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Canto 1 Inferno - Riassunto

Giunto a met della sua vita, Dante si allontana dalla via del bene, appesantito dal sonno dell indifferenza e della pigrizia spirituale; inizio una periodo di traviamento morale, paragonato allo smarrimento in una selva insidiosa. Narrare questa triste esperienza coster dolore e fatica, ma il poeta si accinge a farlo per mostrare il prodigio della Grazia e della Provvidenza sempre premurosa verso di lui come verso ogni uomo. Vedendo il colle che si eleva ai bordi della selva illuminato dai raggi del sole, Dante riacquista la speranza, dopo una notte intera di lotta con le tenebre del peccato, come un naufrago che intravede ormai la riva e torna a credere nelle salvezza. Tre fiere ostacolano per la sua ascesa al colle; una lonza, allegoria della lussuria, minaccia Dante che non si abbatte, perch rincuorato dall alba e dalla primavera; l arrivo di un leone ruggente, allegoria della superbia, e di una lupa di orribile magrezza, allegoria della cupidigia e dell avidit, convince il poeta che le sole sue forze non sono sufficienti; non gli resta dunque che ritornare sul cammino faticosamente percorso, verso la notte del peccato. A salvarlo giunge il poeta latino Virgilio, allegoria della ragione umana; l incontro offre l occasione a Dante di manifestare con entusiasmo riverente tutta la sua riconoscenza verso il maestro di retorica e di poesia e di chiedere aiuto contro la lupa insidiosa. Virgilio mette in guardia Dante alla cupidigia, vizio cos grave che spesso rende l uomo schiavo, tormentato perennemente dal desiderio di denaro e possesso. Unico ostacolo al suo dilagare nel mondo sar il veltro, un restauratore morale e civile, bramoso soltanto di sapienza, amore e di virt, riuscir a cacciarla. Inutile per Dante seguire la via che conduce direttamente al colle: molto meglio attraversare i tre regni dell oltretomba per liberarsi dal peccato e raggiungere la Grazia. Virgilio si offre come guida, ma sar Beatrice a condurlo alla contemplazione della beatitudine del Paradiso. Dante, rassicurato, si accinge ad obbedire.

VAR 2:
Dante si smarrisce nell' oscura selva dei suoi errori e peccati. Quando spera di poter salire sulla cima di un colle e rivedere la luce del sole, il cammino gli sbarrato da tre fiere, simboleggianti lussuria, superbia ed avarizia, ed costretto a retrocedere. Gli appare Virgilio, il suo modello di poeta, che lo invita a seguire un'altra strada: occorre attraversare il regno degli inferi, e poi il Purgatorio. Poi Dante potr ascendere al Paradiso, dove Virgilio, non essendo stato battezzato, dovr lasciarlo ad un' altra guida.

Canto 2 Inferno Riassunto


la sera del venerd santo quando Dante si accinge, solo tra i vivi, ad affrontare il viaggio nel mondo degli Inferi; per avere aiuto nellardua impresa di pellegrino e di poeta, egli invoca il sostegno delle Muse e il soccorso della memoria. Subito Dante si ferma e rivolge a Virgilio i suoi dubbi e le sue esitazioni rispetto a un viaggio tanto pericolo e insolito, che solo altissime personalit, come Enea e San Paolo, affrontarono in passato, giustificati dai fini religiosi e storici che ne dovevano conseguire. Virgilio, per rimuovere lincertezza dallanimo del discepolo gli rivela che, mentre si trovava nel Limbo, dove la giustizia divina lo aveva relegato, Beatrice venne a pregarlo di offrire la sua abilit a Dante smarrito, piena di premure e mossa da amorosa trepidazione. Virgilio prosegue il racconto dellincontro con Beatrice, che gli ha svelato come il destino e la salvezza di Dante fossero stati voluti dalla Vergine Maria e da Santa Lucia. Esse lavevano convinta a soccorrere il poeta che tanto laveva amata e che per questo amore si era elevato dalla mediocrit morale ed artistica. Terminato il racconto, Virgilio sollecita Dante ad abbandonare ogni timore di fronte alla rivelazione del disegno e dellintervento celeste; Dante si riconforta e si riconferma nella decisione di intraprendere il viaggio e, affidandosi alla guida, si addentra nella selva.

VAR 2: Virgilio rassicura Dante, e gli racconta di essere stato inviato sulla terra da Beatrice, che lo ha pregato di soccorrere il suo amico in grave pericolo. Beatrice a sua volta era stata mandata dalla Vergine (la Grazia preveniente) e da Lucia (la Grazia illuminante). Virgilio e Dante si addentrano nella selva.

Canto 3 Inferno Riassunto


Nell Inferno dantesco si entra tramite una porta; un iscrizione sulla sua sommit dice che quel luogo di pena eterno, creato dalla giustizia divina per punire i peccatori. Virgilio invita Dante ad armarsi di molto coraggio e ad abbandonare ogni titubanza ed esitazione; lo prese infine per mano e lo introduce nel regno del male, dove soffrono le anime senza pi speranza di salvezza. Un forte tumulto, fatto di lamenti, grida e pianti, imprecazioni e gesti di disperazione, colpisce Dante che chiede a Virgilio chi mai possa essere quella gente cos provata dal dolore: si tratta degli ignavi che, insieme agli angeli rimasti neutrali nello scontro tra Lucifero e Michele, sono cacciati dal Paradiso e allo stesso tempo rifiutati dall Inferno; pertanto si trovano nell Antinferno, in una condizione cos spregevole da invidiare gli altri dannati: seguono una bandiera, nudi e punti da mosconi e vespe; il loro sangue, che si mescola alle lacrime, nutre luridi vermi. In questa grande massa Dante riconosce molti, e in particolare l anima di colui che fece per viltade il grande rifiuto (probabilmente si riferisce al Papa Celestino V, l unico ad aver mai abdicato). Guardando pi avanti, Dante scorge un altra massa di dannati: sono i peccatori in attesa di essere traghettati sull Acheronte e di giungere nel luogo dove la giustizia divina li condanna a scontare in eterno la loro pena.

VAR 2: I due poeti arrivano alla porta dell'inferno, dove una scritta invita ad abbandonare ogni speranza a chi sta per entrare. Nel vestibolo stanno gli ignavi, tra cui papa Celestino V, e gli angeli rimasti neutrali quando Lucifero si ribell. Sulla riva dell'Acheronte, Caronte, che traghetta le anime dei dannati, non vuole fare passare un vivo, ma Virgilio gli intima di non andare oltre la volont del cielo. Subito dopo si avverte una scossa di terremoto e Dante sviene. Canto 4 Inferno Riassunto
Un forte tuono risveglia dal sonno profondo Dante che improvvisamente si desta e, stupito, osserva il nuovo scenario in cui venuto a trovarsi; sull orlo del baratro infernale, ma il buio profondo gli impedisce di vedere qualcosa. Anche Virgilio turbato, poich si accinge ad entrare nel primo girone, il Limbo, dove lui stesso sconta la pena per non aver creduto nel Cristo venturo. Il pallore della guida getta nello sconforto Dante che subito viene rassicurato; insieme entrano nel primo cerchio, il pi esterno rispetto agli altri che formano l Inferno; non si sentono urla e lamenti di dolore: soltanto sospiri che fanno tremare l aria. Qui il primo gruppo di anime: quelle dei bambini morti privi di battesimo e quelle di donne uomini che, senza colpa e pur meritevoli di ammirazione, sono vissute prima di Cristo o comunque senza battesimo. Grande dolore e sconcerto in Dante che chiede a Virgilio se mai qualcuno uscito da Limbo. Pronta la risposta del maestro; egli ricorda la discesa agli Inferi di Cristo, dopo la Passione, e la liberazione dei Patriarchi e degli Ebrei dell Antico Testamento, vissuti in attesa del Messia. Dopo questa breve parentesi, i due poeti attraversano il Limbo e vedono, in lontananza, una zona intensamente illuminata; vi sono accolti coloro che si sono distinti per meriti e hanno ottenuto fama e altri riconoscimenti.

VAR 2 : Dante si risveglia nel Limbo, dove stanno i non battezzati privi di colpe. Virgilio lo conduce ad un
castello luminoso, al cui interno lo salutano Orazio, Ovidio e Lucano. In un prato verde all'interno delle mura sono radunati gli "spiriti magni", tra cui Enea, Ettore, Cesare, Aristotele, Platone e Cicerone. I poeti si allontanano dal Limbo nell'oscurit.

Canto 5 Inferno Riassunto

Tempo: 8 aprile 1300 ( Venerd Santo), sera Luogo: secondo cerchio(alto inferno) Custode e giudice: Minosse Colpa : lussuriosi Pena : bufera incessante che trascina le anime e le colpisce con raffiche di vento. Personaggi : Dante Virgilio Semiramide Didone Cleopatra Achille Paride Tristano Paolo Francesca Riassunto: Dante scende nel secondo cerchio guidato da Virgilio. Allingresso si trova Minosse che giudica le colpe delle anime facendole poi precipitare nel cerchio dellinferno corrispondente al peccato. Vengono descritti lambiente del secondo cerchio e la pena: il buio e il vento che fanno roteare le anime. Dante comprende che qui sono le anime che il vento trascina in una lunga fila e il poeta latino gli mostra, tra le tante, alcune anime illustri. Dante a tal punto colpito che quasi perde i sensi per la piet. Dante attirato da due anime, un uomo e una donna, che, a differenza delle altre, volano unite; si rivolge a loro cortesemente ed esse, come colombe, escono dalla loro schiera e si accostano ai poeti. La donna parla a Dante e narra il proprio dramma mentre luomo tace . Il loro amore li ha portati alla morte. Sono Francesca moglie di Gianciotto Malatesta , signore di Rimini, e Paolo , cognato e amante della donna, entrambi fatti uccidere dallo stesso Gianciotto.A queste parole Dante abbassa gli occhi ed turbato. VAR2: All' entrata del secondo cerchio Minosse assegna ai peccatori il luogo in cui sconteranno la loro pena. Al suo interno gli spiriti dei lussuriosi sono trascinati da una tempesta incessante. Paolo e Francesca, amanti infelici uccisi dal marito di lei, raccontano a Dante la loro storia; questi si commuove e sviene nuovamente.

Canto 6 Inferno Riassunto


Dante riprende i sensi, e ai suoi occhi si presenta un nuovo spettacolo di sofferenze e tormenti: sotto una pioggia, che cade incessantemente mista a tempesta, nel fango, ci sono i peccatori schiavi del vizio della gola. A custodia del girone c un demonio deforme e trifase: Cerbero, che assorda i dannati. Scorgendo i due poeti, esibisce un grottesco spettacolo, finch Virgilio, con una manciata di terra, riesce a distoglierlo, a calmare le brame bestiali e ad entrare nel cerchio. I due pellegrini iniziano ad attraversare il cerchio dei golosi; solo uno di essi riesce a sollevarsi, ma il suo viso disfatto dalla sofferenza e sporco di fango cosicch Dante non in grado di riconoscerlo: egli Ciacco. Il dolore di Dante verso il concittadino grande, ma pi grande ancora il desiderio di conoscere il destino di Firenze. Le parole di Ciacco dipingono a scure tinte il futuro della citt: le parti si succederanno al governo fino a quando i Neri riusciranno a prevalere e per i Bianchi e per Dante non rester che l esilio e la rovina. Le sane tradizioni antiche hanno ceduto il passo al dilagare del vizio e in particolare dell avarizia, superbia e invidia. Ciacco interrompe il discorso, ma Dante vuole ancora conoscere il destino di alcuni noti personaggi che si distinsero nell impegno a favore della citt. La risposta aggrava la tristezza del poeta, poich per molti i meriti politici non sono valsi a guadagnare loro la salvezza e anch essi sono nell Inferno. VAR 2: Il terzo cerchio, custodito dal cane tricipite Cerbero, quello dei golosi. Essi stanno sdraiati nel fango sotto un pioggia di neve, grandine e acqua sporca; uno di loro, Ciacco, predice a Dante la vittoria dei Neri fiorentini sui Bianchi.

Canto 7 Inferno Riassunto


Nellinutile tentativo di dissuadere Dante e Virgilio, Pluto si rivolge a loro con parole oscure che invoca lautorit di Satana, ma pronta la risposta di Virgilio. Egli, ricordando la sconfitta del principe dellInferno, annuncia che, ancora una volta, dovr piegarsi allautorit divina. Superata lira di Pluto, discendono nel quarto girone degli avari e prodighi che si affrontano, in uno scontro senza tempo, lanciandosi reciproche accuse. Virgilio spiega a Dante la natura dellavarizia e della prodigalit, causate dalla cecit che ha portato questi peccatori, lontani da ogni misura, ad un eccessivo attaccamento al denaro. Nessuno di loro degno di essere ricordato, perch tutti sono vissuti nellegoistico godimento del denaro; il maggior numero di avari costituito da religiosi, vittime privilegiate di questo vizio.

L affannarsi degli avari e prodighi per le ricchezze autorizza Virgilio ad aprire una lunga parentesi sulla fortuna, sulla sua natura provvidenziale e sulle sue leggi che, fuori dall umana comprensione, regolano la vita degli uomini e presiedono alle alterne vicende della storia, come le potenze angeliche presiedono e ordinano il moto dei cieli. Attraversando il quarto cerchio, si arriva a una fonte che si rovescia in un fossato e alimenta la palude Stigia dove sono punite le due schiere degli iracondi. I poeti costeggiano la palude e, assistendo ammutoliti allo spettacolo di assurda violenza, giungono infine ai piedi di una torre. VAR 2: Il quarto cerchio, custodito dal demone Pluto, il dio greco della ricchezza, quello degli avari e dei prodighi, condannati a spingere col petto pesanti macigni. Dante e Virgilio giungono poi alla palude dello Stige, in cui sono immersi iracondi ed accidiosi. I primi si percuotono e mordono a vicenda, i secondi giacciono sotto la superficie.

Canto 8 Inferno Riassunto


Dante e Virgilio, avanzando lungo la riva dello Stige vedono sulla cima si un alta torre due fiamme alle quali un altra risponde lontano. Tre domande di Dante per sapere di che cosa si tratta e gi si avvicina veloce come una freccia la barca guidata da Flegis. Il nocchiero convinto di avere a che fare con un anima dannata, ma Virgilio lo rimprovera costringendolo a reprimere la sua ira e ad accogliere lui e Dante nella barca. Mentre la barca attraversa la palude, si fa avanti un dannato pieno di fango e interpella Dante. La domanda risulta provocatoria e ne nasce una schermaglia aspra e incalzante. Il dannato cerca di rovesciare la barca, ma tempestivamente ricacciato nella palude da Virgilio, il quale loda e benedice lo sdegno di Dante e gli assicura che il suo desiderio di vedere il dannato affondare nel fango sar esaudito perch secondo giustizia che avvenga, e infatti gli altri peccatori dello Stige danno subito addosso a Filippo Argenti, gridandone il nome e facendone strazio. Un suono confuso di lamenti annuncia l avvicinarsi della citt di Dite, circondata da profondi fossati e distinta nel buoi con le sue torri rosseggianti di fuoco. Giunti all ingresso della citt, uno stuolo di diavoli si accosta alle porta e si domanda chi sia colui che giunge vivo al regno dei dannati. Virgilio accenna ai diavoli di voler parlare con loro in disparte ed essi lo invitano ad avvicinarsi ma allo stesso tempo di allontanare Dante perch ritorni senza da dove venuto. VAR 2: Flegis traghetta i poeti attraverso lo Stige; Dante apostrofa violentemente l'odioso fiorentino Filippo Argenti. I due poeti sbarcano di fronte alla citt infernale di Dite, ma i diavoli che la abitano sbarrano le porte impedendo loro di entrare.

Canto 9 Inferno Riassunto


Alla fine del canto VIII, Dante e Virgilio giungono ai piedi della citt di Dite, quella zona che divide lAlto Inferno dal Basso. Il loro passaggio, per, ostacolato dalla presenza di diavoli. Virgilio cerca di scacciarli con il consueto intervento ma non ci riesce e per tanto necessario laiuto della Grazie Divina, che invia, in loro soccorso, un messo celeste. Allegoricamente, Virgilio, che rappresenta nellopera la ragione umana, chiede aiuto a Dio laddove questa si mostra inefficace. Dopo essere tornato presso Dante, Virgilio riacquista la propria serenit e incoraggia il suo discepolo ricordandogli di essere gia sceso in fondo allInferno. Il pellegrino, sempre pi smarrito e perplesso, chiede alla sua guida se le anime del Limbo possono scendere nel Basso Inferno, cercando di sapere, indirettamente se Virgilio conosce veramente la strada.

Questi, che ha capito perfettamente quello che cosa intende dire Dante, risponde che raramente le anime del Limbo scendono gi, ma tuttavia egli vi sceso poco dopo la morte, chiamato dai lamenti della maga Eritone, per trarne uno spirito nel cerchio di Giuda. Dante non deve temere che la sua guida non conosca la strada. All improvviso, sulle mura della citt, compaiono le tre furie infernali, le Erinni, fedeli creature a Prosperina, regina dell Inferno, mostri dalle sembianze di donna e chiome formate da un intrico di serpenti. VAR 2: Sulle torri delle citt appaiono le Erinni, che chiamano Medusa affinch tramuti Dante in pietra. Interviene per un messo celeste, che apre le porte di Dite e fa entrare i poeti. All'interno delle mura, gli eretici giacciono in sepolcri infuocati posti in una pianura sconfinata.

Canto 9 Inferno Riassunto 2


Dante scoraggiato e teme che Virgilio abbia ormai esaurito tutte le sue conoscenze e non sia in grado di accompagnarlo nel basso Inferno. Anche le parole della guida finiscono per convincere Dante che le cose volgono al peggio. L attenzione del poeta improvvisamente di fissa sulla torre pi alta delle mura, dove l Inferno allestisce uno spettacolo terrificante: Aletto, Megera e Tesifone con il loro aspetto, con i gesti e le minacce, vogliono definitivamente obbligare i due pellegrini a ritornare sui loro passi. Virgilio chiude gli occhi a Dante per timore dell arrivo di Medusa. Proprio nel momento di maggiore timore sopraggiunge l aiuto dal Cielo; con segni che l annunciano, il Messo divino arriva sulle acque delle palude Stigia; la resistenza dell Inferno nulla e tutta la messinscena si dissolve. Il comportamento del Messo di aperto sdegno contro le forze del male e le sue parole sottolineano che inutile per loro resistere alla volont divina; poi se ne va, e le porte sbarrate sono aperte. Dante e Virgilio superano le mura e si ritrovano in una vasta campagna dove si allineano numerose tombe, avvolte da fiamme; da qui provengono gli alti lamenti degli eretici, puniti in questo orribile modo. Girando a destra, Dante e Virgilio riprendono il viaggio doloroso, con lo sguardo fisso a quei sepolcri infuocati.

Canto 10 Inferno Riassunto


Dante si rivolge alla guida per sapere se gli concesso di intrattenersi con qualcuna di quelle anime punite nelle tombe infuocate; una di queste, sentendo laccendo toscano, gli chiede di sostare un poco. il ghibellino Farinata e inizia un colloquio con Dante, che si trasforma in una breve schermaglia sulla interpretazione delle lotte tra le due opposte fazioni dei guelfi e dei ghibellini a Firenze. Il dialogo viene interrotto da Cavalcante deCavalcanti che ha riconosciuto Dante. Ricercato inutilmente il figlio Guido, degno secondo il padre di compiere anche lui quel prodigioso viaggio, piangendo chiede il motivo di tale assenza. Dante spiega di non essere stato scelto per i meriti poetici ma per la Grazia divina che Guido ha sdegnato; viene per frainteso da Cavalcante che deduce dalle parole di Dante la morte del figlio e, senza attendere replica, cade supino nella tomba.

Farinata ha ascoltato, senza batter ciglio, il colloquio e riprende l argomento politico, dolendosi che i suoi non siano stati in grado di tornare a Firenze. Questa d altronde la sorte che attende anche Dante: annuncia quindi al poeta l imminente esilio, vittima di quello stesso odio che rende i Fiorentini cos cattivi contro di lui e la sua famiglia. Tra il poeta e Farinata c un confronto sugli eventi che hanno coinvolto la patria. Dante vuole poi sapere quale si il modo di conoscenza che i dannati hanno perch sembra non possiedano nozione del presente. VAR 2: Uno dei dannati, Farinata degli Uberti, riconosce Dante e lo chiama a s; egli avverte il poeta che il suo ritorno a Firenze sar molto travagliato. Da un altro sepolcro Cavalcante de' Cavalcanti chiede a Dante notizie del figlio Guido. Poi i due poeti riprendono il cammino.

Canto 11 Inferno - Sintesi e comment


Sul margine interno del sesto cerchio, al riparo della tomba infuocata di un seguace dell eresia monofisita (Anastasio II), i due viandanti sono costretti, a causa dell orribile odore che si sprigiona dal baratro aperto al loro piedi, ad una sosta forzata. Virgilio ne approfitta per spiegare al suo discepolo l ordinamento dei tre cerchi infernali che deve ancora visitare ( i due pellegrini si fermano e Virgilio spiega a Dante quali anime incontreranno nei prossimi cerchi ). Nel settimo cerchio (diviso in tre gironi) sono puniti i peccatori per violenza contro il prossimo contro se stessi e contro Dio. Nell ottavo e nel nono quelli che si sono serviti della frode propriamente detta (contro chi non si fida) e del tradimento (frode contro chi si fida) per raggiungere i loro fini. Poich Dante desidera sapere il motivo per cui i dannati dei primi cinque cerchi sono fuori delle mura di Dite, Virgilio gli ricorda la partizione aristotelica del male in tre categorie (incontinenza, malizia e matta bestialit): nell Alto Inferno si trovano appunto gli Incontinenti, coloro cio che non seppero serbare la misura in azioni, di per s non riprovevoli, mentre all interno della citt di Dite si trovano coloro il cui peccato ha avuto per fine la deliberata violazione di una legge. Dante si dichiara soddisfatto della spiegazione del maestro, ma lo prega di chiarirgli perch il peccato d usura offende, ancor prima che il prossimo, Dio e l ordine da Dio imposto alle cose del mondo. Virgilio gli richiama alla memoria il passo della Fisica di Aristotele, ove il lavoro umano definito una imitazione della natura e quello della Genesi, in cui Dio impone all uomo di lavorare. Poi lo esorta a riprendere il cammino verso il dirupo per il quale si scende dal sesto al settimo cerchio. VAR 2 : Davanti ai due poeti si apre un abisso puzzolente. Virgilio spiega a Dante la struttura del basso inferno: esso formato da tre cerchi, in cui si puniscono rispettivamente i violenti, i fraudolenti e gli incontinenti. Questi ultimi sono coloro che stanno fuori dalla citt di Dite, data la minore gravit del loro peccato; i due viaggiatori si trovano ora invece dove sono punite le altre due categorie.

Canto 12 Inferno Riassunto


Dante e Virgilio si incamminano attraverso la sassosa frana, per raggiungere il settimo cerchio dei violenti. Ma in un anfratto nascosto se ne sta disteso il Minotauro, deciso ad impedire il passaggio. Le parole di Virgilio, che ricordano al mostro l umiliante sconfitta per opera di Teseo e di Arianna, lo infuriano di una rabbia bestiale e gli fanno distogliere l attenzione; Dante pu cos cogliere l occasione per vincere l ostacolo. Dante procede pensiero e Virgilio gli anticipa la spiegazione della frana, originata dal terremoto avvenuti alla morte di Cristo in croce; lo invita, alla fine, a spingere lo sguardo nella pianura che si stende ai loro piedi solcata dal tortuoso Flagetonte, rossastro e bollente.

Qui sono sprofondati i violenti contro il prossimo e su di loro, armati, vigilano i centauri. Tre di essi si staccano dagli altri e corrono prontamente contro i due intrusi. Virgilio si rifiuta di rispondere all impetuoso Nesso; a Chirone, il centauro saggio, Virgilio rivela la natura provvidenziale del viaggio intrapreso e chiede soccorso per traghettare Dante sul Flagetonte. Prontamente Chirone affida tale compito a Nesso. Dalla sponda del fiume si possono vedere i tiranni, immersi fino agli occhi nel sangue che ribolle. La guida Nesso ricorda, fra gli altri, Alessandro Magno, Dionisio, Ezzelino da Romano, Obizzo d Este. Pi avanti Nesso mostra la schiera degli omicidi, ai quali il sangue giunge fino alla gola. Var 2: Siamo nel primo girone del settimo cerchio, custodito dai Centauri. Qui i violenti contro il prossimo
giacciono nel Flegetonte, un fiume di sangue bollente. Il centauro Nesso mostra a Dante alcuni dei dannati, tra cui Alessandro Magno, Guido di Monfort, Attila e Pirro.

Canto 13 Inferno Riassunto


Sulla sponda del fiume, dove Dante stato traghettato con l aiuto di Nesso, si estende la selva dei suicidi, intricata e fitta oltre ogni immaginazione; qui hanno dimora le Arpie. Da ogni parte si levano voci lamentose, ma impossibile scorgere qualcuno; per vincere lo smarrimento di Dante, Virgilio lo invita a rompere una fronda di un albero: solo cos potr rendersi conto della prodigiosa pena cui sono sottoposti i suicidi. Non ha ancora ritratto la mano, che una voce, che esce dall albero, gli rimprovera l impietoso gesto. Dal ramo incredibilmente escono parole e sangue. Virgilio si rivolge all anima prigioniera di quel pruno e gli chiede di rivelare il nome, cos che Dante rinnovi il suo ricordo sulla terra. Pier della Vigna si presenta: segretario di Federico II, dopo una vita interamente al servizio del suo re nella pi totale dedizione e fedelt, fu sospettato di tradimento, vittima dell invidia di corte; incapace di vincere l onta, si diede alla morte. Richiesto da Virgilio, Pier della Vigna descrive la condizione e la pena dei suicidi: appena Minosse ha emesso la sentenza, le anime di questi peccatori precipitano nel settimo cerchio dove mettono radici, rami, fronde per il pasto delle immonde Arpie. Non possono mai ricongiungersi con il corpo e, dopo la resurrezione finale, le spoglie senza vita saranno trascinate e appese ai rami di quegli alberi. Var 2: Nel secondo girone, custodito dalle Arpie, stanno i violenti contro se stessi, ovvero i suicidi, tramutati in piante, e gli scialacquatori, inseguiti e morsi da cagne affamate. Dante strappa un ramoscello da una pianta, che comincia a parlare: Pier delle Vigne, che prega Dante di riabilitare la sua memoria.

Canto 14 Inferno - Sintesi e commento


Dopo aver radunato le fronde intorno al cespuglio del suo concittadino, Dante giunge insieme a Virgilio, sul limitare del terzo girone. In questa parte del settimo cerchio una lenta, inesorabile pioggia di fiamme si riversa sopra una distesa di sabbia infuocata. Tre gruppi di anime soggiacciono a tre diversi tormenti: i bestemmiatori, violenti contro Dio, supini, espongono tutto il loro corpo al fuoco che cade; gli usurai, violenti contro larte, stanno seduti, i sodomiti, violenti contro natura, devono camminare senza tregua. I bestemmiatori sono i meno numerosi, ma i loro lamenti soverchano quelli degli altri. Fra loro spicca una figura gigantesca, che sembra incurante del castigo divino. E Capaneo, uno dei sette re che assediarono Tebe, ucciso per la sua empiet dalla folgore di Giove. Egli non ha perduto la sua arroganza e sfida, deridendolo, il signore dellOlimpo a colpirlo ancora una volta con le armi forgiate da Vulcano e dal Ciclopi, ma Virgilio lo redarguisce duramente. I due poeti proseguono il loro cammino finch arrivano nel punto in cui dalla selva dei suicidi esce un fiumicello rosso e bollente. I fiumi infernali hanno la loro origine - spiega Virgilio - in terra. In mezzo al Mediterraneo c unisola, un tempo ricca di vegetazione e felice, ora deserta: Creta. Ivi, in una grotta allinterno del monte Ida, c lenorme statua di un vecchio, che volge le spalle allEgitto e tiene lo sguardo fisso in direzione di Roma.

La sua testa doro, il petto dargento, il ventre di rame, le gambe di ferro, il piede destro, sul quale il simulacro poggia, di terracotta. Allinfuori del capo, ogni altra parte della statua presenta fessure dalle quali sgorgano lagrime. Il pianto di questa statua forma i fiumi infernali e lo stagno Cocito. Il canto si conclude con i chiarimenti che Virgilio d al discepolo sullubicazione del Flegetonte, il fiume di sangue che occupa il primo girone e dal quale il fiumicello deriva, prendendone anche il nome, e del Let, il fiume delloblio, le cui acque bagnano il paradiso terrestre, in cima al monte del purgatorio. Var 2: Nel terzo girone, in un deserto infuocato, i violenti contro Dio nella persona, ovvero i bestemmiatori, sono sdraiati a terra sotto una pioggia di fuoco; tra essi c' il gigante Capaneo. Dante e Virgilio arrivano alla sorgente del Flegetonte, e qui il secondo spiega al primo l'origine dei fiumi infernali.

Riassunto canto 15
Per evitare la pioggia di fiamme I due pellegrini avanzano su uno degli argini del fiumicello che attraversa il terzo girone e s`imbattono in una schiera di anime di dannati, uno dei quali affera Dante per il limbo della veste e manifesta la propria meraviglia nel vederlo in quel logo. Il poeta lo riconosce, nonostante abbia il volto devastato dal fuoco: Brunetto Latini, il suo maestro, che esprime il desiderio di affiancarsi a lui nel cammino. Nessuno, infatti, dei violenti contro natura pu interrompere il proprio andare: chi infrange questa legge poi condannato a giacere cento anni sotto la pioggia di fuoco senza scuotere da s le fiamme che lo colpiscono. Dante continua pertanto a camminare sull`argine e riceve da Brunetto la predizione della sorte che il future gli riserva: Se rimani fedele ai principia che hanno fin qui ispirato le tue azioni, la tua opera ti dar la gloria. Poi il discorso cade su Firenze e la faziost dei Fiorentini, in massima parte discendenti dai rozzi abitanti di Fiesole, avari, invidiosi, superbi. Sia l`uno sia l`altro Partito in qui la citt divisa aggiunge Brunetto cercher di avere Dante in suo potere ma non riuscir in questo intento. Il Poeta a sua volta tesse l`elogio del suo maestro, dal quale ha appreso come l`uomo ottiene gloria fra I posteri, e dichiara che questa profezia, come quella di un altro spirit, Farinata, verr sottoposta all`interpretazione di Beatrice. Per il resto si dice pronto a far fronte ai colpi del destino. Pregato dal Poeta, Brunetto nomina alcuni frag li spiriti condannati alla sua stessa pena, quindi si accommiata, raccomandandogli la sua opera maggiore, il Tesoro, attraverso la quale sopravviver nel ricordo degli uomini. Var 2 : Sopraggiunge una schiera di violenti contro Dio nella natura, cio di sodomiti. Tra di loro c' l'antico maestro di Dante, Brunetto Latini, che raccomanda a Dante la propria opera letteraria, il "Tesoro", e gli preannuncia le sue future sofferenze.

Riassunto canto 16
Dante riconosciuto da tre fiorentini, che gli chiedono se sono vere le brutte notizie su Firenze apprese da un dannato appena arrivato all'inferno, Guglielmo Borsiere; Dante risponde con un'aspra invettiva contro la corruzione della propria citt. Proseguendo nel viaggio, i due poeti arrivano all'abisso in cui precipita il Flegetonte, e vedono salire da esso un orribile mostro: Gerione, simbolo della frode. Canto 17 Gerione custodisce il terzo girone, quello dei violenti nell'arte, cio usurai, seduttori e adulatori. I primi siedono al limite del deserto, presso l'abisso, con al collo delle borse recanti lo stemma della loro famiglia. Dante e Virgilio salgono in groppa a Gerione che li porta al fondo dell'abisso.

Canto 18 Si giunge all'ottavo cerchio, "Malebolge": un pozzo diviso in dieci bolge concentriche. Nella prima ci sono i ruffiani, tra cui Giasone; nella seconda gli adulatori, tra cui Alessio Interminelli e la cortigiana Taide. Canto 19 Nella terza bolgia i simoniaci sono conficcati a testa in gi nella pietra; lingue di fuoco bruciano loro le piante dei piedi. Dante ne interroga uno, papa Niccol III; questi scambia il poeta per Bonifacio VIII, che dovrebbe prendere il suo posto nella buca spingendolo pi in basso, ed inveisce contro di lui. Dante pronuncia un discorso contro i papi simoniaci. Canto 20 Nella quarta bolgia gli indovini camminano piangendo con il viso ritorto all'indietro dalla parte del dorso; tra essi Anfiarao e Tiresia. Canto 21 Nella quinta bolgia i diavoli Malebranche tormentano i barattieri immersi nella pece bollente. Virgilio chiede di parlare con un diavolo; si fa avanti Malacoda, al quale Virgilio spiega il motivo del viaggio di Dante. Malacoda gli fornisce una scorta di dieci diavoli. Canto 22 Il barattiere Ciampolo di Navarra rivolge la parola a Dante; i diavoli tentano di uncinarlo, ma egli fugge tuffandosi nella pece. Due diavoli, Alichino e Calcabrina, si azzuffano rinfacciandosi la mancata preda e cadono nella pece. Dante e Virgilio approfittano del trambusto per fuggire. Canto 23 Con i diavoli alle calcagna, Virgilio prende Dante in braccio e si cala nella sesta bolgia, dove gli ipocriti camminano sotto pesanti cappe di piombo dorato. Crocifisso a terra c' Caifa. Canto 24 Nella settima bolgia i ladri sono continuamente assaliti da torme di serpenti; tra essi Vanni Fucci, che con rabbia predice a Dante la sconfitta dei Bianchi e l'esilio futuro. Canto 25 Vanni Fucci rivolge a Dio un gesto osceno; immediatamente un serpente lo immobilizza e sopraggiunge il centauro Caco. I due poeti assistono a numerose trasformazioni di ladri in serpenti e di serpenti in ladri. Canto 26 Dante pronuncia una nuova invettiva contro Firenze, poi lui e Virgilio passano nell'ottava bolgia, dei consiglieri fraudolenti; essi vagano senza riposo avvolti da una fiamma. In una fiamma biforcuta sono

avvolti due dannati, Ulisse e Diomede; il primo racconta la storia del suo ultimo viaggio e della sua morte. Canto 27 (Dante incontra l'anima di Guido da Montefeltro, che un diavolo disput con successo a S. Francesco).Dopo le parole di Ulisse, un altra fiamma attira i due poeti, muovendosi. Chiede notizie sulla Romagna. Dante fa un quadro della situazione politica della regione, dominata da uomini pronti alla guerra. L anima si fa riconoscere dicendo: "Fui guerriero e poi frate , credendo cos di riparare al male creato. Ma la sua conversione era stata soltanto formale, dettata dalla convenienza, il cordiglio francescano non aveva cinto un uomo nuovo. Alla sua morte San Francesco venne per portarlo in cielo, ma il diavolo lo ferm con queste parole: "Quest anima deve seguirmi all inferno, poich contraddittorio che ci si possa pentire di una colpa che si ha l intenzione di compiere. Quando fu davanti a Minosse, questi gir otto volte la coda intorno al suo corpo, destinandolo al cerchio ottavo. Dopo la converasazione, la fiamma si fa indietro e Dante giunge al ponte che domina la bolgia dei seminatori di discordia. Canto 28 Nella nona bolgia stanno i seminatori di discordia, mutilati dalla spada di un diavolo. Tra essi ci sono Maometto e Bertrando del Bornio, che cammina tenendo in mano la sua testa mozzata. Canto 29 Dopo l'incontro con Geri del Bello, un parente di Dante, i due poeti passano nella decima bolgia, quella dei falsari; tra essi gli alchimisti sopportano scabbia e lebbra. Canto 30 La rabbia colpisce invece i falsatori della persona, tra cui Gianni Schicchi e Mirra. Seguono poi i falsari di moneta colpiti dall'idropisia: tra essi Mastro Adamo. Infine i falsatori di parola, che sopportano la febbre: Dante scorge in mezzo a loro l'anima del greco Sinone. Canto 31 Custodi del nono cerchio sono i Giganti, incatenati ed immersi fino alla vita nel pozzo infernale. Anteo per slegato e pu prendere in mano i viaggiatori e depositarli sul fondo, costituito dal lago ghiacciato di Cocito. Canto 32 Cocito diviso in zone: nella Caina i traditori dei parenti stanno immersi nel ghiaccio fino al capo, tenuto abbassato; nella Antenora i traditori della patria hanno invece il capo rivolto in alto: tra essi Bocca degli Abati e Gano di Maganza. Dante vede un dannato che rode la testa di un altro, e chiede a Bocca il nome di entrambi. Canto 33 Il dannato che rode la testa all'altro il conte Ugolino della Gherardesca, la sua vittima l'arcivescovo Ruggeri. Dante e Virgilio passano poi nella zona detta Tolomea, dove i traditori degli amici tengono il capo talmente all'ins che le lacrime gli si congelano sugli occhi: tra essi frate Alberigo e Branca Doria.

Canto 34 L'ultima zona di Cocito la Giudecca, dove i traditori dei benefattori sono completamente immersi nel ghiaccio. Ora Dante e Virgilio sono di fronte a Lucifero, infisso nel ghiaccio dalla vita in gi. Esso ha tre teste, e ciascuna delle tre sue bocche dilania un peccatore: la prima Giuda, la seconda Bruto, la terza Cassio. I due poeti si aggrappano al corpo di Lucifero e lo ridiscendono, passando nell'emisfero terrestre meridionale. Attraverso uno stretto budello riescono a ritornare in superficie in corrispondenza degli antipodi.