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LINGUISTICA GENERALE

Fabiana Foschi

Cos la linguistica?
La linguistica ha come oggetto lo studio scientifico del linguaggio umano. facolt comune a tutti coloro
che fanno parte del genere homo sapiens ma che si manifesta solo nellatto del parlare le lingue.
Come qualsiasi disciplina scientifica deve garantire due operazioni:
1. Formulare delle ipotesi di carattere generale che rendano conto del particolare con riferimento al
fenomeno studiato.
2. Formulare tali ipotesi in modo chiaro, controllabile, falsificabile e che siano poi rese pubbliche.

Oggetti e limiti:
Il linguaggio umano infinito, non dominabile in tutte le sue manifestazioni. I modi per organizzare gli atti
linguistici sono governati da una serie di parametri e regole non infinite.
Il linguaggio formato da fenomeni non osservativi, ovvero fenomeni come entit mentali che hanno sede
nel cervello.
Il linguaggio un oggetto di studio non dato, i cui limiti vengono costruiti mano a mano che lo si studia, la
delimitazione di esso da costruire con la ricerca. Lampiezza del dominio pertinente allo studio di questa
disciplina lo si crea nel tempo.

La linguistica quindi :

DESCRITTIVA e non normativa: il linguista osserva i fatti e li spiega, ma non li orienta.


ETEROCLITA: disciplina che per analizzare il proprio oggetto deve servirsi della collaborazione di
altre discipline (fisica acustica, genetica, sociologia, statistica, psicologia, pedagogia... La
matematica non eteroclita)

Cos il linguaggio umano?


Il linguaggio umano un sistema semiotico, ovvero un sistema di comunicazione basato sulla facolt di
associare unespressione ad un contenuto. Un sistema semiotico un sistema di manifestazione di
contenuti basati su espressioni (espressione = realt di ordine sensoriale, veicolo che porta ai nostri sensi i
contenuti) e contenuti (contenuto = realt di ordine mentale). [Es: semaforo rosso stimolo della luce
rossa (espressione)- fermati! (contenuto)].
Il linguaggio umano consiste dunque nella facolt di associare il contenuto a un espressione fonica (di
suono) che ha finalit di manifestare il contenuto( significato).
I linguaggi esistenti sono molti (linguaggio dei gesti, linguaggio informatico,linguaggio degli animali). [Es: le
marmotte fischiano per dare un allarme. Si tratta di un espressione di suoni, dunque si potrebbe pensare
somigli al linguaggio umano. Per i linguaggi si differenziano non tanto per la funzione( tutti i linguaggi
servono a comunicare), ma per come sono organizzati internamente, quindi per la loro struttura.
Loriginalit del linguaggio umano sta nel modo in cui si organizza x esprimere un dato contenuto.

Caratteristiche che lo distinguono da altre forme di linguaggio:


DISLOCAZIONE
adesso piove, ieri era nuvoloso, ma domani ci sar il sole
Ovvero la capacit di parlare di avvenimenti non presenti. Non abbiamo prove di animali in grado di parlare
di passato e futuro, pur avendo essi tracce di memoria. Solo luomo parla di cose non presenti; nelle
produzioni semiotiche degli animali non si riscontrano elementi di dislocazione.
PRODUTTIVIT
Potenzialmente gli uomini sono in grado di produrre enunciati infiniti. Gli animali hanno un numero fisso di
segnali rispetto ai quali non possono aggiungere nulla (cicale 4 segnali, cercopitechi 36 richiami vocali. Ma
in generale gli animali producono segnali a referenza fissa, segnali che vogliono dire sempre la stessa cosa).
1. Non si possono aggiungere segnali al sistema animale [Es: le api non hanno strategie per dire
su,gi. Sono elusivamente capaci di segnalare con precisione dove dirigersi per fare bottino].
Linguaggio limitato.
2. Non riescono a combinare segni gi a loro disposizione [Es: i cercopitechi possono comunicare due
pericoli: il serpente e laquila. Uno proveniente dal basso e uno dallalto. Non sembra che siano
capaci di combinare i due segni, ad esempio comunicare limmagine di un serpente che vola o di
unaquila che striscia.] Linguaggio non produttivo di nuovi segnali.
Il linguaggio umano non a referenza fissa, tramite luso della metafora riesce a descrivere anche nuovi
oggetti; laddove gli uomini si sono ritrovati a dover descrivere realt a loro sconosciute si fatto uso di
segni gi a disposizione creandone di nuovi.
DOPPIA ARTICOLAZIONE
Definizione di Andr Martinet (linguista francese del XX sec. Proveniente dalla scuola del funzionalismo).
Il linguaggio umano basato su due livelli fondamentali di organizzazione:
1. Prima articolazione: combinazione di unit dotate di significato, qualsiasi cosa luomo dica la si pu
scomporre in unit dotate di un contenuto (morfemi, parole).
2. Seconda articolazione: unit internamente articolata in sottounit prive di significato (sillabe,
suoni). Il singolo suono non un unita dotata di significato.
La doppia articolazione caratteristica profondamente specifica del linguaggio umano. Labbaiare di un
cane non pu essere ricomposto in altre sequenze per dare origine a significati diversi.
(Alcune comunit di marmotte hanno per sviluppato segnali diversi per distinguere il pericolo di terra o il
pericolo di cielo. Un fischio=cielo, due fischi=terra. Ma comunque si tratta sempre dello stesso segnale ma
ripetuto due volte. un caso rarissimo e comunque non basato sulla combinazione di significati ( non si
comunica la presenza di unaquila e di due volpi.) principio della marcatezza: dati due segni dotati di
contenuto si osserva che se il primo contenuto pi complesso anche il segnale usato per esprimerlo sar
pi complesso (laquila pi complessa perch costringe ad unazione apposita per segnalarla, ovvero
quella di alzare la testa).
[Es: oggi ho parlato a una capra]
Prima articolazione: sei parole e dieci morfemi.
Seconda articolazione: venti foni.
[Es: Prendendo in considerazione la parola bus posso ricomporla in sub, quindi in una nuova unit
dotata di significato.
Un cane pu emettere bau e non uab.( Romania: ham e non mah - Ungheria: vau e non uav).
impossibile identificare in questi segnali vocali degli elementi discreti].
TRASMISSIONE CULTURALE
Il gatto emetter sempre lo stesso verso sia che nasca in Germania sia che nasca in Francia. Il bambino
invece se nasce in Germania e viene allevato da una famiglia francese dir sucette( lecca-lecca),
dodo(?) e non schnuller(?) , heia (?).
Il linguaggio sempre parlare una lingua, la lingua dei genitori. La predisposizione al linguaggio specifica,
la variet storico naturale in cui tale predisposizione si esercita culturalmente determinata.
DISCRETEZZA
Il linguaggio umano fatto di elementi dai confini determinati.
Consideriamo due orologi: digitale( i secondi sono segnati con un segno e non vediamo lo spazio
intermedio) e analogico (la lancetta percorre tutto lo spazio deputato allespressione dellora).
Il linguaggio digitale, fatto di elementi discreti sostituibili e senza gradazione intermedia. [Es: cara. Se
innesco una leggera vibrazione delle corde produco gara ,ma non esiste una fase intermedia: tra [k] e [g]
non c passaggio intermedio. Vinti, venti, venti. Progressivo abbassamento della lingua: lintermezzo
linguisticamente non pertinente, non ha alcuna rilevanza nella lingua italiana = numeri su orologio
digitale.]
La nostra percezione acustica orientata.
[Es: a i u arabo. U si pronuncia o. U un suono non pertinente. Si tratta di unit funzionali del
codice digitale (linguaggio) il quale funziona per elementi individuabili contrastivamente. Tutte le altre
possibilit di fonazione (comunque esistenti) non sono pertinenti in una data lingua. Non dunque
possibile specializzare sempre pi un segnale, ma solo sostituirlo.
[Es: linguaggio analogico = linguaggio delle api. Lape esploratrice, per comunicare dove collocato il
bottino alle api operaie, disegna un otto sulle lamine dei favi dellalveare(verticali). I movimenti si
susseguono verso lalto se il cibo si trova in direzione del sole, altrimenti viceversa. un segnale a carattere
analogico basato sulla possibilit di specializzare sempre pi il segnale (viene riprodotta lampiezza
dellangolo che c tra il punto in cui si trova il fiore e il punto in cui si trova sole. Il centro dellotto
direzionato verso il cibo. Londulazione e vibrazione del movimento del corpo delle api comunica la distanza
del cibo.
RICORSIVIT
Possibilit che il linguaggio ha di creare enunciati sempre nuovi e potenzialmente infiniti tramite operazioni
di coordinazione o di subordinazione. La misura in cui viene sfruttata varia. [Es: si possono creare frasi
infinitamente lunghe so che la figlia di Paolo ha detto che mio zio sostiene che io penso che Giovanni
ritenga che Giorgio beva e invece io penso che . Per gli animali non funziona cosi.
La ricorsivit inutile; enunciati troppo lunghi non hanno funzionalit comunicativa. Allora perch esiste?
difficile capire cosa potesse servire una funzione del genere. Forse in passato servita, ma ci sono oscure le
cause.
DIPENDENZA DALLA STRUTTURA
Una delle pi caratterizzanti dellessere umano. La ricorsivit ammessa anche dai linguaggi informatici
mentre la dipendenza dalla struttura solo umana.
Non dobbiamo pensare che le lingue siano usate mettendo in fila delle parole. Se le enunciazioni fossero
basate sullo scegliere delle parole in successione, tale scelta dovrebbe rendere conto solo di ci che
precede la parola successiva. Nellessere umano i rapporti fra le parole sono tra parole che si trovano a
grande distanza fra loro. Vi sono complesse regole soggiacenti che governano certe scelte [Es: la macchina
che avete detto che non pu pi essere venduta ,perch un vecchio catorcio, la mia]. Le regole della
sintassi (o morfosintassi) operano su forme lontane tra loro. La forma superficiale che udiamo di un
enunciato diversa dalla sua organizzazione soggiacente perch la trama che c sotto non la vediamo. -->
Principio di non osservativit (non vedo il meccanismo)

Il linguaggio e le lingue
Il linguaggio ha una caratteristica specifica e unica, ovvero posso spiegarlo solo attraverso il linguaggio. -->
Operazione= Metalinguisticit riflessiva. Mezzo= metalinguaggio.
Il linguaggio una facolt dellhomo sapiens; le lingue sono manifestazioni concrete, storiche e naturali di
questa facolt. una differenza metacodificata dal linguaggio stesso. [Es: Inglese language:significa tutte
e due le cose (human language, german language,..). Tedesco sprache: significa tutte e due le cose
(menschliche sprache, italienische sprache)].

Filogenesi: linguaggio. Facolt universale


Ontgenesi: lingue. Manifestazione storicamente determinata della facolt del linguaggio

Un linguaggio, tante lingue


Ci sono dei limiti alla variazione interlinguistica? S: gli universali, ovvero caratteristiche o elementi che o
sono presenti in tutte le lingue del mondo, o non sono contraddetti da alcuna lingua del mondo.

Assoluti: non possono non averli


Implicazionali: non contraddetti da alcuna lingua

Tutte le lingue hanno le vocali. La ragione non banale dato che potrebbero anche non esistere; i suoni
non sono tutti della stessa salienza percettiva. I suoni sono dotati di sonorit intrinseca, alcuni si sentono
meno altri di pi. a, p, r: la resa di salienza diversa con pari sforzo articolatorio. Le vocali hanno
massimo grado di salienza. Le consonanti hanno sonorit minore.] Universale assoluto

Se una lingua ha strumenti per esprimere il genere avr anche strumenti per esprimere opposizioni di
numeri. Genere (A) e numero (B). Esistono tre opzioni: 1. c genere e c numero (russo e italiano) . 2. c
numero ma non vi genere (turco, mongolo, persiano, armeno). 3. Non vi numero e non vi genere
(cinese). 4. c numero ma non vi genere. opzione inesistente (se piove ci son nuvole in cielo. Piove ma
non ci sono nuvole.) impossibile =implicazione.
Vi devono essere necessariamente tre casi verificati (se trovassi un caso contraddittorio non avremmo pi
luniversale implicazionale.

Cos una lingua?


una manifestazione storico-naturale della facolt del linguaggio. Risulta difficile darle una definizione.
Possiamo per dire com fatta una lingua:
Strutturata su pi livelli organizzativi. Certi livelli daranno luogo a unit di livelli superiori e cos via.
riferita necessariamente alla facolt di linguaggio.
La lingua conosciuta perfettamente dai parlanti ma un sapere chiaro-confuso (Leibnz); si sa
esattamente come si fa ma non si sa perch lo si fa. Parlare dipende da una complessa competenza
mentale, ma comunque una competenza applicativa sulle cui premesse mentali non abbiamo
controllo. Necessaria una riflessione formale ed esplicita.
Cosa sa il Parlante?
Livello fonologico: sa articolare f ma sa che non pu essere preceduta da v e p.
Livello morfologico: sa costruire i contrari con prefisso- in .. felice infelice; caldo incaldo*
Livello sintattico: ho chiamato Carlo\ ho telefonato Carlo*
Livello semantico: serata calda, accoglienza calda \ serata afosa, accoglienza afosa*
A tutti i livelli c grande quantit di conoscenze che i parlanti gestiscono alla perfezione,ma rispetto ai
quali non saprebbero fare operazioni metalinguistiche.

Lorganizzazione interna di una lingua pu variare molto ma sempre allinterno dei limiti del linguaggio
come facolt. Lidea tuttaltro che recente: Ruggiero Bacone riteneva che la grammatica uguale nella
sostanza, ma varia accidentalmente; nell Ottocento per la descrizione di molte lingue render inevitabile
una riflessione sui limiti della variazione nellorganizzazione strutturale. ( nellOttocento che nasce la
linguistica come disciplina autonoma e scientifica ma linteresse vi da sempre. Nasce dalla crescente
descrizione rigorosa delle lingue. una scienza comparativa che si giova del campione pi ampio possibile.

Ragionando per coppie di concetti


Da 98 anni a questa parte, ovvero dalla pubblicazione di Saussure nel 1916 fondamentale contributo alla
linguistica), si tende a cercare di chiarire il funzionamento del linguaggio giovandosi di coppie
terminologiche che aiutano a comprendere la strutturazione del linguaggio umano.

Scrittura vs parlato

Tutti parlano, ma non tutti scrivono. Viceversa non possibile.


La scrittura una tecnologia della parola perch la potenzia, secondaria perch si possono scrivere solo
prodotti del linguaggio, accessoria perch non pu non esistere (la scrittura avr circa sei mila anni,
dunque relativamente giovane) , conservativa perch la grafia si fermata, cambiata solamente la
pronuncia.
Il linguaggio al contrario primario, prioritario e naturale e mutevole.

Sincronia vs diacronia

Lopposizione ben discussa da Ferdinand de Saussure (Ginevra) ne Cours de linguistique gnerale, testo
riedito a postumi dagli allievi di Saussure.
Un ampia parte dedicata allopposizione sincronia-diacronia. Tale opposizione si riferisce alle modalit
che spiegano la lingua. Per comprendere il linguaggio dobbiamo passare attraverso lo studio delle lingue.
Gli approcci possibili sono due:
Studio diacronico: tiene conto del fattore tempo e si occupa di studiare la stessa lingua in periodi
cronologici diversi seguendone i cambiamenti e levoluzione.
Studio sincronico: studio a tempo 0, eliminando la variabile tempo. Non si vedono i cambiamenti
della lingua, bens il rapporto esistente tra elementi simultanei, ovvero elementi presenti nella
lingua in quel dato momento.
Non era nellintenzione di Saussure che le lingue avessero una duplice natura. La lingua difatti non ha
duplice natura; il modo in cui si studia che ha una natura duplice. Transitus ab intellectu ad rem
spostamento dalla mente alloggetto: teoria strutturalista che non va replicata (ovvero queste modalit
diventano propriet della lingua). La lingua non sincronica n diacronica; si tratta di due approcci possibili
allo studio del linguaggio per trarne unidea complessiva.
Esempi:
Studio diacronico
Espressione delloggetto diretto Latino: caso accusativo (esprimere il complemento oggetto con una
declinazione della parola). Italiano: ordine delle parole. In entrambi i casi si conserva lespressione di
qualcosa ma con una strategia diversa
Espressione della determinatezza Latino classico: manca (non c differenza tra dire un re e il re, non vi
possibilit di specificare). Latino volgare: con il pronome ille, illa , illud( aggettivo dimostrativo, ille rex
ovvero il re). Lingue romanze: articolo preposto (il vino) o postposto (vinul rumeno). N.B: In tutte le
lingue romanze derivate dal latino si sviluppa una strategia x esprimere la determinatezza.

Studio sincronico
Sistemi vocalici confrontiamo la strutturazione e il funzionamento. Latino: 10 vocali, a, e, i, o, u,
(brevi e lunghe, la lunghezza era pertinente, distingueva significati diversi). Italiano standard: 7 vocali: a e
i o u (non vi correlazione di lunghezza, le distinzioni riguardano solo il timbro vocalico). Arabo classico:
a, i, u.

Lo studio diacronico ci mostra che le lingue cambiano e ci spinge a chiederci come e perch, la sincronia ci
mostra che le lingue funzionano in virt di rapporti strutturali tra elementi. In ogni caso per le lingue sia
cambiano e sia funzionano; per conoscere il fenomeno lingua servono entrambi gli approcci. I parlanti sono
immersi nella sincronia e non nella diacronia sapere chiaro-confuso, sa bene la lingua ma non sa la storia.

Astratto vs concreto

Se si pronuncio 10 volte v[i]nti e lo registro con apparecchi sofisticati, le misurazioni mi mostreranno 10 [i]
leggermente diverse. Sono differenze non pertinenti a livello funzionale, a livello astratto rappresentano
tutte un'unica unit. Non ci sono confini linguisticamente significativi.
Se io pronuncio v[e]nti, v[]nti, v[a]nti il significato cambia. Passa tra loro un confine linguistico significativo.
Tale confine d luogo a parole di significato diverso. N.B: Questi confini non sono gli stessi in tutte le lingue.
Arabo: a ed no differenza. I ed e no differenza.
[Es: malik(re)\mlik\mlek\malek sifr \ sefr (vuoto)].

Le opposizioni valgono pi degli elementi: [a] [e] [] ed [i] generano opposizioni, sono separate da confini
psicologici, hanno valore funzionale, sono LINGUISTICAMENTE PERTINENTI.
A livello concreto ci sono infiniti suoni, a livello astratto ci sono solo alcuni suoni realizzabili in n modi
diversi.
Tutti i linguisti distinguono un livello astratto e uno concreto ma li chiamano in modo diverso: langue e
parole.

Langue vs parole

Langue: ci che i parlanti sanno ovvero la conoscenza sovraindividuale della modalit di parlare in
una comunit storica. un sapere sociale che preesiste e sopravvive al parante. Dimensione
astratta. [Es: [i]vs[e] nellarabo].
Parole: ci che i parlanti fanno ovvero lesecuzione concreta di atti linguistici. Dimensione
Concreta.

La stessa distinzione presso altri linguisti


Lopposizione tra dimensione astratta del linguaggio e dimensione concreta espressa da altri in altre
coppie:
R. Jakobson codice (livello astratto: un insieme di potenzialit che si basa sulla combinazione di
elementi mediante regole) vs messaggio (livello concreto: sequenza verbale costruita secondo le possibilit
del codice) [1. Non si possono violare le regole di combinazione : mela, male mlea*, ealm*. Sentite
come non italiane.
2. Non tutte le possibilit sono sfruttate: lema non viola le regole di combinazione ma non vuol dire nulla.
3. Non tutte le lingue sfruttano gli stessi elementi e le stesse regole. Ogni codice seleziona alcuni elementi
tra i tanti possibili.
N. Chomsky competenza(livello astratto: c per una differenza rispetto al codice e alla langue: un
fattore individuale seppur largamente condiviso con gli altri parlati della comunit. [Es: uso del congiuntivo,
linguaggi specialistici]) vs esecuzione ( corrisponde pienamente alla parole e al messaggio). Chomsky ha un
approccio mentalista e non empirista.

Rapporti sintagmatici vs rapporti paradigmatici (associativi)


Per Saussure la linguistica si occupa delle lingue, le quali sono fatte di rapporti ovvero relazioni tra gli
oggetti che la compongono. Hanno pi importanza i rapporti che la natura stessa degli elementi.
[Es: scacchiera in materiale fragile: la torre cade e si rompe, viene sostituita con un tappo, la funzionalit
la medesima.] Tutti gli elementi presenti nelle lingue funzionano per essere messi in relazione con altri
elementi, poca importanza ha a loro forma in s. Un elemento conta pi per ci che fa che per ci che . Sia
quello che fa che quello che dipende dal sistema (insieme di rapporti tra tutti gli elementi). I rapporti
stanno sia livello di langue che a livello di parole.
Il parlare una attivazione di rapporti nella parole e nella langue.

Rapporti sintagmatici: in praesentia, tra elementi compresenti in un enunciato. Rapporti


orizzontali, appartengono alla parole e sono legati alla combinazione degli elementi presenti in un
enunciato.
Rapporti paradigmatici: in absentia, tra elementi che possono essere tra di loro sostituiti allinterno
di un enunciato. Rapporti verticali e appartengono alla langue.

[Es: il gatto incontro un grosso alano sdentato. Ci sono elementi la cui selezione imposta dalla presenza
di altri elementi.
-Il gatto (lo gatto, gli gatto,*)la selezione di il imposta dal genere e dalla forma fonica di gatto.
Rapporti tra elementi compresenti nella frase. Sintagmatici
-Sdentato (in italiano il suono [s] si assimila sulla base delleventuale consonante seguente: davanti a [t],[c]
che si producono senza vibrazione delle corde vocali la [s] sorda. Qualora la consonante sonora
(vibrazione corde vocali) la vicinanza possibile solo la [s] sonora. basati sulla combinazione tra elementi
vicini. Sintagmatici
-Rapporti tra elementi che sono compresenti nella testa di chi parla ma che non possono essere
compresenti nella stessa posizione in un enunciato. Al posto di gatto potevo mettere la gatta, i gatti, le
gatte,elementi basati sulla selezione tra elementi co-funzionali (che potrebbero svolgere la stessa
funzione dal punto di vista grammaticale). Paradigmatici]

[Es: tempio greco: sopra alle colonne c il capitello e sopra ai tanti capitelli c una trave. La trave mette in
rapporto le colonne le quali sono tutte unite in un'unica struttura grazie alla trave. Se c un capitello
dorico, ionico o corinzio, provvedo ad una scelta che non ha nulla a che vedere con lunita della struttura
garantita dalla trave. Essa garantisce la sua funzione comunque (sintagmatico), la scelta delle colonne da
usare pu variare (paradigmatico)].

-Rapporti sintagmatici sono obbligati ed ineludibili, pena la produzione di una frase malformata.
-Rapporti paradigmatici hanno un ruolo molto essenziale per la lingua.

Saussure osserva che la grande importanza dei rapporti paradigmatici caratteristica di tutte le lingue,
per notava che questi rapporti sono basata sulla differenza di questi elementi. Tale differenza era data dai
loro rapporti con tutti gli altri elementi. Ogni elemento di una lingua sta in un sistema(rete di relazioni),
nessun contenuto dato in s ma si definisce solo a partire solo dai rapporti paradigmatici con gli altri
elementi
[Es: Italiano: andare il significato che tale parola definito dagli altri elementi nel sistema. Tedesco:
gehen significa andare, ma solo nellaccezione dellandare a piedi. Fahren significa andare con un
mezzo. I significati non sono un dato in s ma sono dati dai rapporti con altri elementi.]
[Es: Inglese: song, son. Queste due parole non sono molto diverse foneticamente. La [g] di song non si
sente. La [n] sar nasale mentre la [n] di son sar alveolare.Le [n] tra di loro sono sostituibili, la
sostituzione ha funzione linguistica. Per non posso metterle tutte e due, devo scegliere. La scelta non
dipende da ci che sta vicino. Rapporto paradigmatico
[Es: ci sono lingue che hanno pochi nomi di colore. Due nomi il minor numero rilevato. Lingua parata in
nigeria(?): bianco nero e rosso si dividono tutta la gamma cromatica. Contenuto che dipende dalla presenza
di altri nome di colore. Giallo=rosso. non esistono significati in s, le lingue le lessicalizzano in modo
diverso, ma i significati dipendono da rapporti paradigmatici.]
[Es: Latino: puer (ita: bambino e ragazzo). Italiano: mangiare e bere (persiano: khordan). Italiano: andare
(ted: gehen e fahren)].

[Es: Italiano: posso pronunciare [t] seguito da una piccola aspirazione, ci non fa problema perch
limportante non invadere lo spazio del suono pi simile cio [d].
Arm. Orientale: se pronuncio una piccola aspirazione dopo [t] posso dare luogo a fraintendimenti.
Than=della casa e tan bevanda a base di yogurt.]

Significante vs significato

Il linguaggio un sistema semiotico, cio un sistema di segni, di espressioni associate a contenuti.


Espressione: significante (immagine acustica, sequenza di foni che costituisce la dimensione
accessibile).
Contenuto: significato (immagine mentale suscitata dal significante).
Sono due facce della stessa medaglia, due entit fortemente attaccate tra loro. Significante e significato
formano un segno linguistico.
Propriet del segno linguistico:
1. Distintivit: si distingue da altri segni (maglia div paglia div raglia).
2. Linearit: ogni segno linguistico fatto di elementi pi piccoli manifestati in sequenza. Si muove
lungo un asse temporale. (pane div enap. Anna ama Paolo div Paolo ama Anna). La linearit
aumenta la possibilit di combinazione.
3. Arbitrariet: non vi alcuna ragione che giustifica lunione di un certo significante con un certo
significato. (it:luna, ted: mond, arm: lowsin, ar:qamr,)

Parlando di segni
Il modo in cui lespressione rimanda al contenuto differente.

Si deve a Charles S. Peirce la classificazione dei segni in:


Icone: a- immagini b-diagrammi c-metafore
Segni in cui lespressione rimanda al contenuto per somiglianza, cio espressione e contenuto hanno
somiglianza topologica.
Tre tipi di somiglianze: a- quando la somiglianza tra espressione e contenuto complessiva e diretta
(fotografia, ritratto). b- somiglianza tra le relazioni intercorrenti tra le parti dellespressione e le parti del
contenuto (Es: posti a tavola, in alcune culture sono occupati secondo una gerarchia). c- somiglianza basata
sullanalogia, il parallelismo tra qualche caratteristica dellimmagine e del contenuto (Es: caricatura, oppure
dire Paolo un leone). raro che un segno appartenga solo ad una tipologia, bisogna tener conto del
segno e del contesto in cui inserito. [Es: icona lampadina, metafora di idea se posta sopra una testa,
immagine se inserita nelle istruzioni di una lampada].
Indici
Lespressione rimanda al contenuto e lo manifesta, ma il rapporto tra contenuto ed espressione di
contiguit, ovvero lespressione indica il contenuto. [Es: fumo come indice di fuoco, orme indice di
animale]. Lespressione manifesta un contenuto non sulla base della somiglianza, ma in base ad un punto di
contatto tra i due.
Simboli
Il legame tra lespressione e il contenuto arbitrario e convenzionale, ovvero non c nessuna ragione
naturale per cui a quellespressione debba essere abbinata a quel contenuto. Il contenuto associato a
quellespressione frutto di una convergenza di una comunit riguardo al contenuto stesso. [Es: triangolo
rosso in segno di pericolo, nero come colore del lutto]. Alcuni segni ci risultano totalmente immotivati, non
significa che lo siano sempre stati, per nel qui ed ora non si trova un significato necessario.

[Es: segno triangolo macchina in mare. Immagine macchina che precipita nel mare + simbolo triangolo
rosso segnala il pericolo + indice segnala attenzione da quel punto in poi.] tanto pi un segno
complesso tante pi istanze iconiche potr esprimere.

Arbitrariet del segno linguistico


Motivazioni interne
Il rapporto tra significato e significante arbitrario, ad eccezione della sinestesia la quale presenta delle
tracce di motivazione (si applicano pi sensi alla stessa espressione, alcuni dei quali vengono coinvolti sulla
base di processi analogici di pensiero. Es: le Pleiadi pigolano indica che non hanno luce fissa.\ In molte
lingue la parola piccolo riporta una [i]; fr: petit, ingl: little, ungh: kicsi, ar: sagr. Correlazione psicomotoria
tra il suono [i] perch acuto e pronunciato con la massima restrizione delle corde vocali e qualcosa di
piccolo che occupa poco spaziorapporto sinestetico, queste parole sono meno arbitrarie) e della
motivazione di secondo grado, ovvero segni costituiti dallunione con altri segni [Es: it: venti totalmente
arbitrario. ventidue unione di due segni arbitrari ma nella loro unione nasce unistanza di motivazione].

Se per coinvolgiamo il referente (elemento mentale esterno al linguaggio) ci sono vari gradi di arbitrariet.
Per lo strutturalismo (Saussure) il referente aveva poca importanza. C uno scarto tra la realt e come
viene classificata dal linguaggio. Il referente non necessariamente contiene le stesse informazioni in ogni
lingua.
Se cerco di rivalutare il ruolo del referente lorizzonte si fa pi esteso (correnti cognitiviste): larbitrariet
tra il segno e la porzione di realt che segmenta (referente) spesso diffusa, ma ci sono limiti a tale
arbitrariet.

Motivazioni esterne
Dipendono da conoscenze sul mondo.
Onomatopee quando il significante iconico di parte del referente (il suono) It: cuculo, sussurrare,
squittire. It: vuccumpr (riprende il suono dei venditori ambulanti), ungh: vigets (come va?). Tali segni nel
rapporto tra segno e oggetto della realt non hanno rapporto pienamente arbitrario, anzi hanno istanze di
motivazione legate al alliconismo del significante.
In altri casi esistono motivazione esterne basate sul significato di qualche caratteristica delloggetto
metasemia: il nuovo referente condivide qualche aspetto del significato della vecchia parola. Es: azzurro-gli
azzurri nuova applicazione della parola azzurro.
Quando c meno arbitrariet ed una caratteristica del referente diventa la motivazione per chiamare un
altro oggetto nello stesso modo parliamo di metonimia, ovvero usare una vecchia parola applicandola
ad un nuovo referente sulla base di una qualche contiguit. Indicare una parte per una totalit. Agisce
come indice, processo eminentemente lessicale di contiguit. Intesa in varie possibilit.
Metaforauna parola viene applicata ad un nuovo referente sulla base di una somiglianza tra le
caratteristiche del referente A e quelle del referente B: Es: linguetta, coda. Ingl mouse

La doppia arbitrariet
Larbitrariet dunque doppia:
1. Tra significato e significante
2. Tra segno e referente.
[Es: lingue con tre nomi di colore: bianco nero e rosso. Se per io prendo il bianco avr una certa parola per
bianco, quindi avr un certo significante con un significato. Quella porzione di realt non detto che sia la
stessa applicabile in un altro sistema di colori.]

Unaltra dimensione di iconicit nel linguaggio la troviamo anche nella grammatica. Il caso in cui certe
parole presentano delle strutturazioni interne che hanno un legame con il significato, queste parole sono
pi iconiche; ma se il significato e la strutturazione interna delle parole sono collagate e danno luogo a
significati grammaticali meno arbitrari, ci troveremo di fronte a segni pi iconici e meno arbitrari sul fronte
del significato grammaticale.
[Es: indonesiano: singolare biri (pecora), plurale: biri, biri il duplicare lintero segno iconico perch
raddoppiando lintero segno significa che devo considerare loggetto dal segno in valore superiore alla
singola unit. Plurale con reduplicazione totale.
Ilocano: pusa (gatto), plurale: puspusa plurale con reduplicazione parziale.
Italiano: giallo, giallo giallo, giallissimo Laggettivo esprime qualit e quindi viene modulato su vari gradi
di intensit.
Turco: temiz (pulito), tertemiz (pulitissimo) plurale con reduplicazione parziale. Il segno risulta
parzialmente raddoppiato e da luogo a un rapporto di iconicit tra il significante e il significato.
Arabo: kasara (ruppe), kassara (trit fece a pezzettini).
Italiano: lallungamento dellultimo suono della sillaba tonica una strategia per fare il superlativo].
Tutte le lingue hanno questi meccanismi.

Per lo pi la lingua un sistema simbolico, ovvero un rapporto arbitrario tra segni linguistici. Secondo
Saussure un rapporto solo tra significato e significante. Di fatto la motivazione tra segno e realt non
necessaria al funzionamento del linguaggio; per la motivazione c sempre nel momento in cui le parole
vengono create. Nel tempo la motivazione pu perdersi ma le lingue funzionano lo stesso!
[Es: Italiano spina. Latino spinula. La seconda parola motivata mentre tra il significante spina e il
significato (porzione delle piante che punge) non c relazione. Nella seconda c un morfema
ula(piccolo) piccola spina (manufatto utilizzato per bloccare i lembi degli abiti, filo fine e ritorto )
meno arbitrario perch il rapporto con spina evidente. La parola si evoluta in spilla. Rapporto tra spilla e
spina arbitrario.]
In italiano le due parole continuano con lo stesso significato senza che vi sia pi la motivazione. Saussure
afferma che la lingua un sistema in cui tutto si tiene.

Una metafora biologica


Tutte le lingue storico naturali si strutturano in diversi livelli di organizzazione, un po come gli esseri
viventi. Gli elementi chimici si combinano tra loro e danno luogo a molecole, le molecole a composti, i
composti a organelli, poi cellule, tessuti, organi, apparati, individui, popolazioni usando questa metafora
capiamo i diversi livelli di organizzazione della lingua.

I foni e i fonemi (cio i suoni) si combinano in sillabe e in morfemi


I morfemi danno luogo a parole
Le parole a sintagmi
I sintagmi a frasi
Le frasi a periodi
I periodi a discorsi
Unit pi piccole si combinano per dare luogo a unit pi grandi.
Questi oggetti combinati non sono identici, alcuni sono dotati di significato ed altri no (vedi Martinet, prima
e seconda articolazione).

Una scienza per ogni livello


Suoni nella loro componente fisico- acustica fonetica
Suoni nel loro valore funzionale e nella possibilit di combinarsi fonologia
Dai morfemi (unit minime dotate di significato) alle parole morfologia
Dai sintagmi ai periodi sintassi
Significato semantica

I suoni in s non hanno significato, sono unit subsegniche. I suoni sono studiati dalla fonetica e dalla
fonologia (entrambe scienze foniche ma in due prospettive diverse).
Fonetica: studia la realt materiale del suono, cio:
1. Produzione (fonetica articolatoria)
2. Ricezione (fonetica uditiva e percettiva)
3. Trasmissione mediante unonda (fonetica acustica)
Fonologia: studia i suoni nelle loro caratteristiche funzionali (distintivit)

Prospettive diverse
In fonetica se due suoni sono oggettivamente diversi tra loro essi sono due unit (foni). Il criterio per
individuare le unit della fonetica il criterio della diversit. Suono considerato nella sua realt fisico-
acustica.
In fonologia se due suoni sono oggettivamente diversi ma non possono distinguere parole di significato
diverso, essi sono varianti della stessa unit (fonema). Suono che ha carattere distintivo (distintivit) cio
che se scambiato con altri fonemi pu dare luogo a parole di significato diverso (mano div nano).

Fonetica
Come si producono i suoni? La produzione di suoni avviene attraverso lemissione di aria dai polmoni che
passa nei bronchi e dai bronchi alla trachea. Quando arriva alla laringe, e fino alluscita definitiva, questa
pu incontrare diversi ostacoli: nella laringe vi sono la glottide che contiene le pliche vocaliche (primo
possibile ostacolo). Laria prosegue ed entra nella faringe e pu continuare la sua strada nella bocca oppure
entrare nel dotto nasale (lugola e il velo palatino possono chiudere il dotto nasale od orale). Nel cavo orale
vi la lingua (radice, dorso o lamina, apice). Al di sopra troviamo palato duro e poi alveoli. Sopra ancora ci
sono le cavit nasali. I suoni vengono articolati modificando la posizione delle corde vocali o delle strutture
presenti tra la faringe e le labbra.

La voce, la sonorit
Le pliche vocali possono chiudere il dotto laringeo al passaggio dellaria, laria pu riaprirle e cos via, con
una frequenza di 50-200 volte al secondo.
Questa vibrazione d luogo alla voce o sonorit, dunque:
suoni sonori: con vibrazione delle pliche vocali
suoni sordi: senza vibrazione delle pliche vocali

Vocali e consonanti
Se nel procedere oltre la laringe laria incontra degli ostacoli, delle forme di ostruzione consonanti
Se nel suo procedere oltre la laringe laria non incontra degli ostacoli vocali
Le vocali sono tutte sonore.

Laria sale dai polmoni

Incontra ostiacoli diversi dalla vibrazione delle pliche vocali?

Si no

C vibrazione delle pliche? C vibrazione delle pliche?

Si no si no

Consonante sonora consonante sorda vocale silenzio

Vocali
Ci sono suoni che si articolano senza che vi siano ostacoli tali da creare unostruzione significativa. Questi
suoni in cui non si riscontrano nel cavo orale particolari ostacoli sono le vocali. Sono tutte articolate con la
vibrazione delle corde vocali (sono tutte sonore).
I timbri sono generati dalla diversa forma che il dotto orale assume al passaggio dellaria. La posizione
assunta dalla lingua modifica la forma della cavit orale attraverso cui passa laria; queste diverse forme
danno luogo ai diversi timbri vocali.
Tutte le vocali sono riconducibili a tre variabili fondamentali (o tre assi di variazione):
1. posizione di un punto medio ideale della lingua sullasse orizzontale (posteriore, centrale,
anteriore)
2. posizione di un punto medio ideale della lingua sullasse verticale (bassa, medio bassa, medio alta,
alta)
3. arrotondamento delle labbra (arrotondata, non arrotondata)
Date queste assi di variazione, combinandole si producono tutte le vocali del mondo.

Trapezio vocalico
Lo spazio in cui un punto medio ideale della lingua si pu muovere in bocca un piano circoscritto da un
perimetro a trapezio.

Vocali dellitaliano
Vedi illustrazione trapezio vocalico sul testo.
Non arrotondate : a e i
Arrotondate: o u

a : bassa, media anteriore, non arrotondata


: medio bassa, anteriore, non arrotondata
e : medio alta, anteriore non arrotondata
i : alta, anteriore, non arrotondata

: medio bassa, posteriore, arrotondata


o : medio alta, posteriore, arrotondata
u : alta, posteriore, arrotondata

Le vocali di un sistema efficiente devono essere articolate in punti lontani che facilitano la percezione della
loro differenza.

Lalfabeto IPA
Strumento di lavoro creato artificialmente alla ricerca della massima biunivocit tra segno e suono. Ad ogni
suono corrisponde un segno (cosa che nei sistemi di scrittura del mondo alquanto rara). Ogni trascrizione
infinitamente precisabile , si possono selezionare vari gradi di approssimazione.
Le trascrizioni fonetiche vanno messe tra [] e rappresentano i foni. Quelle fonologiche rappresentano i
fonemi e si pongono tra //.

Consonanti
Si distinguono dalle vocali per il fatto che da dopo la laringe si possono incontrare degli ostacoli tali che
riducono lo spazio del cavo orale comprimendo laria o in qualche modo ostacolandone il passaggio. Si
classificano sulla base di tre parametri (i quali intervengono simultaneamente):
1. modo di articolazione: legata allentit dellostacolo che viene opposto allaria e tale entit
proporzionale al passaggio lasciato libero dallaria
2. luogo di articolazione: punto dellapparato fonatorio in cui viene prodotto lostacolo
3. presenza o meno della vibrazione delle corde vocali, presenza o assenza del tratto di sonorit

Modalit di ostruzione dellitaliano


Occlusiva massima ostruzione possibile, per un momento il canale fonatorio totalmente
chiuso, quando locclusione viene rilasciata si ode una piccola esplosione. I foni occlusivi sono tutti
momentanei. Possono essere sia sordi, sia sonori.
Fricativa se riduco appena lostruzione e lascio una fessura in cui pu passare laria, ottengo la
fricativa. Il dotto orale del canale fonatorio subisce una forte restrizione, solitamente operata dalla
lingua. Si produce un suono simile ad uno stridolio. Sono tutti continui. Possono essere sia sordi,
sia sonori.
Affricata articolazione complessa. Il canale fonatorio viene chiuso per un breve istante a cui
segue un rilascio ovvero lapertura di una fessura attraverso cui fare passare laria. Occlusione +
frizione in rapida sequenza. Sia sordi che sonori, continuo.
Nasale il canale fonatorio completamente chiuso nella sua parte orale ma laria pu uscire dal
naso (perch il velo palatino si abbassa). I foni nasali sono tutti continui e sonori.
Laterale la punta della lingua crea un ostruzione parziale, laria esce dai lati del dorso della
lingua. Sono continui e sonori
Vibranti ostacolo posto e rimosso in rapida sequenza dalla lingua. Tutti continui e sonori
Approssimanti locclusione del canale fonatorio minima, la lingua si alza di poco al di sopra dei
limiti superiori del trapezio vocalico. I foni sono continui e sonori.

Classificazione delle consonanti italiane

OCCLUSIVE

Luogo di articolazione sorda\sonora

Bilabiale [p] \ [b]


Dentale (talvolta alveo dentali) [t] \ [d]
Velare [k] \ [g]

FRICATIVE

Labiodentale [f] \ [v]


Alveolare [s] \ [z]
Alveo palatale [] \ []

AFFRICATE

Alveolare [ts] \ [dz] (pozzo \ razzo)


Alveo palatale [] \ []

NASALI

Bilabiale [m]
Alveolare [n]
Velare []
Labiodentale []
Palatale []

LATERALE

Alveolare [l]
Palatale []
VIBRANTE

Alveolare [r]

APPROSSIMANTI

Palatale [j]
Velare [w]

Si trovano sempre davanti a vocale.

I tratti di sonorit sono unit subfoniche, inferiori al fono. I foni possono essere dunque suddivisi in tratti.

La sillaba

ununit di seconda articolazione universale. Tutti i parlanti del mondo sanno segmentare una parola in
unit dette sillabe.
Aggregazione di suoni attorno ad un picco di intensit detto nucleo. La sillaba ha una sua strutturazione
interna. caratterizzata dalla presenza di un nucleo (unica parte indispensabile per lesistenza di una
sillaba). In italiano il nucleo sempre dato da una vocale.
Testa o attacco: suoni prima del nucleo
Coda: suoni dopo il nucleo
La coda sillabica in italiano data da una sola consonante. La testa pu essere pi complessa.

Sonorit intrinseca e sillabazione


Il picco dintensit il punto di massima sonorit intrinseca tra due minimi di sonorit intrinseca.
La sonorit intrinseca appartiene a tutti i suoni, ovvero una maggiore o minore intensit naturale
indipendente dalla forza con cui sono articolati. La sonorit intrinseca dei suoni collegata allapertura del
cavo orale. Pi aperto e pi alta la sonorit intrinseca.
Ad ogni minimo di sonorit inizia una nuova sillaba.
Se una sillaba ha una coda allora diciamo che una sillaba chiusa. Se invece una sillaba termina con il
nucleo allora una sillaba aperta.
La rima lunione del nucleo + la coda.

Scala di sonorit intrinseca


Voc. Bassa
Voc. Medio bassa
Voc. Medio alta
Voc. Alta
Approssimanti
Vibranti
Laterali
Nasali
Fricative
Affricate
Occlusive

Vocali e sillabazioni: i dittonghi


In una sillaba il nucleo occupato da una vocale, ma tale vocale pu essere seguita da unaltra vocale, che
si chiamer semivocale e former con la prima un dittongo.
Un dittongo un movimento della lingua nello spazio vocalico allinterno della stessa sillaba, naturalmente
la semivocale avr apertura (e sonorit intrinseca) minore.
Es: [lai.do].
Le semivocali si segnano con (curvetta in basso, sotto la vocale).
Se per la seconda vocale accentata allora sar nucleo di sillaba. Es: [gwa.i:.to]. Due picchi di intensit
devono stare in sue sillabe differenti.
Dittongo discendente: la sonorit intrinseca minore nella seconda vocale.
Dittongo ascendente: la sonorit intrinseca cresce nella seconda vocale, ma un esame sperimentale mostra
che non abbiamo un movimento della lingua, ma prima unapprossimante e poi una vocale [Es: jeri, womo].
Derubricati e ritenuti unapprossimante + vocale.

Due fatti fonetici


Se una vocale seguita a una nasale appartenente alla stessa sillaba (da una nasale tautosillabica),
la vocale si nasalizza, cio un po di aria esce anche dal naso mentre si produce la vocale. In italiano
vocali nasalizzate quando tali vocali sono seguite da nasali allinterno della stessa sillaba. Si indica
con (ondina sopra vocale).
Es: [kan.ta.no], solo la prima a si nasalizza perch seguita da nasale allinterno della stessa sillaba. Il
confine di sillaba una realt operativa che entra in gioco nei processi fonetici.

Se una vocale si trova contemporaneamente in


1. Sillaba tonica
2. Sillaba aperta
3. Sillaba non finale
Si allunga. [Es: kan.ta:.re] div [vir.tu].

Tratti sovrasegmentali
Ci che non intrinseco al segmento fonico, ma gli esterno come la musica al testo di una canzone, si
chiama tratto sovrasegmentale. Spesso riguardano lintera sillaba. Riguardano parametri diversi rispetto
quelli del movimento dellapparato fonatorio. Sono quattro:
1. Accento
2. Lunghezza
3. Tono
4. Intonazione

ACCENTO: un insieme di strategie per dare maggiore salienza e percettibilit a una sillaba rispetto alle
altre allinterno di una parola. Queste strategie sono tre ( sempre compresenti ma una prevale sulle altre a
seconda delle lingue):
Pronunciarla con maggiore intensit (pi aria dai polmoni)
Pronunciarla pi alta (le frequenze pi alte sono pi salienti per il nostro orecchio)
Pronunciarla pi lunga (con durata temporale maggiore)
Le tre strategie sono generalmente compresenti ma una tende a prevalere, si avranno cos:
Lingue ad accento espiratorio italiano
Lingue ad accento musicale greco classico, serbo-croato
Lingue ad accento di durata georgiano
Lelemento pi percepibile della sillaba accentata sempre la vocale.
Laccento pu essere distintivo, purch esso non sia fisso: [me:.ta] div [me.ta]
Lingue ad accento fisso: laccento cade sempre sulla stessa sillaba (francese, sempre sullultima sillaba.
Polacco, sempre sulla penultima sillaba. Ceco,sempre sulla penultima sillaba).
Lingue ad accento libero: laccento cade su sillabe diverse (italiano).

LUNGHEZZA: la durata cronologica con cui un suono viene pronunciato. Si oppongono suoni brevi a suoni
lunghi. In una lingua ci possono essere vocali lunghe e vocali brevi, consonanti lunghe e consonanti brevi.
In alcune lingue ha valore distintivo (in italiano no).
Latino palus palude vs palus (a lunga trattino sopra) palo gran numero di opposizioni nel latino.
Milanese [kar] carro vs [ka:r] caro
Italiano pala vs palla
La lunghezza si nota in IPA con : oppure nel caso delle consonanti, ripetendo il segno della consonante.

TONO: laltezza o modulazione di altezza di nota musicale associata ad una sillaba (udibile soprattutto
sulle vocali). In certe lingue, dette tonali, ha valore distintivo.
Cinese mandarino presenta quattro toni:
m (alto costante) mamma
m (ascendente) lino
m (discendente- ascendente) cavallo
m (discendente) sgridare

Africa sub sahariana, la distinzione tonale riguarda la grammatica. Nel cinese riguarda la semantica.

INTONAZIONE: la modulazione melodica associata ad un enunciato, linsieme di tutti i toni musicali toccati
nella realizzazione di un enunciato. In certe lingue ha valore distintivo.
It. Paolo ha pranzato (intonazione affermativa)
Paolo ha pranzato (intonazione interrogativa) risposta s\no (altrimenti ci pensa la sintattica, forme
interrogative quindi non serve dare lintonazione).

Fonetica intersegmentale: le assimilazioni


Si osserva che nella catena del parlato alcuni suoni tendono a modificarsi per linfluenza di foni vicini.
Questi rapporti tra foni vicini appartengono alla fonetica intersegmentale. Il fenomeno tipico della fonetica
intersegmentale lassimilazione, ovvero un processo per cui un fono modifica uno o pi dei suoi tratti per
influsso di un fono vicino divenendo pi simile o identico. Questo fenomeno avviene per il fenomeno della
coarti colazione, lapparato fonatorio a volte si predispone in anticipo nella posizione del fono seguente
oppure per inerzia mantiene pi a lungo del dovuto la posizione assunta nellarticolazione del fono
precedente.
Tipi di assimilazione:
Parziali o totali : quando un fono modifica le sue caratteristiche su influsso di uno vicino cos da
acquisirne un qualche tratto e divenire ad esso pi simile ma NON identico al fono vicino parliamo
di assimilazione parziale. Quando diventa identico al fono vicino parliamo di assimilazione totale
Progressive o regressive : se di due foni a contatto il primo trasmette sue caratteristiche al secondo
cos che il primo rimane identico e il secondo cambia abbiamo assimilazione progressiva. Al
contrario ne avremo una regressiva.

ESEMPI
Latino mundus > italiano centro meridionale monno ( progressiva nd>nn totale) [n: nasale,
alveolare, sonora. d: occlusivanasale, alveolare, sonora]
Latino quanto > italiano centro meridionale quando ( progressiva nt>nd parziale)
Latino factum > italiano fatto (regressiva ct>tt totale)
Italiano in + possibile > [m.pos.si:.bi.le] (regressiva np>mp parziale)

Fonologia
Studio dei suoni dal punto di vista funzionale, cio considerando la loro capacit di generare opposizione.
La fonologia studia la dimensione astratta del livello fonico, quella legata alla competenza, alla langue, al
codice.
Per la fonologia un suono esiste come elemento distinguibile da altri, se presenta valore distintivo.
Fa parte della fonologia anche lo studio di altre entit astratte, ovvero le regole che governano la
distribuzione dei suoni.
ES: in italiano parole con sequenza gd sono improbabili. Armeno gdal (cucchiaio).
In italiano sono possibili tre consonanti in principio di parola solo se la prima [s] o[z], la seconda
unocclusiva o fricativa non alveolare, la terza una laterale, una vibrante o unapprossimante [zvj.are]
Lunit fondamentale di studio della fonologia il fonema quando due suoni scambiati tra loro in parole
per il resto identiche danno a luogo a parole di significato diverso.
Due suoni che scambiati tra di loro danno luogo a parole di significato diverso sono due fonemi: cfr le
coppie minime [ka:.ne] vs [pa:.ne], [ka:.lo] vs [kal.lo],

Varianti dei fonemi o allofoni


Il fonema ununit di suono astratta. A questa unit fonologica spesso corrispondono varie realizzazioni
concrete fonetiche varianti del fonema o allofoni.
Se due suoni possono essere scambiati in ogni contesto allora sono varianti di uno stesso fonema
allofono libero ( perch possono occorrere in ogni posizione e perch la sostituzione pu avvenire o meno)
[ras.trel.la:.re]/[Ras.tRel.la:.Re] [R] uvulare e non alveolare. Tratto fonetico ma non fonologico.
Se due suoni simili da un punto di vista articolatorio non possono mai occorrere nello stesso contesto, ma
sono automaticamente selezionati in base ai suoni vicini, essi sono varianti di uno stesso fonema (mai
faranno coppia minima) allofono combinatorio (perch la loro selezione imposta da un suono vicino).
[t.fo] / [tn.to] /[t.go].

Esempi di allofoni combinatori

/n/ [n]-[]-[]

/s/ [s]-[z]

Se un fonema pu stare solo in un certo contesto fonetico (varia da lingua a lingua) allora un allofono.
Le vocali nasalizzate hanno posizione rigida, sono seguite da nasale nella stessa sillaba (ad esempio in
francese possono essere anche sole, quindi possibile fare coppie minime). Quando un tratto non ha
valore fonologico, tutte le variabili sono possibili e saranno allofoni di un unico fonema.
[l] laterale, alveolare, sonora
/l/ laterale, alveolare
//laterale, palatale
[] laterale, palatale, sononora

Sistemi di scrittura
una tecnologia e in quanto tale potenzia una capacit innata dell essere umano. I sistemi di scrittura si
appoggiano sulla facolt del linguaggio (non esistono scritture senza lingue). La scrittura molto pi
recente rispetto al linguaggio. La scrittura si trasmette con insegnamento formale, il linguaggio no. Molte
lingue non hanno un sistema di scrittura, ma funzionano ugualmente.
La scrittura rende gli enunciati durevoli nel tempo e ne permette la distribuzione a grande distanza (fisica e
temporale).
La dimensione fonica viene trasferita ad un altro sistema semiotico fruibile con gli occhi (con le dita per i
non vedenti).
Grandi quantit di dati affidati a supporti scritti hanno avuto successo immediato nelle societ antiche,
soprattutto per quanto riguarda gli archivi economici. La scrittura nasce come sistema di inventariazione di
beni, solo successivamente assume connotati letterari.
Le scritture antiche hanno trasmesso ideologie di potere, sulle monete (oggetti che dal potere passano a
tutti) venivano iscritte scritture e immagini (ad esempio ritrovamenti di monete romane in India)
comunicazione di carattere propagandistico, far conoscere qualcuno a grande distanza.

Tutti i sistemi di scrittura storici sono tentativi di rappresentare unit linguistiche sistemi semiotici di
secondo grado (che rappresenta un altro sistema semiotico, quello del linguaggio).
Molti sistemi rappresentano realt di suono, lo fanno in maniera approssimativa ma mai perfetta. Tutti i
sistemi di scrittura tendono ad essere molto pi conservativi rispetto al parlato, cio gli alfabeti si evolvono
pi lentamente rispetto alla parola orale (se leggo un testo di francese antico lo capir, ma la pronuncia
drasticamente cambiata. Se leggo un testo inglese con pronuncia italiana otterr allincirca la fonetica del
medio inglese).

I sistemi di scrittura sono tanti ma possono essere classificati su base semiotica ed essere ridotti in
tipologie.
I sistemi di scrittura sono inventari chiusi di segni: generalmente non si aggiungono altri segni, i sistemi
raggiungono una stabilit e poi rimangono pressoch invariati.
Il rapporto tra espressione contenuto nei segni grafici pu essere di tipo diverso, da questo deriva la
necessit di una classificazione (quattro tipologie).

Sistemi semiografici
Due macrotipologie:
sistemi in cui i segni grafici rappresentano unit di prima articolazione, cio dotate di significato (
morfemi, parole, sintagmi, frasi, periodi, discorsi,) SISTEMI SEMIOGRAFICI, la realizzazione
grafica si basa su unit che rimandano a significati.
Due sottogruppi:
1. sistemi ideografici (segni = ideogrammi)
ogni unit grafica rimanda ad ununit di prima articolazione in maniera iconica.
[ES: fase antica della scrittura sumerica, egiziana e cinese]
2. sistemi logografici (segni = logogrammi)
ogni unit grafica priva di motivazione, il rapporto arbitrario e simbolico.
[ES: cinese moderno]
sistemi in cui i segni grafici rappresentano unit di seconda articolazione, cio prive di significato in
s (foni, fonemi, sillabe) SISTEMI FONOGRAFICI, la realizzazione grafica si basa su unit prive di
significato.
Due sottogruppi:
1. sistemi sillabografici (segno = sillabogramma, insieme di segni = sillabario)
ogni segno rappresenta una sillaba
2. sistemi alfabetici (insieme di segni alfabetici = alfabeto)
ogni segno rappresenta un suono
Alcuni rappresentano solo le consonanti. Lalfabeto nasce una sola volta nella storia delluomo
seconda met del secondo millennio a.c in area siropalestinese. Sistema poi importato in Grecia
con cambiamenti molto significativi (linventario fenicio era pi ricco rispetto a tutte le consonanti
greche, su quelle che avanzavano sono state collocate le vocali).

Giapponese sistema misto, logogrammi e sillabogrammi. Coreano alfabeto in maniera totale (aggrega i
segni dei suoni in unit compatte governate dal criterio della sillaba, sistema creato a tavolino nel XV
secolo, segni iconici della posizione della lingua allinterno del cavo orale).
Nessun sistema di scrittura ha una rappresentazione precisa ed esaustiva dei suoni della propria lingua,
solamente lIPA si avvicina a tale obiettivo.

Il sistema grafico dellitaliano


<u> [u] [w]
<sc> [sk] []
<k> [c]-[ch]-[k]

Alfabeti, cultura e ideologia


I sistemi di scrittura nascono come tecnologie, quindi hanno un intento pratico. Per quando i sistemi si
stabilizzano presso una comunit vanno a caricarsi di valenze ideologiche e simboliche che non sono
intrinseche agli alfabeti, ma che nascono dalluso che se ne fa allinterno di una certa comunit.
Ad esempio ogni paese adotta un drappo con certi colori disposti in un certo modo (bandiera) e lo ritiene
rappresentativo della comunit. In una certa misura i sistemi di scrittura diventano anchessi dei simboli,
catalizzatori di identit.
Le culture che hanno sviluppato una cultura scritta tendono a sovraccaricare emotivamente il proprio
sistema di scrittura, facendolo diventare un simbolo (etnico, religioso, ecc ).
Connotazioni religiose:
maltese arabofoni cattolici ma alfabeto latino (scrivere in arabo poteva significare connotarsi
con il musulmano)
afghani (pashto lingua iranica, indo europea) non arabofoni musulmani ma alfabeto arabo
serbi serbo-croatofoni ortodossi e alfabeto cirillico
croati serbo-croatofoni cattolici e alfabeto latino (scisma doriente separa cattolici e ortodossi
con ripercussione sulla lingua)
Connotazioni etniche: cfr alfabeto armeno, georgiano, greco, sillabario etiopico, logogrammi cinesi

Connotazioni sociale (distinguono una porzione di una comunit): dopo la rivoluzione dottobre vennero
eliminati dei simboli, questo port ad una spaccatura tra quelle classi favorevoli alla rivoluzione e quelle
non favorevoli. I libri russi stampati a Parigi non hanno mai avuto modifiche ortografiche. Stessa lingua,
stesso sistema di scrittura ma ortografia leggermente differente.

Morfologia
Si occupa della formazione delle parole. Ha come sua unit massima di studio la parola e si concentra in
particolare sulle strategie per produrre parole.
Che cos la parola? Domanda che presenta una difficolt di risposta. Tutti i parlanti hanno intuizioni simili
e affidabili circa le parole, ma assai difficile darne una definizione. Le parole possono essere pronunciate
in isolamento senza che questo ponga problemi ad un ascoltatore madrelingua.
Una parola una sequenza enunciabile in isolamento allinterno della quale non pu essere inserita nessun
altra parola. Questa strategia per non funziona in tutte lingue, in alcune possibile inserire una parola
allinterno di unaltra [ES: Hopi (Arizona) akim fa, ho buco, ahokim fa un buco. Pawnee (Oklahoma) tatukut
ho tagliato una freccia, taturiskut ho tagliato la tua freccia, risk freccia].

Morfema
Unit minima della morfologia, ovvero lunit minima del linguaggio dotata di significato.
Non ha importanza la sua consistenza e struttura fonica, ci che caratterizza il morfema di essere un
segno (cio ununit dotata di significante e significato) non ulteriormente scomponibile in altri segni. Non
ulteriormente riducibile conservando lo stesso significato. [ES: domani, se tolgo la i, doman non ha un
uso. Domani ununit minima. Test-a, morfema test lo posso ridurre ulteriormente? No, necessario
tutto per attivare un certo significato].

Un problema terminologico
Se il morfema ha sia significante che significato allora un segno.
Il significante si chiama morfo, il significato del morfema non ha un termine univoco (lo chiameremo
contenuto del morfema).

Tipi di morfemi
Le parole possono essere composte da uno (monomorfemi) o pi morfemi (polimorfemi)[virt, top-o, cas-a,
cas-ett-a, im (negazione)-permea-bil-izz(che fa)-a (terza persona singolare), virtu-os(presenza o pertinenza)-
o (maschile e signolare)].
Classificazione basata sul grado di autonomia:
morfemi liberi da soli danno luogo ad una parola, entit linguistica che i parlanti sentono come
ben formata.
morfemi legati possono occorrere solo uniti ad altri morfemi
Classificazione in base al tipo di contenuto:
morfemi lessicali contengono un rimando ad un referente, cio ad unentit reale o mentale [ES:
can-e, sogn-o]. Hanno il massimo gradi di refenzialit (can mi attiva la referenza da un certo tipo di
animale, -e rimanda al singolare quindi non un morfema lessicale.
morfemi grammaticali rimandano ad una classe o categoria. Si dividono in derivazionali e
flessionali.
DERIVAZIONALI: si uniscono a dei morfemi lessicali e danno luogo a una nuova parola cambiando la
referenza, cio cambiando lentit mentale o reale a cui si riferisce [ES: can-il(morfema derivazionale:
luogo pertinente ad ospitare cani)-e]. Esso cambia la referenza della parola unendosi al morfema
lessicale; preso in s non rimanda ad un oggetto ma ad un insieme.
FLESSIONALI: non modificano il significato di base di una parola, bens chiariscono il posizionamento di
una certa parola con riferimento ad alcune categorie [ES: can-i(morfema flessionale: non cambia la
referenza ma rimanda al numero di cani che devo considerare)]. Alcuni morfemi flessionali portano una
grande quantit di informazioni [ES: civilizz-a(tempo presente, modo indicativo, singolare, terza
persona, diatesi attiva)].

N.B: non confondere con prefissi e suffissi (sono morfemi grammaticali che rispettivamente si
collocano prima o dopo il morfema grammaticale). [ES: in-capac-it]. In alcune lingue esistono gli
infissi(morfemi che spezzano il morfema lessicale). [ES: Tagalog bili (compra), bumili (compr)].

La formazione di parole mediante morfemi derivazionali soggetta a un numero molto alto e difficle da
individuare [ES: in-capac-e ma non in-mordac-e / ser-al-e e non mattin-al-e].

Una classificazione incrociata


Morfema lessicale + morfema libero: bar, virt
Morfema lessicale + morfema legato: gatt-, mucc-
Morfema grammaticale + morfema libero: di, per
Morfema grammaticale + morfema legato: -in-o, -a

I morfemi grammaticali non sono meno parole degli altri.

I morfemi grammaticali flessionali sono attestati sia liberi sia legati, i morfemi grammaticali derivazionali
sono legati.

Morfi e allomorfi
Nella fonetica abbiamo foni e allofoni, unit fonologica il fonema. Qui abbiamo morfi e allomorfi, unit il
morfema.
Il morfo il significante di un morfema, vale a dire la sua componente fonica e concreta. ES: [ami:k] e [o].
Nel caso pi semplice un morfema rappresentato da un morfo, per spesso un morfema rappresentato
da pi morfi, cio ha pi di una realizzazione fonica. Dunque quando un morfema ha pi di una
realizzazione concreta e la scelta tra le diverse realizzazione dipende dal contesto, soprattutto da quello
fonetico, allora quel morfema ha pi allomorfi, ovvero da pi varianti.
C una regola di distribuzione degli allomorfi.
ES:
amico [ami:k] +[o] vs amici [ami:t]+ [i]
il secondo morfo solo una variante del primo davanti ad [i]. hanno esattamente lo stesso contenuto ma
presentano significante diverso perch si trovano in contesto fonetico diverso. I morfemi che finiscono in
[k] mutano quando dopo vi [i].
Ingl. Morfema di plurale 3 allomorfi
1. s dopo sorda che non sia fricativa alveolare o alveo palatale
2. iz dopo fricativa alveolare o alveo palatale
3. z in tutti gli altri casi
Le fricative alveolari e alveopalatali sono entrambe fricative ma la lingua solcata. In seguito ad essere non
possibile porre solamente una vocale (mai un altro fono con lingua solcata).

C allomorfia, in un processo morfologico, quando la selezione delle varianti concrete del morfema
governata da regole (basate sui suoni vicini).

Ci sono dei casi in cui allinterno di serie paradigmatiche omogenee notiamo che lo stesso contenuto
espresso da morfi profondamente diversi fra loro e privi di una regola di distribuzione suppletivismo.
Ne consegue che lallomorfia predicibile.
-Piacenza piacent-in-o. C una certa somiglianza, quindi vi suppletivismo debole (Piacenz- e piacent-
sono simili ma non esiste una regola che trasforma il primo nel secondo).
-Ivrea eporedi-ens-e. Non c alcuna somiglianza, quindi vi suppletivismo forte (le due forme sono tra
loro totalmente diverse).
-Amo vado evado
Ami vai evadi ( e non evai)
Ama va evade (e non eva)
Amiamo andiamo
Amate andate
Amano vanno
Somiglianza nel morfema flessionale, nel morfema lessicale c diversit. Non c una regola che regola la
barriera di certi allomorfi, siamo in una situazione di suppletivismo.

Allomorfia e suppletivismo sono gestite da abilit differenti. Nel suppletivismo subentra la memoria
inventariale (di oggetti diversi e separati), nellallomorfia implica la memorizzazione del morfema e della
regola che lo unisce ai suoi allomorfi (memoria procedurale, a partire da alcuni elementi ed una regola
produco tutte le possibili manifestazioni conformi a quella regola).

Possono essere suppletive quelle parole ad altissima frequenza, perch possono essere solo memorizzate e
lunico modo affinch vengano gestiste correttamente quello di ripeterle spesso.
Allora perch esistono le forme suppletive? Il linguaggio non serve solamente per comunicare (salo sulla
poltrona e uscio dalla porta sono efficaci ugualmente). Il linguaggio oltre che a trasmettere informazioni
serve anche a funzione di presentazione e a funzione di marker identitario allinterno di una comunit.
Non esistono lingue senza suppletivismo (scomodo e complica la sola funzione di trasmissione di messaggi).
Quando esso nasce va a creare delle cellule di competenza linguistica che assumono un forte valore di
marker comunitario, cio la piena appartenenza d una comunit linguistica viene messa alla prova su quelle
forme che non sono in nessun modo producibili. I suppletivismi sono simili ai simboli, perch
morfologicamente immotivati. Vengono mantenuti e non aboliti.
Solo una lingua inventata a tavolino manca di suppletivismi (lingua di nessuna comunit).
Le espressioni idiomatiche sono sequenze fatte da pi parole caratterizzate da 1. Un alto grado di fissit e
2. Il loro significato non ricavabile dalla combinazione delle parole che la compongono (tagliare la corda,
vuotare il sacco, essere al verde,); essa altro punto cruciale di identificazione della lingua.

Parole complesse
Sono semplici le parole formate da un solo morfema e quindi che non hanno articolazione interna.
Sono complesse le parole che hanno unarticolazione interna, cio in cui vi sono pi unit dotate di
significato. I processi per dare vita a parole complesse sono:
1. Composizione parole composte
2. Derivazione parole derivate. Parole che presentano almeno un morfema derivazionale
3. Flessione parole flesse. Parole che presentano almeno un morfema flessionale

ES: inglese
Work (morfema lessicale) parola semplice.
Work-ed (morfema flessionale) parola flessa.
Work-er (morfema derivazionale) parola derivata.
Work-er-s parola derivata e flessa.

Alcune lingue funzionano in maniera molto diversa.


ES: italiano
Bott-e parola flessa
Bott-ai-o parola flessa e derivata
In italiano far fatica a trovare solo parole derivate perch sono quasi sempre implicati anche morfemi
flessionali (liber-o/libert-, raro esempio di morfema solamente derivazionale).

La composizione un processo che serve per creare parole unendo parole preesistenti.
Si possono unire ad esempio:
Nome + nome grillotalpa
Verbo + nome taglialegna
Verbo + verbo saliscendi
Nome + aggettivo pellerossa
Avverbio + nome sottoscala
Ecc, a seconda del tipo di lingua (in italiano non si possono unire due proposizioni mentre il greco
classico s).

Il parametro testa
La grande variet dei composti si pu ridurre se applichiamo il parametro testa, intendendolo come la parte
che pi caratterizza il composto, cio la parola che trasferisce al composto le proprie caratteristiche
morfolessicali e semantiche.
ES: capomafia maschile allora la TESTA deve essere maschile (tratto morfologico), allora la testa capo.
Camposanto nome allora la TESTA deve essere nome (tratto lessicale), allora la testa campo.

Pi efficace il test semantico:


COMPOSTO un (capomafia un capo, capomafia una mafia. camposanto un campo, camposanto
un santo).

Partendo da questa idea si possono classificare i composti in tre tipi:


1. Composti endocentrici, dotati di una testa al loro interno (pastafrolla, calzamaglia, libro paga,)
2. Composti egocentrici, privi di testa al loro interno (scolapasta, portalettere, pellerossa,
pettazzurro,)
3. Composti dvandva con due teste possibili (cassapanca)

Parole polirematiche
Se una parola definibile come una sequenza enunciabile isolamento in cui non pu essere inserita unaltra
parola, allora:
Pesce una parola (peterribilesce)
Pescecane una parola (pesce terribile cane)
Pesce daprile una parola (pesce terribile daprile)
Test della non interrompibilit.
Sequenze come: ferro da stiro, macchina da scrivere sono parole. Non importa come vengono scritte, si
dicono parole polirematiche

Lessico
Lo studio del lessico (lessicologia) basato su ununit fondamentale che quella della parola. Il lessico
rappresentato da tutte le parole disponibili. Per opportuno operare una distinzione tra il lessico di una
lingua e lessico del parlante. Queste due dimensioni non coincidono e hanno significato diverso per lo
studio della linguistica. Il lessico del parlante sua competenza, il lessico di una lingua non mai posseduto
totalmente da un parlante. Quindi anche ragionando in maniera sincronica mai lo troveremmo disponibile
in solo parlante, potrebbe essere indagato solo indagando la competenza lessicale di moltissimi parlanti.
In una dimensione diacronica il numero di parole ragionevolmente aumenta.
I dizionari cercano di riportare il lessico di una lingua ma anchessi sono incompleti perch nascono
nuovamente sempre nuove parole (per processi di neoformazione, interni nuove parole costruite a
partire da materiale morfologico gi esistente e assemblato in un modo mai fatto prima dora. Per processi
di interferenza linguistica, imitazione parole importate da altre lingue).
Larea di pertinenza del lessico separata da quella della morfologia (pecora e pecore sono lo stesso
lessema, ovvero unit lessicali).

Opposizione tra analisi linguistica ed entit psicologica.


Tutti sappiamo lavorare con i morfemi per non impariamo la lingua attraverso essi. Riceviamo un flusso
linguistico in cui sappiamo in primo luogo enucleare le parole.
La morfologia si estrae per deduzione, non si concettualizza facilmente lespressione metalinguistica
dellunit morfema.
La costruzione di morfemi si regola in base a rapporti paradigmatici (Saussure). Le parole sono spesso fatte
di morfemi ma noi impariamo attraverso le parole.

Le parole sono unit di prima articolazione e possono talvolta presentare dei fenomeni semantici tali da
crearci dei dubbi nellidentificazione stessa delle diverse parole.
difficile senza soffermarci capire se abbiamo a che fare con una o con due parole, talvolta vi sono
ambiguit che ci rendono difficile distinguere tra una o pi parole.
ES: carta / vite carta una parola o sono pi parole? Vite una parola o sono pi parole? Il dubbio nasce
perch hanno tanti significati.
Ci sono tante parole quanti sono i significati, ma questo modo di procedere non tiene in considerazione la
competenza del parlante. Se io prendo per carta i significati di documento, mappa e materiale, tutti questi
significati sono tra loro collegati da un processo metonimico e i parlanti generalmente li assimilano in una
sola parola perch sentono il legame tra i diversi significati, quindi vi una parola per tanti significati.
Vite intesa come chiodo e come uva, significati diversi quindi percepiti come due parole aventi lo stesso
significante. Parole omofone, cio che hanno lo stesso suono. Le parole omofone traggono origine da una
parola polisemica vite, inizialmente la vite intesa come arnese era molto pi simile alla forma della
pianta della vite.
Stratificazione del lessico
Il lessico di ogni lingua storicamente stratificato, ovvero ogni lingua possiede uno strato nativo che
composto di tutti quegli elementi lessicali che sono in continuit con lantenato diretto di tale lingua.
Ci sono poi strati che si aggiungono ad una lingua tramite lassunzione di alcune parole da altre lingue.
Litaliano discende dal latino. Il lessico che era conosciuto dai parlanti latini di duemila anni fa stato
trasmesso oralmente, ha subito modificazioni chiaramente. Quelle parole che risalgono ad una continuit di
generazione in generazione fino ad un sistema linguistico precedente vengono dette stratonativo di una
lingua.
Altri strati sono quantitativamente pi modesti e frutto del contatto con altre lingue.
Litaliano ha come strato nativo il latino ma presenta anche elementi germanici. Parole come albergo,
grinta, tuffarsi, elmo, guerra, guanto, sono di origine germanica, ovvero sono state apprese per
interferenza da coloro che parlavano il latino alla fine dellimpero. C anche uno strato arabo. Parole come
materasso, algebra, carciofo, melanzana, facchino, sono di origine araba.
Linglese moderno derivato per continuit diretta dal protogermanico, per il lessico inglese presenta
termini di origine francese.
Il sostrato uno strato precedente allo strato nativo, quel che resta di una lingua morta, sostituita dalla
lingua che costituisce lo strato nativo.
Celtico nellarea settentrionale in Italia, ma alcune parole rimangono come prestiti nel latino.
Laccoglienza di parole da lingue straniere lesisto di un processo di interferenza. Si tratta di un fenomeno
per cui un parlante bilingue che conosce la lingua A e la lingua B (in maniera anche minima), inserisce
parole o elementi della lingua B in enunciati della lingua A. Altre persone imiteranno poi la parola, fino a
che questa si trasmetter di generazione in generazione in una comunit linguistica.

Fenomeni di interferenza lessicale


Vi sono tre esiti allinterferenza linguistica nei parlanti bilingui. Consistono nellimitazione di una parola di
una lingua modello per creare una nuova parola nella lingua replica:

1. Prestito: si tratta dellimitazione di una parola straniera. Ma cosa si imita?


- Il significante
- Un significato
ES: italiano mouse (dispositivo per muovere il puntatore), inglese mouse (parola polisemica, topo e
dispositivo per muovere il puntatore) questa parola negli anni 90 stata imitata in atti linguistici
da parlanti italiani. Hanno imitato il significante e un solo significato (da noi mouse non vuol dire
mai topo).
Italiano blitz (intervento rapido delle forze dellordine), tedesco blitz (fulmine, intervento rapido
delle forze dellordine).
Italiano tailleur (abito da donna), francese tailleur (sarto, abito da donna).
Italiano gol (punto segnato nel gioco del calcio), inglese goal (scopo, punto segnato nel gioco del
calcio).
Acclimatamento quando un prestito molto diffuso presso i parlanti di una lingua e che
conosciuto da tutti
Non acclimatato quando un prestito conosciuto da pochi
ES: bar, bistecca vs kipp, sciusci.
Integrazione quando un prestito integrato se rispetto al modello ha subito modificazioni.
Non integrato se identico al modello.
ES: italiano men, francese men (vocale alta anteriore viene modificata e accolta nel sistema replica
attraverso la sua sostituzione con una vocale alta arrotondata posteriore).
Italiano bistecca, inglese beefsteak (e non bistecca, la [a] viene aggiunta in modo da poter assegnare in
modo pi sicuro un genere alla parola e un numero).
Italiano sketch, inglese sketch ( prestiti non integrato)

Acclimatamento e integrazione possono avere quattro configurazioni differenti:


-prestito acclimatato e integrato men
-prestito acclimatato e non integrato bar
-prestito non acclimatato e integrato sciusci
-prestito non acclimatato e non integrato kipp

2. Calco strutturale: si imita la struttura morfologica di una parola della lingua modello e la si
riproduce con segni linguistici della lingua replica (morfemi o parole).
ES: ferrovia, stringinaso. Ted: eisenbahn, Fr: pince-nez.
Lislandese una lingua che ha pochissimi prestiti, preferisce strategie altre dal prestito.
Italiano grattacielo, Ing skyscraper (scraper significa grattature. Sono rispettivamente un composto
egocentrico ed endocentrico). Si tratta di un calco integrato
3. Calco semantico: imitazione del modello che riguarda la sua struttura semantica. Il calco semantico
ha come esito laggiunta di un significato a una parola gi esistente nella lingua replica. Lesito non
quindi una nuova parola, ma un nuovo significato applicato ad ununit gi esistente.
A una parola della lingua replica viene aggiunto un nuovo significato imitando la polisemia di una
parola della lingua modello che conosce entrambi i significati.
ES: italiano stella (astro, divo dello spettacolo. Quest ultimo significato nasce dallimitazione di un
modello straniero toile (francese, diva del balletto) o star (inglese ad imitazione del francese
aumenta il significato, e lo traduce con divo dello spettacolo).
Francese souris e spagnolo raton (mouse del computer).
Latino edificare (costruire una casa), greco oikodomin (costruire una casa, educare i due
significati esistono molto prima del latino. Significato importato dal greco tramite il cristianesimo).

I sintagmi
Le parole si aggregano in frasi passando da unit di cui facile la percezione ad altre pi difficili da
individuare.
Il costituente tra parola e frase il sintagma. Ha una valenza psicologica e se ne ha una vaga percezione.
La sintassi quella parte della linguistica che si occupa di studiare il modo in cui le varie lingue possono
creare combinazioni di parole; unit superiori alla parola ma scomponibili in parole. Sintagmi, frasi, periodi,
discorsi
Lapplicazione dei principi sintattici d luogo a produzioni ben formate o a produzioni malformate
indipendentemente dal senso. Serie di regole (algoritmi) per mettere insieme le parole; se queste regole
vengono violate, lesito che laggregato di parole viene avvertito come mal formato/agrammaticale (non
si intende conforme alla grammatica delle superiori, ma alla grammatica presente nella testa dei parlanti).
Se dico La sedia incapace pascola nello zaino, si pu avere qualche difficolt a comprenderne la semantica
ma nessuno la riconosce come mal formata. Dunque il giudizio di formazione slegato dal significato. Se
invece dico *Paolo vuole di laurearsi presto il senso ben chiaro a tutti ma la avvertiamo come mal
formata.
C anche un livello informazione alla mal formazione, ovvero la non strutturazione (insalata di parole: serie
di parole priva di strutturazione), segnalata da unintonazione discendente di ogni parola. Es: sedia nello
pascola la zaino incapace.
Lintonazione (fatto fonetico) ha dei legami con la sintassi > i vari strati si incrociano.
Elemento centrale per la strutturazione della frase il verbo (nucleo della frase) che ha una propriet detta
valenza, che d lo schema minimo per produrre una frase grammaticale. Per dare luogo a frasi ben formate
i diversi verbi devono dare luogo a un certo numero di legami con altri complementi.
La valenza il numero di complementi obbligatori (che si chiamano argomenti) che devono essere associati
a un verbo per dare luogo ad una frase ben formata. Ogni verbo fornisce nucleo minimo e schema minimo
della frase, perch fino non gli ho associato quel numero di elementi non ho dato grammaticalit alla frase
> bisogna saturare la valenza del verbo. Possono avere valenza 0, 1, 2, 3 (in alcune lingue forse 4 e 5).
Zerovalenti/Avalenti: non richiedono nessun argomento per dar luogo a frasi ben formate. Es. Piove da
luogo a una frase ben formata; se aggiungo il soggetto *Egli piove la si sente come malformata.
Monovalenti: Paolo sorride > sorride ha bisogno di un soggetto, dunque un argomento (il soggetto). In piove
e sorride presente il morfema di 3 persona singolare, ma hanno bisogno di argomenti diversi.
Bivalenti: Spezzare richiede due argomenti > Paolo spezza il legno (soggetto e un altro complemento; non
deve essere per forza un compl. oggetto, ad es. Giorgio telefona a Paolo). Dunque non tutti i bivalenti sono
transitivi.
Trivalenti (dire, dare e loro sinonimi): Paolo d un regalo a Giorgia, ma *Paolo d un regalo. La trivalenza si
esprime spesso con un complemento oggetto e un complemento di termine, ma non sempre. Lat. Dono
Pietrum libro.
Saturata la valenza di un verbo ho compiuto il lavoro minimo per la buona formazione. Se la valenza di un
verbo si satura con gli argomenti obbligatori, ve ne sono altri non obbligatori. Paolo spezza il legno con
laccetta; i pezzi rimossi che non danneggiano la formazione sono detti circostanziali.
La violazione della valenza genera frasi malformate: la zero valenza per eccesso, la monovalenza per
eccesso e difetto, la bivalenze e trivalenza per difetto.
Laspetto complesso della sintassi, e va esaminato con cura, quello del sintagma: i sintagmi sono dei
costituenti, dei mattoni di una frase. Questi costituenti sono quelle unit su cui si opera per creare una
frase. Sono inferiori alla frase e sono formati da parole, dunque sono gruppi di parole o costituenti sintattici
formati da parole inferiori alla frase. Possiamo considerarli dei costituenti caratterizzati dalla aggregazione
di parole attorno a un elemento detto testa.
Ci che caratterizza i sintagmi che sono gruppi di parole con una coesione interna pi forte della coesione
esterna. Ci sono vari test per identificare i sintagmi, ma non solo noi gestiamo i sintagmi alla perfezione ma
abbiamo anche qualche vaga intuizione sui sintagmi presenti in una frase.
Giorgio guarda le ragazze con gli occhiali: questa frase, ci accorgiamo, pu avere due significati: le guarda
tramite gli occhiali o guarda solo le ragazze che portano gli occhiali. Se io suppongo un legame stretto tra le
ragazze con gli occhiali, pensando che sia una sorta di blocco, ho una frase diversa rispetto a quella in cui
ritengo debole il legame tra ragazze e con gli occhiali. Attenzione: semplicemente queste due frasi hanno
due significati diversi se parto a costruirle da due mattoni diversi.
Questi sintagmi sono in qualche modo identificabili nei loro confini attraverso dei test di costituenza; ve ne
sono molti, noi ne vediamo alcuni; limportante sapere che alcuni funzionano per certi sintagmi e non per
altri.
Un test che funziona quello del movimento: gli elementi che costituiscono un sintagma, se li sposto, devo
spostarli tutti assieme. Durante la lezione la maestra scrive alla lavagna con il gesso, ma *la lezione la
maestra scriva alla lavagna con il gesso durante.
Altro test: produzione di una frase scissa. che > al posto di posso mettere solo sintagmi. con il gesso
che la maestra scrive alla lavagna durante la lezione.
Terzo test: i sintagmi sono enunciabili in isolamento in risposta ad una domanda. Quando scrive la maestra
alla lavagna con il gesso? Durante la lezione, ma * - la lezione.
Non tutti i sintagmi sono dello stesso tipo: se produco una frase come *durante la lezione e la maestra
scrive alla lavagna con il gesso tutti la rifiutano; se dico durante la lezione la maestra scrive alla lavagna e
con il gesso nessuno la rifiuta. Questo perch tramite e si possono legare solo sintagmi della medesima
natura. Distinguiamo tra sintagmi nominali, verbali, aggettivali, preposizionali a seconda della loro TESTA.
Elemento principale di un sintagma: pu essere sostituito solo con un elemento della medesima categoria
lessicale e in molti casi da solo pu creare un sintagma della sua categoria.
Lanziano soldato di carriera marcia: - lanziano soldato di carriera - un unico sintagma.
La TESTA di un sintagma lunico elemento che lo caratterizza, lunico che non pu essere sostituito con un
elemento di unaltra categoria lessicale. Nome > SN; Verbo > SV; Aggettivo > SA; Preposizione > SP
ES:
Giorgio si annoia e le giornate sembrano sempre uguali in inverno. Giorgio, le giornate (SN) -si annoia,
sembrano sempre uguali (SV)- sempre uguali (SA) - in inverno (SP).

Da notare che certi sintagmi possono essere ulteriormente scomposti in altri sintagmi.
ES: Giorgio (SN, lo posso sostituire con la maestra, la maestra di Giorgio, la maestra dalla penna rossa, la
maestra laureata presso luniversit, ) si annoia e le giornate sembrano sepre uguali in inverno (SV, lo
posso sostituire con volano).

Le frasi si basano sulla combinazione di sintagmi e i sintagmi sulla combinazione di parole o di altri sintagmi.
ES: le giornate sembrano sempre uguali in inverno

Frase

SN SV

Articolo nome SV SA SP

Verbo avverbio aggettivo preposizione nome

Le giornate sembrano sempre uguali in inverno

Tre prove dellesistenza del sintagma:


1. Tutto il sintagma verbale sostituibile da una sola forma, quindi ha natura coesa,
2. Esistono nelle lingue delle sequenze sintattiche fisse che hanno un valore di espressione idiomatica
(significato non deducibile dal significante). Tali espressioni sono sempre fatte da verbo + qualcosa
(che non mai soggetto). Evidenza indiretta del fatto che intuitivamente riconosciamo un
costituente
3. Sostituzione con una proforma: si pu mettere al posto di un sintagma un espressione deittica che
lo sostituisce (Paolo ha incontrato Giorgio al cinema. Paolo lha incontrato al cinema. Paolo lha
incontrato l).
Le frasi
un gruppo di parole dotate di un senso compiuto. Ma difficile dire cosa sia il senso compiuto (che Paolo
conosce una frase, eppure non ha senso compiuto).
Inoltre anche certe espressioni monotematiche o polirematiche, possono avere senso compiuto e non
essere giudicate frasi (Giusto!, non un gruppo di parole ma ha senso compiuto).
La frase potrebbe essere definita come insieme di un:
Tema: qualcosa di cui si parla (il libro uscito ieri. Tema il libro)
Rema: qualcosa che viene riferito a suo riguardo (il libro uscito ieri uscito ieri).

Il prototipo pi semplice di frase quando il tema il soggetto.

Il soggetto
una realt plurifattoriale, una realt alla cui definizione concorrono pi fattori.
Due definizioni comuni:
il soggetto colui che compie lazione (agente)
Per Paolo sviene non c azione.
Il soggetto ci di cui si parla (tema)
Per A Paolo piace il mare si parla di Paolo, ma il soggetto il mare.
Non sono definizioni errate, ma hanno unapplicabilit statistica (spesso il soggetto anche agente e tema)

Il soggetto quellelemento che concorda obbligatoriamente con il verbo in persona e numero


ES: i soldati combattono con la/e spada/e
ma
Il soldato combattono con la/e spada/e

1.Definizione semantica 2. Definizione comunicativa 3. Definizione sintattica

La definizione 3 non conosce quasi contro esempi (litaliano non ne conosce), ma poco descrittiva, le altre
ci dicono cose interessanti sulla natura del soggetto ma non sono di generale applicabilit.
In un gran numero di casi lelemento individuato sintatticamente sia agente che tema.
Il soggetto ideale, proto tipico sta allintersezione di agente e tema, cio sia uno sia laltro, ma pu
allontanarsi da tale intersezione.
MODULO TERZO
Tipologia linguistica
Le lingue sono numerosissime (circa 6000) e molto diverse tra loro ma si strutturano tutte nei livelli studiati
precedentemente, ognuna per con proprie regole fonologiche, morfologiche e sintattiche e con un
proprio lessico.
La grande variet di lingue esistente ci porta a due domande:
1. Perch ci sono cos tante lingue e qual il seme della differenza? Linguistica diacronica o storica
2. Che limiti ha tale diversit? Linguistica sincronica, studio della facolt di linguaggio

Ci che accomuna le varie lingue tanta cosa.


Sia per la prima domanda, sia per la seconda innanzi tutto necessario comprendere i criteri classificatori
delle lingue. Tale classificazione segue dei principi ordinatori ed esplicativi (non tutte le classificazioni
hanno lo stesso peso, alcune non moltiplicano la nostra conoscenza).

Tre tipi di classificazione


1. GENEAOGICA: si raggruppano insieme le lingue che hanno un antenato comune di cui sono
evoluzione storica (evolvendosi divergono).
ES: le lingue romanze (portoghese, spagnolo, francese, italiano, rumeno,) sono sicuramente
evoluzioni del latino, esistevano antenati che parlavano diverse variet di latino. Nel tempo si sono
avute innovazione locali che hanno via via allontanato il latino dal modello precedente. Innovazioni
diverse nascono da posti diverse.
2. AREALE: si raggruppano insieme lingue che, pur avendo legami genealogici lontanissimi o assenti,
presentano convergenze in innovazioni comuni, basate sulla vicinanza geografica (evolvendosi
convergono). I parlanti di queste lingue abitano in aeree vicine e solitamente vi plurilinguismo. I
fenomeni di interferenza necessitano di parlanti plurilingue. Il luogo in cui si incontrano le lingue
nelle menti dei plurilingue. Se delle lingue sono geograficamente vicine ma non c bilinguismo,
allora non convergeranno mai.
ES: area balcanica
3. TIPOLOGICA: si raggruppano insieme lingue che condividono organizzazioni strutturali uguali o
simili. Lingue che mostrano la stessa organizzazione strutturale. Tale tipo di classificazione ha
carattere indipendente dal tempo (pancronico).

1 e 2 sono criteri diacronici, 3 pancronico.

Esistono classificazioni di tipo non linguistico: CRITERIO DI DIVISIONE GEOGRAFICA (le lingue dellAfrica,)-
CRITERIO PER NUMERO DI PARLANTI (dato di interesse per capire il potere che una lingua ha in unarea
geografica).

La parentela genealogica si pu dimostrare se le evoluzioni fonetiche dalla lingua madre alle lingue figlie
sono regolari.
Abbondanti somiglianze lessicali possono avere due origini: 1. Derivare da un antenato comune. 2. Possono
essere state ricevute da prestiti.
ES: chambre-chateau-charger camera-castello-caricare hanno lo stesso significato, c qualcosa di simile
e qualcosa di diverso. Le differenze sono per sistematiche (tutte le volte che c ch in principio di parola
davanti ad a, in italiano ho ca. In latino abbiamo camera-castellum-carricare c un legame tra queste
lingue? [k]latino, [k]italiano, []francese. Posso pensare che da un modello comune pi antico si siano
sviluppate delle innovazioni in certe aree, piuttosto che in altre.
Capitanus-capitain-capitano capitain un prestito dallitaliano arrivato dopo che il mutamento da [ka] a
[a] era gi avvenuto.

La parentela genealogica tra lingue si pu dimostrare so le evoluzioni fonetiche dalla lingua madre alle
lingue figlie sono regolari.
ES:
latino
OCTO: it.otto, sp.ocho, fr.huit, rum.opt, port.oito
LACTEM: it.latte, sp.leche, fr.lait, rum.lapte, port. laite
NOCTEM: it.notte, sp.noche, fr.nuit, rum.noapte, port.noite

PLAGA: it.piaga, sp.llaga, fr,plaie, rum.plaga, port.chaga [aga]


PLUVA\PLOVA: it.pioggia, sp.lluvia, fr.pluie, rum.ploaie, port.chuva

Tutte queste lingue a seguito riportate hanno delle somiglianze.


ES:
SALE: latino sal, greco hal-s, gotico sal-t, paleoslavo sol-i, armeno al, sanscrito sal-il-la
SETTE: latino septem, greco hept, gotico sibun, paleoslavo sedmi, armeno ewtn, sanscrito sapt
PORTA\PORTANO: latino fert\fertunt, greco freti\feronti (dorico), gotico barith\barand, paleoslavo
bereti\berenti, armeno ewtn, sanscrito bharati\bharanti
FRATELLO: latino frater, greco frater, gotico brothar, paleoslavo bratru, sanscrito barata

I morfemi flessionali non si passano da una lingua allaltra, quindi necessario guardare essi per eliminare
le incertezze del lessico. Se si hanno stessi morfemi flessionali in pi lingue allora siamo sicuri che
provengono dalla stessa lingua madre e che quindi non sono prestiti.
Lantenato comune scomparso, viene ricostruito e denominato indeuropeo, gli si potrebbe attribuire le
forme *(ling sincronica: produzione non grammaticale. Ling diacronica: forma non attestata)*sal, *sept,
*bhereti\bheronti, *bhrater e centinaia di altre forme con mutamenti fonetici regolari.
Dalla comparazione sistematica di lingue dellIndia settentrionale, lingue dellIran, larmeno, lingue
anatoliche antiche, il greco, lalbanese, il latino, losco e lumbro (Italia antica), le lingue celtiche, le lingue
slave, le lingue baltiche, le lingue germaniche, il tocario presentano tutte questa condizione (somiglianze
lessicali, corrispondenze fonetiche sistematiche, somiglianze morfologiche nette), capiamo che sono
differenziazioni di ununica lingua.

Esistono due strategie per ricostruire una forma originaria di una lingua madre:
1. Considerare la naturalezza dei mutamenti fonetici: presi due suoni A e B, i passaggi da A e B e da B
ad A non sono tutti parimenti naturali. Larticolazione dei foni prevede movimenti dellapparato
fonatorio diversi, i mutamenti quindi da un suono ad un altro sono pi probabili e semplici se tra i
due suoni c qualche elemento comune.
2. Maggioranza della prestazione (leggermente meno affidabile): criterio estrinseco utilizzabile in
maniera probabilistica quando il primo criterio non aiuta.
ES: DUE E TRE
Sanscrito: dva, trayah
Greco: dyo, tres
Latino: duo, tres

Lingue germaniche: Ingl. Two, three cambia la prima consonate perch avvenuto un mutamento
regolare. Il punto di partenza una occlusiva sorda ben conservata in tutte le lingue indoeuropee, nelle
lingue germaniche sono regolarmente mutate in fricative sorde. Legge di Rusk(?, scrive in svedese e
nessuno legge la sua teoria) o di Greem(?).
ES:
sanscrito: pitar
greco: peter
latino: pater
inglese: father

Mutamento complessivo che interessante nel suo punto di partenza e ne suo punto di arrivo.
Nessuna delle consonanti indoeuropea rimane uguale nelle lingue germaniche, fenomeno di
rifonologizzazione, ovvero si parte da articolazioni fono logicamente distinte e pertinenti, cambia il loro
contenuto fonetico ma rimangono lo stesso numero, il numero degli elementi che si oppongono non varia
[ES: l.e occlusiva sorda, occlusiva sonora, occlusiva sonora aspirata. L.g fricativa sorda, occlusiva sorda,
occlusiva sonora]
Fonologizzazione: dopo un mutamento fonetico linventario dei fonemi di una lingua si accresce di una
unit. Un allofono diventa fonema e acquisisce valore distintivo [INGL: thin, thing].
Defonologizzazione: dopo un certo mutamento fonetico perdo un fonema, cio dopo un mutamento
linventario della lingua diminuisce di un fonema. Un certo fonema diventa allofono [LAT: regin, regin
uno nominale e uno ablativo].

Tipologia areale
Metto insieme quelle lingue che presentano caratteristiche comuni dovute alle recenti innovazioni
condivise, cio che sono simili ma le cui somiglianze non sono dovute ad una origine comune ma ad una
convergenza alle innovazioni comuni relativamente vicine. il contrario in un certo senso della
classificazione genealogica -> lingue che in passato erano profondamente diverse, con il passare del tempo
mostrano di acquisire dei tratti comuni, diventano tra di loro pi simili. Questi tratti comuni non possono
sorgere se non attraverso fenomeni di interferenza, dunque le aree linguistiche cio quei luoghi in cui
troviamo lingue che erano profondamente diverse e poi sono diventate pi simili, per nascere prevedono
un abbondante plurilinguismo. Due o pi lingue non diventano tra loro pi simili se non c' un diffuso
plurilinguismo.
I tratti pi significativi in questa classificazione sono sempre quelli grammaticali perch i prestiti lessicali
possono sorgere anche a grande distanza e con un grado bassissimo di bilinguismo. Il grado di interferenza
Italo-cinese o Italo-giapponese modesto eppure ci sono prestiti in italiano di queste due lingue.
Inoltre ci sono i prestiti senza contatto orale -> parole entrate dalla lingua A nella lingua B perch un
parlante della lingua B dotato di un certo grado di bilinguismo le ha lette, non le ha sentite. Se le ha lette
pu anche darsi che non vi sia contatto tra i parlanti di quelle due lingue.
Il lessico quindi non il migliore indicatore della convergenza areale.
invece importante trovare delle somiglianze innovative di carattere morfologico e sintattico.
Le unit areali, cio gli insiemi di lingue diventate pi simili tra di loro nel tempo -> si chiamano anche leghe
linguistiche .
Un esempio tipico di classificazione areale -> la cosiddetta lega linguistica balcanica.
Fanno parte a pieno titolo di questa lega linguistica, cio della lega linguistica balcanica, il neo greco, il
bulgaro, il macedone, l'albanese e il rumeno ( saper trovare queste e altre aree linguistiche su una carta
geografica muta completamente bianca) -> insieme di lingue che noi uniamo su base strettamente
linguistica, non su base geografica.
Queste lingue citate sono tutte lingue indoeuropee quindi sono classificabili anche genealogicamente ma
l'unit genealogica molto lontana in questo caso, da proiettare circa 6000 anni indietro -> sono quindi
lingue di cui in tre casi su 4 conosciamo un antenato -> del rumeno conosciamo come antenato il latino, del
greco moderno il greco antico, per le lingue macedoni e bulgare il paleoslavo, per l'albanese non ne siamo
cos sicuri perch la prima attestazione della lingua albanese del 1555 -> il "Meshari" di Gjon Buzuku, il
libro per seguire la Messa.
Ci accorgiamo che i loro antenati pi antichi erano tra di loro pi diversi di quanto non lo siano adesso i loro
discendenti moderni.
Es: queste lingue conoscono il modo infinito cio hanno una forma nominale del verbo che esprime l'azione
in s senza specificazioni di tempo.
latino -> volo scribere
Greco -> thlo grfein -> "voglio scrivere"
Paleoslavo -> xotiom pisat
Se guardiamo le lingue da esse derivate e in pi l'albanese vediamo che non hanno pi l'infinito ma lo
hanno sostituito con un costrutto sintatticamente assolutamente identico
Neogreco -> thlo na grf -> rimane il verbo principale che dovrebbe reggere l'infinito cio "thlo",
"voglio" ma dopo di lui non trovo l'infinito bens una frase, una proposizione completiva oggettiva. Qui
avremmo una struttura del tipo "voglio che scrivo". Prima avevamo un infinito che saturava la valenza, che
faceva da oggetto al verbo, infatti l'infinito un nome che esprime un processo verbale.
Rumeno -> vreau sa scriu -> sarebbe " voglio che scrivo" -> proposizione completiva oggettiva introdotta
dalla congiunzione "sa"
Albanese -> dua t shkruaj -> "voglio che scrivo"
Bulgaro -> iskam da pia -> "voglio che scrivo"
Tutti questi verbi sono di modo finito, cio si flettono per persona
Da una struttura "voglio + infinito" oggi abbiamo un verbo che seguito da una frase, da una proposizione
completiva oggettiva cio una proposizione argomentale, che svolge la funzione di argomenti come
possono fare ad esempio dei nomi per un verbo.
L'albanese quello che rimane dell'illirico di cui per abbiamo scarsissime attestazioni. Anche in albanese
come si vede sopra, non esiste l'infinito.
Questo fenomeno si trova in tutte queste lingue ma non fuori da queste lingue -> nato dal greco ed
stato imitato da tutte queste altre lingue grazie al bilinguismo e plurilinguismo dei parlanti. In realt
l'albanese e le lingue slave sembra che copino dal greco mentre il rumeno sembra che copi dalle lingue
slave.
Il risultato per che lingue che partivano da certe situazioni presentano situazioni nuova ,a esattamente
identiche le une alle altre.
Es: se io guardo il greco antico, il latino e il paleoslavo tutte queste lingue avevano una strategia sintetica
per fare il futuro cio con una sola parola potevano esprimere il futuro.
Le lingue balcaniche moderne come il greco moderno, il bulgaro, il macedone, l'albanese e il rumeno,
presentano tutte dei futuri analitici basati sull'unione del verbo "volere" con il verbo che porta il significato
dell'azione.
Un altro tratto comune all'area balcanica il sincretismo ( = fusione,diventare uguali) dell'antico dativo e
dell'antico genitivo in una sola forma.
Delle desinenze del genitivo e del dativo, che un tempo erano due distinte e separate, oggi rimane solo la
desinenza del genitivo che per fa anche le funzioni di dativo -> sincretismo di genitivo e dativo a favore del
genitivo
Es: greco antico -> Tu Ptru -> "di Pietro"
T(i) Ptr(i) -> "a Pietro"
In neogreco ( greco moderno) -> tu Ptru -> " di/a Pietro"
Latino -> luporum illorum-> "di quei lupi"
Lupis illis -> "a quei lupi"
In rumeno ( che deriva dal latino) -> lupilor -> "dei/ai lupi"
Il rumeno, l'albanese, il bulgaro e il macedone hanno l'articolo post-posto al nome. L'articolo romeno per
deriva come l'articolo dell'italiano dal pronome latino ille, illa ,illud.
L'italiano "il" deriva da ille e anche il rumeno ha l'articolo che deriva da questo pronome latino solo che
questo pronome ad un certo punto si iniziato a mettere dopo il nome. Quindi potevamo avere in un latino
dell'area balcanica "luporum illorum" che significava "di quei lupi" che poi passato a significare "dei lupi"
cio l'aggettivo dimostrativo ille diventato l'articolo ma luporum illorum era solo genitivo, se io volevo
usare il dativo e quindi dire "a quei lupi" e poi con il passare di ille ad articolo "ai lupi" avrei dovuto dire
"lupis illis", erano diversi genitivo e dativo. Se guardiamo il rumeno moderno, "dei lupi" e "ai lupi" e cio
genitivo e dativo con l'articolo si esprimono esattamente nella stessa maniera e cio con "lupilor" dove
chiaramente in "ilor" di "lupilor" riconosciamo un continuatore di "illorum" quindi questa storicamente la
continuazione del genitivo che l'ero svolge adesso entrambe le funzioni, sia quella del genitivo sia quella di
dativo.

Lapproccio tipologico
La tipologia linguistica classifica le lingue in base alla loro organizzazione strutturale e le ripartisce in gruppi,
detti tipi, che condividono affinit strutturali sistematiche.
La tipologia studia dunque la variazione interlinguistica.
In che misura possono differire tra loro le lingue nel fare una parola?
La diversit della lingua innanzi tutto viene percepita attraverso il lessico. Lapproccio tipologico guarda alle
differenze e somiglianze di struttura (legate alla grammatica).
La tipologia vuole individuale i principi generali che stanno dietro alla variazione.

A differenza della classificazione genealogica e quella areale, in tipologia il fattore tempo non ha rilevanza,
nei tipi possono essere incluse anche lingue estinte.
Il tipo una combinazione di propriet logicamente indipendenti ma in realt correlate tra loro.
Le propriet pertinenti per la definizione di un tipo saranno quelle che permetto di fare previsioni sulla
presenza di altre propriet.
ES: Classificazione di veicoli a motore secondo la destinazione duso: merci, animali, persone. Questo mi
consente di creare tre gruppi. Possono essere tre tipi? S perch tale criterio di classificazione permette di
fare ipotesi credibili su altre caratteristiche del veicolo, perch la propriet della destinazione duso
collegabile ad altre propriet del veicolo. Trasporto merci cassone separato dalla cabina guida, trasporto
animali gabbie separate dalla cabina guida, trasporto persone sedili non separati dalla cabina guida.
Se come parametro scelgo invece il colore dei veicoli, non potr fare predizioni su altre propriet.
Il valore di ogni parametro per relativo alloggetto indagato, il colore sar saliente nella tipologizzazione
degli animali (mimetismo, segnali cromatici di avvertimento, ecc).

Un parametro predittivo si dimostrato quello dellordine dei costituenti in certe strutture sintattiche,
ovvero una frase affermativa positiva indipendente e transitiva. ES:SVO Ada (S) legge (V) il giornale (O)
con (Preposizione) Ugo (N). Genitivo dopo il nome e relativa dopo il nome e preposizione prima del nome.
SOV Turco. Ada (S) gazete (O) Ugo (N) ile (Postposizione) okuyor (V). Genitivo prima del nome e relativa
prima del nome e postposizione dopo il nome.
Utilizzare questo parametro per tutte le lingue del mondo permette poi di correlarsi ad altre propriet, un
parametro che permette di creare i vari tipi.
Quando si individua un principio soggiacente, tale principio favorisce la presenza di altre caratteristiche
correlate, ma non le garantisce, n le impone. Questo perch le lingue sono soggetti storici, oltre che
naturali e mentali.
I tipi sono pi coerenti se la lingua rimasta isolata. Se trovo principi che non hanno controesempi e
favoriscono la coerenza totale del tipo, allora ho trovato un universale.
I tipi sono come occhiali con cui guardare la realt, se cambio il colore delle lenti vedo qualcosa di diverso,
se cambio i parametri individuo tipi diversi. Se guardo italiano, giapponese e turco dal punto di vista del
sistema consonantico sono tipi molto simili, in cui le opposizioni di occlusive, affricate e fricative sono
basate su presenza o assenza di sonorit.

Lindagine tipologica
1. Scegliere un parametro da indagare nelle sue possibili correlazioni
2. Verificare lesistenza di tali correlazioni nelle lingue del mondo
3. Ripartire in gruppi, cio tipi, le diverse lingue in base alle correlazioni osservate, si avranno tipi
possibili, frequenti, rari, impossibili
4. Cercare la ratio profonda delle correlazioni (momento esplicativo)

Il punto due dellindagine pone seri problemi metodologici. impossibile fare una verifica su tutte le lingue
del mondo, di conseguenza bisogna operare su un campione significativo. Per costruire un campione che
sia rappresentativo delle lingue del mondo oltre allampiezza del medesimo bisogna garantirne una variet
che non sia soggetta a 4 dimensioni:
1. Distorsione genealogica nel campione non ci devono essere troppe lingue genealogicamente
imparentate tra loro. Questo perch tendono ad essere simili.
2. Distorsione areale nel campione non ci devono essere troppe lingue geograficamente vicine o
contigue.
3. Distorsione tipologica se si studia un parametro che potrebbe essere correlato ad un altro non
bisogna inserire nel campione troppe lingue che possiedono il parametro con cui si sospetta
correlazione.
4. Distorsione del numero di parlanti il numero di parlanti non rilevante alla fine della
composizione del campione.
Ambiti privilegiati dellindagine tipologica
Si pu studiare tipo logicamente ogni livello di organizzazione del linguaggio, per i risultati migliori si
ottengono in morfologia e sintassi perch pi strutturate internamente. Il lessico ha risultati pi modesti
perch esposto a perturbazioni esterne. In fonetica e fonologia i risultati sono modesti ma perch poco
studiati.

Tipologia e sintassi: lordine dei costituenti primari


unesplorazione che inizia con J. Greenberg negli anni 60.
Consideriamo una frase dichiarativa indipendente e osserviamone la distribuzione di tre primitivi e
universali semantici quali SVO.

Ordine non marcato e ordine marcato


(1)Giorgio taglia il salame (ordine non marcato)
(2)Il salame taglia Giorgio (ordine marcato)

marcato tutto ci che comporta almeno uninformazione semantica in pi, in questo caso (2) contiene un
informazione in pi del tipo e non la coppa, e non qualcosaltro.

Ordini possibili
Quando una lingua ha pi ordini possibili prendiamo in considerazione quello non marcato.
Sono 6: SVO, VSO, SOV (99% di attestazione), VOS, OVS (1% di attestazione), OSV (mai attestato).
Perch questa sproporzione?

Il primo gruppo ha sempre il soggetto prima delloggetto, nella seconda loggetto sempre prima del
soggetto.
VOS tagalog (Filippine), malgascio (Madagascar)
OVS hixkaryana (Brasile)
SVO lingue romanze, lingue slave, albanese, neogreco, estone, finlandese, inglese,
VSO irlandese, gallese, ebraico, masai,
SOV turco, giapponese, armeno,

Nelle lingue in cui S precede O, il tema precede il rema. Nelle lingue O e poi S il rema precede il tema.

Cooccorrenze
Se esploriamo lorine di altri elementi, cio delle sequenze Nome-Aggettivo, Nome-Genitivo e presenza di
preposizioni o posposizioni, osserviamo questa tenenza statisticamente dominante:
- SVO NA, NG, prep oggetto succede il verbo
- VSO NA, NG, prep oggetto succede il verbo
- SOV AN, GN, post oggetto precede il verbo
Greenberg si limit a registrare queste cooccorrenze.

Consideriamo quindi le lingue OV e le lingue VO, la posizione del soggetto diviene irrilevante, quindi
semplifichiamo.

OV sintagma verbale
VO sintagma verbale
NG sintagma nominale
GN sintagma nominale

NA sintagma nominale
AN sintagma nominale

Prep.+ N sintagma adposizionale


N+ post. sintagma ad posizionale

Grassetto = testa del sintagma

Un principio di economia favorisce una specie di regola sovraordinata che dice metti la testa del sintagma
sempre dalla stessa parte. una tendenza e non un universale.
Anche nel malgascio che VO(S) ha NA, NG, prep.
Di contro abbastanza attestato anche lordine OV NA, GN, post (persiano).
Generalizzazione di Fennemann.
La sua generalizzazione trova contro esempi, Hawkins cerca di raffinare la generalizzazione, ovvero vuole
trovare un principio di carattere universale.

Se in SOV e VSO c coerenza nella posizione della testa tra ordine basico e sintagma nominale con
aggettivo, allora ci sar coerenza nella posizione nel SN con genitivo.
Se c coerenza tra la presenza di prep. E post. E SN con aggettivo, allora ci sar anche nel SN con genitivo.

Rimane per il problema di SVO, non del tutto chiaro perch sia meno predittivo.

Generalizzazioni 2
I dati statistici si possono sintetizzare in alcuni universali a tre parametri:
- SOV (AN GN) cio: se una lingua SOV e AN allora sar sicuramente GN.
- VOS (NA NG) cio: se una lingua VSO e NA allora sar sicuramente NG.
- Prep (NA NG) post (AN NG)

Tipi esclusi
Per hawkins sarebbero dunque esclusi i tipi:
- SOV con AN e NG
- VSO con NA e GN
- Prep con NA e GN
- Post con AN e NG
Esistono effettivamente rarissimi contro esempi, ad esempio larapesh prep/NA/GN
Non si pu dunque parlare sempre di universali ma sicuramente di tendenze universali.
Lordine SVO il meno predittivo e infatti Hawkins lo esclude.

Tipologia e morfologia: i tipi morfologici


Qual lorganizzazione interna della parola nelle lingue del mondo? Si pu tipologizzare?
Si possono osservare e classificare da un punto di vista tipologico anche le modalit di organizzazione della
parola.
La classificazione tradizionale fa riferimento a 4 tipi che presenterebbero strategie consistentemente
diverse nella strutturazione della parola: si tratta dei tipi isolante, agglutinante, fusivo, polisintetico.
Alcune lingue si collocano in un tipo ma presentano eccezioni.

Lingue isolanti (cinese, vietnamita, thai, )


Le parole sono invariabili e monomorfemiche, ogni parola composta da un morfema. In queste lingue vi
saranno solamente morfemi liberi.
In queste lingue mancano i processi morfologici che generano parole complesse, non esiste il morfema
legato, le regole sono solo sintattiche.
ES: cinese t b mi sh (egli non comprare libro) = lui non compra il\i libro\i.
La grammatica cinese tradizionale distingue tra parole piene e vuote, unintuizione dei morfemi lessicali e
grammaticali liberi.

Lingue agglutinanti (turco, swahili, quechua, nahuatl, )


Le parole sono polimorfemiche e ogni morfema reca una sola informazione. Le parole sono facilmente
segmentabili in morfemi. Le parole tendono ad allungarsi.
ES: turco nominale el (mano), el-ler (mani). Ablativo El-den (dalla mano), el-ler-den (delle mani).
Ellerimizden dalle nostre mani.

Lingue fusive (o flessive) lingue romanze, germaniche, slave, baltiche


Le parole sono polimorfemiche e ogni morfo pu recare pi di uninformazione (amalgama morfematico).
Non di rado lo stesso contenuto espresso da pi morfi, c un certo grado di sinonimia morfematica.
ES: il gatto mangi le sardine
La o e la e indicano sia il numero, sia il genere, - il tempo, la persona, il numero, il modo e la diatesi.
ES: latino man-ibus ablativo con ibus che esprime caso e numero, esiste per anche is come ablativo per
altre parole.

Inglese presenta considerevoli analogie con il tipo isolante ma altri aspetti la avvicinano al tipo fusivo
Armeno la flessione del nome agglutinante ma il verbo fusivo.

Lingue fusive 2: un sottotipo


Nelle lingue fusive vanno classificate le lingue cosiddette introflessive. In esse la flessione (e in parte anche
la derivazione) non avviene allinizio o alla fine della parola, ma allinterno.
ES: arabo (pervasivamente introflessiva) morfemi lessicali generalmente di tre consonanti cui si
intercalano dei morfemi grammaticali trans fissi.
Mlk (possedere, essere padrone) malaka (possedette), malik (re), muluk (re plurale).
Inglese alcune opposizioni morfologiche sono rese con sostituzioni di vocali ring rang rung.

Lingue polisintetiche (e incorporanti)


Le lingue polisintetiche sono caratterizzate dalla possibilit di unire molti morfemi, fino a dare luogo a
parole che hanno il contenuto di una fease, cio predicazione, se possono unire nella stessa parola pi
morfemi lessicali, soprattutto i vb. E il suo oggetto si parla di lingue incorporanti.
ES: tiwi (Australia settentrionale, incorporante) pi-ti-wuliyondyi-rrurlimpirr-ani (3pl-3s-morto wallaby-
portare in spalla- part.abituale). essi sono soliti portare il wallaby morto sulle spalle.
Un approccio biparametrico
La classificazione tipologica morfologica tradizionale presenta alcune eterogeneit. In particolare le lingue
polisintetiche sono spesso anche agglutinanti e talora fusive.
Si pu risolvere tale eterogeneit con due parametri:
1. Indice di sintesi: numero di morfemi aggregati a formare le parole
2. Indice di fusione: possibilit di segmentare le parole e invariabilit dei morfemi e il numero di
informazioni che posso inserire in ogni morfo

I 4 tipi secondo i 2 parametri


lindice di fusione inapplicabile alle lingue isolanti.
Ogni morfologia si potr classificare lungo questi due assi.

Indice di sintesi

Isolanti fusive agglutinanti polisintetiche


0 max
Indice di fusione

Agglitinanti polisintetiche fusive


0 max

La complessit interna di una parola non mai massima complessit in tutte e due gli indici. La
polarizzazione inversa.
In fondo le lingue isolanti non hanno morfologia ma solo lessico: se una parola non ha organizzazione
interna allora si pu parlare solo di lessico.

Un esempio di tipologia lessicale: i nomi di colore


Poche parti del lessico sembrano cos arbitrarie come i nomi di colore. Ci sono grandi differenze nei confini.
ES: il semaforo: lo stesso tono di verde per noi verde, per i giapponesi azzurro. Lorso bruno per gli
armeni lorso giallo.

tipologizzabile il rapporto tra numero e nomi di colore di una lingua.


ES: italiano blu, azzurro, celeste, turchese, francese bleu. Tedesco blau.

La ricerca di Berlin e Kay


Alla ricerca di una tipologizzazione dei nomi di colore Berlin e Kay cercarono prima di definire i confini dei
nomi di colore su una tavola cromatica, ottennero grande variazione anche allinterno delle stesse lingue.
Cambiarono parametro e chiesero agli informatori quanti nomi di colore avevano e quali erano i migliori
rappresentanti (prototipi) sulla tavola cromatica per ogni nome di colore notarono grande omogeneit.
Allora il focus ad essere un parametro stabile, non i confini..

La scala dei nomi di colori


Berlin e Key notano una corrispondenza stabile tra il numero di nomi di colore disponibili in una lingua e i
loro prototipi.
Se una lingua ha due nomi di colore i focus indicati sono bianco e nero, se ne ha tre si aggiunge il rosso, se
ne ha quattro o cinque si aggiunge il verde e/o il giallo, se ne ha sei il blu (seguono il marrone, il porpora
e/o rosa e/o arancio e/o grigio).

Bianco giallo
Rosso blu
Nero verde

(jal N. Guin) (tiv, Nigeria) (hanuno, Fil) (tamil, India)

La scala implicazionale nel senso che se una lingua ha il blu, di sicuro ha anche giallo, verde, rosso, bianco
e nero.

La scala di implicazione dei colori non pare violata da nessuna lingua le combinazioni possibili con 11 colori
sono pi di 2000 attestate solo 22 governate dalla scala implicazionale, essa dunque un universale.

Seppur con alcune modifiche e precisazioni la scala di Berlin e Kay continua a funzionare. Di essa sono stati
date varie interpretazioni, sia strettamente fisiologiche, i tre colori fondamentali percepiti dai coni, in
ordine di autonomia di risposta, sono rosso, verde-giallo e blu, sia culturali, al crescere della complessit
tecnologica delle societ aumenterebbero i nomi di colore.

I sistemi lessicali della numerazione sono basati sulla corporeit (dita). Le basi di conto sono le seguenti: 4
(con il pollice conto le altre quattro dita), 10 (le dieci dita), 12 (le falangi), 20 (dita di mani e piedi).

Gli universali
La tipologia linguistica ha come obiettivo la ricerca di universali. Sono elementi, parametri e correlati che
non vengono contraddetti da nessuna lingua.
Gli universali vanno enunciati con prudenza: potrebbe essere trovato un contro esempio che lo smentisce,
da universale diviene tendenza universale.
Se sono corretti aprono una finestra sul funzionamento del linguaggio e chiariscono i limiti della variazione
interlinguistica.
Universali sostanziali: sono quelle categorie come verbo, nome, soggetto, oggetto, pronome, presenti in
tutte le lingue. Presenza di oggetti raggruppabili in categorie.
Universali formali: riguardano regole della grammatica. Ad esempio in nessuna lingua c una regola che
inverte lordine delle parole in una qualsiasi sequenza arbitraria ( sotto il caso della dipendenza dalla
struttura). Presenza di una certa organizzazione configurazionale, ovvero regole che mettono in relazione
enunciati tra loro.
ES: Paolo ha comprato il pane al mercato
*Mercato al pane il comprato ha Paolo

Universali assoluti
Si tratta di elementi(sostanziali) o strutture(formali), considerate in s e senza istituire correlazione con altri
elementi o strutture. Sono presenti in tutte le lingue.
ES: Tutte le lingue a) hanno vocali: la loro imprescindibilit dovuta alla loro salienza, consentono di
parlare ad una certa distanza b) hanno strategie per costruire frasi interrogative: il linguaggio ha avuto
successo perch un canale per lo scambio di informazioni, generalmente le comunit che scambiano cose
e informazioni garantiscono un migliore benessere di gruppo c) hanno come costruzione non marcata
lanteposizione della frase condizionale a quella che esprime la conseguenza d) distinguono nei pronomi
almeno tre persone (la prima, la seconda e la non persona: non ne lemittente, ne il ricevente. Non
umano. La prima e la seconda persona implicano la presenza, sono specifiche e determinate ) e due numeri.

Universali implicazionali
Si basano su unimplicazione affermano che una correlazione di implicazione non contraddetta da
nessuna lingua al mondo.
Implicazione: A B (se c a allora c b)
4 possibilit A e B piove ed nuvoloso ; -A e B non piove ed nuvoloso ; -A e -B non piove e non
nuvoloso ; A e -B piove e non nuvoloso (logicamente esclusa dallimplicazione)
Per avere un universale implicazionale sono necessari due requisiti:
1. Che limplicazione non trovi contro esempi
2. Che gli altri tre casi logicamente veri siano tutti e tre attestati
ES: Se una lingua VSO avr le preposizioni VSO e prep (gallese) ; -VSO e prep (russo) ; -VSO e -prep
(turco) ; mentre non si trovano lingue VSO senza prep.

Se una lingua ha il duale ha anche il plurale du e plur (arabo classico) ; -du e plur (tedesco) ; -du e plur
(giapponese).
Esistono lingue che hanno il triale (quelloggetto deve essere considerato in numero di tre)

Universali non pienamente implicazionali


Se una lingua ha vocali nasali ha vocali orali vn e vo (francese) ; -vn e vo (italiano)
Il fatto che siamo vere solo la prima e la seconda implicazione e non trovo casi che smentiscono, un caso
interessante; la marcatezza governa ci che pu comparire in una lingua, non ho un universale
implicazionale ma una scala implicazionale.
Luniversale assoluto tutte le lingue hanno vocali orali e possono avere vocali nasali non ha lo stesso
valore di tutte le lingue hanno vocali orali e possono avere consonanti uvulari.
C infatti un legame di priorit di marcatezza tra vocali orali e vocali nasali, in pratica: se c solo un tipo di
vocali saranno le pi semplici articolatoriamente cio le orali, quindi le vocali nasali ci sono solo se ci sono
delle vocali orali si tratta dunque di una scala implicai zonale e non di una tavola tetra corica.
In pratica hanno accesso alle vocali nasali solo le lingue che hanno gi di orali.
Se una lingua ha le fricative ha le occlusive fr e occl (italiano) ; -fr e occl (rotola, Nuova Guinea) ; ?
La fricativa pi marcata dellocclusiva perch dal punto di vista neuromotorio meno complesso produrre
locclusiva.

Nelle lingue con sistemi di caso (alcune lingue specificano la declinazione della parola variando la parte
finale) troviamo essenzialmente 2 strategie per marcare:
1. Soggetto di verbo intransitivo (S= soggetto)
2. Soggetto di verbo transitivo (A= agente)
3. Oggetto (P= parziale)
E cio:
1) S verbo intr (latino, greco) o S verbo intr sistema ergativo assolutivo (S=P ma diversi da A)
2) A verbo tra P (latino, greco) o A verbo tr P sistema nominativo accusativo (S=A ma diversi da P)
Questi due sistemi riguardano tutte le lingue del mondo.
ES: latino (S=A diversi da P) cattus mortuus est. il gatto mor
Cattus occidit talpum
Basco (S=P diversi da A) katua hil da il gatto mor
Katuak sagua hil du il gatto uccise il topo

Nelle lingue con sistemi di casi le due configurazioni S=Adiv P e S=Pdiv A hanno pochissimi contro esempi
perch:
1. Se A e P sono uguali non possibile distinguerne il ruolo allintenro della frase (inefficienza)
2. Se S,A e P sono tutti diversi ho un carico inutile per la memoria, dal momento che S e A(?), S e P
non potranno mai ricorrere mai nella stessa frase (ridondanza)

Si parlato dellorganizzazione ergativo- assolutiva interfrasale, in certi casi essa mostra ricadute
interfrasali.
ES: dyiribal (Australia) balan dyugumbil bangul yarangu balgan, baninyu (non esiste la congiunzione e)
Donna assolutivo uomo ergativo colp, venne qui = luomo colp la donna e venne
qui.

Universali e spiegazioni: monogenesi


1. Monogenesi delle lingue: se tutte le lingue derivassero da ununica lingua ipoteticamente, allora gli
universali cerano nella protolingua umana. Tale spiegazione ha due punti deboli: lesistenza della
protolingua dubbia e inoltre potrebbe solo valere per gli universali assoluti, mentre gli universali
implicazionali non si spiegano, n si possono comprendere alla luce di una sola lingua.
2. Prospettiva innatista: rappresentata da Chomsky e dalla sua scuola. Pone come idea di base del
funzionamento del linguaggio questi due principi fondamentali: 1. Ad un certo livello di astrazione
tutte le lingue hanno la stessa grammatica. 2. Tale grammatica astratta presente nel cervello
umano fin dalla nascita ed trasmessa geneticamente.
Gli innatisti desiderano ricostruire la grammatica universale soggiacente a tutte le lingue del mondo
e lgata ad un fatto fisiologico. Il punto di partenza lapprendimento della prima lingua; C. osserva
che i b/i apprendono rapidamente la loro lingua madre, essi mostrano conoscenze grammaticali
molto presto e in misura molto superiore rispetto agli imput che ricevono. Il bambino riceve pochi
imput rispetto alla mole di abilit linguistiche che pu costruire. Inoltre, viene postulata la presenza
di un dispositivo LAD (language Acquisition Device) efficace nellapprendimento della prima lingua.
Fin qui sono tutti daccordo, il problema ritenere che il LAD corrisponda alla grammatica
universale, sia cio un contenitore dei principi di grammatica soggiacenti a tutte le lingue. Il LAD
comprende tutti i principi grammaticali e il bambino ascoltando seleziona quelli pi suoi. Si chiama
anche teoria dei principi e dei parametri. Una serie di regole sono quindi gi presenti del cervello,
ma non sono precisate. Linput porta il bambino a settarle.
3. Prospettiva costruttivista: rappresentata da Piaget. Il b/o si dedica a poche attivit di
sopravvivenza in poco tempo, le quali aiutano a sviluppare altre capacit come quella di risolvere i
problemi (quindi anche i problemi della lingua). 1. In realt il b/o ha moltissimo tempo di
apprendere la lingua (vedi il tempo dedicato allapprendimento di L2). 2. Per molto tempo il b/o
ripete e non produce molti nuovi enunciati, la grammatica viene dopo e piano piano. 3. Se la
grammatica universale esiste probabilmente poca cosa, rispetto alla variet delle lingue e quindi
pu essere di scarso aiuto nel loro apprendimento. 3. Spiegazioni funzionali sono pi verificabili e
quindi pi scientifiche.
4. Prospettiva funzionalista: gli universali potrebbero essere connessi con i requisiti imposti dalla
funzione principale del linguaggio, ovvero la comunicazione. Il linguaggio serve eminentemente per
comunicare. Se tutte le lingue hanno vocali, per motivi di salienza, se tutte le lingue hanno vocali
orali per motivi di economia di sforzo. Le parole di sole vocali creerebbero problemi di distinzione
tra suoni. Se tutte le lingue hanno deittici (questo muro, quella porta) per non avere nomi per
tutti i muri e le porte del mondo. Se lordine SO enormemente pi diffuso di OS perch OS
perch S spesso anche tema e il flusso comunicativo va dal noto allignoto.

Concetto di motivazione funzionale di Croft


La struttura delle espressioni linguistiche almeno in parte dipendente e motivata dalla funzione ti tali
espressioni.
- Funzione semiotica: veicolare situazioni concettuali
- Funzione esterna: uso pro cessazione acquisizione

Due principi sembrano fondare la corrispondenza tra funzione di elementi e strutture linguistiche:
- Economia: consiste nella minimizzazione delle forme linguistiche da acquisire e memorizzare.
Ridurre al minimo lo sforzo necessario per trasmettere un determinato contenuto concettuale.
Questo vero soprattutto per i sistemi complessi.
1.Economia: sitemi ergativo-assolutivi e nominativo-accusativi come strategie di limitazione del
carico mnemonico
2.Vocali orali: ma non necessariamente nasali, maggiore complessit neurofisiologica delle
vocali nasali.
3.Ci che pi complesso pi marcato e solitamente ha una frequenza duso inferiore (il
plurale ricorre meno del singolare, il congiuntivo meno dellindicativo, ). Le forme non
marcate quindi sono usate usate maggiormente. Le lingue con declinazione hanno tendenza
interlinguistica tale per cui il plurale ha meno distinzioni morfologiche del singolare.
Le distinzioni tra categorie grammaticali grammaticali tendono ad essere meno numerose nelle
forme flesse a minor frequenza, cio in quelle pi marcate.
- Iconicit: la trasmissione e la memorizzazione dellesperienza concettuale pi facile se c
corrispondenza tra codifica dellesperienza ed esperienza stessa.
Liconicit una somiglianza tra la codifica linguistica di unesperienza e lesperienza
medesima. Sar pi facile comunicare un messaggio se anche nella codifica linguistica pongo
prima la causa e poi leffetto. Se linformazione viene trasmessa imitando il contenuto
dellinformazione, facilito la produzione e la decifrazione.
1.Iconicit: diagrammaticit (diagramma sfruttato a livello strutturale dalle lingue, quando la
relazione tra le parti di una struttura riproducono la reazione tra i concetti contenuti).
ES: due tipi di possesso: alienabile (parti del corpo, parenti), alienabile (oggetti, beni). Alcune
lingue esprimo tale differenza. Se il possesso inalienabile espresso da elementi che stanno ad
una certa distanza, quello alienabile sar espresso da elementi che stanno almeno alla stessa
distanza. Laddove esiste opposizione tra possesso alienabile e inalienabile, non accade mai che
la distanza tra posseduto e possessore nel possesso alienabile inferiore a quella tra possesso
e possessore nel possesso inalienabile.
ES: warragamay (Australia) nulmburu-nu mindi (alienabile, donna genitivo borsa) nulmburu-
bingany (inalienabile, donna piede. ridotta distanza tra possesso e contenuto, la distanza tra
posseduto e possessore proporzionale alla inalienabilit del possesso).
Mekeo (Nuova Guinea) enu ngaanga (alienabile, mia canoa)- aki-u (inalienabile, mio-fratello
morfema legato).

Diagrammaticit in morfologia
Allaggiunta di uninformazione di intensit\superiorit e superlativit, corrisponde laggiunta di un
morfema grammaticale di lunghezza proporzionale.
Se una lingua fa il comparativo e superlativo in modo sintetico (in una parola), la tendenza che il
comparativo e il superlativo sono pi lunghi del positivo e spesso il superlativo pi lungo del comparativo.
ES: latino long-us long-ior long-issim-us
Inglese long long-er long-est
Persiano deraz deraz-taer deraz-taerin

Il linguaggio serve a molte cose, non solo a comunicare. Il vantaggio che ha avuto proprio basato sulla
comunicazione.
In un approccio funzionalista lorganizzazione del linguaggio si basa sullottimizzazione di questo perch
viene alleggerito il carico del cervello, favorendo codifica e decodifica.
il linguaggio una facolt che il cervello gestisce per entrare in contatto con il mondo e con gli altri soggetti.
Vi uninterazione tra altre facolt del cervello e il linguaggio. Tutto questo nellapproccio innatista
impossibile: il fuori e il dentro sono in relazione anche nelluso e strutturazione del linguaggio. Il linguaggio
viene da dentro ma si struttura sulla base di qualcosa che fuori. Le capacit cognitive generali non sono
ritenute come operanti nella strutturazione del linguaggio.
La componente comunicativa non ha nessun peso della prospettiva innatista perch dipende da un organo,
innata e filogenetica, ha solo la possibilit di settarsi diversamente.
Al momento entrambe le ipotesi sono prese in considerazione, ma essendo la linguistica una scienza, essa
preferisce quella pi attestabile a livello empirico. Quella funzionalista quindi pi pertinente al metodo
scientifico perch suppone lesistenza di dati tangibili.
MODULO QUARTO

Gaetano Berruto Prima lezione di sociolinguistica

DIASISTEMA: un sistema un insieme di elementi fissi che intrattengono tra loro rapporti di opposizione
me se in un punto del sistema si ha pi di una possibilit che non cambiano il significato, elementi
omofunzionali, avr un dia sistema. Si basa su rapporti, due elementi per rapportarsi dovrebbero essere
singoli. In tutte le lingue del mondo per vi ridondanza, quindi le lingue hanno un certo grado di
variabilit interna, non vi sono in relazione scelte uniche.

Persone appartenenti ad aggregazioni diverse parlano in modo diverso. Tali aggregazioni sono talvolta
accumunate da parametri diversi: let, una passione, larea geografica,
La segmentazione geografica si manifesta in differenze ad ogni livello ma principalmente a livello
intonazionale, fonetico, lessicale e molto meno a livello sintattico e morfologico.

Italiani regionali
Variazione nello spazio della stessa lingua.
Marinare la scuola
Sardegna: far vela puglia: nargiare sicilia: buttarsela piemonte: fare schissa toscana: far forca,
Il grembiule
Piemonte: faldale lombardia: scossale veneto: traversa toscana: grembiule puglia: mantile lazio:
zinale sardegna: devantale campania: mantesino,

La dimensione fonetica varia, in particolare il sistema vocalico.


Tutte le differenze si chiamano variet diatopiche di italiano. Spostandoci da un luogo allaltro si pu
notare che il sistema linguistico non del tutto identico. In molti casi il diasistema italiano dato dalla
combinazione di due sistemi (italiano popolare e italiano standard). Lattivazione di un tratto popolare in un
contesto formale danneggia chi lo fa, trasmette del parlante unimmagine valutata non pienamente
positiva in un contesto formale.
Se le lingue fossero fisse sarebbero dei codici macchina, mentre invece si osserva che quando si usano le
lingue si hanno elementi di sistema stabili, ma alcuni sono soggetti a scelta. Se rimane una scelta ha un
significato sociale.
Le variet di lingua standard sono atopiche.

LATINO (parlato da tutti)


poi
DIALETTI (non passa per litaliano, solamente il toscano fiorentino del 300 diventato lingua di prestigio e
scelto come codice sovradialettale)
poi
ITALIANO STANDARD (norme grammaticali codificate in volumi, allUnit dItalia solo l1% conosceva
questa variet, oggi il 95%. Negli ultimi 150 anni le persone hanno imparato litaliano da adulti;
lapprendimento approssimativo.)
poi
VARIET DI ITALIANO (coloro che hanno appreso da adulti litaliano standard lo hanno trasmesso alla
generazione successiva, ma comunque data la conoscenza superficiale si sono mantenute delle differenze)
Le differenze diatopiche sussistono perch sono una risorsa, permettono la possibilit di una scelta
comunicativa pi ampia e hanno utilit sociale.

Quattro assi di variazione linguistica:

1. Diatopica
2. Diastratica: laddove c segmentazione in classi sociali evidente, si osservano variet linguistiche
diverse associate alle diverse classi sociali.
3. Diafasica: avviene al cambiare di situazioni comunicative. Le scelte intonazionali, fonetiche,
lessicali, morfologiche e sintattiche differenti.
4. Diamesica: si fanno scelte linguistiche diverse a seconda del mezzo usato per trasmettere il
messaggio. Differenza tra lo scambio di messaggi in presetia e lo scambio di messaggi in absentia.
Nel latino esiste una variazione epistolare per cui nelle lettere cambia la scelta dei tempi verbali (ci
si pone dal punto di vista del momento in cui il destinatario legger la lettera).

La variazione linguistica nello spazio per essere compresa deve essere cartografata. Uno dei tanti strumenti
di cui ci si serve in linguistica latlante linguistico: insieme di mappe caratterizzate per la riproduzione
dello stesso territorio variando linformazione linguistica. Ogni mappa registra il modo in cui si dice una
certa cosa in un certo numero di luoghi. Si mappa la variazione morfologica, oltre quella lessicale e
sintattica. La mappatura fonetica implicita. Lobiettivo la mappatura della microvariazione diatopica (e
non macro). Ci si concentra sui dialetti: ci si concentra sulle variet diatopiche usate allinterno di un
territorio circoscritto.
Atlante Italo-Svizzero: dialetti italiani e della Svizzera meridionali in circa 1700 carte differenti.

Lingua e dialetto
La distinzione pertinente solo in prospettiva sociolinguistica, cio guardando agli usi del linguaggio perch
da un punto di vista di linguistica interne non c nulla che distingue un dialetto da una lingua. Un qualsiasi
dialetto a livello strutturale fatto alla stessa maniera di qualsiasi altra manifestazione del linguaggio
umano.
Una lingua un dialetto che ha guadagnato prestigio, stato imparato al di fuori della sua area originaria
ed stato assunto come lingua amministrativa, dellistruzione,
Le lingua hanno unestensione diatopica maggiore.
La differenza riguarda solo luso sociale del dialetto rispetto le lingue:
1.hanno vasta spendibilit
2.sono dotate di un modello di riferimento
3.sono scelte da una compagine politica come lingue dellamministrazione e dellistruzione
4.sono variet saldamente codificate (grammatiche e dizionari)

Le lingue mappano i dialetti e non le lingue perch la variazione la dimensione naturale del linguaggio
mentre luniformit frutto di processi sociopolitici recenti e ci nasconde quella che stata levoluzione
naturale del latino di bocca in bocca (tale variazione leggibile nello spazio).

Il primo atlante creato latlante linguistico tedesco ad opera di George Wenker negli anni 70 dell800.
Crea un questionario costituito da 40 frasi da tradurre e spedisce pi di 40 000 lettere ad altrettanti
maestri elementari di altrettanti paesi diversi. Gli chiese di tradurre le frasi nel loro dialetto locale. Scelse i
maestri perch sapevano scrivere e perch sono profondamente inseriti nella realt linguistica locale.
Alla fine 800 avvia il lavoro dellatlante linguistico di Francia Jules Gilliron. Egli si preoccupa di creare una
rappresentazione adeguata della variazione dialettica francese.
Primo punto di debolezza attribuito a Wenker: il fatto che non ci fosse un unico raccoglitore dei dati ma che
ogni maestro rispondesse a modo suo. I dati erano disomogenei x due ragioni:

1. Ognuno trascriveva il dialetto a modo suo e non cera un alfabeto fonetico da tutti condiviso che
omogeneizzasse i dati.
2. Era un questionario che si serviva del medium dello scritto

A raccogliere i dati deve essere una sola persona che si reca in tutte le localit, Gilliron manda Edmont
Edmont a raccogliere i dati, egli era un commerciante di frutta e verdura ma aveva un udito raffinatissimo.
G. lo istruisce per comportarsi come una macchina da trascrizione; gli insegna un sistema di trascrizione
fonetica coerente e biunivoco. Gir in bicicletta e sottpose un gran numero di domande preparate da G. per
ottenere una serie di dati lessicali, fonetici, morfologici e sintattici. Il questionario era scritto in francese
letterario ma lui le doveva porre domande trascrivendo nel modo pi dettagliato ci che sentiva.

Latlante italo-svizzero di K. Jabegr e J. Jub (svizzeri tedeschi). Raccolgono i dati allinizio degli anni venti e li
pubblicano a fine anni trenta.
1. Rispetto a Gilliron preparano un questionario il pi possibile scevro da domande dirette. Viene
evitata nella domanda la parola della risposta. C rischio che chi risponde converga verso la forma
detta. Domande deittiche: utilizzando tavole di illustrazione e metodi strategici per evitare la parola
della risposta (domande aperte, ...)
2. Mandavano in giro tre esperti dialettologi: Paul Scheuermeier (Ita settentrionale), Gerard Rohlfs
(Ita centro-meridionale) e Max Leopold Wagner (Sardegna).

Studiare la variazione dialettale significa descrivere le differenze e poi passare ad una fase di spiegazione.
Strumento interpretativo fondamentale delle differenze dialettali lisoglossa: linea con cui si separano
aree geografiche caratterizzate da comportamenti linguistici differenti. Confini che tracciamo su una carta
dellatlante. Separa spazi al loro interno omogenei in un dato comportamento linguistico. Concettualmente
diversa da isoipsa, isoglossa, perch unificano elementi uguali.

Fasci di isoglosse: tanti confini linguistici che passano allincirca nello stesso posto. Allora avr individuato
aree dialettali caratterizzate da una relativa omogeneit. Dove trovo fasci di isoglosse trovo diverse aree
dialettali. Passando da unarea allaltra avr un certo grado di discontinuit. Esistono poi ulteriori isoglosse
che li distinguono, ma sono molto poche.

La circolazione linguistica era maggiore allinterno degli stati piuttosto che al confine. I dialetti dipendono
molto dagli antichi stati italiani. Frammentazione progressiva alla fine delle Impero Romano (dialetti) che
poi ha assunto nuovamente una certa omogeneit grazie alle entit Statali (prestigiose). Il centro
economico e culturale riconosciuto come prestigioso funge da modello di diffusione, chiaramente le varie
diversit si modificano su quel modello ma mantengono delle loro peculiarit.
Lombardo orientale / lombardo occidentale
Area veneta trentina friulana / lombardo orientale (in alcuni casi non si distinguono)
I dialetti veneti sono unevoluzione del latino allinterno della Repubblica di Venezia. Il lombardo orientale
ha una sua fisionomia ma contiene elementi di continuit con il Veneto perch Bergamo e Brescia ne hanno
fatto parte per un p di tempo.
Liguria/ lodigiana (gravitava in area emiliana)
La Repubblica di Genova ha dominato pi tempo rispetto la successiva egemonia dei Savoia. La Liguria
orientale sempre stata collegata con Parma e con gravi difficolt a Genova.

Norme areali di Matteo Bartoli: hanno il fine di stabilire su quali fatti sono innovazione e quali
conservazione laddove ci sia una isoglossa.
1. Norma dellarea isolata in un continuum dialettale omogeneo per origine genealogica, le aree
geograficamente meno accessibili o isolate di norma conservano la fase pi antica.
2. Norma delle aree laterali le aree laterali se convergono tra di loro, conservano lo stadio pi
arcaico.
3. Norma dellarea maggiore larea maggiore conserva la forma pi arcaica se quella minore non
laterale o isolata. In unarea dove non ci sono parti isolate e vi troviamo una forma isolata,
generalmente quella uninnovazione.
4. Norma dellarea seriore larea raggiunta pi tardi da una lingua tende a conservare le forme pi
arcaiche. Se una lingua tende ad espandersi, le aree che raggiunge per ultime tendono a propagare
la prima forma quando talvolta nellarea di partenza sono intervenute delle innovazioni.

Larea meridionale pi conservativa (Sicilia esclusa, ha una storia linguistica assai complicata).

Localit estremo sud calabria (Picerno) ed estremo sud puglia (Corigliano DOtranto e Grorio): abbiamo
punti di fortissima discontinuit con tutto ci che c attorno (vedi scheda tre Quando mio figlio).
Comunit in cui sono in uso lingue, una delle quali profondamente profondamente diversa da quelle
circostanti. Si tratta di due casi differenti:
- Picerno, Tito, Trecchina: possessivo preposto, mng (manico, passaggio a sonora di un
occlusiva sorda, latino manicu), la ml, la sl (miele e sale genere femminile). Caratteristiche
dei dialetti settentrionali: in Basilicata (province di Potenza) e Sicilia (Novara di Sicilia, Piazza
Armerina, Provincia di Messina). Sono dialetti gallo-italici, ovvero dialetti coerenti con dialetti
situati a nord lungo la linea La Spezia- Rimini. Gruppi provenienti dal Piemonte meridionale, in
particolare dai territori del medioevale Marchesato del Monferrato (reggevano la Sicilia; pi
volte contingenti militari sono stati inviati nel Meridione come segno di alleanza. Una volta
sciolti i contingenti alcuni militari sono rimasti l popolando queste zone). Si tratta si un
fenomeno di eteroglossia interna: un punto settentrionale si sposta nel meridione.
- Corigliano dOtranto, Grorio: minoranza dialettale ma a differenza dellesempio precedente
non variet di lingua romanza, bens di greco. Nellarea salentina e nellarea della provincia di
Reggio Calabria (pendici dellAspromonte) sono sopravvissute per secoli delle comunit greche.
Esistono due teorie sullorigine della grecit linguistica i queste due aree:
1. Gerarld Rohfls: la grecit linguistica sarebbe in continuit con lantica colonizzazione
magno-greca della prima met del primo millennio a.c.
Questi dialetti presentano tratti riconducibili solo ai dialetti dorici antichi. Se la presenza
greca in tali zone fosse pi tarda non dovremmo trovare dialetti dorici perch erano gi
spenti.
2. Clemente Merlo: questi insediamenti gricofoni derivano da movimenti di greci in epoca
medioevale, dopo lanno mille. Affinit con il greco medioevale che con il greco antico.
Queste comunit chiamano la propria lingua grico e la sua estinzione molto vicina. Le lingue muoiono
quando non le si trasmette pi alla generazione successiva.
Queste comunit sono trilingue (grico, dialetto romanzo locale, italiano regionale), si osserva che il grico
non viene trasmesso pi alle nuove generazioni (bassa vitalit della lingua). Il gricofono una persona
anziana, di bassa scolarizzazione, agricoltore o pastore. Quindi persone socialmente emarginate, che
occupano posizioni sociali svantaggiate. I gricofoni sono tendenzialmente gricofobi, associano la loro
specificit linguistica alla causa della loro povert. Di contro ci sono anche i gricofili (avvocati, medici,
insegnanti) che per non lo sanno parlare. Ci lo parla perfettamente lo odia, chi non lo ama lo promuove.
Classica configurazione sociolinguistica che fa da anticamera alla morte di una lingua.

La sociolinguistica studia fatti linguistici in rapporto a fatti sociali. C grande variazione al variare di
parametri sociali.
Concetti di base della linguistica che interagiscono tra loro sono:
1. Comunit linguistica: il primo ad occuparsi di comunit linguistica Leonard Bloomfield e ne d una
prima definizione ovvero: insieme di persone che parla la stessa lingua.
Gumperz: aggregato umano con interazioni regolari e frequenti realizzate mediante un insieme di
segni verbali condivisi. Anche chi parla lingue diverse fa parte di una stessa comunit
(plurilinguismo).
Labov(f): insieme di persone che condividono gli stessi atteggiamenti linguistici (valutazione che si
d di una variabile. La variabile pu ad esempio riguardare una forma alta piuttosto che una
bassa,).
Berruto: aggregato di persone di ampiezza da definire volta per volta, caratterizzata da
uninterazione attraverso una o pi lingue e loro variet e accomunato da una qualche forma di
aggregazione socio-politica.
2. Repertorio: il repertorio individuale sono le lingue che esso conosce con le loro variet. Il repertorio
di una comunit sono le lingue in uso presso quella comunit. Rarissime al mondo sono le comunit
monoglottide (Islanda).
Sono internamente gerarchizzati, cio se ci sono pi lingue non tutte hanno la stessa spendibilit
sociale. Non tutte le lingue sono ugualmente adeguate a tutti i contesti.
Rapporti tra le lingue di una stessa comunit:
Diglossia una lingua viene usata per i domini alti e formali. Laltra viene usata dei domini basi ed
informali. In queste comunit disapprovato socialmente parlare la variet alta nei domini bassi e
viceversa. ES: Haiti, francese e creolo dhaiti. Paesi arabi, arabo letterario e dialetti arabi.
Dilalia la variet alta si pu usare in tutti i domini, quella bassa solo in quelli informali. ES: Italia.

Lisoglossa separa punti di comportamento linguistico diverso. Leteroglossa unisce punti con
comportamento linguistico uguale. Con lisoglossa pongo un confine su una fascia su cui non si sono fatte
indagini, leteroglossa fa un operazione pi rispettosa dei dati. lisoglossa individua due piani omogenei al
loro interno. Leteroglossa ne individua tre, di cui due certi e uno incerto (area di transizione, la pi
interessante perch i punti mostrano scarsa omogeneit interna. Non c una prevalenza assoluta di un
comportamento linguistico A o B, ma la compresenza linguistica di entrambi. In particolare per la fonetica e
il lessico ma pu interessare anche la sintassi e la morfologia).
Lomogeneit interna ai piani era una finzione degli atlanti, ovvero si era consapevoli che se lomogeneit
era molto alta nelle aree rurali e lontane dalle vie di comunicazione, nelle citt si poteva riscontrare una
scarsa omogeneit interna del dialetto. Nella stessa comunit esistono differenze tra le classi alte e le classi
basse, ad esempio. In particolare le diversit emergono in una societ stratificata.
Variabili diastratiche: diversi modi di dire la stessa cosa in base allappartenenza di classe.
In una comunit si osserva tanta omogeneit ma anche disomogeneit, quest ultima pu essere
considerata come fatto di variazione interna alla comunit solo se essa non casuale ma solo se si collega a
caratteri socio-comunicativi.
*Peter Trudgill, sociolinguista britannico di origini norvegesi. Egli prova a vedere se possibile correlare la
variazione linguistica che si ode a Norwich (luogo natio) con lappartenenza delle classe sociali. Parte da
unipotesi: in una citt industriale come Norwich la popolazione fortemente segmentata in classi sociali.
Egli sorteggia dalle liste elettorali 50 informatori per sottoporli ad unintervista. Li vuole classificare per
strato sociale: dopo averli incontrati la prima volta annota una serie di parametri (lavoro, lavoro del padre,
reddito, grado di istruzione, area della citt in cui abitano, tipologia di abitazione). Li divisi in cinque classi
(classe operaia bassa, classe operaia media, classe operaia alta, classe media bassa, classe media).
Losservazione del comportamento linguistico appartenenti alle classi alte rivelava unadesione allo
standard, quindi le scarta.
Lintervista viene registrata e dettagliatamente analizzata. La variazione diastatica fortemente legata con
la variazione diafasica, quindi durante lintervista fa svolgere quattro compiti (1.leggere una lista di
parole,2.leggere un passo di prosa, 3.dialogo con lintervistatore,4.finge di spegnere il registratore e mentre
bevono un t sollecita temi di attualit). Situazione dalla pi formale e sorvegliata alla pi informale.

Variabile: punto del diasistema in cui il parlante ha una scelta tra due opportunit.
Varianti: due poli della scelta
Variazione: costatazione dellesistenza di variabili
Variet: insieme di variabili correlate con qualche fatto socio-comunicativo
Paradosso del frigorifero (Labov): nessuno sa come parla un individuo quando non osservato.

Trudgill sa quali sono le variabili e le varianti di Norwich e ne stabilisce 16 (tutte fonetiche tranne una
morfologica), obiettivo di osservare le scelte che fanno gli informatori al variare della classe sociale e della
situazione comunicativa (variazione intensiva ed estensiva) :
Variabile <-ng> modo in cui viene realizzata la nasale velare finale di parola, variabile con due
varianti: nasale velare [-] nasale alveolare [-n]. La pronuncia delle classi alte la prima. Trudgill
conta le occorrenze di entrambe e le divide per situazione comunicativa e classe sociale (vedi
scheda I risultati).

Variabile diafasica: diversi modi di dire la stessa cosa in base al contesto comunicativo di una persona.

La situazione comunicativa un insieme di variabili che determinano in maniera ogni volta unica ma
tipologizzabile il contesto allinterno del quale avviene uno scambio linguistico.
Le situazioni comunicative sono determinate dal luogo e dal tempo in cui avviene lo scambio, inteso in
maniera oggettiva e in maniera culturale (ovvero la scena). Inoltre grande importanza hanno i presenti
allatto comunicativo. Largomento, lo scopo , i mezzi con cui viene svolto.

*Legenda:

MMC : middle middle class (media borghesia)


LMC: lower middle class (piccolo borghesia)
UWC: upper working class (classe operaia alta)
MWC: middle working class (classe operaia media)
LWC: lower working class (classe operaia bassa)

WLS: word list style (stile lista di parole)


RPS: reading passage style (stile di lettura di un brano)
FS: formal speech (linguaggio formale)
CS: casual speech (linguaggio spontaneo)

Variabile a cento: quando le varianti della variabile sono due. Per assegnare un valore ascolto tutte le
interviste dei parlanti appartenenti ad una categoria sociale e tutte le volte che si ha una realizzazione
allinterno di una variabile di un variante standard, assegno 0. Tutte le volte che ho una variabile non
standard assegno 100. [var.[-]/[-n] in ing].
Variabili a duecento: quando una variabile ha tre varianti. Assegno 0 alla variabile pi vicina allo standard,
100 alla variabile che meno si allontana dallo standard, 200 a quella che pi si allontana dallo standard.
[var. [:]/intermedio tra [:] e [a:]/[a:] in cart] e [var. [t]/[t]/[]in better].
Vedi scheda su ariel N.B: le variabili sono tutte indipendenti tra loro. Gli indici bassi significano che le
classi parlano vicino allo standard.
1. Non ci sono disomogeneit, ma progressioni molto simili tra loro. Il massimo differenziale tra le
classi vi tra la LMC e la UWC. Pur con valori diversi il massimo differenziale lo si riscontra sempre
nello stesso punto. Quindi esisteva nel 74 a Norwich differenza tra linglese della classe operaia e
linglese della classe media. Il lavoro occupava buona parte della giornata e dunque si conducevano
stili di vita molto differenti.
2. Guardando solo la classe operaia ci si accorge che i valori della UWC hanno un differenziale rispetto
alla MWC che tendenzialmente pi abbondante del differenziale che divide la MWC dalla LWC.
Questo fatto costante e indica unaltra fascia di discontinuit, la UWC si stacca dalla MWC
maggiormente rispetto alla LWC nei confronti della MWC. La UWC pi soggetta a dinamismo
sociale (quindi la UWC tenta di fare il salto di classe anche parlando come la LMC. Unabilit
richiesta per proiettarsi verso unimitazione delle classi alte quella linguistica. Le classi basse
invece attribuiscono alla lontananza dallo standard un valore di coesione allinterno della classe,
solidariet intraclasse).

Var. [h-]/[0-] Bradford vs Norwich


Abbiamo appena esaminato la variazione diastratica.
Ora esaminiamo la variazione diafasica combinata con quella diastratica.
Vedi scheda su ariel variazione coerente anche in questo caso, i confini pi grossi citati prima vengono
rispettati anche qui. Il differenziale diafasico si nota tra il FS e il CS nelle classi alte, mentre il differenziale
nella classe operaia tra RPS e FS (tra scritto e parlato). Questo perch la lettura unabilit non naturale e
altamente correlata allesperienza scolastica. La grande differenza sta nella capacit di gestire il parlato
formale (i dati della classe media non si modificano mentre i dati cella classe bassa fanno un salto).
La classe operaia fa fatica a parlare lo standard, la classe media parla lontano dallo standard solo
nellinformalit.
Chi fatica a parlare lo standard non riesce a modulare il modo di parlare a seconda delle situazione, con
gravissimo svantaggio dal punto di vista socio-comunicativo.
Esiste anche il caso in cui un apprendente impari solo la variet standard di una lingua nuova e che si trovi
altres in situazioni di svantaggio comunicativo.

Variet di prestigio = lingua standard


Linguistica educativa: obiettivo di riduzione dello svantaggio comunicativo. Insegnare lo standard a tutti

Var. [-]/[-n] in ing in FS verificare se i dati sono sensibili ad unaltra variazione, ovvero la variazione
diagenica (a base demografica tra uomini e donne, come quella per classi di et). Non c nessun legame di
carattere neurofisiologico tra il modo di parlare e lappartenenza ad un sesso. Tutto dipende dalla
dimensione socio-culturale di appartenenza. Anche nelluso del linguaggio si ritrovano i riverberi dei luoghi
e spazi di azione che una cultura assegna ad ogni sesso.
ES: tutte le donne e tutti gli uomini sanno le stesse parolacce, il turpiloquio competenza di tutti. Lutilizzo
varia in base al ruolo sociale che una cultura assegna ad un sesso piuttosto che un altro.
Rispettati i differenziali pi significativi. Le donne parlano pi vicino allo standard, questo perch le donne
supportano quasi senza alcun aiuto leducazione dei figli. Tra i loro doveri educativi, per assicurare al figlio
un futuro migliore, c linsegnamento dello standard. Si preoccupano di dare un modello standard ai loro
figli, cercando di parlarlo loro stesse. Poi perch Norwich una citt di fabbriche le quali danno lavoro per
lo pi agli uomini. Quindi concorrono per lavorare altrove (lavori a contatto con gli altri, commesse,
impiegate, ). La dimensione sociale di Norwich fa si che le donne passino molto tempo in casa, e quando
escono per andare a lavoro, o per incontrare altre famiglie; dunque sono spesso in situazioni formali.

Trudgill osserva che soprattutto nelle classi sociali pi basse apprezzata nelle bambine la affidabilit e la
capacit di seguire regole. Nei maschi apprezzata liniziativa personale e linfrazione di regole epr
manifestare forza. Il grado di censura applicato a bambini e bambine differente. Negli strati pi bassi la
coesione tra uomini fortissima, linguisticamente si esprime allontanandosi dallo standard.
Prestigio nascosto: tutti quanti riconoscono prestigio ad una persona che parla lo standard, ma anche alla
variet popolare perch elemento di coesione sociale.

Modellizzazioni di Labov
Possibili realizzazioni tra variazione diafasica e diastratica.
Ascisse: progressiva crescita della formalit
Ordinate: progressivo allontanamento dallo standard

Alcuni strati sono sensibili sia alla diafasia che alla diastrasia (I grafico in alto a sinistra), allaumentare della
formalit c avvicinamento allo standard in tutte le classi sociali. Marcatore: variabile (i parlanti ne hanno
piena consapevolezza) sia sensibile alla diastrasia che alla diafasia, che cambia sia rapporto allo strato
sociale sia in realazione alla situazione comunicativa.
Altri non cambiano in diafasia, non cambiano al variare della situazione comunicativa (II grafico in alto a
destra). Indicatore: i parlanti non ne hanno alcuna consapevolezza, solo attivo in diafasia.
Una possibilit per una variabile di diventare un marcatore legata al fatto di disturbare la fonologia, cio
distruggere coppie minime; se c una variabile con due varianti che disturba una coppia minima, questa
salir sopra il livello di consapevolezza dei parlanti.
ES: [-] [-n] /-/ /-n/
Thing thin
Sing sin
Song son

Quando una variet si allontana dalla ortografia questo aiuta a percepire una variabile.
(III grafico in basso a sinistra): al salire della formalit tutti convergono nella stessa maniera verso lo
standard. Modello dello stereotipo: una comunit sente una variante come da tutti stigmatizzata, cos che
essa al salire della formalit viene da tutti parimenti cancellata. Lo stigma da pi facilmente vita ad
ipercorrettismo se pi esterno alla comunit.
(IV grafico in basso a destra), modello dellipercorrettismo: una classe sociale inferiore supera una inferiore
nelladesione ad uno standard. Al salire della formalit la classe media supera la classe media alta. Chiaro
segno di dinamismo sociale.

Gruppo sociale: articolazione della societ basata sulla condivisione di ideali e scopi. ES: italiani che si
riconoscevano nel PCI, Massoneria,
Labov ha studiato nel 1969 nel Delta del Missisipi, luso del verbo essere e avere di bianchi e neri:
comportamenti linguistici differenti. Var. is, are / s , re /0. Non vi distribuzione coerente nella forma
completa. Nelle forme contratte i neri superano i bianchi. La forma cancellata ha una frequenza altissima
nei neri rispetto ai bianchi.