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LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

 I mutamenti in agricoltura
Come nel resto d’Europa anche in Inghilterra l’agricoltura era dominante e dava lavoro alla
maggior parte delle persone. Le terre appartenevano di solito ai nobili ma esistevano anche
terreni che gli abitanti dei villaggi utilizzavano in comune: questi erano detti open fields.
All’inizio del 700 si verificò un aumento demografico in tutta Europa grazie al miglioramento
dell’alimentazione, alla scomparsa della peste e ai progressi della medicina. Divenne necessario
rendere i terreni più fertili e produttivi.
In Inghilterra si iniziò a praticare una diversa rotazione delle colture e si utilizzarono di più i
concimi. I grandi proprietari terrieri si appropriano degli open fields, coltivati dai contadini, e li
recintano: divennero così delle enclosures.
I prodotti ricavati dall’agricoltura non erano destinati solo al bisogno interno ma venivano venduti
anche all’estero. I proprietari terrieri, inoltre, reinvestivano i loro guadagni in nuove imprese
manifatturiere. Questo cambiamento trasformò anche la struttura sociale della campagna inglese:
molti contadini si trovarono privi di guadagno e furono costretti ad emigrare in città.

 I primi settori industrializzati


I miglioramenti nell’agricoltura contribuirono allo sviluppo industriale che rese disponibile una
maggiore quantità di denaro. Questo fece sì che molte più persone potessero permettersi di
acquistare anche beni di consumo, come ad esempio il vestiario. Inizialmente la lavorazione dei
vestiti avveniva in casa e veniva chiamata domestic system.
La maggiore richiesta di prodotti induce ad inventare nuovi macchinari per aumentare la
produzione: ad esempio la navetta volante, il filatoio meccanico, il filatoio idraulico.
Oltre al settore tessile, in Inghilterra, si sviluppò molto anche il settore siderurgico in modo da
poter produrre i materiali necessari alle nuove macchine (ferro, acciaio).

 La macchina a vapore e altre invenzioni


Fu un secolo ricco di nuove invenzioni. Nel 1765 James Watt inventò la macchina a vapore
utilizzandola non solo in campo siderurgico ma anche per i trasporti sia marittimi che terrestri.
George Stephenson nel 1814 costruì la prima locomotiva a vapore, infatti, qualche anno dopo
venne inaugurata la prima linea ferroviaria.
I fratelli Montgolfier inventarono la mongolfiera, Franklin inventò il parafulmine e Alessadro
Volta costruì una pila elettrica.

 Cambia il paesaggio urbano


L’utilizzo di macchine sempre più grandi e sofisticate rese necessario riunirle tutte in un unico
luogo, ovvero la fabbrica. Si passò quindi dal domestic system al factory system. Le fabbriche
sorsero accanto ai corsi d’acqua e ai centri di estrazione del carbone, attorno a cui si formarono i
quartieri degli operai.
Questi quartieri vennero denominati slums: si trattava di quartieri-ghetto che, essendo costruiti
vicino le fabbriche, erano continuamente inondati dai fumi delle ciminiere. Le condizioni igieniche
erano pessime, si viveva in spazi molto ristretti in cui si ammassavano più persone.

 Le conseguenze sociali della rivoluzione industriale


Con la Rivoluzione industriale nacquero due nuove classi sociali: la borghesia industriale e il
proletariato. Della borghesia industriale facevano parte tutti coloro che avevano il denaro
necessario per acquistare fabbriche e macchinari, in poche parole chi gestiva le industrie.
I proletari, invece, erano gli operai. Questi non possedevano nulla, se non la prole e la loro forza
che utilizzavano in cambio di un salario. I salari erano estremamente bassi anche perché c’era un
continuo flusso di contadini che, spostandosi dalla campagna alla città, era alla ricerca di un lavoro.
La loro giornata lavorativa era infernale: lavoravano 15 ore ed ogni errore era punito con multe o
maltrattamenti fisici. Non vi erano norme di sicurezza da rispettare, infatti gli incidenti e le morti
erano frequenti.
Anche le donne e i bambini venivano impiegati come manodopera nelle fabbriche. Soprattutto i
bambini, all’età di 6-7 anni, venivano utilizzati nelle miniere perché riuscivano ad infilarsi più
agevolmente. Lavoravano per 12-14 ore al giorno e molto spesso si trattava di orfani che, per
evitare che fuggissero, venivano addirittura incatenati alle macchine.

 Gli operai contro le macchine


I macchinari iniziano a rappresentare per gli operai una sorta di concorrenza sleale (una macchina
riusciva a fare il lavoro di 7 operai).
Nel 1779 Ned Ludd a causa di un litigio con il suo datore di lavoro, ruppe un telaio con un martello.
Da lui prese il nome di Luddismo il movimento che vide protagonisti gli operai contro i macchinari.
Si può affermare che i Luddisti siano i precursori delle organizzazioni sindacali perché non si
limitarono a protestare contro le macchine ma cercarono di far valere i diritti dei lavoratori (un
salario adeguato, orari meno massacranti).
Ad un certo punto, però, vi è una sovrapproduzione: la produzione aumentava ma le richieste di
quei prodotti no. Per questo motivo molte fabbriche vennero chiuse e ciò determinò il dilagare
della disoccupazione. Gli operai compresero, perciò, che la colpa della disoccupazione non era
delle macchine bensì dei padroni delle fabbriche.

 L’Inghilterra centro del mondo


Le ragioni per cui la Rivoluzione Industriale (1760 – 1820) si sviluppa in Inghilterra e poi negli altri
paesi sono fondamentalmente quattro:
1) L’Inghilterra è il paese più ricco e potente del mondo sia per quanto riguarda le materie
prime, fonti energetiche sia sul piano politico e militare.
2) L’Inghilterra è aperta a innovazioni tecnologiche e alla ricerca scientifica.
3) È favorevole allo sviluppo di una mentalità imprenditoriale (esaltavano il successo negli
affari come un regalo di Dio).
4) L’Inghilterra era isolata politicamente essendo circondata dal mare ed era difficilmente
attaccabile; inoltre proteggeva la propria economia dalla concorrenza straniera.