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f yVIEÉRSITA ’nAZIONALEDEGU STVDJ.

L ’archivio storico
dell’Università di Genova

Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016


Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016
L ’archivio storico
delFUniversità^df-Genova

a cura di Rodolfo S avelli

G E N O V A — M CM XCII1
N E L L A S E D E D E L L A S O C IE T À L IG U R E D I ST O R IA P A TR IA

Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016


Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016
A T T I D E L L A S O C IE T À LIG U R E D I ST O R IA PATRIA
Nuova Serie - Voi. X X X III (CVII)

L ’archivio storico
dell’Università di Genova

a cura di Rodolfo Savelli

G E N O V A — M C M X C III
N E L L A S E D E D E L L A S O C IE T À L IG U R E D I ST O R IA P A TR IA
P A L A Z Z O D U C A L E - P IA Z Z A M A T T E O T T I, 5

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V ITO PIE R G IO V A N N I

PRESENTAZIONE

Un inventario di fonti è, per sua natura, un atto di onestà scientifica e


di fiduciosa speranza: da una parte intende offrire alla comunità degli studiosi
una chiara prospettazione dei riferimenti testuali indispensabili per intrapren­
dere lo studio di un certo tema e, per altro verso, facilitando con lo stesso
strumento la fase di approccio ai problemi storiografici, confida che questi
possano essere presto affrontati e risolti. Per entrambe le ragioni si tratta cer­
to di opera meritoria, e chiunque si sia cimentato in imprese consimili ben
conosce l’impegno che esse richiedono. Credo quindi che si debba gratitudine
a Rodolfo Savelli ed ai suoi collaboratori per aver predisposto un fondamenta­
le punto di riferimento scientifico per la storia dell’Ateneo genovese, tanto
più che personalmente mi riconosco il merito (o forse per Savelli la colpa!)
di averlo indotto ad affrontare questa impresa.
Oltre agli importanti - e chiarificanti rispetto alla storiografia tradizio­
nale - saggi introduttivi dello stesso Savelli, di Rotta e di Farinella, su cui
mi permetterò di tornare tra poco, mi sembra che l’inventario, già dalla lettu­
ra del solo indice, possa rendere conto della ricchezza e della varietà di mate­
riale rifluito nel fondo Università conservato presso l’Archivio di Stato di G e ­
nova. La documentazione, già dalla intestazione, richiama differenti tipologie
di atti e di organi accademici, in relazione a mutamenti di strutture istituzio­
nali e di avvenimenti politici: si passa dalle carte gesuitiche, fino alla soppres­
sione del 1773, a quelle della Deputazione che ha sostituito gli ignaziani nella
gestione dell’UnÌversità, ai reperti del periodo dell’Amministrazione francese
(fino al 1814), a quelli della Deputazione agli studi (si conclude nel 1847) ed
agli organi di governo dell’Ateneo nel periodo successivo e fino all’inizio di
questo secolo. Ministri, Sovrintendenti, Consigli universitari, Consigli disci­
plinari, Direttori di polizia richiamano tipologie organizzative ed articolazioni

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istituzionali che, insieme alle testimonianze della vita delle Facoltà e della
presenza dei docenti e degli studenti ci consentono di valutare la ricchezza
di informazioni e di conoscenze storiche che lo studio sistematico del materia­
le inventariato in questo volume potrà apportare.
C ’è un altro aspetto, peraltro, per il quale il libro curato da Savelli può
già apportare un elemento di chiarificazione che credo definitivo: la data di
fondazione del nostro Ateneo.
Non è certo casuale che i saggi di Savelli, Rotta e Farinella, presenti in
questo volume, siano in buona parte incentrati sulla storiografia e sulle vicen­
de cruciali dei secoli tra il X V I ed il X V III: gli apporti storiografici sono stati
difformi, optando o per origini medievali (la bolla di Sisto IV del 1471, ma
per alcuni addirittura il X III secolo) o per la data della cacciata dei Gesuiti,
nel 1773.
Credo che la ricostruzione di Rotta, dotta e brillante secondo lo stile
dello studioso, sia determinante nel dimostrare la inesistenza, nel Medioevo,
di uno Studium genovese, che certo non sarebbe sfuggito alla consapevolezza
ed alla registrazione della storiografia sulle accademie. Se ancora, però, ce ne
fosse stato bisogno, la documentazione scoperta e l’attenzione che Savelli ri­
chiama sui rapporti tra Università e Collegi professionali - un problema sino­
ra mai seriamente indagato e non solo per Genova - induce ad altre certezze
relativamente alla non esistenza di uno Studium in relazione al privilegio si­
stmo del 1471.
L ’ulteriore documentazione presentata da Savelli, insieme alla ricostru­
zione della vita del Collegio gesuitico, operata da Farinella, apre altre pro­
spettive, sempre in relazione al momento di nascita di una Università a G e­
nova.
Il punto di partenza, come afferma Savelli, perché si abbia una Universi­
tà è la circostanza di avere « contestualmente, riuniti in un’istituzione, stu­
denti, docenti ed un’autorità che concede le lauree ». Per Genova tali condi­
zioni non sono presenti nei secoli X V e X V I, quando sono i Collegi professio­
nali a laureare, ma non esistono né corsi continuativi, né docenti regolari; sus­
sistono invece dal X V II secolo quando, oltre alle suddette corporazioni, an­
che i Gesuiti, che possono contare su una struttura didattica completa, otten­
gono ufficialmente l’esercizio di tale prerogativa.
Mi sembra che sulla presenza di un contesto accademico funzionante
concordino gli autori dei saggi presenti in questo volume, Gli anni intorno
al 1670 sono ritenuti i più rilevanti in questo processo: Farinella afferma che
nel 1670 « un solido abbozzo di università poteva dirsi effettivamente avvia­

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to con l’attivazione di tutti gli insegnamenti superiori »; Savelli è ancora più
chiaro quando afferma che nel 1670 « dopo quasi cinquant’anni di corsi e lau­
ree, prese nuovo avvio quella che si può definire una compiuta università ge­
suitica », e pone questa circostanza in relazione al fatto che, nel 1669, venga­
no assegnati ai Gesuiti i proventi delle cattedre volute nelle sue ultime volon­
tà dal nobile Ansaldo Grimaldi nel 1536. Anche Rotta afferma che queste
cattedre « solo nel 1669 cominciarono a funzionare, unite alle altre dei G esui­
ti; fu anzi grazie a quest’assorbimento che il loro Collegio assunse il nome di
università ».
Il processo appare compiuto e lo stesso Generale della Compagnia di G e ­
sù chiama, come attesta Savelli, i Grimaldi « cofondatori di detta nostra uni­
versità ». La sanzione formale, rispetto alle caratteristiche che sono richieste
perché si possa parlare di Università, proviene anche da parte della Repubbli­
ca di Genova-che, come ricorda Savelli, nel 1676 concede ai Gesuiti di laurea­
re in teologia.
La memoria dell’ultimo atto del processo che sancisce la nascita del-
l’Ateneo gesuitico di Genova è affidata ad una lapide che ancora si legge al­
l’interno dell’atrio del palazzo universitario di via Balbi: la data è quella del
20 marzo 1670.
La correttezza e l’attendibilità di tale determinazione cronologica emer­
ge soprattutto in relazione ai parametri che, in altre esperienze accademiche
italiane e straniere, hanno consentito di fissare il momento di inizio di una
completa attività universitaria: da questo punto di vista mi pare che le refe­
renze bibliografiche più aggiornate (soprattutto Brizzi e Romano per l’Italia
e Peset per la Spagn a1), possano confortare, per analogia, l’affermazione
che a Genova nel 1670 si instauri definitivamente una Università gesuitica.
Vorrei fare un’ultima osservazione su questo punto, sulla scorta di un’al­
tra affermazione di Rotta che ricorda come il Collegio genovese meritasse for­
se « se non altro per la continuità con la quale l’insegnamento vi era stato im­
partito, una qualche menzione da parte del maestro di Gottinga, Christoph
Meiners che... si era fatto storico dei progressi degli studi superiori nel nostro
continente. Ma il Meiners... né nominò lo studio generale gesuitico né prese
in considerazione la stentata e rachitica università che dalle ceneri di quello
era nata, una volta soppressa la Compagnia, tra il 1774 e il 1784 ».

1 Per questi autori si veda, da ultimo, il volume miscellaneo Dall'Università degli studenti
aU’Università degli studi, M essina 1991.

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Non vorrei che si creasse un equivoco, derivato da una reazione di con­
trasto verso una storiografia datata e superata, che ricercava, come dice R ot­
ta, « la favolosa antichità dell’Università di Genova »: una vita difficile, so­
prattutto all’inizio, con modesti risultati didattici e scientifici, è dato non in­
frequente in esperienze accademiche di città non centrali nella elaborazione
della cultura dei secoli dell’E tà moderna, ma non comporta la insussistenza
della istituzione. Questa è la realtà dell’Università gesuitica, costituitasi a G e­
nova dal 1670, ma non è casuale che la situazione di scarsa autorevolezza
scientifica si protragga fino alla seconda metà del secolo X IX , quando Geno­
va assume una ben precisa posizione di laboratorio per alcuni rilevanti aspetti
del processo di industrializzazione italiana e di svecchiamento dell’economia
nazionale. È solo in questo momento storico che la concomitanza dell’insedia­
mento di localizzazioni industriali, della nascita di alcune delle più rilevanti
espressioni organizzative del movimento operaio e di un rinnovato spirito
pioneristico delle categorie produttive, induce una richiesta di cultura nuova
e più avanzata, che trova risposte istituzionali originali, nel senso dell’autoge­
stione e dell’autofinanziamento: la Regia Scuola d ’ingegneria Navale e la Re­
gia Scuola Superiore d ’applicazione di studi commerciali - la cui vicenda
storica è stata riproposta in un volume di questa stessa collana - sorte per
volontà e con fondi messi a disposizione dagli enti politici ed economici citta­
dini, rappresentano le più salienti caratteristiche della singolarità dell’espe­
rienza genovese all’interno del panorama universitario dell’Italia della secon­
da metà dell’Ottocento. È un momento di grande fervore intellettuale e di
sviluppo di strutture, a cui partecipano anche i settori scientifici più tradizio­
nali, come le discipline farmaceutiche, fisiche, giuridiche, letterarie, matema­
tiche, mediche e delle scienze naturali. Come molto incisivamente dice Rotta,
« Ormai l’Università di Genova, dopo tanti faux départs era partita davvero.
E poteva a buon diritto considerarsi un’università giovane ».
Se questo volume ha un merito storiografico è senz’altro quello di riven­
dicare all’Ateneo genovese il posto che gli spetta nella storia della cultura ita­
liana ed europea. Siamo di fronte ad un percorso istituzionale e scientifico
che ripropone e ricalca, nel campo della cultura, dapprima le vicende storiche
di uno Stato regionale marginale rispetto alla grande storia europea dell’età
moderna, in un secondo tempo un contrastato sviluppo all’interno del Regno
sabaudo, ed infine una più prestigiosa collocazione all’interno del Regno
d ’Italia.
Il contesto di mutamenti storici, sopra accennati, richiede una valutazio­
ne obbiettiva dei risultati scientifici espressi da una bpn precisa realtà poli-

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tico-e,conomica e culturale, che ha avuto una valenza, grande o piccola che
essa sia, nella storia italiana degli ultimi secoli. Il volume, curato da Savelli,
mostra chiaramente quale documentazione sia da approfondire e quanto lavo­
ro sia ancora di fronte agli studiosi dei vari settori disciplinari.
Per una città o regione è forse più importante della circostanza di avere
« una Università », la ventura di avere la « sua Università », frutto di specifi­
cità economiche e sociali da recepire, da organizzare e restituire, localmente
e internazionalmente, sul piano della cultura e della scienza. Genova ha dal
1670 la « sua Università » e una consolidata tradizione accademica, e, se dalla
storia è possibile trarre insegnamenti, mi pare che le fortune dell’Ateneo sia­
no legate alla riaffermazione dei peculiari legami con l’ambiente in cui opera
ed alla capacità di ripensarli scientificamente e di proiettarli nel futuro.

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Abbreviazioni

ACG Archivio storico del Comune Genova


ACS Archivio Centrale dello Stato Roma
A R SI Archivum Romanum Societatis Iesu
A SC Archivio di Stato Genova
A ST Archivio di Stato Torino
AUG Archivio dell’Università di Genova
BC B Biblioteca Civica Berio Genova
BUG Biblioteca Universitaria Genova
IM G Istituto Mazziniano Genova

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R O D O LFO SA V ELLI

DAI COLLEGI ALL’UNIVERSITÀ

Chiunque affronti in modo distaccato la storia dell’insediamento gesuiti­


co a Genova e le controverse vicende della storia dell’università ligure, non
può non restare colpito dal fatto che per più secoli questa storia è stata fatta
soprattutto guardando al manufatto edilizio. Una plurisecolare lobby del mat­
tone (ci si perdoni tale locuzione in un saggio accademico) sembra aver domi­
nato in questa città, pur con le dovute eccezioni, anche la storiografia delle
istituzioni culturali1. L ’occhio degli apologeti della compagnia di G esù è
stato rapito dal contenitore, dall’insieme di casi e relazioni sociali che hanno
portato i gesuiti ad avere a loro disposizione un cosi importante palazzo; e
mentre è ovvio che gli storici dell’arte si siano occupati prevalentemente del
palazzo, ciò è meno giustificabile per gli altri storici2. La magnificente e po­
tente immagine che i padri (e i Balbi) volevano dare di sé sembra aver oscura­
to la realtà dei diversi contenuti che erano racchiusi in quel palazzo, dei di­
versi, e contradditori, rapporti con altre istituzioni.

1 Lo stupore che i palazzi genovesi destavano nei visitatori stranieri è ben noto: come
non ricordare la reazione di un francescano spagnolo che nella seconda metà del Cinquecento
si domandava « ¿A quien no parecerá mal ver un hombre peregrinar la Italia, España, Turquía,
Indias y otras partes del mundo, para congregar gran suma de dinero, y despues gastarlo en pie­
dras y edificios tan superfluos? » (M. S e r v ia , Relación de lo sucesos de la am ad a de la Santa
Liga,.., in Colección de documentos inéditos para la historia de España, X I, Madrid 1847, p. 450),
2 A incominciare dalle pagine scritte con grande attenzione al problema da N . G e n t il e
nelle Annue memorie del collegio di Genova, A R SI, Med. 80, questa impostazione e stata poi con­
tinuata da A . M o n t i , L a compagnia di Gesù nel territorio della provincia torinese, I, Chieri 1914;
e non ne è del tutto esente anche la recente raccolta di saggi, Il palazzo dell'Università di Genova.
Il Collegio dei Gesuiti nella strada dei Balbi, G enova 1987.

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In realtà la storia dell’Università di Genova deve aspettare ancora chi
possa tracciarne un affresco complessivo. Questo volume, in cui si presenta
per la prima volta un inventario delle principali fonti oggi disponibili a Geno­
va, intende riportare l’attenzione sulla storia dell’istituzione universitaria,
partendo proprio dalle fonti, e cercando anche di fare i conti con tanta storio­
grafia apologetica e provinciale.
Molteplici possono essere i modi con cui si fa storia dell’università; co­
me storia dell’edilizia, storia delle cattedre, storia dei singoli personaggi, sto­
ria delle idee (vale a dire dei libri prodotti dai professori che vi hanno pili
0 meno assiduamente lavorato). Tutti questi differenti, e pur legittimi, modi
di fare storia presuppongono e rinviano di necessità ad un altro livello di ana­
lisi e di ricerca, se vogliono che la loro ricerca sia in un qualche modo connes­
sa con la storia dell'università (e non sia quindi solo storia dell’arte, storia
delle idee, etc.): questa storia ha come supporto necessario (anche se forse
può sembrare invisibile) la storia dell’istituto in cui gli uomini (produttori di
grandi, piccole o nessuna idea) vivevano e lavoravano3. E le istituzioni, ov­
viamente, non hanno sempre lasciato dietro di sé una memoria organizzata
e compiuta degli uomini che vi hanno lavorato: gli archivi delle università,
poi, possono essere avarissimi di informazioni, come è stato recentemente
evidenziato4.
M a a volte anche la più minuta documentazione amministrativa può of­
frire squarci sulle condizioni materiali in cui le idee erano (o non potevano
essere) prodotte. Nella Genova della restaurazione il professore di chirurgia
non era certo posto nelle migliori condizioni di studiare e insegnare, visto
che, come scriveva a Torino il presidente della deputazione, « si trova senza
1 ferri opportuni » 5. Nel caso, poi, degli archivi dell’ateneo genovese diverse

3 Per le molteplici linee su cui si sviluppa la storiografia in questo campo cfr., ad esem­
pio, alcuni dei diversi periodici specializzati, dal recente « H istory of University » ai più antichi
« Quaderni per la storia dell’Università di Padova » e « Studi e memorie per la storia dell’U ni­
versità di Bologna ».
4 P. G r o s s i , Stile fiorentino. G li studi giuridici nella Firenze italiana 1859-1950, M ilano
1986 p. X : « l’Archivio universitario [...] è a Firenze affatto deludente e tal da non offrire al
ricercatore che uno scarso aiuto, zeppo com’è di minuzzaglia inutile e ben spesso vuoto dei docu­
menti più significativi ».
5 A S T , Istruzione pubblica, Università di Genova, mazzo 1 (di II addizione); lettera di
Niccolò Grillo Cattaneo dell’ 11 marzo 1817. Sulle disastrate condizioni dell’ateneo genovese
nell’età della restaurazione si confrontino le acri pagine di E . C e l e s i a , Storia dell’Università di

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ricerche hanno dimostrato in passato come questa documentazione possa es­
sere fruttuosamente utilizzata, sia per studi specifici di storia dell istruzio­
n e6, sia per ricerche di storia generale (e fino ad oggi e stata soprattutto
utilizzata dagli storici del Risorgimento)7.
La storia dell’università non è poi né solo storia dell’istituzione, dell’am­
ministrazione, né solo delle idee, ma anche, ad esempio, storia delle popola­
zioni studentesche8. Come si avrà modo di vedere, è anche storia dei rap­
porti con il mondo delle professioni, quel mondo in cui si reclutavano univer­
sitari e per il quale l’università produceva (o avrebbe dovuto produrre) forza
lavoro qualificata.

Genova dal 1814 fino a di nostri, in L. I sn ard i - E. C e l e s i a , Storia dell’Università di Genova, II,
Genova 1867, pp. 247 e ss; più cauto era stato lo Spotorno (cfr. nota 14) quando osservava che
a suoi tempi « il gabinetto anatomico e patologico [...] non può gareggiare con altri di simil gene­
re famosi in Italia; ma non tutti possono aver tutto, e l’università nostra cosi recente non ebbe
ancora lo spazio di tempo necessario alla ricchezza dei gabinetti patologici ».
6 O ltre a quanto citato a nota 2 cfr. R. B o u d a r d , L'organìsation de l ’université et de l ’en-
seignement secondale dans VAcadèmie hnpériale de Genes entre 1805 et 1814, Paris 1962; [M. Ten-
torio ], Storia del Collegio Reale di Genova sotto la direzione dei PP. Somaschi (1816-1837). Una
pagina di storia del romanticismo genovese, Genova 1977.
7 C fr., a mero titolo di esempio, G . S alvem in i, Ricerche e documenti sulla giovinezza di
Giuseppe Mazzini, in « Studi storici » X X (1911), ora in Scritti sul Risorgimento, M ilano 1961,
pp, 309-369; A . C o d ig n o la, 1 fratelli Ruffini. Lettere di Giovanni e Agostino Ruffini, in « A t t i
della Società Ligure di Storia Patria. Serie del Risorgim ento » II (1925), voi. I, in specie pp.
L X V III e ss; C. B o r n a te , L a partecipazione degli studenti liguri ai moti del 1821 e la chiusura
delVUniversìtà, in Giovanni Ruffini e i suoi tempi, G enova 1931, pp. 95-161; V. V it a le , Onofrio
Scassi e la vita genovese del suo tempo (1768-1836), in « A tti della Società Ligure di Storia Patria »
L IX (1932), in specie cap. V II « la vita universitaria nell’età piemontese ». G li studi di carattere
risorgimentista sono all’origine dello spostamento di parte dell’ archivio, a partire dal 1911, pres­
so la Biblioteca Universitaria, prima, e l’istituto M azziniano, poi, con conseguenti ed evidenti
danni ad una corretta conservazione del materiale (aggravata dalle successive mostre in cui fu
utilizzata). M a su ciò cfr. infra l’introduzione di Assini.
8 T ra gli studi più interessanti e suggestivi in tema cfr., ad esempio, W. Th. M . F r ij -
h o ff, L a société néerlandaise et ses gradués, 1575-1814, Amsterdam 1981; D . J u l ia e al., Les Uni-
versités européennes du X V Ie au X V IIIe siede, blistoire sociale des populations etudiants, 2 voli.,
Paris 1986-1989; G .P . B r iz z i , Matricole ed effettivi. Aspetti della presenza studentesca a Bologna
fra Cinque e Seicento, in « Studi e memorie per la storia dell’Università di Bologna » N S V II
(1988), pp. 225-259; I d ., L a presenza studentesca nelle università italiane nella prima età moderna.
Analisi delle fonti e problemi di metodo, in G .P . B r iz zi - A. V a r n i , L ’università in Italia fra età
moderna e contemporanea, Bologna 1991, pp. 85-109.

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La scelta di premettere all’inventario i contributi di Rotta e Farinella
è stata dettata dalla necessità di offrire al lettore non solo (e tanto) una spie­
gazione del perché si siano affermate negli anni vere e proprie mitologie sulle
presunte, antichissime, origini dell’ateneo genovese, quanto per portare un
tangibile esempio di come si può fare storia dell’università, senza per questo
cadere in una delle trappole costituite ora dal mito delle origini (per ma­
gnificare un’università di oggi bisogna trovarle un inizio antico almeno quan­
to quello dell’ateneo bolognese), ora dalla storiografia degli ordini religiosi
(il proprio è quello che ha sempre meriti maggiori rispetto agli altri ordini).
D ’altronde gli storici professionisti, quelli che hanno ancora il gusto del­
la consultazione delle fonti, hanno sempre ben saputo che il privilegio del
1471 di Sisto IV, cosi come quello successivo di Massimiliano I, non rappre­
sentavano di per sé l’atto di nascita di un’istituzione, ma solo la possibilità
che questa vedesse la luce, se, e solo se, la città avesse voluto porvi mano.
Genova, però, era quanto mai restia a fare questo passo; preferiva continuare
secondo i moduli ereditati dal passato, trasferendo alle organizzazioni profes­
sionali il potere di concedere i gradi dottorali, senza che questo privilegio
creasse minimamente uno studium. Era lo stesso governo cittadino ad afferma­
re nel 1496: « nulle sunt in hac civitate publice scole » 9. Tra Quattro e Cin­
quecento si usava solo stipendiare, più o meno continuativamente, un pubbli­
co lettore (un letterato, un umanista, talvolta un teologo) « qui publico prae-
mio legat adolescentibus illisque bonis moribus imbuat et erudiat litteris » l0.
Non si assiste comunque mai alla creazione di un’istituzione, mai una scuola
lontanamente paragonabile, ad esempio, a quella veneziana di Rialto u.

9 Si veda il documento pubblicato da G . P e t t i B a l b i , L'insegnamento nella Liguria medie­


vale. Scuole, maestri, libri, Genova 1979, p. 161 (e cfr. ivi p. 111).
10 C fr. il decreto di nomina a lettore di Giorgio Valla pubblicato da C. B raggio , Giacomo
Bracelli e l ’umanesimo dei liguri del suo tempo, in « A tti della Società Ligure di Storia Patria »
X X III (1890), p. 113 nota (e cfr. anche p. 280); sul tema dei lettori pubblici si vedano pure le
integrazioni apportate da F . G a b o t t o , Un nuovo contributo alla storia dell'umanesimo ligure, ivi,
X X IV (1 8 9 1 ), p p . 5 7 e ss; e da A. M a s s a , Ilettori^u bblki della Repubblica genovese, in « G a z z e tta
di G e n o v a » L X X X II I (1915), n. 4, p p . 13-15.
11 Cfr, B , N a r d i , Saggi sulla cultura veneta del Quattro e Cinquecento, Padova 1971; F . L e ­
p o r i, L a scuola di Rialto dalla fondazione alla metà del Cinquecento, in Storia della cultura veneta.
I l i , 2 (D alprim o Quattrocento a l concilio di Trento), a c, d i G . A r n a ld i e M . P a st o r e S t o c c h i ,
Vicenza 1980, pp. 538 e ss.

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Questo sistema continuò con alterne vicende fino alla seconda metà del
Cinquecento, quando l’esperienza venne a term ine12. La figura del pubblico
lettore era troppo legata ad un’esperienza cittadina tardo-medievale; la realtà
mutava e anche a Genova si stavano insediando scuole di tipo nuovo, quelle
dei gesuiti. Il processo che portò alla creazione del loro collegio fu lungo e
faticoso (a Genova non si riuscì, ad esempio, a creare stabilmente un « colle­
gio dei nobili » come in altre città)13. L ’istituzione scolastica della compa­
gnia di Gesù evidenziò quella che possiamo definire la contraddizione più evi­
dente del sistema dei collegi professionali e del loro privilegio di concedere
i gradi dottorali: i collegi non svolgevano attività didattiche e pretendevano
di avere il monopolio « dottorale ».
Su questo monopolio (contrastato in qualche modo dai gesuiti, come ve­
dremo) si è costruito, a partire dagli inizi dell’Ottocento, il mito delle origini
quattrocentesche dell’ateneo genovese. Anche se già allora vi fu chi scriveva
con maggiore acume storico (e ce lo ricorda Rotta nel suo contributo a questo
volume) che l’università « ebbe cominciamento nell’anno 1773 » u.

12 Per il Cinquecento ricordiamo i nomi di Paolo Partenopeo, Iacopo Bonfadio, e Gio.


Pietro M affei. Quale era l’oggetto, e il pubblico, di queste letture? Le fonti non sono molto ric­
che: il Partenopeo nella dedica dei suoi A m ales (BC B, mr. C f. bis 2.6, c. 32r-v) ricorda un ampio
spettro di testi classici commentati nelle sue letture - da Aristotele a Svetonio, insistendo soprat­
tutto su Cicerone; Bonfadio in una lettera narra: « ho letto il primo della Politica d ’Aristotele
in una chiesa ad auditori attem pati, e più mercanti che scolari » (I. B o n fa d io , Le lettere e una
scrittura burlesca, a c. di A. G reco, Rom a 1978); stesso pubblico ascoltava nel 1563 il M affei:
questi scriveva infatti ad Aldo Manuzio di aver dovuto interrompere le lezioni su Cicerone per
permettere agli uditori di andare « a d [...] Mediolanensium negotiatorum conventus » (G .P.
M a f f e i , Opera omnia, Bergomi, Petrus Lancellottus 1747, II, pp. 486-487).
13 Cfr. in generale G . C o se n t in o , Il Collegio Gesuitico e le origini dell’Umversità dì G e­
nova, « M iscellanea storica ligure », a. X IV n. 2, (1982), pp. 57-137: documenti sul collegio dei
nobili attivo negli anni Q uaranta del Seicento in A S G , Archivio segreto 1654; secondo il Gentile
(Annue memorie, cit., cc. 45 e ss) non fu possibile continuare questa istituzione perché s. Giorgio
non autorizzò l’utilizzo a tal fine dei lasciti di Angelo Giovanni Spinola (furono invece impiegati
per la costruzione dell’albergo dei poveri). Sulla presenza di genovesi nei collegia nobilium del­
l ’Italia padana cfr. G .P . B r iz z i , L a formazione della classe dirigente nel Sei-Settecento. I seminaria
nobilium neU’Italia centro-settentrionale, Bologna 1976, passim.
14 L ’afferm azione dello Spotorno relativa alle origini settecentesche è nella voce Genova
del Dizionario geografico-storico-statistico-commercìale degli stati di S.M. il re di Sardegna di G . C a -
s a l is , voi. V II, Torino 1840, pp. 436. Contro un altro scritto dello Spotorno, la Storia letteraria
della Liguria, a proposito delle origini dell’università, polemizzava G .B . C anobbio in un’opera
rimasta manoscritta (Notìzie storiche sulla Università di Genova [...] opera postuma pubblicata per

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Bisogna subito dire che il problema storiografico delle origini dell’uni­
versità genovese (come quello di altre università minori) è legato alla non
compiuta comprensione del ruolo svolto dalle organizzazioni professionali in
Italia in età moderna. Se è vero, come ha osservato di recente Andrea Roma­
no, che nell’Europa tra medioevo ed età moderna la tipologia del fenomeno
universitario è quanto mai varia, visto che troviamo « Università spontanee,
Studia nati in conseguenza di migrazioni di studenti e maestri [...] Atenei di
fondazione pontificia o imperiale, Università collegiate, regie, cittadine ed,
infine, religiose » 15, è altresì vero che è ben difficile parlare di università
(anche nel senso più lato possibile) là dove non vi siano, contestualmente, riu­
niti in un’istituzione, studenti, docenti e un’autorità che conceda le lauree.
Inoltre bisogna avere oggi ben presente che il solo privilegio di laureare
non comportava, nell’Italia d ’antico regime, l’esistenza, di per sé, di un’uni­
versità; coloro (individui o collegio) che erano allora insigniti dei privilegi di
conti palatini (e potevano creare notai, dottori, o legittimare bastardi) non re­
putavano certo di essere uno studium publicum, proprio perché il titolo dotto­
rale non era dato solo dalle università16. D ’altro canto la validità delle le­

cura dì P, Ricci, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, Fondo Rossi 59). Sul tema
era già intervenuto in un breve articolo edito (cfr. infra il contributo di Farinella, nota 6); ma
nell’opera m anoscritta del Canobbio forte era anche la polemica antigesuitica (« dopo l’entrata
de gesuiti in G enova niente vidimo di buono ... egli è vero che il secolo 17 fu ovunque micidiale
per la filosofia ») cosi come l’elogio della breve stagione riformatrice di fine Settecento. Sullo
Spotorno e gli ambienti culturali del tempo si veda il bel saggio di F, D e l l a P e r u t a , Polemiche
letterarie e civili nella Genova di Mazzini e Spotorno, in Giambattista Spotorno (1788-1844). Cultura
e colombismo in Liguria nella prima metà dell’Ottocento, a c, di L. M orabi T o , Genova 1990.
15 A . R o m a n o , Introduzione, a Dall'università degli studenti a ll’università degli studi, M es­
sina 1991 ( = Accademia Peloritana dei Pericolanti. Classe di Se. Giur. econ. e politiche, Atti,
L X (1991), supplemento 1, p. 10).
16 Sul problem a dei privilegi palatini e il sistem a dei collegi nell’Italia centro­
settentrionale i più interessanti contributi sono quelli di E . B r a m b il l a : Società ecclesiastica e so­
cietà civile: aspetti della formazione del clero dal Cinquecento alla restaurazione, in « Società e sto­
ria » 1981, n. 12, pp. 300-366; Il «sistem a letterario» di Milano-, professioni nobili e professioni
borghesi dall'età spagnola alle riforme teresiane, in Economia, istituzioni, cultura in Lombardia nel­
l ’età di Maria Teresa, Bologna 1982, III, pp. 79-160; La medicina del Settecento: dal monopolio
dogmatico alla professione scientifica, in Storia d ’Italia. Annali 7: Malattia e medicina, Torino 1984;
Le professioni scientifico-tecniche a Milano e la riforma dei collegi privilegiati (sec. XVII-1770), in
Ideologia e scienza nell'opera di Paolo Frisi (1728-1784), a c. di G . B a r b a r is i , M ilano 1987, pp.
345-446; Genealogìe del sapere. Per una storia delle professioni giurìdiche nell’Italia padana, secoli
XIV-XVI, in « Schifanoia » 8 (1990), pp. 123-150; nonché la recente raccolta di M. R o gg ero ,

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zioni di doctores era riconosciuta anche al di fuori degli studia maggiori: se­
condo Baldo, ad esempio, « qui student in studio Mediolanensi, dicuntur sta ­
dere in iure et loco approbato », sebbene fosse proprio il giurista perugino a
riconoscere per primo che quello milanese non era certo uno « studium ordi-
natum seu generale » n. Questa situazione era comune a molte realtà italia­
ne; un avvocato di metà Seicento potè scrivere che il privilegio concesso da
Sisto IV rendeva Genova « in questa materia unica tra tutte le altre città del
mondo, cioè ch’essa, nella quale non sono scuole publiche come nelle Univer­
sità, habbia al pari di loro [...] il modo e la facoltà di dottorare » 18; ma que­
sto era un concetto spendibile forse nel foro, non a livello di ricostruzione
storiografica.
Le organizzazioni professionali genovesi, che (come avveniva in molte
altre città italiane) avevano il potere di conferire i gradi in base al privilegio
pontificio del 1471, erano quelle dei giuristi, dei medici e dei teologi19. La
cerimonia in cui il candidato era insignito dei gradi dottorali era sempre svol­
ta con particolare solennità, nella cattedrale. Certo è, però, che dalla docu­
mentazione rimasta possiamo dedurre come vi fossero due diversi « percorsi »
anche per le lauree: per coloro che aspiravano ad entrare nel collegio dei dot­

Insegnar lettere. Ricerche di storia dell’istruzione in età moderna, Alessandria 1992. Sul tema collegi
dottorali - conti palatini si vedano ad esempio i consulti di Paolo Sarpi pubblicati in Opere, a
c. G . e L. C ozzi, M ilano N apoli 1969, pp. 562 e ss (e cfr. anche L. R o s s e t t i , I collegi per i
dottorati « auctorìtate veneta », in Virìdarium floridum. Studi di storia veneta offerti dagli allievi a
Paolo Sambin, Padova 1984, pp. 365-386). Ricordiamo poi, a titolo di esempio, altri recenti con­
tributi su collegi che avevano tali privilegi: R . P a l m e r , The studio o f Venice and its graduates in
thè sixteenth century, Trieste 1983; M .C . Z o r zo li , Università, dottori, giureconsulti. L'organizza­
zione della « facoltà legale » dì Pavia nell’età spagnola, Padova 1986, pp. 162, 239 ss; M . B o sc a -
r e l l i, Il collegio dei giuristi di Piacenza dalle sue origini alla fine del sec. XVI, Padova 1989, pp.
53 e ss; P. C a r t e c h in i , Qualche notizia sul Collegio degli avvocati e procuratori della Curia generale
della Marca, in Studi in memoria di Giovanni Cassandro, Rom a 1991, I, pp. 64-65, 95; B r iz z i ,
L a presenza studentesca, cit., pp. 105-106.
17 B a l d u s d e U b a ld is , Consiliorum volumen quintum, Venetiis 1575, n, 77.
18 A S G , Ms 638, fase. X L IX ; l’allegazione (senza indicazione di autore) dovrebbe essere
stata redatta negli anni Settanta del Seicento, quando, come vedremo, esplose un conflitto tra
collegio cittadino dei teologi e collegio dei gesuiti.
19 Per un primo inquadramento e la bibliografia cfr. R. S a v e l l i , Diritto e politica: « doc­
tores » e patriziato a Genova, in Sapere e/è potere. Discipline, Dispute e Professioni nell’Università
Medievale e Moderna. Il caso bolognese a confronto, Bologna 1990, III, pp, 285-319. N on è un
caso che il libro di Isnardi, per la parte antica, sia costruito tutto attorno alla vita e all’organizza-
zione di questi collegi.

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tori (soprattutto quello dei giuristi) abbiamo analitiche informazioni sugli stu­
di (presuntivamente) fatti nelle diverse università italiane e straniere presso
cui il candidato aveva risieduto; inesistenti o quasi sono le carte per coloro
che a tale cooptazione non aspiravano per motivi di nascita (perché, ad esem­
pio, il genitore aveva svolto professioni « meccaniche », o perché originari
non della città metropolitana, ma del Dominio), evidente spia di una sostan­
ziale irrilevanza del corso degli studi rispetto al meccanismo della cooptazione
(cosi come dello scarso significato dell’esame stesso)20.
Il privilegio sistino è del 1471, ma fino al Seicento non vi furono mai
esperimenti di « scuole publiche »; anzi, possiamo dire, che anche quando fu­
rono attivati corsi più o meno regolari da parte dei collegi professionali (a par­
tire dagli anni Trenta del Seicento), questi non si tramutarono minimamente
in studia.
Nel 1630, in occasione dell’epidemia di peste che sconvolse l’Italia, fu
promulgato un decreto in base al quale le lezioni tenute da docenti nominati
dai collegi dei giuristi e dei medici avrebbero avuto lo stesso valore di quelli
seguiti negli « studi publici » 21. Questo era un decreto con cui il governo
non tanto dava avvio ad un’università, quanto, riconoscendone implicitamen­
te l’inesistenza, legittimava una situazione che formalmente non aveva tutti
i crismi della legalità (cosi come frequenti erano allora gli interventi che sana­
vano curricula individuali non rispondenti ai requisiti regolamentari)22.
D ’altronde è ben nota la situazione di crisi delle « frequenze » in cui ver­
savano le università pubbliche italiane tra Sei e Settecento, a scapito dei corsi
tenuti da singoli professionisti23. In effetti fino a tutto il Settecento una

20 N on altrimenti si spiegherebbe, ad esempio, un provvedimento preso dal Collegio dei


giuristi nel 1701: « li dottorandi del dominio, che non aspirano al ven. collegio si debba loro per­
mettere che possano scegliersi tutti 4 i prom otori, purché siano del Ven. collegio » (A ST, Carte
Lagomarsino 34). Si vedano in proposito le considerazioni della B r a m b il l a , Il « sistema lettera­
rio » di Milano, cit., p. 87, laddove ricorda come le lauree per coloro che non aspiravano al colle­
gio fossero una mera formalità, e p. 97 dove riporta le sferzanti parole del Kaunitz relative
all’« annosa prostituzione della laurea, resa [...] venale ».
21 Cfr. per il decreto A S G , Biblioteca ms 40; documenti relativi ai corsi in A S G , Notai
ignoti 226 e ss (per i giuristi) e A S G , Notai giudiziari 1999 (per i medici).
22 Ancora nel 1660 il collegio dei giuristi supplicava il Senato di non concedere « decreti
graziosi a persona veruna di poter studiare leggi canoniche e civili nella presente città appresso
qualsivoglia dottore che le possa servire come se avesse studiato in publici studi » (A C G , Ms 13;
per i medici documentazione molto interessante in A S G , Senato, Sala Gallo 579).
23 Per un quadro di assieme cfr. R. K agan , Universities in ìtaly 1500-1700, in J u l ia , Les

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parte cospicua dei « professori » genovesi ebbe una formazione professionale
in cui il modello dell’apprendistato era centrale24. Mentre i corsi tenuti da­
gli avvocati genovesi durarono per il momento poco più che un decennio
(sembrano interrompersi intorno al 1642), quelli per gli aspiranti medici con­
tinuarono fino a quasi ricongiungersi con una esperienza di diverso carattere
che prese avvio nel 1650. Ma prima di accennarvi (si tratta delle « letture »
o « cattedre Grimaldi »), è necessario fare un passo indietro e affrontare quel­
lo che possiamo definire l’altro soggetto istituzionale che caratterizzò per tut­
to il Sei-Settecento il problema dell’insegnamento superiore a Genova, il col­
legio gesuitico.
Se la storia dei primordi e del suo lento affermarsi e materiale costruirsi
può dirsi ormai n ota25, molto è ancora da fare per comprendere come pro­
gressivamente venne a trasformarsi in un’istituzione concorrenziale con i col­
legi professionali locali e a dominare lo scenario cittadino. Le tracce di quello
che possiamo definire il salto di qualità della loro presenza nell’ambiente ge­
novese si collocano verso la fine degli anni Venti del Seicento. Tra il 1626
e il 1628 abbiamo le prime lauree in filosofia e in teologia. Non si è ancora
rintracciato l’atto relativo alla laurea di G .B . Canevari del 1626 cui fanno
riferimento diversi pareri di avvocati degli anni successivi, e che sarà fonte
di un lungo attrito col collegio dei m edici26; ma dal verbale notarile redat­

Universités européennes, cit., pp. 172-173; B r iz z i , L a presenza studentesca, cit., pp. 101-102; R og ­
Insegnar lettere, cit., 69 e ss. D ’altronde di ciò erano ben coscienti i contemporanei; si ve­
ger o ,

dano le considerazioni del gesuita A. M e n d o , De iure academico, Lugduni, sumptibus H oratii


Boissat et G eorgii Remens 1668 che ricorda, ad esempio, come « ad iurisprudentiam addiscen-
dam pauci romanam academiam frequentant, sed ad alias celebres academias concurrunt »; in
realtà queste « aliae academiae » erano spesso i corsi tenuti da singoli avvocati nei loro studi.
24 Significativo questo passo dei Cenni biografici sopra Cottardo Solari scrìtti dal Cav.e e
Avv.o G. R ., Genova 1832: « escito appena della casa del giureconsulto Antonio M aria Bono
presso cui, giusta il costume di chi va applicandosi al foro, debbe alcun tempo studiare, egli fu
eletto in vicario del governatore ... ». Il Solari, im portante figura di giurista e uomo politico nel
periodo rivoluzionario e napoleonico si « laureò » nel 1780, ma non fu collegiate (A SG , Notai
ignoti 237). Lo stato attuale degli studi sulla formazione dei medici genovesi non perm ette per
il momento affermazioni univoche: a fianco di curricula tutti privati stavano i corsi tenuti (sem­
bra con regolarità) a partire dal 1670 presso l’ospedale di Pammatone (ma su ciò cfr. infra note
50-51).
25 C fr. M o n t i, L a compagnia di Gesù, cit.; C o s e n t in o , Il Collegio Gesuitico, cit.; Id , R e­
ligione, didattica e cultura nel collegio genovese, in II palazzo deWUniversìtà di Genova, cit.
26 C fr. A S G , Ms 638 (cit. a nota 18), e l’allegazione di G . T. Lodi (cfr. nota 63). C ane­
vari non solo fu aggregato poi al collegio dei medici (con contrasti non indifferenti testim oniati

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to nel 1628 per quella in teologia di Ottaviano Grimaldi veniamo a sapere
che egli ne fu insignito « ex facúltate dicte societati concessa a sede apostoli­
ca » e che la cerimonia si svolse « assidente patritiorum frequenti corona » 21.
Le intenzioni dei gesuiti sembrano molto chiare anche nel caso genove­
se: creare un corso di studi il più completo possibile, sotto il loro diretto, o
indiretto, controllo, corso che prevedeva appunto anche il grado universitario
per la teologia e la filosofia. In Europa tale progetto aveva spesso dato avvio
a conflitti con le università locali, anche di grande prestigio come quella pado­
vana o bolognese28; a Genova, in assenza di uno studium, il conflitto fu con
i collegi professionali.
E interessante notare che quando nel 1639 fu sottoposto al governo del­
la Repubblica il piano di creazione di un collegio residenziale per nobili (altra
tipica istituzione gesuitica), questo presentava significativi riferimenti al pro­
getto complessivo dei gesuiti (e dei loro finanziatori locali): l’esistente e ormai
quasi completato collegio di strada Balbi viene presentato come « dissegnato
per università compita ». Al contempo si prospetta come la creazione del col­
legio dei nobili fosse solo una fase di un progetto più ampio: « formato il col­
legio si doverà applicare a fondar in questa città uno studio generale di leggi
canoniche e civili, teologia, filosofia, medicina e chirurgia, opera desiderata
molto da nostri antichi, e necessaria per seguitar la strada che haveran princi­
piato li giovani educati nel collegio » 29. La compagnia di Gesù sembra cosi
fare da sponda a quella che era un’aspirazione antica di alcune ristrette élites
locali, ma che non aveva prodotto fino ad allora risultati pratici. Il progetto
non ebbe seguito, neppure per quanto riguarda il collegio dei nobili, come si
è visto; non sarebbe fonte di meraviglia che più approfonditi studi giungesse­
ro un domani a dimostrare che tra gli oppositori alla creazione di uno studio
vi fosse il complesso degli organismi professionali genovesi.

in A S G , Notai ignoti 4 5 4 ), m a anche a quello d ei g iu risti e in fin e a quello d ei teologi com e


« laicus ».
27 A S G , Notai antichi 6164.
28 D ella sterm in ata b ib lio g ra fia in p ro p o sito ricordiam o N . F a b r in i , L o studio pubblico
dì Bologna ed i Gesuiti, B ologn a 1 9 4 1 ; S . D e B er n a r d in i , La polìtica culturale della Repubblica
dì Venezia e l ’università di Padova nel X V II secolo, in « S tu d i ven ezian i » X V I (1 9 7 4 ), p p .
4 4 3 -5 0 2 ; G .P . B r iz z i , A . D ’A l e s s a n d r o , A . D e l F a n t e , Università, Prìncipe, Gesuiti. L a politica
famesiana dell’istruzione a Parma e Piacenza (1545-1622), R om a 1 9 8 0 ; M .R . D i S im o n e , L a « S a ­
pienza » romana nel Settecento, R o m a 19 8 0 , p p . 2 1 , e 47 e ss; per la F ra n cia cfr. Histoire des Unì-
versités en France, sous la d irectio n d e J . V e r g e r , T o u lou se 1986, p p . 148 e ss.
29 A S G , Archivio segreto 1654,

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Se l’opposizione del collegio dei teologi alla nuova e ingombrante pre­
senza dei gesuiti può ritenersi scontata, qualche parola va spesa per quanto
riguarda i medici. Il collegio genovese dei medici dalla fine del Quattrocento
aveva sdoppiato la propria immagine: non era solo collegio di medicina ma
anche di « philosophia », tanto che si prevedeva un diverso esame a seconda
del titolo che si voleva conseguire: « quilibet doctorandus tam in artibus
quam in medicina primo presentetur per dúos doctores promotores illius fa-
cultatis in qua volet licentiari »; se si voleva dottorare « in utraque facúlta­
te », avrebbe dovuto rispondere sul líber tegni di Galeno e sul líber phìsìcorum
di Aristotele; se in medicina l’esame verteva sul líber tegni e sugli aphorisma
ippocratici; se in artibus il colloquio si sarebbe svolto solo su testi aristotelici:
la fisica e gli analitici posteriori30.
Questo il motivo per cui gli oppositori espliciti al progetto dei gesuiti
erano i teologi locali e i medici-filosofi31. I gesuiti, richiamandosi ai privile­
gi pontifici concessi in via generale a tutta la compagnia, volevano laureare
in teologia e filosofia e si scontravano con i privilegi particolari che pretende­
vano di avere i due collegi genovesi. Defilato, apparentemente silente, il col­
legio dei giuristi, in quanto i gesuiti, secondo i dettami del fondatore, normal­
mente non laureavano in legge.
Il problema del rapporto tra collegi professionali (che laureano e insegna­
no poco o nulla) e il collegio dei gesuiti (che soprattutto insegna e vuole quin­
di laureare) prese nuovo avvio con l’attivazione di un lascito che era stato fat­
to nel Cinquecento da Ansaldo G rim aldi32. Questi aveva disposto che con i

30 II testo degli statuti confermati nel 1481 (pubblicato da I s n a r d i, Storia, cit., pp. 323-331)
non prevedeva tale molteplicità di procedure di esame e di titoli di cooptazione; questa compare
da una riform a degli anni N ovanta, conservata in B U G , Ms C .IX .1 6 (altre raccolte di regolamenti
in BC B , »2i-.L2.48; A S T , Carte Lagomarsino 34). Per una stretta analogia con il collegio veneziano
cfr. P a lm e r , The studio o f Vertice, cit.
31 La professione medica (e il collegio stesso) m eriterebbero uno studio analitico, che rian­
dasse all’analisi diretta delle fonti archivistiche, sia per quanto riguarda il rapporto con le grandi
istituzioni ospedaliere, sia per il problema delle relazioni con le altre organizzazioni professionali,
quali quella dei chirurghi. Segnalo come precoce spia del nuovo conflitto che opponeva allora i
medici ai chirurghi, una memoria a stam pa del 1629 a favore di Nicolò Schiattino: al collegio dei
medici che gli rifiutava la cooptazione, allegando il fatto che il padre avesse fatto un mestiere
« ignobile » quale quello del chirurgo, pur essendo dottore, il giovane aspirante rispondeva che
il padre non era membro del collegio dei chirurghi e che, comunque, « la chirurgia altro non è che
una parte della medicina » (A ST, Carte Lagomarsino 34).
32 O ltre ai saggi di R otta a Farinella, cfr. G . C o se n t in o , Religione, didattica, p. 110.

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redditi di una colonna in s. Giorgio si pagassero quattro « lettori » che avreb­
bero dovuto insegnare, a seconda delle scelte dei suoi discendenti e del Sena­
to, « in utroque iure et in artibus liberalibus, theologia, philosophiaque mora­
li, naturali et supranaturali et in humanitate » 33. Lasciti di questo genere
non erano certo unici, ma nessuno era mai giunto a realizzazione, per i più
diversi m otivi34. Il moltiplico Grimaldi, invece, nel 1647 giunse a matura­
zione e dopo un paio di anni di trattative tra famiglia e governo si giunse alla
decisione di far partire le prime lezioni35.
La documentazione per ora rintracciata è piuttosto scarna ma permette
alcune considerazioni. L ’accordo Senato-eredi Grimaldi prevedeva che fosse
la famiglia a scegliere un numero doppio di candidati, e che fra questi poi il
Senato avrebbe nominato i docenti ufficiali. Le materie attivate in un primo
momento sembrano essere state « scienze di theologia, filosofia, mattematica
et instituta o sia legge » (anche se ci si orienterà successivamente verso la filo­
sofia morale e il diritto canonico)36. Qualche problema sorge relativamente
ai nomi di chi svolse effettivamente i primi corsi: si parlò per qualche tempo
del letterato bolognese Matteo Pellegrini, ma poi l’attenzione si spostò su per­
sonaggi locali, o legati alla compagnia di Gesd, la quale ottenne il corso di
m atem atica37. Parte delle lezioni si tenevano presso la sala del collegio dei
giuristi; e a segnare l’avvenimento furono stampate alcune prolusioni38.

33 E stratto del testamento e dei documenti relativi alla colonna in A S G , Ms 448.


34 Sempre nel Cinquecento Leonardo Strata aveva istituito un moltiplico per uno « stu­
dio o collegio » (A SG , Notai antichi 2161): nel 1619 era la volta del medico Demetrio Canevari
che lasciava somme per « fondare e mantenere una Università », ma poi cambiò le disposizioni
testamentarie (R. S a v e l l i , Catalogo del Fondo Canevari della Biblioteca Berio di Genova, Firenze
1974, p. X X III).
35 A S G , Archivio segreto 1647.
36 A S G , Ms 447.
37 C . C o st a n t in i , Baliani e i Gesuiti, Firenze, 1969, pp. 8; ad insegnare diritto venne
chiamato un rampollo della famiglia Grim aldi, Giovanni Pietro (che continuò poi tale attività
quasi ininterrottamente fino alla fine del secolo).
38 Per il momento ho rintracciato quella del somasco Stefano S pin o l a , Pro solemni philo-
sophiae moralis auspicio in nova Universitate Grimalda Explicandae ... praelectio, Genuae, E x Ty-
pographia Petri Ioannis Calenzani 1650 (lo Spinola si fregiava del titolo di « in universitate G ri­
malda philosophiae moralis publico professore » anche nell’opera pubblicata l’anno successivo
Novissima philosophia, Genuae apud Petrum Ioannem Calenzanum 1651); e quella di due medici:
G .G . B a l b i , Ad novum genuensem lycaeum scientias ac disciplinas ingenuae... invitabat, Genuae,
E x typographia Petri Ioannis Calenzani, s.d .; G .B . S a ld o , Pro solemni medicinae artìs auspicio
... praelectio, Genuae, E x typographia Petri Ioannis Calenzani, s.d. G ià nel 1652, però, fu pro-

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È su questo avvenimento (che avrebbe potuto segnare una svolta nel
quadro non certo esaltante della cultura locale) che venne ad inserirsi un pri­
mo conflitto tra gesuiti e collegio dei teologi. Q uest’ultimi infatti, resisi conto
delle nuove tendenze in atto, fecero di tutto per vedersi nuovamente ricono­
sciuto il monopolio delle lauree in teologia e ottenere un riconoscimento spe­
ciale alla revisione dei propri statuti corporativi da parte del governo39. Ma
prima che questo giungesse i gesuiti protestarono in modo sistematico e con
una certa efficacia, tanto che la loro iniziativa produsse effetti anche sulla
stessa revisione statutaria; degli scritti redatti in questa occasione ci sembra­
no particolarmente significativi quelli indirizzati al Senato dal gesuita G .B .
N oceto40. Non staremo qui a seguire tutte le argomentazioni del Noceto
(molto attivo sul fronte delle polemiche culturali in quegli anni, in particolare
contro le mode astrologiche)41, ma un punto ci sembra decisamente signifi­
cativo: discutendo delle spese per la laurea pretese dai teologi (come per altro
avveniva anche negli altri collegi) osservava che le somme richieste nelle uni­
versità si imponevano a compimento delle lezioni « de maestri che attualmen­
te s’affaticano in leggere publicamente, e predetto collegio [dei teologi] qui
in Genova non fa veruna fatica scolastica » 42.

gettato di trasferire le quattro cattedre Grim aldi a Sarzana per costruirvi uno « studio publico »
(utilizzando anche gli altri lasciti a ciò destinati in s. Giorgio); si trattava di un progetto comples­
sivo volto al rilancio della cittadina di confine: prevedeva corsi di legge e medicina nello « stu­
dio », e scuole inferiori (grammatica, logica e retòrica) affidate ai gesuiti; ma non se ne fece nien­
te (A SG , Archivio segreto 61).
35 Due decreti del 1651 e del 1652 sono riportati nel volume che raccoglie la revisione
statutaria del collegio del 1653: B U G , Ms B .II.3 7 (altri esemplari in Biblioteca Franzoniana G e­
nova M a.C .51; Biblioteca Estense M odena, Fondo Campori 978 - Gam m a. 1.3.4).
40 A S G , Archìvio segreto 1083.
41 Informazioni sul personaggio si possono trovare in O. C a r Tà r eg ia , Il perfetto giusdi­
cente: Tomaso Oderico, in « M iscellanea Storica Ligure » X II (1980), p. 80 e ss; G . C o se n t in o ,
Potere religioso e potere politico nella Repubblica di Genova (sec. X V I e XVII), in La storia del geno­
vesi, A tti del Convegno di studi 1985, V I, Genova 1986, p. 303.
42 II suo sarcasmo si appuntò in particolare verso il potere di dispensare dalla certifica­
zione degli studi (che i teologi avevano posto in una prima redazione dei nuovi statuti); visto
che tale dispensa poteva essere concessa « con questa conditione però, che il predettto laureando
paghi uno scudo d ’argento » concludeva: « si può trovare o fingere statuto più ridicolo, più sordi­
do e più irragionevole et iniquo di questo che alla barba del Bue di Padova da speranza di laurea
magistrale ad ogni buffalo per uno scudo, che col tempo si poterebbe ancora tramutare in pro­
sciutto? » (A S G , Archivio segreto 1083). Il N oceto, soprattutto, negava continuità storica tra il
collegio dei teologi di fine Q uattrocento e quello a lui contemporaneo (ponendo quindi in dubbio

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Si delinea cosi quello che potremmo definire l’asse attorno a cui si rinno­
veran n o le polemiche nei decenni successivi: da un lato una compagnia di
Gesù tesa a fare del proprio collegio il fulcro e l’unica sede degli studi supe­
riori a Genova (e ad erigersi quindi in « università publica »), dall’altro la
concorrenza, più o meno disarmata e inane, delle iniziative cittadine e dei col­
legi professionali, intenti al solo mantenimento dello status quo n .
In effetti anche le « cattedre Grimaldi » non riuscirono a funzionare da
coagulante per un processo di creazione di una università pubblica. G ià nel
1663 abbiamo la testimonianza di come l’iniziativa dovesse essersi arenata da
qualche tempo: il 18 dicembre di quell’anno, infatti, gli eredi Grimaldi deci­
sero di « far ricorso al Ser.mo Senato e supplicarlo che vogli dar mano che
si ripiglino le letture instituite e ancora perché il provento di essi luoghi due
milla degli anni decorsi e non spesi per dette letture s’impieghi in quelli usi
che all’istesso Ser.mo Senato col consenso degli heredi di detto q. Sr. Ansal­
do fossero parsi convenienti » ‘M. Qualche effetto dovette sortire la supplica
dei Grimaldi (e dei gesuiti), se Nicolò Gentile potè annotare nelle Annue me­
morie del collegio genovese che nel 1664 si ottenne « di nuovo dal Senato
Ser.mo e SS.ri Grimaldi heredi l’antica lettione di m atem atica»45. Venne
anche, a completamento dei progetti di rilancio dell’iniziativa, un decreto del
Senato che parificava, ai fini del conseguimento delle lauree presso i collegi
professionali, i corsi delle letture Grimaldi a quelli universitari46. Per quegli

la validità della trasmissione del privilegio di Sisto IV): dai suoi pareri risulta che già allora l’or­
ganismo dei teologi cittadini non godeva né di vita particolarmente intensa né di una forte tradi­
zione. Una copia otto-novecentesca del « libro » dei teologi da lui citato (con privilegi, regola­
menti cinquecenteschi e atti frammentari della vita del collegio) è attualmente conservato nel-
l’Archivio del Seminario di Genova.
43 Si confronti la situazione genovese con le conclusioni cui è giunta la B r a m b il l a in, Il
«sistem a letterario » di Milano, cit., p. 154: « M onopolio ai collegi ecclesiastici dell’educazione
classico-filosofica, monopolio ai collegi laici, patrizi civili, dell’apprendistato professionale, tradi­
zionalismo formale e inesistenza sostanziale dell’università “ regia” : questi erano tutti elementi
di uno stesso sistema, che sulle discriminazioni di nascita di una società di ordini fondava salda­
mente la frattura culturale tra teoria e pratica ».
44 A S G , Notai antichi 7541.
45 A R SI, Med. 80, c. 63v.
46 II decreto stabiliva, secondo una formula consolidata, che per coloro che frequentava­
no tali lezioni era « come se avessero studiato nell’università e studi, che perciò il studio che
sarà fatto sotto detti lettori s ’intenda e sii studio publico » (A C G , Ms 13; A S T , Carte Lagomarsi­
no 34).

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stessi anni Sessanta abbiamo notizia di una temporanea ripresa dei corsi orga­
nizzati dal collegio dei dottori47.
Il concorso di diversi avvenimenti fece si che gli anni Sessanta del Sei­
cento possano essere ricordati come quelli in cui il progetto della compagnia
di Gesù giunse a compiuta realizzazione. È sempre il padre Gentile a ricorda­
re come dal 1665 fossero costituiti tutti e tre i corsi filosofici e che « dallo
nostro padre generale si comincio a chiamare il collegio università ». Nel 1667
fu completata la chiesa del collegio; contemporaneamente fu eletto doge C e­
sare Gentile, fratello dell’allora rettore del collegio; si ponevano tutte le con­
dizioni per un nuovo salto di qualità (cui forse non era estraneo il fatto che
generale della compagnia di Gesù fosse allora Giovan Paolo Oliva, di origine
genovese). Nel 1668 - annota sempre Niccolo Gentile - « viene fra tanto a
mezzo nuova prattica per le lettioni Grimalde [...] era finita l’ultima assigna-
tione di esse fatta nel 64, et ogni giorno più era accresciuta la volontà di non
proseguirle nella forma anticha, che riusciva poco fruttuosa ».
In effetti tra la fine del 1668 e il 1669, grazie ad un accordo con i G ri­
maldi, si giunse ad ottenere una serie di decreti di deroga e trasformazione
del lascito Grimaldi: una parte dei luoghi in s. Giorgio sarebbero stati passati
alla Camera, che si impegnava a versare al collegio dei gesuiti 300 scudi annui
per il pagamento di quattro lettori; tra le condizioni poste nei contratti stipu­
lati nel 1670 tra i Grimaldi, da un lato, il rettore del collegio e il procuratore
della casa professa, dall’altro, vi era anche quella che il generale della compa­
gnia avrebbe chiamato Ansaldo Grimaldi ed eredi « confundatori di detta
università » 48. E la lettera dell Oliva in cui « praefatos ìll.mos dominos se-
nioris Ansaldi haeredes ac successores ipsumque ill.mum d. Ansaldum nostrae
genuensis studiorum universitatis confundatores pronunciamus » non tardò
certo arrivare45. Dopo quasi cinquant’anni di corsi e lauree prese nuovo av­
vio quella che si può definire una compiuta università gesuitica.
Segno di un diverso orientamento è quanto fu deciso dal Senato nello
stesso 1670 su sollecitazione dei protettori dell’ospedale di Pammatone: la

47 C fr. i processi testimoniali conservati in A S G , Notai ignoti 229 e ss; e A S G , Notai


ignoti 398 (nel mastro contabile è riportata la notizia che nel 1665 leggevano « pubblicamente »
Orazio della Torre, G io. B attista Calissano e G io. Pietro Grim aldi). La fine di questi corsi orga­
nizzati dal collegio sembra coincidere con gli accordi gesuiti-Grim aldi-Senato del 1668-1669.
48 A S G , Notai antichi 8812.
49 A S G , Ms 5 3 1M, corsivo mio. Un esemplare della lapide marmorea che ricorda il fatto
è ancora visibile nel cortile del palazzo universitario.

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frequenza triennale delle lezioni del lettore di « anatomia e chirurgia » era in­
dispensabile per esercitare poi la professione del medico o del chirurgo50. Si
delinea qui in nuce quello che sarà lo sviluppo dell’insegnamento medico per
tutto il Sei-Settecento, vale a dire un insegnamento strettamente legato al­
l ’istituzione ospedaliera, distinto da quello « universitario » e che troverà una
sua ricongiunzione solo con le riforme degli inizi dell’O ttocento51. Certo è
che, anche in questo caso la dicotomia tra luoghi della formazione e collegio
professionale resta viva. Anche per i medici (cosi come avveniva per i giuristi)
la separazione tra una ristretta élite di collegiati e l’universo dei praticanti
non collegiati creava non pochi problemi.
È il caso però di tornare nuovamente all’insediamento dei gesuiti, per­
ché, nonostante i successi conseguiti, la storia dei conflitti con i collegi citta­
dini non era ancora finita. Nel 1672-1673, infatti, quando le Annue memorie
potevano registrare con orgoglio come fosse « constituita la nostra università
con il numero già di quindeci le ttio n i» 52, si ripresentò l’annoso problema
delle lauree: ancora una volta è il collegio dei teologi a condurre l’opposizione
contro i gesuiti, ma, ancora una volta, i gesuiti ebbero la m eglio53.
Non si può fare a meno di sottolineare come in questa occasione emer­
gessero per la prima volta tendenze che possiamo definire di tipo giurisdizio-
nalistico: in una relazione di un membro del governo troviamo infatti forti
accenti ai diritti esclusivi della Repubblica in tale campo, anche se poi buona
parte della sua argomentazione faceva perno sulla identificazione del privile­
gio di Sisto IV come privilegio di fondazione di università: « in Genova, es­
sendovi Università, non hanno essi RR. PP. [gesuiti] né ponno avervi privile­
gio di laureare » 54. Al che non era difficile per i gesuiti contrapporre l ’or­

30 A S G , Archìvio segreto 1585.


51 Sull insegnamento a Pammatone (e l’attivazione delle cattedre di un altro lascito pri­
vato, quello di Ettore Vernazza) è indispensabile una ricerca ex novo sulle fonti dell’archivio
ospedaliero: per ora cfr. le pagine che vi dedica Isnardi in base ad una memoria di Pescetto (Sto­
ria della Università, cit., I, p. 230 e ss) e C . C a r p a n e t o da L a n g a sco , Pammatone. Cinque secoli
dì vita ospedaliera, Genova 1953, p, 131 e ss.
52 Come risulta da un memoriale presentato in quegli anni al Senato vi erano cinque let­
ture inferiori, e dieci maggiori (tre di teologia, tre di filosofia, due di diritto civile e canonico,
una di morale e una di matematica); è interessante evidenziare un altro dato riportato in questa
relazione: i frequentanti delle scuole (inferiori e superiori) sarebbero stati 900, di cui 100 nobili
e 800 del « secondo ordine » (A C G Ms 60, cc. 255-261).
53 Cfr. il saggio di Farinella infra.
54 I s n a r d i, Storia della Università, I, p. 425.

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mai consolidata argomentazione che le loro erano le uniche scuole pubbliche
in G enova55. Certo è che nel 1676 fu loro concesso di laureare solo in teo­
logia, lasciando intatti i poteri dei collegi cittadini56. Ma se la formazione
del medico avveniva come praticantato o negli ospedali o presso dottori di
collegio, quello dei giuristi trovava nei corsi delle cattedre « Grimaldi », gesti­
te ormai dai gesuiti, un punto di riferimento che terminerà solo con la sop­
pressione della compagnia (tranne che per un breve periodo, il decennio
1708-1718, in cui il collegio tentò nuovamente l’esperienza di condurre corsi
in prima persona)57.
Non si deve credere che un simile stato di apparente policentrismo e di
sostanziale monopolio da parte dei gesuiti avesse compiutamente soddisfatto
tutti. Nel 1722 la città fu messa a rumore da una controversia tra il collegio
gesuitico e i carmelitani della attigua chiesa di s. Carlo. Questa controversia
(del tutto marginale di per sé) può essere illuminante per comprendere sia co­
me si fosse costituito in città un diverso clima culturale, sia come fossero sem­
pre vivi i problemi relativi allo status del collegio-università gesuitica. Il fatto:
i carmelitani volevano alzare un muro sulla salita di Pietraminuta, per costrui­
re una nuova biblioteca, muro che avrebbe oscurato alcune aule del collegio;
insieme agli strumenti legali, i gesuiti usarono strumenti più diretti, cercando
di demolire materialmente, con un colpo di mano, il muro in questione. La
quantità di sonetti satirici che vennero scritti a sostegno di entrambe le parti,
ma soprattutto contro i gesuiti, è senz’altro spia di come la loro immagine si
fosse appannata58. L ’idea di farsi giustizia da sé, cosi come quella di offrire
30.000 lire al governo purché i carmelitani demolissero il muro, stanno ad in­
dicare a quali livelli di potere fosse giunta la compagnia. La controversia lega­
le che ne segui è però una significativa prospettiva per comprendere come gli
ambienti cittadini guardassero al collegio59.

” A C G Ms 60, cc. 255-261.


56 II decreto aveva validità decennale e doveva essere periodicamente rinnovato (cfr. il
testo, e il rinnovo del 1726, in A S G , Archivio segreto 1203).
37 C . T r u c c h i, Professione legale e insegnamento giuridico a Genova fra il Sei e il Settecen­
to: il collegio dei dottori, « Annali della Facoltà d i G iu rispru denza di G en ova » X V III
(1980-1981), pp. 11-76.
58 Raccolte di questi versi sono conservati in diverse biblioteche: una delle pili ampie è in
B C B , mr.II. 1.24; altre in B U G , Afa E ,V ili ,17 e G .III.3 ; Biblioteca Civica di S. Margherita, Ms 4.
59 Interessan te docum entazione è conservata in A S G , Archivio segreto 1430; B C B ,
mr.X. 3.25.

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I gesuiti, infatti, soccombenti di fronte al giudice ecclesiastico, ricorsero
a quello laico affermando che le loro erano scuole pubbliche e quindi sottopo­
ste alla giurisdizione della Repubblica. La giunta di giurisdizione, in questo
caso, accolse la relazione dei propri consultori e decise che il collegio di strada
Balbi non potesse definirsi « academia di studi generali », ma solo università
gesuitica, e quindi non sottoposta alla giurisdizione laica60. Il testo che rias­
sunse il complesso delle argomentazioni dei gesuiti fu redatto da (o fu pubbli­
cato sotto il nome di) Pier Agostino Solari e Francesco D entone61. Questi
impostarono la loro linea difensiva cercando di dimostrare che le scuole della
compagnia erano scuole « pubbliche », perché, quando nel 1553 vennero chia­
mati i gesuiti a Genova, furono soppresse le altre « letture pubbliche » (gli
autori per altro ricordano solo quelle del Bonfadio e dimenticano quelle suc­
cessive del Maffei), e dopo aver assommato tutte le possibili prove (lauree,
privilegi del Senato, « cattedre Grimaldi » loro affidate) concludevano che le­
gittimamente « l e scuole di S. Girolamo meritano il nome di Accademia e
Università; mentre in esse insegnasi una sufficiente generalità di scienze », e
che quindi ad esse si applicavano tutti i privilegi che la tradizione dottrinale
annetteva a questo tipo di istituzione, insistendo molto sugli tura regalia della
Repubblica62.
La risposta dei carmelitani (e dell’ampio fronte che si era improvvisa­
mente trovato unito contro i gesuiti) fu affidata alla penna di un avvocato di
secondo piano, Giacomo Tommaso Lodi (era originario della riviera e si era

60 II parere di G .B . Sanguineti e A. Ricci ruotava attorno a questi concetti: « non siamo


rimasti persuasi che le scuole del detto collegio possano in alcun modo considerarsi secolari, né
di dominio secolare, né meno erette in qualità di università, ma bensì essere elleno parte e mem­
bro d ’un collegio ecclesiastico sacro et immune della ven. Compagnia di G esù »; il decreto del
1676 con cui si autorizzavano lauree in teologia non trasformava certo il collegio in università
perché « è limitato ad una sola scienza delle molte che in dette scuole s’insegnano ... ed ad altro
fine è stato concesso, cioè di togliere dette dispute fra li RR. PP del detto colleggio e quello
dei teologi ».
61 P.A. S o la r i e F. D e n t o n e (con adesione di G io. Antonio Morchio), L e ragioni alla lu­
ce delle pubbliche scuole del collegio di S, Geronimo e della Repubblica Seren.ma di Genova sopra
dì esse, in Lucca, per il M arescandoli s.d. [1723], Al Solari si deve anche un’altra allegazione
in proposito: L a chiara giustizia delle scuole del collegio.,., Genova, Giovanni Franchelli, 1722.
62 A questo tipo di argomentazioni si riferisce uno dei sonetti antigesuitici cui si è fatto
cenno: « col nome di Solato e di Dentone / giuristi di dottrina alquanto ardita / ha stam pato un
consulto il giesuita / che getta il gran triregno in un cantone / pianta sul bel principio una raggio-
n e /... che quaggiù sol Cesare è il Padrone » (BU G , Ms G .III.3 , c. 66r).

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laureato a Pisa, estraneo quindi al collegio cittadino), ma non per questo me­
no agguerrito63. La sua allegazione è particolarmente lunga e argomentata,
ma si può egualmente riassumere attorno a pochi punti: a suo parere Dentone
e Solari erravano nel definire il carattere del collegio gesuitico, « confonden­
do la qualità materiale e naturale di scuole publiche, con la legale e civile
d ’Accademia e Università de studii », proprio perché nel caso genovese man­
cava un atto di fondazione del « Principe » (« l’Accademie e Università seco­
lari [...] sono e devono essere di diritto del Principe Sovrano »); e aggiungeva
poi che i collegi dei gesuiti « niente hanno di spettante al principato, essendo
case religiose, membri del corpo mistico della Compagnia, di suo dominio,
possesso, cura e amministrazione, regolate a libero dettame del P. Rettore ».
Restava aperta la questione delle cattedre Grimaldi: secondo il Lodi l’accordo
Grimaldi-gesuiti non poteva essere di per sé atto costitutivo di università,
mentre dal decreto del Senato erano « fatte le sudette quattro scuole Univer­
sità », senza che però potessero confondersi « con altre del Colleggio ».
Ho voluto ricordare questa controversia curiale non solo come segnale
dei nuovi orientamenti culturali emergenti in città, ma anche per evidenziare
come lo status giuridico delle scuole dei gesuiti non fosse affatto univoco agli
occhi degli stessi contemporanei. La pubblicazione di raccolte di theses da par­
te dei religiosi negli anni successivi fece senz’altro parte di un programma per
affermare un’immagine ancora più qualificata da un punto di vista culturale
e rispondere quindi alle critiche che si erano diffuse64.
Bisogna per altro riconoscere che il sistema sembrava ormai avviato ad
una qualche forma di sclerotica consolidazione: da un lato i gesuiti controlla­
vano i processi di formazione in campo teologico, « filosofico » e giuridico
(per gli aspiranti avvocati le alternative al loro insegnamento erano rappresen­
tate dal tradizionale apprendistato presso qualche dottore di collegio, o la fre­
quentazione di università di altre città); dall’altro l’ospedale di Pammatone

63 G .T . L o d i , Le nuove armi impugnate e da tre MM. avvocati protette ... per li R .R . Padri
della Ven. Compagnia dì Giesù del Collegio dì Genova, contro lì R .R , Padri Carmelitani Scalzi ...
rintuzzate, Torino, Giovanni R adix, 1723. Al Lodi si devono anche precedenti scritture sul tema:
Diario istorico legale in la causa nunciationis novi operis fra li MM. R R . PP. Gesuiti ... e lì MM.
RR . PP. Teresiani di S. Carlo, G enova, Antonio Scionico 1722; Breve esame della Risposta data
d al M. Pier'Agostino Solari ..., Genova, Giovanni Franchelli, s.d. [1722],
64 O ltre a quelle segnalate da Farinetta (cfr. infra nota 11), ricordo anche la raccolta di
Theses ex logica publice disputationi in Universitate genuensi societatis lesu propositae et propugnatae,
Genuae, E x Typographia Io. Franchelli 1740.

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coagulava l’altro polo formativo per i medici; al di sopra restavano i collegia
professionali che conferivano le lauree e che, soprattutto, cooptavano mino­
ranze sempre più ristrette di personale (mentre al di fuori dei collegi cresceva
il numero di avvocati e medici che si rivolgevano ai rispettivi collegi solo per
la ratifica formale di un curriculum, e la concessione, più o meno venale, dei
gradi)65.
L ’impulso che innescò il processo di crisi e diede inizio a quello che giu­
stamente Farinella ha definito il « lento avvio » di una nuova fase nella storia
dell’insegnamento superiore a Genova, venne dall’esterno. E , colmo dell’iro­
nia, andò a colpire proprio chi questo insegnamento aveva sostanzialmente
garantito per decenni. La soppressione della compagnia di Gesù pose il gover­
no genovese nella condizione di dover affrontare compiti e realtà del tutto
nuove e inaspettate66. Una deputazione creata per occuparsi della gestione
dei beni appartenuti ai gesuiti (e che di fatto rappresentò il punto di riferi­
mento nel processo di creazione della nuova università) si trovò quasi senza
sede, in quanto un esponente di spicco del patriziato, Marcello Durazzo tentò
un’iniziativa legale per occupare il famoso palazzo, come ultimo discendente
dei Balbi, ma l’operazione non ebbe successo67.

65 Per i giurisperiti cfr. i dati elaborati da S a v e l l i , Diritto e politica, cit.; per i medici,
a parte alcune considerazioni che si possono rintracciare in D. Bo, L ’Europa medica nella Genova
settecentesca. Alle origini dell’Vniversità (1750-1800), in «M iscellanea Storica L ig u re » X III
(1981), n. 2, risulta di grande interesse il Catalogo di tutti que’ medici, che hanno giuridica facoltà
dì esercitare la medica professione nella città dì Genova e in tutto il Serenìssimo Domìnio della Re­
pubblica, Genova, Eredi di Adamo Scionico, 1781 (foglio volante, un esemplare in A S G , Senato,
Sala Gallo 579); a fianco dei 15 membri del collegio dei dottori, stavano ben 149 che avevano
conseguito il dottorato a G enova e 27 « forestieri abilitati »; dei sei « lettori » allora esistenti
tra Pammatone e la nuova università solo due erano del collegio. I nomi rappresentativi della
nuova cultura scientifica e medica - da un Gandini a un Batt a un O livari - sono tutti di persone
non collegiate. Andrebbe pure studiato il processo che nel corso del Settecento portò anche a
Genova il corpo dei chirurghi ad assumere una nuova immagine professionale; tra i chirurghi,
negli anni di metà Settecento, vi fu una forte polemica tra i collegiati e i non collegiati; in questo
caso erano i collegiati a volere una precisa form azione culturale, anche se i non collegiati esprim e­
vano il dubbio che dopo un « corso intiero de studi letterari compresi due anni di filosofia » nes­
suno avrebbe voluto fare il chirurgo e si sarebbe rivolto ad altri sbocchi professionali (cfr. la 'Umi­
le rappresentanza della maggior parte d e’ chirurghi a l Ser.mo Senato contro gli aggravi loro cagionati
dalli deputati da essi, Genova, Gian-Tom m aso Campi, 1764).
66 Secondo un’anonima relazione il doge allora in carica, Pier Francesco Grim aldi, fu
particolarmente colpito dai provvedimenti pontifici, essendo « amantissimo de gesuiti e loro ter­
ziario » (A ST, Regolari in generale 10).
67 Cfr. la Breve esposizione di fatto e di ragione per l’Eccellentìssimo Marcello Durazzo q.

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Per vedere la riapertura delle scuole, in effetti, fu necessario aspettare
qualche mese, anche perché fino al febbraio del 1774 non fu possibile trovare
un accordo con i Grimaldi. Di un certo interesse è che a margine di questo
accordo fu anche stilata un’« istruzzione per i signori lettori », piena di det­
tagli sui comportamenti, l’orario, e altre « minuzzaglie »; ma insieme a que­
ste troviamo anche qualche elemento di indirizzo culturale: quando si scrive
che « nella matematica si preferiranno le materie più utili » probabilmente si
voleva fare riferimento ad insegnamenti maggiormente legati a temi economi­
ci o tecnici68; più precise sono le prescrizioni per l’insegnamento del dirit­
to: « alla cattedra di gius civile resta prescritto il corso scolastico di quattro
anni; e si spiegheranno le Pandette con un commento alla maniera usata da
Voet, inserendovi, secondo i titoli, il gius patrio e le nozioni della qualità e
giurisdizioni de magistrati della Repubblica » 69. Anche a Genova, insomma,
si manifesta quell’interesse per il diritto « patrio » verso cui tutta l’Europa
orientava i propri sguardi70. Certo è che per il momento è difficile dire se
questa fosse una vera e propria innovazione, o non recepisse quello che già
accadeva da tempo. In assenza di documentazione diretta sull’insegnamento
prima della soppressione, non possiamo far altro che rilevare la conti­

Ioannis Lucae a ll Eccellentiss. e Magnif. Deputazione nuovamente eretta, Genova, Stamperia Gesi-
niana, 1773; per la continuazione della discussione cfr. A. Q u e ir o l o , Risposta dell'economo dato
a ll’Asse de’ beni della soppressa compagnia di Gesù alle due scritture pubblicate daU’Eccellentissimo
Marcello Durazzo, Genova, Stam peria Gesiniana, 1776; G .L .B . C arbo nara - G . B ia l e , L e ragio­
ni dell Eccellentissimo Marcello Durazzo ... sopra il punto del regresso a l palazzo delle scuole posto
in istrada Balbi, G enova, Stam peria Gesiniana, 1777.
68 N el 1784 si ebbe l’attivazione di un corso di « aritmetica e scrittura mercantile » (su
cui cfr. infra il saggio di Farinella). Si decise successivamente anche di iniziare corsi di « nauti­
ca », ma già nel 1793 la cattedra risultava vacante (A SG , Senato, Sala Senarega 396). Sul proble­
ma di questi corsi contesi tra Università e Accademia ligustica cfr. A. L a t t e s , Per la storia del-
l Università di Genova, G enova 1923, p. 23; A. B e z z i - L . F a g io li , L ’Accademia Ligustica dì Bel­
le Arti: un « progetto illuminato ». in Gerolano Grimaldi e la società patria, a c. di L . F e s s a , G en o­
va 1990, pp. 138 e ss.
69 A S G , Repubblica ligure 111.
70 Tra i più recenti contributi in proposito cfr. F . C o la o , Leggi romane e leggi patrie nel­
la facoltà legale senese alla fine del Settecento, in Scritti dì storia del diritto offerti dagli allievi a
Domenico Maffei, a c. di M . A s c h e r i , Padova 1991, pp. 455-480. E forse avendo presente que­
sti ambienti culturali che si spiega la ristam pa nel 1787 del lavoro di G iuseppe B o tt in o , Colla-
tiones pontifica et caesarei iurìs ad statutum civile Serenissimae Reipublicae Genuensis, Genuae,
Joannes Baptista Caffarelli 1787 (la prima edizione risale al 1676), commento « romanistico »
alle rubriche dello statuto civile genovese.

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nuità del personale insegnante, in questo caso il dottore collegiate Niccolo
R eggio71,
La partenza fu all’inizio molto stentata, tanto che la stessa Deputazione
dovette chiedere al governo di poter licenziare qualche insegnante visto che
« dette scuole per la poca osservanza de propri doveri di detti maestri e lettori
sono pochissimo frequentate » n . Nonostante queste difficoltà di avvio, fu
comunque tentata quella che Farinella ha definito una « timida politica di ri­
forme »: le innovazioni si manifestarono a livello di nuove materie insegnate
(soprattutto di carattere scientifico), e con 1 organizzazione di un orto botani­
co e di una nuova biblioteca73.
Per il resto, la struttura istituzionale rimase quella ereditata dai gesuiti:
coesistevano, indipendenti tra loro, le cattedre ordinarie di derivazione ex­
gesuitica, le cattedre Grimaldi che (come scriveva l’istruzione del 1774) « sus­
sistono da più di un secolo in questa università di cui sono parte », le letture
di Pammatone. Gli innovatori si lamentavano che « la sopressione di gesuiti
presagivasi e dovea essere in fatti un epoca di felici avvenimenti alla nostra
città », mentre l’attività della deputazione era bloccata dalle troppe spese per
il cancelliere e dalle liti, tanto che si poteva scrivere « languisce la pubblica
università, che pure in una città libera dovrebbe fiorire altamente » 74.
A lato continuava a sussistere il sistema dei collegi, che conferivano le
lauree. L ’esigenza di una qualche riforma anche in questo campo era eviden­
te, ma il sistema aveva ormai tali secolari rigidità che avrebbe meritato una
decisa politica di riforme e di rottura con il passato (come era avvenuto, ad
esempio, nella Lombardia austriaca); si scelse invece di intervenire dove vi
poteva essere minor resistenza. Tra il 1781 e il 1782 il collegio dei teologi

71 L a soppressione della compagnia di G esù non deve aver rappresentato un momento di


particolare cesura agli occhi degli studenti di diritto: se andiamo a leggere i processi informativi
successivi al 1774 (contenuti negli atti di cooptazione nel collegio dei giurisperiti) notiamo che
non si percepisce alcun particolare stacco; i testim oni (spesso colleghi di studio) afferm ano che
il candidato « ha studiato ne pubblici studi legali nell’Università di strada Balbi » oppure, solo
dopo qualche anno, « nello studio legale olim de gesuiti » (A SG , Notai ignoti 238).
72 A S G , Archivio segreto 1421.
73 N el marzo del 1778 fu effettuato il trasporto dei libri dei gesuiti dalla casa professa
di s. Ambrogio a strada Balbi (per unirli a quelli del collegio) « perche [...] se ne form i in appres­
so una copiosa lib reria» (cfr. « A v v i s i » 21.3.1778).
74 A S G , Senato, Sala Senarega 332 (ricordo dell’8 luglio 1778). In effetti se andiamo a
leggere il bilancio del 1797 vediamo come i più pagati fossero il cancelliere e lo scritturale! (A ST,
Istruzione pubblica. Università dì Genova, mazzo 1 di II addizione).

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fu aggregato all’università: le lauree erano così conferite unitamente dai pro­
fessori e dai membri del collegio75.
Non che negli altri collegi non si sentisse il bisogno di innovare; molti
sono i segni che, ad esempio, in ambiente medico si erano resi conto della
necessità di radicali mutamenti. Lo stesso rettore del collegio nel 1793 pre­
sentava una proposta di modifica degli esami di laurea: « non piti le incognite
dottrine aristoteliche, non piti la rancida teorica di Galeno, ma quella fisica
che insegnasi nelle scuole, quella teoria medica che trattasi da moderni pro­
fessori in tutte le università » 76.
L ’impressione che si ricava dalle ricerche fin’ora svolte (ma molto resta
ancora da scavare, non solo e tanto nelle fonti provenienti dalla Deputazione
ex-gesuitica qui censite, quanto in quelle generali, quelle del governo della
Repubblica) è che il periodo successivo al 1773 fu veramente un « lento av­
vio », o forse si potrebbe usare il termine di una lenta transizione, soprattutto
a livello istituzionale. La rottura con il doppio sistema dei collegi (da un par­
te) e dell’università (dall’altra) avvenne solo dopo la caduta della repubblica
aristocratica, dopo il periodo rivoluzionario di fine secolo77. Le stesse catte­
dre « Grimaldi » continuarono a mantenere una loro completa autonomia, fi­
nanziaria ed istituzionale78.
La nuova fase storica aperta con la rivoluzione del 1797 vede, anche per
l’ateneo genovese, l’inizio di un periodo di trasformazioni: molteplici sono i
progetti e i regolamenti rimasti per questo periodo, segno delle speranze di

75 Si vedano i verbali di alcune di queste lauree in A S G , Notai antichi se. 1391 f. 9 (no­
taio Giuseppe Andora). D a un registro contabile del collegio risulta che nella nuova sede furono
trasferiti anche archivio, libri e altri mobili (Cfr. Archivio del Seminario, Genova, « M anuale
1718 »).
76 A S G , Senato, Sala G allo 579. Sui dibattiti di fine Settecento cfr. B o, L ’Europa medi­
ca, cit.
77 Lo stesso Spotorno era ancora in parte legato ad un modello istituzionale m isto, quan­
do scriveva « un vero studio pubblico (ossia università) nel quale si avesse da’ professori pubblici
il corso scientifico, dopo del quale presentandosi all’esame de’ collegi si potesse da questi ricevere
i gradi, non l’ebbe Genova prima del 1773 » (Genova, cit., p. 440).
78 Esem plari, in tale prospettiva, i documenti relativi all’acquisizione dei libri e degli
strumenti lasciati dall’ex gesuita e lettore di matem atica François Correard: gli eredi Grim aldi,
dopo non poche controversie con la Deputazione, ottennero che questi beni restassero di loro
proprietà, e all’Università fossero dati in uso dalla famiglia; si stabili addirittura che le chiavi
dell’armadio (in cui riporre libri e strumenti) sarebbero state conservate una dai discendenti G ri­
maldi e l’altra dal lettore di matematica (A SG , Ms 5 3 1M).

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un forte rinnovamento79. Esplicita è la volontà di tagliare con i vecchi me­
todi, come scriveva in un memoriale Celestino Massucco (« il nostro metodo
invece di istruire non fa che mettere nuovi ostacoli ed indisporre le menti al­
l’acquisto delle scien ze»)80.
Sull’immediato i risultati più evidenti si ebbero sul fronte della rottura
con il sistema dei collegi professionali: già nel luglio del 1797 e il governo
provvisorio (e non il collegio) che abilita all esercizio della professione medi­
c a 81. Il problema dello smantellamento del vecchio sistema corporativo fu
affrontato sia nei progetti costituzionali sia in leggi speciali (quale quella del
1798 che dichiarava in apertura « Non si può impedire a veruno l’esercizio
di qualunque arte, mestiere o professione, ne può farsi questo dipendere da
alcuna ammissione o prestazione pecuniaria » ) 82; meno evidenti furono i ri­
sultati a livello di organizzazione universitaria, anche se bisogna segnalare che
per la prima volta si ha un quadro complessivo dell istituzione (cui manca an­
cora, però, l’insegnamento medico, sempre affidato a Pam m atone)83. Gli
importanti progetti dell’istituto nazionale sembrano pero lasciare a lato quelle
discipline su cui si erano modellate le esperienze universitarie fino ad allora
e che divennero poi alcuni dei poli fondamentali dell università napoleonica
e del periodo ottocentesco (penso al diritto e alla medicina)84.
Il vero salto di qualità si ebbe solo con il 1803, quando fu promulgato
un nuovo ì^egolcifficuto : per la prima volta a Genova possiamo dire di avere

79 A S G , Repubblica ligure 111.


80 A C G , Amministrazione municipale sotto la Repubblica ligure 120.
81 Cfr. ad esempio il Registro delle sessioni del Governo provvisorio della Repubblica di
Genova dal giorno della sua installazione, [Genova] Stamperia nazionale 1797-1798; e cfr. anche
A S G , Repubblica ligure 98. Per la legge del 1801 cfr. Raccolta delle leggi emanate dalla consulta
legislativa della Repubblica ligure dal primo luglio 1801, Genova 1801, II, pp. 27 e ss, Altri docu­
menti (per il periodo 1801-1805) sono conservati in A S G , Notai antichi se. 1633 f. 182 (Felice
Giacinto Gianelli Castiglione).
82 C fr. Raccolta ielle leggi, ed atti del corpo legislativo della Repubblica ligure dal primo lu­
glio 1798, G e n o v a 1798, II , p . 149. Per un a p rim a in form azio n e sui p roblem i delle o rg an izzazio ­
ni p ro fe ssio n ali cfr. V it a l e , Onofrio Scassi, c it.; M . D a P a ssa n o , Il processo di costituzionalizza-
Zione nella Repubblica ligure (1797-1799), in « M a te ria li per un a sto ria d ella cu ltu ra giu rid ica »
III 1 (1 9 7 3 ), p . 140; F . M a zzan ti P e p e - G . A n c a r a n i , Il notariato in Italia dall’età napoleonica
aH’Unità, Rom a 1983, pp. 145 e ss.
83 Cfr. il « Regolamento interinale per l’università » del 1798, con gli allegati elenchi di
docenti in A S G , Repubblica ligure 111.
84 Sull’Istituto nazionale cfr. i saggi di R otta e Farinetta.

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un’università compiuta e completa - divisa in quattro classi: teologica, filoso­
fica, legale, medica soprattutto fu allora stabilito che « si conferiscono nel­
l’università le lauree di teologia, giurisprudenza, medicina, chirurgia e farma­
cia » 85. Agli aspiranti medici è richiesto « il corso degli studi medici nel­
l’ospedale di Pammatone e nell’università nazionale » 86; si incominciano a
pubblicare regolarmente orari e argomenti delle lezio n i87; si trovano anche i
primi certificati prestampati di attestazione delle frequenze ai c o rsi8S; nel
1805 è pubblicato un piano di studi distinto per i diversi in dirizzi89. In-
somma, sta nascendo un’università moderna; e l’inquadramento di Genova
nel sistema napoleonico completerà tale processo 90.

Diciamo subito che questa mia introduzione, cosi come gli interventi di
Rotta e Farinella, dovrebbero servire da momento di raccordo tra una gran
parte degli studi fino ad oggi fatti in tema di storia dell’università a Genova
(ma da cui anche si vuole prendere le distanze) e i nuovi studi che bisognerà
incominciare a fare. L ’ateneo genovese si colloca per l’Ottocento a pieno tito­
lo in quella categoria delle piccole università su cui è stata recentemente ri­
chiamata l’attenzione 91.
L ’aver approntato l’inventario di quanto sembra essere rimasto dell’ar­

85 II testo del regolamento del 1803 è pubblicato in Raccolta delle leggi, e atti, decreti e
proclami pubblicati d al Senato ... nella Repubblica ligure, Genova 1803, pp 73 e ss; cfr. anche
I sn a r d i , Storia deU’XJniversità, I I , pp. 167 e ss; e il saggio di Farinella, infra.
86 A S G , Repubblica ligure 96.
87 A S G , Repubblica ligure 111.
88 A S G , Repubblica ligure 97.
89 Raccolta delle leggi, atti, decreti e proclami pubblicati dal Senato ..., IV, Genova 1805,
pp. 127 e ss.
90 Q uanto fosse lungimirante, almeno sulla carta, il progetto napoleonico può evincersi
già dalla sola lettura del Recueil des lois et décrets relatifs à l'Université de Génes, G ènes 1806.
Le difficoltà in cui si trovò ad agire il Bureau d ’administration sono evidenziate ad esempio dai
documenti conservati in A S G , Prefettura francese 10; per il piano di studi nel periodo francese
cfr. anche le carte in A C G , Amministrazione municipale sotto l'impero francese 311.
51 Si veda il recente convegno di Sassari 1992 « L ’Università di Sassari e l’esperienza
delle piccole università italiane »; e i numerosi contributi in proposito di Ilaria P o rcian i : Un ate­
neo minacciato. L'università dì Siena dalla restaurazione alla prima guerra mondiale, in Università
di Siena « Annali della Facoltà di lettere e filsofia » X II (1991) e X III (1992); E a d ., L a questione
delle pìccole università dall’unificazione agli anni Ottanta (relazione al convegno di Sassari); M .
M o r e t t i I. P o r c ia n i , Università e Stato nell’Italia liberale: una ricerca in corso, « Scienza e politi­
ca » 3 (1990), 41-53.

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chivio universitario per il periodo ottocentesco è stato in fondo un modo per
rispondere anche a quella indicazione di metodo che giudica indispensabile,
per questa fase della ricerca storica, « un sistematico lavoro di scavo sul mate­
riale propriamente archivistico » n . Tutti coloro che hanno curato questo la­
voro di inventariazione hanno la speranza che possa servire a dare avvio ad
un nuovo trend nelle ricerche sull’ateneo genovese.
Il periodo ottocentesco si presenta sostanzialmente come un terreno an­
cora tutto da scoprire: la maggior parte delle ricerche che abbiamo preceden­
temente segnalato hanno, in effetti, « pescato », estrapolato, materiali dall ar­
chivio universitario (contribuendo anche spesso a rovinarne l’identità) per
studiare questo o quel personaggio del risorgimento ligure, ma senza interes­
sarsi, sostanzialmente, alla vita dell’istituzione. Ci auguriamo che il poter di­
sporre di uno strumento analitico di ricerca per questa serie archivistica (che
andrà necessariamente integrata almeno con i documenti conservati all’Archi­
vio di Stato di Torino e all’Archivio centrale dello Stato) possa essere letto
come un primo contributo di ritorno alle fonti e al fare ricerca storica sul­
l’università in modo non retorico o apologetico.
Sia il periodo della restaurazione (segnato da un conflittuale rapporto
con la corte sabauda) sia quello successivo al 1848 pongono interrogativi e
suggeriscono temi di ricerca di non poco conto. Il ritorno dei gesuiti, ad esem­
pio, non fu certo visto di buon occhio da tutta la società cittadina e dalla ge­
rarchia ecclesiastica93. Sulla carta rinascono i collegi, ma che rapporto inter­
correva tra questi e il mondo delle professioni? Gli stessi curricula e i conte­
nuti degli insegnamenti meriterebbero un’accurata indagine: pensiamo solo al
significato innovativo che aveva avuto il progetto napoleonico (anche se rima­
se solo sulla carta) di creare una « école des sciences commerciales », e di cui
sostanzialmente si persero le tracce fino alla seconda metà dell’O ttocento94.
Tutto il rapporto tra istituzioni accademiche, professioni e notabilati locali
resta un terreno di ricerca ancora sostanzialmente inesplorato.

92 M . M o r e t t i I. P o r c ia n i , Università e Stato, cit.


95 Si veda in proposito la lettera del Cardinal Spina del 16 luglio 1815 (A ST, Regolari di
diversi paesi 10), particolarmente cauto nei confronti del nuovo sovrano, ma anche attento a sot­
tolineare le difficoltà che tale ritorno avrebbe comportato.
94 Per il progetto napoleonico cfr. Recueil des lois, cit., pp. 3 e ss; documenti anche in
A S G , Prefettura francese 10; da uno schema dei curricula sembra di capire che vi fu anche il pro­
getto di creare una scuola di « marina » ma anche questa rimase sul momento a livello di progetto

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È stata l’università stessa che (a cinquant’anni dal deposito dei propri
fondi sette-ottocenteschi) ha sentito l’esigenza di procedere ad una descrizio­
ne di queste carte secondo moderni criteri archivistici. Grazie ad un finan­
ziamento del CN R , e grazie alla collaborazione del personale dell’Archivio
di Stato di Genova, è ora possibile presentare l’inventario: questo è quanto
è rimasto a Genova del materiale prodotto dalle diverse istituzioni che si so­
no succedute nell’amministrazione dell’istruzione superiore e universi­
taria95.
E il caso di aggiungere ancora due parole sul presente volume. L ’inven­
tario del fondo Università è il risultato di un lavoro improntato da un forte
e sincero spirito di collaborazione.
Alfonso Assini, dell’Archivio di Stato di Genova, grazie alle sue compe­
tenze in campo, si è assunto l’onere di insegnarci i « segreti » dell’archivisti­
ca, e successivamente ha garantito che l’inventario raggiungesse quello che
credo sia un buon livello qualitativo, grazie a un diuturno lavoro di revisione,
correzione e uniformazione delle schede nel loro complesso.
Flavia Cellerino e M aria Carla Italia hanno avuto la gravosa incomben­
za di schedare la maggior parte del materiale conservato, e di presentare le
singole sezioni; in questo lavoro sono state poi affiancate da Barbara Berna­
bò e Roberta Carimini, che si sono occupate di una serie particolare di pezzi
(quelli relativi ai fascicoli studenteschi) e di questi hanno preparato l’utile in­
dice onomastico. La struttura complessiva dell’inventario è il frutto di lunghe
discussioni collettive, cui tutti abbiamo partecipato e di cui tutti ci facciamo
carico.
Io, poi, ho aiutato questa affiatata squadra come ho potuto: predi­
sponendo le linee della ricerca, insegnando l’uso di un programma di data ba­
se che si è rivelato indispensabile nel lavoro di schedatura e indicizzazio­

(A C G , Amministrazione municipale sotto l'impero francese 311). Sulla formazione della Scuola
cfr. ora Dalla Scuola Superiore di Commercio alla Facoltà di 'Economia, a c. di P . M a ssa P ier g io -
va n n i , Genova 1992.

95 Due successive alluvioni (ottobre 1991 e settembre 1992) sembrano aver cancellato
grandi e insostituibili fonti per la storia dei periodi successivi a quelli qui censiti: le carte più
antiche conservate presso l’A U G sono quelle dell’ufficio del personale (mai versato all’A S G , con
fascicoli che partono dalla seconda metà dell’Ottocento) e i verbali del Consiglio, poi Senato,
accademico (dal 1901) e del Consiglio di amministrazione (dal 1924).

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n e96, preparando i files per la tipografia, spronando nei momenti di stan­
chezza, ed infine cercando di coordinare il lavoro nel suo complesso.
Una fattiva e, come sempre, pronta collaborazione ci è venuta dall’A r­
chivio di Stato di Torino, in particolare da Marco Carassi ed Elisa Mongiano,
e da Leo Morabito dell’istituto Mazziniano di Genova, cui va tutta la nostra
riconoscenza.
L ’Archivio di Stato di Genova è stato il luogo in cui abbiamo a lungo
lavorato; al suo direttore, Aldo Agosto, non posso che esprimere il mio più
sentito ringraziamento.

96 Si tratta di Nutshell Plus II, molto utile in lavori in cui siano necessari campi lungh
e in cui forte sia la componente testuale.

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SA LV A TO R E R O TT A

DELLA FAVOLOSA ANTICHITÀ


DELL’UNIVERSITÀ DI GENOVA

Jacobus Middendorpius, cattedratico e poi, nel 1580, rettore dell Uni­


versità di Colonia, era uomo dalle vaste ambizioni intellettuali. Sui vent’anni
aveva cominciato a lavorare a una storia delle università di tutto il mondo .
tutte quelle - si capisce - che erano fiorite sulla terra all’indomani del diluvio.
I primi risultati di quest’immensa inchiesta pubblicò nel 1567. I due libri del
1567 divennero otto nell’edizione del 1602, ultima uscita lui vivente (morirà
settantaquattrenne nel 1611). In testa a tutte vi era 1 università fenicia di
Kirjath-Sepher ( = la città dei libri) ossia di Debir (una delle città della Pale­
stina che gli archeologi ancora cercano a S.O . di Ebron) presa dalle esigue
schiere di Otniel, figlio di ICenaz, fratello minore di Caleb, al tempo di G io­
suè. Una università - dico questa di Debir - che occupa nella storia del mito
dell’università un posto di riguardo. Ne parleranno con entusiasmo nei loro
commenti al Vecchio Testamento - tanto per fare qualche esempio - il gesuita
fiammingo Cornelius a Lapide e Ugo Grozio.
Tra tutte le università postdiluviane censite dal Middendorpius il nome
di quella di Genova non si trova. Né si trova nelle giunte e correzioni che
il dottissimo Johann Heinrich Seelen (1687-1762) fece nel 1756 all opera del
M iddendorpius2. Queste giunte e correzioni riguardano, del resto, princi­
palmente alcune grandi Università di Germania (Rostock, Greiswald, W itten­
berg, Frankfurt a. Oder). Eppure, fra il 1611 e il 1756 un istituto di studi
superiori a Genova, bene o male, era nato e funzionava - parlo, si capisce,

1 D e celebrioribus universi terramm orbis Academiis libri duo, quibus earum institutio, in­
crementa, et interitus explicantur, Coloniae 1567.
2 Analecta ad Middendorpii librum de academiis, Lubecae 1756.

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del Collegio gesuitico che tra il 1642 (anno nel quale si era trasferito nel nuo­
vo palazzo costruito per esso sull’area dell’antico convento di san Girolamo)
e il 1670 aveva completato il suo assetto e a partire dal 1676 aveva ricevuto
dalla Repubblica la facoltà di conferire lauree in teologia e in filosofia.
Il Collegio gesuitico genovese, tra i tanti collegi della Compagnia sparsi
per il mondo, non era stato - per dire la verità - uno dei più brillanti. Ma
meritava forse, se non altro per la continuità con la quale l’insegnamento vi
era stato impartito, una qualche menzione da parte del maestro di Gottinga,
Christoph Meiners, che egli pure, nel cadere della vita, tra il 1802 e il 1805,
si era fatto storico dell’origine e dei progressi degli studi superiori del nostro
continente3. M a il Meiners, che pure era uomo attentissimo a quanto succe­
deva attorno a lui e servito da una rete estesissima d ’informatori, né nominò
lo studio generale gesuitico né prese in considerazione la stentata e rachitica
università che dalle ceneri di quello era nata, una volta soppressa la Compa­
gnia, tra il 1774 e il 1784., Non esagero. Nel 1792 le cattedre erano complessi­
vamente 11, comprese quella di umanità, quella di grammatica e quella d ’arit­
metica e scrittura mercantile4. Alcuni dei professori erano considerati buoni
a tutto: il p. Felice Danna, francescano, che aveva supplito fino allora alla cat­
tedra di teologia dogmatica (era versato nel greco e nell’ebraico) fu messo a
insegnare nel 1784 fisica generale. Bisogna però dire che tra quei pochissimi
non mancavano tuttavia gli uomini di talento, e di grande talento: l’ingegnere
militare Francesco Pezzi (1764-1813), traduttore e continuatore di Eulero, il
medico Cesare Canefri.
Questa mini-università era appena nata che venne subito contestata. Co­
me forma di organizzazione e di trasmissione del sapere apparve non a torto
un’istituzione obsoleta.
Il progetto di riforma scolastica elaborato dall’istituto ligure - il nuovo
consesso accademico creato nel dicembre del 1797 col compito sia di attrarre
e concentrare in sé sia di promuovere l’attività di ricerca scientifica e tecnica
della giovane Repubblica democratica - ne prevede l’estinzione. Al vertice

3 Geschichte der Entstehung und Entwickelung der hohen Schulen unsers Erdtheils, 4 voll.,
Gottingen 1802-1803.
4 R . B o u d a r d , L ’organisation de VUniversité et de l ’enseignement secondaire dans l ’Acadé­
mie impériale de Gênes entre 1805 et 1814, Paris 1962, p. 135. Un elenco più dettagliato e ampio
per l’anno 1796 in L. I s n a r d i - E . C e l e s i a , Storia della Università di Genova continuata fino a ’
d ì nostri. Parte seconda, Genova 1867, pp. 74-76,

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del sistema educativo nazionale i riformatori preferivano mettere otto licei,
privilegiando in tal modo l’insegnamento tecnico-pratico a base scientifica a
detrimento degli studi teologici e giuridici. La distinzione tra luogo della ri­
cerca scientifica e della sperimentazione tecnica - l’istituto - e luogo di for­
mazione professionale e civica della gioventù non poteva essere più netta.
Poco importa che questo progetto sia rimasto nel limbo dei buoni propo­
siti: esso è pur sempre una spia delle tendenze e delle esigenze dell epoca. A
ogni modo, con l’effimera restaurazione della Repubblica dogale, l’Università
riprese i suoi diritti. Il 3 novembre 1803 un nuovo assetto dell Università e
varato. D a un trentennio di tentativi e di ripensamenti usciva finalmente
un’università che, almeno sulla carta, rassomigliava a un moderno istituto di
studi superiori. Novità maggiore: tra le quattro facoltà nelle quali si articolava
figurava per la prima volta e in posizione decorosa quella di medicina, merita­
to riconoscimento dei rapidi progressi compiuti in Genova dalla scienza e dal­
la coscienza medica nel corso del secolo, tra il 1736 (inaugurazione delle tre
nuove lettorie in Pammatone) e il 1789 (creazione nello stesso ospedale della
scuola clinica). M a al buon funzionamento di questa nuova facoltà scientifica
mancavano ancora troppe cose. Il medico Giovanni Antonio Mongiardini si
faceva portavoce delle esigenze di coloro che come lui miravano all integra­
zione effettiva del sapere medico con le altre scienze della natura e che, unita­
mente a lui, avevano dato vita nel 1801 alla Società medica di emulazione. Il
quadro che descriveva nel suo Rapporto presentato all’istituto il 15 dicembre
1803, poco dopo l’apertura della nuova università, era nerissimo: « Ma un’uni­
versità che appena nasce, un’accademia medica senza appoggio, un fisico ga­
binetto cui mancano molte macchine, un chimico laboratorio, che certamente
non si merita quel nome, un museo, che eccettuate poche conchiglie nulla
contiene delle immense produzioni del regno animale, una specula che deve
ancora innalzarsi in vantaggio dell’astronomia e della nautica, un orto botani­
co, che tuttavia si desidera, le stesse tenuissime pensioni assegnate a’ profes-
sori, alle sperienze, alle dimostrazioni troppo ci attestano e ci comunicano
dello stato infelice in cui si trovano le scienze fisiche nella Liguria ». E non
esagerava.
In ogni modo, la nuova università era giunta appena al suo secondo anno
di attività allorché, nel giugno 1805, l’atto di dedizione del popolo ligure al­
l’impero sembrò che dovesse troncarne Pesile vita. Napoleone pose brutal­
mente il problema della sua sopravvivenza. Fu salvata dall’arcitesoriere Le-
brun. Nel suo Rapport sur la situation de l’instruction publique en Ligurie so­
stenne calorosamente l’opportunità di mantenere in piedi quell’unico foyer de

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culture esistente in Liguria. E per i bisogni della causa insistette, tra l ’altro,
sull’antichità dell’istituto, sui suoi legami con un passato che sarebbe stato
inopportuno e forse pericoloso disconoscere. Il tema dell’antichità si configu­
ra già in Lebrun come un argomento per scongiurare le minaccie di morte.
Situazione, come vedremo, che si ripeterà nel corso dell’800: la ricerca e l’esal­
tazione di un’origine lontana, sempre più lontana, servirà da compensazione
alle umiliazioni del presente e da arma di difesa nella lotta per la sopravvivenza.
L ’Università fu dunque conservata e riorganizzata, e ricevette il titolo
d ’imperiale. M a la nuova università imperiale era rispetto alla ducale più po­
vera d ’insegnamenti: delle 40 cattedre attive al momento dell’annessione ne
sopravvissero 24. La riforma colpi soprattutto la facoltà di teologia, che fu
soppressa (un doppione) e quella di giurisprudenza, le cui cattedre furono ri­
dotte a 4. In compenso il ventaglio degli insegnamenti era più largo. Alle
quattro facoltà di un tempo vennero sostituite sei scuole speciali: diritto, me­
dicina, scienze fisiche e matematiche, scienze commerciali, lingua e letteratu­
ra, farmacia. Tra l’altro fu finalmente risolta l’annosa vertenza tra l’Universi-
tà e PAccademia di Belle arti circa la Scuola di nautica e di idrografia istituita
per testamento da Gian Giacomo Grimaldi nel 1777: penosa vicenda di pun­
tigli e di gelosie nelle quali l’Accademia recitò fino all’ultimo la parte di vìlaìn
de la pièce.
M a ormai l ’instabilità era divenuta per lo Studio genovese la condizione
naturale. Il 4 giugno 1809 da Ebersdorf l’imperatore decideva la riunione
dell’università di Genova all’unica università di Parigi, e cambiava il suo tito­
lo in quello di Académie impériale.
Passata sotto la direzione del Gran Maestro, Fontanes, ebbe un rettore
(che fu Girolamo Serra) e quattro facoltà: diritto, medicina, scienze e lettere.
Conservò tuttavia con quella di Torino, a differenza di tutte le altre dell’im ­
pero, la sua autonomia amministrativa. Anche l’istituto Nazionale fu trasfor­
mato in Accademia Imperiale di scienze, lettere ed arti : trasformazione non in­
dolore perché nel passaggio esso perdette allo stesso modo del suo modello
francese, 1 Institut (la cittadella degli odiati idéologues), la classe di scienze
morali e politiche. Ma già da tempo aveva perduto il vigore e l’entusiasmo
intellettuale, che ne aveva fatto nei primi anni di vita un incomparabile stru­
mento di rinnovamento culturale.
L ’Académie Imperiale, voglio dire l’Università, si dibattè, nei cinque an­
ni che visse, in difficoltà economiche sempre più gravi. Dal punto di vista di­
dattico non pare che brillasse malgrado tutti gli sforzi compiuti dal Serra per
combattere l’assenteismo di docenti e studenti, e assicurasse lo svolgimento

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ordinato dei corsi. Il personaggio-chiave di questa università ripiena di pro­
fessori vecchi, o infermi o poco solerti o distratti da altre mansioni, divenne
il supplente. E nel reclutamento dei supplenti alle cattedre di questi vegliardi
malvivi e malpagati si consumarono le migliori energie del Rettore. Del resto,
l’entusiasmo della « studiosa gioventù » non era caldissimo. Per ragioni eco­
nomiche o per antica abitudine, molti preferivano all’Università locale quelle
di Pisa o di Parma. M a soprattutto i giovani non gradivano le materie nuove.
Emile Vincens (che più tardi si farà autore di una delle più belle e documenta­
te storie di Genova) chiamato nel gennaio del 1811 a professare teoria del
commercio e dei cambi non riuscì ad avere che un solo ascoltatore. Desolato,
lasciò Genova e andò a creare casa di commercio a Milano. Del resto, gli ef­
fettivi delle facoltà erano modesti, neppure un centinaio, cosi ripartiti nell’an­
no scolastico 1811-1812: una cinquantina a medicina, una quarantina a giuri­
sprudenza, 7 a lettere, 2 a scienze. Nel caso del corso di Vincens si poteva
addurre a scusante la congiuntura internazionale sfavorevole al commercio;
nel caso delle scienze non so quale attenuante la carità di patria potrebbe sug-
gerire.
Il corpo accademico esaminava (gli esami erano cinque: esame d ammis-
sione; due anni dopo, esame per il conseguimento del baccellierato; esame per
ottenere la licenza o attestato di capacità al terzo; esame di laurea al quarto)
e concedeva il titolo. Novità importante. Il conferimento del grado era infatti
riservato in passato ai collegi (ora soppressi).
La Restaurazione comportò, come ognun sa, la resurrezione della Com­
pagnia di Gesù. Fu per l’Università di Genova, che fino allora aveva vissuto
sul patrimonio gesuitico, un colpo durissimo: con la restituzione nel 1816 alla
Compagnia di quasi tutti i suoi beni (tranne il palazzo di strada Balbi, la chie­
sa di s. Gerolamo e alcuno dei luoghi annessi) essa perdette d ’un tratto l’auto­
nomia economica (che perfino Napoleone le aveva lasciato) e dipese in tutto
e per tutto dal governo di Torino, che non pare fosse disposto nei suoi con­
fronti a largheggiare. E stava per riperdere, dieci anni dopo anche quella che
essa considerava ormai la sua sede e per essere trasferita (orrore) a Palazzo
Doria Tursi. Ma la Deputazione agli Studi, questa volta, tenne duro; e a Tur­
si nel 1837 finirono con l’andare i gesuiti. Non basta: gli ignaziani rivolevano
tutte le cattedre che essi tenevano al momento della soppressione a mano a
mano che si rendessero vacanti e intanto si adoperavano ad assicurarsi la dire­
zione del convitto accademico da poco creato. D ’altra parte, se 1 Università
esaminava (gli esami erano cinque: uno privato per il baccellierato, uno priva­
to e uno pubblico per la licenza, e altrettanti per la laurea) l’autorità di confe-

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tire il grado supremo era stata data direttamente all’arcivescovo e al suo vica­
rio (in passato, l ’arcivescovo era soltanto - lo vedremo - vicecancelliere); sal­
vo i casi nei quali il sovrano, tornato ad essere sovrano assoluto, con regio
biglietto, senza iscrizione ne esame, si fosse compiaciuto di concedere qualità
di dottore. Se i collegi ricostituiti ritolsero all’arcivescovo per qualche tempo,
in virtù della bolla papale del 1471, quell’autorità (e parve a molti un trionfo
del laicismo) la riperdettero tuttavia nel 1835, allorché si dovette, essendo
stata ripristinata la facoltà teologica, richiamarlo al cancellierato e al conferi­
mento di tutti i gradi.
Ridotta a « regio stabilimento diretto come ogni altro da una regia am­
ministrazione, mantenuto con fondi ogni anno a buon piacere di S.M . bilan­
ciati »; privata del diritto di conferir gradi; chiusa d ’autorità e addirittura oc­
cupata militarmente dal 1821 al 1823 e dal 1830 al 1835, l’Università di G e ­
nova - questa università umiliata e incertissima del proprio futuro - cominciò
a interrogarsi sul proprio passato, a costruirsi un blasone da opporre ai suoi
persecutori. Inutilmente. La legge 13 novembre 1859 - la famigerata legge
Casati - tolse in effetti ad alcune università del Regno sardo, tra cui Genova,
taluni insegnamenti di matematiche, negò ad alcuna, fra cui Genova, l’autori-
ta di dar lauree in lettere, ridusse gli insegnamenti giuridici, cosicché gli stu­
denti non poterono conseguire a Genova altra laurea oltre la medico-chirur­
gica. La legge del 31 luglio 1862 (legge Matteucci) introdusse fra le università
del Regno d ’Italia due categorie di stipendi per i professori e collocò Genova
nella seconda. E ci fu un momento che si temette che il regio governo volesse
sopprimere questa università ischeletrita per mantenere nelle antiche provin­
ce soltanto la torinese. Più ancora seduceva le menti dei riformatori che già
in quegli anni si erano fatti attivissimi, il sistema francese dell’unico studio
centrale; funesta innovazione come dimostrava con veementi parole e buonis­
simi argomenti il prof. Angelo B o^un patologo, nella prolusione tenuta in
apertura dell’anno accademico 1859-60.
La reazione della classe politica genovese in difesa della propria universi­
tà fu in principio inconcludente. Basta leggere la petizione rivolta al governo
del re il 27 novembre 1862 dal consiglio comunale. Per allontanare il sospet­
to, alimentato dalla flessione preoccupante del numero degli studenti, che l’ate­
neo genovese fosse un inutile aggravio per lo stato, gli estensori (Emanuele
Celesia, Pareto, Ageno) accumulavano le prove che avrebbero dovuto dimo­
strare il contrario. Eccone alcune.

L e popolose città ove sorgono grandi ospedali presentano soltanto le condizioni necessarie
per cui possa riuscire, nelle parti più essenziali, completo lo insegnamento medico-chirur-

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gico. E sono la molteplicità e varietà di m alattie e l’abbondanza dei cadaveri. Genova,
oltre di possedere uno degli spedali maggiori, che ricovera giornalmente m media mille
e più malati, essendo città commerciale e porto di mare a cui approdano navi di tutte le
nazioni e provenienti da ogni parte del globo, fornisce allo spedale copia abbondantissima
delle più svariate m alattie. N el che trova l’insegnamento medico-chirurgico un terreno più
adatto e fecondo per prosperare e progredire, che non al certo negli spedali delle città
dell’interno in cui le malattie sono più uniformi o ripetono esclusivamente il carattere spe­
ciale delle comuni influenze od il carattere stazionario della località.
L ’avanzamento delle scienze matematiche, fisiche e naturali può anche Genova favorire
grandemente. Qui due superbi acquedotti, monumento l’uno de’ secoli trascorsi, e altro
del secolo nostro, i quali da oltremonte per vie diverse conducono a Genova due grosse
colonne d ’acqua, possono dar largo campo all’insegnamento dell’idraulica; qui la dolcezza
del clima perm ette nutrire in piena terra migliaia di piante che altrove si chiudono nel e
stufe; qui l’approdo continuo di bastim enti acconsente di avere più che altrove le produ­
zioni’ del regno vegetale delle altre parti del mondo; qui possibile lo studio di molti feno­
meni delle alghe, e delle basse classi degli animali che solo può farsi quando sono dal mare
estratte; qui la variabilità del clima potentemente favorisce gli studi della meteoro­
logia 5.

Ma Punica proposta concreta uscita dalla mente del Pareto fu d incre­


mentare il numero degli studenti con l’annua distribuzione di medaglie. Sarà
il rettore Cesare Cabella, un quindicennio dopo, a trovare la via efficace pro­
movendo nel 1877 la costituzione di un Consorzio Universitario con il quale
la Provincia e il Comune si obbligavano a un costituto annuo complessivo di
lire 30.000 da erogarsi per l’aumento delle cattedre nelle diverse Facoltà, per
l’incremento del materiale scientifico e per maggiori assegnamenti ai professo­
ri più segnalati. Questo modesto consorzio fu trasformato sei anni dopo in
un altro consorzio di ben maggiore importanza, non solo per il più cospicuo
contributo degli enti locali (108.000 contro 30.000) ma per lo scopo cui era
indirizzato: « promuovere il pareggiamento dell’Università di Genova alle
Università primarie ». Il pareggiamento di diritto venne con la legge 13 di­
cembre 1885: e la lapide, murata il 9 maggio 1886 nell’Aula Magna, ricorda
il memorabile evento. In quell’occasione, l’avvocato Ponsiglioni, professore
di economia politica, tenne un discorso che fa spicco nella letteratura del tem­
po sulla questione universitaria6. D a liberale qual era, il Ponsiglioni^ si di­
chiarava appassionato nemico del centralismo e per un innesto, per un inser­

3 L . I s n a r d i - E . C e l e s i a , Storia della Università dì Genova continuata fino a d ì nostri,

pp, 3 8 2 -3 8 3 . , r ~ 100 /
6 A. P o n s ig l io n i, L'Ateneo di Genova e la questione universitaria m Italia, G e n o v a

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zione viva dell’università, come oggi si direbbe, nel suo territorio. Il modello
era costituito naturalmente dalle università tedesche: « le Università germani­
che per lo spirito di libertà che le informa, per l’autonomia onde governano
i diversi interessi, per l’immedesimarsi della loro vita colla vita della città e
della provincia in cui son poste, non sono esse [...] le dirette e legittime di­
scendenti dalle Università italiane del Medio Evo? »
Per effetto del pareggiamento, alle facoltà e alle scuole già esistenti a
spese dello Stato e ai corsi complementari di giurisprudenza e lettere istituiti
dal consorzio universitario vennero aggiunti la completa facoltà di Scienze fi­
siche e naturali, la completa facoltà di Filosofia e lettere e il primo anno della
scuola d ’applicazione per gl’ingegneri. E intanto a spese della Provincia, del
Comune e della Camera di Commercio e con il concorso dello Stato, era stata
fondata nel 1870 la Scuola superiore navale e nel 1884, da un’idea lanciata
da Giacomo Cohen nel 1881, sempre con il contributo degli Enti locali (che
ebbero allora, come si vede, un dinamismo, una capacità di progettazione e
di azione, un’incisività da lasciarci invidiosi) sul modello delle Écoles supérieu-
res de Commerce di Anversa e di Parigi e della Scuola superiore di Venezia,
la Scuola superiore di applicazione per gli studi commerciali (scuola consorziale
autonoma che assumerà carattere e grado universitari soltanto nel 1913). O r­
mai l’Università di Genova, dopo tanti faux départs era partita davvero. E po­
teva a buon diritto considerarsi un’università giovane: « L ’Università di G e­
nova, relativamente ancor giovane, non può emulare le illustri consorelle, la
cui fama da secoli va gloriosa nel mondo » 7. Sono parole scritte nel 1923 dal
rettore Prospero Fedozzi, che pure si era adoperato e si adoperava al suo am­
pliamento, tentando di realizzare - sempre col concorso degli enti locali, que­
sti alleati preziosi - quel grande politecnico la cui idea era stata lanciata nel
1912 dal rettore Maragliano. M a quello stesso anno 1923 la Riforma Gentile,
che collocava l’Università di Genova fra quelle di tipo A, cioè quelle a totale
carico^ dello Stato, troncò forse per sempre questa feconda collaborazione.
E umanamente comprensibile e anche scusabile che coloro - universitari
per la pili parte - che nei primi decenni dell’Ottocento si misero a ricostruire
le vicende del loro istituto - di quell’università umiliata, insidiata, mutilata e
addirittura minacciata di estinzione che ho appena descritta - s ’industriassero
a rialzarne l’immagine andando a cercarne le origini nell’epoca del comune
mercantile, in quel secolo X III che era stato quello della massima libertà e del­

7 « A tti della R. Università di Genova », v. 25 (1923), p. n.n.

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la massima grandezza della città. E d è anche comprensibile che tutti, timorosi
com’erano di dar nuovo pretesto alle rivendicazioni dei gesuiti, fossero freddi
o addirittura ingiusti nei confronti dell’opera educativa dei Reverendi Padri
e della parte da loro avuta nella costruzione dell’Università. Tanto più che
alcuni di essi - barnabita era lo Spotorno, scolopio l’Isnardi - facevano parte
di famiglie religiose tradizionalmente poco amiche della Compagnia.
La preoccupazione dell’immediato futuro dell’Università era stata la pri­
ma molla che aveva indotto il matematico Isnardi, rettore dal 1853, a farsene
lo storico. La prefazione al primo volume, uscito nel 1861, all’indomani della
legge Casati, è esplicita: « D ’onde può nascere - si era chiesto - il pensiero
[...] di menomare la nostra università o di mutarne lo scopo? » « Non da altro
- cosi aveva pensato - che dal non tenerla nel debito pregio, che è quanto
dire dal non essere conosciuta abbastanza l’altezza a cui sorse, il prezioso pa­
trimonio che possede, gli utili sussidi che può prestare alle scienze... » Ecco
dunque la genesi della sua Storia: « Sorse quindi in noi il proposito di descri­
vere il vero e genuino stato della nostra Università ». E sarebbe stato ripagato
delle sue fatiche se avesse « in qualche parte giovato sia col rimuovere ognor
meglio dalla nostra Università i pericoli e le minacce di mutamenti dannosi,
sia ancora col raffermare la speranza di ulteriore ampliamento » 8.
Malgrado l’intento pratico che lo aveva mosso a comporla, l’Isnardi sep­
pe tener nella sua Storia il giusto mezzo e resistette alla tentazione alla quale
altri avevano già ceduto e altri in seguito cederanno di farla più antica di
quanto fosse. M a procediamo con ordine. Il primo che si era provato a deli­
neare la storia dell’Università in un saggetto apparso sul Poligrafo del 1829
era stato G .B . Canobbio, un professore di chimica: Canobbio era stato uno
storico equilibrato. La data più antica alla quale si poteva far risalire la fon­
dazione era naturalmente la bolla sistina del 1471. Prima erano esistiti corpi
o collegi di avvocati, medici, notai: « Molte prerogative essi godevano, e mol­
tissime franchiggie, ma nessun insegnamento era loro affidato. Dopo la bolla
di fondazione, l’esistenza di un insegnamento pubblico è provata saltuaria­
mente e solo col 1572 e la creazione del collegio gesuitico inizia l ’insegna­
mento regolare di rettorica e filosofia ». Tranne la data (che va spostata al
1603) tutto esatto.
Lo Spotorno in un articolo del 1841 uscito primamente nel Dizionario

8 L. I s n a r d i, Storia della Università di Genova. Parte prima. Pino a l m i , Genova 1861,


pp. 6-7.

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del Casalis e ripubblicato tale e quale dal Banchero nel 1846 era stato ancor
più tranchant\ « L ’Università ebbe cominciamento nell anno 1773 ».
Ma intanto siamo arrivati al 1846. Genova, destinata a ospitare quella
grande kermesse patriottica che fu l’V ili Congresso degli scienziati italiani,
volle solennizzare l’evento con la pubblicazione di una sontuosa Descrizione
di Genova e del genovesato. Nel 3 ° e ultimo volume compariva una breve sto­
ria dell’università9. All’anonimo compilatore, di parte ghibellina senza dub­
bio, non piaceva che a fondarla fosse stato un papa. Nel grande zibaldone ma­
noscritto del Federici conservato alla Biblioteca Universitaria trovò il fatto
suo. Vi lesse che « si poteva dottorare in Genova per concessione di Federico
II imperatore l’anno 1220, cioè al tempo stesso in cui egli stabiliva leggi medi­
che per le scuole di Salerno e di Napoli, come in fasti e quinterno A E ». La
bolla del 1471 appariva perciò « un mezzo con cui siasi inteso ad autenticar
meglio ed ampliare lo stato delle cose a quell’epoca, anzi che a far creazione
affatto nuova. E dicesi ampliare, poiché se tanto faceasi dal Papa, nienteme­
no si fece nel 1496 dall’imperatore Massimiliano I quando dava facoltà di porre
studi e conferir lauree da pareggiarsi a quante altre italiane ». A ll’Isnardi non
riuscì difficile dimostrare l’infondatezza dell’affermazione del Federici.
Ma era duro rinunziare a una data cosi alta, che collocava senz’altro l’U-
niversità di Genova fra le più antiche d ’Italia. Dileguato il sogno del diploma
imperiale, si continuò a cercare di scoprire in Genova scuole che avrebbero
potuto servir di nucleo all’università. Fu Emanuele Celesia a specializzarsi in
questo tipo d ’indagini. Nel 1873 fu lieto di aver trovato un collegio di dottori
in grammatica già nel 1298. Francesco Bertinaria, direttore e unico docente
ordinario dell’istituto di Filosofia, se ne rallegrò oltremodo. M a anche la data
del 1298 gli andava stretta. N ell’inverno 1878-1879, discorrendo dalla sua
cattedra consorziata di letteratura dei primi secoli, era felice di annunziare
un suo nuovo fortunato ritrovamento: « ma avendo altrove accennato che le
origini dell’ateneo genovese ànnosi a fermare nel 1298, poiché ci occorre in
quell’anno un collegio di dottori in grammatica, debbo ora aggiungere che
nuove indagini ci consentono di portarle più innanzi assai, avendosi, prima
d ’allora, memorie di un collegio di giurisperiti o notai, che siedea nelle case
domini Petri De Nigro causidici. In una delle sue congreghe, quella del 6 di­
cembre 1243, disse ivi una sua concione sulla filosofia morale il celebre Alber-
tano da Brescia, legista venuto in Genova con Emanuele Maggi, eletto a po­

9 Descrizione di Genova e del Genovesato, Genova 1846, pp. 423-427.

— L —

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destà del comune » 10. Si trattava di un codice della Biblioteca della Chiesa
di san Fedele, segnalato e descritto dal gesuita Francesco Antonio Zaccaria
sin dal 1754, oggi perduto11. E curioso che questa data - 1243 - figuri an­
cora come data di nascita della nostra Università nella carta elaborata da A l­
berto Tenenti per il suo manuale La formazione del mondo moderno uscito
presso II Mulino nel 1980. In realtà quella riunione di causidici e notai nel­
l’orto di Pietro De Nigro causidico ad ascoltare l’orazione di Albertano da
Brescia non prova affatto che essi formassero già una corporazione né ancor
meno che fossero un gruppo di maestri. Del resto, non pare che quei collegi
(giureconsulti, medici e teologi) quando più tardi regolarmente si costituiro­
no, esercitassero né collettivamente né individualmente funzioni didattiche.
Il conferimento dei gradi che diremo universitari non sorge in Genova
che nel 1471 per una bolla del pontefice Sisto IV Dudum in nostrae mentis
del 26 novembre; e tanta autorità non fu neppur da lui data ai collegi dottora­
li esistenti, ma concesse alla comunità e agli anziani di Genova facoltà di de­
putare un rettore e un certo numero di dottori a loro arbitrio per fare i conve­
nienti esami e investire in tutti i gradi (magistero, licenza e dottorato) in leggi,
teologia e arti liberali colla consegna di tutti i simboli e insegne, con la piena
parificazione dei graduati in Genova a quelli di tutti gli studi generali « perin-
de ac si in aliqua universitate seu studio praedictis [sic!] gradus et insigna
praedicta suscepissent ». Anche in questo caso non v ’è traccia né di preesi­
stenza né di fondazione di uno studio. (Perinde ac si: come se!!) Anzi Genova
ne viene esonerata.
La Repubblica deputò davvero i collegi già esistenti in città e delegò loro
l’autorità ricevuta perché dessero esami e gradi in sua vece, rispettivamente
ciascuno nella sua materia, ma si riservò pure tacitamente la facoltà di prov­
vedervi anche da sé, quando al Senato piacesse, senza intervento di quelli.
Nel 1491 l’arcivescovo fu eletto vicecancelliere in doctorandis, in dandis insi-
gnis doctoralibus (non cancelliere, come era costume nelle altre città italiane);
la qualità principale di cancelliere fu riservata al Comune.
Qualche anno dopo, nel 1496 o nel 1513, l’altrapotestas generalis, l’impe­
ratore Massimiliano I, riconobbe e confermò alla comunità e al consiglio della
città imperiale di Genova la facoltà di conferire gradi di ogni specie quem-
admodum ipsis ab Apostolica sede esse asseruerunt indultum.

10 E . C e l e s i a , Storia della letteratura in Italia ne’ secoli barbari, Genova 1882, II, p. 6.
11 F .A . Z a c c a r ia , Excursus literarii per Italiani, Venezia 1754.

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Alla fine del secolo X V o al principio del X V I anche a Genova le due
somme potestà universali attribuirono dunque concordi alla Repubblica il po­
tere di dar lauree, licenze e magisteri senza istituire a Genova nessuno studio
generale, cioè un gruppo d ’insegnamenti coordinati in modo che alla fine di
essi si conseguissero i gradi. Certo, il diploma imperiale concedeva contestual­
mente a Genova la facultas legendi in sacra pagina, in utroque iure, in medicina
atque in aliis liberalibus artibus, cioè la facolta di tenere pubbliche lezioni co-
me negli altri studi e università. Solo da questo momento fu possibile costitui­
re, se non uno studio completo, un insegnamento di grado superiore non più
privato e transitorio, ma continuo.
Era possibile. Ma non fu fatto. Il governo della Repubblica sembra se
ne sia disinteressato, lasciando la cura della creazione di cattedre pubbliche
alla generosità dei privati. Orbene, i benefattori genovesi sono una specie
particolare di uomini. A Genova c’era S. Giorgio, c erano i moltiplichi, i be­
nedetti moltiplichi. A Parigi Robert de Sorbon decide nel 1257 di costruire
un collegio di teologia? Detto fatto: il collegio nasce. A O xford il vescovo Fox
vuole nel 1517 creare un « alveare » per gli studenti che « come api ingegnose
e industriose producano cera notte e giorno per rendere onore a Dio e dolcis­
simo miele per il proprio bene e per il bene di tutti i popoli cristiani »? Nasce
il Corpus Christi College, il modello di tutti i collegi12. A Genova no. A G e­
nova bisogna aspettare secoli prima che i luoghi della Casa di S. Giorgio costi­
tuiscano il capitale prestabilito dal disponente e le rendite possano essere de­
stinate agli scopi prefissati. Esempi?
Ettore Ve m azza ordinò nel suo testamento del 1512 che l’Ufficio dei
protettori di S. Giorgio comperasse una casa comoda, nella quale quattro dot­
tori scelti tra i più dotti insegnassero ogni giorno diritto e quattro medicina,
oltre due maestri di grammatica e rettorica. Le rendite rimasero inassegnate
fino al 1735 allorché il Serenissimo Trono decise finalmente di devolvere
l’annua rendita di lire 3000, frutto della colonna Vernazza, alla creazione di
tre cattedre di medicina in Pammatone. Quelle legali erano state assolutamen­
te dimenticate.
Ansaldo Grimaldi, altro benemerito. Nel 1536 aveva assegnato un gros­
so capitale affinchè al tempo preordinato si mantenessero coi proventi anche
quattro pubblici professori, nominati dagli eredi e dai Serenissimi Collegi, i

12 J. M e C o n ica , Borsisti e studenti nella Oxford rinascimentale, in L'università nella soci


tà, a cura di L . Stone, Bologna 1980, pp. 165-166.

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quali istruissero nelle umane lettere e nelle arti liberali, nella metafisica e nel­
la fisica, nella teologia e nelle scienze legali. Il moltiplico, sufficiente a mante­
nere non quattro ma otto professori, si compì soltanto nel 1647. Ma solo nel
1669 cominciarono a funzionare, unite alle altre dei gesuiti; fu anzi grazie a
quest’assorbimento che il loro collegio assunse nome di università13.
Angelo Giovanni Spinola. Nel 1579 investi 4000 luoghi in s. Giorgio da
moltiplicarsi per 120 anni al fine di costituire varie opere: tra queste un colle­
gio o una scuola nella quale fossero quattro dottori e lettori, i quali pubblica­
mente insegnassero la medicina, la filosofia, il diritto civile e il canonico più
due grammatici. Nel 1652 il Senato derogando in parte al testamento del do­
natore rivolse considerevole parte del capitale suddetto e dei suoi proventi
per la fondazione dell’Albergo dei Poveri. La scuola poteva attendere.
Come si vede, il Serenissimo Trono, oltre a non spendere un soldo per
l’istruzione usava del suo potere di modificare i testamenti per distrarre i fon­
di che dei privati lungimiranti, troppo lungimiranti, avevano destinato a quel­
lo scopo.
Agli ingegni genovesi non rimase, si sa, altra via che andare a studio fuo­
ri di Genova e farsi poi addottorare dai collegi della Repubblica. Finché nel
1773 lo scioglimento della Compagnia non costrinse di colpo gli oligarchi ad
affrontare il grave problema della creazione di una università moderna. A G e­
nova non c’era Humboldt e non ne venne fuori - lo sappiamo - un’Università
di Berlino.

13 La cattedra grimalda di m atematica era però entrata in funzione già nel 1650 (G . C o ­
se n t in o , Religione, didattica e cultura nel Collegio genovese, in II palazzo dell'Università. Il Collegio
dei gesuiti nella Strada dei Balbi, Genova 1988, p. 110).

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C A L O G E R O FA R IN E LL A

IL LENTO AVVIO.
CONTRIBUTO ALLA STORIA
DELL’UNIVERSITÀ DI GENOVA

Origini «antichissime » ?

Una leggenda ormai tenace e consolidata vuole che l’Università di Geno­


va sia stata fondata nel 1471 o addirittura, basandosi sull’esistenza di Collegi
di dottori, retrocede la fondazione agli inizi del X IV secolo: prima che di un
falso storico si tratta di un mito di cui la stessa Università ancora oggi fa fati­
ca a liberarsi1. M ito di costruzione ottocentesca, esso ebbe la sua prima e
completa formulazione a opera dell’allora rettore Lorenzo Isnardi nel 1861,
all’uscita della sua Storia deU’Universìtà: l’invenzione delle « antichissime »
origini dell’ateneo di Genova era l’apologetica risposta al governo sabaudo
che mirava a centralizzare l’insegnamento universitario e promuovere la sede
della capitale, T orino2. Molte furono le umiliazioni che l’ateneo genovese

1 Cfr. l’ufficiale « Annuario dell’U niversità di Genova », non escluse le annate piti re­
centi (cfr. ad es. l’a.a. 1989/90), dove si può leggere: « con la citata bolla di Sisto IV si ha in
Genova la costituzione degli studi universitari e pertanto il 1471 è da ritenersi l’anno di fonda­
zione dell’Università di G enova » (p. 8); e si indulge non poco nel considerare i Collegi di m edi­
cina, legge e teologia come i precursori dell’ateneo, lasciando intravvedere che esso getta le sue
radici nel X I I I secolo. Poco studiata, a esclusione delle ricerche di G . Cosentino e D , Bo di cui
alle note successive, la storia delI’Università di Genova raccoglie studi non numerosi e poco qua­
lificati. Anche se con limiti di interpretazione e con quello ancora più grave di non citare le fonti
da cui i documenti sono tratti, essenziali restano: L. I s n a r d i, Storia della Università dì Genova.
Parte prima. Vino a l m i , Genova 1861; L. I s n a r d i- E . C e l e s i a , Storia della Università di Genova
continuata fino a ’ d i nostri. Parte seconda, Genova 1867. Ripetitivi: A. L a t t e s , Per la storia dell'u­
niversità di Genova. L ’università e le sue vicende fino a l 1860, Genova 1923; L ’università e gli istitu­
ti superiori d ’istruzione di Genova, Kussnacht al Rigi s.d.
2 Che la pubblicazione della Storia dell’lsnardi non fosse casuale ma legata alle preoccu­
pazioni di una possibile chiusura dell’ateneo genovese lo confessava apertamente l’autore nella

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dovette soffrire durante la Restaurazione, dopo l’annessione della Liguria al
regno sabaudo, compresa la chiusura d ’autorita dal 1821 al 1823 e 1 occupazio­
ne militare. L ’asfissiante e meschino clima intellettuale in cui esso si trovò im­
merso è ampiamente descritto in alcune efficaci pagine di Giovanni Ruffini
che mostrano a quale basso livello culturale abbia fatto scendere gli insegna-
menti universitari genovesi la grettezza burocratico-formalistica sab auda3.
Le mutilazioni e le neppur velate minacce di estinzione non cessarono neppure
negli anni successivi e nel 1859 venne privato di alcune cattedre e la Facoltà
di filosofia e lettere addirittura del diritto di addottorare. Come se non bastas­
se, tre anni più tardi, nel 1862, fu declassato a sede universitaria di secondaria
importanza. Di fronte a tale situazione Isnardi e Emanuele Celesia, nel tenta­
tivo di porre un argine a quella pericolosa involuzione, cercarono nella storia
quanto potesse conferire allo Studio genovese un glorioso passato per rendergli
una immagine decorosa e porlo al fianco di quelli piti illustri. Con la sua pervi­
cace e pluridecennale attività, Celesia fu il personaggio chiave nell’affermazio­
ne del mito, assai abile non solo nel sostenere la fondazione medievale dell’Uni-
versità genovese - si proponeva « di porre in sodo e assennare perfino i nostri
avversari, che per prestigio d ’antichità, per lustro di scienza, per chiarezza di
lettere e per copia d’opere altamente educative e civili, l’Università ligure non
è seconda ad altri centri di studi, cui volsero men sinistre le sorti » ; 4 - ma

« Prefazione » (L. I sn a r d i , Storia della Università,1, pp. 6-7). Libero da quelle preoccupazioni, nel
1785 il professore di retorica Paolo M aggiolo, trattando del « gran vantaggio che la nuova Univer­
sità degli studi eretta in Genova deve arrecare al popolo genovese si nella gloria che nelle ricchezze
e nel buon governo », non aveva esitazione a riconoscere la recentissima nascita dell’ateneo geno­
vese (« Avvisi », n. 47, 19 novembre 1785, p. 389). Altrettanto chiaramente G .B . S po to r n o , nel­
la voce « Genova » del Dizionario geografico-storico-statistico-commercìale degli stati di S.M. il re dì
Sardegna di G . C a s a l is , voi. V II, Torino 1840, pp. 436 e 440, datava al 1773 la formale costitu­
zione a Genova di « un vero studio pubblico (ossia università) »; ma sull’università, con diversi
errori, cfr. anche pp, 436-451. Sulle vicende che portarono alla costruzione del mito delle origini
cfr. S. R o t t a , he leggendarie antichità dell’Università dì Genova, relazione al Convegno di studi sui
ceti dirìgenti nelle istituzioni della Repubblica dì Genova (Genova 10-12 giugno 1987), dattiloscritto,
e il contributo in questo volume.
3 « Quel letto di Procuste », cosi bollava R uffini l’ateneo genovese dove aveva intrapreso
i suoi studi superiori. « Lo scopo era di formare automi, e non uomini. L Università consideravasi
come un gran torchio destinato a spremere dalla crescente generazione ogni indipendenza di spiri­
to, ogni dignità, ogni rispetto di se stessa » (G. R u f f in i , Lorenzo Benoni, ovvero pagine della vita
d ’un italiano, O neglia 1854, p. 147, ma cfr. anche pp. 138 sgg.).
4 E . C e l e s i a , L ’ateneo genovese e il suo pareggiamento alle Università di primo ordine. D i­

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soprattutto nel mobilitare attorno a un disegno di difesa della città e della
sua storia i senatori e le classi dirigenti genovesi, trovando potenti e autorevo­
li appoggi in grado di favorire a livello nazionale la causa dell Università di
Genova, della sua salvezza e del suo potenziamento.
Ottenuta nel 1885 l’equiparazione alle università di prima categoria, la
pretesa antichità dell’ateneo di Genova non per questo venne meno, anzi era
definitivamente entrata a far parte del « patrimonio storico » della citta, della
sua identità.
In effetti, nel 1471 la bolla di Sisto IV, il papa savonese, attribuendo
alla Repubblica di Genova il privilegio di conferire i gradi di dottore, non
rappresentava di per sé la nascita di uno Studio universitario5. Perche di
università si potesse parlare occorreva un requisito essenziale: l’esistenza di
un corpo di professori di varie facoltà attivamente impegnati a insegnare ai
discenti. Nulla di tutto ciò a Genova: gli studi universitari venivano compiuti
negli atenei italiani e stranieri, realtà che non mutò neppure dopo il 1487,
allorché un decreto del doge e cardinale Paolo Campofregoso proibiva di con­
seguire i gradi in altre città: gli studenti continuarono a formarsi (e talvolta
anche a laurearsi) fuori, ma tornati in citta si addottoravano chiedendo 1 ag­
gregazione ai diversi collegi professionali6.
Del resto, il Collegio dei Giudici (raccoglieva i giurisperiti che pratica­
vano le professioni legali) e quelli di Teologia e arti (conferivano i gradi in
teologia, filosofia e medicina) non erano corpi di insegnanti bensì corporazio­
ni medievali che esercitavano un geloso monopolio sui mestieri da esse con­
trollati e miravano a conservarlo intatto contro chi intendeva praticarli senza
far parte del Collegio; e con esso le esenzioni, le franchigie fiscali e i limitati

scorso inaugurale dell’anno accademico 1883-84, Genova 18 8 4 , p . 8; cfr. anche I d ., Relazione in­
torno alle odierne condizioni della R . Università di Genova, Genova 1867.
5 C o p ia n on coev a della bolla p ap ale in A S G Università 23; L. I s n a r d i, Storia della Uni­
versità, I, p p . 4 1 0 -4 1 1 . L o stesso Isn a rd i del resto d o v ev a am m ettere che i C ollegi « non erano
con gregazioni scien tifich e m a so ltan to corp orazion i che g od evan o p rivilegi » (I s n a r d i- C e le s ia ,
Storia della Università, II, p. 188).
6 N el più che rapido profilo di storia deH’Università genovese, nel 1829 G .B . Canobbio
aveva già illustrato tale realtà; anzi faceva risalire al 1782 [sic] « l’epoca da cui potranno contare
que’ che dall’essere tutte le scuole insegnate in uno stesso locale vogliono derivare il nome e
l’esistenza d ’u n’Università » ([G .B . C an o b b io ], Cenni storici sulle vicende del pubblico insegna­
mento in Genova, in « Il poligrafo », n. 16 (19 dicembre 1829), pubbl. anche in [Id.], Memorie
ligustiche di storia e belle lettere, Genova 1833, pp. 1-5).

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privilegi di accesso ad alcune magistrature di cui godevano i dottori col-
legiati7.
La carenza di scuole di istruzione superiore a Genova è confermata dai
travagliati tentativi di fondare cattedre universitarie fatti in più occasioni da
alcuni benefattori con l’accensione di appositi lasciti testamentari. Nel 1512
Ettore Vernazza lasciò disposizioni per l ’erezione di diverse lettorie, tra le
quali anche alcune di medicina (ma effettivamente costituite nel 1735). An­
che Ansaldo Grimaldi nel 1536 assegnò un lascito, giunto a maturazione solo
a metà ’600, per il mantenimento di quattro cattedre pubbliche, la cosiddetta
« università grimalda »: diritto canonico e civile, matematica, filosofia mora­
le. M a gli studi superiori in Genova vennero introdotti soltanto con i gesuiti
e le loro cattedre costituirono la base sulla quale fu successivamente eretta
l’Università pubblica: in questa eredità si situa il contributo dato dal loro Col­
legio alla storia - o, se si vuole, alla preistoria - e allo sviluppo dell’ateneo
genovese.

Il Collegio dì « Strada Balbi »

I gesuiti si erano stabiliti in città sin dal 1548, raccogliendo potenti e


influenti appoggi ma anche una sorda eppure attiva opposizione. Strumento
fondamentale della loro piena affermazione e di marginalizzazione degli oppo­
sitori, a Genova come ovunque, si dimostrarono le scuole curate dalla Compa­
gnia, Cresciute in poco tempo nella stima generale - è noto che dalla fine del
X V I secolo l’organizzazione degli studi dei gesuiti, la Ratio Studiomm, si af­
fermò in Europa come modello scolastico degli istituti di istruzione giovanile,
- le scuole annesse ai collegi ignaziani costituivano il cuore di una articolata
strategia di penetrazione nel tessuto sociale che permetteva alla Compagnia
di cogliere insieme più obiettivi: la « riconquista cristiana » della società, dei
ceti dirigenti e di quelli « popolari »; l’allargamento dell’influenza religiosa,
politica e culturale dei suoi membri; la risposta a una profonda domanda di
scolarizzazione proveniente da molti strati sociali che le istituzioni statali po­
co curavano o ignoravano del tutto; lo strumento per superare il vincolo del

;j| 7 G li statuti del Collegio dei giudici (1446) e del Collegio dei teologi (1519) sono ripor­
li tati in L. I sn a r d i , Storia della Università, I, pp. 285 sgg. e 369-388.

.!;!
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voto di povertà e accettare i copiosi finanziamenti messi a disposizione dai
privati e dalle autorità ecclesiastiche e secolari.
In funzione dal 1554, per cinquant’anni le scuole rimasero aggregate alla
casa professa di sant’Ambrogio, centro delle complesse attività ministeriali
della Compagnia a G en ova8. Anche se i primi tempi non furono facili, la
separazione dalla casa professa decisa nel 1603 si dimostrò alla lunga una scel­
ta felice. Limitato alle sole scuole, il Collegio cominciò a peregrinare per la
città in cerca di spazi idonei e di una sede definitiva. La trovò nel 1623 quan­
do i gesuiti acquistarono da Stefano Balbi 1 area del convento di san Gerola­
mo del Roso. Contemporaneamente il padre Paolo Balbi, gesuita, fratello di
Stefano, rinunciava a favore dei congiunti a tutti i diritti ereditari sul patri­
monio di famiglia a condizione che i beneficiari si impegnassero a costruire
ai padri ignaziani gli edifici necessari per le scuole e le attività connesse. Al
tempo stesso commistione di devozione e di interessi familiari, 1 operazione
dimostrava comunque il favore che la Compagnia era riuscita a conquistare
in una delle casate più cospicue del patriziato genovese. I lavori cominciarono
con qualche ritardo ma erano terminati in ogni parte nel 1664, grazie all’ener­
gica opera di Orazio Grassi, lo scienziato avversario di Galilei, rettore del
Collegio genovese dal 1647 al 16505. Tuttavia, le scuole si erano già stabili­
te nelle parti agibili del palazzo tra il 1636 e il 1642. Il 21 giugno 1667 fu
consacrata la chiesa intitolata ai santi Gerolamo e Francesco Saverio, sorta
a fianco del Collegio. Costruzione imponente, il grandioso palazzo era la con­
creta dimostrazione della potenza finanziaria raggiunta dalla Compagnia e del
suo peso nella società genovese10. Oltre che a un bisogno reale - nel 1648 il
Collegio ospitava circa 500 studenti, saliti a 1000 nel 1682; poi il numero de­
gli allievi prese a decrescere - esso rispondeva anche a una necessità di rap­

8 P er il p erio d o gesu itico cenni al C ollegio g en ovese in A. M o n ti, L a Compagnia di G e­


sù nel territorio torinese. Memorie storiche, C h ieri 1914-1915, vol. I pp. 8-105; vol. II pp.
614-668. F o n d am e n tale lo stu d io d i G . C o s e n t in o , Il Collegio gesuitico e le origini dell'università
di Genova, « M iscellan ea sto ric a ligure » , a. X IV n. 2, (1982), pp . 57-137.
9 Su G rassi cfr. C . C o st a n t in i , Baliani e i gesuiti. Annotazioni in margine alla corrispon­
denza del Baliani con Gio. Luigi Confalonieri e Orazio Grassi, Firenze 1969, pp. 71 sgg.
10 Sulla potenza economico-sociale dei gesuiti di G enova cfr. C . C o st a n t in i , L a repub­
blica di Genova in età moderna, Torino 1978, pp. 294 sgg. Sulle vicende costruttive del palazzo
cfr. L. M ü l l e r P r o f u m o , Orazio Grassi e il Collegio dei gesuiti a Genova, « Miscellanea storica
ligure », a. X V , n. 2 (1983), pp. 393-406; A A .V V ., Il palazzo dell’università. Il Collegio dei gesuiti
nella strada dei Balbi, G enova 1988.

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presentanza assai avvertita dai padri gesuiti. Le inaugurazioni solenni, le ac­
cademie musicali e gli oratori, le rappresentazioni teatrali, le dispute filosofi-
che e teologiche, i conferimenti di lauree che vi si tenevano erano parte di
una accurata campagna di promozione culturale ed eccellenti occasioni per
conservare e accrescere il prestigio e il potere acquisiti, poiché i padri avevano
gran cura nel farvi intervenire le maggiori autorità civili ed ecclesiastiche del­
la Repubblica, illustri personaggi, l’aristocrazia cittadina11.
Esemplare può dirsi il modo con il quale i padri crearono i presupposti
per ottenere la facoltà di conferire i gradi di dottore. Senza possedere alcun
titolo legale, nel 1628 avevano attribuito per la prima volta lauree in teologia.
Altre ne diedero nel 1639, nel 1642, nel 1650 e negli anni successivi. Alle
sfarzose cerimonie organizzate in quelle occasioni venivano invitati diversi se­
natori della Repubblica amici, creando una legittimazione di fatto dell’autori­
tà dei padri a concedere titoli accademici. A nulla valsero i richiami del Sena­
to che nel 1651 e nel 1652 proibiva le addottorazioni non conferite dal Colle­
gio dei teologi12.
Dietro a quei contrasti si intravvede una lotta che non era solo tra il Col­
legio dei teologi e i padri, ma si era trasferita all’interno del Senato stesso
tra due orientamenti politici opposti che ebbe modo di venire alla luce in for­
ma inedita nel 1673. D i fronte ai reiterati reclami del Collegio dei teologi
contro l ’abuso dei gesuiti, due senatori vennero incaricati di esaminare le ra­
gioni dei contendenti. Francesco M aria Garbarino e Agostino De Franchi
non riuscirono a trovare un accordo e stilarono due differenti relazioni - fatto
eccezionale nella prassi governativa genovese che dimostrava tutta la gravità
dello scontro tra i due « partiti » contrapposti - nettamente schierati com’era­
no il primo a fianco dei gesuiti, il secondo a difesa dell'autorità della Repub­
blica che vedeva messa in « si grande pregiudicio » dal comportamento dei pa­
dri. Se Garbarino riduceva il problema a questione di « lieve momento », a
una mera divergenza di vedute tra il Collegio dei teologi e gli ignaziani allo

11 Per avere un’idea della cura con la quale i padri preparavano le dispute filosofico-
teologiche cfr. la raccolta Theses ex universa philosophìa ab anno M D CCIII usque ad annum
M D CC XL publìcae disputationi propositae, et propugnatae in universìtate genuensi Societatìs Iesu,
Genuae, E x Typographia Jo . F ran ch ili, 1740 (alle pp. 3 sgg. si trova l’elenco delle « tesi » di­
scusse a partire dal 1643 e, in alcuni casi, i nomi degli illustri personaggi di fronte ai quali erano
sostenute).
12 Su queste vicende cfr. L. I sn a r d i , Storia della Università, I, pp. 265-274; G . C o s e n t i ­
no , Religione, didattica e cultura nel collegio genovese, in AA .VV ., Il palazzo dell’università, p. 110.

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scopo di assicurare anche a questi ultimi la facolta di addottorare in teologia,
De Franchi sottolineava che il comportamento dei padri ledeva un diritto non
già del Collegio ma della stessa Repubblica, la sola autorizzata a delegare l’auto­
rità di concedere laureel>. Tuttavia lo schieramento antigesuitico, se cosi
può definirsi, ebbe la peggio e tre anni più tardi, nel 1676, il Senato attribuì
al Collegio ignaziano il diritto formale di conferire lauree in teologia e filoso­
fia ai propri studenti, Questa vittoria rafforzava 1 precedenti successi e coro­
nava la definitiva affermazione della Compagnia a Genova, alla quale era sta­
ta praticamente delegata l’organizzazione della cultura cittadina, e dell allean­
za religiosa e finanziaria tra questa e una parte non marginale dell’aristocrazia.
Di pari passo all’affermazione economica e sociale, l’attività didattica
dei padri conobbe una fase di arricchimento culminata nel 1670, quando un
solido abbozzo di università poteva dirsi effettivamente avviato con l’attiva­
zione di tutti gli insegnamenti superiori. G ià nel 1604 alle classi del corso in­
feriore esistenti (grammatica, umanita, retorica) furono aggiunte per la prima
volta tre cattedre del corso superiore o filosofico (logica, matematica, filosofia
morale) anche a causa dell’accresciuto numero di allievi nobili ai quali in ge­
nere era riservato lo studio di quelle materie. Ma i corsi rimasero per anni
incompleti. A cominciare soprattutto dal 1664, si provvide a colmare le lacu­
ne completando con la terza classe di grammatica il corso inferiore. L anno
successivo fu la volta del corso di filosofia e nel 1667 di quello di teologia.
Nel 1650 intanto era stata affidata ai padri ignaziani la lettura di matematica
istituita dal lascito Grimaldi. Gli sforzi per assicurarsi tutte le cattedre gri-
maldiane, alle quali i padri ambivano già da tempo, vennero premiati nel
1669, anno in cui il Senato deliberò la loro definitiva attribuzione al Collegio,
sancendo in tal modo il predominio dei gesuiti sull’istruzione superiore a G e­
nova, monopolio pedagogico spezzato solo nella seconda metà del 700 dalle
scuole degli scolopi, che seguivano metodi scolastici più aperti.
Fino al 1773, l’organizzazione del Collegio genovese rimase pressoché
immutata nel suo assetto. E ssa era strutturata sulle peculiarità proprie della
didattica gesuitica: un sistema piramidale e gerarchico entro il quale si svolge­
vano grado dopo grado gli studi; l’insegnamento rivolto a un gruppo di allievi
omogeneo per età e preparazione (la classe) che progrediva contemporanea­
mente negli studi. A ciascuna classe corrispondeva un solo insegnante e l’uni­

15 L a « rappresentanza » di Agostino D e Franchi al Senato è pubblicata in L. I sn a r d i ,


Storia della Università, I, pp, 421-426.

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cità dei contenuti. Società in miniatura, nelle classi agli studenti venivano di­
stribuiti incarichi e responsabilità per incitarli al profitto e all’emulazione14.
Non considerando i due primi anni di « infima » grammatica, i tre anni
del corso inferiore di studi erano incentrati sull’insegnamento intensivo del
latino - con lettura di poeti e storici quali Cesare, Livio e Sallustio - e, in
misura ridotta, del greco. Il latino era del resto la lingua che gli studenti dove­
vano adoperare tra di loro e con il maestro. Concludeva il primo ciclo la classe
di retorica che doveva formare gli allievi all’ideale dell’esposizione persuasiva;
Cicerone era il modello esemplare da seguire e imitare. Grande importanza
ricoprivano anche le esercitazioni di declamazione e recita ad alta voce di bra­
ni e versi di autori antichi o composti dagli stessi alunni. Tutte le cure erano
dunque rivolte allo studio e all imitazione dei classici, alle lìtterae humctnìores,
e poco spazio era riservato ad altre materie. Gli studi continuavano con il cor­
so filosofico, fondato essenzialmente sull’apprendimento della filosofia di
Aristotele: logica al primo anno, filosofia naturale o fisica il secondo, integra­
ta dalla matematica studiata su Euclide e da nozioni di geografia e astrono­
mia; etica il terzo, spiegata dal professore di filosofia morale. Gli insegnamen­
ti superiori, o teologici, coronavano la piramide scolastica dei gesuiti. Fonda-
mentale a questo livello era il commento della teologia di s. Tommaso, espo­
sta da due professori. Non attivate nel Collegio di Genova le letture di ebrai­
co e di sacra scrittura, il corso era completato dall’insegnamento di diritto ca­
nonico (quello di diritto civile era tenuto da un non gesuita) e dei « casi di
coscienza », cioè l’analisi morale non speculativa ma applicata di problemi
concreti: dal 1705 la lettura dei casi si mutò definitivamente in teologia mora­
le a causa dell’ostilità crescente che incontrava la casistica gesuitica, divenuta
ormai un deprecabile sinonimo di lassismo m orale15.
Tra i più noti insegnanti dei corsi superiori che operarono nel Collegio
di Genova (dal 1642 al 1773 oltre 150 padri occuparono le cattedre e la carica

14 T ra i numerosi studi sulla pedagogia dei gesuiti cfr, almeno J.- B . H e r m a n , L a pédago­
gie des Jesuites au X V I 6 stècle: ses sources, ses caractéristìques, Louvain 1914; A .P. F a r r e l l , The
Jesuit Code o f Liberal Education. Development and Scope o f thè « Ratio Studiorum », Milwaukee
1938; L a « Ratio studiorum » e la parte quarta delle Costituzioni della Compagnia dì Gesù, a c. di
M . B a r b e r a , Padova 1942; G . C o d in a M ir , A ux sources de la pédagogie des Jésuites. L e « modus
parìsiensis », Rom a 1968; L a « Ratio studiorum ». Modelli culturali e pratiche educative dei gesuiti
in Italia tra Cinque e Seicento, a c. di G .P . B r iz z i, Rom a 1981.
15 Sull organizzazione didattica del collegio genovese cfr. G . C o se n t in o , Religione, didat­
tica e cultura, pp. 110-112

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di rettore), al già citato Orazio G rassi si possono aggiungere alcuni nomi: N i­
colò Cabeo (1586-1650), scienziato tra i primi a occuparsi dei fenomeni fisici
del magnetismo, che tuttavia insegnò matematica a Genova per pochissimo
tempo; il matematico e fisico, studioso della forza di gravita, Tommaso Ceva
(1648-1737) che nel biennio 1672-1673 tenne la cattedra di retorica; il poeta
e dantista Giovan Battista Pastorino (1650-1732), professore di filosofia, di­
ritto canonico e rettore dal 1725 al 1728; il francese François Correard
(1725-1794?), già astronomo dell’osservatorio di Marsiglia, professore di ma­
tematica negli anni che precedettero lo scioglimento della Com pagnia16.
Il modello umanistico-letterario della pedagogia ignaziana se da un lato
incontrò grande fortuna per i suoi pregi, dall’altro si fossilizzo quasi incapace
di raccordarsi con la nuova cultura scientifico-filosofica (né il Collegio geno­
vese brillò mai per vivacità culturale), e con il ’700 richiamò critiche sempre
più generalizzate. Se ne faceva interprete nel 1723 Gian Luca Pallavicini:
nettissima e risoluta era la sua condanna della politica scolastica e culturale
dei padri, arrivando a invidiare la più viva e fervida Milano dove, cosi scrive­
va il 3 novembre a Celestino Galiani, « si coltivano le buone lettere, e mi sti­
merei più felice se fossero nell’istesso stato in Genova, ove i Gesuiti le hanno
sepolte e lo sono tuttavia ». Una stroncatura che non era solo uno sfogo per­
sonale abbandonato alle carte private. Due anni dopo il patrizio si mosse con­
cretamente per porre rimedio alle lamentate insufficienze e tentò invano di
formare una « accademia » per la preparazione dei giovani aristocratici desti­
nati al governo della Repubblica. Il suo piano di studi, aperto completamente
al rinnovamento culturale, prevedeva largo spazio alle scienze sperimentali e
ai laboratori scientifici e innovava a fondo le materie più tradizionali, storia,
filosofia e d iritto17. Anche il filosofo pisano Giovanni Gualberto De Soria,
nel progetto di riforma della Repubblica di Genova scritto nel 1748 per alcu­

16 Sull’attività dei gesuiti nel collegio di Genova cfr. G . C o sen t in o , Religione, didattica
e cultura, p. 113; I Gesuiti fra impegno religioso e potere politico nella Repubblica di Genova, M o­
stra bibliografica, a cura di Biblioteca Universitaria di G enova e Biblioteca Franzoniana di G en o­
va, Genova 1991; cfr. anche gli atti del convegno dallo stesso titolo in corso di stampa, in parti­
colare i contributi di G . C o sen t in o e di A .C . G a r ib a l d i .
17 S. R o t t a , Idee di riforma nella Genova settecentesca e la diffusione del pensiero di Montes­
quieu, « I l movimento operaio e socialista in Liguria », a. V II, n. 3-4 (luglio-die. 1961), pp.
216-217, ove è pubblicato il brano della lettera di Pallavicini a Galiani. Generici cenni al sistem a
scolastico genovese in R . B o u d a r d , Genes et la France dans la deuxieme moitie du XVIIIe siede
(1748-1797), Paris 1962, pp. 314-332 e 354-366.

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ni patrizi genovesi dopo la grave crisi politica del 1746 - che prevedeva una
profonda revisione in senso antioligarchico delle strutture statali della Repub­
blica e la promozione delle attività commerciali e industriali - attribuiva gran­
de rilievo alla formazione scolastica dell’aristocrazia e degli altri ceti sociali.
Una preparazione che doveva essere « illuminata », fondata sulle cose: « su­
perstizione e ragione illuminata e diritta, superstizione e cognizione solida
della natura star non possono insieme », diceva1S. Del resto, a testimoniare
l’insufficienza degli insegnamenti genovesi, alcune autorevoli famiglie aveva­
no preso a mandare a studiar fuori i loro giovani: a partire almeno dagli anni
’40 del Settecento i Durazzo, i Rivarola, i Serra si formarono non a Genova
ma nei collegi di Roma, Siena, Modena, Milano, Vienna.

Una stagione rìformatrice?

La creazione a Genova di una pubblica Università era dunque aspirazio­


ne di antica data degli ambienti riformatori che sembrò potersi realizzare nel
1773. Il 21 luglio era stato emanato il breve di Clemente X IV che scioglieva
la Compagnia di Gesù; sebbene Genova non si fosse distinta nella campagna
antigesuitica, ancor prima di riceverne notifica ufficiale, il 29 agosto il Senato
nominò una Deputazione incaricata di impossessarsi dei beni della Compa­
gnia (o asse gesuitico) esistenti nella Repubblica: i pur cospicui capitali, adem­
piuti tutti gli obblighi tra cui il pagamento delle pensioni agli ex padri ignazia-
ni, alla fine si riducevano a sole diciassettemila lire circa destinate al funzio­
namento delle scuole e delle cattedre già curate dai gesuiti, che era l’altra in­
combenza affidata alla Deputazione19.
Nonostante le premesse, il rinnovamento degli studi superiori a Genova
tardava a decollare: l’orientamento predominante nei governanti, dove molti
erano i partigiani dei padri, sembrava diretto a cambiare il meno possibile.

18 S. R o t t a , Idee dì riforma, pp. 220-223; cfr. anche A . R otond ò , Il pensiero polìtico dì


Giovanni Gualberto De Soria, in L ’età dei lumi. Studi storici sul Settecento europeo in onore dì Fran­
co Venturi, a c. di R . A je l l o , M. F ir p o , L. G u e r c i , G . R ic u p e r a t i , Napoli 1985, voi. II, pp.
989-1043.
19 D ati sul patrimonio del Collegio gesuitico in L. I sn a r d i , Storia della Università, I,
pp. 275-282; cfr. anche I sn a r d i -C e l e s i a , Storia della Università, II, pp. 1-14, Sull’Università d o­
po il 1773 cfr. inoltre E . R e p e t t i , L'Università di Genova nel Settecento, in corso di stam pa in
« M ateriali della Società italiana di studi sul secolo X V I I I ».

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L ’ex doge Agostino Lomellini, il philosophe amico di d ’Alembert e di tanti
altri esponenti delFilluminismo, nell’ottobre 1773 perorò con forza - « avec
toute la vivacité et l’eloquence dont il est capable », scriveva il console fran­
cese a Genova Raulin - perché il governo affrontasse senza rinvii il problema
del potenziamento degli stud i20. In effetti, nonostante la presenza di espo­
nenti di primo piano del milieu riformatore, come Gian Battista Grimaldi e
Gerolamo Durazzo, fino al 1778 la Deputazione fu come egemonizzata da
Ambrogio Doria, un tradizionalista in campo politico e culturale, incaricato
di sovrintendere al funzionamento e all’organizzazione dell’ex Collegio gesui­
tico. Dopo i primi incerti provvedimenti presi il 13 ottobre 1773 - all’Univer-
sità pubblica erano confermate le cattedre già attive con i gesuiti ma veniva
abolita quella elementare di lettura e scrittura; la sollecita richiesta dell’atti­
vazione dell’insegnamento di sacre scritture era momentaneamente messa da
parte e la cattedra sarebbe diventata operativa non prima di alcuni anni, -
la Deputazione decise di elaborare un regolamento provvisorio degli studi, af­
fidandone la stesura a Doria. Discusso e approvato l’anno successivo, il rego­
lamento ben mostrava gli orientamenti dell’estensore: l’accento infatti, più
che sulla riorganizzazione degli studi, era posto sulla disciplina e sul manteni­
mento del buon ordine. Ai professori di teologia veniva caldamente suggerito
di « seguitare la dottrina di s. Agostino e di s. Tommaso » e si rammentava
loro la massima che « avvisa d ’insegnare le antiche cose con nuova maniera,
ma d ’insegnare nuove cose assolutamente proibisce ». Pretendeva anzi che si
astenessero dall’addentrarsi eccessivamente nell’esame della materia e, con ri­
flessioni ormai di retroguardia e attardate, si preoccupava che gli allievi fosse­
ro formati alla controversistica e alla più pura e acritica ortodossia cattolica:
« procurino d ’impiegare maggior tempo nelle materie dogmatiche e particolar­
mente in quelle che oggigiorno dagli eretici con maggior forza e vigore impu­
gnate vengono », spiegava21. In breve, Doria nulla innovava nel corso di
studi ereditato dagli ignaziani se non in punti marginali e di scarso rilievo.
Insoddisfatto di quel risultato, per conto del gruppo riformatore nel novem­
bre 1774 Grimaldi illustrò la necessità di un’azione più energica nella politica
scolastica per aprire l’università genovese alle discipline che stavano profon­
damente trasformando i tratti delle conoscenze, quelle scientifico-naturali­
stiche il cui studio si era affermato in quasi tutte le istituzioni scolastiche

20 S. R o t t a , Idee di riforma, p . 2 1 2 .
21 I s n a r d i- C e le s ia , Storia della Università, II, p p . 8-9.

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europee. Come ad accettare formalmente la proposta di Grimaldi ma rifiutan­
done la sostanza, il Senato affidò l’incombenza nuovamente a Doria, che ten­
tò di sabotare il progetto dilazionando i tempi. Dopo due anni la situazione
era al punto di partenza. Il 21 agosto 1776 gli innovatori riuscirono a far af­
fiancare G .B . Grimaldi al tiepido Doria nel tentativo di affrettare la riuscita
dei loro disegni. Riformatori e conservatori si trovavano insomma in un vero
stallo, incapaci di determinare il predominio di uno schieramento sull’altro;
o per meglio dire, lo stallo favoriva l’attendismo e la volontà di rinviare ogni
decisione.
Quell’instabile compromesso non ebbe comunque riflessi sulle nomine
dei professori decise tra il 1773 e il 1778, tutti aperti alle novità, come il gian­
senista Benedetto Solari (insegnò teologia dogmatica sino alla nomina vesco­
vile nel 1778), gli scolopi Glicerio Sanxay e Clemente Fasce (il primo ricopri­
va la cattedra di filosofia, il secondo di retorica)22, il carmelitano Cirillo Ca-
pozza (teologia).
Il 27 gennaio 1778 a Doria subentrava nell’incarico di sovrintendente
all’università Gerolamo Durazzo, al centro di un vivace gruppo di letterati,
in rapporti di amicizia con numerosi giansenisti italiani nonché amante delle
scienze naturali, che sarebbe stato l’ultimo doge della Repubblica Ligure. Una
stagione innovativa di potenziamento degli insegnamenti e delle strutture si
apriva per l’ateneo genovese. I riformatori non persero più la direzione della
Deputazione e soprattutto quella degli studi. A Durazzo (che tranne due bre­
vi periodi mai lasciò la Deputazione) nel 1780 e fino al 1791 successe G iaco­
mo Gentile, la cui opera a favore dell’Università fu essenziale; ma nella Depu­
tazione erano contemporaneamente presenti o vi si alternavano altri esponen­
ti illuminati con un avvicendamento tale che lascia trasparire un preciso in­
tento di tenere saldamente in mano l ’organizzazione dell’istruzione: G iusep­
pe Durazzo, Nicolò Cattaneo Pinelli, Giacomo Filippo Durazzo, Gio. B atti­
sta Airoli. Non era casuale che partecipassero quasi tutti alla Deputazione del
Commercio, impegnata nello stesso periodo a riattivare il declinante apparato
produttivo ligure23; oppure a significative iniziative promosse nella Genova

22 Sul ruolo svolto dagli insegnanti scolopi nell’Università di Genova, di grande rilievo
nel periodo che va dal 1773 alla caduta della Repubblica aristocratica quando sostituirono gli
ignaziani, cfr. L. P ic a n y o l , G li scolopi nella Università di Genova, Rom a 1940.
23 Sull’ attività della Deputazione del Commercio e sul progetto politico che accomunava
i suoi membri cfr. M , C a l e g a r i , L a Società Patria delle arti e manifatture. Iniziativa imprenditoria­
le e rinnovamento tecnologico nel riformismo genovese del Settecento, Firenze 1969.

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degli a n n i ’ 8 0 : la Società Patria di arti e manifatture, l’effimera esperienza
della Banca di sconto, la richiesta di fondare una Camera di Commercio24.
I mutamenti che presero a introdursi nell’Università non erano scollegati da­
gli altri tentativi di svecchiamento delle strutture socio-economiche della Re­
pubblica avviati in quegli anni. Sembrerebbe che gli ambienti innovatori, pez­
zo a pezzo, con un disegno indiretto ma preciso tentassero di attuare in cam­
po educativo ed economico le proposte avanzate nella riforma di De Soria
- un ricordo vivo a distanza di decenni anche tra i patrizi più giovani e aperti -
pur privato del suo significato più direttamente politico, la trasformazione ra­
dicale dell’assetto oligarchico del governo.
Non era neppure una fortuita combinazione che alla fine del 1779 la Co­
lonia Ligustica degli arcadi bandisse un concorso sul problema degli studi più
adatti ai giovani destinati a governare una Repubblica, « avuto riguardo all’u­
tilità della patria e alla retta amministrazione della giustizia ». Né era una me­
ra coincidenza che tra i cinque « commissari » chiamati a giudicare le memo­
rie del concorso fossero nominati G .B . Grimaldi e Paolo Girolamo Pallavici­
ni, partecipe all’attività riformatrice della Società Patria delle arti e manifat­
ture e al centro di un salotto dove si discuteva largamente delle scienze fisiche
e di storia p atria25. Il vivace dibattito apertosi sull’argomento, che ebbe
qualche eco sulle pagine del foglio cittadino « Avvisi », sembrava fiancheggia­
re e indirettamente sostenere i mutamenti auspicati nell’organizzazione del­
l’istruzione universitaria.
Di non poco peso nella Deputazione si dimostrò l’operato discreto ma
incisivo di Giacomo Filippo Durazzo, discepolo di De Soria. Il cenacolo intel­
lettuale che si raccolse intorno a lui tra il 1782 e il 1787, l’Accademia duraz-
ziana26, fu un punto di raccordo assai stretto con l’Università: li si riuniva­

24 Su queste iniziative cfr. M .G . M a r en c o , Una libera banca di sconto a Genova nel


XV IIIsecolo, « A tti della Società Ligure di Storia Patria », L III (1926), pp. 147-207; G . I s o l e r i ,
L ’istituzione di una Camera di Commercio a Genova nel dibattito polìtico tra il 1789 e il 1797, G e ­
nova 1987.
23 Su Pallavicini cfr. M . C a l e g a r i , L a Società Patria, pp. 34 e 37. I nomi dei membri
della commissione del concorso si possono leggere in « Avvisi », n. 4, 29 gennaio 1780, p. 25,
e n. 25, 24 giugno 1780, p. 193.
26 Su questo im portante nucleo intellettuale che integrava giovani patrizi illuminati,
esponenti del mondo emergente delle professioni e delFintellighenzia laica ed ecclesiastica cfr.
D . P u n c u h , I manoscritti della raccolta Durazzo, G enova 1979, pp. 31-32; A. P e t r u c c ia n i , Gli
incunaboli della biblioteca Durazzo, « Atti della Società Ligure di Storia Patria », n.s., v. X X V III
fase. II (1988), pp. 53-55.

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no gli esponenti più in vista dell’intellettualità genovese che facevano già par­
te dell’ateneo o che dall’accademia sarebbero quasi naturalmente passati a ri­
coprirvi le cattedre più importanti o di nuova istituzione, grazie al fondamen­
tale appoggio del munifico protettore e di altri deputati riformatori: Cirillo
Capozza, Paolo Maggiolo, Glicerio Sanxay, Francesco Pezzi, Cesare Canefri,
Ambrogio Multedo. Nel gruppo durazziano inoltre si andavano elaborando
piani latamente educativi intesi a forgiare, tramite il recupero della migliore
tradizione repubblicana, una nuova classe dirigente che si fondasse non più
su una ristretta concezione oligarchica chiusa alle novità, bensì su persone ca­
paci di dare il giusto spazio alla « virtù », al « patrio zelo », al pubblico be­
n e27. Preoccupazioni, è inutile sottolinearlo, che recavano in qualche misura
più punti di contatto con i progetti per l’Università approntati dai circoli ri­
formatori e alla cui base stava il tentativo di fornire le « cognizioni indispen­
sabili ad un cittadino repubblicano per ben governare », evitando, come spie­
gava Gaspare Luigi Oderico, che « giovani destinati a governare e a dar leggi
dopo avere o perduti nell’ozio, o male occupati gli anni più belli, entrano al
governo senza conoscere il paese ed i popoli che debbono governare; senza
sapere come la República siasi formata, con quali leggi e costumi sia cresciuta,
ciò che abbia giovato al di lei ingrandimento e ciò che abbia cagionato il deca­
dimento » 28.
Certo, i programmi illuminati messi in cantiere in quegli anni di speran­
ze non sempre produssero effetti duraturi, né riuscirono a incidere sul sostan­
ziale immobilismo del governo. Molti fattori contribuivano a quel risultato,
non ultime le resistenze attive e passive dei Serenissimi. Una timida politica
di riforme dunque, attuata da circoli minoritari contro la gran parte del ceto

27 A Gerolamo Durazzo vennero dedicate opere uscite dai torchi tra gli anni 70 e 80
che sembravano delineare una sorta di im plicito « programma » al quale si attenne nel suo opera­
re di uomo di governo: nel 1771 Lo spirito dell'umanità e la presente felicità dell’uomo e delle na­
zioni, dell’abate Andrea Tosi; due anni più tardi l’unica traduzione settecentesca italiana del se­
condo trattato di Locke (Il governo civile, Amsterdam 1773); nel 1785 l’ anonimo Saggio del pa­
triotismo civile (Fautore si nascondeva sotto le iniziali D .F .L .M .C .). C fr. S, R o t t a , Idee dì rifor­
ma, pp. 239-245.
28 G .L . O d e r ic o , Lettere ligustiche ossia osservazioni critiche sullo stato geografico della L i­
guria fino ai tempi di Ottone il Grande con le memorie storiche di-Caffa, Bassano, s.e., 1792, p.
1 (con una lunga lettera di Francesco M assola ove si faceva più di un cenno all attività a favore
dell’università, il volume era dedicato a Giacom o Filippo Durazzo (pp. I l i sgg.). Oderico rivesti­
va la carica di bibliotecario presso l’Università.

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dirigente, in un clima di continui compromessi che svuotavano la carica inno­
vativa delle iniziative che i riformatori riuscivano a far approvare. Nel caso
dell’Università, l’impossibilità di affrontare grandi spese troncò sul nascere
programmi ambiziosi, come l’intenzione di affiancarle costosi laboratori di ri­
cerca di cui si avvertiva la carenza e inibì nel 1784 l’erezione di un osservato-
rio astronomico. Eppure, un parziale e limitato miglioramento si ebbe: senza
conteggiare altri incarichi, i quattordici insegnamenti del 1773 erano saliti a
venti nel 1796; va poi detto che le quattro cattedre di latinità, corsi inferiori
nel Collegio gesuitico, si erano nel frattempo in parte trasformate in letture
universitarie (o almeno quelle di eloquenza e retorica)25, anche grazie ai
nuovi insegnanti che spesso affrontavano temi attuali del dibattito culturale
tardo settecentesco30.
Il primo passo verso la parziale trasformazione della struttura degli inse­
gnamenti universitari si ebbe con la costituzione della lettura di chimica. Un
avvio travagliato perché, a differenza della Deputazione, il Senato impiegò
oltre due anni ad accettare l’offerta avanzata nel 1777 da un anonimo che
aveva depositato il capitale per finanziare l’insegnamento. A ogni modo, nel
maggio 1779 il Senato accolse la proposta e la materia cominciò a essere inse­
gnata nello stesso anno. A ricoprire la cattedra fu chiamato un medico versa­
tissimo nelle scienze naturali e nella botanica, l’inglese William Batt
(1744-1812)31. Indispensabile alla buona riuscita dell’insegnamento era la
collaborazione di un assistente - fu nominato lo spagnolo Benedetto Mo-
jo n 32, incaricato in particolare delle ostensioni di chimica farmaceutica - e

29 II 3 agosto 1784 la Deputazione ex gesuitica propose al Senato di classificare gli inse­


gnamenti di retorica ed eloquenza non pivi tra le cattedre « inferiori », bensì tra le « superiori »
come si usava « in tutte le Università d ’Italia » portando gli stipendi dei professori a 600 lire.
Bocciata il 12 e il 19 agosto, la proposta fu accettata il 27 agosto 1784 (A S G , Senato, Sala Senare-
ga, f. 350).
30 A m o’ di esempio, si veda il tema tipicamente illuminista che in conclusione dell’anno
accademico 1789 venne dato da trattare agli studenti della cattedra di belle lettere: il fanatism o
(« A v v is i» , n. 36, 5 settem bre 1789, p. 281).
31 A S G , Senato, Sala Senarega, f. 339. Cfr. anche I sn a r d i -C e l e s i a , Storia della Universi­
tà, II, pp. 17-22; L . L e v a t i , I dogi di Genova dal 1771 a l 1797 e vita genovese negli stessi anni,
Genova 1916, pp. 249-250; D . B o , L ’Europa medica nella Genova settecentesca. Alle origini del-
l ’Università (1750-1800), « M iscellanea storica ligure », a. X I I I n. 2, (1981), pp. 96-100. Su Batt
cfr. anche P. B e r r i , Il « dotto e grave anglico Batt » e le sue contrastate fortune genovesi, « Bolletti­
no ligustico per la storia e la cultura regionale », 1 (1949), pp. 69-76.
32 Con riconoscente dedica alla1Deputazione ex-gesuitica - « Excellentissimis et illustris-

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soprattutto l’erezione di un apposito laboratorio. Deputazione e Senato ap­
provarono il progetto, anche se il Senato pose il vincolo che il suo funziona­
mento non dovesse gravare sulle casse dell’asse ex gesuitico, una decisione
che significò uno sviluppo assai lento delle sue dotazioni e attrezzature. Il la­
boratorio venne eretto in un’ala della villa che sorgeva alle spalle del palazzo
delFUniversità nella zona di Pietraminuta. Tra i giardini della villa, Batt co­
minciò a coltivare anche le piante che occorrevano alle sue lezioni: era il pri­
mo modesto germe dell’orto botanico33.
Come a sancire autorevolmente e simbolicamente l’apertura di una di­
versa e più incisiva fase nella politica universitaria, il 15 ottobre 1781 il nuo­
vo doge M arc’Antonio Gentile, già membro della Deputazione ex gesuitica,
« con seguito di nobiltà ed uffiziali » si recò per oltre due ore a visitare l’Uni­
versità, la biblioteca e il costituendo orto botanico34.
Che la visita del doge non fosse un atto di cortesia lo confermava pochi
giorni dopo il Senato votando il 25 ottobre un decreto che concedeva all’Uni-
versità di strada Balbi il potere formale di conferire gradi accademici e lauree
in teologia, sottraendolo al Collegio dei teologi. Infatti a Genova la potestà
di concedere i titoli di studio universitari era tuttora prerogativa degli antichi
Collegi dottorali e con essa l ’autorità e i benefici economico-corporativi che
ne derivavano, appena scalfiti nel Seicento dal riconoscimento ai padri gesuiti
del diritto a laureare in teologia. Il rafforzamento del ruolo dell’Università
sancito dal decreto senatoriale era indiscutibile e probabilmente rappresenta­
va un primo, timido passo che avrebbe dovuto portare alla revisione dello sta­
tus giuridico dell’ateneo e del suo rapporto con i Collegi. Al pieno riconosci­
mento alla sola Università della facoltà di licenziare in ogni tipo di laurea si
giunse in effetti solo nel 1803: ma non era forse un caso che si cominciasse

simis septem viris amplissimae Genuensi Academ iae praesidentibus » - che lo aveva chiamato
a coprire l’incarico di dim ostratore di chimica, nel 1784 Mojon dava alla luce il volume Pharma-
copea manualis reformata, Genuae, Apud Repettum.
33 Sulle vicende dell’orto botanico cfr. L .C . F o r ti, L'orto botanico dell'università, in
A A .V V ,, Il palazzo dell'università, pp. 411-420.
34 « Lunedi 15 corrente alla m attina si portò il nostro serenissimo Doge in form a privata
con seguito di nobiltà ed uffiziali alle scuole dell’Università, ove fu ricevuto dall’illustrissimo si­
gnor D eputato alle medesime, e dal maggior numero de’ professori di esse. Ivi si trattenne per
lo spazio di due ore, le quali impiegò per una gran parte nella Libreria; essendo indi passato ad
osservare l’O rto Botanico che si va formando attualm ente » (« Avvisi », n. 42, 20 ottobre 1781,
p. 329).

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scalzando l’anello più debole del sistema dei Collegi, quello dei teologi, in at­
tesa di poter affrontare quelli più potenti che avrebbero per certo frapposto
una ben più decisa opposizione a riforme in tal senso a causa dei forti interes­
si ai quali presiedevano i Collegi dei medici e dei giurisperiti, primo tra tutti
il controllo sull’accesso all’esercizio delle professioni mediche e legali35.
Del resto, le resistenze e le difficoltà a proseguire sulla via appena intra­
presa nel 1781 c ’erano e non dovevano essere di poco conto. Il 23 dicembre
1782 infatti, dopo una discussione protrattasi per l’intero anno, il Senato pro­
rogò pei un altro decennio la legge che prescriveva l’obbligo di ottenere lau­
rea e titolo di dottore in legge « con l’esame e solennità solita eseguirsi dal
venerabile Collegio d ’Iurisconsulti di Genova » per potere esercitare le attivi­
tà legali nel territorio della Repubblica genovese36 . La concessione all’Uni-
versità del diritto di addottorare si fermò cosi alla sola laurea in teologia: ab­
bandonare l’antiquato sistema dei Collegi e ridurre il loro potere avrebbe ri­
chiesto una decisa opera riformatrice e una classe dirigente disposta a rompe­
re con i legami corporativi del passato, condizioni sempre più difficili da im­
maginare in una repubblica giunta ormai ai suoi ultimi anni di esistenza37.
Bon gré m al gré il Collegio dei teologi dovette prendere atto della nuova
situazione e del suo declino; il 29 aprile 1782 chiese e ottenne di venire aggre­
gato all’Università. Era un evidente tentativo di recuperare parte della supre­

35 Faccio qui solo un cenno al problema che per le implicazioni professionali e di potere
meriterebbe maggiore attenzione e una più scrupolosa ricostruzione, particolarmente per ciò che
riguarda i possibili conflitti, latenti o effettivam ente sorti, tra Università e Collegi ai quali può
aver dato origine il provvedim ento del Senato del 1781, e poi la riform a del 1803. N on aiutano
in tal senso le poche parole che vi dedicano I sn a r d i -C e l e s i a , Storia della Università, II, pp. 53-54
e 188. A complicare ulteriormente i tormentati ma sfuggenti rapporti Collegi-Università contri­
buiva anche il fatto che a Genova gli insegnamenti medici non facevano parte dell’ateneo e il
Collegio di Filosofia e Medicina restava l’unico istituto abilitato a laureare medici,
36 A S G , Ms. biblioteca 82, cc. 86v-87v: « Leges 1780 in 1789 » (la proposta di proroga
era stata avanzata al Senato esattamente il 23 gennaio).
37 Va a ogni modo osservato che nel 1794, parallelamente alle innovazioni che erano sta­
te introdotte nejl’Università, il funzionamento del Collegio di Filosofia e Medicina venne signifi­
cativamente rinnovato, riforma che procedeva sulla strada dell’apertura alle esperienze mediche
europee e di una più scrupolosa e aggiornata preparazione professionale (Regolamento per gli esa­
mi dei laureandi in filosofia e in medicina, decretato dal Ven, Collegio [...] ed approvato dal Sereniss.
Senato con suo decreto de’ 9 gennaio 1794, Genova, Dalla Stamperia Franchelli, 1794). Sulle vi­
cende tardo-settecentesche del Collegio medico cfr. D. Bo, L'Europa medica nella Genova sette­
centesca, pp. 95 sgg.

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mazia e del prestigio persi pochi mesi prima che non nascondeva comunque
la realtà, l’avvenuto spostamento di potere a favore dell’ateneo: quattro espo­
nenti del Collegio si sarebbero aggiunti a quattro professori universitari e in­
sieme avrebbero esaminato e valutato i laureandi. Ciò tuttavia non comporta­
va per gli studenti né ulteriori spese né « verun altro esame ». Per contro i
professori universitari della « facoltà teològica » erano tutti immessi nel Col­
legio in perpetuo, anche se cessavano di insegnare in Università, godendo
inoltre « di tutti gli emolumenti, diritti, prerogative, ed onoranze che compe­
tono al detto Collegio » 3S.
Intanto stava prendendo l’avvio una fase non marginale di potenziamen­
to dell’insegnamento e di costituzione di nuove lettorie. Con l’inizio del
1783, il 3 febbraio ebbero il via le lezioni di sacra scrittura, « cattedra nuova­
mente stabilita dal serenissimo Governo alla quale ha destinato il r. padre Fe­
lice Danna », che pochi mesi più tardi avrebbero preso a insegnare anche gre­
co ed ebraico35.
Le ambizioni e i disegni che in quei primi anni ’80 si coagularono attor­
no all’Università non furono di poco momento, come si può rilevare dalla let­
tura di alcuni progetti anonimi sicuramente elaborati all’interno dei circoli ri­
formatori della classe dirigente genovese40. Il sostanziale disinteresse mo­
strato dai Serenissimi nei confronti del « pubblico insegnamento » e dell’Uni­
versità - colpevole inerzia non più giustificabile ormai perché « tutti i princi­
pi, anche i più piccoli ed ultimamente la Repubblica di Lucca ancora, si sfor­
zarono di stabilire una o più Università nei rispettivi loro stati » - produceva
due effetti ugualmente deleteri: da un lato impoveriva l’economia nazionale
in quanto la mancanza di scuole induceva le famiglie a spendere somme cospi­
cue per mandare in altri stati i giovani e fornirli di una educazione adegua­

38 Cfr. « Avvisi », n. 26, 29 giugno 1782, pp. 201-202; cfr. anche n. 28, 13 luglio 1782,
pp. 217-218.
39 « A v v i s i » , n. 5, 1 febbraio 1783, p. 33.
40 D ue scritture conservate in B U G , M s. C .V .2 .(1 1 ), cc. 384r-385v la prim a, cc.
386r-389v la seconda, testimoniano l’esistehza di tali progetti illuminati centrati intorno all’U ni­
versità. Una notazione posta a c. 389v reca la dicitura « Minuta di biglietto di calice », che tu tta­
via è fuorviante: se essa può essere parzialmente vera per la prima scrittura, per il suo carattere
più diretto e meno diplomatico, non lo è certamente per la seconda che si configura invece come
la minuta con più correzioni e ripensamenti di una relazione ufficiale destinata probabilmente
al Senato. Ritengo che la datazione delle pagine manoscritte in questione debba farsi risalire ai
primissimi anni ’80, forse al 1783.

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t a 41. Dall’altro, la formazione che in questo modo la gioventù riceveva la
rendeva come ostile allo spirito della Repubblica e alla sua struttura: « si op­
pone ancora al bene dello stato - veniva ricordato - coll’instillare negli animi
di essa gioventù delle massime e delle inclinazioni che sono almeno estranee
alla forma del nostro governo e che non hanno nessuna proporzione col­
l’adempimento dei doveri e delle cariche dalle quali non può dispensarsi chi
nasce in un governo libero come il nostro ». A ciò si poteva rimediare non
già restringendo la « libertà individuale con proibizioni personali », bensì in­
troducendo una legge che considerasse nulli i gradi dottorali ottenuti fuori
dalla Repubblica e « di nessun vigore all’oggetto di conseguir cariche e di po­
ter esercitare impieghi e professioni per le quali fossero necessarie dette lau­
ree o gradi tanto in Genova quanto nelle due Riviere ». Tuttavia tale legge
non sarebbe stata « ragionevole e giusta » se contemporaneamente l’Universi­
tà genovese non fosse stata provveduta di tutte le cattedre « necessarie ad un
pieno corso di studii » 42.
Gli estensori di quelle note passavano quindi a esaminare gli insegna-
menti universitari e a segnalare quelli che conveniva favorire, con un disegno
tendente a valorizzare le materie utili e a sminuire il ruolo degli studi
teologico-ecclesiastici. Per la facoltà « teologica » nulla andava innovato per­
ché « provveduta più che a sufficienza ». Per quella « filosofica e medica » sa­
rebbe bastato « incorporare nella Università i professori di medicina che leg­
gono nello Spedale col trasferire le loro lezioni allo studio pubblico, ad ecce­
zione dell’anatomia e della clinica »: una proposta che anticipava orientamen­
ti maturati solo molti anni dopo, come si avrà modo di vedere. La facoltà più
trascurata e bisognosa « di cattedre e di buoni professori » era quella « lega­
le ». Le lettorie di cui si perorava la costituzione, in aggiunta a quelle già in
funzione, erano quattro: istituzioni criminali; pandette; diritto pubblico;
commercio, cattedra « che sembra specialmente propria di una città essenzial­
mente commerciante ». Come affrontare le spese derivanti dal nuovo assetto
degli studi universitari? Abolendo innanzi tutto le cattedre letterarie « infe­
riori », a esclusione dell’insegnamento di « eloquenza e lettere greche », per­
ché contrarie « alla dignità di una pubblica Università » e destinando alle
nuove cattedre le somme cosi liberate. Ma soprattutto riservando all’istruzio­
ne e all’Università tutti i capitali e i relativi frutti già in godimento dei gesuiti

« B U G , M s. C .V .2.(11), c. 384r.
42 Ibid., cc. 386v e 387v-388r.

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e i risparmi che si potevano ottenere nel pagamento delle pensioni e di altri
fondi agli ex padri43. L ’orientamento anti-ignaziano sotteso a tali proposte,
in aperta polemica con quanti tra i Serenissimi si ostinavano ancora a proteg­
gere gli ex membri della Compagnia, emergeva per intero quando veniva sol­
lecitato l’utilizzo degli scolopi - questo « Ordine religioso utile e benemerito
della società » - per soppiantare gli ex gesuiti nelle attività pastorali che anco­
ra mantenevano a sant’Ambrogio, evitando in tal modo di « stipendiare un
numero di preti [..,] già più che a sufficienza provveduti e che esercitano il
ministero commesso a pastori senza esserlo >>44.
Se non tutte, una parte almeno di quelle sollecitazioni ebbero modo di
essere attuate. Nell’agosto 1784 la Deputazione ex gesuitica rispolverò una
relazione preparata in precedenza da G .B . Grimaldi sull’assetto definitivo da
dare agli stu d i45. E ssa toccava alcuni punti decisivi: introduceva l ’esame
pubblico per i candidati alle cattedre vacanti (si rammentava che « in qualon-
que ben regolata Università non si ammettono mai professori senza un pre­
ventivo esame »), a esclusione di quelli di chiara fama, e provvedeva ad au­
mentare gli stipendi dei professori legandoli al carico didattico e alle capacità
di ciascuno. Per quanto concerne gli insegnamenti evidenziava la necessità in­
dilazionabile di introdurre a fianco della storia sacra ed ecclesiastica lo studio
di quella profana, di quella « nazionale », cioè ligure, e della geografia. Tutte
scientifiche le cattedre di nuova istituzione proposte, tranne storia ecclesiasti­
ca: aritmetica e scrittura mercantile, fisica sperimentale, storia naturale, nau­
tica, algebra e geometria. In mancanza di una specola, l’astronomia sarebbe
stata trattata dal professore di matematica superiore nelle sue lezioni. In que­
sto modo si tentava di dare un completamento alle materie insegnate e alla
preparazione da fornire agli studenti, affinché « chionque frequenti PUniver-
sità vi ritrovi tutto il. necessario per ben fondarsi nella teologia e filosofia, le
quali sono l’oggetto delli studii piti comuni » 46.
L ’introduzione di materie come scrittura mercantile e nautica rinviava
esplicitamente a un progetto di « pubblica utilità » e tentava di collegare gli

43 Ibid., cc. 387v-389v; ma cfr, anche c. 385r.


44 Ibid., c. 385v.
45 Sul ruolo fondamentale di questa figura di patrizio riform atore m aturato sui testi più
importanti deH’illuminismo europeo e grande amico di Ferdinando Galiani, cfr. S. R o t t a , Idee
di riforma, pp. 245-251; M . C a l e g a r i , L a Società Patria, pp. 13-25.
46 A S G , Senato, Sala Senarega, f. 350: « Progetto per l’Università di Strada Balbi ». N el­
la stessa filza cfr. la relazione di accompagnamento del « Progetto » datata 3 agosto 1784.

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studi all’azione dei gruppi riformatori volta a potenziare due attività in decli­
no, commercio e navigazione, che un tempo avevano fatto la fortuna della R e­
pubblica47. Le prime tre letture (aritmetica, fisica sperimentale, storia natu­
rale) potevano essere avviate subito, le altre sarebbero state attivate man ma­
no che l’asse ex gesuitico si sgravava del pagamento delle pensioni (ma l’inse­
gnamento di nautica a Genova non fu aperto nell’Universita sino al 1803). Il
piano grimaldiano si occupava poi degli stabilimenti scientifici. La biblioteca,
ove confluirono i patrimoni librari di alcuni conventi soppressi, andava
« provveduta d e’ libri più utili che escono alla giornata per comodo de profes­
sori e delli studenti », e più di 6.000 lire erano riservate a quel fine48. Infi­
ne, oltre ad arricchire il già attivo laboratorio di chimica, si prevedeva la crea­
zione di un gabinetto di fisica sperimentale e l’avvio di un museo di storia na­
turale da ingrandire con il tempo: era certo « un oggetto assai vasto. Si potreb­
be però - veniva realisticamente sottolineato nel « Progetto » - supplire a
principio con una spesa mediocre e andar poi ogni anno crescendo. I più cele­
bri gabinetti e musei non si son fatti tutti ad un tratto ». Le cose in questo
caso si svolsero in maniera meno semplice del previsto per la pochezza dei fi­
nanziamenti e l’iniziativa di singoli Deputati e di privati cittadini cercò di
sopperire alle carenze: Gerolamo Durazzo, Francesco Maria Balbi, Placidia Cat-
teneo Pallavicini, G .B . Grimaldi donarono al museo e al gabinetto di fisica
alcune collezioni di minerali e strumenti, tra cui assai preziosi quelli ottici49.

47 Lo stesso 1784, di pari passo agli sforzi che si concentravano intorno aH’Università,
un’altra iniziativa « illuminata » prom ossa dall’Accademia Ligustica si muoveva per favorire
« uno studio ed una scienza tanto utile e vantaggiosa al pubblico », l’insegnamento cioè dell’i­
draulica, « dell’arte di ben livellare e degl’elementi di geometria, di trigonometria, di calcolo, di
ottica ». Il Senato votò l’ I settem bre l’acquisto per 83 zecchini di strumenti matematici e incari­
cò la Biblioteca delle M issioni Urbane di comprare i libri necessari allo studio di quelle materie.
Le deliberazioni del Senato e l’elenco degli strumenti (uno « stuccio grande » fornito di compas­
si, squadre di proporzione, righe ecc.; « una bussola grande di pollici sei all uso del sig.r Mus-
schenbroek per levare in pianta colla bussola sciolta con suo piede, cassetta ecc. »; parallele gran­
di di ottone; livelli e « telescopio acromatico lavorato a Londra », ecc.) sono conservati in A S G ,
Senato, Sala Senarega, f. 351.
48 G ià il 20 novembre 1781 il Senato aveva approvato la proposta della Deputazione ex­
gesuitica di devolvere 10.720 lire, derivanti da fondi dei gesuiti di N ovi, « in uso delle spese
necessarie per la libreria della pubblica Università di Strada Balbi che, ad essere ridotta alla situa­
zione di un decente stabilimento, esige lo sborso di non indifferente partita » (A SG , Senato, Sala
Senarega, f. 342).
49 I sn a r d i -C e l e s i a , Storia della Università, II, p. 47. Un elenco di macchine di fisica da

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Nonostante i limiti, l’intenzione di mettere l’Università genovese al pas­
so degli altri atenei italiani era apertamente dichiarata e più volte si citavano
come esempi i sistemi e le scelte adottati « altrove »: la Deputazione infatti
si era informata con somma cura sull’organizzazione e sui piani di studi in
vigore nelle scuole o università di Milano, Roma, Firenze, Torino, Pavia, per
ricordare quelle elencate nella relazione50. La timida azione riformatrice ge­
novese sembrava dunque inserirsi nella scia della revisione dell’istruzione su­
periore che da alcuni decenni stava interessando con alterne vicende gli altri
atenei italiani, anch’essi alle prese con l’esigenza di aggiornare tanto la ricerca
scientifica, concedendo maggiore spazio a materie nuove e « utili » che si era­
no sviluppate fuori delle università, quanto i piani di studio degli studenti e
le modalità stesse di insegnamento31.
Il piano di Grimaldi, votato all’unanimità dalla Deputazione, fu presen­
tato da Giacomo Gentile al Senato che l’approvò. Lo stesso 1784 Canefri e
Sanxay (a leggere fisica generale gli subentrò Felice Danna, che continuava
gratuitamente le lezioni di greco ed ebraico) ottennero rispettivamente la cat­
tedra di fisica sperimentale e di storia naturale; G io.Battista Capurro quella
di aritmetica e scrittura mercantile 32, materia da lui intesa nel senso più

acquistare per l’Università, approvato dal Senato il 2 2 settembre 17 8 5 , in A S G , Senato, Sala Se­
narega, f. 3 5 4 ; L . L e v a t i , I dogi di Genova, p p . 350 -3 5 2 .
50 A S G , Senato, Sala Senarega, f. 350: « Progetto per l’U niversità di Strada Balbi ».
31 II caso più eclatan te di rin n ovam en to settecen tesco degli in segn am en ti u n iv e rsitari fu
certam en te P av ia, grazie alle riform e volu te d a M a ria T e resa: cfr. G . G u d e r z o , L a riforma del-
l ’Università di Pavia, in Economia, istituzioni, cultura in Lombardia nell'età di Maria T em a, a c.
di A . D e M a d d a len a -E . R o t e l l i -G . B a r b a r isi , voi. I l i : Economia, istituzioni, società, B o lo g n a
1 9 8 2 , p p . 8 4 5 -8 6 1 . Sulla situ azion e un iv ersitaria settecen tesca in Italia e sui n on sem pre riu sciti
te n tativ i di rifo rm a cfr. tra g li altri M . R o gg ero , Professori e studenti nelle università tra crisi e
riforme, in Storia d ’Italia. Annali 4. Intellettuali e potere, a c. d i C . V iv a n t i , T o rin o 19 8 1 , pp.
1 0 3 9 -1 0 8 1 ; E a d ., Il sapere e la virtù. Stato, università e professioni nel Piemonte tra Settecento e
Ottocento, T o rin o 1 9 8 7 ; P. D e l N e g r o , B. Nani, lL. Morosini e la riforma universitaria del 1761,
« Q u ad ern i p er la sto ria d ell’U n iv e rsità di P ad o v a », 19 (1986), p p . 8 7 -1 4 1 ; I d ., L ’Università,
in Storia della cultura veneta, d ir. d a G . A r n a l d i e M . P a st o r e S t o c c h i , voi. V : Il Settecento,
V icen za 1 9 8 6 , t. I, p p . 47-76; A . R o v e r i , L a riforma dell'Università di Ferrara del 1771, in Gìan-
francesco Malfatti nella cultura del suo tempo. Atti del convegno, F errara 19 8 2 , p p . 2 2 9 -2 5 2 ; A .
G ia c o m e l l i , L ’età moderna (d alX V I alX V IIIsecolo), in L ’Università di Bologna, Maestri, studenti
e luoghi dal X V I a l X X secolo. A c. d i G .P . B r iz z i , L . M a r in i , P . P o m b e n i , voi. I, B o lo g n a 1988,
p p . 27 -2 8 .
32 L ’« esposizione » della Deputazione ex-gesuitica che proponeva di attribuire ai tre
professori le cattedre venne approvata il 9 dicembre 1784 (A SG , Senato, Sala Senarega, f. 351).

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ampio di economia politica o « scienza di stato », come spiegava a chiare let­
tere nel discorso inaugurale:
M a ella p ii! oltre an co ra este n d e i su o i co n fin i e ai p u b b lici in teressi porge spesso una m a­
no b e n e fica e d ire ttric e ... P er lei m isu ran o le loro forze le N a zio n i, i p ubb lici p roven ti,
gli annui trib u ti... e p ro p o rzio n an d oli allo S ta to e alle d iverse con dizion i d e ’ su d d iti, a l­
l’in d u stria, al racco lto, v ’ in tro d u ce un g iu sto eq uilib rio e fa che i p o p o li sen tan o m eno
il p eso d ’ un a p o d e stà su p rem a che sa risp e ttare e lasciare in tatti a ciascu no i d iritti di p r o ­
prietà.

Nè escludeva dall’orizzonte dell’aritmetica e scrittura mercantile le « mi­


serie umane », cioè l’analisi delle,cause della povertà e dell indigenza e dei
loro rimedi, tema da sempre scottante in una città come Genova dove i poveri
abbondavano55.
Affidato all’ingegnere Francesco Pezzi, matematico di grande levatura
in contatto con i maggiori scienziati italiani, il corso di algebra venne attivato
nel 1788: il successo iniziale di pubblico fu notevole, segno di un avvertito
e diffuso desiderio di aggiornati insegnamenti scientifici54. Questo stesso
anno Canefri, che introdusse a Genova lo studio delle teorie chimiche di

Le lezioni delle materie ebbero inizio il 14 febbraio 1785. A quella inaugurale di Canefri inter­
vennero il presidente della Deputazione Gerolam o Durazzo, il Deputato alle scuole Giacomo
Gentile « e m olt’altra nobiltà e persone intelligenti e scienziate ». Nella prolusione, seguendo il
sistema classificatorio di Linneo, Canefri diede « in ristretto un’idea generale della naturale isto­
ria nei tre regni animale, vegetabile e minerale » (« A vvisi », n. 8, 19 febbraio 1785, p. 57). In
aprile, per la cattedra di fisica sperimentale Sanxay cominciò gli esperimenti pratici occupandosi
con l’ausilio di una macchina pneumatica dell’« aria comune », cioè dell’ossigeno (« Avvisi »,
n. 15, 9 aprile 1785, p. 113): argomento attuale e oggetto di viva discussione a causa delle nuove
teorie che Lavoisier andava rendendo pubbliche in quegli anni.
53 Un estratto della dissertazione recitata da Capurro è riportato nel n. 12, 19 marzo
1785, pp. 89-90 e nel n. 13, 26 marzo 1785, pp. 98-101 degli « Avvisi » (le citazioni si trovano
alle pp. 98-101).
54 Allo scienziato veronese Anton M ario Lorgna, il 17 maggio 1788 Pezzi scriveva: « H o
incominciato le mie lezioni la settim ana scorsa; il numero de’ scolari era oltre a cento; credeva
che anderebbe mancando, ma si conserva fin’ora; le fo ’ con piacere e mi propongo di fare un
corso compiuto, per quanto mi fia possibile » (cit. in C. F a r in e l l a , Un matematico genovese del
XV III secolo. Lettere di F. Pezzi ad A.M. Lorgna e S. Canterzani, « Studi in onore di L. Bulferetti.
Miscellanea storica ligure », X V III, n. 2 (1986), p. 827). G ià nel 1784 la Deputazione ex gesuiti­
ca aveva sottolineato che gli studenti « sono cresciuti di numero assai più di quello [che] fossero
nel tempo d e’ soppressi G esuiti » (A SG , Senato, Sala Senarega, f. 350: relazione di accompagna­
mento del « Progetto »).

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Lavoisier, sostituiva Batt, aggiungendo alla sua la cattedra di chimica. Nel 1794,
in sostituzione di Correard, andava a ricoprire l’insegnamento di matematica
superiore Ambrogio Multedo, lo scienziato che nel 1798 partecipò a Parigi
ai lavori della commissione internazionale incaricata di unificare pesi e misure.
Se le discipline scientifiche videro profondere le maggiori cure della D e­
putazione, quelle teologico-filosofiche e umanistiche vennero rinnovate nei
programmi e soprattutto negli uomini chiamati a ricoprire le cattedre, come
gli scolopi Niccolò Delle Piane, insegnante di logica e metafisica, e Celestino
Massucco, dal 1791 lettore di poesia, traduttore di Rousseau e fervente de­
mocratico durante il periodo giacobino al pari di altri professori (Multedo,
Pezzi, Paolo Sconnio). Per contro, la proposta di creare una cattedra di dirit­
to pubblico internazionale avanzata da Gerolamo Durazzo nel 1792 - voleva
che a quelle lezioni « fossero invitati i patrizi destinati al governo mediante
quelle onorevoli distinzioni di pubblica approvazione ed anticipata confiden­
za [...] a chi le avesse frequentate con assiduità per un certo tempo » 55, si
preoccupava cioè della preparazione di futuri governanti capaci e competenti
- non incontrò il favore del Senato e venne attivata nel 1803. A ogni modo,
l’acutizzarsi degli eventi rivoluzionari in Francia, il brusco peggioramento
delle finanze dell’asse ex gesuitico - nel 1796 gli stipendi dei professori furo­
no drasticamente ridotti - e la sospettosa chiusura a ogni innovazione dell’éli­
te dominante tolsero qualsiasi spazio di manovra ai ristretti ambienti riforma­
tori e impedirono negli ultimi anni della Repubblica di proseguire sulla via
delle trasformazioni appena imboccata.

Dalle speranze rivoluzionarie alle realizzazioni napoleoniche

L ’instaurazione in Genova di nuove strutture statali dopo la rivoluzione


democratica del 1797 accese grandi attese e non poche speranze. Non furono
soltanto i più accesi « giacobini » a perorare per voltare decisamente pagina
con il sistema educativo ereditato dal passato - « l’antico metodo insulso » -
che consideravano gravemente lacunoso56, come si può leggere nello spieta­
to giudizio che Celestino Massucco dava degli studi superiori genovesi:

Poche cifre di aritmetica, che pareano fare un mistero pari agli arcani d ’E gitto, la m ateria­
lità, non la scienza di un dozzinale commercio, aride questioni scolastiche, atte soltanto

55 I sn a r d i -C e l e s i a , Storia della Università, I I, p. 70.


56 Si veda ad esempio quanto scriveva nelle sue colonne la « G azzetta nazionale della Li-

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ad accendere e fomentare partiti, le triche della grammatica [...]; antiche e barbare leggi
genitrici infami di risse, di cavillazoni e di ingiustizie; nomenclature, apparenze, am bigui­
tà, sotterfugii erano tutto il corredo onde fornir soleva la tradita mente de giovani.
La storia, la geografia, la vera scienza dell’uomo, l’indagine della natura, il valore dei drit­
ti, la santità dei doveri ed altri capi utilissimi della cittadinesca instruzlone o non aveano
alcun luogo, o qui soltanto apparivano velato il volto, e coperti per altrui cenno tirannico
di oscura maschera informe.

« Alla richiesta riforma mai non si venne davvero », concludeva l’arden­


te scolopio augurandosi che fosse finalmente giunto il tempo di intraprender­
la 37. Ma i numerosi progetti avanzati per strutturare su basi radicalmente
nuove gli studi a tutti i livelli, dall’elementare all’universitario, nella tormen­
tata situazione politica e militare di quegli anni non ebbero né tempo né mo­
do di essere affrontati. Né miglior sorte incontrò il piano commissionato nel
1798 dal governo all’istituto Nazionale, il nuovo organismo di alta cultura,
che bandiva dall’Università tutte le cattedre teologiche, istituiva molti inse­
gnamenti tecnico-pratici e, con una significativa innovazione, prevedeva uffi­
cialmente l’unione in un medesimo corpo universitario degli insegnamenti
medici con quelli che già facevano parte dell’ateneo. In Genova infatti, i corsi
di medicina e di clinica si erano sviluppati attorno all’ospedale di Pammatone
in maniera parallela e autonoma dagli altri corsi universitari: ciò spiega la tar­
dissima nascita di uno Studio generale intorno al quale si coordinassero tutti
gli insegnamenti di grado superiore58.
Per il Liceo, la nuova denominazione data all’Università, il piano del­
l’istituto prevedeva un ricco apparato di istituzioni e di stabilimenti scientifi­
ci a sostegno degli studi: « avrà un gabinetto di storia naturale, una serie di
buone machine, una galleria, un osservatorio, un teatro anatomico, un elabo­
ratorio chimico, un ospedale, un orto bottanico, una conveniente biblioteca
e le località opportune all’insegnamento delle varie scienze ». Gli insegnamen­
ti erano suddivisi in otto sezioni: matematica e fisica (sei professori e due di-

guria », n. 12 (1 settem bre 1798), p. 94, parlando degli insegnamenti universitari: era un « siste­
ma barbaro e pedantesco che invece di illuminare i giovani, ritarda i progressi dello spirito uma­
no, ed eternizza l’ignoranza ».
57 C . M a s s u c c o , Orazione inaugurale nel riaprimento dell’Università, Genova, N ella Stam ­
peria francese e italiana degli amici della liberta, [1797], pp. 18-19.
58 Sul ruolo e sull’im portanza dei medici di Pammatone cfr. D . B o, L'Europa medica nel­
la Genova settecentesca.

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Giostratori che si occupavano di matematica, fisica sperimentale, storia natu­
rale, chimica e nautica); medicina (comprendeva anche gli insegnamenti di
botanica e veterinaria ed era composta da tredici professori e un dimostrato-
re); scienze morali e politiche (un professore di filosofia morale e un altro di
diritto politico); economia civile, alla quale veniva attribuito un compito non
secondario e di raccordo con le attività produttive e il mondo artigianale (due
professori incaricati l’uno di agricoltura, l’altro di commercio e manifatture);
storia generale (un solo professore che doveva preoccuparsi di fornire « più
tosto una scuola di morale e di politica, che una serie di fatti e di date crono­
logiche »); eloquenza e poesia (un professore di letteratura italiana e latina);
lingue antiche (un professore che doveva insegnare essenzialmente latino e
greco); belle arti (quattro professori responsabili delle tre « scuole »: pittura
e scultura, architettura civile, incisione)39. Organico nel suo impianto di ba­
se, soprattutto per quanto riguardava le materie scientifiche alle quali era ri­
servato un ruolo preponderante, nel caso degli insegnamenti letterari il piano
peccava di eccessiva frammentazione e forse anche di qualche limitatezza.
Comunque è inutile soffermarsi ancora su un tentativo di riforma che mai di­
venne operativo.
Tuttavia, se i progetti dellTstituto non produssero nell’immediato alcun
frutto, le discussioni sul miglioramento dell’organizzazione degli studi che si
accesero tra i suoi membri furono certamente proficue, malgrado la diversità
di orientamenti e di opinioni. Molti professori universitari infatti erano ag­
gregati all’istituto (Pezzi, Multedo, Francesco Carrega, Massola, i medici del­
l’ospedale di Pammatone Onofrio Scassi e Giovanni Battista Pratolongo) o
10 erano personaggi di grande levatura che presto sarebbero entrati a far parte
dell’Università (Gaetano Marrè, il medico Giovanni Antonio Mongiardini, il
famoso botanico Domenico Viviani).
Le vicende rivoluzionarie e belliche nelle quali si trovò coinvolta la Ligu­
ria indussero i diversi governi a occuparsi di questioni più pressanti di quelle
che riguardavano gli studi universitari, messi cosi da canto in attesa di tempi
migliori. Nel 1801, in una relazione « sullo stato presente dell’Università »,
11 prefetto degli studi Cirillo Capozza rispondeva alle richieste fattegli dal

59 Piano dettagliato di pubblica istruzione presentato d all’lnstituto Nazionale a l Corpo legi­


slativo della Repubblica Ligure a ’ 3 decembre 1798, s.n .t., pp. 11-16. Cenni all’attività dell’istitu ­
to Nazionale ligure per riformare 1 Università in V . V it a l e , O. Scassi e la vita genovese del suo
tempo (1768-1836), « A t t i della Società Ligure di Storia P a tria » , v. L I X (1932), pp. 56-74.

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Commissario del Centro illustrando una situazione fortemente compromessa:
docenti che avevano smesso gli insegnamenti non sostituiti, cattedre non fun­
zionanti, 1’« O rto Botanico, che fece piantare il medico Batt, che ora va in
dispersione », la biblioteca poco curata, il crollo del numero degli studenti -
« le scuole dell’università che prima contavano più di mille scolari, come rile­
vasi dagli ultimi registri, oggi arrivano a pena a cencinquanta. Questa diminu­
zione - spiegava Capozza - non si è fatta a gradi, bensì e avvenuta in un solo
giorno » “ . D i fronte a quel repentino peggioramento occorreva « richiamare
il pristino stato con degli opportuni regolamenti », era Pauspicio del prefetto
degli studi. Non si trattava di organizzare « una gigantesca università », sot­
tolineava, bensì di ristrutturare adeguatamente le cattedre esistenti, lasciando
per il futuro tutte le misure di ampliamento: « quando fossero ben regolate,
sarebbero sufficienti per un’ottima istituzione e coltura della gioventù ». N el­
le sue linee di fondo, la riforma auspicata si basava su un ampio cosmopoliti­
smo, sulla « continua prattica delle migliori accademie ed Università dell’E u ­
ropa; avendo l’estensore [...] avanti gli occhi le costituzioni dell Università di
Torino, di Pavia, di Padova, di Bologna, di Pisa e di Napoli, ed anche di
Vienna e di alcune altre della Germania » 61.
Tornata la pace e scemate le ristrettezze economiche (l’asse ex gesuitico
stava registrando « già un discreto avanzo » ) 62, la grande riforma della fine
del 1803 fu in larga misura quella disegnata e voluta dai membri dell’istituto
Nazionale in stretta alleanza con un potere politico non chiuso alle istanze
del mondo universitario: nel 1801 Giacomo Filippo Durazzo collaboro alla
Commissione straordinaria di governo per il riordinamento dell’Università e
della sua biblioteca63; dal 1802 alla restaurata carica di doge era salito G e­
rolamo Durazzo; Girolamo Serra, uomo di studi, ricopriva importanti incari­
chi di governo. Più esattamente, la riforma era il risultato dell’impegno politi­
co di diversi letterati e scienziati che, attivi protagonisti dei regimi democra­
tici nati al crollo dell’antica Repubblica, costituirono parte integrante della
nuova classe dirigente. Nella situazione ligure l’alleanza tra potere e sapere

60 B U G , M s. G .V .1 8 : Stato delle scuole dell’Università di Genova, cc, 249r., 253r. (la re­
lazione reca la data dell’ 1 [?] gennaio 1801).
61 Ibid., cc. 252r-v.
62 Raccolta delle leggi, e atti, decreti, e proclami pubblicati dal Senato ed altre autorità con-
stituite nella Repubblica Ligure, Genova 1803, p. 74.
63 Cfr. A. P e t r u c c i a n i , G li incunaboli della biblioteca Durazzo, pp. 146-147.

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era auspicata senza mezzi termini per far rifiorire non solo le scienze ma la
stessa economia, come asseriva nel 1803 Mongiardini nel suo Rapporto a ll’isti­
tuto : senza l’appoggio decisivo del governo l’Università e la ricerca scientifica
sarebbero rimaste nelle precarie condizioni in cui versavano. Molto ancora si
doveva operare per favorire l’istruzione e quella superiore in particolare.
Tracciando il quadro dello « stato delle scienze fisiche nella Liguria »,
Mongiardini nulla nascondeva del desolante panorama che si trovava di fron­
te, della « povertà del soggetto » a lui affidato6,1. Erano mancate ai liguri le
spinte principali che altrove avevano costituito la molla per lo studio delle
scienze, la curiosità e « gli passati governi » che « giammai hanno saputo ap­
prezzarle, e tanto meno p roteggerle»65. Allo sconfortato Mongiardini non
rimaneva che una sola speranza:

Se dunque la curiosità non ha finora mosso i Liguri allo studio delle scienze fisiche, se
il bisogno e Futilità di queste scienze neppure ha saputo riscuotergli dal letargo in cui so­
no stati finora sepolti, altro non resta che rivolgersi al Governo affinché egli queste scien­
ze promuova, le protegga, le renda comuni ed evidentemente utili.

Analisi e conclusioni che si applicavano senza alcuna modifica all’Uni-


versità: « se il Governo seriamente intende che la nascente Università gareg­
giar debba un giorno con le oltramontane, bisogna ch’egli la protegga come
quelle il sono » 66. Nei limiti concessigli dalle difficili condizioni finanziarie e
dalla subalternità alla Francia, il governo rispose al pressante invito che l’isti­
tuto aveva lanciato per bocca di Mongiardini.
Il rinnovamento universitario ebbe il suo prologo nel maggio 1802 allor­
ché cedendo una villetta al marchese Gian Carlo Dinegro, il governo pose la
condizione che l’acquirente finanziasse per sei anni una cattedra di botanica,
mai operante a Genova anche se la materia era già stata praticata da Batt e
Canefri. L ’insegnamento fu affidato a Domenico Viviani, che in pochi anni
provvide a organizzare attorno alla villetta e non più a Pietraminuta per il
momento, un orto botanico di alto valore scientifico67; scaduti i sei anni la

64 G .A . M o n g ia rd in i , Rapporto a ll’istituto Nazionale sullo stato delle scienze fisiche nella


Liguria letto il giorno 15 dicembre 1803, G enova 1804, p. 3.
63 Ibid., p. 12.
66 Ibid., p. 22.
67 C fr, D. V iv ia n i , Elenchus plantarum hortì botanici }. Car. Dinegro, obsewationibus
quoad novas, vel ratiores species passim interjectis, G enuae 1802.

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cattedra fu inglobata nell’Universita, tra le cui letture peraltro figurava fin
dal 1803.
Con il nuovo regolamento del 3 novembre 1803, Genova poteva final­
mente vantare un vero e completo ateneo e per la prima volta entravano a
farne parte a pieno titolo gli insegnamenti di medicina, in riconoscimento del­
l’importanza da essi acquistata e del primario ruolo politico e culturale rivesti­
to dai professori di Pammatone. Conferendole 1 intera e piena autorità sugli
insegnamenti superiori, all’Universita sola veniva attribuito il diritto di con­
ferire le lauree in teologia, giurisprudenza, medicina, chirurgia e farmacia
abolendo ogni riferimento ai vecchi Collegi. Diretta da una commissione de­
gli studi composta da cinque professori e, per la parte politico-amministrativa,
dalla Deputazione alla Università (formata da due senatori e dal presidente
della commissione degli studi), essa era suddivisa in quattro classi: teologica;
filosofica (in verità, tranne la lettura di logica e metafisica gli altri insegna-
menti della classe erano tutti scientifici e vi confluivano quelli di teoria del
commercio e di nautica di nuova costituzione); legale, la classe forse maggior­
mente ristrutturata - all’antica lettura di diritto civile erano state aggiunte
quelle di diritto pubblico, etica o diritto naturale, istituzioni criminali, diritto
comune e patrio; medica (costituita da sette cattedre comprese botanica e chi­
mica); era infine introdotto l’insegnamento di lingua e letteratura greca e to­
scana, attribuito al noto letterato Gregorio Giuseppe Solari. In attesa della
loro fondazione, restavano momentaneamente aggregate all’Università le cat­
tedre destinate alle scuole del ginnasio (umanita, retorica, poesia, lingua fran­
cese, grammatica latina, aritmetica pratica)6S. Un indubitabile e netto am­
modernamento e da questo pur sommario elenco sono chiaramente leggibili
le linee di fondo che muovevano il regolamento: la secca svalutazione delle
discipline retorico-letterarie a favore delle materie scientifiche e pratiche. In
linea con la politica culturale napoleonica, erano assenti gli insegnamenti filo­
sofici: non servivano « pericolose » materie che nutrissero una potenziale op­
posizione, era più indispensabile formare funzionari e burocrati competenti
pronti a inserirsi nella struttura amministrativa statale, come dimostra l’am­
pio spazio concesso al diritto. Ovviamente, anche i laboratori e la biblioteca

68 Cfr. Raccolta delle leggi, e atti, decreti cit., pp. 73-88 (« Regolamento per PUniversità
Nazionale ») e pp. 192-195 (« Elenchus professorum qui in atheneo ligustico scientias educebunt
cum argomentis disciplinarum quas singuli tradent anno 1804 »); « G azzetta nazionale della L i­
guria », n. 22, 12 novembre 1803, pp. 174-176.

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furono meglio dotati che in passato, e già nel 1804 quello di chimica acquista­
va macchine e utensili per 800 lire.
La razionalizzazione degli studi superiori fece un ulteriore passo avanti
con l’annessione della Liguria alla Francia. Il decreto di Napoleone del luglio
1805 suddivideva in aree più omogenee l’Università creando sei scuole specia­
li: giurisprudenza, medicina, scienze fisiche e matematiche, lingue e letteratu­
ra, scienze commerciali, farmacia; prevedeva l’apertura di altre cattedre
(astronomia; lingua, storia e letteratura italiana) e l’aggiornamento di alcuni
programmi, ma per il resto conservava per intero l’impianto della riforma del
180369. Con il riordinamento del 1809 l ’Università genovese, al pari di tut­
te le altre dell’impero, divenne una sezione di quella parigina con il nome di
Accademia imperiale. Le scuole speciali vennero trasformate in facoltà: in ef­
fetti, tranne la facoltà medica, più che di una Università vera e propria si do­
vrebbe in verità parlare di un liceo di alto livello, almeno per la strutturazione
degli insegnamenti e per il tipo di preparazione fornita agli allievi. Favorita
comunque dall’Arcitesoriere Lebrun - che ne fece uno strumento per legare
al regime francese alcuni strati della società ligure -- e diretta dal 1808 da G e­
rolamo Serra, l’Accademia genovese beneficò del clima internazionale in cui
operò, pur condividendo i limiti propri del sistema scolastico napoleonico70.
La Restaurazione rappresentò un durissimo colpo per l’ateneo genovese,
interrompendo bruscamente quello che dal 1773 in poi era stato un lento ma
costante sviluppo e potenziamento: la perdita di ogni autonomia e la totale
dipendenza dal governo torinese. Iniziava un’altra fase di mediocrità e di
stenti, un lungo declino che si sarebbe invertito solo con gli ultimi anni del
secolo.

69 Recueil des lois et décrets relatifs à VUniversité de Gênes, A Gênes 1806.


70 I sn a r d i -C e l e s i a , Storta della Università di Genova, II, pp. 192 sgg. Sugli studi superio­
ri in età napoleonica a Genova cfr, R. Boudard, L'organisation de l ’Université et de l'enseignement
secondaire dans l ’Académie impériale de Gênes entre 1805 et 1814, Paris 1962.

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A L F O N SO A SS IN I

INTRODUZIONE ALL’INVENTARIO

L ’archivio « storico » dell’Università degli studi di Genova (1579-1924,


con documenti in copia dal 1334; 2660 unita tra buste, filze e registri), versato
all’Archivio di Stato cittadino nel maggio 1940, è un complesso documentario
costituito dall’insieme di più archivi, o loro frammenti, naturalmente legati da
profondi vincoli istituzionali ma non sempre contenutisticamente omogenei.
Per comprendere i rapporti che intercorrono tra le singole serie, le ragio­
ni e le modalità del loro confluire nell’archivio della Regia Università, è indi­
spensabile ripercorrere brevemente le vicende storiche che hanno attraversa­
to le istituzioni e i loro archivi. Vicende assai tortuose, punteggiate da distru­
zioni, smembramenti, disordini, trasferimenti, riutilizzo di unita che hanno
creato notevoli difficoltà in sede di riordinamento e che hanno soprattutto
lasciato profonde ferite nei complessi documentari.
È noto che l’Università di Genova è nelle sue origini connessa al Colle­
gio dei Gesuiti, che ad esso subentrò e che un certo legame ‘fisico’ ancora
perdura essendo la sua sede principale tuttora ubicata nel palazzo di via Balbi
che fu quello del Collegio gesuita. Non è qui il luogo per analizzare i comples­
si e controversi rapporti che legano l’Università di Genova nella sua lunga fa­
se di gestazione alla Compagnia di Gesù ma solo dar conto del perche il

1 Per la sto ria della C o m p ag n ia a G e n o v a e p er i suoi rap p o rti con l’U n iv ersità re sta fo n ­
d am en tale A . M o n t i , L a Compagnia di Gesù nel territorio della Provincia torinese, C h ieri
1 9 1 4 -1 9 2 0 , voli. 5 ; fra i co n trib u ti più recen ti v. in p articolare G . C o sen t in o , Il collegio gesuiti­
co e le origini dell’Università di Genova, in « M iscellan ea sto rica ligure », X IV (1982), n. 2, p p.
57-1 3 7 e ID ., I l Collegio gesuitico di Genova fino alla soppressione della Compagnia, in « Q u ad ern i
franzoniani » , V n. 2 (luglio-dicem bre 1992) (n. m on .: I Gesuiti fra impegno religioso e potere poli­
tico nella Repubblica di Genova. A t t i del con vegn o in tern azion ale di stu d i, G e n o v a , 2-4 dicem bre
1 991), pp. 1 0 1 -1 0 5 . P er la sed e v. Il palazzo dell’Università di Genova. Il Collegio dei Gesuiti nella
strada dei Balbi, G e n o v a 19 8 7 .

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più antico gruppo di documenti del suo archivio pervenutoci sia una parte
dell’archivio della Compagnia. Ciò appare tanto più necessario in quanto an­
ticipiamo subito che chi credesse di trovare in quei documenti notizie sull’or­
ganizzazione degli studi rimarrebbe assai deluso. Le nostre carte inoltre non
rappresentano l’archivio dei Gesuiti genovesi e neppure una sezione organica
di esso ma solo alcuni frammenti la cui conservazione è in parte dovuta al
capriccio degli eventi. Le gravissime perdite e soprattutto l’assenza di inven­
tari ci impediscono anche solo di disegnare una mappa topografica della docu­
mentazione e delle sue articolazioni. Con certezza possiamo solo affermare
che non esistette, fino al 1773, un unico archivio centralizzato ma che le varie
« Case » in cui si articolava la presenza della Compagnia a Genova e nel D o­
minio della Repubblica conservavano ciascuna le proprie carte.
La prima svolta si ebbe nel 1773. I decreti del Senato del 27 agosto e
del 10 settembre con i quali, in seguito alla soppressione della Com pagnia2,
si stabilì l’istituzione di una Deputazione agli affari gesuitici e l’incameramen­
to di tutti i loro ben i3, comportarono anche il passaggio di tutti gli archivi
gesuiti sotto il controllo pubblico. La presa di possesso materiale delle carte
avvenne a seguito delle deliberazioni assunte dalla Deputazione nella seduta
del 20 settembre 1773: si autorizzò « il magnifico Gian Francesco Pallavicino
a dare gl’ordini opportuni perché tutti i libri della Casa Professa e Collegi ge­
suitici della città e Dominio si adunino in quella stanza o stanze di detta Casa
Professa che più stimerà per farsi ivi l’opperazioni di scrittura ». Subito dopo
altri membri della deputazione ebbero analogo mandato di « far trasportare
in città gl’archivii, libri e scritture de collegi, residenze ed altro del D iparti­
mento [...] ad oggetto che in coerenza dell’incarico poco fa appoggiato al ma­
gnifico Gian Francesco Pallavicino [...] sieno collocati tutti detti archivii,
libri e scritture nella Casa P ro fe ssa » 4. Si ebbe quindi per la prima volta

2 Come è noto i G esuiti furono soppressi da papa Clemente X IV con breve del 21 luglio
1773. Copia a stam pa del breve si trova in A S G , Archìvio segreto 1421. In questa filza e nelle
due successive (1422-1423) è raccolta la maggior parte della documentazione del governo genove­
se sulla soppressione.
3 La commissione assunse ben presto, anche nei documenti ufficiali, la denominazione di
« Deputazione ex-gesuitica » e così sarà indicata in questo inventario. Per i decreti del Senato
vedi, rispettivamente A S G , Archivio segreto 983 (c. 178) e 1421. Q uesti atti sono citati da A.
M o n t i , L a Compagnia, cit., II, pp, 628-630 e L. I sn a r d i -E . C e l e s i a , Storia della Università di
Genova, Genova 1861-1867, voli. 2, II, pp. 1-3.
4 A S G , Università 25. H a invece minore importanza, dal nostro punto di vista, il docu­
mento del 16 maggio 1774 con cui si verbalizza la consegna degli archivi al neoeletto cancelliere

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l’unificazione degli archivi gesuiti e, almeno in un primo tempo, 1 intero cor­
pus documentario fu concentrato in S. Ambrogio, nella ex Casa professa della
Compagnia eletta a sede della Deputazione5. Qui, contrariamente a quanto
sostenuto da Monti, rimase sino agli inizi del 1799, quando fu trasferito a
palazzo D ucale6.
Il decreto istitutivo della Deputazione del 27 agosto 1773 le demandava
assai genericamente tutti i « negotia quae possunt occurrere occasione sup-
pressionis Societatis Iesu » ma i suoi compiti furono precisati il 10 settembre.
« si assume in lor Signorie Serenissime, anche come tutori e difensori de beni
ecclesiastici ed a qualonque altro titolo il possesso di tutti i beni, fondi, impie­
ghi, capitali, mobili, immobili, ori, argenti, librerie e supeletili anche sacre di
spettanza o di amministrazione dei Padri Gesuiti, loro Case, Colleggi tanto
eretti che da errigersi e delle chiese da essi amministrate e si incarica 1 Eccel­
lentissima e Magnifica Deputazione a prendere o far prendere l’effettivo cor­
porale possesso de beni medesimi »; la Deputazione inoltre « faccia preparare
ed estendere un piano esatto e distinto da potersi mettere in esecuzione [...]
per le scuole e per tutti gli altri oggetti ai quali dovesse suplirsi », Come si
vede, compito primario, assolutamente preponderante in un primissimo tem­
po, fu l’amministrazione dell’asse; ma già il 22 settembre 1773 la Deputazio­
ne sottolineava « la necessità delle pubbliche scuole, e queste concernono uno

della Deputazione, notaio G iuseppe Andora. Q uesto atto, che si trova sia in A S G , Archivio se­
greto 1421 sia in A S G , Università 25, a differenza di quanto ritenuto da A. M o n ti , L a Compa­
gnia, cit. II, p. 652, si riferisce esclusivamente alla consegna delle carte prodotte dalla D eputazio­
ne stessa e alle pratiche relative alla soppressione deH’Ordine.
5 Per una dettagliata descrizione della C asa di S. Ambrogio si veda la relazione della D e­
putazione al Senato dell’ 11 giugno 1776: « Consiste questa in cinque piani, il primo de’ quali
in ascendere racchiude numero cinque stanze, che vengono occupate dalla cancelleria, scrittura,
ed archivii a cura dell’Eccellentissim a Deputazione, e vi rimane ancora il refetorio, la cucina,
ed altre ufficine. » (A SG , Archivio segreto 1421).
6 II M onti riteneva che la Deputazione si fosse trasferita in via Balbi nel 1784 traspor­
tandovi l’archivio gesuita (A. M o n t i , La Compagnia, cit., II, p. 652 e III, p. 50). La perdita dei
registri dei verbali della Deputazione successivi al 1778 - 5 registri che figurano nell’inventario
del 1848 e non più in quello del 1932 - ci priva certamente di preziose notizie sulle vicende degli
archivi in questi anni. Si è potuto in parte supplire attraverso i mastri contabili. N el registro
relativo agli anni 1791-1816 (A SG , Università 31, c. 256s) troviamo infatti una scrittura in data
28 marzo 1799 « per pagate al cittadino G iuseppe Celesia per trasporti delle scritture ed archivio
ex gesuitico, compreso banchi, scanzie et altro dalla C asa di S. Ambrogio al Palazzo N azionale -
lire 18 ».

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de’ primarii imprescindibili interessi della nazione » 7, sollecitando in tal
modo il governo ad affidarle quel mandato sulla pubblica istruzione destinato
a divenire preminente8. Si arrivò così rapidamente a quelle deliberazioni
del 13 ottobre 1773 che costituiscono il primo piano organico e il primo ab­
bozzo di regolamento dell’Università e in genere dell’istruzione pubblica ge­
novese9. Se quindi-da un lato il 1773 ha potuto essere considerato come
l’anno della vera e propria nascita dell’Università di G en ova10, dall’altro
l’essere la Deputazione subentrata sia nell’amministrazione di tutti i beni ge­
suiti sia nella gestione del collegio ha fatto sì che le sue carte si configurino
in assoluta continuità rispetto a quelle della Com pagnia11. Sul piano archivi­
stico siamo in presenza di un totale assorbimento per competenza che non
crea problemi di ordinamento.
Le vicende storiche che condussero alla caduta della Repubblica aristo­
cratica (14 giugno 1797) e alla nascita della Repubblica ligure democratica

7 A S G , Archivio segreto 1421.


8 In risposta a questa relazione il 24 settem bre i Collegi decretarono che « riguardo alle
scuole del collegio di S. Girolam o, esamini la prefata Eccellentissim a e M agnifica Deputazione
quel piano da adottarsi e che sia conducente alla utilità e continuazione delle scuole ». A S G , ìbid.
9 A S G , Università 25. Q uesto piano è dettagliatamente esposto e commentato in L.
I sn a r d i -E , C e l e s i a , Storia, cit., I I , pp. 4-5.

10 La tesi e stata sostenuta da G .B . S potorno nella voce Genova del Dizionario geografico-
storico-statistico-commerciale degli Stati dì S.M. il Re dì Sardegna di G . C a s a l is , voi. V II,
Torino, 1840, p. 436, ripreso da G . B a n c h e r o , Genova e le due Riviere, Genova 1846, p. 447
e segg. Contra v. il celebre L. I sn a r d i -E. C e l e s i a , Storia, cit.; ma già G .C . G a n d o l fi nella voce
Regia Università della Descrizione dì Genova e del Genovesato, Genova 1846, voi. I l i , p, 227 ave­
va sostenuto la tesi di origini assai più antiche; più problematico ed equilibrato A. L a t t e s ,
L'Università e le sue vicende fino a l 1860, in L ’Università di Genova, Genova s.d. ma 1923,
pp. 1-34; per una ridiscussione del problema v., in questo volume, i saggi di V . P ier g io v a n n i ,
R. S a v e l l i , S. R o t t a , C . F a r in e l l a .

11 G ià il M onti (A. M o n t i , L a Compagnia, cit., II, p. 656) aveva sottolineato il singolare


comportamento della Repubblica di Genova, ove il patrimonio gesuitico « non fu incamerato,
come a Torino, ma rimase addetto all’istruzione ». La Deputazione stessa, d ’altronde, avverti
con grande chiarezza questo aspetto ‘etico’ nella relazione ai Collegi del 9 maggio 1775: « ogniun
sente la positiva necessità di che in questa Capitale le scuole pubbliche e gratuite non manchino.
Inoltre, ed a questo proposito pensa l’Eccellentissim a e M agnifica Deputazione e lo sottopone
alle superiori riflessioni di VV. SS. Serenissime, che tutti quanti i redditi già goduti dal Collegio
de SS. Geronimo e Francesco Saverio debbano essere riguardati come principalmente affetti alle
scuole che ci furono erette dovendosi presumere che i cittadini nel dotarlo avessero in vista il
vantaggio che al pubblico risultava dalla istitu z io n e delle scuole e che gli risulterebbe dalla suc­
cessiva loro manutenzione ed ampliazione » A S G , Archivio segreto 1421.

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(17 gennaio 1798) non determinarono, pur nella cesura politico-istituzionale,
una frattura rilevante dal punto di vista della conservazione dei documenti.
Più profondo fu invece il distacco in seguito all annessione di Genova all Im­
pero francese (25 maggio 1805); in particolare l’Accademia imperiale, istituita
con la riforma dell’università del 17 marzo 1808, si configuro con un ruolo
di maggior discontinuità che condusse a differenti vicende le carte del perio­
do francese, conservate, queste, nel palazzo di via Balbi.
Ma è con la Restaurazione che si produssero gli eventi decisivi per il de­
stino degli archivi. Annessa Genova al Regno di Sardegna (7 gennaio 1815),
ricostituita la Compagnia di Gesù da papa Pio V II (7 agosto 1814), Vittorio
Emanuele I sin dal luglio 1815 aveva stabilito di restituire ai Gesuiti le loro
rendite e il Segretario agli Interni, Vidua, ne informava l’intendente generale
di Genova con lettera del 12 luglio. Tali decisioni divennero operative il 5
agosto 1816 con l’invito, trasmesso dall’intendente Castellani Tettoni al pre­
sidente della Deputazione agli studi Nicolò Grillo Cattaneo, ad effettuare
senza indugi « l’immissione in possesso delle rendite ed effetti » dei Gesuiti.
Una successiva lettera del 7 agosto precisava che tra i beni da restituire « non
si trova punto compreso il locale di questa Regia Università e suoi annes­
si » 12; tanto meno ai Gesuiti fu resa la gestione dell’istruzione superiore, or­
mai saldamente in mano pubblica.
Si produsse quindi per la prima volta una cesura fra amministrazione
dell’asse gesuitico e università, dalle conseguenze, come è intuibile, devastan­
ti sugli archivi. La divisione dei beni avvenne in concreto sulla base di una
convenzione stipulata tra Nicolò Grillo Cattaneo e Michele Tealdi, rappre­
sentanti della Deputazione agli studi, e il p. Orazio Montesisto Vanni, procu­
ratore della Compagnia di Gesù, rogata il 16 agosto 1816 dal notaio Tom ma­
so Persiani13. L ’art. 6 di quest’atto prevedeva che « la consegna degli archi­
vi riguardanti l’asse ex-gesuitico e dei mobili, argenti ed arredi sacri della
chiesa e locale di Sant’Ambrogio avrà luogo in seguito come sarà concertato
fra le parti contraenti, sulla traccia degli esistenti inventari che saranno rico­
nosciuti, e consegnati d ’intelligenza come sopra ».
Di fatto tornarono in possesso dei Gesuiti non solo tutti gli archivi ante­

12 Copie di queste lettere si trovano in allegato al rogito Persiani del 16 agosto 1816
di cui infra, nota 13. Il documento del 5 agosto è ampiamente commentato da Celesta (cfr.
L. I sn ard i -E . C e l e s i a , Storia, cit., II , pp. 255-257).
« A S G , N otai antichi se. 1610, not. Tom m aso Persiani, m inutario dell’anno 1816,
pp. 237-261.

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cedenti il 1773 ma anche tutta, o almeno la massima parte della documen­
tazione prodotta dalla Deputazione ex-gesuitica e dagli organi che la sosti­
tuirono fino al 1805. In quali condizioni si trovassero gli archivi ce lo raccon­
ta il p. Francesco Prospero Brugnato, procuratore del Collegio genovese, in
una lettera di qualche anno posteriore al p. Gio. Antonio Grassi, rettore a
Torino, per giustificare l’impossibilità di rintracciare importanti documenti:
« Notisi che l’archivio fu consegnato alla Compagnia l’anno 1816 senza indi­
ce e senza ordine, coi documenti la più parte in confuso, e senza moltissimi
libri e documenti di sommo peso, che si asserrirono smarriti. Un tal disordine
disse lo scritturale dell’asse doversi attribuire al trasporto dell’archivio fatto­
si per violenza democratica al palazzo pubblico, dove tutto si rimase alcun
tempo senza custodia in un sito non chiuso, e di commune passaggio: co­
sicché i bottegai, pescivendoli etc. vi accorrevano a provvedersi di carta per
fasciare i pesci etc. » 14. Restarono in via Balbi i soli documenti francesi,
cui cominciarono ad aggiungersi le carte della nuova Deputazione agli studi
costituita il 30 giugno 1814 dal governo provvisorio e confermata dal re di
Sardegna.
Si trattava, per quanto riguarda gli archivi, di una scelta radicale che
non poteva non dare origine ad un lungo contenzioso di cui nel 1826 si fece
arbitro l’intendente generale. Le due memorie, rispettivamente del 18 e del
24 aprile 1826, con cui il vice rettore dei Gesuiti e la Deputazione esponeva­
no le loro ragioni fanno emergere posizioni inconciliabili15. La Deputazio­
ne, premesso che la documentazione in mano ai Gesuiti dovesse essere di­
stinta in tre classi « 1° carte e libri spettanti alla Compagnia anteriori al
1773, data della soppressione. 2 ° Carte e libri posteriori all’epoca suddetta.
3 ° finalmente carte relative al governo dell’Università », proponeva un com­
promesso riconoscendo ai Gesuiti il diritto a detenere le sole carte della pri­
ma classe. Quanto a quelle della seconda « la Deputazione de’ studi come de­
positaria dei libri e carte appartenenti alla amministrazione della Giunta ex
gesuitica e delle successive autorità che sino al 1817 hanno amministrato l’as­
se ex gesuitico applicato alPUniversità ha diritto di ripetere le carte e libri
della natura anzidetta [..,] perché ogni amministratore ha diritto di ritenere
presso di sé le carte e libri di sua gestione per la propria garanzia [...] ». A
maggior ragione le carte della terza classe (governo dell’Università) « se ve ne

14 A S G , Università 2604, p. 36. La lettera è datata Roma, 28 aprile 1825.


15 A S G , Università 2657.

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ha fra quelle che sono state consegnate ai Padri nell’anno 1817, devono essere
riconsegnate essendo stato un mero sbaglio se sono state colle altre rimesse
ai Padri suddetti ». Su queste basi la controversia poteva essere definita se
si « ordinerà che sia fatto un inventario delle carte e libri consegnati nel 1816
ai Padri Gesuiti » 16.
Assolutamente intransigente la posizione dei Gesuiti: gli archivi riguar­
danti l’asse ex gesuitico sono « parte essenziale di tutti i beni già spettanti
al sovra detto asse ex gesuitico di cui era stato ordinato e di cui fu eseguito
[...] l’abbandono, il rilascio e restituzione ». Si considerano appartenenti « in­
trinsecamente ai proprietari del detto asse » non solo « i registri e decreti del­
le deliberazioni e providenze emanate dalla Giunta e Deputazione dell’asse
ex gesuitico dall’epoca in cui fu soppressa la Compagnia di Gesù fino al
1805 » ma anche « i libri di scrittura riguardanti l’amministrazione dell’asse »
e « le carte, memorie, note e documenti qualunque relative all’amministrazio­
ne per tutto il tempo sovr’indicato ». Un’unica concessione il rettore è dispo­
sto a fare: « consegnare tutte quelle carte che si potessero trovare nell archi­
vio consegnato alla Compagnia le quali riguardassero direttamente 1 Universi­
tà: professori, insegnamento, studenti, inservienti etc. Ma poiché niente si
domanda in specie a questo riguardo egli non può che pregare l’eccellentissi­
ma Deputazione o a voler indicare quali siano le carte che intende riclamare
sotto questa generalità per farne fare ricerca in detto archivio ovvero a depu­
tare persona che venga nel medesimo a riconoscere se vi sono e quali possano
essere » 17.
Al di là dell’oggetto della controversia è interessante osservare due pun­
ti: a questa data ancora non esistevano inventari ne, incredibilmente, ne era
stato fatto uno al momento della consegna nel 1816. Entrambe le istituzioni
ben poco sanno circa l’esistenza stessa di documenti relativi alla vera e pro­
pria organizzazione degli studi, documenti cui peraltro sembrano entrambe
annettere scarsa importanza. Il mistero su quelle carte e destinato a permane­
re: se si eccettua un gruppo, assai frammentario, di 21 registrini contenenti
gli elenchi degli studenti iscritti (classi inferiori e università) negli anni tra
il 1774 e il 1 7 9 6 18, allo stato attuale esse si sono dissolte nel nulla. Allo stes­

16 Corsivi miei.
17 Corsivo mio. Q u est’ultimo documento è citato dal M onti in modo non esatto: cfr. A.
M o n t i , La Compagnia, cit., I l i , pp. 70-73
18 A S G , Università 37

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so modo non sappiamo se e come si sia risolto il contenzioso, anche se tutto
lascia supporre che non si sia mosso un solo foglio19.
Gli archivi gesuiti, dunque, nel 1816 riattraversarono la strada che sepa­
rava il palazzo Ducale dall’antica Casa professa e ritornarono a S. Ambrogio
donde, come abbiamo visto, erano stati prelevati nel 1799. Qui cominciò ad
aggiungersi la documentazione prodotta dai Gesuiti a partire dal 1816, docu­
mentazione che più nulla aveva a che fare con l’università. Monti riteneva
che questo archivio fosse rimasto a S. Ambrogio finché « nel malaugurato
1848 andò malamente distrutto, o disperso » 20, ma non è così: dopo che nel
1837 ai Gesuiti fu affidata la direzione del Collegio reale, l’archivio fu, alme­
no in parte, spostato in quella sede, nel palazzo Doria-Tursi. Qui rimase fino
al 1848, cioè fino all’espulsione dei Gesuiti e al conseguente incameramento
di tutti i loro beni da parte del Regno di Sardegna21.
Questa volta, finalmente, fu redatto un inventario22. Il registro che lo
ospita descrive « tutto quanto trovasi nel già Collegio reale di Genova » e,
oltre ad un prezioso inventario delle biblioteche (tra cui la Canevari), con­
tiene, alle pp. 362-602, l’inventario analitico dell’archivio dei Gesuiti geno­
vesi (non quello dell’archivio del Collegio reale stesso, pervenuto anch’es-
so all’Università, ma per altre vie). Comprende 234 unità numerate progres­
sivamente da 1 a 244 2\ Non sono in grado di dire né se sia stato inven­
tariato tutto il materiale conservato, né se al palazzo Tursi avesse trovato po­
sto l’intero archivio dei Gesuiti. Il fatto è che tra quelle carte fu allora rin­
venuto un altro inventario, intitolato « Catalogo dei fascicoli dell’antico ar­

19 In una lettera dei G esuiti genovesi al P. G rassi, datata Genova, 29 maggio 1826 leg­
giamo: « Q uesta Deputazione agli studi continua a dimorarsi sulla nota vertenza. O ra che noi
siam pronti a restituirle i pretesi libri più non si muove » (A SG , Università 2604, p. 188). Inoltre
l’inventario dell’archivio dei G esuiti redatto nel 1848 (v. infra) descrive alcune unità che conten­
gono solo documenti prodotti dalla Deputazione relativi all’Università: cfr. per es. il n. 96 di
quell’inventario: « Filza di carte relative all’istruzione pubblica nella Università di strada Balbi ».
20 A. M o n t i , L a Compagnia, cit., II, p. 652
21 Legge del 25 agosto 1848 n. 777. C fr. Raccolta degli atti del governo di Sua Maestà il
Re di Sardegna, voi. X V I, p. 619.
22 A S G , Università 2598. L ’inventariazione in verità iniziò il 1 aprile 1848, prima della
legge di espulsione, in base al decreto del 20 marzo, istitutivo dei Collegi nazionali. I G esuiti
avevano abbandonato il collegio genovese il 29 febbraio.
23 10 pezzi non riguardano materiale archivistico. I numeri furono riportati anche sulle
unità.

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c h iv io »24, anch’esso contenuto in un registro, sicuramente compilato dai
gesuiti e che, elencando documenti prodotti dalla Deputazione ex gesuiti­
c a 25, è sicuramente posteriore al 1816, probabilmente degli anni Venti
dell’8 0 0 26. Descrive, anch’esso analiticamente, 104 unita costituite per la
massima parte da filze.
Un’attenta collazione non ha permesso di rintracciare alcuna corrispon­
denza certa tra le unità descritte in questi due inventari. Il che fa supporre
che una parte dell’archivio fosse rimasta a S. Ambrogio e poi, presumibilmen­
te, coinvolta nel saccheggio di cui parla M on ti27, Ciò sarebbe avvalorato
dalla presenza in A SG , Ordini religiosi, di alcune unità relative ai Gesuiti, for­
se identificabili con frammenti di questo archivio28.
Il nostro fondo Università comunque contiene solo documentazione pro­
veniente dall’archivio conservato nel collegio di palazzo Tursi i cui beni, dopo
il citato decreto del 20 marzo, furono affidati al sovrintendente alla R. Uni­
versità, Tommaso Spinola. Gli archivi gesuiti entravano così finalmente nel
palazzo di via Balbi e si ricongiungevano agli altri archivi dell’Università. Ma
non vi fu ancora pace per quelle tormentate carte: la legge di espulsione dei
Gesuiti dal regno di Sardegna, che sopravvenne il 25 agosto 1848, affidava
infatti l’amministrazione dei loro beni all’Azienda generale delle Finanze. Il
17 gennaio 1849 un dispaccio del ministero dell’istruzione pubblica intimava
al Consiglio universitario genovese « la consegna delle carte e documenti ri­
guardanti l’amministrazione della Compagnia di Gesù al Regio Demanio ».

24 A S G , Università 2624. Per la verità esiste anche un terzo inventario (A SG , Università


2657) di cui però non sono riuscito a comprendere il significato: il fascicolo che lo contiene ha
un’intitolazione fuorviarne (« Elenco de’ libri e titoli concernenti l’Università ed il Collegio, ed
esistenti nell’Archivio dell’A sse ex gesuitico ivi asportati alla consegna che fu fatta alla Com pa­
gnia di G esù nell’anno 1816 »). In realtà questo inventario è posteriore a quello del 1848: le 24
unità che vi sono descritte sono infatti contrassegnate dai numeri loro attribuiti in quell occasio­
ne e contengono documentazione sino al 1837. Alcuni pezzi si trovano attualmente in A S G , Uni­
versità, per es. ai nn. 14, 48 e 2333.
25 Cfr. per es. i nn. 100-102.
26 Renato Giardelli lo dice rilegato nel 1832.
27 A. M o n t i , L a Compagnia, cit., V , p. 107. La devastazione della C asa Professa durante
i disordini del 1848 però, per quanto probabile, non pare .confortata da riscontri documentari.
28 Purtroppo delle 6 unità descritte nell’inventario ottocentesco del fondo Ordini religiosi
(nn. 266, 336, 450, 535, 555, 556) tre risultano oggi irreperibili a causa dei gravi danni subiti
da questo fondo durante l’ultima guerra (sono i nn. 336, 535, 555). Il suo riordinamento è in
corso, a cura di Patrizia Schiappacasse.

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Era però necessario discernere le carte « che riguardano P amministrazione ge­
suitica », da inviare a Torino, da quelle « che potessero interessare l’Universi-
tà », da trattenere.
La commissione cui fu affidato tale compito si mosse con criteri del tut­
to approssimativi, privilegiando, comunque, per la consegna, i documenti po­
steriori al 1816. Così, per es., fra i mastri e giornali di contabilità furono in­
viati a Torino solo quelli posteriori a tale data e lasciati a Genova i preceden­
ti. Il 10 febbraio 1849 fu effettuata la consegna di 58 unità di cui fu redatto
un inventario che riporta la numerazione data ai pezzi nel 184829.
M a i misteri non sono ancora finiti: queste ultime carte infatti, versate
all’Archivio di Stato di T orino30, attendono ancora un riordinamento e so­
no attualmente dotate di un inventario manoscritto diviso in due sezioni
« A » e « B ». Di queste, la sezione A è identica all’elenco di versamento con­
servato a Genova, e cioè contiene le 58 unità provenienti dall’archivio di pa­
lazzo Tursi inventariate nel 1848. La sezione B invece, intitolata « 2 ° inven­
tario delle scritture dell’asse ex gesuitico di Genova non comprese nel 1° in­
ventario , e che si trovavano ammucchiate senza alcun ordine (compilato nel­
l ’anno 1911) » contiene 102 pezzi: vi si trova in parte materiale della stessa
provenienza31, ma in parte documentazione identificabile con quella descrit­
ta nell’inventario « Antico archivio » 32, scompigliando così ogni ipotesi di
identificazione certa dei vari nuclei archivistici e del loro iter. Né la parte ri­
masta a Genova sarebbe giunta a noi intatta: il confronto con l’inventario del

29 Un originale di questo elenco e del relativo verbale si conserva in A S G , Università


2657. D a qui sono tratte le citazioni precedenti. Il 21 maggio 1849, a seguito di ulteriori richie­
ste, fu stilato un secondo verbale di consegna, redatto nelle stesse forme del precedente, conte­
nente altre 5 unità, tutte relative al lascito Lomellini. Q uesto verbale è conservato in A S G , alle­
gato all’inventario del fondo Famiglie. Qui si trova anche un secondo elenco (intitolato « D escri­
zione dei titoli » e costituito da 12 gruppi di documenti estratti da altrettanti pezzi dell’archivio
del Collegio reale) che era stato trasm esso al Demanio il 4 dicembre 1848. In questo caso però
l’ atto, e lo stato degli archivi, non consentono di stabilire se, oltre all’elenco, furono consegnati
anche i documenti.
30 A S T , Finanze, Asse ex-gesuitico di Genova.
31 Cfr. per es. i nn. 66, 73, 84 e 85 delPinventario B con i nn. 95, 126, 220 e 230 del­
l’inventario del 1848. Le ultime due unità, in particolare, conservano ancora la numerazione at­
tribuita nel ’48.
32 Cfr. per es. i nn. 74, 75 e 77 di B con i nn. 92, 88-89 e 51 di « Antico archivio ».
L ’ultima unità, in particolare, conserva ancora la numerazione di quell’inventario.

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1848 ce la mostra falcidiata da ulteriori, massicce dispersioni33. Ciò che con­
ta tuttavia in questa sede è aver chiarito come ciò che si conserva nell’attuale
archivio dell’Università sia solo un frammento di quanto i Gesuiti avevano
trasferito a palazzo Tursi: davvero troppo poco per parlare di « archivi ».
Queste vicende hanno posto alcuni seri problemi di riordinamento. L ’ipo­
tesi di considerare l’intero gruppo di documenti come un semplice archivio
aggregato è stata scartata perché troppo ‘estremistica’ e non sufficientemente
giustificabile: è vero che tali carte entrarono a far parte dell’archivio dell’Uni­
versità solo nel 1848 e semplicemente si aggiunsero ad esso, ma d ’altro canto
ciò non rappresentò l’acquisizione, di documenti estranei all’attività dell’en­
te che, anzi, rientrò in parte in possesso di documentazione propria (basti
pensare alle carte della Deputazione ex gesuitica che appartengono all’Uni­
versità da qualsiasi punto di vista). Deciso così di iniziare l’inventario con
queste serie, restavano due possibilità: l’adozione di un criterio più stretta-
mente ‘archivistico’ o più storico-istituzionale. Il primo invitava a conservare
l’unità del fondo ricostruendo l’inventario del 1848. Il vantaggio del rigore
veniva però pagato con alcuni gravi inconvenienti: la documentazione del pe­
riodo francese si sarebbe trovata posposta alle unità prodotte dai Gesuiti nel
periodo della Restaurazione e staccata da quelle della Deputazione ex gesuiti­
ca con cui pure esistono numerosi legami (per es. nell’amministrazione del pa­
trimonio gesuitico che, anche in periodo francese, continuò a costituire parte
degli introiti dell’Università); i citati 21 registri degli studenti (1774-96;
n. 37 di questo inventario), non versati ai Gesuiti nel 1816, si sarebbero tro­
vati avulsi dal resto della documentazione della Deputazione. La ricostruzio­
ne del versamento del 1848 infine non avrebbe offerto un quadro più leggibi­
le della struttura degli archivi di cui, come si è detto, si conservano a Genova
solo frammenti.
Restava il criterio più storico-istituzionale: esso ci è parso il più facil­
mente fruibile, di più semplice consultazione; l’unico che garantisse la corret­
ta sequenza cronologica delle serie contabili relative all’amministrazione del­
l’asse gesuitico. La documentazione è stata dunque così suddivisa: una prima
sezione raccoglie i frammenti degli archivi gesuitici anteriori al 1773, cui se­
gue quella che raccoglie tutto il materiale prodotto dalla Deputazione ex ge­
suitica. Nella terza sezione si è ordinata la documentazione relativa all’Uni­

33 Particolarmente grave, per fare un solo esempio, la già ricordata perdita dei registri
dei verbali della Deputazione (cfr. nota 6).

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1

versità in periodo francese, proseguendo poi senz’altro col corpo centrale co­
stituito dall’archivio proprio dell’Università a partire dalla Restaurazione (se­
zione IV). I pochi pezzi dei Gesuiti post 1816, evidentemente sfuggiti al tra­
sferimento a Torino del 1849 e senza più alcun legame con l’Università, sono
stati considerati archivio aggregato e collocati nella sezione VII. Si è voluto
comunque salvaguardare, almeno sulla carta, anche il primo criterio e offrire
allo studioso la possibilità di un approccio più strettamente ‘archivistico’ ag­
giungendo in appendice l’elenco dei pezzi attualmente esistenti provenienti
dal versamento del 1848, corredati del numero di quell’inventario. Collazio­
nando questa tabella con l’inventario del 1848 e con quelli torinesi sarà così
anche possibile tentare una ricostruzione dell’archivio dei gesuiti genovesi, o
almeno di quanto ne resta.
Diamo ora alcuni brevi cenni sulla documentazione, privilegiando l’a­
spetto del riordinamento e rinviando alle introduzioni alle singole serie per
una più analitica descrizione delle unità, del loro contenuto e per gli indispen­
sabili riferimenti al quadro normativo e istituzionale.
L ’assoluta frammentarietà ha reso assai problematico il riordinamento
della prima sezione che raccoglie i frammenti degli archivi gesuitici anteriori
al 1773, contenenti solo documentazione amministrativo-contabile. Rispet­
tando il principio per cui, come ho accennato, le singole Case della Compa­
gnia conservavano ciascuna le proprie carte, si è optato per una suddivisione
di queste in base alle varie istituzioni, iniziando dal Collegio, cui abbiamo fat­
to seguire le altre Case cittadine, le amministrazioni particolari e infine quelle
dislocate nel Dominio della Repubblica. All’interno di ciascuna serie i registri
contenenti la contabilità generale precedono quelli particolari. Così il registro
delle entrate e delle uscite della Casa Professa (n. 7) e il libro di cassa della
Chiesa del Gesù (n. 9) precedono, benché posteriori, le unità relative ad isti­
tuzioni da esse dipendenti come la Congregazione della Madonna della Pietà
(n. 8) e l’Opera pia della Novena dei morti (nn. 10 e 11). Quando questo cri­
terio è apparso forzato ci si è affidati, come sempre, a quello cronologico. Co­
sì nel Collegio di Genova i libri di cassa, che iniziano a metà ’600, precedono
il mastro generale che inizia solo a metà ’700.
Per la sezione che raccoglie il materiale prodotto dalla Deputazione ex­
gesuitica (1773-1797), la frammentarietà della documentazione non è tale da
nascondere del tutto la struttura dell’archivio che è stato quindi suddiviso in
tre serie: ospitano, rispettivamente, i registri delle deliberazioni, quelli conta­
bili e gli elenchi degli studenti iscritti. Il mastro generale n. 31 va ben al di
là della vita dell’istituzione: aperto nel 1791, è stato poi aggiornato fino al 28

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settembre 1816, coprendo così tutto il periodo francese, accanto agli appositi
registri che la nuova amministrazione andava componendo (nn. 49-51) e ricol­
legandosi ai due mastri compilati dai Gesuiti dal 1816 al 1848. Questi ultimi,
con i relativi giornali, come già accennato, sono conservati alPAST. La sezio­
ne, inoltre, trova importanti integrazioni nella documentazione conservata, in
A SG , Senato, nelle filze Collegi dìversomm. Segnalo, per il particolare rilievo,
anche istituzionale, le tre relazioni della Deputazione al Senato, rispettiva­
mente del 3 agosto 1784 (che contiene il famoso « Progetto per PUniversità
di strada Balbi », prima vera riforma dell’istruzione superiore genovese), del
15 dicembre 1793 e del 24 marzo 1797 (relative agli insegnanti supplementari
e alla cattedra di Diritto pubblico; entrambe con allegata la pianta delle catte­
dre e dei docenti al 1793) 34.
Il 14 giugno 1797, sotto la spinta delle idee rivoluzionarie, cadeva l’anti­
ca Repubblica di Genova e, dopo un periodo di governo provvisorio, il 17
gennaio 1798 nasceva la Repubblica ligure, destinata a durare, con successivi
aggiustamenti costituzionali, sino al 1805. Con la legge n. 22 del 14 febbraio
1798 (Legge del Corpo Legislativo circa il numero, ed attribuzioni de’ Ministri
del Direttorio Esecutivo, promulgata il 17 febbraio) il Consiglio dei Sessanta
stabiliva (art. IV) le attribuzioni del Ministro dell’interiore e delle Finanze,
incaricato, tra l’altro, « d ’invigilare sulla esecuzione delle leggi relative ... al-
l’instruzione pubblica, alle scuole, biblioteche, musei, feste nazionali, ai pesi
ed alle misure » 35. In base a tali attribuzioni il 2 ottobre il ministro emana­
va un Regolamento interinale per PUniversità in attesa che i Consigli provve­
dessero al varo di una vasta e radicale riforma dell’istruzione pubblica36. Il
compito di elaborare questo piano di riforma fu affidato all’appena costituito
« Instituto nazionale delle Scienze, ed Arti » che, della nuova Repubblica, do­
veva essere supremo organo consultivo per l’istruzione e centro propulsivo
per lo sviluppo culturale37.

34 C fr., rispettivamente, A S G , Senato, sala Senarega 350, 383, 396. M a altri interessanti
documenti, per es., in 353. Ringrazio Daniele Calcagno per alcune gentili segnalazioni.
35 Raccolta delle leggi, ed atti del Corpo legislativo della Repubblica ligure, voi. I, Genova,
Franchelli, 1798, pp. 59-60.
36 Cfr. l’ampia esposizione di questo regolamento in L. I sn a r d i -E . C e l e s i a , Storia, cit.
II, pp. 106-109.
37 L ’Istituto nazionale fu fondato con la legge n. 106, pubblicata il 5 ottobre 1798 (cfr.
Raccolta delle leggi, cit., voi. II, pp. 141-144), che lo definisce il « centro dell’istruzione, ed edu­
cazione pubblica incaricato di raccogliere le scoperte, e di perfezionare le Arti, e le Scienze »;
suoi compiti principali (art X I) erano di promuovere gli studi e « la buona educazione » e di pro-

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L ’Istituto in effetti presentò un progetto già il 3 dicembre 179838, ma
questo, come molti altri tentativi di riforma della pubblica istruzione elabora­
ti in quegli anni, era destinato a restare sulla carta. Si dovette attendere il
profondo rimpasto costituzionale del giugno 1802 per avere finalmente l’ap­
provazione di una legge radicalmente innovativa dell’organizzazione degli
studi superiori39. È , questo del novembre 1803, un provvedimento di im­
portanza decisiva per la storia del nostro Ateneo: non solo (art. 1) veniva ri­
pristinata una Deputazione agli studi cui era affidata « la direzione dell’Uni-
versità Nazionale, e l’amministrazione dell’Asse ex-gesuitico », ma (art. 2)
PUniversità veniva divisa in 4 facoltà (« classi »): Teologia, Filosofia, Legge
e Medicina, integrando in tal modo in via definitiva gli studi medici all’Uni­
versità‘t0. Infine (art. 20) si sanciva per la prima volta il monopolio dell’Uni­
versità nel conferimento delle lauree. Purtroppo quasi nessuna traccia è rima­
sta nell’archivio dell’Università di questo periodo cruciale per la sua storia.
Il ricercatore, oltre ad alcune carte sparse collocate nella busta 65, troverà
molte informazioni nel più volte citato mastro n. 31. Per il resto potrà rivol­
gersi alle unità relative alla pubblica istruzione conservate nel fondo Repub­
blica ligure41.
Il 25 maggio 1805, con l’annessione di Genova alla Francia, si apriva
un’epoca nuova anche per PUniversità che entrava a far parte a tutti gli
effetti del sistema scolastico dell’impero francese. Il 4 luglio dello stesso
anno Napoleone provvedeva ad emanare un decreto apposito per PUniversità
e per tutta l’istruzione pubblica genovese che, mentre dichiarava (art. 1)
« L ’Université de Gènes est maintenue », era al tempo stesso fortemente in­
novativo sia sul piano dell’organizzazione degli studi sia su quello ammini­

porre « i piani dettagliati de’ regolamenti per gli stabilimenti della pubblica istruzione ». Oltre
a questo ruolo consultivo l’istituto svolgeva anche funzioni ispettive e di controllo (art. X IV ).
Sull’Istituto nazionale, oltre a L. I sn a r d i -E . C e l e s i a , Storia, cit., I I , pp. 109-122, cap. V I e
passim, v. il saggio di C . F a r in e l l a in questo volume.
38 Piano dettagliato dì pubblica istruzione presentato daWlnstìtuto nazionale a l Corpo legi­
slativo della Repubblica ligure a ’ 3 dicembre 1798, Genova, 1798.
39 Decreto del 3 novembre 1803, n. 31, Regolamento per ¡ ’Università nazionale in R ac­
colta delle leggi, e atti, decreti, e proclami pubblicati dal Senato ed altre autorità constìtuìte nella
Repubblica ligure, Genova 1803, pp. 73-82.
40 Finora erano stati in larga misura sotto il controllo dei Protettori dell’O spedale di
Pammatone ove avevano sede i corsi e da cui erano nominati e pagati i docenti.
41 A S G , Repubblica ligure 97, 98, 111, 135.

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strativo42. Tale regolamento era destinato ad essere però ben presto cancel­
lato dalla grande riforma promulgata col decreto imperiale del 17 marzo
1808 43. L ’intero sistema scolastico dell’impero veniva inquadrato in un rigi­
do sistema piramidale che aveva al vertice un’unica Università impérìale, che
coincideva fisicamente con quella di Parigi, retta e governata da un Grand-
maitre nominato dall’imperatore (art. 50) e articolata in Accademie istituite
in ciascuna città sede di Corte d ’appello. Le Accademie a loro volta si compo­
nevano di facoltà e si diramavano in istituti inferiori, dai Licei giù giù fino
alle scuole primarie.
L ’introduzione di M aria Carla Italia alla III sezione fornisce tutti i rag­
guagli necessari, normativi e di contenuto, per una corretta utilizzazione del­
l’inventario, mentre questi pochi cenni mi paiono sufficienti a chiarire la profon­
da cesura istituzionale rappresentata dal decreto del 1808 e a giustificare la
scelta di ordinare le unità archivistiche del periodo francese in due sottosezioni.
Su un piano più generale va osservato che solo in questo periodo, con
la legislazione francese, a Genova si delinea una netta demarcazione tra
istruzione universitaria e inferiore, assai più sfumata fino alla fine dell’Anti-
co regime. Il 15 dicembre 1793 la « Tabella delle cattedre, e scuole dell’Uni-
versità » elenca ancora senza soluzione di continuità le cattedre e i relativi
« lettori » di teologia, diritto, grammatica inferiore, aritmetica ecc. con
un’organizzazione dello ‘studium’ che era in realtà essenzialmente ancora
quella del Collegio gesuita44. L ’enorme sviluppo della struttura scolastica, la
forte impronta statalista, l’incremento stesso della scolarizzazione favorisco­
no ora la nascita, accanto all’Università propriamente detta, di organismi
pubblici (in primo luogo il Lycée di Genova) dotati di una certa autonomia
organizzativa e gestionale’ e che, quindi, cominciano a produrre archivi pro­
pri. D ’altro canto la ferrea struttura amministrativa gerarchica tiene questi
istituti saldamente legati all’Università i cui organi direttivi - è bene sottoli­
nearlo - funzionano anche come organi superiori territoriali con giurisdizione
su tutta l’istruzione pubblica di ogni grado, mentre il forte statalismo della
legislazione napoleonica attribuisce loro ampie funzioni di controllo sulle
fondazioni e istituti privati.

42 C fr. Bulletin des lois et arrêtés publiés dans la 28. division militaire de l'Empire français,
I, Gênes 1805, pp. 43-52.
43 Bulletin des lois de l ’Empire Français, 4.e série, T. 8, Paris 1808, n. 185.
44 A S G , Senato, sala Senarega 383 e 396.

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È quindi appena il caso di avvertire lo studioso che se le serie particolari
di questa sezione (per esempio quella « studenti ») riguardano la sola Univer­
sità propriamente detta, alle serie generali (deliberazioni, carteggio, contabili­
tà) potranno invece indirizzarsi le ricerche relative all’istruzione di ogni gra­
do. È altrettanto evidente, dato il forte centralismo, che abbondante materia­
le sull’Università di Genova di questo periodo sia conservata alle Archives Na-
tìonales di Parigi45. Altro materiale è reperibile negli archivi degli uffici pre­
posti all’amministrazione periferica, le cui carte, nel nostro caso, sono raccol­
te in A SG , Prefettura francese46. Questi riscontri sono tanto più necessari in
quanto un semplice confronto tra un inventario coevo dell’archivio del perio­
do francese47 e la situazione attuale è più che sufficiente a mostrare le per­
dite massicce che questo archivio ha subito (è andata quasi completamente
distrutta la documentazione conservata in filze),
Questa situazione istituzionale ha posto anche alcuni problemi di ordi­
namento relativamente all’archivio del Lycée genovese. Istituito formalmente
col decreto del 4 luglio 1805 (art. 18) ma entrato realmente in funzione solo
nel 1811, il Liceo, dopo la caduta di Napoleone e l’annessione di Genova al
Regno di Sardegna fu conservato in base alle disposizioni delle Regie Patenti
del 30 dicembre 181448. Dopo un breve periodo di amministrazione provvi­
soria, col nome di Collegio reale fu affidato prima ai Somaschi e poi, dal 1837,
ai Gesuiti fino alla definitiva chiusura nel 18484S. Per la verità il passaggio
non fu senza soluzione di continuità. La nuova amministrazione sabauda de­
cise infatti la chiusura contabile e la liquidazione della precedente gestione
francese; operazione condotta peraltro con incredibile lentezza, tanto che la
liquidazione si concluse soltanto nel 182050. Questo triplice ordine di fatto­
ri (frattura storico-politica, stretto legame istituzionale rappresentato dalla di­

45 M aria Carla Italia fornisce nell’introduzione alla sezione il dettaglio delle unità.
46 Cfr. in particolare i nn. 9-11 e 239.
47 È intitolato « Archive français » ed è conservato in A S G , Università 65/p.
48 Cfr. art. 14 in Compilazione degli editti e patenti di S. Maestà il R e di Sardegna, Genova
1814, n. 3, pp. 3-10.
49 Per le vicende del Liceo-Collegio reale e del suo archivio si rinvia all’ampia introdu­
zione di M aria Carla Italia alla sezione VI.
50 In quell’occasione l’archivio del Liceo e le carte relative alla gestione provvisoria e alla
liquidazione furono versate all’Università. Il relativo elenco si conserva in allegato al citato in­
ventario « Archive français » (A SG , Università 65/p).

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pendenza gerarchica dell’Accademia e cesura amministrativo-contabile) sug­
geriva di mantenere una stretta connessione archivistica tra la documentazio­
ne del Liceo e quella dell’Accademia. Un’attenta analisi delle unità ha però
mostrato che alcune serie direttamente collegate all’amministrazione quoti­
diana e alla gestione diretta dell’istituto erano caratterizzate da un alto grado
di continuità. La vita interna non aveva risentito più di tanto degli scossoni
politici; gli amministratori avevano continuato ad effettuare le stesse scrittu­
razioni sugli stessi registri; solo la lingua francese era stata abbandonata51.
La frantumazione delle serie, oltre che una forzatura sul piano teorico appari­
va talvolta problematica perfino a livello pratico. Si è deciso così, prescinden­
do dallo stesso versamento del 1820, di inventariare in un unico corpo (la se­
zione VI) tutte le carte provenienti dal Liceo-Collegio reale. Ciò ha permesso
di connettere più saldamente con un’ininterrotta sequenza cronologica le car­
te dell’università propriamente detta facendo seguire all’Accademia l’archivio
dell’Università in periodo sardo.
Tre giorni dopo aver ricevuto dalle mani di Lord Bentinck il governo
dello Stato genovese in ottemperanza al deliberato del Congresso di Vienna,
Vittorio Emanuele I, nel suo primo atto legislativo dedicato al nuovo Ducato
- le R. Patenti del 30 dicembre 1814, contenenti i « privilegi » concessi ai G e­
novesi - si impegnava solennemente a « conservare » PUniversità di Genova
(art. 14)52 e il 23 agosto 1816 emanava il Regolamento per la Regia Universi­
tà e per tutte le scuole del Ducato di Genova, base dell’ordinamento scolastico
sino al 1848 53. La Deputazione agli studi, già istituita durante il governo
provvisorio, fu conservata, declassata ovviamente a organo amministrativo lo­
cale dipendente dal dicastero della pubblica istruzione denominato M agistra­

51 Si veda per es. la serie dei registri delle spese giornaliere del cuoco per gli anni dal
1812 al 1848 (nn. 2532-2548).
52 Cfr. Compilazione, cit., pp, 9-10.
53 L ’originale è conservato in A S G , Università 72. Fu parzialmente riformato da Carlo
Felice col Regolamento per le Università di Torino e di Genova, approvato con Regie Patenti
del 23 luglio 1822 (cfr. Compilazione, cit., t. X V , G enova 1822, pp. 3-28). Per gli ordinamenti
speciali delle singole facoltà di grandissima im portanza sono il Regolamento per la facoltà di
scienze e lettere, del 20 settem bre 1822 (A SG , Università 72); il Regolamento degli studi legali
nella Regia Università di Genova, del 16 luglio 1847; il Regolamento per gli studii Medico­
chirurgici, e per quelli di Farmacia nella Regia Università di Genova del 6 agosto 1847 e il Re­
golamento pei corsi di Matematica e di Architettura, del 18 novembre 1847 (tutti in A S G ,
Università 74).

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to della Riforma e delle Regie Università54. Si apre, a parere degli storici
dell’Università, un periodo cupo: la reazione, sul piano politico-ideologico, e
il bilancio, sul piano pratico, infersero duri colpi al già gracile organismo della
nostra Università. Bollato d ’infamia da Emanuele Celesia che passa dallo sde­
gno morale’per l’azione del genovese Giancarlo Brignole (Presidente capo del­
la Riforma tra il 1816 e il 1829) all’ironia più sferzante per dipingere un’età
in cui il M agistrato « si disse Della Riforma, e meglio gli saria tornato il nome
Della Ignoranza » e la disciplina era tale « da convertire lo studente in una
macchina che tenesse il mezzo tra il birro ed il frate » 55, questo periodo ha
poi collezionato dagli storici solo giudizi severi, fino a Calogero Farinella che
conclude il suo intervento in questo volume con un mesto « iniziava un’altra
fase di mediocrità e di stenti » 56.
Si apre invece per l’archivista un’epoca felice. Le traversie subite in se­
guito dall’archivio, che pure non sono mancate e di cui tra poco parleremo,
hanno appena scalfito in superficie il grande e armonioso corpo del complesso
documentario costituitosi in questo periodo. La documentazione prodotta da­
gli organi dell’Università nel trentennio dal 1815 al 1848 rappresenta da sola
quasi la metà dell’intero archivio (circa 1000 unità). Ma non è solo questione
di quantità: a far la gioia dell’archivista è la cura scrupolosa con cui è stata
conservata la documentazione, che ha condotto sino a noi perfino 26 registri
di minute dei verbali delle riunioni della Deputazione (nn. 109-134); è l’ordi­
ne con cui l’ente aveva provveduto ad archiviarla, che ci ha permesso in mol­
tissimi casi non solo la ricostruzione ma la semplice conservazione delle serie
originarie57; è la plastica architettura del complesso che spazia a 360 gradi
su tutte le attività dell’ente, permettendo di cogliere la vita dell’ateneo in tut­
ti i suoi aspetti. Purtroppo gli eventi, lo abbiamo visto, hanno inflitto gravi

54 Dopo i moti rivoluzionari del 1821 ¡ ’Università fu chiusa; riaperta nel 1823, ragioni
di ordine pubblico consigliarono di lasciarla, sino al 1825, alle dirette dipendenze del Primo Se­
gretario di Stato per gli Affari interni.
55 L. I sn a r d i -E . C e l e s i a , Storia, cit., II , pp. 262 e 263, ma cfr., in generale i capp. I I
e I I I della parte scritta da E . Celesia.
56 C. F a r in e l l a , Il lento avvio, cit., ma si veda soprattutto in questo volume il saggio di
S. R o tta,

57 Cfr. per es. le serie « A tti della Deputazione » e « Carteggio ». N ell’opera di ricono­
scimento e ricostruzione delle serie originali sono state molto utili le Instruzioni alla segreteria
del 28 agosto 1823 e del 1 marzo 1827. C fr,, su questo, l’introduzione di Flavia Cellerino alla
sezione IV,

— CII —

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mutilazioni agli archivi precedenti; altri eventi, lo vedremo, ne infliggeranno
di ancor più gravi a quelli successivi: se un archivio deve rispecchiare l’ente
che lo ha prodotto non sarebbe azzardato dire che l’archivio storico dell’Uni­
versità di Genova sia, in effetti, solo quello della Deputazione agli studi.
Le puntuali introduzioni di Flavia Cellerino forniscono al ricercatore
tutti gli elementi utili ad inquadrare la documentazione nel contesto istituzio­
nale e normativo e a cogliere le caratteristiche tipologiche e funzionali delle
serie. Per quanto riguarda l’ordinamento, si è seguita la disposizione tradizio­
nale, iniziando dalla documentazione concernente la normativa (di cui si pos­
siedono tanto la raccolta dei documenti originali quanto la serie dei registri
contenenti le copie autentiche dei decreti sovrani), proseguendo con gli atti
concernenti tutta l’attività deliberativa della Deputazione in quanto organo
collegiale, e infine con gli atti prodotti dai singoli uffici in cui si articolava
la Deputazione.
Il 30 novembre 1847 Carlo Alberto con Regie Lettere patenti aboliva
il Magistrato della Riforma e la Deputazione agli studi di Genova (art. 5); al
loro posto erano creati « un apposito Dicastero col titolo di Regia Segreteria
di Stato per l ’istruzione pubblica », un Consiglio superiore della pubblica istru­
zione e, poi, i Consigli universitari presso ciascun ateneo58. Per quanto al­
cune serie mostrino una certa continuità formale e di contenuto, si trattava
di una cesura troppo profonda, che cancellava lo stesso organo produttore
della documentazione, per non tenerne conto nell’ordinamento di queste se­
rie generali. Questa parte è stata quindi suddivisa in due sottosezioni che
scandiscono i due periodi59.

58 Raccolta degli atti del governo di Sua Maestà il R e di Sardegna, voi. X V , n. 652,
pp. 577-580.
55 Per la normativa dal 1847 in poi v. l’introduzione di M aria Carla Italia alla relativa
sottosezione. È evidente che la documentazione conservata nel fondo Università trova il suo na­
turale completamento negli archivi degli organi centrali e periferici di governo. In particolare si
segnalano in A S T , Istruzione pubblica, i 6 mazzi R. Università di Genova (1797-1848), i 34 regi­
stri contabili 1830-1849 Università dì Torino, Genova, Sassari e Cagliari e i 2 mazzi intestati ri­
spettivamente Magistrato della Riforma (personale) e Deputazione degli studi di Genova (1737-1847)
e R. Università dì Torino e Genova (1818-1847). Per il periodo successivo v. A C S, Ministero della
pubblica istruzione. In particolare i tre fondi Consiglio superiore della pubblica istruzione
(1859-1938 ma con docc. dal 1849); Decreti reali e ministeriali (1860-1900) e soprattutto Direzio­
ne generale per l ’istruzione superiore, Archivio generale (1860-1910 ma con docc. dal 1825), nonche
gli archivi delle singole divisioni. Per quanto riguarda gli organi periferici di governo si possono
consultare, in A S G , i due fondi relativi al periodo Sardo: Prefettura sarda per gli anni 1815-1860

- CHI —

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Non è parso invece opportuno operare questa distinzione nelle sottose­
zioni particolari (studenti, personale e contabilità). Per quanto riguarda gli
studenti la redazione e le modalità di conservazione dei documenti dipesero,
più che dalla normativa generale, da regolamenti e disposizioni interne che
poco risentivano dei passaggi istituzionali. Alcune serie mostrano una totale
continuità che rendeva impossibile la separazione60; altre, già presso l’archi­
vio corrente, avevano subito un ordinamento per materia. Le serie dei fasci­
coli personali infine sono state ampiamente rimaneggiate nel corso del ’900.
Originariamente ordinate per facoltà, contenevano ciascuna i curricula degli
studenti, disposti in ordine cronologico in base all’anno in cui erano stati so­
stenuti gli esami finali. A queste serie seguiva, come una specie di appendice,
un’altra serie, ordinata alfabeticamente, nata probabilmente per ospitare i so­
li fascicoli personali degli studenti che non avevano completato i corsi. E pro­
prio a quest’ultima sono stati poi aggiunti fascicoli trovati sparsi (perché
estrapolati o disordinati) e documentazione eterogenea di difficile ricolloca­
zione. A parte i casi in cui è stato possibile identificare con sicurezza l’unità
di provenienza, si è preferito lasciare i fascicoli ove li abbiamo trovati, anche
perché il relativo indice faciliterà molto la consultazione di queste serie. Que­
st’inventario infatti è dotato di due importanti strumenti di corredo costituiti
rispettivamente dall’indice alfabetico per autori delle dissertazioni di laurea
conservate nelle buste 934-947 e dall’indice alfabetico degli studenti di cui
si è conservato il fascicolo personale nelle filze 1034-1430.
Per quanto riguarda la contabilità, la preziosa Istruzione per la contabilità
nella R. Università di Genova del 5 gennaio 182661 ha permesso la puntuale
ricostruzione delle serie originali fino al 1848 e la frammentaria documenta­
zione del periodo successivo è stata senz’altro ad esse aggregata. I documenti
contabili, anche a causa della forte perdita di autonomia amministrativa delle
università dopo la creazione del Ministero della pubblica istruzione, sono i
primi ad esaurirsi. Per tutte le altre serie invece, dopo il 1848, la documenta­
zione continua a rispecchiare compiutamente l’attività dell’ente fino alla metà
degli anni settanta dell’800, quindi prosegue, prima lacunosa poi sempre più

(v. in particolare i nn, 18-20 Personale. Istruzione pubblica e i nn. 429-435 Istruzione pubblica)
e Prefettura di Genova, Gabinetto (1815-1879): qualcosa si trova nei nn. 5, 31, 33, 54 e 333-335.
60 Si veda, per fare un solo esempio, la serie degli Adm ittatur (nn.' 630-674) che prose­
gue ininterrotta dal 1830 al 1875.
él A S G , Università Ti.

— CIV —

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frammentaria; infine si spegne, con poche carte sparse, nèl terzo decennio del
nostro secolo.
La Deputazione agli studi, come e più dell’Accademia imperiale, è un
organismo complesso: preposto all’amministrazione dell’Università di Geno­
va, è anche organo periferico di governo con giurisdizione su tutta la pubblica
istruzione nel territorio del Ducato e, attraverso il Protomedicato, estende i
suoi poteri di controllo sull’organizzazione sanitaria. I modi e le forme con
cui la Deputazione esplica queste sue mansioni sono varie e non possono esse­
re poste sullo stesso piano.
La Commissione per le scuole fuori dell’Università è semplice emanazio­
ne della Deputazione, una sua ripartizione interna. Il Protomedicato invece,
istituito, per Genova, col R. Editto del 25 febbraio 1819 e dotato di amplissi­
mi poteri in materia sanitaria, è organo più autonomo, vincolato solo a pre­
sentare una volta all’anno un rapporto alla Deputazione (art. 15)“ . A ssu­
merà infatti in un primo tempo un atteggiamento antagonista nei confronti
di quest’ultima, stroncato dal successivo regolamento del 21 febbraio 1823
che, mentre ne amplia e rafforza i poteri di controllo e vigilanza su ogni cam­
po della sanità, ne accentua la dipendenza gerarchica e i legami con la Depu­
tazione 63.
La Commissione permanente per le scuole secondarie, che succede dal
1848 al 1857 alla Commissione per le scuole fuori dell’Università, ha nei con­
fronti dei nuovi Consigli universitari, istituiti con lo stesso decreto dopo la
creazione del Ministero della pubblica istruzione64, una posizione più auto­
noma sul piano giuridico, essendo un istituto parallelo al Consiglio e dipen­
dente direttamente dagli organi centrali (Segretario di Stato e Consiglio supe­
riore della pubblica istruzione). Il legame di dipendenza dal Consiglio univer­
sitario è più che altro ‘fisico’ essendo la Commissione composta quasi esclusi­
vamente dai membri di quello.

62 Compilazione, cit., t. IX , Genova 1819, pp. 388-394. D a esso dipendono « tutte le


persone che nel territorio di quel Senato eserciteranno la M edicina, la Chirurgia od alcuna delle
sue parti, la Farmacia, o la Veterinaria » nonché tutti coloro (come gli speziali) che esercitano
professioni « nelle quali l’ignoranza, la negligenza, o la malizia » possono nuocere alla salute
(artt. 4 e 5).
63 C fr. Compilazione, cit., t. X V I, Genova 1823, pp, 110-139 e l’introduzione di Flavia
Cellerino alla sottosezione,
64 Raccolta, cit., voi. X V I, n. 818, pp. 939-967, rispettivamente Titoli III e V. È questo
un testo legislativo della m assima importanza, vero regolamento attuativo del nuovo M inistero,
che definisce poteri, competenze, composizione ecc. di tutti i suoi organi.

- CV -

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Le carte prodotte da questi organi, sia che si configurino come veri ar­
chivi propri - sia pure conservati negli stessi locali dell’archivio dell’Universi-
tà - come nel caso del Protomedicato e della Commissione permanente, sia
che rappresentino semplici serie distinte di documenti nell’ambito dell’archi­
vio dell’Università (come nel caso della Commissione per le scuole fuori del-
l’Università e della Scuola di metodo) sono state sistemate in un’apposita se­
zione (la V) ove si è raccolta tutta la documentazione prodotta dagli uffici a
qualsiasi titolo dipendenti dall’Università.
Restano da fare ancora due osservazioni di carattere generale prima di
aggiungere qualcosa sulle vicende dell’archivio, la cui storia abbiamo abban­
donato al 1849.
Non si sono potute eliminare, come è desiderio di ogni ordinatore, le
buste « miscellanee ». Nonostante gli sforzi compiuti, solo una parte (ma la
maggiore) dell’ingente materiale che giaceva nel più totale disordine ha potu­
to essere restituita alla sua sede originaria. Laddove non è stato possibile indi­
viduare con certezza l’unità di provenienza dei documenti si è preferito la­
sciarli ove li abbiamo trovati: queste buste sono state ovviamente riordinate
e per esse si è data una descrizione il più possibile analitica. È , infine, appena
il caso di ricordare che le numerose unità contenenti scritture che esorbitano
dagli estremi cronologici di un periodo istituzionale e si trovano quindi a ca­
vallo di più serie, sono state collocate tra la documentazione relativa all’istitu­
zione che aveva posto in essere l’unità. Quindi, nel caso dei registri si è sem­
pre tenuto conto delle scritture più antiche; nel caso delle buste e delle filze,
che spesso ospitano documenti di corredo precedenti o successivi a una deter­
minata pratica, si è tenuto conto, invece, delle scritture principali.
Agli inizi di questo secolo gli storici tornarono ad interessarsi dell’archi­
vio dell’Università di Genova. Lo avevano fatto una prima volta, a metà
’800, Lorenzo Isnardi ed Emanuele Celesia per tracciare la storia del nostro
ateneo e ne era venuto fuori un testo che, almeno per quanto riguarda il 2 °
volume che copre il periodo dal 1773 al 1866, resta punto di riferimento inso­
stituibile, dal momento che gli autori ebbero modo di consultare documenta­
zione oggi irreperibile65. A ffatto diverse le direttrici di ricerca nel ’900. D e­
stava l’interesse degli storici la gran quantità di documenti custoditi in quel­

65 L . I sn a r d i -E . C e l e s i a , Storia, cit. Il controllo è reso difficile dal fatto che gli autor
non forniscono mai la collocazione archivistica dei documenti citati, ma cfr., per es., I, pp. 276-277
ove è ampiamente utilizzato un mastro del Collegio dei G esuiti intavolato il 1 gennaio 1696.

- CVI -

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l’archivio riguardanti il nostro Risorgimento: preziose informazioni, sia politi­
che generali, sia, soprattutto, biografiche su personaggi di primo piano dei
moti indipendentisti, a cominciare, ovviamente, da Giuseppe Mazzini.
Fu Gaetano Salvemini a far da battistrada, nel 191066. L ’ottica setto­
riale della ricerca favoriva un uso puramente strumentale dell’archivio. Infat­
ti: già il 17 gennaio 1911 il Consiglio accademico approvava la disposizione
del rettore « d ’affidare alla custodia della Biblioteca universitaria i documenti
interessanti la storia del Risorgimento trovati dal prof. Salvemini nell’archi­
vio della nostra Università » 67. Era successo quanto di peggio può capitare
ad un archivio: uno smembramento finalizzato ad un ordinamento per mate­
ria; di più, l’asportazione di brandelli di documenti da un archivio trattato
come deposito inerte da cui attingere a piacimento. La ferita non si è più ri­
marginata: quelle carte girovagarono per la città, dalla Biblioteca universitaria
al Museo del Risorgimento in Palazzo B ian co68. Restituite in parte nel
1926, le altre fanno oggi bella mostra di sé all’istituto mazziniano. Q uest’in­
ventario è stato, anche, l’occasione per un riordino sulla carta (non è ormai,
evidentemente, possibile altro) di questi documenti: l’appendice contiene l’e­
lenco dettagliato dei fascicoli conservati al Mazziniano indicandone la collo­
cazione originaria, mentre le schede delle unità da cui è stato estratto il mate­
riale segnalano la lacuna fornendo l’attuale collocazione del documento.
L ’importanza e la ricchezza della documentazione reperita stimolarono
ulteriormente la curiosità in un filone di ricerca storiografica che in quegli an­
ni stava offrendo le prove più significative. Salvemini fu seguito da altri: A r­
turo Codignola, Francesco Luigi Mannucci, ecc. Intanto si moltiplicavano le
iniziative. Nel 1925 la M ostra del Risorgimento allestita a Genova utilizzò
ancora l’archivio dell’Università come inesauribile giacimento di cimeli: ne fa
fede il lungo elenco dei documenti esposti69.

66 C fr. la lettera del 28 settem bre 1910 a Rodolfo Savelli: « verrò a Genova. V i starò
circa una settim ana a lavorare ». G . S a l v e m in i , Carteggi, I, M ilano, 1968, pp. 467-468.
67 A U G , Consiglio accademico 4.
68 L ’elenco dei documenti asportati (redatto il 13 febbraio 1911) è consultabile in IM G ,
1003 attraverso una copia del 20 ottobre 1915 tratta dal verbale di consegna alla Biblioteca uni­
versitaria, avvenuta il 6 marzo 1911. Il successivo passaggio dei documenti al Museo del Risorgi­
mento, che dipendeva dall’Amministrazione comunale, fu deliberato dal Consiglio accademico il
6 marzo 1917. D a notare che la cessione fu fatta su istanza del procuratore generale Augusto Setti
e « a titolo di semplice deposito ». Il verbale di consegna è in data 30 marzo 1917 (IM G , 1003).
69 C fr. IM G , 1003 e P. N u r r a -A. C o d ign ola , Catalogo della mostra ligure del Risorgi­
mento (Genova, settembre-ottobre 192}), Genova 1927.

— C V II —

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D ’altro canto la necessità di effettuare ricerche sempre più sistematiche,
lo stato di grave disordine in cui l’archivio si trovava, la valorizzazione stessa
che quelle ricerche, pubblicazioni e manifestazioni avevano apportato al fon­
do, propiziarono in quegli stessi anni il primo serio tentativo di riordinamen­
t o 70. Fu affidato ad un giovane bibliotecario, Renato Giardelli, che nel
1927 collaborò col Codignola alla M ostra celebrativa del I centenario della
nascita di Goffredo M am eli71. I suoi appunti, le minute delle sue lettere al
Preside della facoltà di Giurisprudenza, rimaste tra i documenti dell’archi­
v io 72, mentre mostrano lo stato di grave incuria e disordine in cui l’archivio
stesso si trovava, attestano anche la profondità e serietà del suo impegno:
Giardelli legge, si costruisce una bibliografia, studia i documenti, prende nota
di quelli che possono aiutare a ricostruire la storia dell’archivio e dell’istitu­
zione. Non sempre le sue deduzioni sono esatte, talvolta pecca di un eccesso
di disinvoltura nel riordinamento, ma il suo intervento è caratterizzato da
una solida metodologia e consapevolezza delle moderne esigenze archivisti-
che. Nonostante ciò del lavoro di Giardelli in quest’inventario non si è potu­
to tenere conto: altre ricerche e, soprattutto, la prematura morte (nel 1929
a 28 anni) gli impedirono di portare a termine l’opera che non solo non mise
capo ad un inventario, ma si arrestò alla fase di una parziale schedatura prov­
visoria. Si è ritenuto quindi più opportuno non segnalare nelle schede la nu­
merazione delle unità da lui iniziata. È importante però avvertire che le sue
schede sono conservate in A SG , Università 2658, e che al Giardelli vanno at­
tribuiti le sigle delle categorie e i numeri di corda provvisori, scritti a matita
su piccole etichette adesive, che si possono notare su molti registri dell’ar­
chivio.
L ’attività del Giardelli diede i suoi frutti anche sul piano della ‘coscien­
za archivistica’ : il riordinamento e l’inventariazione infatti ebbero certamen­
te parte nello stimolare il bisogno di riacquisire la documentazione con troppa
leggerezza asportata'. Si arrivò così nel 1926 ad una parziale restituzione dei

70 Salvemini fu il primo ad avvertire l’esigenza di riordinare l’archivio e di affidare le fu ­


ture ricerche a personale specializzato. Cfr. una lettera di Augusto Setti dell’8 marzo 1917: « il
prof. Salvemini mi scrive che vi è disordine nell’archivio e che bisogna sapervi m ettere le mani ».
IM G , 1003.
71 Un commosso ritratto di Giardelli si trova in A. C odign ola , Presentazione a R. G ia r -
Saggio di una bibliografia generale sulla Corsica, in « Giornale storico e letterario della Ligu ­
d e l l i,
ria », n.s. V II, fase. II (aprile-giugno 1931), pp. 112-113.
72 Le carte Giardelli sono ora collocate in A S G , Università 2657.

— C V III —

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documenti depositati al Museo del Risorgim ento73. Per la verità quella resti­
tuzione è stata all’origine di un piccolo giallo. Un importante registro compre­
so in quell’elenco non compariva più nel successivo versamento all’Archivio
di S tato 74. Cercato a lungo, è stato infine rintracciato da Rodolfo Savelli
negli uffici del rettorato, ove era stato custodito dopo un intervento di restau­
ro: il prof. Sandro Pontremoli, rettore dell’Università di Genova, ha volentie­
ri acconsentito a ricongiungerlo al resto della documentazione, versandolo nel
dicembre 1992 all’A SG , insieme ad un altro piccolo registro ritrovato conte­
stualmente75.
Ma un’altra insidia era all’opera: già nel 1926 i documenti esposti alla
Mostra del Risorgimento non furono in buona parte ricollocati nelle unità di
provenienza, ma raccolti in una nuova busta, denominata appunto « Risorgi­
mento ». Il malvezzo continuò: più si allestivano mostre, e più si ingrossava
la busta, fino alla M ostra del 1960 celebrativa del centenario dell’Unità na­
zionale76. La soluzione più giusta e ovvia, di ricollocare ciascun documento
nella propria sede originaria eliminando l’unità, si è rivelata impraticabile per
l’impossibilità di individuare con sicurezza la provenienza di una parte dei
documenti, alcuni dei quali si ha motivo di ritenere asportati da altri fondi.
Si è deciso perciò di mantenere intatta questa b u sta77, sperando di compen­
sare la perdita di rigore col vantaggio di conservare una piccola testimonianza
su un cinquantennio di ricerche della storiografia sul Risorgimento. Natural­
mente laddove è stato possibile - ed è stato possibile per la maggior parte dei
documenti - il riordinamento si è effettuato, ancora una volta, sulla carta: le
schede delle unità da cui sono stati prelevati documenti contengono l’indica­
zione degli atti mancanti con l’esatta collocazione originaria di ciascuno ed
il rinvio a quella attuale. La scheda relativa alla « busta Risorgimento » e in­

73 L ’elenco di versam ento, firmato dallo stesso Giardelli in data 7 luglio 1926, e conser­
vato in IM G , 1003. Furono restituiti 13 registri, 9 dei quali costituivano quasi l’intera serie degli
A tti della Deputazione, ora ai nn. 84-92.
74 Si tratta dell’attuale n. 66, « Registro generale della R. Università », primo della serie
contenente le copie dei Regii Biglietti.
75 È l’ attuale pezzo n. 36.
76 Fu soprattutto la M ostra storica per il centenario della nascita di Mameli, nel 1927,
a determinare il massimo disordine: furono ben cento i documenti consegnati daU’Università al
Comitato per le onoranze a G offredo Mameli (v. l’elenco in A S G , Università 2656), Una buona
parte di essi non venne ricollocata.
77 A S G , Università 2656.

- CIX -

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vece sommaria. Un elenco dettagliato del suo contenuto infatti, elaborato nel
1960 da Giorgio Costamagna, allora direttore dell’A SG , in occasione della
M ostra per il centenario dell’Unità d ’Italia, si trova all’interno della busta
stessa.
M a torniamo alle vicende dell’archivio: quando Giardelli vi mette mano
le sue condizioni sono a dir poco lacrimevoli. Tra i suoi appunti leggiamo:
« Fu prima di tutto mia cura raccogliere i registri e i documenti sparsi sul pa­
vimento »; « Si divisero per facoltà e si ordinarono cronologicamente [...] le
filze di documenti relativi a studenti che si trovavano parte in terra, parte
disperse qua e la negli scaffali »; « Si e iniziato l’esame dei registri esistenti
nella s o ffitt a » 78. Giardelli si preoccupa anche di dotare l ’archivio di una
congrua sistemazione fisica: appronta armadi; quelli che non stanno « nella
stanza dell archivio » li sistema nei corridoi. Troviamo a questo punto tra le
sue carte un’annotazione sibillina: « Si procedette all’ordinamento degli Atti
universitari a mano a mano che venivano tratti dalla soffitta e alla loro collo­
cazione in biblioteca per conto dell'Ufficio scambi » 79. Non sappiamo quali
accordi fossero intervenuti con la Biblioteca universitaria, certo è che quando
nel 1932 si arrivo finalmente a compilare un inventario, esso fu approntato
proprio dalla Biblioteca80.
Questo lavoro non ha nulla a che vedere col progetto di inventariazione
analitica di Giardelli, anche se la sua opera ne fu certamente il presupposto.
A rigore non si tratta neppure di un vero e proprio inventario, piuttosto di
un semplice elenco di consistenza (così del resto lo chiama il Nurra), redatto
con criteri più biblioteconomici che archivistici: è topografico e provvisto di
una « pandetta » per argomento; ogni pezzo è identificato attraverso lo scaf­
fale, il ripiano e il numero progressivo all’interno del ripiano. Almeno dal
punto di vista fisico però la risistemazione dei pezzi era stata completata: ora
erano tutti ospitati in 13 scaffalature e l’archivio appariva, almeno esterior­
mente, ordinato. In realta non lo era affatto: i pezzi erano stati collocati in
modo del tutto caotico, senza curarsi neppure della successione cronologica
alTinterno delle serie81.

78 A S G , Università 2657.
79 Ibid. Corsivo mio.

80 A U G , Sez. IA . È il direttore della Biblioteca, Pietro Nurra, a trasmetterlo, il 7 luglio


1932, alla segreteria dell’Università.
81 Si osservi, ad es., la successione dei copialettere in B .II.

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E siamo alle ultime battute: agli inizi del 1940 accordi intercorsi tra il
Rettore dell’Università e il Soprintendente all’Archivio di Stato sancirono la
decisione del versamento. Il 15 febbraio 1940 il rettore scriveva al soprinten­
dente di aver disposto « che gli atti d ’interesse storico di questa Università
siano versati a codesto Archivio di Stato » e il 13 marzo il soprintendente ri­
spondeva fissando a dopo Pasqua la data del trasloco82. Si inizio 1 imballag­
gio dei pezzi che venivano spuntati man mano sull’inventario del ’32. Tali
operazioni dovrebbero essersi concluse il 22 maggio, rese affannose dall incal­
zare degli eventi bellici. In ogni caso il 2 luglio 1940 il Rettore dava comuni­
cazione al Senato accademico dell’avvenuto versam ento83.
La fretta non mancò di fare i suoi danni. Scegliamo solo alcuni casi em­
blematici tra i molti possibili: si decise, probabilmente, di non alienare le car­
te più recenti (per esempio i fascicoli personali degli studenti) e non si trovò
di meglio che dividere i documenti in base alla loro collocazione; cioè si com­
pletò l’imballaggio di un’intera scaffalatura e si lasciò il resto. Così la serie
delle filze degli studenti di Medicina fu spezzata al primo semestre del 1870
semplicemente perché la filza del secondo semestre si trovava sul 1 ripiano
della scaffalatura successiva (N .I)84. Per analoghi motivi rimasero all’Uni-
versità le filze degli studenti di Giurisprudenza dalla metà del 1873 al 1876,
e di quelli di Scienze dal 1870 al 1891. In altri casi unità spuntate non sono
pervenute all’Archivio di Stato (per es. il copialettere al Magistrato della Ri­
forma degli anni 1820-1822, collocato in B .II.13); oppure, al contrario, docu­
menti non spuntati vi sono pervenuti (per es. il registro delle minute dei ver­
bali della Deputazione del 1845, collocato in B .III.51).
Ma il fatto più grave fu un altro: alla documentazione contenuta nell’e­
lenco del ’32 si decise di aggiungerne altra, non inventariata e che fu registra­
ta a penna su due pagine manoscritte allegate alla copia dell’inventario con­
servata in A U G , Sezione IA. Si trattava di unità che le telegrafiche annota­
zioni sono sufficienti a svelare in totale disordine e a cui, sicuramente, fu data
appena un’occhiata prima di lasciarle scivolare nelle capaci « casse ». La con­
tiguità dei locali dell’archivio e della biblioteca (all’epoca situati entrambi al
2 ° piano nobile del palazzo di via Balbi) fece il resto. Giunsero infatti all A r­
chivio di Stato alcuni pezzi provenienti da archivi privati. Non si può stabili­

82 A U G , Sezione I; A S G , Archivio di deposito, Corrispondenza d ’ufficio anno 1940.

83 A U G , Verbali Senato, 9.
84 L a serie proseguiva sino al 1882.

— CXI —

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re con certezza se questi fondi fossero stati depositati all’Archivio dell’Uni­
versità o, come sembra più probabile, alla Biblioteca; quel che è certo è che
furono smembrati in quell’occasione85. Trasse soprattutto in inganno, sia al
momento del trasloco sia dopo la consegna all’Archivio di Stato, un fondo Lo-
mellini. I cospicui lasciti di Giacomo Lomellini alla Compagnia di Gesù erano
troppo noti perché non si pensasse che quelle carte facessero parte dell’ammi­
nistrazione dell asse gesuitico. In realta 1 archivio dei Gesuiti aveva conserva­
to materiale relativo al lascito Lomellini, ma quelle carte erano state inviate
a Torino nel 184986, mentre queste appartenevano ad altri rami della fami­
glia. A proposito del fondo Viviani va invece segnalata un’utile integrazione
conservata tra i Manoscritti dell’A S G 87. Questi fondi sono stati quindi con­
siderati a tutti gli effetti come archivi aggregati e collocati, con le opportune
distinzioni, nella sezione V i l i 88.
Una volta all’Archivio di Stato il fondo fu prontamente inventariato e
già nell’estate del 1941 il direttore Felice Perroni poteva pubblicarne sulle « No­
tizie degli Archivi di Stato » una descrizione, che fu poi allegata all’inven­
tario, di cui costituisce la breve, ma densa ed accurata introduzione89. Non
può dirsi altrettanto dell’inventariazione, effettuata da altri. La rapidità con
cui fu portato a termine il lavoro è già di per sé sospetta: in effetti non si
trattò di un inventario redatto con criteri scientifici. Mancò quasi compieta-
mente la fase del riordinamento. Ci si limitò ad attribuire un numero progres­
sivo ai pezzi dandone una breve e superficiale descrizione, lasciandoli nell’or­
dine in cui si trovavano senza preoccuparsi di esaminarne il contenuto, senza
tentare di ricostruire le serie, senza neppure curarsi di collocarli in ordine cro­
nologico90. Era quindi indispensabile, per la piena consultabilità del fondo e

85 Un registro, il 2651, fa sicuramente parte di un fondo Spinola conservato attualmente


alla Biblioteca universitaria.

86 Cfr. supra, nota 29. In quell’occasione erano stati dimenticati a Genova due registri,
ora inventariati ai nn. 15 e 16.
87 A S G , Manoscritti 800: contiene lettere a e di Domenico Viviani.
88 Per la storia di questi archivi e per una descrizione particolareggiata dei pezzi cfr.
l’introduzione alla sezione di Flavia Cellerino.
89 [F. P er r o n i ], Archivio di Stato di Genova. Nuove acquisizioni, in « N otizie degli A r­
chivi di Stato », I, n. 2 (settembre 1941), pp. 41-44.

90 Due soli esempi, tra i molti che si potrebbero fare: il mastro dell’asse gesuitico relati­
vo agli anni 1773-1790 era inventariato al n. 49 e quindi precedeva quello degli anni 1753-1773
che aveva il n. 52; nella bella serie dei registri di protocollo delle lettere dei Riform atori alla

- C X II —

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la sua valorizzazione, mettere finalmente mano al riordinamento e quindi al­
l’inventariazione analitica91.
Quanto non fu versato all’Archivio di Stato nel 1940, andò a costituire
l’archivio di deposito dell’Università, prima trasferito presso la facoltà di M a­
gistero92 e poi in viale Cembrano, nei locali della ex fabbrica Sutter, in po­
sizione pericolosamente vicina al torrente Sturla. Qui l’alluvione dell’autunno
1991 cancellò ogni traccia di quanto l’Università conservava della sua memo­
ria storica. Il dott. Aldo Agosto, direttore dell’Archivio di Stato di Genova,
accorso su invito del Direttore amministrativo dell’lJniversità, non poteva
che sottoscrivere, unitamente agli altri membri della commissione, un verbale
che suona come un certificato di morte: « tutto il materiale cartaceo impre­
gnato dalle acque si trova in uno stato di macerazione tale da essere irrecupe­
rabile. La Commissione ritiene che, fatto salvo il recupero dell’esiguo mate­
riale collocato nei ripiani più alti di alcune scaffalature, il restante materiale
possa essere eliminato quanto prima, anche per motivi di igiene » M. Per for­
tuna non tutto era stato trasferito in viale Cembrano; molta documentazione
si trova tuttora conservata presso i singoli uffici, come archivio corrente. Si
sono così salvati i verbali delle riunioni del Consiglio accademico dagli inizi
del secolo e documentazione eterogenea relativa al personale dalla seconda
metà dell’Ottocento.

Deputazione agli studi il primo registro era collocato al n. 863, i due successivi ai nn. 509-510
per proseguire poi ai nn. 864-878, quindi al 511 e così via.
91 Purtroppo anche dopo la redazione dell’inventario del ’41 le dispersioni non sono
mancate, forse in conseguenza del fatto che l’ archivio fu in un primo tempo sistem ato nella sede
sussidiaria del palazzo Doria del Gigante (ove subì un bombardamento) e all’abbandono di que­
sta trasferito nell’attuale sede. Le più gravi dispersioni riguardano i pezzi nn. 62 e 2655 (che
contenevano rispettivamente il registro di amministrazione della biblioteca dell’Università del bi­
bliotecario Filippo G alea (1809-1811) e la relazione del prof. Domenico Viviani sul suo viaggio
nella Svizzera nell’estate del 1803); ma anche i nn. 629, 630, 785, 946 e 1488 al momento della
redazione delle schede sono risultati introvabili.
92 Nilo Calvini, che lo visitò, lo dice ben ordinato, in base al titolario. Cfr. N . C a l v in i ,
L ’Archivio storico dell'Università, in 11 palazzo, cit., pp. 445-446.
93 A S G , Archivio corrente, « Verbale relativo al sopralluogo effettuato in data 24.10.1991
nei locali universitari siti in viale Cembrano (ex Sutter) ».

- CXIII —

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Criteri di schedatura

La scheda è divisa in tre s e z i o n i l a prima comprende, al margine si­


nistro, il numero di inventario che contraddistingue l’unità, seguito, tra pa­
rentesi quadre, dal vecchio numero dell’inventario del 1941. Per una pronta
reperibilità dei documenti citati in lavori pubblicati dopo tale data, si è ap­
prontata un’apposita tabella che fornisce la corrispondenza inversa. Sulla
stessa riga, al margine destro, sono indicati gli estremi cronologici dell’unità
relativi ai soli anni. Normalmente questi estremi coincidono con quelli più
precisi forniti al termine della descrizione ma, in alcuni casi, ciò non accade.
La divergenza si verifica in quelle filze costituite da fascicoli il cui documento
principale è corredato di altra documentazione. Per esempio, nella serie
« Pratiche esaminate dalla Deputazione » (nn. 135-203) la filza n. 146 contie­
ne le pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 gen­
naio al 30 giugno 1823 e, all’interno, vi si trova documentazione dal 20 gen­
naio 1818 al 5 novembre 1824. Questi ultimi estremi compariranno, insieme
a quelli delle sedute, solo nella seconda sezione. Nella prima vi sarà invece
l’indicazione « 1823 ». E sembrato infatti più opportuno riportare qui solo
l’anno a cui la documentazione si riferisce, dato il carattere di orientamento
immediato che questa indicazione deve avere, in modo da agevolare visiva­
mente la successione cronologica delle unità.
La seconda sezione contiene, tra virgolette, l’intitolazione delle unità.
Si è seguita la regola di trascrivere solo i titoli originali. Nel caso di più titoli
comparirà quello più completo mentre gli altri sono stati riportati solo se con­
tenevano elementi non presenti nel titolo principale. Per i registri si precisa,
tra parentesi tonde, il luogo ove il titolo si trova (dorso, copertina, ecc.). La
trascrizione rispetta la grafia originale; sono state sciolte le abbreviazioni, le
lacune sono segnalate da tre puntini tra parentesi quadre, le integrazioni da
parentesi quadre. Gli asterischi indicano uno spazio bianco nell’originale. A l­
l’intitolazione segue una descrizione, sintetica e standardizzata, del pezzo. Le
definizioni non dovrebbero presentare alcuna difficoltà di interpretazione.
Nel caso dei registri contabili si è usato il termine « mastro » per indicare il

54 Sono stati ampiamente utilizzati i suggerimenti di A. R o m it i , Aspetti metodologici


e criteri organizzativi dell’inventariazione archivistica, in « Archivi e cultura », X IV (1980),
pp. 197-215.

— CXIV —

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registro generale in partita doppia contenente, disposta in modo sistematico,
l’intera contabilità dell’ente sviluppata analiticamente. Il termine « giornale »
indica il corrispondente registro cronologico e il termine « partitario » il regi­
stro sistematico che contiene solo una parte delle attività economiche dell’en­
te 95. In alcune serie particolarmente omogenee, onde evitare eccessive ripe­
tizioni, nelle unità successive alla prima la definizione è stata sostituita da un
« Id. ». Nei casi, non frequenti, in cui l’intitolazione è parsa assolutamente
esaustiva la descrizione è stata senz’altro omessa. La descrizione è seguita,
dopo un punto e virgola, dagli estremi cronologici massimi espressi in giorno,
mese ed anno precisando, al caso, se si tratti di originali o copie. In tutti i
casi in cui non è parsa sufficiente, oppure l’unità conteneva elementi di parti­
colare rilievo dal punto di vista archivistico, la definizione è seguita, in corpo
più piccolo, da ulteriori precisazioni o chiarimenti. Questa parte si chiude con
l’indicazione del numero degli allegati e della loro collocazione. Nel caso si
tratti di una rubrica la voce è più complessa e ne precisa, tra parentesi tonde,
il titolo, la consistenza e la copertina.
La terza sezione contiene la descrizione esterna dell’unità e fornisce i
seguenti dati: la natura del pezzo, indicata dall’iniziale maiuscola delle parole
Registro, Filza o Busta. La consistenza, indicata sempre in carte per i registri
ed in fascicoli per le filze. In quest’ultimo caso, se esisteva una numerazione
originale, la consistenza è seguita, tra parentesi tonde, da una descrizione più
dettagliata che comprende la numerazione originale dei fascicoli, la quantità
di fascicoli non numerati e l’elenco dei mancanti. La cartolazione apposta sui
registri in fase di schedatura è contraddistinta da un apice. A questa cartola­
zione rinviano tutti i riferimenti contenuti nell’inventario. Le misure, espres­
se in millimetri altezza per larghezza. Per le filze si è tenuto conto del reale
ingombro e quindi si indicano le misure dei fogli ripiegati longitudinalmente;
quando, come per esempio nei registri a matrice, vi sono differenze sensibili
tra singole parti di un’unità si riportano le misure minime e massime. La natu­
ra della copertina. Lo stato di conservazione, classificato in buono, discreto,
cattivo e pessimo, è seguito dalla segnalazione degli eventuali guasti. La sche­
da può concludersi con la segnalazione di riferimenti ad altre unità. Si è fatto
però di tale indicazione un uso assai parco, limitato ai soli, stretti collegamen­
ti funzionali e non a più generici richiami di contenuto.

95 Particolarmente utili sono state le indicazioni di G . F e l l o n i , I registri contabili, in


L ’archivio dei Durazzo marchesi di Gahiano, in « A tti della Società ligure di storia patria », n.s.
X X I, Fase. II (1981), pp. 29-34.

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Durante questo lavoro ho contratto numerosi debiti di riconoscenza: so­
no innanzi tutto grato al dottor Aldo Agosto, direttore dell’A SG , che aveva
avvertito l’esigenza di porre mano al riordinamento dell’Archivio storico del-
PUniversità e che poi ha appoggiato e seguito questa iniziativa in tutte le sue
fasi. Ringrazio i colleghi Patrizia Schiappacasse, Carlo Bitossi e Gianfranco
Valentino che mi hanno aiutato a risolvere non pochi dubbi. Marco Bologna
mi ha guidato negli indispensabili riscontri all’Archivio Durazzo. Il prof. G iu­
seppe Felloni ha messo a disposizione la sua profonda competenza fornendo­
mi un aiuto determinante nell’inventariazione delle serie contabili: a lui desi­
dero esprimere tutta la mia gratitudine.

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INVENTARIO

a cura di

Alfonso Assini, Barbara Bernabò, Roberta Carimini,


Flavia Cellerino, Maria Carla Italia, Rodolfo Savelli

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A bbreviazioni

a.a. anno accademico


ant. anteriore
B busta
c./cc, carta/e
doc./docc. documento/i
F filza
fasc./fascc, fascicolo/i
mm. millimetri
n./nn. numero/i
n.n. non numerato
orig./origg. originale/i
post. posteriore
R registro
reg./regg. registro/i
s.c. stato di conservazione

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I. Catte dei Gesuiti di Genova fino alla soppressione dell’ordine
(nn. 1-24)

I pezzi riuniti nelle sezioni I, II e VII costituiscono alcuni frammenti


del più cospicuo materiale documentario dell’archivio dell’asse gesuitico,
comprendente anche le carte del lascito Lomellini, conservato al 1848 presso
il Collegio Reale di Genova nella sede di Palazzo Doria-Tursi, come docu­
menta l’inventario generale dei beni ivi esistenti, redatto nel corso della
primavera-estate di quell’anno in occasione della chiusura del Collegio stesso
(cfr. n. 2598). È a convalida dell’avvenuta inventariazione che ogni pezzo ri­
porta, nell’ultima pagina, la sottoscrizione « visto ne varietur », seguita dalla
data e dalle firme degli esecutori.
Se lo smarrimento di molti di questi documenti è dovuto a fattori acci­
dentali, hanno comunque contribuito alla estrema dispersione del fondo tra­
sferimenti e collocazioni volontarie di materiale: si segnalano, in particolare,
la consegna dei pezzi relativi alla consistenza patrimoniale dell’asse ex gesui­
tico da parte dell’amministrazione dell’Università alla direzione del Regio
Demanio nel 1849, oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Torino (Fi­
nanze, Asse ex-gesuitico di Genova, in riordino), nonche il trasferimento, sem­
pre al Regio Demanio nel 1849, di documenti del lascito Lomellini. D i en­
trambe queste operazioni si conservano gli elenchi di versamento (cfr. rispet­
tivamente n. 2657 e pandetta del fondo Famiglie dell Archivio di Stato di
Genova).
L ’inventario del 1848 contiene anche parte delle carte relative all’attivi­
tà della Deputazione ex-gesuitica (su di essa cfr. il saggio di C. Farinella in
questo volume): si tratta dei registri consegnati ai Gesuiti quando, con il rein­
tegro, vennero loro restituite proprietà e redditi. Sono complessivamente po­
che unità: la sezione II ne comprende i pezzi pervenuti fino a noi. A fini di
studio e ricerca costituiscono prezioso complemento a questo materiale le fil­
ze in Archivio segreto, nn. 1421-1423.
Le carte ex gesuitiche, invece, seguirono in parte gli spostamenti della
Deputazione, per poi tornare in S. Ambrogio nel 1816 dove, a seguito dei
moti del 1848, andarono in gran parte distrutte. Altre carte provenienti dal
patrimonio della Compagnia si conservano oggi nel fondo Archìvio segreto (si
ricordino, tra le altre, quelle lasciate dal vescovo di Ventimiglia Pier Maria

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Giustiniani), e alcuni pezzi si trovano presso la sezione manoscritti della B i­
blioteca Universitaria di Genova.
Il riordinamento dei documenti giunti fino a noi (che non riguardano
l’attività didattica svolta dai Gesuiti, ma soltanto quella giuridico-ammini-
strativa e contabile), tenuto conto del loro carattere estremamente frammen­
tario ed eterogeneo, ha privilegiato la scelta istituzionale, connessa all’evolu­
zione e alle vicende storico-amministrative della Compagnia.
La sezione I raggruppa il materiale relativo alla presenza della Compa­
gnia di Gesù nella Repubblica di Genova fino alla data della sua soppressione;
la II comprende le carte prodotte dalla Deputazione o comunque nel periodo
della sua amministrazione; la sezione V II riunisce materiale successivo al rein­
tegro della Compagnia stessa.

La sezione I comprende unicamente carte di tipo contabile e documenti


relativi all’amministrazione delle diverse istituzioni e beni della Compagnia. ^
Le numerose lacune, nonché il carattere estremamente frammentario dei
pezzi, non hanno consentito la ricostruzione di serie originali. Inoltre, la di­
versa provenienza dei documenti, per cui di ciascuna istituzione spesso non
rimane che un solo pezzo, ha compromesso l’omogeneità e l’organicità del
riordinamento. Per esso sono state costituite quattro serie, sulla base di un
criterio logico fondato sulla prevalenza del carattere istituzionale su quello
cronologico.
Nella prima serie sono stati ordinati i documenti relativi al Collegio, dal
1642 Collegio dei SS. Gerolamo e Francesco Saverio in Strada Balbi (nn. 1-6).
La continuazione dei registri generali nn. 5 e 6 si trova ai nn. 29-32 della se­
zione II. Il n. 23/a corrisponde alla pandetta di un registro disperso.
I pezzi nn. 7-13 riguardano altre istituzioni dei Gesuiti in Genova: la
Casa Professa (n. 7), con la congregazione della Madonna della Pietà (cfr. il
n. 8, da segnalarsi come la sola unità di questa sezione non inventariata nel
1848); la chiesa del Gesù (n. 9), il Noviziato (n. 12). I nn. 10 e 11, relativi
all’opera pia della Novena dei Morti, sono gli unici rimasti di una piccola se­
rie di sei pezzi, come riporta l’inventario del 1848 ai nn. 172-175, il primo
registro della quale, peraltro, era già disperso anteriormente alla redazione
dello stesso.
I nn. 14-16 riguardano l’amministrazione di lasciti particolari: il n. 14
quella dei beni lasciati dai fratelli Ippolito, rettore del Collegio dal 1671 al
1674, e Vincenzo Durazzo, figli di Giacomo Filippo e Maria Maddalena Bri-
gnole, mentre i nn. 15 e 16 sono relativi alla gestione dei beni di Giacomo

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Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016


Lomellini che, entrato nella Compagnia, divise il suo patrimonio tra il Colle­
gio di Genova e quello di S. Ignazio a Savona,
Poche sono le unità rimaste riguardanti le istituzioni dei Gesuiti sul ter­
ritorio della Repubblica (nn. 17-21). Rispetto a quanto censito nell’inventario
del 1848, si può constatare la perdita di molti documenti relativi al Collegio
di San Remo; lo stesso è accaduto per le carte del Collegio di Novi: del ma­
stro del giornale di cui al n. 21 si è conservata solo la pandetta (n. 23/b).
Il n. 22 è una filza, parzialmente ricostruita sulla base delle indicazioni conte­
nute nell’inventario del 1848. È questo il motivo per cui l’unità comprende
documenti posteriori.
Le carte isolate o non ricollocabili e le pandette di registri identificati
ma dispersi si trovano riuniti nel n. 23.
È stato inserito in questa prima sezione anche il registro di cui al n. 24
(in origine l’unità era composta di due pezzi), in quanto indicato nell’inventa­
rio del 1848 e perciò parte integrante del materiale documentario conservato
presso il Collegio Reale.
Maria Carla Italia

a) Il Collegio di Genova (nn. 1-6)

1 [40] 1666 - 1685

« IH S. Libro di cassa 1666 per tutto il 1685. Collegio di Genova » (copertina).


Libro delle entrate e delle uscite di cassa del procuratore; 1 gennaio 1666 - 31
ottobre 1685.
Allegati: tre inserti a c. 2 1 8 ’ .
R; cc. 275; m ai, 300 x 215; copertina in pergamena; s. c. buono.

2 [42] 1737 - 1747

« Libro di cassa tenuto dal padre Gian Carlo Lamberti, il quale comincio ad

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essercitare l’ufficio di procuratore al primo di maggio dell’anno 1737, essendo
rettore di questo Collegio il padre Luigi Centurione » (c. 2 ’r).
Libro delle entrate e delle uscite di cassa del procuratore; 1 maggio 1737 - 31
dicembre 1747.
Allegati: un inserto a c. 1’, e due a c. 140’ .
R; cc. 141; mm, 345 x 240; copertina in pergamena; s. c. discreto, Il margine superiore del reg.
è corroso dall’umidità; le cc. 5 8 ’ e 5 9 ’ sono staccate.

3 [43] 1769- 1773

«L ib ro di cassa 1769-1770-1771 » (copertina).


Libro delle entrate e delle uscite di cassa del procuratore; 1 gennaio 1769 - 13
settembre 1773.
R; cc. 91; mm, 347 x 240; copertina in pergamena; s. c, discreto. La copertina post, è caduta;
il reg. è danneggiato dall’umidità.

4 [41/1] 1682- 1685

« Libro di cassa dal 1682 al 1685 tenuto dal padre rettore Luigi Maria Spino­
la » (copertina).
Partitario delle entrate e delle uscite relativo ai beni amministrati dal rettore;
4 novembre 1 6 8 2 -2 1 novembre 1685.
Si tratta, per lo più, della gestione di lasciti vincolati per legato alla cura personale del rettore
pro-tempore. A c. l ’r indice.
Allegati; un inserto a c. 17’ (rendiconto).
R; cc. 24; mm. 295 x 205; copertina in pergamena; s, c, buono.

5 [52] 1753 - 1773

« M D C C L III » (copertina).
Mastro generale delle entrate e delle uscite; 1 gennaio 1753 - 14 settembre 1773.
Il registro è relativo a tutti i beni, mobili e immobili, comunque spettanti al Collegio di Genova,
Le partite ancora aperte al 14 settem bre 1773 sono trasferite nel mastro della Deputazione ex
gesuitica (n. 29).
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta. 1753. Comincia a primo gennaro »; fase, sciolto di cc.
40; copertina in pergamena); tre inserti a c. 1’ , di cui uno del 1751.

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R; cc. 336; mm. 418 x 305; copertina in pelle; s. c. discreto. I fascc. 1, 2 e 6 sono slegati.
Per il giornale corrispondente v. il n. 6.

« M D C C LIII » (copertina).
Giornale generale delle entrate e delle uscite; 1 gennaio 1753 - 14 settembre
1773.
R; cc. 240; mm. 415 x 308; copertina in pelle; s. c. buono.
Per il mastro corrispondente v. il n, 5.

b) Le altre istituzioni genovesi (nn, 7-13).

7 [38] 1768- 1773

Libro delle entrate e delle uscite di cassa della Casa Professa; gennaio 1768 -
settembre 1773.
R; cc. 82; mm. 300 x 205; copertina in cartone; s. c. buono.

g [25] 1644 - 1665

« Libro dei conti della congregazione della Madonna della Pietà » (copertina).
Il registro è diviso nelle seguenti sezioni:
a) cc. 2 ’-20’ : entrate provenienti da elemosine in denaro, 16 aprile 1644 - 1656; b) cc. 21 -26 :
entrate e uscite di cassa, 1661 - 1665; c) cc. 61’-93’ : uscite, 1644 - 1656; d) cc. 117’-120’ : entra­
te provenienti da elemosine in opere pie, gennaio 1644 - 1655; e) cc. 14 T -1 5 9 ’ : rubrica alfabeti­
ca relativa alla sezione b).
R; cc. 164; mm. 300 x 105; copertina in pergamena; s. c. buono.

9 [29] 1746- 1770

« Chiesa libro secondo dal 1757 al 1762. Ripreso dal ’46 al ’70 » (copertina).
Libro di cassa della chiesa del Gesù; 1746- 1770.

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Il registro è diviso nelle seguenti sezioni:
a) cc. 2 ’-39’ : entrate e uscite di cassa, 2 gennaio 1757 - 30 dicembre 1762; b) cc. 4 9 ’-88’ : rendi­
conti di cassa, relativi al periodo 1746 - 1769, effettuati a seguito di revisione nel 1770, come
da avvertenza a c. 4 9 ’ .
R; cc. 88; mm. 290 x 210; copertina in pergamena; s. c. discreto. Sono cadute sei cc. tra le cc.
48’ e 4 9 ’ e due cc. tra le cc. 86’ e 87’ .

io [36] 1695 - 1709

« 1695. Libro secondo della Novena de’ Morti » (copertina).


Partitario delle entrate e delle uscite dell’opera pia della Novena dei Morti
presso la chiesa del Gesù; 1 marzo 1695 - 1709.
A c. 9 0 ’r indice.
Allegati: quattro inserti rispettivamente a cc. 25, 27, 42 e 63.
R; cc. 90; mm, 290 x 200; copertina in pergamena; s. c. buono.

11 [41/2] 1730- 1821

Partitario delle entrate e delle uscite dell’opera pia della Novena dei M orti
presso la chiesa del Gesù; 1 7 3 0 -3 0 settembre 1773; 1 gennaio-2 4 marzo
1821.
Il registro è diviso nelle seguenti sezioni:
a) cc. l ’-50’ : entrate e uscite, 1 gennaio 1770 - 30 settembre 1773 con rendiconti a partire dal
1730. Le partite ancora aperte al 14 settem bre 1773 sono trasferite nel mastro della Deputazione
ex gesuitica, ove il presente registro è indicato come « Libro V della N ovena de’ M orti » e in
parte anche in un perduto libro « 1773. Capellanie »; b) cc. 5 3 ’-62’ : stato patrimoniale al 1 gen­
naio 1821 e scritture di movimento sino al 24 marzo 1821.
R; cc. 68; mm. 295 x 205; senza copertina; s. c. cattivo. I fascc. sono slegati.

12 [51] 1728- 1756

« M D C C X X V III » (copertina).
« 1728. Libro maestro del Novitiato della Compagnia di Gesù in S. Ignatio
di Carignano. Q » (c. l ’r).
M astro delle entrate e delle uscite della Casa del Noviziato; 1 gennaio
1 7 2 8 -3 1 dicembre 1756.
A c. l ’v: storia della fondazione del N oviziato e dei suoi benefattori dal 1595 al 16 6 1.

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Allegati: 20 inserti, di cui uno a c. 29, tre a c. 120, otto a c. 179, quattro a c. 215, due a c,
222 e due a c. 3 8 4 ’ .
R; cc. 384; mm. 405 x 285; copertina in pelle; guardie in pergamena; s. c. buono.

« Libro di scrittura del Casino. Nota de’ capitali e frutti spettanti al Casino
dal 1730 al 1753 » (copertina).
Partitario delle entrate e delle uscite relativo ai beni spettanti all’opera del
Casino degli scolari; 1 febbraio 1 7 3 0 -3 0 dicembre 1753.
A c. 1: copie di documenti relativi alla storia dell’istituzione, datate 29 gennaio 1829.
Allegati: rubrica (fase, sciolto di cc. 20; copertina in cartoncino); n. 5 inserti a c. 95’ .
R; cc. 96; mm. 300 x 210; copertina in pergamena; s. c, buono.

c) Amministrazioni particolari (.nn. 14-16)

« Manuale dell’entrate e spese delli effetti donati dalli padri Ippolito e Vin­
cenzo Durazzi l’anno 1659, primo genaro » (copertina).
Giornale delle entrate e delle uscite relativo alla gestione dei beni donati dai
padri Ippolito e Vincenzo Durazzo; 1 gennaio 1659 - 30 dicembre 1690.
R; cc. 72; mm. 340 x 245; copertina in pergamena; s. c. discreto. I fascc. sono staccati dal dorso.
Manca il mastro corrispondente.

« M D C C IIII » (copertina).
Partitario delle entrate e delle uscite relativo alla gestione dell’eredità lasciata
da Giacomo Lomellini ai Collegi di Genova e Savona; 1 giugno 1704 - 7 gen­
naio 1728.
Allegati: tre inserti a c. 1’ con scritture sino al 10 dicembre 1731.
R; cc. 288; mm. 335 x 240; copertina in pelle; guardie in pergamena; s. c. buono.

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16 [47] 1728 - 1762
« M D C C X X V III » (copertina).
Partitario delle entrate e delle uscite relativo alla gestione dell’eredità lasciata
da Giacomo Lomellini ai Collegi di Genova e Savona; 8 gennaio 1728-31
dicembre 1762.
Allegati: cinque inserti rispettivamente alle cc. 1’, 103, 331, 345, 353 con scritture estranee al
reg. fino al 14 giugno 1833.
R; cc. 408; mm. 342 x 240; copertina in pelle; guardie in pergamena; s. c. buono.

d) Le istituzioni nel Dominio (nn. 17-21)

17 [20] 1668- 1748


« Aiaccio. Libro di cappelle. Spese più altro. Dall’anno 1668 fino all’anno
1743 » (copertina).
Libro di conti relativo alle cappelle della chiesa di S. Erasm o in Aiaccio; 26
marzo 1668 -2 2 ottobre 1748.
I conti si riferiscono alle cappelle della M adonna della Misericordia, di San Francesco Saverio,
di Santa M aria M addalena, del Beato Luigi Gonzaga, di San t’Ignazio e all’O pera Pia dei Prigio­
nieri. Per ogni cappella una cronistoria precede lo svolgimento dei conti relativi alla sua gestione.
R; cc. 87; mm. 300 x 210; copertina in cartone; s. c. discreto.

18 [28] 1733 - 1773


« Morena. 1733 a ’36 » (dorso).
Partitario delle entrate e delle uscite relativo ai beni donati da Stefano M ore­
no in San Remo; 1 maggio 1733 - 15 ottobre 1773.
Le partite ancora aperte al 14 settem bre 1773 sono trasferite nel mastro della Deputazione ex
gesuitica (n. 29).
Allegati: n. 7 inserti, di cui sei a c. 1’ e uno a c. 9 ’ .
R; cc. 284; mm, 295 x 250; copertina in pergamena; s. c. buono.

19 [23] 1753 - 1764


« 1761 al 1764. Cassa del Collegio di San Remo e nota di spese per la fabbri­
ca alla Brajetta » (copertina).

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Libro di conti del Collegio di San Remo; marzo 1753 - 12 luglio 1764.
Il registro è diviso nelle seguenti sezioni:
a) cc. 2 ’-19’ : spese in m ateriali e manodopera, classificate per categorie, sostenute per lavori nella
tenuta della Braietta, marzo 1753 - dicembre 1754; b) cc. 2 2 ’-86’ ; entrate e uscite di cassa, 6
gennaio 1761 - 12 luglio 1764.
Allegati: n. 3 inserti, rispettivam ente a cc. 3 4 ’ , 4 2 ’ , 74’ .
R- cc. 86; mm. 210 x 150; copertina in pergamena; s. c. buono. Una c. compresa tra le cc. 21
e 2 2 ’ e le ultime sei cc. del reg. sono cadute.

20 [24] 1763 - 1773

« [...] 1763-1773 » (dorso).


Giornale delle entrate e delle uscite del Collegio di San Remo; 1 gennaio
1763 - 15 ottobre 1773.
Allegati: un inserto a p. 29 e tre a c. 8 1 ’, di cui uno costituito da un fase, di cc. 16.
R; cc. 191; mm. 345 x 245; copertina in pergamena; s. c. cattivo. Il margine inferiore è corroso
dall’umidità; il reg. è parzialmente illeggibile.
Manca il mastro corrispondente.

21 [22] 1753 - 1773

« Giornale del libro maestro segnato A del futuro Collegio da erigersi nella
città di Novi » (c. l ’r).
Giornale delle entrate e delle uscite relativo ai beni spettanti alla chiesa e al
Collegio di Novi; 18 giugno 1753 -ottobre 1773.
R; cc. 138; mm. 345 x 240; copertina in tela; s. c. buono.
Manca il mastro corrispondente.

e) Documenti diversi (nn. 22-24)

22 1620- 1798

Atti notarili di acquisto, vendita, locazione; atti giudiziari e documenti conta­


bili; 20 ottobre 1 6 2 0 -4 settembre 1798.
Q uesta unità contiene prevalentemente i documenti di una filza intitolata «C ontratti di vendite,
Carignano, Sam pierdarena » e censita al n. 108 dell’inventario del 1848 (n. 2598) - cui si rinvia

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per una più analitica descrizione. L a numerazione della maggior parte dei fascc. risale però ad
un precedente ordinamento. I documenti della filza così ricostituita erano contenuti nei nn. 1-8
del precedente inventario.
È possibile individuare i seguenti nuclei principali:
a) documenti relativi alla compravendita di beni della famiglia Squarciafico; 15 giugno 1665 - 15
dicembre 1702 (nn. origg. 2-22);
b) atti relativi al N oviziato di Genova e a beni ad esso pertinenti (ville « M ultedo » e « C osta »
in Albaro) con copie di docc. dal 9 luglio 1557 ed originali dal 20 ottobre 1620 al 29 maggio
1793 (nn. origg. 23-58, 90, 112);
c) Un fase, di documenti relativi a proprietà delle famiglie Boccardo e Rossi, cedute al procurato­
re della Com pagnia di Gesù; 20 luglio 1642-1677;
d) atti relativi a possedimenti in Sam pierdarena pertinenti al Collegio di Bastia e alla chiesa del
Gesù di Genova, 10 ottobre 1674 - 23 dicembre 1773 (sei docc. n.n. e nn. origg. 108-109);
e) atti relativi a terreni in Val Polcevera pertinenti al Collegio di Genova, 24 gennaio - 5 agosto
1760 (nn. origg, 110-111);
f) contabilità relativa a lavori di ampliamento e restauro del palazzo dell’Università e sue adia­
cenze, 19 novembre 1797 - 4 settembre 1798 (n. orig. 113).
F; fascc, 39; mm. 320 x 115; s. c, cattivo,

23 1579 - 1685
Rubriche, relazioni e documenti contabili; 1579- 1685.
La busta contiene;
a) « Pandetta. 1579. Collegio » (copertina).
Rubrica alfabetica di registro contabile relativo al Collegio di Genova; 1579.
R; ce. 18; mm. 305 x 107; copertina in carta; s. c. buono.
M anca il registro corrispondente.
b) « Pandetta del Collegio di Nove » (copertina).
Rubrica alfabetica del mastro denominato A , relativo alle entrate ed uscite del Collegio di N ovi;
1753 - 1773.
R; cc. 32; mm. 300 x 110; copertina in pergamena; s. c. buono.
M anca il mastro corrispondente; per il giornale relativo v. il n. 21.
c) « 1757. Pandetta del libro maestro R » (copertina).
Rubrica alfabetica di un mastro della C asa del N oviziato di G enova; 1757.
R; cc. 20; mm. 347 x 245; copertina in pergamena; s. c. buono,
M anca il mastro corrispondente.
d) Frammento di atti giudiziari relativi ad una causa tra Geronimo M ultedo e i G esuiti per la
villa di Paverano; 14-19 aprile 1655.
e) Relazione al Senato di Agostino de Franchi sul conflitto tra i padri G esuiti e il Collegio dei
teologi circa il diritto di dottorare; s.d ., ma luglio 1675.
f) Analoga relazione di ignoto con 3 allegati (copie della bolla di Sisto IV del 28 novembre 1471
e dei decreti del Governo genovese del 24 dicembre 1487 e 19 dicembre 1519).
g) Atto notarile relativo all’impiego nei M onti di Roma dell’eredità di Vincenzo Durazzo; 11
aprile 1685.
h) Allegazione sulla lite tra padri Carm elitani e G esuiti per l’eredità di Babilano Pallavicini; s.d.
B; fascc. 7.

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24 [35] 1631

« 1631. Scartafasso di me Gio Agostino Marini di fiera di Santi » (copertina).


Partitario di Giovanni Agostino Marini relativo alle tratte e rimesse per la
fiera di Ognissanti del 1631.
Allegati: un inserto a c. 1.
R; cc. 24; mm. 212 x 152; copertina in pergamena; s. c. buono.

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II. Carte della Deputazione ex-gesuitica (nn. 25-37)

Come già si è accennato (cfr. supra, sezione I), questo secondo gruppo
di carte raccoglie alcuni dei documenti prodotti dalla Deputazione ex gesuiti­
ca: si tratta di soli dodici pezzi (ripartiti in tre serie), relativi alla gestione eco­
nomica e amministrativa dell’ente.
Particolare interesse rivestono i nn. 25-27 che costituiscono una serie
parziale, originariamente composta di otto registri (cfr. inventario 1848 nn.
56-63). I verbali in essi contenuti corrispondono spesso ai documenti delle fil­
ze 1421-1423 àe\Y Archivio segreto.
I registri contabili nn. 29-32, registri generali, sono la continuazione dei
nn. 5 e 6 della sezione I.
II pezzo n. 36 era conservato presso il Rettorato dell’Università di G e ­
nova e solo recentemente è stato consegnato all’Archivio di Stato.
Il n. 37, l’unico di tutto l’inventario riguardante l’istruzione universita­
ria prima del 1805, è anche il solo di questa sezione non registrato nell’inven­
tario del 1848.

Maria Carla Italia

a) Atti e carteggio (nn. 25-28)

25 [55] 1773 - 1774

« 1773 in 1774 27 giugno. Libro degli ordini dell’Eccellentissima e Magnifica


Deputazione riguardo la supressione de’ Gesuiti » (copertina).
Verbali delle sedute e relative deliberazioni; 31 agosto 1773 - 20 giugno 1774,
con annotazioni fino al 4 agosto 1774.
R; cc. 144; mm. 345 x 120; copertina in pergamena; s. c. buono. Il primo fascicolo è semislegato.

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26 [57] 1774- 1776

« Manuale degli ordini dell’Eccellentissima, e Magnifica Deputazione ex ge­


suitica dal primo luglio 1774, 75 ed 1776. 26 marzo » (copertina).
Verbali delle sedute e relative deliberazioni; 5 luglio 1 7 7 4 -2 6 marzo 1776.
Allegati: due inserti a c. 1’ .
R; cc. 144; min, 342 x 118; copertina in pergamena; s. c. discreto. L a copertina post, è lacerata.

27 [56] 1776- 1778

« Manuale tertium decretorum Excellentissime, et Magnifice Deputationis


super negotiis ex Iesuitorum. 1776 16 aprilis in 1777, et 1778 » (copertina).
Verbali delle sedute e relative deliberazioni; 16 aprile 1776 - 4 agosto 1778.
R; cc. 144; mm. 330 x 117; copertina in pergamena; s. c. discreto.

28 [58] 1782- 1790

« 1782. Ordini dell'illustrissimo diputato alla scrittura » (copertina).


Brogliaccio di appunti e minutario delle lettere del deputato alla scrittura; 12
gennaio 1 7 8 2 -3 agosto 1790.
Allegati: tre inserti a c. 2 ’ , tre rispettivamente a cc. 13’, 18’ e 2 0 ’ , due a c. 51’ .
R; cc. 72; mm. 290 x 105; copertina in cartone; s. c. buono.

b) Contabilità (nn. 29-36).

29 [49] 1773 - 1790

« M D C C L X X III. Eccellentissima e Magnifica Deputazione ex gesuitica »


(copertina).
Mastro generale delle entrate e delle uscite dell’asse ex gesuitico; 11 settem­
bre 1773 - 31 dicembre 1790.
Allegati: rubrica alfabetica (« 1773 del libro mastro », fase, sciolto di cc. 20; copertina in perga­
mena); un inserto a c. 1’ (« N ote de’ proventi e scuse de’ luoghi per impieghi in Cam era e San
Giorgio »; 1775-1780) e uno a c. 187’ .
R; cc. 600; mm. 410 x 290; copertina in pelle, guardie in pergamena; s. c. discreto.
Il registro precede il n. 31; per il giornale corrispondente v. il n. 30.

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30 [53] 1773 - 1790

« M D C C L X X III. Eccellentissima e Magnifica Deputazione ex gesuitica »


(copertina).
Giornale generale delle entrate e delle uscite dell’asse ex gesuitico; 14 settem­
bre 1773 - 30 dicembre 1790.
Allegati: un inserto a c. 8 5 ’ .
R; cc. 504; mm. 410 x 285; copertina in pelle, guardie in pergamena; s. c. buono.
Per il mastro corrispondente v. il n. 29.

31 [50] 1 7 9 1 -1 8 1 6

« M D C C X C I » (copertina).
Mastro generale delle entrate e delle uscite dell’asse ex gesuitico; 2 gennaio
1791 -2 8 settembre 1816.
Allegati: rubrica alfabetica («1 7 9 1 del libro mastro »; fase, sciolto di cc. 40; copertina in perga­
mena).
R; cc. 576; mm. 405 x 285; copertina in pelle, guardie in pergamena; s. c. cattivo.
Il registro segue il n. 29. Per il giornale corrispondente v. il n. 32.

32 [54] 1 7 9 1 -1 8 1 6

« M D C C X C I » (copertina).
Giornale generale delle entrate e delle uscite dell’asse ex gesuitico; 3 gennaio
1791 -2 8 settembre 1816.
R; cc. 480; mm. 405 x 280; copertina in pelle, guardie in pergamena; s. c. buono.
Per il mastro corrispondente v. il n. 31.

33 [44] 1786 - 1793

Rendiconti generali dell’asse ex gesuitico per gli esercizi dal 1786-87 al


1792-93.
R; cc. 96; mm. 300 x 205; copertina in pergamena; s. c. buono.

34 [30] 1731 - 1796

« Conti per li redditi dell’eredità Lomellini ed altri » (copertina).


Libro di conti relativi a redditi di capitali e beni diversi spettanti all’asse ex
gesuitico; 6 luglio 1 7 3 1 -9 giugno 1796.

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Nel registro, compilato a cura della Deputazione ex gesuitica tra il 1777 e il 1796, sono stati
riportati rendiconti e crediti m aturati dal 1731 in poi. A c. l ’v indice.
R; cc. 98; mm. 295 x 250; copertina in cartone; s. c. discreto. La copertina post, è caduta.

35 [31] 1773 - 1795

« 1773. Piggioni » (copertina).


Partitario dei redditi dei beni immobili dell’asse ex gesuitico; settembre
1773 - 8 marzo 1795.
R; cc. 72; mm. 295 x 205; copertina in pergamena; s. c. discreto.

36 1774- 1798

« Libro del cittadino prete L[orenzo Pisani] direttore della Cong[regazione]


de’ Rettorici, ed Um[anisti]. N. 48 » (copertina).
M astro delle entrate e delle uscite della congregazione degli Um anisti e Retorici; 9 gennaio
1774 -fin e 1798.
R; cc. 46; mm. 205 x 155; copertina in pergamena, guardie e controguardie; s. c. buono.

c) Studenti (n. }7 )

37 [85] 1774- 1796

Registri annuali degli iscritti; 1774- 1796.


L ’unità è composta da registri relativi ai seguenti corsi e anni:
- regg. 1-3: Gram m atica inferiore, 1774 (cc. 6), 1779 (cc. 4), 1780 (cc. 4);
- regg. 4-6: Gram m atica superiore, 1774 (cc. 6), 1778 (cc. 4), 1780 (cc. 6);
- regg. 7-9: Gram m atica, 1786 (cc. 8); 1788-89 (cc. 8), 1795-96 (cc. 8);
- reg. 10: Um anità, 1774 (cc. 4);
- reg. 11: Um anità inferiore, 1787-88 (cc. 8);
- regg. 12-15: Um anità superiore, 1780 (cc. 4), 1783 (cc. 6); 1786 (cc. 8); 1787-88 (cc, 8);
- regg, 16-21: Retorica, 1774 (cc. 4), 1779 (cc. 4), 1783 (cc. 12; contenente alle cc. 7 ’r - l l ’v gli
elenchi degli studenti iscritti ai corsi di Teologia speculativa, Teologia morale, Fisica, Logica,
Diritto canonico, E tica, M atem atica, D iritto civile), 1784 (cc. 8; contenente alle cc. l ’r-2’v gli
elenchi degli studenti iscritti ai corsi di Teologia, Fisica, Logica), 1789-90 (cc. 8); 1791-92 (cc.
12; contenente alle cc. 9 ’r-12’r gli elenchi degli studenti iscritti ai corsi di Abaco, Etica, Teologia
morale, Diritto civile, D iritto canonico, Storia ecclesiastica).
B; regg. 21, ciascuno con copertina in cartone; mm. 315 x 210; s. c. buono.

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III. Amministrazione francese (nn. 38-65)

La sezione comprende 27 pezzi, per la maggior parte verbali di adunanze,


registri copialettere e libri di contabilità relativi all’istruzione pubblica: sotto
il titolo di « amministrazione francese » si è indicato il periodo che va dall’annes­
sione della Repubblica ligure all’impero napoleonico, nel 1805, fino alla Restau­
razione, quando la ricostituita repubblica fu annessa al Regno di Sardegna.
I pochissimi documenti anteriori, carte diverse sciolte di minore impor
tanza, sono stati inseriti nella busta miscellanea di cui al n. 65 (cfr. a /b /c).
Fallito il piano di riforma scolastica presentato dall’istituto Nazionale
fondato nel 1798 *, con l’annessione della Repubblica all’impero si tornò a
pensare ad un progetto di riforma dell’istruzione. Per quanto riguarda l’Uni-
versità di Genova, essa fu mantenuta e riorganizzata sulla base del sistema
delle scuole speciali disciplinato dal titolo V della legge 11 floreale anno X
(1 maggio 1802) 2. In base alla successiva legge 15 messidoro anno X III (4
luglio 1805) l’insegnamento impartito presso l ’Università di Genova fu suddi­
viso in sei scuole: diritto, medicina, scienze fisiche e matematiche, lingua e
letteratura, scienze commerciali, farmacia (art. 2) \ Di questo regime si
conservano due soli pezzi, riuniti nella sottosezione « Università di Genova »:
il n. 38, relativo al Bureau d ’Admìnistratìon, incaricato della gestione dei red­
diti dell’Università, della determinazione delle spese e della sorveglianza ge­
nerale sulla disciplina interna, come stabilito agli artt. 8 -11 della legge citata;
e il n. 39 costituito da elenchi di iscritti.
Nel 1808, con decreto imperiale del 17 marzo, fu creata l’Università im­
periale, fondata sul principio del monopolio dell’istruzione (introdotto dalla
legge 10 maggio 1806), sotto forma di una corporazione insegnante unita e

1 Piano dettagliato dì pubblica istruzione presentato dall’istituto 'Nazionale al corpo legislati­


vo della Repubblica Ligure, Genova, 1798.
2 Per il testo completo di questa e delle altre leggi e decreti citati cfr. Bulletin des lois de
la République, } e serie, e Bulletin des lois de l ’Empire, 4e serie. Per una raccolta completa dei rego­
lamenti, statuti, decreti e documenti relativi all’organizzazione degli studi, cfr. Almanach de l ’U-
niversité impériale, Paris, per i singoli anni.
3 II testo del decreto si trova in Recueil des lois et décrets relatifs à l ’Université de Gènes,
Genova 1811.

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gerarchica, sottoposta ad un capo, il Grand Maître, nominato e revocabile dal­
l’imperatore stesso \ Tale decreto succede, nell’ordine, alla legge 3 brumaio
anno IV (25 ottobre 1795), carta scolastica della Francia sotto il Direttorio
e durante i primi due anni del Consolato, e quella citata 11 floreale anno X ,
il cui merito maggiore fu quello di aver costituito un insegnamento secondario
superiore di stato attraverso la creazione dei lycées che, insieme alle scuole
comunali o private (écoles secondaires) sostituivano le precedenti écoles cen­
trales 5.
Ai sensi dell’art. 4 del decreto del 1808 l’Università imperiale si compo­
neva di Accademie, in numero pari a quello delle corti d ’appello presenti sul
territorio dell’impero; cosi, lo statuto del 18 ottobre seguente, elaborato dal
Conseil de l ’TJnìversité prevedeva la creazione di 32 Accademie. Quello era in­
fatti il numero delle corti d ’appello agli inizi dell’anno, posto che ai 29 tribu­
naux d ’appel istituiti dall’art. 21 della legge 27 ventoso anno V ili (18 marzo
1800), si erano aggiunti quelli di Trêves, Torino e, con decreto 15 marzo
1805, art. L X X , la corte di Genova, avendo nel frattempo le cours d ’appel
sostituito i tribunaux.
Ciascuna Accademia, diretta da un Rettore, nominato per cinque anni
dal Grand-Maître 6, si articolava in scuole, corrispondenti a gradi di istruzio­
ne e programmi di insegnamento differenziati (art. 5). Furono stabiliti due
tipi di istituti: di stato - facoltà, licei, scuole secondarie comunali (collegi) -
e private - istituzioni e pensionati, più le scuole primarie. L ’insegnamento pri­
vato dunque, pur continuando a sussistere, fu accorpato all’Università impe­
riale per essere meglio controllato.
Anche a Genova viene fondato il Liceo, che diventerà con la Restaura­
zione Collegio Reale 7. Poiché il cambio di regime non ha determinato cesu­
re tali da influenzare la tenuta delle carte, si è ritenuto opportuno non separa­
re i registri del Liceo da quelli del Collegio Reale. Per il loro riordinamento
e il commento relativo si rimanda alla sezione VI.

4 Sulle funzioni e attribuzioni del Grand-Maître cfr.il titolo V II del decreto 17 marzo 1808.
Sulla genesi del principio del m onopolio dell’istruzione cfr. A. A u l a r d , Napoléon 1er
et le monopole universitaire. Origines et fonctionnement de 1‘Université impériale, Paris 1911, pp. 160 ss.
5 Su questi temi cfr. A. A ulard , cit., capp. 1 e 2.
6 Sulle funzioni e attribuzioni del Rettore cfr. il titolo X II del decreto del 1808.
7 Sul Liceo Imperiale di G enova cfr. R. B oudard , L ’organisation de VUniversité et de
l ’enseignement secondaire dans ¡ ’Académie impériale de Gênes entre 1805 et 1814, Paris 1962,
pp. 71 e ss.

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Grazie all’elenco dei pezzi relativi all’Accademia e al Liceo (cfr. « Archi­
ve français » [!], n, 65/p), è stato possibile ricostruire sulla carta la consistenza
originaria del fondò e, in questo modo, individuarne e documentarne le nu­
merose lacune. Risultano disperse 47 filze, comprendenti documenti dal 1808
al 1814; si trattava di una mole importante di materiale, che comprendeva
soprattutto corrispondenze tra le diverse cariche dell’Accademia, delle autori­
tà dei dipartimenti posti sotto la giurisdizione dell’Accademia, dei Collegi,
ecc.
La struttura originale dell’archivio e i pezzi rimasti sono comunque suf­
ficienti a documentare l’attività amministrativa dell’ente, modellata su preci­
se disposizioni legislative e regolamentari a riguardo. Particolarmente grave,
da questo punto di vista, lo smarrimento del registro del personale, tenuto
ai sensi dell’art. 99 del decreto imperiale 17 marzo 1808.
Delle serie individuate nella sottosezione « Accademia imperiale » la pri­
ma, « Deliberazioni », comprende solo due dei registri delle sedute del Con­
seil Académique (titolo X , legge 17 marzo 1808): mancano infatti un regi­
stro di deliberazioni del Consiglio e quello delle sedute della sua seconda se­
zione.
La seconda serie, « Carteggio », è costituita di soli 4 pezzi: relativamen­
te al n, 42, riguardante la corrispondenza con il Grand Maître, mancano il re­
gistro precedente (con lettere dal 1809) e quello successivo (fino al 1814). Al­
tra corrispondenza con il Grand Maître, riguardante questioni amministrative
e contabili, si trova ai nn. 46 e 47 della serie « Contabilità ». Del copialettere
di cui al n. 45 mancano i tre registri precedenti (con corrispondenza dal 2
gennaio 1811).
Sedici unità compongono la serie « Contabilità ». Si è potuto ricostruire
la piccola serie dei mandati di pagamento a carico del cassiere, di cui ai nn.
5 3 -5 6 ,1 nn. 57-61 sono i registri relativi al pagamento delle tasse di iscrizione
alle Facoltà e Collegi. In particolare, il n. 57 riguarda il pagamento del « droit
de sceau sur le diplôme » previsto dall’art. 136 della legge del 1808. Alla serie
« Studenti » appartengono i pezzi nn. 63 e 64.
Il n, 65 è una busta miscellanea comprendente documenti sciolti non ri­
collocabili. Tra questi, il n. 65/h è una copia manoscritta del decreto imperia­
le 15 novembre 1811, che accentua, perfezionandolo, il carattere accentrato
delPUniversità napoleonica.
Altri documenti riguardanti il periodo dell’amministrazione francese so­
no contenuti nel n. 2656, una busta miscellanea composta in occasione della

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mostra sul Risorgimento del 1925, nella quale sono contenuti anche alcu­
ni documenti di carattere prevalentemente politico che, secondo l’esten­
sore della nota di corredo al contenuto del pezzo sarebbero stati con ogni
probabilità estratti dalle carte dell’Accademia imperiale, Sebbene l’identi­
tà del n. 65/m di questa sezione con uno dei documenti della busta n. 2656
sembri confermare tale tesi, appare più probabile che le carte suddette
provengano dal fondo « Prefettura francese » dell’Archivio di Stato di G e­
nova.
Molto materiale relativo all’organizzazione degli studi a Genova nel
periodo napoleonico è poi conservato presso le Archìves Nationales di Pa­
rigi 8.
Maria Carla Italia

1) Università di Genova (nn. 38-39)

38 [280] 1805 - 1808

Verbali delle sedute e relative deliberazioni del Bureau d ’Administration


dell’Università; 9 novembre 1805 - 15 settembre 1808.
Allegati: un inserto a c. 9 ’ .
R; cc. 78; min. 305 x 210; senza copertina; s. c. discreto. I fasce, sono parzialmente slegati.

39 [286] 1805 - 1808

« Studenti alla Università di Genova dal 1805 al 1807 » (copertina).


Matricola degli studenti iscritti all’Università di Genova negli anni
1805 - 1808.
R; cc, 39; mm. 330 x 195; copertina in cartoncino; s.c. buono.

8 Paris, Archives Nationales, F17, in particolare i nn. 1568-1574. Altri documenti ai nn.
1085, 1098, 1144-45, 1456, 1676, 1686, 7437-38, 8825, 10169-10170, 13052 e in F19 596.
Nonostante lo studio di Boudard questo materiale resta ancora in gran parte inesplorato.

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2 ) Università imperiale: Accademia imperiale di Genova (nn. 40-65)

a) Atti (nn. 40-41)

40 [278] 1812-1 8 1 3

« Régistre des délibérations de la section du Conseil académique, chargée des


études et de l’administration et police des écoles » (copertina).
Verbali delle sedute e relative deliberazioni della prima sezione del Consiglio
accademico; 8 luglio 1 8 1 2 -1 5 gennaio 1813.
Allegati: un inserto a c. 1’ in data 22 maggio 1812.
R; cc. 8; mm. 300 x 205; copertina in pergamena; s. c. discreto. Tutte le cc. sono slegate.

41 [279] 1 8 1 2 -1 8 1 4

« Régistre des séances de la section troisième du Conseil académique de G ê­


nes sur les contentieux et affaires du sceau » (copertina).
Verbali delle sedute e relative deliberazioni della terza sezione del Consiglio
accademico; 8 luglio 1 8 1 2 -3 0 marzo 1814.
Allegati: quattro inserti a c. 1’, per complessive cc. 20, contenenti relazioni del presidente della
sezione Molini.
R; cc. 95; mm. 303 x 212; copertina in pergamena; s. c. buono.

b) Carteggio (nn. 42-45)

42 [281] 1811-1 8 1 2

« Régistre des lettres à S .E . le Grand Maître depuis le 2 janvier 1811


jusqu’au 2 mai 1812 » (copertina).
Copialettere della corrispondenza inviata al Grand Maître dell’Università im­
periale; 2 gennaio 1 8 1 1 -2 maggio 1812.
R; cc. 190; mm. 345 x 250; copertina in pergamena; s. c. buono.

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43 [283] 1810-1 8 1 2

«R égistres de l’Académie impériale de Gênes. Comptabilité. 1810, 1811 e


1812 jusqu’au 16 juillet » (copertina).
Copialettere in partenza; 20 novembre 1 8 1 0 -1 6 luglio 1812.
C o rrisp o n den za in v iata ai C o llegi, relativa ad ad em pim en ti co n tabili e statistic i.
A p. 1: copia del decreto del rettore in data 23 novembre 1810 che definisce le competenze del­
l’ispettore. A cc. 114’r-116’r: indice toponomastico.
R' cc. 116; mm. 340 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

44 [284] 1812-1 8 1 4

« Régistre de comptabilité depuis le 18 juillet 1812 jusqu’au 28 juillet 1814 »


(copertina).
Copialettere in partenza; 18 luglio 1 8 1 2 -2 8 luglio 1814.
Corrispondenza inviata ai Collegi, relativa ad adem pim enti contabili e statistici. A cc.
109’r-118’r: indice toponomastico.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
R; cc. 118; mm. 338 x 238; copertina in cartone; s. c. buono.

45 [285] 18 14
Copialettere in partenza; 22 gennaio-2 0 settembre 1814.
Circolari e lettere sono per la maggior parte inviate ai Collegi e sono relative ad adempimenti
contabili e statistici.
R; cc. 47; mm. 348 x 250; copertina in cartone; s. c. buono. L a copertina è parzialmente slegata.

c) Contabilità (nn. 46-62)

46 [282] 1812-1813

« Régistre des états et autres pièces transmis à Son Excellence le Grand


Maître depuis le 21 mai 1812 jusqu’au septième juillet 1813 » (copertina).
Copie di scritture diverse inviate al Grand Maître dell’Universita imperiale;
21 maggio 1 8 1 2 -7 luglio 1813.

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Il registro contiene: conti riepilogativi preventivi e consuntivi delle entrate e delle uscite dell’A c­
cademia e dei Collegi per gli esercizi dal 1811 al 1814; elenchi nominativi degli allievi e statisti­
che; conti analitici delle entrate e delle spese; verbali e deliberazioni dei consigli di amministra­
zione di singoli istituti.
R; cc. 120; mm. 422 x 295; copertina in pergamena; s. c. buono.

47 [298] 1 8 1 3 -1 8 1 4

Copie di scritture diverse inviate al Grand Maître dell’Università imperiale;


25 agosto 1813 -1 4 aprile 1814.
Il registro contiene: conti riepilogativi preventivi e consuntivi delle entrate e delle uscite dall’A c­
cademia e dei Collegi per gli esercizi dal 1810 al 1815; elenchi nominativi degli allievi e statisti­
che; conti analitici delle entrate e delle spese; verbali e deliberazioni dei consigli di amministra­
zione di singoli istituti.
R; cc. 119; mm. 425 x 300; copertina in pergamena; s. c. buono.

48 [299] 1809- 1813

« N. 3. Libro de’ beni stabili, impieghi, rendite, carrichi, e spese dell’im pe­
riale Accademia [di Genova] » (copertina).
M astro generale relativo agli esercizi 1809 -1810; 1 gennaio 1809 - 30 settem­
bre 1813.
La contabilità è riprodotta nel reg, n. 31.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del maestro n. 3 de’ capitali e rendite dell’Accadem ia im­
periale di Genova. Anno 1809 »; fase, sciolto di cc. 20; copertina in pergamena).
R; cc. 96; mm. 440 x 309; copertina in tela; s, c. discreto. Il primo fascicolo è slegato.

49 [301] 1 8 1 2 -1 8 1 4

M astro delle rendite e delle spese relativo all’esercizio 1812; 20 marzo 1812 -
28 marzo 1814.
La contabilità è riprodotta nel reg. n. 31.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta Esercizio 1812 »; fase, sciolto di cc. 26; copertina in per-

R; cc. 72; mm. 444 x 290; copertina in pergamena; s. c. pessimo. Il registro è gravemente dan­
neggiato dall’um idità e parzialmente illeggibile.

50 [302] 1 8 1 3 -1 8 1 4

« Académie impériale de Gênes. Exercice 1813 » (copertina).

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Mastro delle rendite e delle spese relativo all’esercizio 1813; 11 gennaio
1 8 1 3 -6 maggio 1814.
La contabilità è riprodotta nel reg. n. 31.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
R ’ cc. 72; mm. 444 x 310; copertina in pergamena; s. c. buono.

51 [303] 18 14
Mastro delle rendite e delle spese relativo all’esercizio 1814; 13 gennaio -
31 dicembre 1814.
La contabilità è riprodotta nel reg. n. 31.
Allegati: n. 2 inserti a c. 34’ .
R; cc. 72; mm. 440 x 313; copertina in pergamena; s. c. buono.

52 [300] 1807- 1814

« Cassa 1807 al 1814 » (copertina).


Libro delle entrate e delle uscite di cassa; 1 agosto 1807 - 31 dicembre 1814.
R; cc. 121; mm. 412 x 290; copertina in pergamena; s. c. discreto. L ’ultimo fase, è slegato; il
primo fase, e le cc. 108’-112’ sono semistaccate; tra le cc. 112’ e 113’ sono cadute otto cc.

53 [291] 1811-1813

Mandati di pagamento a carico del cassiere relativi all’esercizio 1811; 30 gen­


naio 1 8 1 1 -4 febbraio 1813.
F; fasce. 110 (numerati 1-111, manca il n. 62); mm. 300 x 110; s. c. buono.

54 [292] 1812-1 8 1 4

Mandati di pagamento a carico del cassiere relativi all esercizio 1812; 28 gen­
naio 1 8 1 2 -6 agosto 1814.
F; fasce. 142 (numerati 1-138 più 4 fasce, n.n.); mm. 300 x 110; s. c. buono.
Per le registrazioni dei mandati v. il reg. n, 49.

55 [293] 1 8 1 3 -1 8 1 4

Mandati dì pagamento a carico del cassiere relativi all’esercizio 1813; 22 gen­


naio 1 8 1 3 -1 0 ottobre 1814.

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F; fasce, 135 (numerati 1-129 più 5 fascc. n.n., doppi i nn. 76 e 77, manca il n. 84); mm. 305
x 105; s. c. buono.
Per le registrazioni dei mandati v. il reg. n. 50.

56 [294] 1814

Mandati di pagamento a carico del cassiere relativi all’esercizio 1814; 13 gen­


n a io -3 0 dicembre 1814.
F; fasce. 127 (numerati 1-131, doppio il n. 85, mancano i nn, 63-66 e 101); mm. 300 x 110;
s. c. buono.
Per le registrazioni dei mandati v. il reg. n. 51; per i mandati successivi cfr. il n. 1546.

57 [290] 1809- 1810

« N. 2 . Diplômes d’institutions et des pensions » (copertina).


Registro delle tasse pagate dagli studenti delle Facoltà; 15 luglio 1 8 0 9 -3 1
marzo 1810.
I versamenti sono relativi al « droit de sceau sur le diplôme » e sono suddivisi per Facoltà (G iuri­
sprudenza, M edicina, Scienze e Belle Lettere).
L ’intitolazione di copertina è errata.
R; cc. 48; mm. 444 x 315; copertina in tela; s. c. buono.

58 [289] 1 8 1 1 -1 8 1 6

« Libro delle inscrizioni de studenti. 1811 in * * * » (copertina).


Libro di cassa relativo alle tasse di iscrizione pagate dagli studenti delle Facol­
tà per gli anni accademici dal 1810-11 al 1813-14; 12 gennaio 1811 - 9
1816.
I conti sono suddivisi per Facoltà (Medicina, Giurisprudenza, Lettere e Scienze).
R; cc. 96; mm. 292 x 205; copertina in cartone; s. c. buono.

59 [229] 1809- 1812

« N. Ir. Rétributions des élèves » (copertina).


Rendiconti delle rette pagate dagli allievi dei Collegi dei dipartimenti di G e­
nova, Marengo, Taro, Appennini, M ontenotte per il periodo da novembre
1808 a dicembre 1811; 8 febbraio 1 8 0 9 -4 aprile 1812.

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R; cc. 67; mm. 445 x 315; copertina in tela ; s. c. cattivo. Sono cadute dieci cc. comprese tra
le cc. 3 2 ’ e 3 3 ’ e sette cc. comprese tra le cc. 4 1 ’ e 4 2 ’ ; le cc. 2 9 ’-32’ , 42’-46 e 64 -67 sono
:e.

60 [125] 1812-1813

« Rétributions universitaires. Exercice 1812 » (copertina).


Rendiconti delle rette pagate dagli allievi degli istituti di istruzione seconda­
ria sottoposti alla giurisdizione dell’Accademia di Genova per 1 anno solare
1812; 11 gennaio 1 8 1 2 -1 3 aprile 1813.
R; cc. 92; mm. 430 x 288; copertina in tela; s. c. buono.

il [126] 1 8 1 2 -1 8 1 4

« Rétributions universitaires. Exercice 1813 et premier trimestre 1814 » (co­


pertina).
Rendiconti delle rette pagate dagli allievi degli istituti di istruzione seconda­
ria sottoposti alla giurisdizione dell’Accademia di Genova per 1 anno solare
1813 e il primo trimestre 1814; 30 dicembre 1 8 1 2 -1 5 maggio 1814.
R; cc, 72; mm. 425 x 290; copertina in tela; s. c. buono.

62 [297]
Manca. N ell’inventario del 1941 è così descritto: « Amministrazione della li­
breria delPUniversità del bibliotecario Filippo Galea » (1809- 1811).

d) Studenti (nn. 63-64)

63 [287] 1810

« Studenti » (copertina).
Matricola degli studenti che hanno ottenuto il « brevetto di ammissione » alle
Facoltà per l’anno accademico 1810.
R; cc. 72; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

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64 [288] 1807 - 1820

« Note des pharmaciens. Depuis le 6 juillet 1807, jusqu’au 9 décembre 1818 »


(copertina).
« Note des pharmaciens reçus par l’Ecole de Pharmacie de l’Université impé­
riale à Gênes. 1807 » (c. l ’r).
Verbali delle riunioni dei docenti della scuola di Farmacia; 6 febbraio 1807,
25 maggio 1 8 1 1 -8 luglio 1820.
Il registro contiene per la maggior parte i verbali degli esami. I verbali dal 23 agosto 1819 in
poi sono stati ricopiati nel reg. 2289 come da avvertenza a c. 3 9 ’v.
Allegati: due inserti a c. 1’ .
R; cc. 72; mm. 295 x 205; copertina in pergamena; s. c. buono.

e) Documenti diversi (n. 65)

65 1799- 1815

Inventari, decreti, carte private e altri documenti; 1 7 9 9 -2 5 febbraio 1815.


L ’unità comprende:
a) Carte di Benedetto Gaetano Vinelli (attestati, nomine, ecc.); 29 maggio 1799 - 25 febbraio 1815.
Fase, di cc. 9.
b) Decreto della Commissione centrale di sanità della Repubblica Ligure del 9 luglio 1800, conte­
nente l’elenco dei medici abilitati all’esercizio della professione.
c) Lettere, pubblicazioni di avvisi e note di spese varie; 23 febbraio 1801 - 12 aprile 1813.
Cc. 13.
d) « Catalogo degli studenti di aritmetica, cambi, scrittura e commercio alla U niversità nel 1803
in 1804 ».
Una c.
e) C arte di Francesco R affo (due lettere private datate 11 luglio 1809, 3 novembre 1810 e sua
nomina a segretario dell’Accademia di G enova, 24 marzo 1813).
Cc. 5.
f) « Université impériale. Tableau des personnes graduées dans les anciennes Universités qui, en
exécution de l’art. 13 du décret impérial, demandent dans l’Université im périale, le grade corre­
spondant à celui qu’ils avaient »; 9 gennaio 1810.
Fase, di cc. 2.
g) N . 2 estratti di decreti imperiali e altri documenti relativi a beni dell’Accadem ia di Genova;
29 gennaio 1811 - 18 febbraio 1812.
Fase, di cc. 5.

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h) « Décrets im périaux. Régim e de l’Université au Palais de Saint Cloud le 15 novembre 1811 »
(c. l ’r); 15 novembre 1811.
Fase, di cc. 22; mm. 295 x 210; senza copertina; s. c. buono.
i) « Pandetta. Esercizio 1811 » (copertina).
Rubrica alfabetica del mastro relativo all’esercizio 1811.
R; cc. 20; 430 x 145; copertina in pergamena; s. c. buono.
M anca il registro corrispondente.
1) « Instructions pour messieurs les présidens des assemblées de canton »; Parigi, giugno 1812.
Un inserto a p. 3 (decreto di convocazione delle assemblee cantonali di G enova, 16 luglio 1813).
Fase, a stam pa di pp. 28.
m) Lettere diverse; 15 giugno 1 8 1 2 - 2 0 luglio 1813.
Si tratta, per lo più, di corrispondenza tra il rettore dell’Accademia e il presidente della terza
sezione del Consiglio accademico.
Fasce. 16 per complessive cc. 42.
n) « Liste des 100 plus imposés de la ville de G ênes », in duplice copia; 2 agosto 1813.
N. 2 fasce, di cc. 4 ciascuno.
o) Scrutini per elezioni e cariche pubbliche; agosto 1813.
N. 3 fasce, di cc. 2 ciascuno.
p) « Archive français [!] » (copertina).
Inventario dell’Archivio dell’Accademia di Genova, s.d.
Allegati n. 2: un inserto a c. 16’ ; un inserto cucito tra le cc. 16’ e 17’ « Elenco di tutte le carte
e libri componenti la contabilità del Liceo di Genova dal 1 ° maggio 1812, a tutto luglio 1816,
compreso la liquidazione de conti a tutto li 20 marzo 1820, in seguito di deliberazione del 2 mar­
zo stesso anno », 22 marzo 1820.
Fase, di cc. 19; mm. 350 x 240; copertina in carta; s. c. cattivo. Tra le cc. 12’ e 13’ una c. cadu­
ta; la c. 19’ è mutila.
q) « Catalogue de minéraux destinés pour le M usée d ’histoire naturelle de G ênes » (copertina),
s.d.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
Fase, di cc. 30; mm. 315 x 210; copertina ant. in carta, copertina post, caduta; s. c. cattivo,
r) Carte relative alla contabilità dei Collegi dell’asse ex-gesuitico. Cc 4; s.d.

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IV. L ’Università nel Regno di Sardegna e nel Regno d ’Italia.
1. La Deputazione agli studi (nn. 66-357)

Questa sezione raccoglie l’archivio, quasi completamente conservato,


prodotto dalla Deputazione agli studi, operante dal 1814 al 1847.
Il 30 giugno 1814 il Governo provvisorio della Repubblica, presieduto
da Gerolamo Serra, decretava la creazione di una Deputazione agli studi,
composta da un Presidente e quattro membri, dalla quale dovevano dipendere
« tutti gli stabilimenti di pubblica istruzione, gli ecclesiastici eccettuati »,
nonché l’amministrazione delle antiche rendite dell’Università e l’erogazio­
ne delle pensioni agli ex-gesuiti. Essa, inoltre, doveva provvedere alla re­
dazione di un piano generale di studi da sottoporre al vaglio del Governo
medesimo
Il 7 novembre 1814 il Governo provvisorio, presa visione delle proposte
della Deputazione, decretava la riapertura dell’Università e stabiliva, nell’art.
1 , che « gli attuali suoi statuti e regolamenti continueranno ad essere in vigo­
re ». Inoltre era stabilito che, ai sensi dell’art. 3, « Le funzioni attribuite dagli
attuali statuti e regolamenti al Gran Maestro, al Rettore, al Inspettore, e
al Consiglio Accademico, apparterranno d ’ora innanzi alla Deputazione agli
Studi » 2.
Il 27 dicembre 1814, in seguito agli accordi sottoscritti al Congresso di
Vienna, Genova e il suo territorio passavano alla monarchia sabauda, che nel-
l’art. 14 delle Regie patenti del 30 dicembre 1814 così dichiarava: « L ’Uni­
versità di Genova sarà conservata e godrà dei medesimi privilegi di quella di
Torino. Ci riserviamo di provvedere ai suoi bisogni » \
In virtù di tali decisioni la Deputazione agli studi veniva incorporata nel
Magistrato della Riforma \ organo preposto al controllo del sistema scolasti­

1 A S G , Università 135, fase. 1.


2 A S T , Istruzione Pubblica, Università dì Genova 1.
3 Sull’annessione d i Genova al Piemonte e sulle trattative a Vienna si veda: A. S eg re ,
I l primo anno del ministero Vallesa (1814 - 1815). Saggio di politica sarda interna ed estera nel primo
anno dì Restaurazione, in « Biblioteca di storia italiana recente (1800 - 1870) », voi. X , Torino
1928. Il testo delle regie patenti si trova in: Compilazione degli editti e patenti di Sua Maestà, il
re di Sardegna, voi. I, Genova, 1814.
4 Per tutto il 1815 la Deputazione godette di una certa autonomia, come il Ferrari di

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co, già attivo in Piemonte prima della conquista napoleonica e ripristinato
proprio nel 1814 5. L ’inserimento nella nuova 'Struttura statale e ammini­
strativa se non provocò alterazioni significative alle funzioni di controllo e al­
la composizione della Deputazione, ne alterò, comunque, la natura, trasfor­
mandola in un organo esecutivo sottoposto alla Segreteria per gli Affari di
Stato e al Presidente capo del Magistrato della Riforma e delle Regie Univer­
sità. Tuttavia la sopravvivenza della Deputazione garantì il passaggio delle
istituzioni scolastiche dal regime francese a quello sabaudo del Ducato; la do­
cumentazione ne testimonia, infatti, il funzionamento ed il graduale, appa­
rentemente indolore, adeguamento alle nuove disposizioni.
Tra il 1815 ed il 1816 la Deputazione si dedicò alla stesura del « Rego­
lamento dell’Università di Genova e delle scuole per il ducato » che, agli
artt. I-X X V III del titolo I, definiva tutte le attribuzioni della Deputazio­
ne medesima 6. Tale normativa, visionata dal conte Radicati a Chambery,
cassata e corretta in numerose parti, fu approvata con le Regie Patenti del
23 agosto 1816 7.
In questo primo regolamento l’Università risultava essere costituita
da quattro classi o facoltà - Teologia, Legge, Medicina, Filosofia e Belle ar­
ti - governate attraverso i collegi di facoltà, controllati, a loro volta, dalla D e­
putazione.
Dipendevano dalla Deputazione anche le scuole primarie (comunali e
particolari) e secondarie ed i Collegi (o Convitti), presenti nei comuni più po­
polosi delle cinque provincie, corrispondenti alle cinque intendenze e vice in­
tendenze in cui era diviso il Ducatp 8.

Castelnuovo lamenta in una lettera confidenziale del 21 gennaio 1816 al conte Bogarelli, reggen­
te la Segreteria di stato per gli A ffari Interni in A S T , Istruzione pubblica, Università di Genova 1.
5 Un ampio panorama sull’istruzione in Piemonte e sul compito affidato al M agistrato
della Riforma per organizzare e razionalizzare una situazione scolastica multiforme e disorganica
si trova in M. R oggero , Scuola e riforme nello stato sabaudo. L ’istruzione secondaria dalla ratio
studiorum alle Costituzioni del 1772, Torino, 1981.
6 A S G , Università 136, fase. 29.
7 Si confronti il progetto presentato dalla Deputazione (cfr. supra, nota 6) con il fascico­
lo conservato in A S T , Istruzione Pubblica, Università di Genova 3; qu est’ultimo presenta tutte
le correzioni e le osservazioni manoscritte del conte Radicati che portano alla stesura definitiva
dell’agosto 1816.
8 Per la divisione del Ducato in intendenze e vice-intendenze si veda Compilazioni degli
editti e patenti di Sua Maestà, il re di Sardegna, voi. I, G enova, 1814. Le intendenze e vice­
intendenze sede dei Riform atori erano: Albenga, Chiavari, L a Spezia, San Remo, Savona, alle
quali erano aggiunte N ovi e Bobbio.

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I Riformatori, scelti per la loro « probità e dottrina » e nominati dal re
dietro proposta della Deputazione, erano incaricati di ispezionare le scuole
nella loro provincia verificandone lo stato finanziario e saggiando la qualità
dell’insegnamento ivi impartito, Le informazioni raccolte dovevano essere
.trasmesse alla Deputazione entro il mese di novembre di ogni anno 9. Code­
sti Riformatori potevano essere coadiuvati da Delegati alla riforma residenti
nelle località m in ori10.
La Deputazione, inoltre fu incaricata di redigere un regolamento per gli
« Ufficiali di Sanità » che diverrà operativo nel 1819 con l’istituzione del M a­
gistrato del Protomedicato, alle sedute del quale la Deputazione doveva invia­
re un proprio rappresentante 11.
II numero dei membri della Deputazione rimase inalterato rispetto a
quello, primitivo, del 1814 sino al 1827, quando un Regio Biglietto del 10
gennaio stabilì di accrescerlo di una unità; inoltre, dal 4 gennaio 1828 al 6
ottobre 1829, la carica di Presidente fu sostituita da quella di Vice-pre­
sidente 12.
Al fine di espletare le « incumbenze necessarie pel governo dell’Univer-
sità » 13 venivano ripartite tra i componenti della Deputazione, con cadenza
quasi annuale, varie cariche: Deputato all’insegnamento, Deputato al conten­
zioso, Deputato al Protomedicato (dal 1819), Deputato alla scrittura, contabi­
lità e cassa, Deputato alla corrispondenza e segreteria, Deputato al palazzo

9 C fr. il « Regolamento per i Riform atori degli studi nel Ducato di G enova » del 25
maggio 1817 in A S G , Università 79. T u tti i testi delle patenti regie sono pubblicati a stampa
nei volumi della raccolta Compilazioni degli editti e patenti di sua Maestà il re dì Sardegna.
10 Cfr. «A ttribu zion i dei Delegati alla riforma nei m andam enti», 24 aprile 1823 in
A S G , Università 86.
11 Sulla genesi del regolamento del M agistrato del Protomedicato si rimanda alla sezione
corrispondente. Le istruzioni del 29 marzo 1819 richiedevano la presenza di un membro della
Deputazione alle sedute del Protomedicato, la Deputazione si conformò alla norma designando
un suo delegato, per la prima volta, il 1 luglio 1819; A S G , Università 84.
12 Cfr. A S G , Università 67; Regio Biglietto del 10 gennaio 1817; Regi Biglietti del 4
gennaio 1828 e del 6 ottobre in A S G , Università 68.
13 C fr., a titolo esemplificativo, « Instruzione pel riporto delle incumbenze fra i deputati
della Regia università », 5 gennaio 1826 in A S G , Università 67 cui fa riscontro la deliberazione
del 26 gennaio 1826 in A S G , Università 88. Pressoché in ogni registo delle deliberazioni si trova­
no verbali contenenti l’attribuzione o la conferma delle cariche. G li organigrammi completi della
Deputazione e dei funzionari dell’Università, nonché dei Riformatori sono riportati nelle annate
del « L ’Indicatore, ossia guida per la città e Ducato di Genova ».

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dell’università, Deputato agli stabilimenti scientifici, Deputato del mese 14.
La denominazione dei sopracitati mandati era variabile e le cariche erano cu-
mulabili, tuttavia le attribuzioni ad esse relative restarono costanti nel tempo,
anche se soggette a successive variazioni e precisazioni normative.

I deputati, per svolgere il loro compito, potevano usufruire della collabo-


razione di alcuni funzionari: il Prefetto degli stu d en ti15, il Prefetto delle
scuole, il segretario, il razionale, il cassiere, il sottosegretario, il bibliotecario.
Il segretario in particolare, era responsabile dell’archivio dell’Università e del­
la collocazione di tutti i documenti, prodotti o ricevuti, rispondendo del suo
operato al deputato alla segreteria, ossia al Presidente della Deputazione che
rivestiva anche tale incarico 16. A partire dall’8 ottobre 1836 tale responsa­
bilità sarà divisa con il censore n.
Le carte prodotte dalla Deputazione nell’esercizio delle sue funzioni era­
no raccolte e ordinate dalla segreteria, l’attività della quale era regolata da pre­
cise disposizioni; ricorrono spesso, nei verbali delle sedute, riferimenti all’ar­
chivio e alla necessità di conservare in modo adeguato la documentazione 1S.
L ’archivio venne formandosi e aggregandosi nelle sale del palazzo del-
l’Università; solo in occasione dell’istituzione del M agistrato del Protomedi­
cato, in seguito alle richieste dei protomedici la Deputazione decise di aliena­
re una parte di documenti, riguardanti le « arti salutari », e di versarli nell’ar­
chivio della neo-costituita magistratura ls>.
La Deputazione tentò di acquisire i registri e gli atti degli antichi Collegi

14 Per le singole attribuzioni dei deputati si vedano le sottosezioni corrispondenti.


15 Per il Prefetto degli studenti, istituito con il Regolamento del 23 luglio 1822 cfr. la
sottosezione studenti.
16 Cfr. A S G , Università 84, deliberazione del 10 gennaio, nella quale il segretario è d efi­
nito « custode dell’archivio »; e 1’« instruzione pel segretario dell’Università » del 1 marzo 1827
in A SG , Università 88. Il segretario era nominato dal Re.
17 Cfr. l’art. 6 sulle « incumbenze del sig. Censore », 8 ottobre 1836, in A S G , Università 69.
18 Cfr. l’istruzione per il funzionamento della segreteria del 28 agosto 1823 in A S G ,
Università 79.
19 Cfr l’ art. 4 della deliberazione « Per il M agistrato del Protomedicato » del 10 gennaio
1921 in A S G , Università 84: « gli altri diplomi e le patenti presentate come sopra intorno alle quali
non è stato ancora provvisto dall’Ecc.m a Deputazione saranno rimesse originalmente dal segreta­
rio al M agistrato del Protomedicato, unitamente alle carte e documenti che fossero presentate al­
l’appoggio, perché provveda a norma delle sue attribuzioni ». In realtà tutti i documenti restarono
nell’archivio dell’Università, quelli della Deputazione furono solo separati da quelli del Protomedicato.

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in qualche modo occupatisi di pubblica istruzione depositati sia nell’archivio
della città che in quello dei notai; le trattative si arenarono e la questione non
ebbe un esito positivo 20.
L ’integrità delle serie documentarie della Deputazione non è stata parti­
colarmente compromessa da eventi calamitosi o da dispersioni forzate. Le car­
te che ci sono pervenute non presentano lacune vistose anche se la loro con­
servazione fu, per un certo periodo, piuttosto disordinata, provocando com­
mistioni di documenti che dettero adito alla formazione di buste miscellanee,
il contenuto delle quali è stato, in buona misura, ricollocato nelle unità ori­
ginarie 21.

Flavia Cellerino

a) Normativa, ordinanze, regolamenti (nn. 66-81)

Si trovano in questa sottosezione tutte le unità che riportano norm


e regolamenti riguardanti il funzionamento dell’Università e del sistema
scolastico.
Tra queste appaiono di particolare rilievo i registri dei Regi biglietti (nn.
66-70) che raccolgono tutte le disposizioni sovrane circa l’organizzazione de­
gli studi nel regno di Sardegna, chiarimenti a quesiti posti dalla Deputazione,
nomine di funzionari del M agistrato della Rifórma, del personale docente e
non docente, risposte a suppliche rivolte da studenti o altri al re, che conser­
vava, tra l’altro la facoltà di addottorare.
Il registro 66 riporta, alle pp. 1-25 la trascrizione del fondamentale « R
golamento per la regia Università e per tutte le scuole del Ducato di Genova »
del 23 agosto 1816, al quale va aggiunto quello, successivo, del 1822 (« Rego­
lamento per le scuole fuori dall’Università e regolamento per le Università di
Torino e Genova » alle pp. 1-29 del num. 67); entrambi regolano tutta l’atti­
vità scolastica del Regno fino al 1848.

20 C fr. A S T , Istruzione Pubblica, Università di Genova 3; A S G , Università 90.


21 Per le vicende relative alla storia dell’archivio cfr. supra l’introduzione di A. A ss in i .

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Il carattere ufficiale e l’importanza dei registri di questa serie risultano
evidenti dalla cura con cui sono compilati e dal fatto che la trascrizione dei
Regi biglietti fosse sempre deliberata dalla Deputazione. Era compito del
commesso di segreteria copiare i biglietti e pandettarli
La serie risulta incompleta, mancano infatti i registri relativi agli anni
1842-1846. La lacuna, comunque, può essere colmata dalla consultazione del­
le filze (nn. 72-75), contenenti gli originali dei Regi biglietti.
Altri regolamenti sono consultabili ai nn. 78-81. Il volume I ed il fram­
mento di volume II contenuti nella busta 79 furono, con tutta probabilità,
approntati dopo la decisione di consegnare ai deputati il corpus normativo; in­
fatti, il 6 dicembre 1827 era deliberato che si distribuisse « a ciascuno degli
111.mi Sig.i Deputati la collezione di tutti i Regolamenti universitari, legati in
un solo volume, ordinando le copie di quelli che non fossero ancora stampati,
a giudizio dell’IH.mo sig. Deputato alla segreteria, autorizzando il med. ezian­
dio a prendere un copista straordinario, se i lavori di segreteria non permet­
tessero che il volontario e commessi si occupassero di un tal lavoro » 2.
I nn. 76 e 77 oltre alle ordinanze del Presidente della Deputazione con­
tengono i verbali del giuramento che docenti ed impiegati pronunciavano al­
l’atto di assumere servizio dopo la nomina regia 3. Il n. 77 è intitolato, non
solo al Presidente, ma anche al Deputato agli esercizi di pietà, alla segreteria
ed al palazzo dell’Università poiché, secondo quanto disposto nelle delibera­
zioni del 29 gennaio 1824 e 26 gennaio 1826, il Presidente medesimo rivesti­
va anche tali in carichi4.

1 C fr le istruzioni per la segreteria del 28 aprile 1823; A S G , Università 79.


2 A S G , Università 90; deliberazione del 6 dicembre 1827 che riprende quanto disposto
nella deliberazione dell’ 8 novembre 1826; A S G , Università 89.
3 Artt. II e IV, capo I, tit. I l i del regolamento del 23 agosto 1816; A SG , Università 66.
4 A S G , Università 87: « Deputazione alla corrispondenza, segreteria e al palazzo dell’Uni-
versità; il Sig, Presidente eserciterà quest’ultima deputazione »; A S G , Università 88: « AlPIll.mo
Presidente appartiene la sorveglianza sigli esercizi di pietà e il dare disposizioni sulle funzioni
di Chiesa ».

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66 1 8 1 6 -1 8 22

« Registro generale della Regia Università di Genova. Voi. I » (dorso).


Copie ed estratti dei Regi biglietti e patenti inviati alla Deputazione agli
studi e relativi decreti della Deputazione agli studi; 23 agosto 1816 - 2 feb­
braio 1822.
Allegati: rubrica alfabetica (fase, sciolto di cc. 24); a c. l ’r « Pandetta del Registro generale
p rim o »
R; cc. 112; min, 415 x 290; copertina in pelle; s. c, discreto. Il registro, in pessime condizioni
di conservazione è stato completamente restaurato, le cc, 70’-112’ restano parzialmente il­
leggibili.

67 [484] 1 8 1 6 -1 8 2 7

« Registro Generale de’ Regii Biglietti. Volume 2 ° . Anno 18[...] [18]27 »


(dorso).
Copie ed estratti dei Regi biglietti e patenti inviati alla Deputazione agli stu­
di; 12 novembre 1 8 1 6 -1 1 giugno 1827.
La trascrizione sistematica dei regi biglietti inizia dall’anno 1822.
Allegati: rubrica alfabetica (a c. 1’ :« Pandetta del registro generale. Volume se co n d o », fase,
sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 120; mm. 430 x 285; copertina in cartone; s. c. discreto.

68 [485] 1824 - 1836

« Registro Generale de’ Regii Biglietti. Volume 3 °. Anno [...] [...] » (dorso).
Id.; 31 luglio 1 8 2 4 -5 aprile 1836.
R; cc. 140; mm. 415 x 290; copertina in cartone; s. c. discreto. Le cc. 1’, 10’ , 11*, 2 0 ’ , 120’,
121’, 129’ sono staccate.

69 [486] 1835- 1841

Id.; 15 dicembre 1835 -2 0 marzo 1841.


Allegati: rubrica alfabetica (a c. 1’ :« Pandetta del Registro Generale. Volume q u a rto », fase,
sciolto di cc. 40; copertina in cartoncino)
R; cc. 92; mm. 420 x 285; copertina in cartone; s. c. cattivo. M anca il dorso, tutte le carte sono
slegate.

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70 [487] 1847- 1857

« Registro generale dei Regi Biglietti. Volume 6° dal 1[...] 18[...] » (dorso).
Id,; 10 giugno 1 8 4 7 -2 5 maggio 1857.
R ’ cc. 125; mm. 415 x 285; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 7’, 8 ’, 118’-122’ sono staccate.
Le trascrizioni dei regi decreti proseguono ai nn. 358 e ss.

n [5 15 ] 1825- 1847

« Rubrica » (copertina).
Rubrica alfabetica per persona e per oggetto dei Regi biglietti relativi all’Uni-
versità di Genova; 1825 - 1847.
R; cc. 60; mm. 305 x 205; copertina in cartoncino; guardie; s. c. discreto.
Mancano i registri corrispondenti. Sulla guardia anteriore si avverte: « I volumi dei quali si ripor­
ta l’indice sono depositati all’Archivio di Stato di Rom a ».

72 [423] 1815-1823

« Regj biglietti, regolamenti, e ordinanze approvati da Sua Maestà. Anni


1816, 1817, 1818, 1819, 1820, 1821, 1822, 1823 ».
Raccolta dei Regi biglietti ed altre ordinanze relative alPUniversità di Geno­
va; 25 febbraio 1815 -1 6 dicembre 1823.
F; fascc. 174; mm. 400 x 130; s. c. discreto.

73 [424] 1824 - 1834

« Regi biglietti. Dal 1824 al 1834 inclusivi ».


Id.; 9 gennaio 1 8 2 4 -2 7 dicembre 1834.
F; fascc. 343; mm. 400 x 130; s. c. buono.

74 [425] 1835 - 1847

« Dal 1835 al 1847 inclusivo ».


Id.; 3 gennaio 1835 - 23 novembre 1847.
F; fascc. 370; mm. 400 x 130; s. c. buono.

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75 [426] 1825 - 1857

Raccolta di Regi biglietti, decreti regi e ministeriali relativi all’Università di


Genova; 11 marzo 1 8 2 5 -2 5 maggio 1857.
F ; fascc 77; mm. 400 x 130; s. c. cattivo.

76 [556] 1816 -1826

« Registro particolare dell’IH.mo Sig. Presidente dell’E[cc.m a Dep. agli


Stu]di » (dorso).
Ordinanze del Presidente della Deputazione agli studi; 2 dicembre 1 8 1 6 -5
aprile 1826.
Contiene alcuni verbali di giuramento del personale deH’Università.
R; cc. 54; mm. 295 x 200; copertina in cartone; s. c. discreto.

77 [557] 1837- 1869

« Registro per P illin o Signor Presidente Deputato agli esercizi di pietà alla
Segreteria e al Palazzo dell’Università » (copertina).
Ordinanze del Presidente della Deputazione agli studi e verbali di giuramento
del personale delPUniversità; 26 giugno 1837 - 3 giugno 1869.
R; cc. 116; mm. 288 x 210; copertina in cartone; s. c. discreto.

78 [2256/2] 1814-1 8 4 7

Regolamenti, decreti regi, istruzioni della Deputazione agli studi, manifesti,


avvisi d ’asta, formule di giuramento del personale ed altri documenti norma­
tivi, manoscritti e a stampa, relativi all’istruzione pubblica; 30 dicembre
1 8 1 4 -3 dicembre 1847
B; fascc. 55; s. c. cattivo.

79 [2257] 1 8 1 6 -1 8 2 6

Raccolta di regolamenti, biglietti e decreti regi, deliberazioni della Deputazio­


ne agli studi ed altri documenti normativi, a stampa e manoscritti, relativi al­
l’istruzione pubblica; 23 agosto 1 8 1 6 -3 novembre 1826.

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La busta contiene:
a) Volume I; 23 agosto 1 8 1 6 - 2 2 dicembre 1825. Indice alle cc. 35 0 ’-355’ .
Allegati: un inserto a c. 62’ .
R- cc. 355; mm. 320 x 220; copertina in cartone; s. c. cattivo. Le cc. 35 0 ’-355’e la copertina
posteriore sono staccate, la rilegatura è deteriorata, numerose carte sono parzialmente slegate.
b) Frammento del volume II; 5 aprile - 3 novembre 1826. Indice alle cc. 1 -2 .
R; cc. 35; mm. 310 x 220; s. c. cattivo. M anca la copertina, le carte sono slegate.

80 [2256/1] 1816 -1 8 3 2

« Regolamenti » (dorso).
Raccolta di regolamenti, decreti regi, istruzioni della Deputazione agli studi,
manifesti ed altri documenti normativi relativi all’istruzione pubblica; 15 no­
vembre 1 8 1 6 -2 4 marzo 1832.
Indice all’interno della copertina.
L ’unità è costituita da 18 fascc. a stam pa rilegati in volume per complessive cc, 144 (fascc. nume­
rati 1-33, mancano i nn. 1-3, 5-13, 15, 31, 32).
R; mm. 320 x 340; s. c. discreto. I fascc. 4, 16, 33 sono slegati.

81 [555] 1818-1 8 3 4

« Registro di istruzioni diverse approvate dalla Regia Deputazione » (dorso).


Regolamenti, circolari e mansionari emanati dalla Deputazione agli studi; 22
gennaio 1 8 1 8 -7 maggio 1834.
R; cc. 58; mm. 290 x 200; copertina in cartone; s. c. discreto.

b) Atti della Deputazione (nn, 82-203)

I registri ed i verbali che costituiscono le serie seguenti contengono la


documentazione più significativa per comprendere le attribuzioni, le compe­
tenze e la gestione della Deputazione agli studi.
Ai nn. 82-108 sono collocati i registri dei verbali delle sedute tenute dal­
la Deputazione negli anni 1817-1847. Si tratta di una'serie completa (priva,

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infatti, solo del primo volume) 1 che raccoglie tutte le deliberazioni dell’or­
gano collegiale riguardanti l’attuazione dei regolamenti universitari e scolasti­
ci, il controllo dell’insegnamento nelle facoltà, l ’ammissione degli studenti ai
vari gradi del cursus studiorum, il riconoscimento di diplomi conseguiti presso
altri atenei, la concessione di patenti a maestri, la supervisione dei bilanci,
le relazioni con il Magistrato della Riforma in Torino e con i singoli Riformatori.
Questi volumi erano realizzati sotto il diretto controllo del segretario,
il quale, dopo aver assistito alla riunione doveva dettare il processo verbale
al commesso di segreteria, che, a sua volta, era incaricato di redigere la rubri­
ca; tali atti non potevano essere visionati da estranei alla Deputazione2.
La Deputazione si riuniva con cadenza pressoché settimanale: ogni ver­
bale inizia con la datazione topica e cronica, la citazione dei deputati presenti
ed assenti e, di norma, l’approvazione del verbale della seduta precedente, se­
gue la trattazione dell’ordine del giorno. Sulla sinistra della pagina vi è una
colonna dove sono riportati, in sintesi, gli argomenti via via discussi e verba­
lizzati, preceduti spesso da un numero progressivo. Questo indice permette
l’individuazione delle pratiche (e dei documenti in essa contenuti) raccolte
nella serie delle filze (nn. 135-199).
I fascicoli erano depositati nelle scatole - gli involucri originali ci sono
pervenuti, per la maggior parte, integri - numerati in successione a partire dal
numero 1 per ogni anno; su ciascuno veniva indicata la data delle deliberazio­
ni di cui era stato oggetto; pertanto, si ha una corrispondenza biunivoca tra
numerazione delle pratiche nei registri dei verbali e pratiche inserite nelle fil­
ze, ordinate anch’esse dal commesso di segreteria3.
La serie delle filze è completa; la num. 135 contiene documenti relativi
alle sedute della Deputazione nominata dal Governo provvisorio della Repub­
blica prima dell’annessione al Piemonte.

1 II registro relativo agli anni 1815-1816 manca sicuramente poiché il n. 84 risulta esse­
re, dal dorso, il quarto; quindi i nn. 83 e 82 sono, rispettivamente il terzo ed il secondo. Tuttavia
è possibile che primo registro fosse considerato il n. 66 giacché in esso sono contenuti anche i
verbali delle sedute della Deputazione. Con lo strutturarsi della segreteria le due serie (Regi bi­
glietti - atti della Deputazione) sarebbero perciò diventate autonome.
2 Cfr. gli artt. 6 e 17 dell’istruzione per il segretario del 1 marzo 1827 in A S G , Universi­
tà 88; l’istruzione per la segreteria del 28 agosto 1823 in A S G , Università 79.
3 A ll’interno delle filze mancano numerosi fascicoli; essi sono indicati nella descrizione
come mancanti. Alcuni fascicoli sono però consultabili presso l’archivio dell’IM G , o si trovano
nella busta 2656: per ogni singolo caso sono forniti i riferimenti in merito.

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All’interno dei fascicoli la documentazione è composita: lettere, certifi­
cati, attestazioni, ricevute, suppliche, raccomandazioni. Si segnala, a titolo
esemplificativo, la presenza di tutti i progetti (e disegni relativi) per il restau­
ro e l’adattamento del palazzo dell’Università, dei cataloghi di piante dell’O r­
to botanico, degli elenchi del personale e dei causati delle scuole e collegi fuo­
ri dell’Università, di pratiche non strettamente legate all’istruzione testi­
monianze, queste ultime, della vastità dei compiti attribuiti alla Deputazione.
Alcuni documenti erano semplicemente visionati, ma non richiedevano
deliberazione, altri erano assegnati ai singoli deputati incaricati di esaminar­
l i5. Ciò spiega perché alcuni fascicoli non presentano numerazione e perché
altri venissero sistemati nella « scatola delle suppliche » o in quella delle
« suppliche per le quali non occorre provvedimento » 6.
Nei registri si rimanda, per qualche fascicolo, ad una « filza segreta »
che raccoglie suppliche di studenti postulanti la riammissione ai corsi o alle
filze della Commissione permanente per le scuole fuori dell’Università, al re­
gistro del deputato del mese o a quello del deputato all Insegnamento, o, an­
cora, ai Regi biglietti.
La sottosezione comprende anche le minute dei verbali, sicuramente re­
datte dal segretario dell’Università durante lo svolgimento delle riunioni.
Mancano molti brogliacci, in particolare sono andati perduti quelli relativi
agli anni 1817-1826 e 1836-1844 che risultavano ancora nell’elenco redatto
nel 1932 dalla Biblioteca Universitaria.

4 È conservata la pratica relativa al ritrovamento della statua-stele di Zignago (La Spe­


zia) che venne trasportata a G enova, nel palazzo dell’Universita dove fu studiata da Spotorno
e Viviani. O ggi essa è conservata nelle sale del Museo Archeologico di Genova-Pegli; A S G , Uni­
versità 158, fase. 131.
5 « Le istanze saranno rimesse ai deputati cui spetta far rapporto », deliberazione del 3
giugno 1828 in A S G , Università 90.
6 Q ueste buste (nn. 200-203) raccoglievano molti fascicoli e documenti eterogenei, quasi
tutte suppliche, molte delle quali recanti appunti di singoli deputati. Giardelli ne aveva intrapre­
so il riordinamento cronologico, che è stato, ora, completato.

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Registri dei verbali (nn. 82-108)

82 [329] 1817

« A t ti della Deputazione [...] » (dorso).


Verbali delle sedute e relative deliberazioni della Deputazione agli studi;
2 gennaio-2 7 novembre 1817.
Allegati: rubrica alfabetica (« P andetta del registro delle deliberazioni deH’Eccellentissim a D epu­
tazione agli studi dal 2 gennaio 1817 al 27 novembre detto anno »; fase, sciolto di cc. 38; coper­
tina in cartoncino).
R; cc. 96; mm. 350 x 245; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto, L a copertina è staccata;
le pp. 11-14 e 175-190 sono slegate.

83 [330] 1 8 1 7 -1 8 1 9

« Deputazione agli Studi. Registro 1817 dal IV dicembre 1819, al 17 giugno »


(dorso).
Id.; 4 dicembre 1817 -1 7 giugno 1819.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta delle deliberazioni delPEccellentissim a Deputazione agli
studi dall’anno 1817 4 dicembre, al 17 giugno 1819 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in carton­
cino) .
R; cc. 136; mm. 340 x 245; copertina in pelle; guardie; s. c. buono.

84 [331] 1819-1821

« Atti della Deputazione agli Studi. Registro IV [..] » (dorso).


Id.; 23 giugno 1 8 1 9 -1 4 marzo 1821.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro delle deliberazioni deU’Eccellentissim a D epu­
tazione agli studj dal 23 giugno 1819 al 4 febbraio 1821 »; fase, di cc. 54 incollato a c. 1’ ; coper­
tina in cartoncino).
R; cc. 139; mm. 345 x 245; copertina in pelle; s. c. discreto. Le pp. 14 e 15 sono staccate.

85 [332] 1821

« Atti della Deputazione agli Studi. Registro .V. 1821 dal .21. marzo 1821,
al .2 1 . dicembre » (dorso).
Id.; 21 m arzo-1 2 dicembre 1821.

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Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro delle deliberazioni delTEccellentissima D epu­
tazione agli studi cominciato li 21 marzo 1821 e terminato li 21 dicembre detto anno »; fase,
di cc. 52 incollato alla guardia anteriore; copertina in cartoncino).
R; cc. 101; mm. 340 x 240; copertina in pelle; guardie; s. c. cattivo. Il margine inferiore del
registro è corroso dall’umidità.

86 [333] 1821 - 1823

« A tti della Deputazione agli Studi. Registro ,V[I]. 1821 dal .19. dicembre,
1823 al .4. dicembre » (dorso).
Id.; 19 dicembre 1 8 2 1 -4 dicembre 1823.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro delle deliberazioni della Regia Deputazione
agli studj dal 21 dicembre 1821 al 4 dicembre 1823 »; fase, di cc. 52 incollato alla guardia ante­
riore; copertina in cartoncino).
R; cc, 196; mm. 345 x 270; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto. La guardia anteriore è
staccata,

87 [334] 1823 - 1825

« A tti della Deputazione agli Studi. Registro VII 1823 dall’ .11. dicembre,
1825 al .28. aprile » (dorso).
Id.; 11 dicembre 1823 - 2 8 aprile 1825
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro delle deliberazioni dell’Eccellentissim a D epu­
tazione agli studi dall’ 11 dicembre 1823 al 28 aprile 1825 »; fase, di cc. 42 incollato alla guardia
anteriore; copertina in cartoncino).
R; cc. 148; mm. 350 x 270; copertina in pelle; guardie; s. c. buono.

88 [335] 1825 - 1826

« A tti della Deputazione agli Studi. Registro VII[I] 1825 dal .5. magg[io],
1826 al .26. otto[bre] » (dorso).
Id.; 5 maggio 1825 - 26 ottobre 1826.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro delle deliberazioni dell Eccellentissima D epu­
tazione agli studj dal 5 maggio 1825 al »; fase, di cc. 40 incollato a c. 1 ; copertina in cartoncino).
R; cc. 150; mm. 345 x 265; copertina in pelle; guardia posteriore; s. c. buono.

89 [336] l 826 - 1827

Id.; 2 novembre 1826 - 12 novembre 1827.

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Allegati; rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni dell’Eccellentissim a Deputazione agli studj cominciato li 2 novembre 1826 e finito li 12 no­
vembre 1827 »; fase, di cc. 29 incollato alla guardia anteriore; copertina in cartoncino).
R; cc. 153; mm. 355 x 270; copertina in pelle; guardie; s. c. cattivo. Le pp. 1-2, 23-26, 43-46,
63-66, 83-86, 123-126, 303-306 sono staccate.

90 [337] 1827 - 1828

« Atti della Deputazione agli studi dal .15. novem[bre] 1827 al .6. dicembre
1828. Registro .X. » (dorso).
Id.; 15 novembre 1827 - 6 dicembre 1828.
Allegati: rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni dell’Eccellentissima Deputazione agli studi cominciato li 15 di novembre 1827 e finito li
6 dicembre 1828 »; fase, di cc. 25 incollato alla guardia anteriore; copertina in cartoncino stac­
cata).
R; cc. 150; mm. 360 x 280; copertina in pelle; guardie; s. c, cattivo. L a copertina è staccata.

91 [338] 1828 - 1829

« Atti della Deputazione agli studi dal .10. dicembre 1828 al .30. dicembre
1829. Registro .XI. » (dorso).
Id.; 10 dicembre 1 8 2 8 -2 9 dicembre 1829.
Allegati: rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni dell’Eccellentissim a Deputazione agli studj li 10 dicembre 1828 fino al 30 dicembre 1829 »;
fase, sciolto di cc. 32; copertina in cartoncino).
R; cc. 137; mm. 350 x 275; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto. La guardia anteriore ed
i primi tre fascicoli sono staccati.

92 [339] 1830- 1831

« A tti della Deputazione agli studi dal .10 dicembre 1828 al .30. dicembre
1829. Registro .XI. » (dorso).
Id.; 1 gennaio 1 8 3 0 -2 8 dicembre 1831.
Allegati: rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni della Regia Deputazione agli Studi dal 1 ° gennaio 1830 a tutto dicembre 1831 »; fase, di cc.
34 incollato alla guardia anteriore; copertina in cartoncino).
R; cc. 264; mm. 355 x 280; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto.

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93 [340] 1832

Verbali delle sedute e relative deliberazioni della Deputazione agli studi; 11


gennaio-1 9 dicembre 1832.
Allegati: rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni della Regia Deputazione agli studj dal 1 ° gennaio 1832 al 19 dicembre detto anno »; fase,
di cc. 48 incollato alla guardia anteriore; copertina in cartoncino).
R; cc. 146; mm. 355 x 275; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto. L a guardia anteriore, la
c. 1’ e le pp. 22 e 23 sono staccate.

94 [341] 1833

« Atti [della Regia] Deputazione agli studi 1833 a tutto dic[embre] [...]. Regi­
stro [XIV] » (dorso).
Id.; 4 gennaio - 18 dicembre 1833.
Allegati: rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni della Regia Deputazione agli studi dal 1 ° gennaio [1833] al 18 dicembre detto anno »; fase,
sciolto di cc. 50; copertina in cartoncino).
R; cc. 131; mm. 360 x 265; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. cattivo. Il dorso è lacerato,
tutte le carte sono slegate.

95 [342] 1834

« A tti della R[egia] Deputazione] agli S[tudi] dal .1. g[ennaio 1834] a tutto
[dicembre] detto a[nno]. Registro [XV] » (dorso).
Id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1834.
Allegati: rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni della Regia Deputazione agli studj dal 1 ° gennaio 1834 a tutto dicembre detto anno »; fase,
sciolto di cc. 48; copertina in cartoncino).
R; cc. 156; mm. 355 x 270; copertina in pelle; s. c. discreto.

96 [343] 1835

« [A]tti [dell]a Re[gia] Depu[taz]ione [agli] Stu[di] [dal .9.] gen[naio 183]5 [al
30] dic[embre] 1835. Registro [XVI] » (dorso).
Id.; 9 gennaio-3 0 dicembre 1835.
Allegati: rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni della Regia Deputazione agli studj dal 1 ° gennaio 1835, a tutto dicembre detto anno »; fase,
sciolto di cc. 48; copertina in cartoncino).
R; cc. 144; mm. 355 x 270; copertina in pelle; guardie; s. c. cattivo. Il dorso è lacerato, la guar­
dia anteriore e la maggior parte delle carte sono slegate.

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97 [344] 1836

« Atti [della] Re[gia] [Deputazione agli Studi dal .13. gennaio] 1836 al 31 di-
cemfbre] 1836. Registro .X V II. » (dorso).
Id.; 13 gennaio-31 dicembre 1836.
Allegati: rubrica alfabetica (« Regia Università di Genova. Rubrica del registro delle deliberazio­
ni della Regia Deputazione agli .studj dal 1 ° gennaio 1836 a tutto dicembre detto anno »; fase,
sciolto di cc. 48; copertina in cartoncino).
R; cc. 105; mm. 360 x 260; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto. La copertina è semislegata,
numerose carte sono staccate.

98 [345] !8 3 7

« Atti della Regia Deputazione agli Studi 1837 17 gennaio a 30 dicembre det­
to anno. Registro X V III » (dorso).
Id.; 17 gennaio - 30 dicembre 1837.
R; cc. 107; mm. 360 x 255; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. discreto.

99 [346] 1838

Id.; 3 gennaio - 28 dicembre 1838.


Allegati: rubrica alfabetica (« 1838 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 156; mm. 350 x 245; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. buono.

100 [347] 1839

« Atti della Regia Deputazione agli Studi 1839 4 gennaio a 24 dicembre detto
anno. Registro X X » (dorso).
Id.; 4 gennaio-2 4 dicembre 1839.
Allegati: rubrica alfabetica (« 1839 »; fase, sciolto di cc. 40; copertina in cartoncino).
R; cc. 109; mm. 355 x 260; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. discreto.

101 [348] 1840

« Atti Regia Deputazione agli Studi 1840 2 gennaio a 30 dicembre detto an­
no. Registro X X I » (dorso).

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Id.; 2 gennaio - 30 dicembre 1840.
R; cc. 118; mm. 360 x 260; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. discreto.

102 [349] 1841

Id.; 7 gennaio-3 0 dicembre 1841.


Allegati: rubrica alfabetica (« Rubrica 1841 »; fase, sciolto di cc. 38; copertina in cartoncino).
R; cc. 89; mm. 360 x 260; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. buono.

103 [350] 1842

« Atti della Regia Deputazione agli Studi 1842 5 gennajo a 30 dicembre detto
anno. Registro X X III » (dorso).
Id.; 5 gennaio-3 1 dicembre 1842.
Allegati: rubrica alfabetica (« 1842 »; fase, sciolto di cc. 38; copertina in cartoncino).
R; cc. 100; mm. 360 x 260; copertina in pelle; guardia; s, c. discreto.

104 [351] 1843

Id.; 4 gennaio-3 0 dicembre 1843.


Allegati: rubrica alfabetica (« 1843 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 99; mm. 360 x 255; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c, buono.

105 [352] 1844

Id.; 1 gennaio- 2 4 dicembre 1844.


Allegati: rubrica alfabetica (« 1844 »; fase, sciolto di cc. 38; copertina in cartoncino).
R; cc. 104; mm. 360 x 255; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. discreto.

106 [353] 1845

« Atti della Regia Deputazione agli Studi 1845 2 gennaio al [23 dicembre det­
to anno]. Registro X X V I » (dorso).

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Id.; 2 gennaio-2 3 dicembre 1845.
Allegati: rubrica alfabetica (« 1845 »; fase, sciolto di cc. 40; copertina in cartoncino); un inserto
a c. 1’ .
R; cc. 106; mm. 360 x 255; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. discreto.

107 [354] 1846

« Atti della Regia Deputazione agli Studi 1846 19 gennaio a 30 dicembre det­
to anno. Registro X X V II » (dorso).
Id.; 19 gennaio-3 0 dicembre 1846.
Allegati: rubrica alfabetica (« 1846 »; fase, sciolto di cc. 38; copertina in cartoncino),
R; cc. 119; mm. 355 x 250; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. buono.

108 [355] 1847

« Atti della Regia Deputazione agli Studi 1847 7 gennaio a 29 dicembre detto
anno. Registro X X V III » (dorso).
Id.; 7 gennaio-2 9 dicembre 1847.
Allegati: rubrica alfabetica (fase, sciolto di cc. 36; copertina in cartoncino).
R; cc. 194; mm. 355 x 250; copertina in pelle; guardia anteriore; s. c. buono.

Minute dei verbali (nn. 109-134)

109 [304] 1827

Minute dei verbali delle sedute della Deputazione agli studi; 12 luglio -1 8 di­
cembre 1827.
R; cc. 98; mm. 315 x 210; s. c. cattivo. L ’unità è costituita da due fascc. sciolti; manca la coper­
tina; i fogli del primo fase, sono slegati, le prime tre cc. sono lacere.

110 [305] 1827- 1828

Id.; 22 dicembre 1 8 2 7 -3 luglio 1828.


R; cc. 119; mm. 310 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono,

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111 [306] 1828- 1829

Id,; 7 luglio 1 8 2 8 -2 8 gennaio 1829.


R; cc. 80; mm. 310 x 220; s. c, discreto. M anca la copertina, tutti i fogli sono slegati, il primo
è lacero.

112 [307] 1829

Id.; 6 febbraio-2 8 marzo 1829.


R; cc, 35; mm. 310 x 210; s. c, cattivo. M anca la copertina.

113 [308] 1829

Id.; 1 aprile-2 5 giugno 1829.


R; cc. 56; mm. 310 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

114 [309] 1829

Id.; 1 luglio- 2 dicembre 1829.


R; cc. 62; mm. 295 x 205; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

115 [310] 1830

Id.; 11 agosto - 9 dicembre 1830.


Allegati: un inserto a c. 3 5 ’ .
R; cc. 43; mm. 310 x 215; s. c. discreto. M anca la copertina.

116 [311] 1830- 1831

Id.; 11 dicembre 1 8 3 0 -2 3 marzo 1831.


Allegati: un inserto a c, 83’ .
R; cc. 49; mm. 310 x 215; s. c. cattivo. M anca la copertina.

117 [312] 1831

Id.; 13 aprile- 2 2 giugno 1831.


R; cc. 51; mm. 310 x 215; s. c. discreto. Manca la copertina.

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118 [313] 1831 - 1832

Id.; 1 luglio 1 8 3 1 -1 5 febbraio 1832.


Allegati; un inserto a c. 8 9 ’ .
R; cc. 120; mm. 310 x 215; s. c. discreto. M anca la copertina.

119 [314] 1832

Id.; 8 febbraio - 4 giugno 1832.


R; cc. 90; mm. 310 x 225; s. c. cattivo. M anca la copertina; la c. 9 0 ’ è staccata.

120 [315] 1832

Id.; 22 giugno - 18 luglio 1832.


R; cc. 40; mm. 305 x 215; s. c. cattivo. M anca la copertina.

121 [316] 1832

Id.; 25 luglio- 7 novembre 1832.


R; cc. 47; mm. 310 x 220; s. c. buono. M anca la copertina; sono cadute 6 cc. comprese tra le
cc. 45’ e 4 6 ’ .

122 [317] 1833

Id.; 4 gennaio - 6 marzo 1833.


R; cc. 70; mm. 310 x 220; s. c. discreto. M anca la copertina; le cc. 6 0 ’ e 6 9 ’ sono mutile.

123 [318] 1833

Id.; 13 marzo - 26 giugno 1833.


R; cc. 69; mm. 310 x 225; s. c. discreto. M anca la copertina; la c. 11’ è staccata, la c. 66’ è
mutila.

124 [319] 1833

Id.; 3 luglio-2 0 novembre 1833.

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R; cc. 93; mm. 310 x 225; s. c. cattivo. M anca la copertina; le cc. 5 7 ’-83’ sono slegate, la c.
9 1 ’ è mutila, l’ultima carta è caduta.

125 [320] 1833 - 1834

Id.; 18 dicembre 1833 - 15 gennaio 1834.


Allegati: due inserti a c. 2 0 ’ .
R; cc. 23; mm. 310 x 220; s. c. pessimo. M anca la copertina; il registro è danneggiato dall’um idi­
tà; le cc. 2 1 ’-22’ sono staccate.

126 [321] 1834

Id.; 22 gennaio- 9 maggio 1834.


R; cc. 80; mm. 330 x 210; s. c. cattivo. M anca la copertina.

127 [322] 1834- 1835

« 1834 e 1835 » (c. 1’).


Id.; 24 novembre 1 8 3 4 -2 9 aprile 1835.
R; cc, 110; mm. 310 x 220; s. c. cattivo. M anca la copertina; la c. 70’ è mutila.

128 [323] 1845

« 1845 » (copertina).
Id.; 2 gennaio- 2 0 luglio 1845.
R; cc. 40; mm. 295 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

129 [324] 1845 - 1846

« 1845-46 » (copertina).
Id.; 6 agosto 1845 - 26 marzo 1846.
R; cc. 40; mm. 295 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

130 [325] 1846

Id.; 10 dicembre - 30 dicembre 1846.


R; cc. 30; mm. 305 x 215; copertina in carta; s. c. cattivo. L a copertina è staccata.

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131 [326] 1847

Id.; 30 m arzo-2 1 luglio 1847.


Allegati: tre inserti rispettivamente alle cc. 2 5 ’ , 4 4 ’ e 52’ .
R; cc. 70; mm. 320 x 210; copertina in cartoncino; s. c. discreto. La c. 3 ’ è mutila.

132 [327] 1847

Id.; 28 luglio-3 novembre 1847.


R ; cc, 70; mm. 315 x 210; s. c. cattivo. M anca la copertina; tutti i fogli sono sciolti; la prima
e l’ultima carta sono staccate.

133 [328/1] 1847

Id.; 4 novem bre-2 9 dicembre 1847.


R; cc. 74; mm. 315 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

134 [328/2] 1814 -1 8 4 7

Minute di verbali, deliberazioni, lettere e altri atti della Deputazione agli stu­
di; 4 novembre 1 8 1 4 -1 4 dicembre 1847.
B; fascc. 96; mm. 320 x 215; s. c. discreto.
Alcuni frammenti sono di dubbia individuazione.

Pratiche esaminate dalla Deputazione; filze (nn. 135-203)

135 [356] 1814-1 8 1 5

« Filza 1. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli Stu­
di, dal 1° settembre 1814 a tutto dicembre 1815 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 30 settembre
1814 al 31 dicembre 1815, con documenti, originali o in copia, dal 24 dicem­
bre 1801 al 29 luglio 1818.

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F' fasce. 29 più indice (numerati 1-10, lObis, 11-26; doppi i nn. 7, 18; quattro fascc. n.n.; man­
cano i nn. 4, 5, 21, 26); mm. 340 x 125; s. c. discreto,
Il fase. 21 è collocato nella busta 2656. Per il fase. 26 cfr. appendice, cart, 71/7.

136 [357] 1816

« Filza 2. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli Stu­
di. Dal 1° gennaio 1816 a tutto dicembre detto anno ».
Con documenti, originali o in copia dal 1802 all’ 11 giugno 1817.
F- fascc. 107 più indice dei mancanti (numerati 1-107, mancano i nn. 11, 70, 76, 77, 85, 88,
95, 105, otto fascc. n.n.,); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

137 [358] 1817

« Filza 3. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli Stu­
di. Dal 1 gennaio 1817 al 24 aprile detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 10 maggio 1768 al 31 maggio 1817.
F; fascc. 84 più indice dei m ancanti (numerati 1-8, 8bis, 9-26, 26bis, 27-32, 32bis, 33-39, 39bis,
40-80, tre fascc. n.n., mancano i nn. 1, 21, 39, 60, 61); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

138 [359] 1817

« Filza 3. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli Stu­
di. Dal 24 aprile 1817 al 31 dicembre detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 1 maggio 1806 al 31 dicembre 1817.
F; fascc, 124 (numerati 81-129, 129bis, 130-161, ló lb is , 162-167, 167bis, 168-174, 174bis,
175-213, cinque fascc. n.n., mancano i fascc. n. 95, 111, 113, 119, 122, 128, 129bis, 137, 143,
162, 166, 167bis, 171, 180, 186, 190, 196); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
I fascc. num. 95, 111, 119, 128, 129bis, 137, 167bis, 186, 196 sono collocati nella busta 2656.
Per il fase. 143 cfr. appendice, cart. 71/8.

139 [360] 1818

Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 gennaio al
31 dicembre 1818, con documenti, originali o in copia, dal 20 febbraio 1805
al 22 luglio 1819.

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F; fascc. 148 più indice dei mancanti (numerati 1-23, 23bis, 24-45, 45bis, 46-78, 78bis, 79-143,
143bis, 144-154, doppio i nn. 3, 13, sei fascc. n.n., mancano i nn. 5, 14, 30, 42, 56, 76, 86,
87, 93, 102, 106, 107, 117, 124, 125, 128-130, 150); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

140 [361] 1819

« Filza 5. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli Stu­
di [...]» .
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 gennaio al
31 dicembre 1819, con documenti, originali o in copia, dal 17 ottobre 1799
al 13 gennaio 1820.
F; fascc. 162 (numerati 1-58, 58bis, 59-125, 125bis, 126-146, 146bis, quattro fascc. n.n., man­
cano i nn. 47, 62, 66, 74, 88, 98, 117, 129, 131, 132, 134); mm. 430 x 125, s. c. discreto.
Per il fase. num. 134 cfr. appendice, cart. 71/6.

141 [362] 1820

« Filza 6. Documenti relativi alle adunanze della Regia D eputazione] agli


Studi dal 1 gennaio 1820 a tutto luglio detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 1 agosto 1812 al 7 marzo 1821.
F; fascc. 79 (numerati 1-8, 9/10, 11-15, 15bis, 16-62, 62bis, 63-81, 82/83, 84, tre fascc. n.n.,
mancano i fascc. 34, 42, 45, 46, 50, 55, 58, 79); mm. 340 x 125, s. c. discreto.
I fascc. nn. 45, 46, 50, 58 sono collocati nella busta 2656.

142 [363] 1820

« Filza 6. Documenti relativi alle adunanze [della] Regia Deputazione agli


Studi dal 31 luglio 1820 a tutto dicembre detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 13 dicembre 1797 al 29 dicembre 1820.
F; fascc. 73 (numerati 85-148, 148bis, 149-164, un fase, n.n., mancano i fascc. 105, 107, 121,
134, 141, 144, 153, 162); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
Il fase. n. 153 è collocato nella busta 2656.

143 [364] 1821

« 1821 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 gennaio al
31 dicembre 1821, con documenti, originali o in copia, dal 20 maggio 1799
all’8 novembre 1822.

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F ' fasce. 109 più indice dei mancanti (numerati 1-48, 48bis, 49-106, lOóbis, 107-121, cinque
fasce, n.n., mancano i fasce. 2, 7, 25, 32, 43, 48bis, 50, 69, 76, 79, 85, 90, 92, 99, 102, 103,
109-111, 116); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
I fasce, nn. 7, 48bis, 50, 69, 79, 92, 99, 103, 109, 111, sono collocati nella busta 2656. Per
il fase. 85 cfr. appendice, cart. 71/9.

144 [365] 1822


« Filza 8. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli Stu­
di dal 1 ° gennaio 1822 a tutto agosto detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 1 marzo 1812 al 22 ottobre 1822.
F; fasce. 106 (numerati 1-34, 34bis, 35-130, doppio il num. 18, mancano i nn. 2, 37-61, 65,
122); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
I fasce, nn. 38, 122 sono collocati nella busta 2656. Per il fase. n. 2 cfr. appendice, cart. 71/25.

145 [366] 1822


« Filza 8. D ocum enti gelativi alle adunanze d[ella Re]gia D eputazione a]gli
Studi dal 1° settembre a tutto dicembre detto anno. 1822-2° ».
Con documenti, originali o in copia, dal 20 giugno 1819 al 20 novembre 1838.
F ; fasce. 164 più indice dei mancanti (numerati 131-168, 168bis, 169-184, 184bis, 185-204,
204bis, 205-208, tre fasce, n.n., mancano i fasce. 132, 138, 147, 155, 163, 174, 186, 193, 194,
199, 205); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
I fasce, nn. 147, 155 sono collocati nella busta 2656.

146 [367] 1823


« Filza 9. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli Stu­
di, dal 1 gennaio 1823 a tutto giugno detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 20 gennaio 1818 al 5 novembre 1824.
F; fasce. 124 più indice (numerati 1-8, 8bis, 9-72, 73/74, 75-122Ì, sedici fasce, n.n., mancano
i fasce. 11, 16, 22, 27, 40, 48, 49, 79, 84, 88, 90, 91, 95, 113, 119); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
I fasce, nn. 11, 22 sono collocati nella busta 2656. Per il fase. n. 16 cfr. appendice, cart. 71/11.

147 [368] 1823

« Filza 9. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli studi
dal 1 luglio 1823 a tutto dicembre detto anno. Scatola II ».
Con documenti, originali o in copia, dal 18 novembre 1816 al 17 maggio 1824.

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F; fasce. 81 più indice (numerati 123-180, 180bis, 181-222, mancano i fasce. 131, 135, 136,
141, 144, 149, 156, 160, 162, 166, 167, 179, 187, 192, 193, 198, 199, 211, 212, 220, 222);
mm. 340 x 125; s. c. discreto.
Il fase. n. 220 è collocato nella busta 2656. Per i fascc. nn, 156 e 187 cfr. appendice, cart.
71/12-13.

148 [369] 1824

« Filza [10]. Documenti relativi alle [adunanze] della Regia D epurazione a]gli
Studi. Dal 1 gennaio 18[24] a tutto [maggio] detto anno. [Scatola] I ».
Con documenti, originali o in copia, dal 22 maggio 1814 al 29 novembre 1825.
F; fascc. 112 più indice (numerati 1-11, 1 Ibis, 12-71, 71bis, 72-73, 73bis, 74-112, 112bis,
113-116, doppio il fase. 113, mancano i nn. 25, 44, 50, 52, 53, 56, 100, 101, 111); mm, 340
x 125; s, c. discreto.
I fascc. nn. 50, 56, 100 sono collocati nella busta 2656. Per i fascc. nn. 52 e 53 cfr. appendice,
cart. 71/14.

149 [370] 1824

« Filza 10 . Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli


Studi dal 1 giugno 1824 a tutto agosto detto anno, Scatola II ».
Con documenti, originali o in copia, dal 20 febbraio 1822 al 25 gennaio 1825.
F; fascc. 120 più indice (numerati 117-181, 181bis, 182-219, 219bis, 220-224, 224 bis, 225-236,
cinque fascc. n.n.); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

150 [371] 1824

« Filza 10. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal primo settembre al 31 dicembre detto anno 1824. Scatola III ».
Con documenti, originali o in copia, dal 19 maggio 1772 al 17 agosto 1826.
F; fascc. 93 più indice (numerati 237, 237bis, 238-288, 288bis, 289, 289bis, 290-313, 313bis,
314-327, tre fascc. n.n, mancano i nn. 241, 250, 263, 284, 292, 297); mm. 340 x 125, s. c.
discreto.

151 [372] 1825

« F ilz a 11. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° gennaio 1825 al 30 agosto detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 18 aprile 1792 al 9 agosto 1836.

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F; fasce. 139 più indice (numerati 1-54, 54bis, 55-60, 60bis, 61-70, 70bis, 71-87, 87bis, 88-128,
128bis, 129-139, quattro fascc. n.n., mancano i nn. 9, 34, 45, 49, 58, 73, 95, 122); mm. 340
x 125; s. c. discreto.
Per i fascc. nn. 9 e 49 cfr. appendice, cart. 71/15-16.

152 [373] 1825

«F ilz a 11. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1 settembre [1825] al 31 [...] ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 settembre
al 31 dicembre 1825. Con documenti allegati dal 19 ottobre 1819 al 3 aprile
1826.
F; fascc. 108 (numerati 140-194, 194bis, 195-206, 206bis, 207-244, nove fascc. n.n., mancano
i nn. 167, 185, 187, 205, 214, 222, 240, 241); mm. 340 x 125; s. c. buono.

153 [374] 1826

« 1826 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 5 gennaio al
30 giugno 1826, con documenti, originali o in copia, dal 15 gennaio 1807 al
26 febbraio 1830.
F ; fascc. 142 (numerati 1-150, doppi i nn. 64, 83, 108, un fase, n.n., mancano i nn. 3, 13, 22,
25, 35, 36, 77, 88, 102, 105, 125, 142, 147); mm. 340 x 125; s. e. discreto.
Il fase. 35 è collocato nella busta 2656. Per i fascc. nn. 125 e 142 cfr. appendice, cart.
71/17-18.

154 [375] 1826

Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 30 giugno al
20 dicembre 1826, con documenti, originali o in copia, dal 28 maggio 1818
al 24 dicembre 1827.
F; fascc. 164 più indice (numerati 151-293, 293bis, 294-321, otto fascc. n.n., mancano i nn.
153, 156, 167, 168, 171, 189, 192, 193, 196, 198, 201, 202, 227, 247, 279, 300, 319); mm.
340 x 125; s. c. discreto.
Per i fascc. nn. 167 e 168 cfr. appendice, cart. 71/17, 19.

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1827
155 [377]

« 1827. 2a sino al n. 138 ».


Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 gennaio al
31 maggio 1827, con documenti, originali o in copia, dal 5 aprile 1808 al
7 gennaio 1831.
F; fasce. 142 più indice (numerati 1, Ibis, 2-32, 32bis, 33-39, 39bis, 40-42,42bis, 43-44, 44bis,
45-78, 78bis, 79-88, 88bis, 89-132, 132bis, 133-138, un fase. n .n „ mancano i nn. 96, 128, 133);
mm. 340 x 125; s. c. discreto.

156 [378] 1827

« 1827 » (dorso).
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 giugno al
29 dicembre 1827, con documenti, originali o in copia, dal 19 luglio 1804
all’ 11 luglio 1830.
F; fasce. 135 (numerati 139-144, 144bis, 145-199, 199bis, 200-227, 227 bis, 228-277, doppio
il’n. 140, mancano i nn. 159, 169, 194, 236, 242, 243, 251, 267); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
Per i fasce, nn. 194, 202, 232 cfr. appendice, cart. 71/20, 22.

1828
157 [379]

« 1828. 1 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 gennaio al
31 maggio 1828, con documenti, originali o in copia, dal 1 giugno 1805 al
4 luglio 1833.
F ; fasce. 129 (numerati 1-6, 6bis, 7-23, 23bis, 24-25, 25bis, 26-103, 103bis, 104-105, trenta
fasce, n.n. « fascio delle carte meno influenti », mancano i nn. 6, 8, 13, 15, 16, 20, 23bis, 42,
66, 73); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
Per il fase. 23bis cfr. appendice, cart. 71/21.

158 [380] 1828

« Filza 14, [D ocum enti relativi alle adunanze] [del]la Regia Deputazione agli
Studi. Dal 1° giugno 1828 a tutto dicembre detto anno » (dorso).
Con documenti, originali o in copia, dal 28 maggio 1818 al 7 aprile 1831.

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F - fasce. 133 più indice (numerati 106-201, 201bis, 202, 202bis, 203-220, 220bis, 221-237, tre­
dici fascc. n.n., mancano i nn. 112, 128, 139, 175, 178, 192, 196, 197, 205, 210, 215, 216,
218, 220, 229); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

159 [381] 1829

« 1829. N ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 gennaio al
30 giugno 1829, con documenti, originali o in copia, dal 28 gennaio 1810 al
1 giugno 1830.
F; fascc. I l i (numerati 1-13, 13bis, 14-40, 40bis, 41-119, mancano i nn. 24, 29, 30, 46, 53,
74, 99, 111, 112, 118); mm. 340 x 125; s. c. cattivo. I fascc. 113-117 sono gravemente
danneggiati.

160 [382] 1829


« Filza 15. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Dal [1°] luglio 1829 a tutto dicembre detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 10 ottobre 1822 al 1833.
F- fascc. 117 più indice (numerati 120-186, 186bis, 187-188, 188bis, 189-233, dieci fascc. n.n.,
mancano i nn. 129, 131, 135, 157, 166, 173, 182, 185, 188, 189, 191, 199, 201, 203, 215,
219, 222, 232); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

161 [383] 1830


« Filza 16. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° gennaio 1830 a tutto luglio detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 24 aprile 1802 al 5 dicembre 1830.
F ' fascc 145 più indice (numerati 1-5, 5bis, 6-18, 18bis, 19-145, 145bis, 146-150, doppio il n.
43, mancano i nn. 45, 47, 65, 101, 128, 129, 133, 135, 137); mm. 340 x 125; s. c. cattivo.
Per il fase. 101 cfr. appendice, cart. 71/24.

162 [384] 1830


« Filza 16. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° agosto 1830 a tutto dicembre detto anno ».

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Con documenti, originali o in copia, dal 17 agosto 1816 al 26 gennaio 1832.
F; fasce. 53 (numerati 151-175, 175bis, 176-217, mancano i nn. 154, 160, 167, 168, 170, 174,
178, 182, 192, 200-203, 205, 211); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

163 [385] 1831

« Filza 17. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° gennaio 1831 a tutto dicembre detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 2 gennaio 1807 al 18 dicembre 1832.
F; fasce. 183 più indice (numerati 1-43, 43bis, 44-70, 70bis, 71-109, 109bis, 110-214, undici
fasce, n.n., mancano i nn. 3-5, 11-13, 22, 29, 46-48, 79, 81, 88, 90, 91, 99, 101, 112-114, 121,
126-128, 133, 135, 142, 143, 148, 149, 151, 153, 154, 162-164, 173, 180, 182, 183, 185, 188,
209, 213); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

164 [386] 1832

« Filza 18. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal gennaio 1832 a tutto luglio detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 27 novembre 1819 al 29 dicembre 1832
F; fasce. 131 (numerati 1-149, mancano i nn. 3, 6, 9, 16, 19, 20, 22, 23, 48, 49, 61, 66, 87,
95, 103, 129, 130, 149); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

165 [387] 1832

« Filza 18. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° agosto 1832 a tutto dicembre detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 12 luglio 1804 al 14 ottobre 1834.
F ; fasce. 142 più indice (numerati 150-170, 170bis, 171-206, 206bis, 207-298, mancano i nn.
184, 185, 189, 205, 207, 228, 238,257, 270); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

166 [388] 1833

« [Filza] 19. Documenti relativi alle ad[unanze] della Regia Deputazione agli
Studi dal 1 ° gennaio 1833 a tutto maggio detto anno. 1 , ».
Con documenti, originali o in copia, dal 13 ottobre 1787 al 28 novembre 1833.
F; fasce. 136 (numerati 1-70, 70bis, 71-8 1, 81bis, 82-97, 97bis, 9 8 -112 , 112 b is, 113 -14 0 , man-
cano i nn. 10, 38, 39, 56, 64, 106, 1 13 , 132); mm, 340 x 125; s. c. discreto.

— 60 —

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167 [389] 1833

« Filza [19]. Documenti relativi alle ad[unanze] della Regia Deputazione agli
Studi [...]. 2. ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 giugno al
31 dicembre 1833, con documenti, originali o in copia, dall’8 luglio 1825 al
28 giugno 1834.
F; fasce. 271 più indice (numerati 141-183, 183bis, 184-193, 193bis, 194-223, 223bis, 224-243,
243bis, 244-255, 255bis, 256-312, sei fasce, n.n., mancano i nn. 159, 164, 183, 197, 199, 215,
222, 226, 229, 262, 276, 308); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

168 [390] 1834

« Filza 20. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° gennaio 1834 a tutto luglio detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 7 febbraio 1825 al 9 dicembre 1834.
F; fasce. 112 (numerati 1-15, 15bis, 16-21, 22/23, 24-57, 57bis, 58-67, 67bis, 68-80, 80bis, 81-111,
11 Ibis, 112-119, mancano i nn. 6, 8, 47, 80, 85, 92, 94, 95, 99, 101, 119); mm. 340 x 125;
s. c. discreto.

169 [391] 1834

« Filza 20. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° agosto 1834 a tutto dicembre detto anno. 2 ».
Con documenti, originali o in copia, dal 30 aprile 1822 al 3 maggio 1827.
F; fasce. 190 più indice (numerati 120-149, 149bis, 150-176, 176bis, 177-180, 180bis, 181-247,
247bis, 248-260, 260bis, 261-321, due fasce, n.n., mancano i nn. 126, 182, 208, 212, 222, 224,
227, 236, 243, 255, 268, 319); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

170 [392] ' 1835

« Filza 21. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° genn. 1835 a tutto giugno detto anno ».
Con documenti, originali o in copia, dal 20 settembre 1820 al 2 settembre
1837.
F; fasce. 165 (numerati 1, Ibis, 2-38, 38bis, 39-82, 82bis, 83-160, doppi i nn. 28, 30, 76, otto
fasce, n.n., mancano i nn. 2, 4, 16, 65, 7 1 , 95, 1 1 1 , 13 7, 147); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

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171 [393] 1835
«F ilz a 21. Documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi dal 1° luglio 1835 a tutto dicembre detto anno. 2 ».
Con documenti, originali o in copia, dal 23 maggio 1823 al 4 agosto 1836.
F; fasce. 172 più indice (numerati 161-194, 194bis, 195-204, 204bis, 205-241, 241bis, 242-336,
mancano i nn. 164, 177, 215, 232, 244, 264, 290, 313, 317); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

172 [394] 1836


« Filza 22 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1836. Dal n . * * * al n. 138 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 13 gennaio
al 1 giugno 1836, con documenti, originali o in copia, dal 21 ottobre 1813
al 27 luglio 1837.
F; fasce. 130 (numerati 1, Ibis, 2-42, 42bis, 43-67, 67bis, 68-104, 104bis, 105-118, 118bis,
119-138, doppi nn. 72, 136, mancano i nn. 12, 13, 38, 51, 58, 69, 73, 76, 79, 91, 94, 106,
117, 119, 126); mm. 340 x 125; s. c. buono.

173 [395] 1836


« Filza 22 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1836. Dal n. 139 al n. 212 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 1 giugno
all’ 11 agosto 1836, con documenti, originali o in copia, dal 15 luglio 1811
al 15 luglio 1837.
F; fasce. 69 più indice (numerati 139-156, 156bis, 157-158, 158bis, 159-165, 165bis, 166-212,
due fasce, n.n., mancano i nn. 139, 143-146, 169, 187, 190, 207, 209); mm. 340 x 125; s. c.
discreto.

174 [396] 1837


« Filza 23 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1837. Dal n . * * * al n. 140 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 17 gennaio
al 14 giugno 1837, con documenti, originali o in copia, dal 18 luglio 1795 al
12 dicembre 1837.
F; fasce. 137 (numerati 1-140, mancano i nn. 5, 39, 56); mm. 340 x 125; s. c. buono.

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175 [397] l g 37
« Filza 23 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1837. Dal n. 141 al n. 236 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 14 giugno al
30 dicembre 1837, con documenti, originali o in copia, dal 30 settembre 1810
al 2 settembre 1839.
F; fasce. 122 più indice (numerati 141- 224, 224bis, 225-236, quattro fasce, n.n., mancano i nn.
207, 218, 243, 258, 260, 262); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

176 [398] 1838

« Filza 24 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1838. Dal n . * * * al n. 100 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 3 gennaio al
7 marzo 1838, con documenti, originali o in copia, dal 12 agosto 1838.
F; fasce. 106 (numerati 1-52, 52bis, 53-80, 81/8Ibis, 82-83, 84/84bis, 85-100, quattro fasce,
n.n.); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

177 [399] 1838


« Filza 24 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1838. Dal n. 101 al n. 220 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 7 marzo al
27 giugno 1838, con documenti, originali o in copia dal 13 aprile 1831 al 16
agosto 1839.
F; fasce. 120 (numerati 101- 140, 140bis, 141-220, doppio il n. 134, mancano i nn. 131 e 214);
mm. 340 x 125; s, c. buono.

178 [400] l 838


« Filza 24 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1838. Dal n. 221 al n. 360 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 27 giugno al
28 dicembre 1838, con documenti, originali o in copia dal 29 novembre 1820
all’8 febbraio 1839.
F ; fasce. 142 (numerati 221-303, 303bis, 304-360, doppio il n. 239, mancano i nn. 235, 285,
319, 356); mm. 340 x 125; s. c. buono.

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« Filza 25 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1839. Dal n . * * * al n. 130 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 4 gennaio al
15 maggio 1839, con documenti, originali o in copia dal 1 maggio 1828 al 17
dicembre 1839.
F; fasce, 122 più indice (numerati 1-53, 55/57, 58-130, un fase, n.n., mancano i nn. 22, 25, 38,
65, 110); mm. 340 x 125; s, c. discreto.

180 [402] 1839

« Filza 25 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1839. Dal n. 131 al n. 293 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 15 maggio
al 24 dicembre 1839, con documenti, originali o in copia dal 12 novembre
1807 al 28 agosto 1840.
F; fasce. 157 (numerati 131-239, un fase, n.n., mancano i nn. 149, 183, 288-290); mm. 340 x 125;
s. c. buono.

181 [403] 1840

« Filza 26 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1840. Dal n . * * * al n. 100 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 2 gennaio al
5 marzo 1840, con documenti, originali o in copia dal 19 aprile 1823 al 30
dicembre 1840.
F; fasce. 98 (numerati 1-100, mancano i nn. 12, 21); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

182 [404] 1840

« Filza 26 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1840. Dal n. 101 al n, 210 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 5 marzo al
27 giugno 1840, con documenti, originali o in copia sino al 29 marzo 1847.
F ; fasce. 107 più indice (numerati 101- 210, mancano i nn. 117, 125, 191); mm. 340 x 125;
s. c. discreto.

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183 [405] 1840
« Filza 26 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1840. Dal n. 211 al n. 332 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 3 luglio al 30
dicembre 1840, con documenti, originali o in copia dal 26 maggio 1832 al 13
agosto 1841.
F; fasce. 119 (numerati 211-324, 325/327, 328-332, manca il num. 332); mm 340 x 125; s. c.
discreto.

184 [406] 1841


« Filza 27 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1841. [...] al n. 1 9 0 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 7 gennaio al
21 luglio 1841, con documenti, originali o in copia dal 21 febbraio 1827 al
27 dicembre 1841.
F; fascc. 187 (numerati 1- 190, mancano i nn, 21, 116, 170, 171); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

185 [407] 1841


« Filza 27 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno [184]1. Dal n. 191 al n. 302 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 21 luglio al
29 dicembre 1841, con documenti, originali o in copia dal 15 aprile 1819 al
12 agosto 1842.
F; fascc. 117 più indice (numerati 191-199, 200/201, 202-231, 232/233, 234-302, mancano i nn.
226, 273, 279); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

186 [408] 1842

« Filza 28 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1842. Dal n . * * * al n. 80 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 5 gennaio al
30 marzo 1842, con documenti, originali o in copia dal 6 febbraio 1819 al
3 aprile 1843.
F; fascc. 76 (numerati 1-6, 7/9, 10-80, mancano i nn. 27, 28); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

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187 [409] 1842
« Filza 28 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1842. Dal n. 81 al n. 305 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 30 marzo al
30 dicembre 1842, con documenti, originali o in copia dal 23 gennaio 1826
al 10 settembre 1852.
F ; fasce. 227 più indice (numerati 81-201, 202/203, 204-305, doppi i nn. 237 e 305); mm. 340
x 125; s, c. discreto.

188 [410] 1S43

Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 4 gennaio al
31 maggio 1843, con documenti, originali o in copia dal 10 aprile 1827 al 28
dicembre 1843.
F; fasce. 117 (numerati 1-120, doppio il n, 59, mancano i nn. 31, 52, 105, 107; mm. 340 x 125;
s. c. discreto.

189 [411] 1843

Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 31 maggio
al 30 dicembre 1843, con documenti, originali o in copia dal 28 luglio 1827
al 7 gennaio 1844.
F; fasce. 159 più indice (numerati 121-207, 208/209, 210-284, due fasce, n.n., mancano i nn.
159, 180, 193, 212, 281, 283); mm. 340 x 125; s. c. discreto.
Il fase. 159 è collocato nella busta 2656.

190 [412] 1S44

« Filza 30 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1844. Dal n . * * * al n. 118 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 4 gennaio al
12 giugno 1844, con documenti, originali o in copia dal 14 marzo 1816 al 20
marzo 1846.
F; fasce. 1 1 6 (numerati 1-53, 54/56, 57-118 ); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

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191 [413] 1844
« Filza 30 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1844. Dal n. 120 al n. 243 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 12 giugno al
24 dicembre 1844, con documenti, originali o in copia dal 9 dicembre 1825
al 9 luglio 1845.
F; fascc. 117 (numerati 120-243, doppio il n. 120, mancano i nn. 166, 173, 174, 183, 193, 211,
212, 224, 230); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

192 [414] 1845


« Filza 31 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1845. Dal n . * * * al n. 130 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 2 gennaio al
4 giugno 1845, con documenti, originali o in copia dal 10 settembre 1815 al
3 dicembre 1846.
F; fascc. 125 (numerati 1-130, mancano i nn. 2, 5, 7, 8, 26, 64, 92, 94, 123, quattro fascc. n.n.);
mm. 340 x 125; s. c. discreto.

193 [415] 1845


« Filza 31 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1845. Dal n. 131 al n. 298 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 4 giugno al
23 dicembre 1845, con documenti, originali o in copia dal 12 agosto 1834 al
15 maggio 1846.
F ; fascc. 167 (numerati 131-298, mancano i nn. 147, 216, 246); mm. 340 x 125; s. c. buono.

194 [416] 1846


« Filza 32 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1846. Dal n . * * * al n. 96 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 19 gennaio
al 22 aprile 1846, con documenti, originali o in copia dal 25 giugno 1832 al
27 dicembre 1848.
F; fascc. 85 (numerati 1-96, mancano i nn. 13, 16, 23, 33, 43, 44, 62, 65, 81, 86, 90); mm.
340 x 125; s. c. discreto.

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195 [417] 1846

« Filza 32 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1846. Dal n. 97 al n. 318 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 22 aprile al
30 dicembre 1846, con documenti, originali o in copia dal 12 agosto 1826
all’ 11 gennaio 1847.
F; fasce. 199 più indice ed indice dei mancanti (numerati 97- 318, mancano i nn. 101, 117, 152,
163, 187, 192, 232, 237, 243, 266, 278, 285, 296, 302, 314, 318); mm. 340 x 125; s. c, discreto.

196 [418] 1847

« Filza 33 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1847. Dal n . * * * al n, 62 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 7 gennaio al
20 febbraio 1847, con documenti, originali o in copia dal 16 febbraio 1690
al 5 luglio 1853.
F ; fasce. 59 (numerati 1-56, 56bis, 57-62, mancano i nn. 23, 26, 45, 49); mm. 340 x 125; s.
c. discreto.

197 [419]. 1847

« Filza 33 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1847. Dal n. 63 al n. 135 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 20 febbraio
al 7 maggio 1847, con documenti, originali o in copia dal 1 luglio 1829 al 6
novembre 1848.
F; fasce. 69 (numerati 63-93, 93bis, 94-135, un fase, n.n., mancano i nn. 63-65, 69, 83, 106,
113, 118, 121-123); mm. 340 x 125; s. c. discreto.

198 [421] 1847

« Filza 33 dei documenti relativi alle adunanze della Regia Deputazione agli
Studi. Anno 1847. Dal n. 136 al n. 246 ».
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 7 maggio al
18 agosto 1847, con documenti, originali o in copia dal 16 agosto 1836 al 29
dicembre 1847.

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F; fascc. 104 più indice (numerati 136-246, mancano i nn. 172, 174, 202, 224, 228, 242, 244);
mm. 340 x 125; s. c. discreto.

199 [420] !« 4 /
Pratiche esaminate dalla Deputazione agli studi nelle sedute dal 18 agosto al
31 dicembre 1847, con documenti, originali o in copia dal 18 marzo 1802 al
29 febbraio 1848.
F; fascc. 138 (numerati 247-266, 266bis, 267-268, 268bis, 269-285, 285bis, 286-297, 297bis,
298-307, 307bis, 308-390, due fascc. n.n., mancano i nn. 247, 259, 271, 282, 292, 297, 299,
331, 339, 353, 360, 366, 382, 386, 387, 390); mm. 340 x 125; s. c. cattivo.

200 [480] 1814-1841

Lettere, suppliche, certificati e documenti diversi inviati alla Deputazione; 9


novembre 1 8 1 4 -3 dicembre 1841.
B ; fascc. 272; mm. 35 x 130; s. c. discreto.

201 [481] 1833 - 1837

Id.; 7 febbraio 1833 - 19 dicembre 1837. Con documenti, originali o in copia,


dal 3 aprile 1812.
Numerose suppliche sono prive di data,
B; fascc, 341; mm. 350 x 130; s. c. cattivo;

202 [482] 1838 - 1842

Id.; 11 gennaio 1 8 3 8 -2 7 dicembre 1842. Con documenti, originali o in co­


pia, dal 13 settembre 1814.
B; fasce. 337; mm. 350 x 130; s. c, cattivo.

203 [483] 1843 -1847

Id.; 3 gennaio 1 8 4 3 -2 2 dicembre 1847.


B; fascc. 438; mm. 350 x 130; s. c. cattivo.

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c) Carteggio (nn. 204-342)

I registri di protocollo, i copialettere e le filze della corrispondenza costi­


tuiscono una parte cospicua dell’archivio della Deputazione.
I protocolli delle lettere del Presidente capo del M agistrato della Rifor­
ma erano redatti dal commesso di segreteria1. E ssi iniziano con l’anno 1823
e proseguono, senza interruzioni, sino al 1848. Poiché anche la serie dei regi­
stri di protocollo delle lettere dei Riformatori inizia nello stesso anno è possi­
bile che soltanto allora la segreteria abbia organizzato la gestione del proto­
collo; tuttavia rimane difficile pensare che la corrispondenza in arrivo dal M a­
gistrato in Torino non venisse registrata in alcun modo, per cui si può ipotiz­
zare una dispersione dei primi registri, dispersione che, se ci fu, avvenne co­
munque prima del 1932, quando fu redatto l’inventario dell’archivio dalla B i­
blioteca Universitaria.
Oltre alla registrazione della data di arrivo della corrispondenza all’uffi­
cio di Genova, della data della lettera e del luogo di provenienza seguito da
un breve regesto del contenuto, sono aggiunte indicazioni riguardanti decisio­
ni o risposte che la Deputazione prendeva in relazione ai dispacci del Magi­
strato (alcuni riferimenti rimandano alle date delle deliberazioni); non si trat­
ta comunque di registri generali di protocollo2.
La numerazione del protocollo coincide con la numerazione delle lettere
contenute nelle filze (nn. 226-267), conservate con cura nelle loro scatole,
trattenute da fascette di carta che le tenevano divise mese per mese: solo la
corrispondenza dell’anno 1827 è andata perduta.
Questa documentazione oltre a disposizioni, precisazioni e richiami nor­
mativi o amministrativi reca indicazioni sull’accettazione o meno di studenti,
la concessione di patenti e di permessi per l’apertura di scuole primarie, il
controllo delle scuole medesime da parte dei Riformatori.
Per un breve periodo (1823-1825) le lettere provengono dal Primo segre­
tario di Stato per gli A ffari interni: a seguito dei moti rivoluzionari del 1821,
infatti, l’Università era passata sotto la giurisdizione di tale ufficio che ne

1 Cfr. l’istruzione per la segreteria del 28 agosto 1823; A S G , Università 79.


2 N on contengono riferimenti a risposte o deliberazioni i nn. 213, 214, 221, 223, 224.
Negli altri casi sono state indicate solo quelle che trascendevano gli estremi cronologici dei regi­
stri di protocollo.

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aveva disposto, tra l’altro, la chiusura per motivi di ordine pubblico (anno ac­
cademico 1822-23)3.
La filza n. 225 raccoglie la corrispondenza riservata inviata dal M agi­
strato al Presidente capo della Deputazione: si tratta di informative su stu­
denti o disposizioni ed osservazioni particolari che non dovevano essere visio­
nate o discusse dalla Deputazione.
La serie dei protocolli della corrispondenza dei Riformatori e diversi ini­
zia con il 1823, mancano gli anni 1826, 1831, 1832, 1840, 1842, 1844, 1846.
Nei registri i mittenti sono divisi, generalmente, per località di prove­
nienza. Le lettere protocollate sono visionabili nelle filze (nn. 283-303).
Le missive inviate dagli intendenti e vice-intendenti (nn. 283-284), dai
sindaci (nn. 291-292) e dal direttore di polizia (n. 293) riguardano il funziona­
mento della struttura scolastica. I sindaci erano, in particolare, responsabili
della gestione delle scuole comunali, dei maestri e del sostentamento econo­
mico di tali istituti4. Il direttore di polizia informava la Deputazione sulla
moralità e buona condotta di studenti e personale, mentre gli intendenti rela­
zionavano o chiedevano informazioni su fatti verificatisi e persone residenti
nel territorio di loro competenza. Si segnala che ai nn. 295 e 296 molte lette­
re riguardano la soppressione delle antiche commissioni amministrative di
scuole e collegi5.
La corrispondenza in partenza non era protocollata, ma trascritta nei co­
pialettere. Due le serie: copialettere per il M agistrato della Riforma in Torino
(a n n i 1822-1847, manca il 1834) e copialettere per destinatari diversi (anni
1814-1847, mancano gli anni 1828, 1829, 1833, 1846). Il num. 324 riporta
qualche lettera inviata dalla Deputazione istituita dal governo provvisorio
della Repubblica. Tali registri erano tenuti, rispettivamente, dal commesso di
segreteria e dal secondo soprannumerario.
I copialettere della corrispondenza a diversi raccolgono, in buona parte,
dispacci e risposte inviate a Riformatori, sindaci, intendenti e direttori di polizia.

3 II palazzo dell’Università fu, in quel frangente, occupato dalle truppe; l’U niversità ven­
ne riaperta il 5 novembre 1823. La Deputazione, comunque, elaborò un piano al fine di consenti­
re agli studenti non coinvolti nei moti di sostenere regolarmente gli esami, anche se lo svolgimen­
to dei corsi era stato interrotto.
4 Spettava ai sindaci proporre alla Deputazione i nominativi dei maestri per le scuole co­
munali. M olte lettere contenute nei nn. 291 e 292 accusano il ricevimento delle disposizioni della
Deputazione, emanate nell’autunno 1816, su circolari e registri per i maestri delle scuole particolari.
5 Cfr. quanto disposto nella deliberazione del 10 luglio 1817 in A S G , Università 82.

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Corrispondenza in arrivo (nn. 204-303 )

Lettere del Presidente Capo; protocollo (nn. 204-224 )

204 [488] 1823 - 1824

« Regia Università di Genova. Registro d ’arrivo delle lettere e altre carte di


Sua Eccellenza il Primo Segretario di Stato per gli A ffari Interni. Anno
1823-24 » (copertina).
Registro di protocollo delle lettere provenienti dal Primo segretario di Stato
per gli Affari interni; 1 gennaio 1823 - 28 luglio 1824. Con annotazioni relati­
ve ai provvedimenti presi dalla Deputazione sino al 19 agosto 1824.
R; cc. 32; mm. 450 x 287; copertina in cartone; guardia anteriore; s. c. buono.

205 [489] 1824 - 1826

« 1824 31 luglio -1 8 settembre 1826 » (dorso).


Registro di protocollo delle lettere provenienti dal Primo segretario di Stato
per gli A ffari interni e, dall’agosto 1825, dal Presidente capo del M agistrato
della Riforma e delle Regie Università; 31 luglio 1824- 18 settembre 1826.
R; cc. 71; mm. 460 x 295; copertina in cartone; guardie; s. c. buono,

206 [490] 1826 - 1828

« Dal 1826, 22 settembre al 7 marzo 1828 » (dorso).


Registro di protocollo delle lettere provenienti dal Presidente capo del Magistra­
to della Riforma e delle Regie Università; 22 settembre 1826 - 14 marzo 1828.
R; cc. 71; mm. 450 x 290; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

207 [491] 1828- 1830

« Dal 1828 14 marzo al 2 giugno 1830 » (dorso).


Id.; 14 marzo 1828 - 2 giugno 1830.
R; cc. 90; mm. 465 x 290; copertina in cartone; guardie s. c. buono.

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208 [492] 1830- 1833

« D a l 1830 .9. giugno al 1833 .15. febbraio » (dorso).


Id.; 9 giugno 1 8 3 0 -2 5 marzo 1833.
R; cc. 86; mm. 470 x 295; copertina in cartone; s. c. buono.

209 [493] 1833 - 1834

Id.; 4 marzo 1833 - 29 gennaio 1834, Con annotazioni relative ai provvedi­


menti presi dalla Deputazione sino al 5 febbraio 1834.
R- cc. 56; mm. 375 x 240; copertina in cartone; s. c. cattivo. Il registro è danneggiato dal­
l’umidità.

210 [494] 1834- 1835

Id.; 3 gennaio 1 8 3 4 -2 gennaio 1835.


R; cc. 52; mm. 375 x 240; copertina in cartone; s. c. cattivo. Il registro è danneggiato dal­
l’umidità.

211 [495] 1835- 1836

Id.; 5 gennaio 1835 - 1 gennaio 1836. Con annotazioni relative ai provvedi­


menti presi dalla Deputazione sino al 4 gennaio 1836.
R; cc. 70; mm. 375 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto.

212 [496] 1836- 1837

Id.; 4 gennaio 1836 - 1 gennaio 1837.


R; cc. 56; mm. 380 x 245; copertina in cartone; s. c. discreto.

213 [497] 1837- 1838

Id.; 4 gennaio 1 8 3 7 -2 gennaio 1838.


R; cc. 60; mm. 370 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Le ultime 5 cc. sono slegate.

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214 [498] 1838

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1838.


R; cc. 115; mm. 385 x 245; copertina in cartone; s. c. discreto.

215 [499] 1839

Id.; 2 gennaio - 31 dicembre 1839. Con annotazioni relative ai provvedimenti


presi dalla Deputazione sino al 7 dicembre 1840.
R; cc. 76; mm. 375 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto.

216 [500] 1840

Id.; 1 gennaio - 30 dicembre 1840. Con annotazioni relative ai provvedimenti


presi dalla Deputazione sino all’ 11 gennaio 1841.
R; cc. 66; mm. 350 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto. Le ultime 4 cc. sono cadute.

217 [501] 1841

Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1841.


R; cc. 134; mm. 380 x 240; copertina in cartone; s. c. cattivo. T ra le cc. 5 7 ’ e 78’ sono cadute
71 cc., il registro, tuttavia, non presenta lacune nel contenuto.

218 [502] 1842

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1842.


R; cc. 41; mm. 385 x 235; guardie; s. c. cattivo. M anca la copertina; le ultime 3 cc. e la guardia
post, sono slegate.

219 [503] 1843

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1843.


R; cc. 84; mm. 390 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

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220 [504] 1844

lei.; 2 gennaio - 31 dicembre 1844. Con annotazioni relative ai provvedimenti


presi dalla Deputazione sino al 25 gennaio 1845.
R; cc. 55; mm. 390 x 235; copertina in cartone; s. c. buono.

221 [505] 1845

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1845.


R; cc. 56; mm. 390 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. L a c. 1’ è incollata alla copertina.

222 [506] 1846

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1846.


R; cc, 60; mm. 390 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto.

223 [507] 1847

Id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1847.


R; cc. 40; mm. 390 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto. L a c. 4 0 ’ è staccata.

224 [508] 1848

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1848.


R; cc. 76; mm. 395 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto. Le cc. 4 9 ’ e 5 0 ’ sono incollate
tra loro.

Lettere del Presidente Capo; filze (nn. 225-257)

225 [459] 1824 - 1848

Lettere riservate; 9 luglio 1824 - 3 gennaio 1848.


La busta contiene la corrispondenza riservata inviata dal Presidente capo del M agistrato della
riforma al Presidente della Deputazione agli studi (26 ottobre 1835 - 3 gennaio 1848), Q uesto

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nucleo è preceduto da due fascicoli di lettere del 1824 e 1828, provenienti rispettivamente da
Sarzana e Sestri Ponente.
B ; fasce. 308; mm. 430 x 125; s. c. cattivo.

226 [427] 1816

« Anno 1816. Lettere di S .E . il Capo delle Regie Università ».


Lettere del Presidente capo del M agistrato della Riforma alla Deputazione
agli studi; 6 gennaio - 30 dicembre 1816, con documenti, originali o in copia,
dal 21 marzo 1814.
L ’unità contiene: 69 lettere datate, 1 lettera del ministro Brignole (Presidente capo della D eputa­
zione) senza data, e 6 documenti a stam pa (Regolamento per i collegi della Savoia del 30 ottobre
1816, calendari accademici e programmi dei corsi dell’Università di Torino per gli anni accademi­
ci 1816-17 e 1817-18).
F; fasce. 76; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

227 [428] 1817

« Anno 1817. Lettere di S .E . il Capo delle Regie Università ».


Id.; 7 gennaio-3 1 dicembre 1817, con documenti, originali o in copia, dal
10 gennaio 1775 al 13 marzo 1823.
F ; fascc. 167; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

228 [429] 1818

« Anno 1818. Lettere di S.E . il Capo delle Regie Università ».


Id.; 7 gennaio-2 5 novembre 1818; con documenti, originali o in copia, dal
3 novembre 1798 al 25 novembre 1818.
F; fascc. 82; mm, 330 x 115; s. c. discreto.

229 [430] 1819 -1 8 2 0

« Anni 1819-1820. Lettere di S.E . il Capo delle Regie Università ».


Id.; 3 gennaio 1 8 1 9 -2 7 dicembre 1820.
F ; fascc. 139; mm. 330 x 115; s. c. buono.
O tto lettere (27 gennaio 1 8 1 9 - 2 agosto 1820) sono collocate nella busta 2656.

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230 [431] 1821

«A n n o 1821. Lettere di S .E . il Capo delle Regie Università ».


Id.; 6 gennaio- 2 9 dicembre 1821.
F; fasce. 81; mm. 330 x 115; s. c. discreto.
Sei lettere (27 gennaio - 17 dicembre 1821) sono collocate nella busta 2656.

231 [432] 1822

« Anno 1822. Lettere di S .E . il Capo delle Regie Università ».


Id.; 5 gennaio 1 8 2 2 -2 9 dicembre 1822.
F; fasce. 187; mm. 330 x 115; s. c. discreto.
Ventitré lettere (5 gennaio - 27 novembre 1822) sono collocate nella busta 2656.

232 [433] 1823

« Anno 1823. Lettere di S .E . il Primo Segretario di Stato. Interni ».


Lettere del Primo segretario di Stato per gli Affari interni alla Deputazione
agli studi; 1 gennaio - 31 dicembre 1823, con documenti, originali o in copia,
dal 20 dicembre 1822 al 17 marzo 1824.
F; fasce. 162; mm. 330 x 115; s. c. buono.
Una lettera (23 gennaio 1823) è collocata nella busta 2656.
Per una lettera del 4 gennaio 1823 cfr. appendice, cart. 71/10.

233 [434] 1824

«A n n o 1824. Lettere di S.E . il Primo Segretario di Stato. Interni».


Id.; 3 gennaio - 29 dicembre 1824.
F; fasce. 166; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

. 234 [435] 1825

«A nno 1825. Lettere di S .E . il Primo Segretario di Stato. Interni ».


Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1825.
F; fasce. 161; mm. 330 x 115; s. c. buono.

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235 [436] 1826

« Anno 1826. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Lettere del Presidente capo del Magistrato della Riforma e delle Regie Uni­
versità alla Deputazione agli studi; 2 gennaio-3 0 dicembre 1826, con docu­
menti, originali o in copia, dal 26 marzo 1816.
F ; fascc. 229; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

236 [437] 1827

«A n n o 1827. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie U niversità».


Id.; 3 gennaio-31 dicembre 1827, con documenti, originali o in copia, dal
1 dicembre 1826.
F; fascc. 250; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

237 [438] 1828

«A n n o 1828. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie U niversità».


Id.; 5 gennaio-31 dicembre 1828, con documenti, originali o in copia, dal
4 agosto 1813.
F; fascc. 281; mm. 330 x 115; s. c. buono.

238 [439] 1829

« Anno 1829. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 1 gennaio 1829 - 30 dicembre 1829, con documenti, originali o in copia,
dal 25 settembre 1827.
F; fascc. 242; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

239 [440] 1830

« Anno 1830. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 3 gennaio-2 9 dicembre 1830, con documenti, originali o in copia, dal
5 aprile 1829.
F ; fascc. 253; mm. 330 x 115; s. c. buono.

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240 [441] 1831

«A n n o 1831. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1831, con documenti, originali o in copia, dal-
l’ i l settembre 1830 al 25 gennaio 1833.
F; fasce. 235; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

241 [442] 1832

« Anno 1832. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 2 gennaio - 29 dicembre 1832, con documenti, originali o in copia, dal
9 settembre 1831.
F; fasce. 360; mm. 330 x 115; s. c. buono.

242 [443] 1833

«A n n o 1833. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie U niversità».


Id.; 5 gennaio-3 1 dicembre 1833.
F; fasce. 315; mm. 330 x 115; s. c. discreto.
Due lettere (21 ottobre - 4 dicembre 1833) sono collocate nella busta 2656.

243 [444] 1834

« Anno 1834. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1834, con documenti, originali o in copia, dal
29 ottobre 1833.
F; fasce. 414; mm. 330 x 115; s. c. discreto.
Tre lettere (12 marzo - 9 luglio 1833) sono collocate nella busta 2656.

244 [445] 1835

«A nno [1835]. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 3 gennaio - 30 dicembre 1835.
F; fasce, 345; mm. 330 x 115; s. c. buono.

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245 [446] 1836

« Anno 1836. Lettere di S.E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 4 gennaio - 30 dicembre 1836, con documenti, originali o in copia, dal
19 luglio 1832 all’8 giugno 1837.
F; fasce, 342; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

246 [447] 1837

« Anno 1837. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1837, con documenti, originali o in copia, dal
9 gennaio 1830 al 26 giugno 1838.
F; fasce, 376; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

247 [448] 1838

« Anno 1838. Lettere di S.E . il Presidente Capo delle Regie Università, la ».


Id.; 2 gennaio-2 9 giugno 1838, con documenti, originali o in copia, dal 13
ottobre 1837.
F ; fascc. 190; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

248 [449] 1838

«A n n o 1838. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 1 luglio - 31 dicembre 1838, con documenti, originali o in copia, dal
3 novembre 1834.
F ; fasce. 200; mm. 330 x 115; s. c. buono.

249 [450] 1839

« 1839 ».
Lettere del Presidente capo del M agistrato della riforma e delle Regie univer­
sità alla Deputazione agli studi; 2 gennaio - 31 dicembre 1839, con documen­
ti, originali o in copia, dal 9 settembre 1836.
F ; fascc. 362; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

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250 [451] 1840

«A n n o 1840. Lettere di S .E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 1 gennaio-3 0 dicembre 1840, con documenti, originali o in copia, dal
3 dicembre 1833.
F; fascc. 355; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

251 [452] 1841

« Anno 1841. Lettere di Sua Eccellenza il Presidente Capo delle Regie Uni­
versità ».
Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1841.
F ; fascc. 258; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

252 [453] 1842

Lettere del Presidente capo del M agistrato della riforma alla Deputazione agli
studi; 2 gennaio - 31 dicembre 1842, con documenti, originali o in copia, dal
20 novembre 1839.
F ; fascc. 243; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

253 [454] 1843

«A n n o 1843. Lettere di S.E . il Presidente Capo delle Regie Università ».


Id.; 2 gennaio- 31 dicembre 1843, con documenti, originali o in copia, dal
12 dicembre 1842.
F; fascc. 238; mm. 330 x 115; s. c. buono.
Due lettere (13 ottobre - 25 novembre 1843) sono collocate nella busta 2656.

254 [455] 1844

« Anno 1844. Lettere di Sua Eccellenza il Presidente Capo delle Regie Uni­
versità ».
Id.; 3 gennaio-3 0 dicembre 1844, con. documenti, originali o in copia, dal
16 ottobre 1837.
F; fascc. 281; mm, 330 x 115; s. c. discreto.

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255 [456] 1845

« Lettere di Sua Eccellenza il Presidente Capo. 1845 ».


Id.; 1 gennaio-31 dicembre 1845, con documenti, originali o in copia, dal
13 gennaio 1838 al 13 gennaio 1846.
F; fasce. 252; mm. 330 x 125; s. c, discreto.

256 [457] 1846

« Lettere di S.E . il Presidente Capo. 1846 ».


id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1846, con documenti, originali o in copia, dal
15 agosto 1843.
F; fasce. 228; mm. 330 x 125; s. c. discreto.

257 [458] 1847

Lettere del Presidente capo del M agistrato della riforma e delle Regie Univer­
sità alla Deputazione agli studi; 3 gennaio - 30 dicembre 1847, con documen­
ti, originali o in copia, dal 22 settembre 1841.
F ; fasce. 248; mm. 330 x 125; s. c. discreto

Lettere dei Riformatori e diversi; protocollo (nn. 258-282)

258 [863] 1823 - 1824

« Regia Università di Genova. Scuole fuori dell’Università. Registro di arrivo


delle Lettere ed altre carte coll’indicazione delle risposte fatte od altri provve­
dimenti dati. Anni 1823 in 24, e 25 » (copertina).
Registro di protocollo delle lettere in arrivo. M ittenti diversi; 1 gen­
naio 1823 - 24 maggio 1824; con annotazione delle risposte sino al 16 aprile
1825.
R; cc. 42; mm. 455 x 295; copertina in cartone; s. c. discreto.

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259 [509] 1824 - 1825

« Regia Università di Genova. Registro di arrivo delle lettere, ed altre carte,


coll’indicazione delle risposte fatte od altri provvedimenti dati. Anno 1824
in 1825 » (copertina).
Registro di protocollo delle lettere in arrivo. M ittenti diversi; 26 maggio
1824 - 27 luglio 1825, con annotazione dei provvedimenti presi dalla D eputa­
zione sino al 7 settembre 1825.
R; cc. 43; mm. 455 x 295; copertina in cartone; s. c, discreto. La c. 1’ è semislegata.

260 [510] 1827- 1830

Id.; 9 marzo 1827 - 20 gennaio 1830, con annotazione dei provvedimenti pre­
si dalla Deputazione.
R; cc. 139; mm. 450 x 290; copertina in cartone; guardie; s. c. discreto.

261 [864] 1833

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga e Novi


e dai Delegati alla Riforma di Genova; 3 gennaio-3 0 dicembre 1833.
R; cc, 62; mm. 380 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. È caduta una c. tra c. 8 ’ e 9 ’ ,
la c. 32’ è incollata alla c. 3 3 ’ .

262 [865] 1833

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Chiavari, La


Spezia e Savona; 4 gennaio-3 0 dicembre 1833.
R; cc. 19; mm. 380 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. Tutte le cc. sono slegate.

263 [866] 1834

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­


bio, Novi e dai Delegati alla Riforma di Genova; 4 gennaio - 30 dicembre 1834.
R; cc, 78; mm. 385 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto. Le cc. 12’ , 16’-18’ , 78’ sono slega-
te; la c. 3 3 ’ è incollata alla c. 3 4 ’ .

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264 [867] 1834

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Chiavari, Savo­


na e La Spezia; 7 gennaio-3 1 dicembre 1834.
R; cc. 42; mm. 385 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto.

265 [868] 1835

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­


bio, Novi e dai Delegati alla Riforma di Genova; 2 gennaio - 24 dicembre 1835.
R; cc. 100; mm. 385 x 235; copertina in cartone; s, c. discreto. La c. 100’ è slegata.

266 [869] 1835

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Chiavari, La


Spezia e Savona; 3 gennaio-3 1 dicembre 1835.
R; c. 22; mm. 380 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. Tutte le cc. sono slegate.

267 [870] 1836

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­


bio, Novi e dai Delegati alla Riforma di Genova; 5 gennaio - 31 dicembre 1836.
R; cc. 93; mm, 385 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. La c. 8 7 ’ è incollata alla c. 88’ .

268 [871] 1836- 1837

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Chiavari, La


Spezia e Savona; 6 gennaio 1 8 3 6 -2 gennaio 1837.
R; cc. 28; mm. 380 x 255; copertina in cartone; s. c. discreto. L e ce. 6 ’ -9’ sono sii

269 [872] . 1837

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­


bio, Novi e dai Delegati alla Riforma di Genova; 3 gennaio - 31 dicembre 1837.
R; cc. 116; mm. 385 x 235; copertina in cartone; s, c. discreto.

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270 [873] 1837
Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Chiavari, La
Spezia e Savona; 3 gennaio-3 0 dicembre 1837.
R ; cc. 5 6 ; m m . 3 8 0 x 2 5 5 ; co p ertin a in carton e; s. c. d iscreto.

271 [874] 1838

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­


bio, Novi e dai Delegati alla Riforma di Genova; 3 gennaio - 27 dicembre
1838.
R ’ cc. 115; mm. 385 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto.

272 [875] 1838


Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Chiavari, La
Spezia e Savona; 4 gennaio - 23 dicembre 1838.
R; cc. 56; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto.

273 [876] 1839


Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Chiavari, La
Spezia e Savona; 4 gennaio-3 1 dicembre 1839.
R; cc. 33; mm. 365 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto. La c. 1’ è slegata; sono cadute
6 cc. tra c. l ’e 2 ’ . 5 cc. tra c. 2 5 ’ e 2 6 ’ , 4 cc. tra c. 33’ e la copertina post.

274 [877] 1841


Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­
bio, Chiavari, La Spezia e Savona e dai Delegati alla Riforma di Genova;
2 gennaio - 31 dicembre 1841, con annotazione dei provvedimenti presi dalla
Deputazione sino al 13 gennaio 1843.
R; ce. 57; mm. 380 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute 8 cc. tra c. 4 ’ e
c. 5 ’ , 4 cc. tra c. 6 ’ e 7’ , 8 cc. tra c. 13’ e 14’ . Le cc. 11’ , 12’ , 13’ sono staccate.

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275 [878] 1843
Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­
bio, Chiavari, La Spezia e Savona e dai Delegati alla Riforma di Genova;
2 gennaio-3 1 dicembre 1843.
R; cc. 51; mia. 380 x 230; copertina in cartone; s. c, discreto. Sono cadute 11 cc. tra c. 17’
e 18’ , 7 cc. tra c. 2 1 ’ e 2 2 ’ , 8 cc. tra c. 2 6 ’ e 2 7 ’, 11 cc. tra c. 3 5 ’ e 3 6 ’ .

276 [511] 1843

Registro di protocollo delle lettere in arrivo. Mittenti diversi; 2 gennaio - 30


dicembre 1843, con annotazione dei provvedimenti presi dalla Deputazione.
Il registro è diviso in due parti: alle cc. 1 ’-32’ « Suppliche » dal 2 gennaio al 30 dicembre 1843,
alle cc. 35’-51’ « Lettere diverse » dal 2 gennaio al 28 dicembre 1843. I
R; cc. 51; mm. 390 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto. La c. 5 1 ’ è

277 [879] 1845

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­


bio, Chiavari, La Spezia e Savona e dai Delegati alla Riforma di Genova;
3 gennaio - 29 dicembre 1845, con annotazione dei provvedimenti presi dalla
Deputazione sino al 9 gennaio 1846.
Allegati: due inserti a c. 6 3 ’ (8 gennaio 4 6 - 3 1 dicembre 1846).
R; cc. 63; mm. 380 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute cc. 5 tra c. 6 3 ’ e
la copertina post.

278 [512] 1845

Registro di protocollo delle lettere in arrivo. Mittenti diversi; 1 gennaio - 27


dicembre 1845, con annotazione dei provvedimenti presi dalla Deputazione
sino al 24 gennaio 1846.
Il registro è diviso in due parti: alle c. l ’-39’ « Suppliche diverse » dal 3 gennaio al 23 dicembre
1845, alle cc. 40’-64’ « Lettere diverse » dal 1 gennaio al 27 dicembre 1845.
R; cc. 64; mm. 390 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto.

279 [880] 1847

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­

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bio, Chiavari, La Spezia e Savona e dai Delegati alla Riforma di Genova;
2 gennaio-3 1 dicembre 1847.
R; cc. 76; mm. 390 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute cc. 5 tra c. 6 3 ’ e
la copertina post.

280 [881] 1847- 1848

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Riformatori di Albenga, Bob­


bio, Chiavari, La Spezia e Savona e dai Delegati alla Riforma di Genova;
3 gennaio 1847 - 2 gennaio 1848.
R; cc. 95; mm. 390 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto.

281 [513] 1847


Registro di protocollo delle lettere in arrivo. M ittenti diversi; 4 gennaio - 31
dicembre 1847, con annotazione dei relativi provvedimenti presi dalla Depu­
tazione.
Il registro è diviso in due parti; alle cc. l ’-51’ « Suppliche » dal 4 gennaio al 20 dicembre 1847,
alle cc. 5 2 ’-90’ « Lettere diverse » dall’ 8 gennaio al 31 dicembre 1847.
R; cc. 90; mm. 392 x 226; copertina in cartone; s. c. discreto. Le cc. 44’-51’ sono slegate.

282 [514] 1848- 1849

Id.; 2 gennaio 1 8 4 8 -2 gennaio 1849, con annotazione dei relativi prov­


vedimenti presi dalla Deputazione e dal Sovrintendente della Regia Univer­
sità.
Il registro è diviso in due parti; alle cc. l ’-48’ « Suppliche diverse » dal 4 gennaio 1848 al 2 gen­
naio 1849, alle cc. 4 9 ’-86’ « Lettere diverse » dal 2 gennaio al 30 dicembre 1848.
R; cc. 86; mm. 388 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto. Le ultime 3 cc. sono cadute.
I registri di protocollo continuano ai nn. 491 e ss. (registri di protocollo delle lettere dei Provve­
ditori agli studi) e 499 e ss. (registri di protocollo delle lettere diverse).

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Lettere dei Riformatori e diversi; filze (nn. 283-303)

283 [462] 1815 -1 8 4 1

Lettere inviate dagli Intendenti e vice-intendenti; 20 giugno 1 8 1 5 -7 feb­


braio 1841, con documenti, originali o in copia, dal 10 maggio 1811.
Intendenza generale di Genova (26 febbraio 1828 - 7 febbraio 1841); vice-intendenze di: C hia­
vari (30 ottobre 1 8 l5 - 15 giugno 1831), L a Spezia (16 luglio 1816 - 27 agosto 1831), N ovi Ligu­
re (16 luglio 1816 - 27 agosto 1831), Oneglia (8 ottobre 1818), San Remo (20 giugno 1815 - 27
giugno 1817), Savona (7 novembre 1815 - 12 dicembre 1828).
B; fascc. 169; mm. 330 x 125; s. c. discreto.
r

284 [461] 1 8 1 5 -1 8 3 3
Id.; 14 luglio 1 8 1 5 -1 3 settembre 1833.
Intendenza generale di Genova (14 luglio 1815 - 4 dicembre 1832); vice-intendenze di: Albenga
(30 ottobre 1814 - 13 settembre 1833), Bobbio (18 giugno 1820 - 17 luglio 1832), Chiavari (9
gennaio 1829), La Spezia (3 marzo 1818 - 9 settem bre 1829), N ovi (4 novembre 1815), Savona
([...] febbraio 1 8 1 8 - 6 febbraio 1819).
B; fascc. 162; mm. 330 x 125; s. c. discreto.

285 [469] 1 8 1 6 -1 8 2 4

Lettere inviate dai Riformatori e dei Delegati alla Riforma; 26 novembre


1 8 1 6 -9 dicembre 1824, con documenti, originali o in copia, dal 15 novembre
1798.
Riformatori di: Albenga (8 luglio 1820), La Spezia (26 novembre 1816 - 31 dicembre 1823); D e­
legati di: Lerici (dicembre 1824), Sarzana (3 gennaio - 24 dicembre 1823).
B; fascc. 268; mm. 330 x 125; s. c. discreto.

286 [465] 1817 . 184 7

Id.; 27 gennaio 1 8 1 7 -3 0 novembre 1847.


Riformatore di Chiavari (27 gennaio 1817); Delegati di: Borzonasca (20 gennaio 1825), Cicagna
(18 dicembre 1834), Lavagna (15 febbraio 1825), Levanto (16 luglio 1823 - 26 dicembre 1824),
N ervi (20 gennaio 1 8 4 6 - 3 agosto 1847), Rapallo (17 febbraio 1823 - 2 4 agosto 1826), Reccó
(19 settem bre 1840, 16 agosto 1846), S. M artino d ’Albaro (16 gennaio 1843, 30 novembre
1847), Sestri Levante (8 gennaio 1823 - 22 dicembre 1824), Varese Ligure (5 dicembre 1824 - 20
settembre 1826, 19 agosto 1831).
B; fascc. 532; mm. 330 x 125; s. c. discreto.

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287 [467] 1817 -1 8 3 2

Id.; 22 maggio 1817 - 25. novembre 1832, con documenti, originali o in copia,
dal 20 aprile 1813.
Riformatore di N ovi (22 maggio 1 8 1 7 - 2 5 novembre 1832); Delegati di: G avi (2 ottobre
1822 - 10 novembre 1824), Serravalle (30 settem bre 1822 - 1 dicembre 1824).
B; fasce. 213; mm. 330 x 125; s. c. discreto.

288 [466] 1 819-1847

Id.; 15 settembre 1 8 1 9 -2 8 dicembre 1847.


Riformatori di: Bobbio (15 settem bre 1819, 3 novembre 1841), N ovi (6 gennaio 1825 - 2 8 di­
cembre 1847); Delegati di: Campofreddo (24 luglio 1847), G avi (4 gennaio - 29 luglio 1825), Ri-
varolo (16 novembre 1845 - 23 gennaio 1847), Rocchetta Ligure (20 febbraio 1825), Ronco (28
luglio - 13 settem bre 1847), S. Quirico (12 gennaio 1847), Staglieno (8 novembre 1847), Torri-
glia (14 luglio 1832).
B; fasce. 239; mm. 330 x 125; s. c, discreto.

289 [468] 1821- 1847

Id .; 13 gennaio 1821 -1 9 dicembre 1847, con documenti, originali o in copia,


dal 21 aprile 1817 al 15 settembre 1851.
Riformatori di: Albenga (2 aprile 1836 - 2 aprile 1838; 9 settembre 1847), Bobbio (9 gennaio
1836, 14 settem bre 1847), Chiavari (23 giugno 1836 - 17 novembre 1836; 20 settembre 1847),
La Spezia (13 gennaio 1821 - 10 settembre 1847), N ovi (29 aprile 18 3 6 - 19 dicembre 1847);
Savona (9 ottobre 1847). Delegati di: Alassio (3 novembre 1836), Cam pofreddo (12 settembre
1847), Levanto (20 luglio - 30 agósto 1824), Recco (22 novembre 1836, 26 ottobre 1847),
Rivarolo (17 settembre 1847), Ronco (11 settembre 1847), Sarzana (4 agosto 1824 - 2 6 luglio
1826), Savignone (16 settem bre 1847), S. M artino d ’Albaro (24 settembre 1847), S. Quirico
(17 d icem bre- 2 8 dicembre 1836, 12 settem bre 1847), San Remo (11 settembre 1847), Sestri
Ponente (11 settem bre 1847), Staglieno (10 settembre 1847), Voltri (14 ottobre 1834, 17 set­
tembre 1847).
B; fasce. 276; mm. 330 x 125; s. c. discreto

290 [470] 1823 ■ 1848


Lettere inviate dai Riformatori e Delegati alla Riforma alla Deputazione e,
dal 1 gennaio 1848, al Sovrintendente dell’Università; 5 dicembre 1823 - 25
novembre 1848.

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Riformatori di; Albenga (16 settem bre 1827 - 1 gennaio 1848), Savona (7 gennaio 1832 - 25 no­
vembre 1848); Delegati di: Finale Ligure (5 dicembre 1823 - 1 agosto 1844), N izza (22 dicembre
1832), Noli (25 aprile 1830), Sestri Ponente (16 giugno 1840).
B; fascc. 255; mm. 330 x 125; s. c. discreto.

291 [463] 1 8 1 4 -1 8 4 2
Lettere inviate dai sindaci; 26 aprile 1 8 1 4 -7 aprile 1842,
Comuni di: Alassio (9 gennaio 1 815 - 2 5 ottobre 1823), Albenga (14 novembre 1 814 - 12 no­
vembre 18 3 5 ), C am pofreddo (24 ottobre 1 8 2 2 - 2 7 novembre 1 8 3 4 ), C hiavari (26 aprile
1815 - 2 0 agosto 1823), Finale (17 gennaio 1816 - 23 luglio 1817), G avi (28 ottobre 1822 - 31
gennaio 1823), Genova (1 maggio 1815 - 2 8 marzo 1837), L a Spezia (26 aprile 1814 - 9 marzp
1825), Levanto (5 ottobre 1815 - 6 novembre 1820), Noli (24 ottobre 1814 - 21 novembre
1817), N ovi (27 maggio 1831), O ttone (7 marzo 1818 - 2 novembre 1822), Pieve di Albenga (23
maggio 1815 - 2 0 dicembre 1816), Porto M aurizio (22 novembre 1816 - 18 febbraio 1819), R a­
pallo (27 novembre 1822 - 2 2 novembre 1828), Recco (8 novembre 1 8 1 6 - 2 6 maggio 1823),
Rossiglione (8 giugno 1833), S. Pier d ’Arena (26 novembre 1816 - 18 dicembre 1827), San Remo
(6 ottobre 1 8 1 5 - 19 novembre 1816), Sarzana (23 novembre 1814 - 7 aprile 1842), Savona 6
giugno 1816 - 4 settembre 1825), Sestri Levante 11 novembre 1815 - 17 dicembre 1823), Taggia
(1 dicembre 1 8 1 6 - 22 maggio 1823), Voltri (18 giugno 1817 - 17 novembre 1827), Zoagli (5 feb­
braio 1834).
B; fascc. 253; mm. 330 x 125; s. c. d iscreto.

292 [464] 1 8 1 5 -1 8 3 5
Id.; 21 aprile 1 8 1 5 -2 3 ottobre 1835.
Comuni di: Alassio (15 ottobre 1833 - 2 0 gennaio 1834), Albenga (24 agosto - 9 dicembre 1834),
Albissola (23 ottobre 1835), Andora (23 settembre 1826), Arcola (25 novembre 1816), Arenzano
(16 novembre 1 8 1 6 - 10 aprile 1823), Badalucco (19 novembre 1816), Bobbio (10 marzo 1834),
Bogliasco (24 aprile 1817), Bollano (20 novembre 1816 - 2 4 novembre 1823), Borghetto (3 feb­
braio 18 2 7 ), Brugnato (8 gennaio 1827), Busalla (14 marzo 1827), Bussana (19 novembre 1816),
Calice (10 luglio - 8 novembre 1827), Camogli (20 settembre 1817 - 12 maggio 1829), Cam po­
freddo (8 ottobre 18 340, Carpeneto (15 dicembre 1834), Castelnuovo M agra (28 ottobre
1 8 2 4 - 2 7 giugno 1 832), Chiavari 13 novembre 1829), Cisano ([...] marzo 1825), Cogorno (8 lu­
glio 18 3 2 ), Diano Marina (25 novembre - 2 6 novembre 1816), Finale (30 aprile 1820 - 2 8 giugno
1833), La Spezia (2 maggio 1827 - 18 settem bre 18 3 5 ), Laigueglia (27 dicembre 1823), Lavagna
(8 gennaio 1817 - 5 agosto 1823), Lerici (19 novembre 1816 - 16 luglio 18 2 5 ), Loano (28 agosto
1826), M asone (1 settembre 1833 - [...] 1834), Millesimo (11 ottobre 1832), M onterosso (23
marzo 1830 - 10 febbraio 1831), M ontaggio (23 novembre 1816), M ornese (30 gennaio - 12
aprile 18 3 5 ), N oli (2 settembre 1830), N ovi (20 aprile - 5 luglio 1830), O rtonovo (30 novembre -
- 6 dicembre 1 8 1 6 ), Portofino (19 febbraio 1827), Riomaggiore (2 settem bre 1 8 1 7 - 13 febbraio
1833), Riva Trigoso (20 novembre 1816), Rondanina ([...]1 8 3 4 ), Rossiglione (26 novembre

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1827 - 19 dicembre 1830), San Biagio (23 novembre 1816), San Cipriano (21 luglio 1828), San
Pier d’Arena (13 febbraio 1829 - 9 luglio 1835), Savignone (29 novembre 1816 - 24 febbraio
1824), Sassello (22 febbraio 1833), Sestri Ponente (18 agosto 1830 - 2 marzo 1835), Staglieno
(14 novembre 1816), Stellanello (28 settembre 1827), Tortiglia (29 novembre 1823 - 4 dicembre
1826), V arigotti (30 agosto-14 novembre 1824), Varzi (9 novembre 1831), Ventimiglia (20 no­
vembre 1816), Vezzano (23 novembre 1816 - 22 novembre 1823), Voltaggio (21 aprile 1815 - 5
giugno 1835), Zoagli (19 febbraio 1832).
B; fasce. 115; mm. 330 x 125; s. c. discreto.

293 [841] 1816 -1 8 4 8

Lettere inviate dal Direttore di Polizia e dai Commissari di quartiere; 21 gen­


naio 1816 - 23 febbraio 1848, con documenti, originali o in copia, dal 23 gen­
naio 1813.
Direttore di polizia (21 gennaio 1816 - 23 febbraio 1848), Commissari di quartiere (13 marzo
1816 - 24 luglio 1828).
B; fasce. 180; mm, 330 x 115; s. c. discreto.

294 [471] 1814-1 8 1 6

Lettere. M ittenti diversi; 26 aprile 1 8 1 4 -3 1 dicembre 1816, con documenti,


originali o in copia, dal 15 novembre 1798.
F; fasce. 384; mm. 300 x 110; s, c. discreto.

295 [479] 1814-1 8 3 6

Id.; 22 settembre 1 8 1 4 -1 5 dicembre 1836.


F; fasce. 380; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

296 [472] 1815-1825

Id.; 10 luglio 1 8 1 5 -2 4 dicembre 1825.


F; fasce. 520; mm. 300 x 110; s. c. discreto.

1816 -1 8 4 7
297 [842]

Id.; 16 novembre 1 8 1 6 -1 dicembre 1847.


F; fasce. 66; mm. 340 x 115; s. c, cattivo.

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298 [473] 1823 - 1831
Id.; 14 agosto 1823 -3 0 dicembre 1831.
F; fasce. 353; mm. 340 x 125; s. c. discreto.

299 [474] 1832- 1835

Id.; 5 gennaio 1832 - 31 dicembre 1835, con documenti, originali o in copia,


dal 29 marzo 1828 al 24 agosto 1836.
F; fasce. 340; mm. 340 x 125; s. c. discreto.

300 [475] 1836- 1839

Id.; 8 gennaio 1836 - 31 dicembre 1839, con documenti, originali o in copia,


dal 25 agosto 1818,
F ; fasce. 366; mm. 340 x 125; s. c. discreto.

3 °1 [478] 183g . 184g

Id.; 7 marzo 1 8 3 8 -2 1 dicembre 1848.


F; fasce. 365; mm. 340 x 125; s. c. discreto.

302 [476] 1839 . lg43

Id.; 23 giugno 1839- 18 dicembre 1843.


F ; fasce. 339; mm. 340 x 125; s. c. discreto.

303 [477] 1844 - 1845


Id.; 2 gennaio 1844- 19 dicembre 1845, con documenti, originali o in copia
fino al 25 settembre 1847.
F; fasce. 148; mm. 340 x 125; s. c. discreto.

— 92 —

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Corrispondenza in partenza (nn. 304-342)

Lettere al Magistrato della Riforma; protocollo e copialettere (nn. 304-323)

304 [553] 1846- 1848

Registro di protocollo delle lettere in partenza; 7 gennaio 1846 - 1 luglio


1848.
Vi sono registrate le sole lettere.di trasmissione a Torino delle suppliche presentate alla D eputa­
zione.
R ; cc. 14; m m . 3 9 2 x 2 3 0 ; co p ertin a in carton e; s. c. d iscreto.

305 [552] 1816 -1836

« Registro delle lettere segrete dal 6 novembre 1816 al * * * » (copertina).


Copialettere; 6 dicembre 1 8 1 6 -2 1 dicembre 1836.
C o rrisp o n den za rise rv a ta a d estin a ta ri diversi.
Allegati: n. 3 inserti, rispettivamente a c. 29, 3 0 ’, 5 4 ’ .
R ; cc, 9 6 ; m m . 3 4 0 x 2 4 0 ; co p ertin a in carton e; s. c. d iscreto.

306 [517] 1822- 1824

« [Lettere] ministeriali » (dorso).


Copialettere; 13 aprile 1 8 2 2 -2 3 dicembre 1824.
Lettere inviate al Primo segretario di Stato per gli A ffari Interni in Torino.
Allegati: un inserto a c. 77’ .
R; cc. 95; mm. 345 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto

307 [518] 1824- 1827

« 1824 - 1825 - 1826 - 1827. Lettere ministeriali » (dorso).


Copialettere; 24 dicembre 1824 - 19 aprile 1827.
Lettere inviate al Primo segretario di Stato per gli A ffari Interni e, dal 20 agosto 1825, al Presi­
dente capo del M agistrato della Riform a in Torino.
R; cc. 92; mm. 345 x 235; copertina in cartone; guardie; s. c. discreto.

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« 1827 - 1828 - 1829. Lettere ministeriali » (dorso).
Copialettere; 21 aprile 1 8 2 7 -4 maggio 1829.
Lettere inviate al Presidente capo del M agistrato della Riform a e delle Regie Università in
Torino.
Allegati: un inserto a c. 2 ’ .
R; cc. 100; mm. 345 x 245; copertina in cartone; guardie; s. c. discreto.

309 [520] 1829- 1832


/
« 1829 - 1830 - 1831 - 1832. Lettere ministeriali » (dorso).
Id.; 4 maggio 1829- 18 agosto 1832.
R; ec. 160; mm. 345 x 245; copertina in cartone; guardie; s. c. discreto

310 [521] 1832- 1833

« 1832- 1833. Lettere ministeriali » (dorso).


Id.; 18 agosto 1832 -3 0 dicembre 1833.
Allegati: un inserto a c. 2 8 ’ .
R; cc. 92; mm. 345 x 245; copertina in cartone; s. c, discreto. L e ultime 3 cc. sono cadute; il
contenuto del registro appare, comunque, integro.

311 [522] 1834

Id.; 1 gennaio-2 9 dicembre 1834.


Allegati: a c. 1’ un inserto di 5 cc.
R; cc. 102; mm. 240 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. Le cc. 93’ -102’ sono
slegate.

312 [523] 1835

Id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1835.


R; cc. 125; mm. 320 x 215; copertina in cartone; s. c. discreto.

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313 [524] 1836

Id.; 4 gennaio-3 1 dicembre 1836.


R- cc. 105; mm. 315 x 215; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute le ultime 18 cc.;
il contenuto del registro, comunque, appare integro.

314 [525] 1837

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1837.


R; cc. 98; mm. 320 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto. È caduta l’ultima carta.

315 [526] 1838

Id.; 4 gennaio-3 1 dicembre 1838.


Allegati; un inserto a c, 52.
R; cc. 94; mm. 345 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. La c. 90’ è slegata.

316 [527] l 840

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1840.


R; cc. 126; mm. 350 x 235; copertina in cartone; s. c. buono.

317 [528] 1841

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1841.


Allegati: rubrica alfabetica degli argomenti delle lettere (« Pandetta delle lettere di S .E . il Presi­
dente Capo dell’anno 1841 »; fase, di cc. 22 cucito a c. 1’, copertina in cartoncino).
R; cc, 81; mm. 340 x 230; copertina in cartone; s. c. cattivo. Sono cadute 12 cc. tra c. 8 0 ’ e
81’ , la c. 80’ è lacera.

318 [529] 1842

Id.; 5 gennaio-3 1 dicembre 1842.


Allegati: rubrica alfabetica degli argomenti delle lettere (fase, di cc. 24 legato, copertina in
cartoncino).
R; cc. 78; mm. 345 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. Le ultime 18 cc. sono cadute;
il contenuto del registro appare, comunque, integro.

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319 [530] 1843
Id.; 2 gennaio - 30 dicembre 1843.
Alle cc. 76’-97’ : rubrica alfabetica degli argomenti delle lettere.
R; cc. 97; mm. 340 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute 15 cc. comprese tra
c. 74’ e c. 75’ , 2 cc. tra le cc. 92’ e 9 3 ’ .

320 [531] 1844

Id.; 2 gennaio - 24 dicembre 1844.


Alle cc. 94’ -l 16’ : rubrica alfabetica degli argomenti delle lettere.
R; cc. 116; mm. 340 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto.

321 [532] 1845

Id.; 4 gennaio-3 1 dicembre 1845.


Alle cc. 93’-l 16’ : rubrica alfabetica degli argomenti delle lettere.
R; cc. 116; mm, 340 x 230 mm.; copertina in cartone; s. c. buono.

322 [533] 1846

Id.; 3 gennaio-2 9 dicembre 1846.


Alle cc. 6 2 ’-85’ : rubrica alfabetica degli argomenti delle lettere.
Allegati: n, 3 inserti a c. 5 3 ’
R; cc. 85; mm. 340 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto.

323 [534] 1847

Id.; 21 gennaio-2 8 aprile 1847.


Allegati: n. 28 inserti, di cui n. 26 a c. 1’ e n. 2 a c. 6 ’ (minute di lettere fino al 18 febbraio
1848).
R; cc. 96; mm. 355 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto.

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Lettere a diversi; copialettere (nn, 324-342)

324 [535] 1814-1 8 1 6

« 1814. 1815. 1816. Lettere diverse » (dorso).


Copialettere: destinatari diversi; 12 ottobre 1 8 1 4 -5 ottobre 1816.
Alle cc. 112’-132’ : rubrica alfabetica.
Allegati: un inserto a c. 126’ .
R; cc. 132; mm. 350 x 250; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

1 8 1 6 -1 8 2 0
325 [536]
« 1816. 1817. 1818. 1819. 1820. Lettere diverse » (dorso).
Id.; 18 ottobre 1 8 1 6 -2 2 gennaio 1820.
Alle cc. 2 6 3 ’-274’ : rubrica alfabetica
R; cc. 274; mm. 340 x 240; copertina in cartone; guardie; s. c. discreto.

1820- 1822
326 [516]

« 1820 - 1821 - 1822. Lettere ministeriali » (dorso).


Id.; 22 gennaio 1 8 2 0 -3 0 marzo 1822.
R; cc. 136; mm. 345 x 245; copertina in cartone; s. c. discreto.

327 [537] 1822 - 1824

« Registro delle lettere. Dall’anno 1822 in 1824 » (c. l ’r).


Id.; 6 aprile 1822 - 16 agosto 1824.
Alle cc. 133’-138’ : rubrica alfabetica.
R; cc. 138; mm. 345 x 240; copertina in cartone; s. c. buono. Sono cadute le ultime 6 cc.

328 [538] 1824 ■ 1827

« 1824. 1825. 1826. 1827. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 21 agosto 1824- 17 febbraio 1827.
R; cc. 146; mm. 370 x 250; copertina in cartone; guardia post.; s. c. discreto.

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329 [539] 1830 - 1832

« [1830], 1831. 1832. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 28 gennaio 1 8 3 0 -3 0 gennaio 1832.
R; cc. 176; mm. 350 x 250; copertina in cartone; s. c. discreto.

330 [540] 1832

« Registro delle lettere cominciato il 1° febbraio 1832 » (c. l ’r).


Id.; 1 febb raio-2 9 dicembre 1832.
R; cc. 142; mm. 345 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto.

331 [541] 1834

« 1834. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1834.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Chiavar! (cc. l ’-12’), L a Spezia (cc. 19’-29’),
Savona (cc. 4 3 ’-50’), Albenga (cc.61’-73’), N ovi (cc. 8 5 ’-91’), Bobbio (cc. 105’-109’), Genova
(cc. 118’-128’), diverse (cc. 138’-195’).
R; cc. 240; mm. 340 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

332 [542] 1835

« 1835. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 2 gennaio-3 0 dicembre 1835.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Chiavari (cc. l ’- 2 r ) , L a Spezia (cc. 2 2 ’-40’),
Savona (cc. 4 1 ’-56’), Albenga (cc.57’-75’), N ovi (cc. 76’-93’), Bobbio (cc. 9 4 ’-105’), Genova (cc.
106’-128’), diverse (cc. 129’-223’).
R; cc. 223; 340 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto.

333 [543] 1836

« 1836. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1836.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Chiavari (cc. l ’-8’), L a Spezia (cc. 9 ’-43’),

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Savona (cc. 4 4 ’-56’), Albenga (cc.57’-71’), N ovi (cc. 72’-85'), Bobbio (cc. 86’-88’), Genova (ce.
89’-100’), diverse (cc. 102’-195’).
R ’ cc. 195; mm. 340 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute 9 cc. tra c. 8 7 ’
e c. 88’ ; le cc. 173’-196’ sono

334 [544] 1840

« 1840. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1840.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Chiavari (cc. 1 -7 ), La Spezia (cc 19 -42 ),
Savona (cc. 66’ -74’), Albenga (cc. 9 3 ’-104’), N ovi (cc. 113’-119’), Bobbio (cc. 129’-133’), G en o­
va (cc. 139’-155’), diverse (cc. 154’-223’).
R; cc. 233; mm. 345 x 230; copertina in cartone; s. c. buono.

335 [545] 1841

« 1841. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 2 gennaio-3 0 dicembre 1841.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Albenga (cc. l ’-19’), Bobbio (cc 2 0 ’-30’),
Chiavari (cc. 3 1 ’-49’), N ovi (cc. 5 0 ’-63’), Savona (cc. 6 4 ’-82’), La Spezia (cc. 83’-126’), Genova
(cc. 127’-152’), diverse 153’ -212’).
R; cc. 212; mm. 345 x 230 mm.; copertina in cartone; s. c. discreto.

336 [546] 1842

« 1842. Lettere diverse » (dorso).


Id,; 3 gennaio-2 9 dicembre 1842.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Albenga (cc. 1 -6 ), Chiavari (cc. 7 -11 ), N ovi
(cc. 12’-18’), Savona (cc. 19’-37’), La Spezia (cc. 3 8 ’-57’), Genova (cc. 5 8 ’-128’), diverse (cc.
129’-180’).
R; cc. 103; mm. 345 x 230 mm.; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute 23 cc. tra
la c. 5 ’ e la c. 6 ’, 6 cc. tra la c. 11’ e 12’ , 19 cc. tra la c. 5 7 ’ e la c. 5 8 ’ , 22 cc. tra la c. 6 5 ’
e la c. 66’ , e le ultime 16 cc.

337 [547] 1843

« 1843. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 1 gennaio-3 0 dicembre 1843.

- 99 —

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Le lettere sono divise per località di destinazione: Albenga (cc. l ’-7’), Bobbio (cc. 19'-21’), Chia­
vari (cc. 3 0 ’-34’), N ovi (49’-53’), Savona (cc. 6 2 ’-68’), La Spezia (cc. 77’-89’), Genova
(116’-135’), diverse (cc. 146’-182’).
R; cc. 227; mm. 340 x 230 mm.; copertina in cartone; s. c. buono. È caduta una c. tra la c.
183’ e la c. 184’ , sono cadute 8 cc. tra la c. 2 2 5 ’ e la c. 2 2 6 ’ .

« 1844. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 2 gennaio-31 dicembre 1844.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Albenga (cc. l ’-16’), Bobbio (cc. 17’-26’),
Chiavari (cc. 2 7 ’-24’), N ovi (45’-59’), Savona (cc. 60’-74’), L a Spezia (cc. 75’-16’), Genova (cc.
117’-133’), diverse (cc. 134’-187’).
Allegati: un inserto a c. 183’ .
R; cc. 187; mm. 345 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto.

« 1845. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 2 gennaio-31 dicembre 1845.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Albenga (cc. l ’-15’), Bobbio (cc. 16’-34’),
Chiavari (cc.34’-54’), N ovi (55’ -69’), Savona (cc. 70’-120’), La Spezia (cc. 121’-166’), Genova
(cc. 167’-189’), diverse (cc. 190’-284’).
R; cc. 284; mm. 345 x 230; copertina in cartone; s. c. discreto.

340 [550] 1847

« 1847. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1847.
Le lettere sono divise per località di destinazione: Albenga (cc. l ’ -19’), Bobbio (cc. 2 0 ’-30’),
Chiavari (cc.31’-41’), N ovi (42’-61’), Savona (cc. 6 2 ’-81’), La Spezia (cc. 8 2 ’-109’), Genova
(cc. 1 10’-141 ’), diverse (cc. 142’-203’).
R; cc. 203; mm. 345 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto.

341 [551/1] 1847

« 1847. Copia Lettere. Supplemento alle lettere diverse » (copertina).

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Id.; 4 settem bre-3 1 dicembre 1847.
Completa il n. 340
R; ce. 86; mm. 345 x 210; copertina in cartone; s. c. discreto.

342 [551/2] 1814 -1 8 4 7

Minute di lettere ed altri atti della Deputazione agli studi; 20 dicembre


1 8 1 4 -2 8 ottobre 1847.
B; fasce. 385; mm. 320 x 215; s. c. discreto.

d ) Singole deputazioni (nn. 343-357)

Ciascun deputato rivestiva incarichi specifici e particolari1. Il Deputa­


to all’insegnamento vegliava sul comportamento degli studenti, dei docenti,
sulla disciplina, sugli esercizi di pietà e sui gabinetti scientifici, sul funziona­
mento della biblioteca2. Il Deputato al contenzioso e al Protom edicato3
manteneva i rapporti con il magistrato omonimo e si occupava di eventuali
contestazioni mosse alla Deputazione. Il Deputato alla scrittura, contabilita

1 La distribuzione delle deputazioni avveniva dietro approvazione regia; si veda, ad


esempio, il Regio biglietto del 5 gennaio 1826 in A S G , Università 68 e lo si confronti con la
deliberazione del 26 gennaio 1826 in A S G , Università 88. L a denominazione e le attribuzioni
delle cariche rimasero inalterate fino al 1832 quando, il 1 agosto fu stabilito che « 1 esperienza
di parecchi anni ha dim ostrato che l’instruzione del 5 gennaio 1826, in ordine alla divisione delle
incumbenzc fra i soggetti della Regia Deputazione agli Studi era suscettibile di alcune m odifica­
zioni onde riunire in ognuna delle particolari deputazioni di cui quella e composta, che m aggior­
mente si leghino insieme, e quindi ne derivi una maggiore facilità di ordine nel buon governo
dell’Università »; A S G , Università 93.
2 II deputato all’insegnamento sostituì, fino al 1836, il censore, figura prevista dalla R e­
gie Costituzioni per TUniversità di Torino del 1772, secondo quanto stabilito nella deliberazione
del 24 aprile 1817 in A S G , Università 82. Per il ruolo e le attribuzioni del censore si veda la
sottosezione studenti.
3 La deputazione al contenzioso fu legata a quella del Protomedicato con deliberazione
del 22 maggio 1823, A S G , Università 86.

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e cassa era responsabile della tesoreria. Il Deputato alla corrispondenza, se­
greteria e al palazzo delPUniversità si occupava del buon funzionamento della
Segreteria, controllava l’operato del segretario e la conduzione dell’edificio
che ospitava l’Università. Il Deputato alle scuole fuori dell’Università mante­
neva i contatti con i Riformatori. Infine il Deputato del mese che rispondeva
dell’« approvazione e sottoscrizione dell’admittatur, ammonizione degli stu­
denti alle scuole e agli esami, disciplina giornale degli studenti, polizia giorna­
le del palazzo delPUniversità, ispezione, parimenti giornale dell’ordine di se­
greteria » 4. La deputazione di mese era ricoperta, a turno, da tutti i deputa­
ti e fu istituita nel 1824; l’unico registro che ci è pervenuto inizia nello stesso
anno. Alcuni compiti prima spettanti al Deputato all’insegnamento passarono
al Deputato di mese.
Il materiale riguardante le singole deputazioni è esiguo e si può supporre
che, almeno in parte, sia andato perduto. I registri dei deputati erano tenuti
dal primo soprannumerario di segreteria; solo quelli del Deputato all’insegna­
mento formano le uniche serie parzialmente complete. Tra di esse i registri
dei rapporti presentati dal deputato alle sedute della Deputazione che sono
segnalati nei registri dei verbali degli atti a partire dall’anno 1830; ciò signifi­
ca che furono posti in essere da quell’anno.
Le relazioni riguardano, normalmente, suppliche di studenti, indagini
sul loro comportamento, decisioni relativi ai programmi scolastici e ai docen­
ti, bozze di norme attuative dei regolamenti. Per formulare i suoi rapporti il
deputato si avvaleva delle informazioni trasmessegli dal prefetto delle scuole
(nn. 353-354) a lui sottoposto5.

Deputato all'insegnamento {nn. 343-355)

343 [565] 1816-1 8 2 6

«R egistro particolare dell’111.mo Sig. Deputato alle scuole particolari [...] »


(dorso).

4 Deliberazione del 29 gennaio 1824 in A S G , Università 87.


5 Dipendevano dal Deputato all’insegnamento sia il Prefetto delle scuole nell’Università
che il Prefetto degli studenti, istituito in base al regio regolamento del 1822 con deliberazione
dell’8 novembre 1822 (A SG , Università 86).

— 102 —

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« Ordinanze diverse del Deputato all’insegnamento e di quello alle scuole pri­
vate e fuori dell’Università » (c. l ’r).
Lettere, delibere ed altri atti del Deputato all’insegnamento; 16 novembre
1816 - 4 gennaio 1826.
Allegati: a c. 1’ fase, di 6 cc., senza copertina: minute di atti del deputato al contenzioso; 4 d i­
cembre 1816 - 17 ottobre 1818.
R; cc. 88; mm. 300 x 220 mm .; copertina in cartone; s. c. cattivo.

344 [566] 1820- 1826

«R egistro delPlll.mo Deputato all’insegnam ento» (c. l ’r).


Id.; 5 febbraio 1 8 2 0 -2 giugno 1826.
R; cc. 48; mm. 290 x 205; s. c. cattivo. Manca la copertina.

345 [567] 1826 - 1836


« Registro per l’Ill.mo Sig. Deputato all’insegnamento nell’Università, alla di­
sciplina e ai Collegi » (copertina).
Id .; 14 luglio 1 8 2 6 -2 3 febbraio 1836.
Allegati: rubrica alfabetica (fase, cucito di cc. 20, copertina in cartoncino), un inserto a c. 6 9 ’ ,
un inserto incollato alla copertina post.
R; cc. 76; mm. 290 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto.

346 [559] 1830- 1831

Registro delle relazioni presentate dal Deputato all’insegnamento alla Depu­


tazione; 8 gennaio 1 8 3 0 -2 4 novembre 1831.
Alle cc. 143’-149’ : rubrica alfabetica.
R; cc. 150; mm. 330 x 240; copertina in cartone; s. c. cattivo.

347 [560] 1831 - 1832

Id.; 24 novembre 183 1 -[3 1 ] dicembre 1832


Alle cc. 134’-139’ : rubrica alfabetica.
R; cc. 140; mm. 330 x 240; copertina in cartone; s. c. cattivo.

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348 [561] 1833
Id.; 4 gennaio - 17 dicembre 1833.
R; cc, 96; mm, 330 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto.

349 [562] 1834

Id.; 2 gennaio - 30 dicembre 1834.


R; cc. 8; mm. 330 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute le ultime 3 cc.

350 [563] 1835

Id.; 8 gennaio -1 dicembre 1835.


Alle cc. 106’-117’ : rubrica alfabetica.
Allegati: un inserto rispettivamente a c. 114’ e tra c. 117’ e la copertina post.
R; cc. 117; mm. 330 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto.

351 [564] 1836


Id.; 12 gennaio-2 1 settembre 1836
Allegati: n. 5 inserti a c. 4 5 ’ del 22 settembre 1836.
R; cc. 68; mm. 325 x 235; copertina in cartone; s, c. discreto.

552 [558] 1816 -1 8 4 6

Minute di rapporti e deliberazioni del Deputato all’insegnamento; 25 agosto


1 8 1 6 -7 agosto 1846.
B; fascc. 272; mm. 345x 120 mm.; s. c. cattivo.

353 [568] 1820 - 1823

« Diarj, rapporti all’111.mo Signor Deputato all’insegnamento delle Scuole


della Regia Università dalli 16 novembre 1820 a tutto li 14 agosto 1823 » (co­
pertina).
Minute dei rapporti quotidiani e mensili trasmessi dal Prefetto dell’Universi-
tà al Deputato all’insegnamento; 15 novembre 1820- 15 agosto 1823.
R; cc. 96; mm. 345 x 125; copertina in cartone; s-, c. discreto.

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354 [569] 1823 - 1836

« Diari Rapporti all’IlLmo Signor Deputato all’insegnamento delle Scuole


della Regia Università dalli 17 novembre 1823 a tutto li 13 agosto 1824.
1808 - 1829 - 1830 - 1831 » (copertina).
Id.; 17 novembre 1823 - 9 agosto 1836.
Allegati: un inserto a c. 3 8 ’ .
R' cc. 95; mm. 345 x 120; copertina in cartone; s. c. discreto.

355 [460] 1817 -1 8 3 4

Lettere inviate dai Priori di Medicina, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia,


Teologia al Deputato all’insegnamento; 3 marzo 1 8 1 7 -1 4 aprile 1834.
F ; fasce. 157; mm. 330 x 125; s. c. discreto.

Deputato del mese (n. 356)

356 [570] 1824- 1839

« Registro dell’111.mo Sig. Deputato di Mese » (copertina).


Registro delle lettere, comunicazioni e relazioni tenute dal Deputato del me­
se; 10 aprile 1 8 2 4 -2 marzo 1839.
A c. 73’ : « M em oria per l’illustrissimo signor deputato di mese ».
Allegati: un inserto di 4 cc. (relazione del deputato del mese) a c. 1’ .
R; cc. 96; m. 290 x 200; copertina in cartone; s. c. buono.

Deputato alla scrittura, cassa e contabilità (n. 357)

357 [571] 1826- 1848

« Registro per l’Ul.mo Sig. Deputato alla scrittura, cassa e contabilità e agli
affari del Protomedicato » (copertina).
Copialettere e minute di atti emanati dal Deputato alla scrittura; 1 giugno
1 8 2 6 -5 settembre 1848.
Allegati: rubrica alfabetica (fascicolo sciolto di cc. 20, con copertina in cartoncino), un inserto a c . l ’ .
R; cc. 24; mm. 295 x 203; copertina in cartone; s. c. buono.

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2. Organi di governo dell’Università dall’istituzione del Ministero della Pub­
blica Istruzione (nn. 358-582).

La sezione riunisce i documenti prodotti dagli organi succedutisi ai ver­


tici gestionali e amministrativi dell’Università di Genova, dal 1847 fino alla
metà degli anni ’70 del X IX secolo.
E solo fino a tale data, infatti, che le carte documentano in maniera
esaustiva l’attività amministrativa dell’ente nelle sue diverse competenze e ar­
ticolazioni. Pochissimi invece i documenti posteriori: di essi non esistono se­
rie complete e le unità rimaste sono solo frammenti residui di serie probabil­
mente disperse.
Le sottosezioni e, al loro interno, le serie, sono state organizzate rispet­
tando i criteri di continuità osservati dalla segreteria nella compilazione e suc­
cessiva tenuta delle carte. Non si è pertanto tenuto conto (e quindi non si
sono spezzate le serie relative) dei cambi istituzionali ai vertici dell’ammini­
strazione universitaria: redistribuzioni e trasferimenti di cariche non influiva­
no infatti sulla gestione ordinaria dell’attività di segreteria.
E con le lettere patenti 30 novembre 1847, n. 652 che viene istituito
un dicastero preposto al governo della pubblica istruzione, denominato « Re­
gia Segreteria di Stato per l’istruzione pubblica » (art. 1 ).
Al vertice di tale Segreteria era posto un Primo Segretario di Stato (art.
2 ), affiancato da un Consiglio superiore della pubblica istruzione (art. 6), al
quale verranno provvisoriamente attribuite le funzioni già spettanti al M agi­
strato della riforma (art. 3, regio brevetto 27 dicembre 1847, n. 662). Lo stesso
art. 6 prevedeva inoltre la costituzione di consigli speciali presso le singole
Università.
Erano pertanto aboliti tutti gli organi allora competenti in materia, tra
cui, accanto al M agistrato e ai Consigli di Riforma, anche la Deputazione agli
studi di Genova (art. 5). Ad essa subentrerà, fino all’istituzione dei Consigli
universitari citati, un Sovrintendente (cfr. infra § b).
La prima legge ad intervenire in materia di pubblica istruzione, succes­
sivamente all’istituzione del ministero, è la legge Boncompagni (legge 4 otto­
bre 1848, n. 939), a cui farà seguito il r.d. 16 ottobre 1848, n. 1011, con
il quale si approvava il regolamento disciplinare per le Regie Università degli
Studi.

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Tale legge affiancava al ministro - dal quale dipendevano le scuole ele­
mentari inferiori e superiori, secondarie, universitarie e speciali (art. 4) - di­
versi organi collegiali ai vari livelli di istruzione; un Consiglio superiore di
pubblica istruzione, con compiti consultivi e disciplinari (titolo II); un Consi­
glio universitario (titolo III) con a capo un presidente scelto dal re; un Consi­
glio di facoltà (titolo IV) in ciascun ateneo; una Commissione permanente per
le scuole secondarie per il governo e l’ispezione delle scuole secondarie (cfr.
infra l’introduzione alla sezione corrispondente, V-3) e, alle sue dipendenze,
presso ciascun collegio reale o pubblico ove fosse insegnata la filosofia, un
Consiglio collegiale (art. 35); un Consiglio generale e Consigli scolastici pro­
vinciali per le scuole elementari (titolo VI).
In ogni capoluogo di Provincia, un provveditore era investito di compiti
di controllo (titolo VII).
Il 13 ottobre 1848 erano emanati i decreti di nomina dei sette membri
del Consiglio universitario dell’ateneo genovese, mentre restava ancora va­
cante la carica di presidente, ricoperta pro-tempore dal rettore Giacinto
G rillo1.
Il sistema di competenze così delineato comincia a subire forti restrizio­
ni già dal 1850, anno in cui si approva il regolamento che determina le attri­
buzioni dei vari dipartimenti ministeriali: rafforzate le competenze del M ini­
stro della Pubblica Istruzione con l’art. 8 del r.d. 21 dicembre 1850, n. 1122,
l’edificio costruito dalla legge Boncompagni sarà definitivamente smantellato
con la legge Lanza (legge 22 giugno 1857, n. 2328).
Il nuovo impianto da essa concepito prevedeva infatti una drastica ridu­
zione del numero degli organi collegiali esistenti (art. 74): solo preoccupazioni
legate al timore di una possibile, eccessiva centralizzazione consentiva il man­
tenimento del Consiglio superiore di pubblica istruzione (titolo II) con compi­
ti propositivi (artt. 17 e 22), consultivi (artt. 20 e 21), e disciplinari (art. 23);
e l’istituzione di una Deputazione provinciale presieduta dall’intendente (ti­
tolo V).
Accanto a tali organi collegiali venivano potenziati gli organi monocrati-
ci con la creazione degli ispettori generali, per le scuole secondarie (titolo IV)
e per le scuole magistrali ed elementari (titolo VIII).
Diviso in tre rami - elementare, secondario e superiore - l’insegnamento
pubblico (art. 2 ), gli istituti e le scuole pubbliche di istruzione e di educa-

1 A S G , Università 365.

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zione erano posti alle dipendenze del Ministero, al quale spettavano tutti i
compiti di direzione e di ispezione relativi (art. 4). Vigilanza governativa era
parimenti stabilita sugli istituti privati (art. 8) e sui seminari e collegi vescovi­
li (art. 9).
Sempre a seguito della legge Lanza Lorenzo Isnardi, già presidente della
Regia Università di Genova, veniva nominato rettore.
Con il r.d. 30 giugno 1857, n. 2329, era approvato il regolamento attua-
tivo della legge Lanza, riguardante il Consiglio superiore di Pubblica Istruzio­
ne, il Consultore legale, gli Ispettori generali e gli Ispettori delle scuole secon­
darie. Sempre in esecuzione della legge Lanza, veniva approvato, con r.d. 4
luglio 1857, n. 2330 anche il regolamento per le attribuzioni dei rettori, vice­
rettori, presidi e consigli di facoltà e delle segreterie delle Università del
Regno.
La legge 13 novembre 1859, n. 3725 (legge Casati) conferma la scelta
centralistica già delineata dalla legge Lanza.
L ’amministrazione della pubblica istruzione veniva ad articolarsi su due
livelli: centrale e locale. Le autorità preposte all’amministrazione centrale era­
no il Ministro della pubblica istruzione, il Consiglio superiore di pubblica
istruzione e tre ispettori generali, corrispondenti ai tre gradi di istruzione:
studi superiori, secondari classici, tecnici e primari (art. 2 ). Costituivano
l’amministrazione a livello locale un rettore di nomina regia in ogni ateneo
e, in ogni capoluogo di provincia, un regio provveditore per le scuole seconda­
rie classiche e le tecniche, un regio ispettore per gli studi primari ed un Consi­
glio per le scuole (art. 30).
I due terzi del testo legislativo erano dedicati specificamente all’istruzio
ne universitaria (titolo II). Il capo X , in particolare, disciplinava le autorità
amministrative, rettore e presidi di facoltà, ai quali venivano attribuiti compi­
ti di direzione amministrativa e di ispezione accademica, (art. 148).
Spetterà comunque ai regolamenti approvati rispettivamente con r.d. 23
dicembre 1859, n. 3807 per gli organi dell’amministrazione centrale e con
r.d. 20 ottobre 1860, n. 4373 per gli organi all’interno dell’Università, l’at­
tuazione delle suddette norme legislative.
Con la legge 20 marzo 1865 si attua una svolta in senso restrittivo dei
poteri in mano agli organi burocratici che vengono massicciamente trasferiti
a quelli collegiali. Al vertice di questi, un Consiglio superiore diviso in tre
sezioni, un Comitato per 1 istruzione universitaria e gli studi di perfeziona­
mento, un Comitato per 1 istruzione secondaria e un Comitato per l’istruzio­
ne primaria e popolare, tre divisioni e venti ispettori centrali (artt. 1 e 2 ).

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Due anni dopo viene emanato il r.d. 14 settembre 1862, n. 842 che ap­
provava il regolamento universitario e quelli delle Facoltà di Giurisprudenza,
Medicina e Chirurgia, Scienze fisiche, matematiche e naturali, Filosofia e
Lettere.
Una rinnovata spinta verso la burocratizzazione si ha con il decreto Cop-
pino (r.d. 22 settembre 1867, n. 3956) e suo regolamento di attuazione (r.d.
20 ottobre 1867, n. 4008). Con esso non solo la composizione del Consiglio
superiore di istruzione tornava ad essere quella prevista dalla legge Casati, ma
anche il Consiglio scolastico provinciale era posto sotto la presidenza del pre­
fetto (art. 2 ).
Un nuovo regolamento generale per le Università del Regno viene intan­
to emanato con r.d. 6 ottobre 1868, n. 4008.
A completamento di questo disegno sono ancora da ricordare il r.d. 20
novembre 1874, n. 2299 (serie 2 a) di approvazione di un nuovo regolamento
riguardante il Consiglio superiore di Pubblica Istruzione e il r.d. 10 dicembre
1874, n. 2300 (serie 2 a), di approvazione del regolamento per l’esercizio delle
attribuzioni disciplinari del Consiglio medesimo.
Maria Carla Italia

a) Normativa, ordinanze, regolamenti (nn. 358-363).

La sottosezione si compone di sei pezzi: cinque registri (nn. 358-362) e


una busta miscellanea (n. 363). I registri, tutti posteriori al 1857, contengono
copie di atti normativi regi e ministeriali, mentre nella busta sono state inseri­
te carte sciolte prive di riferimenti ad altre unità.
Per gli atti relativi agli anni 1847-1857 si vedano il registro n. 70, man­
tenuto nella sezione IV nonostante l’attività della Deputazione si interrompa
con la fine del 1847, e il n. 75.
I registri nn. 358-361 sono redatti a norma delle disposizioni stabilite
dai regolamenti per l’organizzazione della segreteria, come precisano le rispet­
tive intitolazioni.
II n. 362 non sembra rientrare invece nella tipologia prevista dalle sud­
dette norme regolamentari e per la sua redazione l’estensore non pare essersi

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ispirato a criteri diversi da quello della mera copiatura, in ordine cronologico,
di spezzoni di testi normativi.
L ’intitolazione del n. 358 fa riferimento alle disposizioni in materia di
segreteria contenute, con formula pressoché identica, nei regolamenti 4 luglio
1857, n. 2330, e 20 ottobre 1860, n. 4373, rispettivamente agli artt. 46 e
279. Ai sensi del regolamento del 1857, al punto n. 2 citato, è espressamente
prevista la tenuta, da parte del segretario dell’Università, di un « Registro per
copiare in esteso le note e i decreti ministeriali che per la loro natura hanno
tratto successivo o debbono servire di massima ».
Anche per la piccola serie costituita dai nn. 359-361 viene fatto nuova­
mente riferimento agli stessi regolamenti laddove, al punto n. 3 dei medesimi
articoli è previsto un « Registro dei decreti reali o ministeriali portanti nomi­
ne, promozioni o maggiori assegnamenti a professori, ufficiali od impiegati
dell’Università, nelle scuole universitarie secondarie di provincia, o negli sta­
bilimenti da quella dipendenti » (regolamento del 1857).
Non vi è invece traccia, per lo stesso periodo, dei registri indicati al pun­
to n. 4 degli artt. citati, che prevede la tenuta di un registro di decreti e rego­
lamenti regi non stampati nella raccolta degli atti del Governo.

358 [853] 1857 - 1865

« Registro delle note e dei decreti ministeriali che per loro natura hanno trat­
to successivo, o debbono servire di massima. N. 2 dell’art. 46 del regolamen­
to 4 luglio 1857 e dell’art. 279 reg. 20 ottobre 1860 » (copertina).
Decreti ministeriali, note ai decreti, regolamenti riguardanti l’amministrazione
e il funzionamento dell’Università di Genova; 28 agosto 1857 - 4 dicembre 1865.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta delle note e dei decreti m inisteriali che per loro natura
hanno tratto successivo e debbono servire di massim a »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in car­
toncino).
R; cc. 70; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

359 [850] 1857- 1863

« Registro dei decreti reali o ministeriali portanti nomine, promozioni o mag­


giori assegnamenti a professori, ufficiali od impiegati dell’Università. N. 3
dell’articolo 46 del regolamento 4 luglio 1857 » (copertina).

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Decreti regi e ministeriali relativi al personale docente e non docente del-
l’Università; 29 agosto 1857 - 15 gennaio 1863.
A llegati rubrica alfabetica (« N . 1. Pandetta del registro dei decreti reali o ministeriali portanti
nomine, promozioni o maggiori assegnamenti a professori, ufficiali od impiegati dell Università
dal 29 agosto 1857 al 15 gennaio 1863 »; fase, di cc. 24 incollato a c. 1’; copertina in cartoncino).
R; cc. 70; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. discreto,

360 [851] 1863 - 1877

« 2. Registro dei decreti reali e ministeriali, dal 15 gennaio 1863 a tutto il


25 novembre 1877 » (copertina).
Id.; 15 gennaio 1863 -2 5 novembre 1877.
Allegati: rubrica alfabetica (« N . 2. Pandetta dei decreti reali e m inisteriali dal 13 gennaio 1863
a tutto il 25 novembre 1877 »; fase, di cc. 26 incollato a c. 1’ ; le cc. 2 5 ’ e 2 6 ’ sono incollate
tra loro; copertina in cartoncino).
R; cc. 148; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

361 [852] 1877 - 1886

« 3. Registro dei decreti reali e ministeriali dal giorno 4 del mese di dicembre
1877 a tutto il giorno 20 del mese di ottobre 1886 » (copertina).
Id.; 4 dicembre 1 8 7 7 -2 0 ottobre 1886.
Allegati: rubrica alfabetica (« N . 3. Rubrica dei decreti reali e ministeriali dal giorno 4 del mese
di dicembre 1877 a tutto il giorno 20 del mese di ottobre 1886 »; fase, di cc. 24 incollato a c.
1’ ; copertina in cartoncino).
R; cc. 149; mm. 365 x 255; copertina in cartone; s. c. buono. L e cc. 1’ e 2 ’ sono slegate; tra
le cc. 65’ e 6 6 ’ è caduta una c.

« Registro delle patenti accordate dal Ministero distru zione pubblica a pro­
fessori e maestri nei Collegi diversi del Ducato di Genova » (copertina).
Copie di decreti di nomina del Consiglio superiore di Pubblica Istruzione, poi
Ministero della Pubblica Istruzione; 20 giugno 1849 - 16 giugno 1856.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta delle Patenti rilasciate dal M inistro d ’istruzione pubblica
a Professori e m aestri nei diversi collegi della Provincia di N ovi »; fase, di cc. 24 incollato a
c. 1’ ; copertina in cartoncino).
R; cc. 94; mm 290 x 215; copertina in cartone; s. c. buono.

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362 [854] 1866- 1871

Copie ed estratti di circolari inviate dal Ministero della Pubblica Istruzione


all’Universita; 22 gennaio 1866- 18 novembre 1871.
R; cc. 143; mm. 345 x 225; copertina in cartone; s. c. buono.

363 [2256/3] 1848- 1915

Raccolta di decreti e regolamenti, manoscritti e a stampa; 23 dicembre


1 8 4 8 -2 7 settembre 1915.
La busta contiene:
a) Decreti regi; 23 dicembre 1848 - 13 aprile 1882.
Fascc. 20 a stampa, sciolti.
b) Leggi, regolamenti, manifesti, programmi, avvisi, circolari, ecc.; 12 ottobre 1849 - 27 settem ­
bre 1915.
Fascc. 69, sciolti.
c) « Ordine degli studi nella R. Università di Pisa. Anno Accademico 1867 - 68 », Pisa, 1867.
Fase, a stampa.
d) « Regolamento per la Scuola superiore di Medicina veterinaria della R. Università di Bolo­
gna », 12 dicembre 1875.
Fase, a stampa.
B; fascc. 89; s. c. cattivo.

b) Atti (nn. 364 - 434)

Sono riuniti in questa sottosezione i documenti relativi all’attività deli­


berativa dei competenti organi di governo dell’Università di Genova a partire
dal 1847.
Tali documenti sono ripartiti in tre serie tra loro collegate: registri dei
verbali delle sedute (nn. 364-374) con le loro minute (nn. 375-404) e filze dei
documenti relativi alle pratiche esaminate (nn. 404-434).
Per il 1847 l’organo deliberante è un organo monocratico, il Sovrinten­
dente. A Genova infatti, per colmare il vuoto di potere dovuto alla ritardata
istituzione dei Consigli universitari previsti dall’art. 6 delle lettere patenti 30
novembre 1847, n. 652, si affidava la Sovrintendenza dell'Università al mar­
chese Tommaso Spinola con l’incarico di esercitare, fino alla istituzione dei

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consigli citati, tutte le funzioni prima spettanti alla Regia Deputazione (regio
brevetto 27 dicembre 1847, n. 661, art. 1 ). Al n. 364 abbiamo il registro de­
gli atti, ai nn. 375 e 376 le minute relative, al n. 405 le filza dei documenti.
Decaduto il Sovrintendente con l’istituzione dei Consigli universitari
previsti dalla legge Boncompagni, troviamo ai nn. 365-373 i registri degli atti
del nuovo organo collegiale e ai nn. 374-404 le minute relative, mentre le pra­
tiche discusse costituiscono le filza di cui ai nn. 405-422.
Il Consiglio, con a capo un presidente (a Genova era Lorenzo Isnardi)
cui si affiancavano cinque professori provenienti dalle cinque facoltà, più due
membri scelti dal re tra persone di alti meriti scientifici o letterari, si riuniva
con cadenza settimanale. Redatte le minute dei verbali durante le sedute, il
testo veniva poi trascritto sugli appositi registri. I documenti relativi ad ogni
pratica erano quindi raccolti in fascicoli, successivamente ordinati in due filze
per ciascun anno. Ogni fascicolo veniva contrassegnato da un numero pro­
gressivo e sulla base di questo veniva redatto l’indice che è contenuto nella
prima scatola di ciascun anno. Lo stesso numero si ritrova annotato a margine
nei registri dei verbali alla relativa delibera.
Aboliti nel 1857 i Consigli universitari, le pratiche concernenti l’attività
deliberativa dalla fine del 1857 al 1865 sono raccolte insieme alla corrispon­
denza e ad altri documenti (filze nn. 423-434). In particolare, dal n. 431 al
n. 434 l’ordinamento delle filze non è più basato sulla numerazione progressi­
va e il riscontro in un indice: i fascicoli sono invece raggruppati per lettera
dell’alfabeto, con riferimento alla persona o materia intestataria della pratica.
Il registro n. 374 contiene gli atti del Consiglio accademico per gli anni
1862-1875. Tale organo è istituito in base all’art. 18 del nuovo regolamento
generale dell’Università del Regno d ’Italia approvato con r.d. 14 settembre
1862, n. 842 ed è disciplinato al capo III del testo medesimo.
Erano affidati al Consiglio accademico, composto dal rettore e dai presi­
di delle Facoltà, fatte salve disposizioni speciali presso la singole Università,
compiti di direzione amministrativa e disciplinare. Il Consiglio si riuniva re­
golarmente almeno una volta al mese, durante l’anno scolastico, nella prima
settimana di ciascun mese. Il rettore poteva convocare anche sedute straordi­
narie (art. 20).

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Registri dei verbali (nn. 364-374)

364 [778] 1847- 1848

« Deliberazioni del Sovrintendente dell’Università. Anno 1848 » (dorso).


Deliberazioni del Sovrintendente; 27 dicembre 1847 - 18 novembre 1848.
Allegati: rubrica alfabetica (« 1848 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 60; mm, 370 x 250; copertina in pelle; guardia ant.; s. c. discreto.

365 [779] 1848 - 1849

« Atti del Consiglio Universitario dal 30 novembre 1848 a tutto dicembre


1849 » (dorso).
Verbali delle sedute e relative deliberazioni del Consiglio Universitario;
20 novembre 1848 - 29 dicembre 1849.
Allegati: rubrica alfabetica (« Rubrica delle deliberazioni prese dal Consiglio Universitario di G e ­
nova dal 20 novembre 1848 al 31 dicembre 1849 »; fase, di cc. 24 cucito tra copertina e c. 1’ ;
copertina in cartoncino).
R; cc. 184; mm. 360 x 245; copertina in pelle; guardie; s. c, discreto.

366 [780] 1850

Id.; 3 gennaio-2 0 dicembre 1850.


Allegati: rubrica alfabetica (« Rubrica delle deliberazioni prese dal Consiglio Universitario nel­
l’anno 1850 »; fase, sciolto di cc. 36; copertina in cartoncino).
R; cc. 178; mm. 355 x 252; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto.

367 [781] 18 5 1

Id.; 2 gennaio-3 0 dicembre 1851.


Allegati: rubrica alfabetica (« Rubrica delle deliberazioni del Consiglio Universitario dell’anno
1851 »: fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 178; mm. 355 x 252; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto.

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368 [782] 1852
« Atti del Consiglio Universitario. 1° gennaio a tutto dicembre 1852 » (dorso).
Id.; 12 gennaio-2 9 dicembre 1852.
Allegati: rubrica alfabetica (« Rubrica delle deliberazioni del Consiglio Universitario nell anno
1852 »; fase, sciolto di cc. 26; copertina in cartoncino.
R; cc. 150; mm. 350 x 245; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto.

369 [783] 1853


« Atti del Consiglio Universitario. 1° gennaio a tutto dicembre 1853 » (dorso).
Id.; 11 gennaio-2 2 dicembre 1853.
Allegati: indice alfabetico delle deliberazioni, cc. 4 cc. sciolte.
R; cc. 146; mm. 345 x 240; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto.

370 [784] 1854

Id.; 5 gennaio-2 8 dicembre 1854.


Allegati: rubrica alfabetica (« Rubrica delle deliberazioni del Consiglio Universitario nell anno
1854 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 140; mm. 350 x 240; copertina in pelle; guardie; s. c. discreto.

371 [785] 1855

« Atti del Consiglio Universitario. 1855 » (copertina).


Id.; 4 gennaio-2 0 dicembre 1855.
Allegati: rubrica alfabetica (« Consiglio Universitario. Deliberazioni 1855 »; fase, sciolto di
cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 148; mm. 350 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto.

372 [786] 1856

« Atti del Consiglio Universitario.] 1856 » (copertina).


Id.; 3 gennaio-1 8 dicembre 1856.
Allegati: rubrica alfabetica (« Consiglio Universitario. Deliberazioni 1856 »; fase, sciolto di
cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 144; mm. 350 x 235; copertina in cartone; s. c. discreto.

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373 [787] 1857

Id.; 8 gennaio - 14 agosto 1857.


Allegati: rubrica alfabetica (« Consiglio Universitario. Deliberazioni 1857 »; fase, sciolto di cc.
24; copertina in cartoncino).
R; cc. 84; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. cattivo. Il dorso e la rilegatura sono guasti.

374 [806] 1862 - 1875

« A tti del Consiglio Accademico » (copertina).


Verbali delle sedute e relative deliberazioni del Consiglio accademico; 18 ot­
tobre 1862- 16 novembre 1875.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
R; cc. 96; mm. 310 x 210; copertina in cartone; s. c. discreto.

Minute dei verbali (nn. 375-404)

375 [749] 1848

Minute delle deliberazioni del Sovrintendente; 5 gennaio -1 8 settembre 1848.


R; cc. 64; mm. 315 x 215; senza copertina; s. c. discreto.

376 [750] 1848

Minute delle deliberazioni del Sovrintendente; 15 gennaio -1 8 novembre 1848.


I provvedimenti riguardano in particolar modo le scuole secondarie,
R; cc, 20; mm. 315 x 215; senza copertina; s, c. discreto, Sono cadute 18 cc. tra le cc. 19’ e 2 0 ’ .

377 [751] 1849

« Dal 14 febbraio a tutto il 23 marzo 1849 » (c. l ’r).


Minute dei verbali delle sedute del Consiglio Universitario; 14 febbraio - 23
marzo 1849.
R; cc. 40; mm, 315 x 220; senza copertina; s. c, cattivo, Le cc. 1’ e 4 0 ’ sono slegate.

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378 [752] 1849

lei.; 30 m arzo- 5 luglio 1849.


R; cc. 54; min. 315 x 220; senza copertina; s. c. cattivo. Rilegatura guasta.

379 [753] 1849

« Dall’ l l lu
luglio al 25 detto 1849 » (c. l ’r).
Id.; 111 luglio- 1 agosto 1849.
1 lugli
R; cc. 28; mm. 315 x 220; senza copertina; s. c. cattivo. L e cc. 2 6 ’ e 2 7 ’ sono

Id.; 8 ago sto-1 1 agosto 1849.


Cc. 8 sciolte, frammento residuo del corrispondente registro; mm. 315 x 220; s. c. discreto.

381 [754] 1849

Id.; 24 ago sto- 5 dicembre 1849.


Il pezzo si compone di due fascc. slegati: a) 24 agosto - 30 ottobre 1849, cc. 44; b) 8 novembre -
5 dicembre 1849, cc. 50.
R; cc. 94; mm. 310 x 215; senza copertina; s. c. cattivo.

382 [755] 1849- 1850

« Dal 13 dicembre 1849 al 24 gennaio 1850 » (copertina).


Id.; 13 dicembre 1 8 4 9 -3 1 gennaio 1850.
R; cc. 52; mm. 300 x 205; copertina in carta; s. c. cattivo. Le cc. 5 1 ’ e 52’ sono sciolte.

383 [756]

« Dal 12 giugno al 31 luglio 1850 » (copertina).


Id.; 12 giugno-3 1 luglio 1850.
R; cc. 50; mm. 305 x 210; copertina in carta; s. c. discreto.

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384 [757] 1850- 1851
« Dal 28 novembre 1850 al 9 gennaio 1851 » (copertina).
Id.; 28 novembre 1 8 5 0 -9 gennaio 1851.
R; cc. 50; mm. 310 x 210; copertina in carta; s. c. cattivo.

385 [758] 1851


« Dal 16 gennaio 1851 al 2 aprile detto » (copertina).
Id.; 16 gennaio- 2 aprile 1851.
R; cc. 48; mm. 305 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

386 [759] 1851


« 1851. Dal 12 aprile al 10 luglio » (copertina).
Id.; 12 aprile-1 0 luglio 1851.
R; cc. 50; mm. 305 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

387 [760] 1851


« D a l 12 novembre 1851 all’ 11 dicembre d e tto » (copertina).
Id.; 12 novem bre- 1 1 dicembre 1851.
Allegati: un inserto tra le cc. 2 2 ’ e 2 3 ’ .
R; cc. 40; mm. 310 x 205; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

388 [761] 1852


« D a l 18 dicembre 1851. 20 febbraio 1852 » (copertina).
Id.; 18 dicembre 1 8 5 1 -2 0 febbraio 1852.
R; cc. 45; mm. 310 x 210; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

389 [762] 1852


« Dal 26 febbraio 1852 al 5 giugno 1852 » (copertina).
Id.; 26 febbraio- 5 giugno 1852.
R; cc. 40; mm. 300 x 208; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

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1852
390 [763]

Id.; 12 giugno- 7 ottobre 1852.


R; cc. 57; mm. 300 x 210; senza copertina; s. c. cattivo. T ra le cc. 5 0 ’ e 51’ sono cadute tre
cc; le cc. 8 ’ , 9 ’ e 10’ sono slegate.

391 [764] 1852- 1853

« Dal 7 ottobre 1852 al 20 gennaio 1853 » (copertina).


Id.; 7 ottobre 1 8 5 2 -2 0 gennaio 1853.
R; cc. 73; mm. 305 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

392 [765]
« Dal 23 giugno 1853 al 13 agosto 1853 » (copertina).
Id.; 23 giugno - 16 agosto 1853.
R ; cc. 40; mm. 305 x 210; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

5 » [767] 1853 - 1854


« Dal 16 agosto 1853 al 5 gennaio 1854 » (copertina).
Id.; 16 agosto 1853 - 5 gennaio 1854.
R; cc. 40; mm. 300 x 205; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

394 [766]

Id.; 18 novem bre-1 5 dicembre 1853.


R; cc. 39; mm. 310 x 215; senza copertina; s. c. cattivo. T ra le cc. 3 8 ’ e 39’ e caduta una c.

395 [768]
« Dal 12 gennaio al 9 marzo 1854 » (copertina).
Id.; 12 gennaio- 9 marzo 1854.
R; cc. 40; mm. 300 x 205; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

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396 [769] 1854
« 1854. Dal 23 marzo al 20 giugno » (copertina).
Id.; 23 marzo - 20 giugno 1854.
R; cc. 47; mm. 310 x 215; copertina in cartoncino; s, c. discreto. Tra le cc. 4 6 ’ e 4 7 ’ sono cadute
tre cc.

397 [770] 1854


Id.; 22 giugno - 16 novembre 1854.
R; cc. 50; mm. 310 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

398 [771] 1854- 1855


Id.; 23 novembre 1854- 18 gennaio 1855.
R; cc. 60; mm. 310 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

399 [772] 1855


Id.; 25 gennaio-1 8 maggio 1855.
R; cc. 60; mm. 305 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

400 [773] 1855


Id.; 24 maggio - 1 settembre 1855.
Allegati: un inserto tra le cc. 4 8 ’ e 4 9 ’ .
R; cc. 58; mm. 310 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

401 [774] 1855


Id.; 19 settem bre-1 3 dicembre 1855
R; cc. 60; mm. 310 x 215; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

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402 [775] 1855 - 1856

lei.; 20 dicembre 1855 - 4 marzo 1856.


R- cc. 57; mm. 295 x 205; copertina in cartoncino; s. c. discreto. La c. 8 ’ è incollata alla c. 7 ’v.;
la corrispondente, tra le cc. 5 0 ’ e 5 1 ’ , è caduta.

403 [776] 1856- 1857

Id.; 20 novembre 1 8 5 6 -2 4 marzo 1857


R- cc. 60; mm. 305 x 210; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

404 [777]

Id.; 14 agosto 1857.


Il registro contiene un solo verbale.
R; cc. 60; mm. 305 x 210; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

Pratiche esaminate (nn. 405-434)

405 [788]
Pratiche esaminate dal Sovrintendente. Anno 1848, con documenti, originali
o in copia, dall’8 marzo 1845 al 14 agosto 1848.
F; fasce. 117 (numerati 1-151; mancano i fasce. 1-3, 12, 17, 19, 20, 33, 36, 38, 39, 41,
43, 46-48, 50-53, 55, 56, 62, 70, 75, 78, 106, 115, 125, 140-143, 150); mm. 360 x 135; s. c.
pessimo.

406 [1361] 1848- 1849

Pratiche esaminate dal Consiglio universitario. Anni 1848 - 1849, con docu­
menti, in originale o in copia, dal 28 luglio 1839 al 15 dicembre 1849.
F; fasce. 173 (numerati 1-199, cinque fasce, n.n., mancano i fase. 2, 9, 17, 28, 44, 75, 93, 104,
112, 114, 121, 139, 141, 142, 146, 148, 149, 150, 154, 155, 156, 160, 161, 165, 180, 184,
190-194); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

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407 [789] 1849

Id. Anno 1849, con documenti, in originale o in copia, dal 9 luglio 1846 al
13 maggio 1851.
F ; fasce. 142 (numerati 200-371, due fasce, n.n., doppio il n. 221, mancano i fasce. 207,
209, 219, 226, 228, 231, 237, 238, 239, 241, 242, 256, 259, 262, 269, 275, 280, 295,’
302, 308, 310, 316, 326, 331, 336, 337, 343, 349, 352, 358, 368-370); mm. 360 x 135;
s, c. discréto.

408 [790] 1850

Id. Anno 1850, con documenti, in originale o in copia, dal 15 gennaio 1847
al 6 giugno 1851.
F ; fasce. 140 (numerati 1-140); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

409 [791] 1850

Id. Anno 1850, con documenti, in originale o in copia, dal 15 settembre 1830
al 7 dicembre 1853.
F; fasce. 152 (numerati 141-292); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

410 [792] 1851

« Filza n. 38 dei documenti relativi alle adunanze del Consiglio Universitario.


Anno 1851. Dal n. 1 al n. 150 ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 4 agosto 1831 al 6 gennaio 1852.
F ; fascc. 132 (numerati 1-150, due fascc. n.n., doppio il n. 49, mancano i fascc, 4, 96, 97, 98,
103-111, 114-116, 119, 120, 122, 129, 147); mm, 360 x 135; s. c, cattivo.

411 [793] 1 851

Id. Anno 1851, con documenti, in originale o in copia, dal 18 febbraio 1848
al 31 dicembre 1851.
F; fascc. 76 (numerati 151-225, un fase, n.n,); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

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412 [794] 1852
« Filza n. 39 dei documenti relativi alle adunanze del Consiglio Universitario.
Anno 1852. Dal n. 1 al n. 100 ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 19 maggio 1713 all’8 gennaio 1853.
F- fasce. 92 (numerati 1-100, mancano i fasce. 72-79); mm. 360 x 135; s. c. cattivo.

413 [795] 1852


Id. Anno 1852, con documenti, in originale o in copia, dal 12 agosto 1835
al 24 gennaio 1853.
F; fasce. 137 (numerati 101 - 2 3 8 , manca il fase. 170); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

414 [796] 1853


Id. Anno 1853, con documenti, in originale o in copia, dal 23 agosto 1838
al 16 gennaio 1854.
F; fasce. 160 (numerati 1-23, 23 bis, 24-160, manca il fase. 22); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

415 [797] 1853


Id. Anno 1853, con documenti, in originale o in copia, dal 7 febbraio 1847
al 26 gennaio 1854.
F; fasce. 66 (numerati 161 -2 2 6 ); mm. 360 x 135; s. c. cattivo.

416 [799] 1854


Id. Anno 1854, con documenti, in originale o in copia, dal 10 novembre 1840
al 5 ottobre 1859.
F; fasce. 119 più indice (numerati 1 - 130, mancano i fasce. 3, 5, 28, 29, 42, 48, 54, 60, 67,
80, 106); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

417 [800] 1854

Id. Anno 1854, con documenti, in originale o in copia, dal 25 novembre 1845
al 4 gennaio 1855.
F; fascc. 60 (numerati 131-192, mancano i fasce. 141 e 157); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

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418 [801] 1855

Id. Anno 1855, con documenti, in originale o in copia, dal 10 ottobre 1835
al 9 ottobre 1857.
F; fascc. 137 più indice (numerati 1-150, mancano i fascc. 15, 26, 28, 36, 56, 58, 66, 94, 103,
109, 122, 127, 128); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

419 [802] 1855

Id. Anno 1855, con documenti, in originale o in copia, dal 3 marzo 1826 al
10 dicembre 1856.
F; fascc. 79 (numerati 151-236, un fase, n.n., mancano i fascc. 175, 192, 199, 201, 225, 233,
235, 236); mm. 360 x 135; s. c. discreto.

420 [803] 1856

Id. Anno 1856, con documenti, in originale o in copia, dall’8 aprile 1845 al
30 gennaio 1857.
F ; fascc. 114 più indice (numerati 1-82, 82 bis, 83-120, mancano i fascc. 57, 58, 81, 97, 98,
111, 118); mm. 360 x 135; s* c. cattivo.

421 [804] 1856

Id. Anno 1856, con documenti, in originale o in copia, dal 2 gennaio 1829
al 6 agosto 1858.
F; fascc. 70 (numerati 121-194 più uno a cui corrisponde la deliberazione n. 227; mancano i
fascc. 143, 148, 172, 187, 193); mm. 360 x 135; s. c. cattivo,

422 [805] 1857

Id. Anno 1857, con documenti, in originale o in copia, dal 7 settembre 1833
al 10 agosto 1858.
F ; fascc. 92 più indice (numerati 1-102, mancano i fascc. 2, 10, 11, 20, 34, 79, 98, 100, 102);
mm. 360 x 135; s. c. cattivo.

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423 1857- 1858

Domande e relativi decreti, lettere e documenti diversi. Anni 1857-1858, con


documenti, in originale o in copia, dall’ 11 agosto 1857 al 30 aprile 1860.
F ' fasce. 97 più indice (numerati 1-180, mancano i fascc. 1, 2, 3, 11-23, 25, 26, 27, 38, 40-46,
48-58, 63, 66, 68-72, 74-80, 82, 83, 85, 87, 89, 91-95, 100, 103, 105, 107-109, 111-113, 118,
127, 132, 140, 142, 143, 146, 147, 148, 155-167, 169-180); mm. 320 x 120; s. c. discreto.

424 [1362] 1857 - 1858

« Filza n. 45. Domande e relativi decreti. Lettere e documenti diversi. Dal


27 agosto 1857 al 31 dicembre 1858. Dal n. 181 al n. 200 ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 7 novembre 1856 al 29 dicembre
1858.
F; fascc. 20 (numerati 181-200); mm. 320 x 120; s. c. discreto.

425 [1363] 1857- 1858

« [Filza n. 45. Domande e gelativi decr[eti]. [Lettere] e docum enti d]iversi.


[ . . . ] ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 17 agosto 1857 al 17 dicembre
1858.
F ; fascc. 35 (numerati 201-237, mancano i fascc. 213 e 227); mm, 320 x 120; s. c. discreto,

426 [1364] 1859


« Filza n. 4[6]. Domande e relativi decreti. Lettere e documenti diversi. Anno
1859. Dal n. 1 al n. 145 ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 2 gennaio al 22 dicembre 1859.
F; fascc. 125 (numerati 1-145, doppio il n. 136, mancano 1 fascc, 30, 67, 75, 77, 80-83, 86-89,
93, 138-145); mm. 320 x 120; s. c. cattivo.

427 [1365] 1859


« Filza n. 46. Domande e relativi decreti. Lettere e documenti diversi. Anno
1859. Dal n. 146 al n. 159 ».

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Con documenti, in originale o in copia, dal 16 novembre 1855 al 30 dicembre
1859.
F; fasce. 14 (numerati 146-159); mm, 320 x 120; s. c. discreto.

428 [1366] 1860

« Filza n. 47. Domande e relativi decreti. Lettere e documenti diversi Anno


1860 ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 2 gennaio 1860 al 30 dicembre
1862.

F; fasce. 149 (numerati 1-159, mancano i fasce. 23, 53, 81, 101, 150-155).; mm, 320 x 120’
s. c. discreto.

429 [1367] 1861

Domande e relativi decreti, lettere e documenti diversi. Anno 1861, con do­
cumenti, in originale o in copia, dall’ 1 1 gennaio 1860 al 5 gennaio 1862,
F ; fascc, 141 più indice (numerati 1-160, mancano i fascc. 15, 16, 27, 36, 41, 52, 54, 55, 67
86, 93, 94, 101, 114, 144, 146, 150, 151, 153); mm. 320 x 120; s. c. d iscreto /

430 [1368] 1861

« [Filza] n. 48. [Domande e relativi decreti. Lettere e documenti diversi. An­


no 1861] ».
Anno 1861, con documenti, in originale o in copia, dal 5 gennaio al 29 dicem­
bre 1861.
F; fascc. 33 (numerati 161-195, mancano i fascc. 186 e 188); mm. 320 x 120; s. c. discreto.

« [Filza n. 49]. Domande e recativi decreti. Lettere e documenti diversi. An­


no 1862] ».
Anno 1862, con documenti, in originale o in copia, dal 24 maggio 1855 al
20 dicembre 1865.
I fascicoli, sebbene numerati, sono stati ordinati secondo il criterio alfabetico.
F ; fascc. 304; mm. 320 x 120; s. c. buono.

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432 [1370]
« Filza n. 50. Domande e relativi [decreti]. Lettere e documenti [diversi]. An­
no [1863] ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 23 giugno 1862 al 30 dicembre
1863.
I fascicoli, sebbene numerati, sono stati ordinati secondo il criterio alfabetico.
F; fascc. 225; mm. 320 x 120; s, c. discreto.

433 [1371]
« [Filza] n. 51. [Domande e relativ i decre[ti. Lettere e docum enti diversi.
Anno 1864 ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 1° gennaio 1860 al 30 dicembre
1864.
I fascicoli, sebbene numerati, sono stati ordinati secondo il criterio alfabetico.
F; fascc. 251; mm. 320 x 120; s. c. discreto.

434 [1372]
« Filza n. 52. Domande e relativi decreti. Lettere e documenti diversi. Anno
1865 ».
Con documenti, in originale o in copia, dal 27 febbraio 1861 al 26 dicembre
1865.
I fascicoli, sebbene numerati, sono stati ordinati secondo il criterio alfabetico.
F; fascc. 252; mm. 320 x 120; s. c. discreto.

c) Avvisi (nn. 435-438)

La sottosezione è costituita da una brevissima serie di tre registri (nn.


435-437), che coprono senza interruzioni gli anni dal 1857 al 1885. Per il pe­
riodo precedente cfr. il n. 2163.
Il regolamento 4 luglio 1857, n. 2330 prevedeva infatti, all’art. 46, pun­
to 5 (titolo I, capo III, relativo alle segreterie dell’Università), la compilazio­

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ne di un « Registro per trascrivervi le intimazioni dei concorsi, gli avvisi o
gli ordini che si pubblicano neU’Università o nella gazzetta ufficiale ». Le
stesse disposizioni si ritroveranno, con formula pressoché identica, nel Rego­
lamento 20 ottobre 1860, n. 4373 (art. 280, punto 5). Il n. 438 raccoglie mi­
nute di avvisi.

435 [1544] 1857- 1865

Registro di avvisi diramati dall’Università; 17 ottobre 1 8 5 7 -2 0 dicembre


1865.
R; cc. 46; mm. 350 x 245; copertina in cartone; s. c. pessimo. Il registro è gravemente danneg­
giato dall’um idità e mutilo; è caduto un numero imprecisabile di cc.

436 [1545] 1866 . 1874

Id.; 23 gennaio 1 8 6 6 -2 8 dicembre 1874.


R; cc. 34; mm. 350 x 245; copertina in cartone; s, c. pessimo. Il registro è gravemente danneg­
giato dall’um idità e mutilo; è caduto un numero imprecisabile di cc.

437 [1546] 1875-1885

Id.; 4 gennaio 1875 - 16 novembre 1885.


Allegati: un inserto incollato a c. 4 0 ’ .
R; cc. 50; mm. 350 x 245; copertina in cartone; s. c, cattivo. Tutte le carte sono slegate.

438 1872- 1874


Minute di avvisi diversi; 9 aprile 1872- 17 dicembre 1874.
B; cc. 68; mm. 315 x 230; s. c, discreto.

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d) Carteggio (nn. 439-573)

Costituisce la parte numericamente più rilevante dell’intera sezione, es­


sendo tutte le serie complete dal 1847 al 1875.
La corrispondenza in arrivo è registrata nelle serie dei protocolli, diver­
samente organizzate; fino al 1857 abbiamo serie distinte di protocolli a secon­
da dei mittenti. A partire dal 1857, ai sensi della normativa confermata nel
1860, un unico protocollo, suddiviso in sezioni, registra tutta la corrisponden­
za indipendentemente dal mittente.
Abbiamo quindi, per gli anni 1849-1857, i protocolli della corrisponden­
za inviata dal ministro al Consiglio universitario (nn. 439-444), quelli di lette­
re diverse (nn. 499-505), i registri delle suppliche (nn. 513-521) e quelli della
corrispondenza inviata dai provveditori (nn. 491-498). Questi ultimi, suben­
trati ai riformatori con la legge 4 ottobre 1848, n. 939 erano scelti dal re (art.
48) con il compito di far eseguire gli ordini relativi alla pubblica istruzione.
Saranno mantenuti dalla legge Lanza, che attribuirà loro la facoltà di corri­
spondere direttamente col ministro (art. 55).
Per la corrispondenza degli anni 1857-1874, inviata non più al Consiglio
universitario, decaduto, ma al rettore, abbiamo i protocolli generali della cor­
rispondenza del Consiglio disciplinare (nn. 445-461). Per i registri fino al
1860 il riferimento è contenuto nell’art. 46 del regolamento 4 luglio 1857,
n. 2330, per il quale, tra i registri da tenersi per il servizio dell’Università
figura, al punto 1 un « Protocollo per registrarvi il sunto delle lettere o delle
domande che non si riferiscono ai protocolli speciali delle Facoltà, delle deci­
sioni del Consiglio disciplinare, di cui all’art. 17, di tutte le note ministeriali,
e di quelle dei Presidi, Professori e Direttori degli stabilimenti, e le risposte
ed i provvedimenti che ne conseguono ». Dal 1860, con l’entrata in vigore
del nuovo regolamento (r.d. 20 ottobre 1860, n. 4373), le registrazioni prose­
guono in maniera analoga senza interruzioni, stante il nuovo disposto di cui
all’art. 279, punto 1, in cui si menziona un « Protocollo per registrarvi in
compendio le lettere, o le domande che non si riferiscono a protocolli speciali
delle Facoltà, le decisioni in materia disciplinare proferite secondo il prescrit­
to dell’art. 143 della legge — è la legge 13 novembre 1859, n. 3728 — , tutte
le note ministeriali, e quelle dei Presidi, Professori e Direttori degli Istituti
universitari, e le risposte ed i provvedimenti che ne conseguono ».
Corrispondono ai protocolli le filze di lettere inviate dal Ministro della
pubblica istruzione, complete dal 1848 al 1874 (nn. 464-490) e quelle delle

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lettere diverse dal 1866 al 1874 (nn. 507-512). Le lettere antecedenti, riferi­
te agli anni 1857-1865, sono contenute nelle filze di cui alla sottosezione
« A tti », ai nn. 423-434. La serie « Suppliche » (nn. 513-521) è collegata ai
nn. 600-604, della sezione « Studenti ».
Per quanto riguarda le facoltà, abbiamo al n. 522 il protocollo delle let­
tere e delle domande ad esse relative, previsto dall’art. 48 del regolamento
4 luglio 1857 citato, che prescriveva, alla lettera A, anche l’indicazione dei
provvedimenti e delle risposte date; al n. 523 troviamo la filza di lettere corri­
spondenti.
Sono cronologicamente avulsi dal contesto i n. 462 (frammento di proto­
collo di molto posteriore), il n. 463, il n. 506 (una rubrica di protocollo priva
di qualsiasi riferimento per la mancanza assoluta di unità coeve) e il n. 524.
Più ridotto il numero di unità relative alla corrispondenza in partenza:
da sottolineare la serie completa, dal 1848 al 1874, dei copialettere della cor­
rispondenza inviata al Ministro della pubblica istruzione prima dal Sovrinten­
dente, poi dal Presidente del Consiglio universitario e, dopo il 1857, dal ret­
tore. Alcune minute sono conservate al n. 550.
I registri nn. 551 e 552 contengono la corrispondenza del Sovrintenden­
te ai Riformatori e delegati, mentre i nn. 553-571 sono registri generali della
corrispondenza del presidente del Consiglio universitario e poi del rettore ai
provveditori e a diversi.
Chiudono il « Carteggio » due unità contenenti minute di lettere a di­
versi, dal 1848 al 1886, con frequenti e ampie lacune.

Corrispondenza in arrivo (nn. 439-524)

Lettere del Ministro della Pubblica Istruzione e diversi; protocollo (nn. 439-462)

439 [856] 1849

Registro di protocollo delle lettere e dispacci inviati dal Ministro della Pub­
blica Istruzione al Consiglio universitario; 3 gennaio - 30 novembre 1849.
R; cc. 82; mm. 385 x 225; copertina in cartone; s. c. buono.

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440 [857] 1850

lei.; 1 gennaio-2 7 dicembre 1850.


R; cc. 76; mm. 370 x 230; copertina in cartone; s. c. buono.

441 [858] 1851

Id.; 3 gennaio-2 8 dicembre 1851.


R; cc. 86; mm. 370 x 230; copertina in cartone; s. c. buono.

442 [859] 1852

Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1852.


R; cc. 86; mm. 385 x 225; copertina in cartone; s. c. buono.

443 [860] 1853 - 1855

« 1853 e 1854 e 1855. Lettere del Regio Ministero al Consiglio » (copertina).


Id.; 4 gennaio 1853 -3 1 dicembre 1855.
R; cc. 74; mm. 375 x 225; copertina in cartone; s. c. buono.

444 [861] 1856- 1857

« Lettere del Regio Ministero al Consiglio. 1856 - 57 » (copertina).


Id.; 2 gennaio 1 8 5 6 -2 8 agosto 1857.
R; cc, 46; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto.

445 [898] 1857 - 1859


« Protocollo delle lettere, domande, decisioni del Consiglio disciplinare, note
ministeriali ed altre lettere diverse. N. 1 dell’art. 46 del Regolamento 4 luglio
1857 » (copertina).
Registro di protocollo; 31 agosto 1 8 5 7 -3 gennaio 1859.
Allegati: rubrica alfabetica (« Protocollo. Dal 30 agosto 1857 al 31 dicembre 1858 »; fase, sciolto
di cc. 40; copertina in cartoncino).
R; cc. 156; mm. 380 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

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446 [899] 1859

« Protocollo delle lettere, domande, decisioni del Consiglio Disciplinare, note


ministeriali ed altre lettere diverse. N. 1 dell’art. 46 del Regolamento 4 luglio
1857 » (copertina).
Id.; 4 gennaio-31 dicembre 1859.
Allegati: rubrica alfabetica (« Protocollo 1859 »; fase, sciolto di ce. 24; copertina in cartoncino),
R; ce. 144; mm. 390 x 245; copertina in cartone; s, c. discreto.

447 [900] 1860 - 1861

« Protocollo delle lettere, domande, decisioni del Consiglio Disciplinare, note


ministeriali ed altre lettere diverse » (copertina).
Id.; 2 gennaio 1 8 6 0 -2 gennaio 1861.
R; cc. 120; mm. 370 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto.

448 [901] 1861 - 1862

« Protocollo delle lettere, domande, decisioni in materia disciplinale, no­


te ministeriali, dei presidi, professori e direttori degli Istituti Universitari.
N. 1 dell’Art 279 del Regolamento Universitario 20 ottobre 1860 » (copertina).
Id.; 4 gennaio 1861 - 7 gennaio 1862.
Allegati: rubrica alfabetica (« Protocollo 1861 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 118; mm. 385 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

449 [902] 1862 - 1863

« Protocollo delle lettere, domande, decisioni in materia disciplinale, note mi­


nisteriali, dei presidi, professori e direttori degli'Istituti Universitari. N. 1
dell’Art 279 del Regolamento Universitario 20 ottobre 1860 » (copertina).
Id.; 4 gennaio 1 8 6 2 -8 gennaio 1863.
Allegati: rubrica alfabetica (« Protocollo 1862 »; fase, sciolto di cc, 24; copertina in cartoncino).
R ; cc. 120; m m . 3 8 0 x 2 4 0 ; co p ertin a in carton e; s. c. buono.

450 [903] 1863 - 1864

« Protocollo delle lettere, domande, decisioni in materia disciplinare, note


ministeriali, dei presidi, professori e direttori degli Istituti Universitari. N. 1

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dell’Art 279 del Regolamento Universitario 20 ottobre 1860 » (copertina).
Id.; 5 gennaio 1 8 6 3 -2 gennaio 1864.
Allegati; rubrica alfabetica (« 1863 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 120; mm. 390 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

451 [904] 1864


« Protocollo delle lettere, domande, decisioni in materia disciplinare, note
ministeriali e lettere diverse. Art. 279 del Regolamento Universitario del 20
ottobre 1860 » (copertina).
Id.; 7 gennaio-3 1 gennaio 1864.
Allegati: rubrica alfabetica (« Protocollo 1864 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R' cc. 81; mm. 385 x 240; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 3 7 ’ , 38’ , 51’ , 52 , 53 ,
78’-81’ sono staccate; è caduto un numero imprecisabile di cc,

452 [905] 1865


« Protocollo delle lettere, domande, decisioni in materia disciplinare, note
ministeriali e lettere diverse. Art. 279 del Regolamento Universitario del 20
ottobre 1860. 1865 » (copertina).
Id.; 3 gennaio-3 0 dicembre 1865.
Sono registrate note ministeriali, domande e lettere diverse.
Allegati: rubrica alfabetica (« Protocollo 1865 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 120; mm. 380 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

453 [906] 1866

Id.; 3 gennaio- 29 dicembre 1866.


R; cc, 120; mm. 390 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

1867
454 [907]

« Protocollo 1867 » (copertina).


Id.; 1 gennaio-2 3 dicembre 1867.
Allegati: rubrica alfabetica (« Protocollo 1867 »; fase, sciolto di cc. 24; copertina in cartoncino).
R; cc. 120; mm. 385 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

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455 [908] 1868- 1869
« 1868 » (dorso).
« Protocollo 1868 » (copertina).
Id.; 3 gennaio 1 8 6 8 -2 gennaio 1869.
R; cc. 120; mm. 390 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

456 [909] 1869

« 1869 » (dorso).
Id.; 4 gennaio-3 0 dicembre 1869.
R; cc. 120; mm. 390 x 255; copertina in cartone; s. c. buono.

457 t91°] 1870- 1871


« Protocollo 1870 » (copertina).
Id.; 3 gennaio 1 8 7 0 -2 gennaio 1871.
R; cc. 120; mm. 400 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

458 [911] 1871 - 1872

« Protocollo 1871 » (copertina).


Id.; 3 gennaio 1 8 7 1 -2 gennaio 1872.
Sono registrate note ministeriali, domande e lettere diverse.
R; cc. 118; mm. 350 x 240 mm; copertina in cartone; s. c. discreto.

459 [912] 1872 - 1873

« Protocollo 1872 » (copertina).


Id.; 2 gennaio 1872- 14 gennaio 1873.
R; cc. 120; mm. 385 x 235 mm; copertina in cartone; s. c. buono.

46° [913] 1873 . 1 3 7 4

« Protocollo 1873 » (copertina).


Id.; 2 gennaio 1873 - 2 gennaio 1874.
R; cc, 120; mm, 390 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

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461 [862] 1874

Id.; 4 gennaio-3 1 dicembre 1874.


R; cc. 119; mm. 390 x 240; copertina in cartone; s. c. discreto. L a rilegatura è guasta: le coperti­
ne ant. e post, sono slegate; la c. 1’ è mutila.

462 1896- 1905

Frammento di protocollo.
Sono registrate lettere in arrivo (29 gennaio 1896 - 3 luglio 1904) e in partenza (30 gennaio
1896 - 24 ottobre 1905).
R; cc. 10; mm. 330 x 305; s. c. cattivo.

Lettere del Ministro della Pubblica Istruzione; copie (n. 463)

463 [855] 1849- 1851

Estratti e copie di lettere inviate dal Ministro della Pubblica Istruzione al


Consiglio universitario; 14 novembre 1849- 18 febbraio 1851.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
R; cc. 33 mm. 295 x 210; copertina in cartone; s. c. buono. È caduto un numero imprecisabile
di cc.

Lettere del Ministro della Pubblica Istruzione-, filze (nn. 464 - 490)

464 [814] l 848


Lettere inviate dal Ministro della Pubblica Istruzione al Sovrintendente e al
Presidente del Consiglio universitario. Anno 1848.
Fino al 31 ottobre le lettere sono indirizzate al Sovrintendente, dal 18 novembre al Presidente
del Consiglio Universitario; 2 g en n aio -3 1 dicembre 1848.
F ; fascc. 384 (numerati 1-382; i nn. mancanti 53, 69, 71, 73, 82, 85, 87, 89, 90, 93, 94, 95,
127, 132, 146, 153, 165, 178, 202, 227, 279, 314, 328, 328 bis, 332, 354, 365, 367, 371 sono

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conservati nel n. 2656; il pezzo n. 2656 contiene altre cinque lettere del M inistro al Sovrinten­
dente, senza numero, rispettivamente del: 21 gennaio, 25 gennaio, 7 marzo, 13 novembre e 16
novembre 1848); m a , 325 x 115; s. c. buono.

465 [815] 1849

Id.; 3 gennaio-31 dicembre 1849.


F ; fasce. 380 (i nn. mancanti: 22, 42, 47, 77, 105, 106, 107, 218, 331, 332, 372 sono conservati
nel n. 2656); mm. 325 x 115; s. c. discreto.

466 [816]

Id.; 1 gennaio-31 dicembre 1850.


F; fasce. 381 (il n. 13 è conservato nel n, 2656); mm. 320 x 110; s. c. buono.

467 [817]
1851
Id.; 3 gennaio-2 8 dicembre 1851.
F; fasce. 325; mm. 330 x 110; s. c. cattivo.

468 [818] 1852

Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1852.


Mancano le lettere di febbraio e marzo.
F; fasce. 226; mm. 310 x 110; s. c. discreto.

469 [819] 1853

Id.; 4 gennaio-3 1 dicembre 1853.


F; fasce. 217; mm. 315 x 115; s. c. cattivo.

470 [820] 1854


Id.; 3 gennaio-3 0 dicembre 1854.
F; fasce. 240; mm. 305 x 110; s. c. cattivo.

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471 [821/1] 1855
Id.; 3 gennaio - 31 dicembre 1855, con documenti, originali o in copia, dal
9 novembre 1771.
F; fasce. 230; mm. 310 x 120; s. c. discreto.

472 [821/2] 1856

Id.; 2 gennaio - 30 dicembre 1856, con documenti, originali o in copia dal 7


settembre 1855.
F; fascc. 141; mm. 320 x 115; s. c. cattivo.

473 [822] 1857


Lettere inviate dal Ministro della Pubblica Istruzione al Presidente del Consi­
glio universitario e al rettore; 2 gennaio-3 0 dicembre 1857.
F; fasce. 194; mm. 305 x 115; s. c. buono.
Per una lettera del luglio 1857 cfr. appendice, cart. 66/6.

474 [823] 1858


Lettere inviate dal Ministro della Pubblica Istruzione al Rettore; 1 gennaio -
31 dicembre 1858, con documenti, originali o in copia, dal 10 novembre 1857.
F; fascc. 229; mm. 305 x 110; s. c. buono.
Per una lettera del 9 dicembre 1858 cfr. appendice, cart. 66/5.

475 [824] 1859


Id.; 4 gennaio - 29 dicembre 1859, con documenti, originali o in copia dal 15
dicembre 1853.
F; fascc. 169; mm. 310 x 115; s. c. discreto.

476 [825] 1860

« 1860 ».
Id.; 5 gennaio-3 1 dicembre 1860.
F; fascc. 227; mm. 320 x 115; s. c. cattivo.

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477 [826] 1861

Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1861, con documenti, originali o in copia, dal


26 gennaio 1860.
F; fascc. 307; mm. 315 x 110; s. c. buono.

478 [827] 1862

« Ministero Pubblica Istruzione. 1862 ».


Id.; 1 gennaio-3 0 dicembre 1862, con documenti, originali o in copia, dal
6 novembre 1861.
F ; fascc, 276; mm, 310 x 115; s. c. buono.

479 [828] 1863

Id.; 3 gennaio - 31 dicembre 1863 con documenti, in originale o in copia, dal


6 dicembre 1855.
F ; fascc. 339; mm. 310 x 115; s. c. discreto.

480 [829] 1864

Id.; 5 gennaio - 30 dicembre 1864 con documenti, in originale o in copia, dal


12 novembre 1861.
F; fascc. 262; mm. 320 x 110; s. c. discreto.

481 [830] 1865

Id.; 2 gennaio-2 8 dicembre 1865 con documenti, originali o in copia dall’8


novembre 1861.
F ; fascc. 266; mm. 335 x 120; s. c. cattivo.

482 [831] 1866

Id.; 9 gennaio-2 7 dicembre 1866.


F; fascc. 202; mm. 340 x 115; s. c. discreto.

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483 [832] 1867

Id.; 4 gennaio- 2 9 novembre 1867, con documenti, originali o in copia, dal


29 novembre 1860.
Manca il fascicolo corrispondente al mese di dicembre.
F; fasce. 161; mm. 335 x 115; s. c. buono.

484 [833] 1868

Id.; 4 gennaio-3 1 dicembre 1868, con documenti, originali o in copia, dal


5 febbraio 1867.
F; fasce. 197; mm. 330 x 110; s. c. buono.

485 [834] 1869

Id.; 2 gennaio-2 8 dicembre 1869, con documenti, originali o in copia, dal


7 agosto 1856.
F; fasce. 201; mm. 335 x 110; s. c. discreto.

486 [835] 1870

« 1870 »
Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1870, con documenti, originali o in copia, dal
9 novembre 1867.
F ; fasce. 211; mm. 315 x 110; s. c. discreto.

487 [836] 1871

Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1871, con documenti, originali o in copia,


dall’ 11 novembre 1870.
F; fasce. 207; mm. 340 x 110; s. c. discreto.

488 [837] 1872

Id.; 1 gennaio - 30 dicembre 1872, con documenti, originali o in copia dal 21


luglio 1871.
F; fasce. 186; mm, 320 x 115; s. c. discreto.

— 139 —

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489 [838] 1873

lei.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1873.


F; fasce. 194; mm. 320 x 115; s. c. discreto,

490 [839] 1874

Id.; 2 gennaio-3 0 dicembre 1874.


Contiene una lettera del 12 giugno 1890 e una del 26 novembre 1891 con annesso del 10 no-
vembre.
F; fasce. 219; mm, 320 x 125; s. c. buono.

Lettere dei provveditori; protocollo (nn. 491 - 498)

491 [882] 1849

Registro di protocollo delle lettere inviate dai Provveditori di Albenga, Chia­


vari, Novi, Savona, La Spezia e Genova; 3 gennaio - 29 dicembre 1849.
R; ce. 33; mm. 390 x 215; copertina in cartone; s. c. cattivo. Le cc. del registro non sono più
rilegate; è caduto un numero imprecisabile di cc.

492 [883] 1850- 1851

« 1850. 1851. Lettere diverse dei Regii Provveditori sugli Studj » (copertina).
Registro di protocollo delle lettere inviate dai Provveditori di Albenga, Chia­
vari, Novi, Savona, La Spezia e Genova; 3 gennaio 1 8 5 0 -3 febbraio 1851.
R; cc. 32; mm. 410 x 270; copertina in cartone; guardie; s. c. discreto. L a c. 3 2 ’ è mutila.
T ra le cc. 3 1 ’ e 3 2 ’ è caduto un numero imprecisabile di cc.

493 [884] 1851

« Provveditori agli Studi, Registro delle lettere diverse dal 1° gennaio 1851
al 31 dicembre [1851] » (dorso).

— 140 —

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Registro di protocollo delle lettere inviate dai Provveditori di Albenga, Chia­
vari, Novi, Savona, La Spezia, Bobbio e Genova; 2 gennaio-2 3 dicembre
1851.
R' cc. 52; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute due cc. tra le
cc. 4 0 ’ e 41’ ; tra la c. 5 2 ’ e la copertina posteriore è caduto un numero imprecisabile di cc. La
c. 4 0 ’ è

494 [885] 1852

« 1852. Provveditori agli Studj » (dorso).


Registro di protocollo delle lettere inviate dai Provveditori di Albenga, Chia­
vari, Novi, Savona, La Spezia e Genova; 5 gennaio-31 dicembre 1852.
R; cc. 26; mm. 375 x 230; copertina in cartone; s. c. cattivo. L e carte del registro non sono
più rilegate; è caduta una c. tra le cc. 7’ e 8’ .

495 [886] 1853

« 1853. Regii Provveditori agli Studj » (dorso).


Registro di protocollo delle lettere inviate dai Provveditori di Albenga, Chia­
vari, Novi, Savona, La Spezia e Genova; 3 gennaio-3 1 dicembre 1853.
R; cc. 32; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto. Le carte del registro non sono
più rilegate; le cc. 10’ , 2 3 ’ -27’ sono slegate.

496 [887] 1854 - 1855

« 1854. Regii Provveditori agli [Studj] » (dorso).


Registro di protocollo delle lettere inviate dai Provveditori di Albenga, Chia­
vari, Novi, Savona, La Spezia e Genova; 3 gennaio 1854 - 29 dicembre 1855.
R; cc. 74; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto. Le cc. 71’-74’ sono slegate.

497 [888] 1856

« Lettere de’ Regii Provveditori agli Studi. 1856 » (copertina).

— 141 —

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Registro di protocollo delle lettere inviate dai Provveditori di Albenga, Chia­
vari, Novi, Savona, La Spezia e Genova; 2 gennaio - 27 dicembre 1856.
R; cc, 32; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto. Sono cadute quattro cc. tra la
c. 3 2 ’ e la copertina post.

498 [889] 1857

« Lettere de’ R.R. Provveditori agli Studi. 1857 » (copertina).


Registro di protocollo delle lettere inviate dai Provveditori di Albenga, Chia­
vari, Novi, Savona, La Spezia e Genova; 2 gennaio-2 3 agosto 1857.
R; cc. 39; mm. 375 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto, La c. 3 9 ’ è

Lettere diverse; protocollo (nn. 499 - 506)

499 [891] 1850

« Anno 1850. Lettere diverse » (copertina).


Registro di protocollo delle lettere in arrivo. M ittenti diversi;
2 gennaio-2 9 dicembre 1850.
R; cc. 52; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto. Le cc. 4 0 ’-47’ , 5 0 ’-52’ sono
slegate.

500 [892] 1851

« 1851. Registro delle lettere diverse sia della città di Ge[nova] [...] » (dorso).
Id.; 1 gennaio-31 dicembre 1851.
R; cc. 96; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto.

501 [893] 1852

« 1852. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 5 gennaio-3 0 dicembre 1852.
R; cc. 62; mm. 370 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto.

— 142 —

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502 [894] 1853

« 1853. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 10 gennaio-3 1 dicembre 1853.
R; cc. 36; mm. 380 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto.

503 [895] l 854 ' 1855

« 1854. Lettere diverse. 1855 » (dorso).


Id.; 2 gennaio 1 8 5 4 -2 9 dicembre 1855.
R; cc. 45; mm. 380 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto. È caduta una c. tra le cc. 18
e 19’ .

504 [896] 1856

« Lettere diverse. 1856 » (copertina).


Id.; 10 gennaio-3 1 dicembre 1856.
R; cc. 26; mm. 375 x 220; copertina in cartone; s. c. buono.

505 [897] 1857

« Lettere diverse. 1857 » (copertina).


Id.; 7 gennaio-2 7 agosto 1857.
R; cc. 36; mm. 370 x 220; copertina in cartone; s. c. discreto.

506 [2255] 1909- 1911

« Rubrica del protocollo dell’anno 1909 - 1910 - 1911 » (copertina).


Rubrica alfabetica delle voci, recanti ciascuna il corrispondente numero di
protocollo, per la corrispondenza degli anni considerati; 1909- 1911.
R; cc. 114; mm. 440 x 330; copertina in cartone; s. c. buono.

- 143 —

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Lettere diverse; filze (nn. 507-512)

507 [843] 1866- 1867

Lettere diverse inviate all’Università di Genova; 2 gennaio 1 8 6 6 -2 1 dicem­


bre 1867.
F; fascc. 343; mm. 320 x 110; s. c. cattivo.

508 [844] 1868 - 1869

Id.; 2 gennaio 1 8 6 8 -2 9 dicembre 1869, con documenti, originali o in copia,


dal 3 agosto 1865.
F; fascc. 394; mm. 330 x 115; s. c. discreto.

509 [845] 1870

« 1870 ».
Id.; 5 gennaio - 30 dicembre 1870, con documenti, originali o in copia, dal
9 ottobre 1866.
F; fascc. 210; mm. 320 x 115; s. c. discreto.

510 [846] 1871 - 1872

« Lettere diverse. 1871-1872 ».


Id.; 2 gennaio 1871 - 30 dicembre 1872, con documenti, originali o in copia,
dal 6 gennaio 1867 al 31 luglio 1873.
F; fascc. 338; mm. 310 x 110; s. c. discreto.

511 [847] 1873

« Lettere diverse. 1873 ».


Id.; 1° gennaio-2 3 dicembre 1873.
F ; fascc, 176; mm. 310 x 115; s. c. buono,

— 144 -

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512 [848] 1874

« Lettere diverse. 1874 ».


Id.; 5 gennaio-3 1 dicembre 1874, con documenti, originali o in copia, dal
29 ottobre 1873.
F; fasce. 231; mm. 310 x 115; s. c. discreto.

Suppliche (nn. 5 1 3 -5 2 1 )

513 [1374] 1849


Registro di protocollo delle domande rivolte al Consiglio universitario; 2
gennaio-2 7 novembre 1849.
R; cc. 110; mm. 385 x 215; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 43’-45’ e 98’-110’ sono
sciolte.

514 [1375] 1850

«A n n o 1850. Suppliche d iv erse» (copertina).


Id.; 4 gennaio-2 8 dicembre 1850.
R; cc. 71; mm. 380 x 230; copertina in cartone; s. c. buono. T ra la c. 71’ e la copertina posterio­
re sono cadute cinque cc.

515 [1376]
«A n n o 1851. Suppliche diverse dal 1° gennaio 185[1] » (dorso).
Id.; 2 gennaio-2 9 dicembre 1851.
R; cc, 116; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. buono.

516 [1377] 1852- 1853

« 1852. Suppliche » (dorso).


Id.; 13 gennaio 1 8 5 2 -3 gennaio 1853.
R; cc. 56; mm. 375 x 225; copertina in cartone; s. c. buono. L a copertina è parzialmente slegate;
le cc. 4 9 ’-56’ sono slegate.

— 145 —

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517 [1378] 1853

« Anni 1853-1854. Registro delle suppliche degli studenti e d ’altri individui »


(copertina).
Id. 3 gennaio-3 0 dicembre 1853.
R; cc. 59; mm. 375 x 225; copertina in cartone; s. c. discreto. L e cc. 5 0 ’-59’ sono slegate. Un
numero imprecisabile di cc. è caduto.

518 [1379] 1854- 1855

« 1854. Suppliche. 1855 » (dorso).


Id.; 16 gennaio 1 8 5 4 -2 1 novembre 1855.
R; cc. 104; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. buono.

519 [1380] 1856

« Suppliche. 1856 » (dorso).


Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1856.
R; cc. 76; mm. 375 x 220; copertina in cartone; s. c. buono.

520 [1381] 1857

« Suppliche. 1857 » (copertina).


Id.; 3 gennaio - 4 settembre 1857.
R; cc. 28; mm. 370 x 220; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 2 0 ’-27’ sono

521 [1382] 1852- 1857

Indice di suppliche e istanze diverse presentate al Consiglio Universitario e


da questo sottoposte a deliberazione; 5 febbraio 1 8 5 2 -2 2 agosto 1857.
R; cc. 46; mm. 380 x 225; copertina in cartone; s. c. buono.

— 146 —

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Lettere delle Facoltà (nn. 522 - 523)

522 [890] 1857 - 1861


« Protocollo delle lettere e delle domande relative alle Facoltà. A dell’articolo
48 del regolamento 4 luglio 1857 » (copertina).
Registro di protocollo delle lettere inviate dai Presidi e docenti delle diverse
Facoltà; 22 ottobre 1 8 5 7 -5 gennaio 1861.
R; cc. 36; mm. 380 x 245; copertina in cartone; s. c. discreto.

523 [840] 1857- 1860

« Fil[za] delle lettere [e delle doma]nde relative [alle Facoltà] ».


Lettere inviate al rettore dai presidi e docenti delle varie facoltà; 27 agosto
1 8 5 7 -3 1 dicembre 1860.
G li anni 1858, 1859, 1860 sono in ordine, fascicolati e con relativi indici. A ogni fase,, ciascuno
costituito da più unità, corrisponde una Facoltà o una classe di insegnamento.
F ; fasce. 27 più tre indici; mm. 380 x 125; s. c. buono.

Lettere e documenti diversi (n. 524)

524 1848-1915

Lettere in arrivo e documenti diversi; 6 gennaio 1 8 4 8 -3 0 dicembre 1915,


con documenti, originali o in copia, dal 23 ottobre 1840.
F ; fasce. 272; mm. 320 x 120; s. c. discreto.

— 147 —

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Corrispondenza in partenza (nn. 525 - 573)

Lettere a l Ministro della Pubblica Istruzione; copialettere (nn, 525 - 549)

525 [916] 1848

« 1848 » (dorso).
Copialettere della corrispondenza inviata dal Sovrintendente e dal Presidente
del Consiglio universitario; 4 gennaio-3 0 dicembre 1848.
R; cc. 156; mm. 345 x 220; copertina in cartone; s. c. buono.

526 [917] 1850

Copialettere della corrispondenza inviata dal Presidente del Consiglio univer­


sitario; 2 gennaio-3 1 dicembre 1850.
R; cc. 294; mm. 345 x 220 mm; copertina in cartone; s. c. buono,

527 [918] 1851

« 1851. Lettere ministeriali » (dorso).


Id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1851.
R; cc. 196; mm. 340 x 220; copertina in cartone; s. c. buono.

528 [919] 1852

« 1852, [Lettere ministeriali] » (dorso).


Id.; 2 gennaio-31 dicembre 1852.
R; cc. 131; mm. 340 x 220; copertina in cartone; s. c. buono. L e cc. 130’ e 131’ sono slegate.

529 [920] 1853

« 1853. Lettere ministeriali » (dorso).

— 148 —

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« Anno 1853. Registro delle lettere dirette al Ministro della Pubblica Istru­
zione dal 1° gennaio 1853 a tutto dicembre detto anno » (copertina).
Id.; 4 gennaio-3 1 dicembre 1853.
R; cc. 112; mm. 340 x 220; copertina in cartone; s. c. buono. Sono cadute quattro cc. tra la
c. 112’ e la copertina post.

530 [921] 1854

« 1854. Lettere ministeriali » (dorso).


Id.; 2 gennaio-2 9 dicembre 1854.
R; cc. 83; mm. 340 x 220; copertina in cartone; s. c. buono. T ra la c. 8 3 ’ e la copertina posterio­
re è caduto un n. imprecisabile di cc. Le cc. 82’ e 83’ sono slegate.

531 [922]

« 1855. Lettere ministeriali » (dorso).


Id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1855.
R; cc. 81; mm. 335 x 220; copertina in cartone; s. c, buono. T ra la c. 8 1 ’ e la copertina posterio­
re è caduto un n. imprecisabile di cc. Le cc. 80’ e 81’ sono slegate.

532 [923] 1856

« 1856. Lettere ministeriali » (dorso).


Id.; 3 gennaio-2 7 dicembre 1856.
R; cc. 70; mm. 330 x 220; copertina in cartone; s. c. buono. Cc. 6 9 ’ e 70’ slegate. La rilegatura
è guasta.

533 [924]

« 1857. Lettere ministeriali » (dorso).


Id.; 2 gennaio-2 8 agosto 1857.
R; cc. 96; mm. 335 x 215; copertina in cartone; s. c. buono.

— 149 —

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534 [925] 1857- 1858

Copialettere della corrispondenza inviata dal rettore; 7 settembre 1857 -


30 dicembre 1858.
R; cc. 166; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. L ’ultimo fascicolo è slegato.

535 [926] 1859

« 1859. Lettere Ministeriali » (dorso).


Id.; 3 gennaio-3 0 dicembre 1859.
R; cc. 87; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 8 5 ’ , 8 6 ’ e 8 7 ’ sono slegate;
sono cadute cinquantasette cc. tra la c. 87’ e la copertina post.

536 [927] 1860

« 1860. Lettere al Ministro » (copertina).


Id.; 2 gennaio-31 dicembre 1860.
R; cc. 98; mm. 355 x 240; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 9 7 ’e 98’ sono slegate; tra
la c. 98’ e la copertina post, sono cadute dieci cc.

537 [928] 1861

« 1861. Lettere al Ministro » (copertina).


Id.; 3 gennaio - 30 dicembre 1861.
R; cc. 102; mm. 355 x 240; copertina in cartone; s, c. buono. Sono cadute sei cc. tra la c. 102’
e la copertina post.

538 [929] 1862

« 1862. Lettere Ministeriali » (dorso).


Id.; 2 gennaio-31 dicembre 1862.
R; cc. 83; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. E caduta una c. tra la c. 8 3 ’ e
la copertina post.

— 150 —

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539 [930] 1863

Id.; 5 gennaio-3 1 dicembre 1863.


R; cc. 118; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

540 [931] 1864

« 1864. Lettere M inisteriali » (copertina).


Id.; 2 gennaio-3 0 dicembre 1864.
R; cc. 51; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 4 9 ’ , 50’ e 5 1 ’ sono slegate;
mancano anche tutte le altre dello stesso fase.; sei fascc. sono caduti.

541 [932] 1865 * 1866

« 1865 e 1866. Lettere ministeriali » (copertina).


Id.; 3 gennaio 1 8 6 5 -2 9 dicembre 1866.
Allegati: cinque inserti a c. 1’ : « Q uadri degli esami datisi nella Università di Genova », anni
scolastici 1863-64, 1864-65, 1865-66.
R; cc. 84; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

542 [933] 1867

« 1867. Lettere ministeriali » (copertina).


Id.; 5 gennaio-2 7 dicembre 1867.
R; cc. 38; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 3 5 ’ , 3 6 ’ , 37’ e 38’ sono
slegate; sono cadute otto cc. tra la c. 38’ e la copertina post.

543 [934] 1868

« Lettere ministeriali. 1868 » (copertina).


Id.; 10 gennaio-3 1 dicembre 1868.
R; cc, 46; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

— 151 —

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544 [935] 1869

« Lettere ministeriali. 1869 » (copertina).


Id.; 4 gennaio-2 9 dicembre 1869.
R; cc. 38; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 3 7 ’ e 3 8 ’ sono

545 [936] 1870

« Lettere ministeriali. 1870 » (copertina).


Id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1870.
R ; cc. 44; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Le cc. 3 7 ’~44’ sono slegate; sono
cadute quattro cc. tra la c. 4 4 ’ e la copertina post.

546 [937] 1871


« Lettere ministeriali. 1871 » (copertina).
Id.; 4 gennaio- 8 dicembre 1871.
R; cc. 60; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

547 [938] 3.872

« Lettere ministeriali. 1872 » (copertina).


Id.; 4 gennaio-3 1 dicembre 1872.
R; cc. 60; mm. 355 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

548 [939] 1873

« Lettere ministeriali. 1873 » (copertina).


Id.; 2 gennaio - 26 dicembre 1873.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
R; cc. 35; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. L ’ultima c. e tre fasce, sono caduti.

549 [940] 1874

« Lettere ministeriali. 1874 » (copertina).


Id.; 5 gennaio-2 3 marzo 1874.
R; cc. 72; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

— 152 —

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Lettere al Ministro della Pubblica Istruzione; minute (n. 550)

550 [914] 1851 ' 1874


Minute di lettere inviate dal Consiglio universitario e dal Rettore al Ministro
della Pubblica Istruzione. Anni 1851, 1858 (una lettera), 1864 (una lettera),
1865 (una lettera), 1866-1874; alcune lettere sono s.d .; 15 novembre
1 8 5 1 -3 0 dicembre 1874.
B; cc. 951; mm. 330 x 230; s. c. buono.

Lettere ai riformatori, ai provveditori e a diversi (nn. 551 -571)

551 [941] 1848

« 1848. Copia lettere » (copertina).


Copialettere della corrispondenza inviata dal Sovrintendente ai riformatori di
Albenga, Bobbio, Chiavari, Novi, La Spezia e ai delegati di Genova; 5
gennaio -1 6 dicembre 1848.
R; cc. 68; mm. 345 x 215; copertina in cartone; s. c. buono. La rilegatura è guasta; la c. 68

552 [942]
« 1848. Lettere diverse. Supplemento » (dorso).
Copialettere della corrispondenza inviata dal Sovrintendente; 2 gennaio - 22
dicembre 1848.
Destinatari diversi. .
R; cc. 97; ram. 345 x 215; copertina in cartone; s. c. buono. L a rilegatura è guasta; tra la c,
9 7 ’ e la copertina post, è caduta una c.

553 [943]

« 1849. Lettere diverse » (dorso).


Copialettere della corrispondenza inviata dal Presidente del Consiglio uni­

— 153 —

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versitario ai Provveditori di Albenga, La Spezia, Chiavari, Savona, Novi, ai
Provveditori locali e a diversi; 2 gennaio-2 4 dicembre 1849.
Il registro è diviso in sezioni: lettere diverse, Provveditori di Albenga, La Spezia, Chiavari, S a­
vona, N ovi, e altri locali.
R; ce. 274; mm. 350 x 215; copertina in cartone; s. c. buono.

554 t944] 1850 -1853


« 1850. 1851. 1852. 1853. Lettere diverse » (dorso).
Copialettere della corrispondenza inviata dal Presidente del Consiglio univer­
sitario ai Provveditori di Albenga, La Spezia, Chiavari, Savona, Novi, ai
Provveditori locali e a diversi; 2 gennaio 1 8 5 0 -2 4 dicembre 1853.
R; cc. 274; mm. 350 x 215; copertina in cartone; s. c. discreto.

555 [945] 1854

« Registro del Consiglio Universitario. Copia lettere. 1854 » (copertina).


Copialettere della corrispondenza inviata dal Presidente del Consiglio univer­
sitario a destinatari diversi; 3 gennaio-2 8 dicembre 1854.
R; cc. 98; mm. 340 x 220; copertina in cartone; s. c. buono.

556 [946] 1855

« Registro del Consiglio Universitario. Copia lettere. 1855 » (copertina).


Id.; 3 gennaio-3 1 dicembre 1855.
R; cc. 96; mm. 335 x 215; copertina in cartone; s. c. buono.

557 ™ 1856
« Registro del Consiglio Universitario. Copia lettere. 1856 » (copertina).
Id.; 1 gennaio-2 9 dicembre 1856.
R; cc. 96; mm. 330 x 215; copertina in cartone; s. c. buono.

558 [948] 185?

« Registro del Consiglio Universitario. Copia lettere. 1857 » (copertina).


Id.; 9 gennaio - 29 agosto 1857.

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R. cc 38; min. 335 x 215; copertina in cartone; s. c. buono. L e cc. 36’ , 37’ e 38’ sono slegate,
è ’ caduto un numero imprecisabile di carte.

r 1857- 1858
559 [949]
18[57. 18]58. Lettere diverse » (dorso). ^
Copialettere della corrispondenza inviata dal Rettore a destinatari diversi; 10
settembre 1857 - 30 dicembre 1858.
R- cc. 82; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

1863
560 [950]
« 1863. Lettere diverse » (copertina).
Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1863.
R; cc. 72; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

1864
561 [951]
« 1864. Lettere diverse » (copertina).
Id.; 2 gennaio-3 1 dicembre 1864.
R; cc. 60; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. L ’ultimo fascicolo è caduto.

562 [952] 1865


« 1865. Lettere diverse » (copertina).
Id.; 4 gennaio-2 9 dicembre 1865.
R; cc. 49; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. T ra la c. 49 e la copertina post,
sono cadute undici cc.; la c. 4 9 ’ è sii

1866
563 [953]
« 1866. Lettere diverse » (dorso).
Id.; 3 gennaio-2 8 dicembre 1866.
R; cc. 41; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. T ra la c. 41’ e la copertina post,
sette cc. e l’ultimo fascicolo sono caduti; le cc. 37’ - 41’ sono slegate.

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564 [954]
1867
« 1867. Lettere diverse » (dorso).
Id.; 2 gennaio - 28 dicembre 1867.
Allegati: un inserto incollato a c. 14’r.
R; cc. 48; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono.

« 1868. Lettere diverse » (dorso).


Id.; 7 gennaio-3 1 dicembre 1868.
R; cc. 46; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Tra la c. 4 6 ’ e la copertina post,
due cc. del penultimo fascicolo e gli ultimi due fascicoli sono caduti.

« Lettere diverse. 1869 » (copertina).


Id.; 9 gennaio - 24 dicembre 1869.
R; cc. 42; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Tra la copertina ant. e c. 1’ è caduta
una c.; l’ultimo fascicolo è caduto; le cc. 11’ e 3 6 ’-42’ sono slegate.

567 [957] lg70

« Lettere diverse. 1870 » (copertina).


Id.; 3 gennaio - 24 dicembre 1870.
R; cc. 60; mm. 355 x 240; copertina in cartone; s. c. buono.

568 [958] 18?1

« Lettere diverse. 1871 » (copertina).


Id.; 4 gennaio - 29 dicembre 1871.
R; cc. 36; mm. 355 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. Gli ultimi due fasce, sono caduti.

569 [959] lg7 2

« Lettere diverse. 1872 » (copertina).


Id.; 1 gennaio-3 1 dicembre 1872.

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R; cc. 36; mm. 355 x 245; copertina ih cartone; s. c. buono. Tra la c. 3 6 ’ e la copertina post,
sono caduti due fascc.

570 [960]

■« Lettere diverse. 1873 » (copertina).


Id.; 10 gennaio-3 0 dicembre 1873.
R; cc. 24; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c, buono. G li ultimi quattro fascc, sono ca­
duti.

571 [961] 1874- 1875

« Lettere diverse. 1874 » (copertina).


Id.; 13 gennaio 1 8 7 4 -4 gennaio 1875.
R; cc. 36; mm. 360 x 245; copertina in cartone; s. c. buono. G li ultimi due fascc, sono caduti.

Lettere a diversi; minute (nn. 572 - 573)

572 [915/1] 1848- 1855

Minute di lettere inviate dal Sovrintendente e dal Presidente del Consiglio


Universitario a diversi. Anni 1848, 1849, 1851, 1853, 1855;
6 ottobre 1 8 4 8 -3 1 dicembre 1855.
B; cc. 608; mm. 330 x 230; s. c. discreto. Alcune cc. sono mutile.

573 [915/2] 1869- 1886

Minute di lettere inviate dal Presidente del Consiglio Universitario a diversi.


Anni 1869-1875, 1886; alcune lettere sono s.d.; 30 aprile 1869 - 19 febbraio
1886.
B; cc. 820; mm. 330 x 230; s. c. discreto.

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e) Facoltà (nn. 574-582)

La sottosezione contiene documenti prodotti dalle facoltà o ad esse rela­


tivi e si compone di nove unità: i primi sette numeri (574-580) sono registri
degli atti delle facolta, la filza n. 581 e la busta n. 582 contengono invece
corrispondenza ad esse inviata. Trattandosi di corrispondenza in arrivo alle
facoltà, e pertanto da queste conservata, si è preferito inserirla in questa sot­
tosezione piuttosto che in quella « Carteggio ».
Il n. 574 è un registro generale e vi sono raccolti i verbali di tutte le
facoltà.
I registri successivi, nn. 575-580, sono invece relativi ciascuno ad una
facoltà e, ad eccezione del primo, sono compilati a partire dal 1860.
II n. 575 è contiene i verbali della Facoltà di Belle Lettere per l’anno
1849. Essa era nata a seguito dell’abolizione della Facoltà di Scienze e lettere
con la legge 9 ottobre 1848, n. 995 e con lo sdoppiamento nelle Facoltà di
Belle Lettere e Filosofia e di Scienze fisiche e naturali.
Ai sensi della legge 13 novembre 1859, n. 3725 cinque erano le facoltà
tra le quali si ripartiva l’insegnamento superiore: Teologia, Giurisprudenza,
Medicina, Scienze fisiche, matematiche e naturali, Filosofia e Lettere (art. 49
e art. 51 per gli insegnamenti impartiti in ciascuna di esse).
Disciplinate le facoltà al capo II del Regolamento 20 ottobre 1860, n.
4373, erano previste per esse adunanze ordinarie e straordinarie (art. 16),
convocate dal Preside (art. 83). Le adunanze ordinarie erano previste nel nu­
mero di due all’anno: la prima alla fine del primo semestre scolastico e l’altra
alla fine del secondo (art. 17); i compiti per ciascuna sessione erano espressa-
mente previsti (artt. 18 e 19). Era inoltre possibile la convocazione di adu­
nanze straordinarie (art. 22).
Il n. 580 è il registro della facoltà di Teologia. Le facoltà teologiche
(quella genovese era stata ripristinata per l’anno scolastico 1836-37) e ancora
esistenti nelle Università del Regno saranno sciolte con la legge 26 gennaio
1873, n. 1251; gli insegnamenti che vi venivano impartiti passavano, ai sensi
dell’art. 2, alle facoltà di Lettere e Filosofia, sentito il parere del Consiglio
superiore della Pubblica Istruzione.
Per quanto riguarda le due unità contenenti corrispondenza, il mittente
delle lettere di cui al n. 581 è il Rettore: esse sono perfettamente omogenee
e l’unita e originale; al n. 582 si è riunita corrispondenza di diversa prove­
nienza non afferente ad altre unità della serie.

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574 [813] 1841- 1860

Verbali delle sedute delle diverse facolta; 14 agosto 1841 -1 1 maggio 1860.

Allegati: cinque inserti a c. 1’ .


R; cc. 94; mm. 305 x 210; copertina in cartone; s. c. buono.

575 [808] 1849


« Facoltà di Belle Lettere e Filosofia. Classe di Belle Lettere » (copertina).
Verbali delle sedute del Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia; 8 mag­
g io -2 4 novembre 1849.
Allegati: un inserto tra le cc. 7 ’ e 8 ’ : verbali delle sedute; 26 aprile - 6 maggio 1901 con lettera
annessa del 22 aprile 1901.
R- cc. 118; mm. 300 x 210; copertina in cartone; s. c. buono.

576 [809] 1860- 1890

« Facoltà di, Filosofia e Lettere » (copertina).


Verbali delle sedute della Facoltà di Filosofia e Lettere; 15 novembre
1860 - 6 marzo 1890.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
R; cc. 96; mm. 305 x 210; copertina in cartone; s. c. discreto. L a rilegatura è guasta.

577 [810] 1860- 1870

« Facoltà di G iurisprudenza. 1860-61-62-63-64-65-66-1867-68-69-70 »


(copertina).
Verbali delle sedute della Facoltà di Giurisprudenza; 14 novembre 1860 -
13 agosto 1870.
Allegati: cinque inserti tra le cc. 2 0 ’ e 2 1 ', undici tra le cc. 4 4 ’ e 45’ , dodici tra le cc. 4 6 ’ e
4 7 ’ , uno tra le cc. 5 2 ’ e 5 3 ’ (« Relazione della Facoltà a seguito d ’invito del Sig. M inistro d ’istru ­
zione Pubblica, 1867 »; 30 agosto 1867; fase, di cc. 16), undici tra le cc. 59’ e 6 0 ’, due tra le
cc. 79’ e 80’ e dodici tra le cc. 90’ e 91’ .
R; cc. 91; mm. 300 x 210; copertina in cartone; s. c. discreto. N el terzo fascicolo sono cadute
quattro cc., e una tra le cc. 9 0 ’ e 9 1 ’ .

578 [811] 1860- 1882

« Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali » (copertina).

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Verbali delle sedute della Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali;
31 dicembre 1 8 6 0 -3 0 marzo 1882.
Allegati: due inserti a e. 1’ , uno tra le ce. 6 4 ’ e 6 5 ’ e due tra le ce. 80’ e 8 1 ’ .
R; ce. 93; mm. 300 x 210; copertina in cartone; s. e. discreto. T ra le cc. 2 ’ e 3 ’ è caduta una c,

579 [812] 1861- 1890


« Scuola di Farmacia » (copertina).
Verbali delle sedute della Scuola di Farmacia; 18 febbraio 1861 -2 7 novem­
bre 1890.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
R; cc. 85; mm. 300 x 215; copertina in cartone; s. c. discreto. L a rilegatura guasta; è caduto
un numero imprecisabile di cc.

580 [807] 1860- 1868


« Facoltà di Teologia » (copertina).
« Verbali delle sedute del Collegio » (frontespizio).
Verbali delle sedute del Collegio della Facoltà di Teologia; 20 dicembre
1860 - 23 aprile 1868.
Allegati: otto inserti a c. 1’ .
R; cc. 90; mm. 310 x 210; copertina in cartone; s. c. discreto..

581 [849] 1878- 1897


« Lettere diverse. 1876-1897 ».
Lettere inviate dal Rettore ai Presidi delle diverse facoltà; 21 marzo 1 8 7 8 -3 1
ottobre 1897.
F; fasce. 95; mm. 335 x 115; s. c. discreto.

582 1848- 1902

Lettere diverse alle facoltà; 9 agosto 1 8 4 8 -2 9 aprile 1902.


L ’unità contiene:
a) Lettere al preside della Facoltà di Scienze Fisiche e M atematiche; 9 agosto - 6 dicembre 1849,
18 febbraio 1 8 5 0 - 15 giugno 1851.
24 lettere.

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b) Lettera al Preside della Facoltà medico-chirurgica; 6 novembre 1863.
c) Biglietti al Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia; 3 luglio 1867 - 17 marzo 1893; 17 gen­
naio 1902. 19 biglietti,
d) Lettere al Preside della Facoltà di Giurisprudenza; 14 febbraio - 16 marzo 1874, 28 novembre
1880. 18 lettere.
e) Lettera del Rettore ai professori; 29 dicembre 1902,
f) Lettera dell’Assessore anziano ai lavori pubblici della città di Genova; 27 aprile 1876.
g) « Proposte e voti delle facoltà chieste con circolare 7 luglio 1867 ».
Cc. 46;
h) Memoria relativa alla facoltà di M edicina; 20 novembre 1872.
Cc. 22.
B; mai. 300 x 230.

3. Studenti (nn. 583-1430)

Sono riunite in questa sezione tutte le serie riguardanti in modo preci­


puo la presenza e l’attività degli studenti nell’Ateneo genovese, dall’annessio­
ne della Repubblica al Piemonte sino ai primi anni del ’900
L ’organizzazione universitaria ottocentesca, soprattutto negli anni della
Restaurazione, prevedeva un rigido sistema di gestione e controllo della vita
studentesca; pertanto sono qui ordinati due livelli di documentazione, un pri­
mo livello posto in essere dai funzionari del M agistrato della Riforma, incari­
cati di sorvegliare le azioni degli studenti, sanzionando tutte le inosservanze
dei regolamenti disciplinari; un secondo che illustra i percorsi di studio effet­
tivamente compiuti dagli iscritti ai diversi corsi e facoltà.
Il susseguirsi delle disposizioni di legge volte ad ordinare la vita universi­
taria ha reso complesso l’ordinamento delle serie, che sono state disposte se­
condo la sequenza « generale-particolare » (spesso interrotta da dispersioni).
I fascicoli personali sono stati collocati a chiusura della sezione sia in quanto
raccolgono tutta la documentazione del cursus stuàiorutn, sia perche un cospi­
cuo gruppo riguarda studenti che non hanno concluso il loro iter scolastico,
ma per i quali risulta difficile individuare il momento dell’abbandono.

1 L a documentazione diminuisce significativamente dopo il 1880.

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Censore, Prefetto alle scuole, Prefetto degli studenti, Direttore delle congrega­
zioni 2.

Il Censore, il Prefetto alle scuole ed il Prefetto degli studenti hanno ri­


vestito con modi, tempi e responsabilità differenti il compito di vigilare sul­
l’ottemperanza delle normative e sul comportamento degli studenti.
Il Censore, il cui profilo istituzionale era già previsto dalle Costituzioni
del 1772, riproposte in buona misura nel Regolamento per l’Università di G e­
nova e Torino, non entrò in carica che nel 1836; sino a quella data le sue at­
tribuzioni vennero demandate al Deputato all’insegnamento3. Questi era in­
caricato, tra le altre cose, di visionare suppliche e ricorsi per l’ammissione ai
gradi, raccogliendo le informazioni necessarie e formulando il nihil in contra-
rìum, da presentarsi, poi, alla Deputazione. Ciò spiega perché in quasi tutti
i fascicoli personali si ritrovino le annotazioni di mano del Deputato, secondo
la norma fissata nel 17724.
Dal 1836 furono sottoscritte dal Censore, il quale aveva competenza in
merito alla « convalidazione di studio e di pratica, di restituzione in tempo
per la rassegna o per l’ammissione agli esami, di commutazione del luogo in
cui sia prescritto farsi lo studio e la pratica, di dispense del tempo prescritto
o da irregolarità in cui sia incorso il supplicante » 5.
Il Censore rimase in carica per tutto il periodo di attività della Deputa­
zione; con l’istituzione del Consiglio Universitario (13 novembre 1848) fu so­
stituito dall’Avvocato Consultore (o Regio Consultore) che continuò a ricono­
scere i titoli per l’ammissione agli esami, vistando le suppliche. L ’operato del
Deputato all’insegnamento facente funzioni di Censore e del Censore pro­

2 Con le presenti note si intende fornire una sintetica esposizione su alcune fasi salienti
della « quotidianità » universitaria. Per una completa valutazione delle prassi comportamentali
e del sistem a di polizia universitaria sono da vedere le carte della Deputazione e del Deputato
all’insegnamento.
3 Costituzioni di Sua Maestà per ¡'Università di Torino, Torino, nella Stamperia Reale,
1772, agli artt. 1-16 Tit. I, Capo III; A S T , Istruzione Pubblica, Università di Genova 5; A S G ,
Università 82, deliberazione del 24 aprile 1817.
4 II Censore « riconoscerà le fedi ordinate per chi aspira agli esami che si danno nell’U-
niversità, stendendo sulle suppliche de’ ricorrenti le sue conclusioni, senza le quali non potranno
priori delle facoltà e nemmeno il Capo del Protomedicato fare il decreto perchè vi siano ammes­
si ». Art. 5, Tit. I, capo III delle Costituzioni del 1772, cfr. supra nota 3.
5 Art. 3 delle istruzioni per il Censore in A ST , Istruzione Pubblica, Università di Genova 5.

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priamente detto è rintracciabile nei fascicoli personali, nei verbali della Depu­
tazione e nel suo registro (n. 591).
Dipendente dal Censore era il Prefetto alle scuole che doveva occuparsi
di trasmettere le relazioni giornaliere sullo stato delle lezioni al Censore, se­
gnalando le ammonizioni, mentre curava ogni anno l’ammissione degli stu­
denti all’Università. G li studenti erano iscritti dal Prefetto previa presenta­
zione delle fedi del parroco e del nìhìl in contrarìum del Censore, effettuata
la sua registrazione essi potevano recarsi in Segreteria per essere inseriti nel
Catalogo generale degli studenti6.
Il Regolamento per le Università di Genova e Torino del 23 luglio 1822
prevedeva l’ufficio del Prefetto degli studenti (sottoposto all’autorità del
Censore)7, preposto alla tutela della moralità degli universitari attraverso un
attento controllo delle persone e dei luoghi da loro frequentati. Egli vigilava
sulle locande o le famiglie che ospitavano i giovani al fine di « allontanare
vieppiù dagli studenti ogni pericolo » informandosi se « siavi nel vicinato al­
cune di quelle persone che tentano di trarre nelle abbominevoli loro reti la
incauta gioventù » 8.
Il 13 agosto 1833 furono trasmesse da Torino nuove disposizioni sugli
alloggi e i rapporti bimestrali di condotta che il Prefetto doveva stilare9.
Ultima, non meno importante, tessera nel mosaico di regole, controlli ed
imposizioni che opprimevano gli studenti, era il Direttore della congregazio­
ne, ossia un religioso (dal 1825 un gesuita) incaricato di rilevare, unitamente
al Prefetto degli Studenti, la frequenza dei giovani alle funzioni liturgiche
(congregazioni nella chiesa dell’Universita) durante le feste di precetto e la
loro assiduità verso i sacramenti.
La partecipazione alle Congregazioni, le note di buona condotta del Pre­
fetto, il conseguente visto del Censore erano i requisiti essenziali per il rila­
scio bimestrale degli admittatUT, cioè della chiave di accesso ai corsi e agli esa­
mi delle diverse facoltà.

6 Cfr. « Instruzione del Reverendo Prefetto alle Scuole nell’Università » del 22 luglio
1819 in A S G , Università 83.
7 Cfr. la deliberazione dell'8 novembre 1822, A S G , Università, 86.
8 Art. 16 dell’« Instruzione pel Prefetto degli Studenti » del 1 marzo 1826 in A S G , Uni­
versità 67.
9 A S G , Università, 68.

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Facoltà e coni

Il Regolamento del 23 agosto 181610 prevedeva la strutturazione dei


corsi in 4 Classi: Teologia, Giurisprudenza, Medicina, Filosofia e Belle Arti.
Chi dimostrava di aver compiuto gli studi di retorica era ammesso ai cor­
si della Classe di Filosofia dove conseguiva, al termine del secondo anno, il
grado di m agistero11. Il magistero consentiva l’insegnamento nelle scuole se­
condarie ed era l’unico grado concesso nella « Facoltà » di Filosofia12,
Il baccellierato si conseguiva al termine del primo anno per Giurispru­
denza e al termine del secondo per Teologia e Medicina; la licenza alla fine
del quarto anno; e, compiuti i cinque anni, la laurea13.
L ’accesso ai corsi era consentito anche a coloro che avessero voluto di­
plomarsi ingegneri idraulici, architetti civili, misuratori o agrimensori. Tali
diplomi, in un primo tempo legati al solo esercizio della pratica, furono poi
correlati ad alcuni corsi presso la Classe di Filosofia e Belle arti, poi Facoltà
di Scienze e Lettere, e dal 1838 si potevano conseguire dopo il sostenimento
di un esam e14.
I farmacisti, a seguito del Regolamento del Protomedicato del 22 gen­
naio 1823, dovevano frequentare, mentre compivano gli anni di pratica, un
corso universitario ed erano tenuti all’osservanza di tutti i regolamenti in vi­
gore per gli altri studenti15. Diversa la situazione delle levatrici, impegnate
in un corso presso la clinica di Pammatone.

10 Tutte le disposizioni di legge sono consultabili nell’edizione a stam pa delle Compila­


zioni degli editti e patenti di Sua Maestà il R e di Sardegna e nella Raccolta Ufficiale delle leggi e
decreti del Regno d ’Italia. In parte esse sono trascritte nella serie dei Regi Biglietti (cfr. le sezioni
Deputazione agli studi e Consiglio Universitario).
11 Per le m odalità di compimento degli esami di magistero rimando all’introduzione rela­
tiva ai registri degli esami.
12 L ’utilizzo del termine Facoltà per i corsi di Filosofia sino al 1822 è ambiguo, per
quanto si ritrovi nella documentazione del tempo. Nelle descrizioni delle serie si è preferito uti­
lizzare la parola Classe.
13 Regolamento del 1816, art. 1, Tit. IV , Capo I. Con il regolamento del 1862 la licenza
si ottiene al secondo anno.
14 Sino al 6 agosto 1847, quando fu emanato il « Regolamento pei corsi di M atem atica
e Architettura » e tali corsi furono scorporati dalla facoltà di Scienze e Lettere. Infine il grado
di licenza, unico conseguibile presso la Facoltà di Scienze Fisiche, matematiche e naturali di G e­
nova, permetteva dal 1862 di ottenere il diploma di ingegnere.
15 C fr. l’introduzione alla sezione Magistrato del Protomedicato.

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Vi era poi una categoria particolare di studenti, quella degli uditori. E ssi
pur non possedendo i requisiti di ammissione (studi di retorica, poi licenza li­
ceale) potevano frequentare le lezioni senza pagare le tasse e sostenere gli esa­
mi che, in caso di regolarizzazione dei loro studi, potevano essere riconosciuti.
Flavia Cellerìno

a) Certificati diversi (nn. 583-604)

La segreteria dell’Università rilasciava certificati di differente natura per


diversi scopi previsti dalla legge e dalle normative. Tali attestazioni sono rac­
colte nelle due serie parallele, ma sicuramente incomplete, ai nn. 583-587 e
588-590.
Altri certificati si ritrovano nei registri 592-599; si tratta di due piccole
serie consecutive poste in essere dopo la soppressione della Deputazione agli
studi e l’avvio del Consiglio Universitario. I nn. 600-604 contengono, invece,
le risoluzioni relative a suppliche e richieste rivolte dagli studenti agli organi
di governo dell’Università.

583 [1681] 1834- 1843

« Registro del Segretario. Certificati » (dorso).


Certificati diversi rilasciati dal Segretario; 21 ottobre 1 8 3 4 -2 2 agosto 1843.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta dei certificati rilasciati dal Segretario della Regia Univer­
sità di Genova »; fase, sciolto di cc. 20, copertina in cartoncino). U n inserto cucito a c. 110’ .
R; cc. 116; aun, 285 x 210; copertina in cartone; s. c. buono.

584 [1682] 1843- 1847

« Registro del Segretario » (dorso).


Id.; 24 agosto 1843 -2 9 dicembre 1847.
Alle cc. 109’-114’ : rubrica alfabetica.
R; cc. 114; ram. 285 x 205 ; copertina in cartone; s. c. buono.

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585 [1683] 1848 - 1856
« Registro del Segretario » (dorso).
Id .; 5 gennaio 1 8 4 8 -2 0 dicembre 1856.
Alle cc. 173’-196’ : rubrica alfabetica, Allegati: due inserti a c, 17,
R; cc. 196; mm. 290 x 205; copertina in cartone; s. c. buono.

586 [1684] 1856 - 1866

« Registro dei Certificati, principiato il 22 dicembre 1856 e terminato il 17


luglio 1866 » (dorso).
Id.; 22 dicembre 1856 - 17 luglio 1866.
Alle cc. 113’-129’ : rubrica alfabetica.
R; cc. 129; mm. 290 x 210; copertina in cartone; s. c. buono. Sono cadute cc. 3 tra la c. 110’
e la c. 111’ .

587 [1685] 1850- 1852

« Registro dei Certificati rilasciati dal Segretario dal 3 agosto 1850 al 5 no­
vembre 1852 » (dorso).
Id.; 23 agosto 1850 - 5 novembre 1852.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro dei certificati del Segretario »; fase, sciolto
di cc. 20, copertina in cartoncino).
R; cc. 76; mm. 350 x 245; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

588 [1686] 1853 - 1855

«R egistro dei Certificati rilasciati gratis dal 18 agosto 1853 all’ l l luglio
1855 » (dorso).
Id.; 18 agosto 1853 - 11 luglio 1855.
R ; cc. 100; mm. 355 x 245; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

589 [1687] 1855 - 1857

« Registro dei Certificati rilasciati gratis dall’ 11 luglio 1855 al 20 luglio


1857 » (dorso).

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Id.; 11 luglio 1 8 5 5 -2 0 luglio 1857.
A c. 87’v registrazione del 26 maggio 1862.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro dei C ertificati rilasciati dal Signor Segretario
dall’ l l luglio 1855 al 20 luglio 1857 »; fase, sciolto di cc. 20, copertina in cartoncino).
R' cc. 98; mm. 360 x 245; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

590 [1688] 1857 - 1859

« Registro dei Certificati, principiato il 20 luglio 1857 e terminato il 18 giu­


gno 1859 » (dorso).
Id.; 20 luglio 1857- 18 giugno 1859.
A c. 6 ’v registrazione del 2 maggio 1860.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro dei C ertificati rilasciati dal Signor Segretario
dal 20 luglio 1857 al 18 giugno 1859 »; fase, sciolto di cc. 20, copertina in cartoncino).
R; cc. 114; mm. 350 x 245; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

591 [554] 1837- 1854

« [...] copia lettere deU’Ill.mo Signor Censore » (dorso).


Copialettere; 10 febbraio 1837 - 4 luglio 1854.
Allegati: un inserto rispettivam ente a c. 1’ e a c. 2 4 ’ ; tre inserti a c. 4 8 ’ (lettere inviate al Censo-
re datate 2 luglio, 13 e 28 agosto 1847),
R; cc. 72; mm. 300 x 200; copertina in cartone; s. c. discreto.

592 [1671] 1849- 1864

« Registro [...] circolare del Rettore[...] »(dorso).


Certificati diversi rilasciati dal Rettore e dal Consiglio Universitario; 8 no­
vembre 1849- 1 marzo 1864.
Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta dei certificati rilasciati dal dì 8 novembre 1848 »; fase,
sciolto di cc. 20, copertina in cartoncino). Un inserto a c. 1’ e un inserto a c. 37’ del 5 agosto
1864.
R .; cc. 66; mm. 290 x 205; copertina in cartone; s. c. buono.

593 [1672] J 1860 - 1862

« Registro dei certificati rilasciati dal Rettore. Principiato addì 5 novembre


1860 e terminato addì 24 no[,..] » (dorso).
Id.; 5 novembre 1 8 6 0 -2 4 novembre 1862.

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Allegati: rubrica alfabetica (« Pandetta del registro dei certificati rilasciati dalTlll.m o Signor R et­
tore della Regia Università di G enova »; fase, sciolto di cc. 20, copertina in cartoncino).
R; cc. 236; mm. 360 x 250; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. L a guardia anteriore è
incollata alla c. 1’ .

594 [1673] 1862 - 1864

«R egistro dei certificati rilasciati dal Rettore, principiato li 24 di [ ...] »


(dorso).
Id.; 29 novembre 1862 - 3 dicembre 1864.
Allegati: rubrica alfabetica (fase, sciolto di cc. 24, copertina in cartoncino).
R; cc. 198; mm, 360 x 245; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

595 [1674] 1864 - 1868

Id.; 5 dicembre 1864 - 19 maggio 1868.


Allegati: rubrica alfabetica (fase, sciolto di cc. 2 4 , copertina in cartoncino).
R; cc. 186; m m . 3 55 x 2 4 0 ; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

596 [1675] 1868- 1870

« Certificati dal 4 giugno 1868 al 24 dicembre 1870 » (copertina).


Id.; 4 giugno 1 8 6 8 -2 4 dicembre 1870.
R; cc. 9 6 ; m m . 3 5 5 x 2 4 0 ; copertina in cartone; s. c. buono.

597 [1676] 1871- 1873

« 1° registro dei Certificati rilasciati dal 7 gennaio 1871 al 12 maggio 1873 »


(copertina).
Id.; 7 gennaio 1871 -1 2 maggio 1873.
Allegati: rubrica alfabetica (fase, di cc. 34 incollato alla copertina anteriore, copertina in cartoncino).
R; cc. 192; m m . 355 x 2 4 0 ; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. La c. 3 ’ è incollata alla c. 4 ’ .

598 [1677] 1873 - 1875

«R egistro dei Certificati rilasciati dal 13 maggio 1873 a tutto il 21 luglio


1875 » (copertina).
Id.; 13 maggio 1873 -2 1 luglio 1875.

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Allegati: rubrica alfabetica (fase, di cc. 40 incollato alla copertina anteriore, copertina in
cartoncino).
R; cc. 200; mm. 360 x 235; copertina in cartone; guardia anteriore; s. c. buono.

599 [1678] 1875 - 1879

« 3 ° registro dei Certificati rilasciati dal 21 luglio 1875 a tutto il 29 dicembre


1879 » (copertina).
Id.; 21 luglio 1 8 7 5 -2 9 dicembre 1879.
Allegati: rubrica alfabetica (fase, di cc. 40 incollato alla copertina anteriore, copertina in
cartoncino).
R; cc. 183; mm. 300 x 210; copertina in cartone; guardia posteriore; s. c. buono. E caduta una
c. tra la c. 183’ e la guardia posteriore.

600 [1383] 1854- 1855

« R egistro delle provvidenze pelle suppliche. 23-2-1854 al 22-5-1855 »


(dorso).
Comunicazioni agli studenti sugli esiti delle loro suppliche; 23 febbraio
1 8 5 4 -2 2 maggio 1855.
R; cc. 200; mm. 250 x 190; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

601 [1384] 1855 ' 1856


« R egistro delle provvidenze pelle suppliche. 22 maggio 1 8 5 5 -1 4 giugno
1856 » (dorso).
Id.; 22 maggio 1855- 14 giugno 1856.
R ; cc. 198; mm. 245 x 190; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

602 [1385] iw o - ìo j/

« R egistro delle provvidenze pelle suppliche. 17 giugno 1856 al 12 novem­


bre 1857 » (dorso).
Id,; 17 giugno 1856- 12 novembre 1857.
R; cc. 196; mm. 250 x 190; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

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603 [1386] 1860- 1863

« R egistro delle pro]vvidenze pelle suppliche. 16-2-1860 al 24 ottobre 1863 »


(dorso).
Id.; 12 gennaio 1 8 6 0 -8 novembre 1863.
Allegati; due inserti tra la c. 2 9 0 ’ e la guardia posteriore.
R; ce. 290; a i a . 250 x 195; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

604 [1387] 1863 - 1877

Id.; 23 dicembre 1863 - 13 settembre 1877.


Allegati: tra la guardia e la copertina posteriore ce. 8 sciolte; 8 luglio 1 8 8 1 - 4 maggio 1883 ap­
partenenti ad un registro della serie andato perduto.
R; cc. 292; mm. 245 x 195; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

b) Registri generali (nn. 605-767)

Le serie che seguono permettono di ricostruire il quadro complessivo de­


gli studenti, per l’arco temporale che va dal 1816 al 1874, senza lacune signi­
ficative poiché, per nostra fortuna, le dispersioni non interessano nelle diver­
se serie i medesimi periodi.
Il registro 605, compilato dal Prefetto alle scuole, riassume i primi ann
di vita studentesca, contrassegnati dalla graduale riorganizzazione degli studi,
dopo il primo regolamento del 1818 ed il secondo del 1822, e dagli eventi
del 1821 che portarono alla chiusura dell’Università. In quella occasione furo­
no redatti diversi elenchi di studenti per individuare coloro che avevano pre­
so parte ai disordini di marzo, al fine di impedire la presentazione dei medesi­
mi agli esami (n. 606). L ’anno accademico successivo, permanendo lo stato
di agitazione ed il rischio di sommosse, l’Università restò chiusa, ma il M agi­
strato della Riforma e la Deputazione si preoccuparono di garantire la prose­
cuzione degli studi per i « buoni soggetti ». A d essi fu concesso di frequentare
privatamente le lezioni, tenute da docenti universitari preventivamente auto­
rizzati dalla Segreteria dell’interno (n. 671) - si veda in proposito il manifesto
della Deputazione del 19 dicembre 1821.

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Situazione analoga si verificò nel 1830/31 quando l’Università fu chiusa
e gli studenti furono invitati ad attendere agli studi « nelle proprie case, sotto
la vigilanza dei loro parenti ». In quell’occasione i genitori dovevano esplicita­
re la volontà che i figli proseguissero gli studi presentando una richiesta alla
Deputazione (n. 673).
In seguito, onde evitare che gli studenti si riunissero in assemblee trop­
po numerose, fu elaborato un sistema periferico di insegnamenti, tenuti da
docenti autorizzati in altre città liguri (Albenga, Chiavari, Savona, Novi), do­
ve si spostavano le commissioni di esame. Questa prassi è attestata nei registri
degli esami (ad esempio il n. 823).
I nn. 607-629 costituiscono la serie della rassegna, stabilita con il « R e­
golamento per ordinare il corso degli studi nelle Università di Torino e Geno­
va » dell’8 giugno 1826; esso, nell’art. 1 stabiliva che gli studenti si presentas­
sero per una sorta di censimento prima del 20 novembre di ogni anno (scor­
rendo le date del registro si vedrà che le deroghe a questa disposizione furono
molte); mancano gli anni 1828/1829, 1854/55, 1856/57 ed è andato perduto,
dopo il 1941 il registro n. 629 (1861/62).
È del pari smarrito il n. 630, primo della serie degli admittatur, serie che
prosegue quasi ininterrotta sino al 1870 (mancano gli anni 1861/62, 1864/65
ancora presenti nell’inventario del 1932). Nei registri, conservati e compilati
a cura del soprannumerario di segreteria, sono presenti i riferimenti alle filze
dei fascicoli personali. Sino al 1848 la validità degli admittatur era bimestrale,
dal 1848 al 1860 divenne trimestrale, dal 1862 l’iscrizione nei registri presup­
poneva il superamento degli esami di ammissione o dell’anno di corso precedente.
Gli admittatur erano concessi in base alle note di buona condotta segna­
late dal Prefetto degli studenti, dal Direttore delle congregazioni e dai profes­
sori. I nn. 675-721 contengono, secondo quanto disposto dall’art. 3 dei prov­
vedimenti del 13 agosto 1833, le note bimestrali sul comportamento degli stu­
denti. Anche a causa del modesto formato alcuni di questi registri mancano
rispetto all’inventario del 1932 (4° bimestre del 1834/35, 3 ° del 1839/40, 4 °
del 1846, tutto l’anno 1847). I nn. 706 e 707 furono utilizzati in occasione
della mostra su Mameli.
Le unità 722-733, pur essendo registri generali, erano tenute dal Prefet­
to degli studenti (non dalla segreteria) che in essi annotava i dati anagrafici,
la residenza, i biglietti di comunione e confessione, ai sensi dell’art. 1, Capo
I dell’« Instruzione pel Prefetto degli Studenti » del 1826. Codesti registri
erano funzionali alla redazione dello stato di bimestre e legati alle segnalazio­
ni sulla presenza o meno alle congregazioni, conservate ai nn. 734-738.

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Le ammonizioni comminate dal Prefetto alle scuole venivano riportate
nel registro 739, mentre gli attestati di buona condotta sono consultabili nel
n. 740. Poiché gli studenti erano tenuti a frequentare le lezioni, ogni loro as­
senza doveva essere giustificata (nn. 740-745); la mancata presentazione dei
biglietti di giustificazione pregiudicava il rilascio degli admittatur. A quest’ul­
timo scopo servivano anche le bollette di soggiorno, le matrici delle quali si
conservano ai nn. 747-767, una serie completa dove l’assenza degli anni
1830-1831 è dovuta alla chiusura dell’Università, non ad una dispersione.

Registri del Prefetto alle scuole {nn. 605-606)

605 [1596/1] 1816-1 8 2 9

« Regia Università di Genova. Registro generale degli iscritti dal sig. Prefetto
alle Scuole, a tenore dell’Instruzione stabilita dall’Eccellentissima Deputazio­
ne agli Studj, li 15 novembre 1816. Anni scolastici 1816-1817-1818-1819-
1820-1821-1824-1825-1826-1827-1829 » (copertina).
Registro delle iscrizioni degli studenti; 19 novembre 1816- 1829.
Allegati: a) « 1818 in 1819. Stato nominativo degli studenti della Regia Università di Genova
inseriti nel catalogo dell’anno 1817 in 1818 colla rispettiva decisione del Deputato all’insegna­
mento relativa al permesso che a termini dell’art. 4, Capo 3, tit. 1, delle Regie Costituzioni e
della deliberazione dell’Ecc.m a Deputazione del giorno 25 aprile 1818 deve ottenere ogni stu­
dente per poter intraprendere o continuare gli studi nella R. Università, da servire di norma della
Segreteria e al reverendo Prefetto alle Scuole per la formazione del nuovo catalogo di Studenti
per l’anno 1818 in 1819 e per il rilascio dell’adm ittatur ai studenti medesimi »; fase, sciolto di
cc. 6; senza copertina, b) « Registro dei Signori studenti ammessi alle scuole della Regia universi­
tà nell’anno scolastico 1820 in 1821 »; fase, sciolto di cc. 4; senza copertina.
R; cc. 44; mm. 415 x 290; copertina in carta; s. c. discreto. L a copertina posteriore è caduta;
le cc. sono slegate.

606 [1596/2] 1821

« Nota di tutti gli studenti delle diverse Facoltà e colle osservazioni relativa­
mente ai medesimi in conformità al dispaccio di Sua Eccellenza il Primo Se­
gretario di Stato per gli Affari Interni del 21 dicembre 1821 » (c. l ’r).
Elenco degli studenti redatto in seguito ai moti del 1821; 1821
R; cc. 14; mm. 350 x 200; senza copertina.

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Rassegne (nn. 607-629)

607 [1553] 1826

« Rassegna degli studenti per l’anno 1826 in 1827 » (copertina),


Rubrica alfabetica degli studenti iscritti all’Università; 1826.
R; cc. 28; mai. 290 x 210; copertina in carta; s. c. pessimo. L a copertina posteriore è caduta,
le cc. sono illeggibili.

608 [1554] 1827

« Rassegna degli studenti per l’[ann]o 1827 in 1828 » (copertina).


Id.; 6 novembre - 10 dicembre 1827.
R; cc. 28; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. pessimo. È caduta la copertina, la rilega­
tura è guasta, tutte le cc. sono slegate.

609 [1555] 1837 - 1838

« Rassegna [degli studenti per] l’anno scolastico 1837 in 1838 » (copertina).


Id.; 1837- 1838.
R; cc. 36; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. pessimo. L a copertina posteriore è cadu­
ta, la copertina anteriore è slegata, tutte le cc. sono slegate.

610 [1556] 1838

« Rassegna degli studenti per l’anno [scolastico 1838-39 » (copertina).


Id.; 10 novem bre-2 0 novembre 1838.
R; cc. 37; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. pessimo. La copertina è caduta, la rilega­
tura è guasta.

611 [1557] 1839


« Rassegna degli studenti per l’anno scolastico 1839-40 » (copertina).
Id.; 9 novembre - 30 novembre 1839.
Allegati: un inserto a c. 2 ’ .
R; cc. 48; mm. 350 x 250; copertina in cartoncino; s. c. pessimo.

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612 [1558] 1840

« Rassegna degli studenti per l’anno scolastico 1840 in 41 » (copertina).


Id.; 5 novem bre-3 0 novembre 1840.
R; cc. 42; mm. 345 x 245; copertina in cartoncino; s. c. cattivo.

613 [1559] 1841

« Rassegna degli studenti per l’anno scolastico 1841-42 » (copertina).


Id.; 5 novem bre-2 9 novembre 1841.
R; cc. 46; mm. 345 x 245; copertina in cartoncino; s. c. cattivo.

614 [1560] 1842 - 1843

« Rassegna per l’anno scolastico 1842-43 » (copertina).


Id.; 3 novembre 1842- 1 luglio 1843.
R; cc. 46; mm. 345 x 240; copertina in cartoncino; s. c. cattivo.

615 [1561] 1843 - 1844

« Rassegna per l ’anno scolastico 1843 in 1844 » (copertina).


Id.; 4 novembre 1843 - 28 giugno 1844.
R; cc. 46; mm. 350 x 240; copertina in cartoncino; s. c. cattivo. L a copertina è slegata; le cc.
r e 4 6 ’ sono slegate.

616 [1562] 1845 - 1846

« Rassegna per l’anno scolastico 1845-46 » (copertina).


Id.; 12 novembre 1845 - 1 aprile 1846.
Allegati: un inserto a c. 1’ .
R; cc. 46; mm. 350 x 245; copertina in cartoncino; s. c. cattivo.

617 [1563] 1846- 1847

« Rassegna degli studenti per l’anno scolastico 1846-47 » (copertina).


Id.; 5 novembre 1846- 14 maggio 1847.
R; cc. 44; mm. 355 x 240; copertina in cartoncino; s. c. buono.

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« Rassegna degli studenti per l’anno scolastico 1847-48 » (copertina).
Id.; 12 novembre 1847 - 14 marzo 1848.
R- cc. 46; mm. 355 x 240; copertina in cartoncino; s. c. buono.

619 [1565] 1848- 1849

« Rassegna degli studenti per l’anno scolastico 1848-49 » (copertina).


Id.; 6 novembre 1848- 15 gennaio 1849.
R; cc. 50; mm. 340 x 245; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

620 [1566] 1§49 -1850

« Rassegna degli studenti per l’anno scolastico 1849 in 1850 » (copertina).


Id.; 3 novembre 1 8 4 9 -9 febbraio 1850.
R; cc. 86; mm. 410 x 210; copertina in cartoncino; s. c. discreto. Copertina e rilegatura parzial­
mente guaste.

621 [1567] 1850- 1851

«R assegn a degli studenti per l’anno scolastico 1850 in 1851 » (copertina).


Id.; 26 ottobre 1 8 5 0 -2 6 febbraio 1851.
Allegati: rubrica alfabetica (« Rassegna pel corso su p p letiv o ossia compilativo per l’anno scola­
stico 1850 in 1851 »; fase, sciolto di cc. 24, copertina in cartoncino).
R; cc. 82; mm. 410 x 290; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

622 [1568] 1851- 1852

«R assegn a degli studenti per l’anno scolastico 1851 in 1852 » (copertina).


Id.; 25 ottobre 1 8 5 1 -1 luglio 1852.
Allegati: rubrica alfabetica («R asseg n a pel corso completivo per l’anno scolastico 1851 in
1852 »; fase, sciolto di cc. 26, copertina in cartoncino).
R; cc. 82; mm. 425 x 295; copertina in cartoncino; s. c. discreto.

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623 [1569] [1852- 1853]

Id.; 25 ottobre [1852] - 25 aprile [1853].


R; cc. 82; mm. 420 x 290; s. c. discreto. M anca la copertina.

624 [1570] 1855- 1856

« Rassegna degli studenti per l’anno scolastico 1855 in 1856 » (copertina).


Id.; 25 ottobre 1855 - 8 maggio 1856.
R; cc. 74; mm. 410 x 290; copertina in cartoncino; s. c. discreto. Copertina posteriore mutila
nel quarto superiore destro.

625 [1571] 1857- 1858

Id.; 26 ottobre 1 8 5 7 -8 gennaio 1858.


R; cc. 74; mm. 415 x 300; copertina in cartoncino; s. c. buono.

626 [1572] 1858- 1859

Id.; 25 ottobre 1858 -2 9 marzo 1859.


R; cc. 74; mm. 415 x 285; copertina in cartoncino; s. c. buono.

627 [1573] 1859- 1860

Id.; 25 ottobre 1 8 5 9 -2 luglio 1860


R; cc. 80; mm. 420 x 295; copertina in cartoncino; s. e. buono.

628 [1574] 1860 - 1861

« Anno Scolastico 1860-61 » (c. 1’).


Id.; 3 novembre 1 8 6 0 -3 aprile 1861.
R .; cc. 80; mm. 420 x 295; copertina in cartoncino; s. c. cattivo.

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629 [1575]
Manca. Nell’inventario del 1941 è così descritta: « Rassegna degli studenti
1861-62 ».

Admittatur (nn. 630-674)

630 [1599]
Manca. Si è conservata solo la copertina. N ell’inventario del 1941 è così de­
scritta: « Registro degli studenti 1828-1829 ».

631 [1602] 1828- 1835

« Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà degli anni scolasti­
ci 1828-29, 1829-30, 1832-[...]4-35 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1 8 2 8 -3 1 luglio 1835.
R; cc. 89; mm. 425 x 280; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. Sono cadute 3 cc. tra la
c. 8 0 ’ e la c. 8 1 ’ .

632 [1603] 1828 ' 1835


« Registro degli Studenti delle diverse Facoltà degli anni scolastici 1828-29,
1829-30, 1832-1. J4-35 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1 8 2 8 -3 1 luglio 1835.
R; cc. 100; mm. 425 x 280; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

633 [1600] 1830- 1831

« 1830.31. Admittatur. Registro degli Studenti delle diverse Facoltà dell’an­


no scolastico 1830-1831 » (dorso).
Registro di ammissione degli studenti ai corsi universitari; 28 dicembre
1830- 13 giugno 1831.
R; cc, 115; mm. 415 x 290; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

— 177 —

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634 [1601] 1832- 1835

« Admittatur. Registro degli Studenti delle diverse Facoltà degli anni scolasti­
ci 1831-32, 1832-33, 1833-34, 1834-35 » (dorso).
Id.; 2 gennaio 1 8 3 2 -2 1 gennaio 1835.
R; gc. 156; mm. 405 x 285; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

635 [1605] 1836- 1837

« 1836-37. Admittatur. Registro degli Studenti delle diverse Facoltà dell’an­


no scolastico 1836-37 » (dorso).
Id.; 21 novembre 1 8 3 6 -3 1 luglio 1837.
Allegato un inserto a c. 2 5 ’
R; cc. 68; mm. 410 x 285; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. Ultimo quinterno caduto.

636 [1606] 1837- 1838

« 1837-38. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1837-38 » (dorso).
Id.; 17 novembre 1 8 3 7 -3 1 luglio 1838.
R; cc. 64; mm. 405 x 280; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. L a c. 4 4 ’ è incollata alla
c. 4 5 ’, le cc. 6 1 ’-65’ sono slegate.

637 [1607] 1838- 1839

« 1838-39. Admittatur. Registro degli Studenti delle diverse Facoltà dell’an­


no scolastico 1838-39 » (dorso).
Id.; 14 novembre 1 8 3 8 -3 1 luglio 1839.
R; cc. 85; mm. 410 x 280; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

638 [1608] 1839 - 1840

« 1839-40. Admittatur. Registro degli Studenti delle diverse Facoltà dell’an­


no scolastico 1839-40 » (dorso).
Id.; 14 novembre 1839- 31 luglio 1840.
R; cc. 100; mm. 420 x 280; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

— 178 —

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639 [1609] 1840- 1841

« 1840-41. Admittatur. Registro degli Studenti delle diverse Facoltà dell’an­


no scolastico 1840-41 » (dorso).
Id.; 14 novembre 1 8 4 0 -3 1 luglio 1841.
R; cc. 100; mm. 420 x 280; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. Cc. 62’-69’ parzialmente

640 [1610] 1841- 1842

« 1841-42. Admittatur. Registro degli Studenti delle diverse Facoltà dell’an­


no scolastico 1841-42 » (dorso).
Id.; 13 novembre 1 8 4 1 -3 1 luglio 1842.
R; cc. 100; mm. 420 x 285; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

641 [1611] 1842- 1843

« 1842-43. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1842 [...] » (dorso).
Id.; 15 novembre 1 8 4 2 -3 1 luglio 1843.
R; cc. 99; mm. 415 x 290; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. È caduta una c. tra
c. 91 ’ e c. 9 2 ’ .

642 [1612] 1843 - 1844

«A n n o 1843-44. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà


dell’anno scolastico 1843-44 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1843 -3 1 luglio 1844.
R; cc. 102; mm. 425 x 285; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

643 [1613] 1844- 1845

« 1844-45. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1844-45 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1 8 4 4 -3 1 luglio 1845.
R; cc. 100; mm. 425 x 290; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

— 179 —

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644 [1614] 1845 - 1846

« Anno 1845-46. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà


dell’anno scolastico 1845-46 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1 8 4 5 -3 1 luglio 1846.
R; cc. 100; mm. 425 x 285; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

645 [1615] 1846- 1847

« 1846-47. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1846-47 » (dorso).
Id.; 16 novembre 1 8 4 6 -3 1 luglio 1847.
R; cc. 100; mm, 420 x 290; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

646 [1616] 1848- 1849

« 1848-49. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1848-49 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1848 - 15 febbraio 1849.
R; cc, 120; mm. 420 x 300; copertina in cartone; guardie; s. c, buono. Una carta è incollata sulla
guardia anteriore,

647 [1617] 1849- 1850

« 1849-50. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1849-50 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1849 - 15 luglio 1850.
R; cc. 157; mm, 470 x 310; copertina in cartone; guardie; s, c. buono. Una carta è caduta tra
c. 157’ e la guardia posteriore.

648 [1618] 1850- 1851

« 1850-51. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1850-51 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1850- 15 luglio 1851.
R; cc. 148; mm, 470 x 310; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

— 180 —

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649 [1619] 1851 - 1852

« 1851-52. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1851-52 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1 8 5 1 -1 5 febbraio 1852.
R' cc. 148; mm. 470 x 310; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

650 [1620] Ì852 ' 1853


« 1852-53. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno
scolastico 1852-53 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1852- 15 luglio 1853.
R- cc. 135; mm. 470 x 315; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. L e cc. 9 ’ , 13T -134’ sono
slegate.

651 [1621] i853 - 1854


« 1853-54. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno
scolastic[o...] » (dorso).
Id.; 15 novembre 1853 - 15 febbraio 1854.
R; cc. 110; mm. 465 x 315; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. Ultimo quinterno caduto.

652 [1622] 1854- 1855

« 1854-55. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1854-55 » (dorso).
Id.; 15 novembre 1854- 15 luglio 1855.
Allegato un inserto a c. 40’ .
R; cc. 98; mm. 470 x 310; copertina in cartone; guardie; s. c. cattivo.

653 [1623] 1855 - 1856

« 1855-56. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1855-56 » (dorso).
Id.; 5 novembre 1855 -3 0 giugno 1856.
R; cc. 92; mm. 470 x 310; copertina in cartone; guardie; s. c. cattivo. Il registro è danneggiato
dall’umidità.

— 181 —

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654 [1624] 1856 _ lg57

« 1856-57. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1856-57 » (dorso)
Id.; 5 novembre 1856 - 30 giugno 1857.
R; cc. 100; mm, 465 x 315; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

655 [1625] 1857 . 1858

« 1857-58. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1857-58 » (dorso).
Id.; 4 novembre 1 8 5 7 -3 0 giugno 1858.
R; cc. 100; mm. 465 x 310; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

656 [1626] 1 8 5 8 . 1859

« 1858-59. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1858-[59] » (dorso).
Id.; 4 novembre 1 8 5 8 -2 4 aprile 1859.
R; cc. 84; mm. 460 x 315; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. Sono cadute due carte
tra la c. 19’ e la c. 2 0 ’ .

657 [1627] 1859- 1860

« 1859-60. Admittatur. Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno


scolastico 1859-60 » (dorso).
Id.; 4 novembre 1859 - 30 giugno 1860.
R; cc. 80; mm. 460 x 315; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

658 [1628] 1862 _ 1863

« Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno scolastico 1862-63 »


(dorso).
Id.; 16 novembre 1 8 6 2 -5 marzo 1863.
R; cc. 138; mm. 410 x 285; copertina in cartone; s. c. buono.

— 182 —

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659 [1629] 1863 - 1864

« Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno scolastico 1863-64 »


(dorso).
Id.; 1863- 1864
R; cc, 64; mm. 400 x 285; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

660 [1630] 1864 ‘ 1865


« Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno scolastico 1864-65 »
(dorso).
Id.; 1864- 1865.
R; cc. 66; mm. 400 x 285; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

661 [1631] 1865 - 1866

« Registro degli studenti delle Facoltà dell’anno scolastico 1865-66 » (dorso).


Id.; 1865 - 1866.
R; cc. 51; mm. 405 x 295; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. È caduta una c. tra la
c. 2 2 ’ e la c. 2 3 ’ .

662 [1632] 1866 * 1867


« Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno scolastico 1866-67 »
(dorso).
Id.; 1866- 1867.
R' cc. 54; mm. 410 x 295; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

663 [1633] 1867 ' 1868


« Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno scolastico 1867-68 »
(dorso).
Id.; 1867- 1868.
R; cc. 52; mm. 410 x 295; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

— 183 —

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664 [1634] 1868 - 1869

« Registro degli studenti delle diverse Facoltà dell’anno scolastico 1868-69 »


(dorso).
Id.; 1868- 1869.
R; cc. 48; mm, 410 x 295; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

665 [1635] 1869- 1870

« Registro degli studenti della R. Università di Genova per l’anno scolastico


1869-70 » (dorso).
Id.; 1869- 1870.
Allegato un inserto a c. 52’ .
R; cc. 98; mm. 410 x 295; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

666 [1636] 1870- 1871

« Registro degli studenti della Regia Università di Genova per l’anno scolasti­
co 1870-71 » (dorso).
Id.; 1870- 1871.
R; cc. 104; mm. 415 x 300; copertina in cartone; guardie; s, c. buono.

667 [1637] 1871 - 1872

« [Registro degli studenti della] Regia Università di Genova per l’anno scola­
stico 1871-72 » (dorso).
Id.; 1871 - 1872,
R; cc. 112; mm. 410 x 300; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

668 [1638] 1872 - 1873

« Registro degli studenti della Regia Università di Genova per l’anno scolasti­
co 1872-73 » (dorso).
Id.; 1872- 1873.
R; cc. 118; mm. 410 x 300; copertina in cartone; guardie; s. c. buono.

— 184 —

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669 [1639] 1873 - 1874
« Registro degli studenti della Regia Università di Genova per l’anno scolasti­
co 1873-74 » (dorso).
Id.; 1873 -1874.
cc. 106; mm. 410 x 300; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. La c. 90’ è incollata

alla c. 9 1 ’ .

670 [1640] 1874- 1875

« Registro degli studenti della Regia Università di Genova per l’anno scola­
stico 1874-75 » (dorso).
Id.: 1874- 1875.
R; cc. 120; mm. 420 x 295; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. L a c. 77 è mutila.

671 [1597]
« Registro degli admittatur dell’anno 1821 in 1822 » (dorso).
Registro degli studenti ammessi alle lezioni private durante la chiusura del-
PUniversità; 1 febbraio-1 2 giugno 1822.
R; cc. 42; mm. 415 x 290; copertina in cartone; guardie; s, c. buono.

672 [1598] 1823 ■ 1833

« Admittatur » (dorso).
Ammissioni agli studi universitari degli uditori; 1823- 18 novembre 1833.
R; cc. 50; mm 400 x 290; copertina in cartone; guardie; s. c. buono. La c. 16 è incollata
alla c, 17’ .

673 [2249]
« Registro delle dichiarazioni fatte dai genitori degli studenti » (copertina).
Dichiarazioni rese dai genitori per la prosecuzione privata degli studi;
17 gennaio - 28 marzo 1832
R; cc. 47; mm. 400 x 250; copertina in cartoncino.

— 185 —

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674 [1665] 1832- 1833

« Regia Università di Genova. N ota di coloro che sono stati autorizzati ad


attendere nella città di Genova agli Studi Universitari nell’anno scolastico
1832-33 » (c. l ’r).
Elenco degli studenti universitari per l’anno accademico 1832-33.
R .; cc. 8; mm. 440 x 300; s. c, buono. M anca la copertina.

Stati di bimestre (nn. 675-721)

675 [1653/1] 1835

« Stato di bimestre degli studenti della Regia Università di Genova dal 1° di­
cembre 1834 a tutto il 31 gennaio 1835 » (c. 2 ’r).
Rubrica alfabetica degli studenti redatta dal Prefetto degli studenti; 1 feb­
braio 1835.
R; cc. 44; mm. 295 x 205; copertina in cartoncino; guardie; s. c. buono.

676 [1653/2] 1835

« 2 ° bimestre febbraio e marzo 1834-35 » (copertina).


Id.; 6 aprile 1835.
R; cc. 46; mm. 290 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

677 [1653/3] 1835

« Terzo bimestre 1834-35 » (copertina).


Id.; 9 giugno 1835.
R; cc. 48; mm. 290 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

678 [1654/1] 1836

« Primo bimestre 1835-36 » (copertina).


Id.; 13 febbraio 1836.
R; cc. 48; mm. 290 x 208; copertina in cartoncino; s. c. buono.

— 186 —

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679 [1654/4] 1836
« Secondo bimestre dal 1° febbraio al 31 marzo 1836 » (c. l ’r).
Id.; 14 aprile 1836.
R; cc. 48; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

680 [1654/3] 1836


« Regia Università di Genova. Stato del 3 ° bimestre 1836. Dal 1° aprile a
tutto il 31 maggio » (c. l ’r).
Id.; 20 giugno 1836.
R; cc, 46; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

1836
681 [1654/2]
« 4 ° bimestre. Dal 1° giugno al 31 luglio 1836 » (c. l ’r)
Id.; 4 agosto 1836.
R ’ cc. 4 8 ; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

682 [1655/1] 1837


« Stato del 1 ° bimestre 1837 cioè dal 20 novembre 1836 a tutto il 31 gennaio
1837 » (c. l ’r).
Id.; 18 febbraio 1837.
R ; cc. 4 8 ; mm. 290 x 215; copertina in cartoncino; s. c. buono.

683 [1655/2] 1837


« Stato degli studenti pel 2 ° bimestre 1837 cioè dal 1° febbraio al 1° aprile »
(c. l ’r).
Id.; 14 aprile 1837.
R; cc. 4 8 ; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

684 [1655/3] 1837


« 3 ° bimestre. Stato degli studenti della Regia Università dal 1° aprile a tutto
il 31 maggio 1837 » (c. l ’r).

— 187 —

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Id.; 18 giugno 1837.
R; cc. 23; mm. 290 x 208; copertina in cartoncino; s. c. buono. È caduta una c. tra la c. 18’
e la c. 19’ .

685 [1655/4] 1837

« Stato del 4 ° bimestre 1837 cioè dal 1° giugno al 1° agosto » (c. l ’r).
Id.; 5 agosto 1837.
R; cc. 24; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

686 [1656/1] 1837- 1838

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel primo e secondo
trimestre dell’anno 1837 in 1838 cioè dal 1° Dicembre 1837 al 1° aprile
1838 » (c. l ’r).
Id.; 1 dicembre 1837- 1 aprile 1838.
R; cc. 38; mm. 300 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

687 [1656/3] 1838

« 3 ° bimestre. Stato degli Studenti della Regia Università di Genova dal 1°


aprile al 1° giugno 1838 » (c. l ’r).
Id.; 1 aprile-1 giugno 1838.
R; cc, ; mm. 300 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

688 [1656/4] 1838

« Stato del 4 ° bimestre 1838 » (c. l ’r).


Id.; 1 giugno 1 8 3 8 -3 1 luglio 1839.
R; cc. 24; mm. 300 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

689 [1656/2] 1838

« Stato del 1° bimestre degli studenti della Regia Università di Genova. D et­
to anno 1838-39 » (c. l ’r).

— 188 —

Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016


Id.; 1 novem bre-3 1 dicembre 1838.
R; cc. 38; mm. 300 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

690 [1657/1] 1839

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova dal 1° febbraio a tut­
to il 31 marzo 1839 » (c. l ’r).
Id.; 31 marzo 1839.
R; cc. 2 4 ; m m . 2 9 5 x 2 0 5 ; co p ertin a in carton cin o; s. c. bu on o.

691 [1657/2] 1839

« 3 ° bimestre. Stato degli studenti della Regia Università di Genova dal 1°


aprile a tutto il 31 maggio 1839 » (c. l ’r).
Id.; 31 maggio 1839.
R ; cc, 2 4 ; m m . 2 9 5 x 2 1 0 ; co p ertin a in carton cin o; s. c. bu on o.

692 [1657/3] 1839

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova pel 4 ° bimestre 1839,
cioè dal 1 ° giugno al 1 ° agosto » (c. l ’r).
Id.; 1 agosto 1839.
R; cc. 24; mm. 295 x 205; copertina in cartoncino; s. c. buono.

693 [1658/1] 1840

« 1° bimestre 1839 dal 1° Dicembre a tutto il 1° febbraio 1840 » (c. l ’r).


Id.; 1 febbraio 1840.
R; cc. 24; mm. 295 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

694 [1658/2] 1840

« Prefetto. Secondo bimestre 1840. Condotta degli studenti » (copertina).


Id.; 1 aprile 1840.
R; cc. 24; mm. 295 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

— 189 —

Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016


695 [1658/3] 1840

« Stato del 2 ° bimestre 1840 » (c. l ’r).


Id.; 1 giugno 1840.
R; cc. 36; mai. 295 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

696 [1658/4] 1840

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova pel 4 ° bimestre


1840 » (c. l ’r).
Id.; 31 luglio 1840.
R; cc. 24; mm. 295 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

697 [1658/5] 1840

« Nota della condotta degli Studenti delPUniversità nel 4 ° bimestre 1840 »


(copertina).
Id.; 31 luglio 1840.
R; cc. 22; mm. 295 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

698 [1659/1] 1841

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova pel 1° bimestre


1841 » (c. l ’r).
Id.; 1 febbraio 1841.
R; cc. 24; 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

699 [1659/2] 1841

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova pel 2 ° bimestre


1841 » (c. l ’r).
Id.; 1 aprile 1841.
R; cc. 24; mm. 295 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

700 [1659/3] 1841

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova pel 3 ° bimestre


1841 » (c. l ’r).

— 190 —

Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016


Id.; 1 giugno 1841.
R; cc. 24; mm. 295 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

701 [1659/4] 1841

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova pel 4 ° bimestre


1841 » (c. l ’r).
Id.; 1 agosto 1841.
R; cc. 24; mm. 290 x 210; copertina in cartoncino; s. c. buono.

702 [1660/1] 1842

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 1° bimestre


1842 » (c. l ’r).
Id.; 1 febbraio 1842.
R; cc. 24; mm. 290 x 200 ; copertina in cartone; s. c. buono.

703 [1660/2] 1842

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel secondo bimestre
1842 » (c. l ’r).
Id.; 1 aprile 1842.
R; cc. 24; mm. 290 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

704 [1660/3] 1842

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 3 ° bimestre


1842 » (c. l ’r).
Id.; 31 maggio 1842.
R; cc. 24; mm. 290 x 200 mm.; copertina in cartoncino; s. c. buono.

705 [1660/4] 1842

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 4 ° bimestre


1842 » (c. l ’r).

— 191 —

Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016


lei.; 31 luglio 1842.
R; cc. 24; mm. 290 x 200; copertina in cartoncino; s. c. buono.

706 [1661/1] 1843

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 1° bimestre


1843 » (c. l ’r).
Id.; 31 gennaio 1843.
R; cc. 24; mm. 280 x 185; copertina in cartoncino; s. c. buono. '

707 [1661/2] 1843

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 2 ° bimestre


1843 » (e. l ’r).
Id.; 31 marzo 1843.
R ; cc, 24; mm. 280 x 185; copertina in cartoncino; s. c. buono.

708 [1661/3] 1843

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 3 ° bimestre


1843 » (c. l ’r).
Id.; 31 maggio 1843.
R; cc. 24; mm. 280 x 185; copertina in cartoncino; s. c. buono.

709 [1661/4] 1843

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 4 ° bimestre


1843 » (c. l ’r).
Id.; 31 luglio 1843.
Allegati: un inserto legato a c. l ’r (« Stato degli studenti della Regia Università di Genova non
qualificati di buona condotta nel 4 ° bim estre 1843 ») datato 26 agosto 1843.
R; cc. 24; mm. 280 x 185; copertina in cartoncino; s. c. buono.

710 [1662/1] 1844

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 1° bimestre


1844 » (c. l ’r).

— 192 —

Società Ligure di Storia Patria - biblioteca digitale - 2016


Id.; 1 febbraio 1844.
R; cc. 24; mm. 295 x 205; copertina in cartoncino; s. c. buono.

711 [1662/2] 1844

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 2 ° bimestre


1844 » (c. l ’r).
Id.; 31 marzo 1844.
R; cc. 24; mm. 295 x 205; copertina in cartoncino; s. c. buono.

712 [1662/3] 1844

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 3 ° bimestre


1844 » (c. l ’r).
Id.; 1 giugno 1844.
R; cc. 24; mm. 295 x 205; copertina in cartoncino; s. c. buono.

713 [1662/4] 1844

« Stato degli studenti della Regia Università di Genova nel 4 ° bimestre


1844