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per evitare le difficoltà della vita.

Il loro matri-
Le donne della Divina commedia monio (com’era costume del tempo) era stato con-
cordato. E con il senno di poi si può dire che è sta-
to molto movimentato ma anche ben riuscito. Lei
1. Le donne nella Divina commedia non lo ha piantato alle prime difficoltà ed insieme
Le donne nella Divina commedia sono numerose. hanno fatto 4 figli. Egli in compenso non l’ha mai
Sono donne dei miti greci, donne della Bibbia, citata nelle sue opere…
donne storiche, donne che appartengono all’imma- Di Lucia basta dir poco: era una vergine siciliana
ginario individuale e collettivo. (sec. IV) che muore per la fede e diventa la santa
La prima è Beatrice. Nella realtà è figlia di Folco che protegge dalle malattie agli occhi, che nor-
Portinari (1266-1290) ed è quasi coetanea di Dan- malmente colpivano gli intellettuali. Dante è perciò
te. Il poeta la vede per la prima volta a 9 anni e se un suo devoto. La santa, sollecitata dalla Vergine
ne innamora perdutamente. Nel 1287 essa sposa Maria, si rivolge a Beatrice, che poi accorre in aiu-
Simone de’ Bardi, mentre egli sposa Gemma Do- to del poeta. Ricompare poi in Pg IX, quando tra-
nati: il suo matrimonio era stato concordato quan- sporta Dante addormentato fino alla porta d’entrata
do egli aveva 12 anni e la futura moglie soltanto del purgatorio; quindi in Pd XXXII.
10. Beatrice muore giovanissima, a soli 24 anni.
Egli la trasfigura, dedicandole la Vita nova (1292- La Vergine Maria vede il poeta in pericolo e in-
93), una specie di diario in cui egli parla del suo terviene con rapida sollecitudine (If II). Nel Medio
rinnovamento spirituale provocato dall’amore per Evo si diffonde il culto della Madonna, vista come
lei. Dopo la morte della donna Dante ha una crisi Madre amorevolissima, che accorre in aiuto dei fi-
spirituale, da cui l’amico Guido Cavalcanti cerca di gli bisognosi. Era convinzione che Dio non conce-
farlo uscire. de sempre la grazia richiesta, perciò era preferibile
Nella Divina commedia compare in If II, quando a rivolgersi a Lei, Madre di Cristo e degli uomini. E
Dante, dubbioso sulle sue capacità di proseguire il Lei avrebbe chiesto la grazia al Figlio, che non a-
viaggio, Virgilio dice che in cielo tre donne lo pro- vrebbe saputo dire di no a Sua Madre. Essa diventa
teggono: la Vergine Maria lo ha visto in pericolo, perciò intermediaria e avvocata degli uomini pres-
perciò si è rivolta a Lucia, che si è rivolta a Beatri- so Dio.
ce, che è discesa all’inferno, nel limbo, per chiede- Contemporaneamente alla valorizzazione della fi-
re allo stesso Virgilio di andare in aiuto di Dante. gura della Madonna nei riti ecclesiastici, avviene il
Così il poeta riacquista fiducia e riprende il viaggio recupero della donna nella poesia profana: dalla
che voleva interrompere. letteratura cortese dei castelli (poesia provenzale e
Nel corso del viaggio nell’inferno e nel purgatorio Scuola siciliana) alla letteratura cittadina (Dolce
essa è il pensiero che incoraggia il poeta nei mo- stil novo). La donna non è più Eva che tenta
menti difficili e gli dà nuova energia per continuare l’uomo e lo porta alla dannazione eterna, diventa
il cammino. Poi ricompare in Pg XXX e, con sor- una figura positiva, che spinge l’uomo a compiere
presa del lettore, accoglie Dante rimproverandolo gesta di valore e a innalzarsi spiritualmente. E di-
di averla dimenticata preferendole i beni terreni. venta anche un angelo disceso dal cielo, che porta
Dante accetta i rimproveri e quindi con la donna l’uomo a Dio.
inizia il viaggio nel paradiso. Il rapporto tra i due è Alla Vergine Maria Dante rivolge una splendida
sempre drammatico e Dante cede sempre alla don- preghiera, che mette in bocca a san Bernardo alla
na, che ora è la guida del poeta, ora è la madre che fine del viaggio (Pd XXXIII). Il santo chiede a Lei
richiama il figlio ai suoi doveri. che interceda presso Dio affinché il poeta abbia la
In If II Beatrice è ancora la donna stilnovistica, che visione mistica di Lui. Ed Essa ottiene la grazia.
ha gli occhi belli come le stelle e che parla con vo-
ce dolcissima. Poi, quando ricompare in cima al Nel seguito conviene seguire il viaggio del poeta
purgatorio, si è trasformata in una figura molto più nell’oltretomba e incontrare le donne dove le ha
complessa: diventa il simbolo della fede e della collocate, dedicando loro almeno qualche verso.
teologia razionale, che sono superiori a Virgilio,
simbolo della ragione umana. E con tale guida il 2. Le donne dell’Inferno
poeta va dal paradiso terrestre, in cima al purgato- La prima donna che compare nella Divina comme-
rio, fino alla fine del viaggio. Negli ultimi istanti dia è una eroina latina, la vergine Camilla, donna
però la donna si deve far da parte e cedere il posto e guerriera (If I). Essa è posta (prima da Virgilio e
a san Bernardo, simbolo della fede mistica, la sola poi da Dante) tra coloro che morirono per dare ori-
che permette all’uomo di incontrare l’essenza divi- gine a Roma: Eurialo e Niso (eroi troiani), Camilla
na. e Turno (eroi latini), morti nella guerra tra troiani
Beatrice appartiene al mondo immaginario di Dan- invasori guidati da Enea e latini invasi guidati da
te: non c’è alcun contrasto tra lei e la moglie Turno, re dei rùtuli, sono messi insieme, per indi-
Gemma. Gemma appartiene alla realtà quotidiana, care che la nuova comunità sorgeva dal supera-
alla vita reale. Portava una buona dote, essenziale mento della distinzione tra vincitori (i troiani) e

Genesini, Donne nella Divina Commedia 1


vinti (i latini). Una saggia decisione, che eliminava che riversava sulla terra. È ministra di Dio, coinci-
i conflitti fin sul nascere. I morti delle due parti di- de con la Provvidenza (o quasi) e attua i disegni
ventano i morti comuni, e vengono posti a fonda- divini. Distribuisce a caso fra gli uomini ricchezza
mento del presente e del futuro. Le due comunità e capacità, nella quantità che servono per far fun-
quindi, per avvedutezza, si fondono. Vanno a co- zionare bene la società. A tempo debito fa passare
stituire una nuova unità, un nuovo popolo. O sag- la ricchezza da un popolo all’altro, da una famiglia
gezza degli antichi! all’altra. E contro di essa non si può fare nulla e a
Camilla è però soltanto una donna ricordata, non nulla valgono le imprecazioni degli uomini, com-
una donna dell’inferno… prese quelle del poeta. In seguito il poeta aggiunge
che sono gli uomini a usar male le risorse che essa
Le prime donne che si incontrano nell’inferno si distribuisce (Pd VIII): non si può dar la colpa a
trovano nel secondo cerchio, dove sono puniti i Dio o alla ministra di Dio.
lussuriosi (If V). La lussuria è il primo peccato,
quello più leggero, adatto quindi alle donne. Il tra- Poco dopo Dante incontra le tre furie della mito-
dimento, punito nel lago gelato di Cocìto, è invece logia greca: Megera, Aletto e Tesifone. Sono spor-
il peccato più grave, riservato agli uomini, prelati che di sangue, hanno membra e aspetto umani, so-
compresi. I peccatori carnali sono travolti da una no ricoperte di serpenti. Esse si squarciano il petto
bufera infernale che non cessa mai, proprio come con le unghie, battono le mani e gridano tanto forte
in vita si sono fatti travolgere dalla passione. Dante che spaventano il poeta. Poi invitano Medusa a tra-
vede Semiramide, che ebbe molti amanti e che le- sformarlo in sasso, poiché in quel luogo era un in-
galizzò l’amore libero, per evitare le critiche del truso. Virgilio invita Dante a coprirsi gli occhi, per
suo popolo. Poi vede Didone, regina di Cartagine, non diventare pietra, altrimenti non sarebbe più u-
che dimenticò la promessa fatta al marito Sicheo di scito nel mondo dei vivi. E Dante obbedisce.
non sposarsi, si innamorò di Enea, fuggito da Troia I pericoli dell’inferno sono reali e sono ugualmente
in fiamme, e si uccise quando questi la abbandonò reali i pericoli o le gratificazioni che provvengono
per riprendere il viaggio voluto dagli dei. dall’immaginario collettivo.
Dante vede anche Cleopatra, regina dell’Egitto
che (è storicamente vero) passò da Giulio Cesare Un altro incontro mitologico è quello con le Arpie:
ad Antonio e che cercò di sedurre anche il giova- sono enormi uccelli con ali e artigli e il viso di
nissimo Ottaviano, il futuro primo imperatore di donna (If XIII). Esse straziano gli alberi in cui sono
Roma, che la respinse. Con lei c’è anche la bel- richiusi i suicidi e sono strumenti implacabili della
lissima Elena, che fu causa della guerra di Troia. giustizia divina.
Accanto alle donne però ci sono gli eroi antichi Dante prende a piene mani personaggi reali e mito-
come Achille ed i cavalieri moderni come Paride logici del mondo greco e latino perché era opinio-
e Tristano, che morirono a causa dell’amore. ne comune che il Cristianesimo era venuto non per
Dante guarda la folta schiera dei lussuriosi e si sen- distruggere i valori e la civiltà greca e romana, ma
te turbato, perché anch’egli potrebbe fare la stessa semplicemente per perfezionarli con la grazia e la
fine: da giovane ha scritto rime amorose e licenzio- fede in Dio.
se (queste ultime normalmente censurate). Vuole
parlare con due di loro che stanno insieme nel ven- Nel cerchio ottavo, prima bolgia, sono puniti i se-
to impetuoso: Francesca da Rimini e Paolo Malate- duttori, divisi in due schiere: seduttori per conto
sta. Parla la donna, che racconta del suo amore per altrui (ruffiani o mezzani come Venedico Caccia-
Paolo, fratello del marito Gianciotto, un amore co- nimici) e per conto proprio (Giasone). Giasone ha
sì violento che ancora la travolge lì all’inferno. E passato la vita ad ingannare donne. Il poeta ricorda
insiste: all’amore non si può resistere (come diceva che nel viaggio alla conquista del vello d’oro,
il Dolce stil novo), e l’amore è fatto di bellezza e l’eroe greco sedusse la giovanissima Isifile, regina
di piacere (come completa lei). Dante, curioso, di Lemno, la mise incinta e poi l’abbandonò. Con-
chiede come si sono innamorati. La donna rispon- tinuando il viaggio, sedusse Medea, avendo biso-
de che un libro d’intrattenimento fece sorgere la gno del suo aiuto per rubare il vello, e poi, rag-
loro passione ed essi vi si abbandonarono. Per lei è giunto lo scopo, abbandonò pure lei.
giusto che il marito, che li ha uccisi, debba finire Dante giudica (e condanna o, in paradiso, assolve)
nella parte più profonda dell’inferno, dove sono personaggi mitologici, perché nulla e nessuno può
puniti gli uccisori dei parenti. sottrarsi al giudizio di Dio e alla giustizia divina. E
Ascoltando questa storia, in cui si immedesima con i peccati sono peccati anche se commessi prima
tutte le sue fibre, Dante sviene. dell’avvento di Cristo. Il motivo è semplice: per la
Chiesa come in precedenza per Aristotele e per il
La figura femminile successiva che il poeta incon- mondo greco, il peccato è un comportamento che
tra è la personificazione della Fortuna (If VII). La danneggia la società e perciò non è importante se è
Fortuna dantesca è molto diversa dalla dea Fortu- commesso nel mondo pagano o nel mondo cristia-
na dei romani, che aveva il corno dell’abbondanza no. È e resta una trasgressione alle leggi che rego-

Genesini, Donne nella Divina Commedia 2


lano la vita comune, elaborate per eliminare i con- Gli ultimi personaggi femminili dell’inferno sono
flitti sociali. Il peccato di cui parla il Cristianesimo in sintonia con il luogo di pena. Sono i falsari: fal-
coincide quindi con i reati che sono contemplati sari di moneta come falsari del proprio aspetto (If
dalle leggi dello Stato. Ciò non è mai stato capito XXX). Uno di questi è Mirra, che prese l’aspetto
dai lettori critici e laici dell’opera dantesca. di un’altra donna per divenire l’amante del padre.
L’esempio di Francesca prima e di Giasone ora Un altro è la moglie di Putifarre che cercò di se-
permette di capire che cosa si deve considerare durre Giuseppe e, ricevendone un rifiuto, lo accusò
peccato: il suo adulterio porta conflitti in famiglia falsamente presso il marito di volerla sedurre.
e disordini sociali. Indubbiamente Paolo era un Mirra è personaggio della mitologia greca, l’altra
amante più abile e più bello del marito (che tra donna è personaggio della Bibbia. Commisero lo
l’altro si disinteressava della moglie preferendole stesso peccato, falsificando l’aspetto o la verità.
la caccia con il falcone). Ma per il proprio piacere Ambedue sono punite all’inferno.
privato e individuale non si può mettere in pericolo L’attaccamento alla verità e il rifiuto della menzo-
l’ordine dentro la famiglia, il matrimonio legittimo gna è uno dei valori più sentiti nel Medio Evo. Una
e l’ordine nella società. La prole poi deve essere delle storielle più diffuse era il dilemma di un ge-
sempre legittima e ricevere le cure di ambedue i nerale: se ingannava il nemico, vinceva la guerra
genitori. Altrimenti diventa asociale, una ulteriore ma perdeva l’anima; se non ingannava, perdeva la
minaccia per la società. guerra ma salvava l’anima. Che fare? Questo di-
Il comportamento di Giasone mina la fiducia delle lemma compare in If III: se commetti un crimine
donne negli uomini, oltre a provocare dure reazioni andrai all’inferno (o, al limite, se commetti una
da parte delle donne ingannate e/o dei loro genito- buona azione…), ma diventerai famoso; se non lo
ri, che vogliono giustizia. Mette al mondo figli, il commetti, finisci tra gli ignavi che non hanno la-
cui allevamento cade interamente sulle spalle della sciato alcuna fama di sé sulla terra. La conclusione
donna. Introduce il disordine nella società. E il di- di Dante è questa: meglio fare qualcosa, anche se
sordine a sua volta crea altro disordine, in una spi- di depravato, perché la fama ci dà l’immortalità
rale senza fine. terrena, un valore da conseguire (Pd XVII).

Nel cerchio ottavo, seconda bolgia, sono puniti gli Le donne dell’inferno sono donne dominate dalla
adulatori (If XVIII). Qui Dante incontra Taidè, la passione sensuale o donne abbrutite da una passio-
“puttana”, che si graffia il petto con le “unghie ne sfrenata e trasgressiva: Francesca tradisce il ma-
merdose”, si piega sulle ginocchia e si alza in pie- rito in nome del piacere e della bellezza, Semi-
di. Virgilio precisa la colpa: era sempre pronta alle ramide è una ninfomane smodata, Mirra vuole un
richieste del suo amante. Taidè (secondo l’accento rapporto incestuoso con il padre (nella Bibbia Lot
greco) era una prostituta ateniese, le cui vicende ubriaco giace con le figlie). Ma al di là dell’ambito
erano arrivate al poeta attraverso gli aneddoti che affettivo-passionale e sensuale-sessuale le donne
condannavano la sua abitudine ad adulare la gente. non vanno a commettere peccati…

Dopo tante donne licenziose e scellerate si incontra


una donna che può essere un modello da imitare: 3. Le donne del Purgatorio
Penelope. Essa compare indirettamente nelle paro- Nel purgatorio si incontrano donne non molto di-
le di Ulisse, che racconta la sua storia (If XXVI). verse, anche se hanno evitato l’inferno.
Dopo che partì dall’isola della maga Circe, egli di-
resse la nave non verso Itaca, dove aveva un figlio La prima compare indirettamente, è Marzia, la
mai visto, un padre ormai vecchio ed una moglie moglie di Catone l’Uticense (o il giovane) (Pg I),
che doveva far lieta, ma verso lo stretto di Gibilter- messo da Dante a fare il guardiano del purgatorio.
ra. Qui persuase i suoi compagni ad intraprendere Virgilio lo prega di permettergli di visitare il pur-
un viaggio mai tentato nell’oceano disabitato. Do- gatorio in nome dell’amore che ebbe per sua mo-
po cinque mesi lunari videro una terra, ma da essa glie, che ora si trova nel limbo (dove era anche
sorse un turbine che affondò la nave e tutti gli oc- lui). Catone gli risponde che non è necessario che
cupanti. egli lo preghi in nome di Marzia. In vita ha fatto
Tra la famiglia e la moglie (abbandonata poco do- quanto ha potuto per renderla felice. Ma ora essa
po il matrimonio per partire per la guerra contro non lo può più commuovere a causa di quella leg-
Troia) e il desiderio di conoscenza e di nuove espe- ge che fu fatta quando Cristo risorto andò nel lim-
rienze l’eroe greco sceglie la conoscenza, ed incon- bo e portò in cielo tutti gli spiriti meritevoli di sal-
tra la morte davanti alla montagna del purgatorio, vezza. Da quel momento nessuno più uscì dal lim-
dove non poteva scendere, perché era vivo e per- bo. Perciò, se in cielo si vuole il viaggio di Dante,
ché era pagano. Ulisse, un curioso eroe del pensie- egli li farà passare.
ro laico, conosce i suoi doveri verso la famiglia, Catone, che si suicida in nome della libertà politi-
ma non sa sottrarsi all’attrazione dell’ignoto. E pa- ca, è il severo difensore della legge divina, in nome
ga con la vita.

Genesini, Donne nella Divina Commedia 3


della quale ha dimenticato anche l’affetto verso la non è continuamente ravvivato dall’occhio o dal
moglie. tatto. Dante non risponde, perché attratto dalle stel-
Un rispetto eccessivo ed esagerato verso la legge? le del polo antartico (egli era normalmente lontano
No, poiché per i medioevali la legge esiste per es- dalla moglie, che resta a Firenze fino al 1313, cioè
sere rispettata e non per essere aggirata o per trova- finché i figli sono minorenni e non incorrono nella
re eccezioni, costi quel che costi. L’inosservanza pena di morte loro riservata al raggiungimento del-
della legge provoca un degrado nell’ordine sociale la maggiore età). Anche i poeti hanno una vita ter-
e gravissimi conflitti, assolutamente da evitare. rena e conoscono le difficoltà di tutti gli altri uo-
Perciò nel canto L della Divina commedia (Pg mini. E donne.
XVI) Marco Lombardo si lamenta che ci sono le
leggi ma che non sono fatte rispettare. La legge e In Pg IX ricompare santa Lucia: prende Dante
l’ordine sono le strutture dello stesso Dio (nel addormentato e lo porta davanti alla porta del pur-
quarto Vangelo Egli è Lógos, ragione, ordine e ra- gatorio. Il poeta incontra i superbi nella prima cor-
zionalità), e la società deve conformarsi a Lui. nice (la superbia è il peccato più grave). Quindi in-
contra gli invidiosi (Pg XIII). Una delle anime si
Anche la seconda donna che si incontra compare rivolge a lui e gli racconta la sua storia: è Sapìa di
indirettamente. È Giovanna, moglie di Bonconte Siena, ma contro l’augurio, implicito nel suo no-
da Montefeltro (Pg V). Parlando con Dante, il ma- me, essa non fu saggia. Quando i fiorentini scon-
rito si lamenta che essa lo ha dimenticato. Ed è an- fissero i senesi, essa provò una soddisfazione in-
che vero. Il fatto è che egli preferiva starsene sem- contenibile, tanto da sfidare lo stesso Dio. Ma poi
pre fuori di casa, perché sentiva un insopprimibile in fin di vita si pentì e finì in purgatorio, dove le
desiderio di menar le mani. E muore menando fen- pene le sono state abbreviate grazie alle preghiere
denti contro i nemici, i fiorentini, nel 1289 a Cam- di un sant’uomo, Pier Pettinaio.
paldino. Dante è tra i suoi avversari, ma nessuno La sua storia si comprende più facilmente se si co-
dei due ricorda questo particolare: non è più im- nosce il motivo che ha scatenato la sua invidia: nel
portante. In punto di morte però si rivolge alla Ma- 1267 il comune di Colle di Val d’Elsa chiede a
donna, si pente sinceramente dei peccati commessi Siena un buon podestà. Il legato papale indica il
e finisce in purgatorio… marito di Sapìa, perché è di parte guelfa. Il nipote
Bonconte non si ricorda del padre Guido, un gran- Provenzan Salvani invece delega il proprio fratello
de condottiero militare del tempo, che è finito Guinibaldo. Da ciò forse deriva il desiderio di ri-
all’inferno per consiglio fraudolento (If XXVII). valsa contro il nipote che fu ucciso e decapitato
Ma il lettore istintivamente abbina la sorte diversa nella battaglia di Val d’Elsa (1269). La sua testa fu
riservata al padre e al figlio, divisi per l’eternità, e infilata in una pica e fatta girare come trofeo sul
riflette… Dante costringe il lettore anche a pensare. campo di battaglia.
Sapìa è quindi contenta di vedere i senesi sconfitti
Subito dopo il colloquio con Bonconte un’anima si perché nella battaglia trova la morte il nipote, che
rivolge a Dante, è Pia de’ Tolomei (Pg V). Il suo aveva offeso suo marito e che aveva impedito a lei
intervento è brevissimo: “Quando sarai tornato sul- di essere la prima donna di Siena.
la terra e ti sarai riposato per il lungo viaggio, ri- Il lettore ricorda di aver incontrato Provenzan due
cordati di me, io sono la Pia. Nacqui a Siena e mo- canti prima (Pg XI). Nonostante la superbia egli si
rii in Maremma. Si salvi mio marito che mi ha dato è salvato ed è finito in purgatorio. I senesi lo vide-
l’anello nuziale e poi mi ha sposato”. Di tutta la ro umiliarsi e chiedere l’elemosina in piazza, per
sua vita ricorda soltanto l’amore verso il marito e il liberare l’amico caduto prigioniero del re di Fran-
momento delle nozze. Lei lo ama ancora, anche se cia (il riscatto era di ben 10.000 fiorini…).
lui l’ha uccisa. Forse gli rendeva la vita impossibile Quest’azione di umiltà gli fece aprire le porte del
a causa del suo eccessivo amore… Non si sa. purgatorio.
Pia è una delle figure più struggenti della Divina Nel Medio Evo la parola invidia ha un significato
commedia. La sua storia è racchiusa in soli sette molto preciso, che è il significato etimologico.
versi, che ricordano l’essenziale di tutta la sua vita. Vuol dire guardo male qualcuno, auguro del male
a qualcuno, sono contento per il male che colpisce
Anche la quarta donna compare indirettamente, qualcuno. Non potendosi vendicare personalmente
nelle parole di un altro marito insoddisfatto. È di un torto subito, ci si accontentava dell’invidia…
Beatrice d’Este, la moglie di Nino Visconti, un
giudice amico di Dante (Pg VIII). Nino si lamenta In Pg XVII Dante ha tre visioni, che irrompono
con un giusto risentimento (lo sottolinea il poeta) nella sua immaginazione. La prima mostra Pro-
che sua moglie si sia risposata subito dopo la sua gne, figlia di Pandione, re di Atene. Per vendicarsi
morte. E ciò dimostra che lei non lo ama più. Dal del marito Tereo, re di Tracia, che l’aveva tradita
suo comportamento – continua il giudice amareg- con la sorella Filomela, uccide il figlio Ati e glielo
giato – si vede chiaramente quanto poco duri dà da mangiare. Quando se ne accorge, Tereo inse-
l’amore di una donna (sta generalizzando…), se gue le due sorelle, per ucciderle. Ma intervengono

Genesini, Donne nella Divina Commedia 4


gli dei, che lo trasformano in upùpa, mentre tra- Il poeta se la prende anche in seguito con le donne
sformano Progne in usignolo e Filomela in rondi- scostumate (ad esempio con Cianghetta della Tosa,
ne. In tal modo la donna è punita per la sua ira. che segue eccessivamente la moda) e indica il suo
La seconda mostra la storia di Mardocheo, ripresa ideale di vita (Pd XV): una vita cristiana, dediti al-
dalla Bibbia (Est. 2). Aman, ministro del re persia- la moglie, alla famiglia, ai figli in una Firenze che
no Assuero, condanna a morte Mardocheo e tutti non conosce la ricchezza né il degrado morale pro-
gli ebrei, perché non volevano attribuirgli onori di- dotto dall’inurbamento di gente rozza e selvaggia,
vini. A favore di Mardocheo interviene la regina proveniente dal contado.
Ester, che rivela al sovrano il proposito del primo
ministro. Assuero punisce Aman facendolo croci- Poco prima di accomiatarsi Forese parla della so-
figgere sulla stessa croce preparata per Mardocheo. rella Piccarda, tanto bella quanto buona, che si
Mardocheo è tutore e zio di Ester, che adotta, è ri- trova già in cielo (Pg XXIV). Poi indica Bonagiun-
spettoso della legge ebraica, che imponeva di ado- ta da Lucca, un poeta tradizionale coetaneo di Dan-
rare soltanto Dio. Ester è una donna bellissima, te. Questi si mette a parlare di poesia con Dante,
che fa invaghire il re persiano e ne diventa la mo- che gli dà la corretta definizione di dolce stil novo,
glie. Come regina protegge gli ebrei. il nuovo modo di poetare che ha sbaragliato la po-
La terza mostra Lavinia, figlia del re Latino e di esia tradizionale. Da parte sua il lucchese gli pre-
Amata. La donna rimprovera la madre, che si sui- annuncia una donna, Gentucca, che gli farà piace-
cida quando riceve la notizia, falsa, che sia stato re la città di Lucca (Pg XXIV). A quanto pare, la
ucciso Turno, re dei rùtuli, a cui aveva promessa la donna aiuterà Dante nei primi anni dell’esilio,
figlia. quando è in Toscana e spera ancora di rientrare a
Si tratta di tre esempi d’ira punita: a) Progne che si Firenze. Dante, riconoscente, la ricorda e citandola
adira contro il marito che l’ha tradita ed è trasfor- la rende famosa.
mata in usignolo; b) Aman, ministro del re persia-
no Assuero, che è punito per l’ira dimostrata verso Qualche canto dopo Dante arriva in cima alla mon-
il giusto Mardocheo; quindi c) la regina Amata che tagna del purgatorio, dove si trova il paradiso ter-
si adira per la falsa notizia della morte di Turno, a restre (Pg XXVIII). Una brezza primaverile gli
cui aveva promesso in sposa la figlia, e irrazional- colpisce la fronte. Egli avanza, finché un fiumi-
mente si uccide. Essi sono presi rispettivamente cello limpidissimo gli impedisce di proseguire, co-
dalla mitologia classica, in questo caso da Ovidio, sì si ferma. Guarda oltre il fiumicello e vede una
dalla Bibbia e dall’Eneide, le opere che stanno alla donna tutta sola, che sta raccogliendo fiori can-
base della cultura medioevale. tando. Dal viso si accorge che è innamorata. La
prega di avvicinarsi. La donna si avvicina, alza gli
In Pg XXIII, 1-63, Dante si addormenta. In sogno occhi e gli sorride. Poi lo invita a parlare. Il poeta
gli appare una “femmina balba” (una “donna bal- le chiede come mai nel paradiso terrestre c’è quella
buziente”), bruttissima e deforme, che si mette a brezza. La donna risponde che la brezza è provoca-
cantare con una dolcissima voce di sirena. Si vanta ta dalla montagna del purgatorio, che ostacola il
di aver affascinato e irretito Ulisse facendogli pro- movimento dell’atmosfera terrestre insieme con il
vare una insaziabile sete di sapere e portandolo alla cielo della Luna. E aggiunge che grazie al movi-
morte. All’improvviso appare un’altra donna che le mento dell’atmosfera i semi delle piante di quel
strappa le vesti. Dal corpo esce un fetore mortale, luogo sono dispersi su tutta la terra e crescono se-
che sveglia il poeta. Dante allora si rivolge a Virgi- condo il terreno che trovano. Il fiumicello che il
lio, che gli spiega il sogno: facendo proprio il poeta ha davanti proviene da una fontana inesauri-
comportamento della seconda donna, l'uomo si bile, che la volontà di Dio divide in due corsi: il
libera dalla cupidigia dei beni terreni e con la ra- Letè, la cui acqua fa dimenticare i peccati commes-
gione dimostra l’imperfezione della falsa felicità. si; e l’Eunoè, la cui acqua fa ricordare le buone a-
zioni compiute. In questo luogo, dove è sempre
Nella sesta cornice Dante incontra i golosi che e- primavera, vissero innocenti i primi uomini. Dante
spiano il loro peccato soffrendo la fame (Pg è affascinato. Si volta per guardare Virgilio e Sta-
XXIII). Tra essi si trova Forese Donati, amico del zio dietro di lui, che gli sorridono. Poi ritorna a
poeta e parente di Gemma Donati, moglie di Dan- guardare la donna.
te. Forese elogia la moglie Nella, che si comporta Il poeta conosce il nome della donna soltanto in
bene e che con le sue preghiere gli ha accelerato seguito, quando glielo dirà Beatrice (Pg XXXIII,
l’entrata in purgatorio. Subito dopo se la prende 119). La donna si chiama Matelda e, come Catone
con le donne fiorentine, che sono scostumate e è guardiano del purgatorio, lei è guardiana del pa-
vanno in giro a mostrare i seni. Ma si consola pen- radiso terrestre.
sando che presto saranno duramente punite. Dante Matelda anticipa l’arrivo di Beatrice, che compare
gli risponde parlando di sé: si è fatto traviare ed in Pg XXX, ed obbedisce anche alle richieste di
ora Virgilio lo sta riportando a casa. Beatrice di immergere Dante nel Letè e nell’Eunoè.
Ma appartiene ad un’altra dimensione, quella del

Genesini, Donne nella Divina Commedia 5


paradiso terrestre, quando l’umanità era innocente, avviliti. Ma Beatrice ha una parola di speranza:
felice e immortale. Con il peccato quel mondo si è Dio manderà un DUX, un condottiero militare,
infranto, è comparso il dolore, la corruzione e la cioè un imperatore, che ucciderà la fuia (la ladra)
morte, insomma è comparsa la storia. e il gigante che pecca con lei (Pg XXXIII).
Matelda è il paradiso perduto, che l’uomo desidera
e insegue, ma che non può più raggiungere. Nella Ma ora con Beatrice il poeta è pronto a salir le stel-
nuova realtà Cristo è dovuto venire sulla terra e sa- le e a iniziare il viaggio nelle sfere celesti.
crificarsi per riaprire la porta della salvezza e
l’uomo deve vivere una vita di dolore per conqui-
starsi il premio del paradiso. 4. Le donne del Paradiso
Dante e Beatrice si muovono veloci come la folgo-
Matelda e Dante risalgono il fiume ognuno su una re verso il cielo della Luna. Le anime dei beati ab-
sponda, finché la donna lo invita a guardare una bandonano la loro sede per incontrare il poeta e la
lunga processione che avanza verso di loro (Pg sua guida.
XXIX). Quando li raggiunge, la processione si Nel cielo della Luna, il più basso, Dante incontra
ferma, si rivolge verso il carro che la segue e si Piccarda Donati (Pd III), che gli racconta la sua
mette a cantare (Pg XXX). Sul carro in una nuvola storia: volle farsi monaca, ma uomini abituati alla
di fiori appare Beatrice. Dante sente la potenza violenza la rapirono dal convento e la costrinsero a
dell’antico amore verso la donna. Si volta verso sposarsi. Ma lei nel cuore si è sempre sentita legata
Virgilio, ma Virgilio lo aveva lasciato. Egli allora ai voti fatti. Anche lo spirito vicino a lei, Costanza
si mette a piangere. Beatrice lo chiama per nome e d’Altavilla, ha subito la stessa violenza: fu costret-
lo rimprovera aspramente, perché ha dimenticato ta a sposare l’imperatore Enrico VI, a cui diede un
che soltanto in paradiso l’uomo è felice. Più volte è figlio, Federico II di Svevia. Poi la donna scompa-
intervenuta per riportarlo sulla retta via, apparen- re cantando l’Ave Maria.
dogli in sogno o in altri modi. Ma inutilmente. Tut- Dante chiede a Beatrice come mai l’inadempi-
ti i rimedi erano inefficaci. Restava quello di mo- mento di un voto toglie meriti, dal momento che le
strargli l’inferno. Perciò, piangendo, si è rivolta a donne hanno dovuto piegarsi alla violenza esercita-
Virgilio, che lo ha condotto fino al paradiso terre- ta su di loro. Beatrice spiega chiaramente fino a
stre. Ed ora Dante può varcare il fiume Letè pa- che punto esse erano costrette a cedere alla violen-
gando il prezzo d’un pentimento sincero, fatto di za e da che punto esse diventano complici della
lacrime. violenza subita: quando la violenza era in atto, esse
Dante stupisce il lettore prima introducendo la dovevano cedere; ma, quando la violenza era ces-
straordinaria figura di Matelda, poi con gli aspri sata, esse dovevano ritornare in convento; non lo
rimproveri che Beatrice gli rivolge. Ci si aspettava hanno fatto per un qualche timore, per quanto
un incontro familiare e commovente dopo sei anni comprensibile, ma ciò le rende complici della vio-
dalla morte della donna, con baci, abbracci e la- lenza subita.
crime di commozione. E invece no: Beatrice com- La soluzione di Dante tiene conto degli attori (chi
pare e rimprovera. E il poeta riconosce che la don- fa e chi subisce violenza) e tiene conto delle circo-
na ha ragione. stanze (come aveva indicato Tommaso d’Aquino):
egli vuole evitare che con la scusa che non si può
Poco dopo Dante si addormenta (Pg XXXII). In resistere alla violenza si ceda immediatamente alla
sogno gli appare una “puttana sciolta”, cioè nuda, violenza, poiché la responsabilità cade sempre sul
che guardava intorno con occhi lascivi. Un gigante, violento e la donna violentata è vittima innocente.
ritto al suo fianco, ora la baciava, ora la frustava Inoltre, facendo resistenza alla violenza, la donna
per evitare di perderla. Quindi i due si inoltrano scoraggia il violento a commettere violenza su altre
nella selva e scompaiono. La puttana indica la donne. In tal modo la violenza sociale diminuisce.
Chiesa o, meglio, i papi che hanno relazioni con il
potere politico, cioè con la Francia (Martino IV I problemi teologici sono completamente dimenti-
con Carlo I d’Angiò, Bonifacio VIII con Carlo di cati quando il poeta incontra le due figure femmi-
Valois, Filippo il Bello con Clemente V), mettendo nili successive (Pd IX). Una è Cunizza da Roma-
in grave pericolo la comunità dei fedeli e l’auto- no (una località vicina a Treviso), l’altra è Raab,
nomia stessa della Chiesa. Il poeta conosce uno dei una cananea. La prima è una ninfomane, che dice-
periodi più drammatici della storia della Chiesa: va sempre di sì a chi chiedeva cortesemente il suo
Clemente V porta la sede papale ad Avignone amore. La seconda è una prostituta di mestiere, che
(1309), dove resta sino al 1377. Segue poi il gran- tradisce i suoi concittadini e li vende agli ebrei e
de scisma con più papi, uno a Roma e uno ad Avi- cambia mestiere perché essi mantengono la pro-
gnone. La situazione si normalizza soltanto nel messa (ma ciò è incredibile!): non la uccidono ed
1420 con il Concilio di Costanza. anzi la pagano. E sono in paradiso, nel cielo di Ve-
Davanti al degrado che colpisce la Chiesa Beatrice nere (o degli spiriti amanti), insieme con Falchetto
e i componenti della processione sono costernati e da Marsiglia, un vescovo che era un pessimo can-

Genesini, Donne nella Divina Commedia 6


tautore ed un ottimo assassino, colpevole di aver Rimpiange i tempi antichi quando non c’erano in-
sterminato gli albigesi senza pietà, compresi le dividui corrotti come Lapo Salterello o donne va-
donne ed i bambini… Anzi lo stesso Gesù Cristo nesie come la Cianghetta della Tosa, sempre ve-
ha trascinato fuori del limbo la prostituta cananea stita all’ultima moda. Rimpiange anche le famiglie
insieme con i patriarchi, quando salì al cielo e da che fecero grande Firenze, ora cadute in rovina (Pd
quel momento il limbo fu chiuso per l’eternità. XVI). Eppure, sotto sotto, riconosce che anch’esse
Dante sorprende ancora il lettore e si giustifica di- hanno commesso grossolani errori, che poi hanno
cendo che i disegni di Dio sono inaccessibili alla pagato a caro prezzo.
mente umana; che nel caso specifico Cunizza in Dante vive un tempo di grandi trasformazioni poli-
tardissima età, cioè quando il corpo non le permet- tiche, sociali ed economiche. Esse fanno gli inte-
teva più di peccare, ha fatto opere buone. E che ressi dei gruppi emergenti e spazzano via senza
Raab ha meritato il cielo perché con la sua azione pietà gli sconfitti. Ed egli, travolto dagli avveni-
o, meglio, con il suo tradimento, ha reso possibile menti, è uno di questi. Perciò reagisce dandosi una
l’avvento di Cristo e quindi la salvezza degli uo- missione da compiere per volere di Dio (Pd XVII)
mini. Nel caso del vescovo si giustificava dicendo ed anche imprecando contro la Fortuna cristiana,
che era preferibile, cioè era il male minore, sradi- che pure è ministra di Dio. Eppure le sue riflessio-
care l’erba malvagia dell’eresia in nome dei van- ni vanno ben oltre il suo caso individuale e acqui-
taggi che la società ne riceveva. E sterminare tutti stano un valore universale: anche nel Settecento la
gli eretici… rivoluzione industriale ha provocato repentini
Dante è un poeta intelligentissimo e con le sue sto- cambiamenti e sconvolto la vita di larghe fasce del-
rie cerca in qualche modo di farci capire quanto è la popolazione. Ed anche oggi la rivoluzione in-
strana e quanto è paradossale la realtà. Se non vo- formatica sta facendo altrettanto…
gliamo esser d’accordo con lui, non è necessario La missione che il poeta si attribuisce e il viaggio
esserlo. Però, per lo meno, ci dobbiamo giustifica- che compie sono per lui come per noi un richiamo
re con qualche argomentazione ben formata. Da alla “retta via”, alla via della ragione: egli richiama
parte sua, egli è figlio del paradosso: se i fiorentini a non abbandonare i valori solidi della tradizione e
non lo esiliavano, non sarebbe divenuto famoso. a non abbandonarsi ai presunti nuovi valori, lucci-
Ciò non ostante, anziché dimostrar loro gratitudine canti ma ingannevoli. Ma gli uomini sono senza
li ha insultati per tutta la Divina commedia. Non ragione, sviluppano le nanotecnologie e inquinano
ebbe mai il senso della riconoscenza. l’aria con le polveri sottili…

Poco dopo il poeta incontra un ideale di vita per- Ma il viaggio non è ancora finito. In Pg XI i super-
sonificato, Madonna Povertà (Pd. XI). Non è una bi recitano coralmente il Padre nostro, para-
donna vera e propria, ma san Francesco la incontra, frasando la preghiera del Vangelo; in Pd XXXIII il
la vuole sua e la fa sua sposa. Davanti al vescovo poeta accantona Beatrice (è ritornata al suo posto
della sua città rinuncia a tutti i beni paterni e accet- nella Candida rosa del paradiso) e mette in bocca
ta come veste un rozzo saio. La fa praticare a san Bernardo, simbolo della fede mistica, una
all’ordine che fonda e la predicare fra la gente. Sul splendida preghiera alla Vergine, figlia di Suo Fi-
letto di morte vuole soltanto lei come compagna. E glio, umile ed altissima creatura. La Vergine acco-
la donna è normalmente una compagnia da cui tutti glie la preghiera ed egli ha la visione mistica di
cercano di stare ben lontani… I santi ci mostrano Dio, Uno e Trino, che conclude il lungo viaggio.
delle strade che noi poveri beoti mortali non riusci-
remmo a vedere in mille anni: può essere un valore
la ricchezza, ma può essere un valore anche la po- 5. Ah, l’amore!
vertà (o almeno una misurata povertà). Il poeta non dà spazio soltanto alte donne, ma an-
Comunque sia, al tempo di Dante la povertà era che all’amore che con le donne è indissolubil-
sicuramente un valore (l’economia produceva po- mente legato. Più sopra si è visto l’amore passiona-
che merci e a ciascuno toccava poco, perciò se ci si le e disordinato di una Francesca o l’amore esage-
accontentava non si litigava). Oggi nei paesi indu- rato di Cunizza come di tante altre donne. Ma
strializzati non lo è (l’economia produce molte l’amore nella Divina commedia ha tanti altri aspet-
merci che devono essere rapidamente consumate ti.
per mantenere in funzione il ciclo produttivo), In Pg XVII il poeta elabora la teoria dell’amore:
mentre continua ad esserlo nei paesi del Terzo Dio ama l’uomo e l’uomo non può che contrac-
Mondo a bassa produttività… Ah, com’è compli- cambiare tale amore, perché Dio è la radice
cata e mutevole la realtà! dell’uomo. Poi l’uomo ama la moglie, insieme a-
mano i figli, poi la famiglia ama i concittadini, i
Parlando con il suo trisavolo Cacciaguida (Pd cittadini amano i connazionali, fino a coinvolgere,
XV), il poeta illustra il suo ideale di vita (mettersi in cerchi successivi, tutta l’umanità. E l’amore è
al servizio dell’imperatore, combattere per la fede, uno scambio reciproco di individui che hanno gli
per una società incentrata sulla famiglia e sui figli). stessi fini e gli stessi interessi: amando il prossimo,

Genesini, Donne nella Divina Commedia 7


amo anche me stesso, perché vivo in un ambiente E Dio stesso, alla fine della Divina commedia, vie-
piacevole e costruttivo, in cui do aiuto e ricevo aiu- ne presentato come quell’ “Amor che move il sole
to. e l’altre stelle”.
In Dante l’amore non è mai astratto, campato per
aria, ha sempre giustificazioni concrete, razionali e Il poeta non parla mai di Gemma Donati, sua mo-
sociali. L’amore però deve essere ordinato, non glie, preziosa più di tutte le donne immaginate e
deve perdere di vista il suo fine, stabilito da Dio, desiderate, senza la quale non sarebbe riuscito né a
non deve essere né troppo né troppo poco (è la mantenere la famiglia, né a educare i quattro figli,
teoria classica e aristotelica del giusto mezzo), né né a vivere, né a scrivere la Divina commedia. Una
deve essere rivolto a beni sbagliati, come possono donna volitiva, una donna eccezionale, a cui con le
essere i beni terreni. In proposito Dante è l’erede sue idee politiche ha reso difficile la vita. Quella
dell’etica di Aristotele e di Tommaso d’Aquino, donna merita un monumento, almeno dai posteri.
un’etica radicalmente sociale, che con la fine del Ah, che uomo ingrato!
Medio Evo si è completamente dimenticata. Com- Per altro è vero, dietro un grande uomo c’è sempre
paiono gli homines novi, i feroci eredi di un Ma- una grande donna!
chiavelli mal capito e male interpretato, che non
adorano più Dio ma un essere inferiore come il
principe, per il quale sono disposti a commettere
qualsiasi delitto e a giustificare qualsiasi crimine.
Compare il pensiero laico e la sua difesa ad oltran-
za del crimine perpetrato dalla classe dirigente o
dal partito o dal manipolo di rivoluzionari che co-
nosce qual è il vero bene, il bene assoluto per gli
uomini. Meglio mettere la città ideale, la città cele-
ste, nell’altro modo, così si sta meglio anche in
questo.
Per Dante e per il Medio Evo la tendenza all’a-
more è in sé positiva, poiché è stata posta da Dio
nel cuore di ogni essere vivente: è un istinto che lo
spinge necessariamente al suo fine, ed il fine è
buono (Pd II). L’uomo però deve indirizzarsi verso
il giusto oggetto, guidata dalla ragione e dalla vo-
lontà. Nessun pensatore laico ha avuto idee così
solide e così persuasive su questi e su altri argo-
menti.
Comprensibilmente il poeta e il suo tempo con-
dannano la sodomia, l’amore contro natura, carat-
teristica peculiare di intellettuali e chierici (If V e
Brunetto Latini; Pg XXIV e Guido Guinizelli). Il
motivo di tale condanna è lo stesso per cui viene
condannato il comportamento di Francesca e Pao-
lo: il loro amore è sì piacevole da un punto di vista
individuale, ma è antisociale, provoca conflitti
sanguinosi. Il sodomita trascura il debito amore
verso le donne, che hanno bisogno di attenzioni, di
affetto e di sicurezza, che hanno bisogno di avere
figli a cui dedicarsi. Ed i figli servono per trasmet-
tere il proprio sangue alle generazioni future.
L’attenzione di Dante si rivolge anche ad altri a-
spetti dell’amore che unisce l’uomo e la donna. In
Pg XXV egli spiega come una donna è fecondata
dall’uomo e poi usa la teoria così elaborata per
spiegare in che modo si forma l’anima umbratile,
cioè quell’ombra che nell’inferno e in purgatorio è
destinata a soffrire le pene (Così argomentando,
butta alle ortiche la teoria esposta in Pg III, secon-
do cui la ragione non deve andare al di là dei suoi
limiti…).

Genesini, Donne nella Divina Commedia 8


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Genesini, Donne nella Divina Commedia 9