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COESIONE E COERENZA NEI TESTI.

ANAFORA E DEISSI
Con il termine COESIONE si intendono in linguistica testuale tutte le funzioni (sintattiche o grammaticali) che si possono utilizzare per collegare fra loro le componenti di un testo. M-E.Conte scompone la coesione, sulla scia di Petfi e Szer (in M.-E. Conte, J.S. Petfi e E. Szer (eds.), Text and Discourse Connectedness, Benjamins B.V., Amsterdam, 1989), in due aspetti: connessit, che indica la presenza di relazioni formali di rinvio e connessione, ad es. congiunzioni ed avverbi connettivi; coesione, cio la presenza di relazioni semantiche e tematiche - ad es. il costante riferimento agli stessi personaggi, a luoghi, a sequenze temporali concatenate.

Con il termine COERENZA si intende in linguistica testuale una globale unit di senso: un testo, quindi, "produce senso", poich c' una continuit, una relazione coerente, fra gli enunciati che lo compongono e fra le espressioni testuali e le porzioni di sapere che attivano. Possiamo considerare la coerenza secondo due accezioni: - il concetto privativo di consistency = non-contraddittoriet, cio assenza di contraddizioni; - il concetto positivo di coherence, che indica la coesione semantica e/o pragmatica. N.B. la coesione non condizione n necessaria, n sufficiente per fare di un insieme di enunciati un testo, dal momento che la coesione facilita ma non garantisce la coerenza testuale, criterio fondamentale, gerarchicamente sovraordinato agli altri, per la comprensione di un testo: un testo pu essere coerente anche in assenza di mezzi espliciti che segnalino tale coerenza; in assenza di coerenza, invece, la stessa qualifica di testo a cadere. Laddove la coesione investe il livello fisico del testo e va ricercata nel modo in cui esso formato, nelle relazioni sintattiche e grammaticali che regolano i rapporti tra gli enunciati, la coerenza piuttosto attribuita al testo da chi lo interpreta sulla base di conoscenze enciclopediche o pragmatiche. dunque il destinatario del testo a dare un senso a ci che legge o ascolta, cercando di giungere a un'interpretazione conforme alla propria esperienza della costituzione del mondo. La coerenza dunque non una propriet intrinseca del testo, ma proviene dallattivit interpretativa del ricevente. Nellindividuare il valore comunicativo di un testo, il lavoro interpretativo a parte subiecti ha il primato rispetto al significato, alla lettera del testo. La coerenza di un testo non sarebbe dunque lintrinseca testualit a parte obiecti, come caratteristica strutturale che costitutivamente inerisce ad ogni testo in quanto tale, ma piuttosto il principio-guida dellinterpretazione. Non propriet costitutiva di ogni testo, bens principio regolativo dellinterpretazione - possibile se consideriamo un testo come una sequenza di istruzioni. Il lettore/ascoltatore, pi in generale linterprete, chiamato a fare inferenze, a costruire anelli mancanti, a reinterpretare (in nome della coerenza) segmenti testuali ai quali aveva gi assegnato uninterpretazione. Il processo dinamico dellinterpretazione non procede solo in modo lineare per progressivo accumulo di informazioni, ma anche in modo retroattivo su anteriori interpretazioni e inferenze.

MEZZI DI RIPRESA: ANAFORA, ELLISSI, PROFORME


Uno dei principali mezzi della coerenza testuale la ripresa anaforica che si basa sulla coreferenza di due espressioni linguistiche, ossia su un rapporto di identit referenziale tra un antecedente e un pronome. L'anafora coreferenziale comunemente definita come la relazione fra due elementi linguistici in cui l'interpretazione di uno (il termine anaforico) richiede in qualche modo l'interpretazione dell'altro (antecedente). Si parla di catafora quando anzich avere un antecedente si ha un susseguente ossia vi lanticipazione in un discorso orale o in un testo scritto di un elemento di riferimento che sar immesso successivamente. Una volta introdotto un referente in un testo possibile fare riferimento ad esso attraverso una nuova descrizione definita o un elemento linguistico che funziona come segnale di ripresa e rinvio ai segmenti di testo precedenti. Si possono creare delle vere e proprie catene anaforiche, il cui primo elemento detto capocatena. Il mezzo pi diffuso per la ripresa anaforica sono le PROFORME (le pi tipiche sono i pronomi personali, i relativi e i dimostrativi, ma anche aggettivi, avverbi, verbo fare + lo ), elementi che hanno intrinsecamente funzione di rinvio e che assumono un significato in relazione al termine con il quale co-riferiscono. (1a) sto fermentando una stout ( Export Stout , Mountons ; densit iniziale:103 , densit dopo 4gg di fermentazione : 1010) . Ho alcuni dubbi / quesiti : 1. Quando farlo , dal momento che la fermentazione partita nei tempi giusti ma non ha prodotto l' abbondante schiuma che ho osservato nelle mie precedenti esperienze ( nonostante abbia fatto lo starter con il lievito deidratato ) Lesempio (1a) contiene non solo un clitico che funge da pro-forma, ma anche il verbo fare, usato comunemente come mezzo di ripresa anaforica per sintagmi verbali. (1b) Te lo ripeto: non devi giocare coi fiammiferi! In (1b) lo catafora di non devi giocare coi fiammiferi Il legame anaforico si instaura anche attraverso l'ELLISSI, ovvero l'omissione di un costituente gi nominato Ad essere omesso pu essere un verbo, un argomento, una proposizione in condizioni di costruzioni parallele, come coordinazioni e comparazioni. Lellissi garantisce la coesione, ma quando ad essere omessi sono verbi o sintagmi non nominali non implica coreferenza. (2) a volte il risultato eccellente, a volte deludente (3) Gianni era un artista e Anna anche Nellesempio (3) si nota come lavverbio focalizzatore anche necessario per consentire l'ellissi, pur non essendo una pro-forma, perch non sta al posto di era un artista, come invece accade per lo in (3b), che pro-forma di un artista o per no in (3c) che pro-predicato al posto di non era un artista (3 a) *Gianni era un artista e Anna. (3b) Gianni era un artista e anche Anna lo era. (3c) Gianni era un artista e Anna no..

Il concetto di pro-forma definito funzionalmente: solo in riferimento alla funzione nel testo che si pu decidere se un sintagma sia una proforma. Il legame di coreferenza tra l'elemento anaforico e il suo antecedente stabilito dalla predicazione. Vedremo tra poco come in effetti la predicazione a dare al destinatario l'istruzione di istituire un rapporto tra antecedente e successore. I soli riferimenti grammaticali non sono sufficienti per individuare l'antecedente: spesso necessaria la conoscenza degli oggetti coinvolti da una particolare tipologia di testo. ES.: (4a)*Eliminate il teloi dal cotechino, tagliateloi a fette, tenete in caldo in poco brodo bollente. In (4a ) asteriscata come pragmaticamente inaccettabile la coreferenza tra telo e lo (4b)Eliminate il telo dal cotechinoi, tagliateloi a fette, tenete in caldo in poco brodo bollente. La coreferenza giusta fra cotechino e lo. Questa informazione NON ricavabile dalla sintassi. (Vedi sotto le RIPRESE ANAFORICHE PRAGMATICHE)

PRONOMI PIGRI Quando il pronome rispetto all'antecedente non coreferente ma cosignificante (non c' rapporto di coreferenza perch le entit alle quali si fa riferimento sono tokens, cio esemplari diversi dello stesso type) la ripresa resa possibile dalluso dei cosddetti lazy pronouns. Ecco degli esempi: ES.: (5) The man who gave his paycheck i to his wife was wiser than the man who gave it i to his mistress. (6) L'impiegato i che ha dato la bustapaga w alla moglie y si comportato meglio di quello i che non gliela (gli y la w) ha data. Limpiegato, la busta paga e la moglie ripresi dai rispettivi pronomi non sono gli stessi di quelli presentati nella prima parte delle frasi. ANAFORE CON RIFERIMENTO AL SIGNIFICANTE La ripresa anaforica pu anche essere resa possibile dalla form identity; nella frase (7) Giorgione i era chiamato cos ?i per la sua i mole Mentre sua si riferisce a Giorgione, persona in carne ed ossa, cos rimanda invece all'espressione Giorgione in quanto nome proprio con alterato accrescitivo. M-E.Conte parla in questo caso di "anafora con salto di suppositio", poich l'anafora non rimanda all'antecedente in suppositio formali (contenuto referenziale), ma in suppositio materiali (cio con riferimento al significante). RIPRESE ANAFORICHE SEMANTICHE Nelle riprese anaforiche semantiche: l'antecedente ripreso mediante un sinonimo o un iperonimo. (ripresa mediata dalle relazioni semantico-lessicali) (8) Il pittore Cimabue i nacque a Firenze nel 1240 ca. Il noto artista i venne preso giovanissimo a bottega da Giotto.

Artista iperonimo di pittore (Non tutti gli artisti sono pittori ma tutti i pittori sono artisti) (9)Ho annaffiato i gerani i. Mia mamma tiene molto ai nostri fiorii. Fiori iperonimo di gerani ( Il geranio un fiore non tutti i fiori sono gerani ) RIPRESE ANAFORICHE PRAGMATICHE: Nelle riprese anaforiche pragmatiche: l'antecedente ripreso mediante un termine che indica un valore o una valutazione inferita dal parlante o una qualit intrinseca dell'antecedente valida solo nel caso specifico (ripresa mediata dalle relazioni enciclopediche). (10)Albert Einstein i trascorse parte dellinfanzia a Pavia. L'inventore della teoria della relativit i fece una marcia fino a Genova. ANAFORA EMPATICA. La considerazione del referente esterno cambia a seconda del punto di vista del parlante. La scelta di un pronome anaforico pu essere determinata dal punto di vista, dallatteggiamento del parlante verso un soggetto o verso un oggetto. Nel seguente esempio, tratto da La metamorfosi di Franz Kafka, possiamo notare come lo slittamento pronominale (da pronome riferito a persona - er - a pronome riferito a cosa - es -) segnali il cambiamento dellatteggiamento della famiglia verso il protagonista, Gregor. Si tratta della cosiddetta anafora empatica. (11) Weg muss er! [...] Es ist krepiert. A sostenere la coesione concorrono infine anche elementi come tempo e aspetto. Categorie che differiscono molto a seconda delle lingue ma che di norma mantengono dei mezzi per distinguere:

tempo presente, passato e futuro; tempo antecedente rispetto a susseguente; tempo finito (concluso) rispetto a non finito.

Alcune di queste categorie servono a identificare il momento della comunicazione, altre a organizzare le situazioni o i fatti dei mondi testuali. Ecco alcune domande attraverso cui chiarire ulteriormente il tema.
A- Che cos la deissi?

DEISSI il riferimento che il parlante o chi scrive fa a persone, luoghi, tempi o ad altri punti del discorso o del testo stesso che ancorano l'enunciato al momento dell' enunciazione, cio al momento e al luogo in cui chi parla o scrive sta parlando o scrivendo. I mezzi linguistici per esprimere la deissi sono i dimostrativi, i pronomi personali io, tu, gli aggettivi o pronomi possessivi mio, tuo ecc., gli avverbi qui, l, le espressioni temporali ieri, oggi, domani, fra x tempo, x tempo fa.
B Quali sono i mezzi in cui in italiano si esprime la deissi?

DEISSI PERSONALI: sono pronomi personali e aggettivi possessivi di 1e 2pers.(mio,tu,noi,...), talvolta di terza persona.

Mario non deittico, io e tu s, noi e voi s, perch per stabilire chi dice io bisogna essere presenti al momento dell'enunciazione. Il pronome di terza pu essere deittico oppure no. Se io dico o scrivo: E lui che mi ha rubato i soldi lui deittico perch chi non presente, e non vede chi sto indicando, non sapr dal testo chi il ladro. Se io invece dico o scrivo: Mario mi ha abbracciato. Solo lui ha potuto sfilarmi il portafoglio in questo caso lui anaforico perch si riferisce a Mario, gi introdotto nel testo e quindi a disposizione per chiarire a chi si riferisce lui. DEISSI LOCALI: sono gli avverbi di luogo qui, l, l, lass, laggi e i sintagmi avverbiali con possessivi deittici o dimostrativi (alla tua destra, a casa nostra, in questa casa) A Torino non deittico, in Spagna non deittico, perch si pu sapere dove sono questi luoghi indipendentemente dal momento dell'enunciazione. DEISSI TEMPORALI: sono avverbi e compl. di tempo legati al momento dell'enunciazione, come Ora,adesso, oggi, ieri, domani, fra x tempo, x tempo fa Quindi NON deittico nel 1930 perch, chiunque lo dica indipendentemente da quando lo dice, resta il 1930. Sono DEITTICI un anno fa, fra un anno, quest'anno, l'anno scorso perch solo se si conosce il momento dell'enunciazione, si sa quale anno indicano. Inoltre sono TEMPI VERBALI DEITTICI il presente, il passato prossimo, l'imperfetto, il passato remoto e il futuro del modo indicativo, in quanto ancorano l'azione o lo stato rispetto al momento dell'enunciazione ANCHE IN ASSENZA DI ALTRI MOMENTI DI RIFERIMENTO ESPRESSI e indipendentemente dalla persona espressa dal verbo: Mangiavano, hanno mangiato, mangiarono = prima del momento dell'enunciazione mangeranno = dopo il momento dell'enunciazione. Tempi come il trapassato prossimo o il trapassato remoto o il futuro anteriore sono TEMPI ANAFORICI perch hanno bisogno di tempi deittici per stabilire come situare rispetto al momento dellenunciazione lazione che indicano ????Erano andati via. Quando??? ????Il teatro greco era sempre stata la mia forma teatrale preferita. DEISSI TESTUALI: espressioni del tipo nel paragrafo precedente o nel prossimo paragrafo, nel summenzionato capitolo, e nei testi al computer tutti i qui dei vari clicca qui. Sono deissi testuali perch indicano parti del testo rispetto a quello in cui chi legge arrivato. Il testo scritto visto come uno spazio e quindi le deissi testuali dello scritto sono piuttosto locali; nel parlato si usano deissi testuali che ricorrono al tempo e allo spazio: come detto prima/ sopra. Nel paragrafo 3.1 del modulo di Tipologia non deittico: chiunque trova il paragrafo senza sapere quando stato enunciata questa indicazione.

C- Quali sono i mezzi linguistici con cui si esprime la deissi temporale nelle lingue straniere che studi? Quali sono i tempi verbali deittici in tali lingue? Es. Two years ago, in two years, yesterday, etc. C- Quali sono i mezzi linguistici con cui si esprime la deissi locale nelle lingue straniere che studi? 5

Es. There, here, nearby, in front of you, at your left, next door, etc. D- Perch la deissi importante nello studio delle lingue materne e straniere? Tramite la deissi i parlanti/scriventi ancorano i loro enunciati al momento dellenunciazione. Bisogna tenerne conto quando si racconta quello che altri hanno detto o scritto. Nel discorso riportato la deissi quella di chi racconta ci che altri hanno gi riferito o fatto. Il momento di enunciazione non pi quello originario. Solo aprendo le virgolette e facendo il discorso diretto si pu riprodurre la deissi originaria. Non si pu insegnare il discorso indiretto senza aver prima fatto capire bene come funziona la deissi personale e temporale. Dopodomani la lezione finir alle tre, perch dovr andare al Consiglio di Facolt. (Enunciato detto dalla Prof. X alle 14 di luned 12 marzo 2007) Lallieva Bianchi telefona allallieva Rossi il 13 marzo 2007 e le dice : Ti telefono perch domani la lezione della Prof. X finisce alle 15, perch deve andare al Consiglio di facolt Si noti che non pi la Prof. X a dire io ma lallieva Bianchi. Si noti che essendo passato un giorno il 14 marzo non pi dopodomani ma domani. Lallieva Rossi tempo dopo racconta allallieva Neri quanto stata gentile lallieva Bianchi ad avvertirla: Bianchi mi ha telefonato il giorno prima per avvertirmi che il 14 marzo la lezione della Prof. X sarebbe finita alle tre. Si noti che una deissi, quella personale cambia, perch nel primo discorso diretto Rossi il tu a cui telefona Bianchi, e in questo discorso diretto Rossi a dire io. La deissi temporale della telefonata di Bianchi saltata e le indicazioni per situare nel tempo la telefonata di Bianchi sono affidate allindicazione calendariale il 14 marzo e a quelle ad essa rapportate come il giorno prima. Ed ecco come un terzo enunciatore, magari NERI, racconta il tutto con corretto spostamento e annullamento di deissi temporali. Bianchi e Rossi hanno molto legato durante lanno accademico 2006-2007. Una volta Bianchi ha avvertito Rossi per telefono che la lezione della Prof. X il giorno dopo sarebbe finita in anticipo. D1- IL futuro nel passato espresso in italiano con il condizionale passato. Quale tempo ci vorrebbe in inglese per tradurre il sarebbe finita della frase? Una volta Bianchi ha avvertito Rossi per telefono che la lezione della Prof. X il giorno dopo sarebbe finita in anticipo.

Quale tempo ci vorrebbe in francese? Quale tempo ci vorrebbe in tedesco/spagnolo/portoghese? D2- Come si pu graficamente mostrare agli allievi il rapporto tra tempi verbali deittici e tempi anaforici? Con una linea orientata verso destra, cio verso il futuro, e tacche corrispondenti alle azioni/stati espressi dalle frasi. Le frasi si numerano nellordine in cui compaiono nel testo. 6

Bianchi ha avvertito Rossi per telefono che la lezione della Prof. X il giorno dopo sarebbe finita in anticipo. ME= momento enunciazione quello in cui Neri scrive il fatto MA1= Bianchi ha avvertito Rossi MA2= che la lezione della Prof. X il giorno dopo sarebbe finita in anticipo.

-----------MA1---MA2------------------------ME------------

MA1 avvenuto prima di MA2 ed entrambi prima del Momento in cui Neri scrive o racconta. Tale momento non espresso da nessun verbo al presente, ma il passato prossimo ha avvertito la deissi temporale che ci permette di situare nel passato MA1 e il condizionale passato sarebbe finita, tempo anaforico, situa MA2 in un futuro rispetto a MA1, ma comunque un futuro nel passato rispetto a ME.

Maria ha detto che verr/verrebbe volentieri con noi al cinema. ME= momento enunciazione quello in cui Z scrive il fatto MA1= Maria ha detto MA2= che verr/verrebbe volentieri con noi al cinema -----------MA1---- ME----- MA2---- MA1 avvenuto prima del ME e MA2 avverr in un futuro imprecisato rispetto a ME. MA2 con lindicativo avvenimento sicuro; con il condizionale c sfumatura di gentilezza (fa capire che dipende da noi, se noi vogliamo che venga) oppure incertezza.

D3 Quali sono gli esercizi migliori per allenare alla corretta espressione della deissi in lingua straniera? Gioco di ruolo. Disposizione degli invitati a una festa: un allievo dice io sono il festeggiato ( la sposa) e tu ti siedi alla mia destra alla destra di X, etc. Mettere di fronte a uno specchio un allievo, fargli un segno in faccia, fare in modo che abbia qualcosa di diverso sulla manica destra o sinistra etc. e chiedere allallievo di descrivere che cosa vede nello specchio. Gli altri allievi, che lo non vedono, avranno un foglio su cui disegnare quello che lui descrive. Giochi di ruolo in cui sia necessario raccontare a qualcuno qualcosa che non ha visto

Map Task. Un allievo o due o tre stanno da un lato di un paravento/lenzuolo con una mappa con montagne, fiumi, castelli, ponti su cui disegnato un percorso che porta a un tesoro. Dallaltra parte del lenzuolo due o tre allievi hanno una mappa con gli stessi punti di riferimento montagne, fiumi, castelli, ponti, ma devono trovare il percorso guidati dagli altri, facendo loro le opportune domande. Solo dopo esercitazioni di questo tipo si possono dare esercizi che richiedano la trasposizione in discorso riportato di un dialogo o il racconto da narratore onnisciente di una storia raccontata invece in prima persona. E- Che cosa unanafora? Che cosa una catafora? Anafora la ripresa in un discorso orale o in un testo scritto di un elemento di riferimento gi immesso nel testo. Catafora lanticipazione in un discorso orale o in un testo scritto di un elemento di riferimento che sar immesso successivamente. I mezzi linguistici con cui si operano riprese di persone, oggetti e processi o stati espressi con un sostantivo sono in ordine di frequenza: pronomi e In inglese il substitute one ellissi ripetizione attraverso lo stesso SN con art determinato o aggettivo dimostrativo ripresa con SN det+N sinonimo, iperonimo, axionimo ripresa con SN det+meronimo (nome di parte di un tutto) o parte di una situazione tipica Si suole mettere un indice sottoscritto per indicare la ripresa anaforica Un uomoi caduto in mare. Nessuno loi conosceva Un uomoi caduto in mare. i Era un membro dellequipaggio (ellissi) Un uomoi caduto in mare. Lindividuoi era un membro dellequipaggio (sinonimo) Un uomoi caduto in mare. Il disgraziatoi era un membro dellequipaggio (axionimo) Non loi hai visto mentre i si buttava? Un uomoi caduto in mare (lo catafora di un uomo, ellissi obbligatoria in italiano del pronome di terza soggetto di si buttava) Babbo Natale mi ha portato dei dolci, la bicicletta e un gioco da tavolai. Questi regalii non erano quelli che avevo chiesto. (SN ripresa con agg dimostrativo e iperonimo regali) Al bordo della strada cera unautoi ferma. Il guidatorei stava cambiando una ruota (situazione tipica: unauto ha un guidatore) Ho comprato una villettai. Il tetto i mansardato (tetto meronimo di villetta) I mezzi linguistici con cui si operano riprese di processi o stati espressi con un SV sono in italiano: a-pronomi che fungono da PROFORME, cio stanno al posto non di un nome, ma di un SV o di una proposizione intera. Cos una proforma per contenuto preposizionale o per parti di SV b-Il verbo fare + lo c- Ellissi totale o con mantenimento del modale In inglese i substitute do, did e lellissi con mantenimento dellausiliare e/o del modale Mario si vuole sposare. Finora non me ne aveva mai parlato (ne ripresa di = si vuole sposare) 8

Mario si vuole sposare. Finora non si era mai deciso a farlo (farlo ripresa di =volersi sposare) Mario si vuole sposare. Non ci credo (ci ripresa di =che Mario si voglia sposare) X- Mario si vuole sposare? Y- Non credo (ellissi di che Mario si voglia sposare) X -Mario si vuole sposare? Y- No, non vuole (ellissi di sposarsi) X- Mario si vuole sposare? Y- No (No proforma per Mario non si vuole sposare) X- Mario si vuole sposare? Y- No, non cos (cos proforma per che Mario si voglia sposare) F- Un SN definito sempre una ripresa anaforica che si riferisce alloggetto a cui si riferisce la prima menzione delloggetto? No, bisogna anche osservare il predicato del SN che sembra una ripresa anaforica co-referente. Giuliana si era fatta regalare uno smeraldoi. Lo smeraldo una pietra molto delicata. Lo smeraldoi di Giuliana si scheggiato cadendo. Lo smeraldo soggetto di una pietra molto delicata NON coreferente con la prima menzione uno smeraldo. Infatti il tempo un presente ATEMPORALE e la frase un inciso. G- Ci sono pronomi specializzati come proforme? Di solito no, ma in italiano ci quasi esclusivamente usato come proforma al posto del contenuto preposizionale, del significato di unintera frase. La banca non restituir laddebito. Ci fuori discussione (ci = il fatto che la banca non restituir laddebito). H- Che cos un incapsulatore? Si possono insegnare gli incapsulatori? E una ripresa valida solo per quel testo. Lautore decide che riprende un referente testuale (cio persone, oggetti e processi o stati introdotti nel testo) con un SN di solito preceduto da aggettivo dimostrativo non previsto dai rapporti di senso usuali del sistema linguistico. Ci sono incapsulatori che i giornali hanno fatto diventare comuni: lieto evento per nascita, increscioso imprevisto, etc. Gli incapsulatori comuni si possono insegnare a livelli avanzati, gli altri si possono solo far riconoscere in modo ricettivo quando lallievo li trova nei testi Il libro parla di norma linguistica e dizionari. Questo binomio inscindibile nella storia della lingua italiana, ma non cos per altre lingue. Questo binomio un SN incapsulatore di norma linguistica e dizionari., ma lo solo in questo testo non in genere. Cos una proforma per questo binomio inscindibile I- Perch studiare le catene anaforiche importante nellapprendimento insegnamento delle lingue ? Le lingue si imparano attraverso testi (orali o scritti), non attraverso frasi singole. Gli elementi che fanno di pi frasi un testo sono appunto i legami anaforici. Poich i mezzi linguistici per farli sono pronomi e legami di senso richiedono uno studio attento. Gli studenti nelle fasi iniziali di apprendimento applicano strategie di evitamento, cio ad esempio evitano forme di anafora che non siano la ripetizione di nomi propri o comuni con articolo definito. 9

Testi scritti complessi hanno pi catene anaforiche al loro interno. La reading comprehension implica il riconoscimento del capocatena ( la prima menzione del referente testuale) e degli anelli cio delle varie riprese anaforiche. Nelle lingue che hanno un ordine SVO spesso le riprese pronominali comportano un ordine diverso. Spesso lordine normale dei sintagmi in una frase modificato allinterno di un testo per esigenze di progressione dato-nuovo e organizzazione dellinformazione. Le riprese anaforiche in particolare implicano degli spostamenti anche per ragioni pragamatiche di messa in rilievo di un referente rispetto a un altro. Le domande di listening e reading comprehension, gli esercizi di completamento spesso richiedono il riconoscimento di anelli o del capocatena. Il riassunto consiste nel consapevole salto di qualche anello non indispensabile. Per riempire correttamente un cloze bisogna individuare i mezzi di coesione testuale e riuscire ad attribuire una coerenza al testo, bench questo manchi di alcuni elementi. Per riordinare un testo disordinato bisogna saper riconoscere i segnali testuali fra cui anafore e catafore.

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