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1 - Arbitrariet del segno di Saussure BIPLANARITA Significante: linsieme di suoni fisicamente percepibili che unendosi articolano una significante

e parola. Significato: il concetto attribuito al significante, lidea. Segno: lassociazione del significante al significato . significato Larbitrariet articolata in 4 livelli: arb. segno: non c alcun legame tra il referente e il segno che gli stato associato es: totalmente arbitrario che al significante gatto siano attribuiti i foni [gat:o] arb. significante: ogni lingua organizza i foni da utilizzare per articolare le parole secondo i propri criteri fonetici es: [R] [r] in ita, fra e arabo arb. significato: la realt si pu segmentare in modo diverso es: maiale pig / pork (ita-eng) legno /legna / bosco bois (ita-fra) arb. significante/significato: non c alcun legame tra un significante e il concetto ad esso associato es: totalmente arbitrario che al significante gatto sia attribuito il significato felino di piccole dimensioni... Eccezioni sono: onomatopee: che richiamano col loro significante il suono associato, possiedono per un certo grado di condizionamento dal sistema linguistico associato; ideofoni: espressioni che tentano di imitare i suoni; principio di iconismo: es: pluralit che aggiunge materiale fonico rispetto al singolare; fonosimbolismo: es: i = piccolo (big?) Segno 2 - Triangolo di Ogden-Richards Detto anche triangolo semiotico. Mentre Saussure prende in considerazione solo significante e significato, OgdenRichards prendono in considerazione anche il referente, cio loggetto fisico della realt a cui si fa riferimento. significato Segno

significante

referente

3 - Langue e parole in Saussure / Competence e performance in Chomsky Saussure strutturalista (si basa su fatti osservabili per poi ricavare regole precise) ed definito da Bloomfield come mentalista. Langue: il codice, la grammatica impiegata presso una certa comunit linguistica; un fatto mentale. Parole: i singoli messaggi linguistici prodotti dai parlanti; un fatto concreto. La langue si manifesta attraverso la parole; per studiare la langue si deve partire dalla parole che fornisce dati osservabili da cui ricavare eventuali leggi. Chomsky un generativista (si basa su fatti astratti e mentali non per forza osservabili (struttura superficiale e struttura profonda)) Competence: il codice, la grammatica fisicamente presente nel cervello del parlante che si acquisisce da bambini Performance: i concreti messaggi linguistici prodotti dai parlanti. 4 - Language Acquisition Device in Chomsky un organo apposito nel cervello che rende gli esseri umani capaci di apprendere la lingua in modo innato. Attraverso questo organo il bambino acquisisce dati ascoltando le parole della sua lingua e in seguito comincia a formulare ipotesi (inconsciamente) su come strutturare il linguaggio confrontandole con gli input ricevuti dallesterno e basandosi sui dati e sulle conoscenze acquisite progressivamente. Chi dice a un bambino inglese che go went e non go goed? un puro fattore genetico, unabilit innata del genere umano. Non c bisogno che i genitori insegnino al bambino come parlare, il bambino interiorizza la grammatica da solo e inconsciamente.

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5 Rapporti paradigmatici e sintagmatici Rapporti sintagmatici (strettamente correlato col concetto di linearit): gli elementi sono prodotti in successione lineare nel tempo, quindi non si pu capire completamente un messaggio senza aver ascoltato tutti gli elementi che che compaiono nelle posizioni precedenti e seguenti. Inoltre luno influenza laltro. Rapporti paradigmatici (discretezza: i suoni del linguaggio naturale non sono divisi in unit minime e discrete che si possono comporre in vario modo, ma sono ununica unit): la differenza tra le unit di una lingua assoluta: realizzando un suono se ne esclude un altro (es: pollo, bollo han 2 significati distinti, se adotto un fono intermedio tra p e b non avr un significato incrocio tra pollo e bollo), inoltre non si pu intensificare il significato intensificando il significante (es: GAAATTOOOO = gatto, non pi grosso). 6 - Luoghi/modi di articolazione delle consonanti I foni (suoni, unit minima della fonetica) sono realizzati trammite lapparato fonatorio umano con un flusso daria egressivo. La loro produzione deriva da un meccanismo laringeo che consiste nel viaggio dellaria che passa attraverso i polmoni e la trachea fino alla laringe dove incontra le pliche laringee (corde vocali) che in posizione rilassata sono separate: a seconda della pressione impressa dallaria, si tendono e avvicinano generando (o no) vibrazioni che verranno poi modellate dagli organi presenti nella cavait orale. Le pliche vocali congiunte provocano un fono sonoro. Le pliche vocali separate provocano un fono sordo. A seconda dellorgano coinvolto nel meccanismo di fonazione si ha un luogo darticolazione diverso. A seconda del restringimento del percorso dellaria causato dal movimento degli organi si ha il modo darticolazione. Lorgano pi importante in fonazione la lingua. Luoghi: bilabiale, labiodentale, dentale, velare, alveolare, palatale, uvulare, faringale, glottidale. Modi: occlusiva, fricativa, affricata (prima occlusiva e poi affricata), vibrante, laterale, nasale. 7 - Le vocali e il trapezio vocalico di natura sonore e si producono senza frapporre alcun ostacolo al flusso daria; si distinguono in base alla conformazione che assume la cavit orale (protusione) e alla alte i y u posizione della lingua verticalmente (alte-basse) e orizzontalmente (anteriori-posteriori). Si classificano e o medioalte appunto in base allarretramento/avanzamento e allabbassamento/innalzamento della lingua. mediobasse Le vocali posteriori sono frequentemente accompagnate da una maggior protusione a basse Esistono anche vocali nasali, generate dallo spostamento del velo palatino che comporta un emissione del flusso daria contemporanea dal cavo orale e dalla cavit nasale. Esistono infine le semivocali (tra vocali e consonanti fricative) caratterizzate dalla frapposizione di un ostacolo appena percepibile al flusso daria. anteriori centrali posteriori (palatali) (prevelari) (velari) 8 - Trascrizione IPA e altre trascrizioni Essendo che non c rapporto biunivoco tra foni e grafemi (allo stesso suono possono corrispondere lettere diverse a seconda della lingua e viceversa) stato creato lAlfabeto Fonetico Internazionale (IPA) in cui vi corrispondenza biunivoca tra fono e grafema di modo che attraverso una rappresentazione fonetica chiunque potesse capire come articolare qualsiasi fono. La trascrizione fonetica si pone fra parentesi quadre []; : indicano lallungamento di un fono; laccento si indica con .
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Esistono anche altre tipi di trascrizioni fonetiche in base alla lingua (es: arabo, pinyin) I simboli diacritici sono dei grafemi addizionali utili a risolvere i problemi di pronuncia riguardo allinterpretazione di particolari grafemi nelle varie lingue o dialetti (es: la t pronunciata in modo diverso in ita ed eng). Nelle trascrizioni strette sono rappresentati anche i diacritici. zozzo = [ts] zorro = [dz] cielo = [] gelo = []

9 - Fono / fonema / allofono / variante libera Fono: la realizzazione concreta di un suono (unit minima della fonetica). Fonema: unit pi piccola non ulteriormente scomponibile dotata di funzione distintiva in una lingua (unit minima della fonologia). Si rappresenta tra slash //. Funzione distintiva: propriet posseduta dai foni che qualora vengono sostituiti da foni differenti contribuiscono alla variazione del significato. [l] = laterale alveolare ed [f] = fricativa labiodentale sorda sono 2 foni diversi [lato] != [fato] /l/ e /f/ sono fonemi dellitaliano poich hanno funzione distintiva, cio cambiano il significato della parola in cui son presenti Allofoni: realizzazioni foneticamente diverse, ma prive di valore distintivo. Nave [nave] o [ave] [n] ed [] sono quindi 2 allofoni di [n] Varianti libere: sono realizzazioni foneticamente diverse prive di valore distintivo e che possono essere pronunciate liberamente in diafasia, diastratia e diatopia. Il fenomeno delle varianti libere e di come variano a seconda del contesto, dello stato sociale e del luogo studiato dalla sociolinguistica. Il fatto che due foni siano varianti libere implica allofonia. Rosa [Roza] o [roza] (ma anche Rosa [rosa] o [roza]) [R] ed [r] sono perci due allofoni dellitaliano e due varianti libere poich non hanno valore distintivo; in arabo invece sono 2 fonemi ben distinti poich hanno valore distintivo. Ci che fonema in una lingua pu quindi essere allofono nellaltra e viceversa. 10 - Coppie minime Si dice che [lato] e [fato] siano una coppia minima: coppia di parole di diverso significato diverse solamente per la variazione di un fonema. Le coppie minime sono utili per dimostrare che un fono fonema in una certa lingua. Es: [nave] - [ave] non cambia il significato (ita) [fin] - [fi] cambia il significato (eng) [n] ed [] sono allofoni del fonema /n/ in italiano In inglese invece sono due fonemi diversi e creano una coppia minima. Un fonema per per essere considerato tale deve avere valore distintivo sia allinizio che in centro che in fine parola. Possono esistere infatti casi di distribuzione complementare quando ci sono posizioni in cui ci pu stare solamente un fono e posizioni in cui ci pu stare solamente laltro (es: [nave] - [ake] oppure [l] - [r] in coreano) (la distribuzione complementare implica anche allofonia). 11 - Distintivo / ridondante Il fonema il pi piccolo segmento a cui si arriva nella scomposizione dei segni, tuttavia possibile scomporlo in tratti distintivi binari che permettono di analizzare e distinguere un fonema. /p/ In fonetica i tratti distintivi sono dei movimenti muscolari degli organi fonatori. + occlusivo In fonologia i tratti distintivi sono propriet astratte che si realizzano in simultaneit nei singoli + bilabiale segmenti fonematici. + sordo Una dozzina di tratti ditintivi sarebbero in grado di distinguere tutti i fonemi possibili nel mondo. I tratti distintivi rendono possibile la rappresentazione di alcuni fenomeni fonologici come lassimilazione. Ci che non distintivo si dice ridondante.
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12 - Doppia articolazione Un significante di un sitema linguistico scomponibile in unit pi piccole ancora portatrici di significato (morfemi) che sono riutilizzabili per formare altri segni linguistici (prima articolazione). I morfemi (unit minime di prima articolazione) sono ulteriormente scomponibili in unit ormai prive di significato (fonemi). I fonemi sono le unit minime di seconda articolazione. Con un lumero limitato di elementi si pu generare un numero illimitato di unit portatrici di significato: principio di combinatoriet: per formare infiniti segni si possono combinare unit minori. Alla lingua attribuibile quindi una produttivit illimitata. Es: la zia prepara la torta: prima articolazione: l-a zi-a prepar-a l-a tort-a seconda articolazione: l-a-z-i-a-p-r-e-p-a-r-a-l-a-t-o-r-t-a. I fonemi si possono poi scomporre in tratti distintivi (terza articolazione). 13 - Parola, problemi di definizione Per definirla posso ricorrere a vari criteri: - ununit morfologica che pu presentarsi come libera in un enunciato ed costituita da almeno un morfema (bar, ieri, gatto). La non pu presentarsi da sola in un enunciato, quindi non una parola. - Una parola non interrompibile (es: un bel gatto * un belo gatt) - Lordine dei morfemi di una parola inoltre fisso (es: gatto * ogatt) - La pronuncia di una parola solitamente non interrotta. La parola non definibile, per definirla si fa ricorso al lessema: insieme i cui elementi sono le diverse forme flesse in cui pu comparire una stessa parola (gatto, gatta, gattino); la forma pi semplice detta lemma (gatto). - Il lemma coinciderebbe quindi con una parola (nei vocabolari si cercano i lemmi). Tuttavia esistono dei problemi nellapplicazione dei vari criteri. Ad esempio in tedesco con abfahren: Um wieviel Uhr fahrt der Zug, nach Berlin ab? Posso dire che abfahren una parola dato che stata interrotta? Una parola la minima combinazione di morfemi che possa costituire autonomamente un segno linguistico compiuto o comparire come unit separabile. 14 - Morfema / allomorfo / morfo Morfema: unit minima di prima articolazione ancora portatrice di significato con precise funzioni e quindi riutilizzabile per la composizione di nuove parole (produttivit, composizionalit della lingua). es: in-content-abil-e (4 morfemi) Morfo: un morfema inteso come significante es: content Allomorfo: ciascuna delle varie forme in cui si pu presentare lo stesso morfema. [i]contentabile [ir]reprensibile [im]bevibile [i], [ir], [im] sono allomorfi del morfema {in} perch esprimono negazione (non), si pu spiegare la loro presenza per motivi fonologici causati dalla consonante successiva. Il significato di una parola determinato dalla somma dei significati dei vari morfemi che la compongono; il parlante arrriva a capire il significato di una parola in maniera innata. Si riesce a capire se pi morfi sono allomorfi di uno stesso morfema se si trovano nella medesima posizione nella struttura di una parola e portano lo stesso significato.

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15 - Allomorfia e suppletivismo Si parla di supplettivismo quando non esiste una precisa regola fonologica in grado di spiegare lutilizzo di diversi allomorfi in una situazione piuttosto che unaltra. Ad esempio il verbo andare pu avere radice vad- o and-; non esiste una regola fonologica che spieghi la loro alternanza. Lallomorfia invece fonologicamente determinata. 16 - Tipi di morfema: lessicale/derivazionale/flessionale Classificazione dei morfemi funzionale (in base alla loro funzione) Esempio: gatt-in-o Morfemi lessicali: sono il lessico di una lingua e sono una classe aperta (arrichibilie di nuovi elementi) {gatt} Morfemi grammaticali: sono i morfemi derivazionali e flessionali e sono una classe chiusa Morfemi derivazionali: trasformano parole semplici in parole derivate {in} Morfemi flessionali: definiscono genere, numero e caso delle parole {o} Articoli, pronomi, preposizioni sono classi grammaticali chiuse e non rientrano in alcuna categoria Le modifiche/prestiti riguardano principalmente i morfemi lessicali ed eventualmente morfemi derivazionali. La flessione obbligatoria Prima si applica la derivazione e poi la flessione (i morfemi flessionali sono spesso pi lontani dalla radice rispetto ai morfemi derivazionali). 17 - Morfema libero, morfema legato Morfema libero: morfema che pu comparire da solo (ieri, bar) Morfema legato: morfema che necessita sempre di altri morfemi (morfemi grammaticali) 18 - Infissazione, circonfissazione, transfissazione Classificazione dei morfemi posizionale (in base alla loro posizione) I morfemi grammaticali possono essere chiamati affissi (morfemi combinabili con una radice) Prefissi: affissi che stanno prima della radice {s}-content-o Suffissi: affissi che stanno dopo la radice s-content-{o} Infissi: affissi che stanno dentro alla radice sahaman = accompagnare s-{in}-ahaman = ha accompagnato (tagal.) Circonfissi: affissi che stanno prima e dopo la radice {ge}-sag-{t} (ted) Transfissi: affissi che si incastrano allinterno della radice k-{i}-t-{a}-b (arabo-struttura a pettine) (apofonia) Esistono inoltre morfemi non isolabili (o sostitutivi) che consistono in mutamenti fonici della radice: Ad esempio: f-{oo}-t f-{ee}-t Fu Fe f-{i}-nd f-{ou}-nd Apofonia: cambiando le vocali cambia la categoria morfologica Metafonia: spostamento vocalico dovuto alladeguamento di una vocale a quella della desinenza (ted) La [u] (vocale posteriore) di Fu diventa [y] (vocale anteriore) in Fe dato che [e] una vocale anteriore. La [u] viene quindi anteriorizzata a [y]. Armonia vocalica: il contratio della metafonia e accade ad esempio in turco, nel quale non ci si limita a uno spostamento vocalico, ma si arriva alla sostituzione totale della vocale interna in base alla vocale finale. Ad esempio: adam-lar ev-ler /lar/ e /ler/ sono allomorfi dello stesso morfema: variano in base alla vocale che li precede: quindi la [a] di /adam/ ha causato ladeguamento della [a] in /lar/ e la [e] di /ev/ ha causato ladeguamento della [e] in /ler/ 19 - Regole di Formazione di Parola: morfologia come processo, parole semplici e parole complesse La composizione e la derivazione sono le principali regole di formazione di parola Si possono generale parole composte (morfema libero + morfema libero) Si possono generale parole derivate (morfema libero + morfema legato)
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La derivazione ha luogo principalmente tramite la suffissazione (cambia la posizione dellaccento nella parola e la categoria lessicale), la prefissazione (non cambia la categoria lessicale). [dbita]V [[dubit]Vbile]Agg [in[[dubit]Vbile]Agg]Agg [[in[[dubita]Vbil]Agg]Aggmnte]Avv Pu capitare che si passi da un significato allaltro senza aggiungere apparentemente alcun morfo, in tal caso si aggiunge un ipotetico morfo 0 (derivazione 0) Es: italiano citt (sing) citt (plur) [[citt]S+0]Pl Es: inglese stop (sost.) stop (v.bo) [[stop]N+0]V Le parole possono essere primitive (mano), alterate (manona), derivate (maniglia), composte (corrimano), plurilessematiche (mano morta). Tutte queste sono parole complesse, perch sono ulteriormente scomponibili, le parole semplici sono i lemmi di base, non derivati e non composti. 20 - Categorie lessicali parti del discorso I morfemi flessionali non modificano il significato della radice su cui agiscono e si applicano solo sulle parole variabili; si dice che il morfema flessionale costituisca la marca di un particolare valore grammaticale. Le categorie lessicali (o parti del discorso) sono: sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, articolo, preposizione, congiunzione, avverbio, interiezione. Le categorie grammaticali: che operano sui nomi: genere (il genere marcato in italiano il maschile), numero, caso (morfema che attribuisce un ruolo sintattico alla parola) che operano sugli aggettivi: grado (comparativo, superlativo) che operano sui verbi: modo, tempo, diatesi (attivo, passivo), persona Per individuare le categorie lessicali posso ragionare in termini semantici: (verbi azioni; nomi oggetti; aggettivi qualit) O in termini morfologici (vedi sopra) per in arabo i verbi sono caratterizzati anche dal genere! E poi ci sono i casi di derivazione 0 in cui una parola pu essere sia nome che verbo a seconda del contesto! Nel costruire un enunciato inoltre entra in gioco un meccanismo denominato accordo, che prevede che gli elementi suscettibili alla flessione assumano le marche relative allelemento a cui si riferiscono. 21 - Composti: struttura Nel caso delle parole composte la testa lelemento che d le propriet categoriali allintera parola. capostazioneN portalettereN camposantoN pellerossaN [+animato] [+animato] [+animato] campoN santoA [+maschile] [+maschile] [+maschile] [-plurale]
La testa campo poich camposanto un sostantivo

capoN [+animato] [+maschile]

stazioneN [-animato] [-maschile]

portaV?N?

La testa capo in questo caso per individuarla si fatto ricorso ai tratti distintivi

lettereN [-animato] [-maschile] [+plurale]

pelleN [-animato] [-maschile]

rossaA [-animato] [-maschile]

Non si capisce quale sia la testa

Non si capisce quale sia la testa; inoltre porta verbo presente, verbo imperativo o sostantivo?

Tuttavia nelle varie lingue la produttivit di nuove parole pu essere bloccata da un blocco semantico, che pu aver luogo quando: la parola derivata genera lo stesso significato della parola da cui si deriva (es: glorioso *gloriosit)
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la parola derivata genera qualcosa che nel lessico esiste gi (es: bello *imbello: esiste gi brutto) certi suffissi / prefissi sono affiancabili solamente a certe categorie grammaticali (-zione va solo dopo un verbo) 22 - Grammaticalizzazione: mutamento di categoria lessicale in diacronia Le influenze tra le lingue riguardano innanzitutto i morfemi lessicali e col tempo quelli derivazionali; i morfemi flessionali variano difficilmente e si pu dire che lessico riguardante i numeri, la parentela e le parti del corpo sia praticamente invariabile. Grammaticalizzazione: si possono avere casi in cui dei morfemi lessicali sono stati acquisiti da una lingua e col tempo sono stati trasformati in morfemi grammaticali (tipico delle lingue creole). Ad Haiti infatti il morfema /te/ indica passato. Questo morfema tratto dal verbo francese tait che indica 3 pers sing del v.bo etre al passato. 23 - Caso Relazione che un elemento ha con altre parole della frase in cui situato. Queste relazioni esistono universalmente e in alcune lingue prendono forma con le flessioni del caso (es: tedesco). 24 - Sintassi il livello di analisi che si occupa delle strutture delle frasi e come si combinano i vari componenti in essa. La sintassi data dalla combinazione fra lessico e semantica. Ad esempio: Gianni guarda la luna La luna guarda Gianni Il lessico lo stesso, la sintassi per varia La frase lunit di misura della sintassi ed un unit in grado di costituire un messaggio autosufficiente: solitamente contiene una predicazione, ma esistono anche frasi nominali (senza verbo) 25 - Principio di dipendenza dalla struttura. La sintassi non analizza le parole ad una ad una, ma prende in considerazione gruppi di parole (sintagmi) combinate secondo precise regole sintattiche. Il sintagma la minima combinazione di parole dal senso compiuto. John is in the garden is John in the garden? -Scambio i primi 2 elementi A unicorn is in the garden *unicorn a is in the garden? / is a unicorn in the garden? -Scambio appena arrivo al verbo A unicorn that is eating a flower is in *is a unicorn that eating a? / Is a unicorn that is eating a flower in...? Quindi is [a unicorn that is eating a flower] in the garden? Sono 2 sintagmi diversi. (Questo ragionamento potrebbe essere svolto inconsciamente da un bambino nella fase di apprendimento della lingua). Di conseguenza lanalisi in costituenti immediati non sempre valida, in quanto molto spesso i sintagmi non sono contigui, ma si trovano in posizioni distaccate! 26 - Analisi in costituenti immediati Partendo da una frase si scompone in frasi pi semplici ma dalla struttura simile, fino ad arrivare alle singole parole: Gianni ha mangiato una mela verde Gianni ha mangiato | una mela verde Gianni | ha mangiato | una mela verde Gianni | ha | mangiato | una | mela | verde

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27 - Criteri di costituenza Ci son vari criteri per individuare se un sintagma il costituente di una frase, un criterio pu comunque fallire, ma ci non implica che il sintagma non sia costituente: criterio del movimento: Gianni tornato [nella sua citt natale] [Nella sua citt natale] Gianni tornato La frase comunque grammaticale: [nella sua citt natale] un costituente. criterio di coordinazione: Gianni tornato [nella sua citt natale] e anche Pippo andato [nella sua citt natale] [nella sua citt natale] ripetibile in vari contesti e quindi un costituente. criterio della sostituibilit: Gianni ha dormito dentro il sacco a pelo Gianni ha portato [dentro il sacco a pelo] Dentro il sacco a pelo Gianni ha dormito *Dentro il sacco a pelo Gianni ha portato [dentro il sacco a pelo] costituente per la prima frase, ma non per la seconda. criterio della proforma: Gianni andato [in Francia] e anche Pippo ci andato (in Francia) Ci una proforma e sostituisce tranquillamente [in Francia] che quindi un costituente. criterio dellellissi: Gianni guarda la luna e Marco anche (guarda la luna) Il costituente si pu sostituire, [guarda la luna] quindi un costituente. criterio della frase scissa: Ho incontrato il padre [di Piero e Maria] il padre [di Piero e Maria] che ho incontrato [di Piero e Maria] che ho incontrato il padre Le frasi sono tutte grammaticali, [di Piero e Maria] un costituente. Verbo e oggetto sono pi legati e quindi pi inclini a generare costituenti 28 - Sintagma (costituente) la minima combinazione di parole che funzioni come ununit allinterno di una frase e che sia grammaticale. I sintagmi sono costruiti attorno a una testa, dalla quale prendono il nome: la testa lelemento che anche da solo pu costituire il sintagma. Sintagma nominale (NP): la testa un sostantivo Sintagma verbale (VP): la testa un verbo Sintagma aggettivale (AggP): la testa un aggettivo Sintagma avverbiale (AvvP): la testa un avverbio Sintagma preposizionale (PP): la testa una preposizione 29 - Indicatore sintagmatico (grafi ad albero) Il metodo di rappresentazione pi diffuso in sintassi quello attraverso grafi ad albero, ogni nodo costituisce un sottolivello di analisi della sintassi. Ogni albero lindicatore sintagmatico di una frase. il bambino mangia una mela: Corro: S NP art n v VP NP art n il bambino mangia una mela
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S NP VP corro

30 - Ambiguit strutturale in sintassi Struttura superficiale: la forma dellenunciato cos come si presenta. Struttura profonda: lorganizzazione strutturale astratta che sta dietro ad ogni frase permettendone la reale interpretazione attraverso i rapporti semantici e sintattici. Pu capitare per che a un enunciato costituito da ununica struttura superficiale, corrispondando 2 strutture profonde! Ad esempio: {le ragazze e le signore col cappellino} pu essere interpretato in due modi: {le ragazze e le signore} + {col cappellino} (sia le ragazze che le signore hanno il cappellino {le ragazze} + {e} + {le signore col cappellino} (solo le signore hanno il cappellino) Con gli alberi possibile rappresentare le 2 diverse strutture profonde (pag. 87 Berruto). Lambiguit strutturale non si ferma comunque solo alla sintassi, pu coinvolgere anche le parole, ad esempio: {ieri ho piantato una vite} lalbero o la vite col filetto?? 31 - Lingue ricorsive a destra/a sinistra (Testa Modificatore/Modificatore Testa) Litaliano una lingua SVO (Sogg-V.bo-Ogg.) es: Gianni mangia la mela (subject-prominent) per ha anche tratti da lingua OV solitamente in frasi marcate es: la mela lha mangiata Gianni (topic-prominent) (Si ragiona quindi in termini di tema-rema) Si nota come le lingue VO siano accomunate dalla disposizione di certe categorie grammaticali come N-Agg, N-Gen Mentre in lingue OV (come il cinese) ricorrano strutture come Agg-N, Gen-N Litaliano ha un certo numero di tratti anche da lingua OV (Avv-N, Art-N). In italiano (come in arabo) sono possibili le dislocazioni a sinistra (ma anche a destra) Far un bel regalo a Gianni A Gianni far un bel regalo (dislocazione a sinistra topic-prominent) Struttura ad albero di una lingua VO: VP PP V P

V O P N Struttura ad albero di una lingua OV: VP PP V O V N P P

32 - Teoria X-barra Questa teoria di Chomsky prevede alberi che hanno solamente ramificazioni binarie. Tutti i sintagmi hanno la stessa struttura, cambiano solo gli elementi al loro interno. Struttura generale di un sintagma: x yP x

x zP Dove x la testa. Pi sono gli apici, pi il sintagma dotato di sottolivelli ed quindi complesso. La struttura profonda viene rappresentata spostando i vari elementi in ci che si crede sia stata la struttura originaria della frase. 33 - Valenza - ruoli argomentali Il modo in cui i sintagmi son distribuiti son governati da vari principi che interagiscono fra loro, ci sono 3 principi fondamentali: ruoli sintattici: il ruolo assunto dai sintagmi allinterno della frase, importante il concetto di valenza di un verbo: la valenza di un verbo il numero di sintagmi che devono essere associati al verbo.
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Esistono verbi con valenza 0: piovere: piove Verbi con valenza 1: correre: Gianni (sogg) corre Verbi con valenza 2: difendere: lesercito (sogg) difende la trincea (ogg) Verbi con valenza 3: dare: Gianni (sogg) gli (c. term - circostanziale) ha dato dei soldi (ogg) ...e cosi via Le lingue pro-drop sono lingue che possono lasciar cadere il soggetto (es: italiano); in inglese, anche con verbi a valenza zero serve comunque un soggetto (anche se privo di referente) es: it rains. ruoli argomentali (o semantici): la frase vista dal punto di vista del significato in cui i vari elementi sono come attori che interpretano una scena. Agente: entit che compie lazione Paziente: entit che subisce lazione In una frase attiva: Gianni (agente-sogg) picchia Pippo (paziente-ogg) Nella versione passiva: Pippo (paziente-sogg) + picchiato da Gianni (agente-c.agente) I ruoli semantici rimangono invariati mentre i ruoli sintattici variano Sperimentatore, beneficiario, strumento, destinazione sono altri ruoli semantici ruoli pragmatico-informativi: riguarda larticolazione di tema-rema, del qualcosa che parla di qualcosaltro e il focus. Tema: entit intorno alla quale si predica qualcosa. Rema: la predicazione che viene fatta. nelle frasi non marcate il soggetto tende a coincidere col tema e lagente: [Il gatto]TEMA insegue [il topo]REMA con le dislocazioni a sinistra si manda a tema loggetto: [il topo]TEMA [lo]CLITICO insegue [il gatto]REMA Altri metodi per spostare i costituenti sono la dislocazione a desrta (lo vuole un caff?) e la frase scissa ( il gatto che insegue il topo) Focus: il punto sul quale si concentra maggiormente linteresse dellacoltatore e che contiene pi informazioni: Carla al mattino prende [il caff] il focus pu essere contrastato: prende il caff, non la cioccolata! Gianni corre per addirittura [2 ore di fila] il focus evidenziato da particelle dette focalizzatori (solo, anche,...) [Gianni] che al mattino prende il caff il focus determinato anche dalle frasi scisse 34 - Scoperta delle leggi fonetiche Per scoprire delle leggi fonetiche innanzitutto necessario esaminare il lessico fondamentale delle lingue sotto esame. In seguito si cercano dei tratti in comune, dei legami tra le 2 lingue, magari nella pronuncia di pi foni. Se la pronuncia di un fono di una lingua corrisponde sempre alla pronuncia di un fono (magari con tratti distintivi simili) dellalltra lingua possibile enunciare una legge fonetica. Bisogna inoltre tener conto che le lingue tendono diacronicamente a un impoverimento fonologico e morfologico, infatti vi una certa tendenza a perdere le consonanti finali non pronunciate, come nel caso dellitaliano e del sardo: Verbo cantare: ita standard: io canto, tu canti, egli canta latino: cantad sardo: cantu, cantada, cantasa col tempo si quindi persa la d dato che non si pronunciava, in sardo la consonante sopravvissuta al tempo grazie alla presenza di una vocale successiva che faceva cos pronunciare anche la consonante

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(Un importante manoscritto che permette di osservare il mutamento lessicale in diacronia per litaliano lappendix probi) 35 - Legge di Grimm In certi casi esistono delle vere e proprie leggi fonetiche che han mutato la pronuncia delle lettere nel tempo: la legge di Grimm enuncia che il germanico ha traformato le occlusive sorde del sanscrito in fricative sorde. sanscrito germanico Legge p f di k h Grimm t (da questo si pu dedurre che esista un certo legame di parentela tra 2 lingue). La legge di Grimm si persa per col tempo, con lintroduzione di una grande quantit di parole con la p e con le altre lettere di importazione latina. 36 - Prestito linguistico Pu capitare che 2 lingue geograficamente vicine, col tempo si influenzino a vicenda: solitamente le influenze riguardano morfemi lessicali, pi difficilmente si assister a variazioni flessionali e ancora pi raramente (se non mai) a variazioni dei morfemi grammaticali. Questo un caso di variazione flessionale: Tedesco: Garten Francese: jardin -arius -ier jardinier Italiano: giardino giardiniere (il suffisso iere deriva dal francese) 37 - Nascita della linguistica moderna (ricostruzione dellindoeuropeo e del protoromanzo) La linguistica moderna nasce dalla constatazione che il sanscrito e le lingue europee (in particolare le lingue germaniche che sono a loro volta imparentate con le lingue romanze) presentavano delle somiglianze nel lessico. Nell800 Rnouard pensava che il provenzale francese derivasse direttamente dal latino e fosse la lingua madre delle lingua romanze, in realt il provenzale una lingua figlia del latino volgare (derivato dal latino) alla pari dellitaliano, del rumeno e delle altre lingue romanze. Rnouard: latino----provenzale-------italiano, francese, rumeno In realt: latino----latino volgare----italiano, francese, provenzale, rumeno Schlegel affermava che dal sanscrito provenissero lingue come il latino, il greco e il germanico, in realta sono tutte e 4 lingue sorelle che provengono da un antenato comune. Schlegel: sanscrito--------------latino, greco, germanico In realt: antenato comune---latino, sanscrito, greco, germanico Per quanto riguarda litaliano, i dialetti italiani non sono dialetti generati dallitaliano (lingua madre), ma sono lingue vere e proprie, sorelle dellitaliano e derivate dal volgare alla pari dellitaliano. Litaliano semplicemente una lingua tetto, derivata dal fiorentino e adottata come standard. Schematicamente: antenato comune italiano

sanscrito

germanico

latino latino volgare

greco

provenzale

francese rumeno

spagnolo

piemontese

sardo

fiorentino

friulano

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38 - Metodo storico-comparativo La linguistica storico-comparativa cerca di invididuare le relazioni di parentela tra pi lingue esaminando una lingua in diacronia e comparandola con altre lingue, cercando le somiglianze e quindi eventuali relazioni di parentela fra le lingue somiglianti. Il riconoscimento della parentela fra pi lingue avviene principalmente comparando il lessico fondamentale: i numeri fino a deici, le parti del corpo, i fenomeni metereologici, le azioni elementari quotidiane, ecc dato che sono gli elementi lessicali meno soggetti a variazioni diacroniche. Attualmente sono riconosciute 18 famiglie linguistiche ben separabili pi 4 o 5 lingue isolate. 39 - Protolingua. La protolingua non altro che lantenato comune alle varie famiglie linguistiche, si pu tentare di ricostruire unipotetica protolingua tenendo conto delle leggi fonetiche e fonologiche e tenendo conto di eventuali decadimenti morfologici e fonematici e degli inevitabili prestiti e scambi lessicologici tra le varie lingue dovuti alla loro vicinanza e al rispettivo prestigio. 40 - I Neogrammatici: leggi fonetiche e analogia I neogrammatici affermano che ci siano delle leggi fonetiche fisse che caratterizzano ogni lingua, in realt certe modifiche fonetiche sono casuali o ricorrono allanalogia. Infatti ci son casi, come la legge di Grimm, in cui esiste una precisa legge fonetica che ha governato il mutamento diacronico dei foni che ha subto una lingua (rispetto alla lingua orginale dalla quale aveva acquisito quei foni). Ci son casi per che non sono spiegati dalle leggi fonetiche, ma dallanalogia: o j dcem pctus dieci petto w nvus ncte nuovo notte novitte novit novssimus novissimo

Quindi come si vede dai primi due casi se la vocale accentata pu dittongare se seguita da una sola consonante, oppure rimanere tale se seguita da due consonanti. Se invece la vocale non accentata non dittonga (terzo caso). Ma allora perch in italiano si utilizza {nuovissimo} e non {novissimo}? Perch in certi casi (come la costruzione dei superlativi) spesso si ricorre allanalogia, cio: Chiaro : chiarissimo = nuovo : x Dove x per analogia sar {nuovissimo} Da notare che in passato infatti si utilizzava novissimo! Ovviamente il ricorso allanalogia non sistematico, ad esempio Gioco: giochiamo = muoio : y Dove y per analogia sar {*muoiamo} In realt {muoriamo}, non {*muoiamo} 41 - Classificazione genealogica/Classificazione tipologica Per quanto riguarda la classificazione genealogica si cerca di raggruppare le lingue in famiglie o macrofamiglie a seconda che siano presenti o meno elementi lessicologici in comune e quindi del loro grado di parentela (esempio in p.to 38): esistono lingue madri, lingue figlie e lingue sorelle. La classificazione tipologica invece accomuna le lingue in base alla somiglianza della loro struttura morfologica e sintattica senza tener conto dei gradi di parentela. 42 - Lingue romanze Sono le lingue neolatine, ossia tutte quelle lingue che derivano dal latino volgare. Sono situate tipicamente nel continente europeo, ma anche nei territori colonizzati come America latina e Africa. Esempi di lingue romanze sono: italiano, spagnolo, provenzale, francese, piemontese, calabrese, siciliano, rumeno, slavo, portoghese, ecc.

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43 - Lingue indoeuropee Sono le lingue neolatine (p.to 42) e insieme alle lingue germaniche (inglese, tedesco, svedese), le lingue baltiche (lituano, lettone), celtiche (gallese), indo-arie (hindi) e iraniane (persiano, curdo) e allalbanese, larmeno e il greco sono tutte derivate da un antenato comune. Sono situate in ogni continente. il pi alto livello di parentela riscontrato dalla linguistica storico-comparativa per questa (macro)famiglia linguistica. 44 - Lingue semitiche Fanno parte della famiglia afro-asiatica. Sono arabo, ebraico, maltese, tigrino, amrico, ecc. Le lingue semitiche sono lingue sorelle delle lingue cuscitiche (somalo) e delle lingue berbere. 45 - Penetrazione dellelemento neolatino nellinglese. Lo si trova in potens (potere) Radice del verbo essere terza persona

Latino:

pot

es

Inglese:

able

is

he

Da qui si pu inoltre notare come lingue che un tempo erano agglutinanti (latino) possano in seguito diventare flessive (inglese).

46 Sincronia/diacronia Entrambi i termini, in linguistica, riguardano lapproccio dello studioso verso le lingue sullasse temporale. Sincronia: se ci si approccia alle lingue in termini sincronici le si studiano considerandole in un determinato momento (solitamente contemporaneo allo studioso )a prescindere dalla loro evoluzione temporale. Diacronia: se ci si approccia alle lingue in termini diacronici le si studiano considerando la loro loro evoluzione storica nel tempo. 47 Sostrato Se ci sono 2 lingue che convinvono pu capitare che la lingua dotata di maggior prestigio domini laltra fino ad arrivare allestremo di far sparire la lingua debole; questa lingua debole per lascer delle tracce nella lingua prevalente: le tracce di sostrato, riscontrabili in prestiti lessicali o in espressioni o accenti. Ad esempio in Italia, sono rimaste delle tracce di sostrato riscontrabili nella pronuncia Ita standard milanese di alcune vocali: ci dovuto alle influenze di pronuncia lasciate dai dialetti in seguito [stret:o] [strt:o] al grande esodo da sud a nord. [bne] [bene] Tutto questo spiega la presenza di accenti diversi e di parole diverse (pi o meno simili [ptto] [ptto] in scrittura o pronuncia a quelle di altre lingue) a seconda del dialetto. 48 - Tipologia morfologica possibile classificare le lingue, non in base alla famiglia ma in base alla morfologia e alla struttura della parola. Si distinguono 4 tipi morfologici principali: lingue isolanti: le parole sono tendenzialmente costituite da un solo morfema, sono quindi quasi del tutto prive di morfemi flessionali. Ci che nelle altre lingue determinato dalle flessioni, in questo tipo di lingua determinato dalla rigida struttura della sintassi (non per detto che lingue con sintassi rigide siano isolanti, come il tedesco). Tipica lingua isolante il cinese; lingue agglutinanti:

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le parole sono formate una catena di morfemi (anche lunga) facilmente individuabili. La parola quindi facilmente scomponibile in tanti mattoncini, tra i quali vi una radice. Queste lingue presentano quindi un alto indice di sintesi e la loro grammatica piuttosto regolare con rari fenomeni di allomorfia e omonimia. Tipiche lingue agglutinanti sono il turco e il giapponese; lingue flessive: le parole sono composte da pi morfemi (tra cui la radice) che si presentano come affissi e pu capitare che un solo morfema contenga pi informazioni, i morfemi sono pi difficilmente individuabili e scomponibili. Queste lingue hanno un indice di sintesi inferiore alle lingue agglutinanti e presentano vari fenomeni di allomorfia ed irregolarit. Al loro interno si possono individuare anche lingue introflessive, nelle quali la flessione avviene dentro la radice lessicale (arabo). Tipiche lingue flessive sono litaliano, il tedesco, il latino e il russo; lingue polisintetiche: le parole hanno una struttura molto complessa: allinterno di esse possono comparire pi morfemi flessionali e grammaticali (come per le lingue flessive), ma anche pi radici lessicali. Esse possiedono quindi un elevatissimo indice di sintesi (pi delle lingue agglutinanti): spesso ci che in una lingua isolante corrisponde a unintera frase, qui pu essere rappresentato da una sola parola. Tipiche lingue polisintetiche sono le lingue schimesi, e quelle australiane. 49 - Tipologia sintattica possibile classificare le lingue in base alla sintassi, ovvero alla disposizione dei 3 costituenti principali di una frase: soggetto (S), predicato verbale (V) e complemento oggetto (O). Le lingue possono quindi strutturarsi: SVO, SOV, VOS, VSO, OVS, OSV. La met delle lingue ha struttura SOV (latino), poi scalando SVO (italiano), poi VSO (arabo) e infine VOS. Le altre due tipologie sono quasi inesistenti (OVS, OSV). Questo perch esistono due principi principali nella sintassi delle lingue: in ordine di importanza: principio di precedenza: il soggetto lelemento su cui si incentra una frase, quindi ha la precedenza; principio di adiacenza: verbo e oggetto tendono a essere contigui dato la loro stretta relazione sintattico-semantica. 50 - Universali implicazionali Sapendo se una lingua VO o OV possibile prevedere con una certa sicurezza la loro struttura sintattica: le lingue VO tendono a costruire a destra: NAgg, NGen, VAvv,... le lingue OV tendono a costruire a sinistra: AggN, GenN, AvvV,... Ovviamente per ragioni storiche e di variabilit, in ogni lingua vi una certa incoerenza tipologica: ad esempio in italiano, tipica lingua VO, si dovrebbe costrire a destra (come di fatto accade), ma in realt non sono rari i casi di costruzione a sinistra: ArtN, AvvA, PossN, senza contare le frasi marcate con le loro dislocazioni a destra/sinistra. 51 - Linguistica testuale Ci sono degli fenomeni appartenenti alla struttura sintattica che possono venire esaminati solo a livello testuale: bisogna cio andare a vedere il contesto in cui degli elementi sintattici vengono enunciati per capire appieno la loro funzione (si deve andare oltre la frase). Anafora: sono fenomeni che rimandano ad elementi enunciati in precedenza: lenunciato anchio lo faccio! a livello sintattico non singifica nulla, bisogna vedere cosa ci sta prima: Ogni gioved sera vado in piscina. Anchio lo faccio! Deissi: particolari segni linguistici sono in grado di far riferimento a fatti extralinguistici: ieri, domani, l, tu, qui dipendono tutti dal contesto in cui lascoltatore e il parlante si trovano. Ellissi: consiste nellomissione di alcuni elementi linguistici senza per compromettere il senso del testo: Dove vai? (vado) A casa A casa da solo infatti non significherebbe niente.
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Segnali discorsivi: allora, senti, no?, anzitutto, ecc... Anafore e segnali discorsivi conferiscono una certa coesione al testo. 52 - Semantica componenziale Si tratta di scomporre il significato dei lessemi in una matrice di tratti semantici binari, (come per la fonologia in tratti distintivi). La questione comincia a farsi difficoltosa quando si vanno ad esaminare i nomi astratti. I tratti semantici sono legati da certi rapporti dimplicazione, ad esempio [+umano] implica [+vivente] Anche i tratti semantici sono utili a spiegare lutilizzo di certi affissi (es: /-iera/ si utilizza con elementi [-astratto]). 53 - Omonimia-polisemia Omonimia: sono omonimi i lessemi che hanno lo stesso significante ma significati diversi Polisemia: sono polisemici i lessema che hanno lo stesso significato ma significanti diversi (solitamente sono per presenti leggere sfumature di significato o sociologiche). 54 - Atto locutivo, illocutivo, perlocutivo (semantica frasale) Gli enunciati sono dei veri e propri atti linguistici; esistono 3 tipi di atti linguistici differenti: atto locutivo: latto di formare una frase cos com; atto illocutivo: lintenzione con la quale si pronuncia la frase, dipende molto dallintonazione e dal contesto; atto perlocutivo: leffetto che si provoca nel destinatario, anchesso dipende dal contesto. Ad esempio: Latto locutivo {il cane in giardino} potrebbe illocutivamente essere pronunciato con lintenzione di dare una mera affermazione o come un ordine, o come una richiesta daiuto, quindi perlocutivamente il destinatario potrebbe recepirla come un {che facciamo?} o come {caccialo!} o come {aiuto!}. 55 - Presupposizioni il significato non detto, ci che non viene esplicitato attraverso il significato letterario, ma viene fatto capire implicitamente da come viene detto o da ci che si dice. Es: andiamo al cimema? Ho mal di testa... {ho mal di testa} un chiaro no, ma ci non esplicitato, presupposto. 56 - Tema/rema (topic/comment) Tema (topic): entit intorno alla quale si predica qualcosa. Rema (comment): la predicazione che viene fatta. nelle frasi non marcate il soggetto tende a coincidere col tema e lagente: [Il gatto]TEMA insegue [il topo]REMA 57 - Dislocazione a sinistra con le dislocazioni a sinistra si manda a tema loggetto e il focus cambia: [il topo]TEMA [lo]CLITICO insegue [il gatto]REMA La dislocazione a sinistra possibile anche in arabo. 58 - Focalizzazioni Focus: il punto sul quale si concentra maggiormente linteresse dellacoltatore e che contiene pi informazioni. Per individuare il focus possibile effettuare un test di negazione: il focus lelemento che pu essere negato. Gianni la mattina prende il caff Negazione: Gianni la mattina prende il caff, non la cioccolata! Il focus quindi il caff. Il focus, e quindi lattenzione dellascoltatore, pu essere manipolato in vari modi: Carla al mattino prende [il caff] il focus pu essere contrastato: prende il caff, non la cioccolata!
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Gianni corre per addirittura [2 ore di fila] il focus evidenziato da particelle dette focalizzatori (solo, anche,...) [Gianni] che al mattino prende il caff il focus determinato anche dalle frasi scisse Il focus dipende inoltre dallintonazione che si d alla frase. 59 - Frasi scisse (cleft sentence) La frase scissa caratterizzata dalla struttura e...che... ed in grado di modificare il focus di una frase Ho incontrato il padre Gianni il padre di Gianni che ho incontrato 60 - Sociolinguistica/Sociologia del linguaggio Sociolinguistica: scienza che studia le variazioni della societ in rapporto alla lingua: ossia come le lingue interagiscono allinterno di una societ facendola variare, poich gli atti linguistici hanno un valore socio-culturale e variano a seconda della zona geografica, della classe sociale e del prestigio. Sociologia del linguaggio: scienza che studia le variazioni della lingua in rapporto alla societ: ossia come la parlata varia in base a fatti sociali di vario tipo (un sociologo del linguaggio Labov). 61 - Comunit linguistica Una comunit linguistica composta da tutti quei parlanti che si considerano consciamente parlanti di una data lingua e che interagiscono attraverso segni linguistici e valori normativi condivisi. 62 - Repertorio linguistico linsieme di tutte le variet linguistiche con tutte le regole che le governano, riconosciute possedute da una comunit linguistica in tutti i suoi livelli e strati sociali. 63 - Variet dialetto sottocodice registro Variet: insieme degli item linguistici con distribuzione sociale simile. Dipendono principalmente dal luogo geografico e dallo stato sociale. Dialetto: variet linguistica parlata localmente, non considerato una lingua standard perch sottoposto a una lingua tetto, non ha quindi lufficialit di una lingua standard. Sottocodice: codice linguistico ristretto a una certa sfera di significati (es: tirare=applicare una forza di trazione o lanciare, nella sfera calcistica (sottocodice) tirare= dare un calcio al pallone). Registro: modo di esprimersi del parlante a seconda del contesto in cui si trova (diafasia). 64 - Lingua franca Lingua utilizzata come mezzo di comunicazione comune allinterno di una comunit composta da parlanti con diverse lingue materne. 65 - Gergo Variet di lingua impiegata da specifici gruppi sociali (es: i giovani). Il gergo mantiene la struttura grammaticale cambiando principalmente il lessico. 66 - Rete sociale Gruppo di persone connesse fra loro da legami sociali. Utili per osservare i mutamenti linguistici dovuti ad esempio alla classe sociale. 67 - Prestigio il grado di riconoscimento di una lingua allinterno di una comunit linguistica: determinato dal peso politico della nazione che parla tale lingua, dal suo grado di utilizzo in situazioni formali, dalla presenza o meno di una tradizione letteraria e dal suo ruolo nella societ del passato. Una lingua pi prestigiosa favorisce una maggior identificazione
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dei parlanti in essa e ad una maggior disponibilit ad essere riconosciuta dai parlanti come lingua ufficiale in virt della sua ampia tradizione letteraria e del suo celebre passato. Una lingua prestigiosa meno suscettibile a presititi linguistici da altre variet ed pi disposta a prestare termini lessicali ad altre lingue. 68 - Diatopia-diastratia-diafasia-diamesia Diatopia: utilizzo di una particolare variet linguistica a seconda del luogo. Diastratia: utilizzo di una particolare variet linguistica a seconda dello stato sociale. Diafasia: utilizzo di una particolare variet linguistica a seconda della situazione. Diamesia: utilizzo di una particolare variet linguistica a seconda del mezzo impiegato (scritto, orale). 69 - Labov e dialettologia urbana (analisi sociolinguistica delle varianti libere) Labov un sociolinguista che fece una ricerca sulla dialettologia urbana, ossia prese in considerazione delle variabili linguistiche di vario tipo (morfologiche, fonetiche, sintattiche) allinterno di una localit linguistica ed and ad esaminare quali classi sociali utilizzavano una variabile piuttosto che unaltra. In particolare studi la situazione di Boston, nella quale si pronunciava la [r] in un modo simile allinglese, che chiameremo [0] e vide come la pronuncia di tale lettera in certe occasioni si avvicinasse di pi o di meno a quella proveniente dallentroterra che chiameremo [R]. Labov si rec in 3 centri commerciali diversi: il Saks del ceto alto, il Macys del ceto medio e il Klein del ceto basso, in tutti e 3 i centri fece una domanda a vari inservienti e poi se la fece ripetere di modo che la risposta fosse fourth floor. Facendo ripetere linformazione allinserviente Labov lo costringeva implicitamente a ripeterla nel modo ritenuto inconsciamente pi accurato dallinserviente. Per studiare questo fenomeno Labov costru un grafico del tipo:
% pronuncia [R]

ceto alto ceto medio ceto basso

Variabilit in diafasia

Dai dati ricavati da tale grafico rilev che: - la pronuncia di [R] era pi marcata in Saks e Macys rispetto a Klein, la pronuncia di [R] quindi pi prestigiosa; - i lavoratori pi a contatto con il pubblico tendevano a pronunciare maggiormente [R] rispetto a quelli non a contatto del pubblico; - nella risposta alla seconda domanda, i lavoratori del Macys tendevano a enfatizzare la pronuncia di [R] in una maniera che era ancora pi corretta rispetto a quelli del Saks: si parla quindi di ipercorrettismo, causato dalle aspirazioni di ascesa sociale del ceto medio che vuole (anche inconsciamente) imitare il pi possibile il ceto alto, che dal canto suo non deve imitare nessuno e pronuncia quindi tranquillamente [R] in una maniera meno corretta; - in conclusione a Boston la pronuncia di [R] era pi prestigiosa della pronuncia di [0], ci vuol dire che in atto un processo di mutamento fonetico della pronuncia di tale lettera a favore di [R] e a discapito di [0]. 70 - Presupposizioni e lingua dei media Le presupposizioni sono implicazioni espresse nellenunciato che garantiscono che il destinatario ricever uninformazione senza che lemittente lo affermi dichiaratamente. Lesigenza di impiegare una presupposizione quella di non assumersi la responsabilit di ci che si sta dicendo e di far passare sullo sfondo delle informazioni senza che il destinatario possa contestarle. Ad esempio la presupposizione molto utilizzata in pubblicit: Es: la freschezza di Jocca contiene solo il 7% di grassi Ci che passa che la Jocca fesca, pu invece essere contestato il fatto che in realt la Jocca ha l8% di grassi. Per capire se stata fatta una presupposizione possibile effettuare un test di negazione:
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La freschezza di Jocca non contiene il 7% di grassi: la presupposizione comunque valida: la Jocca comunque fresca. Per sviluppare delle supposizioni si pu far ricorso ai verbi fattivi (disapprovare, rimpiangere, credere, comprendere, ecc) che asseriscono ad un atteggiamento del soggetto verso qualche evento, dando per scontato che levento sia verificato. Es: Mi dispiace che Gianni sia un inetto Questo presuppone che Gianni un inetto, lattenzione incentrata sul fatto che io sia dispiaciuto. Altri verbi utili alla presupposizione sono i verbi di cambiamento di stato, avverbi e verbi iterativi (continuare, finire, smettere, cominciare, ancora, anche, soltanto, reipetere, ritornare, per ln-esima volta ecc). Es: Linter continua a perdere inesorabilmente Si presuppone che linter ha gi perso svariate partite in precedenza. Es: Gianni ancora in malattia / in malattia per ln-esima volta Questo presuppone che Gianni spesso in malattia. Nel linguaggio giornalistico serve per dar per scontato certi parametri che si ritengono condivisi anche se in realt non lo sono. Nelle pubblicazioni scientifiche serve per mantenere un certo grado di distacco da ci che si dice, per dare un senso maggiore di oggettivit alla propria tesi (dalla quale per si prendono allo stesso tempo le distanze). 71 - Metafora concettuale - metafora linguistica nella lingua dei media La metafora una figura retorica che fa parte del linguaggio figurato: quel linguaggio che per essere compreso richiede un certo sforzo interpretativo da parte del destinatario per ricavarne il senso implicito e di conseguenza un senso dappagamento che aumenta con lo sforzo. La metafora in grado di concettualizzare eventi particolarmente astratti in termini noti e di vedere aspetti della realt sotto una diversa luce incrementando il livello di informativit di unespressione: la vaghezza del messaggio lo rende di fatto molto pi efficace. Essa inoltre dentro la lingua di tutti i giorni ad esempio: la discussione una guerra ha risvolti sui termini lessicali comunemente impiegati per descrivere una discussione: devi usare strategie persuasive, ha attaccato la sua ipotesi, la tua posizione debole, ecc. La metafora pu essere la spia di un orientamento ideologico che molto sfruttato nel discorso mediale a livello consapevole o inconsapevole pervadendo anche i resoconti pi imparziali. es: lUE un viaggio (facciamo un passo dopo laltro, via libera, remare insieme) lUE una costruzione (accelerare la costruzione, paesi fondatori) lUE un gioco dazzardo (la partita la giocheranno alla convenzione, stiamo facendo un gioco al rialzo). 72 - Uso della ditesi attiva/passiva (e della nominalizzazione) nella lingua dei media La rappresentazione mediale privilegia la componente verbale dei testi: una rappresentazione coinvolge attori, oggetti, eventi e circostranze che vengono realizzati attraverso le forme verbali, sintagmi nominali e avverbiali. Si possono cos evidenziare eventi, attori e circostanze in misura diversa in quanto la costruzione della realt sempre parziale e prospettica: la forma grammaticale dellenunciato contribuisce a modificare lintorno cognitivo e quindi la conseguente interpretazione. Ci son vari tipi di processo a cui currispondono i ruoli dei partecipanti: azioni: implicano un azione attiva e un oggetto su cui si compie lazione; eventi: rappresentano un fenomeno senza bisogno di alcun agente; processi mentali: sono percezioni di un soggetto riguardo a un certo fenomeno; processi verbali: esprimono unazione di tipo verbale. A seconda del tipo di processo e dei partecipanti coinvolti, la realt viene illustrata sotto prospettive diverse: un modo per oscurare la realt agire sulla transitivit dei verbi (attivo passivo) o ricorrere alla nominalizzazione (frasi verbali frasi nominali). La differenza sta nel precisare o meno chi ha fatto cosa. Es transitivit:
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La polizia ha ucciso un manifestante (la polizia colpevole) Un manifestante rimasto ucciso (si sa solo che il manifestante stato ucciso) Nel secondo caso lagente pu essere omesso e la frase comunque valida, ci che non deve mancare il soggetto! Es nominalizzazione: In Africa ci sono molti poveri (in Africa ci sono delle persone che sono povere) La povert nellAfrica (lAfrica un continente povero, non le persone) Il processo viene oggettivato e reso pi astratto, pi distante, la responsabilit delle persone in tale processo messa in secondo piano. molto utilizzato nelle pubblicazioni scientifiche per dare un senso di sinteticit e imparzialit. A giocare un ruolo importante nella manipolazione della realt rappresentata, sono tema e rema che in italiano possono essere disposti in maniera diversa tramite dislocazioni e frasi scisse. Es: Gianni guarda le ragazze Cosa sta succedendo? Le ragazze, guarda Gianni Chi guarda Gianni? Guarda le ragazze, Gianni Cosa fa gianni? Chi che guarda le ragazze? Gianni che guarda le ragazze Il tema guida quindi il destinatario nellinterpretazione della frase, fa focalizzare lattenzione su un elemento piuttosto che su un altro. Nel caso di una frase attiva/passiva I commercianti hanno aumentato i prezzi I prezzi sono stati aumentati dai commercianti nel primo caso lattenzione del lettore incentrata sul fatto che sono stati i comemrcianti ad aumentare i prezzi; nel secondo caso il tema va ad occupare una posizione secondaria e lattenzione meno incentrata sui commercianti, a favore del fatto che i prezzi sono aumentati, i commercianti vengono cos decolpevolizzati. Altro esempio di decolpevolizzazione: la polizia uccise i ribelli i ribelli furono uccisi dalla polizia i ribelli furono uccisi durante lo scontro con la polizia i ribelli fuoro uccisi si vede come la polizia passa da soggetto, a complemento dagente, a sintagma preposizionale, alla totale assenza. Ponendo a tema ci che era rema nella frase precedente possibile strutturare una certa progressione dellinformazione che garantisce coerenz e coesione nel testo. Il gatto ha mangiato il topo. Creatura dolce ed inerme... In questo modo nel secondo enunciato vengono aggiunte informazioni/opinioni sul topo, che essendo rema nella prima frase sembra essere un elemento sullo sfondo; in realt linformazione che passa (in modo meno esplicito) che il topo una creatura dolce ed inerme. La posizione del tema inoltre sfruttata per enfatizzare opinioni e valutazioni sui vari elementi di un enunciato. Pesanti, i disastri provocati dalla folla di ultras lo scorso... 73 - Lingue pidgin e creole (e relativo ruolo della grammaticalizzazione) La lingua pidgin una lingua occasionale che nasce tra 2 comunit linguistiche che non hanno una lingua in comune. Queste lingue derivano dalla mescolanza di elementi indigeni e della lingua sovraimposta. In genere le lingue pidgin si estinguono con la fine dei rapporti commerciali o di altro tipo; se invece i rapporti rimangono stabili nel tempo, nascer una nuova generazione che avr come lingua di socializzazione promaria la lingua pidgin, tale lingua verr allora chiamata lingua creola. 74 - Differenza fra lingua e dialetto, origine dei dialetti italiani, concetto di dialect Un dialetto una lingua parlata regionalmente sottoposta a una lingua standard, inoltre non possiede il grado di ufficialit conferito alla lingua: la lingua riconosciuta dalla legge di uno stato, il dialetto no. Inoltre una comunit linguistica percepisce spontaneamente la lingua come una lingua comune costituente lidentit nazionale, invece il dialetto semplicemente una variante locale parlabile in contesti informali. Un dialetto potrebbe tranquillamente
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diventare una lingua nazionale per quanto riguarda le potenzialit linguistiche intrinseche, ci che gli manca appunto lufficialit e il riconoscimento sociale. I dialetti italiani si sono sviluppati direttamente dal latino volgare, non dallitaliano standard. Litaliano standard non altro che una delle varie lingue derivate dal latino volgare (il fiorentino) che grazie alla sua prestigiosa tradizione letteraria stata scelta come lingua tetto da adottare come lingua standard dellitaliano. I dialetti in italiano sono quindi delle vere e proprie potenziali lingue a cui per stato negato il grado di ufficialit che invece stato conferito al fiorentino. Per quanto riguarda la linguistica anglosassone il dialect invece una mera variante della lingua standard, parlata regionalmente. 75 - Lingua tetto La Dachsprache una lingua utilizzata in forma orale e scritta, ufficializzata e impiegata nei rapporti formali e amministrativi in quanto dotata di un prestigio sociale superiore a quello dei dialetti regionali. Una lingua tetto possiede inoltre un sitema scolastico atto ad assicurarne linsegnamento ai parlanti. 76 - La lingua nellancien rgime (+ esempi) Oggi sembra naturale che il concetto di lingua implichi anche quelli di stato e nazione, nel passato non era cos. Nel medioevo a garantire la coesione allinterno di uno stato era la figura dellimperatore: nellancien rgime limperatore infatti incarnava il volere di Dio: le regole imposte dalla religione coincidevano quindi con quelle dello stato, di conseguenza un popolo era unito per il volere di Dio, cio dellimperatore. In quei tempi infatti non esisteva alcun legame linguistico tra le persone che vivevano dentro un determinato regno, addirittura si arrivava allestremo che lo stesso imperatore non parlava la lingua del suo popolo e magari nemmeno quella della propria corte. A livello locale regnava il plurilinguismo, spesso grammaticalmente scorretto e limitato al lessico di base utile a garantire la sopravvivenza del singolo: ogni lingua era buona per comunicare, era un semplice mezzo tecnico per relazionarsi agli altri. Esisteva comunque un valore simbolico della lingua che spesso denotava la provenienza e lo stato sociale dellindividuo. 77 - La lingua dello Stato a partire dalla Rivoluzione francese (+ esempi) Successivamente alla rivoluzione francese e allilluminismo, la figura dellimperatore-dio cadde e il concetto di religione si stacc quindi da quello di stato, si affermarono i diritti individuali di scelta della propria confessione religiosa: la religione non era pi imposta dallalto ma era un mero valore spirituale. Di conseguenza svanisce quel collante che garantiva lunione dei popoli, che era il volere divino incarnato nella figura dellimperatore. Allora si dovette cercare un nuovo collante che unisse i popoli sotto ununica bandiera e venne trovato nella lingua: la medesima nazione parla una lingua comune, quindi nazioni diverse parlano lingue diverse: i diversi parlano lingue diverse: la lingua il simbolo della nazione e in seguito dello stato. A questo punto si deve cercare una lingua che possa essere impiegata in tutti i campi e che possa quindi essere riconosciuta a livello nazionale, la si trova nelle corti, che la dotavano automaticamente di un certo prestigio e perch la lingua parlata nelle corti possedeva una certa tradizione letteraria (sempre portatrice di prestigio). Come insegnare la lingua ai cittadini? Attraverso listruzione e la leva militare: si svilupp cos un sistema scolastico sempre pi articolato che implic anche la necessit di parlare correttamente una lingua poich parlare male una ingua diventava unoffesa alla nazione. Da un lato inoltre vi era la borghesia conservatrice che privilegiava la lingua standard denigrando le variet dialettali parlate solitamente dai contadini aumentando cos il divario tra le classi sociali; dallaltro vi era la borghesia liberale che spingeva ad un insegnamento globale della lingua di modo che tutti i cittadini potessero accedere al linguaggio amministrativo e partecipare alla vita politica. I vari stati reagirono in modo diverso a questa situazione: Regno Unito: ogni diritto, anche quelli linguistici, personale, ognuno pu parlare la lingua che preferisce senza che questo sia considerato slealt nei confronti dello stato; linglese si afferma progressivamente grazie al suo prestigio economico e sociale. Attualmente son state create delle leggi a tutela del gallese nei vari ambiti.
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Svizzera: ha 4 lingue ufficiali: francese, italiano, tedesco e romancio, divisa in 26 cantoni ed ogni cantone ha una propria costituzione e parlamento, quindi pu autonomamente scegliere la/e lingua/e da adottare in ambito amminsitrativo, la scuola insegna la lingua adottata dal cantone. Francia: la politica principale di questo stato stata uno stato, una nazione, una lingua: il francese la lingua dello stato in tutti gli ambiti e tutti i dialetti sono da eliminare. Ultimamente sono state prodotte delle leggi a tutela dei dialetti regionali che permettevano alle scuole di insegnare il dialetto regionale per qualche ora alla settimana. Grecia: vi una sola lingua ufficiale utilizzata in ogni ambito protetta dalla costituzione, tutte le popolazioni non greche e non ortodosse sono state espulse nel tempo a fronte della forte pressione nazionalista del governo; il governo greco arriva a negare lesistenza di minoranze linguistiche nel proprio territorio e sono in atto forti movimenti di grechizzazione delle minoranze. Le poche scuole non greche esistono solo perch tutelate dalla UE. Turchia: la lingua di questa nazione stata modernizzata attraverso la latinizzazione dellalfabeto e prestiti linguistici dalle lingue europee; lestremismo nazionalista di tale nazione ha portato addirittura al genocidio (armeni, curdi). Attualmente sono state inserite delle norme a tutela delle minoranze linguistiche come requisito fondamentale posto alla Turchia per entrare nellUE. Un avvenimento storico che segna unulteriore svolta nella storia delle lingue (per quanto riguarda buona parte dellEuropa dellest) la rivoluzione russa con laffermazione del pensiero socialista di Marx: lo stato socialista si regge su una condivisa accettazione di questa ideologia da parte della nazione che funger appunto a nuovo collante della societ: bisogna staccare il concetto di lingua da quello di nazione, la nazione russa del popolo e il popolo parla varie variet, quindi non esiste una lingua nazionale unitaria: la lingua nazionale ogni variet parata dal popolo e ognuno ha il diritto di riconoscere la lingua madre che pi gli aggrada (di conseguenza ogni lingua avr accesso allambito amministrativo e necessiter di unappropriata traduzione). Solo col tempo si assister a una progressiva e naturale omologazione della lingua. Per rendere stabile questideologia socialista occorre indottrinare il popolo attraverso lalfabetizzazione e quindi la scuola: ognuno avr cos un facile accesso allambito amministrativo e politicoMezzo fondamentale di indottrinamento del popolo. Si avvia cos un colossale processo di standardizzazione di tutte le variet linguistiche favorite anche dalla propaganada e dalla televisione. Purtroppo per col nazismo la nazione russa si ripieg su se stessa e cominci ad adottare politiche panrusse che incontreranno rivolte e opposizione da parte dei popoli delle varie regioni. Con il crollo del muro, la disgregazione dellimpero russo port gli stati orientali ad adottare politiche linguistiche simili al modello francese e gli stati occidentali alla creazione di entit sovranazionali che, insieme alla progressiva globalizzazione e alla prepotente affermazione dellinglese a livello internazionale (favorito dallinformatica), condussero per contro a un sentimento di avvaloramento delle minoranze linguistiche e ad una rinascit del senso di identit nazionale. Ecco come reagirono gli stati parti dellUnione Sovietica e lUnione Europea: Ucraina: lattuale Ucraina non fu mai nella storia uno stato unitario: fu sempre diviso tra i vari imperi. Nel periodo zarista lUcraina venne battezzata come Piccola Russia e pian piano vide affermarsi sempre pi sentimenti nazionalisti di differenziazione storico-culturale fondati sulle tradizioni, sulla letteratura popolare e sulla storia in contrapposizione con quelle russe. I letterati cominciarono cos unopera di standardizzazione dellucraino come lingua tetto dei vari dialetti parlati e sotto la dominazione russa venne effettivamente favorita la diffusione di questa nuova lingua. Tuttavia con lavvento del nazismo e delle politiche panrusse la situazione mut radicalmente: vennero annullati i sentimenti di identificazione nazionale e presi provvedimenti contro linsegnamento e la diffusione dellucraino con il risultato che nel 1991, anno dellindipendenza dellUcraina, si riscontra una situazione di bilinguismo con il russo (affermato come variet alta nellintera nazione) e particolarmente diffuso nelle regioni nord-orientali; tuttavia da quellanno furono rilegittimati gli insegnamenti dellucraino ad ogni livello scolastico con una rapidissima ripresa di terreno di tale lingua anche se la lingua principale nella vita di relazione e commerciale ancoroggi il russo. Estonia: dopo aver ottenuto lindipendenza prese come modello la politica linguistica francese: la lingua nazionalein ogni ambito era lestone, con il risultato che nei territori orientali, dove la popolazione era tipicamente russofona, vi erano sindaci di lingua estone e quindi non rappresentativi della maggioranza della popolazione. Questesclusione sociopolitica della minoranza russa furono motivi di frizione fra i 2 stati. Lingresso dellEstonia nellUE fu subordinata
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ad una mutazione della sua politica linguistica che virasse verso un pieno godimento dei diritti politici della minoranza russofona. Unione Europea: in favore delle minoranze linguistiche venne redatta la Carta europea per le lingue regionali e le minoranze e varie iniziative a favore della diversificazione culturale e linguistica. Tale carta prevede, se ratificata, di rispettare un numero minimo di paragrafi scelti a discrezione dello Stato ratificante e che sono strutturati in 3 livelli che vanno dal mero riconoscimento di una minoranza linguistica allinterno del territorio dello stato, allinsegnamento per qualche ora alla settimana della variet di minoranza nei vari livelli scolastici, alla vera e propria integrazione della variet nellamministrazione locale. 78 - Kloss: Abstandsprachen/Ausbausprachen (+ esempi) Abstandsprache (lingua per distanziazione): variet linguistica che per la sua struttura interna si differenzia da ogni altra lingua circostante (sardo-italiano). Ausbaussprache (lingua per elaborazione): variet linguistica che ha una struttura interna simile a quella delle lingue circostanti, ma che per motivi storico-politici si reclama indipendente (friulano-italiano). Kloss esamina le tappe che una lingua in via di promozione deve percorrere; di particolare importanza laffermazione sempre maggiore delluso scritto della la lingua in questione e lalfabetizzazione. Kloss individua 5 gradi di affermazione progressiva della lingua pi un primo stadio preliminare in cui la lingua ancora nella fase gergale. Il pianificatore linguistico dovr tener conto di questi stadi per riuscire a far affermare una variet come lingua tenendo conto che non possibile saltare uno o pi stadi, pena il netto rifiuto della lingua dalla comunit di parlanti. Questi gradi vanno dallutilizzo della variet nel dialogo e in campi umoristici, alla progressiva affermazione nel campo teatrale e artistico e nei giornali, ai libri di testo, alle emissioni divulgative e alla costruzione di una grammatica, alluso specialistico e di ricerca scientifica, alluso ufficiale nello stato e in tutti i campi del sapere. 79 - Status/Funzione di una lingua allinterno di una comunit Funzione: ci che si fa effettivamente con una lingua allinterno di una comunit Status: il potenziale di una lingua, ci che con essa si potrebeb fare in virt della sua ufficialit. Lo status di una lingua si pu incrementare aumentando le sue funzioni, di conseguenza aumenterebbe anche il prestigio della lingua. 80 - Diglossia/dilalia Importante per definire questi due termini la distinzione tra variet alta (LH) e variet bassa (LL): la variet alta quella pi prestigiosa che pu coincidere con la lingua ufficiale ed dedita ai rapporti amministrativi e ufficiosi, quella bassa quella meno prestigiosa che pu coincidere con i dialetti regionali o semplicemente con altre lingue ed impiegata in contesti informali e famigliari Diglossia: la variet alta percepita come artificiosa e quindi impiegata solo in contesti politico-amministrativi, in tutte le altre situazioni si utilizza la variet bassa. Dilalia: la variet alta impiegata in ogni aspetto della vita sociale di un individuo, la variet bassa la pu tranquillamente affiancare, ma solo in contesti informali. 81 - Funzione comunicativa/funzione simbolica della lingua Funzione comunicativa: quella che permette alla lingua di essere veicolo di informazioni. Funzione simbolica: quella che conferisce lidentit di un gruppo e di una persona in quanto parlanti di ununica lingua. 82 - Minoranze linguistiche in Italia Minoranza nazionale: variet che coincide con la lingua di uno stato confinante (tedesco, francese, slavo). Minoranza linguistica: variet parlata localmente (tutto il resto, tra cui il friulano (diventato lingua ufficiale) e il sardo (ultimamente impiegato anche a livello amministrativo)).
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le minoranze storico-culturali e quelle comportate dallimmigrazione non sono tutelate. Val dAosta: l8% della popolazione parla francese nei rapporti famigliari, italiano e francese sono fortemente integrati; nel sistema scolastico il ruolo rilevate affidato al francese, il franco-provenzale non stato tutelato per niente. Friuli: gli sloveni delle province di Trieste e Gorizia sono state riconosciute come minoranza nazionale e godono di un sistema scolastico proprio e della possibilit di impiegare lo slavo nei rapporti damministrazione locale. Trentino: stata adottata una politica linguistica di tipo separatista: un bambino pu andare ad una scuola totalmente tedesca (con italiano come L2) e in una scuola totalmente italiana (con tedesco come L2), fino a livelli universitari. Il problema che se una conoscenza di base dellitaliano sufficiente per relazionarsi con laltra comunit, per quanto riguarda il tedesco richiesta una conoscenza molto pi avanzata. In Trentino presenta anche una comunit ladina che per non ha problemi a rapportarsi con le comunit germanofone e italofone in quanto trilingue. La legge del 1999 ha ribadito lufficialit della lingua italiana riconoscendo per le varie minoranze linguistiche. alle minoranze linguistiche che spetta di affermare il loro status per autorivendicazione e che devono gestirsi da s eventuali attivit di corpus planning per riuscire a impiegare una variet linguistica anche nellambito amministrativo. 83 - Definizione di Pianificazione linguistica Il language planning ha lo scopo di intervenire nei rapporti tra le lingue in un determinato territorio tutelando le minoranze e agendo sulla struttura delle varie variet di modo che possano essere impiegate nellambito dellamministrazione e della politica come una vere e proprie lingue ufficiali. Il language planning distingue principlamente le attivit di corpus planning, riguardanti la pianificazione della struttura della lingua in tutti i suoi livelli (fonetico, morfologico, sintattico) di modo che possa essere impiegata in ogni ambito sociale e quelle di status planning, riguardanti lufficializzazione della variet e la sua promozione sociale volta ad incrementarne il prestigio. Fanno parte del language planning anche operazioni di language revitalisation, di language reversal e di language renewal. 84 - Politica linguistica leffettivo impiego di una lingua che in questo modo promuove una variet che potrebbe essere stata pianificata in precedenza. politica linguistica la scelta di un operatore pubblicitario di utilizzare un determinato linguaggio piuttosto che un altro; oppure la pubblicazione su un articolo di giornale delle nuove tendenze linguistiche giovanili; o ancora latteggiamento dellopinione pubblica; ma soprattutto lintervento delle istituzioni statali a favore della lingua da diffondere. 85 - Corpus planning: scelta del corpus, alfabeto, ortografia, lessico (+ esempi) Il corpus planning il lavoro che si compie su un certo codice per renderlo in grado di svolgere funzioni amministrative, scolastiche e culturali. La creazione di uno standard pu andare dalladozione di una lingua tetto unica, alla creazione di un codice che sia sentito come la somma di tutti gli altri, alladozione di uno standard abbastanza ampio da soddisfare tutte le varianti locali. Codice: occorre scegliere la variet di lingua da ristrutturare: in certi casi la lingua da scegliere indicata dalla situazione storico-culturale della comunit su cui si va da agire, in altri bisogna scegliere arbitratiamente una lingua e ci pu essere unoperazione particolarmente delicata in quanto la scelta di una variet comporta il decadimento di tutte le altre e ci pu portare a contrasti di vario tipo. Vi sono poi casi in cui la variet si sviluppata dallambito letterario, altri in cui scaturita da una fusione di vari dialetti, altri in cui si affermata per il suo elevato prestigio e altri ancora in cui stata imposta. Italia: nel 500 vi era il latino come LH, il dialetto come LL e la lingua da pianificare come variet media: Bembo prese come modelli Boccaccio e Petrarca (scartando le ipotesi cortigiane e fiorentine). Nell800 la situazione rest allincirca immutata col latino e alcune variet prestigiose come LH, innumerevoli dialetti locali come LL e litaliano letterario di
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Bembo condiviso da tutta la popolazione nella dimensione intermedia. Al momento dellunificazione dellItalia si adott questo italiano letterario che dovette essere pianificato in quanto: era un codice solo scritto, mancava di terminologia tecnica, era insegnata come L2 nelle scuole ed era in competizione con altre variet alte amministrative (francese). Questo nuovo italiano si afferm gradualmente come LH in un regime di diglossia e grazie allomologazione industriale pi tardi si afferm come vera e propria lingua statale in una situazione di dilalia. Norvegia: in Norvegia non si arriv mai ad uno standard comune, un paese bilingue in cui oralmente si parlano i dialetti locali e per iscritto si impiegano il bokmal: danese parlato alla norvegese, o il nynorks: lingua sviluppatasi dalle regioni dellovest e modernizzata. Si poi assistito a vari rimaneggiamenti linguistici comuni a entrambe le lingue volti a renderle pi simili. Per quanto riguarda lamministrazione locale previsto che entrambe le lingue siano presenti in almeno il 25% dei documenti ed ogni distretto pu dichiararsi di una lingua o dellaltra o neutrale (lo stesso vale per la scuola). Alfabeto: la scrittura conferisce un certo prestigio alla variet da pianificare: con la scrittura (insieme alla realtiva ortografia) che il dialetto cessa di essre considerato tale e diventa una lingua; di conseguenza per i parlanti ha un alto valore simbolico e di identificazione. La scelta dellalfabeto, di fatto, fortemente influenzata dallideologia e dalla religione della comunit coinvolta, ma anche da parametri geografici e culturali (latino cattolicesimo; cirillico ortodossia e socialismo; arabo islamismo). Se vi sono casi di digrafia solitamente si in una situazione transitoria che vedr o laffermarsi di uno dei due alfabeti, oppure la disgregazione della comunit linguistica in due stati. Attualmente vi una certa tendenza a latinizzare il globo, infatti quando viene attribuito un alfabeto ad una lingua di nuova alfabetizzazione si tende ad adottare il latino, sia pure con qualche adattamento. Un fattore che influenz particolarmente la scelta dellalfabeto latino fu linformatica che privilegava lingue dai caratteri facili come linglese. Ortografia: bisogna scegliere la corrispondenza tra grafi e foni tenendo conto delle eventuali tradizioni precedenti e soprattutto che lortografia non sia troppo difficile da apprendere; il problema si complica se si vogliono stabilire delle regole che siano in comune con i dialetti, spesso incompatibili facendo attenzione al fatto che variazioni ortografiche anche minime comportano significative differenziazioni identitarie. Il pianificatore ha 3 possibilit: adottare unortografia fonetica in cui ad ogni fono corrisponda un suono (italiano): questo implica facilit di scrittura ma difficolt nellindividuare forme flesse anche molto semplici (es: amiko, amici); adottare unortografia etimologica che evidenzi le derivazioni e gli apparentamenti diacronici (francese): questo per comporta non pochi problemi di scrittura; adottare unortografia mista tra i 2 metodi che sia anche un po vaga e facile da scrivere. Bisogna inoltre tener conto vari fattori, ad esempio unortografia vaga pu ovviare a problemi di un alfabeto troppo difficile e inoltre un parlante di una variet non si ritrover mai completamente nella lingua standardizzata, quindi bisogna fare in modo di accontentare il pi possibile il maggior numero di variet linguistiche e infine lortografia deve essere stabile e coerente nella sua struttura. Siccome lortografia ha un fortissimo risvolto simbolico bisogna conferirgli qualcosa di unico, che sia esclusivo di tale lingua, come i flag characters: caratteri o combinazioni di lettere o segnetti particolari che siano unici di quella lingua, o comuni ad altre lingue imparentate, in cui i parlanti possano identificarsi. Turchia: la Turchia impiegava un alfabeto arabo, ma nel XX secolo con Ataturk, assistette a una modernizzazione del linguaggio e al repentino cambiamento dellalfabeto che sarebbe diventato lalfabeto latino con una perfetta corrispondenza 1:1 tra grafia e pronuncia e con gli appropriati flag charachters. Malta: una variet di arabo, ma venne codificata attraverso lalfabeto latino, questo a causa della religione cattolica, il continuo contatto con lingue latine e simbolicamente come volont di ribadire lappartenenza allEuropa. Africa est: la scrittura araba dello swahili venne rimpiazzata dallo swahili, per motivi di semplicit amministrativa in quanto un territorio colonizzato dagli inglesi. Bosnia: venne adottato lalfabeto arabo per scrivere il serbo-croato, nella direzione dellaffermazione di una nuova lingua bosniaca indipendente. Territori arabi: tendenzialmente le lingue di nuova alfabetizazione impiegano lalfabeto arabo per ribadire simbolicamente lunione della comunit araba nella religione islamica e nel corano.
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Morfologia: se esiste gi una lingua di un certo prestigio la morfologia non dovr far altro che adattarsi ad essa, se lo scritto supporta diverse realizzazioni fonetiche la morfologia pu variare localmente, altrimenti si pu arrivare addirittura allaccettazione di forme alternative come corrette. Ladino: la morfologia stata costruita attingendo dai vari criteri: un po quello delloriginalit con varie irregolarit, un po quello di regolarit e quello di maggior diffusione, tutto a favore di una maggior indentificazione simbolica, tenendo per conto che una lingua troppo difficile pu venir accantonata dalla comunit linguistica. Sintassi: solitamente non c molto da fare in questo livello danalisi, se per caso vi sono variazioni di sintassi nellarea coperta dalla lingua standard bisogna sceglierne una tenendo conto di quale struttura maggiormente dffusa, della sua chiarezza, regolarit e trasparenza e delloriginalit della struttura sintattica rispetto a quelle delle lingue circostanti. Ladino: il criterio di distanziazione ha fatto prevalere le strutture sintattiche pi antiche e meno diffuse, di modo che il ladino potesse distinguersi meglio sia dal tedesco che dallitaliano e le loro rispettive variet locali. Lessico: come per lortografia e lalfabeto uno degli aspetti pi a diretta portata del parlante e quindi con maggiore valore simbolico; solitamente si vanno a creare dei lessemi per il linguaggio amministrativo (perch in genere portatore di status alto ed meno soggetto a sentimenti di forte identificazione simbolica), mentre quelli per i campi artistici e personali si lasciano formare da s. Importante avanzare semplici proposte lessicali (contenute magari in testi non letterari e dizionari specialistici) senza alcuna imposizione e che possano essere riconosciute gradualmente dai parlanti, i quali devono sentirsi liberi di parlare la loro variet, pena, lirreversibile riconoscimento dei nuovi termini o ancora peggio il fallimento dellintera opera di pianificazione. Il lavoro sul linguaggio pubblico e amministrativo si rifletter poi gradualmente anche negli altri ambiti. Nella creazione del lessico bisogna tener conto della loro adeguatezza dal punto di vista fonetico, ortografico e morfologico; inoltre bisogna stare attenti ad eventuali rapporti di sinonimia e significati metaforici che siano congrui a quelli gi esistenti. Si pu attingere da varianti locali in cui magari esistono gi i termini in questione, ma che devono solo venire standardizzati oppure si pu ricorrere a prestiti da altre lingue, adattandoli comunque alla lingua destinataria. Infine bisogna tener conto dellaspetto sociolinguistico, ossia delle tendenze linguistiche dei parlanti, del loro grado di preparazione, del prestigio dei mezzi di diffusione del nuovo lessico, dellappartenenza ad un caprticolare registro e della lontananza da connotazioni peggiorative. Corsica: da alcuni anni il corso ha ottenuto un riconoscimento amministrativo: si vuole creare una lingua standard polinomica con una forma scritta che ricopra tutte le variet presenti sullisola, nessuna esclusa. Svizzera: il romancio conosce almeno 5 variet locali allinterno del cantone dei Grigoni, ci ha portato col penalizzare ogni variet a favore del tedesco. Per ovviare a questo problema Schmid cre una grammatica, denominata rumantsch grischun, che fungesse da Dachsprache per la comunicazione tra i vari tipi di romancio. Tuttavia i parlanti lhanno percepita come una lingua artificiale: unentit a s stante, e sono restii ad acquisirla e ad insegnarla a livello scolastico lamentandosi dellammontare di troppe lingue da insegnare agli scolari. da notare che in realt questa lingua si discosta molto meno dalle variet romance locali rispetto a quanto il tedesco di discosti dalla variante alemannica locale; questo perch il tedesco e la variet alemannica sono ormai assimilate nella percezione dei parlanti, mentre il rumantsch grischun no. Standard orale: lelemento con maggiore attaccamento simbolico da parte del parlante: un parlante che si sente proporre una nuova variet da parlare nelluso privato si sente in qualche modo attaccato, la vede come unimposizione dallalto e potrebbe rigettarla totalmente; quindi consigliabile impiegare il nuovo standard dapprima per luso amministrativo, diffondendolo poi gradualmente nei media, insegnandolo a scuola e promuovendo il suo utilizzo nelle situazioni formali. 86 - Status planning Lo status planning lapparato normativo volto a rendere effettivi i diritti linguistici di una popolazione. Diritto linguistico: le norme linguistiche vigenti nel territorio. Diritti linguistici: i diritti acquisiti dai parlanti rispetto alle varie variet.
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Ultimamente si sta diffondendo lopinione che fra i diritti delluomo ci sia anche il diritto di ciascun individuo di esprimersi nei rapporti amministrativi nella propria lingua di socializzazione primaria. Tali diritti linguistici possono essere, nei casi pi avanzati, codificati nel diritto linguistico per regolare i rapporti tra cittadino e stato in questione: pu accadare che venga tutelato il plurilinguismo, oppure che le altre variet non siano accettate o addirittura represse, o ancora che sia avvantaggiata una variet piuttosto che unaltra. Questi principi possono essere applicati agli ambiti delleducazione e dellamministrazione; lambito meno permeabile quello giuridico dato che le legislazioni sono solitamente monolingui. Personalit del diritto linguistico: possibilit teorica dei cittadini di impiegare la propria lingua su tutto il territorio. Territorialit del diritto linguistico: lo spazio geografico nel quale i cittadini possono parlare la loro lingua. Solitamente il principio prevalente quello di territorialit: il caso pi semplice quando a uno stato corrisponde una sola lingua su tutto il territorio (Francia); ci son casi in cui pi lingue sono riconosciute e ogni regione amministra la questione da s (Svizzera); il caso pi comune lesistenza di una lingua tetto riconosciuta per tutti gli ambiti a cui si affiancano localmente le variet con differenti gradi di riconoscimento giuridico (Italia); il caso pi avanzato fu quello dellImpero austroungarico in cui in ciascuno stato ognuno aveva diritto allistruzione nella propria lingua indipendentemente dal territorio in cui si trovava, la lingua amministrativa poteva inoltre variare a seconda del mutamento della composizione demografica dello stato. Jugoslavia: la Jugoslavia era composta da 6 repubbliche federate nelle quali si parlavano principalmente 3 lingue a seconda della composizione etnica (sloveno, serbocroato, macedone); tuttavia questi gruppi etnico-linguistici rappresentavano meno dei della popolazione totale: le altre nazioni non disponevano di una propria unit amminsitrativa, per le minoranze, solo se significative (apparte il serbo-croato che godeva di una situazione di vantaggio), potevano usare nei loro territori la propria variet accanto a quella ufficiale ed avevano diritto ad un insegnamento nella propria lingua (come risultato si impiegavano pi di 9 lingue). Una situazione del genere, per reggersi in piedi, aveva bisogno di una fiorente economia e di una tradizione storica e religiosa piuttosto compatta: in realt era il contrario e ci port alla disgregazione della Jugoslavia negli anni 90 in 6 stati: larea serbo-croata si vide cos spezzettata in 3 parti. Si dovette allora ricorrere ad unampio programma di pianificazione linguistica per sviluppare 3 lingue con il relativo sentimento didentificazione nazionale quando in realt la lingua di provenienza era praticamente una sola. Tuttoggi infatti le differenze tra serbo e croato e i vari dialetti sono davvero esigue, quello che varia sono semplicemente le scelte lessicali e lutilizzo dei tempi verbali nelle varie situazioni: i vari dialetti sono tagliati e ricuciti in modo arbitrario nelle lingue nazionali, la cui divisione politica non rispetta per nulla quella linguistica. 87 - Legislazioni linguistiche I vari sistemi giuridici regolano la vita linguistica in modo diverso: andando dalla totale assenza ad un capillare regolamento possono privilegiare una lingua a scapito di altre oppure possono stabilire una sostanziale parit; esiste poi una vera e propria gerarchia linguistica in base alle varie denominazioni che vengono attribuite alle lingue: lingua nazionale: la lingua della nazione costitutiva dello stato, ha un alto valore simbolico; lingua ufficiale: lingua a cui viene convenzionalmente attribuito il ruolo di veicolo di comunicazione, ha meno valore simbolico; lingua amministrativa: lingua da impiegare nei rapporti con le istituzioni; lingua legislativa: lingua che deve essere impiegata per la formulazione delle leggi; lingua propria: lingua riconosciuta a livello regionale, ha un forte valore simbolico; lingua regionale: lingua limitata a una parte del territorio dello stato; lingua in situazione di minoranza: lingua che pu essere molto diffusa a livello internazionale, ma che a livello nazionale presente in zone molto limitate; lingua minoritaria: marca la distanza da lingua nazionale: ha meno diritti della lingua nazionale e spesso la si cerca di preservare lingue meno diffuse: lingue di minoranza che necessitano di una certa tutela.
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Esempi di status planning che hanno dotato politiche differenti sono quello della Catalogna e della Finlandia: il primo Stato ha adottato politiche di integrazione e tutela della minoranza linguistica con vere e proprie norme che vanno a regolare i rapporti tra catalese e castigliano; il secondo Stato ha riconosciuto una situazione di bilinguismo separatista che ha portato alla crescita e allo sviluppo di due comunit linguistiche conviventi ma di lingua diversa che sono arrivate a convivere allinterno della stessa citt in due sfere linguistiche e sociali totalmente distaccate luna dallaltra.

by Claudio Orifiammi
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