Sei sulla pagina 1di 164

Aremo STORIA MODERNA CAPITOLO 1.

VERSO LACCENTRAMENTO NAZIONALE: LEUROPA ALLA FINE DEL QUATTROCENTO LEuropa di oggi non ha nulla a che fare con lEuropa delle origini dellet moderna, dal punto di vista etnico e religioso. Cerano popolazioni non europee. Tre erano i ceppi religiosi: 1. Cristiano 2. Ebraico soprattutto in Europa orientale e nella penisola iberica 3. Islamico nel regno di Granada e nei Balcani I confini politici erano di una mobilit estrema basti pensare che nella penisola iberica cerano cinque distinti regni: di Portogallo; Aragona; Castiglia; Navarra e quello <<moro>> di Granada. NellEuropa danubiana i confini mutavano con le avanzate dei turchi. Le dinamiche internazionali portavano al formarsi di stati pi vasti dei territori iniziali, ma anche lassetto interno aveva unevoluzione verso nuove dinamiche economiche e sociali che si scontravano con il vecchio assetto feudale. 1.Leuropa orientale La Russia non era ancora unentit statale ma un principeschi ed era diffuso il cristianesimo ortodosso. acquis una supremazia su tutti gli altri principati, Principato e aveva la capacit di riscuotere tributi tra traendo benefici economici. agglomerato di feudi Il principato di Mosca venne chiamato Gran gli altri feudi cristiani,

Era destinato ad essere il centro politicamente unificante della Russia soprattutto sotto Ivan III che us diplomazia e forza per estendersi verso occidente, verso la Lituania. a protezione di essa si mise il principe Tyer che non volle cedere il suo feudo. (al principato di Mosca. Ancora guerra di carattere feudale quindi) Ivan III concluse il matrimonio di sua figlia Elena con il duca Alessandro di Lituania ma nonostante ci i confini ritornarono al fiume Soj Con la caduta di Costantinopoli in mano turca nel maggio del 1453 Ivan III volle sposare Sofia Paleologo, nipote dellultimo imperatore romano doriente diventando le nuove legittimo imperatore e fece diventare mosca la Terza Roma (dopo Roma capitale dellimpero doccidente e la Costantinopoli capitale dellimpero romano dOriente). A ovest del Dnieper fino allOder un enorme territorio pianeggiante, limitato a sud dai Carpazi e a nord dal Baltico, aveva visto le immigrazioni tedesche. La dinastia boema in Polonia dovette ricorrere a degli accordi con la nobilt polacca : PACTA CONVENTA

Accordi preventivamente stipulati e giurati dal sovrano con laristocrazia locale che sarebbe sopravvissuta allaccentramento monarchico. Breve periodosviluppo del paese Lungo periodo debolezza politica dello stato polacco limitando lautorit regia. La fusione con i lituani avvenne grazie alla loro conversione al cattolicesimo ( dei lituani). Nel 1386 la Lituania si univa al regno polacco e nel 1499 venne proclamata lunione indissolubile lituano-polacca. Quel vasto territorio era tutto soggetto alle pressioni a est con il principato di Mosca e a ovest dai teutoni Lordine teutonico nato come ordine monastico militare impegnato contro i turchi nelle crociate ed era stato trasferito nel 1226 dallimperatore Federico II nella regione tra il Baltico e il Vistola con il compito di colonizzarla e cristianizzarla. La Prussia e i popoli rivieraschi del Baltico orientale furono cosi segnati dalla civilt teutonica e dal cristianesimo. Con la battaglia di Tannenberg del 1410 ( contro le forze polacco-lituane) lordine subi una sconfitta. Successivamente per con la pace di Thorn del 1466 tutta la Prussia orientale con Danzica divenne polacca e il re Casimiro III consent che lOrdine continuasse a mantenerne lamministrazione solo per fare un investimento feudale. Al confine meridionale dello stato polacco-lituano cerano boemi e ungheresi. Praga stava diventando la citt pi affascinante e dotata dal 1348 di una delle prime universit dEuropa. Il confine sud-orientale ungherese( Boemia di Sigismondo) divenne uno dei confini pi critico dellintera Europa. LUngheria doveva diventare il regno forte, lantimurale della civilt cristiana contro lavanzata musulmana. Quando sal al trono Federico III la nobilt ungherese disconoscendo la successione offr la corona al re di Polonia Ladislao III al comando di truppe ungheresi e polacche mor combattendo contro i turchi. Non per questo il regno dUngheria ripasso sotto limpero asburgico, anzi fu chiamato a succedere Giovanni Hunyadi a cui succedette Mattia Corvino che acquis il regno di Boemia e giunse persino a conquistare Vienna (1485). La sua politica indica la fine della solidariet internazionale cristiana. Morto senza eredi Mattia Corvino, risalirono al trono gli Asburgo con la politica matrimoniale( il figlio di Ladislao, Luigi II si sposa con la nipote di Massimiliano, Maria dAustria) La difesa contro i turchi legittim il ritorno degli Asburgo in Boemia e parzialmente in Ungheria.

I turchi rappresentavano limmaginario negativo per eccellenza nella psicologia collettiva europea e cristiana. Portarono in Europa il fanatismo religioso islamico cui erano stati convertiti dal X secolo a contatto con il califfato di Bagdad. Lislamismo musulmano portava a combattere contro i cristiani per laffermazione e la diffusione di questa fede. Nel sistema turco il feudo (timar)era una concessione vitalizia e non ereditaria in cambio della quale i titolari (sipahis) erano tenuti a prestazioni militari agli ordini del superiore della provincia. Il sistema economico ottomano era basato sullappalto di dazi e produzioni concesso soprattutto per 3 anni. Limpero ottomano dalla met del XIV secolo si era progressivamente espanso fino a raggiungere alla fine del secolo le coste del medio e basso Adriatico da dove iniziarono scontri con i veneziani fino a quando nel l1480 la flotta ottomana assedi Otranto. 2.LEuropa centro-occidentale (nord-ovest). La vastissima estensione territoriale dellImpero, dalle spalle della fascia costiera adriatica, a confine balcanico con i turchi, a nord fino al baltico ed a occidente fino alla svizzera, rendeva impossibile lesercizio della sovranit politico istituzionale imperiale. (SVIZZERA) Di questa possibilit di sfuggire al controllo accentrato imperiale gi ne godevano le comunit della Svizzera primi passi di autonomia fino al patto di confederazione perpetua sottoscritto a Ginevra 1291. Vi si aggregarono valli e cantoni diversi tra loro ma accumunati da una politica antimperiale. La confederazione nella prima met del 1300 era unita non solo da un solo un patto ma da diversi patti ( lunit si aveva solo riguardo alla minaccia estera imperiale). Con il trattato di Basilea 1499 la confederazione si staccava del tutto dalla struttura politica dellimpero. (GERMANIA) Il particolarismo locale tedesco non diede vita a nessuna aggregazione statalenazionale. Limperatore Carlo V leg allistituzione imperiale, con la Bolla doro del 1356 7 grandi elettori feudatari a cui era concessa lelezione imperiale: 1. Tre arcivescovi di Colonia, Treviri e Magonza; 2. Re di Boemia; 3. Duca di Sassonia; 4. Conte del Palatinato; 5. Marchese di Brandeburgo. La dignit elettorale era insita nel territorio feudale. Al titolare del feudo era lasciata piena sovranit. Alla carenza i unit politica e alla frammentazione giuridica politica si aggiungeva la forza economica delle citt libere. Lorigine delle citt libere era mercantile a capitale mobile e la libert si risolveva spesso in un rapporto di dipendenza diretta dal sovrano. Questo rapporto di dipendenza si esaur al crescere della potenza economica delle citt. Si crea un unione delle citt Lega anseatica che n l corso dei secoli arriva a contare un centinaio di citt ( gli aderenti vivevano secondo propri diritti consuetudinari marittimi). La lega and progressivamente decadendo a seguito della concorrenza marittima delle citt inglesi ed olandesi.

Dopo la crisi economica del XIV secolo si and a irrigidire il conservatorismo tipico del grande latifondo tedesco orientale si rovin la piccola nobilt che a volte era al servizio delle citt libere. Ebbe inizio una rivolta che attravers tutto il XV secolo sfociando della rivolta dei contadini e nellodio verso ebrei e principi borghesi. (CONFINI SETTENTRIONALI E OCCIDENTALI) Qui cerano due nuovi agglomerati statali : Scandinavia e Borgogna. Tre regni, Danimarca, Norvegia e Svezia si unirono nel 1397. Nel 1369 nasce la costituzione statale borgognana che comprendeva: Ducato di Borgogna; Contee di Piccardia, Fiandra e Artois; Franca contea; Brabante; Ducati di Limburgo e Lussemburgo; Olanda e Zelanda. LInghilterra divenne partner dellindustria tessile fiamminga originata dalla complementariet delle rispettive economie e dal comune avversario francese. (FRANCIA) Lo scontro secolare con lInghilterra aveva fatto nascere un sentimento politico nuovo: il sentimento nazionale . Giovanna dArco con la sua azione politicomilitare anti inglese ne il simbolo classico. Dinamiche politiche che vanno dallassemblea degli Stati Generali convocati ad Orleans nel 1439 ( gli stati generali sono assemblee convocate dal Re, con cui trattare per acquisire e mantenere i privilegi di origine feudale che spettano alla borghesia e al clero e al terzo stato no). ad Orlans Carlo VII ottenne un successo per il consenso alla pace con lInghilterra e quello che perdeva sul piano internazionale lo conquistava sul piano interno fece si che solo al re fosse riconosciuto il diritto di tenere ed arruolare eserciti. Crollava di colpo la struttura dei privilegi aristocratici ( milizie, dazi, gabelle locali) e il terzo stato se ne avvantaggiava. Inizi una resistenza dellaristocrazia che insisteva per una nuova convocazione degli stati generali. Le aspettative di tornare al vecchio sistema feudale furono deluse dalla salita al trono di Luigi XI che si mostr ugualmente accentratore. La reazione aristocratica sfoci in una lega del bene pubblico. Il nemico esterno borgognese diventava lalleato ideale per combattere il re nazionale. Dopo la battaglia di Monthlry si giunse a due trattati che videro accolte le richieste dei rivoltosi. Una nuova convocazione degli stati generali si ebbe a Tours nellaprile del 1468 e votarono contro la separazione della Normandia dal regno di Francia. In questa convocazione prevalse il sentimento nazionale a discapito degli interessi di politica interna. (INGHILTERRA) Linghilterra e il Galles erano regioni politicamente unite, avversate dallo stato di Scozia, mentre lIrlanda era considerata una regione ancora sconosciuta e

selvaggia. La manica e la Normandia erano state il ponte di unione delle civilt anche se dopo la guerra dei Cento anni diventavano delle barriere. Con labbandono inglese della Normandia finiva la relativa politica di intervento su suolo europeo e iniziava quella dellisolamento e dellattenzione allequilibrio europeo. A livello sociale si ebbe lo scontro tra il mercante di fondaco ( che godeva del monopolio dellesportazione della lana ) e il nuovo mercante avventuriero ( che traeva vantaggi sui mercati europei dal crollo dei prezzi agricoli). Scontro politico interno dei Lancaster ( rosa rossa ) e degli York ( rosa bianca ) divenne ben presto militare e dur per circa un trentennio aggravato dalla pazzia di Enrico VI. Ma i momenti di lucidit di Enrico VI e la politica della moglie costrinsero gli York a rifugiarsi in Irlanda. La corona non seppe per sfruttare il successo militare. Di l a poco infatti il ritorno sul suolo inglese di Riccardo di York e lesito vittorioso della battaglia di Northampton determinavano la fine della dinastia dei Lancaster. ( I fase) Dopo la morte di Enrico VI sal al trono Riccardo III Quando sale al trono Riccardo III, la sua linea politica fece ricongiungere le forze dei Lancaster con la linea degli York. (II fase )I Lancaster congiunsero le forze e sbarcarono in Galles, a Bosworth e Riccardo III ( di York) stava vincendo sui Lancaster quando il tradimento delle forze alleate di Stanley ribalt la situazione. Riccardo mor sul campo e sale al trono Enrico Tudor come Enrico VII Bosworth la sintesi emblematica della guerra delle due rose. Una guerra interna allaristocrazia inglese che rappresent una sorta di suicidio collettivo e soprattutto fatta di repentini cambi di alleanze e tradimenti. Con Enrico VII aveva inizio la fase di ricostruzione interna e si concluse la lunga contesa tra Corona e Parlamento a vantaggio della prima. (III fase) sale al trono Edoardo IV nel 1961 affermando definitivamente la vittoria degli York. (SPAGNA) La penisola iberica presenta alcune peculiarit socio-economiche e geografiche. Allestremo margine occidentale il regno di portogallo mantiene una propria individualit politica grazie non solo agli stretti rapporti di commercio con lInghilterra ma anche alla sua proiezione geopolitica oltre le colonne dErcole e sullo stretto di Gibilterra. ( Enrico il navigatore in Africa). Questa proiezione coloniale portoghese lo avrebbe tenuto pi distante della spagna o dellolanda dai conflitti politico-militari europei. Casuale fu invece la vocazione atlantica della Spagna, che con lunione delle due corone Aragona e Castiglia si trov piuttosto proiettata nel Mediterraneo. Il matrimonio di Ferdinando dAragona e Isabella di Castiglia non rappresenta lunit spagnola sia perch era ancora in vita il padre di Ferdinando e sia perch le clausole del matrimonio comportavano ancora la sopravvivenza di una separata amministrazione.

I due regni avevano strutture amministrative e istituzioni politiche diverse. Per lAragona un parlamento con tre bracci comportava una limitazione del potere regio. Le Cortes avevano una funzione pratica di contrattazione con la corona ma cera una crescita del terzo braccio rappresentato da giuristi e laureati. La spagna di fine 400 colpita dal problema delle minoranze etniche e religiose. La comunit ebraica ha proprie comunit auto amministrate. Uguale per le comunit musulmane. Alle due comunit venne imposto di risiedere in quartieri appositi. Economicamente invece i musulmani erano braccianti agricoli mentre gli ebrei esercitavano il prestito ad interesse, ma anche professioni mediche, artigiane e commerciali. Prese avvio il fenomeno delle conversioni di convenienza che portarono musulmani ed ebrei a scavalcare lisolamento dalla societ cristiana. Tutto ci generava nuove tensioni Nella penisola iberica cera inoltre un regno non cristiano ossia il regno di Granada che contribu alla creazione di un assemblaggio sociale basato su un senso di appartenenza a una stessa religione, gruppo o razza che determin lavvio dellInquisizione e della guerra contro Granada. ---- richiesta di Ferdinando e Isabella al Papa Sisto IV di iniziare linquisizione contro chi praticava il cripto giudaismo. Nasce cosi nel 1478 il tribunale dellinquisizione che divenne operativo due anni dopo nel 1480 nella diocesi di Siviglia condannando centinaia di persone. Cosi funzionate dipendeva dai sovrani spagnoli, ma quando inizi il panico sociale Sisto IV riport il controllo agli ordini locali. Lanno dopo avvenne i riconoscimento romano del potere di nomina dei membri dellinquisizione ai sovrani con la nomina per parte pontificia di un giudice dappello residente in spagna. Granada venne conquistata nel 1492 e subito dopo iniziarono una serie di riforme a danno degli ebrei. 3.Il nuovo mondo Con le capitolazione di Santa F si decise che in cambio della presa di possesso in nome dei re cattolici delle terre eventualmente scoperte, Colombo avrebbe ricevuto il titolo di grande ammiraglio delloceano , vicer delle terre scoperte e compartecipazione agli utili derivanti dalle scoperte. Salpato a Palos il 3 agosto 1492 con tre caravelle, la Nina la pinta e la Santamaria, vide nella notte tra l11 e il 12 agosto un piccolo fuoco in lontananza. Era convinto che lisola, che chiam San Salvador, di trovarsi nellarcipelago antistante il Catai o il Cipango. Us lamore e non la forza per convertire la gente del posto. Il 28 ottobre arriva a Cuba dove trova solo popolazioni cannibale. Da cuba va a Hespaniola ( attuale Haiti) dove deve lasciare 39 uomini poich la santa maria si era andata a infrangere. Scopo delle conquiste era quello di indurre i loro abitanti alla fede cattolica per questo i territori venivano affidati a Ferdinando e Isabella. Veniva con ci

fissata la linea detta della raya che divideva la sovranit portoghese da quella spagnola riconoscendo a ciascuna delle due monopoli commerciali e privilegi. Colombo salp una seconda volta nel 1493 al comando di una flotta di 17 navi e 1.500 uomini. Resta pi tempo a Hispaniola trovando delle miniere doro. Rientra a Cadice nel 1496 e nel terzo viaggio tra il 1498 e il 1500 toccava finalmente il continente americano tra Trinidad e la costa del Parla. Nel quarto viaggio tocca le coste dellAmerica centrale. A compiere un viaggio di accertamento dellimpresa di Colombo fu un fiorentino Amerigo Vespucci che al servizio della corona spagnola tocc le coste occidentali allaltezza della Guyana. Verific che il nuovo continente non era quello asiatico. Anzi la via delle indie venne aperta per la prima volta con la circumnavigazione del globo effettuata da Ferdinando Magellano che si convinse di uno stretto che avesse permesso il passaggio dallAtlantico al pacifico ( lo trova stretto di Magellano). Rimane ucciso nelle filippine in uno scontro con le trib locali. Nessun esito commerciale si ebbe con la circumnavigazione che si concluse nel 1522, data la durata e la difficolt del viaggio. CAPITOLO 2. LA CRISI ITALIANA E LE NUOVE CONCEZIONI DELLA POLITICA E DELLO STATO 1.Gli stati italiani nel Quattrocento e la politica dellequilibrio Nel XV secolo lItalia appare uno spazio geograficamente e culturalmente unitario, ma politicamente diviso sul piano economico e sociale. Un profondo divario esiste innanzitutto tra litalia settentrionale e litalia meridionale. Nord aree pi urbanizzate d Europa sostentata da una ricca produzione manifatturiera e da scambi commerciali concentrati tra Firenze Genova Milano e Venezia. Sud intesa la zona tra Ancona e Siena, ci sono ancora realt feudali caratterizzate da unagricoltura estensiva e dal pascolo. Vi sono due monarchie: lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli. Su questo sfondo si sviluppa la lotta per legemonia tra i cinque principali stati della penisola. 1. DUCATO DI MILANO Il milanese venne eretto in ducato nel 1395 dallimperatore e fu in mano prima ai Visconti e poi agli Sforza. Ha sviluppato un certo grado di omogeneizzazione territoriale grazie ad unorganizzazione fiscale, militare, amministrativa e giudiziaria. Sul piano economico Milano era stata protagonista di una crescita concentrata soprattutto nel settore manifatturiero e nel settore metallurgico. 2. REPUBBLICA DI VENEZIA La Repubblica di Venezia, istituzionalmente retta dal Maggior Consiglio, da un consiglio pi ristretto e dal doge eletto a vita, era stata protagonista di una

restrizione oligarchica sin dal 200, concentrando il potere nelle mani di una minoranza di ricche famiglie patrizie. Venezia restava la maggiore potenza marittima della costa con la funzione di ponte commerciale tra Occidente e Impero Romano. La Repubblica si espanse poi nel 400 nella terra padana. 3. FIRENZE Firenze, anche se con qualche problema in pi rispetto a Venezia nellassoggettare i territori circostanti, riusc a sottomettere il contado e alcune importanti citt toscane, come Arezzo, Cortona, Pistoia, Pisa e sul mare limportante sbocco livornese. Era una signoria a fondo oligarchico dominata dal 1434 dai Medici. 4. STATO DELLA CHIESA Lo stato della chiesa era in una condizione singolare. Il pontefice aveva sia un potere temporale come monarca dello stato e sia uno spirituale come capo della chiesa. La santa sede aveva unimmensa autorit e usufruiva di risorse finanziarie provenienti dalle rendite e propriet ecclesiastiche di ogni paese europeo. La corte pontificia limitava per il potere del pontefice tramite il collegio cardinalizio. Il dissidio in tutti gli stati europei vi era in merito ai benefici ecclesiastici (= diritti di riscossione dei redditi dei beni della Chiesa legati ad una carica ecclesiastica) 5. REGNO DI NAPOLI Anche nel Regno di Napoli la monarchia, retta dagli Aragonesi, doveva fronteggiare la forza e lautonomia del baronaggio napoletano e della feudalit delle province. Non meno problematica era la situazione interna degli stati della penisola che ruotavano nelle sfere dinfluenza dei grandi stati italiani ed europei. Emblematico il caso del ducato di Savoia o della Repubblica di Genova, principale antagonista economica di Venezia. Aveva una posizione strategica nel Mediterraneo dove la sua flotta da guerra lunica in grado di affrontare i turchi. Il controllo divenne sempre pi importante. La vita politica interna minata dalle due principali espressioni politiche della classe dirigente ossia i nobili e i popolari, divisi sui modi di distribuzione del potere. In questo contesto gli stati italiani si affrontarono in una lotta per legemonia che diede luogo a una pericolosa sequela di guerre terminate solo con la pace di Lodi ( 4 Aprile 1454) e con la Lega Italica stretta lanno seguente tra le maggiori potenze della penisola. Da quel momento una relativa stabilit fu assicurata dalla politica dellequilibrio. Il principale pericolo proviene dallimpero ottomano. Venezia dovette affrontare una lunga guerra anti-turca ( 1463-1479). Daltra parte il sistema dellequilibrio appariva anche linevitabile esito degli stessi processi di formazione degli stati italiani. I nascenti e deboli poteri centralistici scesero ripetutamente a patto con le realt locali. Ci ebbe come conseguenza una capacit espansiva dei singoli stati limitata ad aree regionali. A minacciare la pace fu il prepotente riaffiorare delle politiche espansionistiche dello stato della chiesa e di Venezia. Fu innanzitutto il pontefice Sisto IV Della Rovere a tentare un ampliamento territoriale cercando di sfruttare una nuova crisi insorta a Firenze. Il potere era in mano a Lorenzo e Giuliano De Medici. Gli antimedicei, sostenuti dal pontefice, organizzarono una congiura, detta dei Pazzi ( dal nome della famiglia che ne fu protagonista) e il 16 aprile 1478

durante una messa nella Chiesa di Santa Maria del Fiore assalirono Lorenzo e Giuliano pugnalando a morte questultimo. Limmediata indignazione del popolo consenti al pontefice di scatenare una guerra contro Firenze, ma a quel punto si scaten labilit diplomatica di Lorenzo il Magnifico che costrinse il papa a concludere una pace (1480). Da quel momento Lorenzo il magnifico fu considerato il maggiore garante della politica dellequilibrio. 2. La fine dellequilibrio e la discesa di Carlo VIII La politica dellequilibrio finisce con la morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492. Allorigine del crollo ci furono le vicende del Ducato milanese. Al potere cera Gian Galeazzo Sforza ( sposato con isabella dAragona). La giovanissima et di questo aveva reso necessaria la reggenza della madre e poi aveva consentito allo zio , Ludovico Sforza detto il Moro di impadronirsi del governo. Il sostegno dato a Gian Galeazzo dalla corona aragonese suscit la reazione del Moro, determinando cosi la rottura dellintesa tra Milano e Napoli che aveva rappresentato uno dei pilastri dellequilibrio. Per contrastare gli aragonesi il Moro mise in atto un gioco diplomatico. Per un verso strinse un alleanza in funzione anti aragonese con il Re di Francia, Carlo VIII di Valois che preparava una discesa in Italia. Dallaltro verso si rivolse al nuovo imperatore Massimiliano I dAsburgo per controbilanciare la potenza francese. Quando si rese conto che era sempre meno necessario lintervento francese, non riusc a evitarlo. Il Moro fu costretto a cedere alle imperiose richieste avanzate dallinviato di Carlo VIII. La discesa dellesercito francese apr un lungo periodo di guerre durato fino al 1559, nel corso del quale la penisola divenne lobiettivo strategico e il terreno principale di scontro delle potenze europee. Carlo VIII decise quindi di scendere in Italia e nel 1494 pass le Alpi. Giunto facilmente a Roma, ottenne dal pontefice il via libera per Napoli. Nasceva per una coalizione anti-francese tra Venezia, lo Stato pontificio e Ludovico il Moro. Dopo lo scontro di Fornovo sul Taro (6 luglio 1495) Carlo VIII abbandon lItalia mentre Ferdinando II rientrava a Napoli. 3.Girolamo Savonarola e la Repubblica fiorentina Per quanto fallita, lavventura di Carlo VIII fu un evento carico di conseguenze che modific gli equilibri politici. In Italia la discesa francese fu da molti interpretata come una provvidenziale punizione divina che avrebbe instaurato una nuova et e Carlo VIII fu visto come il liberatore. Importante fu la predicazione di Girolamo Savonarola, il domenicano ferrarese, chiamato a Firenze da Lorenzo il Magnifico. Il frate aveva conquistato la devozione di molti fiorentini fin da quando si era stabilito in citt. Pensiero: propugn la necessit per Firenze di rovesciare loligarchia medicea e instaurare una repubblica a larga partecipazione popolare. Fu cosi il principale ispiratore delle riforme del 1494: aboliti i principali organi del

governo dei Medici, creazione del Consiglio maggiore rappresentante lintero corpo cittadino. Diversi fattori resero comunque ben presto precaria la vita della nuova Repubblica. Fattori di crisi: 1. Lacerazioni politiche della citt, divisa tra democratici savonaroliani e vecchi filo medicei; 2. Malcontento verso i metodi di purificazione religiosa e controllo politicomorale della societ imposti dal Savonarola; 3. Introduzione dellimposta fondiaria e dellimposta progressiva, colpendo i redditi pi alti, che accrebbe lirritazione delle famiglie patrizie; 4. Peste, carestie e contrasto con la Santa Sede che segn il destino del Savonarola. Del tutto inutile fu il tentativo del Savonarola di appellarsi alle potenze europee. Si avvi laccusa di eresia e alla scomunica. Il rituale del processo con le relative torture si svolse tra il 9 e il 19 Aprile del 1498. Con le torture fu estorta al domenicano la confessione di esser stato un falso profeta. 23 Maggio 1498 impiccagione e rogo. 4.La spartizione franco-spagnola dellItalia e il ducato di Cesare Borgia. 1) Obiettivo milaneseNel 1498 si verific un evento ancora pi decisivo per le sorti della penisola, ossia la morte di Carlo VIII senza eredi diretti e il conseguente passaggio della corona di Francia a Luigi XII, ossia a quellOrleans che da tempo rivendicava il ducato di Milano. Venezia si allea alla Francia causando cos una reazione di tutti coloro che temevano Venezia e che decisero di spalleggiare gli ottomani che sconfissero la flotta Veneziana e presero Lepanto. Dopo essersi alleato anche con Alessandro VI la conquista del ducato di Milano si concluse nel 1499. 2) Obiettivo napoletano Nel 1496 la corona era passata dal Ferdinando II allo zio Federico III. Nellagosto 1501 Napoli cadeva sotto lattacco dellesercito franco-pontificio mentre Federico III abdicava a favore del Re di Francia. A questo punto la spartizione del regno ( che era stata accordata con il trattato di Granada 1500 tra Francia e Spagna) provoc un conflitto franco-spagnolo. La guerra fu vinta dalla Spagna e la Francia manteneva in Italia solo Milano. Alessandro VI si era accordato per un aiuto francese alla sottomissione delle Romagne iniziata dal figlio Cesare Borgia. Il Borgia diventava il duca delle Romagne ed era per condizionato dalla protezione francese che gli necessita talmente tanto da obbligarlo a rinunciare alle mire su Bologna, Siena e Firenze. Ma lo stato scomparsa avversario assisteva a borgiano aveva in s i germi della sua rapida fine. Con limprovvisa di Alessandro VI e mentre saliva al trono pontificio il pi tenace dei Borgia, Giuliano della Rovere con il nome Giulio II, Cesare un impotente crollo delle sue fortune.

5.Gli anni di Giulio II e Leone X La conquista veneziana delle restanti citt romagnole accrebbe i timori verso la potenza troppa della Repubblica. Questo espansionismo della Repubblica ebbe daltra parte non indifferenti ripercussioni interne. Molti veneziani lo giudicarono una sorta di tradimento dellantica vocazione marinara della citt. Ma a promuovere la spinta espansionistica stavano quegli strati di patrizi e mercanti, indebitati. Ci fu inoltre una caduta di tono nellattivit mercantile dopo la scoperta portoghese delle vie delle Indie. Fu in buona parte questa linea di condotta a rendere inevitabile lo scontro con Giulio II, la cui ferma intenzione di recuperare i territori romagnoli cre dei contrasti. Giulio II fece una coalizione anti veneziana stretta a Blois il 22 settembre 1504 insieme con la Francia. Il trattato di Blois non port alla guerra perch Giulio II cerc di garantirsi un preventivo consolidamento interno dello Stato della Chiesa. A questo fine oper in tre direzioni: Rabbon le grandi famiglie baronali romane imparentandole ai Della Rovere; Permise il rientro di alcuni signori nei loro possessi; Intervenne militarmente per sottomettere Perugia e Bologna

Giulio II pot trovare al suo fianco contro Venezia non solo la Francia ma anche la Spagna. Ma ad accelerare il riavvicinamento anti veneziano delle potenze europee fu Massimiliano I : limperatore per stabilire la sua egemonia nellItalia, dopo aver offerto unalleanza antifrancese ai veneziani, prese liniziativa di attaccarli. La risposta di Venezia vincitrice nel 1508 allarm tutti e condusse alla conclusione di una Lega contro la Ripubblica stipulata a Cambrai il 10 Dicembre 1508. Nel 1510 il pontefice si accordava con la Repubblica e questo gli permise la realizzazione del suo ambizioso programma, ossia leliminazione dei francesi dalla penisola. Tuttavia ne la Spagna ne lImpero seguirono in questo nuovo conflitto il pontefice che ottenne invece lappoggio degli svizzeri e di Venezia. La guerra vide linsuccesso delle truppe pontificie. Ma la reazione di Luigi XII non fu solo militare riusc a convocare un concilio per scomunicare il Papa. Giulio II convoc a sua volta un concilio e riusc a creare un fronte anti-francese ( Lega Santa 4 Ottobre 1511). Nel 1512 le sorti della guerra vennero ribaltate dallintervento delle truppe svizzere che obbligarono Luigi XII ad abbandonare il ducato milanese e Asti. Gli svizzeri conquistarono quindi Lugano, Locarno e Domodossola. Giulio II si riprendeva Bologna, Rimini, Cesena e Ravenna . Lespulsione dei francesi dallItalia riproponeva cosi la centralit per la politica europea del ducato milanese. Riforma istituzionale a Firenze elezione di un gonfaloniere a vita simile al doge veneziano. Fu eletto nel 1502 gonfaloniere Pier Soderini che sebbene riusc a restaurare il proprio dominio regionale svilupp una politica estera debole.

Nel 1512 Giulio II si alle con limperatore e Venezia si rialle con la Francia. Quando la nuova alleanza franco veneta fu stipulata Giulio II era morto e al suo posto era stato eletto il figlio di Lorenzo il Magnifico. Leone X il quale ripens subito a unegemonia medicea nellItalia centrale. La successione di Francesco I al trono francese non modific loscillante politica pontificia. Il progetto del nuovo sovrano di riconquistare non solo la Lombardia ma anche il Regno di Napoli, rafforz lo schieramento anti-francese ispano-imperiale. Quando il Re di Spagna accett con la Pace di Nyon (1516) il possesso francese del ducato di Milano, si pot dire conclusa la spartizione dellItalia in 4 sfere di influenza: 1. 2. 3. 4. Mediceo pontificia in Italia centrale Francia nel nord ovest Venezia nord est Spagna sud e isole.

Al momento della Pace di Nyon lunica altra potenza della penisola che accanto allo stato della chiesa usciva consolidata dai due primi anni di guerre era Venezia. Venezia aveva respinto gli eserciti imperiali, resistito allattacco della lega di Cambrai, conquistato le terre lombarde e la sua economia non era stata piegata. 6.La riflessione politica A Firenze si era sviluppata una profonda riflessione intorno alla crisi italiana. Fu Niccol Macchiavelli che trascese da ogni fondazione religiosa ed etica della politica e nella religione vide solo uno strumento di consenso politico e non un superiore principio su cui gli Stati dovessero reggersi. Solo la forza e lautorit delle leggi gli apparvero i cardini di ogni forma di stato. La novit in queste concezioni stava nellenucleazione di leggi proprie della politica che esulavano da quelle cristiane. Da questi presupposti machiavelli critic severamente lintero passato politico fiorentino. Dallaltra parte Machiavelli sostenne anche che la monarchia era adatta a quei paesi come il ducato di Milano o il regno di Napoli nei quali, al contrario di Firenze sussisteva una grande ineguaglianza sociale e una forte aristocrazia. Nel Principe indica i metodi per raggiungere e conservare il potere assoluto dei sovrani. Queste indicazioni furono inefficaci e inascoltate nellimmediato. Un altro grande politico e storico fiorentino fu Francesco Guicciardini che come Machiavelli vide nelle guerre dItalia una dimostrazione storica dellimpossibilit di superare la negativit insita nella lotta politica e nelle ambizioni umane. Concep lo stato, diversamente da Machiavelli, come un sistema di naturalizzazione dei conflitti da costruire mediante un accorto equilibrio istituzionali tra organi di governo. CAPITOLO 3.LIMPERO DI CARLO V E LO SCONTRO CON LA FRANCIA 1.Tu Felix Austria nube. Dalla successione spagnola alla nascita dellImpero

La Germania era soggetta ad una notevole frammentazione geopolitica. I vari Stati avevano a capo prncipi e signori che esercitavano da tempo diritti di sovranit propri delle monarchie, ma riconoscevano una guida unitaria nellimperatore e nella Dieta( assemblea delle autorit locali o territoriali). 7 grandi elettori sceglievano limperatore che per consuetudine apparteneva alla casa degli Asburgo. Pi che altrove il Medioevo aveva lasciato in eredit quel sistema dei ceti che divideva gerarchicamente la societ in: Nobili (Aldestand) Borghesi ( Burgestand) Contadini ( Bauernstand) Ebrei e servi agricoli

Considerevole era inoltre la presenza del clero che reggeva altri stati tramite vescovi, arcivescovi e abati formando cosi un ceto con specifici privilegi. Tutta via in Germania non si form una chiesa nazionale soggetta ad autorit statali e autonoma da quella di Roma, come era invece accaduto in Francia con la chiesa gallicana. Incapaci di seguire gli sviluppi dellassetto sociale fu un segmento della nobilt, i cavalieri (ritter) che esercitavano potere sui castelli e le campagne circostanti e che furono emarginati con la nascita degli stati. Le citt invece erano i centri della borghesia ( strato sociale legato a imprese commerciali, manifatturiere e alle professioni), fondate sullidea che allintera comunit appartenessero una serie di antiche libert. Queste libert vennero minacciate con la pressioni degli stati territoriali che cercarono di ridurle per sottomettere. Un dissidio, negli stessi decenni di fine 400, venne maturando tra prncipi e corona imperiale. Ne la riforma costituzionale avviata dallimperatore Massimiliano I, ne la riorganizzazione della Dieta, ne il tribunale camerale imperiale rappresentarono garanzie sufficienti. Queste riforme chiarirono per i termini della questione costituzionale che si sarebbe riproposta successivamente. Tutto il destino dellEuropa fu segnato dalle politiche matrimoniali. Per la Spagna per esempio il duplice matrimonio con gli eredi degli Asburgo venne a suggellare la politica antifrancese. Ascesa di Carlo V : In Spagna la morte senza figli dellunico erede maschio dei Re cattolici, Giovanni, apr un lungo periodo di incertezze. Alla morte di Isabella (1504) il nodo della successione castigliana venne al pettine. La nobilt castigliana prefer respingere Filippo il Cattolico e scegliere il fiammino Filippo il Bello. Quando Filippo il Bello cerc di guadagnarsi la Francia, Ferdinando ( re d Aragona) ribalt la sua politica accordandosi con la Francia per sposare una nipote di Luigi XII, Germain de Fox. LAragona si separa di nuovo dalla Castiglia e Ferdinando dovette accettare un governo tripartitico tra lui, Giovanna la Pazza e Filippo il Bello.

La situazione era cosi difficile che la nobilt locale si rivolse al figlio di Giovanna la Pazza e Filippo il Bello, Carlo d Asburgo. Carlo dAsburgo nato nelle Fiandre, a Gand, il 24 Febbraio 1500 e aveva gi ereditato i Pesi Bassi e nulla ostacol la sua successione al trono. Quando mor limperatore Massimiliano Carlo acquis la casa asburgica e anche la possibilit di assurgere alla dignit imperiale. Il 28 Giugno 1519 ottenne la corona imperiale assumendo il nome di Carlo V. 2.Organizzazione e problemi dellimpero di Carlo V Il complesso ispanico-imperiale risultava pi forte della Francia. Problemi di Carlo V : Arginare la pressione turca nei Balcani e nel Mediterraneo, difendere gli assi di comunicazione dellImpero, sia marittime sia terrestri. Inoltre limpero era disomogeneo ossia costituito da stati molto diversi dal punto di vista geografico, economico e sociale e anche da quello religioso. Cosi Carlo V dovette governare personalmente, spostandosi di continuo nei paesi. Altrettanto necessario al governo di un Impero dalle dimensioni tanto vaste fu quel sistema dei Consigli che consent di sopperire alle inevitabili e lunghe assenze del sovrano. I consigli si dividevano in consultivi e/o competenti su specifiche materie territoriali. Daltra parte quanto i particolarismi costituissero un problema di assoluto rilievo, Carlo V dovette accorgersene non appena sal sul trono di Spagna. Quando infatti dovette allontanarsi da quel trono gli abitanti dei comuni castigliani esplosero in una violenta ribellione. Le cause risiedevano in un insofferenza contro lonerosit del fisco e nella volont di difendere gli antichi privilegi della citt. Si innestarono richieste di riforme costituzionali incentrate sulla rivendicazione del primato delle Cortes in quanto rappresentanti delle volont del popolo. Tasse: in Spagna limperatore poteva contare sugli introiti fiscali versati dalla chiesa, soprattutto sulle tercias reales ( ossia il terzo delle decime ecclesiastiche riscosse in Castiglia), sui subsidios ( imposte generali sulle entrate e sui redditi ecclesiastici) e sulla cruzada ( tributo concesso dalla chiesa per combattere i mori). Il resto delle imposte era inegualmente distribuito tra i vari regni spagnoli. La Castiglia era la regione pi spremuta fiscalmente, cera anche lalcabala, un imposta sulle compravendite che gi allinizio del 500 fruttava l80% delle entrate della corona. 3.Le conquiste coloniali spagnole Fattore sempre pi importante di questo imperialismo era divenuta lespansione coloniale spagnola, che dopo i viaggi di Colombo e la conquista delle isole caraibiche, registr una decisa impennata negli anni 20. Dal 1519 assieme alla spedizione di Magellano salp quella di Hernan Cortes diretta alla conquista del Messico. Cortes non aveva risorse e forza a sufficienza ma fu abile nello sfruttare le risorse della confederazione azteca. Dovette impegnarsi fino al 1544 per ottenere il dominio del territorio. La difficolt stava nelle malattie che contraevano gli europei a cui gli indigeni erano immuni. Un altro

esploratore, Pizzarro si precolombiane: la inca.

trov

dinanzi

alla

pi

evoluta

tra

le

civilt

Carlo V dovette pertanto regolare giuridicamente lassetto dei territori doltreoceano costituendo due viceregni, in Messico e in Per. Il grande vantaggio economico dello sfruttamento coloniale fu essenzialmente legato alle miniere doro e di argento. A parte la ricerca e lo sfruttamento delle miniere, il principale istituto economico-giuridico che regol i rapporti tra colonizzatori e colonizzati fu lencomienda. Ad un encomendero veniva dunque affidato un vasto appezzamento territoriale con i relativi abitanti indigeni. Nemici di questo istituto furono gli ecclesiastici spagnoli inviati ad evangelizzare le nuove terre. Simbolo di questa opposizione ecclesiastica fu il domenicano Bartolom de Las Casas. Las Casas riusc a convincere Carlo V di ispezionare le attivit dei colonizzatori. Alla fine di quellanno limperatore proibiva la schiavit degli indigeni. A fianco di Las Casas si aggiunse il confratello domenicano Francisco de Vitoria che affront il tema della legalit della conquista. Sosteneva la dignit personale e i diritti fondamentali di ogni individuo indipendentemente dalla sua religione. Allopposto di queste idee si pone uno storico di corte Juan Gins de Seplveda il quale sosteneva la liceit della guerra diretta a sottomettere una razza inferiore di natura. Queste questioni rimandavano ai problemi etico e religiosi sollevati dalla colonizzazione e quindi allorganizzazione ecclesiastica nellAmerica Latina. Lorganizzazione ecclesiastica fu completata dallistituzione delle nuove diocesi coloniali. 4.La Francia dei Valois La Francia della prima met del 500 aveva il vantaggio di essere uno stato unitario e dotato di un pi alto grado di centralizzazione monarchica. Il processo di unificazione territoriale aveva permesso una notevole uniformit amministrativa, giudiziaria, fiscale e politica. Un particolare rilievo assunse in questa organizzazione il personale giudiziario, il cui ufficio era di fatto venduto per motivi finanziari alla corona, sviluppano cosi il fenomeno della carica acquisita come una propriet trasferibile. Il Concordato con la chiesa (rimasto in vigore fino al 1789) stabiliva il controllo regio sulla distribuzione delle cariche ecclesiastiche e aveva fatto guadagnare punti decisivi allaccentramento monarchico. Particolare rilievo lo assunsero i segretari che fungevano da tramite tra i consigli e il sovrano. I governatori invece venivano inviati nelle province esposte ai rischi di invasione. Anche lamministrazione fiscale si era sviluppata e affinata attraverso listituzione di circoscrizioni. Lintroduzione della taille ( imposta diretta sulle persone e sulle cose ) aveva permesso di formare una burocrazia stabile e un esercito permanente. Insomma la monarchia in Francia era meglio organizzata e meno soggetta ai domini asburgici. 5.La guerra in Italia e la Lega di Cognac Nel 1521 lindirizzo antifrancese della politica imperiale divenne realt rivelando tutta la precariet della pace di Noyon del 1516. Naturalmente il

conflitto inizi per il dominio di quel Ducato di Milano il cui possesso avrebbe consentito a Carlo V di mettere in comunicazione le due parti principali del suo impero: Spagna e Germania. Importante era poi il controllo di Genova perch collegava la rotta marittima tra lAragona e lItalia. A dare il via alle operazioni belliche non fu tuttavia Carlo V ma Francesco I ( trono francese) che contava sullalleanza di Venezia e della Svizzera. Dalla sua parte Carlo V aveva il re inglese Enrico VIII e Leone X. Leone X si alle con Carlo V perch volle privilegiare quellespansione nellarea ferrarese e lombarda contrastata con gli interessi di Francesco I. La guerra che vide fronteggiarsi questi due schieramenti si trasfer subito in Italia con loccupazione da parte delle truppe ispano - pontificie di Milano. Parma e Piacenza tornarono alla Chiesa mentre Ferrara non ebbe la stessa sorte per limprovvisa morte di Leone X. Il nuovo papa Adriano VI si schier con Carlo V e si ebbe il fallimento della controffensiva francese. Altri due avvenimenti contribuirono a indebolire la Francia: Defezione del potente comandante generale dellesercito francese, Carlo di Borbone che organizz un complotto contro il suo sovrano e si alle con limperatore, Riavvicinamento a Carlo V della Repubblica di Venezia ossia dellunica alleata italiana di Francesco I.

Il nuovo pontefice Clemente VII si affrett ad allentare i vincoli con gli Asburgo chiamando al suo servizio uomini francofili, e lo fa per evitare il dominio di una sola potenza. Ma la guerra fu disastrosa per i francesi che a Pavia, travolti dalle truppe imperiali, videro lo stesso Francesco I intrappolato e condotto a Madrid per firmare un trattato che sanc rinunce impossibili: niente pi pretese francesi sullItalia, lArtois e le Fiandre e restituzione a Carlo V del ducato di Borgogna. Nessuno pens che un sovrano potesse rispettare accordi cosi irragionevoli infatti la guerra riprese subito, ma questa volta il timore di un incontrastato predominio asburgico favor la Francia con la quale perfino Enrico VIII si era affrettato a concludere una pace separata. Fu in questo clima che Francesco I pot firmare la Lega di Cognac con lo Stato pontificio, Venezia, Firenze e Milano . Venezia e la Santa Sede confidarono nellinvocato arrivo delle truppe francesi che non arrivarono. Cos mentre la frustrazione per il mancato intervento francese spingeva molti a desiderare paci separate, Clemente VII era rimasto senza soccorsi quando le truppe imperiali saccheggiarono il Vaticano. Con una pace separata ottenne il ritiro delle truppe imperiali dai domini settentrionali dello stato ecclesiastico. 6.Dal sacco di Roma alla pace Le forze della Lega di Cognac proseguirono la loro marcia fino a Roma dove entravano sbandati e affamati allalba del 6 maggio 1527. Il terribile saccheggio che ne segu, durato circa 9 mesi impression lintera Europa. Clemente VII assistette alle uccisioni e alle profanazioni delle chiese, ai linciaggi dei cardinali e alle distruzioni di opere darte. Intanto a Westminster Francesco I e Enrico VIII si accordavano per attaccare lesercito asburgico in

Italia e porsi a difesa del papato stabilizzando lalleanza franco-inglese e rivelando tutta la fragilit della Lega di Cognac. Clemente VII fu costretto ad una resa. Venezia insieme con la Francia proteggeva la restaurata Repubblica fiorentina. Il 29 Giugno 1529 con il Trattato di Barcellona il pontefice aveva sottoscritto la pace con Carlo V con la quale aveva accettato leventuale annessione diretta nei domini imperiali del Ducato di Milano in cambio della restaurazione a Firenze della signoria medicea. Subito dopo con la pace di Cambrais (5 agosto 1529) limperatore concludeva anche un vantaggioso compromesso con Francesco I che riotteneva la Borgogna ma rinunciava alle pretese sullItalia. La penisola italiana diventava asburgica dopo la pace di Bologna e dopo la solenne cerimonia con la quale Clemente VII poneva sul capo di Carlo V la corona di re dItalia. 7.Lultima repubblica fiorentina e la crisi del repubblicanesimo La caduta della repubblica fiorentina avvenne nel 1527. Lavversione antimedicea si era gi manifestata con alcuni disordini del novembre 1526 e nel successivo aprile. Il colpo di grazia fu la notizia giunta del sacco di Roma, l11 maggio, quando gli oppositori scacciarono i Medici privi ormai del sostegno pontificio. Impero e papato nel frattempo ritrovavano un intesa. Quasi tutti nellarcipelago fiorentino pensarono che sarebbe stato sufficiente riaggiustare la costituzione. Fu in questo clima che il gonfaloniere Capponi cerc un accordo con Clemente VII per impedire che lintesa imperialepontificia isolasse la repubblica. Ma il gonfaloniere fu condannato per la scoperta di accordi segreti con il papa. Il nuovo gonfaloniere fu Francesco Carducci, espressione dei ceti popolari. In ogni caso il clima di crescente radicalizzazione politica rese inutili le iniziative diplomatiche del Carducci nei confronti di Carlo V e Clemente VII. Le truppe imperiali avanzavano ormai verso Firenze e la sottoponevano a un lungo assedio. Il capo delle forze mercenarie fiorentine, Malatesta, decise di stipulare una resa allinsaputa del governo. Ai Medici si garantiva solo il ritorno in patria. Il 27 aprile 1532 una nuova costituzione sopprimeva tutte le istituzioni repubblicane e nominava Alessandro de Medici duca di Firenze. Alessandro de Medici venne assassinato nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 1537 dal cugino Lorenzo de Medici. Il 9 gennaio il diciottenne Cosimo de Medici venne eletto capo della citt di Firenze. Proseguiti negli anni seguenti i vari tentativi antimedicei del fuoriuscitismo repubblicano rappresentarono il sintomo pi tangibile del definitivo tramonto della forza propulsiva del repubblicanesimo. CAPITOLO 4.LA RIFORMA LUTERANA 1.Le premesse Hussiti : Jan Hus aveva insistito sulla necessit di risollevare la vita spirituale e la disciplina morale del clero. La sua fama di predicatore e di professore comport verso di lui un attenzione sociale interclassista che Hus indirizz alla nascita di un sentimento nazionale cco, essenzialmente antitedesco. Dal

punto di vista dottrinale Hus era piuttosto debitore delle posizioni del riformatore religioso inglese John Wycliff, basate su: Bibbia come unica fonte di verit rivelata; Negazione della transustanziazione ( trasformazione delle eucaristiche del pane e del vino in corporea presenza di Cristo); Chiesa come comunit dei predestinati.

specie

A provocare i richiami di Roma fu la promulgazione di Hus delle nuove indulgenze. Venne convocato il Concilio di Costanza dove Hus vi si present con fiducia, ma invece la condanna si abbatt su 39 proposizioni enucleate nel suo trattato De Ecclesia. Condannato a morte fu arso a Costanza il 6 luglio 1415. La protesta boema contro la condanna di Hus portarono alla formazione ella chiesa hussita che introdusse luso del calice anche per i laici ( cio la comunione sub utraque specie, ossia sotto ambedue le specie del pane e del vino). Le tensioni nazionalistiche e religiose portarono alla presentazione dei Quattro articoli di Praga: Libert di predicazione e culto per gli hussiti Calici ai laici Incameramento dei beni ecclesiastici Persecuzione del clero moralmente reprensibile

Ci fu per una tendenza radicale che ruppe lunit dellhussitismo e che dette vita al taboritismo. Con la pace di Kutna Hora del 1485 si giungeva ad una convivenza religiosa nel regno boemo. In questo contesto fu semmai Lutero s poter contare sulla disponibilit degli eredi boemi dellhussitismo per la diffusione della propria nuova dottrina. Diverso dunque il terreno di cultura e diffusione del protestantesimo individuabile nella tradizione umanistica e nel Deutschtum ossia la tradizione popolare-nazionale tedesca. La tradizione umanistica aveva condannato il passato in campo religioso, ma non aveva condannato la Chiesa romana, piuttosto il suo patrimonio culturale e giuridico da cui la chiesa non voleva svincolarsi. La critica pi pesante fu quella filologica alle Sacre Scritture. Il senso di ribellione proprio del Deutschtum acquisiva con ci una connotazione religiosa antiromana. Era il popolo tedesco a sentirsi oppresso da autorit lontane ed esterne alla sua tradizione politica. A farsene portavoce prima di Lutero fu Ulrich von Hutten. Martin Lutero nacque a Eisleben in Turingia il 10 Novembre 1483, secondogenito di 8 figli. Lutero non conserv ricordi sereni della sua infanzia parlando spesso di troppo rigore familiare. Il 2 Luglio del 1505 mentre tornava da Erfurt( universit di legge) con un compagno, quest ultimo mor schiantato da un fulmine. Lutero atterrito avrebbe fatto voto a SantAnna di darsi a vita religiosa se avesse scampato la morte. Due settimane pi tardi sarebbe entrato nel convento agostiniano. Ha completato gli studi allUniversit di Wittemberg. Nelle universit tedesche si svilupp la corrente del nominalismo, interno alla scolastica, affiancato dal realismo e questo provoc tensioni e interventi ecclesiastici

2.Gli inizi della riforma Leone X, appena eletto pontefice nel 1513 aveva introdotto un sistema di indulgenze per costruire la chiesa di San Pietro a Roma. Addirittura venne esclusa la pratica penitenziale e considerata sufficiente lofferta economica. Cera inoltre una contrattazione economica tra Roma e le autorit politiche dei singoli stati che potevano vietare o meno le indulgenze. Il problema sorse quando uno dei sotto commissari preposti alla predica dellindulgenza, Lipsia Giovanni Tetzel, svolse il suo ufficio a 30 km da Wittemberg che era nel ducato di Sassonia dove non era stata consentita lesazione indulgenziale. La predicazione del Tetzel posero Lutero a contatto con il problema religioso e giuridico dei suoi fedeli che andavano fuori i confini della Sassonia per acquistare da Tetzel queste lettere con cui credevano di essere assolti da ogni peccato. La reazione di Lutero port la scintilla incendiaria della Riforma che non tuttavia rappresentata dallaffissione delle 95 tesi luterane alla porta della cattedrale di Wittemberg il 31 Ottobre 1517 giacch questa affissione non ebbe luogo. Lutero quel giorno scrisse una lunga lettera allarcivescovo di Magonza invitandolo a sorvegliare e correggere la prassi del Tetzel. Le indulgenze scriveva Lutero, non danno niente di buono alle anime per quanto riguarda la loro salvezza e santificazione : mai il Cristo comand di predicare le indulgenze. Nel post-scriptum di questa lettera Lutero faceva riferimento alle sue tesi allegate. Altrettanto fece con larcivescovo di Brandeburgo inviandogli riservatamente le tesi. Solo dopo il loro rifiuto di prenderle in considerazione le tesi vennero stampate e diffuse. Queste 95 tesi erano dunque punti di discussione riservata ai vescovi e ai colleghi delle vicine Universit. Non vi era nulla di rivoluzionario: veniva nuovamente attaccata la pratica indulgenziale. Tesi 43: si deve insegnare ai cristiani che meglio dare a un povero o fare un prestito che acquistare indulgenze; Tesi 25 : lautorit del papa non veniva oppugnata ma solo considerata analoga a quella del vescovo o sacerdote; Tesi 11 : veniva additata una responsabilit morale dei vescovi nello sviluppo delle pratiche indulgenziali; Tesi 90 : Lutero auspicava che alle sue tesi venisse data una risposta ragionevole

Posizione dottrinale di Lutero. Si attesta su capisaldi paolini e agostiniani. La giustizia non raggiungibile dunque dallumanit, ha una fonte ed un percorso ad essa esterna. Dio costretto ad entrare nellumanit per salvarla con un potere di intervento gratuito. la morte di Cristo che salva lumanit. La cooperazione delluomo alla salvezza impossibilitata dal suo stato di corruzione originaria. La giustificazione quindi per fede senza opere. Il libero arbitrio per Lutero corrotto sempre dal peccato originale. Impossibile quindi che il libero arbitrio conduca alla salvezza. La salvezza gratuita non pu avere a mezza misura di una salvezza condizionata ( negando con ci il purgatorio),

di mediazioni o intercessioni come la Madonna o i Santi (ripudiando cosi il culto delle immagini sacre e dei voti monastici) e neanche dunque della gestione di questa mediazione da parte della Chiesa. Chiesa per Lutero il raduno dei fedeli. Saltano con ci le gerarchie e le istituzioni ecclesiastiche. Laccertamento delle verit dottrinali deve essere effettuato ricorrendo alle sacre scritture. Inoltre afferma la riduzione dei sacramenti da 7 a 3 ossia battesimo, confessione e comunione. Indagine: Le autorit ecclesiastiche romane avviarono un indagine su Lutero e venne reso operativo il procedimento contro Lutero e a renderlo ancora pi spedito concorsero larrivo a Roma del cardinale Giulio de Medici. Commissioni consultive redassero un testo di condanna. A met Giugno fu pubblicata la bolla di condanna Exsurge Domine. Pur venendo condannate 41 proposizioni di Lutero, la bolla non giungeva di fatto alla scomunica ma gli concedeva 60 giorni di tempo per la trattazione. Il testo della bolla suscit reazioni che diedero la misura del favore popolare nel frattempo guadagnate da Lutero. Lutero stesso divenne leroe di una riforma. Opere: nellagosto del 1520 veniva pubblicata la prima opera della trilogia luterana lappello alla nobilt cristiana di nazione tedesca. I romanisti, diceva Lutero, hanno eretto intorno a se tre muraglie: superiorit del potere spirituale su quello temporale; interpretazione autentica della Sacra Scrittura riservata al papa; potere di convocazione del concilio. Le altre due opere furono La cattivit babilonese della Chiesa e la Libert del cristiano. La prima contenente la nuova dottrina dei sacramenti, e la seconda una chiara esposizione della giustificazione ex sola fede. Con la bolla Decet Romanorum Ponteficem Lutero veniva scomunicato e si minacciava di colpire dinterdetto le citt che lavrebbero ospitato. Proprio il vescovo di Magonza veniva inoltre nominato inquisitore. Lutero aveva scatenato il favore popolare ed era diventato il campione della lotta per le libert tedesche contro la tirannia politico religiosa romana. 3.La stabilizzazione politica del luteranesimo La Dieta imperiale di Worms aperta il 27 gennaio 1521 non fu convocata per esaminare il caso Lutero, ma la tensione sociale provocata da Lutero fece si che limperatore in persona se ne dovesse occupare. La grande euforia sociale per Lutero non consentiva pi di andare alla dieta per sanzionare la scomunica. Prevalevano in questo caso considerazioni pi di natura politica che religiosa: la necessit cio di non provocare strappi socio-nazionali allinterno dei confini dellImpero. Desiderio Erasmo da Rotterdam in uno dei suoi primi testi LEnchiridion millitis christiani ebbe una storia editoriale particolare: nessun successo ne allora ne con la seconda edizione, ma eccezionale diffusione dalledizione del 1515. Pur rimanendo dentro le istituzioni ecclesiastiche Erasmo sosteneva che sarebbe stata la religiosit del laicato a poter portare frutti riformatori, da cui : Necessit della circolazione e diffusione della Sacra Scrittura;

Attenzione agli insegnamenti morali; Critica radicale al formalismo religioso; Sottovalutazione del clero e delle istituzioni religiose; Critica alla scolastica.

Tra Erasmus e Lutero rimaneva una differenza sostanziale: il primo era dentro la chiesa cattolica, il secondo fuori. E la differenza sul piano economico fu ancora pi evidenti. Lumanesimo erasmiano era un umanesimo sovranazionale che avvertiva come unica patria comune lEuropa e che doveva avere una sola lingua, il latino ciceroniano. Il ribollire della situazione in Germania indusse quindi i rappresentanti presenti alla dieta a chiedere la convocazione di Lutero a Worms. Richiesta accolta dallimperatore che nel marzo concedeva il relativo salvacondotto a Lutero. Il viaggio di Lutero alla volta di Worms fu una sorta di viaggio trionfale, con il popolo entusiasta. Alludienza preliminare della dieta gli venne chiesto solo se riconosceva come suoi i libri che gli erano stati mostrati e se era disposto a ritrattarne le dottrine. Lutero chiese tempo e il giorno seguente rifiut pubblicamente di ritrattare. Lutero lasci Worms e il 25 maggio il testo di condanna di Lutero venne redatto: editto di Worms approvato allunanimit. Le sue opere vennero messe sul rogo, ma sulla strada di ritorno Lutero venne rapito e messo al sicuro nel castello di Wartburg dove visse in segreto per dieci mesi. Lutero a Wartburg visse delle crisi spirituali che pot superare con il lavoro intellettuale e soprattutto tradusse in lingua tedesca la Bibbia. Durante i dieci mesi del soggiorno di Lutero a Wittemberg operavano in sua vece i dei collaboratori, tra cui Carlostadio cui era stato affidato il compito di proseguire nellazione della riforma, anche se Carlostadio assunse poi posizioni radicali. La situazione a Wittemberg che stava per sfuggire di mano piegando verso esiti radicali spinsero Lutero a recarsi li dove in abito monastico inizi una serie di prediche contro le novit radicali introdotte nella liturgia. Si cre uno scontro sul piano dottrinale tra Lutero e Carlostadio e iniziarono una serie di guerre che niente avevano a che fare con la religione. Ad esempio la guerra dei contadini. Questa fu una sollevazione non causata principalmente dalla miseria e dalla disperazione contadina. Sui contadini per si riversavano le ripercussioni del superamento del sistema economico giuridico feudale e della conseguente fine delle loro antiche libert. A soffiare sul fuoco della rivolta fu Thomas Muntzer il quale aveva inserito nelle tesi di Lutero elementi mistici e palingenetici. Nel Manifesto di Praga Muntzer annunci la rinascita della nuova chiesa, la chiesa dello spirito e dei suoi eletti. Fond inoltre una sorta di setta segreta, la Lega degli eletti,, comporta da minatori e tessitori. I primi violenti moti contadini si propagarono nel cuore tedesco dellimpero. Linsurrezione prese carattere di movimento militare. Nella Svevia vennero redatti i Dodici articoli. Vi si rivendicava al primo punto il diritto di elezione dei parroci da parte delle singole comunit. Nel quarto e quinto si leggeva che saranno liberi per i

contadini attivit come luccellagione, la pesca e la caccia. Non si rifiutavano ne le prestazioni personali ne i tributi, si chiedeva solo che fossero ridotti. Lutero aveva risposto ai dodici articoli con una Esortazione alla pace in cui appellava alla moderazione, facendo ricadere su di loro la responsabilit dei gravi torbidi in corso. Quando il movimento contadino era dilagato incontenibilmente Lutero allinizio cambi opinione ma poi li riaccus imputandogli di coprire il Vangelo con questi loro delitti spaventosi e orribili, chiamandosi fratelli cristiani. Fine: nel maggio del 1525 , Filippo dAssia assediava Muhlhausen e inseguiva Muntzer a Frankenhausen forte di 8000 contadini. A fine maggio 5000 erano stati uccisi e M. decapitato. Clemente VII invi un breve di congratulazioni ai prncipi tedeschi per questa vittoria sui luterani veniva considerata luterana la rivolta dei contadini!! CAPITOLO 5. DIFFUSIONE E SVILUPPI DELLA RIFORMA 1.Larea baltica e tedesca Lespansione a macchia dolio del luteranesimo fu costante e non provoc nellarea baltica quelle tensioni che ci furono invece in occidente. Una prima spinta determinante verso il nord-est il luteranesimo la ebbe dal gran maestro teutonico Alberto di Brandeburgo. Tutta la Prussia e i territori dellex ordine teutonico divennero luterani. Ci furono dei profondi cambiamenti nei paesi scandinavi alla cui origine vi fu la disgregazione dellunione di Kalmar che riuniva danesi, svedesi e norvegesi. La Riforma in Svezia e Finlandia non assunse carattere di contrapposizione al cattolicesimo. Pi contrastata fu la situazione in Danimarca. La situazione religiosa fu istituzionalmente definita dalla Dieta di Odense del 1526 che spezzava la tradizione apostolica romana i vescovi danesi sarebbero stati consacrati dallarcivescovo di Lund. In occasione di dispute pubbliche a Copenaghen venne sanzionato in pubblico il culto luterano accettando i 43 articoli della Confessio Hafniensis redatta dal Tausen. Sud-ovest(Germania renana e Svizzera). Qui non ci fu un accettazione del luteranesimo cosi come era ma venne discusso e riformulato tanto da frastagliarne il profilo teleologico. Nelle citt invece di Norimberga, Augusta e Strasburgo ci furono tre tipi diversi di diffusione. A diversificare gli esiti della diffusione sarebbe stata la presenza di preesistenti filoni di cultura e tensioni politiche legate al dilagare della guerra dei contadini. a) Norimbergaci fu una rapida adesione di alcuni membri del consiglio cittadino al luteranesimo e la spinta venne da Osiander che per fu influenzato da Carlostadio e Muntzer lavorando alla tesi della giustificazione ex sola fide, tesi respinta da Lutero; b) Augusta era inserita in un contesto politico territoriale particolare per la Germania: la cattolica Baviera dei duchi di Wittelsbach. Ad Augusta erano rimasti pochi cattolici grazie allopera di propaganda luterana di Urbanus Rhegius. Non per questo il luteranesimo vi si afferm per. Ci fu

infatti una forte diffusione dellanabattismo tanto che Augusta divenne uno dei centri di maggiore diffusione europea dellanabattismo; c) Strasburgo sembr rispecchiare la sua posizione geografica a met strada da Wittemberg e Zurigo. Fu uno dei rari casi in cui la riforma si diffuse senza violenze e sotto il controllo delle autorit municipali con il pieno consenso cittadino. A questo sviluppo concorsero vari fattori: una particolare specificit dello spessore religioso cittadino, un senso di angoscia collettiva e una tolleranza religiosa frutto della cultura umanistica ed erasmiana. 2.Il contrasto dottrinale svizzero-tedesco e lanabattismo Una situazione analoga dal punto di vista geografico e culturale si ebbe nei cantoni e nelle citt svizzere, in particolare a Basilea e a Zurigo. A Basilea la presenza di Erasmo esercitava un freno al dilagare delle polemiche e delle violenze che avevano inevitabilmente accompagnato la diffusione delle nuove dottrine. Si ebbe una svolta con larrivo in citt di Ecolampadio, un dotto che aveva studiato nelle pi importanti universit europee e che aveva sperimentato come Lutero la vita monastica. Giunse a conclusioni dottrinali che gli valsero il plauso di Lutero ma non quello di Erasmo. Nel febbraio 1529 moti di piazza abbatterono il blocco conservatore rappresentato dal consiglio cittadino procedendo allespulsione dei cattolici. Ad Ecolampadio fu affidato il compito di riorganizzare la vita religiosa cittadina. Zurigo fu teatro dellazione riformatrice di Ulrico Zwingli. Alla base della sua lettura di Lutero c un interesse umanistico, una curiosit intellettuale che non lo porta infatti ad aderire immediatamente al messaggio luterano. Furono piuttosto la lettura e lanalisi di fonti comuni anche a Lutero che port Zwingli alladesione alla giustificazione per sola fede come conseguenza della radicale corruzione del genere umano e alla Bibbia come unica fonte di verit rivelata. Le 67 tesi proposte da Zwingli come base di discussione convinsero il Consiglio a consentirgli piena libert di predicazione evangelica; tuttavia non veniva ancora abolita la messa e quindi non si rompeva formalmente con la Chiesa romana. La Riforma prese piede a Zurigo per gradi e per decreti dellautorit politica; nel 1524 venivano soppressi pellegrinaggi e processioni; vengono tolte dalle Chiese immagini e reliquie e venne abolita la messa secondo la tradizione liturgica romana. Il 13 aprile 1525 fu celebrata per la prima volta la nuova messa. Ma se con ci si era ormai lontani alla tradizione cattolica non si aveva ancora aderito al luteranesimo. Differenza con Lutero Zwingli aveva preso le distanze da Lutero sulla concezione delleucarestia e aveva diversamente interpretato il battesimo. Per Lutero nelle specie eucaristiche del pane e del vino c comunque la presenza reale di Cristo, cambiava rispetto al cattolicesimo il metodo di spiegarla: non la transustanazione ma la consustazione. Nulla di tutto questo per Zwingli: le specie eucaristiche, pane e vino, rimangono tali senza la presenza di Cristo, servono a commemorare.

Riguardo al battesimo Zwingli e Lutero erano daccordo sul battesimo degli infanti ma mentre per Lutero il sacramento del battesimo trasmette e suscita la fede anche dellinfante, per Zwingli il battesimo assume il significato di impegno e fedelt.

Nascita in Svizzera dellanabattismo. Letteralmente vuol dire negazione del battesimo ma viene usato per indicare tutti coloro che erano dissidenti delle chiese. Lanabattismo nasce nella cerchia di giovani intellettuali riuniti intorno a Zwingli. Questo gruppetto assunse per una posizione radicale distaccandosi da Zwingli e avvicinandosi al consiglio cittadino. Latteggiamento di Z. e delle autorit zurighesi spinse allora il gruppo radicale a una decisione risoluta: una riunione la sera del 21 gennaio 1525 nel corso della quale i 15 rappresentanti i ribattezzarono a vicenda e celebrarono la cena come commemorazione della passione di Cristo. Nacque cosi la prima comunit anabattista. Il movimento inizi quindi a diffondersi fuori Zurigo e il problema non rimase cosi solo svizzero. Era diventata una questione europea che preoccupava le autorit religiose svizzere e tedesche, ma anche le autorit politiche di citt e stati allinterno dei quali pullulavano queste comunit. Il loro letteralismo biblico comportava infatti una serie di conseguenze sul piano politico-sociale e militare. Lanabattista praticava la comunione dei beni, la non violenza, rifiutava luso della spada e del giuramento, non riconosceva dunque lautorit politica. Il pacifismo era un atteggiamento pericoloso e inaccettabile da qualsiasi autorit politica. Zwingli per primo aveva avviato una serie di drastiche misure per frenare e punire lattivit degli anabattisti. ci fu una grande coalizione tra le autorit di Zurigo e quelle dei cantoni vicini tanto che tutti i pi esponenti e propagatori dellanabattismo vennero catturati ed esecutati. Il primo martire anabattista fu Felix Manz e ad emettere la sentenza era stato un tribunale laico non ecclesiastico. 3.Tentativi di composizione religiosa e politica Levolvere della situazione politica internazionale ( cap. 3 par. 5) comport la necessit di una ricompattazione. Nella Dieta di Norimberga del 1524 si era gi discusso tra fonti religiosamente contrapposti ma non ancora accorpati. Successivamente, limpressione suscitata dalle rivolte contadine produsse allinterno dellimpero i primi agglomerati politico-religiosi interstatali: cattolico con la lega di Dessau e luterano con la lega di Gotha-Thorgau. Il fatto che la Santa Sede non fosse rappresentata alla Dieta di Spira agevol una deliberazione detta formalmente recesso che ebbe del clamoroso: in attesa che il concilio universale venisse convocato e decidesse in merito alle questioni religiose, ogni principe territoriale tedesco doveva comportarsi riguardo al deliberato antiluterano di Worms, secondo responsabilit dinanzi a Dio e alla maest dellimperatore. Con ci i prncipi tedeschi avevano piena libert allinterno dei loro Stati (anticipazione del principio cuius regio et eius religio). Reazione Una nuova Dieta indetta nel marzo del 1529 da Carlo V ribalt le precedenti decisioni. I cattolici in maggioranza votarono la condanna del deliberato della precedente dieta di Spira e il ripristino degli ordinamenti e

istituzioni ecclesiastiche. Da allora gli aderenti al luteranesimo passarono sotto i nome di protestanti. Nellestate si dette lavvio a tentativi di accordo dottrinale tra confessioni luterana e zwingliana. Laccordo si presentava teologicamente arduo: alle dispute dottrinali tra Lutero e Zwingli si erano aggiunte polemiche personali che non consentirono di pronosticare esiti favorevoli ai colloqui. Incontro di entrambe le parti a Marburgo nei primi giorni di ottobre del 1529. Lutero e Zwingli vi parteciparono accanto ai loro consiglieri e teleologici ( Melantone e Sturm). Limpresa non riusc sul punto della presenza o meno di Cristo nelle specie eucaristiche. Dei 15 punti di discussione solo lultimo separ, senza possibilit di recupero, la dottrina zwingliana da quella luterana. Convocata l8 aprile del 1530 ed inaugurata il 20 giugno seguente, la Dieta di Augusta vedeva tornare limperatore in Germania dopo nove anni. Carlo V trovava un territorio imperiale non solo religiosamente ma politicamente e socialmente sconvolto. La dieta doveva trattare non solo del problema religioso, ma anche della guerra ai turchi e relativi sussidi economici. Per parte cattolica era presente ad Augusta il cardinal Lorenzo Campeggio e aveva suggerito come soluzione una rigorosa attuazione delleditto di Worms. La rappresentanza protestante fu affidata a Filippo Melantone che lavor alla stesura di un testo-base. Venne redatta la Confessio augustana composta da 28 articoli. Sui punti di scontro con la tesi cattolica gli articoli della Confessio erano stati redatti in termini pi blandi. Anabattismi e spiritualisti venivano espressamente condannati. Il testo poteva essere un buon punto di incontro tra le parti, ma rispondeva pi alle aspirazioni di Melantone che non alla realt dottrinale protestante. I controversisti cattolici avevano raccolto ben 404 proposizioni luterane da far condannare. La Dieta di augusta si concluse acuendo i contrasti che allinizio si erano voluti celare. Carlo V nel novembre promulg il recesso della dieta che obbligava, sotto pena di morte, allosservanza nellImpero del culto e della dottrina cattolica proibendo lintroduzione di ulteriori innovazioni rispetto allantica fede. Ai protestanti concedeva tempo fino al 15 aprile 1531 per riflettere ed adeguarsi. Il 23 febbraio 1531 veniva allora costituita la Lega di Smalcalda sottoscritta da Filippo dAssia e Giovanni di Sassonia,da Ernesto di Luneburg, Wolfang di Anhalt e i rappresentanti di undici citt libere. Vano fu il tentativo di Federico dAssia di far aderire Zwingli e i cantoni protestanti svizzeri alla Lega. 4.Stte radicali e istituzione calvinista Le regioni pi lontane dal potere centrale imperiale offrivano, come nel caso della Moravia, situazioni politiche religiose locali, ad esempio la convivenza di pi religioni ( hussita, luterana e cattolica). Situazione diversa nei territori centro-settentrionali dellImpero: in Westfalia fino ai Paesi Basssi. Lanabattismo vi si diffuse solo dal 1530 ed ebbe anche caratteri particolari sopraggiunti, perch a diffonderlo in tutta questa area fu Melchior Hofmann che impregnato nello spirito strasburghese confer notazioni escatologiche e profetiche finallora estranee allanabattismo europeo.

A Munster, la diffusione del luteranesimo aveva generato una nuova oligarchia cittadina, di estrazione borghese, che si era aggiunta a quella precedente cattolica. Popolo minuto e proletariato urbano, ostili ad entrambe le oligarchie cittadine, furono facilmente permeati dal nuovo carattere dellanabattismo. Al crescere delle tensioni socio religiose, gli anabattisti locali, si armarono occupando la piazza principale della citt. Caso Munster Nel timore di una guerra,luterani e cattolici iniziarono ad abbandonare Munster mentre vi accorrevano gli anabattisti dei territori vicini. Il vescovo inizi allora i preparativi militari per lassedio. Le elezioni per il rinnovo del Consiglio municipale tenute il 23 febbraio, determinarono cosi la facile vittoria anabattista. Il giorno dopo Jan Matthys era a Munster deciso a farne la Nuova Gerusalemme. Confiscati prima i beni dei miscredenti, fu instaurato il comunismo di consumo e si giunse ad abolire anche il possesso privato; denaro ed oggetti preziosi furono ammassati a disposizione dellautorit. A Matthys gli successe Jan Bockelson che impose la poligamia come possesso comune delle donne. La vita a Munster si spegneva in orge di sesso e sangue. Il 5 agosto i536 Giovanni Calvino entrava a Ginevra. Formazione: Francese, nato nel 1509 a Noyon in Piccardia da una famiglia borghese benestante, studi a Parigi; pass dalla formazione teologica (antiluterana) a quella giuridica. Dal contatto con il cugino Pietro Robert, ormai luterano, ebbe i primi approcci con le nuove dottrine religiose. Tornato a Parigi nel 1532 era conquistato dal luteranesimo. A parigi fu subito coinvolto nelle accuse di eresia. Lasciata la Francia sotto falso nome, soggiorn a Strasburgo e Basilea entrando in contatto coi protagonisti delle lotte di religione. A Basilea collabor alledizione protestante della Bibbia e in proprio pubblic nel 1536 un piccolo trattato di teologia sistematica, Linstitutio christianae religionis. Calvino si rec a Ferrara per far visita alla moglie del duca dEste, Renata di Francia che proteggeva una segreta accolita protestante. Mentre tornava a Basilea fece una visita in Francia da cui poi doveva raggiungere Strasburgo. Ma la strada pi diretta per Strasburgo era interrotta a causa della guerra tra Carlo V e Francesco I, e quindi devi per Ginevra. Situazione a Ginevra: solo da pochi mesi, nel maggio del 1536, i ginevrini avevano votato di voler rivivere secondo il vangelo, cio di accettare in citt il luteranesimo. Sul tessuto religioso cittadini la propaganda protestante si scontrava con la resistenza cattolica. Calvino era dunque giunto in citt dopo il voto cittadino. Fu allora che Farel, saputo del suo arrivo, gli impose di restare a Ginevra per continuarvi lopera di confermazione della fede protestante. Calvino ebbe in quella circostanza lincarico di lettore della Sacra Scrittura . Insieme a Farel present una Confessione di Fede da far giurare a tutti i cittadini, pena lespulsione dalla citt. il testo dette per luogo a reazioni non solo politiche ma anche religiose da parte di Berna, schierata su posizioni pi zwingliane. Dal 1538 la nuova composizione del Consiglio municipale ginevrino, ostile a Calvino e Farel provoc tensioni che portarono alla decisione di espellerli dalla citt. Strasburgo allora torn ad essere la meta di Calvino. Vi entrava nel 1538 e pot cosi completare liter del suo percorso teleologico rimasto allora sostanzialmente luterano. Da Strasburgo fu anche chiamato a riprendere contatti con Ginevra dopo una lettera che il vescovo di Carpentras

aveva indirizzato a Ginevra esortandola a tornare al cattolicesimo. Il Consiglio cittadino chiam allora Calvino a rispondere. Dopo la sua lettera di risposta dove puntualizzava sulla corruzione della Chiesa romana fu invitato a tornare a Ginevra nel 1540 dopo la vittoria dei guglielmini ( sostenitori di Guglielmo Farel). Dopo due mesi di lavoro ebbe lapprovazione dal consiglio delle sue Ordinanze ecclesiastiche. La chiesa ginevrina veniva affidata alle cure di quattro diversi ministeri : Diaconi; Anziani; Dottori; Pastori

La compagnia dei pastori insieme a 12 anziani costitu il Concistorio, che divenne il massimo organo direttivo e decisionale della Chiesa ginevrina e che entr in contrasto con il Consiglio cittadino. Posizione dottrinale( Calvino): ferme rimanevano le fondamenta comuni che, dalla concezione antropologica pessimistica portavano alla necessit di una salvezza esterna al genere umano, alla negazione di opere meritorie e del libero arbitrio e dunque alla giustificazione per sola fede e alla predestinazione. Il Dio che manifestava attivamente e terribilmente la sua sovranit sul crreato non si limitava a giustificare, tramite Cristo, i predestinati alla salvezza, lasciando agli altri ad un inevitabile destino di dannazione conseguente alla concessione della grazia. Propriamente dunque li condanna con un decreto orribile e irrevocabile alla dannazione eterna. Cerc di costruire un ponte tra strasburghesi e zwingliani. La sua concezione di una comunione reale con il corpo e sangue di Cristo senza la presenza materiale del cristo nelle specie eucaristiche, ma anche senza ladesione alla funzione memoriale della cena( zwingliana) ne faceva una nuova e autonoma posizione. Esclusa ogni presenza reale di cristo nelle specie eucaristiche la cena assumeva valore simbolico e significativo nel nutrimento di fede delle anime dei credenti. Per lideologia politica si trov pi vicino alle tesi zwingliane. In comune cera sempre la concezione dellautorit che surroga il proprio potere legittimante alla Sacra Scrittura e che richiede obbedienza. Lutero invece non consentiva una resistenza allautorit politica, mentre Zwingli e Calvino ammettono la liceit della resistenza, dellopposizione attiva e del tirannicidio. Quando dunque, per Calvino, unautorit politica contravviene al precetto di render gloria a Dio e ne ostacola la vera religione, ammessa la resistenza. Resistenza cui per non pu concorrere in prima istanza il popolo: questo gravoso compito spetta ai magistrati subordinati, cio autorit istituzionali e solo quando esse vengono meno possono proporsi i singoli fedeli. 5.Lo scisma anglicano Non si pu parlare, in termini storicamente corretti di riforma anglicana. LAtto di supremazia di Enrico VIII non assimilabile alla riforma protestante. Fu uno

scisma senza eresia. Ne si deve per credere che al rifiuto dellobbedienza romana Enrico VIII sia giunto per contingenti motivi personali come lamore per Anna Bolena. Neppure era un problema di contrapposizione di vertice. La diffusione del luteranesimo non era di agevolamento per la Corona. Nel Parlamento, la forte componente borghese, aveva preso di mira la persona di Thomas Wolsey, che assommava le importanti cariche religiose e politiche di arcivescovo di York e per 15 anni govern lInghilterra accanto a Enrico VIII. Problema matrimoniale: Enrico VIII a 18 anni ( 1509) aveva sposato sua cognata, Caterina dAragona, zia di Carlo V. Dalla nuova unione era sopravvissuta solo Maria. Gi innamorato di Anna Bolena, preoccupato per la mancanza di un erede maschio, inizi a pensare alla possibilit di far dichiarare nullo dalla Chiesa cattolica il suo matrimonio. Due passi del Vecchio Testamento erano in contrapposizione tra loro : il Deuteronomio era favorevole a matrimoni con la moglie del fratello. Mentre il Levitico la dichiarava una cosa illecita. Enrico VIII intendeva ovviamente considerare la posizione del Levitico. Assai cauto fu comunque il comportamento romano e del pontefice. Nel giugno 1528 fu inviato a Londra il cardinal legato( Lorenzo Campeggio) per listruzione in loco del processo di nullit matrimoniale e gli fu raccomandato di rallentare il pi possibile il viaggio nella speranza che il Re cambiasse idea ( speranza vana). In questo contesto fu convocato il Parlamento che fu detto Parlamento della Riforma. Ottennero subito la decisione di condannare a morte per lesa maest e alto tradimento, Wolsey. Venne nominato al posto suo Thomas More ( primo non ecclesiastico). A succedere allarcivescovo di Canterbury, William Warham, venne chiamato Thomas Cranmer che era certo sospetto di posizioni filo luterane. In pi ci fu lascesa di un filo luterano Thomas Cromwell. Con lAtto si sottomissione 1532 la chiesa inglese fu privata della potest legislativa in campo religioso-spirituale. Nel 1533 Enrico VIII sposava segretamente Anna Bolena e solo successivamente un tribunale ecclesiastico locale, presieduto dal Cranmer dichiarava la nullit del precedente matrimonio. Il Papa l11 Luglio 1533 dichiar nullo il matrimonio con Anna Bolena e scomunic il Re. Enrico VIII regol la successione al trono, con lAtto di successione dichiarando figlia illegittima la figlia di Caterina dAragona e dichiarando la successione al trono in favore di Elisabetta, figlia di Anna Bolena. Il 3 Novembre 1534 veniva promulgato lAtto di supremazia con cui Enrico VIII assumeva titolo di capo supremo sulla terra della Chiesa di Inghilterra. Nasceva con ci la chiesa anglicana senza che sul piano dottrinale vi fosse stata alcuna controversia con la Chiesa romana. Nel frattempo, nel 1536, Anna Bolena che non aveva dato il tanto atteso erede maschio, veniva accusata di adulterio e tradimento e venne decapitata il 19 maggio del 1936. Ma Enrico VIII ormai si era innamorato di Jane Seymour. Successivamente Enrico VIII tent di dare allo scisma un profilo dottrinale. Eman lo Statuto dei dieci articoli basato su: riduzione a tre del numero dei sacramenti, giustificazione ex sola fide, critica e culto delle immagini. Con la pubblicazione del Bishops Book viceversa condannava la giustificazione ex sola fide e ripristinava i documenti secondo la dottrina cattolica. Con lo Statuto dei sei articoli riconobbe il valore transustanziale delleucarestia; rifiuta la pratica liturgica sub utraque specie; obbliga al celibato

sacerdotale secondo la pi ortodossa dottrina cattolica. Lo scisma aveva insomma conservato un carattere antiromano solo sul piano politico. CAPITOLO 6. LEUROPA DEI CONFLITTI 1.limpero ottomano e gli Asburgo Anche lImpero ottomano basava la propria pretesa universalistica sulla religione che costituiva un potente fattore di coesione sociale giacch era considerata un complesso di norme che investivano tanto lesistenza spirituale quanto quella civile, giuridica e politica. Il cristianesimo e lislamismo condividevano la certezza di possedere ciascuno lautentica verit divina; la fede islamica tuttavia incitava allingrandimento territoriale attraverso il principio della guerra santa, consistente nel diffondere con le armi il credo musulmano in base al quale chi combatteva in nome di Allah era un martire destinato al paradiso. Tuttavia la conquista del mondo non implicava, come nel caso del cristianesimo, la conversione forzata degli infedeli : verso gli ebrei e i cristiani sottomessi i musulmani rimasero tolleranti. Lesercito prevedeva un originale e duplice sistema di reclutamento. Il grosso delle truppe era formato dai sipahi (cavalieri) che fornivano le prestazioni militari in cambio di un feudo vitalizio il timar. Laltro metodo di reclutamento era presentato dallarruolamento forzato di schiavi provenienti non solo da famiglie turche non di rango e dai cristiani fatti prigionieri di guerra, ma anche da ragazzi regolarmente prelevati da famiglie cristiane. Larga parte del personale civile amministrativo era formato dalla schiavit intesa per come stato di devozione totale al sultano. Da almeno due secoli questa struttura aveva consentito conquiste lungo tre direttrici: Penisola balcanica; Mar Nero; Mediterraneo e confini orientali dellImpero

Pur consentendo questa incontenibile serie di conquiste, limpero ottomano presentava al suo interno crepe che con il passare deli secoli sarebbero diventate pi profonde. Nel suo momento di maggior rigoglio lImpero ottomano era gi stato economicamente superato dagli Stati cristiani europei. Lassenza di una stabile aristocrazia terriera, a causa della non ereditariet dei feudi, implic la mancanza di una classe in grado di controbilanciare lassolutismo del sultano. La classe socialmente dominante era il ceto costituito dagli ufficiali dellesercito, dagli alti funzionari e dai religiosi. Vertice indiscusso di questo sistema era il sultano con il potere assoluto. Un punto debole era la mancanza di regole per la successione al sultanato. Durante il regno di Salimano II ( 1520-1566) la potenza e la civilt islamica raggiunsero lapogeo. Fece di Istanbul una grande citt e un punto di confluenza tra la cultura occidentale e quella orientale; perfezion il sistema

amministrativo e intensific la politica dei suoi predecessori dal punto di vista espansionistico. Per quanto la resistenza asburgica riuscisse nel complesso a contrastare lavanzata turca sul fronte balcanico, per tutti gli anni 20 Carlo V fu troppo assorbito dal problema tedesco e dalla guerra con la Francia per condurre uneffettiva politica anti ottomana. (VEDERE CONQUISTE- PAG 180-181) 2.Il quadro europeo La Francia tra il 1532 e il 1533 aveva consolidato i contatti con limpero ottomano. Clemente VII era in contrasto con gli Asburgo per la mancata acquisizione del ducato di Ferrara e delle citt di Modena e Reggio. In questo contesto in rapida evoluzione, solo provvisori apparvero i successi ottomani nei Balcani e a Tunisi. Nei Paesi Bassi, la politica di consolidamento delle frontiere settentrionali dellImpero, coinvolse Carlo V nelle travagliate vicende dellEuropa marittima del nord. Qui infatti la fine dellunione di Kalmar, con lindipendenza della Svezia e lintroduzione del Luteranesimo in entrambi i paesi venne a sovrapporsi alla preesistente concorrenza economica e commerciale nellarea del Mar Baltico tra i Paesi Bassi, le citt anseatiche e i regni scandinavi, determinando una serie di conflitti. Gli interessi economici dei Paesi Bassi nel Baltico impedirono consistenti aiuti al decaduto re danese che pur di avere lappoggio imperiale, rinunciava alle sue iniziali simpatie per il luteranesimo ritornando nel 1530 alla religione cattolica. Lo scenario in Germania rimaneva per Carlo V tra i pi preoccupanti. Qui il problema religioso sorto con Lutero interferiva sia sulla questione della riforma costituzionale tedesca, sia sulle scelte politiche internazionali. I prncipi tedeschi avevano rafforzato la propria sovranit territoriale. Per controllare meglio questa critica situazione e per fronteggiare pi efficacemente lavanzata turca, Carlo V, aveva ottenuto nel 1531 lelezione del fratello Ferdinando a re dei romani, dividendo cos di fatto i domini imperiali i due aree: la spagnola e la tedesca. Ma questo foment la tenace opposizione antiasburgica della stessa cattolica Baviera che non aveva esitato ad allearsi in quello stesso anno 1531 con gli smalcaldici. 13 Ottobre 1534: elezione al soglio pontificio del cardinale Alessandro Farnese con il nome di Paolo III. Desideroso di restituire al papato quel prestigio politico e religioso gravemente intaccato negli anni di Clemente VII, il nuovo pontefice abbracci subito una politica di palese neutralit tra le grandi potenze, rifiutando da una parte le richieste di aiuto di Francesco I per riconquistare Milano e dallaltro gli inviti di Carlo V a rinnovare lalleanza con limpero. Laltro obiettivo che il pontefice si era prefisso era quello di contenere lallarmante espansionismo islamico. Furono molti per a mostrare scetticismo, disinteresse o ostilit verso questa nuova politica della Santa Sede. Scettico era sicuramente Carlo V che interpret la neutralit pontificia come una comoda maschera per favorire i francesi. Venezia appariva tuttaltro che disponibile ad abbandonare la politica di cauta amicizia con il Levante. LInghilterra era ormai in aperta rottura con il papato soprattutto dopo la nascita del tanto atteso erede maschio da Jane

Seymour , ma soprattutto la Francia non intendeva incoraggiare mediante il concilio un eventuale ricomposizione religiosa tedesca a tutto vantaggio degli Asburgo n una qualunque guerra con gli ottomani. Paolo III non poteva che rinviare i progetti contro i turchi e cercare di costruire la pace franco-asburgica tentando di aprire il dialogo verso il mondo protestante. Le relazioni pontificio asburgiche peggiorarono sensibilmente e quando nellaprile del 1536 Carlo V giunse a Roma, pur raggiungendo un provvisorio accordo per lapertura del concilio, tenne un memorabile discorso nel quale protest pubblicamente contro la neutralit della Santa Sede. 3.Il nuovo conflitto franco-asburgico Il 1 novembre 1535 la morte senza eredi del duca di Milano Francesco II Sforza, aveva portato di nuovo alla ribalta lo spinoso problema della successione al ducato milanese, rivendicato da sempre dalla Francia. Per quanto appoggiato ora anche dallInghilterra, oltre che dai Turchi, Francesco I non riusc a conquistare il milanese. La ripresa delle ostilit fu ovviamente un colpo grave per Paolo III che convoc il Concilio per lanno successivo a Mantova. Questa decisione si rivel un insuccesso, diretto a rilanciare gli sforzi diplomatici per la pace: nel 1537 infatti la Lega di Smalcalda non poteva non rigettare come una condanna preventiva la definizione di preste delleresia luterana contenuta nella bolla papale di convocazione al concilio. A facilitare gli sforzi di Paolo III fu nel 1537 il crescente consenso per la creazione di una lega antimusulmana dovuto alle voci di un imminente arrivo nel Mediterraneo della flotta turca in appoggio di Francesco I. Quando Venezia si decise ad accettare la creazione di una lega antiturca, Francesco I pot misurare quanto la sua politica di alleanza con gli ottomani, avesse prodotto il non piacevole risultato di riavvicinare sempre pi i veneziani, Paolo III e Carlo V. Inevitabile fu a quel punto avviare le trattative di pace franco-asburgiche che, dallarmistizio di Moncon ai colloqui di Leucade rischiarono di emarginare lo stato pontificio e determinarono perci una vigorosa iniziativa diplomatica di Paolo III che riusc a far incontrare Carlo V e Francesco I a Nizza. La tregua di Nizza congel la situazione di fatto stabilendo un armistizio di dieci anni e non quella pace generale a cui aspirava Paolo III. Per quanto riguarda Milano, limperatore decide unilateralmente di assegnare il ducato al figlio Filippo facendo crollare le speranze francesi. Lega anti turca: Carlo V, Ferdinando dAsburgo, Venezia e lo Stato pontificio ( Lega santa dell 8 febbraio 1538). Allinterno della lega cerano per molte divisioni. Carlo V avrebbe voluto rinviare di un anno la spedizione anti turca. La spedizione venne invece organizzata nel 1538 . Nonostante la tregua di Nizza e la lega santa Paolo III sembrava aver fallito i suoi obiettivi : definitiva pacificazione franco asburgica e unit dellEuropa cristiana contro lIslam. Fu nel 1539 che si giunse allaccordo tra la Lega di Smalcalda e Carlo V, accordo di Francoforte, con cui si decise di tenere di l a poco una conferenza religiosa per cercare di appianare le divergenze dottrinali tra protestanti e

cattolici. Iniziati nel 1540 a Spira gli incontri tra i teologi riformati e cattolici, avvennero alla presenza di Ferdinando dAsburgo. N usc un sostanziale passo in avanti nel dialogo tra le due confessioni, tanto che Carlo V, di nuovo minacciato dai turchi in Ungheria, si rec pieno di speranze alla Dieta convocata a Ratisbona per il 6 gennaio 1541. Limpossibilit di unintesa dottrinale fu chiara sul tema delleucarestia. Fu allora che Paolo III comunic lintenzione di convocare un concilio il prima possibile. Il fallimento dei colloqui di Ratisbona chiuse per sempre le speranze di una riconciliazione dellEuropa cristiana e non lasci grandi margini allazione di Paolo III che non ottenne lauspicata pace definitiva. Inutile fu la convocazione del Concilio a Trento respinta da Carlo V per non irritare i prncipi tedeschi protestanti. Le relazioni con Roma giungevano al limite della rottura per il riavvicinamento del pontefice a Francesco I. Nel 1543 le pessimistiche previsioni di Paolo III sembrarono avverarsi. Conflitto Carlo V attacc direttamente la Francia. Francesco I non riusc a rovesciare le sorti della guerra anche a causa della contemporanea invasione subita ad opera dellInghilterra. Loffensiva di Carlo V, giunto alle porte di Parigi, si ferm per la fulminea stipulazione della pace di Crepy ( 1544). Con questa pace la Francia e limpero si accordarono per una soluzione diplomaticodinastica: il figlio di Francesco I, Carlo dOrleans, avrebbe sposato una principessa asburgica acquisendo cosi i Paesi Bassi, oppure larciduchessa Anna dAustria, figlia di Ferdinando dAsburgo, nel qual caso avrebbe ereditato il ducato milanese. La pace di Crepy raffredd ulteriormente i rapporti tra Carlo V e Paolo III. In realt Carlo V non avrebbe ceduto Milano cos facilmente. La morte prematura di Carlo dOrleans, permise a Carlo V di svincolarsi dagli accordi di Crepy e di confermare lannessione del ducato di Milano ai domini spagnoli. 4.La guerra di Smalcalda Alla rapida conclusione della pace di Crepy, Carlo V era stato spinto dallaggravarsi della situazione politico religiosa della germania che lo aveva costretto di nuovo quellanno a largheggiare alla Dieta di Spira concessioni ai protestanti in cambio del loro sostegno finanziario e militare contro i turchi. Ma una volta stipulata la pace egli pot finalmente affrontare la questione tedesca sullo sfondo di una situazione internazionale favorevole. Oltre alla Francia, si erano riappacificati con lImpero anche i Danesi e Solimano il Magnifico. Paolo III aveva riconvocato il concilio , ma proprio lapertura del concilio restrinse i margini di trattativa tra Carlo V e la Lega di Smalcalda, la quale costituiva una minaccia per quei principati gravitanti nellarea di Westfalia. Carlo V decise quindi di muovere guerra alla Lega di Smalcalda: raccolse in Germania i suoi eserciti, appoggiati dalle truppe pontificie e avvi una guerra che per la prima volta vedeva contrapposti in Germania un imperatore e i prncipi territoriali protestanti. Carlo V inflisse una sconfitta agli smalcaldici a Muhlberg. 5.Carlo V e lItalia : unegemonia difficile

Proprio quando otteneva i suoi pi importanti successi in Germania, Carlo V doveva subire una recrudescenza delliniziativa francese in Italia. Oltre che dalla scena politica internazionale, le tensioni che misero a repentaglio il predominio asburgico traevano in buona parte origine dalle profonde trasformazioni della societ italiana che continuava ad essere scossa dalle ripercussioni di quei processi di oligarchizzazione giunti ormai a maturazione. Si rafforz la tendenza a restringere gli accessi ai consigli municipali e alle cariche governative da cui furono del tutto esclusi i ceti popolari. Si costituirono in tal modo i patriziati cittadini, ceti non necessariamente omogenei per provenienza sociale, ma unificati dalla detenzione del potere politico. Da simili conflittualit and esente, chi, come Venezia, aveva da tempo stabilito il potere del patriziato e salvaguardato la propria indipendenza anche se al prezzo di una rinuncia di ogni residua ambizione di espansione in terraferma. Ridimensionata quindi nel suo ruolo di protagonista politica, Venezia ripieg sul piano culturale: mitizz il proprio passato con il letterato e umanista Pietro Bembo che redisse una storia della Repubblica. Diversa invece la realt milanese dove lavvento spagnolo nel 1535 e la pace che ne segu produssero una graduale ripresa economica. Qui la Spagna dovette piuttosto affrontare i problemi di un riordinamento legislativo e di riassetto politico-istituzionale per legare a s i patriziati cittadini e soprattutto quello del capoluogo. A Milano il rapporto privilegiato con loligarchia fu perpetuato mantenendo in vita il Senato, creato da Luigi XII, e composto per 1/3 da spagnoli e per il resto da patrizi milanesi e dotato di ampie competenze giudiziarie, amministrative e legislative. Questa autonomia lasciata agli organi di governo cittadino fu per controbilanciata da un forte centralismo spagnolo che diete luogo a un dualismo istituzionale tra il Senato e le magistrature milanesi da una parte, e il sovrano asburgico e il governatore spagnolo dallaltra. Questultimo in particolare richiudeva in s amplissimi poteri di governo e di suprema giustizia che non mancarono di suscitare contrapposte rivendicazioni autonomistiche del patriziato, mai debordate per in aperta ribellione. Altrove nellItalia settentrionale non ottenne grandi benefici dallegemonia imperiale, neanche chi sembr inizialmente tranne qualche profitto. Fu il caso del duca di Savoia, Carlo III che passato dalla subordinazione alla Francia alla neutralit, guadagn la contea di Asti ; ma ci non imped allo stato Sabaudo di perdere i possedimenti ginevrini a vantaggio degli Svizzeri; n permise al duca di ottenere il Monferrato. Espressione sintomatica dellintreccio che venne stabilendosi dalla preponderanza imperiale e le dinamiche interne dei singoli stati era stata invece nel 1528 limprovvisa svolta filoasburgica impressa alla Repubblica di Genova da Andrea Doria. Produsse una riappacificazione della classe dominante genovese che da tempo era lacerata da estenuanti conflitti tra i cosi detti nobili ( famiglie pi antiche dedite ad attivit bancarie e navali) e i mercanti e artefici ( famiglie di pi recente ricchezza acquisita con la produzione ed il commercio di tessuti. ) Carlo V aveva ormai il ruolo di arbitro nelle vicende dellItalia.

La repubblica di Lucca fin per chiedere la protezione asburgica. Ma in esiti pi drammatici fin la repubblica di Siena. Proprio Siena fu oggetto dal 1537 di un duraturo contrasto tra Cosimo I de Medici, impegnato a proseguire la politica fiorentina tradizionale di assoggettamento della Toscana, e Paolo III intenzionato ad acquisire il territorio per unirlo ai possedimenti feudali farnesiani abruzzesi e laziali costituendo cos uno stato antimediceo. Carlo V decise di perpetuare il governo mediceo poich la convergenza di interessi tra il pontefice e gli esuli fiorentini legati alla Francia gli apparve pi pericolosa. Fu da questi propositi che nacque nel 1545 la decisione di Paolo III di concedere a suo figlio Pier Luigi Farnese il titolo ducale per i territori di Parma e Piacenza con il duplice obiettivo di difendere le terre ecclesiastiche nel settentrione e controllare il particolarismo della feudalit locale, impedendone eventuali alleanze con gli Asburgo. La politica accentratrice del Farnese provoc nel ducato una forte resistenza nobiliare subito sostenuta dal governatore di Milano, Fernando Gonzaga. Nel 1545 ci fu una congiura (organizzata con il consenso di Carlo V ) che uccise Pier Luigi Farnese, cui segu loccupazione imperiale di Piacenza che smembr in due parti il Ducato. Il figlio di Pier Luigi, Ottavio Farnese cerc allora in tutti i modi di ottenere leredit ducale dallo zio pontefice, che tuttavia si oppose alle ispirazioni del nipote per la sua parentela con Carlo V, preferendo reintegrare Parma nei domini ecclesiastici. Nel Regno di Napoli la tensione si era manifestata nel dualismo istituzionale tra il vicer e i due principali organismi del baronaggio : lantico parlamento e il Consiglio collaterale. Negli anni 20 lo sforzo della monarchia di raggiungere un compromesso con i feudatari si era gi rilevato fallimentare. Alla dura repressione avviata dalla Spagna contro la feudalit francofila era seguita, con la nomina a vicer nel 1532 del castigliano Pedro Alvarez de Toledo, unintensa opera di accentramento statale, di riordinamento amministrativo e di disciplinamento sociale che aveva colpito il baronaggio. Il baronaggio napoletano sfrutt ripetutamente le richieste finanziarie spagnole per farne oggetto di contrattazione politica e preservare cos i propri privilegi. La decisione nel 1547 di introdurre linquisizione spagnola a napoli provoc la reazione della popolazione con una serie di tumulti. I moti anti inquisitoriali convinsero Carlo V a ritirale il provvedimento. 6.Verso la pace Il 1547 fu fondamentale non solo per la sconfitta della lega di Smalcalda ma anche per gli avvenimenti che coinvolsero lintera Europa. Quellanno infatti Ferdinando dAsburgo stipulava con i turchi una tregua per lUngheria. Nello stesso anno scompariva Francesco I e sul trono francese saliva il figlio Enrico II. Ad incoraggiare i progetti francesi anti asburgici furono soprattutto le rinnovate possibilit di alleanza con i prncipi protestanti tedeschi. Fu proprio lalleato di Carlo V, Maurizio di Sassonia, che si riavvicin agli stati protestanti e ad Enrico II. Nellottobre 1551 si concludeva a Lochau un accordo tra la Francia e i prncipi tedeschi per il quale in cambio di aiuti finanziari furono promesse ad Enrico II le citt di Cambrai, Metz, Toul e Verdun.

Nuovo pontefice Giulio III ( 1550-1555). Ricominciano i lavori conciliari per la risoluzione della questione di Parma e Piacenza. Il 29 Aprile 15522 si sottoscrisse un accordo per cui Parma tornava ad Ottavo Farnese e Castro al fratello, Orazio. Con ci Giulio III rese possibile la prosecuzione dei lavori conciliari cui Carlo V teneva in maniera particolare e ai quali per la prima volta partecipavano anche i principi di alcune citt protestanti tedesche. Ma fu lillusione di un momento. Non solo la presenza dei protestanti a Trento si risolveva con nulla di fatto, ma lalleanza della Francia con i prncipi protestanti riapr la guerra in Germania. Germania qui tra marzo e aprile 1552, le truppe francesi conquistavano i territori di Metz, Toul e Verdun mentre la Franconia e la Svezia erano invase da Maurizio di Sassonia. Il 28 aprile del 1552 il concilio a Trento chiudeva di nuovo i battenti. Maurizio di Sassonia abbandon lalleanza con la Francia per avvicinarsi a Ferdinando dAsburgo, ponendo cosi le premesse per quellaccordo confessionale in Germania che avrebbe trovato definitiva sistemazione tre anni dopo ad augusta. Nellagosto 1552 la Pace di Passau stabil una tregua. Una serie di eventi portarono Carlo V a dover giungere a una pacificazione generale con la quale si chiudeva per sempre il sogno universalistico. Il 25 settembre 1555 la Pace di Augusta, negoziata da Ferdinando dAsburgo, diede una tregua definitiva alla questione religiosa con il principio cuius regio, eius religio ossia dando ai singoli stati e alle citt libere dellimpero il potere di scegliere le confessioni, luterane o cattoliche e imponendole ai sudditi. La pace di augusta falliva anche lidea di una Riforma universale di Lutero, dando spazio al principio della divisione e del particolarismo. Pu considerarsi la prima tappa del processo di formazione della Germania moderna sancito poi dalla pace di Westfalia del 1648 eliminando per sempre la prospettiva di creare uno stato assolutistico e centralizzato. Limpero per grazie alla soluzione federale decisa ad Augusta, continu ad esistere e a funzionare in quanto unitaria realt sovrastatale preposta alla salvaguardia della difesa verso lesterno, garantendo in tal modo lunit politica della nazione tedesca. Ci che crollava ad augusta, non fu quindi lImpero in quanto tale, che riusc a sopravvivere, ma lidea di una monarchia universale estesa sullintera cristianit europea coltivata da Carlo V, il quale prese dolorosamente atto della nuova realt decidendo di abdicare a tutte le sue corone e di sistemare una volta per sempre il conflitto con la Francia. Il 16 gennaio 1556 Carlo V abdicava a favore del figlio cedendo i regni spagnoli. Successivamente stipul una tregua quinquennale con Enrico II e infine la corona imperiale andava al fratello Ferdinando. Carlo V sanzionava cosi la fine della sua ambiziosa politica imperiale, parzialmente riuscita nello sforzo di contenere la temibile spinta espansionistica turca e di soppiantare i francesi nel dominio dellItalia. Sale inoltre al soglio pontificio il cardinale Giampietro Carafa con il nome di Paolo IV (1555-1559).

Le ragioni che spingevano Paolo IV contro gli asburgo erano di carattere politico e religioso. Fin da vescovo si era opposto allimpero considerandone la tentata politica di conciliazione con i luterani tedeschi come un motivo di incoraggiamento del protestantesimo. Piano di Paolo IV: lotta alleresia, programma di riforme, rilancio dellautonomo ruolo politico dello stato pontificio.

Il papa ag con una politica di alleanza verso la Francia, e una guerra contro gli alleati alla Spagna nello stato pontificio, la famiglia dei Colonna. Filippo II allora manda una spedizione nel Regno di Napoli per recuperare i domini collonesi: le truppe comandate dal duca dAlba invadevano le terre ecclesiastiche e conquistavano una parte della campagna romana. Paolo IV fu costretto ad un breve armistizio. A questo punto avrebbe voluto dirigere lattacco contro il napoletano mentre Carlo Carafa preferiva dirigersi verso la Toscana. Quando prevalse lopinione del pontefice ormai lesercito spagnolo aveva respinto lattacco di quello francese, sconfitto a Paliano. Paolo IV fu costretto alla pace, stipulata a Cave (settembre 1557) con cui scioglieva la lega antispagnola e ritirava le scomuniche contro i Colonna in cambio della restituzione dei territori ecclesiastici. Il 3 Aprile 1559 si giunse alla pace di Cateau-Cambresis che defin gli accordi che posero fine alle guerre dItalia e al conflitto tra gli Asburgo e la Francia. La Francia ottenne sia Calais che i tre vescovati di Metz, Toul e Verdun. In Italia Enrico II dovette per lasciare il ducato di Savoia, che occupava dal 1536 ad Emanuele Filiberto. Con la perdita del Piemonte, la Francia perse anche la parte della Corsica da lei occupata. Il sovrano francese rinunciava inoltre definitivamente alle sue pretese sul Ducato di Milano e sul napoletano. A Cosimo I de Medici venne riconosciuto il possesso di Siena, ma la Spagna si impossess di alcune piazzeforti sul litorale tirrenico. Complessivamente questa pace certific lo stato di fatto che si era venuto a realizzare nei decenni precedenti stabilendo la compresenza di tre aree politiche: 1. Francese 2. Spagnola 3. Turca CAPITOLO 7. ETERODOSSIA E CONTRORIFORMA IN ITALIA (STESSE PAROLE ESATTE DEL LIBRO SULLA CONTRORIFORMA!!!) 1.Vecchie e nuove eresie La prima certificazione della presenza di Lutero in Italia si ha in un manoscritto del 1520, la Storia in forma di dialogo della mutazione di Firenze, opera di Bartolomeo Cerretani. Si invitava a leggere i libri ma anche a diffidare dal pontefice. La tradizione umanistica e anticuriale aveva un suo ruolo anche se ancora non tale da favorire Lutero, ma sufficiente a far fermentare i germi di una cultura contraria al potere della Chiesa romana, aggravato dal crollo dellequilibrio italiano con la discesa di Carlo VIII. Il passo di Cerretani testimonia lindifferenza romana verso le attese di rinnovamento. Infatti

impostori e teologi, ortodossi ed eretici venivano accumunati sotto il segno di un eterodossia fatta coincidere con il dissenso, di qualunque natura, verso le gerarchie ecclesiastiche. Tra le nuove accuse comparve quella delleresia fraticellana o begarda. Accusa che sarebbe poi rimbalzata infondatamente anche contro Lutero in quanto laccusa di begardismo era come anche per il Savonarola, una scorciatoia per giungere alla condanna. BEGARDISMO. Il begardismo proiettava a luce meridiana laccusa di eresia anche sulle origini affatto ortodosse, fondate sulla vita comune e sulla comune lettura della Bibbia. Sorto e diffusosi nellarea fiamminga, il movimento fu soggetto ad una progressiva accentuazione mistica in particolare nella componente femminile. Il tratto ascetico che lo caratterizzava portava a percorrere una via inizialmente penitenziale, ma poi sempre pi ripida e mistica di mortificazione del corpo alla cui sommit cera il congiungimento dellanima con Dio. Testo base il Miroir des simples ames di Margherita Porete. Lopera ebbe vasta diffusione e fu ripetutamente condannata, cos come la sua scrittrice arsa come eretica. Il begardismo fu un eresia che si svilupp a riparo e affacciarsi episodicamente nel 500 per poi riproporsi definitivamente nel 600 con il nome di quietismo. Nel quadro di crisi della politica italiana un ruolo importante ce lo ebbero delle figure femminile portatrici di esperienze religiose. Per esempio due furono Arcangela Panigarola e Paola Antonia Negri da cui nacque lordine delle Angeliche e la congregazione dei barnabiti che in segnavano un illuminazione a pochi prefetti in grado di raggiungere una libert spirituale tali da sottrarli a qualunque autorit esteriore. Sono esempi questi di quanto difficile fosse segnare un confine netto tra eresia e ortodossia in anni in cui tuttaltro che definite erano le certezze dogmatiche che solo dopo il Concilio di Trento poterono dirsi stabilite. Il begardismo inoltre distingueva tra una Chiesa grande a cui appartenevano solo gli spiriti sottili, e una Chiesa grande cui appartenevano tutti gli altri. Analoga distinzione si ritrovava nellalumbradismo. ALUMBRADISMO. Sviluppatosi negli anni 20 nella penisola iberica, fu duramente represso dallInquisizione spagnola. Caratteristiche dellalumbradismo erano lidea che solo una particolare illuminazione divina (alumbramiento) potesse garantire una giusta lettura delle Sacre scritture e la convinzione che il totale abbandono in Dio permetteva una libert interiore tale da affrancare dallesteriore osservanza di obblighi cerimoniali e rituali. Andavano cos ad annullare la funzione e lautorit dellistituzione ecclesiastica. Un simile itinerario tuttavia era percorribile solo da ristretti gruppi di iniziati. In queste idee si mescolavano tradizioni erasmiane e del begardismo. Non fu un caso se dalla met degli anni 30 queste dottrine furono reintrodotte da Juan Valds trovando un terreno fertile e gi dissodato. Il sacco di Roma segn linizio di prese di posizione meno ambigue. Le nuove autorit cercarono

di tenere a freno queste spinte emotive ora irrobustite dalla recezione pi matura del luteranesimo. Sorsero per in italia i primi dubbi sul comportamento da tenere: esulare? Rimanere? 2.Istanze di riforma e Ordini religiosi Invocata da tempo, la riforma della Chiesa appariva agli inizi del 500 non pi rinviabile. Agli stessi vertici della Chiesa il collegio cardinalizio era sottoposto alle influenze politiche dei vari Stati Europei. I cardinali mantenevano vere e proprie corti e conducevano una vita fastosa. La Chiesa inoltre vedeva ridimensionato il suo potere in vari stati europei, tranne che in Italia. Soprattutto i sovrani si fecero protagonisti di un interventismo sui benefici ecclesiastici ( parte dei beni e delle rendite della Chiesa attribuite in possesso vitalizio ad un ecclesiastico per sostentarlo). Fu su questo sfondo che si fecero pi insistenti le voci, gli appelli e le richieste di una riforma per liberare la Chiesa dalla desacralizzazione. In Francia lidea di una riforma era richiesta da tutti anche dagli Stati Generali. In Spagna lartefice delle istanze di una riforma fu Francisco Ximenez de Cisneros. In Italia il documento pi significativo di queste istanze fu Libellus ad Leonem X apparso nel 1513 e scritto da due patrizi Veneziani: Vincenzo Querini e Tommaso Giustiniani. I due patrizi denunciavano labbandono della corretta pratica evangelica da parte degli Ordini regolari e lignoranza del clero. Non meno rilevanti furono le esperienze di confraternite come lOratorio del Divino Amore al quale parteciparono ecclesiastici sensibili alla necessit di riforma ma non disposti a lasciarsi influenzare dalle dottrine protestanti. Dopo il sacco di Roma la stessa curia romana trov la forza per avviare un periodo di rinnovamento bench lento e graduale. Il 1527 segn in questo senso un punto di non ritorno dopo il quale apparve sempre meno rinviabile quella riforma ecclesiastica. Gli Ordini religiosi da tempo erano attraversati da movimenti interni di riforma, soprattutto nei benedettini, francescani e domenicani. La crisi aveva contrapposto al loro interno gli osservanti ossia i sostenitori della regola della povert, ai conventuali disposti a uninterpretazione meno rigorosa e oggetto di continui scandali. La crisi era accentuata dalle critiche mosse verso gli ordini da Lutero ed Erasmo in relazione alla vita monastica e allinsufficiente preparazione teologica. Nel contesto di questa crisi si svilupp negli ordini unondata riformatrice e la pi significativa fu quella dei cappuccini col fine di restaurare lantica regola del Santo di Assisi. I cappuccini ebbero nel 1528 il consenso del pontefice. Un rilievo particolare lo ebbero i GESUITI. Sorti dalliniziativa dello spagnolo Ignazio Lopez di Loyola, nato nei Paesi Baschi. Pronunci a Montmarte il 15 agosto 1534 i voti da cui nacque il nuovo ordine. La sua vita spiega i caratteri da lui impressi alla Compagnia di Gesu basata su principi organizzativi di stampo militare e allo stesso tempo su un misticismo che doveva fungere da premessa ad una religiosit militante. Importante era il peso dellesperienza individuale. Negli esercizi spirituali che ogni gesuita doveva fare annualmente

per 4 settimane, la contemplazione che conduce a uno stato di estrazione dal mondo e vicinanza da Dio, fungeva da premessa. La contemplazione del peccato e dellinferno e poi quella passione del martirio di Cristo dovevano essere effettuate immaginandosi di partecipare veramente a quegli eventi con tutti i sensi corporei. Solo chi attraversava con il corpo e la mente questa esperienza poteva ripresentarsi nel mondo come semplice strumento della volont di Dio. I gesuiti si espansero in tutta Europa seguendo due direttrici: collaborazione con i governi e attivit educativa. 3.Un bivio emblematico : Gian Pietro Carafa e Juan de Valds CARAFA. Emblematica espressione dellintransigenza ortodossa la figura del Carafa. Fuggito da Roma si rifugia a Venezia dove pot manifestare pienamente la sua concezione indirizzando a Clemente VII un suo scritto, De lutheranorum haeresi resprimenda et ecclesia reformanda dove indicava le condizioni per una ripresa di credibilit dellistituzione ecclesiastica : da una parte lotta spietata contro il luteranesimo e dallaltra una riforma. Il programma lo riteneva pi che mai urgente e stabiliva quindi un nesso tra riforma ed eresia. Individuava nel dissenso religioso un primo passo verso la contestazione che aveva gi incendiato molti paesi europei. Da qui una definizione di eresia che si applicava anche ai comportamenti morali e alla corruzione. Il Carafa collabor con Contarini soprattutto quando furono chiamati a roma dal pontefice Paolo III per affidargli il compito di riformare la chiesa. Il documento che ne usciva, Coonsilium de emendanda ecclesia elencava per la prima volta tutti i mali della chiesa e ne indicava i rimedi in una serie di riforme. Il Carafa e il Contarini erano daccordo nel riformare la Chiesa ma si discostavano per gli esiti. per il Carafa la riforma era diretta a togliere spazio alla fondatezza della critica protestante, a rafforzare gli strumenti di controllo e a combattere leresia. per il Contarini la riforma avrebbe dovuto favorire un compromesso con i movimenti protestanti. La frattura divenne inevitabile nel 1541 quando il fallimento dei colloqui di Ratisbona dimostrarono il fallimento della politica moderata di dialogo. VALDES. Juan de Valds sfugg in Spagna allInquisizione e si rifugia prima a Roma poi a Napoli. Il Valds imbevuto di erasmismo. Le dottrine valdesi si distanziarono da quelle luterane. Ne condivideva la giustificazione per sola fede e la svalutazione delle opere, ma se ne allontanava per limportanza attribuita allilluminazione spirituale e per limportanza attribuita allesperienza individuale di fede in base al quale distingueva diversi livelli della chiesa, non negando per la massa dei fedeli la validit delle cerimonie liturgiche che erano invece meno importanti peri pochi. A raccogliere leredit di Valds dopo la sua morte fu Reginald Pole. 4.LInquisizione romana

Carafa ottenne nel 1542 la tanto invocata Inquisizione romana, soprattutto vista la grande diffusione del luteranesimo negli strati sociali della popolazione. A rendere pi grave la situazione era la predicazione popolare in grado di coinvolgere migliaia di persone. A ritardare listituzione dellInquisizione stava quella politica di equilibrio mantenuta da Paolo III. LInquisizione fu avviata nel 1542 con la bolla Licet ab initio che istitu il tribunale romano del SantUfficio. Il motivo che spinse la decisione di Paolo III fu il fatto che il protestantesimo aveva raggiunto zone come Lucca e perfino i confini dello Stato ecclesiastico come Modena. A Lucca si ebbe un apprezzamento per il calvinismo, mentre a Modena la diffusione si ebbe in unAccademia dove si leggevano e commentavano i testi di Lutero. Il nuovo strumento dintervento antiprotestante fu affidato da Paolo III a sei cardinali: Gian Pietro Carafa Juan Alvarez de Toledo Pietro Parisio Bartolomeo Guidiccioni Dioniso Laurerio Tommaso Badia

Veniva cos riorganizzata la vecchia inquisizione medievale, con la sede centrale a Roma e tante sedi periferiche. In pi veniva creata una fitta rete di informatori. LInquisizione romana di fatto oper solo nella penisola. Un procedimento tipi dellInquisizione poteva aver inizio dufficio o tramite denuncia. Limputato aveva un termine di tempo per presentarsi davanti al tribunale. Allimputato venivano mostrati solo i capi daccusa con i nomi celati dei testimoni. Alla prima fase dellinterrogatorio (detto libere) seguiva se necessario un secondo interrogatorio (detto stricte) in cui veniva utilizzata la tortura. La prima volta che limputato veniva condannato era una pena ammonitoria. Le volte dopo prevedevano il carcere e la pena di morte. Alla condanna seguiva lesproprio dei beni. 5.Concilio, dissenso radicale e nicodemismo Il Concilio era ormai richiesto anche da Roma. Era un Concilio che andava a prendere una netta posizione contro il luteranesimo dato che un colloquio dintesa si era dimostrato impossibile. La sede del Concilio fu stabilita a Trento. Il pontefice nominava legati conciliari tre cardinali: Pietro Paolo Parisio, Reginald Pole e Giovanni Morone. La nomina di Pole cre reazioni stupefacenti. Il Concilio di Trento fu ripreso e sospeso pi volte, bloccato poi dalle vicende belliche tra Francia e Impero e finalmente inaugurato con solennit nel dicembre 45. Le prime sessioni sulle questioni dottrinali non lasciarono dubbi sulle intenzioni romane. Nella IV sessione fu respinta la tesi luterana che la fonte di verit fosse solo la Sacra Scrittura e non la tradizione; nella V venne condannata linterpretazione luterana del peccato originale come corruzione della natura umana; nella VI si parla della giustificazione per fede che era il punto che aveva incontrato maggiori controversie, che dura infatti 6 mesi. Lo schema conclusivo del dibattito era avverso non solo ai luterani ma anche alla formula di intesa raggiunta a Ratisbona da Melantone e Contarini.

[] pagine saltate perch uguale allaltro libro, come tutto il resto del capitolo Morto Paolo III che aveva mantenuto una politica di equilibrio, il cardinal Reginald Pole, era prossimo allelezione pontificia. Ma i trascorsi religiosi e la documentazione raccolta dallInquisizione soprattutto dal suo capo, il cardinal Carafa, blocc lelezione al pontificato. Dura cos a lungo un braccio di ferro tra Inquisizione e la Chiesa che dimostra come ormai lInquisizione aveva il compito di filtrare la nuova classe dirigente. Questo dimostrato con lelezione di Paolo IV Carafa. 6.Riforme con e senza Concilio Il concilio fu proseguito e portato a termine da due pontefici, Giulio III e Pio IV, avversi allattivit del SantUfficio, mentre rimase sospeso durante lattivit di Paolo IV. Gi durante gli ultimi anni di Paolo III i lavori avevano subito battute darresto. Ai problemi interni si erano aggiunti quelli tra Santa Sede e lImpero soprattutto dopo la decisione di spostare il Concilio a Bologna. Decisione fortemente ostacolata dallimperatore Carlo V. Giulio III supero l empasse riconvocando il concilio a Trento il 1 maggio 1551. Si discusse ora unaltra questione dottrinale di rilievo: leucarestia. Venne riaffermata la dottrina tradizionale della presenza reale di Cristo in entrambe le specie con approvazione del culto e venerazione del Santissimo sacramento. Dalla fine dellottobre 1551 giunsero ai lavori tridentini per la prima e ultima volta degli esponenti protestanti. La ripresa della guerra franco imperiale di quellanno comport labbandono di trento da parte di molti vescovi tedeschi e Giulio III fu costretto a sciogliere il Concilio in Aprile. Di riapertura del Concilio non si parl durante il pontificato di Paolo IV, capo dellInquisizione romana. Provvedimenti: Inquisizione organo di governo della Chiesa Inquisiti anche i casi di abuso e corruzione ecclesiastica Provvedimenti contro gli ebrei Ghetto ebraico Provvedimenti contro gli ebrei convertiti, i marrani ( secondo Paolo IV fingevano)

Paolo IV non rivolse le proprie energie al Concilio, ma piuttosto alla riforma ecclesiastica che fin da vescovo aveva considerato indispensabile. Anzi il Concilio era ritenuto controproducente ai fini della realizzazione della Riforma. Con la condanna di Giovanni Morone, Paolo IV colpiva politicamente lopposizione filoimperiale al suo pontificato. Questa condanna inoltre forn moltissimo materiale allInquisizione riguardo a tempi e diffusione delleterodossia in Italia. Poterono essere cos avviati nuovi processi inquisitoriali, o riaperti quelli vecchi. Altre riforme furono:

Misure severe nei confronti dellepiscopato Provvedimenti per regolare la vendita degli uffici curiali Si dichiarava nulla lelezione pontificia di chiunque precedentemente deviato seppur minimamente dallortodossia Indice dei libri proibiti

avesse

Incaricata di comporlo fu una commissione composta esclusivamente dai membri del SantUfficio e presieduta da Michele Ghisleri. Il risultato non piacque al pontefice e perci fu preparata una nuova stesura affidata ancora allInquisizione che nel 1558 lo promulgava come proprio decreto. LIndice distingueva tre categorie di libri: Autori che combattevano consapevolmente o si discostavano con continuit dallortodossia proibite tutte le opere Autori che talvolta cadevano nelleresia altre volte in altri tipi di errori ( tipo magia) proibiti qualche libri Libri gi composti o in futuro firmati da eretici

In base a questi criteri era finita nellIndice tutta la migliore cultura umanistica e rinascimentale europea come il Decamerone di Boccaccio. 18 agosto 1559 morte di Paolo IV. 7.Controtendenze e stabilizzazioni Lelezione del cardinal Gian Angelo de Medici con il nome di Pio IV segn lintenzione della Santa Sede di cambiare rotta dopo il pontificato precedente. Lintenzione di riaprire il Concilio venne formalizzata con la bolla Ad Ecclesiae regimen e i 18 gennaio 1561 veniva riaperto il Concilio. Di essenziale importanza era una sopraggiunta questione riguardante la residenza dei vescovi, da considerare di diritto positivo o divino e la definizione del rapporto tra autorit pontificia e conciliare. Listanza a favore del diritto divino venne fatta dai vescovi spagnoli lasciando desumere la superiorit conciliare. In risposta lepiscopato italiano era avverso alla residenza di diritto divino. La svolta si ebbe grazie al gesuita Lainez che propose di tener distinto lordine episcopale dalla relativa giurisdizione. Fu votato il decreto che definiva i vescovi succeduti all uogo deli apostoli. La formulazione che non parlava esplicitamente di diritto divino, fu ritenuta soddisfacente dai vescovi spagnoli. Inoltre, lobbedienza dei vescovi al papa, il riconoscimento dei decreti conciliari con riserva dei diritti della Santa Sede e infine la conferma di detti decreti allapprovazione pontificia, sancivano la superiorit del pontificato. Ledizione ufficiale dei decreti tridentini si ebbe nel marzo 1564 con la bolla Benedictus Deus. Lanno dopo segu la costituzione di un apposita Congregazione del Concilio cui spettava linterpretazione dei decreti e inoltre si ebbe ledizione nel 1566 del Catechismo romano che conteneva i tratti essenziali della nuova teologia morale. Ci costitu la nuova struttura funzionale, liturgica e culturale della disciplinata figura di prete romano. Riprendeva vigore una Chiesa disciplinata e moralmente rinnovata attorno alla figura del vescovo. LIndice era stato riformato , riducendo il numero delle opere, anche se la decisione di modificare le parti ritenute eretiche di alcuni

libri, cambi opere storiche come sempre appunto il Decamerone, che non venne proibito ma bens modificato. Quando sale al soglio pontificio Pio V, che era capo dellInquisizione, si cap che Paolo IV era stata solo una parentesi. Da papa inquisitore Pio V inizi subito a riaprire i processi che Paolo IV aveva fatto chiudere. Paolo IV: linea del rigore della Chiesa + scontro militare con gli Asburgo e i Medici Pio IV: raddrizzato la politica della Chiesa + sacrificato lazione inquisitoriale Pio V: riproposizione dellattivit inquisitoriale + politica filoasburgica e filo medicea. Con Pio V si pu dire che la Controriforma ha avuto un indirizzo unitario. CAPITOLO 8. CATTOLICA LE NUOVE POTENZE PROTESTANTI E LA SPAGNA

1.LInghilterra dei Tudor: progressi dellassolutismo e scelte religiose LInghilterra del 400 era grande, pari alla Francia. Nei primi del 500 era una realt di secondo ordine, per poi tornare ad essere a met del 500 una grande potenza. Questa evoluzione cinquecentesca fu dovuta ad un insieme di fattori economici, religiosi e politici, tra i quali fu determinante il consolidamento del potere monarchico sotto la dinastia dei Tudor. Sconfitto il feudalesimo i tudor avevano condotto una politica di unificazione nazionale favoriti dallassenza di autonomie cittadine e dalla particolare struttura sociale che si venne configurando nellisola britannica, caratterizzata da un certo grado di mobilit sociale. Laristocrazia inglese non costitu ostacoli ai processi di consolidamento dellassolutismo tudoriano. Ma fino agli anni 40 del 1500 il vero sostegno allaccentramento monarchico venne dal ceto in ascesa dei proprietari fondiari, la cosiddetta gentry che comprendeva al suo interno strati sociali di condizione assai diversa dal piccolo proprietario terriero fino al ricco gentiluomo titolato. Al di sotto dellaristocrazia e della gentry si collocavano i grandi mercanti interessati a sostenere lassolutismo dei Tudor, nel quale vedevano un fattore di stabilizzazione dellordine interno e di protezione dalla concorrenza straniera. La monarchia fu obbligata a confrontarsi con questa articolata struttura sociale e ad appoggiarsi alla gentry. Fu soprattutto nel settore dellamministrazione periferica che i Tudor trovarono un alleato nella piccola nobilt di campagna. I giudici di pace erano quasi sempre dei gentleman che condividevano gli intenti della corona di vigilare sul territorio e mantenere lordine pubblico. Appannaggio dei lords era invece lamministrazione centrale dello stato che ruotava intorno al settore dello Scacchiere al cui fianco si collocava la Cancelleria, presieduta dal Lord Cancelliere. La giustizia si esercitava

attraverso la Common Law ossia il diritto consuetudinario. I Tribunali di common law erano tre: 1. Kings Bench; 2. Chancery; 3. Common Pleas Inoltre cerano altri tribunali tra cui il tribunale della Cancelleria e la Star Chamber. Cosi organizzato il crescente potere della corona trov un contrappeso nel Parlamento. I lord e la gentry non mancarono di contrapporsi ai Tudor ogni qualvolta si trattava di salvaguardare i propri interessi. Nel 500 pur avendo il Parlamento assunto un ruolo che nessun sovrano poteva ormai disconoscere, il principio corrente era quello di cercare un compromesso ed una collaborazione con il Re. Diviso in due camere, quella dei Lords e quella dei Comuni il parlamento aveva ottenuto una serie di vantaggi al momento dello scisma anglicano introdotto da Enrico VIII: riusc infatti a radunarsi continuativamente per 7 anni. Le convocazioni parlamentari erano obbligatorie ogni qual volta il sovrano dovesse fissare nuove imposte e di conseguenza era di fatto impossibile dar seguito a qualsiasi scelta politica senza il consenso parlamentare. Provvedimenti legislativi: Statutes : provvedimenti regi autorizzati dal parlamento; Acts: leggi del parlamento promulgate dal sovrano; Bills : decisioni del parlamento su questioni particolari.

Il vincolo maggiore per il sovrano era costituito dallobbligo di rivolgersi al parlamento per le imposizioni fiscali. Finanziariamente Enrico VIII aveva ottenuto notevoli vantaggi dallo scisma anglicano soprattutto grazie agli introiti derivanti dalla riscossione delle decime ecclesiastiche che comportarono una riorganizzazione dellapparato amministrativo. La riforma venne realizzata da Thomas Cromwell che segn un ulteriore rinvigorimento dellaccentramento monarchico. Questa subordinazione delle autonomie locali fu il mezzo usato per assoggettare il Galles e lIrlanda ( anche se con risultati meno soddisfacenti). In Scozia invece gli Stuart non era riuscita ad imporsi alle grandi famiglie feudali che anzi avevano ampiamente condizionato tramite rivolte e congiure. Allinsicurezza e debolezza della corona faceva da contrappeso la solida organizzazione della chiesa scozzese che costituiva uno dei pilastri dellunit scozzese. Tuttavia questa decisiva funzione della chiesa si and ad incrinare in seguito alla diffusione di idee protestanti. Quando lunit religiosa venne meno, la Scozia entr in una fase di disordini. La vittoria del partito francofilo scozzese permise a Maria di Lorena di concludere il matrimonio tra Maria Stuart e il delfino del re francese. A capo del governo fu posto lo zio di Edoardo VI, Edward Seymour, conte di Hertford e poi duca di Somerset. Sul piano religioso si innest una politica che mut radicalmente gli equilibri raggiunti

nella chiesa anglicana al tempo di Enrico VIII. Lo scisma da lui introdotto era riuscito infatti a conservare la sostanza dottrinale del cattolicesimo nonostante lo strappo ecclesiastico con Roma. Il sovrano aveva garantito una coesistenza tra protestanti e cattolici. Il Somerset mostr subito un inconsueta tolleranza verso i protestanti ed introdusse riforme religiose di vasta portata. Effetto non secondario di queste prime riforme fu larrivo in Inghilterra di un gran numero di protestanti perseguitati nel loro paese di origine. Iniziarono una serie di ribellioni e a provocarle fu la sovrapposizione delle insofferenze religiose a quelle economiche, sociali e politiche che caratterizzarono questi anni della storia inglese. I nuovi provvedimenti religiosi fecero da detonatore alle classi pi umili toccate dalla crescita della disoccupazione e dei prezzi accanto al fenomeno delle enclosures ossia delle autorizzazioni concesse ai proprietari terrieri di recintare i campi per destinarli allallevamento ovino, facendo perdere ai lavoratori diritto di pascolo e uso delle terre. Le conseguenze politiche di queste sollevazioni fu lirritazione dei parlamentari e il Somerset venne scavalcato da John Dudley il quale fece un governo ancora pi filo protestante del primo. Negli stessi anni larcivescovo di Canterbury, Thomas Cranmer trasform il suo iniziale luteranesimo in adesione al calvinismo. Nel 1552 lapprovazione di un nuovo Prayer Book edulcor tutto ci che poteva ricordare la dottrina cattolica e modific completamente la liturgia. Lo stesso anno Cranmer fu in grado di presentare i Quarantadue articoli ossia una serie di principi teologici che univano insieme reminiscenze cattoliche, luterane e zwingliane-calviniste. Questa riforma port allopposizione cattolica impersonata da Maria Tudor che sal al trono dopo la morte di Edoardo VI( 1553 ). Maria venne acclamata regina dInghilterra dal popolo, e fu proprio questo entusiasmo che la convinsero che una restaurazione del cattolicesimo non avrebbe incontrato ostacoli. In effetti le prime riforme non incontrarono ostacoli nel parlamento che piuttosto aboliva le leggi religiose adottate da Edoardo VI e ristabiliva la messa cattolica. La restaurazione cattolica avrebbe comunque dovuto essere coronata dalla riunificazione con la chiesa di Roma e con la conseguente restituzione dei beni ecclesiastici: fu su questo punto che si ebbe la resistenza della Camera dei Comuni. Altro problema era la questione matrimoniale. Maria doveva sposarsi con un cattolico e da esso avere un erede. Fu cosi che fin dal 1553 si avviarono le trattative con il futuro re di Spagna Filippo II. Opposizioni : contrarie ad un sovrano straniero erano una parte dei membri del consiglio privato e la maggioranza dellaristocrazia; i protestanti da parte loro non volevano un re cattolico e la camera dei comuni era a favore di un matrimonio con un pari di Inghilterra. Quando ci fu laccordo ufficiale per il matrimonio con lAsburgo, venne fuori una congiura diretta a mettere sul trono la sorellastra , Elisabetta. Fu cosi che la diffusa convinzione che una regina cattolica stesse per asservire lInghilterra alla Spagna favor langlicanesimo, identificato allora con la difesa dellindipendenza nazionale. La politica repressiva verso i protestanti di Maria Tudor accrebbe le simpatie della popolazione verso appunto i protestanti. Scomparsa il 17 novembre 1558, Maria Tudor lasciava lInghilterra in questa non facile situazione interna ed internazionale dopo aver designato come sua

erede Elisabetta alla quale spett il compito di traghettare la nazione verso una maggiore compattezza interna. 2.La metamorfosi della Spagna cattolica e la politica antiottomana Filippo II passato alla storia con due epiteti: el rey prudente e papalero ( il re prudente e delle scartoffie) che rilevano i meccanismi di un governo centralistico e burocratico troppo spesso corrotto e farraginoso. Filippo II non modific lorganizzazione governativa ereditata dal padre strutturata su Consigli territoriali e specializzati, sui vicer e sui governatori. Questa complessa macchina governativa appariva inadeguata a controllare una realt multinazionale ancora vastissima. Lo stato spagnolo divenne insomma con Filippo II ancora pi centralizzato e distante dalle realt locali: diversamente da Carlo V egli infatti non si spost mai dalla Spagna per presiedere assemblee e parlamenti locali o per intervenire laddove la situazione si faceva pi critica prefer stabilirsi al centro dei suoi domini. Filippo II esaminava le relazioni che gli provenivano dai vari stati, trasmetteva le relative pratiche alla sua segreteria, le sottoponeva poi ai suoi consiglieri e ai vari Consigli e infine prendeva la sua decisione che doveva essere comunicata ai vicer e ai governatori e da questi resa esecutiva. Anche in Europa la situazione era critica la conclusione della pace di Cateau-Cambresis aveva solo provvisoriamente risolto il confronto fra le due monarchie cattoliche francese e spagnola. Le linee di frattura religiose che avevano sconvolto lEuropa cristiana si erano ormai ovunque irrigidite in movimenti, leghe e partiti fieramente contrapposti tra loro e uniti da fideismi che superavano i confini territoriali. Filippo II legittim idealmente il suo potere identificandolo sempre pi con la difesa del cattolicesimo e della Chiesa romana. Certo la Spagna non conobbe nessuno di quei devastanti conflitti religiosi che incendiavano la Francia. Dopo la grande repressione negli anni 20 dell alumbradismo era seguito il soffocamento di quella cultura erasmiana diffusa negli intellettuali spagnoli. I tribunali inquisitori oltre che contro le eresie cristiane operavano per controllare i comportamenti morali devianti. Le procedure inquisitoriali rimanevano per lo pi segrete e soggette a tempi lunghissimi; le sentenze prevedevano la confisca dei beni del condannato, con la conseguenza di favorire denunce motivate da interessi economici o da vendette. Limposizione dellortodossia era considerata lunico modo per risolvere i difficili problemi razziali. Ad essa si accompagn un movimento teso a garantire la cosiddetta limpieza de sangre ossia tendente a garantire linsegnamento universitario, laccesso alle cariche a coloro che potevano mostrare la discendenza da vecchi cristiani. Alla fine si fin per identificare la limpieza con lortodossia e leresia con le infiltrazioni di sangue non cristiano. Stirpe e religione si legarono cosi tra loro e ai valori aristocratici : sangue puro, spirito di crociata, servizio militare costituirono un miscuglio culturale con il quale si identific il nobile vecchio cristiano.

La salda unione tra Stato, ortodossia cattolica e conservatorismo che venne a stabilirsi nella Spagna cattolica, non fu esente dai conflitti con la Chiesa di Roma, impegnata con Pio V in una analoga opera di ricomposizione politicoreligiosa, soprattutto riguardo allidentificazione operata da Filippo II tra il proprio potere e linquisizione spagnola. La maggiore intolleranza era verso i moriscos che furono oggetto della persecuzione del tribunale dellInquisizione di Granada. Conflitto con i mori: La reazione fu unazione armata di una banda di mori, penetrata la notte di Natale del 1568 nella citt di Granada per conquistarla. Pur non riuscendo nellintento, lincursione fu la scintilla di una rivolta che incendi per due anni le montagne andaluse, con saccheggi di chiese, distruzioni di crocefissi e profanazioni di ostie. Le autorit spagnole si rivelarono incapaci di una risposta efficace. La rivolta fu stroncata solo nel 1570 grazie allintervento delle truppe comandate da don Giovanni dAustria e i mori furono nel 1609 definitivamente espulsi dal regno. La violenta repressione della rivolta aveva dimostrato quanto, Filippo II fosse interessato ad eliminare il pericolo politico rappresentato dai mori. Le potenze cristiane ora, con Filippo II in testa, timoroso che la reazione dei mori suscitasse appoggi interni ad uno sbarco ottomano, organizzarono una Lega Santa ( 20 maggio 1571)( II lega santa) animata da Pio V e comprensiva della Repubblica di Genova, ducato di Savoia, Cavalieri di Malta, Spagna e Venezia. Limponente flotta della lega attravers le acque della Grecia e il 7 ottobre si scontr con quella ottomana di pari potenza, davanti alla citt di Lepanto. La sfolgorante vittoria sui turchi convinse lEuropa cristiana di essersi liberata da una minaccia. In realt il trionfo di Lepanto risult ingannevole : proprio la sua clamorosa risonanza sollecit una controffensiva dellIslam, anche se il colpo psicologico era stato notevole. Nel decennio tra il 1570 e 1580 comunque i turchi si disinteressarono al Mediterraneo. 3.I Paesi Bassi : dalla rivolta alla rivoluzione Filippo II rinunci alla pratica della sovranit itinerante che era stato uno dei presupposti della politica di Carlo V. La scelta del nuovo sovrano era insieme causa ed effetto dei tratti sempre pi spagnoli e castigliani assunti dalla monarchia e suscit lostilit degli altri Stati. Fu su questo sfondo che vennero a delinearsi due posizioni contrapposte: castigliane favorevole a una centralizzazione e dallaltro lato i domini, con in testa lAragona, tesa a preservare una visione federalistica. Capeggiati i primi dal duca dAlba e Fernando Alvarez de Toledo, i secondi dal principe dEboli, Ruy Gomez da Sylva e da Antonio Perez, i due schieramenti vennero allo scontro aperto in occasione della rivolta dei Paesi Bassi. A causa dellaccentramento assolutistico spagnolo, i rapporti con i Paesi Bassi gelosi della loro autonomia politica, erano apparsi difficili fin dallinizio del regno di Filippo II. Questa autonomia le popolazioni dei paesi bassi videro minacciata non solo politicamente, ma anche fisicamente dato che la domanda

di tributi da parte della Spagna non diminu come sperato alla fine della guerra con la Francia. Filippo introduce una serie di riforme con lo scopo di sottoporla al controllo diretto della monarchia spagnola e attrezzarla per la lotta contro la diffusione delleterodossia. In effetti la penetrazione del protestantesimo si era verificata abbastanza precocemente, fin dal 1519. Dopo il luteranesimo, aveva trovato terreno fertile lanabattismo e quella corrente maggioritaria in seno ad esso, la corrente mennoita creata da Dirk Philips e Menno Simons. Simons delineava i tratti fondamentali: sulla base del rigoroso primato assegnato alle Sacre Scritture, egli eliminava il millenarismo, condannava la pretesa di instaurare il regno di Dio in terra e teorizzava la separazione delle comunit di fedeli dal mondo e dalla false fede. Dirk Philips distinse nettamente lanabattismo dallo spiritualismo misticheggiante che annullava la necessit di una organizzazione ecclesiastica e di una disciplina in seno alle comunit di credenti. Il mennonitismo segn la svolta storica verso lanabattismo pacifista anti millenaristico e evangelico rappresentando cosi unalternativa di stampo moderato e liberalistico allanabattismo radicale. Il mennonitismo raggiunse il suo apice tra il 1579 e il 1665 pur dividendosi in varie fazioni, ad esempio i Waterlanders critici verso il rigorismo disciplinare e luso della scomunica. Le precedenti correnti culturali e religiose come lumanesimo erasmiano, il luteranesimo e lo stesso anabattismo vennero superate da una superiore sintesi del calvinismo. Il suo successo si deve soprattutto alle correnti zwingliane che gli prepararono il terreno, ma anche nella sua capacit di corrispondere alle esigenze delle classi medie urbane che costituivano gran parte dei paesi bassi. Le dottrine calvinistiche rappresentarono comunque una spinta per il fedele ad impegnarsi nelle realt mondane, sociali ed economiche. Il lavoro divenne unattivit degna ed efficiente perch ispirata da una vocazione e una chiamata di tipo religioso. La dottrina calvinista aveva inoltre sviluppato lidea che la sovranit popolare limitasse i poteri del Re, e da qui il passaggio a giustificare la resistenza a Filippo II fu breve. Il calvinismo aveva inoltre guadagnato il consenso degli strati borghesi e di molti esponenti dellopposizione aristocratica anti spagnola. LOrange stesso aveva avviato un dialogo con Margherita di Parma per realizzare una tollerante convivenza con i cattolici e una conciliazione tra le diverse istanze calviniste e luterane. Ma la rigidit della corte spagnola interruppe subito questi sforzi di ricomposizione politica-religiosa. Nel 1565 circa 400 firmatari chiedevano labolizione dellInquisizione, quando ormai gi lOrange non applicava pi le leggi regie contro gli eretici. Allaumento della tensione contribu il rafforzamento del calvinismo da parte di Guy de Brs. Conflitto iniziata come una sollevazione aristocratica, la ribellione contro lopprimente governo spagnolo, assunse ben presto una piega rivoluzionaria e popolare e nello stesso tempo mostr il suo rilievo internazionale in una zona strategica per la Spagna. Bande di insorti calvinisti spazzarono via immagini sacre ed altari nelle principali citt.

Il 28 agosto 1567 il duca dAlba entrava a Bruxelles guidando un esercito formato da truppe spagnole ed italiane e dava inizio ad una spietata repressione. Un tribunale apposito, Il Consiglio dei Torbidi, condannava a morte 1000 persone delle 12.000 processate; venne inoltre messa una tassa del 10% su ogni vendita. I metodi terroristici del duca finirono per inimicargli anche molti cattolici favorendo la nascita di uno spirito di identit nazionale. LOrange rafforz i gueux del mare che erano ribelli dominati da oligarchie cattoliche e fedeli al re, ma contrarie alle crudelt del duca dAlba. Questi pezzenti del mare invitarono Guglielmo dOrange a tornare come governatore militare fornendo risorse e una base territoriale. Mentre lOrange veniva riconosciuto come il rappresentante della difesa dei diritti violati dellintero paese a Madrid apparve in tutto il suo fallimento la politica repressiva del duca. Tocc allora ad Antonio Perez delineare un programma alternativo che prevedeva innanzitutto labolizione della tassa del 10% e il Consiglio dei torbidi per giungere a una riconciliazione sulla base di una soluzione costituzionale che restituisse la legislazione e le libert tradizionali dei Paesi bassi. Questa soluzione incontrava lostacolo di un esercito spagnolo sempre pi esasperato per il ritardo nei pagamenti. Quando Filippo II subi nel 1575 la seconda bancarotta ( la prima era nel 1557) lasci un esercito abbandonato che procedette a un saccheggio selvaggio della citt di Anversa. L8 novembre 1576 con la pacificazione di Gand si stabil una reciproca tolleranza tra province cattoliche e protestanti, sancita poi dallunione del paese che avvenne con lUnione di Bruxelles (9 gennaio 1577). Con leditto perpetuo si accordava levacuazione dellesercito spagnolo, in cambio della restaurazione del cattolicesimo in tutte le province ( fu infatti rifiutato da Guglielmo dOrange). Quando i contrasti tra cattolici e calvinisti rivennero a galla fu chiaro che Guglielmo dOrange non era in grado di realizzare una pace religiosa nella prospettiva di liberare tutti i Paesi bassi. Le province meridionali cattoliche allora con il Trattato di Arras si riconciliavano con Filippo II accettandone la piena autorit. Contemporaneamente a nord le province calviniste costituivano lUnione di Utrecht con cui nascevano le Province Unite. 4.LInghilterra elisabettiana e gli sviluppi del protestantesimo Elisabetta era salita al trono nel 1558 senza contestazioni, nonostante le rivendicazioni alla successione della regina di Scozia, la cattolica Maria Stuart. Contro una simile eventualit per si schierarono non solo i protestanti inglesi, ma lo stesso Filippo II, consapevole che lavvento della Stuart, a causa del suo matrimonio con il delfino di Francia, avrebbe determinato un potente blocco antispagnolo. Elisabetta trov dunque un appoggio nella cattolicissima Spagna che nulla obiett circa uno dei primi interventi in politica estera della regina: lintervento militare a sostegno dei protestanti in Scozia. La minaccia rappresentata dalle pretese sulla corona dInghilterra di Maria Stuart obblig Elisabetta ed i protestanti inglesi a non entrare in contrasto tra loro mentre spinse lopposizione cattolica a contrapporle proprio la Stuart.

Se infatti Elisabetta non ebbe altra scelta che favorire il protestantesimo, il suo obiettivo non fu quello di stabilire una verit dottrinale, ma quello di preservare la propria autorit e lunit della nazione attraverso la riorganizzazione gerarchica della chiesa anglicana. Riprende il programma assolutistico soprattutto spinta dal desiderio di evitare un eccessivo potere del Parlamento soprattutto riguardo alle questioni che riteneva di prerogativa regia come le questioni religiose e i problemi internazionali. Questa politica di ridimensionare la funzione parlamentare and a vuoto, mentre ebbe successo nella politica di depotenziamento dellaristocrazia. Le circostante obbligarono Elisabetta a prendere una posizione filoprotestante che si pot vedere con il primo provvedimento da lei adottato: restituzione alla corona della decime derivanti dai beni ecclesiastici che Maria tudor aveva riconsegnato alla chiesa romana. Con un Atto di supremazia (1563) il parlamento accord alla regina il titolo di Capo della chiesa dInghilterra e venne istituito un tribunale ecclesiastico contro chi violava le disposizioni anglicane, i cui giudici erano designati dalla corona. Lo stesso Parlamento rintrodusse il Prayer Book accontentando i protestanti e i Trentanove articoli in cui si ribadivano i punti del protestantesimo. Linsieme di questi provvedimenti era teso a ristabilire lassetto ecclesiastico anglicano senza spingersi oltre nello stabilire dottrine ufficiali. Le idee calviniste si erano ampiamente diffuse nellisola britannica in seguito allimmigrazione dei protestanti. Alcuni sottovalutando quanto di protestante era contenuto nei Trentanove articoli, cominciarono a contestare la liturgia e i riti che conservavano aspetti cattolici. Questa differenziazione interna del protestantesimo si irrigid in vere e proprie correnti contrapposte. La tendena episcopalista, pur condividendo le dottrine calviniste, accentuava il carattere gerarchico della chiesa di Inghilterra. laltro importante indirizzo del calvinismo inglese quello che si soliti definire puritanesimo. Convinti che lopera di purificazione dottrinale della Chiesa dInghilterra fosse ancora incompiuta e decisi ad eliminare dal culto ogni forma cerimoniale esteriore, considerata superstizioso residuo de passato papista, i puritani videro con crescente simpatia la forma presbiteriana assunta dalla Kirk scozzese, con lelezione dei ministri e una forte accentuazione dellautonomia delle singole comunit religiose. Dottrinalmente la loro insistenza sulla predestinazione produsse effetti sociali in tutto analoghi a quelli dei Paesi Bassi. La regina era interessata a una sconfitta dei cattolici soprattutto in Francia ( era infatti intervenuta nel 1562 in appoggio agli ugonotti) per evitare il rafforzamento di Maria Stuart. La situazione peggior quando la regina di scozia sposatasi con il cattolico Enrico Darnley, poteva avere un erede, Giacomo, prospettando una continuit nella dinastia. Tuttavia screditata dal sospetto di aver partecipato allassassinio di suo marito e dal successivo matrimonio con lautore di questo crimine, la Stuart fu costretta ad abdicare nel 1567 e si rifugi a Londra dalla sua sorellastra. Qui , se pur tenuta in uno stato di semi prigionia, continu a costituire una minaccia per Elisabetta e raccolse le fila dellopposizione cattolica interna. Nel 1570 arriva la scomunica

da Pio V contro Elisabetta e i cattolici inglesi dovettero decidere se schierarsi con Roma o con la regina. Un anno dopo i trentanove articoli vennero accettati come professione di fede della chiesa anglicana. 5.Dal Mediterraneo allAtlantico I problemi interni avevano obbligato Filippo II a mantenersi in una posizione sostanzialmente difensiva. Ma tra la fine degli anni 70 e gli anni 80 il realizzato consolidamento politico religioso in Spagna e le vittorie riportate dal Farnese sui ribelli dei Paesi Bassi, permisero al sovrano spagnolo di lanciarsi in una politica imperialistica favorita dallannessione del Portogallo. PORTOGALLO Fin dal 400 i conflitti dinastici avevano indebolito il potere regio detenuto dal 1385 dalla dinastia Aziz. Parallelamente si era andata a realizzare lunificazione religiosa del paese con la conversione forzata o lespulsione degli ebrei sicch alla fine del regno di Emanuele I il Portogallo pot collocarsi tra i grandi stati europei anche in virt della forza derivante dai suoi domini coloniali. Vari furono per i tentativi da parte di re spagnoli e portoghesi, di unire la corona spagnola a quella portoghese attraverso matrimoni. Nel 1557 il Portogallo mostrava i primi segni di crisi. Fu allora che Filippo II ag per annettere il regno portoghese, riuscendosi a guadagnare le simpatie del cardinale Enrico che dichiar legittima la successione del sovrano in quanto figlio di Isabella di portogallo e vedovo di Maria del Portogallo. Contro questa soluzione si erano per subito mobilitate Francia e Inghilterra. Filippo II fu quindi costretto a chiamare il duca dAlba per invadere il portogallo. Grazie allappoggio dellalta nobilt e del clero Filippo II fu riconosciuto legittimo re del portogallo nel 1581 e in cambio concedeva lautonomia del regno ( non voleva squilibrare un paese la cui economia era fondamentale per la Spagna e soprattutto stabile sul punto di vista religioso). SCONTRO SPAGNA-INGHILTERRA Nel 1585 la scoperta di una nuova congiura scoperta per assassinare Elisabetta forn il pretesto per arrestare Maria Stuart poi processata e giustiziata. Leliminazione della Stuart e il sostegno inglese agli ugonotti ruppero lequilibrio europeo. La politica inglese si fece pi aggressiva soprattutto contro la Spagna, ed anche sul piano dellespansione commerciale e coloniale che fino agli anni 80 aveva appoggiato con cautela. Ormai insomma si fronteggiavano una spagna cattolica e un Inghilterra protestante. Deciso a stroncare una volta per tutte Elisabetta, Filippo II decise di sbarcare sul suolo inglese per difendere << la nostra religione e la nostra santissima fede cattolica e romana>>. Con questo spirito una flotta di 130 navi, lInvincibile Armata venne radunata nel porto di Lisbona per raggiungere la manica. Otto giorni dopo una seconda tempesta e lattacco dei vascelli inglesi, molto pi abili dei galeoni spagnoli, obbligarono la possente flotta ad allontanarsi e a rientrare in Portogallo nel 1588 decimata. Questa disfatta consegn subito nelle mani della regina inglese il ruolo di grande potenza protestante europea, lunica in grado di contrapporsi alla

Spagna cattolica. Filippo dovette concludere anche la pace con la Francia, la pace di Vervins 10 anni dopo che riconfermava la clausole della pace di Cateau-Cambresis. Intanto le Province Unite continuavano a nord una resistenza aiutata da Elisabetta e da Enrico IV di Francia che nel 1596 ne riconoscevano lindipendenza. Il nuovo stato riusci a consolidarsi e ad ottenere vittore sullesercito spagnolo. La tregua di 12 anni del 1607 sanc il riconoscimento delle posizioni acquisite e quindi ci signific per la spagna non solo laccettazione dellindipendenza delle Sette Province ma anche il loro ruolo di potenza economica internazionale. Filippo II muore il 13 settembre 1598 lasciando in eredit al figlio Filippo III uno Stato che maturava gi i segni di una crisi. Questo dominio assoluto portato avanti dal re cattolico aveva sollevato delle reazioni particolariste dai regni iberici soprattutto dallAragona. Laristocrazia aragonese non era disposta a rinunciare ai propri privilegi. La Castiglia era incapace di reggere ormai da sola gli oneri del bilancio dellintera Spagna senza cadere in una crisi che arriv nel 1596 quando una terza bancarotta decret la fine dei progetti imperialistici spagnoli. In Inghilterra invece Elisabetta accentu la sua politica anticattolica e negli anni 80 i cattolici rimasti nel regno elaborarono una netta distinzione tra potere spirituale e temporale. CAPITOLO 9. LA CRISI DELLA SOCIETA E DELLO STATO IN FRANCIA 1.Riformismo gallicano e diffusione protestante Il concordato tra stato francese e santa sede, sotto scritto a Bologna nel 1516 dal re Francesco I e dal pontefice Leone X aveva consentito la costituzione di un episcopato nazionale fortemente lealista. Si aggiunga che prima del concordato del 1516, la Prammatica sanzione, riservava ai diplomati delle Universit del regno, un terzo dei benefici ecclesiastici nazionali. La compenetrazione del clero con lo Stato giustificava la presenza di ecclesiastici francesi nelle file della diplomazia e della finanza statale. Esempio tipico in questo senso lazione di riforma avviata a Meaux da Guillaume Briconnet : un tipo di attivit pastorale e dottrinale che presto trascese i confini della diocesi creando un caso politico religioso nazionale tanto che si parlato di pre riforma francese. Lazione effettiva del Briconnet non inizi prima del 1516. Nel 1518 esord richiamando il clero allobbligo della cura delle anime, al rispetto delle leggi canoniche e al dovere di predicazione. A proposito di quest ultimo punto il vescovo pens di dividere la diocesi in 32 sezioni presso ognuna delle quali inviare un apposito predicatore in particolare nelle occasioni liturgiche della quaresima e dellavvento. A collaborare a un simile piano venne chiamato lumanista Jacques Lefvre dEtaples il cui volume era appena finito nel vortice dellinquisizione della Sorbona. In quel testo ( scritto nel 1512) vi si sostenevano tesi come la negazione della meritoriet delle opere delluomo nelleconomia della salvezza cristiana, dunque la grazia come unica fonte di salvezza, la svalutazione dei sacramenti e i Nuovo Testamento come sola regola dei cristiani. La francia vide una crescita della domanda di opere di Lutero e la diffusione del luteranesimo tocc aree come Lione. Differentemente dallItalia, il protestantesimo francese pot contare su

alcuni punti di riferimento : figlia di Luigi XII, Renata di Francia; Margherita di Valois. Briconnet dovette uscire dallambiguit e prese le prime misure anti luterane come il divieto di possedere libri di Lutero e predicarne le dottrine. B venne condannato dal parlamento di Parigi e solo il Re lanno dopo sospendeva il procedimento contro di lui. Questo per fu lultimo provvedimento a favore di un terzo partito religioso tra cattolicesimo e luteranesimo. Una radicale accelerazione nel rigore antiprotestante la si ebbe a seguito dellaffaire des placards : nella notte tra il 17 e 18 ottobre sui muri di Parigi, delle case private, delle universit, delle chiese e del castello di Amboise, furono affisse centinaia di copie di un manifesto intitolato Articles veritables sul les horribles grand et insopportables abus de la Messe papale. In questo manifesto veniva criticata la liturgia cattolica delleucarestia. Ci che fece scalpore fu la capacit di penetrazione fino alla camera dal letto del re che supponeva quindi un organizzazione perfetta e una rete di complicit altolocate. Francesco I ne rimase colpito e ordin una repressione severissima. Lazione militare non fu pi contro un piccolo gruppo, ma contro unintera regione ossia i valdesi della Provenza che dal 1532 avevano aderito al protestantesimo. Roghi, galere e reazioni violente caratterizzarono la vita di queste comunit religiose. Venne emanata una sentenza dal Parlamento di Aix con la quale si ordinava di distruggere ogni edificio del paese senza che nessuno potesse riedificarvi se non con il permesso del re. Francesco I per nel 45 rievoc la sentenza del parlamento. Con il nuovo re, Enrico II si inasprirono le misure repressive istituiva nei parlamenti una camera speciale per eliminare i conflitti giurisdizionali tra i tribunali ecclesiastici e laici. In un triennio queste camere speciali emisero oltre 500 condanne a morte. Il Re si convinse inoltre di inserire linquisizione romana. Paolo IV nominava grandi inquisitori di Francia i cardinali Carlo di Borbone, Carlo di Guisa e Odet de Chatillon. Dopo la pace di Cateau Cambresis nellaprile del 59, Enrico II proclam a pi riprese la sua intenzione di eliminare i protestanti francesi. La morte di Enrico II considerata dai protestanti come un giudizio divino. 2.Dalle violenze alle guerre Gi negli ultimi anni di regno di Enrico II la frattura religiosa della societ francese aveva iniziato a manifestarsi anche tra le fila della forte aristocrazia di corte. I tre stati clero, nobilt e borghesia erano tutti divisi al loro interno tra cattolici e ugonotti (protestanti francesi ormai calvinistitermine derivante dalla corruzione fonica del termine svizzero di congiurato: eidguenot). Laristocrazia era fortemente lealista e per motivi politici avrebbe determinato il punto di non ritorno della crisi francese. Alle due famiglie cattoliche, Guisa e Montmorency, vennero a contrapporsi gli Chatillon e i Borbone la cui politica fu inizialmente incerta. Lobiettivo di contenere linfluenza dei Guisa fu la molla di adesione di alcune famiglia aristocratiche al calvinismo. Larresto di Francesco di Chatillon fece scalpore, ma provoc anche reazioni inattese e tipiche degli intrecci sociali che avrebbero caratterizzato i successivi scontri tra le parti. I calvinisti disponevano ormai di una ramificata organizzazione sempre meno

clandestina. Questorganizzazione prepar il primo sinodo nazionale a Parigi per il 26 maggio 1559. In questa occasione vennero discussi per tre giorni due testi che Calvino aveva appositamente redatto: una confessione di fede e una Disciplina ecclesiastica. Il primo testo era una guida dottrinale calvinista mentre il secondo riguardava lorganizzazione delle varie chiese escludendo ogni forma di supremazia di una singola chiesa sulle altre attuando il sistema sinodale ossia che consiste nel delegare a ciascuna comunit lautogestione. Dopo la morte di Enrico II si saldarono gli ugonotti di stato ( Chatillon e Borbone) a quelli di religione ( i fedeli calvinisti). I primi in nome di una reazione anti Guisa e i secondi in nome di una reazione contro il rigorismo e la repressione antiereticale diretta dai Guisa. La protesta degli aristocratici ostili ai Guisa giunse quindi alla reggente , Caterina de Medici, vedova di Enrico II e madre del minorenne Francesco II. Su Caterina grav allora il peso di decisioni politiche drammatiche tanto pi che presso di lei trovavano spesso ricetto e benevole assistenza quei repubblicani fiorentini antimedicei che lasciavano firenze perch sorpresi a tramare congiure contro Cosimo de Medici. Questo gruppo fiorentino aveva acquisito cariche pubbliche, benefici ecclesiastici, svolgeva funzioni politiche una vera e propria lobby. Caterina svolse invece una politica di equilibrio tra le due parti in lotta che non ebbe grande successo determinando una reazione ostile contro di lei e tutta la lobby fiorentina. Una reazione che and aumentando con il progresso delle violenze, generando un forte sentimento anti italiano che fu il terreno di cultura delle nuove teorizzazioni giuridiche francesi. Il ricorso a congiure e trame segrete non ebbe pi limite. Caterina chiam a succedere al posto del cancelliere Olivier, Michel de lHospital i suoi principi ispiratori che furono equilibrio tra i due partiti; reciproca tolleranza; separazione delle questioni religiosi dagli affari di stato, dettero subito i primi frutti: convocazione degli Stati Generali ad Orleans, inaugurati il 10 dicembre 1560. La situazione interna rimase sempre per piena di violenze. Questa assemblea di Stati generali dovette perci affrontare la crisi finanziaria francese e quella politico religioso. La soluzione vide la cessazione delle persecuzioni e la liberazione degli ugonotti prigionieri. Le relative ordinanze furono avvertite dagli ugonotti come una sorta di tacita possibilit di praticare liberamente il proprio culto e da allora iniziarono riunioni, cene ed assemblee. Gli Stati Generali di Orleans furono allora riconvocati a Pontoise per un ulteriore tentativo di definire i termini di una possibile reciproca tolleranza. In realt Caterina de Medici fu costretta ad emanare un editto di Luglio con cui proibiva riunioni, assemblee e culti religiosi diversi da quello cattolico. Vana fu la convocazione per un colloquio di entrambe le parti, tenuto a Poissy e conclusosi con la definitiva rottura. Svolta : ci fu unazione degli ugonotti che temendo il suono delle campane della chiesa parigina di San Medardo come unadunata contro di loro, attaccarono la chiesa saccheggiandola e facendo morti e prigionieri tra cattolici. Il Re convoc a parigi i rappresentanti dei parlamenti di francia

dinanzi ai quali il cancelliere pose linterrogativo : possibile la repressione ugonotta o necessario trovare per il bene del paese una coesistenza? Venne cosi emanato leditto di Saint Germain posta la restituzione dei beni ecclesiastici occupati dagli ugonotti, a costoro era consentito tener assemblee fuori dalle mura cittadine; concistori e sinodi potevano riunirsi previo assenso regio; non potevano arruolare truppe ne propagandare la loro religione. Leditto aveva del clamoroso perch per la prima volta veniva consentita la libert di culto. Le decisioni delleditto furono tuttavia superate dagli eventi: Francesco di Guisa fece sosta nel piccolo borgo di Vassy. In una fattoria era riunita la comunit ugonotta. Scoppiarono immediati incidenti che provocarono una ventina di vittime e feriti. Il popolo di Parigi accolse il Guisa come un trionfatore. 3.Guerre civili e politica estera 1 guerra di religione Il massacro di Vissy e la conseguente prima guerra civile innescarono delle reazioni di politica estera. LInghilterra di Elisabetta Tudor e alcuni stati protestanti tedeschi affiancarono gli ugonotti. Spagna e Santa sede fiancheggiavano i cattolici, ma non la monarchia francese. Due furono gli avvenimenti della I guerra : Assedio cattolico a Rouen, nel corso del quale perse la vita Antonio di Borbone; Battaglia di Dreux vinta dai cattolici di Francesco di Guisa Francesco di Guisa venne assassinato da un nobile ugonotto. Fu facile a Caterina de Medici convincere le parti ad una pace che fu promulgata da Carlo IX con leditto di Amboise il 19 marzo 1563. Tra le clausole: amnistia generale per gli ugonotti; cessione al re delle citt e piazzeforti da loro occupate; libert di culto calvinista nelle residenze coi loro vassalli. Caterina de Medici pur sapendo che cosi rinunciava ai finanziamenti della Santa Sede si convinse che la politica dellequilibrio fosse l unica perseguibile. Raggiunta la maggiore et di Carlo IX, madre e figlio iniziarono un tour chiamato il Grand Tour per il regno. In una tappa si incontrarono con Filippo II e anche se non giunsero a nessun accordo questo allarm gli ugonotti che supposero unintesa segreta. 2 guerra di religione Gli ugonotti pensarono di ripetere quanto gi tentato nel marzo del 1560 con la congiura di Amboise, e organizzarono di prendere la corte, tenere sotto proprio controllo il re e convocare gli Stati generali. Il colpo non riusc per poco. Nel 67 a Nimes gli ugonotti facevano strage della dirigenza cittadina cattolica, di preti e frati. Venne ordinata la sollevazione delle citt ugonotte e a novembre Parigi era assediata. Si era cosi alla 2 guerra di religione. Il sostanziale equilibrio delle forze in campo fece evitare lo scontro, ma a pagare fu la corona francese costretta a liquidare le truppe contrapposte

di tedeschi e svizzeri per fargli lasciare il territorio nazionale. La pace di Longjumeau del 23 marzo 1568 si limitava a rinnovare leditto di Amboise. 3 guerra di religione Rinforzati gli ugonotti dagli aiuti finanziari e dalla flotta di Elisabetta dInghilterra, i cattolici dallarruolamento di svizzeri e da un contingente pontificio che Pio IV riusc a far accettare a Caterina de Medici, si era di nuovo in guerra. La terza guerra fu tra le pi violenti e feroci perch prima di risolversi nei due scontri di Jarnac ( 13 marzo 1569) e Moncontour ( 3 ottobre 1569) entrambi favorevoli alle truppe reali, si disperse in scontri locali in cui la fazione pi forte massacr quella avversaria. Caterina e Carlo IX concessero la pace per finire il bagno di sangue Pace di Saint-germain 8 agosto 1570 . Con la pace concessero agli ugonotti la libert di culto, quattro piazzeforti militari. Durissima ma vana la reazione spagnola e romana che si preoccuparono ancora di pi dopo la notizia dei progetti matrimoniali di Caterina per i propri figli : Enrico dAngi doveva sposare Elisabetta dInghilterra e Margherita andare in moglie a Enrico di Borbone figlio della regina di Navarra ( calvinista) e lui stesso ugonotto. Nel 1572 veniva reso pubblico il patto di matrimonio tra Margherita e Enrico di Borbone, mentre il patt con Elisabetta appariva formale in quanto difficilmente linghilterra avrebbe fatto affacciare la Francia sulle coste olandesi della Manica, una volta che i Paesi Bassi fossero diventati indipendenti. Carlo IX stava dunque portando la francia in un vicolo cieco. 4 guerra di religione Durante le nozze di Margherita ed Enrico di Borbone ( 13 agosto 1572) Caterina deMedici, riunito il suo consiglio privato, allinsaputa del re, decise per lattentato al Coligny ( capo militare e politico degli ugonotti). Lattentato fallisce e il Coligny rimase ferito ad un braccio. Gli ugonotti si precipitarono a corte promettendo di farsi giustizia da s. Caterina de Medici gioca danticipo e convince il Re Carlo IX che tutto sia un complotto contro di lui. Redige un elenco degli ugonotti da eliminare Al giovane Enrico di Guisa venne affidato il compito di eliminare il Coligny. Chiuse le porte della citt e bloccate le vie daccesso e divisa la citt in quartieri ebbe inizio la mattanza. Accoltellato e gettato dalla finestra il Coligny, quella notte, La notte si San Bartolomeo ( 23/08/1572) vennero uccisi un infinito numero di ugonotti e tutti coloro che venivano ritenuti loro fiancheggiatori. Tra i 2000 e i 3000 morti a Parigi e altrettanti nelle citt dove giunse la notizia e si imit lesempio della capitale. 4.Tre Enrichi fra politiques e monarcomachi La reazione ugonotta allagguato emblematicamente rappresentata dalla disperata resistenza alla Rochelle assediata dalle truppe regie. Enrico dAngi che comandava le forze assedianti ebbe notizia della sua elezione a Re di

Polonia. Questa elezione rappresent la salvezza per gli ugonotti della Rochelle ( lassedio fu tolto per considerazioni diplomatiche di riguardo ai nobili polacchi protestanti). Nuovo accordo di pace che consentiva libert di coscienza agli ugonotti e di mantenimento delle piazzeforti. Il che fu considerato per riduttivo e iniziarono a pretendere libert di culto e garanzie costituzionali. Riprese quindi il progetto dellequilibrio e di reciproca tolleranza che aveva avuto esempio nella politica de LHospital. A sostenerlo furono i rappresentanti aristocratici e borghesi indipendentemente dalle loro convinzioni religiose. Il gruppo nel suo complesso venne definito dei politiques. Comodo bersaglio fu listituto della reggenza ( di fatto Caterina de Medici). A lei si attribu ogni male della Francia e ogni morte, cattolica e ugonotta. A lei la responsabilit di aver introdotto il machiavellismo dei fiorentini. Queste accuse trovarono un pronto consenso popolare. Iniziarono una serie di pubblicazioni politiche e giuridiche che furono la conseguenza della notte di San Bartolomeo che aveva provocato uno sgretolamento del fronte cattolico e determinato un bersaglio in Caterina. 5 guerra di religione Mentre nel regno riprendeva liniziativa militare ugonotta, Carlo IX si spegneva il 30 maggio 1574 e la corona toccava quindi ad Enrico dAngi, nel frattempo eletto re di Polonia, mentre gli ugonotti e i politques avrebbero preferito Franois dAlengon. Caterina sper allora che suo figlio si presentasse al regno con volont e personalit di pacificatore, ma Enrico III non ne ha la stoffa. Omosessuale, isterico, invidioso e vigliacco trasforma la corte in unaccozzaglia di suoi intimi arroganti e pericolosi segretari. La guerra frattanto divampa perdendo il carattere di regolari scontri militari e acquisendo quello di guerriglia : assalti a piccoli reparti, saccheggi incendi ecc. Pressato dalla madre il Re chiede che gli si avanzino proposte per una tregua. Lorganizzazione protestante alza subito la posta: liberazione dei prigionieri, libert di culto in tutto il regno, convocazione degli stati generali. Ma la situazione precipita con la fuga di Francesco dAngi dalla corte che fa proprie le richieste ugonotte; Anche Enrico di Navarra fugge e si unisce a Francesco dAngi. Con la pace di Belieu del 6 maggio 1576 il re dovette dolersi pubblicamente della notte di San Bartolomeo, convocare gli stati generali , garantire la libert di culto in tutto il regno( tranne a Parigi) , accettare i tribunali misti per le cause religiose, restituire i beni levati agli ugonotti e infine concedere la libert a Enrico di Navarra. Reazione sconcerto del papa e protesta del popolo di Parigi che ricomincia con opuscoli e libelli. Nel 1576 nasce la Lega, strumento radicale di lotta politica, associazione in cui si entrava sotto giuramento per sempre, fatta di fanatismo e rigore, pronta ad operare militarmente e segretamente agli ordini di Enrico di Guisa. 1576 edizione dei Sex livres de la Rpublique, di Jean Bodin. Bodin impresse una radicale svolta. Richiam un rafforzamento assoluto della monarchia soggetta solo alla legge divina e al diritto naturale. Certo andava

distinto lo stato dal governo dello stato e le entrate dello stato non dovevano quindi essere a disposizione del sovrano. Il re doveva garantire come compito primario la giustizia la cui amministrazione garantiva a sua volta lautorit del re e lobbedienza del popolo. A reggere lo stato dovevano esserci la forza e la violenza il dispotismo era utile alla salvaguardia del bene pubblico. Predica uno stato in grado di imporsi al caos, al disordine e alla lacerazione del tessuto sociale. Agli stati generali, inaugurati a Blois nel 1576, la situazione interna mut improvvisamente rispetto alla pace di Belieu. Prevalse la richiesta di ununit religiosa e fu una nuova guerra. 6 guerra di religione Fu combattuta fiaccamente e stancamente stante lo stremo delle risorse, la carenza di capi carismatici calvinisti, lavversione personale di Enrico II per il fratello e per lo scomodo alleato Enrico di Guisa. Iniziate nel luglio 1577 le ostilit si concludevano gi a met novembre con la pace di Bergerac che limitava le grandi concessioni di Beaulieu ( ora libert di culto sol nelle citt di baliato e concessione temporanea per 8 anni nelle piazze forti). I rapporti franco inglesi tornarono a splendere con lorganizzazione del matrimonio tra Francesco dAngi ed Elisabetta dInghilterra. Il matrimonio non si celebr mai poich Francesco mor di tisi. Si apriva quindi la questione dinastica che era una delicatissima questione politico-religiosa internazionale. Lomosessualit di Enrico III precludeva la possibilit che avesse eredi. La dinastia era esaurita. Per odio verso Enrico di Guisa, Enrico III dava chiari segni verso il Re di Navarra ; segni che non lasciarono pi dubbi. La piazza di parigi era gi in subbuglio allidea che un re protestante prendesse il trono e iniziarono a girare voci che Enrico III e Enrico di Navarra stessero organizzando una contro notte di San Bartolomeo a danno dei cattolici. La lega si prepara allora allo scontro armato. Ad Enrico di Guisa non rimane che allearsi con il Re di Spagna, Filippo II, per ottenere finanziamenti per escludere dal trono francese i discendenti eretici dei Borbone. La lega si definisce quindi santa ed ha una propria politica estera. Con il manifesto di Pronne lanciava lappello nazionale contro il re eretico. Era un vero e proprio proclama di guerra che condusse allennesima pace che stavolta danneggiava gli ugonotti abolita la libert di culto, restituzione delle piazzeforti, dichiarazione della decadenza di Enrico di Navarra da ogni diritto. Tutto contribu a fare di Enrico di Navarra un campione patriottico. Ugonotti e cattolici condividono per lidea di assassinare il sovrano che sempre pi si dedicava ad assassini e amori privati. Gli ugonotti credevano nel consenso popolare interpretato come il patto con il re. Quando mancasse, determinerebbe lo scioglimento del popolo dal vincolo di fedelt e la libert di insorgere e anche di assassinare il Re. Per i cattolici il tirannicidio un atto giustificato dal diritto positivo e dalla legge di Dio.

Scatta lorganizzazione della Lega che fanno entrare in citt Enrico di Guisa sotto le grida di viva il Re. Enrico III completamente umiliato ed esautorato. Ancora a Blois nel 1588 si riuniscono gli stati generali. Controllati dai Guisa e dai leghisti, ma consapevoli di rappresentare la nazione unita. Durante i lavori dellassemblea Enrico III convoca nel suo appartamento Enrico di Guisa che viene assassinato dalla guardia del corpo del Re. Parigi insorge, la lega assume poteri di polizia e la Sorbona decreta lo scioglimento del popolo dallobbligo di fedelt al Re. Il tirannicidio sempre pi invocato. Jacques Clment si fa ricevere da Enrico III a Saint Cloud e finalmente lo accoltella a morte. Estinta la dinastia dei Valois, la Francia senza Re, 5.Enrico IV: il contrastato avvio della ricostruzione La successione dinastica ai Valois si presentava giuridicamente complessa, stante la bolla pontificia di Sisto V che condann come eretico Enrico di Navarra e lo interdiceva dalla successione. A favore del Navarra erano ovviamente schierati gli ugonotti. Contro ovviamente la Lega, i Guisa, la Spagna e la Santa Sede. Ad Enrico di N. non restava quindi che completare lazione militare: prendere Parigi. Operazione non esente da rischi, tanto che non procedette infatti allassedio di Parigi ma si dirige alla volta della Rochelle guadagnando popolarit nelle prime citt. Con tattica taglia i rifornimenti alimentari alla capitale. Ottenne inoltre un successo diplomatico ricevendo a Tours la prima ambasceria di uno stato cattolico che lo riconosce come Enrico IV di Francia: la Repubblica di Venezia. Ci fu uno scontro militare avviato da il Guiss a Ivry ( 14 marzo 1590) che fu fatale per lesercito della Lega. Parigi viene assediata dallaprile 1590 e i morti di fame sono quasi 30.000. A fine agosto lesercito spagnolo comandato da Alessandro Farnese costringe Enrico di Navarra a levare lassedio di Parigi. La guerra divampa ancora per le regioni della Francia divise tra cattoliche fedeli al Guisa, cattoliche leghiste, cattoliche fedeli a Enrico IV e ugonotte parimenti per Enrico IV e il tutto spezzettato da armi straniere. La salvezza dello stato dunque costituita da Enrico di Navarra, l aveva gi capito anche Sisto V prima di morire. Contro Enrico IV rimasta solo la Lega e qualche gesuita. I leghisti vengono spiazzati quando Enrico IV chiese di convertirsi alla religione cattolica. Il 27 febbraio 1594 si procede alla solenne consacrazione del re a Chartres e Enrico IV ormai ufficialmente re di Francia. La situazione che trova disastrosa : economia rovinata e una struttura diplomatica tra parigi e Roma. Nel 1595 vennero cacciati i gesuiti dalla citt. La pressione ugonotta, la mediazione del papa e la vicina morte di Filippo II portarono ala conclusione dell editto di Nantes 1598. leditto ristabiliva il culto cattolico ovunque. Agli ugonotti era consentita la libert di culto calvinista; laccesso a tutte le cariche pubbliche, scuole ed Universit; potevano godere di 84 piazzeforti. Quelleditto era il prezzo della pace ed Enrico IV poteva finalmente procedere alla ricostruzione dello Stato.

CAPITOLO 10. ECONOMIE E SOCIETA IN TRANSIZIONE Le profonde trasformazioni politiche, religiose e culturali del 500 si accompagnarono ad imponenti mutamenti economici gi avviati dalla seconda met del 400. Nuove relazioni economiche vengono cosi a sovrapporsi ai preesistenti ordinamenti giuridici del mondo feudale e i vari gruppi definirono sempre pi la reciproca collocazione in base al patrimonio e alla posizione economica. A questo risultato contribu non poco la progressiva espansione in vaste aree dellEuropa continentale di un protocapitalismo incentrato sulla figura del mercante, spesso divenuto imprenditore e banchiere incaricato di diffondere una cultura basata sul calcolo economico. Anche i nobili dovettero accettare lo smantellamento dei vecchi legami feudali che per secolo avevano garantito il loro dominio. Si svilupparono le borghesie e accanto a loro si crearono delle differenziazioni interne alle classi popolari sia nelle citt che nelle campagne. Si tratt di fenomeni che, acuendo il tradizionale squilibrio economico tra campagna e citt a favore di quest ultima, incrementarono quel tessuto urbano divenuto il modello europeo. Sempre pi la campagna si pose al servizio delle citt, rimase le vere protagoniste del passaggio dallet feudale a quella capitalistica. Accanto alle citt fu il mare laltro indiscusso protagonista delle grandi trasformazioni. I secoli XVI e XVII sono stati secoli di grande transizione. Una transizione non unitaria ed omogenea n per aree geografiche ne per scansioni cronologiche. Due grandi fasi: 1) Tra la fine del 400 e il 1620 contraddistinta da un forte incremento demografico, dallascesa dei prezzi, da una robusta espansione commerciale, dalla crescita della produzione agricola e da uno sviluppo delle attivit manifatturiere . 2) Dal 1620 alla prima met del XVIII secolo contrassegnata da stasi demografica, stabilit dellandamento dei prezzi, assestamento degli scambi commerciali e dei livelli produttivi raggiunti nel secolo precedente. Alla secolare crescita cinquecentesca segu insomma un periodo che pu essere definito di crisi e stagnazione se paragonato al grande sviluppo precedente, ma che in realt fu soprattutto una lunga fase di assestamento e stabilizzazione. Ne risult unaccentuazione dei differenti ritmi di sviluppo delle varie aree economiche gi delineatasi nel 500. Nacquero cosi le grandi potenze dellet moderna contraddistinte dallampliamento del mercato interno, dallo sviluppo delle manifatturiere, dallespansione degli scambi internazionali. Lentamente la politica segu le strade delleconomia. 1.Due indici significativi: prezzi e demografia Due indici appaiono particolarmente significativi per seguire questa transizione: landamento dei prezzi e il regime demografico. Indubbiamente nel

corso del XVI secolo il fenomeno economicamente pi vistoso fu la rivoluzione dei prezzi: dopo una stabilit del basso medioevo, i prezzi crebbero costantemente, dapprima in maniera modesta, poi con un ritmo pi accelerato ( fino al 1560) e quindi dopo una relativa stasi ( tra il 1560 e il 1575) si stabilizz definitivamente nei primi venti anni del 1600. Dalla met del secolo questo effetto inflattivo fu cos percepibile in Europa che se ne incominciarono a cercare le prime spiegazioni. Jean Bodin sostenne che linflazione era una conseguenza dello svilimento del conio. La spiegazione bodiniana non ha retto al confronto con i fatti poich la spinta ascensionale dei prezzi si verific infatti dallinizio del secolo ossia molto prima che limportazione di metalli preziosi fosse tale da coincidere in maniera significativa sulla circolazione monetaria. Inoltre, in caso di inflazione esclusivamente monetaria, i prezzi avrebbero dovuto aumentare omogeneamente per tutte le merci invece si verific il contrario: i prezzi crebbero in maniera assai diversificata. Laltro importante fenomeno fu la crescita demografica. Si stima che dopo il crollo demografico verificatosi dal 1340 la popolazione europea crebbe da circa 40-50 milioni a circa 85-100 milioni con unascesa omogenea in tutti i paesi. Questa crescita demografica fu favorita dalla maggior sicurezza garantita dai governi nel controllo del territorio e delle vie di comunicazione e della diminuita virulenza delle epidemie. Ci fu un inversione di tendenza nel 1600 affiancata da un peggioramento della produzione agricola e della maggiore frequenza di carestie. Devastante anche la guerra dei Trent anni (1618-1648). Inoltre a fine 500 ci fu un emigrazione religiosa che divenne un fenomeno di massa. I dati seicenteschi indicano una tendenza alla differenziazione, in genere corrispondente ai diversi ritmi di sviluppo socio-economico delle varie aree. Questa progressiva differenziazione dei regimi demografici indice delle diverse potenzialit di crescita economica. Daltra parte processi di differenziazione demografica si registrarono anche allinterno dei singoli paesi. In Spagna la crisi demografica seicentesca cui contribuirono lespulsione dei moriscos, fu pi avvertita nel centro del regno in Castiglia e meno nelle regioni periferiche. 2.Rapporti sociali ed economici nelle campagne Landamento demografico e quello dei prezzi furono in larga parte rispecchiati nelle fluttuazioni cicliche dellagricoltura. Ad una fase (1450-1550) in cui la produzione si limit a recuperare i livelli antecedenti la Grande Peste del 1348, segu infatti un periodo di crescita e quindi una lunga stabilit durata dal 1620 al 1750. Lagricoltura era dominata dalla produzione dei beni necessari allalimentazione, primi tra tutti i cereali e lallevamento ovino. In genere gli aumenti produttivi agricoli non furono determinati nel 500 da innovazioni tecnologiche, ma dallestensione delle colture. Le tecniche agrarie rimasero infatti sostanzialmente quelle del passato con una netta prevalenza del lavoro manuale. Dunque la strada preferita per adeguare la produzione agricola alla crescita di domanda fu di ampliare alcuni tipi di culture soprattutto quelle cerealicole.

In quasi tutta lEuropa la forma economico-sociale entro cui si organizzava la produzione agricola cinquecentesca era ancora la signoria fondiaria di origine medievale costituita dalla riserva signorile, ossia terre del signore e dai possessi affidati ai vari cittadini i quali vi esercitavano vari diritti. La signoria poteva appartenere alla Chiesa, a casate reali o a laici. Un unico territorio poteva comprendere pi signorie indipendenti oppure legate tra loro. In molti paesi la nobilt possedeva grandi feudi che si distinguevano dalla signoria fondiaria perch usufruivano dei privilegi giurisdizionali medievali con conseguente rilevanza politica. Pur lasciando la nobilt ai vertici della gerarchia sociale si allentarono i vincoli feudali tradizionali mediante la privatizzazione del feudo. La classe sociale pi numerosa era ovviamente costituita da contadini che non solo avevano a disposizione quantit di terra insufficienti per il loro numero ma nella maggior parte dei casi non ne avevano neppure la piena e libera disponibilit. La situazione inglese era peculiare : lagricoltore del 500 al contrario del resto d Europa, era quasi completamente libero da vincoli ed obblighi verso i signori il regime signorile era in via di estinzione. Trasformazione della nobilt: pass da essere un ceto organizzato e giuridicamente privilegiato sulla base del diritto feudale, in unaristocrazia pi variamente composta al suo interno e rappresentante un gruppo sociale dominante in base allentit dei patrimoni. Allantica nobilt di spada si sostitu una nobilt priva degli antichi diritti cavallereschi. Non coincise pi nobilt e feudalit. In italia legemonia dei ceti feudali ostacol lammodernamento dellagricoltura meridionale, gi fortemente intralciato dalla pastorizia transumante, incoraggiata dal papato nei territori dello Stato pontificio e dalla Spagna nel Regno di Napoli. Un fenomeno analogo si verific anche nei due principali paesi produttori ed esportatori di lana, ossia la Spagna e lInghilterra. Nel 500 si verific in entrambi un ampliamento del pascolo a detrimento delle colture. La conseguente diminuzione dei territori coltivati provoc a sua volta un aumento dei prezzi dei cereali determinando problemi di approvvigionamento. Diverse furono per le conseguenze: In Spagna ne nacque un conflitto tra contadini e la potente corporazione castigliana, la Mesta, alla fine vincitrice del confronto grazie allappoggio della monarchia. Nelle campagne inglesi invece le terre da destinare allallevamento furono acquisite in virtu delle stesse enclosures, ossia delle recinzioni dei campi iniziate dai primi del500. In genere si crearono dei fenomeni di crisi economica cui i nobili reagirono irrigidendo i privilegi di casta. Si tratt di un processo di chiusura sociale del ceto nobiliare. In Spagna e in Francia il nobile che esercitava attivit mercantili perdeva i propri privilegi. Ci non accadeva in Inghilterra dove laristocratico non perdeva il proprio rango esercitando attivit mercantili. Nei posti come

lInghilterra si pot sviluppare una simbiosi tra economie agrarie, industrie e commerci. In tutta leuropa la redistribuzione del reddito a favore dei proprietari terrieri fini per provocare un grande impoverimento dei contadini poich quasi ovunque perdettero le loro terre. Conseguenza di questo impoverimento fu una differenziazione socio-economica interna alla stessa classe contadina. Soprattutto in Francia e Inghilterra pot nascere un ceto di contadini ricchi e indipendenti e uno strato di costruttori- imprenditori. Limpoverimento della massa dei contadini favorirono la nascita di un proletariato rurale, dedito al vagabondaggio e al banditismo, diffuso in Spagna e in italia centromeridionale. Lunica alternativa valida per i contadini era lemigrazione. La situazione complessiva non miglior nel XVII secolo quando la crescita dellagricoltura europea cominci a declinare in coincidenza con la stagnazione delleconomia. CAPITOLO 11. DAI CONTRASTI CONFESSIONALI ALLA GUERRA DEI TRENTANNI 1.Due destini opposti: la Spagna e le Province Unite Le paci e le tregue raggiunte dalla Spagna con la Francia, lInghilterra e le Province Unite erano una sistemazione provvisoria data la divisione in campo tra cattolici e protestanti e date le trasformazioni interne di ciascun stato europeo. Accanto ai problemi religiosi iniziarono ad emergere altre ragioni che motivavano le politiche delle grandi potenze: ragioni legate alla difesa e allaffermazione di interessi economici che vennero ora ad assumere una dimensione e un peso specifico del tutto inediti. In Spagna la bancarotta che ci fu nel 1557,1575,1569 e una nuova nel 1607 indic il perpetuarsi degli eterni problemi finanziari della monarchia. Ma la crisi monetaria segn anche la mentalit di tutti gli strati della societ spagnola che erano ormai passivi attori di un fatalismo rinunciatario. La cacciata dei moriscos coinvolse circa 270.000 delle 300.000 persone che ne costituivano la popolazione. Questo evento indic in quale misura il governo spagnolo fosse ormai chiuso a qualsiasi tentativo di rinnovamento. Allurgenza di realizzare riforme economiche contribuirono numerosi scrittori di politica ( arbitras = suggeritori di proposte) che tempestarono il governo di suggerimenti. Denunciando la progressiva presa di coscienza della crisi in atto, gli aribitras prospettarono soluzione teoricamente efficaci come il taglio della spesa pubblica, la perequazione territoriale del sistema fiscale o il miglioramento dellagricoltura. Non mancarono individualit come ad esempio Gonzalez de Cellorigo che proponeva una politica economica protesa ad aumentare la ricchezza non attraverso la pura e semplice accumulazione di metalli preziosi, ma mediante il potenziamento delle attivit produttive. Questi tipi di consigli si infrangevano contro una struttura di governo che sembrava rispecchiare una tradizionale realt sociale ed economica.

Dopo la morte di Filippo III, gli successe il figlio diciottenne Filippo IV che mancava per della fermezza di carattere necessaria per non cadere nelle mani del suo personale come ad esempio il duca di Olivares che era pronto alla morte di Filippo III a strappare il potere al duca di Uceda. Olivares tent di rendere operative le tanto attese riforme interne e nel frattempo a rilanciare legemonia della Spagna nellEuropa. Complessivamente il programma di Olivares non ebbe successo : non riuscirono le riforme in Castiglia, non riuscirono gli sforzi per riequilibrare il sistema fiscale, ne il tentativo di istituire un sistema bancario nazionale. Di fatto la politica regia continu a gravare sulla Castiglia e tra il 1620-30 gli impegni bellici costrinsero il governo a gravare ancora di pi fiscalmente.

Del tutto diversa fu la sorte delle Province Unite nelle quali limpronta localistica che aveva contrassegnato la rivolta antispagnola rimase come un dato indelebile nellorganizzazione statale costituita da un vero e proprio mosaico di poteri in mano alle oligarchie urbane e strutturata sul triplice livello dei Consigli municipali, degli Stati provinciali e degli Stati generali. Ciascuna delle 7 province era amministrata autonomamente da unassemblea elettiva mentre le citt conservavano i loro statuti particolari. Questo dominio delle oligarchie mercantili costitu la base di quel miracolo economico e di quello sviluppo dei traffici consolidato ed accresciuto dalla pace ottenuta nel 1609. Lepicentro di queste fortune fu soprattutto lOlanda che contribuiva da sola a sostenere la met del bilancio delle P.U. I compiti di amministrazione civile affidati al Grand Pensionario ( segretario degli Stati Generali) vennero spesso a scontrarsi con quelli dei governatori militari delle province, gli stathouders in genere provenienti dalle fila dellaristocrazia. Questo dualismo istituzionale era espressione della divergenza di interessi tra borghesia mercantile e nobilt terriera e si manifestarono in due linee contrapposte: Quella mercantile era interessata a salvaguardare i traffici intercontinentali e contraria a proseguire la guerra con la Spagna; era a favore inoltre di unautonomia locale. Quella aristocratica preferiva continuare la guerra antispagnola anche a costo di gravi danni economici. Cercava inoltre un accentramento statale

Questi contrasti erano emersi gi in occasione della firma con la Spagna fortemente voluta dal Gran Pensionario e osteggiato da Maurizio Nassau. Lo scontro politico tra le due tendenze divenne sempre pi acuto soprattutto sul terreno religioso. Naturalmente si appunt sulla questione pi controversa della dottrina calvinista ossia quella della predestinazione. Arminio, calvinista entr in contrasto con le idee del suo collega Gomar, sostenitore di una predestinazione tanto rigorosa da essere collocata prima della caduta di Adamo. Arminio, da parte sua, sosteneva che il decreto di Dio sulla predestinazione fosse relativo alla presenza o assenza di fede nelluomo e da qui derivava il recupero del libero arbitrio non totalmente distrutto dal peccato.

Nelle P.U. laspra controversia cui diede luogo ebbe leffetto di polarizzare su di se gli opposti schieramenti sociali e politici negli anni precedenti. Per Nassau, per la nobilt e gli strati rurali e popolari, la combattiva e intransigente teologia gomarista costruiva un modo per ribadire la propria volont di non disarmare di fronte al pacifismo dei ceti borghesi e mercantili rappresentati dallOldebarneveldt, accusati di condividere lindifferentismo religioso arminiano. La disputa coinvolse anche un amico di Arminio, Uitenbogaert sulla questione dellintervento statale nelle questioni religiose, voluta fortemente da questultimo. Nel 1610, guidati dallUitenbogaert, gli arminiani tornarono alla carica presentando agli Stati provinciali dOlanda e di Frisia una rimostranza in cui ribadivano gli articoli di fede. Fu respinta dai gomaristi che presentarono una contro rimostranza. I gomaristi si erano dichiarati Chiesa perseguitata e avevano provocato violenti sommosse. La lotta prosegu finch, contraddicendo lUnione di Utrecht che prevedeva autonomia religiosa delle singole province, ottennero la convocazione di un sinodo nazionale a Dordrecht nel corso del quale gli arminiani vennero espulsi segnando lavvio di un periodo di predominio degli stathousers. 2.Uno scenario nuovo: le potenze baltiche e lEuropa orientale Accanto a quelle religiose, le motivazioni economiche emersero progressivamente come spinta decisiva allazione politica europea manifestandosi soprattutto in quellarea baltica che tra la seconda met del 500 e 600 vide per la prima volta affacciarsi sulla scena continentale la Polonia e la Russia. Gi avevano avuto un peso rilevante Danimarca e Svezia con la loro scelta a favore del luteranesimo. DANIMARCA. La scelta avviata con Cristiano II, Federico I e Cristiano III si era sviluppata senza comportare un rafforzamento della monarchia che rimase elettiva. La nobilt aveva conservato unincontrastata egemonia socioeconomica riflessa nel condizionante potere del Rigsraad, lassemblea che eleggeva il sovrano. Questa sorta di onnipotenza aristocratica fu ulteriormente rafforzata con lesclusione dei contadini dal Rigsraad durante il regno di Federico III. SVEZIA. Lintroduzione del luteranesimo si era intrecciata con una decisa evoluzione in senso assolutistico delle strutture di governo fin dal tempo di Gustavo I Vasa. Anche qui con lavvento di Erik XIV Vasa la nobilt cominci a recalcitrare di fronte al potere monarchico, fino ad insorgere e deporre il re. La vitale necessit della Svezia di conquistare un accesso sulle coste tedesche e polacche aveva cosi riacceso tra il 1563 e il 1570 una guerra che aveva visto vincitrici le forze coalizzate della Danimarca e di Lubecca che con la pace di Stettino (1570) aveva obbligato gli svedesi a cedere le isole di Gotland e Osel. La sconfitta avvi un periodo di instabilit interna nel corso del quale il Riksdag svedese ( assemblea di nobili, clero, borghesi e contadini) riprese vigore chiamando al trono il fratello del re deposto, Giovanni III Vasa. Decisiva fu la politica religiosa istaurata dal nuovo sovrano che fini per intrecciare le sorti della Svezia a quelle della Polonia. Giovanni III infatti influenzato dalle idee religiose moderate e conciliatrici del teologo ed umanista fiammingo Cassander, fautore di una riunificazione del cristianesimo basata sullaccettazione di pochi ed essenziali punti di fede, rimise in discussione il

luteranesimo fino ad imporre nel 1575 un nuovo ordinamento ecclesiastico e con il Libro Rosso una nuova liturgia di stampo cattolico e ad ammettere nel regno i gesuiti. POLONIA. Al trono polacco fu eletto con il nome di Sigismondo III, il figlio di Sigismondo II e avvi una decisa azione assolutistica e controriformista. La Polonia era economicamente e socialmente dominata dai grandi magnati e da una piccola nobilt che estendeva il suo incontrastato controllo sulla terra ai danni dei contadini. La nobilt era riuscita anche a monopolizzare i commerci mediante gravi restrizioni legislative alle attivit mercantili e imprenditoriali e alle classi rurali. La Dieta era divisa in una Camera composta dai deputati delle diete locali, quasi sempre rappresentative dei soli nobili e in un Senato formato da vescovi, grandi magnati e dignitari di corte. La chiesa polacca non solo deteneva il diritto di eleggere i sovrani ma aveva anche un potere legislativo. Negli anni 60 si introdusse il liberum vetum ossia il potere dato a ciascun membro di bloccare il procedimento legislativo ponendo un veto. Alla morte di Sigismondo II era stato eletto re Enrico di Valois che per gia nel giugno del 74 tornava alla corona francese. Il successore Stefano Bathory favor una totale preponderanza nobiliare tanto che lo svedese Sigismondo III Vasa assunse la responsabilit della monarchia. In quei decenni la Polonia fu sia al vertice della sua vitalit economica e della sua forza politica, ma allo steso tempo la fusione dei due stati polacco e lituano segnava la sconfitta della monarchia a favore di un estensione di privilegi della nobilt. Questioni religiose Ufficialmente cattolica la Polonia aveva adottato un atteggiamento tollerante non solo verso gli ebrei, ma anche verso i luterani e i calvinisti. Il protestantesimo era penetrato fin dagli anni 20 trovando a Cracovia e Konigsberg i propri centri dirradiazione consolidandosi in Lituania, Livonia e nella Prussia polacca, ma perdendo anche per forza date le divisioni interne tra luterani, calviniste e altri movimenti radicali. Ne fu favorito soprattutto il calvinismo che guadagn molti adepti in Lituania. La tolleranza religiosa era tuttavia rimasta legata ai privilegi nobiliari. Fu in questo scenario di libert di culto e privilegi nobiliari che Sigismondo III cerc di avviare una svolta assolutistica e controriformista, favorita dalla duplice circostanza che il culto cattolico era rimasto la religione ufficiale dello Stato e che i cattolici erano convinti sostenitori dellautorit regia in contrapposizione ai protestanti in genere difensori dellautonomia dei ceti nobiliari. Fu soprattutto loffensiva politico diplomatica intrapresa da Gregorio XIII a creare le condizioni per riaffermare il cattolicesimo. Era tesa infatti a realizzare un complesso progetto pontificio di riconquista dellEuropa nord orientale che mirava a ricomporre le divergenze polacco svedesi per riconsegnare questarea al blocco asburgico. I luterani in Svezia erano diffidenti verso il Re Sigismondo III cattolico. Ben presto questostilit si trasform in unaperta ribellione guidata dallultimo dei tre figli di Gustavo I Vasa, Carlo duca di Sodermanland. Cacciarono i gesuiti dal suolo svedese ristabilendo di fatto lortodossia luterana in tutto il paese e bandendo Sigismondo III con il consenso del Riksag che nel 1600 deponeva il re

ed eleggeva appunto Carlo IX. Sul piano internazionale il contrasto polacco svedese fece parzialmente fallire il piano pontificio a cui avevano lavorato anche gli Asburgo. Non solo per la Svezia, ma per tutte le nazioni dellEuropa nord orientale un nuovo fronte per la lotta egemonica che le coinvolgeva era la Russia. RUSSIA. Scomparso Ivan III, era salito sul trono il figlio Basilio ( Basilio III) che diede un nuovo impulso allimperialismo moscovita, ammantato di pretese universalistiche al pari di quello asburgico e ottomano. La mitologia della Terza Roma forn una giustificazione ad un espansionismo che con Basilio III trov concreta manifestazione sia nellopera di unificazione delle terre russe sia nel rafforzamento del confine meridionale e sia infine nella penetrazione verso occidente che condusse appunto ai conflitti con la Polonia e la Svezia. Alla morte di Basilio III tutta la Russia entr in un periodo di lotte sanguinose per la successione finch nel 1547 lerede designato fu Ivan IV il Terribile che non riusc a detenere effettivamente il potere avviando una politica di ripresa dellespansionismo ai danni dei tatari e di riorganizzazione interna mirante a creare un esercito fidato e a aumentare gli introiti fiscali. In politica interna avvi una politica assolutistica difendendo il carattere sacramentale dello zarismo e accusando i boiari. Ivan IV accuso questi ultimi di ribellione e li obblig a fornire prestazioni militari. Nei primi anni 60 Ivan intensific la sua politica dividendo larea in due zone: Una comprendente le terre pertinenti allo zar dalla quale furono espulsi i boiari; Laltra destinata ai soli boiari che vi furono deportati con la forza. A questa riforma realizzata con la forza si aggiunsero una serie di misure legislative che ribadivano la servit della gleba imposta ai contadini. Ivan IV riprese lespansionismo verso occidente concentrandosi nelle regioni del Baltico la cui conquista avrebbe comportato enorme vantaggi economici. Lattacco mosso contro l Livonia fu condotto con alterni successi fino a quando la pace di Yam Zapolski 1583 segn la sconfitta russa. In pi si aggiunse una crisi economica dovuta alle devastazioni provocate nelle campagne dalle deportazioni dei boiari, dallinasprimento fiscale e dalle carestie. Alla sua morte Ivan il terribile lasciava la Russia in una situazione con estrema difficolt. Problema della successione: il regno del primogenito di Ivan il Terribile, Teodoro segn un momentaneo abbandono di ogni pretesa sul Baltico. La successione di Teodoro avvi un lungo periodo di sinistre lotte intestine che diedero occasione a danesi, svedesi e polacchi di approfittare della situazione per tentare di guadagnare nuovi territori. Sarebbe dovuto salire al trono Godunov, ultimo della dinastia per la scomparsa del 1591 del fratello Dimitri. Godunov era sospettato di aver ucciso Dimitri e nel 1604 vide comparire un personaggio che si qualificava come Dimitri, sopravvissuto allattentato del 91. Il mito popolare della sopravvivenza del sovrano nascosto in terre lontane per verificare lequit dei suoi funzionari e per tornare in caso di necessit per salvare la patria e rendere giustizia ai suoi sudditi, si diffuse nella Russia. Ma cerano anche coloro che sostenevano limpostura del falso Dimitri come Sigismondo III seguito dai cosacchi i contadini e gli allevatori indispettiti dalla

fiscalit zarista. La crisi prosegu fino al 1605 senza interruzione. Dimitri fu incoronato zar ma lanno successivi fu giustiziato da alcuni boiari. Il 19 agosto 1610 lassemblea formata da boiari designava come zar il figlio del re polacco, Ladislao. Ma il malcontento popolare port a unassemblea di stati che nel 1613 votarono Michele Romanov imparentato con Ivan il Terribile. Lo zar Michele era interessato a chiudere i conflitti. Nel 1617 con il trattato di Stolbovo la Russia cedeva la Carelia e lIngria alla Svezia. Lanno seguente veniva firmato il trattato di Devlin con la Polonia che rinunciava di fatto alle sue pretese sulla corona zarista. 3.La crisi dellImpero asburgico e la guerra europea NellImpero dopo la pace di Augusta del 1555 e il fallimento del modello centralistico tentato dagli Asburgo il governo era in mano agli stati territoriali anche se limperatore era riuscito a ritagliarsi una sfera dinfluenza nel settore giudiziario e se i distretti e il Tribunale camerale costituirono un livello intermedio. Il particolare rapporto che cosi si era stabilito tra prncipi territoriali e corona imperale consent di avviare un processo di modernizzazione delle struttura statali nel quadro di un originale sistema federale nel quale i singoli stati poterono consolidarsi politicamente ed ecclesiasticamente. Tuttavia non mancavano forti elementi di squilibrio e debolezza. Ad esempio i diritti vantati dagli Asburgo sui paesi che formavano i loro domini. La linea della netta divisione dei fronti religiosi appariva inevitabile anche perch in tutto limpero il consolidamento interno dei singoli stati si stava realizzando sul principio del cuius regio, eius religio. Si svilupp la Controriforma la cui affermazione fu dovuta non tanto alla corona imperiale quanto al dinamismo degli Stati cattolici. Cuore della cultura cattolica fu la Baviera che assumendo la funzione di baluardo della Controriforma riusc ad acquisire un peso politico alternativo a quello degli Asburgo. La politica religiosa della Baviera era diretta a farne una potenza egemone nellImpero in alternativa alla stessa autorit imperiale. Fu proprio in concomitanza con lo sviluppo di questi processi di rafforzamento interno degli stati e di creazione di un rigido sistema confessionale, che maturarono tra la met del 500 e il primo decennio del 600 le condizioni per la nascita di nuovi schieramenti politici e ideologici da cui sarebbe scaturita una crisi generale poi esplosa con la guerra dei Trentanni. Ad incubare questa crisi cera il mancato riconoscimento nella pace di Augusta del calvinismo come religione ufficiale, la necessit del luteranesimo di riaggiustare i propri principi dottrinali e la volont dei cattolici di recuperare il terreno perduto. Della sistemazione religiosa raggiunta nel 1555 si accontentavano certamente gli Stati guadagnati dal luteranesimo e che avevano riconosciuto come propria guida Melantone dopo la morte di Lutero nel 1546. Le esasperate polemiche teologiche continuarono ad infuriare anche dopo la morte di Melantone nel 1560 dividendo i suoi seguaci da coloro che si ritenevano unici luterani legittimi. Soltanto nel 1577 si riusc ad impostare unopera di unificazione dottrinale sintetizzasta nei 12 articoli di un Formula di concordia. Con questo testo il luteranesimo tedesco ritrovava la sua omogeneit rigettando solo quanto rimaneva del radicalismo settario ma anche qualsiasi compromesso con il calvinismo.

Si formarono entit statali moderne capaci di addomesticare le potest autonome dei ceti e delle citt, di dotarsi di apparati governativi centralizzati, sostenuti da una classe di burocrati ben addestrata, fedelmente legata ai principi e docile strumento per la sottomissione delle amministrazioni ecclesiastiche. Il controllo dello Stato sulle Chiese divenne un fattore decisivo negli stati cattolici e protestanti come anche il monopolio dello Stato in settori tradizionalmente riservati allistituzione ecclesiastica, quali la scuola, il matrimonio, la famiglia e lassistenza sociale. Tuttavia la confessionalizzazione tedesca determin squilibri tali da causare la crisi di un sistema il cui punto critico stava nella sproporzione tra frammentazione geopolitica e debolezza della corona asburgica. Lapplicazione della pace di Augusta si fece sempre pi difficile proprio a causa dellavviato consolidamento interno degli Stati. Sempre pi violata era la clausola augustana del reservatum ecclesiasticum. In questo scenario, in cui cattolicesimo , luteranesimo e calvinismo avevano ormai i loro rispettivi epicentri egemonici in Baviera, Sassonia e Palatinato, la corona asburgica fronteggi con crescente difficolt le pericolose linee di frattura che si erano andate delineando. Non vi riusc con Massimiliano II e con la Dieta del 1566 e n tantomeno con lavvento dellimperatore Rodolfo II il quale non potendo subire la preponderanza dei protestanti, non pot fare a meno di appoggiarsi alla Chiesa romana, dalla quale lo dividevano non pochi contrasti giurisdizionali e la ferma convinzione della superiorit del potere imperiale su quello del pontefice. La Boemia si scontr con le tendenze centralistiche asburgiche che andavano di pari passo con la controriforma. Loffensiva cattolica prosegu negli anni 80 con il ripristino della nunziatura apostolica romana e guadagn successo con una serie di seminari e iniziative propagandistiche e missionarie. Il rifiuto imperiale di rinnovare la Declaratio Ferdinandea che tolse ogni protezione alla libert di culto dei protestanti, si somm il progressivo svuotamento delle funzioni di controllo del Tribunale camerale e la caduta dellautorit della Dieta. Si formarono due blocchi politico religiosi contrapposti: I protestanti si stringevano presso Nordlingen nellUnione evangelica; Gli stati cattolici si univano sotto legida bavarese nella Lega cattolica. La crisi stava sempre pi diventando il terreno di uno scontro internazionale su cui si sarebbero giocati i futuri equilibri politici europei. Proprio nel momento in cui si andavano formando i due blocchi dellUnione e della Lega, si pot toccare con mano lo spessore internazionale assunto dalle questioni interne tedesche. La morte di Giovanni Guglielmo di Julich-Kleve apr una lotta per la successione al ducato. Limportanza strategica di questo territorio spinse la Francia a predisporre un intervento militare per contro bilanciare lalleanza dei due pretendenti: Giovanni Sigismondo di Brandeburgo e il conte palatino di Neuburg. Enrico IV tent unalleanza con la Baviera che fall. Limprovvisa morte di Enrico IV fu il motivo per cui non si giunse ad un conflitto internazionale. Il ducato fu poi spartito nel 1614 tra il Brandeburgo e il Neuburg.

Guerra sfiorata

Nel 1612 lunione evangelica stringeva alleanze con lInghilterra, con le P.U e anche con la Francia cattolica. Mentre allinterno dellImpero le rivalit territoriali e dinastiche tra gli interessi degli stati protestanti indebolirono lUnione. Nella lega cattolica invece erano assenti tensioni teologiche e questo determin una superiorit organizzativa e politica del fronte cattolico. Nonostante lappoggio alla Lega gli spagnoli da tempo avevano guardato allarciduca Ferdinando III come possibile successore al trono. Un patto segreto era infatti stato stipulato con Ferdinando con il quale si assicurava allarciduca le terre asburgiche, la corona boema e ungherese e il titolo imperiale. Filippo III riunciava ai suoi diritti sulla monarchia asburgica in cambio dei diritti imperiali sullAlto Reno. Nel 1617 laccordo maturava con lelezione di Ferdinando a Re di Boemia. Trasferito il governo boemo a Vienna, Ferdinando sconfess quanto stabilito dalla Lettera di maest del 1609, proibendo le riunioni dei difensori i quali accusando i reggenti praghesi di essere i veri autori del divieto del re, si recarono il 23 maggio 1618 al palazzo reale per presentare una lettera al sovrano; la violenta discussione termin quando i due luogotenenti furono gettati dalla finestra. Questo episodio, celebre come la defenestrazione di Praga, diede avvio ad una rivolta che vide limmediata riunione di una Dieta boema, la nomina di un governo provvisorio e larruolamento di un esercito. Ferdinando venne eletto imperatore nel 1619 concentrando nelle sue mani tutti i domini asburgici. Federico V del Palatinato assunse definitivamente il ruolo di antagonista della corona asburgica. Quando venne incoronato a Praga fu inevitabile una lotta di dimensioni europee. Conclusioni = Dalla crisi dellImpero si sprigionava cosi una conflagrazione che chiusa con la pace di Westfalia ebbe come suo asse portante la riapertura del tradizionale scontro franco asburgico, ma che allo stesso tempo condusse sul proscenio tutte le potenze politiche ormai operanti in Europa e divenne per questo il contenitore di una serie di guerre contemporanee ma distinte luna dallaltra, inserite in un quadro in cui tutti gli stati cercarono di ridefinire o definire ex novo la loro posizione. 4.La guerra dei Trentanni : dallItalia al Baltico Il rafforzamento degli Asburgo andava di pari passo con la ripresa della politica egemonica della Spagna che inevitabilmente era venuta scontrandosi con la Francia. E come in passato la lotta egemonica franco spagnola trovava uno dei bari centri nellItalia settentrionale. ITALIA: qui legemonia spagnola suscitava insofferenze di cui un primo sintomo era stata gi la guerra che tra il 1615 e il 1617 aveva mosso contro gli Asburgo dAustria la Repubblica di Venezia. A questi segni di irritazione veneziana si era aggiunto lorientamento filo francese del Gran Duca di Toscana Ferdinando I e del duca di Savoia Emanuele Filiberto, intenzionato a riconquistare i territori perduti nel corso delle guerre dItalia. Emanuele Filiberto aveva gi ripreso tra il 1562 e il 1575 le fortezze occupate dagli

spagnoli. Proseguendo questa politica suo figlio Carlo Emanuele era riuscito a togliere anche il marchesato di Saluzzo alla Francia rendendo cos definitiva la scelta della dinastia sabauda di privilegiare lItalia e di avvicinarsi alla Francia allontanandosi dalla Spagna. Ci fu una guerra per il dominio di Monferrato in mano ai Gonzaga che dimostr anche se fu fallimentare per la Savoia, quanto nello scacchiere italiano gli interessi francesi e ispano asburgici fossero inconciliabili. Il contrasto riemerse infatti poco dopo nella Valtellina: immediata ovviamente la reazione della Francia che prefer per il momento agire solo sul piano diplomatico. Lazione spagnola in Valtellina era stata dettata dalla posizione strategica della zona che avrebbe permesso la piena utilizzazione delle comunicazioni tra la spagna , gli asburgo, laustria e le fiandre. Lazione francese era iniziata proprio per impedire questo rafforzamento delle comunicazioni ai danni dellOlanda e dei principi tedeschi. BALCANI: Qui rimaneva aperto il contrasto svedese-polacco finch si giunse alla tregua di Altamark nel 1629. Al raggiungimento di questa tregua aveva lavorato la Francia che insieme allOlanda e allInghilterra era interessata a fare della Svezia un bastione difensivo contro le potenze cattolico asburgiche collegate alla Polonia. Il disegno ispanico imperiale era quello di un blocco contro gli Stati protestanti, con i suoi sbocchi sul Baltico. Il progetto contrapposto franco olandese era invece quello di un fronte comprensivo dei principi protestanti tedeschi e degli Stati che controllavano il Baltico, ossia Danimarca e Svezia. Nel dicembre del 1625, allAja, fu stretta un alleanza tra P.U, Inghilterra, Federico V di Palatinato e la Danimarca. Fu unalleanza in base alla quale col pretesto di difendere la causa protestante tedesca, Cristiano IV invadeva la Germania settentrionale. Limperatore Ferdinando II reag allattacco danese affidandosi al pi abile condottiero, il nobile boemo Albrecht von Wallenstein che mise a disposizione un esercito sconfiggendo le forze protestanti a Dessau. Le truppe di Cristiano IV si ritiravano nello Jutland. Nellestate del 1629 con la pace di Lubecca la Danimarca si piegava alla volont dellAsburgo impegnandosi a rimanere estranea alla guerra tedesca. Il fallimentare intervento danese aveva creato i presupposti per un controllo dei mari nordici da parte dellImpero. Proprio nel momento del suo trionfo militare Ferdinando II prese due decisioni che piegarono il corso degli eventi : Emanazione del diritto di restituzione Elevazione a principe del Wallenstein

Leditto di restituzione ristabil loperativit del reservatum ecclesiasticum vietando le secolarizzazioni e ordinando il ritorno alla chiesa cattolica del patrimonio passato ai protestanti. Wallenstein divenuto principe otteneva le terre dei duchi di Meclenburgo. Ferdinando II aveva cosi calpestato i diritti dei ceti e dei principi imponendo la propria volont senza neppure interpellare la Dieta.

La reazione dei prncipi tedeschi non si fece attendere : alla Dieta di Ratisbona, fomentati dalla diplomazia francese, gli stati tedeschi e la cattolica Baviera respinsero la richiesta dellimperatore di designare suo figlio Ferdinando al titolo successorio di Re dei Romani ( che era un modo per introdurre il principio ereditario). Alla Dieta venne deciso sia per la sospensione delleditto di restituzione e sia lo scioglimento dellesercito del Wallenstein. In Italia nel frattempo lesercito francese battevano lesercito ispano-sabaudo a Susa dopo un conflitto riguardo al Monferrato per la successione dei Gonzaga che venne stabilita definitivamente con il riconoscimento di duca di Mantova Carlo di Gonzaga Nevers. Mentre la vittoria della Svezia sullesercito del Wallenstein lo obbligava a chiedere un armistizio con la Sassonia prendendo contatti con la Francia e la Svezia alle spalle dellimperatore finendo cosi assassinato nel 1634. La vittoria svedese non si arrest. A capo cera il cancelliere Oxenstierna. La brillantezza del suo ingegno ebbe modo di manifestarsi attraverso il patto stretto ad Heilbronn con il quale riunific le forze sparse protestanti e riusc a ricompattarle dietro alla Svezia con lintento di assicurarsi il controllo dellImpero. Ma ci provoc linsofferenza dei protestanti tra i quali prese corpo lidea di formare sotto la guida della Sassonia una terza forza autonoma da svedesi e cattolici. Si giunse cosi alla pace di Praga ( tra Sassonia e Ferdinando II )del 1630 con la quale venne consegnata ai protestanti linviolabilit della costituzione territoriale dellImpero e labolizione delleditto di restituzione ripristinando gli strumenti giuridico istituzionali dellimpero come la Dieta. 5.Lintervento francese e la pace di Westfalia Lequilibrio cosi raggiunto in Germania fu ben presto rimesso in discussione. La pace di Praga non aveva riconosciuto il calvinismo come religione autonoma. Inoltre una pace limitata alla Germania non aveva senso in un contesto di quella portata. Pochi giorni prima della stipulazione della pace infatti la Francia aveva dichiarato guerra alla Spagna divenendo una diretta protagonista della lotta. Richelieu voleva riunire in un unico sistema di alleanze tutti gli avversari degli asburgo ( calvinisti, Svezia, P.U, Savoia, ducato di Parma e di Mantova). La guerra si riaccese su tutti i fronti ( Valtellina, Franca Contea, Paesi Bassi spagnoli, Alsazia). Le flotte spagnole e francesi si scontrarono nel Mediterraneo e nellAtlantico. Gli olandesi annientarono la flotta spagnola. Il graduale arretramento delle posizioni ispano imperiali era indubitabile. Landamento degli eventi fu deciso dal maturare della crisi spagnola: il governo del conte duca Olivares aveva proseguito nella sua politica di inasprimento fiscale soprattutto sulla Catalogna e in Portogallo. I catalani erano dal tempo animati da sentimenti di malcontento verso la corte madrilena. Le truppe francesi penetrarono nel territorio catalano e si trovarono di fronte una regione percorsa da un forte odio per il governo spagnolo. LOlivares cerc la pace con la Francia e le P.U. che per non arriv. La situazione nella catalogna sfoci in una rivolta che arriv fino a Barcellona e a quel punto fu troppo tardiva la decisione dellOlivares di abbandonare la sua politica autoritaria. Gli insorti catalani facevano ricorso alla confinante Francia che invi aiuti anche ai portoghesi che stavano decidendo di tagliare il legame con la Spagna. Olivares

veniva allontanato nel 1643 da Filippo IV. Morto Richelieu prendeva il potere in Francia il cardinale Giulio Mazzarino. La guerra proseguiva in tutta Europa mentre a Westfalia nel 1644 si aprivano due separati tavoli di negoziati : Uno a Munster per i cattolici e le questioni tedesco svedesi Laltro ad Osnabruck per i protestanti e i rapporti franco asburgici.

La svolta diplomatica decisiva ci fu con larrivo a Munster del capo della delegazione imperiale, il conte Massimiliano Von Trauttmannsdorf che prese in mano le redini dellintero congresso e risolse la maggior parte dei problemi. Tra il 1645 e il 1646 si erano definiti una serie di accordi che poi il 24 ottobre 1648 portarono al documento di pace per la Germania in base al quale fu concessa unamnistia generale a tutti i prncipi tedeschi; venne istituito un elettorato per lerede del conte Palatino Federico V, fu ritirato definitivamente leditto di restituzione e per la prima volta il calvinismo venne riconosciuto come confessione tollerata nellimpero. Questi trattati divennero legge dellImpero, la Constitutio Westphalica che attribu agli stati tedeschi la superiorit territoriale ossia il godimento della sovranit con tutti i diritti che questo comportava: di pace, di guerra, di stipulare alleanze, di mantenere un esercito, di battere moneta e amministrare la giustizia. Il 30 gennaio del 1648 Filippo IV di Spagna firmava un trattato di pace che riconosceva lindipendenza delle Province Unite. Ma linsieme di questi accordi non pot trasformarsi subito in una pace generale a causa dellopposizione della Francia. Le paci stipulate lasciavano lImpero e la spagna libere di agire contro la Francia che continu allora la guerra in Germania. La nuova campagna fu ostacolata da due avvenimenti che alla fine indussero anche il Mazzarino ad accettare una pace generale : Peso fiscale che gener in una tensione crescente esplosa nella rivolta della Fronda; La pace della Svezia con lImpero Alla spagna la pace di Westfalia consentirono di riportare allobbedienza la Catalogna mentre si affievol la protezione degli insorti da parte della Francia occupata nella rivolta della Fronda. Il Portogallo riusc a rimanere indipendente. La guerra franco spagnola fin solo nel 1659 con la pace dei Pirenei. La Francia conferm il possesso di Pinerolo in Italia, di Metz, Toul e Verdun e dellAlsazia. Indubbiamente fallito era il progetto degli Asburgo dAustria di una restaurazione cattolica e di un egemonia in Europa. I risultati pi importanti si manifestarono sotto due effetti: Il primo fu il riconoscimento dellequilibrio come organico principio della politica continentale, con il suo fulcro in Germania e le sue sorti affidate alle diplomazie dei principali Stati; Il secondo fu la neutralizzazione della lotta religiosa che la guerra dei Trentanni aveva posto allordine del giorno riconoscendo la pluri confessionalit come dato immodificabile della storia dEuropa.

1648 data rimossa come elemento generatore di conflitti politici e fattore determinante nelle relazioni internazionali. Let confessionale era tramontata. CAPITOLO 12. FRANCIA E INGHILTERRA: ASSOLUTISMI, RIVOLTE E RIVOLUZIONI 1.Uno Stato da ricostruire: la Francia da Enrico IV a Richelieu Dal 1598 grazie allemanazione dellEditto di Nantes e alla pace di Vervins con la Spagna Enrico IV aveva gettato le basi per la ricostruzione dello stato francese. Punto debole erano le finanze e le condizioni dellagricoltura precipitata in una crisi gravissima. Altrettanto tormentati i commerci. Lopera di ricostruzione avviata da Enrico IV fu radicale soprattutto nel settore delle finanze affidate al duca di Sully che riusc a riordinare il bilancio statale controllando gli abusi della riscossione delle tasse e riducendo drasticamente il debito pubblico. La politica industriale sotto Enrico IV fu laspetto pi rilevante dellapplicazione di un indirizzo economico diffuso in gran parte dell Europa con il nome di MERCANTILISMO. Il termine, derivante dallespressione sistema mercantile usata dalleconomista inglese Adam Smith, indica un insieme di teorie del 500 e del 600 al centro delle quali si collocava la volont di accrescere la ricchezza nazionale e la convinzione che questa dipendesse dalla crescita delle riserve monetarie. Si riteneva avere sempre in attivo la bilancia dei pagamenti e quindi si caldeggiava lincremento delle esportazioni, a danno delle importazioni, proteggendo la produzione nazionale con misure protezionistiche. Queste teorie finirono pero codificare la stretta relazione tra la potenza di uno Stato e la sua ricchezza materiale. Si diffuse lidea che fosse compito dello stato disciplinare la vita economica. Esponenti di queste teorie furono in Inghilterra Thomas Mun, dirigente della compagnia delle Indie orientali, e in Francia Jean Bodin, Barthlemy De Laffemmas e Antoine De Montchrestien. Questo programma protezionistico fu in pratica attuato da Enrico IV. Montchrestien sostenne limortanza dei traffici commerciali coloniali come irrinunciabile fonte per lacquisizione delle materie prime che la Francia era ancora costretta a comprare da Stati stranieri. Il risanamento economico che sullo sfondo di queste dottrine si avvi in Francia era solo un elemento della ricostruzione del paese. Altrettanto importante era riedificare il potere della monarchia. La crisi innescata dalle guerre di religione aveva reso evidenti i perduranti limiti della sovranit regia. Lindebolimento del potere monarchico si era riflesso nella semi indipendenza del clero, degli Stati e dei governatori provinciali, delle corporazioni e dei Parlamenti. La presenza degli ugonotti costituiva una sorta di Stato nello Stato e ci costituiva un rischio per la sicurezza del paese. I cattolici erano raccolti sotto la bandiera dei dvotes e insistevano sulla necessit di ristabilire lunit religiosa del paese da realizzare attraverso:

Persecuzione dei calvinisti; Applicazione dei decreti tridentini; Allineamento della politica estera francese a quella delle potenze cattoliche spagnola e imperiale;

In politica estera, Enrico IV era in procinto di intraprendere la guerra contro lImpero e la Spagna a fianco dellInghilterra protestante, lOlanda e lUnione evangelica, fu ucciso per da un fanatico cattolico il 14 maggio 1610. La conseguenza fu che la Francia, per circa 20 anni dovette ritirarsi da ruolo di protagonista della scena europea. La reggenza venne assunta dalla vedova Maria de Medici che cerc una conciliazione con le corone cattoliche trovata con il trattato di Fontainebleau con la Spagna, che prevedeva unalleanza difensiva decennale contro rivolte interne e attacchi esteri. Intanto allindomani della morte di Enrico IV la nobilt era insorta riunendosi in una Lega con a capo Enrico II principe di Cond. Lopposizione della nobilt di sangue venne momentaneamente tamponata con la pacificazione di SaintMnhould con cui Maria de Medici concesse la convocazione degli Stati Generali che si riunirono per lultima volta a Parigi nellOttobre 1614. Durante la riunione emersero le differenze di pensiero tra i tre diversi ordini: Clero: insistette per lapplicazione dei decreti tridentini; Nobilt: si espresse in un attacco allereditariet delle cariche pubbliche sancita dalla paulette che aveva di fatto bloccato laccesso agli uffici ai nobili meno ricchi della provincia; Terzo stato: si dichiar disposto ad accettare labolizione della paulette ma chiese in cambio una riduzione delle pensioni concesse ai nobili. Gli Stati Generali insomma non poterono deliberare nulla in merito alle questione della riorganizzazione politica del regno. In questa occasione per Richelieu tenne il discorso per la presentazione dei memoriali del clero. Questo discorso, nel quale approv la politica filospagnola della reggente e chiese lapplicazione dei decreti del Concilio di Trento, fu tuttavia lopposto della sua politica futura. Due eventi si susseguirono : ci fu una rivolta della nobilt guidata dal Cond che venne arrestato; luccisione di Concino Concini, consigliere della reggente, per ordine dello stesso Luigi XIII( figlio) che si emancipava cos dalla politica materna. Nonostante lallontanamento dal potere di Maria de Medici, e nonostante la liberazione del Cond, nel 1620 i prodromi di unennesima ribellione della nobilt spinsero Luigi XIII ad affrontare militarmente i rivoltosi che vennero sconfitti a Ponts-de-C. Inoltre venne restaurato nel Barn con la forza il cattolicesimo e questo port alla reazione armara della maggior parte delle provincie protestanti. In questi difficili frangenti tornava Richelieu, nel 1624 definitivamente ai vertici del governo come Capo del Consiglio di Stato. Bench vicino alle concezioni dei dvotes Richelieu mise pertanto al centro della sua opera ( in una visione non troppo distante dai politiques) la strenua difesa della superiore sovranit statale incarnata dal sovrano contro tutti i particolarismi della nobilt

feudale, delle provincie, delle citt, dei Parlamenti e degli ordini religiosi. Favor le spinte disciplinari della Controriforma, ma oper politicamente anche in contrasto con i dvotes subordinando le controversie religiose alle ragioni della politica. In questa politica di consolidamento dellassolutismo Richelieu pot trovare un certo sostegno in quel partito dei cosiddetti bons franais in qualche modo discendente dei politiques per il quale si trattava di anteporre gli interessi nazionali della corona a quelli internazionali del cattiolicesimo. Per Richelieu il consolidamento dellautorit regia e lascesa della Francia a grande potenza europea costituivano due facce della stessa medaglia. Si convinse definitivamente che lesistenza separata degli ugonotti dovesse essere eliminata ad ogni costo e decise quindi di attaccare la loro pi rappresentativa fortezza, quella di La Rochelle. Nel 1627 inizi cos il lungo assedio delle truppe regie alla citt che il 28 ottobre del 1628 venne capitolata e sottomessa al re con conseguente distruzione delle sue mura. Il 28 giugno 1629, con la pace di Als, vennero soppressi i diritti fino ad allora riconosciuti alla minoranza calvinista, come comunit separata dallo Stato francese, pur concedendo la libert di culto. La mancanza imposizione delluniformit di fede, che non era mai stata tra gli obiettivi del cardinale, lo separ definitivamente dalla linea politica dei dvotes. Non si attenu per la pretesa dei Parlamenti di essere un contrappeso allautorit regia. Fu negli anni 29-31 che i dvotes serrarono le fila sotto la guida del Brulle e poi sotto Michel de Marillac che deline un programma radicalmente alternativo a quello di Richelieu: annientamento degli ugonotti, alleanza con la Spagna e con la Chiesa di Roma e disimpegno sul fronte internazionale antiasburgico. Fu Luigi XIII che con quella che pass alla storia come la journe des dupes ( giornata degli inganni ) liquid ogni linea alternativa a quella del cardinale, invitandolo nel suo padiglione di caccia a Versailles e ribadendogli la sua fiducia tagliando i legami familiari. Quello che preoccup la corona non furono tanto le ribellioni quanto il diffuso clima di agitazione sociale che gli effetti congiunti della crisi economica e della pressione fiscale avevano innescato nel paese. Con lo spettro della fame, della paura, dellinflazione, linsostenibile pressione del fisco fece da detonatore ad una serie di rivolte popolari soprattutto in seguito alla notizia che il Re volesse aumentare le imposte dirette. Le sollevazioni si estero a macchia dolio nelle campagne coinvolgendo alla fine del territorio francese. Finch le rivolte erano controllate dai Parlamenti non era grave, poich alla fine si giungeva sempre ad un accordo. Quello che preoccupava di pi erano le rivolte guidate dagli stessi contadini. Bench esteso il movimento per rimase privo di un coordinamento in grado di collegare le varie provincie e di creare un vero programma di riforme. Nessuna provoc conseguenze tanto gravi da impedire lo sviluppo dellapparato amministrativo centralizzato che costitu la piena affermazione dellassolutismo. Nel 1642 i compiti del controllo delle finanze venne attribuito al intendente ( carica non venale). cominci cos a farsi strada la concezione di una funzione pubblica affidata interamente ad agenti sottoposti allo Stato che rappresentavano la volont del sovrano.

2.Il governo del cardinale Mazzarino e la Fronda Quando, il 4 dicembre 1642 Richelieu mor, seguito il 14 maggio 1643 da Luigi XIII, gli indubbi successi della sua politica avevano gettato le basi dellassolutismo monarchico. La reggenza venne assunta dalla vedova Anna dAustria e la guida ai vertici dello Stato fu affidata al cardinale Giulio Mazzarino gi stretto collaboratore del Richelieu che prosegu infatti laspra politica fiscale. Il rischio alla monarchia venne da altri settori della societ francese: la noblesse de robe che aveva avvertito un disagio crescente di fronte al rifiuto di convocare gli Stati Generali allascesa degli intendenti e allinflazione del valore delle cariche veniali. Nacque da questo malcontento una delle rivolte pi rilevanti del 600 per estensione, dimensione e conseguenze, quella della Fronda ( dal nome della fionda usata dai ragazzi parigini per scagliare sassi contro le truppe regie). Nellaprile del 1648 si accordarono i consiglieri della Cours des aides, con quelli della Camera dei Conti e con i deputati del Parlamento per rigettare in blocco i provvedimenti del governo. Il 2 Luglio nella sala San Luigi del Palazzo di giustizia venne approvato un programma che di fatto chiedeva lannullamento di tutti i provvedimenti presi negli ultimi ventanni. Mazzarino isolato e con le truppe impegnate al fronte non ebbe altra scelta che accettare questa richiesta che di fatto richiamava gli intendenti dalle provincie, cancellava le misure in materia fiscale lasciando cos che il potere tornasse in mano ai magistrati e agli officiers. Alla prima Fronda parlamentare segu la Fronda dei principi ancora pi pericolosa. A capo della nuova ribellione si mise il Cond. La corte fu costretta ad abbandonare la capitale, in mano ai prncipi e Mazzarino si rifugi in Germania, a Colonia. Inevitabili emersero le due anime della ribellione: Assolutismo autoritario del Cond; Legittimismo monarchico del Parlamento.

Il risultato di queste divisioni fu di risollevare le sorti della corona con Anna dAustria. La pace venne ristabilita nellestate del 1653 con la definitiva affermazione del Mazzarino come arbitro della politica francese. 3.Gli Stuart in Inghilterra Molto pi che in Francia, lassolutismo incontro in Inghilterra tanti ostacoli da provocare la prima grande rivoluzione europea il cui esito fu di instaurare un regime che possibile definire di monarchia costituzionale e parlamentare. Lequilibrio cominci a deteriorarsi quando, morta nel 1603 senza eredi Elisabetta, si estinse la dinastia Tudor e la corona pass al parente pi prossimo, il Re di Scozia Giacomo VI, che sal al trono inglese con il nome di Giacomo I. In questo modo per la prima volta i regni di Inghilterra, Scozia e Irlanda furono riuniti presso un unico complesso, minato per dalle differenti tradizioni politiche sociali e religiose.

In Scozia il radicato sentimento dindipendenza si era sempre accompagnato ad un pregiudizio inglese. Uguale accadeva in Irlanda, senza contare le differenze religiose che dividevano langlicanesimo dal presbiterianesimo scozzese ed entrambi al cattolicesimo inglese. In Irlanda, Giacomo I continu a contrastare il predominio dei cattolici. Analoga la sua politica in Scozia contrastando la tendenza della Kirk a prevalere sulla corona. Giacomo I aveva radicate convinzioni assolutistiche che espresse in due sue opere: il Basilikon doron e il The Trew Law of Free Monarchies nelle quali teorizzava un assolutismo dei re che in virt della loro doppia natura laica ed ecclesiastica dovevano essere posti a capo sia dello Stato che della Chiesa. Inoltre teorizzava la superiorit del monarca rispetto alle leggi , queste idee non potevano non scontrarsi con lantica tradizione parlamentare inglese. I teorici politici elisabettiani non potevano ammettere che il re tassasse, giudicasse o legiferasse senza lapprovazione del Parlamento, anche se accettavano lindipendenza della corona in politica estera. Il puritanesimo aveva fatto penetrare la convinzione che lubbidienza agli ordini del sovrano non potesse comunque contravvenire ai comandamenti divini. Non motivate dunque da alcuna ambizione rivoluzionaria, le aspirazioni religiose di gran parte del movimento puritano, vennero a rappresentare un pericolo per la corona, quando gli strati sociali della gentry, rappresentati nella Camera dei Comuni, giudicarono la politica assolutistica stuardiana distruttiva del tradizionale equilibrio con il Parlamento. Inoltre Giacomo I port in deficit il bilancio delle spese ordinarie che sotto Elisabetta era stato in pareggio. Presto disillusi dallatteggiamento del sovrano, molti esponenti cattolici ricercarono laiuto nella nemica Spagna con cui per proprio nel 1604 Giacomo I concludeva quella pace che pose fine allo scontro iniziato nel 1588 con lattacco dellInvincibile Armada, lasciando isolato il cattolicesimo britannico. Da qui un progetto di cospirazione, noto come Congiura delle polveri con il quale nel 1605 alcuni gentiluomini cattolici cercarono di far saltare il Parlamento nel corso di una seduta cui partecipava anche il re. Bench sventata, la congiura persuase definitivamente i deputati puritani circa la pericolosit dei papisti. La congiura era sopraggiunta nel corso delle sedute del primo Parlamento riunito sotto Giacomo I, durante il quale i primi dissidi di tipo costituzionale tra la Camera dei Comuni e il sovrano erano gi emersi in relazione alla competenza a giudicare sulla contestata elezione dello Speaker dellassemblea. Sostenendo che tale competenza spettava alla Cancelleria ( ossia al Re) Giacomo I dichiar apertamente che i parlamentari detenevano il loro potere solo in base ad una concessione sovrana. I parlamentari sostenevano invece di essere una componente autonoma dellordinamento del regno. Questa posizione fu sostenuta da un parlamentare Edward Coke sostenitore dellintangibilit delle attribuzioni relative del Parlamento che trov eco in un documento redatto alla fine della sessione alla Camera dei Comuni : Atto di apologia e giustificazione, che giudicava pericoloso il declino dellistituto parlamentare di fronte alle pretese assolutistiche delle corone e individuava il dissenso con Giacomo I in cause religiose e finanziarie:

Sulla questione religiosa il Parlamento ribad il suo diritto ad approvare seri provvedimenti contro i protestanti; Sulla questione finanziaria si lament delle eccessive richieste della corona.

Il parlamento riunito nel 1610 respinse la proposta del governo, detta Grande Contratto, di votare una concessione annua al re, che in cambio avrebbe ritirato le imposizioni fiscali pi impopolari. N successive e provvisorie misure risollevavano le sorti delle finanze gravate da un debito pubblico di 900.000 sterline. Una svolta politica si ebbe nel 1615 con lavvento alla direzione del governo di George Villiers, duca di Buckingham, capace in poco tempo di ascendere ad una fama tale da lasciarlo ai vertici della politica inglese fino al 1642. Subito per il governo dovette affrontare la complessa situazione con lo scoppio della guerra dei Trentanni rinnovando lo scontro con il Parlamento che non concesse i crediti militari per la partecipazione al conflitto. Lintera Europa si attendeva un intervento inglese sul fronte antiasburgico lintervento non ci fu perch il sovrano inoltre volle affossare la politica di amicizia con la Spagna iniziata nel 1604 e inoltre ad ostacolare una guerra contro le potenze cattoliche stava la necessit di chiedere i fondi al Parlamento con la quale la tensione tocc livelli preoccupanti nel 1621 quando il re sciolse le camere e arrest alcuni membri tra la Camera dei Comuni. Di nuovo riunito nel 1624 il Parlamento non neg sussidi richiesti ma ottenne lo stato daccusa del Lord Tesoriere, Lionel Cranfield, introducendo cos il principio della responsabilit dei rappresentanti del governo davanti allassemblea. Con la morte di Giacomo I sal al trono il figlio Carlo I convinto quanto il padre dellintangibilit della sua autorit. Maturarono in quel periodo i dissidi in tema di politica religiosa con lemergere di posizioni arminiane che rischiavano di reintrodurre nella Chiesa anglicana dottrine e liturgie di stampo cattolico. Sotto Carlo I larminianesimo cominci a godere di consensi sempre pi larghi tra i vescovi grazie soprattutto al sostegno di Buckingham dietro cui agiva i vescovo di Bath, William Laud. Questi mutamenti ecclesiastici allarmarono la rappresentanza puritana nella Camera dei Comuni. Il Parlamento attacc quindi Buckingham e John Pym dichiar che non cera posto in Inghilterra per due religioni. Carlo I sciolse di nuovo il Parlamento, ma dov riunirlo quando servivano fondi per difendere gli ugonotti assediati nel 1628. Il Parlamento present una Petition of Right con la quale chiesero formalmente al sovrano di rispettare le leggi, respingendo come illegali i metodi di tassazione non autorizzati e gli arresti arbitrari. La Petition fu una vittoria del Parlamento che si elev a paladino della legittimit del dissenso politico e religioso. Ma la spaccatura che ormai si era verificata non poteva essere ricomposta. Nel 1629 ci furono dei tumulti in Parlamento e da questo momento i problemi religiosi si andarono ad intrecciare con quelli finanziari. Riesplosero allora violente le dispute sui sacramenti, sul possesso di benefici vescovili e sulle cerimonie e apparvero uguali agli occhi dei puritani larminianesimo e il cattolicesimo. Carlo I decise per lintroduzione della Ship Money con il quale le navi o si equipaggiavano per la guerra o pagavano il corrispettivo in denaro.

Linizio della crisi definitiva della monarchia si origin soprattutto a causa della Scozia, il cui spirito dindipendenza ag contro i tentativi del re di assoggettare il regno allanglicanesimo. 4.Guerra civile, rivoluzione e regicidio Riunito nellaprile del 1640 il Parlamento Corto (Short Parliament) era gi sciolto nel maggio essendosi rifiutato di concedere i crediti militari necessari a sedare la Scozia. Carlo I pot raccogliere truppe ben poco efficienti per muover guerra agli scozzesi che infatti dopo una breve tregua stipulata a Berwick entravano in territorio inglese, occupando Newcastle e obbligando il re a concludere un trattato ( di Ripon) in base al quale lesercito scozzese sarebbe rimasto nelle contee di Northumberland e di Durham. Lo Stuart decise allora per la convocazione di un altro parlamento, noto come Parlamento Lungo ( Long Parliament) perch riunito dal 3 novembre 1640 al 20 aprile 1653. Adesso la Camera dei Comuni trov una maggiore solidariet in quella dei Lords. Forti di questa unit i parlamentari si sentirono ulteriormente protetti dalla presenza dellesercito scozzese con i quali si affrettarono ad allearsi. Fu stabilito che il Parlamento dovesse riunirsi ogni tre anni e che non potesse essere sciolto nei primi 50 giorni di attivit mentre il Re venne privato del potere di sciogliere le Camere. Il 5 luglio 1641 unaltra serie di provvedimenti sopprimeva la Star Chamber e lHigh Commission ecclesiastica, abrogava la Ship Mone, liberalizzava la stampa e aboliva il potere del sovrano di elevare dazi senza assenso parlamentare. Invalidava infine la prerogativa regia di nominare ministri e consiglieri al di fuori dellapprovazione parlamentare. Trovato laccordo con la Scozia da parte del Re esso non riusc a sottomettere i parlamentari poich emergeva ora la questione dellIrlanda infiammata da una rivolta cattolica neanche stavolta i parlamentari vollero concedere sussidi. Situazione che sfoci in conflitto aperto quando Carlo I accus di alto tradimento 5 deputati tra i leader di primo piano. Quando il re cerc di arrestarli recandosi personalmente alla Camera, lallarmismo generale provocato da questo gesto imprudente innesc un clima insurrezionale nel quale il Parlamento fu protetto dalla popolazione londinese e il re fu costretto a lasciare Londra. Cominciava in questo modo una guerra civile avviata da crisi nazionalistiche di tre regni diversi e attraversata da lacerazioni confessionali. La prima rivoluzione inglese vide solo parzialmente emergere un conflitto di classe. SCHIERAMENTI: i puritani patteggiano per il Parlamento e gli episcopalisti cosi come i cattolici pe il Re. In entrambi i raggruppamenti furono comunque presenti tutti i ceti sociali. Pochi membri della Camera dei Lords si schier infatti con il Re. Solo schematicamente si pu dire che il Parlamento fu sostenuto dai centri portuali e da ceti mercantili per lo pi puritani, mentre la corona fu sostenuta dai territori pi poveri meno popolati a tradizione cattolica e feudale. Il Parlamento era convinto di combattere non contro listituzione monarchica ma in suo favore ossia per ricondurre la corona ad un corretto rapporto con

lassemblea elettiva. Il Parlamento se giunse alla guerra fu perch trascinato dalla ali pi radicali del puritanesimo che ormai applicavano alla Camera dei Comuni lo stesso criteri di controllo e verifica che i parlamentari avevano preteso di applicare al sovrano. Si registrarono cos delle divisioni allinterno del Parlamento che si possono schematizzare in : Presbiteriani Indipendenti I primi guardavano al modello della Chiesa nazionale scozzese e i secondi miravano a quel congregazionalismo radicale che affidava il governo ecclesiastico a tutti i fedeli liberamente riuniti in comunit locali, nella convinzione che la Chiesa fosse formata dagli eletti. Al moderatismo presbiteriano incentrato sul ruolo egemone della gentry e sulla volont di evitare la guerra, si opposero gli indipendenti che volevano riportare una vittoria schiacciante sui realisti. A mediare tra i due gruppi fu un gruppo di centro guidato dal Pym che condivideva i timori dei moderati ma riteneva altrettanto indispensabile portare fino in fondo la guerra. il gruppo di Pym scese a patti con gli scozzesi ( Solemn League and Covenant) che oltre ad aiuti economici stabiliva la riforma della chiesa inglese in senso scozzese (presbiteriano). Questo suscit la reazione degli indipendenti. la morte di Pym lasci senza guida il gruppo di centro. Tuttavia le sorti della guerra si rovesciarono a favore del Parlamento: le truppe alleate scozzesi e parlamentari riuscirono a sconfiggere quelle regie a Marston Moore nel corso di una battaglia che mise in luce per la prima volta un comandante puritano Oliver Cromwell vicino alle posizioni del Pym. La guerra civile mise in luce un radicalismo religioso che fece emergere gruppi religiosi estremisti: Movimento guidato da un sarto londinese, Ludowick Muggleton; Movimento dei quinto-monarchisti convinti di scorgere nella nuova atmosfera i segni dellimminente instaurazione della Quinta Monarchia dopo i regni dellAssiria, di Persia, di Alessandro e di Roma. Pi pericolose furono le dottrine professate dal movimento dei quaccheri, fondato da George Fox che guidato da una luce interiore assunse posizioni contrarie al predestinazionismo. Finiva spesso sotto processo e qui esortava i giudici a tremare ( to quake)

Queste idee innescarono un clima di sovversione rivoluzionaria contribuendo ad animare la spinta di quanti aspiravano a contestare il diritto di propriet e lordine costituito. Il fatto pi grave fu che questo disordinato magma di idee trov il suo crogiolo nellesercito parlamentare che avrebbe dovuto costituire la migliore garanzia anti realista. Cuore delle truppe parlamentari era diventato lo squadrone di cavalleria chiamato New Model Army e comandato da Cromwell nel quale i soldati erano oggetti di un indottrinamento religioso che li rendeva estremamente fedeli e

disciplinati. Le idee non erano condivise dal Cromwell che tuttavia non poteva privarsi di soldati cos motivati dal punto di vista religioso. In seno alle sue truppe trovarono eco i programmi dei Levellers che era soprattutto un movimento politico capace di tradurre per la prima volta laicamente le aspirazioni sociali latenti entro gli schieramenti religiosi. Le idee erano lintroduzione della democrazia fondata sulla convinzione che unico legittimo detentore del potere fosse il popolo. Su queste basi chiesero labbandono del criterio censitario per le elezioni, lestensione a tutti del diritto di voto, la libert di stampa e di coscienza e lelezione popolare dei giudici di pace. Venne criticata la gentry piena di privilegi e il libero commercio. Non giunsero per a pretendere labolizione della propriet privata e neppure luguaglianza economica. I Diggers ( zappatori) furono propugnatori di uneguaglianza che implicava il diritto di propriet per tutti secondo una tendenza collettivistica accompagnata dalla denuncia della religione come mistificazione sociale tesa a conservare lo sfruttamento.

La svolta si ebbe tra il 1646 e il 47 quando sconfitti i realisti nuove elezioni portavano in parlamento una maggioranza presbiteriana ma anche un gruppo di puritani indipendenti. la fuga di Carlo I e una sua nuova alleanza con gli scozzesi ventilarono la possibilit di un accordo tra il sovrano e il Parlamento ai danni del New Moderl Army. Cromwell per riusc a bloccare questa operazione facendo letteralmente carne da macello gli scozzesi a Preston ( 17 agosto 1648). Ancor pi virulenta la sua reazione alla nuove trattative del Parlamento con Carlo I : il 6 dicembre di quellanno un contingente di militari arrest 45 parlamentari e imped laccesso di altri 96 alla Camera dei Comuni i cui rimanenti 78 formarono il Rump Parliament. Il 28 dicembre 1648 il Rump P. approv la decisione di processare Carlo I, con il rifiuto della Camera alta che venne poi soppressa. Il 27 gennaio 1649 il re venne condannato e tre giorni dopo sal al patibolo. Per la prima volta una testa reale cadeva sotto la scure del boia dimostrando che da quel momento la monarchia per sopravvivere avrebbe dovuto trovare un compromesso con le forze ad essa alternative. 5.Cromwell al potere Quando il 19 maggio 1649 il Rump Parliament proclamava la repubblica, lInghilterra era ancora impreparata ad una simile svolta. Le forze del nuovo regime erano divise e il Parlamento era cos impopolare da non osare affrontare nuove elezioni. I primi problemi che Cromwell dovette affrontare furono quelli di Scozia e dellIrlanda. Gli scozzesi rigettarono la condanna a morte di Carlo I e proclamarono re il figlio del defunto sovrano Carlo II. Subito Cromwell mosse contro le riunificate truppe scozzesi e regie sconfiggendole a Worchester. Molto difficili furono i quattro anni della campagna militare condotta per sottomettere la ribelle Irlanda. Dopo queste vittorie i rapporti tra esercito e Parlamento divennero sempre meno facili, finch esso non fu sciolto con la forza il 20 aprile 1653 per ordine di Cromwell e senza alcun rimpianto da parte dei londinesi. Avvenne linsediamento senza elezioni di un Parlamento

di 144 membri designati da Consiglio degli ufficiali dellesercito. Questo parlamento rappresent il contraddittorio sbocco del precario equilibrio stabilitosi tra le uniche due forze rimaste in Inghilterra . Quella parte della gentry di fede puritana e gli alti gradi dellesercito. Due forze contrapposte che per evitare il ritorno della monarchia potevano convergere soltanto su un punto anzi su una persona: Oliver Cromwell. Su questa base Cromwell pot consolidare un potere personalistico e semidittatoriale. Questo Parlamento rimase un organo debole proprio perch non poteva soddisfare per la sua stessa origine e composizione, lesigenza di una stabilizzazione moderata che eliminasse una volta per tutte la pericolosa zavorra costituita dalle correnti religiose radicali. Cromwell attu una vera e propria controrivoluzione per liberarsi dei movimenti estremisti che rischiavano di sfibrare il consenso al suo governo. C. si appoggi di nuovo agli ufficiali dellesercito che il 16 dicembre di quellanno approntarono una nuova costituzione, Instrument of Government con cui lo nominavano Lord protettore di Inghilterra. Dal punto di vista costituzionale si tornava alla situazione antecedente la guerra civile, con labbandono dellidea di incentrare la sovranit su un organo legislativo. Tuttavia fu esattamente lantica questione della facolt del governo dimporre liberamente dazi a costituire un grave punto di dissenso tanto che questi parlamentari presentarono un nuovo testo costituzionale cui invitavano Cromwell ad assumere titolo di Re si trattava di una proposta tesa a diminuire il potere del Lord Protettore. Cromwell pur rifiutando il titolo regio, accett il testo costituzionale in una forma che ristabiliva la Camera Alta e dava al protettore il diritto di designare un successore. Cos quando mor design suo figlio Richard Cromwell il quale si dimise nel maggio 1659 poich era dal lato dei parlamentari. 6.Una problematica restaurazione Senza eccessivi traumi una parte consistente delle truppe inglesi stanziate in Scozia al comando del generale Monk si pronunciarono per il ritorno sul trono inglese del figlio di Carlo I. Monk aiut la ricostituzione di un Parlamento che indisse nuove elezioni, mentre Carlo II pubblicava la cosiddetta Dichiarazione di Breda con cui prometteva lamnistia, la tolleranza religiosa e il pagamento degli arretrati allesercito. Il nuovo Parlamento riconobbe subito la necessit del ripristino della monarchia e la legittimit di Carlo II che cos tornava a cingere la corona dInghilterra con tutti i poteri che erano stati di suo padre, ma nei limiti fissati a suo tempo dal Lungo Parlamento ossia controllando solo le forze armate e la politica estera. La restaurazione stuardista riproponeva dunque il tradizionale rapporto di amichevole collaborazione tra re e parlamento, ma di fatto lasciava irrisolto il problema ossia il controllo delle due Camere sulla corona. Malgrado ci il Parlamento divenne larchitrave imprescindibile del sistema costituzionale inglese dal quale non pot pi prescindere la stessa monarchia. Fu votato il principio nel 1679 dell Habeas Corpus stabilendo che nessun cittadino poteva essere imprigionato arbitrariamente per pi di 24 ore, oltre le quali era obbligatorio dichiarare i motivi dellarresto.

Negli anni 70 si formarono per la prima volta partiti politici coerenti. Si definirono due schieramenti: Uno a tendenza liberale o whig Uno a tendenza conservatrice o tory Espressione della borghesia mercantile e protocapitalistica i primi, della nobilt e dellalto clero anglicano i secondi. Potere regio esercitabile solo nei limiti degli interessi sociali ( whig) e potere regio come libera espressione della volont del sovrano ( tory). CAPITOLO 13. LUIGI XIV E IL MITO DELLA MONARCHIA UNIVERSALE 1.Dopo Westfalia: guerra franco spagnola e guerre commerciali Bench avessero risistemato lassetto europeo, i trattati di Westfalia del 1648 non avevano posto fine a tutti i conflitti continentali. Proseguiva infatti la guerra tra Spagna e Francia che a fianco di questultima aveva visto coinvolta nel 1655 lInghilterra contribuendo allisolamento spagnolo. La Spagna del resto pativa ormai il distacco dal ramo austriaco. Per garantirsi la neutralit della Germania e controbilanciare la posizione dellAustria, Mazzarino aveva sostenuto la formazione nel 1658 di una lega tra gli stati del medio Reno tra i quali Brandeburgo con ladesione della Svezia. Loffensiva militare antispagnola lanciata dai francesi nel 1658 e sfociata nella vittoria alle Dune e nella conquista di Dunkerque non fece altro che accelerare le trattative di pace che furono concluse con la firma della pace dei Pirenei che oltre a far guadagnare agli inglesi la Giamaica e Dunkerque, consacrava il dominio francese sul Rossiglione e stabiliva la cessione ai francesi di una serie di piazzeforti spagnole e sistemava a vantaggio della Francia la contestata acquisizione dellex dominio asburgico dellAlsazia. Mazzarino incass il successo di unire in matrimonio Luigi XIV con linfanta spagnola Maria Teresa dAsburgo. La pace dei Pirenei fu per la Spagna una definitiva rinuncia alle pretese di potenza egemone in Europa. Lennesima bancarotta del 1662 venne a confermare il marasma delle finanze spagnole. Allossessivo problema delle risorse venne ad aggiungersi il sopravvento del sistema federalistico di stampo aragonese. Succeduto a Filippo IV ad appena 4 anni e mezzo, Carlo II, con il quale si estinse il ramo spagnolo degli Asburgo, sembr quasi rappresentare emblematicamente questo stato di cose: malato, privo di carisma, senza le qualit politiche. In questo triennio di disordinata gestione interna, il punto pi critico della Spagna rimase linsufficienza di risorse finanziarie in grado di sostenere una politica estera adeguata alla risorgente pressione politico militare francese. Non tutto naturalmente fu negativo : la stessa incapacit del governo di garantirsi un efficiente sistema di riscossione delle imposte, fece diminuire lingombrante peso fiscale del passato. In Spagna ci fu una rinascita politica dellaristocrazia, irrobustita dallacquisto di nuovi feudi e dalla concessione, in cambio dei donativi alla corona, di pi ampi diritti sui suoi domini, e nelle cui fila aspiravano ad entrare la vecchia classe dei letrados. Non tard a

manifestarsi una virulenta reazione contadina allo strapotere feudale come avvenne a Valencia. Furono una serie di processi dai quali alla fine emersero i tratti di una compagine statale in cui lassolutismo sopravvisse solo a patto di realizzare un compromesso strategico con la feudalit e di favorire quellaristocratizzazione della societ che leg entro ununica, struttura oligarchica le lites burocratiche a quelle feudali. Nonostante ci fosse un primo ministro linfluenza dellaristocrazia, esercitata a corte , era forte. Questa non felice situazione interna and ad intrecciarsi con la questione dellindipendenza del Portogallo. Inutile si era rivelato il tentativo di invasione spagnola nel 1644. Il rafforzamento della corona portoghese ebbe luogo in anni di sfavorevole congiuntura economica, effetto ad un tempo dello scollamento dei rapporti economici con la Spagna e dellattacco anglo-olandese alle colonie del Portogallo. Una crisi economica fu parzialmente risolta dalladozione di misure mercantilistiche di limitazione alle importazioni. Interessata a sostenere la lotta anti spagnola, lInghilterra cromwelliana aveva sottoscritto un trattato che le accordava speciali privilegi commerciali e totale libert di scambio in Portogallo il quale ricevette aiuti militari. Laiuto inglese era diretto a realizzare uno degli obiettivi principali di Cromwell: la costruzione di un fronte protestante internazionale contro la Spagna cattolica. Gli spagnoli nel 1668 dovettero riconoscere lindipendenza del Portogallo con il trattato di Lisbona. Lo strapotere commerciale delle Province Unite fece maturare in Inghilterra la ragione di un contrasto economico. In coincidenza con questa crescente tensione si erano intensificati gli interventi inglesi a favore del Portogallo, bersaglio dellespansione economica e coloniale olandese. Si trattava di un antagonismo che rifletteva i differenti modelli di sviluppo economico e politico tra i due paesi protestanti. Il modello di Stato fondato sulle autonomie locali, spinto fino ad un federalismo atomistico, svolto dagli olandesi fin per favorire una loro polemica il cui oggetto fu la concorrenza britannica gi nel 1609 il giurista olandese Ugo Grozio aveva pubblicato il suo Mare liberum nel quale rivendicava la completa libert dei mari per tutte le nazioni che intendessero sfruttarli; nel 1618 il suo collega inglese John Selden aveva risposto con il Mare clausum le cui tesi vennero respinte dagli stati olandesi. Nel 1651 il Rump Parliament approv un atto di navigazione ( Navigation Act) con il quale stabil che le colonie inglesi potessero commerciare solo con la madrepatria e avvalendosi solo di navi inglesi. Questo provvedimento voleva colpire gli olandesi che era intermediari nei rapporti marittimi internazionali. Per le P.U. questo rovesciamento degli equilibri interni era stato lesito dei contrasti regionali e sociali che si trascinavano dallinizio del secolo e che si trasformarono nella contrapposizione organista e repubblicana. Nel 1650 la scomparsa di Guglielmo dOrange fece finire il predominio degli orangisti e il partito avversario pot rapidamente prevalere con il governo di Johan De Witt che ricopr la carica di Gran Pensionario dal 1651 alla morte. Si torn allora a discutere dei temi come la libert di culto; del diritto dello Stato. Ne deriv lo sviluppo di una tolleranza religiosa garante della stabilit interna e assecondata dalle specifiche attivit economiche svolte dal ceto mercantile borghese. Da qui lidea che libert significasse libert dalle tasse eccessive, dai monopoli, dalle regolamentazioni, dalle politiche dinastiche, dalle guerre

daggressione e dalle persecuzioni religiose. Si rigettava cosi lintransigenza calvinista, il fiscalismo paralizzante, la libera iniziativa economica e laccentramento monarchico identificato con gli Orange. Il conflitto con lInghilterra era iniziato nel 51. I Guerra Commerciale : il conflitto ebbe per teatro principale la Manica, ma non sort effetti definitivi, tanto da portare gi il 25 Aprile 1654 alla pace a tutto vantaggio degli inglesi che non ritirarono i provvedimenti adottati. LOlanda tuttavia non si rassegn e lo scontro riprese ben presto. LInghilterra continuava ad attuare una politica antispagnola e antiolandese dimostrata dallattuazione di altre misure protezionistiche come l Act of Frauds, lo Staple Act, e si svilupp in Gran Bretagna un vero e proprio partito antiolandese. II Guerra Commerciale : iniziata nel 1665 con la Francia a fianco delle P.U., questo nuovo conflitto si concluse tre anni dopo con la pace di Breda del 31 Luglio 1667 con la sostanziale sconfitta degli olandesi, costretti ad accettare le misure protezionistiche. Lo scontro anglo olandese ebbe allora ripercussioni anche sulle lotte per legemonia dellarea baltica. BALCANI La lotta tra Svezia e Danimarca fu direttamente influenzata da quella tra Olanda e Inghilterra. Era stata soprattutto la Svezia, emersa a grande potenza, a determinare gli squilibri nel Baltico. Anche la Svezia aveva adottato una politica mercantilistica, regolamentando in particolare il commercio estero a favore di alcune compagni e a cui venne dato il monopolio delle importazioni ed esportazioni di beni di prima necessit. Alla morte di Gustavo Adolfo la corona pass alla minorenne Cristina, e anche in questo periodo furono le stesse difficolt provocate dalla guerra dei Trentanni a favorire lascesa della nobilt. I nobili attorno al 1650 detenevano circa i delle terre e era passata al controllo del potere politico attraverso listituzione di un Consiglio di reggenza. Cristina rifiut di maritarsi e quando design suo successore suo cugino Carlo Gustavo del Palatinato, abdic e si convert al cattolicesimo. Carlo X riprese la politica di espansione nel Baltico. Inizialmente il suo obiettivo fu di conquistare le foci polacche della Vistola, sul golfo di Danzica. Fu una scelta non casuale giacch allora lespansionismo della Russia tornava a premere proprio sulla Polonia. Leconomia polacca era soggetta ad una spaventosa crisi. A questo sconquasso economico andava aggiunta la debolezza della corona e i nuovi contrasti religiosi. Ladislao IV era uscito con perdite territoriali significative dalla guerra dei Trentanni. Giovanni Casimiro (successore) dovette affrontare dei problemi con i cosacchi Zaporaghi, unetnia presente in Ucraina. Proprio in Ucraina lespansionismo polacco era accompagnato dalla colonizzazione delle terre da parte della nobilt che introdusse il latifondo riducendo i cosacchi in servit e provocandone la violenta reazione. Gi ribellatisi nel 1637 gli Zaporaghi insorsero di nuovo nel 1648 e finirono per passare allimpero moscovita cui li univa la religione ortodossa.

CONFLITTO Fu questa rivolta a rappresentare il momento critico di cui approfitt Carlo X Gustavo di Svezia, contro cui Giovanni Casimiro rivendicava la corona svedese pretendendosi unico legittimo erede dei Vasa. Gli svedesi penetrarono nel territorio polacco affiancati dal Brandeburgo che intendeva acquisire la Prussia Orientale. Lalleanza tra i cosacchi e lo zar Alessio dava anche alla Russia il pretesto di invadere la Polonia, per ottenere lambito sbocco sul mare. I timori sollevati dai repentini successi svedesi finirono per trascinare in guerra anche la Danimarca, storica rivale della Svezia. Il re danese trov a suo fianco non solo lOlanda, ma anche il Brandeburgo che aveva cambiato sponda. Mentre per i danesi la guerra svolse al peggio, cosi come per la Russia contro la Svezia, nel 1659 un esercito austro polacco invadeva la Pomerania e assediava Stettino. A questi eventi seguirono varie paci imposte da Francia Inghilterra e Olanda. La Danimarca costretta a stipulare con la Svezia i trattati di Roskilde e di Copenaghen ( 1660) cedeva agli svedesi la Scania; La Russia non otteneva lo sbocco sul baltico e con la pace di Kardis 1661 con la Svezia era obbligata a consacrare lo status quo ante nella zona; Il conflitto russo polacco si concluse nel 1667 con il trattato di Andrussovo con il quale la Polonia cedeva ai russi Smolensk e Kiev; Ben diverso lesito del conflitto tra Impero e Svezia. Questultima doveva accettare le condizioni imposte dalla pace stipulata ad Oliva il 3 maggio 1660 con la quale si stabil la rinuncia della Svezia a tutti i territori precedentemente ricadenti sotto la sovranit polacca. Il Brandeburgo raccoglieva i frutti del suo passaggio al fronte anti svedese ottenendo il dominio della Prussia orientale gettando le basi per la nascita del Regno prussiano che nasce nel 1701. Con questi trattati si avviava nellarea baltica unepoca di pacificazione. Ad un rafforzamento assolutistico portarono le guerre baltiche in Danimarca. Il Rigsraad non fu pi il principale organo dello Stato, mentre la direzione del governo pass ad organi collegiali consiliari e lamministrazione a funzionari controllati dalla corona tratti da ogni ceto sociale e persino stranieri. 2.I nuovi equilibri tedeschi e la casa dAustria: resistenze e recuperi Il sostanziale disimpegno tedesco dalla politica europea era una conseguenza della guerra dei Trentanni. Leopoldo I dovette accettare lemergente supremazia francese nel quadro di una debolezza economica che obblig gli Stati dellImpero ad affrontare lunghi e difficili anni di ricostruzione. Questo sforzo tuttavia si realizz grazie allautorit che gli stati territoriali avevano ottenuto con la pace di Westfalia nellambito di un compromesso federalistico con la corona imperiale. Con le politiche mercantilistiche i prncipi tedeschi aiutarono la lenta ripresa demografica ed economica. Il mercantilismo tedesco pose laccento sugli aspetti amministrativi della gestione finanziaria ed economica. Fu questa lorigine del Cameralismo, termine derivante dalle Camere dei conti che amministravano le entrate e le spese del principe. Originatosi dunque con lo scopo immediato di addestrare un nucleo di

funzionari competenti nella gestione dei redditi statali e nellopera di riedificazione economico finanziaria post bellica, il cameralismo divenne una vera e propria scienza dell'amministrazione pubblica, risultato della sintesi tra scienza delle finanze economia politica e discipline giuspubblicistiche. Si divise in cameralismo cattolico e protestante. Laffermazione del Brandeburgo si deline con caratteri affatto peculiari. Uscito devastato dalla guerra dei Trent0anni il marchesato fu tuttavia in grado di guadagnare con Federico Guglielmo la piena sovranit della Prussia orientale. Federico Guglielmo avvi unopera di ripopolamento e colonizzazione interna bonificando le terre e introducendo nuove culture. Pilastro della coesione statale fu soprattutto lesercito. La nobilt pot tornare ad esercitare la sua egemonia proprio ponendosi al servizio del sovrano in quei settori amministrativo e militare che costituivano i capisaldi del governo prussiano. Fu per questa strada che la conflittualit tra i due ceti dellaristocrazia fondiaria e della nascente borghesia urbana sfoci in un patto sociale tra sovrano e aristocrazia che ebbe come conseguenze la ripartizione del maggior carico fiscale sulle citt, la seconda feudalizzazione con consolidamento del potere dei signori sui contadini. Alla rigida demarcazione sociale nobilt borghesia corrisponde quella economica tra citt e campagna. A Westfalia erano stati attribuiti ai prncipi tedeschi quei diritti di sovranit che parallelamente indebolirono la funzione coordinatrice e centralistica della monarchia imperiale. La struttura costituzionale e governativa dellimpero continu ad assolvere un ruolo non trascurabile. Ma dal 1648 fallito il tentativo di realizzare un potere assoluto, la corona imperiale venne identificandosi con i domini della dinastia degli Asburgo tanto da trasformare lAustria in un sinonimo dImpero. Gli Asburgo poterono appoggiarsi sulla Chiesa estendendo cos luniformit di fede e rafforzando il legame tra difesa dellortodossia cattolica e fedelt alla dinastia. Importante fu lazione dei gesuiti capaci di una riconquista delle terre luterane e calviniste intraprendendo attivit missionarie, diffondendo il culto dei santi, istituendo collegi e promuovendo societ per la letteratura, il teatro ecc.. La corona asburgica assecond il naturale conservatorismo della societ favorendo lascesa di poche grandi famiglie. In questalleanza condizionante con lalta nobilt risedeva il limite dello stato austriaco. Se infatti lAustria aveva dal 1620 unapposita cancelleria, effettivamente nessun potere aveva questorgano sulle autonome strutture di governo della Boemia e dellUngheria. In Ungheria il progetto assolutistico assunse ed incontr non poche difficolt a causa della ripresa della minaccia turca, della resistenza dei feudatari, dellinsofferenza nazionalistica magiara alla cultura germanica e della persistenza presenza del protestantesimo. Alla fine anche in Ungheria si raggiunse unalleanza tra corona e la cerchia di famiglie nobili. Il problema pi grande dellImpero torn ad essere quello del confronto con il rinascente espansionismo ottomano causa ed effetto insieme del trasferimento del baricentro della politica di Leopoldo I verso questarea nel quale cerc una compensazione. 3.Ripresa espansionistica e decadenza dellImpero ottomano Alla fine del XVII secolo limpero ottomano attravers un periodo di decadenza che condusse al suo sostanziale ridimensionamento. Nella seconda met del

500 lespansione aveva raggiunto il suo apogeo : sia verso Oriente, dove le guerre, condotte contro la Persia, avevano portato alla sottomissione della Georgia e dellIran occidentale. Nella Transilvania cera una situazione di perenne instabilit ed ostilit con gli Asburgo, trasformatasi in guerra aperta tra il 1592 e il 1606, quando la pace di Zsitvatorok e successivamente i trattati di Vienna ristabilirono la situazione precedente e la duplice sovranit turca e asburgica sulla Transilvania. Verso oriente i conflitti con la Persia provocarono la perdita dellIrak riconquistata per dai turchi tre anni dopo. Tuttavia lo scontro con gli Asburgo era destinato a riaprirsi e ad ampliarsi. Nel settore mediterraneo lultimo grande successo turco era stata la conquista dellisola di Candia ( Creta) che aveva coronato una guerra contro la Repubblica di Venezia. Limpero ottomano cominciava a risentire anche sul piano internazionale delle conseguenze di una decadenza strutturale le cui radici erano economiche e politiche. Lantica solidit delle istituzioni civili e militari, si and infatti progressivamente disgregando di fronte ai problemi finanziari quando lamministrazione cominci a corrompersi per incapacit dei sultanati che si dimostrarono sempre pi despoti sanguinari. Nellesercito accanto ai cavalieri, elemento portante erano i giannizzeri che avevano visto lentamente scemare il loro severo spirito militare e fideistico del passato: labbandono del sistema del devshirme per il loro reclutamento e il venir meno del rispetto del celibato li condussero ben presto alla corruzione e alla consapevolezza di rappresentare una forza tale da potersi intromettere nella politica. Nel 1651 essi giunsero a ribellarsi apertamente. Il commercio estero che nel 500 era fondato sullesportazione di materie prime e sullimportazione di beni di lusso, fu colpito dalla concorrenza inaugurata da portoghesi e olandesi con la rotta di Capo di Buona Speranza e da un aumento demografico non equilibrato da una corrispondente crescita produttiva. A questa decadenza cerc di porre rimedio Koporulu Mehemd Pasci e poi suo figlio Koporolu Fazil Ahmed Pasci, attraverso la loro opera di risanamento amministrativo, finanziario con cui lImpero pot godere per ventanni di una parvenza di ordine. 4.La Francia di Luigi XIV Quando il 9 marzo 1661 moriva Mazzarino, lappena ventiduenne Luigi XIV, educato fin da bambino allesercizio della sovranit, manifest subito la sua intenzione di governare da solo. Luigi XIV fu un tenace assertore dellassolutismo al punto di affermare la celebre identificazione tra lo Stato e la sua persona ( lEtat cest moi) iperbolicamente magnificata nel titolo di Re Sole. Limpianto assolutistico creato negli anni dal re sole non fu totalmente incondizionato ma fu piuttosto il risultato di un compromesso tra sovrano e ceti dominanti in particolare nobiliari. Ci non gli imped dinstaurare un nuovo tipo di governo sottoposto alla sua diretta e personale sorveglianza e di avviare una serie di riforme che rappresentarono una svolta nella storia francese. Fin dallinizio Luigi XIV govern mediante una struttura di Consigli ciascuno dei quali si occupava di materie specifiche ( es: Consiglio delle finanze). Gli affari

interni erano di competenza del Consiglio dei Dispacci; la distribuzione dei benefici fu attribuita al Consiglio degli Affari ecclesiastici. Proprio la CORTE svolse un ruolo sempre pi importante: luogo privilegiato della vita politica, era anche il centro del favoritismo e del clientelismo. Il mondo di corte era lunica possibilit di contatto tra il sovrano e la nobilt. La stessa nobilt poteva cos ottenere privilegi e onori offrendo in cambio della monarchia la propria fedelt. E dal 1682 quando la reggia di Versailles si trasform definitivamente nel vero centro del regno, Luigi XIV era riuscito a far dipendere interamente dai suoi favori nobili, occupandoli nelle funzioni di rappresentanza, vincolandoli al suo servizio e allontanandoli dai loro legami locali. Assai pi importante era il ruolo dei ministri e dei segretari di Stato con i quali il sovrano prendeva le decisioni ufficiali nel Consiglio reale e quelle pi delicate in un Consiglio dei Tre Nicolas Fouquet, Michel Le Tellier, e Hugues de Lionne. Al Lionne fu affidata la direzione esclusiva della politica estera; Le Tellier fu ministro della guerra; Foquet si occup delle finanze. Difficolt delle finanze :

Indebolimento statale Anticipo della riscossione delle tasse Carestia Fu in questa situazione che si decise listituzione di una chambre de justice ossia una corte speciale incaricata di giudicare i finanzieri colpevoli di aver guadagnato in modo illecito. Lo stesso Fouquet fu condannato e imprigionato allesilio. Il posto di Fouquet fu preso da Jean-Baptiste Colbert che era amministratore delle ricchezze di Mazzarino. Colbert riordin la situazione finanziaria e fiscale del regno proseguendo nella politica gi avviata da Fouquet di progressiva riduzione della taille. Nello stesso tempo Colbert spost la pressione fiscale dalle imposte dirette a quelle indirette introducendo la Ferme gnrale ossia il contratto di concessione di appalto di queste tasse che si distribuivano pi equamente sulla popolazione non escludendo i ceti privilegiati. Vennero cosi scemando le rivolte antifiscali e contadine. Grazie ai suoi provvedimenti insomma Colbert fu in grado di migliorare la contabilit e di ridurre le spese di amministrazione anche perch notevoli poteri di supervisione nel prelievo della tailleu e di accertamenti delle riscossioni nelle provincie furono affidati agli intendenti. Fu proprio tramite di essi che si consolid una struttura di funzionari in grado di controllare il territorio e di informare il governo centrale. La riforma delle finanze e dellamministrazione procedettero di pari passa trasformando lo stato da una struttura di tipo giudiziario ad una di carattere politico esecutivo. Fu riorganizzata la municipalit di Parigi citt ormai talmente cresciuta da diventare caotica e igienicamente malsana. Questopera di riordino centralizzato procedette parallelamente alla riduzione dei poteri del Parlamento e degli Stati provinciali senza tener neppure conto

degli Stati generali non pi convocati dal 1614. Riguardo alle politiche mercantilistiche Colbert sosteneva lidea che occorresse attirare moneta in Francia per poter accrescerne la potenza e che questo obiettivo poteva essere realizzato soltanto tramite lo sviluppo del commercio estero, con lincremento delle importazioni a scapito delle esportazioni e con un conseguente protezionismo verso le manifatture. Il Codice di Commercio disciplin ogni aspetto della produzione industriale mediante le apposite regolamentazioni. Durante Colbert un posto in primo piano ce lo ebbero le colonie e inoltre la costruzione di una flotta che doveva misurarsi con quella inglese e olandese. Complessivamente i risultati ottenuti da Colbert furono soddisfacenti. Egli consegn a Luigi XIV uno Stato ampiamente riordinato e finanziariamente pi solido. Tuttavia con il tempo la rigidit colbertiana mostr i propri limiti il controllo esercitato dallo Stato sulleconomia finirono per rallentare lo sviluppo di nuove tecniche produttive e di nuove forme di organizzazione del lavoro industriale. Ma indubbiamente ci che sclerotizz alla fine lintero sistema fu il peso fiscale imposto dalle guerre intraprese da Luigi XIV. 5.La guerra di devoluzione e la guerra contro lOlanda ( guerra dei 7 anni) Il primo bersaglio della politica egemonica di Luigi XIV fu la Spagna che era stata e rimaneva ancora il principale avversario della Francia. Il confinante regno di Carlo II dAsburgo ostacolava sia il desiderio di fama e di potenza di Luigi XIV e sia lobiettivo di dotare la Francia di frontiere sicure. Verso est infatti le province dellAlsazia, della Borgogna, del Delfinato e le diocesi di Metz, Toul e Verdun erano ancora esposte a possibili attacchi imperiali attraverso il Lussemburgo e la Franca Contea ancora spagnola. Tuttavia una politica aggressiva significava abbandonare la strategia mazzariniana. Inizialmente per questa costruzione mazzariniana di un sistema di alleanze e di controllo dei regni europei non fu abbandonata del tutto da Luigi XIV. La Francia era interessata a mantenere ben viva lantica alleanza con i turchi contro lImpero. Una scelta per che in occasione della guerra asburgico ottomana del 1661-64 non ottenne nulla di positivo. Un colpo al prestigio del Re Sole venne dal suo mancato aiuto nella lotta contro il risorgente espansionismo islamico, proprio nel momento in cui lEuropa si sent minacciata di nuovo. In Polonia Luigi XIV tent di trasformare il legame dinastico in vera e propria soggezione, inducendo Giovanni Casimiro a nominare per successore un principe di casa Cond. Tuttavia la disordinata situazione interna polacca condusse allabdicazione di Giovanni Casimiro, ultimo esponente della dinastia Vasa in Polonia, e quando si tratt di eleggere il nuovo sovrano il duca di Lorena, Carlo IV oppose al candidato imperiale il duca di Cond e il principe Federico Guglielmo di Neuberg. Alla fine fu eletto un candidato nazionale a cui successe Sobieski. Luigi XIV riusc a legare a s il Sobieski mediante il matrimonio con Maria Casimira dArquien. Latteggiamento del sovrano francese verso gli inglesi si fece meno diplomatico di quello mazzariniano giungendo nel 1666, durante il secondo conflitto commerciale anglo-olandese, ad entrare in guerra a fianco delle P.U. Intanto

era stata resa operativa, contro la Spagna, linvasione dei Paesi Bassi nella primavera del 1667. Limprovviso attacco militare alla Spagna fu giustificato dalla pretesa di Luigi XIV di ottenere per moglie Maria Teresa, di cui ancora non era stato completato il pagamento della dote. Per questi motivi si parl di guerra di devoluzione. Questo conflitto produsse limmediata reazione dellOlanda e anche per questo le P.U. si affrettarono a concludere la pace di Breda e a stipulare una triplice alleanza anti francese con Inghilterra e Svezia. Questo improvviso rovesciamento delle alleanze, che ruppe il tradizionale asse anti spagnolo franco olandese, e lamicizia con la Svezia, indussero Luigi a stringere con limperatore Leopoldo I un accordo per la spartizione dei domini spagnoli. Nello stesso tempo il re occupava la Franca contea spagnola con lintento di riutilizzarla nelle successive trattative di pace. Alla pace di Aquisgrana(1668) Luigi XIV pur ottenendo le piazzeforti dei Paesi Bassi in cambio della restituzione della Franca Contea non riusciva a rendere operativa la spartizione pattuita a causa della rapida guarigione di Carlo II. N vi riusc in seguito giacch ben presto di riacutizz la tensione sul fronte tedesco con Leopoldo I pronto a tutelare il territorio della Lorena che il Re Sole occup nel 1670. Il definitivo sfaldamento del sistema mazzariniano aveva dunque portato soltanto ad un parziale successo dellespansionismo di Luigi XIV. Ci segn linizio di una personale politica estera di Luigi XIV sostenuta dal militarismo del Louvois e ancor pi ostinatamente protesa ad esaltare luniversalismo della monarchia. La guerra contro lOlanda fu spinta dalla decisione di Colbert di aver aumentato a danno dei mercanti olandesi i dazi doganali fino al 100%. Quando ormai la guerra era alle porte liniziale opposizione ad essa poteva denunciare lintuizione che lesito militare del suo programma mercantilistico avrebbe finito per vanificare i risultati che esso stesso aveva consentito di raggiungere. Accanto a s ora la Francia aveva di nuovo lInghilterra pronta a riprendere la sua lotta economico militare contro le P.U. e a sottoscrivere con Luigi XIV quel patto segreto di Dover che legava la dinastia Stuart ai Borboni. La campagna militare del 1672 fu un successo per i francesi sul fronte terrestre tanto che gli olandesi decisero di aprire le dighe e allagare il paese per difendere Amsterdam. Ma in mare la flotta anglo francese fu clamorosamente sconfitta a Yarmouth il 17 giugno 1672. Dieci giorni dopo per limponente esercito del Re Sole prendeva Utrecht e il panico che si diffuse tra la popolazione fu letale per Johan De Witt assassinato. Conseguenza fu il ritorno al potere del principe Guglielmo III dOrange. Le truppe francesi bloccate nel pantano olandese non riuscirono ad avanzare ulteriormente proprio mentre lEuropa reagiva. A fianco delle P.U. scendeva in campo lelettore Federico Guglielmo di Brandeburgo e il re danese Cristiano V e perfino la Spagna. Poco dopo anche lInghilterra capendo che il vero obiettivo di Luigi XIV era distruggere lindipendenza delle P.U. combin il matrimoni tra Maria Stuart e Guglielmo III dOrange. Federico Guglielmo pot sconfiggere a Fehrbellin lunica alleata del Re Sole , la Svezia. Nelle acque di Lipari, Stromboli e Augusta le squadre navali francesi riportarono notevoli successi su quelle spagnole ed olandesi.

PACI: La pace, le cui trattative erano iniziate nel 76 a Nimega appariva ormai necessaria alla stessa Francia. Le severe misure fiscali adottate non solo avevano cancellato gran parte delle riforme colbertiane, ma anche provocato insurrezioni popolari. I trattarti firmati a Nimega ( agosto 1678-febbraio 1679) vennero dunque a chiudere una situazione ormai in stallo ed assunsero la dignit di una pace generale che aspirava a designare un nuovo equilibrio nel continente. La pace di Nimega fede guadagnare al Re Sole, a danno della Spagna, la tanto ambita Franca Contea oltre ad una linea di fortezze nei Paesi Bassi. Appoggiati alla Francia, i fedeli alleati svedesi riuscirono a recuperare parte della Pomerania dal Brandeburgo e la Scania dalla Danimarca. Se fin qui lesito dei 7 anni di guerra sostenuti dai francesi risult un trionfo per Luigi XIV, lo stesso non accadde verso lOlanda la cui resistenza non era stata piegata. Colbert ritir le disposizioni doganali anti olandesi. 6.Questioni religiose, contrasti giurisdizionali e politica internazionale Il provvisorio ristabilimento della pace fece emergere in Francia un insieme di problemi. Ad alimentare spinte autonomistiche rimanevano le divisioni religiose. Verso gli ugonotti, Luigi XIV non aveva abbandonato la dura politica che era stata di Richelieu e Mazzarino: il re mir a restringere i diritti legali dei calvinisti. Si tratt di un insieme di misure che soltanto la guerra contro lOlanda allegger momentaneamente. Ma lostilit del sovrano verso la Chiesa calvinista non derivava da convinzioni religiose ma dalla necessit di sottomettere le minoranze per realizzare quella uniformit religiosa del paese sotto il segno del cattolicesimo che era il sostegno ideologico della monarchia. La chiesa favoriva infatti la corona consentendole di nominare i vescovi. Sul piano giurisdizionale per questo stesso potere ecclesiastico creava non pochi problemi. Il sovrano si trovava quindi alleati i cattolici con i quali per si scontrava ogni volta che entravano in gioco le delicate questioni delle prerogative della Chiesa. Tanto pi difficile fu la monarchia districarsi in questo gioco di forze quando il cattolicesimo fu apertamente diviso da contrasti ideologici. Da anni quei contrasti si erano presentati in relazione al rapporto tra grazia e libero arbitrio che era stato alla base dello scisma luterano. Fu su questo sfondo che nel 1640 apparve lAugustinus opera del teologo olandese Cornelius Jansen detto Giansenio. Nato come summa del pensiero agostiniano, l Augustinus riproponeva ovviamente una teologia della grazia fondata sullinsormontabile corruzione provocata nelluomo dal peccato originale. Dopo il peccato originale la grazia sufficiente non poteva pi bastare e il male poteva essere vinto soltanto tramite un decreto divino che la rendesse efficace e ci era possibile solo con la fede. In questo modo Giansenio si avvicinava alle dottrine luterane e calviniste della predestinazione e della giustificazione per sola fede. Saint-Curan aveva sostenuto un radicale predestinazionismo vicinissimo a quello calvinista unendolo per ad una tensione mistica e rigoristica dai tratti oltranzisti che ne fecero lesponente di una Controriforma intesa come intima adesione al messaggio di Cristo, in opposizione al formalismo esteriore dei gesuiti. Su queste basi Saint-Curan svolse un ruolo decisivo nella prima diffusione del giansenismo a livello politico: era diventato a Parigi loracolo dei cattolici che disapprovavano le alleanze internazionali con i protestanti. Poco

prima di morire aveva spinto Antoine Arnauld a difendere le dottrine di Giansenio condannate lanno prima da Roma. LArnauld pubblicava uno scritto in cui sosteneva il rifiuto della comunione per chi avesse commesso peccati mortali. In questo modo combatteva il formalismo della Compagnia di Ges. Nel 1651 una Commissione si appellava a Roma perch venissero esaminate le cinque proposizioni dellAugustinus. Si avviava cos un conflitto che dal ristretto ambito teologico sfoci in uno scontro che ebbe risonanza in tutta la Francia. A Roma la bolla Cum occasione emanata da Innocenzo X dichiarava come eretiche le cinque proposizioni gianseniste. Pertanto Arnauld dichiarava che avrebbe osservato un assoluto silenzio sulla loro attribuzione al teologo olandese, pur accettando la condanna delle proposizioni. Questa distinzione tra linea di diritto (accettazione della giusta condanna delle 5 proposizioni) e linea di fatto (la circostanza cio che quelle proposizioni non fossero in effetti presenti sul testo di Giansenio) fu ovviamente interpretata come un tentativo di celare la persistente adesione a dottrine che annullavano il libero arbitrio. Lassemblea del clero francese impose a tutti i detentori di benefici ecclesiastici la sottoscrizione di un formulario di ripudio delle proposizioni gianseniste. LArnauld veniva intanto espulso dalla Sorbona. Il fermento giansenista aveva in s i germi di un individualismo e di uno spirito di indipendenza pericolosi agli occhi di Luigi XIV. Quando, con lavvento del nuovo pontefice Clemente IX che consent tacitamente alla distinzione tra linea di fatto e linea di diritto, fu imposta nel 69 una pacificazione, montarono quei conflitti giurisdizionali con Roma sorti gi nel 1662-64 quando la soppressione delle extraterritorialit delle ambasciate a Roma fu considerata un affronto da parte di Luigi XIV. Il sovrano decise con una serie di editti lestensione a tutto il regno del diritto della monarchia di recepire le entrate delle diocesi vacanti fino alla nomina del successore. Innocenzo XI scomunic uno degli arcivescovi e condann la politica regia. Luigi XIV rispose convocando nellottobre 1681 una sessione speciale dellassemblea del clero di Francia che rese pubblica una solenne dichiarazione in cui esponeva le posizioni della Chiesa gallicana sui rapporti tra monarca e potere spirituale del pontefice. Il testo sentenziava lindipendenza dei sovrani dai pontefici e sosteneva che i monarchi non possono essere disposti allautorit della Chiesa si andava a eliminare la possibilit di scomunica del Re. Luigi XIV inoltre incluse la dichiarazione negli insegnamenti dei seminari e Innocenzo XI non canonizz i vescovi di nomina regia. In realt questo profondo dissidio era anche il riflesso del contrasto politico internazionale tra legemonia francese e i pontefici che volevano da tempo vedere un alleanza tra Luigi XIV e la potenza asburgica contro lImpero ottomano. Ma Luigi XIV era disinteressato a questa manovra. Per eliminare la minaccia austriaca in Ungheria, il gran visir Mustafa Pasci, sotto il sultano Maometto IV si rivel disposto a spremere finanziariamente le provincie dellImpero ottomano. Lassedio alla capitale austriaca si rivel inglorioso per larmata turca e ci segn la fine delle mira espansioniste dei turchi. Leopoldo I ora poteva contrastare la Francia, ma non fece subito questa scelta. Non abbandon la presa sui turchi ed anzi in seguito alla costituzione di

una Lega Santa, continu loffensiva in Ungheria, Transilvania e Crimea. Ma i successivi tentativi d annullare lindipendentismo ungherese provocarono delle sollevazioni come quella conclusasi con un accordo che sanciva il fallimento dellassolutismo tentato dalla monarchia. Luigi XIV veniva scalfito dal suo mancato intervento. La Francia appariva al culmine della sua potenza e al tempo stesso isolata. Leopoldo I infine prefer stipulare una tregua con la Francia nel 1684 con la pace di Ratisbona ( si tratt solo di un rinvio). Luigi XIV successivamente decise per la revoca dellEditto di Nantes proclamando lEditto di Fontainebleau del 17 ottobre 1685 con il quale diete il colpo di grazia alla minoranza ugonotta. Molti ugonotti si ritirarono in una pratica religiosa individuale, altri si ribellarono e altri se ne andarono dalla Francia. In tutti i casi non si crearono conversioni al cattolicesimo quindi leditto non raggiunse lo scopo prefissato. Nel 9 luglio 1686 nasceva la LEGA DI AUGUSTA tra Impero, Svezia e Spagna. 7.La Gloriosa Rivoluzione inglese e il declino dellegemonia francese. In Inghilterra lavvento di Giacomo II aveva prodotto una situazione poco tranquilla. Fervente sostenitore di un assolutismo accentu la politica di difesa dei diritti delle dissidenze religiose. Nel 1687 il re sospese con una Dichiarazione dindulgenza le leggi penali contro tutti i dissidenti. Lirritazione suscitata nei protestanti si un allinsofferenza per latteggiamento sprezzante del sovrano verso le prerogative parlamentari. Privo di figli ebbe inaspettatamente un erede Giacomo Francesco Edoardo Stuart prospettando cos una successione cattolica. Il partito conservatore tories per quanto filomonarchico disapprov subito la politica assolutistica del re. Se i due partiti si dividevano circa i poteri da attribuire agli organi costituzionali, il comune sostrato sociale, aristocrazia e gentry li univa nel ritenere inviolabili i diritti conquistati dopo la prima rivoluzione. Fu cos che 4 rappresentanti dei whigs e tre dei tories si appellarono a Guglielmo dOrange affinch intervenisse. Le Province Unite erano da sempre in contrasto con la Francia e quindi lOrange intervenne subito: sbarc sul suolo inglese con 600 navi e 20.000 uomini. Non ci fu alcuna guerra e lOrange avanz accolto dal popolo. Contemporaneamente nella capitale si apriva una riunione congiunta della Camera dei Lord e dei Comuni sotto forma di Convention con poteri costituenti. Lorigine liberale del parlamentarismo moderno nasceva cos da un atto sedizioso anche se pacifico che finiva per calpestare con il principio del diritto divino dei re, condiviso anche dai parlamentari, anche la stessa causa che laveva prodotta, giacch la funzione del Parlamento era stata rivendicata nel quadro del reciproco rapporto di cooperazione con la corona ed era impossibile esercitarla in assenza di questa. Lord e comuni finirono per compiere un vero colpo di mano e lo si vide con lapprovazione di una Declaration of Rights che diede la corona a Maria Sturart e al suo consorte Guglielmo dOrange disegnando i primi contorni di una monarchia costituzionalmente controllata dal potere parlamentare. Il sovrano infatti senza interpellare le camere non poteva n governare n mantenere un esercito in tempo di pace. Si limit inoltre il diritto di veto regio e si ribad il

principio dellhabeas corpis. Infine il 24 maggio 1689 un Atto di tolleranza soppresse le pene contro i dissidenti religiosi anche se rinnov il giuramento di fedelt alla monarchia e lesclusione dalla vita pubblica per chi non si comunicava nella chiesa anglicana almeno una volta lanno. Guglielmo dOrange voleva fare dellInghilterra un perno del fronte protestante internazionale antifrancese. Si preoccup soprattutto di realizzare una politica estera grandiosa, pi che dei problemi interni al regno. Luigi XIV aveva intanto deciso di aprire le ostilit contro la Lega di Augusta con un attacco al Palatinato e ci favor lo sbarco dellOrange in Inghilterra e inoltre scaten la reazione imperiale determinando lingresso nella Lega di Augusta delle potenze protestanti inglese e olandese ormai unite tra loro. Loccupazione del Palatinato si trasform nella guerra dei 9 anni. Lestensione del conflitto trov impreparato il Re Sole che per ottenne inizialmente una serie di successi. Poi le sorti della guerra si equilibrarono: la flotta francese fu distrutta da quella anglo olandese. La Francia ora doveva subire lazione avversaria sul continente. In Inghilterra intanto Guglielmo dOrange iniziava a pagare in termini di consenso il prezzo della sua politica estera: le simpatie tories vennero meno di fronte allesasperata politica fiscale necessaria a foraggiare una guerra che nel 93 aveva portato il bilancio della corona quasi a sei milioni di sterline. La guerra gli impose un metodo di reperimento delle finanze noto come il debito pubblico a luna scadenza e per ottenerlo il cancelliere aveva bisogno di una grande banca e venne istituita la Compagnia della Banca di Inghilterra , non era quindi una banca pubblica ma era una compagnia privata. Il governo non avrebbe usato i fondi della banca senza lapprovazione delle Camere: il re la ottenne nel 1694 e ci risollev la situazione delle finanze. Inoltre nello stesso anno venne votato il Triennal Act con il quale diveniva obbligatoria la convocazione delle camere entro scadenze determinate. Viene abolita la censura sulla stampa e i whigs si strutturarono come dei veri e propri partiti. Situazione francese: finanze dissanguate fiscalismo statale a livelli insopportabili crisi dei commerci devastante crisi agricola del mito della monarchia e alla solidit

Questo port al fallimento dellassolutismo regio.

Nel 1697 a Ryswick iniziano le trattive di pace che mirano a stabilire la situazione nelle colonie e a ripristinare il quadro europeo uscito dalla pace di Nimega. Le Province Unite ottennero il diritto di stabilire una catena di fortezze nei Paesi Bassi; lInghilterra guadagn labolizione delle tariffe doganali; La Francia accettava il ritorno in Lorena del nuovo duca Leopoldo e riconobbe come legittimo sovrano Guglielmo dOrange; Leopoldo I si vide restituiti i territori occupati dalla Francia.

I trattati di Ryswick ridisegnarono gli equilibri europei a vantaggio dellInghilterra e dellAustria. Nellimpero ci furono delle spinte centrifughe dagli Hannover, dalla Baviera e dalla Sassonia. Soprattutto qui il progetto di Federico Augusto II era di rompere gli sbarramenti turchi e di riordinare lo stato polacco. Fu incoronato come Augusto II re di Polonia abbandonando la fede luterana di cui la Sassonia ne era stata la culla. Augusto II decise di dichiarare guerra ai turchi che erano gi stati per attaccati dalle truppe imperiali e russe. Dopo la sconfitta di Zenta i soldati ottomani chiesero la pace stipulata a Karlowitz che assegn agli Asburgo anche Belgrado. LAustria usciva come la grande trionfatrice. Le due paci affermavano lInghilterra come arbitro internazionale. Ci fu un mutamento della politica religiosa di Luigi XIV: il sovrano non voleva continuare ad avere nemica la Santa Sede e Innocenzo XI aveva ormai sempre meno motivi di combattere Luigi XIV. Fin dal 1693 si era raggiunta cos una tregua e nel 1695 ci fu una pacificazione decisiva. Laccordo costitu da allora la base di unintesa tra corona e gerarchie ecclesiastiche che si unirono per combattere il giansenismo che era tornato a riproporsi. Teologo: Quesnel passato al giansenismo, ribadiva le classiche tesi della predestinazione di Giansenio ma ne ricavava azzardate conseguenze ecclesiologiche rifacendosi a concezioni elaborate da Edmond Richer il quale concepiva la Chiesa come comunit democratica dei fedeli la cui assemblea elogiava la cura pastorale a sacerdoti e vescovi. Era su questo sfondo che Quesnel veniva a riaccendere scottanti problemi ecclesiologici e rilanciava controversie alla vigilia dellesplosione del problema della liceit del religioso silenzio circa le cinque proposizioni. Il Quesnel veniva arrestato e intanto Clemente XI promulgava la bolla Vineam Domini con cui rigettava il rispettoso silenzio dei giansenisti e richiedeva loro u autentico assenso sulleterodossia delle contestate cinque proposizioni dellAugustinus. Con ci il sovrano otteneva laffossamento ufficiale delle dottrine gianseniste e insieme dei risvolti gallicani in esse contenute. Clemente XI sopprimeva il monastero di Port Royal des Champs, e disperdeva le religioni qui relegate che non vollero sottomettersi alla bolla del 1765 demolendone successivamente le mura. La bolla Unigenitus condannava 101 preposizioni del Quesnel chiudendo cos la questione giansenista. Questa volta il Parlamento di Parigi rifiut di registrare la bolla e questo cre una ribellione con 180 scritti sulla questione spingendo Luigi XIV a giudicare i ribelli attraverso un concilio nazionale che non si tenne mai. Espressione delle insofferenze suscitate dallassolutismo accentratore instaurato dal Re Sole gli sviluppi del giansenismo vennero comunque a certificare quanto gi emerso nellultimo decennio del XVII secolo. Lirrisione e i balli con cui la folla si abbandon il giorno in cui la salma di Luigi XIV raggiunge il sepolcro sembrarono cos seppellire con lui lo sclerotizzato mito dellassolutismo universalistico ed aprire il nuovo secolo. CAPITOLO 14. LITALIA DAL CINQUE AL SEICENTO

1.Luci ed ombre di un declino La pace di Cateau-Cambresis del 1559 risistemando lassetto europeo dopo i lunghi decenni di scontro tra Asburgo e Valois, aveva anche ridisegnato una geografia politica della penisola italiana. Da allora lItalia godette per circa un secolo e mezzo di una condizione di pace. Ma da allora gran parte della penisola si trov soggetta al predominio della Spagna in grado di governare direttamente il ducato di Milano, il Regno di Napoli, i viceregni di Sicilia e Sardegna. Da parte sua non pot a lungo rappresentare una credibile alternativa al predominio spagnolo la Francia che, impegnata nelle guerre dei religione, gi a Cateau Cambresis, aveva dovuto restituire al legittimo duca Emanuele Filiberto, la Savoia destinata ad assolvere quella funzione di stato neutrale tra blocchi contrapposti. Proprio la Savoia venne progressivamente costruendo una politica di progressiva autonomia dalle due potenze continentali, affiancandosi agli altri due stati davvero indipendenti della penisola: lo Stato pontificio e la Repubblica di Venezia. Tuttavia dal 1559 la supremazia spagnola rimase inalterata e pot coniugare il proprio assolutismo con il modello aristocratico oligarchico e con il rafforzamento sociale dei ceti feudali nel meridione. La societ era sempre pi conservatrice, gerarchicamente sclerotizzata e incapace di esprimere, anche soltanto sul piano intellettuale, unopposizione o una critica ai modelli ispanici. A rispecchiare la realt di un Italia segnata da un composito tessuto urbano e da realt feudali non trascurabili, stava la difformit giuridica della struttura dei domini spagnoli in ognuno dei quali vennero conservate le antiche istituzioni rappresentative locali: Il parlamento di origine normanna in Sicilia Parlamento napoletano dominato dal baronaggio feudale Senato milanese espressione delloligarchia cittadina In ciascuno, in misura diversa, si manifest un dualismo di poteri tra questi organi di governo locale o regionale e i rappresentanti dellautorit della

corona. Neppure listituzione di un Consiglio dItalia, con sede a Madrid, riusc ad imporre quellindirizzo unitario che in fondo non era neppure nelle intenzioni della monarchia. La specificit della frammentazione territoriale ebbe una funzione essenziale nel diversificare tempi, forme e contenuti di questa compattazione, diversa da regione a regione e perfino da citt a citt. Una disparit che segnalava in prospettiva diversi livelli di crescita e di sviluppo economico e sociale. Si distinse dagli altri ad esempio levoluzione dei tre stati italiani che mantennero lindipendenza: in Savoia e nello Stato Pontificio riscontrabile un passaggio verso uno stato moderno di tipo assolutistico (pi evidente nel ducato sabaudo). Diverso invece lesempio di Venezia che conferm sostanzialmente senza innovazioni la struttura oligarchica che la reggeva da antica data. Una realt dunque polverizzata. Lo sfondo comune era rimasto quello del ristagno e della crisi aggravata dalla peste del 1630-31 che costitu il crinale tra la fase espansiva e quella di contrazione. Fu allora che entr in crisi il modello

si sviluppo rinascimentale concentrato nelle regioni urbanizzate centro settentrionali, dalle quali si irradiava la forza economica del quadrilatero Milano-Genova-Firenze-Venezia fondato sulle manifatture, il grande commercio e le attivit finanziarie. Ma nel settore manifatturiero forte era la concorrenza dellEuropa nord occidentale, principalmente inglesi e olandesi, ma poi anche francesi, capace di offrire sul mercato prodotti di minor qualit, ma a prezzi pi bassi di quelli italiani, i quali avevano prodotti pi costosi per i metodi antiquati di produzione che mantennero alto il costo della manodopera. Entrarono in crisi anche i servizi finanziari e bancari di cui lItalia era stata allavanguardia ma che ora incontravano le difficolt economiche della Spagna e della Francia. Anche in Italia si verific quel fenomeno di differenziazione geografica dei ritmi di crescita. A Firenze la crisi della produzione laniera fu in parte controbilanciata dalla lavorazione dei drappi da seta. A Lucca si mantenne una produzione tessile discreta. Complessivamente il tessile compens le perdite specializzandosi nella produzione di lusso. In generale quindi nel 600 non sub un crollo irreversibile. Il settore industriale era invece pressoch ovunque regredito, mentre lagricoltura rimase predominante nonostante avesse subito unanaloga contrazione. La crisi dellagricoltura ebbe tra le conseguenze i rafforzamento del sistema annonario creato per sopperire alle esigenze alimentari della societ. Il dato pi significativo dellagricoltura fu il trasferimento dei capitali urbani dalle manifatture e dai commerci allinvestimento fondiario ( fenomeno che non si verific solo in Italia). Nel Lazio, nel Meridione e nelle Isole continu a predominare il latifondo. In generale comunque lagricoltura manifest una capacit di tenuta allorch il calo demografico e la diminuzione della domanda di cereali favorirono la maggiore diffusione di colture diverse come mais e gelso. Il Piemonte fu invece protagonista di una crescita economica che costitu comunque uneccezione. La soluzione alla crisi nacque nel disagiato Mezzogiorno, nella prigione di Napoli dove fu rinchiuso per dieci anni ( con laccusa di aver partecipato a un complotto antispagnolo) Serra, che componeva il Breve trattato delle cause che possono far abbondare li Regni doro e dargento dove non sono miniere, con applicazione al Regno di Napoli. La questione da cui partiva lautore era semplice: la povert delle province napoletane a fronte delle ricchezza di Venezia o Genova. Rigettando lipotesi che la povert deriva da una mancanza di moneta, Serra ricerc le cause di quella povert nello squilibrio dei traffici instaurati dal Regno di Napoli. A risolvere il problema occorreva incrementare la produzione agricola e la quantit di manufatti facendo cos crescere lesportazione. Questo dipendeva per da una popolazione capace di imporsi con nuove produzioni industriali e indispensabile per questo era lo stimolo dei governi. 2.I domini spagnoli Il regno di Napoli, pi degli altri possedimenti spagnoli, conobbe un processo di decadenza non solo economica ma anche politica. Il vicer rimaneva infatti

affiancato nella direzione di governo dal Consiglio Collaterale, in cui trovavano larga espressione le istanze del ceto togato ( magistrati membri dei tribunali civili e finanziari). Indubbiamente i vicer erano riusciti a indebolire la potenza del baronaggio napoletano e della feudalit delle province e tuttavia i baroni rimanevano lo strato sociale dominante e avevano una forza esercitata soprattutto mediante Parlamento. Lintero sistema si reggeva su un compromesso tra :

Il contrasto nato tra nobilt e ceto togato si svolse a favore di questultimo. Esemplare testimonianza del crescente disagio del ceto nobiliare il Discorso sopra il Regno di Napoli composto da Giulio Cesare Caracciolo. Il testo criticava il modello statale spagnolo. Caracciolo proponeva una reazione dorgoglio nobiliare incentrata sulla restaurazione dellantico onore della nobilt di spada. Vano era stato il tentativo in occasione della battaglia di Lepanto della nobilt di riproporre il Regno di Napoli come aggressivo bastione antiturco. Talmente vano che il dissenso nobiliare torn negli anni 80 con le Memorie di Ferrante Carafa il quale traduceva le rivendicazioni dei nobili rimpiangendo il mondo medievale. Lo scritto denunciava inoltre la sconfitta politica della nobilt partenopea ridotta ad avanzare richieste corporative e cetuali. Fu in questo ambito che i nobili abbandonarono le pretese di una restaurazione cavalleresca integrandosi nelle istituzioni monarchiche. Anche la richiesta di autonomia istituzionale del Regno si accompagnava sempre di pi alla difesa della monarchia di cui si magnificava la funzione di conservazione degli equilibri politico sociali pur chiedendo maggiore spazio per le istanze di popolari negli organismi di governo. Il popolo poi era identificato con quei mercanti, quegli strati borghesi, professionisti e burocrati ben distinti dalla plebe partenopea. Le ragioni dellincrinatura tra la monarchia asburgica e i ceti sociali vanno ricercato nella crescente importanza attribuita dalla Spagna al Regno di Napoli come dominio da cui trarre essenzialmente risorse fiscali e militari nel contesto della rinuncia strategica alla lotta contro i turchi nel mediterraneo e degli impegni bellici della corona nel Paesi Bassi e poi nella guerra dei Trentanni. Limpegno nella guerra dei Trentanni coincise cos con una svolta durante la quale loppressivo fiscalismo della corona si scaricava soprattutto nel napoletano pi che sulla Sicilia e sul milanese. Il governo aument limposizione indiretta finendo per colpire al cuore la gi depressa economia meridionale. La riguadagnata forza della nobilt si accompagn alla chiusura oligarchica dei seggi della capitale a cui non poterono pi accedere le nuove famiglie e alla mancata convocazione del Parlamento che non fu pi riunito dal 1642. Ma ad essere protagonista dei moti esposi tre anni dopo non fu ne laristocrazia cittadina n il ceto borghese e togato, fu invece la PLEBE, unentit sociale urbana mobile e multiforme costituita da piccoli rivenditori, ortolani, conciapelli, disoccupati ecc..

LA RIVOLTA fu scatenata il 7 luglio del 1647 dallimposizione dellennesima gabella sulla vendita della frutta e fu immediatamente guidata da un pescivendolo, Masaniello, alle cui spalle agiva labate Giulio Genoino. Riemergevano i miti dellabbondanza a fianco della tradizionalistica esaltazione del Re e della Chiesa. Ma queste aspirazioni popolari passarono in secondo piano di fronte allimmediato intervento di quello strato civile della societ che agiva solo per i propri interessi, come dimostrano le rivendicazioni avanzate dal Genoino: parit di voti tra eletti del popolo e nobili nei seggi del governo municipale, e abolizione di tutte le gabelle imposte dopo Carlo V. Con queste richieste il Genoino cercava di mediare tra le diverse istanze sociali e politiche presenti allinterno della rivolta. Dopo solo 10 giorni Masaniello scompariva assassinato per ordine del vicer in accordo probabilmente con lo stesso Genoino. Nonostante lo sbandamento provocato dalla scomparsa di Masaniello, non venne meno la compattezza della protesta che si ampli fino a costringere le truppe spagnole a ritirarsi lasciando agli insorti il pieno controllo di Napoli dove il 17 ottobre veniva proclamata la REAL REPUBBLICA NAPOLETANA con a capo Enrico di Guisa. Si pass cosi alla seconda fase della rivoluzione. La monarchia spagnola trov sostegno nella nobilt pronta a mettere a disposizione la forza delle proprie armi per soffocare le aspirazioni ormai sovversive dei ceti borghesi e popolari. La rivoluzione tuttavia non solo rimase permeata da uno spontaneismo privo di adeguata direzione politica, ma non seppe neppure esprimere validi programmi alternativi al dominio ispanico o ispirarsi a valori borghesi. Contemporaneamente a quella napoletana , la Spagna subiva nel maggio del 1647 una violenta sollevazione a Palermo, in quella Sicilia dove ancor pi saldo e incontrastato era il potere della nobilt feudale. Le tensioni accumulate da decenni nellisola a causa di questo strapotere feudale maturarono in rivolta in quella di Palermo che rappresentava una classe dirigente pi moderna. Lentamente la situazione venne riordinandosi dal novembre quando il cardinale Teodoro Trivulzio assunse le funzioni di preside del Regno. Tuttavia al pari dei ceti popolari non ne usc vittoriosa neanche laristocrazia feudale dimostratasi incapace di porre fine da sola alla sollevazione. Ci consent alla monarchia spagnola una restaurazione che pot far leva sulle stesse trasformazioni interne del popolo e della nobilt. Dagli anni 60 questo rafforzamento della monarchia si accompagn ad un ulteriore ripresa dellaristocrazia che a Napoli crebbe come forza dominante nelle campagne. Londata di violenze e il deterioramento dellordine pubblico che fecero da sfondo a questo ulteriore rafforzamento dei nobili resero per necessario un irrobustimento dellautorit regia realizzato dal vicer Gaspar de Haro, marchese del Carpio. Il Carpio manifest un rigore inflessibile contro lanarchia della nobilt; scalz i gruppi burocratici pi saldamente ancorati nei meandri del potere amministrativo e giudiziario. In questo modo egli riusc ad irretire le componenti moderate dellaristocrazia e quelle del popolo. Il ceto civile riusc cosi a proporre con successo la propria forza mediatrice. Diversi gli esiti in Sicilia dove dopo la rivolta palermitana nel 74 fu Messina ad insorgere sulla spinta delle rivendicazioni antifiscali presto trasformate in

istanze repubblicane, mercantili e borghesi. La costituita repubblica indipendente visse cos finch ebbe la protezione delle squadre navali inviate dal sovrano francese . in Sicilia seguirono anni di pace e di integrazione tra modello feudale e dinastia spagnola. N un esito diverso aveva avuto la crisi poco precedente della Sardegna dove il Parlamento fu sciolto nel 1666 senza aver votato alcun donativo per i diniego opposto della nobilt irritata dalla sottrazione di alcune funzioni giurisdizionali e dallinasprimento fiscale. I disordini che seguirono non condussero tuttavia ad altro che alla rapida soppressione del movimento di protesta. La Sardegna rimaneva costituita da uneconomia assai povera con prevalenza di pastorizia sullagricoltura. Nel ducato di Milano non si verificarono dal 1559 in poi sommovimenti come quelli napoletani o siciliani sostanzialmente per tre motivi: La maggior capacit di resistenza e ripresa delleconomia lombarda; Funzione assegnata al milanese dalla strategia internazionale della Spagna; Coesione della locale classe dirigente

I patriziati urbani erano compatti e uniti dalla comune provenienza dei loro redditi. Il Senato era dominato dalla componente patrizia che nelle altre citt controllava i consigli municipali. 3.Il granducato di Toscana Il ducato di Toscana era parzialmente riuscito con Cosimo I de Medici a sgravarsi dalla diretta subordinazione asburgica, riacquisendo nel 1543 le fortezze concesse a Carlo V. Cosimo I non fece nulla per incrinare lalleanza con gli Asburgo mirando a divenire il fiduciario in Italia di Filippo II. Particolare importanza assunse in questa politica la ripresa dei buoni rapporti con la Santa Sede. Il recupero dellamicizia dei pontefici Pio IV e Pio V cost naturalmente un prezzo: non solo quello della condanna inquisitoriale di un filo mediceo Pietro Carnesecchi, ma anche quello di un complessivo adattamento alla Chiesa controriformista. In cambio Cosimo I de Medici pot ottenere il titolo di Granduca. Spagna ed Impero non nascosero il loro fastidio per questa vicinanza ma Cosimo I non giunse mai allaperta rottura con gli Asburgo. Negli intellettuali fiorentini lantica passione repubblicana e civile si era da tempo spenta nellopportunistica deferenza al governo mediceo. Non difficoltoso fu allora limpegno di Cosimo I nellorganizzare direttamente cultura e istruzione attraverso la creazione dellAccademia fiorentina e dellUniversit di Pisa. Il risultato fu un predominio culturale del regime ma anche una modesta produzione letteraria e storiografica ormai lontana dai modelli machiavelliani o guicciardiniani. A livello statale la conciliazione tra oligarchia mercantile e fondiaria e nuova struttura assolutistica fu facilitata dal fatto che in Toscana non esistevano le rappresentanze autonome del patriziato. I Medici proseguirono inoltre anche quella politica di integrazione regionale avviata da

Cosimo I con lannessione di Siena che tuttavia non condusse mai ad ununificazione istituzionale tra domini fiorentini e nuovi territori acquisiti. Al di l di queste divisioni istituzionali si realizz un processo di uniformazione e centralizzazione di pi stretto legame tra centro e periferia attuato tramite un pi energico esercizio del potere ducale di approvazione e revisione degli Statuti. Cure particolare furono dedicate alla riorganizzazione del fisco, dellapparato militare, e di controllo della magistratura. A livello degli organi centrali assunse importanza il Primo segretario che aiutava il Granduca nellattivit governativa. Cosi organizzato il granducato non registr dopo Siena nessuna grande espansione territoriale rimanendo anzi uno stato di dimensioni relativamente ridotte. Non avvennero successive modifiche con Francesco I, Ferdinando I e Ferdinando II. 4.Le diverse sorti delle Repubbliche : Genova e Venezia Solo formalmente indipendente dalla Spagna era la REPUBBLICA DI GENOVA. Nelle citt ligure maturavano le divergenze tra i cosiddetti nobili vecchi patrocinatori di una stretta alleanza con la Spagna e i cosiddetti nobili nuovi sostenitori della promozione delle attivit manifatturiere e di una politica estera pi autonoma. La crisi esplose nel 1575 con una sommossa presto trasformatasi in guerra civile. Immediata la preoccupazione del pontefice e di Filippo II. A Casale, nel marzo del 76, grazie alla mediazione del cardinale Giovanni Morone, appositamente inviato dalla Santa Sede, le parti trovarono un accordo da cui scaturirono le Leges novae tratteggianti una riforma costituzionale rimasta in vigore fino alla caduta della Repubblica nel 1797. In questo modo lantica divisione tra vecchi e nuovi fu gradatamente superata attraverso una fusione del patriziato, interamente stratificato ormai soltanto in base alla ricchezza. Non fu per abolita la gestione oligarchica dello Stato. Malgrado il compromesso del 76 per e seppure in uno stato di stabilit, la crescente differenziazione tra lelitaria nobilt di governo e una pletora di nobili pauperizzati, si fece pi acuta ed avvertita soprattutto nella prima met del nuovo secolo, quando leconomia genovese fu colpita dalle conseguenze della bancarotta spagnola del 1672. Fu allora che la citt tent una parziale riconversione delle sue attivit finanziarie verso altri paesi che non fossero la Spagna asburgica. Erano per velleitarie speranze poich ci fu un calo delle attivit del porto genovese. N risultati di rilievo si registrarono in politica estera. Di fatto la Repubblica non pot liberarsi della pesante tutela spagnola. Se dunque Genova nella seconda met del 600 si trovava ormai a pagare il prezzo di un declino e di un isolamento, certamente meno rapido fu il tramonto della REPUBBLICA DI VENEZIA. Allinizio del secolo rappresentava lultimo simbolo delle libert repubblicane con il suo mito della stabilit e del buongoverno e la sua politica di indipendenza nei confronti della Spagna. Si espressero in due orientamenti contrapposti : i vecchi e i giovani, rivelando i modi opposti di concepire lindipendenza, la sovranit e liniziativa politica dello Stato veneto. I patrizi giovani desideravano una politica pi risoluta e innovatrice pi svincolata dallegemonia spagnola. I vecchi consideravano il limite imposto dalla superiorit spagnola, invalicabile, per evitare i conflitti con la Chiesa.

Nella prima met degli anni 80 prevalse il partito dei giovani e immediate furono le ripercussioni in politica estera : la Repubblica riconobbe come legittimo sovrano di Francia Enrico IV suscitando grande indignazione in Filippo II e nel pontefice Sisto V. Anche la linea dei vecchi aveva provocato contrasti con Roma e Madrid. Cosi era stato nel 1573 quando dopo la clamorosa vittoria di Lepanto Venezia si era affrettata a stipulare col sultano una pace. Il 10 gennaio 1604 e il 26 marzo 1605 il senato eman due leggi che vietavano la costruzione di Chiese o lalienazione di beni immobili ed ecclesiastici senza previa autorizzazione del Senato. A questo punto il pontefice non aspett altro che un pretesto per obbligare la Repubblica a tornare sui suoi passi e al rispetto delle libert ecclesiastiche. Un attacco frontale insomma alla sovranit veneziana lanciato oltretutto in un momento tuttaltro che casuale, quando la pressione sullItalia da parte di Enrico IV si era allentata per problemi interni francesi. Poco graditi alla Santa Sede e agli spagnoli erano inoltre i rapporti diplomatici stabiliti nel 1603 da Venezia con lInghilterra protestante e le forti simpatie per le Province Unite. Una figura importante fu il frate Paolo Sarpi scelto come consultore teologo canonista del governo. Quando Paolo V eman linterdetto il 17 aprile 1606, Venezia rispose il 6 maggio con una dichiarazione che non solo ne respingeva la validit ma ne dichiarava il contenuto contrario a quello che le sacre scritture insegnano. Si apriva in tal modo una violenta contesa durata quasi un anno che coinvolse la Spagna e la Francia alla quale assistette tutta lEuropa, compresi i protestanti che erano ammirati dalla resistenza veneziana contro il papato. Sarpi sostenne che di fronte alle prevaricazione del pontefice era legittimo per un cristiano disobbedirgli il governo veneziano poteva obbligare gli ecclesiastici dei suoi domini a svolgere regolarmente lattivit religiosa. I gesuiti e i cappuccini contrari alle disposizioni del Senato furono banditi da Venezia. La conseguenza pi grave dellaspra controversia veneto pontificia si ebbe non tanto sul piano politico e giurisdizionale quanto su quello ideale e culturale. Il contrasto politico diplomatico si concludeva il 21 aprile 1607 grazie allintervento del cardinale francese Franois de Joyeuse con un compromesso in base al quale nessuno dei due ammetteva di aver sbagliato mentre gli arrestati venivano consegnati ad un commissario pontificio e la repubblica manteneva in vigore i suoi provvedimenti. Ne usciva sconfitta la Santa Sede. Malgrado tutto si avvert il senso di una sconfitta poich non fu raggiunto lobiettivo della piena affermazione della sovranit della Repubblica nelle materie ecclesiastiche. I protestanti proposero a Venezia un Unione evangelica il cui perno sarebbe stata la Francia. Venezia respinge la proposta ma Enrico IV intercetta una lettera in cui si illustrano le possibilit di successo della Riforma nella citt di Venezia, e la invia al pontefice Paolo V scatenando non solo le ire romane, ma anche le risentite reazioni di chi a Venezia era contrario a cambiamenti tanto radicali. La crisi signific riaprire lo scontro interno tra chi voleva la pace e la neutralit e chi guardava alla guerra come un unico modo per liberarsi dallipoteca ispano imperiale.

Lalleanza con il duca di Savoia, quella con le Province Unite, il riconoscimento come re di Boemia di Federico del Palatinato sancirono la fine della neutralit della Repubblica e la sua aperta scelta di campo anti spagnola e anti imperiale. Ma i successi riportati dalle potenze cattoliche costituirono gravi colpi per la politica veneziana. La pace di Ratisbona fu un successo per tutti tranne che per Venezia che fu tagliata fuori dai negoziati e non otteneva niente. A salvaguardare la credibilit di Venezia fu la tenace resistenza che seppe da sola opporre ai turchi, anche se non si tratt di una scelta ma di una necessit. La stressante partecipazione ad una guerra cosi lunga e lontana dalla madrepatria laveva distratta dalla situazione italiana. 5.Lo Stato della Chiesa Il rafforzamento dellautorit pontificia realizzatosi nellet della Controriforma ebbe non solo un significato religioso a raggio europeo ma anche un valore politico interno allo Stato della Chiesa dove il papato intensific lazione di accentramento e consolidamento del suo potere temporale: ristruttur lapparato centrale del governo e trasform i rapporti tra questo e i territori periferici da esso controllati. I pontefici tesero a stabilizzare la loro posizione di monarchi assoluti. Vennero introdotti metodi personalistici di governo realizzati sia attraverso la creazione di Congregazioni sia mediante la segreteria di Stato. Le congregazioni nacquero come commissioni interne al Sacro collegio ma se ne distaccarono diventando a tutte gli effetti organi di governo operanti in maniera impersonale e burocratica alle dirette dipendenze del pontefice. Furono introdotte con Paolo IV e Pio V. Sisto V confer ad alcune di esse poteri giurisdizionali. Clemente VIII cre la Congregazione del buon governo; Gregorio XV con due bolle regol il regolamento elettorale del conclave e cre la Congregazione de propaganda fide; Urbano VIII fond la Congregazione per limmunit ecclesiastica.

La Segreteria di Stato era competente per la direzione della politica vaticana. Nata in epoca tridentina attorno alla figura del cardinal nipote e affiancato poi dal cardinale sovrintendente. Il grande nepotismo venne sostituito dal piccolo nepotismo consistente nel favorire lascesa economica politica e curiale dei membri della famiglia pontificia. Crebbe inoltre la burocrazia curiale e a testimoniarne limportanza sta la circostanza che lo stesso cursum honorum ecclesiastico prevedeva ormai una carriera scandita dallassunzione di mansioni di tipo statale e amministrativo, poi da funzioni diplomatiche e infine da pi alte responsabilit ecclesiastiche. Lamministrazione statale era costituita da un corpo burocratico specializzato alle dirette dipendenze del pontefice sia nelle cariche pi alte, sia in quelle intermedie di collaboratori. Il papato adott in questo ambito un duplice comportamento :
Realizzazione di un equilibrio tra rappresentante del potere centrale e organismi territoriali. Sottomissione al governo centrale

Nasce un modello di stato pattizio cio fondato su un patto tra stato e ceti dominati nelle citt. I patriziati municipali si videro riconosciute una serie di prerogative in cambio del pieno riconoscimento della sovranit papale. Lo sviluppo dellassolutismo papale pur nel modello pattizio provoc una crescita del potere centrale nelle periferie. La severa politica tributaria di Sisto V fu allorigine dellesplosione di rabbia popolare a Roma alla sua morte quando la popolazione atterr la sua statua al Campidoglio. Non meno intensa fu la lotta al particolarismo feudale la cui fase pi acuta si ebbe negli anni 1572-1605. Con Sisto V si avvi anche una lotta ai baroni e Urbano VIII tolse ai feudatari potere politico. Conclusioni : la potenza dello Stato ecclesiastico venne dalla pace di Cateau Cambresis ad assumere un peso maggiore. Da un lato la Santa Sede mantenne una posizione privilegiata nello scenario internazionale, progressivamente scalfita dagli Stati europei che agirono spesso indipendentemente dal papato. Dallaltro lato il papato guard con maggiore attenzione ai propri domini giocando un ruolo di grande potenza italiana in una posizione di neutralit. Ma questa neutralit port allemarginazione del papato dalla grande politica europea. 6.Il ducato di Savoia Rinato con la pace di Cateau Cambresis lo stato sabaudo fu riorganizzato fin le sue fondamenta da Emanuele Filiberto grazie alla funzione affidata alla Savoia di Stato neutrale tra Francia e Spagna. Il restaurato duca pot dedicarsi cos allopera di riassetto interno delle strutture di governo accompagnata da una severa politica di ordine pubblico e di repressione del banditismo. Emanuele Filiberto cerc di ottenere lappoggio della nobilt con la creazione di un Consiglio di Stato che venne per successivamente privato dei suoi poteri. La riorganizzazione della Camera dei Conti e la creazione di un Tesoriere sottolinearono limportanza della riforma finanziaria accompagnata a una politica mercantilistica le cui misure non diedero per i risultati sperati. Ci fu anche una riforma militare che prevedeva lintroduzione di nuove truppe organizzate su base nazionale. La riforma militare aveva anche un risvolto politico poich coinvolgeva tutta la popolazione disabituata alla presenza dellautorit sabauda. Contemporaneamente si riorganizz lamministrazione della giustizia. La neutralit sabauda era una neutralit attiva cio in grado di cercare alleanze che controbilanciassero la potenza spagnola. N Roma ne Venezia potevano essere sufficienti a limitare linterventismo spagnolo e francese. Questa politica ebbe i suoi frutti solo nel 70 quando i francesi e spagnoli restituirono allo stato sabaudo la sua integrit territoriali e consentendogli di intraprendere lespansionismo verso lItalia. Con lavvento di Carlo Emanuele I la spinta espansionistica provoc le uniche scosse significative nello statico quadro politico dellItalia seicentesca. Ruppe definitivamente la neutralit alleandosi con la Spagna e invadendo nel 1588 il marchesato di Saluzzo( francese). Con il Trattato di Lione 1601 il dominio del tanto ambito marchesato divenne sabaudo e vennero ceduti alla Francia alcuni

territori transalpini. Il duca guard ora verso lItalia in particolare verso la Lombardia mantenendo un alleanza formale con Madrid e intensificando i rapporti con i francesi. Conseguenza fu che la Savoia rimase esposta ai rischi delle vendette spagnole e il duca quindi invase il possesso gonzaghesco del Monferrato. Ne segu una guerra che per alla fine non vide nessun ampliamento territoriale dello stato sabaudo. Con linizio della Guerra dei Trentanni lo stato sabaudo pot riprendere le sue ambizioni espansive verso la Lombardia. La pace franco spagnola di Monon fu vissuta come un tradimento francese dal duca sabaudo, che nella seconda crisi di Monferrato si schier con la Spagna. Appena risolta la questione ugonotta, la Francia non esit un attimo nellinviare le sue truppe cos che la Savoia dovette scendere immediatamente a patti. Con la morte di Carlo Emanuele I si trasse il bilancio disastroso dellespansionismo risorse umane e finanziarie stremate. Con la sua morte finiva anche lillusione della dinastia sabauda. Amedeo I riceveva dunque uneredit pesante: la Savoia e parte del Piemonte invase dai francesi, lerario esausto e in pi la terribile pestilenza. Dal 1632 si apr una breve fase di ricostruzione e riassestamento interno interrotto dallintenzione di Richelieu di legare a s la Savoia per costruire in Italia un fronte militare antispagnolo. Cos nel 1635 il trattato di Rivoli conduceva il ducato ad entrare ufficialmente a fianco dei francesi nel conflitto europeo facendo per emergere nelllite di governo un conflitto tra filofrancesi e filospagnoli. Con la morte di Vittorio Amedeo I la reggenza fu affidata a Cristina di Lorena. La divisione tra francofili e filospagnoli sfoci in una vera guerra civile che sconvolse il Piemonte per 5 anni ma che non vide nessuna partecipazione popolare. Il 14 giugno 1642 si venne ad un accordo tra le due parti secondo il quale la reggenza di Cristina venne riconosciuta in cambio dellinserimento degli esponenti dellopposizione nel consiglio ducale. Con la maggiore et di Carlo Emanuele II la reggenza rimase nelle mani di Cristina. Con la sua morte e dopo la morte di Carlo Emanuele II il potere pass nelle mani di Maria Giovanna Battista di Savoia madre di Vittorio Amedeo II. Quando quest ultimo fu maggiorenne spos la nipote di Luigi XIV e assunse la guida del ducato. Port lo Stato verso un assolutismo autoritario. Quando Amedeo II decise di porre fine alle interferenze francesi, ci non fu facile e il duca si avvicina allImpero, la Spagna e allInghilterra. Cosi il Re Sole ordin linvasione della Savoia. Dopo la sconfitta della Marsaglia delle truppe sabaude il duca dovette aprire le trattative di pace, spinto anche dal fastidio per la troppa interferenza degli anglo olandesi negli affari della Savoia. Si conclusero nel 1696 con labbandono da parte della Savoia del fronte anti francese e con lacquisizione del Pirenolo. Vittorio Amedeo II si guadagn la fama di politico infido e cinico. CAPITOLO 16. ALLE ORIGINI DELLA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA: IL CASO GALILEI 1.Copernico : annuncio in sordina di una rivoluzione Ledizione a Norimberga nel 1543 del trattato De revolutionibus orbium coelestium dellastronomo polacco Niccol Copernico presentava delle

caratteristiche sia scientifiche che editoriali che avrebbero dovuto farne un caso politico letterario. Nessuna clamorosa reazione invece fece seguito al testo. Copernico aveva studiato filosofia, astronomia e diritto canonico allUniversit di Cracovia e dal 1496 a Bologna. Progressivamente aveva acquisito la convinzione teorica della rotazione della terra su se stessa e attorno al sole. Solo nel 1540 aveva deciso di affrontare il grande pubblico con molta prudenza. Solo nel 1543, quando per Copernico, colpito da una paralisi celebrale, era ormai prossimo a morte, fu stampato finalmente il suo volume. Dedicato a Paolo III il De revolutionibus orbium coelestium recava unavvertenza editoriale, una sorta di avviso al lettore a non considerare certezze le spiegazioni copernicane. Cosa cera dunque di tanto pericoloso? Semplicemente il sovvertimento radicale di una credenza classica e religiosa bimillenaria ( comune a cattolici e protestanti) negazione della immobilit e della veridicit del Vecchio Testamento. Per Aristotele luniverso sublunare caratterizzato da corpi costituiti da quattro elementi ( terra, acqua, aria, fuoco) dotati di moto rettilineo, il cui fine il luogo naturale. Al di sopra dei corpi sublunari verano inoltre i corpi celesti il cui movimento senza fine generato da un quinto elemento, letere. Nella cultura greca gi erano nate posizioni filosofiche e opposte, ma la Bibbia parlava esplicitamente del movimento del sole e della luna. Allaffiorare dellipotesi eliocentrica scatt la reazione di chi difendeva la Bibbia come unica fonte di verit: i protestanti. Per parte cattolica alla benevolenza curiosit iniziale per le ipotesi copernicane segu un lungo silenzio fino al 1616. NellInghilterra elisabettiana John Dee fu conquistato dal copernicanesimo; in Francia lo fu Pierre de la Rame e nella stessa cultura tedesca ci furono le idee di Keplero. In Danimarca, Tyco Brahe tent di creare una sintesi tra le due idee lasciando al centro delluniverso la terra immobile con la luna e il sole ruotanti attorno ad essa, ma facendo del sole il centro di rotazione degli altri pianeti. Giordano Bruno scrisse La cena delle ceneri criticando il sistema aristotelicotolemaico e ladesione alleliocentrismo. 2.Galilei, uno scienziato nella Controriforma Nel 1584, mentre venivano pubblicate a Londra le opere bruniane, Galileo Galilei stentava ad ultimare gli studi di medicina allUniversit di Pisa. A Pisa frequent il matematico Ostilio Riccii e ricevette lincarico di insegnamento triennale alluniversit di Pisa. Lastronomi era allora una parte dellinsegnamento della matematica. Poi si spost alluniversit di Padova dove vi sarebbe rimasto fino al 1610. Nellagosto 1597 scriveva a Keplero complimentandosi per la sua opera aggiungendo di essere anche lui da molti anni arrivato allopinione copernicana. Nel 1609 Keplero pubblicava lAstronomia nova con cui giungeva ad enunciare due delle tre leggi fondamentali del moto dei pianeti ( la prima sullorbita ellittica dei pianeti di cui il sole occupa uno dei fuochi ; la seconda sulla variazione della velocit dei pianeti; e nel 1619 la terza sui movimenti collegati dei pianeti). Nello stesso anno Galileo giunse a costruire un eccezionale strumento di osservazione di cui per non era stato linventore : il cannocchiale. Sistemato sul campanile di San Marco il cannocchiale fu puntato verso il cielo che fu

immediatamente prodigo di generosa penetrazione. Si videro nuove stelle e la Luna apparve simile alla Terra ( soprattutto non piatta), attorno a Giove si videro dei satelliti. Nel marzo 1610 usciva a stampa il Sidereus nuncius un volumetto di neanche 100 pagine con la descrizione delle scoperte che confermavano le ipotesi copernicane. Due sconosciuti filosofi Ludovico delle Colombe e Francesco Sizzi appellarono contro Galileo allautorit non solo di Aristotele ma delle Sacre Scritture : il primo definiva la nuova astronomia pazza e pericolosa per la fede, il secondo negava che il numero dei pianeti potesse essere diverso da 7 : tanti erano i bracci del candelabro del tempio di Gerusalemme. Galileo torna in Toscana dove pot dedicarsi allastronomia essendo inoltre circondato da un grande successo fino a Roma. Al ritorno in Toscana non sapeva che il suo trionfo romano era stato pericolosamente screziato da una piccola crepa dottrinale. Consapevole dunque del solo successo affront con eccessiva sicurezza le ulteriori polemiche. A discutere contro Galilei sulla natura delle macchie solari fu un gesuita Cristoforo Scheiner. La posizione di Galileo fu espressa nella Istoria e dimostrazioni intorno alle macchie solari . Per avere limprimatur cio il permesso di stampa che un ecclesiastico doveva accordare a qualsiasi libro, Galileo dovette togliere laffermazione che lerroneit della posizione aristotelica fosse confermata dalle Sacre Scritture. Punto di rottura: Galileo pens giunto il momento di esporre il proprio pensiero in merito alla grande questione del rapporto tra verit raggiunta per via scientifica e verit creduta per fede. In questo senso scrisse una lunga lettera al Caselli ( allievo e successore di Galilei) : Sacra Scrittura e Natura erano entrambe opere divine e avevano solo due diverse chiavi di lettura: allegorica la prima e matematica la seconda. Mentre dunque la Sacra Scrittura andava interpretata diversamente dal suo senso letterale, la Natura era scritta in linguaggio matematico. Lerrore sarebbe nellesegesi cio negli interpreti della Bibbia. Limputazione della possibilit di errore dunque agli ecclesiastici e non agli scienziati determin lavvio del procedimento inquisitoriale. Il SantUffizio nel 1615 decise di avviare una pratica istruttoria chiedendo correttamente al Castelli loriginale della lettera di Galilei. Vana sarebbe risultata limmediata mossa di Galileo di riprendere e ampliare il contenuto della lettera al Castelli. Cos come vano era pensare di aggiungere unulteriore prova scientifica delle rotazioni terrestre. Galilei non sapeva ancora che al SantUffizio romano sera presentato il Caccini sostenendo che le proposizioni di Galileo repugnano alla fede. Le due proposizioni della teoria copernicana : 1) Che il Sole al centro del mondo e quindi immobile; 2) Che la terra non al centro del mondo ma si muove venivano condannate nella seduta plenaria del tribunale il 24 febbraio 1616. Formalmente Galileo non veniva citato nei dispositivi delle pronunce del

SantUffizio e dellIndice ma evidente era la condanna delle sue posizioni scientifiche. 3.Dalla condanna del copernicanesimo al processo a Galilei La pronuncia del SantUffizio contro il copernicanesimo provoc una necessit di adesione formale. Altrettanto dovette fare Galilei, tra una malattia e laltra da cui fu tormentato fino a perdere la vista, si ritir fuori Firenze apparentemente quieto. Nel settembre 1623 scrisse il Saggiatore dedicato al papa Urbano VIII, affiancando lo stemma pontificio a quello dellaccademia dei lincei sulla copertina. Il gesuita Orazia Grassi, alla notizia delluscita del libro e a leggerne il frontespizio si cambi di colore. Una sorta di partita a scacchi si ebbe attorno alla met degli anni20 tra lordine dei gesuiti e Urbano VIII ( dalla parte di Galilei). Il Grassi accusava Galilei di eresia eucaristica : nel Saggiatore secondo il gesuita le teorie atomistiche e corpuscolari delle sanzioni impedivano la fede nella transustanziazione. Nel 1624 Galilei ondeggiava tra limpulso di tirar dritto nel lavoro promesso al papa oppure rispondere a polemiche vecchie e nuove. Gli amici romani lo invitavano alla moderazione mentre quelli toscani lo invitavano a replicare agli avversari. Il pontefice aveva chiesto che nel volume di Galilei figurasse largomento dellonnipotenza divina che poteva produrre fenomeni fisici ed astronomici diversamente dalla comprensione razionale umana. Alla fine del 1629 lopera era completata e doveva ottenere il necessario imprimatur e a doverlo dare era sempre Niccol Riccardi, amico di Galilei. Il Riccardi fu per assalito da scrupoli leggendo il manoscritto che era una ferma presa di posizione a favore di Copernico. Pretese una introduzione e una conclusione dando cos il sofferto imprimatur. Il papa fece probabilmente cambiare il titolo allopera da Sul flusso e sul reflusso del mare a Dialogo sui due massimi sistemi del mondo. Lopera venne stampata a Firenze poich era morto il presidente e fondatore dellAccademia dei lincei. Protagonisti del dialogo erano Francesco Salviati ( convitato copernicano) e Simplicio ( sostenitore dellipotesi aristotelica tolemaica). Tre alla fine del Dialogo le attestazioni a favore del copernicanesimo: Retrogradazioni dei pianeti rispetto alla terra; Rivoluzione del sole osservata tramite le macchie solari; Le maree Il libro giunse nelle mani di Urbano VIII nel 33 e la reazione fu negativa. Riccardi dovette scrivere allinquisitore di Firenze per bloccare la diffusione del libro. Il papa era stato inoltre convinto che Simplicio raffigurasse la Sua Sanit e poi venne convinto del fatto che i 3 delfini in copertina raffigurassero il nepotismo di Urbano VIII verso i suoi 3 nipoti ( in realt era lo stemma della tipografia). Il contesto romano era inoltre influenzato dalle vicende della guerra dei Trentanni. Era insomma giunto il momento di passare la pratica al SantUffizio. 4.Processo, condanna ed esiti del caso

Galilei giunse a Roma nel 33 ed era stato avvertito dellimminenza dellinterrogatorio. Il 12 aprile 1633 Galilei nella sede dellInquisizione affrontava il primo interrogatorio. Fu subito interrogato sul famoso precetto giuntogli nel 1616 da Bellarmino, di non tenere lezioni e di non difendere la dottrina copernicana. Galilei rispose sostenendo che questo precetto era giunto solo oralmente quindi lui non aveva violato nessuningiunzione formale. Il commissario generale spost lattenzione sul Dialogo sui due massimi sistemi, sostenendo che questo aveva violato il precetto. Galilei rispose di non insegnare ne difendere la posizione. A conclusione di questo primo interrogatorio la linea difensiva apparve rigidamente formalistica. Il suo Dialogo, che nello stesso titolo conteneva tutte e due le teorie, non era una prova a favore di quella copernicana. Nel secondo interrogatorio del 30 aprile, Galilei mut radicalmente linea difensiva ( dopo un presunto colloquio con Maculano): riconobbe che riletto il dialogo la parte falsa ( quella copernicana) era esposta con ragioni come le macchie solari e le maree. Il SantUffizio aveva vinto. Al termine dellinterrogatorio Galilei pot avere il permesso di tornare a risiedere presso lambasciata toscana lasciando le stanze dellInquisizione. Il 10 maggio gli fu richiesta la difesa scritta che non soddisf il Tribunale che pretendeva una totale sottomissione. Il 21 giugno si ebbe il terzo e ultimo interrogatorio per accertare con quale intenzione avesse scritto il Dialogo : ma neanche sotto minaccia di tortura confess di averlo voluto scrivere per favorire il copernicanesimo. Il giorno seguente fu convocato per la sentenza: << ti sei reso a questo Santo Officio vehementemente sospetto di eresia. Lassoluzione delle relative censure poteva aver luogo solo dopo la immediata, pubblica abiura>>. Segu labiura recitata in ginocchio da Galilei con la mano sulla Bibbia. Il carcere a cui fu condannato fu una sorta di arresti domiciliari. Persa completamente la vista mor l 8 Gennaio 1642. Venne successivamente avvertita lInquisizione che la piccola congrega di amici di Galilei stesse diffondendo i principi del copernicanesimo. In realt per non riusc nessuno a rilanciare uniniziativa scientifica e da un lato imbalsamarono il mito di Galilei attribuendogli meriti che non aveva e dallaltro furono inevitabilmente frenati dalle pronunce del SantUffizio e dellIndice. CAPITOLO 17. EUROPA DELLEQUILIBRIO INQUIETA: GUERRE DINASTICHE E MITO

La politica degli Stati nel XVIII secolo caratterizzata dalle guerre di successione, guerre dinastiche in cui linteresse dinastico rimane lunica motivazione sostanziale al continuo comporsi e scomporsi della carta geopolitica dEuropa. 1.La guerra di successione spagnola

Il 16 novembre 1700 Luigi XIV presenta alla corte spagnola il nipote Filippo dAngi come Filippo V. Carlo II sarebbe morto senza eredi finendo quindi cos la dinastica degli Asburgo. Le diplomazie europee aveva stilato una prima lista di successione alla corona spagnola con relativi possedimenti: Corona spagnola, Paesi Bassi e colonie americane al duca di Baviera, Giuseppe Ferdinando I due viceregni di Napoli e Sicilia e lo Stato dei presidi a Filippo dAngi La morte del duca di Baviera sconvolse i piani. Bisognava ricontrattare lassetto spagnolo. Fu stilata una nuova lista: A Carlo dAsburgo la corona spagnola con i Paesi Bassi e le colonie americane; A Filippo dAngi oltre che ai domini italiani anche la Lorena Alla Francia sarebbe andata la Savoia con Nizza Al duca di Savoia il ducato di Milano Alla morte di Carlo II emerse la sua volont testamentaria di nominare suo erede Filippo dAngi e ci sconvolse lassetto internazionale. Limpero ora poteva seguire due linee strategiche: 1) concentrarsi contro lImpero ottomano; 2) proseguire lo scontro contro la Francia. A capo di questa seconda tendenza, Eugenio di Savoia ebbe uninfluenza determinante. Inoltre lidea dellequilibrio europeo di cui lInghilterra si fece assertrice mascherava interessi nazionalistici, economici e militari. Inoltre lantagonismo di Guglielmo dOrange al Re Sole non poteva permettere una posizione di forza francese. Venne stipulata cosi la Grande Alleanza dellAja tra Impero, Gran Bretagna, Province Unite e i maggiori Stati tedeschi. A lavorare contro la coalizione troviamo la Francia insieme alla Spagna, il Portogallo e il ducato di Savoia e Baviera. Si schierarono cos le forze in campo anche se la diplomazia inglese portava nella Grande alleanza il ducato di Savoia e il Portogallo che apriva i porti alla Gran Bretagna con gli accordi di Methuen. La marina inglese con le spalle coperte poteva occupare Gibilterra. In Baviera le forze congiunte anglo imperiali sconfiggevano quelle franco bavaresi. La guerra si appressava al confine francese. Da sud lassedio alla citt di Torino non laveva fatta capitolare e anzi venne liberata con laiuto di un esercito imperiale. A nord la situazione era pi critica in quanto lesercito della Grande Alleanza aveva ottenuto un successo nelle Fiandre. La flotta inglese intanto aveva preso Minorcae la Sardegna e ora sbarcava a Napoli. Si cre inoltre una tensione diplomatica tra Vienna e Roma che sfoci in un conflitto quando venne occupata la cittadina di Comacchio. Unapposita pace imponeva a Roma di riconoscere le pretese al trono spagnolo di Carlo dAsburgo e Comacchio tornava allo Stato della Chiesa. Lepica battaglia di Oudenard vedeva ancora una volta vittoriose le truppe di Eugenio di Savoia e inglesi che dopo aver posto sotto assedio Lille aveva le strade aperte verso Parigi. A Luigi XIV venne offerta una pace umiliante :

accettare sul trono di Spagna Carlo dAsburgo e sgombrare suo nipote Filippo V da Madrid. Luigi XIV non accett e concentrando le forze francesi evit lassedio della capitale. Due eventi fecero intravedere la pace: Successione in Inghilterra di un gabinetto tory, espressione quindi degli interessi del capitale mobile ( mentre la guerra favoriva quello non mobile). Moriva limperatore Giuseppe I fratello maggiore di Carlo dAsburgo che quindi succedeva al trono imperiale LInghilterra e lOlanda si sganciavano allora dalla Grande Alleanza e intavolavano trattative di pace con la Francia escludendo Carlo dAsburgo. Giunsero ai trattati di Utrecht l11 aprile 17123. Carlo dAsburgo subito dopo questi accordi emanava la prammatica sanzione con cui regolava la successione al trono imperiale. Undici mesi dopo nel marzo del 1714 anche Carlo dAsburgo accedeva alla pace con il trattato di Rastadt. Nuovo assetto europeo: A Filippo V rimaneva la corona spagnola e le colonie americane Allimperatore Carlo VI passavano i Paesi Bassi spagnoli e parte dei domini italiani: i Viceregni di Napoli e Sardegna e i ducati di Mantova, Milano e lo stato dei presidi. A Vittorio Amedeo di Savoia andavano i territori dellAlessandrino, Monferrato, Valsesia e Sicilia Alle Province Unite andavano riconsegnate piazzeforti di frontiera La Francia doveva smantellare Dunkerque La supremazia inglese si faceva sentire senza vistosi ingrandimenti territoriali con definitive acquisizioni strategiche (Gibilterra e Minorca) coloniali (Terranova) e commerciali (clausola della nazione pi favorita tra lei e la Spagna). Molte questioni per rimanevano in sospeso: la tendenza francese a riequilibrare il sistema politica nel Mediterraneo; instabilit della zona nord orientale dal Baltico allEgeo. Poteva apparire stabilizzata la penisola italiana. 2.Linstabilit dellordine internazionale e il progetto dellAlberoni per la liberazione dItalia Grande Guerra del Nord Inizi una forte accelerazione della crisi svedese. La guerra inizia con la battaglia a Riga ( svedese ) attaccata dalle truppe sassoni polacche a cui rispondeva il nuovo re di Svezia Carlo XII che costringeva la Danimarca a deporre le armi. Fu la volta poi dellesercito russo, mentre assediava Narvia difesa da un contingente svedese, a dove subire un grave rovescio dallarrivo delle truppe di Carlo XII il quale inoltre costrinse la dieta polacca a dichiarare decaduto Augusto di Sassonia e ad eleggere re il nobile filo svedese Stanislao Leszczynski. Ora lultimo ostacolo per il dominio sul Baltico era la Russia. Inizi Carlo XII ad organizzare una spedizione antirussa dalla Sassonia che aveva come obiettivo direttamente Mosca. Ma quando lesercito russo e quello svedese si scontrarono, questultimo era dimezzato a causa della classica terra

bruciata che aveva fatto lesercito russo. A Poltava lo scontro militare vide vittoriose le truppe zariste. Augusto di Sassonia aveva rioccupato il trono polacco e la Prussia aveva attaccato la Pomerania svedese fino al porto di Stettino; la Russia occup fino alla Finlandia. Quando muore il re svedese la successione fu contesa tra Ulrica Eleonora ( moglie di Federico dAssia e quindi filo occidentale) e Carlo Federico di Holstein ( filo russo). Sale al trono Ulrica Eleonora e quindi apre le trattative di pace. Con la Pace generale di Nystad del 10 settembre 1721 si chiuse la guerra del nord con il crollo della potenza della Svezia che determin dei cambiamenti sullassetto costituzionale interno: o Il centro decisionale della politica torn ad essere il Consiglio di Stato emanazione del Parlamento o Principi di economia mercantilistica

L8 dicembre 1714 i turchi dichiarano guerra a Venezia. Lirrequieta avanzata turca allarm le cancellerie europee e limpero prima di scendere in campo affianco a Venezia volle garanzie spagnole sul fatto che i nuovi domini asburgici in Italia soprattutto Napoli e Sardegna non sarebbero stati oggetto di rinegoziazioni. Avute queste garanzie si cre unalleanza tra Impero e Repubblica di Venezia. Arrivarono anche rinforzi dal Portogallo, Toscana e Repubblica di Genova. Le forze congiunte si unirono a Civitavecchia per andare a liberare Corf. La flotta turca tolse lassedio prima dellarrivo delle forze europee e il territorio di Temesvar fu inglobato nei domini asburgici. Lobiettivo era la conquista di Belgrado che arriva il 18 agosto 1717. La flotta spagnola parte da Cadice per congiungersi con la coalizione cattolica. Ma invece di proseguire per Corf operano uno sbarco per la Sardegna. Veniva dunque meno la garanzia spagnola. Inequivocabile il segno di reazione contro lassetto delle paci di Utrecht e Rastadt.

Alla corte spagnola a seguito della morte della moglie di Filippo V, Maria Luisa di Savoia, si era verificato un brutto mutamento di lites dirigenti. Emerge la figura di Giulio Alberoni, un abate piacentino. La Spagna voleva a tutti i costi rimettere in discussione lassetto stabilito con le due paci. La piccola amministrazione di Parma inoltre serv da modello per riformare la contabilit spagnola abolendo la carica del Presidente del Consiglio e incentivando lindustria tessile, lesercito e la flotta; furono coniate nuove monete e abolita lamministrazione plurima dei vari regni precenti lunione politica spagnola. Alberoni punt ora ad avvicinarsi allex nemica Inghilterra, che non poteva per sacrificare lalleanza con lImpero per favorire i piani spagnoli firmando cos con

laccordo di Westminster con Vienna per i domini presenti e futuri. La Spagna rimase cos isolata di fronte al nascere della Triplice Alleanza tra Impero, Inghilterra e Francia. La spagna voleva prendere il posto della Francia ma dovette tirarsi indietro di fronte alla richiesta di Clemente XI di avere a disposizione della coalizione cattolica la flotta spagnola. La Spagna non poteva tirarsi indietro tanto pi dopo che Clemente XI aveva proposto la nomina cardinalizia di Alberoni. Quando la flotta spagnola assalt la Sardegna ( vedi sopra) violente furono le reazioni di Vienna e Roma mentre lInghilterra si distinse per la sua cautela. Progetto di Alberoni. Ritorno degli ex viceregni di Napoli e Sicilia in mano alla Spagna; la Sardegna in mano alla Savoia; granducato di Toscana e ducato di Parma a Carlo di Borbone; tutti gli stati ostili allimpero diventavano alleati della Spagna ( impero ottomano, Russia e Svezia). La triplice alleanza con lingresso dellOlanda ridefin le questioni dinastiche: o o o o Divieto a Carlo dAsburgo di considerarsi pretendente al trono spagnolo La Sicilia occupata dalle truppe spagnole sarebbe passata allImpero La Sardegna passata al ducato di Savoia Unione del ducato di Parma e granducato di Toscana

La flotta inglese nellagosto 1718 provvedeva a sbaragliare qualsiasi problema distruggendo la flotta spagnola. LAlberoni veniva visto come lattentatore dellequilibrio e il nemico della pace. Madrid dovette firmare la pace dellAja del 1720 con con la situazione tornava quella delle paci di Utrecht e Rastadt. 3.Guerre dinastiche in Polonia e Austria e compensi in Italia In Francia emerge la figura di Andr Hercule de Fleury che fu nominato da Luigi XV ( succeduto a Luigi XIV) primo ministro. La sua politica si caratterizz per il fatto che decise di tenere una politica essere di basso tono misurata alle esigenze di politica interna, come a trarre lezione dalla fallimentare politica espansionista di Luigi XIV. Col trattato di Vienna del 1731 il Fleury era riuscito a far da tramite tra Madrid e Londra, ma quando venne a morire il re di Polonia Augusto II di Sassonia le procedure elettive del nuovo monarca scatenarono linevitabile conflitto. A soffiare sul fuoco dellintervento in Francia era uno dei pi alti collaboratori del Fleury, Louis Chauvelin. La morte del re di Polonia gli offriva loccasione da tempo attesa di imporre le proprie scelte politiche. La Dieta polacca eleggeva monarca Stanislao Leszczynski. La Polonia cercava aiuto in Francia per sfuggire a tutti quei famelici vicini uniti inoltre da un interesse antiturco. Ad elezione avvenuta truppe austriache e russe erano penetrate in Polonia e occupata Varsavia avevano imposto ala Dieta di proclamare decaduto il L. e di eleggere il figlio di Augusto II, Federico Augusto che diveniva cosi Augusto III di Polonia. In Francia laffronto non poteva non chiamare alla guerra. Chauvelin aveva gi pronto il piano di intervento consistente nel legare alla Francia stati non dipendenti dagli Asburgo o dai Borbone.

La guerra di successione polacca si combatt sul territorio italiano soprattutto. I progetti di C. sembravano avere un buon esito quando iniziarono i primi sospetti sugli alleati: la Savoia per esempio decise di pensare a una mediazione anglo olandese. Fleury tornava a guidare quindi la politica francese e si arriv alla Pace di Vienna del 1738-39. La corona polacca andava ad Augusto III di Sassonia; a L. andava la Lorena; a Carlo Emanuele III di Savoia veniva concesso lo spostamento del confine fino al Ticino; il milanese rimaneva allImpero assieme alla Toscana; Spagna e Francia riconoscevano la prammatica sanzione Limpero ottomano recuperava Belgrado

Le guerre dinastiche erano frutto di interessi privati fatti coincidere con linteresse dello stato. Morto Carlo VI sale al trono Maria Teresa. Nel 1740 si riapre la guerra scatenata dal re di Prussia Federico II. Lesercito francese al comando del Belle-Isle occupa Praga. Gli inglesi oltre ad aiutare Maria Teresa operano con un proprio esercito in Europa aiutando Maria Teresa ad occupare la Baviera. Quando Belle-Isle fu richiamato in patria Federico II di Prussia abbandon la coalizione anti austriaca. ( casino di conflitti ). Alla fine del 1748 Aquisgrana si avviarono le trattative di pace. Alla firma degli accordi si giunse il 18 ottobre 1748. La Slesia rimaneva in possesso al Re di Prussia Il milanese rimaneva allimpero asburgico Il ducato di Savoia era stato sacrificato A Filippo di Borbone andava il territorio di Parma, Piacenza e Guastalla Il granducato di Toscana rimaneva in vitalizio a Francesco Stefano di Lorena. La Francia non otteneva nulla

4.Miti ricorrenti: pace perpetua, Societ delle nazioni, principio dequilibrio La storia dei progetti di pace antica ed quasi unutopia. Nel corso della prima et moderna pi che progetti di pace generale si ebbero appelli alla pace da uno o dallaltro contendente. La pace codificava lordine europeo a vantaggio dello stato dominante. In un trattato di Emric Cruc si proponeva una Societ universale delle Nazioni capace di respingere lidea della guerra come strumento regolatore dei conflitti e sostituirla con una sorta di tribunale arbitrale rappresentato dallAssemblea dei delegati di ogni Stato. Ugo Grozio rinviava alla necessit di risolvere le contese tra stati a conferenze regolari che avrebbero dovuto affidare a terzi la soluzione del caso.

William Penn, ministro inglese, teorizzava la necessit di istituire una Dieta generale composta dai delegati di ogni Stato. Compito di questi delegati era fissare norme internazionale e sanzionare anche senza luso della forza gli stati trasgressori. ( progetto filo inglese per). Charles Castel (abate di San Pierre) scrisse sette discorsi che strutturavano lidea di una pace perpetua alternativa ai trattati di pace sul principio dellequilibrio. A questa pace perpetua si poteva giungere solo attraverso una perpetua Unione tra stati. Questa unione sarebbe dovuta essere composta da 24 stati ognuno rappresentato da un solo deputato. Il principio di equilibrio fu proclamato a Utrecht come lispiratore delle volont delle diplomazie europee, di Stati non tentati dal demone dellegemonia. Il principio non poteva avere cantori concordi nel celebrarlo. Cos il principio dellequilibrio ebbe un coro uguale, come lo ebbe in passato il mito della monarchia universale. CAPITOLO 18. ILLUMINISMO 1.Premessa: concetto e metodo Lilluminismo, e cio la tendenza metodologica a negare realt non riducibili a comprensione razionale stato spesso considerato espressione culturale della borghesia in ascesa. tuttavia riduttivo considerare borghese la cultura illuministica. Fu infatti una cultura che rimase impastata nella corrosione delle fedi religiose e politiche assolutistiche. Una cultura che venne definendosi in circoli letterari ed accademie scientifiche esclusivistiche. Una cultura che giov a distruggere metodi, credenze e valori precedenti, anche se non sufficiente a sostituirli. Parimenti riduttivo sarebbe tentare di attribuire un minimo comune denominatore allilluminismo, tra culture nazionali diverse e campi del sapere che spaziano dalle scienze naturali a quelle politico sociali. Lopera di Newton ebbe uninfluenza determinante sullo sviluppo della cultura illuministica grazie al metodo : spiegazione logico scientifica per ogni fenomeno naturale. Alla comprensibilit del mondo fisico si opponeva cos lirrazionalit del mondo metafisico. Il metodo fu diffuso grazie a Franois Marie Arouet detto Voltaire. Con la pubblicazione delle Lettres sur les Anglois e degli Elments de la philosophie de Newton. I due volumi erano ideologicamente legati tra loro. Lelogio delle istituzioni e della societ politica inglese trovavano un pendant nelle rifrazioni conservatrici insite nel newtonianismo, nella logica del mondo fisico naturale a considerare impossibili le violazioni delle leggi fondamentali della natura. E la natura doveva essere un modello anche per lorganizzazione politico-sociale ,cos come nella natura si manifestava la potenza logica del Creatore. Questa concezione naturalista e deista che aveva dunque il supporto delle forze culturali di Newton e Voltaire, veniva quindi a scontrarsi con lantropologia delle religioni positive, cristiana in particolare e cattolica in specie, che considerava la natura come codice divino. Ora essendo le religioni cristiane e non cristiane basate tutte sul principio dualistico

del bene e del male, risultavano antitetiche rispetto alla concezione esclusivamente positiva dello stato di natura, tipica della cultura illuministica. Unaltra essenziale tessera di riconoscimento della cultura illuministica era il mito del buon selvaggio luomo primitivo, lontano dalla sopraggiunta civilt, in continenti extraeuropei appena conosciuti, viveva in uno stato felice perch appunto il pi possibile vicino a quello di natura. Mito a cui dettero linfa i missionari cattolici con le relazioni di viaggio in posti come la Cina o il Medio Oriente. Relazioni di viaggio gi circolavano quando apparvero anonimi nel 1721 due volumi di Lettres persanes, opera di un magistrato francese, Charles de Secondat barone di Montesquieu. I volumi, di pura fantasia, riportavano le relazioni epistolari di due persiani, Usbek e Rica, itineranti in Occidente. Graffiante era il ritratto dellipocrita societ francese : tornava a farsi sentire il lamento antico della non pacificazione europea, dei continui scontri dettati dai motivi dinteresse, tanto pi deprecabili quanto superiore, rispetto alloriente, era appunto lassetto politico dei singoli Stati: il vero demone europeo rimaneva la ragion di stato. Si riaffacci il diritto di natura ( giusnaturalismo ) con lopera di Pufendorf e Grozio che contribu ad una pi vasta diffusione sociale dei prncipi giusnaturalistici. Laltra logica conseguenza della concezione della natura fu lo sviluppo delle scienze naturali con Carlo Linneo e Georges Louis Leclerc noto per lanalisi unitaria della natura, della teoria della molecola come struttura dellessere vivente. Lunicit dellordine naturale postulava lesistenza di un ordine politico sociale analogo a quello fisico ma impedito e deviato nel suo corso naturale da leggi e disposizioni umane. Questo ordine doveva rivelare le proprie leggi, economiche, che avrebbero consentito il progresso della societ. Nasceva la scienza economica. A met del 700 in Francia si svilupparono due diverse teorie economiche: La fisiocrazia ( Franois Quesnay); Liberismo ( Adam smith).

Fisiocrazia Fisiocrazia significa potere della natura e indica la convinzione che solo la terra fosse fonte della ricchezza di uno Stato e di conseguenza solo la produzione agricola veniva considerata unattivit produttiva. Derivava cos lattenzione politica nei confronti dei proprietari e dei produttori. Fu determinante per lo sviluppo della fisiocrazia la struttura economica semi feudale della Francia. Liberismo

Analoghe le premesse filosofiche di Adam Smith : la libert dellordine naturale che doveva consentire il libero agire economico delluomo, unico giudice dei propri bisogni e del proprio interesse. Luomo aveva insiti alcuni meccanismi logici di azione. Questa complessiva bussola dellagire economico delluomo gli consentiva il soddisfacimento dei bisogni. Il soddisfacimento di questi bisogni individuali avrebbe concorso come se guidato da una mano invisibile, e indipendentemente dalla volont persona, allinteresse generale della societ. Allo Stato sarebbe spettato un compito ridottissimo ossia garantire la sicurezza e vigilare sui frodi e inganni. Dunque libert complessiva dellagire economico ( il noto laissez-faire) nella convinzione che ricchezza dello Stato fosse il lavoro umano. 2.La cultura politica dellIlluminismo. Diffusione e limiti sociali. La concezione della natura, la scoperta delle sue leggi e il progresso delle scienze fisiche e naturali avevano sottratto alla natura le caratteristiche misteriose, inquietanti, magico superstiziose con cui da sempre era stata avvertita dallumanit. Questa scoperta fisica della natura non port solo ad uno scontro di genere antropologico con le religioni positive, ma contribu a mutare i caratteri della religiosit. Proprio la scoperta della natura, opponeva ora, da un lato lateismo scientifico e dallaltro uno sviluppo del deismoteismo. Nel primo caso le religioni venivano considerate conseguenze popolari, taumaturgiche, della paura e della natura. Rappresentanti di questo filone radicale erano Julien Offray De La Mettrie e Claude Adrien Hlvetius. Luomo nega lesistenza dellanima e tentando di dare una base scientifico naturale alla mora, obbedisce al soddisfacimento dei bisogni. Natura e creatore vengono visti in opposizione; Nel secondo caso Voltaire dette voce scientifica a questa concezione deistica facendosi assertore del finalismo, della convinzione cio che lordine naturale fosse stato progettato e realizzato per un fine e per uno scopo. Ci imponeva la fede in un Dio creatore. Questo sviluppo della tradizione deistica si presentava nella cultura illuministica quasi come un tentativo di purificazione delluomo dal dogmatismo delle religioni. Voltaire sostitu infatti il termine deismo con quello di teismo. Il teismo alla teologia trascendentale aggiunge quella naturale per analogia con la natura come un essere che in forza dellintelletto e di libert contiene il principio originario di tutte le altre cose. Alla diffusione dellilluminismo contribu una serie di fattori: Aumento del tasso di alfabetizzazione; Sviluppo di centri editoriali dotati di propri indirizzi culturali; Mutamento della tipologia di lettura: nasceva una forma di lettura estensiva che comportava una circolazione maggiore

Fu questo il contesto che favor la diffusione dellilluministica Encyclopdie di Diderot. Riun attorno a s il meglio della cultura illuministica e solo nel 1765 si pot giungere alla conclusione del tetso. Liniziativa fu un grande successo.

A dare una forte accelerazione allestensione della lettura contribu lo sviluppo della stampa periodica e della nascita di ritrovi privati e pubblici, di societ letterarie e di concorsi come quello del 1750 indetto dallAccademia di Digione sul tema: il progresso delle scienze e delle arti ha contribuito a corrompere o a migliorare i costumi? Jean Jacques Rousseau, fu il vincitore del concorso con una tesi negativa: il progresso fa cadere le virt non solo militari ma anche morali delluomo; dunque dannoso. Anche la massoneria aiut la diffusione della cultura illuminata soprattutto del deismo e del giusnaturalismo. Il limite sociale stava nel fatto che ai caff potevano andare aristocratici, medici, avvocati e la crema della societ, ma veniva escluso tutto lo strato sociale sottostante, da cui quella cultura era distante e cui volle rimanere estranea e avversa. Lanalisi di J.J. Rousseau divaric fino a rompere il pensiero politico illuminista. Ha proiettato nel campo della storia e dellideologia politica la nuova concezione della sovranit e dello Stato e della libert degli individui. Lo stato di natura alla base di ogni sviluppo di pensiero. Per R. un mito, uno stato perduto e certamente non recuperabile. Si trattava di passare dallo stato di natura ad uno stato sociale che respingesse lemergere di spinte individualistiche sopraffattrici. Andava dunque ripensata lintera teoria del contratto. Il contrattualismo indicava il patto tra il popolo e il sovrano, un patto di delega. R mette in discussione i protagonisti del contratto e non la sua teoria. Si tratta di trovare una forma di associazione che difenda la persona e i beni di ciascun associato. Il contratto doveva unire non solo gli individui al sovrano ma anche gli individui tra loro CONTRATTO SOCIALE. il nuovo sovrano era un soggetto politico espressione della volont generale. La volont generale 1) non revocabile; 2) indivisibile; 3) inalienabile. Montesquieu pubblic lEsprit des lois a Ginevra nel 1748. Oggetto di studio il sistema giuridico politico dello Stato nelle sue varie morfologie e le diverse forme di governo. M. era consapevole delle diversit storico politiche delle nazioni e giudic impossibile lapplicazione di un modello istituzionale fuori dai sui limiti territoriali. Concentra la sua analisi su tre forme di governo: repubblicana, monarchica e dispotica, dividendo la prima in democratica e aristocratica a seconda che la sovranit risieda nel corpo sociale o nella sua parte pi qualificata. M. parla di separazione di poteri ma riguardo alla necessit di contenere il potere con altri poteri. Non guarda al modello inglese con positivit, ma la teoria della tripartizione dei poteri diretta a recuperare la tradizione francese dei corpi intermedi. L Esprit des lois fu condannato allIndice nel 1751. 3.Questioni ecclesiastiche Lo sviluppo della cultura scientifica in Europa for la barriera di condanne e divieti opposti alla circolazione di opere e idee dal reticolato di Inquisizione Indice. Lincontro tra lumi e religioni era teoricamente impossibile anche se a volte si parl di illuminismo cattolico come tentativo di acquisizione di alcuni prncipi illuministici dentro la religione cattolica senza che questa ne venisse

corrosa. Benedetto XIV aveva avuto un esperienza culturale nellambiente accademico. Appena eletto al soglio pontificio volle dedicare cura a riformare statuti. Il sacerdote Ludovico Muratori fu un esempio di esponente ecclesiastico illuminato criticando le chiusure dellortodossia. Al nuovo clima romano si dovette anche lemblematica riedizione delle opere di Galileo. La nuova edizione dellIndice dei libri proibiti ( 1757) cess la proibizione a danno dei libri contenenti esposizioni eliocentriche e relativo insegnamento. Diverso fu latteggiamento ecclesiastico verso le tendenze religioni interne dove si cre uno schieramento di giansenisti, gallicani e gesuiti. Alla tradizione di centralismo e universalismo romano rispose non solo la condanna al giansenismo ma anche la possibilit di accogliere o meno riti allinterno della liturgia cattolico romana. Un problema era nato con la Compagnia di Ges. Lo sviluppo delle missioni cattoliche era stato grandioso e avevano sviluppato, specie con lopera di Matteo Ricci, un particolare metodo missionario, consistente non nella contrapposizione di una ritualit liturgica nuova, ma nella sua sussunzione interna a quella romana. I nemici della Compagnia di Ges cominciarono a diffondere voci sulla loro non obbedienza al Papa e sul loro non rispetto delluniformit romana, tanto che il nuovo intervento dellInquisizione fu determinante per il definitivo intervento di Benedetto XIV con la bolla Ex quo dell11 luglio 1742 che chiudeva la questione esigendo dal clero missionario il giuramento di osservanza della bolla. In Asia si determin il tracollo della Compagnia. In America Latina venne soppressa e poi espulsa la Compagnia. In Paraguay questa Compagnia era diventata quasi uno Stato nello Stato. La fine di questo stato era tuttavia prossima e legata ad un accordo tra Spagna e Portogallo diretto ad eliminare in tutte le loro colonie attriti religiosi. Il 20 aprile 1759 Giuseppe I re del Portogallo comunic al pontefice lespulsione dal Portogallo di tutti i gesuiti colpevoli di aver provocato la ribellione in Paraguay. Nella Francia, patria letteraria dellIlluminismo, la posizione dei gesuiti era ancora pi delicata. Si pens di istituire una sorta di Vicario generale che avrebbe dovuto controllare le attivit dellOrdine. Una polemica stampa e pamphlettistica invitava a seguire lesempio portoghese. Il 1 dicembre 1764 vennero espulsi. In Spagna anche si arriv con la Prammatica Sanzione del 18 gennaio 1769 a sottoporre ad Exeuqatur regio ogni disposizione di ordine religioso proveniente da Roma. Anche se la Prammatica Sanzione venne abolita i rapporti tra Stato e Chiesa volgevano al peggio. Il 29 gennaio 1767 i gesuiti venivano espulsi anche dalla Spagna. Con la morte dio Clemente XIII risult determinante per lelezione pontificia lesplicito impegno di procedere alla soppressione della Compagnia di Ges. Assunto questo impegno venne eletto Clemente XIV. Lambasciatore di Carlo III, (Re di Spagna) Jos Monino, ottenne la prima bozza di un breve di soppressione della Compagnia. Nel 73 fu inviato a Madrid e il 12 luglio era stato ormai firmato dal papa. Per la sua pubblicazione si attendeva solo di far passare il 31 luglio SantIgnazio, festa dei gesuiti. Il Dominus ac Redemptor faceva riferimento alla necessit di sacrificare le istituzioni che non rispondevano pi al compito originario proprio. I beni immobili della Compagnia venivano destinati alla beneficenza e i vertici vennero arrestati. La Compagnia venne ricostituita solo durante il pontificato di Pio VII con la Bolla Sollecitudo animarum nel 1814.

CAPITOLO 19. LINDIPENDENZA DELLE COLONIE AMERICANE 1.Questioni coloniali e politica europea: la guerra dei Sette anni la guerra dei sette anni pu essere considerata la prima guerra mondiale essendo la prima volta che eserciti europei si affrontarono non solamente sui territori del vecchio continente e furono affiancati anche da truppe coloniali. Inoltre interessi coloniali determinarono il conflitto in Europa. Le sue conseguenze furono per esempio la nascita degli Stati Uniti dAmerica. Grave si presentava lo stato dei rapporti franco inglese nel sub continente indiano. Linglese East India Company era venuta progressivamente soppiantando i domini olandesi e portoghesi. Nella stessa regione agiva la Compagnie des Indes francese. I rapporti tra Francia e Inghilterra si ripercuotevano nei rapporti commerciali nelle lontane colonie. Il risultato fu il progressivo sopravvento inglese a seguito dellimpulso impresso allEast India Company da Robert Clive. Una tensione politico militare analoga tra Francia e Inghilterra si determin nellAmerica settentrionale. A nord del Golfo del Messico, che rimaneva un lago spagnolo, sestendeva un vastissimo territorio coloniale francese che da Nuova Orleans abbracciava il territorio interno fino alle distese del Canada. Sulla costa orientale del continente erano disposti i possedimenti inglesi e dal 74 si erano avuti veri e propri scontri militari tra coloni inglesi e francesi lungo la valle dellOhio ( dove George Washington allora combattette dalla parte inglese). In Francia non vera sensibilit politica n dunque particolare attenzione ai problemi coloniali. Il teatro unico della politica e delleconomia rimaneva dunque lEuropa. Le colonie avevano un ruolo puramente sussidiario soprattutto quelle americane visto il ridotto introito economico che fornivano. Non cerano inoltre molte emigrazioni di massa: basti pensare che nel Canada i francesi erano 65.000 contro i due milioni di inglesi sullAtlantico. Rispetto allatteggiamento francese quello inglese fu viceversa di grande cura ed attenzione economica, cio di pieno sfruttamento e lInghilterra fu sempre pronta ad intervenire con la forza a sostegno delle proprie compagnie di sfruttamento. La guerra franco inglese era inevitabile e si intrecci ai problemi europei dando luogo al rovesciamento delle alleanze. Inizio del conflitto: Sul trono inglese stava un membro della dinastia Hannover: Giorgio III. Era dunque necessario in caso di guerra ottenere garanzie giuridiche a difesa del principato hannoveriano. Si rivolgono allAustria, storico alleato senza ottenere per successi visto linteresse dellAustria di recuperare la Slesia occupata dalle truppe prussiane. Cera inoltre il mito sorgente di Federico II di Prussia, soprattutto in Francia, alimentato dagli illuministi. Il diplomatico austriaco Wenzel von Kaunitz sapeva che la Francia non avrebbe mai preferito allearsi con un tradizionale nemico ed era pi interessata ad una politica dentent con la Prussia. Il Kaunitz fu allora abile nello sfruttare la carta della diplomazia segreta di Luigi XV tramite la marchesa di Pompasour che era diventata una sua confidente. Fu cosi che Luigi XV e il Kaunitz trattarono allinsaputa del Consiglio ufficiale e del Segretario di Stato. La nuova alleanza franco austriaca venne stipulata a Versailles il 1 maggio 1756. Motivi che portarono

Invers ione delle allean

allalleanza: garanzia per la Francia di un candidato francese al trono polacco + la guerra nel nord America + notizia che lInghilterra si era alleata con la Prussia di Federico II. La politica estera francese sacrificava lintera tradizione delle sue alleanze con lImpero ottomano, la Svezia, la Polonia e gli stati tedeschi. Questo rovesciamento delle alleanze consentiva allImpero austriaco di operare militarmente contro la Prussia la quale era lunica dover combattere su pi fronti.

Federico II cap di dover agire durgenza e invase la Sassonia, mentre quelle francesi contrattaccavano invadendo lHannover e imponendo la convenzione di Closterseven che impegnava gli Hannover a disarmare e congedare le truppe. Il colpo militare francese fu una mazzata politica per gli anglo prussiani. Nel Mediterraneo la flotta francese aveva sconfitto quella inglese recuperando Minorca. Tuttavia le solite rivalit interne alla corte di Versailles vanificarono le ottime prospettive militari : il maresciallo dEstres fu sostituito da uno dei suoi rivali a corte, il duca di Richelieu che si rifiut di unire le sue truppe a quelle di unaltra armata francese. Federico II al comando di un esercito di 22.000 prussiani sbaraglio a Rossbach nel 1757 larmata franco imperiale forte del doppio degli uomini. Dopo unaltra vittoria prussiana lesercito francese non poteva pi tenere testa al dilagare di quello prussiano. Poche settimane dopo violando il trattato di Closterseven inglesi e hannoveriani si riarmavano allontanando i francesi. Gli inglesi attaccarono allora con la flotta tutti i possedimenti coloniali francesi. Determinanti per la fine del conflitto furono le dimissioni di William Pitte la successione sul trono imperiale russo del prussiano filo Pietro III che salvava Federico II dalla guerra su due fronti. Cosi come erano due le guerre parallele, allo stesso modo due furono le paci. A Parigi il 10 febbraio 1763 Francia, Inghilterra e Spagna regolavano i loro domini coloniali : il Canada e tutta la valle dellOhio ad est del Mississippi venivano ceduti dalla Francia allInghilterra che acquisiva dalla Spagna anche la Florida. Nelle Antille le isole di Guadalupe e Martinica tornavano francesi; il resto era inglese, mentre in India la presenza francese era ridotta a qualche scalo commerciale. In Europa lisola di Minorca tornava in mano inglese; per la Francia fu una pace vergognosa. Meglio and allAustria di Maria Teresa che con la pace di Hubertusburg rinunciava definitivamente alla Slesia in favore dellelezione imperiale del figlio Giuseppe dAsburgo Lorena.

2.Le colonie inglesi dAmerica Disposte longitudinalmente, da nord a sud, il Massachussets, New Hampshire, New York, Rhode Island, Connecticut, New Jersey, Pennsylvania, Delaware, Maryland, Virginia, Nord Carolina, Sud Carolina e Georgia, non costituivano alcuna unit n politica, ne economica, ne giuridico istituzionale e ne religiosa. Leconomia era divisa in 4 fasce: a) La fascia settentrionale era dedita alla cantieristica navale alla pesca e al commercio atlantico;

b) Leconomia centrale gravitava commercialmente attorno ai porti di New York e Philadelfia e aveva un vasto retroterra agricolo; c) Leconomia del sud era uneconomia caratterizzata dalle grandi piantagioni di tabacco, riso e indaco. Erano piantagioni che richiedevano una notevole capitalizzazione e una grande manodopera di schiavi. d) Alle spalle di tutte le colonie una quarta fascia di attivit economica raggruppava egualmente da nord a sud pionieri, cacciatori, agricoltori che penetravano verso ovest, al di l della catena dei monti Appalachi in territori abitati dai pellerossa. Questa particolare forma di economia ebbe un rimbalzo sociale per lidentit collettiva americana : IL MITO DELLA FRONTIERA. Diversamente che per la cultura europea, dove frontiera ha un significato di limite rigido, non valicabile, per la cultura coloniale americana la frontiera non era solo il limite momentaneo della colonizzazione, ma rappresentava il forgiatore dellindividualismo eroico, del coraggio: frontiera impediva quindi la riproposizione di gerarchie sociali europee di origine feudale, azzerava i valori predeterminati, accelerava al massimo il dinamismo della mobilit sociale. Diversa demografia inoltre la popolazione bianca era per i 2/3 di origine inglese e per il rimanente terzo irlandese, scozzese, tedesca, olandese e francese. Tuttavia la concentrazione bianca era avvenuta per raggruppamenti religiosi prima che nazionali : cosi lemigrazione puritana si era concentrata nelle zone settentrionali, quella anglicana in Virginia e quella quacchera in Pennsylvania. La successiva emigrazione avvenne come conseguenza delle enclosures inglesi o come conseguenza della devastazioni delle campagne europee dopo la guerra dei trentanni. Questa sedimentazione sociali cre scontri e tensioni. Tensioni sociali si aggiungevano a quelle sociali. In comune le colonie avevano solo unorigine territoriale nel demanio della corona visto il rapporto di diritto privato tra il sovrano e una persona fisica e giuridica. Si aveva una tripartizione delle colonie: 1. Colonie regie ( entit territoriali di sovranit diretta della corona) 2. Colonie di propriet ( la carta o la patente regia affidava entit territoriali e relativo potere di organizzazione politica ad un singolo proprietario privato ) 3. Colonie incorporate ( i relativi diritti venivano concessi a comunit di coloni preesistenti). Al momento della pace di Parigi del 1763 otto colonie erano regie, tre di propriet e due incorporate. Queste ultime erano quelle dove fu maggiormente radicato il senso dellindipendenza. Nella Pennsylvania ci fu uno scontro tra il governatore e il proprietario. Questo scontro una costante nella storia istituzionale coloniale. Il governatore nominato dal re o dal proprietario il capo dellesecutivo e dunque dellesercito. A lui spetta il potere di convocazione e scioglimento dellAssemblea, pu porre il veto a norme da essa emanate, ha potere di grazia, nomina i funzionari e i giudici dei tribunali speciali.

Il governatore affiancato dal Consiglio composto da membri nominati dal re o dal proprietario. Assieme governatore e Consiglio fungono da corte giudiziaria dappello; A fronte di queste due istituzioni stava lAssemblea dei deputati, espressione delle singole comunit coloniali elette secondo le rispettive modalit di suffragio. le barriere censitarie variavano da 40 sterline nello stato di New York a 40 scellini nel Connecticut. La propriet fondiaria inoltre poteva dare pluralit di voto. La progressione del ruolo delle Assemblee nelle colonie americane analoga a quella percorsa dal Parlamento di Inghilterra: giungere al potere di tassazione interna e presentarsi come unistituzione rappresentativa dei nuovi ceti emergenti. In questa alterazione politico istituzionale del sistema giuridico di delega originaria insita la crisi costituzionale. 3.Imposizioni fiscali, autonomia, indipendenza Al termine della guerra dei Sette anni, il debito pubblico inglese era giunto a 139 milioni di sterline. Le necessit fiscali inglesi implicarono un improvviso mutamento quasi dordine psicologico nel rapporto con le colonie. Fino a quel momento lInghilterra non era intervenuta in modo diretto e accentratore nella vita politico economica delle colonie. Inoltre nel corso della guerra franco indiana truppe inglesi e coloni americani avevano combattuto assieme. Dimprovviso quella fraternit si ruppe. Per Londra si trattava di rimodulare il rapporto tra libera attivit economica e controllo politico concretizzando limposizione tributaria nel rigore fiscale. Nel giro di un paio danni vennero introdotte delle misure come la Proclamation line ( imponendo ai coloni di marciare verso ovest ) lo Sugar Act, il Currency Act e lo Stamp Act . Con il primo si imposero dei dazi alle importazioni; con il secondo si vietava di emettere certificati aventi valore di carta moneta e con il terzo si impose un valore di bollo anche a giornali e periodici. Nel frattempo un esercito inglese di 10.000 uomini veniva stanziato nelle colonie. Era ormai una sorta di regime doccupazione. Dibattiti. Ci furono le prime contestazioni giuridiche a seguito dello Stamp Act. James Otis invoc per le colonie lantico principio inglese del <no taxation without representation>. Da parte inglese rispose Soame Jenyns sostenendo la rappresentanza virtuale dei coloni americani nel Parlamento inglese. Una posizione che ebbe largo seguito in Inghilterra ma a cui si oppose William Pitt. Lassemblea del Massachusetts propose la riunione di un Congresso inter coloniale sullo Stamp Act da tenersi nellottobre seguente a New York. Ma liniziativa non era pi solo assembleare, cerano reazioni nelle piazze. Alla riunione dello Stamp Act Congress 1765 i rappresentanti delle colonie erano ancora su posizioni lealiste ribadendo per il principio del no taxation without representation. A sostituire il gabinetto Grenville era stato chiamato Charles

Rockingam che decise di revocare lo Stamp Act. Quella che poteva sembrare una vittoria delle colonie americane fu azzerata dallintroduzione di un Declaratroy Act con cui il Parlamento inglese dichiarava la propria competenza legislativa in tutti gli affari coloniali. Era dunque linizio di un braccio di ferro che vedeva nel 1766 lapprovazione dei Townshend Acts; del Revenue Act e dal Customs Collegting Act. Riprendeva allora la reazione giuridica nelle colonie, rappresentata dallazione di James Otis che si batt contro lapplicazione di quelle leggi considerate anti costituzionali. Lassemblea del Massachusetts invit tutte le Assemblee coloniali ad unirsi a difesa delle libert americane. A rendere ancora pi tesa la situazione venne resa da due eventi: Massacro di Boston, occorso il 5 marzo 1770 quando truppe regolari inglesi acquartierate in citt dal 1768 per imporre lapplicazione dei Townshend Acts, spararono sui manifestanti disarmati facendo 5 morti. Il Parlamento inglese affid alla East India Company il monopolio del commercio del t con le colonie americane. La reazione dei coloni fu di assaltare un mercantile inglese ancorato nel porto di Boston ( lepisodio venne chiamato Boston tea party).

Le colonie convocarono a Filadelfia il 5 settembre del 1774 il I Congresso Continentale. i 55 delegati riuniti a Filadelfia in rappresentanza delle colonie ebbero il senso del momento storico avvertendo dessere i rappresentanti dei sudditi coloniali dAmerica. Lelemento radicale al congresso non ebbe una forte prevalenza. I moderati per ora miravano a una ricomposizione politica con la madre patria salvaguardando lautonomia coloniale senza alcun cenno allindipendenza. Moderati e radicali trovarono un accordo nellapprovazione di una Dichiarazione dei diritti delle colonie con riconoscimento del potere di veto dellInghilterra. A Londra operava Benjamin Franklin per presentare le petizioni del Congresso di Filadelfia. Determinante fu la decisione del Re di dichiarare ribelli le colonie della New England. Con il II Congresso Continentale nel maggio del 75 si tent lultimo approccio lealista. Dopo il secco rifiuto del re si avviarono le parti per il definitivo scontro militare. Con il II Congresso si istituiva una Continental Army ossia un esercito americano unitario e distinto dalle milizie coloniali e il comando venne affidato a George Washington leader moderato della Virginia. A far circolare la parola magica di indipendenza fu un giornalista inglese Thomas Paine pubblicando un opuscolo che ebbe un successo enorme. Il messaggio era quello di un indipendenza che consentiva d creare una societ nuova in un mondo senza radici nel passato diverso e distante dallipocrita progenitrice. La causa dellAmerica la causa di tutta lumanit. L11 giugno fu incaricata una commissione per progettare la confederazione delle colonie. Composta da Franklin, Jefferson e Adams, a Jefferson fu affidato il compito di redigere la Dichiarazione dindipendenza che fu approvata a Filadelfia il 4 Luglio 1776. Risultano evidenti le matrici contrattualistiche e giusnaturalistiche. La ricerca della felicit di sostitu a quella della propriet contemplata da Locke. Nella seconda parte veniva ripreso il principio della no taxation without representation estromettendo di fatto lInghilterra negli affari inglesi delle colonie.

4.Dalla dichiarazione dindipendenza alla Costituzione federale Anche il modo di affrontare e concepire la guerra fu radicalmente diverso tra i coloni e truppe regie. Gli ufficiali inglesi sicuri della schiacciante forza della flotta agivano partendo dai porti conquistati per inoltrarsi nellinterno, solo che linterno non era un teatro di guerra simile ai tanti europei. Poche strade di collegamento e centri abitati distanti, rendevano difficoltosi i movimenti inglesi. I coloni non solo conoscevano le zone geografiche , ma vantavano di una pirateria che pot tener testa alla flotta inglese. Le motivazioni dei coloni sopperivano al disvalore tecnico organizzativo e disciplinare. La battaglia di Saratoga fu la prima vinta dalla Continental Army ed ebbe una conseguenza di politica estera di notevole valore: guadagn alle colonie lalleanza con la Francia cui aveva lavorato B. Franklin. Lingresso della Francia oltre che militarmente determinante, toglieva le colonie dallisolamento politico diplomatico. Lanno seguente anche la Spagna scendeva in campo con gli alleati franco americani. E proprio da una combinata manovra terrestre e navale delle forze franco americane scatur la vittoria di Yorktown in Virginia nellottobre 1781. Sia lInghilterra che le colonie avevano leconomia strematala pace conveniva a tutti. Il Parlamento inglese nel febbraio 1782 approvava lavvio di trattative di pace. Franklin a Parigi comprese la necessit di svincolarsi dallalleanza e di trattare separatamente con lInghilterra. 3 Settembre 1783 le colonie degli Stati Uniti dAmerica erano riconosciute libere, sovrane e indipendenti. Veniva inoltre ceduto loro il territorio della ex Louisiana francese. Veniva infine riconosciuto agli americani il diritto di pesca nel golfo di San Lorenzo e sui banchi di Terranova. La Francia recuperava la costa del Senegal e lisola di Tobago. La Spagna riprendeva Minorca e la Florida. Al congresso continentale furono riservate le sole competenze di politica estera e difesa. Tutto il resto compreso il diritto di imposizione fiscale e quello di batter moneta, veniva lasciato alle Assemblee dei singoli stati. Le Assemblee erano venute prevalendo sullesecutivo. Emergeva la necessit di dotare la guida politica dellUnione di poteri centrali forti capaci di comporre interessi, imporre decisioni regolando le politiche economiche e monetarie. Madison e altri delegati chiesero al Congresso di convocare unapposita riunione allo scopo di adeguare la costituzione del governo federale alle esigenze dellUnione. Il 25 maggio 1787 unapposita venne convocata una convenzione a Filadelfia alla cui presidenza venne eletto George Washington. Lo scontro ideologico verteva sui rapporti tra potere esecutivo e legislativo. La vecchia linea radicale, antifederalista, temeva laccentramento del potere esecutivo, la politica economica fatta di stretta fiscale, controllo del credito e difesa dei monopoli fattori che non solo colpivano gli interessi delle fasce sociali rappresentate dal radicalismo, ma anche riproponevano un mondo contro cui i vari Patrick Henry, Samuel Adams e Richard Lee avevano combattuto. Laltra tendenza rappresentata dagli 85 papers di Madison e Hamilton riproposti nel 1787-88 con il nome di The Federalist. In ogni caso il nuovo

assetto federale fu un compromesso: ferma restando la sovranit popolare, il contrasto avvenne sulla rappresentanza politica per stato e per individuo? (elezioni di rappresentanti ripartiti secondo la ricchezza e il numero di abitanti di uno stato oppure numero uguali di rappresentanti per ogni stato). Il risultato fu un Congresso bicamerale : il Senato avrebbe visto eletti due rappresentanti per Stato e la Camera avrebbe avuto dei seggi ripartiti fra Stati secondo il relativo numero di abitanti. Il presidente federale eletto a doppio turno era titolare del potere esecutivo. Il legislativo spettava al Congresso e quello giudiziario alla Corte Suprema. Il 17 Settembre 1787 39 dei 42 delegati alla convenzione approvarono il testo della nuova costituzione composta da un preambolo e da 7 lunghi articoli. La sua entrata in vigore fu condizionata alla ratifica di almeno 9 dei 13 stati. La Costituzione apparve alle Assemblee dei singoli stati eccessivamente centralistica e sbilanciata a favore dellesecutivo. Fu proposto di allegare al testo costituzionale un Bill of Right che contiene un elenco di diritti imprescindibili della persona. Cosi venne approvata e il 4 marzo 1789 George Washington fu il primo presidente degli Stati Uniti dAmerica. Non si usato il termine rivoluzione perch i coloni americani combatterono per difendere il loro diritto allautogoverno minacciato dallaccentramento inglese. Combatterono per conservare uno status e non per abbatterlo e costituirne uno nuovo. CAPITOLO 20.ECONOMIE E ISTITUZIONI: IL RIFORMISMO EUROPEO Successiva al grande sviluppo della cultura illuministica la necessit avvertita da molti sovrani di ammodernamento delle strutture dello Stato. Non v per automatismo meccanico tra Illuminismo e riformismo. Le riforme delle strutture statali non obbedirono a princpi politici illuministici. La teoria della separazione dei poteri di Montesquieu ad esempio non fu mai compiutamente applicata. Queste riforme ebbero origine nella esclusiva volont dei sovrani, non indotte da esigenze di tutela o di favore per un indefinito popolo. Le finalit furono dirette alla conservazione del potere sovrano assoluto e accentrato, per questo il movimento di riforme stato chiamato DISPOTISMO ILLUMINATO. Da un capo allaltro dEuropa, dal Baltico alla penisola iberica, venne allora mutando nella seconda met del 700, lassetto tributario, amministrativo e militare. 1.Le riforme negli Stati europei nord-orientali Russia Determinante per il controllo politico-sociale dello Stato sul territorio era stato lappoggio della Chiesa ortodossa che dal 1589 era divenuta autocefala, cio non pi dipendente dal patriarcato di Costantinopoli. La Russia si trov dinnanzi a gravi tensioni sociali provocate da riforme ecclesiastiche e liturgiche dovute alliniziativa di Nikon, patriarca di Mosca dal 1652. Il patriarca avvi unattivit di revisione filologica dei testi ecclesiastici e di riforme liturgiche che provocarono opposizioni interne superate nel Concilio del 1654 grazie anche allappoggio dello zar Alessio che provocarono uno scisma devastante ( tra vecchi credenti e la Chiesa ortodossa) che da allora innesc rivolte contadine. Ai disordini socio religiosi si aggiunsero quelli di natura dinastica quando, alla

morte dello zar Alessio, si scontrarono per la successione le famiglie delle due mogli Maria Miroslawskaja e Natalja Naryskina, che avevano dato entrambe un figlio allo zar. Si decise per una reggenza di Pietro e Ivan insieme alla sorella Sofia. Pietro godendo di maggior favore, di attitudini fisico militari e di esperienza politico culturale detronizz la reggente assumendo la guida dello Stato dal 1689. La politica estera, caratterizzata dallo scontro co la Svezia, fu la molla che determin la necessit di ristrutturare il sistema finanziario e amministrativo statale. Lamministrazione fu riordinata sostituendo alla ragnatela di istituti e competenze pletoriche, un sistema di collegi che facevano capo a un Senato istituito nel 1711. Listituzione pi tarda, nel 1722, della tabella dei ranghi, serv allo zar per disciplinare le gerarchie sociali e funzionali di aristocrazia e amministrazione civile e militare. Divisa in 14 gradi, dallottavo in su dava diritto ad un titolo nobiliare ereditario; al di sotto dellottavo il titolo nobiliare era solo personale. Il vantaggio del sistema era di inserire la nobilt nello sttao e di aggiungere un sistema meritocratico a quello sociale aristocratico. Ammodernamento e laicit dellistruzione, con scuole elementari, scuole di lingua, scuole professionali e controllo della Chiesa ortodossa con listituzione del Santo sinodo nel 1721. Alla morte dello zar, gli strelcy imposero sul trono la vedova Caterina I ; poi la successione pass a: Pietro il Grande; alla sorella, Anna; nel bisnipote Ivan VI; alla figlia di Pietro, Elisabetta che fece sposare il nipote Pietro III con la principessa tedesca Caterina di Anhalt Zerbst che a sua volta detronizz il marito e si fece proclamare zarina nel Luglio del1762. Caterina II pot riprendere lazione riformatrice di Pietro il grande. Di cultura occidentale e formazione illuministica dette una decisa accelerata per occidentalizzare la Russia. Dispose subito di misure di rigore anti ecclesiastico; avvi un processo di unificazione giuridica poich la tradizione russa non disponeva n di leggi fondamentali n di corpi intermedi; segu i principi di benessere dei sudditi, tolleranza, libert ecc.. secondo schemi dellEsprit des lois. Eman la carta della nobilt che confermava diritti e privilegi in contrasto con le riforme che avevano profilato l habeas corpus contro gli arresti arbitrari, istituivano Tribunali di equit, regolavano i poteri di polizia ecc.. Svezia Lequilibrio istituzionale tra corona e Parlamento fu garantito dalla politica moderata seguita dal cancelliere Arvia Horn che tuttavia non pot disinnescare le tensioni latenti nel corpo sociale e che portarono al raggrupparsi di due partiti essenzialmente divisi da diversi obiettivi di politica estera: gli hattar filo occidentali e i mossor filo russi. La linea di equilibrio del cancelliere fu messa in discussione dal prevalere degli hattar nel Consiglio di Stato che port prima alle stesse dimissioni dellHorn e poi allintervento militare contro la Russia, mal preparato che cost alla Svezia la cessione dellEstonia, Lituania e Ingria. Il nuovo re, Gustavo III era dotato di fascino personale, di carattere deciso e al tempo stesso duttile, si trovava a Versailles presso Luigi XV quando dovette tornare in patria alla morte del padre. Prese liniziativa di una composizione tra

i due contrastanti interessi dei partiti in nome dellinteresse nazionale, fallita la quale procedette ad una sorta di colpo di stato che port allincarcerazione dei capi degli hattar e dei mossor, allabolizione del regime costituzionale del 1720 e allistituzione di uno nuovo con forti poteri alla corona. La politica interna fu di grandi riforme : riordinate le finanze , reso pi libero il commercio interno, abolita la tortura, proclamata la libert di stampa. La latente opposizione aristocratica si concretizz : a Gustavo III venne chiesta la convocazione di una dieta, e il re si appell ai ceti non privilegiati ottenendone nella Dieta del 1789 il pieno consenso. Lopposizione aristocratica che era stata formalmente liquidata gli sald il conto uccidendolo nel corso di un ballo in maschera il 29 marzo 1792. Polonia Federico Augusto III di Sassonia aveva dovuto rinunciare ai primi tentativi di una necessaria riforma dello Stato. Alla morte del sovrano, il blocco orientale Russia e Prussia determin lelezione al trono di Stanislao Poniatowski. Il nuovo re tent allora di ripercorrere con nuova energia la strada della riforma costituzionale eliminando quei vincoli giuridici, dal liberum veto al diritto di rifiuto di obbedienza, alla stessa elettivit della corona. Una simile volont riformatrice era dunque destinata a scontrarsi non solo con laristocrazia interna che avrebbe perso, se le intenzioni del nuovo re fossero andate in porto, ogni potere contrattuale verso la monarchia, ma con gli Stati che esercitavano un controllo militare ferreo sulla Polonia. La Russia intervenne negli affari polacchi per alzare il vessillo della difesa delle libert e la Francia intervenne per evitare il predominio russo sulla Polonia. Sollevazioni interne contadine e intervento militare russo chiusero per la partita nel 1772 quando fu evidente che la difesa delle libert costituzionali dello stato polacco doveva portare alla sua dissoluzione. Si ebbe infatti la prima spartizione del territorio nazionale : la Russia si annett quasi tutta la Bielorussia; la Prussia acquis il territorio della Prussia occidentale. Ne approfitt anche lImpero austriaco acquisendo la Galizia. Solo allora si comprese la necessit di abbandonare la difesa delle libert costituzionali per un programma di rinascita patriottica e nazionale. A procedere verso una radicale riforma sociale e politica , con una monarchia ereditaria ed esecutivo forte, contribu paradossalmente listituzione di un Consiglio permanente voluto dalla Russia ma che si trasform nellorgano capace di superare le resistente dellaristocrazia e di avviare dal 1788 la realizzazione della nuova costituzione polacca del 3 maggio 1791 che eliminava le libert costituzionali del liberum veto, delleleggibilit della corona ed equiparava borghesia e nobilt e rafforzava lesecutivo. 2.Prussia e Austria Prussia Lascesa al trono di Federico II di Prussia sembrava annunciare un mutamento di rotta politico sociale. Ereditava una struttura burocratica che si era ormai stabilizzata e ulteriormente gerarchizzata mediante camere, commissari e dipartimenti. A guidare questa rete burocratica di competenze gerarchizzate

era stato il principio cameralistico consistente in una convergenza di scienze delle finanze, economia politica e discipline giuspubblicistiche in una sorta di scienza nuova ossia la scienza dellamministrazione dello Stato. I funzionari venivano cosi costituendo un corpo di esperti socialmente in ascesa indipendentemente dai natali. Federico II privilegi la politica estera e dunque ebbe necessit di far ricorso allesercito e quindi alla nobilt. A questa classe riserv maggior spazio nei ruoli della burocrazia statale. Nel 1763 venne abolita la servit della gleba. Le tradizionali attivit borghesi di artigianato e commercio furono allora incrementate grazie ad una oculata politica di favore allimmigrazione di mano dopera qualificata. Venne poi agevolata la tolleranza religiosa. Il controllo da parte dello Stato della vita economica port alla necessit di istituire tribunali camerali competenti nei settori economici e tributari. Federico II volle servirsi di Samuel von Cocceji per il riordinamento e lemanazione dei codici procedurali e per un progetto di unificazione giuridica romanistica. La necessit di giungere comunque ad una codificazione scritta e univoca torn a farsi sensibile 25 anni dopo la morte dei Cocceji con listituzione nellaprile del 1780 di una commissione di nuovi giuristi che avrebbe portato alla redazione del Diritto territoriale generale per gli stati del regno prussiano entrati in vigore nel 1794 dopo la morte di Federico II. Austria Maria Teresa imperatrice dAustria non era per nulla affascinata dallilluminismo anzi era convintamente cattolica. Le premesse culturali e religiose diverse dettero comunque un medesimo risultato : le riforme dello Stato. La spinta determinante venne dalle esigenze militari della politica estera particolarmente effervescente nella prima met del 700 e dalle necessit di supportarle economicamente. Fiscalit, burocrazia e istruzione furono i campi dazione delle riforme. Limpero era giuridicamente variegato tra le province austriache. Una fitta rete di particolarismi e privilegi costituiva il fronte della resistenza al fiscalismo centralistico. Le necessit militari della guerra di successione austriaca se da un lato portarono alla costituzione di dicasteri come il Commissariato generale di guerra, dallaltro consentirono al cancelliere Friedrich von Haugwitz di scardinare la resistenza delle assemblee dei ceti, ricorrendo ad un nuovo sistema di contrattazione lasciando cio alle singole assemblee la possibilit di votare per un decennio le proposte della corona. Anche laristocrazia fu allora obbligata a partecipare alle contribuzioni fiscali anche se gli fu riservato maggiore spazio nellapparato statale civile e militare. Nel settore militare fu riformato il precedente sistema di arruolamento affidato ai grandi proprietari terrieri. Maria Teresa in persona cur la riforma dellesercito centralizzando il sistema daddestramento e istituendo per gli ufficiali unapposita Accademia. Lamministrazione segu il modello prussiano che fu per messo in discussione e a sua volta riformato a seguito dellaffidamento del cancellierato a Anton Wenzel von Kaunitz artefice del rovesciamento delle alleanze. Ripristin la cancelleria austriaca e boema e istitu il Consiglio di Stato. Riguardo alla politica economica venne abolito il mercantilismo, si attuarono protezioni doganali e monopoli e si giunse al mercato unico interno nel 1775. Ma il modello prussiano cacciato dalla porta rientrava dalla finestra: fermo rimaneva lapproccio cameralistico allamministrazione statale, ad esercito e burocrazia. Il principio di intervento e di controllo dello Stato centrale non poteva non invadere il settore

ecclesiastico. Dopo la guerra dei Sette anni lo stato aveva avuto lopportunit di intervenire per ridurre lazione ecclesiastica solo alla sfera di competenza religioso - spirituale, limitando nuove acquisizioni immobiliari da parte di Ordini religiosi, impedendo che i tributi ecclesiastici fuoriuscissero dallo Stato e approfittando della soppressione della Compagnia di Ges per riordinare lintero sistema scolastico nazionale. Giuseppe II prosegu la strada delle riforme anche se non appena ventenne aveva elaborato un progetto di confisca della propriet ecclesiastica ( bocciato dalla madre indignata) ed era inoltre influenzato dal giansenismo e dal febronianesimo. Questa corrente prende il nome dallo pseudonimo di Giustino Febronio il quale denunciava la duplice natura dei diritti essenziali( la cui fonte Cristo) e accidentali ( acquisiti illegalmente dai pontefici). Una dottrina dunque episcopale che sul piano politico giunse a negare il primato pontificio chiedendo dunque la soppressione di nunzi e legati che costituivano indebite interferenze romane nella vita dei singoli episcopati nazionali. Il febronianesimo spinse il sovrano a interventi come labolizione della commissione di censura, la libert di culto e rimosse le discriminazione antiebraiche. Soppresse inoltre gli Ordini religiosi non socialmente utili rendendo vano il pellegrinaggio apostolico ossia la visita al pontefice. Al parroco sarebbe toccato il compito di guida morale e civile della comunit. Riguardo alle iniziative giuridiche Giuseppe II grazie allaiuto del giurista Carlo Antonio Martini pot essere pubblicato nel 1781 il regolamento giudiziario civile vero e proprio codice di procedura civile. Nel 1787 si giunse al codice di diritto penale e nellanno dopo di procedura penale. In questo caso fu determinante linfluenza dellilluminista Cesare Beccaria. 3.Le riforme negli Stati italiani Nel 700 la Spagna aveva progressivamente perso i suoi domini in Italia. Savoia Politica estera dinamica e politica interna riformatrice interagivano tra loro determinando condizioni di favore per lammodernamento dellapparato statale, per lo sviluppo di un senso dello Stato diverso dal municipalismo veneziano o toscano e per unazione anti aristocratica di riequilibrio sociale. Un forte ceto di burocrati sviluppatosi nel corso del 600 identificava le proprie fortune con quelle dello Stato. Lopera di revisione fiscale, il nuovo catasto fu avviata fin dal 1699 e conclusa lanno dopo labdicazione di Vittorio Amedeo II. Del 1727 il Concordato con la Santa Sede mentre gi era avviata lopera di riforma scoltastica culminata in un sistema unico dellistruzione dalle scuole superiori allUniversit. Lombardia Lattivit riformatrice della Lombardia asburgica muove dalle stesse esigenze avvertite in Austria : dalla necessit di mantenere un esercito stanziale dunque di trovare in loco le risorse finanziarie, e nel disordine dellamministrazione giuridica e fiscale dotarsi di strumenti di controllo. Giorgio Pallavicino, governatore, aveva avviato il progetto di unificare lamministrazione tributaria

tramite una Ferma generale concentrando lesazione nelle mani di ununica campagna. La riforma non and comunque in porto per le sopraggiunte esigenze economiche che obbligarono a cercare nuovi prestiti. Con lentrata in vigore del catasto del 1760 si ottenne una redistribuzione dellimposta fondiaria e fu ridotta limposta personale gravante sui contadini. Contestualmente fu promossa la riforma dellamministrazione locale volta ad uniformare il particolarismo comunale e provinciale che sotto controllo dei cancellieri del censo consent qualche margine di autonomia. Cesare Beccaria era stato conquistato dallilluminismo di Montesquieu. Tra il marzo del 1763 e i primi del 64 redasse il trattatello Dei delitti e delle pene che nellIntroduzione dichiarava la necessit di un radicale ripensamento del giure in nome della lotta al privilegio. La legge doveva essere sottratta allarbitrio del magistrato e andava proporzionata la pena al reato sostituendo la pena di morte con i lavori forzati, socialmente pi utili. Ulteriori furono le riforme economiche e fiscali come labolizione della Ferma e di ogni regime vincolistico. Il Magistrato camerale era lorgano che assorbiva le precedenti competenze della Ferma e del Consiglio di Economia; alla Camera di Conti veniva affidato il controllo contabile della gestione fiscale. Nel 1786 venivano soppresse le antiche corporazioni artigiane e professionali. Toscana Pietro Leopoldo pot contare su venticinque anni di regno dal 1765 al 1790. La cultura illuminista era conosciuta e apprezzata. Appena giunto a Firenze, Pietro Leopoldo chiam accanto a s, per lopera di riforma dello Stato, Pompeo Neri. Ora Pietro Leopoldo istitu quattro dicasteri chiave: Esteri, Guerra, Interni e Finanze i cui titolari formavano il Consiglio di Stato la cui presidenza fu affidata al Neri. Affond subito il bisturi nella piaga comune di un sistema tributario impacciato da privilegi ed esenzioni e affidato agli appaltatori rescindendo il contratto che legava lo Stato ad essi. Fu avviata unopera di ripensamento del rapporto giuridico economico tra citt e campagna abolendo il sistema corporativo di controllo del mercato del lavoro, abbattendo i dazi interni e rendendo finalmente unico il mercato interno. Si giunse immediatamente a la riforma comunitativa che sostituiva con una Camera delle Comunit gli antichi istituti podestarili e signorili. Il nuovo istituto ebbe compiti tecnici come la revisione dei bilanci o il controllo sulle alienazioni dei beni. Al Neri va il merito della riforma giudiziaria diretta ad unificare lesercizio della giustizia amministrata da tribunali e magistrati. Le libert economiche conseguenti alla soppressione delle corporazioni determinarono la pressione giuridica e culturale per culminare in una sorta di costituzione politica. Il progetto fu affidato a Francesco Maria Gianni e termin con lEditto per la formazione degli Stati di Toscana. Prevedeva limiti alla sovranit assoluta e tutela dei beni e delle libert degli individui. Non era consentita al principe alcuna politica personale estera : per tutte queste decisioni era necessario il consenso dei rappresentanti del pubblico. Costoro avrebbero dovuto essere i componenti dellAssemblea generale dello Stato. Il tiolo daccesso al diritto elettorale era la propriet terriera. Il progetto teorico non fu per mai applicato perch essendo tipicamente illuminista era distante dal sentire comune.

Napoli Ostacoli alle riforme venivano dalla tradizione culturale spagnola e da un ceto baronale assai pi forte che negli altri Stati italiani. A Napoli era forte la figura di Bernardo Tanucci gi professore di diritto civile allUniversit di Pisa. Al Tanucci si dovettero le misure essenziali di questa prima attivit di riforma. Intanto una Giunta di commercio fu istituita allo scopo di avanzare progetti di incentivazione economica. Dal 1739 la Giunta fu trasformata in Supremo Magistrato di commercio col compito di assicurare il disbrigo del contenzioso commerciale. Venne introdotto il catasto e questo fece scattare le resistenze ecclesiastiche. Pi determinate furono le reazioni baronali. A sostenere la necessit di continuare lopera di riforme fu una schiera di intellettuali che supportarono gi Carlo di Borbone negli ultimi anni di permanenza a Napoli. Antonio Genovesi affront il problema economico; Gaetano Filangieri parlava di una risistemazione giuridico amministrativa. Era stato ormai storicamente dimostrato che un organismo di reggenza non garantiva una direzione politica univoca ma solo manovre personali. Quando si prov a toccare il clero giunse subito lordine di revoca da Madrid. Sicilia Qui il senso di autonomia e il prevalere del potere feudale del baronaggio era reso ancora pi forte dalla presenza di un Parlamento che lautorit regia non era riuscita a contenere e che si presentava come il baluardo del privilegio contro il centralismo dello stato. Nel 1781 vi veniva inviato come vicer Domenico Caracciolo. I fini dellazione del Caracciolo erano in tutto simili a quelli perseguiti a Napoli o a Milano e identiche le forze sociali della resistenza. Quando chiese il censimento e il catasto lopposizione del braccio baronale era scontata. Il vicer propose al Parlamento imposte per un ammontare di 400.000 scudi per il terremoto di Messina. Nessun problema per lapprovazione bens per la ripartizione. Dinnanzi alla proposta del Caracciolo di dividere la quota in parti uguali fra i tre bracci, scatt la reazione baronale. Un lungo braccio di ferro vide fallire la proposta del Caracciolo. La Giunta di Sicilia inoltre gli bocci la proposta del catasto nel 1784. Caracciolo non si arrese e prosegui la sua opera di corrosione del potere baronale, fino a quando divenne vicer Lopez y Rojo che ripristina la situazione precedente. Repubblica di Venezia La dinamica economica veneziana di progressivo passaggio dal capitale mobile a quello immobile, con il ritorno alla terra aveva determinato una nuova attenzione verso i problemi della produzione agraria o della circolazione delle merci. Il regime protezionistico era stato superato ma non erano state abbracciate le dottrine liberali. La riforma della scuola proposta da Gaspare Gozzi era allinsegna dellantigesuitismo ma che non giunse alla lotta del privilegio fiscale ecclesiastico. Col passaggio dello Stato cittadino a quello territoriale il conservatorismo politico sociale costitu un fattore determinante della decadenza della Repubblica. Stato della Chiesa

In questo caso il procedere delle riforme fu lento, vischioso e ostacolato non solo dalle forze sociali del baronaggio che qui come altrove avevano molto da perdere dal procedere uniforme del fiscalismo, ma dalla stessa volont dei pontefici. Congregazioni economica e del Sollievo erano destinate a studiare progetti di revisione del sistema fiscale e della politica annonaria. La reazione dei latifondisti e dei baroni romani imped attuazione pratica alle proposte teoriche della Congregazione del Sollievo. Sembr pertanto gi rivoluzionaria la decisione di Benedetto XIII di giungere a liberare il commercio dei grani da vincoli e dazi interni. A piccoli passi si giunse con Clemente XII ad istituire un registro di contabilit generale dello Stato. Solo con Pio VI si ebbe unazione continuativa e di una certa incisivit : alla volont di bonificare le paludi allopera di costruzione di nuove arterie viarie, al tentativo di obbligare i proprietari di fondi nellAgro romano a coltivare un quinto delle loro terre, pena la confisca. In conclusione fuori discussione rimaneva la delimitazione dellambito territoriale entro cui lazione riformatrice ebbe effettualit concreta. Negli Stati centro settentrionali si era affermato con il fiscalismo uniforme il centralismo dello Stato; in quelli meridionali contro lo Stato avevano prevalso le autonomie locali, i Parlamenti e le libert del privilegio. 4.Economia e politica in Inghilterra e in Francia Le due diverse anomalie rappresentate dalle dinamiche sociali dellInghilterra e della Francia consistono nel non aver avuto bisogno di riforme. Inghilterra La stabilit istituzionale raggiunta dallInghilterra alla fine del 600 con la seconda rivoluzione, fu rafforzata dalle successioni dinastiche del primo 700 in particolare lavvento al trono di Giorgio I e poi Giorgio II Hannover. Rimanendo di cultura e di lingua tedesca dovevano affidarsi a esponenti parlamentari capaci di controllare la vita e le procedure istituzionali locali. Essenziale fu in questo campo lopera di Robert Walpole che fu a capo del governo dal 1721 al 1742 e che dette vita alla figura del primo ministro, tramite tra parlamento e corona e al cosiddetto governo di gabinetto, organo costituito dal primo ministro e dai principali ministri che governano in nome e per conto del re ma che rispondono comunque al parlamento. Il modello teorico della vita politico istituzionale inglese svelava i difetti tipi del parlamentarismo moderno ossia trasformismo e corruzione. Il sistema elettorale inoltre era diverso da contea a contea ed era soggetto a corruzione e compravendite. Pagando si poteva ottenere anche la riconferma dei deputati uscenti. La contraddittoriet tra un principio e la sua applicazione appare spesso nella vita politica inglese. Laffermazione ad esempio del principio di tolleranza non riguard cos la popolazione cattolica ne dentro al regno ne fuori ( tipo Irlanda). Ancora pi evidente il divario tra principi e prassi nel caso di un particolare commercio : quello della schiavit che avveniva negli stessi anni in cui lInghilterra si batteva per la libert di stampa. La battaglia per la libert di stampa prese avvio in modo casuale il 23 aprile 1763. Lantica alleanza tra Camera dei Comuni e stampa che aveva segnato il

momento eroico dellopposizione allassolutismo Stuart, non reggeva pi. Inoltre vigeva ancora la proibizione di pubblicare sui giornali le discussioni parlamentari. I giornalisti allora presenziavano alle sedute tra il pubblico e dettero vita a una costante violazione di questo divieto. La situazione era in evoluzione quando scoppi il CASO WILKES: John Wilkes studi presso lUniversit olandese. Al ritorno in Inghilterra intraprese la carriera politica candidandosi tra i whigs nel 1754 alternando con la curruzione la composizione del collegio elettorale e non riuscendo comunque ad essere eletto. Grazie alla compravendita dei voti riusc tre anni dopo. Affianc lazione politica di Grenville e Pitt fondando un grande giornale, il North Briton e si mise subito in mostra per la spregiudicatezza delle polemiche dirette contro il primo ministro Bute e anche contro Giorgio III entrambi accusati di gestione eccessivamente personale del potere. Lopinione pubblica affianc il giornale e costrinse il Bute alle dimissioni. Il 23 aprile 1763 usc il famoso n45 del giornale con un editoriale di grave critica al re il quale reag facendo arrestare 48 persone tra cui W. Il giudice capo di Londra non convalid larresto e Wilkes pot uscire dal carcere anche se lintero parlamento gli rimase ostile. Ripar a Parigi e quando torn a Londra fu accolto come un trionfatore dalla folla, ma la Camera dei Comuni respinse la sua nuova elezione facendolo di nuovo arrestare. Iniziarono una serie di manifestazioni e scioperi al grido di Wilkes and liberty; la scritta 45 apparve su moltissimi muri di Londra. Uscito di prigione fu sceriffo e magistrato e proprio da magistrato elimin il divieto di pubblicare resoconti parlamentari, quando dovette giudicare Thomas Webber reo di aver commesso quel reato. Altre riforme avvennero nel campo agricolo quando la necessit di estendere e intensificare la produzione agricola portarono col sistema delle enclosures ad un accorpamento e inglobamento delle piccole propriet in quelle grandi che agevol la grande propriet dei landlords. Questa progressione alla concentrazione terriera port laristocrazia inglese a investire nellagricoltura: pi campi contigui divennero aziende e si inventarono nuovi strumenti di lavoro; si inizi a formare una massa-lavoro disoccupata e nomade prossima ad essere utilizzata nellambito dei nuovi cicli produttivi industriali. Il XIII capitolo del I libro del Capitale di Marx dedicato al macchinismo e alla grande industria che il filosofo tedesco fa simbolicamente risalire allinvenzione della macchina a vapore di James Watt. Il macchinismo costituito dal passaggio dellinnovazione tecnologica da elemento accessorio a fattore determinante della produzione. Vennero inventate la fly-shuttle e la spinning Jenny che non erano per invenzioni ma applicazioni tecniche di due addetti ai lavori. Questa evoluzione comport, con luso delle macchine, la iniziale concentrazione della manodopera in fabbriche di nuove dimensioni, capaci di ospitare ingombranti macchinari e poi la progressiva riduzione della manodopera. Successivamente allindustria tessile tocc a quella metallurgica sperimentare innovazioni e macchinismi anche se qui non era pi sufficiente lesperienza di un singolo artigiano. Il passaggio dalluso del carbone di legna al carbon fossile (coke) spiegabile con la diversa quantit disponibile in natura. Il salto di qualit dellintero sistema industriale inglese, che pass da un proto capitalismo a un capitalismo pieno, si ebbe con linvenzione del 1769 della macchina a vapore di James Watt che ebbe moltissimi usi: dai mantici per

altiforni, alle pompe idrovore in miniera, a forza motrice per i mulini e anche per mezzo di trasporto. Le conseguenze sociali di questo cambiamento furono 3: 1. La costituzione di nuove ricchezze non sarebbe andata soggetta a contingenze aleatorie; 2. Nuove dinastie industriali si sarebbero affiancate a quelle dei landlords; 3. Lantica divisione del lavoro scompariva per far posto ad un ciclo produttivo accelerato e integrato che vedeva scomparire la forza lavoro concentrata ormai in un solo ambiente: la fabbrica. Si andava cos formano un proletariato, di provenienza diversa che contribuiva con la sua stessa presenza alla compressione dei salari degli operai delle fabbriche e allo sfruttamento inumano del lavoro minorile con cui lInghilterra cre la sua potenza industriale economica e militare. Le innovazioni tecnologiche portarono allespulsione delloperaio dalla fabbrica e ci provoc una prima presa di coscienza operaia che port alla difesa del lavoro. Francia La situazione francese presenta una caratteristica particolare: il ridottissimo rapporto tra la diffusione della cultura illuministica e lesito delle riforme delle strutture dello Stato e delle finanze. Con la morte di Luigi XIV era salito al trono Luigi XV con cui riprendevano vita le forze aristocratiche che avrebbero sbarrato la strada a ogni tentativo di riforma. Le riforme di amministrazione statale e di economia cerano gi state con il Re Sole, ora si trattava di trovare delle controriforme. In questa strada s era posto subito il reggente di Luigi XV(minorenne) Filippo dOrleans che aveva restituito a tutti i parlamenti il diritto di rimostranza revocato da Luigi XIV e aveva richiamato laristocrazia ad un ruolo politico attivo. Sullintera vita politico sociale della Francia pesava per una diversa ipoteca: il debito pubblico che rendeva inutile qualsiasi riforma. Il controllo delle finanze fu affidato a uno scozzese John Law il quale istitu una banca privata (la Banca Generale), ottenne lappalto delle imposte dirette e il monopolio del conio delle monete ecc.. ma a una condizione di favore segu immediatamente un ribasso che lo obblig a trasferirsi in Inghilterra. Il miglioramento delle condizioni economiche si ebbe grazie a un periodo di pace e a un periodo di buone annate agricole ( non una conseguenza di riforme). La necessit comune a tutti gli Stati di riordinare il sistema fiscale, urtava in Francia con il riacquisto del potere politico dei parlamentari. Gi alla fine del 1758 a seguito dellerrore strategico della politica estera francese ( rovesciamento delle alleanze) il segretario di stato venne sostituito con il duca di Choiseul il quale obblig a una politica fiscale a danno dei soliti ceti non privilegiati e di solite esenzioni per quelli privilegiati. La svolta si ebbe il 3 marzo 1766 quando Luigi XV intervenne in lit de justice facendo leggere un proprio discorso al parlamento di Parigi noto come il discorso della flagellazione con il quale flagell privilegi e prerogative parlamentari giungendo a ricordare che soltanto nella sua persona risiede il potere sovrano e il potere legislativo. A dar manforte al Re contro i Parlamentari intervenne lavvocato Ren-Nicolas de Maupeou nominato guardasigilli. Dopo un braccio di

ferro tra re e Parlamento si giunse alla convocazione di tutti i membri del Parlamento e allespulsione di tutti coloro che si rifiutavano di prendere servizio. Le funzioni del parlamento vennero momentaneamente assunte dal Consiglio del Re. Il 10 maggio 1774 la morte del re e la successione al trono di Luigi XVI determinarono lesautoramento della carica del risoluto guardasigilli. Era il trionfo della nobilt. Una nuova stagione restauratrice del vecchio ordine e dei sempre inattaccabili privilegi sembrava cos aprirsi. A controllare le finanze venne chiamato Turgot che era intendente a Limoges dove aveva riequilibrato il sistema di riscossione delle imposte, aveva compilato un catasto, sostituita la corve con una tassa in denaro a carico del proprietario fondiario e favorita la libera circolazione delle merci. A questa sua esperienza si sommava linfluenza della scuola fisiocratica. Allora dalla considerazione della terra come unica fonte di produzione di ricchezza dovevano discendere due conseguenze: Sua tassazione unitaria e uniforme indipendentemente dal ceto sociale; Agevolazioni al commercio della produzione agricola fino alla libera circolazione.

Si concentr sulla seconda e nel settembre 1774 ordin il libero commercio dei cereali nel regno ( anche se quellanno ci fu uno scarso raccolto). Turgot fece una politica di basso profilo riordinando la riscossione delle imposte e contenendo la spesa pubblica. Quando abol la corve per la costruzione di opere pubbliche, il parlamento si oppose. Il re lo licenzi e cos cadde di nuovo lintelaiatura dellennesimo progetto riformatore. CAPITOLO 21. LEPOPEA RIVOLUZIONARIA: LA RIVOLUZONE BORGHESE 1.Prima della rivoluzione Il banchiere calvinista ginevrino Jacques Necker, dopo un decennio di favolosi affari, dal 1762 aveva fatto del suo salotto uno dei pi noti ritrovi intellettuali della capitale. Le ostilit e le reazioni conseguenti ai tentativi di riordinamento giuridico ed economico avanzati dal Turgot, portarono Necker alla carica di direttore delle finanze ( dal 1776 al 1781). La crisi francese che si trov a dover fronteggiare era pi finanziaria ed economica. Il paese nel suo complesso produceva ricchezza sviluppo demografico e urbanistico; rete stradale sviluppata; sistema dei trasporti pubblici rimodernizzato e la stessa ripartizione della propriet terriera appariva ripartita in percentuali pi o meno uguale tra clero e nobilt, borghesia e contadina. La pressione fiscale non era maggiore di quella negli altri paesi. Il problema era lincidenza della spesa pubblica che sopravanzava le entrate, e la ripartizione sociale del carico fiscale era diseguale ( un contadino piccolo proprietario pagava pi del 50% di imposte dirette). N la riforma dellamministrazione del demanio, o della gestione delle imposte dirette, o la riduzione di uffici e spese della corte, apportarono benefici rilevanti. Il Necker venne licenziato per la pubblicazione dei Compte rendu au roi ( rendiconto pubblico) che era un rendiconto delle entrate e delle spese da cui emergeva un deficit di soli 10 milioni da i 254 di entrate e i 264 di spese

( peccato che il rendiconto trattava solo di spese ordinarie e non straordinarie) consentiva per di leggere le spese di corte, le pensioni e i benefici concessi dal re a esponenti del clero e dellaristocrazia fu uno scandalo pubblico. Il posto di Necker venne preso da Charles-Alexandre de Calonne che era legato agli ambienti di corte. Non volle prendere inizialmente provvedimenti clamorosi, ma dovette continuare a fare ricorso a prestiti. Il 20 agosto 1786 Calonne present un piano che prevedeva unimposta non personale ma sulla propriet fondiaria proporzionale al reddito. Veniva offerto, in cambio, un sistema di rappresentanze elettive aperto ai contribuenti con reddito annuo di almeno 600 lire. Per scavalcare lopposizione dei parlamenti, Luigi XVI e Calonne ricorsero ad un istituto antico e straordinario : Lassemblea dei notabili del regno. Fu cosi che nel 1787 si riunirono 144 esponenti di alto clero e alta aristocrazia, che tuttavia , contrariamente a quanto sperato, non sostennero il piano finanziario presentato da Calonne, costringendo il Re a sostituirlo con larcivescovo di Tolosa Etienne-Charles Lomnie de Brienne. Questo dovette far ricorso a un nuovo prestito trovandosi a percorrere la stessa strada del predecessore, con limposta di quotit, a cui furono assoggettati clero e nobilt, ma prefissandone limporto annuo. La parola torn al Parlamento che chiesero di convocare gli Stati Generali. inizi un testa a testa tra il Parlamento e la corona. Il Re annunci una serie di riforme che limitavano i poteri del parlamento. Gli editti di Lamoignon prevedevano il trasferimento delle competenze dei Parlamenti alle 45 corti di baliaggio e a una corte plenaria. I Parlamenti venivano dichiarati in vacanza. Anche lassemblea dei notabili chiese la convocazione degli Stati Generali decidendo nellattesa di non approvare pi alcuna tassa o sussidio fiscale. Il 1 maggio 1789 vennero convocati gli Stati Generali a Parigi. I parlamentari vennero ristabiliti nelle loro antiche funzioni. Nel frattempo Nacker con il sostegno dellopinione pubblica veniva richiamato alla guida delle finanze. 2.Gli Stati Generali e la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino. La convocazione degli stati generali pero il 5 maggio 1789 provoc per limmediata rottura dellalleanza anti monarchica tra aristocrazia e borghesia. A prendere la guida dellopposizione alla restaurazione della societ del privilegio, fu il partito nazionale, composto da esponenti della borghesia colta e dellaristocrazia che reclamavano leguaglianza giuridica e fiscale espressa attraverso una campagna dopinione nei caff letterari, nei circoli e nei club. Si chiedeva inoltre che fosse raddoppiata la presenza del terzo stato alla prossima riunione degli stati generali e che si votasse per testa e non pi per ordine. Laristocrazia fu perfettamente consapevole del rischio giuridico e nel dicembre fece pressioni sul re perch ora difendesse la sua brava antica e rispettabile nobilt. Il regolamento elettorale del 1789 emanato dal re non accennava al tipo di voto ma regolava le procedure per le elezioni interne. Nel corso della campagna elettorale il partito nazionale riusc a tenere serrate le fila delle rivendicazioni politiche e giuridiche, presentandosi come un organismo non solo dirigente ma anche rappresentativo del terzo stato.

Opuscoli e pamphlets circolarono in tutta la Francia diretti rispettivamente a formare: Una coscienza consapevole di classe; E al rappresentare al re, avvertito come giudice giusto, lo stato delle sofferenze e dei torti subiti.

Un opuscolo che ottenne successo fu quello di Sieys: Cos il terzo stato. Cos il terzo stato? Tutto. Che cosa stato fino ad oggi? Niente. Che cosa chiede? Di divenire qualcosa. Presentati il 2 maggio 1789 al re i 1165 deputati degli stati generali ( 291 del clero, 270 dellaristocrazia, 604 del terzo stato) il 5 ebbe luogo la solenne inaugurazione con un breve discorso del re e di Necker che dopo un discorso di 3 ore deluse le aspettative del terzo stato che aveva sperato nellannuncio delle riforme giuridiche e fiscali ormai da tempo richieste. Il 6 maggio, i rappresentanti del terzo stato si definirono sul modello inglese deputati dei Comuni e rifiutando di riunirsi separatamente in una propria assemblea compivano il primo atto rivoluzionario non obbedendo pi alla divisione per ordini della rappresentanza sociale. Il braccio di ferro continu per oltre un mese, fino a che Sieyes ricord ai deputati dei comuni di rappresentare il 96% della nazione e propose loro di costituirsi in Assemblea nazionale. La sua proposta venne approvata con larga maggioranza il 17 giugno. Due giorni dopo lassemblea del clero decideva di aderire allAssemblea nazionale. I deputati dei comuni si riunirono nella sala della Pallacorda, giurandovi di riunirsi ovunque fosse stato possibile fino a che la Costituzione del regno non sia instaurata. Il discorso del Re fu una serie di concessioni e restrizioni: garantiva le libert individuali e di stampa, ma abrogava le decisioni del terzo stato; consentiva leguaglianza fiscale lasciando per in vigore decime ecclesiastiche e diritti feudali ordinando lo scioglimento della seduta del terzo stato che venne il giorno dopo raggiunto dalla maggioranza del clero e da una cinquantina di nobili guidati dal duca dOrleans. Il 7 luglio il comitato costituente fece approvare la proclamazione dellAssemblea in Assemblea nazionale costituente. Il giorno dopo il terzo stato provvide alla costituzione di una guardia municipale di armi. Il re liquid i becchi ministri e nominando al proprio posto esponenti della reazione aristocratica. Crebbe quindi la tensione con scontri di piazza tra la folla. Il popolo parigino il 13 luglio decise allora di innalzare barricate e cercare armi ovunque. Il giorno seguente la folla tumultuante si diresse alla Bastiglia. La folla voleva sfondare il portone non per liberare detenuti politici, ma per prendere armi. Il governatore consent laccesso nella fortezza alla folla. Era la sera del 14 Luglio 1789. A Parigi intanto si era costituito un organo di amministrazione borgheseLa Comune con sindaco Bailly. Il re aveva rifiutato il ricorso alla forza dimostrandosi quindi debole. Aveva preso avvio quel fenomeno di emigrazione aristocratica che port alla formazione di un nucleo di nobili scampati alla ghigliottina a Coblenza.

Il clamoroso episodio della presa della Bastiglia provoc una sorta di scossa elettrica che diede vita a reazioni diverse nei centri urbani e nelle campagne. A Parigi si era gi iniziato a procedere a esecuzioni sommarie. Nelle altre citt la vecchia amministrazione non esisteva pi. Diversa la situazione nelle campagne dove limmagine del re era ancora di colui che riparava i torti. Si determin un fenomeno di angoscia collettiva definito grande paura. Era iniziata il 1 agosto la discussione in Assemblea di quella che sarebbe stata la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino. I deputati avevano a rischio le loro stesse propriet fondiarie. Il 4 agosto 1789 si giunse a votare labrogazione del regime feudale. Dal punto di vista giuridico si era stabilita luguaglianza tra persone, indipendentemente dallappartenenza al ceto. Nella discussione plenaria si manifestarono perplessit di promulgare un testo sul modello della costituzione americana. Il 19 agosto decisero di procedere allelaborazione di una Dichiarazione dei diritti. Il 20 agosto venne approvato il Preambolo e i primi articoli. Il 26 agosto 1789 vide effettivamente approvata la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino. Il preambolo parlava di diritti naturali inalienabili e sacri delluomo in 17 articoli. Art 2: diritti inalienabili sono la libert, la sicurezza e la resistenza alloppressione. Art 3: il principio di ogni sovranit risiede nella nazione. Art 6: la legge lespressione della volont generale. Tutti i cittadini sono uguali ai suoi occhi. Art 7 : norme di garanzia giuridica per il cittadino. Art 11 : libert di pensiero, di stampa e di associazione. Art 13 : indispensabilit della contribuzione fiscale di tutti i cittadini. Art 15 : responsabilit del pubblico ufficiale. Art 16 : garanzie individuali del cittadino. Art 17 : esproprio della propriet per pubblica necessit. Limpianto giuridico di fondo della dichiarazione rispondeva ad una dialettica interna ad uno stesso fronte anti aristocratico ma moderato. Lispirazione lockiana e quindi esprime un nesso tra libert e uguaglianza civile, ma non economica. 3. La costituzione monarchica Le discussioni in Assemblea sul testo della Costituzione da far seguire a quello della Dichiarazione dei diritti fecero ormai emergere le divisioni ideologiche. Intanto fin dallinizio di luglio del 1789 il termine costituzione appariva del tutto indefinito. Per costituzione si doveva intendere un ordine fisso e stabilito della maniera di governare appoggiato su regole fondamentali create dal consenso libero e formale di una nazione. La discussione fu quindi stretta fra una resistenza monarchica e il timore borghese di un seguito rivoluzionario. Lala destra dellAssemblea pensava ormai di chiudere la Rivoluzione, proponendo la richiesta della sanzione regia ai decreti assembleari in cambio di nuove istituzioni politiche a tutela della monarchia. Proposero inoltre listituzione di una camera alta sul modello inglese e potere di veto al re. Immediate le

reazioni della sinistra che pot contare su un giovane deputato degli Stati Generali, Robespierre. Aveva partecipato alla prima fase della rivoluzione e si era messo in mostra con una relazione in favore dellelezione popolare di curati e vescovi. Aveva inoltre proposto un decreto in base al quale la vendetta e i crimini sono un diritto della Nazione, ossia un intervento a favore del primato della volont popolare sulle procedure giudiziarie. le leggi altro non sono che gli atti di una volont generale[..]. chi sostiene che un individuo ha il diritto di opporsi alla legge, sostiene che la volont di uno al di sopra della volont di tutti. La sinistra moderata dellassemblea si vedeva scavalcata non solo dai sostenitori di Robespierre, ma da unopinione pubblica che aveva trasportato la passione politica dal salotto letterario al club politico. Uno dei pi importanti fu il club dei giacobini, egemonizzato da Robespierre. Presso un altro convento si riunivano i cordiglieri che era un club che avevano un carattere pi popolaresco e meno raffinato. Il ruolo non era solo quello di informare i cittadini, ma anche quello di informare i deputati dei bisogni e delle grida dei cittadini. A fine settembre le discussioni assembleari si erano impantanate sulla questione della scelta dei ministri e del relativo potere. Scintilla il 1 ottobre durante una cena di gala alcuni ufficiali calpestarono la coccarda tricolore, inneggiando la regina: una folla invase la reggia, insult la regina e obblig il Re a lasciare Versailles per trasferirsi a Parigi cosa che avvenne il 6 ottobre. In Assemblea si discusse subito del problema economico finanziario. Di Charles Maurice de Talleyrand fu lidea di risanare il debito pubblico con la confisca dei beni del clero. La proposta era propriamente rivoluzionaria e venne accettata. Si defin il clero amministratore e i beni immobili vennero valutati 3 miliardi. Furono emessi assegnati per 400 milioni in una sorta di beni del Tesoro che si trasformarono in carta moneta causando unaltissima inflazione che peggior la situazione. Il principio giuridico su cui poggiava la manovra di recupero del patrimonio immobiliare ecclesiastico prevedeva un intervento diretto dello stato nellorganizzazione della vita ecclesiastica nazionale. LAssemblea il 12 luglio votava la Costituzione civile del clero. Si decise di ristabilire i confini delle diocesi stabilendo che esse dovessero essere 83( anzi che 130) e doveva esserci un vescovo per ogni dipartimento. Ma il vescovo doveva essere eletto dalla stessa assemblea dipartimentale. la reazione del clero francese fu cosi compatta che per ottenere lapprovazione si prefer percorrere la strada di un contatto diplomatico con la Santa Sede. Dopo le indecisioni di Roma tocc a Luigi XVI rompere gli indugi, e la festa di San Luigi, il 24 agosto, il re sanzionava la Costituzione civile del clero che entrava cosi in vigore. Solo 7 vescovi accettarono di giurare di osservare la costituzione.

Due erano le questioni costituzionali che ancora non venivano risolte in seno allAssemblea: La nomina dei ministri La legge elettorale

Per il primo caso si decise solo al re spetta la nomina e la revoca dei ministri. I ministri sono inoltre tenuti a presentare ogni anno al Corpo legislativo il quadro delle spese da fare nel loro dicastero. La legge elettorale venne approvata il 22 dicembre 1789 ma per laccentuato carattere censitario provoc continue tensioni fino ad essere ridiscussa. Si dovette al Sieys limpianto giuridico politico che distingueva tra cittadini che non contribuivano al sistema tributario, e che erano titolari di soli diritti passivi, e cittadini che contribuendo diventavano titolari di diritti attivi, cio politici. Si poteva votare per eleggere gli elettori se il tributo annuo fosse stato pari a 3 giornate lavorative; Gli elettori potevano eleggere i deputati solo se il loro tributo fosse stato pari a 10 giornate lavorative; Gli eleggibili erano contribuenti annui per almeno 50 livres. Solo 5 deputati si pronunciarono per il suffragio universale. Subito dopo lapprovazione Robespierre parl di riconoscere i diritti politici a ebrei e uomini di teatro linteresse generale quello del popolo. Quello dei ricchi un interesse particolare. Luigi XVI inizi ad organizzare una fuga spinto dalle pressioni psicologiche di Maria Antonietta. il momento per la fuga organizzata da Maria Antonietta e dal de Fersen era indubbiamente ben scelto. I problemi stavano sorgendo per le approvazioni dellAssemblea che giungeva ora a votare il nuovo diritto internazionale che rifiutava la guerra come guerra di conquista ma piuttosto come accettazione della volont dei popoli. La fuga dellintera famiglia prese avvio nella notte tra il 20 e il 21 giugno 1791 da una porta del palazzo delle Tuileries. Diretta nelle Ardenne la carrozza regia partita con 5 ore di ritardo giunta a Varennes non trov pronto il cambio dei cavalli e fu costretta a fermarsi. Gi in precedenza il re si era fatto riconoscere. Il popolo e ussari accorsero e il giorno dopo la famiglia reale fu costretta a un rientro a Parigi nel silenzio del popolo. Questo episodio rappresenta la fine dellantica monarchia capetingia. Lassembla dovette sospendere il re dalle sue funzioni fornendo la spiegazione che lepisodio era stato un tentativo di rapire il re. LA COSTITUZIONE FU DEFINITIVAMENTE APPROVATA DALLASSEMBLEA NAZIONALE IL 3 SETTEMBRE 1791, GIURATA DA LUIGI XVI IL 14 SETTEMBRE. Suffragio censitario Monocamerale con prerogative di :

spese pubbliche; ripartire il contributo diretto; decidere la creazione o soppressione di uffici pubblici; decidere la guerra

Separazione dei poteri Legislativo camera Giudiziariogiudici eletti dal popolo Esecutivo re ( capo delle forze armate, nomina gli ambasciatori, i generali, pu non sanzionare un decreto). Sovranit della nazione CAPITOLO 22. IL RADICALISMO RIVOLUZIONARIO 1. La nascita della Repubblica LAssemblea nazionale costituente su proposta di Robespierre, del 16 maggio 1791 aveva votato lineleggibilit dei suoi membri alla prossima assemblea legislativa. Il secondo turno elettorale di fine agosto si tenne sotto leffetto della Dichiarazione di Pillnitz in cui limperatore dAustria e il re di Prussia avevano minacciato un intervento militare in Francia a favore del Re. Questo non aveva fatto altro che accrescere il sentimento nazionale. Il 31 settembre lassemblea legislativa nuova di riuniva. Dei 745 deputati 264 erano foglianti della ex sinistra moderata del triunvirato, Barnave-Duport-Lameth e di Lafayette; 136 erano i giacobini ( o girondini) e infine i rimanenti deputati erano di centro senza ideologia, ma in grado di modificare gli schieramenti. Lassemblea legislativa vot allora 4 decreti: 1. Intimazione al fratello del re, Carlo dArtois di rientrare in patri, pena la perdita dei diritti di successione al trono; 2. Analoga intimazione a tutti gli altri emigranti sotto pena di confisca dei beni; 3. Nuovo giuramento ai preti refrattari; 4. Intimazione ai principi tedeschi di cessare di accogliere gli emigranti. Il re oper il suo diritto di veto sugli aristocratici e sui preti. Frattanto cera alle porte la guerra. A favore della guerra cerano le forze di sinistra e coloro che avevano interessi economici e finanziari; Contro la guerra cera lala moderata come Robespierre cosciente della situazione in cui si trovava lesercito. La decisione a favore della guerra venne votata il 20 aprile del 1792 dallAssemblea legislativa francese su proposta di Luigi XVI. La Prussia entra in guerra affianco dellAustria, ma lo stato delle finanze francesi era disastroso in pi cera disorganizzazione e indisciplina tanto che dopo un mese i militari gi chiedevano di chiedere la pace. La tensione crebbe quando il re pose il veto su due decreti : deprtazione a Soissons di preti che fossero stati denunciati per refrattari da almeno 20 cittadini; formazione di 20.000 uomini come Guardia nazionale.

Ripresero ad essere organizzate le giornate popolari cio iniziative di piazza dirette a far sentire la pressione su corona e parlamento. Il 20 giugno 92 la folla invase lassemblea e il palazzo reale. Robespierre cavalcava ormai la protesta popolare antimonarchica, antigirondina e antiparlamentare: il 29 luglio chiese lo scioglimento dellAssemblea legislativa e listituzione di una convenzione per la riforma della costituzione. Le sezioni parigine del movimento giacobino continuavano a premere sullAssemblea legislativa chiedendo che si pronunciasse sulla decadenza del re entro la mezzanotte del 9 agosto. Passato questo termine scatt linsurrezione: il popolo invase l Hotel de Ville uccidendo il comandante della Guardia nazionale e proclamarono la Comune insurrezionale. Marci sul palazzo delle Tuileries e il re fu costretto a rifugiarsi nella sala dove era riunita lassemblea. Il re venne sospeso dalle funzioni e venne indetto il suffragio universale per la nuova assemblea costituente: la Convenzione nazionale. Era laccettazione integrale del programma di Robespierre imposto dalla piazza al parlamento. Un Assemblea legislativa vot subito listituzione di un Consiglio provvisorio formato da 6 ministri. Continua inoltre la guerra con lAustria e Prussia che hanno via libera verso Parigi. Quello che era in pericolo era la Patria e la Rivoluzione. A Parigi la reazione popolare si abbatt nelle carceri dove vennero massacrati 1300 prigionieri convinti della nascita di un complotto. La Comune insurrezionale intanto a parigi preparava la difesa della citt corrono alle armi i volontari ( i sanculotti) che combattono senza esperienza militare ma per la patria. Lo scontro di Valmy del settembre del 92 arresta lavanzata sulla citt e impone il ritiro delle truppe prussiane. La rivoluzione e la Francia sono libere. Lo stesso giorno si insedia la Convenzione nazionale con degli schieramenti diversi questa volta: a destra cerano i girondini, circa 200; a sinistra lala radicale giacobina, guidata da Robespierre e il solito raggruppamento di centro. Su un punto risultarono subito daccordo : decretare allunanimit che la monarchia abolita in Francia ( 21 settembre 1792). Anche se questo bruci i progetti federativi girondini. Entrambi i gruppi pi marcati, girondini e montagnardi erano espressione del Terzo stato; borghesi dunque entrambi. I girondini erano espressione dellalta borghesia, legalitaria, costituzionale e liberista; I montagnardi erano espressione del popolo partigiano e operaio ( i sanculotti). Il processo al Re e la giornata insurrezionale del 10 agosto erano problemi connessi: il non processo avrebbe portato la sconfessione dellinsurrezione. Il 20 novembre fu scoperto alle Tuileries il vero e proprio archivio segreto di Luigi XVI che consent di documentare tutte le trame del re con i nemici della nazione. Il processo non era pi eludibile. Il 14 gennaio 1793 la Convenzione chiam infatti i deputati a rispondere con voto pubblico per appello nominale a tre quesiti:

1. Colpevolezza del re; 2. Appello alla nazione dopo la sentenza; 3. Sulla pena; Luigi XVI venne dichiarato colpevole con voto unanime. Fu condannato a morte e il 21 gennaio 1793 alle 11 di mattina veniva ghigliottinato a Place de la Revolution. Lesecuzione era ormai la guerra dell ancien regime contro la Rivoluzione. 2. La reazione europea Le cancellerie europee in un primo momento rimasero a guardare il drammatico sviluppo rivoluzionario che paralizzava la politica estera francese. Ma mentre erano prossime a concludersi le facili manovre militari russo prussiane contro la Polonia, il nuovo esercito rivoluzionario si era ormai mosso e inseguendo quello prussianno dal giorno di Valmy aveva passato il Reno e occupato Worms, Magonza e Francoforte. La guerra era culminata nel decreto del 19 novembre 1792 : la Convenzione dichiara in nome della nazione francese che accorder fratellanza e aiuti a tutti i popoli che vorranno recuperare la loro libert: i popoli dunque venivano liberati, non pi territori nemici occupati esercito rivoluzionario come esercito di liberazione. Il conflitto lambiva ormai la penisola italiana e preoccupava lInghilterra che da sempre temeva laffacciarsi della Francia sulle coste olandesi. Pio VI condannava le stesse norme della Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino considerati contrari ai principi e alla prassi ecclesiastica. La sorveglianza sugli stranieri a Roma, soprattutto sui francesi si fece pi intensa mentre sorgeva la psicosi di un complotto. Un complotto che avrebbe visto concorrere alla distruzione della Chiesa e del suo Stato, illuministi, massoni, giacobini ed ebrei. Nel clima di tensione occorse anche un grave incidente diplomatica il 13 gennaio 1793 allorch Hugon de Bassville, segretario del rappresentante diplomatico francese presso la corte borbonica di Napoli, fu assassinato dalla folla a Roma determinando una dura reazione della Convenzione che ebbe leffetto di portare diplomaticamente dalla parte della Santa Sede, potenze protestanti ( tipo Svezia e Inghilterra). In Inghilterra il nuovo re Giorgio III e i tories cercavano di riguadagnare alla corona il potere perduto in favore del parlamento. Uno degli intellettuali pi in vista fu Edmund Burke che ruppe lunit ideologica filofrancese del partito repubblicano le Reflexions on the revolution in France. Polemico contro quanti vedevano nella rivoluzione francese un modello politico istituzionale utile per la realt inglese. Egli considerava la libert frutto di un processo storico politico consuetudinario non di un improvviso proclama assoluto. 3. La crisi della Rivoluzione La guerra ebbe conseguenze sulla situazione politica interna francese nella quale al crescere dellinflazione e dei prezzi seguirono sommosse popolari specie nelle campagne mentre operai disoccupati saccheggiavano negozi e case. Landamento della guerra risult critico per le armi francesi strutturate

ancora su un sistema misto : volontari e vecchi battaglioni di linea tanto che fu necessaria la legge dell amalgama per unificare il sistema. In pi venne introdotta la leva obbligatoria di 300.000 uomini. Le truppe prussiane intanto riprendevano Worms, Spira e assediavano Magonza, mentre la leva obbligatoria venne contrastata dai contadini. Gli scontri si ebbero sia coi borghesi delle citt sostenitori della Rivoluzione, sia con le truppe della Guardia nazionale spedite urgentemente in Vandea. Quella che sembrava un fenomeno contadino si trasform in un movimento controrivoluzionario dotato di proprie bandiere e di propri capi militari. La strategia era di puntare ai porti del nord per mettersi in contatto con lInghilterra. La resistenza della borghesia delle citt portuali vanific il progetto vandeano. In estate dovettero essere invitati ben due eserciti regolari contro i vandeani per cercare di riprendere il controllo della situazione. Era ormai una guerra civile. Le forze vandeane vennero distrutte il 22-23 dicembre 1793 e la repressione che segu fu uno sterminio con 250.000 vittime. La resistenza vandeana dalla guerra pass alla guerriglia e la rivolta continu a covare sotto la cenere delle distruzioni. La: Difficile situazione economica del paese La crisi militare Linsurrezione vadeana Avevano posto il problema drammatico ai deputati della Convenzione se salvare ormai la Repubblica o la Rivoluzione. Al moderatismo dei girondini si opponeva il radicalismo dei montagnardi. La Montagna riusc a imporre alla Convenzione provvedimenti straordinari: dopo listituzione del Tribunale rivoluzionario, ora i comitati di sorveglianza rivoluzionaria incaricati di arrestare i cittadini freddi verso la rivoluzione. Segu listituzione del Comitato di Salute. I girondini gridavano alla dittatura. Prendeva piede unaltra rivolta al centralismo rivoluzionario : la rivolta federalista politicamente legata alla Gironda. Il giorno seguente Robespierre chiamava il popolo sanculotto allinsurrezione. Il 31 maggio con una marcia sulla Convenzione fu presentato un programma ulteriormente rivoluzionario: epurazione dei girondini, arresto dei sospetti e diritti di voto ai soli sanculotti. Al rifiuto dei deputati di accettare i sanculotti radunarono 80.000 armati e puntarono i cannoni sulla Convenzione Il 24 Giugno 1793 la nuova Costituzione venne applicata ( seconda costituzione monarchica; prima repubblicana). Il testo prevedeva 400 articoli in cui veniva enunciato il suffragio universale, predominio del potere legislativo sullesecutivo e rafforzamento dei principi dipartimentali. Lo stesso giorno veniva varata una nuova Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino. Art 2: diritti imprescrittibili come luguaglianza, la libert, la sicurezza e la propriet; Art 3: ogni sovranit risiede nella nazione; Art 25 : la sovranit risiede nel popolo; Art 9 : la legge deve proteggere la libert pubblica e individuale contro loppressione di chi governa; Art 33-35 : il pi sacro dei diritti linsurrezione del popolo contro il governo;

Art 118: il popolo francese lamico e lalleato naturale dei popoli liberi; Art 120: esso da asilo agli stranieri banditi dalla loro patria per la causa della libert; lo rifiuta ai tiranni. La Costituzione del 93 non entr mai in vigore per la crisi militare che impone il governo provvisorio fino alla fine della guerra. Le nuove elezioni del 27 luglio 93 per il rinnovo dei membri del comitato di salute portano alla nomina di Robespierre, Saint Just, ecc.. il cosiddetto Grande Comitato dellanno II della Repubblica. Per risolvere la situazione dovettero mediare con il movimento popolare di Hbert e Roux. Intanto per si erano riproposte le giornate popolari, gli arrabbiati erano insorti era il terrore. 4.Il democratismo radicale e la reazione termidoriana Queste ultime giornate popolari erano diverse perch ora la Montagna era al potere. Si sente la necessit di sintesi tra sovranit e rappresentanza ossia una guida politica di partito come unico interprete della volont popolare, ununica volont generale. Inizia per cos una forma di terrore totalitario che impone la riduzione e coesione a popolo. Ebbe inizio la serie dei grandi processi : in meno di un anno tra il 93 e il 94 le condanne a morte erano il 79%. Oltre al recupero della sovranit interna contro la Vandea e la rivolta federalista, il Comitato di Salute doveva affrontare anche la guerra in politica estera che tra ottobre a dicembre del 93 era passata sotto il controllo del Comitato. Un caso di malversazione determin accidentalmente un aggrovigliarsi di tensioni che avvi la spirale della crisi. Un deputato della Convenzione, Philippe DEnglentine, amico di Danton, fu coinvolto nel caso della chiusura della Compagnia delle Indie. DEnglentine inizi una polemica contro una pattuglia di deputati dellestrema sinistra accusandoli dintesa con lo straniero. Nacque la psicosi di un complotto straniero e Danton e Robespierre ne approfittarono per colpire la sinistra, la quale rispose attaccando la responsabilit del Comitato di Salute. La reazione di sinistra peggior quando si scopr delle colpe del dEnglentine. Scoppia un insurrezione appoggiata da Hbert i cui capi vennero ghigliottinati sotto ordine del comitato di salute. I dirigenti dellopposizione del governo non esistevano pi. CAPITOLO 23. LETA NAPOLEONICA 1.Il Direttorio Morto Robespierre, non vi era alcuna volont da parte dei termidoriani di porre fine allesperienza politica rivoluzionaria e repubblicana. N dunque di far venir meno la guida montagnarda alla Convenzione. Barre rappresentava, assieme al Collot dHerbois, la sinistra termidoriana, cui si opponeva una destra sempre termidoriana, cui si opponeva una destra, parimenti termidoriana, rappresentata da Barras e Tallien, pronta a chiudere con gli eccessi del terrore lattivit degli organismi che lo avevano reso possibile, come il Comitato di

Salute. Le prigioni venivano svuotate e veniva terminata lattivit dei comitati rivoluzionari delle provincie. Veniva riavviato il processo di liberalizzazione delleconomia senza risolvere per il problema monetario. Alle misure post termidoriane prese piede un nuovo sistema di indirizzo politico che non manc di conseguenze istituzionali internazionali non meno che di reazioni popolari. Prese allora piede un fenomeno chiamato terrore bianco cio la caccia alluomo, solo che ora veniva praticata ai danni di chi fino ad ora era stato cacciatore, cio sanculotti, esponenti del movimento popolare parigino, giacobini o montagnardi, membri dei club e sezioni. Esponenti di questo voltafaccia furono Barrras, Frron e Tallien. A dare segno di resistenza, a denunciare i gravi pericoli di involuzione ideologica del nuovo corso politico emerse una singolare figura allora nota come Franois Noel Babeuf, un giornalista che nel suo giornale Le tribun du peuple scriveva di rimpiangere il sistema di Robespierre invitando il popolo sanculotto allinsurrezione ( per questo Babefu venne arrestato). Il problema era tuttavia la dispersione delle forze dei centri organizzativi. Per questo furono condannate a un fallimento le riprese di quelle manifestazioni che un tempo si chiamavano giornate popolari. Il 1 aprile 95 una folla invase laula della Convenzione chiedendo pane e la Costituzione del 93 che ancora non era in vigore. La Guardia nazionale disperse i manifestanti, decret lo stato dassedio e vennero arrestati gli esponenti montagnardi. Malgrado ci le agitazioni popolari continuarono a scuotere tutta la Francia sempre a causa della carestia e della crisi monetaria. Il 20 maggio la folla invase nuovamente la Convenzione ma stavolta ci scapp un morto : un deputato linciato mentre veniva letto un proclama insurrezionale. Il giorno dopo la folla conquist militarmente la sede dellAssemblea. Truppe dellesercito dovettero essere impiegate nelle operazioni che si conclusero la sera del 22 maggio con il controllo militare dei quartieri e con una serie di processi a danno degli insorti. Dopo la prima invasione della sede dellAssemblea , fu costituita una commissione con lincarico di proporre delle leggi organiche dattuazione della Costituzione. Un mese dopo le giornate insurrezionali il relatore della Convenzione, Franois Antoine Boissy dAnglas definiva la Costituzione repubblicana del 1793 lorganizzazione dellanarchia. Il destino della Costituzione del 93 era segnato non sarebbe mai entrata in vigore. Lopera demolitoria del Boissy ai danni della Costituzione del 93 procedeva di pari passo con la costruzione del nuovo testo che doveva dunque essere ispirato a quei principi ideologici, a quei criteri giuridico politici negati dallesperienza del radicalismo rivoluzionario e cio la restrizione censitaria del suffragio, del bicameralismo e il rafforzamento del potere esecutivo. La Convenzione non oppose alcuna resistenza al progetto conservatore. Il vero suffragio universale fu proposto da Jacques Marie Rouzet che lo intendeva esteso anche alle donne. Alla fine del 94 una congiuntura internazionale favorevole aveva permesso alle armati francesi un recupero offensivo che le aveva portate a controllare il Belgio, passare la riva del Reno e occupare

lOlanda. Problema polacco : un insurrezione nazionale guidata da Varsavia nel marzo del 94 stava rimettendo in discussione lo status quo. Le truppe russe furono cacciate da Varsavia che fu invano assediata da forze prussiane. Nellottobre 1794 lesercito di volontari e regolari polacchi si batteva invano contro due armate russe inviate da Caterina II. Nel Novembre assediava Varsavia che pagava la sua resistenza con 8000 soldati e 12.000 civili. Il trattato di Pietroburgo vedeva una spartizione solo tra Austria e Russia. La Prussia mostr allora una arrendevolezza nel corso dei colloqui di pace con la Francia giungendo nel trattato di Basilea del 5 aprile 95 a denunciare lalleanza con lAustria. Finiva formalmente con questo accordo la prima coalizione antifrancese. La fine della coalizione faceva progressivamente venire a patti con la Francia repubblicana gli altri minori Stati membri come lOlanda e la Spagna. Ciononostante le condizioni di generale favore interno e internazionale maturate nella primavera estate del 95 consentirono alla Francia di portare a termine il nuovo testo costituzionale : dal 17 luglio era in discussione alla Convenzione il principio del bicameralismo che vide un solo deputato opporvisi. Si decise che oltre a una Dichiarazione dei diritti dovesse esserci una Dichiarazione dei doveri, a precedere il testo costituzionale. Il nuovo testo costituzionale venne approvato il 22 agosto 1795. La Dichiarazione dei diritti e dei doveri delluomo e del cittadino era divisa in 2 parti: Una prima parte ( 22 articoli) riguarda i diritti. 9 articoli riguardavano i doveri. Art 1: i diritti delluomo sono la libert luguaglianza la sicurezza e la propriet Art 3: leguaglianza consiste nel fatto che la legge uguale per tutti ( uguaglianza giuridica e non economica) Art 17: la sovranit risiede nelluniversalit dei cittadini ( non pi nel popolo); Art 18: nessun cittadino pi attribuirsi la sovranit.

Art 1: la dichiarazione dei diritti contiene gli obblighi dei legislatori; la conservazione della societ richiede che quelli che la compongono conoscano e compiano ugualmente i loro doveri. Art 2 : non fate agli altri ci che non volete sia fatto a voi Art 8 : sul mantenimento della propriet che riposa lordine sociale; Art 9 : ogni cittadino deve i suoi servizi alla patria e al mantenimento della libert La nuova Costituzione prevedeva per la prima volta che le colonie francesi sono parte integrante della Repubblica e sono sottoposte alla stessa legislazione. Non veniva per abolita la schiavit. Il potere legislativo era articolato in due camere: Il Consiglio degli anziani Il Consiglio dei cinquecento i cui membri restavano in carica 3 anni.

La proposta delle leggi appartiene al Consiglio dei Cinquecento mentre al Consiglio degli Anziani spetta il compito di respingere o approvare le risoluzioni del CdC. Il potere esecutivo affidato a un Direttorio di cinque membri eletti in carica per 5 anni dal CdA su una lista di 50 membri soppostagli dal CdC. Il Direttorio lorgano collegiale a capo dello Stato e del governo e provvede alla sicurezza interna ed esterna della Repubblica. Nomina e revoca i ministri ma le attribuzione e il numero sono di competenza del legislativo. Il potere giudiziario rimaneva distinto dagli altri due poteri. Limpianto generale di questa Costituzione la riporta evidentemente ai principi del 1789 piuttosto che a quelli del 93. La convenzione per prima che la Costituzione venne approvata aggiunse alcuni provvedimenti di dubbia legalit come quello di stabilire che i 2/3 dei membri delle nuove camere dovesse essere eletto tra i deputati della Convenzione ; un altro decreto prevedeva che dove non fosse stata raggiunta quella proporzione per via elettorale avrebbe provveduto la Convenzione a nominare i membri per cooptazione. Il 23 settembre 1795 la Convenzione dichiarava approvata la Costituzione e i provvedimenti, ma anche qui le misure da cui era stata accompagnata ne segnavano la fallimentare via. La destra infatti aveva iniziato a fine settembre a dar vita a una vera e propria insurrezione popolare che sfoci il 5 ottobre in una vera e propria insurrezione della capitale. Vennero eletti 5 membri del Direttorio: 1. 2. 3. 4. 5. Barras Lazare Carnot Lepaux Reubell Letourneur

Dal primo proclama lanciato da questa nuova istituzione si capirono le linee guida del governo Lotta ai tentativi di restaurazione monarchica Repressione delle fazioni e riattivazione del patriottismo Rivitalizzazione dellIndustria e del commercio Risanamento del credito pubblico Riapertura dei clubs dei giacobini Fuori uscita del sistema della carta moneta.

2.Napoleone e lItalia giacobina Prime congiure giacobine contro lordine ancien rgime serano gi avute in alcuni Stati italiani. Lo stato della Chiesa e il regno di Napoli e di Sardegna furono i territori in cui si scontrarono vecchie e nuove tendenze culturali. Alle immediate simpatie riscosse dalla prima fase della Rivoluzione francese tra il ceto colto italiano segu un moto contrario fra lo sdegno e lorrore che inizi a manifestarsi gi dopo lesecuzione di Luigi XVI. Allora venne meno la voglia di nuovo. A dar manforte, per contro al mito della Rivoluzione nel suo complesso, senza dunque distinguersi tra le due fasi, moderata e radicale,

provvidero i centri di informazione politica e propaganda ideologica agenti spesso sotto copertura diplomatica. Le logge massoniche trasformarono il loro indirizzo politico da fil conservatore in fil rivoluzionario. Importante anche la funzione di aggregazione socio culturale svolta dalle Accademie. Il localismo, lo spontaneismo, lisolamento tra luna e laltra congiura giacobina che caratterizzano questi primi anni di movimento in Italia tra il 1792 e il 1795, dimostrano da un lato la preesistenza del fenomeno rispetto alla discesa delle truppe militari francesi nella primavera del 1796, dallaltro allazione di influenza ideologica che a seguire sarebbe stata esercitata sul variegato mondo giacobino italiano dallesule toscano in Francia, Filippo Buonarroti. In Corsica agisce in favore della Rivoluzione e stringe amicizia con Giuseppe e Napoleone Bonaparte. Nel 93 raggiunse Parigi dove entra in contatto con Robespierre di cui sar sempre un seguace radicale. Arrestato qualche mese dopo la reazione termidoriana, nel febbraio del 95 e tradotto in prigione a Parigi come partigiano del sistema del terrore ne sarebbe uscito a seguito dellamnistia del 26 ottobre 1795. Con Buonarroti esce di prigione anche Gracco Babeuf ( esponente del giornalismo della sinistra radicale). Nel club del Pantheon si erano riuniti robespierristi ( Buonarroti) ed ex anti robespierristi (Babeuf) uniti dal comune bersaglio dei termidoriani. Sul Tribune du peuple venne pubblicato il Manifeste des plbiens con lenunciazione esplicita del principio della comunit dei beni e del lavoro. La dottrina politica babeuvista partiva dal presupposto delleguaglianza di natura e dunque anche del relativo obbligo al lavoro. Bandiera del manifesto tornava ad essere la Costituzione del 93. Si era costituito attorno al Babeuf un comitato insurrezionale di ordine pubblico, tutti i congiurati si definivano uguali tanto che venne chiamata la congiura degli eguali. Lazione era ovviamente segreta al popolo e doveva essere svelata solo la parte utile a guadagnare le simpatie politiche. Questa propaganda ebbe leffetto di destare le reazioni di parte politica avversa e i sospetti del Direttorio che fece chiudere il club. Buonarroti continuava intanto a raccogliere attorno a s nuclei di esuli e profughi italiani progettando disegni insurrezionali anche in Italia. Per questo Buonarroti tramava con Babeuf per il nuovo ordine anti proprietario e per ripristinare la Costituzione del 93 contro il Direttorio. Ripresa delle operazioni militari il grosso dellesercito agiva in Germania meridionale mentre forze minori avrebbero dovuto avere ruoli diversi. Emerse cos la figura di Napoleone Bonaparte a capo del comando in Italia. Nato in Corsica ad Ajaccio vi torn per prendere parte alla guerra contro la flotta inglese. La famiglia si stanzi a Tolone mentre lui prendeva servizio a Nizza. Durante il periodo termidoriano si fece dei mesi di carcere per le sue idee robespierriste. Ottenne poi il comando della seconda arme in Italia. Insediatosi al comando dellarmata avanz direttamente per il passo di Cadibona e trovandosi di fronte a tre armate piemontesi riusc a disperdere le forze e a sconfiggerle. Il 15 maggio con la pace di Parigi sottomette Amedeo II

di Savoia. In quel periodo (11 maggio) doveva esserci linsurrezione di Babeuf e Buonarroti che per vennero scoperti e alla vigilia (10 maggio) arrestati. Buonarroti ottenne grazie a napoleone i domiciliari. Intanto Napoleone aveva successi militari in Italia a Lodi, Mantova, Parma e Modena e Livorno. Nella situazione della Lombardia alle trionfali accoglienze seguirono momenti difficili sul piano economico e sul piano politico istituzionale. Milano era ormai il centro della cultura politica e dei progetti giacobini per lintera Italia. Il 27 settembre 1796 viene bandito un concorso sul tema: quale dei governi liberi conviene allItalia? Il concorso si trasform in una sorta di palestra costituzionale: vi parteciparono 57 persone e fu vinto da Melchiorre Gioia, ma vennero pubblicate oltre alla sua altre 10 tesi. La proposta di Gioia partiva dalla necessit di basarsi sui modelli della costituzione francese del 95: dunque eguaglianza giuridica , moderatismo, gradualismo nella formazione della Repubblica . La maggior parte delle tesi si basava sullidea di una e indivisibile repubblica. Ma ci furono anche qualche tesi federalista, come quella di Antonio Ranza che prevedeva 11 repubbliche ognuna con una propria Convenzione e Costituzione facente capo a un Consiglio permanente composto da due deputati per ognuna delle repubbliche. Ma a fronte di tanti progetti la situazione effettiva della Lombardia rimaneva nelle mani di Napoleone. La prima repubblica nata in Italia fu quella cispadana distante dalla cultura politica di Milano. Napoleone, in un congresso a Modena il 16 ottobre 1796 dei rappresentanti delle municipalit di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio, dette vita alla Confederazione cispadana. Pochi mesi dopo si discusse la sostituzione della confederazione a carattere militare con listituzione di una Repubblica una e indivisibile comprendente anche la Lombardia. Nasce la Repubblica e il 7 gennaio 1797 viene deciso di dotarsi di una nuova bandiera con il tricolore. La tendenza moderata prevalente impose un testo costituzionale ispirato a quello francese del 1795. Preceduta da una Dichiarazione dei diritti e dei doveri delluomo e del cittadino era formata da 404 articoli e prevedeva un corpo legislativo bicamerale : il Consiglio dei Sessanta e dei Trenta, eletti a doppio turno; il potere esecutivo era affidato a un direttorio di tre membri nominati dal corpo legislativo. Le elezioni per la nomina del Consiglio dei Trenta e dei Sessanta diedero un esito pi che positivo e ci impensier Napoleone che provvide a una ricompattazione politico geografica del territorio sotto il suo controllo militare. Napoleone riteneva necessario vedersi riconosciuti i suoi domini in Lombardia, in cambio avrebbe ceduto la Repubblica di Venezia agli Asburgo. Il Direttorio invi istruzioni a Napoleone di una politica esattamente contraria. Tra maggio e giugno del 97 N. aggregando le vecchie legazioni pontificie e il ducato di Modena e Reggio della repubblica cispadana, con la ex Lombardia austriaca costitu la nuova repubblica cisalpina con capitale Milano. Lo schema costituzionale era analogo a quello francese, ma sciolto allora il governo della Rep cispadana non si provvide ad elezioni ma alla nomina diretta da parte di Napoleone dei cinque direttori. Il 17 ottobre 1797 veniva firmata la pace con lAustria ( Campoformio). La Repubblica di Venezia veniva cancellata politicamente e geograficamente : il Veneto e la costa istriana e dalmata venivano ceduti allAustria che

riconosceva la nuova Repubblica cisalpina e si impegnava a far riconoscere il possesso francese della riva sinistra del Reno da unapposita dieta di Stati tedeschi convocata a Rastadt il mese seguente. La reazione dei patriottici fu indignata. La situazione interna francese si avvit ulteriormente riprendendo labitudine del colpo di mano contro i risultati elettorali. Il Direttorio era diviso tra le figure politiche di Barras e di Carnot. I nodi vennero al pettine con le elezioni della primavera del 1797 che videro il previsto successo della destra. A presiedere i Consigli dei Cinquecento e degli Anziani vennero eletti rispettivamente Marbois e il generale Pichegru. I primi provvedimenti legislativi furono ovviamente di tutto favore per gli emigranti e per i preti refrattari. Barras allora pass alla controffensiva: ruppe i rapporti con Carnot e chiam ai dicasteri degli Esteri e della Guerra, Tayllerand e il generale Hoche che avevano intanto ordinato alle sue truppe di mettersi in marcia su Parigi. Il Direttorio diviso al suo interno si trov nella posizione di cedere alla destra o affidarsi a generali lealisti per un colpo di mano. Napoleone partecip al complotto fornendo le prove del tradimento di Pichegru. La posizione legalitaria di Carnot spian la strada a un colpo di mano di Barras. Nella notte del 4 settembre 1797 le truppe dellarmata di Hoche occuparono la sede della aule parlamentari e presidiarono Parigi. In questa nuova situazione i due consigli furono obbligati a varare leggi di salute pubblica imposte da un Direttorio di triunviri ( Barras, La Rveillire e Reubell) e quindi proscrivere nuovamente emigranti e preti refrattari, riattribuendo poteri esclusivi allesecutivo. Di questo colpo di stato approfitt Napoleone per condurre in proprio quella politica estera che port alla pace di Campoformio ( agisce indisturbato in Italia). In Italia la nascita delle Repubbliche sorelle continu in modo disorganico. Esemplare il caso di quella romana dove cerano difficili circostanze economico e sociali, di un cattivo raccolto. A Roma tumulti di piazza ebbero come bersaglio edifici pubblici francesi tra cui la stessa residenza dellambasciatore. Il 15 febbraio al Foro romano appena un centinaio di patrioti con lappoggio di soldati francesi deciso con lAtto del popolo sovrano, la proclamazione della Repubblica. Il papa rifiut di riconoscere la Repubblica. Le truppe francesi occuparono il Vaticano. La Repubblica romana nasceva dunque a seguito dellintervento militare francese avviato contro dimostrazioni e scontri di piazza che avevano avuto bersagli francesi. Ma la redazione della Costituzione della nuova Repubblica fu affidata a 4 commissari francesi inviati a Roma dal Direttorio che si limitarono ad un adattamento della costituzione francese del 95: Tribunato e Senato ; 5 consoli e separazione dei poteri. Larticolo 369 disponeva un alleanza tra la repubblica romana e la repubblica francese. Ogni legge emanata dai consigli legislativi romani non poteva essere approvata senza lapprovazione del generale del comandante delle truppe francesi era una Repubblica a sovranit limitata. A Napoli loccupazione militare francese di Roma e la conseguente Repubblica avevano destato preoccupazioni sfruttate a corte dalla locale lobby inglese. Con il trattato di Vienna del 19 maggio 98 il regno di Napoli aveva trovato la piena disponibilit austriaca ad unazione congiunta antifrancese.

Dopo lo scontro navale di Abukir la flotta inglese aveva distrutto quella francese e aveva bloccato lesercito di Napoleone in Egitto e aveva reso sicuro le coste borboniche da minacce navali francesi. A Napoli si pens giunto il momento per far sgombrare da Roma linquietante presenza francese. Il 23 novembre le truppe borboniche invasero da sud il territorio della Repubblica romana. le truppe francesi si ritiravano a Civita Castellana ma con una controffensiva batterono le truppe austro-borboniche. Il vicario generale del regno a Napoli, Francesco Pignatelli, concluse allora l11 gennaio una tregua con il generale Championnett. Alla notizia della tregua insorse la Napoli sanfedista e lesercito francese dovette combattere con i Lazzari. Il centro giacobino napoletano occup allora Castel SantElmo, forte strategico per la difesa di Napoli, proclamando linsurrezione della Repubblica partenopea. Lincarico ufficiale di apportare un testo base fu affidato ad un apposito comitato di legislazione. Il testo non si pot per approvare dinnanzi al precipitare della situazione militare e allabbandono francese di Napoli e della relativa Repubblica giacobina potere legislativo bicamerale, e potere esecutivo a un organo collegiale di 5 membri. In Piemonte si era avvertita forte la delusione verso la Francia del Direttorio. La scelta era quella di costituire una nuova Repubblica o di annettersi alla Francia. Si decise per la seconda per un motivo fiscale. Tra il Piemonte e la Repubblica cisalpina si cre unorganizzazione segreta, la Societ dei Raggi con lo scopo di creare un ununica e indivisibile Repubblica italiana. 3.Il Consolato Il 27 Novembre 1797 si apr il Congresso di Rastadt che avrebbe dovuto decidere dellassetto definitivo della riva sinistra del Reno. Da parte austriaca si sarebbe potuto accettare lo sconfinamento francese solo in cambio di contropartite in Italia. Lintransigenza francese nel non cedere i territori italiani si spiega con la politica di Napoleone che aveva fatto dellItalia la base del suo potere personale. Le Repubbliche sorelle erano diventate fondamentali per il risanamento delle finanze francesi. In complesso la situazione economico finanziaria francese miglior determinando ripercussioni sociali negative sugli strati pi bassi della popolazione. Il Direttorio fece circolare idee come il pericolo sociale di nuove leggi agrarie e di pericolo di ritorno al terrore. Ci fu una legge truffaldina che affidava ai due Consigli in carica la verifica dei poteri dei nuovi eletti. Ad elezioni avvenute ci fu un ennesima legge truffa contro elezioni di deputati che erano ritenuti non in linea con la politica del Direttorio. Il Congresso di Rastadt infine si scioglieva senza aver definito la situazione del Reno. Napoleone da sempre aveva parlato dei progetti mediterranei della Francia. Secondo questa strategia lEgitto avrebbe dovuto avere lo scopo di recidere il commercio con lestremo oriente dellInghilterra provocandone la strozzatura economica. Larmata di Napoleone veleggi verso Oriente sfuggendo alle ricerche della flotta inglese di Nelson. Il 2 luglio sbarca a Malta e il 23 al Cairo. Qualche giorno dopo la flotta inglese distruggeva 11 dei 13 vascelli francesi. Napoleone, prigioniero della sua vittoria, riorganizz lamministrazione e leconomia.

Limpresa dEgitto aveva rimesso in movimento la diplomazia europea. Zar era diventato Paolo I, contrario ai principi della Rivoluzione francese. La Russia divent protagonista di una serie di accordi anti francese con Napoli e Inghilterra. La Prussia rimaneva neutrale. Il teatro principale delle operazioni francesi avrebbe dovuto essere il fronte del Reno. Ma di nuovo il fronte austriaco respinse lesercito francese e teatro divenne lItalia. Il Piemonte venne preso dalle truppe russe, la Liguria rimaneva francese e Napoli veniva isolata tanto da capitolare il 13 giugno 1799. In cambio della restituzione dei forti i patrioti repubblicani avrebbero avuto salva la vita. Ma lammiraglio Nelson trad le capitolazioni consegnando ai boia lintera dirigenza repubblicana ( 118 i condannati a morte). Il cerchio si stringeva intorno alla capitale: forze napoletane da sud, austriache da nord, insorgenti da est e la flotta inglese bloccava il porto di Civitavecchia. Il 30 settembre 99 Roma veniva raggiunta dalle truppe napoletane. Napoleone si imbarc su una delle due navi francesi rimaste e arriv a Parigi. La situazione militare era critica e la politica interna ne aveva risentito. Alle elezioni del 99 si era rafforzata la sinistra giacobina. Si andava profilando uno scontro tra il Direttorio e i Consigli. Si cre un accordo tra Sieyes e Napoleone che vennero nominati in un Consolato a 3 : Bonaparte, Sieyes e Ducos . Sieyes gett le linee guida della nuova politica. Linee guida: sovranit nazionale; doveva essere la fiducia popolare e non la rappresentanza a strutturare il nuovo sistema; elezioni non di deputati ma di liste di fiducia che avrebbero dovuto essere formate nella misura progressiva di un decimo dell'elettorato: un decimo di notabili da cui sarebbero stati scelti un decimo di nomi che avrebbero costituito le liste di fiducia dal cui decimo sarebbe stata tratta la lista di fiducia nazionale da cui trarre ministri e membri dellassemblee. La scelta spettava a un Grande elettore ( che avrebbe dovuto essere Napoleone) che tuttavia non aveva funzioni di governo e il cui ruolo poteva essere riassorbito dal Senato. Su questo punto Napoleone e Sieyes non si accordarono. Si ripart con una nuova proposta ispirata a Pierre-Claude Daunou che faceva capo su 3 consoli ( art 39) nominati per 10 anni e tra cui Napoleone era primo console. Sieyes e Ducos venivano nominati membri del Senato conservatore che era composto di 60 membri e non faceva parte del legislativo ma era una sorta di corpo elettorale esercitando il controllo di costituzionalit delle leggi. Il potere legislativo era affidato a due assemblee: il Tribunato e il Corpo legislativo. Le proposte di legge venivano solo dal 1 console ( era un legislativo privo di iniziativa). Il testo di questa nuova costituzione, molto breve, appena 95 articoli, e senza una preliminare Dichiarazione dei diritti e dei doveri, entr in vigore il 25 dicembre 1799, e lapprovazione popolare si ebbe il 7 febbraio 1800. Il primo console aveva unagilit di potere che gli permisero di riprendere liniziativa in Italia. Punt direttamente su Milano anzich su Genova dove le truppe francesi erano sotto assedio da quelle austriache guidate da Melas. Ma la capitolazione di Genova consent alle truppe austriache di rischierarsi verso occidente. Non fu

facile a Napoleone vincere la battaglia di Marengo del giugno 1800. Le trattative di pace vengono formalizzate a Lunville il 9 febbraio 1801 con cui lAustria : si impegnava a cedere alla Francia la riva sinistra del Reno e il possesso del Belgio; doveva inoltre riconoscere la Repubblica cisalpina e di quella ligure; impegnarsi inoltre a garantire lindipendenza di quella batava ed elvetica; infine accettare che il Granducato di Toscana diventasse con il ducato di Parma e Piacenza, regno di Etruria.

Questa sistemazione serv a Napoleone per guadagnarsi lappoggio della Spagna borbonica di Carlo IV. In compenso allAustria veniva riconosciuto nuovamente il dominio territoriale sul Veneto e sulla costa dalmata. La situazione italiana era tornata sotto controllo francese. Rimaneva il problema dellostilit dellInghilterra. Linghilterra fu influenzata dallennesima imprevedibile manovra diplomatica dello zar Paolo I. dopo aver abbandonato la seconda coalizione, lo zar si accost alla Francia tanto pi che lInghilterra aveva preso Malta. Paolo I dette vita a una Lega di neutralit con tutti quelli Stati che subivano rappresaglie inglesi per il loro commercio con la Francia. Il bombardamento di Copenaghen da parte degli inglesi dimostr la debolezza della Lega. Lostilit inglese alla Francia non poteva sostanziarsi senza laiuto di qualche Stato disposto a combattere per gli interessi inglesi ma dopo lintesa franco russa e franco spagnola; dopo la neutralit prussiana e dopo la pace di Lunville, non ve ne erano pi. Ad Amiens il 25-27 marzo 1802 Francia, Inghilterra, Spagna ed Olanda firmarono una pace europea che vedeva sul continente il rispetto dello status quo e negli altri continenti il rispetto a restituire le colonie conquistate durante la guerra. Napoleone aveva dato alla Francia una pace vittoriosa. Anche riguardo alla politica interna francese si visse un periodo di stabilit. Lopposizione giacobina era vista come quella pi pericolosa , per questo, prendendo spunto da un attentato fallito alla vita di Napoleone, e attribuito alla sinistra giacobina, si scatenarono di nuovo persecuzioni e processi politici, con seguito di condanne a morte ( anche se poi si scopr che lattentato era stato per mano della destra ). Joseph Fouch divenne ministro della polizia. Ci fu un risanamento finanziario e un attenzione allistruzione. Nel 1800 venne creata la Banca di Francia. Riguardo ai rapporti con la Chiesa venne firmato un Concordato nel 1801 con il quale il cattolicesimo veniva dichiarata religione della maggior parte della popolazione; vennero inoltre istituite in Francia 60 diocesi. Napoleone ora si poteva dedicare a trasformare il suo potere il Senato propose di dichiararlo Console per altri 10 anni ma Napoleone riusc a farsi nominare Console a vita e a farsi attribuire il potere di designare il suo successore..--> il 2 agosto 1802 oltre 3 milioni e mezzo di elettori votarono a favore. Il Senato poi venne fatto dipendere dal Consolato e il Tribunato venne soppresso nel 1807. Venivano anche abolite le liste di fiducia e il potere del primo console veniva rafforzato. ERA LAVVIO DELLIMPERO.

4.Lapogeo dellImpero La pace di Amiens e il senato consulto sembravano poter garantire in Europa stabilit. Ma leccessiva sicurezza politico militare acquisita da Napoleone fu causa di un erosione dello status quo europeo a vantaggio della Francia. In Italia era stata ricostituita la seconda Repubblica cisalpina. Ma un anno dopo, tra varie divergenze non si era venuti a capo di nulla. Per discutere la situazione in modo ufficiale Napoleone invit a Lione una Consulta di 441 membri. Venne eletto cos a capo della Repubblica, non pi cisalpina, ma italiana. Questo mutamento istituzionale forn allInghilterra un pretesto per non restituire Malta allOrdine militare dei cavalieri di Rodi (come stabilito invece ad Amiens). Ci fu un nuovo attentato a Napoleone, sempre organizzato da Georges Cadoudal che aveva trovato rifugio in Inghilterra. Una volta arrestato si scopr complice anche il ministro inglese William Windham. Napoleone decise per una sorta di esempio per far cessare quelli attentati venne ucciso il duca di Enghien. Il Consiglio di stato propose la trasformazione ufficiale del consolato in Impero. Lart 1 del nuovo testo costituzionale stabiliva che il Governo della Repubblica affidato ad un Imperatore. Lart 2 indicava come imperatore Napoleone; lart 3 stabiliva lereditariet della dignit imperiale; infine lart. 4 prevedeva la possibilit dellimperatore di adottare figli o inserire nipoti nella linea di successione. Lincoronazione avvenne da parte del papa Pio VII ( la cerimonia avvenne il 2 dicembre 1804 nella cattedrale di Notre Dame): il pontefice unse limperatore dopo di che si ritir Napoleone si incoron da solo. La guerra franco inglese non era pi una sorpresa. Si trattava per di uno scontro che vedeva un grande esercito contro una grande flotta. LInghilterra si alle allora con la Russia, e la Francia con la Spagna. Liniziativa militare fu presa dallAustria sul fronte del Reno che occup la Baviera alleata della Francia. Le truppe francesi, presa Mangoza, puntarono verso il Danubio avvolgendo alle spalle lesercito austriaco che si trincer a Ulm capitolando. Nel frattempo la flotta franco spagnola aveva lasciato il porto di Cadice, e la flotta inglese di Nelson li inseguiva fino a capo Trafalgar dove il 21 ottobre 1805 le navi francesi aprirono le ostilit. La grande battaglia fu combattuta con grande eroismo, ma alla sera la flotta francese non esisteva pi. LInghilterra rimaneva padrona dei mari cos come la Francia lo era del continente. Napoleone entr a Vienna e da l si mosse contro lesercito russo. Il 2 dicembre 1805 al termine della battaglia di Austerlitz, detta dei tre imperatori ( zar, imperatore dAustria e Napoleone) il disastro delle forze coalizzate aveva raggiunto proporzioni clamorose. Con la Pace di Presburgo del 26 dicembre 1805 (firmata dallAustria) il Sacro Romano Impero non esisteva pi e gli stati tedeschi formarono la Confederazione del Reno. Napoleone intanto insediava come re a Napoli suo fratello Giuseppe. La Russia e lInghilterra non avevano firmato ancora nessuna pace. A spingere la Prussia in guerra, e a costituire con Russia e Inghilterra la terza coalizione fu lerrore della diplomazia francese che intavolando discussioni di pace con lInghilterra propose la restituzione dellHannover

appena ceduto alla Prussia. Ad Ottobre per Napoleone a mettere daccordo tutti quando le forze francesi sbaragliano quelle prussiane : i francesi occupano Weimer, Berlino e Varsavia da dove riprese le operazioni contro lesercito russo contro il quale vinse la Battaglia di Friedland il 14 giugno 1807. Visto che lobiettivo era quello di tutelare il commercio atlantico diretto in Francia, era inutile continuare una guerra contro la Russia. Francia e Russia firmarono un capitolato segreto di alleanza anti inglese che prevedeva una sorta di divisone dellinterno continente eurasiatico in due zone di influenza: la Russia avrebbe potuto agire contro lImpero ottomano e in Asia la Francia nel resto dellOccidente e in Egitto Napoleone era il vero padrone dEuropa anche se lInghilterra lo rimaneva dei mari Francia e Inghilterra intanto si scontrano sul piano commerciale: lInghilterra impone a tutte le navi che vanno in Europa di fare scalo nei porti inglesi, e i francesi rispondono sequestrano le navi che avessero fatto scalo in qualche porto inglese. La penisola iberica era un punto cruciale per landamento della guerra economica. Napoleone colse il pretesto da una sommossa popolare diretta contro il governo del primo ministro Godoy. Carlo IV aveva abdicato in favore del figlio. Napoleone convoc la famiglia reale con la quale strinse quattro diversi accordi: 1. Carlo IV revocava latto di abdicazione e cedeva a Napoleone i diritti del trono; 2. Anche Ferdinando VII accettava le clausole del padre; 3. Napoleone cedeva i diritti della corona al fratello Giuseppe; 4. Gioacchino Murat rimetteva il granducato di Berg nelle mani di Napoleone. Il problema venne dalle difficolt interne della Spagna nella quale il paese intero si arm contro la presenza militare francese che era vista come un occupazione e non come una liberazione. La guerriglia vide la capitolazione delle forze francesi. Lalleanza franco russa inoltre dava i primi segni di debolezza visto che stati come la Russia non avevano ancora sviluppato un sistema industriale capace di sostituirsi nella produzione dei manufatti altrimenti importati; inoltre mancava lo sbocco alla produzione agricola russa non assorbita dalle esigenze del solo mercato europeo. La situazione si modific grazie a due personalit francesi: Fouch e Talleyrand. Questultimo spinse lo zar Alessandro I a prendere una posizione contro Napoleone, mentre Fouch inizi a proteggere gli oppositori di Napoleone. Progettarono una sua destituzione e quando vennero scoperti furono condannati. A tutto ci si aggiunse la rivincita politico militare della Prussia animata ancora una volta dallInghilterra. Per Napoleone le nuove caratteristiche della guerra si

dimostravano pi impervie. Ben 300 000 soldati francesi erano obbligati a presidiare la Spagna mentre il Tirolo era in rivolta. E proprio il Tirolo gli impediva di muoversi nella capitale austriaca. Solo quando dallItalia giunsero rinforzi riusc a costringere le truppe austriache a una ritirata. A Vienna il 14 ottobre 1809 veniva liquidata lennesima coalizione anglo austriaca: lAustria perdeva Trieste, Gorizia, la Carniola e la Dalmazia che venivano a costituire un nuovo stato sotto protezione francese: le province Illiriche. Il Trentino inoltre passava allItalia. Con la pace di Vienna limpero sembr passare il suo periodo di apogeo politico, anche se delle crepe erano state create da alcuni errori politici. Intanto lAustria passava la guida del governo a Klemens Wittenburg che fece sposare Napoleone con la figlia dellImperatore, Maria Luisa. Il matrimonio tra Maria Luisa e Napoleone comportava un ennesimo vantaggio per lAustria: il progressivo allontanamento della Prussia dalla Francia. Il matrimonio fu celebrato il 2 aprile 1810 e il 20 marzo 1811 nasceva il tanto atteso erede. La crisi economica che tocc Francia e Inghilterra pes maggiormente sulla Russia, produttrice agricola senza ormai mercato pieno e senza industrie. Napoleone si rifiut di dar seguito agli inviti russi di sgomberare militarmente la Pomerania e la Prussia orientale e riteneva giunto il momento del grande scontro a oriente: lalleanza franco russa diventava un conflitto mortale. Con i Trattati di Parigi del 24 febbraio e del 14 marzo 1812 la Francia impegnava Prussia e Austria a fornire aiuti militari. La Russia rispondeva firmando a Pietroburgo il 5 aprile 1812 un trattato di alleanza con la Svezia di Carlo XII e a Bucarest un trattato con limpero ottomano con cui veniva concordato il confine al fiume Pruth e la libera circolazione sul Danubio. Era dunque la guerra. Napoleone, convocati limperatore dAustria, il Re di Prussia e tutti i capi degli Stati tedeschi della Confederazione del Reno in un convegno a Dresda, si inoltr al comando di un esercito multinazionale di 600.000 uomini in Polonia. Venti giorni dopo puntava su mosca. Lesercito russo retrocedeva senza opporre resistenza ma facendo terra bruciata al suo passaggio. La profondit del territorio russo e la distanza tra le basi di partenza rappresentarono il vero ostacolo allavanzata francese. Solo a Smokensk vi fu una prima resistenza armata russa. Napoleone entr a Mosca il 14 settembre 1812, ma la citt non consentiva allesercito francese di mantenersi militarmente e fu costretto a un ripiegamento verso sud per raggiungere limmenso granaio ucraino. L incontr la resistenza dellesercito del Kutusov e fu costretto a ripercorrere la strada da cui era venuto senza rifornimenti alimentari. La fragilit del regime napoleonico fu resa evidente da un colpo di mano tentato mentre Napoleone era in Russia da parte di un generale repubblicano, Malet e da un sacerdote realista Lafont. I due diffusero a Parigi la falsa notizia della morte di Napoleone e crearono un governo guidato dal generale Moreau ( vennero poi arrestati dal comandante della piazza di Parigi). La Francia senza pi la Grand Arme non controllava pi tutta lEuropa. A Tauroggen i reparti militari prussiani fino ad allora impegnati contro lesercito russo, si schieravano contro la Francia dando inizio negli stati tedeschi ad una vera guerra per lindipendenza. Napoleone non pot impedire la grande alleanza firmata a

Breslavia il 28 febbraio del 1813 (sesta coalizione). Ogni angolo dellEuropa dal Baltico alla penisola iberica era in armi contro la Francia. Napoleone al ritorno dalla Russia ricostru un primo esercito con 300.000 uomini. Al passaggio dallElba delle truppe russo-prussiane, si mosse contro di loro e riusc a vincere a Lutzen e a Bautzen. Con larmistizio di Plesswitz riusc ad ottenere una tregua di due mesi. Furono dunque avviate da entrambe le parti trattative diplomatiche. LInghilterra provvide a risaldare il fronte russo prussiano finanziano la ripresa delle operazioni militari. La Francia si rivolse allAustria: Metternich per mantenere la posizione di neutralit austriaca richiedeva la restituzione delle Provincie illiriche, lo scioglimento della Confederazione del Reno e lintegrit territoriale della Prussia. Napoleone cap come accogliere queste richieste avrebbe vanificato la sua politica imperiale LAustria ader alla sesta coalizione contro la Francia. A Lipsia i 320.000 uomini della sesta coalizione ebbero ragione sui 120.000 soldati francesi. Quando il 9 novembre Napoleone rientrava a Saint Cloud lImpero non esisteva pi : era iniziato lo sfaldamento politico diplomatico. 5.Il ripristino dellordine Congresso di Vienna internazionale : la Restaurazione e il

Metternich aveva offerto la pace a Napoleone e la Francia avrebbe potuto ottenere qualche vantaggio se Napoleone avesse lasciato il potere. Ma cos non fu nonostante le fasce sociali che si erano arricchite con limpero erano pronte a tradirlo. Era ormai prevedibile il ritorno della monarchia borbonica. Si era andata costituendo una rete politica di opposizione in contatto con gli inglesi. Nel dicembre 1813 la Camera legislativa votava una mozione in cui prese atto della situazione di una Francia minacciata su tutti i fronti e attribuiva la responsabilit ad una amministrazione vessatoria. Era lappello alla pace. Nelle trattative condotte a Chatillon sur Seine con i rappresentanti della sesta coalizione la Francia napoleonica non ottenne nulla di pi delle gi promesse frontiere naturali. Quando fu chiaro che le trattative di Chatillon non avrebbero portato a nulla Austria, Russia Inghilterra e Olanda firmarono un trattato a Chaumont il 1 marzo 1814, un trattato di alleanza formale che li impegnava a riprendere la guerra. Le forze alleate erano troppo numerose per essere fermate. Napoleone sera ritirato a Fontainebleau per un ultima resistenza. Intanto a Parigi le forze dopposizione avevano creato un governo provvisorio con a capo Talleyrand. Il Senato il 2 aprile votava la decadenza di Napoleone e il ritorno di Luigi XVIII di Borbone. Napoleone abdicava il 4 aprile in favore del figlio. Appena pochi giorni dopo dovette sottoscrivere il trattato di Fontainebleau con il quale rinunciava a ogni diritto di sovranit sulla Francia; gli veniva assegnato il possesso dellIsola dElba e un pagamento annuo di 2 milioni di franchi. Alla moglie andava il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla. Il 17 aprile partiva da Fontainebleau verso lIsola dElba, si imbarc da Frjus su una nave inglese.

Il testo costituzionale del 6 aprile 1814 aveva un carattere di salvaguardia personale prevedendo allarticolo 6 il mantenimento col Senato, le rendite, linamovibilit e la trasmissibilit ereditaria del titolo di senatore. Luigi XVIII annunci che avrebbe presentato un proprio testo allapprovazione del Corpo legislativo. Costituita unaltra commissione si giunse alla carta octroye (cio concessa dal sovrano): Art 5: la religione cattolica tornava ad essere religione di Stato, pur concedendo la libert di culto Art 6: libert di stampa; Art 8 : garantite le propriet inviolabili; Art 9 : salvo esproprio per pubblica utilit; Art 10 : vietata lazione poliziesca e penale sulle opinioni emesse fino alla Restaurazione; Art 12: abolita la coscrizione militare; Art 13: potere esecutivo solo al Re, legislativo alla Camera dei Pari e dei Deputati e dal Re; Art 16 : potere di iniziativa legislativa esclusivo del Re; Art 27 : deliberazioni della Camera dei Pari ( membri nominati dal re ) segrete; Art 32: la Camera dei deputati era elettiva con suffragio censitario; Art 70: la nobilt antica riprende i suoi titoli Un forte malessere si sparse tra le fila dellesercito mentre venivano ricostruite quelle antiche e inutili unit scenografiche dei corpi addetti al re e alla corte. Napoleone quando ebbe notizia del malessere sociale in Francia abbandon lElba e sbarc di nuovo a Frjus. Aveva racimolato 1000 veterani e il numero aument man mano che veniva accolto trionfalmente da contadini, operai e soldati. Il trionfo di Napoleone fu chiaro quando il maresciallo Ney allora comandante delle truppe della Franca Contea, pass dalla sua parte ( invece di arrestarlo). Luigi XVIII fuggiva allora in Belgio e Napoleone rientrava a Parigi iniziando il suo ultimo periodo di politica, chiamato dei Cento giorni. Napoleone si affid a Benjamin Constant e Lazare Carnot. A Constant fu affidato il compito di redigere il nuovo progetto costituzionale; a Carnot venne affidato il Ministero degli interni. La coscrizione frutt teoricamente circa 600.000 uomini ( in pratica 125.000). Questo diede vita alla settima coalizione. Si poteva inizialmente pensare a un ritorno di Napoleone alle origini ideologiche giacobine, tanto che aveva pubblicamente proclamato di rinunciare a ricostituire lImpero. In realt volle richiamare la Costituzione dellanno VIII e i successivi Senato- consulti del 1802 e 1804. Ma mentre i lavori a Parigi procedevano, la parola decisiva era alle armi. Napoleone aveva un esercito di circa 200.000 uomini. Punt in Belgio e si trov dinnanzi due armate, ad est una prussiana (guidata da Blucher) e a nord una anglo tedesca ( guidata da Wellington) non congiunte per tra loro. Li affront separatamente a Ligny sconfisse i prussiani di Blucher. Lala sinistra francese affronta larmata di Wellington che per retrocede verso nord

avvicinandosi a quello prussiano. Il 18 giugno 1815 Napoleone avanza su Bruxelles ordinando lattacco sullala sinistra a Waterloo. Avviene per il congiungimento delle truppe anglo prussiane che determina la crisi dellesercito francese. La sera la partita definitivamente chiusa e il 21 giugno Napoleone ritorna a Parigi. Lo stesso giorno abdica in favore del figlio. Napoleone si consegn spontaneamente allesercito inglese. Il governo britannico aveva gi deciso la sua deportazione nellisola di SantElena dove mor il 5 maggio 1821 Su iniziativa delle 4 potenze maggiori della sesta coalizione, Austria, Prussia, Russia e Inghilterra erano iniziate la trattative di pace a Vienna nel settembre 1814, per dare un nuovo assetto politico militare allEuropa. Queste trattative furono concluse il 9 giugno 1815. Il CONGRESSO DI VIENNA ispirata a dei principi base: Ordine internazionale antirivoluzionario Legittimit dinastica Principio dellequilibrio

Questi principi furono rispettati solo quando conveniva agli stati vincitori. A Vienna erano presenti tutti gli stati europei: Austria Prussia Russia Inghilterra Santa Sede Danimarca Francia Imperatore Francesco II Federico Guglielmo II e Hardenberg Zar Alessandro I Primo ministro inglese Castlereagh e Wellington Cardinal Consalvi Talleyrand Federico VI

LInghilterra aveva lobiettivo di mantenere in equilibrio i piatti della bilancia evitando lemergre di uno stato egemone. La Prussia puntava ad un ampliamento territoriale. La confederazione del Reno cessava di esistere e si cre la Confederazione di 39 stati tedeschi. Olanda e Belgio venivano a costituire il regno dei Paesi Bassi. Spagna e Portogallo tornavano a Ferdinando VII di Borbone e a Giovanni VI di Braganza. Gli Stati scandinavi ebbero tutti un giro vorticoso di territori e scompensi. In Italia si era decisa la fine delle ostilit e il mantenimento del Beauharnais alla guida del regno. Ma proprio questa clausola cre ostilit: il partito degli italici provoc una sommossa a Milano e fu offerta cos unoccasione doro allAustria per occuparla. Murat riprese le armi contro gli austriaci e lanci un appello agli italiani per una lotta di indipendenza nazionale, non trovando per riscontro. Fu costretto ad andare in esilio in Corsica e a lasciare il regno di Napoli a Ferdinando IV di Borbone. Questa fine dei due regni ( dItalia e di Napoli) determin lassetto italiano stabilito al Congresso di Vienna e in

particolare loccupazione militare austriaca di Lombardia e Veneto port alla formazione del regno Lombardo Veneto. Il principio di legittimit dinastica si applic solo in favore allAustria quando il ducato di Parma, Piacenza e Guastalla furono lasciati a Maria Luisa dAustria; il ducato di Modena con Reggio e Mirandola fu restituito a Ferdinando IV dEste. Non utile allAustria, non si applic a Lucca. Il Regno di Sardegna inglobava la Repubblica di Genova. Veniva riconosciuto lo Stato pontificio sotto Pio VII. In conclusione lItalia venne divisa in 3 regni e 4 ducati. Lequilibrio, tanto pi invocato, quanto maggiormente doveva coprire interessi egemonici, ebbe infine anche a Vienna una teorizzazione. Era stato invocato negli anni dellegemonia napoleonica e condito di utopismo dallo zar Alessandro I vagheggiando una sorta di lega europea con diritto di mediazione coattiva. Alla fine dei lavori di Vienna questidea dello zar venne discussa tra il 14 e il 26 settembre 1815 e formalizzata nella SANTA ALLEANZA tra Russia, Austria e Prussia. Ai tre originari contraenti si aggiunse lInghilterra e i 4 si riunirono a Troppau dallottobre al dicembre 1820 sancendo il cosiddetto diritto di intervento: diritto di intervenire anche con la forza nella vita interna degli altri Stati ove disordini o rivolte avessero provocato il rovesciamento dei governi legittimi. LInghilterra non era legata a questi paesi da principi ideologici o religiosi bens da principi di concertazione ossia di interesse comune nellequilibrio. Il grande strumento diplomatico costituito a Vienna si tramut nella scintilla che accese lincendi in quanto lEuropa che avevano di fronte era ormai un Europa dei popoli che aveva fatto propri dei nuovi principi ossia quelli della LIBERTA e della NAZIONALITA. Napoleone aveva favorito lo sviluppo del senso di nazionalit diffondendo il modello di una guerra ideologica con la consapevolezza di sapere per cosa si stava combattendo e non per chi. La coscienza europea fu svegliata dalla nazionalizzazione delle masse.