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CHIMICA ORGANICA (La chimica del carbonio)

La chimica organica è la chimica dei composti del carbonio. Essi sono i “mattoni” con cui sono
costruiti tutti i corpi viventi della terra.

FORMULA BRUTA: è la formula che indica il numero di atomi di ciascuna specie presente nella
molecola. Esempio: C2H4

FORMULA DI STRUTTURA: è la formula che fornisce la disposizione degli atomi nello spazio.

Il vastissimo campo dei composti organici è organizzato mediante l’introduzione di classi. Tutti i
composti che appartengono a una certa determinata classe sono caratterizzati dalla presenza di un
gruppo di atomi che si chiama gruppo funzionale il quale rappresenta il centro della reattività
chimica della molecola.

IDROCARBURI
Composti costituiti da due elementi principali il carbonio e l’idrogeno. La loro classificazione
inizia sulla base dei legami che uniscono gli atomi di carbonio tra di loro. Si dividono in saturi
ed insaturi. Gli idrocarburi saturi sono quei composti in cui gli atomi di carbonio sono uniti tra
di loro mediante legami semplici covalenti, mentre quelli insaturi sono quelli in cui sono
presenti doppi e tripli legami.

ALCANI

Idrocarburi con legami semplici, struttura tetraedrica, costituiti da atomi di carbonio ibridizzati sp3.
Essi sono caratterizzati da formula bruta: CnH2n+2
La loro nomenclatura è semplice: il nome è costituito da un prefisso che indica il numero di atomi
di carbonio seguita dalla desinenza –ano

Numero di PREFISSO
atomi C
1 Meta
2 Eta
3 Propa
4 Buta
5 Penta
6 Esa
7 Epta
8 Otta
9 Nona
10 Deca
11 Undeca
12 Dodeca
13 Trideca
14 Tetradeca
Vediamo qualche esempio:

Formula Bruta Formula di Struttura Nome


CH4 CH4 Metano
C2H6 CH3-CH3 Etano
C3H8 CH3-CH2-CH3 Propano
C4H10 CH3- CH2-CH2-CH3 Butano
C5H12 CH3-CH2-CH2-CH2-CH3 Pentano

Bisogna ricordarsi che ogni carbonio deve formare sempre 4 legami.

ISOMERI DI STRUTTURA: sono molecole con uguale formula bruta ma diversa formula di
struttura, cioè posizione relativa degli atomi di C.

CH3CHCH3 CH3CHCH2CH3 CH3CHCH2CH2CH3


CH3 CH3 CH3
isobutano isopentano isoesano

Tutti gli isoalcani possiedono un alchile in catena laterale legato al secondo carbonio della catena
normale.
I gruppi che derivano dagli idrocarburi saturi per distacco di un idrogeno sono detti GRUPPI
ALCHILICI ( R ) e la loro desinenza caratteristica è –ile.

Formula di Struttura Nome


CH3- Metile
CH3-CH2- Etile
CH3-CH2-CH2- Propile
CH3- CH2-CH2-CH2- Butile

E’ possibile ottenere gruppi alchilici diversi a seconda dell’atomo di idrogeno che si stacca.
Esempi sono i gruppi isopropile, isobutile, sec-butile, terz-butile tutti isomeri di struttura.

2
CH3 CH CH3 CH3 CH CH2 CH3 CH2 CH
CH3 CH3
gruppo isopropile gruppo isobutile gruppo sec-butile

CH3
CH3 C
CH3
gruppo terz-butile

Gli idrocarburi possono essere a CATENA LINEARE o RAMIFICATA. Il gruppo o la catena che
“ pende” prende il nome di SOSTITUENTE.

ESEMPIO:

CH3CH2CH2CH2CH3 CH3CH2CHCH2CH2CH2CH2CH3
CH2
CH3

La nomenclatura degli alcani a catena ramificata obbedisce alle seguenti regole:


1. Il numero di atomi della catena lineare più lunga determina il nome fondamentale
dell’alcano
2. Si numera la catena normale di atomi di carbonio in modo che la numerazione parta
dall’estremità della catena più vicina ad una catena laterale
7 6 5 4 3 1 2 3 4 5
CH3CH2CH2CH2CHCH3 CH3CH2CH2CH2CHCH3
2 CH2 6 CH2

1 CH3 7 CH3

numerazione giusta numerazione errata

3. La posizione della catena laterale è individuata dal numero del carbonio della catena
normale da cui la catena laterale si ramifica

6 5 4 3 2 1 7 6 5 4 3
CH3CH2CH2CH2CHCH3 CH3CH2CH2CH2CH CH3
CH3 2 CH2
2-metilesano
1 CH3

3-metileptano

4. Quando sono presenti due o più sostituenti, si individua la loro posizione con il numero
dell’atomo di carbonio a cui sono legati
5. Quando sullo stesso atomo di carbonio sono presenti due sostituenti diversi il numero
corrispondente è riportato due volte
6. Quando due o più sostituenti sono uguali si usa il prefisso di-, tri-, tetra-, e così via
3
7. I sostituenti di uguale importanza vengono scritti in ordine alfabetico.

CH3
1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 5 6
CH3CHCH2CHCH2CH3 CH3CH2CH2CHCH2CH3 CH3CHCH2CHCH2CH3
CH3 CH2 CH2 CH3 CH3
CH3 CH3 2,4-dimetilesano
4-etil-2-metilesano 3-etil-3'-metilesano

8. Quando si possono individuare due catene normali della stessa lunghezza la catena normale
che porta il maggior numero di sostituenti definisce il nome di base dell’idrocarburo

CH3
CH2
CH2 CH3
7 6 5 3
CH3CH2CHCHCHCHCH3
4 2 1
CH3 CH3
2,3,5-trimetil-4-propileptano
(quattro sostituenti)
non 2,3-dimetil-4-sec-butileptano
(tre sostituenti)

Alogenoalcani

Molecole in cui un sostituente è un alogeno (F,Cl,Br,I).

Cicloalcani

Gli idrocarburi insaturi possono anche presentarsi in forma ciclica e prendere il nome di cicloalcani.
Questi costituiscono una serie omologa in quanto ciascun membro differisce da quello
immediatamente precedente per un gruppo CH 2 presente nella sua molecola. I composti semplici
hanno la formula bruta CnH2n

Ciclopropano Ciclobutano Ciclopentano Cicloesano

Per eliminare ogni tensione angolare nel cicloesano i carboni ibridizzati sp 3 si dispongono in una
conformazione non piana di angoli 109,5° eliminando perciò ogni tensione angolare. Tale
conformazione viene detta a sedia :

4
In questa conformazione a sedia ci sono due tipi di atomi di idrogeno: sei atomi di idrogeno sono
proiettati verso l’esterno dell’anello (posizione equatoriale) mentre sei atomi sono diretti
verticalmente ed alternativamente orientati verso l’alto o verso il basso (posizione assiale). In
questo modo sono rese minime le repulsioni di van der Waals tra le nubi elettroniche degli idrogeni
adiacenti. Il 99% delle molecole di cicloesano si trova nella conformazione a sedia che è la
conformazione più stabile. Per un cicloalcano monosostituito (es: il metilcicloesano) si possono
avere due distinte conformazioni a sedia; in una conformazione il metile occupa una posizione
assiale nell’altra occupa una posizione equatoriale. Le due conformazioni sono interconvertibile
mediante un semplice ribaltamento attraverso la conformazione a twist (che qui non riporteremo).
E’ da notare che con il ribaltamento conformazionale avviene lo scambio tra legami assiali ed
equatoriali.
CH3

CH3

Metilcicloesano Metilcicloesano

La conformazione del cicloesano monosostituito più stabile è quella in cui il sostituente è in


posizione equatoriale.
Quando abbiamo la presenza di un cicloalcano disostituito introduciamo l’esistenza di stereoisomeri
cis-trans. Se i sostituenti si trovano dalla stessa parte si parla di isomero cis, se sono da parti
opposte si parla di isomero trans.
Con il termine stereoisomeri e quindi (stereoisomeria) si intende molecole che differiscono
unicamente per la disposizione degli atomi nello spazio (hanno stessa formula bruta e stesso modo
di legare gli atomi). Gli isomeri di struttura invece sono isomeri che differiscono tra loro perchè
gli atomi sono legati in modo differente pur avendo la stessa formula bruta.

CH3 CH3 CH3

CH3
cis-1,3-dimetilciclopentano trans-1,3-dimetilciclopentano

CH3

H3C CH3 H3C


cis-1,3-dimetilcicloesano trans-1,3-cicloesano

Se consideriamo le conformazioni reali a sedia del cicloesano abbiamo il seguente esempio con il
trans-1,4 dimetilcicloesano.

5
CH3
H3C
CH3
CH3

ALCHENI

Sono degli idrocarburi insaturi caratterizzati da legami doppi con atomi di carbonio ibridizzati sp2.
Essi sono caratterizzati da formula bruta: CnH2n.

Formula di Struttura Nome


CH2=CH2 Etene
CH3-CH=CH2 Propene
CH3-CH2-CH=CH2 1-Butene
CH3-CH2-CH2-CH=CH2 1-Pentene

La loro nomenclatura è semplice:


1. La desinenza caratteristica degli alcheni è –ene
2. Il nome fondamentale è determinato dalla catena normale più lunga che contiene il doppio
legame
3. La numerazione avviene a partire dall’estremità della catena più vicina al doppio legame in
modo da attribuire a questo il numero più basso.
4. La posizione viene individuata dal numero del primo carbonio della catena principale che
costituisce il doppio legame
CH3
CH3CH CHCH2CH2CH3 CH3C CHCH2CHCH3
2-esene CH3
2,5-dimetil-2-esene

5. La posizione di ogni doppio legame deve essere specificata nel nome.


6. Se ci fossero più doppi legami avremmo come desinenza diene o triene e così via.
7. I gruppi vinilici e allilici sono dei sostituenti e le loro formule sono le seguenti:
H H H
H
C C C C
H H CH2
gruppo vinile gruppo allile

STEREOISOMERIA GEOMETRICA degli ALCHENI

L’isomero cis ha i sostituenti dalla stessa parte, mentre l’isomero trans ha i sostituenti l’uno
opposto all’altro.

6
H H H F
C C C C
F F F H
Alchene cis Alchene trans

La stereochimica degli alcheni più sostituiti è difficile da stabilire. La nuova nomenclatura detta E,
Z adotta la regola della priorità. Se i gruppi a più alta priorità si trovano dalla stessa parte del piano
si ha una struttura E, mentre se si trovano dalla parte opposta si ha una struttura Z.

H CH3 H Br
C C C C
Br CH3 CH3 CH3
Z E

La priorità dei gruppi per questa regola di nomenclatura dipende dal numero atomico: maggiore è
quest’ultimo, maggiore sarà la priorità dei gruppi.

Br > Cl > O > N > C > H


A priorità di numero atomico, si vede l’atomo successivamente legato: es. il gruppo etile ha priorità
sul metile.

ALCHINI

Sono idrocarburi insaturi caratterizzati da legami tripli con atomi di carbonio ibridizzati sp. Essi
sono caratterizzati da formula bruta: CnH2n-2..
La loro nomenclatura è semplice: il nome è costituito da un prefisso che indica il numero di atomi
di carbonio della catena più lunga contenente il triplo legame seguita dalla desinenza –ino

Formula di Struttura Nome


CH≡CH Etino o acetilene
CH3-C≡CH Propino
CH3-CH2-C≡CH 1-Butino
CH3-CH2-CH2-C≡CH 1-Pentino

Per il resto valgono le stesse regole di nomenclatura adottate per gli alcani e gli alcheni.

COMPOSTI AROMATICI
Particolare classe di composti in cui il capostipite è il BENZENE. Nel 1865 Kekulè propose la sua
struttura ciclica esagonale in cui i sei atomi di carbonio costituiscono un anello e sono legati l’uno
all’altro mediante un sistema di legami semplici e doppi che si alternano.

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In questa struttura gli elettroni sono delocalizzati sugli orbitali p liberi di formare legami π. Tutti i
legami carbonio-carbonio hanno la stessa lunghezza che risulta essere intermedia tra quella di
un legame singolo e di uno doppio.
Per la nomenclatura dei derivati benzenici monosostituiti il loro nome è individuato indicando il
gruppo sostituente e poi la desinenza benzene, nell’altro sistema tutto l’anello benzenico
monosostituito è individuato da un nome specifico.

F NO2 CH3 OH NH2 COOH

Fluorobenzene Nitrobenzene Toluene Fenolo Anilina Acido Benzoico

Quando l’anello benzenico porta due sostituenti, la loro posizione relativa è precisata mediante i
prefissi orto, meta e para.

X X X

Y
Y
Orto Meta Para

Anche nel caso dei derivati benzenici, vale la regola che i sostituenti devono avere i numeri più
bassi possibile ed essere elencati in ordine alfabetico.
Il benzene può essere anche un gruppo sostituente. In questo caso è chiamato fenile ( C6H5- ).
Alcuni composti aromatici sono eterociclici cioè hanno nella struttura ciclica atomi differenti dal
carbonio come: S, N, O, ecc. I più comuni sono:

N N S O
H Tiofene Furano
Piridina
Pirrolo

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I composti con anelli aromatici occupano una posizione di rilievo nel quadro delle reazioni che
avvengono negli organismi viventi. L’anello benzenico è presente in due importantissimi
amminoacidi come la tirosina e la fenilalanina, un terzo amminoacido aromatico è il
triptofano il quale contiene un anello benzenico condensato con un anello pirrolico.
I sistemi eterociclici sono presenti in molti sistemi biochimici. I derivati della purina e della
pirimidina sono i costituenti fondamentali del DNA e dell’RNA.

N
N N

N N N
H Pirimidina
Purina

ALCOLI e FENOLI
Per questa classe di composti il gruppo funzionale caratteristico è -OH detto ossidrile legato ad un
carbonio saturo.
Le regole di nomenclatura sono uguali a quelle già discusse per i composti precedenti:
1. -Si deve identificare la catena più lunga fra quelle che portano il gruppo alcolico.
2. -Si numera la catena in modo che il carbonio ossidrilico abbia il numero più basso.
3. -Cambiamento della desinenza -o o -e dell’idrocarburo con quella –olo. (in parentesi i nomi
comuni).

Formula di Struttura Nome


CH3OH Metanolo (alcol Metilico)
CH3CH2OH Etanolo (alcol Etilico)
CH3-CH2CH2OH 1-Propanolo (alcol Propilico)
CH3-CH2-CH2-CH2OH 1-Butanolo (alcol Butilico)

ESEMPI:

OH
CH2 CHCH2OH
CH3CH2CHCH3
2-Butanolo 2-Propenolo

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Gli alcoli si dividono in: primari, secondari, terziari a seconda di quanti sono i gruppi alchilici
presenti sul carbonio a cui è legato il gruppo ossidrilico

H R R
R C OH R C OH R C OH
H H R
Alcol primario Alcol secondario Alcol terziario

Gli alcoli in cui sono presenti due gruppi ossidrilici sono detti dioli ( oppure glicoli).

CH2 CH2 CH3 CH CH2


OH OH OH OH
1,2-Etandiolo 1,2-Propandiolo
(Glicole etilenico) (Glicole propilenico)

Se sono presenti tre gruppi ossidrilici sono detti trioli.

CH2 OH
CH OH
CH2 OH
glicerina
o
glicerolo

I fenoli sono composti aromatici caratterizzati dalla presenza del gruppo –OH legato direttamente
ad un anello benzenico. Molti di questi composti essendo conosciuti in natura hanno dei nomi
comuni.
OH OH OH OH OH
CH3

OH Cl
Fenolo o-cresolo 3-cloroidrossibenzene
Resorcina OH (2-metilidrossibenzene) (m-clorofenolo)
Idrochinone

ETERI

Gli eteri sono dei composti in cui due gruppi alchilici sono legati ad uno stesso atomo di ossigeno.
Se i due gruppi sono uguali parliamo di eteri simmetrici se sono differenti sono eteri misti o
asimmetrici.

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R O R R O R'
Etere simmetrico Etere misto

Secondo le regole di nomenclatura gli eteri sono individuati con il nome dell’idrocarburo a catena
più lunga in cui gli idrogeni sono stati sostituiti con il gruppo OR chiamato alcossilico.

CH3
CH3 O CH3 CH3CH2 O CHCH3
Metossimetano 2-etossipropano
(dimetil etere) (etil isopropil etere)

AMMINE
Sono composti derivanti dall’ammoniaca. Si dividono in primarie, secondarie, terziarie a seconda di
quanti sono i gruppi alchilici legati all’azoto che sostituiscono gli idrogeni.

R N H R N H R N R
H R R
primaria secondaria terziaria

Nelle regole di nomenclatura, individuata e numerata la catena carboniosa più lunga secondo il
solito criterio, si aggiunge alla desinenza -o dell’alcano la parola ammina.

CH3 N H CH3 N H CH3CH2 N H


H CH3 H
Metanammina 2-Propanammina Etilammina

Nel caso di ammine secondarie si scrive N-gruppo alchilico sostituente più il nome della catena
idrocarburica più lunga con alla fine ammina.
Nel caso di ammine terziarie si scrive N,N’-gruppi alchilici sostituenti più il nome della catena
idrocarburica più lunga con alla fine ammina.

CH3 N H CH3CH2 N CH2CH2CH3


CH2CH3 CH3
N-metiletilammina N-etil-N'-metilpropanammina

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Molto importanti dal punto di vista biologico sono le ammine aromatiche in cui uno solo degli
idrogeni dell’ammoniaca è sostituito dal benzene. Nella nomenclatura comune si fa riferimento
all’anilina.

H3C NH2

4-metilanilina
(para metilanilina)

Nel mondo naturale gli eterocicli contenenti uno o più atomi di azoto sono diffusissimi con anelli
prevalentemente a cinque o a sei termini.
La presenza dell’azoto determina le proprietà della molecola dovute alla presenza del doppietto
elettronico non condiviso. I più comuni sono:

N N

N N N N
N N
H H H H
Pirrolidina Pirrolo Imidazolo Piridina Pirimidina Piperidina

Spesso i composti eterociclici a 5 o 6 termini si presentano condensati. Di preminente interesse sono


l’indolo e la purina.

N
N
N
N N
H
H
Indolo Purina
(Benzene + Pirrolo) (Pirimidina + Imidazolo)

ALDEIDI e CHETONI
Il tipico gruppo funzionale di questi composti è il carbonile in cui l’atomo di carbonio legato
all’ossigeno è ibridizzato sp2.

ALDEIDI: gruppo carbonilico legato ad un idrogeno e ad un gruppo alchilico.

O
R C H
Aldeide generica

Per denominare le aldeidi basta sostituire alla desinenza –o, dell’alcano corrispondente alla catena
più lunga contenente il gruppo aldeidico, la desinenza –ale. (in parentesi i nomi comuni). Poiché il

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gruppo aldeidico è un gruppo terminale la sua posizione nella catena principale non è specificata. Se
ci sono dei sostituenti è implicito che il carbonio carbonilico occupi la posizione 1.

Formula di Struttura Nome


HCHO Metanale (aldeide formica)
CH3CHO Etanale (acetaldeide)
CH3-CH2CH2CHO Butanale (aldeide butirrica)

I CHETONI assumono denominazione secondo le regole IUPAC, sostituendo il suffisso –o


dell’alcano con -one ed indicando con un numero la posizione del gruppo C=O. La numerazione
inizia dall’estremità più vicina al carbonile. (in parentesi i nomi comuni).

O
R C R
struttura di un chetone

Formula di Struttura Nome


CH3COCH3 Propanone (acetone)
CH3CH2COCH3 2-Butanone
CH3-CH2CH2COCH3 2-Pentanone

I nomi correnti dei chetoni si ottengono specificando il nome dei due gruppi legati al carbonio
carbonilico ed aggiungendo il termine chetone

ADDIZIONE NUCLEOFILA AL GRUPPO CARBONILE

Le reazioni caratteristiche delle aldeidi e dei chetoni sono le reazioni di addizione nucleofila al
doppio legame carbonio-ossigeno. Per nucleofilo si intende una molecola o ione in grado di cedere
coppie di elettroni .
Gli elettroni del doppio legame carbonilico non sono uniformemente distribuiti. Il carbonio
carbonilico porta una parziale carica positiva mentre l’ossigeno una parziale carica negativa. Il
carbonile quindi è un gruppo polarizzato. Tale distribuzione di carica è dovuta ad un effetto
induttivo causato dalla forte elettronegatività dell’atomo di ossigeno, e dal fatto che i due elettroni
del legame π (del doppio legame C=O) sono spostati completamente sull’atomo di ossigeno (effetto
di risonanza).
-
C O +C O

Possiamo visualizzare l’addizione nucleofila al gruppo carbonile in due schemi generali. Se


abbiamo un nucleofilo forte il meccanismo della reazione è la seguente:

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- Nu H
+ Nu
-
Nu: C O C O C OH
struttura trigonale
planare(sp 2 ) struttura tetraedrica struttura tetraedrica
(sp3 ) (sp3 )

Nel primo passaggio il nucleofilo si somma al carbonio del carbonile e la coppia di elettroni π del
doppio legame si trasferisce sull’ossigeno. Nell’intermedio tetraedrico l’ossigeno che ha acquistato
carattere di una base forte portando una carica negativa riceve un protone H+ dal solvente (acqua o
un alcol) e si trasforma nel prodotto finale.
Se invece il nucleofilo è debole possiamo rappresentare la reazione nel seguente modo:

-
Nu:
Nu
+
C O + H C OH C OH C OH
+ +

Nel primo stadio l’acido attacca l’ossigeno protonando il composto carbonilico che così diventa
molto reattivo verso il nucleofilo debole.

ADDIZIONE DI ALCOLI AL GRUPPO CARBONILICO: ACETALI e CHETALI

In seguito all’addizione di un alcool su un gruppo carbonilico si ottiene un EMIACETALE

O OH
R C H + R' OH R C OR'
aldeide alcol H
Emiacetale
La stabilità della maggior parte degli emiacetali a catena aperta non è sufficientemente alta da
permettere il loro isolamento infatti tendono a reagire con un’altra molecola di alcol per formare gli
ACETALI. Invece, gli emiacetali ciclici con anelli a cinque e sei termini sono nettamente stabili
come vedremo in seguito negli zuccheri semplici.

OH OR
R C OR' + R' OH R C OR' + H2O
alcol H
H
Emiacetale Acetale

ACIDI CARBOSSILICI
Composti caratterizzati dalla presenza di un gruppo carbossile –COOH.

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O
R C OH
Struttura
acido carbossilico

Nella regola IUPAC il nome è preceduto dalla dicitura acido seguito dal nome derivante
dall’idrocarburo con catena di pari lunghezza sostituendo il finale –o con il suffisso –oico.

Formula di Struttura Nome


HCOOH Acido Metanoico (acido formico)
CH3COOH “ Etanoico (acido acetico)
CH3-CH2COOH “ Propanoico (acido propionico)
CH3-CH2-CH2-COOH “ Butanoico (acido butirrico)

Per i nomi comuni il suffisso è –ico. Se il gruppo funzionale degli acidi è attaccato a un ciclo, il
composto può essere denominato usando il suffisso –carbossilico.

COOH COOH
HOOC

CH3

Acido 2-cicloesencarbossilico Acido-3-metilcicloesan-1,2-dicarbossilico

Nomi comuni sono particolarmente diffusi tra i composti acidi aromatici:

COOH COOH
COOH COOH
OH

Acido Benzoico Acido salicilico SO3H


COOH
Acido tereftalico acido-4-sulfobenzoico

La numerazione parte dall’atomo di carbonio a cui è legato il carbossile e segue le note regole
assegnando i numeri più bassi possibili ai gruppi funzionali. La nomenclatura IUPAC prevede la
sostituzione dell’- o finali dell’idrocarburo da cui derivano col suffisso – dioico. ( Il primo nome è

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quello comune) Alcuni acidi bicarbossilici, idrossiacidi e chetoacidi hanno notevole importanza in
campo biochimico.

COOH COOH COOH COOH

COOH CH2 CH2 CH2


Acido ossalico CH2 CHOH
" etandioico COOH
Acido malonico COOH COOH
" propandioico Acido succinico Acido malico
" butandioico " 2-idrossibutandioico

COOH CH3 CH3


CHOH CO CHOH
CHOH COOH COOH
COOH
Acido piruvico Acido lattico
Acido tartarico " 2-ossapropanoico " 2-idrossipropanoico
" 2,3-diidrossibutandioico

ESTERI
I nomi degli esteri sono formati da due termini che individuano rispettivamente l’acido carbossilico
(sostituendo la desinenza –ico o –oico con –ato o -oato) e l’alcol, usando il nome del
corrispondente gruppo alchilico.

O O CH3

CH3C OCH2CH3 CH3CH2C OC CH3


Acetato di etile CH3
(Etanoato di etile) Propanoato di terz-butile

AMMIDI
Le ammidi sono dei composti derivati dagli acidi carbossilici caratterizzati dalla presenza nella
molecola del gruppo funzionale – CONH2. La denominazione delle ammidi deriva da quella degli
acidi, sostituendo i suffissi –oico ed –ico con ammide.

CONH2
O O
CH3C NH2 CH3CH2C NH2
Etanammide
o Propanammide
Acetammide
Benzammide

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REGOLE GENERALI DI NOMENCLATURA

1- Dato un composto organico si deve identificare la catena più lunga. Il numero di atomi di
carbonio di questa determina il nome fondamentale della molecola.
2- Si numera la catena normale di atomi di carbonio in modo che i sostituenti abbiano il
numero più basso.
3- Se sono presenti due o più sostituenti si individua la loro posizione con il numero del
carbonio a cui sono rispettivamente legati.
4- Gruppi di uguale importanza si scrivono in ordine alfabetico.
5- Quando vi sono due sostituenti identici si indicano insieme le posizioni e al nome del
sostituente si aggiunge il prefisso che ne indica la quantità
6- Se i sostituenti identici si trovano sullo stesso carbonio, questo va numerato due volte con lo
stesso numero dove il secondo avrà l’apice.
7- La catena principale va numerata in modo che i gruppi con priorità maggiore possiedano il
numero più basso

STEREOCHIMICA
Gli stereoisomeri sono isomeri che differiscono unicamente per la disposizione degli atomi nello
spazio. Questi si possono dividere in due categorie generali: gli enantiomeri ed i
diastereoisomeri. Gli enantiomeri sono stereoisomeri che sono l’uno l’immagine speculare
dell’altro, mentre i diastereoisomeri non lo sono.
L’esistenza degli enantiomeri è legata ad una proprietà strutturale delle molecole: la chiralità. Una
molecola è definita chirale quando non è sovrapponibile alla sua immagine speculare. Chirale infatti
deriva dal greco e significa mano. Il suo uso deriva dal fatto che la relazione tra due enantiomeri è
la stessa che intercorre tra la mano destra e quella sinistra. Quando noi vediamo la mano sinistra
riflessa nello specchio noi guardiamo la mano destra, cioè la sua immagine speculare non
sovrapponibile. Tutte le molecole che contengono un atomo di carbonio chirale esistono sotto forma
di enantiomeri. Un carbonio è chirale quando lega 4 gruppi o 4 atomi diversi. Il numero di
stereoisomeri che si possono ottenere per una molecola sono 2n dove n è il numero di centri
asimmetrici presenti.
Quando l’atomo di carbonio ibridizzato sp3 è asimmetrico ci sono due, e solo due, configurazioni
tetraedriche che sono l’immagine speculare l’una dell’altra e non sono sovrapponibili. Ad esempio,
la molecola CFClBrI può esistere in due forme non sovrapponibili

F F

Br C C Br
Cl Cl I
I

specchio

A livello macroscopico la chiralità delle molecole è svelata da un fenomeno fisico, la capacità di far
ruotare il piano della luce polarizzata. Tali molecole quindi manifestano attività ottica. Che cosa è

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la luce polarizzata? La luce visibile è un’ onda elettromagnetica che si propaga. Un raggio di luce
consiste in due campi che vibrano in piani perpendicolari fra loro: un campo elettrico oscillante ed
uno magnetico oscillante. I piani in cui avvengono le vibrazioni oltre ad essere perpendicolari fra di
loro sono perpendicolari alla direzione di propagazione del raggio. Le vibrazioni del campo elettrico
avvengono in tutti i possibili piani perpendicolari alla direzione di propagazione della luce. Quando
la luce ordinaria attraversa un polarizzatore vi è una interazione tra polarizzatore e campo elettrico
con conseguenza che la luce che emerge vibra in un solo piano. Questa luce si chiama luce
polarizzata. L’occhio umano non distingue la luce polarizzata da quella naturale. Pertanto bisogna
far ricorso a uno strumento il polarimetro. Quello che dobbiamo misurare è l’angolo di rotazione
causato dall’introduzione del campione otticamente attivo. Se l’analizzatore del polarimetro è
ruotato in senso orario per ripristinare l’intensità della luce ottenuta con l’azzeramento dello
strumento, l’angolo α di rotazione è registrato positivo (+) e la sostanza è chiamata destrogira. Se
invece la rotazione è antioraria l’angolo α è negativo (-) e la sostanza è considerata levogira.
Nel 1891 Fischer inventò un modo per rappresentare sul piano l’atomo di carbonio asimmetrico
(con 4 sostituenti differenti). Secondo la sua simbologia i due legami che vengono sopra il piano del
foglio sono disegnati in orizzontale, mentre quelli diretti sotto il foglio sono verticali. Il carbonio si
trova nel punto di incrocio.

CHO CHO
H C OH = H OH
CH2OH CH2OH
Gliceraldeide Formula di Fischer
Gliceraldeide

I legami tratteggiati sono quelli che attraversano il foglio, quelli riempiti in nero sono quelli che
vengono sopra il piano del foglio.
L’orientazione dei sostituenti di un atomo di carbonio asimmetrico è chiamata configurazione. Il
sistema più diffuso è quello R-S. Per stabilire le configurazione assoluta di un atomo di C si devono
seguire le regole di priorità. I simboli R o S sono assegnati nel modo seguente:

1. A ciascun gruppo legato al carbonio viene assegnato un numero di priorità da 1 a 4. La


priorità è definita in base al numero atomico dell’atomo che è direttamente legato al
carbonio chinale. Al gruppo con l’atomo con numero atomico più alto si assegna priorità 1 e
così via.

Br > Cl > O > N > C > H

2.
3. Se due atomi connessi al carbonio asimmetrico hanno la stessa priorità , si prosegue lungo la
catena sino a trovare il punto in cui differiscono i due gruppi. La priorità è assegnata sulla
base di tale differenza.
4. I doppi legami si scrivono come fossero due legami singoli:

18
H H H H
C C equivale a C C H
C C

C O equivale a C O
O C

5. I legami tripli si scrivono come se fossero tre legami singoli:

C C
C C equivale a C C
C C

Facciamo un esempio applicando le regole della priorità.

CHO CHO
H C OH = H OH
CH2OH CH2OH
Gliceraldeide Formula di Fischer
Gliceraldeide

La priorità più alta appartiene per la gliceraldeide all’-OH e la più bassa all’ –H. Il gruppo –CHO
prevale sul gruppo –CH2OH. Quindi l’ordine finale di priorità è il seguente:

OH > CHO > CH2OH > H

Andando dal sostituente a più alta priorità a quello a più bassa se la rotazione è concorde con quella
delle lancette dell’orologio, cioè in senso orario, l’atomo di carbonio asimmetrico avrà
configurazione R se la rotazione è opposta a quella delle lancette dell’orologio, senso antiorario,
sarà configurazione S.
Nel caso della molecola da noi presa come esempio, mantenendo fisso il gruppo CH 2OH facciamo
ruotare in senso orario gli altri tre sostituenti di 90° come indicato dalle frecce.

CHO H
H OH = HO CHO
CH2OH CH2OH
Gliceraldeide R-Gliceraldeide

19
Il movimento è necessario per posizionare in alto H che ha la priorità più bassa. Per assegnare la
corretta configurazione assoluta è conveniente porre sempre in alto il gruppo a più bassa priorità.
oppure basta invertire la configurazione che otteniamo lasciando la molecola scritta come all’inizio.
La gliceraldeide sopra raffigurata ha configurazione assoluta R.

CARBOIDRATI (ZUCCHERI)
I carboidrati (idrati del carbonio) sono un gruppo di composti che hanno formula generale
Cn(H2O)m. La definizione corrente è: composti organici contenenti funzioni carboniliche (aldeidiche
e chetoniche) e funzioni alcoliche. Possiamo quindi definire tali composti dei poliidrossialdeidi o
poliidrossichetoni otticamente attivi in quanto contengono almeno un atomo di carbonio chirale. I
monosaccaridi (carboidrati che non possono formare per idrolisi zuccheri più semplici) si possono
classificare in base al numero di atomi di carbonio presenti nella molecola (triosi, tetrosi, pentosi,
esosi). La struttura più semplice per i monosaccaridi è quella aperta ossia quella costituita da una
catena lineare con funzioni aldeidiche o chetoniche libere. Gli atomi di carbonio vengono numerati
secondo le regole IUPAC attribuendo al carbonio carbonilico il numero più basso possibile.
I monosaccaridi più semplici sono la gliceraldeide e il diidrossiacetone.
CHO CH2OH
*CHOH C O
CH2OH CH2OH
gliceraldeide diidrossiacetone
* (carbonio chirale)

Secondo le convenzioni la (+)-gliceraldeide ha configurazione assoluta R, la (-) gliceraldeide ha


configurazione S. E’ stato visto come prima che si determinassero le configurazioni assolute, si
erano stabilite le configurazioni relative di composti otticamente attivi scegliendo come composti di
riferimento i due enantiomeri della gliceraldeide. Alla (+)-gliceraldeide fu assegnata arbitrariamente
la configurazione D mentre alla (-)-gliceraldeide la configurazione L. Pertanto un qualsiasi
monosaccaride è di serie D oppure L quando il suo ultimo carbonio chirale ha la stessa
configurazione della D o L gliceraldeide oppure possiamo anche dire a seconda della struttura
dell’atomo di carbonio chirale più lontano dal gruppo carbonilico.
I carboidrati di maggior interesse dal punto di vista biologico e quindi analizzati nei vari corsi di
studio, sono quelli della serie D-aldosi (derivanti dalla D-gliceraldeide). Possiamo rappresentare la
serie con i rispettivi nomi mediante le formule di Fischer (Tabella 1).

Struttura ciclica dei monosaccaridi

La struttura aperta dei monosaccaridi non consente di chiarire del tutto il comportamento chimico-
fisico di tali composti. Gli zuccheri dato che posseggono un gruppo carbonilico e diversi gruppi
ossidrili nella stessa molecola hanno la tendenza a dare addizione nucleofila interna intramolecolare
(tra il carbonile e l’ossidrile in posizione 5) e a trasformarsi in EMIACETALI CICLICI, con
anelli relativamente stabili a cinque e sei termini. La formazione della nuova molecola ciclica fa
nascere un nuovo centro chirale il C 1. Si avranno due diastereoisomeri che chiameremo
ANOMERI. Il carbonio C1 si definisce ANOMERICO e il nuovo ossidrile ossidrile anomerico. I
due composti saranno rispettivamente l’anomero α e β secondo l’orientamento dell’ossidrile
emiacetalico. Si instaura un vero e proprio equilibrio-chimico tra la forma aperta e i due anomeri α
e β. Possiamo ricorrere a diversi tipi di formule per rappresentare le strutture cicliche dei

20
carboidrati. Abbiamo le ben note formule proiettive di Fischer ,oppure le rappresentazioni planari di
Haworth, o le rappresentazioni più aderenti alla realtà quelle conformazionali cioè quelle a sedia del
cicloesano.
Strutture di Fischer:

Carbonio Carbonio
ossidrile chirale anomerico ossidrile
anomerico anomerico chirale anomerico
H O
1 C
HO H H
1
OH
2 H OH
H OH O H
2
OH O
3 HO H 3
HO H HO H
4 H OH 4
H OH H OH
5 H OH
H H
5

6 CH2OH 6
CH2OH CH2OH
Anomero α D-Glucosio Anomero β
Secondo le proiezioni di Fischer per convenzione per i D-zuccheri, l’anomero α è quello il cui –OH
anomerico cade a destra rispetto la catena, mentre l’anomero β quello con l’-OH a sinistra.
Disegnando gli zuccheri con le strutture di Haworth abbiamo:

H
6
5
H CH2OH
4 OH
OH H CH O
1
OH
3 2

H OH

CH2OH
CH2OH 6
CH2OH H O
O 5 H OH
H H O
H
4 H OH H
OH H 1
OH H
OH OH H CH O
OH
OH
3 2 H OH
H OH H OH
α−Glucopiranosio β−Glucopiranosio

L’anomero α è quello il cui –OH anomerico cade in basso, mentre l’anomero β quello con l’-OH
diretto in alto.
Per rappresentare tali strutture, come si può anche osservare nello schema, abbiamo fatto ruotare
prima il gruppo CH-CH2OH intorno al C-4, e in seguito il gruppo OH si addiziona al C=O per
formare la struttura ciclica. Nella denominazione dei monosaccaridi la dimensione del ciclo è
suggerita dai suffissi –piranosio e –furanosio. Questi termini sono adottati per la somiglianza
strutturale dei monosaccaridi con gli eterocicli (cicli in cui sono presenti anche elementi differenti
dal carbonio) pirano (a sei termini) e furano (a cinque termini).

21
O O

Furano Pirano

Rappresentazioni conformazionali degli zuccheri:

H H CH2OH
CH2OH
H O H O
HO HO
OH H
HO H HO H
OH OH
H H H OH

β-D-Glucopiranosio α-D-Glucopiranosio

Per il fruttosio abbiamo una struttura a cinque termini simile all’eterociclo furano.

Formazione di O-glicosidi

Gli zuccheri reagiscono mediante l’-OH anomerico con composti che possiedono funzioni alcoliche
o fenoliche per formare O-glicosidi composti che formalmente sono eteri.

CH2OH CH2OH
O O
H H H
H
H+
OH H + CH3OH OH H
OH OH OH OCH3

H OH H OH

Esterificazione

Per via chimica tutti gli ossidrili possono essere esterificati con acidi organici, inorganici o loro
derivati. Nella cellula le esterificazioni possono venire ad opera di enzimi. Molto importanti sono le
esterificazioni con acido fosforico dette fosforilazioni che trasformano gli zuccheri in composti
biologicamente attivi.

CH2OH CH2 O P -
O
O H O H O-
H H
esocinasi
+ H3PO4
OH H H2O OH H
OH OH OH OH
H OH H OH

α-D-Glucopiranosio α-D-Glucopiranosio-6-fosfato

22
Formazione di N-glicosidi

Gli zuccheri reagiscono con composti azotati come ammine, amminoacidi, purine pirimidine per
dare N-glucosidi.

CH2OH CH2OH
O O
H OH H NHCH3
OH H + NH2CH3
H OH H H
OH OH

H OH H OH

β-D-Glucopiranosio N-Metil- β-D-Glucopiranoside

NH2

N
N

Adenosina monofosfato
O N N
AMP
-
O P O CH2 O
-
O H
H

Reazioni di ossidazione

L’acido nitrico è un forte ossidazione e ossida tutti gli zuccheri ad acidi bicarbossilici chiamati
genericamente acidi glicarici.

O H O OH
C C
HO H HO H
HO H HNO3 HO H
H OH H OH
H OH H OH
CH2OH COOH
D-Mannosio Acido Mannarico

Per quel che riguarda un chetoso abbiamo l’ossidazione del fruttosio

23
CH2OH COOH
C O C O
HO H HNO3 HO H
H OH H OH
H OH H OH
CH2OH COOH
D-Fruttosio Acido Fruttarico

Con ossidanti blandi il processo di ossidazione avviene solo per gli aldosi e si arresta agli acidi
gliconici cioè ai corrispondenti acidi monocarbossilici; questo succede con l’acqua di bromo.

O O OH
H
C C
H OH HO H
HO H Br2/H2O HO H
H OH H OH
H OH H OH
CH2OH CH2OH

D-Glucosio Acido Gluconico

Reazioni di riduzione

Il gruppo carbonilico può essere ridotto al gruppo alcolico corrispondente. I prodotti che si
ottengono sono polialcoli che prendono il nome generico di alditoli. I riducenti utilizzati sono
idrogeno in presenza di nichel di Raney o in presenza di sodio amalgamato o il boroidruro di sodio
che essendo solubile in acqua come gli zuccheri consente di operare in ambiente acquoso.

24
O H
C CH2OH
H OH HO H
HO H NaBH4 HO H
H OH H OH
H OH H OH
CH2OH CH2OH

D-Glucosio D-Glucitolo o
D-Sorbitolo

ALBERO GENEALOGICO dei D-ALDOSI. Proiezioni di Fischer


Tabella 1

25
H O H O H O H O H O H O H O H O
C C C C C C C C
H OH HO H H OH HO H H OH HO H H OH HO H
H OH H OH HO H HO H H OH H OH HO H HO H
H OH H OH H OH H OH HO H HO H HO H HO H
H OH H OH H OH H OH H OH H OH H OH H OH
CH2OH CH2OH CH2OH CH2OH CH2OH CH2OH CH2OH CH2OH
Allosio Altrosio Glucosio Mannosio Gulosio Idosio Galattosio Talosio

H O H O H O H O
C C C C
H OH HO H H OH HO H
H OH H OH HO H HO H
H OH H OH H OH H OH

CH2OH CH2OH CH2OH CH2OH

Ribosio Arabinosio Xilosio Lixosio

H O H O
C C
H OH HO H
H OH H OH
CH2OH CH2OH
Eritrosio Treosio

H O
C

H OH
H OH

CH2OH

D-Gliceraldeide

DISACCARIDI

I disaccaridi sono particolari emiacetali formati fra l’-OH anomerico di un monosaccaride e l’-OH
alcolico di un altro monosaccaride. Tutti gli –OH alcolici dei monosaccaridi si
possono comportare da nucleofili ( specii in grado di cedere un doppietto) per dare
emiacetali ma in natura è più comune l’attacco da parte degli –OH nelle posizioni
in C4 e in C6.
Per definire più dettagliatamente la struttura di un disaccaride bisogna conoscere:

26
1) la natura dei monosaccaridi
2) quale monosaccaride fornisce l’-OH anomerico e quale l’-OH alcolico
3) fra quali carboni si forma il legame a ponte che unisce i due monosaccaridi
4) la configurazione α o β di tale legame
5) la conformazione piranosica o furanosica dei due zuccheri.
I disaccaridi più importanti sono il maltosio e il cellobiosio che rappresentano in natura
rispettivamente le unità costruttive dell’amido e della cellulosa; il lattosio è lo zucchero del latte dei
mammiferi. Infine il saccarosio che costituisce il comune zucchero commerciale. La struttura di
questi disaccaridi è stata determinata ricorrendo a una serie di reazioni più o meno complesse. Ad
esempio con l’idrolisi chimica è stato possibile stabilire la natura dei due monosaccaridi e con
quella enzimatica la configurazione α o β del loro legame.

MALTOSIO
Dall’idrolisi chimica si è visto che è costituito da due molecole di glucosio. Il legame fra le due
molecole di glucosio è di tipo α.

CH2OH CH2OH
O H O
H H OH
1 4
OH H OH H
OH O H
H OH H OH
4-O-(α-D-glucopiranosil)-β-D-glucopiranosio
oppure
D-glucopiranosil-α(1-4)-β-glucopiranosio

LATTOSIO
E’ un disaccaride formato da due monosaccaridi diversi: il galattosio che impegna l’-OH anomerico
con l’–OH in C4 del glucosio in un legame di tipo β.
CH2OH
H O H
CH2OH
4
O OH H
OH O OH
1
OH H H OH
H H
H OH
4-O-(β-D-galattopiranosil)-α-D-glucopiranosio
oppure
D-galattopiranosil-β-(1-4)-α-glucopiranosio
CELLOBIOSIO
E’ formato come il maltosio da due molecole di glucosio in forma piranosica ma questa volta il
legame fra il C1 e il C4 è del tipo β.

27
CH2OH
H O OH
CH2OH
4
O OH H
H O H
1
OH H H OH
OH H
H OH
4-O-(β-D-glucopiranosil)-β-D-glucopiranosio
oppure
D-glucopiranosil-β(1-4)-β-glucopiranosio

SACCAROSIO
Questo è un disaccaride formato da glucosio e fruttosio. La sua importante particolarità strutturale
le conferisce delle proprietà diverse.
Infatti il glucosio in forma α-piranosica e il fruttosio in forma β-furanosica danno un legame con i
loro –OH anomerici.
CH2OH
O
H H
1
OH H
OH

H OH O
HOCH2
O

H HO
CH2OH
H

OH H
α-D-glucopiranosil-β-D-fruttofuranoside
oppure
β-D-fruttofuranosil-α-D-glucopiranoside

POLISACCARIDI

I polisaccaridi sono polimeri di monosaccaridi o di loro derivati, legati fra loro con legami
glicosidici.

AMIDO
Nelle molecole di amido sono generalmente presenti due frazioni: l’amilosio e l’amilopectina.
L’amilosio è solubile in acqua ed è costituito da catene lineari unite fra loro solo con legame α (1-
4) la cui unità costitutiva di base è il maltosio. L’amilopectina è invece insolubile in acqua ed è
costituita anche in questo caso da unità di glucosio unite fra loro non solo con legami α (1-4) ma
anche α (1-6) che danno luogo a ramificazioni. Si deve quindi parlare di amidi poiché ogni tipo di
amido sarà formato da amilosio e amilopectina presenti in percentuali variabili come inoltre saranno
variabili il grado di polimerizzazione e di ramificazione dell’amilopectina.

28
CELLULOSA
La cellulosa è il composto organico più diffuso in natura strutturalmente è un polimero lineare del
D-glucopiranosio con legami tutti β (1-4). Purtroppo nel nostro organismo la mancanza di enzimi
specifici per il legame β (1-4) glucosidico ci impedisce di utilizzare direttamente tale elemento.

legame β (1-4) glicosidico

CH2OH CH2OH
CH2OH
O O
H O

OH H O O OH H
OH OH H

H OH H OH
H OH
n

ACIDI GRASSI

Gli acidi grassi presentano generalmente queste caratteristiche:


1. sono acidi monocarbossilici a catena lineare;
2. possiedono un numero pari di atomi di carbonio compreso tra 4 e 30;
3. possono essere saturi o insaturi (con una o più insaturazioni)

Gli acidi grassi insaturi naturali possiedono la struttura dell’isomero Z o cis.

CH3(CH2)10COOH CH3(CH2)5C C (CH2)7COOH


Acido dodecanoico H H
Acido (Z)-9-esadecenoico

Tali composti hanno una densità inferiore a 1 e sono insolubili in acqua a causa del prevalere della
parte idrocarburica, idrofobica, sulla parte idrofila del carbossile. Il punto di fusione degli acidi
grassi è influenzato sia dalla lunghezza della catena, sia dalla presenza dei doppi legami. A
temperatura ambiente gli acidi grassi saturi sono allo stato solido, mentre quelli insaturi sono
liquidi.

Gliceridi

L’esterificazione parziale o totale del glicerolo, alcol con tre gruppi funzionali, con acidi grassi
porta alla formazione di diversi gliceridi.

29
CH2 O C OR CH2 O C OR CH2 O C OR
CH OH CH O C OR' CH O C OR'
CH2 OH CH2 OH CH2 O C OR''
monogliceride 1,2-digliceride trigliceride

I trigliceridi nonostante la presenza del gruppo estereo polare, si considerano apolare per la
preponderanza delle catene alifatiche.

PROTEINE

Quando viene idrolizzata una proteina con acidi o basi diluite o enzimi idrolitici, il risultato è una
miscela di α-amminoacidi. Un α-amminoacido contiene il gruppo ammino –NH2 sull’atomo di
carbonio in posizione α cioè adiacente al gruppo carbossilico.
A parte la glicina, gli amminoacidi presenti in natura sono otticamente attivi, per lo più con
configurazione L. La struttura di riferimento per stabilire la configurazione assoluta degli ammino
acidi è ancora la gliceraldeide, con il gruppo ammino che sostituisce il gruppo –OH e il gruppo
carbossilico al posto del –CHO. La molecola mostrata ha una configurazione L poiché il gruppo
NH2 compare a sinistra.
Tali composti sono solidi cristallini bianchi con caratteristiche chimico fisiche paragonabili a quelle
dei composti ionici; infatti presentano punti di fusione elevati e scarsa solubilità nei solventi apolari.
Questo comportamento è dovuto alla possibilità che questi composti esistano nella forma ionica
dipolare o “zwitterione”.Quando la soluzione acquosa è acida o basica, per il carattere anfotero
degli amminoacidi prevarranno rispettivamente la forma cationica o anionica. Quindi come
possiamo vedere l’amminoacido risente del pH dell’ambiente.

- R O + OH - R O
R O + OH
+
+ H3N CH C H2N CH C
H3N CH C + - + -
O H O
OH + H
pH molto acido ione dipolare pH molto basico
forma cationica zwitterione forma anionica

In soluzioni fortemente acide l’amminoacido esiste come catione, con un protone proveniente dalla
soluzione che si coordina all’atomo di azoto formando NH3+. In soluzione fortemente basica si
forma un anione, mediante la perdita di protoni da parte di –CO 2H o NH3. Ad un punto intermedio
si ha perdita di un protone da parte di –CO 2H mentre viene mantenuto da –NH3. Il pH in cui
l’amminoacido esiste in forma dipolare si chiama punto isoelettrico e può non coincidere col pH=7
perchè le due funzioni amminica e carbossilica hanno costanti di dissociazione diverse.

PEPTIDI

Una delle più importanti caratteristiche reazioni degli amminoacidi è quella fra il gruppo
carbossilico e il gruppo amminico di due amminoacidi, uguali o diversi, che si uniscono per formare
un legame ammidico.

30
R O R R O O
O
H2N CH C + H2N CH C H2N CH C NH CH C + H2O
OH OH OH
R'

Questo dimero prende il nome di dipeptide, Se sono presenti più amminoacidi legati tra di loro ho la
formazione di una catena polipeptidica.
Le proteine sono dei polimeri costituite da catene polipeptidiche lineari con più di 100 amminoacidi
ed hanno un peso molecolare fra 10000 e 1000000 dalton.
La sequenza di amminoacidi contiene in sé tutte le informazioni che attraverso tre diversi gradi di
organizzazione portano alla struttura finale.

ACIDI NUCLEICI
Gli zuccheri presenti nella struttura degli acidi nucleici DNA e RNA, sono due aldopentosi: il D-
ribosio e presente nell’RNA (acido ribonucleico) e il 2-desossi-D-ribosio nel DNA (acido
desossiribonucleico)

HO2HC O OH HO2HC O OH

OH OH OH H
D-ribosio 2-desossi-D-ribosio

Le basi azotate sono derivate da due basi eterocicliche fondamentali, la pirimidina e la purina
(vedi ammine). Le principale basi pirimidiniche sono la citosina presente nel DNA e nell’RNA, e la
timida nel DNA e l’uracile nell’RNA. Le principali basei puriniche sono l’adenina e la guanina
presenti sia nell’RNA che nel DNA.

NH2 O O
CH3
N HN HN

O N O N O N
H H H
Citosina Uracile Timina

NH2 O

N HN N
N

N N H2N N N
H H
Adenina Guanina

31
Le basi puriniche e pirimidiniche si uniscono ai rispettivi zuccheri con un legame β-glicosidico per
dare i nucleosidi, e quest’ultimi con acido fosforico danno degli esteri monofosforici detti
nucleotidi. Normalmente l’esterificazione viene a carico dell’ossidrile del pentoso in posizione C-5.
(vedi esterificazione degli zuccheri)

32