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9 IL SAGGIO DEL TIBET (1980)


(Questo il secondo libro dedicato quasi completamente alla descrizione dello straordinario contenuto di una delle caverne preparate, come basi operative, da un'antica ed avanzatissima civilt.)

ANTICHE CIVILTA' ED ALIENI

(Lobsang Rampa ed il suo maestro Mingyar Dondup partono per portare aiuto ad un eremita che sta male. Affrontano un duro viaggio, durante il quale devono rimandare indietro i cavalli, poich questi non riescono pi ad avanzare, ed intraprendono poi una difficile scalata per raggiungere l'eremo, situato in vista della citt di Lhasa, ma molto pi in alto. Una volta raggiunta la destinazione e visitato l'eremita, i due si rifugiano in un tunnel per sfuggire ad una grande frana si sta abbattendo su quella parte di montagna, portandosi via l'eremita, l'eremo e persino la grande roccia su cui esso era stato costruito, facendo svenire e denudando Lobsang Rampa, imprigionando le gambe del suo maestro e chiudendo l'apertura da cui erano entrati. Seguendo le istruzioni del Lama Mingyar Dondup, il giovane Rampa trova, in un ripostiglio nascosto dietro una roccia girevole, candele, vesti ed un sbarra di acciaio con la quale riesce a liberare il maestro, le cui gambe, pur non presentando rotture, sono profondamente lacerate, fino all'osso, dalle ginocchia in gi. Utilizzando i medicamenti che si erano portati dietro e gli stacci presenti sul posto, il giovane Lama-medico cura il ferito nei limiti del possibile, "incollandogli" i lembi di carne con un apposito unguento, solidificatosi il quale i brandelli di carne rimangono al loro posto, trattenuti anche dalle fasciature. A questo punto il giovane si muove per cercare un'uscita, ma viene richiamato dal maestro.) N.B.: Il termine "universo" viene utilizzato quasi certamente come sinonimo di "galassia". 9-13 "Lobsang," disse il Lama sorridendo "questo posto lo conosco da cima a fondo. Esiste da circa un milione di anni e fu eretto dalla gente che per prima popol questo nostro paese. Per una settimana o due saremo abbastanza al sicuro, purch nessuna roccia, spostandosi, abbia bloccato la strada. Ritengo improbabile che ce la faremo a uscire da quella parte. Se non riusciamo a metterci in salvo attraverso uno dei camini vulcanici, allora pu darsi che fra un migliaio di anni o gi di l un futuro esploratore scoprir due scheletri che gli offriranno materia di riflessione". 9-14 Ancora una volta ci mettemmo in cammino, pesti e ammaccati e, dopo quello che sembr un percorso interminabile, arrivammo fino a una pietra messa di traverso sul sentiero dove il tunnel finiva, o cos credevo. "No, no, non finisce qui", disse il Lama. "Spingi quel lastrone alla base e fallo girare al centro. Poi, se si vuole passare dall'altra parte, basta chinarsi". Feci come mi era stato detto e con un orrendo stridore il lastrone si spost fino a mettersi in posizione orizzontale, e vi rimase. Per sicurezza lo tenni fermo, mentre il Lama vi strisciava sotto faticosamente, poi lo rimisi a posto abbassandolo. L'oscurit era completa. "Spegni la candela, Lobsang." disse il Lama Mingyar Dondup "Far lo stesso con la mia e allora vedremo la luce del giorno. Adesso basta aspettare qualche attimo", disse il Lama, "e avremo tutta la luce che vogliamo". Avrei potuto definirlo un 'buio sonoro', in quanto sembrava di udire una fitta serie di rumori sordi, da cui per fui distolto dall'apparire di una luce simile a quella dell'aurora. Al di sopra di noi, su un lato di ci che, a quanto pareva, era un ambiente chiuso, apparve una sfera lucente. Era rossa e sembrava fatta di metallo incandescente. Immediatamente il rosso pass al giallo fino a diventare bianco, il bianco azzurro della luce diurna. Ben presto ogni cosa fu resa visibile in tutta la sua cruda realt. Restai l a bocca aperta, al colmo della meraviglia di fronte a ci che vedevo. La sala, se cos si pu dire, aveva un volume maggiore di quello del Potala, in altri termini avrebbe potuto contenere tutto il Potala. La luce era intensa e rimasi ammaliato dalle decorazioni che si vedevano sulle pareti, nonch dagli strani oggetti che erano sparpagliati sul pavimento senza tuttavia

impedire di passare. "Un posto meraviglioso, Lobsang, non trovi? Fu creato tanti anni fa, pi di quanti la mente umana possa concepire. Una volta era il quartier generale di una razza in grado di compiere viaggi spaziali e quasi tutto il resto. Dopo milioni di anni tutto questo ancora funziona, tutto intatto. Alcuni di noi erano noti come i Guardiani del Tempio Interno. Questo il Tempio Interno". Mossi qualche passo per esaminare la parete pi vicina, che appariva coperta da una specie di scrittura, una scrittura che istintivamente supponevo non appartenesse a nessuna razza terrestre. Il Lama si inser telepaticamente nei miei pensieri. "S," rispose "tutto questo fu costruito dalla razza dei Giardinieri, i quali trasportarono su questo mondo esseri umani e animali". Tacque e indic una cabina collocata poco distante contro una parete. "Vuoi andare fino l a prendermi due bastoni che in cima ne hanno un altro messo di traverso?". Obbediente, mi avvicinai alla cabina che aveva indicato. Lo sportello si apr subito e rimasi affascinato dal suo contenuto. Sembrava colma di oggetti d'uso medico. In un angolo c'erano molti di quei bastoni, forniti di una specie di appoggio a una estremit. Ne presi due e mi accorsi che erano in grado di sorreggere un uomo. A quell'epoca non sapevo che si trattava di stampelle, ma ne portai un paio al Lama, il quale se le mise immediatamente sotto le ascelle dalla parte pi corta. A circa met strada tra la parte superiore a quella inferiore sporgeva una specie di manico. Il Lama li impugn ambedue. Si allontan da me e seguit a curiosare nell'armadio. Il Lama Mingyar Dondup non aveva perso tempo. Le sue gambe erano rivestite di lucido metallo e appariva in forma perfetta. "Lobsang, prima di guardarci intorno mangiamo qualcosa, perch qui ci staremo suppergi una settimana. Mentre andavi a prendere queste cose", disse indicando le sacche e la spranga d'acciaio, "mi sono messo in contatto telepatico con un amico del Potala, il quale mi ha detto che sta infuriando un vento fortissimo. Mi ha consigliato di rimanere dove siamo, finch il vento non si calmer. I meteorologi hanno detto che la tempesta si scatener per circa una settimana. Guarda, Lobsang, guarda questa bottiglia. E' il miglior brandy conservato esclusivamente a scopi terapeutici. Penso che possiamo ritenere che il nostro periodo di detenzione qui giustifichi un po' di brandy per dare gusto alla tsampa". Presi la ciotola che mi porgeva e la fiutai con apprezzamento, ma nel contempo con esitazione . Tirai su la tsampa non soltanto con le dita, ma aiutandomi anche con la palma della mano destra, e poi tutt'a un tratto - del tutto inaspettatamente - caddi all'indietro. Mi piace dire che mi addormentai per la stanchezza, ma il Lama afferm che ero ubriaco fradicio, quando pi tardi lo rifer ridendo all'Abate. quando mi svegliai quella meravigliosa luce dorata inondava ancora la sala. Guardai in su verso... beh, suppongo che fosse il soffitto, ma questo era talmente in alto che non avrei potuto dire dove fosse. "E' luce solare, Lobsang, luce solare, e funziona ventiquattr'ore su ventiquattro. Non emana calore, ha esattamente la stessa temperatura dell'aria che ci circonda. Non pensi che meglio avere una luce come questa anzich candele puzzolenti e fumose? S, questo il prodigio dei prodigi. Lo conosco da quando sono nato, ma nessuno sa come funziona. La luce fredda un'invenzione miracolosa. Questa qui fu inventata circa un milione di anni fa. Perfezionarono un metodo per accumulare la luce del sole e renderla disponibile anche nelle notti pi buie. Non l'abbiamo n in citt n nel tempio, semplicemente perch non sappiamo come si fa. Questo l'unico posto che conosco dove esiste questo tipo di illuminazione". "Come hanno fatto a costruire questa sala?" chiesi mentre giocherellavo con le dita sopra un'iscrizione della parete. Feci un balzo indietro per la paura all'udire uno scatto inequivocabile, mentre un settore della parete scivolava indietro. "Lobsang! Lobsang! Hai fatto una scoperta. Nessuno di noi che stato qui sapeva che ci fosse un'altra sala contigua a questa". Con cautela facemmo capolino dal vano della porta che si era aperta. Appena le nostre teste passarono lo stipite si accese la luce. Notai che, mentre uscivamo della prima grande sala, in nostra assenza la luce si spegneva. ci dirigemmo verso una grande e strana 'cosa' che si ergeva al centro del pavimento. Era una struttura formidabile. Un tempo era stata risplendente, ma adesso presentava una superficie vetrosa di un grigio smorto. Era alta suppergi quanto quattro o cinque uomini e somigliava a due piatti messi l'uno sopra all'altro. Le girammo intorno e sull'altro lato vedemmo una scala metallica che si allungava scendendo da una porta della macchina fino a terra. Corsi in avanti e mi inerpicai avventatamente sulla scala senza

neanche accertarmi che fosse ben fissata. Lo era. Una volta ancora, appena ostruii con la testa il vano della porta, all'interno della macchina si accesero le luci. Il Lama Mingyar Dondup, per non essere da meno, sal anche lui. "Lobsang" disse, "questo uno dei carri degli dei. Non li hai mai visti guizzare nel cielo?" "S, signore," risposi. " Ma, naturalmente, non ne ho mai visto nessuno cos da vicino". 9-19 Ci guardammo intorno. Sembrava che ci trovassimo in una specie di corridoio fiancheggiato su entrambi i lati da stipetti o armadi, o qualcosa di simile. Comunque, tanto per provare, tirai una maniglia e un grande cassetto scivol fuori senza difficolt, come fosse stato appena fabbricato. Dentro c'erano strani meccanismi di ogni sorta. Il Lama Mingyar Dondup, che stava guardando al di sopra della mia spalla, ne prese uno. "Debbono essere parti di ricambio." Disse "Sono sicuro che questi stipetti contengono parti di ricambio quanto basta per far funzionare di nuovo questa cosa". Chiudemmo il cassetto e procedemmo. La luce si spostava davanti a noi e si attenuava man mano che passavamo, finch ben presto arrivammo in un locale spazioso. Appena entrammo, esso si rischiar di una luce brillante, che ci fece restare senza fiato. Si capiva che si trattava della cabina di comando della cosa, ma ci che ci aveva sbalordito era il fatto che c'erano degli uomini. Uno stava seduto in quella che nella mia immaginazione era la sedia del comandante e scrutava un misuratore inserito in un pannello che aveva di fronte. C'erano molti altri misuratori e ne dedussi che egli fosse proprio in procinto di decollare. "Ma come possibile che costoro abbiano milioni di anni?" dissi "Questi uomini sembrano vivi, tranne che sono profondamente addormentati". A un tavolo, su cui erano distesi dei grandi diagrammi, era seduto un altro uomo, con i gomiti poggiati e la testa fra le mani. Il Lama Mingyar Dondup afferr una delle figure per la spalla. "Secondo me questi uomini si trovano in una condizione di morte apparente. Credo si possa riportarli in vita, ma non so come si fa, non so cosa accadrebbe se fossi capace di farlo. Come sai, Lobsang, in questa catena montuosa esistono altre caverne. Noi ne abbiamo visitata una contenente strani attrezzi, come le scale che a quanto pare funzionano automaticamente (vedere "La caverna degli antichi"). Ma tutto questo supera qualsiasi cosa io abbia visto finora. Dato che sono uno dei Lama pi anziani responsabile della sua salvaguardia, posso dirti che questa cosa la pi meravigliosa di tutte. Mi chiedo se ci sono altri pulsanti da premere per aprire altre stanze. Prima di tutto, per, diamo una buona occhiata a questa. "Esaminammo le altre figure, sette in tutto. Si aveva l'impressione che fossero tutti l sul punto di decollare, quando era accaduto qualcosa di spaventoso. Sembrava come se ci fosse stato un terremoto che avesse fatto ruzzolare pesanti massi su quello che probabilmente era un tetto scorrevole. Il Lama si ferm e si avvicin a un altro uomo, di fronte al quale stava un registro, una specie di taccuino. Evidentemente aveva annotato quanto stava succedendo, ma non potevamo leggere lo scritto in quanto non avevamo nessuna chiave di lettura per ritenere se si trattasse di lettere, di segni particolari, o anche semplicemente di simboli tecnici. "In tutte le nostre ricerche," disse il Lama "non abbiamo trovato niente che ci aiuti a tradurre ... Un momento" prosegui con voce insolitamente agitata "quella cosa l, mi chiedo se una macchina che registra parole. Certo, non credo che funzioner dopo tutti questi anni, ma ci proveremo". Ci avvicinammo insieme allo strumento che aveva menzionato. Constatammo che era a forma di scatola, tagliata all'incirca a met da una linea che le correva tutt'intorno. Tanto per provare, spingemmo in su la superficie al di sopra della linea e con nostra grande meraviglia la scatola si scoperchi: dentro c'erano degli ingranaggi e un aggeggio che sembrava preposto al trasporto di un nastro metallico da una bobina all'altra. Il Lama Mingyar Dondup guard attentamente i pulsanti disposti sul davanti. Tutt'a un tratto quasi restammo fulminati per la paura e fummo quasi sul punto di girarci e scappare, perch dalla parte superiore della scatola fuoriusc una voce, una voce molto strana, del tutto diversa dalle nostre. Sembrava una lezione tenuta da uno straniero, ma non sapevamo di quale argomento parlasse. Poi - altra sorpresa - dalla scatola uscirono dei rumori (li chiamerebbero musica, suppongo), che a noi per sembrarono tutte dissonanze. Allora la mia Guida premette un altro bottone e il rumore cess. Eravamo entrambi piuttosto stremati per via di ci che avevamo scoperto e per l'eccessiva agitazione. Perci ci mettemmo a sedere su quelle che erano chiaramente delle sedie e fui preso dal panico, perch mi

sembr di sprofondare come se fossi seduto sull'aria. Accanto alla cabina di comando c'era un cubicolo, dove appena egli entr si accese la luce. "Credo che qui preparavano da mangiare, perch tutte queste manopole non sono qui per bellezza, bens per uno scopo utile". Ne indic una con su riprodotta una mano in posizione di Stop. Su un altra era riprodotta una fiamma, sicch la premette. Sopra quell'arnese c'erano diversi vassoi di metallo. Ne tirammo gi uno. Ormai stavamo sentendo caldo. Il Lama spost la mano qua e l. "Su, Lobsang, senti qui, c' il calore per cucinare." disse alla fine. Poggiai la mano dove diceva lui, ma un tantino troppo vicino, e feci un salto indietro un po' allarmato. Ma la mia Guida si limit a ridere e mise la tsampa semicongelata nel contenitore di metallo, che poi pos su certe sbarre sopra la fonte di calore che si trovava sotto di esse. Vi aggiunse dell'acqua e ben presto si vide del vapore formarsi nel piatto. Ci fatto, spinse la manopola su cui era riprodotto il simbolo della mano e subito l'incandescenza si spense. Tolse il piatto dalla fonte di calore e, servendosi di un oggetto metallico con una estremit larga e concava, travas la tsampa nelle nostre scodelle. Accanto alla scatola che emanava calore vedemmo qualcosa che sembrava un grande catino, sopra il quale sporgevano due manici di metallo. Provai a girarne uno, nell'unico senso in cui andava, e nel catino sgorg acqua fredda a fiotti. Mi affretta a rimetterlo come prima, poi provai a girare l'altro, di colore rossiccio. Ne usc dell'acqua veramente calda, tanto calda che mi scottai, non gravemente, ma abbastanza da farmi fare un salto. Girai il manico, riportandolo nella sua primitiva posizione. "Maestro," dissi "se questa acqua deve essere qui da uno di quei milioni di anni di cui parlavi, com' che siamo in grado di berla? A quest'ora dovrebbe essere tutta evaporata o inacidita, ma la trovo molto gradevole". " Secondo me quest'acqua proviene da un recipiente a tenuta d'aria, il che vuol dire che dovrebbe rimanere gustosa. Suppongo che questa nave sia venuta qui per fare rifornimento, forse anche qualche lavoro di riparazione, perch data la pressione dell'acqua che uscita deve essercene una quantit veramente grande immagazzinata in qualche cisterna. In ogni modo, qui ne abbiamo a sufficienza per un mese". "Allora," dissi "se l'acqua si mantenuta fresca, qui debbono esserci dei viveri che forse si sono mantenuti ugualmente freschi". Mi alzai dalla sedia con qualche difficolt, perch sembrava volesse avvinghiarmi, ma poi poggiai le mani sui suoi lati - cio sui braccioli - e immediatamente non solo mi liberai ma fui spinto in su in posizione eretta. Riavutomi dallo stupore e dalla violenta emozione, seguitai a tastare le pareti del cucinino. Vidi un sacco di rientranze che sembravano prive di scopo. Infilai l'indice in una di esse e spinsi, ma non accadde nulla. Provai a spingere di sbieco, ma niente da fare, cos non funzionava. Perci scelsi un'altra rientranza, vi infilai il dito e un pannello scivol di lato. Dentro quell'armadietto c'erano molti vasetti che sembravano del tutto privi di commettiture. Avevano dei coperchi trasparenti, sicch era possibile vederne il contenuto. Si trattava evidentemente di un genere alimentare. Ma come poteva essersi conservato per un milione di anni e forse pi? Si vedevano disegnati cibi che non avevo mai visto e di cui non avevo mai udito parlare. Alcuni di essi erano chiusi in un recipiente trasparente, che a quanto pareva non c'era modo di aprire. Andavo dall'uno all'altro di tutti quegli armadietti, credenze o ripostigli, e ogni volta mi imbattevo in una nuova sorpresa. Pi o meno sapevo come erano fatte le foglie di t, ma in uno degli stipi c'erano barattoli trasparenti nei quali potevo vederle. Le sorprese non erano finite. Alcuni di quei recipienti trasparenti contenevano quelli che evidentemente erano tagli di carne. Non ne avevo mai assaggiata e avrei voluto provarla per vedere o, meglio, per sentirne il sapore. Presto mi stancai di gingillarmi nella cucina e andai in cerca del Lama Mingyar Dondup. Guardava un libro e la sua espressione aggrondata rivelava uno stato di intensa concentrazione. "Maestro," dissi "ho scoperto dove tenevano il cibo. Lo hanno messo in certe scatole attraverso le quali possibile vederlo, ma non c' modo di aprirle". Per un attimo mi fiss con sguardo assente, poi scoppi in una risata. "S, certo, il modo in cui oggi si confezionano le sostanze non ha nulla a che fare con l'imballaggio di un milione di anni fa. Ho assaggiato carne di dinosauro, fresca come se appartenesse a un animale appena ucciso. Tra poco verr con te e faremo delle indagini". Gironzolai nella cabina di comando, poi mi misi seduto a riflettere. Se quegli uomini avevano un milione di anni, perch non si erano sbriciolati in polvere? Evidentemente era assurdo affermare che avevano un milione di

anni, quando erano del tutto integri, apparentemente pieni di vita e in attesa soltanto di essere risvegliati. Vidi che ciascuno di loro portava a tracolla una specie di borsa. La tolsi a uno dei 'corpi dormienti' e la aprii. Dentro c'erano strani pezzetti di filo metallico avvolti in bobine, nonch altri oggetti di vetro, ma di tutta la faccenda non ci capivo assolutamente niente. Conteneva anche una bottoniera, e io premetti il primo pulsante che mi capit. Urlai dalla paura. Bruscamente il corpo al quale avevo tolto la borsa fece un balzo improvviso e si tramut in polvere finissima, polvere di un milione di anni, o qualcosa di pi. Il Lama Mingyar Dondup mi raggiunse dove io stavo impietrito dalla paura. Guard la borsa e il mucchio di polvere. "Di queste caverne" disse poi "ne esistono molte. Alcune le ho visitate e abbiamo imparato a non premere mai nessun pulsante finch non se ne conosce l'effetto, finch non si trovata la soluzione in via di ipotesi. Questi uomini sapevano che stavano per essere sepolti vivi nel corso di uno spaventoso terremoto. Pu darsi quindi che il medico di bordo si sia recato da ciascuno di loro e gli abbia messo a tracolla una dotazione d'emergenza. Gli uomini sono poi entrati in uno stato di morte apparente, di modo che non hanno saputo niente di quanto stava accadendo a loro e intorno a loro. Sono stati prossimi alla morte come nessuno potrebbe esserlo, senza morire effettivamente. Hanno ricevuto un'alimentazione adeguata per mantenere il corpo in funzione su scala minima. Ma quando hai toccato questo pulsante (che, come vedo, un pulsante rosso), devi avere interrotto il flusso di energia vitale fornita al soggetto che si trova in stato di morte apparente. Non ricevendo pi la dose di energia vitale, l'et deve essergli piombata addosso all'improvviso riducendolo immediatamente in un mucchietto di polvere". Esaminammo gli altri uomini, giungendo alla conclusione che non potevamo fare niente per loro. In fin dei conti, eravamo intrappolati nella montagna e la nave con noi. Se quegli uomini si fossero svegliati, il mondo sarebbe stato in pericolo? Avrebbero rappresentato un pericolo per le lamaserie? Senza dubbio quegli uomini possedevano una conoscenza che a noi li faceva apparire simili a dei. Avevamo paura di venire d nuovo ridotti in schiavit, giacch la nostra razza serbava un ricordo vivissimo della schiavit di un tempo lontano. "Tu sei giovane, Lobsang," disse il Lama "e io sono vecchio. Ho visto molte cose e mi chiedo che cosa avresti fatto in un caso del genere. Questi uomini sono vivi, non ci sono dubbi al riguardo, ma se noi li riportiamo in piena vita che cosa accadrebbe se sono crudeli, se ci uccidono perch abbiamo lasciato morire uno di loro? Dobbiamo pensarci molto seriamente, non sappiamo leggere le iscrizioni... ." Si interruppe perch ero saltato in piedi, tutto eccitato. "Maestro, maestro" gridai "ho visto un libro che sembra una specie di dizionario di diverse lingue. Pu darsi che ci aiuti". Senza attendere risposta, mi precipitai in una stanza accanto alla cucina, dove si trovava il libro che sembrava come se fosse stato appena stampato. Lo afferrai a due mani, perch era pesante, e lo portai di corsa alla mia Guida. Il Lama lo prese e con malcelata impazienza ne apr le pagine. Per un po' stette seduto completamente assorto nella lettura. "Lobsang, il libro la chiave di tutto, una storia veramente affascinante. Riesco a leggerlo, scritto in quello che sembra il nostro linguaggio aulico. Questa nave ha circa due milioni di anni. Funziona con energia ottenuta dalla luce, qualsiasi luce, delle stelle, del sole. Raccoglie energia da quelle fonti che si sono servite gi di quell'energia e l'hanno trasmessa. "Questi uomini", prosegu riferendosi di nuovo al libro, "erano di una razza cattiva, erano servi dei Giardinieri del Mondo. Ma si tratta della solita storia, che riguarda uomini e donne. Gli uomini desiderano le donne esattamente come le donne desiderano gli uomini. Ma l'equipaggio di questa nave era formato da uomini che avevano abbandonato la grande nave appoggio. Questa qui, veramente, quella che loro definiscono scialuppa di salvataggio. Il cibo si potrebbe mangiare in piena sicurezza e gli uomini potrebbero venire svegliati. Ma a prescindere da quanto tempo si trovano qui, sono sempre dei malvagi perch hanno cercato di procurarsi donne che per loro sarebbero state troppo inferiori, ragion per cui il loro rapporto si sarebbe risolto in una sofferenza totale per le donne stesse. C' da chiedersi se le loro borse di sopravvivenza funzioneranno, oppure se si sono disinserite automaticamente dalla nave che loro chiamano nave appoggio. Credo che dovremo fare qualche prova e leggere un po' di pi, perch a me sembra chiaro che questi uomini, se si consente loro di vivere, posseggono una conoscenza tale che possono nuocerci. Non

potremmo mai vincerli, perch ci trattano come bestie, come oggetti su cui eseguire esperimenti genetici. Hanno gi arrecato danni a causa dei loro esperimenti sessuali con le nostre donne, ma tu sei ancora troppo giovane per conoscere ogni cosa a questo riguardo". Girovagai qua e l. Durante il mio girovagare arrivai in una stanza tutta verde. C'era un tavolo dall'aspetto molto particolare, sovrastato da un'enorme lampada, e dappertutto si vedevano scatole di vetro. "Mah," pensai tra me "deve essere qui che rimettono in sesto i loro malati. Meglio andare a dirlo al Lama". Mi affrettai a riferire al Lama Mingyar Dondup che avevo scoperto una stanza molto strana, tutta dipinta di verde, in cui c'erano cose altrettanto strane conservate in recipienti che sembravano fatti di vetro ma non era vetro. Lentamente si alz in piedi e aiutandosi con le due stampelle si avvi verso la stanza che avevo scoperto. Appena entrai - ero io che facevo strada - si accesero le luci, luci proprio come la luce del giorno. Il Lama si ferm sulla soglia, con un'espressione di immensa soddisfazione sul viso. Si aggir per la stanza, osservando diverse cose, sollevandone altre e scrutando il contenuto di alcuni... non so come chiamarli. Alcuni oggetti conservati in cubi di vetro erano del tutto al di l della mia capacit di comprensione. Ma alla fine si sedette su una sedia bassa e si immerse nella lettura di un libro che aveva preso da uno scaffale. "Vedi, Lobsang," disse poi " una storia piuttosto lunga. Questo mondo era pronto per essere colonizzato, sicch i nostri Signori - debbo chiamarli Signori perch erano i capi dei Giardinieri della Terra e di altri mondi - ordinarono che una determinata specie dovesse essere allevata sulla Terra e quella determinata specie eravamo noi. Su un pianeta lontanissimo, che si trova fuori del nostro universo, furono approntati dei pezzi anatomici e venne allestita una nave in grado di viaggiare a una velocit assolutamente incredibile. Noi, sotto forma di embrioni umani, fummo stipati nella nave. In un modo o nell'altro i Giardinieri, come venivano chiamati, li portarono su questo mondo e poi non sappiamo che cosa accadde tra il momento dell'arrivo degli embrioni e la comparsa delle prime creature che potevano essere definite umane. Ma durante la loro assenza dal loro mondo d'origine accaddero molte cose. Il vecchio sovrano, o 'Dio', era avanti con gli anni e certe persone male intenzionate che volevano impadronirsi del suo potere fecero di tutto per liberarsi di quel Dio e metterne un altro - il loro burattino personale - a governare al suo posto. La nave fece ritorno dalla Terra e trov che la situazione era assai diversa. Constatarono di non essere i benvenuti e che il nuovo monarca voleva ucciderli per toglierli di mezzo. Invece i Giardinieri che erano appena tornati dalla Terra catturarono alcune donne della loro stessa taglia e decollarono di nuovo in direzione dell'universo terrestre (tu sai, Lobsang, che ci sono molti e svariati universi). Giunti nel mondo dove avevano allevato esseri umani, imposero la loro sovranit, fabbricarono diversi manufatti come le piramidi, con cui essi potevano tenere sotto controllo radio qualsiasi cosa si dirigesse verso la Terra. Gli esseri umani che loro avevano allevato li servivano come schiavi e si accollavano ogni fatica, mentre i Giardinieri si adagiavano comodamente nel lusso e ordinavano agli schiavi umani che cosa dovessero fare. Uomini e donne - forse dovremmo chiamarli superuomini e superdonne - si stancarono dei loro compagni e delle loro compagne, sicch nacquero molte relazioni che provocarono litigi e agitazioni a non finire. Ma poi dallo spazio esterno apparve un'astronave non individuata dalle sonde installate sulle piramidi. Era enorme e quando atterr ne uscirono persone che cominciarono a costruire abitazioni. Coloro che per primi erano sbarcati sulla Terra si adirarono per la comparsa di questi altri uomini e donne provenienti dallo spazio, sicch da uno scontro verbale si pass a uno scontro fisico. Lo stato di agitazione si protrasse per un certo periodo, durante il quale si fecero invenzioni diaboliche. Alla fine l'equipaggio della grande astronave non ne pot pi e invi molte astronavi che, a quanto pare, erano tenute in serbo per un intervento del genere e che bombardarono in modo spaventoso i luoghi dove vivevano gli altri spaziali. Le bombe erano una forma molto progredita di bomba atomica e dove caddero tutto mor a perdita d'occhio. Dalla terra sal un bagliore purpureo e gli uomini e le donne dello spazio che lo avevano provocato risalirono sulla loro gigantesca astronave e partirono. Per oltre cento anni nelle zone bombardate della Terra non ci fu quasi nessuna forma di vita, ma quando gli effetti delle radiazioni diminuirono questa gente usc furtivamente all'aperto piena di paura, tremando e chiedendosi che cosa avrebbe visto. Costitu

degli insediamenti agricoli, usando aratri di legno e cose simili. Noi siamo degli analfabeti, Lobsang. Su questa Terra c'era gente molto pi intelligente, ci sono state diverse civilt, come tu sai. Per esempio," aggiunse indicando lo scaffale "questo libro ci parla di metodi in campo medico e chirurgico appartenenti a un tipo di cui da noi non abbiamo mai sentito parlare, e s che noi siamo stati i primi a essere insediati sulla Terra. In questa particolare catena montuosa ci sono molte di queste caverne che un tempo comunicavano tra loro per mezzo di tunnel. Era possibile spostarsi da una caverna all'altra, avere sempre luce e aria fresca, a prescindere da dove ci trovassimo. Ma una volta la regione del Tibet era all'altezza del livello del mare, la gente viveva su un territorio pianeggiante leggermente collinoso e in quell'epoca remota disponeva di fonti di energia a noi del tutto ignote. una volta questo mondo era coperto di nuvole. Il sole non si vedeva mai, non sapevamo nulla dell'esistenza delle stelle. Ma allora, a quei tempi, la gente viveva centinaia di anni, non era come adesso che si muore appena si appresa qualche cosa. Adesso gli uomini muoiono uno dopo l'altro a causa sia delle dannose radiazioni solari, sia del fatto che lo strato nuvoloso di protezione si dileguato. Poi i raggi pericolosi vennero a impregnare il mondo, recando con s ogni sorta di malattie, ogni sorta di aberrazioni mentali. Il mondo fu in subbuglio, il mondo fremette sotto l'urto di quella terribile esplosione. Atlantide, che si trovava lontanissimo da qui sull'altro versante del mondo, sprofond nell'oceano, mentre invece noi del Tibet, cio, il nostro territorio, si sollev a circa cinquemila metri sul livello del mare. La gente divent cagionevole di salute e per lungo tempo mor per insufficienza di ossigeno a quell'altezza. Eravamo pi vicini al cielo e dove eravamo noi le radiazioni erano pi forti. Una parte lontana della nostra terra rimase all'altezza del livello del mare e i suoi abitanti si diversificarono sempre pi da noi, sino a diventare quasi di intelligenza ritardata. Non avevano templi, non adoravano gli dei e anche adesso vanno in giro su imbarcazioni fatte di pelle d'animale a caccia di foche, pesce e altre forme di vita. Ci sono animali immensi dotati di corna enormi sulla testa e quegli uomini ne uccisero molti e ne mangiarono la carne. In seguito apparvero altre razze che chiamarono eschimese questo popolo dell'estremo settentrione. Nella parte del Tibet in cui siamo noi rimasero i migliori, sacerdoti, maghi e medici di gran fama. Nella parte che venne recisa dal Tibet e affond fino al livello del mare o, meglio, si arrest all'altezza del livello del mare, restarono le persone intellettualmente inferiori, operai comuni, gente comune, taglialegna e portatori d'acqua. Essi si trovano pressoch nelle stesse condizioni da pi di un milione di anni. Gradatamente sono usciti all'aperto e hanno cominciato a guadagnarsi la vita sulla superficie della Terra. Impiantarono piccole fattorie e nel giro di circa un secolo le cose sembrarono normalizzarsi e si sistemarono." Gli tolsi via dalle gambe le fasciature ricavate dagli stracci e indietreggiai di fronte a ci che vidi. Le gambe erano coperte di pus e la carne appariva in realt molto infiammata. Inoltre, al di sotto del ginocchio erano molto gonfie. "Adesso" disse il Lama "tu dovrai seguire le mie istruzioni alla lettera. Prima di tutto dobbiamo avere qualcosa per disinfettarle. Per fortuna qui tutto in buone condizioni. Su quello scaffale" e lo indic "troverai un barattolo di vetro con su scritto qualcosa. Secondo me il terzo recipiente a partire da sinistra sul secondo ripiano verso il basso. Portalo qui e vedr se quello giusto". Docilmente, mi diressi verso gli scaffali e feci scorrere all'indietro uno sportello che sembrava fatto di vetro. Feci scorrere lo sportello di vetro da un lato e guardai i flaconi. S, pensai, proprio questo. E glielo portai. Lo guard, lesse le istruzioni, poi disse: "Meglio se tu mi passi quel recipiente grande che sta rovesciato l accanto. Innanzi tutto lavalo bene. Ricorda che d'acqua ne abbiamo in quantit illimitata, perci risciacqualo e poi versacene un po', circa tre scodelle". Cos feci, pulii sfregandolo ben bene il recipiente, che era gi pulitissimo, ci misi a occhio tre scodelle d'acqua e glielo portai. Con mia grande meraviglia, fece qualcosa al flacone e il cappuccio venne via . "Se in questo barattolo di vetro c' qualcosa, allora deve esserci il mezzo per prenderlo e tirarlo fuori. Questo semplicemente quello che si chiama un tappo. Questo tappo lo user tenendolo sottosopra e allora diventer un misurino. Vedi?" Guardai il tappo che aveva capovolto ed era proprio cos. Potei rendermi conto che si trattava di un misuratore di un certo tipo, perch era graduato da cima a fondo. "Dobbiamo procurarci qualche fascia" prosegu. "Se apri quella credenza, ci troverai tanti pacchetti. Apri lo

sportello, cos posso darci un'occhiata". Stavolta lo sportello non era n di vetro n di legno, sembrava qualcosa di mezzo. Lo aprii e vidi allora che c'era una quantit di involti disposti sistematicamente. "Porta qui quello azzurro" disse il Lama. "A destra ce n' uno bianco, porta anche quello". Mi guard, diede un'occhiata alle mie mani e aggiunse: "Apri il rubinetto e lavati le mani. Vicino al rubinetto troverai una tavoletta fatta di una sostanza bianca. Bagnati le mani, bagna la tavoletta e spalmatela sulle mani, stando attento a pulirti le unghie". Feci quanto mi aveva detto e rimasi piuttosto colpito al vedere come la mia pelle appariva molto pi chiara. In quel momento le mie mani erano proprio color rosa e stavo per l'appunto per asciugarmele sulla veste, quando il Lama disse: "Fermo!" Indic qualcosa che aveva estratto dall'involucro bianco. "Asciugati le mani con questo e dopo che te le sei asciugate non arrischiarti a toccare le tua veste sudicia e logora. Per fare questo lavoro devi avere le mani pulite". La faccenda mi interessava sul serio, perch aveva disteso sul pavimento un candido lenzuolo, su cui aveva disposto diversi oggetti: una bacinella, una specie di paletta e un altro aggeggio che non capii assolutamente che cosa fosse. E' molto difficile descriverlo perch non avevo mai visto niente del genere. Sembrava tuttavia un tubo di vetro, che aveva all'esterno delle marcature, a un'estremit del quale sembrava ci fosse un ago d'acciaio, mentre dalla parte opposta c'era una manopola. Nel tubo, che evidentemente era vuoto, c'era un liquido colorato che formava bollicine e frizzava. "Ora ascoltami attentamente." disse il Lama "Dovrai pulire la carne da cima a fondo fino all'osso. Qui adesso abbiamo la meraviglia delle meraviglie del progresso scientifico e ce ne serviremo in pieno. Prendi questa siringa e tira fuori l'estremit del tubo - aspetta, lo faccio io per te - e poi mi infili quell'ago nella gamba, proprio qui" e mi indic un punto in particolare. "Render insensibile la gamba, altrimenti probabile che perderci i sensi per il dolore lancinante che questo provocher. Forza, diamoci da fare". "Lobsang, hai fatto un ottimo lavoro. Non ho sentito neanche una fitta. Come lama medico avrai successo. Ora" prosegu "abbiamo aspettato abbastanza. Questa gamba piuttosto insensibile, cos non reagir al dolore. Voglio che tu prenda quel ferro chirurgico, tra parentesi una pinza, e voglio che tu metta un po' di questo liquido in una bacinella e poi lo applichi su tutta la gamba, passandolo dall'alto in basso. Mi raccomando in gi, non in su. Puoi premere abbastanza forte e ti accorgerai che il pus viene via a grumi. Bene, quando ne avrai fatto un bel mucchio in terra, dovrai aiutarmi a cambiare posto". Pulii a fondo una gamba, osso e carne compresi. "Questa una polvere." disse poi il Lama. "Voglio che tu la metta nelle ferite, in modo da farla penetrare fino all'osso. Disinfetter le ferite e impedir al pus di riformarsi. Una volta fatto, dovrai fasciarmi le gambe con una benda che si trova nell'involto azzurro". Sistemata una gamba, passai all'altra. "Faresti meglio a darmi uno stimolante, Lobsang" disse il Lama". si trova su quell'ultimo ripiano. Prendine soltanto una fiala. Una fiala un piccolo recipiente che finisce a punta. Stacca la punta e piantami la fiala nella carne, in un punto qualsiasi". Cos feci. Poi pulii tutto il pus e la sporcizia. Alla fine mi addormentai dritto in piedi. 9-33 "Molte sono le cose che dovrai imparare, Lobsang. Sei ancora un po' giovane, ma il modo in cui siamo arrivati in questo posto, beh, questo te lo spiegher. I Giardinieri della Terra avevano bisogno di luoghi segreti per poter venire su questo pianeta all'insaputa dei terrestri, cos, quando questo era soltanto un basso cumulo di pietra che sporgeva al di sopra del terreno, loro penetrarono nella pietra viva, tagliandola per mezzo di ci che pi tardi sar noto come torcia atomica. Essa fondeva la roccia e molta della superficie grigia che si vede all'esterno vapore proveniente dalla roccia liquefatta. Poi, quando la caverna fu scavata fino a farle raggiungere la giusta dimensione, fu lasciata raffreddare e la sua superficie divent perfettamente levigata come vetro. Aperta la caverna, che ampia abbastanza da contenere l'intero Potala, fecero qualche sondaggio e poi perforarono dei tunnel proprio lungo questa catena rocciosa che a quell'epoca era pressoch coperta di terra. Era possibile percorrere circa duecentocinquanta miglia attraverso quelle gallerie, da una caverna all'altra. Allora ci fu quell'immensa esplosione che fece oscillare la Terra sul suo asse, alcune localit sprofondarono, altre si sollevarono. Noi fummo fortunati perch la collinetta divenne una catena montuosa. Ho visto delle illustrazioni che ti mostrer, ma

naturalmente a causa dei movimenti impressi alla Terra alcuni tunnel furono spinti fuori allineamento e non si pot pi percorrerli per tutta la loro lunghezza come in precedenza. Invece noi potemmo visitare forse due o tre caverne prima di uscire all'aperto sulla catena montuosa e camminare un po' fin dove sapevamo che il tunnel proseguiva. Come sai, per noi il tempo non ha nessuna importanza, cos io sono uno di coloro che stato in circa un centinaio di quei posti e ha visto tante, tante cose strane". "Io so che cosa devo fare innanzi tutto" dissi tra me alzandomi in piedi. "Onorevole Lama, posso aiutarti nelle tue funzioni corporali?" "Grazie di cuore, Lobsang", rispose sorridendomi. "Ma gi ho provveduto. Oltre quell'angolo laggi c' un posticino. Se ci vai, troverai che nel pavimento c' un buco molto comodo. Mettiti sul buco e lascia che la Natura segua il suo corso!" Mi diressi verso il punto che mi aveva indicato, trovai il buco e me ne servii. Le superfici della stanza avevano la levigatezza del vetro, eccetto il pavimento, fatto con un materiale simile a una stuoia, cos non c'era timore di scivolare. Espletate le mie funzioni, pensai di nuovo a mangiare. Entrai nella stanza che si trovava all'estremit opposta e mi lavai accuratamente le mani. Mi lavai bene le mani e chiusi il rubinetto, al che sentii un getto d'aria calda provenire da un foro nella parete. Era a forma rettangolare e mi immaginai che se ci infilavo le mani si sarebbero asciugate rapidamente. Cos feci e credo che quella sia stata la migliore lavata che mi fossi mai concesso. L'acqua dava una sensazione molto gradevole e mentre tenevo le mani in quella apertura il calore cess. Credo che i progettisti avessero calcolato un certo lasso di tempo ritenuto giusto per asciugare le mani. Mi diressi allora verso l'armadio e lo aprii, restando sbigottito di fronte allo spiegamento di recipienti che conteneva. C'era ogni sorta di scatole, ciascuna contrassegnata da etichette talmente strane che non mi dicevano niente. Per esempio, un'etichetta mostrava una cosa rossa, dotata di artigli enormi, che sembrava un mostro feroce un po' simile, pensai, a un dermattero, altrimenti detto forbicina. C'erano poi altre figure che rappresentavano ragni ricoperti da una armatura rossa. Quei recipienti li lasciai perdere e invece ne scelsi qualcuno con su riprodotta quella che era evidentemente frutta di qualche specie, taluna rossa, altra verde, altra ancora gialla, ma tutta dall'aspetto allettante. Ne presi quanti pi potevo portarne, finch in un angolo scorsi una specie di carrello. Vi misi tutta quella roba e lo spinsi fuori dirigendomi dal Lama Mingyar Dondup. Appena vide come me la cavavo, si mise a ridere di cuore. "Ti piaciuto lavarti le mani?" disse "Ti piaciuto il sistema per asciugarle? Pensa soltanto che sta qui da qualche milione di anni e ancora funziona. L'atomo che fornisce energia a tutte queste apparecchiature praticamente indistruttibile. Purtroppo quando ce ne andremo tutto si fermer, tutta l'energia verr di nuovo immagazzinata in attesa di altri arrivi. Allora le luci si accenderanno di nuovo. A proposito, quella della luce una faccenda che non capiresti, perch dietro la superficie che sembra di vetro c' una sostanza chimica che reagisce a un determinato impulso generando luce fredda. Ma vediamo che cosa hai portato". Gli porsi le cose che avevo scelto, una alla volta, e lui prese quattro barattoli di metallo. "Credo che per ora ci basteranno," disse "ma avremo bisogno di bere. Nella credenza che sta sopra il rubinetto troverai dei recipienti per l'acqua. Riempine un paio, e in fondo alla credenza ne troverai un altro che contiene delle palline. Portalo qui, con una di quelle palline l'acqua avr un gusto diverso". Tornato in quella specie di cucina, trovai i recipienti che mi erano stati indicati, li riempii d'acqua e li portai al Lama. Feci di nuovo marcia indietro e presi un tubetto contenente delle strane compresse arancione. Uscii ancora una volta con il mio bottino e lo portai al Lama, il quale lo prese, armeggi intorno al tappo e fece uscire una compressa che and a finire dritta nel bicchiere d'acqua. Ripet l'operazione e una seconda compressa salt nell'altro bicchiere. Egli se ne port uno alle labbra e bevve una abbondante sorsata. Lo imitai non troppo convinto e rimasi piacevolmente colpito da un sapore gradevole. "Mangiamo un po' prima di bere ancora", disse poi il Lama. Prese uno dei barattoli e infil un dito in un anellino. Ci fu un sibilo d'aria. Dopo di che, appena il sibilo cess, tir ancora pi forte e tutto il coperchio del barattolo venne via. Dentro c'era della frutta. L'annus cautamente, poi ne estrasse un pezzo e se lo mise in bocca. "S, s, si mantenuta in modo perfetto, assolutamente fresca. Ne aprir uno per te, scegli quello che vuoi e dammelo". Guardai quella roba fra cui c'era un frutto di colore scuro, cos dissi che volevo quello.

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Tir l'anellino e di nuovo si ud un sibilo d'aria. Tir pi forte e venne via tutta la parte superiore. Ma poi ci fu un problema. Quella roba l dentro era piccola e immersa in un liquido. "Dovremo comportarci in maniera pi educata. Vai di l e in uno dei cassetti troverai dei pezzi di metallo, concavi a un'estremit e dotati di manico. Portane due, uno per te e uno per me. Tra parentesi, sono di metallo e di colore simile all'argento". Uscii di nuovo e di l a poco tornai con quei due strani oggetti. "Maestro, l ci sono altri pezzi di metallo che hanno delle punte e altri ancora che da una parte somigliano al filo di un coltello". "S, certo, forchette e coltelli, li proveremo pi tardi. Ma questi qui sono cucchiai. Affonda l'estremit del cucchiaio nel tuo barattolo, cos puoi tirar fuori frutto e succo. Insomma, puoi mangiare e bere senza sporcarti tutto". Ben presto il mio barattolo si vuot. Il Lama Mingyar Dondup fu ancora pi veloce. "Lobsang, meglio andarci piano, un pezzo che siamo a digiuno. Non me la sento di camminare" prosegu "perci ti consiglio di farti una passeggiata per andare a vedere le varie ripartizioni, perch abbiamo bisogno di conoscere tutto ci che riusciamo a sapere". Con una certa tracotanza uscii dalla sala e mi resi conto che c'erano stanze dappertutto. Entrai in una di esse, le luci si accesero e un posto sembrava pieno di macchine che risplendevano come se fossero state installate soltanto quello stesso giorno. Vagai qua e l quasi timoroso di toccare qualcosa, ma poi del tutto casualmente mi imbattei in una macchina che stava gi facendo vedere un'immagine. Erano indicati dei pulsanti da premere e l'immagine si mise in movimento. Si vedeva una specie di sedia e un uomo dall'aria strana che stava aiutando un altro uomo dall'aria ancora pi strana a sedersi su quella sedia. Poi il primo afferr due manici e vidi che girava il manico a destra e la sedia si sollev di molti centimetri. Poi l'immagine mut. Si vide la sedia mentre veniva spinta in avanti verso diverse macchine e vi si soffermava. Il messaggio era diretto a me. Mi voltai in fretta e furia e inciampai nella sedia a rotelle, finendo faccia a terra. Sentii il naso come se me lo avessero staccato e tutto bagnato. Mi si era ammaccato e sanguinava. Spinsi la sedia davanti a me e tornai di corsa dal Lama. "Adesso mi occorre qualcosa per pulirmi il sangue dalla faccia". Mi avvicinai a una scatola e scartai uno dei rotoli azzurri. Conteneva proprio quella strana roba bianca simile a una manciata di cotone impacchettata. Dopo essermelo applicato alle narici per diversi minuti, l'emorragia si arrest e gettai i tamponi insanguinati in un recipiente che per caso era vuoto. Qualcosa mi spinse a guardarci dentro. Rimasi di stucco constatando che era sparito tutto, non inghiottito dall'oscurit o roba del genere, bens era proprio svanito nel nulla. Andai perci dove avevo ammucchiato gli stracci sporchi di pus e, servendomi di un pezzo di metallo piatto con un manico di legno, raccolsi quanto pi potevo in una sola andata e lo gettai nel portarifiuti. Spar tutto. Allora andai nel cantuccio lontano di cui avevamo necessariamente approfittato per rispondere ai richiami della natura, raschiai tutto ci che c'era rimasto e lo gettai nel recipiente. Immediatamente ogni cosa scomparve e il recipiente apparve risplendente come se non fosse mai stato usato. "Lobsang, credo che quel recipiente dovrebbe adattarsi a quel buco di cui si siamo serviti. Vedi un po' se c'entra". Ve lo feci rotolare e, certo, vi andava a pennello. Cos ve lo lasciai, affinch fosse pronto immediatamente per l'uso. "Maestro, Maestro" dissi tutto eccitato "se ti metti seduto su questa sedia posso portarti in giro a farti vedere cose assolutamente prodigiose". Il Lama si alz in piedi con circospezione e io feci scivolare la sedia sotto di lui. Poi girai l'impugnatura come avevo visto fare nell'immagine in movimento e la sedia si sollev in aria una trentina di centimetri, proprio l'altezza giusta per me per tenerla per i manici e guidarla. Quindi, con il Lama seduto su quella che io chiamavo sedia a rotelle, ma che evidentemente dipendeva dalla levitazione e non dalle ruote, tornammo nella stanza dove erano installate le macchine. "Credo che questa fosse la loro stanza di ricreazione, Lobsang." disse il Lama "Tutte queste cose servono per giocare. Diamo un'occhiata a quella scatola che si trova vicino all'ingresso di questa stanza l". Girai la sedia, la spinsi verso l'ingresso e la tirai su accostandola alla macchina che mi aveva fornito le istruzioni su come usarla. Premetti di nuovo un pulsante e un'immagine si mise in movimento. Era incredibile. Si vedeva il Lama Mingyar Dondup nell'atto di mettersi seduto sulla sedia e io che lo portavo a spasso. E poi, mentre ci spostavamo nella stanza e il Lama stava dicendo qualcosa, finch ci voltavamo e tornavamo vicino a quella macchina. Vedevamo tutto ci che era appena accaduto.

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Poi l'immagine mut e mostr svariate macchine, di cui spieg natura e scopo. Quasi al centro della stanza ce n'era una. Se si premeva un pulsante, diversi piccoli oggetti colorati scivolavano in un vassoio. Ci avvicinammo alla macchina, il Lama premette il bottone indicato e alcune cose rotonde scesero rotolando con rumore metallico su un piano inclinato andando a finire in una vaschetta. Le esaminammo, provai a romperle, poi di fianco alla macchina scorsi una specie di piattino sovrastato da una lama ricurva. Misi un po' di quei cosi tondi nel contenitore e abbassai una maniglia - tremando tutto di paura - per vedere cosa sarebbe successo. Presto vennero tagliati a met e sembrava che dentro ci fosse un che di appiccicoso. Pensando sempre pi o meno al mangiare, toccai l'interno di uno e lo misi sulla lingua. Che gioia! Era il sapore pi meraviglioso che avessi mai gustato in vita mia. "Maestro," dissi "questo qualcosa che devi assolutamente provare". Girai la sedia e lo portai vicino al pulsante. Lo premette di nuovo e usc un'altra quantit di quei cosi. Ne presi uno e lo misi in bocca e fu come se mi ci fossi messo un sasso. Tuttavia, di l a un attimo, l'involucro esterno del coso si ammorbid e, seguitando a premere con la mascella, spezzai la superficie e sentii la pi dolce delle dolcezze. A quanto pareva, c'erano diversi gusti. Ciascun colore corrispondeva a un determinato sapore. A dire il vero non avevo la pi pallida idea di che si trattasse, ma il Lama si accorse della mia perplessit. "Tu sai, Lobsang, che io ho viaggiato molto. In una citt dell'Occidente vidi una macchina come questa, contenente delle palline di zucchero candito identiche a queste. Ma in quella citt dell'Occidente bisognava metterci dei soldi. Si infila una moneta in una fessura, di modo che di quelle palline ne rotolano fuori molte. C'erano altre macchine simili, che fornivano diverse cose. Ce n'era una che mi attirava in modo particolare perch conteneva una sostanza che chiamavano cioccolato. Ma non so come si scrive. Ah!" esclam "Eccola, eccola li quella parola scritta insieme ad altre sei. Secondo me sono scritte in lingue diverse. Ma vediamo se questa qui quella giusta". Premette con decisione il pulsante, la macchina tossicchi un po' e sul davanti si apr uno sportello. Vedemmo che c'erano svariati tipi di cioccolata e di caramelle e ne mangiammo tanti che ci sentimmo veramente male. Credetti sul serio di essere sul punto di morire! Andai in quel posto dove venivano eliminati i rifiuti e rigettai tutto quello che avevo mangiato. Il Lama Mingyar Dondup, che avevo lasciato solo sulla sedia, mi chiam perch andassi a prenderlo di gran carriera, ma sul resto di quell'esperienza meglio stendere un velo. Ripresici abbastanza, ne parlammo e giungemmo alla conclusione che era stata la nostra ingordigia a farci mangiare in quantit eccessiva un cibo a cui non eravamo abituati. Andammo in un'altra stanza, che doveva essere stata adibita a lavori di riparazione. C'era ogni sorta di macchine molto strane, ma fra le tante riconobbi un tornio. Il Dalai Lama ne aveva uno nel suo magazzino. Gli era stato mandato da una nazione amica, che desiderava esserlo ancora di pi. Certo, nessuno sapeva usarlo, ma in tantissime occasioni mi ero intrufolato nella stanza e alla fine ero riuscito a capire di che si trattasse. Era un tornio a pedale. Stando seduti su una panca di legno, si usavano entrambi i piedi per spingere su e gi i pedali. Con ci si faceva girare una ruota e se, per esempio, fra quelle parti su cui era scritto 'testa' e 'contropunta' si collocava un pezzo di legno, lo si poteva intagliare e fabbricare dei bastoni perfettamente dritti. Non riuscii ad afferrarne l'utilit, ma presi i nostri bastoni e li rifinii. Ci sentimmo molto meglio con quello che potevo definire soltanto un randello fatto a regola d'arte. Girovagando, scorgemmo qualcosa che sembrava un crogiolo. Aveva tutt'intorno cannelli ossidrici e apparati termici di ogni sorta, e ben presto ci mettemmo a fare esperimenti. Scoprimmo che potevamo saldare insieme dei metalli sciogliendo un pezzo sopra l'altro e passammo molto tempo a fare diverse prove per migliorare le nostre capacit. "Diamo un'occhiata in qualche altro posto, Lobsang", disse alla fine il Lama. "Ce ne sono qui di cose meravigliose, no?" Girai di nuovo la manopola e la sedia si alz di una sessantina di centimetri. La spinsi fuori dell'utensileria e la feci entrare in una stanza che si trovava molto lontano dalla parte opposta. Qui il mistero era autentico. C'erano dei tavoli, tavoli metallici, su cui stavano enormi ciotole. Non ci capivamo niente, ma poi in un locale attiguo scoprimmo un vano praticato nel pavimento. Impresse sulla parete, proprio al di sopra di esso, c'erano evidentemente le istruzioni per l'uso dell'impianto. Per fortuna c'erano anche delle illustrazioni sul modo di impiegarlo, cos ci mettemmo a sedere sul bordo della piscina

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vuota e tolsi le bende che avvolgevano le gambe del Lama. Poi, standogli a fianco, lo aiutai ad alzarsi in piedi. Appena egli si port al centro della vasca, questa cominci a riempirsi di una soluzione fumante. "Lobsang, Lobsang, questo far guarire le mie gambe. So leggere alcune parole scritte sulla parete e, se non so leggerle in una lingua, sono in grado di farlo in un'altra. Questo un prodotto che rigenera carne e pelle". "Maestro," chiesi "Come pu tutto questo guarire proprio le tue gambe e com' che conosci tante lingue?". " E' molto semplice," rispose "studio questo tipo di cose da quando sono nato. Ho viaggiato in lungo e largo per tutto il mondo e ho appreso vari idiomi. Ti sarai accorto che ho sempre dei libri con me e che tutto il tempo che ho d'avanzo lo passo a leggere questi libri per apprenderne il contenuto. Ora questa lingua" prosegu indicando la scritta sulla parete " quella che si chiama sumerica. Era la lingua principale di una delle Atlantidi". "Atlantidi?" pensai "Ma il posto non era Atlantide?" Glielo dissi e il Lama rise allegramente. "No, no, Lobsang, non esiste un posto come Atlantide. E' un termine generico per designare le tante regioni che sprofondarono sotto l'oceano e di cui si perdette ogni traccia". "Credevo" risposi "che Atlantide fosse un luogo dove possedevano una civilt molto progredita, a un punto tale da farci apparire come rozzi e primitivi. Ma ora tu mi dici che non esisteva nessuna Atlantide in particolare". "Sull'argomento c' tanta confusione" mi interruppe "e gli scienziati del mondo non vogliono credere alla verit. La verit questa. Un tempo questo mondo aveva soltanto un'unica massa terrestre. Il resto era acqua e, alla fine, in seguito alle vibrazioni della terra, come per esempio i terremoti, la massa terrestre unica si frantum in tante isole, le pi grandi delle quali furono chiamate continenti. Gradatamente si separarono andando alla deriva, di modo che la popolazione della maggior parte di queste isole aveva dimenticato l'Idioma Antico e come lingua ufficiale usava il proprio dialetto locale. Anni fa l'espressione verbale, cio la parola parlata, non esisteva, tutti comunicavano tramite telepatia. Ma in seguito gente malvagia si approfitt della possibilit di conoscere ci che gli uni trasmettevano agli altri, ragion per cui nacque la consuetudine che nelle collettivit i capi concepissero dei modi di esprimersi di cui si servivano quando non volevano ricorrere alla telepatia che chiunque poteva intercettare. Con il trascorrere del tempo, ci si serv sempre pi del linguaggio e l'arte della telepatia and perduta, tranne che per poche persone come alcuni di noi nel Tibet. ... Lobsang, a quanto pare questa cosa opera miracoli per le mie gambe. Guardale e vedrai che stanno effettivamente guarendo". Le guardai, e ci che vedevo aveva davvero del soprannaturale. La carne era stata tagliata proprio fino all'osso, tanto che avevo creduto che l'unica cosa da fare sarebbe stata amputargliele una volta tornati al Chakpori; ma adesso, in quella prodigiosa vasca rotonda, il tessuto muscolare gli si stava risanando. Mentre ero l in osservazione, potevo veder crescere quello nuovo e rimarginarsi i tagli. "Sto pensando di uscire per un po' di qui" disse tutt'a un tratto il Lama. "Mi fa venire il prurito alle gambe, al punto che se ci rimango dovr mettermi a ballare e tu ti faresti una risata. Perci uscir, ma non voglio nessun aiuto". Usc dalla vasca con passo sicuro e nel far cos tutto il liquido scomparve. Non c'era nessun foro, n tubo di scarico o cose del genere. Semplicemente sembr che le pareti e il fondo lo assorbissero. "Vedi, Lobsang, ecco qui alcuni libri che contengono illustrazioni oltremodo affascinanti. Mostrano come si eseguono certe operazioni, mostrano come far funzionare quelle macchine l fuori. Dobbiamo darci da fare per cercare di capirlo. Se c' la possibilit di ripristinare questa scienza antichissima, forse saremo in grado di giovare all'umanit". Sfogliai qualche libro. A me sembravano piuttosto raccapriccianti, con tutte quelle figure di gente a pancia aperta, di persone con le ferite pi spaventose che si possano immaginare, ferite cos brutte da essere inconcepibili. Decisi tuttavia che avrei tenuto duro e che avrei imparato tutto quello che potevo sul corpo umano. Bene, esiste qualcosa come la morte apparente. In realt queste persone, i Giardinieri della Terra, erano esposti alle malattie esattamente come noi, se non che non potevano curarsi e guarire servendosi delle sostanze rinvenibili allo stato grezzo su questa terra. Sicch quando qualcuno si ammalava sul serio e in un modo che non rientrava nell'esperienza che i Giardinieri avevano acquisito qui nel nostro mondo, il paziente veniva chiuso in una cassa di plastica dopo essere stato sottoposto al trattamento d morte apparente. Ridotto in questo stato, il paziente era vivo, ma a un livello minimo. Non era possibile percepire i1 battito

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cardiaco n la respirazione, di sicuro. I1 soggetto poteva essere mantenuto in vita in quello stato per un periodo di cinque anni. Ogni anno una nave veniva a prendere quelle casse. I malati venivano curati presso speciali ospedali, nella Patria degli dei. Una volta rimessi in sesto, tornavano in buone condizioni come nuovi". "Maestro, che ne dici di quegli altri corpi, appartenenti a uomini e donne, ciascuno dei quali giace in una bara di pietra? Sono certo che sono morti, ma sembrano vivi e in buona salute. Allora, che stanno a fare qui, perch sono qui?" "I Giardinieri della Terra sono persone che si danno molto da fare. I loro soprintendenti lo sono molto di pi. Se volevano conoscere le effettive condizioni esistenti tra i terrestri, bastava che controllassero uno di questi corpi. La loro forma astrale penetrava in uno di questi corpi, che sono dei veri e propri contenitori, sai, e rendeva attivo il corpo stesso. E allora poteva essere un trentenne, o qualunque fosse l'et adatta, senza tutta la seccatura e la confusione di nascere e di vivere un'infanzia, e forse di intraprendere un'attivit e prendere perfino moglie. Questo poteva provocare tantissime complicazioni. Ma questi corpi vengono mantenuti in buone condizioni e sempre pronti a ricevere 'un'anima' che di solito li mette in moto per un po' di tempo. Reagiscono a determinati stimoli e sono in grado di muoversi sotto un controllo perfetto a piacimento del nuovo e temporaneo occupante del corpo-involucro. Ce ne sono molti di questi che noi definiamo soggetti che si reincarnano. Si trovano qui per tenere a freno gli esseri umani, nonch per cercare di prevenire e di mutare il corso delle tendenze violente di questa gente. Tra qualche anno il Tibet sar conquistato dai cinesi, i quali spoglieranno il Potala di tutte le cose che lo hanno reso famoso, si porteranno via le Figure Auree soltanto per fonderle e prendere l'oro che contengono. I libri sacri e i testi di cultura saranno portati a Pechino ed esaminati, perch i cinesi sanno che da noi hanno molto da imparare, perci abbiamo predisposto dei nascondigli per gli oggetti pi preziosi. Tu non avresti trovato questa caverna se non per puro caso. Quindi distruggeremo il fianco della montagna in modo che la circostanza non abbia la minima probabilit di ripetersi. Inoltre, vedi, abbiamo tunnel di collegamento per oltre duecento miglia, che i cinesi non potrebbero percorrere sulle loro macchine a quattro ruote, e certamente neanche a piedi, mentre per noi si tratta di un tragitto di un paio di giorni. Tra qualche anno il Tibet sar invaso ma non conquistato. I nostri uomini pi sapienti saliranno sugli altipiani del Tibet e vivranno sottoterra, pi o meno come la gente che gi fuggita vive nella parte cava di questo mondo. Faremo quindi molto assegnamento su questi libri. Riportarli al Potala significherebbe semplicemente farli cadere nelle mani dei cinesi, il che sarebbe veramente un ben triste destino. Bene, credo sia ora di effettuare una ricerca sistematica in questa caverna in modo particolare, per tracciarne una mappa". "Non ce n' bisogno, signore." risposi "Eccone una con i minimi dettagli". 9-44 Il Lama Mingyar Dondup appariva estremamente soddisfatto e lo fu ancora di pi quando gli mostrai le carte relative a molte altre caverne. Avevo rovistato qua e l in uno scaffale, meravigliandomi di non vedere neanche un granello di polvere e la carta ... beh, la chiamavo carta, ma in effetti si trattava di un materiale simile alla carta, soltanto che era molto pi sottile. La nostra carta era tutta roba fatta a mano, ricavata dal papiro. Tirai su quella pila di carte e mi resi conto che si trattava sempre di mappe e di grafici. Per prima cosa c'era una mappa su scala minima che raffigurava un'area di circa duecentocinquanta miglia. Il tunnel era messo in evidenza con certe interruzioni lungo il percorso per indicare dove non era pi transitabile, ragion per cui si sarebbe dovuto uscire dal nostro tunnel e cercare l'ingresso di quello successivo. Quanto alla mappa, nulla da eccepire, ma quanti terremoti l'avevano resa inattedidibile? Quello era il problema. La mappa seguente era invece un grafico della caverna in cui in quel momento eravamo comodamente sistemati. Vi si vedevano tutte le stanze e rimasi meravigliato nel constatare quante erano. Inoltre armadi e locali erano tutti contrassegnati, ma naturalmente non sapevo leggere cosa c'era scritto. La stendemmo sul pavimento e ci sdraiammo sul ventre per esaminarla. Era un libro voluminoso, tozzo e pesante, che sembrava fosse stato appena stampato. "E un dizionario, Lobsang, delle quattro lingue usate. Adesso siamo sulla buona strada". Pos anche quello sul pavimento. Dovevamo servirci del pavimento per allargare tutti i grafici, dato che il tavolo era troppo piccolo. Il Lama seguit a far frusciare le pagine del dizionario, mentre scriveva appunti

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proprio sul grafico che rappresentava la caverna dove ci trovavamo. "Tanti secoli fa" disse poi "c'era una civilt avanzatissima, molto pi progredita di quella a cui il mondo in seguito pervenuto. Ma purtroppo c'erano molti terremoti e maremoti, sicch alcune terre furono sommerse dalle onde e, secondo questo dizionario, Atlantide non l'unico continente che sprofondato. Ce n'era uno sul mare che chiamavano Atlantico e un altro pi a sud nelle stesse acque. In questa regione c'erano molte vette elevate, vette che tuttora si protendono al di sopra del mare e vengono definite isole. Sulla mappa posso farti vedere proprio dove si trova". Frug in mezzo alle carte e tir fuori un grandissimo foglio a colori, su cui indic i mari e le zone dove era stata Atlantide. "Atlantide," prosegu "la terra perduta. Questo in realt significa la parola. Non un nome come Tibet o India, un termine generico per designare la terra perduta, la terra che sprofond senza lasciare traccia". "Ecco, Lobsang, ho trovato." disse finalmente alzandosi in piedi. "In quella stanza ci sono macchine prodigiose che ci fanno vedere il passato esattamente fino al presente e altre che ci fanno vedere un probabile futuro. Esploriamo prima qualche altra stanza, perch dobbiamo passare un bel po' di tempo nella sala delle macchine che possono farci vedere ci che accadde sin da quando su questo mondo apparvero i primi esseri umani. Gli abitanti di questo mondo hanno molte strane opinioni, ma noi conosciamo la verit perch siamo stati capaci di intercettare il Documento dell'Akasha e quello akashico delle Probabilit. In altri termini, possiamo predire con precisione ci che accadr al Tibet, alla Cina e all'India. Al contrario, per quanto riguarda le singole persone, il Documento delle Probabilit rimane molto nel vago e non va preso troppo sul serio". " Tutto appare nuovo, come appena fatto, e io non riesco proprio a capacitarmene". Il Lama mi sorrise: "Ma un milione di anni fa", disse, "la scienza era molto superiore a quella di oggi. Gli uomini avevano un sistema in base al quale si poteva fermare lo stesso trascorrere del tempo. Il tempo un concetto puramente arbitrario e viene usato soltanto su questo mondo. Il tempo un artificio a cui si ricorre per poter assumere impegni in un'attivit commerciale o in questioni di tutti i giorni. Queste caverne sono isolate dal mondo, hanno intorno quello che posso soltanto definire uno schermo. Questo schermo le colloca in una dimensione diversa, la quarta dimensione, nella quale le cose non vanno in rovina. Prima di riprendere le nostre perlustrazioni, mangeremo qualcosa e il pranzo sar a base di carne di un dinosauro ucciso dai cacciatori due o tre milioni di anni fa. Ti accorgerai che ha un sapore squisito". Ci detto, si alz in piedi, entr nella dispensa e ne usci con un grosso recipiente, attorno al quale c'era uno spaventoso disegno. Rappresentava quello che ritenni fosse un dinosauro, su cui era tratteggiata in rosso una marcatura che mostrava quale parte dell'animale fosse contenuta nel barattolo. Il Lama armeggi un po' e il barattolo si apr. Potetti constatare che all'interno la carne era assolutamente fresca, al punto da far credere che l'animale fosse stato ucciso quel giorno stesso. La cuoceremo, perch la carne cotta molto migliore di quella cruda, cos farai bene a guardare quello che faccio". Traffic con alcuni piatti di metallo, poi in uno di essi rovesci il contenuto del barattolo e fece scivolare il tutto in quello che sembrava un armadietto di metallo. Chiuse lo sportello, gir alcune manopole e si accesero delle piccole luci. "Fra dieci minuti", disse, "sar cotto a puntino, in quanto non cotto sulla fiamma, bens viene scaldato dall'interno verso l'esterno. E' un sistema a raggi che non ho la pretesa di capire. Ma adesso dobbiamo cercare qualche verdura che stia bene con la carne". Affond le mani in uno stipo e tir fuori un barattolo di forma allungata. Lo mise sul piano di lavoro e ne esamin attentamente l'etichetta. "S, questa verdura. Dobbiamo metterla a cuocere nel forno per cinque minuti". In quell'istante si spense la luce. "Questo il segnale." disse il Lama "Adesso dobbiamo metterci dentro questa verdura". Cos dicendo, si avvicin al forno, apr lo sportello infilandovi tutto il barattolo e lo richiuse subito. Poi manovr alcune manopole e si accese una luce diversa. "Lobsang, quando tutte queste luci si spegneranno il nostro pasto sar pronto. Perci adesso dobbiamo prendere i piatti e quegli altri terribili arnesi che hai visto, cio coltelli affilati, oggetti metallici che da una parte finiscono con un incavo, quelle altre cose che hanno quattro o cinque punte e si chiamano forchette. Credo che questo pasto ti piacer". Proprio nel momento che finiva di parlare, le piccole luci tremolarono, si abbassarono e si spensero. "Ecco qua, Lobsang. Ora possiamo sederci sul pavimento e farci un buon pranzo". Si

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mosse verso quello stipo caldo che chiamava forno e ne fece scorrere cautamente lo sportello. La fragranza era deliziosa e stetti a guardare con l'acquolina in bocca mentre toglieva i piatti di metallo dai ripiani. Scodell una bella porzione di ogni cosa per me, ma non molto per s. "Mangia, Lobsang, mangia. Devi tenerti in forza, lo sai". C'erano piatti, ortaggi di vario colore, nessuno dei quali avevo mai visto prima di allora, e poi il piatto pi grande che conteneva un grosso pezzo di carne di dinosauro. Con circospezione presi la carne con le dita, finch il Lama mi disse di usare la forchetta e mi mostr come dovevo fare. Tagliai allora un pezzo di carne, lo guardai, lo annusai e me lo misi in bocca. In un baleno mi precipitai in cucina verso l'acquaio e me ne liberai. Il Lama rideva fragorosamente. "Hai delle idee completamente sbagliate, Lobsang. Credi che io ti stia giocando un tiro, ma non vero. In alcune parti della Siberia la popolazione locale ogni tanto scova un dinosauro (dovrebbe trattarsi di mammut) che rimasto intrappolato nello strato di ghiaccio permanente e si congelato a un punto tale di compattezza che pu darsi ci vogliano tre o quattro giorni per scongelarlo. Mangiano carne di dinosauro con la massima soddisfazione". Raschiai per bene gli ultimi avanzi di carne dal piatto e poi, guardando incerto le verdure, decisi di assaggiarne un po'. Con mio grande stupore, avevano effettivamente un ottimo sapore. Intendiamoci, mai prima di allora avevo assaggiato verdure; tutto quello che in precedenza avevo avuto da mangiare era stata la tsampa annaffiata con acqua. Cos mi servii abbondantemente di tutto, finch intervenne il Lama. "Devi tenere a mente che questo mondo conta milioni di anni e ci hanno vissuto tanti e tanti tipi di umanit. Per esempio, un paio di milioni di anni fa sulla terra c'era una specie vivente nota come Homo Habilis. Fecero il loro ingresso nella nostra era, inventando i primi utensili di questo particolare ciclo. Vedi, noi apparteniamo alla specie dell'Homo Sapiens e discendiamo da quell'altra specie di Homo di cui ti ho appena parlato. Immagina che siamo come le piante. Ma gli esseri umani di ogni tipo vengono messi alla prova e, se non ce la fanno a soddisfare i giardinieri, allora il loro destino sar quello di subire catastrofi e disastri. Sopravverranno violente esplosioni e terremoti, ogni traccia di vita umana sar seppellita, profondamente seppellita sotto terra, quindi comparir una nuova razza di uomini. E cos il ciclo continuer. Come il coltivatore rivolta le piante con l'aratro, cos i giardinieri del mondo provocarono disastri tali da annientare ogni traccia dei centri abitati. Per esempio, sono esistite donne dalla pelle purpurea e con otto mammelle per lato esattamente come le hanno le cagne gravide. Ammetto che avere dodici mammelle sarebbe piuttosto utile, ma la razza si estinse perch la faccenda era poco pratica. Se la donna aveva dato alla luce molti figli, i suoi seni diventavano talmente penduli che non era in grado di camminare senza inciamparci. Cos la razza scomparve. Ci fu poi un'altra razza i cui uomini erano alti 120-130 centimetri, non di pi, ed erano cavallerizzi nati, non come te che non sai sederti sul pi mansueto dei pony che abbiamo. Quelli, invece, avevano gambe molto arcuate e non avevano bisogno di staffe o di sella, o roba del genere. La loro conformazione fisica naturale sembrava fatta apposta per cavalcare. Purtroppo a quell'epoca il cavallo non era stato 'inventato' ". "Queste rocce che chiamiamo montagne" disse "hanno delle propriet particolari. Sono in grado di assorbire la luce solare, di assorbirla continuamente, e poi, se si sa come fare, possibile liberare la stessa luce solare a qualsiasi grado di intensit occorra. Mentre il sole risplende pi o meno per tutto il tempo in cima alle montagne, noi seguitiamo ad accumulare luce solare per le ore in cui il sole ha compiuto il suo percorso e non pi in vista. Dunque, dicevo, dobbiamo servirci della luce solare immagazzinata. Essa cade su una piastra di speciale fattura, poi una corrente d'aria fredda soffia sull'altro lato della piastra, quindi la luce si manifesta sotto forma di calore da una parte e di freddo dall'altra. Ne consegue che si formano delle goccioline d'acqua, nate dalla luce proveniente dal sole e dal freddo proveniente dalla terra. Quella sar acqua assolutamente pura, che si chiama acqua distillata. Possiamo cos raccoglierla in recipienti e avere acqua fresca da bere in abbondanza". Con il trascorrere degli anni quest'acqua potrebbe contarne uno, due, tre milioni, ma dato che noi siamo arrivati qui, abbiamo spezzato il sigillo e abbiamo fatto funzionare tutto, in tal caso potrebbe essere stata questione di appena una o due ore prima. Vedi, esiste una cosa che la morte apparente. Abbiamo sentito parlare molto del fatto che in altri paesi ci sono persone che sono

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entrate in trance catalettica per mesi. Attualmente c' una donna che ha gi oltrepassato il limite di un anno e mezzo; il suo stato di salute non appare affatto peggiorato, non sembra invecchiata, in altri termini viva. Non possibile sentirne il battito cardiaco, non possibile coglierne l'alito su uno specchio. Allora che cos' che la fa dormire e perch non le fa male? Ci sono tante cose da riscoprire, tutte cose che all'epoca in cui vennero i Giardinieri rientravano nella normalit. Tanto per farti un esempio, permettimi di mostrarti una stanza - guarda qui sul prospetto - in cui si conservano i corpi a uno stadio di vita in sospensione. Una volta all'anno, in quella stanza entravano due lama, estraevano i corpi dalle bare di pietra uno per uno e li esaminavano attentamente nell'eventualit che avessero contratto qualche malattia. Se tutto era a posto, li facevano camminare su e gi per far muovere di nuovo i loro muscoli. Poi, dopo averli nutriti un po', bisognava affrontare l'arduo compito di collocare il corpo astrale di un Giardiniere nel corpo tirato fuori da una bara di pietra. E un'esperienza singolarissima. Nella dimensione astrale, tu sei libero d assumere qualsiasi taglia ti conviene di pi. Pu darsi che per qualche motivo tu voglia essere molto piccolo, oppure bello grande e grosso per qualche altra ragione. Bene, tu scegli il corpo che fa al caso tuo e poi ti ci sdrai accanto. I lama iniettano una sostanza nel corpo apparentemente morto, poi ti sollevano con delicatezza e ti ci adagiano sopra a faccia in gi. Gradatamente, in un periodo di circa cinque minuti tu scompari, perdendo sempre pi consistenza, poi tutt'a un tratto la figura che si trova nella bara di pietra con un sobbalzo si mette seduta dritta esclamando 'Dove sono? Come ho fatto ad arrivare qui?'. Tieni presente che per un po' conservano il ricordo dell'ultima persona che ha usato il corpo, ma nel giro di dodici ore il corpo che hai scelto appare del tutto normale ed effettivamente capace di fare tutto ci che potresti fare se tu fossi sulla terra nel tuo proprio corpo. Facciamo cos perch a volte non possiamo permetterci il lusso di rischiare di danneggiare il corpo vero. Ci che accade a queste parvenze di corpi non ha importanza. Essi debbono soltanto trovare qualcuno che sia nelle condizioni adatte per loro, poi potremmo mettere il corpo in una bara di pietra e lasciare che la forza vitale vada alla deriva verso un altro piano di esistenza. Sappi che nessuno ci entrato mai per forza, ma sempre nel caso che ne sia pienamente consapevole e consenziente. Tra non molto tu vivrai in uno di questi corpi per la durata di un anno meno un giorno. Il giorno di meno ci vuole perch di solito i corpi stanno trecentosessantacinque giorni senza che capitino loro certi oscuri inconvenienti. Ragion per cui meglio regolare la durata a un anno meno un giorno. Poi il corpo che tu ancora occupi entra nella bara di pietra, rabbrividendo per quanto fredda, e gradualmente la tua forma astrale affiora dal corpo supplente ed entra in quello tuo, assumendone tutte le funzioni, tutti i pensieri e tutta la conoscenza. Alla quale, inoltre, si sovrappone ora tutta la conoscenza che tu hai acquisto durante gli ultimi trecentosessantaquattro giorni. Atlantide deteneva un posto di primo piano in questo settore. Disponevano di una quantit di questi corpi, che venivano adottati di continuo da qualche individuo di prim'ordine desideroso di conseguire una determinata esperienza. Poi, una volta raggiunto lo scopo, tornavano a riprendersi il proprio corpo, lasciando il succedaneo a disposizione di qualcun altro. Non possiamo rischiare che l'autentico personaggio importante subisca danni, non possiamo permettere che il suo corpo si guasti, perci gliene forniamo un surrogato. Se a quest'ultimo capita di perdere un braccio o una gamba, proprio un vero peccato, ma ci non nuoce all'entit superiore che ospita. Lascia che te lo spieghi in questo modo. Nella testa abbiamo un cervello. Ora questo cervello cieco, sordo e muto. Riesce soltanto a comportarsi in maniera animalesca e non possiede alcuna autentica cognizione delle sue sensazioni. Per fare un esempio, diciamo che l'entit superiore tal dei tali desidera sapere cosa si prova a essere bruciati. Bene, stando nel proprio corpo l'entit superiore non potrebbe sopportare le violente e rudi vibrazioni necessarie affinch si abbia la sensazione di bruciare, sensazione che invece pu avere questo corpo di entit inferiore. Allora l'entit superiore entra nel corpo supplente, dopo di che, salve le necessarie condizioni, pu darsi che essa riesca a conoscere che cosa si prova grazie all'esperienza fatta dal suo sostituto. Il corpo pu vedere, il cervello no. Il corpo pu ascoltare, il cervello no. Il corpo pu provare amore, odio e ogni altra sorta di emozioni, ma l'entit superiore no, quindi la conoscenza deve ottenerla per procura. Non puoi far entrare

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l'entit nel corpo se lo scopo disonesto. Per aver bisogno di subentrare in un corpo l'entit superiore deve avere un ottimo autentico motivo. Non lo si pu fare n per interessi sessuali n per interessi economici, dato che essi non aiutano nessuno a progredire nel mondo. Di solito accade che i Giardinieri del Mondo abbiano un compito da svolgere, un compito difficile in quanto, essendo intelletti superiori, essi non hanno sensazioni, non possono vedere. Allora prendono accordi affinch un certo numero di essi (di intelletti superiori) subentrino in un corpo, scendano sulla terra e fingano di essere terrestri. Dico sempre che l'inconveniente pi grosso l'odore spaventoso che questi corpi emanano. Il loro odore simile a quello della carne calda e putrefatta e, prima di poter superare la nausea provocata da un trasferimento del genere, pu darsi che ci voglia mezza giornata. Quindi non c' davvero modo che un'entit superiore, che abbia eventualmente fatto qualche errore, possa ingannare il corpo supplente. Esso pu osservare ci che fanno gli altri, si capisce, ma non si pu fare niente che danneggi l'entit superiore. Questi corpi supplenti hanno una specie di Corda d'Argento che conduce a una fonte di energia. Questa, a sua volta, tiene aperta la strada per il corpo che deve essere occupato, come si sa nella maggior parte delle religioni che esistono al mondo. La Corda d'Argento collegata sul piano metafisico a una fonte centrale e coloro che accudiscono a questi corpi possono valutarne lo stato di salute tramite appunto la Corda d'Argento e, di conseguenza, possono aumentare l'alimentazione o sospenderla a seconda dei casi". Scossi la testa, sconcertato. "Allora perch a certi la Corda d'Argento spunta sul capo, mentre ad altri esce dall'ombelico? Vuol dire che gli uni sono migliori degli altri? Vuol dire che se la corda esce dall'ombelico si tratta di gente non tanto evoluta?" "Niente affatto. Non ha nessunissima importanza da dove emerge la Corda d'Argento. Se tu appartenessi a un certo tipo, potrebbe darsi che la tua Corda d'Argento emerga, diciamo, dal tuo alluce per tutto il tempo che il contatto stabilito, e questo tutto ci che importa. E finch il contatto stabilito e tenuto sotto controllo, il corpo continua vivere in una condizione che definiamo statica. Ci significa che tutto immobile. Gli organi corporei funzionano al minimo e nell'arco di un anno un corpo consumer meno di una ciotola di tsampa. Vedi, dobbiamo fare cos, altrimenti dovremo girovagare per sempre lungo i tunnel di questa montagna, stando attenti che un corpo sia ben curato. Se poi facessimo venire qui gente incaricata di nutrire i corpi, allora ci nuocerebbe effettivamente al corpo, poich una persona potrebbe vivere in condizione statica per svariati milioni di anni, purch sia curata con il dovuto riguardo. E questo dovuto riguardo pu passare, come in effetti passa, attraverso la Corda d'Argento". "Allora una grande Entit pu scendere a dare un'occhiata, per vedere che specie di corpo occuper l'essere superiore?" "No" disse il Lama "Se l'Entit che occuper un corpo lo vedesse quando vuoto, non si sognerebbe di entrare in una cosa dall'aspetto tanto disgustoso. Su, vieni con me, andiamo nella Sala delle Bare". Ed ecco la porta, una grande porta, che sembrava fatta d'oro battuto. Al nostro approssimarsi una luce esterna prese a tremolare e poi si stabilizz. E la porta si spalanc. Entrammo e per un attimo mi fermai prendendo nota di quello spettacolo piuttosto raccapricciante. Era un locale stupendamente arredato, pieno di pilastri e di sbarre. "Servono per appenderci i corpi che si sono destati da poco" disse il Lama "Il pi delle volte quando si svegliano sono un po' storditi. E' piuttosto seccante che un corpo appena ridestatosi finisca faccia a terra e si sfiguri al punto che per un po' non possibile impiegarlo. Scombussola tutti i piani che si sono fatti e pu darsi che in seguito si debba prendere un corpo diverso e un'entit diversa, il che comporta molto lavoro supplementare. Nessuno di noi ne sarebbe contento. Ma vieni un momento qui e guarda questo corpo". Mi diressi con riluttanza verso il punto in cui il Lama mi faceva cenno di avvicinarmi. Guardai nell'interno della bara di pietra. C'era un uomo nudo. Sul corpo aveva molti aghi, almeno cos sembravano, da cui partivano dei fili sottili. Mentre lo osservavo, il corpo ogni tanto sussultava e sobbalzava, il che era uno spettacolo veramente spaventoso. In quel momento apri gli occhi privi della vista e torn a chiuderli. "Dobbiamo andarcene immediatamente." disse il Lama Mingyar Dondup. "Quest'uomo verr occupato molto presto. La presenza di intrusi li mette tutti in agitazione". Si gir e usc dalla stanza. Diedi un'ultima occhiata in giro e poi lo seguii malvolentieri. Le persone nelle bare di pietra, tanto uomini che donne, erano completamente nude e mi chiedevo che cosa avrebbe fatto

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una donna occupando uno dei quei corpi. "Lobsang," disse il Lama "ti leggo nel pensiero. Perch non si dovrebbe usare una donna per qualche scopo? Una donna ci vuole, in quanto ci sono posti dove gli uomini non sono ammessi, proprio come ce ne sono altri dove non sono ammesse le donne. Ma muoviamoci un po' pi alla svelta, perch non dobbiamo far ritardare l'Entit superiore che in attesa". "Comunque, Maestro, non riesco a vederne il vantaggio. Voglio dire, si supporrebbe che l'Entit superiore entri in un corpo appena nato, anzich gingillarsi con cadaveri che rassomigliano a zombi". " Prima che un bambino impari qualcosa ci vogliono molti anni, deve andare a scuola, deve ubbidire ai genitori, il che una vera perdita di tempo. Trascorrono forse trenta o quaranta anni, mentre se il corpo pu fare tutto questo e poi entrare in queste bare, allora la persona vale effettivamente molto di pi, conosce tutte le condizioni di vita del posto dove nata e non deve passare anni ad aspettare e apprendere, non sapendo neanche di che cosa occuparsi". "In ogni modo, poi, perch la durata della vita degli esseri umani cos tremendamente breve? A quel che si legge a proposito di qualcuno dei Sapienti, cio di quelle persone che sono veramente sagge, sembra che siano vissuti cento, duecento o trecento anni, e ancora appaiono giovani". "Sta bene, Lobsang, tanto vale che te lo dica adesso. lo ho pi di quattrocento anni e so dirti esattamente perch la vita degli uomini cos breve. Molti milioni di anni fa, quando il nostro globo era ai suoi primordi, gli si accost un pianeta e manc poco che collidessero. Tuttavia il nostro mondo si allontan dalla sua orbita a causa degli impulsi antimagnetici provenienti dall'altro pianeta. Quest'ultimo per cozz contro un pianeta pi piccolo e lo ridusse in tanti pezzi, che attualmente formano la nota cintura degli asteroidi. Ce ne occuperemo dopo pi a fondo. Per il momento, lasciami dire che quando questo mondo era in fase evolutiva, c'erano dappertutto immensi vulcani, che eruttavano lava e fumo. Il fumo saliva in alto e formava dense nubi tutto intorno alla terra. Questo mondo non era destinato affatto a essere un mondo assolato. Sappi che la luce solare venefica, la luce solare emana raggi mortali che sono dannosissimi per un essere umano. Gi, i raggi sono nocivi per tutte le creature. Ma la coltre di nubi trasform il mondo in una serra, i raggi benefici potevano passare, quelli letali non venivano lasciati entrare, e la gente di solito viveva per centinaia di anni. Ma quando il pianeta solitario si avvicin, tutte le nubi che proteggevano la terra furono spazzate via e, nel giro di un paio di generazioni, la durata della vita umana si ridusse a settant'anni. L'altro pianeta, quando entr in collisione con quello pi piccolo e lo distrusse, ne sparse i mari sopra questo mondo. Ora, noi abbiamo l'acqua di cui sono costituiti i nostri mari, ma il mare di quest'altro mondo era di tipo assai diverso, era un mare di petrolio. Se non ci fosse stata quella collisione, questo mondo non avrebbe prodotti derivati dal petrolio, il che sarebbe stata un'ottima cosa, perch al giorno d'oggi le droghe si ricavano dal petrolio e molte di esse sono veramente nocive. Ma presente, quindi dobbiamo viverci insieme. In quei tempi lontani, tutti i mari erano inquinati da prodotti del petrolio, ma in seguito il petrolio sprofond attraverso i mari e i fondi marini, accumulandosi in grandi bacini rocciosi. A loro volta questi bacini si erano creati grazie a influssi vulcanici al di sotto del fondo marino. Col passare del tempo il petrolio si esaurir del tutto, perch quello attualmente disponibile di un tipo dannoso per l'uomo, la sua combustione determina il formarsi di un gas letale. Quest'ultimo fa morire tanta gente e, per di pi, fa s che le donne in stato interessante diano alla luce bambini malaticci e addirittura, in taluni casi, dei mostri. Ben presto ne vedremo alcuni in altre camere che stiamo per visitare. Tutto questo lo potrai vedere nel terzo stadio dimensionale. Lo so che stai scoppiando dalla voglia di scoprire come si prendessero fotografie un miliardo di anni fa. La risposta che nell'Universo esistono civilt straordinarie, che a quei tempi possedevano un'attrezzatura fotografica in grado di penetrare la nebbia pi densa o l'oscurit pi fitta e, quindi, di scattare istantanee. Poi, dopo un certo periodo di tempo, vennero su questa terra dei superscienziati, i quali constatarono che le persone morivano, si potrebbe dire, come mosche. Difatti, se la gente pu vivere soltanto fino all'et di settanta anni, la vita davvero molto breve e non offre nessuna possibilit di apprendere quanto si dovrebbe. Rimanendo qui sulla superficie della terra noi ne conosciamo soltanto una met. Questo mondo cavo, come lo sono molti altri, come lo la luna, e all'interno ci vivono degli esseri umani. Sappi che alcuni

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negano che la terra sia vuota, ma io lo so per esperienza personale, perch ci sono stato. Uno degli ostacoli maggiori costituito dal fatto che gli scienziati negano l'esistenza di tutto ci che ESSI non hanno scoperto. Dicono che all'interno della terra non pu vivere nessuno, che non possibile che una persona viva per centinaia di anni e che non vero che l'eliminazione dello schermo protettivo delle nubi ha ridotto la durata della vita. Ma le cose stanno effettivamente cos. Sappi che gli scienziati si basano sempre su testi che trasmettono dati gi vecchi di un centinaio di anni nel momento in cui vengono appresi nelle scuole. Invece posti come questo - cio come questa caverna dove ci troviamo - furono installati appositamente qui dagli uomini pi saggi che siano vissuti. I Giardinieri della Terra potevano ammalarsi esattamente come gli esseri umani indigeni, a volte si rendeva necessario un intervento operatorio, che non era possibile eseguire sulla Terra. Allora il malato veniva ridotto a uno stato di morte apparente e chiuso ermeticamente in un contenitore di plastica. Poi i medici delle caverne inviavano degli speciali messaggi eterici per chiedere l'intervento di un'astronave ospedale, che scendeva subito e si portava via i contenitori con le persone malate chiuse ermeticamente dentro. Esse potevano venire operate su nello spazio, oppure riportate nel loro mondo d'origine. Vedi, viaggiare a una velocit molto superiore a quella della luce facile. Tu sai, Lobsang, che la luce ha una velocit. Essa costituita dalle vibrazioni che emanano da un oggetto e sbattono contro l'occhio umano, che a sua volta vede di che oggetto si tratta. Ma, sicuro al cento per cento, nel giro di pochi anni si viagger a velocit superiore di molte volte a quella della luce, come fanno i visitatori che vengono qui con le loro astronavi speciali. L'astronave che sta l fuori nell'altra camera, quella la stavano preparando per decollare quando la montagna si messa a tremare e l'uscita si chiusa ermeticamente. E naturalmente, appena ci accaduto, tutta l'aria contenuta nell'ambiente si esaurita automaticamente e l'equipaggio caduto in uno stato di morte apparente. Ma vi sono rimasti tanto a lungo che, se adesso provassimo a richiamarli in vita, probabilmente sarebbero completamente pazzi. Questo perch certe parti altamente sensibili dei loro cervelli sono state private dell'ossigeno e, mancando l'ossigeno, muoiono. La persona il cui cervello morto in questo modo non merita di continuare a vivere, non pi un essere umano. . Andiamo a vedere qualcuna delle altre stanze". 9-59 Percorremmo il corridoio che separava una stanza dall'altra all'esterno della sala principale, e ben presto arrivammo al cosiddetto reparto medico. Entrammo e le luci si accesero con la stessa intensit di prima. Il posto sembrava intatto, non c'era nessun segno della nostra precedente visita, nessun segno delle orme lasciate dai nostri piedi coperti di polvere. Sembrava come se il pavimento fosse stato appena lustrato, come se le apparecchiatura metalliche intorno alla piscina centrale fossero state appena lucidate. Il Lama si sedette sul bordo piastrellato della piscina, tenendo le gambe penzoloni nella vasca, dove entrai per svolgergli le bende. A mano a mano che mettevo a nudo la carne mi veniva il voltastomaco. Le fasce a quel punto avevano un aspetto veramente schifoso. Afferrai l'estremit della fasciatura e mi accorsi che non sarei stato capace di tirarla via, perch era piantata in un marciume assolutamente orrendo, appiccicoso e ricoperto di croste da cui mi scostai con ripugnanza. Ma il Lama allung la mano per prendere l'ammasso di bende, diede un bello strattone e l'estremit venne via insieme ai legacci e a qualcosa che vi era attaccato. Senza battere ciglio, butt le bende sul pavimento. "Bene," disse "adesso premer questa valvola e cos la piscina si riempir. L'avevo chiusa prima perch, ovviamente, non era necessario che tu disfacessi le bende stando immerso nell'acqua fino alla vita. Esci dalla piscina e aprir l'acqua al massimo". Uscii di l arrampicandomi in fretta e gettai un'occhiata a quelle gambe orribili a vedersi. Se fossimo stati al Chakpori o in qualche posto del genere, credo che gliele avrebbero amputate ambedue. Ma, mentre guardavo, strati di materia indefinibile, di una disgustosa sostanza gialla e verde, gli cadevano dalle gambe e galleggiavano sulla superficie della piscina. Il Lama si tir un po' pi fuori dell'acqua e poi apri ulteriormente la valvola, di modo che il livello sal e la sostanza galleggiante usc fluttuando attraverso quello che suppongo fosse un dispositivo di troppo pieno. Consult di nuovo il libro, poi si diede da fare con un gran numero di valvole (non saprei definirle in altro modo), variamente colorate. Vidi che l'acqua cambiava colore

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e avvertii nell'aria un forte odore di medicinale. Gli guardai di nuovo le gambe, che adesso apparivano rosee come quelle di un neonato. Poi sollev un altro po' la veste e si cal ancora di pi sul fondo inclinato, di modo che l'acqua gli arriv alle cosce. Rimase l in piedi. A volte stava fermo, a volte camminava lentamente in senso rotatorio, ma nel frattempo le gambe stavano guarendo. Da un rosa infiammato passarono a un colore sano, finch alla fine non rest traccia della crosta gialla, in senso assoluto. Era completamente sparita. Distolsi gli occhi dalle sue gambe per guardare le bende che gli avevo tolto. Ebbi una sensazione di formicolio al cuoio capelluto. Le bende erano sparite, non ce n'era traccia o segno, erano semplicemente sparite, e ne fui talmente colpito e sorpreso che, senza volerlo, mi misi seduto dimenticando di essere nell'acqua, per giunta acqua medicamentosa. Quando ci si siede nella posizione del loto, se lo si fa nell'acqua, si dovrebbe tenere la bocca chiusa. Che sapore disgustoso! Eppure no, era gradevole. Mi accorsi che un dente, che mi aveva tormentato fin da quando tempo addietro ero caduto, smise di dolermi. Potevo sentirlo in bocca. Mi alzai di botto e sputai oltre il bordo della piscina. S, ecco l il dente, incrinato a met. Adesso mi stava davanti. Mentre guardavo il dente, mi si present una visione a dir poco soprannaturale. Il dente si stava spostando verso la parete pi vicina e appena entr in contatto con essa spar. Rimasi fermo l come uno sciocco grondante acqua dalla testa rasata fino ai piedi nudi, cercando di fissare qualcosa che non c'era. Mi girai per chiedere al Lama se l'aveva visto. Stava in piedi sopra un certo punto del pavimento, dove il rivestimento era di diverso colore e da cui proveniva un confortevole getto d'aria calda. Ben presto fu asciutto. "Tocca a te, Lobsang" disse. Lo raggiunsi per esaminargli le gambe pi da vicino e proprio mentre le guardavo il colore rosa cominci a scomparire. Ben presto riacquistarono il loro colorito naturale e non ci fu pi traccia del fatto che appena un'ora prima la carne era quasi staccata dalle ossa. Eccole l le sue gambe, perfettamente a posto come fossero nuove. E io che avevo creduto che gliele avrebbero amputate! "Qui stiamo raccogliendo i frutti di una civilt eccelsa, non quella delle varie Atlantidi, perch, come ti ho detto, Atlantide soltanto un nome che indica il territorio scomparso. No, questi posti risalgono a epoche molto pi antiche della stessa Atlantide, e grazie a un dispositivo automatico ogni sviluppo e ogni crescita si fermano finch un essere umano non capita entro un certo raggio d'azione. Perci, se non ci venisse nessun altro, ogni cosa qui rimarrebbe esattamente come la vedi ora, inespugnabile e senza mostrare segni di corruzione o di dissoluzione. Ma se la gente venisse qui in massa e la usasse come abbiamo fatto noi, allora tutto questo peggiorerebbe e invecchierebbe. Per fortuna, ci troviamo in un luogo che stato usato molto raramente, in realt due volte soltanto da quando stato creato". "Maestro, come fai a esserne sicuro?" Il Lama indic qualcosa appeso al soffitto. "Ecco" disse "se qualcuno oltrepassa quel punto, il contatore lo registra. Adesso segna il numero tre, l'ultimo, che si riferisce a te e a me. Quando ce ne andremo, non prima di tre o quattro giorni, registrer la durata della nostra permanenza per informarne coloro che verranno dopo e si chiederanno da chi siano stati preceduti. Ma sappi, Lobsang, che io sto cercando di farti capire che il grado di civilt raggiunto all'epoca in cui questo posto venne allestito era il massimo che sia mai stato realizzato su questo mondo. Come sai, erano prima di tutto i Guardiani del Mondo, i Giardinieri del Mondo. La loro civilt era tale che sapevano fondere la roccia, perfino la pi dura, e levigarla come un vetro. Di solito si trattava di quella che noi definiamo fusione a freddo, vale a dire senza generare calore. In tal modo un insediamento poteva essere utilizzato immediatamente". "Io per non riesco davvero a capire perch gente appartenente a un cos alto livello di civilt scelga di vivere all'interno di catene montuose. Tu mi hai detto che questa qui si estende da un capo all'altro di tutto il mondo. Allora, per quale motivo dovrebbero nascondersi?" "La cosa migliore che possiamo fare andare nella stanza dove si vede il passato, il presente e il futuro. Vi si conserva la conoscenza di tutto quanto accaduto nel mondo. La storia che ti stata insegnata non sempre vera, in quanto la sua documentazione stata manipolata affinch si adatti al sovrano o al dittatore momentaneamente detentori del potere. E' necessario conoscere qualcuno di questi popoli in quanto il loro regno quello dell'Et dell'Oro. Ma se si tiene conto di come stanno effettivamente le cose, dell'effettivo Documento dell'Akasha, allora non possibile commettere errori". "Hai detto Documento

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dell'Akasha, Maestro? Credevo che noi potessimo vederlo solo portandoci al livello astrale. Non sapevo che potevamo venire sulle montagne a vedere tutto ci che accaduto". "Ma certo, tu dimentichi che le cose si possono riprodurre. Noi abbiamo raggiunto un certo livello di civilt, riteniamo di essere intelligenti in maniera sbalorditiva e ci chiediamo se qualcuno lo sar mai di pi. Ma vieni con me e ti far vedere la verit vera. Mi affascinavano immensamente le porte, su ciascuna delle quali era impressa un'iscrizione. "Tutte queste stanze, Lobsang, sono adibite a diverse scienze, scienze di cui non si mai udito ancora parlare su questo mondo, perch noi siamo come ciechi che tentano di farsi strada in una casa piena di corridoi. Ma io sono come uno che ci vede, perch so leggere queste iscrizioni e, come ti ho detto, di queste caverne ho gi fatto conoscenza diretta". Alla fine arrivammo davanti a una parete apparentemente priva di aperture. C'era una porta a sinistra e un'altra a destra, ma il Lama Mingyar Dondup le ignor. Si piazz invece di fronte a quella parete cieca e profer un suono molto particolare in tono autoritario. Immediatamente e silenziosamente la parete si divise e le due met scomparvero ai lati del corridoio. All'interno si intravedeva appena una luce fioca, un barlume simile al chiarore stellare. Entrammo nella stanza ed essa sembr grande quanto il mondo. Emettendo un rumore leggero come un sospiro, i due battenti scorrevoli della porta scivolarono da una parte all'altra del corridoio e stavolta ci trovammo oltre la parete apparentemente cieca. La luce miglior un po', in modo che riuscimmo a vedere indistintamente un grande globo che fluttuava nello spazio. Era pi piriforme che rotondo e da entrambe le sue estremit emanava lampi. "Quei lampi sono i campi magnetici del mondo. Fra poco imparerai tutto sull'argomento". Rimasi a bocca aperta. Attorno ai poli sembrava ci fossero scintillanti barriere di luce in continua trasformazione, che davano l'impressione di fluttuare e scorrere da una punta all'altra, lasciando per tutt'attorno all'equatore una zona molto vasta quasi priva di colore. Il Lama pronunci alcune parole, in una lingua a me sconosciuta. Immediatamente si accese la fievole luce dell'alba, simile a quella che viene allo spuntare di un nuovo giorno, e mi sentii come chi si sia appena tirato su a sedere senza indugio, destato da un sogno. Ma, come presto mi resi conto, non si trattava di un sogno. "Ci metteremo seduti qui" disse il Maestro "perch questo un quadro di comando per mezzo del quale si possono variare le et del mondo. In questo momento tu non sei nella terza dimensione, ricordatelo, qui ti trovi nella quarta dimensione. Poche persone sopravvivono a questo. Perci se in un modo o nell'altro ti senti scombussolato o indisposto, dimmelo subito cos posso rimetterti in sesto". Potei vedere vagamente il Lama tendere la mano destra e girare una manopola. Poi si rivolse di nuovo a me. "Lobsang, sei sicuro di sentirti bene? Nessun senso di nausea, nessuna voglia di vomitare?". "No, mi sento proprio bene, sono veramente incantato. Mi chiedo che cosa vedremo per la prima volta". "Bene, innanzitutto dovremo vedere la formazione del mondo e poi l'arrivo dei Giardinieri del Mondo. Verranno a dare un'occhiata in giro, osserveranno il posto e basta. Poi se ne andranno via per predisporre un programma e ancora pi tardi li vedrai arrivare a bordo di un'enorme astronave, che in realt non altro che la luna". D'un tratto tutto fu buio, sopravvennero le tenebre pi fosche che avessi mai incontrato. Poi manc poco che cadessi dalla sedia, per poco non feci un salto dalla paura. Due pallidi puntini luminosi stavano arrivando insieme a velocit incredibile, colpirono, entrarono in collisione e quindi lo schermo si riemp di luce. Potei vedere un turbinio policromo di gas e vapori, poi l'intero schermo, il globo intero invasero tutto. Potei vedere fiumi di fuoco scorrere gi da vulcani che eruttavano fiamme. L'atmosfera era alquanto pesante. Ero consapevole, ma in modo indistinto, che stavo guardando qualcosa e che in realt non ero l di persona. Perci guardai sempre pi incantato il mondo che si ritraeva un po' e i vulcani che rimpicciolivano, mentre i mari fumavano ancora per via della lava incandescente che vi si riversava. Non c'era altro che rocce e acqua. C'era soltanto un tratto di terra, non molto grande, ma appena una piccola massa compatta, che imprimeva al globo un caratteristico movimento eccentrico. Non seguiva una traiettoria circolare, bens sembrava che ne seguisse una disegnata dalla mano esitante di un bambino. Gradatamente, mentre guardavo, il mondo divenne pi tondo e pi freddo. C'erano sempre e soltanto rocce e acqua, nonch terribili uragani che infuriavano su tutta la superficie. Il vento faceva cadere le vette delle montagne, che

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precipitavano lungo i loro fianchi e si polverizzavano. Col passare del tempo la terra copriva ormai parte del mondo, essendosi formata dall'accumularsi della polvere proveniente dalle montagne. La terraferma si sollevava e tremava, in certi punti fuoriuscivano grandi getti di fumo e vapore e mentre stavo a guardare una parte della terraferma si stacc improvvisamente dalla massa continentale principale. Si spacc e per alcuni secondi parve tenervisi stretta nella vana speranza di esservi ricongiunta. Potevo vedere gli animali sdrucciolare lungo argini in pendenza e andare a cadere nell'acqua fumante. Allora il frammento si incrin sempre pi, si spezz del tutto e scomparve sotto le onde. In qualche modo mi resi conto di poter vedere contemporaneamente l'altro lato del mondo. Cos, nel pi totale sbalordimento, vidi la terra emergere dal mare. Si lev come fosse sollevata da una mano gigantesca, si innalz, trem per un attimo, poi con un fremito si ferm. Certo, questa regione era soltanto rocciosa, non c'era una pianta, non un filo d'erba, nulla che somigliasse a un arbusto. E in quel momento, mentre seguivo la scena, una montagna l vicino venne improvvisamente avvolta dalle fiamme, fiamme rosseggianti, gialle e azzurre, e poi ci fu un getto di lava incandescente che scorreva come un fiume di acqua bollente. Ma appena entrava in contatto con l'acqua si gelatinizzava, si solidificava e ben presto la superficie della nuda roccia si ricopr di una massa gialloazzurra che si raffreddava rapidamente. Alzai gli occhi sorpreso, chiedendomi dove fosse andata la mia Guida. Era l, proprio alle mie spalle. "Molto interessante, eh, Lobsang?" disse "Dobbiamo vedere molto di pi, cos salteremo il punto in cui la terra bruna trem e si agit convulsamente sotto l'effetto del raffreddamento spaziale. Al nostro ritorno vedremo le prime specie vegetali". Mi appoggiai alla sedia, al colmo dello sbalordimento. Che stava succedendo in realt? Mi sembrava di essere un dio che osservava la nascita del mondo. Mi sentivo 'strano', perch quel mondo che mi stava di fronte sembrava pi grande di quello a me noto e io avevo l'impressione di possedere eccezionali poteri visivi. Ero in grado di vedere le fiamme che divoravano il centro del mondo, in modo che sarebbe diventato un mondo cavo, simile a una palla, e per tutto il tempo che stetti a guardare, sulla superficie terrestre caddero meteoriti, polvere cosmica e oggetti veramente insoliti. Davanti a me, proprio a portata di mano si sarebbe potuto dire, comparve una macchina. Non potevo assolutamente crederci perch la macchina si squarci e ne caddero dei corpi, cadaveri e impianti. "In un'et futura qualcuno potrebbe imbattersi in questo relitto e chiedersi che cosa successo, di che si trattato" pensai tra me. "S, Lobsang, stato gi fatto. All'epoca attuale", disse la mia Guida. Il mondo seguit a girare, adesso pi in fretta perch le cose si stavano sviluppando pi rapidamente. Il Lama Mingyar Dondup allung la mano per toccare un altro interruttore . Accese non so bene che cosa, la si sarebbe detta una fotografia, ma era a tre dimensioni e la si poteva guardare facilmente da ogni lato. Il Lama indic il cielo purpureo. Ci fu un bagliore argenteo, un lungo tubo d'argento chiuso a entrambe le estremit stava scendendo lentamente. Alla fine usc dalle nubi purpuree, indugi a diversi metri da terra e poi, come se avesse preso all'improvviso una decisione importante, si pos delicatamente sulla superficie del mondo. Per qualche minuto rimase li immobile. Dava l'impressione di un animale diffidente, che si guardava intorno prima di abbandonare la sicurezza della sua copertura. Finalmente la creatura sembr soddisfatta e una sezione di metallo cadde dal suo fianco e colpi il terreno con sordo fragore. Sull'apertura comparvero molti strani esseri che si guardarono intorno. Erano alti il doppio di un uomo e larghi in proporzione. A quanto pareva, indossavano una specie di indumento che li copriva da capo a piedi. La parte che copriva la testa era perfettamente trasparente, tanto che potevamo vedere i volti dall'espressione severa e dispotica di quelle persone. Sembr che studiassero attentamente una carta, prendendo appunti. Infine decisero che tutto andava bene e cos uno alla volta scesero sul grande pezzo di metallo che era caduto sul terreno, rimanendo per ancora unito da un lato al corpo della nave. Quegli uomini erano coperti da una specie di guaina o abbigliamento protettivo. Uno di loro - secondo me si trattava di uomini, anche se non si poteva dirlo con sicurezza per via di tutto quel fumo e della difficolt di vedere attraverso i loro copricapi trasparenti - scese dal grande pezzo di metallo e cadde a faccia avanti nel terreno sudicio. Non aveva neanche toccato terra che delle creature dall'aspetto disgustoso balzarono fuori dalla vegetazione e lo attaccarono.

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In men che non si dica i suoi compagni estrassero una specie di arma dalle cinture che indossavano. Subito l'uomo venne tirato indietro sulla lastra di metallo. Si vedeva che il vestito che lo proteggeva era tutto strappato, a quanto pareva da animali, e macchiato di sangue. Due dei suoi compagni lo portarono a bordo della nave e dopo un po' uscirono di nuovo tenendo qualcosa nelle mani. Si fermarono in piedi sulla lastra di metallo, poi premettero un pulsante su uno strumento che portavano e da un beccuccio a punta scatur una fiamma. Tutti gli insetti che erano sulla lastra furono bruciati dalla fiamma e spazzati via dalla lastra di metallo che poi si chiuse rientrando nel corpo della nave. Gli uomini con il lanciafiamme si mossero guardinghi, rivolgendo il fuoco sul terreno e bruciandone una bella striscia di fianco alla nave. Poi spensero i loro apparecchi e raggiunsero di corsa gli altri che si erano addentrati in una foresta di felci. Queste felci erano grandi come alberi ed era facile seguire gli uomini che vi passavano in mezzo perch, a quanto pareva, erano muniti di una sorta di utensile per tagliare che facevano oscillare da una parte all'altra e recidevano le felci quasi a livello del terreno. Dovevo vedere in che consisteva quello che stavano facendo. Mi alzai dalla sedia e mi spostai un po' a sinistra. L avevo un migliore angolo visuale, perch adesso potevo vedere gli uomini che sembrava venissero verso di me. Due di loro, in testa a tutti, impugnavano una macchina che si muoveva silenziosamente e abbatteva tutte le felci che le si paravano davanti. Sembrava avesse una lama rotante. Ben presto gli uomini si aprirono un varco tra le felci e trovarono uno spazio aperto in cui si era raccolta una quantit di animali. Uomini e animali si fissarono. Uno degli uomini, volendo metterne alla prova l'aggressivit, punt nel mucchio un tubo di metallo e premette una levetta. Ne segui una terrificante esplosione e l'animale contro il quale l'arma era stata rivolta and letteralmente in pezzi, fu semplicemente distrutto. Ma gli altri animali non stettero ad aspettare e corsero via a precipizio. "Lobsang, meglio che ci diamo da fare un po', dobbiamo occuparci di tante cose, quindi ci sposteremo velocemente di un migliaio di anni". Il Lama tocc uno di quegli interruttori e nel globo tutto gir vorticosamente come un mulinello, per poi riprendere il suo normale ritmo di rotazione. "Conviene pi fermarci a quest'epoca, Lobsang. Faresti meglio a osservare con attenzione, cos vedrai come furono costruite queste caverne. Guardammo con attenzione e scorgemmo una cresta collinosa molto bassa. A mano a mano che si avvicinava constatammo che si trattava di roccia, coperta da una sostanza verde simile a muschio, tranne il cocuzzolo che appariva perfettamente nudo. Da una parte vedemmo alcune strane case, dalla forma semisferica. Se tagliate una palla a met e la poggiate a terra dalla parte tagliata, avrete un'idea dell'aspetto di quegli edifici. Stemmo a guardarli e vedemmo alcune persone che andavano e venivano. I loro vestiti erano fatti di un materiale che aderiva ai loro corpi al punto da eliminare ogni dubbio riguardo al sesso a cui appartenevano. Ma in quel momento si erano tolti il copricapo trasparente, parlavano tra di loro e sembrava che ci fosse in corso un grosso litigio. Uno degli uomini era a quanto pareva il capo. Bruscamente impart degli ordini e da uno dei rifugi usc una macchina che si diresse verso la catena rocciosa. Uno degli uomini si fece avanti e si sedette su un sedile metallico nella parte posteriore della macchina. Poi quest'ultima avanz, emettendo 'qualcosa' dagli ugelli tutti disposti lungo la sua parte anteriore, sul davanti, sul fondo e sui fianchi. Mentre procedeva lentamente la roccia si fuse e parve ritirarsi in se stessa. La macchina emanava una luce intensa, sicch potevamo vedere che stava perforando una galleria proprio nella roccia viva. Seguit ad avanzare, poi cominci a girare intorno e in poche ore aveva scavato la grande caverna in cui eravamo inizialmente entrati. Era immensa e ci rendemmo conto che in realt si trattava di una rimessa o di un hangar dove parcheggiare qualcuna delle loro macchine che erano sempre in volo. Tutto ci sembrava estremamente complesso. Perdemmo interamente la nozione del tempo, ci dimenticammo completamente di aver fame e sete. Poi, quando la grande sala fu terminata, la macchina segu un percorso, che a quanto pare era stato segnato sul pavimento e che fu trasformato in uno dei corridoi. Continu a procedere, uscendo dalla nostra vista, ma poi arrivarono altre macchine che scavarono nei corridoi stanze di varie dimensioni. Sembrava che fondessero la roccia. Sembrava proprio che la fondessero e poi si allontanavano lasciando una superficie levigata come vetro. Non rimanevano n polvere n residui, soltanto quella superficie

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brillante. Mentre le macchine effettuavano il loro lavoro, squadre di uomini e di donne entrarono nelle stanze portando casse in quantit, ma proprio tante, e tutte sembravano galleggiare nell'aria. Non ci voleva certo nessuno sforzo per sollevarle. Tuttavia un sorvegliante si mise al centro di una stanza e indic dove ciascuna cassa dovesse essere depositata. Completato il trasporto dei colli destinati a quella stanza, gli operai cominciarono ad aprirne qualcuno. C'erano strani congegni e oggetti curiosi di ogni sorta. Uno, lo riconobbi, era un microscopio. Ne avevo gi visto uno molto rudimentale, donato tempo addietro al Dalai Lama dalla Germania. Ecco perch ne sapevo qualcosa. La nostra attenzione fu attirata da un principio di alterco. Sembrava che uomini e donne da una parte e dall'altra si fronteggiassero in due opposte fazioni. Ci furono molti strilli, un gran gesticolare e alla fine una parte dei contendenti sal su uno di quei veicoli che si muovevano nell'aria. Senza una parola di saluto, o che so io, entrarono e basta, lo sportello si chiuse e le macchine si librarono nel cielo. Alcuni giorni dopo - commisurati proporzionalmente alla velocit del globo che stavamo osservando - tornarono molte navi, che restarono sospese al di sopra dell'accampamento. Poi il fondo delle navi si apr, lasciando cadere degli oggetti. Guardammo e riuscimmo a vedere delle persone scappare a gambe levate nel disperato tentativo di allontanarsi dal punto in cui quegli oggetti sarebbero caduti. Poi, mentre il primo oggetto colpiva il terreno esplodendo con un violento lampo purpureo, si gettarono a terra. Ci vedevamo a stento, perch eravamo completamente abbagliati dal fulgore del lampo, ma in quel momento dalla foresta di felci partirono dardi sottili di viva luce. Si spostavano qua e l, poi uno di essi colp una delle macchine sospese in aria, che immediatamente scomparve in un tempesta di fuoco. "Come vedi, Lobsang, perfino i Giardinieri della Terra avevano i loro problemi. Problemi rappresentati dal sesso, dato che c'erano troppi uomini e troppo poche donne, e quando gli uomini sono stati lontani dalle donne a lungo, ebbene, diventano concupiscenti e ricorrono ad atti di estrema violenza. E' inutile stare a guardare. Si tratta soltanto di un caso di omicidio e di stupro". Dopo aver mangiato e bevuto ed esserci un po' ristorati, tornammo nella stanza in cui era il globo che rappresentava il mondo. Il Lama Mingyar Dondup accese qualcosa e vedemmo di nuovo la terra. Stavolta c'erano degli individui alti circa centoventi centimetri e con le gambe molto arcuate. Avevano una specie di arma, consistente in un bastone a un'estremit del quale era legata una pietra affilata, che essi digrossavano sempre pi a forza di scheggiarla, fino a farle ottenere un filo veramente tagliente. Molti uomini erano intenti a fabbricare queste armi, altri ne stavano fabbricando di tipo diverso. Sembrava che avessero una striscia di cuoio, in cui mettevano dei grossi sassi. Due uomini tiravano indietro il cappio di cuoio che era stato impregnato di acqua per renderlo elastico, poi lo lasciavano andare contemporaneamente. Il sasso volava in alto e andava a colpire il nemico. Noi per eravamo pi interessati a vedere il mutamento delle civilt, perci il Lama Mingyar Dondup si diede di nuovo da fare con i dispositivi di regolazione e il globo si oscur tutto. Sembrava che fossero trascorsi diversi minuti prima che apparisse lentamente un chiarore graduale come l'alba, che poi diede luogo alla normale luce del giorno. Vedemmo una citt grandissima, dominata da alte guglie e minareti. Da una torre all'altra si protendevano dei ponti dall'aspetto fragile. Mi meravigliai che potessero reggersi da soli, per non parlare di sostenere il traffico, ma poi mi accorsi che il traffico era esclusivamente aereo. Certo, alcune persone camminavano qua e l sui ponti e sui diversi livelli stradali. In quel momento udimmo tutt'a un tratto un rombo di tuono. L per l non ci venne in mente che provenisse dal globo tridimensionale, ma guardando con attenzione vedemmo dei minuscoli puntini dirigersi verso la citt. Poco prima di arrivarci, si misero a volteggiare sull'abitato su cui lasciarono cadere degli oggetti che trasportavano. L'immensa citt croll. Le torri furono rase al suolo, i ponti si accartocciarono come pezzi di corda troppo pieni di nodi e attorcigliati per servire a qualcosa. Vedemmo dei corpi cadere dagli edifici pi alti. Secondo noi doveva trattarsi di cittadini di rango, dato il loro abbigliamento e la qualit dell'arredamento che precipitava insieme a loro. Continuammo a guardare la scena senza pronunciare parola. Vedemmo un altro gruppo di macchioline scure, provenienti dalla direzione opposta, attaccare gli invasori con inusitata ferocia. Sembrava che non si curassero affatto della propria vita, lanciavano oggetti contro i nemici e se

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non riuscivano a farli precipitare si tuffavano in picchiata contro di loro (direi che si trattava di grossi bombardieri). Venne il tramonto e la notte avvolse la scena. Le tenebre erano rischiarate dai violenti bagliori della citt che bruciava. Dappertutto scoppiavano incendi, dall'altro lato del globo potevamo vedere che c'erano citt in fiamme, e quando la luce di un alba precoce risplendette sulla scena, cui segu immediatamente quella rossosangue del sole, vedemmo soltanto mucchi di macerie, soltanto una grande quantit di polvere e strutture metalliche deformate. "Passiamo ad altro, Lobsang" Il globo che rappresentava il mondo seguit a girare. Dalle tenebre alla luce, dalla luce alle tenebre, mi sono dimenticato di quante volte il globo girasse, oppure pu darsi che neanche lo sapessi, ma alla fine il Lama tese la mano e il globo rallent fino a riprendere il suo ritmo normale. Guardammo attentamente in ogni direzione e alla fine scorgemmo degli uomini che armeggiavano con dei pezzi di legno a forma di aratro. Alcuni cavalli trascinavano gli aratri attraverso il terreno e si videro edifici crollare l'uno dopo l'altro nel vero senso della parola nel solco scavato dall'aratro. Per giorni e giorni quegli uomini seguitarono il loro lavoro di aratura, finch in quella zona non rimase traccia del fatto che ci fosse mai stata una forma di civilt. "questo accadr per sempre finch alla fine delle truppe d'assalto stermineranno quasi ogni forma di vita esistente al mondo. Perci mangiamo qualcosa e ritiriamoci per la notte". "La notte?" chiesi, guardandolo sorpreso "Ma come facciamo a sapere che ore sono?" Il Lama indic un piccolo oggetto quadrato collocato a discreta distanza da terra, forse a un'altezza di oltre cinque metri. C'era una lancetta, un indice, su uno sfondo piastrellato, ripartito in zone di luce e d'ombra. In quel momento la lancetta indicava un punto situato tra la luce pi intensa e il buio pi fitto. "Eccoti accontentato Lobsang" disse il lama. E' quasi cominciato un nuovo giorno. Tuttavia abbiamo ancora molto tempo per riposare. Io mi metter nella fontana della giovinezza, perch le gambe mi fanno proprio male. Secondo me, oltre alla carne lacerata, debbo essermi raschiato l'osso in modo assai grave". "Maestro" dissi "lascia che ci pensi io". Mi affrettai fino alla stanza della fontana e mi tirai su la veste. Cominci a uscire acqua. Spostai la levetta che il Lama aveva chiamato rubinetto, in modo che l'acqua seguit a scorrere anche dopo che ero uscito dalla vasca, poi ne girai un altro che, come mi aveva detto il Lama, versava una pasta medicata che si disciolse in acqua con moto vorticoso. Il Lama si sedette sul bordo della piscina e fece oscillare le gambe sopra e dentro l'acqua. "Ah!", disse, "cos va meglio. Lobsang, questo mi d molto sollievo. Presto le mie gambe saranno di nuovo perfettamente a posto. Sar proprio un avvenimento di cui si parler con meraviglia". Per ora smettiamo e andiamo a cercare da mangiare". Cos dicendo usc dalla piscina e io girai la grossa ruota che fece andare da qualche parte tutta l'acqua. Stetti a guardare finch la vasca si svuot completamente, poi aprii il rubinetto quanto bastava per mandare via i pezzetti di tessuto cicatriziale. Ci fatto, chiusi di nuovo i rubinetti e andai a cercare il Lama. caddi all'indietro, di nuovo morto per il mondo, profondamente addormentato, mentre il mondo continuava a roteare. Mi tirai su di colpo a sedere in piena oscurit, chiedendomi dove mai fossi. Appena mi sollevai, la luce si accese gradatamente, non come succede con una candela, quando cio un momento c' buio e l'attimo dopo c' un barlume di luce. Questa luce si accese come quella dell'alba, in modo da non sforzare gli occhi. Sentivo il Lama Mingyar Dondup muoversi in cucina. Mi chiam. "Sto preparando la colazione per te, Lobsang." disse "Quando andrai nella parte occidentale del mondo, dovrai mangiare di questa roba, quindi tanto vale che cominci ad abituartici fin d'ora" e si mise a ridere tutto contento. Era una specie di roba tra il marrone e il rossiccio, con in soprappi due uova, fritte credo che fossero, ma a quel tempo non avevo mai mangiato cibo fritto. "Mi chiedo quanti anni hanno queste uova", prosegu il Lama pensieroso. Pos coltello e forchetta e si avvicin al contenitore in cui erano conservate le uova. "Lobsang, queste uova e questa pancetta hanno circa tre milioni di anni e hanno un sapore fresco come se le uova fossero state deposte soltanto ieri". 9-77 Quando arrivai alla porta, manc poco che mi girassi e scappassi. C'erano molte persone, uomini e donne. Alcuni erano nudi. " Queste persone sono persone mantenute in vita e un tempo vivevano su diversi pianeti. Furono portate qui vive, affinch servissero da campione. Sappi che sono tuttora perfettamente vive! Si tratta sempre di morte apparente. Si trovano in un bozzolo

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invisibile che impedisce alle cellule di funzionare. Ci sono persone con la pelle di vario colore, bianco, marrone, castano e nero. Su alcuni mondi, poi, c' gente dalla pelle azzurra e dalla pelle verde. Tutto dipende dal tipo di alimentazione a cui erano abituati loro, i loro genitori e i loro nonni. Tutto dipende da una secrezione corporea che alla base del colorito. Ma vieni a esaminare questa gente!" A titolo di prova toccai il braccio della donna che sembrava la pi bella. Non era freddo come ghiaccio, emanava un certo calore, pi o meno la mia temperatura . 9-78 "Adesso debbo fare un completo resoconto scritto per esporre ci che abbiamo fatto qui, come siamo entrati, senza contare che debbo escogitare il modo per uscirne!" "Maestro" dissi un po' irritato "ma che bisogno c' di scrivere su quanto ci capitato, dal momento che qui non ci viene mai nessuno?" "Ma qui ne viene di gente, Lobsang. Vengono qui. Gli ignoranti chiamano UFO i loro mezzi di trasporto. Vengono qui e occupano le stanze sopra a questa. Vengono semplicemente per ricevere messaggi e per riferire ci che hanno scoperto. Vedi, questi sono i Giardinieri della Terra. Hanno un ampio bagaglio di conoscenza, ma col passare dei secoli sono in un certo qual modo peggiorati. Da principio erano persone veramente simili a dei, dotate di un potere pressoch illimitato. Ma in seguito il 'Capo Giardiniere' ne invi alcuni sulla terra che era stata formata - tutto questo te l'ho gi detto - e allora i Giardinieri, che viaggiavano a una velocit molte volte superiore a quella della luce, fecero ritorno alla loro base che si trova in un altro universo. Come spesso avviene sulla terra e, in verit, su tanti altri mondi, scoppi una rivoluzione. A qualcuno non andava l'idea che questi sapienti, cio i Giardinieri della Terra, si portassero via le donne a piacimento, specie quando le donne erano mogli di qualcun altro. Immancabilmente ci furono litigi e i Giardinieri si divisero in due partiti, che di solito io chiamo partito di destra e partito dei separatisti. Questi ultimi erano del parere che, in considerazione delle lunghe distanze che percorrevano e delle fatiche che affrontavano, avevano il diritto di concedersi degli svaghi sessuali. Bene, quando non riuscivano a trovare donne della loro razza disposte ad accompagnarli, venivano sulla terra e sceglievano le donne pi grandi che trovavano. I risultati non furono affatto piacevoli, perch gli uomini erano fisicamente troppo grossi per le donne. Nel gruppo venuto su questa terra ci furono divergenze d'opinioni e i suoi componenti si divisero in due parti, una delle quali and a vivere in oriente e l'altra and a vivere in occidente. Grazie al loro vasto sapere, costruirono armi nucleari partendo dalla teoria di un esplosivo al neutrone e di un'arma al laser. Poi effettuarono una serie di incursioni nei reciproci territori, sempre con l'intenzione di rubare, forse sarebbe meglio dire rapire, le donne dei loro avversari. Le scorribande provocavano rappresaglie, le loro grandi navi si portavano rapidamente e continuamente da un capo all'altro del mondo e tornavano di nuovo al punto di partenza. Ci che poi accadde fa semplicemente parte della storia. Il partito minore, quello dei giusti, preso dalla disperazione lasci cadere una bomba nel luogo dove era stanziato il partito dei reprobi. Al giorno d'oggi quella regione viene messa in relazione con i Territori della Bibbia. Tutto fu distrutto. Un tempo il deserto che c' attualmente era un mare splendido, la cui superficie era percorsa da molte imbarcazioni. Ma quando la bomba cadde, la regione si capovolse e tutta l'acqua si rivers nel Mediterraneo e sfoci nell'Atlantico, quella che vi rimase and a formare il Nilo. Lobsang, noi possiamo vedere realmente tutto questo, perch qui abbiamo macchine che selezioneranno scene provenienti dal passato". "Scene provenienti dal passato, Maestro? Si vedrebbe quello che accaduto un milione di anni fa? Non mi pare possibile" "Lobsang, tutto vibrazione o, se preferisci, per usare termini pi scientifici, possiamo dire che ogni cosa ha la sua propria frequenza. Perci, se riusciamo a trovare la frequenza di questi avvenimenti - e lo si pu fare abbiamo effettivamente la possibilit di inseguirli, possiamo far vibrare a una frequenza pi elevata i nostri strumenti, in modo da raggiungere rapidamente gli impulsi che furono inviati un milione di anni fa. Se poi riduciamo la frequenza delle nostre macchine, se sintonizziamo la nostra frequenza con quelle emesse originariamente dai sapienti molto tempo fa, allora possiamo vedere con precisione quello che accadde. E' troppo presto per parlarti di tutto questo, ma noi viaggiamo nella quarta dimensione affinch possiamo raggiungere una cosa nella terza dimensione. Poi, se ce ne stiamo tranquilli a sedere, possiamo davvero osservare tutto ci che accadde e possiamo

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anche farci un bella risata a proposito di alcune cose scritte nei libri di storia, paragonando quei romanzi con quanto realmente accaduto. I libri di storia sono un delitto, perch la storia stravolge gli avvenimenti, fa imboccare strade sbagliate. S, Lobsang, qui abbiamo la macchina, proprio nella stanza accanto, e possiamo vedere ci che la gente chiama Diluvio. Possiamo vedere ci che la gente chiama Atlantide. Ma, come ti ho detto, Atlantide soltanto il termine che designa le regioni che affondarono. Sprofondarono fino a un certo punto nella zona della Turchia e altrettanto fece un certo continente vicino al Giappone. Certo, molte di queste scene le abbiamo registrate, perch sintonizzarsi con gli avvenimenti stessi molto complicato. Ma ci siamo sintonizzati con molta precisione e abbiamo una registrazione completa e precisa di quanto avvenne. Adesso" prosegu toccando alcune piccole bobine che erano disposte in file serrate contro una parete e scegliendone alla fine una, "questo fa al caso nostro, diamogli un'occhiata". Inser la piccola bobina in una macchina e parve che il grande plastico raffigurante la Terra doveva avere un diametro di circa otto metri - si animasse di nuovo. Al colmo della sorpresa, lo vidi girarsi e spostarsi lateralmente, per poi indietreggiare ancora un po' e fermarsi. Osservai la scena che si svolgeva su questo mondo e poi non la 'osservai' pi, perch mi ci trovavo. Ebbi la netta sensazione di farne parte. Era un bel territorio, l'erba era la pi verde che avessi mai visto e stavo in piedi sul limite di una spiaggia di sabbia argentea. C'era gente sdraiata, alcuni avevano costumi da bagno molto belli e provocanti, altri non indossavano niente. Guardai attraverso il mare luminoso. Era azzurro, azzurro come il cielo. La giornata era calma. Alcune barchette a vela erano impegnate in una gara amichevole, per vedere quale di esse fosse la pi veloce, quale la meglio governata. Poi, tutt'a un tratto, un rombo terrificante e la terra si capovolse. Dove stavamo noi la terra si inclin e il mare si ritir precipitosamente, finch davanti a noi tutto ci che riuscimmo a scorgere era quello che era stato il fondo marino. S e no avevamo ripreso fiato, quando fummo colpiti da una sensazione molto strana. Ci rendemmo conto che stavamo sollevandoci con rapidit in aria, non solo noi ma anche il territorio circostante. Il piccolo rilievo di colline rocciose si alz sempre pi e si trasform in magnifiche montagne, in una catena montuosa che si estendeva a perdita d'occhio ovunque si girasse lo sguardo. Mi sembrava di stare proprio sull'orlo di un tratto di terra solida, ma appena con circospezione e pieno di paura scrutai in basso mi sentii rivoltare lo stomaco. Il territorio era a un'altezza tale che credetti di essere arrivato nei Campi Celesti. Non c'era anima viva, ero solo, spaventato, con la morte nel cuore. In trenta secondi circa il Tibet si era alzato fino a diecimila metri. Mi accorsi di ansimare. A quell'altezza l'aria era rarefatta e ogni respiro era un rantolo affannoso. All'improvviso, da una fenditura nella catena montuosa scatur una massa d'acqua spinta, a quanto pareva, da una altissima pressione. Per un po' si calm, poi flu scendendo gi da quelle giogaie, attraversando tutta la nuova regione che in precedenza costituiva il fondo del mare. Fu cos che nacque il maestoso Brahmaputra, che attualmente sfocia nel golfo del Bengala. Ma quella che raggiunse il golfo del Bengala non era acqua gradevole e pura, era inquinata da cadaveri umani e di animali, da piante, da ogni cosa. Ci che pi importava, per, non era l'acqua. Al colmo del terrore, mi accorsi che venivo sollevato, che il terreno si alzava, che la montagna diventava sempre pi alta e che io salivo di pari passo. Ben presto mi trovai in una valle desolata, contornata da montagne imponenti, che si ergevano fino a un'altezza di circa diecimila metri. A proposito del globo, quel simulacro del mondo era una cosa assolutamente fantastica. Non ci si limitava ad assistere agli avvenimenti, gli avvenimenti venivano vissuti, venivano vissuti sul serio. Ma quando la guardai davvero mi sembr di cadere, mi sembr di cadere fuori dalle nuvole, fuori dal cielo, gi, gi, finch atterrai con leggerezza come una foglia cadente. E allora vissi gli eventi reali di milioni di anni prima. Era il prodotto di una civilt straordinaria, molto ma molto al di l della maestria degli artigiani o degli scienziati del giorno d'oggi. Non riesco a convincervi abbastanza che questo significava viverlo. Mi accorsi di poter camminare. Per esempio, c'era un'ombra oscura che mi interessava molto, volsi i miei passi verso di essa ed ebbi la sensazione di farlo effettivamente. E allora, forse per la prima volta, occhi umani si posarono sul piccolo monte su cui, nelle centinaia di secoli a venire, sarebbe stato eretto il Potala.

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9-87 "Adesso dobbiamo ripassare un po' di storia, di storia vera, non le falsit che mettono nei libri, in cui la versione dei fatti va modificata per non urtare la suscettibilit di qualche potente". Mi condusse in quella che avevamo finito per chiamare 'Sala del Mondo' e ci mettemmo seduti nell'angolo dove era sistemato il cosiddetto 'quadro di comando'. Era davvero una cosa meravigliosa. Quell'imitazione del mondo appariva pi grande della stanza che la conteneva, cosa impossibile come tutti sanno. Ma il Lama intu i miei pensieri. "Certo" disse "quando entriamo qui subiamo l'influenza della quarta dimensione, e nella quarta dimensione si pu avere un modello che pi grande della stanza che lo contiene se quella stessa stanza fosse tridimensionale. Ma non preoccupiamoci di quello, preoccupiamoci di questo. Ci che stiamo vedendo in questo mondo quanto realmente accadde negli anni passati, qualcosa che somiglia a un'eco. Se in una zona d'eco produci un forte rumore, riceverai di rimando lo stesso suono. Ebbene, per farla breve proprio cos. Naturalmente non una spiegazione rigorosamente precisa perch io sto cercando di dirti in termini tridimensionali ci che si trova nella quarta dimensione. Perci, per quanto riguarda quello che vedrai dovrai fidarti dei tuoi sensi, e ci che vedrai sar davvero di una precisione assoluta". Si gir di nuovo e disse: "Abbiamo visto il mondo formarsi, lo abbiamo visto popolarsi con le primissime creature, cio gli ominidi, perci riprendiamolo alla fase successiva". La stanza si oscur ed ebbi la sensazione di cadere. La sensazione di cadere cess e mi accorsi di trovarmi in un mondo spaventoso in modo traumatizzante. C'erano animali enormi di una bruttezza insuperata da qualsiasi cosa avessi gi visto. Passarono grandi creature, che agitavano le ali nell'aria emettendo il pi orrendo rumore, simile a quello del vecchio cuoio non ingrassato. Le ali riuscivano a mala pena a sostenere il corpo di quei mostri. Ma seguitavano a volare e ogni tanto uno di loro atterrava per raccogliere un po' di cibo sfuggito a qualche altro mostro volante. Ma una volta scesi, restavano gi, le loro ali non erano in grado di farli sollevare in aria ed erano privi di zampe con cui aiutarsi. Dalla palude alla mia sinistra si udirono provenire rumori indescrivibili. Erano orribili e per la paura fui assalito dalla nausea. Poi, proprio vicino a me, dal fango della palude emerse una testa minuscola in cima a un collo immenso, che doveva essere lungo circa sei metri. Prima che l'animale arrancasse a riva ci fu una grande agitazione sott'acqua. Aveva un corpo rotondo e una coda che si affusolava per controbilanciare la forma del collo e della testa. Ma mentre lo fissavo, temendo che potesse scorgermi, udii un fracasso orribile e schianti come se un'immensa creatura stesse scagliandosi attraverso la foresta, schiantando tronchi d'albero come noi spezziamo un filo di paglia. "Andiamo avanti di un secolo o due", disse il Lama, "e cerchiamo quando sono arrivati per la prima volta gli uomini". Mi sembr di essermi assopito o quasi, perch, quando tornai a guardare il globo ... ma no, senza dubbio non era cos, io ero SUL globo, ero NEL globo, ne facevo parte. Ma ad ogni modo, quando sollevai di nuovo lo sguardo vidi sfilare alcuni esseri dall'aspetto orribile, sei in tutto, dalle sopracciglia sporgenti, con un accenno di collo, ciascuno dei quali era armato di un grosso ramo d'albero, che a un'estremit si assottigliava a mo' di impugnatura e sull'altra presentava dei nodi o escrescenze che lo rendevano pi robusto di un comune pezzo di legno. Queste creature camminavano in fila. Una di esse, una donna, camminava e nutriva un piccolo al seno. Non facevano alcun rumore, sebbene si trovassero su terreno paludoso, non sguazzavano n schizzavano acqua, procedevano nel silenzio pi assoluto. Li guardai finch uscirono dal mio campo visivo, poi ancora una volta ebbi l'impressione di essermi addormentato, perch quando alzai gli occhi vidi una citt meravigliosa. Era fatta di pietre scintillanti variamente colorate, c'erano ponti da una parte all'altra delle strade sorvolate da uccelli meccanici con a bordo dei passeggeri. Poi, di colpo, tutti si girarono a guardare verso il lontano orizzonte, al di sopra della catena montuosa. Di l si ud un vasto rombo di motori e ben presto apparve un intero stormo di quegli uccelli meccanici che girarono sopra la citt. La gente scappava da tutte le parti. Alcuni si inginocchiavano a pregare, ma notai che i preti, lungi dal farlo, scappavano a gambe levate. Dopo qualche minuto di questo carosello, il fondo di quegli apparecchi meccanici si apr lasciando cadere delle scatole di metallo. Gli uccelli meccanici chiusero gli sportelli che avevano nella pancia e si allontanarono a tutta velocit. La citt si sollev in aria e ricadde gi ridotta in polvere, poi udimmo l'esplosione e lo scotimento, dato che la vista

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molto pi veloce dell'udito. Si sent gente gridare, presa in trappola sotto le travi o sepolta dalle macerie. Ancora una volta mi addormentai - tutto quello che so dire al riguardo - perch non avevo nozione che ci fossero interruzioni tra quello che avevo visto e quello che stavo vedendo in quel momento. Era un'epoca pi recente e potei vedere erigere una citt, una grande citt di incomparabile bellezza. Era arte autentica. Le guglie torreggiavano alte nel cielo, intrecci decorativi di metallo di delicata fattura collegavano un edificio all'altro. C'era tanta gente in giro, che andava qua e l per le sue faccende, faceva acquisti, vendeva, stava ferma agli angoli delle strade, parlava di questo e di quello. Poi sopraggiunse un fragore terrificante e un immenso stormo di quegli uccelli meccanici attravers il cielo in formazione e tutti risero, applaudirono e fecero cenni di saluto. Gli uccelli meccanici proseguirono per la loro strada indisturbati. Superarono la catena montuosa e poi si udirono terribili esplosioni e rumori assordanti. Eravamo sicuri che i 'nostri' stessero ripagando il nemico per le devastazioni che aveva provocato. Senonch gli uccelli meccanici stavano tornando, cio non tornavano, perch non erano i nostri, erano diversi, alcuni avevano sagome diverse, molti erano di colore diverso. Si portarono sopra la nostra citt e fecero di nuovo cadere le loro bombe. La citt fu spazzata da un uragano di fuoco, il fuoco rugg e infuri e ogni cosa nella citt bruci e croll al suolo. I fragili trafori che ornavano i ponti si arroventarono, divennero incandescenti e poi si fusero al suolo. Ben presto mi trovai su una pianura, ero l'unico essere che ci fosse. Non c'erano alberi, i laghi artificiali erano spariti, trasformati in vapore. Stavo l, guardandomi intorno, mentre mi chiedevo che logica ci fosse in tutto quello che succedeva, per quale ragione questi Giardinieri della Terra si battevano contro altri Giardinieri. Non riuscivo a capacitarmene. Allora il mondo stesso vibr e si fece buio. Mi trovai seduto su una sedia accanto al Lama Mingyar Dondup. Appariva pi triste di chiunque avessi mai visto prima. "Lobsang, queste cose accadono su questo mondo da milioni di anni. Ci sono state persone in possesso di una cultura di grado elevato, ma per un motivo o per l'altro hanno litigato con gli altri e ciascun partito ha bombardato o cannoneggiato l'avversario, di modo che sono rimasti soltanto pochi esseri umani, che si sono nascosti nelle caverne e nel giro di qualche anno sono usciti per ricominciare da capo con una nuova civilt. E questa civilt a sua volta veniva distrutta e ogni vestigio veniva interrato profondamente nel suolo dai coltivatori che cercavano di coltivare i campi dilaniati dai combattimenti". "Potrei farti vedere l'intera storia del mondo", disse poi, "ma per vederla ti ci vorrebbe tutta la vita. Perci ti mostrer soltanto alcune scene retrospettive, come si dice, e il resto te lo esporr a voce. E' doloroso ammetterlo, ma svariate razze umane sono state messe alla prova su questo mondo come colonizzatori. C' stata una razza tutta nera, sopravvenuta in seguito a un grande parapiglia. Due razze bianche avevano lottato per stabilire quale fosse la pi potente e, naturalmente, fecero ricorso alla guerra. ... Ma i rappresentanti di questa razza nera gettarono il mondo in un orrendo caos, finch alla fine raggiunsero un altissimo livello di civilt, molto superiore a quello nostro attuale. Ma poi due diverse razze di popolazione nera vennero a diverbio e si diedero a una affannosa ricerca per creare un'arma pi potente di quella dei loro avversari. Ebbene, ci riuscirono, e in qualche modo fu dato il segnale di lanciare questi ... questa specie di razzi, che provocarono guasti spaventosi su questo mondo. Molte persone vennero cancellate, eliminate esattamente come si sterminerebbe una colonia di feroci formiche. Ci sono sempre dei superstiti, perci adesso abbiamo una razza bianca, una nera e una gialla. Un tempo ci fu una razza verde. Gli esseri umani di quei tempi vivevano centinaia di anni, perch le loro 'cellule della memoria' erano in grado di riprodurre con precisione le cellule morenti. E' soltanto da quando le cellule hanno perduto la loro capacit di riprodursi accuratamente che la durata della nostra esistenza si tanto accorciata. Ma durante uno dei conflitti ci furono esplosioni terribili e la maggior parte della nube che proteggeva la terra fu soffiata via nello spazio e la luce del sole si rivers al suo posto emanando tutti i suoi raggi mortali. La vita umana, anzich avere una durata di sette-ottocento anni, si ridotta a circa settant'anni. Il sole non il gentile, benevolo dispensatore di luce, eccetera, eccetera. I suoi raggi fanno male alla gente. Puoi constatarlo da te che la pelle delle persone troppo esposte alla luce solare diventa scura. Ora, se facesse bene, non ci sarebbe la necessit naturale di ripararsi dalla

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luce. Ma i raggi, quelli ultravioletti e altri, colpirono gli esseri umani e li resero peggiori e le due fazioni dei Giardinieri della Terra divennero ancora pi spietate. Un gruppo si comportava bene, voleva vedere la razza umana diventare prolifica e vivere felicemente. Al contrario, chi si esponeva troppo alla luce solare di solito era colpito da tubercolosi o da cancro. Tutte le aree del mondo, o meglio tutte le aree occupate dalla popolazione mondiale erano predisposte ai malanni, a diverse forme di affezioni cutanee, tanto ostinate che non c'era verso di guarirle. Dopotutto, questi raggi potevano penetrare mura di pietra di largo spessore ed era inutile che gli abitanti del mondo vivessero al chiuso, perch i raggi erano sempre in grado di raggiungerli. Secondo la tradizione in quel tempo c'erano sulla terra i giganti. S, vero. I giganti costituivano un gruppo di Giardinieri della Terra. Erano alti due o tre volte l'uomo medio, si muovevano con lentezza, quasi con apatia, e non amavano lavorare. Volevano fare ritorno al loro luogo d'origine, ma quando ci provarono si resero conto che da quelle parti c'erano stati disordini. Un gruppo di Giardinieri era formato da persone oneste e guidato da un bravo capo, ma l'altro era un partito di gente perversa, che si abbandonava ad atti di malvagit di ogni specie ed era insensibile ai richiami di coloro che volevano un mondo sereno dove si potesse condurre un'esistenza pi sana. Questi bravi Giardinieri si accorsero di quanto fosse inutile starsene nel loro luogo d'origine, cos ancora una volta allestirono le loro navi, vi inserirono nuove barre combustibili e decollarono dirigendosi di nuovo verso la terra. Le loro navi erano in grado di viaggiare a una velocit superiore a quella della luce. Viaggiavano cos velocemente che nessun essere umano poteva controllarle. Dovevano essere manovrate da una specie di computer dotato di uno speciale scudo per tenere lontani i meteoriti, o altri intralci. Le navi, prive di queste protezioni, sarebbero state crivellate dai meteoriti o dalla polvere cosmica, con il risultato naturalmente di perdere aria e di far morire tutti i membri dell'equipaggio. Infine tornarono sulla terra e si resero conto che c'era una guerra in corso. La fazione contraria - il partito dei Giardinieri della Terra che si comportavano male - si era mescolata troppo liberamente con i terrestri, ai quali aveva insegnato molti dei suoi segreti. Sin da quell'epoca il mondo andato progressivamente peggiorando e dovr esserci una nuova guerra a livello planetario, durante la quale morir gran parte della popolazione. Molti andranno a nascondersi nelle caverne o nei crepacci d'alta montagna. I loro Saggi li hanno istruiti in merito a tutto ci che accadr, e cos si sono fatta l'opinione che non c' nessun vantaggio a vivere una vita virtuosa quando c' la prospettiva che nell'arco di pochi anni la terra stessa verr distrutta. E attualmente ci stiamo avvicinando pericolosamente a quel momento". 9-94 Raggiungemmo la stanza (veramente la si dovrebbe chiamare salone, date le sue dimensioni, ma chiamatela pure come vi pare), e ne varcammo la soglia. Subito si accese una debole luce e vedemmo l'aurora mutare in giorno. "Diamo un'occhiata a casaccio", propose il Lama Mingyar Dondup. " Ma a quei tempi gli animali, la prima forma sulla terra, erano veramente creature soprannaturali. Per esempio, probabilmente il brachiosauro era la pi strana che si sia mai vista. Ci sono stranezze di ogni tipo. Anche l'ultrasauro era un animale molto caratteristico. Aveva una pressione sanguigna molto alta, perch la sua testa poteva superare i venti metri di altezza e, per giunta, pesava un'ottantina di tonnellate, aveva due cervelli, l'uno collocato nella sua testa faceva muovere le mascelle e le zampe anteriori, l'altro nel suo didietro, cio proprio dietro il bacino, faceva funzionare la coda e le zampe posteriori. 9-95 Si gir verso il quadro di comando ed esamin un'intera colonna di cifre, quindi la luce che illuminava il salone (o stanza, se cos volete chiamarla) si abbass. Per alcuni secondi restammo al buio, poi sopravvenne una luminosit rossastra, singolarissima, in senso assoluto, e dai poli, sia dal polo nord che dal polo sud, si sprigionarono strisce mutevoli di luce. "Quella l'aurora boreale, o aura del mondo. Possiamo vederla perch, sebbene ci sembri di stare sulla terra, noi siamo lontani da quella manifestazione, ecco perch la vediamo". La luce si fece pi radiosa, divent abbagliante, tanto abbagliante che dovevamo guardarla quasi a occhi chiusi. "Dov' il Tibet?" chiesi "Ci stiamo sopra, Lobsang, ci stiamo sopra. Tutto quello che stai guardando laggi in basso ghiaccio". Stavo guardando quel ghiaccio, chiedendomi cosa potesse essere, perch c'era ghiaccio verde, c'era ghiaccio azzurro e c'era ghiaccio del tutto trasparente, trasparente come

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l'acqua chiara, la pi chiara che ci sia. Il Lama rise e torn a girarsi verso la tastiera del quadro di comando. Il mondo si capovolse e tremol velocemente. Un attimo dopo stava girando a una velocit tale che tutto era grigio, non c'era n oscurit n luminosit, soltanto quella sensazione di grigio, poi il mondo rallent e ci rendemmo conto che stavamo guardando una grande citt, una citt fantastica. Era una citt costruita poco prima dell'avvento dei Sumeri. Era stata eretta da una razza della cui esistenza attualmente non c' testimonianza scritta, in proposito non c' nulla nella storia. In realt, nei testi ufficiali c'era soltanto un accenno molto vago ai Sumeri. Essi invece arrivarono come conquistatori, saccheggiarono la citt, devastarono, violentarono e, dopo averla ridotta al punto da non lasciare pi pietra su pietra, se ne andarono. Stando ai libri di storia, partirono diretti da qualche parte e non se n' mai trovata traccia. E' naturale, perch se ne andarono dalla terra, a bordo di immense astronavi. Non riuscivo a capire perch quella gente dovesse essere tanto disumana da venire soltanto per distruggere una citt, cos, a quanto pareva per il solo gusto di farlo. Naturalmente fecero prigioniere moltissime donne e pu darsi che questa sia stata una delle tante ragioni. "Maestro, che motivo ci sarebbe di lottare se si potesse conoscere tutto per mezzo di questi strumenti o macchine?" "No, Lobsang, ragazzo mio, le cose non stanno cos, no. Se minimamente si pensasse che alcune persone ne sono al corrente, allora i finanzieri disonesti irromperebbero qui dentro con i loro scherani armati, si impadronirebbero di tutto e ucciderebbero tutti noi che ne siamo a conoscenza. Si servirebbero degli strumenti per dominare il mondo. Pensaci. Un capitalista privo di scrupoli che si mette a capo del mondo e tutti gli altri che diventano suoi schiavi". Tanto per cominciare, di tutto questo abbiamo dei perfetti duplicati su nell'Artide, dove gli uomini riescono s e no a spostarsi a causa del freddo. Ma all'interno delle catene montuose si sta al caldo, in pace e a proprio agio. sono stati confezionati dei falsi libri, pronti a rimpiazzare quelli veri appena i cinesi inizieranno l'invasione. Sappi che la Profezia dice che il Tibet sopravviver finch nel nostro paese non arriveranno le ruote. Il momento in cui arriveranno le ruote segner la fine del nostro paese. Perci, non temere, tutti i nostri tesori, tutte le nostre grandi discipline scientifiche, che risalgono a milioni di anni fa, sono nascosti al sicuro. Conosco il posto, ci sono stato. E anche tu lo conoscerai, perch ti sar mostrato. Io verr ucciso durante la tua esistenza, prima che tu lasci il Tibet, e tu sarai uno dei pochissimi che sapranno far funzionare queste macchine e provvedere alla loro manutenzione. imparerai che si riparano da s. Dovrai fare soltanto qualche manovra e la macchina, anzi le altre macchine ripareranno quella difettosa. Vedi, queste macchine non ne avranno ancora per molto perch, tra molti anni, nel 1985, muteranno le circostanze e ci sar una terza guerra mondiale che durer a lungo (chiaramente la profezia si rivelata errata). Inoltre, dopo il 2000 moltissime cose cambieranno, alcune in meglio, altre in peggio. Noi possiamo vedere attraverso il Documento akashico delle Probabilit. Dunque tu lo sai che l'uomo non procede sui binari, che tutt'altro che incapace di deviare da una determinata rotta. L'uomo libero di scegliere entro certi limiti . Tuttavia noi possiamo vedere con molta precisione ci che accade a un paese. " "Ma come possibile captare suoni che appartengono a un passato lontano, suoni, immagini, e via dicendo? Quando una cosa accaduta, non c' pi, finita". "Non esatto, Lobsang. La materia indistruttibile. Le impressioni di ci che diciamo o facciamo partono da noi e girano intorno all'universo, vi girano intorno a pi riprese. Grazie a questa grande macchina, noi possiamo tornare indietro di circa due miliardi di anni. Pensa che a distanza di due miliardi di anni l'immagine un po' confusa, ma ancora abbastanza luminosa per capire di che si tratta". 9-98 Purtroppo, il nostro limite pi elevato sar tremila anni (verso il futuro), oltre il quale non possiamo andare, le nostre immagini sono troppo vaghe e annebbiate per riuscire a decifrarle. In pochi giorni su questa macchina tu vedrai un bel po' delle tappe migliori della tua carriera. Ma diamo un po' uno sguardo a qualche probabilit sintonizzandoci a caso sugli avvenimenti. Ecco qui, guarda, i fatti importanti accaduti in un posto chiamato Egitto". Il Lama regol diversi controlli, vedemmo tutto buio e in alto, sui margine oscuro, comparvero dei triangolo neri. Non ci capivo niente, cos il Lama spost in avanti un dispositivo di regolazione e gradatamente il mondo si illumin. "Guarda, questa la costruzione delle piramidi." disse "Negli anni a venire la gente si

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chieder in che modo questi grandi blocchi di pietra venivano spostati a piacere senza l'aiuto di macchinari di sorta. Vengono spostati mediante levitazione". "S", risposi. "Ho sentito parlare molto della levitazone, ma non ho la pi pallida idea di come funziona". "Dunque, vediamo. Il mondo ha una spinta magnetica. Se tu lanci in aria un oggetto, il magnetismo terrestre lo attira di nuovo in basso. Se cadi da un albero vieni gi e non vai pi in su, perch il magnetismo terrestre tale che devi cadere sulla terra. Invece noi abbiamo cose che sono antimagnetiche rispetto alla terra. Dobbiamo tenerle in continuazione sotto attenta sorveglianza, perch una persona inesperta che si impossessa di una di esse potrebbe accorgersi di esser trascinata fuori dalla Terra. In tal caso si cade all'ins. Il modo di mantenere il controllo consiste nel disporre di due griglie, l'una sintonizzata sul magnetismo, l'altra invece contrapposta. Cos come stanno le cose, quando le griglie si trovano in una certa posizione, le lastre fluttueranno, senza andare n in su n in gi. Se per spingi una leva che modifica il rapporto intercorrente tra le griglie, allora la leva spinta in una direzione rafforza il magnetismo terrestre, di modo che le lastre, o la macchina, scendono sulla terra. Se invece vogliamo sollevarci, allora spingiamo la leva in senso contrario, di modo che entra in funzione l'antimagnetismo e la terra, anzich attrarre, respinge e quindi possiamo sollevarci in aria. E' quanto facevano gli dei, quando stavano creando il mondo quale attualmente. Un solo uomo era in grado di sollevare quei blocchi pesanti centinaia di tonnellate e collocarli a posto senza sforzarsi. Poi, quando il blocco era esattamente nella posizione desiderata, la corrente magnetica veniva tolta e il blocco vi rimaneva fissato grazie alla forza di gravit terrestre. Ecco come furono costruite le piramidi, ecco come si costruirono tante cose strane e incomprensibili. Per esempio, da secoli abbiamo mappe della terra e siamo l'unico popolo ad averle, perch soltanto noi abbiamo questi dispositivi antigravitazionali che sono stati usati per fare con esattezza la carta del mondo. 9-196 Si gir, fece alcuni passi, si inchin davanti a una porta e mise le mani in una certa posizione. Vidi una parte della parete scivolare lentamente di lato nel pi assoluto silenzio, senza che la roccia stridesse, nel silenzio pi completo, un silenzio tale da circondare tutta la faccenda di un alone di mistero. "Forza" disse il Lama dandomi un colpetto in mezzo alla schiena, questa una cosa che devi vedere. Questa Patra. Ecco come Patra ci apparirebbe. Naturalmente questo globo" e ne indic uno tanto grande da riempire una vasta sala "serve soltanto a farci vedere ci che avviene a Patra in qualsiasi momento". Mi mise la mano sulla spalla e in pochi passi ci avvicinammo a una parete su cui erano collocati altri strumenti e uno schermo molto grande, di cinque metri per cinque all'incirca. "Questo serve per fare qualsiasi indagine particolareggiata." spieg il Lama. Le luci della sala si abbassarono, mentre contemporaneamente si intensific quella proveniente dal globo che egli aveva chiamato Patra. Era una specie di colore - come dire? - roseo dorato, che suscitava un meraviglioso senso di calore unitamente all'impressione di essere veramente i benvenuti. Il Lama spinse di nuovo uno dei pulsanti e la caligine che era nel globo, o che lo avvolgeva, spar come nebbia di montagna ai raggi del sole. Guardai con bramosa attenzione. Era effettivamente un mondo meraviglioso. Mi sembrava di stare in piedi su un muro di pietra, lambito dolcemente dalle onde. Poi, proprio alla mia destra, vidi arrivare una nave. Sapevo che era una nave, perch ne avevo visto alcune in fotografia. Ma questa nave arriv e si ormeggi al muro proprio di fronte a me. Ne scese una folla di gente che sembrava soddisfatta di se stessa. "Questa Patra. Qui puoi avere molti svaghi. Secondo me queste persone hanno pensato che sarebbe stato bello fare una gita tranquilla fino all'isola. Credo che vi siano andate a prendere il t e poi sono tornate. Qui ci troviamo molto pi in alto rispetto al mondo astrale. La gente pu venirci soltanto se si tratta di persone, per cos dire, di prim'ordine. Diventare degni di venire in questo posto spesso comporta terribili sofferenze, ma una volta che si arrivati e ci si resi conto della situazione, compresa la levatura degli abitanti, ci si convince allora che merita la sopportazione di ogni dolore. Qui possiamo viaggiare con il pensiero. Ci troviamo su questo pianeta e vogliamo vedere una certa persona. Ebbene, la pensiamo, la pensiamo con intensit, e se la persona in questione desidera incontrarci, tutt'a un tratto ci solleviamo da terra, ci libriamo nell'aria e raggiungiamo velocemente la nostra meta. Dovremmo arrivarci e trovare chi volevamo

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vedere, il quale ci aspetta sulla porta pronto ad accoglierci. E' un posto dove si progredisce, dove possono venire soltanto i buoni. Possono venirci coloro che hanno compiuto sacrifici supremi, coloro che hanno fatto del loro meglio per aiutare i loro simili, uomini e donne. Di regola, dal corpo fisico dovremmo passare al corpo astrale. Non vedi che nessuno ha la Corda d'Argento? Non vedi che nessuno ha il capo circondato dal vapore della Ciotola d'Oro? Qui non ne hanno bisogno, perch tutti sono uguali. Qui abbiamo ogni sorta di anime elette. Socrate, Aristotele, Leonardo da Vinci, e altri come loro. Qui perdono tutte le colpe di minore importanza che avevano perch per stare sulla terra dovevano conservarne una. Presentavano una vibrazione cos elevata che, per l'appunto, non potevano restare sulla terra senza avere una parvenza di colpa. Perci Mendelsohn, o qualcun altro, prima che potesse scendere sulla terra, doveva avere una colpa innata per quell'unica particolare esistenza. Cos quando mor e and nel mondo astrale, allora la colpa si allontan e altrettanto fece l'entit. Ho citato Mendelsohn, il musicista. Egli arriva sul piano astrale, dove c' una specie di poliziotto che ritira la Corda d'Argento e la Ciotola d'Oro e lo spedisce direttamente a Patra. Su Patra incontra amici e conoscenti, che possono parlare del loro passato ed effettuare esperimenti che da lungo tempo desideravano fare. su questo mondo non troverai molto da mangiare. Non ne hanno bisogno. Tutta la loro energia corporea e mentale la trovano grazie a un sistema di osmosi, vale a dire che assorbono l'energia emessa dalla luce di Patra. Naturalmente, se vogliono mangiare o bere perch fa loro piacere, possono farlo senza problemi, tranne che non possono essere ingordi, n possono fare uso di quegli alcolici che guastano il cervello di un individuo. Simili bevande sono dannosissime, lo sai, e possono far ritardare lo sviluppo di una persona per molte vite. Adesso diamo un'occhiata fuggevole a tutto il posto. Qui il tempo non esiste, perci inutile che tu chieda a una persona quanto ha vissuto qui. Si limiter a fissarti con sguardo assente e penser che tu sei qualcuno non del tutto al corrente della situazione. La gente non si abitua mai a Patra, non se ne stanca mai, c' sempre qualcosa di nuovo da fare, persone nuove da conoscere, ma escluso che tu possa incontrare un nemico. Alziamoci in volo e andiamo laggi su quel piccolo villaggio di pescatori. Non catturano i pesci nel normale senso della parola, li catturano per vedere come possono essere perfezionati fornendoli di sensi di livello superiore. Sulla terra, come sai, i pesci sono veramente stupidi e meritano di essere pescati. Qui invece vengono catturati nelle reti e tenuti in acqua, vengono trattati bene e non c' rancore da parte loro. Si rendono conto che noi ci diamo da fare a vantaggio di tutta la specie. Altrettanto dicasi per quanto riguarda gli animali; su questo mondo nessuno di loro teme l'uomo. Sono piuttosto degli amici. Ma facciamo una visita alla svelta in diversi posti, perch dobbiamo andarcene di qui e tornare al Potala". Di colpo mi sentii sollevato in aria e mi sembr di perdere la vista. All'improvviso mi colse un violento mal di testa e, per essere proprio sinceri, credetti di morire. Il Lama mi agguant e mi mise una mano sugli occhi. "Mi spiace, Lobsang. Mi sono scordato che tu non sei stato preparato alla vista nella quarta dimensione. Dovremo scendere di nuovo a terra per circa mezz'ora". Appena ebbe detto ci, sentii che sprofondavo e poi ebbi la graditissima sensazione di poggiare i piedi su qualcosa di solido. "Questo il mondo della quarta dimensione, che a volte presenta effetti della quinta dimensione. Se facciamo vedere Patra a una persona, allora questa persona deve avere una capacit visiva quadridimensionale, altrimenti la tensione sarebbe eccessiva". Il Lama mi fece sdraiare su un lettino e mi mise delle gocce negli occhi. Trascorsi molti minuti, mi mise degli occhiali di protezione, degli occhialoni che mi coprivano completamente gli occhi. "Oh, adesso riesco a vedere." esclamai "Che meraviglia". Prima le cose erano apparse belle, straordinariamente belle, ma adesso che potevo vedere a quattro dimensioni, ci che vedevo era di una tale magnificenza che non la si pu proprio descrivere in termini tridimensionali. Ma a forza di guardare in giro mi consumai quasi gli occhi e poi ci sollevammo di nuovo in aria. Decisamente prima di allora non avevo visto una bellezza del genere. Gli uomini erano di un fascino incomparabile, ma le donne, le donne erano talmente avvenenti che dentro mi sentii rimescolare in modo piuttosto insolito. la bellezza in senso assoluto, e la serenit sono impossibili a descriversi in un linguaggio tridimensionale. E' come se un cieco dalla nascita cercasse di descrivere qualcosa che esiste sulla

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terra. Come se la caver con i colori? Se nato cieco, cosa ne sa dei colori, di ci che c' da descrivere? Pu dire qualcosa a proposito della forma e del peso, ma la vera bellezza dell'oggetto assolutamente al di l della sua comprensione. Adesso io sono cos, sono stato sottoposto a un trattamento per essere in grado di vedere a tre dimensioni, a quattro dimensioni e a cinque, sicch quando per me arrivato il momento di lasciare questa terr andr dritto filato a Patra. Alcuni grandi personaggi dell'antichit erano qui su questo mondo di Patra e si davano da fare per cercare di aiutare altri mondi, mondi bidimensionali e mondi tridimensionali. Molte delle cosiddette invenzioni fatte sulla terra non appartengono a chi le rivendica. Costui o costei si sono limitati a cogliere l'idea da qualcosa che hanno visto nel mondo astrale. Poi, una volta tornati sulla terra, con una reminiscenza di qualcosa che si doveva inventare, si sono fatti un'idea di come farlo, hanno costruito qualsiasi cosa meritasse di essere costruita, poi l'hanno fatta brevettare a proprio nome. Sembrava che su Patra il Lama Mingyar Dondup godesse di una popolarit eccezionale. Poteva andare ovunque e incontrare chiunque, mi presentava come un vecchio amico che gli altri ricordavano, ma io li avevo dimenticati perch l'argilla del mondo terrestre stanca. "Non importa." dicevano ridendo insieme a me "Presto verrai da noi allora ricorderai tutto". Il Lama Mingyar Dondup stava parlando con uno scienziato. "Certamente, il grosso inconveniente che adesso si presenta il fatto che popoli di razze diverse hanno concezioni diverse. Per esempio, su certi mondi le donne vengono trattate al pari degli uomini. Su altri, invece, le donne vengono considerate comuni attrezzi da lavoro o schiave e quando capitano in un paese che concede loro piena libert si infiacchiscono e si perdono completamente. Noi lavoriamo per cercare di scoprire un modo grazie al quale tutti gli uomini e le donne di tutti i paesi abbiano un punto di vista comune. Nel mondo astrale ci si avvicinano un po' ma, senza dubbio, nessuno pu venire a Patra a meno che non si renda pienamente conto dei diritti di ciascuno". Mi guard sorridendo. "Vedo che gi ammetti i diritti dell'Amico Gatto". "S, signore." risposi "Mi piacciono. Credo che siano gli animali pi meravigliosi, ovunque". "Sai, con gli animali ti sei fatto un'ottima fama e quando tornerai da noi su Patra ci sar una frotta di gatti ad accoglierti. Avrai una pelliccia vivente". Sorrise perch un gattone bianco e marrone si stava arrampicando per andarsi a sedere sulla mia spalla, mettendomi la zampa sinistra sulla testa per tenersi fermo, proprio come avrebbe fatto un essere umano. "Bob, per il momento dobbiamo salutarti, ma presto Lobsang torner e tu potrai sederti sulla sua spalla quanto ti pare". Bob, il gatto, accenn solennemente col capo e salt su un tavolo, poi venne a strofinarsi contro di me senza smettere di fare le fusa. "Andiamo dall'altra parte di Patra." disse il Lama Mingyar Dondup "E' il regno dei fiori e delle piante. In particolar modo gli alberi aspettano di vederti di nuovo". Non aveva neanche finito di parlare che arrivammo in un posto meraviglioso, in cui c'erano fiori e alberi incredibilmente belli. Non osavo muovermi per paura di calpestare i fiori. Il Lama mi guard e comprese la mia situazione imbarazzante. "Oh, mi spiace, Lobsang." disse "Avrei dovuto dirtelo. Qui nel regno dei fiori devi sollevarti di una trentina di centimetri al di sopra del suolo. E' una qualit della quarta dimensione. Tu pensi che il suolo sia pi alto di trenta centimetri. Allora, mentre cammini pensando che sia pi alto di trenta centimetri, tu cammini effettivamente a trenta centimetri dal suolo dove vivono queste piante. Adesso non necessario correre rischi. Invece visiteremo brevemente qualche altra parte di questo mondo. Per esempio, gli uomini macchine". Macchine dotate di anima, fiori dotati di anima, gatti dotati di anima. Uscimmo dalla cosiddetta 'Stanza Quadridimensionale' e attraversammo l'immensa sala, alla volta di quella nota come la stanza del 'Mondo Terrestre'. C'era da percorrere circa mezzo chilometro, sicch quando la raggiungemmo avevamo i piedi indolenziti. Il Lama Mingyar Dondup entr e si sedette sulla panca vicino al quadro di comando e io mi sedetti al suo fianco. Il Lama tocc un pulsante e la stanza si oscur. Invece potevamo vedere il nostro mondo illuminato da una luce molto fioca. Distolsi lo sguardo, chiedendomi che ne fosse della luce. Poi guardai il globo terrestre e subito caddi all'indietro dalla panca, battendo il capo sul duro pavimento. Mentre guardavo avevo visto uno spaventoso dinosauro con le fauci spalancate, che mi stava fissando a una distanza di un paio di metri. Un po' imbarazzato mi alzai, vergognandomi di avere avuto paura di una creatura morta da migliaia di anni. Vidi una catena montuosa e ai

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piedi di una di quelle montagne c'era una grande orda di soldati. I civili al seguito delle truppe comprendevano molte donne. Sembra che a quei tempi la soldatesca non potesse fare a meno del conforto di un corpo femminile, sicch anche le donne andavano in guerra per soddisfare gli uomini dopo una vittoria. Se poi non c'era nessuna vittoria, le donne venivano catturate dal nemico e usate esattamente allo stesso scopo, come sarebbe accaduto se a vincere fossero state le loro schiere. La scena si era fatta convulsa. I soldati stavano girando disordinatamente intorno a tutto un branco di elefanti. Un uomo, in piedi sull'ampio dorso di uno di essi, discuteva con la folla sottostante. "Ve lo dico io, questi elefanti non attraverseranno le montagne dove c' la neve. Sono avvezzi al caldo, non potranno sopravvivere al freddo. Per giunta, come trasporteremo tutte le tonnellate di cibo che accorrerebbero a queste bestie? Il mio parere di togliere il carico dagli elefanti e di passarlo ai cavalli del posto. Questo il solo modo per andare dall'altra parte". Il trambusto prosegu; erano come una combriccola di pescivendole, che discutevano e gesticolavano, ma l'uomo degli elefanti la spunt. Gli animali furono alleggeriti del carico e vennero radunati tutti i cavalli della zona, nonostante le rimostranze dei coltivatori ai quali appartenevano. Naturalmente non capivo una parola di quanto dicevano, ma lo speciale apparecchio che il Lama mi aveva messo sul capo mi consentiva di capire tutto ci che si stava dicendo, facendomelo entrare direttamente in testa e non tramite le orecchie. In tal modo ero in grado di osservare tutto nei minimi particolari. Alla fine l'immensa cavalcata fu pronta e anche le donne furono fatte salire in groppa. In genere non ci si rende conto che le donne sono in realt molto pi forti degli uomini. Facevano finta, supponevo, di essere deboli, perch cos gli uomini portavano i fardelli e loro se ne andavano a cavallo. Il corteo si mise in cammino, inerpicandosi sul sentiero di montagna. A mano a mano che progredivano nella salita, potemmo constatare che sarebbe stato assolutamente impossibile far salire gli elefanti su per la stretta pista rocciosa. Quando poi ci imbattemmo nella neve, neanche i cavalli se l'aspettavano, tanto che dovettero essere veramente tirati per la cavezza. Il Lama Mingyar Dondup salt alcuni secoli e poi, quando ferm il movimento rotatorio, vedemmo che c'era una battaglia in corso. Non sapevamo di che si trattasse, ma sembrava abbastanza cruenta. Non bastava passare una persona a fil di spada, il vincitore di solito mozzava il capo alla vittima e le teste mozze venivano gettate in una grande catasta. Per un po' osservammo la scena, vedendo tutti quegli uomini che si ammazzavano tra di loro in mezzo a stendardi ondeggianti e a grida rauche, mentre ai margini del campo di battaglia le donne assistevano da tende di rozza fattura. A loro non importava molto quale fazione vincesse, perch sarebbero state usate allo stesso scopo. Tuttavia guardavano, credo, pi o meno, per pura curiosit, esattamente come facevamo noi. Un tocco alla manopola e il mondo gir pi alla svelta. Di tanto in tanto il Lama lo fermava. A me sembrava quanto mai incredibile che ogni volta che lo faceva ci fosse una guerra in corso. Andammo avanti fino ad arrivare all'epoca dei Crociati, di cui il Lama mi aveva parlato. A quell'epoca era 'abitudine' dei nobili espatriare e fare la guerra contro i saraceni. Costoro, ancorch appartenenti a una razza mite e raffinata, erano risoluti a difendere la loro terra natia. Molte nobili dinastie inglesi si estinsero sul campo di battaglia. Poi, tutt'a un tratto, la battaglia cess. Sembrava che entrambe le parti fossero vincenti e perdenti nello stesso tempo, giacch si mescolarono e poi, da ultimo, gli invasori - cio i crociati - si spostarono su un lato del campo di battaglia, mentre i saraceni andarono sul lato opposto, dove anche per loro c'erano donne in attesa. I feriti e i moribondi venivano lasciati dove erano caduti, non essendoci altro da fare. Non c'erano medici quindi un uomo, se rimaneva gravemente ferito, spesso chiedeva ai suoi compagni di liberarlo dal dolore. Essi altro non facevano che mettergli in mano un pugnale e poi se ne andavano. Se il ferito voleva sul serio mettere fine ai suoi giorni bastava che si conficcasse il pugnale nel cuore. Alla fine vedemmo la guerra boera. Entrambi gli schieramenti erano assolutamente convinti della legittimit della loro causa. A quanto pareva i boeri miravano a un bersaglio in particolare: non colpivano al cuore n allo stomaco, ma pi in basso, in modo che l'avversario, qualora rimanesse ferito e fosse ci nonostante in grado in qualche modo di tornare a casa, certamente non sarebbe stato pi di nessuna utilit per sua moglie. Tutto ci mi fu spiegato sottovoce. Il mondo seguit a girare, poi sopravvenne una guerra disumana che sembr travolgerlo

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in massima parte. C'era gente di ogni colore che combatteva con armi di ogni genere, compresi grandi cannoni montati su ruote, mentre in aria fluttuavano oggetti trattenuti da funi (adesso so che si chiamano palloni frenati). Arrivavano talmente in alto che un uomo, stando dentro una cesta o navicella, appesa al pallone, poteva scrutare sopra le linee nemiche, per cercare di prevederne le mosse o come dovessero essere attaccate. Poi arrivarono in volo alcune macchine rumorose, che fecero fuoco contro i palloni e li abbatterono in fiamme. Il suolo era tutto un pantano di sangue e di fango, ovunque erano sparse membra e parti umane. Alcuni cadaveri erano rimasti appesi al filo spinato e ogni tanto si udivano degli scoppi, grossi oggetti cadevano dall'alto e, quando colpivano il suolo, esplodevano con conseguenze nefaste sia per la campagna che per il nemico. Toccando un pulsante ci fu un cambiamento di scena. Ci si present il mare, su cui si potevano vedere dei puntini talmente lontani da sembrare effettivamente dei puntini. Invece il Lama Mingyar Dondup li mise pi a fuoco e allora vedemmo che si trattava di immensi bastimenti di metallo, dotati di lunghi tubi di ferro che si muovevano avanti e indietro e vomitavano dei grandi missili. Prima di cadere su una nave nemica, i missili coprivano una distanza di una quarantina di chilometri. Una nave da guerra fu certamente colpita nel deposito munizioni, perch vedemmo il missile raggiungerla e poi fu come se esplodesse il mondo. Il bastimento si sollev e si spacc in mille pezzi. Frammenti di metallo volarono dappertutto, insieme a corpi umani smembrati. Con tutto quel sangue che veniva gi sembrava che su ogni cosa si posasse una nebbia rossa. Infine parve che si giungesse a una specie di accomodamento, perch i soldati cessarono di sparare gli uni contro gli altri. Dal nostro posto di osservazione vedemmo un soldato sollevare di nascosto l'arma e sparare al suo comandante! Il Lama Mingyar Dondup si affrett a premere alcuni pulsanti e fummo riportati indietro nella zona che fu teatro delle guerre troiane. "Maestro," sussurrai "perch stiamo saltando da un'epoca all'altra, senza badare all'ordine di successione?" "Ma io ti sto facendo vedere tutto questo per un motivo preciso." Rispose "Stai a guardare". Un soldato troiano sollev improvvisamente la sua lancia, che and a conficcarsi diritta nel cuore del suo comandante. "Stavo per l'appunto mostrandoti che la natura umana non cambia. L'uomo seguita a comportarsi cos. Per esempio, un soldato il quale sparer al suo comandante, probabilmente in un'altra incarnazione finir per compiere esattamente lo stesso gesto ". A un tratto il Lama disse: "Lobsang, ora getteremo un rapido sguardo al futuro". Il globo si oscur, si illumin e si oscur di nuovo. Si susseguirono strane visioni. Si vide una grande nave di linea vasta quanto una citt. Procedeva a vapore come una regina dei mari. Tutt'a un tratto si ud uno stridore da spezzare il cuore e la nave fu tagliata in due sotto la linea di galleggiamento dalla punta emergente di un gigantesco iceberg. La nave cominci ad affondare lentamente. Sopravvenne un'ondata di panico, molte persone si arrampicarono sulle scialuppe di salvataggio, altre caddero in mare mentre la nave si inclinava. Su un ponte la banda musicale suonava per allontanare la paura e seguit a suonare finch la nave affond con un gorgoglio spaventoso. Grandi bolle d'aria salirono in superficie insieme a larghe chiazze d'olio. Poi a poco a poco vennero a galla anche oggetti alla rinfusa, il cadavere di un bimbo, una borsetta da donna in balia della corrente. "Questo, Lobsang, un altro argomento fuori del suo ordine cronologico. Deve essere accaduto prima della guerra a cui hai assistito poc'anzi. Ma non importa, puoi dare una scorsa a un libro illustrato e forse trarne tanta conoscenza come se in quel libro tu leggessi tutto dalla a alla zeta. Sto cercando di ficcarti in testa certe cose". Spunt l'alba. Il sole di primo mattino fece scintillare di rosso le cime degli iceberg, poi a mano a mano che si levava si estese in basso. La luce, espandendosi, perdette la sua tonalit rossa per trasformarsi in quella normale diurna. Il mare era disseminato da una grande quantit di rottami assolutamente incredibile. Sedie a pezzi, frammenti vari e, naturalmente, gli inevitabili cadaveri, pallidi e cerei. C'erano uomini, ovvero le loro spoglie, in marsina. C'erano donne, o quelle che erano state delle donne, anch'esse in vestito da sera, che si sarebbe potuto per definire meglio 'svestito' da sera. Continuammo a stare in osservazione, ma non avvistammo navi di soccorso. "Lobsang," disse poi il Lama "ci sposteremo su qualche altra cosa. E' inutile che ci attardiamo qui, tanto non c' nulla che possiamo fare". Tese la mano verso i pulsanti, in particolare verso una manopola che si trovava all'estremit di un'asticciola, e il globo gir pi velocemente. Giorno,

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notte, notte, giorno, e cos via, e alla fine ci fermammo. Ci trovavamo in un posto chiamato Inghilterra e la mia guida tradusse per me alcuni nomi. Piccadilly, statua di Eros, e ogni sorta di cose del genere e poi si ferm proprio di fronte a un venditore di giornali. Naturalmente eravamo perfettamente invisibili all'uomo, in quanto eravamo in un'altra zona del tempo. Ci che guardavamo in quel momento doveva ancora succedere, perch stavamo vedendo di sfuggita il futuro. Eravamo agli inizi del secolo, ma assistevamo a qualcosa del 1939 o del 1940. Non riuscivo a distinguere del tutto i numeri, ma non ha importanza. Tuttavia in giro c'erano dei grandi manifesti. Il Lama me li lesse. Parlavano di un tale che si chiamava Neville Chamberlain e si recava a Berlino con l'ombrello. Poi ci infilammo in quello che il Lama chiam un cinema, dove si proiettavano documentari e servizi d'attualit. Su uno schermo apparvero soldati dall'espressione torva, equipaggiati con elmetti d'acciaio e strumenti bellici. Marciavano in un modo molto strano. Il Lama spieg che si trattava del "Passo dell'Oca, molto in voga nell'esercito tedesco". Poi il quadro cambi per far vedere gente affamata in un'altra parte del mondo, gente che per l'appunto moriva di fame e di freddo. Uscimmo nelle strade e saltammo qualche giorno. Allora il Lama arrest il movimento rotatorio affinch riprendessimo fiato. Andare in giro per il mondo passando velocemente da un'epoca all'altra era davvero un'esperienza del tutto gravosa e sfibrante, specie per me, un ragazzo che non era mai uscito dal suo paese e che mai prima d'allora aveva visto oggetti camminare sulle ruote. S, certo, era una faccenda che mi metteva molto in agitazione. "Maestro," dissi rivolgendomi al Lama Mingyar Dondup "a proposito di Patra. Non ne ho mai sentito parlare prima d'ora, non ho mai sentito nessun insegnante accennare a Patra. Ci insegnano che quando lasciamo questa terra al termine del periodo di transizione andiamo nel mondo astrale, dove viviamo finch ci viene l'impulso di tornare sulla terra, in un corpo diverso. Nessuno per ha detto niente a proposito di Patra. Sono veramente confuso". "Caro Lobsang, molte sono le cose di cui non hai sentito ancora parlare, ma ne verrai a conoscenza. Patra un mondo. E' un mondo molto superiore a questo e a quello astrale. E' un mondo dove le persone vanno quando possiedono certe virt molto speciali, oppure quando hanno compiuto una grande quantit di bene a favore degli altri. Non se ne parla, perch sarebbe troppo sconfortante. Molti vengono scelti come materiale eventualmente destinato a Patra, ma poi all'ultimo momento il soggetto mostra qualche debolezza o qualche opinione errata e quindi perde l'occasione di andare a Patra. Tu e io, Lobsang, siamo assolutamente certi di andare a Patra appena lasceremo questo mondo, ma non sar questa la fine perch per un certo periodo vivremo a Patra e poi andremo in un posto ancora migliore. Su Patra tu incontrerai gente che ha dedicato il suo tempo alla ricerca del bene per l'uomo e per gli animali, non solo per l'uomo, bada bene, ma anche per il mondo animale. Gli animali sono dotati di anima, possono progredire o no, esattamente come fanno gli esseri umani. Troppo spesso gli uomini credono di essere i Signori del Creato e che gli animali esistano soltanto per servire l'uomo. Peggio di cos non potrebbero sbagliare!". "Dunque, Maestro, tu mi hai fatto vedere che cosa era la guerra, una guerra protrattasi per diversi anni. Adesso vorrei vedere ci che accaduto, come andata a finire, e via dicendo". "Sta bene, allora," disse il Lama "Torneremo all'epoca immediatamente anteriore alla fine della guerra". Si gir allontanandosi da me e si mise a sfogliare un manuale. Poi regol le manopole del quadro di comando e il simulacro del nostro mondo torn di nuovo in vita inondato di luce. Si vide una campagna gravemente danneggiata e attraversata da rotaie, su cui correvano certe macchine che trasportavano merci o passeggeri. Nel caso specifico, ce ne erano alcune che sembravano scatole riccamente ornate e munite di ruote. Avevano i lati di cristallo ed erano tutte circondate di guardie armate. Poi si videro dei servitori, che tiravano fuori candide tovaglie con cui coprivano dei tavoli, mentre da diversi mobili venivano tolte le coperture contro la polvere. Ci fu allora un momento di calma. Ne approfittai per andare ad accertarmi se la mia 'natura' funzionasse a dovere. Al mio ritorno questione di un paio di minuti vidi ci che sembrava un gran concorso di folla, gente che secondo me era vestita in maniera stravagante, ma poi mi resi conto che si trattava di generali e di ammiragli. A quanto pareva, rappresentavano tutti i paesi in guerra. Un gruppo di persone non si un agli altri. Alla fine vennero tutti sistemati a sedere attorno ai tavoli in quella che somigliava a una scatola e che

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doveva essere una specie di veicolo. Li guardai. Senza dubbio non avevo mai visto niente di simile. Tutti gli uomini pi importanti avevano delle medaglie, addirittura dei medaglieri. Alcuni portavano dei nastri al collo, a cui erano appese altre medaglie. Mi accorsi subito che si trattava degli alti componenti di un governo, i quali cercavano di fare impressione sui loro interlocutori con il metallo di cui si ornavano il collo. Mi stup davvero il fatto che gli uni riuscissero a percepire le parole degli altri, nonostante il fastidioso tintinnio della chincaglieria che avevano addosso. Ci fu un grande agitar di mani, i messaggeri erano occupati a portare appunti dall'uno all'altro, perfino in un altro settore dei veicoli. Certamente non avevo mai visto un treno prima di allora e, l per l, quanto avevo sott'occhio non mi diceva un gran che. Alla fine produssero un documento che si passarono di mano in mano e ciascuno vi appose il suo nome. Era veramente sorprendente vedere i diversi tipi di firme, i diversi tipi di scrittura e, a dire il vero, per me era del tutto evidente che una fazione non era migliore dell'altra. "Tutto questo deve ancora succedere, Lobsang. Quella guerra terribile durata diversi anni. Adesso costoro hanno proposto e dichiarato un armistizio, grazie al quale ognuno torner nel proprio paese e cercher di ricostruire il suo sistema economico rovinato". Guardai fissamente la scena. Non c'era allegrezza, tutti avevano un'espressione torva, gli sguardi non esprimevano gioia per la cessazione delle ostilit, bens erano colmi d'odio, di un odio mortale, al punto che potevo rendermi conto che una delle parti stava pensando: "Sta bene, stavolta hai vinto tu, ma la prossima vedremo". Il Lama Mingyar Dondup indugi nella visualizzazione della stessa epoca. Vidi soldati, marinai e aviatori seguitare a lottare fino allo scoccare di una certa ora di un certo giorno. La guerra era ancora in corso, finch quel giorno e quell'ora - le undici - arrivarono insieme, naturalmente, alla perdita di innumerevoli esistenze. Vedemmo un aeroplano dall'aspetto pacifico contrassegnato da cerchi rossi, bianchi e azzurri tornare alla sua base. Erano le undici e cinque. Quando, sbucando dalle nuvole, apparve un aereo da combattimento, che aveva invece un aspetto malevolo. Si tuff rombando, si mise proprio alle calcagna dell'aereo rosso, bianco e azzurro, poi il pilota premette un pulsante di fronte a lui e dalle armi usc un getto di qualcosa che appicc il fuoco all'apparecchio che lo precedeva. Quest'ultimo precipit in fiamme ed esplose. L'assassinio fu consumato. Si trattava di assassinio, perch la guerra era finita. Si videro grandi bastimenti solcare i mari, carichi di soldati che tornavano in patria. Erano sovraffollati al punto che alcuni uomini dovevano dormire in coperta, altri nelle scialuppe di salvataggio, ma le navi andavano tutte verso un paese molto vasto il cui indirizzo politico non capivo tanto bene. In un primo tempo aveva venduto armi a entrambe le parti belligeranti, poi, quando alla fine partecip alla guerra, si batt contro le sue stesse armi. Pensai che quello doveva essere sicuramente il colmo della pazzia. Man mano che le grandi navi si avvicinavano al porto, sembrava che il posto impazzisse per l'eccitazione. Festoni di carta venivano scaraventati qua e l come bandiere al vento, si udivano i clacson delle automobili, le sirene delle navi, dappertutto bande musicali che eseguivano pezzi ciascuna per conto proprio. Il frastuono era indescrivibile. Pi tardi vedemmo quello che sembrava essere uno dei capi delle forze vincitrici percorrere in automobile un'ampia strada fiancheggiata da immensi edifici, da tutti i piani dei quali venivano lanciati coriandoli di carta, stelle filanti e tutte cose di quel tipo. Diversa gente soffiava con forza in una specie di strumento che certamente non si poteva definire uno strumento musicale. A quanto pareva, si faceva una gran festa perch ormai si sarebbe ricavato un ingente profitto dalla vendita di armi gi appartenenti al governo ad altri paesi, paesi pi piccoli, che volevano entrare in guerra con qualche territorio confinante. Quella che si present su questo mondo era una scena veramente deprimente. I soldati, i marinai e gli aviatori erano tornati nei loro paesi d'origine da vincitori, almeno lo credevano, ma adesso che cosa avrebbero fatto per vivere? C'erano milioni di disoccupati. Non c'era denaro, molti di loro dovevano mettersi in coda e andare una volta al giorno alla cosiddetta 'mensa dei poveri', dove ricevevano una latta di broda schifosa, che portavano a casa per spartirla con i loro familiari. Le prospettive erano davvero fosche. In un paese sventurati cenciosi, non pi in grado di tirare avanti, camminavano sui marciapiedi scrutando nei rigagnoli tra il marciapiede stesso e il pavimento stradale, in cerca di croste, di rifiuti, di cicche e di qualsiasi altra cosa. Poi si fermavano, si appoggiavano forse a uno dei pali

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che reggevano fili, cartelloni o fanali, e alla fine crollavano a terra e rotolavano nella cunetta, morti, morti di fame e di disperazione. Gli astanti, lungi dal mostrarsi addolorati, sembravano gioirne. Certo, essendo morta un altro po' di gente, ci sarebbe stato a disposizione un numero sufficiente di posti di lavoro. Invece non era cos, il numero di quelle 'mense dei poveri' cresceva, parecchie persone in uniforme andavano in giro a raccogliere i morti, li caricavano su un carro per farli portar via e, secondo me, per farli seppellire o cremare. Osservammo parecchi particolari disseminati nell'arco di anni, poi in un paese vedemmo che si stavano di nuovo preparando alla guerra. Era il paese che l'ultima volta aveva perduto. Fervevano grandi preparativi, c'erano movimenti giovanili, e cos via. Si addestravano a volare fabbricando molti piccoli aerei sostenendo che sarebbero serviti per diporto. Vedemmo un ometto molto buffo, con un paio di baffetti e occhi smorti, sporgenti. Ogni qual volta appariva e cominciava a sbraitare, gli si raccoglieva intorno una folla. Cose analoghe accadevano in tutto il mondo e in molti casi le nazioni entravano in guerra. Alla fine scoppi un conflitto tanto grande che ne fu coinvolta la maggior parte del mondo. "Signore," dissi "come possibile produrre immagini di una cosa che non accaduta?" " Cose simili accadono nella quarta dimensione, noi captiamo ci che pi o meno un'eco. Quando sarai pi grande afferrerai il significato dei corsi cronologici, delle diverse dimensioni e cose del genere. Lobsang, c' un particolare a cui a quanto pare non hai fatto attenzione. Quanto stai vedendo ora, e di cui ora parli, non accadr se non di qui a una cinquantina d'anni". "Quando me lo hai detto, Maestro, sono rimasto quasi stordito. L per l sembrava tutto naturale, ma ... s, adesso che ci penso, per alcune cose non abbiamo la scienza per fabbricarle. Deve trattarsi di qualcosa che appartiene al futuro". "Esatto." disse il Lama, accennando di s col capo. "Nel 1930 o nel 1940, o nel periodo intermedio, comincer la seconda guerra mondiale. La guerra infurier in quasi tutto il globo terrestre. In alcuni paesi porter la rovina totale, quelli che vinceranno la guerra perderanno la pace, quelli che la perderanno conquisteranno la pace. Non so dirti quando comincer effettivamente la guerra. E' inutile saperlo, tanto non possiamo farci nulla. Tuttavia dovrebbe scoppiare all'incirca nel 1939 e mancano ancora un bel po' di anni. Dopo quella guerra, cio dopo la seconda guerra mondiale, si continuer con la guerriglia, ci saranno continui scioperi e i sindacati non cesseranno di accrescere il loro potere e di ottenere il controllo nei loro paesi. Mi dispiace dirti che verso il 1985 accadr qualcosa di strano che far da preludio alla terza guerra mondiale. Sar una guerra tra popoli di ogni nazionalit e colore, una guerra che dar vita alla razza castana. Senza dubbio le violenze carnali sono azioni spaventose, ma almeno se un uomo nero violenta una donna bianca, si otterr un altro colore ancora, il colore castano, la razza castana. Su questa terra dobbiamo avere un colore uniforme. uno dei presupposti di primaria importanza per far s che la pace duri molto a lungo. "Non siamo in grado di fornire date precise, il giorno, l'ora, il minuto e il secondo come pretendono alcuni idioti. Tuttavia si pu dire che verso il 2000 ci sar nell'universo un'attivit intensa che si riverberer su questo mondo. Dopo un periodo di lotta aspra e dura, la guerra si concluder con l'aiuto di gente proveniente dallo spazio esterno, gente a cui non piace il comunismo nostrano. Ma adesso ora di accertare se le mie gambe stanno bene abbastanza da consentirmi di camminare e di scendere il fianco della montagna, perch poi dobbiamo tornare al Potala". Esaminammo tutte le macchine di cui ci eravamo serviti, assicurandoci che fossero pulite, e le lasciammo nelle migliori condizioni per quanto era nelle nostre possibilit. Controllammo che tutti gli interruttori funzionassero a dovere, poi il Lama Mingyar Dondup e io indossammo vesti nuove, nuove tanto per dire, perch avevano oltre un milione di anni ed erano fatte di una stoffa meravigliosa. Se avessero potuto vederci mentre passavamo in attenta rassegna gli indumenti per trovare qualcosa che si confacesse in modo particolare a quel po' di vanit che ancora albergava in noi, ci avrebbero presi per due vecchie lavandaie. Alla fine fummo soddisfatti. Io ero vestito da monaco, Mingyar Dondup indossava una toga effettivamente d'alto rango, anche se, secondo me, aveva diritto ad averne una di grado molto superiore. Trovammo delle vesti grandi abbastanza da mettere sopra il nostro nuovo abbigliamento, perci le indossammo per proteggere i nostri indumenti durante la discesa dalla montagna. "Maestro!" esclamai "Come farai a nascondere l'ingresso?" "Lobsang, non

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dubitare mai delle Potest Eterne. Gi previsto che quando lasceremo questo luogo una barriera di solida roccia, di oltre un metro di spessore, scender per nascondere l'entrata e ne far sparire ogni traccia dall'esterno. Sicch nel momento in cui ce ne andiamo, dobbiamo tenerci per mano e correre a precipizio, dobbiamo andarcene insieme quanto pi velocemente possiamo per metterci in salvo, prima che la grande roccia torni al suo posto e chiuda ermeticamente questi segreti per impedire che i cinesi li scoprano. Te l'ho detto, i cinesi conquisteranno questo paese e il Tibet non esister pi. Ci sar invece un Tibet segreto, costituito dai pi saggi fra i saggi, i quali vivranno in caverne e tunnel come questi, uomini che insegneranno agli uomini e alle donne di una nuova generazione ci che accadr molto tempo dopo, ci che riporter la pace su questa terra". Percorremmo il passaggio e alla fine vedemmo la luce del giorno. Ci affrettammo a pi non posso e schizzammo fuori all'aperto. Guardai in basso con affetto il Potala e il Chakpori, poi il percorso scosceso davanti a noi e mi chiesi sul serio se ce l'avremmo fatta. In quel momento si avvert un terrificante scossone, come fosse la fine del mondo. La roccia che fungeva da porta era caduta e riuscivamo a mala pena a credere ai nostri occhi. Non c'era nessuna traccia di un'apertura, nessun indizio di un passaggio. Era come se questa avventura non fosse mai accaduta.