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DANTE ALIGHIERI

Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 da una familia della piccola nobiltà. Si appassiona
agli studi letterari e diventa amico di Guido Cavalcanti e Guido Guinizzelli, creando insieme
a loro il “Dolce Stil Novo”.
Molto importante è l’amore per Beatrice Portinari, a cui Dante dedica la sua prima opera:
la Vita Nova. La giovane donna viene rappresentata dal poeta come un angelo, capace di
avvicinare l’uomo a Dio. Beatrice muore a soli 24 anni.
Nel 1295, per volontà del padre, Dante si sposa con Gemma Donati, da cui avrà 3 figli.
Inizia a prendere parte alle vicende politiche della città, parteggiando per i Guelfi Bianchi.
Mentre Dante si trova a Roma, i Guelfi Neri prendono il potere a Firenze e lo condannano
all’esilio. A Ravenna, ospite di Guido da Polenta, termina il suo capolavoro, la Commedia.
Muore nel 1321.
Oltre alla Vita Nova e alla Commedia, scrive anche trattati sulla lingua come il De Vulgari
Eloquentia, sulla filosofia come il Convivio, e sulla politica come il De Monarchia.

LA DIVINA COMMEDIA
La Divina Commedia viene scritta da Dante intorno agli inizi del 300. È formata da 3
Cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso). Ciascuna è composta da 33 canti, più 1 che ha la
funzione di introduzione per un totale di 100 canti. I versi sono terzine di endecasillabi. Il
numero 3 non è casuale ma rappresenta la Trinità.
Il titolo dell’opera inizialmente era solo “Commedia”. Dante sceglie questo titolo perché la
narrazione parte da una situazione negativa (l’Inferno e i peccatori) per arrivare ad un lieto
fine (il Paradiso e i Santi). L’aggettivo “Divina” viene aggiunto successivamente da Ludovico
Dolce.
Dante racconta del suo viaggio immaginario nei regni dell’Oltretomba (Inferno, Purgatorio
e Paradiso). Inizia il suo viaggio a 35 anni (metà della vita) ed il viaggio dura 7 giorni (dal
Venerdì Santo del 1300). Pur trattandosi di un viaggio completamente inventato, Dante,
inserisce nell’opera molti personaggi reali.
Durante il viaggio Dante è accompagnato da 3 guide. Il primo è Virgilio (autore dell’Eneide)
guida Dante nell’Inferno e Purgatorio. Virgilio rappresenta la ragione.
La seconda guida è Beatrice, donna molto amata da Dante, che lo accompagna nel
Paradiso. Beatrice rappresenta la fede.
La terza ed ultima guida è San Bernardo di Chiaravalle che conduce Dante alla visione di
Dio.
Si tratta di un poema allegorico, in quanto non bisogna interpretarla solo in senso
letterale. Dal punto di vista letterale, Dante compie un viaggio nell’Oltretomba ma, sul
piano allegorico, rappresenta il cammino di tutta l’umanità dal peccato alla salvezza.
Dante sceglie di scrivere in volgare fiorentino. Il linguaggio, a mano a mano che ci si
avvicina al Paradiso, diventa più complesso. Nell’Inferno ad esempio troviamo termini
dialettali e scurrili mentre nel Paradiso termini molto più raffinati.

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