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CAPITOLO VII: LALBA DELLINDUSTRIA MODERNA

Allinizio del 700 diverse regioni europee avevano sviluppato discrete concentrazioni di industria rurale. Per
descrivere tale processo di espansione e di trasformazione occasionale di queste industrie stato inventato il
termine di protoindustrializzazione. Le caratteristiche essenziali di uneconomia protoindustriale sono una forza
lavoro dispersa, rurale, organizzata da imprenditori urbani che la riforniscono di materia prima e smerciano il
prodotto in mercati lontani. La protoindustrializzazione fa riferimento in primo luogo alle industrie dei beni di prima
necessit, in particolare tessili. Nel cap. VI si parlato di manifactures royales francesi (situate in grandi strutture
simili a fabbriche dove maestri artigiani lavoravano sotto la supervisione di un sovrintendente o di un imprenditore).
Analoghe protofabbriche furono organizzate da nobili proprietari terrieri (industria del carbone, ferriere, fabbriche di
piombo, rame e vetro) ma, sebbene imponenti furono eclissate nel XVIII secolo dalla nascita di nuove forme di
attivit industriale.

Caratteristiche dellindustria moderna
Una delle differenze pi ovvie tra la societ preindustriale e la moderna societ industriale il forte
ridimensionamento in questultima del ruolo relativo dellagricoltura. Alla diminuzione della sua importanza
corrisponde una crescita enorme della produttivit dellagricoltura moderna. Una differenza lelevata percentuale
di forza lavoro impiegata nel settore terziario, o dei servizi in epoche recenti. Nel periodo della vera e propria
industrializzazione la caratteristica saliente della trasformazione strutturale delleconomia fu lascesa del settore
secondario (industria estrattive, manifatturiera e delle costruzioni) riscontrabile sia sulla base della forza lavoro
impiegata che dei livelli di produzione. La Gran Bretagna definita la prima nazione industriale. Il termine
rivoluzione industriale stato usato per indicare gli ultimi decenni del Settecento e i primi dellOttocento: tale
espressione imprecisa, il suo uso distoglie lattenzione dalle evoluzioni contemporanee ma differenti dei paesi
dellEuropa continentale. La nostra attenzione rivolta allinizio del processo di industrializzazione della Gran
Bretagna del XVIII secolo. Nel corso di questa trasformazione emersero alcune caratteristiche che distinguono in
modo netto lindustria moderna da quella premoderna.
Esse sono: luso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica; lintroduzione di nuove fonti di energia
inanimata (combustibili fossili); impiego diffuso di materiali che normalmente non si trovano in natura.
I miglioramenti pi significativi dal punto di vista tecnologico furono quelli che videro lutilizzazione di macchine e di
energia meccanica. Ma gli sviluppi pi importanti furono la sostituzione della legna e del carbone di legna col carbon
fossile come combustibile e lintroduzione della macchina a vapore nellindustria mineraria, manifatturiera e dei
trasporti.

Rivoluzione industriale: un termine equivovo
Questo termine stato usato per oltre un secolo per indicare quel periodo della storia britannica che vide
lintroduzione delle macchine e del sistema di fabbrica nel processo di produzione. Le prime descrizioni del
fenomeno misero in evidenza le grandi invenzioni e la natura drammatica dei mutamenti. Il cambiamento fu quasi
violento, in pochi anni furono perfezionate le invenzioni di Watt, Arkwright e Boulton. Per la maggior parte della sua
storia lespressione rivoluzione industriale ha posseduto una connotazione negativa. Alcuni studiosi, consapevoli


che nelle descrizioni tradizionali la rapidit dei mutamenti era stata esagerata, proposero un periodo pi lungo per la
rivoluzione, come ad esempio quello compreso tra il 1750 e il 1850. Ma la datazione tradizionale ricevette
limprimatur di Thomas Ashton, il pi famoso storico delleconomia britannica del XVIII secolo. Lo storico considerava
i risultati di questo periodo un traguardo piuttosto che una catastrofe, e sottolineava il fatto che i cambiamenti di
questo periodo non furono solo industriali, ma anche sociali e intellettuali.

Requisiti e fattori concomitanti dellindustrializzazione
Gi nel Medioevo singoli individui avevano cominciato a considerare la possibilit pratica di imbrigliare le forze della
natura. Le scoperte scientifiche realizzate in seguito da Copernico, Galileo e Newton rafforzarono queste idee. Alcuni
studiosi considerarono lapplicazione della scienza allindustria il carattere distintivo dellindustria moderna. Per
quanto affascinante, questa idea ha il suo punto debole nella fragilit del corpus della conoscenza scientifica.
Lespressione metodo sperimentale pu risultare troppo formale e specifica per definire tale processo, una pi
appropriata per tentativi. Tuttavia una propensione a sperimentare e innovare si diffuse in tutti gli strati della
societ. LInghilterra fu una delle prime nazioni ad accrescere la propria produttivit agricola, grazie alla
sperimentazione per tentativi di nuove colture e nuove rotazioni. La pi importante innovazione agricola fu lo
sviluppo della cosiddetta agricoltura convertibile, che prevedeva lalternanza di campi coltivati e pascoli temporanei
in luogo di arativi e pascoli permanenti. Essa aveva il duplice vantaggio di ripristinare la fertilit del suolo con
rotazioni pi efficaci e di permettere lallevamento di una quantit ingente di bestiame. Una condizione per il
miglioramento delle rotazioni e lallevamento selettivo fu la recinzione e il consolidamento dei campi. Il nuovo
paesaggio agricolo consisteva in fattorie compatte, consolidate e recintate. La crescente produttivit agricola inglese
permetteva di sostentare una popolazione sempre maggiore secondo standard nutritivi via via pi elevati. Per circa
un secolo essa produsse un surplus per lesportazione, prima che il tasso di crescita demografica superasse quello di
crescita della produttivit. Lorientamento dellagricoltura verso il mercato fu un aspetto di un processo generale di
commercializzazione dellintera nazione. Gi nel XVI secolo Londra aveva cominciato a svolgere la funzione di polo
di crescita delleconomia inglese. I suoi vantaggi erano sia geografici che politici. La commercializzazione interag
con la nascente organizzazione finanziaria della nazione. Le origini del sistema bancario britannico sono oscure, ma
sappiamo che negli anni successivi alla Restaurazione del 1660 diversi grandi orefici londinesi cominciarono a
svolgere le funzioni di banchieri. Rilasciavano ricevute di deposito che circolavano come banconote, e concedevano
prestiti a imprenditori degni di credito. La fondazione della Banca dInghilterra nel 1694 costrinse i banchieri privati a
rinunciare allemissione di banconote, ma essi continuarono accettando ordini di pagamento e scontando cambiali.
La Banca dInghilterra non istitu filiali, e le sue banconote non circolavano fuori Londra. Il valore delle monete doro
era troppo elevato perch queste potessero essere utilizzate, mentre le monete dargento o di rame erano
insufficienti. Questa situazione di penuria di moneta spicciola incoraggi liniziativa privata con listituzione di
banche di provincia. Leuforia della gloriosa rivoluzione port alla creazione di numerose societ per azioni e
culmin con il boom finanziario speculativo noto come bolla del Mare del Sud. Lepisodio prese il nome dalla
Compagnia del Mare del Sud, istituita per decreto nel 1711 con il monopolio ufficiale dei traffici con limpero
spagnolo. Ma la vera ragione della sua creazione era quella di raccogliere denaro per conto del Governo per
finanziare la prosecuzione del conflitto. La bolla scoppi nel 1720 quando il Parlamento approv il Bubble Act. La
legge proibiva la costituzione di societ per azioni senza lespressa autorizzazione del Parlamento. LInghilterra fece il
suo ingresso nella sua rivoluzione industriale con uno sbarramento legale contro la forma azionaria
dellorganizzazione capitalistica, condannando gran parte delle sue imprese alla propriet individuale o alla
condizione giuridica di societ di persone. Il Bubble Act fu infine abrogato nel 1825. Unaltra importante
conseguenza della Gloriosa Rivoluzione fu di porre la finanza pubblica del Regno sotto lo stretto controllo del


Parlamento, il che ridusse il peso del debito pubblico e rese disponibili i capitali per linvestimento privato. Sebbene il
sistema tributario fosse molto regressivo la Gran Bretagna dovette buona parte della sua precoce prosperit e la sua
posizione di capofila nellindustria moderna alla sua natura insulare che non solo le assicurava una protezione contro
gli sconvolgimenti, ma era anche un mezzo di trasporto a buon mercato. Canali e fiumi navigabili furono migliorati, le
iniziative di canalizzazione furono organizzate sotto forma di societ private a scopo di lucro (riscossione di pedaggi).
Anche le strade, tradizionalmente curate dalle parrocchie, furono oggetto di miglioramenti da parte di societ che
curavano la loro manutenzione e anche in questo caso gli utenti erano tenuti a pagare un pedaggio.

Tecnologia industriale e innovazione
Gli storici impressionati dalla natura rivoluzionaria del mutamento industriale sottolineano la rapida
meccanizzazione e la crescita dellindustria cotoniera negli ultimi due decenni del XVIII secolo. Quasi un secolo prima
altre due innovazioni ebbero un impatto fondamentale sullindustrializzazione: il procedimento di fusione del
metallo ferroso con il carbon coke (e non di legna) e linvenzione della macchina a vapore atmosferica. Numerosi
erano stati i tentativi di sostituire il carbon fossile al carbone di legna negli altiforni. Nel 1709 Darby riscald il
carbone in un contenitore chiuso per eliminarne le impurit in forma di gas e dal processo ottenne come residuo il
coke che poi utilizz come combustibile nellaltoforno per produrre ghisa grezza.
Nonostante la grande scoperta fatta da Darby, linnovazione si diffuse solo lentamente. La continua ricerca per
pressare il carbone di legna dopo il 1750, accompagnata da innovazioni come il procedimento di puddellaggio e
laminazione di Cort, liber definitivamente la produzione del ferro dalla dipendenza dal carbone di legna. I
proprietari delle ferriere ottennero delle economie di scala concentrando tutte queste operazioni in un unico luogo.
Sia la produzione di ferro che la percentuale di esso ottenuta con limpiego di combustibile crebbero in maniera
spettacolare. La Gran Bretagna divenne un grande esportatore di ferro e di prodotti ferrosi. Il vapore fu utilizzato per
la prima volta nellindustria mineraria ed espandendosi la domanda di carbon fossile e metalli si intensificarono gli
sforzi per estrarli da miniere sempre pi profonde. Nel 1698 Savery ottenne il brevetto per una pompa a vapore che
chiam lamico del minatore. Lapparecchio aveva diversi difetti (tendenza ad esplodere!) allora Newcomen, un
mercante di ferramenta e calderaio, costru la sua prime pompa a vapore atmosferica in una miniera di carbone. Il
maggior difetto della sua macchina era il suo elevato consumo di combustibile in rapporto al lavoro prodotto. Negli
anni sessanta Watt cominci a fare esperimenti sullapparecchio. Nel 1769 brevett un condensatore separato, che
eliminava la necessit di ricorrere al riscaldamento e raffreddamento alternato del cilindro (fulcro della macchina di
Newcomen). Molti problemi tecnici ritardarono la sua utilizzazione pratica. Nel frattempo Watt form una societ
con Boulton e insieme a questo fabbricante di articoli di ferramenta costru macchine impiegate per pompare via
lacqua dalle miniere. Watt realizz molti altri miglioramenti, quali un regolatore della velocit del motore e uno
strumento che trasformava il movimento alternativo del pistone in moto rotatorio. Questultimo offr alla macchina
a vapore una serie di nuove possibilit applicative, come la macinatura del grano e la filatura del cotone.
La manifattura dei tessuti di cotone era per la Gran Bretagna unindustria nuova e quindi non era molto soggetta ad
una legislazione repressiva. Nellarco di pochi anni furono inventati diversi apparecchi per la filatura meccanica. Il
primo di essi fu la jenny o giannetta (ruota per filare con una batteria di fusi) di James Hargreaves. Poi fu la volta
del filatoio idraulico che condusse direttamente al sistema di fabbrica sul modello dellindustria della seta. Poi vi fu la
mula di Samuel Crompton che favor la costruzione di enormi fabbriche in citt dove il carbon fossile era a buon
mercato. Tutte queste innovazioni necessitavano di una forza lavoro composta da bambini e donne (poco costosi e
pi arrendevoli). Le innovazioni tecniche furono accompagnate da un rapido incremento della domanda di cotone.
Poich la Gran Bretagna non aveva cotone proprio, lo importava dallIndia, dal Levante, dalle Isole caraibiche


britanniche e dagli Stati americani del Sud. Grazie a tutte queste innovazioni nel campo della filatura e della tessitura
vi fu una grossa caduta dei costi di produzione, un aumento della produzione e delle esportazioni. Le innovazioni
concernenti lindustria cotoniera, quella siderurgica e lintroduzione della forza a vapore costituiscono il nocciolo
della cosiddetta rivoluzione industriale britannica. Non furono per solo queste le industrie trasformate. Adam Smith
scriveva nella Ricchezza delle nazioni dei grandi aumenti di produttivit realizzati in una fabbrica di spilli
semplicemente attraverso la specializzazione e la divisione del lavoro. La fabbrica degli spilli di Smith pu essere
considerata un simbolo delle molte industrie impegnate nella produzione di beni di consumo (esempio: industria
delle stoviglie). Un significativo processo di espansione ebbe luogo anche nellindustria chimica. Alcuni miglioramenti
furono una conseguenza dei progressi della chimica (Lavoisier): furono studiati lacido solforico, gli alcali (in
particolare la soda caustica e la potassa).
Nel 1791 Leblanc scopr un processo di produzione degli alcali che faceva uso di cloruro di sodio, il sale comune.
Questa soda artificiale aveva molti impieghi. Lindustria del carbone rimase per lo pi unindustria ad alta intensit di
lavoro. Alle miniere del carbone va la responsabilit delle prime ferrovie. La locomotiva a vapore fu il prodotto di un
processo evolutivo che ebbe diversi stadi preparatori. La sua Principale antenata fu la macchina a vapore. A Richard
Trevithick va il merito della costruzione della prima locomotiva perfezionata infine da Stephenson.

Varianti regionali
E importante prendere atto delle varianti regionali della industrializzazione inglese, nonch dellandamento
eterogeneo che il cambiamento economico assunse nelle varie componenti del Regno Unito di Gran Bretagna e
Irlanda. Allinterno dellInghilterra il Lanchashire divenne sinonimo di cotone, la Cornovaglia rimase la fonte primaria
dello stagno e del rame, il Sud rimase agricolo. Il Galles era una sorta di parente povero in quanto per questa regione
la fama e la fortuna passava attraverso lInghilterra e la Scozia. La Scozia, a differenza del Galles, conserv la sua
indipendenza dallInghilterra fino allunione volontaria dei parlamentari nel 1707. A met del XVIII secolo la Scozia
era un paese povero e arretrato, ma ebbe un passaggio allindustria anche pi veloce di quello dellInghilterra.
Lingresso della Scozia nellImpero britannico le diede accesso non solo ai mercati inglesi, ma anche a quelli delle
colonie inglesi nel Nord America e altrove, il che senza dubbio contribu allaccelerazione del ritmo della vita
economica. LIrlanda, in contrasto purtroppo con la Scozia, non riusciva quasi ad industrializzarsi. Gli Inglesi
trattavano lIrlanda come una provincia conquistata. Quando la carestia di patate la colp, a met degli anni
quaranta, la morte per fame e lemigrazione privarono lIrlanda in meno di un decennio di un quarto della sua
popolazione.

Aspetti sociali della prima industrializzazione
La Gran Bretagna fu una delle componenti della terza logistica europea. Che la crescita demografica non fosse
esclusivamente legata al processo dindustrializzazione documentato dal fatto che si tratt di un fenomeno
generale europeo. Daltra parte sarebbe scorretto affermare che non ci fu alcuna relazione.
Lindustrializzazione fu quanto meno un elemento propizio alla crescita continua della popolazione. Non possibile
offrire una spiegazione adeguata dei meccanismi della crescita che si verific nel XVIII secolo. E possibile che la
crescita del tasso di natalit sia dipesa da un decremento del tasso di mortalit dovuto a diversi fattori, quali i
progressi dellagricoltura, che portarono ad una maggiore abbondanza nonch ad una maggiore variet di cibi,


migliorando lalimentazione. Inoltre laccresciuta produzione di carbon fossile signific abitazioni meglio riscaldate.
La popolazione totale risent anche degli effetti dellimmigrazione e dellemigrazione. Per tutto il XVIII secolo le
migliori opportunit economiche offerte dallInghilterra e dalla Scozia vi attirarono irlandesi di ambo i sessi.
Lemigrazione interna alter la distribuzione geografica della popolazione. Questo fenomeno produsse due
mutamenti: aumento della densit nel nord-ovest a scapito del sud-est e crescita dellurbanizzazione. Nel 1800
Londra era la maggiore citt della Gran Bretagna e probabilmente la pi grande dEuropa. La crescita delle citt non
ebbe solo aspetti positivi. Non mancavano le abitazioni cadenti, le infrastrutture sanitarie erano inesistenti (causa,
questa, di colera e malattie epidemiche) e ci si liberava dei rifiuti gettandoli nelle strade. Tali condizioni erano frutto
in parte della crescita estremamente rapida, dellinadeguatezza dellapparato amministrativo, della mancanza di
esperienza delle autorit locali e della assenza di pianificazione. La rapida espansione delle citt ancora pi
sorprendente se si tiene conto del fatto che essa dipese interamente dallimmigrazione dalle campagne. A causa
delle spaventose condizioni sanitarie la mortalit superava la natalit (mortalit infantile) e il tasso di incremento
naturale era in realt negativo. Un vecchio libro di testo affermava che i lavoratori erano spinti verso le fabbriche
dalla lusinga di salari elevati. Niente potrebbe essere pi falso: la presenza femminile e infantile sia nellagricoltura
che nellindustria domestica era un fenomeno di lunga tradizione, che il sistema fabbrica non fece che adottare.
Lultimo mezzo secolo ha assistito ad un dibattito erudito sulla questione di come mut il livello di vita delle classi
lavoratrici britanniche tra la seconda met del XVIII secolo e la prima met del XIX secolo. Nessun accordo stato
mai raggiunto. Nel complesso sembra probabile che si sia verificato un graduale miglioramento del livello di vita
delle classi lavoratrici. La maggior parte dei lavoratori, inclusi quelli peggio pagati, videro migliorare in qualche modo
la propria situazione, ma la disuguaglianza della distribuzione del reddito e della ricchezza, gi grande
nelleconomia preindustriale, divenne ancora pi accentuata nelle prime fasi della industrializzazione.

CAPITOLO VIII: LO SVILUPPO ECONOMICO NELLOTTOCENTO: FATTORI DETERMINANTI
Il XIX secolo vide il trionfo definitivo dellindustrialismo come sistema di vita in Europa, in particolare nellEuropa
occidentale.

Popolazione
Nel XIX secolo la crescita demografica europea acceler, lEuropa aveva raggiunto un totale di 400 milioni di abitanti.
La popolazione continu ad aumentare nel XX secolo, ma il tasso di crescita europeo conobbe una leggera
diminuzione, mentre quello del resto del mondo aument. E pertanto evidente che non esiste una chiara
correlazione tra industrializzazione e crescita demografica, e che non bisogna andare alla ricerca daltri fattori
causali. Prima dei miglioramenti dei trasporti, uno dei maggiori limiti alla crescita demografica era quello posto dalle
risorse agricole del continente. La produzione agricola crebbe enormemente. Questo fenomeno fu particolarmente
importante nel caso della Russia. La produttivit agricola aument per effetto dellintroduzione di nuove tecniche
pi scientifiche. Una migliore conoscenza della chimica del suolo ed un uso pi intenso dei fertilizzanti, fece salire la
resa dei terreni comuni e rese possibile la coltivazione di quelli poco fertili. La diminuzione del prezzo del ferro favor
luso di attrezzi e strumenti migliori e pi efficienti. Il basso prezzo dei trasporti facilit i movimenti migratori della
popolazione. Cospicua fu anche lemigrazione interna europea. La Francia attir gli Italiani, gli Spagnoli, gli Svizzeri e i
Belgi, mentre lInghilterra ricevette immigrati da tutta Europa. Talvolta gli emigranti cercavano di sfuggire alle
persecuzioni o alloppressione politica, ma nella maggior parte dei casi la loro decisione era frutto delle pressioni
economiche interne al loro paese e delle speranze di una vita migliore allestero. Un numero relativamente elevato


dItaliani e Tedeschi emigr in quelli che divennero i paesi economicamente pi progrediti del Sud America. Il
mutamento pi fondamentale fu la crescita della popolazione urbana. LItalia aveva assistito allo spopolamento delle
maggiori citt allinizio dellera moderna. Lurbanizzazione, come lindustrializzazione, procedette ad un ritmo
spedito nel corso del XIX secolo. Anche in questo la nazione guida fu la Gran Bretagna. La popolazione dei paesi
industriali non solo viveva nelle citt, ma preferiva quelle pi grandi. Molte sono le ragioni sociali e culturali che
fanno s che gli individui aspirino a vivere in citt. La principale limitazione alla crescita delle citt stata di natura
economica: limpossibilit di fornire grandi masse urbane di quanto indispensabile per vivere. Con i miglioramenti
tecnologici dellindustria non solo queste limitazioni erano state allentate, ma in alcuni casi considerazioni di
carattere economico richiedevano la crescita delle citt. Lintroduzione del vapore, la transizione dal carbone di
legna al coke cambiarono la situazione.

Risorse
LEuropa industriale non benefici di un magico aumento della quantit o qualit delle risorse naturali. Accadde
piuttosto che risorse precedentemente sconosciute o di scarso valore acquisirono unimportanza enorme. Questo fu
in particolare il caso del carbon fossile, e le regioni europee provviste di ricchi giacimenti di carbone divennero nel
XIX secolo i siti primari dellindustria pesante. Le regioni prive di riserve indigene di carbone dovettero importarlo.
Nella seconda met dellOttocento, con lintroduzione dellenergia idroelettrica, le regioni abbondantemente
provviste dacqua, ottennero da questa fonte un nuovo vantaggio relativo. LEuropa era nel complesso relativamente
ben provvista di risorse minerarie convenzionali, quali il ferro, altri metalli, sale e zolfo. Il risultato fu una caccia
sistematica a fonti denergia ancora sconosciute, una ricerca scientifica e tecnologica dei migliori metodi di
sfruttamento. In alcuni casi, con lesaurirsi delle risorse domestiche, la ricerca di nuove fonti dapprovvigionamento
si estese oltreoceano. Nel corso del XIX secolo la ricerca di materie prime, spinse sempre pi le nazioni europee ad
estendere il controllo politico sulle regioni africane e asiatiche scarsamente organizzate o prive di un governo forte.

Sviluppo e diffusione della tecnologia
Simon Kuznets defin il periodo in cui viviamo come lepoca economica moderna. A suo parere, unepoca
economica determinata dalle applicazioni e ramificazioni di uninnovazione epocale. Egli vedeva, linnovazione
epocale della prima et moderna europea nello sviluppo delle tecniche di navigazione e di altre a queste correlate,
che resero possibile la scoperta dellAmerica. Lepoca economica attuale ebbe inizio nella seconda met del XVIII
secolo. Il periodo della storia della tecnologia che va dallinizio del Settecento a circa il 1860 o 1870 piuttosto lera
dellartigiano-inventore. Dopo di allora, per, le teorie scientifiche divennero sempre pi fondamentali per i processi
produttivi. La superiorit industriale conquistata dalla Gran Bretagna nel primo quarto del XIX secolo dipese dai
progressi tecnologici verificatesi in due industrie fondamentali, lindustria cotoniera e quella del ferro. In alcuni casi,
le scoperte scientifiche portarono alla creazione ex novo dindustrie precedentemente inesistenti. Molte innovazioni
furono opera dindustriali continentali e americani, desiderosi di eguagliare o superare lefficienza tecnica dei
concorrenti britannici.

Motori primi e produzione di energia
Nonostante i fondamentali contributi resi da Watt allevoluzione della tecnologia del vapore, le sue macchine


avevano parecchie limitazioni come motori primi dellindustria. Erano pesanti, ingombranti e soggetti a frequenti
rotture. Lavoravano a pressioni relativamente basse e ci limitava la loro efficacia. I successivi cinquantanni videro
molti importanti sviluppi nella tecnologia della macchina a vapore. Il progresso tecnologico tocc anche il maggior
rivale della macchina a vapore, la ruota idraulica. Mentre Watt stava sperimentando e mettendo a punto la
macchina a vapore, altri ingegneri e inventori rivolsero la loro attenzione al perfezionamento della ruota idraulica.
Furono introdotte forme nuove e pi efficienti e, in conseguenza della discesa del prezzo del ferro, divennero
comuni le grandi ruote realizzate completamente in metallo. Verso la fine del secolo, grazie alle ricerche di Benjamin
Franklin in America e degli italiani Luigi Galvani e Alessandro Volta, furono sviluppate numerosissime applicazioni
pratiche dellelettricit. Il perfezionamento della lampadina elettrica rese obsoleta lilluminazione con lampade ad
arco e diede inizio al boom dellindustria elettrica. Per diversi decenni lelettricit ed altri due materiali
dilluminazione da poco perfezionati, il gas di carbone e il cherosene, si contesero aspramente il campo. Lo stesso
anno in cui Edison brevettava la sua lampadina elettrica, il tedesco von Siemens invent il tram elettrico. Lelettricit
pu inoltre essere usata per produrre calore, e per questo cominci ad essere impiegata nella fusione dei metalli, in
particolare lalluminio, scoperto poco tempo prima. Il petrolio unaltra delle grandi fonti denergia che si afferm
nella seconda met del XIX secolo. Il petrolio liquido e il suo sottoprodotto, il gas naturale, furono usati soprattutto
per lilluminazione. Il petrolio greggio consiste di diversi elementi o frazioni, tra queste il cherosene. Le frazioni pi
leggere e volatili, nafta e benzina, furono considerate a lungo sostanze pericolose.

Acciaio a buon mercato
Lunica grande innovazione tecnica nel settore siderurgico nella prima met del XIX secolo fu laltoforno ad aria
calda: questo otteneva una combustione pi completa, diminuiva il consumo di combustibile ed accelerava il
processo di fusione. Le innovazioni pi spettacolari nellindustria siderurgica riguardarono la fabbricazione
dellacciaio. Lespansione dellindustria dellacciaio ebbe un profondo impatto sulle altre industrie, sia quelle
fornitrici di materie prime, sia quelle che facevano uso dellacciaio. Le rotaie dacciaio duravano pi a lungo ed erano
pi sicure di quelle di ferro. Le lastre dacciaio per le costruzioni navali consentivano di ottenere navi pi grandi,
leggere e veloci e potevano essere usate anche per corazzare le navi da guerra. Lacciaio rimpiazz ben presto il ferro
e il legno negli utensili, nei giocattoli ed in centinaia daltri prodotti, dalle macchine a vapore alle forcine.

Trasporti e comunicazioni
Prima delle ferrovie, le inadeguate infrastrutture di trasporto avevano costituito uno dei maggiori ostacoli
dellindustrializzazione sia dellEuropa continentale che degli Stati Uniti. La Gran Bretagna possedeva sia le
conoscenze tecniche che i capitali necessari per la loro costruzione. Molte delle linee ferroviarie furono costruite con
materiali di poco prezzo, e secondo criteri molto variegati. Il Belgio fu allavanguardia tra le nazioni europee che per
prime si dedicarono alla progettazione e alla costruzione di ferrovie. Il Governo belga decise di costruire una rete
ferroviaria completa a spese dello stato per facilitare lesportazione delle manifatture belghe. La Francia e la
Germania furono i soli altri paesi del continente a realizzare dei progressi significativi nelle costruzioni ferroviarie
prima della met del secolo. La Francia aveva predisposto un piano ferroviario globale incentrato su Parigi. Negli altri
paesi i progressi furono minimi. La prima ferrovia dellImpero asburgico, dove per la forza motrice era fornita dai
cavalli, fu costruita negli anni venti. I Paesi Bassi videro un turbine diniziative a cavallo tra gli anni trenta e quaranta,
per effetto delle quali le maggiori citt furono tutte collegate tra loro; i risultati finanziari furono per scarsi, e le
ferrovie caddero in disgrazia. Nella penisola italiana alcune brevi ferrovie erano state costruite nel corso negli anni
trenta e quaranta, tuttavia, esse registrarono scarsi progressi fino allavvento negli anni cinquanta dello statista


Camillo Benso di Cavour nel regno di Sardegna. Svizzera e Spagna avevano inaugurato brevi linee ferroviarie negli
anni quaranta. La seconda met del XIX secolo fu sia in Europa che altrove let delloro delle costruzioni ferroviarie.
Gli ingegneri britannici, forti del loro vantaggio desperienza e del numero delle loro fonderie e officine meccaniche,
costruirono alcune delle prime ferrovie del continente; in seguito furono responsabili della maggior parte delle
costruzioni realizzate in India, America Latina e Africa meridionale. I continui miglioramenti nella progettazione di
locomotive portarono alle enormi macchine del tardo Ottocento e primo Novecento, epoca in cui la trazione
elettrica e i motori diesel avevano cominciato ad insidiare il primato delle locomotive a vapore. Il battello a vapore,
sebbene fosse stato inventato prima della locomotiva, svolse un ruolo meno vitale di questultima nellespansione
del commercio e dellindustria. Nella prima met del secolo i piroscafi contribuirono in particolar modo allo sviluppo
del commercio interno. Fino alla guerra civile americana le navi a vapore oceaniche trasportarono principalmente
posta, passeggeri e carichi costosi e leggeri. Forse per nessuna singola invenzione del XIX secolo pu essere
paragonata a quella quattrocentesca della stampa per i suoi effetti sul mondo delle comunicazioni. La macchina per
la fabbricazione della carta e la macchina da stampa cilindrica, usata per la prima volta dal Times di Londra
ridussero notevolmente il costo di libri e giornali. Queste innovazioni misero la carta stampata alla portata delle
masse e contribuirono alla loro progressiva alfabetizzazione.
Linvenzione della litografia e gli sviluppi della fotografia resero possibile la riproduzione economica e lampia
diffusione delle immagini visive. La Gran Bretagna introdusse il servizio postale. Ancora pi significativa fu
linvenzione del telegrafo elettrico da parte dellamericano Samuel Morse. Il telefono, brevettato da Graham Bell
rese ancora pi personale la comunicazione su lunghe distanze. Linventore e imprenditore italiano Guglielmo
Marconi, invent il telegrafo senza fili. Nel campo delle comunicazioni daffari linvenzione della macchina per
scrivere e daltre macchine rudimentali aiut limpiegato indaffarato a tenere il ritmo e contribuire al flusso
crescente dinformazioni che le operazioni su scala mondiale rendevano necessarie. La macchina per scrivere
contribu inoltre allingresso della donna nella forza lavoro impiegatizia.

Lapplicazione della scienza
Il progresso scientifico divenne sempre pi essenziale per il progresso tecnologico, si ebbe una crescente interazione
tra scienziati, ingegneri e imprenditori. Lo sviluppo tecnologico richiedeva sempre pi la cooperazione di numerosi
specialisti delle scienze e della meccanica. La scienza chimica si rivel particolarmente prolifica nel far nascere nuovi
prodotti e procedimenti. La chimica svolse un ruolo vitale anche nella metallurgia, molti nuovi metalli furono
scoperti, tra cui zinco, allumino, nichel, magnesio e cromo. Oltre a scoprire nuovi metalli, scienziati e industriali
trovarono il modo di impiegarli ed escogitarono metodi di produzione economici. Uno degli usi pi frequenti era la
preparazione delle leghe, miscele di due o pi metalli; esempi di leghe naturali sono lottone e il bronzo. Lacciaio
in realt una lega di ferro e piccole quantit di carbonio e talvolta altri metalli. La chimica venne inoltre in soccorso di
vecchie e affermate industrie quali quelle della produzione, lavorazione e conservazione degli alimenti. Lagricoltura
scientifica si svilupp perci in parallelo con lindustria scientifica.

Il contesto istituzionale
Lo scenario istituzionale in cui si svolse lattivit economica nellEuropa del XIX secolo, assicurava ampie opportunit
alliniziativa individuale, lasciava libert di scelta in campo occupazionale si fondava sulla propriet privata; tuttavia
la loro combinazione e lesplicito riconoscimento loro accordato fecero s che essi contribuissero in modo
notevolissimo al processo di sviluppo economico.



Fondamenti giuridici
Una delle istituzioni cardine della Gran Bretagna era il sistema giuridico noto come diritto comune. Le caratteristiche
distintive del diritto comune erano la sua natura evolutiva, il suo affidarsi alle consuetudini; il diritto comune divenne
il fondamento del sistema giuridico statunitense e dei paesi dellImpero britannico. La rivoluzione francese istitu un
sistema giuridico pi razionale che fu alla fine incorporato nei Codici napoleonici. Il manifesto del nuovo ordine pu
essere considerato la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino. Il primo articolo proclamava che gli uomini
nascono e rimangono liberi e uguali nei loro diritti, diritti che sono la libert, la propriet, la sicurezza. La
Dichiarazione elencava anche le garanzie necessarie per tutelare questi diritti: uniformit delle leggi, libert di parola
e di stampa. Le assemblee rivoluzionarie (codice napoleonico) oltre ad abolire il regime feudale e ad instaurare la
propriet privata della terra, si sbarazzarono dei dazi doganali e delle tariffe interne, abolirono le corporazioni di
mestiere e lintero apparato statale di controllo dellindustria, proibirono i monopoli.
I Francesi naturalmente esportarono le loro riforme rivoluzionarie nei paesi conquistati nel corso delle guerre
rivoluzionarie e napoleoniche. Il Belgio, gran parte dellItalia, e per breve tempo lOlanda furono tutti incorporati
nellImpero francese. Il regno di Napoli e lintera Spagna, tutti posti sotto la protezione francese, accettarono la
maggior parte della legislazione rivoluzionaria. Le moderne istituzioni francesi ricevettero la loro impronta definitiva
da Napoleone. La sintesi napoleonica raggiunse forse il suo culmine nella grandopera di codificazione del diritto
intrapresa durante la rivoluzione ma completata sotto lImpero. Il fondamentale Code civil, promulgato nel 1804, era
scritto da giuristi e avvocati della classe media, esso rifletteva evidentemente le preoccupazioni e gli interessi delle
classi proprietarie. Il Code civil fu adottato per intero o posto a fondamento dei codici nazionali in tutta lEuropa e
anche oltre. Un altro dei codici napoleonici di particolare importanza per lo sviluppo economico fu il Code de
commerce, promulgato nel 1807, esso fu la prima normativa di carattere generale che avesse mai regolato le forme
dimpresa. Laccresciuta dimensione dellimpresa determinata dalle nuove tecnologie richiedeva nuove forme legali
che facilitassero laccumulazione di capitale e la ripartizione dei rischi dinvestimento. Il Code de commerce
distingueva tre tipi principali dorganizzazione commerciale: la societ semplice, i cui soci sono individualmente e
solidalmente responsabili dei debiti della ditta; le societ di persone, in cui il socio o i soci accomandatari assumono
una responsabilit illimitata per gli affari della societ, mentre il socio o i soci accomandanti rischiano esclusivamente
il capitale sottoscritto; le societ a responsabilit limitata nel senso americano, nella quale tutti i soci sono
responsabili nei limiti delle quote conferite.

Pensiero economico e politica economica
Lepoca delle guerre napoleoniche assistette a quello che sotto vari aspetti fu lapogeo del nazionalismo e
dellimperialismo economico. Nel 1776 Adam Smith pubblic la ricchezza delle nazioni quella che doveva diventare
una dichiarazione dindipendenza economica dellindividuo. La maggiore preoccupazione di Smith nel suo libro
per quella di dimostrare che labolizione di restrizioni vessatorie e irragionevoli allimpresa privata favorirebbe la
concorrenza economica e ci, a sua volta, porterebbe al massimo grado la ricchezza delle nazioni. Il libro di Smith
godette di una popolarit insolita. Molto dopo la sua morte, e dopo vari altri scrittori come Malthus e Ricardo, le
idee di Smith cominciarono ad essere messe in pratica nella legislazione. Ci si verific in primo luogo nel Regno
Unito, il maggior risultato conseguito fu labrogazione delle leggi sul grano, che inaugur in Gran Bretagna un lungo
periodo di libero scambio. Oltre al libero scambio, i principi del liberalismo economico sollecitavano una limitazione
del ruolo del governo nelleconomia. Secondo Smith e il suo sistema di libert naturale, il governo aveva solo tre
funzioni da svolgere: proteggere la societ dalla violenza;proteggere per quanto possibile ogni membro della societ


dallingiustizia od oppressione;creare e mantenere certe opere pubbliche e certe istituzioni pubbliche.
Nello stesso periodo in cui si smantellava il vecchio sistema di regolamenti e di privilegi speciali, il Parlamento
emanava una serie di nuovi provvedimenti legislativi riguardanti il benessere pubblico, e in particolare dei soggetti
meno in grado di difendersi. Il sistema americano vedeva nel Governo unagenzia col compito di assistere gli
individui e le imprese private nellaccelerare lo sviluppo delle risorse materiali della nazione.

Struttura e conflitti di classe
Dal punto di vista sociale, lEuropa dellancien rgime era organizzata in tre ordini: la nobilt, il clero e tutti gli altri. In
cima alla piramide sociale si trovava la classe dominante dei proprietari terrieri, che comprendeva anche non nobili
oltre agli strati pi alti del clero. Il fondamento economico del loro potere politico e della loro condizione sociale era
la propriet della terra, che permetteva loro di vivere nobilmente senza lavorare. Sul gradino successivo della scala
sociale si trovava lo strato superiore della classe media, o alta borghesia, composto da grandi mercanti, alti
funzionari statali e professionisti come avvocati e notai, il principale fondamento della loro posizione erano le loro
particolari conoscenze e abilit. Ad un livello ancora pi basso della scala sociale era situata una classe media di
rango inferiore, o piccola borghesia, comprendente artigiani, commercianti al dettaglio ed altri dediti ad attivit di
prestazioni di servizi. Sul fondo erano i contadini, i lavoratori delle industrie domestiche e i braccianti, tra le cui file
erano molto numerosi i poveri e gli indigenti. Allinizio del secolo il gruppo di gran lungo pi numeroso era quello dei
contadini. La loro partecipazione ai movimenti sociali dampia portata fu generalmente sporadica. Negli anni
immediatamente successivi a Waterloo, laristocrazia terriera continu a godere di prestigio sociale e potere politico,
nonostante gli effetti della rivoluzione francese. Allinizio dellOttocento i lavoratori urbani costituivano ancora una
sparuta minoranza della popolazione, ma con il diffondersi del sistema industriale cominciarono a conquistare la
superiorit numerica. Karl Marx profetizz, a met del XIX secolo, che la polarizzazione da lui osservata e le societ
industriali avanzate nellepoca sarebbe continuata fino a che solo due classi sarebbero rimaste, la classe dominante
dei capitalisti e il proletariato industriale. Anzich produrre due classi reciprocamente antagoniste, la diffusione
dellindustrializzazione ha visto lenorme sviluppo di una classe media impiegatizia, artigianale e dimprenditori
indipendenti. Le rivoluzioni vittoriose, furono opera di piccoli nuclei di rivoluzionari militanti di professione che
approfittarono della debolezza di societ debilitate da eventi bellici. Le forme pi usuali di solidariet e autodifesa
operaia furono i sindacati di mestiere e successivamente i partiti politici delle classi lavoratrici. Latteggiamento della
maggior parte dei paesi occidentali nei confronti dei sindacati ha attraversato almeno tre fasi. La prima fase, quella
della pura e semplice proibizione o repressione. Nella seconda fase, contrassegnata dalla Gran Bretagna
dallabrogazione delle leggi sullassociazione, i Governi concessero ai sindacati una tolleranza limitata,
autorizzandone la costituzione ma perseguendoli solitamente in caso di azioni aperte con scioperi. Una terza fase
vide il riconoscimento ad operai e operaie del pieno diritto di organizzarsi e dedicarsi ad attivit collettive. In Gran
Bretagna, nel corso degli anni trenta il movimento sindacale fu coinvolto in un pi ampio movimento politico detto
cartismo il cui scopo era di ottenere il diritto di voto ed altri diritti politici per coloro che ne erano privi. Sconfitto sul
piano politico il movimento sindacale vide la costituzione dellassociazione unitaria dei lavoratori meccanici,
prototipo di un cosiddetto nuovo modello di sindacato. Laspetto distintivo di questo nuovo tipo di sindacato era
che raccoglieva esclusivamente gli operai specializzati sulla base del mestiere da loro svolto; esso rappresentava
laristocrazia del mondo del lavoro. Questi nuovi sindacati si ponevano lobiettivo limitato di migliorare i salari e le
condizioni lavorative. Rifuggivano dalle attivit politiche raramente ricorrevano allo sciopero, se non in casi disperati.
Sul continente i sindacati fecero registrare dei progressi pi lenti. Fin dallinizio i sindacati francesi furono
strettamente collegati al socialismo ed altre simili ideologie politiche. Questi riuscirono a creare una Confederazione
generale del lavoro, nazionale e apolitica, anchessa per non comprendente tutti i sindacati attivi e frequentemente


esposta a grosse difficolt. Il movimento sindacale tedesco nacque negli anni sessanta e come quello francese, fin
dallinizio fu associato a partiti politici e campagne politiche; fu pi centralizzato e coevo. Si divideva in tre tronconi
principali: i liberali, che attiravano soprattutto gli operai specializzati, i sindacati socialisti o liberi con un numero
discritti molto maggiore; i sindacati cattolici o cristiani, nati con la benedizione del Papa in contrapposizione ai
sindacati socialisti-atei. Nei paesi economicamente arretrati dellEuropa meridionale, nellorganizzazione delle classi
lavoratrici prevalse il modello francese. Ferocemente repressi dai datori di lavoro e dallo Stato, i loro risultati furono
per lo pi scarsi. I sindacati dei Paesi Bassi, della Svizzera seguirono il modello tedesco. In Russia e negli altri paesi
dellEuropa orientale i sindacati rimasero illegali fino a dopo la prima guerra mondiale. I primi tentativi di costituire
organizzazioni sindacali di massa negli USA ebbero scarsi risultati per lopposizione del Governo e dei datori di lavoro
e per la difficolt di ottenere la cooperazione tra lavoratori di capacit, doccupazioni, religioni e origini etniche
differenti.

Istruzione e alfabetizzazione
Un altro aspetto dello sviluppo economico ed ottocentesco meno considerato ma non meno importante della
crescita delle citt, fu il progresso dellistruzione e la diminuzione dellanalfabetismo. Se a met del XIX secolo la
Svezia era un paese povero, nella seconda met del secolo essa ebbe uno dei pi elevati ritmi di crescita di tutta
lEuropa. Il basso livello iniziale danalfabetismo attribuibile a fattori religiosi, culturali e politici precedenti
lavvento dellindustrializzazione. Prima del XIX secolo le istituzioni educative pubbliche erano praticamente
inesistenti. Coloro che se lo potevano permettere ingaggiavano tutori privati per i propri figli. Istituzioni religiose e di
carit, e talvolta scuole private a pagamento, provvedevano allistruzione elementare di una fetta della popolazione,
soprattutto nelle citt.
Nessuno parlava dalfabetizzazione universale; molte personalit autorevoli anzi si opponevano a che si insegnasse
alle masse lavoratrici a leggere e a scrivere perch ci era incompatibile con la loro posizione sociale. Listruzione
tecnica era fornita quasi esclusivamente attraverso il sistema dellapprendistato. La rivoluzione francese aveva
introdotto il principio dellistruzione pubblica gratuita, che per nella Francia stessa era rimasto inapplicato. In
diversi stati tedeschi, furono istituiti dei sistemi educativi pubblici, che per non divennero obbligatori o universali
prima della seconda met del secolo. La Gran Bretagna fece progressi molto lenti nel campo dellistruzione pubblica.
LEuropa meridionale e quella orientale erano in condizioni anche peggiori. La rivoluzione francese fu allorigine
daltre innovazioni educative di particolare importanza per lepoca industriale. Fu questo il caso delle scuole
specializzate nelle materie scientifiche e nellingegneria. Di livello universitario, ma situate al di fuori del sistema,
queste istituzioni non solo fornivano unistruzione avanzata ma erano impegnate anche nella ricerca. Furono
largamente imitate in tutta Europa, ad eccezione che in Gran Bretagna.

Relazioni internazionali
Al congresso di Vienna del 1814-15 gli uomini che avevano sconfitto Napoleone tentarono di riportare in vita lancien
regime sia sul piano politico che sociale ed economico, ma i loro sforzi si rivelarono vani. Con le rivoluzioni del 1830 e
del 1848 in Europa continentale il crollo definitivo dellancien regime divenne evidente dappertutto tranne che in
Russia e nellImpero ottomano. Il XIX secolo non assistette a conflitti generali e devastanti paragonabili alle guerre
napoleoniche. Le guerre relativamente brevi e limitate che pure si verificarono ebbero talvolta importanti
conseguenze politiche, con implicazioni per la politica economica, ma non rappresentarono un serio ostacolo
allaccumulazione di capitale o al processo di cambiamento tecnologico. Verso la fine del secolo, le tensioni politiche


si fecero pi acute e tracimarono nella rinascita dellimperialismo europeo. Questa ripresa dellimperialismo provoc
un grande allargamento del sistema di mercato mondiale, con lEuropa al suo centro.


CAPITOLO NONO: MODELLI DI CRESCITA: I PRIMI PAESI INDUSTRIALI

La Gran Bretagna
La Gran Bretagna fu la prima nazione industriale e alla fine delle guerre napoleoniche era di gran lunga il maggiore
paese industriale del mondo, si affermava anche come principale potenza commerciale mondiale. La Gran Bretagna
conserv il predominio nellindustria e nel commercio per quasi tutto il XIX secolo. Dopo il 1870, nonostante
continuassero ad aumentare sia il prodotto nazionale sia gli scambi commerciali, essa perse gradualmente la
posizione di guida a vantaggio daltre nazioni che si stavano velocemente industrializzando. Alla vigilia della prima
guerra mondiale la Gran Bretagna era ancora il paese pi forte dal punto di vista commerciale ma controllava solo
circa un sesto del commercio complessivo, ed era tallonata dalla Germania e dagli Stati Uniti. Tessili, carbone, ferro e
costruzioni meccaniche, le basi delliniziale prosperit britannica, conservarono la loro importanza. Nellindustria
siderurgica la Gran Bretagna produceva oltre met della ghisa grezza mondiale. Nel 1890 per gli Stati Uniti avevano
conquistato la prima posizione, e nei primi anni del Novecento la Gran Bretagna fu superata anche dalla Germania.
Nellindustria del carbone, invece, la Gran Bretagna mantenne la sua posizione di capofila in Europa, e produceva un
surplus destinato allesportazione. Lindustria tessile aveva bisogno di ostruttori e riparatori di macchine, quella
siderurgica ne aveva di propri. Un altro potente stimolo fu rappresentato dallevoluzione dellindustria delle
costruzioni navali, dalla navigazione a vela alla propulsione a vapore e dal legno al ferro. Il ferro cominci a sostituire
su larga scala il legno nella costruzione sia delle navi a vapore sia di quelle a vela. Nonostante questi risultati
impressionanti, non devono essere sopravvalutati il ritmo e la misura dellindustrializzazione britannica.
Lagricoltura, ad esempio, era ancora il settore che impiegava il maggior numero dunit lavorative, seguita al
secondo posto dai servizi domestici. I fabbri erano pi numerosi degli operai dellindustria siderurgica primaria. La
Gran Bretagna raggiunse lapice della supremazia industriale tra il 1850 e il 1870, questultima non poteva
conservare indefinitamente la propria posizione di predominio, man mano che altre nazioni meno sviluppate ma
ricche di risorse cominciavano ad industrializzarsi. In questo senso, il declino relativo della Gran Bretagna era
inevitabile. Inoltre, considerate le immense risorse e la rapida crescita demografica degli Stati Uniti e della Russia,
non pu sorprendere che questi due paesi finissero per superare la piccola nazione insulare in termini di prodotto
complessivo. Lindustria cotoniera, ad esempio, era stata dipendente dalle importazioni di cotone grezzo, ma ci non
aveva certo impedito alla Gran Bretagna di divenire il principale produttore mondiale di tessuti di cotone. I
giacimenti nazionali di metalli non ferrosi (rame, piombo e stagno) si esaurirono gradualmente o non furono pi in
grado di competere con i prezzi pi bassi degli stessi materiali importati dallestero. Unaltra possibile causa del
declino relativo della Gran Bretagna fu il fallimento della strategia imprenditoriale. Gli imprenditori del tardo periodo
vittoriano non esibirono lo stesso dinamismo dei loro predecessori. La Gran Bretagna fu lultimo grande paese
occidentale ad adottare listruzione elementare pubblica per tutti. Le poche grandi Universit inglesi dedicavano
scarsa attenzione alleducazione scientifica e meccanica. Il contrasto con la situazione del XVII secolo
impressionante e ironico: mentre a quellepoca la societ britannica era considerata pi fluida e aperta di quelle
dellancien rgime del continente, un secolo dopo questa percezione si era capovolta. Di tutti i maggiori paesi, la
Gran Bretagna era quello maggiormente dipendente dalle importazioni e dalle esportazioni per il proprio benessere.
La Gran Bretagna dipendeva dalleconomia internazionale per la propria sopravvivenza in misura molto maggiore di


paesi anche pi piccoli. Possedeva la flotta mercantile di gran lunga pi imponente e aveva investito allestero pi di
ogni altro paese. Fin dallinizio del 19 secolo nonostante limportanza delle industrie che producevano per le
esportazioni, la Gran Bretagna aveva una bilancia commerciale sfavorevole o negativa. Nella seconda parte del
secolo il ruolo centrale di Londra nel sistema bancario e assicurativo internazionale gonfi questi ricavi invisibili.
Nonostante tutte le vicissitudini, il reddito reale pro-capite dei cittadini britannici aument, la distribuzione del
reddito divenne leggermente pi uniforme, la percentuale di popolazione costretta a vivere in condizioni dassoluta
povert diminu nettamente, e il cittadino medio godeva di un tenore di vita che non aveva eguali in Europa.

Gli Stati Uniti
Lesempio pi spettacolare che rapida crescita economica nazionale nellOttocento offerto dagli Stati Uniti.
LAmerica fu generalmente riconosciuta come il crogiolo dellEuropa. Il numero annuo di immigranti crebbe
rapidamente. Reddito e ricchezza crebbero ancora pi rapidamente della popolazione. Fin dallepoca coloniale la
scarsit di manodopera in rapporto alla terra e alle altre risorse avevano comportato salari pi elevati ed un pi alto
tenore di vita rispetto allEuropa. Fu questo fatto, unito alle correlate possibilit di realizzazione dellindividuo e alle
libert religiose e politiche godute dai cittadini americani, ad attirare gli immigranti europei. E probabile che il
reddito medio pro capite sia per lo meno raddoppiato nel periodo compreso tra ladozione della Costituzione e lo
scoppio della guerra civile. Labbondanza di terra e la dovizia di risorse naturali contribuiscono a spiegare come mai
gli Stati Uniti vantassero redditi pro capite pi alti dellEuropa. La continua scarsit e lalto costo della manodopera
rendevano particolarmente proficuo limpiego di macchine che permettevano di risparmiare manodopera, in
agricoltura come nellindustria. In agricoltura, le migliori tecniche europee assicuravano quantit per acro
sensibilmente pi alte che degli Stati Uniti, ma gli agricoltori americani, avvalendosi di macchine relativamente poco
costose erano in grado di ottenere rese molto pi elevate per unit di lavoro. Limmensa vastit degli Stati Uniti, con
la loro variet di climi e risorse, permetteva una specializzazione regionale ancora pi spinta di quello attuabile nei
singoli paesi europei. Nel 1789, lo stesso anno in cui entr in vigore la Costituzione, arriv dallInghilterra Samuel
Slater, che lanno seguente fond la prima fabbrica americana. Alexander Hamilton, che fu il primo segretario al
Tesoro, era del parere che si dovesse favorire le manifatture con tariffe protettive ed altri provvedimenti. Thomas
Jefferson, primo segretario di Stato e terzo presidente, preferiva incoraggiare lagricoltura. Lindustria del cotone del
New England, dopo aver superato drammatici alti e bassi si afferm negli anni venti. Un altro dei vantaggi della
vastit del territorio statunitense era il suo potenziale come mercato interno, anche se la realizzazione di questo
potenziale richiedeva una vasta rete di trasporti.
Allinizio del XIX secolo la rada popolazione era disseminata lungo la costa atlantica; le comunicazioni erano
assicurate dalla navigazione costiera, lunico accesso praticabile alle regioni dellinterno era rappresentato dai fiumi,
dove si presentava per lostacolo di rapide e cascate. Per porre rimedio gli Stati e le municipalit intrapresero un
grande programma di miglioramenti interni, espressione con la quale sintendeva in primo luogo la costruzione di
strade a pedaggio e canali. Nel 1830 erano state costruite oltre 11000 miglia di strade a pedaggio. Una delle cause
principali del fallimento economico dei canali fu la comparsa sulla scena di un nuovo concorrente, la ferrovia. Lera
delle ferrovie inizi negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna quasi contemporaneamente, anche se per molti anni gli USA
dipesero fortemente dalla tecnologia, dalle attrezzature e dai capitali britannici. I promotori americani colsero al volo
lopportunit offerta da questo nuovo mezzo di trasporto. Nel 1840 la rete ferroviaria ultimata superava non solo
quella britannica ma quella di tutto il continente europeo. Come in gran Bretagna, le ferrovie furono importanti in
America per i loro collegamenti ascendenti con altre industrie, in particolare quella siderurgica e dellacciaio. Prima
della guerra civile lindustria siderurgica era per lo pi frammentata, caratterizzata da impianti di piccole dimensioni,
e legata alla tecnologia del carbone di legna. Dopo la guerra, con la generale adozione del coke per la fusione del


ferro e lintroduzione del forno a suola per la fabbricazione dellacciaio, lindustria siderurgica divenne in breve
tempo la maggiore industria americana. La popolazione urbana non eguagli quella delle campagne fino a dopo la
prima guerra mondiale, lindustria siderurgica conserv una base rurale fino a dopo la guerra civile, solo con
lavvento delle centrali elettriche cominci il declino dellindustria a base rurale.

Il Belgio
La prima regione dellEuropa continentale ad adottare pienamente il modello industriale britannico fu quella che nel
1830 assunse il nome di Regno del Belgio. Il Belgio vantava una lunga tradizione industriale; le Fiandre erano state
nel Medioevo un centro importante della produzione del panno, Bruges e Anversa furono le prime citt del nord ad
assimilare le tecniche commerciali e finanziare italiane nel basso medioevo. Pur avendo dovuto sopportare le
conseguenze del dominio spagnolo e di altre disgrazie dopo la rivolta olandese, nel corso del XVIII secolo leconomia
della regione si risollev. Innanzitutto nelle Fiandre nacque unimportante industria rurale manuale del lino. In
secondo luogo, le risorse naturali belghe erano molto simili a quelle britanniche, infatti il Belgio possedeva
giacimenti carboniferi facilmente accessibili e fu in grado di produrre pi carbone di qualunque altro paese del
continente, inoltre esso possedeva giacimenti di minerale ferroso e non mancava di piombo e zinco. In terzo luogo la
regione che sarebbe divenuta il Belgio ricevette importanti infusioni di tecnologia, iniziativa imprenditoriale e capitali
stranieri, e godette di una posizione di favore in certi mercati esteri in particolare quelli francesi. Il processo inizi
sotto lancien regime ed acceler nel periodo della dominazione francese. Le miniere di carbone erano le maggiori
utilizzatrici di macchine a vapore. Durante la dominazione francese si svilupp un traffico di notevole importanza sia
per lindustria belga del carbone che per lindustria francese in generale. La rete di canali ed altre vie dacqua che
collegava la Francia ai bacini carboniferi belgi, la cui costruzione era stata intrapresa sotto lancien regime ma era
proseguita con i governi successivi, facilit enormemente questo traffico. I capitalisti francesi giudicavano il carbone
belga un investimento promettente. I grandi boom industriali degli anni trenta e quaranta e persino negli anni
settanta, quando la produzione di carbone ebbe unimpennata, videro lapertura di nuove miniere in Belgio con
capitali francesi. William Cockerill, un abile meccanico apr la sua officina per la fabbricazione di macchine filatrici.
Lindustria cotoniera crebbe invece intorno a Gand. Gli incerti della guerra e ancor pi la pace che segu esposero
lindustria a violente fluttuazioni che causarono il fallimento di molti imprenditori, lindustria stessa per sopravvisse
e crebbe. I telai meccanici per la tessitura comparvero negli anni trenta, e alla fine di quel decennio lintroduzione
della filatura meccanizzata del lino, sempre a Gand, segn la condanna dellindustria rurale del lino. La ditta di
Cockerill cominci a produrre macchine a vapore accanto al macchinario tessile; a questo scopo furono assunti
parecchi operai specializzati inglesi. I Cockerill annunciarono gi nel 1820 il progetto di costruire altiforni a carbon
fossile, e nel 1823 ottennero a tal fine una sovvenzione dal Governo olandese. Alla vigilia della rivoluzione belga la
ditta Cockerill era indiscutibilmente la maggior impresa industriale dei Paesi Bassi, e probabilmente del continente,
dava lavoro a quasi 2000 operai. La rivoluzione belga provoc una depressione economica derivante dallincertezza
sul carattere e il futuro del nuovo Stato. La depressione si esaur in pochi anni, e intorno al 1835 si assistette ad un
vigoroso boom industriale sulla base di due fattori: da una parte la decisione del Governo di costruire unestesa rete
ferroviaria a spese dello Stato e dallaltra unimportante innovazione istituzionale nel campo delle banche e della
finanza. Nel 1822 Re Guglielmo I aveva autorizzato listituzione di una banca azionaria, egli laveva dotata di
propriet statali per un valore di 20.000.000 di fiorini e aveva investito una parte consistente delle proprie ricchezze
nellacquisto di sue azioni. Dopo la rivoluzione, per, con un nuovo Governatore nominato dalle nuove autorit
statali, si stimol un boom di investimenti senza precedenti sul continente.
Nel 1835 un gruppo rivale di banchieri ottenne lautorizzazione a fondare unaltra banca a capitale azionario, la
nuova banca non perse tempo a emularla come banca di investimento. Nel 1840 il Belgio era il paese pi


industrializzato del continente e, in termini pro capite molto vicino alla Gran Bretagna.
Per tutto il secolo la sua prosperit continu a fondarsi sulle industrie che ne avevano determinato la crescita:
carbone, ferro, acciaio, metalli non ferrosi, industria meccanica e tessili. Un partner particolarmente importante era
la Francia.

La Francia
Sebbene il modello di industrializzazione francese differisse da quello britannico e di altri paesi, il risultato fu non
meno efficiente: possibile che il modello francese sia stato pi tipico di quello britannico. E opportuno considerare
i fattori determinanti della crescita economica. Laspetto pi notevole del XIX secolo, nel caso della Francia, fu il
modesto tasso di crescita demografica. Un secondo aspetto la questione delle risorse. Lindustrializzazione della
Gran Bretagna, del Belgio e successivamente degli Stati Uniti e della Germania dipese in larga misura dalle
abbondanti riserve di carbone. La Francia, pur non essendone totalmente priva, ne era molto meno ricca(di
giacimenti di carbone); inoltre, le caratteristiche dei suoi giacimenti rendevano pi costoso il loro sfruttamento.
Questi fatti ebbero importanti ripercussioni su altre industrie legate a quella del carbone, come ad esempio quella
del ferro e dellacciaio. In campo tecnologico la Francia non fu certo inerte. Scienziati, inventori e innovatori francesi
fecero da pionieri in diverse industrie, come quella dellenergia idraulica, dellacciaio, dellalluminio, dellautomobile
e, nel XX secolo, dellaviazione. La crescita economica moderna cominci in Francia nel XVIII secolo. Nellintero
secolo i tassi di crescita sia del prodotto totale che di quello pro capite furono approssimativamente uguali in Francia
e in Gran Bretagna, o forse persino leggermente maggiori in Francia. Il secolo si chiuse per per la Gran Bretagna con
linizio della rivoluzione industriale, mentre la Francia fu colpita dagli spasimi di un grande sconvolgimento politico, la
rivoluzione francese. Dopo una depressione postbellica piuttosto severa, che colp tutta lEuropa occidentale
continentale e tocc persino la Gran Bretagna, leconomia francese riprese a crescere a tassi ancor pi elevati. La
lenta crescita demografica francese spiega in grande misura la crescita apparentemente lenta delleconomia nel suo
complesso. La produzione industriale, il punto principale della crescita economica moderna in Francia come nella
maggior parte delle altre nazioni industrializzate, crebbe ancor pi rapidamente del prodotto totale. I miglioramenti
dei trasporti e delle comunicazioni - includendo la costruzione di una vasta rete di canali, lintroduzione della
navigazione a vapore, le prime ferrovie e il telegrafo elettrico - facilitarono la crescita del commercio interno ed
estero. Inoltre la Francia benefici in questo periodo di una discreta eccedenza di esportazioni nel commercio dei
prodotti agricoli, dalla quale ricav le risorse che le permisero di operare ingenti investimenti allestero. Le crisi
politiche ed economiche causarono uninterruzione del ritmo dello sviluppo economico. La crisi della finanza
pubblica e privata paralizz le costruzioni ferroviarie e altre opere pubbliche. Con il colpo di stato del 1851 la crescita
economica francese riprese il vecchio corso ad un ritmo accelerato. La guerra del 1870-71 fu un disastro sia dal
punto di vista militare che di quello economico, ma leconomia francese si riprese in una maniera che sbalord il
mondo. Cominci allora un nuovo boom che dur fino al 1881. Le costruzioni ferroviarie rappresentarono un efficace
stimolo per il resto delleconomia. La depressione che ebbe inizio nel 1882 dur pi a lungo e cost probabilmente
alla Francia pi di tutte le precedenti depressioni del XIX secolo. Molti fattori intervennero a complicarla e protrarla
nel tempo: le disastrose epidemie che provocarono gravissimi danni allindustria del vino e a quella della seta per
quasi due decenni; le ingenti perdite di investimenti esteri per colpa di governi inadempienti o del fallimento di
imprese ferroviarie, laspra guerra commerciale con lItalia. La prosperit torn finalmente, poco prima della fine
del secolo, laffermarsi di nuove industrie come quella dellelettricit, dellalluminio, del nichel e delle automobili. La
belle poque, come i francesi chiamano gli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, fu quindi un
periodo di prosperit materiale e fioritura culturale. Tra tutte le grandi nazioni industriali, la Francia era quella con il
pi basso ritmo di urbanizzazione. La causa principale di questo fenomeno fu la lenta crescita demografica


complessiva, ma non bisogna trascurare la percentuale di forza lavoro impiegata nellagricoltura e la dimensione
dellimpresa industriale. Per quanto riguarda la dimensione e la struttura dellimpresa, la Francia era famosa per la
ridotta dimensione delle sue aziende. Queste aziende si concentravano nei settori estrattivo, metallurgico e tessile -
vale a dire nelle stesse industrie prevalenti negli altri paesi - imprese di grandi dimensioni e ad alta intensit di
capitale. Tra le aziende di dimensioni ridotte, quelle con meno di dieci operai, si concentravano le tradizionali
industrie artigianali, quali quella alimentare, dellabbigliamento e della lavorazione del legno, mentre quelle con
oltre 100 operai appartenevano di regola al settore industriale moderno: industrie chimiche, del vetro, della carta e
della gomma. Non devono sfuggire due ulteriori caratteristiche della dimensione relativamente ridotta delle imprese
francesi: lalto valore aggiunto (articoli di lusso) e la dispersione geografica. La Francia possedeva industrie molto
diversificate, disseminate in cittadine, villaggi e persino in aperta campagna. Questa dispersione era determinata in
parte dalla natura delle fonti energetiche a disposizione. La Francia era, tra tutti i paesi della prima ondata
industriale, quello meno ricco di carbone. Le caratteristiche dellacqua come fonte di energia ponevano per forti
limitazioni al suo impiego. I siti migliori erano generalmente molto distanti dai centri abitati. Lenergia idraulica,
perci, nonostante tutta la sua importanza per lindustrializzazione francese, contribu ad imporre un certo modello:
aziende di piccole dimensioni, dispersione geografica e limitata urbanizzazione.

La Germania
Fra tutti i paesi della prima ondata di industrializzazione la Germania fu lultima a mettersi in moto. Povero e
arretrato, nella prima met del XIX secolo, lo Stato politicamente diviso era anche prevalentemente rurale e agricolo.
Lo stato precario dei trasporti e delle comunicazioni ostacolava lo sviluppo economico. Per alla vigilia della prima
guerra mondiale, lImpero tedesco unificato era la pi potente nazione industriale europea. Possedeva le industrie
pi grandi e moderne nei settori del ferro e dellacciaio e derivati, dellenergia elettrica, dei macchinari e dei prodotti
chimici. La Germania era allavanguardia nella produzione di vetro, strumenti ottici, metalli non ferrosi, tessili ed altri
prodotti di manifattura. Possedeva inoltre una delle reti ferroviarie pi dense, ed aveva un grado elevato di
urbanizzazione. La storia economica tedesca dellOttocento pu essere suddivisa in 3 periodi abbastanza istinti e
quasi simmetrici. Il primo registr la graduale consapevolezza dei cambiamenti economici che si stavano verificando
in Gran Bretagna, Francia e Belgio. Nel secondo, assunsero consistenza le vere e proprie fondamenta materiali
dellindustria moderna, del commercio e della finanza. Finalmente, la Germania raggiunse in poco tempo quella
posizione di supremazia industriale nellEuropa occidentale continentale che continua ad occupare ancora oggi. Un
vivace afflusso di capitali, tecnologie e iniziative estere contrassegn il secondo periodo. In quello finale, il quadro
fu dominato dallespansione dellindustria tedesca nei mercati esteri.
La riva sinistra del Reno, unita politicamente ed economicamente alla Francia sotto Napoleone, aveva adottato il
sistema legale e le istituzioni economiche francesi. Persino la Prussia adott, in forma modificata, molte istituzioni
legali ed economiche francesi. Editti successivi abolirono le corporazioni e abrogarono altre restrizioni alle attivit
commerciali e formarono il sistema fiscale e snellirono lamministrazione centrale. Altre riforme diedero alla
Germania il primo sistema educativo moderno.
Una delle pi importanti riforme economiche attuate dai funzionari prussiani fu quella che condusse alla formazione
dellunione doganale o tariffaria. Fu decisa lapplicazione della tariffa unica. Di conseguenza la rete ferroviaria
tedesca crebbe molto pi rapidamente di quella francese. Le costruzioni ferroviarie obbligarono inoltre gli Stati a
riunirsi per accordarsi su itinerari, prezzi ed altre questioni tecniche.
Fino agli anni quaranta la produzione tedesca di carbone fu pi bassa di quella francese e persino di quella del Belgio.
La chiave della rapida industrializzazione tedesca fu la crescita vertiginosa dellindustria del carbone. La produzione


commerciale cominci nella valle della Rhur. Negli anni trenta dellOttocento furono scoperti i giacimenti nascosti a
nord della valle della Rhur. Il loro sfruttamento, sebbene estremamente redditizio, richiedeva capitali pi ingenti,
tecniche pi sofisticate. Le aziende tedesche adottarono rapidamente la strategia dellintegrazione verticale
acquistando miniere di carbone e ferro, impianti per la produzione di coke, altiforni, e fonderie e laminatoi, officine
meccaniche. Gli investitori tedeschi, aiutati e incoraggiati dalle banche, cominciarono a ricomprare le azioni di
aziende tedesche in mani straniere, e persino ad investire allestero. I settori pi dinamici dellindustria tedesca
erano quelli che producevano beni capitale o prodotti intermedi ad uso industriale. La produzione di carbone, ferro e
acciaio era notevole. Ancora pi importanti erano due industrie relativamente nuove, quella chimica e quella
elettrica. Non ostacolati dal peso di attrezzature impianti obsoleti, gli imprenditori chimici poterono avvalersi della
tecnologia pi aggiornata in una industria in rapida evoluzione. Lindustria elettrica registr una crescita ancora pi
rapida di quella chimica. Allinizio del XX secolo i motori elettrici stavano facendo concorrenza e rimpiazzando i
motori a vapore. Una caratteristica notevole delle industrie chimiche ed elettriche, nonch di quelle del carbone, del
ferro e dellacciaio, era limponente dimensione delle aziende. Unaltra importante caratteristica della struttura
industriale tedesca era la prevalenza dei cartelli. Un cartello un accordo o contratto tra aziende nominalmente
indipendenti nel quale si determinano i prezzi, si limita la produzione, si suddividono i mercati. Tali contratti o
accordi, contrari alle norme del diritto consuetudinario britannico, erano in Germania perfettamente legali ed anzi
applicabili per legge. I cartelli furono in grado di mantenere sul mercato interno dei prezzi artificialmente elevati e di
esportare in maniera virtualmente illimitata nei mercati esteri, persino a prezzi inferiori al costo medio di
produzione.

CAPITOLO X: MODELLI DI CRESCITA: RITARDATARI E ASSENTI
Prima del 1850 esistevano singoli nuclei di industrie moderne, ma non si pu dire che vi fosse un processo di
industrializzazione. Tale processo si mise in moto solo nella seconda met del secolo. La prima ondata di
industrializzazione fu legata al carbone, ci emerge dalle cifre relative al consumo pro capite. Ovviamente laumento
del consumo non fu una causa, bens una conseguenza del successo del processo di industrializzazione.

La Svizzera
Sebbene la Svizzera avesse gi acquisito, nella prima met del secolo, diverse importanti risorse, la sua struttura
economica era ancora preindustriale. La forza lavoro era impiegata soprattutto in attivit agricole. La grande
maggioranza degli addetti dellindustria lavoravano in casa o in piccole officine non meccanizzate. La Svizzera non
disponeva di una struttura istituzionale adeguata allo sviluppo economico. Fu solo dopo il 1850 che si arriv
allunione doganale, ad uneffettiva unione monetaria, ad un sistema postale centralizzato e ad uno standard
uniforme di pesi e misure. La Svizzera povera di risorse naturali ad eccezione dellenergia fornita dallacqua e del
legname, ed priva di carbone. Nonostante tutti questi svantaggi, gli Svizzeri riuscirono a raggiungere allinizio del
XX secolo un livello di vita molto elevato e un notevole incremento della popolazione. A causa della scarsit di terra
arabile, gli Svizzeri avevano praticato da tempo la combinazione di industria domestica, agricoltura e produzione
casearia. In questi dipendeva dai mercati internazionali. Il successo svizzero sui mercati internazionali fu dovuto ad
uninsolita combinazione di tecnologie avanzate e industrie ad alta intensit di lavoro specializzato. Il risultato di
questa combinazione furono prodotti di alta qualit, di valore elevato e con un alto valore aggiunto. Esisteva una
forza lavoro abile e disposta a lavorare a salari bassi. A ci si aggiunse il famoso Istituto svizzero di tecnologia,
fondato nel 1851. La Svizzera possedeva unimportante industria tessile cotoniera che era basata su lavorazioni


artigianali e sul lavoro a tempo parziale. La combinazione di tecnologie usate era alquanto insolita: la filatura era
meccanizzata (energia idraulica) e si avvaleva del lavoro di donne e bambini, mentre la tessitura era manuale. Anche
lindustria della seta contribu alla crescita economica svizzera, attraverso un processo di ammodernamento
tecnologico. Tra le industrie che presero il posto del tessile nelle esportazioni figuravano sia settori tradizionali che
industrie che erano esse stesse un risultato del processo di industrializzazione. Alla vigila della Prima Guerra
Mondiale esse erano lindustria meccanica, la fabbricazione di prodotti metallici specializzati, di cibi e bevande, di
orologi, di prodotti chimici e farmaceutici. La Svizzera, priva di carbone evit saggiamente di sviluppare unindustria
siderurgica di grandi dimensioni, affidandosi allimportazione di materie prime dallestero, essa svilupp
unimportante industria di trasformazione dei metalli. Lindustria casearia si trasform da unattivit artigianale ad
un processo di fabbrica. Svilupp la produzione di latte condensato (su brevetto americano) e diede origine alla
produzione di cioccolato e quella di alimenti per bambini. Laltra industria tradizionale, quella della manifattura di
orologi fu caratterizzata da altissima specializzazione, da una minima divisione del lavoro e anche se furono
inventate delle macchine, lassemblaggio finale rimase manuale. Infine lindustria chimica si svilupp in risposta al
processo stesso di industrializzazione, ma si specializz in prodotti esotici e di prezzo elevato, ed inoltre in specialit
farmaceutiche. Le ferrovie, infine, non rappresentarono un buon investimento per la Svizzera che saggiamente le
lasci ai capitalisti stranieri (in particolare francesi).

I Paesi Bassi e la Scandinavia
Pu apparire incongruo accomunare Paesi Bassi e Stati scandinavi in questa discussione dei processi di
industrializzazione. Le caratteristiche comuni dei paesi scandinavi non sono economiche ma culturali. In quanto a
struttura economica, i Paesi Bassi hanno pi in comune con la Danimarca di quanto i due paesi non abbiano con la
Norvegia o con la Svezia. Tutti questi paesi avevano popolazioni modeste. Nel corso del secolo i rispettivi tassi
dincremento demografico furono moderati. Passando a considerare il capitale umano come una caratteristica della
popolazione, si pu affermare che tutti e quattro i paesi fossero estremamente ben provvisti. Questo fatto ebbe un
valore inestimabile nellaiutare le economie nazionali a trovare le loro nicchie nelle correnti delleconomia
internazionale. Sul piano delle risorse il fatto pi significativo che tutti e quattro i paesi erano privi di carbone. E
questa la ragione principale per cui essi non svilupparono unapprezzabile industria pesante. In quanto alle altre
risorse naturali, la Svezia era la nazione pi fortunata a causa dei suoi ricchi giacimenti di ferro, fosforoso o meno, le
vaste distese di foreste da legname e lenergia idraulica. Anche la Norvegia possedeva molto legname, alcuni
giacimenti di metalli ed un enorme potenziale di energia idraulica. Lenergia idraulica fu un fattore significativo per lo
sviluppo della Svezia e della Norvegia. Danimarca e Paesi Bassi erano quasi altrettanto privi di energia idraulica,
avevano a disposizione un ammontare non trascurabile di energia eolica. La posizione geografica fu un elemento
importante per tutti e quattro i paesi: tutti avevano un accesso diretto al mare. Ci ebbe notevoli implicazioni per
una importante risorsa naturale internazionale, il pesce, oltre che per la disponibilit di trasporti a buon mercato, per
la marina mercantile e per lindustria delle costruzioni navali. Ogni paese trasse vantaggi a modo suo. Gli Olandesi,
con la loro lunga tradizione di pesca e spedizioni mercantili, incontrarono molte difficolt nello sviluppare buoni porti
adatti alle imbarcazioni a vapore; ebbero successo ad Amsterdam e a Rotterdam. Anche la Danimarca vantava una
rispettabile storia commerciale, in particolare per quanto riguardava il traffico attraverso Oresund. Nel 1857, in
cambio del versamento di 63 milioni di corone da parte di altre nazioni commerciali, la Danimarca abol i diritti di
passaggio nello stretto e prese altre decisioni politiche in senso liberoscambista. Ci consent una crescita
considerevole del traffico nello stretto e nel porto di Copenhagen. Nella prima met del secolo la Norvegia divenne
uno dei maggiori fornitori di pesce e legname sul mercato europeo e vantava la seconda marina mercantile dopo


quella britannica. La Svezia benefici della generale abrogazione delle restrizioni sul commercio internazionale e
delle ridotte tariffe di trasporto per le esportazione di legname, ferro e avena. Le istituzioni politiche dei quattro
paesi non ostacolarono lindustrializzazione o la crescita economica. E ci fu una progressiva democratizzazione di
tutti i paesi. Seguirono una politica commerciale liberale e in Danimarca e in Svezia le riforme agrarie portarono alla
abolizione del servaggio e ad un generale orientamento al mercato. Il fattore chiave del successo di questi paesi fu la
loro capacit di adattarsi alla divisione internazionale del lavoro determinata dai paesi gi industrializzati, e di
controllare nei mercati internazionali aree di specializzazione per le quali erano particolarmente adatti. Ci signific
una grande dipendenza dal commercio internazionale. In questi paesi si parlato di industrializzazione inversa cio
del fenomeno per cui un paese gi esportatore di materie prime comincia a sottoporle a lavorazione e le esporta
sotto forma di semilavorati e prodotti finiti. Come esempio pu bastare quello del legname svedese e norvegese che
ha dato luogo alle industrie della carta, e ancora lindustria siderurgica con la produzione dei cuscinetti a sfera
(specialit svedese). Nei due decenni precedenti la Prima Guerra Mondiale, i tassi di crescita che gi erano
soddisfacenti subirono una accelerazione, dovuti a tre motivi in particolare: il primo fu il contesto di prosperit
generale, caratterizzato da prezzi in crescita e da una domanda sostenuta, in secondo luogo tale periodo fu
contrassegnato in Scandinavia da massicce importazioni di capitali. Infine il periodo in questione coincise con la
rapida affermazione dellindustria elettrica. Lelettricit fu fondamentale per le economie di tutti i paesi, che
svilupparono industrie per la fabbricazione di metalli e macchinari.

LImpero austro-ungarico
LAustria-Ungheria ha la reputazione di essere stato nel XIX secolo uno Stato arretrato. Questo marchio fu in parte
conseguenza del fatto che alcune porzioni dellimpero erano effettivamente arretrate, e in parte dellerronea
associazione tra risultato economico e fallimento politico (lo smembramento dellImpero dopo la sconfitta nella
Prima Guerra Mondiale). Inoltre bisogna dire che lImpero asburgico, con le province occidentali (Boemia, Moravia e
Austria) era caratterizzato in misura anche maggiore della Francia o della Germania da diversit regionali. Nelle
province occidentali, poi, i primi segni di una crescita economica moderna potevano essere osservati gi nella
seconda met del XVIII secolo. Altri fattori importanti sono la topografia che rendeva difficili e costosi sia i trasporti
interni che internazionali, e la scarsit delle risorse naturali. Gli esordi settecenteschi furono con le industrie tessili,
siderurgiche, del vetro e della carta. Poi si svilupparono quelle del lino e della lana. La tecnologia impiegata fu
dapprima quella tradizionale con la lavorazione a domicilio. La crescita economica dellAustria ha avuto molti
ostacoli, tra cui le istituzioni sociali avverse alla crescita e la scarsit delle risorse. Tra gli ostacoli dovuti alluomo e
non alla natura ricordiamo il servaggio. Con la sua abolizione i contadini ottennero la libera propriet della terra, e
alle tasse pagate fino a quel momento ai signori feudali si sostituirono quelle dovute allo Stato. Vi fu un
miglioramento della produttivit agricola come conseguenza di questo provvedimento. Labolizione della frontiera
doganale tra la met austriaca e quella ungherese dellImpero nel 1850 stata vista da alcuni come un progresso e
da altri come una perpetuazione dello status coloniale della met orientale. Un altro ostacolo fu la politica
commerciale estera della monarchia che rimase rigidamente protezionistica per tutto il secolo. Le tariffe elevate
limitavano non solo le importazioni ma anche le esportazioni, in quanto le industrie protette, caratterizzate da costi
di produzione elevati, non erano in grado di competere nei mercati mondiali. La posizione geografica e la topografia
dellImpero contribuivano alla sua posizione modesta nel commercio internazionale, e lunione doganale interna che
abbracciava aree sia agricole che industriali controbilanciava laccesso limitato ai mercati esteri e alle fonti di
approvvigionamento. La politica commerciale deve essere considerata una delle cause della situazione economica
mediocre dellImpero. Una delle ragioni della lenta crescita e dellineguale diffusione dellindustria moderna furono i
livelli di istruzione e di analfabetismo, caratteristiche fondamentali del capitale umano. Nonostante gli ostacoli


naturali e istituzionali, industrializzazione e crescita economica caratterizzarono la realt austriaca per tutto
lOttocento e quella ungherese nella seconda met del secolo. I trasporti giocarono un ruolo cruciale nello sviluppi
economico dellImpero. Poich gran parte del paese era montagnoso, il trasporto terrestre era costoso e quello per
via dacqua inesistente nelle regioni montane. LAustria-Ungheria disponeva di pochi canali. Le prime ferrovie furono
localizzate nellAustria propriamente detta e nella Boemia. Furono utilizzate per il trasporto del grano e della farina.
LImpero possedeva anche industrie pesanti che per scomparvero gradualmente con lavvento della fusione del
minerale ferroso mediante carbon coke.

LEuropa meridionale e orientale
Caratteristiche comuni di questi paesi furono: linsufficiente grado di industrializzazione fino al 1914, con
conseguenti bassi livelli di reddito pro capite ed unelevata incidenza di povert, i livelli bassi di capitale umano,
lassenza di una riforma agraria significativa che incidesse sulla produttivit ed infine il fatto che tutti furono soggetti
a regimi autocratici, autoritari, corrotti e inefficienti.

La penisola iberica
Sia Spagna che Portogallo emersero dalle guerre napoleoniche con sistemi economici primitivi e con regimi politici
reazionari. Entrambi i paesi erano afflitti da una finanza pubblica in condizioni deplorevoli. Durante le guerre civili
entrambe le parti in lotta contrassero prestiti allestero per finanziare lo sforzo militare. I disavanzi cronici delle
finanze statali condussero a manipolazioni del sistema bancario, ad uninflazione monetaria e allindebitamento sui
mercati esteri, ma il credito di cui il Governo godeva era talmente basso che i prestiti erano concessi solo a
condizioni estremamente onerose. La bassa produttivit dellagricoltura rimase una debolezza fondamentale di
entrambe le economie. Leconomia spagnola stata definita come uneconomia dualistica, con un ampio settore
agricolo di sussistenza da un lato e un piccolo settore agricolo commerciale interagente con un settore urbano
industriale, commerciale e dei servizi di dimensioni ancora pi ridotte. La Spagna tent una riforma agraria che si
rivel un fallimento. Il Governo confisc le terre della Chiesa, delle municipalit e degli aristocratici che si erano
schierati nel partito opposto durante le guerre civili, con lintenzione di rivenderle ai contadini, le esigenze delle
finanze pubbliche erano per tali che il Governo fin col venderle allasta al miglior offerente. Il risultato fu che la
maggior parte della terra fin nelle mani dei gi ricchi aristocratici e borghesi. La Spagna possedeva diversi giacimenti
di carbone, ma non di elevata qualit e localizzati in modo infelice. Ciononostante si svilupp unindustria siderurgica
lungo la costa settentrionale del paese. Nessuna riforma agraria fu tentata invece in Portogallo. Nel frattempo
lincremento demografico determin lestensione delle coltivazioni di cereali e di tutti i mezzi primari di sussistenza.
Questo deprimente quadro generale aveva i suoi punti luminosi. Unindustria cotoniera moderna si svilupp dopo il
1790 in Catalogna, a Barcellona. In Andalusia e nella provincia di Oporto del Portogallo esistevano industrie vinicole.
Nel frattempo una nuova fonte di valuta estera, costituita da minerali e metalli, era venuta a rimpiazzare gli utili
perduti con la produzione vinicola. Nel 1900 le esportazioni di minerali e metalli costituivano circa un terzo delle
esportazioni totali. I capitali esteri predominavano anche in altri settori moderni delleconomia, quali le attivit
bancarie e le ferrovie. Fino al 1850 gli sviluppi in entrambe queste aree erano stati trascurabili; il sistema bancario
era dominato dalla Banca di Spagna. Cerano pochi km di ferrovie e negli anni cinquanta si decise di accordare uno
speciale incoraggiamento ai capitali stranieri che intendessero avviare banche e ferrovie. Ma la maggior parte di esse
fece bancarotta. Costruite con capitali esteri le ferrovie portoghesi non sfuggirono alla frode, alla corruzione e alla
bancarotta.



LItalia
Divisa e dominata da potenze straniere, lItalia aveva perso da lungo tempo la sua supremazia negli affari economici.
Il Congresso di Vienna restaur lo sconcertante mosaico di principati nominalmente indipendenti, tutti per,
compresi lo Stato della Chiesa e il Regno delle due Sicilie, sotto il controllo dellimpero asburgico. LAustria incorpor
la Lombardia e Venezia. Il Regno di Sardegna era indipendente, languiva nelle acque stagnanti del feudalesimo, i
proprietari terrieri non avevano interesse a migliorare i possedimenti e la popolazione era completamente
analfabeta e viveva in maniera primitiva. Il Regno dei Savoia apparteneva culturalmente e economicamente alla
Francia. Genova aveva resistito per secoli come repubblica indipendente fino allavvento di Napoleone. Il Piemonte
era una continuazione geografica della pianura padana: possedeva alcuni setifici e sotto la guida di diversi
intraprendenti proprietari terrieri la sua agricoltura divenne la pi avanzata e prospera della penisola. I differenziali
economici regionali, importanti in quasi tutti i paesi erano in Italia particolarmente marcati. Fu nel Nord,
economicamente pi progredito, che inizi il movimento di unificazione. Dopo le rivoluzioni fallite nel Regno di
Sardegna venne alla ribalta un personaggio eccezionale, Camillo Benso di Cavour, proprietario terriero e
imprenditore agricolo progressista che aveva anche promosso una ferrovia, un giornale e una banca, e che nel 1850
divenne Ministro della Marina, del Commercio e dellAgricoltura del piccolo Stato da poco divenuto monarchia
costituzionale. Nel 1852 divenne primo ministro. Egli sottoline che lordine finanziario e il progresso economico
erano le due condizioni indispensabili affinch il Piemonte potesse assumere la guida della penisola italiana. Per
conseguire questi risultati egli riteneva necessaria lassistenza economica degli altri paesi, e perci anche la presenza
di capitale straniero. Negozi trattati commerciali con tutti i pi importanti paesi commerciali e industriali dEuropa.
Le esportazioni crebbero cos come le importazioni. Lunificazione allevi la frammentazione del mercato. Ma senza
lo sviluppo dei trasporti anche questo risultato sarebbe stato illusorio. Gli sforzi di Cavour lo condussero alla morte
prematura tre mesi dopo la proclamazione del Reno ma i suoi successori non furono in grado di continuare in
maniera adeguata il suo lavoro: lItalia aveva comunque iniziato il suo cammino verso lindustrializzazione.

LEuropa sudorientale
I cinque piccoli paesi che occupavano langolo sudorientale del continente europeo (Albania, Bulgaria, Grecia,
Romania e Serbia) erano i pi poveri dEuropa a occidente della Russia. Tutti avevano conquistato lindipendenza
dallImpero Ottomano dopo il 1815 e leredit del dominio ottomano si faceva sentire pesantemente sulle loro
economie. Allinizio del XX secolo erano tutti paesi rurali e agrari. La tecnologia era primitiva, la produttivit e il
reddito erano bassi. Nonostante la loro povert, lalta natalit combinata con una mortalit in declino provoc
unesplosione demografica. Laumento della pressione demografica port alla crescita della terra coltivabile, alla
fame di terra, allemigrazione verso aree urbane e i paesi pi sviluppati delloccidente e ad un certa emigrazione
verso i paesi doltremare. Le risorse naturali erano insufficienti ad alleggerire la pressione demografica. Esistevano
alcuni piccoli giacimenti sparpagliati di carbone, insufficienti per a rendere uno qualsiasi di questi paesi
indipendente dalle importazioni, nonostante una domanda interna molto ridotta. Allo scoppio della Prima Guerra
Mondiale esistevano anche alcuni piccoli giacimenti di metalli non ferrosi, il cui sfruttamento era per appena
iniziato, con capitale straniero. In accordo con il loro carattere agrario, il commercio estero consisteva in esportazioni
di prodotti agricoli e importazioni di manufatti (beni di consumo). In contrasto con la lenta diffusione della
tecnologia agricola e industriale, la tecnologia istituzionale delle banche e dellindebitamento estero si diffuse con
rapidit. Le banche a capitale azionario e le altre istituzioni finanziarie conobbero un rapido sviluppo, ma senza forti
legami con la finanza industriale. I prestiti esteri furono destinati alla costruzione delle ferrovie, in genere per conto


dello Stato. In ciascuno dei paesi si svilupp dopo il 1895 un modesto settore industriale.

La Russia imperiale
Allinizio del XX secolo lImpero russo era considerato una grande potenza. Lestensione del suo territorio e della sua
popolazione giustificavano tale reputazione. Anche in termini economici complessivi la Russia occupava una
posizione ragguardevole. Possedeva grandi industrie tessili (cotone e lino) e industrie pesanti. La Russia era un paese
ancora prevalentemente agricolo, ma la produttivit era ostacolata da una tecnologia primitiva e dalla scarsit di
capitali (servaggio legalizzato). Gli inizi dellindustrializzazione russa sono stati fatti risalire al regno di Pietro il
Grande. Le prime imprese industriali erano iniziative isolate legate ai bisogni dello Stato russo. La maggior parte di
questi operai era nominalmente di condizione servile. In luogo delle prestazioni dopera tradizionali essi erano tenuti
al versamento ai loro padroni di somme in contanti che detraevano dai salari monetari percepiti (servi imprenditori).
La guerra di Crimea rivel la cruda realt dellarretratezza dellindustria e dellagricoltura. Ci furono riforme
(emancipazione dei servi del 1861). Il Governo incoraggi un programma di costruzioni ferroviarie sulla base di
capitali e tecnologie dimportazione, e riorganizz il sistema bancario. Inoltre incoraggi lindustrializzazione in vari
modi: contrasse debiti allestero, impose dazi sulle importazioni di prodotti di ferro e acciaio, ma allo stesso tempo
agevol lintroduzione delle attrezzature pi moderne per la manifattura del ferro e dellacciaio e per le costruzioni
meccaniche. Al boom dellindustria russa degli anni novanta succedette la crisi di primi anni del XX secolo, che a sua
volta fu seguita dallesito disastroso della guerra russo-giapponese (1904-05)e dalla rivoluzione (1905-06).
Questultima gener riforme tra cui quella agraria di Stolypin. Ma la debolezza della Russia si acutizz durante la
Prima Guerra Mondiale contribuendo alla sua sconfitta.

Il Giappone
Nella prima met del secolo il Giappone mantenne la sua politica di isolamento dalle influenze straniere. Dallinizio
del Seicento il Governo Tokugawa aveva proibito il commercio con lestero e aveva vietato ai Giapponesi di viaggiare
allestero. La societ era strutturata in rigide classi sociali o caste . Nonostante queste limitazioni lorganizzazione era
notevolmente sofisticata. Il livello di analfabetismo era basso. Nel 1853-54 il commodoro Matthew Perry, ammiraglio
della flotta statunitense, entr con le sue navi nella baia di Tokyo e minacciando di bombardare la citt costrinse lo
shogun Tokugawa ad allacciare relazioni diplomatiche e commerciali con gli Stati Uniti. Una clausola chiave di questi
trattati ineguali impediva al Governo giapponese di imporre tariffe superiori al 5% ad valorem. Gli stranieri inoltre
ottennero diritti di extraterritorialit. Ci port a rivolte xenofobe per riportare lImperatore ad una posizione
centrale nel Governo. Ci fu la restaurazione Meiji (governo illuminato). Non appena conquistato il potere il nuovo
governo mut il tono del movimento xenofobo. Invece di tentare unespulsione degli stranieri, il Giappone cooper
con loro ma tenendoli a rispettosa distanza. Il vecchio sistema feudale fu abolito e sostituito da unamministrazione
burocratica. Uno dei problemi da affrontare fu quello finanziario. Il nuovo Governo meiji eredit una quantit di
moneta cartacea inconvertibile, che nei primi anni di transizione fu costretto ad accrescere. Nel 1873 decret una
tassa sulla terra. Essa ebbe un effetto doppiamente benefico: da un lato assicur al Governo unentrata fissa,
dallaltro garant che la terra sarebbe stata usata al meglio. Il Governo intraprese la creazione di un nuovo sistema
bancario avendo come modello quello degli Stati Uniti. Secondo questo sistema le banche potevano essere fondate
usando titoli governativi a garanzia dellemissione di banconote, obbligatoriamente convertibili in moneta metallica.
Nel 1881 ricostru la struttura bancaria. Una nuova banca centrale, la Banca del Giappone, ottenne il monopolio


dellemissione dei banconote, mentre le banche nazionali persero i loro diritti di emissione e furono trasformate in
normali banche commerciali di depositi sul modello inglese. Sin dallepoca della restaurazione Meiji il Governo aveva
intenzione di introdurre nel paese praticamente lintera gamma di industrie occidentali. Ma era questa unimpresa
che poteva essere realizzata solo nel lungo termine. Nel frattempo occorreva trovare le risorse necessarie per pagare
le importazioni. Il Giappone disponeva inoltre di limitate risorse naturali. Tuttavia fu il settore agrario a dover
sopportare il peso di assicurare con le esportazioni le entrate necessarie a finanziare le importazioni. Le due
tradizionali industrie tessili giapponesi erano basate sulle materie prime nazionali (la seta e il cotone). Subito dopo
lapertura degli scambi lindustria cotoniera fu completamente spazzata via dai prodotti meccanizzati provenienti
dallOccidente. Lindustria della seta sopravvisse e si svilupp anche un commercio degli stessi. Laltra grande fonte
di esportazioni agricole era il t, ma il suo peso relativo diminu comunque gradatamente con la crescita della
popolazione e del reddito nazionale. Lo stesso si verific ed in misura ancora pi accentuata con il riso. Il Governo
incoraggi anche limpresa privata infatti non appena le miniere e le fabbriche cominciarono a funzionare in maniera
soddisfacente il Governo le vendette. Lindustria cotoniera fece registrare i progressi pi rapidi mentre le industrie
pesanti ebbero uno sviluppo pi lento. La Prima Guerra Mondiale accrebbe naturalmente in misura notevole la
domanda dei prodotti delle industrie pesanti e apr nuovi mercati. Il disavanzo della bilancia commerciale negli ultimi
anni prima della guerra era stato ingente, ma laccresciuta domanda del periodo bellico permise ai produttori
giapponesi di penetrare rapidamente nei mercati esteri. La transizione economica ebbe anche conseguenze
politiche. Nel 1894-95 il Giappone sconfisse la Cina e la Russia sia in mare che in terra affermando cos la propria
influenza.

CAPITOLO XI: LA CRESCIA DELLECONOMIA MONDIALE
Limportanza del commercio di lunga distanza crebbe enormemente nel corso del XIX secolo. Per tutto il secolo
lEuropa controll almeno il 60% del totale sia delle importazioni che delle esportazioni. Il periodo di massima
crescita si ebbe tra gli anni quaranta e gli anni settanta. Allinizio del secolo erano due i principali ostacoli (uno
naturale, laltro artificiale) che rallentavano il flusso del commercio internazionale. Lincidenza di entrambi declin
significativamente col passare degli anni. Lostacolo naturale (alto costo dei trasporti, in particolare quelli terrestri) si
arrese alla ferrovia e ai miglioramenti della navigazione. Allo stesso modo furono annullati gli ostacoli artificiali (le
tariffe sulle importazioni e le esportazioni), anche se alla fine del secolo si verific un ritorno al protezionismo che
determin lintroduzione in molti paesi di pi alte tariffe sulle importazioni.

La Gran Bretagna adotta il libero scambio
Argomentazioni intellettuali a favore del libero scambio a livello internazionale erano state avanzate anche prima
della pubblicazione del trattato di Adam Smith La ricchezza delle nazioni. Nel XVIII secolo il contrabbando era
unattivit redditizia. Il Governo britannico aveva cominciato a modificare il proprio atteggiamento protezionistico
nel tardo Settecento, ma lo scoppio della rivoluzione francese e le guerre napoleoniche ne differirono gli sforzi. Il
blocco britannico ed il Sistema continentale rappresentarono delle forme estreme di interferenza nel commercio
internazionale. Il discorso di Smith a favore del libero scambio internazionale fu una conseguenza della sua analisi dei
vantaggi derivanti dalla specializzazione e dalla divisione del lavoro tra le nazioni, oltre che tra gli individui. Essa si


basava sulle differenze tra i costi assoluti di produzione, come ad esempio tra i costi di produzione del vino in Scozia
e in Francia. David Ricardo nei suoi Principi delleconomia politica suppose erroneamente che il Portogallo avesse
rispetto allInghilterra un vantaggio assoluto nella produzione sia delle stoffe che del vino, ma che il costo relativo di
questultimo fosse inferiore. Egli dimostr che sarebbe stato vantaggioso per il Portogallo specializzarsi nella
produzione vinicola ed acquistare stoffe dallInghilterra. Questo era il principio del vantaggio relativo il fondamento
della moderna teoria del commercio internazionale. Sia largomentazione di Smith a favore del libero scambio che
quella di Ricardo si fondavano su ragioni puramente logiche.
Per avere effetti pratici in politica esse dovevano riuscire a convincere gruppi consistenti di individui influenti che il
libero scambio avrebbe loro portato dei vantaggi. Uno di questi gruppi era quello dei mercanti coinvolti nei traffici
internazionali; inoltre conquistarono posizioni di preminenza nel partito tory al Governo (conservatori), uomini il cui
obiettivo era modernizzare le procedure arcaiche di Governo. Uno di questi fu Robert Peel che cre una forza di
polizia metropolitana, i cui membri furono chiamati bobbies o peelers. Un altro dei cosiddetti tory liberals fu
William Huskisson che ridusse lintrico di restrizioni e tasse. La riforma parlamentare del 1832 estese il diritto di voto
alla classe media urbana, in gran parte favorevole al libero scambio. Fulcro e simbolo del sistema protezionistico del
Regno Unito erano le cosiddette Corn Laws, le leggi sul grano che imponevano tariffe sullimportazione. Dopo vari
tentativi di abrogarle o modificarle, Richard Cobden diede vita nel 1839 alla Anti-Corn Law League e intraprese una
vigorosa campagna di mobilitazione dellopinione pubblica. Nel 1841 il Governo whig allora in carica propose una
riduzione delle tariffe sia sul grano che sullo zucchero, di fronte alla bocciatura dei provvedimenti proposti, il
Governo indisse nuove elezioni generali. In precedenza le leggi sul grano e il protezionismo in genere non avevano
figurato tra le questioni di partito, in quanto i proprietari terrieri rappresentavano la maggioranza sia tra i tories che
tra i whigs. In questa campagna elettorale questi ultimi proposero un ridimensionamento delle leggi sul grano,
mentre i tories si batterono per il mantenimento dello status quo. La vittoria arrise ai tories ma il nuovo primo
ministro, sir Robert Peel aveva gi deciso unampia revisione del sistema fiscale. Nel 1845 lIrlanda fu colpita dalla
disastrosa carestia di patate, che ridusse alla fame gran parte della popolazione irlandese. Allora Peel present un
progetto di legge per labrogazione delle leggi sul grano che fu approvato nel 1846. I whigs noti in seguito come
liberali divennero il partito del libero scambio e delle manifatture, mentre i tories noti anche col nome di
conservatori, rimasero il partito degli interessi fondiari e in seguito dellimperialismo. Con il consolidamento dei
nuovi schieramenti politici negli anni cinquanta e sessanta e con Gladstone come cancelliere dello Scacchiere si
afferm unintransigente politica liberoscambista. Dopo il 1860 rimasero solo pochi dazi sulle importazioni, applicati
esclusivamente per motivi di bilancio su prodotti non britannici (brandy, vino tabacco).

Let del libero scambio
Il secondo grande stadio nel movimento verso il libero scambio fu un importante trattato commerciale, il trattato
anglofrancese o Cobden-Chevalier del 1860. La Francia aveva seguito tradizionalmente una politica protezionistica
che consisteva nel divieto di importare tessuti di cotone e di lana. Il Governo di Napoleone III desiderava seguire una
politica di amicizia nei confronti della Gran Bretagna. Sebbene in Francia avesse tradizionalmente prevalso una
politica protezionistica, una forte corrente di pensiero sosteneva il liberalismo economico. Uno dei capi di questa
scuola era leconomista Michel Chevalier che convinse lImperatore dei vantaggi di un trattato commerciale con la
Gran Bretagna. Unaltra circostanza politica rese pi allettante la scelta del trattato. Secondo la Costituzione del
1851 lapprovazione di ogni legge che riguardasse la nazione spettava al Parlamento bicamerale, mentre il sovrano
deteneva il diritto esclusivo di negoziare trattati con potenze straniere. Napoleone aveva cercato negli anni
cinquanta di ridurre la forte impronta protezionistica ma non era riuscito a portare a compimento una riforma


complessiva della politica tariffaria. In Gran Bretagna si riteneva dopo la scelta del libero scambio che i vantaggi di
una politica liberoscambista sarebbero stati cos evidenti che le altre nazioni lavrebbero adottata. Di conseguenza il
trattato fu firmato nel gennaio del 1860. Il trattato impegnava la Gran Bretagna a cancellare tutti i dazi
sullimportazione di merci francesi ad eccezione del vino e del brandy, in quanto prodotti di lusso per i consumatori
britannici, per cui la Gran Bretagna manteneva su di essi dazi ridotti a fini esclusivamente fiscali. La Gran Bretagna
manteneva su di essi dazi ridotti a fini esclusivamente fiscali. Inoltre la Gran Bretagna salvaguard la posizione di
preferenza del Portogallo nel mercato britannico. La Francia da parte sua revoc la sua proibizione dellimportazione
di prodotti tessili britannici e ridusse i dazi. Un aspetto importante di questo trattato fu la clausola della nazione pi
favorita, vale a dire che se una delle due parti avesse negoziato un accordo con un paese terzo, la controparte nel
trattato avrebbe beneficiato automaticamente di qualsiasi tariffa pi bassa eventualmente accordata a questultimo.
Entrambi i contraenti del trattato anglofrancese avrebbero beneficiato del trattamento accordato alla nazione pi
favorita. La Francia a differenza della Gran Bretagna stipul numerosi trattati con altri paesi. Le conseguenze di
questa rete di trattati commerciali furono considerevoli. Il commercio internazionale crebbe. Gran parte
dellaumento dipese dal commercio intereuropeo, ma vi contribuirono anche paesi di altri continenti. Unaltra
conseguenza dei trattati fu la riorganizzazione dellindustria imposta dalla maggiore concorrenza, i trattati favorirono
lefficienza tecnica e aumentarono la produttivit.

La Grande Depressione e il ritorno al protezionismo
Unaltra conseguenza dellintegrazione delleconomia internazionale provocata da un commercio pi libero fu la
sincronizzazione della dinamica dei prezzi al di l delle frontiere nazionali. Le fluttuazioni dei prezzi cominciarono ad
essere pi spesso legate allo stato del commercio (alle oscillazioni della domanda), divennero di natura ciclica e
furono trasmesse di paese in paese attraverso i canali commerciali. La statistica ha distinto diverse variet di cicli
economici: cicli delle scorte di breve durata (2-3 anni), relativamente miti; oscillazioni di pi ampio respiro (9-10
anni), concluse frequentemente da crisi finanziarie seguite da recessioni; e tendenze secolari di lunga durata (20-40
anni). Causa delle fluttuazioni sono le complesse interazioni di fattori monetari e reali. Fluttuazioni della produzione
accompagnavano le fluttuazioni dei prezzi anche se le cadute della produzione erano di breve durata. In quasi tutti
gli Stati europei i prezzi raggiunsero il culmine allinizio del secolo. Le cause furono sia reali (la penuria determinata
dalla guerra) che monetarie (le esigenze della finanza di guerra). Dopo di allora la tendenza secolare fu al ribasso fino
alla met del secolo. Le cause furono nuovamente sia reali (innovazioni tecniche, miglioramenti nellefficienza) che
monetarie (pagamento delle riparazioni di guerra da parte di Governi). Nel 1873 un panico finanziario colp Vienna e
New York per poi propagarsi nella maggior parte dei paesi industrializzati. La susseguente caduta dei prezzi divenne
nota in Gran Bretagna come Grande Depressione. La depressione fu attribuita a torto dai grandi industriali
allaccresciuta concorrenza internazionale frutto dei trattati commerciali, e avanzarono nuove richieste di
protezione. Prima del 1870 essi non erano stati disturbati dalla concorrenza dei paesi doltremare, in quanto i costi
del trasporto via mare avevano rappresentato una protezione sufficiente. Negli anni settanta le spettacolari riduzioni
dei costi di trasporto dovute alla costruzione di nuove ferrovie combinate con le riduzioni dei costi di trasporto
oceanici per effetto dei miglioramenti apportati alla navigazione a vapore, incoraggiarono la messa a coltura di vasti
tratti di praterie vergini. Per la prima volta gli agricoltori europei si trovavano a fronteggiare una dura concorrenza
sui propri mercati. La situazione dellagricoltura tedesca era molto critica. La Germania era divisa allepoca
essenzialmente in un occidente in via di industrializzazione ed un oriente agricolo.
Gli Junker della Prussia orientale si erano dedicati da tempo allesportazione di grano in Europa occidentale. Era
questa la maggiore eccezione alla regola per la quale fino agli anni settanta del XIX secolo i costi di trasporto


rendevano non conveniente trasportare il grano su lunghe distanze. I Junker erano favorevoli al libero scambio nella
loro veste di esportatori di grano. Chiesero protezione non appena cominciarono a subire le conseguenze della
caduta dei prezzi del grano. La popolazione tedesca stava crescendo rapidamente e con lindustrializzazione anche le
citt stavano espandendosi velocemente. Gli Junker volevano conservare lesclusiva del grande e crescente mercato.
Otto van Bismark, creatore e cancelliere del nuovo impero tedesco colse questa opportunit. Gli industriali della
Germania occidentale da tempo reclamavano una protezione tariffaria, ora che anche gli Junker prussiani si erano
schierati al loro fianco, Bismark decise di accedere alla richiesta e diede la sua approvazione ad una legge tariffaria
del 1879 che introdusse il protezionismo sia per lindustria che lagricoltura. Gli interessi protezionistici francesi
ripresero forza sul piano politico. Nel 1881 essi riuscirono ad ottenere una nuova legge tariffaria che reintroduceva
esplicitamente il principio del protezionismo. I sostenitori del libero scambio conservarono per un notevole peso
politico, e nel 1881 nuovi trattati commerciali ribadirono i principi fondamentali del trattato Cobben-Chevalier. Vi fu
una maggioranza favorevole al protezionismo che riusc a far approvare nel 1892 la famigerata tariffa Mline. Questa
tariffa stata dipinta come estremamente protezionistica, un protezionismo raffinato: essa conteneva elementi
condivisi da partigiani del libero scambio. Una guerra tariffaria con lItalia arrec gravi danni al commercio francese,
e ancora maggiori a quello italiano. LItalia aveva seguito lesempio tedesco nel ritorno al protezionismo, aveva
deciso di discriminare in particolare le importazioni francesi. La mossa fu poco saggia, in quanto la Francia
rappresentava per lItalia il maggiore mercato estero. Il commercio tra i due paesi vicini croll. Molti altri paesi
seguirono lesempio della Francia e della Germania innalzando i propri dazi come lAustria-Ungheria, la Francia, la
Russia e gli Stati Uniti. In questo generale ritorno al protezionismo resistettero alcune sacche di libero scambio e di
queste la pi notevole fu la Gran Bretagna. Sorsero dei movimenti politici che si battevano per un commercio
giusto e una preferenza imperiale, tuttavia essi non riuscirono a mietere alcun successo fino alla Prima Guerra
Mondiale. Il successo dei commercianti tedeschi sui mercati esteri ispir alcuni provvedimenti di rappresaglia, tra cui
il Merchandise Marks Act che imponeva di apporre sui prodotti esteri unetichetta made in Germany in modo da
dissuadere i consumatori britannici dallacquistare un prodotto, ma in realt accadde esattamente il contrario. Gran
Bretagna, I Paesi Bassi, il Belgio e la Danimarca conservarono una posizione liberoscambista. Quindi leconomia
mondiale allinizio del XX secolo era la pi integrata e interdipendente di quanto fosse mai stata in precedenza o di
quanto lo sarebbe stata fino a molto dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il regime aureo internazionale
Secondo alcuni lalto grado di integrazione raggiunto dalleconomia mondiale nella seconda met del XIX secolo
dipese criticamente da unadesione generale al regime aureo internazionale. Secondo altri questa integrazione fu
prima di tutto una conseguenza del ruolo centrale della Gran Bretagna nelleconomia mondiale. Nel corso della
storia diverse merci (terra, bestiame, frumento) hanno svolto la funzione di standard monetario, ma la maggiore
preminenza sempre stata detenuta dalloro e dallargento. La funzione di uno standard monetario di definire
lunit di conto di un sistema monetario, lunit in cui tutte le altre forme di monetarie sono convertibili. Ad esempio
nellInghilterra medievale la lira sterlina era definita come una libbra di argento puro. Tecnicamente lInghilterra
conserv il regime argenteo fino alle guerre franco-napoleoniche, sebbene nel 600 e nel 700 le monete doro, le
famose ghinee (prendevano il nome dalla Guinea, regione africana da cui proveniva loro) avessero rimpiazzato
quelle dargento nelluso comune. Durante le guerre la Banca dInghilterra sospese il pagamento per cui il paese non
aveva pi alcuno standard monetario. Aveva una cartamoneta inconvertibile ovvero un corso forzoso. Dopo le
guerre il Governo decise di ritornare ad uno standard metallico, ma scelse loro. Lunit di conto (standard di valore)
fu la sovrana o sterlina doro, definita come 113,0016 grani di oro fino (puro). Secondo le disposizioni della legge


dovevano essere osservate tre condizioni: la zecca reale era obbligata a comprare e vendere quantit illimitate di oro
a prezzo fisso; la Banca dInghilterra era tenuta a convertire a richiesta le sue passivit monetarie in oro; nessuna
restrizione poteva essere imposta sullimportazione e sullesportazione di oro.
Ci significava che loro serviva da base ultima o riserva dellintera provvista monetaria della nazione. Il movimento
di entrata e uscita delloro dal paese (in funzione della bilancia dei pagamenti) determinava fluttuazioni nella riserva
totale di moneta, che a sua vota causava delle oscillazioni nella dinamica dei prezzi. Per un breve periodo la Francia
cerc di creare unalternativa al regime aureo internazionale nella forma dellUnione Monetaria Latina. Sebbene in
Francia vigesse nominalmente un regime bimetallico (oro e argento insieme) la scoperta delloro in California e in
Australia caus un aumento del livello generale dei prezzi e una diminuzione del prezzo relativo delloro rispetto
allargento. La Francia pass ad uno standard argenteo e entrarono nell UNIONE MONETARIA LATINA anche il
Belgio, la Svizzera e lItalia nel 1865. Lobiettivo era quello di mantenere stabili i prezzi. Successivamente aderirono
allunione la Spagna, la Serbia e la Romania. Pochi anni dopo con la scoperta di nuovi giacimenti di argento, i prezzi
relativi delloro e dellargento si modificarono in senso inverso, e le nazioni facenti parte dellunione monetaria latina
si trovarono sommerse dallafflusso di argento a buon mercato. Esse limitarono i loro acquisti di argento per poi
eliminarli del tutto, ritornando ad un regime aureo puro. La prima nazione ad adottare ufficialmente il gold standard
dopo la Gran Bretagna fu il nuovo Impero tedesco. Il Governo adott una nuova unit di conto, il marco aureo, e
istitu la Reichsbank come banca centrale e unica agenzia di emissione. Prima della Guerra Civile negli Stati Uniti
vigeva tecnicamente un regime bimetallico. Durante la guerra sia il Nord che il Sud emisero moneta inconvertibile. La
Russia aveva adottato nominalmente il regime argenteo per tutto il XIX secolo, ma in realt aveva fatto ricorso a
ingenti emissioni di cartamoneta inconvertibile. Nellultimo decennio del secolo il conte Witte (ministro delle
finanze) decise che il paese doveva adottare il regime aureo, cosa che avvenne nel 1897. Quello stesso anno il
Giappone, che aveva estorto alla Cina unenorme indennit dopo la guerra del 1895, us il ricavato per creare una
riserva aurea nella Banca del Giappone e per adottare il regime aureo.

Movimenti migratori e investimenti internazionali
Lemigrazione avvenne anche entro i confini europei, ma la sua dimensione pi significativa fu quella transoceanica.
La seconda met del XIX secolo e linizio del XX secolo registrarono una massiccia emigrazione dallItalia e
dallEuropa orientale. Questo immenso fenomeno migratorio ebbe effetti benefici: allegger le pressioni
demografiche nei paesi di provenienza degli emigranti, allentando la tendenza al ribasso dei salari reali, e forn ai
paesi ricchi di risorse ma poveri di manodopera un afflusso di lavoratori volenterosi a salari pi elevati di quelli che
avrebbero potuto ottenere nei loro paesi di origine. Attraverso legami umani e culturali si favor lintegrazione
delleconomia internazionale. Lesportazione di capitali rafforz ulteriormente lintegrazione delleconomia
internazionale. Le risorse disponibili per essere investite allestero derivarono dal sensazionale aumento di ricchezza
e del reddito provocato dallapplicazione delle nuove tecnologie. Ma linvestimento estero richiede risorse speciali
generate dal commercio e dai pagamenti esteri. Esistono due principali categorie di fondi: quelli derivanti da una
bilancia commerciale favorevole e quelli frutto di esportazioni invisibili (i servizi di spedizione, le rimesse degli
emigrati e gli interessi ). Queste fonti possono operare in svariate combinazioni a seconda delle circostanze. La
principale motivazione dellinvestimento estero laspettativa da parte dellinvestitore di un saggio di profitto pi
elevato che in patria. I meccanismi dellinvestimento estero consistono in una serie di strumenti istituzionali per il
trasferimento di fondi da un paese all'altro: mercati dei cambi, delle azioni e dei titoli. La Gran Bretagna fu di gran
lunga in testa negli investimenti esteri fino al 1914. A questultima data gli investimenti esteri britannici
ammontavano al 43% del totale mondiale. Questa situazione si era prodotta nonostante che per la maggior parte del
secolo la Gran Bretagna avesse avuto una bilancia commerciale sfavorevole ossia avesse importato merci per un


valore superiore alle esportazioni. Per la Gran Bretagna gli investimenti esteri furono resi possibili quasi
esclusivamente dalle esportazioni invisibili. La Francia figurava al secondo posto in quanto a investimenti, ma linizio
dellOttocento la vide indebitarsi con lestero, soprattutto con Gran Bretagna e Olanda, per saldare le pesanti
riparazioni imposte dagli alleati dopo la sconfitta da Napoleone. Nella prima met del secolo gli investimenti francesi
si volsero principalmente verso i vicini pi prossimi, cio allacquisto di obbligazioni dei governi sia rivoluzionari che
reazionari di Spagna, Portogallo e dei diversi stati italiani, in Svizzera, Austria e negli Stati tedeschi. Tra il 1851 e il
1880 gli investitori francesi si assunsero lonere di costruire la rete ferroviaria di gran parte dellEuropa meridionale e
orientale. Dopo lalleanza francorussa i Francesi investirono somme enormi nellacquisto di titoli russi pubblici e
privati. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, oltre un quarto di investimenti esteri francesi era
concentrato in Russia. A differenza dei Britannici, i Francesi destinarono meno del 10% dei loro investimenti alle
colonie. Il contributo francese allo sviluppo economico dellEuropa fu considerevole. La Germania si trasform nel
corso del secolo da debitore netto a creditore netto. Allinizio dellOttocento gli stati tedeschi avevano pochi debiti
con lestero e ancor meno crediti. Nei decenni centrali del secolo le province occidentali beneficiarono dellafflusso
di capitali francesi, belgi e britannici, vi fu un boom di eccedenze delle importazioni che fornirono i fondi con i quali
la Germania fu in grado di ripagare i capitali esteri e di accumulare investimenti. Il governo tedesco cerc di avvalersi
dellinvestimento estero privato come di unarma in politica estera. I paesi industrializzati minori dellEuropa
occidentale - Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, le cui economie nel corso del secolo avevano beneficiato di investimenti
esteri erano divenuti alla fine del secolo creditori netti come la Germania. Fra i paesi beneficiari di investimenti
esteri gli Stati Uniti erano di gran lunga il maggiore. I capitali esteri contribuirono alla costruzione di ferrovie, allo
sfruttamento delle risorse minerarie e al finanziamento dei ranches degli allevatori. Dopo la Guerra Civile, gli
investitori americani cominciarono ad acquistare obbligazioni estere e le societ private americane cominciarono ad
investire direttamente allestero in una serie di operazioni industriali, commerciali ed agricole. In Europa il paese che
benefici dei maggiori investimenti esteri fu la Russia. La rete ferroviaria russa fu costruita soprattutto con capitale
estero, cos come furono finanziati anche lesercito e la flotta. La maggior parte dei paesi europei contrasse prestiti
nel corso del XIX secolo. Le risorse derivanti dagli investimenti privati e dai prestiti governativi furono spesso
impiegate con prodigalit e talora in maniera corrotta. Come nel caso degli investimenti in patria, anche un
investimento estero, per contribuire allo sviluppo economico, deve generare un flusso di reddito sufficiente a pagare
un tasso positivo di remunerazione del capitale e col tempo a rimborsare linvestimento originario. In contrasto con i
miseri risultati prodotti da molti investimenti nellEuropa meridionale e orientale gran parte degli investimenti
effettuati nei paesi scandinavi ripag il capitale originario e rese un contributo positivo allo sviluppo delle rispettive
economie. Gli investimenti in Danimarca, Svezia e Norvegia furono i maggiori del tempo. Anche lAustralia, la Nuova
Zelanda e il Canada beneficiarono di ingenti investimenti esteri. La maggior parte dei fondi furono investiti in titoli
pubblici (governativi) e confluirono nel finanziamento di beni capitale di utilit sociale (ferrovie, installazioni portuali,
servizi pubblici) anche se in Australia e in Canada somme considerevoli furono investite in attivat estrattive.
Considerata la bassa densit della popolazione e lampia disponibilit di terre in tutti e tre i paesi, non
sorprendente che essi si specializzassero nella produzione di merci che richiedevano in proporzione poco lavoro per
unit di terra, vale a dire della lana, in Australia e Nuova Zelanda e del frumento in Canada. Questi prodotti
trovarono ampi sbocchi sui mercati europei, in particolare in Gran Bretagna. Svilupparono industrie di servizi e in
qualche modo le manifatture, ma rimasero dipendenti dallEuropa per la maggior parte dei beni di consumo
industriali e soprattutto dei beni capitale. Gli investimenti effettuati in America Latina e in Asia, bench considerevoli
in cifra assoluta, furono molto inferiori se rapportati alla popolazione dei paesi destinatari in confronto a quelli nei
paesi appena menzionati. In queste aree mancava unanaloga consistente quantit di capitale umano da mettere
allopera e le strutture istituzionali delle loro economie non erano propizie allo sviluppo economico. Il risultato
principale degli investimenti esteri fu lo sviluppo di fonti di materie prime per le industrie europee, senza una
trasformazione della struttura interna delleconomia. Un esame pi dettagliato degli investimenti britannici in


America Latina consentir di comprendere meglio il significato degli investimenti esteri per i paesi meno sviluppati e
per leconomia mondiale nel suo complesso. Gli investimenti totali della Gran Bretagna crebbero a circa 1200 milioni
nel 1913. A questa data lArgentina era il paese destinatario delle somme di gran lunga pi consistenti, seguita dal
Brasile, dal Messico, Cile, Uruguay, Cuba, Colombia. La maggior parte di questi fondi fu utilizzata nella costruzione di
ferrovie e di altre infrastrutture. Anche la maggior parte degli investimenti esteri diretti nelle ferrovie, nei servizi
pubblici, nelle istituzioni finanziarie, in iniziative commerciali e trov impiego industriali. La produzione di beni per il
consumo interno e per lesportazione fu lasciata ai proprietari terrieri, ai contadini. I paesi latinoamericani
scambiavano i loro prodotti primari con i manufatti europei ed americani e la maggior parte di loro cominci a
dipendere da pochi beni di prima necessit: frumento, carne in Argentina, caff e gomma in Brasile, nitrati e rame in
Cile.

La rinascita dellimperialismo occidentale
Gli sterminati continenti dellAsia e dellAfrica parteciparono solo marginalmente allespansione commerciale del XIX
secolo, fino a quando non vi furono costretti dalla potenza militare delloccidente.

Africa
La colonia del Capo, allestremit meridionale dellAfrica, era stata fondata dagli olandesi alla met del XVII secolo
come stazione di vettovagliamento per gli uomini della Compagnia delle Indie orientali. La Gran Bretagna la
conquist, le politiche britanniche (in particolare labolizione della schiavit), irritarono i boeri o afrikaaner,
discendenti dei coloni olandesi. Cominciarono nel 1835 la loro lunga marcia verso il Nord, dando vita a nuovi
insediamenti, ma i conflitti continuarono per tutto il secolo. Oltre a combattere tra loro, entrambi i gruppi vennero
spesso in urto con le trib africane che furono sterminate e ridotte in schiavit. Dapprima sia gli insediamenti boeri
che quelli britannici ebbero carattere agrario, nel 1886 nel Transvaal fu scoperto loro. Questi avvenimenti
contribuirono allascesa al potere di Rhodes, una delle personalit pi influenti della storia africana, egli giunse in
Africa nel 1870 e fece fortuna nelle miniere di diamanti. Rhodes divenne un ardente patrocinatore dellespansione
imperialistica. Nel 1880 entr nel corpo legislativo della colonia del Capo e divenne in seguito primo ministro della
colonia. Una delle sue maggiori ambizioni era la costruzione di una ferrovia dal Capo al Cairo tutta su territorio
britannico. Il Presidente della Repubblica sudafricana Kruger rifiut, Rhodes allora organizz un complotto che fall e
fu costretto a dare le dimissioni. Nellottobre del 1899 ebbe inizio la guerra sudafricana o angloboera. I Britannici
subirono dapprima diversi rovesci, poi invasero sia il Transvaal che lo Stato libero dellOrange. Subito dopo il
Governo britannico pass da una politica di repressione ad una di conciliazione. Nel 1910 lUnione sudafricana
divenne un dominio dellImpero britannico.
Carlo V intraprese nel 1830 la conquista dellAlgeria, e in seguito i Francesi vi aggiunsero le conquiste fatte sulla costa
occidentale dellAfrica. Alla fine del secolo avevano conquistato un territorio che battezzarono Africa occidentale
francese. Nel 1912 completarono il loro impero nordafricano aggiungendovi un protettorato sulla maggior parte del
Marocco. Nel frattempo importanti avvenimenti avevano luogo allestremit orientale dellAfrica islamica. Lapertura
del canale di Suez nel 1869 da parte di una societ francese rivoluzion il commercio mondiale e mise in pericolo la
linea di comunicazione vitale della Gran Bretagna con lIndia. Lobiettivo della politica estera britannica (assumere
il controllo del canale) fu favorito dalle difficolt finanziarie del kediv (re) dEgitto. Le ristrettezze finanziarie
egiziane permisero verso la fine del 1875 a Benjamin Disraeli, primo ministro britannico, di acquistare per conto del


re le sue azioni nella compagnia del canale. Il risentimento egiziano per la dominazione straniera sfoci in vaste
ribellioni, e per ristabilire lordine i britannici bombardarono Alessandria e inviarono un corpo di spedizione. Il
liberale Gladstone assicur agli Egiziani che loccupazione sarebbe stata temporanea, i Britannici ereditarono dal
Governo del re la conquista incompleta del Sudan. Perseguendo questo obiettivo i Britannici si trovarono faccia a
faccia con i Francesi che si stavano espandendo verso oriente. Le truppe rivali si fronteggiarono a Fashoda ma
precipitosi negoziati scongiurarono un conflitto vero e proprio. Alla fine i Francesi si ritirarono. Uno ad uno gli Stati
della costa nordafricana nominalmente vassalli del sultano turco erano stati strappati a questultimo.
Rimaneva solo Tripoli. Nel 1911 lItalia prese a pretesto un contrasto con la Turchia che termin con lannessione di
Tripoli allItalia. LAfrica centrale fu lultima area del continente nero ad aprirsi alla penetrazione occidentale, la
scoperta dei diamanti in Sud Africa stimol le esplorazioni nella speranza di scoperte analoghe in Africa centrale.
Limprovvisa corsa ai territori suscit delle frizioni che avrebbero potuto condurre alla guerra. Per scongiurare questa
possibilit, Germania e Francia convocarono a Berlino nel 1884 una conferenza internazionale sugli affari africani. Le
risoluzioni prese furono: abolizione del commercio degli schiavi e della schiavit, il riconoscimento dello stato libero
del Congo con a capo Leopoldo del Belgio e la regola secondo cui un paese doveva effettivamente occupare un
territorio perch le sue pretese su di esso fossero riconosciute. Alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale
solo lEtiopia e la Liberia conservavano la loro indipendenza (fondate da schiavi liberi emancipati dal 1830).

Asia
La decadenza interna aveva seriamente indebolito la dinastia Manci, che aveva governato la Cina dalla met del
XVII secolo. Ci diede agli europei opportunit di guadagnare con la forza laccesso allImpero. Il t e le sete cinesi
avevano un ampio mercato in Europa ma un vero cambiamento vi fu quando gli inglesi scoprirono che i Cinesi
avevano una spiccata predilezione per loppio. Il Governo cinese ne proib limportazione, ma il commercio prosper
per mezzo dei contrabbandieri e di doganieri corrotti. Cominci cos la Guerra dellOppio (1839-42) che termin con
limposizione della trattato di Nanchino. La Cina dovette consegnare agli Inglesi lisola di Hong Kong, accettare di
aprire altri cinque porti al commercio sotto supervisione consolare, fissare un dazio uniforme del 5% sulle
importazioni e pagare unindennit. Il commercio delloppio prosegu. La facilit con cui i Britannici ebbero la meglio
sui Cinesi incoraggi altri paesi a richiedere trattati ugualmente favorevoli. Le concessioni agli stranieri suscitarono
nuovi episodi di violenze e illegalit xenofobe, che a loro volta portarono a ulteriori rappresaglie da parte degli
stranieri e a ulteriori concessioni. Le continue umiliazioni portarono ad un ultimo scoppio di violenza xenofoba nota
come rivolta dei Boxer (1900-01); boxer era lappellativo popolare dato ai membri della societ segreta dei pugni di
giustizia e di concordia il cui obiettivo era di cacciare tutti gli stranieri dalla Cina. Sollevatisi in diverse parti del paese
essi attaccarono i Cinesi che si erano convertiti al cristianesimo. I primi tentativi Britannici di occupare Pechino
furono respinti ma alla fine limpero cinese decadde. Nel XIX secolo la Corea era un regno semiautonomo
nominalmente sotto il dominio cinese, anche se i Giapponesi da lungo tempo avevano avanzato delle rivendicazioni.
Guerra tra Cina e Giappone conclusasi con lannessione della Corea al Giappone nel 1910. LIndocina una vasta
penisola dellAsia sudorientale la cui cultura una miscela di civilt classica indiana e cinese. I Britannici assunsero il
controllo della Birmania e degli Stati malesi, ma alla fine i Francesi occuparono tutta la regione. La Tailandia ebbe la
fortuna di rimanere uno Stato indipendente, dovette la sua indipendenza ad una successione di re abili e alla sua
posizione di cuscinetto tra le sfere dinfluenza francese e britannica.

Spiegazioni dellimperialismo


Le cause dellimperialismo furono molte e complesse, non esiste ununica teoria. Una delle spiegazioni pi popolari
dellimperialismo moderno parla di necessit economica. Si parla di imperialismo economico dato che: la
concorrenza nel mondo capitalistico si intensifica, determinando la costituzione di grandi imprese e leliminazione
delle piccole; il capitale si accumula sempre pi velocemente nelle grandi imprese, e poich il potere dacquisto delle
masse insufficiente ad acquistare tutti i prodotti della grande industria, il saggio di profitto diminuisce; man mano
che il capitale si accumula e la produzione delle industrie capitalistiche rimane invenduta, i capitalisti ricorrono
allimperialismo per ottenere il controllo politico su aree nelle quali possono investire i capitali e vendere i prodotti
in eccedenza. E questa nelle linee essenziali la teoria marxista dellimperialismo, o pi precisamente la teoria
leninista in quanto Marx non previde il rapido sviluppo dellimperialismo. Lenin pubblic la sua teoria nel 1915 ne
Limperialismo fase suprema del capitalismo. Lenin attinse in misura notevole da Hobson, critico liberale britannico,
che a sua volta aveva adottato molte delle argomentazioni dei sostenitori dellimperialismo. Uno di questi fu il
capitano Mahan il cui motto era il commercio segue la bandiera. Ferry fu il principale responsabile delle maggiori
conquiste francesi. I sostenitori dellimperialismo affermavano che le colonie oltre ad offrire nuovi mercati e a
costituire uno sbocco alle eccedenze di capitali, avrebbero assicurato nuove fonti di materie prime e assorbito la
popolazione in rapida crescita delle nazioni industriali. Che le colonie potessero servire da sbocco per leccesso di
popolazione era un argomento erroneo. Le colonie erano situate infatti soprattutto in posti con climi oppressivi per
gli Europei. E vero che in qualche caso le colonie assicuravano nuove fonti di materie prime, ma laccesso a queste
ultime non richiedeva un controllo politico. Altrettanto fallace era la giustificazione delle colonie come mercati per i
prodotti manifatturieri in eccesso. Le colonie infatti non erano necessarie a questo scopo ne furono usate in tal
senso dopo la conquista, le colonie avevano popolazioni troppo sparse e troppo povere per fungere da grossi
mercati, inoltre il controllo politico non era necessario. La spiegazione pi importante dellimperialismo come
fenomeno economico forse quella che accenna allinvestimento di capitali in eccesso, almeno secondo la teoria
marxista. Una grossa Responsabilit va attribuita ad un mero opportunismo politico, combinato con un crescente e
aggressivo nazionalismo. La politica di potenza e lopportunit militare svolsero un ruolo altrettanto importante. Il
clima intellettuale del tardo XIX secolo, con forti coloriture di darwinismo sociale, era propizio allespansione
europea e ci fa capire come limperialismo debba essere visto anche come fenomeno psicologico e culturale oltre
che politico ed economico.

CAPITOLO XII: SETTORI STRATEGICI
Agricoltura
Uno dei pi profondi mutamenti strutturali delleconomia verificatosi nel XIX secolo fu la diminuzione del peso
relativo del settore agricolo, ci non vuol dire che lagricoltura cess dessere importante, anzi vero il contrario. Un
incremento della produttivit agricola pu contribuire allo sviluppo economico complessivo in 5 modi potenziali:
1. Il settore agricolo pu sostentare uneccedenza di popolazione in grado di dedicarsi ad occupazioni non agricole;
2. Il settore agricolo pu fornire commestibili e materie prime sufficienti a sostentare la popolazione non agricola;
3. La pop agricola pu rappresentare un mercato per la produzione delle industrie manifatturiere e dei servizi;
4. Attraverso investimenti volontari o limposizione fiscale, il settore agricolo pu fornire capitali da investire al di
fuori dellagricoltura;
5. Attraverso le esportazioni di prodotti agricoli, il settore agricolo pu far affluire la valuta estera indispensabile agli


altri settori per acquistare le quantit necessarie di beni capitale o di materie prime non disponibili in patria.
Allinizio dellOttocento lagricoltura britannica era gi la pi produttiva dEuropa. La popolazione agricola offriva da
tempo uneccedenza che poteva essere utilizzata per attivit non agricole. Analogamente, lagricoltura britannica
soddisfaceva gran parte della domanda nazionale di derrate alimentari e dalcune materie prime, come la lana, lorzo
e il luppolo per lindustria della birra. Nella prima met del XVIII secolo essa aveva prodotto persino un surplus di
cereali per lesportazione. Il periodo tra la met degli anni quaranta e la met dei settanta fu anzi la grande et
dellagricoltura: lagricoltura britannica raggiunse, contemporaneamente allindustria, il suo massimo relativo. I
miglioramenti tecnici fecero aumentare la produttivit in misura addirittura superiore allintroduzione della coltura a
rotazione e delle tecniche a lei associate. La ricchezza prodotta dalla terra contribu in modo considerevole alla
creazione di capitale sociale: canali e strade a pedaggio nel Settecento, ferrovie nellOttocento. Nel complesso
lagricoltura britannica svolse un ruolo di primo piano nellaffermazione dellindustria britannica. Il ruolo
dellagricoltura sul continente fu diverso da quello che essa ebbe in Gran Bretagna e vari da regione a regione. La
riforma agraria fu spesso un presupposto di miglioramenti sostanziali della produttivit. Il movimento delle
recinzioni in Inghilterra pu essere considerato un tipo di riforma agraria. Una riforma fondiaria di tipo differente fu
quella della rivoluzione francese, che abol lancien rgime e conferm ai piccoli proprietari indipendenti il possesso
delle loro piccole fattorie. Riforme simili a quella francese furono imposte in alcuni territori occupati dai francesi,
come il Belgio e la riva sinistra del Reno. Le riforme prussiane dellanno 1870 obbligarono i servi a cedere gran parte
della terra da essi precedentemente coltivata ai vecchi padroni. La Svezia e la Danimarca abolirono il servaggio nelle
seconda met del XVIII secolo. Nella monarchia asburgica Giuseppe II tent negli anni ottanta del XVIII secolo di
alleviare il fardello che gravava sulla classe contadina, con risultati deludenti: la piena emancipazione dovette
attendere la rivoluzione del 1848. In Spagna e in Italia, i tiepidi tentativi di riforma agraria entrarono in collisione con
le necessit finanziarie dei Governi. Gli Stati balcanici, che avevano ereditato il loro assetto fondiario dal periodo di
dominazione turca, non fecero seri tentativi di cambiarlo. La piccola propriet contadina caratterizzava la Serbia e la
Bulgaria. In Grecia e in Romania pur non mancando una classe di piccoli proprietari contadini, esistevano anche
grandi propriet coltivate da fittavoli. La Russia imperiale si distinse per la realizzazione di due tipi molto differenti di
riforma agraria. Lemancipazione dei servi, decretata con riluttanza nel 1861 in seguito alla sconfitta nella guerra di
Crimea, non mut alla base la struttura dellagricoltura russa. Gli ex servi pur essendo stati liberati dai loro padroni,
appartenevano ora alla comune contadina, il mir; per lasciarla erano tenuti a munirsi di uno speciale passaporto, ma
anche in caso di partenza essi erano tenuti al pagamento della loro quota dimposta e di rate di riscatto. In tale
circostanze non pu sorprendere il fatto che la produttivit rimanesse bassa e che si moltiplicassero le agitazioni
contadine. Sullonda della rivoluzione del 1905-06, il Governo abol i residui pagamenti di riscatto e approv la
cosiddetta riforma Stolypin (dal nome del ministro che laveva ideata), che favoriva la propriet privata della terra e
il consolidamento delle strisce in appezzamenti compatti. Questa fece s che la produttivit dellagricoltura russa
cominciasse a crescere; il paese fu per ben presto travolto dalla guerra e dalla rivoluzione.
I risultati conseguiti nella rivoluzione francese sono altrettanto contraddittori e paradossali di quelli dellindustria
francese. Patria classica della piccola propriet contadina, frequentemente accusata di essere orientata alla
sussistenza e tecnicamente arretrata, nondimeno la Francia possedeva anche molte aziende agricole moderne.
Nel 1882, periodo in cui il morcellement (il frazionamento delle propriet) era al culmine. Queste prospere aziende
agricole producevano uneccedenza commerciabile sufficiente a sostentare la crescente popolazione urbana. Inoltre,
nonostante il leggendario attaccamento del contadino francese al suolo, oltre 5 milioni di persone abbandonarono
lagricoltura per altri impieghi. Sembra che una parte dei risparmi accumulati in agricoltura trovasse sbocco in
investimenti industriali, o nella realizzazione dinfrastrutture. Infine, lindustria vinicola era una delle voci principali
delle esportazioni. In Belgio, nei Paesi Bassi e in Svizzera lagricoltura era da tempo orientata al mercato. La


produttivit di questi tre paesi era ai livelli pi alti dEuropa. Una gran variet caratterizzava la condizione
dellagricoltura nei vari stati tedeschi. A sud-ovest erano numerosi i piccoli proprietari contadini sul genere francese.
Lemancipazione dei Servi in Prussia in seguito alleditto del 1807 non caus grandi cambiamenti. Con la crescita
graduale della popolazione e il rapido aumento della domanda di lavoro e la popolazione fu ridistribuita da oriente
ad occidente. La forza lavoro agricola continu a crescere. Lagricoltura contribu in misura considerevole allo
sviluppo economico sia della Danimarca che della Svezia, ma non della Norvegia. In tutti questi paesi il settore
primario assicur sia la quasi totalit dellapprovvigionamento alimentare che laccresciuta disponibilit di
manodopera per altri settori. Il settore primario rappresent inoltre un mercato per lindustria nazionale e contribu,
per lo meno in Svezia, dove le ferrovie furono costruite dallo Stato, allaccumulazione di capitali attraverso
limposizione fiscale. Il modo pi spettacolare in cui i settori primari dei paesi scandinavi contribuirono allo sviluppo
economico nazionale fu comunque attraverso le esportazioni. Ridottosi il commercio davena, la Svezia cominci ad
esportare carne e latticini. Il legname era una voce importante anche per le esportazioni norvegesi superato per
dallindustria della pesca. La Finlandia, sottoposta allo zar di Russia come granducato, viene talvolta accomunata ai
paesi scandinavi. A differenza di questi ultimi, per, essa non registr alcun mutamento strutturale significativo nel
corso del XIX secolo. Rimase un paese prevalentemente agricolo, con unagricoltura poco produttiva e bassi redditi
medi. La voce pi importante nelle sue esportazioni era il legname. La monarchia asburgica era contrassegnata,
come la Germania, da varianti regionali. La popolazione contadina rappresentava un mercato consistente, se non
dinamico, per i tessili ed altri beni di consumo. La met ungherese dellImpero esportava prodotti agricoli, in
particolare frumento e farina. Il fallimento dellImpero nel suo complesso nello sviluppo desportazioni agricole
consistenti pu essere attribuito essenzialmente a due fattori: le difficolt di trasporto e il fatto che il mercato
interno assorbiva gran parte della produzione. La Spagna, il Portogallo e lItalia non beneficiarono nel XIX secolo di
una vera e propria riforma agraria. La popolazione non poteva rappresentare, in tali condizioni, un ricco mercato per
lindustria, n rifornirla di capitali. I piccoli paesi dellEuropa sud-orientale rimasero impantanati, in misura ancora
maggiore rispetto a quelli del Mediterraneo, in una agricoltura arretrata e improduttiva, che non apriva mercati
allindustria n assicurava uneccedenza di generi alimentari, materie prime o lavoro per i mercati urbani. Anche la
Russia imperiale rimaneva, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, a gran prevalenza rurale e agraria. Lagricoltura
svolgeva in Russia un ruolo piuttosto differente. Pur nella sua arretratezza, lagricoltura russa era in grado di
sostentare il popolo russo e di fornire uneccedenza esportabile, fatto che si rivel dimportanza determinante per la
spinta allindustrializzazione. La Russia stava seguendo una traiettoria di sviluppo economico simile a quella percorsa
dalle nazioni dellEuropa occidentale e dagli Stati Uniti. Lagricoltura svolse un ruolo dinamico nel processo d
industrializzazione statunitense e nellascesa degli Stati Uniti; forniva in abbondanza non solo i commestibili e le
materie prime necessari alla popolazione non agricola, ma anche lamaggior parte delle esportazioni statunitensi. Le
colonie meridionali mandavano in Europa tabacco, riso e indaco. Il New England e le colonie centrali scambiavano
pesce, farina ed altri generi commestibili. Nella prima met del XIX secolo il cotone divenne il re delle esportazioni.
Dopo la Guerra Civile, con lapertura per mezzo delle ferrovie delle regioni occidentali oltre il Mississippi e il crollo
dei noli di trasporto transoceanici, mais e frumento divennero le voci pi importanti delle esportazioni. Lagricoltura
americana fu orientata al mercato fin dallinizio; nonostante esistessero casi di produzione domestica, gli agricoltori
americani si rivolsero ben presto ad artigiani rurali e piccole industrie per gli utensili e gli altri manufatti. Prima della
fine del secolo varie ditte di vendite per corrispondenza quali la Sears Roebuck e la Montgomery Ward scoprirono i
vantaggi derivanti dalla fornitura alla popolazione rurale di beni di consumo standardizzati e prodotti in grandi
quantit. Il rapido incremento naturale della popolazione rurale, forn anche la forza lavoro necessaria per gli
impieghi non agricoli. Questa fonte di manodopera fu integrata soprattutto a partire dagli anni ottanta, da emigranti
provenienti dallEuropa. Anche il settore agricolo delleconomia americana contribu in maniera molto positiva alla
trasformazione industriale degli Stati Uniti. Negli Stati Uniti non si verific alcuna riforma agraria di stile europeo;
leconomia agricola benefici tuttavia della straordinaria opera di stimolo rappresentata dal trasferimento del


demanio pubblico. Dopo la guerra rivoluzionaria, il Governo federale ottenne la propriet di gran parte delle regioni
al di l degli Appalachi e lacquisto della Louisiana. Forse in nessun altro paese lagricoltura svolse un ruolo cos vitale
nel processo di industrializzazione quanto in Giappone. Lagricoltura giapponese a dispetto della scarsit di terra
arabile, fu in grado di sostentare la popolazione per gran parte del periodo prebellico e di fornire la maggior parte
delle esportazioni giapponesi. Attraverso la tassa sulla terra del 1873, lagricoltura finanzi la maggior parte delle
spese governative e di conseguenza una parte dellaccumulazione di capitali. Nonostante la loro povert i contadini
giapponesi rappresentavano il mercato pi ampio per lindustria nel loro paese.

Banche e finanza
Il processo di industrializzazione del XIX secolo fu accompagnato da una proliferazione di banche ed altre istituzioni
finanziarie necessarie ad assicurare i servizi finanziari richiesti da un meccanismo economico considerevolmente
cresciuto e sempre pi complesso. Tra le possibili forme di interazione tra settore finanziario ed altri settori
delleconomia che richiedono i servizi, si possono isolare 3 casi fondamentali:
-quello in cui il settore finanziario svolge un ruolo positivo, propizio alla crescita;
-quello in cui esso fondamentalmente neutrale o meramente permissivo;
-quello in cui un sistema finanziario inadeguato limita od ostacola lo sviluppo industriale e commerciale.

Allinizio del XIX secolo la Banca dInghilterra era ancora in possesso del suo monopolio nel settore delle banche a
capitale azionario. Dopo una crisi particolarmente grave, il Parlamento emend la legge per permettere ad altre
banche di adottare la forma di societ per azioni purch non emettessero cartamoneta; pochi anni dopo il
Parlamento approv il Bank Act del 1844, che modell la struttura del sistema bancario britannico fino alla Prima
Guerra Mondiale e oltre. In base alla legge sulle banche del 1844 la Banca dInghilterra cedeva il suo monopolio
come banca a capitale azionario in cambio del monopolio dellemissione di cartamoneta, divenne per sempre di pi
la banca delle banche, e alla fine del secolo aveva assunto tutte le funzioni di una banca centrale. Accanto alla Banca
dInghilterra, il sistema bancario britannico prevedeva una serie di banche commerciali a capitale azionario che
accettavano depositi dal pubblico e prestavano denaro a imprese commerciali, generalmente a breve termine. Il
numero di queste banche crebbe rapidamente, sia a Londra che nellintero paese. Altra caratteristica del sistema
bancario britannico era lesistenza a Londra di banche di affari private. Con la loro attivit di basso profilo, queste
imprese private si dedicavano soprattutto a finanziare gli scambi internazionali e al commercio di valuta.
Questistituzione era specializzata quasi esclusivamente in investimenti esteri, e lasciava alle borse principali la
funzione di raccogliere capitali per le imprese nazionali. La Gran Bretagna possedeva molte altre istituzioni
finanziarie: casse di risparmio, societ di finanziamento per lacquisto o la costruzione di abitazioni, societ di mutuo
soccorso e cos via. Il sistema bancario francese era dominato, come quello inglese, da un istituto di ispirazione
politica i cui affari si svolgevano soprattutto col Governo, vale a dire la Banca di Francia. Creata da Napoleone nel
1800, essa acquist ben presto il monopolio dellemissione di cartamoneta ed altri speciali privilegi. Per un breve
periodo sotto Napoleone, essa ebbe un certo numero di filiali in citt di provincia, essa divenne la Banca di Parigi.
Fino al 1848 la Francia non possedette altre banche a capitale azionario e niente che equivalesse alle banche di
provincia inglesi. Il suo sistema bancario era in effetti meno sviluppato del necessario, in quanto i notai principali che
svolgevano alcune funzioni di intermediazione non potevano supplire alla carenza di banche. Diversi imprenditori
diedero vita a Parigi negli anni 30 e 40 a banche in commandite. La Francia aveva comunque, nella prima met del


XIX secolo, unaltra importante istituzione finanziaria, la haute banque parisienne, banche daffari simili a quelle
londinesi, tra cui spiccava la De Rothschild frres, fondata da James de Rothschild, figlio di un ebreo di corte tedesco
del XVIII secolo. Aveva fondato in epoca napoleonica filiali della banca di famiglia, oltre che a Londra e a Parigi, anche
a Francoforte, Vienna e Napoli. Come a Londra, la principale attivit di queste banche private erano il finanziamento
degli scambi internazionali e il commercio di valuta e lingotti, ma dopo le guerre napoleoniche cominciarono a
sottoscrivere prestiti governativi ed altre obbligazioni, quali i titoli delle societ costruttrici di canali e ferrovie. Dopo
il colpo di stato del 1851 e la proclamazione del Secondo impero lanno seguente, Napoleone III cerc di ridurre la
dipendenza del governo dai Rothschild e dagli altri esponenti della haute banque con la creazione di nuovi istituti
finanziari. Trov volenterosi collaboratori nelle persone dei fratelli Emile e Isaac Pereire, con la benedizione
dellImperatore essi fondarono nel 1852 la Socit gnrale de crdit fondier, un istituto di credito fondiario, e la
Socit gnrale de crdit mobilier, una banca dinvestimento specializzata nel finanziamento di costruzioni
ferroviarie. In seguito il Governo autorizz la costituzione di altre banche a capitale azionario. Il sistema bancario
francese della prima met del XIX secolo non riusc a realizzare tutto il suo potenziale di stimolo dello sviluppo
economico; nella seconda met del secolo il suo carattere fu un po pi intraprendente ma senza eguagliare quello
belga o quello tedesco.
Laspetto distintivo del sistema finanziario tedesco, fu la banca universale o mista per azioni, impegnata sia in
attivit di credito commerciale a breve termine che in investimenti a lungo termine o in attivit bancarie di
promozione. Chiamate Kreditbanken: esse ripresero ed estesero le iniziative promotrici dei banchieri privati. Il primo
esempio consapevole del nuovo tipo di banca fu la Bank fur Handel. I suoi promotori avevano progettato di stabilirsi
in quella citt ma avevano ricevuto il rifiuto del Governo. In seguito avevano provato nellimportante centro
finanziario di Francoforte, ma erano stati respinti anche dal Senato della citt libera, dominato da potenti banchieri
privati locali. Il Governo del Granducato si rivel pi disposto a cooperare. La nuova banca segu il modello del Crdit
mobilier. Di fronte al rifiuto del Governo prussiano di autorizzare statuti di societ per azioni per le banche, alcuni
ambiziosi promotori ricorsero alla societ simile alla francese societ in accomandita, che non richiedeva
lautorizzazione da parte del Governo. Ne nacquero parecchie nel corso degli anni 50 e 60. La legge e leuforia
indotta dalla vittoria prussiana sulla Francia nel 1870 port alla fondazione di oltre 100 nuove Kreditbanken. La
depressione che segu ne elimin la maggior parte, le pi deboli e quelle pi orientate alla speculazione; poi un
processo di concentrazione e fusione, simile a quello che si verific in Gran Bretagna, port una decina di banche
ognuna con una rete di filiali ed affiliate. Le pi famose furono le banche-D, ciascuna con un capitale superiore ai
100 milioni di marchi e con sede a Berlino. Esse non solo provvidero alle necessit dellindustria tedesca, ma
facilitarono lallargamento del commercio estero tedesco fornendo credito agli esportatori e ai commercianti
stranieri. La struttura finanziaria tedesca fu completata da unaltra importante innovazione istituzionale, la
Reichsbank. Anchessa fu in parte una conseguenza della vittoria prussiana sulla Francia e dellenorme indennit che
questa frutt ed era una semplice trasformazione della Banca di Stato prussiana, godeva del monopolio
dellemissione di cartamoneta e agiva come banca centrale. Lo sviluppo del sistema bancario tedesco nella seconda
met dellOttocento fu una delle pi straordinarie concomitanze del rapido processo di industrializzazione, furono
molteplici gli elementi che contribuirono allaffermazione dellindustria tedesca, e quello stesso successo contribu a
sua volta al successo e alla prosperit del sistema bancario. Allinizio del XX secolo il sistema bancario tedesco era
probabilmente il pi potente al mondo.
Negli Stati Uniti il sistema bancario ebbe nel XIX secolo una evoluzione variegata. Nei primi anni della repubblica il
conflitto tra hamiltoniani, che propugnavano un ruolo forte del governo federale, e i jeffersoniani, che preferivano
lasciare le scelte politiche ai singoli Stati, si riflesse in modo evidente nella storia del sistema bancario.
Ebbero dapprima la meglio i federali, che strapparono al Congresso lo statuto della prima banca degli Stati Uniti;
alla scadenza della statuto, per i sostenitori dei diritti degli Stati e delle banche statali, gi numerosi e sospettosi di


istituti di maggiori dimensioni, ne impedirono il rinnovo. Una seconda Banca degli Stati Uniti dovette sopportare la
stessa sorte. Negli Stati Uniti alcuni stati ammettevano una libera attivit bancaria, altri gestivano banche di
propriet statale, altri ancora cercarono di proibire del tutto le banche. Durante la Guerra Civile il Congresso istitu il
National Banking System, che permetteva lesistenza di banche federali a fianco delle banche statali. La concorrenza
era sleale, in quanto il Congresso aveva imposto una tassa discriminatoria sullemissione di banconote da parte delle
banche statali, cosa che costrinse molte di esse a trasformarsi in banche nazionali. Sia il sistema bancario statale che
quello federale subivano le conseguenze negative delleccessivo rigore delle leggi e dei regolamenti. Listituzione di
filiali era generalmente proibita. Le banche non potevano occuparsi di finanza internazionale, ci significava che
lingente volume di importazioni ed esportazioni del paese era finanziato dallEuropa e dal numero relativamente
modesto di banche daffari private, che non erano ostacolate dalle restrizioni che colpivano le banche a capitale
azionario. Alcuni ritenevano inoltre che lassenza di una banca centrale esponesse maggiormente il paese al panico
finanziario e alle depressioni che si verificavano con periodicit. Per porre rimedio a questo problema, nel 1913 il
Congresso istitu il Federal Reserve System che allegger le banche nazionali del compito di emettere banconote e
diede loro la libert di occuparsi di finanza internazionale.

Il ruolo dello Stato
Il mito del laissez-faire significa che lo Stato oltre a promulgare e a far rispettare le leggi penali, si astiene da ogni
interferenza nelleconomia, secondo il concetto marxista il Governo agisce da comitato esecutivo della classe
dominante, la borghesia. La funzione fondamentale del Governo nella sfera economica la determinazione del
contesto legale delliniziativa economica. La tipologia dintervento dello Stato nelleconomia comprende le attivit di
promozione non immediatamente produttive. Esse includono i dazi, le esenzioni fiscali, i rimborsi e i sussidi, nonch i
provvedimenti di apertura di uffici turistici e di immigrazione, non tutte le attivit che ricadono in questa categoria
sono necessariamente favorevoli alla crescita. Simili sono le funzioni di regolamentazione, che vanno dai
provvedimenti volti a proteggere la salute e la sicurezza di specifici gruppi di lavoratori, al controllo dettagliato dei
prezzi, dei salari, della produzione. Lo scopo di queste norme pu essere quello di favorire la crescita, ma pi spesso
lobiettivo non in rapporto con la crescita, e lintenzione di eliminare le ingiustizie e lo sfruttamento, in
questultimo caso leffetto pu essere quello di ritardare la crescita. Lo Stato si pu impegnare in attivit
direttamente produttive, che possono andare da iniziative benevoli come la fornitura di servizi educativi
allassunzione totale da parte dello stato della propriet e del controllo di tutte le risorse produttive. La Gran
Bretagna considerata la patria del laissez-faire, o del minimo intervento dello Stato nelleconomia. Il peso del
settore pubblico nel Regno Unito era probabilmente rappresentativo dellintera Europa. La maggioranza delle
persone d per scontato che una delle funzioni dello stato sia quello di consegnare la posta. Prima del XIX secolo il
servizio postale privato era coesistito con un servizio pubblico incompetente e inefficiente. Il servizio postale
moderno ebbe inizio nel 1840, quando il direttore generale delle poste del Regno Unito introdusse il servizio postale
prepagato con la tariffa unica di un penny. In pochi anni sistemi simili furono adottati dalla maggioranza delle nazioni
occidentali. Gran parte dei paesi continentali segu lesempio britannico, mentre negli Stati Uniti sia il telegrafo che il
telefono furono lasciati alliniziativa privata. Un esempio del tutto insolito di impresa privata fu la Compagnia delle
Indie orientali. Fondata nel XVII secolo come societ esclusivamente commerciale, allinizio dellOttocento era
divenuta padrona dellIndia, uno stato nello stato. Dopo la rivolta dei sepoys del 1857, lopinione pubblica divenne
consapevole di questanomalia e pretese lo scioglimento della Compagnia. In nessun settore la Gran Bretagna era in
maggior ritardo rispetto agli altri paesi occidentali che nel pubblico sostegno allistruzione. La Scozia, invece,
possedeva quattro antiche Universit aperte a tutti i richiedenti diplomati.
I paesi del continente avevano per la maggior parte una lunga tradizione di paternalismo statale o tatisme. In


diversi di essi lo Stato era proprietario di foreste, miniere e persino di imprese industriali, i francesi avevano le loro
manufactures royales che fabbricavano porcellana, cristalli, tappezzerie. Nel XVIII secolo i Governi incoraggiarono i
tentativi di appropriarsi della tecnologia britannica con lo spionaggio o con altri mezzi. Un esempio ancora pi
vistoso quello offerto dallindustria estrattiva della Ruhr. In Prussia, come in Francia e in diversi altri paesi, lattivit
estrattiva, persino nelle miniere private, doveva essere svolta sotto la supervisione di ingegneri del Regio Corpo delle
miniere. Questa modalit era definita principio di direzione e si dimostr sufficiente nella Ruhr fin quando lattivit
estrattiva rimase confinata ai giacimenti relativamente superficiali della valle della Ruhr. Le nuove miniere
richiedevano capitali maggiori per i pozzi pi profondi, le pompe a vapore e altre attrezzature estrattive. Le societ
minerarie, amministrate in qualche caso da imprenditori francesi, belgi e britannici, intrapresero una lunga logorante
battaglia con le autorit prussiane, che ebbe finalmente termine nel 1865 con lintroduzione del principio di
ispezione in base al quale gli ingegneri statali si limitavano ad ispezionare le miniere per motivi di sicurezza. Il rapido
sviluppo della tecnologia dei trasporti comport il coinvolgimento di tutti i governi. I britannici, fedeli alla loro
tradizione di minima ingerenza, fecero il meno possibile, lasciando la promozione, la costruzione e la maggior parte
dei dettagli gestionali alliniziativa privata. Negli altri paesi i Governi mostrarono un interesse molto maggiore per le
ferrovie. Negli anni 30 del XIX secolo lo Stato belga intraprese la costruzione e la conduzione per proprio conto di
una rete ferroviaria di base. Dopo il suo completamento, esso permise a societ private di costruire delle
diramazioni. La politica ferroviaria dellImpero austro-ungarico oscill, come quella russa, da una tendenza iniziale
favorevole alla propriet e alla gestione statali si pass ad una preferenza per le societ private. Se lOttocento
sembra un secolo in cui lo Stato fu meno invadente che nei secoli precedenti, ci non significa che esso non svolse
alcun ruolo.

CAPITOLO XIII: PANORAMA DELLECONOMIA MONDIALE NEL VENTESIMO SECOLO
Leconomia del XX secolo, assunse dimensioni enormi e senza precedenti, influenti in maniera particolare sulla
dinamica della popolazione.

Popolazione
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si assistette ad una crescita demografica, pi lenta in Europa e pi dinamica
nel resto del mondo. Tale fenomeno fu in parte da attribuire alla diminuzione del tasso di mortalit. Una delle
conseguenze della diminuzione del tasso di mortalit, da attribuirsi al rapido incremento della durata media della
vita. La speranza di vita cresce laddove vi sono redditi medi elevati, la popolazione meglio nutrita, e gode di una
migliore assistenza medica di quella appartenente a paesi con redditi sensibilmente inferiori. Secondo Foegel, nel XX
secolo, stata importante la stretta correlazione tra la diminuita mortalit infantile, il maggior input di lavoro e la
crescita del prodotto procapite. Nel corso del XX secolo continu quel processo di urbanizzazione del XIX secolo
dellEuropa. Al contrario, nei paesi del terzo mondo, la produttivit ed i redditi furono alquanto bassi, e la
disoccupazione dilagava su pi fronti. La repentina crescita ha sottoposto paesi come quelli dellAmerica Latina,
dellAsia e dellAfrica, a pressioni non tollerabili. La crescita delle citt stata in primo luogo determinata
dallemigrazione interna, come la popolazione in pi delle zone rurali e delle citt di provincia che inseguiva le pi
ampie opportunit delle citt. Si associa a questi fattori, lemigrazione internazionale, motivata ancor di pi nel XX
secolo per loppressione politica in conseguenza di guerre e rivoluzioni. Nel XIX secolo lEuropa dopo aver visto il suo


spopolamento, vide uninversione di tendenza nel XX secolo. Poich essa divenne lasilo per rifugiati politici ed una
terra di opportunit per le masse impoverite dellEuropa mediterranea, del Nord Africa e di parte del Medio Oriente.
Il fenomeno dellimmigrazione in Europa, inizi nel 1914, sui postumi della rivoluzione russa, che vide molti sudditi
dello Zar recarsi in Francia anzich rimanere sotto il regime sovietico. Il fenomeno aument a dismisura dopo la
Seconda Guerra Mondiale e con la ridefinizione dei confini orientali. Limmigrazione in Germania provoc
inizialmente un periodo difficile, ma con limprovvisa crescita economica, risult una benedizione per la mancanza di
manodopera. Una diversa corrente migratoria fu quella degli ebrei europei, ed in seguito del resto del mondo:
durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa delle atrocit dellolocausto, gli ebrei cercarono rifugio presso i
britannici che prima si opposero e poi, dopo la proclamazione del 1948 dello Stato di Israele, permisero lentrata nel
paese a milioni di ebrei.

Risorse
La crescita demografica del XX secolo provoc una pressione sulle risorse mondiali. Nonostante ci leconomia
mondiale rispose bene ai bisogni. Tale positivit fu anche da attribuirsi allintegrazione nelleconomia tra scienza e
tecnologia dalla quale scaturirono nuovi modi per incrementare i raccolti, linvenzione di nuove tecniche per
accrescere le disponibilit di minerali, nuovi impieghi per le risorse esistenti. Uno dei fattori di sviluppo si ebbe grazie
al cambiamento delle fonti di energia primaria. Infatti nel XX secolo si ebbe la sostituzione del carbone col petrolio
ed il gas naturale. E cos il petrolio inizi ad acquisire un grande significato geopolitico. Infatti i suoi giacimenti erano
disseminati nel mondo. LEuropa nonostante la sua abbondanza di carbone, possedeva riserve di petrolio inferiore
rispetto a qualsiasi massa continentale. Lestrazione di petrolio negli USA era gi una pratica avviata ma solo dopo il
1950 questo Stato divenne un importatore di questo materiale. La maggiore produzione di petrolio oggi
concentrata nel Medio Oriente, nei paesi circostanti il Golfo Persico ed in Russia.

Tecnologia
Il mutamento tecnologico ottocentesco continu nel XX secolo, assumendo un ritmo incalzante ed influenzando la
vita anche di chi della tecnologia ne era del tutto ignaro. In realt, le scoperte tecnologiche, permisero alluomo di
adattare lambiente alle loro esigenze. Un esempio di sviluppo tecnologico si pu vedere nel campo dei trasporti,
dove ci fu il passaggio dalla locomotiva a vapore e lo sviluppo delle automobili fino alla costruzione di razzi.
La tecnologia diede il suo contributo anche alle comunicazioni con il telegrafo che fu sostituito poi in seguito dal
telefono; il presidente Hoover nel 1931 fece la prima telefonata transoceanica.
Nel corso del XX secolo si avuta la scoperta di nuovi materiali, tra cui le materie plastiche ricavate dal petrolio e da
altri idrocarburi, che hanno sostituito il legno, la ceramica e la carta in migliaia di impieghi, che vanno dai recipienti a
basso peso, ai trapani ad alta velocit..
La possibilit della scienza e della tecnologia di crescere rapidamente dipende da un gran numero di sviluppi
accessori alcuni dei quali derivanti dal progresso della scienza stessa. Si evince da ci limportanza della ricerca
scientifica e dei modi in cui viene finanziata. Infatti la ricerca scientifica fu finanziata in gran parte solo dai Governi
poich essa non dava prospettive di guadagno immediate. Altra peculiarit del progresso scientifico e tecnico la
presenza di una adeguata forza lavoro istruita o brainpower. Da qui limportanza dellistruzione, ulteriore elemento,


oltre al reddito, di distinzione tra il popolo. Il XX secolo era lepoca in cui non bastava pi saper leggere scrivere e
quindi avere un buon grado di istruzione ma era importante la specializzazione universitaria. Da qui il proliferare di
istituti di studi avanzati e di ricerca finanziati da organismi privati e dal settore pubblico.
Nel XX secolo di notevole interesse furono inoltre le nuove fonti di energia (petrolio e gas naturale) e la loro
applicazione allautomobile e allaeroplano. Nel 1913 Ford introdusse il principio della produzione di massa delle
automobili, facendo di essa il simbolo dello sviluppo economico del XX secolo. Infatti, come nellOttocento lo
sviluppo della locomotiva port i suoi effetti indirettamente sulle altre industrie - produttrici di rotaie, binari ecc. -
cos nel XX secolo lindustria automobilistica port effetti benefici sia sulloccupazione sia ad altri settori come quello
del cemento per la costruzione di strade. Il Giappone vide la sua fortuna nel mercato dellesportazione di automobili.
Altro settore in crescita era lindustria di aeroplani che nel 1913 port i fratelli Wright al primo volo su una spiaggia
del North Carolina. I primi utilizzi furono in campo militare ma successivamente gli aerei furono utilizzati per il
trasporto di posta ed ancora dopo di passeggeri.
Ma lapplicazione pi sensazionale della scienza si avuta nel volo umano nello spazio che inizi nel 1957,
culminando il 20 luglio 1969 quando Neil Amstrong ed Edwin Aldrin calcarono per la prima volta il suolo lunare.

Istituzioni
Alla fine del XX secolo, la struttura istituzionale delleconomia mondiale, era molto differente da quella di inizio
secolo poich influenzata dai mutamenti demografici, tecnologici e dallimpiego diverso delle risorse. Le principali
innovazioni si ebbero nelle relazioni internazionali, nelle istituzioni nazionali e allinterno dei singoli paesi: quali il
ruolo dello Stato e dellistruzione, la natura e la dimensione dellimpresa.

Relazioni Internazionali
Fino al 1914 leconomia mondiale era nelle mani dellEuropa e degli USA i quali erano responsabili di oltre la met
della produzione e del commercio internazionale. La radice di questa struttura fu alterata dalla Prima Guerra
Mondiale e dalle concomitanti rivoluzioni russe del 1917. Infatti le principali conseguenze di tali fatti portarono alla
scomparsa della Russia zarista ed alla contestuale formazione dellUnione Sovietica con una forma di organizzazione
economica, la scomparsa dellImpero asburgico nellEuropa centro orientale e la seguente formazione di Stati
nazionali nuovi ed ampliati con economie depauperate ed in competizione. Inoltre la Germania perse parte
consistente del proprio territorio e della propria popolazione. LEuropa vide quindi diminuire la sua quota del
commercio e della produzione mondiale, a vantaggio di USA, dei dominions britannici e del Giappone. Gli anni venti
e trenta videro in Italia, in Germania ed in diversi altri paesi laffermazione di dittature fasciste.
Il Giappone estese un piccolo impero probellico e si trasform in una rilevante potenza economica. Ci fu frutto della
sua partecipazione alla Prima Guerra Mondiale e del loro desiderio di strappare alla Germania i possedimenti nel
Pacifico e le concessioni in Cina. Questo inizi nel 1931 con loccupazione della Manciuria.
La Seconda Guerra Mondiale port la perdita dellegemonia politica ed economica dellEuropa, con la conseguente
divisione dei paesi democratici dellEuropa occidentale legati politicamente ed economicamente agli USA, e quelli
dellEuropa orientale dominata dai Sovietici. In definitiva si assistito ad un processo di decolonizzazione e creazione
di nuovi Stati, combinato con tentativi di modernizzazione e di conseguimento di uno sviluppo economico sostenuto,


messo in atto anche da paesi del Terzo Mondo (ad es. lAmerica Latina), introducendo un elemento nuovo nelle
relazioni economiche internazionali. Da qui numerose nuove organizzazioni internazionali sono state istituite per
facilitare un dialogo costruttivo e per scongiurare aperte ostilit. Alcune di queste risalgono al XIX secolo: quali la
Croce Rossa internazionale del 1864, lUnione postale Universale nel 1874; ma il XX secolo che ha visto la
formazione di tutta una serie di organizzazioni, talvolta anche superflue, ma che hanno influenzato in maniera
incisiva, landamento delleconomia mondiale. Tra queste la Societ delle Nazioni, scaturente dal trattato di
Versailles nel 1919 ad opera di Woodrow Wilson, con lo scopo del mantenimento della pace mondiale, che a causa
della mancata ratifica da parte degli USA decadde. Ad essa successe lOrganizzazione delle Nazioni Unite con una
storia leggermente pi fortunata e con scopi economici affini. Da essa nacquero poi lOrganizzazione Europea per la
cooperazione economica e lUnione Europea.

Il ruolo del potere pubblico
Il potere pubblico nelleconomia crebbe enormemente nel corso del XX secolo. Tale fatto affonda le sue origini nel
XVII secolo dove i monarchi assoluti tentarono di piegare leconomia ai propri voleri senza per buoni risultati. Nel
XIX secolo invece i Governi limitarono la loro partecipazione alleconomia, fino al XX secolo quando, in parte per
necessit finanziarie legate alla Seconda Guerra Mondiale, lo Stato ha avuto un ruolo preponderante nel risanare
leconomia. Le attivit direttamente produttive furono intraprese da o per conto dello Stato ed i trasferimenti, ossia
la redistribuzione del reddito, per mezzo dellimposizione fiscale. Infatti nel XX secolo le aziende statali divennero
molto comuni. Gi il tedesco Bismarck nel XIX secolo aveva introdotto lassicurazione dei lavoratori ed un sistema
pensionistico per i disabili, e da qui limitazione di altri paesi e la formazione di stati assistenziali.

Forme dimpresa
Agli inizi del XX secolo, solo le grandi imprese avevano la struttura di S.p.A., mentre le attivit di piccole dimensione
assumevano carattere familiare. Ma la tendenza di lungo termine, favoriva la forma di S.p.A., soprattutto con la
formazione delle holding companies la cui attivit consisteva nel possedimento di altre imprese. Luso di forme
organizzative fu poi utilizzato per fini fiscali, anche da liberi professionisti come medici ed avvocati. La
sperimentazione di tali organizzazioni ebbe inizio nel XIX secolo negli USA, ma poi trovarono spazio nel XX secolo in
Europa. Ci permetteva alle imprese di competere con un altro sviluppo tipicamente americano, cio le
multinazionali.

Organizzazioni sindacali
Nel XX secolo le organizzazioni dei lavoratori detenevano un potere considerevole nel mercato del lavoro soprattutto
in Gzran Bretagna ed in Germania. A cavallo delle due guerre mondiali, si assistette ad un aumento delle iscrizione
alle organizzazioni sindacali, con una conseguenza positiva sullo sviluppo di questultimi. Sia negli USA che in Europa
ci fu una crescita delle iscrizioni, con la differenza per che in Europa le organizzazioni sindacali ebbero una
identificazione politica. Ad esempio in Gran Bretagna il sindacato sostenne il partito laburista fino al 1945, fino a
quando cio alcune aziende non furono messe sotto il controllo socialista per la vittoria politica di Winston Churchill,
durante la cui politica ci fu lintroduzione di una corrente conservatrice e la successiva nascita del partito


socialdemocratico. In Germania questultimo fu preminente fino allavvento del nazismo che abol sia i partiti politici
che i sindacati. La disciplina del lavoro fu mantenuta attraverso il Fondo Del Lavoro, guidato da membri nazisti. In
Italia e in Unione Sovietica, si ebbero sviluppi analoghi con la differenza che in Unione Sovietica questi erano
utilizzati per inculcare la disciplina lavorativa e di partito.

CAPITOLO XIV: DISINTEGRAZIONE DELLECONOMIA INTERNAZIONALE (5.5)

Conseguenze economiche della Prima Guerra Mondiale
Prima di divenire nota come guerra mondiale e in seguito come Prima Guerra Mondiale la guerra del 1914-18 fu nota
come Grande Guerra. La sua distruttivit concentrata super quella di qualunque altro avvenimento della storia fino
alle massicce incursioni aeree e alle bombe atomiche della Seconda Guerra Mondiale. Gran parte dei danni furono
subiti dalla Francia settentrionale, dal Belgio, da una piccola area nellItalia nord orientale e dai campi di battaglia
dellEuropa orientale. Non compresa la mancata produzione dalla carenza di manodopera e di materie prime per
lindustria, dalleccessivo deprezzamento ed esaurimento degli impianti e delle attrezzature industriali prive di
adeguata manutenzione. Ancora pi nocive per leconomia furono linterruzione e la disorganizzazione delle normali
relazioni economiche i cui effetti non cessarono con la fine delle ostilit ma continuarono, ad esempio con la
riscossione di pedaggi nel periodo tra le due guerre. Nonostante alcune restrizioni, il grosso dellattivit economica
sia nazionale che internazionale era regolata dal libero mercato. Durante la guerra i Governi imposero controlli
diretti sui prezzi, sulla produzione e sulla distribuzione della forza lavoro: questi stimolarono taluni settori
delleconomia limitandone degli altri. Un problema ancora pi serio deriv dallo sconvolgimento del commercio
estero e dalle forme di guerra economica cui fecero ricorso i paesi in guerra, in particolare Gran Bretagna e
Germania. Prima della guerra Gran Bretagna, Germania, Francia e Stati Uniti, allavanguardia tra i paesi industriali e
commerciali, erano anche i migliori clienti e fornitori reciproci. Gli scambi commerciali tra la Germania e gli altri
naturalmente si interruppero subito, mentre gli Stati Uniti, si sforzarono di mantenere relazioni normali. La Gran
Bretagna, forte del suo dominio dei mari, impose immediatamente un blocco dei porti tedeschi. La flotta britannica
non si limitava a sbarrare i mari alle navi tedesche, ma perseguitava il naviglio neutrale confiscandone il carico. Ci
provoc degli attriti con gli Stati Uniti, che furono per controbilanciati dai provvedimenti presi dai tedeschi. Incapaci
di attaccare frontalmente la flotta britannica i Tedeschi fecero ricorso ai sommergibili nel tentativo di arrestare
lafflusso in Gran Bretagna di rifornimenti dallestero. I sommergibili evitavano il pi possibile la flotta britannica.
Laffondamento nel 1915 del transatlantico britannico Lusitania, provoc una vibrata protesta da parte statunitense.
Per qualche tempo lalto comando tedesco moder la propria politica, ma nel gennaio del 1917 diede il via ad una
guerra sottomarina illimitata. Questo fu uno dei motivi principali dellentrata dellAmerica in guerra. La perdita dei
mercati esteri rivel effetti ancora pi durevoli nel tempo. La Germania era completamente tagliata fuori dai mercati
doltremare. Persino la Gran Bretagna, forte del suo controllo dei mari e di una grande flotta mercantile, fu costretta
a dirottare risorse dagli impieghi normali alla produzione bellica. Molti paesi doltreoceano decisero di fabbricare in
proprio o acquistare da paesi extraeuropei le merci che in precedenza avevano acquistato in Europa. Gli Stati Uniti e
il Giappone conquistarono mercati considerati riserva esclusiva delle manifatture europee; i primi inoltre
aumentarono le esportazioni verso gli Alleati e i paesi europei neutrali. La guerra sconvolse anche lequilibrio
dellagricoltura mondiale, determinando un notevole aumento della domanda di generi alimentari e materie prime
in unepoca in cui alcune regioni non producevano o erano tagliate fuori dai mercati. Gli agricoltori americani
aumentarono la superficie coltivata a frumento acquistando nuove terre a prezzi gonfiati dallinflazione bellica,


quando i prezzi cominciarono a scendere molti si trovarono nellimpossibilit di estinguere le ipoteche e fallirono.
Oltre a perdere i mercati esteri, i paesi belligeranti europei subirono unulteriore emorragia di entrate nel settore
delle spedizioni marittime e dei servizi. Loffensiva sottomarina tedesca caus pesanti perdite alla flotta mercantile
britannica, mentre gli Stati Uniti, in virt di un programma bellico di costruzioni navali finanziato dal Governo, si
affermarono per la prima volta dalla guerra civile americana come un temibile concorrente. Unaltra grave perdita
causata dalla guerra fu quella dei profitti derivanti dagli investimenti allestero. Prima della guerra la Gran Bretagna,
la Francia e la Germania erano i pi importanti investitori. La Gran Bretagna e la Francia furono costretti a cedere
parte dei loro investimenti esteri per finanziare lacquisto urgente di materiale bellico. Gli investimenti tedeschi nei
paesi belligeranti furono confiscati durante la guerra, e successivamente liquidati a titolo di riparazione. Gli Stati
Uniti, da paese debitore netto si trasformarono in creditore netto in conseguenza del rapido aumento delleccedenza
delle esportazioni e degli ingenti prestiti concessi agli Alleati. Le pressioni finanziarie della guerra costrinsero tutti i
paesi coinvolti, ad eccezione degli Stati Uniti, ad abbandonare il gold standard. Tutti i paesi in guerra dovettero far
ricorso a ingenti prestiti e allemissione di cartamoneta per finanziare le operazioni belliche. Ci determin una
lievitazione dei prezzi anche se non tutti nella stessa proporzione. La grande disparit nei prezzi, rese pi difficile la
ripresa del commercio internazionale ed ebbe anche gravi ripercussioni sul piano sociale e politico.

Conseguenze economiche della pace
La pace di Parigi invece di tentare di risolvere i gravi problemi economici causati dalla guerra fin in realt per
inasprirli. I pacificatori non volevano che accadesse questo: lerrore fu che semplicemente non tennero conto delle
realt economiche. Dai trattati di pace emersero due grandi categorie di difficolt economiche: la crescita del
nazionalismo economico e i problemi monetari e finanziari. I singoli trattati presero il nome dei sobborghi di Parigi in
cui vennero firmati. Il pi importante fu il trattato di Versailles con la Germania. Questa dovette cedere la marina da
guerra, grosse quantit di armi e munizioni, la maggior parte della flotta mercantile, dovette inoltre accettare
limitazioni alle proprie forze armate. Keynes, consigliere economico della delegazione britannica alla conferenza
della pace, rimase talmente amareggiato da presentare le dimissioni dallincarico per dedicarsi alla stesura di un libro
di grande successo commerciale, Le conseguenze economiche della pace, in cui prevedeva conseguenze disastrose
non solo per la Germania ma per tutta lEuropa. Lo smembramento dellImpero austro-ungarico nelle ultime
settimane di guerra provoc la nascita di due nuovi stati, lAustria e lUngheria, entrambi con una superficie ridotta
di quella delle vecchie regioni. Altri due nuovi stati-nazione furono la Cecoslovacchia e la Polonia. Lex-Impero
austro-ungarico aveva adempiuto ad una preziosa funzione economica permettendo lesistenza di una larga area di
libero scambio nel bacino del Danubio; i nuovi Stati erano gelosi luno dellaltro e timorosi del dominio delle grandi
potenze. Essi perci affermarono il proprio carattere nazionale nella sfera economica ponendosi lobiettivo
dellautosufficienza. Durante la guerra civile la Russia scomparve di punto in bianco dalleconomia internazionale. In
occidente, paesi che precedentemente avevano dipeso in misura notevole dal commercio internazionale
introdussero una variet di restrizioni, che compresero non solo tariffe protezionistiche ma anche misure pi
drastiche quali divieti di importazione. Contemporaneamente essi cercarono di stimolare le esportazioni per mezzo
di sussidi. La Gran Bretagna durante la guerra aveva imposto nuovi dazi come strumento della finanza di guerra e per
risparmiare spazio sulle navi. I dazi anche dopo la guerra rimasero dapprima su base temporanea, poi come
politica protezionistica ufficiale. Gli Stati Uniti, che gi prima della guerra avevano dazi relativamente elevati, li
portarono alla fine delle ostilit a livelli mai visti. Il Fordney McCumber Tariff Act del 1922 introdusse i dazi pi
elevati della storia tariffaria statunitense. Le conseguenze nefaste di questo neomercantilismo non si limitarono
allapplicazione immediata delle leggi in questione. Ogni nuova misura restrittiva provocava la ritorsione di altre
nazioni i cui interessi venivano pregiudicati. I disordini monetari e finanziari provocati dalla guerra e aggravati dai
trattati di pace condussero col tempo ad un completo collasso delleconomia internazionale. Al cuore di questi


disordini era il problema delle riparazioni (pagamento di somme da parte dei vinti), ma il nodo delle riparazioni era
in realt un problema complesso che coinvolgeva i debiti di guerra e lintero meccanismo della finanza
internazionale. La Gran Bretagna era stata fino al 1917 la maggiore finanziatrice dello sforzo bellico alleato. Tra gli
alleati europei i prestiti erano solamente nominali: infatti si aspettavano di poterli cancellare alla fine della guerra. La
Francia e la Gran Bretagna pretesero che la Germania pagasse non solo i danni arrecati ai civili ma anche il costo
sopportato dai Governi alleati per la prosecuzione della guerra. I Francesi volevano che gli Stati Uniti cancellassero i
debiti di guerra ma nello stesso tempo insistevano sulle riparazioni. Lloyd George, il primo ministro britannico
sugger di cancellare sia le riparazioni che i debiti di guerra, ma gli Americani rifiutarono di ammettere un qualsiasi
rapporto tra le due cose. La possibilit della Germania di pagare le riparazioni dipendeva in definitiva dalla sua
capacit di esportare pi di quanto importava, in modo da riuscire ad ottenere la valuta estera o loro necessari per
effettuare pagamenti. Le restrizioni economiche imposte dagli Alleati, insieme con la debolezza interna della
repubblica di Weimar, resero tuttavia impossibile per il Governo tedesco ricavare un surplus sufficiente per i
pagamenti annuali. Nel gennaio del 1923 truppe francesi e belghe occuparono la Ruhr, assunsero il controllo delle
miniere di carbone e delle ferrovie e tentarono di obbligare i proprietari e i lavoratori delle miniere a consegnare
loro e il carbone. I Tedeschi risposero con la resistenza passiva. Il Governo stamp quantit enormi di cartamoneta
per indennizzare gli operai e i datori di lavoro della Ruhr. Il marco valeva letteralmente meno della carta su cui era
stampato. A quel punto le autorit monetarie tedesche ritirarono il marco dalla circolazione sostituendolo con una
nuova unit monetarie, la Rentenmark. Tutti gli Stati succeduti alla monarchia asburgica, la Bulgaria, la Grecia e la
Polonia soffrirono allo stesso modo di uninflazione galoppante. Come Keynes aveva predetto leconomia
internazionale si trov di fronte ad una grave crisi. Una commissione internazionale convocata in tutta fretta sotto la
presidenza di Dawes, banchiere e finanziere americano, raccomand una graduale diminuzione dei pagamenti
annuali. Il cosiddetto Prestito Dawes, i cui fondi furono raccolti in gran parte negli Stati Uniti, permise alla
Germania di riprendere il pagamento delle riparazioni e di tornare al gold standard del 1924. A questo prestito fece
seguito un secondo afflusso di capitali americani in Germania sotto forma di prestiti privati alle municipalit e alle
grandi societ tedesche, che presero a prestito negli Stati Uniti somme notevoli da impiegare nella modernizzazione
tecnica e nella razionalizzazione. In questo modo la Germania ottenne anche la valuta estera necessaria per pagare
le riparazioni. Anche nella Gran Bretagna del dopoguerra i problemi economici assunsero dimensioni inquietanti.
Con la guerra la Gran Bretagna perse mercati e investimenti esteri, buona parte della marina mercantile, ed altre
fonti estere di reddito. Tuttavia essa dipendeva come non mai dalle importazioni di prodotti alimentari di materie
prime. I provvedimenti presi dal Governo per affrontare i problemi economici furono timidi, prosaici e inefficaci.
Lunica soluzione per la disoccupazione fu il sussidio, un sistema di pagamento assistenziali del tutto inadeguato a
sostentare le famiglie dei disoccupati. La Gran Bretagna aveva abbandonato nel 1914 il gold standard. Esistevano
forti pressioni per un rapido ritorno al gold standard per scongiurare un ulteriore erosione, iniziata durante la guerra.
Le maggiori questioni irrisolte rispondevano alle domande: in quanto tempo ci si poteva tornare e a quale valore per
la lira sterlina. La risposta alla prima questione dipendeva dalla quantit di riserve auree accumulate dalla banca
dInghilterra. Tornare al gold standard alla parit di anteguerra avrebbe significato porre lindustria britannica in
situazione di svantaggio rispetto agli Stati Uniti e agli altri paesi che mantenevano la parit col dollaro o adottavano
un tasso di cambio persino inferiore. Dallaltra parte i Britannici avevano sempre manifestato un forte desiderio di
rispettare le tradizioni, specialmente in questioni importanti come quelle finanziarie. Il cancelliere Wiston Churchill,
decise il ritorno della Gran Bretagna al gold standard alla parit di anteguerra. Lindustria del carbone fu una di
quelle maggiormente colpite dalla perdita dei mercati esteri e dalla lievitazione dei costi. I minatori di carbone tra i
lavoratori britannici furono i pi radicali: gi nei primi anni dopo la fine della guerra avevano organizzato diversi
grandi scioperi. Di fronte alla prospettiva di un taglio dei salari in conseguenza del ritorno al gold standard, il primo
maggio del 1926 i minatori scesero in sciopero e persuasero molti altri sindacati ad unirsi a loro in quello che
avrebbe dovuto essere uno sciopero generale. Nonostante i problemi britannici, alla fine degli anni 20 la maggior


parte dellEuropa prosper. I pi urgenti e immediati problemi post-bellici erano stati risolti; e con listituzione della
Societ delle nazioni sembrava che fosse albeggiata una nuova era nelle relazioni internazionali.

La Grande Contrazione (1929-1933)
A differenza dellEuropa gli Stati Uniti uscirono dalla guerra pi forti che mai. Essi erano passati da paese debitore
netto a creditore netto, avevano strappato ai produttori europei nuovi mercati sia in patria che allestero e godevano
di una bilancia commerciale estremamente favorevole. I critici sociali che insistevano nel denunciare le vergognose
condizioni degli slums urbani e rurali, o che facevano notare che la nuova prosperit era distribuita in modo
estremamente ineguale tra le classi medie urbane. Durante il boom speculativo del grande mercato degli acquisti
allo scoperto numerosi individui con redditi modesti furono tentati dallacquisto di titoli a credito. Il 24 ottobre del
1920 il gioved nero unondata di vendite per panico nel mercato azionario fece crollare i prezzi dei titoli e cancell
milioni di dollari che esistevano solo sulla carta. Una seconda ondata di vendite si ebbe il 29 ottobre, il marted
nero. Gli Americani che avevano investito in Europa bloccarono ogni ulteriore investimento e vendettero quanto
possedevano per riportare in patria i capitali. I mercati finanziari si stabilizzarono, ma i prezzi delle merci erano bassi
e continuavano a scendere. Il crollo del mercato azionario non fu la causa della depressione ma fu un chiaro segnale
che la depressione era in atto. La Creditanstalt austriaca di Vienna, una delle banche pi grandi e importanti
dellEuropa centrale, sospese i pagamenti. Nonostante il Governo austriaco congelasse i patrimoni bancari e
proibisse il ritiro dei fondi, il panico si diffuse. Diversi paesi duramente colpiti dalla diminuzione dei prezzi dei
prodotti primari avevano gi abbandonato il gold standard. Le decisioni di sospendere il gold standard e di imporre i
dazi e contingenti erano state prese dai Governi nazionali senza consultazioni o accordi internazionali. Nonostante gli
Europei fossero daccordo sul porre fine alle riparazioni, e con esse ai debiti di guerra, laccordo non fu mai ratificato.
Le riparazioni e i debiti di guerra perci caddero semplicemente nel dimenticatoio; tocc a Hitler nel 1933 porre fine
alla schiavit degli interessi. Lultimo grande tentativo di dar vita ad una cooperazione internazionale che ponesse
alla crisi economica fu la Conferenza monetaria mondiale del 1933. Il ruolo degli Stati Uniti in tale conferenza era
ritenuto essenziale. Roosevelt assunse la carica nel momento peggiore della depressione; uno dei suoi primi atti
ufficiali fu quello di disporre una chiusura delle banche di otto giorni per permettere al sistema bancario di
riorganizzarsi. Essi compresero tra le altre labbandono da parte degli Stati Uniti del gold standard, cosa che
nemmeno la Prima Guerra Mondiale era stata in grado di imporre. Roosevelt rilasci una dichiarazione secondo la
quale la prima responsabilit del Governo americano era di riportare il paese alla prosperit e che egli non avrebbe
potuto sottoscrivere accordi internazionali che potessero interferire con questo compito. Cosa provoc la
depressione? Uninterpretazione eclettica quella che non vede responsabile un singolo fattore bens una
sfortunata concatenazione di eventi e circostanze, sia monetari che extramonetari, che concorsero a determinare la
depressione: il crollo del gold standard e lo sconvolgimento dei commerci. Prima della guerra la Gran Bretagna, il
paese guida a livello mondiale nel commercio, nella finanza e nellindustria, aveva svolto un ruolo determinante nel
dare stabilit alleconomia mondiale. La sua politica di libero scambio significava che le merci provenienti da ogni
angolo del mondo potevano sempre trovare un mercato. Dopo la guerra la Gran Bretagna non fu pi in grado di
svolgere questa funzione di guida. Meritevoli di nota sono anche le conseguenze della depressione nel lungo
periodo. Alcune di esse furono la crescita dellintervento statale nelleconomia, un graduale mutamento di
atteggiamenti verso la politica economica. La depressione contribu inoltre, per le sofferenze e linquietudine che
provoc, allaffermazione di movimenti politici estremistici sia di destra che di sinistra, in particolare in Germania.

Tentativi diversi di ricostruzione


Quando Roosevelt entr in carica come trentaduesimo presidente degli Stati Uniti, la nazione era in preda alla
peggiore crisi dallepoca della Guerra Civile. Lindustria era praticamente ferma, mentre il sistema bancario era
sullorlo del collasso totale. E la crisi non era solo economica. Nei suoi discorsi elettorali Roosevelt aveva invocato un
New Deal per lAmerica. Nei quattro anni del primo mandato di Roosevelt il numero di leggi approvate super in
effetti quello di qualsiasi precedente amministrazione. Si tratt soprattutto di leggi di risanamento economico e di
riforma sociale nei settori agricolo, bancario, monetario, del mercato dei titoli, del lavoro, della sicurezza sociale,
sanitario, abitativo, dei trasporti, delle comunicazioni, delle risorse naturali. La legge forse pi caratteristica
dellintero periodo fu il National Industrial Recovery Act. Esso istitu una National recovery administration (Nra)
con il compito di sovrintendere alla stesura di norme di concorrenza leale per ogni industria da parte dei
rappresentanti delle industrie stesse. LNra aveva inoltre sorprendenti affinit con il sistema fascista di
organizzazione industriale in Italia. Era essenzialmente un sistema di pianificazione economica privata con
supervisione governativa per salvaguardare linteresse pubblico e garantire il diritto del mondo del lavoro di
organizzarsi e contrattare collettivamente. Nel 1935 lNra fu dichiarata incostituzionale dalla Corte suprema. Gli Stati
Uniti tornarono in guerra. Nessuna nazione dellOccidente aveva sofferto per la guerra pi della Francia. Gran parte
dei combattimenti sul fronte occidentale aveva avuto luogo nella sua regione pi ricca. Non sorprende, perci, la
pretesa della Francia che la Germania pagasse per la guerra. Il Governo francese intraprese immediatamente un
esteso programma di ricostruzione materiale delle aree danneggiate dalla guerra, che ebbe incidentalmente leffetto
di stimolare leconomia a nuovi record produttivi. La depressione moltiplic la protesta sociale e produsse una nuova
infornata di organizzazioni estremistiche. Nel 1936 tre partiti politici di sinistra, comunisti, socialisti e radicali si
coalizzarono nel fronte popolare e vinsero le elezioni di quellanno, dando vita ad un Governo guidato dal venerabile
esponente socialista Lon Blum. Il Governo del fronte popolare nazionalizz la Banca di Francia e le ferrovie ed
eman una serie di provvedimenti di riforma in materia di lavoro. I paesi pi piccoli dellEuropa occidentale,
fortemente dipendenti dal commercio internazionale, subirono tutti le conseguenze della depressione ma non tutti
allo stesso modo. Negli anni venti, quando la Gran Bretagna e la Francia tornarono al gold standard, molti paesi
minori adottarono il sistema della libera convertibilit con le monete a parit aurea. Dopo labbandono del gold
standard da parte della Gran Bretagna molti paesi che con essa avevano intensi scambi commerciali abbandonarono
la parit aurea e allinearono le loro valute alla lira sterlina. Nacque cos il blocco della sterlina. Esso comprendeva
gran parte dei paesi del Commonwealth. Con laccordo monetario tripartito del 1936 i Governi britannico, francese e
statunitense si impegnarono a stabilizzare i tassi di cambio tra le rispettive monete per evitare svalutazioni a fini
concorrenziali e per contribuire in altro modo ad una restaurazione delleconomia internazionale. NellEuropa
centrale ed orientale, come pure in Spagna, gli sviluppi politici, laffermazione delle dittature fasciste, oscurarono i
fenomeni prettamente economici.
Benito Mussolini si affrett a consolidare il suo potere ricorrendo a metodi polizieschi. Mussolini si avvalse del
filosofo Giovanni Gentile per una razionalizzazione del fascismo. Il fascismo glorificava luso della forza, vedeva nella
guerra la pi nobile delle attivit umane, denunciava il liberalismo, la democrazia, il socialismo e lindividualismo;
guardava con disprezzo al benessere materiale e considerava le disuguaglianze umane non solo inevitabili ma
desiderabili. Il fascismo aveva bisogno di una forma distintiva di organizzazione economica. Mussolini invent lo
stato corporativo, una delle innovazioni pi pubblicizzate e meno riuscite del regime. In linea di principio, lo stato
corporativo era lantitesi sia del capitalismo che del socialismo. Tutte le industrie del paese furono organizzate in
dodici corporazioni che erano grosso modo lequivalente di associazioni del settore. Vi erano rappresentanti dei
lavoratori, dei proprietari e dello Stato. Tutti i sindacati precedentemente esistenti furono soppressi. Le corporazioni
agirono principalmente da associazioni capitalistiche di settore il cui scopo era di accrescere il reddito degli uomini
daffari e degli amministratori di partito a spese dei lavoratori e dei consumatori. LItalia soffr durante la
depressione. La Germania nazista fu il primo grande paese industriale a conseguire un completo risanamento. Nel
processo la Germania realizz il primo sistema autostradale moderno e rafforz ed estese enormemente le proprie


industrie, cosa che le assicur un vantaggio decisivo nei primi anni della Seconda Guerra Mondiale. Abolirono le
contrattazioni collettive tra lavoratori e proprietari sostituendole con comitati di amministratori del lavoro con
pieni poteri in materia di determinazione di salari, orari e condizioni di lavoro. Gli industriali furono persuasi a
cooperare con il nuovo regime industriale. I nazisti non ricorsero ad una massiccia nazionalizzazione delleconomia,
per raggiungere i loro fini si affidarono alla coercizione e ai controlli. Uno dei principali obiettivi economici dei nazisti
era rendere autosufficiente leconomia tedesca nelleventualit di una guerra. La Germania aveva adottato controlli
sui cambi per evitare la fuga di capitali. Furono siglati inoltre diversi accordi commerciali con paesi dellEuropa
orientale e dei Balcani che prevedevano il baratto tra manufatti tedeschi e prodotti alimentari e materie prime,
evitando in tal modo il ricorso alloro o a valute estere di cui cera scarsa disponibilit. Le merci spedite dalla
Germania furono molto poche. La Spagna, sfuggita al coinvolgimento nella Prima Guerra Mondiale, evit molti dei
problemi e dei dilemmi che assillavano gli altri paesi europei. Nel 1936 il generale Francisco Franco diede inizio ad
una sanguinosa e distruttiva guerra civile che termin con il rovesciamento della repubblica nel 1939 e listituzione di
un regime autarchico simile sotto qualche aspetto a quelli dellItalia fascista e della Germania nazista, ma senza la
tecnologia avanzata di questultima.

Le rivoluzioni russe e lUnione Sovietica
La Russia imperiale entr nella Prima Guerra Mondiale prevedendo una rapida vittoria sulle Potenze Centrali. Tale
illusione fu ben presto infranta. Allinizio del 1917 leconomia era nel caos. Allinizio di marzo scoppiarono a
Pietrogrado (San Pietroburgo) scioperi e sommosse che portarono allabdicazione dello zar, alcuni soldati si unirono
ai dimostranti cui diedero delle armi, mentre i lavoratori delle ferrovie impedirono larrivo di altre truppe per
ristabilire lordine. Un comitato della Duma (il Parlamento) decise di formare un governo provvisorio. Il Governo
provvisorio era una eterogenea raccolta di aristocratici, intellettuali e parlamentari; in esso era presente un solo
socialista. Il nuovo regime proclam immediatamente la libert di parola, di stampa e di religione, annunci che
avrebbe realizzato riforme sociali e ridistribuito la terra. Esso tent inoltre di continuare la guerra con la Germania, e
ci determin la sua rovina. Lenin, leader della fazione bolscevica dei partiti socialisti russi, fece ritorno a Pietrogrado
nellaprile del 1917. Certo non poteva immaginare che sarebbe divenuto capo del Governo! Lenin afferm
rapidamente la propria autorit sul soviet di Pietrogrado e cominci una campagna inesorabile contro il governo
provvisorio. Una folla che si definiva di Guardie rosse occup il Palazzo dinverno, sede del Governo. Il giorno
seguente Lenin formava un nuovo governo, chiamato Consiglio dei commissari del popolo. Nel tentativo di
sopravvivere e mantenere il potere, i bolscevichi, che ora si chiamavano comunisti introdussero una drastica politica
che fu detta comunismo di guerra. Esso comprendeva la nazionalizzazione delleconomia urbana, la confisca e la
distribuzione della terra ai contadini ed un nuovo sistema giuridico. La sua caratteristica saliente fu per
lintroduzione nel Governo di un partito unico, la dittatura del proletariato, di cui Lenin era la voce. I socialisti
rivoluzionari riesumarono la loro tradizionale politica di attentati e nellagosto del 1918 riuscirono a ferire Lenin. I
comunisti instaurarono subito dopo un deliberato regno del terrore, assassinando gli oppositori politici e
mantenendo nel frattempo il controllo del governo centrale, spostato a Mosca. Subito dopo la rivoluzione dottobre
il Governo rispose positivamente alla richiesta finlandese dindipendenza. Il 30 dicembre del 1920 nasceva lUnione
delle repubbliche socialiste sovietiche (Urss). Essa comprendeva la Repubblica socialista federativa sovietica russa
(Rsfsr), che abbracciava gran parte della Russia europea pi la Siberia, e le repubbliche dellUcraina, della Russia
Bianca. In seguito vennero aggiunte a questa facciata altre repubbliche dellAsia centrale e di altre zone. Nel marzo
del 1921, al momento della firma del trattato di Riga che segn la pace con la Polonia, i comunisti non erano pi
minacciati. Leconomia era per nel caos. La politica del comunismo di guerra era stata sufficiente a sconfiggere il
nemico, ma non poteva servire da fondamento per leconomia nel lungo termine. Di fronte alla prospettiva della
paralisi economica e alleventualit di una grande rivolta contadina, Lenin capovolse radicalmente gli indirizzi


precedenti con la cosiddetta Nuova politica economica (Nep). Ai contadini fu permesso di vendere le eccedenze ai
liberi prezzi di mercato. Le piccole industrie furono privatizzate ed autorizzate a produrre per il mercato;
imprenditori stranieri affittarono impianti esistenti ed ottennero speciali concessioni per lintroduzione di nuove
industrie. La Nep prevedeva un vigoroso programma di elettrificazione, la fondazione di scuole tecniche per
ingegneri e dirigenti dindustria e la creazione di unorganizzazione pi sistematica per i settori delleconomia
controllati dallo Stato. Nel frattempo grossi mutamenti stavano avvenendo nella direzione del partito comunista. Nel
maggio del 1922 Lenin sub il primo di una serie di attacchi di paralisi dai quali non si riprese, si astenne dal designare
il suo successore. In un testamento politico sottoline sia le virt che i difetti di tutti i suoi possibili successori e dei
suoi pi stretti collaboratori. Due tra i maggiori contendenti erano Stalin e Trockij.
Trockij era oratore di talento, Stalin era un fedele seguace di Lenin. Divergenze sia in materia politica interna che
esterna separavano i due. Il programma staliniano di socialismo in un solo paese implicava un massiccio
rafforzamento dellindustria russa per rendere il paese autosufficiente e potente. Nel 1929 lanci il primo
programma quinquennale definito la seconda rivoluzione bolscevica. I sindacati furono usati per mantenere la
disciplina nei luoghi di lavoro e impedire scioperi. In un compromesso con i contadini il Governo permise loro di
formare fattorie cooperative dove la terra era coltivata in comune. Lo Stato forniva consigli e macchinari. Gli obiettivi
del primo piano quinquennale furono raggiunti solo dopo quattro anni e tre mesi. Nel 1933 il Governo inaugur il
secondo piano quinquennale in cui i beni di consumo dovevano essere privilegiati. Nonostante i grandi incrementi
della produzione industriale, il paese rimase prevalentemente agrario e lagricoltura era il settore pi debole. Un
elemento notevole del secondo piano quinquennale fu la grande purga del 1936-37. Migliaia di individui da umili
operai ad alti dirigenti del partito e dellesercito, furono sottoposti a processo sotto laccusa di avere commesso
crimini che andavano dal sabotaggio allo spionaggio e al tradimento. Il terzo piano quinquennale, varato nel 1938, fu
interrotto dallinvasione tedesca del 1941, e lUnione Sovietica ripiomb in qualcosa che somigliava al comunismo di
guerra.

Aspetti economici della Seconda Guerra Mondiale
La Seconda Guerra Mondiale fu di gran lunga la pi massiccia e distruttiva delle guerre. Per taluni aspetti essa non
rappresent che unestensione ed unintensificazione di caratteristiche che si erano gi manifestate nella Prima,
quali il crescente ricorso alla scienza come fondamento della tecnologia militare, lo straordinario grado di
pianificazione delleconomia e della societ e luso raffinato e sofisticato della propaganda sia allinterno che
allestero. La guerra aerea, componente accidentale della Prima Guerra Mondiale, divenne nella seconda un
elemento determinante, e molto pi importanti divennero le operazioni navali. La tecnologia a base scientifica fu
responsabile di molte nuove armi speciali, sia offensive che difensive: dal radar alle bombe volanti, dallaereo a
reazione alle bombe atomiche. Le capacit economiche e soprattutto industriali dei belligeranti acquisirono una
nuova importanza. Larma segreta finale dei vincitori fu lenorme capacit produttiva delleconomia americana. I
costi pecuniari della guerra sono stati stimati superiori ai mille miliardi di dollari per le spese militari dirette, ed una
stima per difetto. Essa non prende in considerazione il valore dei danni alle cose, n comprende gli interessi sul
debito nazionale indotto dalla guerra, il valore delle vite perdute o mutilate, sia tra i civili che tra i militari. Milioni di
altri individui furono feriti, rimasero senza casa o morirono di fame a causa di malattie legate allalimentazione. Per
la Russia si calcolano oltre 15 milioni di morti, la Cina ebbe oltre 2 milioni di caduti tra i soldati, pi di centomila
giapponesi morirono per effetto diretto delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. I danni alle cose
furono molto pi ingenti che nella Prima Guerra Mondiale, a causa soprattutto dei bombardamenti aerei. Fra i
bersagli preferiti furono le infrastrutture di trasporto, ferrovie, porti e bacini. Alla fine della guerra in Europa le
prospettive economiche erano deprimenti. Oltre i danni alle cose e alla perdita di vite umane, milioni di persone


erano state sradicate e separate dalle loro case e dalle loro famiglie. La struttura istituzionale delleconomia aveva
subito gravi danni, la ricostruzione non sarebbe stata agevole.

CAPITOLO XV: LA RICOSTRUZIONE DELLECONOMIA MONDIALE

La ricostruzione delleconomia mondiale
Alla fine del conflitto lEuropa giaceva prostrata e quasi paralizzata. Tutti i paesi belligeranti, ad eccezione della Gran
Bretagna e dellUnione Sovietica, erano stati sconfitti militarmente e occupati dal nemico. Vincitori e vinti erano
accomunati dalla loro povert. Le necessit pi urgenti erano gli aiuti di emergenza e la ricostruzione.
Gli aiuti, provenienti in gran parte dallAmerica, vennero attraverso due canali principali. Durante lavanzata degli
eserciti alleati attraverso lEuropa occidentale, nellinverno e nella primavera del 1944-45, vennero distribuiti razioni
di emergenza e medicinali alle provate popolazioni civili, sia dei paesi nemici che di quelli liberati.
Altro canale di soccorsi fu lUnited Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA). Dopo il 1947 lopera
dellUnrra fu proseguita dallOrganizzazione internazionale per i rifugiati, lorganizzazione mondiale per la sanit ed
altre agenzie specializzate delle Nazioni Unite. A differenza dellEuropa, gli Stati Uniti uscirono dalla guerra pi forti
che mai. Lo stesso accadde per il Canada, gli altri paesi della Commonwealth e lAmerica Latina. Le loro industrie e la
loro agricoltura trassero vantaggio dalla forte domanda bellica. Molti economisti temevano che alla guerra sarebbe
seguita una grave depressione, ma dopo labolizione del razionamento la domanda fino allora repressa di beni resi
scarsi dalla guerra determin uninflazione postbellica che nel 1948 aveva portato al raddoppio dei prezzi.

Pianificazione delleconomia postbellica
Uno dei compiti pi urgenti che attendevano i popoli europei era il ripristino della normalit nella giustizia,
nellordine pubblico e nellamministrazione statale. Molti dei paesi che erano stati vittime dellaggressione nazista
avevano formato governi in esilio a Londra durante la guerra. Tali governi rientrarono in patria sulla scia degli eserciti
alleati riprendendo subito le loro normali funzioni. Sul continente un ruolo consistente nella politica postbellica fu
assunto dai dirigenti delle opposizioni clandestine alla Germania nazista, ed il cameratismo di quei movimenti, nei
quali socialisti e comunisti avevano ricoperto un ruolo di prima grandezza, fu un fattore determinante nello
scongiurare lantagonismo di classe prebellico e nel portare figure nuove in posizioni di potere. La ricostruzione
prevedeva un ruolo dello Stato nella vita economica e sociale molto pi ampio che non nel periodo prebellico. Vi fu
una diffusa domanda da parte dellopinione pubblica di riforme politiche, sociali ed economiche. Nella sfera
economica la risposta a questa domanda assunse la forma della nazionalizzazione di settori chiave delleconomia
quali i trasporti, la produzione di energia e segmenti del sistema bancario. Negli stessi Stati Uniti lEmployment Act
istituiva il comitato dei consiglieri economici del presidente. A livello internazionale la pianificazione del dopoguerra
era cominciata durante il conflitto stesso. Gi nel 1941 Roosevelt e Churchill avevano firmato la Carta Atlantica che
impegnava i rispettivi paesi nel tentativo di ripristinare un sistema mondiale di scambi multilaterali in luogo del
bilateralismo degli anni trenta. Ma era solo una dichiarazione dintenti. Successivamente nel 1944 al Fondo
monetario internazionale (FMI) veniva attribuita la responsabilit di gestire il sistema di tassi di cambio tra le varie
monete mondiali ed inoltre di finanziare eventuali squilibri a breve termine nei pagamenti tra i vari paesi.


La Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, nota anche come Banca Mondiale, doveva concedere
prestiti a lungo termine per la ricostruzione delle economie devastate dalla guerra. Ma per anni la loro efficacia
rimase limitata. I partecipanti alla conferenza di Bretton Woods avevano previsto inoltre la creazione di
unorganizzazione internazionale per il commercio, lInternational Trade Organization (ITO), che avrebbe dovuto
formulare le regole di scambi equi fra le nazioni. Ulteriori conferenze furono organizzate a questo fine, ma il meglio
che si pot ottenere fu un molto pi limitato accordo generale sulle tariffe e il commercio (GATT) firmato a Ginevra
nel 1947. I firmatari si impegnavano ad estendere reciprocamente la clausola della nazione pi favorita, a cercare di
ridurre le tariffe, a non ricorrere a restrizioni quantitative e a consultarsi prima di ogni importante cambiamento di
politica.

Il Piano Marshall e i miracoli economici
Verso la met o la fine del 1947 buona parte dei paesi dellEuropa occidentale, ad eccezione della Germania, era
tornata ai livelli prebellici di produzione industriale. Nel caos monetario e finanziario degli anni trenta praticamente
tutti i paesi europei e molti altri extraeuropei avevano adottato controllo sui cambi. Questi controlli vennero
protratti per tutta la durata della guerra. Dopo il conflitto penurie di ogni tipo sembrarono imporre una
continuazione di tali controlli. Il denaro concesso dagli Stati Uniti sotto forma di aiuti e sovvenzioni per il
risanamento contribu ad alleviare questa penuria di dollari, ma nella primavera del 1947 era sempre pi evidente
che limmediato risanamento postbellico correva seriamente il pericolo di fallire. Inoltre la crescente guerra fredda
tra gli Stati Uniti e lUrss e il ruolo dei partiti comunisti nella vita politica di diversi paesi delloccidente europeo
(Francia e Italia) davano alle autorit americane motivo di preoccupazione sulla stabilit politica in Europa
occidentale. Il 5 giugno del 1947 il generale Marshall, nominato segretario di Stato dal presidente americano
Truman, pronunci un discorso in cui annunciava che se i paesi europei avessero presentato una richiesta di
assistenza congiunta e coerente il Governo statunitense avrebbe risposto in modo soddisfacente: fu cos che nacque
il cosiddetto piano Marshall. Il 12 luglio 1947 si incontrarono a Parigi rappresentanti di sedici nazioni dellEuropa
occidentale, autodefinitisi Commissione di Cooperazione Economica Europea (CCEE). I paesi erano: Svezia, Svizzera,
Austria, Portogallo, Grecia e Turchia. N la Finlandia e la Cecoslovacchia avevano mostrato interesse a parteciparvi,
ma erano state richiamate allordine dallUnione Sovietica. N questa n gli altri paesi dellEuropa orientale erano
rappresentati. La Spagna franchista non fu invitata e la Germania, ancora sottoposta ad occupazione militare, non
aveva un Governo da inviare. Dopo la deliberazione del Congresso la CCEE si trasform nellOrganizzazione Europea
per la Cooperazione Economica (OECE) responsabile, insieme con lECA (Economic Cooperation Administration),
della distribuzione degli aiuti americani; i paesi membri dellOece erano inoltre tenuti a raccogliere fondi
supplementari nelle rispettive valute da distribuire con il consenso dellEca. Nel complesso lERP (European Recovery
Program) aveva distribuito allinizio del 1952 circa 13miliardi di dollari di aiuti economici sotto forma di prestiti e
sovvenzioni statunitensi allEuropa. Vi furono diverse importazioni di generi commestibili, beni capitali, materie
prime e combustibili. La Germania in un primo momento occup una posizione anomala nellErp. Dopo la sua
sconfitta nel maggio del 1945 i capi di Stato di Stati Uniti, Regno Unito e Urss si incontrarono a Potsdam per decidere
del destino della Germania: il risultato finale fu la divisione della Germania in due stati distinti, la Repubblica
Federale Tedesca (Germania Occidentale) e la Repubblica Democratica Tedesca (Germania Orientale), anche Berlino
fu divisa in quattro settori, poi ridotti a due: Berlino est, capitale del Rdt, e Berlino Ovest, appartenete alla Rft. La
suprema autorit nominale era il Consiglio Alleato di controllo. La conferenza di Potsdam aveva previsto lo
smantellamento dellindustria degli armamenti e delle altre industrie pesanti tedesche, il pagamento di riparazioni ai
vincitori, rigorose limitazioni alla capacit produttiva tedesca e un vigoroso programma di denazificazione, che
prevedeva processi ai capi nazisti come criminali di guerra. Nei fatti solo lultimo obiettivo fu realizzato come
originariamente inteso. Dopo un breve tentativo le potenze occidentali compresero che leconomia tedesca doveva


essere lasciata integra non solo per sostentare il popolo tedesco ma anche per contribuire alla ripresa economica
dellEuropa occidentale. Capovolsero perci la loro politica e invece di limitare la produzione tedesca, presero misure
atte a incoraggiarla. Per stimolare la ripresa economica nel 1948 le potenze occidentali attuarono una riforma della
moneta tedesca, rimpiazzando lo svalutato e disprezzato Reichsmark nazista con il Deutschemark ad un rapporto di
1 nuovo contro 10 vecchi marchi (la riforma fu facilitata dal fatto che la popolazione aveva praticamente
abbandonato la vecchia moneta ed era tornata ad un sistema di baratto. Ci fu noto come wirtschaftswunder
(miracolo economico) e la Germania occidentale cominci la sua sensazionale rinascita economica. LUnione
Sovietica replic sbarrando tutti gli accessi stradali e ferroviari che collegavano le zone occidentali a Berlino Ovest.
Ma gli Alleati occidentali risposero con un imponente ponte aereo di rifornimenti strategici. Nel frattempo la
Germania veniva integrata nello Erp. Il piano Marshall si concluse nel 1952 con un successo superiore alle attese.
Unaltra nuova istituzione fu lUnione Europea dei Pagamenti (UEP). Uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo del
commercio nellimmediato dopoguerra era la scarsit di valuta estera, dollari in particolare, e la conseguente
necessit di un conguaglio bilaterale degli scambi. Finalmente i paesi dellOece, forti di una sovvenzione di
500milioni di dollari da parte degli Stati Uniti, inaugurarono lUep che permise un libero commercio multilaterale
allinterno dellOece: si tenevano accurate registrazioni di tutti gli scambi fra paesi europei e alla fine di ogni mese si
tiravano le somme e si operavano le compensazioni. I debiti dei paesi con un saldo passivo erano segnati su un conto
centrale, e se il loro disavanzo era cospicuo una parte di esso doveva essere pagata in oro o in dollari; ai paesi
creditori erano riconosciuti dei crediti sul medesimo conto. I risultati furono spettacolari, il commercio mondiale
crebbe ad un tasso medio annuo dell8%. Nel 1961 lOece si trasform nellOrganizzazione per la Cooperazione e lo
Sviluppo Economico (OCSE) alla quale aderirono gli Stati Uniti e il Canada (e in seguito il Giappone e lAustralia):
unorganizzazione di paesi industriali avanzati per coordinare gli aiuti ai paesi sottosviluppati. Lespressione
miracolo economico venne applicata per la prima volta al ragguardevole balzo in avanti compiuto dalla Germania
Occidentale dopo la riforma valutaria del 1948. Quando gli alti tassi di crescita continuarono per tutti gli anni 50 e
60 essa venne usata per denotare lintero periodo. Gli aiuti americani svolsero un ruolo determinante nellinnescare
la ripresa economica. Negli anni della depressione e della guerra si era costituita una riserva di innovazioni
tecnologiche che attendeva, per essere messa a frutto, solo il capitale e il lavoro qualificato. La modernizzazione
tecnologica accompagn e contribu al cosiddetto miracolo economico. Altri fattori furono latteggiamento e il
ruolo della pubblica amministrazione, che partecip alla vita economica sia direttamente che indirettamente: furono
nazionalizzate alcune industrie di base, redatti programmi economici e assicurata unampia gamma di servizi sociali.
A livello internazionale buona parte del merito per la bont dei risultati economici va al grado relativamente elevato
di collaborazione intergovernativa. Tale collaborazione non fu sempre spontanea e alcuni progetti fallirono per
scarsa cooperazione. Molto credito va dato infine alla ricchezza del capitale umano europeo. I bassi livelli di
analfabetismo e labbondanza di istituzioni scolastiche specializzate, dai giardini dinfanzia alle Technische
Hochschulen, dalle universit agli istituti di ricerca, assicuravano il personale qualificato e il brainpower necessari
per applicare efficacemente la nuova tecnologia. Nel primo rigoglio di successo del Piano Marshall molti osservatori
dedussero erroneamente che sarebbe bastato da solo a provocare lo sviluppo, furono intrapresi grandiosi progetti,
quali lalleanza per il progresso tra gli Stati Uniti e i paesi dellAmerica Latina, destinati a spegnersi nel fallimento e
nella delusione.

La formazione del blocco sovietico
LUnione Sovietica sub i danni pi ingenti di qualsiasi altro paese coinvolto nella guerra. Nonostante le sofferenze
del popolo russo, lUnione Sovietica si afferm come una delle due superpotenze del dopoguerra. Questo ruolo le fu
consentito dallimmensit del suo territorio e della sua popolazione. Per risanare leconomia devastata il Governo
var nel 1946 il quarto piano quinquennale. Fu sostituito il Consiglio dei commissari del popolo con un Consiglio dei


ministri in cui lo stesso Stalin assunse la posizione di presidente o primo ministro. Dopo la morte di Stalin il leader
supremo divenne Kruscev. Al XX congresso del partito, Kruscev pronunci un discorso in cui denunciava Stalin come
un tiranno spietato e dichiarava che il dispotismo staliniano era unaberrazione di una politica essenzialmente
corretta e afferm che la nuova direzione collettiva era tornata agli autentici principi leninisti. Il discorso di Kruscev
trapel al pubblico provocando fermenti tra i popoli dei paesi comunisti. Il Governo intraprese una campagna
ufficiale di destalinizzazione che vide la rimozione delle spoglie dellex leader dalla celebre tomba di Lenin sulla
Piazza Rossa di Mosca. Ma la natura essenziale del sistema economico sovietico non mut. Nel 1955 il Governo
annunci il completamento di un piano quinquennale. Lindustria pesante continu ad accrescere la produzione ma
rimase lontana dal tipo statunitense, mentre quella dei beni di consumo continu a procedere a rilento. Lagricoltura
rimase in una situazione di crisi. Nel 1954 Kruscev diede lavvio ad un progetto di terre vergini che prevedeva la
messa a coltura di grandi distese di terre aride nellAsia sovietica. Lanci una campagna per aumentare la produzione
di mais, unaltra per la produzione di latte, burro e carne. Ma nessuno di questi programmi si avvicin agli obiettivi
dichiarati. La vita sovietica continu ad essere caratterizzata dalla carenza di generi alimentari. Gli Alleati riuscirono a
stipulare trattati con i paesi satelliti della Germania e ad accordarsi sul trattamento delle vittime dellaggressione
nazista in Europa orientale. I termini generali della sistemazione dellEst europeo erano stati delineati nella
conferenza di Yata. Essi prevedevano un ruolo maggiore dellUnione Sovietica. Nel 1947 vennero firmati i trattati con
vari paesi: la Romania, lUngheria la Bulgaria e la Finlandia. La reintegrazione della Cecoslovacchia e dellAlbania era
un fatto scontato. Dato che questi paesi non erano mai stati in guerra con gli Alleati, la maniera in cui furono liberati
fece per s che cadessero nella sfera dinfluenza sovietica. La Cecoslovacchia ebbe come Presidente del Governo
Edward Benes che sperava di fare della Cecoslovacchia un ponte fra la Russia e loccidente, fino alla presa di potere
da parte dei comunisti nel febbraio del 1948. Durante la guerra Churchill e Stalin si erano accordati su unequa
spartizione delle sfere dinfluenza in Jugoslavia dopo la guerra. I partigiani jugoslavi, guidati dal maresciallo Tito,
liberarono per il paese, si fecero le elezioni nel novembre 1945 e fu proclamata una repubblica popolare federale.
Tito govern il paese in modo non diverso da quello di Stalin, rifiut tuttavia di accettare le imposizioni dellUnione
Sovietica e nel 1948 ruppe pubblicamente con questultima e con gli altri satelliti comunisti. La determinazione dei
confini postbellici della Polonia e della sua forma di governo rappresent uno dei problemi pi spinosi del processo
di pacificazione. Nelle ultime fasi della guerra erano esistiti due governi provvisori polacchi, uno a Londra e uno nella
parte della Polonia occupata dai russi. Su insistenza dei Sovietici si fusero formando un governo provvisorio di unit
nazionale, la coalizione resse fino al 1947 ma poi la Polonia fu spostata 300 miglia pi a ovest. I termini dellaccordo
prevedevano solo che la Polonia dovesse avere unamministrazione temporanea della regione a est della linea
Oder-Niesse. Ma vi fu immediatamente lespulsione di milioni di tedeschi residenti nella regione per accogliere vari
milioni di polacchi. Nei trattati di pace con i satelliti tedeschi dellEst europeo la Romania, la Bulgaria e lUngheria,
furono incluse clausole territoriali che seguivano un consolidato modello storico. La Romania riottenne dallUngheria
la Transilvania ma dovette restituire allUnione Sovietica la Bessarabia e la Bucovina settentrionale e alla Bulgaria la
Dobrugia. LUngheria sub le perdite maggiori, in quanto dovette cedere una piccola area alla Cecoslovacchia. Tutti e
tre i paesi sconfitti furono obbligati al pagamento delle riparazioni. I trattati di pace non affrontarono in alcun modo
il problema della scomparsa dei paesi baltici della Lettonia, della Lituania e dellEstonia. Gi appartenuti allImpero
zarista del 1917, furono invasi nel 1941 e rioccupati in seguito dallarmata rossa nel 1944-45. Infine furono annessi
senza clamore dallUnione Sovietica come repubbliche autonome. Nel gennaio del 1949 lUnione Sovietica cre il
Consiglio di aiuto economico reciproco (COMECON) nel tentativo di dare maggiore coesione alle economie dei suoi
satelliti dellEst europeo. Vi entrarono a far parte lAlbania, la Bulgaria, la Romania, lUngheria, la Cecoslovacchia, la
Polonia e la Germania Orientale. LUrss se ne serv per accrescere la dipendenza economica dei paesi satelliti. Alla
morte di Stalin nel 1953 il blocco sovietico in Europa aveva un aspetto monolitico. Ciascuno dei paesi satelliti era pi
o meno una riproduzione in miniatura dellUnione Sovietica, ma dietro la facciata dellunit si nascondevano
tendenze disgregatrici. Presto questi paesi furono percorsi da una ventata di irrequietezza, che assunse una tale
gravit da costringere le autorit sovietiche che ancora li occupavano a reprimerli con la forza delle armi. Nel 1956 in


Ungheria divenne primo ministro Nagy, un nazionalcomunista che promise ampie riforme e libere elezioni. Egli
annunci che lUngheria si sarebbe ritirata dal Patto di Varsavia e chiese alle nazioni Unite di garantire la neutralit
perpetua dellUngheria sulla stessa base di quella austriaca. Questo era troppo per lUnione Sovietica che inflisse
allUngheria distruzioni paragonabili a quelle della Seconda Guerra Mondiale. Anche dopo che i russi ebbero
riportato la situazione sotto controllo molti continuarono la lotta sulle colline con azioni di guerriglia. La rivolta
ungherese mostr chiaramente che persino una Russia destalinizzata non era preparata a rinunciare al suo impero
comunista. Il movimento per un socialismo autenticamente democratico ebbe il massimo sviluppo in Cecoslovacchia.
Nel gennaio del 1968 il partito comunista ceco guidato da Dubcek avvi un programma di riforme che prevedeva tra
laltro un maggiore ricorso al libero mercato, lallentamento della censura di stampa e una buona misura di libert
personale. In un primo momento i governanti del Cremlino cercarono di persuadere i dirigenti cechi a ritornare a
politiche comuniste ortodosse, ma senza successo. Alla fine, nellagosto del 1968, lesercito e laviazione sovietici
invasero la Cecoslovacchia e proclamarono la legge marziale. Ancora una volta, come nel 1953 in Germania orientale
e nel 1956 in Ungheria i fatti dimostrarono che limpero comunista russo poteva essere mantenuto integro solo con
la forza. La Repubblica Popolare cinese, pur non appartenendo al blocco sovietico, fu per breve tempo alleata
dellUnione Sovietica. La Seconda Guerra Mondiale aveva inflitto sofferenze tremende ad un paese gi povero. Nel
corso del conflitto i comunisti cinesi avevano collaborato con il leader nazionalista Chiang Kai-shek nella resistenza ai
giapponesi. Alla fine del conflitto si rivoltarono contro Chiang e nel 1949 lo cacciarono dal continente a Taiwan
insieme ai suoi seguaci. Il primo ottobre 1949 i comunisti guidati da Mao Tse Tung e Chun enlai proclamarono
formalmente la repubblica popolare cinese con capitale Pechino. I comunisti estesero rapidamente il loro dominio
allintero paese: consolidato il controllo politico, il nuovo Governo intraprese la modernizzazione delleconomia e la
ristrutturazione della societ. Dopo una prima fase in cui fu tollerata la propriet privata sia in agricoltura che in
maniera limitata nel commercio e nellindustria, nel 1953 il Governo cominci a incoraggiare la collettivizzazione
dellagricoltura e intraprese una generale nazionalizzazione dellindustria. Ma il programma si tradusse in un
fallimento. Nel 1961 il Governo ridimension i propri obiettivi, in quelli principali della dirigenza comunista cinese:
dare una nuova struttura alla societ e riformare i processi di pensiero, il comportamento e la cultura. La vestigia
della struttura di classe feudale e borghese furono eliminate con i semplici espedienti delle espropriazioni e delle
esecuzioni. Nel 1966 Mao var una grande rivoluzione culturale contrassegnata da tre anni di terrorismo e violenze,
durante i quali molti intellettuali furono costretti a lavorare come contadini e operai comuni. Fin dallinizio lUnione
Sovietica aveva accordato alla Repubblica Popolare cinese assistenza economica, tecnica e militare ma i cinesi
rifiutarono di conformarsi alle direttive sovietiche. Dopo una serie di scontri di confine, le due superpotenze del
mondo comunista arrivarono sullorlo di un conflitto aperto. La Cina consegu nel 1964 il suo maggiore trionfo
tecnologico con lesplosione di una bomba atomica. Per compensare lostilit sovietica i cinesi intrapresero un
processo di riavvicinamento alloccidente che culmin nel 1971 con il ritiro da parte statunitense delle obiezioni
allammissione della Repubblica Popolare cinese nelle Nazioni unite. Dopo la morte di Mao nel 1976 i contatti con
loccidente si intensificarono, il Governo guidato da Teng Hsiao-ping permise una limitata reintroduzione del libero
mercato e della libera impresa. LUnione Sovietica possedeva in Asia altri tre satelliti o stati vassalli. La Repubblica
Popolare mongola fu il primo stato comunista dopo lUrss. Divenne membro del Comecon nel 1962. Nel 1978 il
primo segretario del partito comunista annunci che il paese era stato trasformato da agricolo-industriale a
industriale-agrario. Dopo la sconfitta del Giappone truppe americane e sovietiche occuparono congiuntamente la
Corea. La Repubblica Popolare Democratica di Corea, o Corea del Nord, possedeva uneconomia di tipo sovietico che
in confronto con la maggior parte dei paesi dellest asiatico appare estesamente industrializzata. Nonostante i danni
subiti durante la guerra di Corea, la sua industria fu rapidamente ricostruita con laiuto sovietico e cinese. La
Repubblica Socialista del Vietnam lerede della Repubblica Democratica del Vietnam fondata nel 1945 da Ho Chi
Minh. Terminato il conflitto, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il paese fu diviso in un Vietnam del nord comunista e
un Vietnam del sud anticomunista. Nella tragica guerra civile che segu negli anni sessanta e settanta il Sud rimase
sconfitto nonostante i massicci aiuti militari ed economici degli Stati Uniti. Leconomia era tradizionalmente agraria,


lindustrializzazione stata incoraggiata dal Governo, che possiede e dirige praticamente tutte le imprese. Il solo
Stato socialista dichiaratamente alleato dellUnione Sovietica nellemisfero occidentale era la repubblica di Cuba.
Fidel Castro, il leader rivoluzionario che rovesci lautoritario dittatore Fulgencio Batista il 1 gennaio del 1959, in un
primo momento non si proclam marxista, ma la politica anticastrista degli Stati Uniti, culminata nel 1961 con
lappoggio alla disastrosa invasione della Baia dei Porci, lo gett tra le braccia dellUnione Sovietica. Tagliata fuori dai
suoi mercati tradizionali ma pur sempre dipendente dal suo tradizionale prodotto desportazione, lo zucchero, Cuba
ricevette la maggior parte dei manufatti dal blocco sovietico. Nel 1972 divenne membro del Comecon.

Economia della decolonizzazione
La Seconda Guerra Mondiale inflisse un colpo mortale allimperialismo europeo. Le Filippine, le Indie orientali
olandesi, lIndocina francese, la Birmania e la Malaysia britanniche caddero sotto il dominio giapponese. Altrove in
Asia e in Africa la sconfitta della Francia, del Belgio e dellItalia e la preoccupazione dei Britannici per lo sforzo bellico
lasciarono le dipendenze coloniali in balia di se stesse. Alcune colonie proclamarono lindipendenza, altre videro la
nascita di partiti indipendentisti che si battevano contro il dominio coloniale. Nellimmediato dopoguerra le potenze
imperiali ripresero il controllo della maggior parte delle ex colonie ma la debolezza causata dalla guerra e la forza
crescente dei movimenti indipendentisti condussero ad un graduale abbandono dei poteri imperiali. Lindipendenza
concessa dalla Gran Bretagna al subcontinente indiano determin la nascita non di uno ma di due stati: lIndia e il
Pakistan, il primo di religione ind e il secondo musulmano. Lanno dopo fu la volta dellisola di Ceylon (nello Sri
Lanka). Il Pakistan era diviso in due parti: il Pakistan Occidentale, di lingua urdu, sul fiume Indo e il Pakistan Orientale
di lingua bengalese, dallaltra parte del fiume Gange. I pakistani dominarono gli orientali fino alla rivolta che culmin
con la fondazione del Bangladesh. Questi paesi sono tutti poveri, hanno poche risorse naturali, alti livelli di
analfabetismo e governi instabili con disordini razziali e religiosi. Altri paesi che ottennero lindipendenza furono: la
Birmania, lIndonesia, il Laos, la Cambogia, Singapore, Borneo, la Malaysia e le Filippine. Tutti questi paesi hanno
caratteristiche comuni, quali il clima, la topografia, sono rurali e agrari, alti livelli di analfabetismo e di crescita
demografica. Seppure nominalmente repubbliche, le forze della democrazia sono deboli e molti di essi hanno dovuto
sottostare a lunghi periodi di dittatura. Anche le colonie africane, dopo anni di rivolte ottennero lindipendenza. Tutti
i paesi nordafricani sono prevalentemente agrari con unagricoltura di tipo mediterraneo ma possiedono anche
importanti risorse minerarie. In particolare, il petrolio e il gas naturale scoperti in Algeria poco dopo lindipendenza
hanno dato a questo paese sia mezzi per sviluppare lindustria che quelli per svolgere un certo ruolo nella politica
mondiale. Allinizio degli anni cinquanta molti osservatori ritenevano che lindipendenza delle popolazioni nere
dellAfrica subsahariana avrebbe richiesto un periodo di una o pi generazioni; in realt nel volgere di un decennio
dai vecchi Imperi, britannico, francese e belga erano nati pi di venti nuovi stati. Questo sorprendente sviluppo fu
dovuto solo in parte alla forza dei movimenti indipendentisti indigeni. Altrettanto importanti furono le difficolt
interne delle potenze imperiali, che le resero meno disponibili a sopportare gli alti costi (economici, politici e morali)
della conservazione del dominio su popoli stranieri contro la loro volont. Una volta iniziato il processo di
emancipazione questo continu come una reazione a catena. Alla met degli anni 60 tutte le ex potenze coloniali
europee avevano concesso lindipendenza a quasi tutte le loro dipendenze asiatiche e africane. Ma i nuovi Stati
erano poveri perch le potenze europee avevano solo sfruttato le colonie senza prepararle ad un autogoverno
responsabile, quindi alcune amministrazioni dei nuovi stati fu afflitta dalle piaghe dellinefficienza e della corruzione.
Le origini della Comunit Europea
Il sogno di unEuropa unita antico quanto lEuropa stessa. Il concerto europeo che si svilupp dal Congresso di
Vienna del 1815 fu un tentativo di coordinare la politica ai livelli pi alti di governo. La Societ delle Nazioni fu un


concerto dei vincitori europei della Prima Guerra Mondiale. Quasi riuscito fu il tentativo di Hitler di creare una
Festung Europa dominata dai nazisti. Tutti questi tentativi fallirono per lincapacit di sedicenti unificatori di
conservare il monopolio del potere di coercizione e la riluttanza dei soggetti a sottomettersi volontariamente alla
loro unit. Lidea del nazionalismo si insedi cos profondamente nel pensiero europeo che la sovranit divenne
quasi sinonimo di nazionalit. Fino alla Seconda Guerra Mondiale le nazioni moderne si opposero con sollecitudine
ad ogni tentativo di usurpare o in qualunque modo limitare la loro sovranit. La distinzione tra organizzazioni
internazionali o sopranazionali questa: le organizzazioni internazionali dipendono dalla cooperazione volontaria dei
loro membri e non possiedono un reale potere di coercizione, le organizzazioni sopranazionali dipendono dalla
cooperazione volontaria dei loro membri e non possiedono un reale potere di coercizione e inoltre richiedono che i
loro membri cedano almeno una parte della loro sovranit e possono costringerli a uniformarsi alle proprie
disposizioni. Sia la Societ delle Nazioni che le Nazioni Unite sono esempi di organizzazioni internazionali. In Europa
lOece e la maggior parte delle organizzazioni postbelliche degli Stati sono state internazionali. Le proposte dei vari
tipi di organizzazioni sopranazionali europee scaturiscono da due motivazioni distinte, politiche ed economiche. Il
motivo politico radicato nella convinzione che solo attraverso unorganizzazione sopranazionale la minaccia di una
guerra tra le potenze europee pu essere permanentemente estirpata. il motivo economico si fonda sulla tesi che i
mercati pi ampi promuoveranno la specializzazione e la concorrenza, e di conseguenza una produttivit pi elevata
ed un pi alto tenore di vita. I due motivi si fondono nella considerazione che la forza economica la base della
potenza politica e militare e che uneconomia europea pienamente integrata renderebbe le guerre intraeuropee
meno probabili. Lunione doganale del Benelux, che permise il libero movimento delle merci tra Belgio, Paesi Bassi e
Lussemburgo e una tariffa esterna comune, deriv dalla consapevolezza che le economie dei singoli Stati erano
troppo piccole da permettere loro di godere in pieno dei benefici della produzione di massa. La ratifica formale del
trattato venne nel 1947. LOece richiedeva solo cooperazione, non una piena integrazione. Nel 1950 il ministro degli
esteri francese Shuman propose lintegrazione delle industrie del carbone e dellacciaio della Francia e della
Germania Occidentale, le motivazioni erano sia politiche che economiche. Il carbone e lacciaio erano il cuore
dellindustria tedesca sotto sorveglianza e controllo. Ansiosa di essere ammessa nel nuovo concerto europeo, la
Germania Occidentale rispose con alacrit, come del resto fecero i paesi del Benelux e lItalia. La Gran Bretagna
rispose con pi cautela e non vi partecip. Il trattato istitutivo della Comunit Europea del Carbone e dellAcciaio
(CECA) fu siglato nel 1951, esso prevedeva leliminazione delle tariffe e dei contingenti in materia di scambi
intracomunitari di minerale ferroso, carbone, coke e acciaio, una tariffa esterna comune sulle importazioni da altri
paesi e controlli sulla produzione e selle vendite. Per sovrintendere a queste operazioni furono creati diversi
organismi di carattere sopranazionale. In seguito fu costituita la Comunit di Difesa Europea. Sviluppi quali la Corea,
listituzione della Nato nel 1949 e la rapida ripresa economica della Germania avevano dimostrato limportanza di
includere i contingenti tedeschi in una forza militare dellEuropa occidentale. Ma cera ancora molta ostilit nei
confronti dei Tedeschi. Nel 1957 furono siglati altri due trattati che istituivano la Comunit Europea dellEnergia
Atomica (EURATOM) per lo sviluppo di usi pacifici e lenergia atomica e la Comunit Economica Europea (CEE) o
Mercato Comune che prevedeva la graduale eliminazione dei dazi sullimportazione e delle limitazioni quantitative
su tutti gli scambi tra i paesi membri e lintroduzione di una tariffa estera comune. Una delle clausole pi importanti
del trattato fu che esso non poteva essere denunciato unilateralmente e che le decisioni sarebbero state prese da
una maggioranza qualificata piuttosto che allunanimit. Sia il trattato del mercato comune che quello dellEuratom
istituirono commissioni per sovrintendere al proprio funzionamento. La Gran Bretagna, i paesi scandinavi, la
Svizzera, lAustria e il Portogallo crearono lAssociazione Europea di Libero Scambio (EFTA), ma era un unione molto
pi debole del mercato comune e prevedeva leliminazione delle tariffe sui prodotti industriali tra i paesi firmatari.
Alla fine anche questi paesi entrarono a far parte dellorganizzazione insieme alla Grecia, alla Spagna e al Portogallo.
Nacque il parlamento europeo che prima aveva solo potere consultivo e in seguito ebbe anche un limitato controllo
sul bilancio. Nel 1979 i membri del Parlamento furono eletti direttamente dal popolo e presero posto nellassemblea
come raggruppamenti di partiti piuttosto che secondo la nazionalit. Un problema persistente fu il Sistema


Monetario Europeo (SME) che prevedeva la sostituzione delle varie valute nazionali con una singola unit di conto,
lECU. Inoltre furono stipulati diversi trattati con i paesi del Terzo Mondo che permettevano lingresso libero dei loro
prodotti nella Comunit.

XVI CAPITOLO: LECONOMIA MONDIALE ALLINIZIO DEL 21 SECOLO
1991-2001 il primo decennio di economia veramente globale (post crollo Urss, in quanto finch essa esisteva,
avevano 2 grandi mercati economici). Ogni nazione cerca di adattare le proprie politiche e strutture economiche alle
esigenze del mercato globale emergente, caratterizzato dai continui progressi in campo informatico e delle
telecomunicazioni. Grazie a questi progressi capitali-lavoro-mercato sono in continuo spostamento.
Allaffermazione delleconomia globale hanno contribuito i successi economici di:
- Europa Occidentale con una grande ripresa dopo la fine della 2GM;
- Giappone che dalla fine degli anni 40 in poi diventer la seconda economia al mondo, i presupposti per tale Boom
economico furono:rimonta tecnologica, alto livello di capitale umano, alti livelli di risparmio e investimento del
popolo giapponese, una classe manageriale sofisticata, governi stabili orientati allesportazione e una mentalit
collettivista e disposta alla collaborazione.
A questi 2 principali fenomeni faranno seguito i successi economici di altri paesi asiatici, anchessi caratterizzati da
alti tassi di risparmio, p opolazione istruita, governi stabili sostenitori di una crescita stimolata dallesportazione e
molta manodopera (emigrazione dalle campagne).
- In controtendenza va lAmerica Latina che trover grandi difficolt a passare da unindustrializzazione mirata alla
riduzione delle importazioni, ad una guidata dalle esportazioni.
- LAfrica, con i suoi Stati nati dalla fine del colonialismo europeo, si trover totalmente impreparata al complesso
sistema del mercato globale. Rivalit etniche, continue guerre civili e colpi di stato rendono instabili e ingovernabili i
vari paesi, pregiudicando qualsiasi possibile vantaggio economico derivante dalla globalizzazione.
- Infine il Medio Oriente, il cui successo economico legato al petrolio, scoperto in Iran nel primo decennio del XX
secolo. Nel 1960 Iraq, Arabia Saudita, kuwait, Libia e Venezuela daranno vita allOpec (organizzazione dei paesi
esportatori di petrolio) che, controllando il prezzo del greggio, avr effetti su tutta leconomia mondiale.

Il crollo del blocco sovietico
Alla caduta del muro di Berlino (1989), seguir la caduta dei vari regimi comunisti appartenenti allUrss. I motivi
furono principalmente: imposizione dei regimi da parte dellUrss senza il consenso delle popolazioni; disattesa delle
promesse di migliori condizioni di vita e di lavoro; la presenza di un esempio di migliori condizioni economiche e di
vita dei popoli dei vicini paesi capitalisti.
Le masse inizieranno ben presto a manifestare il loro malcontento e in molte occasioni lo stato risponder con le
armi. Le prime transizioni relativamente pacifiche furono:


- POLONIA: 1980 nasce la Solidarnosc (federazione sindacale indipendente dallo stato e dal partito comunista).
Nell89, con elezioni parzialmente libere, un membro di questa federazione diventa primo ministro. Seguiranno dal
90 importanti riforme economiche verso uneconomia capitalistica di mercato (liberalizzazione di prezzi, rimozione
di barriere commerciali e privatizzazione delle aziende dello stato).
- UNGHERIA: dal 56 ottiene una limitata libert negli affari interni da parte delUrss e nel 68 viene istituito un nuovo
meccanismo economico (compromesso tra una stretta pianificazione centrale e un sistema di libero mercato). Grazie
ad esso si creano relazioni pi strette con loccidente e si permette la formazione di partiti politici dopposizione.
Offrendo condizioni eccellenti agli investitori stranieri, si ha una rapida privatizzazione delle aziende dello stato. La
crescita ungherese per si blocca nuovamente negli anni 90 per la performance negativa delle esportazioni e la
mancata modernizzazione delle aziende privatizzate.
- CECOSLOVACCHIA: dopo un primo periodo di manifestazioni di massa represse con violenza, il governo inizia a
negoziare, finch nel 93 assistiamo alla divisione tra repubblica Ceca e Slovacchia. I nuovi stati non hanno debiti con
lestero e possiedono una forza lavoro qualificata, tuttavia l amodernizzazione ritardata dal conflitto tra cechi e
slovacchi; tanto che nel 93 si arriva ad avere valute separate e controlli di frontiera.
- REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA (DDR): dopo il crollo del muro vengono emesse misure di emergenza per
accogliere i rifugiati dellest. Nel 90 abbiamo lunione economica e monetaria. Tuttavia, cresce l adisoccupazione, in
quanto i datori di lavoro delle aziende dellest non possono pi permettersi i nuovi stipendi. La situazione
aggravata dalle spese per la ricostruzione delle infrastrutture della DDR. Questo rallenta la crescita dellintera
Germania.

Seguirono i restanti paesi dellEuropa centro-orientale:
- BULGARIA: nel 1990 abbiamo listituzione di un nuovo regime riformatore, ma tracolla l aproduzione agricola
quando i contadini cercano di ristabilire i propri diritti di propriet. Seguono vari governi corrotti e scandali finanziari.
- ROMANIA: dopo la violenta deposizione del dittatore Ceausescu nel 1989 rimane al governo il partito comunista. Si
avranno riforme lente con scarsissimi risultati economici.
- ALBANIA: il fallimento delle riforme economiche spinge molti allemigrazione.
- JUGOSLAVIA: ex confederazione di stati uniti sotto una dittatura socialista, vivr anni di agitazione tra i vari gruppi
etnici. Nel 91 Slovenia, Macedonia, Bosnia e Croazia dichiarano la propria indipendenza. La Serbia tenta di impedirlo
con la forza, finch nel 1995 interviene la Nato. Il presidente Milosevic scatena la guerra contro i musulmani del
Kosovo. La Nato interviene nuovamente nel 99 e nel 2000 un nuovo presidente viene eletto in Serbia. Seguir un
difficile processo di transizione.



Il desiderio di libert si espande in tutto il continente asiatico:


- CINA: con una limitata introduzione del libero mercato e della libera impresa negli anni 80, la produzione agricola
cresce insieme al reddito dei lavoratori. Questo spinge il popolo a chiedere pi libert politiche. Ad Hong Kong
vengono portate avanti riforme economiche i cui vantaggi vengono sfruttati da tutto il paese che amplifica le sue
esportazioni. Nel 2000 la Cina entra nellOrganizzazione mondiale del commercio e leconomia continua a crescere.
- URSS: dal 64, salito al potere Breznev, leconomia entra in stagnazione, la crescita e la produttivit diminuiscono.
Nell85 Gorbaciov intraprende una serie di riforme: maggiore libert di espressione e possibilit di agire
indipendentemente dal partito e dallo stato nelle questioni politiche. Negli anni 90 c qualche piccola innovazione e
si permette lingresso di capitali stranieri nel paese. Nel 91 dopo il colpo di stato viene proclamata la legge marziale.
Elcin, sfidando i rivoltosi, diventa presidente della federazione Russa ed elimina il potere del partito comunista. Si
forma una nuova elite che rileva le aziende statali e le privatizza. Nel 2000 Putin diventa presidente, consolida la sua
autorit sulla polizia segreta e sullapparato militare. Il capitalismo inizia a svilupparsi.