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DE MIRABILIBUS

CIVITATIS
ROMAE
NELLA RACCOLTA DI NICOLAS ROSELL
DETTO IL CARDINAL D'ARAGONA
Nicolas Roseli, nato in Palma di Maiorca nel 1314,
vest l'abito domenicano nel convento di San Domingo
della sua citt natale nel 1326, e insegn filosofia e
teologia in varie cattedre dell'ordine; nel 1350 fu eletto
provinciale d'Aragona e nello stesso anno inquisitore
generale di quel regno; finalmente il 23 dicembre 1356
Innocenzo VI lo nomin cardinale del titolo di S, Sisto.
Fu cos il primo cardinale della confederazione catalano-aragonese, e la sua nomina suscit gran giubilo
in tutta la regione. Mor il 28 marzo 1362. Nel
quadro degli ecclesiastici regolari fu tra color che
pi efficacemente contribuirono ad una ripresa locale
delle scienze teologiche ed ecclesiastiche.
Il Roseli nel periodo in cui, come cardinale, ebbe
occasione di dimorare in Avignone, e, pi precisamente, nei due ultimi anni di vita, compil una raccolta da vari libri, tra cui il Liber Censuum di Cencio,
che si trovava l, nella Camera apostolica, sia nell'originale sia in una copia rappresentata dal codice oggi
Riccardiano (Firenze) 228 (cf. DUCHESNE, Liber Censuum, Introduction, pp. 27-28, 29-30), cui dette il titolo

176
S

DEMJRABJLBCS

di collectanea. La raccolta porta questa introduzione:


Presentem librum ordinavit et scribi fecjt reveren dissimus in Christo pater et domifras dominus frater
Nicolaus Cardinalis Aragonie, quem compilavit ex
diversis registris et ex libris Camere apostolice et
ex aliis etiam libris et cronicis diversis cum magna
diligentia et labore, e quindi segue l'indice, che,
per la parte riguardante i Mirabilia, identico a quello
dei capitoli appresso riferiti.
Il DUCHESNE {Liber Pontificalis, II, p. xxxvni)
afferma che il Roseli si serv del cod. Riccardiano 228
per dare nella sua raccolta una rifusione del Liber Censuum; ma il .A? Mirabilibus non sembra che derivi
ne dal Riccardiano n dall' originale di Cencio. A parte
la diversa distribuzione della materia e talune aggiunte, si notano qua e l nel Roseli, anche nei capitoli che corrispondono esattamente al testo dei codici
anzidetti, tali differenze di forma, che fanno escludere
una diretta derivazione da quelli. Il testo del Roseli
pu esser diviso in due sezioni: la prima, che comprende
le mura, le porte, i monti, i ponti, i palazzi, gli archi, le
terme, i teatri, i cimiteri, i luoghi ricordati nelle passioni dei santi, la pigna, i templi, il Campidoglio, la
pi autonoma dall'originale. Essa ha una sua speciale
divisione in capitoli con relativi titoli; ha delle aggiunte,
delle trasposizioni di materia, ha dei riferimenti (sia
pure non sempre esatti) ad edifici religiosi e civili per
determinare l'ubicazione di avanzi, che nelle redazioni anteriori dei Mirabilia sono soltanto nominati;
qui fanno la loro comparsa le leggende di Vergilio e
di Traiano. La rimanente parte invece, salvo differenze

CI VITA

TIS

ROM

AB

formali, non presenta alcun interesse di novit, e noi


ci limitiamo a darne, eccetto un caso, semplicemente i
titoli. Che questa rifusione dei Mirabilia sia tutta
opera del Roseli non pare ammissibile; egli, che si
sappia, non fu mai a Roma, e invece le aggiunte che
si trovano nel testo rivelano persona ben pratica della
citt. Bisogna dunque concludere che in Avignone gi
si trovasse una redazione dei Mirabilia in parte differente da quelle finora vedute, e che serv di modello
al Roseli. Per dirla in breve, nel De Mirabilibus
confluisce un'opera anonima di aggiornamento e di
integrazione intesa a rendere gli originali Mirabilia
una guida quanto pi possibile utile al visitatore di
Roma. Per questo nel libretto non si rifugge dall'accettare anche topnimi volgari, pur di suggerire al
pellegrino un punto di orientamento facilmente ubicabile (si pensi a porta Merdaria per Viridara).
Le caratteristiche di tale seriore rimaneggiamento
si compendiano in queste: sostituzione di un dettato
pi rispondente alla fase di sviluppo dell'umanesimo;
ricerca, specie in fonti agiografiche, di elementi, non
sempre necessari, riferibili a un dato toponimo; eliminazione di qualche errore, e un evidente sforzo per
dare al testo una organicit, mediante trapianti della
materia trattata e, specialmente, dell'elemento'leggendario. Le leggende, distribuite nel disegno originale
quasi occasionalmente, qui si fondono in modo pi
organico con l'insieme topografico, nel quale la leggenda sembra nascere e svilupparsi. Le caratteristiche,
insomma, della Grapha. Un testo, per, che non la
migliora sostanzialmente, e che per le sue omissioni,
Cod. Tofpgr., 111.

178

DE

MIRABILIBUS

_ _ 3 j

a volte inesplicabili, estendentisi a intiere zone urbane, resta al disotto di quella e dei Mirabilia.
I manoscritti che contengono-^questo trattatello
De Mirabilibus, unitamente alla raccolta del cardinal
d'Aragona, sono:
D = Cod. della biblioteca di Dresda F 18, membranaceo, del secolo xiv, ce. 71-83, detto dal Papencordt
{Cola di Rienzo e il suo tempo, trad. ital. p. 44) il
migliore di tutti; ma neppur esso privo di mende.
O = C o d . Ottoboniano Lat. 3082 della biblioteca
Vaticana, membranaceo, del secolo xiv, ce. 68^-790.
Affine al precedente, ma pi scorretto.
N =Cod. Cottoniano, Nero, C. II (in BritishMuseum), membranaceo, del secolo xiv, ce. 82-94.
Non teniamo alcun conto del cod. della biblioteca
di S. Isidoro in Roma arm. IV, n. 69, conosciuto a traverso la pubblicazione, molto scorretta, che ne fece
il MONTFAUCON, dalle schede di CLAUDIO STEFANOZI, in
Diarium Italicum, Parisiis, 1702, pp. 283-298 (vi mancano i capp. 15, 18, 22, 26, 27, 28) ; del cod. della biblioteca Angelica in Roma 627 (Q. I, 14) del secolo xv,
ce. 450-50?, esso pure scorretto ; del cod. dell'archivio Vaticano arm. XXXV, 70, della fine del secolo xv,
ce. 690-78^, che una copia dell'Ottoboniano 3082.
Separatamente, il De Mirabilibus si trova in :
Ri = Cod. Riccardiano (Firenze) M. I, 21/688,
cartaceo, del secolo xiv.Esso contiene: De mirabilibus
Rome (ce. 10-23?), u n * breve Cronica de nn* regnis maioribus et de Roma et eius constructione et
regimine et de.pluribus aliis (cio estratti da Martino

CI riTATIS

ROMAE

179

Oppaviense), " Indulgentie ecclesiarum Rome ", Libel lus de divisione terrarum et diversitate gentium ex tractus de Speculo Historiali , ed altri serriti di
carattere geografico e letterario. Alla fine dei Mirabilia si legge: Scriptum Avinioni anno Domini
.M.CCC.LXXXI., indictione .ini., die .xn. mensis de cembris, per Voglinum Ihoannis de Empoli. Cui qui
furatur vel reddat vel moriatur in vigilia beate Lucie
virginis hora vesperorum .
Re = Cod. Regina Lat. 1446 (biblioteca Vaticana), membranaceo, del secolo xiv. Contiene: Mirabilia
Rome (ce. i a - 3 ^ ) , Marescalcia equorum secundum
maiestallani (Giordano Rufo di Calabria) domini Friderici quondam Imperatoris secundi, " D e avibus",
" D e avibus rapacibus" (di altra mano). Il testo dei
Mirabilia per omette i capp. 18-23, 2 5 _ 2 8 , e finisce
con una descrizione de) Colosseo.
O 1 = Cod. Ottoboniano Lat. 2072 (biblioteca
Vaticana), membranaceo, del secolo xiv. Contiene, fra
altri scritti di carattere geografico, un Tractatus 'de
situ et mirabilibus Rome (ce. 43 #-44 <5), cio un testo dei
Mirabilia identica al precedente, e forse da esso copiato.
Il testo del card. d'Aragona si trova anche, contaminato con la redazione dei Mirabilia del secolo xn,
nel cod. Vat. Lat. 4265, del secolo xiv. ce. 20902 i 6 a ( = , V ) ; ' con lacune e incompleto nel codice della
biblioteca Casanatense N. 294 gi D. v. 13, del secolo xv,
ce. 134^-36^ (=-C.); parimenti incompleto nel cod.
Vat. Lat. 2035, secolo xv, ce. 4 5 ^ - 4 6 ^ (=V*); lacunoso, con trasposizioni e contaminazioni dalle pi anti-

r8o

UE

MJRAB1LIBVS

che redazioni dei Mirabilia, nel cod. Vat. Barber. Lat.


2687, secolo xv, ce. 30 -32 a ( = B . ) .
Di questi manoscritti abbiamo tenuto conto soltanto limitatamente alle varianti caratteristiche, e per
la descrizione del Colosseo. Nel commento abbiamo
pure utilizzato il codice Rossiano V I P 37, della biblioteca Vaticana, del secolo xiv, che contiene la redazione primitiva dei Mirabilia con variazioni ed aggiunte (ce, 84 -96 a).
I Mirabilia del card. d'Aragona furono pubblicati
dall'URLICHS m Cod. urbis R. top. pp. 127-133, e
seguiti in generale da G. PARTHEY, Mirabilia Romae,
Berolini, 1869 (una ristampa con traduz. ital. e commento fu fatta da IDA FERRANTE CORTI, Albano Laziale, 1930), il quale per v'inserisce il,passo sui cavalli,
i tori, i grifoni, i pavoni e altri emblemi che nel cod.
Vat. 636 e la descrizione del Colosseo da noi riferita
a p. 195, e rimanda tutte le leggende in ultimo, chiudendo con le notizie sui templi del Trastevere.
Una traduzione del testo originale dei Mirabilia
in cui sono introdotte aggiunte della Grapkia ed altre
dei secoli xiv e xv, fu pubblicata a Londra nel 1889:
Mirabilia urbis Romae.
The marvels of Rome or a
picture of the golden City. An english version of the
medieval guide-book with a supplement of illustrative
matter and notes 'by FRANCIS MORGAN NICHOLS.
Cf. k% ALBERTUS FABRICIUS, BibUotheca lai. medine et infimae aetatis, Florentiae, t. V, 1858, p. 124 sgg.; J, QJJTIF e J. ECHARD, Scriptores ordims
Praedicatorum, t. I, Lutetiae Parisiorum, 1719, pp, 649-ji; Jl Messale Mimalo
de! card. Nic! Rosela, Torino, 1906, p. 25; R. DE ALS, E! cardena! de Aragcn,
fray Nicolas Rosse!! in Escitela EspaBola de arqneoogm nstoria en Roma,
Madrid, 1912, p. 1, sgg.

CIVITA

TISROMAE

l8l

DE MIRABILIBUS CIVITATIS ROMAE.


D R MUR1S URBIS ROMANAE.

1. Murus civitatis Romae habet turres .CCC.LXI., castella


.XLVIIII., propugnacula, id est merulos, .VI.DCCCC, portas .xn., puste5 rulas .v. In circuitu vero sunt miliaria .xxn., exceptis Transtiberini
et civitate Leonina, id est porticus Sancti Petri u.
DE

PORTIS CIVITATIS ROMANAE.

2. Portae inclitae urbis heae sunt: porta Capena, quae vocatur


porta Sancti Pauli; porta Appia, ubi est ecclesia quae dicitur Dolo mine, quo vadis? , ubi apparent vestigia Ihesu Christi; porta Latina,
quia inde intrabant Latini, id est Apuli: ibi est dolium, in quo
beatus Iohannes evangelista missus fuit; porta Metroni; porta
Asinaria, quae dicitur Lateranensis; porta Lavicana, quae dicitur
Maior; porta Taurina.'quae dicitur Sancti Laurentii, vel Tyburtina;
15 porta Numentana, quae ducit ad Numentanam civitatem; porta
Salaria; porta Pinciana, quia ibi adhuc est palatium Pinci regis (*>;
I. INCIPIT TRACTATUS Da S1TU ET MIRABILIBUS RoME O1
ET PO [sic] DE MURIS EIUSDSM e soli
DE LIBRO AUREO Ri

tatis R

MIRABILIA R O M E R

2. D R - R O M A N A E om. Rg Ri O*

treeentas sexaginta-unam cancellato con inchiostro

/novero cancellato con inchiostro rocco) Re


las Re

sexmila nonagenta O'

Cancellato con inchiostro

rosso Re

porticu AV*

ciytae Re

4-5. posterulasO 1

sunt hee Re

ro, Iesu Ri

' i r . intrant Re

terali 22 O A*

lateranurnO'

mais 2? O
ad idem O1

maisisAi
prati R

3. rome civi-

4. quadraginta novem

.XLYIIII., propugnacula om. DO A/ AV

meru-

civitatis Romane om. ReO*

6. civitatem leonisome Ri

9, Pauli] iuxta tempium remi segue inO1

ibi] ubi Ri

in quo] ubi Re O

12. metronii Ae

33-34. iateranen&is-Taurina quae dicitur om. li

inaurala Re

tiburtina RiO'

.XII*

5. *v. cancellato con inchiostro rosso Re

transtyberim D Ri Re

7. DR-R/IMANAR om. O'

heeDORiO1

rocco Re

sexmitla nongenta cancellato con inchiostro rocco Re

miliaria . x x n . caneeItalo con inchiostro rosso Re


naniO 1

D E MIRABILIBUS CIVITATIS RoME

INCIPIT TRACTATUS DE MIRABILIBUS RoMR EXTRACTU5

ti. poetami DO Ri

8. inApiaO
13. la-

14, m a i o r ]
adhuc est]

Pinci regis] pugbant Os

(1) Cf. voi. II, p. 335 nota 4. Sembra per chefindal principio* del secolo
xiii, come gi si avvertito, la citt
Leonina fosse chiamata anche porticus
S. Petri. Cf. RE, Le Regioni di Roma

nel medioevo in Studi e documenti di


storia e diritto, 1889, pp, 26-38.
(2) 11 palazzo apparteneva invece alia
gens Pincia (cf. voi. II, p. 248 nota 2).

182

DE MIRABILIE

US

porta Flammea, quae dicitur Sanai Valentini; porta CoIIicina ('),


quae est supra pontem Sancti Petri.

D E PORTIS TRANSTIBERIM.

3. Portae Transtiberini sunt tres: porta Septiroana, ubi septem


laudes fuere factae Ottaviano <a>; porta Aurelia vel Aurea; porta 5
Portuensis.
D E PORTIS IN PORTICU SANCTI PETRI.

4. In porticu Sancti Petri sunt duae portae, qu.irum una


vocatur porta castelli Sancti Angeli, altera porta Mcrdaria <>.

DE MONTIBUS INFRA ROAIAM.

IO

5. Montes infra urbem isti sunt; lanniculus, qui vulgariter dicitur


Ianarus, ubi est ecclesia Sancti Sabae <*>; Aventinus, qui et Quirinalis ) dicitur, quia Quirites ibi stabant, ubi est ecclesia
Sancti Alexii; Caelius mons, ubi est ecclesia Sancti Stephani in
Caelio monte; Capitolium vel Tarpeius, ubi est palatium senatorum; 15
Palenteum, ubi est palatium maius; Exqulinus, qui super alios
dicitur, ubi est basilica Sanctae Mariae Maioris; Viminalis, ubi est
1. flammittee Si

colline O'

3. DK-TKAHT. tm. Si O'


settimana S

septimgiaii* O'

fuerunt SiO'

Ottaviano Ri

due porte sunt O'


11. intra O1
mirimi. O'
II comttori

a. super St O'

4. '.ranstyberim D

.vn DO tancitato con imbiutile


imperatori tigni in O'

9. alia O SiO'

laniculus Si
Modificata poi tir

pontem-Petri] aanctum ftetrum Si


transtyberim DSi
russo Ri

7. D i - P u n t i ai. Si O'

viridaria O' Si

ia-13. quiralis Z> O A*t

ha aggiunta mi margini cor. richiamo, at canalis Si

%, facte
8. pontiO'

io. NFBA ROMAM om.

1 a. ianarius carr. poster, in iamtarus Ri


sabine Ale

septtiana DO
ettem Si

taitarii Si

quinilisO'

16. palefttium O'

SIO1

ecclesia

13. stabant]
17. T*

mialts O Si

(1) Collina (cf. p. 18).


(4) La chiesa d S. Saba sull'Aven(2) Cf. p. 18.
tino.
(}) Cosi era anche chiamata la porta
{5) Confusione che ricorre anche nei
Viridaria (cf. cod. Vat. Rossiano VIP Mirabilia fp. 20). Nel cod. B che
37 e CAVALLINI, Polistoria, in URLICHS,

distingue l" Aventino dal Quirinale,

Cod. urb. Rom. top. pp. 142-3), gi quest'ultimo porta la denominazione


di S. Pellegrino (cf. voi. II, p. 324 di mons Cavell, da correggere,
nota 1).
p a r e > Cavallai.

CI VITATI

S ROMA E

183

ecclesia Sanctae Agathes, ubi Virgilus captus a Romanis, invisibiliter cxiens, ivit Neapolim, unde dicitur: Vado ad Napolum ( , ) .
DE

PONTIBUS CIVITATIS ROMANAE.

6. Pontes isti sunt: pons Milvius; pons iHjadriatius iJ> qui


dicitur Iudaeorum.quia ibi ludaei habitant; pons Fabiani iuxta ipsum;
pons Neronianus; pons Antoninus; pons Gratiani; pons Senatorum t'H pons marmoreus Theodosii et pons Valentinianus W.
DE PALATIIS ROMAE.

7. Palatia magna imperatorum ista sunt: palatium maius in Paio lenteo monte positum; palatium Severini (s) prope Sanctum Sixtum;
1. aflhates Ri
3. vadeO 1
neapulm>r
3. civitans Romane . Ri O1
romeni
4, pons Milvius om, O1
[HIadruuius] adriani, # n*I margini d mano del correttori, con stono di
1
richiamo, fauni Ri
6. pons NeronUnus - Antoninus om. Ut O
7. velentinianus O1
8. palUcus Ri

Romae om. RiO1

9-ro. pakntheo Ri

(1) Una tarda leggenda narrava che p. 218 nota 1). La burla del canestro,
Vergilio fosse stato esposto al ridicolo come avverte il COMPARETTI (Virgilio
del popolo romano, sospeso in un cane- nel medio evo, Firenze, 1896, p. 117), ristro all'esterno di una torre, per opera corre attribuita, prima forse che, a Verdi un'amante che cosi lo aveva atro- gilio, ad Ippocrate, in un Fablieau, e lo
cemente burlato. Il poeta, che nella spegnimento dei fuochi e la fuga dalla
leggenda trasformalo in negromante, prigione per arte magica, come anche
si vendica dell'offesa- facendo spegnere un'espressione analoga a quella messa
nella citt tutti i fuochi e invitando i in bocca a Vergilio, si ritrovano negli
cittadini a ricercare la fiamma nelle atti di san Leone taumaturgo, vescovo
parti pudende della donna, che rimase di Catania, a proposito del mago Eliocosi alla sua volta esposta al ludibrio doro. Cf. pure HUELSEN, Virgilio ed
del pubblico. I Romani, indignati,affer- i monumenti di Roma ndV immaginarano Vergilio e Io cacciano in prigione, rione del medio evo in Sludi Medievali,
donde egli si libera, secondo una ver- voi. V, 1932, p, 139 sgg. ; CECCHELLI,
sione scomparendo in una aeronave, l a leggenda romana di Virgilio in Studi
secondo un'altra immergendosi in un Virgiliani, Istituto di Studi Romani,
bacino d'acqua. La leggenda col- Roma, 1941, p. 37 sgg.; J. W. SPARGO,
locata sulle pendici del Quirinale (non Virgil the necromancer, Cambridge,
Viminale) per trovare una spiegazione 1934, specialmente la nota 19 a p. 372.
al toponimo Magnanapoii, probabile
(2) Qui evidentemente i nomi hanno
corruzione di balata PauL (cf. voi. I, subito una trasposizione, e ii testo p
Per le note ( 5 ) , ( 4 ) ( O P"g- Mg-

DE

184

MIRAB1L1BVS

palatium Claudii inter Colliseum et Sanctum Petrum in Vincula <>;


palatium Constantini in Laterano, ubi moratur dominus papa;
palatium Sussurrianum ad thermas de Caluce1; palatium Volusiani; palatium Roinuli<), inter Sanctam Miriam Novam et Sanctum Cosmatem, ubi sunt duae aedes, Pietatis et Concordiae, ubi
posuit Romulus statuain suam auream dicens: Non cadet donec
virgo pariet; statim ut peperit virgo, statua illa corruit; palatium Traianum, ubi est columpna sua alta .xx.; passus; palatium
Constantini; palatium Saiustii; palatium Camilli<4>; palatium Antonini, ubi est columpna sua alta .xxxim.; passus; palatium Neronis,
ubi est agulia Sancti Petri; palatium Iulii Caesaris,ubi est sepulchrum
Iulii Caesaris; palatium Cromacii; palatium PmpeiiXd; palatium
Titi et Vespasiani, foris Romam Catacumbas; palatium Octaviani
ad Sanctum Laurentium in Lucina (*).
x. palatit claudii O
coliseum Ri;
con la i corr. sopra una o O
coleseum Re
3. susaurianum Re
terme Re DO Ri
calute Re
3-4. voluciani Ri
4. et ad O1
7. et statim Ri
ut virgo peperit Re
8. traiani Re O1
colunna Ri
viginti passus Ol
.xx. passus /.xx.
cancellalo con inchiostro rosso) Re
passibus Ri
8-0. palatium Constantini om. Re O1
9. con*
stantii O
constancti D N
9-10. antoniiO 1
ro. colunna Ri
.xxxiltt. cancellalo con
inchiostro rosso Re
xr. sepulcrum O Ri

.xxiltl. O1
passibus Ri
11-13. palatium Iulii - catacumbas om. O1
12. chromatii Re O'
13. et foris codd.
14. lucinia sembrerebbe Ri

Irebbe essere riordinato cosi : Pons


[H]adrianus; iuxta ipsum pons Nero nianus; pons Antoninus ; pons Fate bricii (alterato in Fabiani) qui dicitur
Iudaeoruin, quia ibi Iudaei habitant .
(3) Nel cod. Vai. Rossiano segue:
id est Lapideus .

Cf. BENEDETTO DI

S. ANDREA, Chronicon, p. 3 nota 2.


(4) Cf. Mirabilia, p. 22 nota 14.
(y) Per Severi (cf. Mirabilia,
p. 21).

(1) Dai due estremi topografici, con


pai. Claudii sembrerebbe che l'autore qui si riferisca alle rovine delle
terme di Tito e di Traiano.
(2) Il nome s'incontra anche in un
documento del

1493 (cf.

LANCIANI,

Storia degli scavi; 111, p. 159), ma dal


passo riportato non possibile ricavare la precisa posizione.

(3) Il palazzo di Romolo, coi due


sacelli della Piet e della Concordia,
corrisponderebbe, come abbiamo detto
(cf. p. 19 nota 2), al tempio di Venere
e Roma. Qui l'autore, aggiungendo
l'indicazione dei due monumenti tra
cui si sarebbe trovato, lascia presumere
che lo identificasse invece con la basilica di Costantino.
(4) Il cod. Vat. Rossiano aggiunge:
ubi nunc pelles caprine venduntur .
(5) Il cod. Vat. Rossiano aggiunge:
est in theatro prope S. Laurentium in
Damasse, in campo Flr[ae].
(6) Non pu precisarsi a quale
avanzo dei monumenti auguste!, sorgenti in antico in quella regione, l'autore intenda riferirsi. Ma con tutta
probabilit al mausoleo.

io

I FI TA TIS

ROMAE

185

D E ARCUBUS TRIUMPHALIBUS ROMAE.

8. Arcus triumphales isti sunt, qui fiebant alicui imperatori redeunti a triumplio, sub quibus eum honore ducebatur a senatoribus,
et Victoria eius ad memoriarn in posterum sculpebatur. Arcus
5 aurei Alexandri ad Sanctum Celsum; arcus Theodpsi et Valentiniani et Gratiani imperatorum ad Sanctum Ursum; foris portam
Appiani, ad templum Martis, arcus triumphalis; in Circo arcus Titi et
Vespasiani; arcus Constantini iuxta Anfit[h]eatrurn; arcus VII Lucernarum Titi et Vespasiani, ubi est candelabrum Moysi eum
io archa, habens .VII. brachia, in pede turris Cartulariae; arcus lulii
Caesaris et senatorum ante Sanctam Martinam, ubi modo sunt
turres de Bracis <*>; arcus triumphalis Octaviani ad Sanctum Laurentium in Lucina; arcus Antonini prope columpnam eius, ubi
modo est turris de Tosectis W; arcus ad Sanctum Marcum (3 ', qui
15 vocatur Manus Carnea; in Capitolio est arcus Panis Aurei.
Sunt praetcrea alii arcus, qui non sunt triumphales sed memoriales.ut est arcus Pietatis ante Sanctam Mariani Rotundam,ubi eum
esset imperator paratus in curru ad eundum extra pugnaturus,
quaedam paupercula vidua procidit ante pedes eius, plorans et
1. triumphalibus Romae em. Re Romae em. O1
a. sunt isti Ri O
3. sub] super O
quibus] quo RtO1
4. et] et e' O1 eius Victoria Re eius em. O* m em. ReO1
imposterumO sculpebant O1
3. AHexandri D Re archus 6>r
6. et em. ReO1
6-8, forisAmphitheatrumJ archus /'arcus Re)
7. apiam D NRi
archus O*
8. constantini insta
colnseum ReO
apiam /VRi
archus (seeendo) O*
septem. O' em. Re
9. tyti Re
io. arcai?/ septem O r
t i . sanctum martinum Re
12. bracbis O1
triumphalis em. Re
triumphalis Octaviani] metavan OT
ottaviani Ri
13. antonii > O N Ri Re O1 colunatn AV
14. toseti O'
t j . arcus-Aurei em. ReO*

(r) L'arco di Settimio Severo, sul


quale nel medio evo erano state edificate due torri, una delle quali appartenente alla vicina chiesa dei Ss. Sergio
e Bacco (cf. bolla d'Innocenzo IH a.

ricordati nel Necrologio dei^Ss. Ciriaco


e Nicola sulla via Lola (Necrologi e libri
affitti della provincia romana in Fonti
Ist. Stor. hai, n. 44,1, pp. 17 e 65);
e una contrada de Tosectis, nella
1199 in JORDAN, Topogr. II, p. 668). regione Colonna, indicata nel LuW
Di queste torri non altrove testimo- Anmvtrsariorum della fraternit del
niata l'appellazione.
Salvatore (ibid. p. 520).
(a) L'ubicazione della torre sco(}) Il cod. Vat. Rossiano dopo Marnosciuta (cf. p. 19 nota 6), ma due te cum aggiunge: ubi nunc venmembri delia famiglia Tosetti sono duntur ciathi.
Cod. Topogr.,

li.

12* V

186

DE

MIRABILIBVS

clamans: Domine, antequam vadas, michi facias rationem.


Cui cum promisisset in reditu facere plenissimum ius, dixt ilia:
Forsitan morieris prius . Imperator hoc considerans, prosiliit
de curru ibique posuit consistorium. Mulier inquit: Habebam
unicum filium meum, qui interfectus est a quodam iuvene . 5
Ad hanc vocem imperator sententiavit: Moriatur, inquit, homicida
et non vivat . Et mulier:. Morietur ergofiliustuus, qui, ludens
cum filio meo, occidit ipsum . Qui cum duceretur ad mortem,
mulier ingemuit voce magna: Reddatur michi iste moriturus loco
filii mei, et sic erit michi recompensatio. Alioquin nunquam io
me fatear plenum ius accepisse . Quod et factum est, et ditata
nimium ab imperatore recessit<*).
DE T[H]ERMIS

aviTATts ROMANA E.

9. T[h]ermae dicuntur palatia magna habentia maximas criptas


sub terra, in quibus tempore hyemali fiebat ignis per totum, aestivo 15
1. unte q u a C
inAV
em RiO'
t. inquid O'

a, addita OReO'
3 ha: DO
4, inquid O'
7. Et mulier em. Rt
8. ipsum occidit O'

5. meum
9. m D Ri

,0. ttom.O'
mRiR*
11. fatear me R*
quoti factum 0 1
li. nimium] multura Ri
13. termi Ri CIVITATM em. Ri ctvrrATis ROMANAE M , RtO'
nome Ri 14, Terme Ri
15. remali O'

( 1) La leggenda di Traiano si affaccia


per la prima volta nella Vita i sm Gregorio Magno scritta da PAOLO DUCONO

nel secolo Viti (MCNE, Patr. Lai.


LXXV, cap. 27, col s), dove per il
passo sembra interpolato, e nella vita
dello stesso papa di GIOVANNI DUCONO

redatta nel secolo successivo (ibid.


cap. 44, col. 104). In seguito il racconto fu ripetuto, con motivi pio o
meno diversi, in testi latini e volgari
fino a che con Dante tocc un alto
grado di perfetiooe letteraria. La versione che mostra neE'oraicida il figlio
stesso dell' imperatore comincia ad apparire verso la meta del secolo xm.
Pare che la leggenda sorgesse intorno
ad un bassorilievo artistico, esistente
forse nel foro di Traiano, e rappre-

sentante una provincia inginocchiata


davanti all'imperatore a cavallo, circondato dai suoi legionari. Andato il
foro in rovina e scomparso il bassorilievo, il popolo cerc un altro monumento a cui legare la leggenda, ed ecco
introdursi nelle fonti pi tarde l'arco
della Piet. CtG.PARIS, LaUgende de
Trafan in BibUotheoue de FEcole des
Hautes tudes, XXXV, 1878, p. 261
sgg.; lo. in Journal des Savanls, dee.
1884,/pp. 571-2; GraF, Roma nella
memoria 8tc. p. J75 sgg.; G. BONI,

Leggende in Nuova Antologia, 1 novembre 1906 ; In. Un epilogo, ibid. 1 mano


1907; F. LANKJNI, Genesi, svolgimento
e tramonto delle leggende storiche in Studi
e Testi, voi. 45, p. 13.

CI VITA

TIS

187

ROMAE

vero aquis frigidis implebantur, ut curia in superioribus manens


deleetaretur; Quod in t[h]ermis Dyocletiani videri potest ante Sanctam
Susannam. Sunt igitur thermae: Domitianae; Olimpiadis ad
Sanctum Laurentium in Paliperna l'q Novitianae <*'; Tyberianae
S retro Sanctam Susannam >, Dyocletianae; Lucimi <>; Antonianae;
Maximianae; Agrippae retro Sanctam Mariam Rotundam; Alexand ritrae, ubi est hospital e de thermis<>'.
DE THEATRIS crvrTATis ROMANAE.

10. Theatra sunt ista: theatrum Titi et Vespasiani ad Catacumbas;


to theatrum Tarquinii et imperatorum ad Septem Solia; theatrum
Pompeii ad Sanctum Laurentium in Dama so; theatrum Antonini
iuxta pontem Antonini; theatrum Alexandri urna Sanctam Mariam
Rotundam; theatrum Neronis iuxta castellum Crescentii et theatrum
Flamineum.
15

DE CIMITER1IS URBIS RoMANAE.

11. Cimiteria ista sunt: cimiterium Calepodii ad Sanctum Pancratium; cimiterium Sanctae Agathae ad Girolum; cimiterium Ursi
ad Portese, et ibidem cimiterium Sancti Felicis; cimiterium Calisti
I. frigidi am. O'
dcocUtiani Ri
5. Diodetianae Si
dam O

a. termi Si

3 . Terme SiO*

TATIs ROMANIE am Ri O'


trum Ri

j . termi Ri

rome DRi

tarquioi Si

djxlitiaoi tarr. pali, dyocletieni Sa


olinipiadet DSiO

~.vu.SaO'

foltaO

13. urbiaeet. Ri

16, rymiterium Ol

uamm

apeiUni Ri
Si

Italia ti DO

urbi Romena, am.RtO'

(i) Panisperna.
(a) Novaiiane.
(?) Presso S. Susanna si trovano le
terme d Diocleziano, con le quali si
pu esser fatta confusione ; a meno che
per terme liberiane, d'altra parte sconosciute, non sia stato preso qualche
avanzo di costruzioni nei giardini Sallustian.

e ivi-

tmthlKmaba*

ir. darruuieO

17-18. cimiterium Urar-Felidi am. O


k aliali iV

rotori'

ci VITATI am. Ri

Sa

19, tea-

13. rotonder O
urbi] a t t u t i i O

17. agate A Sture, cimiterium eartet felici* Ri

b. u n i aan B. xali'inlarl. Sa
ibidem] ibi eat Sa O'

8. teatri. Si

g. tyti Ri O'

4. liberiane .TP.

6 retro] uataO'

19-13. thetnim-Crecentii et am. SaOs

allexandri D

14. BMmnBtimSiSaO'
romae Ri

Sa O'

J-6. dmcletiaxjir~Mar.tmu>i* am. RaO'

6-1. alex*BrB* J> Sa

io. te.irum Si

dyoclitiani O'

Aumtiiwt

aancti urli O'


18. por tenie >'

aancti celiati O'

(4) Licinii,
(5) S. Salvatore de Thermts
(cf. Catalogo ^di Torino, p. 96 n. 4).
La chiesuola annessa ricordata come
appartenente all'abbaza di Farfa in un
documento del 998 (Regesto di Farfa,
voi. Ili, p. 1)7 n. 426) ed in altri successivi dello stesso monastero (cf.Huro.SEN,Zd5e&kK,pp.45 5-6).

i88

DE

MIRABILIBUS

iuxta Catacumbas; cimiterium Praetextati iuxta portam Appiam ad


Sanctum Apollinarem; cimiterium Concordianum W foris portam
Latinam; cimiterium inter Duos Lauros ad Sanctam Helenam; cimiterium ad Ursura Pileatum prope Sanctam Bivianam; cimiterium
in agro Verano prope Sanctum Laurentium foris muros; cimiterium
Sanctae Agnetis; cimiterium ad nimphaCs] beati Petri(l>, cimiterium
Priscillae ad pontem Salarium; cimiterium ad divum Cucumeris;
cimiterium T[h]rasonis ad Sanctum Satuminum; cimiterium Sanctae
Felicitatis prope cimiterium Calixti; cimiterium Sancti Marcelli via
Salaria vetereri);cimiterium Balbinae ri via Ardeatina; cimiterium i o
Innocentum ad Sanctum Paulum(>); cimiterium Pontianum; cimiterium Sancii Hermetis et Domitillae; cimiterium Sancti Cyrinci
via Ostiensi. Ista cimiteria erant subterranea, quae quandoque
distendebantur per tria miliaria, ubi sancti martires abscondebantur.
15
D E LOCtS URBIS NOMINATE IN PASSIONIBUS SANCTQRUM.

12. Haec sunt loca quae inveniuntur in passionibus sanctorum :


foris portam Appiam, ubi beatus Sixtus decollatus fuit, et ubi
Dominus apparuit Petro dicenti: Domine, quo vadis ? ibi templum
Martis; intus portam arcus Stillae; deinde regio Fasciolae ad Sanctum 20
I. pteUuuti O'

apiam D Ri O'

-*. ad appoIlMrcni] Agg, neU'interl. dai

inRe;am.O'

a. ipolinarem Ri

a. pilleatum D O N

tart ha annullato

bivianam t ttritto nelVinierl. sahinam Rt

5. verarioO 1

6 aimpbam Ri O ' NeU'interl. ti correttore ha aggiunta Conter Re


divataam.

RiO'

9. radiati DO

kalijti N

terium tancti Mat-celli-PauIum am. Re O'


sa. sancte o Rt

domicille D NO'

calisti A*

dittendebantur] ad que quandoque descendebatur Mi

7. portala salarUm Mi
.aneti

calisti O"

ciriaci ORiO'
14. distendebatur O

16. unnis-aAssioNinus] passionimi AVO*

17. inveniuntur] numerantur AV

jritus Re

diconti Re

io . dicenti stri. DO NRi

/Itami-

muros] tauros2> Ri

io. ardeatina DO A/

13. hostienii adi.

correttore

sanctum vi vanum O'

ibi] ubi fuit A" O'

0-11.

ad
cimi.

11. pontiani O'


13-M

quae-

martyres A*
i8. apiamAVO'
io, inde/fi

fa.rioile Re

(1) Gordianum .
(3) Per questo cimitero, sulla Salaria
(a) Nei Mirabilia del cod. della Bibl. nuova, non vecchia, cf, voi. II, p. 228
NM. di Vienna Lat. 425, del sec. xiv, nota 2,
i eimitero chiamato anche Ostriani,
(4) Cf. ibid p. 64 nota t.
ubi Petrus baptizuvit ed ricordato
{5) V. p. 440, rr. 9-10. Cf.Riv.a1W7.
insieme col cimiterium Noelle.
crisi. XXI, 1944-3, pp. 139-61 e 201 sgg.

CI V IT ATI

10

15

20

189

S R 0*M A E

Nereum; vicus Canarius ad Sanctum Georgium, ubi fuit domus


Lucillae <'>, et est ibi Velum Aureum; Aqua Salvia ad Sanctum
Anastasium, ubi decollatus fuit sanctus Paulus; hortus Lucillae <>,
ubi est ecclesia Beati Pauli, et ibi requiescit; inter lude, id est
inter duos ludos, <id est) clivus Scauri, qui est inter Amphit[h]eatruni
et Stadium ; ante Septem Solia, ibi est cloaca, ubi iactatus fuit
sanctus Sebastianus, qui revelavit corpus suum sanctae Lucinae
dcens: Invenies corpus meum pendens in gumfo; via Cornelia f
per pontem Milvium et exiit in stratam; via Aurelia iuxta Girolum;
gradus [H]eliogabali in introitu Palatii; et insula Cathenata post
Sanctam Trinitatem; arcus Stiline ante Septem Solia; arcus Romanus
inter Aventinum et Albiston, ubi beatus Silvester et Constantinus
osculati sunt et diviserunt se ad invicem; in Tellure, id est in
Cannapara, ubi fuit domus Telluris; privata Mamertini ante Martem
supra) Capitolium; vicus Latericii ad Sanctam Praxedem; vicus
Patricii ad Sanctam Pudentianam; basilica Iovis ad Sanctum Quiricum; thermae Olimpiadis, ubi assatus fuit beatus Laurentius,
in Panisperna; palatium Tyberianum Traiani, ubi Decius et Valerianus recesserunt mortuo sancto Laurentio, ubi dicitur thermae
de CornutisW; circus Flamneus ad pontem Iudaeorum; in Transtyberim templum Ravennantium effundens oleum, ubi est Sancta
Maria in Transtyberim.
(. loreum Os

filli om. Ol; mimare,

dimano

dll torntttori

Iteriti: 1 mlFmltrl,

di man Jtl tornitori

ortus Ri

3, anasastium Ri

sanetusj-beaius O'

4. beati] sancti O

clunts D N

claris Ri

si'ultimo {attillato
8. inveniens Ri

cluni Ri

con intiiottro

mio.

gumfo] urico O*

relia] Cornelia Ri Ol
calettata Ri Ri

elauis O'

diogabaii O*

Albiston] aibvston Ro

cor O*

in om. Ri O'

sperma *'

16-17. quirinum Ri

paliperna Ri

nutis om. Ri O'

palip O

19. terme Ri

ao-ai. transtiberimO Ri
aa. Transtiberini ORiO'

(1) Lucilli.
(2) Lucinae .
{}} Sub.

17. terme*'

Traiani ss. Ri O'

15. super*'

tfundeosZtO

ta. et

cannapata Ri
15-16. vicus-

beatus cancilloio Rt

so. circus] Ortus O flammeus Ri

at. ravennatiumO"

rotto.

14. cartapara O'

ubi] uri Ri

RtO'
0. Au-

introitum Ri O'

ton intkioitro

matttmtmitondnatoannnnupotmniormintinill'intirl.iJpralaoRi
Pudentiaoam om. O'

divus]

sanctae om.

via Cornelia om. O1

tantillato

13. et diviserunt om Ri O'

dontus]

aque salvie O'

6. .VII. O' O RI, mi in ano,

7. corpus] cor O

li. ,vn. O* 1 Ri, ma in onitfultimo

salvie*

j . ; d est > tri iipungiri

inter om, O

RUtnfo-Cornelia] nuco Rt

io, eliogabalii Ri

templum nympbeRi

a. ibi est D

18. pani-

3-ao. ubi-ornanvmtne.ua Ri

eHunderts oleum

em.RiO'

(4) Traiani a e ubi-Cornutis


sono aggiunte dell'autore, forse derivanti da glosse marginali. Il palatium

190

DE

MIRAB1L1BUS

-ar-

13. Infra palatium Neronianum est templum Apollinis, quod


dicitur Sancta Petronilla, in basilica Sancii Petri, ante quod est basilica quae vocatur Vaticanum, ex mirifico musibo laqueata auro et
vitro. Ideo dicitur Vaticanum, quia vates, id est sacerdotes, canebant ibi sua officia ante templum Apollinis. Ibique est aliud 5
templum, quod fuit aerarium Neronis, ubi mine est ecclesia Sanai
Andreae, iuxta quod est memoria Caesaris, id est agulia, ubi splendide cinis eius in suo sarcofago, id est malo aurtelo, requiescit, ut
sicut eo vivente totus mundus ei subiectus fuit, ita eo mortuo
omnia alia defunctorum corpora sibi subicerentur. Superius vero io
in giro mali aurei scriptum est:
Caesar tantus erat quantua et orbis,
Sed nunc in modico clauditur antro.
Inferius vero graecis litteris ista carmina sunt descripta :
Si lapis est unus, die qua fuit arte levatus;
Et si sunt plures, die ubi contingui (1).

DE PtNEA QUAE STABAT IN ROMA.

14. In festigio Pantheon, id est Sanctae Mariae Rotundae, stabat


pinea aerea, quae nunc est ante portam Sanai Petri, quae tota
cooperta fuit tabulis aereis et deauratis, ita quod a longe quasi 20
mons aureus videbatur, cuius pulcritudo adhuc in parte cemimr.
. ippollir.ii O Mi
ippolini O'
.colini. Mi
a-3. baiilit-a-vocitur cm. MiO'
j . vacticaaum O'
muiibw DO
l.queatuir. DO Mi O'
3 4 . -Vaticanum cm. Mi
anco t vitro] Et DO: cm. Mi O'
5. apponimi O Mi Mi
appolinii O'
6. ubi] est O'
Hi. iplendidui Mi O'
IO. corpora defunctorum Mi tibicm.MiO'
la. Cesar cm. DO Mi
14. licterii O'
literie Mi
descritta Mi
ig. est unua cm. Me
1. contigunt Mi
17. QUAR-ROUA. ea>. Mi O'
18. rotonde
19. portai Me O*
co. coperta O coboperla O'
ai. pnJcbritudo Mi

Traiani potrebbe identificarsi con le


terme di Traiano, che erano vicine al
luogo (in Tellure) dove molti martiri furono giudicati ; ma le terme de
Cornuti: ,ricordatepoi, erano invece
sul Quirinale e corrisponderebbero a
quelle di Costantino.
(t) I codici C V B a questo punto
inseriscono anche i seguenti versi dello

Speculum regum di GoTobaEDo DA VITERBO in Man. Germ, bisl. Script. XXII,


p. 67 nn. 837-9.
Mira lepultura stai Caesarh alta colopsta.
Regia itrurtura, quae lite vocatur egida,
Aurea conche patet, qua cinti ipse iacee.

Il secondo verso nel coti. Vat. Rossiano, suona cosi :


Dieta fuit lidia, ed volgi dkit agullam.

C1VITATS

KOMAE

19I

DE TEMPLIS ni ROMA.

15. Ante palatium Alexandri mere duo tempia: Florae et


Pboebi. Post palatium, ubi nunc est concha, fuit templum Bellonae; ibi scriptum erat:
Roma vetusta fui, sed nunc nova Roma vocabor;
Eruta ruderibus, culmen ad alta fero.

IO

Ad concham Parionis fuit templum Gnei Pompeii minte magnitudinis et pulcritudinis; monumentum vero iUius, quod dicitur
Maioretum, decenter ornatam, fuit oraculum Apollinis. Ecclesia
Sancti Ursi fuit secretarium Neronis. In palatio Antonini templum
divi [H]adriani (>. Ante Sanctam Mariam in Aquiro templum Aelii
[H]adriani,
DE TEMPLO MARTIS ISI ROMA.

16. In campo Martio fuit templum Martis, ubi eligebantur con15 sules in kalendis iulii et morabantur usque ad kalendas ianuarii. Si
purus a crimine "erat ille qui electus erat consul, confirmabatur ei consulatus. In hoc templo Romani victores ponebant rostra navium, ut
esset spectaculum omnium gentium. Iuxta Pantheon est templum
Minervae Calcidiae, ubi adhuc apparent columpnae marmoreae.
20 Post Sanctum Marcum templum Apollinis.. In Camiliano, ubi
est Sanctus Quiriacus, fuit templum Vestae. In Calcarari templum
Veneris. In monasterio dopnae Rosae castellum Aureum, quod
erat oraculum Iunonis.
I. IN ROMA sm. R, O*
a. ailaxandri AV
3. conca AV
. scriptum Wt O*
j . (idi Ri
7. ti jpompay DO
I pomo Ri et pcupai A.
8. pulebriradisi Ri O3
o. maiorkum Ri appollin O AV ppolinii O*
io. oreii C
antodi O'
11. divi
adriani AV O' ctS O'
tt.wVUmAsm.Rt03
IJ. iulu-kalendasea.. AV *d]lnAVAV
16. eUeeWiAV
eUctu.ooo.ulO
18. MNHI ipacuculuia Ri
sto. .ppollUiii ORiRt
ppolinii O3
ramili, no O'
_ a i . quiricu. O'
anWn. Ri
calatati O
a l a r l i O'
aa. Cut aataUaaa O3
aj. Uri. O'; in AV rane et a t e a amen

(i) [HJadriani un errore, per Antonini .


Vi-'

192
e*

DE M RAB1L
;.
;

IBVS

DE CAPITOLIO IN ROMA.

17. Capitolimi! ideo dicitur quia fuit caput totius mundi, quia
consules et senatores ibi morabantur ad gubernandum urbem et
orbem, cuius facies cooperta erat muris altis et firmis, vitro et
auro undique coopertis et miris operbus laqueatis. Infra arcem
fuit palatium, quod erat pr magna parte auro et lapidibus pretiosis ornatum, quod dicebatur valere tertiam partem mundi, ubi
tot statuae erant quot sunt mundi provinciae, et liabebat quaelibet
tintinnabulum ad colluni. Et erant ita per artem magicam dispositae, ut quando aliqua regio Romano imperio rebellis erat, statim
ymago illius provinciae vertebat se contra illam(l), unde tintinnabulum resonabat quod pendebatad collum, tuncque vates Capitolii,
qui erant custodes, referebant senatui.
Erant enim et ibi plura tempia, nani in sumniitate arcis super
porticum Criminorum fuit templum lovis et Monetae. In partem fori templum Vestae et Caesaris. Ibi fuit cathedra pontificum paganorum, ubi senatores posuerunt Iulium Caesarem in
cathedra per sex diesW infra meusem martium. Ex alia parte
Capitolii, super Cannaparam, templum Iunonis. Iuxta forum
publcum templum Herculis. In Tarpeio templum Asiiis, ubi
1. IN ROMA om. R O*
3. ibi om. Ol
4. cohoperta O1
ites C"
6. aurum i cU.
8, erant statue R
9. tntinabulum
bulum S
9-10. deposite O
11. se] dorsuin R
illam om. O'
bulum DO'
tyntinnabulum R
13. collum ipsius O'
lune R
criminorum gli altri.
16. foris codd. ibi] ubi A" catedra AY
18.
tittro mensem RO'
19. suora DO
20, publcum herculis Ri ili

( 0 Da intendere che l'immagine


della provincia ribelle si volgeva nella
direttone della provincia stessa, come
risulta dal testo del cod. della Bibl.
Nat. di Vienna Lat. 42: In [Capi tolio] LXXJI imagines eree stabant,
ad simllitudinem septuaginta dua rum linguarum, habentes scriptum
in pectore singulas provincias. Et si
aliquagensnitebaturinsurgere contra
romanum imperium, statim ymago

io

15

20

5. cohopertis Ol
DO'
tyntinua.
li-la. tntina15, ciminarum O'
per om. R
marRi solis O'

vertebatur contra illam provinciam,


cuius scriptum retinebat in pectore . E
nonda riferire all'immaginedell'Impero
romano, come afferma il testo De
Mirbilibvs del cod. Barb. Lat. 2687:
Vertebat dorsuin suum versus yma ginem urWs Romae, quae maior erat
* super alias, tanquam domina , e del
cod, Vat. Lat. 2055.
(2) sextadie.

CIVITA

TIS

ROMAE

193

intcrfectus fuit Iulius Caesar a senatu. In loco ubi nunc est


Sancta Maria, fuerunt duo tempia simul iuncta cum palatio, Phoebi
et Carmentis, ubi Octavianus imperator vidit visionem in caelo.
Iuxta Camelariam templum Iani, qui erat custos Capitolii. Ideo
5 dicebatur aureum Capitolium, quia prae omnibus regnis totius
orbis fulgebat sapientia et decore.
18. QUALITER ROMANI ADORARE VOLUERUNT OCTAVIANUM AUGUSTUM, QUI CONSULUIT SLBILLAM TYBURT1NAM, ET QUALITER APPARUIT
IN CAELO SPECIES VIRGINLS PULCHERRIMAE PUERUM IN BRACHIIS BAIU10 LANTIS ET QUARE DICTA EST SANCTA MARIA IN ARA CAELI.

[Segue il cap. 11 dei

Mirabilia].

DE CABALLIS MARMOREIS IN ROMA.

19. Caballi marmorei ad quid facti fuerunt nudi et homines nudi


et quid numerent, et quid sit quod ante caballos quaedam femina
15 serpentibus circumdata sedet habens concham ante se. Temporibus
Tyberii imperatoris venerunt Romam duo philosophi iuvenes
Praxiteles et Fidia. Quos imperator cognoscens, dixit eis: Cur
nudi inceditis ? Qui respondentes dixerunt: Quia omnia nuda
et aperta sunt nobis, et pr nichilo mundum tenemus, quia
20 quicquid tu, domine imperator, nobis absentibus in die vel in
nocte in camera tua consiliaris, dicemus tibi usque ad unum
verbum . Quibus imperator ait: Si facitis quod dixistis, dabo
vobis quicquid vultis . Qui respondentes dixerunt : Nullam

. febi AV
3- Ottavianus Ri
4. carmelariamD O carineliariam AV templi AV
7. Om
ilcap.RiO1
ottavianumAV 8. tiburtinam D Ri
9. pulcerrime Ri
ta. caballisj equisA7c> ;
in Roma om. Ri O1
13. Cabalili Equi RiO'
14. et quid numerent om. RiO1
numerari! O
15. cireundata O
circumdata serpentibus RtO1
et babet Ri
concham] Stgui porfireticam Ol
porphireticam R*
Tempore O1
16. imperatoris Tyberii i?#0 J
iuTenes] S a / a .
videlicet Ri
171 praxitellus O1
prassitellus / ? .
17-8 pig, stg. Quos-stant] qui dixerunt
se tante sapientie esse /esse om. Rt) ut quidquid /quicquid RtJ dominus imperator illis absentibus
/absentibus om. Ri) in camera consciliaretur /consiliaretur Ri) illi referrent ci usque ad unum
verbum quod /Qui Ri) quidem^ecerunt et imperatorum /unperatorum et Ril postutaverunt
/predicti pbisophi agg. Ri) non pecunsam sed eorum mexnoriam lecerunt itaque neri /fecerunt
agg. Ri) equo, qui calcant terram id est potente principes huius seculi in hoc quod seminudi
stant Ri O1
90. tu quicquid Ri
quidquid D
93. quid quid D

Coi. Topogr., III.

15*

DE

194

MIRAB.U.IBUS

peoiniam, sed nostrani memoriam postulamus . Veniente altera


die per ordinem retulerunt imperatori qucquid in Illa nocte p r e terita consiliatus est. Unde fecit eis promissam praclibatam
rrtemoriam eorum sicut postulaverunt : -equos videlicet nudos qui
calcant terram, id est potentes principes saeculi qui doiuinantur 5
hominibus huius mundi: veniet rex potentissimus qui ascendet
super equos, id est super potentiam principum huius saeculi. In
hoc seminudi qui stant iuxta equos, et altis brachiis et replicatis
digitis, numerant ea quae futura erant. Et sicut ipsi sunt nudi,
ita omnis mundialis scientia nuda et aperta est mentibus eorum. io
Femina drcumdata serpentibus, sedens et habens concham ante se,
significat Ecclesiam multis scripturarum voluminibus circumdatam,
quam quicunque adire voluerit non poterit, nisi prius lavetur in
concha illa.
20.

D E IUDICIHUS IMPERATORUM IN ROMA.

{Segue il cap. 1} dei


21.

D E COLDMPNA ANTONINI IN ROMA.

{Segue il cap. 14 dei


22.

15

Mirabilia].

Mirabilia],

DE HYSTORIA ECCLESIASTICA

: QUARE

TITUS

(errore per

CYRUS)

REX PERSARUM VOCATUS FUIT CHRISTUS ET DE .LXX. ANNIS CAPTIVITATIS 2 0


IUDAEORUM IN BABILONIA EXPOSITIS HYSTORICE ET ALLEGORICE.

{Segue il capitolo relativo, che comincia: Legitur in Ecclesiastica h y s t o r i a e finisce: in eis exhibiturus est recte contemplandus est et diligendus].
23. ITEM EA QUAE SECUNTUR SUNT DE VATICANO ET AGULIA IN 25
ROMA, QUORUM ETIAM MAIOR PARS SCRUTA EST SUPRA, SED IBI QUIUEM
BREVIUS, HIC AUTEM PROLIXIUS NARRANTUR.

{Seguono i capp. ip-yo dei

Mirabilia].

1. miteni altera Ri
i. qui<inud.O
.erant futura O' iuntca.27
io. mundi KtO'
l i . tetta ce e*. * et om. O' concini Ri
1.1--13. cngnilicat-adirel predicatore* sijnitic.t
qui predicane . predieaiiunt A*m eam ut quictiroquc adeam ire /predicareRtJ RrO'
14. conca Ri
te. Om. e " rap.Rt O'
17, Om. putto top. R,>'
coiurana Ri
19. Om. finito
lofi. Rt O' bktoria Ri quare eoi. X>
7- Om. i muntiti latitali fitti a 30 imtluse.RtO'
enarramur R*

GIVI

TATIS

ROM A E.

195

24. DE itvsTRU CABALU AEREI QUI EST AD LATHRANUM


I.Stgtft! 7 cnp, ii dei
Mirabilia].
25.

IN ROMA.

QUALIXER FACTUM SIT TEMPLUM PANTHF.ON, QUOD NUNC

uiciTUR SANCTA MARIA ROTONDA.


[Segue il cap. 16 dei
Mirabilia],
26. QUAUTKR RECITARI VALET PASSIO SANCTORUM ABDON ET
SENNEN,

[Segue il cap. /7 dei Mirali il ini.


2 7 . D E VICTORIA OCTAVIANI AUGUSTI CONTRA ANTONIUM

ET

i o CLEOPATRAM EIUS UXOREM.

[Segue il cap. ;>" dei Mirabilia

fino

a viri Eudoxiael,

28. DE CATHENIS BEATI PETRI APOSTOLI ET QUALITER AEDIFICATA


EST ECCLESIA BEATI PETRI AD VLNCULA.

[Segue la rimanente park del cap. IQ dei

DE

'5

Mirabilia].

COLOSEO.

29. Coloseum fuit templum Solis mirae niagnitudiuis et pulchritudinis, diversis camerulis adaptatum, quod totum erat coopcrlum
aereo caelo et deaurato, ubi tonitrua, fulgura et coruscationes fiebant
et per subtiles fistulaspluviae mictebantur. Erant praeterea ibi signa
20 supercaelestia et planetae, Sol et Luna, quae quadrigis propriis
ducebantur. In medio vero Phoebus, hoc est deus Solis, manebat,
qui pedes tenens in terra cum capite caelum tangebat, qui pilam
tenebat in manu, innuens quod Roma totum mundum regebat.
x. De cabaliti Constantini RtO'
taf. Rt O'

rotonda O

laurentii A*

histora D

6, Om. il taf. Mi O'

9. Om, il taf.

AV O'

enei D Ri

ottaviani AV

tt.tOm.

13. coloseo Rt

t. cojloaetxm Ri

dins Ox C V1

ti. diversis coleeibus et cavernis aptatam C

cohopertum O' C

[cjoliseum C

17-18. erat celo creo C

ad terram C

quadriais OJ C

capite suo C

3. Om. il

il taf. Rt >'

solis et lune C

et fulmina C

n.tulas plumbea, subtiles proluvie mictebantur C


30, cuna sole et luna C

lateranen Ri

. Sexten] Sterna et beati sixti c i capti beati

eamerinis V

erat] fui! V

corniscationes O' cy'

emittebantur Rt

ex. erat Phebus C

33. innuens] signans C

ei Vk

ratenis A*.

16-17. pulcrttu19. pee

praeterea] ec C
aa. in terram AVO 1 .

padani romani O'

gerebant O'

196

DE MIRABILIBUS

C1V1TATIS

ROMAE

Post vero temporis spatium beafus Slvester ussit ipsum templum


destrui et alia plura, ut oratores, qui Romani venirent, non per
aediRcia profana vel fana irent, sed per ecclesias cimi devotione
transirent. Caput vero et manus praedicti ydoliante palatium
suum in Laterano in memoria fecit poni, quod modo palla Sansonis falso vocatur a vulgo 0 '. EXPLICIT.
1. poiteaC
vero] Sifui niSl'mtirl., ili memo pulir., breve O' tempori spatium sm. C
a, deeirui] Sifni cura multi aiti templi ne oratore vel peregrini qui romani venirent
per bedifita antiqua vel deorum vana venirent, sed per ecclesias cum magna devotione
3. pp edifici vel propinila V
diffida vel fatta r"
4-5. ante-memoria] cum pila in laterano C
5. poni fecit O'
6. EKFUCIT cuactllata con inchiostro mio Ri
Exrurrr
TIU.CT,TUS J> SITI' OMR Ol

(1) La statua che s'innalzava presso


il Colosseo viene qui trasferita nel centro dell'edilizio, che diventa cosi un
tempio del Sole. I fenomeni celesti,
artificialmente provocati, ricordano la
torre del re Cosroe di Persia, con raffigurazioni del sole, della luna e delle

stelle, e con congegni che simulavano


piogge, lampi e tuoni (cf. GRAF, Roma
mila memoria &c. p. 100). La distru-,
zione del tempio del sole da maestro
Gregorio attribuita a Gregorio Magno
(p. 150; cf. GRAF, op. cit. pp. 95,97).