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1.

Introduzione
Per scienza dei materiali si intende la disciplina che studia le relazioni che
esistono tra struttura (subatomica, atomica, microscopica e macroscopica) e le
proprietà dei materiali

- meccaniche;
- termiche;
- deterioramento;
- elettriche;
- magnetiche;
- ottiche;

I materiali sono classificati in:

- metalli (gran numero di elettroni delocalizzati, conduttori, resistenti ma


deformabili e diffusamente impiegati in applicazioni strutturali)
- ceramici (M+nM: ossidi, nitruri, carburi - sono isolanti, resistenti al calore
e agli ambienti severi, duri ma molto fragili)
- polimeri (materie plastiche, gomme basati su C, H - grande struttura
molecolare, bassa densità ed estremamente flessibili)
- compositi, es vetroresine che hanno resistenza del vetro e flessibilità dal
polimero
- semiconduttori, proprietà intermedie fra conduttori elettrici e gli isolanti e
sensibili alle impurezze (drogaggio)
- biomateriali, che non causano reazioni biologiche avverse

materiali avanzati: fibre ottiche, display

2. Forze ed energie di legame


L’energia di legame tra due atomi rappresenta sia l’energia minima del sistema
che l’energia necessaria da fornire per portare i due atomi ad una distanza
infinita.

L’energia e la distanza interatomica dipendono dal tipo di legame atomico e


l’andamento della curva varia da materiale a materiale e l’andamento della curva
dipende dal tipo di materiale.
Se grande E0
- alta temperatura di fusione
- a T ambienta si formano solidi, se intermedia liquidi

Se CURVA RIPIDA
- il materiale è rigido

Se STRETTA e PROFONDA
- basso coefficiente di di dilatazione termica

Legami: avvengono per la tendenza degli atomi di assumere forme elettroniche


stabile, come quelle dei gas inerti

IONICO (tipico dei ceramici), adirezionale, FRAGILI


(pochssima def plastica prima della rottura)

E’ sempre presente nei composti formati dall’unione tra M e nM: gli atomi
metallici cedono facilmente i loro elettroni di valenza ai non metallici diventando
ioni: cationi e anioni.

Nel NaCl, l’atomo di sodio (metallico) cede il suo unico elettrone di valenza
(assumendo la config. el. stabile del neon)

Il cloro riceve un e- diventando anione e assumeno la config. el. stabile


dell’argon

COVALENTE (tipico dei polimeri, delle molecole dei


non metallici), direzionale

Il numero di legami covalenti possibile dipende dagli elettroni di valenza

I legami spesso sono in parte ionici ed in parte covalenti. Maggiore è il delta della
elettronegatività (tendenza ad accettare e-) più prevale lo ionico.
METALLICO (a differenza degli altri, buoni conduttori),
adirezionale, DUTTILI (ampia def plastica prima della
rottura)

Uno, due massimo tre e- di valenza che non sono legati ad un atomo in
particolare ma in grado di spostarsi attraverso l’intera struttura metallica. Gli e- di
non valenza ed il nucelo degli atomi formano il cuore dello ione.

SECONDARI: molti ordini inferiori, si apprezzano soprattuto nei gas inerti.

DIPOLO
dovuti alla presenza di dipoli, indotti anche in atomi o molecole elettricamente
simmetriche e dovuti ai moti vibratori: ebolizione nei gas inerti.

DIPOLO PERMANENTE

Van der Waals, l’idrogeno legato covalentemente con l’ossigeno o con l’azoto
diventa sostanzialmente un protone non schermato e forma un ponte tra due
atomi caricati elettricamente.

3. La struttura dei solidi cristallini


Si possono classificare i soldi in funzione della regolarità con cui i suoi atomi o
ioni sono disposti nello spazio.

Un materiale è detto cristallino quando sono presenti configurazioni atomiche


ordinate a lungo raggio nelle tre direzioni spaziali.

I reticoli cristallini sono griglie tridimensionali i quali punti d’intersezione


coincidono con i centri delle posiziono occupate dagli atomi e la loro più piccola
unità ordinata si chiama cella unitaria.

Il legame metallico è adirezionale quindi la maggior parte delle strutture degli


atomi è caratterizzata dalla presenza di un grande numero di atomi e dall’elevato
grado di densità di impacchettamento di atomi vicini.
FCA = vol atomi / volume cella

CFC e ES.C le più impaccate 0.74, .68 la CCC

Polimorfismo ed allotropia - i cristalli hanno almeno una


properità anisotropica

Alcuni metalli e anche non metalli possono esistere in più di una struttura
cristallina. Ciò è detto polimorfismo (o allotropia quando compare nei solidi
elementari) e dipende dalle condizioni di pressione e temperatura.

FE CCC a T ambiente, a 912 CFC (maggior impaccamento). Con la transizione


polimorfa si accompagnano variazioni della densità o di altre proprietà fisiche del
materiale.

Una famiglia di piani contenien tutti quei piano equivalenti dal punto di vista
cristallografico, cioè con lo stesso impacchettamento atomico.

I monocristallini hanno gli atomi perfettamente ordinati, una cella unitaria che si
ripete senza soluzioni di continuità: esistono in natura ma possono essere ricreati
artificialmente, sebbene il loro accrescimento sia difficile. Sono diventati molto
importanti nelle tecnologie avanzate. Ma gran parte dei solidi cristallini sono
composti da aggregati di molti piccoli cristalli o grani (singolo cristallo).

Diffrazione (deviazione della traiettoria di propagazione)


raggi X e determinazione delle strutture cristalline:
ANALISI QUANTITATIVE E QUALITATIVE , tensioni
residue e dimensioni del cristallo, piani cristallografici,
distanza interplanare
Importati storicamente per le disposizioni atomiche nei solidi sono importanti per
lo sviluppo di nuovi materiali.

Il fenomeno della diffrazione avviene quando un‘onda incontra una serie di


ostacoli disposti ad intervalli regolari che

1 diffrangono l’onda
2 sono separati a distanze paragonabili alla lunghezza d’onda del raggio
incidente

La relazione tra percorso e fase dà origine a fenomeni di interferenza costruttivi o


distruttivi

I Raggi X sono Hi Energy e corta lunghezza d’onda (frequenza alta) comparabile


dell’ordine degli spazi interatomici all’interno deo solidi

Legge di BRAGG

n lambda = 2 *distanza interplanare* sen (angolo d’incidenza)

se la legge di bragg è soddisfatta l’interferenza è costruttiva, anche se gli atomi


CFC e CCC hanno posizioni diverse che possono interferire

difrattometro con polveri, l’intensità individua i piani cristallini

Materiali amorfi (o liquidi sottoraffreddati): anisotropia


per tutte le proprietà

Hanno ordine solo a corto raggio per via delle strutture molecolari complesse o
con rapido raffreddamento. I materiali ceramici possono essere sia cristallini che
amorfi (vetro)

4. Imperfezioni nei solidi


In realtà un solido cristallino non ha un ordine perfetto: ci sono difetti ed
imperfezioni nella regolarità del reticolo cristallino.

Il più diffuso è la vacanza, dove un posto normalmente occupato manca di un


atomo: ciò è spiegabile con la termodinamica dato che le vacanze aumentano
l’entropia.

Anche con le migliori tecniche, non si va oltre ad un’imperezza su 10^22 o 23


atomi. Quando sono volute l’aggiunta di impurezze darà vita ad una soluzione
solida e/o seconda fase

SOLUZIONE SOLIDA

La soluzione solida si ha quando aggiungendo il soluto nel materiale ospite viene


mantenuta la struttura cristallina e non si formano nuove strutture . Le
caratteristiche degli atomi di solvente e soluto per la loro compatibilità ed evitare
il formarsi di una nuova fase sono:

FCA, <15
STUTTURA CRISTALLINA, la medesima
ELETTRONEGATIVITA’, se il delta è troppo alta sarà un composto intermetallico
piuttosto che una soluzione
VALENZA: il solvente ha valenza più bassa

Un esempio di soluzione solida è Cu e Ni, rame e nichel

Per le soluzioni solidi interstiziali nei metalli che hanno FCA elevati il diametro
atomico deve essere sostanzialmente più piccolo dell’atomo ospitante

Un esempio è il carbonio aggiunto al ferro, la soluzione solida interstiziale ha la


concentrazione massima del 2%

Difetti interfacciali
(
sono linee di confine a due mesioni e sperarno regioni di materiali che hanno
differente struttura cristallina, la più ovvia è quella esterna (liquidi sferici perché
hanno l’esterno con uno stato energetico più alto)
Nei bordi dei grani da differenti posizioni cristallografiche possono esserci atomi
d’orientazioni intermedie, chimicamente più reattivi dei grani in se anche se non
cambia virtualmente la denistà tra materiali mono e policristallini.

Bordi geminati: hanno simmetria e sono causati da sforzi di taglio o ricottura in


seguito a deformazione plastica

pori e cricche.

Esami micrscopici

esaminando la microstruttura, è possibile determinare il tipo di frattura metallica


predire le proprietà meccaniche delle leghe, per verificare il trattamento termico
di una lega.

Ottica: per i materiali opachi alla luce visibili (tutti metalli, alcuni ceramici e
polimeri) si osserva solo la superficie e quindi a riflessione: indagini
metallografiche. Il campione va preparato con cura con carte e polveri abrasive
sempre più fini per una lucidatura a specchio. Poi con un attacco chimico si
mettono in evidenza i grani con i solchi attorno ad essi dovuti ad una maggiore
reattività all’attacco. Ogni grano riflette la luce ad un angolo differente in accordo
alla sua direzione cristallografica. Fino a 2000

Trasmissione: su un film 10^7x, serve per lo studio delle dislocazioni

Scansione, 5x10^5 con elevata profondità di campo consentono di effettuare


l’analisi qualitativa e semiquantitativa della composizione elementare.

Sonda di scansione una sonda portata ad un namoetro che rivela le interazioni


elettroniche utile per i nanomateriali, chip e molecole biologiche

10^9, immagini topografiche, possibilità di essere usati in loco in vari ambienti

6. Proprietà meccaniche dei metalli


Il comportamento meccanico di un materiale rappresenta la risposta o la
deformazione offerta nei confronti di un carico applicato cioè di una forza.
Proprietà meccaniche importanti sono la resistenza (sforzo massimo
applicabile), la durezza (resisrtenza alla deformazione permamente), la
duttilità, la rigidezza (modulo elasitco).

Vengono replicati i carichi d’esercizio con sforzi a trazione, compressione e


taglio con standard ASTM.

Trazione: il provino in esame viene deformato fino a rottura mediante incremento


graduale del carico applicato in maniera uniassiale, provini di forma cilindrica
con sezione centrale ridotta dove si vedrà la deformazione.

Per rendere le prove confrontabili al di la di strizioni e variazione geometriche dei


provini, si usano

sforzo nominale sigma = F / Area iniziale (MPa)


deformazione nominale epsilon = delta l / l iniziale (adimensionale o m/m,
spesso in percentuale)

compressione: poche informazioni in più rispetto a trazione

taglio e torsione: tau = F peperdincolare alle faccia / area iniziale

torsione è movimento di rotazione intorno all’asse longitudinale

Deformazione elastica

legge di Hooke sigma = E epslion, dove E è il modulo di Young

45 megapascal magnesio. 400 tungsteno

La deformazione per le quali sforzo e la deformazioni sono proporzionali è


chiamata deformazione elastica e la pendenza dle tratto lineare corrisponde al
modulo elastico E.

RIGIDEZZA: più è alto il modulo di elasticità più un materiale è rigido. In ordine di


rigidezza dei diversi tipi di materiali:

ceramici
metallici
polimerici

La deformazione elastica è reversibile ed a livello interatomico il modulo elastico


è la misura delle forze di legame interatomiche.

Per bassi livelli di sollecitazione la curva sforzo deformazione è praticamente la


stessa a compressione ed a trazione

per il taglio tau = G y, dove y = tan theta

Anelasticità
E’ il comportamento elastico di un materiale se in funzione del tempo

Rapporto di Poisson 0.25-0.35

ni = - deformazione laterale epsilon x-y / deformazione longitudinale epsilon z

E = 2G(1+ni)

Dal momento che nei materiali policristallini e vetri ceramici inorganici


amorfi l’orientazione dei grani è del tutto casuale, sono considerati isotropi così
come lo sono

Deformazione plastica ( o snervamento). la durezza è la


resistenza alla deformazione plastica
Molti materiali metallici sono in fase elastica fino a 0.5%, poi la deformazione
diviene tale che non è più recuperabile: vengono rotti legami tra atomi vicini,
scorrono (dislocano nei cristallini, scorrimento viscosi nei non cristallini) e
vengono creat nuovi legami.
Proprietà a trazione ( carichi di snervamento - rottura -
frattura)
Snervamento e carico di snervamento, sigmas se la curva non è definita,
offset di .2% per trovare il carico di snervamento

Per i materiali senza fase lineare, .5%, per alcuni acciai limite di snervamento
inferiore. E’ lo sforzo di progetto.

Resistenza o carico a rottura è il punto di massimo della curva sforzo


deformazione - se questo sforzo viene applicato e mantenuto, si ottiene la rottura
del pezzo. Inizia la strizione.

Carico di frattura

Duttilità: misura della deformazione plastica che il materaile può subire prima
della rottura. E’ l’allungamento percentuale o la restrizione percentuale della
sezione. Se è scarsa i materiali sono fragili ed hanno deformazioni a rottura
inferiori al 5%. La duttilità aumenta con la temperatura mentre carico di
snervamento e rottura sono inversamente proporzionale alla temperatura, il
modulo elastico è indifferente.

Resilienza: è la capacità di assorbire energia se sottoposto a deformazione


elastica e poi di rilasciarla durante la fase di scarico. E’ l’area sottesa alla curva
sforzo deformazione. I materiali resilienti hanno elevato limite di snervamento e
basso modulo elastico (molle).

Tenacità: la capacità di un materiale di assorbire energia fino a rottura. Area


sottesa a tutta la curva sforzo deformazione.

sforzo e deformazioni reali sono sull’istante e non sul valore iniziale. il provino
si striziona, non è che diminuisce la forza applicata

Durezza

E’ la misura della resistenza offerta alla deformazione plastica (un piccolo


penetratore od incisore). Scala Mohs, classifica la durezza di diversi materiali
(talco a diamante). Le prove di durezza danno risutlati relativi e sono effettuate
molto più frequentemente delle altre prove meccaniche. Sono semplici e poco
costose, non distruttive e c’è una correlazione col carico di rottura. Rockwell e
Brinell

8. La Rottura
I progetti si sostanziano spesso nella capacità di minimizzare le probabilità di
rottura. Le casue di rottura più comuni sono la scelta non appropriata del
materiale, l’errata progettazione e produzione del componente od un suo cattivo
utilizzo.

La frattura
E’ la separazione di un corpo in uno o più componenti in risposta ad un carico
statico a temperatura bassa rispetto a quella di fusione. I materiali duttili
mostrano una notevole capacità di deformarsi plasticamente assorbendo grandi
quanitità d’energia prima della rottura, mentre quelli fragili hanno un basso
assorbimento di energia. Sono comunque relativi. Ogni processo di rottura
avviene in due stadi - la formazione e la propagazione della cricca - in risposta
ad un carico imposto.

La cricca nei duttili è più stabile e circondata da un’intensa deformazione plastica


nelle sue vicinanze mentre sarà visibile una marcata deformazione (torsione e
lacerazione).

Nelle fragili le cricche si propagando in modo estramemente raido e sono


instabili: proseguiranno anche senza aumentare il carico applicato.

La duttile è la rottura da preferire perché a differenza della fragile non avviene


catastroficamente e senza preavviso e per i duttili, che hanno una tenacità
superiore, serve maggiore energia per la rottura.

La tipica frattura duttile avviene dopo una modesta strizione, con presenza di
cavità che che formano una cricca ellittica il cui asse maggiore è perpendicolare
alla direzione dello sforzo. Infine avviene la rottura a causa della rapida
propagazione della rottura con deformazioni di taglio a 45 gradi. Si usa il
microscopio a scansione perché ha una maggiore risoluzione e profondità di
campo. Si vedono depressioni emisferiche

La frattura fragile ha assenti ogni segno di deformazione plastica. Ha nei metalli


linee a v rovesciata verso il sito di innesco mentre nei ceramici è relativamente
lucida e liscia.

Il clivaggio o frattura transgranulare è il modo in cui avviene la rottura fragile, con


la rottura dei piani cristallini all’interno dei grani.

Meccanica della frattura

La resistenza a rottura di un materiale solido è funzione delle forze coesive


esistenti tra gli atomi. Sebbene sia stimata in E/10, la resistenza a rottura
sperimentale è anche E/1000. Negli anni ‘20 Griffith ipotizzò che questa
discrepanza tra i valori di resistenza coesiva teorica e la resistenza a rottura
osservata potesse essere spiegata dalla presenza di piccolissimi microscopici
difetti, o cricche in superificie ed in profondità.

Tali difetti diminuiscono la resistenza a rottura perchè il carico può venire


amplificato e concentrato all’apice del difetto. Secondo l’orientazione, questi
difetti possono diventare intensificatori di sforzi, così come in vuoti
macroscopici, angoli appuntiti ed intagli.

sigma di propogazione cricca^2 = 2 E ys / pi a

ys= energia superficiale


a = semilunghezza cricca

Può avvenire come apertura o tensile, scorrimento o lacerazione.

Quando si progetta un componente è importante decidere quali variabili sono di


vincolate e quali di progetto, es perdita prima di rottura o perdita di gas dovuta a
snervamento
Charpy e izod, intagli a V per valutare la frattura da impatto e per la transizione
duttile - fragile è legata alla temperatura attraverso l’energia di impatto assorbita.
Esiste un intervallo di temperatura mentre le leghe CFC non hanno transizione.

Fatica

E’ un tipo di rottura dovuta a sforzi fluttuanti e dinamici (ponti, aerei) ed è


possibile a carichi di livello considerevolmente inferiori ai carichi di trazione. Nei
metalli si stima sia causa del 90% delle rotture. Polimeri e ceramici (eccetto i
vetri) sono anch’essi soggetti a fatica.

Il carico può essere assiale flettente o torsionale ed ha l’intensità con andamento


sinusoidale nel tempo

Si prova con apparecchiature a prove di flessione rotante che alterna trazione e


compressione. Ordinariamente si inizia con un due terzi di sforzo massimo
statico e viene contato il numero dei cicli a rottura.

Il grafico è il carico S rispetto al logaritmo N del numero dei cicli prima della
rottura.

Per alcune leghe ferrose, come il titanio, c’è un asintoto orizzontale: è un limite
di fatica o di rottura sotto al quale la rottura per fatica non avviene.

Per molte leghe ferrose il limite non esiste e c’è la resistenza a fatica. Conviene
descrivere i grafici con delle linee a probabilità costante.

Innesco e propagazione della cricca a fatica

Si hanno tre fasi:

- innesco della cricca


- propagazione della cricca ad ogni ciclo
- rottura finale, rapida nel momento in cui raggiunge le dimensioni critiche

E partono da punti di innesco come scalfiture superficiali, bruschi raccordi,


scanalature, filetti, denti e simili. Durante la propagazione sono visibili linee di
spiaggia a striature
La vita di un componente strutturale può essere correlata alla velcoità di crescita
della cricca. Inizialmente la velocità di crescita è piccola ma aumenta
all’aumentare della velocità di crescita della cricca.

Fattori che influiscono sulla vita a fatica

Sforzo medio,
le condizioni e la configurazione della superficie del componente,
Solchi, buchi, scanelattature che fungono da intensificatori di sforzo (es meglio
usare raccordi arrotondati)

La vita a fatica aumenta significativamente con lucidature e sforzi residui di


compressioni nell’esterno per neutralizzare le trazioni, es. la pallinatura nei
materiali duttili per avere deformazione plastica localizzata

Cementazione (carburazione o nitrurazione) per aumentare la vita a fatica degli


acciai.

Fatica termica (le dilatazioni) e la fatica a corrosione.

Scorrimento a caldo o creep

E’ la deformazione permanete e dipendente dal tempo di un materiale soggetto


ad un carico costante di sforzo. Avviene nei materiali esposti a temperature
elevate e sforzi statici (rotori, tubazioni ad alta pressione)

Per i metalli è rilevante sono ad almeno .4 della temperatura di fusione, i polimeri


amorfi (plastiche e gomme) sono estramemente sensibili al creep.

Una prova tipica è assoggettare un provino ad uno sforzo costante mantenendo


invariata la temperatura

Dopo la deofrmazione elastica iniziale, la curva allungamento/tempo è divisa in


tre regioni:

- creep primario o transiente, velocità di scorrimento decrescente


- creep stazionario, lineare e di lunga durata ed è quello da prendere in
cosinderazione in sede di progetto
- creep terziario o di rottura

Sotto .4 l’allungamento è virtualmente illimitato nel tempo

Si spiega con la diffusione di vacanze indotta da sforzo, la diffusione al contorno


dei grani e lo scorrimento al bordo dei grani

Larson Miller T(C+log tempo vita rottura)

9. Diagrammi di fase

Servono per il controllo e la designazione del trattamento termico. Sono


importanti perché molte proprietà dipendono dalla microstruttura e di
conseguenza dalla loro storia termica. Rappresentano fasi in equilibrio ma sono
spesso usati per cercare proprietà da non equilibrio

componenti i metalli puri e o i composti di cui la lega è formata


soluto e solvente
sistema una serie di leghe possibili
limite di solubilità la concentrazione massima di atomi di soluto nel solvente,
oltre alla quale si forma un’altra soluzione solida o composta
fasi le porzioni omogenee di un sistema che ha caratteristiche chimiche e fisiche
uniformi: ogni materiale puro viene considerato un’unica fase. Se è presente più
di una fase ci sarà una superficie di separazione. Possono anche essere
chimicamente simili ma dissimili fisicamente
microstruttura è caratterizzata dal numero delle fasi presente, della loro quantità
relativa e del modo in cui sono distribuite
equilibri di fase le caratteristiche del sistema non cambiano nel tempo. un
sistema in equilibrio se la sua energia libera è al minimo: l’energia libera è
funzione dell’energia interna e dell’entropia.
Diagrammi di fase d’equilibrio

Descrivono le relazioni tra temperatura, composizone e numero delle fasi


all’equilibrio, dalle quali si formano diverse microstrutture.

Sistemi binari isomorfi


Hanno la completa solubilità dei componenti, ad es Cu e Ni che hanno stessa sc
CFC, raggio atomico ed elettronegatività sostanzialmente uguali

raffreddamento lento: la percentuale rimane invariata ma avviene una


ridistribuzione di rame e di nichel tra le fasi

raffredamento non d’equlibrio: segregazione con il centro che ha la parte più


altofondente

Sistemi eutettici binari


Piombo e Stagno
Cu e Ag: tre regioni monofasiche (alfa beta e L)

alfa è ricca in rame ed ha argento come soluto


beta è ricca in argento ed ha rame come soluto

questo perché rame ed argento hanno solubilità limita

mano a mano che viene aggiunto argento diminuisce la curiva di liquidus e


viceversa. Le curve si incontrano nel punto invariante eutettico

reazione eutettica 3 fasi in eq


una fase liquidida viene trasformata in due fasi solide, alfa e beta raffreddando e
viceversa scaldando. Ci sono in equlibrio tre fasi a patto di rimanere nell’isoterma
eutettica
le monofasiche a b sono sempre divise da una regione bifasica a+b

le fasi nella microstruttura hanno composizione dati dai punti estremi


dell’isoterma eutettica per diffusione di atomi e si formano delle lamelle, la
struttura eutettica.
reazione eutettoide pseudo eutettica 3 fasi in eq

una fase solida si trasforma in due divrerse fasi solide

reazione peritettica 3 fasi in eq

una fase solida si trasforma in un’altra fase solida + fase liquida

regola di gibbs
P n di phasi + F gradi di libertà = C n compenenti + N (2, temperatura e
pressione non di composizione)

F numero di variabili indipendenti (temperatura, pressione, composizione)

punto triplo acqu P + F = 1 + 2

Il sistema ferro carbonio (ferrite austenite delta) o ferro


carburo di ferro se si ferma al 6.70%

a Ta ferrite (Fe alfa) CCC


a 912C austenite (Fe gamma) CFC
1394C ferrite delta (Fe delta) CCC

il Carbonio è un’impurezza interstiziale del ferro

C + ferrite (Fe alfa CCC): bassa solublità C 0.22%, relativamente tenera,


magnetica sotto i 768C e densa 7.88 Mg/m3

C + austenite (Fe gamma CFC): alta solubilità 2.14


antimagnetica si ottiene a 1147C ed è instabile sotto 727C

ferrite delta (Fe delta) CCC virtualmente identica all’alfa e non importante
Cementite (Fe3C carburo di ferro) quando si supera il limite di solubilità del C
in Fe, tecnicamente metastabile
dura e fragile

eutettico L <-> gamma austenite + cementite 4.30% 1147C

eutettoide gamma austenite CFC <-> ferrite alfa CCC + cementite (ledeburrite)

peritettico liquido + ferrite delta CCC <-> austenite, fe gamma CFC

Evoluzione della microstruttura nelle leghe Fe C

Nel punto eutettoide, il raffeddamento di austenite Fe gamma CFC dà la

perilite, composta da lamelle delle due fasi alfa e cementite. ha proprietà


intermedie tra la ferrite fe alfa (tenera e duttile) e cementite (dura e fragile)

la ferrite al suo interno è proeutettoide

cementite iper eutotettoide

ma non sempre si cercano i raffredamenti che permettono gli stati d’equilibrio,


oltre ad essere lunghi spesso non sono desiderati: il raffredamento veloce dà la
bainite fino alla martensite

Trasformazioni di fase nei metalli

Perlite

La cementite è molto più dura ma fragile della ferrite


la trazione, il limite di snervamento e la durezza aumentano con l’aumentare del
carbonio

la perlite fine, lamellare, è più dura e resistente di quella grossolana per via della
grande resistenza interfacciale tra alfa e cementite

Bainite
analogamente alla perlite la sua strutta è di alfa e cmenetite ma in una seire di
listelli paralleli o aghi di ferrite che sono seaprati da particelle allungate di fase
cementite. Sono generalmente più duri e resistenti dei perlitici.

Sfeoridite
Struttura perlitica o bainitica riscaldato lungo periodo sotto eutettoide: cementite
sferica in un fase di alfa
Meno itnerfaccia per unità di volume: meno duro e meno resistente di tutti i
metalli perché ha interfaccia sferoidica

Martensite (fuori dal diagramma di fasi in equilibrio)

E’ una struttura monofasica di non equilibrio che si risulta dalla trasformazione


senza diffusione dell’austenite. Avviene quando la velocità di tempra è
sufficientemente rapida in modo da prevenire la diffusione del carbonio ed è
quindi in competzione con la la perlite.

gli atomi si muovono tutti insieme con pochi spostamenti quindi con quelli
adiacenti e l’austenite cfc diventa martensite tetragonale a corpo centrato.

Si verifica pressoché istantameamente, il grano nuclea ed accresce a velocità


molto elevata, alla velocità del suono. Può essere a listelli od a placche
(lenticolare). Aumenta di volume riseptto all’austenite perché è meno densa
E’ la più dura e resistente e la più fragile, C 0.6% ma è particolarmente fragile
per via delle tensioni interne. Con un processo trattamento termico detto
rinvenimento è possibile trasformarla in martensite rinvenuta

da martensite tcc -> martensite rinvenuta (fasi alfa + fe3C)

resistente quasi quanto la martensite, ma con duttilità e tenacità sostanzialmente


accresciute.

11. Trattamenti termici delle leghe metalliche


La ricottura è l’esposizone ad elevata teperatura per un esteso periodo di
tempo, seguita da un raffredamento a temperatura ambiente ad una velocità
relativamente lenta. La normalizzazione affina il grano ed è utile per gli acciai che
hanno subito deformazione plastica. Superi l’eutettoide e vai in austenite.

Ricottura completa, acciai a basso %C

Sferoidzzazione, riscaldamento appena al di sotto dell’eutettoide

Negli acciai la temprabilità è un parametro usato per valutare l’influeza della


composizone sulla suscettibilità a formare strutture prevalentemente
martensitiche con determinati trattamenti termici, prova Jominy.

Altri fattori influenzano la profondità della martensite: tra i mezzi comuni di


tempra, l’acqua è la più efficace, seguita da olio ed aria.

Alcune leghe sono soggete ad indurimento per precipitazione, cioè aumentano la


loro resistenza per via della formazioni di particelle molto piccole di una seconda
fase. A T costante, la resistenza cresce poi decresce per invecchiamento. La
resistenza aumenta in termini di una crescita della resistenza al movimento delle
dislocazioni a causa delle distorsioni del reticolo.

12. Leghe metalliche


Deformazione a caldo: al di sopra della T di ricristallizazione
Def a freddo incrudimento: incremento della resistenza ma diminuzione della
duttilità.

Le quattro operazioni di formatura, cioè modellatura per deformazione


plastica

A compressione

- forgiatura: dentro una pressa, migliori caratteristiche meccaniche, chiavi


bielle alberi motori
- laminazione dure rulli
- estrusione pistone a pressione, per geometria complicate

A trazione

- Trafilatura barre e fili

Tecniche di fusione si usano stampi ma si è soggetti a fenomeni di


restringimento. Si usa per
a) forma finale grande o complicata
b) leghe così poco duttili che non possono essere formate
c) per economicità

fusione in sabbia, motori da competizioni


pressofusione, pezzi piccoli e basse T fusione
microfusione, modello in cera

fusione a filo e raffreddamento in uno stampo

metallurgie delle polveri

saldature legame metallurgico perché coinvolge la diffusione e problemi della


zona termicamente alterarata

a) se prima lavorato a freddo, ricristallizzazione e crescita del grano


b) tensioni residue che indeboliscono
c) se si forma ferro gamma austenite e si raffredda ok perlite e fase
proeutttoide, ma se si forma martensite questa è fragile
d) corrosione intergranulare
Leghe ferrose

Acciai molti meno dell’1%

- acciai basso tenore di carbonio <0.25%

Non formano martensite, lavorazioni a freddo amentano la resistenza, costituito


da ferrite Fe alfa e perlite. duttili e poco costosi

- 0.25% < acciai medio tenore di carbonio < 0.60%

Vengono spesso usati temprati, anche se la tempratura è di successo solo per


sezioni molto sottili e con velocità di raffreddamento rapide. Addizionati di cromo
nichel molibdeno per variare resistenza-duttilità

Impiegati in ruote ferroviarie e binari e altri componenti con richiesta di tenacità


e resistenza all’usura.

- 0.60% < alto tenore di carbonio < 1.40%


Sono i più duri, forti e meno duttili e usati soltanto negli stati indurito e temprato
ed in tale stato sono particolarmente resistenti all’usura.

INOX almeno 11% di cromo in peso, vengono usati anche in condizioni


ambientali sfavorevoli come turbine a gas e forni per trattamenti termici

Ghise 3-4% C e altri elementi, specie silicio


Facilmente liquefabili e lavorabili per fusione.
Tecnicamente sono quelle superiori al 2.40% di C ma in pratica la maggior parte
delle ghise hanno tra il 3 e d il 4.5%

La cementite si decompone in ferrite alfa e grafite, specie con la presenza di


silcio

- ghisa grigia debole e fragile a trazione, fiocchi di neve di grafite, sono


efficaci per smorzare le vibrazioni
- ghise duttili (ghisa grigia + magnesio)
- ghise bianche basso silicio <1%, bianche con molta cementite superificie
molto dura e resistente

Leghe non ferrose

rame, tenero + zinco = ottone


rame, stagno alluminio e silicie = bronzo

alluminio, grande conduttività e resistenza alla corrosione ma basso punto di


fusione + magnesio o titanio = grande resistenza speifica

magnesio, densita bassa e stabili in ambiente marino

leghe di titanio: estramemente resistenti con densità relativamente bassa e


facilmente forgiate e lavorate alle macchine. problema reattività chimica ad alta
temperatura.

18. Corrosione e degrado dei materiali

Corrosione dei metalli


Nei metalli i meccanismi detoriativi avvengono sia per dissoluzione (corrosione)
che per formazione di un fim o di una scaglia non metallica (ossidazione)

la corrosione è l’attacco distruttivo e non intenzionale di un metallo. E’ di natura


elettrochimica ed inizia normalmente a partire dalla superificie ed
economicamente è un problema di dimensioni significative.

ANODO Gli atomi di metallo perdono elettroni: semireazione di ossidazione

gli elettroni rilascisti devono diventare parte di una diversa specie chimica

CATODO uno metallo viene ridotto ed uno ione diventa neutro - semi reazione di
riduzione
Ferro in acuqa che contiene ossigeno disciolto, vienen prima ossidato a Fe2+
come idrossido ferroso Fe(OH)2 e poi come idrossido ferrico Fe(OH3)

Esempio di elettrodi

in una cella elettrochimica Cu+Fe il ferro si corrode mentre il rame si deposita ->
si riduce il catione rame (quindi aumeta) a spese del ferro che si ossida

ma il ferro si elettrodeposita perchè si riduce a spese dello zinco che si


ossida

gatto rosso CAT RED , catodo si riduce


Coppie diverse di elettrodi hanno voltaggi differenti, l’intensita del voltaggio
rappresenta la forza motrice per la reazione elettrochimica

Semicella standard elettrodo puro di metallo immerso in una soluzione 1M dei


suoi ioni

FEM - Serie delle forze elettromotrici


Ottenuta collegato l’elettrodo standard ad idrogeno a diversi materiali e stilando
una graduatoria a secondo del voltaggio, valide per le semireazione di riduzioni
con gli elettroni sul lato sinistro dell’equazione chimica

altrimeti sono ossidazioni

Più è catodico più è inerte


Più è anodico più è attivo

Serie galvanica

E’ una graduatoria più relastica e riguarda il comportamento di molte leghe e


metalli commerciali nell’acqua di mare. La maggior parte dei metalli e delle leghe
sono soggette all’ossidazione o alla corrosione nella maggior parte dei gli
ambienti e quindi tranne oro e platino si trovano come composti (ossidi, idorssidi,
carbonati)
Passività e effetti ambientali

Alcuni metalli e leghe normalmente attivi in particolari ambienti perdono la loro


reattività e diventano inerti: è il fenomeno della passività ed è riscontrabile nel
cromo, nel ferro e nel nichel e nel titanio ed in molte delle lloro leghe. Questo
comportamento deriva dalla formazione di un film di ossido estremamente
aderente e molto sottil che funge da barriera protettiva contro ogni ulteriore
corrosione. L’alluminio è estramemente resistente in molti ambienti perché si
apassiva ma se cambia ambiente sono guai perché aumenta lo strato di ossido

variabili d’ambiente: velocità fluido, temperatura e la composizione

l’aumento della concentrazione della specie corrosiva H+ negli acidi può


comqune indurre il passaggio da attivo a passivo.

La lavorazione a freddo (cioè la deformazione plastica) lo rende più suscettibili


alla corrosione rispetto allo stesso materiale alla ricottura.

Forme della corrosione

Attacco uniforme: è una corrosione che si verifica con la stessa intensità su


tutta la superficie esposta e spesso parte da una scaglia o da un deposito.
Ruggine dell’acciaio e del ferro

Corrosione galvanica: si verifica quando due metalli o leghe che hanno diverse
composizioni sono collegati elettricamente mentre esposti ad un elettrolito. Il
meno nobile tenderà all’anodo, il più nobile al catodo e sarà protetto da
corrosione.

Acciao meno nobile dell’ottone (ambiente marino): l’acciaio si corroderà nei


Acciaio meno nobile del rame (tubature): l’acciaio si corroderà

Per ridurla

a) scegliere materiali vicini nella serie galvanica


b) scegli un anodo con maggior superficie rispetto al catodo
c) isola elettricamente i materiali dissimi
d) collega elettricamente un terzo metallo: protezione catodica
Corrosione interstiziale: una soluzione penetra e ristagna - sotto ai giunti viti,
usa la saldatura piuttosto

Vaiolatura (pitting) molto localizzato, crescono in verticale

Corrosione intergranulare acciai inox riscaldati diventano sensibili


all’attacco intergranulare, particelle di carburo di cromo. Conosciuto anche come
degrado da saldatura. Risolvi con un trattamento termico ad alta temperatura o
abbassando il livello di carbonio o legando l’acciao
Dissoluzione selettiva leghe in solzuone solida es de-zinficazione
dell’ottone e rimane sono una massa porosa di rame.

Corrrosione-Erosione attacco chimico + usura, come il movimento di un


fluido. Comuni nelle tubazioni con cambiamenti repentini di diametro e turbolenza
di flusso

Tensocorrosione corrosione per fessurazione sottosforzo: anche gli


inerti nelle cricche possono corrodersi

infragilimento da idrogeno simile alla corrosione sotto sforzo ma tenicamente


è una frattura. si prova a spiegarla con l’interferenza dell’idrogeno disciolto col
movimento nelle dislocazioni

Ambienti corrosivi: umidità contenente ossigeno disciolto ed anche zolfo ed


cloruro di sodio disciolto

Prevenzione della corrosione

- scegliere oculatamente i materiali


- cambiare le caratteristiche ambientali (turbolenze fluidi e concentrazioni)
- inibitori (che attaccano specie reattive o fanno protezioni fisiche)
- progettare per il drenaggio completo e facile lavaggio
- barriere fisiche, film e rivestimenti: metallici, ceramici e polimerici

Anodo sacrificale e protezione catodica


Comporta tramite il rifornimento da un metallo meno nobile di elettroni a
materiale da proteggere, che ora diventerà catodo. Comunemente usati
magnesio e zinco

Ossidazione: scagliatura, opacizzazione o corrosione a


secco

L’ossidazione delle leghe metalliche è possibile anche in atmosfere gassose, in


genere in aria. In questo caso si osserva la formazione di uno strato od una
scaglia.

M+1/2O2 = MO

interfaccia metallo scaglia: La semireazione di ossidazione porta IONI


METALLO cationi M++ + 2e-

interfaccia scaglia gas: La semireazione di riduzione porta IONI OSSIGENO


anioni

La scaglia di ossido funziona sia circuito per il passaggio degli elettroni che da
elettrolito per la diffusione degli ioni

Una delle preoccupazioni maggiori al riguardo dell’ossidazione dei metalli è la


cinetica

- quando l’ossido non è poroso la legge che lega l’aumento di peso per
area unitaria ed il tempo è esponenziale

- quando la scaglia è porosa è lineare


- quando la scaglia è molto sottile è logaritmica

Corrosione dei materiali ceramici

metallo + non metallo, è come se già avessero subito corrosione, ecco perché è
diffuso l’uso di vetro per contenere i liquidi. Subiscono dissoluzione chimica. I
refrattari devono resistere non solo alle alte temperature ma anche all’attacco
degli altri materiali.

Degrado dei polimerici, piuttosto che corrosione

Laddove la corrosione dei metalli è elettrochimica, il degrado dei polimerici è di


natura fisica-chimica.

I polimeri possono deteriorarsi, rigonfiarsi e dissolversi

polietiline + ossigeno = si infragilisce

PVC - cloruro di polivinile cambia colore ad hi temp ma senza influenze


mecnaiche

Rigofonfiamento/Dissoluzione avviene a contatto con i liquidi: il soluto liquido


penetra e occupa posizioni tra le macromolecole, separandole e rendendo meno
efficaci le forze di legame secondarie. La dissoluzinon epuò essere pensata
come il risutlato ultimo del processo di rigonfiamento. Se aumenti peso
molecolare e basse temp vai meglio

Rottura di legame: scissione, radiazione

rottura della catena molecolare e riduzione del peso molecolare

La radiazione UV porta via elettroni e si produce un riordino, mentre la gamma


può essere usata per reticolare il POLIETILENE per aumentarne la resistenza
al mantenimento

REAZIONI CHIMICHE

Si può avere scissione delal catena in seguito a reazione chimica, ad esempio le


gomme vulcanizzate hanno carbonio con doppio legame che reagisce con
l’ozono 03 atmosferico e la catena viene spaccata in corrispondenza del doppio
legame
EFFETTI TERMICI

Vengono prodotte sostanze gassose

METOERICA: uv, umidità FC ok ma PVC e Polistirene sono succettibili

17. Compositi

Tecnicamente qualsiasi materiale multifase può essere generalmente chiamato


un materiale composito perché usa il principio delle azioni combinate: viene
ottimizzata una proprietà a scapito delle altre.

Per materiale composito si intende artificali e con fasi chimicamente diverse e


separate da un’interfaccia ben distinta.

MATRICE è una fase che avvogle continumnete la

FASE DISPERSA

Compositi rinforzati con particelle

di grandi dimensioni

Un esempio è il calcestruzzo: matrice cemento, sabbia e ghiaia particolati


con la regola delle miscele prevedi il modulo elastico sulla base della frazionaria

Esistono di tutte e tre le classi

CERMET
carburi di tungsteno o nichel annegati in matrici di cobalto o nichel
utensili da taglio per acciai molto duri, la tenacità è data dalla matrice che
prevenie le cricche

ELASTOMERI/PLASTICHE
nerofumo nelle gomme che ne aumenta tenacità resistenza al taglio

CALCESTRUZZO
cemento portland o cemento asfalto fa da matrice, con gli aggregati al 60%80%
della miscela

acciao epsansione termica vicino al calcesturzzo

per dispersione

Dispersione in una matrice di un materiale fino e molto inerte, toria nel nichel

Composti rinforzati con fibre

hanno l’obbiettivo di raggiungere elevate resistenze e/o rigidezze con bassi pesi

resistenza specifica e modulo specifico

Al fine di garantire il massimo trasferimento dei carichi possibile da parte della


matrice, è molto importante che il legame interfacciale tra matrice e le fibre sia
molto forte. Le fibre possono essere allineate o discontinue. Il massimo
miglioramento avviene con una distribuzione delle fibre uniforme.

A fibre allineate, le proprietà sono marcatamente anisotropiche: nella


direzione opposta l’effetto è inesistente

Non rottur catrastrofiche perché se anche si rompono le fibre gli spezzoni residui
supportano ancora parte dello sforzo

Più fibre sottili, più resistenze : es


whisker monocristallini: grafite carburo di silicio

le fibre sono generalmente usate in materiale polimerico o ceramico


POLIARIMIDI

fili sottili: acciaio, tungsteno

fili: rinforzi radiali di acciaio nelle gomme

FASE MATRICE : METALLO POLIMERO O CERAMICO

Per la loro duttilità vengono preferiti i metalli e sono il mezzo per il quale lo sforzo
applicato dall’esterno viene trasmesso e distribuito alle fibre, sopportandone così
solo una piccola parte

Proteggono le fibre dall’esterno

La matrice serve come barriera alla propagazione della frattura fino a che la
lacuna non è critica

Legame adesivo interfacciale per evitare stiramento

COMPOSTI A MATRICE POLIMERICA

Le resine maggiormenti impegate sono le resine di poliestere e vinilestere o


epossidica.
Le resine epossidiche sono le più costose ma offrono maggiori proprietà
meccaniche

Vetroresina vetro E facilmente ricavabile per estrusione


max 200-300 gradi resistenti ma comunque non molto rigidi
CERP - COMPOSITI A MATRICE POLIMERICA RINFORZATI
CON FIBRE DI CARBONIO

- i più alti valori del modulo specifico e della resistenza rispetto a tutte
le altre fibre di rinforzo
- hi temp ok, ma ossidazione
- umidit ok solventi ok

fibra anche se non è propriamente cristallina

ARAMDICHE - COMPOSITI A MATRICE POLIMERICA


RINFORZATI CON FIBRE ARAMIDICHE

Aramidiche: materiali ad alta resistenza ed ad altro modulo. Incredibilmenti


elevata resistenza specifca: Kevalor, Nomex.

Termoplastiche ma resistenti alla combustione, resistenti al creep impatto e fatica


(giubotti antiproiettili)

es. redine epossidiche e resine poliestere

A MATRICE METALLICA

particolato, fibre e wishker

matrice alluminio con fibre di boro


matrice alluminio con carbonio

A MATRICE CERAMICA

resistnenti all’ossidazione ed altrattamento, ma fragili. l’innesco avviene nella


superifice ma viene ritardata dalle particelle di fibre o shikr
COMPOSITI CARBONIO-CARBONIO

alto modulo e alta rottura a trazione, alta resistenza al creep e tenacità a frattura
relativamente elevati. Tecnica complessa di costruzione ne aumenta il costo

le fibre disposte geometricamente e la resina pirolizzata in autoclave: i


componenti diversi dal carbonio vengono eliminati e rimangono solo lunghe
catene molecolari di carbonio che avvolgono le fibre sostanzialmente inalterate
dal processo.

PRCOESSI DI PORDUZIONE PULTRUSIONE passa


tra matrici, PREIMPREGNANTI calendratura a cilindri
caldi su fogli aderenti

STRUTTURE COMPOSITE

Possono essere formate sia materiali omogenei che compositi, la loro proprietà
dipende anche dalla configurazione geometrica dei vari elementi strutturali

- laminati, legno compnesato, carta tessuti


- pannelli sandwitch: due pelli molto resistenti divise da un’anima ad
esempio a nido d’ape

13. Strutture e proprietà dei ceramici


Sia cristallini che non cristallini (esempio i vetri amorfi, ottenuti per raffredamento
di non cristallizazione)

Le cristalline possono essre descritte in termini di celle unitarie

a ta sono tutti fragili, le cricche amplificano gli sforzi

la deformazione plastica avviene per scorrimento viscoso

le caratteristiche di creep sono importanti

I vetri sono prodotti avendo attenzione ai punti di viscosità: temperatura di


transizione vetrosa: al di sotto è vetro, sopra liquido sottoraffredato e poi liquido

i vetroceramici sono inzialmente vetro poi cristsllizati

argillam ceramiche bianche

ceramici abrasivi
refrattari isolamento termico

15. Struttura dei polimeri


E’ composta da catene molecolari di atomi di carbonio molto lunghe,
lateralmente alle quali sono legati vari atomi o radicali.

La loro unità base è il monomero, struttura che si ripete lungo tutta la catena

PoliEtilene C2H4 PE, il più semplice


PoliPropilene
PVC Cloruro di Polivinile

Le masse molecolari possono superare il milione.

Il grado di polimerizzazione è il numero di unità monometriche per molecola


media
Forme, possono essere grovigli

Strutture molecolare: lineari, ramificate, a legami incrociati e reticolati e presenza


di stereoisomeri atattici, isotattici, sindiotattichi

Se l’impaccamento è ordinato, si ha una condizione di cristallinità. Infatti oltre


possano essere amorfi possono avere cristallinità totale o parziale

TERMOPLASTICI (resine che fanno da matrice)


A.B.S. , per non far crepare i cruscotti in auto e assobrire gli urti

PVC
ACETALICHE: Teflon stamapggio per iniezione basso coeff d’attrito, ruote
dentate molle pali di ventalorie
PMMA PLEXIGLASS ottime caratteristiche termiche chimiche ottche
ARAMIDICHE POLIMMIDICHE, KEVLAR riciclalile e basso coef d’attrito

se si riscaldano quasi liquificano, solidificano se freddi con processi reversibili -


temperatura limite oltre alla quale si rovinano perchè non si rompono più solo i
legami secondari ma tutti - sono morbidi e duttili

TERMOINDURENTI, reticolate o indurite

FENOLICHE, POLIESTERE, EPOSSIDICHE (pregiate ma cancerogene)

I termoindurenti induriscono in seguito ad una iniziale applicazione di calore, ma


nelle successive non indursicono: si sono formati legami incrociati e reticolari tra
le molecole. I termoindurenti sono in genere più duri più resistenti ma più fragili
dei termoplastici

COMPORTAMENTO ELASTICO, VISCOELASTICO,


VISCOSO
Polimeri a basse temeprature: come vetro
a medie temperature: solido gommoso
ad alte temperature: liquido viscoso

A medietemeprature il comportameno è viscoelastico: la deformazione è


ritardata e dipendente dal tempo e cessata non è recuperabile

ADDITIVI dei polimeri

filler, riempitivi: aumentano resistenza trazione e compressione, abrasione e


durezza. sono più economici legno slice sabbia

plastificanti: aumentano la duttilità ma diminuiscono la rigidità

stabilizzatori: evitano il terioramento

coloranti

ritardanti di fiamma

NDT

risonananza magnetica nucleare, orienta gli spin e poi rilassamento

ultrasuoni anche in phase array

infrarossi coefficiente termico