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CORSO ELEMENTARE DI LINGUISTICA GENERALE G.

BERRUTO CAPITOLO 1 GENERALITA

1.1

DEFINIZIONE DELLA DISCIPLINA

La Linguistica Generale il ramo delle scienze umane che si occupa di cosa sono e di come funzionano le lingue. Oggetto della Linguistica sono in primo luogo le lingue storico-naturali, vale a dire quelle nate spontaneamente lungo il corso della civilt umana.

1.2

IL LINGUAGGIO VERBALE UMANO

Per indicare le lingue storico-naturali si usa il termine di linguaggio verbale umano, uno degli strumenti e dei modi di comunicazione a disposizione delluomo. Un segno, in modo generico, qualcosa che st per qualcosaltro e serve per comunicare questo qualcosaltro; secondo una concezione molto larga tutto pu comunicare qualcosa, ogni fatto culturale suscettibile di essere interpretato da qualcuno e di quindi di dare\veicolare qualche informazione. Eutile per intendere comunicazione in senso pi ristretto, dal punto di vista della intenzionalit : si ha comunicazione quando c un comportamento prodotto da un emittente al fine di far passare dellinformazione, altrimenti si ha un semplice passaggio di informazione. E da intendere quindi come la trasmissione intenzionale di informazione.

1.3

SEGNI, CODICE

Segno lunit fondamentale della comunicazione. Esistono diversi tipi di segno,si pu attuare una loro tassonomia, ovvero una classificazione. 1-Indici (sintomi) : motivati naturalmente\non intenzionali (stanuto = raffreddore, nuvole scure = pioggia) 2-Segnali : motivati naturalmente \intenzionali (sbadiglio volontario = noia) 3-Icone : motivati analogicamente\intenzionali, riproducono propriet di un oggetto (mappe, registrazioni) 4-Simboli : motivati culturalmente\intenzionali (colore nero = lutto, rosso al semaforo = fermarsi) 5-Segni : non motivati\intenzionali (suono di occupato al telefono, segnali stradali) Dalla 1 alla 5 la motivazione che lega il qualcosa al qualcosaltro via via sempre pi convenzionale e quindi meno diretta, aumenta quindi anche la specificit culturale dei segni.

Nella comunicazione in senso stretto, c un emittente che emette, che produce intenzionalmente un segno per un ricevente, e il codice permette al ricevente di interpretare il segno, grazie appunto a questo insieme di corrispondenze, fissate per convenzione fra qualcosa (insieme manifestante) e qualcosaltro (insieme manifestato) che fornisce le regole di interpretazione dei segni.

CAPITOLO 2LE PROPRIETA DELLA LINGUA


2.1 BIPLANARIT
Biplanarit = in un segno ci sono due facce o piani compresenti, il significante, chiamato anche espressione, la parte fisicamente percepibile del segno, quella che cade sotto i nostri sensi(la parola pronunciata o scritta), il significato chiamato anche contenuto, la parte non materialmente percepibile, linformazione veicolata dalla faccia percepibile

2.2 ARBITRARIET
Consiste nel fatto che non c alcun legame naturalmente motivato fra il significante e il significato di un segno. Il significante gatto non ha nulla a che vedere con lanimale, questo non vuol dire che tra significato e significante di un segno non esistono legami n rapporti, ma vuol dire che i legami ci sono, sono dati non naturalmente ma posti per convenzione, per questo arbitrari. Saussure distinse quattro tipi o livelli diversi di arbitrariet secondo una forma graficamente rappresentabile con il triangolo semiotico 1 arbitrario il rapporto o legame tra segno nel suo complesso e referente : non c alcun legame naturale e concreto di derivazione delluno dallaltro, fra un elemento della realt esterna e il segno a cui questo eventualmente associato, per esempio tra loggetto sedia e la parola sedia. 2 arbitrario il rapporto tra significato e significante : il significante sedia, come sequenza di lettere e suoni, non ha nulla a che vedere con il significato di oggetto di arredamento, al di fuori della convenzione. 3 arbitrario il rapporto tra forma (struttura, organizzazione interna) e sostanza (materia) del significato. 4 arbitrario il rapporto tra forma e sostanza del significante. Ci sono dei segni linguistici che appaiono parzialmente motivati, come le onomatopee o parole indicanti versi di animali, che richiamano nel loro significante caratteri fisici di ci che viene designato e presentano quindi un aspetto pi o meno iconico. Principio di iconismo = lidea di pluralit che implica pi cose, pi materiale, nella realt, sarebbe evocata o suggerita o riprodotta nella lingua dal fatto che la forma plurale contiene pi materiale fonico, linguistico, che non la forma del singolare, quindi la lingua riprodurrebbe coi suoi mezzi propri la realt. Principio di fonosimbolismo = principio che afferma come per esempio le vocali chiuse con la i, pronunciata con una minima apertura della bocca sarebbe connessa con cose piccole

2.3 DOPPIA ARTICOLAZIONE

Consiste nel fatto che il significante di un segno linguistico articolato a due livelli nettamente diversi. A un primo livello, il significante di un segno linguistico organizzato e scomponibile in unit che sono ancora portatrici di significato e che vengono riutilizzate per formare altri segni, secondo il principio che ogni segno, di qualunque estensione e lingua, analizzabile e scomponibile in unit minime, in questo caso di prima articolazione, detti morfemi. A un secondo livello, questi sono a loro volta scomponibili in unit pi piccole che non sono pi portatrici di significato autonomo, un morfema quindi scomponibile in fonemi . Non esistono altri codici di comunicazione naturali che possiedono una doppia articolazione piena e totale come la lingua, la quale consente una grande economicit di funzionamento : con un numero limitato di unit di seconda articolazione si pu costruire un numero grandissimo, teoricamente infinito di unit dotate di significato, quindi molto importante nella strutturazione della lingua il principio della combinatoriet, per il quale la lingua funziona, fondamentalmente, combinando unit minori.

2.4 TRASPONIBILIT DI MEZZO


Il significato dei segni linguistici pu essere trasmesso o realizzato, sia attraverso il mezzo aria, il canale fonico-acustico, sia attraverso il mezzo luce, il canale visivografico, a tale propriet si d il nome di trasponibilit di mezzo. Il carattere orale, tuttavia prioritario rispetto a quello visivo : il canale fonico-acustico appare per varie ragioni il canale primario, spesso si dice anche che una delle propriet del linguaggio verbale umano proprio la fonicit.

2.4.1 LINGUA PARLATA E LINGUA SCRITTA


Il parlato innanzitutto prioritario antropologicamente rispetto allo scritto, tutte le lingue che hanno una forma e un uso scritti sono anche parlate, mentre non tutte le lingue parlate hanno anche una forma e un uso scritti; il parlato ha nelle nostre culture moderne una netta prevalenza statistica. C una priorit omogenetica (relativa al singolo individuo) del parlato : ogni individuo umano impara prima a parlare, e in un secondo momento, attraverso addestramento guidato specifico, a scrivere. C poi una priorit filogenetica (relativa alla specie umana), la scrittura si sviluppata molto tempo dopo il parlare, la scrittura cuneiforme ha origini presso i sumeri (3500 a.c. ca), mentre quella alfabetica presso i Fenici (1300 a.c. ca), quando invece le origini del linguaggio sono molto pi antiche, era gi proprio allHomo habilis e erectus (3.000.000 anni fa). Il canale fonico-acustico e luso parlato presentano una serie di vantaggi biologici e funzionali 1 purch vi sia presenza di aria, pu essere utilizzato in qualsiasi circostanza ambientale e anche a distanza 2 non ostacola altre attivit, pu essere utilizzato assieme ad altre prestazioni fisiche (il canale grafico no)

3 permette la localizzazione della fonte di emittenza del messaggio 4 lesecuzione parlata pi rapida di quella scritta 5 il messaggio pu essere trasmesso simultaneamente a un gruppo di destinatari e in ogni direzione 6 il messaggio evanescente, ha rapida dissolvenza, non ingombra il canale agli altri 7 energia specifica richiesta esigua, il parlare concomitante con la respirazione Lo scritto invece, ha una certa priorit sociale, avere una forma scritta un requisito indispensabile per una lingua evoluta a pieno titolo, lo scritto ha maggiore importanza, prestigio (valore formale agli atti di una firma) e in generale, utilit sociale e culturale, essendo nato come fissazione, trascrizione, rappresentazione solida, stabile del parlato.

2.5 LINEARIT E DISCRETEZZA


Linearit del segno = il significante viene prodotto, si realizza e si sviluppa in successione del tempo e\o nello spazio. Discretezza dei segni = la differenza tra gli elementi, le unit della lingua assoluta, c un confine preciso fra un elemento e un altro, le classi di suoni sono ben separate le une dalle altre. Una conseguenza della discretezza che nella lingua non possiamo intensificare il significante per intensificare il significato allo stesso modo in cui facciamo con grida o interiezioni.

2.6 ONNIPOTENZA SEMANTICA, PLURIFUNZIONALIT E RIFLESSIVIT


Per onnipotenza semantica si intende il fatto che con la lingua possibile dare un espressione a qualsiasi contenuto, con la lingua si pu parlare di tutto, dire tutto e grazie alla lingua si pu trasformare qualunque altro modo di comunicazione in un messaggio. Per plurifunzionalit si intende che la lingua permette di adempiere a una lista molto ampia di funzioni diverse : esprimere il pensiero; trasmettere informazioni; instaurare, mantenere, regolare attivit cooperative e sociali; manifestare, esternare i propri sentimenti e stati danimo; risolvere problemi; creare mondi possibili. Classificazione di Jakobson individua sei funzioni : un messaggio linguistico volto specificatamente ad esprimere sensazioni del parlante avrebbe prevalente funzione emotiva o espressiva (che bella sorpresa!); uno volto a specificare aspetti del codice avrebbe funzione metalinguistica (pollo si scrive con due elle); uno volto a fornire informazioni sulla specifica realt esterna avrebbe funzione referenziale\denotativa (intercity per milano in partenza al binario due); uno volto a far agire in qualche modo il ricevente ha funzione conativa (apri la porta!); uno volto a verificare il canale di comunicazione fra i parlanti ha funzione ftica (pronto? Mi

senti?) infine uno volto ad esplicitare, mettere in rilievo le potenzialit insite nel messaggio avrebbe funzione poetica. La lingua si pu usare come metalingua, la lingua di cui parla la metalingua viene cos chiamata lingua-oggetto, a tale propriet si assegna il nome di riflessivit, la quale tipica, unica e caratterizzante del linguaggio verbale umano, non esistono altri codici di comunicazione dotati di essa.

2.7 PRODUTTIVIT
Con il termine Produttivit si allude al fatto che con la lingua sempre possibile creare nuovi messaggi, mai prodotti prima, e parlare di cose, esperienze nuove mai sperimentate prima o, anche di cose inesistenti. Da questo concetto, quello di creativit regolare, vale a dire una produttivit infinita basata su un numero limitato di principi e regole. La ricorsivit una propriet formale delle regole, e specifica che le regole sono riapplicabili al proprio prodotto o risultato, ad esempio da una parola posso ricavarne unaltra con laggiunta di un suffisso.

2.8 DISTANZIAMENTO E LIBERT DA STIMOLI


Distanziamento = propriet che riguarda il modo di significazione della lingua e che ha una notevole importanza, soprattutto per quanto concerne la differenza tra linguaggio umano e i sistemi di comunicazione animale, si intende la possibilit, insita nella lingua, di poter formulare messaggi relativi a cose lontane, distanti nel tempo, nello spazio dal momento in cui si svolge linterazione comunicativa. Libert da stimoli = consiste nel fatto che i segni linguistici rimandano a una elaborazione concettuale della realt esterna, e non semplicemente stati dellemittente, che inducano necessariamente ad emettere messaggi, si pu dire quindi che la lingua indipendente dalla situazione immediata e dagli stimoli.

2.9 TRASMISSIBILIT CULTURALE


La lingua trasmessa per tradizione allinterno di una societ e cultura, come uno dei fatti costitutivi della cultura. Le convenzioni che costituiscono il codice di una determinata lingua passano da una generazione allaltra per insegnamento\apprendimento. Il linguaggio verbale non un fatto unicamente culturale, la componente innata, facente parte del patrimonio genetico della specie umana, anchessa specialmente importante del linguaggio verbale : in esso infatti vi sia una componente culturale-ambientale (che specifica quale lingua impariamo e parliamo) sia una componente innata (che fornisce la facolt del linguaggio, cio predispone a comunicare con la lingua); altra componente la prepubert linguistica, se entro let di 11\12 anni un essere umano non stato esposto a stimoli linguistici provenienti dallambiente culturale in cui vive, lo sviluppo della lingua bloccato, come daltra parte entro tale et lapprendimento di una lingua avviene in maniera sorprendentemente rapida e agevole.

2.10 COMPLESSIT SINTATTICA

I rapporti fra gli elementi o parti del segno danno luogo a una fitta trama plurima, percepibile nella sintassi del messaggio. Questa propriet si chiama complessit sintattica. I cui aspetti sono : 1 lordine degli elementi contigui, ovvero le posizioni lineari in cui essi si combinano 2 le relazioni strutturali e le dipendenze che vigono fra elementi non contigui 3 le incassature 4 la presenza di parti del messaggio che danno informazioni sulla sua strutturazione sintattica 5 la possibilit di discontinuit nella strutturazione sintattica (recuperare in chiusura un elemento)

2.11 EQUIVOCIT
La lingua un codice tipicamente equivoco, poich un codice che pone corrispondenze non biunivoche, ma plurivoche fra gli elementi di una lista e quelli della lista a questa associata. A un unico significante possono infatti corrispondere pi significati (caso di carica), lequivocit non costituisce un difetto, ma un pregio, infatti contribuisce a consentire leccezionale flessibilit dello strumento linguistico.

2.12 LINGUA SOLO UMANA?


E largamente prevalente la considerazione che la facolt verbale, di esprimersi attraverso sistemi comunicativi come le lingue, sia specie-specifica delluomo e sia maturata come tale nellevoluzione, grazie a : adeguato volume del cervello, quantit delle circonvoluzioni della corteccia, quantit e plasticit dei collegamenti interneuronali; b : conformazione del canale fonatorio a due canne, con un ampia cavit intermedia tra il cavo orale e la laringe. La prima rende possibile la memorizzazione, lelaborazione e la processazione, mentre la seconda consente le sottili distinzioni articolatorie nella produzione fonica. Nel campo della comunicazione animale, nonostante i numerosi studi sulla comunicazione verbale e non, in nessun caso si sono riscontrate nemmeno lontanamente tutte o anche solo una gran parte delle propriet che ritroviamo nella lingua.

2.13 DEFINIZIONE DI LINGUA E PRINCIPI GENERALI PER LA SUA ANALISI


Lingua = codice che organizza un sistema di segni dal significante primariamente fonico-acustico, fondamentalmente arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolati. Diacronia = considerazione delle lingue e degli elementi lungo lo sviluppo temporale, nella loro evoluzione storica

Sincronia = considerazione delle lingue facendo un taglio sullasse del tempo, e guardando a come essi si presentano in un determinato momento agli occhi e allesperienza dellosservatore, prescindendo da quella che stata la loro evoluzione temporale e i loro mutamenti. Fare letimologia di una parole unoperazione diacronica, cio trovare la parola da cui una deriva e cercare di ricostruirne la storia e spiegare le modifiche eventualmente avvenute nel significato e nel significante. Descrivere il significato che hanno oggi le parole in italiano o studiare la struttura sintattica delle frasi semplici in una lingua sono operazioni tipiche della linguistica sincronica. Sistema astratto Realizzazione concreta Langue = insieme di conoscenze mentali, di regole interiorizzate insite nel codice lingua, che costituiscono la nostra capacit di produrre messaggi in una certa lingua. Parole = atto linguistico individuale, realizzazione concreta, qui e ora, di un messaggio verbale in una certa lingua Asse paradigmatico (asse delle scelte) = riguarda le relazioni a livello del sistema . L'elemento che compare esclude tutti gli altri elementi che potrebbero comparire in quella posizione e coi quali ha rapporti su quest'asse Asse sintagmatico (asse delle combinazioni) = riguarda le relazioni a livello delle strutture che realizzano le potenzialit del sistema. L'attuazione di quell'elemento in una certa posizione implica la presa in conto degli elementi che compaiono nelle posizioni precedenti e susseguenti.

CAPITOLO 3FONETICA E FONOLOGIA


3.1 FONETICA
Fonetica la parte della linguistica che si occupa di come sono fatti fisicamente i suoni, si distingue in tre campi principali : la fonetica articolatoria che studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono articolati; la fonetica acustica che studia i suoni in base alla loro consistenza fisica, in quando onde sonore che si propagano in un mezzo; e la fonetica uditiva che studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono ricevuti, percepiti dallapparato uditivo umano.

3.1.1 APPARATO FONATORIO E MECCANISMO DI FONAZIONE


I suoni del linguaggio vengono prodotti mediante lespirazione, quindi con un flusso daria egressivo : partendo dai polmoni laria attraverso i bronchi e la trachea raggiunge la laringe, dove incontra le corde vocali, queste ultime durante la normale respirazione restano separate e rilassate, nella fonazione possono contrarsi e tendersi avvicinandosi o allontanandosi luna dallaltra, riducendo o bloccando cos il passaggio daria. Il luogo in cui viene articolato un suono costituisce un primo parametro per la classificazione, un secondo dato dal modo di articolazione, cio dal restringimento relativo che in certo punto del percorso si frappone o no al passaggio del flusso daria. Vocali = suoni prodotti senza la frapposizione di alcun ostacolo al flusso daria fra la glottide e il termini di percorso Consonanti = suoni prodotti mediante la frapposizione di un ostacolo parziale o totale al passaggio dellaria in qualche punto del percorso. I suoni prodotti con concomitante vibrazione delle corde vocali sono detti sonori, mentre quelli prodotti senza vibrazione delle corde vocali sono detti sordi.

3.1.2 CONSONANTI
A seconda che lostacolo sia completo o parziale, si riconoscono due grandi classi di consonanti : le occlusive e le fricative. Si classificano anche in base al luogo di passaggio dellaria : laterali quando laria passa solo ai lati della lingua, vibranti quando la lingua vibra mediante rapidi contatti e nasali quando vi passaggio dellaria anche attraverso la cavit nasale.

3.1.3 VOCALI
In base alla posizione della lingua possono essere anteriori, se articolate con la lingua in posizione avanzata; posteriori se vengono articolate con la lingua in posizione arretrata, centrali, alte e basse. Anche la posizione delle labbra durante larticolazione rappresenta un parametro di classificazione, se prodotte con le labbra protuse si chiamano arrotondate, mentre quelle prodotte senza protusione e arrotondamento delle labbra si chiamano non arrotondate.

3.1.4 SEMIVOCALI
Vi sono suoni prodotti con un semplice inizio di restringimento del canale orale, cio con la frapposizione di un ostacolo appena percettibile al flusso daria, condividono la localizzazione articolatoria con le vocali, per questo vengono definiti semivocali.

3.2 FONOLOGIA
Ogni suono producibile dallapparato fonatorio umano rappresenta un potenziale suono del linguaggio, che chiameremo fono : realizzazione concreta di un qualunque suono del linguaggio. Quando i foni hanno valore distintivo, ovvero si oppongono sistematicamente ad altri foni nel distinguere e formare le parole, si dice che funzionano da fonemi. I foni sono le unit minime in fonetica. I fonemi sono le unit minime in fonologia : scienza che studia lorganizzazione e il funzionamento dei suoni nel sistema linguistico. Fonema dunque lunit minima di seconda articolazione del sistema linguistico, foni diversi che costituiscono (mare\mere) realizzazioni foneticamente diverse, ma prive di valore distintivo si chiamano allofoni. Una coppia di parole che siano uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un altro in una certa posizione forma una coppia minima. Il fonema il pi piccolo segmento a cui si arriva nella scomposizione dei segni : non ovviamente un segno, in quanto privo di significato. Si pu dunque definire come costituito da un fascio di tratti fonetici distintivi che si realizzano in simultaneit. Gli inventari fonematica delle diverse lingue del mondo sono costituite da alcune decine di fonemi, litaliano standard ha 30 fonemi, problematica dello statuto delle consonanti lunghe se accettarle come coppia minima, inoltre ci sono nella pronuncia diverse differenze regionali, esplicitate nel fenomeno del raddoppiamento fonosintattico. Sillabe Le minime combinazioni di fonemi che funzionano come unit pronunciabili e possono essere utilizzate come mattoni preconfezionati per costruire la forma fonica sono le sillabe, sono costruite intorno a una vocale, dal momento che una consonante o una semivocale ha sempre bisogno di appoggiarsi a una vocale, che costituisce quindi il perno o apice della sillaba, la quale pu essere costituita anche solo da una vocale. La parte che precede la vocale inizio (o) attacco, la vocale stessa il nucleo e la parte che eventualmente segue la vocale la coda. La combinazione di una semivocale e di una vocale prende il nome di dittongo, di due semivocali e di una vocale trittongo.

3.2.5 FATTI PROSODICI (O SOPRASEGMENTALI)

Insieme di fenomeni soprasegmentali cos definiti perch agiscono al di sopra del singolo segmento minimo, riguardando le relazioni fra foni sullasse sintagmatico o prosodici perch concernono nel complesso laspetto melodico della catena parlata e ne determinano landamento ritmico. Laccento la particolare forza o intensit di una pronuncia di una sillaba relativamente ad altre sillabe, che fa si che tendenzialmente in una parola una sillaba presenti una prominenza fonica rispetto alle altre. La posizione dellaccento, cio la posizione della sillaba allinterno di una parola su cui cade laccento pu essere libera o fissa. Nellitaliano laccento tipicamente libero, pu trovarsi sullultima sillaba di una parola, allora si dice tronca; sulla penultima e allora si dice piana oppure sulla terzultima e si dice sdrucciola. I fenomeni di tonalit e intonazione riguardano laltezza musicale con cui le sillabe sono pronunciate e la curva melodica a cui la loro successione da luogo. Tono precisamente laltezza relativa di una pronuncia di una sillaba; in molte lingue, dette appunto lingue tonali il tono pu avere valore distintivo pertinente. Lintonazione invece landamento melodico con cui pronunciata una frase o un intero gruppo tonale o gruppo ritmico. La lunghezza (o durata) riguarda lestensione temporale relativa con cui i foni e le sillabe sono prodotti. Fondamentalmente, infatti, ogni fono pu essere breve o lungo, cio durare nella realizzazione per un tempo pi o meno rapido.

CAPITOLO 4MORFOLOGIA
4.1 MORFEMI Il livello di analisi in causa si chiama morfologia, lambito della morfologia la forma, o meglio la struttura della parola. Definiamo quindi parola, la minima combinazione di morfemi, costruita attorno a una base lessicale che funzioni come entit autonoma della lingua e possa quindi costituire isolatamente da sola, un segno linguistico compiuto, allinterno della parole lordine dei morfemi che la costituiscono rigido e fisso; i confini di parola sono punti di pausa potenziale nel discorso, di solito separata\separabile nella scrittura, foneticamente la pronuncia di una parola non interrotta ed caratterizzata da un unico accento primario. Per scomporre una parola in morfemi, una volta data la parola, la sia confronta via via con parole simili, dalla forma molto vicina, che contengano presumibilmente uno per uno i morfemi che vogliamo individuare, il procedimento prende il nome di prova di commutazione. Morfema lunit minima di prima articolazione, il pi piccolo pezzo di significante di una lingua portatore di significato proprio, di un valore e una funzione precisi e individuabili, e riusabile; la minima associazione di un significante e un significato. Il morfema lunit pertinente a livello di sistema; il morfo un morfema inteso come forma, dal punto di vista del significante; lallomorfo la variante formale di un morfema, ciascuna delle forme diverse in cui si pu presentare uno stesso morfema. 4.2 TIPI DI MORFEMI Per individuare diversi tipi di morfemi si usa il punto di vista della classificazione funzionale, in base alla funzione svolta, al tipo di valore che i morfemi recano nel contribuire al significato delle parole, oppure il punto di vista della classificazione posizionale, basata sulla posizione che i morfemi assumono allinterno della parola e sul modo in cui essi contribuiscono alla sua struttura. Nella classificazione funzionale, la prima distinzione da fare tra morfemi lessicali e morfemi grammaticali, i quali a loro volta si suddividono in morfemi derivazionali e morfemi flessionali. I morfemi lessicali costituiscono una classe aperta, mentre i morfemi grammaticali stanno nella grammatica e costituiscono una classe chiusa, non suscettibile di accogliere nuove entit.

Non sempre la distinzione chiara, esiste il caso delle parole funzionali, come gli articoli, i pronomi, le preposizioni che formano classi grammaticali chiuse ma che non si definiscono morfemi. La derivazione d luogo a parole regolandone i processi di formazione; la flessione d luogo a forme di una parola regolandone il modo in cui si attualizzano nelle frasi; sono i due ambiti della morfologia. Quando sono considerati dal punto di vista posizionale, i morfemi grammaticali si chiamano affissi, gli affissi che stanno prima della radice si chiamano prefissi, quelli che stanno dopo la radice si chiamano suffissi, i suffissi con valore flessionale che stanno sempre nellultima posizione si chiamano desinenze. Infissi = affissi inseriti dentro la radice. Circonfissi = affissi formati da due parti, una che sta prima della radice e laltra che sta dopo la radice. Amalgama = fusione di due morfemi in maniera che il morfema risultante non pi possibile distinguere i due morfemi allorigine della fusione. 4.3 FORMAZIONE DELLE PAROLE Prefissoidi = morfemi che sono allo stesso tempo morfemi lessicali e derivazionali Suffissoidi = morfemi con significato lessicale che funzionano come suffissi (metro : termometro, cronometro) Parole composte = due parole agganciate fra loro a formare unentit unica in cui i due membri sono perfettamente riconoscibili e recano il loro significato lessicale normale. In italiano il pi importante processo di formazione di parola la suffissazione, altrettanto produttiva la prefissazione, cos come lalterazione : con i suffissi alternativi si creano parole che aggiungono al significato della base lessicale un valore valutativo (accrescitivi, diminutivi). 4.4 FLESSIONE E CATEGORIE GRAMMATICALI Un determinato morfema realizza un valore di una determinata categoria grammaticale, la marca di quel valore. La morfologia nominale ha come categorie il genere, il nome e il caso che svolge limportante funzione di mettere in relazione la forma della parola con il ruolo sintattico che essa ricopre. Gli aggettivi possono poi essere marcati per grado : comparativo o superlativo. La morfologia verbale ha invece come categorie flessionali il modo, che esprime la modalit, cio la maniera nella quale il parlante si pone nei confronti

del contenuto di quanto viene detto; il tempo che colloca nel tempo ci che viene detto; laspetto che riguarda la maniera in cui vengono osservati e presentati lazione o levento; la diatesi, che esprime il rapporto in cui viene vista lazione o levento rispetto ai partecipanti e la persona che indica chi compie lazione. Le funzioni sintattiche sono le nozioni tradizionalmente definite dallanalisi logica, come soggetto, predicato, oggetto e complementi. Un altro meccanismo operante quello della marcatura di accordo, che prevede che tutti gli elementi suscettibili di flessione allinterno di un certo costrutto prendano le marche (i morfemi congruenti) delle categorie flessionali per le quali marcato lelemento a cui si riferiscono.

CAPITOLO 5SINTASSI
5.1 ANALISI IN COSTITUENTI IMMEDIATI La sintassi il livello di analisi che si occupa della struttura delle frasi, riguarda cioe come si combinano fra loro le parole e come sono organizzate in frasi. Frase = costrutto che fa da unit di misura per la sintassi Predicazione = affermazione riguardo a qualcosa, attribuzione di una qualit a un oggetto Analisi in costituenti immediati un tipo di analisi che rappresenta le concatenazioni, e in parte le dipendenze, fra gli elementi della frase scomponendola in pezzi piccoli, i costituenti. Esistono diversi modi per rappresentare schematicamente lanalisi di una frase nei suoi costituenti, attraverso scatole, alberi etichettati i quali prendono in nome di indicatori sintagmatici 5.2 SINTAGMI
Sintagma = minima combinazione di parole che funziona come unit della struttura frasale. I sintagmi sono costruiti intorno a una testa = classe di parole che rappresenta il minimo elemento che da solo possa costituire sintagma. Sintagma nominale = sintagma costituito intorno a un nome. Teoria X-Barra = teoria che individua i diversi ranghi di complessit di un sintagma con lindicazione di opportune barre; pi sono gli apici o le linee sovrapposte che

indicizzano il simbolo di categoria, pi complesso e dotato di sottolivelli il sintagma interessato. La prima classe di principi interna alla sintassi stessa : si tratta delle funzioni sintattiche, riguardano il ruolo che i sintagmi assumono nella struttura sintattica sequenziale della frase. Soggetto, predicato verbale e oggetto sono le tre funzioni sintattiche fondamentali. Il secondo ordine di principi che intervengono nella costruzione ed interpretazione di una frase dato da principi semantici che concernono propriamente il modo in cui il referente di ogni sintagma contribuisce e partecipa allevento rappresentato dalla frase. Per individuare i ruoli semantici occorre considerare una frase come rappresentazione di una scena o di un evento. Le categorie usate per designare i ruoli semantici sono : agente, il ruolo semantico dellentit animata che si fa parte attiva che provoca ci che accade); paziente (ruolo semantico dellentit che subisce o interessata da ci che accade); sperimentatore (ruolo semantico dellentit toccata da un certo processo psicologico); beneficiario (ruolo semantico dellentit a vantaggio della quale va a ricadere quanto succede); strumento (ruolo semantico dellentit inanimata mediante la quale avviene ci che accade) e destinazione (ruolo semantico dellentit che costituisce lobiettivo o la meta di uno spostamento). A governare la strutturazione delle frasi , oltre il piano sintattico e il piano semantico, c quello dellorganizzazione pragmatico-informativa, da qui unimportante distinzione fra la parte della frase che identifica e isola il qualcosa sul quale verte laffermazione e la parte della frase che rappresenta laffermazione fatta, linformazione propriamente fornita, cio fa tema e rema. Focus = punto di maggior salienza comunicativa della frase, elemento su cui si concentra maggiormente linteresse del parlante che fornisce la massima quantit di informazione nuova. Una frase si pu quindi analizzare secondo quattro diverse prospettive : Prospettiva configurazionale, relativa alla struttura in costituenti Prospettiva sintattica, relativa alle funzioni sintattiche Prospettiva semantica, relativa ai ruoli semantici Prospettiva pragmatico-informativa, relativa allarticolazione in tema\rema

5.4 ELEMENTI MINIMI DI GRAMMATICA GENERATIVA


Grammatica generativa = impostazione teorica particolare dello studio della sintassi che presenta un elevato grado di tecnicit, un tipo di grammatica che intende predire in maniera esplicita e formalizzata le frasi possibili di una lingua, e costituita da un lessico (parole con loro significato e propriet) e regole, intese non come leggi, ma come istruzioni da applicare nella generazione di un determinato prodotto.

In grammatica generativa importante la distinzione tra struttura superficiale : forma sintattica della frase cos come appare, in superficie; e struttura profonda : struttura che la frase ha a un livello soggiacente, retrostante la forma di superficie, che quello a cui avviene la reale interpretazione della frase.

5.5 OLTRE LA FRASE


La sintassi del periodo un sottolivello di analisi del sistema linguistico, vi sono principi che regolano il modo in cui il sistema linguistico organizza le combinazioni di frasi, la Coordinazione : si ha quando diverse frasi vengono accostate luna allaltra senza che si ponga tra esse un rapporto di dipendenza; la Subordinazione : si ha quando vi un rapporto di dipendenza tra le frasi in quanto una frase si presenta come gerarchicamente inferiore ad unaltra. Gli elementi che eventualmente realizzano i rapporti di coordinazione o subordinazione tra le frasi sono spesso chiamati connettivi o connettori. Le frasi possono essere di tre categorie : avverbiali : frasi subordinate che modificano lintera frase da cui dipendono; completive : frasi subordinate che sostituiscono un costituente nominale maggiore (soggetto o oggetto); o relative frasi subordinate che modificano un costituente nominale della frase. Al di sopra dellunit frase si riconosce un altro livello di analisi della sintassi, il livello dei testi, un testo definibile come una combinazione di frasi, per contesto si intende il contesto linguistico, vale a dire la parte di comunicazione verbale che precede e che eventualmente segue il testo in oggetto, sia il contesto extralinguistico, la situazione specifica in cui la combinazione di frasi prodotta. Deissi = propriet di una parte dei segni linguistici di indicare, o far riferimento a, cose o elementi presenti nella situazione extra-linguistica e in particolare nello spazio o nel tempo in cui essa si situa, in maniera tale che linterpretazione specifica del valore del segno dipende interamente dalla situazione di enunciazione. (l, qua). Ellissi = mancanza o omissione, in una frase, di elementi che sarebbero indispensabili per dare luogo a una struttura frasale completa, e che sono appunto recuperabili, per linterpretazione, dal contesto linguistico (dove vai? (vado) a casa). Segnali discorsivi = elementi estranei alla strutturazione frasale che svolgono il compito di esplicitare larticolazione interna del discorso (anzitutto, allora, senti), servono a conferire coesione al testo, istituendovi una rete di collegamenti al di l dei confini delle singole frasi.

CAPITOLO 6SEMANTICA
6.1 IL SIGNIFICATO

La parte della linguistica che si occupa del piano del significato la semantica, vi innanzitutto una concezione referenziale del significato : visto come un concetto, un immagine mentale, unidea, processo corrispondente a qualcosa che esiste al di fuori della lingua; e vi una concezione operazionale, secondo cui il significato funzione delluso che si fa dei segni. Il significato denotativo quello inteso nel senso oggettivo, di ci che il segno descrive e rappresenta, corrisponde cio al valore di identificazione di un elemento della realt esterna. Il significato connotativo invece il significato indotto, soggettivo, connesso alle sensazioni suscitate da un segno e alle associazioni a cui esso d luogo. Significato linguistico = significato denotativo + connotativo di un segno Significato sociale = significato che un segno ha in relazione ai rapporti tra i parlanti, in dimensione sociale. Hanno significato lessicale i termini che rappresentano oggetti, entit o concetti della realt esterna, hanno significato grammaticale i termini che rappresentano concetti o rapporti interni al sistema linguistico. Intensione = insieme delle propriet che costituiscono il concetto designato da un termine Estensione = insieme degli individui a cui il termine si pu applicare

6.2 RAPPORTI DI SIGNIFICATO FRA LESSEMI


Lessema = unit danalisi minima fondamentale, corrisponde a una parola considerata dal punto di vista del significato; linsieme dei lessemi di una lingua costituisce il suo lessico, insieme aperto, molto numeroso ed eterogeneo. Rapporti di carattere paradigmatico : Omonimia = c tra lessemi che hanno lo stesso significante ma a cui corrispondono significati diversi. Polisemia = diversi significati imparentati fra loro e derivati, associati a un stesso significante Sinonimia = lessemi diversi aventi stesso significato Iponimia = significato del lessema rientra in un significato pi ampio e generico rappresentato da un altro.

Rapporti di carattere sintagmatico : Solidariet semantica = collocazione preferenziale di un lessema rispetto ad un altro, nel senso che la selezione del termine dipendente dallaltro, un significato risulta quindi predeterminato dallaltro. Antonimia = due lessemi di significato contrario, designano i poli opposti di una scala (alto\basso) Complementariet = due lessemi di cui uno la negazione dellaltro (vivo\morto) Inversione = due lessemi che esprimono la stessa relazione semantica vista da due direzioni opposte (marito\moglie) Sottosistema lessicale = insieme di lessemi che costituiscono gruppi organizzati di parole, uniti da rapporti di significato Campo semantico = insieme dei lessemi che coprono le diverse sezioni di un determinato spazio semantico, di una data sostanza di significato. Sfera semantica = insieme di lessemi che hanno in comune il riferimento a uno spazio semantico Famiglia semantica = insieme di lessemi imparentati nel significato e significante, parole derivate da una stessa radice lessicale Gerarchia semantica = insieme in cui ogni termine una parte determinata di un termine che nellinsieme lo segue, gli superiore. (unit di misura del tempo) Il processo di spostamento di significato per eccellenza la metafora.

6.3 LANALISI DEL SIGNIFICATO : SEMANTICA COMPONENZIALE


Uno dei metodi per lanalisi del significato dei lessemi quello della analisi componenziale , si scompone il significato dei lessemi, comparando i lessemi gli uni agli altri e cercando di cogliere in cosa differisce il loro rispettivo significato, in pezzi o unit di significato pi piccoli. Componenti semantici = pezzi di significato minimi, propriet semantiche elementari che combinandosi in simultaneit danno luogo al significato dei lessemi.

6.4 CENNI DI SEMANTICA PROTOTIPICA


Prototipo = immagine-modello ideale con cui confrontare tutti i membri di una classe o categoria : i membri della categoria hanno un grado diverso di tipicit per quel concetto, possono occuparne il punto focale oppure la periferia. I concetti hanno in questa prospettiva, una struttura interna proto tipica basata sulla gradualit, sulla scalarit, piuttosto che sulla categoricit, sul -+ invece che sul si,no. Altro concetto prototico, il grado di esemplarit o bont di appartenenza di un termine a una categoria.

6.5 ELEMENTI DI SEMANTICA FRASALE

Enunciato = frase considerata dal punto di vista del suo concreto impiego in una situazione comunicativa, come segmento di discorso in atto. Connettivi e Quantificativi = elementi cruciali per linterpretazione del valore degli enunciati sono anzitutto i connettivi, per esempio molte congiunzioni coordinanti e subordinanti. Un altro aspetto quello pragmatico che riguarda che cosa si fa, con la produzione di un enunciato, in un determinato contesto situazionale e chiama quindi direttamente in causa lintenzionalit del parlante. Gli enunciati prodotti nella normale interazione verbale costituiscono, degli atti linguistici, produrre un enunciato equivale a fare contemporaneamente tre cose distinte, tre atti : Un atto locutivo = consiste nel formare una frase in una data lingua, una proposizione con la sua struttura fonetica-grammaticale Un atto illocutivo = consiste nellintenzione con la quale e per la quale si produce la frase, nellazione che si intende convenzionalmente compiere dicendo quellenunciato. (affermazione-richiesta-promessa-minaccia-invito) Un atto perlocutivo = consiste nelleffetto che si provoca nel destinatario del messaggio, nella funzione concreta effettivamente svolta da un enunciato prodotto in una determinata situazione

Verbi performativi = verbi che designano un atto illocutivo, che qualora usati alla prima persona del presente indicativo, annullano la distinzione fra contenuto referenziale e atto illocutivo compiuto. Presupposizione = tipo pi rilevante di significato non detto, non esplicitato ma fatto assumere da quanto viene detto (vieni al cinema? Ho mal di testa=no)

CAPITOLO 7CENNI DI TIPOLOGIA LINGUISTICA


7.1 LE LINGUE DEL MONDO
Lingua nazionale comune = parlata da gruppi pi o meno consistenti di parlanti in alcune aree. La maniera principale per mettere ordine in questo coacervo di sistemi linguistici consiste nel raggrupparli in famiglie Gruppo delle lingue romanze : Italiano, francese, spagnolo, portoghese, romeno Il livello della famiglia rappresenta il pi alto livello di parentela ricostruibile con i mezzi della linguistica storico-comparativa, che individua le somiglianze fra le lingue come prova della loro comunanza di origine. In Europa sono parlate lingue di quattro diverse famiglie linguistiche : Indo-Europee, Uraliche, Altaiche, Caucasiche. La tipologia linguistica si occupa di individuare che cosa c di uguale e che cosa c di differente nel modo in cui, a partire dai principi generali che governano le lingue possibili, le diverse lingue storico-naturali sono organizzate. E quindi connessa con lo studio degli universali linguistici : propriet ricorrenti nella struttura delle lingue, sia sotto forma di invarianti necessariamente possedute dalle lingue in quanto tali sia sotto forma di un repertorio di possibilit a cui le lingue si rifanno in maniera diversa luna dallaltra. Tipo linguistico = insieme di tratti strutturali in armonia gli uni con gli altri, equivale a un raggruppamento di sistemi linguistici con molti caratteri comuni

7.2 TIPOLOGIA MORFOLOGICA


Un primo modo di individuare tipi linguistici diversi e di classificare quindi tipo logicamente le lingue basato sulla morfologia, e pi precisamente sulla struttura della parola, si distinguono quattro tipi morfologici. Un primo tipo dato dalle lingue isolanti, una lingua isolante una lingua in cui la struttura della parola la pi semplice possibile : ogni parole tendenzialmente composta da un solo morfema. Un secondo tipo dato dalle lingue agglutinanti, una lingua agglutinante una lingua in cui le parole hanno una struttura complessa, sono formate dalla giustapposizione di pi morfemi, che danno luogo a una catena di morfemi lunga. Un terzo tipo morfologico dato dalle lingue flessive, una lingua flessiva una lingua che presenta parole internamente abbastanza complesse, costituite tendenzialmente da una radice lessicale semplice o derivata e da uno o anche pi affissi flessionali che spesso sono morfemi cumulativi, veicolando pi valori grammaticali assieme e assomando diverse funzioni.

Proprio per la caratteristica di riunire pi significati su un solo morfema flessionale e di fondere assieme i morfemi rendendo spesso poco trasparente la struttura interna della parola, tali lingue vengono chiamate fusive. Nel tipo morfologico flessivo si distingue un sottotipo introflessivo, caratterizzato dal fatto che i fenomeni di flessione avvengono anche dentro la radice lessicale, come larabo. Il quarto tipo morfologico dato dalle lingue polisintetiche, una polisintetica una lingua che ha una struttura della parola molto complessa, formata da pi morfemi attaccati assieme, presenta la peculiarit che in una stessa parola possono comparire due o pi radici lessicali, morfemi pieni; sono chiamate spesso anche incorporanti proprio a indicare la sistematicit con cui il complemento diretto incorporato dalle radici verbali.

7.3 TIPOLOGIA SINTATTICA


Un secondo criterio per classificare le lingue in tipi linguistici basato sulla sintassi e precisamente sullordine basico dei costituenti principali della frase. I costituenti sintattici fondamentali presi in considerazione sono il soggetto (S), il verbo (V) e il complemento oggetto (O). Principio di Precedenza = principio secondo il quale il soggetto, data la sua prominenza e priorit logica, deve precedere loggetto Principio di Adiacenza = principio per cui O e V devono essere contigui, in ragione della loro stretta relazione sintattico-semantica e della dipendenza diretta del primo dal secondo. Un risultato importante della tipologia dellordine dei costituenti sta nella constatazione che esistono chiare correlazioni tra lordine basico dei costituenti maggiori di frase e lordine degli elementi in altri tipi di costrutti. Su queste basi si sono elaborati degli universali implicazionali : principi generalmente validi che collegano tra loro le posizioni di diversi elementi nella frase e nei sintagmi. Lingue VO = che costruiscono a destra, con lordine in termini logici operando\operatore Lingue OV = che costruiscono a sinistra, con lordine in termini logici operatore\operando Ergativit = parametro tipologico che coinvolge morfologia, sintassi e semantica e che riguarda lorganizzazione dei sistemi di casi che traducono in superficie i ruoli semantici connessi al verbo. Esistono lingue che assegnano una marcatura diversa di caso al soggetto a seconda che esso sia soggetto di un verbo transitivo o intransitivo, chiamate lingue ergative perch attribuiscono una particolare rilevanza alla funzione o ruolo semantico dell agente. Si pu quindi distinguere tra lingue subject-prominent come quelle indo-europee, specie le europee occidentali; lingue topic-prominent che non costruiscono le frasi secondo lo schema soggetto-predicato verbale, ma piuttosto secondo lo schema

topic-comment isolando il tema in prima posizione; lingue sia subject-topicprominent che possono marcare un costituente, soggetto o oggetto con le particelle posposte.