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I CAMPI FLEGREI, UN GIGANTE

ADDORMENTATO
LA CARTA D’IDENTITA’
Nome Campi Flegrei

Altezza 458m

Catena montuosa Appennini

luogo Campania, Pozzuoli

Ultima eruzione 1538


IL LUOGO…
I CAMPI FLEGREI
• I Campi Flegrei costituiscono un'enorme caldera vulcanica, ovvero una
depressione di forma circolare, con un diametro di ben 15 km situata nel
golfo di Pozzuoli.
L'aggettivo Flegrei deriva dal greco e significa "brucio" e in effetti nella
caldera ci sono almeno 24 edifici vulcanici e tantissimi crateri, alcuni dei
quali ormai non sono più riconoscibili o sono sprofondati in mare.
Addirittura a Pozzuoli il lago d'Averno, situato all'interno di un cratere
vulcanico, nell'antichità era considerato da greci e romani come uno dei
luoghi d'accesso per gli inferi a causa dei gas vulcanici letali provenienti
dal lago.
LAGO
D’AVERNO
«LA PORTA
DEGLI
INFERI»
MITOLOGIA…
• Già dalle prime colonizzazioni greche che hanno testimoniato la realtà di
questi luoghi, quasi tremila anni or sono, abbiamo testimonianze
«mitiche».
• A causa della natura Dei Campi Flegrei, i coloni immaginarono che tali
luoghi furono scenario di Battaglie Gigantomachie, proprio a causa delle
condizioni in cui versavano dopo l’occupazione greca: solfatare, pozze che
ribollivano, sismi , terremoti…
ANCHE LO STORICO STRABONE CONFERMA…
• … « Un tempo questa era terra prospera, come la piana chiamata Campi
Flegrei, dove si colloca il mito dei giganti, non per altro, ma per il fatto che
a suscitare lotte e antagonismi fosse la feracità di questa terra. Si pensa
inoltre che anche per questo Cuma sia stata chiamata Flegra e che le
stesse emissioni di fuoco e di acqua abbiano provocato per folgorazione
ferite dei Giganti qui caduti»
Battaglie
Gigantomachie
COME SI SONO FORMATI?
• Sono formati perlopiù da vulcani monogenici, prodotti da una singola attività
eruttiva di tipo esplosivo. Le rocce più antiche appartenenti a questo campo
vulcanico affiorano proprio nel’area urbana napoletana e risalgono a circa 78mila
anni fa. La storia eruttiva dei Campi Flegrei è sicuramente più antica ma i prodotti
vulcanici precedenti sono alterati, quindi inadatti a essere datati.
LA STRUTTURA
• la struttura dei Campi Flegrei è fortemente condizionata dai due grandi
eventi ignimbritici che hanno eruttato enormi volumi di magma e causato
due sprofondamenti calderici.:
• IGNIBRITE CAMPANA
• ERUZIONE DEL TUFO GIALLO NAPOLETANO
IGNIBRITE CAMPANA
ERUZIONE DEL TUFO GIALLO NAPOLETANO

O
G
G
I
LA STRUTTURA
CAMPI FLEGREI NELLA GEOLOGIA
• Attualmente la storia geologica dei Campi Flegrei è suddivisa
in questo modo:

• Primo periodo Flegreo


• Secondo periodo Flegreo
• Terzo periodo Flegreo
PRIMO PERIODO FLEGREO
• Risale a 42000-35000 anni fa; è caratterizzato da banchi di piperino e tufi grigi pipernoidi,
riconoscibili nella collina dei Camaldoli, come nella dorsale settentrionale e occidentale del
monte di Cuma; altri prodotti a esso riferibili sono quelli profondi di Monte di Procida,
riconoscibili negli strapiombi della sua costa . Per questo periodo si parla anche del vulcano
Archiflegreo la cui attività vulcanica esplosiva raggiunse l’apice con l’esplosione che
disseminò in buona parte della regione Campania l’ignimbrite campana ( 39000 anni fa).
SECONDO PERIODO FLEGREO
• Databile fra i 35000-10500 anni fa, avvenne la maggiore eruzione della storia che si è
caratterizzata per l’esteso deposito di tufo che ricopre l’intera piana campana per un’ area di
oltre 10000 Km2. circa 15000 anni fa si verificò un evento catastrofico quando nei vulcani si
formò un quantitativo di pomici e ceneri, a causa della frammentazione i 40 km di magma, il
cui prodotto fu il tufo giallo che costituisce i resti di un immenso vulcano subacqueo, il cui
cratere residuo è formato dalla collina di Posillipo e dei Camaldoli… all’interno di questo
cratere si erge ancora il massiccio tufaceo del monte Gauro.
TERZO PERIODO FLEGREO
• Datato dagli 8000 e i 500 anni fa ; è caratterizzato dalla pozzolana bianca che costituisce il
materiale di cui è formata la maggior parte dei vulcani che formano i Campi Flegrei. Essi sono
collocati tutti all’interno del cratere primordiale del Secondo periodo Flegreo; a grandi linee
si può dire : con un’attività iniziale a sud-ovest nella zona di Bacoli e di Baia; una attività
intermedia in area centrale, ; e infine un’attività più recente spostatasi nuovamente verso
occidente a formare l’Averno e il Monte nuovo, un piccolo cono vulcanico alto 133m. L’ultima
eruzione è stata quella del Monte Nuovo nel 1538 dopo un periodo di quiescenza durato
circa 3000 anni ed è tra le eruzioni di minore intensità avvenute ai Campi Flegrei.
ERUZIONI
• Negli ultimi 10 000 anni sono avvenute 46 eruzioni, la maggior parte delle quali
concentrata negli ultimi 3.000 anni. Lunghi periodi di quiescenza si sono verificati
tra 10.000 e 6.000, e tra 5.500 e 3.000 anni fa. Cronogramma dell’attività Negli
ultimi 3 000 anni lCentri eruttivi degli ultimi 10.000 anni dell’ attività vulcanica ad
Ischia 3.000 anni le eruzioni sono avvenute da centri eruttivi ubicati in ultimi
10.000 anni ultimi 3.000 anni prevalenza nel settore orientale dell’isola.
L’ERUZIONE DEL 1538
• Il Monte Nuovo, il vulcano più giovane della caldera (1538 d. C.) L’eruzione e’ stata
preceduta da fenomeni precursori molto intensi; è durata una settimana ed è stata
dominata da esplosioni freatomagmatiche; è tra quelle a minore intensità
avvenute nella caldera; ha provocato la morte di 24 persone. L’eruzione ha
formato un cono di tufo alto poco più di 100 metri. Il vulcano ha sommerso un
villaggio termale chiamato Tripergole e sbarrato l’accesso al lago di Averno.
ERUZIONE
DEL 1538
IL BRADISMO
MUSEO ARCHEOLOGICO DEI CAMPI FLEGREI
• Il 28 ottobre del 2016, alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Pestum, è stato presentato il
nuovo parco archeologico sei Campi Flegrei Il castello aragonese di Baia, ospita il Museo Archeologico dei
Campi Flegrei. Per la sua posizione l'area di Baia fu individuata come luogo ideale per gli otia
dell'aristocrazia romana e degli imperatori, che vi costruirono ville sontuose. Il Castello aragonese, sede
del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, espone documenti eccezionali da Baia, Miseno, Bacoli:
l'imponente "Sacello degli Augustali" di Miseno, ricostruito con la sua decorazione architettonica e
scultorea; il complesso delle sculture del Ninfeo di Punta Epitaffio, ritrovato nel corso di uno scavo
subacqueo.  La raccolta dei "gessi di Baia", centinaia di frammenti di calchi eseguiti direttamente sulle più
celebri sculture greche dell'età classica, e adoperati, tra il I e il II secolo d.C., come modelli per la
realizzazione di copie marmoree destinate a decorare ville e edifici pubblici
Parco
archeologico
dei campi
Flegrei
Museo
archeologico
dei campi
Flegrei
VESUVIO E CAMPI FLEGREI
• La domanda che spesso viene posta è: se eruttano i Flegrei c'è il rischio che si
risvegli anche il Vesuvio? Che relazione c'è tra i due vulcani?

Cerchiamo di fare chiarezza analizzando una pubblicazione. Cercheremo di usare


una terminologia semplice e di semplificare al massimo concetti altrimenti
difficilmente comprensibili dai non addetti ai lavori.
I CAMPI FLEGREI ADESSO
• Lo stato di attività di un'area vulcanica è monitorato attraverso l'osservazione di
parametri geofisici e geochimici. Il rilevamento di detti parametri e la loro misura
sono effettuati attraverso tecniche di monitoraggio che si servono di reti di
strumenti opportunamente progettati.  Ai Campi Flegrei sono installati strumenti
per il monitoraggio continuo della sismicità, delle deformazioni del suolo e
delle emissioni di gas dal suolo e dalle fumarole. Inoltre si effettuano periodiche
campagne per la misura di parametri geofisici e geochimici. I dati prodotti dagli
strumenti in continuo e dalle campagne di misura sono analizzati da sistemi
automatici e controllati ed interpretati dai ricercatori dei diversi settori.
COSA SUCCEDEREBBE SE ICAMPI FLEGREI
ERUTTASSERO?
IL NOSTRO GRUPPO
• Roberta
• Flavia
• Ciro
• Jacopo
GRAZIE PER
L’ATTENZIONE