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Estratto da Pocket Manual Terapia 2016 - www.pocketmanualterapia.

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2. DANNI DA RADIAZIONI IONIZZANTI


Largomento divenne di attualit e interesse dopo lincidente alla centrale nucleare di Chernobyl.
La tabella riportata (Strambi e Trenta, Serie doc. ENEA) fa un riepilogo
sintomatologico, terapeutico e prognostico a seguito di irradiazione globale
acuta.
Tab. 90.2.1
1-10Gy (10-100 rad): zona terapeutica

Intervallo di
dose
Necessit
terapeutiche e
prospettive

0-1 Gy
terapia non
necessaria

1-2 Gy
osservazione
clinica

2-6 Gy

6-10 Gy

terapia efficace terapia talora


possibile

oltre 10 Gy
(100 rad): zona letale
10-15 Gy

pi di 50 Gy

terapia

palliativa

Comparsa di
vomito

no

1 Gy : 5%
2 Gy : 50%

3 Gy : 100%

100%

100%

Tempo per
la comparsa
di nausea e
vomito

3h

2h

1h

30 min

Organo
principalmente
interessato

nessuno

Sintomi caratteristici

Periodo critico
dopo lesposizione

Terapia

psicoterapia

Prognosi

ottima

Durata della
ripresa

tessuto emopoietico

modesta leuco- leucopenia marcata, porpora


penia
emorragica, infezione, depilazione (pi di 3 Gy)

psicoterapia,
osservazione
ematologica

ottima
alcune settimane

4-6 settimane

trasfusioni
di sangue;
antibiotici

riservata
6-8 settimane;
1-2 mesi

tratto gastroenterico S.N.C

diarrea, febbre, crampi,


squilibrio
tremori, atassia,
elettrolitico
letargia
5-14 giorni

trapianto di
riequilibrio
midollo osseo, del bilancio
concentrati
elettrolitico
leucocitari e
piastrinici

1-48 h

sintomatica

riservata

pessima

infausta

protratta

Letalit

0-80%

80%-100%

90%-100%

100%

La morte interviene dopo

2 mesi

2 mesi

2 settimane

2 giorni

Possibile causa
di morte

1 (Gray) Gy = 100 Rad


1 Rad = assorbimento di 100 erg da parte di 1 gr.

emorragia - infezione

enterocolite

collasso circolatorio
irreversibile,
edema cerebrale

Aspetti Clinici 90.2.1


WHO http://com4pub.com/qr/?id=509

Fig. 90.2.1

Attacco nucleare e meltdown nucleare


Per approfondire Christodouleas, NEJM 364, 2344; 2011

Il meltdown di una centrale nucleare diverso dalla detonazione nucleare che


richiede isotopi di uranio o plutonio altamente arricchiti (Christodouleas, NEJM
364, 2344; 2011).
Nel caso di Radiocontaminazione, gli interventi terapeutici dovranno concentrarsi sui danni che mettono a rischio la vita, come traumi e ustioni, e
successivamente su contaminazioni interne ed esterne applicando protocolli
di decontaminazione (Christodouleas, NEJM 364, 2344; 2011), andr quindi
calcolata la dose totale stimata e valutato lelemento contaminante al fine di
evitare o limitare danni a carico dei vari organi o sistemi. Quando lintero corpo
umano esposto a una dose >20 Gy si avranno danni neurovascolari severi,
con una dose >1 Gy ci saranno patologie acute gastrointestinali, ematologiche
e cutanee (Christodouleas, NEJM 364, 2344; 2011), per dosi totali < 2 Gy sar
necessaria solo una terapia sintomatica, > 2 Gy primario porre attenzione a
una deplezione del midollo osseo ricorrendo a fattori di crescita emopoietici,
profilassi delle infezioni con antibiotici, antivirali e antimicotici; il trapianto di
midollo resta controverso (Christodouleas, NEJM 364, 2344; 2011). Il sistema
gastrointestinale richiede terapia di supporto e probiotica (Christodouleas,
NEJM 364, 2344; 2011). I danni cutanei potrebbero verificarsi nellarco di
settimane, utili i cortisonici topici per ridurre linfiammazione (Christodouleas,
NEJM 364, 2344; 2011).
Il radionuclide contaminante va rimosso il prima possibile, al fine di limitarne
lincorporazione. Andranno evitati cibi contaminati (latte, frutta, verdura, frumento ecc) e si potranno impiegare maschere.
I provvedimenti saranno specifici per i vari elementi, ma sar comunque
n ecessario per tutti un follow up a breve e lungo termine per il rischio
cancerogeno.
Iodio: i bambini di Chernobyl che erano stati esposti a iodio radioattivo
hanno mostrato a partire da 4 anni dopo lesposizione un aumento di tumori
tiroidei (The Med. Letter 1361; 2011).
Lo Ioduro di potassio (gtt al 50% o cpr 130 mg) per os prima o durante lesposizione allo iodio radioattivo ne pu ridurre o prevenire la captazione (The
Med. Letter 1361; 2011). Il grado di protezione scende all80% in 2h e al 7%
in 24h (The Med. Letter 1361; 2011). Dosaggio 130 mg/die, se < 70 Kg 65 mg/
die, 32,5 mg/die nei bambini < 3 aa, 16,25 mg/die < 1 mese (The Med. Letter
1361; 2011), finch c pericolo di esposizione ma non superiore a 1-2 sett (The
Med. Letter 1361; 2011). Negli Usa, chi abita nellarco di 15 km da un reattore
ha diritto preventivamente al farmaco in modo gratuito, da utilizzare al bisogno
(The Med. Letter 1361; 2011).
Terre rare, Plutonio, transplutonici: nel caso di ferite lavare con una soluzione di DTPA (ac. dietilentriaminopentacetico) all1% e praticarne una dose ev;
nel caso di ingestione o inalazione si far inalare il contenuto aerosolizzato di 1
f (1 g) di DTPA e, se necessario, si aumenter la velocit di transito intestinale
con del Solfato di Magnesio. Somministrare 1 g ev lentamente di DTPA.
Trizio: se ingerito somministrare 58 litri di acqua/die.
Cesio: somministrare 3 volte al giorno 1 g di Blu di Prussia in mezzo bicchiere di acqua.
Stronzio: in caso di ferite impiegare il Rodizonato di potassio; nel caso di
ingestione si somministrer 10 g di Alginato diluito in un bicchiere di acqua
zuccherata ed eventualmente del Solfato di Magnesio.
Uranio: lavare eventuali ferite con soluzioni fisiologiche di bicarbonato di
sodio al 14%.

Polonio: eseguire 1 f di BAL 4 mg/Kg/4h per 3 gg (iniziare con 1/4 di fiala


per saggiare la sensibilit).
Nel caso di miscela di prodotti verranno presi i provvedimenti verso ognuno
degli elementi della miscela.

Esposizione a radiazioni cosmiche

Provengono da eruzioni solari e variano di intensit secondo le stagioni, altitudine, latitudine e tempo di esposizione. Favoriscono tumori, in particolare cute,
seno e melanomi. Importante rischio occupazionale per piloti e hostess di bordo.
I limiti di esposizione sono di 20 mSv/anno; porre attenzione alle gravide in caso
di frequenti e lunghe tratte, perch 15h di volo possono raggiungere unesposizione fetale di 1 mSu, che il doppio della dose mensile, ed equivale allintera
dose di una gravidanza (Silverman, Lancet 373, 2067; 2008).