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Miracoli e prodigi di Padre Pio, una carrellata di miracoli di questo

grandissimo santo assolutamente incredibili e bellissimi per come


sono scritti, divisi in questi temi: Miracoli, Guarigioni, Lotte col
demonio, Bilocazioni di Padre Pio, Confessione, Chiaroveggenza,
Levitazione, Profumi, L'angelo custode, Apparizioni.

Miracoli

1. Risale al 1908 quello che fu definito uno dei primi miracoli di Padre
Pio. Trovandosi nel convento di Montefusco, fra Pio pens di andare a
raccogliere un sacchetto di marroni da mandare alla zia Daria, a
Pietrelcina, che gli aveva sempre dimostrato un grande affetto. La
donna ricevette le castagne, le mangi e conserv il sacchetto per
ricordo. Qualche tempo dopo, una sera, facendosi luce con una
lampada ad olio, zia Daria and a rovistare in un cassetto dove il
marito custodiva la polvere da sparo. Una scintilla appicc il fuoco ed
il cassetto esplose investendo la donna in pieno volto. Urlando di
dolore zia Daria prese dal com il sacchetto che aveva contenuto le
castagne di fra Pio e lo pose sul viso nel tentativo di porre sollievo alle
ustioni. Immediatamente il dolore scomparve e sul volto della donna
non rest alcun segno delle bruciature.

2. Durante la guerra il pane era razionato. Al convento di Santa Maria


delle Grazie c'erano sempre pi ospiti e i poveri che venivano a
chiedere la carit erano sempre pi numerosi. Un giorno quando i
religiosi si recarono in refettorio, nel cesto c'era mezzo chilo di pane.
La comunit preg il Signore e sedette a mensa per mangiare la
minestra. Padre Pio si era fermato in Chiesa. Poco dopo arriv con
parecchi filoni di pane fresco. Il Superiore gli disse "dove li hai presi?"
- "Me li ha dati una pellegrina alla porta", rispose. Nessuno parl, ma
tutti avevano compreso che solo lui poteva incontrare certi pellegrini.
3. Una mattina il sacrista si era dimenticato di far consacrare le
particole per la comunione. Nella pisside ne erano rimaste
pochissime. Terminate le confessioni Padre Pio cominci a distribuire
la comunione ai fedeli, che erano moltissimi. Li comunic tutti, e nella
pisside avanzarono ancora delle particole.

4. Una figlia spirituale di Padre Pio, sul bordo della strada, leggeva
una lettera del Frate. Il foglio le sfugg di mano e il vento lo fece
rotolare per la discesa. Era gi lontano quando si arrest su una
pietra e la signorina pot recuperarlo. L'indomani Padre Pio le disse:
"Fate attenzione al vento la prossima volta. Se non ci avessi messo il
piede sopra, la mia lettera sarebbe finita a valle".

5. La signora Cleonice - figlia spirituale di Padre Pio raccontava: -


"Durante l'ultima guerra mio nipote fu fatto prigioniero. Non
ricevemmo notizie per un anno. Tutti lo credevano morto. I genitori
impazzivano dal dolore. Un giorno la madre si butto ai piedi di Padre
Pio che stava in confessionale - ditemi se mio figlio vivo. Io non mi
tolgo dai vostri piedi se non me lo dite. - Padre Pio si commosse e con
le lacrime che gli rigavano il volto disse - "Alzati e vai tranquilla".
Alcuni giorni dopo, il mio cuore, non potendo sopportare il pianto
accorato dei genitori, mi decisi di chiedere al Padre un miracolo, piena
di fede gli dissi: - "Padre io scrivo una lettera a mio nipote
Giovannino, con il solo nome, non sapendo dove indirizzarla. Voi e il
vostro Angelo Custode portatela dove egli si trova. Padre Pio non
rispose, scrissi la lettera e la poggiai, la sera, prima di andare a letto,
sul comodino. La mattina dopo con mia grande sorpresa, stupore e
quasi paura, vidi che la lettera non c'era pi. Andai commossa a
ringraziare il Padre che mi disse - "Ringrazia la Vergine". Dopo una
quindicina di giorni in famiglia si piangeva di gioia, si ringraziava Dio
e Padre Pio: era arrivata la lettera di risposta alla mia missiva da colui
che si riteneva morto.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore con te, tu sei benedetta fra le
donne, e benedetto il frutto del tuo seno Ges. Santa Maria, Madre
di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen. (vi dico che anche una sola Ave Maria detta bene pu
salvare unanima. - Messaggio della Madonna di Capua, del 15-6-
2011 - http://www.verginedegliultimitempi.com/apparizioni.htm )

6. La signora Luisa aveva un figlio che era Ufficiale della marina di


Sua Maest Britannica. Essa pregava tutti i giorni per la conversione e
la salvezza del figlio. Un giorno giunse a San Giovanni Rotondo un
pellegrino inglese. Portava con se un fascio di giornali. Luisa volle
leggerli. Trov la notizia dell'affondamento della nave sulla quale era
imbarcato suo figlio. Corse piangendo da Padre Pio. Il Cappuccino la
consol: "Chi vi ha detto che vostro figlio morto?" e le dette
l'indirizzo preciso, con il nome dell'albergo, dove il giovane ufficiale,
scampato al naufragio della sua nave affondata nell'atlantico, era
ospitato in attesa dell'imbarco. Luisa scrisse subito e dopo pochi
giorni ebbe la risposta dal figlio.

Ave Maria...

7. Una donna di San Giovanni Rotondo "una di quelle anime", diceva


Padre Pio, "che fanno arrossire i confessori in cui non si trova
materia per applicare l'assoluzione", in altre parole un'anima degna
del Paradiso ebbe questa esperienza. Verso la fine della Quaresima,
Paolina, questo il nome della signora, si ammala gravemente. I
medici dicono che non ci sono pi speranze. Il marito con i cinque
figli, si reca al convento. Supplicano Padre Pio; I due bambini pi
piccoli aggrappati al saio singhiozzano. Padre Pio sconvolto, cerca di
consolarli, promette preghiere e niente pi. Qualche giorno dopo
l'inizio della Settima Santa, Padre Pio si contiene diversamente. A
coloro che imploravano la sua intercessione per la guarigione di
Paolina, il Padre dice con voce ferma: "Resusciter il giorno di
Pasqua". Il venerd Santo Paolina perde conoscenza, all'alba del
sabato entra in coma. Dopo qualche ora l'agonizzante si immobilizza.
E' morta. Alcuni familiari di Paolina prendono il vestito da sposa per
vestirla secondo la tradizione del paese, altri, disperati, corrono al
convento. Padre Pio ripete: "Resusciter...". E s'avvia all'altare per
celebrare la S. Messa. Nell'intonare il Gloria, mentre il suono delle
campane annunzia la resurrezione di Cristo, la voce di Padre Pio
rotta da un singhiozzo mentre i suoi occhi si riempiono di lacrime.
Nello stesso momento Paolina "resuscita". Senza alcun aiuto scende
dal letto, si inginocchia e a voce alta recita tre volte il Credo. Poi si
alza in piedi e sorride. E' guarita...anzi, resuscitata. Padre Pio
l'aveva detto: "Resusciter", non aveva detto "Guarir". Allorch,
poco dopo, le viene domandato cosa le successo nel periodo di
tempo in cui stata morta, Paolina, arrossendo, con pudore,
risponde: "Salivo, salivo, contenta...Quando stavo entrando in una
grande luce sono tornata indietro, sono tornata gi...". Non
aggiunger altro.

Ave Maria...

8. Una signora raccontava: "Nel 1953 nacque la mia prima bambina


che ad un anno e mezzo di et fu salvata da Padre Pio. La mattina del
6 gennaio 1955, mentre ero in chiesa alla Santa Messa, insieme a mio
marito, la bambina, che era rimasta a casa con i nonni e uno zio,
cadde in una caldaia di acqua bollente. Riport una scottatura di terzo
grado all'addome e nella regione posteriore. Subito supplicai Padre
Pio di aiutarci, di salvare la bambina. Il medico, venuto un'ora e
mezzo dopo la chiamata consigli di portarla in ospedale perch
temeva che morisse. Non dette pertanto nessun medicamento. Uscito
il medico io cominciai ad invocare Padre Pio. Mentre mi stavo
preparando per andare in ospedale, era quasi mezzogiorno, la mia
bambina che era rimasta sola nella sua cameretta, mi chiam:
"Mamma, la bua non c' l'ho pi"; "chi te l'ha presa?" - chiesi
incuriosita. E lei mi rispose: "E' venuto Padre Pio. Mi ha messo la bua
della sua mano sopra la mia". Nel corpo della bambina, che per il
medico era cotta, non c'erano nemmeno le tracce di scottature.

Ave Maria...

9. I contadini di San Giovanni Rotondo, ricordano con piacere questo


avvenimento. Era primavera. I mandorli fioriti promettevano un buon
raccolto ma improvvisamente, sopraggiunsero i bruchi. Milioni di
voracissimi bruchi che avanzando compatti divoravano foglie e fiori.
Non risparmiavano nemmeno la scorza. Dopo due giorni, dopo aver
tentato inutilmente di arrestare quel flagello, i proprietari, per molti
dei quali le mandorle erano l'unica risorsa economica - ne parlarono a
Padre Pio. Questi, dalla finestra del convento che si affaccia sulle
piantagioni, osserv un p i mandorli semi sepolti da quel brulicare
quindi decise di benedirli. Rivestita la cotta e la stola, cominci a
pregare. Terminate le preghiere prese l'aspersorio dell'acqua
benedetta e tracci nell'aria, in direzione dei mandorleti, un gran
segno di croce. L'indomani i bruchi erano scomparsi, ma i mandorli
nudi come bastoni attestavano la portata del disastro: raccolto
interamente perduto. E invece... E invece, incredibile! Si ebbe un
raccolto abbondantissimo, un raccolto come mai si era avuto. Ma
come poterono alberi senza fiori dare frutti? Come poterono dare
mandorle dei mandorli ridotti a dei semplici pezzi di legno infilati in
terra. Gli esperti e studiosi di botanica non hanno mai saputo
rispondere.

Ave Maria...

10. Nell'orto del convento c'erano cipressi, alberi da frutta e qualche


pino solitario. All'ombra di essi, d'estate, Padre Pio, nelle ore
vespertine, soleva sostare con gli amici e qualche visitatore, per un
p di refrigerio. Un giorno, mentre il Padre stava conversando con un
gruppo di persone, tantissimi uccelli, che stavano sui rami pi alti
degli alberi, ad un tratto presero ad agitarsi, ad emettere pigolii,
gorgheggi, fischi e trilli. Merli, passeri, cardellini ed altre variet di
volatili elevarono una sinfonia canora. Quel canto per infastid ben
presto Padre Pio che, alzati gli occhi al cielo e portando l'indice sulle
labbra, intim il silenzio con un deciso: "Adesso basta!" Gli uccelli, i
grilli e le cicale immediatamente fecero il pi assoluto silenzio. I
presenti rimasero tutti profondamente stupiti. Padre Pio, come San
Francesco, aveva parlato agli uccelli.

Ave Maria...

11. Un signore racconta: "Mia madre, foggiana, che stata una delle
prime figlie spirituali di Padre Pio, non mancava mai, nei suoi incontri
con venerato cappuccino, di chiedergli di proteggere mio padre per
convertirlo. Nell'aprile del 1945 mio padre doveva essere fucilato. Era
gi davanti al plotone di esecuzione allorch vide davanti a se Padre
Pio, con le braccia alzate, in atto di proteggerlo. Il comandante del
plotone diede ordine di sparare, ma dai fucili puntati contro mio
padre, i colpi non partirono. I sette componenti del plotone
d'esecuzione e il comandante stesso, stupiti, controllarono le armi:
nessuna anomalia. Il plotone punt nuovamente i fucili. Per la
seconda volta il comandante diede l'ordine di sparare. E per la
seconda volta i fucili si rifiutarono di funzionare. Il fatto misterioso e
inspiegabile, determin la sospensione dell'esecuzione. In un secondo
tempo, mio padre, anche in considerazione dell'essere mutilato di
guerra e pluridecorato, venne graziato. Mio padre ritorn alla fede
cattolica e ricevette i sacramenti a San Giovanni Rotondo, dove si era
recato per ringraziare Padre Pio. Mia madre ottenne cos la grazia che
sempre aveva chiesto a Padre Pio: la conversione del proprio
consorte.

Ave Maria...

12. Padre Onorato raccontava: - "Mi recai a San Giovanni Rotondo,


insieme ad un amico, con una vespa 125. Giunsi al convento poco
prima di pranzo. Entrato nel refettorio, dopo avere ossequiato il
superiore, andai a baciare la mano a Padre Pio. "Guaglio", mi disse
con aria furba, "t'ha pizzicato la vespa?" (Padre Pio sapeva di quale
mezzo di trasporto mi ero servito). Il mattino seguente con la vespa,
partiamo per San Michele. A met strada termin la benzina,
mettemmo la riserva ripromettendoci di fare il pieno a Monte
Sant'Angelo. Giunti in paese, la brutta sorpresa: i distributori non
erano aperti. Decidemmo egualmente di partire per fare ritorno a San
Giovanni Rotondo con la speranza di incontrare qualcuno da cui avere
un p di carburante. Ero dispiaciuto soprattutto per la magra figura
che avrei fatto con i confratelli che mi attendevano per il pranzo.
Dopo pochi chilometri il motore si mise a scoppiettare e si spense.
Guardammo dentro al serbatoio: vuoto. Con amarezza feci notare al
mio amico che mancavano una decina di minuti all'ora di pranzo. Un
p per la stizza ed un p per mostrarmi solidariet il mio amico dette
un colpo al pedale dell'accensione. La vespa si mise subito in moto.
Senza chiederci come e perch, partimmo "sparati". Giunti nel
piazzale del convento la vespa si ferm: il motore preceduto dal solito
scoppiettio si spense. Aprimmo il serbatoio, era asciutto come prima.
Guardammo esterrefatti gli orologi e restammo ancora pi storditi:
mancavano cinque minuti al pranzo. In cinque minuti avevano
percorso quindici chilometri. Media: centottanta chilometri orari.
Senza benzina! Entrai in convento mentre i confratelli scendevano per
il pranzo. Andai incontro a Padre Pio che mi guardava e sorrideva... .

Ave Maria...

13. Maria la madre di un bimbo ammalatosi appena nato, la quale


apprende, a seguito di una visita medica che la piccola creaturina
affetta da un male assai complesso. Quando oramai ogni speranza di
salvarlo assolutamente persa, Maria si decide a partire in treno per
San Giovanni Rotondo. Abita in un paese al capo opposto della Puglia
ma ha sentito tanto parlare di questo Frate che porta impresse nel
suo corpo cinque ferite sanguinanti, uguali a quelle di Ges sulla
Croce, e che fa grandi miracoli, guarisce gli ammalati e rid speranza
agli infelici. Parte subito ma durante il lungo viaggio, il bambino
muore. Lo avvolge fra gli indumenti personali e, dopo averlo vegliato
per tutta la notte sul treno, lo ripone dentro la valigia e ne chiude il
coperchio. Giunge cos il giorno seguente a San Giovanni Rotondo. E'
disperata, ha perso l'affetto cui pi tiene al mondo ma non ha perso
la fede. La sera stessa al cospetto del frate del Gargano; in fila
per confessarsi e fra le mani stringe la valigia che contiene il piccolo
cadavere del suo bambino, oramai deceduto da pi di ventiquattro
ore. Arriva di fronte a Padre Pio. E' chino a pregare quando la donna
si inginocchia singhiozzante di pianto rotto dalla disperazione, ed
implora il suo aiuto, lui la guarda intensamente. La madre apre la
valigia e gli mostra il piccolo corpicino. Il povero frate
profondamente toccato ed anch'egli straziato dal dolore di questa
madre inconsolabile. Prende il bambino e gli poggia la mano
stigmatizzata sul capo, poi rivolti gli occhi al cielo recita una
preghiera. Non passa pi di un secondo che la povera creatura gi si
rianima: un gesto a scatto gli rimuove prima le gambine e poi le
piccole braccia, sembra svegliarsi da un lungo sonno. Rivolto alla
madre gli dice: "Madre, perch strilli, non vedi che tuo figlio dorme?
Le grida della donna e della folla che assiepa la piccola chiesa
esplodono in una ovazione generale. Di bocca in bocca si urla al
miracolo. E' il maggio 1925 quando la notizia di questo umile frate
che guarisce gli storpi e resuscita i morti, scorre veloce sui fili del
telegrafo di tutto il mondo.
Ave Maria...

14. Un ingegnere, una sera, essendosi attardato al convento,


s'accorse, al momento di uscire, che pioveva a dirotto. "E io no ho
nemmeno il parapioggia!" - disse a Padre Pio. "Non potreste tenermi
qui fino a domani? Altrimenti ne uscir inzuppato come un pulcino". -
"No figlio mio, non possibile. Ma non aver paura. Io ti
accompagner ". L'ingegnere pensava dentro di se che avrebbe fatto
volentieri a meno di questa penitenza, anche se addolcita
dall'assistenza spirituale di Padre Pio. Alz il bavero, si calc il
cappello in testa e s'accinse bravamente a percorrere i due chilometri
che lo separavano dal paese. Quale non fu la sua meraviglia, quando
si accorse, appena uscito, che l'acquazzone si era improvvisamente
calmato. Piovigginava appena, quando arriv presso la famiglia che li
aveva affittato la camera. "Madonna Mia!" - esclam la donna
sentendo aprir la porta - "dovete essere bagnato fino alle ossa! ". -
"Niente affatto" - replic lui - "quasi non piove pi". I contadini si
guardarono stupefatti: "Come non piove pi? Ma un vero diluvio.
Ascoltate! " - uscirono sulla soglia della porta e videro che
effettivamente pioveva a catinelle. "Da un ora piove senza tregua.
Come avete fatto per passare all'asciutto?" - "Padre Pio ha detto che
mi accompagnava" - "Ah, se Padre Pio vi ha detto questo..." .
L'incidente era chiuso, si misero a tavola. - "Sicuramente", disse la
donna portando il piatto fumante di minestra, "sicuramente la
compagnia di Padre Pio vale pi di tutti i parapioggia!"

Ave Maria...

15. Un signore di Ascoli Piceno raccontava: "Alla fine degli anni


cinquanta venni a San Giovanni Rotondo con mia moglie per
confessarmi da Padre Pio. Dopo aver ricevuto consigli e qualche
rabbuffo, a sera ero ancora nel corridoio del convento. Padre Pio nel
vedermi disse: "Sei ancora qui? " - "Padre, non mi partita la
topolino" - risposi crucciato. "E che cos' questa topolino?" - chiese
ancora il caro frate. - "Un auto" - aggiunsi. "Andiamola a vedere" -
replic Padre Pio. Quando fummo vicini all'auto, egli m'invit a partire
tranquillo. Viaggiammo tutta la notte e, al mattino, portai a far
revisionare l'auto che aveva presentato difetti di accensione. Il
meccanico, dopo i suoi accertamenti, disse che l'impianto elettrico era
completamente fuori uso e non volle assolutamente credere che, in
quello stato, l'auto aveva percorso ben 400 chilometri, da San
Giovanni Rotondo ad Ascoli Piceno. Ringraziai mentalmente Padre Pio
tra stupore e tanta meraviglia.

Ave Maria...

16. Non c'era per nulla bisogno di ripetergli dieci volte la stessa cosa,
anche mentalmente. Una buona donna del paese ha suo marito
ammalato gravemente. Corre subito al convento, ma come arrivare
fino a Padre Pio? Per vederlo in confessione necessario aspettare il
turno, almeno tre giorni. Durante la Messa, la poveretta si agita, si
dimena, passa da destra a sinistra e da sinistra a destra e confida,
piangente, il suo grave problema alla Madonna delle Grazie, per
intercessione del suo fedele servitore. Durante le confessioni, stesse
evoluzioni. Finalmente riesce a infilarsi nel famoso corridoio, dove si
pu intravedere Padre Pio. Appena la vede le fa gli occhi severi:
"Donna di poca fede, quando finirai di rompermi la testa e di ronzarmi
nelle orecchie? Sono forse sordo? Me l'hai gi detto cinque volte, a
destra, a sinistra, davanti e di dietro. Ho compreso, ho compreso... -
Va' presto a casa, tutto va bene". Effettivamente il marito era guarito.

Ave Maria...

17. Nella cronistoria del convento, alla data del 23 ottobre 1953, si
pu leggere questa annotazione.

Stamane la signorina Amelia Z., cieca nata, di anni 27, venuta dalla
provincia di Vicenza, ha ricevuto la vista. Ecco come. Dopo essersi
confessata, chiedeva a Padre Pio la vista. Il Padre le rispondeva:
Abbi fede e prega molto. Allistante la giovane vedeva Padre Pio: il
volto, la mano benedicente, i mezzi guanti che nascondevano le
stigmate. La vista andata rapidamente aumentando, sicch la
giovane vedeva gi bene da vicino. Riferita la grazia a padre Pio, egli
rispondeva: Ringraziamo il Signore. Poi la giovane, mentre nel
chiostro baciava la mano al Padre e lo ringraziava, gli chiedeva la
vista completa, e il Padre A poco a poco verr tutta.

Guarigioni

18. Un signore di Foggia aveva sessantadue anni nel 1919 e


camminava sostenendosi con due bastoni. Cadendo dal calesse si era
rotto le gambe e i medici non riuscivano a guarirlo. Dopo averlo
confessato, Padre Pio gli disse: "Alzati e vattene, questi bastoni li devi
gettare". L'uomo obbed tra la meraviglia di tutti.

Ave Maria...

19. Un fatto clamoroso che mise in subbuglio tutto il foggiano


accadde ad uomo nel 1919. L'uomo a quel tempo aveva solo
quattordici anni. A quattro anni, colpito da tifo, era rimasto vittima di
una forma di rachitismo che aveva deformato il suo corpo
provocandogli due vistose gobbe. Un giorno Padre Pio lo confess e
poi lo tocc con le sue mani stigmatizzate e il ragazzo si alz
dall'inginocchiatoio dritto come non lo era stato mai.

Ave Maria...

20. Grazia era una contadina di ventinove anni circa, cieca dalla
nascita, frequentava da tempo la chiesetta del monastero. Un giorno
Padre Pio le domand all'improvviso se desiderasse possedere la
vista: "certo, lo vorrei", rispose, "purch non mi sia occasione di
peccato". "Bene, guarirai", rispose e la mand a Bari,
raccomandandola alla moglie di un ottimo oculista. Ma questi dopo
averla visitata disse a sua moglie: "Non c' niente da fare con questa
ragazza. Padre Pio pu guarirla se vuol fare miracoli, io devo
rimandarla a casa senza operarla". Ma poich Padre Pio te l'ha
mandata - insistette la signora, "potresti almeno tentare l'operazione
su un occhio. Lo specialista si lasci convincere, prima oper un
occhio e poi l'altro e tutti e due furono guariti. Di ritorno a San
Giovanni Rotondo, Grazia accorse al convento e si gett ai piedi di
Padre Pio. Questi in silenzio, guardando oltre, la lasci fronte a terra
per un p di tempo, poi le ordin di levarsi. "Beneditemi Padre,
beneditemi", implor. Egli tracci su di lei il segno della Croce ma
Grazia attendeva ancora immobile. Quando era cieca il Padre la
benediva ponendole le mani sul capo. "Beneditemi padre,
beneditemi", ripeteva la ragazza con un certo disappunto. "E che ti ci
vuole come benedizione", replic il Padre, "un secchio d'acqua sulla
testa?"

Ave Maria...

21. Una Signora racconta: "Era il 1947, avevo trentotto anni ed ero
sofferente a causa di un tumore all'intestino accertato da radiografie.
Venne deciso l'intervento chirurgico. Prima di entrare in ospedale volli
andare a San Giovanni Rotondo da Padre Pio. Mi accompagnarono
mio marito, mia figlia ed una sua amica. Avevo tanto desiderato
confessarmi dal Padre per parlare con lui del mio problema ma non fu
possibile perch Padre Pio ad un certo punto, usc dal confessionale
deciso ad andar via. Rimasi delusa e piansi per il mancato incontro.
Mio marito raccont ad un altro frate il motivo del nostro
pellegrinaggio. Questi, compenetrandosi nella mia situazione, promise
di riferire tutto a Padre Pio. Di li a poco fui chiamata nel corridoio del
convento. Padre Pio, pur tra tanta gente, sembr interessato
unicamente alla mia persone. Mi chiese il motivo della mia evidente
angoscia e m'incoraggi assicurandomi che stavo in buone mani...e
che avrebbe pregato Iddio per me. Restai meravigliata in quanto mi
resi conto che il Padre non conosceva n il chirurgo n me.
Comunque, con serenit e speranza, affrontai l'intervento. Il chirurgo
fu il primo a gridare al miracolo. Pur con le radiografie tra le mani,
dovette operarmi di appendicite non sospetta perch... del tumore
non c'era alcuna traccia. Quel chirurgo, non credente, da quel
momento ebbe il dono della fede e fece mettere il Crocifisso in tutte
le stanze della clinica. Io ritornai a San Giovanni Rotondo dopo una
breve convalescenza e vidi il Padre che, in quel momento stava
dirigendosi verso la sagrestia. Si ferm all'improvviso e, rivolgendosi
con un sorriso a me, disse: "Hai visto che sei tornata? Mi dette la
mano da baciare che, commossa trattenni tra le mie.

Ave Maria...

22. Un signore raccontava: "Da diversi giorni mi si era gonfiato e mi


faceva un gran male il ginocchio sinistro. Il medico mi aveva detto
che il caso era piuttosto complicato e mi aveva prescritto molte
iniezioni. Un p allarmato, prima di iniziare la cura volli recarmi da
Padre Pio. Dopo essermi confessato gli parlai del mio ginocchio e gli
chiesi di pregare. Nel tardo pomeriggio, mentre mi accingevo a
ripartire, il dolore improvvisamente scomparve. Mi guardai il
ginocchio: non era pi gonfio, era come il destro. Allora, anzich
partire, ritornai correndo da Padre Pio per dirgli grazie. - "Non me
devi ringraziare, ma il Signore". Poi con un sorriso aggiunse: "Di al
tuo medico che quelle iniezioni se le faccia lui".

Ave Maria...

23. Una signora racconta: "Avevo avuto una gravidanza normale nel
1952, ma durante il parto sopravvennero complicazioni. Mio figlio
nacque col forcipe e per me fu necessaria una trasfusione di sangue.
Data l'urgenza non venne accertato quale fosse il mio gruppo
sanguigno. Era quello zero ma mi venne trasfuso sangue di gruppo A.
Gravissime le conseguenze: febbre alta, convulsioni, embolia
polmonare, flebite agli arti inferiori, setticemia. Venne chiamato il
parroco per l'estrema unzione. Ricevetti la Santa Comunione, ma
dovettero darmela insieme a un p d'acqua. Quando i miei
accompagnarono all'uscita il sacerdote rimasi sola. Ad un tratto mi
apparve Padre Pio che mostrandomi le sua mani piagate mi disse:
"Sono Padre Pio, tu non morirai. Recita un Padre Nostro ed un giorno
verrai a trovarmi." Io che ero moribonda, mi sollevai e mi misi a
sedere. Quando rientrarono i miei parenti li invitai ad unirsi a me
nella recita della preghiera insegnata da Ges e raccontai loro della
visione. Pregammo. E da quel momento cominciai a star bene. I
medici, che appena chiamati vennero subito, constatate le mie
condizioni convennero che si trattava di un miracolo. Dopo diversi
mesi andai a San Giovanni Rotondo per ringraziare Padre Pio.
Incontrai il Padre che mi dette la sua mano da baciare. Mentre gli
dicevo il mio grazie sentii un forte profumo di violette. "Tu sei stata
miracolata" - mi disse Padre Pio - ma non devi ringraziare me. E'
stato il Sacro Cuore di Ges che mi ha mandato a salvarti perch tu
gli sei devota e hai fatto i primi venerd del mese".

Ave Maria...

24. Nel 1953 - raccontava una signora - per dolori all'addome, fui
sottoposta ad accertamenti radiografici i cui risultati, per,
prospettarono una situazione difficilissima che richiedeva un
intervento chirurgico urgente. Una mia amica, a cui confidai il mio
problema, mi consigli di scrivere una lettera a Padre Pio per chiedere
il suo aiuto e la sua preghiera. Ebbi risposta: il padre mi suggeriva di
"andare in ospedale". Lui avrebbe pregato per me. In ospedale andai.
Gli stessi medici che precedentemente avevano formulato la
preoccupante diagnosi, nel rifare gli accertamenti per- operatori, con
meraviglia dovettero convenire che "non avevo pi nulla". Ringrazio,
a distanza di quaranta anni, ancora Padre Pio ed invito tutti a
rivolgersi con fiducia a questo Santo che non sa negare ad alcuno la
sua potente intercessione.

Ave Maria...

25. Nel 1954, racconta una signora, mio padre, all'ora ferroviere,
all'et di quarantasette anni si ammal di una strana malattia che gli
immobilizz gli arti inferiori. Vana risult ogni cura ed il posto di
lavoro, dopo circa due anni, stava per essere compromesso. Poich la
situazione peggiorava, uno zio consiglio a mio padre di andare a San
Giovanni Rotondo dove viveva un Frate cappuccino al quale il Signore
aveva donato speciali carismi. Con tante difficolt mio padre giunse
nel piccolo centro sul Gargano accompagnato e sorretto da questo
zio. In chiesa incontr Padre Pio il quale, vedendo in che modo si
trascinava tra la folla, disse a voce alta: "Fate spazio a quel
ferroviere!" Eppure non conosceva mio padre n sapeva che egli era
ferroviere. Qualche ora dopo Padre Pio si intrattenne in fraterno
colloquio con pap. Gli appoggi una mano sulla spalla. lo confort
con un sorriso e gli rivolse parole di incoraggiamento. Quando mio
padre si allontan da lui non si accorse di essere stato
improvvisamente guarito. Mio zio lo seguiva sorpreso, stringendo tra
le mani i due bastoni che non servivano pi.

Ave Maria...

26. Un distinto signore era un ateo materialista molto noto in Puglia


per il fervore con cui propagandava la sua fede e combatteva la
religione. La moglie era invece religiosa, ma l'uomo le aveva
severamente proibito di andare in chiesa e di parlare di Dio ai figli.
Nel 1950 l'uomo si ammal. La diagnosi dei medici fu terribile: "un
tumore al cervello e uno dietro l'orecchio destro". Non c'era speranza
di guarigione. Ecco quanto raccont l'interessato: "Fui trasportato
all'Ospedale di Bari. Avevo una grande paura del male e della morte.
Fu questa paura che mi fece nascere nell'animo il desiderio di
rivolgermi a Dio, cosa che non facevo da quando ero bambino. Da
Bari fui trasportato a Milano per essere sottoposto a una operazione
nel tentativo di salvarmi la vita. Il medico che mi visit disse che
l'operazione era di estrema difficolt e i risultati assai dubbi. Una
notte, mentre ero a Milano, vidi in sogno Padre Pio. Venne a toccarmi
la testa e lo sentii dire: "Vedrai che con il tempo guarirai". Al mattino
stavo meglio. I medici furono stupiti dal mio rapido miglioramento,
ma ritenevano l'intervento indispensabile. Io invece, terrorizzato,
poco prima di entrare in sala operatoria, fuggii dall'ospedale e mi
rifugiai in casa di parenti, a Milano, dove si trovava anche mia moglie.
Dopo alcuni giorni per, i dolori ripresero fortissimi e, non riuscendo
pi a resistere, tornai in ospedale. I medici, indignati, non volevano
pi prendersi cura di me, poi la loro coscienza professionale prevalse.
Ma prima di procedere all'operazione credettero opportuno farmi degli
altri esami. Al termine di questi esami, con grande stupore, si
accorsero che dei tumori non c'era alcuna traccia. Ero sorpreso
anch'io, non tanto per ci che mi dissero i medici, ma perch mentre
si stavano facendo gli esami avevo sentito un intenso profumo di viole
e sapevo che quel profumo annunciava la presenza di Padre Pio.
Prima di lasciare l'ospedale chiesi il conto al professore. Non mi
dovete nulla - rispose - giacch nulla ho fatto per guarirvi. Tornato a
casa volli andare con mia moglie a San Giovanni Rotondo per
ringraziare il Padre. Ero convinto che la guarigione mi era stata data
da lui. Ma quando giunsi nella chiesa del convento di Santa Maria
delle Grazie i dolori ripresero violentissimi, tanto che svenni. Due
uomini mi portarono di peso al confessionale di Padre Pio. Mi ripresi.
Appena lo vidi gli dissi: "Ho cinque figli e sono molto ammalato,
salvatemi Padre, salvate la mia vita". "Non sono Dio - mi rispose - "e
neppure Ges Cristo, sono un prete come tutti gli altri, non di pi,
forse di meno. Non faccio miracoli io". - "Vi prego padre, salvatemi",
implorai piangendo. "Padre Pio stette un attimo in silenzio. Lev gli
occhi al cielo e vidi che le sue labbra si mossero in preghiera. In quel
momento sentii ancora l'intenso profumo di viole. Padre Pio disse: "Va
a casa e prega. Io pregher per te. Tu guarirai". Tornai a casa e da
allora ogni sintomo del male spar."

Ave Maria...

27. Racconta un signore: "Nel lontano 1950 mia suocera fu ricoverata


in ospedale per un intervento al seno sinistro. la neoformazione, per
risult di natura maligna. Infatti, dopo pochi mesi, fu necessario, con
un nuovo ricovero, un altro intervento analogo, al seno destro. Data
la diffusione del male i medici del Policlinico di Milano diedero
all'inferma tre o al massimo quattro mesi di vita. A Milano, qualcuno
ci parl di Padre Pio e dei prodigi attribuiti alla sua intercessione.
Partii immediatamente per San Giovanni Rotondo. Attesi il mio turno
per la confessione e, quando giunse, chiesi al Padre la grazia della
guarigione per la madre di mia moglie. Padre Pio fece due lunghi
sospiri poi disse: "Preghiamo, preghiamo tutti. Guarir!" Cos fu. Mia
suocera dopo l'intervento si ristabil e and personalmente a
ringraziare il Padre che, sorridendo le disse: "Va in pace, figlia mia!
Va in pace!" Invece di pochi mesi previsti, mia suocera visse ancora
diciannove anni durante i quali crebbe, in lei ed in noi, la devota
riconoscenza per Padre Pio".

Ave Maria...

28. Un'altra guarigione, attribuita a Padre Pio, fu considerata un


prodigio permanente, riguarda un ex ferroviere toscano, morto nel
1983, a settanta anni. "Sono una sfida vivente alle leggi fisiche" -
ripeteva l'uomo. Nel 1945 viveva in provincia di Siena. Era sposato e
aveva un figlio piccolo. Lavorava come sorvegliante degli impianti
elettrici di una linea ferroviaria. La mattina del 21 maggio, mentre si
recava al lavoro in motocicletta, venne travolto da un camion. Arriv
all'ospedale in fin di vita. I medici gli riscontrarono una frattura al
cranio, una frattura all'arco sopraccigliare sinistro, la rottura del
timpano sinistro, la frattura di alcune costole e cinque fratture alla
gamba sinistra. Rimase tra la vita e la morte per diversi giorni, poi
venne dichiarato fuori pericolo. La ripresa fu lunga ma soddisfacente,
tranne che per la gamba. Era cos mal ridotta che i medici non
riuscivano a metterla a posto. Passava da un ospedale all'altro. "Fui
ricoverato alla Clinica ortopedica di Siena dove rimasi in cura per un
anno e mezzo. Poi andai al Rizzoli di Bologna. Dopo i primi interventi
le fratture al femore erano state parzialmente sanate ma a causa di
una serie di complicazioni, la gamba era completamente rigida. I
medici parlavano di "anchilosi fibrosa del ginocchio sinistro" e non
riuscivano a guarirmi. Inoltre le ferite provocate dai numerosi
interventi chirurgici non si rimarginavano. Poich tutti i tentativi di
piegare la gamba erano risultati inutili, i medici della Clinica
ortopedica di Siena decisero di tentare la "flessione forzata del
ginocchio su apparecchio di Zuppinger in anestesia generale. Ma le
aderenze muscolari e i legamenti che bloccavano l'articolazione erano
cos resistenti che anche quell'intervento risult inutile. Anzi, quando i
medici insistettero con maggior forza, si spezz nuovamente il femore
e dovetti restare altri due mesi con la gamba ingessata. All'inizio del
1948 fui dimesso dalla Clinica ortopedica di Siena e dichiarato
inguaribile. Avrei dovuto restare con la gamba rigida per tutto il resto
della mia vita. Avevo trentacinque anni e non riuscivo a rassegnarmi.
Decisi perci di tentare ancora presso altri specialisti ma le speranze
di successo risultarono essere pochissime e quindi non me la sentii di
affrontare un nuovo intervento. Ero demoralizzato e cattivo come una
bestia ferita. Non volevo vedere nessuno. Non volevo pi vivere.
Sfogavo tutto il mio dolore contro mia moglie che tentava di farmi
coraggio. Per muovermi adoperavo le stampelle, ma riuscivo a
trascinarmi solo per pochi metri perch la gamba, oltre che essere
rigida, era ancora piena di ferite sanguinanti e dolorosissime. Spesso,
volevo fare da solo, cadevo e allora urlavo con tutta la mia rabbia,
bestemmiando contro Dio e contro tutti. Mia moglie era credente, io
no. Lei andava in chiesa e io la rimproveravo. Bestemmiavo per farle
dispetto e lei piangeva. Un giorno nella nostra parrocchia venne un
religioso a tenere delle conferenze. Venuto a conoscenza del mio
caso volle parlare con mia moglie per confortarla: "Perch non porta
suo marito a San Giovanni Rotondo da Padre Pio, un cappuccino che
fa miracoli?" Mia moglie mi rifer quelle parole con tanta speranza ma
io scoppia in una ironica risata, pronunciando bestemmie e improperi
anche contro Padre Pio. Mia moglie non volle lasciar perdere quella
possibilit e scrisse tante volte al religioso, ma non ricevette mai
risposta. Allora riprese a parlarmene e a chiedermi di accontentarla.
La mia situazione andava sempre peggio. Mi resi conto che per me la
vita era finita. La forza della disperazione ebbe il sopravvento. Verso
la fine dell'anno mi arresi. "Va bene" - dissi a mia moglie - "proviamo
anche questo". Il viaggio fu drammatico. In treno ero disteso su una
barella, ma quando dovevo salire e scendere dallo scompartimento i
dolori erano atroci. La prima tappa fu Roma, la seconda Foggia. Per
raggiungere San Giovanni Rotondo c'era un solo pullman e partiva al
mattino presto. Decidemmo di trascorrere la notte in una pensione.
Mentre mi trascinavo con le stampelle scivolai in una pozzanghera,
cadendo malamente. Fui soccorso dai dipendenti delle ferrovie, i quali
saputo che ero un loro collega mi misero a disposizione una stanza
negli uffici della stazione e l passai la notte. Il mattino presto, io, mio
figlio e mia moglie prendemmo il pullman per San Giovanni Rotondo.
Il pullman si fermava a circa due chilometri dalla chiesetta dei
cappuccini. Le strade non erano asfaltate. Non so come riuscii a
raggiungere la chiesa. Appena entrato, mi accasciai su una panca
mezzo svenuto. Non avevo mai visto una fotografia di Padre Pio,
quindi non sapevo riconoscerlo. In chiesa c'erano diversi cappuccini.
Vicino a me ce n'era uno che stava confessando le donne. La tendina,
che serve a nascondere il confessore, era aperta. Il frate teneva gli
occhi bassi e le mani nascoste nelle maniche della tonaca. Quando
alz la destra per dare l'assoluzione mi accorsi che portava i mezzi
guanti. "E' lui" - dissi a me stesso. In quell'istante Padre Pio alz gli
occhi e mi fiss per un paio di secondi. Sotto quello sguardo il mio
corpo cominci a tremare, come se fosse stato colpito da una violenta
scossa elettrica. Dopo alcuni minuti il padre usc dal confessionale e
se ne and. Alle quattro del pomeriggio eravamo di nuovo in chiesa.
Mio figlio mi accompagn in sagrestia. Padre Pio stava gi
confessando. C'erano alcune persone prima di me. Dopo circa un
quarto d'ora arriv il mio turno. Puntellandomi sulle stampelle, mi
avvicinai al religioso. Tentai di dire qualcosa, ma lui non me ne diede
il tempo. Cominci a parlare tracciando un quadro perfetto della mia
vita, del mio carattere, del mio comportamento. Ero completamente
rapito dalle sue parole e non pensavo pi alla gamba. Quando il Padre
alz la mano per darmi l'assoluzione, provai di nuovo la terribile
scossa in tutto il corpo che avevo sentito la mattina. Senza
accorgermi mi inginocchiai e feci il segno della croce. Poi, sempre
senza pensare alla gamba, mi alzai, presi le stampelle in mano e mi
allontanai camminando regolarmente. Tutto questo lo facevo in moto
del tutto normale. Mia moglie che era in chiesa, mi vide arrivare con
le stampelle in mano, ma neanche lei ci fece caso. Mi disse solo: "Che
bella faccia serena che hai!" Ci fermammo a pregare un p, poi ci
avviammo all'uscita. Solo a questo punto mia moglie si rese conto di
quello che era accaduto: "Giuseppe, ma tu cammini" disse. Mi fermai
ed osservai con immenso stupore le stampelle che avevo in mano. "E'
vero, cammino e non sento nessun dolore" risposi. "Pap" - aggiunse
mio figlio - "quando eri da Padre Pio ti sei anche inginocchiato".
Potevo fare quei movimenti con la massima naturalezza, senza
nessun dolore e difficolt. Mi tolsi i pantaloni ed esaminai le gambe:
tutte le ferite, che fino a poco prima erano doloranti e sanguinanti, si
erano rimarginate. Ora si vedevano solo delle cicatrici perfettamente
asciutte. "Sono veramente guarito!" - gridai a mia moglie e scoppiai a
piangere. Il ritorno a casa fu una marcia trionfale. Ovunque mi
fermassi raccontavo quanto mi era accaduto. Tornai a farmi visitare
alla Clinica ortopedica di Siena. I medici erano esterrefatti. Prima di
tutto nel vedere che camminavo. E poi perch alle radiografie la mia
gamba non era assolutamente cambiata. L'anchilosi fibrosa al
ginocchio sinistro era sempre presente e non avrei potuto in nessun
modo camminare. Il mio caso venne presentato anche a un congresso
medico a Roma. Fui visitato da molti di quelli illustri specialisti che
provenivano anche dall'estero, e tutti restarono meravigliati.

Ave Maria...

29. Frate Daniele raccontava che un signore aveva una zia guarita
per intercessione di Padre Pio. La zia di questo signore, molto tempo
prima, si era ammalata di tumore. La madre dell'uomo, che era la
sorella della zia, invi un telegramma a Padre Pio per chiedere il suo
aiuto ed ebbe questa risposta: "Pregher per vostra sorella affinch il
Signore la guarisca. Star con le braccia alzate, perch Egli ci
ascolti.". Il telegramma di risposta fu messo sotto il cuscino e dopo
un poco la malata riapr gli occhi, come se tornasse da un altro
mondo, dicendo: "E' venuto un frate cappuccino e mi ha detto: "Alzati
che sei guarita". Le fecero vedere una foto di Padre Pio ed ella
riconobbe il suo benefattore. La zia ritorn in salute e ricominci
anche i lavori nell'orto.

Ave Maria...

30. Suor Pagani racconta: Avevo programmato un viaggio per


rivedere padre Pio ma prima di partire volli andare a salutare don
Giancarlo, parroco del mio paese, ricoverato in ospedale per un
tumore al polmone. Lammalato mi chiese di raccomandarlo al santo
frate: Dite qualcosa al Padre della mia malattia. Giunta a San
Giovanni Rotondo, insieme a qualche altra persona mi fecero
accomodare nel corridoio della portineria, dove sarebbe passato il
Santo. Ero immersa nei miei pensieri quando giunse padre Pio. Mi
diede la mano da baciare ed ebbi il breve colloquio, il Padre chiese:
Hai altro da dirmi?. Io rimasi un po sorpresa di fronte alla sua
domanda, ma poi mi ripresi e dissi Ah si, Padre! Il nostro parroco
ammalato di tumore ed aspetta una vostra parola. Padre Pio disse:
E se Dio ha disposto che muoia, lui che vuole?. Padre che guarisca,
padre - Lui vuole guarire. Il Santo rimase un po in silenzio e poi:
B, lasciamo andare disse non terminando la frase. Tornata a
casa, seppi che don Gianfranco era uscito dallOspedale. Andai in
canonica e gli riferii quanto aveva detto il padre. In ospedale non
mise pi piede.

Ave Maria...

31. La statua della Madonna pellegrina di Fatima giunse a San


Giovanni Rotondo il 5 agosto 1959. Padre Pio era da diversi mesi
ammalato. Aveva un focolaio bronco-pneumonico on una pleurite
siero emorragica. Questa era la diagnosi del suo medico dott. Sala.
Mentre la statua della Madonna fa il suo ingresso solenne nella chiesa
del convento, Padre Pio a letto, in preghiera, impossibilitato ad
alzarsi. Ma il giorno dopo, verso le tredici, poco prima che la Madonna
sia spostata a Casa Sollievo, viene trasportato con molta cautela nella
vecchia sacrestia. Abbassano la statua fino al suo viso e lui,
commosso e con le lacrime agli occhi la bacia affettuosamente e
mette un rosario da lui benedetto nelle sue mani; poi si riporta su
perch stanco e per il timore di qualche collasso. Al riguardo padre
Raffaele da SantElia a Pianisi racconta: Dopo aver saputo che la
Vergine di Fatima ha terminato il giro in tutti i reparti dellOspedale,
padre Pio esprime il desiderio di volerla salutare ancora, prima della
partenza. E viene nuovamente accontentato. Lo trasportano, sempre
su una sedia, nel coro della nuova chiesa e si affaccia allultima
finestra di destra di chi guarda la chiesa dal piazzalelelicottero si
solleva; prima per di prendere la rotta designata, fa tre giri sul
convento e la chiesa per salutare Padre Pio. Egli, al vedere lelicottero
che si muove con su la Madonna, tutto commosso, con fede e
lacrimante dice: Madonna mia, Mamma mia, sei entrata in Italia e mi
sono ammalato; ora te ne vai e mi lasci ancora malato. Detto
questo, abbassa il capo, mentre un brivido lo scuote e pervade tutto.
Padre Pio ha ricevuto la grazia e si sente bene. Il giorno dopo vuol
celebrare in chiesa, ma quasi tutti lo sconsigliano. Intanto la sera,
provvidenzialmente, arriva il prof. Gasbarrini, che lo visita
minuziosamente, lo trova guarito clinicamente e dice ai padri presenti
Padre Pio sta bene e domani pu celebrare liberamente in chiesa.

Ave Maria...

32. Tra la fine del 1953 e linizio del 1954 il Papa Pio XII ebbe un vero
e proprio tracollo fisico da stress: Lo stomaco rifiut di ricevere
qualsiasi cibo. Vomito continuo e nausea si alternavano ad un
ininterrotto, terribile e penoso singhiozzo. Le uniche pause erano
brevi sonni di mezzora. Si dovette ricorrere alla nutrizione
artificiale.Padre Pio, anche per richiesta espressa della sorella del
Papa e per invito della Segreteria di Stato di Sua Santit, durante la
grave malattia del Santo Padre, non solo promise preghiere e
suppliche al Signore per la sua guarigione, ma arriv ad offrire la
propria vita in cambio di quella del Papa.Qualche tempo dopo il Padre
Pio fu costretto a letto, con febbre altissima ricorder padre
Costantino Capobianco. Egli diceva: io ero ignaro della cosa e non
sapevo a che attribuire quellimprovviso ammalarsi del carissimo
Padre; ma il molto reverendo Padre Agostino, molto addentro alle
segrete cose di quellanima singolare, mi disse: Ma perch gli
fanno sapere certe cose? Padre Pio si ammalato, perch ha saputo
che il Papa in grandi angustie. Ed ogni volta che sente notizie simili
si ammala. Padre Pio prendeva sulle sue spalle anche la croce del
Vicario di Cristo.Vi fu quindi una improvvisa guarigione di Papa Pio XII
il quale, una volta guarito e venuto a conoscenza della eroica offerta
del Frate Cappuccino di San Giovanni Rotondo, scrisse una lettera alla
Curia Generale dei Cappuccini, esprimendo il gradimento per le
preghiere fatte da Padre Pio.

Ave Maria...

33. Un Sacerdote ed alcuni fedeli ortodossi della Romania sono


passati nella Chiesa Cattolica dopo un miracolo di guarigione
compiuto da padre Pio.Il parroco e la comunit affidata alle sue cure
pastorali sono passati dalla religione ortodossa al cattolicesimo per
esprimere la loro devota gratitudine a San Pio da Pietrelcina.
avvenuto a Pesceana, una cittadina della Contea di Vallea, nella
Romania centro-meridionale. Qui la mamma di parroco, di 71 anni,
era da tempo affetta da un tumore al polmone sinistro. I medici, dopo
averla sottoposta a tutti i possibili accertamenti clinici, per la
presenza di metastasi diffuse avevano per lei previsto solo pochi mesi
di vita. Neppure un intervento chirurgico poteva essere tentato.Il
sacerdote ortodosso, non riuscendo a rassegnarsi a perdere la
mamma, si rivolse allora a suo fratello che lavorava a Roma,
sperando di poter far visitare la madre da un illustre oncologo
italiano.Il fratello del sacerdote riusc a far visitare la madre da un
illustre oncologo, il quale conferm la diagnosi dei colleghi rumeni,
Durante la permanenza a Roma, la signora un giorno accompagn
suo figlio in una chiesa. In un angolo not una gigantesca statua di
Padre Pio e ne rimase fortemente colpita. Chiese chi fosse il soggetto
raffigurato ed il figlio le illustr la storia.Nei giorni successivi la donna
ritorn in quella chiesa e ogni volta rimase a lungo in preghiera
davanti alla statua del Santo di Pietrelcina. Passarono cos due
settimane e, nella data stabilita per i controlli clinici, si rec
dallillustre chirurgo, il quale, esterrefatto, constat che del tumore e
delle metastasi non cera pi traccia.La signora volle rimpatriare e
raccont tutto al figlio sacerdote sottolineando di aver chiesto aiuto a
Padre Pio e di essere stata ascoltata, nonostante la sua appartenenza
alla Chiesa ortodossa.La notizia si diffuse nella cittadina rumena e tra
i fedeli, i quali, sotto la guida del loro pastore, cominciarono a
conoscere e ad approfondire la figura del Santo Frate stimmatizzato.
Anche altri ammalati si rivolsero a Padre Pio ed ebbero, per la sua
intercessione, grazie e favori celesti. Nacque cos tra tutti il desiderio
di diventare cattolici per amore del venerato Padre.Quando il loro
desiderio si finalmente trasformato in realt, hanno iniziato a
raccogliere fondi per erigere in paese una chiesa dedicata a Padre Pio.

Ave Maria...

34. Padre Pio conobbe ci che accadde a papa Pio XII dopo la sua
morte. Il 9 ottobre 1958, lo stesso giorno in cui Eugenio Pacelli era
spirato a Castelgandolfo, suor Pascalina Lehnert scriveva una lettera
a San Giovanni Rotondo ad un frate di sua conoscenza per sapere
cosa ne pensasse Padre Pio. Il frate rispose alla suora dicendo che
aveva posto la domanda a Padre Pio il quale, con un volto quasi
trasfigurato, aveva risposto: E in paradiso. Lho visto nella Santa
Messa. Il frate, aggiunse che non fidandosi delle sue orecchie aveva
chiesto nuovamente a Padre Pio: Lo ha visto in Paradiso?. Si, gli
aveva risposto Padre Pio con un sorriso celestiale.Al riguardo Padre
Agostino da San Marco in Lamis, il 18 novembre 1958 annotava nel
suo Diario: Padre Pio ha sentito tutto il dolore della sua anima per la
morte del Papa Pio XII. Ma poi il Signore glielo ha fatto vedere nella
gloria del Paradiso.

Ave Maria...

Lotte col demonio

35. Uno dei primi contatti che Padre Pio ha avuto con il principe del
male, risale al 1906 quando Padre Pio ritorn nel convento di
Sant'Elia a Pianisi. Una notte d'estate non riusciva a prendere sonno
per l'afa soffocante. Dalla stanza accanto gli arrivava il rumore del
passo di un uomo che andava su e gi. "Il Povero Anastasio non pu
dormire come me" penso Padre Pio. "Voglio chiamarlo almeno si
discorre un p ". And alla finestra e chiam il compagno ma la voce
gli rest strozzata in gola: sul davanzale della finestra vicina si
affacci un mostruoso cane. Cos raccontava lo stesso Padre Pio:
"dalla porta con terrore vidi entrare un grosso cane, dalla cui bocca
usciva tanto fumo. Caddi riverso sul letto e udii che diceva: " iss,
isso" - mentre ero in quella postura, vidi l'animalaccio spiccare un
salto sul davanzale della finestra, da qui lanciarsi sul tetto di fronte,
per poi sparire".

Ave Maria...

36. Le tentazioni di satana miranti a far prevaricare il serafico padre


si manifestavano in ogni modo. Il Padre Agostino ci confermava che
satana appariva sotto le forme pi svariate: "sotto forma di giovinette
ignude che lascivamente ballavano; in forma di crocifisso; sotto forma
di un giovane amico dei frati; sotto forma del Padre Spirituale, o del
Padre Provinciale; di quella di Papa Pio X e dell'Angelo Custode; di
San Francesco; di Maria Santissima, ma anche nelle sue fattezze
orribili, con un esercito di spiriti infernali. A volte non c'era nessuna
apparizione ma il povero Padre veniva battuto a sangue, straziato con
rumori assordanti, riempito di sputi ecc. . Egli riusciva a liberarsi da
queste aggressioni invocando il nome di Ges.
Ave Maria...

37. Le lotte fra Padre Pio e Satana si inasprivano con la liberazione


dei posseduti. Pi di una volta - raccontava Padre Tarcisio da
Cervinara - prima di andare via da un corpo di un posseduto, il
Maligno ha gridato: "Padre Pio ci dai pi fastidio tu che San Michele".
Ed anche: "Padre Pio, non ci strappare le anime e noi non ti
molesteremo".

Ave Maria...

Ma vediamo come lo stesso Padre Pio descrive nelle lettere inviate ai


suoi direttori spirituali, gli assalti di satana.

38. Lettera a padre Agostino, del 18 gennaio 1912 :"...Barbabl non


si vuole dare per vinto. Ha preso quasi tutte le forme. Da vari giorni
in qua mi viene a visitare assieme con altri suoi satelliti armati di
bastoni e di ordigni di ferro e quello che peggio, sotto le proprie
forme. Chi sa quante volte mi ha gittato dal letto trascinandomi per la
stanza. Ma pazienza! Ges, la Mammina, l'Angioletto, San Giuseppe
ed il padre San Francesco sono quasi sempre con me". (PADRE PIO DA
PIETRELCINA: Epistolario I (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e
Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle
Grazie San Giovanni Rotondo FG)

Ave Maria...

39. Lettera a padre Agostino del 5 novembre 1912: "Babbo carissimo,


anche questa seconda vostra lettera, per permissione di Dio, ha
ottenuto la stessa sorte di quella precedente. Son certo che a
quest'ora il padre Evangelista vi abbia gi tenuto informato della
nuova fase di guerra che mi muovono quegl'impuri apostati. Costoro,
babbo mio, non potendo vincere la mia costanza nel riferirvi le loro
insidie, si sono appigliati a quest'altro estremo, vorrebbero indurmi
nelle loro reti col privarmi dei vostri consigli, che voi mi venite
suggerendo per mezzo delle vostre lettere, unico mio conforto; ed io
a gloria di Dio ed a loro confusione lo sopporter... - ...Non vi dico poi
in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi
sento presso a morire. Sabato mi sembr che mi volessero proprio
finire, non sapevo pi a qual santo votarmi; mi rivolgo al mio angelo
e dopo d'essersi fatto aspettare per un pezzo eccolo infine aleggiarmi
intorno e con la sua angelica voce cantava inni alla divina Maest.
Successe una di quelle solite scenate; lo sgridai aspramente d'essersi
fatto cos lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di
chiamarlo in mio soccorso; per castigo, non volevo guardarlo in viso,
volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli poverino mi raggiunse
quasi piangendo, mi acciuffa, finch sollevato lo sguardo, lo fissai in
volto e lo trovai tutto dispiaciuto". PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I
(1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni
"Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo FG)

Ave Maria...

40. Lettera a padre Agostino del 18 novembre 1912 ..."il nemico non
vuole quasi abbandonarmi pi, mi bussa continuamente. Egli cerca di
avvelenarmi la vita con le sue infernali insidie. Si dispiace
sommamente perch io ve le narro. Mi va suggerendo di tralasciare di
narrarvi ci che passa fra me e lui, e mi insinua di narrarvi piuttosto
le buone visite; essendo, dice lui, le sole che possono piacervi ed
edificare. - ...l'arciprete, reso consapevole della battaglia di
quegl'impuri apostati, intorno a ci che riguarda le vostre lettere, mi
consigli che alla prima vostra lettera che mi fosse pervenuta,
l'andassi ad aprire da lui. Cos feci nel ricevere la vostra ultima. Ma
aperta che l'ebbimo la trovammo tutta imbrattata d'inchiostro. Sar
stata anche questa una vendetta di Barbabl? Non posso mai credere
che cos l'abbiate spedita, anche perch vi nota la mia cecaggine. Le
lettere scritte in principio sembrano illeggibili, ma dietro che vi
ponemmo sopra il Crocifisso si fece un p di luce tanto da potersi
leggere, sebbene a stento..." PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I
(1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni
"Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo FG)

Ave Maria...

41. Lettera a padre Agostino del 13 febbraio 1913: ..."oramai sono


sonati ventidue giorni continui che Ges permette a costoro di sfogare
la loro ira su di me. Il mio corpo, padre mio, tutto ammaccato per le
tante percosse che ha contato fino al presente per mano dei nostri
nemici. Pi di una volta sono giunti a togliermi perfino la camicia e
percuotermi in tale stato"... (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I
(1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni
"Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)

Ave Maria...

42. Lettera a padre Benedetto del 18 marzo 1913: ..."Quei cosacci


non cessano di percuotermi e di sbalzarmi alle volta anche dal letto,
giungendo fino a togliermi la camicia e percuotermi in tale stato. Ma
oramai non mi fanno pi timore. Ges sempre amoroso verso di
me, giungendo fin anche alle volte ad alzarmi da terra ed adagiarmi
sul letto..." (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I (1910-1922) a cura di
Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da
Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)

Ave Maria...

43. Satana oltrepass tutti i limiti della provocazione presentandosi a


Padre Pio sotto la veste di un penitente. Questa la testimonianza
diretta di Padre Pio: "Una mattina, mentre stavo confessando gli
uomini, mi si presenta un signore, alto, snello, vestito con una certa
raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Comincia a confessare i suoi
peccati che erano di ogni genere: contro Dio, contro il prossimo,
contro la morale. Tutti aberranti! Mi colp una cosa. Per tutte le
accuse, dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la
Parola di Dio, il Magistero della Chiesa, la morale dei Santi,
l'enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con
estrema abilit e ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato
svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di
rendere normali, naturali, umanamente comprensibili tutti gli atti
peccaminosi. E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti
contro Dio, la Madonna, i Santi - che indicava con perifrasi irriverenti
senza mai nominarli - ma anche per i peccati che erano moralmente
tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della pi stomachevole
cloaca. Le risposte che dava di volta in volta alle mie argomentazioni
con abile sottigliezza ed ovattata malizia mi impressionavano. Tra me
e me mi domandai: chi costui? Da che mondo viene? Chi sar mai?
E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere qualcosa tra le piaghe
del suo viso. Nello stesso tempo aguzzavo le orecchie ad ogni sua
parola in modo che nessuna di esse mi sfuggisse per soppesarle in
tutta la loro portata. Ad un certo momento per una luce interiore
vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava
dinanzi. Con tono deciso ed imperioso gli dissi: "d Viva Ges, Viva
Maria!" Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi,
Satana spar all'istante in un guizzo di fuoco lasciando dietro di se un
insopportabile irrespirabile fetore".

Ave Maria...

44. Allo stesso episodio probabilmente rapportabile la seguente


testimonianza di don Pierino, un sacerdote figlio spirituale di Padre
Pio: "Una mattina Padre Pio confessava, era riservato da due tende.
Dal centro dove le tendine non combaciavano perfettamente, riuscivo
a vedere Padre Pio. Gli uomini, seguendo le prenotazioni, erano
disposti da un lato, tutti in fila indiana. Io dal posto dove mi trovavo,
recitavo il Breviario e, a tratti, alzavo lo sguardo per vedere il Padre.
Sotto lo stipite della porticina, a destra della Chiesetta, sbuc un
uomo robusto, bello, dagli occhi piccoli e neri, capelli brizzolati, dalla
giacca scura e pantaloni rigati. Volevo non distrarmi e continuare a
recitare il breviario ma una voce interiore mi ingiunse: "Fermati e
guarda!" Mi fermai ed osservai. Senza attendere il suo turno, dopo
qualche passo avanti e indietro, quell'uomo si ferm proprio davanti
alla congiuntura delle tendine e, mentre il penitente si alzava
dall'inginocchiatoio per uscire dalle tende, si infil subito fra di esse
rimanendo diritto in piedi, davanti a Padre Pio, che, da quel
momento, non riuscii pi a vedere. Dopo alcuni minuti, vidi ancora
quell'uomo scomparire, a gambe divaricate, sotto il pavimento,
mentre sulla sedia, dove era seduto il Padre, non vedevo pi Padre
Pio, ma Ges, giovane, biondo e bello, tirato un tantino all'indietro
sulla spalliera della sedia, intento a guardare fisso quell'uomo che
sprofondava gi. Vidi di nuovo il Padre che, venendo dall'alto, tornava
a sedersi al suo posto, mentre le sue sembianze si fondevano con
quelle di Ges; Poi vidi solo il Padre seduto. E subito sentii il suo
vocione: "Giovanotti, vi volete sbrigare?" Il fatto pass inosservato
agli uomini che attendevano, i quali ripresero subito il turno.

Ave Maria...

45. Padre Cipriano, un frate cappuccino che esercita, tra le altre, le


sacre funzioni di esorcista. All'epoca di Padre Pio era intento ad
effettuare un esorcismo su una ragazza la quale durante gli esorcismi
che si ripetevano su di lei, aveva manifestato quattro voci di quattro
creature diverse. Padre Cipriano chiese consiglio a Padre Pio su come
esorcizzare una donna posseduta da pi demoni ma Padre Pio fece
sapere a Padre Cipriano che non si trattava di quattro demoni ma del
Diavolo che si manifestava con quattro voci diverse. Nel corso
dell'ultimo esorcismo Padre Cipriano istig il Diavolo dicendogli: "Ah,
volevi farmela brutto fetente...!" ed il Diavolo rispose "...che la
prima volta che senti dire che io sono bugiardo in natura?"

Ave Maria...
Bilocazioni di Padre Pio

46. La signora Maria, figlia spirituale di Padre Pio, su questo


argomento raccontava che suo fratello, una sera, mentre pregava,
venne colto da un colpo di sonno, improvvisamente ricevette uno
schiaffo sulla guancia destra ed ebbe l'impressione di sentire che la
mano che lo colpiva fosse coperta da un mezzo guanto. Pens subito
a Padre Pio e il giorno dopo gli chiese se era stato lui a colpirlo: "Cos
si manda via il sonno quando si prega", rispose Padre Pio. Era stato
Padre Pio che in bilocazione aveva "risvegliato" l'attenzione
dell'orante.

Ave Maria...

47. Un ex ufficiale dell'esercito, un giorno entr in sacrestia e


guardando Padre Pio disse "Si proprio lui, non mi sbaglio". Si
avvicin, cadde in ginocchio e piangendo ripeteva - Padre grazie di
avermi salvato dalla morte. In seguito l'uomo raccont ai presenti:
"ero un Capitano di fanteria e un giorno, sul campo di battaglia, in
un'ora terribile di fuoco, poco distante da me vidi un frate, pallido e
dagli occhi espressivi, disse: "Signor Capitano, si allontani da quel
posto" - andai verso di lui e, prima ancora di arrivare, sul posto dove
mi trovavo prima, scoppi una granata che apr una voragine. Mi girai
verso il fraticello, ma non c'era pi". Padre Pio in bilocazione gli aveva
salvato la vita.

Ave Maria...

48. Padre Alberto, che conobbe Padre Pio nel 1917, raccontava: "Vidi
parlare Padre Pio fermo presso la finestra con lo sguardo sulla
montagna. Mi avvicinai per baciarli la mano ma lui non si accorse
della mia presenza ed ebbi la sensazione che la sua mano fosse
irrigidita. In quel momento lo sentii scandire con voce molto chiara la
formula dell'assoluzione. Dopo un attimo il padre si scosse come da
un assopimento. Rivolto verso di me, mi disse: - Siete qui?, non me
ne ero accorto. Qualche giorno dopo arriv da Torino un telegramma
di ringraziamento al Padre Superiore per aver mandato Padre Pio ad
assistere un moribondo. Dal telegramma si pot intuire che il
moribondo stava spirando nel momento in cui il Padre a San Giovanni
Rotondo, pronunciava le parole di assoluzione. Ovviamente il
Superiore non aveva inviato Padre Pio presso il moribondo ma Padre
Pio vi si era recato in bilocazione.

Ave Maria...

49. Una famiglia americana venne da Filadelfia a San Giovanni


Rotondo, nel 1946, per ringraziare Pare Pio. Il figlio pilota di un aereo
da bombardamento (nella II Guerra Mondiale) era stato salvato da
Padre Pio nel cielo nell'Oceano Pacifico. L'aereo in prossimit dell'isola
sede della base alla quale rientrava, dopo avere effettuato un
bombardamento, venne colpito dai caccia giapponesi. "L'aereo" -
raccontava il figlio, "precipit ed esplose prima che l'equipaggio
potesse gettarsi col paracadute. Soltanto io, non so in quale maniera,
riuscii ad uscire in tempo dall'aereo. Cercai di aprire il paracadute ma
non si apr; mi sarei pertanto sfracellato al suolo se improvvisamente
non fosse comparso un frate con la barba che prendendomi fra le
braccia mi depose dolcemente davanti all'ingresso del comando della
base. Immaginate lo stupore che provoc il mio racconto. Era
incredibile ma la mia presenza "obblig" tutti a credermi. Riconobbi il
frate che mi aveva salvato la vita allorch, qualche giorno dopo,
inviato in licenza, giunto a casa mi vidi mostrare da mia madre la
fotografia di Padre Pio, il frate alla cui protezione mi aveva affidato".

Ave Maria...

50. Una signora, moglie di un armatore ligure, era ospite della figlia a
Bologna. Sofferente per un tumore maligno ad un braccio, la signora
d'accordo con la figlia aveva deciso di farsi operare. Il chirurgo,
interpellato, aveva risposto di avere pazienza e di attendere qualche
giorno, quindi sarebbe stata fissata la data per l'intervento chirurgico.
Nell'attesa il marito della figlia invi un telegramma a Padre Pio
chiedendo preghiere per la suocera. All'ora in cui il telegramma
giunse nelle mani di Padre Pio, la signora, che era sola nel soggiorno
della casa della figlia, vide aprire la porta ed entrare un frate
cappuccino. "Sono Padre Pio da Pietrelcina" le disse. Dopo averle
domandato cosa le aveva detto il chirurgo, e averla esortata ad avere
fiducia nella Madonna, il Padre le fece un segno di croce nel braccio,
quindi, salutandola, usc. La signora chiam la cameriera, la figlia e il
genero. Domand perch avevano fatto entrare Padre Pio senza
annunciarlo, ma si sent rispondere che loro non lo avevano veduto e
che, comunque, non avevano aperto la porta a nessuno. Il giorno
successivo il chirurgo visit la signora per prepararla all'operazione,
ma non trov traccia del tumore.
Ave Maria...

51. Il vescovo che il 10 agosto 1910, nella cattedrale di Benevento


aveva ordinato sacerdote Padre Pio, venne preparato alla morte da
Padre Pio che, in bilocazione, era andato a fargli visita.

Ave Maria...

52. Perfino il beato don Orione ebbe a dichiarare quanto segue in


merito alla bilocazione di Padre Pio: "Nella basilica di San Pietro, alla
beatificazione di Santa Teresa del Bambin Ges, c'era anche Padre
Pio, in bilocazione. Lo vidi venire verso di me, sorridendo. Gli andai
incontro, attraverso la folla, ma quando gli giunsi a due passi di
distanza, scomparve".

Ave Maria...

53. Padre Pio in bilocazione celebr una Messa nella Cappella di un


monastero di suore in Cecoslovacchia, nel 1951. Dopo la celebrazione
della Messa le suore andarono in sacrestia per offrire al Padre una
tazzina di caff e ringraziarlo per la Messa e l'inaspettata visita, ma
nella sacrestia non c'era nessuno. Le suore poterono cos constatare
che Padre Pio si era recato da loro in bilocazione.

Ave Maria...

54. Padre Pio, in bilocazione, serv la Messa al primate d'Ungheria, in


carcere, a Budapest, nel 1956. Qualcuno, venuto a conoscenza
dell'episodio chiese: "Padre Pio, voi gli avete servito la Messa e gli
avete parlato, ma allora, se siete stato in carcere, l'avete veduto" -
"Certo, se gli ho parlato l'avr anche veduto..." rispose Padre Pio.

Ave Maria...

55. Madre Speranza, fondatrice delle Ancelle dell'Amore


Misericordioso, raccont di aver visto Padre Pio, per un anno intero,
tutti i giorni a Roma. Sappiamo benissimo che il Padre non mai
stato a Roma, se non una volta per accompagnare la sorella che
aveva deciso di entrare in monastero di clausura nel 1917. Era in
bilocazione.

Ave Maria...

56. Il Generale Cadorna, dopo la sconfitta di Caporetto cadde in un


tale stato di depressione da decidere di volerla fare finita. Una sera si
ritir nel suo appartamento e diede ordine al suo attendente di non
far passare nessuno. Entrato nella sua camera, estrasse da un
cassetto una pistola e mentre se la stava puntando alla tempia ud
una voce che gli diceva: "Suvvia, Generale, non vorrete mica
compiere questa sciocchezza?" Quella voce e la presenza di un Frate
distolsero il Generale dal suo proposito, lasciandolo di sasso. Ma,
come era potuto entrare questo personaggio in camera sua? Chiese
spiegazioni all'attendente ma quelli rispose di non aver visto passare
nessuno. Anni dopo, il generale, venne a sapere dalla stampa, di un
Frate che viveva sul Gargano e operava miracoli. Si reca a San
Giovanni Rotondo in incognito e quale lo stupore quando riconosce
in quel frate il cappuccino di quella sera. "L'abbiamo scampata bella
quella sera, eh generale?... gli sussurro Padre Pio.

Ave Maria...

57. Padre Agostino scrisse: Siccome a Firenze una suora mi disse


che, dopo la comunione, le era apparso Padre Pio per confortarla e
benedirla, io volli accertarmi direttamente da lui. Gli domandai:
Spesso fai anche dei viaggetti fino a Firenze? Una suora mi ha
detto questo. Padre, si mi rispose umilmente. Padre Pio si era
recato a Firenze in bilocazione.

Ave Maria...

58. Padre Placido Bux da San Marco in Lamis racconta questo


episodio. Nel 1957, ricoverato per una grave forma di cirrosi epatica,
presso lospedale di San Severo, una notte vide Padre Pio vicino al
suo letto che gli parlava e lo rassicurava, poi il Padre, avvicinandosi
alla finestra della sua camera, pos la mano sul vetro e scomparve. Il
mattino successivo, padre Placido, che nel frattempo si sentiva
meglio, alzandosi dal letto e avvicinandosi alla finestra, riconobbe
immediatamente limpronta del padre e comprese subito che non si
trattava di un sogno ma di una realt.La notizia si propag e ci fu
subito un accorrere di gente e sebbene in quei giorni si cerc di pulire
il vetro anche con detersivo per eliminare limpronta, questa non
spar. Padre Alberto da San Giovanni rotondo, che allora era il parroco
della chiesa delle Grazie di San Severo, sebbene fosse incredulo,
decise, dopo aver fatto visita a padre Placido di recarsi a San
Giovanni Rotondo per chiarire la questione. Incontrato Padre Pio nel
corridoio del convento, prima che padre Alberto potesse aprire bocca
questo subito gli chiese notizie di padre Placido. Egli rispose: Padre
spirituale, a San Severo sta succedendo il finimondo!. Padre Placido
asserisce che lei venuto a visitarlo di notte e, prima di andar via, ha
lasciato limpronta della mano sul vetro della finestra. E padre Pio
rispose: E tu ne dubiti?

Ave Maria...

59. Lultima bilocazione conosciuta di Padre Pio si verificata il


pomeriggio precedente al giorno della sua morte. Padre Pio andato
a salutare a Genova il confratello Padre Umile che era infortunato per
una caduta avvenuta il 29 agosto 1968. Verso le 16.30 del 22
settembre 1968 suor Ludovica si reca da padre Umile per portargli
una tazza di t. La religiosa, nellentrare nella stanza, avverte un
forte profumo di fiori che inonda tutto lambiente e, non sapendo
darsi una spiegazione, guarda il frate. Padre Umile con naturalezza e
spontaneit dice: Padre Pio venuto a salutarmi e a darmi lultimo
addio. Il giorno seguente si sparse la notizia della morte di Padre Pio.

Ave Maria...

Confessione

60. Un signore, tra il 1954 e il 1955 and a confessarsi da Padre Pio,


a San Giovanni Rotondo. Quando termin laccusa dei peccati padre
Pio chiese: Hai altro? ed egli rispose, No padre. Il padre ripet la
domanda: Hai altro? No padre. Per la terza volta padre Pio gli
chiese: Hai altro?. Al reiterato diniego si scaten luragano. Con la
voce dello Spirito Santo padre Pio url: Vattene! Vattene! Perch non
sei pentito dei tuoi peccati!. Luomo rimase impietrito anche per la
vergogna che provava di fronte a tanta gente. Quindi cerc di dire
qualcosama padre Pio continu: Stai zitto, chiacchierone, hai
parlato abbastanza; ora voglio parlare io. E vero o non vero che
frequenti le sale da ballo? Si padre E non sai che il ballo un
invito al peccato?. Stupito non sapevo che dire: nel portafoglio avevo
il tesserino di socio di una sala da ballo. Promisi di emendarmi e dopo
tanto mi diede lassoluzione.

Ave Maria...

61. Un giorno, un signore disse a Padre Pio. Padre, dico bugie


quando sono in compagnia, tanto per tenere in allegria gli amici.. E
Padre Pio rispose: Eh, vuoi andare allinferno scherzando?!

Ave Maria...
62. La malizia del peccato della mormorazione consiste nel
distruggere la reputazione e lonore di un fratello che ha invece diritto
a godere di stima. Un giorno Padre Pio disse ad un penitente:
Quando tu mormori di una persona vuol dire che non lami, lhai tolta
dal cuore. Ma sappi che, quando togli uno dal tuo cuore, con quel tuo
fratello se ne va via anche Ges. Una volta, invitato a benedire una
casa, arrivato allingresso della cucina disse Qui ci sono i serpenti,
non entro. E ad un sacerdote che spesso ci andava per mangiare
disse di non andarci pi perch li si mormorava.

Ave Maria...

63. Un uomo era originario delle Marche ed insieme ad un suo amico


era partito dal suo paese con un camion per trasportare dei mobili
vicino a San Giovanni Rotondo. Mentre facevano lultima salita, prima
di giungere a destinazione, il camion si ruppe e si ferm. Ogni
tentativo di farlo ripartire risult vano. A quel punto lautista perse la
calma e preso dallira bestemmi. Il giorno dopo i due uomini
andarono a San Giovanni Rotondo dove uno dei due aveva una
sorella. Tramite lei riuscirono a confessarsi da Padre Pio. Entr il
primo ma padre Pio non lo fece neanche inginocchiare e lo cacci via.
Venne poi il turno dellautista che cominci il colloquio e disse a Padre
Pio: Mi sono adirato. Ma Padre Pio grid: Sciagurato! Hai
bestemmiato la Mamma nostra! Che ti ha fatto la Madonna?. E lo
cacci via.

Ave Maria...

64. Il demonio molto vicino a coloro che bestemmiano.

In un albergo di San Giovanni Rotondo non si poteva riposare n di


giorno n di notte perch cera una bambina indemoniata che urlava
da fare spavento. La mamma portava ogni giorno la piccola in Chiesa
con la speranza che Padre Pio la liberasse dallo spirito del male.
Anche qui il baccano che si verificava era indescrivibile. Una mattina
dopo la confessione delle donne, nellattraversare la chiesa per far
ritorno in convento, Padre Pio si ritrov davanti la bambina che urlava
paurosamente, trattenuta a stento da due o tre uomini. Il Santo,
stanco di tutto quel trambusto, diede una pestata sul piede e poi una
violenta pacca sulla testa, gridando. Mo basta! La piccola cadde a
terra esamine. Ad un medico presente il Padre disse di portarla a San
Michele, al vicino santuario di Monte SantAngelo. Arrivati a
destinazione, entrarono nella grotta dove apparso san Michele. La
bambina si rianim ma non cera verso di farla avvicinare allaltare
dedicato allAngelo. Ma ad un certo punto un frate riusc a far toccare
laltare alla bambina. La bambina come folgorata cadde a terra. Si
risvegli pi tardi come se non fosse successo nulla e con dolcezza
chiese alla Mamma: Mi compri un gelato? A quel punto il gruppo di
persone ritorn a San Giovanni Rotondo per informare e ringraziare
Padre Pio il quale disse alla Mamma: Di a tuo marito che non
bestemmiasse pi, altrimenti il demonio ritorna.

Ave Maria...

65. Un giovane medico, agli inizi degli anni 50, and a confessarsi da
Padre Pio. Fece laccusa dei suoi peccati e rimase in silenzio. Padre
Pio chiese se avesse altro da aggiungere ma il medico risposte
negativamente. Allora Padre Pio disse al medico Ricordati che nei
giorni festivi non si pu mancare neanche ad una sola Messa, perch
peccato mortale. A quel punto il giovane ricord di avere saltato
un appuntamento domenicale con la Messa, qualche mese prima.

Ave Maria...

66. Padre Pio proibiva ogni forma di ricorso allo spiritismo ed alle
pratiche dellocculto. Una signora racconta: Mi confessai da Padre Pio
nel mese di novembre del 1948. Tra le altre cose disse al Padre che
nella nostra famiglia eravamo preoccupati perch una zia leggeva le
carte. Il padre con tono perentorio disse: Gettate via subito quella
roba

Ave Maria...

67. Nella famiglia unita e santa, Padre Pio vedeva il luogo dove
germoglia la fede. Egli diceva. Il Divorzio il passaporto per lInferno.
Una giovane signora, terminata la confessione dei propri peccati,
ricevette la penitenza da Padre Pio che le disse: Devi chiuderti nel
silenzio della preghiera e salverai il tuo matrimonio. La Signora
rimase sorpresa perch il suo rapporto matrimoniale non aveva
problemi. Dovette invece ricredersi di li a poco quando una tempesta
colp il suo rapporto matrimoniale. Lei era per preparata e seguendo
il consiglio di Padre Pio, super quel triste momento evitando la
distruzione della famiglia.

Ave Maria...

68. Un giorno, padre Pellegrino chiese a Padre Pio: Padre, lei


stamattina ha negato lassoluzione per un procurato aborto ad una
signora. Perch stato tanto rigoroso con quella povera disgraziata?.
Padre Pio rispose: Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si
dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici economici,
perderanno lorrore dellaborto, sar un giorno terribile per lumanit.
Perch proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di
averne orrore. Laborto non soltanto omicidio ma pure suicidio. E
con coloro che vediamo sullorlo di commettere con un solo colpo
luno e laltro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra
fede? Vogliamo recuperarli si o no? Perch suicidio? chiese padre
Pellegrino. Assalito da una di quelle insolite furie divine, compensato
da uno sconfinato entroterra di dolcezza e di bont, padre Pio rispose:
Capiresti questo suicidio della razza umana, se con locchio della
ragione, vedessi la bellezza e la gioia della terra popolata di vecchi
e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se riflettessi,
allora si che capiresti la duplice gravit dellaborto: con laborto si
mutila sempre anche la vita dei genitori. Questi genitori vorrei
cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro
responsabilit e per negare ad essi la possibilit di appello alla propria
ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi
riguardi e falsa piet. Sarebbe un abominevole ipocrisia. Quelle ceneri
vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini. Il mio
rigore, in quanto difende il sopraggiungere dei bambini al mondo
sempre un atto di fede e di speranza nei nostri incontri con Dio sulla
terra.

Chiaroveggenza

69. Una signora di Bologna racconta: "Una volta mia madre and da
Padre Pio con delle amiche. Appena giunta a San Giovanni Rotondo
incontr nella sacrestia del convento il venerato Padre che subito gli
disse: "E tu stai qua! Vai a casa immediatamente perch tuo marito
sta male". Mia madre rimase senza fiato, era partita lasciando tutti in
ottima salute. Ripart col primo mezzo. Quando arriv a casa,
allarmata, chiese notizie del babbo: non c'era alcuna novit. Ma
durante la notte mio padre ebbe gravi difficolt di respirazione.
Qualcosa gli premeva in gola. Mia madre cerc di calmarlo e chiam il
medico. Verso le undici della notte mio padre venne ricoverato in
ospedale e portato d'urgenza in sala operatoria. Il chirurgo che
l'oper gli estrasse dalla gola ben due bacinelle di pus. Padre Pio
aveva quindi visto in anticipo cosa stava per accadere al marito della
signora e, con il suo consiglio e la sua preghiera era riuscito ad
influire sulla felice soluzione del caso.

Ave Maria...

70. Un figlio spirituale di Padre Pio residente a Roma, essendo in


compagnia di alcuni amici, omise per vergogna, di fare ci che
solitamente faceva passando vicino ad una Chiesa cio, una piccola
riverenza in segno di saluto a Ges sacramentato. Ecco allora
improvvisa e forte giungergli all'orecchio una voce - la voce di Padre
Pio - e una parola: "Vigliacco!" Recatosi, dopo qualche giorno a San
Giovanni Rotondo, si sent cos apostrofare da Padre Pio: "Attento,
questa volta t'ho soltanto sgridato, la prossima volta ti dar un bello
scapaccione".

Ave Maria...

71. Verso il tramonto, nel giardino del convento, Padre Pio, che sta
amabilmente conversando con alcuni fedeli e figli spirituali, si accorge
di non avere con se il fazzoletto. Ecco allora rivolgersi ad uno dei
presenti e dirgli: "Per favore, ecco la chiave della mia cella, devo
soffiarmi il naso, vai a prendermi il fazzoletto". L'uomo si reca nella
cella, ma, oltre al fazzoletto, prende uno dei mezzi guanti di Padre Pio
e se lo mette in tasca. Non pu lasciarsi sfuggire l'occasione di
entrare in possesso di una reliquia! Ma al ritorno in giardino,
consegna il fazzoletto e si sente dire da Padre Pio: "Grazie, ma ora
ritorna nella cella e rimetti nel cassetto il mezzo guanto che ti sei
messo in tasca".

Ave Maria...

72. Una signora era solita, ogni sera, prima di andare a dormire,
inginocchiarsi dinanzi ad una fotografia di Padre Pio e chiedergli la
benedizione. Il marito, pur essendo un buon cattolico e fedele di
Padre Pio, ritenendo che quel gesto fosse una esagerazione ed ogni
volta si metteva a ridere e la prendeva in giro. Un giorno ne parl con
Padre Pio: "Mia moglie, ogni sera si inginocchia davanti alla vostra
fotografia e vi chiede la benedizione". "Si, lo so: e tu", gli rispose
Padre Pio, "ci ridi sopra".

Ave Maria...

73. Un giorno, un uomo, cattolico praticante, stimato ed apprezzato


negli ambienti ecclesiastici, and a confessarsi da Padre Pio. Poich
intendeva giustificare la sua condotta, esord accennando ad una
"crisi spirituale". In realt viveva nel peccato: sposato, trascurando la
moglie, cercava di superare la cosiddetta crisi fra le braccia di
un'amante. Purtroppo non immaginava di essersi inginocchiato ai
piedi di un confessore "anormale". Padre Pio, alzandosi di scatto,
grid: "Ma che crisi spirituale! Tu sei uno sporcaccione e Dio adirato
con te. Vattene!"

Ave Maria...

74. Un signore raccontava: "Avevo deciso di smettere di fumare e di


offrire questo piccolo sacrificio a Padre Pio. A cominciare dal primo
giorno, ogni sera, col pacchetto di sigarette intatto in mano, mi
fermavo dinanzi alla sua immagine dicendogli: "Padre e uno...". Al
secondo giorno "Padre, sono due...". Dopo circa tre mesi, tutte le sere
avevo fatto la stessa cosa, andai a trovarlo. "Padre", gli dissi appena
lo vidi, "sono 81 giorni che non fumo, 81 pacchetti...". E Padre Pio:
"Lo so come lo sai tu, me li hai fatti contare tutte le sere".

Ave Maria...

75. L'autista di un automezzo che trasportava turisti in gita nel


Gargano era nella sagrestia in attesa di ripartire allorch giunse Padre
Pio. L'autista che era in mezzo al gruppo di una decina di persone gi
confessate, venne additato da Padre Pio che gli disse: "Figliolo, tu non
domandi nemmeno una benedizione?" L'autista, sorpreso, usci dal
gruppo e si inginocchi per ricevere la benedizione, ma Padre Pio
anzich benedirlo gli domand: "Ebbene cosa hai fatto?" - "Niente
Padre, non ho fatto niente, mi sono confessato due ore fa a Monte
Sant'Angelo e ho preso anche la Messa con i turisti che accompagno".
"E dopo?" "Ho acquistato degli oggetti di piet". "No, non sono state
le sante immagini a farti bestemmiare ma quelle cose dolci...".
L'autista allibito, si ramment che dopo la Messa aveva bestemmiato
perch il numero dei croccanti acquistati risult essere inferiore a
quello desiderato e richiesto dai turisti. Mortificato tent di dire
qualcosa, ma Padre Pio, trattolo in disparte, glielo imped dicendo:
"Non basta: per la strada, nel venire a San Giovanni Rotondo, hai
inveito e offeso un carrettiere che non manteneva la destra".
L'autista, che aveva risposto di non aver fatto niente, cominci,
confuso, a recitare l'atto di dolore".

Ave Maria...

76. Una signora italo-inglese, giunta dall'Inghilterra si present al


confessionale di Padre Pio, ma questi, anzich confessarla, le sbatte
lo sportello in faccia dicendole: "Per te non sono disponibile". Per
quale ragione Padre Pio non intendeva confessarla? Dopo aver atteso
un paio di settimane durante le quali si era, quasi ogni giorno,
presentata al confessionale, la signora venne finalmente ascoltata da
Padre Pio. Alla richiesta del perch l'avesse fatta attendere tanto,
Padre Pio le rispose: "E tu quanto hai fatto attendere nostro Signore?
Ti devi chiedere come Ges possa accoglierti, dopo i tanti sacrilegi
commessi. Tu, per anni, hai mangiato la tua condanna; per anni, a
fianco di tuo marito e tua madre, hai fatto la santa comunione in
peccato mortale." La donna, pentita, sconvolta, ricevette piangendo
l'assoluzione. Quando, qualche giorno dopo riparti per l'Inghilterra era
la personificazione della gioia.

Ave Maria...

77. Un signore racconta: - "Una sera mangiai qualche fico di troppo.


Me ne feci scrupolo. "Ho commesso un peccato di gola - mi dissi - per
cui domani, essendo il mio giorno di confessione con Padre Pio, lo
confesser". Il giorno seguente, camminando lentamente nella strada
che conduce al convento, feci l'esame di coscienza. Il peccato di gola
non mi venne in mente. Mi confessai ma prima di concludere la
confessione, prima dell'assoluzione, dissi a Padre Pio: "Ho
l'impressione di dimenticare una colpa, forse la pi grave, ma non
riesco a rammentarla". "Eh via, andiamo" - mi rispose sorridendo -
"per due fichi!"

Ave Maria...

78. Dio vede tutto e di tutto dovremo dare conto. Il racconto che
segue, dimostra che anche i nostri pensieri pi nascosti sono
conosciuti da Dio. Un uomo, nel 1920 si presenta al convento dei
cappuccini per parlare con Padre Pio, certamente non un penitente
come tanti altri in cerca di perdono anzi, a tutto pensa tranne che al
perdono. Appartenente ad una banda di criminali incalliti, quest'uomo
ha fermamente deciso di sbarazzarsi della moglie per convolare a
nuove nozze. Vuole ucciderla e al tempo stesso procurarsi un alibi
indiscutibile. Sa che sua moglie devota di un Frate che vive in un
paesino del Gargano, li nessuno lo conosce e pu mettere facilmente
in atto il suo piano omicida. Un giorno quest'uomo convince con una
scusa la moglie a partire. Quando giungono in Puglia, la invita a fare
visita a quel personaggio di cui tanto gi si parla. Alloggia la moglie
in una pensione appena fuori paese e si reca da solo al convento per
ritirarle le prenotazione della confessione, quando questa poi andr
dal frate lui si far vedere in paese per costruirsi un alibi. Cerca
un'osteria e conosciuti degli avventori li inviter a bere e a farsi una
partita a carte. Allontanandosi pi tardi con una scusa si recherebbe
ad uccidere la moglie appena uscita dalla confessione. Tutto intorno al
convento aperta campagna e nella penombra della sera nessuno si
accorger di nulla, tanto meno di chi sotterra un cadavere. Poi
tornato continuerebbe ad intrattenersi con i compagni di giuoco per
poi ripartire, da solo, cos come arrivato. Il piano perfetto ma non
ha tenuto conto della cosa pi importante: mentre lui pianifica
l'omicidio, qualcuno ascolta il suo pensiero. Giunto al convento vede
Padre Pio che confessa alcuni paesani, preda di un impulso che
neanche lui riesce a ben contenere, presto si inginocchia ai piedi di
quel confessionale degli uomini. Non ha finito neanche il segno della
croce che dal confessionale escono delle urla inconcepibili: "Via! Via!
Via! Non sai che proibito da Dio macchiarsi le mani di sangue con
un omicidio? Vattene! Vattene!" - Poi preso per un braccio il
cappuccino finisce di scacciarlo. L'uomo sconvolto, incredulo,
sgomento. Sentitosi scoperto fugge atterrito verso la campagna,
dove, caduto ai piedi di un macigno, con la faccia nel fango,
finalmente si accorge degli orrori della sua vita di peccato. In un
attimo rivede tutta la sua esistenza e, fra laceranti tormenti
dell'animo, comprende a fondo la sua aberrante cattiveria.
Tormentato nel pi profondo del suo cuore ritorna in Chiesa e chiede
a Padre Pio di confessarlo veramente. Il padre glielo concede e questa
volta, con infinita dolcezza gli parla come se lo conoscesse da
sempre. Anzi per aiutarlo a non dimenticare nulla di quella vita
sbandata gli elenca tutto momento per momento passato, peccato
dopo peccato, crimine dopo crimine con ogni dovizia di particolari.
Arriva fino all'ultimo infamante premeditato, quello di uccidere la sua
consorte. L'uomo si sente raccontare l'uxoricidio che solo lui aveva
partorito nella sua mente e che nessun altro all'infuori della sua
coscienza, conosceva. Esausto ma finalmente libero, si getta ai piedi
del frate e chiede umilmente perdono. Ma non finita. L'uomo
terminata la confessione, mentre si sta accomiatando, fatto l'atto di
alzarsi, Padre Pio lo richiama a s e gli dice: "Tu hai desiderato avere
dei figli, non vero? - Caspita questo santo pure questo sa! -
"Ebbene non offendere pi Dio ed un figlio ti nascer!". Quell'uomo
torner da Padre Pio esattamente lo stesso giorno di un anno dopo,
totalmente convertito e padre di un figlio nato da quella stessa moglie
che lui voleva uccidere.

Ave Maria... (a bocca aperta questa)

79. Raccontava il padre Guardiano del convento di San Giovanni


Rotondo: - "L'altro giorno, un commerciante di Pisa venuto a
domandare a Padre Pio la guarigione della figlia. Il padre lo guarda e
dice: "Tu sei ben pi malato di tua figlia. Io ti vedo morto". "Ma no,
ma no, io sto benissimo..." - "Sciagurato!" - grido Padre Pio -
"Disgraziato! Come puoi star bene con tanti peccati sulla coscienza?
Ne vedo almeno trentadue!" Immaginate lo stupore del
commerciante. Dopo la confessione egli raccontava a chiunque voleva
sentirlo: "Egli sapeva gi tutto e mi ha detto tutto!"

Ave Maria...

80. Un sacerdote raccontava una avventura capitata ad un suo


confratello che era venuto da molto lontano per confessarsi con Padre
Pio. Egli aveva dovuto cambiare treno ed aspettare molte ore a
Bologna. Dopo la confessione Padre Pio gli domand: "Figlio mio, non
ricordi altro?" - "Niente Padre mio" - "Vediamo, cerca un p..." -
Questi aveva un bell'esaminare la coscienza; non trovava nulla. Allora
Padre Pio gli disse con estrema dolcezza: "Figlio mio, ieri mattina, sei
arrivato a Bologna alle 5.00 del mattino. Le chiese erano ancora
chiuse. Invece di aspettare sei andato all'albergo per riposare un p
prima della Messa. Ti sei steso sul letto e poi ti sei addormentato cos
profondamente, da non svegliarti che alle tre pomeridiane, allorch
era gi troppo tardi per celebrare. Lo so, non l'hai fatto per malizia,
ma fu una negligenza che fer Nostro Signore."

Ave Maria...

81. Ai tempi delle grandi folle che accorrevano da Padre Pio, venivano
inviati al convento due carabinieri che gli stavano accanto per
proteggerlo. Un giorno in sagrestia mentre stava togliendosi i
paramenti sacri, dopo la celebrazione della Messa, il Padre si rivolse
sorridendo ad uno dei due carabinieri: "Appena hai finito qui e ho
fatto il ringraziamento della Messa, vieni alla mia cella che ti devo
parlare". Il carabiniere tutto contento attese che il Padre finisse e poi
and nella cella del religioso. "Senti", gli disse Padre Pio, "tra otto
giorni al massimo tu vai alla casa paterna e te ne muori, figlio mio".
"Ma Padre, sto benissimo", disse il carabiniere. "Non te ne incaricare",
aggiunse il cappuccino. "Starai meglio fra otto giorni. Che cosa
questa vita? Un pellegrinaggio; siamo in treno figlio mio. Domanda la
licenza e vatti aggiustare quell'affare a casa tua. Domani te ne muori
e che ne sanno i parenti?" Il carabiniere frastornato da queste parole
chiese: "Padre posso raccontare quanto mi avete detto?"- "Per ora
no", rispose il Padre, "Lo dirai solo quando sarai a casa". Il giovane
scese a San Giovanni Rotondo e chiese un permesso per andare a
casa. Il maresciallo non volle concederlo perch non vi era nessuna
motivazione adeguata ma su intercessione dello stesso Padre Pio
presso il maresciallo, il carabiniere ottenne la licenza. Giunto a casa il
carabiniere disse ai suoi genitori: "Padre Pio mi ha detto che morir,
sono venuto a salutarvi". Dopo otto giorni il carabiniere mor.

Ave Maria...

82. Oltre alle visioni, i religiosi del convento di Venafro, che


ospitarono Padre Pio per un tempo, furono testimoni di altri fenomeni
inspiegabili. In quel suo stato di grave malattia, Padre Pio dimostrava
di essere in grado di leggere i pensieri delle persone. Un giorno Padre
Agostino and a trovarlo. "Questa mattina faccia una particolare
preghiera per me", gli chiese Padre Pio. Scendendo in chiesa, Padre
Agostino decise di ricordare il confratello in maniera speciale durante
la Messa, ma poi se ne dimentic. Tornato dal Padre questi gli
domand: "Ha pregato per me?"- "Me ne sono dimenticato" rispose
Padre Agostino. E Padre Pio: "meno male che il Signore ha accettato il
proposito che lei ha fatto mentre scendeva le scale".

Ave Maria...

83. Alla sollecitata e ripetuta chiamata per confessare un uomo,


Padre Pio che pregava in coro, alza la testa e severamente dice:
"Insomma questo tale ha fatto aspettare venticinque anni nostro
Signore per decidersi e confessarsi ed egli non pu aspettare cinque
minuti me? Fu constatato che il fatto era vero.

Ave Maria...

84. Lo spirito profetico di Padre Pio visto da Padre Carmelo che fu


Superiore del Convento di San Giovanni Rotondo, racchiuso in
questa testimonianza: - "Durante l'ultima guerra mondiale, quasi ogni
giorno si parlava della guerra e, soprattutto delle strepitose vittorie
militari della Germania su tutti i fronti di battaglia. Ricordo che una
mattina lessi nel salottino del convento, il giornale con la notizia che
le avanguardie tedesche erano ormai in direzione di Mosca. Fu per me
un colpo di fulmine: vidi in quel flash giornalistico, la fine della guerra
con la vittoria finale della Germania. Uscendo nel corridoio, incontrai il
venerato Padre e, tutto contento, esplosi gridando: "Padre, finita la
guerra! La Germania l'ha vinta". - "Chi te lo ha detto?"- chiese Padre
Pio. - "Padre, il giornale" risposi. E Padre Pio: "La Germania ha vinto
la guerra? Ricordati che la Germania, questa volta, perder la guerra,
peggio dell'altra volta! Ricordatelo!". - Replicai: "Padre, i tedeschi gi
stanno vicino a Mosca, quindi...". - Egli aggiunse: "Ricordati di quello
che ti ho detto!". Io insistetti: "Ma se perde la guerra la Germania,
vuol dire che la perder anche l'Italia!" - Ed Egli, deciso: "Bisogner
vedere se la finiranno insieme". Quelle parole mi furono del tutto
oscure, allora data l'alleanza Italia-Germania, ma si rivelarono chiare
l'anno successivo dopo l'armistizio con gli anglo-americani dell'8
settembre 1943, con la relativa dichiarazione di guerra dell'Italia alla
Germania.

Ave Maria...

85. Una signora racconta: "Volli partecipare anche io ad un viaggio


organizzato per San Giovanni Rotondo allo scopo di conoscere ed
avvicinare Padre Pio. Era l'anno 1961. Nel pullman un signore, a voce
alta, ad un tratto disse: "Mia moglie ha voluto che l'accompagnassi da
questo "impostore". Il riferimento al caro Padre era evidente. Ebbi
una stretta al cuore per quell'insulto. Quando fummo a San Giovanni
Rotondo, ci recammo subito in chiesa per partecipare alla Santa
Messa. Al termine Padre Pio pass tra i pellegrini. Giunto vicino a noi,
si ferm proprio di fronte a quel signore che nel pullman aveva detto
male di lui e disse: "Venga qui, lei" Venga da questo impostore".
L'uomo impallid, si inginocchi e, balbettando, riusc a dire soltanto:
"Perdonatemi, Padre! Perdonatemi!", Padre Pio allora gli mise una
mano sulla testa e, benedicendolo, aggiunse: "Alzati, ti perdono".
Quel signore convert all'istante, tra l'ammirazione e la commozione
di tutti.

Ave Maria...

86. Racconta una signora: - "Nel 1945 mia madre mi port a San
Giovanni Rotondo per conoscere di persona Padre Pio e per farmi
confessare da lui. C'era tanta gente! Nell'attesa del mio turno pensai
a tutto ci che dovevo dire al Padre ma, quando fui alla sua presenza,
rimasi letteralmente bloccata. Il caro Padre si accorse subito della mia
timidezza e, con un sorriso mi disse: "Vuoi che parli io per te?" Annuii
con un cenno del capo e, dopo qualche attimo, rimasi sbalordita. Non
mi sembrava vero! Padre Pio mi disse, parola per parola, tutto ci che
io avrei voluto dirgli. Mi sentii tranquilla, serena e mentalmente
ringraziai il venerato padre per avermi fatto fare l'esperienza di uno
dei suoi straordinari carismi. Affidai a lui la salute della mia anima e
del mio corpo. Rispose: "Sar sempre il tuo padre spirituale!" Mi
congedai da lui con una gioia immensa nel cuore. Mentre ero in treno,
sulla via del ritorno, avvertii un intenso profumo di fiori che non
dimenticher mai!.

Ave Maria...

87. Un giovane di Padova si avvicin a Padre Pio per una benedizione


ma il Padre lo guard e gli disse: Togli dal portafoglio la tessera
comunista (erano i tempi in cui il regime comunista russo
perseguitava la Chiesa) assieme alle fotografie di quelle donnacce
sporche che conservi gelosamente. Non ti vergogni con tali fotografie
addosso?. Si rispose il ragazzo tutto tremante. E siccome hai
intenzione di fare pulizia, adesso che torni a casa, lacera le altre cose
invereconde che conservi nel cassetto del tavolino.

Ave Maria...

88. Una Signora conosceva bene Padre Pio il quale, durante una
confessione, la rimprover ben benino. La Signora racconta: Non
ricordo bene per quale motivo. Allontanandomi dal confessionale
andai a fare la penitenza ma anzich interrogare diligentemente la
mia coscienza, pregai i miei santi protettori di farmi capire bene quel
che il Padre volesse da me. Continuai cos per diversi giorni fino alla
confessione successiva quando Padre Pio mi disse: Sei andata
lamentandoti, riempiendo il mondo dei tuoi lamenti. Ma, Padre, io
non mi sono lamentata di niente con nessuno risposi. Ah si?
replic il Santo. Ve lo assicuro Padre risposi io. E lui: Ed il paradiso
sottosopra chi lo ha messo?.

Ave Maria...

89. Don Pasquale racconta. Un giorno lasciando la stazione di Foggia,


prese un autobus per recarsi a San Giovanni Rotondo. Mentre
lautobus attraversava i paesaggi pugliesi, don Pasquale pens:
Questa vita spirituale, a volte, sembra come arrampicarsi sui vetri!.
Giunto al convento entr in sagrestia e chiese di confessarsi con
Padre Pio. Arrivato il suo turno, entr al di l della tendina del
confessionale e fece la sua confessione. Dopo aver ricevuto
lassoluzione, tutto contento stava per avviarsi, quando Padre Pio,
guardandolo, tra il divertito ed il faceto gli disse: Sicch questa vita
spirituale a volte sembra come arrampicarsi sui vetri?. Don Pasquale
non disse una parola e cap che Padre Pio era un uomo illuminato da
Dio.

Ave Maria...
90. Il Signor Enzo racconta: Mi avevano detto che per chiedere
qualcosa a Padre Pio si poteva anche farlo durante la messa, col
pensiero. Ed io un giorno ci provai. Ma alla fine della messa, dopo che
il Santo ebbe terminato il ringraziamento, avendo lopportunit di
parlargli, gli dissi: Padre, pregate per mia sorella. E lui Non me lo
hai gi detto?.

Ave Maria...

91. La Signora Lucietta racconta: Era il 25 maggio, compleanno di


Padre Pio. Dopo la messa, mentre si ritirava in sacrestia, passandomi
vicino ho detto dentro di me al Signore: Conservatecelo a lungo.
Dopo qualche giorno al termine della confessione gli dissi: Tanti
Auguri, padre, visto che il 25 non ho potuto farveli. Padre Pio
rispose: E non me li hai gi fatti?.

Ave Maria...

92. La Signora Alma racconta: Padre Pio stava confessando le donne


ed io ero nella chiesa a tre o quattro metri da lui. In giornata non
avrei avuto la possibilit di parlargli. Dissi allora con il pensiero:
Padre, mi mandi una benedizione. Ne ho bisogno. Avevo appena
finito di esprimere il mio desiderio, quando vidi che il Santo,
scostandosi dalla grata il cui sportello gli nascondeva il viso, guard
verso di me e fece un segno di croce. Poi si cel e continu a
confessare.

Ave Maria...

93. Era la seconda volta che Teresa vedeva il Padre. Dopo la


confessione si mise nel corridoio del chiostro per potergli baciare la
mano al suo passaggio. Quando arriv padre Pio, non si ferm alla
sua altezza e non stese la mano da cui Lei voleva essere toccata.
Teresa ci rimase male e nel suo cuore si lament di questo. Il Santo
torn indietro e paternamente burbero le disse. E baciala, prima che
ti do una botta sul muso.

Ave Maria...

94. Il signor Giuseppe di San Giovanni Rotondo aveva fissato la sua


data di nozze e sal in convento per dirlo per primo a Padre Pio.
Padre mi sposer il 12 settembre, festa del santissimo nome di
Maria. No rispose il Santo Ti sposerai il giorno 8, festa della
Nativit della Beata Vergine. Il giovane rimase sorpreso di quanto
avesse detto Padre Pio. Ritornato a casa, gli si fece incontro la madre
che gli disse: Vedi che tua cugina ha stabilito di sposarsi il 12
settembre ed essendo gli invitati nella maggioranza gli stessi,
dobbiamo cambiare data; ci conviene scegliere il giorno 8. Giuseppe
non si oppose, Padre Pio glielo aveva anticipato.

Ave Maria...

95. And a San Giovanni Rotondo il pap di una figlia spirituale di


Padre Pio, che era di Modena. Era la prima volta che il padre della
ragazza si recava al convento. Appena incontr padre Pio si sent
dire: Tu sei il pap di Adriana, vero?.

Ave Maria...

96. Raccontava padre Atanasio Lonardo: Eravamo in coro per le


orazioni e la meditazione della sera. Quando il superiore diede il
segnale del termine della preghiera comune. Padre Pio disse:
Preghiamo per il nostro padre Provinciale che in agonia. Noi
sapevamo che il Padre Bernardo da Apicella era malato di pronco-
polmonite, ma non conoscevamo lo stato grave della malattia. La
preghiera si prolung. Il giorno dopo, il 31 dicembre 1937, sapemmo
della sua morte. Dopo qualche mese Padre Pio ci assicur che era
entrato in Paradiso.

Ave Maria...

97. Padre Alberto DApolito conobbe padre Pio gi nel 1917, e nel
1919, come lui stesso scrisse, accompagn lo zio materno, padre
Clemente Centra, a trovarlo in convento. I due vecchi compagni di
noviziato, dopo essersi salutati affettuosamente, incominciarono a
dialogare quando padre Pio, rivolgendosi al piccolo Saverio (poi padre
Alberto) ad un certo punto gli chiese: Ti vuoi fare monacello?. La
risposta fu immediata e fu un no secco da parte di padre Alberto.
Allora Padre Pio torn allattacco: Perch non ti vuoi fare monacello?
Perch voglio farmi padre salesiano e voglio andare a Roma dove
sono andati alcuni miei compagni. Padre Pio rispose: Ho capito.
Vuoi andare a conoscere Roma. Poi prima di congedarsi da Padre
Clemente, diede la benedizione al piccolo Saverio, aggiungendo: Tu
sarai frate come tuo zio. Ti aspetto in questo collegio. E cos fu.

Ave Maria...

98. Padre Alessio Parente raccontava: gli lavai la faccia, gli tolsi
labito e lo misi a letto, poi rovistai nelle tasche dellabito per
prendere delle medaglie, che lui aveva sempre in tasca, per portarle
con me in ricordo, ma non ne trovai neppure una. Il mattino seguente
quando andai a salutarlo senza chiedergli niente, Padre Pio mise la
mano in tasca e cacci fuori una medaglia con la sua fotografia
dicendomi: Tienila per mio ricordo e portala sempre con te.

Ave Maria...

99. Un giorno una signore vestito in "principe di Galles" e tanto di


cravatta al collo se ne stava in sacrestia con gli altri uomini in attesa
dell'arrivo di Padre Pio. Era proprio in prima fila. Padre Pio appena
scortolo gli disse: "Reverendo, siete venuto "travestito", ma non
dovete vergognarvi di venirmi a trovare, la prossima volta tornate
vestito da prete".

Ave Maria...

100. Ad un giovane, in pantaloni e maglione, Padre Pio disse di


andarsene e di tornare vestito con l'abito di San Domenico. Confuso,
imbarazzato, il giovane confess davanti a tutti di essere un
sacerdote domenicano.

Ave Maria...

101. A volte, allorch a Padre Pio gli presentavano degli oggetti


(corone del Rosario, medagliette, immagini sacre) con la richiesta di
benedirli, il Padre restituiva al richiedente qualche oggetto con la
precisazione: "Questo gi stato benedetto". Ed era vero.

Ave Maria...

102. Padre Pio "sentiva" se un'acqua era da benedire o era acqua


benedetta. E se qualcuno gli presentava una bottiglia con dentro
dell'acqua di Lourdes, lui, senza fare domande, la portava alle labbra
e la baciava.

Ave Maria...

103. Il tranviere romano al quale apparve la Madonna in una grotta


alle tre fontane di Roma (la Vergine della Rivelazione) un giorno si
rec a trovare Padre Pio. Ecco il suo racconto: "Quando fui al suo
cospetto - non c'eravamo mai incontrati - gli porsi una bustina senza
dirgli che cosa conteneva. Padre Pio la prese, la strinse al petto con
trasporto e non me la restitu. La bustina conteneva un p di terra
della grotta delle Tre Fontane".

Ave Maria...

Levitazione

104. Durante la II Guerra Mondiale, a Bari c'era anche il


Comando Generale delle Forze Aeree statunitensi. Diversi
Ufficiali raccontavano di essere stati salvati da Padre Pio
durante le operazioni aeree. Perfino il Generale Comandante
era stato protagonista di un episodio clamoroso. Un giorno
aveva voluto pilotare egli stesso una squadriglia di
bombardieri per andare a distruggere un deposito di materiale
bellico tedesco che era stato segnalato a San Giovanni
Rotondo. Il Generale raccontava che nei pressi del bersaglio,
lui e i suoi uomini avevano visto ergersi nel cielo la figura di
un frate con le mani alzate. Le bombe si erano sganciate
automaticamente cadendo nei boschi, e gli aerei avevano fatto
una inversione di rotta, senza alcun intervento da parte dei
piloti e degli Ufficiali. Tutti si chiedevano chi era quel frate cui
gli aerei avevano obbedito. Qualcuno disse al Generale
Comandante che a San Giovanni Rotondo viveva un frate
taumaturgo ed egli decise che appena il paese fosse stato
liberato, sarebbe andato a controllare se era lo stesso frate
visto nel cielo. Dopo la guerra il Generale accompagnato da
alcuni piloti, si rec al convento dei cappuccini. Appena
varcata la soglia della sacrestia si trov di fronte a vari frati,
tra i quali riconobbe immediatamente quello che aveva
fermato i suoi aerei. Padre Pio gli si fece incontro e,
mettendogli una mano sulla spalla, gli disse: "Dunque sei tu
quello che voleva farci tutti fuori". Folgorato da quello
sguardo e dalle parole del Padre, il Generale si inginocchi
davanti a lui. Come al solito Padre Pio aveva parlato in dialetto
beneventano, ma il Generale era convinto che il frate avesse
parlato in inglese. I due divennero amici ed il Generale, che
era protestante, si convert al cattolicesimo.

Ave Maria... (a bocca aperta questa)

105. Ecco il racconto di Padre Ascanio: - "Attendiamo che Padre Pio


venga a confessare, la sagrestia gremita e tutti hanno gli occhi fissi
sulla porta dalla quale deve entrare il Padre. La porta non si apre, ma
io, improvvisamente, vedo Padre Pio che camminando al di sopra
delle teste dei fedeli raggiunge il confessionale e vi scompare. Dopo
qualche secondo inizia ad ascoltare i penitenti. Non dico nulla, penso
di travedere, ma quando lo incontro non posso fare a meno di
chiedergli: "Padre Pio, come si cammina sopra alle teste della gente?"
Questa la sua spiritosa risposta: "T'assicuro, figlio mio, proprio come
sopra un mattonato...".

Ave Maria...

106. Durante una S. Messa, una signora era in fila, di fronte a Padre
Pio che stava dando l'Eucaristia ai fedeli. Quando arriv il suo turno,
Padre Pio elev l'Ostia nell'intento di darla alla Signora, la quale, si
sent attrarre verso l'alto, sollevata da terra.

Profumi

107. Un giorno un noto Medico aveva tolto dalla piaga del costato di
Padre Pio una benda che era servita a tamponare il sangue e l'aveva
chiusa in un astuccio per portarla nel suo laboratorio di Roma, per
analizzarla. Durante il viaggio, un Ufficiale e altre persone che erano
con lui dissero di sentire il profumo che di solito emanava Padre Pio.
Nessuna di quelle persone sapeva che il dottore aveva nella borsa la
benda intrisa del sangue del Padre. Il medico conserv quel panno nel
suo studio, e lo strano profumo impregn per lungo tempo
l'ambiente, tanto che i pazienti che andavano per le visite chiedevano
spiegazioni.

Ave Maria...

108. Fra Modestino raccontava: "Una volta mi trovavo in vacanza a


San Giovanni Rotondo. Al mattino mi presentai in sacrestia per
servire la Messa a Padre Pio, ma gi c'erano altri che si disputavano
questo privilegio. Padre Pio interruppe quel sommesso vociare
dicendo - la Messa la serve solo lui - e indic me. Nessuno parl pi,
accompagnai il Padre all'altare di San Francesco e, chiuso il
cancelletto iniziai a servire la Santa Messa in assoluto raccoglimento.
Al "Sanctus" ebbi un improvviso desiderio di risentire
quell'indescrivibile profumo che gi tante volte avevo percepito nel
baciare la mano di Padre Pio. Il desiderio fu subito esaudito.
Un'ondata di tanto profumo mi avvolse. Aument sempre di pi' fino
a togliermi il respiro. Mi ressi con la mano alla balaustra per non
cadere. Stavo per svenire e chiesi mentalmente a Padre Pio di
evitarmi una brutta figura dinanzi alla gente. In quel preciso istante il
profumo spar. A sera, mentre l'accompagnavo alla cella, chiesi a
Padre Pio spiegazioni sul fenomeno. Mi rispose: "Figlio mio, non sono
io. il signore che agisce. Lo fa sentire quando vuole e a chi vuole.
Tutto avviene se e come piace a Lui."

Ave Maria...

109. Ero dietro allo sportello del confessionale dal quale vedevo Padre
Pio che confessava dall'altro sportello - raccontava una signora.
Mentre pensavo dentro di me che stavo per parlare ad un santo, fui
inondata da un forte profumo di gigli. Ci mi impression molto
perch io alla storia dei profumi non avevo mai creduto. E cos mi
convinsi che i profumi di Padre Pio esistevano veramente.

Ave Maria...

110. Una signora di Bologna, di 24 anni, si era fratturata il braccio


destro che, tre anni prima, era stato operato in seguito a un grave
incidente. Dopo una nuova operazione seguita da un lungo e penoso
trattamento, il chirurgo dichiar al padre della ragazza che ella non
avrebbe pi ripreso l'uso del braccio, completamente anchilosato in
seguito all'asportazione di una sezione della scapola, non essendo
riuscito, disgraziatamente un innesto osseo. Desolati, padre e figlia,
partono per San Giovanni Rotondo. Padre Pio li riceve, li benedice e
dichiara: "Soprattutto niente disperazione! Confidate nel Signore! Il
braccio guarir. la fine di luglio 1930. L'inferma ritorna a Bologna
senza che si sia costatato il minimo miglioramento. Padre Pio si
dunque sbagliato! Non ci si pensa pi e i mesi passano. Il 17
settembre, giorno delle stimmate di S. Francesco, improvvisamente
l'appartamento in cui viveva la famiglia invaso da un delizioso odore
di giunchiglie e di rose. Questo dura un quarto d'ora circa, con grande
stupore dei coinquilini che cercano invano l'origine di quegli effluvi.
Da quel giorno la giovane riprese l'uso del braccio. Una radiografia,
che ella conservava gelosamente, mostrava la rimessa a nuovo
dell'osso e delle cartilagini.

Ave Maria...

111. Un uomo raccontava: "...un giorno, cedendo alle insistenze di


mia moglie decisi di andare da Padre Pio. Non avevo pi messo piede
in una chiesa da ben venticinque anni, precisamente dal giorno del
mio matrimonio. Sentii il bisogno di confessarmi, ma Padre Pio,
appena gli comparvi davanti, senza nemmeno guardarmi, mi disse
bruscamente: "Vattene!" - "Sono qui per confessarmi, mi dia
l'assoluzione" - gli dissi rudemente. "Vattene, ho detto", mi rispose
rudemente. Me ne andai. Attraversai di corsa la chiesa piccola e mi
precipitai in albergo. Mia moglie, avendomi veduto uscire in quel
modo, mi raggiunse in camera. - "Cosa successo? Cosa fai?" - mi
domand. "Faccio la valigia e me ne vado". In quel momento
un'ondata di profumo mi fece trasalire. Un profumo intenso,
meraviglioso. Rimasi interdetto. Mi calmai all'istante. E all'istante
sentii nascere in me un gran desiderio di tornare da Padre Pio. Ci
tornai il giorno dopo, ma prima feci un accurato esame di coscienza.
Padre Pio mi accolse benevolmente e mi dette l'assoluzione".

Ave Maria...

112. Racconta una signora: - Vittima di un incidente stradale, mio


marito venne portato in fin di vita all'ospedale di Taranto. I medici
disperavano di poterlo salvare. Nel recarmi a visitarlo, ogni giorno mi
fermavo in preghiera davanti ad un monumento di Padre Pio eretto
nei pressi del nosocomio. Il "Santo" un giorno, per darmi il segno che
aveva accolto le mie suppliche, mi fece avvertire un meraviglioso
profumo di gigli. Da quel momento le condizioni di mio marito sono
migliorate e si sono avviate verso la completa guarigione.

Ave Maria...

113. Un signore di Toronto racconta: - Nel lontano 1947 mia moglie,


gravemente ammalata, era ricoverata in una clinica di Roma per
subire un delicatissimo intervento chirurgico. Partii alla volta di San
Giovanni Rotondo, mi confessai da Padre Pio e, dopo aver ricevuto la
sacramentale assoluzione, descrissi al Padre le condizioni di salute di
mia moglie. Quindi aggiunsi: "Padre, mi aiuti a pregare!" In
quell'istante avvertii un profumo delizioso e persistente che mi
sorprese. Tornai a casa la sera tardi. Appena aprii il portone, avvertii
nuovamente quello stesso profumo che avevo sentito accanto a Padre
Pio e mi rincuorai fiducioso. Mia moglie sub l'operazione che, bench
molto delicata, riusc perfettamente. A lei raccontai l'esperienza
meravigliosa vissuta e insieme ringraziammo il venerato Padre Pio,
tra le lagrime di intensa e sincera commozione.

Ave Maria...
114. Due giovani sposi polacchi, residenti in Inghilterra, dovevano
prendere una grave decisione. Umanamente parlando la situazione
sembrava disperata. Che fare? Qualcuno parl loro di Padre Pio. Gli
scrissero. Nessuna risposta! Allora presero la decisione di andare a
San Giovanni Rotondo, per domandare a viva voce aiuto e consiglio.
Dall'Inghilterra alla Puglia, il tragitto lungo! I viaggiatori fecero
sosta a Berna e si domandarono con angoscia se valeva la pena di
continuare. "Supponiamo che il Padre non ci riceva neppure!" Una
sera stavano conversando, un p tristi, in una camera di albergo di
infima categoria: per economia avevano preso a pigione una soffitta.
Era d'inverno e nevicava. Intirizziti dal freddo, scoraggiati, erano sul
punto di decidersi a riprendere la via del ritorno, allorch d'improvviso
si sentirono avvolti da un profumo squisito e forte, talmente
piacevole, che furono riconfortati del tutto. la donna si mise ad
ispezionare il cassettone, l'armadio a muro, per trovare la boccetta di
profumo dimenticata da qualche viaggiatore distratto. Ricerche inutili!
Poco dopo il profumo svan e la camera torn a esalare il solito odore
di tanfo fetido e di muffa. Incuriositi, i due viaggiatori, interrogarono
l'albergatore che sembr cadere dalle nuvole. Era la prima volta che i
clienti del suo albergo, che non profumava per nulla di acqua di rose,
credevano di sentire del profumo. Nondimeno tutta questa avventura
li rianim e li conferm nel proposito di continuare il viaggio ad ogni
costo. Arrivati a San Giovanni Rotondo, andarono subito da Padre Pio,
che li ricevette a braccia aperte. Il giovane, che sapeva l'italiano,
balbett qualche scusa. - "Vi abbiamo scritto Padre, ma poich non ci
avete risposto..." - "Come non vi ho risposto? E quella sera all'albergo
svizzero, non avete sentito nulla?...Con poche parole risolse le loro
difficolt e li conged. Rapiti, traboccanti di gioia e di riconoscenza,
essi capirono soltanto allora "quello strano modo di corrispondere" di
Padre Pio con quelli che lo invocavano in loro soccorso.

Ave Maria...

115. Un signore conobbe Padre Pio per una serie di coincidenze


abbastanza strane. "Sentii parlare per la prima volta di questo
straordinario religioso subito dopo la guerra", racconta, "soprattutto
da un amico che era giornalista come me. Poich questi conosceva
bene il Padre me ne parlava con un entusiasmo che a me sembrava
perfino eccessivo. La mia prima reazione era di indifferenza ed
incredulit, specialmente quando il mio amico mi raccontava di certi
fenomeni, come i profumi di Padre Pio, che molti dicevano di sentire
in luoghi molto lontani dal religioso. Ad un certo momento, per,
cominciarono a capitare anche a me questi strani fatti. All'improvviso
sentivo un intenso profumo di violette in luoghi insoliti, dove era
impossibile che ci fosse. Il pensiero correva a Padre Pio, ma mi
ribellavo, dicevo a me stesso che ero vittima di suggestioni. Un giorno
il fenomeno si verific anche mentre ero in vacanza con mia moglie.
Ero andato alla stazione per spedire un espresso, e in quel luogo, che
in genere tutt'altro che profumato, sentii quell'inconfondibile
profumo di violette. Mentre riflettevo su quel fatto, mia moglie disse:
"Ma da dove viene questo profumo?" "Lo senti anche tu? Esclamai
meravigliato. Allora le raccontai di Padre Pio, delle discussioni con il
mio amico e di quel profumo che da tempo mi perseguitava. "Se fossi
in te", disse mia moglie "partirei subito per San Giovanni Rotondo". Il
giorno dopo eravamo in viaggio. Quando gli fummo davanti, il Padre
mi disse: "Ah, ecco il nostro eroe; ce n' voluto per farlo arrivare".
Quello stesso giorno ebbi la possibilit di parlare con lui, e da quel
momento la mia vita fu sconvolta.

Ave Maria...

116. Racconta un signore: "Alcuni anni fa venni colpito da infarto


cardiaco. Mi venne consigliato di sottopormi a intervento chirurgico
per migliorare la mia condizione di vita e decisi di entrare in ospedale
per l'operazione. Era il mese di giugno 1991. Nel corso
dell'operazione, di per s riuscita, mi vennero applicati ben 4 by-pass.
Purtroppo, al risveglio dall'anestesia, mi trovai paralizzato alla gamba
e al braccio destro. L'amarezza fu grande, ma dopo il primo attimo di
scoramento, la fede torn a sostenermi e cominciai a pregare Padre
Pio. La mia fiducia nel venerato Padre non venne delusa. Pregai
facendo un triduo che la mia povera mamma, consigliava per casi
disperati e, dopo tre giorni, nello stesso mattino in cui terminai il
triduo, pur essendo circondato solo da altri ammalati, sentii aleggiare
intorno a me un profumo intenso di mughetto. Quando questo
profum svan, sentii un formicolio al piede destro e capii subito che
le mie preghiere erano state esaudite".

Ave Maria...

117. Racconta una signora: - "Ero affetta da una grave forma di


limitazione del campo visivo ad entrambi gli occhi, che mi faceva
soffrire e vedere poco. Consultai diversi medici e dopo varie analisi mi
fu diagnosticata un'avvenuta emorragia oculare irreversibile e un
probabile tumore all'ipofisi. Ci mi procur tanta ansia e sofferenza;
questo male, come dichiar lo specialista non suscettibile di
guarigione. Di passaggio per Benevento volli raggiungere Pietrelcina,
dove ebbi la fortuna di visitare i luoghi del venerato Padre Pio.
Durante la visita in una delle ultime stanze che ospitarono il Padre, fui
presa da commozione indicibile e, mentre pregavo per i miei familiari,
avvertii un intenso profumo di incenso. Nel ritornare a Roma, in
treno, meditai su ci che era avvenuto e mi rammaricai di non aver
pregato Padre Pio per i miei occhi malati. Chiesi subito, con fede, il
suo intervento. L'aiuto del Padre non si fece attendere: migliorai
progressivamente e dopo poco tempo riebbi totalmente la vista. Lo
specialista che mi visit, registro meravigliato il totale recupero del
campo visivo avvenuto misteriosamente".

Ave Maria...

118. Un signore di Canicatt racconta: - "All'inizio del 1953, mia


moglie, fin dai primi mesi di gravidanza, fu colpita da una grave
forma di nefrite. La sua vita e quella del nascituro, a dire dei medici,
correvano seri pericoli. Nessuna cura si rivel efficace. Il 3 maggio,
disperato, scrissi una lettera a Padre Pio chiedendo l'aiuto delle sue
preghiere. Dopo qualche giorno, sia io che mia moglie,
contemporaneamente, ma in stanze diverse, avvertimmo un
misterioso odore di rose. In quel preciso istante buss alla porta di
casa il postino e ci consegn una lettera, spedita dal convento di San
Giovanni Rotondo, in cui leggemmo che Padre Pio avrebbe pregato
per mia moglie e per la creatura che portava in grembo. L'indomani
ricorremmo ad un nuovo esame di laboratorio che, con sorpresa
indicibile, decret l'improvvisa scomparsa della nefrite."

Ave Maria...

119. Un noto avvocato devoto di Padre Pio racconta: - "Una volta ero
nella chiesa vecchia del convento ad ascoltare la Messa, la lunga
Messa di Padre Pio e, proprio all'elevazione dell'Ostia, mi distrassi
pensando ad altro, restando in piedi, unico in mezzo alla folla di fedeli
inginocchiati. Improvvisamente fui colpito da un penetrante odore di
viole che mi fece tornare alla realt e guardandomi intorno, mi chinai
anch'io col ginocchio per terra ma senza pensare allo strano profumo.
Come al solito, dopo la funzione religiosa, mi recai a salutare il Padre
che mi accolse con questa battuta: "Che, oggi eri nu poco stunato
'ncapa?" - "Si Padre, oggi sono stato un p distratto. Fortunatamente
mi ha svegliato il vostro profumo..." - "Ma quale profumo, per te ci
vogliono e paccari...(gli schiaffi)".

Ave Maria...
120. Un impiegato siciliano, dopo la sua conversione volle confessarsi
da Padre Pio, che gli tenne la mano destra stretta tra le sue.
Limpiegato racconta che quando arriv a Foggia not che la mano
destra aveva un profumo che non aveva la sinistra. Era lo stesso
profumo che lui sentiva quando era vicino a Padre Pio. Il profumo non
scompariva nemmeno quando lui si lavava le mani. Siccome Padre Pio
gli aveva dato una penitenza della durata di due mesi, in tutto quel
periodo un identico profumo gli saliva dal petto al naso ed era cos
bello che si sentiva inebriato. Qualche volta il profumo scompariva ed
allora lui provava a suggestionarsi per sentirlo ma senza alcun
risultato. Poi, finita la penitenza, il profumo svan.

Ave Maria...

121. Frate Ludovico da San Giovanni Rotondo assicura che Padre Pio
lasciava una scia di profumo, quando passava per i vari locali del
convento. Padre Federico attesta: Qualche volta, per sapere dove
stava Padre Pio, bastava seguire la scia del profumo.

Ave Maria...

122. Il Signor Piero racconta: Mentre viaggiavo in macchina,


andando a velocit piuttosto sostenuta, avvertii unondata di
profumo. Mi ricordai che un giorno avevo chiesto a Padre Pio il
significato di quel fenomeno ed il Santo mi aveva risposto: Figlio
mio, quando lo senti, stai attento. In quellattimo rallentai ma non
potei evitare di uscire fuori strada. Mi and bene per, senza danni
alla mia persona.

Ave Maria...

L'angelo custode

123. Un italo-americano residente in California, incaricava spesso il


suo Angelo Custode di riferire a Padre Pio ci che riteneva utile fargli
sapere. Un giorno, dopo la confessione, chiese al Padre se sentiva
veramente quello che gli diceva tramite l'angelo. "E che" - rispose
Padre Pio - "mi credi sordo?" E Padre Pio gli ripet quello che pochi
giorni prima gli aveva fatto sapere tramite il suo Angelo.

Ave Maria...

124. Padre Lino raccontava. Stavo pregando il mio Angelo Custode


perch intervenisse presso Padre Pio a favore di una signora che
stava molto male, ma mi sembrava che le cose non mutassero
affatto. Padre Pio, ho pregato il mio Angelo Custode perch le
raccomandasse quella signora - gli dissi appena lo vidi - possibile
che non l'abbia fatto? - "E cosa credi, che sia disobbediente come me
e come te?

Ave Maria...

125. Padre Eusebio raccontava. Stavo andando a Londra in aereo,


contro il consiglio di Padre Pio che non voleva che usassi questo
mezzo di trasporto. Mentre sorvolavamo il canale della Manica una
violenta tempesta mise l'aereo in pericolo. Tra il terrore generale
recitai l'atto di dolore e, non sapendo cosa altro fare, mandai a Padre
Pio l'Angelo Custode. Tornato a San Giovanni Rotondo andai dal
Padre. "Guagli "- mi disse - "Come stai? andato tutto bene?" -
"Padre ci stavo rimettendo la pelle" - "E allora perch non obbedisci?
- "Ma le ho mandato l'Angelo Custode..." - "E meno male che
arrivato in tempo!"

Ave Maria...

126. Un avvocato di Fano stava tornando a casa da Bologna. Era al


volante della sua 1100 nella quale si trovavano anche sua moglie e i
suoi due figli. Ad un certo punto, sentendosi stanco, avrebbe voluto
chiedere di essere sostituito alla guida, ma il figlio maggiore, Guido,
stava dormendo. Dopo qualche chilometro, nei pressi di San Lazzaro,
si addorment anche lui. Quando si svegli si accorse di trovarsi ad
un paio di chilometri da Imola. Fuori da s dallo spavento url: "chi ha
guidato la macchina? successo niente?"... - No - gli risposero in
coro. Il figlio maggiore, che era al suo fianco si svegli e disse di aver
dormito saporitamente. La moglie e il figlio minore, increduli e
meravigliati, dissero di aver constatato un modo di guidare diverso
dal solito: a volte l'auto era per finire contro altri veicoli ma all'ultimo
momento, li evitava con delle manovre perfette. Anche la maniera di
prendere le curve era diversa. "Soprattutto" diceva la moglie "ci ha
colpito il fatto che tu sei rimasto immobile per molto tempo e non hai
pi risposto alle nostre domande..."; "Io - la interruppe il marito -
non potevo rispondere perch dormivo. Io ho dormito per quindici
chilometri. Non ho veduto e non ho sentito niente perch dormivo... .
Ma chi ha guidato l'auto? Chi ha impedito la catastrofe?... Dopo un
paio di mesi l'avvocato si rec a San Giovanni Rotondo. Padre Pio,
appena lo vide, mettendogli una mano sulla spalla, gli disse: "Tu
dormivi e l'Angelo Custode ti guidava la macchina". Il mistero fu
svelato.

Ave Maria...

127. Una figlia spirituale di Padre Pio percorreva una strada di


campagna che l'avrebbe portata al Convento dei cappuccini dove ad
attenderla c'era lo stesso Padre Pio. Era una di quelle giornate
invernali, imbiancate dalla neve dove i grossi fiocchi che venivano
gi, rendevano ancora pi difficile il cammino. Lungo la strada,
totalmente innevata, la signora ebbe la certezza che non sarebbe
arrivata in tempo all'appuntamento col frate. Piena di fede, incaric il
suo Angelo Custode di avvisare Padre Pio che a causa del maltempo
sarebbe arrivata al convento con notevole ritardo. Giunta al convento
pot constatare con enorme gioia che il frate l'attendeva dietro ad
una finestra, da dove, sorridendo, la salutava.

Ave Maria...

128. A volte il Padre, in sagrestia, si fermava e salutava anche


baciando qualche amico o figlio spirituale ed io, raccontava un uomo,
guardando con santa invidia quel fortunato, dicevo tra me: "Beato
lui!...Se fossi io al suo posto! Beato! Beato lui! Il 24 dicembre 1958
sono in ginocchio, ai suoi piedi, per la confessione. Al termine, lo
guardo e, mentre il cuore batte per l'emozione, oso dirgli: "Padre,
oggi Natale, posso fare gli auguri dandovi un bacio? E lui, con una
dolcezza che non si pu descrivere con la penna ma soltanto
immaginare, mi sorride e: "Sbrigati, figlio mio, non farmi perdere
tempo!" Anche lui mi abbracci. Lo baciai e come un uccello, giulivo,
spiccai il volo verso l'uscita ripieno di delizie celesti. E che dire delle
botte sulla testa? Ogni volta, prima di ripartire da San Giovanni
Rotondo, desideravo un segno di particolare predilezione. Non solo la
sua benedizione ma anche due colpetti sulla testa come due paterne
carezze. Devo sottolineare che mai mi fece mancare ci che, come un
bambino, manifestavo di voler ricevere da lui. Una mattina,
eravamo in molti nella sagrestia della chiesetta piccola e mentre
padre Vincenzo a voce alta esortava, con la sua solita severit,
dicendo: "non spingete...non stringete le mani del Padre...fatevi
indietro!", io quasi sconfortato, tra me ripetevo: "Partir, questa volta
senza le botte sulla testa". Non volli rassegnarmi e pregai il mio
Angelo Custode di fare il messaggero e di ripetere a Padre Pio
testualmente: "Padre, io parto, desidero la benedizione e le due botte
sulla testa, come sempre. Una per me e l'altra per mia moglie". "Fate
largo, fate largo", ripeteva ancora padre Vincenzo mentre Padre Pio
cominciava a camminare. Io ero in ansia. Lo guardavo con un senso
di tristezza. Ed eccolo, mi si avvicina, mi sorride ed ancora una volta i
due colpetti ed anche la mano mi fa baciare. - "Ne darei tante di botte
a te, ma tante!". Cos ebbe a dirmi la prima volta.

Ave Maria...

129. Una donna era seduta sul piazzale della chiesa dei cappuccini. La
Chiesa era chiusa. Era tardi. La donna pregava col pensiero, e
ripeteva col cuore: "Padre Pio, aiutami! Angelo mio, va a dire al Padre
che mi venga in aiuto, altrimenti mia sorella muore!". Dalla finestra di
sopra, sent la voce del Padre: "Chi mi chiama a quest'ora? Che cosa
c'? La donna disse della malattia della sorella, Padre Pio si rec in
bilocazione e guar la malata.

Ave Maria...

130. Un tizio disse a Padre Pio: - Io non posso venire sempre da voi.
Il mio stipendio non mi permette spese per viaggi cos lunghi - Padre
Pio rispose: "E chi ti ha detto di venire qui? Non hai il tuo Angelo
Custode? Gli dici cosa vuoi, lo mandi qua, ed avrai subito la risposta".

Ave Maria...

131. Quando Padre Pio era un giovane sacerdote scriveva al suo


confessore dicendo: "la notte ancora al chiudersi degli occhi, vedo
abbassarsi il velo ed aprirmisi dinanzi il Paradiso. E allietato da questa
visione, dormo con un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con
una perfetta calma sulla fronte aspettando che il piccolo compagno
della mia infanzia venga a svegliarmi e cos sciogliere insieme le lodi
mattutine al diletto dei nostri cuori".

Ave Maria...

132. Padre Alessio un giorno si avvicin a Padre Pio con delle lettere
in mano per chiedergli delle cose e il Padre gli disse brusco: "Uagli,
non vedi che ho da fare? Lasciami in pace". Rimase male. Si ritir in
disparte mortificato. Padre Pio se ne accorse e dopo un p lo chiamo
e gli disse: "Non hai visto tutti quegli Angeli che erano qui intorno?
Erano Angeli Custodi dei miei figli spirituali che venivano a portarmi i
loro messaggi. Dovevo dare loro le risposte da riferire".

Ave Maria...

133. Un dottore chiese a Padre Pio: "Tanti Angeli sono sempre vicino
a lei. Non le danno fastidio?" - "No" rispose il Padre con semplicit -
"sono cos obbedienti".

Ave Maria...

134. Ad una persona disse: "Per la tua mamma pregheremo, perch


l'Angelo Custode le faccia compagnia".

Ave Maria...

135. Si direbbe - diceva uno dei figli spirituali del Padre - che Padre
Pio ascolti sempre quelli che lo chiamano. Una sera, molti parlavano
del Padre appena arrivati a San Giovanni Rotondo. Ingenuamente
ricapitolavano le grazie che volevano chiedergli e incaricavano i loro
Angeli Custodi di fargliele presenti al pi presto. L'indomani, dopo la
Messa, Padre Pio li rimprover giustamente: "Birichini! Neanche la
notte mi lasciate tranquillo!", il sorriso smentiva le parole. Essi si
seppero esauditi.

Ave Maria...

136. Ma voi, Padre, sentite quello che l'Angelo vi dice? Chiese una
persona. E Padre Pio: "E cosa credi, che Egli sia disubbidiente come
te? Mandami l'Angelo Custode".

Ave Maria...

137. inutile che mi scrivi, perch non posso rispondere. Mandami


l'Angelo, sempre. Penser a tutto.

Ave Maria...

138. L'Angelo mi ha riferito delle frasi che mi hanno fatto


comprendere la tua sfiducia.

Ave Maria...

139. Invoca il tuo Angelo Custode, che ti illuminer e ti guider. Il


Signore te lo ha messo vicino appunto per questo. Perci serviti di
lui.

Ave Maria...

140. E se la missione del nostro Angelo Custode e grande, quella del


mio di certo pi grande, dovendomi fare anche da maestro nella
spiegazione di altre lingue.

Ave Maria...

141. Manda l'Angelo Custode che non paga il treno e non consuma le
scarpe.

Ave Maria...

142. Per le persone sole c' l'Angelo Custode.

Ave Maria...

143. Un giorno, mentre Padre Pio era seduto nella veranda vicina alla
sua stanza, padre Alessio Parente, approfittando della solitudine, gli
chiese dei consigli su come rispondere ad una lettera che aveva
ricevuto. Il padre per, senza mezzi termini, lo implor di essere
lasciato in pace: non vedi che sono sempre occupato?. Padre
Alessio perplesso farfugli tra s :ma che sta facendo, muove la
corona del rosario e dice che occupato!. Per appena fatta questa
mormorazione mentale, Padre Pio intervenne bruscamente: Non hai
visto tutti questi Angeli custodi dei miei figli spirituali che vanno e
vengono e non mi hanno lasciato in pace un momento?. Poi per non
esit a dargli la risposta da allegare a quella lettera.

Ave Maria...

144. LAngelo Custode aiutava Padre pio nella lotta contro Satana.
Nelle sue lettere troviamo questo episodio di cui padre Pio scrive:
Coll'aiuto del buon angiolino si trionfato questa volta sul perfido
disegno di quel cosaccio; la vostra lettera stata letta. L'angiolino mi
aveva suggerito che allarrivo di una vostra lettera lavessi aspersa
collacqua benedetta prima daprirla. Cos feci coll'ultima vostra. Ma
chi pu dire 1a rabbia provata da barbabl! egli vorrebbe finirmi ad
ogni costo. Sta mettendo su tutte le sue diaboliche arti. Ma rimarr
schiacciato. Langiolino me lo assicura, ed il paradiso con noi. Laltra
notte mi si presentato sotto le sembianze di un nostro padre,
trasmettendomi un severissimo ordine del padre provinciale di non
scrivervi pi, perch contrario alla povert e di grave impedimento
alla perfezione. Confesso la mia debolezza, babbo mio, piansi
amaramente credendo essere ci stato una realt. E non avrei potuto
mai sospettare, anche debolmente essere questo invece un tranello di
barbabl, se langiolino non mi avesse svelato l'inganno. E solo Ges
sa che ci volle per persuadermi. Il compagno della mia infanzia cerca
di smorzare i dolori che mi affliggono quegl'impuri apostati, col
cullarmi lo spirito in un sogno di speranza (Ep. 1, p. 321).

Ave Maria...

145. LAngelo Custode spiegava a padre Pio la lingua francese che


Padre Pio non aveva studiato: Levami, se possibile, una curiosit.
Chi ti ha insegnato il francese? Come mai, mentre prima non ti
piaceva, ora ti piace (Padre Agostino nella lettera del 20-04-1912).

Ave Maria...

146. LAngelo Custode traduceva a Padre Pio anche il greco a lui


sconosciuto. Cosa dir il tuo angelo di questa lettera? Se Dio vuole,
il tuo angelo potrebbe fartela comprendere; se no scrivimi. In calce
alla lettera, il parroco di Pietrelcina scrisse questo attestato:
Pietrelcina, 25 agosto 1919. Attesto io qui sottoscritto sotto la
santit del giuramento, che Padre Pio, dopo ricevuta la presente, me
ne spieg letteralmente il contenuto. Interrogato da me come avesse
potuto leggerla e spiegarla, non conoscendo neppure lalfabeto greco,
mi rispose: Lo sapete! L'angelo custode mi ha spiegato tutto.

Ave Maria...

147. Sempre nelle lettere di Padre Pio ci si imbatte in un episodio in


cui il Santo si lamenta con il suo Angelo Custode: Ne mossi lagnanza
allangiolino, e questi dopo avermi fatta una bella predichina,
soggiunse: "Ringrazia Ges che ti tratta da eletto a seguire lui da
vicino per l'erta del Calvario; io vedo, anima affidata alla mia cura da
Ges, con gioia e commozione del mio interno questa condotta di
Ges verso di te. Credi tu forse che sarei cos contento, se non ti
vedessi cos abbattuto? Io che nella carit santa molto desidero il tuo
vantaggio, godo sempre pi nel vederti in codesto stato. Ges
permette questi assalti al demonio, perch la sua piet ti rende a s
caro e vuole che tu lo rassomigli nelle angosce del deserto, dell'orto e
della croce. Tu difenditi, allontana sempre e disprezza le maligne
insinuazioni e dove le tue forze non potranno arrivare non ti
affliggere, diletto del mio cuore, io sono vicino a te" (Ep. 1, p. 330-
331).

Ave Maria...

148. Sempre dal suo epistolario si evince che Padre Pio affida
all'angelo custode il compito di andare a consolare le anime afflitte:
Lo sa il buon angelo mio custode, a cui tante volte gli ho dato il
delicato ufficio di venirvi a consolare (Ep.1, p. 394). Inoltre offrite a
gloria di sua divina maest il riposo che state per prendere e non
dimenticate mai l'angelo custode che sempre con voi, non
lasciandovi mai, per qualsiasi torto possiate voi fargli. O ineffabile
bont di questo nostro buono angelo! Quante volte ahim! l'ho fatto
piangere per non aver voluto assecondare i suoi voleri che erano pur
quelli di Dio! Ci liberi questo nostro fedelissimo amico da ulteriori
infedelt (Ep.II, p. 277).

Ave Maria...

149. Di seguito riportato lo stralcio di una estasi avuta da Padre Pio


nel convento di Venafro il 29 novembre 1911, nel quale il Santo parla
con il suo Angelo Custode:, Angelo di Dio, Angelo mio... non sei tu
a mia custodia?... Dio ti ha dato a me! Sei creatura?... o sei creatura
o sei creatore... Sei creatore? No. Dunque sei creatura ed hai una
legge e devi ubbidire... Devi stare accanto a me, o lo vuoi o non lo
vuoi... per forza...E si mette a ridere... che c' da ridere? ... Dimmi
una cosa... me lo devi dire... chi era ieri mattina qui presente?... e si
mette a ridere... me lo devi dire... chi era?... o il Lettore o il
Guardiano... ebbene dimmelo... era forse il loro segretariuccio?...
ebbene rispondi... se non rispondi, io dir che era uno di quegli altri
quattro... E si mette a ridere... un Angelo si mette a ridere!...
dimmelo dunque... non ti lascer, finch non me lavrai detto...Se no,
lo domando a Ges... e poi te lo senti!... Tanto non lo domando a
quella Mammina, a quella Signora... che mi guarda torva... sta l a far
la contegnosa!... Ges, non vero che la Madre tua contegnosa?...
E si mette a ridere!...Dunque, signorino (il suo angelo custode),
dimmi chi era... E non risponde ... sta l... come un pezzo fatto
apposta... Lo voglio sapere... una cosa ho domandato a Te e sono qui
da tanto tempo... Ges, dimmelo Tu...E ci voleva tanto a dirlo,
signorino!... m'hai fatto ciarlar tanto!... s s il Lettore, il Lettorino!...
ebbene Angelo mio, lo salverai dalla guerra che gli prepara quel
birbaccione? lo salverai? ... Ges, dimmi, e perch permetterlo? ...
non me lo vuoi dire?... me lo dirai... se non apparisci pi, bene... ma
se verrai, ti dovr stancare... E quella Mammina... sempre con 1a
coda dell'occhio... ti voglio guardare in faccia... mi devi guardar
bene... E si mette a ridere... e mi volta 1e spalle... s s ridi... Io so
che mi vuoi bene... ma mi devi guardar chiaro.Ges, perch non
glielo dici alla Mamma tua?... ma dimmi, sei Ges?... di' Ges!...
Bene! se sei Ges, perch 1a tua Mammina mi guarda in quel
modo?... Io voglio sapere!...Ges, quando vieni un'altra volta, ti devo
domandare certe cose... tu le sai... ma per ora te le voglio
accennare... Che erano stamane quelle fiamme al cuore?... se non
era Rogerio (P. Rogerio era un frate che si trovava a quel tempo nel
convento di Venafro) che mi strinse forte... poi anche il Lettore... il
cuore voleva fuggire... che era?... forse voleva andare a passeggio?...
un'altra cosa... E quella sete?... Dio mio... che era? Stanotte, quando
s'andarono il Guardiano ed il Lettore, bevvi tutta la bottiglia e la sete
non si estinse... mi dovorava... e mi strazi fino alla Comunione... che
era?... Senti Mammina, non importa che mi guardi cos .. io ti voglio
bene pi di tutte le creature della terra e del cielo... dopo Ges,
s'intende... ma ti voglio bene. Ges, questa sera verr quel
birbaccione?... Ebbene aiuta quei due che m'assistono, proteggili,
difendili... lo so, ci sei Tu... ma... Angelo mio, sta' con me! Ges
un'ultima cosa... fatti baciare... Bene!... che dolcezza in queste
piaghe!... Sanguinano... ma questo Sangue dolce, dolce... Ges,
dolcezza... Ostia Santa... Amore, Amor che mi sostiene, Amore, a
rivederci!... .

Ave Maria...

150. In una lettera scritta da Padre Pio a Raffaelina Cerase il 20 aprile


1915, il Santo esalta lamore di Dio che ha donato alluomo un dono
cos grande come lAngelo Custode:O Raffaelina, quanto consola il
sapersi di essere sempre sotto la custodia di un celeste spirito, il
quale non ci abbandona nemmeno (cosa ammirabile!) nellatto che
diamo disgusto a Dio! Quanto riesce dolce per 1anima credente
questa grande verit! Di chi dunque pu temere l'anima devota che si
studia damare Ges, avendo sempre con s un s insigne guerriero?
O non fu egli forse uno di quei tanti che assieme all'angelo san
Michele lass nell'empireo difesero lonore di Dio contro satana e
contro tutti gli altri spiriti ribelli ed infine li ridussero alla perdita e li
rilegarono nell'inferno?Ebbene, sappiate che egli ancor potente
contro satana e i suoi satelliti, la sua carit non venuta meno, n
giammai potr venir meno dal difenderci. Prendete la bella abitudine
di pensar sempre a lui. Che vicino a noi sta uno spirito celeste, il
quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, ci guida, ci
protegge come un amico, un fratello, deve pur riuscire a noi sempre
di consolazione, specie nelle ore per noi pi tristi.Sappiate, o
Raffaelina, che questo buon angelo prega per voi: offre a Dio tutte le
vostre buone opere che compite, i vostri desideri santi e puri. Nelle
ore in cui vi sembra di essere sola e abbandonata non vi lagnate di
non avere un anima amica, a cui possiate aprirvi ed a lei confidare i
vostri dolori: per carit, non dimenticate questo invisibile compagno,
sempre presente ad ascoltarvi, sempre pronto a consolarvi.O deliziosa
intimit, o beata compagnia! O se gli uomini tutti sapessero
comprendere ed apprezzare questo grandissimo dono che Iddio,
nelleccesso del suo amore per l'uomo, a noi assegn questo celeste
spirito! Rammentate spesso la di lui presenza: bisogna fissarlo
coll'occhio dellanima; ringraziatelo, pregatelo. Egli cos delicato,
cos sensibile; rispettatelo. Abbiate continuo timore di offendere la
purezza del suo sguardo. Invocate spesso questo angelo custode,
questangelo benefico, ripetete spesso la bella preghiera: Angelo di
Dio, che sei custode mio, a te affidata dalla bont del Padre celeste,
illuminami, custodiscimi, guidami ora e sempre (Ep. II, p. 403-404).

Apparizioni

151. Le apparizioni cominciarono gi in tenera et. Il piccolo


Francesco non ne parlava perch credeva che fossero cose che
accadevano a tutte le anime. Le apparizioni erano di Angeli, di Santi,
di Ges, della Madonna, ma alle volte, anche di demoni. Negli ultimi
giorni di dicembre 1902, mentre stava meditando sulla sua vocazione,
Francesco ebbe una visione. Ecco come la descrisse, diversi anni
dopo, al suo confessore (nella lettera usa la terza persona):
"Francesco vide al suo fianco un uomo maestoso di rara bellezza,
splendente come il sole, che presolo per la mano lo incoraggi con il
preciso invito: "Vieni con me perch ti conviene combattere da
valoroso guerriero". Fu condotto in una spaziosissima campagna, tra
una moltitudine di uomini divisa in due gruppi: da una parte uomini
dal volto bellissimo e ricoperti di vesti bianche, candide come la neve,
dall'altra uomini di orrido aspetto e vestiti di abiti neri a guisa di
ombre oscure. Il giovane collocato fra quelle due ali di spettatori, si
vide venire incontro un uomo di smisurata altezza da toccare con la
fronte le nuvole, con un volto orrido. Il personaggio splendete che
aveva al fianco lo esort a battersi con il personaggio mostruoso.
Francesco preg di venire risparmiato dal furore dello strano
personaggio, ma quello luminoso non accett: "Vana ogni tua
resistenza, con questo conviene azzuffarti". Fatti animo, entra
fiducioso nella lotta, avanzati coraggiosamente che io ti sar
dappresso; ti aiuter e non permetter che egli ti abbatta". Lo
scontro fu accettato e risult terribile. Con l'aiuto del personaggio
luminoso sempre vicino, Francesco ebbe le maglio e vinse. Il
personaggio mostruoso, costretto a fuggire, si trascin dietro quella
gran moltitudine di uomini di orrido aspetto, fra urla, imprecazioni e
grida da stordire. L'altra moltitudine di uomini dal vaghissimo aspetto,
sprigion voci di plauso e di lodi verso colui che aveva assistito il
povero Francesco, in s aspra battaglia. Il personaggio splendido e
luminoso pi' del sole, pose sulla testa di Francesco vittorioso una
corona di rarissima bellezza, che vano sarebbe descriverla. La corona
venne subito ritirata dal personaggio buono il quale precis: "Un'altra
pi bella ne tengo per te riservata. Se tu saprai lottare con quel
personaggio col quale or ora hai combattuto. Egli torner sempre
all'assalto... ; combatti da valoroso e non dubitare nel mio aiuto...non
ti spaventi la di lui molestia, non paventare della di lui formidabile
presenza... . Io ti sar vicino, io ti aiuter sempre, affinch tu riesca a
prostrarlo". Tale visione fu seguita, poi, da reali scontri col maligno.
Padre Pio sostenne infatti numerosi scontri contro il "nemico delle
anime" nell'arco della sua vita, con il proposito di strappare le anime
dai lacci di satana.

Ave Maria...

152. Una sera Padre Pio stava riposando in una stanza, al pianterreno
del convento, adibita a foresteria. Era solo e si era da poco disteso
sulla branda quando, improvvisamente, ecco comparirgli un uomo
avvolto in un nero mantello a ruota. Padre Pio, sorpreso, alzandosi,
chiese all'uomo chi fosse e che cosa volesse. Lo sconosciuto rispose di
essere un 'anima del Purgatorio. "Sono Pietro Di Mauro. Sono morto
in un incendio, il 18 settembre 1908, in questo convento adibito,
dopo l'espropriazione dei beni ecclesiastici, ad un ospizio per vecchi.
Morii fra le fiamme, nel mio pagliericcio, sorpreso nel sonno, proprio
in questa stanza. Vengo dal Purgatorio: il Signore mi ha concesso di
venirvi a chiedere di applicare a me la vostra Santa Messa di
domattina. Grazie a questa Messa potr entrare in Paradiso". Padre
Pio assicur che avrebbe applicato a lui la sua Messa...ma ecco le
parole di Padre Pio: "Io, volli accompagnarlo alla porta del convento.
Mi resi pienamente conto di aver parlato con un defunto soltanto
quando usciti nel sagrato, l'uomo che era al mio fianco, scomparve
improvvisamente". Devo confessare che rientrai in convento alquanto
spaventato. A padre Paolino da Casacalenda, Superiore del convento,
al quale non era sfuggita la mia agitazione, chiesi il permesso di
celebrare la Santa Messa in suffragio di quell'anima, dopo,
naturalmente, avergli spiegato quanto accaduto". Qualche giorno
dopo, Padre Paolino, incuriosito, volle fare qualche controllo. recatosi
all'anagrafe del comune di San Giovanni Rotondo, richiese ed ottenne
il permesso di consultare il registro dei deceduti nell'anno 1908. Il
racconto di Padre Pio, corrispondeva a verit. Nel registro relativo ai
decessi del mese di settembre, padre Paolino rintracci il nome, il
cognome e la causale della morte: "In data 18 settembre 1908,
nell'incendio dell'ospizio perito Pietro di Mauro, fu Nicola".

Ave Maria...

153. La signora Cleonice Morcaldi di San Giovanni Rotondo, figlia


spirituale tanto cara al Padre, ad un mese dalla morte della mamma,
si sent dire da Padre Pio al termine della confessione: "Stamattina la
tua mamma volata in Paradiso, l'ho veduta mentre stavo
celebrando la Messa".

Ave Maria...

154. Quest'altro episodio venne raccontato da Padre Pio a Padre


Anastasio. "Una sera, mentre, solo, ero in coro a pregare, sentii il
fruscio di un abito e vidi un giovane frate trafficare all'altare
maggiore, come se spolverasse i candelabri e sistemasse i portafiori.
Convinto che a riordinare l'altare fosse fra Leone, poich era l'ora
della cena, mi accosto alla balaustra e gli dico: "Fra Leone, vai a
cenare, non tempo di spolverare e aggiustare l'altare". Ma una
voce, che non era quella di Fra Leone mi risponde": "Non sono fra
Leone", "e chi sei?", chiedo io. "Sono un vostro confratello che qui
fece il noviziato. L'ubbidienza mi dette l'incarico di tenere pulito e
ordinato l'altare maggiore durante l'anno di prova. Purtroppo pi volte
mancai di rispetto a Ges sacramentato passando davanti all'altare
senza riverire il Santissimo conservato nel tabernacolo. Per questa
grave mancanza, sono ancora in Purgatorio. Ora il Signore, nella sua
infinita bont, mi manda da voi perch siate voi a stabilire fino a
quando dovr soffrire in quelle fiamme di amore. Mi raccomando..." -
" Io credendo di essere generoso verso quell'anima sofferente,
esclamai: "vi starai fino a domattina alla Messa conventuale".
Quell'anima url: "Crudele! Poi cacci un grido e spari". Quel grido
lamento mi produsse una ferita al cuore che ho sentito e sentir tutta
la vita. Io che per delega divina avrei potuto mandare quell'anima
immediatamente in Paradiso, la condannai a rimanere un'altra notte
nelle fiamme del Purgatorio".

Ave Maria...

155. Le apparizioni per Padre Pio, potevano considerarsi quotidiane,


tanto da consentire al frate cappuccino di vivere
contemporaneamente in due mondi: uno visibile ed uno invisibile,
sovrannaturale.

Ave Maria...

156. Lo stesso Padre Pio, confessava nelle sue lettere al suo


direttore spirituale, alcune esperienze: Lettera a Padre
Agostino del 7 aprile 1913 :"Mio carissimo Padre, venerd
mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Ges. Era tutto
malconcio e sfigurato. Egli mi mostr una grande moltitudine
di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari
ecclesiastici, di questi chi stava celebrando, chi si stava
parando e chi si stava svestendo dalle sacre vesti. La vista di
Ges in angustie mi dava molta pena, perci volli domandargli
perch soffrisse tanto. Nessuna risposta n'ebbi. Per il suo
sguardo mi port verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi
inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritir lo sguardo
ed allorch lo rialz verso di me, con grande mio orrore,
osservai due lagrime che gli solcavano le gote. Si allontan da
quella turba di sacerdoti con una grande espressione di
disgusto sul volto, gridando: "Macellai! E rivolto a me disse":
"Figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore,
no; io sar per cagione delle anime da me pi beneficiate, in
agonia sino alla fine del mondo. Durante il tempo dell'agonia,
figlio mio, non bisogna dormire. L'anima mia va in cerca di
qualche goccia di piet umana, ma ahim mi lasciano solo
sotto il peso della indifferenza. L'ingratitudine ed il sonno dei
miei ministri mi rendono pi gravosa l'agonia. Ahim come
corrispondono male al mio amore! Ci che pi mi affligge e che
costoro al loro indifferentismo, aggiungono il loro disprezzo,
l'incredulit. Quante volte ero li per li per fulminarli, se non
fossi stato trattenuto dagli angioli e dalle anime di me
innamorate... Scrivi al padre tuo e narragli ci che hai visto ed
hai sentito da me questa mattina. Digli che mostrasse la tua
lettera al padre provinciale..." Ges continu ancora, ma
quello che disse non potr giammai rivelarlo a creatura alcuna
di questo mondo". (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario
I (1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e
Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da Pietrelcina"
Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)

Ave Maria...(questa in ringraziamento a Ges per il Suo Amore per


noi)

157. Lettera a Padre Agostino del 13 febbraio 1913: "...Non temere io


ti far soffrire, ma te ne dar anche la forza - mi va ripetendo Ges. -
Desidero che l'anima tua con quotidiano occulto martirio sia purificata
e provata; non ti spaventare se io permetto al demonio di
tormentarti, al mondo di disgustarti, perch niente prevarr contro
coloro che gemono sotto la croce per amore mio e che io mi sono
adoperato per proteggerli. " (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I (1910-
1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre
Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)

Ave Maria...

158. Lettera a padre Agostino del 18 novembre 1912: "...Ges, la sua


diletta Madre, l'Angiolino con gli altri mi vanno incoraggiando, non
tralasciando di ripetermi che la vittima, per dirsi tale, bisogna che
perda tutto il suo sangue". (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I (1910-
1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre
Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)

Ave Maria...

159. Lettera a padre Agostino del 12 marzo 1913: "...Sentite,


padre mio, i giusti lamenti del nostro dolcissimo Ges: "Con
quanta ingratitudine viene ripagato il mio amore per gli
uomini! Sarei stato meno offeso da costoro se li avessi amati
di meno. Mio padre non vuole pi sopportarli. Io vorrei cessare
di amarli, ma...(e qui Ges tacque e sospirava, e dopo riprese)
ma ohim! Il mio cuore fatto per amare! Gli uomini vili e
fiacchi non si fanno nessuna violenza per vincersi nelle
tentazioni, che anzi si dilettano nelle loro iniquit. Le anime da
me pi predilette, messe alla prova mi vengono meno, le
deboli si abbandonano all'isgomento ed alla disperazione, le
forti si vanno rilassando a poco a poco. Mi rimangono solo di
notte, solo di giorno nelle chiese. Non si curano pi del
sacramento dell'altare; non si parla mai di questo sacramento
di amore; ed anche quelli che ne parlano ohim! con quanta
indifferenza, con che freddezza. Il mio cuore dimenticato;
nessuno si cura pi del mio amore; io son sempre contristato.
La mia casa diventata per molti un teatro di divertimenti;
anche i miei ministri che io ho sempre riguardato con
predilezione, che io ho amato come pupilla dell'occhio mio;
essi dovrebbero confortare il mio cuore colmo di amarezze;
essi dovrebbero aiutarmi nella redenzione delle anime, invece
chi lo crederebbe? Da essi debbo ricevere ingratitudini e
sconoscenze. Vedo, figlio mio, molti di costoro che...(qui si
chet, i singhiozzi gli strinsero la gola, pianse in secreto) che
sotto ipocrite sembianze mi tradiscono con comunioni
sacrileghe, calpestando i lumi e le forze che continuamente d
ad essi...". (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I (1910-1922) a cura di
Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni "Padre Pio da
Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo FG)

Ave Maria...

160. Lettera a Padre Benedetto del 17 Dicembre 1917: ... In una


delle visite avuta da Ges in questi giorni, gli chiesi con pi insistenza
che avesse avuto compassione delle povere nazioni, tanto provate
dalla sventura della guerra e che finalmente avesse ceduto la sua
giustizia il posto alla sua misericordia. Cosa strana! Egli non rispose
se non con cenno di mano, che voleva significare: piano, pianoMa
quando?, aggiunsi io. Ed egli, atteggiando il volto a seriet e con un
mezzo sorriso in bocca, fissa per un po il suo sguardo su di me e
senza dir parola mi licenzia. (PADRE PIO DA PIETRELCINA: Epistolario I
(1910-1922) a cura di Melchiorre da Pobladura e Alessandro da Ripabottoni - Edizioni
"Padre Pio da Pietrelcina" Convento S.Maria delle Grazie San Giovanni Rotondo - FG)

Ave Maria...

161. Padre Alessio Parente racconta: Negli ultimi tempi della sua
esistenza, quando giungeva il momento di andare a letto, padre
Onorato o padre Alessio, erano soliti aiutarlo a lavarsi la faccia e
proprio in una di queste sere, dopo avergliela lavata, padre Alessio
rivel al Padre che non era mai stato a Lourdes: Perch non andiamo
l insieme a vedere la Madonna?, e padre Pio rispose: Non c
bisogno che vada a Lourdes, perch la Madonna la vedo tutte le
notti. Padre Alessio aggiunse: Ah! E per questo che lei si fa bello e
si lava la faccia la sera e non la mattina? Padre Pio non rispose ma
fece solo un dolce, sereno e sincero sorriso.

Ave Maria...

162. Padre Alessio Parente racconta: Padre Pio era intento come
sempre nella preghiera, allimprovviso padre Alessio lo vide fissare
intensamente il pavimento e sussultare indietro sulla sedia alzando le
mani. In quel momento anche il volto divenne rosso come infuocato e
la faccia si ricopr di piccole gocce di sudore che gli bagn finanche i
capelli. Padre Alessio allora corse nella sua cella e prese parecchi
fazzoletti per asciugarlo alla meglio. Dopo pochi minuti tutto si
normalizz e il Padre esclam: Andiamocene in chiesa per la
funzione: Ma quando rientrarono in terrazza dopo la Messa, padre
Alessio non riusc a frenare la sua curiosit tanto da chiedergli:
Padre, ma si sentito male prima della funzione? e lui rispose:
Figlio mio, se tu avessi visto quel che ho visto io saresti morto!. Che
cosa avesse visto Padre Pio, padre Alessio non lo seppe mai.

Ave Maria...

163. Padre Onorato Marcucci raccontava: una notte Padre Pio era
stato molto male ed aveva arrecato non poco fastidio a padre
Onorato. La mattina seguente padre Pio disse a Padre Onorato:
Questa notte non ti ho fatto dormire, come posso ricompensarti? Ho
pensato a tua madre. Ho preso lindulgenza plenaria per mandarla in
Paradiso. Padre Pio aveva offerto le sue sofferenze per ottenere
lindulgenza plenaria per la mamma di padre Onorato che era in
Purgatorio.

Ave Maria...

SAN GIOVANNI R. 27 Maggio 2011 - Un evento miracoloso sarebbe


avvenuto due giorni fa a San Giovanni Rotondo. Padre Pio sarebbe
apparso ad una devota la sera del 25 maggio scorso. Vincenza Di Leo,
questo il nome dellanziana donna, ha raccontato di aver avuto il
privilegio di vedere il frate con le stimmate. E addirittura di averlo
immortalato con il telefonino. In casi come questi la prudenza (ed il
condizionale) dobbligo, ma di fronte alla fede, narra la storia, tutto
possibile. La pensionata di 67 anni, una figlia spirituale dello
stesso santo e devota della Madonna di Medjugorje, la piccola localit
del comune di Citluk, oggi parte del cantone dell'Erzegovina-Narenta,
della Federazione di Bosnia-Erzegovina, dove la Madonna appare
ininterrottamente dal 24 giugno 1981. La Di Leo ha raccontato che
mercoled 25 maggio si trovava a San Giovanni Rotondo ed
allimprovviso si ritrovato dinanzi alla figura di padre Pio vivo nel
Santuario di Santa Maria delle Grazie, nella chiesa dove visse per
mezzo secolo. Dopo un primo attimo di (comprensibile) turbamento,
la devota avrebbe trovato la forza di gridare padre Pio...padre
Pio..., una sorta di invocazione per un qualcosa di straordinario che
stava vivendo . Nonostante lo stupore, ha per avuta la prontezza,
almeno ad ascoltare la sua testimonianza, di estrarre dalla sua borsa
il telefonino per ritrarre quanto le stava accadendo. Padre Pio stava di
spalle e si chinava verso l'altare maggiore, dove esposta una statua
di Ges, nella cripta di Santa Maria delle Grazie, il luogo dove la
salma del Santo stata preservata per 42 anni, dalla morte avvenuta
nel 1968 e fino allaprile del 2010 quando il corpo stato traslato
nella nuova cripta, quella della chiesa ideata dal noto architetto Renzo
Piano. La notizia trapelata ieri. Ed ha subito creato curiosit. Perch
a nessuno sfuggito che la data della presunta apparizione coincide
con quella della nascita del santo (avvenuta il 25 maggio 1887 a
Pietrelcina, in provincia di Benevento). Nella storia cristiana delle
apparizioni, si sa, da sempre le date rivestono un ruolo determinante.
Inoltre sembra che da una prima analisi dei file del telefonino, non
sembrerebbe esserci stata nessuna manipolazione dellimmagine,
tanto che la stessa verr inviata nelle prossime ore in Vaticano e alle
autorit ecclesiastiche dell'Arcidiocesi di Manfredonia e San Giovanni
Rotondo. Lanziana pensionata luned prossimo 30 maggio sar in
partenza per Medjugorje, dove va in pellegrinaggio tutti gli anni.
Inoltre amica di fra Modestino, confratello e compaesano del frate
con le stimmate.

Ave Maria... (in ringraziamento per tutte le meraviglie conosciute)

E DIO disse all'Uomo: "Guarendovi da tutti i vostri peccati, avete


guarito la vostra Terra ! Essa veramente guarita e fecondata dal
bene che si sprigionato dal cuore di tutti gli uomini. LUomo nato
per ritrovare il cammino di DIO, che si era perduto nella notte del
Tempi !

Ecco venire in piena Luce: I Cieli Nuovi con la Terra Nuova.

LUomo rieducato, intese allora DIO che gli diceva:

"Se l'Umanit si mette ad AMARE e a Perdonare, che far allora di


tutte quelle Profezie? (tante cose che riguardano i castighi
apocalittici).

Pensateci !... Di fronte a cos tanto sangue! (e a tanto sangue che


minaccia di correre a causa del peccato che ha sommerso la terra, e
che Dio non vuole!).

Dio vede che qualcosa finalmente sta succedendo nel mondo, e si sta
ricredendo sulla necessit di permettere parecchie cose per la
purificazione delle anime, alquanto necessaria per poter entrare in
Paradiso.

(da http://www.jnsr.be/it.htm parola di Dio del 24 Aprile 2011).