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STORIA MODERNA

(XV-XIX secolo)

CAPITOLO I : LINIZIO DELLETA MODERNA


Con lavvio dellet moderna , il cui simbolico inizio considerato dagli storici il 1492 con la scoperta dellAmerica , nasce e si sviluppa anche il fenomeno della formazione degli stati nazionali o monarchie nazionali. Tale fenomeno consiste essenzialmente nellaccorpamento di due o pi stati regionali e nella creazione di un forte potere centrale. Quando si parla di stati nazionali si intende in massima parte la Francia , la Spagna e lInghilterra dal momento che le altre realt europee erano ancora molto frammentate. Dal punto di vista territoriale queste tre nazioni dal 1500 ad oggi non hanno subito sostanziali modifiche. La Francia allindomani della scoperta dellAmerica aveva da poco annesso a s il ducato di Borgogna , regione francese assai ricca dal punto di vista economico , politico e culturale. Tale regione aveva inoltre una forte importanza strategica poich si colloca in una fascia di interposizione tra le Fiandre e il Sacro Romano Impero Germanico. Il re francese Luigi XI dunque riusc dopo numerosi sforzi a sconfiggere il duca Carlo il Temerario , reggente di Borgogna. Nel territorio francese tuttavia , nonostante lavvio del processo di unificazione , intorno al 1492 erano ancora presenti alcuni residui del contenzioso franco-inglese : la zona attigua alla citt di Calais , ossia gran parte della Bretagna , era infatti un possesso inglese. Per quanto riguarda la Spagna invece , essa , in seguito al matrimonio tra Isabella regina di Castiglia e Ferdinando re di Aragona , aveva ottenuto pressoch la propria unificazione territoriale. Con tale matrimonio i territori dellAragona , ossia quelli circostanti alla citt di Barcellona insieme ai domini nellItalia centro-meridionale , ossia il regno di Napoli , si unirono a quelli della Castiglia , territorio la cui storia strettamente connessa alla Reconquista , terminata ufficialmente il 2 gennaio 1492 con la caduta della citt di Granada. Sebbene per i due regni spagnoli si fossero unificati , le vecchie istituzioni rimanevano ancora in funzione. Per quanto riguarda lInghilterra invece , essa lo stato-nazione che ha subito dal 1492 ad oggi le maggiori trasformazioni : nei dominions inglesi tardo quattrocenteschi non era presente infatti la Scozia. A riguardo del concetto di stato moderno importante ricordare ci che con tale termine si vuole indicare e quando possibile dire che tale forma statale sia nata. In primo luogo quando si parla di stato moderno ci si riferisce alle istituzioni e non al territorio. Con stato moderno sintende dunque una gestione unificata del potere ; si assiste ad un accentramento del potere pubblico diversamente dal Medioevo in cui era presente una pluralit di tale potere. Lo storico e pensatore francese ottocentesco Guizot defin la monarchia moderna come lunico garante al potere pubblico ; egli contrappone dunque lo stato moderno , in cui vi era un istituzione regale molto forte , alla monarchia feudale , in cui vi erano varie istituzioni pubbliche di tipo feudale. In concreto con la nascita dello stato moderno il re cerca di concentrare a s la giustizia , il fisco e lesercito. Il punto di arrivo , forse , del processo di formazione dello Stato Moderno costitui to dallopera di Luigi XIV. Il primo settore nel quel il sovrano esercit il proprio potere fu lesercito poich esso era quasi interamente sovvenzionato dalla monarchia nazionale.

In seguito il re accorp a s il fisco , strettamente connesso al potere militare : infatti per finanziare lesercito il sovrano deve avere la prerogativa dellimposizione fiscale. Infine la giustizia fu lultimo potere che il sovrano accorp a s ; tale processo di accentramento del potere giudiziario fu tuttavia molto difficoltoso e non fu del tutto esplicato neanche nellopera di Luigi XIV. Insieme al processo di unificazione dei poteri nella figura del re si avvi anche il processo di unificazione territoriale degli stati. Definito dunque il concetto di stato e di monarchia dellinizio dellet moderna e tracciati i tratti essenziali delle principali monarchie europee esistenti sul finire del Quattrocento , importante soffermarsi sul significato del termine nazionale. In primo luogo tale espressione deve essere intesa nella sua accezione negativa : il termine nazionale deriva dal latino natio che a sua volta deriva dal participio natus. Dunque con esso si fa riferimento a un certo numero di persone nate entro un certo confine territoriale. Con il termine nazionale riferito allo Stato dellet moderna si esclude laspetto politico : infatti agli inizi dellet moderna prevaleva la cosiddetta idea tedesca dello Stato rispetto a quella francese ; lidea tedesca , teorizzata dallo studioso Herder , sosteneva che lo Stato , la patria , composta da sangue e terra ; tale formula sottolinea lappartenenza di nascita ad una nazione. Di contro lidea francese , teorizzata dallintellettuale Renau , affermava che lo Stato il plebiscito di ogni giorno ; tale formula sottolinea dunque ladesione cosciente del cittadino al sistema politico e alla nazione. Dunque la teoria tedesca , prevalente agli inizi dellet moderna , definita oggettiva e naturalistica ; al contrario la teoria francese , prevalente nellet contemporanea , definita volontaristica. LA GERMANIA E LE SUE ISTITUZIONI Al tempo di Carlo V imperatore , eletto nel 1519 , la Germania era una realt territoriale suddivisa in centinaia di Stati , pi o meno estesi , citt stato e vescovati. Alcune di queste realt erano governate da un signore laico , altre da un signore ecclesiastico , altre ancora da un organo collegiale. Tutto questo insieme frammentato era coordinato dallimperatore e dalla Dieta imperiale , unassemblea nazionale composta dai principi territoriali , elettori e non , e dai rappresentanti delle citt. Il rapporto tra la dieta e limperatore era assai difficile poich questultimo cercava costantemente di accrescere le proprie competenze giurisdizionali. Nonostante queste tensioni , il potere della dieta rimase sostanzialmente invariato. Numerosi altri stati europei avevano come figura istituzionale il sovrano , affiancato per da unassemblea. Ci avveniva nei Paesi Bassi , nei regni iberici , in Francia , in Inghilterra e anche nei vari stati italiani. LA SPAGNA E LE SUE ISTITUZIONI Al tempo di Carlo I dAsburgo , divenuto re di Spagna nel 1516 , la Castiglia e lAragona , ossia le due realt territoriali che componevano lattuale Spagna , erano gestite , oltre che dal re , da alcune

assemblee rappresentative , le Cortes , formate da esponenti del clero , della nobilt e delle realt cittadine. Le citt spagnole godevano di larga autonomia ed erano dotate , a loro volta , di organi di autogoverno. Tali organi , escludendo il dovere di pagare i tributi e rispettare le leggi nazionali , non avevano nessun obbligo formale nei confronti del sovrano. Tuttavia , gi alla fine del XV secolo , a fianco dei magistrati cittadini furono introdotte delle nuove figure , denominate corregidor , nominati dal sovrano e che avevano funzioni amministrative e giudiziarie. Soprattutto il fatto che tali funzionari avessero poteri giudiziari limit di fatto lautonomia dei tribunali locali controllati dalle elites cittadine. Inoltre linvadenza dei cortigiani fiamminghi , conterranei di Carlo I , era via via crescente. Per queste ragioni quando il sovrano si rec in Germania per ricevere la corona imperiale le pi importanti citt spagnole insorsero dando vita tra il 1520 e il 1521 alla rivolta dei comuneros. LA FRANCIA E LE SUE ISTITUZIONI In Francia al tempo del sovrano Francesco I di Valois la situazione politica interna era meno frammentata rispetto alla Spagna e soprattutto rispetto alla Germania. Anche in Francia esisteva unassemblea , detta Stati Generali , che affiancava il re nella gestione dello Stato e che era composta dalla nobilt , dal clero e dalla borghesia. Anche in Francia le citt godevano di ampia autonomia , economica , politica e sociale. Il regime fiscale variava notevolmente da una provincia allaltra , cosiccome la legislazione e i sistemi commerciali. Inoltre lassemblea degli Stati Generali aveva molta meno autonomia rispetto alle Cortes o alla Dieta imperiale. Infine i territori francesi erano per molto pi omogenei e continui rispetto a quelli spagnoli e tedeschi.

CAPITOLO II : VIAGGI OCEANICI E SCOPERTE GEOGRAFICHE


Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo scopr lAmerica. importante ricordare tuttavia che prima di lui gi i popoli nordici vichinghi erano sbarcati nel continente americano alcuni secoli prima. Per di pi anche i cinesi , circa mezzo secolo prima di Colombo , erano arrivati nel nuovo continente. Tuttavia , a differenza delle scoperte precedenti dei vichinghi e dei cinesi , l arrivo di Colombo in America ebbe conseguenze notevoli. A proposito dellimportanza del navigatore italiano rispetto agli altri scopritori del continente americano si pronunciato anche il filosofo illuminista Voltaire. Anche Voltaire afferma infatti che , nonostante in America fossero giunti prima di Colombo altre popolazioni extra-americane , proprio per merito del navigatore genovese che tale scoperta ha modificato la storia. Il suo infatti non fu un viaggio occasionale bens esso fu preparato da una lunga serie di esplorazioni , scoperte e conquiste adoperate soprattutto dalla marina portoghese , con il fine di aggirare i domini islamici sul canale di Suez e in Africa che danneggiavano i traffici commerciali lusitani. Il progetto delle esplorazioni portoghesi fu attivamente sostenuto dal principe Enrico il Navigatore ; infatti a partire dal 1415 i portoghesi conquistarono Ceuta , in Marocco , Madera e le Isole Azzorre , spingendosi sempre pi a sud sino alle isole di Capo Verde e al Golfo di Guinea. Nel 1487 Diaz raggiunse la punta meridionale del continente africano , da lui chiamata Capo di Buona Speranza , e nel 1497-98 Vasco de Gama port a termine la circumnavigazione dellAfrica , giungendo a Calicut , in India. Tali successi della navigazione furono possibili anche grazie alle importanti innovazioni scientifiche e tecnologiche del Quattrocento. Le spedizioni navali portoghesi godevano del pieno appoggio , anche sul piano economico , dellistituzione monarchica ; nonostante ci , esse erano sovvenzionate anche da investimenti privati , soprattutto ad opera dei mercanti italiani che iniziarono ad aprire filiali in Spagna e in Portogallo dopo aver abbandonato importanti scali nel Mediterraneo a causa dellavanzata dei turchi. Le spedizioni iberiche e lusitane negli Oceani , dal punto di vista dei prodotti commerciali , riguardarono soprattutto loro , importato dalla Guinea , il pepe e lavorio , acquistato dallAfrica , e gli schiavi , che vennero impiegati nelle coltivazioni della canna da zucchero nellisola di Madera. Dunque grazie ai nuovi viaggi marittimi intrapresi nellAtlantico i portoghesi incrementarono notevolmente il proprio commercio e alcuni prodotti abbondanti quali zucchero , spezie ed oro arrivarono anche negli altri mercati europei , garantendo enormi guadagni per la corona ed i mercanti portoghesi. Tali successi economico-commerciali risvegliarono linteresse della Spagna per i viaggi oceanici cosicch sul finire del Quattrocento gli spagnoli conquistarono alcuni importanti approdi nelloceano atlantico , come larcipelago delle Canarie. Cos nellaprile 1492 quando Colombo cercava una persona che volesse finanziare il proprio progetto , dopo essere stato respinto dai portoghesi che erano interessati alla circumnavigazione dellAfrica , la corona spagnola accett di buon grado.

Vennero cos sottoscritte tra il navigatore genovese e il re Ferdinando e la regina Isabella le capitolazioni di Santa F con le quali Colombo venne nominato ammiraglio , oltre che vicer e governatore delle terre che avrebbe scoperto. Lidea sfruttata da Colombo era stata oramai teorizzata da tempo da numerosi cartografi e geografi. Inoltre nel 1474 a Firenze era stata tradotta in latino dal greco unopera di Tolomeo nella quale era calcolata la circonferenza della Terra , sebbene sottostimata del 30% circa ; su questa base , Paolo Toscanelli fu il primo ad affermare che si poteva passare agevolmente da Occidente per giungere nelle Indie. La spedizione di Colombo part dal porto di Palos , sulla costa atlantica della Spagna , il 3 agosto 1492. I geografi dellepoca avevano di gran lunga sottostimato la distanza da percorre cossicch il viaggio , durando pi del previsto , termin il 12 ottobre quando Colombo approd in unisola dellarcipelago delle Bahamas da lui denominata San Salvador. Dopo pochi giorni abbandon questa terra per continuare la sua esplorazione e scoprire altre due isole , assai pi grandi , cui diede il nome di Cuba ed Espanola , ossia Santo Domingo. Tornato in Spagna nel 1493 Colombo fu accolto dallentusiasmo generale sia della corona sia del ceto mercantile. Cosicch nel 1493 il navigatore genovese fu messo a capo di una seconda spedizione , pi imponente (17 navi e 1500 uomini) che per non ebbe il successo sperato : furono infatti scoperte altre terre ma non furono trovati n oro n nessun altro metallo prezioso. Nel 1498 Colombo comp una terza spedizione approdando nellattuale Venezuela , dove furono rinvenuti enormi quantitativi di oro e di perle. Tuttavia egli amministr malamente i nuovi territori e scoppiarono subito violenti disordini. Ricondotto in Spagna venne per accolto dalla regina Isabella modo positivo e nel 1502 Colombo organizz un quarto viaggio che ebbe tuttavia scarsissima fortuna al punto che nel 1506 quando egli mor era ridotto in povert e dimenticato dallopinione pubblica. importante ricordare che Colombo non ebbe mai coscienza di essere arrivato in un nuovo continente ; egli infatti riteneva di essere giunto in alcune isole delle Indie orientali. Solo un altro mercante italiano , il fiorentino Amerigo Vespucci , nel corso dei diversi viaggi compiuti tra il 1501 e il 1507 ebbe coscienza che le terre scoperte da Colombo non fossero lAsia bens un nuovo continente che egli chiam Mundus Novus e che in suo onore fu chiamato America. I successi di Colombo avevano spinto altri sovrani ad interessarsi ai viaggi oceanici : nel 1497 i fratelli Caboto , per conto della corona inglese , esplorarono le coste del Labrador e della baia di Hudson ; nel 1524 Da Verrazzano complet , per conto del re di Francia , la mappatura delle coste dellAmerica settentrionale ; nel 1500 Cabral , per conto della corona portoghese , scopr casualmente il Brasile , che sarebbe divenuto la pi grande colonia del Portogallo. La spedizione pi gloriosa fu tuttavia quella compiuta da Ferdinando Magellano che nel 1520 , doppiando la punta estrema dellAmerica meridionale , attraversando lo stretto che prese il suo nome , giunse nellOceano Pacifico , cos chiamato poich per tutto il tempo dellattraversamento della spedizione navale rimase calmo. Raggiunse in seguito le Marianne e le Filippine , dove mor nel 1521 ucciso da un indigeno. Le nuove scoperte geografiche resero necessario un trattato che regolasse la propriet delle nuove terre ; cos nel 1494 il pontefice cattolico Alessandro VI , Rodrigo Borgia , redasse il trattato di Tordesillas , sottoscritto da spagnoli e portoghesi , che prevedeva la divisione immaginaria della Terra in due parti , con una linea longitudinale nei pressi dellisola di Capo Verde : tutte le nuove

terre situate ad est di tale meridiano sarebbero state di dominio portoghese , quelle ad ovest di dominio spagnolo. Tale trattato tuttavia non fu rispettato nel caso della scoperta del Brasile , che , nonostante fosse situato ad ovest del meridiano della Raya , fu assegnato alla corona portoghese poich scoperto da un portoghese , Cabral. Dunque insieme agli spagnoli , che rivolsero i propri interessi ad ovest , i portoghesi , che si diressero ad est passando dalle coste africane , furono molto attivi nei viaggi oceanici. Quindi sul finire del Quattrocento e nei primi anni del Cinquecento limpero portoghese , generalmente ai margini della storia mondiale ed europea , conobbe in questo periodo un grande momento di notoriet , sviluppo e ricchezza. Basti pensare infatti che il poema celebrativo nazionale , le Luisiadi , antico nome dei lusitani , aveva come oggetto le avventure del navigatore Vasco de Gama , celebre per essere arrivato in India nel 1498. Inoltre tali scoperte geografiche non posero fine alla corsa verso loriente tra spagnoli , arabi e gli stessi portoghesi , anzi da questo momento in poi vi furono aspre dispute politiche tra questi tre grandi imperi. Agli albori dellet moderna si crearono cos due importanti imperi coloniali : quello portoghese e quello spagnolo. Circa limpero coloniale portoghese , denominato Estado da India , ebbe inizio con larrivo di Vasco de Gama a Calicut nel 1498. Tale impero era costituito da possedimenti africani e asiatici ed aveva il fine di rompere il monopolio arabo ed indiano nel commercio delle spezie. Questo impero , assai diverso da quello spagnolo , non aveva una vera e propria base territoriale ma era costituito da una serie di piccoli insediamenti in alcune posizioni strategiche per il traffico commerciale. Limpero portoghese era dunque essenzialmente di tipo commerciale. Alcuni suoi possedimenti avevano carattere di fortificazioni ma la maggior parte di essi erano semplici scali commerciali. I portoghesi , capeggiati dallammiraglio Alfonso de Albuquerque , furono abili nello sfruttare le controversie locali anche se spesso ricorrevano alluso della forza. I pi acerrimi rivali del Portogallo furono senza dubbio lEgitto , i vari stati indiani e indonesiani e limpero turco , che si coalizzarono pi volte tra loro per cercare di sconfiggere i lusitani. Essi , grazie alla loro supremazia navale , respinsero sistematicamente tali offensive anche se non riuscirono mai ad ottenere il dominio sul Mar Rosso ; per tale ragione il progetto di indirizzare tutti i convogli commerciali verso la rotta di Capo di Buona Speranza riusc solo in parte. In Indocina loccupazione commerciale portoghese fu pi difficoltosa ; tuttavia nel 1557 essi ottennero dalla Cina il permesso di installare a Macao una propria base commerciale e divenire agenti commerciali esterni dellImpero Cinese. Per quanto riguarda i ricavi economici dellimpero portoghese , essi giungevano in minima parte dalloro , dagli schiavi e dal pepe rosso dellAfrica e in massima parte dalle spezie dellOriente. Il commercio africano fu lasciato in mano al monopolio di compagnie commerciali private e la corona riscuoteva solamente una tassa pari al 5% dei guadagni ; il commercio asiatico invece era controllata dallo Stato : le spezie infatti venivano convogliate nella Casa da India di Lisbona e da l giungevano ad Anversa , dove venivano inviate ai vari mercati europei.

I diritti della commercializzazione dei prodotti africani vennero appaltati ad importanti compagnie di mercanti italiani , tedeschi ed ebrei. Il monopolio reale , che riguardava invece i prodotti asiatici , era difficile da difendere anche se da solo costituiva circa il 40% delle entrate della corona portoghese. Ritornando alla scoperta dellAmerica , importante ricordare che essa strettamente connessa alla conquista. I cosiddetti conquistadores erano in prevalenza appartenenti ai ceti pi poveri : vi erano gli hidalgos , un certo numero di cavalieri non nobili , alcuni borghesi e molti artigiani e contadini. Ad essi si affiancarono anche un elevato numero di donne. La maggior parte di queste persone erano spinte dalla gloria e dal potere cosicch i viaggi continuarono anche dopo la morte di Colombo e dal 1508 in poi si trasformarono in vere e proprie spedizioni di conquista. I primi territori occupati furono Portorico , Giamaica e Cuba. Nei primi 25 anni di conquiste gli spagnoli seguirono abbastanza fedelmente il modello di impero portoghese: infatti nelle terre conquistate furono subito installati scali commerciali simili a quelli dei lusitani. Inoltre nel 1503 a Siviglia Isabella fond la Casa de Contractacion su modello della Casa da India portoghese. Tale situazione relativa alla prima fase della conquista spagnola , ossia quella riguardante le Antille. Nel 1519 inizi tuttavia ufficialmente la seconda fase della conquista , ossia quella riguardante la parte continentale. Proprio nel 1519 Hernan Cortes , esplorando le coste dello Yucatan , si accorse della presenza di unimportante civilt che nel breve arco di tempo di due anni fu conquistata e sottomessa. Tale impresa stimol la formazione di ulteriori spedizioni di conquista continentali tra le quali le pi importanti furono quella di Montejo in Messico e di Pizarro in Per. Terminata questa seconda fase nacque cos limpero coloniale spagnolo : esso era costituito dallex impero azteco , ossia lAmerica centrale , e dallex impero inca , ossia gran parte dellAmerica meridionale. Lorganizzazione territoriale di tale impero era affidata a due viceregni. La composizione di questo impero , diversamente da quella portoghese , era di tipo territoriale e prevedeva lo sfruttamento intensivo del suolo. importante sottolineare infine che la conquista dellAmerica centro-meridionale fu portata a termine esclusivamente dalla corona spagnola. Per quanto riguarda le popolazioni con le quali entrarono in contatto i conquistadores , esse furono essenzialmente tre : limpero azteco ed incaico e la civilt maya. Gli aztechi occupavano la zona del Messico centrale che , prima dellarrivo di Cortes , contava una popolazione di circa 25 milioni di abitanti. Essi erano originariamente una popolazione nomade che nel corso del 1300 si era stabilita sullaltopiano messicano fondandovi la propria capitale , Tenochtitlan , lattuale Citt del Messico. Essa era un ricco e prolifero centro urbano di circa 250.000 abitanti , dotata di canali e dighe , tali da essere paragonata dagli spagnoli a Venezia. Limpero azteco era dotato di unefficiente organizzazione militare e nel corso del XV secolo il territorio sotto il proprio controllo si era esteso alle varie citt-Stato della regione , imponendo loro di pagare alla citt-capitale tributi in oro e oggetti preziosi.

La principale attivit economica degli Aztechi si fondava sullestrazione delle risorse delle popolazioni assoggettate. La struttura sociale si basava sui capulli , una via di mezzo tra un clan famigliare e unassociazione di mestiere , che avevano il compito di detenere la propriet collettiva della terra e di organizzare i vari aspetti della vita dei loro membri , come per esempio la gestione del servizio militare , il mantenimento del clero e lo sfruttamento delle risorse. Gli appartenenti a tali capulli erano uomini liberi e costituivano la parte pi importante della societ. Ai vertici dellorganizzazione sociale vi era una ricca e potente nobilt da cui provenivano i capi militari , lalto clero e i funzionari pubblici. La carica imperiale era invece ereditaria. Alla base della piramide sociale vi erano poi gli schiavi , i prigionieri di guerra e i condannati per gravi delitti o per debiti. Quella azteca era dunque una societ molto gerarchizzata in cui la mobilit sociale era fortemente ridotta. Le citt azteche erano ricche di mercati e limpianto urbano era solennemente ordinato ed elegante. Gli aztechi tuttavia non conoscevano n luso della ruota n luso delle bestie da soma ; essi utilizzavano il bronzo ma non il ferro. La popolazione azteca non conosceva la scrittura anche se era giunta ad elaborare ampie e documentate teorie cosmologiche. Gli aztechi avevano inoltre una concezione circolare del tempo di esito catastrofico : ogni ciclo temporale infatti si concludeva con una sciagura immane. Tale concezione negativa era probabilmente derivata dalla difficolt di questo popolo di adattarsi allasprezza del territorio. Per quanto riguarda la religione , essa era fondata sullarte della divinazione e dellinterpretazione dei presagi. Venivano compiuti numerosi sacrifici sia animali sia umani. La religione azteca era dunque fortemente legata al concetto del sangue , elemento di innovazione rispetto ai popoli antichi indoeuropei. Basti pensare che anche limperatore e il sovrano versavano il proprio sangue in onore degli dei. Quindi per soddisfare le esigenze divine era necessaria una grande quantit di sangue : per questo motivo spesso venivano compiuti rituali di massa , come testimoniano numerosi reperti. Al suo arrivo Cortes fu accolto pacificamente e in breve tempo , rapito limperatore Montezuma , assunse di fatto il controllo politico. Tuttavia i suoi brutali metodi di governo spinsero gli abitanti della citt a ribellarsi e a cacciare i conquistadores ; questi assediarono la capitale e , stringendo alleanza con le trib locali , riuscirono a riconquistarla nel 1521. I Maya occupavano una zona del Messico Centrale , lo Yucatan , ed erano organizzati pi che in un impero in una civilt. Anche la societ maya era fortemente piramidale e gerarchizzata ; vi erano i contadini , base della piramide , e il clero e la nobilt , la quale imponeva pesanti tributi ai coltivatori della terra. I Maya erano lunica popolazione pre-colombiana che conosceva un sistema di scrittura. Anchessi , come gli Aztechi , avevano sviluppato precise teorie cosmologiche. La loro resistenza alloccupazione spagnola fu molto tenace e Montejo impieg circa ventanni per assoggettare completamente la civilt maya.

Gli Incas occupavano le zone dellAmerica Meridionale , in particolare il Per e il Venezuela. Questo impero , a differenza di quello azteco , non si fondava sullistituzione della citt-stato bens sulla continuit territoriale e sul controllo politico diretto attuato mediante listituzione dei governatori locali allinterno di un sistema di potere centralizzato . Anche limpero incaico aveva una societ piramidale al cui vertice vi era lInca , ossia limperatore , di seguito il governatore , poi il capo-clan ed infine il capo-gruppo. Ogni villaggio possedeva e gestiva collettivamente la terra e i contadini erano obbligati a coltivare le terre proprie e quelle del clero e della nobilt. Essi inoltre dovevano prestare lavoro gratuito per la costruzione di opere pubbliche. Gli Incas erano abili ingegneri ed avevano costruito edifici pubblici simili a quelli romani. Anchessi attribuivano particolare importanza alla divinazione e al culto del sangue. Non conoscevano nessuna forma di scrittura ma erano comunque in grado di elaborare statistiche e comunicare informazioni. Paradossalmente fu proprio a causa della struttura sociale ordinata e rigida che gli Incas crollarono davanti agli spagnoli ; a Pizarro infatti fu necessario catturare lInca e la famiglia reale per assoggettare a s tutto limpero. Circa i conquistatori , o meglio conquistadores , certamente di primo piano sono le figure di Cortes , che sconfisse limpero azteco , e di Pizarro , che sconfisse limpero incaico. Questi due personaggi rappresentano anche due modi diversi che furono adottati nella conquista del Nuovo Mondo. Cortes , di nazionalit spagnola , studi alluniversit iberica di Sala manca , assai prestigiosa allepoca ; egli era , oltre che un uomo darmi , anche un abile uomo politico. La conquista di Cortes ebbe inizio in seguito ad un atto di insubordinazione verso il governatore di Cuba : cos nel 1519 egli part con un manipolo di soldati verso il continente. Cortes , essendo un uomo molto acuto ed attento , tenne conto di due aspetti fondamentali della civilt azteca : la realt frammentata dellimpero e le varie credenze religiose , in particolare quella del serpente piumato. Per quanto riguarda il primo aspetto , egli sfrutt la realt composita dellimpero degli Aztechi , presentandosi alle varie citt come il liberatore delloppressione dellimperatore Moctezuma II. Per quanto riguarda il secondo aspetto , Cortes sfrutt la leggenda del serpente piumato che annunciava il ritorno di Quetzalcoatl , il dio che sarebbe venuto a riprendersi il regno ; egli si present dunque come il protagonista di tale leggenda. Circa la reazione di Montezuma allavanzata di Cortes , essa fu essenzialmente statica : limperatore azteco si oppose infatti scarsamente alla spedizione spagnola. Ci avvenne principalmente per due motivi : in primo luogo Montezuma aveva capito lenorme superiorit strategica e militare degli avversari ; in secondo luogo Montezuma , figlio della propria cultura , di impostazione ciclica , non riusc a concepire una variante nella storia , che invece doveva essere ripetitiva ; poich levento dellarrivo degli spagnoli non era mai accaduto in precedenza , ci produsse un effetto paralizzante , la cosiddetta paralisi cognitiva. Per quanto riguarda laltro grande conquistatore spagnolo , Pizarro , egli cerc non di conquistare in senso politico la civilt incaica bens di arricchirsi saccheggiando tutte le ricchezze , rincorrendo anche il mito della citt di El Dorado.

Dunque le modalit della conquista di Pizarro sono certamente di saccheggio , con mezzi anche vili ed illeciti ; basti pensare allepisodio della cattura del re inca Ataualpa che doveva essere liberato dopo il pagamento di un riscatto e che invece dopo il pagamento di tale somma fu ucciso da Pizarro. Gli storici si sono spesso chiesti il perch del crollo cos rapido delle popolazioni pre-colombiane davanti alle forze spagnole. In primo luogo ci fu dovuto alla forza dei conquistadores e ai loro superiori mezzi tecnologici quali le armi da fuoco , i cannoni e i cavalli. In secondo luogo la conquista dellAmerica fu cos veloce anche a causa della debolezza interna delle popolazioni pre-colombiane. Maya , Aztechi e Incas stavano attraversando momenti difficili , sia sul piano economico , a causa delle carestie e dei terreni poco produttivi per lo sfruttamento troppo intensivo , sia sul piano politico , a causa delle forti divisioni interne. In terzo luogo la cosiddetta paralisi cognitiva limit certamente lazione di queste tre grandi civilt. improprio tuttavia affermare che i popoli amerindi siano stati sconfitti a causa dellinefficienza nelle comunicazioni oppure a causa delle malattie , che colpirono gli indios solo in un secondo momento. Terminata la conquista , gli abitanti dellAmerica centrale da circa 25 milioni passarono a poco pi di un milione. Il popolamento europeo dei nuovi territori si fond sullesportazione del modello urbano castigliano. Fin dalle prime fasi della conquista i sovrani spagnoli incoraggiarono la fondazione di nuove citt e nel 1523 limperatore Carlo V regol ufficialmente la dislocazione te rritoriale delle nuove citt e la distribuzione degli spazi al loro interni. Contemporaneamente con la creazione di nuovi centri urbani , gli spagnoli introdussero la struttura territoriale della parrocchia cosicch laffermazione dellautorit religiosa andasse parallelamente a quella dellautorit civile. Una seconda istituzione politico-amministrativa utilizzata in America dagli spagnoli fu la cosiddetta encomienda ripartimiento. Essa era una vecchia istituzione politica medioevale di origine castigliana ; lencomiendo dunque essenzialmente un feudo , con alcune caratteristiche proprie. Tale istituzione si fondava sulla ripartizione della manodopera locale per sfruttare al meglio il territorio conquistato. Tale gestione affidata allencomedero il quale decide come gestire la manodopera degli autoctoni sottomessi. La posizione dellencomedero concessa dal sovrano spagnolo in persona ; in cambio il burocrate deve pagare un tributo monetario al re e ha lobbligo di evangelizzare il territorio a lui affidato. Tale aspetto innovativo pone la conquista spagnola in America su un piano diverso rispetto alle conquiste medioevali europee dove non vi era bisogno di evangelizzare il paese conquistato. improprio definire l encomiendo una vera e propria istituzione medioevale poich lamministratore non detentore del potere esecutivo , come invece avveniva nel Medioevo. Inoltre tale istituzione fu appositamente creata per far si che gli spagnoli sfruttassero al meglio la manodopera locale americana.

Il gestore di tale istituzione aveva come principale obbiettivo lo sfruttamento degli indigeni americani ed utilizzava anche metodi assai brutali. Per questo motivo lencomiendo fu fortemente criticato persino dallo stesso imperatore del Sacro Romano Impero Germanico , nonch re di Spagna , Carlo V che cerc di limitare il potere degli encomenderos. Negli anni Quaranta e Cinquanta del Cinquecento vennero anche approvate le cosiddette Leggi Nuove che limitarono il potere degli amministratori spagnoli in America centro-meridionale. Tale istituzione fu tuttavia abolita sebbene solo poich venne riscontrata uninefficienza pratica : infatti a causa del crollo demografico delle popolazioni pre-colombiane dovuto allintroduzione in America di nuove malattie ad opera degli spagnoli , la manodopera non fu sfruttata al meglio. In America latina dunque furono introdotte il modello castigliano e lencomienda. In Spagna invece la gestione complessiva degli affari americani fu affidata al Consejo de Indias , istituito a Madrid e che aveva il compito di preparare le ordinanze relative ai nuovi territori. Inoltre i territori delle colonie spagnole in Sud America furono divisi in due viceregni : la Nuova Spagna , corrispondente al Messico , e la Nuova Castiglia , corrispondente al Per , che disponevano di un proprio governo e di un proprio vicer. Circa la scoperta e la conquista delle Americhe importante analizzare i suoi aspetti ideologici. Il primo aspetto ideologico importante levangelizzazione : la conquista spagnola in America assunse infatti i connotati di una crociata ; basti pensare inoltre che , pochi mesi prima della partenza di Colombo dal porto di Palos , croll lultima roccaforte araba in Spagna , dopo la lunga reconquista iniziata nel IX secolo d.C.. Lideale dellevangelizzazione fu sancito e ribadito da due bolle papali ; la prima emanata da Papa Niccol V dove venivano illustrati i diritti e i doveri dei conquistatori portoghesi : essi avevano il diritto di conquistare le terre scoperte e di ridurre in schiavit le popolazioni indigene ma avevano anche il dovere di cristianizzare i luoghi e le persone sottomesse. La seconda bolla emanata nel 1493 da Papa Alessandro V I e fu chiamata intercetta ; in tale documento venivano ribaditi i concetti della precedente bolla , sostituendo per ai portoghesi gli spagnoli e affermando che ogni territorio scoperto apparteneva legittimamente al re di Spagna. Il secondo aspetto ideologico importante costituito dallimpressione che gli indigeni locali suscitarono negli europei. Innanzitutto opportuno dividere lazione della conquista in due parti : la prima parte in cui le popolazioni indigene erano viste in modo pacifico e tranquillo ; la seconda parte in cui allimmagine mite degli indios si sostitu quella bellicosa e negativa a causa delle risposte alle prepotenze spagnole. In terzo aspetto ideologico importante , di carattere puramente dottrinale , costituito dalle tesi dello storico spagnolo Sepulvida , contemporaneo di Oviedo , che aveva documentato le caratteristiche dei popoli pre-colombiani. Sepulvida riprese la dottrina aristotelica della schiavit considerata dal filosofo macedone come qualcosa legato al diritto di natura. Lo storico spagnolo , riutilizzando questo concetto , afferm che le popolazioni indios dovevano essere ridotte in schiavit non solo per il diritto di conquista ma anche per il diritto di natura poich naturalmente inferiori sul piano civile. Tali aspetti ideologici della conquista furono anche fortemente criticati da alcuni contemporanei fra cui importante ricordare il frate domenicano Bartolom de las Casas.

Egli giunse nel nuovo continente per ereditare lamministrazione di un encomienda da un parente defunto. Arrivato nelle Americhe si accorse della reale situazione delle popolazioni locali che da questo momento in poi cerc di difendere ; per questo motivo egli venne definito lapostolo degli indios. Il sovrano Carlo V convoc Bartolom de las Casas , divenuto poi vescovo , e lo storico Oviedo per un dibattito pubblico circa la conquista ; i due esposero le proprie tesi , diametralmente opposte : quella a favore degli indios , sostenuta da las Casas , e quella contraria alla buona preservazione delle popolazioni autoctone , sostenuta da Oviedo. Secondo il frate domenicano le popolazioni americane erano differenti rispetto agli europei ma non inferiori. Inoltre las Casas affermava che i sovrani inca ed aztechi godevano della propria posizione secondo il diritto di natura e dunque la conquista , sul piano del diritto , risultava essere unusurpazione illegittima. Quindi non accettando la teoria della conquista , las Casas elabor la teoria della restituzione secondo la quale , essendo la conquista illegittima , le espropriazioni adoperate dai conquistatori dovevano essere restituite agli indios. Secondo las Casas inoltre era giusto e doveroso evangelizzare lAmerica ma non nel modo messo in atto dagli spagnoli. Per quanto riguarda le conseguenze della scoperta-conquista dellAmerica esse furono molteplici. In primo luogo la scoperta di un nuovo continente allarg notevolmente i confini del mondo e nellarco di un secolo gli interessi politici ed economici si spostarono sempre di pi dallEuropa allAmerica. In secondo luogo la conquista per la Spagna costitu un continuo gettito doro nelle casse dello Stato ; ci produsse dunque una perdita di potere dacquisto dei metalli preziosi rispetto ai prodotti agricoli. Per di pi le monete iniziarono a svalutarsi fortemente. Per effetto dellinflazione i prodotti spagnoli cominciarono a divenire troppo costosi cosicch inizi ad essere pi conveniente per la Spagna importare manufatti e generi alimentari da altre regioni europee. Contemporaneamente linflazione non rimase confinata alla penisola iberica ma si diffuse lungo i traffici spagnoli allinterno dellEuropa. Allinterno del vecchio continente si determin cos un processo di polarizzazione tra le regioni urbanizzate , che richiedevano maggiori prodotti , e le regioni rurali , che si specializzarono nella coltivazione di cereali prodotti per essere destinati allesportazione. Aumentarono cos le pressioni sui contadini da parte dei signori locali. Con la scoperta dellAmerica si aprirono inoltre nuovi imponenti mercati. Il fenomeno della scoperta e della conquista americana acceler la dissoluzione della moralit cristiana medioevale e lentrata nellultima et del mondo che sarebbe terminata con lapocalisse divina : infatti secondo alcuni teologi la nuova et cristiana si sarebbe aperta con lingresso nel mondo cattolico di nuove popolazioni. Ci dunque si verific con la conquista e levangelizzazione delle Americhe. La crisi del mondo risultava dunque imminente e questo fenomeno , definito millenarismo , coinvolse anche importanti figure tra cui il frate fiorentino Savonarola che instaur a Firenze una repubblica cristiana.

CAPITOLO III : UMANESIMO E RINASCIMENTO


Contemporaneamente alla scoperta e conquista dellAmerica , con lavvio dellet moderna si sviluppano altri due fenomeni di estrema importanza : l Umanesimo-Rinascimento e la Riforma Protestante. Per quanto riguarda lUmanesimo e il Rinascimento , questi termini hanno un significato diverso : il primo riguarda le arti letterarie ed compreso entro il XV secolo ; il secondo invece comprende altre arti umane e si protrae dallinizio del 1400 sino a met del 1500 , sino cio allavvio del processo di Controriforma cristiana. Inoltre lUmanesimo un fatto essenzialmente italiano mentre il Rinascimento si svilupp anche in numerose corti europee. Il termine Rinascimento fu coniato a met Ottocento da due grandi storici , assai diversi fra loro , Michelet e Burkhardt. Il primo con lespressione renaissance voleva indicare laprirsi dellet moderna dominata da un uomo nuovo : pi specificatamente dunque tale termine era utilizzato per indicare tutti coloro che avevano contribuito a dare una scossa al vecchio sistema medioevale : Lutero , i navigatori oceanici , gli artisti italiani. Il secondo invece , riprendendo il termine dello storico francese , comp maggiori precisazioni : Burkhardt infatti defin precisamente i caratteri del Rinascimento nellopera del 1860 Cultura del Rinascimento in Italia. Il Rinascimento viene dunque considerato come una cultura , dal tedesco cultur , ossia come un movimento autonomo che si imposto dallinterno ; infatti per spiegare il fenomeno rinascimentale lo storico svizzero contrappone il termine cultur al termine civilizazion che indica un processo culturale importato da un altro paese. Secondo Burkhardt il Rinascimento anche una cultura di rottura con il periodo precedente. Il Rinascimento tenta di eliminare dal centro del mondo il concetto cristiano e medioevale di Dio per sostituirlo con il concetto di uomo moderno rinascimentale che fonda la propria conoscenza sulla riscoperta dei classici greco-latini. Lidea che lUmanesimo-Rinascimento costituisse una frattura con il passato fu contestata soprattutto negli ultimi anni dellOttocento e nei primi anni del Novecento. Taluni critici affermavano inoltre che non possibile considerare il Rinascimento una cultura indipendente poich anche il Medioevo era ricco di riferimenti al mondo classico : basti pensare infatti alla Commedia di Dante Alighieri nella quale il pellegrino oltremondano ha come guida attraverso lInferno e il Purgatorio il pi grande personaggio classico , Virgilio. Si potrebbe dunque pensare che vi sia una certa continuit nello studio dei classici dal Medioevo al Rinascimento. Lo storico novecentesco Garin affermava tuttavia che , sebbene sia il Rinascimento sia il Medioevo conoscevano il mondo classico , era diverso lapproccio che le due culture avevano a tale realt. Infatti con lUmanesimo nasce il cosiddetto sguardo critico verso il mondo classico , ossia uno sguardo che vuole definire con oggettivit la materia trattata. Il nuovo metodo di analisi dellet antica si inserisce ne panorama generale del tema della dignit e della libert delluomo , divenuto centro delluniverso.

Un terzo tema molto importante nella cultura umanistico-rinascimentale la contrapposizione tra virt e fortuna , teorizzata da Machiavelli. La virt intesa nellaccezione latina di virtus , ossia di abilit politica di fare le scelte giuste. La fortuna , anchessa intesa nella sua accezione latina , assunse il significato di sorte , buona o cattiva che sia. Molto importante risulta essere dunque il rapporto tra virt e fortuna : secondo Machiavelli la fortuna non pu essere limitativa alla virt. Riprendendo il discorso circa il metodo di analisi importante ricordare che tale metodo nasce proprio nellUmanesimo e viene utilizzato anche nel mondo contemporaneo. Tale metodo prende il nome di ricerca filologica ed ha il fine di ripulire i testi degli autori latini e greci viziati dallopera degli amanuensi medioevali che nel ricopiarli ne hanno modificato il contenuto. Tale scienza nasce dunque con unesigenza nuova portata alla luce per la prima volta dallUmanesimo : guardare in modo oggettivo al mondo classico. La filologia nasce convenzionalmente con la pubblicazione dellopera dellumanista Lorenza Valla De falso credita et ementita costantini donatione. Con tale opera filologica si scopr la falsit della Donazione di Costantino che giustificava il potere temporale della Chiesa Cattolica. Con unaccurata analisi sui temi e sullo stile del testo Valla arriv ad ipotizzare che esso non fosse stato scritto dallimperatore Costantino. Circa lumanesimo possibile riscontrare due varianti di tale fenomeno : il cosiddetto umanesimo europeo e il cosiddetto umanesimo cristiano. Per quanto riguarda lumanesimo europeo , con europeo si intende lo sviluppo che l indagine filologica ebbe nelle varie corti europee. Per quanto riguarda lumanesimo cristiano , con cristiano si intende lambito della tradizione cristiana entro cui si svilupp la cultura umanista. Nellambito dellumanesimo cristiano molto importante sono le figure di Thomas More e di Erasmo da Rotterdam. Erasmo da Rotterdam una figura di enorme peso storico sia nei primi anni del Cinquecento sia dopo la riforma luterana. Limportanza di questo personaggio legata alle riflessioni che egli stesso fece circa la guerra e la pace. Erasmo inoltre riflett profondamente sul messaggio e sulla vita cristiana. Per quanto riguarda questultimo aspetto , nel letterato olandese si distinguono due parti : una polemica , contro la cattiva pratica cristiana che ai suoi tempi dilagava in Europa , che viene ampiamente esposta nellElogio della Follia. Tale testo contiene continue contrapposizioni tra coloro che sono ritenuti da se stessi saggi ma che invece sono stolti (nella realt coloro che aderiscono allesteriorit delle pratiche cristiane) e coloro che invece sono ritenuti stolti ma che in verit sono saggi (nella realt il Cristo deriso sulla Croce). Laltra parte di Erasmo , quella costruttiva , la sostanza del messaggio evangelico , ossia la cosiddetta philosophia cristii ; secondo Erasmo ci che Cristo ha voluto insegnare una condotta di vita fondata sullamore , professabile da tutti. Una critica mossa allopera intellettuale di Erasmo la scarsit di approfondimenti dottrinali ; egli infatti comp solo una critica al servo arbitrio luterano. La dottrina cristiana aveva sempre difeso il libero arbitrio umano ; Lutero invece afferm che luomo aveva perso tale libert in seguito al peccato originale.

Erasmo dunque , difendendo il libero arbitrio , si inserisce nellorizzonte dottrinale del mondo cattolico. Erasmo inoltre afferm la possibilit di conciliare il messaggio evangelico con quello degli autori antichi. Erasmo dunque considerato un umanista cristiano sia per la vicinanza al cristianesimo sia per laver adottato il metodo filologico. Egli comp anche unaccurata indagine filologica sulla Bibbia , ripulendo il testo della Vulguta di S. Gerolamo dagli errori. Erasmo dunque dapprima pubblic nel 1516 il testo greco originale dei Vangeli ed in seguito la propria traduzione in latino. Quindi limportanza cristiana di Erasmo nellaver applicato il metodo filologico alle Sacre Scritture. LE CORTI ITALIANE DEL RINASCIMENTO La cultura umanista-rinascimentale nacque e si svilupp nella fastosit delle corti principesche italiane : Roma , Firenze , Milano , Urbino , Ferrara , Mantova , Napoli. A testimonianza della centralit delle corti , nella prima met del Cinquecento il libro che riscosse maggior successo letterario fu Il libro del cortegiano di Baldassarre Castiglione , edito nel 1528 , che descriveva il modello del gentiluomo di corte. Il fenomeno dellUmanesimo-Rinascimento strettamente connesso al mecenatismo dei principi italiani ; tale opera di mecenatismo fu possibile solo grazie allaccumulazione di enormi ricchezze nel corso del 1300 dovuta al fiorire delle attivit commerciali e mercantili. Il fenomeno dellUmanesimo-Rinascimento strettamente connesso anche alla riscoperta di importanti autori latini e greci grazie alle indagini filologiche di umanisti quali Poggio Bracciolini o Francesco Petrarca. La riscoperta dellantico riguard in primo luogo la cultura scritta : si diffuse il greco , rinacque luso del latino classico ciceroniano. Linvenzione della stampa inoltre confer al fenomeno umanistico risorse e dimensioni enormi. In secondo luogo il mondo classico influenz le arti figurative in genere ; in pittura si diffusero soggetti ripresi dalla mitologia classica ; in architettura , grazie alla disponibilit di opere di teorici latini , quali Vitruvio , fu riscoperto lequilibrio e lordine classico. In terzo luogo , con la riscoperta delle opere antiche si scaten una vera e propria corsa archeologica.

LO SVILUPPO DELLA VITA URBANA E LE ARTI DEL DISCORSO Lo sviluppo della vita urbana comport la nascita di nuovi compiti legati alla politica e alla gestione della signoria o della repubblica. La cultura e i letterati erano dunque chiamati ad uscire dalla teoreticit delle Accademie per entrare nel mondo reale e portare , con le proprie conoscenze , un importante apporto alla vita dei cittadini. Nella vita delle signorie o delle repubbliche tardo quattrocentesche gli eventi erano incerti e mutevoli e i politici si servirono dei sapienti per persuadere la propria cittadinanza. Rinacque cos larte del ben parlare , la retorica , che si serv soprattutto delle tecniche di Cicerone e di Quintiliano.

LA DIFFUSIONE DI NUOVI MODELLI DI CONSUMO Con la riscoperta delle opere darte classiche si cre un nuovo gusto estetico che comport una progressiva trasformazione nei modelli di consumo e dunque di vita. Le corti esprimevano una domanda di novit e di crescente raffinatezza che fu corrisposta da una crescente offerta di nuovi beni provenienti da luoghi lontani. Furono importate porcellane e arazzi dallOriente , si svilupp lindustria del vetro , inizi a diffondersi luso di posate e stoviglie individuali. Aument il gusto per lesotico , a cominciare dalle piante , collezionate come opere darte. IL MECENATISMO COME FORMA DI GOVERNO Nel corso dellUmanesimo e del Rinascimento gli artisti erano normalmente assunti alle dipendenze di un signore e da lui stipendiati. Il committente sceglieva forma , soggetto e dimensioni dellopera ; lartista dunque lavorava principalmente su commissione. Le elites urbane sapevano che uno dei modi migliori di manifestare al pubblico la propria grandezza , politica ed economica , era attraverso la creazione di splendidi edifici o opere darte. Alla met del 1400 , papa Niccol V prese al suo servizio numerosi letterati con lincarico di raccogliere e copiare quanti pi manoscritti possibile , dando cos origine al primo nucleo della Biblioteca Vaticana. Qualche anno dopo , Cosimo de Medici stipendi costantemente Marsilio Ficino affinch egli si occupasse a tempo pieno della traduzione in latino degli scritti greci di Platone. Lo sviluppo delle citt fu compiuto non solo dai signori ma anche dai privati che iniziarono ad utilizzare le proprie ricchezze per commissionare palazzi urbani , opere darte o cappelle private. La committenza artistica era dunque divenuta una legittimazione del potere. LA FILOSOFIA NATURALE E LE SCIENZE La nuova disponibilit dei testi filosofici greci ebbe importanti conseguenze nel campo delle filosofia naturale e delle scienze naturali. Furono riscoperte le teorie di Euclide , Filolao , Aristarco e Archimede , le quali contribuirono anche ad influenzare positivamente Copernico nella formulazione della propria teoria eliocentrica. La scoperta di nuove filosofie , diverse da quella aristotelica , fece capire il pluralismo delle dottrine classiche. La crescita dei consumi inoltre stimol lo sviluppo non solo di una conoscenza accademica ma anche di un sapere pratico legato alle arti e ai mestieri. Infine possibile affermare che le dottrine medioevali entrarono in crisi non solo a causa del pluralismo dottrinale classico e dello sviluppo tecnico-scientifico ma anche a causa delle nuove scoperte geografiche , assai numerose ed importanti , che indussero una profonda revisione delle certezze precedenti.

LA MORALE E LA POLITICA Lumanista Pico della Mirandola aveva sostenuto che Dio aveva lasciato luomo libero di ergersi al livello degli angeli o di abbassarsi al livello dei bruti. Questa frase esprime lestrema fiducia che gli umanisti riponevano nelle capacit dellessere umano. Tuttavia questa enorme aspettativa nelle facolt umane non fu lunica dottrina umanista. Al contrario molti autori abbandonarono le posizioni ottimiste dei primi pensatori umanisti e si soffermarono a riflettere sullinstabilit della fortuna , soprattutto dopo il fallimento degli equilibri della Pace di Lodi e la discesa di Carlo VIII in Italia. Machiavelli e Guicciardini iniziarono una riflessione sulla politica e sulla morale. Il filosofo francese Montaigne arriv alla conclusione che tutte le credenze umane nascono dalle abitudini ed quindi impossibile istaurare ununica morale per le diverse civilt presenti nel mondo e nella storia. Bodin , riflettendo sulle guerre di religione in Francia , modific la tradizionale concezione del sovrano non pi visto come garante della giustizia bens come fautore delle leggi. In questo modo la sovranit era posta al di sopra della giustizia , ammettendo una sorta di assolutismo. Altri autori contestarono questa teoria affermando che la sovranit nasce da un patto tra il monarca e le classi sociali e dunque che il potere doveva essere condiviso. Furono inoltre elaborate alcune teorie politiche che prendevano spunto da alcune considerazioni religiose. Lutero , ad esempio , aveva sostenuto che lordine politico corrisponde ad un disegno divino e non dunque lecito ribellarsi allautorit. Tuttavia lo stesso Lutero , per giustificare le ribellioni dei principi tedeschi contro Carlo V , afferm che , in caso di empiet di un superiore , un soggetto inferiore poteva ribellarsi. Alcuni pensatori ugonotti invece , giustificando le guerre di religione , fondarono lordine politico su una condivisione del potere tra sovrano e rappresentanti delle varie classi sociali ; questi ultimi avevano il diritto , se non il dovere , di ribellarsi se il sovrano avesse violato le leggi fondamentali , umane o divine. Infine nel corso del Seicento , Hobbes , riflettendo sulla guerra civile inglese , elabor la teoria del Leviatano : gli uomini nello stato di natura sono violenti e si annienterebbero reciprocamente ; cos essi stringono un patto tra loro sulla base del quale in cambio di una parte della proprie libert naturale ricevono ordine e rispetto delle leggi , delegando la propria sovranit ad un monarca o ad unassemblea che ne disporr in modo assoluto.

CAPITOLO IV : LA RIFORMA PROTESTANTE


La Riforma Protestante si colloca temporalmente allinizio dellEt Moderna. Essa si deve inserire nella crisi della Cristianit verificatasi nel corso del Quattrocento e del Cinquecento. Tale crisi si colloca sullo sfondo di una pi ampia decadenza morale dovuta allidea che la fine del mondo fosse imminente. Questo malessere dei credenti cristiani fu dovuto principalmente alla cattiva conduzione della vita religiosa da parte del clero. Riguardo alla Riforma , alcuni storici hanno formulato alcune teorie interpretative di tale fenomeno. Le principali teorie sono quella liberale , quella sociale e quella religiosa. Linterpretazione liberale fu teorizzata da Guizot il quale intendeva il concetto liberale nel senso ottocentesco del termine , ossia con il significato di liberazione. Guizot innanzitutto critic la teoria secondo la quale la Riforma era una questione che interessava solo lambiente ecclesiastico ; tale tesi fu ritenuta riduttiva poich la Riforma non era stata una semplice diatriba tra religiosi. Guizot in secondo luogo critic una seconda teoria che affermava che la Riforma era stata una protesta contro il potere ecclesiastico corrotto. Guizot invece , ritenendo che tali interpretazioni fossero tutte riduttive , afferm che la Riforma luterana era stata uno slancio di liber contr lautorit vigente. In questa ottica possibile considerare la Riforma il vero inizio dellEt Moderna in quanto momento di emancipazione delluomo. Linterpretazione sociale fu teorizzata da Marx e ridefinita da Engels. Tale teoria pone in collegamento il fenomeno religioso della Riforma con il fenomeno sociale dellemancipazione della borghesia. La Riforma Protestante dunque pu essere considerata anche come una prima rivoluzione borghese che si era prefissata il fine di liberarsi dal potere nobiliare. Questa analisi sociale mirava lattenzione sullesito della Riforma di Lutero : essa infatti era fallita e tale fallimento , insieme ad altri insuccessi verificatisi nel Sacro Romano Impero Germanico nel corso dei vari secoli , aveva prodotto una profonda debolezza nella Germania ottocentesca. La Riforma , secondo Marx ed Engels , era fallita proprio perch la stessa borghesia , identificata con Lutero , aveva abbandonato i propri interessi. Linterpretazione religiosa sostiene che la Riforma stata un fatto essenzialmente religioso. Si sempre posto , sul piano dottrinale , linterrogativo circa la validit delle teorie luterane. Sino al Novecento erano prevalse teorie controversistiche , ossia la parte luterana e quella cattolica affermavano la bont delle rispettive dottrine. Nel corso del Novecento invece si posta la questione di analizzare la Riforma con coscienza critica , in modo imparziale. Sintetizzata la natura e i caratteri del fenomeno riformatore , importante sottolineare che dalla Riforma Protestante si sono create una serie di confessioni che hanno frammentato lomogeneit della Chiesa Cattolica. In primo luogo dallazione di Lutero nata la Chiesa protestante. In secondo luogo grazie alla diffusione delle tesi di Lutero iniziata lopera di Zwingli e di Calvino. Il primo non si spost mai da Zurigo mentre il secondo , esule dalla Francia , si trasfer da Ginevra

in molte localit europee. Per questa ragione il calvinismo ha avuto unampia diffusione in regioni come lAmerica , la Svizzera , la Francia , lInghilterra , con il nome di Puritanesimo , e la Scozia , con il nome di presbiterianesimo. La Riforma Luterana stata una vera e propria riforma radicale ed ha elaborato dottrine teologiche diverse da quelle cattoliche. Molto importante , sul piano dei movimenti di riforma ecclesiastici , la Riforma anglicana , nata dallAtto di Supremazia di Enrico VIII che non riconobbe pi lautorit del Pontefice romano in materia religiosa. Inizialmente quindi langlicanesimo non differiva sul piano dottrinale dalla Chiesa Cattolica. Allinterno della Riforma importante ricordare la presenza dei cosiddetti eretici italiani che furono ritenuti eretici non solo dalla Chiesa di Roma ma anche da quella di Lutero e di Calvino. GLI AVVENIMENTI DELLA RIFORMA PROTESTANTE : I PROBLEMI DELLA CHIESA Nei primi anni del Cinquecento molti personaggi , anche interni alla Chiesa stessa , avvertirono lesigenza di una riforma del sistema ecclesiastico che comportasse un ritorno alla semplicit evangelica. Infatti durante tutto il corso del XV secolo e nei primi decenni del XVI secolo un grave processo di degenerazione aveva investito le strutture ecclesiastiche. Il potere religioso inizi a legarsi in modo sempre pi indissolubile al potere politico e la nomina a capo di una istituzione ecclesiastica inizi ad essere in primo luogo una questione politica. Spesso le persone destinate a ricoprire una carica clericale non avevano alcun interesse religioso ad esercitare la propria funzione. Ci produsse un assenteismo del clero , dovuto anche al fatto che il detentore di una carica ecclesiastica in molti casi deteneva gi unaltra carica religiosa o politica ed era dunque impossibilitato nello svolgere il proprio compito. Ad aggravare tale situazione vi era anche il fatto che le rendite dei benefici ecclesiastici erano dirette alla curia romana o alla curia di residenza del prelato assenteista. A ci va aggiunto che la crescita della burocrazia romana doveva essere alimentata da nuove entrate fiscali. Uno dei mezzi tradizionalmente pi utilizzati dalla Chiesa per recuperare risorse era quello della concessione delle indulgenze in cambio di elemosine. Nella tradizionale dottrina della Chiesa le indulgenze erano le remissioni delle pene in Purgatorio , ossia uno sconto di pena , e non le remissioni dei peccati. Tuttavia poich fossero vendute maggiori indulgenze i promotori di tale iniziativa spostarono loggetto della remissione dalle pene ai peccati. Nel settembre 1517 papa Leone X concesse lindulgenza plenaria , ossia la remissione totale , dietro pagamento di una somma monetaria adeguata. La raccolta delle elemosine si serviva degli stessi strumenti della raccolta delle imposte : un privato anticipava una certa somma di denaro allautorit centrale e in cambio otteneva il diritto a riscuotere le tasse. In Germania lappalto delle indulgenze fu concesso ad Alberto di Hohenzollern , vescovo di Brandeburgo e Magdeburgo , che ambiva alla carica , rimasta vacante , del vescovato di Magonza ,

sede molto importante poich dava la possibilit al detentore di tale carica di esprimere la propria preferenza nella scelta dellimperatore del Sacro Romano Impero Germanico. Tuttavia Alberto , non potendosi permettere la cifra di 10.000 fiorini richiesta da Papa Leone X per il vescovato di Magonza , chiese ed ottenne lappalto delle indulgenze in modo da poter pagare tale somma al pontefice romano. Il principio della vendita della indulgenze era tratto dalla dottrina tradizionale della salvezza , la quale rifletteva , in un certo senso , il concetto della giustizia umana. Nessuno poteva perdonare unoffesa finch non fosse stato risarcito economicamente per quel danno subito. Nei rapporti con Dio tale sistema non poteva per essere utilizzato sia perch le offese arrecate a Dio dagli uomini erano enormi sia perch tutte le ricchezze terrene appartenevano gi a Dio in quanto creatore del mondo stesso. Tuttavia Dio stesso erano venuto in soccorso allumanit inviando sia Ges sia una schiera di Santi che avevano accumulato un credito presso Dio ; poich non ne avevano bisogno per s , avevano ottenuto di trasferire il proprio credito agli uomini. Tale teoria della compensazione del peccato e del patrimonio dei meriti dei santi e di Cristo fu duramente contestata da Erasmo e da Lutero. Lutero infatti , in primo luogo , affermava che non lecito mercificare in tal modo un aspetto della vita cristiana. In secondo luogo affermava che il pontefice poteva attingere al patrimonio dei meriti dei santi e di Cristo solo per le pene che egli stesso aveva dato e non per quelle da scontare in Purgatorio , che erano state commissionate da Dio stesso. Erasmo invece riteneva semplicemente immorale ed incivile la teoria della compensazione del peccato in cambio di denaro. MARTIN LUTERO Lutero nacque nel 1483 in Turingia , nella Germania Centrale , da una famiglia abbastanza agiata. Inizi i propri studi accademici alluniversit di diritto di Erfurt. A 22 anni fu colpito da un fulmine e tale esperienza scosse profondamente Lutero al punto che , dopo poco tempo dallaccaduto , entr nel convento degli agostiniani della citt. La sua formazione dunque fu profondamente influenzata dalla teologia di SantAgostino , dalla sua visione pessimistica della natura umana e dalla sua convinzione che la salvezza fosse raggiungibile solo attraverso la grazia ottenuta da Dio. Divenuto dottore in teologia alluniversit di Wittenberg , inizi ad insegnare teologia biblica ed a meditare sul problema del peccato e della salvezza. Lutero infatti era costantemente afflitto dalla questione della salvezza nonostante seguisse rigorosamente tutti i precetti monastici e cristiani. Lutero inoltre concepiva il Dio cristiano come un giudice lontano e severo ; la giustizia attuata da questo Dio era per di pi incomprensibile per luomo. Il monaco agostiniano mut tuttavia radicalmente questa visione di Dio leggendo un passo del Nuovo Testamento che riportava una frase pronunciata da Ges sulla croce , Dio mio perch mi hai abbandonato ?.

Agli occhi di Lutero Ges , con tale esclamazione , dava voce alle angosce umane ; tuttavia Ges anchegli Dio. Dunque proprio nel sacrificio di Cristo che viene la salvezza ; essa viene da un dono di Dio , dalla sola fede , e non dalle opere umane. Dio dunque non viene pi visto come un giudice lontano bens come un padre misericordioso che ha perso il proprio figlio per salvare lumanit. Contrapposto alla dottrina luterana EX SOLA FIDE , EX SOLA GRATIA , EX SOLA SCRIPTURA , la dottrina cristiana affermava invece che la salvezza raggiunta grazie alla fede e alle opere. Lutero riteneva inoltre che la volont umana era stata corrotta in seguito al peccato originale ; tale corruzione aveva offuscato la capacit di giudizio delluomo che non era pi libero di scegliere. Da ci la teoria luterana del servo arbitrio secondo la quale il genere umano non libero di compiere le proprie decisioni bens deve essere indirizzato da Dio. Lutero inizi ad esporre pubblicamente tali teorie prima nellambito dei dibattiti accademici poi nellambito della propria citt , affiggendo nellottobre 1517 alla porta della cattedrale di Wittenberg le celebri 95 tesi sulla dottrina delle indulgenze. In esse egli denunciava gli abusi compiuti dalla curia romana attraverso tale strumento e condannava linfondatezza dottrinale delle indulgenze stesse. Da queste tesi dottrinali iniziali , Lutero elabor altre idee innovative. In primo luogo secondo il monaco di Wittenberg non necessario avere lintermediazione della Chiesa per giungere alla salvezza. Tale dottrina , detta sacerdozio universale , sottolineava la necessit di creare un rapporto diretto tra Dio e il fedele. In secondo luogo non necessaria lopera dei sacerdoti per interpretare i testi sacri. Tale dottrina fu detta del libero esame delle Sacre Scritture. In terzo luogo Lutero elimin alcuni dei sette sacramenti , riconoscendo solo quelli che figuravano direttamente nella Bibbia , ossia leucarestia e il battesimo. Per quanto riguarda leucarestia essa era tuttavia intesa con un significato diverso rispetto alla dottrina cristiana : secondo Lutero non vi era un passaggio da pane e vino a corpo e sangue di Cristo bens tali elementi divini erano copresenti nella materia del pane e del vino. Fu dunque eliminato il principio della transustantazione per essere sostituito con il concetto della consustantazione. LA DIFFUSIONE DEL LUTERANESIMO Le 95 tesi di Lutero ebbero un successo incredibile e , grazie alla neonata industria tipografica , furono stampate in migliaia di copie. Non tutti coloro che conoscevano le 95 tesi ne avevano per colto la finezza dottrinale ma la maggior parte dei lettori si rese contro che esse contenevano un forte attacco alla corruzione della curia romana. Il contenuto di tali tesi provoc la repentina denuncia del vescovo e contro Lutero fu immediatamente avviato un procedimento di scomunica. Lutero rispose con la pubblicazione di tre opuscoli nei quali venivano ribadite le novit dottrinali del luteranesimo. Ne Alla nobilt cristiana di nazione tedesca il monaco agostiniano si rivolgeva alla n obilt invocando una riforma ecclesiastica e sottolineava la dottrina del sacerdozio universale , contestando lesistenza stessa del clero.

In unaltra opera , Della cattivit babilonese della Chiesa , egli ribad la dottrina dei sacramenti. In una terza opera , La libert del cristiano , Lutero affermava che luomo al tempo stesso libero e schiavo ; schiavo nella parte dellanima carnale mentre libero nella parte dellanima spirituale. La coscienza umana dunque libera dalle costrizioni delle pratiche esteriori. Questi tre opuscoli , cosiccome le 95 tesi , ebbero un enorme successo e letterati come von Hutten ed esponenti dei cavalieri , ossia della piccola nobilt tedesca , come von Sickingen aderirono alle teorie luterane. Dunque gradualmente il caso Lutero stava passando da un piano religioso ad un piano prettamente politico. Dopo lelezione di Carlo dAsburgo ad imperatore , nel 1521 fu convocata a Worms la tradizionale Dieta della nazione tedesca , composta dai sette principi elettori , dai principi territoriali e dai rappresentanti delle citt. Allordine del giorno di tale assemblea vi era anche la questione di Lutero poich spettava allautorit imperiale rendere esecutiva la scomunica religiosa. Federico il Savio di Sassonia , di cui Lutero era suddito , ottenne che al monaco ribelle fosse concesso un salvacondotto imperiale per comparire alla Dieta e chiarire la propria posizione. Lutero contest pubblicamente tutte le accuse mosse alle sue dottrine ed afferm che se qualcuno , sulla base dei testi sacri , avesse dimostrato linesattezza delle sue teorie , egli sarebbe stato disposto a ritrattare , altrimenti no. Federico il Savio rap allora Lutero per garantirne lincolumit fisica e lo condusse al proprio castello , a Wartburg , dove il monaco si dedic alla traduzione della Bibbia in tedesco cosicch essa fosse accessibile a tutti i cittadini dellimpero , senza linterpretazione dei prelati. Nel frattempo a Wittenberg i seguaci del monaco agostiniano stavano riformando la liturgia tradizionale sulla base degli insegnamenti del maestro. La situazione andava cos rapidamente radicalizzandosi. Lutero aveva voluto riformare la Chiesa , facendola uscire dalla propria situazione di estrema corruzione , tuttavia la sua azione fu interpretata in senso politico , dando lavvio a numerose rivolte che miravano a rovesciare le vecchie istituzioni politiche. La prima di queste rivolte fu quella dei cavalieri che tra il 1521 e il 1523 scatenarono un duro attacco contro i grandi feudatari. La seconda fu quella dei contadini che tra il 1524 e il 1525 si scagliarono contro i feudatari e la nobilt cittadina e rurale. Per comprendere la strumentalizzazione politica delle dottrine luterane necessario analizzare la situazione politica della Germania agli inizi del 1500. In Germania infatti allepoca della riforma luterana vigeva listituzione imperiale che prevedeva la figura di un imperatore affiancato nellesercizio delle proprie funzioni da una dieta , ossia unassemblea rappresentativa ; essi detenevano congiuntamente il potere esecutivo , legislativo e giudiziario. Era inoltre presente il problema della formazione di un apparato istituzionale moderno sia a livello nazionale , ad opera dellimperatore , sia a livello locale , ad opera dei principi tedeschi. Il predecessore di Carlo V , Massimiliano I , cerc di creare degli organi di potere strettamente connessi allimperatore cosi come stava avvenendo nelle altre realt europee. Coloro che aiutarono Massimiliano I in tale progetto furono gli intellettuali umanisti tedeschi fra cui Von Hutten che pubblic per primo nellEuropa umanista lopera filologica di Lorenzo Valla.

Coloro invece che ostacolarono il progetto imperiale furono i vari principi locali i quali boicottarono con successo le iniziative di Massimiliano I. I principi tedeschi furono inoltre efficienti nellattuare il progetto di formazione di istituzioni moderne a livello regionale , soprattutto nella creazione di un buon apparato fiscale. Ci si ricollega direttamente alla Riforma : lopera luterana infatti fu strumentalizzata dai contadini , che si ribellarono contro i principi tedeschi non per motivi religiosi bens a causa dellelevata pressione fiscale. Tale malcontento si era gi manifestato attraverso cruente manifestazioni. Dunque il reale motivo di crisi della Germania cinquecentesca non fu causato esclusivamente dallazione di Lutero. Furono in realt i principi tedeschi che giocarono un ruolo fondamentale sia nellambito della Riforma sia nelle rivolte sociali. Basti pensare al rapimento di Lutero da parte di Federico il Savio : ci avvenne infatti per ragioni strettamente politiche e non religiose poich , essendo Federico principe elettore , voleva essere fondamentale nella politica imperiale. I principi generalmente si allinearono alla Riforma che prevedeva la cancellazione dellistituzione ecclesiastica e dunque dei beni della Chiesa che sarebbero poi divenuti propriet dei principi stessi. I nobili tedeschi furono inoltre protagonisti della rivolta dei cavalieri del 1521-1523 ; in questo scontro la piccola nobilt si ribell ai grandi feudatari avendo tuttavia la peggio a causa della minore organizzazione politica ed economico-amministrativa. LA GUERRA DEI CONTADINI Nella Germania dei primi anni del Cinquecento le comunit rurali avevano conosciuto un ampio sviluppo. Il rapporto tra contadini e sudditi e tra padroni e feudatari era regolato da un patto che non poteva essere violato da nessuna delle due parti e che ne garantiva i diritti e i doveri. Sulla spinta dellespansione del mercato molti signori miravano ad accrescere la propria quota di prodotto , aumentando le tasse , confiscando le terre dei vassalli e limitando le libert personali dei contadini in modo che essi offrissero maggiori prestazioni gratuite. Loffensiva signorile contro i diritti dei contadini era accompagnata da unoffensiva contro i diritti delle comunit soprattutto riguardo alluso delle risorse collettive. Le prime rivolte scoppiarono nel 1524 nella Germania sud-occidentale e in pochi mesi si estesero a quasi tutte le regioni centro-meridionali. Lobiettivo principale della rivolta era la cancellazione di alcune istituzioni feudali. Lelemento innovativo di questa rivolta fu il collegamento tra lideale religioso e le rivendicazioni anti-feudali. Inoltre rispetto al passato i contadini stavolta cercarono di darsi una certa organizzazione politica riunendo in un documento , I 12 articoli dei contadini tedeschi , le proprie rivendicazioni. Come era successo con le tesi luterane , i 12 articoli , grazie alla tecnica della stampa , si diffusero velocemente. I 12 articoli miravano essenzialmente a sottolineare il diritto una comunit a scegliersi il proprio parroco e a utilizzare le decime , le tasse dovute alla Chiesa , esclusivamente per il sostentamento del parroco. Tali rivendicazioni , insieme alla richiesta di un abbassamento della pressione fiscale , sottolineano come i problemi politici e sociali si fossero intrecciati con le questioni religiose.

Ad accendere e guidare la rivolta dei contadini fu un ex allievo di Lutero , Thomas Muntzer , che si allontan dal proprio maestro poich ritenuto troppo moderato. Muntzer predicava lavvento di una teocrazia in cui i santi fossero stati scelti come governanti del mondo intero. Le differenze tra Muntzer e Lutero erano dunque abissali : il monaco di Wittenberg non mise mai in discussione lordine sociale e politico : la sua riforma riguardava esclusivamente lambito religioso. Lutero stesso intervenne nella questione dei contadini ; inizialmente egli si schier dalla loro parte poich essi rivendicavano alcune giuste ed importanti questioni. In seguito tuttavia la posizione del monaco agostiniano cambi radicalmente ; egli pubblic lopuscolo Contro le bande brigantesche ed assassine dei contadini nel quale sosteneva che era diabolico pretendere di trasferire la libert religiosa sul piano civile e violare il precetto evangelico di obbedire alle autorit costituite , volute da Dio per garantire la pace e lordine. Inoltre Lutero riteneva che i contadini rivendicassero le proprie tesi partendo da una base religiosa , bestemmiando cos il nome stesso di Dio. Per queste ragioni Lutero invoc la repressione dei principi tedeschi che non tard e fu violentissima. Linsuccesso della rivolta dei cavalieri e della rivolta dei contadini rafforz il potere dei principi locali. LA RIFORMA DELLE CITTA Lesigenza di una riforma radicale della Chiesa Cattolica non era sentita solo in Germania bens anche in altre regioni europee , tra cui la pi importante fu la Svizzera grazie allazione di Zwingli a Zurigo e di Calvino a Ginevra. In questo passaggio dalla Germania alla Svizzera cambia radicalmente anche il contesto sociale ed istituzionale in cui operarono i riformatori : dallimpero cristiano alle realt cittadine. Uldrych Zwingli , dottore in teologia , era contemporaneo di Lutero ; entrambi inoltre erano uomini di chiesa : Zwingli era un parroco cittadino , Lutero invece era un monaco agostiniano. Zwingli tuttavia differiva dallabate tedesco per quanto riguarda la formazione culturale : il primo infatti aveva una formazione umanista ed era fortemente influenzato dalle teorie di Erasmo , il secondo invece era il tipico uomo di stampo medioevale. Il fatto che sia Zwingli sia Lutero fossero ecclesiastici fa capire che la contestazione alla Chiesa Cattolica part proprio da esponenti interni alla Chiesa stessa. Analizzando lazione di Zwingli importante ricordare lo stretto legame esistente fra il parroco svizzero e la propria realt cittadina. Zwingli inizi una profonda opera di riforma della chiesa locale che si fondava sullabolizione del culto dei Santi , sulla condanna della dottrina del Purgatorio , sulla contestazione della gerarchia ecclesiastica e del celibato del clero. Tale azione suscit ben presto la reazione del vescovo di Costanza , da cui Zurigo e lo steso Zwingli dipendevano. Le autorit cittadine decisero cos di convocare nel 1523 il consiglio della citt invitando anche lo stesso parroco riformatore che avrebbe dovuto chiarire la propria posizione. Zwingli present 67 articoli di fede che , fondandosi su una lettura filologica delle Sacre Scritture , apportavano alcune importanti novit dottrinali. Prima fra tutte labolizione sia della teoria cattolica

della transustantazione sia della teoria luterana della consustantazione ; secondo Zwingli infatti leucarestia vera era stata solo quella dellUltima Cena mentre tutte le eucarestie celebrate successivamente sono solo cerimonie commemorative ; il pane e il vino dunque non sono altro che simboli. Gli articoli di Zwingli furono accettati dal consiglio cittadino e adottati a fondamento della nuova Chiesa zurighese. La riforma di Zwingli , che oper nel contesto cittadino , non riguard solo gli aspetti religiosi ma anche quelli politico-sociali : fu infatti istituita una cassa municipale per lassistenza ai poveri , un tribunale dei costumi e una scuola di studi biblici. Inoltre , secolarizzati i beni ecclesiastici , furono le autorit cittadine ad occuparsi della loro gestione. La connessione fra la Riforma attuata da Zwingli e la citt si riscontra anche nella morte dello stesso riformatore : egli mor in battaglia nello scontro tra i cantoni cattolici e quelli riformati , ossia nella difesa della propria comunit urbana. Zwingli , una volta morto , fu squartato poich ribellatosi allautorit cittadina e bruciato poich ribellatosi allautorit religiosa. Sia le dispute pubbliche su questioni teologiche sia lo stretto rapporto tra istituzioni comunali e riformatori religiosi furono tipici elementi della cosiddetta Riforma delle citt ch riguard non solo Zurigo ma anche altre realt svizzere e tedesche quali Norimberga , Basilea , Strasburgo , Augusta e Lubecca. Lindipendenza politica ed istituzionale di cui godevano le citt -stato imperiali e le comunit svizzere fece si che in ogni realt si sviluppasse una corrente di pensiero originale. Per quanto riguarda il rapporto con le autorit cittadine , la riforma delle citt differiva da quella di Lutero poich , mentre i riformatori cittadini ebbero quasi sempre laiuto dellautorit civile , il monaco agostiniano si mantenne sempre estraneo alla sfera politica. Nonostante alcune differenze di fondo , Lutero e Zwingli furono uniti nel condannare unulteriore corrente religiosa che predicava il battesimo degli adulti , e perci chiamati anabattisti , e ladesione letterale al Vangelo. Essi furono considerati come una sorta di fondamentalisti cristiani. GIOVANNI CALVINO Laltro grande riformatore svizzero , sebbene in realt fosse di origine francese , fu Giovanni Calvino. In primo luogo importante ricordare che egli costituisce un rappresentante della seconda generazione della Riforma , essendo nato nel 1509. In secondo luogo Calvino non era un ecclesiastico bens un laico ed aveva una formazione giuridica piuttosto che religiosa : studi infatti filosofia a Parigi e legge ad Orleans , acquisendo una solida conoscenza umanista e una vastissima cultura. In terzo luogo Calvino oper in un paese diverso da quello natale : nato in Piccardia , avvi la propria azione riformatrice a Ginevra. Inoltre importante ricordare che Calvino viaggi molto attraverso lEuropa sia per fuggire dalle persecuzioni , come avvenne in un primo momento , sia per diffondere la propria dottrina , come avvenne invece in seguito.

Fuggito da Parigi poco dopo la sua conversione si rifugi inizialmente a Strasburgo ; successivamente si rec nel ducato di Ferrara. Sulla via del ritorno a Strasburgo , nel 1536 , si ferm a Ginevra , dove si era appena concluso uno scontro tra cattolici ed evangelici. Calvino giunse nella citt svizzera preceduto dalla propria fama , acquisita grazie allopera forse pi importante della riforma , Institutio Christianae Religionis. Tuttavia i rapporti tra Calvino e la citt di Ginevra non furono sempre ottimali tanto che dovette allontanarsene per un breve periodo. Nel 1541 per torn nella capitale svizzera e in poco tempo avvi una profonda opera di riforma sia della Chiesa sia dellistituzione cittadina. La dottrina di Calvino prendeva le mosse dalle teorie luterane anche se nel corso della propria elaborazione giunse ad importanti novit. Egli condivideva il principio della giustificazione attraverso la sola fede , senza lausilio delle opere terrene. Egli considerava i sacramenti come un puro segno della fede interiore e la funzione religiosa era ritenuta un simbolo divino , una commemorazione dellUltima Cena , cosiccome affermava Zwingli. Sulla questione della salvezza Calvino fu influenzato dalle teorie di Martin Butzer , conosciuto durante il soggiorno a Strasburgo. Allontanandosi sia da Lutero sia da Zwingli , Calvino elabor la dottrina della predestinazione secondo la quale Dio stesso aveva gi destinato alcuni uomini alla salvezza , altri alla dannazione. Di fronte al mistero della predestinazione gli uomini devono sforzarsi di fare il bene , qualunque sia il loro destino. Riguardo alle riforme degli ordinamenti religiosi e politici , Calvino , ritornato a Ginevra , istitu una nuova chiesa fondata su diversi livelli : i pastori , che avevano il compito di interpretare le scritture , i diaconi , che dovevano aver cura dei poveri , e gli anziani , che dovevano vigilare sullosservanza di tutte le leggi , morali e civili. Fu istituita cos una chiesa che prevedeva la differenziazione di due attivit : quella pastorale e quella assistenziale. Tale chiesa inoltre non aveva una struttura gerarchizzata come la Chiesa Cattolica poich ogni carica veniva affidata dagli stessi fedeli. A capo di questa organizzazione ecclesiastica fu posto il Concistoro , un organo collegiale costituito da membri laici e religiosi , che aveva il compito di vigilare sulle magistrature cittadine. Si cre cos un parallelismo tra istituzioni civili ed istituzioni religiose. Questo parallelismo , che sino alla morte di Calvino rifletteva una parit fra i due poteri , si risolse , dopo la morte del riformatore ginevrino , a favore del potere religioso , creando i presupposti per la nascita di una sorta di teocrazia. Infine importante ricordare che , nonostante lintransigenza dottrinale di Calvino fosse molto forte , Ginevra divenne il punto di riferimento per tutti quegli evangelici che dovevano fuggire dal loro paese a causa delle persecuzioni. LA DIFFUSIONE DEL CALVINISMO Spesso gli storici si sono chiesti il perch dellampia diffusione del calvinismo rispetto alle altre correnti riformate.

Infatti mentre il luteranesimo rimase confinato in alcune zone della Germania e nei Paesi Scandinavi , la dottrina di Calvino si diffuse in Scozia , in Francia , in Olanda , in alcuni stati tedeschi , in America e in Inghilterra. Max Weber nel suo saggio Letica protestante e lo spirito del capitalismo afferm che letica del lavoro e dellascesi laica professate dal calvinismo fossero congeniali alla concezione dei paesi dove stava nascendo un primo processo capitalistico. Tale teoria tuttavia smentita dal fatto che il calvinismo si diffuse anche in Ungheria , stato non certamente interessato allepoca dal fenomeno capitalistico. Gli studi di Natalie Zemon Davis sugli operai tipografici di Lione e sulle donne di varie citt francesi hanno permesso di capire meglio il perch del successo del calvinismo. Secondo questo studioso francese infatti alcuni gruppi di individui erano spinti ad aderire alletica di Calvino poich le prime conventicole calviniste avevano una forte impronta comunitaria che esaltava legualitarismo , che avrebbe diminuito lideale distanza tra le persone facoltose e i meno abbienti. Inoltre probabile che la diffusione del calvinismo sia dovuta anche allop era di predicazione dello stesso Calvino , personaggio molto popolare , che , rispetto agli altri riformatori , viaggi in molte regioni europee. LA RIFORMA E LINGHILTERRA Gli scritti dei riformatori continentali arrivarono ben presto anche in Inghilterra , importati dallOlanda e dalla Germania settentrionale. Tuttavia il motivo del distacco tra la Chiesa inglese e quella romana non fu di tipo religioso bens di stampo politico-dinastico : il re Enrico VIII infatti , sposato con Caterina dAragona , non aveva avuto nessun erede maschio ; egli dunque interpell il pontefice romano affinch annullasse il matrimonio per poter liberamente sposare la dama di corte Anna Bolena. Papa Clemente VII tuttavia , non volendosi inimicare Carlo V , nipote di Caterina dAragona , rifiut la richiesta del re inglese. Cos Enrico VIII chiese al Parlamento britannico di approvare una serie di atti con i quali vennero progressivamente sciolti tutti i legami con la Chiesa Cattolica. Nel 1535 infine fu emanato lAtto di Supremazia con il quale si conferiva al re d Inghilterra il titolo di capo supremo della Chiesa inglese , non riconoscendo pi il pontefice romano come massima autorit religiosa. Dal punto di vista dottrinale tuttavia le due chiese , quella di Roma e quella di Londra , erano perfettamente in sintonia. Addirittura lo stesso Enrico VIII ribad fortemente alcuni importanti precetti cattolici , bloccando il tentativo di riforma dottrinale avanzato dallarcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer il quale simpatizzava per la Riforma. Tuttavia con la morte di Enrico VIII e lascesa al trono di Edoardo VI il partito protestante guadagn il favore della corte e nel 1549 fu adottato ufficialmente il Book of common prayer , redatto dallo stesso arcivescovo Cranmer. Il processo di riforma religiosa si arrest tuttavia nel 1553 quando sal al potere la sorella cattolica di Edoardo VI , Maria Tudor , per riprendere definitivamente nel 1559 quando fu eletta regina la protestante Elisabetta I.

GLI ERETICI ITALIANI DEL 1500 Cosi come nel resto dEuropa anche nella cattolicissima Italia giunsero notizie relative alla Riforma di Lutero. In molti centri italiani si diffusero cos le dottrine luterane anche se la svolta decisiva si ebbe nel 1527 con il Sacco di Roma che molti interpretarono come una punizione divina contro la corruzione della Chiesa. Tale evento rafforz anche la richiesta della convocazione di un concilio generale che avesse avuto il compito di riformare la Chiesa Cattolica. Il pontefice Clemente VII tuttavia , intimorito che un concilio avesse potuto mettere sotto accusa il proprio primato , neg costantemente tale richiesta. Il pi importante centro italiano in cui si svilupparono nuove idee spiritualistiche fu Napoli dove attorno allo spagnolo Valdes si costitu un gruppo formato da importanti personalit civili , culturali ed istituzionali. Gli aderenti a tale gruppo religioso consideravano secondarie le pratiche esteriori del culto e predicavano unesperienza religiosa fondata su un rapporto diretto con Dio. In questo ambiente fu redatto il volume Trattato utilissimo del beneficio di Cristo , considerato lopera pi importante della Riforma italiana , che accoglieva posizioni luterane e calviniste. In Italia si diffuse anche il movimento definito NICODEMISMO che anchesso svalutava le pratiche esteriori del culto rispetto a quelle interiori. In alcuni centri si svilupparono inoltre alcune comunit calviniste e anabattiste. Si affermarono anche alcune posizioni pi radicali , come a Siena dove i fratelli Sozzini negarono il dogma della Trinit e predicarono il principio della tolleranza religiosa. Essi a causa delle loro idee furono condannati non solo in Italia ma anche nei diversi paesi europei dove si rifugiarono. Tutti questi movimenti furono definiti eretici italiani poich furono condannati sia dalla Chiesa di Roma sia dalle diverse chiese europee riformate. LA CONCLUSIONE DELLA RIFORMA Fina da subito le vicende della Riforma religiosa si intrecciarono con eventi e questioni politiche ed economiche. Federico il Savio di Sassonia appoggi Lutero poich non poteva permettere che questultimo venisse arrestato dalle guardie imperiali senza che la propria autorit di principe territoriale ne risultasse compromessa. Lostilit antiromana verso la Chiesa e le continue tensioni fra i principi territoriali e limperatore sono aspetti fondamentali per comprendere lo sviluppo della Riforma. Inoltre strettamente connessa alla riforma la questione economica poich lo smantellamento della gerarchia ecclesiastica si svolse parallelamente alla confisca dei beni dellautorit religiosa. Anche nelle citt la Riforma fu appoggiata dalle autorit civili poich grazie alle innovazioni apportate dal fenomeno riformatore era possibile rafforzare il potere politico delle istituzioni laiche attraverso la scelta dei predicatori e il conseguente controllo sulla Chiesa locale.

In Germania la Riforma aveva sciolto la tradizionale gerarchia della Chiesa Romana ; i principi territoria li tedeschi videro pertanto nellevento della Riforma una possibilit per accrescere i propri poteri allinterno dei propri territori a discapito dellautorit ecclesiastica e dellautorit imperiale. Tuttavia la frammentazione religiosa creava gravi problemi sociali e nessuna autorit era disposta a tollerarla allinterno del proprio territorio. Per questo motivo furono convocate in tutto limpero una lunga serie di Diete al fine di trovare un nuovo assetto politico-religioso che tenesse conto sia delle esigenze dei cattolici sia delle esigenze dei luterani. Nel 1526 fu convocata a Spira una dieta nella quale venne espresso il principio di territorialit secondo il quale ogni principe era libero di decidere se applicare leditto di Worms (1521) e bandire il luteranesimo dai propri confini. Nel 1529 si tenne una seconda dieta a Spira nella quale venne introdotto il principio di tolleranza religiosa ma solo per le minoranze cristiane. Ci provoc la dura reazione dei luterani che vennero perci definiti protestanti. Nel 1530 , terminati i conflitti in Italia , limperatore Carlo V rientr in Germania e convoc una dieta ad Augusta dove il rappresentante luterano Filippo Melantone , allievo moderato di Lutero , present il documento Confessio Augustana composto da 28 articoli : nei primi 21 venivano sottolineate le vicinanze tra il luteranesimo e il cattolicesimo mentre nei rimanenti 7 venivano enfatizzate le differenze dottrinali fra le due correnti cristiane quali la giustificazione per sola fede , il matrimonio dei preti , la natura della messa. Tale documento suscit la reazione dei cattolici e Carlo V credendo di poter reprimere facilmente questo movimento ordin di applicare lEditto di Worms , di restituire i beni confiscati alla chiesa e di ripristinare lautorit dei vescovi. I principi protestanti si unirono cos nella Lega di Smalcalda e si opposero agli ordini imperiali. Cos Carlo V , che era gi minacciato sul confine orientale dai turchi e che era in continuo contrasto con il re di Francia in Italia , non poteva permettersi di aprire un nuovo fronte di guerra. Cos non riuscendo ad ottenere dal papa la convocazione di un concilio ecumenico , avvi una serie di colloqui di religione in cui i cattolici e i protestanti si confrontarono sulle rispettive posizioni. Vi fu anche un momento in cui la pacificazione sembr essere vicina : infatti nel 1541 a Ratisbona si incontrarono Melantone e il cardinale Contarini , gli esponenti pi moderati di entrambe le parti ; tuttavia essi rimasero isolati senza ricevere lappoggio dalle proprie fazioni e anche questo incontro fall. La diatriba fra luterani e cattolici riprese e Carlo V riport anche una vittoria militare senza per riuscire ad ottenere una pacificazione religiosa. Nel 1555 si giunse cos alla cosiddetta Pacificazione di Augusta con la quale limperatore accettava la frattura religiosa in seno allimpero e la regolava secondo due principi : - Il cuius regio eius religio , o principio di territorialit , secondo il quale i sudditi dovevano professare il culto del proprio principe territoriale - il reservatum ecclesiasticum in base al quale la Chiesa rimaneva proprietaria dei beni di coloro che fossero passati al luteranesimo dopo il 1552 mentre perdeva quelli confiscati in precedenza. Cos , dopo la vittoria nella guerra dei cavalieri e nella guerra dei contadini , i principi tedeschi risultarono vincitori anche nello scontro con limperatore Carlo V , il quale rinunci definitivamente allunit religiosa in Germania.

CAPITOLO V : LE GUERRE DITALIA


La pace di Lodi del 1454 avrebbe dovuto creare fra i vari stati italiani un certo equilibrio politico. In realt , scomparsi dalla vita istituzionale papa Innocenzo VII e Lorenzo de Medici , signore di Firenze , lo scenario politico italiano croll drasticamente. Il nuovo pontefice , Rodrigo Borgia , eletto nel 1492 con il nome di Alessandro Vi aveva come principale obiettivo politico la creazione di uno stato territoriale da destinare al figlio Cesare. Esistevano tuttavia , insieme al Papa , altri fattori di instabilit politica. Venezia aspirava ad estendere i propri possedimenti nella terraferma ; Ludovico il Moro , signore di Milano , dopo aver illegittimamente sottratto il potere al nipote Gian Galeazzo Sforza , mirava a consolidare la propria forza. Il re di Napoli , Ferrante dAragona , avanzava alcune rivendicazioni sul ducato di Milano dal momento che una sua nipote si era sposato con lo stesso Gian Galeazzo Sforza. Il re di Francia , Carlo VIII , avanzava a sua volta alcune pretese sul trono napoletano dal momento che gli angioini erano stati cacciati illegittimamente nel 1442. Le rivendicazioni dei due sovrani , quello francese e quello napoletano , rientravano in quella che era la concezione contemporanea del potere monarchico : esso era concepito non come un esercizio di una funzione astratta di governo bens come una gestione di un potere patrimoniale ; in altre parole il re considerava i territori dello Stato come suoi domini personali. Dunque , per questo motivo , tutte le risorse necessarie a finanziare lapparato burocratico dovevano provenire dai possedimenti privati della corona , e quindi dai sudditi ; inoltre i funzionari pubblici erano considerati come personale al servizio dello Stato e per tale motivo venivano retribuiti con la cessione di rendite del patrimonio del re. Insieme alle ragioni dinastico-patrimoniali , anche lideale della gloria spinse i sovrani , e persino il papa Giulio II , a scendere personalmente in battaglia e ad intraprendere dei conflitti. La frammentariet politica italiana rappresent nel corso del Cinquecento un fattore di forte debolezza che fece scivolare tutti gli stati della penisola italiana sotto il controllo straniero , in particolare francese e spagnolo. Nel settembre 1494 il re di Francia Carlo VIII , spinto dai propri interessi personali e dalle pressioni di Ludovico il Moro e della nobilt napoletana , inizi la propria spedizione in Italia. Essa fu molto rapida : giunse inizialmente a Milano , da l a Firenze e infine conquist Napoli , senza quasi impegnare le proprie truppe. Lesercito del sovrano francese rimase solo un anno in Italia : infatti Carlo VIII , sconfitto da unalleanza di stati ritorn velocemente in Francia , mantenendo solo il controllo sul ducato di Milano e lasciando il regno di Napoli e la signoria di Firenze. Oltre alla fine dellindipendenza del Ducato di Milano , la discesa di Carlo VIII caus anche la caduta della signoria medicea , ritenuta troppo arrendevole , che fu sostituita da un governo repubblicano guidato idealmente dalla figura del frate domenicano Savonarola , il quale predicava un rigore assoluto nei costumi e nei comportamenti. La situazione in Italia tuttavia cambi nuovamente. Nel 1498 mor Carlo VIII e il suo successore , Luigi XII , si sent autorizzato a proseguire la politica espansionistica del predecessore ; lItalia infatti era considerata una regione molto ricca ed era ambita da molti sovrani europei.

Lazione di Luigi XII si rivolese in due direzioni : una militare , laltra diplomatica. Egli , desiderando il trono di Napoli , si accord con Ferdinando il Cattolico , a scapito del legittimo sovrano Federico III ; laccordo prevedeva lassegnazione della Campania e dellAbruzzo al re di Francia mentre la Calabria e la Puglia sarebbero state cedute al re aragonese. Il trattato non fu tuttavia rispettato e terminata la fase bellica Ferdinando il Cattolico rivendic il possesso su tutto il regno di Napoli. Nelle altre regioni italiane il Papa era riuscito a creare un piccolo dominio personale nelle Marche e nella Romagna , da destinare al figlio Cesare Borgia. Venezia cerc di conquistare la Romagna ma fu bloccata da una lega formata dal nuovo papa Giulio II della Rovere e da molti sovrani europei. A Firenze , nel 1498 , fu condannato a morte Savonarola ; nel 1512 invece il regime repubblicano oligarchico , forma istituzionale subentrata dopo la caduta della repubblica savonaroliana , fu a sua volta sostituito da una nuova signoria medicea. La situazione and leggermente migliorando quando nel 1516 il nuovo pontefice Leone X cambi politica rispetto al proprio predecessore e si impegn per la stipulazione della pace di Noyon che riconcili , seppur per un breve periodo , tutte le parti in conflitto in Italia. Gli equilibri della pace di Noyon si ruppero nuovamente quando Carlo I dAsburgo re di Spagna assunse anche la carica di imperatore. Nel frattempo anche il re di Francia Luigi XII era scomparso e al suo posto era salito al trono francese Francesco I di Valois. Per quanto riguarda Carlo dAsburgo , egli regnava su territori assai vasti : aveva infatti ereditato i domini aragonesi di Ferdinando , quelli castigliani di Isabella , che comprendevano i nuovi possedimenti americani , e quelli dei Paesi Bassi , della Franca Contea e degli altri territori borgognoni del padre Filippo dAsburgo. Inoltre da circa un secolo la casa degli Asburgo aveva monopolizzato lelezione imperiale. Il trono imperiale infatti non era una carica ereditaria bens elettiva ed era attribuito dai cosiddetti sette grandi elettori : il re di Boemia , i principi di Brandeburgo , Palatinato e Sassonia e i vescovi di Treveri , Magonza e Colonia. Nonostante ci dallinizio del 1400 al soglio imperiale venivano eletti solo gli esponenti della casa asburgica. Fu cos anche nel 1519 quando si tennero le votazioni e fu eletto Carlo I dAsburgo , che divenne imperatore con il nome di Carlo V. Carlo V , godendo dellappoggio dei Fugger , ossia dei potenti banchieri tedeschi , pot letteralmente comprare i voti degli elettori. Cos , dopo il 1519 , Carlo V possedeva oltre ai domini americani , a quelli spagnoli e a quelli borgognoni anche quelli austriaci e tedeschi. Dunque le sue decisioni furono profondamente influenzate dal continuo parallelo ideologico fra il suo regno e quello di Carlo Magno. Tuttavia Carlo V sul piano religioso non fu in grado di mantenere unita la cristianit europea , come invece aveva fatto il suo antico predecessero. Sul piano politico lidea di in impero sovrastatale , che garantisse la pace e la giustizia fra i cristiani , entr in conflitto con i suoi stessi progetti egemonici ; infatti lesercito ben armato e lenorme apparato burocratico avevano bisogno di ingenti risorse , drenate dai sudditi dellimpero , provocando cos forti tensioni e cruente ribellioni.

Ma le tensioni non si verificarono solo in politica interna : infatti con lelezione di Carlo I dAsburgo ad imperatore come se idealmente la Spagna e la Germania volessero accerchiare la Francia che si sent fortemente minacciata. La pace di Noyon fu definitivamente annullata nel 1522 quando francesi e spagnoli riaprirono nuovamente le ostilit in Italia : in quellanno infatti i francesi furono cacciati da Milano e Massimiliano Sforza fu ripristinato nel trono ducale della citt. Per di pi poco tempo prima di tale avvenimento il precettore di Carlo V fu eletto papa con il nome di Adriano VI. Francesco I dunque , non accettando la duplice sconfitta , riarm lesercito e marci su Milano , dirigendosi poi verso Pavia. Nella citt lombarda per i francesi furono sconfitti e lo stesso re Francesco I , fatto prigioniero , dovette accettare la pace di Madrid del 1526 con la quale si impegnava a rinunciare al ducato di Milano e a cedere a Carlo V la Borgogna. Tornato in patria il re di Francia avvi unimmediata azione diplomatica volta a far riunire i vari stati italiani in una lega antiasburgica convincendo i vari signori italiani della pericolosit di Carlo V. Il tentativo riusc e Firenze , Milano , Venezia e lo Stato Pontificio si riunirono nella lega di Cognac. Tuttavia nel 1527 lesercito dei lanzichenecchi di Carlo V ebbe la meglio , invadendo e saccheggiando Roma. Cos nellEuropa cristiana cinquecentesca la situazione politica della cristianit era estremamente difficile : le armate cattoliche si distruggevano a vicenda , lUngheria veniva sconfitta dallimpero ottomano , i pirati musulmani saccheggiavano il Mediterraneo e il centro della Chiesa Cattolica era assediato. Il sacco di Roma suscit grande scalpore e da pi parti fu interpretato come una punizione divina. Lesercito imperiale dopo mesi di occupazione si ritir e il pontefice e Carlo V raggi unsero un accordo : limperatore si impegnava a restituire alla Chiesa di Roma i suoi domini e a restaurare la signoria dei Medici a Firenze mentre papa Clemente VII in cambio riconosceva i diritti imperiali sui territori italiani e nel 1530 a Bologna incoron solennemente Carlo V imperatore. Inoltre nel 1527 Francesco I e Carlo V stipularono la pace di Cambrai che sanciva il passaggio del ducato di Milano allimperatore tedesco e della Borgogna al sovrano francese. Il conflitto franco-spagnolo riprese per nel 1536 e successivamente , dopo la stipulazione di una terza pace , fu riaperto nuovamente nel 1542. Nel 1544 fu stipulata la pace di Crepy che pose fine alla quarta ripresa delle ostilit tra Spagna e Francia nei territori italiani. Nel 1547 mor il sovrano francese Francesco I e al suo posto sal al trono il figlio , Enrico II , che nel 1552 riapr il contenzioso con la potenza spagnola , cambiando tuttavia strategia e spostando il conflitto in Germania dove cerc lalleanza dei principi luterani. Nel 1555 fu siglata la pace di Augusta che pose fine alla quinta ripresa del conflitto ibericofrancese. Il re Enrico II tuttavia dopo poco decise di riaprire le ostilit e di continuare ad osteggiare il dominio spagnolo in Italia ; nonostante tale desiderio sia la Francia sia la Spagna erano logorate da circa cinquanta anni di guerre e cos nel 1559 fu stipulata la definitiva pace di Chateau-Cambresis che decret ufficialmente il dominio spagnolo , diretto o indiretto , su gran parte della penisola italiana.

CAPITOLO VI : CONTRORIFORMA E RIFORMA CATTOLICA


La storia cinquecentesca della Chiesa Cattolica caratterizzata dallevento del Concilio di Trento che riform profondamente listituzione ecclesiastica. Tale rinnovamento caratterizzato da due fenomeni che prendono il nome di Riforma cattolica e di Controriforma. Con il termine Riforma cattolica si intende il processo di rinnovamento della Chiesa romana sviluppatosi allinterno della chiesa stessa e iniziato alcuni anni prima della stessa riforma protestante. Questo processo avvi un rinnovamento non dottrinale o dogmatico bens disciplinare. Con il termine Controriforma si intende invece la reazione della Chiesa romana alla Riforma protestante , ribadendo essenzialmente i tradizionali dogmi cristiani. Il termine Controriforma risale al Settecento e lazione di tale fenomeno fu essenzialmente rivolta a quelle zone ricattolicizzate dopo che si erano convertite al luteranesimo e alla riforma in generale. Il termine Riforma cattolica invece pi recente e viene utilizzato solo dalla storiografia cattolica ; esso sottolinea la sostanziale diversit fra lazione di rinnovamento interna alla Chiesa e la difesa dogmatica dal protestantesimo. Il Concilio di Trento , nodo cruciale della storia ecclesiastica , fu interessato sia dal fenomeno del riformismo cattolico sia dal fenomeno controriformistico. LA CONVOCAZIONE DEL CONCILIO DI TRENTO Anche allinterno della Chiesa Cattolica il bisogno di una riforma dei costumi del clero e di un diverso rapporto con le Sacre Scritture era fortemente sentito sebbene la risposta a questa esigenza , allinterno della Chiesa stessa , fu molto eterogenea e diversificata. Infatti si ebbero in sostanza tre reazioni diverse messe in atto da alcuni esponenti di tre diversi settori dellistituzione ecclesiastica. A livello popolare agli inizi del Cinquecento nacquero numerosi nuovi ordini monastici che si occuparono essenzialmente di problemi di carattere sociale quali leducazione e lassistenza ai bisognosi. Il pi importante di questi nuovi ordini fu quello denominato Compagnia di Ges fondata dallex generale Ignazio di Loyola. Tale movimento si caratterizzava per una severa obbedienza al pontefice romano da parte dei suoi membri , detti gesuiti. Questo aspetto rendeva lordine gesuita un potente strumento nelle mani del Papa , con tutte le conseguenze politiche che ci comportava. A livello periferico , i vescovi lontani dalla curia di Roma promossero un intenso rinnovamento della vita ecclesiastica e religiosa. A livello dei vertici della curia romana , i cosiddetti cardinali erasmiani , che furono cio sensibili alla lezione di Erasmo , cercarono anchessi di rinnovare la vita cristiana in ogni suo aspetto , clericale e religioso.

Lo stesso imperatore Carlo V premeva perch fosse convocato un concilio ecumenico in cui cattolici e luterani si incontrassero e ponessero fine allo scisma religioso. Tuttavia papa Clemente VII cerc in tutti i modi , riuscendovi peraltro , di ostacolare la convocazione dellassise ecumenica della cristianit poich temeva il riproporsi delle tesi conciliaristiche , che sostenevano la supremazia del Concilio rispetto al pontefice , ed una contestazione di carattere personale dal momento che egli era un figlio illegittimo e come tale non avrebbe dovuto avere accesso alle cariche ecclesiastiche. Il suo successore invece , papa Paolo III Farnese , eletto al soglio pontificio nel 1534 , si dimostr pi disponibile. La figura e lazione religiosa di questo pontefice collega idealmente la Chiesa del Rinascimento con quella Controriformista : Paolo III infatti continu s lopera dei papi rinascimentali sia a livello artistico sia a livello di espansione politico-territoriale della Chiesa romana ma fu anche sensibile allesigenza di rinnovamento. In primo luogo egli incaric alcuni vescovi di redigere un testo , Consilium de emendanda Ecclesia , proponendo una serie di misure moralizzatrici. In secondo luogo nomin cardinali alcuni importanti personaggi del partito delle riforme , fra cui Gaspare Contarini. Infine accett anche la richiesta , promossa da numerosi esponenti cattolici e dallo stesso imperatore Carlo V , di convocare un concilio ecumenico. Come sedi di questa assemblea fu scelta Trento , citt nel territorio italiano , cos come volevano i cristiani , ma sotto la giurisdizione imperiale , cos come volevano i luterani. Tuttavia il partito delle riforme era fortemente osteggiato dal partito degli intransigenti che riuscirono a ritardare la convocazione del Concilio sino al 1545 , anno in cui finalmente si aprirono i lavori. Il percorso di questa assemblea tridentina fu lungo e difficoltoso al punto che si concluse nel 1563 , dopo uninterruzione di addirittura dieci anni dal 1552 al 1562 dovuta allostilit del nuovo pontefice Paolo IV. Per quel che riguarda lobiettivo di Carlo V di ricomporre lunit religiosa cristiana , esso non fu raggiunto e i luterani , dopo una breve apparizione iniziale , si rifiutarono di partecipare ai lavori. Lazione del Concilio si svolse parallelamente in due direzioni , una dogmatica ed una disciplinare. Sul piano dogmatico i padri conciliari adottarono un atteggiamento intransigente , rifiutando tutti i precetti dei movimenti riformati. Essi ribadirono fortemente tutte le posizioni dottrinali contestate dai riformati e chiusero anche una serie di dispute teologiche rimaste per lungo tempo irrisolte. Furono ribadite le dottrine della giustificazione per fede e per opere , del libero arbitrio delluomo , della natura divina della messa , del valore operativo e non commemorativo dei sacramenti e dellimportanza della mediazione religiosa del clero. Fu sottolineata limportanza del celibato dei preti e ladozione di un unico testo ufficiale delle Sacre Scritture , individuato nella Vulgata di San Girolamo. Fu conferita fondamentale importanza non solo alle Sacre Scritture ma anche ai precetti elaborati nel corso della storia della Chiesa. Sul piano disciplinare invece i padri conciliari fecero proprie molte posizioni innovative e cercarono di ostacolare la crescente dissolutezza dei costumi della Chiesa.

Rafforzarono il potere dei vescovi sui preti e quello dei preti sui fedeli imponendo ad ogni vescovo lobbligo di dimora allinterno della propria diocesi ed istituendo apposite scuole di formazione del clero , i seminari. Furono introdotte in ogni diocesi i registri per i battesimi , i matrimoni e i funerali. Fu conferita maggiore seriet al matrimonio attraverso lintroduzione della figura dei testimoni. Furono rese obbligatorie le periodiche visite pastorali del vescovo allinterno della propria diocesi , compiendo poi unaccurata relazione sulla situazione da inviare alla curia romana. Per facilitare linsegnamento della dottrina cristiana fu inoltre elaborato un catechismo. Tutte le delibere del Concilio di Trento furono poi raccolte nel volume Professio fide tridentina e sottoposto allapprovazione del pontefice. Con tale atto si voleva sottolineare limportanza della figura del pontefice , che ne usc rafforzata. importante ricordare che lassetto dogmatico-disciplinare conferito alla Chiesa Cattolica dal Concilio tridentino rimase pressoch invariato sino al Concilio Vaticano II. LAPPARATO REPRESSIVO : CENSURA ED INQUISIZIONE La Chiesa Cattolica cerc di ostacolare la diffusione delle dottrine luterane attraverso alcune strutture istituzionali che bloccavano i canali grazie ai quali le eresie potevano diffondersi. Cos la stampa fu sottoposta ad unaccurata opera di censura e di controllo : nel 1559 fu stilato il primo Index libri prohibitorum , ossia una lista di volumi che non potevano essere letti e che dovevano essere distrutti ; in questo indice furono inserite addirittura numerose opere di Erasmo ed alcune traduzioni in volgare della Bibbia stessa. Nel 1572 fu istituita la Congregazione dellIndice che aveva appunto il compito di censurare le stampe. Inoltre , prima ancora dellinizio dei lavori del concilio , il Papa istitu nel 1542 la Congregazione dellInquisizione Universale o SantUfficio che aveva il compito di coordinare la lotta alle eresie. Tale istituzione acquis enorme potere nel corso dei secoli e fu addirittura in grado di mettere sotto accusa i vescovi cattolici pi aperti e riformisti. Il tribunale dellInquisizione esisteva fin dal Medioevo quando fu istituito per combattere leresia dei catari ; esso dunque poteva contare su una consolidata tradizione e su persone altamente specializzate. La gestione dei processi inquisitori fu affidata in massima parte ad esponenti degli ordini francescano e domenicano. importante tuttavia sottolineare la novit del Santo Ufficio del 1542 : esso infatti era una struttura centralizzata , controllata dal pontefice , e che per tale motivo si differenziava dai precedenti tribunali inquisitori del Medioevo che avevano invece una carattere prevalentemente locale. Il Santo Ufficio inoltre , per la sua esclusiva dipendenza dai poteri religiosi , differiva dallInquisizione spagnola , esistente gi dal XV secolo , i cui vertici per erano nominati dal sovrano spagnolo e i cui interessi si rivolsero essenzialmente alla repressione dei convertos , ossia dei convertiti al cristianesimo , soprattutto ebrei , barranos , e musulmani , moriscos , sospettati di continuare a professare in segreto la loro religione. LInquisizione romana invece aveva il compito di bloccare la diffusione delle pratiche magiche e il dissenso dottrinale.

I processi inquisitori si svolgevano con metodi assai brutali : linquisito veniva convocato senza conoscere le prove e le accuse mossegli contro ; egli veniva invitato a ritrattare le proprie idee eretiche e se ci non avveniva , venivano combinate pene severissime. Nel caso in cui linquisito fosse stato un recidivo , egli veniva consegnato allautorit civile e giustiziato. Allinterno della Chiesa questa capillare istituzione and anche con il limitare il potere locale dei vescovi , che vennero progressivamente estromessi da alcune funzioni. LA CHIESA MILITANTE Nel riaffermare la cristianit la Chiesa non si limit esclusivamente alluso di misure repressive e grande importanza fu data a tutte le forme di attivit pedagogiche , sia predicative sia formative. Il Concilio aveva risposto alle questioni dottrinali sollevate dallazione luterana ma si era scarsamente interessato dei problemi posti dallallargamento del mondo cristiano attraverso le colonie e delle religiosit popolari , fortemente pervase da elementi magici e profani. Dunque furono gli ordini religiosi ad assumersi il compito di evangelizzare le terre cristiane e non : lattenzione di tali ordini si rivolse infatti alle zone non cristiane , divise nelle Terre orientali e nelle Terre occidentali , e alle zone cristiane periferiche , dove erano ancora largamente diffusi numerosi rituali pre-cristiani e pagani. Il rigorismo post-conciliare interess anche i numerosi ordini religiosi esistenti e fece s che negli anni Venti e Trenta del Cinquecento fossero creati nuovi ordini quali i teatini , i cappuccini e i barnabiti. Il rigorismo interess particolarmente i monasteri femminili , comportando un ritorno al rispetto assoluto della clausura ed una severa imposizione monastica. Ci fece riscoprire , in alcuni casi , la spiritualit e il misticismo. Listruzione dei fanciulli fu un aspetto fondamentale della pedagogia della riforma cattolica. Essa fu affidata in particolare a due nuovi istituti : la Compagnia di Ges e la Compagni di Santa Orsola. La prima , fondata da Ignazio di Loyola , ex generale spagnolo , si ergeva su quattro concetti cardine : castit , povert , obbedienza a Dio e al Papa. Nel 1540 tale ordine fu riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa e in breve tempo assunse unimportanza fondamentale , divenendo un potente strumento nelle mani del pontefice romano. I gesuiti si occuparono sia delle missioni evangeliche sia dellistruzione , in particolare delle elites aristocratiche. Per quanto riguarda le missioni evangeliche i gesuiti nel cristianizzare le terre non cattoliche utilizzarono metodi estremamente innovativi : nelle Indie orientali cercarono di trovare i punti di contatto fra le diverse religioni locali e il Cristianesimo ; nelle Indie occidentali invece utilizzarono una strategia lenta differentemente da quanto avevano fatto i precedenti missionari , quali i francescani , che , ritenendo imminente la fine del mondo , evangelizzarono velocemente le terre americane. Grazie a questa azione missionaria la Chiesa conquist o riconquist alcune zone prima non cristianizzate o parzialmente cristianizzate. Per quanto riguarda listruzione , anche in questo campo i gesuiti adottarono metodi mai utilizzati prima : nelle scuole gesuite , insieme alle materie tradizionali , si inizi ad insegnare danza , teatro e musica.

I gesuiti inoltre affidarono allarte un valore fortemente propagandistico e per questa ragione nella seconda met del Cinquecento lazione di censura della Chiesa si rivolse non solo ai libri ma anche alle icone , ossia alle immagini sacre. LIRRIGIDIMENTO DELLORTODOSSIA : LA CREAZIONE DEI GHETTI La difesa dellortodossia non si limit esclusivamente alla sfera dottrinale religiosa : infatti ogni teoria , filosofica o scientifica , in contrasto con laristotelismo ufficiale della Chiesa venne ferocemente perseguitata. Anche alcune minoranze religiose iniziarono ad essere fortemente osteggiate dalla Chiesa Cattolica e dalle sue istituzioni inquisitorie. Tra esse quella che fu maggiormente combattuta fu senza dubbio lebraismo. Gli ebrei fin dai tempi dei romani furono perseguitati con ogni mezzo e , nel mondo medioevale , era ben radicato il sentimento antigiudaico , fondato sulla teoria del deicidio in quanto ritenuti colpevoli dellassassinio di Ges Cristo. La giustificazione dottrinale di tale idea fu elaborata da SantAgostino che invitava per a tollerare e non uccidere gli ebrei poich essi dovevano scontare la propria condanna nel mondo terreno. Nel corso dellOttocento invece si svilupp la teoria dellantisemitismo che discriminava gli ebrei per ragioni di razza e che ne predicava la sterminio totale. Gli ebrei ricevettero un egual trattamento sia da parte dei cattolici sia da parte dei luterani e dei riformati in genere. A livello istituzionale gli ebrei furono costantemente espulsi dai vari stati europei : a fine Duecento dallInghilterra , a fine Trecento dalla Francia e a fine Quattrocento dalla Spagna. Inoltre a partire dal Cinquecento furono creati , allinterno di numerose citt , quartieri riservati solo agli ebrei , i ghetti. Il primo ghetto ebraico fu realizzato a Venezia nel 1516. Nel 1555 lo stesso tipo di provvedimento fu preso anche a Roma dove gli ebrei furono confinati in una zona sulle rive del Tevere. Il fine della realizzazione dei ghetti ebraici era quello di limitare il pi possibile i contatti fra gli ebrei e la popolazione. importante sottolineare che lidea di espellere gli ebrei era stata accettata anche da Martin Lutero il quale riteneva che essi potessero influenzare negativamente i cristiani. La reazione di Lutero derivava probabilmente dalla mancata conversione degli ebrei che avrebbe dovuto sancire definitivamente la fine del mondo : il monaco agostiniano infatti riteneva che lapocalisse fosse vicina e che essa fosse preannunciata dallavvento del nuovo vangelo , ossia la dottrina protestante , dalla distruzione della nuova Babilonia , ossia il Sacco di Roma del 1527 , e dalla conversione in massa degli ebrei , che per non si realizz. LA CACCIA ALLE STREGHE Nel corso del Cinquecento lazione di irrigidimento dellortodossia non fu attuata solo dai cattolici : infatti anche le istituzioni riformate attuarono pesanti metodi di repressione come nel caso di Michele Serveto. Cattolici e Riformati inoltre furono altrettanto uniti nel perseguitare gli ebrei e nel tentativo di estirpare i culti popolari europei e la commistione tra magia e religione.

In particolare essi indirizzarono la propria attenzione al fenomeno della stregoneria , assai diffusa nel Cinquecento in molte regioni europee. Nel cosiddetto secolo di ferro infatti lEuropa , in particolare le zone montuose tra Francia , Svizzera e Germania , fu interessata dal fenomeno della caccia alle streghe. Tale fenomeno riguard anche lItalia , in particolare quella settentrionale , la Scozia , la penisola scandinava e la Polonia. Le istituzioni che realizzarono tali persecuzioni furono sia di carattere laico , quali i tribunali civili , sia di carattere religioso , quali lInquisizione romana , quella spagnola e i tribunali misti riformati si Ginevra. Per lungo tempo la Chiesa condann la credenza nelle streghe , ritenuta pura superstizione. Nel corso del Quattrocento per i vertici della Chiesa iniziarono a ritenere il culto delle streghe un pericoloso fenomeno sociale. Verso la fine del XV secolo due inquisitori tedeschi pubblicarono il Malleus maleficarum in cui erano scritti i modi grazie ai quali era possibile individuare le streghe e costringerle a confessare. I processi per stregoneria erano condotti con terribili metodi torturatori che inducevano gli imputati alla confessione anche nel caso in cui fossero stati innocenti. Vennero cos delineandosi le caratteristiche del culto , costruito pi che altro dagli inquisitori stessi piuttosto che dagli imputati : le streghe stringevano un patto con il Diavolo , acquisendo cos poteri sovrannaturali. Partecipavano a riti collettivi , detti sabba , in cui adoravano il male e compivano atti sacrileghi. Era presente inoltre , nei riti diabolici , una forte componente sessuofobica secondo la quale le streghe si accoppiavano con Satana. Inoltre , insieme alla sfrenatezza sessuale , vi era anche la profanazione dei gesti liturgici e ladorazione del male. Il maggior numero di condanne per stregoneria riguard le donne. Questo perch era alle donne che veniva richiesta la castit e , sul piano sociale , le donne , spesso vedove e anziane , erano pi esposte alla marginalizzazione e dunque pi facilmente attaccabili. Proprio lalto numero di donne fra il totale delle streghe ha fatto pensare che il fenomeno della caccia alle streghe sia stato uno scontro tra il potere femminile e il potere maschile. I culti di stregoneria derivavano probabilmente da antichi culti agrari pre-cristiani ; per questo motivo il fenomeno della caccia alle streghe fu pi imponente nelle regioni rurali dEuropa. Le persecuzioni alle streghe terminarono quando si esaur il contesto socio-religioso in cui ebbero inizio : alla fine del Seicento infatti le persecuzioni dottrinale della Chiesa terminarono e con esse anche la caccia alle streghe. importante sottolineare per che la fine della caccia alle streghe si differenzia dal termine dei processi per stregoneria , conclusisi solo intorno al 1780 : infatti nel 1782 in Svizzera si svolse quello che ritenuto lultimo processo per stregoneria ; una donna accusa di esse re una strega e di aver ucciso , con le sue pratiche magiche , un bambino fu condannata per omicidio e non per stregoneria ; ci testimonia che il concetto di magia-stregoneria era oramai decaduto. Il fenomeno persecutorio nei confronti delle presunte fattucchiere inoltre , che ebbe ondate diverse nelle diverse regioni europee , termin prima in quei paesi dove le vecchie istituzioni politicoreligiose crollarono per prima , come per esempio in Olanda.

CAPITOLO VII : IL SECOLO DI FERRO , VITTORIE E SCONFITTE DELLE MONARCHIE EUROPEE


Il periodo storico che va dalla pace di Cateau-Cambresis (1559) alla pace di Westfalia (1648) caratterizzato dallo scoppio , in numerosi stati europei , delle cosiddette guerre di religione e di vari conflitti internazionali. Allinterno di questo secolo , met cinquecento/met seicento possibile distinguere due periodi storici con differenti caratteristiche : il primo , compreso nella seconda met del Cinquecento , caratterizzato dallo scontro tra Spagna e Inghilterra ; il secondo , compreso fra il 1618 e il 1648 , caratterizzato dalla Guerra dei Trentanni. Questo periodo , lungo pressoch un secolo , stato definito dagli storici secolo di ferro a causa degli aspri conflitti fra le varie potenze europee. In questo secolo i principali paesi nello scacchiere politico internazionale sono lInghilterra , la Spagna e la Germania. La Francia era momentaneamente fuori dal giro delle grandi potenze poich era attraversata da violente guerre di religione che la indebolirono notevolmente sia sul piano economico sia sul piano politico. In campo religioso il secolo di ferro caratterizzato dalla Controriforma e dallirrigidimento dellortodossia. LE GUERRE DI RELIGIONE IN FRANCIA A partire dal 1535 il calvinismo si diffuse rapidamente anche in Francia. Questo rapido sviluppo delle dottrine riformate fece mutare latteggiamento del sovrano Francesco I che , agli inizi degli anni Quaranta , abbandon le proprie posizioni tolleranti e inizi un processo di irrigidimento dellortodossia , chiedendo , in primo luogo , alla Sorbona di compilare 26 articoli di fede da opporre ai riformati e stilando , in secondo luogo , un proprio elenco dei libri proibiti. La repressione religiosa dei riformati e delle eresie fu affidata ai magistrati laici del Parlamento. Morto Francesco I , sal al trono francese Enrico II il quale intensific la lotta alle eresie al punto che lo stesso Parlamento parigino fu definito camera ardente per lalto numero di condannati al rogo. Nel 1559 in un torneo cavalleresco Enrico II mor e al potere gli successe il figlio minorenne Francesco II. In questo periodo il clima sociale era assai difficoltoso e la monarchia francese risultava essere in crisi : infatti la prematura scomparsa di Enrico II fece si che al trono francese salissero sovrani giovani ed inesperti. Cos la politica della monarchia francese fu stabilita dalla vedova del re , Caterina de Medici , madre dei tre figli di Enrico II che si susseguirono rapidamente al potere in un breve arco di tempo. In questa situazione gli ugonotti , ossia i riformati francesi , riunirono il primo sinodo della Chiesa calvinista. Nel 1560 essi chiesero inoltre al re la concessione della libert religiosa.

Contemporaneamente allindebolimento del potere monarchico , in Francia si stava rafforzando il potere delle varie famiglie nobiliari. Dunque i conflitti di religione inizialmente non furono veri e propri scontri confessionali ma anche e soprattutto scontri di potere fra i principali casati aristocratici francesi. Francesco di Guisa , duca di Lorena , che aveva approfittato della debolezza della corona per assumere il ruolo di guida politica , si schier contro qualsiasi concessione agli ugonotti. La famiglia dei Borbone aveva invece aderito alla riforma e sostenne apertamente gli ugonotti. Il primo accenno di ostilit fu per interrotto dalla morte del sedicenne re Francesco II ; al suo posto sal al trono il fratello minore , Carlo IX. In questo caso la reggenza fu ancora affidata alla regina madre Caterina de Medici che tuttavia a causa della sua autorit era vista malamente dal partito nobiliare. La politica di Caterina era caratterizzata da un atteggiamento marginale e pendolare nei confronti dei conflitti religiosi interni. Ella cerc di non intervenire mai massicciamente nei conflitti ed evit che uno dei due partiti , ugonotto e cattolico , si rafforzasse troppo ai danni della corona , in modo che il sovrano rimanesse sempre il garante supremo della giustizia e della pace. Nel frattempo la crescente diffusione del calvinismo a livello popolare stava creando tensioni sempre maggiori. Caterina cos , scegliendo di adottare una politica simile a quella di Carlo V , convoc una serie di colloqui di religione in cui protestanti e cattolici avrebbero potuto colmare le divergenze dottrinali. Tuttavia , cosi come era successo in Germania , tali colloqui fallirono sistematicamente. La reggenza decise dunque di adottare una misura di compromesso concedendo agli ugonotti la libert di culto ma al di fuori delle grandi citt. Ci provoc la dura reazione di Francesco di Guisa che nel 1562 diede lavvio alla guerra , massacrando un gruppo di ugonotti. Il conflitto di religione appena avviato divideva in due parti la societ francese : infatti sia il cattolicesimo sia il protestantesimo erano ampiamente diffusi in tutti gli strati sociali. Lostilit religiosa ebbe anche notevoli effetti nel campo della politica internazionale : Filippo II di Spagna si schier dalla parte dei cattolici mentre Elisabetta I dInghilterra si schier dalla parte degli ugonotti. Nel 1563 si concluse per la prima fase dei conflitti di religione : ci avvenne sia per la sconfitta militare dei protestanti sia per la morte dellesponente pi importante del partito cattolico , Francesco di Guisa. Cos nel 1563 fu emanato leditto di Amboise con il quale si ribadiva la concessione di una limitata libert di culto. La situazione tuttavia degener nuovamente e quello che in un primo momento era essenzialmente un conflitto nobiliare si trasform in una cruenta guerra di religione che coinvolse strati crescenti della popolazione. Il fratello pi giovane del re aveva nel frattempo aderito al partito cattolico e la reggente Caterina de Medici era sempre pi spinta a risolvere il conflitto in modo autoritario , ispirandosi alla politica spagnola nei Paesi Bassi. Inoltre le ostilit avevano preso sempre pi il carattere di una rivolta del potere ugonotto nei confronti della corona.

In questa situazione instabile due eventi risultarono particolarmente significativi : la strage nella notte di San Bartolomeo e la guerra dei tre Enrichi. Per quanto riguarda il primo evento , importante ricordare che lammiraglio Coligny , esponente illustre dei protestanti , aveva acquisito grande influenza a corte. Per festeggiare questa nuova situazione la sorella di Carlo IX re di Francia , Margherita di Valois , si spos con lugonotto Enrico di Borbone. Nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572 , notte di San Bartolomeo , gli ugonotti riuniti alla corte di Parigi per festeggiare le nozze furono sterminati in maniera pianificata e sistematica. Le stragi tuttavia si allargarono a tutta la citt di Parigi e nei giorni seguenti in tutto il paese fu avviata una spietata caccia allugonotto. Il partito ugonotto sembrava cos definitivamente sconfitto ma le sue sorti furono risollevate grazie allelezione del fratello del re Carlo IX a re di Polonia. La seconda fase del conflitto termin e si riapr un periodo di relativa pace e liber di culto. Nel 1574 la morte di Carlo IX modific nuovamente lo scenario politico francese. Al trono sal lex re di Polonia e fratello del re defunto , Enrico III. Nel frattempo nel conflitto fra ugonotti e cattolici si era inserito un terzo partito , detto partito politico , che temeva lingerenza della Spagna e la prospettiva di una vera e propria guerra civile ; tale partito premeva per la stipulazione di una pace che sancisse la separazione tra sfera politica e sfera religiosa. In questo scenario la politica della corona mir a rafforzare il potere ugonotto , che era quasi del tutto scomparso in seguito al massacro della notte di San Bartolomeo. Il capo militare dellazione cattolica fu Enrico di Guisa , che aspirava apertamente alla corona francese. Per quanto riguarda laltro grande evento fondamentale , ossia la guerra dei tre Enrichi , essa apr la terza fase dei conflitti di religione. Tale scontro fu definito dei tre enrichi poich vide opporsi Enrico di Guisa , Enrico III ed Enrico di Borbone. I primi due protagonisti , il cattolico Enrico di Guisa e il re di Francia Enrico III , furono assassinati. Enrico di Borbone tuttavia , nonostante fosse il legittimo erede al trono , fu scomunicato dal pontefice romano poich era calvinista ; ci faceva dunque decade ogni diritto feudale e monarchico. Nel frattempo la citt di Parigi era insorta e le truppe spagnole stavano forzando i confini settentrionali. Proprio questa drammatica situazione e il conseguente aumento di potere del partito politico fecero si che lopinione pubblica aiutasse Enrico di Borbone al quale , dopo labiura al calvinismo , fu revocata la scomunica. Egli pot cos divenire , nel 1594 , re di Francia con il nome di Enrico IV di Borbone. Nel 1598 fu stipulata la pace di Vervins con gli spagnoli e fu emanato leditto di Nantes , ponendo cos fine a circa quarantanni di conflitti interni. Con leditto di Nantes si concedeva ai protestanti una limitata libert di culto che consisteva nella facolt di praticare la propria fede nelle citt francesi , escludendo per la citt Parigi e le varie corti locali. Ai protestanti francesi fu inoltre concesso luso di alcune piazzeforti , quali ad esempio La Rochelle , per difendersi da un eventuale futuro attacco del partito cattolico.

Questi due aspetti che costituivano leditto di Nantes furono revocati alcuni decenni dopo : Luigi XIV infatti revoc la limitata libert di culto mentre il cardinale Richelieu revoc la concessione delle piazzeforti. IL REGNO DI FILIPPO II E LA RIVOLTA DEI PAESI BASSI Filippo II , subentrato sul trono di Spagna in seguito allabdicazione nel 1556 del padre Carlo V , si differenziava dal suo predecessore per alcuni aspetti fondamentali. In primo luogo la rispettiva formazione culturale era estremamente diversa : Carlo V era fiammingo mentre Filippo II era castigliano. In secondo luogo diverso era anche il rapportarsi ai propri domini : Carlo V non aveva mai avuto una sede fisica , e per questo era stato definito re itinerante , mentre Filippo II fiss la propria residenza a Madrid nel celebre palazzo dellEscorial , e perci fu definito re stanziante. In terzo luogo Carlo V era stato affiancato nella propria gestione del potere da alcuni ministri che in alcune circostanze legiferavano in suo nome ; Filippo II invece era affiancato da numerosi collaboratori ma prendeva personalmente ogni decisione. In quarto luogo le notizie alla corte di Carlo V circolavano liberamente mentre Filippo II diffidava sempre di tutti i suoi collaboratori. Filippo II dunque , definito anche re burocrate , inizia ad edificare quello stato assoluto che si esplicher definitivamente nel corso del secolo successivo. I territori nei quali oper Filippo II furono i domini italiani , il ducato di Borgogna , le Fiandre , i regni spagnoli e le colonie americane. Dunque proprio per le caratteristiche dei suoi territori , egli orient subito la sua politica in una direzione fortemente religiosa. I mezzi di controllo religioso in mano a Filippo II furono gli uffici dell Inquisizione spagnola , molto potente e ben radicata. Tale istituzione mir soprattutto a controllare le attivit degli infedeli convertiti , i convertos , e si preoccup in misura marginale del dilagante fenomeno della caccia alle streghe. Linquisizione spagnola inoltre oper anche nei territori coloniali americani. importante ricordare inoltre che i vertici della Chiesa cattolica spagnola erano strettamente controllati dalla corona tramite il controllo delle elezioni delle cariche ecclesiastiche. Filippo II si preoccup anche di istituire un proprio indice dei libri proibiti. Si pu facilmente capire dunque quanto i vertici monarchici controllassero la vita religiosa. Proprio a causa di questo controllo cos serrato scoppi , durante il regno di Filippo II , una rivolta civile , promossa dai moriscos , ossia dai musulmani convertiti al cristianesimo. In un primo momento il sovrano spagnolo cerc di reprimere militarmente linsurrezione , ottenendo per scarsi successi ; cos in un secondo momento Filippo cerc di stroncare la forza dei moriscos trasferendoli forzatamente in diverse regioni spagnole. Unaltra rivolta molto importante che scoppi durante il regno di Filippo II fu quella delle Province Unite. Filippo II diresse la politica nelle Fiandre in due direzioni , una religiosa ed una amministrativa. In ambito religioso egli si preoccup di restaurare la forza della Chiesa Cattolica , reprimendo le altre confessioni e le eresie.

Filippo cerc inoltre di riformare le curie della Chiesa Cattolica olandese , entrando in contrasto con le famiglie aristocratiche fiamminghe : infatti nelle Fiandre le cariche ecclesiastiche spettavano per tradizione ai secondogeniti delle famiglie nobiliari locali. Filippo dunque riformando tale aspetto religioso ruppe in realt anche un importante equilibrio politico. Anche in questo caso la politica nelle province dellimpero spagnolo di Filippo II fu assai diversa rispetto a quella del padre : il primo infatti ebbe poca cura delle autonomie locali e dei domini periferici ; Carlo V invece , essendo inoltre di nascita fiamminga e di stampo medioevale , rispettava sia le Province Unite sia tutti i privilegi locali di matrice feudale. Filippo II inoltre combattendo leresie e la riforma entr in contrasto anche con una parte de lla popolazione minuta fiamminga poich il calvinismo e le altre correnti luterane erano penetrate anche in Olanda. In ambito amministrativo il sovrano spagnolo cerc di limitare il potere della nobilt olandese. Levento scatenante della rivolta dei Paesi Bassi spagnoli fu lavocazione a s da parte di Filippo II delle nomine delle cariche ecclesiastiche della Chiesa locale. La piccola e la grande nobilt fiamminga fecero fronte comune e costrinsero il sovrano spagnolo a desistere dal suo proposito di controllare le istituzioni cattoliche olandesi. Il sovrano iberico dunque arm un esercito e lo affid al duca di Alba ; questi , giunto a Bruxelles , istitu un tribunale speciale per combattere le eresie e la Riforma , condannando a morte tutti i luterani e i riformati in genere. I capi della rivolta tuttavia , fra cui il principe dOrange , riuscirono a scappare e si rifugiarono in Germania dove organizzarono la resistenza , alleandosi con gli ugonotti francesi , con la regina Elisabetta I dInghilterra e con alcuni principi riformati tedeschi. Lesercito spagnolo era il pi potente dEuropa ma la popolazione olandese avvi una cruenta guerriglia e riusc a bloccare lavanzata spagnola. I costi del conflitto erano altissimi e nel 1575 Filippo II fu costretto a dichiarare bancarotta. Lesercito di mercenari , quale era lesercito spagnolo del XVI secolo , si abbandon alle tradizionali forme di autofinanziamento , saccheggiando e depredando Anversa. Nel 1576 gli Stati Generali delle 17 province decisero di unirsi con Guglielmo dOrange e con gli altri ribelli per fronteggiare Filippo II. Fu firmata cos la pacificazione di Gand e la lega antispagnola riusc a bloccare lesercito reale spagnolo. Filippo II cambi allora strategia e invi nei Paesi Bassi il suo collaboratore Alessandro Farnese che riusc a far separare le province cattoliche del Sud da quelle protestanti del Nord. Le province meridionali si dichiararono fedeli alla corona spagnola mentre le 7 province settentrionali , fra cui lOlanda , continuarono il conflitto fino al 1581 quando proclamarono la loro indipendenza e affidarono a Guglielmo dOrange la carica di governatore. Nel 1609 , quando oramai Filippo II era morto , fu stipulata una tregua tra la Repubblica delle Province Unite e il regno spagnolo ; e solo nel 1648 lOlanda e la sua federazione di stati fu ufficialmente riconosciuta come organo sovrano ed indipendente.

LA POLITICA ESTERA DI FILIPPO II In politica estera il re di Spagna Filippo II si mosse in due ambiti distinti : quello mediterraneo , in cui erano presenti i turchi e le potenze barbaresche , e quello europeo , in particolare in Inghilterra e nelle Province Unite. Nel 1580 Filippo II invi il duca di Alba , suo stretto collaboratore , in Portogallo con lintento di annettere tale regione al regno di Spagna : il Portogallo infatti stava attraversando una crisi dinastica poich il proprio re , Sebastiano , era morto in et giovanile mentre cercava di riconquistare il Marocco in una sorta di moderna crociata. Non avendo discendenti diretti lasci dunque il trono vacante. Filippo II dunque approfitt di tale situazione e annesse al suo regno anche il Portogallo , sino alla fine degli Quaranta del Seicento quando il regno portoghese riacquist la propria autonomia. In politica estera tuttavia il regno di Filippo II fu caratterizzato dallo scontro con lInghilterra di Elisabetta I. La divisione religiosa che interessava i grandi regni continentali si present , nel corso di tutto il Cinquecento , anche in Inghilterra. Nel 1559 a Maria Tudor , figlia del re Enrico VIII e di Caterina dAragona , successe Elisabetta I , figlia del re Enrico VIII e di Anna Bolena , acuta donna di corte. Il breve regno di Maria Tudor era stato caratterizzato dallinfluenza crescente che stava acquis tando la fede cattolica , contrariamente a quanto era successo nel precedente regno di Edoardo VI. Con lascesa al trono di Elisabetta I la situazione cambi radicalmente : il partito cattolico perse il proprio potere a discapito del partito protestante : la regina infatti era una convinta anglicana. Elisabetta cerc tuttavia di trovare un compromesso tra le due anime della nazione e cerc di evitare a tutti i costi lo scontro aperto tra cattolici e luterani. Proprio per questo obiettivo la regina eman lAtto di Supremazia con il quale si proclamava reggente suprema della Chiesa dInghilterra e lAtto di Uniformit con il quale approvava il Book of common prayer , un testo liturgico di compromesso tra le posizioni calviniste pi radicali e la tradizione sacra cattolica. Tuttavia tali atti scontentarono sia i protestanti pi rigorosi sia i cattolici. Si crearono cos movimenti cattolici segreti che avevano come obiettivo il rovesciamento stesso della regina. Tali movimenti clandestini acquistarono nuova forza quando nel 1568 Maria Stuart , regina di Scozia , giunse in Inghilterra cacciata dagli scozzesi in quanto donna e di fede cattolica. Nel 1569 il partito cattolico guidato da Maria Stuart organizz un tentativo di colpo di stato che tuttavia fall. Il fallimento del golpe tuttavia non blocc i tentativi insurrezione che si arrestarono nel 1587 quando Maria Stuart fu condannata a morte. Elisabetta I dunque , pur non volendo , fu costretta da questi eventi interni a schierarsi in campo religioso. Per questa ragione nel 1584 lInghilterra appoggi Enrico di Borbone in Francia , contrastando cos il potere della lega cattolica francese sostenuta da Filippo II. Elisabetta I inoltre sostenne economicamente e militarmente la rivolta delle Province Unite contro la Spagna. Dunque la linea prudente in politica estera da parte Elisabetta I fu abbandonata e la corona inglese inizi a sostenere sia lespansionismo nellAmerica settentrionale sia le imprese piratesche ai danni delle navi spagnoli.

La reazione spagnola tuttavia non tard e nel 1588 l Invincibile Armada composta da circa 130 navi salp dalla Spagna alla volta dellInghilterra. La corte spagnola prepar diverse strategie dattacco , alcune delle quali furono intenzionalmente fatte arrivare alla regina Elisabetta I ; il piano adottato prevedeva la risalita dellAtlantico sino allo stretto della Manica e il ricongiungimento tra le navi spagnole e le truppe dellalleato duca di Parma , stanziate nelle Province Unite del Sud , per dare maggior forze di terra allinvasione di Filippo II. Tale ricongiungimento non avvenne e sia le cattive condizioni climatiche sia lartiglieria a lunga gittata delle navi iberiche fecero si che la spedizione spagnole si risolvesse in una catastrofe. In campo economico e fiscale Elisabetta I , approfittando del momentaneo rallentamento dellinflazione , ripristin il valore originario della moneta. Nel periodo del regno di Elisabetta I sia la guerra contro la Spagna sia la repressione delle rivolte irlandesi sia il mantenimento della pace in tutti i nuovi territori sottomessi misero sottopressione il sistema fiscale nazionale ma favorirono la nascita di un moderno e potente esercito non pi fondato sulla leva feudale bens sullarruolamento da parte della corona. Durante il periodo elisabettiano in Inghilterra si attuarono non solo trasformazioni militari e fiscali ma anche sociali ed economiche. A livello sociale linflazione erose il potere dacquisto dei salari e molti lavoratori si trovarono cos in situazioni di povert estrema , accrescendo i fenomeni di vagabondaggio e di mendicit. Ci produsse di conseguenza una crescente inquietudine nelle classi pi abbienti. Per arginare il problema del pauperismo venne varata la Poor Law e altre leggi contro la stregoneria e il vagabondaggio. Lapplicazione pratica di tale provvedimenti spettava per alle autonomie locali che accrebbero il loro potere. A livello economico si assistette al fenomeno dellenclousers per cui i signori feudali iniziarono a recuperare una parte dei terreni tradizionalmente concessi in uso ai contadini. Inoltre si assistette anche ad uno sviluppo dellindustria manifatturiera locale sia a causa dellaumento della popolazione sia a causa della crisi delle manifatture italiane. Tale espansione commerciale fu accompagnata dallistituzione di nuove compagnie commerciali che si dotarono di unefficace sistema di difesa contro gli attacchi dei pirati e dei nemici. In questo modo le compagnie commerciali private esercitavano funzioni tipiche del potere pubblico ed in cambio versavano un parte dei loro guadagni alla corona inglese.

CAPITOLO VIII : LA GUERRA DEI TRENTANNI


La pacificazione di Augusta del 1555 aveva posto fine alle guerre di religione in Germania , ma la questione delluniformit religiosa era tuttaltro che risolta. Inoltre nonostante i termini dellaccordo di Augusta fossero precisi , esso non riusc a porre fine n alla penetrazione del luteranesimo n alla secolarizzazione dei beni ecclesiastici. Il clima di distensione fra le due anime del cristianesimo dur solo pochi anni , sino al 1575 , quando vi fu un irrigidimento dellortodossia da parte dei cattolici e da parte dei riformati , soprattutto calvinisti. Nel frattempo in questa situazione le dottrine di Calvino iniziarono ad essere conosciute massicciamente anche in Germania e lelettore del Palatinato si convert alla nuova religione : cos intorno alla propria corte e alluniversit di Heidelberg si cre il principale centro spirituale e politico del calvinismo tedesco. Le tensioni politiche derivanti dallinasprimento della regola religiosa si manifestarono concretamente nel 1608 quando i protestanti tedeschi diedero vita ad unalleanza militare denominata Unione Evangelica cui fu contrapposta , da parte dei cattolici , la Lega Cattolica. Anche a livello imperiale si ebbe un crescente aumento di tensione. Massimiliano II aveva posto come principale obiettivo della propria politica la pacificazione religiosa e per questo motivo concesse una serie di privilegi ai protestanti. Suo figlio Rodolfo II , cresciuto nel clima controriformista , cerc di revocare tali concessioni anche se in un secondo momento , soprattutto quando divenne re di Boemia , dovette trattare con la nobilt protestante. Il regno di Boemia , uno dei sette elettorati imperiali , era divenuto un possesso ereditario degli Asburgo ed aveva conservato , insieme al trono reale , anche una forte e potente assemblea rappresentativa. In questa regione orientale dellimpero inoltre la penetrazione del protestantesimo fu aiutata dalla vicinanza dottrinaria con la tradizione locale hussita. I contrasti tra lex re di Boemia , divenuto imperatore nel 1576 , Rodolfo II e la nobilt boema protestante furono frequenti e fu cos che nel 1609 limperatore fu costretto ad emanare la Lettera di Maest con la quale si riconosceva ai protestanti una certa libert di professare la propria fede. Nel 1612 , quando venne eletto imperatore il fratello di Rodolfo II , ossia Mattia II , e nel 1617 , quando sul trono di Boemia sal Ferdinando dAsburgo , intransigente cattolico destinato al soglio imperiale , la situazione politico-religiosa dellimpero collass : i due avviarono unazione congiunta a livello locale e a livello nazionale di rafforzamento del cattolicesimo ai danni del protestantesimo. Cos nel 1618 , proprio a causa del senso di legalit violata , un gruppo di nobili boemi assalt il castello di Praga , sede dei funzionari asburgici , condann a morte i presenti e li gett fuori dalla finestra. Questo episodio , noto come defenestrazione di Praga , considerato linizio di una delle guerre pi devastanti dellet moderna : la Guerra dei Trentanni. Questo conflitto interess molte potenze europee anche se vi furono alcune realt che furono coinvolte marginalmente o non furono coinvolte affatto in tale scontro , quali le Province Unite e lInghilterra.

La Guerra dei Trentanni si intreccia sia con lascesa della Francia e con la decadenza della Spagna sia con le divisioni interne dellimpero tedesco. Poco dopo la defenestrazione di Praga , la Dieta del regno di Boemia elesse come proprio re Federico V del Palatinato , capo dellUnione evangelica. A fianco dellimperatore Ferdinando II dAsburgo si schier la Lega Cattolica guidata da Massimiliano di Baviera. Si giunse cos alla prima vera e propria fase del conflitto denominata fase boemo-palatina che vide opporsi le truppe imperiali alle truppe dellalleanza tra il regno di Boemia e lelettorato del Palatinato. Le truppe imperiali , vincendo la battaglia campale del 1620 della Montagna Bianca , bloccarono le forze boemo-palatine e avviarono una feroce ricattolicizzazione e tedeschizzazione della Boemia. Nel frattempo a fianco dellimpero asburgico era scesa in guerra anche la Spagna. Gli alleati cattolici cos invasero il Palatinato e Federico V fu privato del titolo di principe elettore che pass a Massimiliano di Baviera. Lintervento spagnolo e laggressiva politica di Ferdinando II spinsero gli stati europei vicini a schierarsi nel conflitto ; la Repubblica delle Province Unite , ancora non ufficialmente riconosciuta dalla Spagna , si alle con lInghilterra e con Federico V del Palatinato e spinse la Danimarca di Cristiano IV a prendere attivamente parte alla guerra. Si apr cos la seconda fase , denominata fase danese , che vide la sconfitta delle truppe danesi nel 1629 ad opera dellesercito imperiale guidato dal generale Tilli e dellesercito personale del capitano di ventura von Wallenstein. Wallenstein fu uno dei pi stretti collaboratori dellimperatore Ferdinando II ; egli si distinse essenzialmente dallaltro grande personaggio imperiale , il generale Tilli , per il fatto che il primo era a capo di un esercito personale messo a disposizione dellimperatore mentre il secondo comandava militarmente lesercito imperiale che era per di propriet dellimperatore stesso. Ferdinando II , fiero del successo ottenuto con i danesi , decise di riaffermare il potere imperiale sui principi locali. In primo luogo concesse al suo consigliere von Wallenstein il ducato di Mecleburgo , non rispettando le regole dinastiche. In secondo luogo limperatore eman nel 1629 leditto di restituzione con il quale disponeva che tutto il patrimonio della Chiesa secolarizzato dopo il 1552 fosse restituito alle curie locali. Tale provvedimento , emanato senza il consenso della Dieta , sconvolse i diritti di propriet definitisi nellarco di circa 80 anni ; esso produsse anche le accese proteste dei principi locali , cattolici e protestanti , che si unirono contrastando con ogni mezzo il potere imperiale. Nel frattempo il cardinale Richelieu , primo ministro francese indusse la Svezia ad entrare in guerra ; in effetti la guerra in Germania aveva prodotto un rafforzamento dellindustria siderurgica svedese. Lesercito inoltre era moderno ed efficiente e comandato personalmente dal carismatico re Gustavo Adolfo. Cos nel 1630 le truppe svedesi , alleatesi con i rivoltosi elettori di Sassonia e di Brandeburgo , i quali non avevano tollerato la prepotente politica imperiale , diedero il via alla terza fase del conflitto , denominata svedese , conquistando , seppur perdendo in battaglia il proprio re , la Baviera , il Palatinato , lAssia e il Luneburgo. Le sorti della guerra furono cos rovesciate ; tuttavia il dilagare degli eserciti mercenari nei propri territori spinse i principi locali a stipulare con limperatore la pace di Praga.

Limpero reag a questa sconfitta giustiziando von Wallenstein , simbolo del potere dellimperatore ; egli fu accusato di trattare con il nemico e di aspirare al trono imperiale e perci fu assassinato. Luccisione del generale Wallenstein , cos potente ed abile , rappresenta un simbolo della debolezza della Germania. La pace ristabilita tra i principi e limperatore indusse la Francia ad entrare direttamente in guerra aprendo cos la quarta fase del conflitto , denominata fase francese. Le battaglie campali divennero pi frequenti e la guerra si intensific ; i ritmi divennero cos insostenibili che le due parti cercarono pi volte lintesa che fu raggiunta nel 1648 con la pace di Westfalia. A Munster fu firmato il trattato tra Ferdinando III , Mazzarino e i principi cattolici mentre ad Osnabruck fu stipulata la pace tra i plenipotenziari imperiali , i rappresentanti francesi e i principi protestanti. La pace di Westfalia risolse il conflitto religioso , il conflitto politico e il conflitto internazionale. Sul piano religioso furono riaffermati i punti della pacificazione di Augusta : in primo luogo fu ribadito il principio di territorialit anche se venne introdotta la clausola IUS TOLLERANDI secondo la quale il principe locale imponeva la propria religione ai suoi sudditi ma poteva anche decidere di tollerare altri culti in forma privata. In terzo luogo come anno del condono per la secolarizzazione fu scelto il 1624 e la Chiesa rinunci a rivendicare quanto aveva perso negli anni precedenti. Sul piano politico , limperatore riconobbe piena indipendenza , persino in politica estera , ai principi locali dichiarati sovrani allinterno del proprio territorio. Questo aspetto contribu ancora di pi alla frammentazione politica dellimpero. Sul piano internazionale , la Repubblica delle Province Unite fu ufficialmente riconosciuta dalla Spagna ; la Francia acquis ufficialmente i tre vescovati renani , quello di Metz , di Toul e di Verdun , ed entr in possesso dellAlsazia ; la Svezia ottenne importanti territori strategici che gli permisero il controllo e il predominio commerciale sul Baltico , terminato solo durante il regno di Pietro il Grande che vi impose la potenza russa. La pace di Westfalia pose fine al secolo di ferro e alle cosiddette guerre di religione anche se lasci aperto il contenzioso tra Spagna e Francia. La Germania usc da questo conflitto devastata , con la propria popolazione ridotta di circa il 50%. Questo vuoto demografico produsse anche un inasprimento dei rapporti tra i contadini e signori feudali , comportando anche un grosso peggioramento della condizione giuridica degli agricoltori.

CAPITOLO IX : LA SPAGNA DI OLIVARES


La Guerra dei Trentanni era scoppiata nei territori dellimpero tedesco ma si era subito trasformata in guerra europea coinvolgendo progressivamente Francia e Spagna. Nei primi anni del Seicento in entrambe le nazioni si stava assistendo alledificazion e dello Stato assolutistico. In Spagna tale tentativo ebbe tuttavia esiti sfavorevoli , avviando cos la decadenza della potenza spagnola. Con il termine decadenza si intende la rottura degli equilibri cinquecenteschi che avevano costituito la potenza dellimpero iberico. Le cause di questa decadenza furono molteplici : in primo luogo la sconfitta del 1588 dellInvincibile Armada che pose definitivamente fine al tentativo spagnolo di conquista dellInghilterra. In secondo luogo la risoluzione del problema dei moriscos i quali furono cacciati dalla Spagna nel 1609 ; ci produsse un grosso deficit di forza lavoro : infatti essi erano attivamente impegnati nel commercio e nellartigianato nazionale. La cacciata dei moriscos si ricollega direttamente allespulsione degli ugonotti in Francia ad opera di Luigi XIV , generando anche in quel caso una crisi economica nazionale. Tuttavia la decadenza della Spagna non solo imputabile allespulsione dei musulmani convertiti ma anche allesaurimento delle riserve auree dellAmerica Latina. Inoltre queste ricchezze non vennero mai investite nelle attivit commerciali ed artigianali e spesso loro americano transitava dalla Spagna per finire poi in Olanda da cui il regno spagnolo importava quasi tutta la domanda interna di manifatture. Morto Filippo II , nel 1598 gli succedette il figlio che assunse il nome di Filippo III. Il regno di questo sovrano fu caratterizzato da un certo immobilismo , eccetto che per la cacciata dei moriscos. Anche il fronte delle Province Unite fu momentaneamente chiuso per circa dodici anni. Filippo III si distinse dal proprio predecessore anche per essere stato affiancato nellesercizio del proprio potere da una sorta di primo ministro , un favorito , figura del tutto assente nel regno di Filippo II. Filippo III scelse come proprio favorito il duca di Lerma che attu alla perfezione la politica pacifista e immobilista voluta dal sovrano. Tuttavia lopposizione delle fazioni interne alla nobilt fecero cadere il duca , per solo pochi anni prima della morte del re , avvenuta nel 1621. Al trono sal cos Filippo IV il quale scelse come primo ministro il conte-duca di Olivares Gaspar de Guzman che orient la politica spagnola dal 1621 al 1643. Olivares era un riformatore e tent di istaurare in Spagna una forma di assolutismo monarchico. Egli era anche un convinto sostenitore di una politica estera aggressiva , di stampo imperialistico. In primo luogo Olivares diresse la propria attenzione al risanamento delle finanze pubbliche. Per realizzare tale scopo egli cerc di ridurre gli sprechi della vita pubblica e cerc di avviare una politica di redistribuzione del carico fiscale allinterno del regno spagnolo : infatti ogni regione del regno versava al sovrano una somma diversa , con la maggior parte del carico riposto sulla Castiglia. I progetti di risanamento economico tuttavia non ebbero esito favorevole anche perch

tale linea politica era in forte contrasto con il concetto di una politica estera imperialistica , assai dispendiosa. Lappoggio dato allimperatore contro i protestanti e lintervento in Italia per contrastare una successione francese al ducato di Mantova indebolirono notevolmente le precarie finanze pubbliche. La corona fu dunque costretta a cercare nuove entrate imponendo nuove tasse. Questo fatto produsse , negli anni Quaranta , unondata di rivolte in diverse parti del regno. Nel 1640 scoppi la rivolta in Catalogna dove lacquartieramento delle truppe francesi ai confini e linasprimento del carico fiscale fecero aumentare il dissenso popolare. La Catalogna decise cos di costituire una repubblica indipendente che resistette sino al 1652 quando lesperienza separatista fu repressa con un aspro conflitto. Nello stesso 1640 anche il Portogallo si ribell al potere reale e cerc di recuperare la propria indipendenza persa nel 1580. Tale rivolta ebbe esiti positivi e il regno del Portogallo riacquis la propria autonomia politica ed amministrativa. Nel 1647 , quando Olivares era gi stato esiliato da Madrid , scoppiarono due rivolte nei domini spagnoli in Italia e precisamente nel regno di Napoli e a Palermo. La rivolta del regno di Napoli , che ebbe come simbolo il celebre pescivendolo Masaniello , nacque nella capitale partenopea per poi estendersi in breve tempo in tutto il viceregno. Carlo V fu il primo sovrano ad opporre alla nobilt napoletana un forte potere centrale. Questo aspetto verr meno nella seconda met del Cinquecento e nel corso del Seicento : il governo di Madrid infatti stipul un accordo con la nobilt locale secondo il quale questultima si impegnava a versare una certa somma di denaro al regno di Spagna con metodi di raccolta arbitrari ; ci produsse un aumento della pressione fiscale sul popolo napoletano. Dunque in un primo momento la rivolta di Napoli nacque come rivolta antifiscale per trasformarsi poi in un conflitto antibaronale che vide lunione della borghesia napoletana con il popolo. Questo fronte unico sar un aspetto del tutto inedito nella storia del Mezzogiorno italiano poich non si verificher in nessuna altra occasione che il ceto imprenditoriale si unisse al popolo minuto. Nellottobre 1647 fu istituita a Napoli una repubblica che nella primavera 1648 venne per abbattuta. Lesito nefasto di questo scontro fu dovuto alla riconciliazione fra la nobilt napoletana e le istituzioni iberiche. Questa rivolta inoltre produsse nel regno di Napoli una certa stagnazione politico-istituzionale. Dunque possibile affermare che il disegno assolutistico del conte-duca di Olivares culmin in una serie di rivolte che indebolirono la potenza spagnola. Vi fu dunque un sostanziale fallimento del progetto politico di Olivares dovuto principalmente allostilit che nutrivano le cortes nei confronti delle idee del primo ministro spagnolo ; ed essendo la Spagna secentesca una realt molto composita e frammentaria Olivares non riusc ad imporre la propria volont politica alle varie regioni iberiche.

CAPITOLO X : LA FRANCIA DI RICHELIEU


Pressappoco nello stesso periodo in cui il conte-duca di Olivares cercava di attuare il proprio disegno politico , in Francia la scena politica era occupata da un personaggio molto simile , il cardinale Richelieu. Nel 1610 il re di Francia Enrico IV fu assassinato da un fanatico cattolico. Il breve ma intenso regno di questo monarca fu molto importante per il riconsolidamento della potenza francese. In primo luogo Enrico IV riassest le finanze del regno , devastate da mezzo secolo di conflitti religiosi , riducendo la taglia , ossia limposta sulleredit fondiaria , e introducendo la paulette , una tassa che permetteva di rendere ereditari gli incarichi pubblici. In secondo luogo Enrico IV cerc di dividere la nobilt francese , compiendo una netta distinzione tra la cosiddetta nobilt di spada , ossia quella di sangue , e la cosiddetta nobilt di toga , ossia quella acquisita. La nobilt di toga veniva acquisita pagando proprio la paulette : dunque con questa tassa lincarico pubblico diveniva ereditario e la famiglia che gestiva tale incarico acquisiva anche un titolo nobiliare. La politica di Enrico IV fu interrotta bruscamente dal suo assassinio. Al suo posto sal al trono Luigi XIII che , a causa della sua giovane et fu affiancato dalla madre e seconda moglie di Enrico IV , Maria de Medici , che assunse la reggenza. Il potere monarchico era cos nuovamente in crisi e la nobilt cerc di approfittarne chiedendo ed ottenendo la convocazione degli Stati Generali nel 1614. La stessa nobilt fu per incapace di concretizzare le proprie rivendicazioni politiche ed economiche. In questo clima dunque il giovanissimo re Luigi XIII decise di affiancare a s un primo ministro ; egli scelse per questo ruolo il cardinale Richelieu , il quale inizi il proprio incarico nel 1624. Gli obiettivi politici del cardinale Richelieu erano il consolidamento del potere reale e il rafforzamento sul piano internazionale della Francia. In primo luogo egli cerc di eliminare tutti quei poteri indipendenti dal sovrano quali erano gli ugonotti e i governatori locali. Riguardo agli ugonotti , Richelieu revoc la parte delleditto di Nantes relativa alla concessione delle piazzeforti ed eman leditto di grazia con il quale si ribadiva la limitata libert di culto espressa dallaltra clausola del decreto emanato da Enrico IV nel 1598. Si preoccup dunque di espugnare tutte le piazzeforti , lultima delle quali a cadere fu quella de La Rochelle nel 1628 dopo un lunghissimo assedio. Riguardo ai governatori locali , in primo luogo Richelieu blocc le rivendicazioni politiche di questi burocrati. In secondo luogo affianc a questi governatori esponenti della nobilt di toga francese , i cosiddetti intendenti , ossia funzionari pubblici nominati e revocati dal re , di estrazione borghese , che in un primo momento collaborarono con i governatori provinciali e in un secondo momento li sostituirono nella gestione delle finanze locali e della giustizia. In politica estera Richelieu si schier subito contro le potenze cattoliche temendo laccerchiamento della Francia in una morsa asburgico-spagnola.

Intervenne in Italia per ostacolare il congiungimento tra il Milanese spagnolo e lImpero asburgico attraverso la Valtellina e per difendere i diritti ereditari di un suddito del re di Francia nello Stato di Mantova e nello Stato del Monferrato. Il cardinale Richelieu inoltre evit , sino al 1635 , lentrata nella Guerra dei Trentanni della Francia e prefer finanziare i nemici dellImpero , in particolare la Svezia. Lo sviluppo dellapparato burocratico e la partecipazione diretta alla Guerra dei Trentanni richiesero unenorme sforzo economico , cui il primo ministro fece fronte grazie allaumento dellimposizione fiscale. Tale aumento della pressione fiscale , unito alla crescente invadenza degli intendenti regi , fece s che in molte citt si verificassero fenomeni di insubordinazione. La situazione precipit quando anche le campagne francesi si sollevarono contro laumento della taglia. Tra il 1635 e il 1637 una guerra contadina sconvolse , prima la Francia sud-occidentale e poi , nel 1639 , la Normandia. La repressione reale fu durissima e lordine fu temporaneamente ristabilito , anche se la tensione rimaneva altissima. Pochi anni dopo tale evento , nel 1642 , mor il cardinale Richelieu e , dopo pochi mesi la scomparsa del grande primo ministro francese , mor anche il re Luigi XIII , lasciando il trono in eredit allinfante Luigi XIV che allepoca aveva appena cinque anni. Anche in questo caso il sovrano fu affiancato da un primo ministro che fu il cardinale Mazzarino il quale continu la politica del predecessore Richelieu. Tuttavia durante il premierato di Mazzarino la Francia fu sconvolta da due gravissime guerre civili. Dal 1648 al 1653 scoppi la celebre fronda : in un primo momento i parlamentari di Parigi si rifiutarono di registrare leditto che introduceva una nuova tassa a carico della nobilt di toga ; in assenza degli Stati Generali infatti il Parlamento si sent autorizzato ad esaminare gli editti regi e a valutarne la correttezza istituzionale. Negli anni precedenti , Luigi XIII e il cardinale Richelieu erano sempre riusciti ad evitare uno scontro aperto con lassemblea rappresentativa di Parigi ; i tempi tuttavia erano cambiati e il potere monarchico era fortemente in crisi : il regno infatti era destinato ad una reggente e la Francia era amministrata da un primo ministro contestato fortemente sullonda dellentusiasmo della Rivoluzione inglese che proprio in quegli anni aveva deposto il legittimo sovrano. La fronda , detta parlamentare , in un secondo momento si trasform nella fronda dei principi poich anche gli aristocratici si unirono ai borghesi nella contestazione a Mazzarino. Alla fine le divisioni nobiliari e lambigua alleanza con la Spagna sciolsero il fronte unito contro il primo ministro francese. Cos il re , la reggente e lo stesso Mazzarino poterono ritornare a Parigi ed avviare la restaurazione monarchica. importante ricordare che nonostante tali fronde furono molto violente la Francia usc dalla gestione Richelieu-Mazzarino molto fortificata. La politica francese del Seicento , per molti aspetti simile a quella spagnola del conte-duca di Olivares , era riuscita nellintento di instaurare una forma di assolutismo. Ci fu dovuto principalmente grazie alla maggiore uniformit territoriale della Francia : grazie a tale aspetto infatti i governati francesi , Mazzarino e Richelieu , furono in grado di imporre le proprie decisioni politiche a tutta la nazione.

CAPITOLO XI : IL DISAGIO DELLABBONDANZA , LOLANDA DEL SEICENTO


Nel 1581 le sette province settentrionali dei Paesi Bassi dichiararono la propria indipendenza dal dominio spagnolo e costituirono una repubblica autonoma. La repubblica delle Province Unite , a livello istituzionale , era molto poco strutturata : infatti le diverse citt della repubblica godevano di ampia autonomia in moltissime questione di carattere sociale , politico ed economico. Queste citt , assai diverse tra loro per ricchezza , popolazione e cultura , erano governate da unassemblea locale detta Stati provinciali in cui si riunivano i rappresentanti della nobilt , del clero e della borghesia locali. Le numerose assemblee locali erano coordinate da unassemblea nazionale detta Stati Generali , simile per molti aspetti al Parlamento inglese e agli Stati Generali francesi. Questassemblea in realt aveva un potere limitato solo alla politica estera e alla ripartizione fiscale. Allinterno degli Stati Generali vi erano , oltre che esponenti del clero , della nobilt e della borghesia nazionali , i rappresentanti degli Stati Provinciali. Tutti i rappresentanti locali avevano un voto ciascuno ed ogni decisione importante doveva essere presa allunanimit. Nonostante questa teorica uguaglianza istituzionale , allinterno della Repubblica delle Province Unite lOlanda , la provincia pi ricca e potente , esercitava una sorta di egemonia culturale e politica. Accanto agli Stati Generali e Provinciali operavano anche altre due importanti figure istituzionali : lo stad-houder e il Gran Pensionario. Lo stad-houder aveva il compito di amministrare lesercito e il potere militare ; vi erano sia lo stadhouder generale , che gestiva lapparato militare a livello nazionale , sia gli stad-houder provinciali , che si occupavano del potere militare a livello locale. La carica di stad-houder generale era stata sempre ad appannaggio dellalta nobilt e in particolare della famiglia degli Orange. Il Gran Pensionario invece aveva il ruolo di simboleggiare il potere nazionale e la Repubblica. Tale figura era tradizionalmente legata al ceto borghese e mercantile. Tra queste due istituzioni non vi erano soltanto differenze politiche bens anche religiose , sociali ed economiche. La famiglia degli Orange , che controllava la figura dello Stad-Houder , voleva riprendere il conflitto contro la Spagna mentre il ceto mercantile , che controllava la figura del Gran Pensionario , affermava la necessit di rinnovare la pace iberico-fiamminga. In secondo luogo , in seguito alla disputa dottrinaria intorno alla predestinazione avviata dai teologi calvinisti Gomar e Arminio , che apr una spaccatura in seno al calvinismo fiammingo , lo StadHouder si schier dalla parte degli arminiani mentre il Gran Pensionario dalla parte dei gomaristi. Questa divisione interna alla Repubblica delle Province Unite tra lalta nobilt e i ceti borghesi sfoci in una rivolta , detta di Oldenbarneveldt , che scoppi nel 1618 e termin nel 1620. Il Gran Pensionario van Oldenbarneveldt si oppose alla decisione dello Stad-Houder generale Maurizio dOrange di riaprire le ostilit contro la Spagna.

Ne segu uno scontro armato che vide il successo dello Stad-Houder e larresto e luccisione di van Oldenbarneveldt. In seguito gli esponenti gomaristi furono epurati dai governi locali ; tale strategia di repressione tuttavia fu poi abbandonata e si prefer adottare una linea di parziale tolleranza. In politica estera il successo di Maurizio dOrange si tradusse con lannullamento nel 1621 della tregua con la Spagna , che durava oramai da dodici anni. LO SVILUPPO COMMERCIALE Dalla rivolta di Oldenbarneveldt i Paesi Bassi ne uscirono rafforzati e conobbero un periodo di poderoso sviluppo economico e commerciale. A livello commerciale le Province Unite si erano specializzate nel commercio marittimo e nel corso dei decenni avevano acquisito un ruolo via via crescente. Inoltre il fatto di essere inserite nellorbita del regno spagnolo aveva costituito un grosso vantaggio : infatti i prodotti coloniali che giungevano in Spagna venivano poi dirottati nelle Fiandre dove venivano lavorati e distribuiti in tutta lEuropa Centrale. Dopo il 1585 , quando Anversa fu riconquistata definitivamente dagli spagnoli , erano stati gli olandesi a prenderne il posto come tramite del commercio coloniale. Inizialmente il commercio olandese si svilupp nel mar Baltico e in seguito sia in America Latina , soppiantando gli spagnoli , sia nelle Indie orientali , sostituendo il Portogallo ; per riuscire a gestire i crescenti traffici commerciali in modo ottimale , nel 1602 dieci compagnie olandesi si fusero costituendo la Compagnia delle Indie Orientali. Il Gran Pensionario e gli Stati Generali svolsero un ruolo dominante e fondamentale nella costituzione della Compagnia , approvandone lo statuto interno e conferendogli il monopolio del commercio nellOceano indiano. La Compagnia era gestita da diciassette persone , elette dai sei stati provinciali che si accordarono per la costituzione dellassociazione. Tale Compagnia commerciale aveva inoltre un enorme potere politico e i territori che acquisivano erano di propriet dei commercianti privati e non dello Stato. Disponeva di una propria flotta ben armata ed equipaggiata e portava avanti una propria politica indipendente. Essa aveva anche il compito di nominare il governatore generale dellAsia che amministrava tale regione in nome della Repubblica delle Province Unite. Visto il successo di tale compagnia , nel 1621 fu istituita la Compagnia delle Indie Occidentali , la quale ebbe per fin da subito minor potere e minor fortuna. LO SVILUPPO FINANZIARIO Questa espansione commerciale fu sostenuta da un adeguato sistema finanziario. Sin dal Medioevo le citt mercantili dei Paesi Bassi avevano edificato una fitta ed efficiente rete bancaria. Inoltre ad Anversa si era stabilita una fiorente comunit di ebrei mercanti proveniente dalla Spagna. La riconquista spagnola delle Fiandre tuttavia costrinse questi ebrei a fuggire ad Amsterdam , dove potevano liberamente professare il proprio culto.

Insieme ad essi nella capitale olandese confluirono numerosi protestanti di diverse provenienze. Questa duplice immigrazione , che port in Olanda molti commercianti specializzati , fu determinante nella creazione nel 1613 della Borsa di Amsterdam , prima borsa della storia mondiale. Ci che caratterizzava questo istituto era lassoluta fluidit , pubblicit e libert delle operazioni. Oltre alla Borsa , anche il settore creditizio conobbe un rapido incremento. Anche in questo settore limmigrazione ebraico-protestante proveniente da Anversa e dal resto dEuropa apport grandi vantaggi. Il proliferare irregolare delle attivit bancarie indusse le autorit cittadine ad intervenire. In un primo momento si cerc di regolamentare il funzionamento delle attivit finanziarie e in seguito , nel 1609 , fu istituita una vera e propria banca pubblica , la Banca dei cambi di Amsterdam. Loperazione ebbe un enorme successo tanto che in numerose citt olandesi si aprirono filiali di banche pubbliche e in seguito tale modello fu esportato anche in alcune citt tedesche del Baltico. Tuttavia a causa del proprio regolamento interno la Banca dei cambi non poteva concedere prestiti cos nel 1614 essa fu affiancata da una Banca dei Prestiti. LO SVILUPPO INDUSTRIALE ED AGRICOLO Insieme al commercio e alle attivit bancarie , la Repubblica delle Province Unite conobbe , nel corso del Seicento , anche uno sviluppo del settore industriale. Ci produsse , di riflesso , anche un cambiamento nelle attivit agricole : la crescita dei centri urbani stimol la creazione di unagricoltura di stampo intensivo con prodotti alimentari appositamente destinati al mercato , e non allautoconsumo , quali pollame , burro , latte e formaggio. Gran parte di questa produzione agricola era gestita ed organizzata dalle donne. Nel secolo doro olandese anche listruzione generale e la tolleranza intellettuale subirono un rapido sviluppo , assumendo un ruolo fondamentale nello sviluppo socio-economico. Amsterdam divenne inoltre un importante centro tipografico in cui venivano pubblicate opere che nel resto dEuropa erano sottoposte alla censura statale e religiosa. LOlanda del Seicento fu caratterizzata anche da uno straordinario sviluppo infrastrutturale , estremamente regolamentato : Amsterdam infatti fu la prima citt europea ad avere un piano regolatore e a stabilire precise regole edilizie. Lo sviluppo industriale produsse anche una crescita dei consumi , non solo tra i nobili ma anche fra i borghesi. LA TOLLERANZA RELIGIOSA La Repubblica delle Province Unite accolse esuli da ogni paese , ospitando minoranze politiche , sette religiose e ebrei convertiti espulsi dalla penisola iberica. In seguito allo scontro tra arminiani e gomaristi si svilupp , in Olanda , un dibattito sulla separazione tra la Chiesa e lo Stato , da cui nacque la concezione che le idee e la religione non possono essere istituzionalizzate , represse o forzate.

Il clima sociale e politico nellOlanda del Seicento era estremamente favorevole alla diffusione di nuove idee e teorie ; proprio grazie a questa situazione in tale regione nacque una prima teorizzazione del diritto internazionale , ad opera del giurista Ugo Grozio , e della tolleranza religiosa , ad opera del filosofo Spinoza. LA PITTURA OLANDESE DEL SEICENTO Lo sviluppo della societ olandese produsse nel corso del Seicento anche il primato della scuola pittorica fiamminga in campo artistico grazie allopera di personaggi come Hals , Vermeer e Rembrandt. Questo incremento artistico gener anche lo sviluppo di uno stile pittorico originale ed innovativo. A causa della presenza massiccia della religione protestante non fu possibile sviluppare una pittura sacra poich il culto delle icone non era accettato. Cos gli artisti olandesi sostennero un nuovo genere di pittura , di stampo paesaggistico e ritrattistico. I ritratti dambiente conferivano unimmagine idealizzata delle virt morali degli olandesi. Inoltre la pittura , oltre che diffondersi a livello privato , divenne uno strumento di autocelebrazione a livello pubblico. Lo sviluppo colossale delle arti figurative modific anche lo status del pittore : infatti egli , grazie alla nascita dei mercati darte , fu svincolato dalla committenza e dalla relativa sudditanza psicologica ed economica nei confronti di un signore.

CAPITOLO XII : LA PRIMA RIVOLUZIONE INGLESE


Nel corso del Seicento lInghilterra fu scossa da due distinte ed importanti rivoluzioni. La prima rivoluzione , scoppiata nel 1640 , port al protettorato di Cromwell e alla successiva restaurazione monarchica. La seconda rivoluzione , scoppiata nel 1688-89 , port ad un reale cambiamento nellassetto istituzionale inglese , con laffermazione , stavolta definitiva , del parlamentarismo. Riguardo alla prima rivoluzione inglese sono state date , nel corso dei secoli , varie interpretazione tra cui le pi importanti sono quella liberale , quella economico-sociale e quella istituzionale. Linterpretazione liberale , sviluppata nel corso dellOttocento , vede la rivoluzione inglese come una rivolta per la libert , in particolare per ottenere la libert religiosa , e per questo motivo viene anche definita rivoluzione puritana. Linterpretazione economico-sociale invece , sviluppata nel corso del Novecento , pone lattenzione sulle grandi trasformazioni sociali che avevano preceduto lo scoppio della guerra civile : lo sviluppo economico aveva infatti emancipato un nuovo ceto sociale , quello mercantile , che cerc di opporsi agli antichi meccanismi della societ incentrata sullaristocrazia di stampo feudale. Lo storico inglese Hill consider questa rivoluzione come la prima vera e propria rivoluzione borghese riuscita , il primo di una lunga serie di scontri che scoppiarono in tutta Europa sia nel Settecento sia nellOttocento. In realt per la prima vera e propria rivoluzione borghese riuscita pu anche essere considerata la rivolta delle Fiandre contro il re spagnolo Filippo II. Linterpretazione istituzionale invece ritiene che la rivoluzione inglese del 1640 sia essenzialmente uno scontro istituzionale tra la monarchia e il Parlamento. Per comprendere al meglio i fatti della rivoluzione inglese del 1640 necessario analizzare la situazione politica , economica e religiosa dellInghilterra del primo Seicento. Nel 1603 mor Elisabetta I lasciando in eredit una nazione profondamente diversa dallInghilterra cinquecentesca. La politica religiosa di Elisabetta I era stata indirizzata ad appianare i diversi contrasti , cercando una sorta di compromesso fra le posizioni cattoliche e le posizioni protestanti ortodosse. Tale politica tuttavia produsse un forte malcontento sia tra i cattolici , insoddisfatti di una politica filo-anglicana , sia tra i protestanti pi intransigenti , ossia i puritani , che vedevano nel tentativo di Elisabetta una sorta di alleggerimento delle dottrine riformate. In secondo luogo Elisabetta I cerc di risolvere la questione scozzese : infatti la Scozia , alleatasi con la Francia , non accett il potere e legemonia inglese e si ribell. Al tempo la regina di Scozia era Maria Stuart , moglie del re di Francia Enrico II. Costretta a lasciare il trono scozzese cerc di rivendicare il trono inglese , vantando una discendenza con la famiglia Tudor. Maria Stuart per nel 1587 fu assassinata poich ritenuta colpevole di tradimento ai danni della regina inglese. Dunque possibile affermare che la situazione politica e sociale dellInghilterra dei primi anni del Seicento era molto turbolenta.

Il trono lasciato vacante dalla morte di Elisabetta I , non avendo ella eredi diretti , fu raccolto da Giacomo Stuart , re di Scozia , che nel 1603 divenne anche re di Inghilterra , unificando cos le due corone. I problemi principali che dovette immediatamente fronteggiare il nuovo sovrano furono il dissesto delle finanze pubbliche , a causa della guerra contro la Spagna e delle rivolte irlandesi , e la risoluzione del contrasto religioso tra cattolici e protestanti. In pi , essendo Giacomo I di origine scozzese , dovette guadagnarsi il favore della nazione e in primo luogo della nobilt. Per realizzare tale obiettivo Giacomo I concedette numerosi titoli e benefici , contrariamente a quanto aveva fatto Elisabetta I. Questazione produsse tuttavia leffetto contrario e i nobili inglesi si scontrarono fortemente con il re sia perch la sua condotta sviliva i titoli onorifici sia perch ben presto egli affid un grande potere ad un suo consigliere , il duca di Buckingham , suscitando gelosie e risentimenti. Riguardo alla questione fiscale invece secondo le teorie politiche del tempo il sovrano doveva far fronte alle spese correnti del regno attraverso le rendite del proprio patrimonio e ricorrere , solo in casi straordinari , ai sussidi votati dal Parlamento. Infine riguardo al problema religioso , essendo Giacomo I protestante , egli dovette difendersi sempre dalle congiure cattoliche ; inoltre essendo egli anche un sostenitore della struttura episcopale della Chiesa anglicana suscit il malcontento sia dei puritani sia degli scozzesi , i quali difendevano fortemente limpianto presbiteriano della Chiesa e attaccarono i vertici della chiesa inglese , accusandoli di eccessivo papismo. CARLO I E IL PARLAMENTO Gran parte dellopinione pubblica inglese sospettava dunque che il re Giacomo I , essendo un fautore della struttura episcopale della chiesa inglese , fosse cattolico e tentasse di restaurare tale fede in Inghilterra. Questi sospetti si acuirono quando nel 1625 sal al trono il figlio , Carlo I , che manifestava apertamente simpatie per la fede cattolica e che aveva sposato una principessa cattolica. Il regno di Carlo I per non fu caratterizzato solo dallo scontro con i puritani ma anche dal contrasto con il Parlamento. Nel 1628 il Parlamento , convocato da Carlo I per lemissione di un prestito forzoso , present al sovrano la cosiddetta Petizione del diritto , scritta dal giurista Coke , con la quale vennero affermati i diritti e le prerogative del Parlamento stesso. Il re , considerandola di scarsa importanza , la accett ma decise di non riconvocare pi lassemblea rappresentativa inglese per molto tempo. Nel frattempo il duca di Buckingham fu assassinato , facendo cos scomparire uno dei motivi di attrito tra il re e la nobilt inglese. Tuttavia Carlo I continu a preservare con la propria politica filo-papista ed anti-puritana i cattolici , riscontrando molti dissensi in molti strati sociali. Inoltre la scelta di non convocare pi il Parlamento comportava limpossibilit di ottenere un aumento delle entrate fiscali attraverso vie ordinarie.

Il re dunque per far fronte alle spese pubbliche decise di intensificare la vendita di monopoli e di ripristinare , senza lapprovazione del Parlamento , alcune tasse oramai decadute , contravvenendo alla tradizione politica inglese. In un primo momento queste misure suscitarono proteste isolate e di scarsa importanza , facendo credere che la politica di Carlo I fosse destinata al successo. La situazione tuttavia peggior quando il re decise di estendere anche in tempi di pace , rendendola cos ordinaria , la Ship Money , ossia la tassa sullarmamento delle navi. Un numero crescente di contribuenti decise di non pagare questa imposta ed altre tasse introdotte arbitrariamente dal sovrano. Carlo I allora reag istituendo organi speciali per giudicare gli evasori fiscali , quali la cosiddetta Camera Stellata. Il clima , gi assai teso , precipit quando Carlo I e il primate della Chiesa Inglese Laud decisero di estendere anche alla Scozia sia la struttura episcopale anglicana sia il Book of common prayer , testo liturgico anglicano assai lontano dallortodossia puritana. Gli scozzesi rifiutarono tale imposizione e minacciarono il regno inglese di separarsi da esso. Per reprimere la rivolta il re aveva bisogno di finanziamenti straordinari : cos nel 1640 decise di riconvocare , dopo 11 anni , il Parlamento. Tuttavia dopo poche settimane il sovrano ne sospese nuovamente i lavori , irritato dalle immediate rivendicazioni che il Parlamento , definito breve per la sua esigua durata , tent di imporgli. I rapporti con la Scozia per continuavano a peggiorare al punto che lesercito scozzese varc i confini inglesi e sconfisse le truppe reali , minacciando di invadere tutta lInghilterra. Verso novembre del 1640 Carlo I fu costretto cos a convocare nuovamente il Parlamento che rimase ininterrottamente in carica sino al 1660 e perci fu definito lungo. Allinterno del ventennio di vita del lungo parlamento si possono distinguere alcune diverse fasi ; la prima , dal 1640 al 1642 , vide la sconfitta della parte moderata dei consiglieri del re a favore della fazione pi intransigente. Lo scontro tra il sovrano e le due camere rappresentative divenne dunque sempre pi acuto : il Parlamento chiese labolizione di alcuni strumenti del potere arbitrario del sovrano quali lo Ship Money , tutte le altre tasse arbitrarie e i tribunali istituiti per la risoluzione dei casi di evasione fiscale. Le due camere chiesero inoltre la messa a morte con laccusa di tradimento del primo mi nistro del re , la convocazione triennale delle Camere stesse e il diritto da parte del Parlamento di controllare la scelta regia dei ministri. Nel frattempo Londra era attraversata da una forte crisi economica che semiparalizz la citt e in Irlanda era scoppiata una cruenta rivolta che indusse il re a chiedere il voto del Parlamento per un altro sussidio straordinario. Inoltre il malcontento popolare esplose apertamente generando una massiccia manifestazione contro la politica fiscale del re e contro larminianesimo. Tra il 1641 e il 1642 il Parlamento approv la cosiddetta Grande Rimostranza , un testo nel quale venivano ripercorsi i motivi di dissenso tra il re e il Parlamento , addossandone la colpa ai cattivi consiglieri di Carlo I. Poco dopo nuove agitazioni sconvolsero Londra ed il re decise di rispondere in maniera decisa : con il proprio esercito irruppe in Parlamento e cerc di arrestare alcuni deputati molto importanti ; loperazione fall e Londra si sollev costringendo il re a fuggire dalla citt.

Nei mesi successivi il Parlamento ed il re si organizzarono rispettivamente per armare un esercito efficiente ; i parlamentari si allearono con gli scozzesi ed affidarono la guida delle truppe a Olivier Cromwell , membro della Camera dei Comuni gi distintosi per le proprie abilit strategiche , che introdusse la riforma militare del new model army. Lesercito parlamentare si scontr formalmente con lesercito reale in due battaglie campali : la prima , nel 1644 , a Marston Moor ; la seconda , che vide la disfatta delle truppe di Carlo I , nel 1645 a Neseby. Il sovrano era sostanzialmente sostenuto dalla nobilt , anche se in realt non tutte le famiglie nobiliari lo aiutarono nella propria iniziativa contro lassemblea rappresentativa inglese ; il Parlamento invece era sostenuto da gran parte del ceto mercantile e da una parte del ceto artigiano. Il fronte parlamentare al suo interno risultava essere molto articolato : vi erano infatti diverse posizioni riguardo al problema religioso e a quello istituzionale. Per quanto riguarda la questione religiosa si possono individuare tre diverse posizioni : una posizione si richiamava al presbiterianesimo scozzese , molto simile al calvinismo ginevrino e allarminianesimo olandese , e teorizzava la sostituzione della Chiesa Anglicana con una Chiesa protestante maggiormente ortodossa e con un orientamento meno papista. Dunque i presbiteriani in sostanza volevano sostituire una chiesa di stato , quella anglicana , ad unaltra chiesa di Stato , quella presbiteriana. Una seconda posizione , molto pi radicale , era quella dei cosiddetti livellatori i quali proponevano invece unampia libert di culto rivolta a tutti i protestanti di ogni genere e a tutti i cattolici. Con tale teoria quindi per la prima volta la libert religiosa diviene tale in base alla libert delluomo e non pi legata ad un privilegio revocabile , come invece si instaur in Francia con leditto di Nantes , oppure legata alla figura del principe , come avvenne nel Sacro Romano Impero con la pace di Westfalia. Tra le posizioni delle due fazioni estreme si colloca lidea moderata della fazione dei cosiddetti indipendenti , facente capo a Cromwell ; essi ritenevano che lo Stato non dovesse intervenire su tematiche religiose ed imporre unidea o una fede specifica. La divisione allinterno dello schieramento parlamentare riguard anche le istituzioni da costruire nellInghilterra post-rivoluzionaria. Anche in questo caso vi furono tre diverse posizioni : quella dei presbiteriani che cercavano un modo per salvare listituzione monarchica. Su idee opposte si collocavano i livellatori i quali nel testo Il patto del popolo affermavano la necessit di trasformare lInghilterra in una repubblica modificandone le istituzioni : fu proposto di cancellare la Camera dei Lord e di far eleggere gli esponenti della Camera dei Comuni a tutti i cittadini maschi maggiorenni di nazionalit inglese. In una posizione centrista si collocavano Cromwell e i suoi indipendenti : anchessi sostenevano la cancellazione della Camera dei Lord ma erano contrari alla proposta di suffragio universale maschile ; essi ritenevano infatti che solo la propriet poteva garantire la partecipazione attiva alla politica nazionale poich solo coloro che possedevano qualcosa avevano realmente interesse a difenderlo. Allinterno della fazione parlamentarista si diffuse anche la teoria della libert di stampa teorizzata da John Milton il quale affermava tale principio in virt del libero arbitrio concesso da Dio agli uomini. La fuga del re , che cerc di accordarsi con gli scozzesi , e la ripresa di una seconda fase della guerra civile arrestarono il dibattito interno alla fazione parlamentarista.

Il re fu nuovamente arrestato e le truppe parlamentari irruppero nella Camera dei Comuni incarcerando numerosi deputati presbiteriani temendo che essi si potessero accordare con Carlo I. La Camera fu cos ridotta a circa cinquanta membri e si proclam supremo potere della nazione. Essa poi costitu unalta corte di giustizia con il compito di processare per tradimento il re Carlo I e abol la Camera dei Lord. Nel 1649 infine il sovrano Carlo I Stuart fu condannato a morte ; si concluse cos la seconda fase del lungo parlamento inauguratasi nel 1642. IL PROTETTORATO DI CROMWELL Sia nelle citt sia nelle campagne lautorit del Parlamento fu osteggiata notevolmente. Tuttavia Cromwell riusc a ristabilire lordine interno e , in seguito , si preoccup di reprimere sia la rivolta scozzese sia la sommossa irlandese. Successivamente , ripianificato il fronte interno , Cromwell si dedic al conflitto commerciale contro lOlanda. Nel 1651 eman il cosiddetto Atto di Navigazione con il quale vietava alle navi che non avessero equipaggio inglese oppure del paese di provenienza delle merci di attraccare nei porti britannici. Si trattava di un duro attacco al monopolio commerciale olandese. Cromwell inoltre , sempre con il fine di sottrarre il primato mercantile ai fiamminghi , si inser nel commercio del Baltico dove la flotta delle Province Unite era presente massicciamente e da dove riforniva di manifatture tutta lEuropa Centrale. LOlanda rifiut latto di Cromwell ma il conflitto che ne scatur si risolse a favore degli inglesi. La politica estera del deputato inglese si rivolse anche contro la Spagna e le sue colonie americane e proprio in questa ottica va inserita lalleanza britannica con la Francia. Anche dal conflitto contro la Spagna lInghilterra risult vincitrice , acquisendo il possesso dellisola della Giamaica. Nel frattempo il commercio inglese si inser prepotentemente anche nel Mediterraneo , trasformando cos lInghilterra in una delle maggiori potenze commerciali. Sul piano costituzionale tuttavia la situazione era estremamente difficile. Nel 1653 Cromwell , che aveva acquisito un enorme potere politico , fu nominato Lord Protettore della Repubblica e si trasfer a Whitehall , la tradizionale residenza reale inglese. Tuttavia egli , stretto dalle rivendicazione del nuovo parlamento repubblicano e dalle congiure realiste , impose al paese una dittatura militare. In materia istituzionale Cromwell fu assai indeciso e simbolo di tale indecisione fu il rifiuto della corona : nel 1653 infatti egli convoc una serie di sedute parlamentari con il fine di restaurare la monarchia e di farsi consegnare il trono inglese ; il Parlamento inizialmente non accett tale imposizione ma con il passare del tempo mut parere e offr a Cromwell la possibilit di reintrodurre listituzione monarchica e di presiederla. A quel punto fu lo stesso Lord Protettore a rifiutare lofferta poich lo stesso esercito da lui comandato , fonte dei propri successi personali e politici , era contrario. Decise cos di rendere ereditaria la carica di Lord Protettore che , alla sua morte , pass al figlio Richard , il quale per , del tutto incapace di governare , fu costretto dopo poco tempo a dimettersi.

CAPITOLO XIII : IL SECOLO DORO FRANCESE , LA FRANCIA DI LUIGI XIV


Nella seconda met del Seicento in Francia si assistette alla costruzione dellassolutismo monarchico ad opera del re Luigi XIV. Questa forma di governo , che si stava imponendo nel regno francese , era diametralmente opposta a quella inglese uscita dalle due guerre civili. Il regno di Luigi XIV inizia convenzionalmente , ma anche praticamente , nel 1661 anche se in realt gi da tempo , in questa data , il futuro re Sole aveva raggiunto la maggiore et ; egli per dovette attendere per regnare direttamente il 1661 poich in quellanno mor il primo ministro cardinale Mazzarino , importante figura politica del Seicento , autore , fra laltro , della pace di Westfalia e del riordino sociale dopo la Fronda Parlamentare e la Fronda dei Principi. Con il termine assolutismo , derivante dallaggettivo assoluto , si suole indicare una monarchia slegata da qualsiasi vincolo , AB SOLUM. La politica sapientemente condotta da Luigi XIV riusc a consolidare legemonia continentale della Francia e ad imporre il modello politico francese a tutti le altre monarchie assolute. Con il regno di Luigi XIV si ha la fine dellepoca dei grandi ministri che avevano guidato la politica francese per circa mezzo secolo. Gli strumenti che il re Luigi XIV utilizz per realizzare il proprio disegno assolutistico furono di due tipi : di carattere centrale e di carattere periferico. A livello centrale il sovrano concentr nelle proprie mani il governo dello Stato , circondandosi di abili ministri senza per derogare ad essi nessun potere. Le decisioni pi importanti venivano prese in un Consiglio ristretto o supremo , costituito dal re e da tre ministri , quello delle Finanze , quello della Guerra e quello degli Esteri. Il ministro pi importante era quello delle Finanze poich esso estendeva la propria giurisdizione a molti aspetti della politica interna. Tale carica fu ricoperta per lungo tempo da Jean-Baptiste Colbert , stretto collaboratore del re e fautore anche della politica economica protezionistica francese del XVII secolo. Il ministero della Guerra fu invece assegnato prima a Michel de Tellier e poi al figlio Francois Michel , il quale riorganizz massicciamente lesercito nazionale. A livello periferico Luigi XIV potenzi i poteri e le competenze della figura degli intendenti , prototipi degli attuali prefetti ; il re dunque prosegu la politica di indebolimento della nobilt ideata da Richelieu e continuata anche da Mazzarino. Gli intendenti , appartenenti alla nobilt di toga e dunque di estrazione borghese , erano spesso legati da vincoli clientelari o di parentela agli esponenti di spicco del governo ed dunque estremamente fedeli al sovrano. I governatori provinciali , appartenenti allantica nobilt di spada o di sangue , videro ridotto il periodo della loro carica e , con il passare del tempo , venne completamente esautorata. Lamministrazione centralizzata del nuovo stato mirava non a sostituirsi formalmente alle strutture preesistenti bens a depotenziarle senza abolirle ufficialmente. Anche i poteri dei parlamentari parigini furono notevolmente circoscritti ed essi assunsero la semplice funzione di proporre osservazione al sovrano.

Per cercare di limitare ancora di pi i poteri della nobilt di spada , allontanandola dai propri territori di competenza , Luigi XIV decise di edificare la Reggia di Versailles , poco distante Parigi , terminata nel 1682. Per di pi Luigi XIV con la scelta di costruire la struttura residenziale fuori Parigi sottrasse ai pericoli cittadina la corte e la famiglia reale. Lesercizio del potere monarchico fu accompagnato da un mecenatismo sfrenato che proteggesse economicamente e politicamente tutti i letterati che esaltassero la figura del re e della nazione. Fu arrivata inoltre una pesante censura che reprimeva tutti i dissensi nei confronti della politica monarchica allinterno del regno. Dunque nel periodo di Luigi XIV si assistette ad un proliferare delle arti e delle scienze grazie anche allo sviluppo di vecchie accademie gi esistenti ed allistituzione di nuove scuole specialistiche. Il re e i suoi ministri favorirono dunque la formazione di una cultura ufficiale. LA PERSECUZIONE DELLE MINORANZE RELIGIOSE Lesigenza di controllo e di uniformit riguard anche i settori della vita religiosa ed ecclesiastica. Luigi XIV dunque per ragioni strettamente politiche perseguit il movimento giansenista e la corrente ugonotta , riaffermando fortemente il cosiddetto gallicanesimo. Il giansenismo fu il principale movimento religioso di dissenso cattolico del Seicento e del Settecento. Esso nacque dalle tesi del teologo belga Giansenio , prima professore poi vescovo , che nella propria opera Augustinus , riprendendo alcune dottrine di SantAgostino , affermava che solo in virt della grazia divina luomo era veramente libero ; tale grazie tuttavia non era concessa a tutti gli uomini bens solo a pochi eletti. Il giansenismo inoltre si caratterizz per il proprio rigorismo nellesteriorit , predicando una rigida povert evangelica. Questo movimento ebbe largo seguito nelle Fiandre , in Germania , nellItalia settentrionale e in Francia , dove il centro principale di diffusione fu il monastero femminile di Port-Royal. Il giansenismo fu condannato numerose volte da Roma , inizialmente nel 1641 e poi definitivamente nel 1713 , con la bolla papale Unigenitus. Questo movimento si scontr ben presto con lordine gesuita ; nella polemica antigesuitica si distinse soprattutto il personaggio di Blaise Pascal. Luigi XIV intervenne pi volte contro il monastero di Port-Royal e la sua attivit : una prima volta intorno agli anni Sessanta del Seicento facendo pressioni sui massimi esponenti giansenisti affinch accettassero la proposta di riconciliazione del Papa ed una seconda volta nel 1709 distruggendo labbazia di Port-Royal , disperdendo le suore che vivevano al suo interno. Riguardo alla riaffermazione della tradizione gallicana , con tale termine si indica la Chiesa nazionale di Francia , senza far riferimento quindi alla storia antica dei Galli. Luigi XIV incaric leminente giurista Bousset di redigere i quattro articoli di fede con i quali si affermava la superiorit del concilio sul pontefice romano in caso di dispute tra questultimo e i vescovi francesi e la raccolta dei fondi ecclesiastici da parte del sovrano francese durante il periodo in cui un vescovato rimaneva vacante.

Riguardo alla persecuzione degli ugonotti , anche tale obiettivo rientrava in una precisa strategia politica : Luigi XIV mirava in primo luogo a ricostituire lunit religiosa allinterno del regno ; inoltre egli voleva apparire come il campione della cristianit , strappando l etichetta di paladino del cristianesimo allimperatore asburgico. Per di pi il re francese stava subendo le crescenti influenze dellamante marchesa di Maintenon la quale lo avvi ad atteggiamenti devoti e di rispetto formale del cattolicesimo. Cos per queste ragioni , a partire dagli anni Settanta del Seicento , la politica religiosa del re Sole verso gli ugonotti cambi e si discost da quella di Richelieu che , nonostante avesse sottratto ai calvinisti francesi luso delle cosiddette piazzeforti , riconosceva ad essi ancora una certa limitata libert di culto. Dal 1679 invece la corona inizi a favorire , con ogni mezzo , le conversioni degli ugonotti. Furono ulteriormente limitate le loro libert di culto e fu imposto loro lacquartieramento in casa di truppe reali. Infine nel 1685 Luigi XIV eman leditto di Fontainbleau con il quale veniva revocata la seconda clausola delleditto di Nantes , giustificando tale atto con il fatto che i n Francia non vi erano pi fedeli ugonotti. In realt non era assolutamente cos : infatti allindomani delleditto del re Sole furono espulsi da regno numerosi pastori protestanti mentre ai fedeli calvinisti fu vietato di lasciare il paese ; nonostante tale divieto molti ugonotti si trasferirono in Svizzera , in Olanda , in Germania e in Inghilterra. Molti di essi erano abili artigiani ed esperti mercanti. Gli ugonotti dunque portarono nelle nazioni dove si rifugiarono un ampio bagaglio di conoscenze commerciali ed artigianali , soprattutto nel settore tessile. Inoltre decisivo fu il loro apporto per il popolamento della citt di Berlino e per lo sviluppo delle attivit manifatturiere del Brandeburgo. In sostanza dunque la revoca delleditto di Nantes dal punto di vista economico produsse una grave emorragia di forza lavoro specializzata mentre dal punto di vista politico manifest il potere e la forza del nuovo stato assolutistico che non tollerava pi manifestazioni di pensiero alternative a quelle ufficiali. Sul piano sociale inoltre si verificarono , durante il regno di Luigi XIV , due rivolte , anche se poco significative : la prima , scoppiata nel 1675 in Bretagna , fu detta dei berretti rossi e vide il sollevamento della popolazione locale sia per la modifica delle consuetudini locali con laumento del poteri degli intendenti sia per lalta pressione fiscale ; la seconda , scoppiata fra il 1702 e il 1704 , fu definita delle camice e si svilupp nella regione delle Cevenne in cui la protesta contro la persecuzione degli ugonotti si un al malumore antifiscale. In entrambi i casi le rivolte fallirono e dopo poco tempo fu ristabilito lordine. POLITICA ECONOMICA DI LUIGI XIV Nei primi decenni del regno , Luigi XIV intervenne pesantemente nelleconomia , promuovendo una politica economica protezionistica e mercantilistica. Lispiratore di tale disegno economico fu il ministro delle finanze Colbert che avvi la celebre politica del colbertismo.

Durante la seconda met del Seicento dunque lo stato francese estese il proprio controllo a numerose manifatture e attivit mercantili. In primo luogo il colbertismo mirava , grazie allintervento pubblico , ad accrescere le esportazioni penalizzando con alti dazi le importazioni. Colbert promosse anche la fondazione di nuove compagne commerciali che operassero nelle Antille , in Africa ed in India. Fu inoltre avviata una pesante campagna di sovvenzionamento statale ad alcune industrie di produzione di beni di lusso destinati allesportazione. Contemporaneamente al tentativo di sviluppo economico fu avviato anche il rafforzamento dellesercito : il ministro della guerra Francois Michel realizz , per la prima volta nella storia , unamministrazione interna centralizzata ; inoltre potenzi le strutture organizzativ e , introdusse il sistema di reclutamento per sorteggi , apr il corpo degli ufficiali ai cadetti di estrazione borghese , introdusse la divisa e le baionette inastate. LA POLITICA ESTERA DI LUIGI XIV Il potenziamento militare fu posto al servizio di una continua e costante politica estera espansionistica volta essenzialmente a sottrarre alla Spagna e allImpero tedesco punti strategici di confine. Il primo conflitto intrapreso da Luigi XIV fu la cosiddetta guerra di devoluzione. Nel 1665 sal sul trono di Spagna con il nome di Carlo II un figlio di secondo letto , ancora infante e assai cagionevole di salute , del defunto re Filippo IV. Lunica sopravvissuta dei figli di primo letto di Filippo IV era Maria Teresa , moglie di Luigi XIV m, il quale per al momento del matrimonio aveva rinunciato a qualsiasi rivendicazione sul trono spagnolo per conto della moglie ricevendo in cambio una cospicua dote economica. Tale dote tuttavia non fu mai versata per intero e il re di Francia si sent svincolato dagli obblighi precedentemente sottoscritti. Cos nel 1667 diede inizi alle operazioni militari , rivendicando la corona iberica. Lesercito francese , ben addestrato ed equipaggiato , in breve tempo occup una parte delle Province Unite meridionale. Il conflitto , assai agevole per le truppe francesi , port alla conquista di alcune importanti piazzeforti sul confine nord-orientale. Tali conquiste furono poi sancite ufficialmente dalla pace di Aquisgrana del 1668. La seconda guerra mossa dalla Francia durante il regno del re Sole fu contro le Province Unite Settentrionali. Nel 1667 la repubblica fiamminga aveva concluso vittoriosamente il secondo conflitto contro lInghilterra grazie alla politica del Gran Pensionario , Jan de Witt , aspro nemico della famiglia dOrange. De Witt , terminato il conflitto e forte della propria popolarit , riusc ad eliminare la carica di StadHouder , che era tradizionalmente appartenuta da secoli agli Orange. La sua egemonia per fu messa in crisi dallespansionismo francese di Luigi XIV. Nel 1672 la Francia si alle con lInghilterra e mosse guerra allOlanda , mettendola duramente in crisi ; i fiamminghi per ostacolare lavanzata delle truppe monarchiche aprirono le dighe , allagando ampie zone del territorio nazionale faticosamente sottratte al mare.

Nel frattempo per la flotta olandese ebbe la meglio su quella francese. Tuttavia nel 1674 si ebbe la svolta decisiva nel conflitto : in Olanda infatti si era risvegliato il patriottismo antifrancese e Guglielmo III dOrange ritorn al potere , reintroducendo , dopo lassassinio di De Witt , la carica di Stad-Houder. Le Province Unite riuscirono ad ottenere alcuni importanti successi militari e , cosa ben pi rilevante , riuscirono ad istituire una coalizione anti-francese , composta da Inghilterra , Spagna , elettorato di Brandeburgo e alcuni stati indipendenti dellimpero tedesco. Cos , accerchiato su pi fronti , Luigi XIV firm la pace di Nimega del 1678 con la quale le Province Unite mantenevano intatto il loro territorio e ottenevano labolizione della tariffa protezionistica introdotta da Colbert ; la Francia invece ottenne lannessione della Franca Contea e di alcune importanti piazzeforti dei Paesi Bassi meridionali. Cos le due potenze in campo uscirono entrambi vincitrici dal conflitto a spese della Spagna. La politica aggressiva di Luigi XIV continu negli anni seguenti con una serie di piccole annessioni di territori di confine tra cui la pi importante fu quella della libera citt imperiale di Strasburgo , avvenuta nel 1681. Nel 1688-89 per Guglielmo III dOrange sal sul trono inglese , modificando il precario quadro politico europeo. Due anni prima nel frattempo , ossia nel 1686 , si era costituita la cosiddetta Lega di Augusta formata da Spagna , Impero , Svezia e Olanda , che aveva il fine di ostacolare lespansionismo francese. Il conflitto , a cui successivamente parteciparono anche lInghilterra e altre nazioni europee , si protrasse sino al 1697 quando venne firmata la pace di Rijswijk che stabiliva la restituzione da parte della Francia di gran parte dei territori occupati in Alsazia e in Lorena. In Piemonte invece Pinerolo pass ai Savoia che nel corso della guerra erano passati dallalleanza francese alla Lega di Augusta , detta anche Grande Alleanza. Il quarto ed ultimo conflitto intrapreso da Luigi XIV fu la cosiddetta guerra di successione spagnola , estremamente importante per gli equilibri geopolitici europei. Carlo II dAsburgo re di Spagna sul finire del Seicento era in pessime condizioni di salute e Francia , Inghilterra e Olanda , prevedendone la morte imminente , nel 1698 si riunirono per accordarsi sulla spartizione del regno. Nel 1700 mor Carlo II e il re di Francia scopr che il suo nipote Filippo dAngi , figlio del del fino , era stato dichiarato erede universale con la clausola che in caso di accettazione della corona mantenesse separate le monarchie francese e spagnola. Dopo alcune esitazioni Luigi XIV ritenne che Filippo dovesse accettare la corona spagnola alle condizioni previste. Cos egli divenne re con il nome di Filippo V. Le dichiarazioni di Luigi XIV di rispetto delle clausole contrattuali non furono per credute dalle altre potenze europee. In particolare limperatore Leopoldo I aspirava al trono di Spagna per consegnarlo al figli cadetto , larciduca Carlo dAsburgo. Cos nel 1701 lesercito asburgico , guidato da Eugenio di Savoia , prese liniziativa in Italia dando il via alla guerra di successione spagnola. La Francia si alle con la Spagna e il fronte antifrancese comprese invece lImpero , la Savoia , lInghilterra , la Svezia , la Prussia , il Portogallo e lOlanda.

Il conflitto fu combattuto prevalentemente in Olanda , Italia , Germania e Spagna e registr cruenti battaglie senza per che vi fosse mai una netta vittoria di una coalizione sullaltra. Cos intorno al 1710 Luigi XIV decise di iniziare le trattative di pace ; tuttavia , a causa delle eccessive richieste degli avversari , fu costretto a riprendere la guerra. Nel 1711 per il conflitto sub una svolta decisiva : larciduca Carlo dAsburgo eredit i domini austriaci e divenne imperatore con il nome di Carlo VI ; gli scenari geopolitici erano cos profondamente mutati e una possibile ascesa al trono di Spagna da parte dellimperatore era una soluzione che nessuna potenza voleva vedere realizzata. Inoltre in Inghilterra larea parlamentare Wighs , ossia i liberali , che avevano sostenuto il conflitto antifrancese persero le elezioni e la fazione Tories , ossia i conservatori , premeva per linizio delle trattative di pace. Cos lalleanza antifrancese si sciolse e nel 1713 ad Utrecht fu siglata la pace tra Francia e Spagna , da una parte , ed Inghilterra , Olanda e Savoia , dallaltra ; nel 1714 invece a Rastatt si raggiunse laccordo tra lasse franco-spagnola e limperator Carlo VI. LInghilterra ottenne il riconoscimento delle conquiste di Gibilterra , Minorca e altri territori francesi nellAmerica settentrionale. La Francia vide riconosciuta lattribuzione della corona spagnola a Filippo V a patto che fosse rispettato il principio di separazione dei due regni. Limpero ottenne numerosi possedimenti spagnoli quali i Paesi Bassi meridionali , la Lombardia , Mantova , il regno di Napoli , la Sardegna e lo Stato dei presidi. I Savoia acquisirono il Monferrato , la Lomellina e la Sicilia , la quale port a Vittorio Amedeo II il titolo di re. Fu cos premiata la politica opportunistica sabuada che vide il cambiamento di fronte da parte dei Savoia sia nella guerra di successione spagnola sia in quella della Lega di Augusta. Con tali innovazioni geopolitiche lItalia usc dalla dominazione spagnola che durava da circa 150 anni e divenne un dominio dellimpero asburgico.

CAPITOLO XIV : LA SECONDA RIVOLUZIONE INGLESE


La seconda rivoluzione inglese viene spesso ritenuta di scarsa importanza a causa della presenza dominante nella seconda met del Seicento della figura di Luigi XIV , fautore dellassolutismo monarchico. Gli sconvolgimenti sociali che la prima rivoluzione inglese produsse nel ventennio 1640-1660 non riuscirono a sovvertire i presupposti del principio di autorit della figura del re il quale continuava ad essere lunico personaggio legittimato allesercizio del governo. Nel 1658 mor Oliver Cromwell e la carica di Lord Protettore , cos come era previsto dalla legge , pass al figlio Richard , il quale per solo due anni dopo , nel 1660 , fu costretto a lasciare lincarico a causa delle pressioni del Parlamento. Cos lo stesso Parlamento richiam dallesilio il pi diretto discendente del re decapitato Carlo I , ossia il figlio di questultimo , il quale divenne re con il nome di Carlo II. Nella Dichiarazione di Brera , rilasciata poco prima del suo ritorno in Inghilterra , Carlo II si impegnava a non compiere ritorsioni nei confronti dei parlamentari ostili alla corona e a proclamare una certa libert di culto ; il Parlamento invece si impegnava a riconoscere la persona di Carlo II come legittimo sovrano inglese. Il clima dunque che si istaur in Inghilterra durante il regno di Carlo II fu assai mite e la corte fu caratterizzata da unestrema dissolutezza. A livello religioso le tendenze del sovrano restaurato erano favorevoli ad unapertura verso i cattolici , anche perch egli stesso era assai vicino a questa fede , senza per professarla mai pubblicamente. Tale politica suscit la reazione negativa del Parlamento che vot immediatamente il Test Act , un atto con il quale si vietava ai cattolici laccesso alle cariche pubbliche e si impone va ai funzionari pubblici di giurare fedelt alla Chiesa Anglicana. Inoltre il Parlamento cerc di arginare la possibile azione arbitraria del sovrano in direzione della costruzione dellassolutismo votando lHabeas Corpus Act che tutelava il diritto degli arrestati a comparire entro un breve periodo davanti ad un legittimo giudice. Il Parlamento voleva dunque stroncare sia il cattolicesimo sia lassolutismo i quali spesso si erano legati insieme , come in Francia durante il regno di Luigi XIV. Il contrasto , seppur mitigato , tra le camere e la corona imped che Carlo II potesse attuare unefficace politica estera. Il sovrano , in campo internazionale , riprese il conflitto commerciale contro lOlanda , nonostante il suo consigliere , Lord Clarendon , era fortemente contrario. Negli anni Settanta Carlo II riprese nuovamente la guerra contro le Province Unite , alleandosi con la monarchia francese. Tuttavia il contenzioso dellAtto di Navigazione si era oramai estinto e il conflitto divenne dunque assai poco popolare. Per condurre la propria politica , sia estera sia interna , il sovrano aveva bisogno di ingenti finanziamenti che difficilmente poteva ottenere dal Parlamento , contrario a molti punti della politica regia.

Carlo II allora , non potendo imporre arbitrariamente nuove tasse , strinse unalleanza con Luigi XIV di Francia che divenne cos il principale finanziatore della politica inglese. Nel 1685 mor Carlo II e al suo posto sal sul trono britannico il figlio Giacomo II , fervente cattolico. Proprio perch di religione cattolica , il Parlamento si dimostr restio alla sua elezione e cerc , con ogni mezzo , di far eleggere re un figlio illegittimo di Carlo II di fede protestante , senza per riuscirvi. Nel 1688 Giacomo II mor poco dopo aver avuto un figlio dal matrimonio con una principessa italiana di fede cattolica. Tale evento fece insorgere il Parlamento che cerc di evitare una permanente restaurazione cattolica sul trono inglese. A causa di queste evento dunque le due fazioni del Parlamento , i wighs , ossia i liberali , e i tories , ossia i conservatori , si compattarono e protestarono apertamente e congiuntamente. Cos colui che sarebbe dovuto divenire re con il nome di Giacomo III abbandon pacificamente il trono. Il Parlamento decise cos di chiamare a regnare in Inghilterra la sorella di Giacomo II , Maria , spostata con il protestante stad-houder Guglielmo III dOrange. Allindomani dellinsediamento della nuova famiglia reale le due camere votarono due testi di estrema importanza giuridica : il Bills of Right e lAtto di Tolleranza. LAtto di Tolleranza , nome assegnato dalla storiografia moderna a tale documento , sanciva una limitata libert di culto concessa a tutti i credi , eccetto a quello cattolico e a quello antitrinitario : con tale atto infatti venivano cancellate le pene inflitte secondo alcune leggi del regno alle minoranze religiose a patto che gli aderenti a tali confessioni giurassero fedelt alla monarchia e al sovrano. Durante la prima rivoluzione inglese , e anche dopo tale evento , in Inghilterra nacquero numerose nuove sette protestanti , tra cui la pi nota fu quella dei quaqqueri ; dunque questo atto interess un gran numero di persone. Anche per i cattolici , nonostante fossero esclusi da ogni carica istituzionale , si apr una certa tolleranza religiosa ponendo fine alle persecuzioni che si erano compiute al tempo di Elisabetta I. Dunque in Inghilterra si afferm , per la prima volta , una certa libert religiosa che nellEuropa continentale si affermer solo molti decenni successivi. Il Bills of Rights invece era un testo approvato dal Parlamento che fu immediatamente confermato dai nuovi regnanti ; esso , gi nella sua denominazione , presenta una certa peculiarit : i Bills infatti erano i testi del Parlamento inglese che non erano per stati approvati in via definitiva. Tale testo costituisce un documento estremamente importante che pone le basi del parlamentarismo inglese , ossia del rafforzamento istituzionale del Parlamento nei confronti della figura del sovrano. Con la Gloriosa Rivoluzione dunque possibile affermare che ha inizio una nuova fase dellet moderna poich tale insurrezione , compiuta peraltro senza spargimento di sangue , apport importanti innovazioni in campo politico ed istituzionale. LO SVILUPPO DEL PENSIERO POLITICO Gli anni compresi tra il 1640 e il 1690 furono caratterizzati da uno straordinario fervore intellettuale.

Gli eventi della guerra civile , della restaurazione e della Gloriosa Rivoluzione indussero numerosi pensatori a riflettere sulla natura del potere. Si svilupp una corrente repubblicana impersonata da autori quali Harrington e Sydney ; tali intellettuali , riprendendo le tradizionali teorie aristoteliche e quelle dellumanesimo civile italiano , teorizzarono che luomo un animale politico il cui fine pi nobile la partecipazione politica ; in questo stato di cose , solo un governo equilibrato , in cui le responsabilit politiche sono ampiamente condivise da una pluralit di soggetti , pu garantire la libert religiosa e la giustizia. Si svilupp anche la cosiddetta corrente contrattualistica , sostenuta anche da alcuni cattolici , la quale riteneva che secondo il diritto naturale gli uomini sono detentori della propria sovranit e che vi avevano volontariamente rinunciato per dare vita allo Stato. Il poeta John Milton si oppose a tale teoria e afferm inoltre che in caso di malgoverno da parte di un re i cittadini potevano legittimamente ribellarsi. Il filosofo Hobbes invece elabor alcune giustificazioni teoriche dellassolutismo che si stava affermando nel periodo in cui egli visse. Egli ritenne che non era la virt a spingere gli uomini ad associarsi bens il bisogno e legoismo. In base a questa caratteristica gli uomini stringono un patto con il futuro sovrano che acquisisce un potere illimitato. Autori molto pi modesti , quali Filmer , sostenevano che il potere politico derivava dal potere paterno conferito da Dio ad Adamo e da questi trasmesso ai suoi discendenti. Un pensatore che si oppose a tale concezione politica fu John Locke il quale riteneva che gli uomini , inizialmente liberi nello stato di natura , per evitare di cadere nellanarchia si erano autolimitati le proprie libert istituendo le comunit civili. Tuttavia egli teorizzava , differentemente da Hobbes , che il potere politico non si dovesse concentrare in una singola autorit. In questo periodo si imposero anche teorie radicalmente repubblicane , soprattutto nella fazione parlamentare dei livellatori. Inoltre nel corso del Seicento prese le prime mosse anche un movimento proto femminista che nel 1649 propose una Petizione delle donne rivendicando pari dignit rispetto agli uomini.

CAPITOLO XV : LILLUMINISMO
La vita culturale del Settecento fu dominata da un movimento intellettuale sviluppatosi a partire dagli anni Trenta , definito Illuminismo. In Francia esso prese il nome di Lumiers , in Spagna Liberation , in Germania Aufklarung e in Inghilterra Enlightment. La Francia fu il centro propulsore di tale movimento che in breve tempo si diffuse in tutte le regioni dEuropa. Le radici culturali ed intellettuali dellIlluminismo settecentesco sono rintracciabili nella tradizioni culturale inglese di met Seicento. NellIlluminismo convergono posizioni ed orientamenti contrastanti tra loro e assai diversi. Allinterno di questa eterogeneit possibile rintracciare alcune caratteristiche comuni. In primo luogo il modo di considerare la ragione , esaltandone i poteri e la sua libera applicazione in ogni campo della conoscenza. La ragione , secondo gli illuministi , era uno strumento che apparteneva a tutti gli uomini indistintamente e doveva essere usata per osservare criticamente la realt , senza accettare dogmi o pregiudizi. Inoltre lintelletto era applicato in modo da migliorare praticamente la vita delle persone e non solo per mere speculazioni filosofiche. In secondo luogo allinterno del movimento illuminista estrema importanza assunse lesigenza di riformare la societ , confidando nel progresso della storia. In terzo luogo comune a tutte le correnti illuministe nazionali fu la critica spregiudicata alle istituzioni religiose ed ecclesiastiche di ogni genere. Nel periodo illuminista anche la figura dellintellettuale and modificandosi : esso era pi saggista che filosofo ed era fondamentalmente eclettico , in rapporto costante con il suo pubblico. importante ricordare che allinterno dellIlluminismo si afferm anche un interesse non solo per la ragione ma anche per i sentimenti e per le emozioni. Allinterno di una cornice unitaria europea , ogni nazione confer maggiore importanza ad alcune tematiche rilevanti. In Germania lIlluminismo ebbe unimpronta decisamente filosofica ; in Italia tale cultura ebbe unimpronta prettamente giuridica ; in Inghilterra estrema importanza fu conferita alle elaborazioni politiche ; in Francia si prefer cercare di applicare a contesti reali alcune elaborazioni dottrinali. In questultima realt estremamente importanti furono le figure dei philosophes ossia di alcuni intellettuali , pi che filosofi , impegnati nella riforma delle istituzioni anche se tale azione fu estremamente difficile da attuare a causa del contesto politico francese. LECONOMIA POLITICA E LANTROPOLOGIA Durante il periodo illuminista nacquero due nuove scienze che tuttoggi sono estremamente importanti : leconomia politica e lantropologia. Leconomia politica deve la sua nascita allopera della corrente fisiocratica e del liberismo di Adam Smith.

La scuola fisiocratica pose alla base della sua ricerca lanalisi della produzione al fine di costruire un modello economico in grado di migliorare la qualit della vita delle persone. Francois Quesnay , medico e naturalista , ritenuto il fondatore della corrente di pensiero fisiocratica. La fisiocrazia riteneva che la terra fosse lunica fonte di ricchezza : secondo Quesnay infatti il meccanismo economico era una struttura circolare imperniata sullattivit agricola. Lagricoltura lunica attivit che produce il cosiddetto prodotto netto , basilare per lallargamento del sistema. Dunque gli addetti allagricoltura sono gli unici lavoratori produttivi mentre mercanti ed artigiani sono ritenuti una classe sterile non di produttori ma di distributori e trasformatori di ricchezza. Per esaltare lattivit economica era perci necessario assecondare le tendenze libere e spontanee dellattivit agricola. Inoltre fu teorizzata la trasformazione dellagricoltura in un sistema intensivo e capitalistico. Laltra grande corrente economica settecentesca fu il liberismo economico , teorizzato dallo scozzese Adam Smith. Egli postul lesistenza di un ordine naturale nel quale se ogni individuo lasciato libero di agire , secondo il proprio interesse , necessariamente contribuisce al benessere collettivo. Al centro del sistema economico di Smith veniva posto il cosiddetto lavoro produttivo , misura di scambio delle merci. Smith ritenne che solo in un sistema di libero mercato in tutti i settori produttivi , e non solo nellagricoltura , ogni individuo era veramente lasciato libero di agire , contribuendo cos allo sviluppo. Lantropologia , e letnologia ad essa legata , invece nacque e si svilupp nel corso dellOttocento ma fu solo grazie ai numerosi libri di viaggi raccolti nel Settecento che essa si costitu. Tale scienza poneva luomo e le sue diverse culture al centro delle proprie analisi esaltando un metodo storiografico epurato dal provvidenzialismo e caratterizzato dal laicismo. Altrettanto significativo fu lo sviluppo delle ricerche scientifiche , cosi come quello tecnologico legato alle scienze fisiche , chimiche e naturali : infatti fu proprio nel Settecento che nacque la chimica. COSMOPOLITISMO E CIRCOLAZIONE DELLE IDEE Il punto fondamentale della ricerca illuministica , oltre al razionalismo , era il cosmopolitismo : grazie allo sviluppo del pensiero inglese e allegemonia culturale francese , lelite culturale europea aveva visioni comuni e le idee illuministe ebbero cos ampi canali di diffusione. In tutta Europa molto significativo fu il diffondersi di accademie agrarie volte al miglioramento dellattivit agricola. In Germania fu avviata una dura lotta al dogmatismo e allautoritarismo della Chiesa Luterana. Il filosofo e drammaturgo Lessing fu fautore della tolleranza e nemico dellassolutismo monarchico. Baumgarten impose allestetica una certa autonomia scientifica. Kant , padre dellilluminismo tedesco , attu la cosiddetta rivoluzione copernicana del sapere ; egli inoltre defin , con estrema chiarezza , lIlluminismo concepito come luscita delluomo dal proprio stato minoritario imputabile solo a se stesso.

In Italia lIlluminismo assunse soprattutto dimensioni storiche , giuridiche ed istituzionali ; Muratori , esponente di un cattolicesimo illuminato , condann le pratiche superstiziose e gli eccessi esteriori del culto ; Vico affront in modo originale le problematiche della storia , concepita in senso circolare ; Giannone rivendic la supremazia della Stato sulla Chiesa , ponendo le basi del giurisdizionalismo ; Gaetano Filangieri , nella sua Scienza della legislazione , reclam una codificazione delle leggi e una riforma del codice penale ; Cesare Beccaria , nel celebre Dei delitti e delle pene impose con forza la necessit dellabolizione della pena di morte. In epoca illuminista si assistette anche alla ripresa del fenomeno massonico. La massoneria era una setta segreta , nata in Inghilterra sulla base dei riti e delle tradizioni delle antiche corporazioni dei liberi muratori , che si svilupp in molte altre realt europee ; i suoi adepti erano caratterizzati dalla filantropia , dalla tolleranza , dalla lotta al fanatismo e alloscurantismo religioso. TOLLERANZA , RIFORMA DELLA GIUSTIZIA E LIBERTA Molto importante nel secolo illuminista fu il tema della tolleranza attorno al quale le posizioni dei diversi autori trovarono un punto comune. Nellambito del tema della tolleranza molto importante fu lopera , edita nel 1686 , Commentario filosofico sulle parole di Ges Cristo : costringimi ad entrare. Questa espressione , attribuita a Ges e riportata nei Vangeli , fu utilizzata dai primi filosofi cristiani per giustificare le conversioni forzate al cristianesimo avvenute in epoca tardo-romana e medioevale. Lautore di questa opera Pierre Bayle , autore francese ugonotto emigrato in Olanda a causa delle persecuzioni di Luigi XIV ad opera della minoranza calvinista. Riguardo al tema della tolleranza importante ricordare anche Montesquieu ; egli nella propria opera maxima , Lo spirito delle leggi , si sofferm e polemizz contro gli strumenti repressivi della religione cattolica : in particolare Montesquieu afferm che in nessuna forma di governo era tollerabile unistituzione religiosa repressiva come il tribunale dellInquisizione. Infine circa il tema della tolleranza opportuno ricordare il contributo di Voltaire che , nella sua opera Trattato sulla tolleranza , analizz un caso specifico di intolleranza interno al mondo ugonotto per poi estendere la riflessione al concetto ideale di tolleranza. In conclusione dunque possibile dire che , sebbene con sfumature leggermente diverse , il tema della tolleranza trov teorie ed espressioni comuni nei diversi autori illuministi. opportuno ricordare che il tema della tolleranza fu maggiormente sentito nellEuropa continentale poich in Inghilterra si era gi affermata una certa tolleranza religiosa. Un secondo tema molto importante nel secolo illuminista fu quello della riforma della giustizia. Riguardo a questo tema fondamentale lopera Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria ; egli in questo volume sinterrog su quali delitti dovessero essere risolti con la legislazione penale. Inoltre Beccaria comp una netta distinzione tra delitti , da ricondursi allautorit civile , e peccati , da ricondursi allautorit religiosa. Beccaria nella propria opera si chiese anche quale fosse la procedura pi idonea per arrivare alla commutazione della pena ; in questo senso egli afferm in primo luogo che la tortura non era un mezzo utile per giungere alla verit.

In secondo luogo Beccaria afferm che , affinch le pene fossero pi efficaci , esse dovevano fondarsi su tre principi : dolcezza , prontezza , certezza. Con dolcezza lautore intendeva sottolineare linutilit di istituire pene crudeli poich la crudelt non costituiva un deterrente per non compiere i reati. Lelemento deterrente era invece la certezza della pena e la relativa prontezza dellautorit nel commutarla. Beccaria inoltre riprese la teoria , elaborata da Montesquieu ne Lo spirito delle leggi , della proporzionalit delle pene rispetto ai reati. Beccaria sottoline la necessit dellimparzialit di un giudice che non doveva interpretare , bens applicare alle lettera , le norme giuridiche. Tuttavia , nonostante queste importanti teorie , il maggior contributo appartato da Cesare Beccaria fu la condanna razionale alla pena di morte. Egli riteneva infatti che la pena capitale poteva essere applicata solo se essa avrebbe costituito realmente un deterrente : secondo Beccaria per la pena di morte non era un deterrente per il delinquente bens era concepita da questultimo come una sfida nei confronti dello Stato e inoltre poneva subito fine alle pene del colpevole che era molto pi intimorito dalla prospettiva di scontare la pena dellergastolo. Secondo Beccaria inoltre la pena di morte poteva essere tollerata solo se un cittadino avesse arrecato danno allintera societ , che allora in questo caso ne disponeva leliminazione fisica ; tale situazione si verifica per solo quando un paese attraversato da un conflitto civile. Beccaria inoltre contest la pena capitale anche sul piano del diritto : infatti nonostante esistesse il diritto dello stato di punire , in virt del contratto sociale , la condanna a morte non era contemplata poich secondo il contratto stesso lindividuo cede alla societ una parte della propria libert , ma non cede certamente ad essa il diritto alla vita. In Italia , riguardo al tema della riforma del sistema giudiziario , molto importante fu lopera di Filangeri , il quale polemizz contro la giustizia di stampo feudale. Tale forma di giustizia nel Settecento si affiancava alla giustizia statale : essa tuttavia era certamente imparziale poich si fondava sul principio che i giudici erano stipendiati dai baroni. Un terzo tema assai caro ai pensatori illuministi fu quello della riforma delle istituzioni pubbliche. Anche per questo tema le diverse sfumature delle dottrine illuministe si appiattirono coalizzandosi contro il potere arbitrario e lassolutismo monarchico. Tuttavia le soluzioni a questa problematica furono assai diverse tra loro. Per comodit possibile rintracciare tre diverse linee delle proposte politiche illuministe di riforma istituzionale. Una proposta molto importante fu quella di Montesquieu elaborata ne Lo spirito delle leggi , pubblicato nel 1748. Tale opera risult molto innovativa poich lautore comp unanalisi dei meccanismi regolatori della societ , priva di influenze religiose e metafisiche. Montesquieu individu tre forme di governo , tradendo la tradizionale divisione delle tre forme istituzionali a seconda della gestione del potere nelle mani di un singolo , di una elites o di tutta la popolazione ; le tre nuove forme istituzionali furono individuare nel dispotismo , nella monarchia e nella repubblica. Secondo lautore francese la monarchia consustanziale alla nobilt e in essa vi sono leggi stabili e certe.

Nel dispotismo invece il singolo governa senza leggi stabili e senza lappoggio della classe nobiliare. Montesquieu sottoline dunque limportanza dei cosiddetti corpi intermedi che avrebbero impedito la degenerazione della monarchia in dispotismo ; nella tradizione monarchica francese tali organismi erano i parlamenti , in particolare quello di Parigi ; inoltre anche la nobilt aveva sempre impedito la creazione di un assolutismo stabile e duraturo. Una seconda proposta assai innovativa fu elaborata da J.J. Rousseau , personalit molto complessa e discussa del mondo illuminista. Rousseau , di origine ginevrina , entr in contatto con i circoli intellettuali di Parigi e collabor alla creazione dellEnciclopedia. Il suo scritto veramente importante considerato il Discorso sullorigine e i fondamenti dellineguaglianza fra gli uomini , pubblicato nel 1755. In esso Rousseau criticava radicalmente la societ e le istituzioni e affermava che la storia era una progressiva decadenza delluomo rispetto al suo stato originario. Secondo Rousseau la causa di questa decadenza era lintroduzione della propriet privata. Queste teorie apertamente contrarie alle dottrine illuministe della societ in progresso gli causarono lallontanamento dai philosophes e dagli enciclopedisti. Egli tuttavia non si limit a criticare sterilmente la societ moderna ma elabor una proposta di rifondazione della societ. Punto centrale di questo discorso il contratto sociale secondo il quale ogni individuo alienava alla societ tutti i propri diritti. Lorganismo sociale che nasceva era un IO COMUNE in cui tutti i consociati si identificavano e i n cui tutti , grazie allalienazione dei diritti , erano veramente uguali. Lio comune esprimeva attraverso la volont generale , intesa come volont del corpo sociale nella sua interezza e non come somma aritmetica di ogni singola volont particolare. La volont generale persegue solo il bene comune generale e lutilit pubblica. Questo modello sociale ha la possibilit di attuarsi solo in una forma di democrazia diretta in cui la sovranit inalienabile e nessuno pu esercitarla in nome di altri individui. Il limite maggiore di tale dottrina sta nel fatto che essa realizzabile solo in piccole comunit , quale era la Ginevra in cui visse lo stesso Rousseau. Il punto fondamentale del modello democratico roussoniano , oltre alla non-rappresentativit del potere , lidentit e la conformit tra volont generale e leggi dello Stato. Una terza proposta di riforma istituzionale fu espressa dagli enciclopedisti guidati da Diderot. Essi riprendendo la teoria della rappresentativit ritenevano che la volont generale potesse essere rappresentata. Il problema principale era cos quello di definire la rappresentanza ; secondo il barone DHolbac essa si legava al concetto di propriet : infatti solo coloro che possedevano una propriet avevano interesse a difenderla e a votare rappresentati politici che difendessero i propri interessi. IL CENTRO DELLILLUMINISMO : LA FRANCIA Lilluminismo stato senza dubbio un fenomeno europeo tuttavia possibile individuarne il centro propulsore nella Francia.

Agli inizi del Settecento la Francia era il paese pi popolato e pi ricco dEuropa ; la sua influenza politica si estendeva senza dubbio in tutta la parte continentale e la propria vita di corte fu imitata da tutte le altre corti europee ; le arti , soprattutto quelle letterarie , e le scienze conobbero uno straordinario sviluppo ; lampiezza e la ricchezza dei ceti privilegiati aumentava lo sviluppo intellettuale. Allo stesso tempo per la politica assolutistica di Luigi XIV suscit unestesa cultura di opposizione da parte dei giansenisti , dei libertini , degli ugonotti e delle altre minoranze religiose. Cos proprio lintreccio , a volte segreto , tra la cultura ufficiale e quella di opposizione nacquero i primi dibattiti e le prime opere illuministe. Le opere illuministe francesi trattarono principalmente il tema dellanalisi della societ del tempo , concentrando linteresse sul sistema politico e sui fondamenti della monarchia di diritto divino.

CAPITOLO XVI : GUERRE ED EGEMONIA NELLEUROPA DEL 1700


Fra il 1700 e il 1763 emerse e si acu lo scontro su scala mondiale tra Francia ed Inghilterra. Questo conflitto , avviato per il predominio commerciale mondiale , nel corso del secolo si trasform progressivamente in una lotta per i possedimenti coloniali in America e in India. La sconfitta francese e laffermarsi dellegemonia coloniale inglese furono accompagnate dal definitivo tramonto nel panorama mondiale ed europeo della Spagna. La Spagna oltre che cedere allInghilterra il proprio predominio commerciale , dovette cedere al regno inglese , con il trattato di Utrecht , lisola di Minorca e Gibilterra , punti strategici per il controllo del Mediterraneo. Lo scontro franco-inglese del Settecento produsse diverse reazioni nelle potenze europee. LInghilterra persegu una politica europea volta alla difesa dellequilibrio consolidatosi dopo la guerra di successione spagnola , evitando pesanti impegni bellici nel teatro europeo. La Francia invece cerc soprattutto di consolidare il proprio ruolo di potenza continentale egemone , inserendosi in tutte le occasioni di conflitto. Nel corso del Settecento inoltre si verific lingresso nel panorama politico europeo della Russia e della Prussia. La Russia della fine del Seicento e degli inizi del Settecento era governata da Pietro il Grande , importante esponente della dinastia dei Romanov , casata nobiliare che si impose al Cremlino a partire dal 1612. La nazione russa fu edificata a partire dalla seconda met del Cinquecento ad opera del primo zar Ivan il Terribile che avvi una cruenta lotta contro i boiardi , ossia gli esponenti della nobilt latifondista russa , costruendo cos il primo nucleo statale attorno al ducato di Moscovia. Lazione politica di Pietro il Grande si diresse verso due direzioni , volte ad edificare un assolutismo monarchico sul modello francese. In primo luogo lo zar russo mir alla riorganizzazione dellassetto statale ed amministrativo , attuata con lemanazione della cosiddetta tavola dei ranghi , la quale prevedeva lavanzata nel settore amministrativo per merito ; inoltre lingresso alle cariche pubbliche era possibile anche ai non nobili e coloro i quali arrivavano a ricoprire un determinato incarico importante e prestigioso potevano beneficiare di un titolo nobiliare che sarebbe potuto divenire anche ereditario. Questultima delibera fece s che si creasse una nuova nobilt burocratica , come era avvenuto in Francia durante il regno di Enrico II ; tuttavia il fenomeno russo si differenziava da quello francese poich le cariche pubbliche e il titolo nobiliare potevano essere acquisiti per merito e non per denaro. Laltro grande settore in cui oper lo zar Pietro I fu quello religioso cercando di limitare il potere della Chiesa ortodossa russa , che nel corso del Seicento si era scissa dal movimento bizantino ortodosso. Pietro il Grande sottopose al controllo statale la Chiesa nazionale attraverso la creazione del Santo Sinodo , unassemblea costituita da membri ecclesiastici e membri civili che aveva il compito di organizzare e gestire la chiesa stessa. La politica dello zar si inser entro la cornice di occidentalizzazione della Russia.

Il fatto pi evidente di tale aspetto fu ledificazione della citt di Pietrogr ado che si imporr nel contesto del Baltico , divenendone il polo commerciale principale a discapito della Svezia. Pietro il Grande promosse anche un rapido sviluppo culturale ed artistico istituendo numerose accademie sul modello di quelle europee. Laltro grande attore della politica europea del XVIII secolo fu il regno di Prussia , nato dallaccorpamento di alcuni stati tedeschi e di recente formazione. Insieme alla Russia , alla Prussia , alla Francia e allInghilterra , anche lAustria nel corso del Settecento cerc di imporsi nel panorama continentale. Analizzando la situazione geopolitica dellEuropa settecentesca possibile notare che il margine atlantico era costituito da una serie di stati corrispondenti a realt storiche , linguistiche e religiose sostanzialmente definite. Il margine orientale era invece formato dalla potenza russa , che , sebbene di recente costruzione , era gi una realt forte e stabile. Il margine settentrionale era invece costituito dagli Stati Scandinavi , ossia dal regno di Svezia e da quello di Danimarca. Accanto a queste tre aree forti si collocava unarea debole costituita da Germania e Italia. Tali zone geografiche erano politicamente deboli a causa della loro frammentazione politica e culturale. A cavallo di queste due aree oper il regno austriaco profondamente legato allImpero , come suo nucleo , e allItalia , come potenza egemone in quel territorio. Proprio gli insuccessi militari riportati dallAustria causarono importanti modifiche territoriali nellImpero e in Italia. I principali conflitti del Settecento furono la guerra di successione spagnola , la guerra di successione polacca , la guerra di successione austriaca e la guerra dei Sette Anni. LA GUERRA DI SUCCESSIONE SPAGNOLA Agli inizi del Settecento Luigi XIV re di Francia sinser nel problema dinastico spagnolo avviando un conflitto per il controllo del regno di Spagna. Il conflitto , avviato nel 1702 , si concluse nel 1713 con la consegna della corona spagnola a Filippo V , nipote di Luigi XIV , con la condizione che i regni di Francia e Spagna rimanessero divisi. Tuttavia nel 1718-19 la Spagna , guidata da un abile prelato italiano , Giulio Alberoni , e insoddisfatta degli accordi di Utrecht , aveva avviato un nuovo conflitto. Dapprima occup la Sardegna austriaca e la Sicilia sabauda ; tuttavia in un secondo momento lintervento della flotta inglese blocc il progetto espansionistico di Alberoni. La Spagna fu sconfitta e laccordo tra le potenze raggiunto a Londra nel 1718 fu sottoscritto dal regno iberico nel 1720 ; tale pace ribadiva essenzialmente i termini dellaccordo di Utrecht , con la sola differenza che la Sicilia sarebbe passata allAustria e la Sardegna ai Savoia. In virt di questo vantaggioso scambio lAustria rafforz ancora di pi il proprio dominio in Italia. LA GUERRA DI SUCCESSIONE POLACCA Terminata la questione spagnola , nel 1733 scoppi la guerra di successione polacca. Questo conflitto , scoppiato nellEuropa centro-orientale , caus importanti modifiche soprattutto nella penisola italiana.

Nel 1713 limperatore Carlo VI eman la Prammatica Sanzione con la quale aveva modificato le regole tradizionali di successione della Casa asburgica , ammettendovi anche le figure femminili , evitando cos che si presentasse una crisi dinastica. Il principale obiettivo politico di Carlo VI fu dunque quello di ottenere il riconoscimento della Prammatica Sanzione da parte delle maggiori potenze europee. Per questo motivo , egli pur di raggiungere tale scopo , concesse parte dei suoi domini alla altre potenze continentali. In realt il problema della successione in assenza di eredi diretti costituiva soprattutto un pretesto per avanzare rivendicazioni sui troni di quegli stati minori che non avrebbero avuto la forza di opporsi. Infatti non un caso che nessuna potenza europea fosse intervenuta nella questione dinastica inglese. Nel 1733 le ostilit tra alcune potenze europee si riaccesero a causa della questione polacca. Secondo il particolare sistema vigente in Polonia nel Settecento i sovrani venivano eletti da una numerosa assemblea di nobili. Lelezione avvenuta dopo la morte del re Federico I Augusto di Sassonia vide il successo di Stanislao Leszczynski , candidato sostenuto dalla Francia e suocero di Luigi XV. La Russia allora intervenne imponendo sul trono polacco il proprio candidato , lelettore di Sassonia , Federico Augusto , sostenuto anche dallAustria. Ne segu un conflitto combattuto prevalentemente in Italia che coinvolse Francia , Spagna , Savoia , da una parte , e Austria , con lappoggio esterno della Russia , dallaltra. Nel 1735 tuttavia il conflitto termin e nel 1738 fu firmata la pace di Vienna. Con tale accordo , Leszczynski ottenne lassegnazione del ducato di Lorena , che , dopo la sua morte , sarebbe passato al re di Francia. Il duca Francesco Stefano di Lorena , marito di Maria Teresa dAustria , erede di Carlo VI , ottenne il Granducato di Toscana , dove si era estinta la dinastia regnante dei Medici. Carlo di Borbone , duca di Parma e figlio di Filippo V di Spagna , ottenne il regno di Napoli e il possesso della Sicilia. I Savoia invece ricevettero solo Novara e Tortona. LAustria vide riconosciuta dalla Francia la Prammatica Sanzione ed ottenne il ducato di Parma. In Italia cos si insediarono due nuove dinastie regnanti : i Lorena in Toscana e i Borbone a Napoli. LA GUERRA DI SUCCESSIONE AUSTRIACA Nel 1740 , poco dopo la morte di Carlo VI e lascesa al trono dAustria di Maria Teresa , il re di Prussia Federico II occup la Slesia , una ricca regione asburgica a nord-est della Boemia. La successione austriaca , che sembrava essere stata garantita grazie alla Prammatica Sanzione , fu nuovamente messa in discussione , stavolta per dallespansionismo prussiano , a cui si aggiunsero le rivendicazioni dellelettore di Baviera , sostenuto dalla Francia. Si ricomposero cos due fronti contrapposti , uno costituito da Francia , Spagna e Prussia , e laltro formato da Inghilterra , Austria , Olanda e Savoia. La guerra scoppi nel 1740 e fu prevalentemente combattuta in Boemia , in Germania , nelle Fiandre e nellItalia settentrionale , senza per che si verificassero battaglie campali decisive.

Cos nel 1748 fu stipulata la pace di Aquisgrana che sanc il riconoscimento definitivo della Prammatica Sanzione , la cessione della Slesia alla Prussia e lacquisizione da parte dei Borbone del ducato di Parma. La Francia invece , nonostante i suoi successi militari , non ottenne alcun territorio. In Italia invece si avvi un importante e lungo periodo di pace che si protrasse sino al 1798 , anno della discesa napoleonica nella penisola. LA GUERRA DEI SETTE ANNI LAustria non si era per rassegnata alla perdita della Slesia e , con la promessa del la cessione dei Paesi Bassi , riusc ad allearsi con la Francia , che mirava ad ottenere anche la regione dellHannover. Cos Francia ed Austria si trovarono per la prima volta nella storia unite , alleandosi anche con la Russia ed opponendosi allasse anglo-prussiana. La Francia e lInghilterra furono impegnate in un conflitto mondiale che si concluse nel 1763 con la pace di Parigi che la sanc la supremazia coloniale inglese. Nel continente europeo invece fu la Prussia che , sentendosi accerchiata da Austria , Francia e Russia , apr le ostilit belliche. La guerra ebbe a lungo un andamento incerto ma alla fine la Prussia , grazie al moderno e potente esercito di cui disponeva , ne usc trionfante. Nel 1762 venne cos stipulata una pace separata con la Russia. Nel 1763 invece a Hubertusburg venne firmata la pace con limperatore asburgico ; tale accordo decret il riconoscimento dellacquisizione della Slesia da parte della Prussia e dunque , implicitamente , anche il riconoscimento di questultima come potenza europea. La Prussia inoltre , nel corso del Settecento , riusc a rafforzarsi non solo grazie alle debolezze interne dellAustria ma anche grazie alle divisione della Polonia : questultima potenza infatti , a causa di una serie di problemi interni , non era riuscita a sviluppare una struttura statale moderna. Cos Federico II di Prussia , approfittando della debolezza polacca , avvi una serie di mutilazioni territoriali , dette spartizioni , attuate con lappoggio della Russia e dellAustria. Nel 1772 fu conclusa la prima spartizione che sottrasse alla Polonia circa un terzo del proprio territorio nazionale. Nel 1773 , a causa di una rivolta democratica interna , che aveva il fine di istituire una monarchia costituzionale , Russia e Prussia attuarono una seconda spartizione. Nel 1794 una rivolta popolare interna cerc di rovesciare il predominio russo in Polonia ; gli insorti furono per sconfitti e nel 1795 fu stipulata fra Russia , Prussia ed Austria una terza spartizione che decret la scomparsa della Polonia come stato autonomo.

CAPITOLO XVII : LASSOLUTISMO ILLUMINATO


Con lespressione assolutismo illuminato si sottolinea che la forma di governo sempre di stampo assolutistico , illuminata per dallazione della ragione. Con lespressione dispotismo illuminato si ricollega invece implicitamente il sovrano al despota del mondo greco in cui tale termine non era considerato in senso negativo : infatti il despota concentrava a s tutto il potere ma lo gestiva in maniera ottimale contro le correnti negative interne alla nazione. Allinterno del movimento illuminista possibile individuare un disegno politico forte che mirava alla riforma dellapparato statale , in particolare delle Finanze , della pubblica amministrazione e della giustizia. I sovrani illuministi invece si concentrarono anche sulle questioni religiose , in particolare cercarono di separare il potere e la sfera civili e il potere e la sfera religiosi. Riguardo a tale questione un contributo fondamentale fu apportato dalla tesi di Sarpi che affermava la necessit di ricondurre al potere civile qualsiasi conflitto civile , anche se riguardante esponenti ecclesiastici , ponendo cos le basi del giurisdizionalismo. I sovrani illuminati inoltre avviarono una pesante campagna contro la Compagnia del Ges , considerata forma autonoma di potere allinterno degli stati. I despoti illuminati , non potendo tollerare questa concezione di indipendenza dal potere statale , fecero pressioni sul Pontefice che , negli anni Settanta del Settecento , decise di sciogliere la compagnia dei gesuiti. LE RIFORME DELLIMPERO ASBURGICO Le monarchie che con maggiore continuit e forza realizzarono un importante piano riformatore furono Austria e Prussia , due potenze rivali nellEuropa Centrale. Fu per proprio questa forte rivalit che stimol il rafforzamento dello Stato. Nel 1740 , con lascesa al trono asburgico di Maria Teresa , inizi ad essere attuato un poderoso programma riformatore. Maria Teresa prese una serie di provvedimenti mirati a ridurre il potere delle autonomie locali ed a separare competenze e attribuzioni ancora confuse , separando di fatto il potere giudiziario da quello finanziario ed amministrativo. Lamministrazione fu accentrata in sei dipartimenti e al Consiglio di Stato fu conferito il ruolo di ordinamento. Nellattuare il proprio programma di riforme limperatrice fu affiancata dal conte von Kaunitz , ministro degli esteri , che forn un contributo sostanziale alla creazione della burocrazie imperiale che sarebbe divenuta il fulcro del futuro impero austro-ungarico. La centralizzazione delle funzioni amministrative trasform Vienna , la capitale dellImpero , in un vivacissimo polo culturale. Maria Teresa si interess anche di redigere un catasto che consent di tassare anche le rendite finanziarie dei nobili. Nel 1774 furono fissati i criteri per listruzione primaria obbligatoria.

Con in beni ottenuti dalla soppressione della Compagnia del Ges , sostituita nellistruzione dai frati scolopi , furono finanziate le spese per linsegnamento pubblico. Maria Teresa inoltre , con una serie di provvedimenti , cerc di limitare le prerogative del clero : la censura fu gestita dallo Stato , lInquisizione venne progressivamente smantellata ed infine abolita e fu vietato di prendere i voti monastici prima dei 24 anni. Fu avviato cos un intenso programma accentratore e giurisdizionale che fu poi proseguito dal successore di Maria Teresa , ossia il figlio Giuseppe II che sal al trono asburgico nel 1780. La politica religiosa di Giuseppe , definita giuseppinismo , mirava ad unificare nelle mani dello Stato i poteri e le prerogative nei confronti del clero nazionale. Furono inoltre soppressi gli ordini contemplativi , ossia quelli non dediti allassistenza e allinsegnamento. Vennero istituiti nuovi seminari statali per listruzione del clero. In materia religiosa Giuseppe II abol anche le discriminazioni nei confronti dei protestanti e dei greco ortodossi. Tale azione politica suscit la reazione di Pio VI che a pi riprese cerc di persuadere il sovrano. In materia di legislazione criminale Giuseppe II nel 1788 introdusse il codice penale giuseppino in cui furono ridotti i capi daccusa puniti con la pena di morte , fu abolito luso della tortura e furono vietati i processi di stregoneria , gi soppressi da Maria Teresa. Venne introdotto inoltre il matrimonio civile e fu decretata una certa libert di stampa. Nel 1781-82 limperatore abol , nei territori dellAustria e della Boemia , le cosiddette servit personali dei contadini. Giuseppe II avvi anche un nuovo catasto per tassare con maggiore precisione i nobili e decise di ridurre i privilegi fiscali della nobilt. Il tentativo di estendere questi provvedimenti anche allUngheria e ai Paesi Bassi austriaci caus ribellioni autonomiste guidate dalla nobilt locale. Il successore di Giuseppe II , Leopoldo II , gi granduca di Toscana con il nome di Pietro Leopoldo , fu costretto a pacificare limpero e a ritardare il progetto di riforma illuminata. IL DISPOTISMO ILLUMINATO IN PRUSSIA Federico II di Hohenzollern re di Prussia rappresenta la pi riuscita personificazione dellideale del sovrano illuminato. Egli fu molto legato ai philosophes francesi , strinse una stabile amicizia con Voltaire , apr lAccademia delle Scienze agli illuministi e scrisse egli stesso alcune opere storiche e politiche. Tuttavia , se sul piano teorico Federico II era un promotore della pace e degli ideali illuministi , sul piano pratico , soprattutto in politica estera , lazione del re fu assai militarista. Questa dicotomia fra principi filosofici e politica di potenza caratterizz non solo la vicenda personale di Federico II bens tutta la storia della Prussia stessa nonch quella della Germania. Il pi significativo cambiamento apportato da Federico II fu la riforma del sistema giudiziario che prevedeva lintroduzione di un codice di procedura civile e un codice civile estremamente efficienti e listituzione di una magistratura di carriera preparata e capace. Nel 1763 , per la prima volta in Europa , fu introdotta listruzione elementare obbligatoria. In ambito economico Federico II avvi una politica protezionistica favorendo per anche il commercio internazionale.

Furono sviluppate , con sussidi statali , le industrie manifatturiere e fu incrementata la colonizzazione contadina delle province orientali. In ambito religioso fu avviata una certa politica di tolleranza , soprattutto nei confronti dei cattolici. In ambito militare , lesercito , che gi assorbiva l80% delle spese pubbliche , fu ulter iormente potenziato ; Federico II inoltre riusc a trasformare la nobilt , un ceto guerriero in declino in tutta Europa , in una capace aristocrazia militare , disciplinata e sotto il controllo dello Stato e del sovrano. In ambito amministrativo Federico II si limit a centralizzare maggiormente il sistema burocratico gi edificato da padre Federico Guglielmo I. Federico II si limit ad irrigidire esclusivamente il controllo delle finanze pubbliche. Proprio a causa di questa politica amministrativa poco incisiva la burocrazia prussiana era piuttosto debole e fondata solo sullautorit e lintelligenza del sovrano. IL DISPOTISMO ILLUMINATO IN RUSSIA Anche la Russia nella seconda met del Settecento fu governata da un sovrano illuminato ; costui era la zarina Caterina II di Russia che fu molto legata alla figura dei philosophes francesi. Tuttavia nel suo caso i propositi teorici superarono di gran lunga le iniziative nel campo delle riforme. Nel 1767 Caterina II convoc una commissione composta da rappresentanti della nobilt , delle citt e dei contadini liberi , affinch fosse redatto un pi moderno codice istituzionale. La presenza di altri ceti accanto a quello nobiliare testimonia lesigenza , pi che di riformismo , di attenuamento del predominio aristocratico. Il programma riformatore della zarina prevedeva lintroduzione della libert di stampa e del principio della tolleranza religiosa e labolizione della servit dei contadini. Sul piano pratico Caterina II riusc ad intervenire solo in parte nellamministrazione e nelleconomia : requis i beni ecclesiastici , abol i vincoli alle attivit commerciali , consentite ora anche ai contadini , e abol anche le istituzioni monopolistiche. Nel 1755 avvi una riforma amministrativa che , almeno sul piano teorico , confer maggiore importanza alle assemblee nobiliari. Cos mentre in tutto il resto dEuropa la nobilt e i suoi principi venivano sostituiti dalle idee progressiste e dalla classe borghese , in Russia la classe nobiliare acquisiva e consolidava nuovi e vecchi privilegi come testimonia la Carta della Nobilt del 1785. IL MOVIMENTO RIFORMATORE IN ITALIA Austria , Prussia e Russia furono gli stati nazionali europei maggiormente coinvolti nel dispotismo illuminato. Tuttavia anche Spagna e Portogallo , sebbene limitato al settore giurisdizionalista , e Danimarca e Svezia , entro un progetto organico ed unitario , furono attraversati da un processo di rinnovamento istituzionale. In Italia , dove sul piano teorico vi furono i pi importanti illuministi , sul piano pratico a questo grande bacino intellettuale corrispose unazione efficace limitata solo ad alcuni stati , quali la Lombardia , la Toscana , i domini diretti dellAustria e dellimpero asburgico e il regno di Napoli.

Nel 1771 inoltre Carlo Emanuele III abol i diritti feudali , seppure nelle sole terre dei Savoia e previo un adeguato indennizzo. Nel regno di Napoli sotto il regno di Carlo di Borbone si ebbe una notevole spinta giurisdizionalista ed anticuriale. Nel 1759 la reggenza del regno partenopeo fu affidata al ministro Tanucci poich Carlo di Borbone divenne re di Spagna con il nome di Carlo III. Tuttavia oltre al rafforzamento giurisdizionalista e alla creazione di un catasto , detto onciario , molto superficiale , non si verificarono , nel regno campano , molte altre riforme istituzionali. Tale aspetto sorprende ancora di pi se lo si paragona alla vivacit degli intellettuali napoletani tra cui molto importante fu Galanti , autore della Nuova descrizione storica e geografica delle Sicilie dalla quale emerge una profonda situazione di stagnazione e di arretratezza del Meridione italiano. Nel ducato di Milano , dominio dellimpero asburgico , furono introdotte le stesse riforme scolastica , civile , giurisdizionalista e fiscale avviate nei domini diretti asburgici. Furono ridotti i poteri di alcuni organismi nobiliari , furono riscattate le regalie , ossia i diritti spettanti allo Stato e ceduti alla nobilt , furono sottratte agli appaltatori le riscossioni delle tasse , fu promosso il libero commercio dei granai e fra il 1749 e il 1759 fu redatto un catasto sotto la guida del funzionario toscano Pompeo Neri. Limportanza dei catasti , sorti in numerosi paesi europei proprio a partire dal Settecento , sta nellaver fornito allo Stato un efficiente strumento di calcolo fiscale e ai proprietari la certezza delle imposte da versare. Nel Granducato di Toscana , durante il regno di Pietro Leopoldo , futuro imperatore dAustria , furono avviate le pi significative riforme illuminate. Il riformismo toscano fu contraddistinto da una spiccata propensione alle soluzioni pratiche e tecniche piuttosto che dalle speculazioni teoriche. Nella politica ecclesiastica furono applicati i principi giurisdizionalisti , furono soppressi numerosi conventi e ostacolate le attivit non socialmente utili del clero. Inoltre Pietro Leopoldo , in sintonia con il vescovo giansenista di Pistoia , Scipione de Ricci , cerc anche di avviare una riforma della Chiesa toscana fondata sul principio di autonomia dei vescovi e dei preti dalla Chiesa romana e su forme pi rigorose di culto. Nel 1786 si tenne il sinodo di Pistoia che mise a punto questo programma ; tuttavia lopposizione della maggioranza del clero e i tumulti popolari in difesa della tradizione bloccarono questa riforma. Nella politica giudiziaria , nel 1786 venne adottato un nuovo codice penale in cui vennero abolite la pena capitale e la tortura e in cui fu riconosciuto allimputato il diritto alla difesa ; fu inoltre resa obbligatoria la motivazione e la pubblicazione della sentenza emessa dal giudice. Nel campo economico fu avviata unintesa politica liberista attuata con lintroduzione della libert di commercio dei grani e con labolizione delle corporazioni. Fu avviato anche un intenso programma di sviluppo agricolo e fu bonificata la Maremma e la Val di Chiana. Nel 1753 fu fondata inoltre lAccademia dei Georgofili che contribu notevolmente allo sviluppo delle tecniche agricole e delle colture. Nel corso degli anni Ottanta del Settecento fu avviata anche una riforma municipale che prevedeva , tramite un decentramento amministrativo , un aumento di prerogative dei piccoli e grandi proprietari , minando cos le basi del nobiliarismo.

Tale riforma costituisce un unicum allinterno del fenomeno del dispotismo illuminato che mirava invece in generale ad un accentramento dei poteri pubblici. La pi importante riforma che Pietro Leopoldo voleva attuare era per quella costituzionale : il granduca infatti era convito che il sovrano fosse un dipendente al servizio del popolo e che i rapporti tra questi due soggetti dovesse essere regolato con una sorta di contratto che limitasse lautorit e il potere del sovrano. Tuttavia le opposizioni interne alla corte di Vienna e la sua successiva ascesa ad imperatore bloccarono questo progetto costituzionalista. LA NASCITA DEL CONCETTO DI OPINIONE PUBBLICA Sul finire del Seicento in Inghilterra e ad inizio Settecento in Francia nacque e si svilupp il concetto di opinione pubblica. Lopinione pubblica considerata qualcosa di pi della somma delle singole opinioni private bens lidea del pubblico , ossia di quella parte di cittadini capaci di esprimere e pensare politicamente. Essa nasce con la nascita del concetto di pubblico , ossia con linvenzione della stampa e con listituzione delle prime forme di associazionismo , politico e culturale , e pi in generale con la nascita di una societ civile distinta dallo Stato. Per tutto il Settecento e per gran parte dellOttocento coloro che contribuivano a costituire lopinione pubblica erano un numero assai ristretto di persone , espressione delle elites colte. Queste elites avevano il compito di rappresentare il paese reale e di controllare loperato del potere pubblico. Alla fine dellOttocento il concetto di opinione pubblica venne modificandosi : infatti con lavvento della societ di massa gli esponenti che contribuivano a formare il senso comune aumentarono e lopinione pubblica stessa assunse il compito non pi di controllare il potere bens di promuovere e sviluppare idee che partissero dal basso.

CAPITOLO XVIII : LA RIVOLUZIONE AMERICANA


La storiografia moderna per indicare il fenomeno che diede lavvio alla nascita degli Stati Uniti dAmerica utilizza due espressioni distinte : rivoluzione americana e guerra di indipendenza americana. Con essi si vuole indicare due aspetti diversi dello stesso fenomeno : con il primo si vuole sottolineare la nascita di una nuova forma istituzionale , rivoluzionaria appunto ; con il secondo invece si tende a porre in risalto laspetto indipendentista. La rivoluzione americana , sviluppatasi tra il 1776 e il 1783 , fu il primo esempio di lotta di liberazione condotta vittoriosamente da un paese extraeuropeo contro una potenza europea. Essa inoltre segn la nascita di uno stato che nella storia contemporanea avrebbe svolto un ruolo egemone e determinante. Inoltre essa apr la stagione delle cosiddette rivoluzioni liberali o borghesi , da cui si sarebbero sviluppati gli ordinamenti istituzionali moderni. Da questo punto di vista la rivoluzione americana si colloca idealmente su una linea che dalla tradizione illuminista e dalle due rivoluzioni inglesi culmina nella rivoluzione francese. Tuttavia sarebbe riduttivo interpretare le vicende che diedero origine agli Stati Uniti dAmerica in una prospettiva europea : infatti nonostante il Nuovo Mondo fosse abitato in prevalenza da europei , il contesto geopolitico e sociale era estremamente differente. LE TREDICI COLONIE Attorno alla met del Settecento il territorio controllato dalla Gran Bretagna nel Nuovo Mondo si estendeva su una fascia costiera , dalla parte atlantica , delimitata a nord dalla regione dei Grandi Laghi , a sud dalla Florida spagnola e ad ovest dalla catena montuosa degli Appalachi. Nel corso della seconda met del Settecento il numero della popolazione che abitava questa zona crebbe esponenzialmente al punto che i coloni americani dovettero cercare nuove terre da abitare , dirigendosi ad ovest , dove per vi era una forte presenza indiana. La colonizzazione inglese del Nord America si svolse in tempi piuttosto lenti , fra linizio del Seicento e la met del Settecento , ed era stata frutto non di una azione unitaria ed organizzata bens della somma delle singole azioni intraprese sia da compagnie commerciali sia da gruppi privati. Lazione di alcune comitive commerciali si un infatti ad una massiccia e costante emigrazione dalla Gran Bretagna e dagli altri paesi europei di minoranze religiose e politiche. Sia le iniziative economiche sia i movimenti migratori furono incoraggiati dal governo inglese in modo da controbilanciare la presenza delle altre potenze coloniali , quali Francia e Spagna , nel nuovo continente. La prima colonia inglese fondata in America fu la Virginia , nata nel 1607 ad opera della compagnia commerciale Virginia Company. Negli anni fra il 1620 e il 1640 numerosi gruppi puritani emigrarono dallInghilterra e si insediarono in quello che divenne poi il Massachusetts ; il primo insediamento in questa zona

nacque nel 1620 quando nellattuale New Plymouth sbarcarono dalla nave Mayflower i ce lebri padri pellegrini. Fino a quando il Massachusetts non divenne colonia inglese esso si resse come uno stato indipendente fondato su un nuovo modello di societ e di Chiesa. Negli anni 1630-1640 un gruppo di puritani dissidenti abbandonarono il Massachusetts e fondarono due nuove colonie : il Connecticut e il Rhode Island. Il Connecticut fu la prima colonia americana a darsi una costituzione scritta. Nel 1679 unaltra regione del Massachusetts si separ e diede origine al New Hampshire. Queste originarie quattro colonie occupavano la regione detta Nuova Inghilterra ed anche dopo lindipendenza avrebbero mantenuto sempre un forte orientamento puritano. Se le colonie del Nord nacquero dallemigrazione delle minoranze europee , le colonie del Sud nacquero come benefici concessi a diverse famiglie aristocratiche dai vari sovrani inglesi. Nel 1632 Carlo I concesse il Maryland allaristocratico Lord Baltimore e nei decenni successivi tale regione divenne meta di numerosi cattolici perseguitati. Nel 1663 Carlo II concesse ad otto proprietari terrieri le regioni dellattuale Carolina del Nord e del Sud , dove affluirono numerosi inglesi , esuli ugonotti francesi e coloni poveri provenienti dalla Virginia. Carlo II concesse inoltre a suo fratello , duca di York , futuro Giacomo II , i territori limitrofi alla foce del fiume Hudson. Tali territori erano in realt gi stati occupati dai coloni olandesi che vi avevano fondato il porto di Nuova America. Nel 1664 il porto fu occupato dalle truppe del duca e gli olandesi furono costretti a lasciare il possesso della zona al fratello del re inglese ; tuttavia , nonostante la sconfitta , ai cittadini olandesi fu concesso di rimanere a vivere nello stato americano ; in seguito la vecchia citt dove sorgeva lo scalo marittimo cambi nome in New York , divenendo la capitale dellomonima colonia. Alcuni territori a sud dellHudson furono ceduti ad altri proprietari terrieri , dando cos origine al New Jersey. Nel 1681 il ricco mercante quaqquero William Penn ricevette in concessione unampia regione boschiva fra lo Stato di New York e quello della Virginia. La nuova colonia prese il nome di Pennsylvania , fissando la capitale nella citt di Filadelfia. Penn era un convinto filantropo e predicava unampia tolleranza religiosa ed una equa divisione sociale delle ricchezze , attirando cos nella propria terra numerose comunit agricole del Nord e del Centro Europa. Nel 1703 alcune terre della colonia di New York furono vendute e vennero acquisite da Penn che vi form un nuovo stato , il Delaware. Infine nel 1730 nacque lultima delle tredici colonie inglesi in Nord America : in quellanno infatti furono acquisite alcune terre fra la Carolina del Sud e la Florida spagnola , costituendo cos il nucleo originario della Georgia , cos chiamata in nome del re inglese Giorgio II di Hannover. Dunque analizzata la loro origine , possibile notare che le colonie inglesi in Nord America differivano fra loro per molti aspetti , in particolare socio-economici e culturali. Da questo punto di vista possibile individuare tre aree distinte. Nelle quattro colonie della Nuova Inghilterra le condizioni climatiche erano abbastanza simili a quelle dellEuropa nord-occidentale e ci aveva favorito lo sviluppo di unagricoltura fondata essenzialmente sulla coltivazione dei cereali.

Lindustria era organizzata in piccole e medie aziende familiari riunite attorno a villaggi rurali che riproducevano il modello originario delle comunit puritane. Questo tipo di economia , nonostante si fondasse sul principio dellautoconsumo , si integrava bene con leconomia dei centri urbani della costa dove fiorivano i commerci , la pesca ed unindustria cantieristica. Nelle cinque colonie del Sud non esistevano grossi agglomerati urbani e leconomia era incentrata sulle piantagioni di tabacco e , in alcune zone , di riso , i cui prodotti erano destinati in larga parte alle esportazioni. Leconomia agricola latifondista si basava sulla propriet estensiva e sullistituzione della schiavit , di matrice africana. Le quattro colonie del Centro non costituivano un blocco omogeneo e fungevano da cerniera fra le colonie del Nord e quelle del Sud. In esse vi era una variet etnica sorprendente che incideva notevolmente nella composizione socioeconomica. Dal punto di vista economico , lattivit primaria era lagricoltura latifondista , con una maggiore differenziazione delle colture rispetto al Nord , grazie ad un clima pi mite. Il commercio era molto sviluppato , pi di quello praticato nelle colonie settentrionali. Dal punto di vista sociale , gli squilibri erano maggiormente marcati rispetto alle colonie della Nuova Inghilterra. Nel complesso leconomia nordamericana era strettamente dipendente da quella inglese soprattutto a causa degli Atti di Navigazione del 1651 e del 1660 con i quali lInghilterra si riservava il monopolio sui commerci americani. La quasi totalit della produzione coloniale era destinata ai mercati britannici mentre lindustria locale , eccetto quella cantieristica , era ostacolata affinch non entrasse in concorrenza con la Madrepatria. A questa forte dipendenza economica corrispondeva una larga autonomia politica. Undici delle tredici colonie erano poste sotto il controllo di un governatore di nomina regia , affiancato dai Consigli , nominati anchessi dalla corona inglese , di composizione nobiliare e borghese. A queste due istituzioni si aggiungevano anche le assemblee legislative elette dai cittadini in base a criteri assai diversi da colonia a colonia ; negli stati del Sud infatti il diritto di voto era praticamente concesso esclusivamente ai proprietari terrieri mentre negli stati del Nord vi era una larga partecipazione elettorale. Nel corso dei decenni le assemblee legislative assunsero sempre maggiori poteri , realizzando cos una vera e propria esperienza di governo rappresentativo. Forme di autogoverno si realizzarono anche a livello locale dove le comunit locali godevano di larga indipendenza. IL CONTRASTO CON LA MADREPATRIA I coloni erano in maggioranza nati e vissuti per un lungo periodo in Inghilterra e facevano costantemente riferimento alle idee e alla politica della madrepatria. Dunque i rapporti con la Gran Bretagna erano troppo forti e al tempo stesso i legami reciproci fra le tredici colonie erano troppo deboli.

Fu per questa ragione che sino alla seconda met del Settecento non fu possibile la nascita di una identit americana. Anche i contrasti con la corona inglese erano attenuati dalla larga autonomia politica concessa alle colonie. Inoltre il sostegno militare concesso dagli inglesi alle colonie era ritenuto vitale per la difesa del territorio dalle insidie delle due potenze cattoliche presenti in Nord America , ossia Francia e Spagna. Il fattore che fece radicalmente mutare questo stabile rapporto fu la Guerra dei Sette Anni. Il conflitto vide impegnati francesi , alleatisi con le trib indiane , contro le colonie americane , supportate dallInghilterra. Terminata la guerra , la pace di Parigi del 1763 sanc il passaggio alla Gran Bretagna di numerosi possedimenti nordamericani francesi e spagnoli. Si cre cos un vasto impero nordamericano che si estendeva dal Canada alla Florida. Per poter difendere un cos vasto territorio lInghilterra aveva bisogno di un potente esercito , assai costoso da mantenere. Inoltre le finanze inglesi subirono un pesante colpo a causa della lunghezza del conflitto contro la Francia. Proprio per questi due motivi a partire dal 1763 lInghilterra aument notevolmente il carico fiscale in Nord America. In realt i coloni non tolleravano questa aumento dellimposizione fiscale poich ritenevano che i costi inglesi per la difesa dellimpero coloniale fossero diminuiti poich , essendo il Canada francese passato sotto il controllo inglese , era venuto meno il pericolo da Nord. Nel 1763 il re Giorgio III eman un proclama che impediva ai coloni di espandere il loro territorio al di l della catena montuosa degli Appalachi e si avocava ai rappresentati inglesi la materia dei rapporti con gli indiani. Nel 1764 il parlamento inglese approv lo Sugar Act , unimposta sul commercio degli zuccheri che colpiva le importazioni di zucchero dai Caraibi francesi , inasprendo contemporaneamente i relativi controlli , fino allora poco severi , al punto che si era sviluppato un proficuo commercio clandestino tra America e Caraibi. Nel 1765 il parlamento approv lo Stamp Act , ossia lintroduzione di unimposta sugli atti ufficiali e sulle pubblicazioni. Queste misure provocarono un brusco deterioramento dei rapporti tra le colonie e la madrepatria britannica. Nel 1766 di fronte alle proteste dei coloni e dellopinione pubblica inglese lo Stamp Act fu ritirato ed abolito definitivamente. Nel 1767 per il Parlamento approv una serie di provvedimenti , detti Townshend Acts , che imponevano alle colonie dazi di entrata su numerose merci importate dallInghilterra e che rafforzavano i controlli doganali. A tali provvedimenti i coloni reagirono ampliando le proteste con numerose manifestazioni pubbliche e con il boicottaggio delle merci inglesi. La protesta fu organizzata dalle varie assemblee locali legislative e appoggiata dallo strumento della stampa , che ne ampli la portata. Si diffuse fra gli intellettuali americani lidea che nessuna tassa poteva essere imposta senza lapprovazione di unassemblea dove vi fossero i rappresentanti dei tassati , secondo il principio no

taxation witouth rappresentation ; dunque il Parlamento inglese , dal momento che non aveva nelle proprie fila rappresentanti delle colonie , non era legittimato ad imporre dazi alle colonie americane. Nel 1770 vennero revocati i Townshend Acts ma nonostante questo le proteste non cessarono. I coloni adesso infatti rivendicavano non solo una pi equa imposizione fiscale ma anche una maggiore autonomia politica affermando che le assemblee legislative , nelle questioni nordamericane , avrebbero dovuto avere lo stesso potere del Parlamento inglese. Nel 1773 lInghilterra affid alla Compagnie delle Indie occidentali il monopolio sul commercio del th , danneggiando gravemente gli scambi americani. Cos nello stesso anno , nel 1773 , un gruppo di ribelli , aderenti alla societ segreta Sons of Liberty , assalt le navi inglesi nel porto di Boston gettando a mare il carico di th. Il governo inglese reag approvando nel 1774 le cosiddette leggi intollerabili che prevedevano la chiusura del porto di Boston , la revoca di tutte le autonomie del Massachusetts e la sostituzione , in tutte le colonie , dei giudici locali con funzionari inglesi. Nel 1774 il primo Congresso continentale , tenutosi a Filadelfia , vide la partecipazione dei rappresentanti di tutte le colonie , eccetto la Georgia. Essi si accordarono per continuare lazione di boicottaggio e per difendere , ad ogni costo , la propria autonomia. Il governo inglese rispose intensificando la repressione militare in Massachusetts. Cos nel 1775 si ebbe il primo scontro militare fra le truppe inglesi e le milizie dei coloni a Lexington e a Concord , nei pressi di Boston. Sempre nel 1775 si tenne un secondo Congresso continentale , sempre a Filadelfia , che decise la creazione di un esercito comune , il Continental Army , il cui comando venne affidato a George Washington , un ricco proprietario terriero della Virginia. LA GUERRA CIVILE E LINTERVENTO EUROPEO Lo scontro fra Gran Bretagna e colonie del Nord America si presentava , sin dai primi momenti , come una lotta impari : infatti lInghilterra , una fra le maggiori potenze del mondo , schierava un esercito numeroso , ben equipaggiato e assai disciplinato ; le colonie invece erano assai deboli sia sul piano economico sia sul piano militare. Inoltre la stessa opinione pubblica americana si divise in tre gruppi distinti nel momento in cui fu deciso lo scontro armato. In primo luogo vi erano i lealisti , ossia i coloni , soprattutto appartenenti ai ceti agiati , che al momento dello scoppio del conflitto passarono dalla parte degli inglesi ; si avvi cos non solo una guerra di indipendenza ma anche una guerra civile. In secondo luogo vi erano gli indipendentisti , ossia i coloni che , appartenenti soprattutto al ceto intellettuale e artigiano , sostenevano la necessit di separarsi dalla madrepatria. In terzo luogo vi erano i moderati , ossia i coloni che cercarono di recuperare lautonomia dei propri stati senza separarsi dallInghilterra. Nellagosto 1775 Giorgio III si dimostr assolutamente intransigente , dichiarando lo stato di guerra civile. Cos il 4 luglio 1776 , dopo un lungo dibattito , il Congresso continentale approv la Dichiarazione di Indipendenza che sanc la secessione su un piano di fatto e su un piano di diritto ; in primo luogo i coloni dichiararono la propria indipendenza a causa della politica intransigente di Giorgio III che

ledeva gli interessi americani ; in secondo luogo i coloni sostenevano lindipendenza secondo il principio che gli uomini nascono liberi ed eguali e portatori di diritti inalienabili quali la vita , la libert e la ricerca della felicit ; un governo nasceva dunque per tutelare tali diritti e se ci non avveniva i suoi sudditi avevano il diritto e il dovere di ribellarsi alle istituzioni. Contemporaneamente alla Dichiarazione , le singole colonie iniziarono a dotarsi di proprie costituzioni nazionali. Sul piano militare le prime fasi del conflitto non furono favorevoli agli americani. Nellinverno 1775-76 fall un tentativo di attacco al Canada e gli inglesi assunsero stabilmente liniziativa , occupando nellagosto 1776 New York. Gli americani riuscirono ad evitare la sconfitta definitiva solo grazie allabilit di George Washington. Cos nellottobre 1777 gli inglesi subirono la prima vera sostanziale sconfitta nella battaglia di Saratoga. La posizione delle colonie era comunque precaria anche a causa di una forte crisi economica che attraversava tutti gli stati americani. Tuttavia due fenomeni riuscirono a salvare gli americani e a permettere loro di riorganizzarsi. Il primo fu la solidariet dellopinione pubblica europea , soprattutto di matrice illuminista che vide nelle colonie americane un possibile campo di applicazione pratica delle teorie politico-istituzionali elaborate dai philosophes. Cos a partire dal 1777 giunsero in America numerosi volontari provenienti da diversi paesi europei ; i pi noti furono il polacco Kosciuszko , il francese La Fayette e il toscano Filippo Mazzei. Il secondo fu il sostegno economico-militare apportato dalle potenze europee rivali dellInghilterra , ossia la Francia , la Spagna e lOlanda. Alla fine del 1777 la Francia riconobbe lindipendenza americana e nel 1778 sigl con le colonie un patto militare. Nel 1779 intervenne nel conflitto anglo-americano anche la Spagna. Tuttavia importante sottolineare che questi due importanti eventi non modificarono immediatamente le sorti del conflitto ma crearono grosse difficolt alla Gran Bretagna. Gli inglesi riportarono importanti vittorie allargando il teatro delle operazioni militari anche a Sud , minacciando la Virginia. Tuttavia nellestate 1781 , in concomitanza con larrivo della flotta francese , gli americani assediarono Yorktown , in Virginia , che capitol nellottobre dello stesso anno. Le ostilit durarono ancora per circa un anno sia sul continente sia sui Caraibi. Nel settembre 1783 fu stipulato il trattato di pace di Versailles con il quale la Gran Bretagna riconosceva lindipendenza delle tredici colonie e concedeva alcuni territori , seppur modesti , alla Francia e alla Spagna. LA COSTITUZIONE DEGLI STATI UNITI Una volta ottenuta lindipendenza , le ex colonie britanniche dovettero affrontare il problema della creazione di un nuovo organismo statale. Le singole Costituzioni statali si ispiravano tutte ai principi del governo rappresentativo e alla tutela delle libert fondamentali e del diritto di propriet.

Tuttavia esse per molti aspetti differivano tra loro , rispecchiando le diverse situazioni economiche e sociali dei singoli stati. Una sorta di costituzione provvisoria , detta Articoli di Confederazione , fu varata nel 1777 dal Secondo Congresso Continentale. Terminata la guerra e venuto meno dunque un forte fattore di coesione , lassenza di un potere centrale fu determinante. Si giunse per , nonostante i forti contrasti , alla convocazione di una Convenzione Costituzionale. Ispirandosi al principio della divisione e del reciproco equilibrio dei poteri , la nuova Costituzione dava origine a nuovi organi di tipo federale , in grado di esercitare il proprio potere su ogni cittadino della Confederazione , che si trasformava cos in una Unione. Il potere legislativo era esercitato da due Camere , le cui modalit di elezione differivano da Stato a Stato. La Camera dei Rappresentanti , che aveva competenza in materia finanziaria , era composta da membri in relazione al numero di abitanti di ogni singolo stato. Il Senato , che aveva il compito di gestire la politica estera , era composto da due membri per ogni stato. In questo modo le nazioni pi piccole non erano istituzionalmente sovrastate da quelle pi popolose. Il potere giudiziario era controllato da una Corte Suprema Federale , i cui giudici erano vitalizi e nominati dal Presidente della Repubblica , con lassenso del Senato. Il potere esecutivo era affidato al Presidente della Repubblica , eletto ogni quattro anni con voto indiretto , ossia da unassemblea di grandi elettori designata dai singoli stati. Il Presidente deteneva fra laltro il comando delle forze armate , la nomina dei giudici della Corte Suprema e il diritto di veto su ogni decisione presa dal Senato e dalla Camera , definiti unitariamente Congresso. La Costituzione , una volta approvata dalla Assemblea Costituente , doveva essere votata dai singoli stati dellUnione. In favore della ratifica si schierarono molti fra i maggiori protagonisti della rivoluzione , fa cui Washington e Franklin. Alcuni importanti intellettuali americani esposero le loro tesi in difesa della Costituzione e della creazione di un forte potere federale in un volume intitolato Il Federalista. Favorevoli alla soluzione federalista erano soprattutto i gruppi legati al commercio e allindustria , oltre che i grandi proprietari terrieri e , pi in generale , tutti i ceti conservatori. Contrari invece a tale assetto istituzionale erano i piccoli coltivatori indebitati che vedevano nella creazione di un governo centrale un possibile strumento di controllo monopolizzato dalle oligarchie finanziarie. Le tesi federaliste prevalsero quasi in tutte le assemblee nazionali e nel settembre 1788 il Secondo Congresso Continentale ratific solennemente il testo costituzionale. Poco dopo fu nominato anche il primo presidente della Repubblica federale , George Washington. Le richieste degli antifederalisti trovarono parziale accettazione con lapprovazione da parte del Congresso di dieci articoli aggiuntivi , o emendamenti , alla Costituzione , che avevano lo scopo di ribadire e tutelare i diritti individuali dei cittadini e le prerogative dei singoli stati nei confronti di qualsiasi invadenza del potere federale.

CONSOLIDAMENTO E SVILUPPO DELLUNIONE Il governo federale fu organizzato in dipartimenti , ossia in ministeri. Il dipartimento del Tesoro fu affidato ad Alexander Hamilton , leader dei federalisti , che ebbe un ruolo fondamentale nel risanamento delle dissestate finanze dellUnione. La politica di Hamilton era volta a favorire i ceti commerciali e finanziari del Centro-Nord , suscitando cos le proteste degli agricoltori meridionali. Gli avversari di Hamilton furono capeggiati da Thomas Jefferson , titolare del dipartimento di Stato , ossia il ministero degli Esteri. Si formarono cos due veri e propri partiti : il repubblicano-democratico , che faceva capo a Thomas Jefferson e a James Madison , e il federalista , che faceva capo ad Hamilton. Grazie allespansione territoriale , che nellarco di un secolo avrebbero portato gli Stati Uniti ad occupare tutto il territorio compreso fra i due oceani , le istituzioni e le divisioni politiche si assestarono stabilmente. Per quanto riguarda il popolamento del continente nordamericano , gi dal luglio 1787 il Congresso ne fiss i criteri e le norme : infatti con la cosiddetta Ordinanza del Nord-Ovest le regioni da colonizzare ottenevano dapprima lo status di territori e venivano posti sotto la tutela del governo dellUnione , che vi avrebbe inviato in seguito governatori e giudici. Al tempo stesso erano per anche incoraggiate le forme di autogoverno e di immigrazione fino a che i nuovi territori , raggiunti i 60.000 abitanti , potessero trasformarsi in Stati dellUnione. Questo meccanismo fu sperimentato gi nellultimo decennio del Settecento e vide immediatamente la nascita di tre nuovi stati : il Vermont , il Kentucky e il Tennessee. Tali sistema si riveler valido anche nel corso di tutto lOttocento.

CAPITOLO XIX : LA RIVOLUZIONE FRANCESE


La rivoluzione francese trasform la gestione del potere statale e le vecchie istituzioni sociali in tutta lEuropa continentale. I moti insurrezionali scoppiati nel 1789 affondano le loro radici nella lunga crisi attraversata dalla Francia per quasi tutto il XVIII secolo. Morto Luigi XIV , nel 1715 , lassolutismo monarchico si era notevolmente indebolito senza riuscire ad adattarsi ai cambiamenti del tempo. Vi erano inoltre costanti conflitti tra il sovrano e i Parlamenti locali , in particolare quello di Parigi , senza che nessuna delle due istituzione prevalesse sullaltra. Dunque in un paese quale la Francia , dove la partecipazione delle elites colte alla vita politica non aveva eguali in Europa e dove vi era unintensa vivacit culturale , la dinam ica politica appariva soffocata ed incapace di modificare la situazione di stallo in cui si trovava. Oltre a queste difficolt di carattere istituzionale , la Francia era attraversata anche da altri problemi tra cui il pi importante era senza dubbio lindebitamento statale e la crisi finanziaria ad esso connessa. Il re e i suoi ministri propendevano per risolvere tale problema tassando anche i ceti privilegiati che , secondo il vecchio ordinamento del regno , erano esentati dal pagamento delle tasse ordinarie in quanto contribuivano al benessere del corpo politico sotto la forma della preghiera , per quanto riguarda il clero , e sotto la forma del servizio militare , per quanto riguarda la nobilt ; in realt tali giustificazioni avevano perso significato gi da alcuni secoli poich lesercito era principalmente remunerato dal sovrano e la Chiesa stava progressivamente perdendo la sua funzione di unica guida spirituale. Tuttavia , nonostante questi cambiamenti , i nobili e il clero consideravano lesenzio ne dalla taglia e dalle altre imposte ordinarie un segno distintivo degli appartenenti ai ceti privilegiati. In assenza degli Stati Generali , convocati lultima volta nel 1614 , il Parlamento di Parigi , in cui venivano principalmente rappresentati gli interessi dei nobili , poich tale assemblea era composta esclusivamente da magistrati aristocratici , assunse il ruolo di rappresentante della nazione e di oppositore alle decisioni del sovrano ; tale assemblea respinse pi volte il tentativo di tassazione dei ceti aristocratici adoperato da diversi ministri delleconomia quali Turgot e Necker. Il re Luigi XVI , succeduto al nonno Luigi XV nel 1774 , non aveva n il prestigio n la forza per imporre tale decisione alla nazione. Lautorit reale era stata infatti drasticamente ridimensionata poich , a causa del maggior benessere economico e dello sviluppo delleditoria , i ceti popolari avevano acquisito una conoscenza pi ampia che aveva creato in loro una certa coscienza critica , sviluppando cos anche una cultura alternativa a quella della corte. Nellestate 1787 presero corpo una serie di iniziative che sarebbero poi sfociate nella celebre presa della Bastiglia del 14 luglio 1789 ; in quel periodo infatti fu avanzata la proposta di affidare agli Stati Generali , unico organo costituzionalmente legittimato ad affrontare questioni nazionali , la risoluzione del problema fiscale. A causa delle crescenti pressioni da parte del Terzo Stato e della nobilt , che miravano a restaurare lantica rappresentanza per ceti , il sovrano , nellagosto 1788 , prese la decisione di convocare per il maggio 1789 lassemblea degli Stati Generali.

La nobilt , nella seconda met del Settecento , era stata protagonista di un notevole dinamismo politico , ribadendo antichi privilegi , come fece nel 1781 quando venne riconfermato che solo gli aristocratici di sangue potevano accedere alle scuole di ufficiali dellesercito. Inoltre grazie al generale sviluppo agricolo , la nobilt aveva beneficiato di un forte incremento delle proprie entrate fiscali. Nonostante questo sviluppo , in tutta la Francia vi era un diffuso sentimento antinobiliare. Il Terzo Stato , che raccoglieva indistintamente tutti coloro che non appartenevano n al clero n alla nobilt , conobbe nel corso del 1700 un poderoso sviluppo economico e culturale. Le figure di maggiore prestigio di questo ceto erano senza dubbio i finanzieri e i banchieri anche se le pi importanti , dal punto di vista politico , si rivelarono gli uomini di legge , un numeroso gruppo di esperti giuristi che dopo lo scoppio della Rivoluzione avrebbero guidato la Francia. Le elites del Terzo Stato rivendicarono , alla vigilia degli Stati Generali , una riforma degli antichi criteri di rappresentanza e delle procedure di voto allassemblea degli Stati : infatti era previsto che , durante le votazioni degli Stati Generali , si votasse per ordine e non per testa , attribuendo cio un unico voto collegiale allordine e non un singolo voto al deputato ; in questo modo lalleanza tra i ceti privilegiati avrebbe respinto ogni possibile proposta avanzata dalla borghesia. Nel dicembre 1788 il re concesse il raddoppio dei membri del Terzo Stato allinterno dellassemblea generale ma lasci irrisolto il problema fondamentale del metodo di voto. Il partito nazionale o patriota si fece portatore dellesigenza di riformare i meccanismi di voto degli Stati Generali ; in tale partito confluirono numerosi intellettuali borghesi , alcuni nobili illuminati ed esponenti del clero. Tale partito nazionale fu lespressione di una opinione pubblica illuminista e liberale che cercava di riformare lordinamento sociale della Francia. Alla vigilia dellassemblea nazionale lordine sociale che aveva retto la Francia per numerosi secoli si stava sgretolando ; la borghesia acquis maggiore coscienza di s , elaborando una propria proposta di rinnovamento fondata sulla rivalutazione delle assemblee elettive , sullopposizione allassolutismo , sulluguaglianza giuridica , sullabolizione dei privilegi e sulladozion e di un metodo meritocratico nella selezione del personale pubblico amministrativo. 1789 : IL ROVESCIAMENTO DELLANCIEN REGIME Insieme alla debolezza della monarchia , la causa determinante dello scoppio della rivoluzione francese fu la mobilitazione politica del Terzo Stato che , fra la fine del 1788 e linizio del 1789 , contest al governo gli evidenti effetti della crisi economica dell88-89. Il pessimo raccolto agricolo del 1788 aveva infatti determinato unimprovvisa impennata dei prezzi del frumento ; di conseguenza aument anche il prezzo del pane , riducendo , in particolare , la capacit di acquisto delle classi popolari; a causa di una minore domanda si avvi dunque una crisi produttiva e una diminuzione del numero degli occupati. Il 1789 si apr cos con una situazione di forte tensione , soprattutto nei centri urbani , dove si svilupparono numerosi tumulti contro il carovita. Nel marzo dello stesso anno si tennero le elezioni , a suffragio universale maschile , dei deputati che avrebbero partecipato allAssemblea degli Stati Generali ; in ogni circoscrizione i rappresentanti del clero e della nobilt furono eletti direttamente mentre i rappresentanti del Terzo Stato vennero eletti con un sistema di voto differente : gli elettori , che dovevano aver compiuto 25 anni ed essere

contribuenti , designavano i loro delegati i quali confluivano poi in unassemblea che a sua volta eleggeva i deputati. Nonostante lampiezza dellelettorato contadino e artigiano , i deputati del Terzo Stato furono tutti di estrazione borghese. Furono eletti nella rappresentanza del Terzo Stato anche labate Sieyes e il conte Mirabeau , esponenti di spicco del partito nazionale. Per quanto riguarda i deputati del ceto clericale , molti fra loro erano favorevoli al programma riformatore proposto dai rappresentanti della borghesia ; tra i rappresentanti pi importanti del clero vi senza dubbio il vescovo di Autun , Talleyrand. I pi intransigenti difensori della societ dordini erano dunque gli esponenti dellaristocrazia anche se fra essi un terzo circa era di idee liberali , come il marchese La Fayette , reduce dalla guerra di indipendenza americana. Dunque il 5 maggio 1789 quando venne inaugurata lAssemblea degli Stati Generali a Versailles la maggioranza numerica dei deputati era favorevole ad un profondo rinnovamento delle strutture politiche ed amministrative ; tuttavia tale maggioranza non aveva nessun peso fino a che non venisse riconosciuto il voto per testa. Liniziativa politica spett nuovamente al Terzo Stato che , con lappoggio di alcuni membri del basso clero , il 17 giugno 1789 lasci lassemblea degli Stati Generali e si autoproclam Assemblea Nazionale. Gli esponenti secessionisti , trovando chiusi i locali della loro sede per ordine del sovrano , si riunirono nella Sala della Pallacorda e si prefissero lobiettivo di dare alla Francia una Costituzione. Dopo pochi giorni altri esponenti del clero confluirono nellAssemblea Nazionale ; il re dunque fu costretto ad ordinare alla nobilt di unirsi al Terzo Stato e alla maggioranza del clero. Lantica rappresentanza per ordini era dunque scomparsa ; lassemblea che da secoli aveva regolato le pi importanti questioni politiche , gli Stati Generali , era stata definitivamente abolita e il 9 luglio 1789 venne proclamata ufficialmente lAssemblea Nazionale Costituente che avrebbe avuto il difficile compito di redigere un testo costituzionale. Nel frattempo a Parigi erano scoppiati violenti moti insurrezionali : il licenziamento del moderato ministro delle finanze Necker da parte del re Luigi XVI fu visto dalla borghesia come un tentativo di annullare i successi ottenuti dal Terzo Stato grazie alla proclamazione dellAssemblea Nazionale Costituente. La borghesia cominci cos a formare una milizia volontaria con lo scopo di contrapporsi alla repressione regia. Contemporaneamente il popolo minuto si arm e il 14 luglio 1789 , protestando contro linsostenibile carovita , marci in armi verso il castello-fortezza della Bastiglia , celebre prigione parigina , simbolo dellassolutismo monarchico. La guarnigione che presidiava il castello apr il fuoco , facendo un centinaio di morti ; tuttavia la folla in tumulto , minacciando un assalto , costrinse i militari alla resa. In seguito il 14 luglio verr considerata la data di inizio della Rivoluzione Francese : infatti con la presa della Bastiglia il popolo parigino irrompeva prepotentemente nella scena politica ; un popolo composto soprattutto da piccoli artigiani e commercianti , per 2/3 alfabetiz zati , e poi da lavoranti , impiegati e da alcuni professionisti ; tutto il successivo corso degli eventi sar senza dubbio influenzato dalla necessit di misurarsi con la volont di trasformazione di questa massa popolare cittadina.

Il 17 luglio il sovrano Luigi XVI riconobbe ufficialmente listituzione di una nuova municipalit nel comune di Parigi. Cos nel giro di un mese circa in Francia si assistette alla nascita di un nuovo potere e alla progressiva cancellazione dellantica societ per ordini e del suo sistema politico. Nella seconda met di luglio la sollevazione delle campagne acceler il processo rivoluzionario ; i contadini delle zone rurali , intimoriti dalla difficile situazione economica , dalla minaccia dei briganti , dalle possibili congiure aristocratiche e dalle confuse notizie di Parigi , esplosero in una violenta rivolta antifeudale. Nella notte del 4 agosto lAssemblea Nazionale decise labolizione del regime feudale , sopprimendo , nei giorni seguenti , grazie ad alcuni decreti , tutti i privilegi giuridici e fiscali , la venalit delle cariche e la decime ecclesiastica. Per i diritti feudali fu stabilito che quelli gravanti sulla persona fossero immediatamente aboliti mentre quelli gravanti sulla propriet fossero riscattati. Il 26 agosto 1789 fu inoltre approvata la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino , il documento pi celebre della Rivoluzione Francese , destinato a divenire uno dei capisaldi della democrazia moderna. La Dichiarazione , espressione delle idee illuministe , rivendicava i principi fondamentali della libert e delluguaglianza , ponendo come obiettivo di ogni associazione politica la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili delluomo , quali la libert , la propriet e la resistenza alloppressione. In sostanza la dichiarazione dell89 costitu latto di morte dellancien regime. Gli atti dellagosto 1789 tuttavia non divennero subito acquisizioni definitive poich il re si era infatti rifiutato di sanzionare i decreti ; dunque la difficolt di trovare un compromesso tra la monarchia e lassemblea rappresentativa rimaneva lelemento di instabilit principale. A Parigi nel frattempo la partecipazione politica alla nuova municipalit cresceva notevolmente anche se aumentava la tensione popolare per la scarsit dei generi alimentari e per il timore della reazione aristocratica. Il 5 ottobre un corteo composto prevalentemente da donne , seguito dalla Guardia Nazionale , la milizia a reclutamento borghese , comandata dal marchese La Fayette , si diresse alla volta di Versailles per reclamare cibo e per imporre al sovrano e alla sua famiglia di ritornare a Parigi. Il re cos fu costretto a cedere sui decreti antifeudali e a ritornare nella reggia parigina di Tuileries. Lindebolimento della monarchia , oramai ostaggio del popolo di Parigi , avrebbe potuto essere arginato se il sovrano avesse accettato lobiettivo di una soluzione costituzionale sul modello inglese. Tuttavia Luigi XVI non aveva n le capacit politiche n la mentalit per accettare un tale compromesso con i suoi rappresentanti. Nel frattempo lopera di dissoluzione dellancien regime avviata dallAssemblea Nazionale prosegu e nel novembre 1789 fu votata la requisizione dei beni ecclesiastici. In seguito nel febbraio 1790 furono proibiti i voti monastici e aboliti gli ordini religiosi , ad eccezione di quelli dediti allinsegnamento e allassistenza ospedaliera. Le propriet terriere e gli edifici urbani e rurali nazionali vennero requisiti e servirono come garanzia per lemissione di nuovi titoli di stato , gli assegnati. La vendita allasta dei beni nazionali , pagabili con gli assegnati , serv per risanare il debito pubblico e produsse un gigantesco passaggio di propriet , creando nuovi ceti proprietari sia tra i contadini sia tra i borghesi.

Nel dicembre 1789 vennero riconosciuti i diritti civili alla minoranza protestante , che cess di essere discriminata. Tale riconoscimento fu esteso anche agli ebrei nel gennaio 1790 e nel settembre 1791. Nel febbraio 1794 invece lAssemblea Nazionale decret labolizione della schiavit nel regno di Francia e nelle sue colonie. LA MONARCHIA COSTITUZIONALE : 1790-1791 Le nuove municipalit e la Guardia Nazionale furono i pi importanti organismi di aggregazione e di partecipazione prodotti dagli eventi rivoluzionari del 1789. Sotto la spinta di sollecitazioni provenienti dalle campagne , si celebr a Parigi , il 14 luglio 1790 , nellanniversario della presa della Bastiglia , la Festa della Federazione. Lampiezza delladesione a tale ricorrenza testimoni il consenso popolare intorno agli ideali rivoluzionari. Tuttavia gli aspetti celebrativi mascheravano in realt le profonde divisioni presenti allinterno della borghesia , promotrice della Rivoluzione. I veicoli dellazione rivoluzionaria erano stati senza dubbio i club e la stampa ; gi in questi due organi di propaganda e di mobilitazione possibile riscontrare profonde differenze. Per quanto riguarda i club , la Societ dell89 era di tendenze moderate. La Societ dei diritti delluomo e del cittadino , nata nel luglio 1790 , detta anche dei cordiglieri dal nome dellex convento dei frati minori , cordilliers , dove si riuniva , si collocava invece su posizioni pi radicali. A tale club aderirono gli esponenti pi vivaci della prima fase rivoluzionaria ossia Danton , Desmuolins , Marat e Hebert. Il club dei giacobini , fondato nel dicembre 1789 , cos chiamato dal nome dellex convento domenicano di S. Giacomo , dove si riuniva , risult essere lassociazione politica rivoluzionaria pi importante ; per aderire a tale club era necessaria una quota discrizione piuttosto alta che escludeva cos gli appartenenti ai ceti pi modesti ; esso era organizzato secondo una rigida disciplina e perseguiva il fine di controllare lattivit delle istituzioni nazionali. Il club dei giacobini poteva contare anche sullappoggio di oltre 450 societ affiliate che conferivano a questo club una struttura ed una presenza capillare sul territorio al punto da poter essere paragonato ad un moderno partito politico. Fra gli esponenti principali dei giacobini vi sono senza dubbio Robespierre e Brissot , futuro leader dei girondini. Per quanto riguarda la stampa , essa , in seguito allapprovazione della Dichiarazione che ne decret la piena indipendenza e libert , prolifer e nacquero numerosi periodici di diverse tendenze politiche. Nel dicembre 1789 lAssemblea Nazionale riform il precedente sistema elettorale vigente in Francia ; in primo luogo la popolazione francese venne divisa in cittadini passivi o attivi in base al censo , cio al reddito. Soltanto coloro che potevano pagare unimposta annua pari a tre giornate lavorative erano considerati attivi e godevano dei diritti politici. In base a questa regola , venne cos formato un corpo elettorale costituito da circa 4 milioni di cittadini maschi di et superiore ai 25 anni. I cittadini che non raggiungevano un certo reddito annuo erano considerati passivi e non avevano diritto di voto.

In secondo luogo vennero fissate le regole per leleggibilit dei cittadini alla camera rappresentativa : infatti soltanto i cittadini attivi che possedevano una qualsiasi propriet fondiaria e versavano almeno un marco dargento di imposte potevano essere eletti deputati. Tale sistema elettorale , censitario e a doppio grado , era molto simile a quello vigente sia in Inghilterra sia negli Stati Uniti. Esso risultava tuttavia incompatibile con la mobilitazione di larghi strati popolari , soprattutto urbani , poich riservava la rappresentanza della nazione ai cosiddetti notabili , ossia i borghesi benestanti , proprietari di alcune rendite fondiarie. Tuttavia nonostante ci la questione dei diritti politici rimase in secondo piano anche perch le elezioni politiche si sarebbero tenute solo nel 1791. Fra il 1790 e il 1791 altri due fondamentali problemi minarono le basi del consenso : latteggiamento del sovrano e la politica ecclesiastica. Per quanto riguarda il primo aspetto , Luigi XVI continuava a subire passivamente gli eventi rivoluzionari e a schierarsi sempre pi con il partito della regina Maria Antonietta , figlia di Maria Teresa dAustria , decisa controrivoluzionaria. Inoltre , negli anni Novanta , molti esponenti della nobilt emigrarono allestero con lintento di organizzare , anche con laiuto delle principali potenze europee , una controrivoluzione. Questa situazione generava , a livello popolare , un diffuso timore per un possibile complotto aristocratico per la restaurazione dellancien regime. Per quanto riguarda la politica ecclesiastica , dopo la requisizione dei beni della Chiesa apparve inevitabile che lo Stato si accollasse le spese per il mantenimento del clero. Nel luglio 1790 venne inoltre approvata la cosiddetta Costituzione civile del clero che equiparava gli ecclesiastici ai funzionari pubblici ; essa attribuiva inoltre la nomina dei vescovi e dei parroci alle assemblee elettorali locali , e , come tutti gli altri funzionari , anche gli ecclesiastici furono obbligati a giurare fedelt alla nazione , al re e alla Costituzione. Questa profonda modifica dellorganizzazione ecclesiastica fu condannata nel marzo-aprile 1791 da papa Pio VI. Anche la maggioranza dellalto clero si rifiut di accettare le condizioni della costituzione civile del 1790 ; il basso clero invece si divise tra coloro che erano favorevoli , definiti costituzionalisti , e coloro che erano contrari , definiti refrattari. Il gravissimo scisma che si stava creando allinterno della Chiesa di Francia ebbe come immediata conseguenza lo schieramento di una parte consistente del clero nel partito controrivoluzionario. Nello stesso arco di tempo , tra il 1790 e il 1791 , lAssemblea Nazionale Costituente prosegu nelledificazione delle nuove strutture amministrative. La Francia venne suddivisa in 83 dipartimenti , e i dipartimenti in circondari , geograficamente omogenei per consentirne facilmente il raggiungimento. Fu cos istaurato un forte decentramento amministrativo che rovesci il precedente sistema centralizzato realizzato dagli intendenti e voluto dalla monarchia assoluta. Parigi fu suddivisa in 48 sezioni , o circoscrizioni , che corrispondevano ad altrettante assemblee elettorali locali. Inoltre , con la legge Le Chapelier del giugno 1791 , vennero abolite tutte le corporazioni e venne vietato lo sciopero e le coalizioni operaie : lAssemblea Nazionale voleva infatti ostacolare le forme di organizzazione dei lavoratori e favorire il libero mercato della manodopera.

Il 3 settembre 1791 lAssemblea Nazionale Costituente approv la Costituzione : essa deline un organizzazione liberale dello Stato e prevedeva , per il corretto funzionamento della nazione , uno stabile accordo tra il potere esecutivo e quello legislativo. Tale costituzione si fondava sulla divisione dei poteri ; fu previsto un Parlamento composto da una sola camera , detta Assemblea legislativa , che restava in carica per due anni. I ministri , nominati dal sovrano , dovevano rendere conto del proprio operato solo al sovrano e non potevano essere eletti anche come membri dellassemblea. Il re disponeva di un veto sospensivo da opporre alle leggi votate dallAssemblea ; solo dopo la conferma della legge in due assemblee successive , tale legge sarebbe divenuta ugualmente esecutiva anche senza lapprovazione del sovrano. Tuttavia lequilibrata realizzazione di una monarchia costituzionale fu spazzata via dalla fuga del re Luigi XVI da Parigi il 20-21 giugno 1791 ; tale gesto mostrava apertamente lintento del sovrano di aderire ai programmi degli emigrati e della controrivoluzione , organizzando allestero un esercito che avrebbe restaurato il vecchio regime. Luigi XVI fu tuttavia scoperto nei pressi di Varennes e ricondotto a Parigi , scortato dalla Guardia Nazionale. LA SVOLTA DEL 1792 Lo scisma religioso e la fuga del re minarono le basi del consenso e dellidentit collettiva del popolo francese. La nazione era privata del suo tradizionale punto di riferimento : il sovrano. In questo contesto si svilupparono quindi le prime ipotesi di nascita di uno stato democratico e repubblicano. Dopo la fuga di Luigi XVI quindi si apr una crisi politica che divise in modo ancora pi netto le diverse correnti che avevano animato la Rivoluzione. Per evitare una crisi totale lAssemblea Nazionale Costituente dichiar che il sovrano era stato rapito dai controrivoluzionari e quindi , non essendosi allontanato di propria iniziativa , era necessario ristabilirlo nelle proprie funzioni. Il 30 settembre 1791 , in seguito alle elezioni politiche , lAssemblea Nazionale Costituente si sciolse e il 1 ottobre si riun il nuovo Parlamento , lAssemblea Legislativa ; essa era costituita da 250 deputati moderati , detti foglianti dal nome del club dove si riunivano , 350 costituzionalisti , fedeli cio alla costituzione monarchica , e 136 giacobini , fra cui si distinsero i seguaci di Brissot , alcuni dei quali brillanti deputati della Gironda , lassemblea di Bordeaux , da cui il nome girondini. Nessuno di questi gruppi parlamentari era in grado di esercitare unegemonia politica. Nel frattempo la corte e gli emigrati continuavano ad organizzare la controrivoluzione con lappoggio della monarchia austriaca e prussiana. Il nuovo parlamento , sotto la spinte dei girondini , decise di dichiarare guerra allAustria , certo che una vittoria contro una grande potenza monarchica avrebbe rinsaldato gli ideali rivoluzionari in patria e li avrebbe anche diffusi in Europa. Allorch il comandante delle truppe imperiali diffuse un manifesto in cui minacciava una vendetta esemplare nel caso in cui il re Luigi XVI fosse stato oltraggiato , una parte del popolo parigino , i cosiddetti sanculotti , cos chiamati poich non portavano le culottes degli aristocratici , uniti ai

federati delle province , tra cui prevalevano per combattivit i marsigliesi , chiesero apertamente la sospensione del re. Il 3 agosto 1792 47 circoscrizioni parigine su 48 chiesero la deposizione del sovrano. Il 10 agosto i sanculotti e i federati marciarono in armi verso la residenza reale delle Tuileries , abbandonata dalla Guardia Nazionale . Dopo un brevissimo scontro , lAssemblea Legislativa decret la sospensione del sovrano dalle proprie funzioni e decise nuove elezioni a suffragio universale. In questa occasione il popolo minuto ebbe la meglio e i cittadini passivi , precedentemente estromessi dal voto , ottennero il diritto ad eleggere i propri rappresentanti al Parlamento. LA REPUBBLICA E LA GUERRA RIVOLUZIONARIA : 1792-1793 Nei primi giorni di settembre del 1792 venne eletta la nuova assemblea legislativa , chiamata Convenzione Nazionale. Il potere esecutivo invece , che secondo la costituzione doveva essere conferito al sovrano , il quale per era stato arrestato , venne esercitato dal 1792 al 1795 da organi straordinari quali , ad esempio , il Comune insurrezionale di Parigi. In questa atmosfera estremamente delicata , i girondini pi radicali diffusero la falsa notizia che stava scoppiando nelle carceri un complotto controrivoluzionario. Nel settembre 1792 i sanculotti diedero lassalto alle prigioni e massacrarono da 1100 a 1400 prigionieri. I massacri di settembre , che le istituzioni subirono senza volere o potere arginarli , dimostrarono il potenziale di una nuova realt , quella popolare , con cui i gruppi politici della borghesia avrebbero dovuto misurarsi. Nel frattempo il 20 settembre 1792 le truppe francesi impegnate nella guerra contro lAustria , aiutate dallapporto di un contingente di volontari , sconfissero le truppe prussiane nei pressi di Valmy. Tale vittoria ebbe una straordinaria importanza politica sebbene il suo valore militare fosse esiguo : infatti per la prima volta un popolo insorto riusc a sconfiggere una grande potenza europea , dimostrando che la rivoluzione poteva sconfiggere il vecchio regime anche sul campo di battaglia. Da questo momento in poi guerra e rivoluzione si intensificarono notevolmente nel nome della nazione francese e del sentimento nazionale. Il giorno seguente la vittoria di Valmy , la Convenzione nazionale dichiar labolizione della monarchia e la nascita della repubblica. Tale scelta rifletteva le posizioni dei girondini che , di fatto , avevano egemonizzato lassemblea rappresentativa : infatti le due fazioni principali erano appunto i girondini , circa 200 , e i deputati della Montagna , detti montagnardi , circa 100 , tra i quali si distinsero Robespierre , Danton , Marat ; insieme a queste due forze principali nella Convezione nazionale vi erano anche alcuni deputati moderati che costituivano la cosiddetta Pianura. La lotta tra i girondini e i montagnardi caratterizz i lavori della Convezione dal settembre 1792 sino al giugno 1793. Il contrasto non nasceva dalla diversa appartenenza sociale dei due gruppi : entrambi infatti erano formati da esponenti della media borghesia ed entrambi erano guidati da giornalisti e uomini di

legge , anche se i girondini erano maggiormente legati alla borghesia imprenditoriale , particolarmente attiva nelle citt portuali. Le vere differenze tra i due schieramenti erano di natura politica ed ideologica ; i punti di maggiore contrasto fra girondini e montagnardi riguardavano il processo a Luigi XVI e il ruolo da attribuire al Comune rivoluzionario di Parigi e ai sanculotti. Nel dicembre 1792 e nel gennaio 1793 venne celebrato alla Convenzione il processo al sovrano Luigi XVI. I girondini si collocavano su posizioni meno intransigenti rispetto ai montagnardi non tanto sulla colpevolezza del re , in quanto unassoluzione avrebbe delegittimato gli stessi giudici , quanto sulla necessit di appellarsi al popolo per confermare la sentenza. Cos la colpevolezza fu decretata quasi allunanimit mentre il ricorso al giudizio del popolo venne respinto con circa cinquanta di voti di differenza. Dopo che la Convenzione respinse la richiesta di rinvio dellesecuzione avanzata da alcuni girondini , il 21 gennaio 1793 il re Luigi XVI venne ghigliottinato nella Piazza della Rivoluzione a Parigi. Tale gesto accentu lostilit delle potenze europee nei confronti della Rivoluzione e della Francia stessa. Nel frattempo le truppe regolari francesi supportate dai volontari rivoluzionari sconfissero il 9 novembre 1792 le truppe austro-prussiane a Jemmapes. Inoltre fra novembre e dicembre 1792 la Convenzione approv una politica volta ad aiutare tutti i popoli europei che in nome della libert si fossero ribellati alla monarchia. I popoli liberati avrebbero dovuto accettare i risultati e i principi della rivoluzione. Cos la guerra diveniva sempre di pi guerra rivoluzionaria e di propaganda. Dopo la conquista del Belgio , i francesi riaprirono i traffici commerciali dellestuario della Schelda da Anversa al mare , minacciando gli interessi commerciali inglesi e olandesi. Cos il 1 febbraio 1793 la Convenzione dichiar guerra allOlanda e allInghilterra e , il mese successivo , alla Spagna. Contemporaneamente avvenne anche la rottura tra la Francia e i vari stati italiani. Le conquiste delle armate repubblicane si trasformarono in annessioni e alcuni importanti esponenti politici francesi , quali Danton e Brissot , sostenevano lestensione dei confini francesi sino alle frontiere naturali costituite dalle Alpi e dal Reno. Nel frattempo la guerra contro lAustria procedeva e nel marzo 1793 il generale Dumouriez , vincitore di Valmy e Jemappes , fu sconfitto in Belgio. Intanto sempre nel marzo 1793 scoppi nella Vandea e nei dipartimenti vicini una pesante insurrezione contadina , nata dal rifiuto della coscrizione e alimentata dallopposizione di una parte del mondo rurale alla rivoluzione , vissuta come un predomino della borghesia. La rivolta vandeana , appoggiata dai nobili e dal clero refrattario , sconfisse sistematicamente le numerose spedizioni inviate per reprimerla e costitu il fattore pi combattivo della controrivoluzione. La Convenzione dovette affrontare anche le difficolt suscitate dal carovita e dal malessere economico ; i sanculotti chiedevano costantemente e violentemente un maximum che fissasse il prezzo massimo per le derrate alimentari e la tassazione dei nobili. Alcune sezioni erano appoggiate anche dalla fazione degli arrabbiati , generando cruente contestazioni.

Questa situazione di emergenza interna , dovuta alla difficile situazione economica , ed esterna , dovuta alla vittorie riportate dai nemici , spinse i deputati della Pianura ad allearsi con i membri della Montagna. La nuova maggioranza della Convenzione adott una serie di provvedimenti eccezionali quali la creazione di un tribunale speciale rivoluzionario e di alcuni comitati di vigilanza rivoluzionaria , il cui controllo venne affidato alle sezioni ; vennero inoltre banditi gli emigrati e i loro beni furono confiscati ; infine venne fissato un calmiere dei prezzi per i cereali e la farina. Per rafforzare il potere esecutivo vennero inviati presso i dipartimenti e le armate alcuni rappresentanti in missione con poteri eccezionali. Venne inoltre istituito il cosiddetto Comitato di Salute Pubblica , composto da nove membri scelti dalla Convenzione e vero organo di governo. Tutte queste misure contribuirono ad intensificare il controllo del governo su tutti gli aspetti della vita politica della nazione e a creare una sorta di dittatura. I girondini , che miravano a ridurre il potere della municipalit di Parigi e che consideravano le misure eccezionali prese dalla Convenzione un cedimento inaccettabile ai sanculotti , cercarono di decapitare il movimento popolare mettendo sotto accusa i leader pi radicali e accordandosi con le forze moderate di tutta la Francia. Nel maggio 1793 i realisti e i moderati girondini entrarono a Lione e Marsiglia , cacciando le amministrazioni giacobine ; nella capitale invece gli estremisti resistettero e la Convenzione , controllata dai membri della Montagna , il 2 giugno 1793 decret larresto di 29 deputati e di due ministri girondini. LA DITTATURA GIACOBINA E IL TERRORE : 1793-1794 Il nuovo successo dei sanculotti spian la strada allegemonia politica dei giacobini e del loro leader Robespierre , mediatore di una provvisoria convergenza tra il movimento popolare e la borghesia rivoluzionaria. I girondini invece ruppero con il movimento popolare e con il dinamismo rivoluzionario dei sanculotti , allontanandosi cos dalla principale forza di mobilitazione e di aggregazione. Cos nellestate del 1793 il governo della Francia poggiava sullalleanza di due minoranze : una costituita dai militanti rivoluzionari e laltra costituita dal personale politico giacobino. Lideologia politica dei giacobini poggiava sulle teorie democratiche degli illuministi e in particolare di Rousseau. La politica economica giacobina auspicava la creazione di una societ caratterizzata da piccoli produttori , contadini e artigiani , proprietari dei mezzi di produzione ; i giacobini dunque si collocavano in un contesto di economia precapitalista. Robespierre e i giacobini giustificavano il loro potere ponendosi al di sopra dei meccanismi della rappresentanza , come espressione della volont generale. Gli strumenti dellegemonia giacobina furono il governo rivoluzionario e il Terrore , ossia quella strategia attuata a partire dallestate 1793 che prevedeva la sistematica eliminazione fisica degli avversari politici. Il 24 giugno 1793 venne votata dalla Convenzione una nuova Costituzione che prevedeva il suffragio universale maschile , il diritto al lavoro e allassistenza , il diritto-dovere allinsurrezione nel caso di violazione dei diritti fondamentali del popolo ; tuttavia , nonostante le ottime iniziative ,

tale testo costituzionale non entr mai in vigore ; furono invece progressivamente sospese anche le pi elementari garanzie dei cittadini e si istaur ben presto una dittatura. Il potere legislativo ed esecutivo fu assunto dal Comitato di Salute Pubblica che fu rinnovato ed allargato a 12 membri. Nel luglio 1793 Danton lasci il governo rivoluzionario e fu sostituito da Robespierre , che lo guid per circa un anno. I giacobini iniziarono il loro governo mentre in gran parte della Francia dilagava la rivolta federalista sotto la guida di importanti membri girondini e realisti. Dapprima linsurrezione scoppi a Marsiglia e a Lione ; in seguito si spost anche ad altre regioni e citt del Mezzogiorno e del Sud-Ovest. In breve tempo si ribellarono anche la Normandia e la Bretagna. Tuttavia nonostante la sua rapida diffusione , la protesta fu stroncata dalle truppe della Convenzione , le quali riuscirono anche a reprimere , seppur temporaneamente , la rivolta in Vandea. Il successo dellazione giacobina fu dovuto in massima parte allefficace azione dei rappresentanti in missione , inviati dal Comitato di Salute Pubblica. Nello stesso periodo lesercito regolare venne profondamente rinforzato : nellagosto 1793 fu decretata la leva di massa e nelle battaglie campali fu attuata la strategia dellattacco in massa in ordine chiuso. Contemporaneamente i giacobini cercarono di celebrare le iniziative del governo rivoluzionario promuovendo una serie di iniziative rivolte agli strati pi poveri della popolazione e introducendo profonde trasformazioni nelle tradizioni civili e religiose. Venne imposto dapprima il maximum nazionale dei cereali e in seguito quello generale dei prezzi e dei salari. Venne inoltre potenziato il tribunale rivoluzionario e le categorie dei sospetti colpevoli vennero ampliate con metodi assai arbitrari. Alla fine del 1793 e allinizio del 1794 i sanculotti mantennero unelevata mobilitazione che gli permise di conservare una forte influenza sulla municipalit di Parigi. Proprio i sanculotti spinsero il Comitato di Salute Pubblica ad emanare una serie di provvedimenti atti a promuovere una sistematica opera di scristianizzazione della Francia. Vennero favorite le feste laiche , volte alleducazione e al coinvolgimento del popolo alla rivoluzione ; il 5 ottobre 1793 fu introdotto il calendario repubblicano , o rivoluzionario , che rimase in vigore sino al 31 dicembre 1805 e che aveva il compito di sottolineare linizio di una nuova era caratterizzata da un forte laicismo ; vennero distrutti numerosi simboli religiosi e circa 20.000 preti furono costretti ad abbandonare il proprio ufficio ; venne diffuso il culto dei martiri rivoluzionari e venne introdotto il culto della dea Ragione. Tale opera di scristianizzazione tuttavia non era accettata da Robespierre che vedeva nella religione uno strumento di controllo religioso , morale e sociale ; per questa ragione nel maggio 1794 egli propose ed impose il culto deista dellEssere Supremo. Sul piano della politica economica il Comitato si era prefisso il difficile compito di controllare con estrema precisione la vita pubblica e privata dei cittadini senza per ledere la loro propriet privata e la loro libert economica ; di assicurare lo slancio rivoluzionario senza per accettare le rivendicazioni pi radicali ; di instaurare di fatto una dittatura mantenendo per il consenso della maggioranza della Convenzione. Tutto ci era stato conciliato nei primi mesi della dittatura giacobina in nome della situazione straordinaria e grazie allabilit politica di Robespierre.

In seguito per , a partire dal marzo 1794 , il Comitato cominci la sistematica eliminazione fisica di ogni elemento instabile e di opposizione. Quindi dapprima furono eliminati i cosiddetti hebertisti , ossia i sanculotti , e in seguito , i cosiddetti indulgenti , ossia gli esponenti favorevoli ad una politica pi moderata. Il 22 pratile (10 giugno) 1794 venne votata una legge che intensificava la repressione ed inaugurava il Grande Terrore proprio quando gli assassini politici avevano minato la base politica e popolare del consenso giacobino. Inoltre la vittoria riportata dalle armate francesi sul fronte belga a Fleurus l8 messidoro (26 giugno) 1794 contro le truppe imperiali sembr porre fine alla situazione di emergenza che aveva giustificato la dittatura. Per di pi la maggioranza della Convenzione iniziava a detestare lautocrazia di Robespierre. Cos in questo clima , il 9 termidoro (27 luglio) 1794 i moderati , alleatisi con gli estremisti , spinsero la Convenzione a mettere sotto accusa Robespierre e i suoi collaboratori , arrestandoli. Il tentativo di insurrezione del Comune di Parigi , fedele al capo giacobino , fall poich solo una parte delle 48 sezioni parigini si mossero. Cos Robespierre e i suoi collaboratori furono dichiarati fuori legge e il 10 termidoro furono giustiziati senza processo. Il giorno seguente tutto il partito robespierrista fu decapitato e la dittatura giacobina , che aveva condannato a morte , nel giro di un solo anno , circa 17.000 persone , fin. CONTINUITA RIVOLUZIONARIA E TENTATIVI DI STABILIZZAZIONE : 1794-1797 La caduta di Robespierre non segn la fine della rivoluzione bens linizio di una nuova fase caratterizzata , in politica interna , dalla faticosa ricerca di un equilibrio , volto a garantire la sopravvivenza del ceto borghese rivoluzionario , e in politica estera , dallespansionismo francese in Europa. In breve tempo la Convenzione smantell la struttura di potere giacobina e attenu laccent ramento del potere esecutivo. A dicembre la stessa Convenzione riabilit i girondini scampati al Terrore. Contro il movimento popolare e le sue istituzioni si scaten la giovent dorata , un movimento monarchico e altoborghese che , protetto e tollerato dalla Convenzione , attu una pesante repressione nei confronti dei giacobini e dei sanculotti. La Convenzione cancell anche alcuni decreti attuati dal Comitato di Salute Pubblica quali il maximum dei prezzi dei cereali ; ci provoc unimpennata dei prezzi e la successiva protesta dei sanculotti parigini che per , privati della struttura organizzativa delle sezioni , disposta durante il Terrore , e privi di una guida politica , furono facilmente sconfitti dallesercito regolare inviato per reprimere la rivolta. Nel Mezzogiorno e nel Sud-Est della Francia infuri il cosiddetto Terrore Bianco , dal colore della bandiera borbonica , che mirava a stroncare le ultime presenze del movimento popolare e giacobino. Il processo di stabilizzazione interna fu consolidato dalle vittorie ottenute dallesercito francese nei confronti della Prussia e dellOlanda cui seguirono fra laprile e il luglio 1795 i trattati di pace. La repubblica francese rimaneva tuttavia in guerra con lAustria e lInghilterra. Contemporaneamente la Convenzione si dedic allelaborazione di un nuovo testo costituzionale che doveva garantire una certa stabilit al nuovo assetto politico borghese della Francia.

Nel 1795 venne cos votata una Costituzione , detta dellanno III , in cui venivano ripresi molti punti del precedente testo costituzionale del 1791. Venne accentuato il carattere censitario del sistema elettorale ; il potere esecutivo venne affidato ad un Direttorio , composto da 5 membri , che nominava i ministri. Anche nella costituzione dellanno III venne premessa una Dichiarazione dei diritti , arricchita da un elenco di doveri di contenuto evangelico e moraleggiante. Tale costituzione aveva un carattere fortemente antidemocratico accentuando il concetto della rappresentativit in base al censo. Essa aveva inoltre creato un assetto istituzionale volto ad evitare i rischi di una dittatura. Negli stessi mesi in cui la Convenzione era impegnata nella stesura della carta costituzionale , uninsurrezione realista scoppi in Francia in seguito allo sbarco di alcuni emigrati in Bretagna. Il 13 vendemmiaio (5 ottobre) 1795 truppe governative , guidate da Napoleone Bonaparte , repressero la sommossa. Sempre nel 1795 si tennero anche le elezioni politiche che confermarono il debole radicamento delle istituzioni rivoluzionarie e repubblicane nel paese : tali consultazioni infatti videro il successo di rappresentanti moderati e filo monarchici. Tale debolezza politica spinse il Direttorio , nel novembre 1795 , ad avviare una politica pendolare di favoreggiamento , a seconda della contingenza politica , della sinistra giacobina e della destra filo monarchica. Questa strategia consent al partito giacobini di risollevarsi ; fra i gruppi pi radicali emergenti vi fu quello che faceva capo a Babeuf , detto il Gracco. Egli teorizzava luguaglianza , la comunit dei beni , labolizione della propriet della terra. Tali teorie minavano le basi delle istituzioni , come erano quelle francesi , fondate sul privilegio dei proprietari. Nel maggio 1796 Babeuf , appoggiato dal toscano Filippo Buonarroti , importante figura nellispirare le prime societ segrete del movimento nazionale democratico italiano , diede lavvio alla congiura degli Eguali , un tentativo insurrezionale facilmente sventato. Lo stesso Babeuf fu condannato a morte e giustiziato nel maggio 1797. Mentre lesercito repubblicano stava riportando numerose ed importanti vittorie allestero , il 18 fruttidoro (settembre) 1797 il Direttorio , a causa di nuove difficolt interne , attu un colpo di Stato : furono annullate le elezioni tenute nella primavera 1797 , furono deportati in Guiana numerosi deputati e giornalisti giacobini e furono introdotti severi controlli sulla stampa. Il contributo dei generali dellesercito repubblicano fu assai determinante per la realizzazione di questo golpe ; dora in avanti la sopravvivenza del regime direttoriale sar sempre pi legata allintervento dei generali dellesercito. LA RIVOLUZIONE FRANCESE E LEUROPA Gli avvenimenti della rivoluzione francese furono seguiti costantemente dallopinione pubblica e dai governi di tutti i paesi europei. Inizialmente i ceti illuminati guardarono positivamente al rovesciamento dellassolutismo e ad un possibile sviluppo costituzionale allinglese ; in un secondo momento per , con luccisione del re , lo scoppio della guerra e con listaurarsi del Terrore , i sostenitori della Rivoluzione si divisero fortemente.

Il merito di aprire un dibattito storiografico intorno alla Rivoluzione Francese fu dello scrittore e storico inglese Edmund Burke. Egli , politico di tendenze whig , nel novembre 1790 pubblic lopera Riflessioni sulla rivoluzione in Francia in cui condannava lastrattezza antistorica dei principi dell89 e si poneva in difesa della tradizione. Egli individu la molla della rivoluzione nellavidit dei ceti abbienti e nella congiura dei filosofi illuministi , fortemente criticati. Burke inoltre contrappose la sanguinosa rivoluzione francese del 1789 alla pacifica rivoluzione inglese del 1688-89 , esaltando la superiorit dello sviluppo politico inglese , risultato della continuit storica , su quello francese , fondato sulla frattura con il passato. La Rivoluzione non costitu soltanto uno spartiacque immaginario fra due diversi periodi storici ma determin anche un concreto dinamismo nei rapporti politici di tutta Europa. I governi europei si impegnarono a spegnere e a reprimere tutti i possibili focolai di protesta ; i nuclei di opposizione invece presero maggiore coscienza di s e dei propri obbiettivi. Linfluenza della rivoluzione risult essere particolarmente forte e precoce negli Stati geograficamente pi vicini alla Francia , dove gli ideali rivoluzionari si sommarono ad esigenze autonomistiche gi presenti : tali furono i casi del Belgio e dellOlanda. In Italia il centro rivoluzionario pi attivo fu la Liguria sotto la diretta influenza delloccupazione francese e la guida di Filippo Buonarroti , commissario della Convenzione. Negli altri stati italiani i club giacobini furono duramente combattuti dalle autorit governative. Lespansione rivoluzionaria in Europa era dunque affidata sempre pi allopera dellesercito , non solo perch nessun nuovo regime avrebbe potuto reggersi autonomamente senza lappoggio delle truppe francesi ma anche perch questultime erano profondamente legate ai principi e alla tradizione rivoluzionaria. BONAPARTE E LA CAMPAGNA DITALIA : 1796-1797 Il Direttorio continu la propria politica espansionistica in Europa non solo per raggiungere i cosiddetti confini naturali ma anche per costituire una serie di repubbliche sorelle , immediatamente al di l dei confini delle Alpi e del Reno , garantendo cos la sicurezza della Francia. Il progetto girondino di liberazione dei popoli europei si intrecci con gli obiettivi di sfruttamento economico , fiscale e commerciale dei territori annessi o alleati. Tale progetto egemonico era strettamente legato alla sconfitta dellAustria che doveva essere attaccata massicciamente sul territorio tedesco in direzione di Vienna , mentre altre truppe avrebbero tenuto impegnati gli austriaci in Italia , mirando alla conquista del Piemonte e della Lombardia. Il comando delle truppe francesi per la campagna dItalia fu affidato nel 1796 al generale Napoleone Bonaparte. Bonaparte era nato nel 1769 ad Ajaccio in Corsica da una famiglia di piccola nobilt , che si era schierata nella lotta di liberazione dellisola contro Genova. Bonaparte , in quanto suddito francese e esponente nobile , pot frequentare le scuole militari di Brienne e di Parigi , uscendone nel 1785 tenente dartiglieria. Egli , fortemente repubblicano ed appassionato di Rousseau , fra il 1791 e il 1793 si impegn politicamente nella lotta indipendentista corsa.

Distintosi nellassedio al porto di Tolone nel 1793 e divenuto generale , fu per un breve periodo imprigionato poich amico del fratello di Robespierre. Nel 1795 la relazione con Giuseppina de la Pagerie , che era stata amante di Barras , lo mise in contatto con il potente uomo politico del Direttorio. Proprio Barras affid al giovane generale Bonaparte la guida delle truppe inviate nella Bretagna a reprimere la rivolta realista del 13 vendemmiaio 1795. Poco dopo ottenne il comando delle operazioni militari in Italia contro gli Austriaci e spos Giuseppina. La campagna dItalia fu condotta magistralmente da Napoleone il quale riusc perfettamente nel proprio intento di mantenere unite le proprie forze , costantemente inferiori di numero , e di dividere quelle nemiche. In soli tre giorni sconfisse ripetutamente i piemontesi costringendoli , dopo la quarta sconfitta nella battaglia di Mondov , allarmistizio di Cherasco che , confermato poi dal Trattato di Parigi , ribad il possesso francese della Savoia e di Nizza. Il 15 maggio 1796 Napoleone , dopo aver aggirato e sconfitto le truppe austriache a Lodi , conquist la citt di Milano. In seguito gli austriaci inviarono nuovamente un proprio contingente per riacquisire il possesso del capoluogo lombardo , venendo per nuovamente sconfitti ad Arcole (novembre 1796) e a Rivoli Viennese (14 gennaio 1797) , perdendo anche la piazzaforte di Mantova. Varcate le Alpi le truppe francesi di Napoleone giunsero a soli 100 km da Vienna e costrinsero gli Austriaci a firmare , nellaprile 1797 , i preliminari di pace di Leoben. Nel febbraio 1797 Napoleone sottoscrisse con papa Pio VI il trattato di Tolentino con il quale veniva assicurato alla Francia il dominio definitivo sullEmilia e sulla Romagna e veniva riconosciuta lacquisizione di Avignone. Le importanti vittorie militari e il contributo fornito nel colpo di Stato di fruttidoro permisero a Napoleone di condurre direttamente le trattative con lAustria. Il 17 ottobre 1797 venne cos stipulato il trattato di Campoformio con il quale la Francia otteneva il riconoscimento dellegemonia francese in Lombardia e in Emilia e lannessione del Belgio ; lAustria otteneva invece il Veneto , lIstria e la Dalmazia. Tale decisione suscit lo stupore dei patrioti veneti che videro smembrata e consegnata agli austriaci la repubblica di Venezia. LE REPUBBLICHE GIACOBINE IN ITALIA Fin dalla primavera del 1797 Bonaparte aveva iniziato a modificare le strutture politicoamministrative dellItalia settentrionale. Nel dicembre 1796 fu creata in Emilia e in Romagna la Repubblica Cispadana ; nel giugno 1797 furono istituite la Repubblica ligure e , nei territori lombardi occupati , la Repubblica Cisalpina , che nel luglio 1797 si fuse con la Repubblica Cispadana. A questa prima fase di rinnovamento delle strutture politiche degli stati dellItalia settentrionale compiuta tra il 1796 e il 1797 , sotto il diretto controllo di Napoleone , segu una seconda fase attuata tra il 1798 e il 1799.

Nel febbraio 1798 i francesi intervennero a Roma dove , repressa una rivolta antigiacobina , istaurarono la Repubblica romana che comprendeva il Lazio , lUmbria e le Marche. Pio VI fu deposto e trasferito in Toscana ; in seguito fu portato in Francia e fu dichiarato prigioniero di Stato. Verso la fine del 1798 , forte della riapertura delle ostilit delle potenze europee contro la Francia , il Regno di Napoli attacc la Repubblica romana ; dopo alcuni successi borbonici , le truppe francesi del generale Championnet invasero Napoli e vi proclamarono , nel gennaio 1799 , la Repubblica Partenopea. Queste quattro repubbliche , definite repubbliche giacobine , non ebbero in realt mai le caratteristiche del radicalismo rivoluzionario giacobino. Le costituzioni repubblicane furono modellate sulla Costituzione francese del 1795 , assai moderata ed antidemocratica. Nel conquistare i vari stati italiani , Napoleone e i suoi successori in Italia si appoggiarono ai nobili e ai borghesi di orientamento moderato , sciogliendo per tale alleanza nei momenti opportuni. Il controllo francese degli Stati italiani fu attuato grazie alla nomina diretta da parte del Direttorio degli organi legislativi e di governo. Legemonia francese avvi tuttavia una serie di profonde riforme , anche al di fuori dellorganizzazione politica : fu introdotto lo stato civile , venne abolito il maggiorascato (il diritto del primogenito di ereditare tutto il patrimonio famigliare) e il fidecommesso (negazione allerede del diritto di vendita del patrimonio famigliare) , furono soppressi alcuni enti religiosi e fu avviata la vendita dei beni nazionali. Inoltre intorno agli anni 1796-1799 si avvi in Italia un vivacissimo dibattito culturale che coinvolse numerosi personaggi , dando il via anche alle prime riflessioni sul destino unitario della penisola. I ceti popolari rimasero sempre avversi o estranei al dominio francese in Italia. Nellaprile 1797 le truppe francesi di stanza a Verona furono assalite ; tale episodio , che prende il nome di Pasque Veronesi , serv a Napoleone come giustificazione del proprio atteggiamento nei confronti della Repubblica di Venezia. Nel 1799 a Napoli i cosiddetti lazzaroni , ossia i popolani , si opposero violentemente allingresso delle milizie francesi in citt. Inoltre tra la fine del 1798 e linizio del 1799 , quando il controllo francese sullItalia cominciava a vacillare , scoppiarono numerose rivolte popolari , che presero il nome di insorgenza. NellItalia meridionale i contadini non avevano tratto nessun vantaggio dalla nascita della repubblica partenopea poich le norme che abolivano i diritti feudali giunsero solo nellaprile 179 9. Il cardinale Fabrizio Ruffo , emissario dei Borbone , fece sollevare i contadini e , guidando larmata della Santa Fede , in cui erano presenti anche numerosi briganti , rovesci , nel giugno 1799 , il regime repubblicano. Tale sommossa , che prese il nome di rivolta sanfedista , consent il ritorno della famiglia borbonica che avvi una pesante repressione. Lepisodio sanfedista testimonia anche la difficolt di coinvolgere le masse contadine in quella che era concepita come una rivoluzione borghese. LA SPEDIZIONE IN EGITTO E IL COLPO DI STATO : 1798-1799 Nella primavera 1798 fu concesso a Napoleone, dopo la rinuncia ad un progetto di invasione dellInghilterra, di guidare una spedizione in Egitto per colpire gli interessi commerciali inglesi.

Tale concessione da parte del Direttorio mascherava il desiderio di allontanare da Parigi un personaggio divenuto , dopo i successi in Italia , assai popolare. Nel maggio 1798 unimmensa flotta francese salp dal porto di Tolone ; dopo aver rapidamente conquistato Malta , i francesi approdarono il 1 luglio 1798 ad Alessandria di Egitto. Alla fine del Settecento lEgitto era una provincia indipendente dellimpero ottomano retta dalla setta militare dei turchi mamelucchi. Il 21 luglio 1798 le truppe di Napoleone si scontrarono in prossimit del Cairo con le milizie turche nella celebre Battaglia delle Piramidi , risultando vincitori. Tuttavia il 1 agosto 1798 la flotta inglese dellAmmiraglio Nelson sorprese le navi francese ancorate nei pressi di Abukir , distruggendole e isolando cos i soldati di Napoleone in Egitto. La campagna in Egitto , sostanzialmente fallimentare dal punto di vista militare , produsse la ricomposizione dellalleanza antifrancese guidata dallInghilterra e con la partecipazione attiva della Russia e dellImpero turco. Mentre Bonaparte era impegnato nellamministrazione politica dei territori occupati in Egitto , in Italia e in Germania lesercito repubblicano cominci a ripiegare sotto lattacco degli austro-russi. Le nuove difficolt militari causarono una nuova crisi politica a Parigi : i giacobini ripresero infatti slancio e nel giugno 1799 i parlamentari accusarono pubblicamente il Direttorio , nel quale era stato da poco nominato labate Sieyes , ed imposero due nuovi direttori. Nonostante la situazione militare stesse migliorando grazie alla vittoria delle truppe francesi a Zurigo contro la coalizione austro-russa , il 18 brumaio (9 novembre) 1799 , dopo il ritorno di Napoleone a Parigi , venne attuato un colpo di Stato : con il pretesto di un complotto , i deputati vennero trasferiti a Saint-Cloud nei pressi della capitale , sotto la protezione militare ; il 19 brumaio Napoleone impose con le armi una riforma costituzionale. I parlamentari consenzienti votarono un testo che prevedeva la creazione di una commissione esecutiva con pieni poteri composta da tre consoli , Sieyes , Ducos e Bonaparte. Nonostante le apparenze formali , il colpo di stato ebbe un evidente carattere militare e port in primo piano nella politica europea il generale Napoleone Bonaparte. MODELLO POLITICO E TRADIZIONE RIVOLUZIONARIA Il colpo di stato del 18 brumaio 1799 pose definitivamente fine alla dinamica politica rivoluzionaria , anche se la stabilizzazione dei successi della rivoluzione , sia sul campo giuridico e amministrativo sia sul campo delle competenze dello Stato , avvenne solo negli anni del consolato di Napoleone , tra il 1800 e il 1804. La rivoluzione francese fu un fenomeno essenzialmente politico che distrusse unorganizzazione politica del potere , la monarchia assoluta , e le basi giuridiche della societ per ceti. Gli antichi privilegi feudali furono sostituiti dalluguaglianza dei diritti ; gli antichi rapporti tra societ civile e Stato mutarono radicalmente a causa dellestensione della basa politica e della partecipazione. Tale innovazione pose due problemi fondamentali , ossia come garantire la rappresentanza della societ civile e come mantenere il consenso politico. Lallargamento della partecipazione , il trasferimento della sovranit al popolo e lidentificazione del popolo con la nazione mutarono radicalmente i modi e i contenuti della politica ; possibile

affermare che il moderno sistema politico basato sui partiti e sulla politicizzazione di massa sia nato proprio negli anni della Rivoluzione Francese. Nellarco di pochi anni gli avvenimenti della rivoluzione assunsero un carattere mitico e tutte le tendenze politiche ottocentesche si caratterizzeranno in base al rifiuto o alladesione agli ideali rivoluzionari.

CAPITOLO XX : NAPOLEONE E LEUROPA


Il successo di Napoleone Bonaparte nella conquista del potere era strettamente connesso al ruolo dellesercito nelle vicende rivoluzionarie : infatti dal momento in cui il popolo francese si era identificato con la nazione in armi , il controllo dellesercito e delle sue possibilit di vittoria divenne la fonte principale del potere e lunica garanzia di stabilizzazione delle conquiste della rivoluzione. Napoleone rimarr dunque indissolubilmente legato ai successi militari ed avr lesigenza di rinnovarli costantemente. Tuttavia le continue guerre espansionistiche francesi determineranno la nascita di nuove forze nazionali che decreteranno il crollo dellimpero napoleonico. Lascesa al potere di Napoleone venne sancita con la stesura della nuova Costituzi one , detta dellanno VIII , che , dopo essere stata sottoposta al plebiscito , entr in vigore alla fine del 1799. Essa decret il conferimento del potere esecutivo alla figura del Primo Console. Gli altri due consoli rimanevano in carica ma assunsero soltanto una funzione consultiva. Anche il potere legislativo venne conferito al Primo Console , unitamente ad un organismo tecnico di sua nomina , il Consiglio di Stato. Vennero istituite tre camere rappresentative : il Tribunato , costituito da 100 membri , aveva il compito di discutere le leggi ; il Corpo Legislativo , costituito da 300 membri , aveva il compito di approvare le leggi ; il Senato , costituito da 60 membri nominati a vita , aveva il compito di controllare la costituzionalit delle leggi prima che esse entrassero in vigore. Tale costituzione riorganizz la repubblica francese , istaurando un governo dittatoriale che ruotava intorno alla figura del Primo Console. Napoleone tuttavia cerc di garantirsi anche un ampio consenso di base nel paese , al di l dellesercito e del potere istituzionale. Per questo motivo venne istituito il meccanismo del plebiscito , inteso come delega diretta del popolo al Primo Console. La struttura istituzionale creata dalla Costituzione dellanno VIII prevedeva il coinvolgimento del personale politico rivoluzionario e il recupero di molte figure appartenenti allantico regime. Questo recupero venne attuato soprattutto grazie alla riforma amministrativa , imperniata sulla figura del prefetto , erede dellintendente. I prefetti erano i rappresentanti del governo nei dipartimenti e dipendevano direttamente dal Primo Console ; essi avevano compiti politici ed amministrativi : dovevano infatti applicare le direttive del governo e dovevano esercitare un forte controllo sullo spirito pubblico , ossia sulle opposizioni. Napoleone intervenne fortemente anche nel campo dellistruzione con il fine di creare un capace ceto di amministratori e burocrati. Fu potenziata lEcole polytechnique come stadio preparatorio alla specializzazione nei settori minerari , dellartiglieria e delle costruzioni. Vennero istituiti , a partire dal 1802 , i licei che avevano il compito di fornire unampia cultura generale , soprattutto classica e letteraria , al nuovo ceto dirigente. Nei loro programmi vennero ripresi molti contenuti didattici della scuola di ancien regime , rovesciando lapertura verso le scienze prevalente nelle scuole convenzionali. Napoleone poi ampli notevolmente le competenze e le attribuzioni dello Stato : nel 1806 venne istituito il monopolio statale dellistruzione universitaria ; venne inoltre istituita lassistenza sociale e sanitaria pubblica , nonch il controllo pubblico dei mendicanti.

La riorganizzazione politico-amministrativa pot procedere velocemente grazie alleliminazione delle opposizioni pi radicali. La guerriglia dei chouans e della Vandea vennero ferocemente osteggiate e sconfitte. I giacobini pi accesi vennero deportati alle Seychelles. Il consolidamento del potere napoleonico era tuttavia strettamente connesso al raggiungimento di una pace stabile e duratura. Venne cos ripreso il conflitto con le potenze europee , in particolare lAustria. Nella primavera del 1800 le truppe del generale Moreau attaccavano in Germania mentre Napoleone con il suo esercito scendeva in Italia dove , dopo aver riconquistato Milano , riusc a sconfiggere gli austriaci nel giugno 1800 a Marengo. LAustria , nei mesi seguenti , sub ulteriori sconfitte che la costrinsero a firmare , nel febbraio 1801 , la pace di Luneville che riconosceva la ricostituzione della Repubblica Cisalpina e la cessione definitiva alla Francia della riva sinistra del Reno. Dopo che la Russia si era ritirata dalla coalizione per alcuni contrasti commerciali con gli inglesi , soltanto lInghilterra rimaneva in guerra contro la Francia. Nel 1802 il primo ministro inglese William Pitt il Giovane , acerrimo nemico di Napoleone , dette le proprie dimissioni e si poterono cos avviare le trattative per il raggiungimento di una pace tra francesi ed inglesi. Nel marzo 1802 si giunse cos alla Pace di Amiens con la quale la Francia si impegnava a restituire lEgitto allImpero Ottomano mentre lInghilterra riconosceva le conquiste napoleoniche in Europa , riconsegnando Malta ai cavalieri dellordine di San Giovanni. Tuttavia , nonostante la pace raggiunta in politica estera e leliminazione delle opposizioni radicali in politica interna , Napoleone ritenne che , per poter garantire un equilibrio stabile alla Francia , fosse necessario riconciliarsi con la Chiesa di Roma. Cos nel luglio 1801 Bonaparte e Pio VII stipularono il Concordato con il quale la Chiesa cattolica riconosceva la Repubblica francese e la vendita dei beni nazionali ; si decret inoltre che i vescovi francesi , sia costituzionali sia refrattari , fossero sostituiti da altri nominati dal Primo Console e investiti dal pontefice ; fu anche stabilito che i vescovi avrebbero dovuto giurare fedelt alla Repubblica ma avrebbero avuto il diritto di nominare direttamente i parroci ; inoltre lo Stato francese si assunse lonere di retribuire il clero nazionale. Il consenso ottenuto da Napoleone con la riconciliazione con la Chiesa , rese possibile lapprovazione della proposta di trasformare la carica consolare da temporanea a vitalizia. Contemporaneamente alla consultazione popolare richiesta per la convalida di tale modifica costituzionale , venne redatta da un senatoconsulto la Costituzione dellanno X (1804) che estendeva i poteri del primo console , al quale era attribuita anche la facolt di designare un proprio successore. Nel marzo 1804 Bonaparte promulg il Codice civile , frutto estremamente importante dellopera riformatrice napoleonica. Redatto da quattro giuristi e discusso dal Consiglio di Stato , spesso alla presenza dello stesso Napoleone , che ne semplific i contenuti , il Codice civile del 1804 aveva il fine di salvaguardare i risultati ottenuti dalla Rivoluzione Francese. Vennero confermati labolizione del diritto feudale , del maggiorascato e del fidecommesso , il riconoscimento delle libert civili e la difesa della propriet.

Con queste innovazioni venne cos garantita la pi ampia circolazione della propriet , caposaldo del liberismo economico e del pensiero riformatore settecentesco. Nel diritto di famiglia venne inoltre conservato il divorzio. LIMPERO E LE GUERRE DI NAPOLEONE La pace di Luneville del 1801 non aveva posto fine allespansionismo francese in Italia : infatti nellaprile 1801 fu incorporato il Piemonte , nel 1802 fu o ccupato il Ducato di Parma e fu esteso il controllo francese anche a Genova e alla Toscana. La Repubblica Cisalpina , sempre nel 1802 , si trasform in Repubblica italiana e la presidenza fu affidata a Napoleone. In campo coloniale i francesi riuscirono a riprendere le Piccole Antille , ma non a ristabilire il proprio dominio su Santo Domingo. La Louisiana , riottenuta dalla Spagna nel 1800 , fu venduta nel 1803 agli Stati Uniti per evitare che essi si schierassero con lInghilterra. Questo dinamismo internazionale riaccese la rivalit con il regno inglese che si rifiut di restituire Malta ai cavalieri dellordine di S. Giovanni , come prevedeva la pace di Amiens. Nel 1803 la pace di Amiens fu annullata da Francia e da Inghilterra che nel 1805 , con il ritorno di Pitt al governo , ripresero le ostilit. Il rafforzamento dei poteri del Primo Console , attuato nel 1804 , era stato accompagnato da unaccentuazione dei controlli sulla stampa e su tutti gli aspetti della vita culturale. Nel marzo 1804 venne sventato un colpo di stato realista ; Napoleone ordin larresto dei responsabili e fiacc fortemente il partito monarchico attuando una dura repressione. Nel maggio 1804 venne varata la Costituzione dellanno XII con la quale Napoleone si autoproclamava imperatore dei francesi. Il papa Pio VII nel dicembre 1804 fu obbligato a partecipare alla cerimonia dellincoronazione nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Contemporaneamente alla creazione dellimpero francese , le truppe napoleoniche riportarono nellEuropa centrale e orientale numerose vittorie tra cui la pi importante fu quella di Austerlitz contro lesercito austro-russo il 2 dicembre 1805. LAustria sconfitta dovette accettare la cancellazione ufficiale , nel 1806 , del Sacro Romano Impero Germanico. In Germania , in Polonia ed in Olanda vennero create una serie di stati satelliti , affidandone il controllo ai parenti di Napoleone. Nel 1807 limperatore francese stabil con il giovane zar Alessandro I una pace che prevedeva il riconoscimento degli interessi espansionistici russi. Nel 1805 la Repubblica italiana venne trasformata in Regno dItalia e la corona fu affidata allo stesso Bonaparte , che nomin vicer Eugenio Beauharnais. La Toscana , Roma , il Lazio e lUmbria passarono definitivamente sotto il diretto controllo dellimpero francese. Il papa Pio VII , che aveva scomunicato Napoleone , venne arrestato. Il regno di Napoli , deposti i Borbone , venne assegnato dapprima al fratello di Napoleone , Giuseppe , e in seguito al cognato , Gioacchino Murat. La Spagna , nonostante la sollevazione popolare del 2 dicembre 1808 a Madrid , che riusc a mettere in difficolt numerose volte le truppe regolari francesi , fu sottomessa e il trono spagnolo venne affidato a Giuseppe Napoleone.

Lunica potenza che sembrava tenere testa allimpero francese era lInghilterra : infatti il 21 ottobre 1805 lammiraglio Nelson , comandante della flotta britannica , sconfisse e distrusse completamente la flotta francese. Napoleone cos decise , a partire dal 1806 , di attuare un blocco continentale nei confronti dellInghilterra in tutti i paesi europei sottomessi , alleati o controllati. Fra il 1810 e il 1812 il cosiddetto Grande Impero , ossia Francia e stati vassalli , raggiunse il proprio apogeo e Bonaparte volle ufficializzare la propria posizione sposando a Parigi nel 1810 la granduchessa Maria Luisa , figlia dellimperatore dAustria. TRASFORMAZIONI E CONTRASTI NELLEUROPA NAPOLEONICA Limpero napoleonico si fondava sulla supremazia e sul dominio militare dellesercito imperiale , ideologicamente e politicamente motivato in quanto costituito da volontari. Grazie al principio della coscrizione obbligatoria , introdotto in seguito alle leve di massa del 179394 , ogni cittadino francese si sentiva anche un soldato pronto a difendere la propria patria. Inoltre lesercito costituiva la fonte principale da cui Napoleone attingeva per la creazione del gruppo dirigente del proprio regime e il 59 % della nuova nobilt istituita nel 1808. A livello politico , nei paesi conquistati o annessi Napoleone cerc tuttavia quasi sempre lappoggio delle forze tradizionali che si dimostrarono disponibili ad inserirsi nel nuovo sistema politicoamministrativo. Tutti gli stati vassalli inoltre adottarono il sistema di potere accentrato sul modello di quello francese ; dappertutto la feudalit e i residui del regime feudale vennero aboliti ; gli ordini religiosi furono soppressi e i beni ecclesiastici furono messi in vendita per sanare il debito pubblico. In quasi tutti gli stati satelliti si verific dunque un enorme passaggio di propriet che interess prevalentemente i ceti gi proprietari e i borghesi. Il limite principale del consenso napoleonico fu costituito dal ceto contadino che , molto legato alla Chiesa , non accettava nessun brusco cambiamento improvviso. In generale le nuove strutture politico-amministrative e militari allargarono e modificarono la partecipazione. Nei paesi conquistati inoltre ampi strati popolari compirono importanti esperienze politiche e militari che fecero maturare in loro aspirazioni allindipendenza nazionale. A livello economico tutti gli stati conquistati da Napoleone dovettero adattare la propria economia a quella francese. Su questi stati inoltre ebbe un effetto profondamente negativo lattuazione del blocco commerciale nei confronti dellInghilterra ; ci contribu notevolmente ad aumentare lostilit nei confronti della Francia che malgrado i propri sforzi era incapace di gestire e controllare tutto il continente. La Spagna infatti resisteva strenuamente alla conquista grazie alla guerriglia e allapporto inglese. La Sicilia , dove si erano rifugiati i Borbone , venne occupata dagli inglesi e sfuggiva al dominio francese. Nel 1812 inoltre la Costituzione che le Cortes di Spagna si dettero a Cadice e quella adottata dalla Sicilia costituirono due modelli di alternativa liberale e moderata al predominio napoleonico. Molto importanti per lo sviluppo della storia tedesca dellOttocento furono le riforme introdotte in Prussia dopo lumiliante sconfitta di Jena : nel 1807 venne abolita la servit della gleba , venne introdotta la libera circolazione e propriet della terra , il libero accesso alla professione ; venne

inoltre fortemente riformato lesercito che , grazie allintroduzione di un criterio di addestramento rapido , poteva contare su un bacino potenziale molto ampio. LA CAMPAGNA DI RUSSIA E IL CROLLO DELLIMPERO Tra il 1809 e il 1812 il Grande Impero godette di un periodo di relativa pace e tranquillit. Tuttavia lostilit con gli inglesi , il conflitto con il papa , la ribellione spagnola e lopposizione delle forze nazionali avevano creato ostacoli insormontabili per la stabilizzazione dellimpero francese , oramai in bilico. Inoltre la Russia si era sganciata dallalleanza con la Francia ; tale atto impediva la realizzazione vittoriosa del blocca commerciale ai danni dellInghilterra. Cos nel 1811 Napoleone cominci i preparativi per linvasione della Russia dello zar Alessandro I. Limponente esercito che , nellestate 1812 , inizi le operazioni in Russia non era pi la Grande Armata compatta del 1805 ma era divenuto un insieme eterogeneo dove solo la met delle truppe era di nazionalit francese. A questa debolezza si aggiungeva il fatto che i soldati francesi erano equipaggiati solo per una breve campagna. Lesercito napoleonico inizi lavanzata nel territorio russo ma si trov bene presto in difficolt poich , abituato a vivere dello sfruttamento dei paesi occupati , si trov davanti a s territori devastati dalla tattica russa della terra bruciata che consisteva nellarretrare distruggendo tutte le risorse del territorio cosicch il nemico non le potesse sfruttare. Solo in prossimit di Mosca lesercito russo cerc lo scontro frontale con le truppe francesi , risultando tuttavia sconfitto a Borodino il 12 settembre 1812. Pochi giorni dopo le milizie imperiali entrarono a Mosca , che per era stata devastata da un terribile incendio appiccato dai soldati russi. Il rifiuto dello zar a trattare e il pericolo di inoltrarsi troppo nellostile territorio russo , spinsero Napoleone ad ordinare nellottobre 1812 la ritirata. Il freddo , il fango e gli attacchi rapidi della cavalleria cosacca trasformarono il ritorno in una rotta e il passaggio dellesercito francese sul fiume Beresina nel novembre 1812 riusc solo a prezzo di fortissime perdite. Nel 1813 , approfittando della difficile situazione delle forze bonapartiste , si costitu una coalizione composta da Inghilterra , Russia e Prussia , cui si aggiunse in seguito lAustria. Nellottobre 1813 lesercito della coalizione sconfisse a Lipsia limpero francese. A tale battaglia fece seguito lavanzata degli alleati nel cuore della Francia , occupando Parigi nel marzo 1814. Napoleone abdic e i vincitori lo relegarono nellisola dElba , reintroducendo i Borbone , in particolare Luigi XVIII , sul trono francese. Contemporaneamente alla restaurazione monarchica , si avvi a Vienna il Congresso che avrebbe dovuto ridefinire i confini geopolitici dellEuropa. Gli strati popolari francesi erano per insoddisfatti della restaurazione borbonica poich avevano paura che Luigi XVIII reintroducesse i diritti feudali ; inoltre anche lesercito francese era in rivolt a poich numerosi ufficiali bonapartisti furono estromessi dalle proprie cariche. Queste premesse resero possibile lo sbarco di Napoleone , il 1 marzo 1815 , nelle coste francesi e la sua restaurazione.

Appena ripreso il potere , Bonaparte reintrodusse la Costituzione imperiale dellanno XII , dando spazio alle esigenze liberali. Egli inoltre cerc lappoggio dei notabili e rifiut di cercare il consenso fra le masse popolari. Le potenze europee erano per decise a distruggere definitivamente limpero n apoleonico e si costituirono nuovamente in unalleanza. Napoleone non riusc a dividere lesercito alleato e il 18 giugno 1815 la resistenza delle truppe inglesi del duca di Wellington permise allesercito prussiano di sconfiggere duramente i francesi. Un mese dopo Napoleone si consegn agli inglesi che lo deportarono nellisola di SantElena , nellAtlantico , dove mor il 5 maggio 1821. Nel frattempo Gioacchino Murat , cercando inutilmente di salvare il proprio regno , si oppose agli austriaci che lo sconfissero nel 1815. Murat tent allora di sollevare la popolazione dellItalia meridionale , sbarcando a Pizzo Calabro nellottobre 1815. Anche questo tentativo fall e nello stesso mese fu catturato dagli austriaci e fucilato.

DATE IMPORTANTI
FORMAZIONE DEGLI STATI NAZIONALI 1516 Elezione di Carlo dAsburgo al trono spagnolo con il nome di Carlo I 1519 Elezione di Carlo dAsburgo al trono imperiale con il nome di Carlo V VIAGGI OCEANICI E SCOPERTE GEOGRAFICHE 1487 Diaz giunge a Capo di Buona Speranza 1497 I Fratelli Caboto esplorano le coste del Labrador e la baia di Hudson 1498 Vasco de Gama giunge a Calicut 1500 Cabral scopre il Brasile 1520 Magellano doppia lo stretto di Magellano e giunge in Oriente 1524 Da Verrazzano compie la mappatura delle coste dellAmerica del Nord 1492 1493 1498 1502

Le quattro spedizioni di Cristoforo Colombo

1519 Spedizione di Cortes LA RIFORMA PROTESTANTE 1517 Indulgenza plenaria concessa da Papa Leone X 31 ottobre 1517 Affissione delle 95 tesi 1521 Editto di Worms 1521-23 Rivolta dei cavalieri 1524-25 Rivolta dei contadini 1535 Atto di Supremazia di Enrico VIII 1555 Pacificazione di Augusta GUERRE DITALIA 1454 Pace di Lodi 1494-95 Spedizione di Carlo VIII in Italia 1498 Iniziativa congiunta di Luigi XII e Ferdinando I il Cattolico 1516 Pace di Noyon (annullata nel 1522) 1559 Pace di Cateau-Cambresis tra Enrico II e Filippo II

CONTRORIFORMA E RIFORMA CATTOLICA 1545-1563 (con una sospensione dal 1552 al 1662) Concilio di Trento 1516 Ghetto di Venezia 1555 Ghetto di Roma IL SECOLO DI FERRO 1559-1648 (Pace di Cateau-Cambresis / Pace di Westfalia) Secolo di Ferro Francesco I ; Enrico II ; Francesco II ; Carlo IX ; Enrico III ; Guerra dei Tre Enrichi ; Enrico IV di Borbone 1562-63 Prima ondata del conflitto religioso terminata per la morte di Francesco di Guisa 1563 Editto di Amboise 23-24 agosto 1572 Matrimonio tra Enrico di Borbone e Margherita di Valois , sorella di Carlo IX 1572 Strage di San Bartolomeo Morte di Carlo IX , sale al potere Enrico III Guerra dei Tre Enrichi 1594 Ascesa al trono di Enrico di Borbone 1598 Editto di Nantes 1556 1588 1580 1559 Filippo II diviene re di Spagna Sconfitta dellInvincibile Armada Conquista del Portogallo Ascesa al trono di Elisabetta I

LA GUERRA DEI TRENTANNI 1555 Pace di Augusta 1608 Contrapposizione Unione Evangelica e Unione Cattolica 1609 Lettera di Maest di Rodolfo II 1612 Elezione ad imperatore di Mattia II 1617 Elezione al trono boemo di Ferdinando dAsburgo 1618 Defenestrazione di Praga 1620 Battaglia della Montagna Bianca 1618-20 Fase boemo-palatina 1629 Fase danese (sconfitta esercito danese) 1629 Editto di Restituzione 1630 Fase svedese (conquista della Baviera , del Palatinato , dellAssia e del Luneburgo) Fase francese 1648 Pace di Westfalia Muntzer : Ferdinando III , Mazzarino , principi cattolici Osnabruck : Ferdinando III , Mazzarino , principi protestanti

LA SPAGNA DI OLIVARES 1612-1643 Gestione del conte-duca di Olivares 1640 Rivolta in Catalogna Rivolta in Portogallo 1647-48 Rivolta a Napoli e in Sicilia LA FRANCIA DI RICHELIEU 1624-1642 Premierato di Richelieu Editto di Grazia IL SECOLO DORO OLANDESE : IL DISAGIO DELLABBONDANZA 1618-20 Rivolta di Oldenbarneveldt Compagnia delle Indie Orientali Compagnia delle Indie Occidentali Borsa di Amsterdam Banca dei Cambi Banca dei Prestiti LA PRIMA RIVOLUZIONE INGLESE 1640-60 Prima rivoluzione inglese 1688-89 Seconda rivoluzione inglese (1603-1625) Giacomo I ; (1625-1642) Carlo I ; (1642-1649) Camera dei Comuni ; (1649-1658) Olivier Cromwell ; (1658-1660) Richard Cromwell 1628 Petizione del Diritto 1640 Breve Parlamento 1640 Lungo Parlamento

prima fase 1640-42 seconda fase 1642-29 terza fase 1649-1653 quarta fase 1653-1660

Grande Rimostranza 1645 Battaglia di Neseby 1649 Condanna a morte di Carlo I 1651 Atto di Navigazione 1653 Elezione di Cromwell a Lord Protettore 1658 Morte di Olivier Cromwell

LASSOLUTISMO MONARCHICO DI LUIGI XIV 1661-1715 Regno di Luigi XIV Anni 60 e 1709 Intervento regio contro i giansenisti 1685 Editto di Fontainbleau 1667-68 Guerra di devoluzione 1668 Pace di Aquisgrana 1672-1678 Guerra contro le Provincie Unite 1678 Pace di Nimega 1686-1697 Guerra della Lega di Augusta 1697 Pace di Rijswik 1701-1713 Guerra di successione spagnola 1713 Pace di Utrecht 1714 Pace di Rastat LA SECONDA RIVOLUZIONE INGLESE 1660 Restaurazione di Carlo II Test Act / Habeas Corpus Act 1685 Muore Carlo II. Sale al trono Giacomo II 1688 Muore Giacomo II. Giacomo III rinuncia al trono 1689 Inizia il regno di Maria e Guglielmo III dOrange Bills of Rights / Atto di Tolleranza GUERRE ED EGEMONIA NELLEUROPA DEL 1700 1701-13 Guerra di successione spagnola 1718-19 Iniziativa della Spagna guidata da Giulio Alberoni 1718 Pace di Londra 1733-35 Guerra di successione polacca 1738 Pace di Vienna 1740-48 Guerra di successione austriaca 1748 Pace di Aquisgrana 1756-63 Guerra dei Sette Anni 1763 Pace di Parigi LA RIVOLUZIONE AMERICANA 1776-83 Eventi principali della Rivoluzione Americana 1607 Nascita della Virginia 1730 Nascita della Georgia Anni 60 Sugar Act Stamp Act Townshend Act

1773 1773 1774 1775 1776 1777 1783

Monopolio commercio del th alla Compagnie delle Indie Occidentali Assalto alla navi inglesi nel porto di Boston Leggi Intollerabili Prime battaglie , a Lexington e a Concord , fra le colonie e lInghilterra Dichiarazione dIndipendenza Prime sconfitte inglesi , Saratoga Pace di Versailles

LA RIVOLUZIONE FRANCESE E NAPOLEONE Maggio 1789 Convocazione Stati Generali 1788-89 Crisi economica 1789 Gli Stati Generali si sciolgono ; viene proclamata lAssemblea Nazionale Costituente 14 luglio 1789 Assalto alla Bastiglia 1790 Costituzione civile del clero 1791 Costituzione redatta dallAssemblea Nazionale 1791 Fuga del re Luigi XVI che viene intercettato a Varennes 1792 Conflitto contro lAustria 1792 Sospensione del sovrano 20 settembre 1792 Battaglia di Valmy. Proclamazione della Repubblica 1793 Condanna a morte di Luigi XVI 1793 Colpo di Stato giacobino 1793 Nuova costituzione repubblicana Marzo 1794 Inizio Terrore 22 pratile 1794 Inizio Grande Terrore 9 termidoro 1794 Colpo di Stato girondino e caduta di Robespierre 1795 Costituzione dellanno III 18 fruttidoro 1797 Colpo di stato del Direttorio 1796-97 Inizio Campagna di Italia ad opera di Bonaparte Armistizio di Cherasco Preliminari di pace di Leoben Trattato di Tolentino Trattato di Campoformio 1797 Primo rinnovamento istituzionale degli stati italiani 1798-99 Secondo rinnovamento istituzionale degli stati italiani 1798-99 Spedizione in Egitto 1798 Battaglia delle Piramidi 1798 Battaglia di Abukir 18 brumaio 1799 Colpo di Stato napoleonico 1799 Costituzione (consolare) dellanno VIII 1800 Iniziativa militare di Moreau in Germania e di Napoleone in Italia 1801 Pace di Luneville / Concordato con la Chiesa cattolica 1802 Pace di Amiens 1804 colpo di stato realista / Costituzione dellanno XII

1809-12 Periodo di pace nel Grande Impero 1810 Matrimonio tra Napoleone I e Maria Luisa 1812 campagna di Russia 1813 Battaglia di Lipsia 1814 Occupazione di Parigi 1815 I 100 giorni di Napoleone 1815 Sconfitta di Waterloo con gli inglesi del duca di Wellington e sconfitta contro lesercito prussiano