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La scuola nel Medioevo

Durante il Medioevo l'istruzione era affidata principalmente alla


Chiesa. La maggior parte delle scuole religiose erano sorte per formare il
nuovo clero, ma esistevano anche scuole parrocchiali che fornivano una
istruzione limitata ad una parte della popolazione. Il livello di analfabetismo
era comunque molto elevato, anche se tutti potevano accedere all'istruzione
elementare (le scuole dei monasteri erano destinate principalmente ai figli dei
contadini). Spesso le famiglie nobili assumevano dei religiosi per
l'istruzione dei propri figli. Nel XII secolo la situazione della scuola inizia a
cambiare. Mentre iniziano a scomparire le scuole parrocchiali, sorgono nuove
scuole religiose, affidate a benedettini e a domenicani. Ed iniziano a
sorgere le prime scuole laiche private e comunali. In genere in ogni scuola
insegnava un solo maestro, che poteva avere più di 100 allievi. Durante il XIII
secolo iniziano a diffondersi le scuole laiche secondarie, rivolte agli alunni
che già sapevano leggere o scrivere: le scuole d'abaco erano destinate allo
studio della matematica, mentre le scuole di grammatica allo studio della
lingua latina e alla lettura di autori classici e medievali. Nel corso del XIII secolo
sono state inoltre istituite le prime università.

La scuola tra Cinquecento e Seicento

Tra Cinquecento e Seicento il sistema scolastico è diviso tra le


scuole ecclesiastiche, che devono formare il clero, e le scuole
laiche (private e comunali) che sono destinate alla formazione dei
laici. Le scuole aumentano così come il tasso di alfabetizzazione,
anche se non sono molti i ragazzi che continuano gli studi dopo i 10
anni. La percentuale di femmine che frequentavano la scuola
tra i 6 ed i 15 anni era invece molto più bassa. Nel corso del
Cinquecento iniziano ad essere istituite scuole comunali gratuite. E
sorgono le scuole umanistiche, di livello superiore a quelle di
grammatica, dove spesso insegnavano umanisti molto famosi del
tempo. C'erano inoltre le scuole di dottrina cristiana, la
domenica e nei giorni festivi, istituite alla fine del Quattrocento per
insegnare il catechismo ai ragazzi del popolo e dove si insegnava
anche a leggere e scrivere. Molto importanti anche le scuole
gesuite. Il primo collegio è stato inaugurato a Messina nel 1548 ed
alla fine del Seicento in tutta Italia i collegi erano 111. Inizialmente
nei collegi si insegnava anche a leggere e scrivere, mentre in un
secondo momento sono stati trasformati in istituzioni rivolte
all'istruzione secondaria. Nei collegi gli studenti erano divisi in 5
classi successive: 3 di grammatica (ognuna della durata di 1 anno),
1 di umanesimo (2 anni) ed 1 di retorica (1 anno). Le lezioni erano
svolte completamente in latino. Altri ordini religiosi si occupavano
invece di fornire un'istruzione, in volgare, ai ragazzi più poveri.

Frequentare la scuola è diventato per i bambini e i ragazzi di oggi un gesto


normale della vita quotidiana. Ovviamente la scuola non è sempre stata così
come noi oggi la conosciamo. Anzi spesso in passato i bambini non
frequentavano neppure la scuola, ma venivano educati in casa da precettori
privati, quando la famiglia era in condizioni economiche tali da poterselo
permettere. Se si trattava di nuclei familiari più poveri, era spesso la madre
che si incaricava di istruire i figli, se era in grado di farlo.

Il Medioevo conobbe nei dieci secoli della sua durata, diverse forme di istruzione e di
scuole. Alcuni tipi di scuole medievali sono sopravvissuti fino ad oggi, anche se
hanno subito molte trasformazioni nel corso dei secoli. Altre invece oggi non esistono
più. Innanzitutto dobbiamo tenere presente che nel Medioevo l’istruzione scolastica
era un lusso che non tutti potevano permettersi e non era obbligatoria.
Nel Medioevo l’autorità pubblica non sempre aveva la capacità per organizzare
scuole obbligatorie e gratuite, accessibili ai bambini di ogni classe sociale.
Nell'Alto Medioevo (dal 476 fino all'anno 1000), fu soprattutto la Chiesa a occuparsi
dell’educazione dei giovani. Le scuole avevano quasi sempre sede all'interno dei
monasteri.
Questo avveniva perché erano stati i monaci a conservare e tramandare la
cultura non solo cristiana, ma anche classica, greca e latina, nei difficili secoli
delle invasioni barbariche, seguiti alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente.
I monaci amanuensi ricopiavano con cura i codici antichi e il loro lavoro ha permesso
la conservazione di molte opere che altrimenti sarebbero andate perdute.
All’interno dei monasteri si distinguevano due tipi diversi di scuole. Una era
chiamata schola exterior, ed era destinata a bambini, sia ricchi che poveri, che
vivevano con le loro famiglie nei paesi circostanti e ogni giorno andavano a scuola
presso il convento. L’altra era detta schola interna. Qui venivano educati i cosiddetti
"oblati". Gli oblati erano bambini e bambine che all’età di sei o sette anni venivano
‘donati’ dai genitori a un monastero. Tra le mura del chiostro iniziavano la loro
istruzione e qui rimanevano tutta la vita dopo aver pronunciato i voti.
La scelta dei genitori segnava per sempre la vita del figlio, al quale naturalmente non
veniva chiesto alcun parere. Nonostante l’impegno dei monaci nella trasmissione del
sapere, nell’Alto Medioevo la maggior parte della popolazione era priva di qualsiasi
istruzione.

Carlo Magno: la rinascita culturale

Carlo Magno diede grande impulso alla diffusione di istituzioni scolastiche. Carlo
Magno, re dei Franchi dal 768, era divenuto imperatore nella notte di Natale
dell’anno 800. Il suo regno era chiamato Sacro Romano Impero, perché Carlo pur
essendo cristiano, si considerava l’erede degli imperatori di Roma. L’imperatore non
aveva ricevuto da ragazzo una istruzione particolarmente accurata. La leggenda lo
ritiene addirittura analfabeta, cioè totalmente incapace di leggere e scrivere:
probabilmente questo non era del tutto vero. Carlo sapeva leggere e far di conto, ma
aveva enormi difficoltà nella scrittura, anche perché a quel tempo scrivere era una
operazione molto più complicata e molto meno frequente di quanto non sia al giorno
d’oggi. Nonostante ciò promosse l’uso di un nuovo tipo di scrittura, antenata dei
nostri caratteri di stampa, detta appunto "carolina".

Era però un uomo molto interessato alla cultura. Sotto il suo regno ci fu una rinascita
culturale e furono fondate molte scuole, sia all’interno dei monasteri che presso le
chiese cattedrali delle maggiori città dell’Impero. Inoltre attorno alla corte del re si
formò una accademia, chiamata schola palatina, diretta dal monaco anglosassone
Alcuino.
L’accademia palatina era destinata all’educazione dei principi e dei giovani
aristocratici, che lì apprendevano l’arte militare e il governo del popolo. Fu anche un
attivo centro di studi di alto livello, di cui fecero parte alcuni dei maggiori intellettuali
europei dell’epoca. Purtroppo questa istituzione non sopravvisse a lungo dopo l’887,
anno della deposizione di Carlo il Grosso, ultimo successore di Carlo Magno.

Le scuole cattedrali

Tra la fine del X secolo e l’inizio del successivo le scuole monastiche si occuparono
dell’istruzione elementare e di quella dei futuri monaci. L’istruzione superiore invece
si trasferì nelle scuole nate a fianco delle cattedrali cittadine. Le scuole cattedrali si
diffusero soprattutto nelle città della Francia settentrionale, a Parigi, Chartres, Laon,
Reims.

Al loro interno gli studenti destinati a diventare sacerdoti erano mantenuti con i fondi
della cattedrale; gli altri pagavano una modesta retta. Ma quali materie si insegnavano
agli allievi di queste scuole? Il programma iniziava spiegando loro le basi della
grammatica, della retorica e della logica che insieme formavano le cosiddette "arti del
trivio". Solo in un secondo tempo si studiavano le materie scientifiche, aritmetica,
geometria, astronomia e musica (chiamate "arti del quadrivio"). Le scuole cattedrali
non erano organizzate come quelle di oggi. Non esistevano gli esami e il livello
dell’insegnamento non era uniforme, perché dipendeva soprattutto dalla bravura del
maestro. Gli insegnanti non erano obbligati per contratto a rimanere un numero
preciso di anni in una determinata scuola. Anzi, si spostavano di frequente da una
scuola all'altra, seguiti spesso dai loro studenti. Ma a partire dal XII secolo il numero
dei giovani che chiedevano di ricevere una istruzione superiore aumentò. Stavano per
nascere le Università.