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Estratto da Pocket Manual Terapia 2016 - www.pocketmanualterapia.

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18. PUNTURA DA ANIMALI MARINI


Tab. 90.18.1 Schema generico post puntura nel caso non si riconosca lagente
Lavare la ferita con acqua fredda e rimuovere eventuali residui irritanti o velenosi
Spalmare dellaceto o dellammoniaca
Immergere la zona interessata in acqua a 45 per 30-90 min (spesso il veleno termolabile)
Analgesici locali e nei casi pi gravi sistemici
Terapia di supporto nei casi pi gravi
Antibiotici e antitetanica in base allevento e alla ferita (spesso consigliati)
Valutare lesistenza di un antidoto

I celenterati (che comprendono i coralli, gli anemoni, le meduse e gli idroidi)


sono responsabili del maggior numero di avvelenamenti da animali marini.
Ne esistono oltre 9.000 specie delle quali circa 100 sono tossiche per luomo.
Spesso non necessario nessun trattamento se non dellaceto locale e analgesici.
In certi casi si associano dei sintomi generali tipo nausea, vomito, debolezza,
sonnolenza, spasmi muscolari (da trattare con Gluconato di calcio) e nei casi
pi gravi paralisi respiratoria, che pu richiedere unassistenza respiratoria, e
arresto cardiaco.
Aspetti Clinici 90.18.1
NHS http://com4pub.com/qr/?id=506

Razze lanceolate abitualmente localizzate nei fondali marini. Occorre irrigare la


ferita con acqua salata, rimuovere la o le spine conficcate e immergere la parte
interessata per 30-90 min in acqua molto calda (per inattivare il veleno) senza
per provocare ulteriori lesioni. Consigliati antibiotici e antitetanica.
Ricci di mare (Echinoidei) occorre rimuovere le spine, che altrimenti possono
migrare in profondit provocando lesioni granulomatose, immergere la parte in
acqua molto calda ma non ustionante e impiegare pi volte al giorno localmente
dellaceto che pu disciogliere la maggior parte delle spine superficiali. Trattamento sintomatico locale e generale.
Stella corona di spine (Acanthaster planci) colore violaceo con molte (fino a
20) braccia disseminate di spine acuminate. Provoca sintomi locali e sistemici.
Disinfettare la parte con ammoniaca.
Serpenti di mare sono circa 50 specie diverse provviste di un veleno potentissimo. Provocano sintomi locali e generali fino allarresto. Riposo e impiego
dellantidoto.
Pesce pietra (Synanceia verrucosa) lunghezza media 20 cm con 13 spine velenose nel dorso (Hawdon, Current Therapy 2004). Si mimetizza molto bene ed
difficile da vedere, non aggredisce ma si difende. Anche se non aggressivo,
pericoloso per il veleno che determina sintomi locali e generali fino al collasso.
Rimuovere eventuali pezzi di spine. Il dolore raggiunge il picco in 60-90 min
ma pu durare anche 6-12h (Gough Current Therapy 2008). Se non trattato,
abitualmente entro 6 ore si verifica il decesso (Brown Current Therapy 2005).
Immergere la parte in acqua molto calda 45 per 30-90 min o finch persiste il
dolore (Gough Current Therapy 2008). disponibile un antidoto.

Puntura di Tracina e di Scorfano. Esistono diverse specie di Tracine (pesce ragno) che con il loro veleno possono provocare una sintomatologia dolorosa e generale sproporzionata alla ferita. Rimuovere eventuali frammenti di spine, impiegare
acqua molto calda dato che il veleno termolabile. Analgesici e terapia sintomatica.
Pesce leone (diverse specie del genere Pterois) simile al pesce pietra ma il
veleno meno potente. Provoca sintomi locali e generali fino al collasso.
Trigoni simili alle razze con coda a frusta con 1-2 aculei per iniettare il veleno.
Si ritrovano nella sabbia e provocano profonde ferite. Provocano sintomi locali e
generali che cambiano a seconda delle specie. A livello locale possono provocare
anche necrosi e a livello generale difficolt respiratorie e collasso. Immergere in
acqua molto calda, cercare di estrarre laculeo e disinfettare.
Corallo di fuoco (specie del genere Millepora) simile ai coralli, di colore giallastro con punte bianche. Provoca un intenso dolore per unora e gonfiore per un
giorno. Pulire la parte con acqua di mare (non dolce) senza sfregare, impacchi
di aceto (per ridurre il dolore).
Caravella portoghese (Physalia phisalis) di colore bluastro, simile a una medusa ma con una vescica piena daria. Possiede dei tentacoli violacei orticanti
lunghi fino a 18 metri. Provoca sintomi locali e generali fino al collasso. Pulire
la parte con acqua di mare e cercare di rimuovere i tentacoli, senza strofinare,
con strumenti spigolosi o affilati, spesso utile la schiuma da barba e il rasoio;
utilizzabili anche aceto, acqua calda, analgesici e antistaminici (Gough Current
Therapy 2008). Nei casi pi gravi consigliabile il ricovero.
Meduse sono in grado di iniettare sostanze tossiche. Quelle del mediterraneo
sono meno pericolose di quelle del Pacifico o dellAtlantico e raramente danno
reazioni generali. Rimuovere eventuali frammenti di medusa, lavare delicatamente la parte con acqua di mare, impiegare sostanze alcoliche (alcool
denaturato o liquori o profumi) o aceto, ammoniaca, bicarbonato di sodio
ed eventualmente acqua molto calda ma non ustionante dato che il veleno
termolabile. Successivamente si potranno impiegare pomate anestetiche o antipruriginose. La Vespa di mare (medusa scotola o Chironex flecker) possiede
dei tentacoli lunghi anche 3 metri. la medusa pi pericolosa, provoca sintomi
locali e generali fino alla morte per paralisi respiratoria o arresto cardiaco. La
tossina potentissima ma ha una durata di 30 min ed disponibile un antidoto.
Molluschi conidi (specie del genere Conus) provocano sintomi locali e generali fino allarresto respiratorio. Abitualmente i sintomi si risolvono in 6-8h.
disponibile un antidoto. Immergere la zona interessata in acqua a 45 (Brown,
Current Therapy 2006).
Infezioni da acqua di mare. Sono estremamente aggressive con necrosi nelle prime
ore che richiedono un rapido sbrigliamento. Causate di solito da Vibrio Vulnificus
e Aeromonas Hydrophilia. Terapia: Doxiciclina e un aminoglicoside, in caso di
insufficienza renale si pu usare il Cloramfenicolo (Nichols, Current Therapy 2008).