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Glossario delle frasi fatte

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Questo glossario delle frasi fatte contiene i modi di dire pi frequenti.
Indice
0 - 9AB C D EF G HI J KLM NO PQ R STUVWXYZ
?

Frasi fatte ed espressioni idiomatiche


Nel glossario non sono inclusi i proverbi, che sono un particolare tipo di affermazione che cerca di
sintetizzare una forma di sapere. Eric Partridge nel suo Dictionary of Clichs afferma che, a
differenza dei proverbi, i modi di dire non esprimono saggezza popolare, non hanno un significato
profondo o morale, ma sono semplicemente frasi "usa-e-getta". Infine, di molti di essi si perso il
significato letterale. Le espressioni idiomatiche sarebbero invece costrutti adattabili secondo il
contesto.
Alcuni modi di dire sono comunque di origine proverbiale: ad esempio Campa cavallo deriva dal
proverbio Campa cavallo che l'erba cresce, e sono legati al concetto di clich.
La differenza tra proverbi e frasi fatte pu essere sottile. Il presente glossario esclude i proverbi,
incluse tutte quelle massime di uso comune che conservano un contenuto: ad esempio, Tutto bene
quel che finisce bene (Shakespeare) stata esclusa in quanto assimilabile a un proverbio: in ogni
contesto in cui usata, infatti, essa esprime sempre lo stesso contenuto (ogni fatto o azione
positiva se ha un esito positivo). Al contrario Essere o non essere (ancora Shakespeare) stata
considerata una frase fatta (e non un proverbio), perch molto spesso usata al di fuori del contesto
originario, ed all'origine di calchi e parodie che non conservano praticamente traccia del contenuto
originale.
Una creazione usata da pochi parlanti, per esempio una semplice metafora, non sempre
considerabile come un modo di dire affermatosi in una lingua: invece possibile che si tratti di un
semplice fenomeno di idiosincrasia, dunque che venga considerato solo come una creazione
individuale. Dato che non esiste un confine netto tra neologismi individuali e modi di dire
saldamente ancorati nel sistema di una lingua, non possibile contare le espressioni idiomatiche
presenti in una lingua.
Se la frase fatta contiene un verbo, nella lista seguente riportata con il verbo all'infinito (ad
esempio, "andare a ramengo"), a meno che la frase rappresenti una frase fatta solo in una
determinata forma verbale.

Altri criteri di inclusione


In linea di massima si escludono le voci costituite da una parola sola: in questo caso, pi
che di frase fatta, si dovrebbe parlare di slittamento di significato di una parola.
Abbiamo escluso quelle frasi che, pur frequentissime nella lingua italiana, non mostrano
nessuna particolare alterazione retorica o di significato. Per esempio, l'espressione "in
poche parole" molto usata, ma sarebbe comprensibile anche a chi la sentisse per la prima
volta. Invece l'espressione "in parole povere" gi in qualche modo una frase fatta:
l'espressione contiene un'alterazione retorica (l'aggettivo "povere" riferito alle "parole") che
tipica di questa espressione.
Sono escluse anche le espressioni idiomatiche dialettali (per le quali bisognerebbe
organizzare glossari specifici), tranne quelle oramai italianizzate.
Sono parimenti escluse le espressioni volgari, che presumibilmente dovrebbero far parte di
raccolte a parte.

0-9
30 febbraio / 31 febbraio
Data impossibile, ma usata in modo scherzoso per dire "mai": Quando mi presti la macchina
nuova? Il 30 di febbraio - Dammi 10 milioni, 'che io puntualmente te li restituir con gli
interessi ogni 30 di febbraio. In contesti pi sottili, si usano altre date meno riconoscibili
come false a prima vista, come il 31 aprile.

A
A babbo morto
Il significato iniziale di restituire dei soldi senza una data precisa (quando si sarebbe riscossa
l'eredit a seguito della morte del padre), poi ha assunto altri significati, spiegati nella voce.
Abbassare la cresta
il gesto con cui i galli, prima o dopo un combattimento, riconoscono la superiorit
dell'avversario. Dal mondo contadino l'espressione ci arrivata con il senso di "calare le
proprie pretese", "riconoscere la propria inferiorit" o anche solo "far (di) meno l'arrogante /
non fare tanto l'arrogante".
A bizzeffe
In grande abbondanza. Questa frase ha diversi sinonimi: a iosa, a gog.
A bocca asciutta
Senza il bottino che si prevedeva di ottenere. Restare a bocca asciutta.
A bocce ferme / A palle ferme
Come nel gioco delle bocce la distanza dal pallino e di conseguenza i punti si assegnano solo
a bocce ferme appunto, in certe situazioni bene attendere che gli eventi in corso siano
terminati per procedere a una valutazione o a un'ulteriore azione.
A botta calda
Nell'immediatezza dell'accadimento.
A braccia aperte
In modo accogliente ed affettuoso.
A braccio
"Pressappoco" intendendo qualcosa misurato a braccio invece che con il metro. Simile
all'espressione "a spanne". Un discorso a braccio, un discorso non scritto, non preparato.
A briglia sciolta
Senza freni. Le briglie, nel caso di un cavallo in corsa, rappresentano i freni ed i comandi in
generale.
A buon mercato
Con poca spesa, a buon prezzo.
A calci nel sedere
Senza alcun riguardo.
A caldo
Poco dopo l'accaduto, quando se ne ha ancora viva l'emozione. In traumatologia si intende
anche il momento in cui avviene il trauma durante l'attivit fisica (in cui il corpo e la parte
interessata aumentano di calore).
A casa mia
Dal mio punto di vista, secondo me.
A chi tocca?
Chi il prossimo (di turno, della fila, della lista, nell'ordine del gioco)?
A colpo d'occhio
Sommariamente, a prima vista.
A colpo sicuro
Sapendo di non sbagliare, mossa di cui si conosce l'esito.
A corpo morto
Lasciare cadere il proprio corpo senza opporre alcuna resistenza.
Acqua cheta
L'espressione proviene da un proverbio: L'acqua cheta (chieta) scava i ponti. Si definisce
acqua cheta un individuo tranquillo che con costanza in grado, cheto cheto cio senza tanto
clamore n in aperta competizione, di eliminare ostacoli in apparenza inamovibili; o, in
negativo, chi apparentemente non sembra crear problemi ma a un bel momento potrebbe esser
proprio quello che sconvolger tutto.
L'espressione deve parte del suo successo alla commedia L'acqua cheta (1908) di Augusto
Novelli.
Acqua e sapone
Si dice di una ragazza che non fa uso di altro cosmetico che l'igiene personale per valorizzare
la propria bellezza. Ragazza sincera.
Acqua in bocca
"Non dire niente, non parlare!" Invito esplicito e complice a non parlare di qualcosa con
qualcun altro: rigorosamente come se si dovesse tenere dell'acqua in bocca, cosa impossibile
ovviamente se si prende a parlare.
A cuore aperto
Sinceramente, senza difese o diffidenze.
A cuor leggero
Compiere qualcosa superficialmente, senza pensare alle conseguenze.
A denti stretti
Nelle espressioni una risata a denti stretti, ridere a denti stretti, detto del ridere procurato
da qualcosa che comunque produce anche una certa amarezza e quindi non permette di godere
pienamente dell'aspetto ironico. Altro significato quello di cercare di ottenere qualcosa
anche con grande sforzo.
A Dio piacendo
"Sperando che vada tutto bene".
Ad ogni morte di Papa
"Molto raramente". La morte di un Papa considerata un evento relativamente raro. Ad
esempio: In Sicilia nevica a ogni morte di Papa; in Sicilia nevica molto raramente.
A doppio taglio
Detto di cosa che ha degli effetti sia positivi che negativi, e che quindi necessita di cautela
nell'usarla.
Aff di Bacco
a fede di Bacco. Si invocava simbolicamente il dio Bacco come testimone senza tema di
smentita per garantire che in una locanda si mangiava e si beveva bene.
A fior d'acqua
Molto vicino alla superficie dell'acqua. Qui "fiore" - forse per traslato dal fiore come parte pi
alta della pianta - indica la superficie di un oggetto (anche liquido) o comunque la sua
porzione vicina alla superficie stessa. Cfr. "affiorare" per "emergere". Un altro esempio la
voce successiva "a fior di pelle", o anche "fior di latte" per indicare la panna che, come noto,
galleggia sul latte grazie alla sua minore densit.
A fior di pelle
Molto vicino alla superficie della pelle, epidermico. Un'impressione a fior di pelle
"Un'impressione immediata, istintiva, epidermica". Avere i nervi a fior di pelle "Essere molto
sensibili, suscettibili".
Affilare le armi
Prepararsi a uno scontro.
A fondo perduto
Senza dover restituire l'investimento iniziale.
A freddo
A distanza di tempo, quando gli animi si sono calmati
A frotte
"In gruppi" quindi "abbondantemente". Detto originariamente di persone. I bambini escono di
scuola a frotte.
Agli sgoccioli
Vicino al termine, agli ultimi istanti, alle ultime risorse
A gog
"in grandi quantit, a profusione". Dal francese gogo, attraverso l'inglese a go-go.
A naso
Intuitivamente.
A pelle
Ad una prima impressione.
A iosa
"In grande abbondanza, un'infinit". Secondo il Vocabolario Etimologico di Pianigiani da
"chiosa", nel significato passato di "monetina", in grado quindi di acquistare solo cose di cui
c'era abbondanza; oppure, attraverso il provenzale, dal "gaudium" latino. Secondo
l'Etimologico DELI di Cortelazzo-Zolli l'origine tuttora da ritenersi ignota. In alcune parti
del Nord Italia si usa, in alternativa, l'espressione "a ioia".
Ai posteri l'ardua sentenza
Su certi argomenti, oggi troppo controversi, toccher ai posteri pronunciarsi. La frase celebre
tratta da due versi de Il cinque maggio, il componimento poetico pi celebre di Alessandro
Manzoni. Il giudizio che Manzoni rimanda ai posteri quello sulla vita di Napoleone
Bonaparte: Fu vera gloria?
Ai tempi in cui Berta filava
Ai tempi antichi. La Berta in questione Berta la piedona, moglie di Pipino il Breve e madre
di Carlo Magno, beata e patrona delle filatrici.[1]
Ai tempi di Carlo Codega
In un tempo vecchio e sorpassato. Espressione tipica della zona di Milano.

In Veneto in vece si dice Ai tempi di Marco Caco.


Al dente
Il modo di dire indica il grado di cottura di riso e pasta, quando non sono interamente cotti o
comunque sono ancora caratterizzati da una certa compattezza.
Al di l del bene e del male
L'omonima opera di Friedrich Nietzsche (1886) era una requisitoria contro i sistemi filosofici
dominanti. L'omonimo film di Liliana Cavani (1977) era a sua volta ispirato alla tormentata
biografia di Nietzsche. Oggi a volte si definisce al di l del bene e del male un'opera
d'ingegno (libro, film, opera d'arte, ecc. ), talmente bella (o brutta) da meritare una categoria a
s, fuori dai canoni artistici codificati; oppure un personaggio pubblico talmente celebre da far
"saltare" le abituali convenzioni morali (Xxx ormai al di l del bene e del male, etc).
Al di sopra di ogni sospetto
Insospettabile
Alla bell'e meglio
In maniera approssimativa.
Alla buona
Senza particolare puntiglio o precisione.
Alla buon'ora
Con ampio ritardo, in senso ironico.
Alla bersagliera
Letteralmente "di corsa". Frase resa famosa nel film Fantozzi contro tutti, con il protagonista
alle prese con una bicicletta.
Alla carlona
Significa "alla buona", "senza pretese", "senza cura". Il "re Carlone" dei poemi cavallereschi
in realt Carlo Magno, che anche dopo l'incoronazione a Sacro Romano Imperatore non
rinunci mai alle sue abitudini e ai suoi abiti un po' grossolani. Il modo di dire attestato nella
letteratura italiana sin dal 1400 (ad esempio, in Pietro Aretino).
All'acqua di rose
"Eccessivamente diluito, di debole effetto". Ad es.: Un farmaco all'acqua di rose: un farmaco
blando o che non ha sortito l'effetto desiderato. Si dice anche di una situazione che si presenta
senza difficolt.
Alla fine della fiera
in sostanza, in ultima analisi.
Alla fine della giostra
Alla resa dei conti.
Alla garibaldina
Compiere un'azione alla garibaldina significa intraprenderla senza troppe cautele, d'impeto,
con avventatezza e slancio temerario. L'espressione un chiaro riferimento ai metodi di
combattimento usati da Giuseppe Garibaldi, e in particolare alla Spedizione dei Mille.
Alla grande
Magnificamente.
All'americana
Si dice di cosa fatta in grande stile, oppure in un modo inusuale o con gusto grossolano.
All'arma bianca
Nelle battaglie campali era l'ordine impartito ai soldati per continuare a combattere con le
spade o le baionette una volta che avevano terminato le munizioni dei loro fucili. Le armi da
taglio o da punta (pugnali, spade, baionette), sono dette armi bianche. un calco
(medievale?) dal germanico blanch (tedesco moderno blank), che significava anche
"splendente": si tratta di armi metalliche, che quindi scintillano al sole.
A volte l'espressione viene usata, con una sfumatura vagamente parodistica, per indicare uno
scontro dialettico molto acceso tra due persone: una variante altrettanto diffusa alla
baionetta.
Alla romana
Viene cos definita la modalit di dividere una spesa in parti uguali fra tutti i partecipanti,
senza tener conto dell'effettiva fruizione di ciascuno di loro.
Alla "viva il parroco"
In maniera approssimativa o plateale, alla buona
Alle perse
Quando tutto perduto, come ultima opzione.
Alle prime armi
Si dice di persona con poca esperienza. Probabilmente deriva dall'ambiente militare.
Al passo coi tempi
"Stare al passo coi tempi" significa conoscere e usare i mezzi, le soluzioni, pi aggiornati.
Alti papaveri
Persone importanti, generalmente in ambito militare o politico.
Altro che storie
Locuzione che intende sottolineare ed enfatizzare la verit di un'opinione o di un fatto
contestato. La parola storie caratterizza i possibili dissensi come fatti inventati oppure scuse.
Es.: Ma che c'entrava esser poveri? che erano sudici, altro che storie! (La ragazza di
Bube).
Altro giro altra corsa
Indica in modo ironico una ripetitivit quasi ossessiva di una certa azione, specie se
giocoforza dopo un primo iter infruttuoso. Deriva dall'espressione usata dai giostrai nei luna
park.
Alzare i tacchi / Ritirarsi in buon ordine
Andare via. S'usano dire pi spesso quando si tratta di una situazione critica in cui conviene
farlo, come di mezza fuga, mezza sconfitta, ritirata strategica.
Alzare il gomito
bere oltre misura (alcoolici), perch solo alzando il gomito un ubriaco riesce ancora a svuotare
il bicchiere.
A memoria d'uomo
A quanto si ricorda, da sempre.
Amico del giaguaro
Amico del tuo nemico. Nasce da una barzelletta che racconta di un presunto cacciatore di
giaguari, al quale un amico ricorda tutte le difficolt che potrebbe incontrare. Alla fine luomo
chiede all'altro se sia pi amico del giaguaro che suo. Significa mettere in dubbio la lealt di
un amico che, secondo noi, solleva troppe obiezioni. Nel parlare comune entrata grazie al
variet televisivo L amico del giaguaro condotto da Corrado e trasmesso su Raiuno dal 1961
al 1964, che a sua volta faceva riferimento al titolo di un film del 1958 nel quale recitava
Walter Chiari.
Ammazzare il tempo
Trovare espedienti per passare il tempo, in un modo o nell'altro.
Ammesso e non concesso
Supposto, per il momento, che le cose stiano cos, pur senza riconoscerlo in via definitiva.
Andare a Canossa
La frase significa "umiliarsi, ammettere di avere sbagliato". A Canossa, nell'inverno del 1077,
l'imperatore Enrico IV attese per tre giorni e tre notti, scalzo e vestito solo di un saio, di essere
ricevuto e perdonato dal Papa Gregorio VII. Ma il conflitto tra i due (la lotta per le
investiture) era destinato a riaprirsi di l a poco.
Andare a dama
Arrivare all'obiettivo prefissato.
Andare / cascare a fagiolo
Capitare a proposito, al posto e al momento giusto.
Andare a farsi benedire
Frase usata nell'abbandonare ci che si sta compiendo senza aver ottenuto nulla. La
benedizione un atto per richiedere un intervento divino. Quando non si ha pi speranza
d'ottenere ci che ci si aspetta, l'unica possibilit attendersi un miracolo.
Andare a gonfie vele
L'espressione marinaresca, che significa "navigare sfruttando tutte la forza del vento",
passata nell'italiano colloquiale, dove viene adoperata per descrivere una situazione in cui
tutto sta andando per il meglio.
La locuzione deriva forse dall'analoga espressione latina pleno velo, usata per esempio da
Publio Virgilio Marone nell'Eneide (libro I verso 401).
Di significato simile sono frasi come andare a vele spiegate o con il vento in poppa.
Andare a letto con le galline
Le galline, come molti animali diurni, seguono il sole. Andare a letto con le galline significa
dunque letteralmente andare a letto al tramonto, per estensione andare a letto molto presto.
Andare a pennello
"Star bene indosso". Di abiti e qualunque oggetto adoperabile a proprio uso.
Andare a quel paese
Si manda "a quel paese" una persona che ci ha fatto arrabbiare. L'invito ad allontanarsi un
eufemismo, che sostituisce espressioni pi forti come Andare al diavolo, all'inferno, in
malora o pi volgari come Andare a fare in culo. Celebre la canzone "E va" interpretata da
Alberto Sordi, il cui incipit recita, in romanesco: "Te c'hanno mai mannato...a quer paese??!!
Sapessi quanta gente che ce sta!!".
Andare a ramengo
Significa perdersi, fallire nei propri scopi. Deriva verosimilmente dalla forma poetica "andare
ramingo" (solo, senza una meta, allontanato da tutti, povero e disperato) ereditata
probabilmente dall'italiano volgare dell'Alto Medioevo. Potrebbe anche derivare dal nome del
comune in provincia di Asti Aramengo dove pare esistessero delle carceri che ospitavano le
persone insolventi o che avevano fatto bancarotta.
Andare a rotoli
Si dice di situazioni, eventi, che "precipitano": vanno irrecuperabilmente male: "Tutto andava
a rotoli".
Andare a vedere
Tecnica di indagine mirata alla verifica reiterata dello storico.
Andare a zonzo
Non si conosce esattamente l'origine etimologica della parola "zonzo", che alcuni vorrebbero
derivata dal suono che emettono le mosche durante il loro volo notoriamente irregolare ed
imprevedibile. Dovrebbe quindi essere solo una forma onomatopeica. Altri lo ipotizzano da
"gironzolare" (letteralmente "farsi dei giretti", ma che suona anche "ronzare in giro"). In ogni
caso, ha il significato di "girare senza meta", anche solo per divertimento.
Andare controcorrente
Essere anticonformisti e diversi dalla massa.
Andare dietro alle chimere
Illudersi di qualcosa di irrealizzabile.
Andare in bianco
Significa non raggiungere lo scopo, non ottenere quanto sperato.
Un pescatore che torna a casa senza pesci " andato in bianco".
Un giovanotto che sperava di conquistare una ragazza, ma non conclude nulla ... "andato in
bianco".
Andare in cavalleria
Si dice di un conto che non verr mai pi saldato, un pagamento che non verr pi eseguito, e
per estensione un'operazione prevista ma senza pi riscontro.
Andare in rosso
Significa "rimanere senza soldi, sforare il budget". Il "rosso" un chiaro riferimento al conto
bancario. Similare "Essere al verde".
Andare (finire) in vacca
Si dice di qualcosa che va a finire male.
Andare (filare) liscio
Procedere regolarmente, senza intoppi.
Andare nel pallone
Restare confusi dalle troppe sollecitazioni (come quelle subite da un pallone da calcio durante
un incontro).
Andare per il sottile
Usata come negazione, che non va tanto delicatamente alla questione, ma ci arriva in modo
crudo e schietto.
Andare per la maggiore
Essere alla moda.
Andare storto / Non andare per il verso giusto
Procedere o concludersi non positivamente.
Andarsene alla chetichella
Andarsene di nascosto, senza far rumore.
Animale da palcoscenico
Lo si dice di un cantante o di un attore estremamente a suo agio ed espressivo sul
palcoscenico.
A occhio e croce
All'incirca, pi o meno.
A ogni pi sospinto
Dappertutto, in ogni dove. In continuazione.
A onor del vero / A voler essere obiettivi / Per dirla tutta
In realt; volendo richiamare altri dati di fatto.
A palla
Al massimo delle capacit o velocit, tipico del centro Italia.
A piede libero
senza vincoli - senza catena e palla di ferro al piede - come avevano i carcerati in passato
A pi non posso
Indica una quantit enorme.
Appendere (le scarpe) al chiodo
L'espressione, usata spesso in ambito sportivo, significa "ritirarsi dall'attivit agonistica". Pu
essere anche estesa al membro di una qualsiasi categoria professionale che decida di ritirarsi.
Le "scarpe" in questi casi sono sostituite da un analogo "ferro del mestiere"; ad esempio, un
ciclista appender la bicicletta al chiodo; un pattinatore appender i pattini; ecc.
Apprendista stregone
Si dice di una persona irresponsabile, che facendo uso di strumenti o sistemi che non sa
maneggiare, rischia di causare danni irreversibili.
Apriti, cielo!
Esclamazione che commenta in maniera critica l'inizio di un evento concitato.
A quattro ganasce
Divorare.
A quattro palmenti
Si usa per indicare un modo di mangiare veloce e ingordo, sinonimo di abbuffarsi. "Palmento"
un sinonimo di "macina", come quelle usate nei mulini. Quindi triturare in grande quantit,
come quattro macine.
A ragion veduta
Locuzione avverbiale. "Dopo averne conosciute le ragioni" quindi "oculatamente,
opportunamente".
Argento vivo
L'argento vivo il mercurio, che ha il colore uguale all'argento, ma liquido. Si dice di
persone che hanno una vitalit eccezionale: "Ha l'argento vivo addosso!"
Aria fritta
Lo si dice di un'idea, un progetto, un discorso, inconcludente, evanescente, privo di sostanza e
fondamento.
Armata Brancaleone
Un'accozzaglia eterogenea di persone. L'espressione ha origine con l'omonimo film di Mario
Monicelli (1966).
Armiamoci e partite
L'esortazione ironica si riferisce a chi non ha il coraggio di agire in prima persona e preferisce
mandare avanti gli altri. La frase, una chiara parodia dello stile militaresco e in particolare
mussoliniano. pronunciata, ad esempio, da Tot nel film Tot contro Maciste (1962). Nel
1971 diventa anche il titolo di un film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
A rotta di collo
Riferito quasi sempre a una corsa, anche in senso metaforico, magari lungo un pendio, di un
soggetto talmente veloce da rischiare di rompersi il collo in caso di caduta. "Rotta" una
forma antica per "rottura" ricavata direttamente dal participio passato di rompere.
Arrampicarsi sui vetri / sugli specchi
"Sforzarsi invano di argomentare l'impossibile". Vetri e specchi, essendo molto lisci, non
lasciano alcun appiglio.
Arriva la cavalleria
Simile all'espressione arrivano i nostri.
Arrivano i nostri
Si dice solitamente quando arriva qualcuno in soccorso di chi in difficolt. La frase ha
origine dai classici film western, nei quali il provvidenziale arrivo della cavalleria salvava i
protagonisti da morte certa.
Ascesa e caduta
Simile all'espressione "vita morte e miracoli".
Asilo Mariuccia
Detto di una situazione in cui molti si comportano in modo infantile; prende il nome da un
istituto tuttora esistente a Milano (che per non un asilo infantile).
Aspetta e spera
Faccetta Nera / Bell'abissina / Aspetta e spera / Che gi l'ora s'avvicina! / Quando staremo /
Vicino a te / Noi ti daremo / Un'altra legge e un altro re!.
La pi conosciuta canzonetta coloniale del regime fascista (scritta nel 1935 da Renato
Micheli) ha dato vita a un'espressione che conserva ben poco del suo significato originario.
Equivale al pi usato campa cavallo.
Aspettando Godot
Il titolo della famosa opera di Samuel Beckett ha assunto il significato di aspettare qualcosa
che non arriva, e che chi l'aspetta non fa niente per far s che ci avvenga.
A spron battuto
Letteralmente "Pungolando ripetutamente con lo sperone". Quindi "Forzando l'andatura, a
tutt'andare"
Assalto alla diligenza
Attacco, anche metaforico, condotto con forze soverchianti ed in modo violento e disordinato,
a un bersaglio di valore. Trae origine dagli stereotipi dei film western, nei quali le diligenze,
che viaggiano regolarmente isolate e poco difese in territori ostili, sono attaccate o prese in
imboscata da bande di fuorilegge. Per estensione quindi qualsiasi azione condotta con queste
modalit. Diverso da "sparare sulla croce rossa" per l'implicita connotazione di bottino
possibile nei beni trasportati dalla diligenza.
Asso nella manica
Avere una soluzione vincente ancora non svelata ma soprattutto molto inaspettata. L'asso,
infatti, in parecchi giochi di carte la carta con il maggior valore. In passato i bari erano soliti
nascondere un asso all'interno delle maniche per barare in maniera pi nascosta.
A stecchetto
Con poco cibo, a dieta. Mi ha lasciato a stecchetto "Mi ha offerto un magro pasto".
Astratti furori
Io ero, quell'inverno, in preda ad astratti furori. Non dir quali, non di questo mi sono messo
a raccontare. Ma bisogna dica ch'erano astratti, non eroici, non vivi; furori, in qualche
modo, per il genere umano perduto. Il celebre incipit del romanzo Conversazione in Sicilia di
Elio Vittorini ha dato vita a una formula molto usata nella lingua italiana. Essere in preda ad
astratti furori pu significare perdersi in ragionamenti eccessivamente complessi; oppure
(secondo un'interpretazione pi prossima a quella del testo di Vittorini), ripiegarsi in una
contemplazione indignata dei problemi concreti della societ, senza individuare un modo per
risolverli. Il richiamo agli "eroici furori", contenuto nella frase di Vittorini, vale come
riferimento al titolo di un'opera di Giordano Bruno, De gli eroici furori (Londra, 1585).
Attaccare bottone
Incominciare in modo improvvisato una conversazione con una persona sconosciuta, spesso
usata per indicare l'uomo che ci prova con una donna.
Attaccarsi al tram
L'espressione trova la sua origine nella possibilit per i passeggeri dei pi lenti tram del
passato di viaggiare, in ogni caso pi scomodamente, restando aggrappati alle strutture
esterne, specialmente avendolo "preso al volo", giunti che gi partiva o in un passaggio a
bassa velocit del mezzo (al tempo operazione consentita): va intesa come la risposta
spregiativa di chi invece un posto regolare era riuscito a raggiungerlo ("E io? / C' posto
anche per me?" "E tu ti attacchi / Adesso ti attacchi").
Oggi l'espressione utilizzata in senso figurato per indicare la situazione di chi si vede
costretto a rinunciare a un obiettivo, per non aver raggiunto le condizioni necessarie a
ottenerlo (per esempio, chi arrivato fuori tempo massimo a un impegno e vi deve rinunciare
o perde il proprio turno o ne viene escluso). Equivale a "scordarselo" / "ormai poterselo
dimenticare" ecc.
Attrazione fatale
Un rapporto sentimentale - di norma extraconiugale - vissuto con intensit tale da risultare
morboso, viene spesso definito nel lessico giornalistico "attrazione fatale". Il riferimento a
un film di successo del 1988, Fatal Attraction (Attrazione fatale nella versione italiana),
girato da Adrian Lyne e interpretato da Michael Douglas e Glenn Close.
A tutta birra
"A tutta velocit". Deriva probabilmente da una traduzione errata dell'espressione francese
toute bride ("a tutta briglia").
A tutto gas
Variante (pi corretta) di a tutta birra.
A tutto spiano
Senza limiti di sorta. Lo spiano era la misura della quantit del grano assegnata ai fornai per la
panificazione: se non c'erano carestie o particolari scarsit del prodotto la quantit erogata con
profusione era appunto quella a "tutto spiano", mentre in caso contrario veniva ridotta a
mezzo spiano o anche di meno.
A ufo
Senza pagare, in origine in forza di una disposizione superiore, oggi generalmente con una
connotazione negativa come ad esempio per una preferenza percepita come arbitraria. Cfr.
"Quello scroccone del cugino del padrone viene sempre a mangiare a ufo." Deriva dalla
storpiatura dell'acronimo latino A.U.F. (Ad Usum Fabricae), che veniva scritto su carri e
barche che trasportavano materiali per la costruzione di importanti edifici di interesse comune
(es. palazzi pubblici e chiese) e per questo esentati da ogni tipo di tassa.
A un bel momento
Un certo momento, ma senza preavviso ovvero arbitrariamente.
Auguri e figli maschi
Tipico saluto di commiato indirizzato verso i novelli sposi. La nascita della frase legata a
una concezione patriarcale della societ, in cui l'arrivo di figli maschi maggiormente
auspicabile.
A un palmo dal naso
"Vicinissimo". a un palmo di mano dal proprio naso. Da non confondere con la simile
espressione con un palmo di naso.
A un tiro di schioppo
Vicinissimo, come la distanza di un colpo di fucile (schioppo).
Avanti tutta
Locuzione marinaresca, che significa letteralmente "viaggiare dando ai motori del natante la
potenza massima, per andare il pi veloce possibile". Si adopera per chiedere a chi ci ascolta
di impegnarsi al massimo e nel minor tempo possibile.
Avere il cuore in gola
"Essere tanto emozionati da non riuscire a parlare"
Avere il dente avvelenato
Essere infuriati.
Avere i numeri (dei numeri)
"Essere in grado di fare una determinata cosa" oppure "essere la persona giusta".
Avere il pelo sullo stomaco
Essere freddi e cinici.
Avere la coda di paglia
"Sapere di aver sbagliato". L'espressione derivata da un proverbio: "chi ha la coda di paglia,
ha sempre paura che gli pigli fuoco". Una persona con "la coda di paglia" si aggira tra gli altri
con sospetto, per il timore che qualcuno noti le sue colpe o i suoi difetti.
Avere la sindrome del genio incompreso
Reputare di non essere capiti appieno dal prossimo a causa della propria presunta grande
intelligenza o a causa della presunta inferiorit degli altri.
Avere l'acquolina in bocca
Letteralmente si riferisce alla salivazione che in modo spesso incontrollabile si scatena alla
vista o al pensiero di un cibo particolarmente goloso (riflesso condizionato). Viene utilizzata a
indicare quelle situazioni che attirano la nostra attenzione in quanto offrono la prospettiva di
un semplice, immediato e positivo beneficio.
Avere le braccine corte
Dicesi di persona che tende ad essere avara nello spendere i propri risparmi.

Deriva verosimilmente dall'antica abitudine che i venditori di tessuti avevano, nel misurare la stoffa
da vendere secondo la lunghezza del proprio braccio; se si allungava il braccio un po' meno di
quanto possibile, si otteneva il risultato di vendere meno stoffa, ma applicando il prezzo pieno.
Avere le carte in regola
Avere tutti i documenti richiesti; per estensione: tutto ci che normalmente occorre, anche
figuratamente: le qualit necessarie.
Avere le mani legate
Essere impossibilitati a compiere un'azione.
Avere le pezze al culo
Essere veramente ridotti al minimo sul piano economico.
Avere/sentire le farfalle nello stomaco
La strana sensazione allo stomaco che sente chi innamorato.
Avere le mani bucate
Essere uno spendaccione.
(Avere un) conto in sospeso
Letteralmente: vantare un credito; figuratamente: aver subito un torto, di cui quindi si
potrebbe voler richiedere una riparazione, le scuse ecc o da "ripagare" cio di cui vendicarsi.
Avere un groppo in gola
Non riuscire a parlare per l'emozione.
Avere voce in capitolo
Avere l'autorevolezza per poter parlare, ricevere la dovuta considerazione, vedere ammessa la
propria posizione, in proposito di un certo argomento. Il capitolo in questione in realt un
calco del latino capitolum, "collegio" o "consiglio"; la frase fatta deriva infatti dall'uso
monastico di dare voce, durante il "Capitolo", ovvero la riunione quotidiana di tutti i monaci,
soltanto a quanti tra essi avessero gi pronunciato i voti perpetui; per traslato, chi "non ha
voce in capitolo" meno importante, come appunto i novizi nel monastero.

B
Baciamo le mani
Modo di dire tipico del Sud d'Italia, e in particolare della Sicilia. Risale all'epoca in cui, in
segno di rispetto e sottomissione, si baciava effettivamente la mano di una signora o di chi
fosse considerato dalla comunit un personaggio potente, sia economicamente che
politicamente. Col tempo si smesso di baciare realmente la mano, ma la frase entrata
nell'uso comune, come segno di riverenza e rispetto. Pu anche assumere un significato
ironico, per parodiare il comportamento un po' troppo altezzoso di qualcuno.

Baciarsi i gomiti
Si dice relativamente a contesti di situazioni o avvenimenti, pensando a come ci si potrebbe
trovare se si verificassero determinate condizioni del tutto impossibili, cos come
impossibile baciarsi i gomiti. Si veda ad esempio "Mi bacerei i gomiti se avessi il suo lavoro!"
intendendo che non si potr mai avere quel lavoro.

Bagnato come un pulcino


Completamente bagnato, zuppo, come un pulcino uscito dall'uovo appena schiuso.

Banalit del male


Nel 1963 la studiosa tedesco-americana Hannah Arendt pubblic le sue cronache del processo
al criminale nazista Adolf Eichmann col titolo Eichmann in Jerusalem - A Report on the
Banality of Evil ("Eichmann a Gerusalemme: rapporto sulla banalit del male"). La scelta
dell'editore italiano di intitolarne la traduzione La banalit del male contribuir al successo di
quest'espressione nel lessico giornalistico, politico e scientifico. Per la Arendt il male "pu
invadere e devastare tutto il mondo perch cresce in superficie come un fungo. Esso sfida il
pensiero, perch il pensiero cerca di raggiungere la profondit, andare alla radice, e nel
momento in cui cerca il male, frustrato perch non trova nulla. Questa la sua "banalit"...
solo il bene ha profondit e pu essere integrale". Per contrasto si parla anche di banalit del
bene (dal titolo della biografia di Giorgio Perlasca scritta da Enrico Deaglio), se chi lo compie
d per scontata l'imposizione della propria coscienza o lo fa per senso del dovere, e comunque
senza aspettarsi alcuna ricompensa.

Bando alle ciance


Le ciance sono (nel vernacolo toscano) le chiacchiere futili e vane, da cui "andiamo a fare
quattro ciance". Per cui "bando alle ciance" pu avere il significato "basta con le parole" (e
magari passiamo ai fatti).
Ma ciance significa anche frottole, stupidaggini, fandonie per cui il significato potrebbe
essere "basta con le frottole!"

Bastian contrario
Chi prova gusto a opporsi all'opinione altrui, dicendo o facendo il contrario

Bastone tra le ruote


un ostacolo procurato da altre persone.

Battere cassa
Esigere il pagamento

Battere in ritirata o Battere la ritirata


Dare il segnale della ritirata o ritirarsi frettolosamente

Battere la Diana
Dare il segnale militare della sveglia

Battere la fiacca
Stare senza far niente

Batti e ribatti
Sostantivo. "Discussione serrata". Tra i due era un batti e ribatti di accuse e controaccuse

Bava di vento
Vento leggerissimo e continuo, di forza inferiore alla brezza, secondo la Scala di Beaufort.

Becco di un quattrino
Vedi Il becco di un quattrino.

Bell'e buono
Indiscutibilmente tale, proprio, inutile negarlo o girarci intorno: "Questo un sopruso bell'e
buono".

Bello/a come il sole


Bellissimo/a.

Birone
termine dialettale indicante l'attrezzo utilizzato per tappare i tini contenenti il vino. Nel gergo
tecnico meccanico tale termine viene generalmente utilizzato per indicare particolari metallici
di rilevanti dimensioni.

Bogolo/Bogolatura
protuberanza naturale o artificiale. Nel gergo tecnico meccanico viene largamente utilizzata
l'attivit di bogolatura per aggiungere mediante incollaggio protuberanze o appendici.

Botta di vita
Inatteso slancio di vivacit.
Botta e risposta
Serrato scambio di battute.

Botte da orbi
Frase tipicamente toscana che sta a significare picchiarsi menando colpi selvaggiamente e
furiosamente. Gli "orbi" stanno a significare i ciechi che, non potendo vedere, menano quindi
botte e colpi a casaccio.

Braccia rubate all'agricoltura


Motto ironico con cui si apostrofa una persona che svolge un lavoro intellettuale senza
sembrarne all'altezza.

Braccino corto
Motto ironico con cui si apostrofa una persona avara.
Vedi Avere le braccine corte

Brancolare nel buio


Brancolare significa avanzare a tentoni; si usa quando non si sa pi cosa fare in una
determinata situazione.

Bruciarsi i vascelli alle spalle


Fare una scelta irrevocabile, o anche arrivare involontariamente in una situazione dalla quale
non si pu pi tornare indietro.

Brutto anatroccolo
Il brutto anatroccolo della celebre fiaba omonima di Hans Christian Andersen (nell'originale
danese grimme lling) in realt un piccolo cigno, il cui uovo finito in un nido di anatre: la
sua bellezza si riveler soltanto nella maturit. Con questa fiaba, Andersen ha creato una
potente metafora dell'adolescenza: l'espressione "brutto anatroccolo" rimasta nella lingua
italiana a indicare una persona apparentemente sgraziata, ma dotato di potenzialit ancora
inespresse.

Brutto come la fame (anche Brutto come il peccato)


Terribilmente brutto.

Buco nell'acqua
Attivit inutile.

Buco nero
In riferimento ad aziende o istituti di credito che, per analogia ai buchi neri in cui la materia
scompare, truffano i propri clienti facendo sparire enormi quote di denaro. Questo termine
pu riferirsi anche a enti che, nonostante la ricezione di fondi pubblici consistenti, offrano
servizi di basso livello o, peggio, non ne eroghino.

Buonanotte ai suonatori
Si sottintende che la serenata o la festa sia finita, ovvero (fuor di metafora) che ormai
passato il tempo di concertarsi d'intesa e non rimane che separarsi senza aggiungere parola.

Buonanotte al secchio
"Lasciamo perdere, non c' niente da fare". L'espressione deriva con molta probabilit dal
modo di dire quando un secchio slegato cadeva in un pozzo ed era quindi impossibile da
recuperare.

Buono come il pane


Indiscutibilmente buono.

Buttare a mare qualcosa, qualcuno


Disfarsi di qualcuno o qualcosa.

C
C' del marcio in Danimarca
"Something is rotten in the state of Denmark". una celebre frase pronunciata da Marcellus,
ufficiale danese, nell'Amleto di William Shakespeare (Atto I, scena IV), durante la prima
apparizione dello spettro. Oggi la frase si usa per suggerire che in un certo ambiente qualcuno
stia congiurando ai danni di altri.

C' un giudice a Berlino


Per ricordare che prima o poi la giustizia compie il suo corso.

Caccia al ladro / all'uomo


L'inseguimento di un malvivente da parte delle forze dell'ordine. Si pu riferire
parodisticamente alla ricerca faticosa di una persona molto richiesta.

Caccia alle streghe


Persecuzione spietata, ingiustificata, pretestuosa. L'espressione si riferisce alle pratiche
giudiziarie diffuse in Europa tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'et moderna, che
consentivano ai tribunali di imprigionare, torturare e mandare a morte uomini e donne con la
sola accusa di stregoneria o di commercio col diavolo, il pi delle volte contestata a membri
pi o meno irrequieti delle classi popolari.

Cadere (cascare) a fagiolo


"Capitare opportunamente, al momento, alla maniera giusta". La crisi di governo casca a
fagiolo per gli speculatori finanziari

Cadere (cascare, scendere) dal pero


L'espressione potrebbe derivare dall'antica locuzione stare sulle cime degli alberi, adoperata
per designare chi parlava in modo troppo difficile o supponente: da cui l'invito a "scendere dal
pero" e a tornare a comunicare coi propri simili.
Chi invece "casca" dal pero, sperimenta un doloroso impatto con la realt, dopo essere stato
per troppo tempo nel mondo illusorio dei propri pensieri, o della propria infanzia, ecc.
Cadere (cascare) dalle nuvole
Un tempo l'espressione aveva due significati:
1. "arrivare all'improvviso, senza avvisare".
2. "scoprire con incredulit qualcosa di evidente per tutti"
In entrambi i casi, le "nuvole" rimandano alla divinit: dalle nuvole, ad esempio, proviene la
folgore di Zeus, che colpisce senza preavviso. Ma sulle nuvole risiedono anche gli angeli e i
santi del paradiso cristiano, che cadendo oggi sulla terra si troverebbero immersi in un mondo
del tutto nuovo e stupefacente per loro.
Dei due significati, oggi ormai resiste solo il secondo.

Cadere nelle braccia di Morfeo


Addormentarsi. Da Morfeo, divinit greca dei sogni.

Calcare la mano
Esagerare

Calende greche
Le calende (Kalendae) erano festivit latine, non previste dal calendario greco. Perci
rimandare qualcosa "alle calende greche", significa rimandarlo per sempre. L'espressione un
calco della locuzione latina Ad Kalendas graecas, attribuita da Gaio Svetonio Tranquillo
all'imperatore Augusto. Stesso uso del latinismo sine die, ma con una connotazione negativa.

Calma e gesso
Si dice quando si esorta alla calma e a non agire troppo in fretta. Deriva dal linguaggio dei
giocatori di biliardo, che prima di effettuare tiri difficili danno un ritocco alla punta della
stecca, che appunto ricoperta di gesso.

Calzare a pennello
Vedi andare a pennello

Cambiare i connotati
Malmenare qualcuno fino a deformargli il volto. I connotati sono i tratti distintivi del viso.

Camminare sulle uova / Andare con i piedi di piombo / Andarci cauti


Muoversi (anche fisicamente) "come se si stesse camminando sulle uova" significa farlo con
estrema cautela, ad esempio con gesti misurati, cos "andarci/procedere con i piedi di piombo"
(perlopi solo figuratamente) vuol dire affrontare una situazione con la massima prudenza,
tipicamente non dando niente per scontato e/o evitando ogni sfrontatezza; "andarci cauti"
appena meno enfatico.

Campa cavallo
Si dice quando un evento positivo desiderato rimandato a un tempo indefinito nel futuro.
L'espressione deriva dal proverbio tradizionale "campa cavallo che l'erba cresce" - dove
ovviamente non si sa di cosa possa campare il cavallo mentre l'erba cresce. Vedi anche:
Aspetta e spera

Candido come un giglio


Purissimo. Il giglio un fiore bianco, il colore che simboleggia la purezza e la verginit.

Cane bastonato
Persona dall'aria depressa.

Cane sciolto
Persona anticonformista, che non segue la massa, poco incline a uniformarsi.

(Aspettare a) cantar vittoria


(Non essere cos sicuri, non sbilanciarsi prima del tempo a) esultare per il risultato ottenuto, di
validit definitiva.

Canto del cigno


"Ultimo segno di grandezza prima del declino finale": secondo una leggenda il cigno -
animale notoriamente muto - pu finalmente cantare appena prima della morte.

Capitale morale
Nel 1864, quando Firenze divent la nuova capitale del Regno d'Italia, i giornali milanesi
coniarono per la loro citt la definizione di "Capitale morale d'Italia": Milano era considerata
infatti la citt pi ricca e moderna del Regno (oltre che la pi popolosa, dopo Napoli).

Capitare a tiro
Essere alla portata, raggiungibile.

Capire l'antifona
Intendere un'allusione, comprendere da una frase l'intera situazione. L'antifona la parte
proemiale dei salmi, recitati nella Liturgia delle Ore, preghiera cattolica. L'antifona sintetizza
in una breve frase il contenuto o li significato del salmo che segue.

Capro espiatorio. Citazione biblica dal Libro del Levitico. Nella liturgia ebraica, il capro
espiatorio sacrificato a Dio in riparazione dei peccati di chi lo offre in sacrificio. Nel
cristianesimo il capro espiatorio Ges Cristo, definito l'Agnello immolato, che assume su
di s i peccati del mondo. Nell'uso attuale con tale espressione ci si riferisce a qualcuno che
si prende le colpe di fatti che non ha commesso.
Carit pelosa
detta "pelosa" la carit che si fa per interesse. Francesco Domenico Guerrazzi[2] fa risalire
l'espressione a un aneddoto storico: quando Guglielmo il Bastardo chiese aiuto al Papa
Alessandro II, questi gli mand una preziosa reliquia, alcuni peli della barba di San Pietro. Ma
Guglielmo vinse effettivamente la guerra, e ricompens il pontefice con "larghe concessioni".
La spiegazione ripresa nel 1907 dal Dizionario etimologico di Ottorino Pianigiani
(Guglielmo il Bastardo vi diventa Giuliano il Bastardo) e dal Dizionario moderno (1908) di
Alfredo Panzini.
L'espressione pi probabilmente derivata dal modo di dire, molto popolare nell'Ottocento,
avere il pelo sul cuore (essere insensibile), e si ritrova ne I Malavoglia di Giovanni Verga.[3]

Carne da cannone
La "carne da cannone" quella dei soldati (e pi precisamente dei fanti)), destinati a
fronteggiare l'artiglieria come le bestie sono destinate al macello (e carne da macello viene
infatti spesso usata con lo stesso significato). La locuzione nasce da una spregiudicata
metonimia: gli individui sono raffigurati come carne indistinta.
Per il suo cinismo, la frase spesso usata con intenti polemici per criticare le guerre e i
guerrafondai. L'originale francese, le soldat est la chair cannon, fu attribuito a Napoleone
Bonaparte dall'Abate de Pradt, con il chiaro intento di screditare il condottiero. L'espressione
fu ripresa e tradotta da Giacomo Leopardi nei suoi Pensieri: "Napoleone fu [...] oggetto per
dir cos, di culto ai soldati, che egli chiam carne da cannone e tratt come tali".

Carne della mia carne


Figlio. Esprime e sottolinea con forza lo stretto grado di parentela. Citazione biblica dalla
Genesi, dove in realt le parole sono dette da Adamo riferendosi a eva (Genesi 2, 23 "Allora
l'uomo disse: Questa volta essa carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamer
donna perch dall'uomo stata tolta.", traduzione Conferenza Episcopale Italiana).

Carneade! Chi era costui?


la frase iniziale dell'VIII capitolo dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, pronunciata
da Don Abbondio, mentre legge il testo di un panegirico in onore di San Carlo Borromeo,
all'interno del quale trova menzionato il filosofo Carneade. La fortuna dell'espressione presso
i contemporanei di Manzoni fu tale che ancora oggi un personaggio storico o di fantasia o
reale poco noto viene chiamato "un carneade".
L'espressione viene usata (anche nella forma XXX. Chi era costui?) per esprimere o
confessare l'ignoranza di un personaggio storico o di fantasia.

Carta bianca
Espressione che indica la possibilit conferita a qualcuno di affrontare una situazione o un
problema nel modo ritenuto pi opportuno, senza vincoli scritti.

Carta canta
I documenti parlano chiaro, ci che scritto non si pu smentire. Parte del proverbio
tradizionale "Carta canta, e villan dorme."

Casa e chiesa
Persona che non ha altri interessi o attivit se non occuparsi delle faccende domestiche e,
come attivit sociale, solo la pratica religiosa.

Casalinga di Voghera
Espressione molto comune nel lessico giornalistico, con cui si intende rappresentare uno
stereotipo della fascia della popolazione italiana piccolo-borghese, dal basso livello di
istruzione e che possiede un lavoro generalmente molto semplice o umile.

Cascasse il mondo
Cercare di raggiungere un obbiettivo col massimo impegno, a fronte anche di ostacoli
apparentemente insormontabili. Cascasse il mondo, superer l'esame!

Castelli in aria
Costruire castelli in aria significa progettare senza fondamenta, senza un piano, fantasticando.
Cattedrale nel deserto
Si dice di un grande progetto inutile, come una cattedrale costruita in un deserto senza che vi
sia una comunit di persone a frequentarla. Si detto spesso di investimenti ingenti al sud
Italia non coordinati e realizzati in un progetto globale (esempio fabbriche nuove in aree
depresse senza essere collegate da strade e ferrovie)

Cavalcare la tigre
Cercare di sfruttare un avvenimento potenzialmente pericoloso.

Cavallo di battaglia
Espressione usata spesso nel mondo dello spettacolo ed indica il pezzo migliore del repertorio
con il quale si ottengono i risultati migliori, spesso il primo con cui si ha conseguito
notoriet.

Cavallo di razza
Persona dalle doti eccezionali per compiere un certo compito.

Cavallo di Troia. Citazione dall'Iliade di Omero.


(Non/senza) cavare un ragno dal buco / (Non combinare) un bel niente.
Si dice che in una data situazione non si riusciti a cavare un ragno dal buco quando non si
riusciti a combinare, ottenere nulla di apprezzabile.

Cavar sangue da una rapa


Impresa impossibile.

Cavar sangue dal muro


Sforzarsi inutilmente, svolgendo un lavoro che non pu dare nessun frutto.

Ce ne passa di acqua sotto i ponti


Fino al momento di raggiungere un determinato scopo o di arrivare a una certa situazione, ci
si vorr ancora molto tempo.

Cento di questi giorni


Espressione augurale utilizzata soprattutto in occasione di compleanni o in generale altre feste
ricorrenti (tipicamente ogni anno). Augura a chi se la sente rivolgere di trascorrere altri cento
giorni felici come quello che si sta festeggiando quindi, implicitamente, augura una lunga vita
al festeggiato.

Che mangino brioches


Espressione attribuita alla regina Maria Antonietta d'Austria, pronunciata per rispondere a un
suo suddito che le disse: "il popolo ha fame, non ha pi pane". Questa espressione sta a
indicare che l'argomento di cui si parla non interessa molto.

Che mi venisse un colpo


Espressione che indica uno stato di incredulit.
Che vale un Per
Che ha molto valore, usato sia per persone che per cose. Il modo di dire deriva dall'oro che i
conquistadores spagnoli trovarono in Per e portarono in Europa

Chi c' c' (e chi non c' non c')


Di uso comune, sta a significare che chi parteciper (ad es. a una festa o a una cena o a
un'iniziativa di qualsiasi tipo), sar ben accetto e potr godere della compagnia degli altri; chi
invece non sar presente, non sa cosa si perso, ma nessuno ne sentir la mancanza.

Chi ha orecchie per intendere, intenda


Chi vuole ascoltare e comprendere ci che dico, lo faccia. A sottolineare che ci possono essere
persone alle quali il discorso pu non far piacere o dare fastidio e quindi faranno finta di non
ascoltare o di non capire.

Chiagni e fotti
O chiagne e fotte;[4] in italiano: piangi e fotti. Si tratta di un volgarismo che costituisce un
detto proverbiale della tradizione partenopea. Viene solitamente usata per sottolineare un
tipico atteggiamento umano, opportunista e ipocrita, esibito da alcune persone quando sono
solite lamentarsi in quei momenti in cui le cose, per loro, vanno a gonfie vele.[4] La frase
dialettale entrata nel lessico giornalistico e della comunicazione politica, mentre il
comportamento sotteso viene spesso stigmatizzato come un vizio dell'italiano medio.[5]

Chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi


Fare l'azione giusta, ma ormai con troppo ritardo e quindi inutilmente.

Chiudersi a riccio
Chiudersi in se stessi evitando di socializzare con gli altri.

Chiudi il becco
Espressione usata sgarbatamente per intimare a qualcuno di tacere. L'uso della parola "becco",
invece di "bocca", dato dal sottinteso paragone tra la persona che sta parlando e le galline
(con riferimento al chiocciare). Poich inoltre si ritiene che le galline siano animali dalla poca
intelligenza, per estensione, la frase significa anche che meglio tacere, poich si stanno
dicendo cose poco serie e/o di poco interesse.
L'espressione veniva spesso adoperata nei dialoghi cinematografici e televisivi, in luogo di
espressioni pi volgari (in questo senso, pur essendo chiaramente offensiva, ha un valore
eufemistico), a volte come corrispettivo italiano di espressioni analoghe ("shut up", in inglese;
"ferme ta gueule" in francese)

Ci fai o ci sei?
Fai finta di essere o di comportarti cos, oppure sei proprio cos?

Ci vedremo a Filippi
In un passo di Plutarco - poi ripreso da Shakespeare nel suo Julius Caesar - Bruto riceve in
sogno la visita di un fantasma (probabilmente Cesare) che rivolto a lui pronuncia la celebre
frase; la Storia ci dice che proprio nella battaglia di Filippi il Cesaricida morir per mano di
Antonio: questa espressione viene quindi usata per intimare, spavaldamente, a un avversario
la certezza della propria vittoria o per annunciare un futuro regolamento di conti.

Cieco come una talpa


Non vedere nulla o quasi; detto sia in senso patologico che figurato (nel senso una persona
non si rende conto della realt).

Ciurlare nel manico


Ciurla nel manico una persona o cosa che risulti incerta e non affidabile. Se la lama di un
coltello non ben inserita nel manico o se ne staccata per il lungo uso, l'arnese diventa
inservibile, perch la lama perde ogni resistenza girando (ciurlando) nel manico.

Cogliere in contropiede
Prendere alla sprovvista qualcuno, che improvvisamente si trova senza difesa. Mutuato dal
gergo calcistico, nel quale si definisce contropiede un rovesciamento repentino dell'azione,
nella quale chi stava attaccando costretto a tornare affannosamente in difesa.

Coi fiocchi
Si dice di una cosa particolarmente riuscita o comunque eccellente: un pranzetto coi fiocchi,
una vacanza coi fiocchi.

Colpo di fulmine
L'espressione adoperata di solito per indicare un innamoramento a prima vista, improvviso e
non previsto: si tratta di un calco del francese "coup de foudre", attestato sin dal 1671.

Colpo di spugna
Eliminare problemi o colpe in maniera decisa e indistinta.

Col senno di poi


Significa "sapendo quello che successo dopo". Il senno la capacit intellettuale integra di
una persona. Detto generalmente quando si commenta una decisione rivelatasi poi sbagliata,
poco saggia o poco lungimirante. Analoga al proverbio popolare Del senno di poi son piene
le fosse, che sottolinea l'inutilit di un tardivo ripensamento.

Coltivare il proprio orticello


Concentrarsi sul proprio interesse particolare. Potrebbe trarre origine dal motto di Candide,
personaggio omonimo del romanzo di Voltaire: Il faut cultiver son jardin.

Comandare a bacchetta
Comandare senza dare il minimo margine di discrezionalit ai sottoposti. Come farebbe il
direttore d'orchestra.

Come volevasi dimostrare


Frase conclusiva dei teoremi negli Elementi di Euclide. Detto per traslato di un avvenimento
che si era previsto (e magari per sottolineare che i propri consigli sono stati disattesi: "Come
volevasi dimostrare, uscendo senza ombrello ti sei preso il raffreddore.").

Come cercare Maria per Roma


Vedi cercare un ago nel pagliaio.

Come i cavoli a merenda


"Ci sta come i cavoli a merenda", utilizzato per esprimere l'inadeguatezza di qualcosa rispetto
a un contesto.

Come il cacio sui maccheroni


Un evento o fatto che si verifica in modo molto opportuno, o al momento giusto, o un
abbinamento particolarmente adatto, pu essere descritto metaforicamente come il cacio
(formaggio) sui maccheroni: un abbinamento tipico della cucina italiana. Contrario
dell'espressione precedente.

Come No con i dinosauri


Essere accusati ingiustamente. No avrebbe lasciato a piedi i dinosauri secondo l'immaginario
popolare, ma i dinosauri per la scienza si sono estinti da soli.

Come se piovesse
Significa "in quantit sovrabbondante".

Compagni di merende
Tratta da una deposizione di uno degli accusati di aver commesso i delitti del Mostro di
Firenze; si usa per indicare una brutta compagnia.

Con beneficio d'inventario


riservandosi di poter obiettare pi tardi.

Con la coda dell'occhio


Vedere o accorgersi di qualcuno o di qualcosa un attimo di sfuggita.

Con le pive nel sacco


Con le unghie e con i denti
Difendere qualcosa con caparbia energia. Usato anche in senso metaforico riferendosi alle
proprie idee, che vengono difese "con le unghie e con i denti".

Con un palmo di naso


"Deluso e allibito". Ricorre nelle espressioni Lasciare, restare, rimanere con un palmo di
naso (ovvero, con il naso lungo quanto un palmo di mano). Da non confondere con la simile
espressione a un palmo dal naso che significa "vicinissimo".

Conciare per le feste / Conciare per il d delle feste


Malmenare, procurando danni visibili alla pelle.

Conoscere i propri polli


Sapere con chi si ha a che fare e perci saper gestire la situazione nel migliore dei modi.

Contare come il due di briscola / il due di picche / il due di coppe


Non contare nulla. Il due di briscola la briscola pi bassa nel gioco delle carte. Nel bridge il
due di picche in assoluto la carta dal valore pi basso. Si usa anche dire: "Conta come il due
di bastoni quando regna denari", o anche "Conta come il due di coppe quando briscola
bastoni."

Contare fino a dieci


Riflettere o contenersi prima di parlare.

Contento come una pasqua


Modo di dire che si riferisce a chi manifesta grande felicit e gioia. Deriva, appunto, dal fatto
che il giorno di Pasqua un giorno di grande gioia.

Contrordine compagni
Esprimere un ripensamento su qualcosa. Lo slogan nato sulle pagine del Candido, dove era
legato alle vignette di Giovannino Guareschi che ritraevano i militanti comunisti
("trinariciuti") impegnati in comportamenti palesemente privi di senso o strampalati, indotti
dai refusi presenti sulle pagine de l'Unit e corretti a suon di "contrordini" di partito.
L'espressione rimasta come sinonimo di critica all'obbedienza "cieca, pronta, assoluta" a
un'ideologia.

Convergenze parallele
Ossimoro inventato da Aldo Moro. Durante il "Governo delle astensioni" la Democrazia
Cristiana accett l'appoggio del PCI che per doveva rimanere all'esterno del governo. Moro
in tal modo sosteneva il dialogo tra i due maggiori partiti, ferme restando le posizioni in
Parlamento (maggioranza i primi, opposizione i secondi).

Convitato di pietra
"Muta presenza inquietante e minacciosa". Cos il dizionario "Parole per ricordare"
(Zanichelli) riporta e traduce la locuzione "il convitato di pietra" tratta dalla leggenda di Don
Giovanni, che per averne sottovalutato le materiali capacit distruttive fin all'inferno senza
nemmeno avere il tempo di pentirsi.
una locuzione presa a prestito dall'opera "Don Giovanni", che indica una persona assente la
cui presenza incombe sui presenti. Una persona a cui tutti pensano, ma che nessuno osa
nominare direttamente.

Correre la cavallina
Abbandonarsi a una vita spensierata e gaudente, ricca di avventure galanti.

Cosa fatta capo ha


Cospargersi il capo di cenere
Fare atto di penitenza. Modo di dire legato al mercoled delle ceneri, all'inizio della
quaresima, quando il sacerdote cosparge di cenere i fedeli.

Costruire sulla roccia / sulla sabbia


Costruire sulla sabbia significa costruire su presupposti deboli, su qualcosa di incerto e
cedevole. Nel Vangelo contrapposto a costruire sulla roccia, cio su qualcosa di solido e
sicuro.
Perci chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, simile a un uomo
saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi,
soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perch era
fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica,
simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia,
strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e
la sua rovina fu grande. (Vangelo secondo Matteo 7,21.24-29).
Nella realt la sabbia un ottimo terreno su cui costruire.

Crepi l'avarizia
Abbondare nel fare una cosa.

Crocifisso in sala mensa


Mutuato dal film Fantozzi con Paolo Villaggio del 1975, una delle allucinazioni che
colpiscono il protagonista nel salire verso l'ufficio del Megadirettore. Si usa per indicare una
lapidazione pubblica ingiusta per aver espresso un'opinione, o anche per indicare una
punizione arbitraria e sproporzionata.

Culo e camicia
Si dice di due persone che sono perfettamente in sintonia tra loro. Si dice anche "andare
d'amore e d'accordo", o "essere pappa e ciccia", o ancora "mim e coc"; il riferimento
all'epoca in cui le 'culottes', le mutande, non erano molto diffuse nel volgo, e la camicia
restava a diretto contatto con le parti intime.

D
Da capo a dodici
Espressione tipicamente romana che vuole significare "ricominciare daccapo" e quel dodici
riferito ai mesi dell'anno, quindi l'inizio di un nuovo anno.

Da che mondo mondo


Da quando esiste il mondo. Da sempre.

Dai e dai
Espressione usata per esprimere che, ripetendo qualcosa pi volte, alla fine potrebbe
succedere qualcosa (di bello/brutto). La ripetizione della parola dai sottolinea proprio il
ripetersi di una certa azione nel tempo. Esempi: "Dai e dai si rompe" (riferito a qualche azione
che ha a che fare con un oggetto e che potrebbe romperlo se viene ripetuta a lungo), "Dai e dai
ce l'ha fatta" (per indicare che qualcuno riuscito a fare qualcosa in pi tentativi).

Dalla padella nella brace


L'espressione significa "di male in peggio", e viene usata per descrivere o commentare la
situazione in cui viene proposto un rimedio peggiore del male. Deriva da un antico racconto
tradizionale: una tinca invit le sue compagne a saltare dalla padella: in questo modo si
salvarono dall'olio bollente solo per morire nella brace. Modi di dire analoghi erano diffusi gi
presso i latini, che dicevano (ad esempio) fumum fugere in ignem (sfuggire il fumo per
trovarsi nel fuoco) o cinerem evitare in prunas (evitare la cenere e trovarsi tra i carboni
ardenti).
Dalle piccole cose
In frasi del genere "a cominciare dalle piccole cose", "si vede dalle piccole cose"...

Dalle stelle alle stalle


Dalla somma fortuna all'infima disgrazia. Espressione suggerita dalla paronomasia.

Dammi un cinque
Diffuso anche con l'equivalente inglese Give me five (o Gimme five), un'espressione con cui
qualcuno chiede al suo interlocutore di battere tra loro le rispettive mani destre, a palmo
aperto, producendo un rumore secco.
Si tratta di un tipo di gestualit tipicamente statunitense, che prese piede in Italia negli anni
ottanta, forse attraverso le trasmissioni delle partite di basket NBA che ebbero una certa
popolarit tra i pi giovani. A diffondere ulteriormente l'espressione fu Jovanotti, con uno dei
suoi primi successi, Gimme five.
Ad inventare il gesto di Darsi il cinque sono stati i vichinghi: essi usavano suggellare accordi
o contratti semplicemente con una pacca sulle proprie mani.
Il gesto indica intesa e amicizia tra le due persone, ma anche usato per sottolineare l'esito
positivo di un gesto o un evento, una sorta di "Complimenti!". Cinque si riferisce
naturalmente alle dita della mano.
Varianti: Gimme five, Dammi il cinque.

Da quale pulpito (viene la predica)


Espressione ironica che sottolinea che chi "predica" il primo a non fare di fatto ci che dice.
Il pulpito la postazione, ancora presente in molte chiese, sulla quale saliva il sacerdote per
farsi meglio ascoltare durante la predica e posto in genere al centro della navata. Attualmente
tale struttura raramente utilizzata, anche grazie ai moderni sistemi di amplificazione che
consentono al sacerdote di essere udito chiaramente anche dall'altare.

Darci dentro
Impegnarsi a fondo in un'attivit.

Dare adito a
Letteralmente "concedere spazio", quindi "permettere" ed anche "suscitare". Potrebbe dare
adito a dubbi "Potrebbe lasciare spazio per dei dubbi". Ha dato adito a contestazioni "ha
suscitato contestazioni".

Dare alla testa


Costituire un chiodo fisso, far perdere la lucidit. "Questa musica mi sta dando alla testa".

Dare aria ai denti


Parlare tanto per parlare, inutilmente, letteralmente aprire la bocca solo per rinfrescare i denti
con l'aria.

Dare i numeri
Sragionare, dir cose insensate, delirare. Chi ascolta pu tradurre le frasi insensate in numeri
attraverso la smorfia e giocarseli al lotto.
Dare un colpo di telefono
Chiamare qualcuno per telefono.

Darla / Darlo
Espressione colloquiale (e volgare), riferita all'organo sessuale femminile o maschile. Si usa
anche per indicare una donna di facili costumi (che la d via) o pi genericamente l'atto
sessuale (me l'ha data/o).

Darle di santa ragione / Bastonare di santa ragione


Picchiare sodo, senza risparmiarle (sono sottintese le percosse, le botte). Espressione che fa
riferimento ai metodi educativi o repressivi che prevedono anche punizioni corporali,
registrando in qualche modo la maggior violenza e sistematicit presente nelle azioni
giustificate ideologicamente, di contro alle altre remore proprie della specie riguardo al
danneggiare i propri simili.

Darsela a gambe
Scappare

Darsi all'ippica
Dedicarsi a qualsiasi altra cosa, che non sia quella in cui impegnato. Esortazione ironica
volta a sottolineare l'incapacit di qualcuno.

Darsi da fare
Impegnarsi a fondo in un'attivit.

Darsi delle arie


Darsi un'eccessiva importanza; attribuirsi un valore o delle capacit illusorie. Il termine "aria"
adoperato nel significato figurato di "apparenza", "aspetto", ecc.

Della Madonna
Espressione del lessico giovanile gi diffusa negli anni ottanta, in seguito rilanciata dal
cantante Jovanotti, con la canzone "Muoviti Muoviti" del 1991, con il significato
"eccezionale".

Della domenica
Sinonimo di principiante, spesso imbranato. Indica persona che si dedica ad una certa attivit
nei ritagli di tempo domenicali senza poterla realmente mai approfondire. P.es. pilota della
domenica, pescatore della domenica, etc.

Della/per la serie
Espressione utilizzata all'inizio di frase per descrivere una frase e/o un avvenimento
collocandolo dentro una "serie" appunto. Es:
A:Guardalo! Prima lo picchia e poi scappa!
B:Della serie "tira il sasso e nasconde la mano"

Di buzzo buono
Di buono spirito, avendo voglia di lavorare, alacremente.

Di capo in collo
Immediatamente, subito, senza preliminari o fasi intermedie.

Di facili costumi
Lo si dice di una donna non molto fedele.

Dietro le quinte
L'espressione indica quello che viene fatto per la collettivit senza che ci venga reso
pubblico.

Di nicchia
lo si dice di qualcosa rivolto a pochi interessati (in genere intenditori).

Dio patria famiglia


La formula, di origine nazionalista, venne adottata come slogan dal fascismo durante la
conquista del potere da parte di Mussolini.

Di primo acchito / In prima battuta / Alla/sulla prima / Sulle prime


In un primo momento, alla prima osservazione. Espressioni nate in ambito sportivo.

Dire pane al pane e vino al vino


Chiamare le cose con il loro nome.

(Dire) tra il serio e il faceto / (Fare) un po' sul serio un po' per burla /
Dire qualcosa con atteggiamento scherzoso ma intenderlo seriamente.

Distruggi famiglie
Si dice di una donna che si intromette nei matrimoni altrui causandone la separazione.

Dirne quattro a qualcuno


Comunicare duramente a qualcuno la propria opinione.

Domani un altro giorno


Citazione dal popolare film Via col vento del 1939: la battuta finale del film, pronunciata
dall'indomita protagonista Rossella O'Hara, interpretata da Vivien Leigh ("Domani un altro
giorno, e si vedr"). passata nell'uso comune nel senso di "intanto facciamo cos, poi si
vedr", equivalente allo spagnolo "que ser ser".

Dopo di noi il diluvio


Due di picche
In molti giochi di carte il due di picche una carta dal valore praticamente nullo. Prendere il
due di picche da qualcuno significa quasi sempre ricevere un rifiuto, tipicamente a una
proposta di carattere sentimentale.
Due pesi e due misure
Due criteri diversi applicati ingiustamente a situazioni analoghe.

Due piedi in una scarpa/Due piedi in una staffa


Non decidersi tra due possibilit.

E
E compagnia bella
Il modo di dire, una variante pi colorita dell'espressione "eccetera", ebbe successo soprattutto
nel secondo dopoguerra, per l'uso che ne fece Adriana Motti nella sua traduzione di Catcher
in the Rye ("Il giovane Holden"). Nel testo originale di J. D. Salinger, l'espressione "...and all"
era estremamente frequente: per evitare le ripetizioni, che avrebbero infastidito i lettori della
versione italiana, la Motti ricorse a una lunga serie di perifrasi, tra cui "e tutto quanto",
"eccetera eccetera", "e quel che segue", "e via discorrendo" e, appunto "e compagnia bella".
In un'intervista ([1]), la Motti afferma di avere ripreso questa e altre espressioni dai suoi
nipoti.

E qua e l e su e gi
Strategia linguistica utilizzabile come riempitivo lessicale o in caso di difficolt tecnica.

Editto bulgaro
Elogio sperticato
Elogio eccessivo, paradossale. La pertica era un'antica unit di misura dei terreni.

Eminenza grigia
Personalit dotata di massima autorit non riconosciuta ufficialmente. Fa riferimento a
Franois Leclerc du Tremblay

Eroi della sesta giornata o Eroi della sesta


Codardi e opportunisti che tentano di accaparrarsi il merito e i vantaggi degli sforzi altrui.

Errore sesquipedale
Era un'unit di misura latina, la sesquipeda e misurava un piede e mezzo;commettere un
errore sesquipedale ha preso il significato di errore enorme, gigantesco.

Essere a casa di Dio


Lo si dice di una localit molto lontana.

Essere ai ferri corti


Litigare, riferito a un contrasto che s'inasprisce fino ad arrivare a uno scontro serio.[6]

Essere alla canna del gas


Essere arrivati alla fine della propria esistenza e delle proprie forze. Allude al fatto che il gas
che sorre nella canna verr presto bruciato.
Essere alla frutta
Essere arrivati alla fine della propria esistenza, o delle proprie forze, o delle proprie speranze,
o simili. Allude alla frutta come portata finale del pasto.

Essere al verde
Rimanere senza un soldo.

Essere di corve
Essere impiegato in attivita' poco gratificanti o solitamente non a proprio carico

Essere duro da grattare


Espressione giovanile gergale che indica l'essere molto ubriaco. Usata molto in Emilia-
Romagna. Duro da grattare la similitudine con il formaggio parmigiano reggiano che
quando molto duro adatto a essere grattugiato sulla pastasciutta.

Essere d'uopo
Latinismo (opus esse) che significa essere necessario, opportuno.

Essere l'anima della festa


Essere una buona lana / Essere un furbo di tre cotte
Essere un furbacchione poco raccomandabile.

Essere un pezzo di pane


Essere una persona estremamente buona. Vedi anche "Buono come il pane".

Essere un pezzo di ghiaccio


Rimanere impassibile di fronte a un evento che commuove.

Et delle caverne
L'epoca in cui gli uomini vivevano ancora nelle grotte. A volte viene usata in senso
parodistico, per alludere a un'epoca molto remota.

Et dell'oro
Et mitica delle origini, in cui l'uomo viveva felice, in armonia con s stesso e con la natura. Il
concetto e l'espressione appartengono alla tradizione classica greco-latina, dove questa Et
coincideva con il regno di Saturno, padre del padre degli dei in carica, Giove.

tutto dire
Si dice di una frase che non necessita di spiegazioni o commenti.

un altro paio di maniche


Tra il Duecento e il Seicento alcuni vestiti erano confezionati con le maniche mobili e si
potevano sostituire, per abbellire il vestito in modi diversi ogni volta. Da qui il modo di dire
che significa appunto una cosa completamente diversa, come lo erano le maniche dei vestiti.
F
Fabbrica di Santa Giustina
Si dice di un lavoro, soprattutto edilizio, che non finisce mai o comunque molto lento e dura
molto nel tempo. Per riferimenti leggere qui
Faccia di bronzo
Espressione usata per indicare persone che riescono a rimanere impassibili nelle situazioni pi
imbarazzanti, senza arrossire quando vengono pubblicamente offese o sbugiardate. Col
significato di "audacia svergognata", la locuzione attestata gi da Niccol Tommaseo nel
suo Dizionario (1865). Altro esempio: "Gabriele rispose con faccia di bronzo senza
precedenti", dal romanzo di Marco Buticchi. Le persone con una faccia di bronzo sono
particolarmente portate per il gioco del poker.
Varianti: Faccia tosta, faccia come il culo.

Facile come bere un bicchier d'acqua


Metafora che indica come una certa azione sia (oppure si ritenga) facilissima.

Familismo amorale: coniata da Edward C. Banfield nel 1958, in ambito antropologico, a


indicare la deriva antisociale di un'etica orientata a procurare beneficio alla propria ristretta
cerchia familiare, divenuta una polirematica proverbiale (v. anche Tengo famiglia)
Fare acqua da tutte le parti
Essere pieno di difetti, essere inservibile allo scopo prefissato. Come un contenitore che "fa
acqua" (perde acqua) ed quindi inservibile. Di un ragionamento o una realizzazione: che non
convince, inefficace.

(Fare) a pari e patta / Senza vincitori n vinti


"Pari e patta" dal gergo scacchistico, nello sport sono espressioni intese letteralmente,
figuratamente intendono la conclusione di una contesa, con la rinuncia a ogni ulteriore
pretesa, per un accordo, anche sommario o clamoroso, o per impossibilit a continuare da
entrambe le parti.

Fare buon viso a cattivo gioco


Avere un atteggiamento positivo anche in una situazione sfavorevole, ad esempio per non
dare soddisfazione a un antagonista che vuole mettere il soggetto in difficolt.

Fare cilecca
La "cilecca", in italiano, l'impegno assunto senza volere/riuscire a portarlo a termine (si dice
ad esempio dell'uomo che non riesce a portare a termine un rapporto sessuale).

Fare di tutta l'erba un fascio / Di ogni erba un fascio


Generalizzare eccessivamente. Letteralmente, significa raccogliere tutte le specie di erbe in un
solo fascio, senza distinguerle. In senso metaforico, descrive dunque l'atteggiamento di
considerare un unico insieme confuso e indistinto. L'espressione (di chiara origine contadina)
era gi attestata da B. Varchi nella sua Grammatica (1807).

Fare faville
Avere successo, essere particolarmente bravi in una attivit.
Fare filotto
Ottenere risultati positivi in una successione di eventi, come chi vince molte partite
consecutive. Deriva dal gioco del biliardo detto "all'italiana" ove "fare filotto" rappresentato
dall'abbattimento di una fila di birilli nella loro tipica disposizione a croce, il che dona a chi lo
effettua, secondo criteri precisi, un buon punteggio.

Fare il candelabro
Vedi "Reggere il moccolo".

Fare il fenomeno
Phainmenon, in greco antico il participio presente del verbo phinomai, che significa
"apparire". Chi "fa il fenomeno", si comporta in modo da mettersi in evidenza agli occhi degli
altri.

Fare il pelo
Avere l'abitudine di dire male di qualcuno davanti ad altri (anche tagliare i panni addosso).

Fare il portoghese
Entrare di nascosto a un evento dove sia previsto il pagamento di un biglietto.

Fare la pelle (a qualcuno)


Uccidere.

Fare l'avvocato del diavolo


Cercare di difendere qualcosa che non merita affatto di essere difeso.

Fare la punta agli aghi


Essere eccessivamente preciso o meticoloso.

Fare le corna a qualcuno


Tradire in una relazione di coppia. Il "cornuto" (o la cornuta) la vittima dell'adulterio,
mentre l'adultero il "cornificatore".

Fare le scarpe
Danneggiare subdolamente qualcuno.

Fare lo gnorri, fare il nesci, fare l'indiano


Far finta di non capire o di non sentire.

Fare mente locale


Rimettere a fuoco la situazione nel suo contesto, ma riducendo anche drasticamente le
suggestioni pi estranee. Non precisamente "fare il punto", pi concretamente riepilogativo,
ma piuttosto riprendere in considerazione di cosa si sta trattando con una riacquisizione
personale dei riferimenti a disposizione. Viene spesso citato come necessit del singolo di
chiarirsi, riorganizzarsi gli elementi della propria visione dell'argomento specifico.
Fare pelo e contropelo
Rimproverare aspramente. Oppure interrogare in modo molto serrato; in questo senso, simile
a "Torchiare" o "Fare il terzo grado."

Fare quadrato
Disporsi tutti insieme in difesa della propria posizione comune. mutuato dal gergo militare
quando, per affrontare un nemico che attacca su pi fronti, le fanterie si disponevano in
formazione a quadrato, coprendosi vicendevolmente le spalle.

Fare quattro salti


Andare a ballare.

Fare San Martino


Traslocare. Dall'usanza, ormai scomparsa, di far terminare i contratti agrari il giorno di San
Martino, ovvero l'11 Novembre.

Fare spallucce
Esprimere ignoranza di un fatto, di un avvenimento.

Fare trenta: fare trentuno


Consigliare, arrivati a un certo punto di un iter, di arrivare fino in fondo.
Ad esempio, a una persona che deve comprare un'auto nuova, ed indeciso se includere un
optional o meno: "Hai fatto trenta: fai trentuno, e includi quell'optional!".

Farina del mio sacco


Indica che ci che si elaborato - un'idea, un'opera artistica, un libro - non stato copiato da
nessuno.

Far fuori
Espressione della lingua parlata che pu essere usata con due significati: "far fuori un
nemico", significa uccidere qualcuno; pu per assumere anche un significato metaforico, se
riferito ad esempio a una persona che aspira a una carica prestigiosa e, avendo un rivale che
gli contende il posto, riesce a eliminarne la concorrenza, con sistemi non necessariamente
corretti.

Far ridere i polli


Comportarsi in modo ridicolo, suscitando l'ilarit generale.
Usato soprattutto per farsi beffa di chi si ritiene capace di fare qc., mentre non ne ha
evidentemente la facolt.

Far saltare la mosca al naso


Irritare, provocare qualcuno all'improvviso

Farla sempre franca


Scappare sempre senza essere riconosciuto.
Farla pagare (cara)
Espressione che significa "vendicarsi". Es: Gliela far pagare (cara).

Farsene una ragione


Rassegnarsi.

Farsi in quattro
Impegnarsi, moltiplicando le proprie forze, per un obiettivo o una persona.

Facci una croce sopra/fare una croce sopra qualcosa


Smettere definitivamente di occuparsi di qualcosa, non pensarci pi, smetterla di tormentarsi
per quella cosa.

Far vedere i sorci verdi


Locuzione entrata nell'uso in seguito alle vittorie di una squadriglia aerea, i "Sorci Verdi",
famosa per le imprese nel 1937 e 1938. Entrata nell'uso comune con il senso di stravincere.

Far venire i nervi


Innervosire una persona.

Far venire le cinque


quando un lavoratore dipendente poco impegnato e interessato al suo compito

Fasciarsi la testa prima di essersela rotta


Considerarsi sconfitti prima ancora di affrontare un problema, mostrando quindi un
atteggiamento eccessivamente apprensivo. Opposto di "vendere la pelle dell'orso prima di
averlo ucciso."

Fatti non foste a viver come bruti


Citazione dal ventiseiesimo Canto dell'Inferno di Dante Alighieri. Nella bolgia dei consiglieri
fraudolenti, Ulisse racconta a Dante di avere incoraggiato i suoi compagni a un viaggio
nell'oceano sconosciuto, pronunciando un piccolo discorso (orazion picciola):
Considerate la vostra semenza
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza
L'espressione divenuta proverbiale: gli uomini, secondo Dante, non sono stati creati da Dio
per "vivere come bruti", ma per acquisire "virt" e "conoscenza".

Fenomeno da baraccone
Detto in modo spregiativo di una persona che si rende evidente (volontariamente o no) per
motivi inaccettabili o disgustosi. I "fenomeni da baraccone" (il baraccone del circo) erano la
"donna cannone", "l'uomo elefante", ecc.

Fermate il mondo voglio scendere


Figli della schifosa
(E noi chi siamo, i) figli della serva (?)
In Toscana esiste anche una variante essere figliol dell'Emma, di origine incerta.

Figlio di buona donna


Insulto, dove "buona donna" un eufemismo per "prostituta".

Figlio di N.N.
Un trovatello. Deriva dall'abbreviazione di Nomen Nescio (lett. "non conosco il nome"),
apposta sui registri parrocchiali (anticamente redatti in latino) al posto dei nomi di uno o di
entrambi i genitori.
Figlio di nessuno: l'espressione burocratica con cui viene registrato all'anagrafe un orfano.
Viene utilizzato anche come eufemismo, per offendere qualcuno mettendo in dubbio la
moralit dei suoi genitori.

Figlio di pap
Tautologia, dato che il senso letterale non d alcuna informazione. Il significato indiretto,
spiegabile in parte con le massime conversazionali, indica una persona molto legata alla
ricchezza e al potere della famiglia e che non deve il suo successo a sforzi propri.
Connotazione negativa.

Figlio di un dio minore


Chi, pur avendo in teoria gli stessi diritti degli altri, viene di fatto discriminato.

Figli(u)ol prodigo
L'espressione derivata dalla Parabola del figlio prodigo, narrata da Ges e riportata nel
Vangelo secondo Luca (15,11-32). Il figliol prodigo il pi giovane di due figli, che si fa
consegnare la sua parte di eredit e la dilapida rapidamente, riducendosi in breve tempo a fare
il guardiano di porci. Ravvedutosi, decide di tornare dal padre, che lo accoglie con gioia,
festeggiandolo con un vitello grasso.
Il significato evangelico della parabola chiaro, e denunciato esplicitamente dallo stesso Ges
nel versetto precedente: "C' gioia davanti agli angeli di Dio per un peccatore che si
converte". Oggi si usa spesso l'espressione figliol prodigo (anche con tono bonario e in senso
parodico) per descrivere una persona che torna sui suoi passi dopo un sincero pentimento.

Finch c' vita c' speranza


Finire sul lastrico
Cadere in povert.

Finire in braghe di tela


Il significato letterale deriva dalla punizione che nel Medioevo a Padova veniva comminata ai
creditori falliti: dopo che venivano spogliati dei loro panni e rimasti coperti con la sola
camicia e brache, dovevano picchiare le terga quattro volte sulla cosiddetta "Pietra del
vituperio" (che si conserva ancora oggi, nei pressi del Palazzo della Ragione) pronunciando
nel contempo sempre quattro volte "cedo i miei beni". Dopodich venivano espulsi dalla citt
e mandati in esilio.

Finta mistica
Fischiare le orecchie
Lo si dice quando si ha la sensazione che qualcuno parli male di noi, oppure quando si ritiene
di non aver sentito bene qualcosa.

La frittata fatta
Il guaio combinato (metafora).

Frutto proibito
Per antonomasia quello che Eva coglie dall'albero (la mela). Si estende alla persona o
all'oggetto che porta alla perdizione chi lo desidera.

Fumare come un turco


Essere un fumatore accanito, sempre con la sigaretta accesa in bocca. In passato si ritenevano
i turchi grandi fumatori.

Fuoco di paglia
Evento improvviso e sconvolgente che per ha durata molto breve. La paglia incendiata
sviluppa subito fiamme molto alte, ma si esaurisce in breve tempo.

Fuori dai denti


Si usa dire: "te lo dico fuori dai denti", dire chiaramente; si spiega proprio dal fatto che viene
detto in contrapposizione a "parlare a denti stretti", cio segretamente, che il contrario
dell'espressione "fuori dai denti" che invece indica il parlare senza segreti, chiaramente e
senza giri di parole!

Fuori dal seminato


Al di fuori di un argomento definito, fuori tema. Vedi anche Uscire dal seminato.

Fuori di testa
Essere ubriaco o pazzo a tal punto da non ragionare.

Fuori di melone
Essere ubriaco o pazzo a tal punto da non ragionare, il melone rappresenta in questo caso la
testa, la scatola cranica.

Furbetti della Marina


Furbetti del quartierino
Un gruppo costituito da individui che si considerano astuti e potenti, ma che non riescono a
dissimulare la loro grettezza provinciale. Tratta da un'intercettazione nei confronti di Stefano
Ricucci durante Bancopoli.

Fu vera gloria?
Vedi Ai posteri l'ardua sentenza.

G
Galeotto fu il libro
Dalla Divina Commedia, Inferno Canto V, nell'episodio di Paolo e Francesca.

Gambe in spalla
L'atteggiamento di chi si d a una fuga precipitosa.

Garantito al limone
Un tempo assai diffuso ma ormai desueto, deriva da un vecchio spot pubblicitario di un
detersivo per piatti.

Gatta ci cova
Dietro l'apparente tranquillit, qualcosa sta succedendo.

Gatta da pelare
Un lavoro noioso e difficile.

Gatta morta
Comportarsi con indifferenza sorniona, fingersi ingenuo e distratto per non destare i sospetti
dell'avversario e giocarla d'astuzia. Come fanno i gatti in agguato, che fingono di dormire ma
che al momento buono balzano e ghermiscono l'incauto uccellino che si avvicinato troppo.

Gatto di marmo
Soggetto che reagisce molto lentamente alle situazioni. L'espressione, ossimoro, dovuta al
contrasto fra la velocit del gatto e la staticit del marmo. Ad esempio: veloce come un
gatto... di marmo.

Gelare il sangue nelle vene


Provocare improvviso terrore.

Gettare acqua sul fuoco


Chi getta acqua sul fuoco, lo fa per tentare di spegnerlo.
Allo stesso modo, usando la frase come metafora, si intende dire che qualcuno sta cercando di
placare una lite o di porre rimedio a una situazione imbarazzante.

Gettare benzina sul fuoco


una versione pi recente della locuzione tradizionale gettare (o versare) l'olio sul fuoco, e
ha ormai quasi soppiantato la frase originale. Il senso della metafora chiaro: chi "getta
benzina", lungi dall'essere interessato a placare un litigio o una polemica, ha invece intenzione
di renderlo ancora pi aspro. Altre varianti: aggiungere legna al fuoco e soffiare sul fuoco.

Gettare fango su
Screditare, parlar male di qualcuno, qualche cosa.

Gettare il bambino con l'acqua sporca


L'espressione proverbiale stigmatizza l'atteggiamento di chi, nell'eccedere nella radicalit o
avventatezza di un intervento, rischia di perdere qualcosa di fondamentale e prezioso che va
in ogni caso conservato: al modo di un'ipotetica madre che distrattamente gettasse via il
bambino insieme all'acqua adoperata per lavarlo.

Gettare la spugna
Arrendersi. Deriva dal gergo del pugilato quando per arrendersi all'avversario si gettava
simbolicamente la spugna usata dai "secondi" per lavare le ferite del combattimento (oggi si
usa gettare sul ring un asciugamano).

Girare il coltello nella piaga


Concentrarsi in maniera non opportuna su un problema gi noto.

Gli anni verdi


La giovinezza.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso


l'ennesimo fatto, in s non importante, che ha causato una grossa reazione di scontento a
dovuta a una situazione difficile e complessa.

Grande fratello
La complessa storia di questa espressione nasce con la traduzione italiana del romanzo 1984,
di George Orwell (1948), ambientato in un futuro totalitario in cui il Big Brother, "Grande
Fratello" (caricatura dei dittatori europei del Novecento), leader incontrastato di un regime
basato sul controllo delle coscienze.
Uno degli slogan pi celebri del romanzo "Il grande fratello ti guarda": in effetti il romanzo
prevedeva la futura diffusione capillare dei televisori, non soltanto come strumento di
intrattenimento, ma anche di controllo: i televisori di 1984 funzionano anche come telecamere
che spiano i "cittadini" e non possono mai essere spente. In realt la traduzione effettiva del
vocabolo contenuto nel libro sarebbe "Fratello Maggiore".
Negli anni successivi l'espressione Grande Fratello diventa cos sinonimo di "societ del
controllo": sinistra prefigurazione di un potere che in grado di usare la tecnologia per
penetrare nella privacy dei cittadini.
Alla fine degli anni novanta, l'espressione Big Brother d nome a un format televisivo
rivoluzionario: il reality show. In pratica, si tratta di una diretta tv non stop di un ambiente
chiuso dove un gruppo di persone non pu sottrarsi all'occhio del "Grande Fratello", cio della
videocamera. Il format televisivo debutta in Italia nel 2000, ed subito un grande successo.
Oggi l'espressione viene spesso usata per alludere al reality show, e di conseguenza ha perso
parte del significato originario.

Grande vecchio
Da una parte nel senso d'un anziano con una considerevole storia alle spalle, eventualmente
prestigiosa, un venerando; dall'altra nell'ipotesi di una presenza di una regia di vertice occulta,
anche proprio personale (con riferimento alla figura storica e insieme leggendaria del Vecchio
della Montagna e la sua setta degli Assassini): uno stratega a capo d'ogni cosa, specialmente
di un progetto politico d'ampia portata, eventualmente criminale, e comunque fuori dal
controllo democratico, un gran "burattinaio" unico o principale che stia "tirando le fila" d'ogni
avvenimento e quindi complotto.

Grilli per la testa


Relativamente a idee e pensieri di qualcuno, idee poco chiare e limpide e tali da rendere
inaffidabile la persona che se ne faccia portatore: idee e voglie spontanee ma poco realistiche
o ai limiti del lecito, ipotesi avventate d'azione tipiche dei pi giovani e delle personalit pi
bizzarre.

H
Hai voluto la bicicletta? (E adesso) pedala!)
Domanda metaforica e retorica che si pone a chi mostra segni di insofferenza per un oggetto
che, in precedenza, ha voluto con tanta insistenza; in particolare nel caso in cui si rivela di un
certo impegno od obbligo successivo conseguente al possesso. Ma vien detto anche per
confermare nell'azione a progetto finalmente in fase operativa: il momento di agire, non di
demordere, di affrontare la nuova prospettiva che si era ipotizzata e che ora si va
concretizzando. Il senso pu estendersi anche ad azioni svolte o anche a circostanze in cui si
trova il soggetto stesso che le ha provocate.

Hai visto mai


Espressione utilizzata all'inizio di frase per dare un avvertimento. Es: Stai attento! Hai visto
mai incontri qualche maniaco!

I
In calcio d'angolo
si dice di un salvataggio compiuto in una situazione di massimo rischio.

Idem con patate


"Lo stesso di prima" nell'accezione ironica di "(Sempre) la solita minestra", "niente di nuovo".
Anche a conferma di quanto gi detto.

Il becco di un quattrino
Letteralmente "La scheggiatura di una moneta", in negazioni come Non ho il becco di un
quattrino: "Non ho neanche mezzo soldo".

Il che tutto dire


La qual cosa gi esprime tutto in s (e non c' altro da aggiungere).

Il dado tratto
Dal latino Alea iacta est: ormai non si pu pi tornare indietro. La frase attribuita da
Svetonio (De vita Caesarum) a Giulio Cesare, che l'avrebbe pronunciata dopo aver varcato,
nella notte del 10 gennaio 49 a.C., il fiume Rubicone alla testa di un esercito, violando
apertamente la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'Italia. Con lo stesso
significato viene adoperata anche l'espressione passare il Rubicone. La frase latina anche
tradotta in Il dado tratto.

Il mio regno per un cavallo


Una celeberrima citazione shakespeariana, dal Riccardo III (Atto V, scena IV); il
protagonista omonimo, sconfitto sul campo di battaglia, a esclamare:
A horse! a horse! my kingdom for a horse! ("Un cavallo, un cavallo, il mio regno per
un cavallo).
Se l'intenzione dell'autore era sottolineare la vilt del personaggio, oggi l'espressione viene
usata soprattutto in senso parodico. Si offre "il proprio regno" per un oggetto che si considera
molto pi importante di quanto non sia per gli interlocutori.

(Essere) il nuovo che avanza


(Essere) l'innovazione, il rinnovamento destinato a soppiantare l'esistente: nella natura delle
cose, cui si guarda insieme con speranza e senso dell'ineluttabile. L'espressione, per la sua
aulicit, d'uso in tono semiserio ovvero nel senso di alludere a cose o persone superate,
affatto "nuove".

Il palazzo dei veleni


Il pelo nell'uovo
Cercare il pelo nell'uovo (dove peli naturalmente non possono trovarsi), indica un eccesso di
minuziosit e pignoleria: l'espressione, molto antica, in qualche modo analoga a Spaccare il
capello in quattro. In Modi di dire proverbiali e motti popolari italiani (1875), L. Passarini
suggerisce che in origine "uovo" significasse "testa calva".

Il porto delle nebbie


il titolo italiano di un celebre romanzo giallo di Georges Simenon. Negli anni ottanta si
diffuse in ambito giornalistico il soprannome di "porto delle nebbie" per la procura di Roma, a
causa di una serie di episodi poco chiari e di veri e propri insabbiamenti.

Il re nudo
Nella fiaba I vestiti nuovi dell'imperatore (1837), Hans Christian Andersen racconta di un
bambino che, il solo durante una parata imperiale, finisce candidamente per affermare a voce
alta quello che tutti "in realt" potevano ben vedere: che l'imperatore, nella sua ricerca di un
vestire estremamente sofisticato, aveva finito per non vestirsi affatto. Nell'uso comune
l'"imperatore" diventato un "re": esclamando "il re nudo", si vuole affermare, spesso
contro le convenienze, specialmente politiche, una verit comunque inoppugnabile, ma che la
maggioranza delle persone si rifiuta di ammettere, finendo per sottacere.

(Mettere) il sale sulla coda


Il modo di dire ha due accezioni opposte.
1) Si dice di un espediente usato per catturare un animale, soprattutto se difficile da catturare.
2) Far scappare via. Soprattutto un tempo, per far scappare i lupi o i cani randagi, si sparava
con un fucile caricato con sale sul posteriore dell'animale, in modo da non ucciderlo. Il sale,
penetrato nelle carni, produceva comunque un forte bruciore.

Il troppo stroppia / Il troppo storpia


Un'eccessiva quantit produce un effetto negativo.

In alto i cuori
Dal latino sursum corda, nel rito della Messa secondo il rito romano della chiesa cattolica.

In bocca al lupo!
Che abbia buon esito l'impresa a cui ti accingi (risposta considerata corretta; crepi, non
grazie.)

(Navigare) in cattive acque


Trovarsi in una situazione difficile

In capo al mondo / In culo al mondo / In culo ai lupi / A casa del diavolo / In tanta
malora
In luogo remoto e indefinito.

In carne viva
Probabilmente dall'identica forma latina, si dice in senso stretto ("con la carne esposta,
scoperta della pelle") ma anche figurato "con la sensibilit che si ha su una ferita aperta"
quindi "fisicamente nell'intimo", "vivissimamente", fino a, per estensione, un semplice e
generico "dal vivo" ("vissuto di persona, direttamente, con questi occhi" ecc).

In cauda venenum
Espressione latina che significa: il veleno nella coda. Allusione allo scorpione, che porta il
veleno nella coda. Generalmente significa che la malizia (o l'inganno o la circostanza
spiacevole) si trova alla fine della frase (in coda) dopo che apparentemente il discorso si
svolto senza lasciar presagire nulla di spiacevole.

In culo alla balena


Lo stesso che (vedi le voci): In capo al mondo e A quel paese ma soprattutto In bocca al
lupo.

Indorare la pillola
In passato i farmacisti avevano l'abitudine di dorare o argentare le pillole per renderle
piacevoli almeno alla vista. Da qui l'espressione, che in senso figurato significa: "tentare di
rendere meno sgradevole un discorso o un evento".

Indovinala grillo
In fin dei conti
Dopo tutte le considerazioni fatte.

In gamba
Genericamente capace, riferito a una persona che sa come agire. Pu essere usata anche come
esortazione ad agire con determinazione: In gamba!.

Ingannare il tempo
Passare il tempo, trascorrere un periodo di tempo in maniera piacevole.

Ingoiare il rospo
Accettare anche se malvolentieri, giocoforza; incassare (in senso figurato).

In guisa di
A modo di un qualcosa. Quest'espressione frequente nei Promessi Sposi.
In principio era il Verbo
l'incipit del Vangelo secondo Giovanni, in tutte le pi diffuse versioni latine e italiane.

In quattro e quattr'otto
Riferito a cosa fatta in fretta.

In solido
In tempi non sospetti
In un periodo precedente a degli eventi o delle rivelazioni significative. Quando ancora
nessuno sospettava nulla.

In un battibaleno
Molto velocemente.

Inzuppare il biscottino
Riferito agli uomini, significa concedersi un rapporto sessuale; in senso lato, significa
partecipare a una qualche strana avventura.

Io mi cago addosso...
Espressione di paura e indecisione.

I puntini sulle i
L'introduzione del segno grafico del puntino (all'inizio un piccolo accento acuto) sulla i
minuscola, per distinguerla dalla m, dalla n e dalla u (tutte molto simili nell'alfabeto gotico)
risale all'umanesimo, ma si diffuse soprattutto con il successo della stampa. Naturalmente, nei
primi tempi l'innovazione fu rifiutata da molti professionisti della scrittura, che la ritenevano
un'inutile pignoleria: a tutt'oggi l'espressione mettere i puntini sulle i stigmatizza
l'atteggiamento eccessivamente scrupoloso del pignolo. Presente anche nella variante mettere
i puntini sulle i e le stanghette sulle t.

Ira di Dio / Iradiddio / Iradidio


Qualcosa di terribile. "Costare l'ira di Dio / Costa un'iradiddio / ...": costare moltissimo, uno
sproposito ecc.

Isola felice
Luogo dove non sono presenti i problemi che invece affliggono altri posti.

Italiani brava gente


Un sentire comune, di contro agli estremismi della Storia in particolare del Novecento, con
cui stata spesso spontaneamente gratificata dalle altre popolazioni quella italiana: come d'un
certo carattere di diffusa socievolezza, bonomia e "umanit": giovialit e compassione,
temperanza nel tradurre i credi e le idee nelle azioni; unita all'estroversione "latina": per cui
l'intenzionalit pi spesso "buona volont" che aggressivit, e i modi pi simpatici e
familiari (fin troppo...) che non "scostanti" e calcolati.
Ma forse pi che a una profonda educazione etica di popolo, difficilmente considerabile pi
"onesto" o "sincero" di altri, lo si potrebbe riferire a una certa asistematicit, una certa
tradizionale non rigidit del soggetto italiano (uso a ingegnarsi "nel proprio piccolo"; ma, va
detto, pi che individuale, di gruppo: la famiglia, il "campanile"...), fors'anche nel fare il male.
Da cui uno spazio pi consuetamente consentito o almeno rivendicato all'originalit, che si
traduce di volta in volta nella pi libera "fantasia" e spontaneit ...come nella "piccineria",
inaffidabilit, poca seriet e infine cialtronaggine (vedi le voci: All'italiana e Italiano
medio).
Il modo di dire stato ripreso come titolo di pi d'un film: Italiani brava gente. In senso
tragicamente ironico, stato adottato da Angelo Del Boca come titolo di un libro sui crimini
di guerra commessi dalle Forze Armate italiane dal 1861 in poi. -

L
La calunnia un venticello
Frase pronunciata da Don Basilio nel celebre Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

Lacci e lacciuoli
In riferimento a molti ostacoli che impediscono la riuscita di qualcosa.

L'acqua alla gola


Nelle espressioni avere l'acqua alla gola, essere con l'acqua alla gola indica una
situazione disperata, simile a quella di chi sta per essere sommerso dall'acqua.

Lacrime di coccodrillo
Piangere lacrime di coccodrillo indica l'atteggiamento di una persona che mostra un dolore
finto, che versa dunque lacrime false per ottenere un determinato effetto sull'interlocutore;
l'espressione deriva dal fatto che per i coccodrilli la produzione di lacrime un normale
fenomeno di secrezione.

Lacrime e sangue
L'espressione trae origine da una celebre frase pronunciata dal Primo Ministro britannico
Winston Churchill a tre giorni dal suo insediamento, il 13 maggio 1940 (Blood, toil, tears, and
sweat). Il Regno Unito era appena entrato in guerra contro la Germania.
I have nothing to offer but blood, toil, tears, and sweat.
("Non ho altro da offrire che sangue, sacrifici, lacrime e sudore")
Nell'italiano l'espressione di solito contratta a un'endiadi di due soli elementi. Promettere
lacrime e sangue (o anche "lacrime e sudore", "sudore e sacrifici", ecc.) significa preparare i
propri sottoposti a una fase, ritenuta necessaria, di austerit e impoverimento.

(Un qualcosa che) la dice lunga (su)


(Un qualcosa che) rende piuttosto evidente un certo o il pi vero aspetto (di), cosa ci sia da
aspettarsi (da).

La festa finita / finita la bella vita


Non ci sono pi le condizioni per la situazione eccezionalmente favorevole: lo si dice in
particolare con sarcasmo quando la vicenda era stata al limite dell'irresponsabilit, l'azzardo,
l'illecito.

L'affare s'ingrossa
Espressione con allusione sessuale, usata spesso nel lessico giornalistico.

L'ago nel pagliaio


Espressione usata tipicamente in senso metaforico per indicare una cosa molto difficile da
realizzare se non addirittura impossibile, come lo sarebbe trovare un ago in un pagliaio; usata
anche contro chi molto pignolo.

L'altra met del cielo


L'espressione metaforica, riferita alle donne, di origine cinese, ed da molti attribuita a Mao
Tse Tung: di certo si diffusa nel mondo occidentale in seguito alla Grande Rivoluzione
Culturale. Da notare che mentre in italiano la traduzione pi frequente dello slogan "le
donne sono l'altra met del cielo" (analogamente al francese: "les femmes sont l'autre moiti
du ciel"), in inglese la versione pi diffusa "women hold up the other half of the sky" ("le
donne reggono l'altra met del cielo").

La luna nel pozzo


Letteralmente significa: dare a qualcuno qualcosa che non c', in riferimento alla Luna riflessa
nell'acqua del pozzo.
L'amaro calice
Nei tre vangeli sinottici, riportata la preghiera di Ges al Padre nell'orto di Getsemani dopo
l'ultima cena:
Padre mio, se possibile, passi da me questo calice!
In questo e altri passi del Vangelo, il calice (a volte amaro) un'allegoria del martirio. Ges
in realt non fa che citare l'Antico testamento, dove pi volte (per esempio nei Salmi e nel
Libro di Geremia) compare l'immagine di un calice amaro da bere "fino alla feccia".
Oggi l'immagine richiama ancora l'idea del martirio, o perlomeno di un'azione dolorosa che
deve essere compiuta fino in fondo, malgrado le esitazioni.

La matassa s'infittisce (s'ingarbuglia)


un calco dell'espressione idiomatica inglese the plot thickens. Viene usata nella letteratura
(solitamente di genere) e nel giornalismo, per segnalare che una storia sta diventando sempre
pi complessa e ingarbugliata.

La meglio giovent
Si tratta di un'espressione di origine popolare il cui significato, lungo tutto il Novecento, pi
volte stato modificato da scrittori e intellettuali.
La frase ha origine da un canto degli Alpini, ispirato a una battaglia della seconda guerra
mondiale:
Sul ponte di Perati, bandiera nera, la meglio giovent va sottotera
L'espressione, resa pi efficace dall'uso non corretto di meglio nel senso di migliore, ripresa
da Pier Paolo Pasolini, che d questo titolo prima a un abbozzo di romanzo, e poi alla raccolta
poetica in lingua friulana del 1954. Non solo, ma nel 1976 mette in bocca la canzone degli
Alpini agli aguzzini protagonisti di Sal o le 120 giornate di Sodoma.
L'espressione cambia quasi totalmente significato nell'italiano colloquiale a partire dal 2003,
in seguito al successo dell'omonimo film di Marco Tullio Giordana che racconta la storia di
alcuni ragazzi che vivono la loro giovinezza durante gli anni sessanta. Per questo motivo oggi
l'espressione viene pi spesso usata per alludere alla "generazione fortunata" dei baby
boomers italiani, nati grosso modo tra il 1935 e il 1955.
L'amico Fritz
L'amico del cuore; o con cui "si fa coppia fissa", anche ironicamente: "l'onnipresente".
Dall'omonima opera di Mascagni.

Lampo di genio
(Prendere) la palla al balzo
(Cogliere) l'occasione che si offre, facilmente irripetibile.

La sai l'ultima? / Vuoi sentire l'ultima?


Vuoi che ti racconti l'ultima, sottinteso: barzelletta, storiella. Ma anche, pi genericamente:
notizia, accaduto (in questo caso equivalente a un La sai la novit?)

Lasciar correre
Sorvolare, tralasciare (di ribattere o di punire).

La testa fra le nuvole


Chi ha la testa tra le nuvole assorbito in pensieri vaghi, che gli impediscono di
concentrarsi.

Lato B
Eufemismo che indica il fondo schiena, inteso come seconda facciata del corpo umano.

Da far venire il latte alle ginocchia


Snervante, estenuante, mortalmente noioso.

Lavata di capo
Ramanzina, sgridata, paternale.

Lavorare per la Chiesa di Adro


Lavorare senza percepire un compenso. Espressione in uso in Pianura Padana, in provincia di
Brescia. Ad Adro (piccolo paese del bresciano) esiste una chiesa edificata totalmente da
volontari, che lavorarono appunto senza alcun compenso.

Da leccarsi i baffi
Gustosissimo di sapore. Al punto da arrivare a leccarsi intorno alla bocca fino all'ultimo
avanzo.

Le chiacchiere stanno a zero


I fatti sono cos chiari e incontrovertibili che qualsiasi cosa si voglia dire non ha pi nessun
valore.

Legarsela al dito
Non dimenticarsi pi di un torto.

Lei m'insegna
Usato in un discorso per citare affermazioni dell'interlocutore a sostegno delle proprie tesi

Legare il cane con la salsiccia


espressione di derivazione dialettale che lascia intendere la totale inutilit di un gesto, se non
addirittura un forte rischio di fattore controproducente all'intenzione del gesto stesso.

Legare l'asino dove vuole il padrone


espressione indicante la totale disponibilit ad eseguire un ordine impartito da un diretto
superiore

Le ultime parole famose


dicesi quando detta una cosa data per certa, avviene l'incontrario.

Levare le tende / Togliere il disturbo / Levare il disturbo


Eufemismi per: andarsene.

Lisciare il pelo
Blandire qualcuno. (A volte ...dalla parte sbagliata, cio ottenendo l'effetto opposto a quello
prefisso).
L'isola che non c'
Citata in Peter Pan, detto di luogo ideale ed irraggiungibile.

L'ora delle decisioni irrevocabili


Frase pronunciata da Benito Mussolini il 10 giugno del 1940 nel celebre discorso con cui il
duce annunci l'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania nazista. una versione
pi roboante de "il dado tratto": arrivato il momento di prendere decisioni fondamentali,
che in seguito non potranno essere pi cambiate.

Lotta senza esclusione di colpi


Nei duelli regolamentati la frase che afferma che qualsiasi azione atta a far danno
consentita. Al contrario, nello sport ci sono sempre regole che limitano i colpi che si possono
portare e le parti del corpo che possibile colpire. Da ci la frase stata mutuata e utilizzata
in molti campi per dire che la competizione ha raggiunto livelli per i quali si utilizzano anche
azioni scorrette.

Luce dei miei occhi


Si dice di qualcuno che cos importante per s stessi da illuminare la propria vita, a darle un
senso, a far vedere il mondo sotto un'ottica diversa e pi positiva.

Lungo come la Quaresima / Lungo come una Messa cantata


Lo si dice di qualcosa o qualcuno molto lento.

Lungo come l'anno della fame


Interminabile, fastidiosamente lento nell'agire.

Lupus in fabula!
La comparsa, all'improvviso, della persona di cui si sta parlando (preferibilmente male) in un
determinato momento. (variante Parli del diavolo e spuntano le corna)

M
Ma anche no
Per indicare che un qualcosa potrebbe non andare a buon fine.

Ma fammi il piacere!
Non dire assurdit.

Macchina del fango


diffusasi nel linguaggio giornalistico e politico per la sua potenza evocativa nell'indicare
l'azione coordinata di un gruppo di pressione, volta, soprattutto per via mediatica, a
delegittimare o a ledere la credibilit e l'onore di una persona giudicata come "avversario" del
gruppo e perci da intimidire, punire o condizionare.

Mai e poi mai


Mai adesso e per sempre. Indica con forza l'intenzione di non fare, o di evitare qualcosa per
sempre.

Male di vivere
"A me la vita male", scrive il poeta Giacomo Leopardi nel celebre Canto notturno di un
pastore errante dell'Asia (1829-1830). L'espressione viene ripresa, un secolo dopo, in una
delle poesie pi celebri degli Ossi di seppia (1925) di Eugenio Montale:Spesso il male di
vivere ho incontrato / era il rivo strozzato che gorgoglia.
L'espressione, che definisce una sofferenza non circoscritta al solo poeta o all'umanit, ma a
tutte le forme di vita, rimasta famosa.

(Essere) male in arnese / (Essere) messo/preso male


(Essere) malmesso nel senso di malvestito, trasandato o d'aspetto poco sano, malconcio.
Letteralmente: male equipaggiato.

Male oscuro
Detto della depressione o dell'ipocondria. L'espressione entrata nell'uso comune grazie al
romanzo omonimo dello scrittore Giuseppe Berto (1914-1978).

Mancare di parola
non mantenere le promesse.

Mandare allo sbaraglio


mandare qualcuno senza difese incontro alla rovina. L'espressione deriva dal lessico militare.

Mandare a monte
Annullare, provocare il fallimento di.
Mandare a quel paese
Allontanare qualcuno o zittirlo in malo modo.

Mandare per il buco dell'acquaio


gettare soldi nell'acquisto di cibo superfluo.

Mandate a carte e quarantotto


mandare in sconquasso, mandare all'aria.

Mandare all'aria
far fallire.

Mandare a catafascio
far fallire, mandare a ramengo.

Mandare al macello/massacro
avviare a morte sicura, esporre a critiche feroci.

Mandare in malora
mandare al diavolo, mandare in rovina.

Mandare a rotoli
mandare a catafascio, far fallire.

Mandare a spasso / a casa


licenziare.
e dire ai podest che faccian davvero; se no, mandarli a spasso e metterne de' meglio
(Alessandro Manzoni, I promessi sposi).

Mandare in vacca
mandare a monte, rovinare, mandare a rotoli.

Mangiapane a tradimento / a ufo


Chi approfitta dell'ospitalit altrui.

Mangiare a quattro palmenti


mangiare con grande voracit. I "palmenti" erano le macine dei mulini fluviali; i mulini pi
grandi erano dotati di tre o quattro palmenti.

Mangiare con gli occhi


desiderare violentemente (e visibilmente) qualcosa o qualcuno.

Mangiare la foglia
"Capire al volo"; intendere prontamente le intenzioni altrui. Etimo incerto; secondo il
linguista Ugo Enrico Paoli "foglia" un plurale collettivo: il motto si riferirebbe al bestiame
d'allevamento, che si divide in due gruppi: i lattanti e gli animali adulti che hanno gi
cominciato a mangiare la ... foglia. Secondo altri,[7] la locuzione deriva invece dal francese
"manger la feuille" ("mangiare il foglio") e si riferisce a un episodio avvenuto nel 1373,
quando due legati del Papa andarono da Bernab Visconti a notificargli la scomunica papale e
furono accolti sul fiume Lambro da Bernab in persona con un piccolo esercito; alla lettura
del plico papale, Bernab disse "Scegliete pur voi, o mangiare o bere": i due capirono che il
"bere" significava essere buttati nel fiume e preferirono ingoiare la pergamena.

Mangiare la minestra o saltare la finestra


Adeguarsi alle (difficili) circostanze.

Mangiare la polvere
Detto di chi si trova a inseguire qualcun altro che invece ben pi veloce. Si usa anche in
senso figurato. Deriva probabilmente dalle corse coi cavalli in cui il primo, correndo, alzava
un polverone che gli inseguitori erano costretti a subire tanto da sentire i granuli di polvere tra
i denti. Non sinonimo di "Mordere la polvere".

Mangiare nella stessa scodella


essere in grande intimit con qualcuno, dividere le difficolt della vita con qualcuno. Un
tempo don Bastiano e tu mangiavate nella stessa scodella (Ignazio Silone, Fontamara).

Mangiarsi/mordersi le mani
pentirsi, rammaricarsi per le scelte fatte.

Mangiarsi vivo qualcuno


rimproverarlo con severit

Mani pulite
Chi non si considera implicato in faccende disoneste ("sporche"), si pu vantare di avere
"mani pulite". L'espressione si diffusa ancora di pi negli anni novanta, durante l'omonima
inchiesta del tribunale di Milano che scosse dalle fondamenta la Prima Repubblica.

Ma no! / Ma quando mai! / Ma che dici? / Ma va'! / (Ma/Vedi/Tu guarda/Guarda


tu/Guarda te/Va') cosa mi tocca sentire!
Macch. (Ma) nient'affatto. Si dicono anche simpaticamente.

Mantenere le distanze
rifiutarsi di entrare in confidenza con qualcuno.

Manu militari
Espressione di origine latina usata spesso in ambito politico per indicare forme di abuso e di
uso della forza.

Maramaldo, tu uccidi un uomo morto


Cos si rivolse Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo che lo stava uccidendo; che si usa
nei confronti di chi infierisce contro persone molto deboli. Esiste anche il verbo
maramaldeggiare, che ha lo stesso significato.
Marcare stretto
Dal lessico calcistico: mantenere un controllo pressante su qualcuno, in attesa di coglierlo in
fallo.

Marcare visita
darsi malato

Marchiare a fuoco
infamare qualcuno, attribuendogli una nomea indelebile.

Marinare la scuola
non andare a scuola all'insaputa di insegnanti e genitori.

Meditate gente meditate


invito alla riflessione utilizzato da moralisti improvvisati.

Mela marcia
Lo si dice di una cattiva persona.

Menare il can per l'aia


Tergiversare, parlare senza concludere nulla.

Menar le mani
picchiare

Me ne lavo le mani
Il Vangelo secondo Matteo racconta che Ponzio Pilato, procuratore della Giudea, dopo aver
tentato di scagionare Ges davanti alla folla in tumulto, "presa dell'acqua, si lav le mani
dinanzi al popolo dicendo: Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi"
(27,24).
Lavandosi le mani davanti alla folla, Pilato compie un gesto simbolico: nel momento in cui la
condanna a morte di Ges ormai un problema di ordine pubblico, il procuratore vuole
almeno rendere evidente a tutti la sua disapprovazione per il martirio di colui che reputa un
"giusto". Nell'uso quotidiano, l'espressione lavarsene le mani adoperata per chiamarsi fuori
da un evento che si ritiene ormai inevitabile ma che comunque si disapprova.

Metterci del proprio


ricamare su un fatto, aggiungendo dettagli di propria invenzione.

Metterci lo zampino
intromettersi in un affare.

Metterci una pietra sopra


considerare chiusa per sempre una vicenda.

Metterci una pezza / una toppa


trovare un rimedio precario, provvisorio.

Mettercisi di buzzo buono


agire con un grande sforzo personale per ottenere uno scopo.

Mettere a ferro e fuoco


devastare, distruggere.

Mettere a nudo / allo scoperto


rivelare tutti gli aspetti di una situazione senza reticenze.

Mettere a pane e acqua


punire, affamare

Mettere a punto
mettere una macchina nelle condizioni ottimali per funzionare.

Mettere a segno
eseguire con successo.

Mettere al corrente
informare, aggiornare

Mettere al mondo
generare, partorire

Mettere al muro
fucilare, punire

Mettere all'indice
proibire una determinata opera o pubblicazione. Dall'Indice dei libri proibiti

Mettere alla berlina / alla gogna


esporre al pubblico ludibrio, deridere o svergognare qualcuno davanti a tutti.

Mettere alla porta


allontanare, licenziare, cacciare senza tanti complimenti.

Mettere alla sbarra


giudicare qualcuno molto duramente.

Mettere alle strette


costringere qualcuno a fare qualcosa che voleva evitare.

Mettere bocca/lingua/becco
intromettersi nelle faccende altrui.

Mettere con le spalle al muro


costringere qualcuno a fare qualcosa impedendogli qualsiasi altra possibilit.

Mettere conto
avere importanza, valere la pena. In questo paese non mette conto di leggere. (Carlo Levi,
Cristo si fermato a Eboli).

Mettere fuori strada


indurre in errore, sviare.

Mettere gli occhi addosso


desiderare una persona o una cosa.

Mettere i bastoni fra le ruote


Intralciare l'attivit di qualcuno. L'inserimento di bastoni tra i raggi delle ruote di un carro
provoca inevitabilmente il suo blocco.

Mettere il carro davanti ai buoi


Non rispettare l'ordine delle cose quando si gestisce un problema.

Mettere il cappello su qualcosa


riservarsi una posizione importante in un affare o progetto.

Mettere il cuore oltre l'ostacolo


gettarsi in un'impresa con entusiasmo e generosit, senza riflettere troppo sulle difficolt.

Mettere il dito nella piaga


infierire su una situazione gi difficile.

Mettere il muso / il broncio


imbronciarsi, esibire il proprio disappunto con un'espressione corrucciata.

Mettere la pulce nell'orecchio


far sorgere subdolamente un sospetto a una persona in modo che non se ne dia pace

Mettere le mani avanti


Incominciare a discolparsi.

Mettere radici
Stabilirsi radicalmente in un luogo.

Metterla bene
cavarsela senza troppi danni dopo un grosso rischio
Mettersi di traverso
Opporsi con decisione a una determinata cosa/azione.

Mettersi il cuore in pace


Rassegnarsi.

Mettersi le mani nei capelli


Disperarsi.

Mettersi nei panni di qualcuno


Invito a indossare metaforicamente i vestiti di qualcuno per riflettere sulle sue azioni dopo
essersi immedesimato nelle sue condizioni.

Mettete dei fiori nei vostri cannoni


Uno slogan pacifista nato probabilmente negli anni sessanta in California; in italiano fu usato
come sottotitolo e tema portante della canzone Proposta del complesso I Giganti. Oggi viene
usato anche per parodiare e irridere le istanze pacifiste meno realistiche. Pare che nella
rivoluzione dei garofani in Portogallo tale gesto fu davvero compiuto.

Mi sembrato di vedere un gatto


Questa espressione deriva dalla parole pronunciate spesso dal canarino Titti (Tweety nel
cartone originario americano), personaggio del cartone animato Gatto Silvestro, creato dalla
Warner Brothers. Quando si accorge che il gatto nelle vicinanze pronuncia le parole Oh oh,
mi semblato di vedele un gatto.

Mica
Rafforzativo lessicale utilizzato per dare particolare enfasi ed un discorso tecnico privo di
contenuti, ad esempio "rondelle mica-rondelle, bava mica-bava, etc...".

Mina vagante
Lo si dice di un individuo o una questione apparentemente innocua ma potenzialmente molto
dannosa, da un momento all'altro senza preavviso.

Milano da bere
Uno slogan pubblicitario (reclamizzante l'Amaro Ramazzotti) che ha fatto epoca ed ancora
oggi utilizzato per sintetizzare l'atmosfera vivace e la joie de vivre di Milano negli anni
ottanta, bruscamente interrotta in seguito all'inchiesta Mani pulite. Spesso utilizzato anche in
senso parodico.

Minestra riscaldata
Lo si dice di un ritorno a una situazione o a una soluzione passata per mancanza di alternative,
che probabilmente sar fonte di una delusione.

Molto rumore per nulla


Dal titolo di una celebre commedia teatrale di William Shakespeare: Much ado about nothing
scritta tra il 1598 e il 1599.
Montarsi la testa
Sopravvalutarsi.

Mordere il freno
Essere molto impazienti. Il freno nasce come "morso" dei cavalli (la parola stessa da un antico
"digrignare").

Mordere la polvere
Morde la polvere chi sconfitto in modo umiliante. L'espressione, un po' incongrua (la
polvere, propriamente, non si pu mordere) trae origine dai campi di battaglia del passato,
dove i cavalieri disarcionati, costretti a mangiare la polvere alzata dal suolo, erano l'immagine
stessa della sconfitta.
Nell'antichit, in ogni caso, lo sconfitto mordeva la terra pi che la polvere. Si veda per
esempio Virgilio (Eneide XI, 669): mandit humum; e pi tardi Torquato Tasso (Gerusalemme
liberata, 20,29): La terra ove regn, morde morendo.
L'espressione si trova pressoch identica nella lingua inglese ("to bite the dust"), ed stata
immortalata dai Queen con la celeberrima canzone Another One Bites the Dust, scritta dal loro
bassista John Deacon.
Non sinonimo di "Mangiare la polvere".

Mordersi la lingua
Sforzarsi di tacere, o pentirsi di non averlo fatto.

Morire dal ridere


Ridere cos tanto da accasciarsi al suolo privo di forze e in preda al dolore.

Morire di sonno
Avere tanto sonno da non riuscire pi a restare svegli.

Mosca bianca
Si dice di chi si distacca da un contesto omogeneo

Mostro sacro
Indica una persona con notevoli doti di saggezza, talento, esperienza, in un determinato
ambito, tali da renderla emblematica.

Movimentare oggetti utilizzando un Badile


Modo improprio di effettuare una operazione che potrebbe generare danni e alterazioni ai
componenti.

Muoia Sansone con tutti i Filistei


Espressione che indica il comportamento di colui che pur di compiere la sua vendetta
consapevolmente disposto ad andare incontro al medesimo destino delle sue vittime. La
locuzione deriva da un passo dell'Antico Testamento (Libro dei Giudici, XVI, 30) in cui
Sansone fece crollare l'abitazione nella quale si trovava con tutti i Filistei, provocando oltre
alla loro morte anche la propria.
Musica per le mie orecchie
Una cosa o notizia gradevole per qualcuno.

N
Nani e ballerine
Coniata da Rino Formica nella forma corte di nani e ballerine (o circo), si riferiva
inizialmente all'Assemblea Nazionale del Partito socialista italiano, ma passata poi a
indicare una temperie politica contigua alla Milano da bere. Come quest'ultima, anche nani e
ballerine viene usata anche in contesti parodici. Non viene necessariamente riferita al clima di
quell'epoca.

Nascere con la camicia


Essere molto fortunati.
Il detto allude alla tradizione popolare per cui nel Medioevo erano considerati particolarmente
fortunati i bambini che nascono, come a volte accade, con la patina lipidica protettiva
dell'epidermide particolarmente spessa; essa ha effettivamente colore biancastro, ma nella
maggior parte dei neonati sottile e quasi invisibile.
Paolo Minucci, nelle sue Note al Malmantile riacquistato, descrive cos questa usanza:
Dicono le levatrici che talvolta nascono bambini con una certa spoglia sopr'alla pelle,
la quale spoglia non si leva loro subito nati, ma si lascia e casca poi da s in processo
di giorni; e tal creatura da esse si dice 'nata vestita', ed preso per augurio di felicit
di tale creatura.

Nascondersi dietro un dito/dietro una foglia di fico


Negare l'evidenza.
Dalla Bibbia: tradizionalmente Adamo ed Eva, dopo aver scoperto di essere nudi, si coprirono
con foglie di fico.

Navigare a vista
Agire senza essere sicuri di quello che si sta facendo.

Neanche per sogno; neanche per idea


indica un rifiuto categorico.

N carne n pesce
Detto generalmente per caratterizzare (di solito in senso negativo) una persona o un prodotto
che non si riescono a ricondurre a categorie note.
Il detto esiste in altre lingue europee (ad esempio in inglese: "neither fish nor fowl"), con
diverse varianti. Forse si riferiva alla carenza di cibo (se non c' "n carne n pesce", rimane
ben poco); pi probabilmente deriva dall'obbligo di mangiare di magro di venerd ed in
Quaresima, per cui tutti gli alimenti dovevano essere classificati in base alla loro utilizzabilit:
se qualcosa non n carne n pesce diventa un problema.

Nel blu dipinto di blu


il titolo di una delle pi famose canzoni italiane del secondo dopoguerra, lanciata nel 1958
da Domenico Modugno e Johnny Dorelli (forse ancora pi nota nel mondo come "Volare").
L'espressione viene usata a volte nel parlato per indicare una situazione estremamente
piacevole, in cui sembra di galleggiare nell'aria.

Nessuno profeta in patria


Dal Vangelo: si riferisce all'episodio di Ges che predica nel suo luogo natale, ma i suoi
concittadini, che lo conoscono come figlio del falegname, non gli accordano credibilit come
"profeta".

Niente di nuovo sotto il sole


"Al mondo non c' mai nulla di nuovo": la frase una citazione della Bibbia, presa dal libro
del Qoelet (o Ecclesiaste) 1, 10. Vedi anche le versioni latine del detto.

Niente di nuovo sul fronte occidentale


Titolo di un libro di Erich Maria Remarque, in cui un giovane narra gli orrori della prima
guerra mondiale da lui vissuti in prima persona. L'espressione viene impiegata per indicare
l'assenza di novit rilevanti, in relazione a persona o situazione di comune e sottintesa
conoscenza con l'interlocutore.

Nientepopodimeno che / Niente po' po' di meno che / Niente pop di meno che /
Nientepopodimenoch
niente meno che

Noi siamo scienza e non fantascienza / Scienza non fantascienza!


per paragonare un'idea realistica e un'utopia. A fronte di un risultato spettacolare ottenuto con
le sole proprie capacit tecniche.
Citazione di uno spot pubblicitario italiano dei televisori Telefunken (1981), penetrato in
modo impressionante nella memoria collettiva. L'espressione viene usata di solito (con intenti
parodistici). Pu essere usata anche per schernire qualcuno di qualche opera/lavoro da lui
eseguita.
Dallo stesso spot proviene anche l'altra frase fatta "Potevamo stupirvi con effetti speciali" (cfr.
sopra).

Non alzare un dito


Evitare qualsiasi sforzo, essere pigri.

Non arrivare a mangiare il panettone


Lo si dice a proposito di qualcuno il cui incarico o attivit ha ormai vita breve.
Voce di origine probabilmente milanese, in tempi in cui gli incarichi avevano spesso scadenza
annuale alla fine dell'anno solare: non arrivare a mangiare il panettone significa quindi avere
scadenza anticipata rispetto al previsto.

Non avere la pi pallida idea


Non conoscere minimamente l'argomento di cui si sta parlando; non sapere assolutamente la
risposta a una domanda.
Per traslato anche l'idea pallida debole. Figura retorica.

Non avere n arte n parte


Qualcuno che non dimostra particolari competenze, n ha le conoscenze necessarie per
intraprendere una qualsivoglia carriera: il termine "arte" fa riferimento alle omonime
corporazioni medievali, che riunivano i lavoratori a seconda del loro mestiere o della loro
categoria; la parte era invece il "partito" (la "parte guelfa", la "parte ghibellina"): quindi chi
non aveva n Arte n Parte non si poteva riconoscere in alcun corpo socialmente e
professionalmente organizzato e non aveva alcun indirizzo da seguire o scopo verso il quale
impegnarsi.

Non avere neanche il becco di un quattrino


Essere senza denaro del tutto.

Non avere peli sulla lingua


dire francamente la propria opinione anche se sgradita, o triviale.

Non avere pi gli occhi per piangere


aver pianto anche troppo per poter versare altre lacrime.

Non avere pi nulla da perdere


Essere ormai disposti a tutto.

Non capirci un'acca/un tubo/un bel tubo di niente


Non capire minimamente.

Non c' storia


non si discute.

Non ce n' per nessuno


Non c' trippa per gatti
Frase attribuita al famoso Sindaco di Roma Ernesto Nathan (1907), che, alle prese con le
ristrettezze finanziarie del Comune, inizi una serie di tagli al bilancio, tra cui anche per la
somma che si stanziava per sfamare i gatti, che - allora come oggi - vivevano tra gli antichi
ruderi della capitale.

Non ci metto la scala


Non ho alcun problema a eseguire ci che mi dici.

Non ci sono pi le mezze stagioni


L'idea che le "mezze stagioni" (primavera e autunno), stiano via via scomparendo, lasciando il
posto a un inverno sempre pi rigido e a un'estate sempre pi afosa, un celebre luogo
comune, spesso adoperato come frase di circostanza, usata per riempire una discussione
caduta nel silenzio.

Non ci piove
Si tratta di un fatto assodato, da considerarsi sicuro.

Non vero ma ci credo


L'espressione, diventata proverbiale in seguito al successo dell'omonimo testo teatrale di
Peppino De Filippo (rappresentato per la prima volta nel 1942 e portato sul grande schermo
dieci anni pi tardi), descrive l'atteggiamento di chi, pur dimostrando una certa cultura, non
riesce a liberarsi da superstizioni della tradizione popolare.

Non fare male a una mosca


Essere di carattere mite, mai aggressivo.
L'espressione, diventata

Non farsi mettere la saliva nel naso


Modo di dire popolare che indica il non farsi sopraffare.

Non l'ha ordinato il medico


"Non necessario": si dice per scoraggiare un'azione, tanto pi un'abitudine, evidentemente
pi onerosa che efficace o plausibile. "Non te l'ha ordinato il medico che tu ogni volta corri
non appena chiama...".

Non lo fo per piacer mio


Parte della frase "Non lo fo per piacer mio, ma per dare figli a Dio". Si dice che fosse la frase
ricamata sulle camicie da notte delle signore molto devote, in un'epoca in cui i rapporti
sessuali, anche all'interno del matrimonio, erano considerati tollerabili solo per il loro fine
procreativo.

Non mi fa n caldo n freddo


Detto di qualcosa che non modifica le nostre opinioni, che non ci interessa.

Non passare per l'anticamera del cervello


non venire a mente neanche alla lontana

Non poterne pi
Avere raggiunto il limite della sopportazione.

Non ragioniam di lor, ma guarda e passa


Da Dante Alighieri. Citazione usata per suggerire di ignorare qualcuno ritenuto non degno di
essere considerato.

Non sanno quello che fanno.


(Vedi Padre, perdona loro).

Non sa, non risponde


Frase ironica che sottolinea il fatto che l'interrogato rimane in silenzio. Deriva dai tipici
questionari con domande e risposte multiple predefinite, tra le quali vi spesso la possibilit
di barrare la voce "Non sa, non risponde".

Non sapere a che Santo votarsi


Secondo la consuetudine popolare, le persone che si trovano in situazioni difficili possono
"chiedere la grazia" a un Santo (anche se la Chiesa cattolica preferisce parlare in questi casi di
intercessione del Santo presso Dio). Per ingraziarsi il Santo, il fedele pu accompagnare la
sua preghiera a una promessa, o voto: ad esempio, per chiedere una guarigione compir un
pellegrinaggio, o far un'offerta a una Parrocchia o un Santuario, ecc.. Gli oggetti donati dai
fedeli alle chiese a questo scopo sono chiamati ex voto. Non sapere a che Santo votarsi
significa trovarsi in una situazione talmente disperata da non poter essere risolta nemmeno
mediante l'intercessione dei numerosi Santi del calendario cattolico.

Non sapere che pesci pigliare


Non sapere come reagire a una situazione problematica.

Non saper tenere neanche la piscia


Lo si dice di una persona che non riesce a tenere un segreto.

Non si interrompe un'emozione'


Non sparate al pianista
Si dice per dire "evitate di coinvolgere chi non c'entra".
Sembra provenga dal fatto che si scrivesse questa frase sul muro o su un cartello nei saloon
del Far West, dove il pianista veniva assunto e pagato per allietare gli avventori, che spesso
erano particolarmente rissosi e proni ai conflitti a fuoco all'interno del locale.

Non ti curar di lor, ma guarda e passa


(vedi anche Non ragioniam di lor, ma guarda e passa).

Non valere un tubo (un soldo bucato)


Valere poco o nulla.

Non valere un'acca


Valere davvero poco: come la lettera H, che nella lingua italiana non viene pronunciata.

Non vedere l'ora


Attesa spasmodica.

Non vedere neanche un prete nella neve


Essere ciechi o ingenui a tal punto che non si vede nemmeno un prete, tradizionalmente
vestito di nero, nella neve bianca.

(Risolversi in un) nulla di fatto


(Giungere a una) conclusione senza un risultato significativo, n in positivo n in negativo.

Numerati le osse che te disfo


Minaccia rivolta a scopo di vendetta.

Nuovo di zecca
Si dice di qualcosa che nuovo o cos ben messo da appare tale. Si riferisce alle monete
appena coniate dalla Zecca, lucide e brillanti.
O
Occhi foderati di prosciutto
Avere gli occhi foderati di prosciutto significa non accorgersi di qualcosa di evidente.

Occhio alla penna


Avvertire qualcuno.

O cos o Pom
Riferimento a un popolare spot pubblicitario degli anni ottanta. un modo scherzoso di
presentare un ultimatum: o "si fa in questo modo, o non si fa affatto" (vedi anche Senn
ciccia). Lo slogan un'invenzione del pubblicitario Emanuele Pirella.

Okay, panico
Riferimento a una celebre gag del film L'aereo pi pazzo del mondo... sempre pi pazzo
(Airplane II: The Sequel, 1982), parodia "demenziale" dei film catastrofici sui disastri aerei.
Durante una turbolenza, si vedono accendersi in sequenza due spie luminose: la prima (a ben
vedere gi inverosimile) recita don't panic ("niente panico"); la seconda ok, panic ("ok,
panico").
L'espressione viene usata a volte per commentare una situazione oggettivamente difficile, tale
da giustificare un'eventuale reazione di panico.

(A / una volta) ogni morte di papa / di vescovo


Relativo a un evento che si verifica con rarit.

Onore al merito (a)


Sia riconosciuto il valore indiscutibile dell'azione (di).

Oppio per i popoli


Da un aforisma di Karl Marx, che si riferisce alla religione come mezzo di oppressione.

Ora e sempre
Si dice di qualcosa che durer in eterno o molto a lungo.

Ore piccole
Sono naturalmente le ore dalla mezzanotte al primo mattino: fare le ore piccole significa
restare svegli fino a una tarda ora.
L'espressione ore piccine era gi attestata nel Vocabolario della Crusca (1612). Malgrado la
vita notturna si sia decisamente prolungata, "ore piccole" si adopera spesso ancora oggi col
medesimo significato.

Orecchie da mercante
Ecco un caso di sordit selettiva noto fin dall'antichit: i mercanti (specie durante una
contrattazione) sentono solo quello che fa loro comodo. Per questo fare orecchie da
mercante significa ignorare le cose che non si vogliono ascoltare.

Orinare contro la luna


Tentare l'impossibile

Oro colato
L'espressione " oro colato" si usa quando si del tutto sicuri del valore di qualcosa o di
qualcuno.

Ottimo e abbondante

P
Pace cartaginese
Pace raggiunta attraverso l'imposizione di condizioni particolarmente dure e umilianti per il
perdente.

Padre, perdona loro


Parte della frase pronunciata da Ges sulla croce "Padre, perdona loro, perch non sanno
quello che fanno" (Luca 23, 34).

Paganini non ripete


Si dice rifiutandosi di ripetere un gesto o una frase. Presunta risposta di Niccol Paganini, alla
richiesta del Re di Napoli di risuonare i brani musicali che non aveva potuto ascoltare,
essendo arrivato in ritardo al concerto.

Paese di Bengodi/Cuccagna
Il Paese di Cuccagna un topos dell'immaginario collettivo e letterario: con questo nome si
intendeva nel Medioevo un luogo fantastico dell'abbondanza, documentato nella storia del
folklore, della letteratura e dell'arte. Il termine "cuccagna potrebbe derivare dal latino
medievale Cocania; la radice Coc alluderebbe ai dolciumi (come nel tedesco Kuchen).
Altri nomi utilizzati: paese di Bengodi (Decameron di Boccaccio), paese di ser Godigliano,
India Pastinaca, Paese dei Balocchi (quest'ultimo un'invenzione pi recente: compare ne Le
avventure di Pinocchio. Storia di un burattino).

Paga Pantalone
L'espressione viene utilizzata per commentare uno spreco di denaro, alludendo al fatto che
alla fine a pagare sar sempre il solito (il cittadino, lo Stato, ecc.). Pantalone la nota
maschera veneziana, personaggio della commedia dell'arte.

Pagare il fio
Pagare il debito o la pena.

Per approfondire, vedi Fehu.


Pagare lo scotto
Dover sottostare a una rinuncia.

Palla al centro
Espressione tipica del gergo dei commentatori calcistici: in questo sport, dopo ogni goal, la
palla viene riposizionata al centro del campo.
Palla al piede
Persona o cosa che ostacola o rallenta nella realizzazione di qualcosa, proprio come la palla di
piombo messa alla caviglia dei prigionieri per impedirne la fuga.

Pane al pane e vino al vino


Parlare chiaro.

Pane per i (miei) denti


detto di qualcosa che non crea difficolt

Papale papale
detto significante "diretto, in modo chiaro":Parlare papale papale "parlare chiaro, in modo
diretto"

Pappa e ciccia
Buoni amici, che vanno insieme, come il primo e il secondo piatto di un pasto. Sinonimo di
culo e camicia.

Parco buoi
Quello che all'origine era una zona del mercato del bestiame diventato, per metafora,
l'espressione con cui viene designato, in modo sprezzante, l'insieme dei piccoli azionisti di
una societ per azioni, che non hanno i mezzi per conoscere il reale andamento della societ e
che quindi sono costretti ad affidarsi alle direttive degli azionisti pi importanti.

Parigi val ben una messa


Per ottenere quello che si vuole, bisogna fare dei compromessi. La frase attribuita a Enrico
IV, di fede ugonotta, che per ottenere il trono di Francia accett di convertirsi al cattolicesimo.

Parla come mangi


Parla con parole semplici.

Parlare alle spalle


Parlare male di qualcuno in sua assenza.

Parlare a vanvera
Fare un discorso privo di consistenza. L'origine assai dibattuta; prevale l'ipotesi che si tratti
di un termine onomatopeico, di origine toscana, che imita il suono di chi farfuglia.

Parlare come un libro stampato


Parlare in maniera forbita, ben documentata e appropriata, seguendo un discorso logico chiaro
e lineare.

Parlare in punta di forchetta


Ha origine dall'introduzione nelle tavole borghesi delle posate, che fu commentata dai
contadini come una stupida esibizione di finta nobilt. Il significato perci esprimersi,
muoversi con esagerata ricercatezza.
Parole in libert
Il significato corrente di questo modo di dire (alla cui diffusione nell'italiano parlato contribu
forse l'omonimo genere poetico futurista inventato nel 1912 da Filippo Tommaso Marinetti)
"parole espresse liberamente, senza prendersi responsabilit di ci che si dice e senza
preoccuparsi di offendere qualcuno".

Partire in quarta
Iniziare qualcosa con impeto: deriva dal gergo della scherma, dove indica un attacco rapido
che espone per a rischi. La frase nacque nel 1930, quando le automobili avevano solo quattro
marce (oggi tutte le automobili ne hanno almeno cinque: anzi, qualcuna ne ha addirittura sei).

Passare a miglior vita


Eufemismo per intendere il 'morire'

Passare il Rubicone
Compiere un'azione dagli esiti irrevocabili. Gaio Giulio Cesare, nel 49 a.C., decise di
oltrepassare il fiume Rubicone (considerato a quel tempo il confine dell'Italia) alla testa delle
sue legioni, malgrado le leggi della Repubblica lo vietassero. Vedi anche il dado tratto.

Passare sotto le forche caudine


Subire una pesante umiliazione.

Passarla liscia
Uscire indenne da un guaio

Passata la tempesta
stato superato il momento difficile, oppure se ne andata una persona furiosa. Citazione del
primo verso della poesia La quiete dopo la tempesta di Giacomo Leopardi.

Pazienza di Giobbe
Giobbe un personaggio della Bibbia dalla proverbiale pazienza. Dio mise alla prova la sua
fede colpendolo duramente nelle cose a lui pi care, uccidendogli il bestiame, distruggendogli
il raccolto e arrivando a ucciderne i figli. Alla fine Dio avrebbe risarcito Giobbe di ci che gli
era stato tolto.

Patata bollente
Problema di difficile soluzione da risolvere in fretta e che spesso viene scaricato da una
persona a un'altra. Il riferimento appunto a una patata bollente che non si riesce a tenere in
mano.

Peccato di gola
Si intende il cibo, del quale abbuffarsi era ritenuto sconveniente nell'antichit.

Pecora nera
Elemento negativo, o semplicemente isolato, di un gruppo, di una famiglia, ecc.
Pecorella smarrita
Una persona che ha smarrito la strada, che deve essere recuperata. Dall'omonima parabola
evangelica (vedi il Vangelo secondo Luca, 15,4).
"Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e
va dietro a quella perduta, finch non la ritrova?

Peggio che andare di notte


Molto pericoloso. Muoversi di notte sempre stato piuttosto pericoloso.

Peggio di cos si muore / Non poteva andare peggio (di cos)


Indica una brutta situazione in cui ci si trova, nello specifico la peggiore delle possibili

Pelare la gazza senza che strilli


Imbrogliare qualcuno senza che se n'accorga.

Pelle d'oca
Indica una situazione di disagio, fastidio o paura, anche in senso ironico

Per filo e per segno


Il riferimento al filo che gli imbianchini un tempo tenevano teso sulla parete per creare una
linea dritta, che andava poi ricalcata con grande attenzione. L'espressione rimasta per
indicare la precisione e la meticolosit con cui si compie un'azione.

Per me pari anche tredici!


atteggiamento acritico di totale disponibilit ad accettare passivamente una decisione imposta
da un diretto superiore.

Per sommi capi


Con un approccio generale e non esaustivo.

Per un pelo / Per il rotto della cuffia


Per poco, ma si dice cos quando si scampato un pericolo, quando si corso un grosso
rischio: "Per un pelo non finiva male", "Se l' cavata per il rotto della cuffia".

Per un pezzo di pane: vedi sotto


Per un piatto di lenticchie
In cambio di una miseria. L'espressione deriva dal Genesi (25,29-33) in cui si racconta di
come Esa vendette i suoi diritti di primogenitura al fratello Giacobbe in cambio appunto di
un piatto di lenticchie.

Per un punto Martin perse la cappa


L'obiettivo non stato raggiunto per poco, ma comunque non raggiunto. Deriva da una
tradizione del XVI secolo in cui si racconta che il monaco Martin, abate del monastero di
Asiello, non divenne priore perch sulla porta del convento, volendo scrivere "Porta patens
esto nulli claudatur onesto" ossia " Stia aperta la porta, non si chiuda a nessun uomo onesto",
mise un punto dopo la parola "nulli", e l'iscrizione divenne quindi:"La porta non si apra per
nessuno, si chiuda per l'uomo onesto".

Perdere il filo (del discorso)


Dimenticarsi ci che si stava dicendo, il pi delle volte perch si stati interrotti.

Perdere il ben dell'intelletto


Dal canto III dell'Inferno di Dante, si collocata nel linguaggio comune con il significato di
"perdere il senno".

Perdersi in un bicchiere d'acqua


Non riuscire a fare qualcosa anche di molto semplice ed elementare.

Perdere la bussola / Perdere la tramontana / Perdere la Trebisonda / Perdere le staffe


Arrabbiarsi in maniera incontrollabile. Le staffe in questione sono gli anelli attaccati alla sella
del cavallo che permettono ai cavalieri di reggersi meglio coi piedi.

Per l'amor di Dio!


Si usa per implorare qualcuno di non fare (o, pi raramente, di fare) qualcosa.

Perle ai porci
Citazione evangelica dal Vangelo di Matteo (7,6):
Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci ("Nolite dare
sanctum canibus neque mittatis margaritas vestras ante porcos"), perch non le
calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Passato nell'uso comune per indicare uno spreco di risorse, o una perdita di tempo, derivanti
dal tentare di elevare persone infime.

Pescare nel torbido


Andare a cercare nel peggior posto.

Pesce piccolo
Un individuo poco importante di una determinata cerchia.

Pestare i piedi a
Andare a infastidire o a inimicarsi qualche persona, generalmente di pi importante o potente.

Pestare una merda


Fare un errore grossolano e fastidioso.

Pettinare le bambole
Dedicarsi a una attivit infantile ed improduttiva.

Pezzo da novanta
Persona molto importante. Mutuato dal gergo militare in cui il "pezzo" il cannone e
"novanta" il suo calibro (calibro di cannoni potenti)
Pezzo di carta
L'espressione indica per metonimia qualsiasi documento scritto (ricevute, cambiali, ma
soprattutto i titoli di studio). Viene usato spesso in senso dispregiativo.

Piangere come una fontana


Piangere o lamentarsi abbondantemente.

Piangere come una vite tagliata


Piangere disperatamente. Deriva dalla linfa trasparente che esce abbondante dai rami recisi
della pianta di vite appena potata.

Piangere come un vitello


Secondo alcuni linguisti deriverebbe da un'interpretazione errata dell'espressione "piangere
come una vite tagliata" (la pianta della vite, se tagliata, secerne linfa)

Piangere sul latte versato


Piangere su qualcosa di ormai irrimediabile.

Piano B
"Avere un piano B" o "passare al piano B", con gergo da film di guerra o d'azione, significa
trovare una scappatoia, avere un'alternativa d'azione possibile.

Piantare baracca e burattini


Abbandonare tutto.

Piantare in asso
Lasciare qualcuno da solo all'improvviso.

Piazza pulita
Fare piazza pulita indica l'azione di eliminare tutto.

Piccolo grande
Quello che oggi forse uno degli ossimori pi frequenti della lingua italiana (e in particolare
del lessico giornalistico) deve il suo successo principalmente a due opere apparse all'inizio
degli anni settanta: il film Piccolo Grande Uomo (con Dustin Hoffman) e l'album Questo
piccolo grande amore di Claudio Baglioni (con l'omonima canzone).

Pici Poci
elementi opzionali di arrichimento, largamente utilizzato nel gergo tecnico della meccanica di
precisione quando si vuole dare particolare enfasi ad una modifica di un progetto.

Pietra angolare / Pietra d'angolo


L'elemento su cui tutto si regge. una citazione usata nei vangeli sinottici per riferirsi a Ges,
derivante da una profezia nel libro di Isaia (28,16).

Pietra dello scandalo


In epoca romana, era previsto che il mercante giunto al fallimento sedesse su un'apposita
pietra e dichiarasse ai creditori: Cedo bona ("cedo i miei averi"). Dopo questo annuncio, essi
non potevano pi reclamare nulla da lui. La pietra era dunque testimone dello scandalo. Oggi,
invece, viene chiamato pietra dello scandalo l'episodio che ha reso lo scandalo evidente a
tutti.

Pietra miliare
Tappa fondamentale. Le pietre miliari erano poste a ogni miglio sulle strade romane

Pinco Pallino
Persona qualunque.

Piove, governo ladro!. Nasce da una manifestazione contro le imposizioni fiscali del
governo a fine Ottocento, fallita per l'abbondante pioggia. "Governo ladro" era scritto sui
cartelli che i manifestanti portavano.
Piove sul bagnato
Si dice quando succede qualcosa di dannoso dove gi successo in precedenza.

Pisciare fuori (dal vaso)


Fare un discorso o un'azione fuori dal suo giusto contesto.

Pollice verde
Avere il pollice verde significa avere successo nel coltivare le piante.

Pollo d'allevamento
Si dice di una persona molto delicata dal punto di vista fisico, che si ammala con niente.

Pomo della discordia


Il riferimento al pomo d'oro assegnato da Paride alla dea pi bella dell'Olimpo Greco,
secondo quanto narrato nelle Troiane di Euripide. L'episodio avrebbe in seguito scatenato la
guerra di Troia. In senso figurato, l'argomento che scatena una lunga disputa chiamato
ancora oggi pomo della discordia.

Popolo bue
Porgere l'altra guancia
Dall'esortazione evangelica: "se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra" (si
quis te percusserit in dextera maxilla tua, praebe illi et alteram, Matteo, 4,39)

Por mente a / Fare caso a


Considerare, prestare attenzione a. Tra i due, "far caso" non intende uno sguardo
particolarmente approfondito, "por mente" suona pi analitico (va detto che un po'
antiquato).

Portare acqua al proprio mulino


Argomentare indirettamente in proprio favore.

Poveri di spirito
L'espressione tratta da un versetto del Vangelo di Matteo (5,3), tratto dal famoso discorso
della montagna:
Beati i poveri di spirito, perch di essi il regno dei cieli ("Beati pauperes spiritu,
quoniam ipsorum est regnum caelorum").
Per "poveri di spirito" si possono intendere coloro che non inseguono la ricchezza o il
prestigio sociale,[8] e pi in generale tutti gli umili.

Povero in canna
Poverissimo.

Pozzo di scienza
Coltissimo.

Pozzo senza fondo


Qualcosa o qualcuno che prende senza fermarsi n essere stufo. Nell'ambito gastronomico ad
esempio si dice di qualcuno che mangia moltissimo senza smettere.

Predicare bene e razzolare male


Divulgare delle regole senza poi osservarle.

Prendere con filosofia


Guardare al lato positivo di qualcosa poco piacevole.

Prendere con le molle


Le molle in questione sono l'attrezzo che veniva adoperato per maneggiare i tizzoni ardenti
nel camino: si prende con le molle un oggetto che scotta, e che potrebbe ferire chi lo
maneggia con troppa dimestichezza. Di solito a doversi prendere con le molle sono voci non
confermate o persone e cose difficili da trattare.

Prendere due piccioni con una fava


Con un solo stratagemma raggiungere due obiettivi.

Prendere il toro per le corna


Affrontare con grinta una situazione problematica.

Prendere in giro
Ingannare, farsi beffe di qualcosa o qualcuno, fare uno scherzo a qualcuno.

Prendere la palla al balzo


Sfruttare una situazione inaspettata, traendone vantaggio.

Prendere lucciole per lanterne


L'espressione significa "equivocare", "scambiare qualcosa per un'altra cosa solo
apparentemente affine", ed di uso comune almeno dal Quattrocento: compare ad esempio in
un discorso di Girolamo Savonarola (Prediche sopra l'Esodo, II, 155):
[La lussuria] inebria l'uomo e fagli vedere lucciole per lanterne, e non gli lascia
conoscere la verit.
Effettivamente, di notte, era possibile confondere la luce prodotta da una lucciola,
relativamente vicina, con quella di una lanterna, che sarebbe dovuta essere molto pi
lontana.

Prendere per i fondelli


Prendere in giro, imbrogliare.

Prendere per il naso


Significa "prendere in giro", "farsi beffe di qualcuno". In origine per la locuzione menare
per il naso significava "condurre qualcuno dove si vuole, fargli fare ci che si vuole".
L'immagine derivava dall'uso (gi attestato presso Greci e Romani) di mettere un anello di
ferro nelle narici dei bufali, per condurli pi facilmente. Si veda ad esempio Ludovico Ariosto
(Satire, 7, 45):
Mi tiri come un bufolo pel naso

Prendere per la gola qualcuno


Conquistare una persona servendosi delle tentazioni del buon cibo

Prendere una cantonata


Con cantonata s'intendeva l'angolo di una strada. Prendere una cantonata significa prendere
male una curva e quindi commettere un grave errore.

Presi per incantamento


Dal celebre sonetto dantesco, indirizzato a Guido Cavalcanti:
Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento

(Essere) preso con le bombe / (Essere) messo/preso male


(Essere) malmesso nel senso di ammalato oppure di impegnatissimo, incalzato dalle scadenze.

Primula rossa
Un personaggio imprendibile, che con la sua astuzia si fa beffe di chi lo sta cercando, pu
essere soprannominato dalla stampa primula rossa. L'espressione derivata dal personaggio
di un ciclo di romanzi d'avventura a sfondo storico scritti da Emmusca Orczy (pseudonimo di
Montague Barstow), che ebbero un grande successo agli inizi del Novecento, ma che oggi
sono praticamente dimenticati. La primula rossa dei romanzi della Orczy (nell'originale The
Scarlet Pimpernel) era un eroe dall'identit segreta che proteggeva deboli e oppressi a Parigi
durante gli anni del regime di Robespierre.
Oggi l'espressione ha perso l'iniziale sfumatura positiva, e viene utilizzata anche per designare
latitanti pluriricercati, come Bernardo Provenzano o Luciano Liggio

Promesse da marinaio
Le promesse da marinaio sono, per definizione, promesse destinate a non essere mantenute.
Il detto ha due possibili spiegazioni: esso potrebbe trarre origine dall'abitudine dei marinai a
fidanzarsi con pi ragazze di porti diversi; o potrebbe alludere alle promesse che fanno a Dio i
marinai durante le tempeste.
Punto sul vivo
Letteralmente: toccato in un punto molto sensibile qual una ferita aperta (vedi In carne
viva), si usa figuratamente per dire "toccato su un argomento su cui molto suscettibile",
"infastidito per una cosa precisa e personale".

Q
Quadratura del cerchio
Si dice di una cosa ottimale ma praticamente impossibile a farsi

Quando ci vuole, ci vuole!


Commento positivo a una reazione (tautologia).

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare


Nei momenti importanti (intesi soprattutto in ambito sportivo) bisogna tirar fuori il meglio di
se stessi. Benito Mussolini detti del ventennio. La frase usata nel film Animal House ed
pronunciata da John Belushi.

Quando piscia la gallina


Di una circostanza che non pu mai verificarsi. Sinonimo figurato di "mai". Esempio: "tu
parla quando piscia la gallina", ovvero taci!

Quantit industriale
In elevate quantit, per la vendita all'ingrosso. In senso figurato, si fa riferimento a qualcosa
disponibile in grande quantit, spesso maggiore rispetto a quella che effettivamente
servirebbe.

Quarta barriera
Limite invisibile tra palco teatrale e spettatori.

Quarto d'ora di notoriet (o di celebrit)


Riferimento a una celebre frase dell'artista Andy Warhol che prevedeva che nel futuro tutte le
persone, anche quelle che non lavoravano nel mondo dello spettacolo, sarebbero comparse in
televisione, anche solo per un breve intervento. L'espressione significa quindi l'occasione di
esibirsi o farsi conoscere o esprimere la propria opinione davanti a un pubblico pi vasto
rispetto a quello con cui ha a che fare il cittadino comune.

Quattro gatti
Pochissimi.

Quel certo non so che


Riferimento a una sensazione istintiva ed indefinibile dell'individuo umano, come ad esempio
un sentimento di repulsione o di attrazione verso qualcosa che non si riesce a motivare.

Questi sono i miei gioielli


Traduzione italiana della frase latina Haec ornamenta mea attribuita a Cornelia, madre dei
Gracchi, che si rifer in questo modo metaforicamente ai propri figli, in contrapposizione ad
altre donne patrizie che si vantavano dei propri monili.

Questioni di lana caprina


Questioni oziose e irrisolvibili perch basate su qualcosa di inesistente, come la lana delle
capre (che in realt esiste).

Questioni pelose
Questioni e situazioni molto difficili da gestire dal punto di vista diplomatico.

Questo quanto
Questo tutto. Frase conclusiva di un resoconto, sta a dire che non vi pi nulla da
aggiungere.

Questo passa il convento


Questo si riesce a trovare

Qui casca l'asino


In queste circostanze una persona sciocca commette un errore.

Qui lo dico e qui lo nego


Viene detto da chi intende fare una confidenza ma non intende apparire come fonte della
stessa.

Quinta colonna
Persona che si trova in territorio nemico o ostile e funge da appoggio logistico o da spia, per
la propria fazione.

Quisquilie e pinzillacchere
Cose di poco conto, sciocchezze. Detto da Tot in diversi film.

R
Raccogliere il guanto
Accettare una qualsiasi sfida; deriva dal rito dello schiaffo, dato simbolicamente al
contendente con un guanto per provocare un duello. Anche: gettare il guanto, lanciare una
sfida.

Radere al suolo
Distruggere fino a che non resti niente in piedi.

Ragazzo di vita
Ragazzo che si prostituisce.

Ragazzo/a della porta accanto


Usato per definire una persona in genere gradevole, semplice e tranquilla.

Rapporto di sgamo
Si dice quando si vuole definire con riservatezza una relazione dove due parti stipulano un
accordo verbale di disponibilit a reciproci scambi di natura sessuale. Tale rapporto non ha
vincoli di tempo o modo prestabiliti, e la sessione di incontro viene avviata da una delle due
parti, che contatta l'altra con una frase topica, anche non prestabilita, o con un invito aperto.
Seppur raro, le parti possono essere composte anche da pi persone ciascuna, ovviamente
senza restrizioni sul genere (maschile o femminile).

Reggere il lume (il moccolo/la candela)


Rimanere in compagnia di una coppia di amanti, con il risultato di impedir loro di entrare in
intimit. Nel suo significato letterale, l'espressione sta a indicare probabilmente il ruolo delle
dame di compagnia, che la notte, con la scusa di far luce con la candela, tutelavano le virt
delle loro signore mentre ricevevano visite maschili.

Rendere l'anima al creatore (a Dio)


Morire.

Rendere pan per focaccia


Vendicarsi.

Restare con un pugno di mosche


Non conseguire alcun risultato

Restare di sale / di sasso


Si dice di una persona che resta "impietrita" da un avvenimento. Il riferimento all'episodio
biblico della distruzione di Sodoma e Gomorra: l'angelo aveva raccomandato a Lot e alla sua
famiglia di allontanarsi dalle citt senza guardarsi indietro; ma... "la moglie di Lot guard
indietro e divenne una statua di sale". (Genesi, XIX, 23)

Retta via
Espressione che si rif alla prima terzina della prima cantica della divina commedia
(l'inferno): "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura che la diritta
via era smarrita".

Re tentenna
Con questo epiteto i patrioti del Risorgimento italiano bollarono Carlo Alberto, re di
Sardegna, a causa del suo atteggiamento timido e incerto nei confronti dei moti liberali. A
chiamarlo in questo modo per primo era stato Domenico Carbone, in una satira scritta nel
1847 che circolava clandestinamente (durante una perquisizione l'autore si mangi l'originale
manoscritto).
La stessa espressione a volte viene usata per indicare una persona che, malgrado rivesta una
posizione di grande responsabilit, non riesce a prendere una decisione.

Re travicello
Una favola di Esopo, ripresa da Fedro (Favole 1,2), racconta di come Giove, per burlarsi delle
rane che gli chiedevano un re, fece cadere nel loro stagno un travicello di legno.
Dapprima spaventate, dopo un poco le rane ripresero a chiedere a gran voce un re: allora il
Dio invi loro un serpente d'acqua che inizi a divorarle. Morale: meglio un re incapace che
uno crudele.
L'argomento della favola fu ripresa da Giuseppe Giusti, poeta toscano del Risorgimento, che
intitol Il re Travicello una sua satira dedicata al Granduca di Toscana Leopoldo II.
L'espressione, che in seguito si diffusa nell'italiano colloquiale, adoperata per alludere a
quelle persone che, pur trovandosi in posizioni di prestigio, non hanno un reale controllo della
situazione.

Ribaltare la frittata
rigirare ad arte un discorso, capovolgere a proprio vantaggio una situazione; far apparire le
cose in modo diverso da come sono realmente o da come erano state in un primo tempo
presentate.

Ricambiare il favore (detto ironicamente) / Ripagare con la stessa moneta / Rendere la


pariglia / (Cos/adesso) siamo pari!
Contraccambiare un'offesa con una pari offesa; generalmente meno forte che "vendicarsi".

Ricchi premi e cotillons


Ridere a crepapelle / a crepapanza, Morire / spanciarsi / sbellicarsi dalle risate
Ridere fino a starne male.

Ridere sotto i baffi


Ridere di nascosto.

Ridi ridi che la mamma ha fatto gli gnocchi / i gnocchi


Viene detto quando una persona ride senza una ragione valida.

Rigore quando arbitro fischia


La frase fu pronunciata dall'allenatore calcistico serbo Vujadin Boskov durante una
trasmissione televisiva, all'inizio degli anni novanta. La costruzione apparentemente
sgrammaticata della frase (dovuta alla cattiva padronanza della lingua italiana da parte di
Boskov) contribuisce in realt a sottolineare il carattere pragmatico della tesi qui difesa
dall'allenatore: un'infrazione alle regole (non solo nella giustizia sportiva) riconosciuta tale
dalla societ soltanto se l'autorit giudiziaria la sanziona. La frase di Boskov viene usata
molto spesso ancora oggi, e non soltanto in campo sportivo, per alludere al fatto che siamo
tutti innocenti finch qualcuno non dimostra il contrario.

Rimanere scottati
Prendere insegnamento da un proprio errore.

Rimandare a San Bindo


Rimandare qualcosa all'infinito. Infatti San Bindo non esiste e secondo la tradizione si
festeggia tre giorni dopo il Giudizio Universale.

Rinfrescarsi le idee
Riposare sugli allori
Impigrirsi in seguito a una vittoria

Rispondere a tono
Reagire con il tono adeguato alla situazione, duro o affabile.

Rispondere per le rime


Rispondere come si deve, con la necessaria determinazione. L'espressione deriva dall'uso dei
poeti medievali (tra cui Dante e Petrarca) di rispondere a una poesia altrui scrivendone
un'altra costruita sulle stesse rime.

Rispondere picche / Dare picche


Non starci, non concedere, rifiutare, dir di no, negare, negarsi.

Roba da chiodi
Riferito a qualcosa di incredibile. L'accezione negativa e deriverebbe dal fatto che fabbri e
maniscalchi producevano chiodi con il metallo pi scadente e inadatto a fabbricare ferri di
cavallo o lame per attrezzi.

Rodersi il fegato
Essere consumati dall'invidia.

Roma ladrona
Slogan leghista per stigmatizzare l'eccessivo peso politico della capitale italiana.

Rompere i cosiddetti
Eufemismo con ellissi del termine coglioni. Infastidire.

Rompere il ghiaccio
Incominciare qualcosa, vincendo gli imbarazzi e la freddezza iniziale

Rompere le scatole
Eufemismo che sostituisce il pi volgare "rompere le palle". Infastidire.

Rompere le uova nel paniere


L'espressione, tuttora molto usata, di chiara origine contadina. Il "paniere" in questione
quello in cui le galline covano le uova per una ventina di giorni. Per questo rompere le uova
del paniere significa rovinare un piano o un progetto pazientemente preparato. simile a
"mettere i bastoni tra le ruote".

Rotti a tutte le fatiche


Pronti a fare qualsiasi cosa.

Rotto della cuffia


Si dice di chi riesce a sottrarsi a un pericolo quasi miracolosamente, o all'ultimo momento.
Deriverebbe dal gioco medievale del saracino o della quintana, in cui il concorrente doveva
colpire un bersaglio rotante senza farsi colpire a sua volta dal bersaglio stesso. Ma se il
bersaglio colpiva il concorrente sulla cuffia, il colpo (bench inferto) era ritenuto nullo.
[senza fonte] Oppure, la cuffia la parte terminale della rete a strascico, a maglia pi stretta,
ove si raccoglie il pesce al momento di issarlo a bordo. "Salvarsi per il rotto della cuffia"
come per un pesce che riesce a salvarsi da un foro della rete.[senza fonte]

Rovescio della medaglia


L'aspetto negativo di qualcosa di positivo.

S
Saccheggiare/svaligiare/rubare in chiesa
Ci si appella cos a colui che ha molte monetine nel portafoglio in quel momento, soprattutto
di piccolo taglio. Una delle opzioni che motivano la presenza di tutte le monete appunto
l'aver rubato la questua di una chiesa (composta soprattutto da offerte piccole e poche
banconote di carta).

Sale sale e non fa male


uno dei pi tipici tormentoni da discoteca, ripetuto in modo ipnotico durante il ballo. Il
riferimento sottaciuto a una sostanza stupefacente (tradizionalmente, l'MDMA), che sta
entrando in circolo.

Salotto buono
La cerchia pi prestigiosa ed esclusiva

Saltarci fuori
Risolvere un problema.

Saltare di palo in frasca


Cambiare improvvisamente e pi volte da un argomento all'altro, senza che ci sia alcun nesso
tra gli argomenti.

Saltar fuori dal nulla


Qualcosa che accade all'improvviso.

(Saltare) la mosca al naso


Accorgersi improvvisamente di qualcosa.

Salto nel buio


Fare qualcosa senza sapere con certezza quale sar il risultato finale.

Salvare capra e cavoli


Cercare di salvare tutto il possibile. Deriva dal noto indovinello in cui un contadino deve
traghettare da una riva a un'altra un lupo, una capra e un cavolo. Ma sulla barca pu portare
solo una cosa alla volta e non pu lasciare sulla stessa riva, insieme, la capra e il cavolo, o il
lupo e la capra.
Salvare / salvarsi la faccia
Evitare uno scandalo, tenere pulita la propria reputazione.

Salvarsi in calcio d'angolo / in corner


Trarsi d'impaccio pi o meno malamente. un modo di dire chiaramente derivato dal gioco
del calcio: quando i difensori devono sbarazzarsi rapidamente di un pallone pericoloso,
possono decidere di mandarlo fuori sul lato della loro porta. In questo modo si allontana il
pericolo solo relativamente, visto che secondo il regolamento gli avversari avranno a
disposizione un calcio d'angolo, vale a dire un tiro dall'angolo (corner in inglese).

Salvarsi per un pelo


Vedi rotto della cuffia.

Salvezze illimitate
Fatto salvo ogni diritto

Sangue blu
Espressione ironica che giustifica la presunta differenza sostanziale tra la nobilt e la gente
comune asserendo (secondo una leggenda diffusa nel Medioevo) che la prima sia dotata dalla
natura di un sangue pi prezioso, di colore blu.

Sangue del mio sangue


Figlio. Esempio: Tu che sei sangue del mio sangue (Tu che sei mio figlio)

Sano come un pesce


In buona, anzi ottima salute. Probabilmente per l'aspetto di vitalit proprio dei pesci, guizzanti
e scintillanti dell'acqua dove vivono.

Saperne una pi del diavolo


Conoscere tutti i trucchi e malizie necessari a risolvere i problemi.

Sbagiuzza
Termine dialettale tecnico indicante elementi/attrezzi aventi un irrilevante valore tecnologico.

Sbarcare il lunario
Trovare i mezzi per sopravvivere, arrivare a fine mese.

Sbandierare ai quattro venti


Raccontare a tutti un qualcosa che non si dovrebbe dire.

Sbattere il mostro in prima pagina


Scaldare la sedia
Lo si dice per descrivere ironicamente l'inattivit di un impiegato/funzionario pigro e
inconcludente.

Scavarsi la fossa
Crearsi con le proprie mani una situazione sfavorevole.

Scena muta
Restare in silenzio alle domande che vengono poste. Molto spesso usata per descrivere
un'interrogazione a uno studente totalmente impreparato.

Scendere in campo
intervenire.

Schegge impazzite
vedi "mina vagante".

Scheletro nell'armadio
un segreto imbarazzante, che rischia di saltare fuori nel momento meno indicato.
L'espressione un calco dell'inglese a skeleton in the cupboard, adoperato per esempio da
Charles Dickens. Secondo il dizionario Treccani l'espressione d'importazione straniera: in
particolare sembrerebbe un calco di espressioni inglesi to have a skeleton in the closet o
francesi avoir un squelette dans le placard.

Scoprire gli altarini


Come gli scheletri negli armadi, gli "altarini" alludono a segreti imbarazzanti per chi li
custodisce, che inevitabilmente finiscono per essere scoperti.
Secondo Niccol Tommaseo (Dizionario della lingua italiana, 1865), l'espressione deriva
dalla liturgia cattolica della settimana della Passione, quando nelle chiese gli altari, i
tabernacoli e le immagini vengono coperte da panni viola. Ma potrebbe anche avere
un'origine pi remota nei riti magici che si sono conservati per secoli in clandestinit
nell'Italia rurale.

Scoprire l'acqua calda


Dire una cosa ovvia, scontata.

Se... se... se... se la mi nonna aveva le r(u)ote, era un carretto!


Indica insofferenza verso chi si lamenta di come sarebbe potuta andare una certa situazione

Seminare zizzania
Provocare discordia e confusione tra le parti che stanno discutendo. La zizzania un'erbaccia
che cresce insieme al grano e che deve essere poi separata da questo. Seminare zizzania (nel
campo degli altri) quindi un'azione deliberatamente attuata per creare problemi.

Se non zuppa, pan bagnato


se non una cosa, un'altra molto simile, se non la stessa con un nome diverso.

Senn ciccia
Senn niente.

Sentire che aria tira


Lo si dice quando si cerca di percepire l'umore altrui dopo un certo avvenimento, spesso
spiacevole.

Sentire puzza di bruciato


Avvertire qualcosa che non va.

Sentirsi uno straccio


Sentirsi particolarmente stanco

Senza arte n parte


Letteralmente "senza mestiere e senza partito". Si dice di persona non affiliata ad alcun
gruppo della societ.

Senza capo n coda


Sconclusionato, senza ordine n direzione

Senza colpo ferire


Senza subire n infliggere alcun danno

Senza dire n uno n due


Senza discussioni o esitazioni di sorta.

Senza infamia e senza lode


N buono n cattivo, da Dante Alighieri. Spesso usato in senso sarcastico nel descrivere
qualcosa di poco interessante.

Senza se e senza ma
Senza dubbi, senza rischi di smentita.

Sepolcri imbiancati
L'espressione di origine evangelica. In Matteo XXIII:27, Ges esclama:
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perch rassomigliate a tombe imbiancate, le quali di
fuori appaiono belle, ma dentro sono colme di ossa di morti e di ogni immondizia.
In effetti gli ebrei dipingevano di bianco le tombe, perch nessuno le calpestasse (il contatto
fisico con una tomba rendeva impuri e impediva di partecipare ai riti del Sabato).
Il severo ammonimento di Ges ha fatto s che, come gli scribi e farisei, anche i sepolcri
imbiancati siano diventati nella lingua italiana gli ipocriti per antonomasia.

Seppellire (dissotterrare) l'ascia di guerra


Gli indiani d'America dissotterravano l'ascia di guerra quando dichiaravano guerra e la
seppellivano quando essa terminava. L'espressione divenuta popolare in Italia in seguito al
successo dei film western nel secondo dopoguerra.

Sesso degli angeli


Questione oziosa e irrisolvibile. usato in espressioni quali parlare del sesso degli angeli o
discutere del sesso degli angeli per indicare una discussione inutile soprattutto di fronte a
problematiche di maggiore interesse o gravit.

Se tanto mi d tanto
"C' gi motivo di dubitare", solitamente con riferimento a un modo di comportarsi o di
risolvere.

Sette vite come i gatti


La credenza che assegna "sette vite" ai gatti molto antica, e attestata in numerose lingue del
mondo. Essa ha probabilmente avuto origine dalla capacit del felino ad atterrare sulle sue
zampe anche dopo una lunga caduta. Perci, in senso figurato, chi ha sette vite come i gatti
riesce sempre a riprendersi, anche dopo una batosta che ad altri sarebbe fatale.

(essere al) Settimo cielo


Essere estremamente contenti. In antichit, il settimo cielo era considerata l'orbita del
paradiso.

Severo monito
Siamo sul pesante
quando qualcuno, per risolvere una situazione, ricorre a metodi poco ortodossi

Signor Nessuno
Una persona di cui non si conosce il nome e/o non rilevante.

Signora mia
Silenzio assordante
Sindrome da foglio bianco
La frase si riferisce a una condizione di blocco creativo che pu assalire uno scrittore alle
prese con un componimento ancora da iniziare (il "foglio bianco", appunto).

si fa per dire
per scherzo, per esempio.

Sindrome di Tafazzi
Espressione venutasi a formare molto di recente (e utilizzata prettamente in ambito
giornalistico e politico) che significa "avere un comportamento inconsapevolmente
masochistico e autolesivo dando anche l'impressione di provare una sorta di sottile diletto o di
gratificazione dal danno che ci si procura". Prende il nome da Tafazzi, il personaggio satirico
interpretato da Giacomo Poretti del trio comico "Aldo, Giovanni e Giacomo".

Si sta rivoltando nella tomba


Espressione usata per indicare che si sta infangando la memoria o l'ideologia di una persona
deceduta.

Si stava meglio quando si stava peggio


Espressione ossimorica diffusasi a partire dal secondo dopoguerra con riferimento al regime
fascista e caratteristica in particolare dell'ambiente qualunquista, che si raccoglieva intorno al
giornale L'uomo qualunque. Spesso si usa anche per rimpiangere situazione di cui in passato
ci si lamentava.

Sogni d'oro
Altro modo per dare la buonanotte.

Solo per i tuoi occhi


Film di 007, poi espressione indicata per riservare solo a qualcuno una certa cosa.

Soluzione di continuit
Interruzione. Letteralmente "scioglimento, dissoluzione della continuit". Soprattutto
nell'espressione negativa Senza soluzione di continuit "Continuamente".

Somigliarsi come due gocce d'acqua


Essere identici.

Sono arrivato uno


Sono completamente d'accordo a met
Sordo come una campana
Una persona che ha un udito talmente debole da non sentire quasi nulla.

Sotto a chi tocca!


Avanti il prossimo

Sotto l'egida
Sotto la protezione. L'egida lo scudo.

Spaccare il capello in quattro


Indica l'eccesso di pignoleria.
Deriverebbe dal romanzo Rub del 1921 di Antonio Borgese, che riporta in una frase: "una
logica da spaccare il capello in quattro". C' chi con intenti umoristici, come Umberto Eco,
ha immortalato quest'immaginaria ma diffusa disciplina nel "Dipartimento di Tetrapiloctomia"
del suo Progetto della Facolt di Irrilevanza Comparata" della sua cacopedia. Da un'erronea
citazione nacquero poi la tetravillotomia e la tetratricotomia.

Spada di Damocle
Si riferisce a qualcosa che incombe minacciosa su qualcuno, senza che questi possa fare
niente per evitarla.

Spalle al muro
Senza via d'uscita.

Spalle (braccia) rubate all'agricoltura


Si dice per stigmatizzare l'inutilit di qualcuno, in genere un benestante o un intellettuale, di
cui si giudica che sarebbe pi utile alla societ se lavorasse come bracciante agricolo.

Sparare nel mucchio


Colpire senza fare nessuna distinzione tra i bersagli, che vengono visti come un'unica entit.

Specchietto/specchio per le allodole


Trucco per attirare l'attenzione su qualcosa o carpire la buona fede del prossimo a fini illeciti.

Spettro che si aggira


Il Manifesto del Partito Comunista del 1848 cominciava con questo celebre incipit:
Uno spettro s'aggira per l'Europa - lo spettro del comunismo.
La frase usata ancora spesso (soprattutto in senso parodico) per alludere a una novit
prevista e temuta da tutti, che non si sia ancora veramente manifestata.

Spezzare il cuore
Dare una forte delusione in campo amoroso.

Spezzare le braccine
Spezzare una lancia
Il combattimento con le lance era una consuetudine della cavalleria medievale: il cavaliere
aveva il dovere di difendere "alla lancia" i diritti dei poveri e degli oppressi. Oggi, per
"spezzare una lancia" si intende il difendere, sostenere, o approvare l'opinione di qualcuno.

(essere una) Spina nel fianco


Essere estremamente fastidioso, come una spina conficcata nel fianco, che fa male a ogni
singolo movimento del corpo.

Sporcarsi le mani
Intromettersi in cose considerate non degne; Con accezione pi positiva si intende anche di
chi accetta di confrontare le proprie idee con la realt pratica.

Sputare il rospo
Dire infine la cosa che ci si era trattenuti dal dire

Stare con le mani in mano/mani in tasca


Non fare nulla.

Star fresco
Aspettare un evento altamente improbabile.

Stare da Papa
Esprime una situazione di profondo benessere (anche nella variante "stare da Dio").

Stare in campana
Stare attenti, pronti.

Stare sulle sue


Non sbilanciarsi, tenere per s le proprie opinioni. Pi in generale, viene detto di una persona
riservata, che rimane in disparte.
Stracciarsi le vesti
Difendere qualcosa o qualcuno. Dare segno di indignazione, talvolta non autentica.

Stragi del sabato sera


Definizione di derivazione giornalistica per l'alto numero di incidenti tra i giovani che escono
dalle discoteca o comunque dai locali, anche se in realt gli incidenti avvengono nelle prime
ore della domenica.

Strani compagni di letto


Deriva da una citazione da La Tempesta di Shakespeare (1611): "La sventura costringe
l'uomo a far la conoscenza di ben strani compagni di letto." Similmente all'originale, viene
usata per indicare che i casi della vita possono portare a inedite, imprevedibili alleanze.

Stretta la foglia, larga la via (dite la vostra che io ho detto la mia)


Con questa frase si chiudeva una fiaba di Italo Calvino; presente anche ne La Favola di
Natale di Giovannino Guareschi.

Stringere i denti
Resistere al dolore o allo sforzo.

Stupido chi lo stupido fa


Citazione dal film Forrest Gump

Sudare sette camicie


Fare una grande fatica. Gi nel Cinquecento l'espressione sudare [x] camicie veniva adoperata
in questo senso (vedi ad esempio questo verso di Francesco Berni (Rime, 1, 5): "Sudaron tre
camicie ed un farsetto").
Il numero sette viene spesso usato in locuzioni di origine proverbiale; forse qui una
reminiscenza biblica dei sette giorni in cui Dio lavor per creare il mondo (ma in effetti la
Genesi ricorda che il settimo giorno Dio si ripos).

Sul filo di lana


Arrivare quasi contemporaneamente a un obiettivo e vincere di pochissimo. Si riferisce alle
gare di corsa in cui, per stabilire con precisione il vincitore tra due concorrenti che arrivavano
insieme, si tendeva sulla linea del traguardo un filo di lana, ormai sostituito dal fotofinish.

Sulla faccia della terra


espressione usata nella negazione per indicare l'assenza di un qualcosa.

Sul tamburo
"Prendere una decisione sul tamburo": dover prendere una decisione per forza e subito, a
causa dell'incalzare degli eventi.

Supplemento d'indagine
Locuzione giuridica entrata anche nel linguaggio comune: si usa dire, correttamente ma in
genere con tono scherzoso, che la situazione necessita o richiede un supplemento di indagine
per dire che non ancora il caso di prendere delle decisioni ed opportuno raccogliere altre
informazioni o dati di supporto.

Supplizio di Tantalo
Avere vicinissimo a se quello che si desidera, ma non poterlo prendere. Tantalo fu condannato
a soffrire la fame e la sete, seppur circondato da cibo e bevande che non poteva toccare.

Su (di) un piatto d'argento


Possibilit di ottenere con uno sforzo minimo se non nullo una certa cosa. Deriva
probabilmente da un evento narrato nella Bibbia dove Salom, in cambio solamente di una
danza, convinse Erode a portarle su un piatto d'argento la testa di Giovanni Battista.

T
Tabula rasa
come piazza pulita, cancellare o eliminare tutto, con ovvio riferimento alla
tavoletta/lavagnetta usata per scrivere.

Tagliare la corda
Scappare precipitosamente. Deriva dal gergo marinaresco. La corda quella dell'ancora, che
viene tagliata in caso di partenza precipitosa, abbandonando l'ancora ma risparmiando il
tempo di recupero.

Tagliare la testa al toro


Risolvere radicalmente una questione, anche a costo di scontentare o trattare ingiustamente
qualcuno. Secondo il Vocabolario della lingua italiana di Zingarelli deriverebbe dalla pratica
della tauromachia.

Tal dei tali


Si d questo nome a una persona cui si ricorre per fare un esempio.

Tallone d'Achille: con questa espressione si indica il punto debole di qualcosa o qualcuno.
Il riferimento al mito di Achille, che era invulnerabile in tutto il corpo, fatta eccezione per
il suo tallone. Fu ucciso da una freccia scagliata in quel punto da Paride.
Tanto fumo e poco arrosto
Molta apparenza e poca sostanza, molte parole e pochi fatti.

Tanto gentile e tanto onesta pare


l'incipit di un celebre sonetto di Dante, dedicato all'amata Beatrice, e raccolto poi dal poeta
nella sua Vita nova. La citazione molto diffusa anche per l'apparente semplicit della frase:
semplicisticamente possiamo renderla in italiano moderno con chiaro, evidente che sia
tanto nobile d'animo quanto buona (anche se, come osservava il filologo Gianfranco Contini,
nessuna parola di questo verso aveva per Dante lo stesso significato che ha oggi per noi).

Tanto rumore per nulla: vedi Molto rumore per nulla


Tarpare le ali
Tarpare deriva dal francese traper (che a sua volta deriva dal latino exstirpare). Significa
spuntare le penne delle ali agli uccelli, e viene usato ormai soltanto in senso figurato: tarpare
le ali a qualcuno significa togliergli le sue particolari abilit, impedendogli di progredire.

Tavola rotonda
La Tavola Rotonda (Table Ronde) era l'ordine dei cavalieri fondato da Re Art, di cui si narra
nei romanzi cavallereschi del ciclo bretone. Costoro si ritrovavano periodicamente a York,
intorno a una tavola di forma rotonda, affinch nessuno avesse una posizione privilegiata
rispetto agli altri. La tavola aveva 50 posti (pi uno sempre vuoto, destinato a chi avesse
trovato per primo il Graal). Oggi viene chiamata "tavola rotonda" una riunione o una
conferenza alla quale prendono parte esperti chiamati a confrontare opinioni diverse, dove (in
teoria) a nessuno dei partecipanti riservata una posizione di privilegio.

Te la canti e te la suoni
Tela di Penelope
Viene detto di qualcosa che non si conclude mai. Il riferimento all'Odissea e alla famosa tela
della moglie di Ulisse, Penelope. Ulisse, dopo dieci anni di assenza dal trono di Itaca, era dato
ormai per morto, allora i Proci chiesero a Penelope di sposare uno di loro. Penelope assicur
che l'avrebbe fatto non appena avesse finito di tessere una tela, ma, mentre di giorno la
tesseva, di notte la disfaceva in modo tale da ritardare all'infinito la sua ultimazione.

Tenere bordone
Assecondare qualcuno in un'azione o in una situazione (spesso non positiva). Il bordone la
canna pi grande di uno strumento a fiato (organo o cornamusa), o la corda pi spessa di uno
strumento a corde: in entrambi i casi il "bordone" viene adoperato come basso continuo per
accompagnare una melodia che si sta suonando su note pi alte.

Tenere il piede in due staffe


Si dice di chi non opera una scelta necessaria.

Tenere sulla corda


stuzzicare, assillare qualcuno.

Teorema accusatorio
Viene chiamato cos, in senso dispregiativo, un impianto accusatorio presentato dall'accusa in
sede processuale, che non si basi su fatti realmente accertati e su prove concrete, ma soltanto
su supposizioni e deduzioni.
L'espressione di origine giornalistica e nasce probabilmente in seguito ai fatti del 7 aprile
1979, quando il sostituto procuratore Pietro Calogero fece arrestare circa 140 persone
appartenenti a Potere Operaio e Autonomia Operaia (tra cui i professori universitari Luciano
Ferrari Bravo, Toni Negri ed Emilio Vesce), accusati di far parte delle Brigate Rosse e di aver
partecipato a vario titolo al sequestro e all'omicidio di Aldo Moro. Le accuse si sarebbero
rivelate infondate.

Terzo incomodo
Persona che pu infastidire altre due, ad esempio una coppia.

Testardo come un mulo


Detto di una persona che si rifiuta di cambiare idea o di obbedire. Il mulo ritenuto un
animale molto poco collaborativo, che si rifiuta di andare nella direzione voluta dal padrone.

Tigre di carta
Tira e molla
Alternanza di un atteggiamento favorevole e contrario nell'assumere una decisione, dovuto a
incertezza o all'inespressa volont di procrastinarla.

Tirare a campare
Fare il possibile, con una certa fatica, per sopravvivere.

Tirare dritto
Proseguire per la strada che si sta percorrendo senza fermarsi, voltarsi o deviare. In senso
figurativo descrive il comportamento di chi persegue il proprio obiettivo senza lasciarsi
distrarre.

Tirare gli schiaffi


Rendersi antipatico.

Tirare il bidone/tirare il pacco


Non presentarsi a un appuntamento, non onorare un impegno preso.

Tirare il carretto
Lavorare e darsi da fare anche per gli altri.

Tirare i remi in barca


Descrive l'atteggiamento di chi smette di partecipare attivamente a un'impresa, "tirando i
remi" come i vogatori che cessano di remare e si fanno portare dalla corrente. A volte viene
usato come eufemismo per indicare il ritiro o il pensionamento di qualcuno.

Tirare l'acqua al proprio mulino


Argomentare indirettamente in favore dei propri interessi

Tirare la cinghia
Avere problemi economici. Un tempo (?) tirava (stringeva) la cinghia dei pantaloni chi aveva
cos pochi soldi da non permettersi di mangiare a sufficienza, tanto da dimagrire.

Tirare le cuoia
Morire.

Tirare le orecchie
Rimproverare; inteso generalmente con bonomia ma senza sorvolare.

Tirare per la giacchetta


Sollecitare qualcuno affinch si venga ascoltati e si faccia qualcosa; anche invitare a prendere
una decisione. In ambito laziale la locuzione aveva il significato primitivo di "avere creditori
alle calcagna".

(Una cosa) tirarla dietro a qualcuno


Svendere (una cosa). "Son prodotti che ormai te li tirano dietro".

Tirarsi la zappa sui piedi


Procurarsi un danno da soli. L'espressione equivale a fare autogol.

Tirar tardi
Ti tirano le pietre
Citazione dalla canzone "Pietre" del 1967, che Antoine e Gian Pieretti presentarono al
Festival di Sanremo:
"Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai."
Il testo riprende, curiosamente, i versi di una celebre canzone di Bob Dylan, Rainy day
women #12 & 35 (dall'album Blonde on Blonde, 1966):
Well, they'll stone ya when you're trying to be so good,
They'll stone ya just a-like they said they would.
They'll stone ya when you're tryin' to go home.
Then they'll stone ya when you're there all alone...

Tizio, Caio e Sempronio


Nomi usati per indicare esempio di persone

Toccar ferro
Allontanare una possibile sciagura con il rituale scaramantico di toccare ferro.

Togliersi il dente
Affrontare un problema molto fastidioso, risolto il quale, si ha un grande sollievo.

Togliersi un sassolino dalla scarpa


Indica il potersi vendicare di un torto subito, liberandosi di un senso di fastidio.

Tornare a bomba
In una discussione, tornare rapidamente nel punto da cui ci si era allontanati a causa di una
digressione. La parola bomba in questo caso designa il punto da cui partono i giocatori nel
gioco infantile del nascondino o rimpiattino.

Tra l'incudine e il martello


Trovarsi tra due opzioni ugualmente pericolose. L'espressione metaforica chiaramente
derivata dall'ambiente di lavoro del fabbro.

Tra Scilla e Cariddi


Trovarsi tra due opzioni ugualmente pericolose. Con l'espressione si indica il rischio di
sfuggire a un pericolo per correrne un altro. Scilla e Cariddi erano i mostri leggendari che si
dicevano vivessero sulle due rive opposte dello stretto di Sicilia. Lo stretto, per le forti
correnti che lo interessano, era particolarmente temuto, soprattutto in passato, dai marinai.

Trattare a pesci in faccia


Trattare male,

Trattare qualcuno come un pellaio / Non sono mica un pellaio


E usi simili. Metafora d'ambito toscano per indicare una persona rozza, sgradevole, e che
come tale sar trattata in malo modo.

Trattare come uno straccio / Trattare come una pezza da piedi


Trattare male e dare poca considerazione a una persona.

Trattare con i guanti


Trattare con riguardo; deriva dal fatto che le stoviglie preziose nelle case dei nobili venivano
maneggiate con i guanti per non sporcare il cristallo al contatto delle mani.

Traversata del deserto


Lo si dice di un'impresa o di un'attivit lunga ed estenuante.

Trito e ritrito
Detto di argomento per nulla originale.

(Mettere) troppa carne sul fuoco


Prendere in considerazione troppe cose insieme, con il rischio di non concludere niente:
troppa carne al fuoco cuocer malamente.

Trovare pane per i propri denti


Trovare un ostacolo o un avversario degno delle proprie forze e capacit.

Tutto sommato
In conclusione

Tutto va bene, Madama la marchesa


L'espressione deriva dal titolo della versione italiana (cantata da Nunzio Filogamo, Riccardo
Massucci, Giacomo Osella e Enrico Molinari) della canzone francese Tout va trs bien,
Madame la Marquise (1936), interpretata da Ray Ventura e scritta da Paul Misraki, Charles
Pasquier e Henri Allum.
Nella canzone, un servitore cerca di rassicurare una marchesa al telefono, mentre le comunica
che il suo palazzo andato a fuoco in seguito al suicidio del marito. Da allora l'espressione
divenuta un esempio paradossale dell'abitudine (non sempre positiva) a minimizzare i
problemi. Viene di solito usata in senso ironico, nei frangenti in cui nulla in realt sta andando
bene.
U
Uccel di bosco
Si dice di persona che non si fa trovare

Uccello del malaugurio


Persona che - volontariamente o involontariamente - provoca la sfortuna, predicandola. Una
credenza popolare, sin dall'antichit, sosteneva che il canto di alcuni uccelli (l'upupa, la
civetta, il gufo, l'usignolo) portasse sfortuna.

Ultima ruota del carro


Anche i carri agricoli avevano una ruota di scorta, da adoperare solo in casi di emergenza. Il
Dizionario italiano della lingua italiana di Niccol Tommaseo (1865) riporta l'espressione
idiomatica "essere la quinta ruota del carro". Il significato delle due espressioni analogo:
l'ultima ruota quella che non viene considerata come parte del gruppo. In senso figurato,
l'"ultima ruota" il membro del gruppo che gode di minor considerazione.

(Costare/pagare) una pipa di tabacco


(Costare/pagare) pochissimo.

Un bel giorno
Un certo giorno. Locuzione probabilmente mutuata dal linguaggio delle fiabe. Spesso in uso
anche con il significato, pi allarmante, di A un bel momento (vedi): "Poi un bel giorno ti
salta fuori quello con le sue pretese".

Un colpo al cerchio, uno alla botte


Affrontare una questione contraddittoria concedendo alternativamente qualcosa a una parte e
qualcosa all'altra. Espressione metaforica tratta dall'arte dei bottai, che fanno le botti
allineando a incastro liste di legno ricurve entro cerchi metallici.

Avere un diavolo per capello


Essere irritatissimi, intrattabili, in collera.

Un gioco da ragazzi
Molto facile a farsi.

Un jeans e una maglietta


In maniera semplice.

Un piede in due scarpe


Atteggiamento tipico di colui che per convenienza o altro evitando di schierarsi apertamente,
esternando le proprie idee, cavalca due situazioni diverse, a volte anche in contrasto tra di
loro.

Un piede nella fossa


Alla fine dei propri giorni. Vale anche in senso figurato, col significato di essere a un passo
dal fallimento.

Un terno al lotto
Metafora per indicare una cosa molto incerta, molto improbabile, su cui non si pu fare
affidamento.

Una parola poca e due sono troppe/Una parola troppa e due sono poche
Meglio non dire nulla

Unire l'utile al dilettevole


Fare un'azione che porta un beneficio materiale - l'utile - e fa divertire - il dilettevole.

Uomo di paglia
Una persona che si comporta come una marionetta

Uovo di Colombo
Una trovata che risolve un problema in modo semplicissimo, a cui nessuno per aveva ancora
pensato.

Uscire allo scoperto


Dal movimento delle truppe che tentano una sortita. Lo stesso termine veniva adoperato come
traduzione dell'inglese coming out, che poi passato nell'uso gergale soprattutto in campo
sessuale. La versione italiana mantiene invece un significato generico: assumersi i rischi della
manifestazione delle proprie intenzioni.

Uscire dai gangheri


Perdere la pazienza, arrabbiarsi. I gangheri erano i cardini della porta.

Uscire dal seminato


Deviare, allontanarsi dalla linea prevista, uscire dal solco, secondo una metafora agricola che
in un'epoca pi antica ha dato origine a delirare (latino lirare "arare").

Utile idiota

V
Vacche grasse e vacche magre.
Citazione biblica del sogno di Giuseppe (Libro della Genesi), che allude a condizioni o a
periodi fruttuosi.

Varie ed eventuali
Nel lessico burocratico dei verbali (delle riunioni, dei consigli, ecc.)., l'ultimo punto all'Ordine
del giorno molto spesso denominato "Varie ed eventuali"; in pratica, al termine di tutti gli
altri argomenti, si riserva un punto per parlare di tutto quello che non stato previsto. Il
termine viene usato talvolta anche in senso parodico.
Vaso di coccio tra i vasi di ferro
L'espressione stata probabilmente coniata da Alessandro Manzoni, che nel primo capitolo
dei Promessi sposi scrive:
Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno s'era accorto, prima
quasi di toccare gli anni della discrezione, d'essere in quella societ, come un vaso di
terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.
La metafora chiara: viaggiando trasportato su un carro lungo le strade sterrate, circondato tra
vasi di ferro il vaso di coccio rischia di rompersi al primo sussulto. Oggi l'espressione viene
usata per descrivere la situazione delicata in cui viene a trovarsi una persona o un ente ridotto
in minoranza, a contatto con avversari agguerriti.

Vaso di Pandora
Riferimento all'omonimo vaso che nella mitologia greca conteneva tutti i mali del mondo, sta
a indicare qualcosa da maneggiare con estrema cautela, o che se utilizzato male potrebbe
causare molti problemi.

Vecchia guardia
Il nome del corpo scelto che raccoglieva i veterani dell'Imperatore Napoleone I, rimasto
nell'uso popolare per designare il gruppo di seguaci pi fedeli e vecchi di un movimento (vedi
anche Zoccolo duro).
La ridondanza e la persistenza di questo modo di dire ha portato al nascere di nuove
espressioni alternative, come il vecchio conio introdotta dal presentatore Paolo Bonolis
durante una trasmissione televisiva molto popolare.

Vecchio come il cucco / vecchio come il cuc / vecchio bacucco / vecchio come il primo
topo (toscana)
Cio vecchissimo. Da cuculo (cos come si dice "vecchio gufo", secondo ad es. Giacomo
Devoto 1968; o nel senso di "remoto: si sente ma non si vede") o da Abacuc, profeta biblico
(cos come si dice "vecchio come Matusalemme") dal quale derivato bacucco (rimbecillito,
specialmente in "vecchio bacucco" (1909) "vecchio cucco", come ricorda ad es. il Treccani).

Vecchio come il mondo


Che c' da sempre, che da sempre cos, noto da sempre.

Vedere il sole a scacchi: essere in prigione, dove il sole (filtrato dalle grate) proietta sulle
pareti una scacchiera.
Il detto, tipico del gergo della malavita, in realt molto antico: uno "scaccato cielo" si trova
ad esempio in un sonetto quattrocentesco del Burchiello.

Vedere le stelle: provare un improvviso e intenso dolore fisico.


L'espressione (derivata dalla comune esperienza), era gi attestata nella poesia
quattrocentesca: vedi questi versi di Francesco Berni:
Entra uno stecco al villanel nel piede,
Che le stelle del d gli fa vedere.

Vendere la pelle dell'orso prima di averlo preso (ucciso): fare assegnamento su qualcosa
che tutt'altro per scontata; dare per realizzata un'azione in realt ancora da compiere.
Il detto ha origine da un aneddoto popolare riportato da Paolo Minucci nelle sue note al
Malmantile riacquistato: tre cacciatori si fermano in un'osteria dove mangiano a credito,
promettendo di ripagare in seguito con i soldi che avrebbero ottenuto uccidendo un orso molto
pericoloso, sul quale era stata messa una sorta di taglia. Ma l'orso, quando lo incontrano nel
bosco, si rivela tutt'altro che una facile preda: uno dei tre cacciatori si d alla fuga, un altro si
arrampica su un albero, il terzo viene aggredito e si finge morto. Al che l'orso si ferma e
sembra sussurrargli qualcosa nell'orecchio: Mi ha detto, (dir poi il cacciatore al suo
compagno) che io non mi fidi pi di simili compagni, come sei tu, e che io non venda la pelle
dell'orso, se prima non l'ho preso. Variante pessimista: fasciarsi la testa prima di essersi feriti.

Venire al dunque / Venire al nocciolo


Esprimere con chiarezza, finalmente, l'argomento principale del discorso.

Vento in poppa
L'espressione indica condizioni esterne favorevoli per raggiungere un obiettivo.

Vibrante protesta
Viso pallido
Traduzione italiana per indicare gli uomini bianchi visti dagli Indiani d'America.

Vita natural durante


Per tutta la vita.

Vitello grasso
il vitello migliore, che si uccide al ritorno del figliol prodigo (Luca, 15,23).

Vittoria di Pirro
Si dice di una vittoria ottenuta a un prezzo eccessivo per il vincitore (simile all'analoga
espressione Vittoria cadmea).

Vivere alla giornata


Non curarsi troppo del proprio futuro.

Volare una mosca


Es.: non voglio sentire volare una mosca!: non voglio sentire il minimo rumore.

Volente o nolente / Per amore o per forza / Che piaccia o no(n piaccia)
Comunque, indipendentemente dalla volont dell'interessato.

Voler raddrizzare le gambe ai cani


L'espressione definisce l'atteggiamento di chi si adopera inutilmente per risolvere problemi
che sono invece per definizione irrisolvibili: proprio come le gambe dei cani, che sono storte
di natura.
L'espressione entrata nel lessico colloquiale grazie ad Alessandro Manzoni, che nel primo
capitolo dei Promessi Sposi descrive cos l'atteggiamento di Don Abbondio nei confronti dei
suoi confratelli sacerdoti che si cercavano i guai prendendo le parti d'un debole oppresso
contro un soverchiatore potente:
Questo chiamava un comprarsi gl'impicci a contanti, un voler raddrizzar le gambe ai
cani.

Volare basso
Essere umili; ma anche: mantenere un basso profilo, farsi notare poco, essere poco chiassosi,
mettersi poco in mostra.

Volo pindarico
L'espressione si riferisce al poeta lirico greco Pindaro (Tebe ca. 522 a.C. - Argo 442 a.C.),
famoso gi presso i suoi contemporanei per i "voli pindarici" (l'espressione dunque
un'antonomasia) contenuti nelle sue poesie. Si trattava di scatti logici improvvisi da un
argomento all'altro, che stupivano i lettori.
Oggi con "volo pindarico" si pu intendere: (1) una lunga digressione su argomenti sempre
meno inerenti all'originale oggetto del discorso o dello scritto; (2) un brusco salto tra due
argomenti che hanno poco o nulla in comune (vedi anche l'espressione "saltare di palo in
frasca"). Questo secondo significato il pi vicino al senso originale dell'espressione.

Vuotare il sacco
Confessare i propri segreti.

Z
Zitto e mosca
Stai zitto come una mosca!

Zoccolo duro
Il nucleo pi resistente di un gruppo di persone rese affini da pratiche o da opinioni comuni.
Gli irriducibili. Lo zoccolo duro dei rivoltosi, dei tifosi, dei consumatori di hashish.
Lo "zoccolo" non richiama tanto il mondo degli animali, quanto le immagini create da
istogrammi o diagrammi cartesiani, quando descrivono valori relativamente bassi ma costanti.
L'espressione fu coniata negli anni ottanta per indicare la base elettorale del PCI, che
sembrava in grado di resistere alle flessioni momentanee. In seguito si diffuse dal lessico
politico ad altri ambiti, soprattutto grazie ai giornali.

In zona Cesarini
All'ultimo momento, come il gol al 90' segnato da Renato Cesarini. Stesso uso del latinismo
in extremis, ma in un contesto pi che altro sportivo o colloquiale.