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Relazione N: 3 22/04/2008

Titolo:
Acido citrico dal succo di limone

Obiettivo:
Ottenere l’acido citrico sotto forma di cristalli

Principio Teorico:
L'acido citrico (C6H8O7; IUPAC: 3-carbossi-3-idrossi-1,5-pentandioico), è una
sostanza solida, senza colore, solubile in acqua.
Allo stato secco, l'acido citrico forma cristalli rombici.
Somministrato in piccole dosi promuove la rigenerazione ossea, in dosi elevate
ha effetti tossici.
In origine l'acido citrico si ricavava dal succo di limone attraverso un complesso
processo con soluzione di ammoniaca, cloruro di calcio e acido solforico, ora si
produce con un fungo transgenico.

In chimica, le definizioni di acido e base hanno subito diverse modifiche nel


tempo:
Teoria di Arrhenius: un acido è una sostanza che dissociandosi in acqua
produce ioni H+. Una base, invece, è una sostanza che dissociandosi in acqua
produce ioni OH-.
Teoria di Brønsted-Lowry: un acido è una sostanza capace di cedere ioni H+ ad
un'altra specie chimica detta base.
Teoria di Lewis: un acido è una sostanza capace di accettare un doppietto
elettronico da un'altra specie chimica detta base.

In chimica una soluzione è un sistema omogeneo che può essere decomposto


per mezzo di metodi fisici.
Nelle soluzioni generalmente si usa chiamare soluto o fase dispersa la sostanza
(o le sostanze) in quantità minore e solvente o fase disperdente la sostanza in
quantità maggiore.

Sospensione è una miscela in cui un materiale finemente suddiviso è disperso


in un altro materiale in modo tale da non sedimentare in tempo breve.
A differenza della soluzione, in cui le due parti si uniscono intimamente dando
origine ad un liquido perfettamente trasparente, nella sospensione la miscela è
opaca e torbida.

La filtrazione è una pratica di laboratorio che può essere utilizzata sia per scopi
separativi, volendo eliminare impurezze solide da liquidi o soluzioni, che per
scopi sintetici volendo isolare un composto precipitato da una soluzione.
Esistono due metodiche per condurre una filtrazione in laboratorio: la filtrazione
per gravità e la filtrazione sottovuoto.

Con il termine indicatore s’intende, in chimica, un composto (o un sistema di


più composti) in grado di subire modifiche facilmente osservabili - di solito il
colore - in funzione dell'ambiente chimico in cui si trova.

Alunno: Nisci Fabio


Classe: IV M
Relazione N: 3

Esempi comuni di indicatori di pH sono le cartine al tornasole e gli indicatori


universali.
Anche estratti di vari vegetali e fiori contengono sostanze che possono fungere
da indicatori.

Strumenti Adoperati:
Carta Da Filtro, Beuta, Baker, Bacchetta, Matraccio, Cartina Tornasole

Procedimento:
I FASE
Al succo ottenuto dalla spremitura di due limoni aggiungere ammoniaca (NH3) fino a
reazione alcalina da controllare con il PH.
Filtrare per allontanare le particelle presenti in sospensione.

II FASE
Preparare una soluzione al 30% di cloruro di calcio (CaCl2) la quale è aggiunta in
quantità di 20 ml alla soluzione per separare l’acido citrico dalle altre sostanze
presenti: trasformare il citrato solubile in citrato di calcio insolubile.

III FASE
Filtrare e trasferire il precipitato dal filtro in una beuta contenente 30 ml di acqua.
Aggiungere alla sospensione ottenuta 3 ml di acido solforico (H2SO4) lavorando sotto
cappa si ha la precipitazione del solfato di calcio mentre l’acido citrico rimane in
soluzione.
Filtrare, e dal filtrato si fa evaporare l’acqua riscaldando a bagnomaria ottenendo così
l’acido citrico sotto forma di cristalli.

Alunno: Nisci Fabio


Classe: IV M