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Santa Francesca Romana

Santit tra Medioevo ed Rinascimento

1. Contesto epocale e biografia.


Abbiamo preso le fonte per la contestualizzazione, l'opera del Montonati (2008). Il Montonati riferisce che l'epoca della nostra Santa innanzitutto un periodo complesso per la storia della Chiesa, anzi, Roma come centro. Siamo a cavallo dei secoli XIV e XV... Roma la grande Roma dell' impero, un cumulo di rovine: chiese diroccate e semideserte, per le strade masse di poveri e di affamati... Le grandi famiglie si disputano il potere..., il tessuto sociale degradato al massimo. La Chiesa anch'essa vittima di grandi lacerazioni: finito da poco l'esilio avignonese, deve fare i conti con lo scisma d'Occidente: papi e antipapi si contendono il trono di Pietro, coinvolti nelle lotte delle fazioni. A farne le spese, come sempre, il popolo, che vive nella miseria e nell'abbandono. (Montonati, 2008, p. 9). Aggiungiamo il fatto che nel 1378 la duplice elezione di Urbano VI e dellantipapa Clemente VII apr il Grande Scisma: per quarantanni due o anche tre papi si sarebbero contesi il soglio di Pietro. La ferita istituzionale al supremo vertice della cristianit ebbe conseguenze religiose, ma anche politiche, devastanti per lOccidente e per Roma, che ne era il centro simbolico,

Eufrosino della Volpaia, Paese di Roma (1547), particolare

1.1.Profilo biografico e concetti chiavi della sua spiritualit


Francesca nacque a Roma, nel 1384, figlia di Paolo Bussa e Iacobella de Raffredeschi-famiglia nibule e rica. La residenza era vicino a Piazza Navona, fu battezzata e cresimata nella vicina chiesa di S. Agnese in Agone. Sin da piccola si distinse per le sue inclinazioni spirituali. Questa realt per tutti i suoi biografi non un fatto sorprendente, giacch, tutti i modelli di santit del periodo hanno una infanzia segnata del desiderio di perfezione, in poche parole, troviamo in Francesca un modello di singolare piet. Ma i dati della sua infanzia non sono tanti, motivo dellassenza di testimonianze della sua infanzia che spinsero ai suoi biografi a non approfondire su questo aspetto. Da quello che i biografi sanno su Francesca, sicuramente la sua prima formazione lha avuta a casa sua, imparando a leggere, non si sa se aveva imparato ad scrivere. I propri genitori di Francesca scelgono a Lorenzo Ponziani anche lui di nobile famiglia romana, figlio di Andreozzo e Cecilia Mellini, come sposo (si pensa che le sue nozze avvennero tra il 1395-1396). Questa scelta dei suoi genitori segna profondamente alla fanciulla, per il fatto che lei non voleva sposarsi per mantenersi salda nella sua promessa di consacrazione. Accetta la unione solo per obbedienza; noto lepisodio della malattia accaduta nel momento di entrare nella casa maritale. La sua malattia, fa temere la sua morte al punto che si ricorre al uso della stregoneria, fatto che lei rifiuta. In una visione, santAlessio le restitu la salute e pure la consola del dolore per la verginit perduta e animandola. Il biografo, vuole rendere lintervento del santo romano della purezza e della povert, non solo come un avvenimento miracoloso, anzi come un richiamo contro la stregoneria.

Azione e contemplazione
Si pu affermare che dopo la sua miracolosa guarigione ed intervento del Santo, che promuove la sua consolazione per la sua condizione, Francesca si converte, cambiando la realt dellisolamento del mondo a svolgere un apostolato in mezzo al popolo.,ma lei non si scorda della sua originaria consacrazione, al punto che il piccolo oratorio di casa diventa simbolo della vita monastica, cella per il suo incontro nella preghiera e lettura devota con Dio stesso. Indipendente della scelta verso i pi bisognosi, mantenne questo atteggiamento con la vita monastica, in modo particolare con lideale della Contemplazione, che porta direttamente a Dio. Le sue suggestioni verso la vita eremitica, sono un elemento comune in tutta la spiritualit femminile del periodo. Ma in Francesca, trovano un elemento importantissimo: la concretizzazione della contemplazione nella vita quotidiana, nel servizio della carit.

Dicevamo che Francesca conserver il suo ideale eremitico, per viverlo nella sua mente e cuore e cos donarsi completamente al servizio degli altri. Insieme a Vannozza, sua cognata si dedica instancabilmente ad una profonda attivit caritativa e assistenziale. Vende le sue cose per poter, con il ricavato, fabbricare abiti per i pi poveri, si dedica all'attenzione dei malati negli ospedali di S. Cecilia, in Trastevere, S. Spirito in Sassia del Camposanto, ma in modo particolare a quello di s. Maria in Capella, che i suoi suoceri avevano fondato nel 1391. Qui issiamo trovare un collegamento con l'attivit svolta da s. Elisabetta d'Ungheria, chi vive poveramente in favore dei poveri, Francesca vive nello stile di povert privilegiata. Dentro di questo impegno verso i poveri, si rende in evidenza le sue capacit di taumaturga. Famoso lepisodio del anziano con il braccio ferito, che la santa cura. Allo stesso tempo, dentro delle sue capacit terapeutiche, si presenta una intensa attivit ostetrica e ginecologica.

Santa Francesca Romana, praticando la carit

Fig. 1. miracolo della guarigione delluomo con il braccio infettato dalla grangrea, e curato da santa Francesca. Fig. 2. Curazione di un malato e ringraziamento alla santa (immagini dal Monastero di Tor de Specchi)

Riguardante alla sua attivit taumaturgica, i riferimenti al sapere medico, come per esempio la figura di Ildegarde di Bingen, o i consigli di Trotula, sono un esempio per capire meglio la sua attivit come guaritrice. Ma il suo scopo va diretto alla realt della societ romana che presa dei problemi dellesistenza, che si sfoga nella magia o nella prostituzione

Uno dei suoi miracoli, ma che riguarda alla vita familiare quello del vino, il quale anteriormente, Francesca aveva donato ai poveri. Ma quando i membri della famigli trovarono le botte vuote, Francesca, in preghiera indica ai suoi dove si trova pi vino, trovando loro un vino migliore. La vita familiare viene segnata dalloccupazione della citt tra 1408-1409 o nel 1413-1414, a motivo della sua alleanza con la Chiesa e gli Orsini, contro Napoli e i Colonna. La santa sopporta con pazienza tutti i dolori e i rovesci finanziari della famiglia in questo periodo, che presenta anche il dramma della citt che soffre la mancanza di un governo effettivo e, soprattutto, giusto. Ma Francesca non lascia di pregare n di svolgere la sua missione tra i pi bisognosi. Incluso in questo buio periodo, occorre un fatto miracoloso con il suo figlio Battista, che consegna al rappresentante del Re di Napoli a Roma. E quando i soldati presero il bambino per portarlo via, il cavallo impassisce non permettendo che portassero via il piccolo bambino. Dopodich, il Conte di Troia, riconsegna a la santa il suo figlio.

Fig. 3. Immagine del miracolo del Vino compiuto da S. Francesca, Monastero di Tor de Specchi.

Fig. 4. Il conte di Troia, riconsegna a Francesca Romana il suo figlio, Battista. (Dal Monastero di Tor de Specchi)

1.2.Inizi della esperienza comunitaria.


Tra il 1424-1425, occorre un avvenimento che avvia linteresse di Francesca per uno stile di vita in comune con le persone che la seguivano. Suo marito, accetta di condurre il matrimonio per la via della castit. Questo non vuole dire che Francesca lascia al marito, anzi, condivise con lui fino alla sua morte, avvenuta nel 1436, lo cura affettuosamente nella sua malattia, ne parte con le sue compagne nel 1433, quando si inizia la esperienza a Tor de Specchi. In questo periodo Francesca comincia ad avere le gioiosi esperienze mistiche.

Un secondo aspetto da considerare che il piccolo gruppo delle sue compagne, sono il fondamento di un modello di vita religiosa che nella Roma del Quattrocento lascia una profonda impronta. Non solo semplicemente delle persone che realizzano unopera pia, sono delle donne che convinte della spiritualit di Francesca prima a casa Ponziani, passando per Santa Maria in Trastevere e finalmente con gli Olivetani lavorano per lo sviluppo di un riferimento per la comunit e la Chiesa.

Francesca prende per la sua comunit i valori della spiritualit benedettina, valori che la spingono il 15 agosto 1425 a consacrarsi come Oblata, insieme a nove compagne. Riceve la consacrazione il priore di Monte Olivetto nella chiesa di S. Maria Nova.

Dopo la scomparsa di Fra Antonello, il suo primo confessore, che non era presente alla sua consacrazione, si scelse uno nuovo, Giovanni Mattiotti, rettore di una cappella in Santa Maria in Trastevere, colui diventer il suo biografo e uno dei suoi figli spirituali.

La vita in Tor de Specchi


Nei primi tempi, tanto Francesca come le nove oblate consacrate insieme a Lei, realizzavano la sua esperienza di vita, cercando una sistemazione definitiva. Dobbiamo accennare che le prime oblate vivevano in un primo momento nelle sue famiglie dorigine. Questa realt nel 1433 cambia, per lacquisto della nascente comunit di una casa nei presi del Teatro di Marcello, con limpegno di osservare in perpetuo la castit, la povert e lobedienza. Lo stesso anno, papa Eugenio IV, concesse a la nascente comunit il diritto di elezione di una Preside e di poter accettare altre donne e di scegliere un confessore. Nel 1434, fra Battista da Poggibonsi, intercede perch il Pontefice diede larga autonomia allistituto fondato da Francesca , dando agli Olivetani unimportanza notevole nei confronti con la nascente forma di vita religiosa, che non si pu definire n monachesimo n laicale. Possiamo, invece, di dargli lattributo di bizzoche, cio piccole comunit devote. Durante il Medioevo, in particolare nel Basso Medioevo. Forse il vantaggio della sua sopravvivenza fu il suo rapporto con la comunit degli Olivetani, che erano sotto la normativa canonica, e la comunit di Francesca essendo secolari, con voti privati, non pubblici li permetteva di agire con una maggior libert. Ma tenendo conto di una profonda formazione spirituale, fondata nella esperienza benedettina.

Nella figura di Francesca, la spiritualit di Benedetto importante, si abbina a quella la realt spirituale del Francescanesimo. Accoglie la realt della mistica della croce, insieme al vincolo della centralit della Vergine, che proclama le sue virt a tutta lumanit.

Francesca raggiunse a le sue figlie solo nel 1436, dopo la morte del suo marito, e assume per il volere della comunit lincarico di guida di loro, fino alla sua morte nel 1440.

Nella comunit si seguiva lideale di raggiungere la cosiddetta via media, la via dellordine da seguire nella modestia, cercando principalmente lumanit e lequilibrio personale.

Fig. 5. Visione dellostia. Fig. 6. Combattimento con il demonio, (immagini dal Monastero di Tor de Specchi)

1.3.Ultimi anni e accentuazioni alla sua spiritualit


Come sappiamo, gi dal 1436, la Santa raggiunse alle sue Oblate con le quali rimase per gli ultimi quattro anni della sua vita. In questo periodo approfondisce il suo rapporto tra monachesimi e vita apostolica in favore dei pi deboli. Si afferma che stata la prima donna nella lunga storia benedettina a progettare un modello di vita regolare che escludeva decisamente per le suore lobbligo della clausura, e dunque la separazione materiale dal mondo (Bartolomei, 2009, p. 92)

Dentro dello schema che spinse a Francesca alla conformazione di un nuovo stile di vita religiosa, che si presenta ancora oggi, dobbiamo sottolineare il suo aspetto spirituale. Gi abbiamo visto lungo la sua vita come la esperienza spirituale segna profondamente sua vita e la della nascente comunit, ma sottolineammo il suo combattimento spirituale e la sua realt profetica.

Parlare di combattimento spirituale, anzi, di iniziazione mistica in una donna sposata, una realt non compatibile, ma se consideriamo che santa Francesca prima di essere costretta a sposarsi aveva gi un desiderio di perfezione, possiamo parlare di un complemento al suo cammino di perfezione. Sappiamo che la santa si sottoponeva a profonde e rigorose penitenze, seguendo le orme dei padri del deserto e che soffriva di attacchi del maligno, particolarmente nella solitudine e di notte. La consapevolezza che lazione delle forze del male si dispiega dovunque, incluso nel quotidiano della vita domestica. Qui prende una grande importanza il culto allEucaristia, e in modo speciale la comunione sacramentale frequente.

Riguardante alla sua realt di profetessa, sappiamo che questo dono una realt propria degli ultimi anni della sua vita, che coincide con lelezione di Eugenio IV, che apre una nuova crisi a livello politico, prodotto del proscioglimento del concilio di Basilea, nel 1432. La visione del luglio del 1430 fu il preavviso delle nuove difficolt che portano alla Chiesa a un periodo di crisi. Infatti, la visione del 1433, segue questa linea: la santa vede la Chiesa come una bella donna senza mantello, insultata e colpita da giganti che la piegherebbero se la stessa santa non accorresse in suo aiuto. Con le sue visioni se li riconosce come profetessa degli anni del concilio di Basilea. Con tutte queste realt e le penitenze e logorata dalle preoccupazioni e dal lavoro incessante, Francesca muore santamente nella casa dei Ponziani nella sera del 9 marzo 1440. le sue esequie furono effettuate nella chiesa di S. Maria Nova.

Fig. 7. Esequie Santa Francesca Romana (affresco del monastero di Tor de Specchi)

2. Vicende del culto e canonizzazione

Fig. 8. Stendardo della Canonizzazione (dal sito web del Monastero di Tor de Specchi)

Dopo la sua morte i suoi resti, furono trasferiti da casa Ponziani a S. Maria Nova, dove fu sepolta il 12 marzo 1440, presso laltare maggiore, luogo che la stessa Vergine aveva rivelato a Francesca nel settembre 1432.

Si tiene alla esposizione pubblica, prima della sepoltura il suo corpo, tanto per gli omaggi come per il fatto che la sua fama di santit gi manifesta, spingeva al popolo romano a recarsi alla chiesa per toccare il corpo o impadronirsi di qualche reliquia.

A luglio dello stesso anno, si procede allinvenzione del corpo che si trova miracolosamente incorrotto, da quel momento il corpo si venera nella basilica sul Palatino. Si pu ipotizzare che gi da quel momento sia venerata con il titolo di Advocata Urbis.

2.1. Le fonti e i suoi problemi per il processo di Canonizzazione


Ci sono due Biografie, da considerare: la prima, del Mattiotti, il confessore della santa negli ultimi dieci anni della sua vita, la scrisse in latino come in volgare. La edizione latina di questa biografia nota per essere riassunta per i Bollandisti. La versione del Mattiotti, risale circa al periodo compreso dal 1443-1447. questo testo possiede la versione completa dei trattati riguardanti alla santa. La seconda Biografia, scritta per il priore di S. Maria Nova, fra Ippolito da Roma, scritta tra il 1452-1453, che diventa la fonte della leggenda della vita della santa e del suo atteggiamento con lo stile di vita monastico e con il rapporto con il suo confessore. Un elemento riguardante alle Biografie, quello delliconografia della santa. A met del Quattrocento, le oblate commissionarono gli affreschi, primi quelli della Chiesa Vecchia (oratorio), finiti nel 1468 dalla scuola del Romano, e un secondo, datato circa il 1485 di un autore anonimo, che racconta le battaglie spirituali della santa, che orna una parte del refettorio antico.

2.2. Il processo di canonizzazione.


Si sono avviati almeno 4 processi per la canonizzazione: a. Il primo processo, avviato subito dopo la invenzione del corpo, nel 1440, nel quale si ipotizza che il Mattiotti abbia intrapreso la stesura dei documenti biografici, mente si svolgeva la causa informativa. Questo processo fu fatto in fretta con poca preoccupazione alle formalit. Agli inizi del Seicento, questo processo, scartato per la accuratezza con che stato svolto b. Il secondo processo, datato nel 1451 si presenta come una conferma che la devozione alla santa taumaturga non era circoscritta solo a un determinato rione, ma era un fatto proprio della citt. In questo processo si tende a considerare di meno gli aspetti della mistica e si centra di pi sulla sua ortodossia e osservanze di tutte la pratiche sacramentali, oltre che alla reverenza verso le persone ecclesiastiche. Questo processo viene collegato alla seconda Biografia, quella di Fra Ippolito c. Sul terzo processo, del 1443, non possediamo informazioni, probabilmente sia la continuazione della causa informativa, nuovamente qui la figura del Mattiotti, per il fatto che il processo si svolge nello stesso periodo della edizione della sua Biografia della Santa.

d. Finalmente, il quarto processo, che si sviluppa nel 1604, finisce con la cerimonia di canonizzazione di Francesca Romana il 29 maggio 1608 da parte di Paolo V, concedendo, nello stesso giorno lindulgenza plenaria per coloro che si recassero il 9 marzo alla chiesa di S. Maria Nova, e dopo nel 1670 si estende lindulgenza a tutte le chiese degli Olivetani. Contributo speciale, riguarda ai Bollandisti per la diffusione della vita di Santa Francesca, per mezzo del Acta Sanctorum, pubblicata ad Anversa nel 1668, veicolo di diffusione della sua vita a tutto lambito europeo nel contesto della Riforma Cattolica.

3. Fonti
a. Fonti Scritte: 1. Biografia del Mattiotti, 1443 2. Biografia di Fra Ippolito da Roma, 1452-1453 3. Acta Sanctorum martii III, 1668 4. Processus Canonizationis (in BHL, p. 346) Primus (1440) Alter (1443) Tertius (1451) 5. Angelo Montonati, Santa Francesca Romana, Ed. Paoline, 2008. Fonti iconografiche Affreschi del Monastero di Tor de Specchi in: http://www.umilta.net/traumahealing.html (consultato il 15 gennaio 2012); sito web del Monastero di Tor de Specchi, in : http://www.tordespecchi.it/ (consultato il 16 gennaio 2012)

b.

Pagina del Acta Sanctorum riguardante a Santa Francesca Romana, Anversa 1668,