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ALCANI

Gli alcani sono idrocarburi composti da carbonio ed idrogeno


Sono noti anche come idrocarburi saturi poich caratterizzati unicamente da legami singoli

Caratteristiche
Formula generale CnH2n+2
Ibridazione del carbonio sp3
Struttura Esistono - alcani a catena lineare o ramificata
Inizia e termina con un CH3 (metile) e CH2 interni (metileni)
- alcani ciclici o cicloalcani
Non pu essere compiutamente considerato un Gruppo Funzionale
Contribuisce alla struttura su cui si posizionano gli altri gruppi
Caratteristiche fisico/chimico 14 = Naturalmente allo stato gassoso
5 18 = Naturalmente allo stato liquido
18 = Naturalmente allo stato solido
Si tratta di solidi mollicci e collosi (detti paraffine)
Ci dipende:
- dallaumento del peso molecolare
- dalle maggiori interazioni deboli che la catena pi lunga pu sviluppare
Le forze di questo tipo sono Forze di Dispersione, dipoli indotti molto deboli
La sommatoria di queste interruzioni si fa tanto pi sentire quando pi la
molecola grande

Nomenclatura IUPAC
Il nome IUPAC di un generico composto si compone di tre elementi:

PREFISSO + RADICE + SUFFISSO


(pos. sost.) (n atomi di C) (famiglia di appartenenza)

Per gli alcani, tutti i nomi terminano con il suffisso ano: metano, etano, propano, butano, pentano ecc.
Data la presenza delle ramificazioni, per evitare confusione ed ambiguit si devono seguire le regole seguenti:
1. Individuare la catena carboniosa pi lunga (pu essere lineare o piegata, limportante che sia continua)
2. Si numera la catena da quella estremit che assegna al carbonio che porta la ramificazione il numero pi basso possibile
3. Il nome finale si costruisce scrivendo nellordine:
posizione del sostituente (trattino) nome del sostituente, nome della catena principale (fusi in ununica parola)
Ulteriori regole
4. Se la catena principale porta pi sostituenti: numero pi basso possibile al 1 sostituente
Il nome si assembla sistemando i sostituenti in ordine alfabetico
5. Quando ci sono pi sostituenti uguali si usano prefissi di, tri, tetra etc.
Le posizioni dei sostituenti si indicano con numeri separati da virgole posizionati prima del sostituente

Si chiama primario un carbonio legato soltanto ad un altro carbonio


per esempio un metile.
Secondario un carbonio legato contemporaneamente ad altri due come il
metilene.
Terziario un carbonio legato contemporaneamente a tre altri carboni come il
metino.
Quaternario un carbonio legato contemporaneamente a quattro altri
carboni.

Man mano che la catena idrocarburica si allunga diventa sempre pi


laborioso scrivere la sequenza dei carboni.
Radicali alchilici
Un radicale alchilico si ottiene rimuovendo un idrogeno da una catena alchilica
Il nome di un radicale alchilico si ottiene sostituendo il suffisso ano dell'alcano corrispondente con il suffisso ile

Isomeri Costituzionali
Alcani con la medesima formula bruta, ma differente schema con cui gli atomi sono uniti
Cambia polarit e punto di ebollizione

Composti ramificati
Come nominarli = 1. Identificare la catena pi lunga
Far da suffisso per il nome
Come base ci sar lalcano corrispondente a cui si aggiunge il suffisso ile
2. Ci che rimane fuori detto sostituente
Si identificano
3. Si numerano in base alla posizione sulla catena principale
Tali numeri devono essere i pi bassi possibile
4. Se i sostituenti sono uguali, si accorpano e si dividono i numeri con virgole

Ramificazione nelle ramificazioni


Propile CH3CH2CH2 Isopropile CH3CH
(esteso) (a manubrio) |
CH3

Butile CH3CH2CH2CH2 Terbutile CH3


(esteso) (a tridente) |
CH3C
|
CH3 (Il C funge da ponte trisostituito)
Stereoisomeria
Composti che hanno la stessa connettivit
Tuttavia, i gruppi sono disposti in modo differente nello spazio
A condizioni ambientali non si percepisce la differenza, poich la rotazione dei legami avviene naturalmente
Tuttavia, a zero assoluto formano cristalli differenti

Isomeria Conformazionale
Stereoisomeri che si ottengono per rotazione del legame singolo
Si tratta di manifestazioni diverse della stessa molecola
Sono tutte possibile, ma non hanno tutte lo stesso contenuto di energia
Quindi non sono equivalentemente probabili
Conformazione eclissata = massima energia
Conformazione sfalsata = minima energia, dunque pi probabile
Non si tratta di semplice repulsione per ingombro sterico, ma di interazioni tra orbitali pieni e vuoti
ES:
Per letano sono possibili sei conformazioni, tre chiamate sfalsate e tre eclissate
Nelle conformazioni sfalsate i tre idrogeni sul primo carbonio non eclissano gli altri tre sullaltro carbonio
Nelle conformazioni eclissate, invece, i tre idrogeni del primo eclissano i tre idrogeni del secondo

Il contenuto energetico maggiore della conformazione eclissata dovuta alla tensione torsionale
La repulsione che si stabilisce tra gli elettroni di legame di un sostituente quando viene a trovarsi vicino agli
elettroni di legame di un altro sostituente
Gli isomeri eclissati sono dunque meno stabili
Distinguere stereoisomeria e isomeria conformazionale
Stessa formula bruta Se provo a ruotare i legami per trasformare una molecola x nel corrispettivo y
Stessa connettivit Se ci riesco = Conformeri
Diversa struttura tridimensionale Se non ci riesco = Stereoisomeri
O devo rompere i legami per poterci riuscire

CICLOALCANI

Reazioni degli alcani


Gli alcani vengono detti paraffine, dal latino parum affinis, poco reattivo
Questi composti manifestano scarsa affinit chimica per le altre sostanze e inerzia verso i pi comuni reagenti di laboratorio

Combustione
La reazione con l'ossigeno si verifica durante il processo di combustione
I prodotti della combustione sono l'anidride carbonica e l'acqua, accompagnati dallo sviluppo di una grande quantit di calore
Il metano (gas naturale), per esempio, reagisce con l'ossigeno secondo l'equazione

Alogenazione radicalica
La reazione di un alcano con cloro o bromo si verifica quando una miscela delle due sostanze viene irradiata con luce ultravioletta
A seconda delle proporzioni relative dei due reagenti e del tempo in cui restano a contatto si osserva una progressiva
sostituzione degli atomi di idrogeno dell'alcano con atomi di cloro
In particolare, il metano reagisce con il cloro fornendo una miscela di: - clorometano (CH3Cl)
- diclorometano (CH2Cl2)
- triclorometano (CHCl3)
- tetraclorometano (CCl4)

inizio della catena

propagazione della catena

terminazione della catena


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Isomeria conformazionale

Dato che il legame sigma C-C ha simmetria cilindrica, negli alcani i carboni tra loro legati sono liberi di ruotare intorno al legame che li
unisce. Consideriamo letano: per rotazione di 360 intorno al legame C-
C, per letano, ad esempio, sono possibili sei conformazioni, tre chiamate sfalsate e tre eclissate. Nelle conformazioni sfalsate i tre idrogeni
sul primo carbonio non eclissano gli altri tre sullaltro carbonio.
Nelle conformazioni eclissate, invece, i tre idrogeni del primo eclissano i tre idrogeni del secondo. Per visualizzare tutto ci sono molto utili
le strutture a cavalletto o le proiezioni di Newman. Nelle proiezioni di Newman si guarda lungo un legame C-C ed il carbonio che si trova
lontano dallosservatore rappresentato da una circonferenza, mentre il carbonio che si trova vicino allosservatore si rappresenta con un
punto al centro della circonferenza.

Il contenuto energetico addizionale della conformazione eclissata dovuta alla tensione torsionale (o tensione di eclisse) ovvero alla
repulsione che si stabilisce tra gli elettroni di legame di un sostituente quando viene a trovarsi vicino agli elettroni di legame di un altro
sostituente (angolo diedro uguale a zero). Nel caso delletano la tensione di eclisse vale 1 Kcal/mole per ogni coppia di legami C-H che si
eclissano, e quindi globalmente 3 Kcal/mole. Gli isomeri eclissati sono dunque meno stabili. Tuttavia, essendo la differenza di energia molto
piccola (3 Kcal/mole), essi si convertono a temperatura ambiente tanto velocemente da non poter essere separati.
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Nel propano, a causa della presenza di un gruppo metile al posto di un atomo di idrogeno, si osserva oltre alla tensione torsionale anche la
tensione sterica, ovvero l'interazione repulsiva che interviene quando gli atomi sono costretti a giacere ad una distanza inferiore al raggio
di van der Waals. In questo caso, nella forma eclissata il metile e un atomo di idrogeno vengono a trovarsi molto vicini e quindi sono
oggetto di una repulsione aggiuntiva di 0,4 Kcal/mole.

Nel butano le conformazioni sfalsate che si originano per rotazione intorno al legame C2-C3 non sono tutte uguali. La conformazione
sfalsata anti quella a minore energia dove i due gruppi metilici sono alla massima distanza. Per rotazione di 60 si passa alla
conformazione eclissata che presenta due interazioni steriche metile-idrogeno che si fronteggiano di 0,4 Kcal/mole. Per rotazione ulteriore
si ha la conformazione sfalsata gauche che presenta un contenuto energetico di 0.9 kcal/mole in pi rispetto alla conformazione anti a
causa della interazione sterica fra i due gruppi metilici che pur trovandosi ad un angolo diedro di 60 sono abbastanza vicini da respingersi.
Infine, dopo rotazione di altri 60, si ha la forma eclissata pi instabile perch presenta una interazione sterica di due metili che si
fronteggiano (interazione da 1,5 Kcal/mole).
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Cicloalcani

I cicloalcani sono idrocarburi a catena chiusa con formula CnH2n o (CH2)n. Gli atomi di carbonio sono tutti ibridati sp3. Il pi semplice il
ciclopropano formato da tre atomi di carbonio, segue il ciclobutano, con quattro atomi di carbonio, il ciclopentano con cinque ed il
cicloesano con 6 atomi di carbonio nel ciclo. Naturalmente vi sono cicloalcani pi grandi ma che hanno minore importanza. I cicli pi diffusi
sono invece quelli a 5 e 6 termini. Il modo pi semplice per rappresentarli quello di usare i poligoni regolari come il triangolo equilatero, il
quadrato, il pentagono e lesagono. Naturalmente a ciascun vertice del poligono si sottintende un gruppo metilenico CH2.

Nomenclatura
Il nome del cicloalcano deriva dallanalogo a catena aperta anteponendo la parola ciclo. I sostituenti sulla catena sono numerati se
necessario seguendo lordine alfabetico.

Isomeria geometrica nei cicloalcani.

Un altro tipo di isomeria quella Geometrica. Questa si verifica quando tra due carboni manca la libera rotazione (prima condizione),
libera rotazione invece tipica degli alcani a catena aperta.
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Una seconda condizione anche necessaria: su ciascun carbonio i sostituenti devono essere diversi tra loro. Lisomeria geometrica, se sono
verificate ambedue le condizioni, si ha negli alcheni e cicloalcani. Negli alcheni la libera rotazione impedita perch i due carboni sono
legati tra loro con un doppio legame. Nei cicloalcani, i carboni formano un ciclo che impedisce la loro libera rotazione. Quindi, se si verifica
anche la seconda condizione, gli alcheni e cicloalcani presentano isomeria geometrica.
Gli isomeri che presentano dalla stessa faccia del piano del cicloalcano (o dallo stesso lato del sistema degli alcheni) i gruppi pi
voluminosi si chiamano isomeri cis o Z, quelli che hanno questi gruppi o sostituenti da parte opposta si chiamano isomeri trans o E.
Si veda ad esempio l 1,2-dimetilciclopropano. I due sostituenti metilici potranno stare sulla stessa faccia (isomero cis) oppure sulle due
facce opposte (isomero trans) del piano della molecola.

L1-butene e ciclopentanolo soddisfano soltanto la prima condizione (non rotazione attorno ai carboni) ma non la seconda (sostituenti
diversi) e quindi non presentano isomeria geometrica. Nei cicloalcani si verifica l'isomeria geometrica anche se i sostituenti diversi non
giacciono su carboni contigui. Per esempio nel dimetilcicloesano esistono tre coppie di isomeri geometrici:

Un modo per rappresentare pi velocemente lisomeria cis/trans sui cicli quella di usare la notazione con i cunei.
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Stabilit dei cicloalcani: teoria di Baeyer della tensione angolare
Nel 1885 Baeyer studiando la stabilit dei cicloalcani formul una teoria detta della tensione angolare che prevedeva la stabilit dei
cicloalcani sulla base degli angoli di legame interni allanello. Secondo Baeyer, maggior era il discostamento di tali angoli dallangolo
tetraedrico (109.5 ) maggiore era la tensione di anello che rendeva la molecola instabile (ovvero a contenuto energetico superiore
rispetto allalcano analogo a catena aperta).

Su questa base, Baeyer prevedeva che il ciclopentano dovesse essere quello pi stabile (angoli interni di 108 molto vicini a quelli
tetraedrici). Queste assunzioni si rivelarono vere solo in parte, perch partivano dal presupposto che le molecole dei cicloalcani sono
planari, cosa non vera. In pi, oltre alla tensione angolare, anche nei cicloalcani, come negli alcani a catena aperta, vanno considerate le
altre interazioni repulsive che fanno aumentare lenergia. Qui di seguito riassumiamo il complesso di queste interazioni che sono tre:

1. Tensione angolare (o di Baeyer): la tensione che nasce dal discostamento dallangolo di legame tetraedrico.

2. Tensione torsionale (o di eclissi): dovuta alleclissarsi dei legami sigma su carboni adiacenti.

3. Tensione sterica: dovuta allinterazione repulsive nello spazio tra gruppi voluminosi che si avvicinano a distanze inferiori ai raggi di
Van der Waals.

Conformazioni dei cicloalcani

Ciclopropano
Il ciclopropano lunico dei cicloalcani nel quale tutti i carboni del ciclo giacciono in un unico piano. Il discostamento dallangolo
tetraedrico massimo e perci la tensione angolare elevata. A causa di ci, i legami sigma C-C dellanello sono piegati giacch si formano
non per sovrapposizione frontale, come accade negli alcani a catena aperta, ma obliqua che forma un legame pi debole (banana bonds).

Oltre alla forte tensione di Baeyer, nel ciclopropano vi sono anche ben 6 tensioni torsionali tra i 6 atomi di idrogeno che si eclissano al di
sopra ed al di sotto del piano dellanello. Tutto questo fa s che il ciclopropano sia caratterizzato da una tensione totale (angolare + eclisse)
di 27,5 Kcal/mole.

ciclobutano
Il ciclobutano ha una tensione angolare inferiore al ciclopropano. Tuttavia il conformero pi stabile del ciclobutano non planare come il
ciclopropano. Se lo fosse avrebbe una tensione angolare minore ma una maggiore tensione di eclissi dato che ha due idrogeni in pi.
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Per diminuire la tensione di eclissi esso assume una conformazione ripiegata con uno dei 4 atomi di carbonio che si solleva di 25 dal piano
che contiene gli altri 3. La tensione totale di 26 Kcal/mole.

ciclopentano
Il ciclopentano pi stabile dei primi due perch gli angoli interni sono di 108, valore molto prossimo a quello canonico di 109.5. Anche in
questo caso abbiamo due conformeri, uno planare nel quale tutti gli idrogeni si eclissano ed uno cosiddetto a Busta nel quale un
carbonio sollevato rispetto agli altri quattro (come in una busta appunto) per evitare leclisse degli idrogeni:

cicloesano
Il cicloesano dovrebbe avere, se fosse planare, angoli di legami interni di 120, maggiori del canonico angolo tetraedrico di 109.5. Questo
lo renderebbe meno stabile del ciclopentano. In realt il cicloesano il pi stabile tra tutti i cicloalcani. Questo perch non ha una
conformazione planare ma possiede una struttura nella quale solo 4 dei 6 atomi di carbonio giacciono nello stesso piano, mentre gli altri
due sono disposti uno sopra e laltro sotto tale piano. In tal modo, non solo tutti i 12 atomi di idrogeno idrogeni evitano leclissi, ma anche
tutti gli angoli di legame restano di 109.5. La conformazione assunta detta a sedia..

Rappresentazione del cicloesano. Per disegnare correttamente il cicloesano a sedia occorre:


Disegnare due linee parallele, inclinate verso il basso e sfalsate Sistemare un
quinto carbonio in alto a destra e unire i legami Sistemare l'ultimo carbonio a
sinistra in basso

Per convenzione la sedia si rappresenta in una formula prospettica nella quale i tre legami in basso (rimarcati in figura) escono dal piano e i
tre legami in alto puntano dietro il piano.
I 12 legami sulla sedia sono di due tipi: 6 assiali (paralleli allasse dellanello, in rosso nella figura) e 6 equatoriali (verso lequatore, in
azzurro nella figura).
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Per rappresentare i legami assiali ed equatoriali occorre ricordare che: 1) i sei legami assiali sono orientati in verticale alternativamente
sopra e sotto il piano medio della molecola, e 2) i sei legami equatoriali sono orientati sempre verso lesterno del ciclo a formare angoli di
109 con i legami assiali; inoltre sono paralleli tra loro a due a due, nonch paralleli ai legami C-C del ciclo come indicato in figura.

i 6 legami assiali

Inversione di anello
L'anello del cicloesano conformazionalmente mobile a temperatura ambiente. Se immaginiamo che latomo di carbonio che al di sotto
del piano degli altri 4 viene sollevato, e allo stesso modo quello che al di sopra viene portato al di sotto, si ottiene linterconversione della
sedia nota come inversione di anello. La barriera energetica di interconversione sedia-sedia di solo 12 kcal/mole. Il processo
estremamente rapido e entrambe le sedie sono presenti all'equilibrio.

Quello che avviene a livello dei legami che i 6 legami assiali nella sedia di sinistra si trasformano nei 6 legami equatoriali della sedia di
destra e viceversa. Durante linversione il cicloesano assume una conformazione meno stabile che quella a barca. Questa presenta oltre a
4 tensioni di eclisse degli idrogeni presenti nel piano formato dai carboni C2-C3-C5-C6, anche una tensione sterica di due idrogeni ai C1 e
C4.
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Il diagramma energetico per linversione di anello mostra anche due conformazioni a mezza sedia che si trovano su due massimi di energia
a 12 Kcal/mole.

Cicloesani monosostituiti: interazione 1,3-diassiale


I sostituenti sullanello del cicloesano prediligono la posizione equatoriale anzich quella assiale. Si prenda ad esempio il metilcicloesano.
Questo sar soggetto allequilibrio conformazionale di inversione di anello.

Nel conformero a sedia di sinistra il metile sul C1 si trova in posizione assiale, mentre dopo linversione di anello si trover in posizione
equatoriale. Nelle conformazione di sinistra, per, il metile d luogo ad uninterazione sterica con gli atomi di idrogeno assiali sulle
posizioni 3 e 5, chiamata interazione 1,3-diassiale. Questa interazione si annulla nella conformazione di destra dove il metile in posizione
Meccanismi di reazioni

I meccanismi di reazione rappresentano la descrizione dei possibili eventi che avvengono a livello molecolare quando i reagenti si
trasformano in prodotti.
Ogni meccanismo proposto sulla base di studi cinetici, di analisi spettroscopiche e di identificazione degli intermedi di reazione.
Ogni meccanismo proposto deve essere consistente con tutti i dati sperimentali

Scissione del legame covalente


Esistono solo due modi per rompere un legame covalente.
Equa divisione degli elettroni di legame: scissione omolitica
Non equa divisione degli elettroni di legame: scissione eterolitica.
Lomolisi genera intermedi privi di carica con elettroni spaiati: i radicali.
Leterolisi genera intermedi carichi: anioni e cationi
omolisi eterolisi
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Carbocationi
La scissione eterolitica di un legame C-Z (dove Z un elemento diverso dal carbonio) pu generare carbocationi o carbanioni.
Se Z pi elettronegativo del carbonio la scissione eterolitica del legame fornisce un intermedio instabile e ad alta energia: il carbocatione.
Nel carbocatione il carbonio non otteziale.

I carbocationi sono elettrofili perch contengono un atomo di carbonio elettron-povero.


I carbocationi reagiscono con i nucleofili e ne risulta la formazione di un legame covalente

Carbanioni
Quando Z un elemento meno elettronegativo del carbonio, la scissione eterolitica del legame C-Z genera un carbanione. Carbocationi e
carbanioni sono specie intermedie di molte reazioni organiche.

I carbanioni sono nucleofili perch contengono un atomo di carbonio con un doppietto elettronico non condiviso.

RICORDARE SEMPRE CHE LA REAZIONE AVVIENE SEMPRE TRA UN ELETTROFILO ED


UN NUCLEOFILO. NON E MAI POSSIBILE CHE POSSA AVVENIRE UNA REAZIONE TRA
DUE ELETTROFILI OPPURE TRA DUE NUCLEOFILI.
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Alcheni
Gli alcheni (o olefine) appartengono alla categoria degli idrocarburi insaturi e sono caratterizzati dalla presenza del doppio legame
carbonio-carbonio. La formula generale CnH2n indica che vi sono due atomi di idrogeno in meno rispetto allalcano corrispondente.
Lalchene pi semplice letene (C2H4).

Struttura
Per formare i legami con altri tre atomi, il carbonio usa tre orbitali ibridi equivalenti, gli orbitali sp2, formati dallunione di due orbitali 2p e
dallorbitale 2s, giacenti in un piano passante per il nucleo del carbonio e diretti verso i vertici di un triangolo equilatero (ossia a 120). Con
questo assetto trigonale gli orbitali ibridi risultano quanto pi possibile distanti tra loro e questo minimizza la loro reciproca repulsione.

Se si sistemano i quattro atomi di idrogeno ed i due atomi di carbonio in modo da dare la massima sovrapposizione frontale dei rispettivi
orbitali s ed sp2, si ottiene la struttura dei legami . Tuttavia la molecola non ancora completa: i restanti orbitali 2p contenenti un singolo
elettrone per ciascun carbonio, e non impegnati nellibridazione, possono sovrapporsi lateralmente per dare un nuovo tipo di legame,
chiamato legame , formato da due nuvole elettroniche che si trovano sopra e sotto il piano della molecola. Letilene , dunque, una
molecola piana.

Il doppio legame carbonio-carbonio perci formato da un forte legame e da un legame pi debole, e la forza totale del legame (146
Kcal/mole) maggiore di quella del legame semplice nelletano (88 Kcal/mole).
Due importanti aspetti concordano con questa descrizione degli alcheni: a) il concetto di rotazione impedita, con il conseguente fenomeno
dellisomeria geometrica e b) la reattivit caratteristica del doppio legame negli alcheni, vale a dire laddizione elettrofila

Isomeria geometrica
Per avere libera rotazione attorno al doppio legame occorre rompere il legame , fornire cio circa 60
Kcal/mole, una quantit di energia troppo elevata perch la rotazione possa avvenire spontaneamente a temperatura ambiente, come
avviene invece per i legami semplici carbonio-carbonio negli alcani. Si chiamano isomeri geometrici quegli isomeri che devono la loro
esistenza proprio alla mancanza di libera rotazione intorno al doppio legame.
In generale, perch si abbia isomeria geometrica devono verificarsi contemporaneamente due condizioni: a) deve esserci mancanza di
libera rotazione intorno al legame C-C, cosa che riscontrabile per i due atomi di carbonio coinvolti nel legame , e b) i due atomi di
carbonio legati dal doppio legame (chiamati anche carboni vinilici) devono portare ciascuno due sostituenti diversi tra loro.
Un classico esempio dato dai due isomeri geometrici del 2 -butene, i quali sono distinti in cis e trans secondo che i due gruppi sostituenti
pi voluminosi sui carboni sp2 (i gruppi metilici segnati in blu), si trovano dalla stessa parte (cis) o da parti opposte (trans) rispetto al doppio
legame.
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Questi due composti non possono essere trasformati luno nellaltro a temperatura ambiente, a causa dellimpedimento nella rotazione, ed
hanno propriet fisiche e chimiche differenti. Gli alcheni trans sono pi stabili degli alcheni cis, e questo a causa della repulsione sterica tra
i gruppi sostituenti che nel caso dellisomero cis vengono a fronteggiarsi. Olefine con doppi legami terminali, o portanti su uno dei due
carboni vinilici sostituenti uguali, non presentano il fenomeno dellisomeria geometrica.
Se su uno, o tutti e due, i carboni vinilici vi sono sostituenti diversi dallidrogeno, per stabilire quali prendere in considerazione ai fini
dellisomeria cis/trans si ricorre alle regole di priorit di Cahn, Ingold e Prelog (vedi lisomeria ottica). In alternativa al sistema cis/trans la
nomenclatura IUPAC fa uso della notazione E-Z la quale assegna il prefisso E (dal tedesco entgegen) allalchene che vede i due gruppi
principali da parti opposte rispetto al doppio legame (analogo del trans) ed il prefisso Z (dal tedesco zusammen) per lalchene con i due
gruppi a maggiore priorit dallo stesso lato (analogo di cis).

Nomenclatura
Il nome IUPAC di un alchene si assegna seguendo le regole qui descritte:
a) si sceglie come struttura base la catena di atomi di carbonio che contiene il doppio legame e si assegna il nome partendo dallalcano
corrispondente e sostituendo il suffisso ano con il suffisso ene;
b) si indica con un numero la posizione del doppio legame nella catena, segnalando solo il primo dei due carboni vinilici che si incontrano
numerando la catena;
c) la numerazione della catena fatta a partire dallestremit pi vicina al doppio legame;
d) si indica con i relativi numeri la posizione sulla catena dei sostituenti;
e) i prefissi cis e trans (oppure E/Z) vengono usati per indicare lisomeria geometrica ove questa sia presente.
e) se lalchene ciclico si sostituisce il suffisso ano con il suffisso ene del cicloalcano corrispondente, mentre i due carboni vinilici
occupano sempre le posizioni 1 e 2.
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Sintesi
Gli alcheni fino a cinque atomi di carbonio si ottengono puri dallindustria petrolifera, mentre quelli pi complessi si ottengono
essenzialmente con due metodi, la deidroalogenazione degli alogenuri alchilici e la disidratazione degli alcoli.

1) Deidroalogenazione degli alogenuri alchilici


Quando il bromuro di terz-butile viene trattato a caldo con una soluzione alcolica di una base forte come lidrossido di potassio, si liberano
isobutene, bromuro di potassio ed acqua.

Questo reazione consiste nella eliminazione di una molecola di acido alogenidrico (HBr) da due atomi di carbonio adiacenti (eliminazione
1,2). Il meccanismo prevede tre principali eventi: i) lestrazione da parte della base di un protone legato allatomo di carbonio rispetto
allalogeno, ii) il ribaltamento della coppia di elettroni del legame C-H che va a formare un legame e iii) lespulsione dellalogeno con la
sua coppia di elettroni.

Tutti e tre questi eventi avvengono contemporaneamente, si dice, infatti, che la reazione concertata ed avviene in un unico stadio (unico
stato di transizione) che coinvolge tutte e due le specie: lalogenuro e la base. Per questa ragione la reazione prende anche il nome di
Eliminazione E2, ovvero Eliminazione bimolecolare.
Tutti e tre questi eventi avvengono contemporaneamente, si dice, infatti, che la reazione concertata ed avviene in un unico stadio (unico
stato di transizione) che coinvolge tutte e due le specie: lalogenuro e la base. Per questa ragione la reazione prende anche il nome di
Eliminazione E2, ovvero Eliminazione bimolecolare.
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2) Disidratazione degli alcoli
Trattando un alcole con acido solforico concentrato si ottienela disidratazione con formazione dell 'alchene. La reazione di equilibrio,
infatti gli alcooli possono essere preparati per idratazione degli alcheni. La reazione avviene in tre stadi con la formazione di un
carbocatione come intermedio (si tratta ovviamente di una eliminazione). L'acido solforico funge da catalizzatore . Il meccanismo di
reazione qui di seguito descritto:

Per spostare lequilibrio verso la formazione dellalchene occorre allontanare lacqua mediante distillazione oppure attraverso luso di
agenti disidratanti (es. H2SO4 conc.).

REAZIONI DEGLI ALCHENI: ADDIZIONE ELETTROFILA

La reazione caratteristica degli alcheni laddizione al doppio legame carbonio-carbonio da parte di agenti elettrofili. La nuvola sopra
e sotto il piano della molecola una fonte di elettroni notevolmente esposta allattacco di reagenti che presentano lacune elettroniche
(elettrofili). Durante lattacco, il legame si rompe e si formano due nuovi legami sui carboni adiacenti (esattamente il processo inverso
rispetto alleliminazione). La nuvola esposta anche allattacco di agenti ossidanti, i quali danno ancora reazioni di addizione ma formano
prodotti di ossidazione, parziale (epossidi e glicoli) o di scissione completa del doppio legame (ozonolisi).

Addizione di acidi alogenidrici: regola di Markovnikov


Gli acidi alogenidrici HCl, HBr ed HI si addizionano agli alcheni per dare gli alogeno alcani. Le reazioni si conducono con i reagenti puri, per
esempio facendo gorgogliare HCl secco nellalchene, oppure in solventi polari come ad esempio lacido acetico. Ecco alcuni esempi:

Una caratteristica importante di queste reazioni la regioselettivit, una propriet che legata allorientamento con il quale il protone e
lalogenuro si sommano alle due estremit del doppio legame. Tale orientamento, infatti, non casuale ma avviene selettivamente come
appare nei seguenti esempi:
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La regola con la quale avviene laddizione nota come Regola di Markovnikov, ed afferma che quando H-X o H2O si addizionano ad un
alchene, il protone si lega al carbonio del doppio legame pi idrogenato (ovvero che presenta un maggior numero di idrogeni ad esso
legati). La spiegazione di questa regola appare chiara se si considera il meccanismo della reazione: la particella che attacca per prima
lelettrofilo H+ (il protone), che dar luogo alla formazione di un intermedio carbocationico. Poich dallattacco alle due estremit del
doppio legame possono formarsi due carbocationi, sar favorito lattacco che porta al carbocatione pi stabile. Poich la scala di stabilit
dei carbocationi 3ario> 2ario> 1ario, si verifica facilmente che lattacco sul carbonio pi idrogenato conduce sempre alla formazione del
carbocatione pi stabile. In definitiva, nelladdizione elettrofila si ottengono principalmente i derivati pi sostituti:

Addizione di acqua: idratazione


Lacqua si somma agli alcheni, in presenza di acidi, portando agli alcooli. Data lenorme importanza pratica degli alcooli, questo processo
estremamente utile sia per le semplicit operative che per la vasta disponibilit industriale degli alcheni di partenza, La reazione avviene
con il meccanismo esattamente inverso a quello gi visto per la disidratazione, e segue la regola di Markovnikov. Cos ad esempio
l'isobutene reagisce con acido solforico diluito per dare l'alcole terz-butilico.
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Addizione di Borano: idroborazione-ossidazione


Gli alcoli primari possono essere ottenuti dalla reazione di addizione di Borano agli alcheni seguita dallossidazione con acqua ossigenata
in ambiente basico. Il borano BH3 (o idruro di boro) un reagente elettrofilo (latomo di boro, infatti, ha solo sei elettroni sullorbita
esterna) e si somma facilmente al doppio legame formando un alchil borano. La reazione di addizione prosegue con la somma di altre due
molecole di alchene allalchil borano. Alla fine si forma un trialchil borano.

Si pu facilmente osservare che la reazione regioselettiva e che avviene con modalit anti- Markovnikov, giacch lidrogeno questa volta
si somma al carbonio meno idrogenato, mentre il boro si addizione al carbonio pi idrogenato. Se il trialchil borano ossidato con H2O2 in
soluzione basica per NaOH si ottiene lalcool primario (prodotto anti-Markovnikov).

Il maggiore vantaggio della reazione di idroborazione consiste nellapparentemente anomala direzione delladdizione, che sembra
avvenire in violazione della regola di Markovnikov. In effetti, cos non : la regola ancora rispettata, poich in questa reazione la particella
elettrofila non il protone bens latomo di boro. A causa della minore elettronegativit di questultimo, infatti, il legame boro-idrogeno
polarizzato in senso
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inverso rispetto agli acidi alogenidrici [ B-H ], e lidrogeno ha carattere idrurico. Sar pertanto latomo di boro il primo a sommarsi, in
quanto particella elettrofila, e come vuole la regola di Markovnikov, andr sul carbonio vinilico pi idrogenato.

Reazione di idrogenazione: riduzione ad alcani


Laddizione di idrogeno H2 al doppio legame C=C si verifica quando un alchene esposto ad unatmosfera di idrogeno gassoso in
presenza di un catalizzatore metallico e fornisce un alcano.

In questo caso il doppio legame idrogenato, o ridotto (laddizione di idrogeno o la rimozione di ossigeno da una molecola organica
costituisce infatti una riduzione). Nella maggior parte dei casi come catalizzatore si impiega palladio metallico, oppure platino.

Lidrogenazione catalitica degli alcheni si differenzia dalla maggioranza delle altre reazioni organiche per il fatto di essere un processo
eterogeneo; vale a dire che la reazione di idrogenazione avviene sulla superficie delle particelle del catalizzatore metallico, anzich in
soluzione. Liniziale adsorbimento di H2 sulla superficie del catalizzatore seguita dalla complessazione tra il catalizzatore e l'alchene, dato
che un orbitale vuoto del metallo interagisce con l'orbitale pieno dell'alchene. Successivamente l'idrogeno viene inserito nel doppio
legame e il prodotto saturo viene allontanato dal catalizzatore per diffusione. La reazione avviene con stereochimica sin (cio il contrario di
anti), nel senso che entrambi gli atomi di idrogeno si addizionano dalla stessa parte del doppio legame.

Reazione di ossidazione con peracidi: formazione di epossidi.


Gli epossidi sono eteri ciclici costituiti da un anello a tre termini. Se un alchene trattato in soluzione eterea o in diclorometano con un
peracido, come lacido peracetico, si libera il corrispondente epossido e lacido acetico.
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La reazione di epossidazione avviene in un unico stadio ove il peracido addiziona latomo di ossigeno su una delle due facce del doppio
legame. Per questa ragione, la stereochimica dellalchene di partenza viene mantenuta nellepossido di arrivo (dallalchene trans si
ottiene lepossido trans e viceversa).

Reazione di ossidazione con KMnO4: formazione dei glicoli.


Alcuni metalli di transizione nei loro stati di ossidazione pi alti, particolarmente il Mn(VII), sono efficaci agenti ossidanti per la conversione
di un alchene in glicole. La reazione si conduce con KMnO4 alcalino freddo ed ha come sottoprodotto il biossido di manganese.

Questa reazione stereoselettiva ed avviene con modalit sin. Ci significa che i due gruppi ossidrilici sono addizionati dalla stessa faccia
del doppio legame. Ci pu essere compreso se si considera il meccanismo della reazione che vede la formazione di un estere ciclico
intermedio che subisce idrolisi per dare il glicole necessariamente cis.

Ozonolisi

La reazione fra alcheni e ozono (O3) avviene facilmente a basse temperature, rompendo completamente il doppio legame.
Nel corso della reazione si forma una specie intermedia chiamata ozonuro che pu seguire due destini:
Se viene idrolizzato in ambiente acido ed in presenza di agenti ossidanti (H2O2) si ottengono acidi carbossilici e chetoni.
Se viene idrolizzato in ambiente acido ed in presenza di agenti riducenti (come per esempio zinco) si ottengono aldeidi e
chetoni.
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Alchini

Gli alchini sono idrocarburi insaturi caratterizzati dalla presenza del triplo legame carbonio-carbonio. La formula generale CnH2n-2 indica
che vi sono quattro atomi di idrogeno in meno rispetto allalcano corrispondente. Lalchino pi semplice lacetilene (C2H2).

Struttura
Nellacetilene latomo di carbonio usa due orbitali ibridi equivalenti, gli orbitali sp, formati dallunione di un orbitale 2p e dallorbitale 2s,
e giacenti in un piano passante per il nucleo del carbonio e diretti a 180 luno dallaltro.

Con un ragionamento analogo a quello degli alcheni si sistemano i due atomi di idrogeno ed i due atomi di carbonio dellacetilene in modo
da dare la massima sovrapposizione frontale dei rispettivi orbitali s ed sp: si ottiene la struttura dei legami . Tuttavia la molecola non
ancora completa: i restanti orbitali 2p contenenti un singolo elettrone per ciascun carbonio, e non impegnati nellibridazione, possono
sovrapporsi lateralmente per dare due nuovi legami ortogonali tra loro. La sovrapposizione per non porta a quattro lobi affacciati tra
loro, come ci si attenderebbe sulla base della molecole delletilene, bens ad ununica nuvola elettronica di forma cilindrica che ha come
asse il legame carbonio-carbonio. Lacetilene , dunque, una molecola lineare. Il triplo legame carbonio-carbonio perci formato da un
forte legame e da due legami pi deboli.

Nomenclatura
La nomenclatura IUPAC degli alchini segue esattamente le stesse regole degli alcheni con la differenza che il suffisso ano dellalcano
corrispondente alla catena di atomi di carbonio sostituito con il suffisso ino. Ovviamente, gli alchini non presentano isomeria
geometrica n possono esistere come composti stabili gli alchini ciclici (se non per anelli molto grandi), giacch la geometria lineare del
triplo legame non compatibile con un ciclo.
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Sintesi
Lalchino di maggiore importanza industriale lacetilene, che viene preparato per azione dellacqua sul carburo di calcio (CaC2), il quale a
sua volta si ottiene per reazione tra lossido di calcio ed il carbon coke ad
alta temperatura.

CaO + 3 C CaC + CO
2
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I composti aromatici

Benzene ed aromaticit
In passato erano definiti composti aromatici quelli, generalmente ricavati dal mondo vegetale, forniti di odori o sapori caratteristici come la
vanillina, lacido caffeico e lolio di cannella. Tutti hanno in comune un anello insaturo chiamato benzene. Le prime indagini effettuate sul
benzene durante il secolo XIX indicavano che si trattava di un composto liquido ed infiammabile con formula grezza C6H6. Nessun
composto sino ad allora noto possedeva un rapporto carbonio-idrogeno simile. Il grande chimico tedesco Augusto Kekul propose una
struttura come quella sotto riportata nella quale il benzene assumeva la struttura di un triene ciclico formato da sei carboni e tre doppi
legami intervallati da tre legami semplici.

La struttura proposta da Kekul fu accolta con scetticismo ed ironia dal mondo scientifico contemporaneo. La critica derivava dal fatto,
sperimentalmente osservato, che il benzene pur avendo tre doppi legami non dava le reazioni tipiche degli alcheni quali laddizione di
bromo, di idracidi ed era pi resistente degli alcheni alle reazioni di ossidazione e riduzione. Il calore di idrogenazione risultava inoltre
minore di circa 36 kcal/mol rispetto a quello di un triene ciclico quale quello ipotizzato da Kekul. Con lavvento dei raggi X si dimostr non
solo che il benzene aveva la struttura proposta dal chimico tedesco ma anche che tutti i sei legami carbonio-carbonio avevano identica
lunghezza di 1.39 A, che intermedia tra quella di un legame semplice (1.54 A) e quella di un legame doppio (1.34 A), e gli angoli di legame
tutti di 120. Inoltre, non si riusciva nemmeno a spiegare la maggiore stabilit termodinamica del benzene rispetto ad un triene ciclico. La
soluzione si ebbe con lavvento della meccanica quantistica. Il benzene si pu descrivere come un sistema planare di atomi di carboni tutti
ibridati sp2 ciascuno contenente un elettrone nellorbitale non ibrido p. In questo sistema, ogni orbitale p non si sovrappone con un solo e
ben preciso orbitale p adiacente, bens esso si sovrappone allo stesso modo con entrambi gli orbitali p adiacenti e questo da origine ad
una struttura nella quale tutti e 6 gli elettroni pi greca sono liberi di muoversi su tutto lanello. In questa struttura si dice che si ha la
massima delocalizzazione degli elettroni p.

In termini di risonanza si dice che il benzene un ibrido di due forme equivalenti, delle quali nessuna corretta individualmente: la vera
struttura un ibrido, cio intermedia tra le due forme chiamate di Kekul. Questa delocalizzazione conferisce la maggiore stabilit
termodinamica del benzene rispetto a qualsiasi triene. Questa energia viene definita energia di stabilizzazione (o energia di risonanza) ed
pari a circa 36 kcal/mol. Attualmente un composto definito aromatico se ciclico, planare con un numero di elettroni in orbitali p
definito dalla regola di Hckel: numero elettroni = 4n+2. Con n uguale ad un numero intero e positivo compreso lo zero. Per il benzene n=1,
e cos via. Secondo questa regola sono aromatici i composti con 6, 10,14, 18 elettroni p eccetera. Per esempio, il naftalene formato da
due anelli benzenici condensati mentre l'antracene ne ha tre anelli benzenici condensati. Gli idrocarburi che non seguono questa regola
sono definiti antiaromatici.
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Nomenclatura
I derivati monosostituiti si denominano semplicemente dando il nome del sostituente seguito dalla parola benzene (bromobenzene,
clorobenzene, nitrobenzene, metilbenzene ecc). Tuttavia, nella nomenclatura dei composti del benzene (definiti appunto aromatici o
anche areni), pi che in qualsiasi altra classe di composti organici, sono entrati nelluso nomi non sistematici come toluene, anilina fenolo,
benzaldeide, acido benzoico, acetofenone. Nel caso di molecole complesse il benzene pu essere visto come un sostituente ed chiamato
fenile.

Nei benzeni disostituiti si usano i prefissi orto (o), meta (m) e para (p) a seconda se i sostituenti sono in posizione reciproca 1,2, 1,3 ed 1,4.
Nei benzeni con pi di due sostituenti si sceglie un punto di attacco come
C1 e si numerano i sostituenti sullanello in modo che il secondo sostituente abbia il numero pi basso possibile.

Reazioni del benzene: La sostituzione elettrofila aromatica


La pi importante reazione dei composti aromatici la sostituzione elettrofila aromatica indicata con lacronimo SEAr . In questo processo
un elettrofilo E+ che sia sufficientemente reattivo, reagisce con lanello aromatico del benzene per sostituire uno degli atomi di idrogeno
che viene espulso come H+.

Il meccanismo generale prevede un primo stadio, quello lento, in cui lelettrofilo si addiziona al benzene utilizzando un coppia di elettroni
del legame e generando un carbocatione sul carbonio adiacente lattacco.
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In questa situazione lanello ha perso la sua aromaticit (cio ha un contenuto energetico di almeni 36 Kcal/mole superiore al reagente).
Per tale ragione, nel secondo stadio, quello veloce, lanello aromatico tende a ripristinare il sestetto aromatico espellendo il protone. La
reazione prevede perci unaddizione seguita da una eliminazione: quindi globalmente pu essere vista come una reazione di sostituzione
di un elettrofilo, lH+, da parte di un altro E+.

Alogenazione
La maggior parte degli elettrofili come gli idracidi, gli alogeni ecc., che pure reagiscono facilmente con gli alcheni, non sono
sufficientemente forti da reagire con il benzene. Perch lalogenazione avvenga necessario aggiungere un acido di Lewis come il tricloruro
di alluminio AlCl3. Questo necessario per attivare il cloro che altrimenti da solo non sarebbe in grado di reagire con il benzene. In modo
simile si pu bromurare il benzene per ottenere il bromobenzene utilizzando come acido di Lewis AlBr3. E qui esemplificata la reazione di
clorurazione del benzene.

Nitrazione
Altra reazione molto importante la nitrazione del benzene con acido nitrico concentrato in acido solforico concentrato (miscela
solfonitrica). Il prodotto di reazione si chiama nitrobenzene ed importante per la sintesi
dellanilina, unammina aromatica importante per la sintesi di farmaci, fitofarmaci e coloranti.

Lacido solforico un acido pi forte del nitrico che si comporta da base. Lacido nitrico protonato perde una molecola di acqua per dare
lelettrofilo ione nitronio che reagisce con il benzene per formare il nitrobenzene. Il nitrobenzene un solvente polare usato
industrialmente per condurre una variet di reazioni chimiche. la sua importanza per legata alla produzione, mediante riduzione con
ferro ed HCl, di anilina, un composto base di farmaci e svariati prodotti industriali di largo consumo. In particolare, mediante la reazione di
nitrosazione (trattamento con acido nitroso ed HCl) produce i sali di diazonio che sono gli intermedi nella preparazione dei coloranti azoici
attraverso la reazione di diazocopulazione con fenoli ed aniline. I diazocoloranti sono una tra le classi di coloranti e pigmenti pi usate per il
loro basso costo, la resistenza e l'ampia gamma di tonalit di colore. Sono usati per colorare fibre ed alimenti (ora molti sono messi al
bando perch ritenuti cancerogeni) e come inchiostri da stampa.

Solfonazione
Un altro elettrofilo che pu attaccare lanello aromatico dando luogo a sostituzione aromatica lanidride
solforica SO3. Il prodotto di sostituzione un acido benzensolfonico. Il reagente solfonante lacido solforico concentrato fumante
(oleum) che libera la particella elettrofila SO3. Gli acidi benzensolfonici sono importanti prodotti industriali per la produzione dei detersivi.
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Alchilazione ed acilazione di Friedel-Crafts


Importanti sono le reazioni di sostituzione con elettrofili al carbonio come i cloruri acilici ed i carbocationi. Il benzene reagisce con i
carbocationi per dare una classe di composti chiamati Areni. Gli areni sono idrocarburi formati da un anello aromatico ed una catena
alifatica e tra questi importanti sono lisopropilbenzene ed il feniletano o etilbenzene, intermedio per la sintesi del feniletilene o stirene
utilizzato per preparare il polistirene. Letilbenzene (un arene) si prepara per Alchilazione di Friedel Crafts facendo reagire il benzene con
cloroetano in presenza di AlCl3.

Alchilazione di F.C.
Cl
CH CH Cl + AlCl CH CH Cl Al Cl
3 2 3 3 2
carbocatione
Cl

H
CH CH H CH2CH3 CH2CH3
2 3
+ H

Acilazione di F.C.
Con modalit analoga allalchilazione, il tricloruro di alluminio reagisce con il cloruro di acetile (un cloruro acilico) per generare il
carbocatione acilico, la particella elettrofila che attacca il benzene per formare
lacetofenone (un chetone aromatico). La reazione nota come Acilazione di Friedel Crafts.
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Disostituzione: effetti direttivi dei gruppi organici.
Cosa avviene quando un elettrofilo attacca un anello aromatico in cui gi presente un sostituente? In questo caso sono possibili tre
regioisomeri di disostituzione (lorto, il meta ed il para disostituito).

Tuttavia, il gruppo G gi presente in anello dirige selettivamente la seconda sostituzione in dipendenza degli effetti elettronici che esso
esplica. Sono allora possibili due casi:

1. Se il gruppo G un elettron-donatore allora diriger selettivamente la sostituzione nelle posizioni orto e para, portando ad una
miscela di regioisomeri o- e p- disostituiti. La reazione pi veloce che sul benzene ed il gruppo G si definisce attivante. Classici orto-
, para-orientanti sono i gruppi alchilici (R-), gli alcossilici (RO-), i gruppi amminici (H2N- ed R2N-) e gli alogeni Cl-, Br-, I-.

2. Se il gruppo G un elettron-attrattore allora diriger selettivamente la sostituzione nella sola posizione meta, portando al
regioisomero meta-disostituito. La reazione pi lenta che sul benzene ed il gruppo G si definisce disattivante. Classici meta-
orientanti sono il gruppo nitro (O2N-), il carbossi (-COOH), il carbonile (RCO-), il gruppo ciano (NC-), il fluoro F- ed il gruppo
solfonico (HO3S-).

Esercizio. Predire i prodotti delle seguenti reazioni:


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Isomeria Ottica

Molti oggetti della vita di tutti i giorni sono chirali. Per esempio, gli esseri umani sono asimmetrici in quanto le nostre immagini allo
specchio non sono sovrapponibili non avendo il nostro corpo elementi di simmetria. Le mani sono asimmetriche perch tra loro non
sovrapponibili. Anche una scarpa un oggetto asimmetrico. Gli oggetti asimmetrici sono chiamati anche chirali (dal greco cheir che
significa mano). La simmetria che si osserva a livello macroscopico si ripete a livello molecolare. Esistono, infatti, molecole simmetriche,
come il metano o letanolo, e molecole chirali come gli zuccheri, gli amminoacidi i fosfolipidi e molecole pi semplici quali il 2-butanolo.

Enantiomeri e carbonio tetraedrico


La chiralit pi comune si riferisce a composti del carbonio tetraedrico. Un carbonio chirale se legato a quattro sostituenti tra loro
diversi. In questo caso le due immagini della molecola non sono sovrapponibili.

Le due immagini speculari non sovrapponibili sono chiamate Enantiomeri. Sono riportati gli enantiomeri del 2-butanolo e dellammino
acido Alanina.

Chiralit ed elementi di simmetria


Un altro modo per identificare una molecola chirale quello di cercare elementi di simmetria. Se la molecola possiede almeno un piano di
simmetria allora non pu essere chirale, ma sar achirale.
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(a) oggetti achirali (b) oggetti chirali


(possiedono un piano di simmetria) (non possiedono un piano di simmetria)

Attivit ottica

Il fisico francese Biot agli inizi dell800 osserv che quando un fascio di luce polarizzata passa attraverso una sostanza chirale (es. zucchero,
canfora, etc.) il piano di polarizzazione viene ruotato di un certo angolo e la sostanza viene chiamata otticamente attiva. Langolo di
rotazione misurato con uno strumento chiamato polarimetro.

Gli enantiomeri hanno identiche propriet chimico-fisiche ad eccezione del potere ottico rotatorio [ ]D. Mentre le molecole simmetriche
poste in un tubo polarimetrico non fanno ruotare il piano della luce polarizzata, quelle asimmetriche ruotano il piano della luce polarizzata.
Tra i due enantiomeri, uno fa ruotare il piano della luce polarizzata verso destra (enantiomero destrogiro), laltro (levogiro) lo fa ruotare
dello stesso numero di gradi verso sinistra. Evidentemente, se abbiamo una miscela in parti uguali dei due enantiomeri, chiamata racemo,
il potere ottico sar nullo.

Determinazione della configurazione assoluta (R) ed (S)


La sistemazione degli atomi attorno ad un centro chirale che caratterizza un dato stereoisomero si chiama la sua configurazione assoluta.
Usando la prova della sovrapponibilit si pu concludere che vi sono, ad esempio, due 2-butanoli enantiomeri di configurazione I e II. Come
facciamo a stabilire e a riconoscere, in qualunque momento e da qualunque prospettiva si guardi, la sistemazione degli atomi attorno al
centro chirale di I e II?
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Lunico modo possibile per fare ci assegnare la configurazione assoluta con regole universali riconosciute da tutti, seguendo le quali si
certi di parlare sempre dello stesso oggetto. Per stabilire la configurazione assoluta occorre seguire le regole qui descritte:

1) Stabilire la priorit. Si stabilisce la priorit tra i quattro gruppi legati al centro chirale utilizzando la
convenzione di Cahn-Ingold-Prelog. Per far questo si esaminano i pesi atomici degli atomi
direttamente legati al centro chirale attribuendo il numero 1 allatomo pi pesante e il numero 4 a
quello meno pesante. Per esempio, nel 2-butanolo gli atomi legati al centro chirale sono lossigeno,
due carboni e lidrogeno. Lossigeno, pesando pi del carbonio, ha priorit 1. Poi i due carboni, quelli
del CH3 e del CH2CH3 hanno lo stesso peso, ed infine lidrogeno ha ovviamente la priorit pi bassa
4. Per stabilire a quale dei due carboni (quello del metile e quello delletile) va la priorit 2 e la
priorit 3 occorre allontanarsi di un atomo dal centro chirale andando a valutare il peso degli atomi direttamente a questi carboni. Nel
caso del metile ci sono tre 3 idrogeni legati, mentre nel caso delletile sono presenti due idrogeni ed un carbonio, e questultimo pi
pesante dellidrogeno. Pertanto, al CH2CH3 tocca il numero 2 ed al CH3 il numero 3. Va osservato, inoltre, che se non fosse stato
sufficiente guardare gli atomi direttamente legati ai due carboni, la regala dice di procedere allontanandosi di un altro atomo dal
centro chirale, e poi di un altro ancora e cos via, fino ad incontrare il primo punto di discriminazione tra i gruppi.

2) Orientare la molecola lontano dal gruppo 4. Dopo aver assegnato la


priorit, ci si assicura di guardare la molecola dal lato esattamente opposto rispetto al
gruppo a minore priorit, vale a dire che il gruppo
4 (lidrogeno in questo caso) deve trovarsi il pi lontano possibile dallosservatore (cio
dietro il piano).

3) Seguire la rotazione dei gruppi 1,2,3. Poste le prime due condizioni, se per passare dal
gruppo 1 al 2 al 3 il senso di rotazione orario, allora la configurazione assoluta R. Se
invece il senso antiorario la configurazione S.

La stessa operazione pu essere condotta sulle proiezioni di Fisher o a croce. In queste formule Il carbonio chirale si posiziona al centro
della croce, le catene di atomi di carbonio si pongono sui bracci verticali (il carbonio pi ossidato in alto) mentre gli altri due sostituenti sui
bracci orizzontali. In questo caso le regole vanno applicate come di seguito illustrato:

1) si stabilisce la priorit tra i quattro gruppi legati al centro chirale come gi fatto in
precedenza;
2) ci si assicura che il gruppo a minore priorit sia posto in una delle due posizioni verticali
della croce di Fisher (in tal modo si certi che esso dietro il piano del foglio, quindi
lontano dallosservatore);
3) poste le prime due condizioni, se per passare dal gruppo 1 al 2 al 3 il senso di rotazione
orario, allora la configurazione assoluta R. Se invece il senso antiorario la configurazione
S;
4) se il gruppo a minore priorit si trova su uno dei bracci orizzontali (cio
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in posizione non corretta perch vicina allosservatore), prima di assegnare la configurazione (cio prima di andare al punto 3) si deve
eseguire un numero pari di scambi tra due gruppi qualsiasi legati al centro chirale in modo da portare il gruppo 4 in posizione corretta
(cio lungo la verticale).

E opportuno ricordare che dopo un numero pari di scambi (2, 4, 6 ecc), tra due qualsiasi gruppi legati ad un centro chirale, la
configurazione assoluta a quel centro non varia.
La configurazione assoluta di un centro chirale non implica il suo potere ottico rotatorio. Cio, un enantiomero R pu essere destrogiro o
levogiro. Come abbiamo visto, gli enantiomeri presentando identiche propriet fisiche, non possono essere separati con metodi fisici quali
la distillazione o la cristallizzazione frazionata. I diastereoisomeri invece, avendo propriet fisiche diverse, possono essere separate con
metodi fisici.
Lisomeria ottica un fenomeno di cruciale importanza nei processi biologici. Infatti, la Natura, durante levoluzione, ha selezionato per i
composti chirali soltanto uno dei possibili enantiomeri. Per esempio gli ammino acidi, tranne la cisteina, hanno configurazione assoluta S e
le proteine, costituite in massima parte da ammino acidi S, hanno configurazione S. Da qui discende che una proteina S pu esplicare le sue
funzioni biologiche mentre, una proteina formata da ammino acidi R, biologicamente inattiva. Il D-(+) glucosio metabolizzato durante la
glicolisi mentre l L-(-) glucosio non lo .

Molecole con pi centri chirali


Una molecola pu possedere pi di un centro chirale. In questo caso il numero degli isomeri ottici possibili generalmente dato da: 2n dove
n il numero dei carboni chirali. Per esempio, nel caso del 2,3-pentandiolo n=2 gli isomeri sono quattro ed avremo due coppie di
enantiomeri.
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Ciascun enantiomero di una coppia non limmagine speculare di uno dellaltra coppia. Un enantiomero di una coppia si dice allora
diastereoisomero dellenantiomero dellaltra coppia. Due diastereoisomeri, non essendo luno immagine speculare dellaltro, hanno
propriet fisiche e talvolta chimiche diverse..
Comunque la regola 2n non sempre valida. Infatti, ci sono composti che pur avendo pi centri chirali possono presentare un piano di
simmetria. Gli isomeri ottici che hanno un piano di simmetria sono detti mesocomposti. Un mesocomposto ha potere ottico rotatorio nullo.
Si riporta qui il caso del 2,3-dicloro butano che, pur avendo due centri chirali, ha una coppia di enantiomeri ed un mesocomposto. Come si
vede gli isomeri ottici non sono quattro ma tre.

Anche il cis-1,2-ciclopentandiolo un composto meso dato che possiede un piano di simmetria.


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ALOGENURI ALCHILICI

(Sostituzione nucleofila alifatica)

Gli alogenuri alchilici (o alogeno alcani) sono composti contenenti un atomo di alogeno legato covalentemente ad un atomo di carbonio
ibridato sp3. Il simbolo generale per indicarli R-X, dove X pu essere Fluoro, Cloro, Bromo e Iodio, mentre R un generico
raggruppamento alchilico.

R-X
alogenuro alchilico

I composti appartenenti a questa classe possono essere preparati facilmente a partire da almeno tre categorie di reagenti: 1) dagli alcani,
per alogenazione radicalica, 2) dagli alcheni, per addizione di acidi alogenidrici e 3) dagli alcoli, per sostituzione nucleofila. Proprio
questultima costituisce la principale categoria di reazioni date da questi composti. Mediante queste reazioni gli alogenuri, oltre che essere
preparati, possono essere trasformati in alcoli, eteri, ammine, tioli, solfuri, nitrili etc. Inoltre, per -eliminazione possono essere trasformati
in alcheni.

Nomenclatura
Il nome IUPAC di un alogenuro deriva dal nome del corrispondente alcano (in accordo con la regola gi descritta di individuare la catena pi
lunga di atomi di carboni) numerando la catena base in modo da assegnare allalogeno il numero pi piccolo possibile. Gli atomi di alogeno,
come gli altri sostituenti, sono indicati dai prefissi fluoro-, cloro-, bromo- e iodo- e vengono indicati in ordine alfabetico. I nomi comuni,
invece, si formano indicando il nome del raggruppamento alchilico preceduto dal nome dellalogenuro come parola separata (nello schema
seguente sono indicati fra parentesi).

Infine, in base al tipo di raggruppamento alchilico a cui legato lalogeno, parleremo di alogenuro 1ario , 2ario e
3ario.

Sostituzione nucleofila alifatica


Quando il bromuro di metile reagisce con idrossido di sodio in un solvente che sciolga entrambi i reagenti, si forma metanolo e bromuro di
sodio. Questa una reazione di sostituzione: il gruppo OH sostituisce il gruppo
Br del composto di partenza.

Questo un tipico esempio di sostituzione nucleofila alifatica ed la reazione caratteristica degli alogenuri alchilici. Un nucleofilo
qualsiasi reagente che doni una coppia di elettroni non condivisa in un legame. Una sostituzione nucleofila ogni reazione in cui un
nucleofilo sostituito da un altro. Gli alogenuri danno facilmente la reazione di sostituzione nucleofila (detta anche di spostamento
nucleofilico) perch gli alogenioni sono basi estremamente deboli, perci tendono a lasciare latomo di carbonio a cui sono legati
portandosi dietro la coppia di elettroni. Ci avviene molto facilmente se vi una base pi forte (ad esempio lo ione idrossido) disposta a
cedere la propria coppia di elettroni al carbonio per formare un nuovo legame.
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In generale, il composto che subisce la reazione chiamato substrato, ed il gruppo che viene spostato (lalogenione) chiamato gruppo
uscente. I reattivi nucleofili possono essere sia organici che inorganici, carichi oppure neutri, basi forti o basi deboli.

Meccanismo della sostituzione nucleofila alifatica (SN2)

Il principale meccanismo con il quale avviene la sostituzione nucleofila Il meccanismo SN2. Il nucleofilo attacca il centro di reazione dal
lato opposto rispetto al gruppo uscente. Per descriverlo si prenda in considerazione la reazione modello tra l(R)-2-bromobutano e
lidrossido di sodio che porta all(S)-2-butanolo. Il carbonio nello stato di transizione assume un assetto planare, mentre i due legami,
quello con lOH che si va formando e quello con il Br che si va rompendo, sono posizionati a 180. La reazione avviene in un unico stadio in
cui sono coinvolte due specie (il substrato ed il nucleofilo), e perci detta bimolecolare, e la configurazione finale al centro di reazione
risulta invertita.

Fattori strutturali che influenzano la SN2.


Gruppo uscente: La natura del gruppo uscente basilare. La bont del gruppo uscente, vale a dire la capacit dello stesso di diventare un
anione, favorir la reazione di sostituzione. La linea guida che le basi deboli sono i migliori gruppi uscenti e le basi forti sono cattivi
gruppi uscenti. La scala di reattivit dei gruppi uscenti sar pertanto:

Cattivi gruppi uscenti Buoni gruppi uscenti

Nucleofilo (o gruppo entrante): alcuni nucleofili sono pi efficaci di altri nel sostituire un gruppo uscente. Pi forte il nucleofilo tanto pi
velocemente attaccher il substrato favorendo il meccanismo SN2.
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Gruppo alchilico. La reazione SN2 rallentata dallimpedimento sterico, che rende difficoltoso lattacco dal
retro della molecola, perci avverr facilmente sugli alogenuri 1ari, molto lentamente sui 2ari, mentre sui 3ari non avverr affatto.

Reazione di beta-eliminazione. Cosa accade, allora, quando lalogenuro terziario ed attaccato da un nucleofilo forte come lOH-? In
questo caso ha luogo una seconda categoria di reazioni a cui sono sottoposti gli alogenuri alchilici cio la -eliminazione (nota anche come
deidroalogenazione) che gi stata presentata come metodo di preparazione degli alcheni. LOH- pu comportarsi da nucleofilo se attacca
il carbonio e da sostituzione, ma in questo caso non potendo agire come tale agir da base attaccando il protone in posizione beta per dare
eliminazione.

La reazione di eliminazione pu avvenire con un meccanismo E2 che presenta strette analogie con la sostituzione SN2. Il prevalere del
processo di sostituzione su quello di eliminazione dipende, in prima istanza, dal gruppo alchilico. Se primario dar sostituzione mentre
se terziario dar eliminazione.

Il meccanismo SN1.
Esiste un secondo meccanismo di sostituzione che molto raro ed avviene il nucleofilo debole ed il substrato terziario e si
sostituzione SN1. Una classica reazione SN1 quella tra un alogenuro secondario o terziario e lacqua (nucleofilo). Poich lacqua spesso
anche il solvente (o anche il cosolvente) la reazione nota anche come solvolisi. Essendo una base debole, lacqua un cattivo come
nucleofilo, di conseguenza non attacca subito il centro di reazione, ma attende che il gruppo uscente si allontani. Nel meccanismo
SN1, infatti, la rottura del legame tra carbonio e gruppo uscente viene completata prima che cominci a formarsi il legame tra carbonio e
nucleofilo. La reazione avviene in due stadi dei quali il primo, che quello ad energia di attivazione pi alta (stadio lento), prevede la
scissione del legame C-Br e la formazione di un carbocatione intermedio. Nel secondo lacqua (un nucleofilo debole) attacca il carbocatione
e porta alla formazione dellalcole terziario.

Profilo energetico della SN2


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Sintesi di Williamson degli eteri.

Questa reazione , insieme alla formazione degli alcooli gi illustrata, unaltra diretta applicazione delle reazioni di sostituzione nucleofila
sugli alogenuri alchilici. La reazione comporta la sostituzione di tipo SN2 condotta da uno ione alcossido su un alogenuro per formare un
etere. Lo ione alcossido preparato dallalcool corrispondente per reazione con sodio metallico:
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Alcoli

Gli alcoli sono composti di formula generale R-OH, dove R un gruppo alchilico qualsiasi, anche sostituito, che pu essere primario,
secondario o terziario, a catena aperta o ciclico. Gli alcoli si possono considerare formalmente derivanti dallacqua per sostituzione di un
atomo di idrogeno con un gruppo alchilico.

Struttura
Il gruppo ossidrile degli alcoli legato ad un atomo di carbonio sp3, cos come sp3 anche libridazione dellatomo di ossigeno. Lalcool pi
semplice il metanolo.

Nomenclatura
Il nome IUPAC di un alcool si forma dal nome del corrispondente alcano, dopo aver individuato la catena pi lunga di atomi di carbonio che
contiene lossidrile, sostituendo il suffisso -o con il suffisso olo. La catena base deve essere numerata in modo da assegnare allossidrile il
numero pi basso possibile. I nomi comuni, invece, si formano indicando il nome del raggruppamento alchilico legato allossidrile
preceduto dalla parola alcool. Un alcool 1ario, 2ario o 3ario se latomo di carbonio che porta legato lossidrile lega a sua volta uno, due o tre
atomi di carbonio.

Propriet fisiche
Il gruppo ossidrilico il principale responsabile delle propriet fisiche degli alcoli, la sua presenza rende questi composti di gran lunga pi
polari rispetto ad alcani, alcheni, alchini, alogenuri ed eteri. Gli effetti di questa elevata polarit sono evidenziati dai punti di ebollizione e
dalla solubilit in acqua, che negli alcoli sono nettamente superiori rispetto ai composti su citati di analogo peso molecolare. Queste
differenze sono dovute formazione di unestesa rete di legami idrogeno che tengono unite le molecole dellalcole facendone aumentare il
punto di ebollizione, e che in modo analogo permettono linterazione attrattiva responsabile della miscibilit degli alcoli con lacqua.
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Sintesi
Gli alcoli sono la classe di composti organici pi utile dal punto di vista sintetico. Da essi si possono ricavare quasi tutti i composti alifatici:
gli alcheni, gli alogenuri alchilici, gli eteri, le aldeidi, i chetoni, gli acidi, gli esteri e molti altri ancora. Sono utilissimi non solo come
materia prima, ma anche come solventi di reazione e per cristallizzare un gran numero di prodotti organici.
Per essere un materiale di partenza cos importante nel panorama sintetico gli alcoli debbono essere disponibili in grande quantit e a
basso prezzo. Gli alcoli pi semplici sono ottenuti industrialmente attraverso due principali metodi: lidratazione degli alcheni ottenuti per
cracking del petrolio e la fermentazione degli zuccheri.

ossidrilazione

Fermentazione degli zuccheri.


E il pi antico processo chimico sintetico usato dalluomo ed ha ancora unimportanza enorme per la preparazione dellalcool etilico e di
alcuni altri alcoli. Gli zuccheri provengono da fonti diverse ma principalmente dalla melassa ottenuta dalla canna da zucchero o dallamido
di svariati cereali e dalla barbabietola da zucchero. Lalcool etilico, il pi importante membro della famiglia degli alcoli, tra i pi antichi
composti organici sintetici usati dalluomo. Industrialmente usato come solvente per lacche, vernici, profumi ed aromi, per svariate
reazioni chimiche e per le ricristallizzazioni; inoltre, presente in tutte le bevande alcoliche preparate per via fermentativa. In medicina
classificato tra gli ipnotici, anche se meno tossico di altri alcoli come, ad esempio, il metanolo che, invece, molto velenoso (berlo,
respirarlo per lunghi periodi o lasciarlo a lungo a contatto con la pelle pu portare alla cecit o alla morte).

Reazioni
Le propriet chimiche degli alcoli sono determinate essenzialmente dal gruppo ossidrilico.
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Le reazioni di un alcool avvengono o per rottura del legame C-O, con distacco del gruppo ossidrilico, o per rottura del legame O-H , con
distacco dellatomo di idrogeno come protone. La reattivit dipende anche dalla struttura del gruppo alchilico R, che in qualche caso
giunge persino a modificare landamento della reazione.

Acidit
Data la stretta analogia strutturale con lacqua, gli alcooli sono acidi molto deboli di forza paragonabile a quella dellacqua. Il metanolo
leggermente pi acido dellacqua (pKa leggermente inferiore), mentre tutti gli altri alcoli sono acidi pi deboli dellacqua. Data la loro
debole acidit, gli alcoli possono essere salificati solo da basi molto forti, neppure lNaOH sufficientemente basico da formare
quantitativamente lalcolato.
Le basi pi usate per ionizzare gli alcoli sono gli idruri metallici (ad esempio idruro di sodio) oppure alcuni metalli attivi nello stato
elementare come litio, sodio, potassio o magnesio. La reazione acido-base messa in evidenza dallo sviluppo di bollicine di idrogeno
molecolare che si libera. Si noti, inoltre, come il nome del sale si formi sostituendo il suffisso -ato al suffisso e del gruppo alchilico.

Gli alcoli sono anche delle basi molto deboli e possono accettare protoni dagli acidi minerali forti come HX, H2SO4 etc. Il prodotto della
protonazione uno ione ossonio.

Questo equilibrio costituisce il primo stadio delle principali reazioni date dagli alcoli in ambiente acido: leliminazione ad alchene e la
sostituzione con acidi alogenidrici per formare gli alogenuri.

Conversione in alogenuri alchilici


La conversione di un alcool in alogenuro alchilico comporta la sostituzione di un gruppo OH con un atomo di alogeno. I reagenti pi
comuni sono gli acidi alogenidrici. Gli alcoli a basso peso molecolare, solubili in acqua, vengono trasformati in cloroalcani per
trattamento con HCl concentrato. Gli alcoli terziari sono estremamente reattivi, per essi la reazione avviene a temperatura ambiente.
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ll meccanismo di questa reazione sostanzialmente una reazione di sostituzione nucleofila SN1 che avviene sullalcole protonato (ione
ossonio). Il meccanismo si compone di tre stadi dei quali lo stadio lento la formazione carbocatione terziario.

Ossidazione degli alcooli


Un alcool primario pu essere ossidato ad aldeide o ad acido carbossilico, a seconda delle condizioni di reazione. Gli alcoli secondari sono
ossidati a chetoni, mentre gli alcoli terziari non sono ossidati.

Gli ossidanti pi usati per lossidazione degli alcoli sono lacido cromico (H2CrO4) ed il permanganato di potassio (KMnO4). Lacido cromico
generato nellambiente di reazione da anidride cromica o bicromato di potassio in acido solforico acquoso.
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Sia lacido cromico che il permanganato di potassio sono ossidanti energici, e poich laldeide un composto pi facilmente ossidabile
dellalcool di partenza, lossidazione procede portando direttamente allacido carbossilico. In taluni casi possibile isolare laldeide
distillandola man mano che si forma.

Unossidazione pi blanda pu ottenersi impiegando ancora lanidride cromica, ma in combinazione con HCl acquoso e piridina. In queste
condizioni si forma il clorocromato di piridinio (PCC), il cui impiego permette di arrestare lossidazione degli alcoli primari ad aldeide.

Gli alcooli secondari sono ossidati a chetoni sia dallacido cromico che dal PCC, mentre gli alcooli terziari sono resistenti allossidazione.

Molti alcoli sono biologicamente attivi. Alcuni come il geraniolo ed il mentolo son essenze o fragranze usate in profumeria o nellindustria
dolciaria. Tra gli alcoli biologicamente attivi figura ovviamente il glicerolo che forma i trigliceridi ed i fosfolipidi.

Con il termine glicerolo si intende esclusivamente la sostanza pura, mentre in commercio si trovano sotto forma di derivati, quali ad
esempio la glicerina, che ne contiene quantit pari al 95%.
A temperatura ambiente un liquido incolore piuttosto denso, viscoso e dolciastro; la presenza di tre gruppi - OH lo rende miscibile con
l'acqua in ogni proporzione. Ricavato industrialmente come sottoprodotto della lavorazione del sapone, trova impiego nella produzione di
sciroppi, creme per uso farmaceutico e cosmetico, nonch come additivo alimentare,
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Eteri, epossidi e fenoli
Eteri
Gli eteri sono composti di formula generale R-O-R, dove R pu essere un gruppo alchilico od arilico.
Formalmente possono essere considerati derivati dallacqua per sostituzione di tutti e due gli atomi di idrogeno con gruppi organici.
Latomo di ossigeno ibridato sp3 e possiede due coppie di elettroni non condivisi in altrettanti orbitali ibridi sp3.

Il nome degli eteri viene generalmente formato facendo precedere la parola etere al nome dei due radicali legati allatomo di ossigeno. Gli
eteri ciclici hanno nomi propri; sono importanti soprattutto quelli a 5 e 6 termini sia perch usati come solventi di reazione sia perch
costituiscono le sub-unit di molte molecole di importanza biologica (zuccheri, acidi nucleici etc.). Dal punto di vista pratico letere a catena
aperta pi importante letere dietilico, noto anestetico e solvente usato per le estrazioni.

(fenilmetil etere)

Propriet fisiche
Gli eteri sono composti dotati di una debole polarit ed hanno punti di ebollizione paragonabili a quelli degli alcani di analogo peso
molecolare, questo perch non possono instaurare legami idrogeno tra le loro molecole. Tuttavia, gli eteri a basso peso molecolare
presentano una discreta solubilit in acqua grazie alla possibilit di instaurare legami idrogeno in qualit di accettori.

Sono composti in genere poco reattivi: questo li rende utili come solventi per molte reazioni. Alcuni eteri sono solventi particolarmente
utili perch polari, quindi in grado di sciogliere composti polari e ionici, ma - a differenza di molti altri solventi polari - aprotici, cio privi di
idrogeni facilmente rimovibli come ione H+. Gli eteri utili come solventi polari aprotici comprendono eteri ciclici quali il tetraidrofurano e
l'1,4-diossano nonch glicoleteri quali dietilenglicol dimetiletere (diglime). Una classe speciale di eteri quella degli eteri corona, polieteri
in cui pi unit -CH2-CH2-O- si uniscono a formare un anello chiuso. Gli atomi di ossigeno, tramite i loro doppietti elettronici non condivisi
possono formare composti di coordinazione con particolari cationi. Gli eteri corona trovano per questo impiego come catalizzatori di
trasferimento di fase o agenti sequestranti di particolari cationi.
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Sintesi degli eteri: la reazione di Williamson
La pi importante preparazione di laboratorio degli eteri la sintesi di Williamson. La reazione comporta la sostituzione di tipo SN2
condotta da uno ione alcossido su un alogenuro. Lo ione alcossido preparato dallalcool corrispondente per reazione con sodio metallico:

(o etossido di sodio)

Epossidi

Un epossido un etere ciclico in cui lossigeno uno degli atomi di un anello a tre termini. Sebbene appartengano alla classe degli eteri,
questi composti possiedono una speciale reattivit che gli conferita dal piccolo anello. Gli angoli di legame dellanello epossidico, infatti,
sono in media di 60 e perci di gran lunga inferiori rispetto ai normali angoli di un carbonio tetraedrico (109.5) o dellangolo dellossigeno
bivalente (110) negli eteri a catena aperta. Lanello , quindi, in forte tensione ed i legami sono pi deboli di quelli di un comune etere,
perci gli epossidi tendono facilmente a dare reazioni di apertura dellanello.

La nomenclatura corrente degli epossidi prevede di aggiungere la parola ossido allalchene da cui deriva lepossido. Il pi semplice degli
epossidi sar perci lossido di etilene. Questo, senza dubbio il pi importante tra gli epossidi, si prepara industrialmente per ossidazione
catalitica con aria delletilene. Gli altri epossidi si preparano a partire dagli alcheni per epossidazione diretta con un peracido (il pi usato
lacido peracetico) secondo una reazione gi vista precedentemente per gli alcheni.
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Reazione di apertura degli epossidi

Le reazioni di apertura dellanello epossidico sono catalizzate sia dagli acidi che dalle basi. Nella catalisi acida, lepossido viene dapprima
protonato sullatomo di ossigeno e poi subisce attacco, da parte dei nucleofili, dalla faccia opposta del piano rispetto allossigeno stesso. La
pi classica apertura di questo tipo quella data dallacqua per formare i dioli anti.

Pertanto, lapertura degli epossidi e lossidrilazione con permanganato sono due reazioni con stereoselettivit inversa e permettono di
preparare dioli vicinali con stereochimica opposta.

Fenoli

I composti che hanno il gruppo ossidrilico direttamente legato allanello benzenico sono detti fenoli. Cos, il fenolo il
nome specifico dellidrossibenzene ed il nome generale della famiglia di composti derivati dallidrossibenzene.

Nomenclatura

Dato che nel termine fenolo il gruppo funzionale considerato come un suffisso, la IUPAC ha deliberato che tutti i composti derivati
possono essere chiamati come tali. I sostituenti sono indicati con i prefissi orto, meta e para. In molti casi i fenoli sostituiti prendono nomi
propri. I gruppi acidi come il carbossilico sono considerati prioritari, per cui quando un fenolo contiene tali gruppi l'ossidrile indicato con il
prefisso idrossi- come nel caso degli altri alcool. Nel caso di anelli aromatici condensati si mantiene il suffisso olo, come per il naftolo.
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Propriet fisiche

I fenoli sono composti polari, generalmente composti cristallini con punti di fusione relativamente bassi ed odore molto caratteristico.
Hanno punti di ebollizione piuttosto elevati, dato che si forma il legame idrogeno intermolecolare. Il fenolo poco solubile in acqua fredda
ma totalmente miscibile con acqua calda. Sia fenoli che cresoli sono usati come disinfettanti commerciali.

Sintesi

Il fenolo un prodotto chimico di grande interesse industriale; viene usato come sostanza di partenza per un gran numero di prodotti
commerciali, dallaspirina, a molte materie plastiche. La produzione mondiale annua
di pi di 3 milioni di tonnellate. Tra i metodi industriali figura il Processo Dow a partire dal clorobenzene:

Acidit dei fenoli

Pur essendo strutturalmente simili agli alcoli, i fenoli presentano unacidit pi spiccata. Mentre il cicloesanolo ha un pKa di circa 18, il
fenolo ha un pKa di 10. La ragione di ci risiede nellequilibrio di dissociazione che pi spostato a destra nel caso del fenolo a causa della
possibilit di delocalizzare la carica negativa dellossigeno del fenato nellanello aromatico.

Strutture di risonanza che stabilizzano lo ione fenato:

Esercizi
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Aldeidi e Chetoni

Le aldeidi ed i chetoni sono composti caratterizzati dalla presenza del gruppo funzionale carbonile, e perci sono anche chiamati composti
carbonilici.

Gruppo carbonile

Nei chetoni il carbonile si trova allinterno di una catena di atomi di carbonio, mentre nelle aldeidi il gruppo carbonile si trova alla fine.

Chetone aldeide

Nomenclatura
Molti chetoni conservano il nome tradizionale. Tuttavia, conviene sempre utilizzare il nome IUPAC che si ottiene semplicemente
individuando la catena pi lunga che contiene il carbonile, numerando la catena dallestremit che assegna al gruppo carbonilico il numero
pi piccolo ed usando la desinenza one sul nome dellalcano corrispondente. Un modo alternativo quello di elencare i gruppi alchilici
legati al carbonile (in ordine alfabetico) facendo seguire la parola chetone.

La presenza di ramificazioni nella catena non altera quanto detto. Per esempio il composto qui di seguito illustrato si chiama 5-metil-3-
eptanone e non 3-metil-5-eptanone

Le aldeidi sono caratterizzate dallavere il carbonile allestremit della catena carboniosa e quindi il C=O legato ad una catena carboniosa
ed ad un idrogeno. In questo caso il gruppo carbonilico prende di diritto il numero 1. La desinenza che indica unaldeide secondo la
nomenclatura IUPAC ale. Sotto sono riportate alcune aldeidi. Come si pu notare non qui necessario indicare con un numero la
posizione del carbonile.
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Struttura del carbonile


Come per gli alcheni, nel carbonile il carbonio e lossigeno sono ibridati sp2 e sono coplanari. I due orbitali 2p non ibridi si sovrappongono a
formare il doppio legame. Pertanto, il carbonile ed i sostituenti ad esso legati sono coplanari e formano angoli di legame di 120 mentre la
nuvola elettronica del doppio legame giace sopra e sotto il piano del legame C-O. Latomo di ossigeno possiede due coppie di elettroni
non condivise
(lone pairs) giacenti in due orbitali ibridi sp2 orientati a 120 e coplanari con la molecola.

A differenza per del doppio legame C=C, il legame C=O polarizzato perch lossigeno pi elettronegativo del carbonio e per il carbonile
si possono avere strutture in risonanza:

Sintesi di aldeidi e chetoni


Le aldeidi si preparano per ossidazione degli alcoli primari con triossido di cromo CrO3 in piridina ed HCl (PCC). Gli alcooli secondari si
ossidano a chetoni con permanganato KMnO4 o bicromato di potassio K2Cr2O7. in condizioni blande di reazione.

Le aldeidi si ossidano facilmente ad acidi carbossilici RCOOH mentre i chetoni sono molto pi resistenti allossidazione (vedi le reazioni di
ossidazione degli alcoli).
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Le reazioni di addizione nucleofila


Il carbonio carbonilico ha carattere elettrofilo e quindi reagisce con i nucleofili mentre lossigeno ha carattere nucleofilo e reagisce con gli
elettrofili. Quindi, le aldeidi ed i chetoni danno reazioni di addizione nucleofila.
Durante lattacco del nucleofilo (stadio lento) latomo di ossigeno carbonilico esplica simultaneamente leffetto di richiamo della coppia di
elettroni (definito effetto mesomerico M). Dopo lattacco, si forma un alcolato intermedio che tetraedrico (carbonio sp3). Lossigeno
carico negativamente catturer nello stadio seguente (stadio veloce) lelettrofilo che accompagna come controione il nucleofilo
(generalmente lH+). E importante notare che, essendo il carbonile di partenza planare (carbonio sp 2), laddizione del nucleofilo pu
avvenire da ambedue le facce del piano. Ci significa che, nel caso in cui si venga a formare un centro chirale, si otterr un racemo.

I nucleofili possibili sono le basi forti (coniugate di acidi deboli) come lo ione idrossido, lo ione alcossido e lo ione idruro. Queste specie,
essendo nucleofili forti, si sommano direttamente al carbonile senza bisogno che esso debba venire attivato (somma in ambiente basico).
Al contrario, i nucleofili deboli (acqua, alcoli, ammoniaca ed ammine) non sono in grado di addizionarsi direttamente al carbonile. E
necessario, in questi casi, che questo venga reso pi elettrofilo da una preliminare protonazione dellH +. Laddizione in questo caso avviene
in ambiente acido ed catalizzata dallo ione H+.
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Addizione in condizioni basiche. Somma di idruro H -: riduzione di aldeidi e chetoni ad alcoli
Un nucleofilo forte come lo ione idruro si somma in ambiente basico per dare gli alcoli. Questa reazione alla base della formazione degli
alcoli per riduzione dei corrispondenti composti carbonilici. Il reattivo usato il boroidruro sodio (NaBH4), un sale il cui anione, lo ione
borotetraidruro, cede facilmente uno ione idruro liberando borano. Lo ione :H- si addiziona al carbonile per dare un alcolato che per
neutralizzazione con acqua e acido fornisce lalcole neutro.

meccanismo:

Esempi:

Addizione in condizioni acide. Somma di alcoli: sintesi di emiacetali ed acetali


Se il nucleofilo debole (H2O, ROH, NH3), esso non ha la forza sufficiente per attaccare il carbonile, che di per s un elettrofilo debole.
Pertanto, richiesta la catalisi acida per protonare preliminarmente il C=O rendendolo un migliore elettrofilo. La reazione di addizione di
alcoli per dare emiacetali ed acetali un classico esempio. In questo processo due molecole di alcole si addizionano ad unaldeide (o un
chetone) in ambiente acido (H2SO4 dil.), per dare un acetale ed una molecola di acqua. La reazione reversibile, ci significa che un
acetale pu essere scisso dallacqua in ambiente acido (idrolisi) per ridare laldeide (o il chetone) pi lalcole di partenza. La reazione pu
essere fermata ad emiacetale se si opera con un sola mole di alcole.
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meccanismo:

Emiacetali ed acetali sono fondamentali in campo biologico dato che mono- e polisaccaridi, insieme ai glicosidi, sono emiacetali ed acetali
biologicamente attivi.

Addizione di ammoniaca ed ammine: formazione di aldimmine


Altra reazione importante di addizione nucleofila al carbonile catalizzata dagli acidi quella tra aldeidi (o chetoni) con ammoniaca (oppure
con unammina 1aria) che porta alla sintesi di immine. Lacido impiegato deve essere diluito per evirare la totale protonazione dellammina
che funge da nucleofilo.

Meccanismo

Questa reazione importante in reazioni biologiche quali le transaminazioni catalizzate dallaldeide chiamata vitamina B6 che permette la
sintesi di alcuni amminoacidi ed ammine con attivit biologica. Altra aldimmina importante quella tra laldeide della vitamina A (il
retinolo) e la proteina opsina che regola il meccanismo della visione.

La tautomeria cheto-enolica
La tautomeria cheto-enolica il trasferimento di un protone, legato al carbonio in alfa al carbonile, allatomo di ossigeno: Questo processo,
trasforma unaldeide o chetone nella forma enolica mediante catalisi acida o basica. Il trasferimento del protone allossigeno dovuta alla
debole acidit degli idrogeni in al carbonile, causato dalleffetto elettron-attrattore dellossigeno (effetto M). Questo effetto viene
esaltato dalla
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protonazione dellossigeno da parte di un acido forte. Tuttavia, i composti carbonilici sono acidi molto deboli (la Ka dellacetone, per
esempio, circa 10-20) per cui gli equilibri sono spostati verso le forme carboniliche pi stabili delle enoliche. E un processo di grande
interesse biologico in quanto permette la conversione di uno zucchero in un altro. Per esempio, nella glicolisi il glucosio si trasforma in
fruttosio mentre nella sintesi degli zuccheri mediante il processo di fotosintesi, il fruttosio convertito in glucosio. Nella glicolisi e nella
fotosintesi la tautomeria catalizzata dagli enzimi ed una reazione concertata cio il protone viene estratto dal carbonio e
contemporaneamente trasferito allossigeno. Di seguito sono riportati i meccanismi di enolizzazione con catalisi acida e basica.

Catalisi basica

Catalisi acida
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ACIDI CARBOSSILICI

Gli acidi carbossilici sono composti caratterizzati dal gruppo funzionale carbossilico, che si ottiene quando il carbonio carbonilico legato
ad un ossidrile.

Il gruppo R pu essere un generico gruppo organico sia alifatico che aromatico (R= alchile o arile).

Nomenclatura degli acidi carbossilici

Gli acidi pi semplici conservano il nome tradizionale: Formico (C1), Acetico (C2), Propionico (C3), Butirrico (C4). Questi nomi derivano dalle
fonti naturali dai quali sono stati isolati. La nomenclatura IUPAC per gli acidi propone il suffisso oico. Pertanto, lacido acetico si chiama
etanoico; il butirrico butanoico; lacido con C8 si chiama ottanoico mentre quello con C12 dodecanoico e cos via.

Nella nomenclatura IUPAC, il carbonio carbossilico prende il numero 1, e la posizione dei sostituenti indicata a seguire. Nella
nomenclatura corrente la posizione dei sostituenti segnata con le lettere greche etc. Gli acidi carbossilici ciclici prendono il
nome dal cicloalcano facendo seguire la parola carbossilico. Lacido carbossilico aromatico prende il nome proprio di acido benzoico.

Nomenclatura dei derivati


Nella nomenclatura corrente dei derivati degli acidi carbossilici si usa indicare il nome dellacido carbossilico da cui derivano preceduta
dalla parola estere (in questo caso si aggiunge il nome del gruppo alcossilico), ammide, cloruro, anidride, nitrile. Esempi

Propriet fisiche degli acidi carbossilici


A causa della maggiore acidit il legame O-H del carbossile pi polarizzato che negli alcoli e quindi gli acidi carbossilici formano legami
idrogeno molto forti. Il loro punto di ebollizione dunque superiore a quello degli alcani ed a quello degli alcoli di pari peso molecolare.
Cos lacido acetico bolle a 117 C mentre letanolo a 80 C. Come per gli alcoli i primi 5 termini sono solubili in acqua mentre al crescere del
residuo carbonioso diventano insolubili.
62

Sintesi degli acidi carbossilici


Gli acidi carbossilici sono diffusi ovunque in natura. Laceto non altro che una soluzione diluita di acido acetico, lacido butirrico
responsabile dellodore del burro rancido e lacido esanoico (capronico) la causa del cattivo odore che emanano le capre.
Si producono industrialmente circa 5 milioni di tonnellate annue di acido acetico per vari scopi, per esempio per la preparazione
dellacetato di vinile che polimerizzato viene usato per vernici ed adesivi. Lacido acetico si ottiene per carbonilazione del metanolo
catalizzata dal rodio e per ossidazione dellacetaldeide (che si ottiene a sua volta per ossidazione delletilene). Gli acidi carbossilici superiori
si ottengono per ossidazione degli alcoli primari con bicromato di potassio (vedi ossidazione degli alcoli).

Reattivit degli acidi carbossilici

Acidit
Come gi visto per aldeidi e chetoni, anche per gli acidi e derivati, il carbonile polarizzato perch lossigeno pi elettronegativo del
carbonio. Questa polarizzazione influenza lacidit dellidrogeno legato allossidrile.
Pertanto, questi acidi hanno un pKa pari a circa 5 e sono molto pi acidi degli alcoli (pKa= 16-20). In termini di risonanza, leffetto M del
carbonile provoca un notevole aumento di acidit dellOH di un acido carbossilico rispetto allOH di un alcole.
Ad esempio, nellacido acetico questo si pu mettere in evidenza con le formule di risonanza per lo ione acetato che disperdono la carica
dello ione e spostano a destra lequilibrio di dissociazione:

Lacidit del protone fa s che i nucleofili con caratteristiche basiche non si addizionano al carbonile ma reagiscono come basi dando i sali
degli acidi carbossilici. Per reazione con lammoniaca e le ammine si formano i sali di ammonio. La reazione con gli alcoolati porta alla
formazione del carbossilato di sodio ed alcool.
63

Attivit biologica degli acidi grassi


Tra gli acidi monocarbossilici importanti vi sono quelli a lunga catena, i pi diffusi vanno da C12 a C20, sia saturi che insaturi, chiamati acidi
grassi. Questi acidi sono ottenuti dallidrolisi dei grassi animali e vegetali e da quella dei fosfolipidi delle membrane biologiche. Hanno
catene a numero pari di atomi di carbonio perch derivano da ununica unit a due atomi di carbonio, lacetil-Coenzima A (Acetil-CoA).
Quelli insaturi possiedono uno o pi doppi legami con configurazione cis (o Z). Gli acidi grassi in ambito biologico non sono liberi ma si
trovano esterificati con il glicerolo, a formare le classi dei trigliceridi e dei fosfolipidi (che vedremo tra breve) che sono i principali
costituenti dei grassi animali e vegetali.
Gli acidi grassi pi importanti sono di seguito elencati:

Saturi
n. C Nome Formula Origine

12 Laurico CH3(CH2)10COOH Alloro

14 Miristico CH3(CH2)12COOH Latte

16 Palmitico CH3(CH2)14COOH Olio di palma

18 Stearico CH3(CH2)16COOH Grassi animali

20 Arachico CH3(CH2)118COOH Arachidi

Insaturi

n. C Nome Formula Posiz. C=C Origine

16 Palmitoleico 9 cis Noci

18 Oleico 9 cis Olio di oliva

18 Linoleico 9 e 12 cis Olio di girasole

18 Linolenico 9, 12 e 15 cis Pesce e oli vegetali

Grassi animali ed olio


20 Arachidonico 5, 8, 11 e 14 cis
di pesce

Si conoscono pi di 100 acidi grassi diversi, di cui circa 40 sono molto diffusi. Gli acidi palmitico (C16) e stearico (C18) sono gli acidi grassi
saturi pi abbondanti; gli acidi oleico e linoleico (entrambi C18) sono quelli insaturi pi abbondanti. L'acido oleico monoinsaturo, poich
ha un solo doppio legame; mentre gli acidi linoleico, linolenico e arachidonico sono acidi grassi polinsaturi, perch nelle loro molecole ci
sono pi doppi legami. Gli acidi linoleico e linolenico si trovano nella panna e sono indispensabili nell'alimentazione umana: i bambini
nutriti per lungo tempo con latte scremato manifestano un rallentamento nella crescita e vanno soggetti a lesioni della pelle. Lacido
arachidonico il precursore delle prostaglandine.

Saponi
Il sapone si conosce almeno dal 600 A.C., quando i Fenici prepararono una sostanza caseosa facendo bollire grasso di capra in presenza di
ceneri di legno. Dal punto di vista chimico il sapone il sale di sodio o di
64
potassio di acidi grassi a lunga catena. Se si tratta un acido carbossilico alifatico a lunga catena (acido grasso) con NaOH o KOH si ottiene il
suo sale che un sapone. Uno dei pi usati il palmitato di sodio (o esadecanoato di sodio).

Tuttavia, nella pratica i saponi sono ottenuti dall'idrolisi alcalina (saponificazione) dei grassi animali (vedi trigliceridi).
I saponi sono in grado di sciogliere le sostanze grasse in acqua e quindi di rimuovere lunto dagli oggetti come fibre, superfici etc.
(fenomeno della detergenza). Ci dovuto alle loro propriet di tensioattivi
(sostanze capaci di abbassare la tensione superficiale dellacqua aumentando la bagnabilit dei corpi) che discendono direttamente dalle
propriet anfifiliche che permettono ai saponi di sciogliersi (e perci di sciogliere) sia in acqua che nei grassi.
Lazione detergente si esplica attraverso la formazione di aggregati molecolari detti micelle allinterno delle quali il sapone ingloba,
sciogliendolo, il grasso rimosso dalla fibra. Disponendo verso linterno della micella le code lipofile il sapone crea una fase apolare
favorevole alla dissoluzione del grasso. La parte idrofila del sapone esposta verso lesterno a contatto con la fase acquosa. In questo
modo le particelle di unto e le goccioline di olio possono essere rimosse ed eliminate in acqua col risciacquo.

acqua

grasso

micella

Una peculiare caratteristica del sapone la formazione di bolle in acqua, un fenomeno che legato proprio alle funzioni tipiche di un
tensioattivo di abbassare la tensione superficiale dellacqua.

Detergenti e detersivi. Oggi si usa spesso il termine detersivo per indicare i prodotti impiegati nella pulizia delle superfici dure (pavimenti,
piatti, finestre) e dei tessuti, mentre con detergente si indicano in
genere prodotti pi delicati utilizzati per esempio per la pulizia del corpo.

Detergenti sintetici. Per quanto siano utili, i saponi hanno anche degli inconvenienti. In acque dure, ricche di
ioni metallici come Mg2+, Ca2+ e Fe3+, i carbossilati di sodio solubili si trasformano nei corrispondenti sali
insolubili dei metalli, che vanno a depositarsi, sotto forma di anelli di schiuma, nelle vasche da bagno e nei
lavandini e vanno a ingrigire i bucati. I chimici hanno aggirato il problema preparando tutta una serie di
detergenti sintetici tra i quali alcuni sali di acidi alchilbenzensolfonici a lunga catena. Il principio su cui si basa
l'azione dei detersivi lo stesso dei saponi: la porzione alchilbenzenica della molecola affine all'unto da
rimuovere, l'estremit anionica del solfonato affine all'acqua. Tuttavia, a differenza dei saponi a base di
carbossilato,
quelli sintetici non formano sali metallici insolubili nelle acque dure e quindi non lasciano depositi.

Un detergente
sintetico (R= una
miscela di catene
C12)
65
66
Derivati degli acidi carbossilici

I derivati degli acidi carbossilici sono gli esteri nei quali il carbonile legato ad un gruppo alcossilico. Le ammidi sono derivati nelle quali il
carbonile legato ad un atomo di azoto sostituito. Derivati degli acidi meno importanti sono i cloruri acilici, le anidridi ed i nitrili. Il
carbonio carbonilico in questi derivati prende il nome di carbonio acilico.

nitrile

Tutti questi composti quando sono trattati con acqua danno luogo alla reazione di idrolisi che li riporta allacido carbossilico.

Esteri. Sono tra i derivati pi importanti degli acidi carbossilici. Il nome di un estere si forma usando la desinenza ato al posto della
desinenza ico sul nome dellacido facendo seguire il nome del gruppo alchilico (o arilico) della parte alcolica.

O O

CH C O CH CH CH CH CH C O CH
3 2 3 3 2 2 3
etanoato di etile (IUPAC) butanoatoato di metile (IUPAC)
acetato di etile (comune) butirrato di metile (comune)

O
HC
3
CHCH CH C O
2 2
HC
3
4-metilpentanoato di fenile (IUPAC)
isocapronato di fenile (comune)

Esterificazione di Fisher
una reazione tipica degli acidi carbossilici che reagiscono con gli alcoli per dare gli esteri. Normalmente gli alcoli non reagiscono con gli
acidi carbossilici, tuttavia, laggiunta di quantit catalitiche di H2SO4, permette una reazione che porta alla sintesi di esteri.

meccanismo:
67
Attivit biologica degli esteri
Gli esteri sono composti di polarit medio/bassa certamente inferiore a quella degli acidi carbossilici rispetto ai quali non possono formare
i legami idrogeno. Per questa ragione, gli esteri sono composti pi volatili rispetto agli acidi, tanto che in natura molte piante da frutto li
usano come fragranze ed aromi per attrarre insetti impollinatori ed altre specie ed anche come agenti dei sapori.

Ammidi
Tra i derivati degli acidi carbossilici i pi importanti dal punto di vista biologico sono gli esteri e le ammidi. Queste ultime, infatti,
costituiscono le unit strutturali delle proteine. Le ammidi si differenziano in tre principali categorie: le ammidi primarie, secondarie e
terziarie.

La nomenclatura delle ammidi aggiunge la parola ammide al nome dellalcano (privato della o finale) ad ugual numero di atomi di
carbonio. La nomenclatura comune parte dal nome comune dellacido sostituendo la desinenza -ico con -ammide. Nelle ammidi 2arie e 3arie
si antepone il nome del gruppo legato allazoto indicandolo come N-alchil.
68

O
O

CH3 C NH2 CH3 C NH CH3


N-metiletanammide (IUPAC)
etanammide (IUPAC)
N-metilacetammide (comune)
acetammide (comune)
aria 2aria
1
O O
CH3

CH3 CH2CH2CH2 C NH2 CH CH CH C N CH


3 2 2 3
pentanammide (IUPAC) N,N-dimetilbutanammide (IUPAC)
valerammide (comune) N,N-dimetilbutirrammide (comune)

1aria 3aria
Il carbonio acilico (ossia il carbonio carbonilico dei derivati degli acidi carbossilici), lossigeno e lazoto sono ibridati sp2 e perci giacciono
in un solo piano. Particolarmente importanti sono le ammidi secondarie perch rappresentano lo scheletro base delle proteine. E
importante considerare la struttura delle ammidi in quanto, la sua conoscenza ci permette di comprendere la struttura secondaria delle
proteine. Per le ammidi si possono scrivere due forme di risonanza:

In tal modo il legame dellazoto con il carbonio possiede un certo carattere di legame doppio generando cos un azoto con carattere
positivo che rende lidrogeno ad esso legato debolmente acido. Questo aspetto ha due importanti conseguenze: i) le ammidi primarie e
secondarie, avendo carattere acido, reagiscono con le basi forti come la KOH, e ii) le ammidi sono composti molto polari, formano dei
legami idrogeno molto forti tra lN-H e lossigeno carbonilico di unaltra molecola (quindi hanno p. eb. molto elevati). Questultimo
aspetto fondamentale nel determinare la struttura secondaria delle proteine.

SINTESI
Reazione tra i cloruri acilici ed ammine (SOSTITUZIONE NUCLEOFILA ACILICA)
Le ammidi si preparano o per reazione dei cloruri acilici con le ammine. Se come ammina si usa lammoniaca si ottengono le ammidi 1arie,
se si usa unammina primaria si ottengono le ammidi 2arie e con le ammine secondarie si preparano le ammidi 3arie.
Questa reazione, come la saponificazione degli esteri, nota come sostituzione nucleofila acilica, ed la reazione tipica di tutti i derivati
degli acidi carbossilici. Nel caso della sintesi delle ammidi a partire dai cloruri acilici, la reazione vede come nucleofilo entrante
lammoniaca (o unammina) e come nucleofilo uscente il cloruro. Dopo lattacco si forma un alcolato intermedio tetraedrico (come
nelladdizione nucleofila ad aldeidi e chetoni), ma poi avviene lespulsione del cloruro per dare il prodotto di sostituzione. I cloruri acilici
sono i reagenti migliori perch il cloruro un ottimo gruppo uscente.
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Lipidi

I lipidi appartengono ad una delle quattro classi principali di biomolecole che sono: lipidi, zuccheri, proteine ed acidi nucleici.
Il nome lipide deriva dal greco lypos (grasso). Si tratta di molecole organiche naturali insolubili in acqua, isolabili da organismi viventi per
estrazione con solventi organici non polari (esano, benzene, etc.). Oltre allinsolubilit in acqua, hanno anche unaltra caratteristica che li
unisce: quella di derivare da un comune precursore naturale che lacetil Coenzima A, un molecola complessa che ha la struttura di un
tioestere e che costituisce la molecola chiave del metabolismo cellulare. Per metabolismo si intende il complesso di reazioni chimiche di
sintesi (anabolismo) e di scissione (catabolismo), che si svolgono in ogni organismo vivente e che ne condizionano l'accrescimento, il
rinnovamento, il mantenimento.
I lipidi si suddividono in alcune classi qui elencate:

Trigliceridi: triesteri del glicerolo costituenti dei comuni grassi animali e vegetali con funzione di riserva energetica e strutturale.
Fosfolipidi: fosfoesteri del glicerolo costituenti principali delle membrane cellulari e delle fibre nervose.
Cere: monoesteri di acidi ed alcoli a lunga catena con funzione naturale di protezione (formano il rivestimento protettivo che ricopre la
maggior parte dei frutti, delle bacche, delle foglie e delle pellicce degli animali).
Steroidi: molecole a struttura policiclica che hanno il ruolo di ormoni sessuali e di regolatori del metabolismo del glucosio e dei sali
minerali.
Prostaglandine: Molecole complesse coinvolte nei processi infiammatori, regolatori della contrazione della muscolatura liscia, della
secrezione gastrica e dellaggregazione piastrinica.
Vitamine: molecole con svariate strutture organiche, con principale funzione di cofattori enzimatici ed altre ruoli metabolici.

I lipidi sono distinti in due classi generali: i) quelli saponificabili, come i trigliceridi, i fosfolipidi e le cere, che, contenendo legami esterei,
sono idrolizzabili in ambiente basico e formano i sali degli acidi carbossilici corrispondenti (i saponi), e ii) quelli non saponificabili, come
gli steroidi, le postaglandine e le vitamine che, non possedendo legami esterei, non sono idrolizzabili.

Trigliceridi.
I trigliceridi, o triacilgliceroIi, sono i triesteri del glicerolo con tre molecole di acidi carbossiici a lunga catena (gli acidi grassi).
Rappresentano i principali grassi animali e vegetali. Quelli solidi (che portano catene sature) si chiamano grassi, mentre quelli liquidi
(formati prevalentemente da acidi grassi insaturi) sono detti oli e sono pi abbondanti nei grassi vegetali.
I tre acidi grassi di una data molecola di triacilglicerolo non sono necessariamente gli stessi, inoltre il grasso o l'olio ottenuto da una
determinata fonte sar, con ogni probabilit, una miscela di molti triacilgliceroli differenti. In genere, il primo acido legato al glicerolo
saturo, mentre il secondo ed il terzo sono mono- e polinsaturi.

glicerolo
70
Le funzioni biologiche sono essenzialmente due: i) strutturali, i grassi hanno infatti funzioni biomeccaniche e di termoregolazione, ed ii)
energetiche, poich gli animali usano i grassi per immagazzinare energia a lungo termine, dato che questi sono molto meno ossidati dei
carboidrati e perci forniscono, a parit di peso, circa sei volte pi energia. Limmagazzinamento energetico avviene nelle lunghe catene
dellacido grasso.
Quando vi bisogno di energia, i trigliceridi immagazzinati (o provenienti dagli alimenti) rilasciano le catene di acido grasso per idrolisi
catalizzata da enzimi chiamate lipasi.

Saponificazione.
Come gi anticipato, i saponi sono ottenuti dall'idrolisi alcalina dei trigliceridi (in particolare quelli rivenienti dai grassi animali). Questa
reazione nota come saponificazione: per ogni mole di trigliceride si liberano tre moli di sapone ed una mole di glicerolo.

trigliceride

Questa reazione generale ed estendibile a tutti gli esteri. Si effettua trattando a caldo lestere con una soluzione acquosa di NaOH ( il
nucleofilo OH-). Dal punto di vista meccanicistico questo processo appartiene alla schiera delle reazioni di sostituzione nucleofila acilica.
In queste reazioni, analogamente alle SN2, vi un nucleofilo che funge da gruppo entrante (il gruppo OH -, in questo caso) ed un nucleofilo
che funge da gruppo uscente (il gruppo RO-). Il substrato per un carbonio acilico.

Meccanismo: sostituzione nucleofila di tipo acilico


71
Fosfolipidi
Come le cere, i grassi e gli oli sono esteri di acidi carbossilici, cos i fosfolipidi sono esteri dell'acido fosforico, H3PO4. Esistono due classi
principali di fosfolipidi: i glicerofosfolipidi e le sfingomieline.
I glicerofosfolipidi sono strutturati sull'acido fosfatidico, che ha uno scheletro di glicerolo congiunto da legami esterei a due acidi grassi e a
un acido fosforico. Sebbene i residui di acidi grassi possano essere unit C12-C20 qualsiasi tra quelle tipicamente presenti nei grassi, il
gruppo acilico sul C1 di solito un gruppo saturo e quello sul C2 un gruppo insaturo. Il gruppo fosfato sul C3 a sua volta legato a un
amminoalcol, come la colina, l'etanolammina, o la serina (un amminoacido).

Generica struttura di un fosfolipide

CH O C R
2
O

CH O C R'

O
CH O P O R'' R''= -CH -CH -NH + etanolammina (lecitine)
2 2 2 3
OH -CH -CH -N+(CH ) colina
2 2 33
(cefaline)
-
-CH -CH-COO serina
R''= H ac. fosfatidico 2
+
NH
3

Largamente diffusi nei tessuti animali e vegetali, i fosfolipidi costituiscono dal 50% al 60% delle membrane cellulari. Dato che essi hanno,
come i saponi, una lunga coda idrocarburica apolare e una testa ionica polare, nelle membrane cellulari i fosfolipidi si organizzano in un
doppio strato lipidico avente uno spessore di circa 5,0 nm. Le code apolari si aggregano nella parte centrale del doppio strato, in un modo
che ricorda molto da vicino l'aggregazione delle code dei saponi al centro delle micelle. Il doppio strato costituisce una barriera efficace al
passaggio di acqua, ioni e altre sostanze in entrata o in uscita dalla cellula.

testa polare

coda apolare

doppio strato lipidico fosfolipide


della membrana cellulare

Il secondo gruppo di fosfolipidi in ordine di importanza costituito dalle sfingomieline che sono particolarmente abbondanti nei tessuti
cerebrali e nervosi come principali costituenti del rivestimento delle fibre nervose.
72
Le reazioni di formazione del legame Carbonio-Carbonio

Abbiamo gi visto come il gruppo carbonilico delle aldeidi, chetoni, esteri ed ammidi si comporti da elettrofilo a causa delleffetto elettron-
attrattore (-M) dellossigeno. Questeffetto si riflette sul carbonio in al carbonile rendendo gli idrogeni legati a questo carbonio
debolmente acidi come gi osservato per la tautomeria cheto-enolica. Sperimentalmente si osserva che gli idrogeni sul carbonio sono pi
acidi per le aldeidi e chetoni che non per gli esteri. Pertanto questi idrogeni possono essere strappati da basi opportune generando un
carbanione suscettibile di reazione con il gruppo carbonilico. Tra le reazioni citiamo la Condensazione Aldolica che interessa le aldeidi e
chetoni e le reazioni di Claisen che interessano gli esteri.

La Condensazione aldolica
Se si tratta unaldeide o chetone con una soluzione acquosa di NaOH si hanno due reazioni. La prima, pi veloce, vede laddizione
reversibile dellOH- al carbonile e la seconda, pi lenta, nella quale lOH- agisce da base strappando un protone al carbonio . Per esempio
dalla reazione dell'aldeide acetica si ottiene:

Dalla prima reazione si ottiene lanione di un glicole geminale instabile che si riconverte rapidamente nellaldeide di partenza. Dalla
seconda, si ha la reazione tra il carbanione ed il gruppo aldeidico con formazione del legame C-C (anione aldolato) che per reazione con
acqua fornisce laldolo. Questultimo subisce disidratazione per dare laldeide ,-insatura:

In modo simile si comportano i chetoni simmetrici come lacetone. Tuttavia, i chetoni dissimmetrici, avendo due carboni in al carbonile,
per deprotonazione forniscono due carbanioni o enolati diversi e quindi per condensazione si ottengono due chetoni ,-insaturi.

La reazione di Claisen
Questa reazione considera la condensazione tra esteri con un meccanismo simile a quello della condensazione aldolica. La reazione inizia
con la deprotonazione da parte di un alcoolato, preparato dallalcool come quello presente nellestere, del carbonio in al carbonile (come
per le aldeidi e chetoni). Lacidit degli idrogeni sul carbonio sono dovuti alleffetto elettron attrattore del carbonile. Viene qui riportata
la reazione dellacetato
73
di etile (estere etilico dellacido acetico). La reazione si effettua sciogliendo lestere in etanolo contenente etilato di sodio CH 3-CH2-ONa.

Anche in questo caso si ha la formazione del legame carbonio-carbonio (indicato in rosso) ma, diversamente dalla condensazione aldolica,
si ottiene un -chetoestere e non unaldeide o chetone ,-insaturo.

Per la reazione di un estere etilico si utilizza letilato di sodio, mentre, per esteri con parte alcoolica diversa si utilizzano alcoolati diversi. Per
esempio, se si usa un estere metilico, lalcoolato sar il metilato di sodio. Se si usa un estere propilico, lalcoolato sar il propilato di sodio e
cos via.
Per la reazione di Claisen la scelta della base per deprotonare lestere cruciale. Infatti, se si sostituisce lalcoolato con unaltra base come
NaOH, non si ottiene la condensazione di Claisen ma soltanto la saponificazione dellestere (vedi sopra) che porta al sale di sodio dellacido
carbossilico che non pu essere deprotonato dallalcolato.
74
Ammine

Le ammine sono derivati dellammoniaca in cui uno o pi atomi di idrogeno sono sostituiti da gruppi alchilici
o arilici. Sono classificate in primarie (1), secondarie (2) o terziarie (3) secondo il numero di atomi di
carbonio direttamente legati allazoto.

Se allatomo di azoto sono legati quattro gruppi alchilici o arilici, lo ione risultante classificato come ione
ammonico quaternario (4).
Le ammine sono ulteriormente suddivise in alifatiche ed aromatiche. In unammina alifatica tutti gli atomi di carbonio legati direttamente
allazoto derivano da gruppi alchilici, mentre in unammina aromatica uno o pi gruppi legati direttamente allazoto sono gruppi arilici.

Quando latomo di azoto entra a far parte di un anello lammina definita eterociclica, e se lanello aromatico si parla di ammina
eterociclica aromatica.

Nomenclatura
Il nome delle ammine semplici si forma indicando il nome del gruppo o dei gruppi alifatici legati allazoto e facendo seguire il suffisso
ammina (lordine dei sostituenti quello alfabetico). Nella nomenclatura IUPAC, invece, la desinenza ammina sostituisce la o finale del
nome dellalcano. Quando la struttura pi complessa si fa precedere la parola ammino al nome della catena principale.
75
Le ammine aromatiche hanno il nome derivante da quello dellammina aromatica pi semplice, lanilina.

Struttura e propriet
La geometria dellatomo di azoto nelle ammine trigonale piramidale. Latomo di azoto
ibridato sp3 e si trova al vertice della piramide, mentre i tre gruppi legati ad esso formano la base triangolare
della piramide. Considerando anche la coppia di elettroni non condivisa come quarto sostituente, allora la
disposizione dellatomo di azoto approssimativamente tetraedrica. La coppia di elettroni non condivisa
conferisce alle ammine due principali propriet chimiche: la basicit e la nucleofilicit. Come lammoniaca, tutte le
ammine sono basi deboli e reagiscono con gli acidi diluiti per formare i corrispondenti sali di ammonio.

I sali di ammonio reagiscono con le basi forti come NaOH per rigenerare lammina:

A causa delleffetto elettron-donatore dei gruppi alchilici le ammine alifatiche sono leggermente pi basiche dellammoniaca (pKb= 3 5).
Le ammine sono anche dei buoni nucleofili in grado di dare reazioni di sostituzione SN2, per esempio con gli alogeni alchilici, o reazioni di
addizione al carbonile.

Preparazione: ammonolisi degli alogenuri alchilici


Gli alogenuri alchilici reagiscono con ammoniaca, in soluzione acquosa o alcolica, per dare il sale dellammina primaria. Questa reazione di
sostituzione nucleofila di tipo SN2, apparentemente semplice e di elevate potenzialit, soffre di un notevole inconveniente: la formazione
di pi di una classe di ammine. Infatti, il sale dellammina primaria, prodotto dalla sostituzione iniziale, reagisce con lammoniaca formando
lammina primaria libera, e questa un nucleofilo migliore dellammoniaca e pu reagire anchessa con lalogenuro alchilico per dare il sale
dallammina secondaria. Questo, a sua volta, pu essere deprotonato a dare lammina secondaria libera e questultima pu ancora agire da
nucleofilo attaccando lalogenuro alchilico e formando il sale dellammina terziaria.
76

In modo analogo a quanto visto precedentemente, questo sale libera lammina 3 che attacca ancora lalogenuro formando il sale di
ammonio quaternario. In definitiva, se si usano quantit stechiometriche di reagenti si otterr la formazione di una miscela contenente
tutte le classi di ammine, compreso il sale di ammonio 4. Solo operando in notevole eccesso di ammoniaca, rendendo cos molto meno
probabile lincontro tra lalogenuro e le altre ammine, si riescono ad ottenere rese pi elevate in ammina primaria.

Attivit biologica: le ammine biogene


Sono definite ammine biogene tutte le basi organiche, dotate di gruppi amminici, che sono reperibili in forma libera negli organismi viventi.
La loro presenza nei tessuti animali e vegetali pu essere dovuta a due principali ragioni: i) esse svolgono importanti funzioni fisiologiche e
ii) provengono dalla degradazione di sostanze pi complesse.

1. Molte ammine biogene non sono tossiche e la loro presenza in ambito biologico dovuta al fatto che esse svolgono importanti funzioni
fisiologiche e biochimiche (sia strutturali che come ormoni e neurotrasmettitori) tra le quali la conduzione degli impulsi nervosi,
leccitabilit cellulare nel sistema nervoso centrale e periferico, la regolazione chimica del comportamento e delle risposte emozionali.
Esistono numerosi importanti esempi: i) ladrenalina, detto "ormone combatti o fuggi", rilasciato in circolo dalla corteccia surrenale per far
fronte ad una situazione di stress dellorganismo (in pochi istanti il cuore aumenta la frequenza cardiaca, i bronchi, la pupilla ed i vasi
sanguigni dei muscoli si dilatano, mentre a livello epatico viene stimolata la glicogenolisi); ii) la feniletilammina (PEA), conosciuta come
"love-drug" (droga dell'amore) perch in grado di produrre sensazioni come quelle sperimentate quando una persona "innamorata" e si
pensa sia responsabile degli effetti afrodisiaci che il cioccolato sembra possedere. Infatti la feniletilammina viene rilasciata nel cervello
quando l'individuo sperimenta sentimenti di gioia e amore; iii) la serotonina, svolge un ruolo importante nella regolazione dell'umore, del
sonno, della temperatura, della sessualit e dell'appetito (ormone dell'umore e del sonno).
Importanti neurotrasmettitori sono il GABA (l'acido -amminobutirrico, neurotrasmettitore del SNC) e lacetilcolina (neurotrasmettitore
del SNC e SNP). Alcune ammine biogene hanno importanti funzioni strutturali, come ad esempio l'etanolammina e la colina (questultima
un sale di ammonio quaternario) che compongono i fosfolipidi di membrana.

Adrenalina Feniletilammina Serotonina


77

GABA acetilcolina etanolammina

colina

2. La seconda ragione della presenza delle ammine a livello biologico che esse rappresentano metaboliti intermedi che si formano nel
corso della degradazione biologica di sostanze strutturalmente pi complesse. In particolare, derivano dalla decarbossilazione microbica
degli amminoacidi.

Dal momento che questi microrganismi sono comunemente presenti nell'ambiente, le ammine biogene possono essere contenute in
alimenti e bevande. La loro concentrazione
maggiore nei cibi a rapida deperibilit, soprattutto se fermentati e ricchi di particolari amminoacidi,
come pesci, carni, salumi, succhi di frutta, vino, cacao, latticini e formaggi. Un'elevata ingestione di
queste ammine, specie se associata a farmaci che inibiscono gli enzimi intestinali deputati al loro
catabolismo, pu provocare intossicazioni e conseguenze dannose per l'organismo. I sintomi pi
comuni sono l'emicrania, il rossore in viso,
l'orticaria, gli sbalzi pressori, gli attacchi asmatici e le alterazioni della frequenza cardiaca.
Alcune amine biogene, il cui nome tutto un programma (putrescina, cadaverina che sono diammina alifatiche), hanno un odore
repellente, tale da scoraggiare chiunque fosse intenzionato a consumare gli alimenti che le contengono in grandi quantit. Altre, come
l'istamina (presente nei pesci, "sindrome sgombroide") e la tiramina (provoca la "sindrome del formaggio"), non vengono avvertite
con il gusto o con l'olfatto ma possono essere causa di intossicazioni alimentari, perch dotate di azioni psicoattive e/o vasoattive. Va
detto che alcune di esse svolgono un importante ruolo biologico,

come ad esempio l'istamina (derivante dall'amminoacido istidina), che il pi


importante mediatore chimico delle allergie e per questo motivo l'assunzione di alimenti contaminati con
grandi quantit di questa sostanza pu provocare gli stessi sintomi di una reazione allergica. In condizioni
normali l'organismo neutralizza le
ammine biogene grazie all'azione di particolari enzimi presenti nell'intestino e all'azione detossificante del
fegato.
78
Carboidrati: mono e polisaccaridi

I carboidrati si ritrovano in tutti gli organismi viventi. Lo zucchero e l'amido degli alimenti, la cellulosa del legno, la carta e il cotone sono
carboidrati praticamente puri. Carboidrati modificati formano parte del rivestimento che circonda le cellule viventi, altri carboidrati si
trovano negli acidi nucleici che sono responsabili dell'informazione genetica, altri ancora sono impiegati come farmaci.
Il termine carboidrato ha origine storica nel fatto che il glucosio, il primo carboidrato a essere stato ottenuto in forma pura, avendo formula
molecolare C6H1206, era inizialmente considerato un idrato di carbonio, C6(H2O)6. Questo modo di vedere venne ben presto
abbandonato, ma il nome rimase. Attualmente il termine carboidrati riservato all'ampia classe di poliidrossi aldeidi e chetoni
comunemente detti zuccheri o anche (saccaridi dal latino saccharum zucchero). Il glucosio, noto anche come destrosio in medicina,
l'esempio pi familiare.
I carboidrati sono sintetizzati dalle piante verdi con la fotosintesi, un processo molto complesso nel quale la luce del sole fornisce l'energia
per convertire CO2 e H2O in glucosio e ossigeno. La pianta lega poi chimicamente tra loro molte molecole di glucosio per immagazzinarle
sotto forma di cellulosa o di amido. Si stima che oltre il 50% del peso a secco della biomassa terrestre, costituita dall'insieme delle piante
e degli animali, consista di polimeri del glucosio. Una volta ingeriti e assimilati col metabolismo, i carboidrati forniscono agli animali una
sorgente prontamente disponibile. In sostanza i carboidrati fungono da intermediari chimici per mezzo dei quali l'energia solare viene
immagazzinata per essere poi usata a tempo debito a sostegno della vita.

Classificazione dei carboidrati

I carboidrati vengono distinti in semplici e complessi. Gli zuccheri semplici, o monosaccaridi, sono quei carboidrati che, come il glucosio e il
fruttosio, non possono essere trasformati in molecole di zucchero pi piccole per idrolisi. I carboidrati complessi sono composti da due o
pi zuccheri semplici legati assieme. Il saccarosio (il comune zucchero da tavola), per esempio, un disaccaride costituito da una molecola
di glucosio e una molecola di fruttosio legate tra loro. Il glucosio il monosaccaride pi comune, un altro monosaccaride di grande
importanza e diffusione il fruttosio, lo zucchero della frutta, che ha la stessa formula elementare, C6H1206, del glucosio e, quindi,
rappresenta un suo isomero strutturale. Analogamente la cellulosa un polisaccaride costituito da migliaia di molecole di glucosio tutte
legate tra di loro. Per idrolisi catalizzata da enzimi i polisaccaridi si scindono nei monosaccaride che li compongono.

Monosaccaridi

I monosaccaridi hanno formula generale CnH2nOn (o anche Cn(H2O)n), dove n un numero che va da 3 ad 8, e sono distinti in aldosi
(poliidrossialdeidi) e chetosi (polidrossichetoni) a seconda che il gruppo carbonilico sia quello aldeidico o quello chetonico. Il numero di
atomi di carbonio del monosaccaride si indica con l'appropriato prefisso numerico tri-, tetr-, pent-, es- e cos via. Gli zuccheri pi semplici
sono i due triosi gliceraldeide e diidrossiacetone che sono rispettivamente un aldotrioso ed un chetotrioso. Quindi, il glucosio un
aldoesoso perch uno zucchero aldeidico a sei atomi di carbonio; il fruttosio un chetoesoso perch uno zucchero chetonico a sei
atomi di carbonio e il ribosio un aldopentoso, cio uno zucchero aldeidico a cinque atomi di carbonio. La maggior parte dei pi comuni
zuccheri semplici costituita da aldopentosi e aldoesosi. Il modo pi semplice ed utile per rappresentarli quello di usare le proiezioni di
Fisher rispettando la convenzione di scrivere il carbonio carbonilico in alto.
79

La gliceraldeide, l'aldoso pi semplice, ha un solo centro chirale sul carbonio 2, pertanto pu esistere sotto forma di due enantiomeri (tra
loro immagini speculari), dei quali per soltanto quello a configurazione assoluta R presente in natura. Sappiamo, inoltre, che la (R)-
gliceraldeide quella che ruota il piano della luce polarizzata a destra di +13.5 e la (S)-gliceraldeide, di conseguenza, ruota il piano della
luce polarizzata a sinistra: cio i due enantiomeri sono rispettivamente la (R)-(+)-gliceraldeide e la (S)-()-gliceraldeide. Tutti i
monosaccaridi superiori presenti in natura si ottengono dalla (R)-(+)-gliceraldeide per inserimento di uno o pi gruppi H-C-OH tra il gruppo
aldeidico ed il carbonio chirale.
Come conseguenza glucosio, fruttosio, ribosio e praticamente tutti gli altri monosaccaridi di origine naturale hanno la stessa
configurazione R della D-gliceraldeide nel centro chirale pi lontano dal gruppo carbonilico. Allora, nelle proiezioni di Fischer di questi
zuccheri naturali, il gruppo -OH dell'ultimo centro chirale (quello pi in basso) sta a destra e perci si dice che tali composti sono zuccheri
della serie D.

Lespediente mnemonico per ricordare gli 8 aldoesosi : all altruists gladly make gum in gallon tanks
80
Va chiarito che il simbolo D non ha nulla a che vedere con il fatto che il composto sia destrogiro o levogiro, esattamente come la notazione
R,S che di per s non d questa informazione.
Degli otto aldoesosi della serie D, i pi importanti sono il glucosio, il mannosio ed il galattosio che sono tra loro diastereoisomeri. In
particolare, Il mannosio ed il galattosio sono epimeri del glucosio rispettivamente al carbonio 2 e 4, dove per epimeri si intendono quei
diastereoisomeri che differiscono per la configurazione ad un solo centro chirale.
I chetosi superiori si ottengono dal diidrossiacetone per inserimento di uno o pi gruppi H-C-OH tra il gruppo chetonico ed il CH2OH
terminale. Il pi importante ed ampiamente diffuso in natura il fruttosio (lo zucchero della frutta). Il glucosio ed il fruttosio sono isomeri
strutturali (stessa formula grezza ma atomi legami in modo diverso). I due isomeri a livello biologico, grazie alla catalisi enzimatica, possono
interconvertirsi per tautomeria cheto-enolica grazie alla formazione di un enediolo intermedio. Questo processo fondamentale nel
metabolismo del glucosio, senza di esso non potremmo digerire il glucosio attraverso il processo noto come glicolisi.

Chetosi

Unaltra classe molto importante di zuccheri quella degli amminozuccheri. La glucosammina il pi importante ed ampiamente diffuso,
ed uno dei principali precursori della sintesi delle proteine glicosilate e dei lipidi. uno dei maggiori componente del guscio dei crostacei
e di altri artropodi, nei funghi e molti organismi superiori ed uno dei pi abbondanti monosaccaridi. prodotto commercialmente
dall'idrolisi dei gusci dei crostacei. La glucosammina comunemente usata come trattamento per l'osteoartrite.

Struttura ciclica degli zuccheri


Ad eccezione degli zuccheri a tre carboni, la gran parte dei monosaccaridi esiste
prevalentemente in forma di emiacetale ciclico. Facciamo un passo indietro e
ricordiamo che nella chimica del gruppo carbonilico abbiamo visto che le aldeidi
e i chetoni reagiscono con gli alcoli in una reazione reversibile di addizione
nucleofila che porta a emiacetali.
Se il carbonile e il gruppo ossidrilico fanno parte della stessa molecola, pu prendere corpo l'addizione nucleofila intramolecolare e il
prodotto che si forma un emiacetale ciclico. Poich gli emiacetali ciclici a cinque e a sei termini sono particolarmente stabili, molti
carboidrati esistono come miscele di equilibrio tra una forma aperta e una forma ciclica. Il glucosio, in soluzione acquosa, esiste
prevalentemente come forma
81
piranosica ad anello a sei termini, ottenuta per addizione nucleofila intramolecolare dell'ossidrile del C5 al gruppo aldeidico Cl. Il fruttosio
esiste prevalentemente nella forma furanosica pentatomica ciclica, risultante dalla addizione del gruppo ossidrilico del C5 al gruppo
chetonico C2. Il pirano ed il furano sono gli eteri ciclici rispettivamente a 6 e 5 atomi di carbonio. Il glucosio, dunque, in realt presente in
natura in forma ciclica con un anello a 6 termini in cui presente lossigeno. Uno dei modi per rappresentare gli zuccheri quello di usare
le proiezioni di Haworth, che sono proiezioni di un ciclo a 6 rappresentato in forma planare prospettica. La convenzione da rispettare in
queste proiezioni la seguente: si scrive il ciclo a 6 con lossigeno intraciclico posto dietro sulla destra, mentre il CH2OH terminale (C6)
posto sempre dietro orientato ed orientato a sinistra verso lalto. Durante la ciclizzazione, il carbonio aldeidico C1, che prochirale, subisce
lattacco intramolecolare dellOH in posizione 5 generando un
nuovo centro chirale sul C1, che viene chiamato carbonio anomerico, nel quale il gruppo OH che si forma potr
essere orientato verso lalto, perci dallo stesso lato del CH2OH terminale (e si parla di anomero beta), oppure
verso il basso (anomero alfa).
Esistono, perci, due glucosi quello alfa e quello beta. Per i gruppi ossidrilici rimanenti
vale la regola che puntano verso lalto quelli orientati a sinistra nella forma di Fisher, mentre quelli orientati a destra puntano verso il
basso.

Per comprendere come avviene la ciclizzazione e come si arriva alla rappresentazione di Haworth occorre seguire la ciclizzazione nello
spazio. Innanzitutto, occorre effettuare una rotazione tra il C4 ed il C5 sulla proiezione di Fisher cos da portare il CH2OH terminale a
sinistra e lOH in C5 in basso. A questo punto si piega la proiezione di Fisher di 90 verso destra, quindi la si immagina ripiegarsi su se stessa
verso linterno del piano del foglio onde premettere lattacco dellOH sul carbonio carbonilico C1. Dopo la chiusura lOH che si origina sul C1
dar luogo ai due anomeri.

- e -D-GLUCOPIRANOSIO: CONFORMAZIONI A SEDIA


82
Forme furanosiche: aldopentosi e chetoesosi
Quando si passa agli aldopentosi come il ribosio e larabinosio, la catena pi corta di un atomo di carbonio. Pertanto, nella ciclizzazione si
former un anello a cinque, lanello furanosico, che ha una struttura simile al ciclopentano con un atomo di ossigeno al posto di un atomo
di carbonio. Il meccanismo per la ciclizzazione e la convenzione per scrivere questi zuccheri la stessa vista prima. Sono qui rappresentati i
due zuccheri D-ribosio e 2-deossi-D-ribosio presenti negli acidi nucleici.

(presente nel DNA)


(presente nel RNA)

Anche nel caso dei chetopentosi lanello furanosico quello privilegiato. In questo caso la ciclizzazione coinvolge sempre il C5, il penultimo
carbonio, ma il carbonile che subisce lattacco in posizione 2. il caso del fruttosio che ciclizza prevalentemente nella forma a 5 termini.

Anomeri e : mutarotazione
Quando un monosaccaride in forma aperta ciclizza per dare una forma piranosica o furanosica, si crea un nuovo centro chirale in
corrispondenza di quello che in origine era il carbonio carbonilico. Si producono due particolari diastereomeri, detti anomeri e il carbonio
emiacetalico si chiama centro anomerico. Per esempio, in soluzione acquosa il glucosio ciclizza reversibilmente formando una miscela
37:63 dei due anomeri.
L'anomero meno abbondante quello con il gruppo -OH del Cl in posizione assiale. Esso prende il nome di anomero alfa ( ), ma il nome
completo -D-glucopiranosio. 1'anomero pi abbondante quello con l' -OH del Cl in posizione equatoriale. Esso prende il nome di
anomero beta ( ), ma il nome completo -D-glucopiranosio. Si noti che il -D-glucopiranosio ha tutti i sostituenti dell'anello in posizione
equatoriale. Pertanto esso, tra gli otto D-aldoesosi, il pi stabile e per tale ragione il pi diffuso in natura.
83
possibile cristallizzare e purificare entrambi gli anomeri del D-glucopiranosio. L' -D-glucopiranosio puro ha punto di fusione 146 C e
rotazione specifica [ lD = +112; il -D-glucopiranosio puro ha punto di fusione 148 - 155 C e rotazione specifica [ lD = +18,7. Quando si
discioglie in acqua un campione puro dell'uno o dell'altro anomero, la rotazione ottica cambia lentamente per convergere a un valore finale
costante di +52,6. Quindi la rotazione specifica della soluzione dell'anomero diminuisce da + 112,2 a +52,6; quella della soluzione
dell'anomero aumenta da +18,7 a +52,6. Questo spontaneo cambiamento della rotazione ottica, noto come mutarotazione, attribuibile
alla lenta interconversione degli enantiomeri puri, e , che porta alla miscela di equilibrio 37:63 .
La mutarotazione decorre mediante apertura reversibile dell'anello dei due anomeri, per dare la forma aldeidica a catena aperta e
successiva richiusura di quest'ultima. 1'equilibrazione un processo lento a pH neutro, ma pu essere catalizzato sia da acidi sia da basi.

Propriet fisiche dei monosaccaridi


solidi cristallini
solubili in acqua
moderatamente solubili in alcoli
insolubili in solventi apolari
potere dolcificante (edulcorante): saccarosio (100), glucosio (74), fruttosio (174). Vi sono dolcificanti sintetici che hanno un potere
edulcorante centinaia di volte superiore al glucosio. Due esempi sono laspartame (200 volte superiore al saccarosio) e la saccarina
(450 volte superiore al saccarosio).

Aspartame saccarina

Glicosidi
Abbiamo visto che per trattamento di un emiacetale con un alcol in presenza di un catalizzatore acido si ottiene un acetale

Alla stessa maniera, trattando l'emiacetale di un monosaccaride con un alcole e un catalizzatore acido, si ottiene il corrispondente acetale,
nel quale il gruppo -OH anomerico stato sostituito da un gruppo -OR. Per esempio, la reazione del glucosio col metanolo fornisce una
miscela 2:1 di metil-D-glucopiranosidi e .
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-D-Glucosio O-Metil -D-Glucoside O-Metil -D-Glucoside


(emiacetale ciclico) (acetale ciclico) (acetale ciclico)
(33%) (66%)
Gli acetali dei carboidrati si chiamano glicosidi e li si denomina individualmente premettendo il nome del gruppo alchilico e sostituendo la
finale -osio dello zucchero con la desinenza -oside. Al pari di tutti gli altri acetali, i glicosidi sono stabili in acqua; non si trovano in equilibrio
con una forma a catena aperta e perci non danno mutarotazione. Tuttavia, per idrolisi in ambiente acido, essi ridanno i corrispondenti
monosaccaridi liberi.
I glicosidi sono ampiamente diffusi nel mondo vegetale, dove rappresentano fonti di immagazzinamento degli zuccheri. L'uomo si serve di
tali composti utilizzandoli principalmente in campo farmacologico o come additivi alimentari. Ecco alcuni esempi:
glicosidi prodotti dal genere salix sono una fonte di acido salicilico,
derivati dall'antrachinone presenti in piante come la senna hanno effetto lassativo
H O
glicosidi cumarinici hanno la propriet di dilatare le arterie coronariche.
glicosidi digitalici digitossina e digossina furono i capostipite storici dei farmaci
antiaritmici.
glucovanillina un aromatizzante dolciastro,
Altre classi di glicosidi sono preminentemente tossici (ad esempio il fenilglicoside che O
un glicoside di difesa di alcune piante o l'amigdalina che una fonte di cianuro ed O
H CH3
formata da genziobiosio e mandelonitrile). E presente, ed ecco perch bisogna evitarne o
vanillina
perlomeno limitarne l'ingestione, nei semi di uva, mele e pere, ma anche nel nocciolo
della pesca e dell'albicocca.
La formazione di un glicoside determina una maggiore
biodisponibilit, idrofilicit e stabilit di sostanze a carattere
lipofilo, come ad esempio gli olii essenziali, permettendo la
compartimentazione nel vacuolo e traslocazione nel citoplasma.
Gli N-glicosidi sono gli analoghi dei glicosidi nei quali vi un n d o n i tl
genziobiosio mae l r i e
legame tra il carbonio anomerico ed un atomo di azoto. Per
esempio se si fa reagire il D-ribosio con anilina con catalisi
acida si ottiene lN-fenil-D-riboside. I ribosidi sono di fondamentale importanza a livello biologico perch quelli del ribosio e del
deossiribosio formano i nucleosidi che sono le unit strutturali degli acidi nucleici. Ad esempio lN-riboside delluracile (una ammnina
ciclica) forma il nucleoside uridina.
85

Reazioni dei monosaccaridi


Riduzione con NaBH4: Trattando un aldoso o un chetoso con boroidruro di sodio, NaBH4, si ottiene, come prodotto di riduzione, un
polialcol detto alditolo. La reazione avviene sulla forma a catena aperta, che presente nell'equilibrio aldeide .= emiacetale.

Il D-glucitolo, l'alditolo ottenibile per riduzione del D-glucosio, un prodotto naturale rinvenibile in molti frutti e molti tipi di bacche. Sotto
il nome di D-sorbitolo trova impiego come dolcificante alimentare al posto dello zucchero.
Ossidazione. Sempre la forma aperta degli zuccheri pu essere ossidata con comuni agenti ossidanti. Lossidazione blanda con Br2/H2O
porta agli acidi aldonici (acido gluconico nel caso del glucosio), mentre unossidazione pi energica con acido nitrico porta agli acidi
aldarici (acido glucarico nel caso del glucosio).

I disaccaridi
Abbiamo visto che per reazione dell'emiacetale di un monosaccaride con un alcol si ottiene un glicoside in cui il gruppo -OH anomerico
viene sostituito da un gruppo -OR. Nel caso in cui anche l'alcol sia uno zucchero, il glicoside che si produce un disaccaride. I disaccaridi
sono composti che contengono un legame (acetalico) glicosidico tra il carbonio anomerico di una molecola di uno zucchero e il gruppo -OH
di una posizione qualsiasi di un'altra molecola di zucchero. Particolarmente frequente il legame glicosidico tra il Cl del primo zucchero e il
C4 del secondo; tale legame noto come legame 14. Il legame glicosidico col carbonio anomerico pu essere alfa oppure beta. Con
poche eccezioni (saccarosio) anche i disaccaridi danno il fenomeno della mutarotazione.

Maltosio. Il maltosio, disaccaride ottenibile per idrolisi dell'amido catalizzata dagli


enzimi detti -amilasi, costituito da due molecole di -D-glucosio legate da un
legame l4- -glucosidico. presente nei semi germinanti come quelli dell'orzo
quando scindono le loro riserve di amido da utilizzare come nutrimento. La produzione
dai cereali germoglianti, come l'orzo, ha un ruolo importante nella
Maltosio: legame 14- -glucosidico
produzione della birra. Quando l'orzo germogliato, viene portato in
una condizione in cui la concentrazione di amilasi maltogenica massimizzata. Durante il processo di macerazione queste amilasi
convertono gli amidi del cereale in maltosio. Il metabolismo del maltosio da parte dei lieviti durante la fermentazione porta quindi alla
formazione di etanolo e biossido di carbonio.
86

Cellobiosio. disaccaride ottenibile per idrolisi parziale della


cellulosa, costituito da due molecole di -glucosio unite da un
legame 14- -glucosidico. Si ottiene per idrolisi parziale della
cellulosa da parte delle -glicosidasi. l'assenza, nei mammiferi, di
questi enzimi in grado di effettuare la degradazione del legame
beta 1-4, rendono non assimilabile il glucosio proveniente dalla Cellobiosio: legame 14- -glucosidico
cellulosa e quindi dal cellobiosio. Solamente i ruminanti ed altri
tipi di mammiferi, sono in grado di utilizzare il glucosio della cellulosa, grazie alla presenza, nel loro sistema digerente, di batteri che
rompono tale legame. Noi non possediamo enzimi cellulosi in grado di riconoscere il legame beta glicosidico. (il disaccaride con legame
16- -glucosidico si chiama genziobiosio)

Saccarosio. Il saccarosio, il comune zucchero da tavola, probabilmente


la sostanza organica pi diffusa al mondo in forma pura. Sia che provenga
dalla canna da zucchero (20% in peso), sia che provenga dalla barbabietola
(15% in peso), grezzo o raffinato, lo zucchero da tavola sempre saccarosio.
Il saccarosio un disaccaride formato dallunione di una unit di -glucosio ed una unit di -
fruttosio unite da un legame 12- -glucosidico. Per idrolisi, fornisce l equivalente di glucosio e l
equivalente di fruttosio. Alla miscela 1:1 dei due monosaccaridi si d il nome di zucchero invertito
perch, durante l'idrolisi del saccarosio, il segno della rotazione ottica si inverte passando da [ ]D
= +66,5 del saccarosio a [ ]D = - 22 della miscela
glucosio/fruttosio. Alcuni insetti, come le api, dispongono di enzimi, invertasi, che
catalizzano la reazione di idrolisi del saccarosio. Il miele, infatti, essenzialmente una
miscela di glucosio, fruttosio e saccarosio.
A differenza della maggior parte degli altri disaccaridi, il saccarosio non d luogo al
fenomeno della mutarotazione. Ci comporta che la sua molecola non abbia gruppi
emiacetalici e che le unit di glucosio e di fruttosio siano entrambe sotto forma
Saccarosio: legame 12- -glucosidico
glicosidica. Ci accede perch i due monosaccaridi sono tenuti insieme da un legame
glicosidico tra i due carboni anomerici, il Cl del glucosio e il C2 del fruttosio.

Lattosio. Il lattosio un disaccaride contenuto principalmente nel latte dei mammiferi (specie umana
compresa). E' formato dall'unione di -galattosio e -
glucosio. Per essere digerito, il lattosio deve
necessariamente essere scisso in queste due unit pi
semplici. La lattasi un enzima inducibile, presente nel
neonato, in grado di idrolizzare il legame -1,4-glicosidico
del lattosio ( -galattosil--glucoside) e scindere, quindi,
quest'ultimo in galattosio (epimero sul quarto carbonio del Lattosio: legame 14- -galattosidico
glucosio) e glucosio.
Il ruolo dei due monosaccaridi differente, ma entrambe le due sub-unit sono fondamentali per il neonato che trae il suo nutrimento
esclusivamente dal latte.
Il glucosio, infatti, serve come fonte energetica, mentre il galattosio un componente delle glicoproteine del tessuto connettivo (tendini,
cartilagini, legamenti e matrice organica delle ossa), un tessuto, questultimo, che richiede un continuo ricambio in individui in rapida
crescita come i neonati.
L'inducibilit di tale enzima pu essere persa nel caso di non utilizzo del latte. Se un individuo "perde" completamente il gene che codifica
per la lattasi, diventa intollerante al lattosio. In questo caso, quando ingerito, il lattosio non viene degradato e si accumula nell'intestino
dando un disturbo conosciuto come intolleranza al lattosio che si manifesta con diarrea, meteorismo ed altri disordini gastrointestinali.
87
Polisaccaridi
I polisaccaridi sono carboidrati complessi nei quali decine, centinaia o finanche migliaia di unit di zuccheri semplici si trovano legate tra
loro tramite legami glicosidici. Poich questi composti hanno gruppi -OH anomerici liberi solo alla fine di una catena molto lunga, i
polisaccaridi non danno apprezzabile mutarotazione. Cellulosa e amido sono i pi diffusi tra i polisaccaridi.

Cellulosa. La cellulosa costituita da unit di -D-glucosio (da circa 300 a 3.000 unit) legate tra loro con legami 14- -glicosidici, come
quelli del cellobiosio. Varie molecole di cellulosa possono poi interagire per formare grandi strutture aggregate, tenute assieme da legami
idrogeno. La natura utilizza la cellulosa principalmente come materiale strutturale per conferire forza e rigidit alle piante. Foglie, erbe e
cotone sono fatti prevalentemente di cellulosa.

Cellulosa, un polimero 14- -glucosidico

Le catene sono disposte parallelamente le une alle altre e si legano fra loro per mezzo di legami ad idrogeno molto forti, formando fibrille,
catene molto lunghe che localmente sono molto ordinate al punto da raggiungere una struttura cristallina idrofobica difficili da dissolvere.

L'amido e il glicogeno
Patate, mais e grano contengono grandi quantit di amido, un polimero del glucosio nel quale le unit di monosaccaride sono congiunte da
legami 14- -glicosidici, come quelli del maltosio. L'amido si pu separare in due frazioni: l'amilosio e l'amilopectina. L'amilosio assomma
a circa il 20% in peso dell'amido e consiste di varie centinaia di molecole di glucosio legate con legami 14- -glicosidici. L'amilopectina
assomma al restante 80% dell'amido e ha struttura pi complessa dell'amilosio. A differenza della cellulosa e dell'amilosio, che sono
polimeri lineari, l'amilopectina caratterizzata da ramificazioni 16- -glicosidiche, approssimativamente una ogni 25 unit di glucosio.

Amilosio, un polimero 14- -glucosidico


Amilopectina, legami -
14 con ramificazioni
-16

L'amido digerito nella bocca e nello stomaco dagli enzimi -glicosidasi (alfa-amilasi), che catalizzano l'idrolisi dei legami glicosidici e
mettono in libert le singole molecole di glucosio. Al pari degli altri enzimi, le -glicosidasi esercitano un'azione altamente selettiva, nel
senso che sono in grado di idrolizzare soltanto i legami -glicosidici dell'amido, mentre lasciano inalterati quelli -glicosidici della cellulosa.
Per questo l'uomo pu nutrirsi di patate e di grano, ma non di erba e di foglie degli alberi.
Il glicogeno un polisaccaride che negli animali assolve lo stesso compito di accumulo di energia che l'amido svolge nelle piante. I
carboidrati, assunti con l'alimentazione e che non sono necessari per
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un'immediata conversione in energia, vengono trasformati nell'organismo in glicogeno e in questa forma immagazzinati a lunga scadenza.
A somiglianza dell'amilopectina dell'amido, il glicogeno caratterizzato da una struttura ramificata complessa, con legami 14 e 16 -
glicosidici. Le macromolecole del glicogeno sono pi grandi di quelle dell'amilopectina, raggiungendo anche le 100.000 unit di glucosio, e
contengono un maggior numero di ramificazioni.

Altre attivit biologiche degli zuccheri.


Per molti anni i carboidrati sono stati considerati composti la cui unica funzione biologica era quella di servire da materiali strutturali e
fonti di energia. Non c' dubbio che i carboidrati svolgano in natura questi due compiti, tuttavia essi svolgono anche molte altre importanti
funzioni biologiche. Come osservato in precedenza, per esempio, i glicoconiugati hanno un ruolo centrale nel processo di riconoscimento
tra un tipo e l'altro di cellule. Corte catene di polisaccaridi, legate con legami covalenti di tipo glicosidico ai gruppi -OH o
NH2 delle proteine, fungono da segnali biochimici sulla superficie cellulare, come nel caso degli antigeni dei gruppi sanguigni dell'uomo.
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AMMINOACIDI, PEPTIDI E PROTEINE

Le proteine compaiono in tutti gli organismi viventi, ne esistono molti tipi diversi, ed esercitano le pi svariate funzioni biologiche. La
cheratina della pelle e delle unghie, la fibroina della seta e delle ragnatele e i circa 50.000 enzimi che catalizzano le reazioni biologiche
nell'organismo sono tutte proteine. A prescindere dalla loro specifica funzione, le proteine hanno fondamentalmente una struttura simile e
consistono tutte di un gran numero di amminoacidi legati tra loro in lunghe catene. Gli amminoacidi, come si pu facilmente desumere dal
nome, sono composti bifunzionali. Essi contengono sia un gruppo amminico basico sia un gruppo carbossilico acido.
Limportanza degli amminoacidi come unit costruttive delle proteine, discende dal fatto che essi si possono legare in lunghe catene
formando legami ammidici tra l' - NH2 di un amminoacido e il -CO2H di un altro amminoacido. Le catene con meno di 50 amminoacidi
sono convenzionalmente classificate come peptidi, quelle pi lunghe come proteine.

AMMINOACIDI
Gli amminoacidi sono composti che contengono il gruppo carbossilico ed il gruppo amminico. Sebbene vi siano alcuni amminoacidi
importanti anche di struttura diversa, quelli che hanno maggiore importanza (perch costituenti delle proteine) sono gli alfa amminoacidi,
nei quali il gruppo amminico ed il gruppo carbossilico sono legati allo stesso atomo di carbonio. La formula generale la seguente, dove al
variare del gruppo R si ottengono i diversi amminoacidi naturali.

H2N CHR COOH


-amminoacido
Propriet fisiche

che si forma attraverso lequilibrio con la forma neutra come qui


indicato

H3N CHR
H2N CHR COOH

Gli amminoacidi naturali


Gli -amminoacidi naturali costituenti le proteine (chiamati amminoacidi proteici) sono 20. Diciannove dei venti amminoacidi sono
ammine primarie, RNH2, dove l'unica differenza nella catena laterale, ossia nel sostituente legato al carbonio . La prolina. invece,
un'ammina secondaria nella quale l'azoto e il carbonio fanno parte di un anello pentatomico pirrolidinico.
I 20 amminoacidi comuni possono essere ulteriormente distinti in neutri, acidi o basici, a seconda della struttura delle loro catene laterali.
Quindici su venti hanno catene laterali neutre, due (acido aspartico e acido glutammico) hanno una seconda funzione carbossilica acida
nella catena laterale e tre (lisina, arginina e istidina) hanno in catena laterale dei gruppi amminici basici. Al pH fisiologico 7,3 esistente
all'interno delle cellule, i gruppi carbossilici delle catene laterali dell'acido aspartico e dell'acido glutammico sono deprotonati e gli azoti
basici della catena laterale della lisina e dell'arginina sono protonati. L'istidina, invece, che ha un anello eterociclico imidazolico nella sua
catena laterale, non abbastanza basica da essere protonata a pH 7,3. L'uomo in grado di sintetizzare soltanto 11 dei 20 amminoacidi
delle proteine, definiti amminoacidi non essenziali. I restanti 9, definiti amminoacidi essenziali vengono biosintetizzati solo nelle piante e
nei microrganismi e devono essere assunti con la dieta. Tuttavia, la separazione tra amminoacidi essenziali e non essenziali non netta. La
tirosina, per esempio, a volte considerata non essenziale, perch l'uomo pu produrla dalla fenilalanina, ma la fenilalanina essenziale e
deve essere assunta con la dieta. L'arginina
90
pu essere sintetizzata dall'uomo, ma gran parte di quella di cui abbiamo bisogno proviene dalla nostra alimentazione. Qui di seguito sono
riportati i 20 alfa amminoacidi proteici classificati in base alla struttura ed alle caratteristiche del gruppo R (riportato in blu):

alifatici
CH
3 CH
3 CH 3 CH 2
H CH COOH CH CH COOH CH CH COOH CH CH CH COOH CH CH COOH
3 2
CH
CH 3 CH
NH NH 3 NH NH 3NH
2 2 2 2 2
glicina GLY alanina ALA valina VAL leucina LEU isoleucina ILE

ossidrilici
solforati

HO CH CH COOH CH CH CH COOH
2 3 HS CH CH COOH CH S CH CH CH COOH
2 3 2 2
NH OH NH
2 2 NH NH
2 2
serina SER treonina THR
cisteina CYS metionina MET

acidi ammidici
O O
HO C CH CH COOH HO C CH CH CH COOH H N C CH CH COOH H N C CH CH CH COOH
2 2 2 2 2 2 2 2 22
NH NH NH NH
2 2 2 2
ac. aspartico ASP ac. glutammico GLU asparagina ASN glutammina GLN

basici
NH

H N CH CH CH CH CH COOH H N C NH CH CH CH CH COOH N CH2 CH COOH


2 2 22 2 2 2 22
NH NH NH2
2 2 N
lisina LYS arginina ARG
H istidina HIS

aromatici eterociclici
CH CH COOH
2
CH CH COOH HO CH2 CH COOH COOH
2 NH
N 2
NH NH N
2 2 H
H
fenilalanina PHE tirosina TYR prolina PRO triptofano TRP
Chiralit degli amminoacidi
Fatta eccezione per quello della glicina, +H3NCH2CO2-, gli atomi di carbonio degli amminoacidi sono centri chirali. Pertanto ciascun
amminoacido pu esistere sotto forma di due enantiomeri, ma la natura si serve di uno solo dei due per costruire le proteine. Nelle
proiezioni di Fischer gli amminoacidi naturali si rappresentano col gruppo carbossilico in alto e la catena laterale in basso e poi sistemando
il gruppo amminico a sinistra. A causa della loro somiglianza stereochimica con gli zuccheri della serie L, gli -amminoacidi naturali sono
definiti L-amminoacidi.
91

Per quanto riguarda la configurazione assoluta, tutti gli amminoacidi naturali sono della serie L ed hanno configurazione S. Fa eccezione la
cisteina (a causa della priorit dello zolfo) che invece ha configurazione R.

Punto isoelettrico
In soluzione acida gli amminoacidi si protonano ed esistono prevalentemente in forma cationica. Viceversa, in soluzione basica gli
amminoacidi si deprotonano ed esistono prevalentemente in forma anionica. Perci deve esistere un valore intermedio di pH in
corrispondenza del quale le due forme, anionica e cationica, si bilanciano esattamente e l'amminoacido presente essenzialmente come
zwitterione neutro. Tale pH si chiama punto isoelettrico, pI, dell'amminoacido.

Il punto isoelettrico dipende dalla struttura molecolare dell'amminoacido. I 15 amminoacidi con catena laterale neutra hanno punti
isoelettrici prossimi alla neutralit, nell'intervallo tra pH 5,0 e pH 6,5. I due amminoacidi acidi hanno punti isoelettrici a pH pi bassi (circa
3), mentre i tre amminoacidi basici hanno punti isoelettrici a pH pi alti (9 10).
Cos come gli amminoacidi hanno i loro punti isoelettrici individuali, anche le proteine hanno un pI complessivo, a causa dell'effetto
cumulativo di tutti gli amminoacidi acidi o basici che contengono. Per esempio, nell'enzima lisozima, un enzima presente nei tessuti animali
dotato di attivit battericida (presente nelle lacrime e nella saliva), c' una preponderanza di amminoacidi basici, pertanto il punto
isoelettrico alto (pI = 11,0).
Al contrario, nella pepsina (enzima presente nei succhi gastrici dello stomaco) c' una preponderanza di amminoacidi acidi e il punto
isoelettrico basso (pI= 1.0). Non sorprendente che le solubilit e le propriet delle proteine con diversi pI siano fortemente influenzate
dal pH del mezzo. La solubilit in acqua, di solito, minima in corrispondenza del punto isoelettrico, dove la proteina non ha una carica
netta, ed pi alta sia sopra che sotto il pI, dove la proteina carica.
Un esempio pratico dato dalla coagulazione delle caseine (le proteine del latte) durante la preparazione del formaggio. Nel latte, a pH
normale (circa 6.5), le caseine sono aggregate in micelle tenute in sospensione dalla repulsione elettrostatica degli ioni fosfato legati alla
loro superficie. A questo valore di pH, infatti, tutti i gruppi fosfato possiedono una carica negativa, che impedisce alle micelle di aggregarsi
in ammassi pi grandi, a causa della repulsione elettrostatica. Quando il pH diminuisce, i gruppi fosfato legano progressivamente ioni
idrogeno, finch a pH 4,6 si raggiunge il punto isoelettrico, in cui tutte le cariche negative sono annullate: a questo punto le micelle, non
pi soggette alla repulsione elettrostatica, sono libere di aggregarsi tra loro e precipitare dando il formaggio.
Un altro

Sintesi degli amminoacidi


Vedremo sia un metodo chimico che il processo biochimico pi importante per la sintesi degli amminoacidi.
92

Metodo chimico (metodo di Volhard): ammonolisi degli alfa-alogenoacidi

Biosintesi degli aa: transamminazione degli -chetoacidi

vitamina B
6 R COOH HOOC
R COOH + HOOC COOH +
transamminasi NH
2
O NH (GPT,GOT
2
fegato)
-chetoacido acido glutammico -amminoacido

ciclo di Krebs
93
PEPTIDI E PROTEINE

I peptidi e le proteine sono polimeri nei quali i singoli amminoacidi, i cosiddetti residui, sono legati assieme da legami ammidici, detti
legami peptidici. Il gruppo amminico di un residuo forma un legame ammidico con il carbossile di un secondo residuo; il gruppo amminico
del secondo residuo forma un legame ammidico con il carbossile di un terzo residuo e cos via. Per esempio, la glicilalanina il dipeptide
prodotto dalla formazione di un legame ammidico tra il gruppo carbossilico della glicina e il gruppo amminico della alanina.

Si noti che per reazione tra la glicina e lalanina, si possono ottenere due dipeptidi, a seconda di quale sia il carbossile e quale sia il gruppo
amminico che reagiscono. Nel caso in cui sia il gruppo amminico della glicina che reagisce con il carbossile della alanina, si ottiene la
alanilglicina.
La lunga sequenza atomica ripetitiva, -NH-CH-CO-, che costituisce una catena continua forma lo scheletro della proteina. Per convenzione
i peptidi vanno scritti mettendo per primo a sinistra l'amminoacido N-terminale (quello con il gruppo NH2 libero) e a destra
l'amminoacido C-terminale (quello col gruppo - CO2H libero). Il nome del peptide si scrive adoperando per ciascun amminoacido le
abbreviazioni a tre lettere. Le abbreviazioni a una sola lettera sono pi convenienti, anche se meno immediatamente riconoscibili, delle
abbreviazioni a tre lettere.

La struttura del legame peptidico


Il legame ammidico che unisce tra loro i diversi amminoacidi nei peptidi non si differenzia da qualsiasi altro legame ammidico. L'azoto
ammidico non basico, perch il suo doppietto elettronico non condiviso delocalizzato per interazione col gruppo carbonilico. La
sovrapposizione dell'orbitale p dell'azoto con gli orbitali p del carbonile conferisce allegarne C- N un certo carattere di legame doppio che
ne ostacola fortemente la rotazione. Pertanto il legame ammidico piano e l'N-H orientato a 180 rispetto al C=O.

Nei peptidi si pu avere un secondo tipo di legame covalente quando si viene a formare un legame disolfuro, RS-SR, tra due residui
cisteinici. I disolfuri si formano dai tioli, RSH, per blanda ossidazione e ridanno i tioli per blanda riduzione.
I legami disolfuro che si instaurano tra residui cisteinici appartenenti a due diverse catene peptidiche legano le due catene, che altrimenti
sarebbero separate, mentre i legami disolfuro tra residui cisteinici appartenenti alla stessa catena formano degli anelli all'interno della
catena. L'insulina, per esempio, costituita da due catene, per un totale di 51 amminoacidi, unite da due ponti disolfuro tra residui di
cisteina.
94

Struttura delle proteine

Le proteine hanno una organizzazione tridimensionale (struttura) molto complessa a cui associata sempre una funzione biologica. Da
questa considerazione deriva uno dei dogmi fondamentali della biologia: "Struttura <--> Funzione", nel senso che ad ogni diversa
organizzazione strutturale posseduta da una proteina (detta proteina nativa) associata una specifica funzione biologica. Da questo punto
di vista le proteine possono essere classificate in due grandi famiglie: le proteine globulari e le proteine a struttura estesa o fibrosa. Queste
due organizzazioni riflettono le due grosse separazioni funzionali che le contraddistinguono:

Le proteine fibrose come il collagene dei tendini e dei tessuti connettivi e la miosina del tessuto muscolare, sono costituite da catene
polipeptidiche disposte una a fianco dell'altra in lunghi filamenti. Dal momento che queste proteine sono resistenti e insolubili in acqua,
sono impiegate in natura per i materiali strutturali, svolgendo generalmente funzioni biomeccaniche. Esse rientrano nella costituzione
delle unghie, dei peli, dello strato corneo dell'epidermide, opponendo una valida difesa contro il mondo esterno.

Le proteine globulari sono di solito raggomitolate in forme compatte, pressoch sferiche. Queste proteine sono solubili in acqua e sono
mobili all'interno delle cellule. Le proteine globulari sono coinvolte in specifiche e molteplici funzioni biologiche, spesso di notevole
importanza per l'economia cellulare, sono proteine in maggioranza i circa 3000 enzimi caratterizzati finora, molti ormoni, le tossine, e gli
anticorpi, responsabili della difesa immunitaria. Cibi particolarmente ricchi di proteine sono: carne, pesce, uova, formaggi e legumi.
Le proteine sono cos grandi che il termine struttura assume un significato pi ampio rispetto ai composti organici pi semplici. I chimici,
infatti, nel descrivere le proteine, parlano di quattro diversi livelli di struttura:

La struttura primaria di una proteina altro non che la sequenza degli amminoacidi.
La struttura secondaria descrive il modo con cui segmenti della catena proteica si orientano in una configurazione regolare.
La struttura terziaria descrive come l'intera molecola proteica si avvolge in una complessiva forma tridimensionale.
La struttura quaternaria descrive come diverse molecole proteiche si associano per formare strutture aggregate di grandi dimensioni.

La struttura primaria determina lidentit della proteina.


Le strutture secondarie pi comuni sono quelle ad -elica e a foglietto -pieghettato.
Un' -elica una spirale destrorsa della catena proteica, molto simile a una scala a chiocciola. Ogni giro dell'elica contiene 3,6 residui
amminoacidici con una distanza tra le spire di 5,4 . La struttura stabilizzata da legami idrogeno tra i gruppi N-H ammidici e i gruppi C= O
distanti quattro residui. L' -elica una struttura secondaria estremamente comune e quasi tutte le proteine globulari contengono molti
segmenti -elica. La mioglobina, una piccola proteina globulare contenente 153 residui di amminoacidi in una singola catena, un buon
esempio.
95

Struttura a foglietto -pieghettato

Struttura ad -elica

Il foglietto -pieghettato si differenzia dall' -elica in quanto la catena peptidica completamente estesa anzich avvolta e i legami
idrogeno si instaurano tra residui di catene adiacenti. I peptidi e le proteine possono contenere locali regioni disordinate, dette random coil
(in italiano potrebbe tradursi "avvolgimento casuale).
Come indica il nome, i peptidi e le proteine in random coil non mostrano alcuno schema distinguibile nelle loro conformazioni.
Anche se sono note altre conformazioni per i peptidi, l' -elica e il foglietto sono le pi comuni. Alcuni peptidi e proteine esistono
interamente in una sola conformazione. Per esempio, le -cheratine, le proteine pi abbondanti dei capelli e della lana, sono presenti nella
conformazione ad -elica. In queste proteine, diverse -eliche sono avvolte una attorno all' altra per formare delle "corde molecolari."
Queste strutture hanno una considerevole resistenza fisica. Al contrario, la fibroina della seta, la fibra secreta dal baco da seta, adotta una
conformazione a foglietto pieghettato . Nonostante questi esempi, le proteine che contengono un singolo tipo di conformazione sono
relativamente rare.
Piuttosto, la maggioranza delle proteine consiste di regioni ad -elica e a foglietto separate da brevi regioni random coil. Si hanno cio
diversi motivi, cosicch, nel complesso, essa formata da strutture pi piccole, relativamente ordinate, connesse da brusche curvature.
Lassetto completo della struttura tridimensionale delle proteine detto struttura terziaria. Le forze che determinano la struttura terziaria
sono le stesse forze che agiscono su tutte le molecole, indipendentemente dalla grandezza, per assicurare loro la massima stabilit.
Particolarmente importanti sono le interazioni idrofile (che amano l'acqua) delle catene laterali polari di amminoacidi acidi o basici e le
interazioni idrofobe (che odiano l'acqua) delle catene laterali non polari. Gli amminoacidi acidi o basici con catene laterali cariche tendono
ad accumularsi all'esterno della proteina. Al contrario i gruppi non polari tendono a disporsi verso linterno.
Per stabilizzare la struttura terziaria di una proteina sono anche importanti la formazione di ponti di solfuro tra residui di cisteina, la
formazione di legami idrogeno tra residui di amminoacidi adiacenti e le attrazioni ioniche, dette ponti salini, tra siti carichi positivamente e
negativamente di varie catene laterali amminoacidiche all'interno della proteina. Questi tipi di forze stabilizzanti sono riassunti nella figura.
96

La struttura quaternaria l'organizzazione spaziale di pi molecole proteiche in complessi multi-subunit. Le proteine, uguali o diverse tra
loro, assumono ciascuna la propria struttura terziaria, ma possono organizzarsi in strutture ancora pi complesse interagendo tra loro: le
interazioni possono essere legami deboli come legami idrogeno e forze di Van der Waals, oppure forti ossia ionico o covalente. La prima,
storica, proteina di cui stata dedotta la struttura quaternaria stata l'emoglobina che composta da quattro sub-unit; una volta che
esse sono state soggette a ripiegamento e hanno assunto la struttura terziaria, si associano a due a due (formando cio due dimeri); i due
dimeri a loro volta interagiscono tra loro tramite molteplici legami deboli e formano cos un tetramero: la definitiva struttura quaternaria
dell'emoglobina.

Denaturazione
La struttura definitiva in vivo di una proteina, detta stato nativo, il risultato di un bilancio delicato fra forze attrattive e forze repulsive tra
il biopolimero e l'ambiente acquoso che lo circonda. Qualsiasi cosa venga ad alterare questo bilancio pu portare a distruggere tutto
quanto si realizzato tranne la struttura primaria del polipeptide stesso. Tale perdita del dettaglio strutturale chiamata denaturazione. A
seconda dell'entit dell'alterazione e della particolare proteina coinvolta, la denaturazione pu essere sia reversibile che irreversibile. Un
esempio classico dell'ultimo tipo di trasformazione la coagulazione del bianco d'uovo quando si cuoce un uovo. In tal caso l'albumina
dell'uovo (una proteina) denaturata termicamente.
La denatura zio ne pu essere ottenuta (a) aumentando la temperatura, (b) variando il pH dell'ambiente, (c) aggiungendo agenti ossidanti
o riducenti (che distruggono i legami -S-S-), (d) facendo intervenire sostanze detergenti (che disturbano le interazioni idrofobiche fra
l'acqua e la proteina), (e) aggiungendo un efficace accettore di legami d'idrogeno (ad esempio urea) o (f) mediante disturbi di tipo fisico
(vibrazioni ultrasoniche).
97
Cenni sul metabolismo e sull'energia biochimica

L'insieme delle reazioni che avvengono nelle cellule degli organismi viventi prende il nome di metabolismo. I processi attraverso i quali le
molecole di grandi dimensioni vengono degradate a molecole di dimensioni pi piccole si chiamano catabolici e di regola sviluppano
energia. I processi attraverso i quali le molecole piccole vengono assemblate per la sintesi di biomolecole pi grandi si chiamano anabolici e
di solito assorbono energia. Il catabolismo pu essere suddiviso in quattro fasi.
Nella prima fase catabolica, detta digestione, il cibo degradato nella bocca, nello stomaco e nell'intestino tenue dall'idrolisi dei legami
esterei, acetalici (glicosidici) e ammidici (peptidici), con formazione di acidi grassi, zuccheri semplici e amminoacidi. Queste piccole
molecole vengono quindi assorbite dalle cellule e ulteriormente degradate durante la seconda fase del catabolismo, per dare gruppi
acetilici legati con un legame tioestereo a una molecola carrier di coenzima A di grandi dimensioni. Il composto risultante, l'acetiI co enzima
A (acetiI CoA), una sostanza chiave per il metabolismo.

In seguito l'acetiI CoA entra nella terza fase del catabolismo, il ciclo dell'acido citrico, dove viene ossidato a CO2. Come nella maggior parte
delle ossidazioni, durante questa fase vengono rilasciate grandi quantit di energia, che sar utilizzata nella quarta fase, la catena di
trasporto elettronico, dove si forma adenosina trifosfato, ATP. L'ATP stata definita la valuta energetica della cellula. Le reazioni
cataboliche rilasciano energia che viene immagazzinata nellATP durante la sua sintesi dall'adenosina difosfato (ADP) pi ione
idrogenofosfato, HPO4-2. Dopo di che le reazioni anaboliche, spendono ATP, trasferendo un gruppo fosfato a un'altra molecola, e rilasciano
energia rigenerando ADP. La produzione e l'uso di energia, pertanto, ruotano attorno all'interconversione ATP = ADP.
Quasi tutte le reazioni cellulari e i processi dellorganismo che richiedono energia vengono alimentati dalla conversione ATP + H2O = ADP +
HPO4-2 + Energia. Tra essi vi sono: trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare, i trasporti attraverso le membrane, la
sintesi proteica, la divisione cellulare etc.
98
GLI ETEROCICLI AROMATICI

Gli eterocicli sono composti ciclici che contengono uno o pi atomi diversi dal carbonio. I pi importanti sono gli eterocicli aromatici,
composti planari che contengono un numero di elettroni che soddisfa la regola di Hckel. Possono essere pi o meno reattivi del benzene
alle SNAr. Sono presenti in molti composti naturali importanti quali le vitamine B1, B6, B12, gli acidi nucleici DNA e RNA e le porfirine.
Gli eterocicli aromatici sono pentatomici, esatomici semplici o condensati con altri anelli aromatici.

Eterocicli pentatomici

(saturo, non aromatico)

Pirrolo.
Il pirrolo un eterociclico aromatico pentatomico con un eteroatomo rappresentato dallazoto. A temperatura ambiente un liquido
giallo, infiammabile, dall'odore tenue. insolubile in acqua, ma solubile in etanolo e nei pi comuni solventi organici. La molecola del
pirrolo ciclica e planare, con tutti e cinque gli atomi ibridati sp2, rispetta la regola di Huckel avendo 6 elettroni condivisi negli orbitali
p dei cinque atomi: perci
2p
aromatico. Essendo il doppietto
elettronico dell'azoto impegnato
N
nell'anello aromatico, questo non
disponibile per essere ceduto a
specie acide, quindi il pirrolo s 2
p
mostra una basicit molto bassa.
Latomo di azoto contiene un doppietto nellorbitale p ed esercita il proprio effetto +M donando la coppia agli atomi di carbonio
dellanello. Ci pu essere messo in evidenza con delle forme di risonanza. Il pirrolo sar perci pi reattivo del benzene verso la SEAr.

Il pirrolo ampiamente presente in natura in varie molecole biologicamente attive:


1. forma dei macrocicli aromatici composti da quattro anelli pirrolici chiamati porfirine che, variamente sostituite,
complessano ioni metallici come il Mg++ per formare la clorofilla, lo ione Fe++ per formare leme presente nellemoglobina o il Co3+
per formare la vitamina B12
(una vitamina fondamentale nei processi di formazione dei globuli rossi la cui carenza provoca lanemia perniciosa). Lemoglobina N
formata da una porzione proteica detta globina e un complesso ferro/porfirina detto eme. Latomo

Trip

Serotonina prolina
99
di ferro deve essere nello stato di Fe(II) perch possa legare lossigeno. I gruppi emici che contengono Fe(III) non sono in grado di
legarlo. Lemoglobina contiene 4 gruppi emici. La mioglobina contiene un gruppo emico e agisce come accumulatore di ossigeno nel
tessuto muscolare.
2. Il pirrolo anche presente, fuso con lanello benzenico, nelleterociclo a nuclei condensati dellindolo che forma il triptofano, uno dei
20 amminoacidi proteici e naturalmente le ammine biogene che da esso si originano come triptamina e serotonina.
3. Leterociclo saturo del pirrolo, la pirrolidina, presente nellamminoacido proteico prolina

Furano e tiofene
Il furano ed il tiofene hanno una struttura simile a quella del pirrolo ma in questi due eterocicli lossigeno
(o lo zolfo che appartiene lo stesso al VI gruppo) possiedono
due coppie di elettroni che sono dislocate in due tipi diversi di
orbitali.
Anche per furano e tiofene valgono le strutture in risonanza che

dimostrano che lanello attivato per la SEAr. S


Il furano presente in natura sotto forma del suo anello saturo,
tiofene
il tetraidrofurano, che rappresenta lo scheletro degli zuccheri
pentosi (scheletro furanosico).

2p

s2
p

Imidazolo
L' imidazolo un eterociclico con due eteroatomi rappresentati da due atomi di azoto in posizione reciproca 1,3. A temperatura ambiente
si presenta
come un solido da incolore a giallo dall'odore di ammina. un composto
nocivo, corrosivo. Presenta carattere aromatico poich ciclico planare
con 6 elettroni p. Caratteristica la distribuzione degli

elettroni p che nei due atomi di azoto differente. L'azoto 1 (quello a cui legato anche un
idrogeno) condivide il suo doppietto elettronico con il sestetto aromatico nella
delocalizzazione. L'altro azoto, il numero 3, non condivide il suo
doppietto nella delocalizzazione, ma la coppia non condivisa allocata in un orbitale ibrido
coplanare con lanello e risulta quindi disponibile per gli acidi.

istidina
100
Limidazolo un eterociclo abbondante in natura.
1. E il componente dellamminoacido proteico istidina. La diversa
ibridazione sp2 dei due atomi di azoto fa s che lazoto 1 abbia carattere debolmente acido mentre lazoto 3 ha carattere debolmente
basico. La

presenza di queste caratteristiche rende lanello dellimidazolo un composto anfotero e quindi un catalizzatore bifunzionale. Queste
propriet sono utilizzate sia dagli enzimi che catalizzano le reazioni di idrolisi delle proteine, le proteasi, per dare gli ammino acidi sia
quelle di idrolisi dei lipidi, le lipasi, che sono ricchi di istidina.
2. Lamminoacido istidina rilascia per decarbossilazione listamina, la molecola che provoca numerosi effetti fisiologici come dolore,
prurito, infiammazione etc. durante i fenomeni allergici.
3. Limidazolo lo si ritrova anche condensato con la pirimidina a formare le purine, componenti fondamentali degli acidi nucleici.

Tiazolo
Il tiazolo un eterociclico aromatico con due eteroatomi rappresentati da
un atomo di azoto ed uno di zolfo in
posizione reciproca 1,3. un liquido infiammabile,
incolore leggermente
tendente al giallo con un
odore che ricorda la
piridina. Il tiazolo
utilizzato per la fabbricazione di biocidi, funghicidi, farmaci e coloranti.
Libridazione e la struttura elettronica dei due eteroatomi ricalca quella
tiamina dellimidazolo. Come sale di tiazolio costituisce uno dei due eterocicli che
formano la vitamina B1 chiamata tiamina, di fondamentale importanza nel metabolismo del glucosio, perch il cofattore enzimatico che
presiede la trasformazione dellacido piruvico in acetil CoA. Lassenza di questa vitamina provoca il Beri-beri.

Eterocicli esatomici
I due eterocicli esatomici pi importanti sono la Piridina e la Pirimidina.

Piridina
La piridina un composto eterociclico aromatico esatomico con un
atomo di azoto. A temperatura ambiente si presenta come un liquido
incolore dallo sgradevole odore caratteristico. Pu considerarsi simile al
benzene con un carbonio sostituito dallazoto. Lassetto elettronico
prevede libridazione
sp2 per tutti gli atomi con lazoto che partecipa al
sestetto aromatico con un solo elettrone, mantenendo una coppia non condivisa fuori dallanello disponibile per gli acidi. Ci conferisce
alla piridina le sue propriet basiche. Lazoto esercita il proprio effetto M disattivando lanello verso le SEAr, come si pu dimostrare
scrivendo le forme di risonanza.
La piridina presente nel mondo biologico dove svolge fondamentali attivit:
101

1. Nella vitamina B6, chiamata piridossale


(perch porta un gruppo aldeidico in
posizione 4; svolge la funzione di cofattore
nelle transamminasi, gli enzimi coinvolti
nel metabolismo degli amminoacidi.
2. Come sale di piridinio uno dei due
eterocicli che formano il NAD+ e il prodotto di riduzione
NADH. Queste molecole sono
impegnate nei processi ossido-riduttivi cellulari. In
Vitamina B6 nicotinammide (NAD+)
particolare come nicotinammide che deriva dallacido
nicotinico nota come vitamina B3, la cui carenza provoca la
pellagra. Un esempio di azione del NAD+ mostrato qui sotto nellossidazione di un alcole a chetone:

NAD+ (forma ox) NADH (forma rid)

Pirimidina. La pirimidina un composto eterociclico aromatico esatomico con due atomi di azoto in posizione reciproca 1,3. Lassetto
elettronico dei due atomi di azoto identico a quello dellazoto piridinico. Lanello perci fortemente disattivato alla SEAr. La pirimidina
variamente sostituita leterociclo presente nel DNA ed RNA a formare tre delle 5 basi azotate: la timina, luracile e la citosina.

Eterocicli condensati
Tra gli eterocicli condensati molto importanti sono quelli derivati dalla Purina, un eterociclo condensato formato da Pirimidina ed
Imidazolo, che costituiscono due delle 5 basi azotate del DNA e RNA: Adenina e Guanina. Un cenno merita lIndolo che costituisce la parte
eterociclica dellammino acido Triptofano.
102
GLI ACIDI NUCLEICI E I NUCLEOTIDI

Gli acidi nucleici sono l'ultima delle quattro classi principali di biomolecole che tratteremo. E' stato scritto e detto tanto sul DNA dai mezzi
di comunicazione che probabilmente conoscete gi i rudimenti della replicazione e della trascrizione del DNA. Questo campo di ricerca si
sta sviluppando cos rapidamente che sicuramente avete ancora molto da imparare.
Gli acidi nucleici, acido deossiribonucleico (DNA) e acido ribonucleico (RNA) , sono i portatori chimici e i processori dell'informazione
genetica della cellula. Infatti nel DNA si trovano codificate tutte le informazioni che determinano la natura della cellula, che ne
condizionano lo sviluppo e la moltiplicazione e che comandano la biosintesi degli enzimi e delle altre proteine necessarie alle funzioni
cellulari. In aggiunta agli acidi nucleici stessi, i derivati degli acidi nucleici, come l'ATP sono coinvolti in molti processi biochimici e alcuni
coenzimi importanti, come NAD+, FAD e il coenzima A, hanno gli acidi nucleici come componenti.

Come le proteine sono biopolimeri costituiti da amminoacidi, cos gli acidi nucleici sono biopolimeri costituiti da nucleotidi legati insieme a
formare una lunga catena. Ciascun nucleotide composto da un nucleoside legato a un gruppo fosfato; mentre ciascun nucleoside
composto da uno zucchero aldopentoso legato tramite il suo carbonio anomerico all'atomo di azoto di una base eterociclica azotata.
Lo zucchero dell'RNA il ribosio; lo zucchero del DNA il 2' -deossiribosio. (Nella denominazione e numerazione dei nucleotidi, i numeri
con l'apice si riferiscono a posizioni dello zucchero, mentre i numeri senza apice si riferiscono a posizioni della base eterociclica. Pertanto, il
prefisso 2'-deossi sta a indicare che sul C2' del ribosio manca l'ossigeno). Ci sono quattro diverse basi azotate nel DNA: due purine
sostituite (l'adenina e la guanina) e due pirimidine sostituite (la citosina e la timina).
103

L'adenina, la guanina e la citosina compaiono anche nel RNA, ma in questo acido la timina sostituita da una base pirimidinica molto
simile, l'uracile.

DNA e RNA, pur essendo simili dal punto di vista chimico, differiscono drasticamente nelle dimensioni. Le molecole di DNA sono enormi,
contengono fino a 245 milioni di nucleotidi e hanno pesi molecolari fino a 75 miliardi. Al contrario le molecole di RNA sono molto pi
piccole, contengono anche solo 21 nucleotidi e hanno pesi molecolari fino a 7000, come valore minimo.
I nucleotidi sono legati tra loro, nel DNA e nel RNA, da legami fosfodiesterei [RO- (PO2-) -OR'] che si formano tra il fosfato, il gruppo
ossidrile 5' di un nucleoside e il gruppo ossidrile 3' di un altro nucleoside. Una delle due estremit del polimero dell'acido nucleico ha un
ossidrile libero in posizione C3' (estremit 3'), l'altra ha un fosfato in posizione C5' (estremit 5').
La sequenza dei nucleotidi in una catena viene descritta iniziando dall'estremit 5' e identificando le basi nell'ordine di comparsa, facendo
uso delle abbreviazioni: G, C, A, T (o U per l'RNA). Pertanto una tipica sequenza di DNA potrebbe essere scritta cos: TAGGCT.
104

L'ACCOPPIAMENTO DELLE BASI NEL DNA: IL MODELLO DI WATSON E CRICK

Le proporzioni delle basi eterocicliche del DNA isolato da tessuti diversi della stessa specie sono le stesse; mentre le proporzioni nei
campioni prelevati da specie diverse sono
diverse. Il DNA umano, per esempio, contiene circa il 30% sia di adenina sia di timina e circa il
20% di guanina e altrettanto di citosina. Nel batterio Clostridium perfringens, invece, si trova
circa il 37% di adenina e timina e il 13% di guanina e di citosina. molto importante prestare
attenzione al fatto che in tutti e due questi esempi le basi si presentano a coppie: A e T sono
presenti in quantit uguali; lo stesso dicasi per G e C. Perch mai? Nel 1953 James Watson e
Francis Crick formularono la storica proposta che il DNA costituito da due filamenti
polinucleotidici che si sviluppano in direzioni opposte, avvolti l'uno attorno all'altro a formare
una doppia elica, a guisa dei corrimano di una scala a chiocciola. I due filamenti sono
complementari, piuttosto che identici, e sono tenuti insieme da legami idrogeno tra specifiche
coppie di basi, A con T e C con G. Questo significa che ogni qualvolta su un filamento compare
la base A, sul filamento opposto compare la base T; quando su un filamento compare la base C,
nell'altro filamento compare G.. questo accoppiamento complementare
delle basi che spiega perch A e T si ritrovino sempre in quantit uguali e perch la stessa cosa accada a G e C.

La doppia elica larga 20 Angstrom, ci sono 10 coppie di basi per giro e il passo dell'elica di 34 A. Si noti come l'avvolgimento dei due
filamenti della doppia elica porti alla formazione di due diversi solchi: un solco maggiore, largo 12 A, e un solco minore, largo 6 A. Il
primo anche un po' pi profondo del secondo ed entrambi sono foderati da potenziali donatori e accettori di legami idrogeno. Perci
tutta una variet di
105
molecole policicliche aromatiche dalla struttura piana in grado di intercalarsi, ossia di inserirsi, fra le pile di basi. Un gran numero di
agenti cancerogeni, e anche di agenti capaci di prevenire il cancro, agisce interagendo con il DNA in questo modo.
Linformazione genetica di un organismo racchiusa sotto forma di sequenza di deossiribonucleotidi legati nella catena del DNA. Affinch
l'informazione venga preservata e trasmessa alle generazioni future deve esserci un meccanismo di replicazione del DNA. Inoltre, perch
l'informazione venga utilizzata, deve esserci un meccanismo di decodificazione del messaggio del DNA e di esecuzione delle istruzioni che
esso contiene.
Sono tre i processi fondamentali che si realizzano:
Replicazione il processo mediante il quale si riproducono copie identiche di DNA, che preserveranno !'informazione e la
trasmetteranno alle generazioni future.
Trascrizione il processo mediante il quale i messaggi genetici vengono letti e portati fuori dal nucleo cellulare ai ribosomi, dove
avviene la sintesi proteica.
Traduzione. il processo mediante il quale i messaggi genetici vengono decodificati e utilizzati per sintetizzare le proteine.