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PURGATORIO

Il Purgatorio, in precedenza non appartenente alle credenze cristiane, costituisce un'opportunità di raggiungere la
salvezza attraverso l’espiazione di peccati non gravi o dei quali ci si sia pentiti. Viene considerato una specie di
anticamera del Paradiso, temporalmente limitato e con un periodo definito. Esso si contrappone rispetto al
mondo infernale: purificazione in modo progressivo delle anime. Per quanto riguarda lo stile vi è una sorta di
medietà stilistica e espressiva (equilibrio) ritorno all’Antica bellezza con un aumento di frasi in latino.
● cavità infernale → monte a forma di cono del Purgatorio
● Dante nel Purgatorio percorso di ascensione e di purificazione condizionato dallo scorrere del tempo, in cui il
sorgere del sole rappresenta la purificazione (battesimo) → uno stato di serenità
● Nel Purgatorio Dante ci presenta un mondo simile a quello terreno per indicare ancora il forte legame
Nel purgatorio le anime non subiscono la punizione divina ma devono rimuovere la tendenza al peccato:
● pene: viene dall’anima stessa come volontà di riabilitazione (le anime accolgono con gioia le loro pene)
● preghiera: al fine di invocare il soccorso divino
● exempla: due esempi uno opposto e l'altro del loro stesso peccato
Il monte del Purgatorio è suddivisibile in tre zone:
● antipurgatorio: ancora nell’atmosfera, in cui le anime sono in attesa di entrare
● purgatorio: diviso in sette cornici, peccato inteso come deviazione dell’amore (superbia, invidia, lussuria, ...)
● paradiso terrestre: una sorta di altopiano posto sulla cima del monte in cui l’uomo è libero dal peccato

CANTO 1
Manca poco all'alba quando Virgilio e Dante, emersi dall’inferno, possono finalmente godere della purezza
dell'aria serena e ammirare di nuovo il cielo stellato; in esso spiccano il pianeta Venere e una misteriosa
costellazione di quattro stelle: Dante si trova infatti nel monte del Purgatorio.
Improvvisamente, appare un vecchio dall'aspetto nobile e fiero il cui volto risplende: è Catone, l'uomo politico
dell'antica Roma che lottò contro Cesare in difesa della libertà e che per questa si uccise in Utica. Egli, custode
del Purgatorio, chiede ai due pellegrini chi siano e come abbiano potuto sfuggire all'inferno.
Virgilio spiega le ragioni del viaggio e chiede di poter entrare nel Purgatorio. Catone acconsente motivando il
proprio assenso con la sola necessità del volere celeste; ma prima consiglia al poeta latino di detergere con la
rugiada il volto di Dante, sporco della caligine infernale, e di cingerlo con un giunco.
I due pellegrini si avviano allora verso la spiaggia per compiere questi riti di purificazione. Intanto giunge l'alba a
illuminare il mare che circonda l'isola su cui sorge il Purgatorio.

ANALISI
● Il Canto si apre con una protasi; col proemio della II Cantica, in modo analogo al Canto II dell'Inferno, Dante
inizia con l’invocazione alle muse, il poeta alludendo all’episodio della metamorfosi di Ovidio chiede l'assistenza
di Calliope, la Musa della poesia che dovrà guidare la navicella del suo ingegno in un mare meno tempestoso di
quello dell'Inferno (metafora tipica della letteratura classica)
→ viaggio paragonato a un marinaio che riprende a veleggiare dopo la tempesta in un ambiente più sereno
● il cielo e il sorgere del sole rappresentano la purificazione (battesimo), → uno stato di serenità
● quattro stelle citate rappresentano le 4 virtù cardinali: giustizia, fortezza, temperanza e prudenza
● Catone: detto l’Uticense, nacque a Roma nel 95 a.C e si schierò con i pompeiani contro Cesare al fine di
proteggere la libertà e la legalità del Senato; nonostante sia pagano è presente nel purgatorio perché:
- componente letteraria e fantastica, Catone presentato come figura importante e di grande nobiltà
- alcuni pagani particolarmente virtuosi possono essere salvati
- suicidio giustificato sia da Sant’Agostino sia da San Tommaso perchè ha rinunciato alla sua vita per la libertà e
per la patria, il suo gesto è degno di essere esaltato come segno di virtù, coerenza e libertà
- Nonostante fosse nemico di Cesare (ritenuto da Dante strumento per Concordia civile), Catone ha obbedito a
una legge superiore di libertà
● parallelismo tra Catone e Dante, il poeta cerca quella libertà (dal peccato) per la quale Catone ha dato la vita
● Virgilio per lusingare Catone, gli ricorda la figura della moglie Marzia (nel limbo) divisi da una legge divina,
questo distacco contrappone la legge della Grazia ai limiti della ragione umana.
[Marzia donna terrestre non ha più potere mentre Beatrice donna celeste e per questo li fa passare]
● Giunco rappresenta l’umiltà e il lavaggio significa l’espiazione delle attitudini peccaminose e non bisogna
tornare indietro se non significherebbe un ritorno al peccato e all’inferno.

FIGURE RETORICHE
(v.18/37 metonimia) (v.19 perifrasi) (v.23 allegoria) (vv.40-43 anafora) (v.51/78 sineddoche) (v.75 metafora)
CANTO 2
Compiuto il rito purificatore, Virgilio e Dante sostano pensierosi sulla spiaggia, quando appare sul mare una luce
che si avvicina velocissima alla riva. La luce è emanata da un angelo che guida una navicella agile e leggera su
cui sono trasportati gli spiriti destinati alla salvezza. Questi si radunano, dopo la morte, alla foce del fiume Tevere
in attesa di essere traghettati all'isola del Purgatorio. I nuovi venuti si mostrano smarriti ed esitanti, ignari del
luogo; e invano chiedono il soccorso di Virgilio e di Dante. A un tratto una delle anime si rivolge al poeta
fiorentino per abbracciarlo, è il musicista Casella, compagno di giovinezza di Dante. D'improvviso giunge Catone,
che rimprovera le anime della loro negligenza e le esorta a iniziare il cammino della penitenza.

CANTO 3
Turbati dalla vergogna per il rimprovero di Catone, Virgilio e Dante si allontanano rapidamente verso il monte.
All'orizzonte è intanto sorto il sole e Dante si spaventa di vedere riflessa per terra solo la propria ombra, Virgilio lo
rassicura, invitandolo ad accettare, il mistero divino dell'immaterialità dei corpi dei defunti, trasparenti eppure
visibili e atti a soffrire: se tutto fosse conosciuto, non sarebbe stata necessaria la Rivelazione. Giunti dove la
salita diviene ripida, i due pellegrini si fermano. A un tratto appare una schiera di anime e Virgilio e Dante le si
fanno incontro: sono le anime degli scomunicati che si pentirono in tempo e furono perdonati da Dio. Infine Dante
e Virgilio si intrattengono con il re svevo Manfredi, il quale racconta come abbia ottenuto la salvezza grazie al
pentimento in punto di morte, malgrado la persecuzione ecclesiastica. Spiega poi che gli scomunicati attendendo
per contrappasso un tempo trenta volte maggiore al periodo vissuto in tale condizione, prima di iniziare il vero e
proprio processo di purgazione. Chiede di riferire ciò alla figlia, la preghiera fornisce una riduzione della pena.

ANALISI
● Virgilio sconvolto e offeso per il rimprovero (coscienza: viene meno al suo compito di guida)
● evoluzione comportamento di Virgilio anche nei confronti di Dante: parla della sua sepoltura e riflette
malinconicamente sulla sua condizione di dannato che non può ottenere la salvezza.
● il sole brilla e solo l'ombra di Dante viene proiettata sul terreno, Virgilio poi spiega che la virtù divina consente
alle anime del Purgatorio di percepire le diverse sofferenze fisiche e ciò non può essere compreso
dall'intelligenza umana. [mistero della fede, la volontà di Dio]
● Le considerazioni di Virgilio si allargano verso temi più alti e generali. Il mistero della Trinità e quello delle
azioni Divine rendono evidente il limite della ragione umana: necessità di accontentarsi del quia, ossia della
verità rivelata dalla dottrina Cristiana, la ragione umana è limitata, è stato necessario fornirle la rivelazione
facendo nascere Gesù e di uomini dotti. Nello sfogo di Virgilio si nota anche il suo dramma personale, di un
uomo saggio vissuto in modo retto ma senza conoscere Dio ed è quindi relegato per sempre nel Limbo
● paragone ad un gregge di pecorelle → le anime dannate sono unite
● Manfredi: uno dei ritratti più celebri (biondo, bello, gentile) figlio di Federico II, fu re di Italia, sconfitto e ucciso
nella battaglia di Benevento contro Carlo d’Angiò (alleato del papa) e fu scomunicato più volte, era un uomo colto
e affascinante; la presentazione apprezza il suo talento artistico e la capacità politica, pur senza condividerne
l'estremismo e la moralità. Dante in questo canto salva Manfredi (che ha messo in dubbio il potere del papa)
perché spesso i papi approfittano di questo potere. Questa unione di fierezza nobile e di ingenuità, di distacco
rassegnato e di malinconia rivela la simpatia di Dante per il personaggio.
Manfredi viene salvato perché si pente → il pentimento che gli permetterà di accedere al Purgatorio sarà grazie
anche alla frase che dirà che è presa dal vangelo secondo Luca
Dante enfatizza l'errore della chiesa, il suo corpo è stato profanato da un uomo di chiesa e Dante condanna la
chiesa e sostiene che solo la Provvidenza può giudicare, infatti, nonostante fosse stato scomunicato dal papà,
Manfredi si trova nel Purgatorio [critica pesante e misericordia divina]

FIGURE RETORICHE
(v.13/79-86 similitudine) (v.14/44/55 sineddoche) (vv.19-20/25-26/58-59/70-71 enjambement) (v.22 perifrasi) (v.24
ellissi) (v.46/57/86 metafora) (v.50 antitesi) (v.56 anastrofe) (v.87 chiasmo)
CANTO 5
Mentre i due pellegrini si allontanano dalle anime dei pigri, Dante si attarda curioso ad ascoltare i commenti che
esse, piene di stupore, fanno accorgendosi che è vivo. I due riprendono poi il cammino e, mentre continuano a
salire nell'Antipurgatorio, si imbattono in un gruppo di anime, sono peccatori che morirono di morte violenta e che
si pentirono; sono costrette, per contrappasso, ad aspettare tanto tempo quanto vissero. Accortesi che il poeta
fiorentino è vivo dall'ombra che proietta per terra, subito le anime gli si affollano intorno. Raccontano poi
brevemente la propria storia lacopo del Cassero, fatto uccidere a tradimento per ragioni politiche; Buonconte da
Montefeltro, morto nella battaglia di Campaldino e il cui corpo scomparve travolto dalle acque dell'Arno; Pia dei
Tolomei, uccisa dal marito per gelosia o per poter contrarre un altro matrimonio.

ANALISI
● In questo canto vi sono anime di morti per violenza che solo in fin di vita si sono pentite.
● eleganza di stile (temi teologici + frasi in latino + citazioni di preghiere)
● opposizione tra vita e morte → vita (peccato) e morte (redenzione)
● anime legate al corpo perché rivedere il corpo vuol dire rivedere la propria distanza dal Regno di Dio
● bagliore del cielo d'agosto ricorda la bellezza del luogo in cui si trovano
● Il fatto che dante non considera le anime per il consiglio di Virgilio → carattere delle anime impetuoso e
angosciato, per poter accedere alla beatitudine vogliono essere riconosciute e legittimate
● desiderano rivedere dio, riprendersi il loro corpo a causa della circostanza tragica in cui lo hanno abbandonato.
● dal punto di vista quantitativo: climax discendente: dal maggior male a quello minore
● dal punto di vista etico: climax crescente: dalla politica all’ambito familiare
● Jacopo del Cassero: uomo politico che si oppose ai tentativi espansionistici del signore di Ferrara, Azzo VII,
che lo fece assassinare presso Padova, dove si sentiva al sicuro (drammaticità)
● Buonconte da Montefeltro: ghibellino e morì nella battaglia di Campaldino. Ferito a morte fuggì a piedi e
giunse sanguinando alla confluenza di due fiumi. Prima di seguire il percorso del suo cadavere si sofferma a
descrivere la sorte dell'anima, sospesa tra perdono divino e dannazione infernali. La sua anima contesa tra
angeli e demoni, la violenza del diavolo che scatena una tempesta; che fa sì che il corpo non venga ritrovato (da
morto aveva fatto il segno della croce) → Il rapporto strutturale è reso più intenso dal fatto che lì l'anima oggetto
di contesa è quella di Guido da Montefeltro (il diavolo aveva avuto la meglio con lui), padre di Buonconte.
● episodi ricordano l'infinità della Giustizia e della Misericordia e la debolezza del giudizio umano
● Pia dei Tolomei fu uccisa dal marito per desiderio di nuove nozze oppure per gelosia, collocata alla fine
perché è una voce gentile che contrasta quella dei personaggi precedenti.
● L'antitesi e il chiasmo del verso 134 esprime bene il carattere di Pia, che, pur facendosi avanti per raccontare
vuole ritirarsi subito; è una donna gentile, le sue parole esprimono delicatezza d'animo attraverso l’allusività del
racconto: lo stesso rito del fidanzamento e del matrimonio, evocato attraverso il particolare Gentile e dell'anello

FIGURE RETORICHE
(v.14 metafora) (v.18 iperbato) (v.84 iperbole) (v.95/136 sineddoche) (v.97 perifrasi) (v.129 endiadi)
(v.134 chiasmo e antitesi) (vv.135-136 perifrasi) (vv.37-42 similitudini: idea di velocità)

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