con la Santa Sede
1806 Catechismo imperiale che inculcava fedelt, obbedienza, obbligo di pagare le tasse
1809 annessione di Stato pontificio e deportazione di Pio VII a Savona e poi a Fontainebleu; Nap.
Rifiutava di riconoscere il fatto compiuto; nomina di vescovi imperiali impopolarit
1805-1809 ricevimento dagli altri stati di forti indennit di guerra; nel 1810-18012 crisi economica:
crisi del tessile per mancanza di materie prime e cattivo raccolto rincaro dei prezzi agricoli e forte
disoccupazione
Continue leve militari per Spagna e spedizione in Russia del 1812 sfiniscono la popolazione
25.5

La riorganizzazione politico-territoriale della penisola italiana

Sistema continentale tra 1810-12


stati direttamente annessi allimpero francese: (riva sinistra del Reno, Belgio, Olanda, coste
anseatiche, parte di India centro-settentrionale)
Stati separati dalla Francia ma direttamente sottoposti a Napoleone (Regno dItalia)
Stati vassalli affidati alla sua famiglia o sovrani amici (Spagna, Regno di Napoli, Vestfalia, Baviera,
Sassonia)
Facevano eccezione Sicilia (Borbone) e Sardegna (Savoia)
Gli strumenti della conquista furono limposizione di codici e strutture centralizzate francesi,
subordinazione della politica estera ed economica agli interessi francesi, coscrizione militare, contributi
finanziari.
Repubblica italiana
1802 Costituzione modellata sulla francese del 99 per la Repubblica italiana (Ex Repubblica Cisalpina)
3 collegi elettorali chiamati Organo primitivo della sovranit nazionale, eleggevano il corpo legislativo

che approvavano leggi preparate da un Consiglio legislativo di nomina presidenziale.


Presidente era Napoleone stesso, che nomin vicepresidente Francesco Melzi dEril
Accentramento tramite distribuzione di prefetti; coscrizione militare e riorganizzazione degli studi
superiori, imposte fondate sulla rendita fondiaria.
1805 Repubblica trasformata in Regno dItalia; Napoleone si fa rappresentare dal figliastro vicer
Eugenio di Beauharnais.
Conseguenze:
impulso allistruzione elementare
ristrutturazione del sistema giudiziario e adozione dei codici francesi
avviati grandi lavori pubblici
Milano assume il volto di una grande capitale
Agricoltura rimase occupazione principale; in Veneto soffr molto per le tasse eccessive e la perdita
degli sbocchi commerciali tradizionali , ma fu stimolata dalla richiesta di derrate per lesercito e di seta
greggia per lindustria francese, e registr una spinta imprenditoriale da parte degli acquirenti dei beni
della Chiesa.
Le condizioni di vita popolari non mutarono radicalmente, se non per la durezza della legislazione su
lavoro e mendicit, e per lesperienza del servizio militare, che interess dal 1797 oltre 200000 italiani.
Nei ceti medio - alti si registr lintegrazione di nuovi ricchi e vecchi nobili in ununica classe di
proprietari terrieri, e dallaltro la promozione dei pubblici funzionari, dei professionisti e dei tecnici.
Regno di Napoli
1806 Giuseppe Bonaparte conferisce i dicasteri pi importanti a ministri francesi, ma usa molta nobilt
illuminata per le compagini di governo e nel Consiglio di Stato.
1808 Giuseppe chiamato a regnare sulla Spagna, sostituito a Napoli da Gioacchino Murat, marito di
Carolina Bonaparte, molto elegante, che piacque subito ai napoletani; si impegn ad imprimere al
Regno un carattere pi autonomo e nazionale.
12 province con a capo un intendente (come i prefetti francesi); nelle comunit lamministrazione
venne affidata a consigli formati da proprietari.
Ci favor lo sviluppo di centri provinciali: emersero anche Salerno e Bari.
1806 soppressione delle feudalit
sistema giuridico e finanziario francese, vendita dei beni nazionali, nuovo catasto.
1807-10 divisione dei demani feudali (terre di baroni su cui i contadini esercitavano dei diritti di
pascolo, semina, legna.) ma la distribuzione non favor i contadini poveri, bens i benestanti locali,
cio i galantuomini: la questione demaniale avvelener per molto tempo la vita nelle campagne
(banditismo???)
25.6

LEuropa centro-settentrionale

1803 Riorganizzazione politico-territoriale dellimpero germanico: mediatizzazione dei principati


ecclesiastici e dei feudi piccoli, che vennero cos sottoposti alla sovranit di Stati territoriali pi grandi.
1806 scioglimento ufficiale del Sacro Romano Impero e costituzione della Confederazione del Reno
che comprendeva anche Vestfalia e Prussia- (16 stati sotto la protezione dellImperatore francese, che
ne dirigeva la politica estera e ne reclutava 63000 uomini).
In questo periodo possiamo rintracciare la nascita del movimento liberale ottocentesco e un
contrappeso alle tendenze autoritarie prussiane.
Restano indipendenti politicamente solo Austria e Prussia.
Austria:
Francesco II era diventato Francesco I imperatore dAustria nel 1804
Principe di Metternich apparentemente in rapporti amichevoli con la Francia, in realt non imprime
spinte riformatrici alla nazione.
Prussia
1809 Jena ??????????????????????
Federico Guglielmo III 1797-1840: politica di prudenti riforme:
-

emancipazione dei contadini del demanio regio

ristrutturazione organi di governo centrali e amministrazioni locali

abolizione servit gleba anche nelle propriet private

formazione di poderi contadini autosufficienti

abbattimento vincoli economici sul commercio di terra

esercito democratizzato

Rinascita intellettuale: Fichte, Humboldt, riforma dellistruzione.


La Prussia si propone di respingere legemonia francese e di porsi come guida politica e morale della
regione germanica.
Polonia rinasce come Granducato di Varsavia (1807-1809)sotto Napoleone, ma una rinascita
effimera.
-

1807 abolizione del servaggio che per resta sulla carta

istituzioni modestamente modernizzate

forte effettivo impulso al nazionalismo polacco che ispirer nel 1831 la rivolta contro il dominio
russo.

Confederazione elvetica ristabilita da Napoleone nel 1803 con latto di mediazione, che sanciva uno
stato di semilibert

Repubblica Batava nel 1806 trasformata in Regno dOlanda, la cui corona venne assunta da un fratello
di Napoleone (Luigi)
1810 annessione dellOlanda allImpero
Gravi ripercussioni del blocco continentale.
25.7

Dalla campagna di Russia al crollo del Grande Impero

Russia. Alessandro I (1801-25) educato da precettori francesi alla corte della zarina Caterina II, aveva
tendenze riformatrici (aumenta il potere del Senato e viene dato un forte impulso allistruzione
pubblica)
1806 Russia vs Turchia e Persia
1809 Russia conquista Finlandia e la strappa alla Svezia
1810 Russia riprende rapporti commerciali con lInghilterra
1812 Russia prende Azerbaigian, Georgia, Bessarabia e firma un trattato di alleanza con la Svezia.
Ripresa dei rapporti anglo-russi e espansionismo russo avevano raffreddato i rapporti franco-russi,
perch la Russi comprometteva tutta la politica del blocco continentale.
Napoleone nel 1812 si risolve alla guerra.
700.000 tra lOder e la Vistola (pi grande esercito mai visto, solo met francesi)
24/6/1812 Napoleone varca il fiume Niemen, e i russi si ritirano facendo per terra bruciata nelle
retrovie (tattica sfuggente), togliendo rifornimenti agli aggressori in quegli spazi sterminati da
attraversare, e mettendo in crisi la strategia napoleonica, che sperava in una rapida vittoria, come
preludio ad una trattativa con lo zar
7/9/1812 a Borodino scontro diretto volto a fermare lavanzata verso Mosca, non funziona
14/9 presa di Mosca; Napoleone perde settimane preziose attendendo emissari di Alessandro, mentre un
incendio pericoloso scoppia il giorno dopo il suo ingresso al Cremlino.
19/10 ordinata la ritirata; Napoleone vorrebbe andare a sud ma i russi gli sbarrano il passo
costringendolo a ripercorrere il cammino dellandata nella campagna devastata.
Inverno rigido e precoce, mancanza di viveri, continui attacchi di cosacchi e regolari russi fecero perire
mezzo milione di uomini; non esistevano pi cavalleria e artiglieria, le pi difficili da sostituire.
Al suo ritorno in Europa, Napoleone trov unEuropa in subbuglio:
1812 le Cortes insorte spagnole approvano una Costituzione di tipo liberale.
Inglesi esautorano Borboni in Sicilia e viene promulgata una carta costituzionale, e il regno veniva
dichiarato indipendente da Napoli o chicchessia. La propaganda inglese proponeva ai popoli libert e
indipendenza, ritorcendo contro la Francia le sue stesse armi.
28/2/1813 Sesta coalizione antifrancese: Federico Guglielmo III si allea con zar Ale I e proclama una
guerra di liberazione; Metternich entra in segreto. Inglesi riprendono loffensiva occupando

lAndalusia.
1813 Napoleone chiede un estremo sforzo a Francia e Stati vassalli e riunisce mezzo milione di uomini
16-19/10/1813 presso Lipsia Battaglia delle nazioni.
Napoleone non riceve in tempo i rinforzi e viene tradito dai soldati sassoni e del Wurttemberg; deve
ripiegare sul Reno, mentre tutta la Germania, la Svizzera e lOlanda si sollevano contro di lui.
Guerriglia spagnola e offensiva inglese costringono i francesi ad evacuare la Spagna, dove viene
ristabilito Ferdinando VII.
Gioacchino Murat tratta segretamente con lAustria sperando di conservare il Regno di Napoli
Fine del 1813: 3 eserciti alleati varcano il Reno e Inghilterra penetra da sud. Napoleone non riesce a
galvanizzare lo spirito nazionale; guadagnava terreno il favore ad una restaurazione dei Borbone.
20/3/1814 Arcis-sur-Aube Napoleone sconfitto definitivamente
31/3 Parigi accoglie gli invasori.
3/4/1814 il Senato, manovrato da Talleyrand dichiara la decadenza dellimperatore.
6/4 Napoleone abdica senza condizioni ma con limpegno dei coalizzati a dargli la sovranit sullisola
dElba.
30/5 trattato che riporta Francia ai confini originali aggiungendole Avignone e Savoia; la decisione
sullassetto europeo fu rinviata al Congresso di Vienna.
Senato invita Luigi XVIII, fratello minore di Luigi XVI a occupare il trono sulla base di una nuova
Costituzione ispirata al modello inglese e alla sovranit popolare, ma il re promulg il 4/6 una diversa
Costituzione che chiam gentile concessione in cui si affermava il principio di legittimit
monarchica.
16/4 Vicer Eugenio stringe un armistizio con lAustria che lo lasciasse padrone di Lombardia e
Veneto, in attesa che le potenze fissassero il destino del regno. Sperava di ereditare il regno italico, ma
una sommossa a Milano, dove il ministro delle finanze Giuseppe Prina venne linciato, ed Eugenio
lasci la penisola, presa in mano dal maresciallo Annibale Sommariva in nome dellAustria.
Pio VII, Vittorio Emanuele I e il granduca di Toscana Ferdinando III riprendevano il loro posto. R. di
Napoli restava incerto ma le potenze volevano ridarla ai Borbone; invano si agitavano i militanti
massoni nel Mezzogiorno e in Lombardia.
1815 il generale senso di sollievo venne presto sostituito da un malcontento diffuso per via
della preferenza diffusa per gli incarichi a filo borbonici e nobili
della disoccupazione provocata dallinvasione del mercato da parte delle merci inglesi, dal timore di
una restaurazione dei diritti feudali e di rivendicazione dagli ex emigrati dei beni alienati
Napoleone tenta il colpo di mano. Sbarca a Cannes, la popolazione lo acclama e lesercito che doveva
arrestarlo si unisce a lui; rientra a Parigi il 20/3.
25/3/1815 settima coalizione antifrancese con tutti i vecchi nemici, che si concentrano nel Belgio

18/6 a Waterloo, con 125.000 effettivi, non riesce a impedire il congiungimento di prussiani e inglesi e
subisce una rovinosa disfatta. A Parigi abdica nuovamente il 22/5
8/7 Luigi XVIII rientra definitivamente a Parigi, napoleone si consegna agli inglesi, che lo confinano a
SantElena.
Gioacchino Murat:
15/3/1815 dichiara improvvisamente guerra allAustria temendo di essere spodestato ed esorta gli
italiani a riunirsi sotto le sue bandiere, ma lappello cade nel vuoto, nonostante la tardiva concessione ai
napoletani di una Costituzione liberale.
Esercito napoletano sconfitto a Tolentino
Convenzione di Casa Lanza che sancisce il ritorno di Ferdinando IV di Borbone; Murat si rifugia in
Corsica; tenta uno sbarco in Calabria in ottobre ma viene fucilato dai borbonici.

26 L'et della Restaurazione

26.1 Il Congresso di Vienna e la riorganizzazione dell'Europa

Le potenze che avevano sconfitto Napoleone e abbattuto il suo impero si trovarono di fronte al
compito di costruire sulle macerie un nuovo ordine europeo, che scoraggiasse nuovi tentativi egemonici
e nuove spinte rivoluzionarie e garantisse l'equilibrio e la conservazione. I governi della Russia,
dell'Austria, della Prussia e dell'Inghilterra ebbero la saggezza di associare a questa impresa la Francia,
considerata essa stessa vittima dell'avventura napoleonica.

Le deliberazioni del Congresso di Vienna furono il risultato degli accordi tra queste cinque
potenze.

La Francia venne riconsegnata alla monarchia borbonica e riportata alle frontiere del 1792,

I l Belgio venne unito all'Olanda, eretta in Regno dei Paesi Bassi sotto la dinastia d'Orange ,

Al Regno di Sardegna, ricostruito per Vittorio Emanuele I di Savoia, venne annesso il territorio
dell'antica Repubblica di Genova.
La difesa della riva sinistra del Reno restava affidata alla Prussia, cui tocc anche il Regno di
Vestfalia e la Baviera.
In luogo degli oltre trecento staterelli ancora esistenti nel Settecento vi erano 39 formazioni
politiche, associate in una Confederazione germanica la cui presenza fu assunta dall'imperatore
d'Austria.

La Norvegia venne staccata dalla Danimarca e unita alla Svezia.

Il Regno di Polonia venne sottoposto alla sovranit dello zar, che si annetteva direttamente la
Lituania, la Bielorussia e l'Ucraina.

L'Austria otteneva la conferma del possesso della Lombardia e del Veneto con l'Istria, la
Dalmazia e le Province Illiriche; la sue egemonia in Italia era inoltre garantita dalla parentela con le
dinastie regnanti nel Granducato di Toscana, nei ducati di Modena e Parma oltrech al diritto di tenere
una guarnigione militare a Ferrara, nello Stato pontificio.


Una relativa indipendenza era riconosciuta in Italia soltanto allo Stato sabaudo e ai Borbone di
Napoli.
La Gran Bretagna ottenne i maggiori vantaggi in campo marittimo e coloniale: Gibilterra,
Minorca, Malta e le isole Ionie, Tobago, Santa Lucia, Capo, Ceylon, Singapore, oltre all'India in cui si
andava estendendo il suo predominio.

Per garantire l'ordine instaurato o restaurato a Vienna e al tempo stesso per dare alla politica una
legittimazione morale e religiosa, lo zar Alessandro I si fece promotore di una Santa Alleanza di cui
entrarono a far parte la Prussia, l'Austria, e la Francia. La Gran Bretagna stipul con la Russia, la
Prussia e l'Impero austriaco una Quadruplice Alleanza il cui intento dichiarato era quello di vigilare
contro ogni attentato al nuovo assetto europeo.
26.2 Il clima ideologico e culturale ella Restaurazione

Gli anni della Restaurazione coincidono con il trionfo e la diffusione europea delle correnti
romantiche, che si contrappongono agli orientamenti dell'Illuminismo e del classicismo.

Nell'Europa della Restaurazione erano pochi i Paesi dotati di una carta costituzionale e quindi di
un regime parlamentare: oltre all'Inghilterra, la Francia, il Regno dei Paesi Bassi e alcuni stati della
Germania meridionale.
26.3 Sviluppo economico e questione sociale

La crescita della popolazione europea riprese a ritmo sostenuto a partire dal 1820 circa. Il saldo
positivo era dovuto alla divaricazione tra gli indici di natalit, che restavano molto elevati, e gli indici
di mortalit, che cominciavano a scendere a causa dei progressi dell'igiene e di un sa pur limitato
miglioramento del tenore di vita.

L'aumento demografico fu accompagnato e sostenuto dall'espansione delle attivit produttive. I


progressi furono pi lenti e contrastati dall'agricoltura, che continuava ad assorbire in quasi tutta
l'Europa la maggior parte della manodopera disponibile. Verso la met del secolo iniziarono a
diffondersi i fertilizzanti chimici, le prime macchine agricole e altre tecniche atte a incrementare la
produttivit dei terreni.

In Gran Bretagna la Rivoluzione industriale entr in una nuova fase con l'applicazione su larga
scala delle nuove tecniche di produzione di ferro.

La prima met del XIX secolo vide la rapida diffusione delle macchine a vapore e la loro
applicazione ai trasporti.

Rapida fu l'espansione delle ferrovie; notevole fu l'estensione della rete ferroviaria sul continente
europeo.

La Gran Bretagna era veramente l'"officina del mondo", e il suo primato rimase indiscusso fino al
1870 circa.

Tra le nazioni europee a mettersi sulla via dell'industrializzazione furono il Belgio, la Germania e
la Francia.

La preoccupazione per la "questione sociale" suscitata dallo sviluppo dell'industria fu molto

avvertita sul continente europeo e in particolare in Francia, dove fiorirono una serie di progetti di
riforma della societ e dell'organizzazione produttiva, che si usano raggruppare sotto la comune
etichetta di "socialismo utopistico".

26.4 La questione nazionale e i primi moti per la libert e l'indipendenza


n
L'unit precocemente raggiunta in Paesi come la Francia e l'Inghilterra lo Stato precede la
nazione e in una certa misura contribuisce a crearla, con la sua lenta opera di uniformazione linguistica,
giuridica e amministrativa. Ma anche in aree caratterizzate da un persistente frazionamento politico si
pu dire che fin dal tardo Medioevo esistesse una nazione culturale, percepita come unitaria dai ceti
intellettuali molto prima che assumesse concretezza l'idea di uno Stato nazionale.
n

La complessit del concetto di nazione si and affermando nei primi decenni dell'Ottocento.

n
In Spagna il re Ferdinando VII si era affrettato non solo ad abrogare la Costituzione di Cadice del
1812 e a sciogliere le Cortes, ma anche ripristinare l'Inquisizione, io potere dell'ordine dei gesuiti e
gran parte dei privilegi della nobilt e del clero. Il malcontento suscitato da tale comportamento si
tradusse in una ribellione di alcuni reparti miliari di stanza a Cadice, da dove avrebbero dovuto
imbarcarsi per andare a reprimere l'insurrezione delle colonie americane. La rapida diffusione del
movimento in tutto il Paese costrinse il sovrano nel marzo 1820 a ristabilire la Costituzione del 1812 e
a indire le elezioni per l'assemblea delle Cortes.
n
La vita politica in Spagna sotto Fernando VII rimase soffocata e agitata da contrasti continui tra i
liberali e i carlisti, che alla morte del re portarono a una vera a propria guerra civile.
n L'equivalente portoghese del carlismo fu il miguelismo. Il regime costituzionale instaurato fu
rovesciato da don Miguel, che si impadron del doverno, approfittandone del fatto che don Pedro, il
fratello maggiore, aveva deciso di rimanere in Brasile. Nel 1824 don Pedro impose la promulgazione di
una nuova carta costituzionale, che per non venne accettata dai miguelisti e diede luogo a un periodo
confuso di lotte protrattosi dino al 1851.
26.5 L'emancipazione delle colonie latino-americane e lo sviluppo degli Stati Uniti
u L'invasione della penisola iberica da parte delle truppe napoleoniche nel 1808 aveva avuto come
conseguenza, nell'America spagnola (Hispano Amrica) la formazione di Giunte che, con pretesto di
mantenersi fedeli alla deposta dinastia borbonica, si svincolarono di fatto da ogni indipendenza dalla
madrepatria. L'autonomia rispondeva agli interessi delle aristocrazie creole, fino allora escluse dalle
maggiori cariche pubbliche a beneficio dei funzionari venuti dalla Spagna o dal Portogallo; ma essa
favor anche lo scoppio di moti insurrezionali a sfondo pi radicale e popolare e il sorgere di conflitti
per il controllo dei territori tra le varie province dei vicereami, che una dopo l'altra proclamarono la
propria indipendenza.
u
Nella confusa situazione che si venne a creare furono determinanti la ridotta capacit di resistenza
delle forze lealiste e le qualit militari e organizzative di alcuni grandi personaggi carismatici,

principalmente Jos de San Martn e Simn Bolvar, detto "el libertador", ai cui sforzi congiunti si
dovettero tra il 1818 e il 1824 i vittoriosi attacchi alle ultime roccheforti spagnole nel Cile e nel Per.
u
Il programma di Bolvar prevedeva l'unione delle ex colonie spagnole in una forte organizzazione
federale sul modello statunitense, preannunciata dalla Gran Colombia (Colombia, Venezuela, ed
Ecuador) di cui egli assunse la presidenza nel 1819; ma i particolarismi regionali, i conflitti di natura
etnica e classista, la pressione degli interessi inglese e nordamericani determinarono il fallimento di
questo disegno al Congresso continentale da lui convocato a Panama nel 1826.
u
Quando oramai il dominio della Spagna si era ridotto alle isole di Cuba e Portorico (che ottennero
l'indipendenza nel 1898, in seguito al "desastre del Cavite") e la presenza europea alle tre Guiane
(britannica, olandese e francese), i quattro ex vicereami si erano ormai definitivamente frazionati in una
dozzina di Stati, che si reggevano a parte in repubbliche, in parte con ordinamenti monarchici.
u
L'arretratezza della vita economica, le enormi distanze sociali tra una minoranza di grandi
proprietari e una moltitudine di contadini poveri e analfabeti, il peso degli apparati militari e la
soggezione agli interessi dei Paesi capitalistici avanzati dovevano rendere la vita di queste formazioni
politiche instabile e travagliata.
u
Diversa fu la vicenda del Brasile, la cui separazione dal Portogallo fu frutto dell'iniziativa stessa
della dinastia di Braganza, rifugiatosi oltreoceano nel 1807. Nel 1815 Giovanni VI proclam il Brasile
regno autonomo, e nel 1821 lasci la reggenza al figlio primogenito don Pedro, che l'anno seguente si
autoproclam imperatore del Brasile col titolo di Pietro I.
u Grazie all'ingrossarsi del flusso migratorio dall'Europa la popolazione statunitense quadruplic in
quarant'anni. Prosegu parallelamente l'espansione verso ovest, che port alla creazione di nuovi Stati
che andranno ad aggiungersi a quelli gi esistenti.
26

I maggiori Paesi tra 1815 e 1848

27.1 Le isole britanniche


v
Le lunghe guerre contro la Francia rivoluzionaria e napoleonica, combattute senza interruzione tra
il 1793 e il 1815 non avevano frenato lo sviluppo dell'economia britannica. Furono piuttosto i
problemi del dopoguerra a creare un diffuso malessere accompagnato da gravi tensioni sociali.
v
La disoccupazione venne aggravata di colpo dalla brusca smobilitazione di circa 350.000 soldati; e
a queste difficolt si aggiunsero gli effetti di alcuni cattivi raccolti agricoli e il permanere di alti prezzi
di generi alimentari.
v
La protesta dei lavoratori, colpiti nell'occupazione e nel tenore di vita, si espresse attraverso la
formazione di unioni sindacali, le petizioni in Parlamento e le adunanze di massa, che suscitarono la
preoccupazione delle classi abbienti.
v
Nel 1822George Canning (uomo politico di tendenze liberali) divenne ministro degli esteri,
mentre gli affari interni furono affidati a Robert Peel, un tory di spirito pragmatico e progressista.
v

Per una redistribuzione dei seggi e per un allargamento del suffragio premevano larghi settori

dell'opinione pubblica.
v
La morte di re Giorgio IV e la successione di Guglielmo IV portarono alla formazione di un
governo whig.
v

La redistribuzione dei seggi attuata nel 1832 fu di notevole portata.

v
La riforma parlamentare fu seguita dall'abolizione della schiavit in tutte le colonie britanniche,
dopo che gi nel 1807 era stato posto fine alla tratta degli schiavi.
v
La fine del boom economico degli anni Venti determin nei due decenni successivi una ripresa
delle agitazioni sociali.
v
Alle organizzazioni sindacali di categoria, sorte come funghi dopo il 1830, si sovrapposero due
grandi movimenti a carattere nazionale:

il movimento cartista e

la Lega contro le leggi sul grano.

v A met Ottocento erano ormai sotto la sovranit britannica un quinto degli abitanti del pianeta.
Soprattutto verso l'Australia, il Canada e il Sudafrica si indirizz l'emigrazione delle isole britanniche.
Le colonie erano pi che mai inserite in un circuito mondiale di scambi che ne faceva produttrici
essenziali di materie prime e di derrate agricole.
v
L'avvento al trono della regina Vittoria inaugur per la Gran Bretagna un lungo periodo di
crescita demografica ed economica, di riforme politiche e sociali pur nella stabilit di fondo delle
istituzioni, di indiscussa supremazia mondiale, destinata a essere insediata solo sullo scorcio
dell'Ottocento dallo sviluppo degli Stati Uniti e della Germania.
27.2 La Francia da Luigi XVIII alle rivoluzioni

La restaurazione della dinastia dei Borbone nella persona di Luigi XVIII si era accompagnata in
Francia a un tentativo di compromesso con le novit portate dalla Rivoluzione e dalla dittatura
napoleonica, compromesso affidato soprattutto alla Carta costituzionale promulgata di propria
iniziativa del monarca. Erano riconosciuti dalla carta alcuni princpi fondamentali come l'uguaglianza
dei cittadini di fronte alla legge, la libert e la coscienza e di stampa, la validit delle vendite dei beni
nazionali, mentre venivano mantenute il sistema amministrativo accentrato e i codici dell'et
napoleonica.

Il popolo minuto invocava la repubblica, ma i leader moderati indussero le due Camere a offrire la
corona a Filippo d?Orlans: la religione cattolica cessava di essere religione di Stato per essere
semplicemente riconosciuta come "religione della maggioranza dei francesi", l'iniziativa legislativa di
passare alle Camere, erano aboliti la censura e i tribunali straordinari; infine Luigi Filippo si intitolava
"re dei francesi" anzich re di Francia e adottava come vessillo nazionale il tricolore.

Il Belgio proclam la propria indipendenza dal Regno dei Paesi Bassi e si diede l'anno seguente
una Costituzione monarchica di stampo liberale.

In Francia i moti popolari, provocati dalla miseria e dall'aspirazione a un diverso regime politico,
furono repressi con severit e la politica estera della Francia fu ispirata dall'intesa con l'Inghilterra,

dalla contrapposizione ai regimi assoluti dell'Europa centro-orientale e dalla tendenza all'espansione


coloniale , che si espresse principalmente nella conquista d'Algeria.

27.3 L'Europa centrale

La Prussia aveva reagito all'umiliazione dei Jena con un0accelerazione del programma di
riforme. Il prestigio di cui godevano la sua amministrazione, il suo apparato, le sue istituzioni culturali,
le massicce acquisizioni territoriali sancite dal Congresso di Vienna le assicuravano una supremazia di
fatto sui minori Stati tedeschi e ne facevano una rivale naturale dell'impero austriaco per il primato
all'interno della Confederazione germanica.

Un passo avanti in direzione di una maggiore unit nazionale fu costituito dall'Ungheria doganale
e giunse a comprendere la maggior parte degli Stati tedeschi. Rimanevano insoddisfatte le aspirazioni
del ceto colto prussiano a una Costituzione liberale, aspirazione rilanciate dall'eco che anche in
Germania ebbero gli avvenimenti parigini del luglio 1830.

L'impero austriaco conobbe una lunga fase di immobilismo politico, contrassegnata dalla paura
della rivoluzione e da un clima repressivo e poliziesco.

Nel frattempo l'economia manifest segnali di risveglio sia nelle campagne, sia nei distretti
industriali della Bassa Austria e della Boema, bench Vienna rimanesse il centro di una raffinata
civilt letteraria e musicale.

La minaccia pi grave per l'assolutismo asburgico non veniva tanto per la diffusione dei princpi
liberali tra i sudditi di lingua tedesca, quanto dalle aspirazioni nazionali delle altre etnie.

La crisi economica degli anni 1846-47 e la rapida diffusione delle parole d'ordine liberali e
patriottiche dovevano portare anche nell'impero asburgico a uno sbocco rivoluzionario dagli esiti
imprevedibili.
27.4 La Russia zarista e la questione d'Oriente

La seconda parte del regno dello zar Alessandro I fu contrassegnata dall'abbandono delle
tendenze riformatrici che avevano caratterizzato il primo decennio. Nonostante un certo sviluppo
dell'industria, l'80 % della popolazione era composto da contadini. Nelle file della nobilt serpeggiava
il malcontento.

I decabristi intendevano imporre al nuovo zar Nicola I la promulgazione di una Costituzione e


l'abolizione della servit della gleba. Il moto fu all'origine di una persistente tensione tra l'intellighenzia
russa e il governo zarista, la cui risoluta avversione ad ogni concessione alle tendenze liberali si
espresse immediatamente nel potenziamento della polizia politica e della censura.

Il declino dell'impero ottomano aguzzava sia gli appetiti delle grandi potenze, sia la volont

d'indipendenza dei popoli cristiani soggetti alla Porta, sia le spinte autonomistiche dei principati
mussulmani.
27.5 Verso le rivoluzioni del 1848
n
In primo luogo va considerata la crescita demografica ed economica che aveva determinato in
molti Paesi da un lato il rafforzamento dei ceti imprenditoriali, mercantili e finanziari e dalla loro
volont di contare di pi anche sotto il profilo politico, dall'altro estesi fenomeni di proletarizzazione
delle classi popolari, di sradicamento dalle loro origini contadine, di urbanizzazione.
n
Un ruolo importante giocarono il principio di nazionalit (per esempio in Germania, Ungheria e
Italia) e le aspirazioni alle libert costituzionali, all'allargamento del suffragio o addirittura alla
repubblica. Rispetto al 1820-21 e al 1830-31, la situazione internazionale si presentava ora pi
sfavorevole, giacch il concerto tra le maggiori potenze per il mantenimento dello statuto quo era
venuto a meno a causa del divergere degli interessi.
n
Gli anni 1846-47 furono anni di cattivi raccolti e quindi di alti prezzi dei cereali, e alla crisi
agricola subentr nel 1847 una crisi industriale e finanziaria. A questo sfondo generale si aggiunsero
poi, in ciascun Paese, fattori locali e cause contingenti.
n
I conflitti del 1848 ebbero una specie di anticipazione nella guerra civile che scoppi nel 1847
nella Confederazione elvetica tra i sette cantoni cattolici e gli altri cantoni dominati dalle forze liberalradicali; la vittorie di queste ultime port alla promulgazione di una Costituzione di orientamento
liberale ancor oggi in vigore.

28 L'Italia della Restaurazione al Risorgimento

28.1 Il Regno Lombardo-Veneto e il Regno di Sardegna


u
Nel Regno Lombardo-Veneto l'unica autorit comune era quella del vicer arciduca Ranieri,
fratello di Francesco I, che risedette a Milano. Per il resto esistevano due governi distinti, uno a Milano
e l'altro a Venezia.

L'amministrazione asburgica del Regno Lombardo - Veneto appare una delle pi scrupolose
e moderne nel quadro italiano, capace di significativi progressi in campo dell'istruzione, la
sanit, le costruzioni sociali.

Era tuttavia diffusa la protesta contro un prelievo tributario che andava in buona parte a
beneficio delle casse imperiali, e al malcontento dell'aristocrazia fondiari per la mancanza di
restituzione dei privilegi di cui essa aveva goduto in passato venne a sommarsi l'adesione del

ceto colto e di una frazione della stessa nobilt alle idee liberali e patriottiche veicolate dalle
societ segrete e attinte ai modelli stranieri. A tali aspettative l'Austria non era in grado di
rispondere se non con la repressione poliziesca.

Il Regno di Sardegna fu quello che pi si avvicin alla realizzazione del programma di un


ritorno integrale al passato. Furono ristabilite le arcaiche Costituzioni del 1770, furono
ripristinati i privilegi dell'aristocrazia e del clero, e furono assai ben assolti i gesuiti; le cariche
pubbliche furono assegnate a nobili di provata fedelt e l'assolutismo regio venne restaurato in
tutto il suo rigore.

La crisi del 1821 port all'abdicazione di Vittorio Emanuele I a favore del fratello Carlo
Felice. La successione di Carlo Alberto fece spazio a un cauto riformismo che port
all'abolizione dei diritti feudali in Sardegna, alla promulgazione di nuovi e pi avanzati codici,
alla liberalizzazione dell'economia. Solo alla vigilia del 1848 mut decisamente l'indirizzo
politico e il Regno di Sardegna si pose alla guida del moto di unificazione nazionale.

Le solide tradizioni di buona amministrazione sabauda e di protezione dell'economia


favorirono anche in Piemonte un notevole sviluppo delle attivit agricole e industriali.

28.2 I Ducati padani e l'Italia centrale


o

Il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla benefici del mite governo di Maria Luigi
d'Asburgo Lorena che sostitu al Codice Napoleone un codice civile ancora pi avanzato.

Il duca Francesco IV d'Austria Este a Modena e Reggio sia doper per cancellare ogni traccia
del passato regime, ripristinando i privilegi della nobilt e del clero, richiamando i gesuiti,
ordinando la reclusione degli ebrei nei ghetti, rimettendo in vigore il codice estense del 1771,
sottoponendo l'universit e la vita culturale a una sorveglianza soffocante.

Il granduca di Toscana Ferdinando III d'Asburgo Lorena si ispir nel suo governo al modello
del padre Pietro Leopoldo, di cui ristabil gran parte della legislazione, anche in campo
ecclesiastico. Questi indirizzi furono sostanzialmente proseguiti dal figlio e successore
Leopoldo II che promosse bonifiche e lavori pubblici; durante il suo regno Firenze e la Toscana
divennero un rifugio per molti liberali esuli da altre parti d'Italia.

Grazie all'iniziativa di proprietari e fattori illuminati si verific un incremento e un


miglioramento
qualitativo della produzione di olio e vino.
o

Nello Stato pontificio papa Pio VII fu coadiuvato nel suo governo dall'energica azione del
segretario di Stato Fedele Ercole Consalvi che riorganizz tutta l'amministrazione dello Stato.

Nella capitale, Roma, all'ombra dei fastosi palazzi principeschi e cardinalizi si agitavano turbe di
mendicanti e vagabondi, il cui numero e la cui miseria, appena alleviata dalle molte istituzioni
assistenziali, colpivano tutti i viaggiatori. Sotto i successori di Pio VII, ebbe la prevalenza il partito dei
cardinali pi intransigenti nell'opposizione a ogni novit, e si fece cos profondo il solco tra un sistema
politico anacronistico e le rivendicazioni dei ceti colti e degli operatori economici.

28.3 Il Regno delle Due Sicilie


v

Il regno delle Due Sicilie fu quello che pi mantenne un legame di continuit con le
istituzioni napoleoniche. L'intitolazione de "Ferdinando I, re del Regno delle Due Sicilie" fu
assunta dall'ex re di Napoli Ferdinando IV con un decreto del dicembre 1816, seguito tre giorni
dopo da un altro decreto che annullava l'autonomia siciliana e la Costituzione del 1812 e
sostituiva l'antico vicer con un luogotenente generale.

Furono mantenuti in vigore a Napoli e introdotti in Sicilia, i Codici napoleonici; continu la


quotizzazione dei demani demani feudali, da cui trassero beneficio soprattutto i ceti borghesi.
Le finanze furono risanate con tagli alle spese per i lavori pubblici e la pubblica istruzione, che
crearono non poco malcontento.

L'agricoltura registr qualche progresso, ma ci avvenne a danno della pastorizia e


acceller il disboscamento, con effetti rovinosi per la stabilit dei suoli.

Nella prima met dell'Ottocento si accentu il divario tra Nord e Sud della penisola,
evidenti sia che si guardi alla produzione agricola o alle lavorazioni industriali, sia che tenga
conto di altri elementi come le infrastrutture o i livelli di alfabetizzazione; era il preannuncio
della "questione meridionale" che sarebbe emersa a piena luce con l'unificazione politica.

28.4 Le societ segrete e i primi moti per la libert d'indipendenza

Dai "club" dell'epoca rivoluzionaria si diramarono nel primi decenni dell'Ottocento una
serie di associazioni che avevano in comune l'obbligo segreto, circa le loro finalit e circa
l'identit degli affiliati, il ricorso a "riti" particolari d'iniziazione dei nuovi membri.

Furono i gruppi carbonari presenti della guarnigione militare di Nola a dare vita al primo
moto insurrezionale, agli inizi del mese di luglio. I ribelli, che chiedevano la costituzione
spagnola del 1812, si impadronirono di Avellino, e alla loro testa si pose il 6 luglio il generale
Guglielmo Pepe. Lo stesso giorno il re Ferdinando I, spaventato, si impegn a concedere la
Costituzione, e il 9 luglio le forze ribelli fecero un trionfale ingresso a Napoli. Tra agosto e
settembre venne eletto un Parlamento.

Pi circoscritto fu il moto insurrezionale esploso in Piemonte. I giovani aristocratici


promotori della rivolta si proponevano di obbligare la monarchia sabauda a concedere la
Costituzione e a muovere la guerra all'Austria per cacciarla dalla penisola. Assunse la reggenza
Carlo Alberto, che promise di aderire alla loro causa e il 15 marzo giur la Costituzione di
Spagna, ma poi mut atteggiamento e ubbid agli ordini di Carlo Felice, deciso a stroncare
l'insurrezione con la forza. L'8 aprile le truppe fedeli alla dinastia, appoggiate da reparti
austriaci, ebbero facilmente ragione delle forze ribelli, che andarono incontro a una dura
repressione.

Nel frattempo la polizia austriaca aveva scoperto a Milano la fila di una cospirazione
carbonara. Il processo si concluse con varie condanne a morte.

I moti del 1820-21 si concludevano cos, apparentemente, con un nulla di fatto e con lo
scompaginamento del fronte liberale. Ma non and perduta per i patrioti; la lezione di questi
avvenimenti, consistente soprattutto nella inscindibilit delle aspirazioni liberali della lotta per

l'indipendenza e contro la presenza austriaca in Italia.

La rivoluzione francese del luglio 1830 rianim anche in Italia le speranze in un mutamento
dell'assetto politico. Le agitazioni liberali ebbero questa volta il loro principale teatro dei Ducati
padani e nello Stato pontificio.

Dovunque furono costituiti governi provvisori, composti per lo pi da elementi moderati,


che continuarono ingenuamente a fidare nell'appoggio francese. In queste condizioni era
impossibile qualunque resistenza all'ammancabile governo austriaco.

28. 5 Dai moti dei 1831 all'insurrezione nazionale del 1848

Una volta di pi si dimostravano l'insufficienza dell'azione cospirativa di tipo tradizionale,


l'impossibilit di contare su soccorsi stranieri e la necessit di fare appello a un pi vasto
appoggio popolare contro un nemico forte e organizzato. Chi seppe meglio imparare la lezione
implicita negli insuccessi del 1820-21 e del 1831 e rinnovare profondamente le forme di lotta fu
Giuseppe Mazzini. Mazzini ader alla Carboneria e diede inizio a un'intensa attivit
pubblicistica. Nel 1831 dovette recarsi in esilio e si stabil a Marsiglia, dove s'incontr con altri
profughi italiani. Nacque in questo ambiente il progetto di una nuova organizzazione
patriottica, che si chiam La Giovine Italia e che si proponeva di lottare per l'unificazione e la
rigenerazione del Paese, in vista della costituzione di una repubblica democratica.

La Giovine Italia riusc negli anni seguenti a reclutare molti adepti non solo nelle classi
medie, ma anche tra gli strati popolari delle citt, soprattutto nell'Italia settentrionale e centrale.

Fallirono miseramente i tentativi operati con una spedizione che dalla Svizzera doveva
invadere la Savoia e che doveva coincidere con una sollevazione popolare a Genova.

Per alcuni anni La Giovine Italia cess di esistere; Mazzini si trasfer a Londra nel 1837 e da
qui decise nel 1839 di ricostruire La Giovine Italia, con un programma che faceva pi largo
posto alle rivendicazioni a favore dei lavoratori.

La fede mazziniana nell'azione diretta e nella partecipazione delle masse popolari alle
iniziative insurrezionali andava in quegli anni perdendo terreno di fronte a un ritorno in auge di
programmi liberal-moderati, che sostituivano la politica alla lotta violenta e si prefiggevano di
distruggere gradualmente a uno sbocco unitario e liberale con l'eliminazione degli ostacoli al
libero commercio e mediante accordi di tipo confederale e alleanze internazionali.