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1/11/2015

SANSCRITO|Scritturadevanagaricaefonologia
INDOIRANICI

Indiani

LINGUE

SANSCRITO
GRAFOFONOLOGIA

Indice
SANSCRITO
Bibliografia

NOMEN
Il tuo nome in sanscrito

INDICE
Saskta. Lingua e letteratura
Devangar. La scrittura
Svara. Le vocali
Sadhyakara. I dittonghi
Vyajana. Le consonanti
Akara. Vocalizzazione e formazione delle sillabe
Virma. Assenza di vocale
Sayuktkara. Legature consonantiche
Visarga. Aspirazione finale
Anusvra e anunsika. Segni di nasalizzazione
Daa. La punteggiatura
Svara. Gli accenti
Skhya. I numerali
Avagraha. Separazione
Laghava cihna. Abbreviazione
Alcune differenze grafiche

Bibliografia e letture consigliate

SASKTA, LINGUA E LETTERATURA


Nella grande famiglia delle lingue indoeuropee, un posto di primaria importanza spetta al sanscrito, lingua dotta di un'antica e illustre
civilt quale l'indiana, nonch tramite di una letteratura vastissima, di alta qualit letteraria, profondit filosofica, intensit religiosa. La
parola saskta significa perfetto e fino a pochi decenni fa gli studiosi erano addirittura persuasi, vista la perfezione formale del sistema
fonetico e la precisione grammaticale, che il sanscrito dovesse essere la lingua che pi di ogni altra avesse conservato la struttura
dell'originaria parlata proto-indoeuropea. Oggi questo giudizio alquanto ridimensionato, nondimeno il sanscrito riveste tuttora
un'importanza capitale per il linguista, il filologo, lo storico delle religioni, il letterato e il filosofo.
Gli studiosi dividono la storia del sanscrito in varie fasi. La forma pi antica il vedico, la lingua degli inni dei Veda, che risalgono al
1000 a.C. circa. Questa lingua, regolata dall'uso dei brhmani, raggiunse la forma definitiva nella fase del sanscrito classico, allorch fu
codificata dal grammatico Pini (IV sec. a.C.), autore dell'Asthdhyy, un trattato di linguistica descrittiva in otto libri, scritto
interamente sotto forma di proposizioni logiche che conseguono l'una dalle altre tramite una sapiente applicazione di metaregole,
trasformazioni e leggi ricorsive; un lavoro considerato precursore dei linguaggi formali e della moderna grammatica generativa. In
sanscrito classico sono redatte le grandi epiche del Mahbhrata e del Rmyaa (III sec. a.C.), i drammi di Klidsa (IV sec.), il
Pacatantra e l'intera letteratura filosofica. Il sanscrito tuttavia non fu mai lingua di un paese o di una regione, ma piuttosto la lingua
usata da alcune caste, soprattutto i brhmani e gli katriya. Quale lingua perfetta, il sanscrito veniva distinto dal pracrito [prkta], 1/24
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usata da alcune caste, soprattutto i brhmani e gli katriya. Quale lingua perfetta, il sanscrito veniva distinto dal pracrito [prkta],
l'insieme delle lingue naturali parlate dalle caste incolte.
Ancora oggi, il sanscrito la lingua dotta e letteraria dell'India e continua a produrre una letteratura non indifferente.
Nel corso dei secoli, dai vari dialetti pracriti si svilupparono le lingue volgari dell'india, i cui pi antichi documenti epigrafici sono le
iscrizioni di re Aoka (250 a.C.). Il principale di questi dialetti fu la pli, la lingua in cui venne redatto il canone buddhista della scuola
Theravda nonch lingua della religione jainista. Dal pracrito sono derivate le attuali lingue indiane, anch'esse ricche di letteratura, quali
l'hind, l'urd, la bengal, la panjb, la gujart, la sindh, la marth e molte altre.

DEVANGAR. LA SCRITTURA
La devangar, la scrittura della citt degli di, la pi importante delle molte scritture indiane. Come molte altre scritture del
subcontinente, la devangar derivata dalla brhm, un adattamento indiano di un alfabeto semitico (forse l'aramaico) penetrato in India
attraverso la Mesopotamia, probabilmente intorno al 700 a.C. La scrittura devangar fu usata dapprima per scopi commerciali e solo in
seguito applicata alle trascrizioni dei testi sacri, raggiungendo l'attuale aspetto non prima dell'VIII secolo. Scrittura classica del sanscrito,
oggi la devangar ancora utilizzata per la lingua hind, la marth e la nepal; e, accessoriamente, per diversi altri linguaggi dell'India.
Assai eleganti, splendidamente incurvate, le lettere devangar hanno la singolarit di essere appese sotto il rigo, dando alla scrittura
sanscrita la sua particolare caratteristica e fisionomia.

Tecnicamente, la devangar un alfasillabario: sebbene possano anche apparire separate, consonanti e vocali vengono di regola
congiunte in legature grafiche di cui l'unit fondamentale non il singola fonema, bens la sillaba [akara]. Questa sempre intesa come
accumulo di una o pi consonanti terminante in una vocale o in un dittongo.
Al contrario dell'alfabeto latino, in cui consonanti e vocali seguono una successione casuale, l'alfasillabario devangar dispone le lettere
secondo precisi criteri fonologici. Inizia con le vocali, seguono i dittonghi, quindi le consonanti. Ogni gruppo a sua volta ordinato in
cinque posizioni [sthna], secondo la successione del punto di articolazione, dalla gola alle labbra:
kahya, gutturali, ritenuti prodotti in gola (si tratta in realt dei suoni velari, articolati all'altezza del velo palatino);
tlavya, palatali (appunto, i suoni palatali);
mrhanya, cerebrali (i suoni retroflessi o cacuminali, articolati tra il palato e gli alveoli);
dantya, dentali (i suoni dentali e alveolari);
ohya, labiali (i suoni labiali e labiodentali).
Questa disposizione chiamata varaml, la ghirlanda delle lettere, ed ha fornito il modello per la successione dei segni in molte altre
scritture asiatiche, non soltanto indiane.
Nel seguito, segnaliamo tra virgolette () i termini utilizzati nella classificazione tradizionale sanscrita.

SVARA. LE VOCALI
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SVARA. LE VOCALI
Le vocali sono definite in sanscrito con il termine svara, suono, tono, accento. I suoni definiti a sillaba omogenea [samnkara]
sono cinque, a i u pi e sillabiche. Queste ultime due lettere sono indicate in traslitterazione con un puntino posto sotto il corpo
della lettera:

a i u
Le vocali possono essere sia brevi [hrasva] che lunghe [drgha]. In traslitterazione, le lunghe sono distinte da un macron:


La differenza tra i due gruppi sta nella durata: l'emissione delle brevi dura una battuta [mtr], quelle delle lunghe, due battute. Il
vedico conosceva anche una terza classe, quella delle vocali prolungate [pluta], destinate a durare tre o pi battute. Rare in sanscrito
classico, esse sono contrassegnate, in traslitterazione, da un apice 3. Di esse non si parler oltre.

a i u
Le vocali definiscono anche le cinque posizioni [sthna] secondo la fonologia tradizionale sanscrita:
kahya, gutturali
tlavya, palatali
ohya, labiali
mrhanya, cerebrali
dantya, dentali

a
i
u

Nella scrittura devangar, le vocali hanno due forme, una iniziale, pi elaborata, e una seconda, pi semplice, da usarsi allorch la vocale
articolata a una consonante.
VOCALI (svara)
Forma
iniziale

Forma
articolata

Traslitt.

Nome
lettera

Pronuncia

[]

Vocale posteriore medioaperta distesa breve


Inglese "but"

[a]

Vocale anteriore aperta distesa lunga


Italiano "ballare"

[i]

Vocale anteriore chiusa distesa breve


Italiano "ritiro"

[i]

Vocale anteriore chiusa distesa lunga


Italiano "ritiro"

[u]

Vocale posteriore chiusa arrotondata breve


Italiano "futuro"

[u]

Vocale posteriore chiusa arrotondata lunga


Italiano "futuro"

[r
]

Vibrante alveolare sillabica breve


Ceco "Brno"

[r
]

Vibrante alveolare sillabica lunga

[l
]

Laterale alveolare sillabica breve


Ceco "vlk"; inglese "little"

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Descrizione

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[l
]

Laterale alveolare sillabica lunga

Sillabe omogenee [samnkara]


Kahya, gutturale

I grammatici indiani considerano /a()/ come il suono pi semplice e fondamentale della fonologia sanscrita, emesso con la gola e la
bocca aperte, la lingua rilassata, le corde vocali vibranti. probabilmente questa la ragione per cui hanno classificato la vocale come una
gutturale, articolata in gola. Ma questo vero solo a met in quanto a e presentano, in sanscrito, una differenza di colore. Mentre la
lunga, , anteriore, e si pronuncia limpida e aperta come la a tonica dell'italiano [a], la a breve effettivamente una vocale posteriore, e
viene pronunciata chiusa [], come la u nell'inglese but. Questa perdita di colore molto arcaica: gi presente all'epoca di Pini, che la
definisce savta copertura.
Ancora oggi, in hind, a breve diviene muta [] alla fine della parola e in certune posizioni.
Tlavya, palatale.

Secondo i grammatici sanscriti, la vocale /i()/ si produce da un'alterazione di /a()/, ottenuta sollevando la lingua verso il palato e
distendendo gli angoli della bocca verso l'esterno. Essa ha il suono della i italiana [i]. Le lettere i ed si distinguono nella durata,
pronunciandosi rispettivamente breve [i] e lunga [i].
Ohya, labiale

Anche la vocale /u()/, secondo i grammatici indiani, si produce da un'alterazione di /a()/, con le labbra che si protrudono e si
arrotondano. Questa la ragione per cui la fonologia sanscrita definisce /u()/ una labiale, mentre in realt una vocale posteriore,
seppure labializzata (da pronunciarsi cio con arrotondamento delle labbra). Detto questo, u e vanno pronunciate esattamente come la
u italiana, breve [u] e lunga [u].
Il sistema che si ottiene il seguente:

i
Le ultime due vocali, ed , sono delle consonanti liquide utilizzate come apice sillabico, cio come vere e proprie vocali. Suoni di questo
tipo sono comuni nelle lingue slave, ad esempio in ceco, dove troviamo parole come vlk [vl
k] lupo e prst [pr
st] dito, che portano
rispettivamente l'accento sulla l e sulla r. Il nome della citt di Brno ['br
no] sar pi familiare, soprattutto agli appassionati di motocross.
Anche la pronuncia inglese della parola little ['litl
] pu dare un'ottima idea di una consonante liquida con funzione di apice sillabico.
Mrhanya cerebrale

I grammatici indiani fanno derivare la vocale /r


()/ da un'alterazione di /i()/, nella quale la lingua viene portata in avanti, contro la parte
superiore degli alveoli e fatta vibrare. Tuttavia, a dispetto della classificazione tradizionale sanscrita, che la considera una cerebrale, /
non una vibrante retroflessa [], ma alveolare [r], come nell'italiano rana, con funzione di apice sillabico [r
]. Oggi viene pronunciata
[] nell'hind, o [u] nella marth, e in effetti sembra che l'effettiva pronuncia del sanscrito comprendesse delle lievissime colorazioni in
i e u. Ci atteniamo qui, per, alla pronuncia corretta [r
] secondo l'ideale fonologia sanscrita.
Dantya, dentale

In modo analogo, i grammatici indiani fanno derivare /l


()/ da un'analoga alterazione di /i()/, nella quale la lingua viene portata dal
palato verso i denti. Classificata abbastanza correttamente come dentale, / corrisponde alla laterale alveolare [l] dell'italiano luna, 4/24

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palato verso i denti. Classificata abbastanza correttamente come dentale, / corrisponde alla laterale alveolare [l] dell'italiano luna,
ovviamente impiegata come apice sillabico [l
]. Suono molto raro, lo ritroviamo unicamente nella radice del verbo kp essere ordinato,
essere adatto, avere successo. La variante lunga non neppure contemplata nella fonologia sanscrita. Inserita nel varaml
semplicemente per mantenere una certa simmetria nel rapporto tra vocali brevi e lunghe, compare unicamente nei lavori di alcuni
grammatici e lessicografi.

Le vocali , , ed sono specifiche del sanscrito e non sono incluse nel varaml di altri linguaggi.
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

avatra

[at
]

incarnazione di una divinit

tman

[at
mn
]

indir

[ind
ia]

splendore

vara

[i]

signore

ua

[u]

calore

rmi

[umi]

onda

gveda

[r
ged
]

veda degli inni

[l
]

anima, spirito vitale

montagna

SADHYAKARA. I DITTONGHI
Alle vocali seguono, nell'ordine alfabetico, i dittonghi, in numero di quattro, definiti in sanscrito come suoni a sillaba composta
[sadhyakara]. Per quanto alcuni testi li suddividano erroneamente in brevi e lunghi, i dittonghi sono tutti lunghi. I grammatici
sanscriti li dividono piuttosto in gua e vddhi, due termini tratti dai registri della filosofia e della religione. In particolare, gua indica la
corda dell'arco o degli strumenti musicali, ma significa anche elemento secondario; vddhi vuol dire invece crescita, avanzamento. Si
pu dunque parlare di suoni secondari o suoni avanzati.
I dittonghi gua sono pronunciati e traslitterati come semplici vocali:

e o
I dittonghi vddhi mostrano invece, in traslitterazione e pronuncia, la loro natura:

ai au
Correttamente, i grammatici indiani classificazione le loro posizioni [sthna] come composizione di quelle delle singole vocali:

gua vddhi
ai
kahatlavya, palato-gutturali
e
kahohya, labio-gutturali

au

DITTONGHI
Forma
iniziale

Forma
articolata

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Traslitt.

Nome
lettera

Pronuncia

[e]

Descrizione
Vocale anteriore mediochiusa distesa lunga
Italiano "tenere"

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ai

ai

[a]

Dittongo
Italiano "mai"

[o]

Vocale posteriore mediochiusa arrotondata lunga


Italiano "colore"

au

au

[a]

Dittongo
Italiano "aula"

Sillabe composte [sadhyakara]


I dittonghi gua e ed o sono da pronunciarsi come [e] e [o] lunghe. La ragione per cui in traslitterazione non vengono segnalate col
macron, che, mancando in sanscrito [e] ed [o] brevi, non vi alcun rischio di ambiguit.
I dittonghi vddhi ai e au si pronunciano invece con la prima vocale lunga e la seconda atona: [a] e [a], cio come nelle parole italiane
mai e aula.
Ci si pu stupire del fatto che in sanscrito le vocali e ed o siano considerate dei dittonghi, alla stregua di ai e au. La ragione risiede in
una serie di interessanti interpretazioni effettuate dai grammatici sanscriti nella classificazione dei suoni. Ma vediamo nei dettagli le due
coppie gua/vddhi.
Kahatlavya, palato-gutturali

ai

Abbiamo visto che, nell'interpretazione dei grammatici indiani, la vocale palatale /i/ deriva dalla gutturale /a/. Tuttavia, nel corso del
passaggio da /a/ ad /i/, l'apparato fonatorio si situa un certo punto nella posizione di /e/. Questa la ragione per cui il dittongo gua e
[e] viene considerata una combinazione tra a e i. Il dittongo vddhi ai [a] lo si ritiene invece prodotto dall'incontro di a ed e.

ai

a e i
Stessa cosa per l'altra coppia gua/vddhi:
Kahohya, labio-gutturali

au

Si ricordi che, nell'interpretazione dei grammatici indiani, la vocale labiale /u/ deriva dalla gutturale /a/. Anche qui, nel corso del
passaggio da /a/ ad /u/, l'apparato fonatorio si situa a un certo nella posizione di /o/. Ecco dunque che il dittongo gua o [o] viene
considerato una combinazione tra a e u. Il dittongo vddhi au [a] lo si ritiene prodotto dall'incontro di a ed o.

au

a o u
Queste teorie fonologiche trovano la loro giustificazione nel fenomeno dell'apofonia, i regolari mutamenti vocalici [ablaut] che ricorrono
nelle lingue indoeuropee. Rilevata da Jakob Grimm per le lingue germaniche nel secolo, l'apofonia era gi stata studiata da Pini
per il sanscrito pi di duemila anni prima. Quest'ultimo definiva appunto come mutazioni gua e vddhi i regolari e frequenti
cambiamenti vocalici che occorrevano nel corso delle inflessioni e delle flessioni delle parole. Sono i due gradi che in linguistica sono
oggi chiamati grado pieno e grado lungo.
Un dittongo gua differisce dalla corrispondente vocale semplice per la presenza di una vocale a- ad essa prefissa. Un dittongo vddhi
invece caratterizzato da un'ulteriore vocale a- prefissa al dittongo gua. Cos, il corrispondente dittongo gua di i/ , e (in quanto
incontro di a ed i). Invece, il corrispondente vddhi ai (in quanto incontro di a ed e).
Ne sortisce uno schema di questo tipo:
Vocale
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gua

vddhi
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e
o
ar
al

i
u
r
l

Schema piuttosto interessante, in quanto riflette questioni di linguistica storica. Si ritiene infatti che le vocali sanscrite e [e] ed o [o]
siano effettivamente derivate da due antichi dittonghi indoeuropei pronunciati [a] ed [a].
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

eka

[ek]

uno

aidha

[ad
]

fiamma

oka

[ok]

casa

audrya

[ad
aj]

nobilt

VYAJANA. LE CONSONANTI

Il nome sanscrito delle consonanti vyajana, che indicano, che manifestano, e vengono anch'esse ordinate in un sistema
mirabilmente preciso ed elegante. I grammatici indiani le hanno suddivise in tre gruppi, ciascuna delle quali presenta a sua volta
distinzioni ricorrenti e simmetriche:
1. spara, a contatto (le nostre occlusive e nasali);
2. antastha, intermedie (le nostre approssimanti, o semivocali);
3. man, con fiato, o saghashr, con sfregamento (le nostre fricative).
Le consonanti spara a contatto sono chiamate cos perch i grammatici indiani le ritengono prodotte da un contatto, cio da una
chiusura, degli organi che le producono. L'analisi peraltro corretta e anche oggi definiamo queste consonanti come occlusive. A loro
volta, le consonanti spara vengono distinte in cinque classi [varga], secondo le cinque posizioni [sthna] riconosciute dalla fonologia
sanscrita: gutturali [kahya], palatali [tlavya], cerebrali [mrhanya], dentali [dantya] e labiali [ohya] (e cio velari, palatali,
retroflesse, dentali/alveolari e labiali/bilabiali).
Ogni singola classe delle spara regolarmente formata da una successione regolare di cinque consonanti: due atone [aghoa], due
toniche [ghoa o ghoavant] e una nasale [anunsika]. Sia la coppia atona che la coppia tonica sono a sua volta costituite da una
consonante di breve respiro [alpapra] e una di ampio respiro [mahpra]. In sintesi, secondo la nostra terminologia, ogni
quintetto formato da una consonante sorda, una sorda aspirata, una sonora, una sonora aspirata e una nasale:
kahya, gutturali
tlavya, palatali
mrhanya, cerebrali
dantya, dentali
ohya, labiali

k
c

t
p

kh
ch
h
th
ph

g
j

d
b

gh
jh
h
dh
bh

n
m

ka-varga
ca-varga
a-varga
ta-varga
pa-varga

I nomi delle cinque classi [varga] derivano dalla prima consonante di ciascuna: ka-varga, ca-varga, etc.
La serie successiva comprende le quattro consonanti intermedie [antastha], grossomodo corrispondenti a quelle che noi chiamiamo
semivocali o approssimanti:
tlavya, palatali
mrhanya, cerebrali
dantya, dentali
ohya, labiali

y
r
l
v

L'ultima serie quelle delle consonanti definite man (prodotte con passaggio di vapore, fiato), o saghashr (con attrito o
frizione), cos definite perch pronunciate facendo passare l'aria attraverso l'apparato fonatorio (al contrario delle spara, prodotte
invece per contatto completo). L'odierno termine di fricative ha lo stesso significato del termine sanscrito. Anch'esse sono ordinate
secondo le posizioni [sthna] articolatorie. Sono tre alpapra, a breve respiro:
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tlavya, palatali

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tlavya, palatali

mrhanya, cerebrali
dantya, dentali

Ed una mahpra, di vasto respiro:


kahya, gutturali

Ma ecco uno schema generale del sistema consonantico del sanscrito:


kahya
gutturali

tlavya
palatali

mrhanya
cerebrali

dantya
dentali

ohya
labiali

alpapra, breve respiro

mahpra, vasto respiro

kh

ch

th

ph

spara
occlusive

aghoa
atone
ghoa
toniche

{
{

alpapra, breve respiro

jh

dh

bh

mahpra, vasto respiro

gh

ghoa

anunsika, nasali

alpapra, breve respiro

antastha
intermedie

saghashr
fricative

aghoa

alpapra, breve respiro

ghoa

mahpra, vasto respiro

ghoa

toniche

Questo il sistema consonantico, cos com' stato regolato e ordinato dai grammatici indiani. Ma vediamo ora la forma grafica delle
singole lettere, le quali non si presentano tuttavia come pure consonanti, ma sono sempre vocalizzate in -a []. Ci significa che la
lettera, al suo stato fondamentale, non mai la consonante k, g, p, ma sempre la sillaba ka, ga, pa.
La maggior parte delle consonanti-sillaba devangar formata da tre elementi:
1. un elemento distintivo della lettera
2. un linea verticale
3. un linea orizzontale

1
Elemento
distintivo

2
Linea
verticale

3
Linea
orizzontale

L'elemento distintivo (1) ci che d la fisionomia e permette di riconoscere la consonante; la linea verticale (2), non sempre presente,
richiama in qualche modo la -a [] inerente in ogni consonante-sillaba; la linea orizzontale (3) il rigo lungo cui si allinea la scrittura.
Vediamo ora per esteso l'intero sistema consonantico, con traslitterazione e pronuncia.
CONSONANTI

Occlusive
[spara]

Forma
iniziale

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Traslitt.

Nome
lettera

Pronuncia

ka

ka

[k]

Occlusiva velare sorda


Italiano "cane"

kha

kha

[k]

Occlusiva velare sorda aspirata

Descrizione

Occlusiva velare sonora


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Gutturali
[kahya]

Occlusive
[spara]
Palatali
[tlavya]

Occlusive
[spara]
Cerebrali
[mrdhanya]

Occlusive
[spara]
Dentali
[dantya]

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ga

ga

[g]

Italiano "gatto"

gha

gha

[g]

Occlusiva velare sonora aspirata

[]

Nasale velare
Inglese "king"; italiano "angolo"

ca

ca

[c]

Occlusiva palatale sorda


Italiano "chiave" ( Italiano "cena")

cha

cha

[c]

Occlusiva palatale sorda aspirata

ja

ja

[]

Occlusiva palatale sonora


Italiano "ghiaia" ( Italiano "gelo")

jha

jha

[]

Occlusiva palatale sonora aspirata

[]

Nasale palatale
Italiano "gnomo"

[]

Occlusiva retroflessa sorda


Siciliano "treno", "motto"

ha

ha

[]

Occlusiva retroflessa sorda aspirata

[]

Occlusiva retroflessa sonora


Siciliano "ladro", "cavaddu"

ha

ha

[]

Occlusiva retroflessa sonora aspirata

[]

Nasale retroflessa

ta

ta

[t
]

Occlusiva dentale sorda


Italiano "tana"

tha

tha

[t
]

Occlusiva dentale sorda aspirata


Inglese "boathook"

da

da

[d
]

Occlusiva dentale sonora


Italiano "dono"

dha

dha

[d
]

Occlusiva dentale sonora aspirata

na

na

[n
]

Nasale dentale
Italiano "nido"

pa

pa

[p]

Occlusiva labiale sorda


Italiano "pane"

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Occlusive
[spara]
Labiali
[ohya]

Intermedie
[antaastha]

ARCAICHE

Fricative
[saghashr]

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pha

pha

[p]

Occlusiva labiale sorda aspirata


Inglese "uphill"

ba

ba

[b]

Occlusiva labiale sonora


Italiano "bene"

bha

bha

[b]

Occlusiva labiale sonora aspirata

ma

ma

[m]

Nasale bilabiale
Italiano "mare"

ya

ya

[j]

Approssimante palatale
Italiano "ieri"

ra

ra

[]

Monovibrante retroflessa
Siciliano "treno" ( Italiano "rana")

la

la

[l
]

Laterale alveolare
Italiano "luna"

va

va

[]

Approssimante labiodentale
Danese "ven" ( Italiano "vento")

[]

Approssimante laterale retroflessa


Usata solo in vedico; sostituita da

ha

ha

[]

Approssimante laterale retroflessa aspirata


Usata solo in vedico; sostituita da h

[]

Fricativa alveolopatale sorda


Polacco "ruba" ( Italiano "scemo")

[]

Fricativa retroflessa sorda


Siciliano "strata"

sa

sa

[s
]

Fricativa dentale sorda


Italiano "sole"

ha

ha

[]

Fricativa glottale sonora


Fiorentino "casa"

Occlusive di breve respiro [spara alpapra]


La serie copre quasi tutte le occlusive rinvenibili negli inventari indoeuropei. Vediamole nei dettagli:
Kahya, gutturali

ka

ga

Articolate in realt sul fondo del velo palatino (e non in gola come si evincerebbe dal termine sanscrito), sono le occlusive velari, sorda
[k] e sonora [g], e si pronunciano come la c e la g dure dell'italiano cane e gatto.
Tlavya, palatali

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ca

ja

Articolate all'altezza del palato. Sono le occlusive palatali, sorda [c] e sonora [], e il loro suono rassomiglia alla consonante iniziale delle
parole italiane chiave e ghiaia. In epoca successiva, sono divenute le affricate postalveolari, sorda [] e sonora [], ovvero la c(i) e la g(i)
dell'italiano cena e gelo, ed cos che vengono normalmente pronunciate in hind e dagli studenti moderni.
Mrdhanya, cerebrali

Articolate tra il palato e gli alveoli. Sono le occlusive retroflesse (o cacuminali), sorda [] e sonora []. Corrispondono alla t e alla d del
siciliano treno e ladro.
Dantya, dentali

ta da

Articolate all'altezza dei denti. Sono le occlusive dentali, sorda [t


] e sonora [d
], ovvero la t e la d dell'italiano tana e dono. In hind,
questi fonemi vengono oggi realizzati come occlusive alveolari, sorda [t] e sonora [d] (rispettivamente, t e d dell'inglese stay e day).
Ohya, labiali

pa ba

Articolate all'altezza delle labbra. Sono le occlusive bilabiali, sorda [p] e sonora [b], e corrispondono alla p e b dell'italiano pane e bene.
Negli esempi che seguono il colore rosso contrassegna soltanto il suono consonantico e non la [] inerente:
Lezione

Traslitterazione

Traduzione

karman

[kmn
]

gaja

[g]

elefante

cakra

[ck]

disco

jaya

[j]

vittoria

aka

[k]

spada

ambara

[mb]

fracasso

tattva

[t
t
t
]

verit

danta

[d
n
t
]

zanna

pada

[pd
]

piede

bala

[bl]

forza

Pronuncia

azione

Occlusive di ampio respiro [spara mahpra]


In sanscrito, ogni consonante occlusiva pu presentarsi anche in forma aspirata. Abbiamo allora la serie:
Kahya, gutturali Tlavya, palatali Mrdhanya, cerebrali Dantya, dentali Ohya, labiali

kha gha

cha jha

ha

ha

tha dha

pha bha

Ogni consonante viene pronunciata con una simultanea aspirazione.


Qualora la consonante sia sorda (kh- ch- h- th- ph-), l'aspirazione -h corrisponde alla fricativa glottale sorda [h] all'inizio della parola
inglese house. Si pu pensare alla pronuncia, sempre in inglese, di alcune parole composte in cui un'occlusiva incontra un'aspirata, come 11/24

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inglese house. Si pu pensare alla pronuncia, sempre in inglese, di alcune parole composte in cui un'occlusiva incontra un'aspirata, come
boathook o uphill.
Qualora la consonante sia sonora (gh- jh- h- dh- bh-), l'aspirazione -h corrisponde alla fricativa sonora [] della pronuncia fiorentina
di casa. quindi sbagliato, a rigore, pronunciare dh- o bh- come nelle parole inglesi redhead o clubhouse, dove la h sempre sorda.
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

khaja

[k]

lotta

ghana

[gn
]

uccisione

chanda

[cn
d
]

piacere

jhaa

[]

grande pesce

hakkura

[kku]

oggetto di venerazione

hakka

[kk]

edificio sacro

tha

[t
]

protettore

dharma

[d
m]

legge cosmica

phala

[pl]

frutto

bhaga

[bg]

fortuna

Occlusive nasali [spara anunsika]


Se ogni serie di occlusive termina in una nasale, perch i grammatici indiani hanno distinto le varie pronunce di n e m dal punto di
articolazione, disponendole in una sequenza perfettamente articolatoria. Abbiamo cos una serie di cinque consonanti nasali:
Kahya, gutturale Tlavya, palatale Mrdhanya, cerebrale Dantya, dentale Ohya, labiale

na

ma

La loro differenziazione dipende in sanscrito come in italiano dell'ambiente in cui viene a cadere la consonante nasale. In pratica, la
nasale la velare - [] quando precede le consonanti velari k g (dunque la n italiana di manco o mango); la palatale - [] quando
precede le consonanti palatali c j (la n italiana di mancia o mangia); la retroflessa - quando precede le consonanti retroflesse ; la
dentale n- [n] quando precede le consonanti dentali t d (la n italiana di monto o mondo); la bilabiale m- [m] quando precede le
consonanti bilabiali p b (la m italiana di rompo o rombo).
Questi esempi renderanno evidente l'ambito fonetico dei diversi tipi di nasale:
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

paka

[pk]

argilla

paca

[pc]

cinque

kua

[ku]

lancia

kunta

[kun
t
]

recipiente

ambara

[mb]

cerchio

Intermedie [antaastha]
Terminata la successione dei vari ordini di occlusive, il varaml presenta un gruppo di quattro lettere che la fonologia tradizionale 12/24

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Terminata la successione dei vari ordini di occlusive, il varaml presenta un gruppo di quattro lettere che la fonologia tradizionale
sanscrita considera intermedie [antaastha] tra le occlusive e le fricative, essendo prodotte - secondo l'interpretazione dei grammatici
indiani - con contatto debole [atspa] o imperfetto [duspa] degli organi fonatori. Tutte naturalmente toniche [ghoa], cio
sonore, vengono anch'esse ordinate secondo il punto di articolazione:
Tlavya, palatale Mrdhanya, cerebrale Dantya, dentale Ohya, labiale

ya

ra

la

va

Generalizzando, potremmo definire questo gruppo di consonanti con il vecchio termine di semivocali. Ragione ne che i grammatici
indiani le hanno messe in correlazione con le vocali:
la semivocale ya corrisponde alla vocale i
la semivocale ra corrisponde alla vocale
la semivocale la corrisponde alla vocale
la semivocale va corrisponde alla vocale u
Sembra infatti improprio definirle tout-court come delle approssimanti, in quanto, a rigore, solo ya e va appartengono a questa classe.
Pi precisamente, y- l'approssimante palatale [j], cio la i consonantica dell'italiano ieri.
Stando alla classificazione sanscrita, la semivocale r- andrebbe identificata con una monovibrante retroflessa [] (la r del siciliano treno).
incerto se l'originaria realizzazione della lettera fosse proprio [], o se i grammatici indiani abbiano cos classificato la ra per mantenere
l'ordine tradizionale delle lettere. tuttavia [] la pronuncia che segnaliamo nelle nostre indicazioni fonetiche. Non comunque errato
pronunciare r- come la normale vibrante alveolare [r] dell'italiano rana, anche perch non vi alcun rischio di confusione.
La semivocale l- la normale laterale alveolare [l] dell'italiano luna.
In quanto a v-, ci si aspetterebbe che abbia il valore di approssimante labiovelare [w] (come nell'italiano uomo), ma Pini ne descrive il
suono come ottenuto tra i denti superiori e il labbro inferiore: in pratica una fricativa labiodentale [v] (come nell'italiano vento). I
sanscritisti ritengono che la pronuncia di v- sia passata, gi in un'epoca piuttosto antica, al valore di approssimante labiodentale [] (
questa oggi la pronuncia corrente nell'hind). Si tratta di un suono grossomodo intermedio tra [w] e [v], che si presenta come allofono
di w in alcune varianti regionali del tedesco o dell'olandese, e come realizzazione di v iniziale nelle lingue scandinave o in finlandese.
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

yaka

[jk]

spirito semidivino

ratna

[t
n
]

dono, gioiello

laya

[lj]

distruzione

vara

[r]

casta

Alle intermedie bisogna aggiungere un'ulteriore coppia di consonanti, utilizzate in vedico, ma espunte dal varaml gi all'epoca di
Pini.
Mrdhanya, cerebrali

ha

Si tratta di un'approssimante laterale retroflessa []. Presente solo nei testi vedici in luogo di a e ha in posizione intervocalica.
Un esempio tratto da gveda [1: 1: ]:

Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

agnime

[gn
imie]

Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

agnime

[gn
imie]

Io lodo Agni

Fricative [saghashr]
Ultimo ordine di consonanti, prodotte con emissione di fiato [man], o tramite sfregamento [saghashr], comprende le nostre

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Ultimo ordine di consonanti, prodotte con emissione di fiato [man], o tramite sfregamento [saghashr], comprende le nostre
fricative, anche descritte dai grammatici indiani come leggermente aperte [advivta] o a semi-contatto [ardhaspa]. Esse sono
quattro in tutto, ripartite in due serie.
La prima serie, di consonanti a breve respiro [alpapra] e atone [ghoa], cio non aspirate e sorde, formata da tre sibilanti:
Tlavya, palatale Mrdhanya, cerebrale Dantya, dentale

sa

A dispetto della classificazione tradizionale sanscrita, la prima, - pi precisamente la fricativa alveolopalatale []. Si tratta di una
consonante coarticolata [ ], ovvero di una fricativa postalveolare [] (lo sc(i) italiano di sciocco) fortemente palatilizzata, cio pronunciata
come fosse seguita da una semiconsonante []. Il suono presente in alcune lingue europee, come nel catalano caixa [ka], nel polacco
ruba [ruba] o nello svedese kjol [ul]. Pu venire tuttavia reso agevolmente tramite la fricativa postalveolare sorda [], ovvero lo sc(i)
italiano di sciocco.
La seconda, -, la fricativa retroflessa [], da pronunciarsi in maniera simile a sc(i) ma con la lingua tra gli alveoli e il palato; la s del
siciliano strada [ada].
La terza, s-, la fricativa alveolare sorda [s] dell'italiano sole.
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

akti

[kti]

potere

aa

[]

bosco

sana

[sn
]

vecchio

Ultima delle fricative, nonch ultima lettera dell'alfasillabario devangar, una consonante di vasto respiro [mahpra] e tonica
[ghoa], cio aspirata e sonora, e fa serie a s:
Kahya, gutturale

ha

Molti testi la assimilano, erroneamente, alla h inglese di house, ma fonologicamente l'aspirazione inglese una fricativa glottale sorda
[h], mentre la h- sanscrita sonora [], pronunciata similmente all'aspirazione iniziale della pronuncia fiorentina della parola casa.
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

hava

[]

invocazione

Il sanscrito ha infatti conservato la distinzione tra le due fricative glottali, sorda [h] e sonora []. La sorda, che cade solo in fin di parola,
viene invece indicata con un segno particolare chiamato visarga.

AKARA. VOCALIZZAZIONE E FORMAZIONE DELLE SILLABE


Abbiamo visto che le vocali e i dittonghi possiedono due forme: una pi elaborata si usa soltanto all'inizio di parola, allorch la vocale fa
sillaba a s. Quando la vocale (o il dittongo) articolato con una consonante, allora si usa una seconda forma che viene combinata con la
consonante per formare la sillaba [akara].
In ogni singola consonante, presa singolarmente, sempre inerente una -a [] breve. Dunque, una singola consonante, non mai k o t
o p, ma sempre ka o ta o pa. La vocale -a [] sempre inerente nella consonante.

ma (=

ma)

La vocalizzazione - lunga [a] si ottiene facendo seguire alla consonante un elemento verticale, in pratica una seconda a breve che
raddoppia la durata di quella gi inerente.

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ma +

a =

m
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SANSCRITO|Scritturadevanagaricaefonologia

Per le altre vocali, si usano invece particolari diacritici posti sopra o sotto la consonante, oppure combinazioni tra diacritici e la a di
prolungamento. Si noti che, nel caso particolare della i breve, la lettera viene posta prima della consonante a cui si riferisce.
Lezione

Traslitterazione

Lezione

ma

mi

mu

me

Traslitterazione

mo

m
m
m
m
m
mai
mau

Si tenga presente che, in molti casi, l'uso ha stilizzato la forma di alcune sillabe, che non sono immediatamente riconoscibili. Ad
esempio, l'articolazione di r con la vocale u, nei gruppi ru e r si scrive in maniera particolare:

ru

VIRMA. ASSENZA DI VOCALE


In ogni consonante sempre presente una vocale inerente -a. Quando necessario utilizzare una consonante non seguita da vocale, ad
esempio alla fine di una parola che termina in consonante, si usa un particolare segno diacritico chiamato virma a indicare l'assenza di
vocale.
DIACRITICO
Lezione

Trascriz.

Nome
lettera

Pronuncia

Descrizione

virma

[ ]

Indica assenza di vocale

Posto in basso a destra rispetto alla consonante, il virma ne elimina la -a inerente:


Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

tta

[t
at
]

padre

tt

[t
at
]

cos

Una consonante con il virma definita halanta, cio che termina in consonante. Ad esempio, abbiamo:
halanta ka
halanta bha
halanta sa

k
d
s

SAYUKTKARA. LEGATURE CONSONANTICHE


In sanscrito si chiamano sayuktkara sillabe combinate dei gruppi ove due o pi consonanti sono articolate tra loro, si utilizzano
delle legature [sayoga] delle consonanti stesse, che vengono graficamente fuse tra loro creando delle nuove sillabe in -a.
La fusione avviene spesso in sequenza, con l'eliminazione dell'elemento verticale di ogni consonante congiunta alla successiva
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SANSCRITO|Scritturadevanagaricaefonologia

(quell'elemento, abbiamo detto, rappresenta la vocale inerente -a, donde la logica della sua rimozione).

n +

b +

va =

bha =

t +
s +

ya =

In molti casi il nesso pu venire stabilito verticalmente:

nva
bbha

tsya

la =

kla

ja =

jja

na =

tna

a =

d +

la =

dla

a =

j +

t +

Un nesso verticale pu essere indicato quando la prima lettera priva di elemento verticale:

ka =

ka

Alcuni composti vengono svolti tanto orizzontalmente quanto verticalmente:

d +
dh

+ k
+
h

ma =

ddhma

ya =

kya

ya =

hya

Alcuni gruppi presentano delle forme non immediatamente riconducibili alle lettere originali, come:

d +

t +

c +

da =

dda

a =

ya

a =

ka

ta =

tta

a =

ca

Particolari sono i nessi consonantici con ra. Qualora r- sia elemento iniziale del nesso, lo si indica con un uncino posto sopra l'ultimo
elemento della sillaba. Qualora questo sia una consonante, cade sulla consonante; qualora sia una vocale, cade sulla vocale.

r +

ma =

r +

da =

r +
t +

Lezione

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rma

rda

ya =

rtya

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

dharma

[d
m]

legge

ardra

[d
]

umido

nirva

[n
ian
]

cessazione

reya

[aej]

venerabile

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SANSCRITO|Scritturadevanagaricaefonologia

[n
ir
ti
]

nirti

distruzione

Qualora r sia secondo o terzo elemento, allora viene indicato con una barra trasversale sotto la consonante che lo precede.

Lezione

ta +
da +

ra =
ra =

tra

dra

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

trila

[t
iul]

tridente

krama

[km]

cammino

prakti

[pkr
ti
]

causa, natura, materia

ardra

[d
]

umido

La difficolt di questo sistema che spesso ci si trova di fronte a qualche complicata legatura di cui bisogna andare a cercare tutti gli
elementi, che vanno poi distinti e identificati.
Le legature coinvolgono da due a quattro consonanti (ma attestata anche una di cinque consonanti, rtsnya). Quante legature siano
possibili, un problema arduo. Calcolando tutte le possibili disposizioni che si ottengono giustapponendo trentatr consonanti in gruppi
da uno a cinque, con possibilit di ripetizione, si ottengono 40358340 legature matematicamente possibili (33 + 33 + 33 + 33 + 33).
Applicando le limitazioni implicate dalla fonologia sanscrita, in cui non tutte le combinazioni sono effettivamente possibili, si ottiene che
soltanto 1896777 legature sono compatibili con le regole fonetiche della lingua. Il problema reso per ancor pi complesso dal fatto
che, nella scrittura tradizionale, non veniva lasciato spazio tra le singole parole, portando quindi alla combinazione quasi casuale tra la
consonante finale di una parola e l'iniziale della successiva. Detto questo, le legature effettivamente utilizzate in sanscrito sembra siano
807, a cui si aggiungono altre combinazioni per l'hind, la pal e altre lingue.
Ecco una panoramica degli 807 nessi consonantici effettivamente utilizzati dalla scrittura devangar. Si tenga tuttavia che sempre
possibile creare altri nessi.

ka

kkva

kka

kkha

kca

kcha

ka

kta

ktya

ktra

ktrya

ktva

ktvya

ktha kthna kthya kna

knya

kpa

kpra

kpla

kpha

kma

kmya

kya

kra

krya

kla

klya

kva

kvya

kma

kra

kla

kva

ka

ka kya kma kmya

kya

kra

ksa

ksta

kstra kstha ksna

kspa

kspha ksma

ksya

ksra

ksva

kha

khkha khna

kva

khya

khra

khva

gdya

gdra

gdva

ga

gga

ka

ggra

ggha gghya gghra

gja

gja

gjya

gjva

ga

gba

gbra

gbha

gbhya gbhra

gma

gya

gra

grya

grva

gvya

gvra

gha

ghna ghnya ghma

ghya

ghra

ghva

ghvya

ka

kta ktya ktra ktva ktha kya

kra

kla

kva

ka

ka kma kya kva

kha khya ga gdha gdhya gdhva gya

gra

gva

gha ghna ghya ghra ghrya

ca

dha dhya na

nya

nra

ya

ra

ja

ta

tra

tva

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da

pa

gda

gnya

ga

pra

ghrya

bha

ma

gna

gva

gdvya gdha gdhya gdhra gdhrya gdhva

gla

kkra

kkla

kka

ksa

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SANSCRITO|Scritturadevanagaricaefonologia

va

vya

vra

sa

sva

ha

cca

ccya

ca

cya

cma

cya

cra

cva

ca

cha

chya

chra

ja

ja

jya

jva

jma

jmya

jya

jra

jrya

jva

ja

cva cha chna chya chra chla chva

ccha cchma cchya cchra

cchla

cchva

jja

jjya

jjha

jjhya

jha

jhjha

ca

cma

cya

ja

jma

jya

jjva

jvya

jja

jva

jha

ma

ya

ra

la

va

ka

kra

ka

kha

ca

cha

ya

ra

va

pa

pra

pha

ma

ya

va

ra

la

sa

sta

stha

sna

spa

sya

sva

ha

hya

hra

vya

ga

gya

gra

gha ghra

ja

ja

jva

ya

ha

hya hva da

dra

dha

ba

bra

bha bhva bhra

ma

ya

ra

la

va

vya

ya

ha hya

ha ya

ra

rya

va

ha

ha

hya hra hva

na

ma

ya

vya

ta

tka

tkra

tkva

tka

tkma

ttna

ttya

ttra

ttva

ttsa

ttrya

ttha

tthya

tna

tnya

tnva

tpha

ttma

tkla

tta

tkya

tkva tkha tkhya

va

tra

trya

tpa

tpra

tma

tmya

tya

tyva

trva

tva

tvya

ta

tsa

tska

tsta

tstra tstha tsthya tsna

tsnya

tspa

tspra tspha tsphya tsma

tsya

tsra

tsva

tha

thna

da

dga

dgha dghra

dda

ddya

ddha ddhma ddhya ddhra ddhva

dbra dbha dbhya dbhra dbhva dma dmya

dya

dra

drya

dva

dvya

dvra

na

drva

nka

nkra

nkla

nkva

nka

ntya

ntra

ntrya

thnya thya

tpla

thra

thva

thvya

dna

dba

dha

dhna dhnya dhma dhya

nkha nkhya nga

ngra

ngla

ntta

nttva

nttha

ntma

ntva ntvya ntsa

ntsta ntstha ntsna ntspa ntsya ntsra ntsva

ntha

nthya

nddha nddhya nddhva

ndma ndya ndra ndrya ndva

nna

nnya

nnva

npa

npla

ndvya ndha ndhma ndhya ndhra ndhrya ndhva

npra

nda

npsa npha

nbra

nbha nbhra nma

nya

nvya

nvra

na

nba

nsa

nska

nskha

nsva

nha

nhya nhra

nhva

ptrya ptva

pna

pnya

psnya psya

psva

ba

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dhra dhrya dhva dhvya dhvra

ngha nghna nghra

nmla

nyva

nstra nstha nsna

nspha nsphya nsma

nsra

pka

pkha

pca

pcha

pa

pa

pta

ptya

ppra

pma

pya

pra

prya

pla

pva

pa

pya

ptra

ppa

pka

nsya

pa

nspa

nva

nsta

nra

psa

psna

bga

bgra

bgha

bja

bjya

bda

bdya

bba

bbra

bbha

bdha bdhya

nmra

nmya

nta

hya hra a

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SANSCRITO|Scritturadevanagaricaefonologia

bbhya bya

ma

ma

bra

bla

mna mnya

bva

bvya

bha bhna bhma

bhya

bhrya bhrva

bhla

mpa

mpya mpra mpla mpsa mpha

mba

mbya

mbra

mbva mbha mbhya

ya

yya

mbhra mma mmya mmra mmla

mya

bha

mra

mrya

rksa

mla

mva

bhva

bhvya

yva

ra

rka

rkca

rkta rktha rkpa

rkya

rka rkya

rksva rkha

rkhya

rga

rggha

rgbha

rgva

rgha

rghna rghya rghra rka rkha

rca

rcya

rcha

rja

rjma rjmya rjya

rjva

rjha

ra

rja

rya

rha

rhya

ra

rga

rgva

ra

rya

rva

rta

rttra

rtna

rtnya rtma

rtya

rtra

rtrya

rtva

rtsa

rtsna rtsnya

rtsya

rtha rthya

rtta

ra

rccha

rja

rga

rgja

rgra

rgga

rgya

rka

rda

rddha rddhya rdma

rdva

rdvya

rdha

rnya

rnva

rpa

rdrya

rna

rdra

rdhya rdhra rdhva

rdya

rpya

rpha

rba

rbra

rbhya rbhra rbhva

rmya rmra rmla

rya

ryya

rvya

rvra

ra

rma

rya

rva

rsa

rsra

rsva

rya

rma

rvla

rya

rva

rya rha ra

rla

rbha

rha

ra

rgla

rdhna rdhnya rdhma

rma

rva

rvya

ra

rhya

rhra

rhla

rhva

lda

lpya

lpha

lbya

lbha

lbhya

lma

lvya

va

vna

vnya

vra

vla

vva

ca

ma

mya

ya

ra

rya

rva

la

va

pa

vya

nya

va

na

lha

cha

la

cya

lva

lya

llya

lba

lla

lpa

vya

ka

kya

kra

kva

ka

kha

ra

rya

va

ha

hya

pra

pla

pha

ma

mya

ya

ra

va

sa

ska

skra

skha

sta

stma

stya

stra

strya

stva

stsa

stha

sna

snya

spa

spra

spha sphya sma

smya

sya

sra

srya

sva

svya

pya

hva

pa

ya

va

ya

kla

ssa

ssya

ssva

ha

ha

hna

hnya

hya

hra

hla

hva

hvya

hma hmya

sthna sthnya sthya

lgvya

lgva

lga

lkya

ra

lka

la

VISARGA. ASPIRAZIONE FINALE


L'aspirazione sonora [], trascritta con la lettera h, cpita generalmente all'inizio o al centro della parola. L'aspirazione sorda [h], che
cade invece in fin di parola, invece contrassegnata con un particolare simbolo chiamato visarga o visarjanya, consistente in due puntini
verticali.
DIACRITICO
Lezione

Traslitt.

Nome
lettera

visarga

Pronuncia

[h]

Descrizione
Fricativa glottale sorda
Inglese "house"
Solo in fin di parola

In realt il visarga non un carattere originario, ma solo un sostituto per la s o r finale.

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SANSCRITO|Scritturadevanagaricaefonologia

In realt il visarga non un carattere originario, ma solo un sostituto per la s o r finale.

Lezione

Traslitteraz.

Pronuncia

kas

[ks]

punar

[pun
]

Lezione

Traslitteraz.

Pronuncia

Traduzione

ka

[kh]

chi?

puna

[pun
h]

di nuovo

La pronuncia classica consiste in una fricativa glottale sorda [h] (come nell'inglese house). Nell'uso, tuttavia, il visarga viene pronunciato
in diversi modi, spesso come una fricativa palatale [] o velare [x] (rispettivamente il ch tedesco di ich o il ch tedesco di Bach). Molti
studenti fanno seguire al visarga un'eco appena accennata della vocale immediatamente precedente.
Vi sono dunque diverse possibili pronunce:
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

rja

[ah]
[a]
[ax]

re

ANUSVRA E ANUNSIKA. NASALIZZAZIONE


Vi sono in sanscrito due distinti simboli di nasalizzazione: l'anusvra e l'anunsika.
DIACRITICO
Lezione

Trascriz.

Nome
lettera

Pronuncia

Descrizione

anusvra

[nasale]

Nasale
la consonante nasale ( n m) corrispondente all'ambito consonantico

anunsika

[]

Nasalizzazione
Nasalizza la a precedente
Francese "tant"

L'anusvra, che consiste in un punto posto al di sopra della vocale e viene indicata in traslitterazione come , fa s che quella vocale sia
seguita da una consonante nasale. Tale consonante [m] in fin di parola e davanti alle fricative s e h. In altri ambiti consonantici pu
invece mutare lungo tutto lo spettro delle nasali:

n m
Insomma, se la consonante seguente una dentale, allora l'anusvra assume il timbro della nasale dentale n; se la consonante una
palatale, allora si pronuncia come la nasale palatale , e cos via.
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

alakra

[lka]

ornamento

kaja

[k]

capello

vasudhar

[sun
d
a]

datrice di ricchezza [la terra]

nalaprati

[nlmpt
i]

verso Nala

hasa

[ms]

cigno

L'anunsika, anche detta candrabindu punto-luna, consiste in una mezzaluna posta al di sopra della vocale (generalmente a) o della

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L'anunsika, anche detta candrabindu punto-luna, consiste in una mezzaluna posta al di sopra della vocale (generalmente a) o della
semivocale (ya ra la va). Indicata in traslitterazione con una , fa s che quella vocale o semivocali sia nasalizzata, analogamente come
avviene in francese.
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

[au
]

sillaba sacra

au

DAA. LA PUNTEGGIATURA
La scrittura devangar conosce, quale unico segno di punteggiatura, una linea verticale chiamata daa bastoncino, paragonabile al
nostro punto. Nella metrica, vi sono due tipi di daa, semplice e doppio: il primo indica la chiusura di una semistrofa, il secondo di una
strofa.
PUNTEGGIATURA
Lezione

Nome

Descrizione
Chiude una semistrofa

daa
Chiude una strofa

SVARA. GLI ACCENTI


La parola sanscrita per indicare l'accento svara. Il termine copre infatti un ampio campo semantico: dal significato generico di voce,
suono, rumore, anche come abbiamo visto il termine utilizzato per vocale o nota musicale.
In vedico l'accento era libero, cio non determinato dal numero delle sillabe, e musicale, la sillaba accentata pronunciata in tono pi alto.
L'accento musicale sopravvisse almeno fino all'epoca di Pini, ma in seguito fu sostituito dall'accento intensivo.
Gli accenti sono segnati solo nei Veda e nei testi coevi dei Brhmaa, mentre nelle scuole europee si prese a leggere il sanscrito con
accettatura pi o meno fittizia, similmente a quella latina. In altre parole, invalso l'uso di lasciar cadere l'accento sulla penultima sillaba
se lunga; se la penultima breve, sulla terzultima; se anche la terzultima breve, sulla quartultima.
I grammatici indiani distinguono vari tipi di svara.
Vi l'udtta elevato, che indica un'intonazione ascendente. La sua negazione appunto l'anudtta inelevato, cio intonazione
discendente. Lo svarita quasi accento un accento misto dei due, che segue l'udtta. Si dice anudttara pi che inelevato, l'anudtta
che precede la sillaba udtta.
Le regole prosodiche sono molto complesse e vi , al riguardo, una sofisticata nomenclatura sui modi e sui tempi di regolare l'accento
nella recitazione. Le notazioni dei manoscritti sono a loro volta diversissime. Il gveda, ad esempio, non contrassegna la sillaba udtta,
ma contrassegna l'anudtta e lo svarita rispettivamente con una barra sottoposta alla sillaba o con una lineetta posta in alto.
In altri casi, si nota con una lineetta orizzontale sottoposta l'anudttara che precede l'udtta, e con una lineetta verticale sovrapposta lo
svarita che segue l'udtta, cos che la sillaba accentata si trova tra le due che la chiudono.
Nella traslitterazione occidentale, l'udtta viene contrassegnato da un accento acuto, lo svarita da un accento grave.
ACCENTO
Lezione

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Traslitt.

Nome
accento

anudtta

Descrizione
Accento pretonico
Cade nella sillaba precedente la sillaba tonica

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udtta

Accento tonico
Cade sulla sillaba tonica

svarita

Accento post-tonico
Cade sulla sillaba seguente la tonica o la successiva

Si noti tuttavia che o si usa l'udtta, o si usano l'anudttara e lo svarita. Vediamo come funzionano questi due criteri di accentazione,
prendendo ad esempio i versi iniziali del gveda [1: 1: -]:
Lezione

Traslitterazione

Traduzione

agnme purhta
yajsy devm tvjm
htra ratnadhtmam

Ad Agni rivolgo le mie lodi,


al sacerdote domestico del sacrificio,
all'invocatore che porta molte ricchezze.

Altri testi, utilizzano altri criteri. Ad esempio, nel Samadeva, gli accenti sono segnati con dei numerali: udtta, svarita e anudtta sono
contrassegnati rispettivamente dai numeri 1, 2, 3 scritti sopra la lettera. Esiste una dozzina, almeno, di diversi modi di segnalare la
prosodia.
Di norma, per, gli accenti non vengono segnati.

SKHYA. I NUMERALI
Il sistema di numerazione sanscrito molto semplice, per la semplice ragione che identico al nostro. Furono infatti i matematici
indiani ad inventare il concetto di zero e la numerazione posizionale, che poi gli arabi adottarono e trasmisero in Europa.
NUMERALI
Lezione

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Equivalente

Nome
numerale

nya

eka

dva

tri

catur

paca

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sapta

aa

nava

10

daa

Si noti la rassomiglianza dei nomi dei numerali indiani a quelli latini o italiani, essendo il sanscrito una lingua indoeuropea.
Il numero 2 viene usato nella scrittura per indicare iterazione o ripetizione di un termine:
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

aho aho

[o o]

oh oh!

AVAGRAHA. SEPARAZIONE
Un simbolo chiamato avagraha inelevato serve a indicare, all'inizio di parola, la scomparsa (prodelisione) di una a breve iniziale.
DIACRITICO
Lezione

Traslitt.

Nome
accento

avagraha

Descrizione
Separazione
Sostituisce la a breve iniziale

L'avagraha viene indicato in trascrizione con un apostrofo . Alcuni usano il segno . Ad esempio:
Lezione

Traslitterazione

Pronuncia

Traduzione

so vagraha
so vagraha

[sogrh]

quella separazione

LAGHAVA CIHNA. ABBREVIAZIONE


Un piccolo circolo all'altezza della linea, chiamato laghava cihna segno di brevit, indica un'abbreviazione. Si trova in genere in un
contesto dove un nome viene ripetuto. Ad esempio, citando l'eroina dell'omonimo dramma di Klidsa o l'arcinoto grammatico indiano
Pini, si pu trovare:

Lezione

Traslitteraz.

Lezione

aku.

P.

Traslitterazione

Pronuncia

akuntal

[kunt
la]

Pini

[pain
i]

Tali abbreviazioni sono anche usate nelle declinazioni e coniugazioni, per non ripetere il tema della radice.
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ALCUNE DIFFERENZE GRAFICHE


Alcune lettere possono presentarsi in due forme grafiche, una pi antica, tipica del sanscrito classico, detta settentrionale o di Kalikt
(Calcutta); l'altra moderna, detta meridionale o di Mumbai (Bombay). La prima viene ancora utilizzata nel nord dell'India, mentre la
seconda, pi diffusa al sud, ha fornito lo standard moderno della scrittura.
In questa pagina abbiamo utilizzato la grafia moderna. Ma diamo ora uno sguardo alle sillabe graficamente differenti:
Forma classica
Forma moderna
Traslitterazione

au

ka

jha

la

Anche alcuni numeri possono comparire nella forma pi antica, come qui vediamo:
Forma classica
Forma moderna
Traslitterazione

Bibliografia
AKLUJKAR Ashok. Corso di sanscrito. Hoepli, Milano 1992.
CARACCHI Pinuccia. Grammatica hind. Magnanelli, Torino 1992.
COULSON Michael. Sanskrit. Teach Yourself Books. Hodder and Stoughton, Sevenoaks 1976.
MASICA Colin. The Indo-Aryan Languages. Cambridge University Press, Cambridge 1991.
PIZZAGALLI Angelo Maria. Elementi di grammatica sanscrita. Hoepli, Milano 1935 [1995].
PONTILLO Tiziana. Sanscrito. Vallardi, 1993.
WHITNEY William Dwight. Sanskrit Grammar. Dover Publications, Dover 2003.
WIKNER Charles. A Practical Sanskrit Introductory. 1996. @EbookBrowse, 1196.

Sezione:RubricheGaliana.
Rubrica:LingueTurrisBabel.
Materia:IndologiaSarasvat.
Compilatoda:DarioGiansantieOlivieroCanetti.
SiringrazianoAlessandroPassieDarioChiolipericonsiglielecorrezioni.

Creazionepagina:10.07.2005
Ristrutturazionepagina:16.04.2012
Ultimamodifica:29.01.2014

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