Sei sulla pagina 1di 19

It

Gerusalemme .Liberata
di Torquato Tasso

r. Genesi e storia

r.r. Un'opera aperta.


La genesi, la stesura, l'elaborazione della Liberata sembrano essere state
concepite dal Tasso con appositamaliziaper mettere in crisi le ceftezze troppo
sl)csso dogmatiche di molta filologia moderna, tanto complessa, intricata, mai
t',rnclusiva appare oggi ai nostri occhi la storia di quel testo. Fuori di parados-
so, pud ben dirsi, con Corrado Bologna, che ci troviamo di fronte ad <<un'opera
tn progresso, euolutiua, aperta: anzi, proprio l'indefinita apertura del processo
tumpositivo della Gerusalemme,laquale al di h delle indicazioni di titolo e del-
lrr stessa struttura narrativa venne pensata come poema praticamente infinito,
suscettibile divafiazione o "mutazione" con tale liberti che non consente pi6 di
rlistinguere la pluralita di redazioni distinte mettendo in crisi la stessa idea di te-
rto originale e facendo di questo poema un caso-limite nella storia letteraria,
rron solo italiana>> permette di concludere che <da struttura testuale della Libe-
ruta i indefinitamente aperta; anzi a rigore di termini non esiste forse neppure
un solo testo delpoema in quanto ultimativa, indefettibile volonti d'autore>>'.
A rendere ancora piti intricato il quadro va rammentato che il " sistema" del-
hLiberata si inserisce in un piti ampio macrosistema intertestuale legato al poe-
rna eroico e cavalleresco che attraversa, di fatto, tutta lavita di Tasso: che co-
gliamo infatti sia in cimento diretto su prove poetiche come tali, dal giovanile
l,ibro primo del Gierusalemme allatardaConquistata siain un continuo proces-
so di discussioni ed elaborazioniteoriche intorno al poema eroico, alle poetiche
rlcl tempo, al suo stesso poema, prima, durante e dopo la stesura della Libera-
la'. Sicch6, e anche in cid siamo di fronte ad un caso pressoch6 unico nella storia
rlelle nostre lettere, mentre tentiamo di seguire ivaiegatisentieri che ci portano
rrll'<<identificazione>> della Liberata siamo quasi assillati dalla costante, inesau-
sta voce del poeta che ci guida nel percorso macerato della formazione delle sue
scelte, dei suoi dubbi, delle sue ostinazioni di fronte ad amici ed awersari e che

' c. sorocN a,, Tradizione testuale e fortuna dei classici italiani, in Letteratura italiana, diretta da
A. Asor Rosa, VI. Teatro, musica, tradizione dei classici, Torino 1986, pp, Zrg eZ2g. Dedicate al Tasso
x,,no complessivamente le pp. 698-75, a cui si rinvia per una esaustiva ed aggiornata messa a punto,
rrrrche bibliografica, sui principali nodi della tradizione testuale tassiana.
' Cfr. B. BoNoRA, Torquato Tasso (1966), in Storia della Letteratura ltaliana, diretta da N. Sape-
grro,IV.llCinquecenlo,Milanorg88,pp.T4T-848,eL.cARETTI,AriostoeTasso(196r),nuovaedizione
'l'orino 1977.
628 Gian Mario Anselmi
Tasso GerusalemmeLiberata 629
ben ci fa comprendere come accadde che ad
un vero applo-{o definitivo quel te. Cosi d fuor di dubbio che se, tra i. ry59 e il ry6r, il giovane Torquato pone
sto non pot6 pervenire. pure noi oggi leggiamo
z/testo^der; i;t;;;;r€
gere*r nru'roalLibro prirno del Gierusalemme, rapidamente per alro interrompendo-
zioni di lettori, fin da quando Tasso .ru unco*
il;;;rio,
f

in vita, dir.urro, 1,, ,lopo poco piri di cento ottave, 1o si deve anche alle sollecitudini di amici di
vissuro la Liberata, non entriamo qui o.r r.1t*;;gri;;;Jb;"ii"
ha condotrc allamoderna edizione *itica
iir"r.gico chc lrrrrriglia, come il letterato Giovan Mario Yetdizzotti o 1o scultore Danese Catta-
.r,rui, di crr#;;i;,^pi,r ai recen. rrt',,. Sarebbe perd fuorviante inscrivere un simile, precoce assillo poetico solo
te, ha visto introdurr e valutazioni ecdoii.h;;;.;rifi.rr.
da parte di alli stu. rnlro i confini di una certa traiettoria biografica: in realti Tasso, a partire dal
diosi, in vista di una prob,abilernuova .diri.;.
a.ipoema. euel che ci interessr
I'r rrrto privilegiato di osserv azione che gli era consentito dal suo stesso milieu fa-
sottolineare d il fatto,indubitabir.,
r57 5, e fing
. .h;;il;;". i."i
anni, piri esattamente ir rrriliare, colse senza indugi l'importanza deldibattito poetico che si andava allo-
1577 (macon un pro..rro ii-id*;i;;.;travaglio
{
re che pud farsi risalire avafianni primrl,
e successive stesu. r,r svolgendo in ltalianonch6la centraliti, in tale contesto, del nodo, dawero vi-
,ipr5 .Jfr;;;;: qr;i;;;,
testuale trrlc per tantatradizione letteraria europea, rappresentato dal futuro del genere
che, per idea di Angelo rng.g',.ri,
soliti chiamare Geiusaleii, Liierata' .
;;ii;;;;;;p;";J;-f.Li;ri.
,isr, ,i d ormar trirrrativo per eccellenza, il poema epico. Di qui, dalla risoluzione de77'impasse
Vi d insomma, nel macrosistema sinuoso e magmatico t'lrc si era addensata intorno a quel nodo (e che neppure l'Amadigi, pur tanto at-
che prima evocava. tt'so, di Bernardo Tasso aveya contribuito a sciogliere), in un contesto storico,
mo, come una "inarcatura" di anni durante tu qult.
sempre Tasso stava pensando e lauorandou,
ii;il;;ffi;
a cui dr rcligioso e sociale ormai profondamente mutato, potevano di nuovo trovare
lr*-.riao
stampatori (strappandolo..qrrasi al poeta) . it p"bbr-i.o ;;?;;a
che gli slrocco molte delle complesse motivazioni e "vocazioni" che urgevano alle por-
diato.succ.tto; t-.nra che ilt^ro.inriJl.i.ri."J.oncluso
.orrrcrano a un imme. tc dei generi letterari e dei loro pubblici: ma che, nel secondo Cinquecento,
il suo lavoro (come sl)esso condizionate da un dibattito teorico cosi ricco e articolato da finire col
si d visto lo stesso titolo B invenzioq.
prontarne un testo definitivo da lui stesso rivisto.
ai;;;il;;i"
senza.h. riJ.tia, ad,ap. risultare per certi aspetti quasi parulizzante, non rinracciavano la chiave deci-
A"ri; i; b;.-u".;;;", re sue siva per esprimere tutte le potenzialit) di cui erano mallevadriciu. Torquato,
angosce inquisitoriali e i suoi torm.enti lo
Conquistata, quasiabbandonundo it rirr.L'r-r.rii.i.
p;;;r;q
a-pens,are l,altro libro, la t'on la baldanzosa audacia che d propria dei giovani, gi) col Gierusalemme mo-
a.Uu Liberatao. Simile mo. stra di voler affrontare senza remore un simile groviglio: il modello del poema
do di lavorare d, .:1ro,p.."rir.. J"jf;;;;;1;r;'i;;sare
ana intricatissima rete cavalleresco e awenturoso in senso stretto d abbandonato in favore del poe-
che d costituita dalla' irrairio""
Aryiy.ta, ai percorsi tormentosi che accompagnano
+n;"k;;;fi....rione
forse della sola rna eroico di argomento storico, in cui il verosimile sia promotore si di nuove
sempre Tasso nella .,scrittu. istanze pedagogiche e religiose ma anche di nuove prospettive narrative e lette-
ru" ditutti i suoi testi. Ma con il poema .roj.o". con la
Liberatasiamo dawero di rarie. Se, poco dopo aver lavorato alGierusalemme,egli sembra tornare sui suoi
1::',:,"lglis.1! riti radicati
grandissimo rovello ermeneutico e poetico. pe'r
eiil-J;.";;rd;tiiuo
. ar tempo stesso di un passi e porta in breve tempo a termine un poema questa volta awenturoso e ffa-
.^pi.. ,"+h#;Jii.
,orr.r. dizionalmente epico-cavalleresco, il Rinaldo,quasi sulla scia del lavoro paterno,
al sistema oiri ampio enrro cui si;til;1;lib;;r;';;;;ft?ft ;;;.
;rr. nziari non si deve pensare tanto a una sorta di "parentesi" prima della ripresa di inte-
della ,.r. it.rru ie.;ri";.,: p"tlri.rrior.,'.h.-iir'o,
ragazzo,in sostanza, il ressi sul poema eroico a sfondo storico quanto a un punto di passaggio presso-
Tasso ponesse al centro d.llu r", ut.rriorr.
t.tt.rr.i, e della sua avida curiositas ch6 obbligato per chi intendesse fare i conti fino in fondo dawero con tutto l'ar-
critica il poema eroico non v'd d"bbi;;h;;bL;;;;.;.
go all'ambiente familiare. ri.orri.tti.oriiji*i;;;;",
,,*[iitl
irii.i.o t,ro. co della nostra tradizione letteraria': nel Rinaldo, infatti, per un verso Tasso
precocemente, accanto sperimenta in proprio i limiti ormai invalicabili cui portava necessariamente l'a-
al padre, egli venne a contatro. Non d un-caso
.ti.-i.rtor.r, epico- desione convenzionale al modello awenturoso-cavalleresco ma per l'altro met-
"G;;;o
,#6:i,3'J,qt",iHffi ff i,imii.tk*ifi5'r,',*'sHl:,::.:,[fi te alla prova la sua ottava su un terreno, quello delmerauiglioso e del fantasioso,
che, nell'ispirazione della Liberata, si costituiri proprio come una delle compo-
antichi fasti ariosteschi.un g.n.r. illr;-,;;;;;, non piri praticato all,al- nenti essenziali per la costruzione della Varieti nell'Uniti, del verosimile non
tezza della grande st a gione"ert.rrr. i;G;; G;;;...nto,. libresco e non astratto, capace di andare oltre il frigido rispetto ossessivo del-
r cfr' c. BoLocNA,
Tradizionetestuare efortuna dei crassici itariani c.it.,pp.727
o cfr' a' .LDC.RN,
The Textual priiti*i
of irlti;t''Ciiroli**, sgg.
conquistata,,, Ravenna r97d;
5 Alcuni riferimenti bibliografici essenziali: r. cenrru, r4. riosto e Tasso
cit.; c. DIoNISorrr, Geo-
M' r' GrRARDr,Dalla r.Gerusaremme Liberata >> itt" grafia e storia della letteratura italiana,Torino ry67; Quasi un piccolo rnondo. Tentatiui di codificazione
" "cri"riii*;; trrq;;;;;;", i" ii"ji tassiani>>, del genere Eico nel Cinqueecento, cuta di G. Baldassarri, PadovatgSz c. BALDASSAwI, ll sonno di
ffit\:;,::lr,,irtf ;,i;iliii::,#;:{{!i!:{!i;::{!,::e;;;*t;;;;,"rif,,, in ro i Zeus. Sperimentazione narratiaa del^ poerna rinascimentale e tradizione omerica, Roma r98z; M. BEER,
Rornanzi di caaalleria. ll Furioso e il rontanzo italiano del primo Cinquecento, Roma 1987; A. N. MANcr-
. 'Utilisuggerimentid'insiemeallavoceain*c*ii,It'rrll,H..nardorr, inDizionariocriticodel-
ta tetteratura italiana. diretto da v. Branr,rv;i;;;;;il#;;; Nt,l Capitoli letterari di Francesco Bolognetti. Tempi e modi della letteratura epicafra I'Ariosto e il Tas-
fondamentale comunque: E. RATM.ND t, Rinascimento Sull,apprendistato
5r. di rasso ro, Napoli 1989.
inquieto, parermo 1965. 7 Su questi temi cfr. soprattutto G. pETRoccHy I
fantasmi di Tancredi, Caltanissetta-Roma 1972.
Tasso Gerusalemme Liberata 63r
63o Gian Mario Anselmi
Come di-
la veritd storica praticato ad esempio dal Trissino nelT'Italia liberata dai Goti, zitrne agli altri generi letterari, teaffali,lirici, storio,grafi ci' agrografici'macrosiste-
E cosf che, nel sistema aperto rappresentato dalla Liberata, anche ilRinaldo r.c della 1etteratur, J"-U, f.ti.r^ri.ta ir, l"u"to t{I t di cui il vasto d uno de-
ha una sua colloc azione d come se Tasso aggredisse di continuo da ogni parte
"
rrra che abbiamo ;;t;; de[neato t;il d ptt"o intorno alTaLiberala
*.',,iJ'^Lifi"tU' storia della nostra cultura'
un genere letterario, in prima istanzaper cimentarvisi a fondo, in realti prepe- Bli esempi pir,
randosi a disperderne i vecchi statuti, aprendo di fatto la nosra letteratura s
nuove frontiere. E quello del resto che opera ad esempio, con leRime stesse (il lettori'
cui nucleo iniziale ed amoroso E anch'esso giovanile): il lavorio incessante,
tz. Iltesto tra editori e
immediatamente Ia noviti e l'im-
il continuo agglutinare e riscomporre i testi porta, come altri ha gii detto con ef- Gli editori e it pubblico del tempo colsero
ficacra, in sostanza a dissolvere il genere "Canzoniere" per predispome il terre- ruuordirrrti" ,"[""-il*tuto t""go gli anni Settanta: dopo
t)ortanz^dj u,r.d la Gerusalemme (che il poeta peraltro
aveva
no a nuovi modelli di aggregazione delle forme liriche'. Oppure si pensi all'A- che Tasso t, orpiuiirr*.,-it f*,1, per
minta, dove il dramma pastorale si carica di movenze teatrali e di inquietudini gii nel
,75letto"t&ffiia;E;;i';;*i".i, ad essere stampata' dapprima
psicologiche difficilmente inscrivibili nei canoni tadizionali di un genere cosl parti e lacunosamente poiin modo-pi6
compiutoma scorretto e sempre senza
squisitamente "ferrarese" e cortigiano'. In realti, come vedremo meglio in se- rrlcuna ilrtorzzzazione dell'autore. If
i i.bbtuio r:8r Angelo Ingegneri rcalizza'si
guito, nel fortissimo campo di tensioni che si E aperto nella cultura, nella lette- anch'egli senz autorrzzazione'
t"i {t,.'.it tTtolo di Liberata' che
ratura, nella stessa vita politica e religiosa del Cinquecento Tasso si va come col-
"";:;;;;
ddiu;;il;:.ii'r".tl, .-;t"t definitivo' Escono' di seguito' va-
imporri, di h
locando al centro, nell'ansiosa ricerca di punti di equilibrio sottilissimi e diffici- risedizioni, fr,
d.tot"i""ione del tttt'ltg."e curate
.ri,il."iuil;;i. ;;t]t tra giugno e Iu-
li, la cui momentanea seppur luminosa conquista (il caso della Liberata appun- da Febo Bonnd nel medesi*o ,5aiJ;11'; ai *e settim
^ne
Guarini' Peiqueste edi-
to) lo costringerd,apagarc. fra l'altro anche sul piano personale ed umano ,prez- glio, a Ferrara, Ia prima anche .on iffiio-ligrttista t.uisioni-apportate dal
zi altissimi. zioniir Bonnd pot6 sicuramente giffii"a.ir."iiir* il Caretti ha iondotto la
Del resto, poco dopo ilRinaldo, Tasso, probabilmente tra r1ry65 eilry66,va Tasso. E sostanzialmente "'Jtu
redigendo quei Discorsi dell'arte poetica e in particolare del poema eroico che "tli;&;;B;""a
sua edizione critica della Liberata;che
d rnco'u oggi ouella in uso',o'
In anni piri
caretti, propo-
recenti Luigi p.;; ffi;;;;iil.""l*;;;;ffi
rappresentano un primo punto cenrale della sua riflessione teorica e squader- or.rutu dal
nano gii compiutamente e le motivazioni della netta scelta di campo per il poe- stampa del Bonnd e a tutto
ittupriP^
nendo di guardare come pi,i utt.rrdibili
ma eroico e Ie fondamenta che devono presiederc alTa sua elaborazione. E cos(,
;;*ffil;;]il*. di tiadizione manoscritta "'
Liberata fu curata
ormai pienamente determinato sul piano teorico, forte di non aver tralasciato va comund;;;";d;;h. ";'#;rt-u't..di zionedella
alcuna verifica della tradizione piri consohdata (col Rinaldo appunto), Tasso
nel 1584 da scipion e Gonzag,
p., i ;il;;ilio..""u a Mantova: e fino altat'
pud riprendere in mano con nuovo vigore il giovanile progetto delGierusalem- ti ir"p.se come base quasi esclusiva
pti
do Ottocerr,o toirlr," if ,.i." .h. lY:::
me e) dagli anni Settanta, lavorare con continuiti e convinzione alla stesura di Severino Ferrari a Solerti per arrivare
re edizioni. Soros,iif;ffi;;;a-**;4, Ji"t"tione 1a celebre e canonica
quel oema che ci d noto col titolo di Gerusalemme Liberata: il testo che si va
fino a Caretti e a Poma, si ts giunti;;;"
e continuamente rivisitato fino al'77) ruppresenta allora ;![ ;;d Bonnd. L edizion e Gonzaga infatti,
'io fragilissimo e felicissimo di tensioni generali potenti e f attcad"l Go.rlgr"p.?."r"?* stesse affermazioni fatte dal cura-
nella sua plurisec-olare fort,rnr. i""uit,J[.U. di fronte ad un
Tasso si era come investito nonch6 un punto ulteriore finito .ol rrrr.it*e Ia certez za ditrovarsi
tore, aveva nel tempg depost:lt::-1-'.*:
di coagulo di sperimentazioni e riflessioni personali quasi ventennali. Non po-
testo ultimativo di iiferim"rto, di
.iirur.bb" *uto upp"nto
teva che risultare un equilibrio precario in tutti i sensi: non solo perch6 ha pres- trtto:gli studi moderni hanno mostrato lnvece'
soch6 subito tnizio l'epoca piri terribile della sua lacerazione interiore fino alla stre e dotto I.";;;;;iLi di testimoni, le contaminazioni ben
reclusione in Sant'Anna maperch6, nel rovello mai cessato sul senso stesso del senzapieti, 1. f;;;;;.., i. ,ourrppJriTio"i
del 1584 e hanno' di con-
fare letteratura e sul suo poema eroico, comincia la stagione dei pentimenti e olte la volonti del Tasso stesso, ;F;I;d'-**pt c[" pttttt'dtttt di appellarsi
dei ripensamenti che approderd alla stesura della Conquistata, << altro libro >> or- seguenza, ,.r" prl.r.lillusorieti di ogni.tentativo
Di nessu na edizione possia-
mai, come B stato detto, rispetto allaLiberata.Eppure libro che nasce dal cuore ad una ipor.,ili'::?tffi;;;ilt eell',autore.

stesso e della Liberata e dell'assillante rnteffogazione, gih giovanile, sulle ragioni opere'I' Mil-ano 1957' il cui
Liberata'a cura di L' caretti' into''Tutte
le
[itfiog;;fi;'-;dl'taizione di Torino reTr' A
10
e sulle forme del poema eroico come nuovo possibile canone del narrare in rela- T. TASSO, Gerusalentrne
tesro *itico d riprodotto, con ampio.";;;;;; 'ittu testo' con la sola indica-
ir"r#;if;;;;;t p";L"i'*io"intl
ouesta seconda edizione ii fari d'ora
8 Cfr. c. BoLocNA, Tradizione testuale e fortuna dei classici italiani cit., pp. 7r7 sgg. ;".,1[L:T:;*k::a; ;i!;,,!!ili; e fortuna d.ei ctass.icicit. Ed inolffe: L.
poMA, Due casi di
e Cfr. come ne discorre soprattutto c. vARESE, Torquato Tasso. Epos-Parola-Scena, Messina- tassiani>>' XXXVT (1988)'
pp'45'7r'
Firenze ry76. patologia rdttoriai"i)iio.Li'irio,,o"'nir"tii,\' "st'ai
632 Gian Mario Anselmi Tasso Gerusalemme Liberata 633

mo avere la prova che il Tasso la pensasse come definitiva: anziB legittimo sup. rormentata e mai compiuta va aggiunto il dibattito che, ancora vivente ilTT::'
Sorta ctl corru-
porre proprio il contrario. Di alcune possiamo solo affermare che pi6 di altre d siaccese su di esso, quasi a legarne il sostrato intertestuale auna
della Liberata ci rinvia
garantiscono della stretta contiguiti col testo in cui in quella felice contingenzl sco orizzo nte meta'te'stuale:.ri.om una volta il "sistema"
alle rasioni ,t.rr.-d"i?.r. t.i ur atura, ai nodi decisivi dei grandi dibattiti cin-
creativa degli anni Settanta Tasso venne dipanando il suo poema.
L'equilibrio, come si d visto, B momentaneo e precario: l'opera va vista co. il;ffiJfi;;ii.;l.ti;ir;. F;'p'io p.' qg:'to Ia storia del testo della Libera-
me aperta ed indefinita, da collocare in un complessivo macrosistema testuale, ;;ila e;ll, r". ai-ensione ,rittai*te tilologica, E immediatamente epife-
di cui non a caso abbiamo cercato di fornire alcune coordinate di fondo. Ma, dl ffi;;dt" p;i-r;-i";q;i";;rbit. peculiarita 4:1 poema cosi .cgm;^ .'t?-:i
talvolta mlra-
quel macrosistema, proprio Ia Liberata cosi come si era ruffermata prima nello Dresenta ai lettori di sempie: un difficilissimo, frag$e, comp-lesso,
im e nto al s uo
edizioni Bonni e poi in quella Gonzagaebbe un enorme successo: fu stampatl, i"ffi ;;il;q" tlii;i" f ;, h ;;;;a i i." s ioni d"el no st roRin
ogni
as c

possibile percor-
discussa, tradotta per secoli in Italia e in Europa e un'ampia riflessione a partG tleclinare. Tutto, iJ ottava,iembra quasi dissolvere
so di identita . t,rtto
"g"i
r&-tai"rti.*.t t., ogni volta, nel tracciato della ttadizio-
meriterebbe la storia della fortuna di questo testo con le grandi dispute che finf
col provocare fin dalla sua iniziale comparsa. E non d casuale che, nel tardo Cin' ;;;;ip;;;;. ben preciso profilo di iutore, di testo, di lettore, in recipro-
quecento, nel cuore di anni che vedono consolidarsi gli orizzontinormativi del'
";
ca, ansiosa i",.rrogiriori.;gri";iiir."i la sperimentazione
E gii immedrata-
.,,.',io di quegli anni Settanta del no-
la lingua volgare, esemplata, giusta la memorabile lezione di Pietro Bembo, sul ;r;t;7;;drrrrrrZZt'"iii.Elt[;r"dl il
stro cinouecento r.ii.i^iit' p!6 iomt prima,.neppure.per
fiorentino illustre un testo come la Liberata finisca con lo scatenare vi.
vaclsslme non tanto sul piano linguistico t;ili-,:-;;;; ;;;'G;'."J;1;i;tessere
dirio"t. ul peso di.r"u r.iponsabiliti.cosi forte
c assunta fino in fondo.In queita <<vertigine>> della
pure cosi orgogliir"rrr.rr,"
ma su plu tale infatti da costringere a pre.
i.i;;;;;;;;i3;., in un certo r.nro metafora d-ella <<vertisine> <malinconi-
1a
se di posizione nette. Cosi, in un breve lasso di tempo, trailry84e il 1586, assi.
.^r, . <<dissennatan di Tasso Stesso, della sua dolente esistenza'o'
stiamo ad un vero e proprio esplodere della querelle: dall'intervento iniziale I
favore del Tasso di Camillo Pellegrino alf immediata risposta dei soci della Cru.
sca fiorentina, che contrappongono all'Amadige di Bernardo e alla Liberata dl
Torquato non solo l'Ariosto ma anche il Boiardo, il Pulci e I'Alamanni, e conffo
2. Struttura.
la quale in pochi giorni, nel 1585, Tasso stesso stende la sua puntigliosa rispostl
2.r. Gerusalemme e Goffredo.
conl'Apologia in difesa della Gerusalemme Liberata (che ebbe ben tre edizionl
della Liberata: tn
in due anni). La miccia E ormai accesa e gli interventi (anche altri di Tasso) si E molto semplice, in apparenza, descrivere-1"'argomento"
susseguono, piri o meno illustri (basti solo ricordare Galilei e la sua netta sceltr venti canti in ottave Tasso racconta f. irt. finale defla conqui:ta di Gerusalem-
di Buglione. Su que-
a favore dell'Ariosto) a lungo: con la Liberata, appunto, era stato aggredito il ;;J;;"q ad opera dei crociati condotti da Goffredo
preciso ed illustre evento
nodo forte d'impasse del nosto sistema letterario, aprendolo a vertiginose pro. ,i" i""a-i#"or"?ir."e narrativo collegatg ad urlb.en
storico si innestano molte digressioni, per 1o piri di invenzione,
avarlo soggetto'
spettive di frontiera ".
magico, conprotago-
Cid non poteva accadere in modo indolore e silente: in un clima di egemo- innanzitutto amoroso ma anlhe edificante, awenturoso,
sono
nia cruscante che gii rischiava di tendere precocemente all'ossessiva conserva. il;t;iL;;i. k;;;i". J.U;""o e dell'aluo campo awerso: tali digressioni
zione della purezzadei modelli appariva un testo che, pur nell'assillante richia' oerd sempre riqorosamente funzionali ,f f"t.r" ttorico centrale del poema, 4.1-
mo ai quadri normativi piti solidi del dibattito aristotelico, era continuamente ffii#L;;;&i;V;;*;;;;i iif,'* per+ il filo. Egli stesso, in una celebre
Capponi, delined, canto per canto,
attraversato da tensioni, scarti, contaminazioni felici di generi, aurorali intui. i;r;;;;Ji;sli; ,176 a monsignor Oraiio
e an-
zioni di nuove forme (si pensi solo a come il melodramma attinga il suo inizio, i;;;G;a;i:;;;;.;1-"t*9"""-.os( come si eia configurat" !i:o-,:l'J.6)
pii.ilrrlt:^i:lf^::
nel senso che in filosofia suol darsi a questo termine, di fatto ail,a Liberata)D. che in questa .ri;r#;"; C b; manifesta f intenzioni
e digressiont tantasro-
al lettore gli inscindibili nessi ra fulcro storico
Cosicch6 al gii intricato quadro filologico del nostro testo, alla sua storie Ji.t ir.ir.
se: non a caso, della Liberata,B d'uso prem.ettere al testo pro-
i".ii7it"it...",i
prio quest, J.11 *go-ento del poema redaita dall'autore '' Tentare
u Peralcunecoordinated'insiemecfr.r,.noNott,llClassicismodalBemboalGuarini,inStoria "rpotirio".
della Letteratura ltdl.iana, IV cit., pp. r57-746,e A. BATTTsTINT ed e. RArMoNDr, Retoricbe poetiche do. BASILE' Podta rzelan'
Cfr., fra gli altri: c. cErTo, Mat!|cgnia di Torquato Tasso, Napoliry7g;B'
e ,o
minanti,inLetteraturaitaliana,direttadaA.AsorRosa,IlVr. Leformedeltesto.Teoriaepoesia,Torl. ,i;;;;;'i"ti; Tasso,Pisa r984;c. straNarico, ll dubbio della ragio-
thrlicus, Trad.izione
no 1984, pp. 5339. Per la storia, in Italia e all'esteto, della fortuna di Tasso e dellaLiberala si veda, co.
rttt, Forme delljiffazionaliti nella
"iit;ii,iio
letteratura del cinquecento,YeneziatgSg,
me punto di partenza, la bibliografia riportata da Caretti nella sua edizione del poema.
D Si veda come rechi preziose suggestioni in questo senso E. RAIMoNDI, Poesia come retorica,Fi. , t. TASSO, Prose, acura di E. Mazzahconuna premessa di
F' Flora' Milano-
Se ne veda il testo in
renze r98o. Nrrpoli ryi9, pP. 794-8o6.
Tasso Gerusalemme Liberata 635
6l+ Gian Mario Anselmi
Di qui un Tasso che accortamente e scrupolosamente compulsa le fonti del-
una simile opera di "riassunto" di primo livello per poemi come l'lnnamoratct o ;,.on rupi.t t. do.sassio enucleandone fatti
ilFurioso B, come si sa, ben pi6 difficile: e gii questa owia constatazione ci col. t'"u.*J (rftt. GGi"6. a1-firoj
cd eoisod iatttacostruire sia l'eroic;;;;;;Jo J.['i-[iesa sial'emblematica
loca immediatamente nel cuore delle scelte fondamentali operate dal Tasso
proprio in esplicita e programmatica polemica con la piri celebre tradizione epi. ;.#;ffiffi;i p..ire;"i;; C;id.do (la cui analisi in sede critica andrebbe
co-cavalleresca a lui precedente; ma ci cosuinge anche ad andare oltre la "sem. :#r|.:;;#i; ;#i..Ju q,r"r.u ii-.',sione politica e mitologico-imp.eriale
plice" intelaiatura di superficie per affondare in una rete complessa e ricchissi- che vi B U" poema quindi del tutto - iome voleva il
strettam#;;;;;;;i
ma di rimandi e di intrecci padroneggiata dal Tasso con insuperabile maesmil
'lasso
- dawero <<eroico>>: di eroismo religioso, militare, politico. Nell'abban-
e nel per-
di vero e proprio "regista" del testo e delle sue movenze interne nonch6 delle clonare nettament;il *1." d.1po.*, epici romanzesco-awenturoso
r*,LrJJ.ipl.ir-,u a sfondo storico, non v'E dubbio che
sue Snolteplici rispondenze con le attese del pubblico. / correre senza.ir.rir. if
E bene cominciare dalla scelta stessa delI'argomento di fondo del poema: lr irrr. ^.rp1ii;-hiq";;,;-Jimenrioie eyoic.a 4.111 Po.tl.l."PLc^ ^.pa:tit t::^^
conquista di Gerusalemme del ro99. Con una simile scelta (che ha le sue radici orecisa .onrup.uol ezza dei grandi nodi ideologici, politici, sgateglcl che agtta-
appunto nel giovanile Gierusalernme) Tasso si colloca pienamente nel dibattito ;ii[li;;;;Aii.-po, s"pecie il bacino del-Mediterraneo: come E-gii stato
che, nella Liberata,
sul verosimile, sul docere e sul delectare de17'ane, che aveva attraversato tutta lg ;;r;;;" iif.""* ^a?;'sorta di < utopia mediterranea >>

naziom,
cultura cinquecentesca e che egli stesso aveva teoreticamente gii discusso nei ;;;;;;a; '.;;;;;e, y*o il cuore dei nuovi conflitti epocalitra
cavallereschi, era
Discorsi dell'arte poetica: il fulcro della <favola> deve essere un evento storico q;;i.-;i; g.ogofi.o i.il'azione che,_nei tadizionali poemi
che, proprio perch6 realmente accaduto, esplichi una funzione pedagogica che *-U;;:"ff.
dirlo.uto iniecJa nord, nelle grandi distese europep'.
il poema er9ic9 del Tasso ci
non pud essere affidata ad opere di pura invenzione e fantasia come appunto pri*., piO i"q"ie"tanti "vertigini" cha (e
quelle di un Boiardo o di un Ariosto. L'evento deve essere scelto da un'epoca DroDone E questo suo radicamento profon?o nelle conraddiziomgrandiose
<<intermedia>>: non troppo lontana nel tempo e non troppo vicina, in modo che ;;;itd d.l ,,]o tempo: mitologie politiche e religiose:gl i conse-
"e;"=i.1,.;1
il rispetto della veriti storica possa perd consentire le digressioni necessarie a ;;;;; .Ji*fi .o"ffi"i-r,eriano il poemi come la storia stessa del Cinqueqel-
stimolare, ainvogliare la lettura del testo, in quel giusto equilibrio tra delectare e to. Gii in questo;;;;;;d.11. oiigl"utisime soluzioni che dinno.ineguagliabile
docere che Tasso approvava e che ad esempio non avevavisto ben equilibrato il;.i"; fu i ilUuiito;;;i" p.,irir*o, per letture ormai consolidate, di aver-
nel poema del Trissino'. L'evento doveva essere imperniato su essenzialitema- ;;;;;;; br;e;1;;;;;*i. di riferimento (la pedagogia religiosa' le storie
inattesi, come
tiche religiose, cosf come da tempo il Concilio tridentino sollecitava senza per ;;;;;;;ll;;ildr;**, nascente) altri ci balzano-rnnanzi,quasi
ragicamente consapevole delle
altro che si fossero avuti ancorarisultati di particolare rilievo: giustamente Dio- G;;;ir;;;ii;; i"J.ii.ndo uomo .orrup.role,
nisotti rammenta che Ia Liberata, fra l'aluo, E forse la prima vera grande opera r"o tutte iqradernale nel tessuto della Liberata'
Iaceranti t.nrioni tempo,
della letteratura < tridentina >>'.
Dopo la vittoria cristiana sui Turchi aLepanto nel rjTr e ormai superata la z.z. Il conflitto nel Cosmo.
grande paura del "pericolo" musulmano era tornato d'attualiti il tema della
Crociata: utopica aspirazione a una rinnovata unit) d'intenti tra gli imperi cri- Poema eroico, poema diconflittir.gqg si pud ben vedere gii una prima ma-
che si faccia
stiani e a un dispiegamento di poteflza della Chiesa romana. Tasso, sempre ben novra di awicinamento al testo svela f illusorieti di una letiura
vigile alle attese del pubblico, non poteva, in tal senso, scegliere evento piri per- ;;;" *d;; drii;;;.;;; ';sempliciti" della tramadi fondo. Sia ben chia-
dal
tinente della vittoriosa crociata del ro99 per oggetto del suo poema: coagulando ro: l'ancoraggio a un evento ,to.i.o p".ciso e che.sia sempre ben.percepibile
p., .oJttrire una vicenda verosimile, pienamente
insieme e istanze di poetica e istanze religiose e politiche. Con una ulteriore pe- lettore B essenzial.-flTutto
culiariti che non sempre d stata sottolineata come forse meritava: d probabile visibilenell,inizio^,-n!16;;#;i. fine, polemicamente diversa dalle selve
".llu
di awenimenti, iagi til;ffi, a;f. Jig."rrioni continue e tutte fantastiche
del
che nella figura magnanima ed eroica di Goffredo, il condottiero vincitore, Tas-
poema .riort.r.J. flda;q;1a'aristotelica ricerca di Unitd non esclude affattola
so volesse adombrare quelle caratteristiche di nuovo sovrano imperiale, guida
superiore delle genti, che, nel mito della renouatio imperii e delle sue simbolo- Vrri.ia, it"o .o"ui".-JM"tt.pli.e, la DualiD e il senso ultimo del discorso
gie, mirabilmente la Yates ci ha insegnato a cogliere come una delle grandi idee tassiano: Raimondi ha mosrato, in alcune pagine di vigoroso spessore erme-
guida del dibattito e della pubblicistica del Cinquecento, in relazione ai piri po-
tenti sovrani del tempo o. offertadac ' SCIANATICO' L'arme
sussestiva. incentrata su Goffredo come principe ttmelanconico>>
2 Cfr. r. BoNoRA, Torquato Tasso cit.; i saggi citati alle note 6 e rz della sezione r; nonch6 E. RAr- piiiose. Studio sulla Gerusalemrne Liberata, Venezia r99o'.
-pi"iiir
, per le fonti della Liberata d o*ir-.ri. la crtata edizione commentata a cura di
MoNDI, Rinascimento inquieto cit., in particolare pp. r88 sgg.
I Cfr. c. DIoNISorrI, Geografia e storia della letteratura italiana cit., pp. 2or sgg. L. Caretti.
a r'. A. vATss Asuaea. The Imperial Theme in the Sixteenth Century,
6 Cfr. c. M. ANSELMT, L. AVELLTNT ed r. neruoNot,llRinascintento padano,inLetteratura italia-
, ry7 5 ftrad. it. Astrea. L'idea
,0. St*i'igii,riflo, a"etta daA. Asor Rosa, IVr. L'eti moderna,Totino 1988, pp' 52r'9r'
di impero nel Cinquecento,Torino r99o). Questa chiave di lettura mi persuade di piri di quella, pur
6$ Gian Mario Anselmi
Tasso Gerusalemme Liberata 637

Nell'intelaiatura della Liberata E allora evidente che, di ld dalla forma del


l)oema etoico, gioca una fertilissima commistione di generi accompagnata
(com'era del resto negli intenti programmatici del Tasso) da un'abilissima com-
tnistione di stili. Cid appare ancora piri evidente quando ci awiciniamo all'altro
"corno" del poema, ovvero il meraviglioso, il fantastico. Com'd noto Tasso, al-
l'irltezza della Liberata (ma il fragile punto di equilibrio si spezzeti, presto per
lroi approd arc alla Conquistata) , itiene ancora essenziale, per una migliore fun-
zionaliti del docere, che il delectare sia adeguatamente presente anche nel poe-
tna eroico: di qui la scelta di un <<meraviglioso>> di ispirazione cristiana e non
rnitologica, non troppo stridente con il <<verosimile> della narcazione di base
cppure atto a<< stupire >> l'immagin azione del lettore, la sua capaciti evocativa '0.
I In meraviglioso, percid, che rivisita i luoghi dell'immaginario cristiano (poten-
ze infernali e celesti, sabba demoniaci, visioni e sogni profetici), del magismo,
rlei paesaggi edenici deputati all'Amore (il regno di Armida), delle metamorfo-
si della natura e del cuore degli uomini: vi E infatti, in Tasso, un meraviglioso
23. Il rearro e il meraviglioso. inusitato, un meraviglioso del cuore e dei sentimenti, psicologico potremmo di-
re. E <<meravigliosa>> la conversione di Clorinda non meno di quella, a fine lie-
Poema eroico, poema di conflitti: to, di Armida ma non meno <<meravigliosi>> sono I'insanabile, disperato, cupo
ed allora anche tragedia. La ,,tea*alitl,
tragica della Liberita d evideniissi.;, dolore di Tancredi per l'uccisione dell'amata ela stupefacente resa amorosa di
;;i#Iii..rlt,,
gert,rrrita dei perso.
naggi, richiami deittici den,
gettive e dure necessiti der destino;
autor. ;il.il;;;:i ri.i.;-ai i#;;;;spinte
sog.
Itinaldo, anche dopo la sua liberazione dall'incantesimo. Vi E insomma una gra-
. d,.o u*.ii.lip""eb.be aggiungere. pure, dazione del "meraviglioso" e del "fantastico" che dagli incommensurabili sce-
quando questa teaffaliti t.rgi.r'oi.re nari cosmici e inferi si dispiega verticalmente fino alle agostiniane, insondabili
rosi pi6 intensi del poema i! .o-*iriilrrg gon i nuclei lirici ed amo. profonditi del cuore dell'uomo.
rrr".r"a/crtii"a,
traliti ha indubbiamente ii ;;;' ;;* n rioi ."iii"rddo /Armida), un,ar*a tea.
rr n,pfr Sicch6 quando giustamente si parla di <lirismo >> nella Liberata o di parente-
moderno melodramma in tutte le su. porriuiti, rio da-qui, dala Li b erata : i!
si <liriche>> " occorrerebbe ben vedere se la matrice lirica non colga tutta la sua
i*iig.rqg sfumature, owero con
Amore e Morte, il prt.ti.o, I;.rpii.ir,
co, gli "assolo" lirici, I'.toir-o'*rgnrnimo,
p;;;;;i;;.
?.ri" ;i##;
Ier pubbri.
intensitd attingendo proprio a quel <<meraviglioso>> cristiano (che E, ancora una
gU rl-Urrdo_ni sentimentali; e
volta, spesso <<meraviglioso>> del conflitto, della dualiti dei fini, dello sgomento
che in quesro caso Ia r.ri. p*Ju6.irr.r. an. di fronte all'incommensurabile e all'ignoto, maestri Agostino e il Petrarca del
b#pi;jqsr. s.ri;i;;;rt.rrr.
p.,
un verso I'originale prospettiv
frequentazione del Tasso .on ^
d;n'i;;;;;:ii,, r;;;;;;;;;;# I,artro Ia
Secretum) su cui a lungo, e per differenziarsi dal meraviglioso e dal fantastico

sia piri che legittimo individ;r;;;;;j


*"ri.,
; ;;ri.,, L;
,, puo comprendere come
della precedente tradizione cavalleresca, si sofferma Tasso nelle sue opere teo-
.;;;il;io.-,
eroico come ra Libera.
riche". Dall'insieme di tali "commistioni" di generi e forme trae grande effica-

li; j,i.l'!iTl*Ji:';:1,i1**i:;;;;i;;I;'o,.d';;;;ili;".srr cialaconseguente commistione di stili, essenzialmente epico e lirico, che Tasso
programmaticamente elabora nella Liberata, rifiutando ancora una volta solu-
zioniimprontate ad una Uniti troppo coercitiva etotalizzante (anche per que-
7 Cfr. n. RArMoNDr, poesiq come retoricaclt,,fp. sto, come si d visto, si apri un vivacissimo dibattito sul suo poema).
T_2o2.Sul tema, centrale nella riflessione filo.
::lUfB if,:i,T!,"iiifl;i.i[;;;ri;;; il ri"I;iil;#;; piri di uno spunro ra reuura di u,
La Tragedia, a cura di R. Cremante, Milano-Napoli 1988. Per l'Aminta, oltre a c. vARESE, Torquato
- ' oltre al saggio di Raimoriii " , ourrrr., gii citato alla notandella sezione r, cfr. c. BALDAS'ARRI, 'fasso cit., se ne
veda l'edizione a cura dello stesso Varese, Milano 1985. Ed inoltre; c. DINr, Maccbine
;i,'fr:,i:;::!:;;,riPotosia 'f*,iii,-il;;i;;;;,;":;;::;;;; <Liberata>,Romury)7,e s. zAr. teatrali nella Gerusalernrte Liberata, in <Studi e problemi di critica testuale>>, )OO(WII (rp8S), pp.
tr5-3o.
o Cfr. i testi citati alla nota 8 della sezione z. Su questo aspetto come su quello delle scelte stilisti-
*:;y;ji::xiiit;!,r:,i:;i::;:rr:::;*i;y1r;#:";"c;i,,,;,rr;,Tlilr:fyl*::*
e che giova la lettura diretta dei tanti testi teorici del Tasso (cft. Prose cit.).
Per meslio collocare Tasso entro le tt Sul <<lirismo>> di Tasso scrissero fra gli alui fini notazioni u. nunNl, Studi sulla letteratura del
coordinate tearali e musicali
studi di riferiiento: tt tiii
Torquato Tasso tra rette.ratura,
,iiiirrr'irt'ii)orri*roto, r*iaili..p9 del tempo non mancano utiti
t ri;;;i;;i;, ivilrro reao; Rinascirnento, Firenze ry47;8.a. sozzt, Studi sul Tasso,Pisargj4; c. cETTo, Interpretazione del Tas-
artjtgii!;i;,;Jr*
ryusica, teatro e ^
ai a nr:roni, .ro, Napoli r9jr, e to., Malinconia di Torquato Tasso cit.
so' la rtusica' i musicisti,u ."tu ai
ii;i;;.
M. i,. rii;"
. rrr]Vrir..i-, lorogna ry85;Tas.
,ss 8; Teatro der cinquecento,r.
D Si compulsi, per un primo approccio con sicuro commento, l'ampia silloge contenuta in t. tas-
so,Prose cit. Ed inolffe to.,Discorsi dell'arte poetica e del poema eroico, a cura di L. Poma, Batiry64.
618 Gian Mario Anselmi
Tasso GerusalemmeLiberata 6sg

Iondamento ontologico e multiforme brulicare del Mondo, in un dualismo cosi


2.4. OTtre il poema eroico. rrrdicale di estremi tale da potersi ipotrzzare una sorta di loro coincidere nel
Non d per caso quindi che avevamo parlato di una particolare ('uore stesso dell'Essere, secondo la ben nota formulazione della coiru.cidentia
Liberata: nel audacia dellr olpositorum (evedremo come in Tasso sar) poi piti opportuno parlarc di con-
m.ntr. ,.rir. ,r, n.-.hr..rti.o, T;;
in realti ne dissoive gri stl.
tutittadizionali ma anche mortidid.li, ;;;yt, ;# ri..u,o rtrd.ia "olme" gli oppostz). Oppure, per stare alla tradizione plotiniana certa-
Iungo il dibattito cinquecent;;;., Ni.;;t#j;.r,J.,o., venuti affermancro nrcnte carualTasso, secondo un tracciato verticale e ascensionale che, nella gra-
ne risolto: si badi, ,o, i., urrr.o.r.iri;;;"-;,n.I;-o'i, venga affrontato e infr.
,lualiti degli enti, individua una modaliti possibile di uscita dalla vertigine che
lentamento delle tensioni ,r, edenico, soporifero ar. i poli estremi dell'Essere.
u*iin ,r.ru-rudi ,uii)ur.ne dei .onrt*i, in unt
scpara
esposizione dell'insanabile ^ue perd necessaria a"utiia a.i fini, Il dibattito critico, da sempre catalizzato intorno ai nuclei portanti delle di-
mente paradossal".qgr un poema er.oico_milit;r.)-;;rru che d anche (verr. sput€ aristoteliche cinquecentesche e all'individuazione corretta del ruolo in es-
in luce dell,insania del.
st' giocato dal Tasso, ha in realti finito col sottovalutare simili fondamentali lin-
lS,H'i'fl.'#:Ti[".til.lil.'i,.i"r,i#;;;i,ii..,,..,iaspiraaiR;s;",r-i lc che entrano, direttamente o indirettamente, nel suo percorso di apprendista-
Il poema ffidentino e impetiale per eccellenza to poetico e teorico: il nodo cruciale del difficile intreccio tra Unitd e Varieti,
struttura il controcanto ora trigico oriutopico svela all,interno della sur
tra verosimile e meraviglioso, trafabula e digressioni rinvia certo al cuore di una
di rn'.rmuniti sofferta e dolente
fin nelle sue stesse scaturigini,'i" airli.itiffi;;;;;;r, lrcn specifica rilettura della poetica aristotelica, rivisitata dalle esigenze "triden-
politiche, magiche i-mu.,?. con potenze cosmichc,
..r
gtil-"rr"i;1,ii;1;; der proprio sresso cuore,
tine". E perd, nonostante tutto, le scelte del Tasso sono piti radicali di una sup-
lrosto medietas tra gli estremi: Tasso non media gli estremi, li esibisce nella loro
irresolubile compresenza.LaLiberata d. altempo stesso il poema dell'Uno e del
3. Tematiche e contenuti. Molteplice e non c'E affatto la soluzione, n6 temporanea n6 finale, di un aspetto
rrcll'altro. I conflitti sono il motore stesso delle vicende naffatee gli opposti che
3.r. Uno e Molteplice. confliggono coesistono n6l'uno pud darsi senzal'altro, concettualmente e poe-
licamente. E nell'uomo e nel suo agire sono enffambi sempre presenti: d come
<Il grande obbiettivo del Tasso era di.percorrere.uno sc l"'aristotelico" Tasso violasse sistematicamente, in chiave poetica, uno dei
giustificare le deviazioni con hioio spazio limitato, dl
conveniin ,u:diarrivare al r,ro scopo
mai affanno, e d'essere tanto pi,i .rpiJ". senzr lrerni essenziali della filosofia classica, il principio di non contraddizione'. Nel-
primi canti ci guidano, gli altri ciimp.gn ffi;;:[.rrr,o pi6 procedeva. I suor
I'Umanesimo c'E una trafila entro cui questa inquietante dimensione "alta" del
ano a.o.riirur.e, e gli ultimi ci lrcnsiero si dipana con vigore: basti accennare al Petrarc a del Secretum, alValla,
nano' Dopo una sola leltura attenta,questo.poema trasci.
s'offre alla mente come un rr Leon Battista Alberti, a Pontano, a Cusano, alle potenti letture plotiniane di
tempio greco di cui si veda l'insieme
g non siiichieJe rt.rdio .rjtlrio-.Jp., ,rrnbito fiorentino, a certi grandi ermeneuti-commentatori bolognesi (soprat-
prenderlo, ma solo per convi"..;;i;;T;;;ilil p.r6;;;;;l;
fin nei minimi d.ttagli, hr;;i;;ombinare
com.
,*, operr trrtto Codro e Beroaldo) e in genere a tutta una certa cultura padana (si pensi
costantemente Io studio ar genio> ,, rrgli esiti mantovani di Giulio Romano e della sua pittura delle "dissonanze").E
cosi ugo Foscolo iffionturu i i;i;;A;.1;;L.*u ncppure alcuni racciati padani di particolari letture classiche (che vedremo
della cui noviti, anche in ;rl^;i;";;i;;; na*ativo e poetico e
resta uno dei oiri fini ed acuti interpreti iffig,.o d9i personassi, era c rneglio piri avanti) possono essere trascurati'. Come dire: la radicaliti degli esiti
E F"J;i;]i,r. ;roetici della Liberata attinge ben oltre i confini dell'aristotelismo e dei suoi sen-
la straordinaiiaarmonia.h. r.*6ra presied.r.-u'rlr*o t.naendo a sottolineare
il poema (.run tempio t icri cinquecenteschi.
greco>>), non oud eludere l,inquietu,
irr.omt.nt. i.rrione che lo
ti
b;[r;;L,-;G;tdi'. urd"r,te >, gliattraversa
che finisce cot'coin".E;;;
che << ci trascin.rro rllo r,"Jio r,
c
urtimi can. 3.2. Cieli ed Inferi.
"
.ombinutoiit.nio r).
oggi possiamo andarc-otio otti;;;*":;;d; Si guardi oruaduno dei temi portanti della Liberata: il conflitto cosmico ra
I iberata, gii qualcosa abbozzatada Foscoro: rr
e abbiamo ,...rrrto.in p....J enza,si presenta, lirrze ielesti e forze infernali dispiegate a fianco degli opposti contendenti. E
lesse darne unalettu ruforte,.o*. se si vo.
mirabile ir*.tai quella tadizione filoso. ovviamente facile qui individuare la trasposizione di t6poi omerici e virgiliani
fica che, col cusano ma a partire ""
sto sul tappeto l'incomm"m,r.ubil.
ili;r-d*
0,.,-I.r: e suggestioni, aveva po. 2
distanzatm urro e Molteplice, *a Dio Suunasimile<<problematiciti>>dellaletturadiTassosivedano:c.scIANATICo,L'arnepietose
come cit., e, per un pi6 ampio contesto, ro.,ll dubbio della ragione cit. Ringrazio per il partecipe e paziente
conl'ronto su tutti questi temi Elisabetta Menetti.
' u' r'oscoto Torquato Tasso; La Gerusalemme liberata,
saggi, a cura di '
M. A. Manacorda, f"r*i'r979, p. zg4.
into., storia della letteratula itLliafla pGl ' Cfr. c. M. ANSELMT, L. AvELLTNT ed r. naruoNo\ ll Rinascimento padano cit., ed inoltre c. u.
ANsIILMI, Le frontiere degli urnanisri, Bologna 1988.
Tasso GerusalemmeLiberata 64r
64o Gian Mario Anselmi

(le divinitd in campo pro o conro l'uno e l'altro schieramento) in un immagina-


rio cristiano. Ma in Tasso nulla B riducibile ad una sola dimensione; in realti I 33. Magia e magie.
come se i due poli, incarnati dalla Corte angelica e da quella demoniaca, fossero poema E.rappresen-
Non a casouno dei temi ricorrenti e pi(r significativi del
esibiti nella loro irrevocabile, necessaria coessenzialitd: ciascuno si di in quanto forme .o"6t e riconducibi-
tato dal magismo, ;;l[;ri; i"t". dal Rinascimento
nega (lotta) l'Altro. Entro questa inscindibile dualiti dell'Essere si incardinano di "opposizione" quella tramag,ra nera e
Ii, in sosta n hota ud una Sorta ,
tutte le tensioni e i conflitti degli uomini: gli eroi e i contendenti piri che essere magia bianca. ^, ^n
mettendo in |u-
ineluttabilmente agiti (come nei t6poi classici) dalle forze superiori sono essi Sul magismo nella Liberataa lungo si E sofferm atalacritica' (le lettere, il
i*pottr?1ii.1,i. riflessioni del rasso
stessi segni e protagonisti partecipi della radicale laceruzione del Creato,vi coa- -uritos"ilrro ,riri
ce anche i r.pporti.."
oualche ulteriore passo
giscono come elemento fondante del loro stesso statuto. il^l;;;li . .ori via)-: pure ci sembra che
; fondo questo nucleo cen*a-
Si badi infatti: se al I canto viene presentata la Corte celeste cui si contrap- <tebba essere.""f#; il;d;a;;;;;;;il *rqi::^,1..t^t:,,t:,:Tpo dal
pone, al IV canto, f ingresso in scena della orrifica corte infernale, la contesa si le del poema,, N;;;t'd"bbio .h9 il vasto sistema
Tasso risulti, aa p""t" ;i;il; iildi"; pt.ticu,
va dipanando secondo un crescendo che si inarca soprattutto tra i canti VII e un ingrediente rilevante p'er ta
IX, in cui le forueinfernali e i loro incantesimi sembrano scompaginare definiti- "vero" de-lla vi-
";"rrriJfi"t"".; .fr."a*.'."stituirsi, u.lrtto al
pittura di quel
vamente il campo cristiano fino a che, in XIII (non a caso da considerarsi il vero cenda storica, .";;;;^r";irt. pgt iequilibrio del testo'. I torbidi incantesimi
gia p i6
"centro" del poema come il VI lo E per l'Eneide), una pioggia purificatice non ;il;r, d;G"s" iffi9 ;i;- p'Jpitu"ti esprorazioni della
di
fenomenolo
Ascalona.sono certo
riequilibra le sorti delle potenze in campo, awiando di fatto Ia contesa verso l'e- inquieta e impr.ii;; J.M Natriu espost;,dal mago
sito finaleo. Ma in tale sconro alri fattori vanno considerati: intanto questa, in- H',,i.;;;Ti;l;;tffii, J.ll.ttor., mai abbanio*.*o dal Tasso alla monoto-
dividuata dalla Liberata, E solo una delle tante, infinite epifanie storiche dell'e- nia di un unico r"*rJ;;;uiiin riuJ.[. p.arti belliche, di quelle liriche-amo--
certo una filicis sima ap plica
terno conflitto dei due poli dell'Essere e del loro reciproco contrapporsi.LaLi- ;;^d,' q;;iF -;A;;:-*;Gii;'i't "'de uariatz.o.adstessa ci rimanda ad altro
berata,nel celebrare come esemplare e unica quell'impresa del rogg,presuppo- zione derla legge ;fi;il .\iiiiiii)^ara
ne appunto che in altri eventi altri e opposti siano stati e possano risultare i vin- unt[S*.
gii si diceva l'evento magicoesibisce in.quanto tale, lungo tutto
il te-
centi: le forze celesti non hanno vinto una volta per tutte (Gerusalemme, nel iicondurre a sintesi unitaria
Cinquecento, saldamente ancora in mano all'impero musulmano lo mostra con sto della Ltbrroio)1,ffi;;;tbtliia f.r chiunque di 1'o-
tcala;;il;;Nr,,rrrtiit"",. alletta ed insidia continuamente
durezza spietata). I1 pendolo non si d fermato: neppure la celebruzione della ed armon
perare dell'rromo.lr r,r, curiosita;Aulitt. dantesco, una Natura di cui l'uomo
conquista di Gerusalemme pud mascherare la permanente, radicale conflittua- anche "oltre"' secon-
liti (ontologica si potrebbe dire) enro cui l'uomo E calato. 6 ir.euocubil*.rrtl i.rt.. Ji."i p.ia e irrevocabilmente
q".i d".litrno continuamente manifesto lungo
una,rlt.rior. d-iir."ri.". di
L'inquietante, torbida dimensione magica continuamente presente nella Li clo
berata, proprio come tramite tra l'umano e l'oltre umano di questo confligere, laLiberata. L, Nrt"t, p"O ,ppu.it. .o*" il teatro delle metamorfosi allucinato-
attinge proprio da quella necessaria consapevolezzatutta Ia sua inaudita violen- ir,.^*riui,"d.ffr:prdtl".tii^te. degli spiriti inferi, della violazione
rie (la selva
za, tuttala sua funzionaliti poetica e concettu ale altempo stesso. E ancora: i se- ;;J,Lri; Jdil;;l_;;s;;"ilil pi.l."r. imri.,tab-il, j,.::::.per,.eccellenza
^;p;;;;a.di q.r.tro tipo di magismo lungo laLi'
gni di questo radicale confligere accompagnano, nella Liberata, sempre gli uo- mag iu" n Jui .ilfJrittu"t.
<lella
o i primi,
mini. Anche quando, sostanzialmente dal )ilI canto, dalla scena del poema le i;;;;;;,;.J;,i;;.k;;1. ;Jri* zionigoiti,gf de^l " vimeraviglioso"
un radicamento an-
interiori turbamenti allucinatori e urrgor.loti.diTasso:
B
forze superiori e inferi si ritraggono, si fanno inuisibili, non vengono mai meno otrlt . Ginzburg ci ha insegnato a leg-
le voci, gli indizi che ne hanno sempre, dall'inizio del poema, annunciato e ac-
ropologico u.r, iii q;;;l"rt;. Crtlo
gere in una cert; ;ifrl^iugicae stregonesca,i segni
di sostrati tanto antichi
compagnato la presenza attiva nel Mondo: da un lato l'ansia della pace, del t.rJrto della Liberata come l'e-
quanto r*pr.u.Jibi[;;f"ti perceplamo nel
ricongiungimento col Cristo, di un armonico comporsi delle ferite; dall'altro lo
mersere di in effetti alcuni testi di frontiera (e
o,-,.riu"*..i,r.i. Ji'i,otiriott.':
scorere crescente e devastante del sangue con I'orrore della guerra, la magia alcun dubbio) sivengono a costituire, difatto, come
illuo-
ilTiiir'ril#t-r.rrru
adulteramice dell'equilibrio della Natura, le visioni orrifiche di una Morte che
go p er ....11.r,r", ff[";;., iit,
fi ii",
ufra- so str ati antrop olo gici p rofon-
incrocia sempre le strade stesse di Amore. Dentro questo campo di tensioni, in-
cli che premono e ratio ur*oni.a-e-titi"*.tica della crosta di iuperficie, figlia
fatti, si dispongono tutti gli episodi e le vicende fondamentali del poema: nessu-
no pud sottrarsi a questa incessante bipolaritd del Cosmo che sostanzia, inizia , gii lo', Tra grammatica e magia ('gl)'into''Rinascirnento in-
Si veda come ne argomentasse
tutta la Liberata. auieto cit., Dp. r9r-227
'"*': ii;:iffi;il;;ta 8 della sezione z.
(Jna decifrazione del sabba, Torino 1989
o , Cfr. c.
Cfr. B. RATMoNDI, Poesia come retorica cit., pp. 7r-2o2.
"r*ruu*i,Jioiiiiott"rna.
542 Gian Mario Anselmi
Tasso Gerusalemme Liberata 643

dai turbamenti del


del l6gos, del pi6 puro pensiero razionalistico occidentale. Senza risalire allr vcro depu taL ad,essere agita.d.aisentimenti, dall'Amore,
a.ut tgsgiuttte essa stessa ad altre po-
tradizione classica e per stare alla nostra cultura umanistica e rinascimentale, ('rore. La Signor";;il";;.G
"o,t. Ri'aldo, anche dopo essere stato
come non leggere in quest'ottica, gii prima di Tasso, e con segni di volta in voltr i;;;il;ilE1ilNr;"rrit. r,.sse per cui I'eroe di Armida, continueri
diversi (il magismo B una delle possibili forme di visibiliti della frattura), testl sciolto dall'incan;il;;.1i, t.a*i.". *ugi.u
non la
ad esse-
lettura
dell'Alberti, di Galeotto Marzio, di Codro, di Machiavelli, di Guicciardini, del innamoru,o p.t*;;;;,; dii.i N;$""^ paginadi critico, se
che a
Folengo, ad esempio? 'c
tliretta del testo,p;"a;;i;;iia., d.llu tensi"one emotiva grandissima
daweto d'a-
La gtandezza delTasso sta, ancora una volta, semmai, nel non aver occultt. rrartire da questi irrevocabili.rtr.rii t;;A;;morabile la storia,
piri avanti'
to il luogo del conflitto e la sua sostanziale significazione: il radicale prorompc. 1;;;;"d;hffi]i; ;;'d;u cui dovremo comunque tornare
pud .r'.t. app.oriatrice di leggi
re delle fotze infere e delle loro nere manifestazioni magiche E il prorompere La Natura, .U;;;;;;;ift;;i;;e'd,ror
6cnefiche sotto iit.fiei A-or.;1a terra ,ttit'
pub recarii frutti dovizios!
stesso della Morte (non a caso Tasso vi lega sempre il contesto delle scene pi0
nella sua luce.-* rol" inq,rietarci nelle sue tenebre' E
cupe e sanguinose di battaglie e duelli), del suo incubo sempre incombente sul- rrrrrj essere esplorata
i.*.r,o,r. nel canto XIV:
l'uomo e che pure d necessario totalmente affrontare, aisitare (il t6pos dena n& ffi":r:"[;l*"" i'n; iiiu,opposto
owero
di
;.1iil;;;i6li,a
di*ortrundo
che ragion e e curiosit^r del-
kyia), assumendo la Morte come l'altro coessenziale dell'essere-uomo. Il viag. il canto della magr^bianca
l'uomo approdino alpolo positivo,ffiil;; t[^
Naturl benefica ed armoni-
gio nel regno della tenebra e dei fantasmi B il viaggio che ri-signtfica ilregno del-
episodio su cui occorre, come
la luce (come non pensa rc aMozan, al Flauto Magico?): l'uno non elide l'altro, ;iil N;iilaigrr"iiri, t12 i prrto,i, adesempio, i1, l4r.siu nera e magiabianca: an-
I'uno E condizione dell'alro e in questo terribile, vertiginoso campo di tensione vcdremo, ,Aururriiii A r""fii i""giiilo*.rt
('ora un confligere, una dualitd Li[eralq,questa volta trasposti
itt.ro.r[il.
E dato muoversi all'uomo ed E proprio in questo campo che Tasso ha allogato la ".Uu
ontologica) a quella
(e piir propriamente connes-
suaLiberala. Non a caso il canto culminante del poema, il XI[, d il canto in cui ,lalla dimerriorr.'lorr,Jogi.^
r.tiu iiur"r, e ul tempo stesso con il suo "oL
sa con il radicamento dell'uo*o
I

l'altro si fa percepibile, il canto dei <fantasmi>>,la cui voce di morte giunge fino ora appena esammato
,,.
a incrinare uno dei nuclei lirici e patetici fondamentali della Liberata: per incan- tre Sosp.rr rru ,i*ili esgeme tensioni, di cui abbiamo
to di Ismeno a Tancredi pare, infatti, di ascoltare, terribile, il lamento sofferente i;,
.;;dirror." antropologica,
dimensione stala Liberata, proprio per questo
di Clorinda. Se pensiamo che il finale del canto XII A tutto_o_cc_upato dalla di- tcsto to;lmente "di frontieta" '
sperazione cupa e senza consolazione di Tancredi e che, in XIII, tale angoscia
giunge ad evocare la presenza della morta Clorinda, hg.n possiamo comprende-
3.4.La guerra' Oltre la guerra'
re come slamo molto oltre il consumato mestiere della uariatio e dell'uso del ben comprendersi il
"meraviglioso": la tragedia di Tancredi e di Clorinda non si consuma (come Nella luce che abbiamo appena ffatteggiato PYd allora
a durezzadell'altro gr^\'
spesso si d voluto leggere) tutta in quel rasserenante abbandono a Dio dell'eroi- scnso profondo, lu uiol.r, ,uion-rt.1r.t.",7, h.tpittut
ispira la stessa vicenda: la
,lc confligrrr.int rniJpo.-r, ,nri ^-q""Uo .hL ne
na in fin di vita (<<io vado in pace>>, XII, 68, p. 37il ma si prolunga in una sorta G.;salemme' Gii abbiamo
di conffocanto necessario, dove la Morte veta,come incubo, come senso diper- Buerra r.u .r'rr,.ii;;;"iqr"id;i;;;;"i';;
di

dita totale si accampa, spezzandolo, nel cuore di Tancredi come nel cuore stes- ,rccennato, ,r, pugiri.;;;Ailf ;il;;n|.ttiuu
valenza. Politica
e. ideologica'

so del testo. ;;;;t^G;ii',t[iXopropriamente alle.sr#'"t:,11':tj:]*:::ffr'::fl;:'";,,::-


;;;-.hZ h...tt"rr".irt., fin dalla grovinezz^ spinto u:i::
E, ancora non a caso, I'alttagrande vicenda amorosa del poema, ra Rinaldo
,...ntlmorto acur; hanno'r-t::
sesnalato
li=l
ulteriori, possi-
ed Armida, pur a lieto fine, E costantemente sospesa su questa vertigine antro- st. episod io, della Liberata'
pologica: giacch6 Armida E innanzitutto una maga, collocata al centro dei siste- lrili rimandi al^noi,-Gii"r.
sostrato storic. d;;;[t."J.3*iol'ideazione
irlru.l;;JiiA;!i[r1o (una sorta di doppio ambi-
mi di incantesimi messi in campo da Ismeno per scomp aginarcle fila cristiane e Ad esempio, ,t ."r'iJVrU
-#;.0"!O;;h;""11"d,
u t...iioni e iacera zioniconnesse con le
si presenta con quelle caratteristiche di signora delle foruedella natura (gli stessi grro di Rinaldo)
del movimento
animali) e di mediarice con il mondo dell'occulto che richiama tante delle im- tlivisioni ,p.r,.r11.11a Cristia"ita Jop, la tumultu osa ^Yanzatadi Goffredo' dal-
magini ancestrali (Artemide per tutte) radicate nell'immaginario collettivo del- riformatore'. Da un lato il trrtt.ggi;" i*p;;i;I. .d unitario
senzadubbio una precisa
l'Occidente anche cristiano'. Cosi, la sua arte di seduzione appare come uno l'altro lanettascelta "ffidentina" propongono qurndi
dei volti dell'incantesimo, come una delle tante potenzialiti di padroneggiare collocazione ideologica della Liberata'o '

ogniforza della natura, a cominciare dal cuore degli uomini. Ma Tasso, genial- , Cfr. o. eUrNT, in <<Intersezioni>>' X (r99o)' r'
L'allegoria politica d.ella Gerusalernrne Liberata'
mente, apre fino in fondo l'abisso, la vertigine: perch6 Armida d anche indisso-
lubilmente (dualiti che torna sempre, in ogni aspetto), totalmente donna, ov- ltl\ )5-57.
,,, e storia d.ella letteratura italianacit.; r' cenotrt, Ariosto e Tasso
Cfr. c. DroNrsorrr, Geografia ideologia' Lettura
r ir.; R. snusc o"t ,'iioiiJiirtTr-liriir4 estense,Pisa 1983; P' LARIVAILLa, Poesia e
8 Si veda come su queste <<immagini>> a lungo si soffermi Carlo Ginzburg, ibid., pp. 6, sgg. ,1,'llu oGerusalemme Liberata>, Napoli 1987'
644 Gian Mario Anselmi
Tasso Gerusalemme Liberata 541-

Fuggon quegli ai.'ipari, ed intervallo


da la morte trovar non ponno quivi.
Preso d repente e pien di strage il vallo,
corre di tenda in tenda il sangue in rivi,
e vi macchia le prede e vi corrompe
gli ornamenti barbarici e le pompt.

Cos( vince Goffredo, ed a lui tanto


avanza ancor de la diurna luce
ch'a la citti gii liberata, al santo
ostel di Cristo i vincitor conduce.
N6 pur deposto il sanguinoso manto,
viene al tempio con gli altri il sommo duce;
e qui l'arme sospende, e qui devoto
Cos_i si combateva, e ,n dubbia lance
il gran Sepolcro adora e scioglie il voto. (XX,43-44, pp. 661-6+).
co 'l timor le speranze eran sosDese.
Pien tutto il.campo d di spezzaie lanc., Gli stessi duellanti pifi illusri dei campi awersi, Solimano e Rinaldo, sono av-
di rotti scudi e di troncato arnese. volti da questa cupa, tragica, "pre-destinata" irrevocabiliti delle leggi sanguina-
di spade a i petti, a le squarciri.
ir"."
artre contltte, alffe per terra stese.
rie della guerra: il loro duello E tanto feroce e senza pietas quanto tale da lasciar-
di corpi, altri supini, altri co,volti. li, alla fine, come attoniti, stremati, dubbiosi perfino sul senso stesso di un'arte
quasi mordendo il suolo, al suol rivolti. maruiale che, fuori dai giochi di Corte, esibisce a tutti la sua vera, spietata ratio
di cruda macelleria. Basti pensare alle memorabili ottave dedicate alla fine di
Giace il cavallo al suo sil nore appresso, Solimano o alTa<<stanchezza>> dell'eroe Rinaldo giunto al termine delle sue vit-
giace il compagno appo'il .o*jri"o toriose imprese: nessun ffionfo egli cerca, nessuno squillo cadenzail suo passo
glace rl nemlco appo il nemico, e sDesso"riir,,o,
su 'l morto il vivo, il vincitor su ,l vinto. di vincitore stremato. Egli cerca solo Armida e in quel campo, reso desolato dal-
Non v'd silenzio e non v,d grido espresso, la Morte, insegue disperatamente, in definitiva, solo un approdo rassicurante
ma odi un non so che.o.J. indirtinto, d'Amore:
fremiti di lrror, mormori a,irr, -.----'-" Allor si ferma a rimirar Rinaldo
gemiti di chi langue e di chi,piru. ove drizzi gli assalti, ove gli aiuti,
L'arme, che gii sf liete in vista foro, e de' pagani non vede ordine saldo,
taceano or mostra paventosa e mesta: ma gli stendardi lor tutti caduti.
perduti h.ai lampi_il ferro, i raggi l,oro, Qui pon fine a le morti, e in lui quel caldo
nu.ua vaghezza a i bei color pi6 resta. disdegno maruial par che s'attuti.
Quanto appafia d'adorno .ii a..oro- Placido E fatto, e gli si reca a mente
ne' cimieri e ne' fregi, or si calpesta; Ia donna che fuggia sola e dolente. (XX, rzr, pp.616-;).
la polve mgombra cid ch,al sangue avanza,
tanto i campi mutata avean se.ribianza. Cosf gli eroi che incarnano la possibile fondazione di un nuovo modello di
(XX, 5o-52, pp. 6y-y), Sovrano, owero Goffredo, immagine di imperiale dux della Cristianiti, e Rinal-
Tanto che la stessa-finale vittoria di Goffredo do, cui Tasso ambisce di collegare la stessa stirpe dei suoi Signori d'Este, mani-
d lambita fino all,ultimo da un de. festano, dietro le regole delle armi, l'uno il segno della preghiera, llaltro dell'a-
vastante dilagare di sangue e l'ottava
fasti trionfali o mondarie pompe, smorza.quasi
..;;r,d;-JJ;;;-;, d;il;i
J.r.br.r. more: e gli eroi contapposti e sconfitti, Aladino e Solimano, sembrano soc-
impiowisamente le luci acce- combere non tanto in ragione delle dure leggi della forzae del Cielo ma in virtri
canti e incalzanti della grirra ^p.i ,pproJil;_;;im*rgirr.
di soritaria pre- di questo eroismo a tutto tondo, lacerato e duplice ma per cid stesso profonda-
ghiera sul
Sepolcro del drirto, i--boi;;;;:;ll#u'd.[r
che scandisci il senso d.i;;;;"Lro peregrinare umano: r.r, zoneMorte/Vita mente uero, degli eroi cristiani". Oltre la palese e gii richiamatasignificazione
ideologica si cela percid, in profonditi, questa vera opzione etica ed antropolo-
Tace, ed a' suoi custodi in cura dallo
e segue il corso poi de, fuggitivi. u Si vedano, fra gli altri, gli studi, piri volte citati, di Varese, di Raimondi, di Caretti, della Scia-
natico.
6+6 Gian Mario Anselmi Tasso Gerusalemme Liberata 6+z

gica operat3 da Tasso nella Liberata, quasi ad indicare non zione, dell'abbandono fiducioso, tutte impervie comunque, tutte lastricate dal-
solo un modello di
regLo-g di Sovrano ma anche.rrr r.rora possibileirontiera d.1l;"-.riia,
Lf".l
terribili steccati di.yl confligere (e qui rti ro.r.i, ie:ra utopiadi rasso) ;iril;;
l:r presenza incombente della Morte'0.
In una sorta di equilibrata dispositio atenore chiastico infatti la partitura li-
qualche aftimo, egli fa baienlare .o-. revocabile, i" ,d;; ai;b,r-.no vor. rico-amorosa si apre con l'episodio di Olindo e Sofronia, in II, si inarca al cul-
tice ascensionale ". ""u rrrine ragico, in XII, di Tancredi e Clorinda per chiudersi, in XX, con l'abban-
In qussto contesro, alTota, d possibile rileggere, ad esempio, l,episodio di ,lono amoroso di Rinaldo ed Armida. In ogni caso Amore d segno di conraddi-
Erminia fra i pastori: l'incontro t.i |eroina p.iE ..ir;; .6[;l;;:*.i zione, manifesta al livello pi6 intimo delle coscienze il senso dell'univercale con-
beni.
cosa, teneramente imamorata, paltecipe al tempo ste_sso dll campo pagano e lligere: Olindo ama non corrisposto Sofronia; Tancredi amaClorinda inconsa-
del campo cristiano e noteremo piri ai antilr".r-Jibrt. ;;ti"-L;!
(

co dei punti di vista che Tasso, a^partire


a?i;i": 1,cvole menme Erminia si strugge d'amore per l'eroe cristiano; Armida ama, ol-
i" qy.r,.. ru.ordirruri. p.rl."aggio, trc ogni possibile incantamento, Rinaldo e Rinaldo, di li da ogni magia, d
.? p?!ta,' edenico,'fondato,"L f r..;'r"t[ i.ggili
sa costruire) con " il mondo
l:rcerato da un amore irrevocabile per Armida (come E splendidamente e dram-
{ei pasto i fa da.moltipiicator. a ,"gi? JI
e antibellico,
f::y,-111iytisiano
grande utopia. Non "intermezzo" di manieru, q"irrai,
rrraticamente descritto al canto XVI, che E forse la piri bella "riscrittura" dell'e-
eptsodio masuggestione profonda di un "altro" mondo forse poiribil.r {".rto
^r:lr^1,1il_1sua
evoca-
l,isodio di Enea e Didone nella letteratura di ogni tempo). E su tutto e su tutti
(rla questa commistione mirabile dawero la Liberata "inizia" il melodramma)
to del resto dalla stessa pattura lirica della vicenda di Rinaldo e Armida,
Jdl. incombe un tragico destino di Morte, al fuoco della quale, solamente, Amore
iedizione magnanimu di olindo e Sofronia, aui-u airperutaconsapevolezzadi
Tancredi,.con un occhio che sappia anche 1,trd esplicarcla sua coessenziale radicaliti, la sua possibiliti estrema del conci-
ne dl Ammta.
dr;e;;;a'.t."".-r*JlJirrrri. r..- li,tre, cuore ultimo appunto dell'utopia tassiana: il gesto magnanimo di dedizio-
rrc- di Olindo sul rogo scioglie iI cuore di Sofronia; Tancredi "incontra" final-
Quel mondo "altro", gii vagheggiato da Boccaccio nell'ultima giorn atadel
D e ca m e r o n sotto il segno della dinteica << magnani-it rnente Clorinda nel momento supremo della morte dell'eroina; Rinaldo e Armi-
ud. ri ri;;.#;; ."* tla, come si diceva, si proclamano eterna fedelti d'amore tra gli opposti campi
re della Liberata e de-lla sua vicenda belrica
fr;;;il;r*ii ;;il#;
".r
con*o- in guerra, in un desolato paesaggio di sangue e di carneficina. Eroi cristiani ed
:il]?; egliaccettarli
opposti si affrontano e coesistono i, .o"niggono, ma e p"rriUife forse
t'roine pagane sono "simili": in uno splendido ulteriore gioco di opposizione e
viverli nel sogno e nel segno di un .,rouoii"rr.r.
partecipi diy" diverso, iuperiore Universo, quello,
.r.Lri;il;;;q;i ,li intecci Amore mescola tutte le carte, sconvolge il terribile, gelido contrap-
d;".-il;;i; Ai
opposti, porsi delle armi, delle civilti, delle ideologie. Amore B la frontiera del possibile
comincia ad intrawedersi appunto un'aurora' di co i cordia.
uniforme e multiforme sono-, n ella Liberato, unii",*,o cid: anzi a tutto
u;il;;;;16il;, ,,ltre: Tancredi e Rinaldo, pur lacerati, amano donne del campo awerso e sim-
cid l,e-
quilibrata uariatio-reto.ricl del poema ,tti.rg. rnetrico destino incrocia le vite di Erminia, Clorinda, Armida, le pagane. Ma in
e una moderniti senza
"rrirr.ino
precedenti in un formidabile intersecarsi d"ell'oruzintulitti"r;;-rbii.
a.i.".: ,luella frontiera d'Amore ogni distinzione perde il senso contingente, si spalan-
flitti e della verticaliti irrinunciabile dell utopi.. ;p;.;a; ca I'abisso delle intermittenze del cuore, si dipana la storia della mutazione pro-
lirnda delle coscienze. Per la prima volta, superando in cid lo stesso modello vir-
giliano, i personaggi di un poema eroico hanno una compiuta vita interiore, si
3.5. ParlaAmore. rnodificano, sono a tutto tondo: anche in questo Tasso, pur nel solco del poema
. Sotto il segno della << concordia >> e del << conflitto >> si vanno articolando le croico, ne va dissolvendo gli statuti fondanti, aprendo la strada che conduce per
vicende amorose dei principali personaggi della Liberata: se per .r1rr.6o un verso al melodramma e per l'altro alla moderna namativa.
il t.-
ma lirico - amoro so d p ro grummaticamen-"tE intes suto
un altro elemento fondaftentale della ,oy1ai,o (ir"uirep...i";i
;;;;J ;;ft;.
come Le figure maschili in questo non si differenziano da quelle femminili: Tan-
;;;n;a;;quistata crcdi e Rinaldo, i giovani e spavaldi campioni delle armi, i modelli virili, soc-
i.tagli piti.consistenti)', p., altro 6ros E il visibil" ,.j",i d.llu .."irJai zione combono senza combattere all'amore, piangono, si commuovono, si disperano,
e
della conciliazione. Aspetto cardine dell'utopil;#;;, ;il;u;;;;;s s,rno finalmente totalmente umarui, partecipando senza pudori del sentimento
al cen-
tro di un discorso altorispetto almondo defpe rr"*;o:ri,giiiiii,Jerrr,pr. It'mminile per eccellenzao. Amore, infine, "parla" quando le armi "tacciono",
rd, nasce e si sviluppa come conflitto, come opposizione,'d &so rt.rrol, ,luando il fragore della guera, delle pompe, dei fasti esteriori d lontano:
cartina
da tornasole che fa-emergere le lacer'azioni.li.'iilido";,fi";;l;iorol"ti-ita irr quello spasimo di silenzio c'E finalmente spazio al parlarsiuero e in quel par-
soggettiva, i vari personaggi. Ma dros suggerisce anch.l. rrud. d.ll,
.oniilir-
u Spunti in r. naIuoNot, Rinascimento '' Cfr. r,. RArMoNDr, Poesia come retorica cit., pp. 7r-2o2.
inquieto cit., e in G. M. ANSELMT, L. AVELLTNT ed E. RAI- '' Esemplari introspezioni nella psicologia dei personaggi della I iberata attraversano un po' tutte
MoNDr, Il Rinascirnento padano cit.
lc piri consolidate letture tassiane: si vedano gli studi citati alla nota rr della sezione z ed altri, anche ci-
'r Si vedano gli studi citati alla nota 4 della sezione r. tnti, di Petrocchi, Vatese, Raimondi, ad esempio.
6+8 Gian Mario Anselmi Tasso Gerusalemme Liberata 649
I
larsi,-che d come un inizio,c'd finalmente spazio all'amore. Nel
silenzio rotto J l,a guera non consente altre parole se non di morte, non ci si pud "riconosce-
lo dal primo s_inistro crepitare del rogo ori"Jo uou, ri"rj*.r,. r.
-d' i-"r"r#:;E re" ua il fragore cupo delle armi. Solo dopo che il ferro di Tancredi, ignaro, ua-
" prorompere " le p arole
per lei accenti
amore a lungo represse . soiro"i.
diioaviti gii amorosa:
;i;;;.;;ffi
^revr'vulv ,I gicamente ignaro di stare combattendo con Clorinda, penetra <<nel bel sen di
punta>> e <<'l sangue avido beve>> (XII, 64,p.376), solo allora, nel terribile silen-
Composto d lor d'intorno il rogo omai,
{
,i zio che precede la morte, in una sospensione di melodramma a fortissima presa
e gii Ie fiamme.il mantice v,inJita, cmotiva, solo allora giunge direttamente al cuore di Tancredi la parola di Clo-
h
quand'il fanciullo in dolorosi lai rinda, solo allora c'd spazio per il " riconoscimento", nel segno di un oltre non di
prgrrpp." ..Jirr. u l.i;h;a ,;; unita: ;l sangue, non di guera, non di odio ma di solidale comprensione, di rispetto,
- Quest'd dunque quel laccio ond,io sperai
di possibile "parola". Cosi infatti, e in tale contesto, pud essere letta una delle
teco accoppiq-mi in compagnia di vita? I
questo d quel foco ch'io ir.?., ch,i cori ottave memorabili della Liberata:
I
ne dovesse infiammar J'.g""li1rJ*il 'l
- Amico, hai vinto: io ti perdon... perdona
AIre fiamme, altri nodi Amor promise, tu ancora, al corpo no, che nulla pave,
:
aitri ce n'apparecchia iniqua ,o*.. a l'alma sf; deh! per lei prega, e dona
:
Troppo, ahi! ben troppo,-ella gii noi divise, battesmo a me ch'ogni mia colpa lave. -
ma duramente or ne iongiungE i, 1 In queste voci languide risuona
-ort..
Piacemi almen, poich'in ii stfine euise un non so che di flebile e soave
I ch'al cor gli scende ed ogni sdegno ammorza,
morir pur d6i, del rogo .rr.. .onr6n., ,

se del letto non fui; d=uolmi il tuo fato, r


e gli occhi a lagrimar gli invoglia e sforza. ()(II, 66, p.37il.
il mio non gii, poich'io ti moro alato.
Ed oh mia sorte aventurosa a pieno! I Ottava "tridentina", certo, costruita sul modello della conversione esemplare,
oh fortunati miei dolci martiri! ma la cuiforzasta ben di li da frigidi intenti pedagogici: ed E tutta nel terribile
s'impetrard che, giunto seno a seno, spasimo d'amore di Tancredi, nella rasserenante parola di pace (che d uninizio
l'anima mia ne La-tuabocca io spiri; vero: di qui l'esplicito richiamo al battesimo, il sacramento per eccellenza delri-
e venendo tu meco a un tempo meno, nascere, dell'inizio) di Clorinda. Il confligere d devastante di ogni cosa: non a ca-
in me fuor mandi gli ultimi sospiri. so il dolore e la disperazione dilaniano Tancredi (e in cid tutto il finale del canto
Cosf dice piangenio. Ella il ripi;l;
-
XII e pienamente funzionale). Pure, se le armi tacciono, se il cuore ritrova vie
soavemente, e 'n tai detti il consiglia: inusitate, se il fragore viene tenuto lontano, ci si pud ascoltare e ogni maleficio
* Amico,_ altri pensieri, altri lamenti, perde immediatamente vigore: cosi, nel finale del canto XIII, cosi, tra XVII e
per pi6 alta cagione il tempo chiede. X\rI[, nell'alba silente e di raccoglimento sul monte Oliveto di un altro eroe
Ch6 non pensi a tue colpei e non rammenti che ri-nasce, Rinaldo, appunto, la cui preghiera, il cui ascoltarsi come uomo
qual Dio prometta a i buoni ampia mercede? nuouo entro s6 sono gli elementi che producono 1o sciogliersi di ogni incantesi-
Sgffri in suo nome, e fian dolci i rormenri, mo, preparano la viaallavittoriosa conquista di Gerusalemme ma soprattutto al
e lieto aspira a la superna sede. finale <<ritrovarsi>>, totalmente nuovo e pur sempre ardente, con Armida. Solo
Mita 'l ciel com'B bello, e mira il sole quando la guerra d conclusa, solo alloru, anche Rinaldo e Armida possono ri-
ch'a s6 par che n'inviti e ne console. (II, y36, pp. 1'2-rl) prendere il loro intenso dialogato d'amore, solo allora la parola ha luogo, nel-
Terribile, tragico, senza esclusione di colpi il duello fia Tancredi e Clorindl l'attimo in cui Armida ha ormai deciso di darsi Ia morte, appafiata, ormai fuori
chiusi e bardati dalle armature, che si rpr. ion un agghia..iurt.,.r*bi. dai fragori del mondo:
ai il:
tute tra i due:
egli impetuoso, onde assai prima
- O sempre, e quando parti e quando torni
S.egue egualmente crudele, or chi ti guida?
che giunga, guisa avien che d,aimi suone, Gran meraviglia che'l morir distorni
-in
ch'ella si volge e grida: - O tu, che porte, e di vita cagion sia l'omicida.
che corri si? - Risponde: - E guerra e morte. Tu di salvarmi cerchi? a quali scorni,
a quali pene d riservata Armida?
- Guerra e morte awai; - disse - io non rifiuto Conosco l'arti del fellone ignote,
darlai, se la cerchi -, e ferma artende. (ilI, 5z-53, pp. 372-711, ma ben pud nulla chi morir non pote.
6jo Gian Mario Anselmi
Tasso Gerusalemme Liberata 65t
Certo d scorno al tuo onor, se non s,addita
incatenata al tuo trionfo inanti ,lizione cristiana, della devozione e dell'amore pi6 sconfinato. La metamorfosi
femina or presa a forua e pria tradita: i' totale: la fivisitazione che Dante nel Paradiso opera in chiave interiore della
quest'A 'l maggior de' titoii e de,vanti. rnetamorfica mitopoiesi ovidiana " come componente essenziale dell'uomo e
T.ppo fu ch'io ti chiesi e pace e vita, tlel mondo tocca con Tasso il suo culmine.
dolce or saria con morte uicir de, pianti;
ma non la chiedo a te, ch6 non d cbsa
Il viaggio non e piri dawero quello di Ulisse: il viaggio d dentro di s6, d nelle
ch'essendo dono tuo non mi sia odiosa. sponde del mare inquieto e sofferto del proprio cuore, dove solo perd, auspice
rmore, pud allogare la prop fiapatriavera, l'utopia di un altroue,di un Cielo che
Per me stessa, crudel, spero sottrarmi
alatuaferitade in alcun modo.
-- -* lrud coesistere con il qai ed ora del nosro uagico destino di uomini.
Laltberuzione e il "rirovamento" di Gerusalemme, della pattia", sono an-
E, s'a l'incatenata il tdsco e l,armi
che la liberazione e il "rimovamento" di s6 nell'abbraccio finale di Rinaldo e Ar-
pur mancheranno e i precipizi e ,l nodo,
veggio secure vie che tu vietarmi
mida, che d l'altro, profondo, vero finale del poema: gli opposti non sono can-
il morir non poresti, e ,l Ciel ne lodo. cellati, il cosmico confligere in cui l'uomo, fin nel suo cuore, d radicato non d af-
Cessa omai da' tuoivezzi. A1r! par ch'ei finga: I'atto superato, le tensioni estreme e radicali in cui si alloga laLiberata sono tutte
deh, come le speranze egre lusinga! _ sotto gli occhi del lettore ma ora, alla fine del poema, sappiamo che possono
coesistere con l'altro che ci agita,con la dualiti dei fini (del finale stesso del poe-
Cosi doleasi, e con le flebil onde.
rna), con la concordia che ci "parla" attraverso Amore e che B l'approdo cui in-
ch'amor e sdegno da, begli occhi stilla,
I'attetuoso pianto egli confonde stancabilmente Tasso ci fa aspirare.
in cui pudica la pieti sfavilla;
e con modi dolcissimi risponde:
- Armida, i"l cor turbato omai tranquilla: 4. Modelli e fonti.
non a gli scherni, al regno io ti riservo;
nemico no, ma tuo campione e servo. 4.r. Guardando al Cinquecento.
Mira ne gli occhi miei, s,al dir non vuoi Se la chiave di interprctazionedella Liberata qui proposta E, almeno in par-
tede prestar, de la mia fede il zelo. te, convincente, non diventafacle collocare il poema entro canoni tradizionali
Nel soglio, ove regnlr gli avoli tuoi, c collaudati: ad esempio, e su questo da molto tempo la critica B concorde, E
ripolti giuro; ed oh piaiesse al Cielo quanto mai problematico delineare il rapporto con il genere cavalleresco tradi-
ch'a la tua mente alcun de, raggi suoi zionale'. Tasso, Io abbiamo visto, ne prende nettamente le distanze; non solo:
del paganesmo dissolv.rr. il u?To,
ma mentre si propone di edificare un modello totalmente nuovo di poema eroi-
com'io farei che 'n Oriente alcuna
co, in realti, e anche su questo abbiamo pi6 volte insistito, sembra quasi dissol-
non t'agguagliasse di regal fortuna. _
verne alcuni statuti fondanti, aprendo piuttosto la strada all'aurora di altri e ine-
Sf parla e.prega, e i preghi bagnae scalda diti generi, quali, appunto, la "forma melodramma" o la moderna naffativa a
or dr lagrime rare, or di sosoiri: sfondo psicologico.
onde si come suol nevosa fita^' Lo stesso uso del "meraviglioso" E pressoch6 inusitato: in ossequio ai cano-
dov'arda il sole o tepid,aura soiri.
ni tridentini scompare ogni appfiato mitologico pagano, ogni forma di allego-
cosf I'ira che 'n lei pirea sf salia '
resi cifrata ed allusiva fondata sulle fabulae antiche e si lascia il posto al grande
solvesi e restan sol gli altri desiri.
immaginario cosmologico e antropologico legato a17a tadizione cristiana. Sic-
- Ecco l'ancilla tual d,essa a tuo senno ch6la presenza stessa delle digressioni e dell'awenturoso, almo elemento essen-
dispon, - gli disse - e le fia legge iI cenno.
- (XX, 13r-36, pp. 56o-6r).
ziale della poesia epica, non solo non scompone e non disperde il filo cenmale
A Rinaldo.che.si proclama suo campione della narazione (l'aristotelica varieti nell'uniti, appunto) ma piuttosto redu-
<< e servo >> Armida risponde con la fra-
seevangelica di Maria: <<Ecco l'ancillia tua>. a"ar.i, r.ramente inusitata mette
T:amp.o Tasso: l'eroe cristiano p.r i[;pione dell,illusme dinastia t6 Cfr. c. M. ANsELut, Le frontiere degli umanisti cit., pp. fi-r24.
d' E s t r.*"..J1*;;,
e, d a i n t o d' A m o io-t, .?; ;#;;; ;;;, f" ffiH
o re e amo re r
iArrrida, '7 Cfr. c. scrANATrco, L'drrne pietose cit., pp. 9-44.
la maga seduttrice, la sensual. giourr..qpela ai"g"i I Si vedano, fua gli altri, gli studi citati alle note rz della sezione r, 6 e 8 della sezione z, nonch6 w.
incantesimo e pagana si
abbraccia a Rinaldo nelle putol5ri.rr. a.t[, v.iirri
r.*no e simbolo, nella tra- MoRETTI, LadiaersitidelTassonellaFerraradell'Ariosto,in<<Esperienzeletterarie>>,XVII (t992),2,
pp.19-30.
6jz Gian Mario Anselmi
Tasso Gerusalemme Liberata 65)
plica, ra.ddoppia il senso di fondo del poema, owero
il suo disporsi ma gli estrr!. rlclle "biografie illustri" di ascendenza plutarchesca; o alla pittura di scene o fi-
mi, tra i conflitti, *a.le opposizioni ihe .gii*o ;omo
e cos'mo. proprio pot Hrrrc esemplari ed edificanti, specie femminili (Sofronia, Clorinda in punto di
questo si suggeriva di inserire nella .ut.gor'i,
del <<mera"igii.r"r, turri.rro..nl nrrrte), cui poteva prestare infinite suggestioni la gamma di una vitalissima tra-
inauditi squarci psicologici, certe *ri[i"i
interiori che caratt efizzano o.
rlizione agiografica cristiana di origine medievale
i principali personaggi:'amorosi".lu.9rrlti
Anch. ii;;;aviglioso>, in definitiva, in
Tasso, va "olffe"' o]ffe Ia superfi rori qiret
di mondi e di mostri per inteinarsi pi"ti"rio
;;;"roiu . incessante di genti c
4.2. Tru classici, poeti, umanisti e filosofi.
rlr,"rigini stesse dell,Io, delle
sue yisioni, delle sue angosce. ""U. Detto questo abbiamo, perd, ancora enunciato dei picchetti di superficie
E guyig^ShS, a livello di stilemi, di formule retoriche,
di espedienti iramativl cntro cui allogare la straordinaria noviti della Liberata. Qualcosa in pid pud
non sia difficile. scorgere in molte ."girird. strggerirci un'alta taflapoetica e letteraria: il Boiardo degli Amorum libri,un
9ttr.,,".1, lezioni di Boiardo e dl
Ariosto fino agli rpprodi jieJ
derl' Amadi ;;;;;.r* ;i f;A*o."Cori t'crto Poliziano, un certo aspetto di Ariosto, ad esempio, richiamano un fertile
d possibile intrawedere, specie d-ietro ottru. piri propriamente come
di carattere bel. rrrodello di commistione tratradizione lirica volgare e ripensamento della gran-
lico e.politico, le srggeiti,cni deile priqlrnirirri*trrioni ,lc lezione elegiaca latina e di Oruzio stesso, modelli particolarmente vivi, fra
cinquecentesche dl
poemi a sfondo storico, a cominciur. aa Tr.'il;;, I'rrltro, proprio nella cultura cortigiana ferrarese epadanain generale'. Lo spes-
;on amato drl turro ma pur
sempre da non sottovalutare per il .oruggi; ii s()re amoroso dei personaggi della Liberata, i loro conmastati percorsi senti-
.Liii s,roi tentutiui} ,o.p.r.
con schemi narrativi tadizionZli (si pensiii;"b
Piri
;&,to merico, ad esempio) ,, rncntali non prescindono certo da questi precedenti letterari. Cosi come una
rilevante certamente il p.so esercitato sul^Tasso
classico sia cinouecentesco: no, rolo
i;i
;..1,; iragico sir lrarticolare, personale commistioneTasso opera tra il modello virgiliano e quel-
l,r omerico: se per un verso, infatti, nel riprendere con vigore il poema " eroico",
di, si accen,uur.i... iu
*u,
o;i*;i;r,J, scorra di Ezio Raimon.
frrri#,
i"rr".rL1;;g", lh. e possibire scorgere nela
Liberata, non solo pe.ryh6 Tasso mosrde p.^Ii.J
cgli si accosta con originalith ad alcune fondamentali suggestiomdelT'lliade,per
r"-pr" un continuo interesse I'rrltro basta rammentare il tema dell'acquisto della "patria" , dello specchio tra-
per vari generi teatrali ma.anche per I'ideari;;;. gico dell'eros,delTapartituraprofonda stessa delpoema e delle sue struttureper
h messa in campo dei nuclei
.;;;;"a;-ii tornare a Virgilio, all'Eneide, di cui Tasso d forse il pi6 grande reinterprete nel-
essenziali del poema e dei suoi plrsolrCsi, i.
"scena", la cuidialettica oppositiva richiTilrrno ."i jirp"rsi sulla I'cpoca modernau.
ilcontinuazione la natura stes-
sa della ffagedia, specie .ori .o-.
si stava i*porr.rrao lungo ir cinguecento,. Piri complesso E il rapporto con Petrarca: la critica stilistica ha da molto
N6 d da sottovalutare il debito .h; i;r;;;"-r;;;;h;#;#'il"
neri.storiogrq{iqi, del rejto, una vorta r..1 . tr rir.J" dei ge.
tcmpo teso a mettere in luce la collocazione poetica di Tasso (delle stesse Rime),
tlclle sue scelte formali su un piano ben differenziato sia rispetto a Petrarca stes-
storico, era d'obbligo frequentare rr, ,irtem;
p;;#;i.o
a.r u rfordo
s<r sia rispetto al petrarchismo cinquecentesco. E se restiamo alTaformahricad,
F g..r.ri che, proprio lungo il
Cinquecenro, aveva-'oisto irr.r.r.r.rrtare.le prop.i" rlifficile mettere in discussione questo che E poi un dato di fatto: ma se guardia-
a'irr;i.h;; I p"i;;. artico- rrro alla sostanza problematica delpoema, allarudicaliti delle sue tensioni, all'a-
lazioni. Sicch6 il problem, e r"b di ;il#;l;l;..
"o" ra*itica) t. i."ti ;;;;;;hir*ilio,i,rii^ tempo e
(come
con grande p untualiti ha fatto slrirazione ad una utopica, eppure percepibile, concordia non B facile eludere i
mo di Tiro) su cui Tasso si documenta perimposrare il# Gugliel_
la srruttura itessa della vi.
grandi assilli in questo senso gii esibiti pienamente da Petrarca nel Canzoniere
cenda cardine del poema rna soprattutto nel S e ue tum, rl,testo per eccellenza dell'insanabile dissidio inte-
siedono avafin,rclei
-, utt.h. igileGfi"i..rl..rrti storiografici che pre. riore, della moderna scoperta della coscienza, in un'ottica di agostiniano pessi-
dela Libera:ti.Nglie
d"6u^.ra esempio_, che nela rigo-
rosa arte retorica d:!^./!:.p.r-sitio,incui rasso rnismo. E, col Seuetum del Petrarca, si pud dipanare un bandolo filosofico e
....11. . .t p.', .rli" i.rr.rrride
a mantenere saldo il diffitile equilibrio fr, ;riori, , l,roblematico che, come gih abbiamo visto, ci porta certamente sulle orme di
assimilato la lezione della midi;;;toriografi,
; {L;;;r;;;i,;
" Igh abbia
.i"q"..entesca con radici e nella o Sulla storiografia umanistica e rinascimentale e relativa bibliografia ci permettiamo di rinviare a
tradizione umanistica e nei g"rqtdi;;"m;lrr;i.ri;pensi ,,riretto,,
ar Livio da rrtrstri specifici, precedenti studi: c. M. ANsELMt,Ricercbe sulMachiauelli storico,PisargTg to.,Uma-
un Bruni e da Machiavelli o"a Guicci.;Jirri;-rl..riio.rrioni ttisti, storici e traduttori,Bologna r98r;to., Lefrontiere degli umanisti cit.; ero.,ll tempo ritrooato,Mo-
curiose e inesau-
ste di un Giovio o di un Sigonio). ,lcna 1992. N6, accanto alle conoscenze storiografiche, vanno dimenticate le erudite curiositi geogra-
Questo uul. ur.-# per le descrizioni di batta- liche del Tasso, su cui egli si documenta con assillo e puntualiti (sia per cid che attiene ai classici re-
glie e di conflitti, terreno caro ar,,,rirrii,
neazione dei personaggi "eroici", cimenr. p.r-..E
,Lr',"*ft;;;;;;;rt.E
o alra deli- lrcrtori geografici sia per quel che concerne la nuove scoperte).
rlirn tutta la ricca linfa t Cfr. c. M. ANSELMI, L. AVELLINT ed E. narir,toxot, // Rinascimento padano cit.
^di o Perunraffrontosivedal'utilestudiodiL.sonsrrro,L'<<Eneida>>tradotta.Riscritturepoetiche
2 ,ld testo di Virgilio nel xw secolo, Milano 1989. Quanto ad Omero d Tasso stesso ad affermare: << Con-
Argomenta bene su tutto cid M. MARTELL t, Le
poeticheitaliane d.al cinquecento ai
giorni, in Letteratara iltigna,III/r cit., pp.-irg_Oro. forme nosti lcsso nondimeno che la mia azione d alquanto piri ampia e pi6 composta di quella del'lliade>> (t. tes-
I Cfr. i saggi citati alla nota sr r, Prose cit. , p. 297) .Su questo snodo si vedano in particolare gli studi, pi6 volte citati, di Raimondi e
9 d.il"ilri'o.re ,.
rli Baldassarri.
Tasso Gerusalemme Liberata 655
6s+ Gian Mario Anselmi
anche
Ne segue ch1jun testo letterario'
Cusano , di Leon Battista Alberti, di V, a17a di Pontano, di Galeotto ,.ombinazioni che chiamiamo verbali. di Lucrezio' Pong
straordinario
C odro dello stesso Erasmo, inesa usto nel denunciare la lacer'azlone (lrrando non parla J.1 .or-o, .o*.-rr.1 ca'J
della guerra, lo stato di abbandono di ogni pensiero di pace. Di chi, in ultimt
q;]l;;i-es' ed E un insieme di
;ilr;;i;;" ioi;;;-
,i,,, .or*ologia .1,""i ,r-r,"u

istanza,e seppure da punti di vista molto diversi (e si pensi, ad esempio, a un I"i. t"'"#fft6:',Xt';,11il:"i; a proposito di
cino o a un Pico), ha posto conforza,nell'alveo della tadizioneumanistica, h Lezioni arnericane,e non casuarmente
eetto con la sua consueta luci-
questione centrale dell'ontologica scissione entro cui l'uomo d collocato, del di. l,ucrezio e di Ovidio. della tt tegge;"1';;;;;
prima-gra"it optt' di poesia in cui la
varicarsi vertiginoso (e per alcuni incolmabile) tra Uno e Molteplice (basti pcn. .liti: <<II De rerum naturadi Lucrezio a f, JtUT-t"-'
sare allo scettico disincanto di Guicciardini, ad esempio, in proposito). Di chl, ( ( no s cenz, d.l
) *o#;'fi;; ;*;ililI. ^it""u
del mondo' p er -
t'ltnntto' Lucrezio vuole
peralro, proprio accettando questa radicale coessenzialiti degli estremi in iul ,.czione di cib che E infinitame"t.;il;;;-;;ih
l'uomo vive, tende farsi portatore dl
rifiutare ogni tentazione prevaricante, d.[u -ur., iamq.;;;;t; subito che i-a"vera realt] di questa
a a st.rivere il po.rrru
una possibile, universale tolTeranza: tradizione che approda a un grande con. rrrareria B fatta di;;rp"iliiilir,itiii .r-[Jr.r* per ovidio tutto cid pud tra-
temporaneo del Tasso, e di lui estimatore, ovvero a Montaigne, ad esempio, sr.rmarsi i. rrrouiio"#;;.'t. p.r o"ialio L .or,^o, cenzadel mondo E dissolu-
Fornendo tali coordinate non E affatto nosra intenzione far scomparire dal. zi.ne detla ."*n."rilril;i;;i,e;;j'5;.i1;;-;J; L""'io di d fatto d'atomi

fattoiia""ffi, J;u"tiU"ti' di forme che defini-


l'oizzonte tassiano Aristotele: gii tanto B stato detto dell'importanza dell'ari- i,alterabili, quello d'Ovidio a
planta e^animale e persona;ma questl non sono
stotelismo in Tasso (fra l'altro anche per il suo apprendistato giovanile presso le scono |a diversit) d'ogni cosa e passio-
agitata4^ - sl ni9f94a
universiti di Bologna e Padova) che E difficile aggiungere altro. Qui ci premevt t.'e tenui involucri d'una ,or,roru.oL*,r]i;[
sottolineare come l'indubbia scelta di campo aristotelica per molte questionl .c - pud ,r^ror*^'iri[ q;9i ;i;;[di;;;;; t:j M' inintrambi
sono
i casi Ia
essenziali di poetica (a cominciare dalla ripresa stessa del poema eroico, del ve. lggerezzae qrrri.oo .t d.i .r", ,t"ll, sirittura, con i mezzilinguistici che
Joti'int it[iGtofJ che il poeta di-
rosimile, delle sue anicolazioni) non deve far velo alle indubbie, molteplici su11. trrrelli del poeta, indipenderr.*.,i,1-JuU'
gestioni (confermate, fra l'altro, dall'onnivora voracit) del Tasso "lettore" c
tr afrap rofonda, intertestu ale, b en oltre g]i
chiosatore di testi) che hanno presieduto ai nuclei cenrali della Liberata e delle
""'
Ti,3il?L;:::[?.r,dir*o ra.1'"ioTlolil;;Lil;; ii"l^Libe'rata:lata,la
sue coordinate concettuali. Altrettanto potrebbe dirsi per Platone, che d certo .rzzontrd.l pol*^ .'.uu11.r.r.o ;;p;;$. Eor",, e che, nel costruire
presente nelT'orizzonte tassiano: ma bisogna aggiungere che occorrerebbe forse ttci poeti .r," ,ur,"ro'.i,i;e;E;;s1iil;;;; e come segno del Cosmo
guardare a fondo piuttosto in una certa madizione che si lega direttamentc 0 t..n pertetto rlgore di p-arole i| t"iio,
l" ,iut'ittot'o possr-
prende_un ordine e un senso e una
Plotino (che Tasso ben conosce e studia), come al mallevadore - e lo si B visto - :hiiJ,;;il"i.. a"riirco.*o.tesst un,., f importan za delrasso
di un possibile percorso tra gli "incommensurabili", tra I'IJno e il Molteplice, dl e conos.ib i# ih. ; rr"h a;iffi;"r;ilu*p
quelltmpulso iscensionale e verticale che tanto peso ha nell'utopia taisiana',
I, iI

i,rtcnto tettore
i';*
d?ffi;J#;I d;id;;,?i5r"r.. di*tt' indirette di tanti
'
4.3. Tasso fra i <<poeti del cosmo>>. |,ii;$+ll#y,'.ffi :#,t:?i'#uui:ii:m:3:li:*;sx"'l'o"l#'tii
iua J.t Cosmo e dell'uomo nel.Cosmo' la vertigine tra "incommensurabi-
Se questo d losfondo, insieme poetico e filosofico, in cui E possibile in qual. L'indicibile, I ineffabil. d,r4iiil.Ii."to, e solo a
che modo radicare la sconvolgente novit) del Tasso va, alTora, perd, in conclu. li,, solo ,rU, priiri'u'H;il, *lil ietteraturr, po..roio essere enunciate
Ntl tolto di una-grande tra-
sione, detto che la Liberata pud essere definita come un vero e proprio "poemt
,irrtire da li E possibile immaginai;;;;";;;'';''d*' da tempo nella letteratu-
.liriorr. prdurru'ri"#;il';;,^"1" .h. ,u.r.
del Cosmo", nell'accezione che oggi si usa per pochissimi grandi testi, Lucre. riconosciuto
zio, Ovidio, Dante, Milton. (a Fe*ar, .;;;;'fl;i;;;;i tI..r,,to di ogni-sistema di co-
r.,r c nena retterarieti
La critica semiologica piir recente ha molto insistito sul cosmo come ele. i maestribolognesi in "er-
,oscenza (la "retorica" $9, ^pp.r"rrii",lilirtf?t*"ra
mento fondante di ogni testo letterario. Ed Ezio Raimondi ha ben potuto affer. rrrcneutica") ' i"u"r;?, il,iJ i;;;;;;ii
ffi;;'"ii;u'*onica' perfeffa padro-
mare: <<Un testo nasce necessariamente con una tdxis,ha una sintassi composi.
ee.w, L uqezio. L'atorno e h parola' colloquio lucrezia'
tiva, risolve dei problemi, risponde a qualche cosa, ma si porta dentro - per e8. * n.naruoNn ylagrammatica d.elcosrno, in
sere una tdxis - simbolicamente, in modo diretto o indiretto , un k6smos. Si sta. rut(ttohgna,,e
ii
g,;oiole8e),Bologna. ,4't;'f.{*y*r::V:;Uf;:l:;::Xp:,#;5il;;f;
L, t t oi u r a i t a I i an a' dtr-et
bilisce cosi una relazione che pud essere di tipo speculare ma anche di tipo op. ,^,,,,, rrl7 n
"
positivo. Nascono una serie di possibiliti, tuttavia al loro fondo resta sempre il "i ff {{!{:!lXtxv'xil:;ilii''
[i,lg.Hl,,'d:'i";?'.', to ri d i Re t o r i c a e b umana e t i t t e'

problema del significato di certe forme, della destinazione generale di certe


il i, :aii*:,mru et

di G' M' Anselmi'


r,tr,,ttloStudio diBologni nei secoli e. ne'r"oNot,llRinascimento padano
cit'' e G'
ll,rlrrgna r99z; nonchJc. nn. ANSELMT,
t. i*iii*i.d 'i'i;ttt;oil"itoJ"'ione
cariositas diTasso, certa sua inesausta vo-
7 Per un primo orientamento nel grande mare delle letture tassiane: B. BASILE, Podta melancholi Le Jrontiere degli umanisri ,ii.'
ezir^innivora
certo anche quelle di
cus cit., e to,, Microscopie tassiane, in << Studi tassiani>>, XXXIV (1985), pp. 7-5o.
M
^NSELMT,
l.,.ri postitla,oriu.'ii,i*ri&ia dei testr, Ji.I[a1iii';:ili;; f;;iti*t" "ai'i'
5s6 Gian Mario Anselmi
Tasso Gerusalemme Liberata 6st
nanzadella ttixis (.<tempio greco>> aveva detto
Foscolo a proposito della Liber* Altre formule stilistiche poi, ampiamente indagate da Fredi Chiappelli, ci ri-
ta) disvelae statuisce ul tem"po.r.rro;ii.r;;;;,"i.onnir,i,le
smos (secondo
dinamiche delld. conducono a questa ferma intenzione del Tasso di legare <<parole e cose>>': si
a ispftazio"l .ti. to u..o-prgneri fino a1a fine
:,1'ii:_i?r
suoi giorni, se solo pensiamo a c.rte dd 1'cnsi, per ci6 che attiene solo, ad esempio, allascelta dei tempi e modi verbali, a
tard", . i., p.'*i;il;; iler tentati.
vo di poema filosoiico cristiano ,t-,, !p!r9
{it'i"r}i'iiotol.
('ome l'accentuazione costante sul valore durativo dell'imperfetto, la strategia
sirpiente nel ricorso al presente storico, la prevalenza del congiuntivo e dei ge-
rundi unita al ricco (mai eccessivo, mai artificioso) uso delle subordinate contri-
j. Valutazione uitica. lruiscano a impostare una temporaliti che d storicamente definita eppure anche
trrle da guardare "olue" i confini di attimi che sono ben lontani dal chiudere
5.r. Le corrispondenze della scrittura. rrna volta per tutte il senso della Storia e delle "storie".
Cosile somme di aggettivi indicativi,l'ordine delle parole sempre fortemen-
La critica da tempo, e con punle ermeneutiche
di sicura eccellenza, ha mer. tc funzionale alle intenzioni stilizzanti, la magnificazione (anche attraverso re-
so in luce il oerfetto.uppur^to rritir,i.o,-;;;;'r.",
i,.tri.o .o. ..ri--russo, pel l,licazioni e amplificazioni) unita ad un dosaggio ben calibrato di preziosismi
l'appunto, fr:;;;L* i, :p..9:;;-d.Iioro,o-,,, s( da legare, nena L/.
trasform. ('reano uno smaordinario effetto di commistione ffa istanze di stile sublime-
berata, ttixis ek1s-mosin modo indissollbt[rt$;i
,olr."nte, a1,uso costen. r'roico e profondavocazione all'espressiviti, all'affettiviti proprie dell'universo
te e sistematico di certe figure retoriche i"airpJ"r;"bili;il;1ffi;;
poeml lirmale della tradizione lirica, aprendo, anche dal punto di vista strettamente
con simili ambizionil chlaqmg , grud^ijo;-il;ilil l,tniu"rso sinrattico corn. stilistico, per cid stesso, il testo a quella frontiera di melodramma che gii piri
plessivamente riconducibile di.'up.*u.
di irm. .o-n u*..sativa ci rimandano v.rlte abbiamo richiamato. Gli esempi pomebbero continuare a lungo: e tutti
costantemente a q.uella.poeti.u d.gli ;;;i;Ah bro i*evocabile coesister.
za che abbiamo oi,i volie richiamito'. Cori
('oncorrerebbero a confermarcla perfetta padronanza da parte del Tasso di
n.nul"rr. struttura meuica deuc
singole ottave, l'"r9 a"i iirii."?i;;i; ; ,ffi'Cd;r,
(luesto intreccio di ttixis e k6smos, secondo modaliti che per certi versi richia-
pereccelenza depu. nrano quelle che gii altri, e con grande peizia, ha potuto individuare, non ca-
tato da Tasso ad allogare le piri viriuosisti.h.
lievo, una funzione p"ot d.ra^i..rr.
i;;;ie]".gg
chiastiche, assume un ri. srralmente, in Lucrezio o. Cosi come laforuaevocativa di alcune soluzioni stilisti-
h;;;;..dl"lir,.u.ladizione cavallere. t'he non pud riportarci che, per certi aspetti, al magister per eccellenzadi Tasso,
sca: e, se uniamo questa soluzione "o" al contin.r",i.orr" rni;i;i;;Jir, un
ora rr Virgilio, ma anche, e non va mai scordato, a quell'<<universo che si squader-
una volta (e in queito caso sul versante metrico) d come ,. .itrouussimo
sosperl nir >>, a quell'audace pluraliti di estremi linguistici e cosmogonici che fondano la
tra inquiete "dissolvenze', incrociate (Jit;;;r-,_["g.rtioni (,ommedia di Dante'.
inesauribili il ricot.
.i.
so all' e nj a m b e m e n t molto pifi freque,t.
n.11, ti] airio* ;;;;;;:fi
, c4 € cr.
valleresca, semmai piri prossiili[;;atii;;;; tazionider casa) e fulmi.
nante esibizione, qRespo nell'inarc atura.hirrtrii.u
a"r distico finale di molte 5.2. L'occhio di Erminia.
ottave, di "oppos{ .h: possono fo*., .xr
a;;;
nir quasi a "coincidere"'^. In questo senso, ,d
tanto rudicarizzarsi da ve. Lo stesso gioco dei punti di vista messi in campo nella Liberata mostra come
;;;ilio, J-io[i.-iiii.o in.
contro-duello, al canto III, tra'clor-du. r;*d#ti
'l':rsso controlli senza sbavature moti " ascensionali" e moti " otizzontali" del te-
tutto preso d,dmore per sto: il dialogo costante con i personaggi (fatto spesso con intemogative dirette)
Iei. Si legga un'ortava .mbl.ruiio, () con i lettori-spettatori (con uso frequente di formule deittiche squisitamente
Fermossi, e lui di pauroso audace tcrrtrali) colloca l'autore al cenuo di un complesso varrare dei punti di vista che,
rend6 in quel punto il disperato amore.
rlrrgliestremi cosmologici di riferimento, non deve far mai scordare il fulcro in
- I patti sian, - dicea - poi che tu pace t'rri, come si diceva, si alloga la Liberata, fulcro deputato al confliggere degli
non vuoi, che tu mi tagga il core.
Te.9
,lprg.cg! cstremi, luogo per eccellenza quindi dell'uomo e del suo "raccontarsi", ora per-
non piri mio, s,a te dispiace
cn eglt plu vrva, volontario more: sonaggio ora lettore ora autore.
d tuo gran.rgmpo, e tempo d ben che trarlo E, nelle vicende stesse namate la mobiliti dei punti di vista d condizione es-
omat tu debbia, e non debb,io vietarlo. ncrrziale per costruire la complessa ttamaemotiva, ora tragicaotasentimentale,
(III,27, p. rtr)
un tipico abito ermen:it^:-pldl"o e bolognese.
Per il particolare rappoto con Ia realti ferraresei ' Cfr. r. cHIAeeELLI, Studi sul linguaggio del Tasso epico,Fitenze 1957, e to.,Il conoscitore del
cARErrr, Ariosto e Tasso cit., e n. nRuscacrr, &,
t',ttn. (Jna <uis abdita> nel lingaaggio tassesco, Roma r98r.
irrei"ii'iiiir"c'i'iitiertenre rit.
t Cfr. r. RArMoNDr, poesia { Cfr. t. DIoNIGI, Luctezio. Le parole e le cose,Bologna 1988; e Io., Commento a LUCREZIo,De re-
corne retorica cit.
2 Per ntru natura, traduzione di L. Canali, introduzione di G. B. Conte, Milano r99o.
la metr""':tlTl;:_ltre ai citati *lgi^a n"i.ondi, si vedano gli studi gii richiamati alla no.
ta rr della sezione z, in pa*icorare u. ruatii strd, iiitr'tiiii*'riri '
L'espressione rinvia ad a. rarrrsrtNt, L'uniaerso che si squadertla: cosmo e sirnbologia del libro,
Irr Letture classensi>>, n. 15 (1986), pp. 6r-78.
"". "
6s8 Gian Mario Anselmi Tasso Gerusalemme Liberata 659

per eccellefiza, nel suo romanzo, uno dei principali artefici dello straniamento
dei punti di vista nel narrare. Un Apuleio che d certo poco consono con altre
fondamentali dinamiche del testo tassiano ma che forse influenzd pi6 di quanto
non si possa pensare non solo latadizionale poesia cavalleresca (Apuleio d fon-
te da tenere in conto primario per Boiardo'e Ariosto, ad esempio) ma anche la
complessa, mobilissima tecnica del narrare che, a partire dallastagione del ma-
nierismo, e specie col Tasso, si fa sffada nella letteratura moderna'.

5J. L^ <<Liberata>> ci interroga.

Da qualunque angolazionela si illumini, e di li dalle fonti e dai percorsi filo-


sofici e letterari che E possibile viaviaindicarne a monte, resta questa innegabile
originalit) della Liberata come poema eroico, certo, ma probabilmente ancor
pi6, per quello che si E venuto argomentando, come vero e proprio "poema del
Cosmo". Poema in cui, attraverso la potenza mitopoietica della letteratura, e
Chi Adunque costui, che cosf bene m€tis e l6gos coesistono e, accanto ad essi e con essi, un intero k6smos rinasce
s'adatta in giostra, e fero in vista d tanto? - nella pagina e quest^ suavolta ci conduce verso nuovi generi letterari, nuove
A guella, in vece di risposta, viene lrontiere del sapere che ^ d proprio della poesia.
su le labbra un sospir, su gli occhi il pianto.
Quando Tasso vomi, a tutti i costi, chiudere queste frontiere, chiudere le fi-
Pur gli spirti e le lagrime r"itiene,
ma non cosi che lor non mostri alquanto: nesme spalancate sui vertiginosi e angosciosi estremi dell'uomo e del Cosmo,
ch6 gli occhi pregni un bel purpurio giro quando vorri, in definitiva, ordinare tutto in quiete regole non potra che lascia-
tinse, e roco spuntd mezzo il sospiro. rela Liberata per cercare piri opaco ma forse per lui piri tranquillo riparo nella
Poi gli dice infingevole, e nasconde Conquistata.Eppure i lettori di tutti i tempi hanno sempre fatto il percorso in-
sotto il manto de l'odio altro desio: verso: hanno lasciato le opache, monotone, troppo rassicuranti spiagge della
- OimB! bene il conosco, ed ho ben donde Coruquistata e sisono fatti affascinare, tascinare, lacerare dalla Liberata, il poe-
fra mille riconoscerlo dessia io. rna che, nell'inquietare senzasoste le loro coscienze,li interroga, impietoso e ir-
ch6 spesso il vidi i campi'E le profonde
fosse del sangue empir del poiol mio.
resistibile, sulla loro stessa identiti.
Ahi quanto d crudo nel ferire! a piaga
ch'ei faccia, erba non giova od arte maga.
Egli i il prence Tancredi: oh prigioniero 6. I'{ota bibliografica.
mio fosse un giorno! e no 'l vorrei gii morto;
vivo il vorrei, perch'in me desse al fero Per la Liberataoccorre seguire l'edizione critica fornita daLanftanco Caret-
desio dolce vehdetta alcun conforto. * ti per la collana dei Classici Mondadori, che costituisce il I volume di r. TASSo,
Cosf parlava, e de' suoi detti il vero 'l'utte le opere,Milano r9j7. Lo stesso testo critico, con inroduzione e biblio-
da chi l'udiva in altro senso B torto.
grafia,E disponibile in un'edizione riccamente comm entata, sempre a cura di L.
. i"or
"'"r.i.o"T.
*. *ii;r;;; ()aretti, deila Liberata,Torino ry7r ft99o5).
misto un sospir che 'ndarno ella gii preme. (III, r8-zo, pp. 8o-gr),
Per altri commenti della Liberata richiamiamo solo alcuni dei piti recenti e
In questa sffaordinaia capaciti che Tasso-mostra di giocare sui punti di vista (e stimolanti: quello a cura di F. Flora, in ID., Poesie, Milano-Napoli l.952, pp. r-
su essi costruendo gran parte di quegli effetti di "str-aniamento'i con cui conti.
rrro; quello a cura di B. T. Sozzi,Bergamo rg1T eTorino ry74!nto., Opere, I); e
nuamente costringe il lettore aC uscire dplle sue logore e consuete forme di per.
cezione quotidiana) E possibile-, forse, leggere iriconmoluce, accanto ai vari, 7 Si veda ora l'importante contributo di E. FUMAGALuI, Matteo Maria Boiardo uolgarizzatore
grandi testi che abbiamo gD richiam ato,lalezione di quell'Apuleio che, splen. ,ltll',rAsino d'ororr. Contributo allo studio deila fortuna di Apuleio nell'(Jmanesimo,Padova 1988.
didamente commen tato, dal m a gist er boiognese Beroaldo e aictorfondamenta. ' Su Tasso e manierismo sono da ricordare fta gli altri i gii citati studi di E. Raimondi e, pi6 re-
le nella formazione della cultuia letterariT rinascimentale, specie padana', fu . crrti, quelli di G. Scianatico e di M. cucLTELMINETTI, Torquato Tasso. Per una ruuoua poesia, into.,
N/lrnierismo e barocco,vol. III dellaStoria della ciaibi letteraria italiana, direttada G. B6rberi Squarot-
6 Cfr. i saggi citati a17a nota ro della sezione 4. ri, 'l'orino r99o, pp. 3o3-jS.Inoltre cfr. r', urrvr,ll manierismo del Tasso e altri studi,Fkenze ry67.
66o Gian Mario Anselmi
Tasso Gerusalemme Liberata 66t
I

quelli di F. Chiappelli (Firenze 1957,Torino 1968 e Milano r98z), di B. T. Sozzi e funzione d.el ornerauiglioso' nella.<Liberata>>, Roma. :?!7',:-'r"-::^!l^t::'^:,!-i
A. M. Carini (Milano 1961, di M. Guglielminetti (Milano ry82), di B. Maier ed
"irit.SperirnentaZioni narra_tiua del Doema rinascimentalee trad4tone omertca,

E. Raimondi (Milano 1988), di G. Cerboni Baiardi (Modena r99r). Roma r98z;*.rorr.oCt,,ilir*poiris;tianodella"Liberata>'(1982),intn',Sta- e


Per l'intricata storia delle vicende testuali della Liberata e in genere delle ;;;;;;;i;'*lia ,tirnse,Pisargq?,pprr87-zz2; s. ztrrt, L'uniforme cristiano
"i;iii n'
principali opere di Tasso E ora prezioso punto di riferimento il contributo di c. iiirtiir,r*, po[in; y.itto' i'Grrutolrrnnxe Liberata>, Milano ry83;
Gerusalernme Liberata'Firen-
BoLocNA , Tradizione testaale e fortuna dei classici italiani, in Letteratura italia- MARTTNEL rt,La;;;;;rgi;irilo rrrittu.ro poetica:
e il romanzo delle passioni'
na, dketta da A. Asor Rosa, YI. Teatro, musica, tradizione dei classici, Torino ze rqge; c. cU*r"or",- L?iiii aii;ldrotogia regnante
t986,alle pp. 698-n5,a cui si rinvia per tutta la principale bibliografiainpropo- Saggio sulla-Gerusalemme Liberata, Pisa 1989'
- "srggio fo"du-.niui. p.r la comprensione di Tasso anche in rapporto con
sito. Pif recente ancora: L. poMA, Due casi di patologia editoriale della <Libera-
Ariosto d sicuramente conten,rto .rJi. ormai famose pag.ine di
r' cannr,r1 Ario-
ta>>: Bj e 84, in <<Studi tassiani>>, XXXVI (1988), pp. 45-7r.
al centro di una
Utili inquadramenti d'insieme forniscono: E. BoNoRA, Torquato Tasso sto eTasso(rgOr),';rro*.Jirio.r. T;ti"g t97z.Esse sicollocano
i#f. .ireiti. ii;,';,d;;;;;;Ai'*i i"u"o elaLiberata: rvr.FUBINr, Studi
$966), in Storia della Letteratura ltaliana, diretta da N. Sapegno, IV . il Cinque- ',, r. sozzr'\m2ndo.spirituale e
cento, Milano 1988, pp. 747-848; w. MoRETTI, Torquato Tasso, rn La letteratura sulla letteratura d.el Rinascimento,Firenze rgTr;8.
Studi sut rasso,Prsa
italiana. Storia e testi, diretta da C. Muscetta, Y/z.ll Ciruquecento. Dal Rinasci- G;;;; it iigl'*o d.et rasio (y>) ,in to , eSulla
;;;;;; irt io,,,o e3q36;,r.
mento alla Controrifurma,BairyT3, pp. 5n-686, in particolare pp. 6o7-55; c. rs54,pp. z6e-8r qo^t9o, iir1;li iliii;'; G2t) religiositi del
tit pp' ror-26 e
Tasso (r9j5), i" ti.",'Si[gf i*oscirnento italiano, Firenze r97o,
M. ANSELMT, L. AVELLINI ed E. RAIMoNo\ Il Rinascimento padano, inLetteratu-
ra italiana. Storia e geografia, diretta da A. Asor Rosa, II/r L'et,i moderna, Tori- r27-4o; nrrooii rrlT Tontosrni di Tancredi, Caltanissetta-Roma 1972, e rD''
F- Ragni, Firenze r99o,
no 1988, pp. 52r-9t; M. GUGLIELMrNETII,Torquato Tasso. Per una nuoua poesia, so'g;i-rrt".xiiotriiirli ltotiono, a.clrra di A. Bufano sd >> (rq68),
in Io., Manierismo e barocco, vol. I[ della Storia della ciuiltd letteraria italiana, ;;;"";;;; ,biiiqrtrya alla sgcy.da o r974,pp.r4z-83;
pp. 65-rzo; A. Dr GerisaleTiurne
c' vA-
diretta da G. B6rberi Squarotti, Torino r99o,pp.303-55. Ma non vanno dimen- il;;; itlti, ting)iggio.
Sagg'i di oriliti letteraria,Roma
G' GErro'
ticate le preziose osservazioni avanzate da u. FoscoI.o,Torquato Tasso: La Ge- ;;;;,' iorquato" iiio. Ep"is-Parola-Scena, Messina-Fff.enze ry76;.
Struttura, porrii;ii, *Zi*rotr*i, liberata> e Dal <Gieiusalemme'
alla
rusalemme liberata, in ro., Storia della letteratura italiana per saggi, a cutadi M.
1979, pp'
Napoli e fi9-77
A. Manacorda, Torino 1979, pp. z8r-3or, in particolare pp. z8r-9r, cosi come le * ioiqurrtita ,, i" ii., Uolinconia di Torquato Tasso,
pungenti considerazionidi r. nr sANCTrs, Storia della letteratura italiana,acuta 37945L
di N. Gallo, in lo., Opere, a cura di C. Muscetta, IX, Torino 1958, pp.64j-gz, punto su questa recente, ricca. stagione di.studi tassiani t. ntstrn,(Jn
drriin'lo'il ,trdi tirrloni G97o-r9so),in ttieJ-te-re italiane>' Xxx[I
(r98r)' 3'
quasi contromisura critica alle letture eccessivamente ridondanti e patetico-
sentimentali che un certo romanticismo aveva fornito di Tasso, della sua opera, *- +"o-1, e nella sua edizione di r' rASSo, Il Conte',Ro^u
,^,
,igortm dJlo stile . 9:l linguaggio d;11ry1:
-'221'
della sua biografia. Importanti poi le osservazioni di n. cnoca, Storia dell'eti ba- Un,analisi ,pp-f.;iil;
roccainltalia(rgr9),P,at'rry67',pp.2o9-5o,erD., PoesiaanticaemodernaGg4i, uirto rifop.rr.* efftcaciar'. cHlnppEllr, Studi sul linguaggio d'el lasso eprco'
nel linguaggio tasse'
Barirg5ot ,pp. 232-45. I commenti e le edizioni che abbiamo citato in apertura e Firenze 1957," r"., ii iiiittrtore del caos. [.Jna <uis abdita'
i saggi che qui via via richiamiamo e richiameremo rappresentano anche un
buon punto di riferimento per ricostruire la ricca e complessa storia della fortu- "''$;ffi3#;r. a partemeritano poi le importanti riflessioni dedicate da
Ezio Raim."ai rii^il;;;il. ri^,..Uocarlo ion pi6 pertinenza nelf inquieta
na e della critica tassiane nel cruciale periodo otto-novecentesco.
stagione
lttttrra del tessuT,ll"l?,1;
rrrurri.rlrti* riu, for.rir.-J.il, Liberatat"'u
Per una rigorosa riflessione sui nessi traLiberata etemperie storico-cultura-
;[Zh.l, p.rr.,.ql.*".r.t. E o_g_gi essenziale qer ogni tipo di approccio a quel
le del tempo B sempre decisivo c. DroNISorrI, Geografia e storia della letteratu- eTra
ra italiana, Torino t967 , passim. Studi recenti tendono poi a scavare nel terreno rcsto: si vedano-i.-*oiro*rr,riZ'ipisod.ro dir ndirrrtolrrnriue> Gg6z)
della tradizione poetica epico-cavalleresca tra Ariosto e Tasso. Si vedano in par- ,grammatica, *'oii, Gi;Sj,in to.,
Riiascimento inquieto,Paler.m9965,pp'l7r-
ticolare: Quasi un piccolo mondo. Tentatiui di codificazione del geruere epico nel ,4erg5-227,erD.,Poesia come reto,rica,Firenze rgao {i., particolare il capitolo
il drarurna ,d ;;;;ii.-iiio,togn"/iii'porrra, ali" pp.7r-ror) Y:"prospettlve
a cas3..1];
Ciruquecento, a cura di G. Baldassarri, Padova ry82; M. BEER, Romanzi di caual- simtlt
proprio a misurarsi con
leria.ll Furioso e il romanzo italiano del primo Cinquecenlo, Roma ry87; L. BoR- ,:,,." r..""iiletture e studitendono
sETTo, L'<Eneida>> tradotta. Riscritture poetiche del testo diVirgilio nel xw se- tli ricerca, .f,. J"it.tto ,,"rriit, i".iro saggio.abbiamo cercato di far ulte-
p. "oi
riormente fruttare: LARrvAr tt ,-ioLrio e td9"9i9qlq Leltya
della
colo, Milano 1989; A. N. MANCTNT, I Capitoli letterari di Francesco Bolognetti, "Gerusalem-
ragione' Forme del-
Tempi e modi della letteratura epica fra I'Ariosto e il Tasso, Napoli 1989. tttt,Liberarrr, Nupoliry87;", ,.io*orlco, Il dubblo della
e ID., L'arnae pie-
Per una ulteriore puntualizzazione enuo cui collocare fonti, coordinate, ti- l,irrazionalitd,efii lettira,tura d.el Cinquece:nto,Yenezia1989,
r99o'
pologie della Liberata, cfr. c. BALDASSAIuI, rrlnferno>> e <Cielo>. Tipologia a t,i,,,i.-Stud.io sulla < Gerusalemme Liberata>, Venezi^
662 Tasso GerusalemmeLiberata
Personaggi e immagini
Per un approfondimento nel vasto pelago delle fonti e dell'erudizione tnt.
della,. Storia d'Italia>>
siane restano un referente importante: B. BASILE, Porita melancholicus. Tradizitt,
ne classica e follia nell'ultimo Tasso, Pisa 1984, e ID., Microscopie tassiane, in di Francesco Guicciardini
<Studi tassiani>>, XXXIV (1986), pp.7-5o.
Per un primo approccio alla Conquistata e a quanto di essa va tenuto prc.
sente in una cometta lettura della stessa Liberata: A. oLDConN, Tle Textual
Problems of Tasso's "Gerusalemme Conquistata",RaverrnaryT6 e, pi6 recente,
M. T. cIRAxot, Dalla <, Gerusalemme Liberata > alla o Gerusalemme Conquista.
ta>>,in <Studi tassiani>>, XXXru (r98r), pp.r-58.
Infine, dovendo recare un affondo interdisciplinare nel mondo tassiano, sl
pud utilmente partire da Torquato Tasso tra letteratura, musica, teatro e arti fi,
guratiue, a cura di A. Buzzoni, Bologna 1985.
GIAN MARIO ANSELMI