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DOMENICA 14 OTTOBRE 2012

la Repubblica la Repubblica

CULT
Una volta ci si perdeva nelle fantasie Oggi la tecnologia ha creato un nuovo fenomeno che ci fa inseguire tutto senza farci concentrare mai
STEFANO BARTEZZAGHI
l primo telecomando stato un fischietto. Lo ha inventato Albert Camus, nellultimo atto del suo Caligola. Limperatore ha convocato alcuni poeti e ha concesso loro un minuto di tempo per comporre un carme sulla morte: Ora verrete avanti. Io far un fischio. Il primo comincer a leggere. A un mio fischio, lui si fermer e convincer un altro. Cos di seguito. Zap, zap. Dei primi sette poeti nessuno va oltre al primo verso; in un caso il fischio arriva quando il poeta non ha ancora aperto bocca e ha appena fatto in tempo a mettersi in posa declamatoria. Caligola attratto dalle alternative, o piuttosto nessuna offerta pare in grado di distrarlo da una sorta di apatia? Il suo in realt (cio, nel dramma) un gioco crudele. A essere prede di noie e nausee esistenzialiste siamo invece noi che, mentre il dramma in scena, in platea stiamo magari consultando Twitter. Lo scettro del (tele) comando ora lo ha in mano chiunque, e lo ha in mano sempre e ovunque. Non un accessorio solo televisivo: il mouse che clicca; il dito che scorre sul touch screen; il segnale acustico di unagenda elettronica che ci ricorda un impegno, o unintenzione; il tasto F5 che aggiorna la pagina web, la selezione random delliPod che monta come le viene sequenze dei brani che avevamo immesso chiss quando. Al ristorante, sotto uno schermo tv in funzione muta mentre laudio diffuso in sala proviene da una radio commerciale, chiacchieriamo con i commensali dando per unocchiata discreta al flusso di sms, e-mail, whatsapp in arrivo e per ogni evenienza teniamo lauricolare wireless del telefono calcato nellapposito padiglione (quando si sente la simulazione dello squillo di un vecchio telefono, dieci mani diverse si dirigono verso altrettanti smartphone in tasca o borsa: pi o meno tutti hanno scelto la stessa soneria). Caligola di noi stessi, quando mai ci daremo, finalmente, retta? Il mondo ha un fondo grigio, come sempre. Solo che non il grigio del vuoto o del vetusto: il grigio in cui si spalma in modo uniforme il pieno, il nuovo. Persino il rilevante e lurgente non sono pi categorie di primissimo piano. urgente? Ci penso poi. Qualcosa arriva sempre a distrarci dalle cose pi gravi, da quello che vogliamo fare, persino da quello che amiamo fare. Chiunque abbia visto un bambino alle prese con un iPad o abbia parlato a gruppi di adolescenti sa che la velocit con cui lattenzione sostituisce i suoi oggetti vertiginosa. Ma ci si illuderebbe pensando che il fatto riguardi solo adolescenti, magari attardati, venuti su con playstation e Game Boy. Che si possa fare una cosa alla volta, e una sola, pare un arduo obiettivo per chicchessia. O multitasking o imbambolati: non sembra facile n sfuggire alla deprimente alternativa n decidere se ci che ci impedisce di concentrarci sia uno stimolante o un narcotico. Gli esiti delle primissime ricerche qualitative di mercato meravigliarono Vance Packard, che poi ne parl nei Persuasori occulti (il libro che Edoardo San-

LET DELLA DISTRAZIONE

guineti considerava il vero trattato di estetica del Novecento). Registrando il battito delle palpebre delle casalinghe allingresso di supermarket e grandi magazzini invece che lattesa accelerazione tipica degli stati iper-eccitati si riscontrava un rallentamento. I paradisi delle dame di cui aveva parlato mile Zola sono dunque ipnotici: di l, packaging a colori sgargianti per attrarre la mano delle quasi-sonnambule che si aggirano fra gli scaffali. Dopo cinquantanni e pi, luomo accasciato sul divano con il telecomando in pugno ha il pollice tanto ipercinetico quanto la mente catalettica. Il fenomeno preoccupa gli psicologi che fanno quelle loro indagini che piacciono ai giornali americani: cercano so-

stanze e prove scientifiche del funzionamento materiale, a base organica, della nostra attitudine a compulsare Internet e social network (fortemente sospettata la dopamina). Il New York Times ha pubblicato statistiche sulla Screen Generation (generazione sembra essere un termine chiave per parlare sia della tecnologia sia di chi la adopera), sul calo generale di attenzione che mette a rischio la lettura lineare e fatalmente lenta di libri e giornali. Le preoccupazioni che Platone manifestava sulla possibilit che la scrittura ci facesse perdere la memoria si ripetono ora a proposito di computer e Internet (Nicholas Carr, Is Google making us stupid?). Il fatto che, quale che sia il grado di urgenza e rilevanza di

ci che stiamo facendo, non che i diversivi ci capitino, come fossero colpi di citofono di ospiti indesiderati. A cercarli, molte volte siamo noi stessi, partendo da qualche zona della nostra volont su cui non abbiamo un grande controllo. la zona delle dipendenze. Ad accorgersi che a orientare lattenzione non lio, ma non neppure qualcun altro o qualcosaltro, e a sgomentarsene, sono innanzitutto coloro la cui attivit pi dipende dalla capacit di concentrarsi. Cos sono sorte applicazioni che hanno nomi (un po da pannolone mentale) come Freedom e Self Control le quali inibiscono laccesso a Internet e alle e.mail. Hanno dichiarato di utilizzarle scrittori come Nick Hornby, Dave Eggers, Naomi Klein, Zadie Smith. Nati fra la

Sottotesto

Da Batman a Grillo Se leroe diventa grottesco


ANTONIO GNOLI

gni eroe, o supereroe, che si rispetti finisce con lagire fuori dalla legge. Fuori da quella normalit di cui pure ha cura se vuole che lumanit sia redenta o salvata. Prendete Batman, non quello di Anagni, ma il protagonista dellultimo film di Christopher Nolan. Pu spiazzarci la sua criminalizzazione da parte di Gotham City che lo tratta alla stregua di un pericoloso bandito. In realt, come se Batman abbia esaurito la sua carica salvifica. Perch, dopotutto, Bene e Male non sono poi cos diversi. La loro carica ontologica (pi che etica) tende insomma a neutralizzare le

rispettive forze. A rendere inutile quel mandato che la societ, in circostanze particolari, offre allindividuo speciale. Come dimostrano i numerosi populismi in circolazione, lIo eroico sempre un s ideale che si cerca e si trova nella personificazione con un capo. Grillo che decide e attua la traversata di un braccio di mare, cos carico di mitologie, si cimenta in unimpresa solitaria, ma di massa. Apparentemente come Lindbergh che fa la sua trasvolata nel 900. In realt, scadendo nella parodia eroicomica dei suoi predecessori (Mussolini e Mao).

Non so se leroe oggi debba essere un criminale (come ritiene Simone Regazzoni in un libretto apparso per Ponte alle Grazie), ma certamente ha i tratti meno brutali e tipici del grottesco. Leroe della post-classicit ammesso che esista ancora non ha missioni da compiere che non siano quelle strettamente riconducibili alluniverso mediatico. da qui che la sua storia riparte: un po Schettino, un po Corona, un po Grillo. La tragedia, per cui si pu sempre fallire, si scioglie in farsa: Signore, dacci oggi il nostro godimento quotidiano.
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Lanalisi

Le conseguenze della passione per lirresistibile smartphone


Molti lo compulsano durante le cene con gli amici, disinteressandosi del resto Ma il vero pericolo viene da chi guida e lo utilizza per parlare o scrivere
MAUREEN DOWD
n un numero del New Yorker di qualche tempo fa, Tony Gilroy, sceneggiatore di Michael Clayton e Duplicity ha raccontato lincubo di quando si trov in un taxi newyorchese il cui conducente, che chiacchierava al cellulare, pass col rosso e and a sbattere violentemente contro unaltra macchina. Hanno estratto laltro automobilista dalla sua vettura, e ricordo di aver pensato: Sono proprio fortunato. Subito dopo ho visto che si avvicinavano al mio taxi tenendo in mano i Jaws of Life (macchinari pneumatici utilizzati per estrarre le vittime da un mezzo gravemente incidentato, NdT). Si era fratturato le costole e il bacino. Gli studi dimostrano che i conducenti che parlano al cellulare hanno il quadruplo delle possibilit di provocare un incidente e di guidare in modo irregolare rispetto alle persone che hanno un tasso alcolico nel sangue dello 0,08 per cento. In particolare, uno studio di cui parla lente per la sicurezza sulle autostrade ha riscontrato che per i conducenti pi facile guidare ubriachi che guidare utilizzando un telefono cellulare, anche se con il vivavoce. Lente ha nascosto la testa sotto la sabbia, tenendo per s i risultati delle indagini e delle ricerche e ignorando il fatto che ben presto quasi tutti gli americani avrebbero posseduto un cellulare, e che gi allora i telefoni stavano iniziando a diventare sempre pi intelligenti e pi esigenti, mettendo alla portata dei polpastrelli di tutti un impero multimediale mentre si guida un pezzo dartiglieria potenzialmente letale. Gli americani sono a tal punto assuefatti alla navigazione tecnologica da essere diventati arroganti sul numero delle apparecchiature che riescono a maneggiare simultaneamente. Conosco un giornalista che qualche tempo fa ha spedito un articolo scritto al laptop mentre guidava lungo la Pacific Coast Highway. Come ha brillantemente spiegato a Matt Richtel del Times (per la sua serie da brivido Driven to distraction) John Ratey, professore di psichiatria a Harvard specializzato nella scienza dellattenzione, in chi utilizza apparecchiature digitali si verifica un rilascio di dopamina. Ci spiega limpulso pavloviano di coloro che quando escono con gli amici o per un appuntamento galante ignorano chi sta loro accanto per controllare i loro BlackBerry o i loro cellulari, anche se 99 messaggi su 100 non sono assolutamente interessanti. Come cani da tartufo, vanno alla ricerca di quellunico messaggio in grado di elettrizzarli. Una mattina gli americani si

sono svegliati e hanno scoperto di essere diventati avvezzi a non-perdere-mai-neppureun-istante e di sentirsi obbligati a rispondere immediatamente a tutti i messaggi che ricevono. Il settore hi-tech il nostro spacciatore, quello che ci passa la dose, quello che alimenta la nostra intensa pressione sociale ed economica a restare ininterrottamente in contatto con datori di lavoro, colleghi, amici e famigliari. Ci spiega anche per quale motivo Christopher Hill un ventunenne dellOklahoma che nel settembre del 2008 ha ucciso una donna dopo essere passato col rosso mentre era al telefono, andandosi a incastrare nel suv che gli stava davanti abbia continuato a parlare al cellulare e a guidare con un auricolare che sua madre gli ha regalato due mesi dopo quellincidente. Il giovane ha raccontato a Richtel di essersi sentito assorbito dalla telefonata a tal

Leccitazione

ILLUSTRAZIONE DI EMILIANO PONZI

Quando usiamo apparecchi digitali c un rilascio di dopamina che ci elettrizza Questo spiega limpulso pavloviano a rimanere sempre connessi

punto da aver quasi rischiato di passare col rosso. Adesso dice di usare solo di rado il cellulare. Hollywood ci ha offerto una vicenda ammonitrice su questo argomento con Sette anime, film che inizia con Will Smith che rovina per sempre la sua splendida vita nel momento in cui usa il BlackBerry alla guida della sua splendida auto con accanto la sua splendida fidanzata. Tampona violentemente unaltra automobile uccidendo sul colpo sei sconosciuti e la sua ragazza. Il film si chiude con la scena di una medusa tossica in una vasca da bagno piena di ghiaccio. Meglio che non facciate domande. Letteralmente dimentichi e abbandonati ai nostri dispositivi tecnologici, andiamo piroettando fuori controllo. Ogni stato dovrebbe vietare agli automobilisti di parlare al cellulare tranne che in casi di vera emergenza e di utilizzare qualsiasi apparecchiatura digitale che possa farli sbandare e sterzare bruscamente. O quanto meno dovrebbe imporre una multa di almeno diecimila dollari a chi provoca incidenti perch parla a telefono o twitta. Le case automobilistiche stanno affannosamente creando nuove versioni di crack per soddisfare i nostri vizi autodistruttivi. C chi sta mettendo a punto un sistema che consentirebbe agli automobilisti di utilizzare il telefono cellulare, il lettore musicale, e navigare in internet con comandi vocali e risposte acustiche. Perch come ben sanno i nostri spacciatori, noi non ci sconnettiamo mai. Traduzione di Anna Bissanti The New York Times Distributed by The New York Times Syndicate
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fine dei Cinquanta e la met dei Settanta appartengono tutti alla fascia det che ha vissuto la svolta mediale come una progressiva (e sempre pi frenetica) immersione; ma che ha anche ottimi ricordi dellepoca in cui lIntrattenimento non era continuo, bens ben delimitato nel tempo e nello spazio. Le migliori osservazioni al proposito sono venute dal pi acuto e dotato dei loro coetanei, David Foster Wallace, il quale ha dedicato due dei suoi tre romanzi e molti dei suoi altri scritti alla complicata dinamica che intercorre fra attrazione e distrazione di massa. La monotonia astrusa uno scudo molto pi efficace della segretezza. Nel suo romanzo postumo, Il re pallido, Wallace immaginava che un complotto si annidasse nei pi

minuziosi regolamenti fiscali americani, testi in cui nessuna intelligenza umana pu addentrarsi senza procombere presto, abbattuta da un tedio schiacciante. Perch, si chiedeva Wallace, la noia un impedimento cos efficace allattenzione? Una persona che eventualmente sia immune dalla noia sarebbe automaticamente candidata a imperare sul mondo: altro che Caligola. La distrazione lattrazione per il rovescio del mondo. Lo ha detto Octavio Paz, ed diventato il motto di Julio Villanueva Chang (lo ha appena dichiarato a Stefania Parmeggiani, Repubblica-Cult, 7.10.2012). Chang fondatore, direttore e guru del mensile peruviano di reportage vivaci e sorprendenti Etiqueta negra. nota come la rivista per i di-

stratti. Chang ha anche precisato: Essere distratti non significa necessariamente essere indifferenti a quel che accade, ma al contrario essere concentrati su qualcosa che per te importante. Era quello che Wallace insegnava agli studenti: c sempre la possibilit di scegliere ci da cui vogliamo farsi assorbire, ci che vogliamo venerare, perch chiunque venera qualcosa (un dio, il potere, il danaro, il corpo, lintelligenza): ma non tutti sono consapevoli di avere scelto ci che lo distrae da tutto il resto. Solo chi ha studiato, chi ha pensato, chi non si immerso definitivamente nei flussi obliosi dellIntrattenimento, per, in condizione di sapere che la scelta di ci che lo intrattiene sempre e soltanto sua.
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la Repubblica la Repubblica
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R CULT
utti gli uomini contro il presidente. Pi uno: John Steinbeck. Ok, alla vigilia dello scontro finale per la Casa Bianca 2012, gli intellettuali che si schierano non fanno pi notizia. Si parla, qui, degli intellettuali pi pop, romanzieri e scrittori da Paul Auster in su. Ma vi sareste mai immaginati qualcosa del genere agli inizi degli anni Sessanta? No. Vi sareste immaginato, chess, Ernest Hemingway entrare a gamba tesa nella competizione elettorale? No. Anche perch allora cera un solo media che i politici avevano cominciato a coccolare: la

Le critiche degli altri

Propaganda elettorale firmata Steinbeck


ANGELO AQUARO

televisione. Fu la tv, per esempio, a decretare nel 60 la vittoria del bel JFK contro Richard Nixon, che al dibattito tv sudava come un cavallo. Ora, questo il panorama dove si staglia la recensione al libro mai uscito che la Book Review del New York Times dedica a Il Furore di Dick Sporchitrucchi. Il titolo naturalmente un gioco di parole tra il successo di Steinbeck e il nomignolo non proprio benevolo di Nixon. Per davvero il grande scrittore era stato chiamato a esprimere il suo impegno con un romanzo. Che denunciando, 12 anni prima del Watergate,

Nixon limbroglione avrebbe potuto aprire la strada...a JFK? Macch: ad Adlai Stevenson, il democratico amico degli intellettuali le cui ambizioni da Casa Bianca si scontrarono sempre con la dura realt dAmerica. Alla fine anche la velleit del romanzo politico che avrebbe cambiato la corsa si scontr con la dura realt: per fortuna. Lultima cosa che avremmo voluto leggere sarebbe stato uno Steinbeck organico: anche se al pi disorganico dei politici.
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Il racconto

Lutopia nera di Forster che ha previsto la rete


NADIA FUSINI
tupefacente questo racconto di E. M. Forster, La macchina si ferma, del 1909 che ci giunge per la prima volta in italiano per leccellente cura di Maria Valentini. S, proprio lui Edgar Morgan Forster, quello di Passaggio in India, lamico di Virginia Woolf scrive un racconto di fantascienza. Nel 1909, ripeto; e cio, prima di Mondo nuovo di Huxley, del 1932 e prima di 1984, di Orwell, del 1949. Forster anticipa dunque quel filone di utopia negativa, o pessimismo del futuro, che si imporr con forza come genere tra i pi popolari. Lo fa in un modo tutto suo, coerente con quel motto che lepigrafe di Casa Howard e recita: connect, only connect. L quellatto pensato come il gesto proprio dellintelligenza umana che intesse presente e passato, parola e cosa, realt e immaginazione. Qui, invece, la connessione si tramuta nellincubo di un mondo tutto virtuale, dove trionfa una societ in rete che divora ogni realt fisica. Stupefacente, dicevo, il racconto perch ci ritroviamo proprio dove siamo: quel futuro siamo noi. La tecnologia ci ha approntato un confortevole corredo di agi e di contatti incorporei, consegnandoci per a un mondo vuoto.

IL LIBRO DI GIANCARLO DE CATALDO NON STA AL PORCO DIRE SE LOVILE E SPORCO

Fuori di testo

Sorpresa nato il fumettoide


STEFANO BARTEZZAGHI
il nome della casa editrice Einaudi Ragazzi, in copertina con il marchio, sulla costa, nel frontespizio. In quarta di copertina c il codice a barre. Nellultima pagina, il bollino Siae. E stop. Per tutto il resto del libro (Luca Raffaelli, con Andrea Cavallini illustratore, Enrichetto Cosimo. Alla ricerca del manga mangante) potete scordarvi il lettering tradizionale. Conoscendo lautore vi direte: ah, certo, sar un fumetto (Raffaelli un esperto supremo, nel settore). E invece, per raccontarci la loro allegra storia, Raffaelli e Cavalli, dispiegano una gamma di risorse espressive tale da rendere il prodotto finale qualcosa di diverso, un romanzo fumettoso, o fumettoide. Le parole sono in riga come in un romanzo, ma inframmezzate da illustrazioni e il lettering varia fra diversi stili, che rimandano tutti alla scrittura manuale (si chiama hand made typography); in pi, ogni prima pagina di capitolo scritta e disegnata come una copertina. Cos il libro finir, oltre che nelle camere di ragazzi e ragazze, agli annali della non meno appassionante storia delle relazioni tra scrittura e figura. una storia che ultimamente ne ha fatti parecchi, di passi avanti. Questo uno dei pi risoluti.

Boris Vian, proverbi e delitti imperfetti ecco unaltra Africa


Nella capitale del poverissimo stato del Benin, guerra tra un mafioso e un gruppo di ragazze molto cattive Un polar pieno dironia e humour nero, gi dal titolo
GIANCARLO DE CATALDO
on sta al porco dire che lovile sporco un romanzo ambientato ai giorni nostri a Cotonou, la capitale economica e commerciale del poverissimo stato africano del Benin. Tutto comincia quando qualcuno deruba larabo Smain di una valigetta piena zeppa di polvere dangelo, la potentissima e ambitissima droga allucinogena. Smain, che unautentica carogna, pronto a tutto pur di recuperare lambito carico. Stupro, omicidio, tortura e massacro lo lasciano del tutto indifferente. Perch, da bravo mafioso, ci che per lui conta sono unicamente i soldi. Il guaio che a Cotonou sono in tanti, troppi a pensarla come lui. Sar la povert che induce a scelte estreme. Sar che la febbre dellarricchimento facile un contagio ormai universale. Sta di fatto che fra Smain e le autrici del furto poich di ragazze si tratta, e ragazze molto, molto determinate e cattive si scatena una guerra senza esclusione di colpi. Ma quando la guerra fa troppo rumore, il rumore giunge alle orecchie degli sbirri. Scendono in campo il commissario Santos Guidi-

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LA MACCHINA SI FERMA

di Edgar Morgan Forster


Portaparole, a cura di Maria Valentini, pagg. 156, euro 16

Il saggio

Consigli di un superman per la vita quotidiana


MARCO LODOLI
n tempi di spaesamenti e insicurezze come i nostri, inevitabile che si moltiplichino i ricettari della felicit, le guide alla riscoperta di se stessi e del mondo, i consigli sbriciolati nel bosco come le mollichelle di Pollicino. Filosofia per esploratori polari stata scritta da Erlin Kagge, superuomo norvegese che ha raggiunto da solo a piedi il Polo Nord e il Polo Sud, e visto che si sentiva in forma ha scalato pure lEverest. La sua teoria di partenza che la vita quotidiana non meno eroica di una spedizione tra i ghiacci eterni e gli orsi bianchi: andare in ufficio, educare i figli, amare o sopportare chi ci sta vicino , a suo parere, altrettanto difficile. Cos ci rifila alcune massime che abbiamo gi ascoltato dai nonni: La cosa pi importante alzarsi la mattina, oppure: Solo chi sa portare un peso libero. Mescolando le esperienze di surfisti straordinari e versi di grandi poeti, Kagge ci assicura che ce la possiamo fare, basta crederci, perch nulla impossibile per chi ha fiducia nei propri sogni. un libro che forse pu dare una spintarella a qualche adolescente impigrito: gli adulti certe cose gi le sanno, stanno tutte nei vecchi proverbi.

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FILOSOFIA PER ESPLORATORI POLARI

di Erlin Kagge
add editore, traduzione di S. Culeddu, pagg. 224, euro 15

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guid, un omaccione di un metro e novantacinque per centoventicinque chili e il suo assistente Kakanakou, guarda caso gli unici poliziotti per bene in un contesto di totale corruzione. E, come se non bastasse, a complicare le cose ci si mette anche Samuel Dossou Kakpo, alias SDK. Un ragazzo che ha smesso di vestire la divisa per impiantare, senza ovviamente possedere il becco di un quattrino, unimprobabile agenzia privata di security dallevocativo nome di Tolleranza Zero. Sregolato, anarchico, ma in fondo innocente, Samuel zompetta agilmente dal fango delle povere capanne battute dalla pioggia al glamour dei grandi alberghi per turisti con la leggiadra folla di un fool. Sar proprio lui a determinare la risoluzione della tenebrosa vicenda: in un finale rutilante che, ovviamente, non si pu rivelare, ma che non tradisce le attese. Non sta al porco dire che lovile sporco un proverbio. E i ventiquattro capitoli del libro si aprono ciascuno con un proverbio: si va da chi ha le uova nel paniere farebbe meglio a non correre, a anche i galli che senti cantare un tempo erano uo-

va, passando per se il fiume devia spesso il suo corso perch nessuno gli indica la strada. Motti della tradizione, peraltro sapientemente rivisitati dallautore. A partire dal titolo, dunque, ironia e humour nero la fanno da padroni: ne risulta una narrazione sfolgorante, ribalda, a tratti francamente cinica, abile nello stemperare nel grottesco la crudelt della materia trattata. Daltronde, Non sta al porco... un polar e il suo creatore, il quarantottenne beninese Florent Couao-Zotti, scrittore, fumettaro, sceneggiatore, francofono e molto legato alla cultura del suo Paese dadozione. Del polar tradizionale, alla Manchette, per intenderci, Couao-Zotti riprende la violenza diffusa, la caratterizzazione spietata dei malvagi, lindeterminatezza dei confini fra ci che giusto e morale e ci che solo e soltanto convenienza, il disprezzo per lipocrisia imperante, la critica aspra delle nefandezze dei potenti. Con, in aggiunta, un sapore letterario che rimanda al Boris Vian di Sputer sulle vostre tombe e Perch non sanno ci che fanno: scritture che pescano nel genere ma nello stesso tempo lo demistificano, introducendo

ILLIBROOGGETTO

Se una raccolta di tessuti sembra un catalogo darte


GIANLUIGI RICUPERATI
tai per aprire Ideas from Massimo Osti (Damiani Editore) il magnifico, ingombrante volume che celebra la vita e il lavoro di Massimo Osti, scomparso nel 2005 dopo aver fondato e diretto gruppi importanti come C.P. Company e marchi ormai classici come Stone Island, e pensi che brutta la distorsione della parola stilista, che un tempo veniva usata per quei prosatori dai giri di frase eccelsi, come Roberto Longhi o Henry Green, e poi dagli anni

LOPERA
Una pagina di Ideas from Massimo Osti a cura di Daniela Facchinato (Damiani pagg. 462, euro 60)

ottanta si dragata come sinonimo di fashion designer. Lo apri a caso, tra le centinaia di coloratissime pagine di carta ponderosa, e trovi questa frase: A Massimo Osti non mai piaciuta la parola stilista. Ecco che genere di uomo era, questo imprenditore della moda che ha solcato con enorme successo artistico ed economico il decennio del boom del fatto in Italia senza perdere o vendere frammenti di personalit o coscienza. La caratteristica principale di questo libro che funziona precisamente come il catalogo di

unopera, conclusa ma ancora pulsante, e basta fare un giro per strada e annotarsi quanti capi tecnici indossino le persone, specie quando la stagione fredda: non importa il sesso, la provenienza, let, la classe sociale, la classe attitudinale. Molti sono realizzati con tessuti e materiali che si possono in diversa misura ricondurre alla ricerca ossessiva e ingegneristica di Massimo Osti, tra gli anni settanta e gli anni zero. Tessuti bicolore ispirati alle tele dei camion, giacche capaci di cambiare colore con la temperature, variazioni rivoluzionarie delluso di gomma e lino (oggi riuniti nel

suo fantastico archivio tessile). Massimo Osti emerge dalla lettura di Ideas come una figura insieme atipica e archetipica: distante dallimmaginario camp e scintillante che associamo normalmente a certe classiche carriere di sarti divenuti icone, ma del tutto immerso nellhabitusdellinventore/capitano dindustria, il marchio forse pi pregevole del capitalismo nostrano. Le testimonianze di ammirazione sono innumerevoli e varie, e ci dimostra che il cammino terreno di questo bolognese visionario e molto pratico non ha sofferto di avarizia affettiva: si passa da Franca Soz-

zani a Stefano Benni, tanto per essere chiari, oltre a un gran numero di contributi internazionali. Ideas from Massimo Osti il motto che appariva nei tagliandi che contrassegnavano i suoi primi capi, ed un grande titolo, da applicare a qualsiasi bottega materiale o spirituale che produca visioni, interpretazioni, nodi per un attraversamento del pianeta che produca stordimento e futuro. I due poli ancestrali entro cui ci muoviamo tutte le volte che acquistiamo un abito. Soddisfami, ora proteggimi, domani.
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Internet Club

Doppio Zero e il premio a un progetto culturale


RAFFAELLA DE SANTIS

oppio Zero, l'associazione culturale diretta da Marco Belpoliti e Stefano Chiodi, una sorta di laboratorio culturale che mette insieme autori, editori, studiosi e critici (e non solo). Il primo passo stato un sito web (doppiozero.com), un progetto editoriale noprofit nato con lo scopo di rendere la cultura protagonista attraverso dibattiti, dossier e approfondimenti critici. Poi c' il blog e infine arrivata anche la casa editrice di e-book. Oggi la volta di "Che fare": un premio destinato a progetti culturali ad alto grado di innovazione. In pratica si

tratta di una piattaforma culturale che mette in palio 100 mila euro a chi presenter il progetto giudicato pi innovativo. "I tagli alla cultura sono una tragedia, ma la crisi pu diventare anche un'opportunit per esplorare nuove forme di economia culturale", spiega Bertram Niessen, project manager di "Che fare" e sociologo. I progetti, aperti al mondo delle associazioni e delle imprese sociali, dovranno promuovere la coesione e dimostrarsi sostenibili economicamente. Meglio naturalmente se realizzati con tecnologie open-source e meglio

se adottano licenze "creative commons". Gran parte del concorso avverr in rete (il bando su www.che-fare.com). Dopo una prima fase per selezionare 40 progetti, si apriranno le votazioni online, con la possibilit per gli utenti anche di contribuire a finanziarli. Alla fine rimarranno in cinque e sar una giuria di esperti (Bajani, Casati, Dubini, Marrone e Massarenti) a scegliere a chi assegnare i 100 mila euro. I progetti stanno gi arrivando: dalle App all'archeologia, fino alle idee per quartieri e biblioteche.
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DISEGNO DI GABRIELLA GIANDELLI

THRILLER &NOIR
NIENTE LACRIME PER LA SIGNORINA OLGA

Il saggio

La regina italiana nemica di Richelieu


BENEDETTA CRAVERI
eno fosca di quella della sua lontana parente Caterina, la reputazione che ha accompagnato nei secoli Maria deMedici non per questo improntata alla benevolenza. Ma dobbiamo considerare la vanit, lambizione, la sete di potere che una consolidata tradizione storiografica imputa alla grassa bottegaia fiorentina dei dati necessariamente negativi? Non era piuttosto lalta idea che Maria aveva della sua dignit di sovrana a darle lenergia necessaria per fare fronte a una vita di continue battaglie? Voluto dal papa, il suo matrimonio con Enrico IV di Borbone un ugonotto fresco di abiura doveva contribuire a riportare la monarchia francese nellalveo della chiesa, ma lassassinio del marito nel 1610 e la minore et di Luigi XIII investirono Maria di responsabilit a cui non era preparata. Diventata Reggente, ella era presto entrata in conflitto con il figlio e, quel che peggio, aveva trovato nel Cardinale di Richelieu il pi implacabile dei nemici. La biografia di Stefano Tabacchi si propone di studiare loperato di Maria in unottica nuova, cercando di comprenderne la dimensione politica e i modi in cui ella interpret la sua condizione di sovrana nel quadro del contesto politico europeo dellepoca . E il risultato eccellente.

Giallo di condominio che ruota intorno al misterioso omicidio dellanziana residente di una romantica mansarda. Lautrice, 88 anni, lindimenticabile prima presentatrice della televisione. Era l8 settembre del 1954 e il programma si chiamava. Prego, signora.
di Elda Lanza Salani Pagg. 413, euro 15 OCCHI CHIUSI

Esordio alla grande del commissario Piazzi, fascinoso ex partigiano che deve risolvere una serie di casi di omicidio nella tranquilla Alessandria del 1961.
di Giulio Massobrio Newton Compton Pagg. 281, euro 9,90 IL GIOCATTOLAIO

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Uno psicothriller dove protagonisti e vittime sono i bambini e stavolta la violenza non tra le pareti domestiche ma nelle strade sconnesse della periferia urbana.
di Stefano Pastor Fazi Pagg. 450, euro 9,90 FARFALLA NERA

MARIA DE MEDICI

di Stefano Tabacchi
Salerno Editore, pagg. 468, euro 26

Il romanzo

Passioni e abbandoni nella Grande Guerra


SILVANA MAZZOCCHI
a memoria il filo conduttore del romanzo di Sebastian Faulks, Il canto del cielo, intreccio di passioni e guerra, genere feuilleton, calato negli anni del Grande conflitto che insanguin lEuropa fino al 1918. In principio, quando Stephen Wraysford, ventanni, parte dallInghilterra e arriva ad Amiens, in Francia, la primavera del 1910. Il ragazzo, incaricato di promuovere affari con una rinomata filanda del posto, sinnamora perdutamente della moglie del proprietario, Isabelle. Tra i due attrazione travolgente, ma la giovane donna rimane incinta, la tranquillit prevale sul desiderio e la relazione sinterrompe. Anni dopo la Grande guerra dilania il continente, Stephen torna in Francia con lesercito inglese e assiste a ogni orrore. Sopravvive, incontra di nuovo Isabelle, ne sposa la sorella Jeanne e adotta la figlia della sua amata. Sar la nipote, Elisabeth, nel 1978 a ricostruire, attraverso il diario del nonno Stephen, la saga della sua famiglia Storia di sofferti abbandoni e intense speranze, Il canto del cielo, scritto nel 1993, fa parte della trilogia francese firmata da Faulks con La guerra di Charlotte e di La ragazza del Lion dor.

contaminazioni (qui in senso dichiaratamente pop) che sciolgono il canone in un felice oggetto non identificato di alta godibilit. Con questo polar di grande scorrevolezza Florent Couao-Zotti si aggiudicato lambito premio Ahmadou Kourouma. Fatto che potrebbe apparire sorprendente: Kourouma, celebre scrittore ivoriano scomparso nel 2003, fu un intellettuale a tutto campo, oppositore del vecchio e nuovo colonialismo, prestigioso protagonista del risveglio africano. Il premio internazionale che porta il suo nome viene assegnato ogni anno a Ginevra a unopera consacrata allAfrica nera che si collochi nel solco dello spirito din-

dipendenza, lucidit e chiaroveggenza da lui propugnato. Motivazioni che, qui da noi, si usa riservare alla letteratura seria: dunque, non di genere, e, soprattutto, non troppo fruibile. La giuria franco-africana, invece, a quanto pare, ha colto il messaggio che Couao-Zotti ha abilmente disseminato nel racconto delle elettriche e feroci notti di Cotonou: anche lAfrica, questAfrica, , come tutto il resto del mondo, il teatro di una lotta titanica fra la protervia dellargent criminale e le speranze boccheggianti di una fragile democrazia. Che , poi, la storia universale che il noir nostro, quello occidentale, dalla Svezia, allItalia agli Usa, cerca di raccon-

tare da un quarto di secolo almeno. Con laggravante di una disperazione tutta africana che ci apre gli occhi su terre bellissime percorse da torme di avidi farabutti. Si ride, ma con la morte nel cuore, insomma. Perch, in fondo, se mentre ti facevi il bagno sei sfuggito al coccodrillo, stai attento al leopardo che ti aspetta sulla riva.
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Doppio nom de plum per questo noir lautore ha adottato uno pseudonimo e il vicequestore Gigi Bert non inventato ma esiste, con un nome diverso che si svolge in un microcosmo ligure fatto di perbenismo e ipocrisia. La morte della prof. Adelaide Groppini scopre gli altarini.
di Emilio Martini Corbaccio Pagg. 192, euro 8,90 KILLERSCOOP

NON STA AL PORCO DIRE SE LOVILE SPORCO

di Florent Couao-Zotti
66th and 2nd traduzione di C. Ortenzi pagg. 176 euro 15

Pericolosa intervista a cura dei tre liceali-detective, Greta, Diego e Chiara, ad un serial killer rinchiuso in un manicomio psichiatrico che disposto a tutto pur di evadere.
di Ferdinando Albertazzi Sonda Pagg. 128, euro 9

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IL CANTO DEL CIELO

A CURA DI ALESSANDRA ROTA


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di Sebastian Faulks
Superbeat, traduzione di Lidia Perria, pagg. 489, euro13,90

MINIMAEDITORIA

Cos Lodge e Dyer fanno mini-romanzi in un tweet


ENRICO FRANCESCHINI LONDRA ill all your darlings, taglia tutte le carinerie, diceva a se stesso e agli altri romanzieri Ernest Hemingway, esortando a salvare solo quello che conta in una storia e a eliminare tutto il resto. Con lironia che lo contraddistingue, Stefano Benni in una famosa poesia a Grazia Cherchi, editor che invitava gli autori a smussare, ridurre, buttare via tutto tranne il cuore della narrazione, avverte che il testo da lei lodato per la stringa-

GLI AUTORI
Da sinistra, David Lodge (La felicit di questo mondo) e Geoff Dyer (Amore a Venezia, morte a Varanasi)

tezza non era il suo nuovo romanzo, bens la lettera di accompagnamento. Ma fino a che punto possibile accorciare una storia? La sfida trova nuovi stimoli su Twitter, che costringe a messaggi di 140 caratteri. E nellera della brevit, in cui sembra che non abbiamo pi il tempo di fare niente, il Guardian raccoglie la provocazione, proponendo a una ventina di affermati scrittori di scrivere un racconto appunto in formato Twitter. Di mini-romanzi ne circolavano gi, ma possibile immaginarne di cos corti? Di 140 caratteri? Geoff Dyer, romanziere in-

glese della nouvelle vague, che ha scritto poco (Amore a Venezia, morte a Varanasi) ma diventato lo stesso un cult, ci prova cos: Lo so che ho detto che se vivessi 100 anni non mi rincrescerebbe quel che accaduto la notte scorsa. Ma mi sono svegliato stamattina e mi pare sia trascorso un secolo. Scusa, addio. James Meek, scrittore scozzese dellultima generazione, autore di un romanzo apprezzatissimo come Per amore del popolo e di brillanti raccolte di racconti, replica a questo modo: Disse che la lasciava. Ma io ti amo lei rispose. Lo so fece lui grazie. quel che mi ha

dato la forza di amare unaltra. Resta sul tema dellamore pure Jackie Collins, la scrittrice di best-seller a base di sesso, shopping e milionari: Lei sorrise, lui rispose con un sorriso. Era libidine a prima vista, ma poi lei scopr che lui era sposato, peccato, la loro relazione non aveva un futuro. E sui tradimenti si fissa pure Helen Fielding, autrice del Diario di Bridget Jones, la commedia romantica diventata un film di successo: Okay. Non avrei dovuto leggere le tue email ma ti suggerisco che, se vai sul sito relazioniextraconiugali.com, non dovresti usare i nomi dei nostri figli come pas-

sword. David Lodge, lo scrittore di La felicit di questo mondo e tanti altri romanzi, rimane sul suo consueto territorio, il caustico umorismo: La borsa o la vita! disse il ladro. Mi dispiace, tesoro, ma lo sai che morirei a rinunciare ai miei soldi rispose lavaro parzialmente sordo alla moglie. E il giallista Jeffrey Archer rivela il rebus del suo thriller, come si conviene, solo allultima battuta: un miracolo che sia sopravissuto disse il medico. stata la volont di Dio disse la signora Schicklgruber. Come lo chiamer? chiese lui. Adolf rispose lei.
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la Repubblica la Repubblica
DOMENICA 14 OTTOBRE 2012

50

R CULT

TOP TEN I LIBRI PI VENDUTI

1
100 PUNTI 14

E. L. James CINQUANTA SFUMATURE DI GRIGIO

Mondadori 14,90 pagg. 548

2
77 PUNTI 4

Ken Follett LINVERNO DEL MONDO

Mondadori 25 pagg. 958

3
66 PUNTI 11

E. L. James CINQUANTA SFUMATURE DI NERO

Mondadori 14,90 pagg. 594

4
56 PUNTI 9

E. L. James CINQUANTA SFUMATURE DI ROSSO

Mondadori 14,90 pagg. 552

5
52 PUNTI 3

Paulo Coelho IL MANOSCRITTO RITROVATO AD ACCRA

Bompiani 16 pagg. 176

Il romanzo

LO SCRITTORE

Brautigan, il lato oscuro del sogno americano


DARIO PAPPALARDO
l titolo duro, respingente: Laborto. Il sottotitolo suona pi dolce e rende meglio lidea di quello che questo romanzo : Una storia romantica. Richard Brautigan (1935-1984) di cui Isbn, da American Dust in poi, sta recuperando lopera era uno scrittore unico. Nel senso di eccentrico, anarchico: faceva caso a s. Raccontava il lato b del sogno americano, coniugando la disperazione con una vena surreale. A San Francisco, il protagonista di questo racconto vive in una strana biblioteca, che accoglie manoscritti inediti, portati dagli autori stessi, tutti perfetti sconosciuti. Ci sono vecchiette che firmano saggi di botanica o bambini che tessono lelogio della frittella. Un giorno, il bibliotecario apre la porta a Vida, nata in un corpo non adatto a lei, bellissima quanto timida. I due si innamorano. Lei lascia tutto e si trasferisce alla biblioteca. Dopo un po, rimane incinta. E qui il titolo del libro lascia immaginare quello che succeder. Il cosa, per, meno importante del come. Brautigan riesce nellimpossibile: descrive lesperienza drammatica con tocco magico. Ironico, persino. In uno squallido studio medico di Tijuana e, sulle pagine del romanzo, cala la grazia.

Mondo e-book

Quei libri digitali come videogame a offerta libera


STEFANIA PARMEGGIANI
on solo videogiochi. Humble Bundle, la piattaforma dove comprare con offerta libera games di sviluppatori indipendenti, si apre agli ebook. on-line il primo pacchetto di libri digitali. Tra gli autori il blogger Cory Doctorow e le scrittrici Lauren Beukes e Mercedes Lackey. Il prezzo degli otto e-book deciso dal lettore che sceglie come ripartirlo: una parte allautore, una al progetto Humble Bundle e una terza in beneficenza. Si pu scegliere tra una fondazione che difende i diritti nel mondo digitale, unassociazione che porta i videogiochi nei reparti di pediatria e lorganizzazione americana di scrittori di fantascienza e fantasy.

ESPINOSA
I suoi romanzi sono sempre in cima alle classifiche Nellultimo un uomo abbandonato dallamata parte alla ricerca di un bambino scomparso Scrivo storie tenere che si leggono velocemente perch voglio arrivare al cuore del pubblico
LEONETTA BENTIVOGLIO

ALBERT

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LABORTO. UNA STORIA ROMANTICA

di Richard Brautigan
Isbn, trad. di Pier Francesco Paolini, pagg. 174, euro 19

La raccolta

Le parole di Lvinas contro le anime mute


FRANCESCA BOLINO
otto il titolo Parola e silenzio sono raccolte nove conferenze inedite che Lvinas pronunci al Collge philosophique tra il 47 e il 64. Il Collge fondato da Jean Wahl nel dopoguerra a Parigi era il luogo adatto per accogliere il suo pensiero difficile e profondamente innovatore. Il collge etimologicamente riunione, raduno rappresent dunque per Lvinas il momento in cui la sua filosofia poteva dispiegarsi, accadere. E accadde: le sperimentazioni intellettuali del filosofo francese portarono ad una rivoluzione del pensiero. Laddove la filosofia contemporanea aveva dato priorit alla purezza del pensiero, al dialogo silenzioso dellanima, Lvinas proprio in questa conferenza del 48 afferma che non si fida dellesaltazione del silenzio e del carico di inumanit che porta con s. Dunque per Lvinas fare filosofia significa conferire al linguaggio vivo una priorit su quello che si accontenta di tematizzare le cose per conoscerle. Ci vuole tempo, cura, dedizione, attenzione nei confronti del mondo e quindi dellaltro. Ma soprattutto, per Lvinas, ci vuole pazienza.

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LA CLASSIFICA
E-BOOK

1 2 3 4 5

FOLLETT

Linverno del mondo


MONDADORI

9,99 JAMES

PUNTI 100

Cinquanta sfumature di grigio


MONDADORI

6,99 NMIROVSKY

PUNTI 88

Suite francese
ADELPHI

9,99 BENNETT

PUNTI 71

Nudi e crudi
ADELPHI

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6,99

PUNTI 65

PAROLA E SILENZIO

JAMES

di Emmanuel Lvinas
Bompiani, a cura di Luciano Falcioni, pagg. 394, euro 28

Cinquanta sfumature di nero


MONDADORI

6,99

PUNTI 53

iciamo subito che il libro ha venduto un milione di copie in Spagna, e gi questa una notizia. Diciamo che scritto in modo elementare, quasi infantile, e ha un complessivo tono affettuoso, come una canzone dalle fluide melodie. Diciamo pure che una parabola sui sentimenti guidata da una prosa liscia, e che riproduce un percorso a ritroso di un uomo nei propri fantasmi. Stiamo parlando del romanzo Se mi chiami mollo tutto per chiamami, di Albert Espinosa, autore best-seller in Spagna, e gi noto in Italia col precedente Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te. Espinosa un narratore curioso. Facile e limpido. Ma con intenti e sostrati filosofeggianti. Un po Paulo Coelho e un po Erri De Luca. Pudico. Disarmante. Praticamente liquido. Forse sincero. Ideale per palati delicati. Ora tesse la storia di Dani e della sua amata donna che sta per lasciarlo. Il dolore grande, e per esorcizzarlo Dani parte in cerca di un bimbo scomparso, essendo specializzato nel risolvere questo genere di sparizioni. Lindagine lo porta a Capri, dove affiorano le memorie dei due strani incontri che hanno nutrito la sua difficile infanzia, come due angeli custodi. Saranno loro a fornirgli le risposte per

sciogliere i nodi del presente. Anche Espinosa, nato a Barcellona nel 73, ha avuto trascorsi sofferti. La sua sorte, segnata da una grave malattia, non gli ha impedito di compiere studi in ingegneria e di meritare una grande popolarit come scrittore. anche un attivissimo regista, autore di teatro e di televisione. Albert Espinosa, come definirebbe questo romanzo? Una ballata? Una fiaba pop? Un affresco filosofico? un libro davventura e damore ed la vicenda di un ragazzo che lottava per crescere quandera bambino, e che deve continuare a farlo diventando adulto. Descrive qualcuno che, attraverso un viaggio nelle proprie radici, cio linfanzia e ladolescenza, vuole trasformarsi in una persona migliore. Il protagonista le somiglia? La trama contiene agganci autobiografici? Sono stato malato di tumore dai 14 ai 24 anni, e ho perso una gamba, un polmone e met del fegato. In quel periodo ho conosciuto delle perle meravigliose, cio creature speciali che mi hanno insegnato molte cose. Condivido questesperienza con Dani: anchegli trova delle perle sul suo cammino. Io ero un ragazzo quando, in ospedale, mi presi cura di un uomo anziano che non aveva nessuno al mondo e doveva essere operato. Provavo orgoglio per il fatto che mi avesse scelto perch lo aspettassi fuori dalla sala operatoria. Sentivo di assisterlo mentre era sotto i ferri. La sua malattia ha influito sul suo approccio alla scrittura?

Certo, perch parte integrante della mia esistenza. Ho 4,7 vite, in base a un patto stabilito a suo tempo con i miei compagni di corsia: i sopravvissuti al male avrebbero vissuto anche le vite di chi se ne sarebbe andato. Me ne sono toccate 3,7, oltre alla mia. Dunque ho le ambizioni, i sogni e i desideri delle persone che porto in me, anche quando scrivo. Un novantenne che conobbi in ospedale mi disse: triste non morire, bens non vivere intensamente. una frase mi accompagna sempre. Qual la sua visione dellamore? In questo romanzo scrive che amare un verbo coniugabile solo al passato. Penso che ci si renda conto di essere innamorati solo quando si perde lamore. Inoltre ognuno ama in modo diverso, come nel gioco degli scacchi. C chi ama come la torre o come lalfiere, con movimenti netti e veloci, e chi ama come il cavallo: ti dice di odiarti quando ti ama. Altri amano come i pedoni: lunica cosa che sanno fare, in amore, un passo in avanti, ma se amano tanto possono arrivare alla fine della scacchiera e trasformarsi in un altro pezzo. Si chiesto i motivi del successo travolgente dei suoi romanzi in Spagna? I miei libri si leggono velocemente, e quando li finisci hai la sensazione che abbiano toccato corde importanti, o almeno questo ci che sento dire in giro. Scrivo i libri che mi piacerebbe leggere, e mi pare che la rapidit con cui si leggono e la commozione che trasmettono siano aspetti che funzionano. Inoltre le mie storie possiedono un alto

la Repubblica la Repubblica
DOMENICA 14 OTTOBRE 2012

51

DATI FORNITI DA EURISKO

6
26 PUNTI 2

Stefano Benni DI TUTTE LE RICCHEZZE

Feltrinelli 16 pagg. 205

Giuliano Sangiorgi LO SPACCIATORE DI CARNE

NEW

ENTRY

Einaudi 16

pagg. 169

8
20 PUNTI 5

Andre Agassi OPEN

Einaudi 20

pagg. 502

9
20 PUNTI 3

Camilla Lckberg L UCCELLO DEL MALAUGURIO

Marsilio 18,50

pag. 462

10
19 PUNTI 4

Sveva Casati Modignani IL DIAVOLO E LA ROSSUMATA

22 PUNTI 1

Mondadori Electa 14,90 pagg. 169

DISEGNO DI RICCARDO MANNELLI

Il romanzo

LE CLASSIFICHE
NARRATIVA ITALIANA SAGGISTICA

RILEVAZIONI DAL 1 AL 7 OTTOBRE

Vita da nerd tra i Manga e Oblomov


LOREDANA LIPPERINI
a bambina, Darla prova a uccidere una gallina con un colpo perfetto, non riesce a dare il colpo di grazia e deve intervenire la nonna, facendo seguire al gesto una frase pi tagliente delle sue forbici: Le bestie sono come gli uomini. Se li colpisci non devi lasciarli rialzare. A non rialzarsi, invece, la bambina stessa: cresciuta in provincia di Novara, con la campagna dallaltra parte della strada, e finita a studiare in una Milano che, ricambiata, non ama, decide di trascinarsi nella vita perch si considera troppo in gamba per fallire. Trascinarsi significa restare sdraiata su un divano sfondato, farsi largo fra cartocci di patatine, biancheria usata e tazze sporche per arrivare fino al bagno, leggere fumetti, guardare anime giapponesi, scambiare file sul computer. Vita da nerd? Anche, ma mai raccontata con tanta efficacia. Comunque vada non importa (Indiana, pagg.220, euro 14,50) lesordio di Eleonora C. Caruso: un romanzo di formazione che guarda, insieme, al Goncarov di Oblomov e al Cunningham di Le ore. Darla, infatti, una piccola signora delle storie, non la semplice proiezione narrativa di unadolescenza, n lopportunit sociologica per capire cos una gothic lolita e perch investe centinaia di euro nella sottogonna perfetta. Nellalternarsi di pensieri e nonazioni, la vita della protagonista si annoda con quella dei personaggi di fumetti, cartoni, canzoni. E oggetti. Scegliere o essere scelti, il dilemma che affligge pi generazioni ma lattuale, forse, pi di altre passa attraverso questi ultimi: da piccola, Darla riceve scarpe Lelli Kelly e una Ballerina volante per diventare femminile. Da grande, colleziona miniature dei personaggi di manga e film, e le penne biro che ruba alla posta (come risarcimento per tassazioni giudicate inique). Riempie vuoti, con quello che pu. Compresi i vuoti affettivi, che nellimmaginario risultano pi appaganti. Sailor Moon aveva amiche fedeli e un compagno impareggiabile. Darla ha avuto una madre che non si accorta delle sue prime mestruazioni, un padre che sembra indifferente, un fratello, Andrea, su cui si sono proiettate le aspettative dei genitori, e un unico punto di riferimento, Alessandro, che di Andrea innamorato e che fin troppo perfetto nel corpo e nellanima. Ma Andrea bulimico, sta male, deve essere ricoverato in ospedale e poi in una clinica specializzata: ora dopo ora, diventa sempre pi difficile restare ferme ad aggiornare una pagina Internet e a rifiutarsi di rispondere ai messaggi delle amiche, n sembra pi possibile difendere la saggezza e laffidabilit degli Oblomov di ogni tempo che preferiscono linerzia al confronto con un mondo che va di fretta e tradisce le aspettative. C dunque la possibilit di un futuro e non una fine netta, in questo esordio da ricordare: anche grazie a un linguaggio gi sapiente, dove il gergo della rete (blinkare, refreshare, skippare, uppare) non un ammiccamento per curiosi, ma unappropriazione letteraria a tutti gli effetti.

TASCABILI

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

BENNI

Di tutte le ricchezze
FELTRINELLI

1
PUNTI 26

RAMPINI

Non ci possiamo pi permettere uno stato sociale Falso!


LATERZA

1 2

DE SAINT-EXUPRY

Il piccolo principe
BOMPIANI

16 SANGIORGI

9,00

PUNTI 15

7,90 FOLLETT

PUNTI 14

Lo spacciatore di carne
EINAUDI

2
PUNTI 22

AUGIAS

I segreti dItalia
RIZZOLI

La caduta dei giganti


MONDADORI

16,00 GRAMELLINI

19

PUNTI 14

15

PUNTI 10

Fai bei sogni


LONGANESI

3
PUNTI 19

SCALFARI-MANCUSO

14,90 ABATE

Conversazioni con Carlo Maria Martini


FAZI

DAVENIA

Bianca come il latte, rossa come il sangue


MONDADORI

15

PUNTI 13

13

PUNTI 9

La collina del vento


MONDADORI

4
PUNTI 19

RUINI-GALLI

17,50 BOSCO

Intervista su Dio
MONDADORI

4
PUNTI 8

BOSCO

Mi piaci da morire
NEWTON COMPTON

18,50

5,90

PUNTI 8

Un amore di angelo
NEWTON COMPTON

5
PUNTI 15

ZINGALES

Manifesto capitalista
RIZZOLI

5
PUNTI 7

GRAMELLINI

Lultima riga delle favole


TEA

9,90 SIMONI

18

11

PUNTI 7

La biblioteca perduta dellalchimista


NEWTON COMPTON

CANFORA

9,90 ERVAS

PUNTI 13

leuropa che ce lo chiede! Falso!


LATERZA

6 7 8

MURAKAMI

Norwegian wood. Tokyo blues


EINAUDI

PUNTI 7

11,50 VOLO

PUNTI 6

Se ti abbraccio non aver paura


MARCOS Y MARCOS

7 8

MARTINI

17 FARNESE

PUNTI 12

Parlate con il cuore


RIZZOLI

Le prime luci del mattino


MONDADORI

15 REVELLI

PUNTI 5

13 SWAN

PUNTI 5

Via Chanel n 5
NEWTON COMPTON

9,90 CAMILLERI

I demoni del potere


LATERZA

Un diamante da Tiffany
NEWTON COMPTON

PUNTI 10

14

PUNTI 5

5,90

PUNTI 5

Una lama di luce


SELLERIO

9
PUNTI 10

MARTINI

14 FERRANTE

Colti da stupore. Incontri con Ges


MONDADORI

9 10

HOBSBAWM

Il secolo breve 1914-1991


RIZZOLI

SE MI CHIAMI MOLLO TUTTO...

di Albert Espinosa
Salani, trad. di P. Spinato pagg. 192 euro 13,50

grado d i t e nerezza. P u parlare della fiction ispirata alla sua autobiografia, El mundo Amarillo? vero che Spielberg ne produrr una versione americana? una serie intitolata Pulseras rojas, cio braccialetti rossi. Ha ottenuto risultati eccezionali in Spagna e i diritti sono stati venduti in 14 paesi. Racconta i miei dieci anni in ospedale e le storie di alcuni giovani pazienti che si aiutano a vicenda per sconfiggere il cancro, lanoressia, lautismo e altri mali. Spielberg ha visto la serie perch gliene ha parlato Marta Kauffman, la creatrice di Friends, e lha comprata per farne un adattamento destinato alla rete americana Abc. Mi emoziona che la Kauffman sia la showrunner del progetto e che Spielberg lo produca. E un tuffo da una stanzetta al grande schermo.
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Storia del nuovo cognome. Lamica geniale


E/O

16

PUNTI 5

10
PUNTI 9

WALLACE

12,90 ISAACSON

PUNTI 5

19,50

Il tennis come esperienza religiosa


EINAUDI

Steve Jobs
MONDADORI

14
PUNTI 4

PUNTI 5

NARRATIVA STRANIERA

10

RAGAZZI

1 2 3 4 5 6 7 8

JAMES

VARIA

Cinquanta sfumature di grigio


MONDADORI

14,90 FOLLETT

1 2

1
PUNTI 20

AA.VV.

AGASSI

Le canzoncine di Peppa Pig


GIUNTI

PUNTI 100

Open
EINAUDI

9,90

PUNTI 14

20 CASATI MODIGNANI

Linverno del mondo


MONDADORI

STILTON

25 JAMES

Il diavolo e la rossumata
MONDADORI ELECTA

Ottavo viaggio nel regno della fantasia


PIEMME

PUNTI 77

14,90

PUNTI 19

23,50

PUNTI 9

Cinquanta sfumature di nero


MONDADORI

3 4 5

SIMONCELLI-SIMONCELLI

Il nostro Sic
RIZZOLI

3 4 5

DACHILLE

Colora con Peppa Pig


GIUNTI

14,90 JAMES

PUNTI 66

19 CALABR

PUNTI 17

3,90 RIORDAN

PUNTI 8

Cinquanta sfumature di rosso


MONDADORI

Cinquanta sbavature di Gigio


SPERLING & KUPFER

La piramide rosa
MONDADORI

14,90 COELHO

PUNTI 56

10

PUNTI 16

17 DACHILLE

PUNTI 8

Il manoscritto ritrovato ad Accra


BOMPIANI

CRACCO

16 LCKBERG

PUNTI 52

Se vuoi fare il figo usa lo scalogno....


RIZZOLI

Gioca con Peppa Pig!


GIUNTI

15,90

PUNTI 8

4,90

PUNTI 7

Luccello del malaugurio


MARSILIO

6
PUNTI 20

GOZZI

18,50 GIMNEZ-BARTLETT

Rinnovare il look a costo zero


RIZZOLI

6 7

DACHILLE

Gioca e impara con Peppa Pig


GIUNTI

14,90

PUNTI 7

5,90 DACHILLE

PUNTI 7

Exit
SELLERIO

7
PUNTI 18

DUKAN

16 JOYCE

La dieta Dukan
SPERLING & KUPFER

Gli attacca-stacca di Peppa Pig


GIUNTI

Limprevedibile viaggio di Harold Fry


SPERLING & KUPFER

16 AA. VV.
LIPPOCAMPO

PUNTI 6

5,90

PUNTI 6

One Direction.The Official Annual 2013


12
PUNTI 6

8 9

DACHILLE

Una gita nel bosco


GIUNTI

17,90

PUNTI 15

4,50 DACHILLE

PUNTI 6

9 10

HARMEL

Finch le stelle saranno in cielo


GARZANTI

9 10

DUKAN

La dieta Dukan illustrata


SPERLING & KUPFER

A Peppa Pig piace...


GIUNTI

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16.40

PUNTI 15

COMUNQUE VADA NON IMPORTA

19,90 PERONACI

PUNTI 6

8,90

PUNTI 5

DICKS

di Eleonora C. Caruso
Indiana, pagg. 220, euro 14,50

Lamico immaginario
GIUNTI

Divertiti cucinando
MONDADORI

10
PUNTI 5

DACHILLE

Larmadio dei giocattoli


GIUNTI

12

PUNTI 13

16,90

4,50

PUNTI 5

la Repubblica la Repubblica
DOMENICA 14 OTTOBRE 2012

52

R CULT
ROMA TORINO VENEZIA ROMA

DA VEDERE IN ITALIA

La mostra documenta il ruolo della cultura italiana nella formazione del maestro che fu pittore, architetto e scultore. Seguendo un filo cronologico e tematico, il percorso prende avvio dai viaggi compiuti nel nostro paese, tra il 1907 e il 1923. Nel secondo dopoguerra Le Corbusier torner pi volte.
LItalia di Le Corbusier MAXXI Dal 18 ottobre

La retrospettiva dedicata allartista statunitense, che ha tenuto stretti legami con le origini italiane, ruota attorno a due opere del museo: Straight Away (1962) e Rajo Jack Spl (1964). Particolare attenzione riservata ai lavori degli anni 50 e 60. La rassegna documenta anche gli anni 80.
Salvatore Scarpitta GAM Dal 19 ottobre

Evento collaterale della Biennale di Architettura, la mostra presenta 60 opere in vetro realizzate dallartista agli studi svedesi di Kosta Boda. In 9 sezioni, il percorso mette in luce la relazione tra gli aspetti progettuali della ricerca con lavori che entrano in relazione con lambiente.
Bertil Vallien Istituto di scienze lettere e arti Fino al 25 novembre

Nel centenario della nascita unantologica ripercorre lopera del fotografo francese, tra il 1934 e il 1991. In mostra 200 scatti in bianco e nero, raggruppati in sezioni che documentano i temi a lui pi cari, a cominciare dai giardini, dai monumenti, dai quartieri e dai cittadini della Ville Lumire.
Robert Doisneau Palazzo delle Esposizioni Fino al 3 febbraio

A CURA DI LUISA SOMAINI

Firenze

Tagli, prigioni e metamorfosi ispirati a Francis Bacon


PAOLO RUSSO
l dolore delluomo, specie quello narrato attraverso il Cristo, vibra nellarte occidentale dal XIII secolo almeno. A questa consuetudine il Novecento ha aggiunto, e portato alle estreme conseguenze, una laica, umanissima, straziata consapevolezza, della quale la pittura di Francis Bacon resta una delle narrazioni pi sconvolgenti. con viva, coerente intelligenza curatoriale che Barbara Dawson, direttrice della Dublin City Gallery The Hugh Lane, sancta sanctorum dellarte baconiana, e Franziska Nori, direttrice della Strozzina, hanno rintracciato, a partire dalle otto magnifiche tele del maestro esposte a Palazzo Strozzi, aggiornati retaggi del suo sentire, della sua pittura, in cinque contemporanei. Come nelle spaventose metamorfosi dei video di Nathalie Djurberg; nellinestricabile prigione dellinstallazione di Chiharu Shiota; nellincombente minaccia di quella, algida, di Arcangelo Sassolino; nelle chirurgiche foto di volti lacerati e ricuciti di Annegret Soltau. Mentre il pittorico, stravolto realismo di Adrian Ghenie appare il pi vicino allinestinguibile eredit del genio anglo-irlandese.

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Lucca

Pittori a chilometri zero nella luce della Toscana


DARIO PAPPALARDO
l meriggio mezzogiorno e le ore intorno al mezzod, come recita lo Zingarelli ha ispirato poeti e scrittori: da DAnnunzio a Montale, passando per I Demoni Meridiani di Caillois. Dallo scorso anno anche il filo rosso di una mostra: la seconda edizione di Meriggio a Carignano, vicino a Lucca, alla Villa il Console fino al 4 novembre (visite su appuntamento, www.uscitalucca.it). Il tema Generazioni a confronto. Il curatore Ludovico Pratesi ha selezionato sei artisti (tutti toscani, secondo unidea di arte a chilometro zero) che inseriscono le loro opere negli spazi della villa, dialogando con gli ambienti. Dalla Stella n. 2 di Eugenia Vanni, realizzata remixando attrezzi agricoli di ferro e disposta su unaiuola davanti alla facciata, ai neon di Jacopo Miliani dedicati a DAnnunzio e a Montale, che si trovano nella limonaia come il video La benedizione dei pavoni di Luigi Presicce. Linstallazione di Luca Pancrazzi con i bicchieri di vetro (Tutto pieno o tutto vuoto) nel giardino; Vittorio Corsini (Not your kind) ha costruito una scala di vetro per arrivare ai rami degli alberi. Daniela di Lorenzo riporta tutti allinterno con video (Aiutanti) e installazione sonora al pianterreno.

TURCATO
GIULIO

Bandiere come triangoli rossi e lartista si liber del contenuto


ROMA ampeggia isolato su una parete della sala che accoglie lomaggio che il Macro dedica a Giulio Turcato nel centenario della nascita: campeggia, nei due metri e oltre che misura, con i suoi cento triangoli rossi svettanti sulloceano della folla, rappresentata da brevi colpi di pennello che punteggiano fitti lo spazio della pittura, che si stende in superficie come fosse uno stendardo su cui narrare una storia.
La storia quella di un Comizio nellItalia del dopoguerra; e del popolo che vi sventola bandiere di lotta. Una storia leggibilissima, eppure non narrata: solo evocata dal segno e da quel colore che scoppia. Perch Turcato sapeva gi allora di voler essere un pittore lontano dalle preoccupazioni del contenuto (la faccenda del contenuto rest sempre il suo pi grande spavento): un pittore astratto. Memore qui e altrove, nel suo lungo itinerario di Kandinsky e di Matisse, di Bal-

FABRIZIO DAMICO

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la e di Mafai, Turcato stato un artista straordinario per inventiva, devianza, capacit di votarsi a tanto e insieme di restar fedele ai pochi elementi fondanti della pittura. Un artista che ha corso mille rischi: girovago instancabile fra suggestioni diverse, nomade di diverse culture (venne a Roma da Mantova, da Venezia, da Milano; giunse alla maturit in mezzo a ospedali e sanatori, invece che aule dAccademie; e a Roma stette poi sempre, senza mai perdere quel modo indimenticabile di bia-

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DA VEDERE IN EUROPA

FRANCOFORTE

ZURIGO

LONDRA

MADRID

Un pittore impressionista e la fotografia. Dipinti, pastelli e disegni di Caillebotte segnalano il suo grande interesse per questo mezzo, considerato un tramite imprescindibile per arrivare a un nuovo modo di vedere. Il percorso mira a sottolineare il ruolo pionieristico dell'artista in questo campo.
Gustave Caillebotte Schirn Kunsthalle Dal 18 ottobre

Sono iniziati i lavori dellampliamento delledificio. In contemporanea con la mostra dedicata allopera incisa di Gauguin (fino al 20 gennaio), la presentazione del progetto, firmato da David Chipperfield. Maquette, disegni e fotografie documentano lassetto della nuova costruzione.
Il nuovo Kunsthaus Kunsthaus Fino al 6 gennaio

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo la prima collezionista italiana ad essere invitata ad esporre nel museo londinese. Il progetto, intitolato Think Twice, dura un anno ed suddiviso in quattro mostre. La prima dedicata a Cattelan. A seguire rassegne che esplorano temi chiave della collezione.
Maurizio Cattelan Whitechapel Gallery Fino al 2 dicembre

Il viaggio di Gauguin a Tahiti il filo conduttore della mostra che allarga la sua indagine alle esperienze di altri artisti, interessati allaltrove, come Matisse, Kandinsky, Klee e Macke. Il percorso documenta anche linfluenza di Gauguin sugli espressionisti tedeschi e sui fauves.
Gaguin e il viaggio verso lesotico Museo Thyssen-Bornemisza Dal 9 ottobre

La terza et di Mir senza colori da poster


Al Palazzo Ducale di Genova ottanta opere del maestro La gran parte stata realizzata a Maiorca dopo il 56
ARMANDO BESIO GENOVA aiorca la poesia, la luce. Nel 1956, a 63 anni, Joan Mir realizza il sogno della vita. Avere un grande studio sullisola dov nata la mamma, dove da bambino andava in vacanza dalla nonna, e da ragazzo ha incontrato Pilar, lamore per sempre. Mi sento come una pianta. Per questo vivo a Palma. Qui sono le mie radici. Qui trasloca, da Barcellona, nello studio costruito dallamico architetto catalano Josep Lluis Sert. Erano insieme nel 1937 allExpo di Parigi, nel Padiglione della Spagna Repubblicana, dove Mir ha esposto (accanto a Guernica di Picasso) il famoso manifesto antifranchista Aidez lEspagne. Latelier Sert un fantasioso edificio di cemento bianco e terracotta, con le falde del tetto a forma di ali e gli infissi dipinti di giallo, di rosso e di blu. La grande stanza da lavoro, illuminata dalla luce del sole, affollata di objet trouv per strada, in viaggio, al mercato: sassi, conchiglie, cortecce, mantici, maschere indigene, e siurelles, i tradizionali fischietti-sculture di ceramica prodotti dagli artigiani locali. A Palma, Mir rester fino alla morte (1983). E dalla Fundaci Pilar i Joan Mir di Palma arrivano al Palazzo Ducale di Genova (via Roma, Chiostro del Bramante) le opere esposte nella mostra Mir! Poesia e luce, prodotta da Arthemisia e 24 Ore Cultura, curata da Mara Luisa Lax (fino al 7 aprile). A dispetto del punto esclamativo, non una grande mostra antologica. Comprende unottantina di opere: quadri, disegni, sculture. E ad eccezione di un modesto olio giovanile (valido per la data, 1908) e di tre bozzetti per murales americani degli anni 40 e 50 (destinati a un hotel di Cincinnati, alluniversit di Harvard e al Palazzo dellOnu a New York) allinea lavori piuttosto tardi, degli anni 60 e 70. Rischia di deludere chi si aspetta il Mir pi popolare, la faccia pi allegra dellavanguardia, il genio solare del variopinto ghirigoro surrealista, lartista moderno pi riprodotto sui poster (firm anche quello dei Mondiali di calcio in Spagna). Incuriosisce chi non conosce, e qui scopre, la fertile terza et di un talento che, come Picasso, invecchiando non smette di sperimentare. Sposta le tele, i cartoni, le carte vetrate, dal cavalletto al pavimento. Dipinge anche con le mani. Dilata le dimensioni dei quadri, ma riduce i segni. Semplifica lalfabeto figurativo fino quasi a un laconico astrattismo. Senza titolo letichetta pi ricorrente di opere al nero, il colore dominante: ora steso con spesse pennellate che incorniciano e intimidiscono le tinte vivaci, ora solitario protagonista di sorprendenti monocromi. Mir a Palma remixa le suggestioni pi diverse: gli affreschi romanici catalani (i miei personaggi hanno subito lo stesso processo di semplificazione), lespressionismo astratto scoperto in America (di Pollock e Kline ammira lenergia, la vitalit, la freschezza, lentusiasmo), lantica calligrafia orientale (il gesto e lattenzione ai vuoti dei pittori zen). Accanto ai quadri, sfilano le sculture: spaventose terrecotte molto brut ( la Dubuffet), bizzarri personaggi fatti di legno, rotoli di spago e gomitoli di lana, divertenti bronzi dove le figure sono il frutto di ironici assemblaggi di sapore dadaista: il collo rovesciato di unanfora spezzata disegna il vitino sottile e le braccia di una donna.
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LE OPERE
Da sinistra, Scenderia alla miniera; Comizio; Reticolo

scicare le parole, con cadenza veneta); istintivo e irruente, mai saggio, mai prudente nellamministrarsi. Per questo, la sua opera (in certi periodi della vita anche eccessivamente larga e veloce: ed lunico addebito che le si pu fare) non ha ancora il credito internazionale che certamente meriterebbe. La mostra del Macro (fino al 13 gennaio) un Omaggio doveroso, anche se davvero troppo contenuto: una sola stanza. stata comunque ben curata (con il sostegno fondamentale dellArchivio Turcato e di alcune storiche raccolte private, fra cui quelle di Anna DAscanio e di Luisa Laureati) da Benedetta Carpi De Resmini e da Martina Caruso, che concentrano lattenzione sul tempo cruciale del pittore: gli ultimi anni Quaranta, e i Cinquanta. E che hanno raccolto, per mitigare le restrizioni imposte dalla carenza di spazi a parete, tanti disegni, carte, fotografie, documenti in ampie cassettiere: vere miniere di curiosit, da gustarsi una per una. Come, ad esempio, quella fotografia che mostra Turcato avvolto in un pesante pastrano (da cui si separava a stento, qualunque fosse la stagione; e sotto al quale non difficile intuire lo strato dei vecchi giornali accumulati per difendersi dal freddo): forse proprio quel soprabito, richiesto allEnte di assistenza per gli artisti, nel 1953, quando condivideva la dimora con Salvatore Scarpitta. Questa, o infinite altre fotografie (quelle, ancora solo ad esempio, che lo ritraggono in compagnia di Fontana, Dorazio, Carla Accardi alle molte Biennali di Venezia cui era puntualmente invitato) e documenti, raccontano, con un sorriso, un mondo oggi lontano. Come lontano quel 1950 in

cui, a Venezia, Turcato invi il Comizio. Il tempo del compromesso fra ipotesi figurative e astratte che aveva contrassegnato nel 48 la partecipazione dei maggiori artisti italiani, uniti per breve tempo nel Fronte Nuovo delle Arti, era definitivamente tramontato. Adesso, due fazioni saffrontavano: luna dichiaratamente realista, portatrice di istanze di impegno

politico e sociale, vicina al Pci; laltra formalista, vale a dire intenta a costruire la propria immagine su canoni indipendenti da ogni contenuto, da ogni obbligo di messaggio. Turcato era comunista, ma era anche labbiamo visto ostile ad ogni contenutismo in pittura. Era, nonostante gli scontri del tempo del gruppo Forma, ancora legato damicizia a Guttuso, il capofila

del nuovo realismo. Guttuso che, nella primavera del 50, scriveva ad Armando Pizzinato che Turcato stava completando un dipinto di grandi dimensioni un po astratto-futurista, ma in ogni modo molto positivo e utile nellinsieme della nostra lotta. Era il Comizio, appunto: e si pu star certi che Guttuso ne sia stato profondamente deluso.
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R LA DOMENICA
BIOGRAFIA OPERE
Tra i romanzi pi famosi di Murakami: Luccello che girava le Viti del Mondo e Kafka sulla spiaggia, da noi usciti da Einaudi Lautore ha pubblicato anche racconti e saggi

CULTO
1Q84 il romanzo-culto di Murakami pubblicato per la prima volta in Giappone in tre volumi Il primi due libri sono gi usciti in un unico tomo da Einaudi lanno scorso

LA LET TURA

Scrittore e saggista giapponese Murakami Haruki nato a Kyoto nel 1949 Ha tradotto nella sua lingua le opere di Carver che considera uno dei suoi mentori letterari

Esce il secondo volume di 1Q84 che continua le storie di Tengo e Aomame. Ne anticipiamo un brano

MURAKAMI
Un altro mondo con due lune e i nostri grandi amori perduti
MURAKAMI HARUKI
(segue dalla prima pagina) inito di mangiare, si sedeva a una piccola scrivania e lavorava al romanzo. Scrivere con la penna stilografica dopo tanto tempo, era piacevole. Anche il fatto di lavorare in un luogo sconosciuto, lontano dalla vita di tutti i giorni, era un diversivo che non gli dispiaceva affatto. Dal porto giungeva il rumore monotono dei pescherecci c0he rientravano. A Tengo quel suono piaceva. Stava scrivendo un romanzo ambientato in un mondo con due lune, in cui esistevano i Little People e le crisalidi daria. Quel mondo lo aveva tratto dal romanzo di Fukaeri, La crisalide daria, ma ormai era diventato completamente suo. Mentre era piegato sui fogli a quadretti, la sua coscienza viveva l. Anche quando posava la penna e si allontanava dalla scrivania, con la mente restava in quel mondo. Allora provava una sensazione particolare, come se il corpo e la mente si dividessero, e non riusciva pi a distinguere il confine tra la realt e limmaginazione. Forse anche il protagonista del Paese dei gatti aveva provato una sensazione simile. Senza che se ne accorgesse, il centro di gravit del mondo si era spostato altrove. E lui (forse) non sarebbe mai pi riuscito a prendere il treno per tornare a casa. Alle undici doveva lasciare la stanza perch cominciavano le pulizie. A quellora smetteva di scrivere, usciva dallalbergo, camminava senza fretta verso la stazione e si sedeva in un bar a prendere un caff. A volte mangiava un piccolo sandwich, ma di solito si limitava al caff. Poi prendeva i giornali del mattino e li sfogliava con attenzione per accertarsi che non ci fossero articoli che lo riguardavano. Ma non ne trovava. La crisalide daria era sparito ormai da tempo dalla classifica dei best seller. Adesso il libro pi venduto era Dimagrire mangiando tutto ci che si desidera. Geniale. Con un titolo del genere, il libro avrebbe venduto anche se avesse avuto tutte le pagine bianche. Dopo aver bevuto il caff e letto i giornali, prendeva un autobus per recarsi dal padre. Di solito arrivava tra luna e mezzo e le due. Una volta l, scambiava qualche parola con linfermiera allaccettazione. Ora che alloggiava in paese e andava ogni giorno a far visita al padre, le infermiere lo trattavano con pi gentilezza e confidenza. Come una famiglia che accoglie il ritorno del figliol prodigo. Una giovane infermiera gli sorrideva con aria timida ogni volta che lo incrociava. Sembrava nutrire per lui uno spiccato interesse. Era piccola, con la coda di cavallo, gli occhi grandi e le guance rosse. Aveva poco pi di ventanni. Ma da quando aveva visto la bambina addormentata nella crisalide daria, Tengo non riusciva a togliersi Aomame dalla testa. Le altre donne erano soltanto

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IL LIBRO
1Q84-Libro 3 di Murakami Haruki sar in libreria dopodomani per Einaudi la seconda parte di 1Q84-Libro 1 e 2 (trad. di Giorgio Amitrano pagg. 400, euro 18,50)

Era piegato sui fogli a quadretti e la sua coscienza viveva l

pallide ombre, apparizioni passeggere. Aomame occupava stabilmente i suoi pensieri. Tengo aveva la convinzione che fosse viva e si trovasse da qualche parte, nel mondo. Altrimenti, quella sera, non avrebbe utilizzato un percorso tanto strano per incontrarlo. Anche lei non lo aveva dimenticato. Ammesso che ci che ho visto non sia stata una semplice allucinazione. Ogni tanto, per qualche istante, gli tornava in mente la sua amante, di alcuni anni pi grande di lui. Chiss che cosa stava facendo. Suo marito gli aveva detto al telefono che era irrimediabilmente perduta. Tengo non lavrebbe incontrata mai pi. Irrimediabilmente perduta. Era unespressione che risvegliava in lui una forte inquietudine. Era certo che quelle parole contenessero una sfumatura sinistra. Anche lei, tuttavia, si stava allontanando a poco a poco dai suoi pensieri. Tengo ricordava i pomeriggi trascorsi insieme come eventi del passato che avevano esaurito il loro significato. Si sentiva in colpa per questo. Ma la forza di gravit era cambiata senza che lui se ne accorgesse: adesso il centro era altrove, e non sarebbe mai pi tornato nella posizione di prima. Quando entrava nella stanza del padre, Tengo gli sedeva accanto e gli rivolgeva un rapido saluto. Poi

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NOBEL
da diversi anni che il nome di Murakami circola puntualmente alla vigilia del Nobel per la letteratura Per me contano solo i lettori, ha dichiarato lautore in unintervista uscita sullultimo Venerd
DISEGNO DI TULLIO PERICOLI

Le donne erano solo ombre, apparizioni passeggere


passava a raccontare, in ordine cronologico, tutto quello che aveva fatto a partire dalla sera prima. Niente di importante, naturalmente. Era tornato al paese in autobus, aveva cenato in una trattoria, mangiando qualcosa di semplice, bevuto una birra, era tornato in albergo e si era messo a leggere un libro. Alle dieci era gi a letto. Quando si svegliava la mattina passeggiava sulla spiaggia, faceva colazione, e lavorava per un paio dore al romanzo. Ogni giorno si ripeteva secondo lo stesso schema. Eppure Tengo, rivolgendosi a quelluomo privo di coscienza, raccontava le sue attivit quotidiane con dovizia di particolari. Dal padre non arrivava nessuna reazione, era come parlare al muro. Un rituale ormai acquisito. Ma a volte anche una semplice ripetizione pu significare molto. Tengo si metteva a leggere il libro che aveva portato con s. Non era sempre lo stesso. Recitava ad alta voce qualche pagina, a partire dal punto in cui era arrivato. Se si fosse trovato tra le mani il libretto distruzioni di una falciatrice elettrica, avrebbe letto quello. Procedeva lentamente e scandiva bene le parole, in modo da farsi capire. Lunica cosa di cui si preoccupava era questa. Fuori i fulmini si facevano sempre pi abbaglianti, e per un istante illuminarono di una luce biancastra la strada, ma non si sentivano tuoni. O forse, a causa di un intorpidimento dei sensi, non riusciva a sentirli. La pioggia scorreva come un torrente lungo la strada. I clienti, affondando i piedi nellacqua, continuavano a entrare nel locale uno dopo laltro. Lamico che era con lui non smetteva di fissarlo. Si chiese quale fosse il motivo, ma laltro non parlava gi da un po. Intorno a loro si lev un trambusto, ed ebbe limpressione che gli altri clienti, quelli seduti vicino e quelli pi lontani, si spostassero verso di lui, circondandolo. Si sent mancare il fiato. Qualcuno fece un verso strano, forse per schiarirsi la gola, o perch gli era andato di traverso un boccone. Sembrava quasi il rantolo di un cane. Di colpo ci fu un forte fulmine e un lampo biancastro penetr fin dentro il locale, illuminando le persone sul pavimento di terra battuta. Poich nello stesso istante rimbomb un tuono che sembrava voler spaccare il tetto, spaventato si alz, e le facce dei clienti ammassati sul pavimento si girarono contemporaneamente verso di lui. Non riusc a distinguere se fossero cani o volpi, ma erano bestie; tutte indossavano abiti, e ce nerano alcune che si leccavano gli angoli della bocca con le lingue lunghe. (Questo brano in corsivo tratto da un racconto di Uchida Hyakken, autore giapponese nato nel 1889 e morto nel 1971, n.d.r.) 2010 Murakami Haruki. All rights reserved 2012 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino Traduzione dal giapponese di Giorgio Amitrano
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