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LINDAGINE PRELIMINARE CANONICA

Note per il procedimento

Con maggiore frequenza che in passato, giungono al Vicario del Rettor Maggiore o
allUfficio giuridico richieste da parte degli Ispettori su come procedere quando perviene loro
notizia della condotta di un confratello, riconducibile alla tipologia del delitto canonico (crimen)1.

Con le note seguenti si intende indicare i testi di riferimento della normativa canonica e
fornire alcune note per il procedimento dellindagine preliminare, con un breve commento relativo
ai singoli passi. Per una trattazione organica si rimanda ai testi specifici nelle varie lingue2.

Quanto di seguito riportato fa riferimento a qualsiasi forma di violazione esterna di una


legge canonica o di un precetto muniti di pena; ma lindagine preliminare prevista per questi casi,
il procedimento a cui ricorrere anche nella fase istruttoria richiesta per le cause di dimissione di un
religiosa dallIstituto, al fine di dare sicurezza giuridica alle decisioni del Superiore.

Sono indicate a parte alcune indicazioni specifiche sul ruolo della Commissione per la
disciplina religiosa e della Commissione per la tutela dei minori, istituite - con queste o con altri
nomi - nelle Ispettorie, nonch indicazioni su come procedere nel caso di accuse per i cosiddetti
delicta graviora.

Le indicazioni sono di carattere generale e pratico. Possono essere integrate con le


prescrizioni pi dettagliate, eventualmente emanate dalle singole Conferenze Episcopali o previste
nelle singole Ispettorie, sempre nel rispetto della legge universale della Chiesa.

Premessa. Lindagine preliminare nel Codice di Diritto Canonico

Can. 1717 - 1. Ogniqualvolta lOrdinario abbia notizia, almeno probabile, di un delitto, indaghi
con prudenza, personalmente o tramite persona idonea, sui fatti, le circostanze e sullimputabilit, a
meno che questa investigazione non sembri assolutamente superflua.
2. Si deve provvedere che con questa indagine non sia messa in pericolo la buona fama di alcuno.
3. Chi fa lindagine ha gli stessi poteri ed obblighi che ha luditore nel processo; lo stesso non pu,
se in seguito sia avviato un procedimento giudiziario, fare da giudice in esso.

1 In base al can. 1321 1 CIC, con il termine delitto si intende la violazione esterna di una legge canonica o di un
precetto (per i quali prevista una pena), gravemente imputabile per dolo o per colpa.
Il Codice di Diritto Canonico, nella seconda parte del Libro VI individua, in 35 canoni, le condotte considerate
delittuose e le relative sanzioni penali (cann. 1364-1398).
Va anche tenuta presente la Norma generale del can. 1399 CIC, in base alla quale anche la violazione di una legge
divina o canonica non munita di pena pu essere punita con giusta pena, ma solo quando la speciale gravit della
violazione esige una punizione e urge la necessit di prevenire o riparare gli scandali.
2 Solo a titolo indicativo, si segnala C. PAPALE, Il processo penale canonico, Citt del Vaticano 2012, pp. 43-73;
D.ASTIGUETA, Linvestigazione previa: alcune problematiche, in Periodica de re canonica, 98 (2009)) 2, pp. 195-
233; F.J. RAMOS, La investigacin previa en el codigo de derecho canonico (CIC, cann. 1717-1719), in Iustitia et
iudicium. Studi di diritto matrimoniale e processuale canonico in onore di A. Stankiewicz, a cura di J. KOWAL-
J.LLOBELL, vol. IV, Citt del Vaticano 2010, pp. 2109-2134; J. MIRAS, Gua para el procedimiento administrativo
cannico en materia penal, in Ius Canonicum (2017) 57, pp. 349-360; M.M. VILLAMIL, La investigacin penal
previa, in SOCIEDAD ARGENTINA DE DERECHO CANNICO, Jornadas annuales 11 y 12 octubre 2007, Ciudad
Autnoma de Buenos Aires 2008, pp. 87-111;
G. INGELS, Safeguarding Rights when investigating Allegations of Misconduct of Clergy and Religious, in Canon Law
Society Newsletter, London 137/04, pp. 45-64; A.L. ESPELAGE, Rules for the Investigation of a Crime, in Roman
Replies and CLSA Advisory Opinions 2004, pp. 188-191.

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Can. 1718 - 1. Qualora gli elementi raccolti sembrino bastare lOrdinario decida:
1) se si possa avviare il processo per infliggere la pena o dichiararla;
2) se ci, atteso il can. 1341, sia conveniente;
3) se si debba ricorrere al processo giudiziario, oppure, a meno che la legge non lo vieti, si debba
procedere con decreto extragiudiziale.
2. LOrdinario revochi o modifichi il decreto di cui nel 1, ogniqualvolta da elementi nuovi gli
sembri di dover disporre diversamente.
3. Nellemanare i decreti di cui nei 1 e 2, lOrdinario, se prudentemente lo ritiene opportuno,
ascolti due giudici e altri esperti in diritto.
4. Prima di decidere a norma del 1, lOrdinario consideri se non sia conveniente, per evitare
giudizi inutili, che egli stesso o linvestigatore, consenzienti le parti, dirima la questione dei danni
secondo il giusto e lonesto.

Can. 1719 - Gli atti dellindagine e i decreti dellOrdinario, con i quali lindagine ha inizio o si
conclude e tutto ci che precede lindagine, se non sono necessari al processo penale, si conservino
nellarchivio segreto della curia.

1. PRIMA FASE. Lavvio del procedimento

1.1 La notitia criminis

I mezzi attraverso i quali pu pervenire all Ispettore la notizia di un delitto (notitia criminis)
possono essere diversi, e tra questi:
a) La denuncia in ambito canonico, fatta personalmente, in forma verbale o per iscritto. Se viene
fatta in forma verbale, occorre mettere per iscritto ci che la persona ha segnalato. Se il
denunciante non intende firmare il documento, occorre annotare che egli non ha inteso firmare.
Il soggetto che denuncia (il denunciante) pu essere la persona che a conoscenza dellesistenza
di un fatto presumibilmente delittuoso (per esempio, un animatore, un docente, un fedele della
parrocchia, ecc.), oppure pu essere la persona che ha subto latto presumibilmente delittuoso
(la persona offesa), o qualcuno che ha responsabilit nei confronti della persona offesa (genitore,
tutore, ecc.).
b) La cattiva fama pubblica, sostanziata da segnalazioni provenienti da pi fonti attendibili, o da
persone credibili, convergenti nel segnalare una condotta probabilmente o potenzialmente
delittuosa.
c) Informazioni provenienti dai mezzi di comunicazioni o apparse nelle reti sociali.
d) Una denuncia fatta dinanzi allautorit di pubblica sicurezza od allautorit giudiziaria.

Qualunque sia il mezzo attraverso il quale perviene allIspettore la notizia di un (possibile)


delitto, occorre che si conservi traccia di essa, mediante la raccolta della corrispondente
documentazione.

1.2 Una prima valutazione

Lemergere di una notitia criminis non determina automaticamente lavvio della indagine
preliminare canonica. LIspettore deve fare una prima valutazione su due aspetti.

a) La necessit. Unindagine canonica potrebbe risultare del tutto superflua, per esempio perch
gi stata compiuta unaccurata indagine disposta dallautorit giudiziaria, ed i relativi atti
possono essere acquisiti; o perch il confratello si autoaccusa spontaneamente o ammette di aver
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commesso il delitto di cui accusato e ne chiarisce le circostanze; o perch si gi in possesso
di tutti gli elementi che comprovano i fatti e la loro imputabilit al confratello.

b) La convenienza. E il caso di accuse che appaiono immediatamente inverosimili, per ragioni


evidenti, certe ed obiettive che le privano di ogni fondamento. Oltre alle notizie palesemente
infondate, lIspettore non dovr dar corso ad una indagine canonica, a seguito di notizie che
hanno per oggetto fatti penalmente non rilevanti, o sono frutto di illazione (cio di un giudizio
formulato per via deduttiva, da premesse che possono condurre anche ad altre conclusioni) o di
mera congettura (cio di una ipotesi formulata sulla base di dati generici, incompleti ed inesatti).
Allo stesso modo, da escludere lavvio di un indagine al buio, cio senza alcun riferimento
ad una notitia criminis, cos come le indagini a tappeto, condotte in forma indiscriminata, per
verificare leventuale perpetrazione di qualche delitto.

Al di l di queste evenienze, lIspettore obbligato ad avviare lindagine preliminare (caute


inquirat, prescrive il can. 1717 1 CIC) ogniqualvolta, dalle notizie ottenute, egli abbia indizi tali
che conducono a considerare come probabile la commissione di un delitto da parte di un confratello,
nei confronti del quale egli abbia potest di governo.

Occorre anche tenere presente che la denuncia ha un carattere informativo. Mediante essa, il
denunciante deve offrire alcuni indizi che orientano verso la presunzione del delitto, ma non gli si
pu chiedere quella ampiezza e coincidenza di indizi che sar, invece, il risultato finale della
indagine. Allo stesso modo, il denunciante non obbligato a dimostrare la colpevolezza
dellaccusato.

Nel caso in cui la notitia criminis emerga a seguito della presentazione di una denuncia
formale fatta allIspettore o ad un Salesiano incaricato per tale compito nellIspettoria, occorre
redigere un atto, dal quale risulti la data, il nome del denunciante e - in estrema sintesi - loggetto
della denuncia. Una copia di tale atto, protocollata e firmata, va consegnata al denunciante.
In tal modo il denunciante pu rivolgersi in seguito allIspettore (o ad un Salesiano
incaricato per tale compito) ed essere informato sullandamento dellindagine. Si promuove, cos,
una maggiore trasparenza e si evita la sensazione che la denuncia fatta davanti allautorit
ecclesiastica vada a finire in un limbo giuridico, nel quale non si sa pi chi debba rispondere di
essa, quali ne siano gli esiti e in che tempi essa si svolga e si concluda.

1.3 Atti preparatori dellindagine

Valutata la necessit di avviare lindagine preliminare, lIspettore compie alcuni atti,


mediante la redazione dei corrispondenti decreti, datati e da lui firmati.

a) Decreto di avvio dellindagine preliminare e nomina dellIstruttore. Di norma, e per solide


ragioni, bene che lindagine preliminare non sia condotta dallIspettore. Egli nomina, pertanto
un Istruttore, cio una persona fisica, non un gruppo od una commissione. Circa la persona
dellIstruttore, oltre alle caratteristiche generali esigibili da coloro che ricoprono un ufficio
ecclesiastico (buoni costumi, preparazione, prudenza, dottrina), possono essere richiesta altre
caratteristiche determinate dalla natura e dalle circostanze del caso concreto. LIstruttore pu
essere anche un laico, uomo o donna, che abbia competenza e specifica preparazione in campo
canonico.

b) Decreto di nomina del Notaio. Tutti gli atti devono essere raccolti per iscritto, con lintervento
di un Notaio, che li firmer, al fine di ottenere una documentazione fedele.

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c) Documento di notifica al confratello dellavvio di unindagine preliminare. Il confratello deve
essere informato che stata avviata nei suoi confronti unindagine preliminare, indicando,
almeno sommariamente, la ragione. Per fare ci, lIspettore emette un decreto, a sua firma. Egli
dovr valutare attentamente - caso per caso - quando rendere noto al confratello questa
decisione. In alcune circostanze, ad esempio, preferibile attendere finch siano stati acquisiti
indizi sufficienti di verosimiglianza della notitia criminis. In caso contrario, si potrebbe generare
nel confratello una inutile apprensione. In altri casi, ragioni di prudenza possono suggerire di
attendere nel dare questa comunicazione, per evitare che lindagine sia compromessa da azioni
intimidatorie o di occultamento o di distruzione di elementi utili, da parte della persona indagata.

d) Adozione di eventuali misure cautelari. In tale decreto, lIspettore pu anche indicare quei
provvedimenti cautelari che la natura e la gravit delle accuse richiedono di adottare. Ladozione
di misure cautelari non obbligatoria3, ma pu essere dettata da ragioni prudenziali. Ad
esempio: rimozione temporanea da compiti amministrativi, allontanamento dal contatto con i
minori, eventuale ritiro della facolt di ascoltare le confessioni, alcune limitazioni nellesercizio
pubblico del ministero pastorale, ecc. Si ribadisce che tali misure sono temporanee, di carattere
cautelare e devono essere congrue rispetto al delitto di cui la persona accusata. Non sono in
alcun modo una sanzione penale, perch non stata ancora comprovata n la commissione di un
delitto, n la colpevolezza del confratello. Per tali ragioni va accuratamente evitato nel decreto
luso del termine sospensione, per non ingenerare confusione, in riferimento alla grave pena
prevista dal can. 1333 CIC. Destinatario della notifica il confratello interessato. E da escludere
una comunicazione pubblica dellavvio di una indagine canonica, salvo il caso in cui essa si
renda necessaria perch il fatto ha generato scandalo pubblico o ha avuto una forte risonanza
mediatica. Del procedimento in atto e delle eventuali misure cautelari va informato, in via
riservata, il Direttore della comunit e lOrdinario del luogo. Tale comunicazione al Vescovo
diocesano sempre doverosa quando si d inizio ad una indagine preliminare relativa ad un
religioso sacerdote che svolge il ministero pastorale nella diocesi. In caso contrario, sarebbe
assai sconveniente che esponenti del mondo della comunicazione sociale oppure autorit civili
consultino in merito il Vescovo diocesano, e questi non ne sappia nulla. In questa fase, occorre
procedere con prudenza (caute), perch non sia messa in pericolo la buona fama di alcuno: della
persona accusata, delleventuale denunciante, dei testimoni.

2. SECONDA FASE. Lindagine

In questa seconda fase, lIstruttore (assistito dal Notaio) raccoglie tutte quelle informazioni
necessarie per determinare se la notitia criminis ha, o meno, un ragionevole fondamento. Egli dovr
indagare su tre elementi fondamentali:
- i fatti (che cosa accaduto, dove, quando, quante volte, alla presenza di chi, con quali
conseguenze, ecc.). Lelemento fattuale, concreto determinante, perch il delitto una
violazione esterna di una legge o di un precetto muniti di pena.
- le circostanze (fanno riferimento ai soggetti - lindagato, la persona offesa, altre persone
coinvolte - ed alla loro condizione fisica, psichica, alle relazioni tra loro, al loro grado di
consapevolezza, ecc.);
- la imputabilit. Questa fa riferimento al soggetto accusato di delitto, cio in che misura quel fatto
(o quei fatti) possono essere attribuiti a quella persona. Essa si determina quando viene a
consolidarsi un nesso causale ed intenzionale tra i fatti ed il loro presunto autore. Perch si
configuri un delitto la imputabilit deve essere grave. La gravit va valutata sia in riferimento a

3 Diverso il caso relativo a delicta graviora. A norma dellart. 19 delle Norme procedurali promulgate da San
Giovanni Paolo II con il Motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela, riconosciuto allOrdinario, fin dallinizio
dellindagine previa, il diritto di imporre quanto stabilito nel can. 1722 del Codice di Diritto Canonico. In tale canone
vengono indicati alcuni provvedimenti cautelari, la loro finalit, la condizioni di revoca.

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dati oggettivi (riguardanti una materia grave, specie in relazione agli obblighi propri della vita
religiosa e dello stato clericale, alle circostanze e allufficio ricoperto, alla risonanza ed allo
scandalo recato, allet ed alla vulnerabilit della persona offesa, ecc.), sia in riferimento a dati
soggettivi (quanto il soggetto era consapevole di violare una legge od un precetto ed ha
liberamente agito). Perch vi sia un delitto, quindi, occorre un concorso di elementi oggettivi
(fatti esterni, certi, gravi che violano una legge canonica o un precetto muniti di pena) e di
elementi soggettivi (consapevolezza e libert che rendono il fatto imputabile per dolo o per
colpa).

2.1 Convocazione e interrogatorio del denunciante o della persona offesa

Qualunque sia il modo in cui la notitia criminis sia pervenuta allIspettore, assai di frequente
essa deve essere approfondita, chiarita, esplorata. Perci, se vi stato un denunciante, lIstruttore
dovr convocarlo in modo debito, per chiarire i fatti e le circostanze, individuare le persone
coinvolte e gli eventuali testimoni. Analogamente, occorre convocare la persona offesa dal presunto
delitto (se distinta dalla persona del denunciante).
In entrambi i casi, occorre accertare i fatti, facendo delle domande opportune e preparate in
precedenza sulla base degli elementi di cui si gi in possesso. Il modo di procedere dipender, di
volta in volta, dalla materia, dallet del denunciante o della persona offesa, dalla situazione
personale, da altri elementi di evidenza caso per caso. Il Verbale dellinterrogatorio, con le
dichiarazioni, le domande poste e le risposte date, deve essere siglato in ogni pagine e firmato per
esteso nellultima pagine, dallIstruttore, dal Notaio, dal denunciante o dalla persona offesa. Deve
essere indicata la data e il luogo dove avvenuto linterrogatorio.
Non accettabile un verbale in cui lIstruttore od il Notaio riportano un loro riassunto
dellinterrogatorio, privo della firma della persona interrogata. Occorre, invece, riportare a verbale
ciascuna domanda e ciascuna risposta. Nel caso si effettui una registrazione dellinterrogatorio (con
il consenso della persona interrogata) il verbale non dovr essere la trascrizione di ogni singola
parola detta, ma dovr riportare fedelmente quanto la persona intendeva esprimere. Pertanto, il testo
del verbale deve essere fatto leggere alla persona interessata, dando ad essa la possibilit di
correggere od integrare il testo stesso. Fatto ci, va fatto firmare.

In alcuni casi potrebbe non essere possibile un interrogatorio faccia a faccia, per esempio
perch il denunciante o la persona offesa si trovano in un altro continente. In tal caso va messa agli
atti la dichiarazione scritta che stata resa, con la propria firma, il luogo e la data.
E sempre possibile successivamente e nel caso in cui occorrano dei chiarimenti o delle
integrazioni realizzare un interrogatorio per mezzo di un delegato ad acta (per esempio un
confratello di quella nazione o un membro del tribunale ecclesiastico della Diocesi in cui la persona
risiede), nominato con decreto dallIspettore.
E da evitarsi linvio di domande per email o per posta, a cui seguono risposte per le
medesime vie. La ragione che sconsiglia tali modalit risiede nel fatto che le risposte possono essere
preparate con laiuto di terzi, o possono cadere nelle mani di altre persone, o venire male
interpretate. Non vi sarebbe, inoltre, certezza giuridica circa lidentit di colui che risponde e circa
la integrit della sua deposizione.
Diversa la situazione in cui la persona (denunciante o persona offesa) si presenti al
colloquio con uno scritto preparato in precedenza. In questo caso, lIstruttore ha la possibilit di
formulare domande opportune a partire da quanto messo per iscritto, e verificare che esso
corrisponda al pensiero genuino dellautore.
Qualora il denunciante, dopo aver dato notizia di un possibile delitto, non intenda pi
presentarsi, gli si pu chiedere per iscritto se, oltre a quanto dichiarato nella prima denuncia, intenda
rendere altre dichiarazioni e mettere a verbale la sua risposta (o, nel caso, la sua mancata risposta).

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In alcuni casi occorre procedere ad un secondo interrogatorio, qualora dalle testimonianze o
dalle dichiarazioni rese dallindagato fosse necessario chiarire alcuni punti.
Data la delicatezza di questa fase, lIstruttore deve procedere con equilibrio, con prudenza,
con tatto, con mente scevra da pregiudizi.

2.2. Convocazione e interrogatorio dei testimoni

Dalla notitia criminis e dal successivo interrogatorio del denunciante o della persona offesa,
possono emergere i nomi di persone che sono a conoscenza (o potrebbero essere a conoscenza) dei
fatti denunciati e delle circostanze in cui essi si presume siano avvenuti. In tal caso, tali persone
debbono essere chiamate a dichiarare quanto di loro conoscenza.
Tali persone devono essere convocate in modo debito, cio con la chiara indicazione di chi
convoca (lIstruttore), il motivo (basta accennare al fatto che in corso una indagine preliminare
canonica), il luogo, la data e lora. Qualora si abbia timore di una divulgazione incontrollata della
notitia criminis che rechi pregiudizio alla buona fama delle persone od allo svolgimento
dellindagine, la convocazione pu essere fatta in via riservata, oralmente. In questo caso, si pu
concordare con ciascuna di esse il giorno, il luogo e lora in cui avverr linterrogatorio.

Di per s, non prescritto che esse prestino giuramento prima di rendere le loro
dichiarazioni. Ci proprio della fase processuale. Tuttavia, al fine di dare maggiore formalit alle
informazioni che vengono raccolta e fondare meglio le argomentazioni dellindagine, si pu
richiedere il giuramento o, almeno, si pu richiamare la persona allobbligo morale di dichiarare il
vero.

Occorre rivolgere a a ciascuna persona, con prudenza, le domande necessarie per far luce sui
fatti, sulle circostanze, sulla imputabilit. Esse devono poter rispondere alle domande direttamente.
Terminato linterrogatorio, il Notaio redige il verbale contenente lidentificazione del testimone, le
domande e le risposte. Tale verbale devono essere letto, approvato e sottoscritto da chi ha reso la
dichiarazione, il quale firmer anche ciascuna pagina riportante le sue risposte. Anche lIstruttore ed
il Notaio sottoscrivono il verbale, indicando la data ed il luogo. E ugualmente accettabile una
dichiarazione liberamente resa e debitamente firmata.
Se per diverse ragioni, non possibile linterrogatorio faccia a faccia di un testimone,
possibile nominare un delegato ad acta, come sopra indicato.

2.3 Convocazione e interrogatorio del confratello indagato

Al momento opportuno, lIstruttore deve convocare il confratello indagato, gli deve rendere
nota laccusa formulata a suo carico e deve ascoltare la sua versione dei fatti. E preferibile che
linterrogatorio dellindagato avvenga dopo aver ascoltato le altre persone, perch da loro
potrebbero essere emersi fatti o circostanze nuove sulle quali fare chiarezza. Nulla impedisce che,
se emergessero nel corso dellindagine nuovi elementi, la persona indagata possa essere convocata
una seconda volta per essere interrogata.

Nellinterrogatorio, lIstruttore pu porre domande per aiutare a ricordare i fatti e le


circostanze o chiarire alcuni punti di quanto segnalato a suo carico.
LIstruttore, nel suo modo di procedere, non deve dimenticare che si ancora nella fase della
indagine preliminare, che egli non il Promotore di Giustizia di un processo penale e che lo scopo
dellindagine quello di verificare la fondatezza della notitia criminis, non di dimostrare la
colpevolezza della persona indagata.

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Pertanto, dopo aver creato un clima di fiducia e di ricerca sincera della verit, con la mente
libera da pregiudizi, egli deve limitarsi a raccogliere fedelmente le affermazioni del confratello e le
sue difese, senza controbattere. Poich non si instaurato un processo, non prevista per il
confratello lassistenza di un avvocato o procuratore, n gli possibile accedere agli atti
dellindagine in corso.
Il verbale dellinterrogatorio redatto nel modo sopra indicato (domande e risposte, firme,
data, luogo). In qualsiasi momento dellindagine, il confratello pu far pervenire allIstruttore od
allIspettore o direttamente al Rettor Maggiore, quelle dichiarazioni (a sua firma) che riterr
opportuno rendere.
Occorre fare massima attenzione a non pre-giudicare alcuno. Il confratello, nel corso
dellindagine preliminare, gode della presunzione di innocenza. Nel corso dellindagine, egli
indagato, non stato ancora giudicato reo.
Si tenga presente che, come per la persona accusata nel corso di un processo, cos anche la
persona indagata nel corso dellindagine preliminare non tenuta a confessare il delitto che le viene
attribuito, n pu esserle imposto il giuramento.

2.4 Altri elementi

La notitia criminis, le affermazioni del denunciante o della persona offesa, le testimonianze,


le affermazioni del confratello indagato possono essere suffragate da documenti di vario genere
(lettere, biglietti, email, sms, testi riportati su Face-book, dialoghi su Whatsapp, foto, video,
registrazioni, ecc.) che devono essere consegnate in copia allIstruttore.
Il Notaio deve firmare ciascuno di questi documenti che vengono consegnati allIstruttore,
con lindicazione di chi li ha forniti e la data.

2.5 Relazione dellIstruttore

Quando lIstruttore ritiene di avere raccolto elementi sufficienti per valutare la fondatezza e
consistenza della notitia criminis, egli stende una relazione in cui ripercorre brevemente le tappe
dellindagine, d conto degli elementi emersi, esprime il suo personale parere sulla veridicit dei
fatti e sulla imputabilit dei medesimi al confratello accusato. Espresso il suo parere, lIstruttore
firma la sua relazione e consegna tutti gli atti allIspettore.

2.6 Segretezza e durata dellindagine

Linvito alla prudenza (caute inquirat, can. 1717 1 CIC) e lavvertenza a non mettere in
pericolo la buona fama di alcuno (can. 1717 2 CIC), fanno s che gli atti dellindagine preliminare
siano riservati e non possano essere divulgati. Ci dettato anzitutto dalla necessit di tutelare il
buon nome altrui, specie del confratello indagato che il soggetto maggiormente a rischio della
lesione della propria buona fama. In secondo luogo, la segretezza mira a ridurre al minimo il rischio
di ostacoli od impedimenti che possano frapporsi allattivit diretta allaccertamento della
fondatezza della notitia criminis.

Circa la durata dellindagine, il Codice di Diritto Canonico non prevede una limitazione
temporale. Tuttavia, sia ragioni giuridiche (tempi entro i quali si estingue per prescrizione lazione
criminale, secondo quanto previsto dal can. 1362 CIC), sia ragioni dettate dal dovuto rispetto della
persona denunciante e del confratello indagato (nei cui confronti possono essere stati adottati
provvedimenti cautelari), impongono tempi sufficienti, ma non eccessivamente o indefinitamente
prolungati. Ordinariamente, una indagine preliminare non dovrebbe durare pi di 60 giorni. Se entro

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tale tempo non si giunti a stabilire la verosimiglianza di una denuncia, lindagine deve essere
chiusa. Possono, per, darsi eccezioni nel caso di situazioni particolarmente complesse.

3. TERZA FASE. La valutazione degli esiti dellindagine

Con la consegna degli atti dellindagine e della sua relazione, lIstruttore termina, per il
momento, il suo compito. LIspettore (che anche nel corso dellindagine la persona responsabile
del procedimento avviato) in questa terza fase ha un ruolo centrale per gli atti che egli pone ed i
documenti che emette.

3.1 Studio e valutazione degli atti dellindagine

LIspettore, a tenore del can. 1718 1, in base ai risultati dellindagine chiamato a prendere
una decisione tra diverse possibili. Perch la sua valutazione sia giusta e giuridicamente fondata
occorre che egli:
a) studi gli atti dellindagine;
b) se prudentemente lo ritiene opportuno, ascolti il parere di due giudici o altri esperti in diritto 4.
Lindicazione non precettiva, ma si rende tanto pi necessaria, quanto pi delicata la materia.
Non scontato che lIspettore conosca lordinamento penale canonico, i principi che la ispirano,
le leggi penali, il ventaglio di possibilit che egli ha dinanzi, lobbligo di procedere con un
processo giudiziale o se si debba procedere con decreto extragiudiziale, ecc.;
c) valuti il da farsi, alla luce del criterio normativo fondamentale espresso nel can. 1341 CIC:
LOrdinario provveda ad avviare la procedura giudiziaria o amministrativa per infliggere o
dichiarare le pene solo quando abbia constatato che n con lammonizione fraterna n con la
riprensione n per altre vie dettate dalla sollecitudine pastorale possibile ottenere
sufficientemente la riparazione dello scandalo, il ristabilimento della giustizia, lemendamento
del reo.

3.2 Decreto di chiusura dellindagine preliminare o richiesta di supplemento di indagine

Se, dopo aver studiato gli atti ed ascoltato il parere degli esperti, lIspettore ritiene che gli
elementi raccolti nellindagine preliminare siano sufficienti, emette un decreto, a sua firma, di
chiusura dellindagine preliminare. In caso contrario, sempre con un decreto, chiede allIstruttore un
supplemento di indagine, dando eventuali indicazioni specifiche su quei fatti o circostanze da
chiarire. In ogni caso, unindagine preliminare non pu restare aperta per un tempo indeterminato.

3.3 Decisione dellIspettore e parere del Consiglio ispettoriale

Valutati positivamente i dati offerti dallIstruttore - o in via immediata, o a seguito del


supplemento di indagine - lIspettore deve, a norma del can. 1718 CIC, prendere una decisione
opportuna.

Lo studio degli atti, il parere degli esperti, i criteri indicati nel can. 1341, il rispetto della
normativa canonica e la salvaguardia dei diritti delle persone interessate nel caso in questione,
aprono dinanzi allIspettore un ventaglio di possibilit. Egli pu:
4 Se non vi sono in Ispettoria confratelli esperti in Diritto canonico, lIspettore pu chiedere la consulenza di giudici
del Tribunale ecclesiastico diocesano o metropolitano, o regionale, oppure di docenti di Diritto canonico presso Facolt
ecclesiastiche, o consultare lUfficio giuridico della Congregazione. Se il caso ha implicanze anche in campo civile,
bene che lIspettore consulti anche un avvocato penalista civile.

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a) archiviare gli atti dellindagine per manifesta infondatezza della notitia criminis, o perch:
- i fatti, pur verificatisi, non sono imputabili al confratello,
- nella fattispecie concreta ricorra una circostanza di non punibilit di cui al can. 1323 CIC,
- lazione criminale estinta per prescrizione a norma del can. 1362 CIC,
- il fatto non pi previsto come delitto, tenuto conto di quanto dispone il can. 1313 2 CIC.
Tuttavia, nel caso in cui la condotta del confratello - pur non riconducibile alla violazione di
una legge canonica per la quale prevista una pena - ha generato scandalo od ha violato (anche
se non in forma grave) uno o pi obblighi della sua condizione di religioso e di sacerdote,
lIspettore non pu archiviare il caso, come se nulla fosse accaduto, ma tenuto ad adottare
quei provvedimenti di natura non penale che riterr pi adeguati.
b) ricorrere allammonizione fraterna ed a provvedimenti dettati dalla sollecitudine pastorale5;
b) imporre una ammonizione canonica, a norma del can. 1339 1 e 3 CIC;
c) imporre una riprensione canonica, a norma del can. 1339 2 e 3 CIC;
d) imporre una penitenza in foro esterno, a norma del can. 1340 CIC;
e) imporre un precetto, a norma del can. 49 CIC, con il quale impone al confratello qualcosa da
fare o da omettere, specialmente per urgere losservanza di una legge; il precetto pu prevedere
una pena, in caso di trasgressione, a tenore del can. 1319 CIC;
f) avviare una procedura giudiziaria o amministrativa per infliggere o dichiarare la pena.

Qualunque sia la decisione che egli adotti, questa deve constare per iscritto in un decreto a
sua firma e deve essere notificato alla persona indagata.

Lavvenuta conclusione dellindagine deve essere comunicata anche al denunciante ed alla


persona offesa (se distinta dal denunciante). Oltre a ci, deve essere comunicato - in modo
essenziale e sintetico - quale decisione stata presa a seguito dellindagine: archiviazione, adozione
di provvedimenti di natura pastorale, misure disciplinari, rimedi penali (ammonizione, riprensione),
imposizione di un precetto, avvio di una procedura penale giudiziale o amministrativa.

Circa la modalit della comunicazione, questa pu essere resa per iscritto od oralmente. La
forma orale consente un contatto personale con il denunciante o con la persona offesa, permette di
ascoltare, rispondere e chiarire. Se si ricorre alla forma orale, un breve documento (con le dovute
firme) deve dare certezza che lincontro e la comunicazione sono avvenuti.
Non consigliabile comunicare per iscritto lesito dellindagine preliminare quando si ha
fondato timore che il documento possa essere utilizzato per finalit improprie o addirittura illecite.

Chiusa lindagine preliminare e prima di assumere, con decreto, le opportune decisioni,


lIspettore acquisisca il parere del suo Consiglio, secondo quanto richiesto dallart. 165 delle
Costituzioni (Nelle cose di maggiore importanza ascolti sempre il suo Consiglio). Non vi alcun
dubbio che lavvio di una indagine preliminare canonica a carico di un confratello e gli esiti della
stessa sono fatti degni della massima attenzione. Nel fare ci, presenti la relazione conclusiva
dellIstruttore (il quale pu essere invitato ad intervenire nella seduta del Consiglio e rispondere ad
eventuali quesiti) e valuti collegialmente le prove, gli argomenti e le difese. Conclusa la
valutazione, il Consiglio viene chiamato ad esprimere il proprio parere con successive votazioni a
scrutinio segreto su:
- veridicit dei fatti e delle circostanze
- imputabilit dei fatti al confratello
- eventuale provvedimento da adottare, a partire da quanto lIspettore propone.

5 Ad esempio, pu chiedere che il confratello abbia un periodo di riflessione e di ripresa spirituale, o di


accompagnamento psicologico, o un allentamento nel ritmo del lavoro, o la dedizione ad altri compiti pi confacenti
alla situazione presente del confratello, o la permanenza in una casa di spiritualit, o specifiche terapie, ecc.

9
Se il caso non deve essere portato ad una istanza superiore (Rettor Maggiore e Consiglio generale
o alla Santa Sede), lIspettore non partecipa al voto e procede a norma del can. 127 CIC.

3.4 Il compito della Commissione per la disciplina religiosa e della Commissione per la tutela
dei minori.

A seguito della crescente sensibilit ed attenzione al tema degli abusi su minori, non sono
mancata tempestive e chiare indicazioni da parte dei Vicari del Rettor Maggiore, sin dal 2002 6. In
esse si invitava a costituire in ogni Ispettoria una Commissione per la gestione dei casi segnalati di
abusi, composta anche da persone esperte laiche (avvocato, psicologo) che potessero assistere
lIspettore nellassumere i provvedimenti necessari nei confronti del confratello, prestare aiuto alle
vittime, curare la comunicazione esterna.

Tale Commissione, da principio costituita per la gestione dei singoli casi di abuso
denunciati, diventata in diverse Ispettorie un organismo stabile, con varie denominazioni, la pi
frequente delle quali Commissione per la tutela dei minori, con compiti prevalentemente
formativi e preventivi.
Il frutto pi significativo del suo lavoro stato la elaborazione di un documento di varia
denominazione (Child Protection Policy, Codice Etico, ecc.) nel quale sono stati fissati i principi di
riferimento a cui aderire, le misure di prevenzione da adottare e gli obblighi a cui debbono attenersi
sia i Salesiani, sia i laici che condividono la missione salesiana, sia quanti - nelle case salesiane -
sono a contatto con i minori.

A questa Commissione, di recente stato chiesto di affiancare una Commissione per la


disciplina religiosa7, generalmente presieduta dal Vicario dellIspettore con il compito di
promuovere tra i confratelli una maggiore sensibilit verso la disciplina religiosa, curare alcune
specifici interventi formativi, assistere lIspettore nellaffrontare situazione irregolari.
Per i motivi sopra indicati, essa non pu svolgere il compito proprio dellIstruttore e del
Notaio nellindagine preliminare, ma ha piuttosto compiti formativi e preventivi di carattere
generale.

Nel punto successivo, invece, si esamina il contributo della Commissione per la tutela dei
minori nei casi di denuncia per delicta graviora.

4. INDAGINE PRELIMINARE E DELICTA GRAVIORA

Il documento fondamentale di riferimento, a cui attenersi nei casi in cui la notitia criminis
riguardi delicta graviora, sono le Normae de gravioribus delictis pro Doctrina Fidei reservatis,
promulgate da San Giovanni Paolo II con la Lettera Apostolica in forma di Motu proprio
Sacramentorum sanctitatis tutela il 30 aprile 2001 e modificate il 24 maggio 2010 da Papa
Benedetto XVI8.

Tra i vari delicta graviora, allart. 6 1 di tale documento, previsto che I delitti pi gravi
contro i costumi, riservati al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono:
6 L.VAN LOOY, Lettera agli Ispettori, 19 luglio 2002; A. BREGOLIN, Lettera agli Ispettori, 19 luglio 2004; ID.,
Alcune indicazioni per la cura della disciplina religiosa, 24 luglio 2010; ID., Indicazioni per la cura della disciplina
religiosa, 24 gennaio 2012; F. CEREDA, Rinnovato impegno per la disciplina religiosa, in ACS (424) 2017, pp. 52-64.
7 F. CEREDA, Lettera agli Ispettori e Vicari ispettoriali su Vita e disciplina religiosa, 6 luglio 2015.
8 AAS 102 (2010) 419-430, http://www.vatican.va/resources/resources_norme_it.html. Viene citato con la sigla SST.
10
1 il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore di
diciotto anni; in questo numero viene equiparato al minore la persona che abitualmente ha un uso
imperfetto della ragione;
2 lacquisizione o la detenzione o la divulgazione, a fine di libidine, di immagini pornografiche di
minori sotto i quattordici anni da parte di un chierico, in qualunque modo e con qualunque
strumento.

Al 2 del medesimo articolo indicata la pena conseguente: il chierico che compie i delitti di cui
al 1 sia punito secondo la gravit, non esclusa la dimissione e la deposizione9.

Successivamente, in data 3 maggio 2011, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha


emanato una Lettera circolare per aiutare le Conferenze Episcopali nel preparare Linee guida per il
trattamento dei casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici10.

Inoltre, il 4 giugno 2016, Papa Francesco ha emanato la Lettera Apostolica in forma di


Motu proprio Come una madre amorevole11. In essa viene compresa tra le cause gravi che
possono determinare la rimozione dallufficio ecclesiastico, la negligenza dei Vescovi
nellesercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su
minori ed adulti vulnerabili previsti dal Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela.

Allart. 3 4 detto esplicitamente che Al Vescovo diocesano e allEsarca sono equiparati


i Superiori Maggiori degli Istituti religiosi e delle Societ di vita apostolica di diritto pontificio.

Sin dai primi passi dellindagine preliminare, occorre tenere presente che i delicta graviora
rientrano tra i delicta reservata, il cui giudizio cio di competenza esclusiva della Congregazione
per la Dottrina della Fede.
LIspettore ed il suo Consiglio, il Rettor Maggiore ed il Consiglio generale potranno
esprimere un parere sulla veridicit dei fatti e su eventuali provvedimenti disciplinari oppure su
sanzioni penali, ma non sono competenti nel giudizio.

4.1 Lindagine preliminare sui delicta graviora

Lindagine preliminare, in questi casi, segue in tutto la traccia sopra indicata. Le attenzioni
particolari da avere sono le seguenti.

Nella prima fase (lavvio del procedimento), lIspettore, ricevuta la notitia criminis, deve
informare tempestivamente il Vicario del Rettor Maggiore. Emette quindi:
- il decreto di apertura dellindagine preliminare;
- il decreto di nomina dellIstruttore dellindagine preliminare;
- il decreto di nomina del Notaio;

9 Si osservi che tali norme vengono applicate nel caso in cui il delitto sia stato compiuto da un chierico (diacono o
sacerdote). Se colui che ha commesso il delitto un religioso non chierico (studente o coadiutore) occorre fare
riferimento al can. 695 1 CIC che prevede la dimissione obbligatoria per i delitti di cui al can. 1395 2.
10 AAS 103 (2011) 406-412,
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20110503_abuso-
minori_it.html
11 http://w2.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/papa-francesco-motu-proprio_20160604_come-
una-madre-amorevole.html

11
- il decreto con il quale rende noto al confratello lavvio dellindagine preliminare a suo carico ed i
provvedimenti cautelari a cui dovr attenersi, fino a nuova disposizione dellispettore12.

Se in Ispettoria stata costituita la Commissione per la tutela dei minori, lIspettore, con
laiuto degli esperti che la compongono, pu fare una prima valutazione dei fatti denunciati. Se
questi risultano verosimili, si potr determinare:
- lassistenza da offrire alla vittima, dintesa con i suoi genitori;
- i provvedimenti cautelari da adottare nei confronti del confratello accusato, in base allart. 19
delle Normae substantiales di SST, che rimanda al can. 1722 CIC.
- la gestione della comunicazione esterna, nel caso in cui la denuncia abbia avuto risonanza
pubblica;
- i contatti con le autorit giudiziarie, qualora sia stata presentata una denuncia alle autorit
giudiziarie o il Superiore religioso sia obbligato a farlo, in base alla legislazione vigente nello
Stato, od abbia comunque deciso di farlo, bench non obbligato, di intesa con la famiglia del
minore.

Occorre sempre tenere presente che una denuncia di abuso su minore, in ambito canonico, a
carico di un religioso o di un chierico, pu essere seguita dalla denuncia in sede civile. Pertanto,
dopo che lIspettore (o il Salesiano incaricato per questo compito in Ispettoria) ha ricevuto una
denuncia, egli deve redigere un documento che attesti la ricezione della medesima, il nome del
denunciante e della persona denunciata, il motivo della denuncia, la data.

In tale documento, occorre scrivere esplicitamente:


- che il denunciante libero in qualsiasi momento di rendere noti i fatti anche alle autorit
giudiziarie dello Stato;
- che lIspettoria in nessun caso e in nessun modo, porr ostacoli ad una eventuale decisione in tal
senso;
- che, se il denunciante non intende per il momento presentare una denuncia in sede civile, lo fa per
sua libera decisione.

Il documento, in duplice copia, dovr essere sottoscritto da colui che ha ricevuto la denuncia
(Ispettore o Salesiano incaricato per questo compito) e dal denunciante, al quale va consegnata una
copia.

Occorre tenere presente che, nel caso di accusa per uno dei delicta graviora, gli atti, a
partire da quelli relativi allindagine preliminare, sono soggetti al segreto pontificio, a norma
dellart. 30 SST. Pertanto, non possibile divulgarne il contenuto o consegnarne copia.

Nella seconda fase, lindagine canonica svolta dallIstruttore e non dai membri della
Commissione per la tutela dei minori13, n previsto che il confratello indagato compaia dinanzi ad
essa per rispondere a domande o fare la sua deposizione. Al contrario, ci va accuratamente
evitato14.

I componenti della Commissione, per, grazie alle loro specifiche competenze professionali,
possono offrire allIstruttore la loro consulenza. Per esempio, se tra i componenti della

12 In questi casi ladozione di misure cautelari a protezione dei minori costituisce un obbligo di carattere prudenziale e
giuridico.
13 cfr. A.BREGOLIN, cit. 2010; ID., cit. 2012.
14 Vale per la Commissione per la tutela dei minori e per lIspettore quanto espresso nella Lettera circolare del 3
maggio 2011, della Congregazione per la Dottrina della Fede, III, f: Gli organi consultivi di sorveglianza e di
discernimento dei singoli casi, previsti in qualche luogo, non devono sostituire il discernimento e la potestas
regiminis dei singoli vescovi.

12
Commissione vi uno psicologo o una psicologa, lIstruttore - a seconda dei casi - pu delegare il
compito di ascoltare il minore o la minore, od i suoi genitori o farsi affiancare.

Se vi un avvocato, questi pu, eventualmente:


- aiutare lIstruttore nel predisporre linterrogatorio dei testimoni o del confratello denunciato;
- mantenere, a nome dellIspettore, i contatti con le autorit giudiziarie, specie nel caso in cui
queste abbiano disposto lindagine; e, al termine di essa acquisirne gli atti, per non dover ripetere
in sede canonica una indagine gi svolta;
- curare, dintesa con lIspettore, la comunicazione esterna ed il contatto con i genitori della
vittima e con il loro legale.
Nel caso in cui lautorit giudiziaria abbia disposto una indagine a carico del confratello o, a
seguito di essa, abbia avviato un procedimento penale, questi ha diritto ad essere assistito da un
avvocato, ma non potr essere lavvocato membro della Commissione ispettoriale per la tutela dei
minori.

Nella terza fase, lIspettore, dopo aver emesso il decreto di chiusura dellindagine
preliminare, esamina il caso in una seduta del Consiglio ispettoriale. Valutati gli esiti dellindagine
(ed in particolare la relazione conclusiva dellIstruttore), i membri del Consiglio ispettoriale
dovranno esprimere con singole votazione a scrutinio segreto, il loro parere su questi punti:
- la veridicit dei fatti;
- la imputabilit di essi al confratello denunciato;
- la proposta di eventuali misure disciplinari o di sanzioni penali15
Qualunque sia lesito della votazione ed il parere espresso dal Consiglio ispettoriale, il caso
deve essere trasmesso alla Congregazione per la Dottrina della Fede, a cui riservato il giudizio. A
seguito del parere espresso dal Consiglio, lIspettore pu confermare o modificare le misure
cautelari adottate allinizio dellindagine preliminare.

Dopo aver acquisito il parere del suo Consiglio, lIspettore scrive una relazione conclusiva,
nella quale riassume i passi compiuti a partire dalla notitia criminis ed esprime il suo votum sui
medesimi punti su cui si sono pronunciati i membri del Consiglio ispettoriale. Firma in originale la
relazione, con lindicazione del luogo e la data.

4.2 Linvio degli atti al Vicario del Rettor Maggiore

Concluso lesame in Consiglio ispettoriale e predisposta la relazione, lIspettore, tramite il


Segretario ispettoriale, invia al Vicario del Rettor Maggiore i seguenti documenti:

- tutti gli atti dellindagine preliminare, in originale ed una copia (dichiarata conforme dal Notaio),
trattenendone in Ispettoria una copia;
- lestratto del verbale della seduta del Consiglio ispettoriale con il parere dei membri e lesito
della votazione;
- la Relazione dellIspettore ed il suo votum;

15 Occorre avere chiara la distinzione tra i due termini, che non sono sinonimi. Le misura disciplinari sono
provvedimenti di natura amministrativa, che lOrdinario pu assumere nellesercizio della sua potest esecutiva. Per
esempio: limitazione nel ministero pubblico, rimozione da incarichi pastorali, ritiro della facolt di predicare, di
ascoltare le confessioni (in toto o di una categoria di persone), linvito ad una vita di preghiera e di penitenza per un
periodo di tempo determinato o indeterminato, ecc.
Le pene (o sanzioni penali) - determinate o indeterminate, facoltative od obbligatorie - sono inflitte pro gravitate
criminis o dichiarate, secondo le norme presenti nel Libro VI (Le sanzioni penali) del Codice di Diritto Canonico.

13
- il curriculum vitae del confratello: luogo e data di nascita, data della prima professione, della
professione perpetua, della ordinazione sacerdotale; ministero sacerdotale svolto: nomi delle
comunit, anni, incarichi ricoperti;
- giudizi di ammissione nelle fasi della formazione iniziale. Non occorre fare fotocopie delle
schede conservate in archivio, ma si possono trascrivere (se brevi) - o fotocopiare (se lunghi) -
soltanto i giudizi e lesito delle votazioni del Consiglio locale e del Consiglio ispettoriale;
- copia di eventuali documenti di archivio in cui erano state segnalate in precedenza condotte
improprie del confratello;
- eventuali valutazioni di natura psicologica;
- altre eventuali investigazioni canoniche o civili attuate nei confronti del confratello.

Il Vicario del Rettor Maggiore, presenta al Rettor Maggiore ed ai membri del Consiglio
generale il caso e le conclusioni dellindagine, il pareri del Consiglio ispettoriale ed il votum
dellIspettore. Quindi il Rettor Maggiore ed i membri del Consiglio generale si esprimono con voto
segreto ed inviano gli atti alla Congregazione per la Dottrina della Fede.

In questa circostanza si pu chiedere che essa, se necessario, a tenore dellart. 7 SST,


deroghi ai termini della prescrizione dellazione criminale, in modo che il delitto possa essere
giudicato e sanzionato.

La Congregazione per la Dottrina della Fede esamina gli atti, valuta i pareri espressi ed
adotta le debite decisioni: ad esempio, pu archiviare il caso, o indicare al Rettor Maggiore alcuni
provvedimenti da adottare o un precetto da imporre, o delegare a lui la facolt di celebrare un
processo penale amministrativo, o chiedere la celebrazione di un processo giudiziale, o deferire il
caso direttamente alla decisione del Sommo Pontefice in merito alla dimissione dallo stato clericale
ed alla deposizione.

5. INDAGINE PRELIMINARE E DIMISSIONE DALLISTITUTO

Lindagine preliminare il procedimento da adottare quando necessario accertare la


fondatezza di una notitia criminis, cio quando si intende esplorare la notizia della violazione di una
legge per la quale prevista una pena dal Codice di Diritto Canonico.
Essa, per, il procedimento a cui ricorrere anche nel caso in cui un religioso:
- ha abbandonato la fede cattolica, in modo notorio oppure ha contratto matrimonio o lo abbia
attentato anche solo civilmente. In questi casi prevista la dimissione ipso facto dallIstituto (can.
694 CIC);
- ha commesso un delitto per il quale oltre, alla conseguente pena canonica, prevista la
dimissione obbligatoria dallIstituto (can. 695 CIC);
- ha violato alcuni obblighi specifici della vita religiosa che egli ha liberamente assunto, per i quali
prevista la dimissione a giudizio del Superiore (can. 696 1 CIC).

In tutti e tre i casi, occorre che le cause che determinano la dimissione dallIstituto siano
comprovate giuridicamente. Se tali cause non sono evidenti, occorre avviare una indagine
preliminare, al fine di raccogliere le prove, valutarne la gravit e la imputabilit di esse al
confratello. In altri casi, quando si gi in possesso di sufficienti ed evidenti prove, non
necessario avviare lindagine preliminare, come ad esempio nel caso in cui si abbia copia del
certificato di matrimonio, o oppure consti una assenza illegittima prolungata oltre sei mesi.

14
Si pu osservare che, mentre alcune cause che determinano la dimissione dallIstituto sono
delitti (quelle indicante nei cann. 694 e 695 CIC), altre sono violazioni di obblighi assunti con la
professione religiosa, ma non sono delitti: sono quelle indicate, in modo non esaustivo, nel can. 696
1 CIC).

In forma riassuntiva le cause per le quali prevista la dimissione dallIstituto sono le


seguenti.

a) dimissione ipso facto (can. 694 CIC)


- abbandono notorio della fede cattolica (can. 1364 CIC);
- matrimonio, anche solo civile, contratto da un chierico o da un religioso di voti perpetui (can.
1394 CIC).

b) dimissione obbligatoria (can. 695 1 CIC)


- omicidio, rapimento, sequestro di persona, mutilazione, ferimento grave (can. 1397 CIC);
- procurato aborto ottenendone leffetto (can. 1398 CIC);
- chierico concubinario (can. 1395 1 CIC);
- chierico che permanga scandalosamente in un altro peccato esterno contro il sesto precetto del
Decalogo (can. 1395 1 CIC);
- chierico che ha commesso altri delitti contro il sesto precetto del Decalogo in uno o pi dei
seguenti modi (can. 1395 2 CIC):
- con violenza;
- con minaccia;
- pubblicamente;
- con minore di 18 anni.
c) dimissione a giudizio del Superiore (can. 696 CIC)
quando ricorrono altre cause, purch siano (allo stesso tempo) gravi, esterne, imputabili,
giuridicamente comprovate, come ad esempio:
- la negligenza abituale16 degli obblighi della vita consacrata;
- le ripetute violazioni dei vincoli sacri;
- la disobbedienza ostinata alle legittime disposizioni dei Superiore in materia grave;
- un grave scandalo derivato dal comportamento colpevole del religioso;
- lostinato appoggio o la propaganda di dottrine condannate dal Magistero della Chiesa;
- ladesione pubblica a ideologie inficiate di materialismo o di ateismo;
- lassenza illegittima dalla casa religiosa, di cui al can. 665 2, protratta per sei mesi;
- altre cause di simile gravit eventualmente determinate nel diritto proprio dellIstituto.
La procedura da seguire nei tre casi prescritta, rispettivamente, ai cann. 694 2, 695 2 e
697-699 CIC17.

Conclusione

16 Sono evidenziate in corsivo, le condizioni e le modalit che rendono ciascuna causa grave.
17 Per un commento pi dettagliato, si rimanda a F. MARACCANI, Elementi giuridici e prassi amministrativa nel
governo dellIspettoria, Roma 2004, p.p. 101-104.

15
Come si potuto evincere da queste Note per il procedimento, lindagine preliminare uno
strumento che la Chiesa pone nelle mani del legittimo Superiore, per aiutarlo a svolgere il compito
di padre e di pastore; per aiutarlo a discernere ci che vero, quando viene accusato uno dei
confratelli a lui affidati, ed a decidere come giusto procedere; per salvaguardare il diritto dei fedeli
se chiamati in giudizio dallautorit competente, di essere giudicati secondo le disposizioni di
legge, da applicare con equit (can. 221 2).
Lindagine preliminare anche uno strumento a tutela dei diritti dei pi piccoli e dei pi
deboli, e del diritto del popolo di Dio a ricevere da parte dei religiosi e dei sacerdoti la
testimonianza esemplare della loro vita ed il rispetto di quegli impegni da loro pubblicamente
assunti.

16