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La genesi dei pronomi di riverenza nelle lingue romanze Lespressione pronominale della riverenza1 nelle lingue romanze stata studiata soltanto parzialmente, sotto diversi aspetti. Le ricerche hanno presentato la riverenza in un certo periodo storico o a un certo livello socioculturale. Esamineremo brevemente lespressione pronominale della riverenza dal punto di vista filologico, cercando di presentare cronologicamente mediante il materiale offerto dalle storie delle lingue romanze levoluzione delle forme pronominali riverenziali dalle origini fino al XV secolo e, nel caso della lingua rumena, fino al X X secolo. l nostro lavoro si iscrive sulla linea aperta nella linguistica romanza da !lessandro "iculescu#, $runo %igliorini&, Luca 'erianni(, )afael Lapesa*, !+el ,ilhelm-, .erdinand $runot/, %aurice 0r1visse2, 3vid 4ensusianu5 ed !l. )osetti16. 7herchemo di sistematizzare il materiale esistente in un nuova prospettiva diacronica e comparativa che include anche lo studio del fenomeno linguistico rumeno e il tentativo di incorporarlo nel sistema pronominale riverenziale romanzo. Le forme riverenziali latine sono scomparse insieme alle circostanze socio-culturali che le avevano gnerate8 noto che non esiste una continuit tra i procedimenti latini e quelli romanzi nellespressione della riverenza. Il latino si serviva sempre del tu, qualunque fosse il livello dellinterlocutore e persino 9uando ci si rivolgeva a una folla: ; uppiter, audi, pater patrate populi !lbani, audi, tu, populus !lbanus<=11 Le lingue romanze hanno esclusivamente ereditato dal latino la seconda persona singolare e in et imperiale si diffuso il vos di rispetto che, per, non si continuato nelle lingue romanze che avre ero ricreato, automamente, un sistema oppositivo tu/voi. ! partire dallundicesimo e dal dodicesimo secolo, le forme dellespressione riverenziale furono introdotte, secondo la cultura religiosa e laica medievale, insieme allorganizzazione gerarchica della chiesa e dello stato. Lo studio delle forme riverenziali del latino diplomatico e delle charte "atti giuridici nel medioevo# che potre ero costituire i procedimenti primitivi romanzi dellespressione riverenziale, ha una grande importanza. I moduli delle lettere ufficiali, diplomatiche del tempo testimoniano che in quel periodo della $uria pontificia e delle

1 corti imperiali, il processo dellintroduzione dei procedimenti cortesi latini era in piena evoluzione. Il carattere protocolare dello stile amministrativo rende pi& rara la presenza dei pronomi personali della I o della II persona singolare' il paradigma pronominale era completato da pronomi personali a connotazione enfatica e riverenziale, vos, o da sintagmi protocolari, formati da sostantivi astratti accompagnati da aggettivi possessivi( voster, suus, che fanno parte della categoria del pronome riverenziale. I fattori e)tralinguistici erano molto importanti nellinterpretazione semantica dei termini usati per rivolgersi a qualcuno' cos* lo statuto politico o sociale degli interlocutori era il migliore selettore. +ei documenti ufficiali le formule appaiono eccessivamente protocolari' comprendono un termine generico seguito da un aggettivo e dal nome del destinatario, poi dai titoli e dalle presupposte qualit dellinterlocutore. >ra i secoli V e X si usavano documenti amministrativi che 7assiodor, cancelliere ai tempi dellimperatore >eodosio aveva raccolto nel volume Variae12. +ella raccolta Variae si possono incontrare formule usuali quali( limperatore era dominus, i cortigiani, comites' gli aggettivi al grado superlativo assoluto riferiti allimperatore erano( gloriosissimus, serenissimus, christinissimus, e i cortigiani venivano chiamati, secondo la loro condizione gerarchica( illustris, specta ilis, perfectissimus, clarissimus. +ella categoria delle espressioni riverenziali appaiono gli appellativi( vestra maiestas, vestra pietas, rivolti allimperatoree le persone del suo am iente erano chiamate( vestra e)cellentia, vestra magnificentia, vestra specta ilitas, vestra eminentia' I dignitari ecclesiastici ricevevano i seguenti titoli( vestra eatitudo, vestra sanctitas, riverentia, apostolica auctorias vestra, indulgentia vestra. ,ullindirizzo dei documenti amministrativi ufficiali si utilizzavano forme pronominali al plurale( vos e nos. I documenti diplomatici medievali amplificano il numero di questi sintagmi, formati da sostantivi femminili astratti al singolare o al plurale, accompagnati dagli aggettivi vestra- vestrae, sua- suae. .ino al nono secolo, sono indicati nei formulari speciali, termini come pietas, serenitas, sanctitas vestra, rivolti al /apa, o e)cellentia vestra, alle varie autorit. 0uesti sintagmi venivano molto pi& frequentemente usati che il pronome personale vos, quale plurale maiestatis, lequivalente del pronome di cortesia nelle lingue romanze. /ossiamo affermare che in latino il pronome di riverenza una creazione morfologica e stilistica tardiva e proviene, da un lato, da sintagmi ufficiali occorrenti nello stile giuridico-amministrativo della corte imperiale romana e dallaltro lato, dalla

8 trasformazione, dalla conversione dei significati di pluralit? o di deferenza di alcuni pronomi personali, in riverenza. "ei documenti diplomatici medievali fre9uente luso della terza persona singolare o plurale del verbo: ; Sciunt Vestre Egregietates ac circumspecciones=1&. +elluso dei sintagmi riverenziali si pu sta ilire una distinzione tra la riverenza semplice, espressa dalluso degli aggettivi possessivi vestra-vestrae, seguiti da sostantivi astratti e la riverenza marcata, espressa dalluso dei possessivi sua-suae, accompagnati da sostantivi astratti femminili. La maniera in cui si sono formati i pronomi personali di riverenza nelle lingue romanze non riguarda la realt linguistica o letteraria del tempo, perch, i primi testi romanzi presentano esclusivamente forme pronominali per la seconda persona singolare. +ei primi testi romanzi appariva soltanto la seconda persona singolare e questo fatto dimostra ancora una volta la discontinuit del fenomeno riverenziale dal latino alle lingue romanze. 2naltra prova offerta dallassenza di qualsiasi forma riverenziale in alcune zone della 3omania, negli ! ruzzi, in ,icilia e nella 3omania alcanica, fenomeno che dur fino ai tempi recenti. La pi& antica modalit dellespressione della cortesia, che, in forme ed epoche diverse si manifestata nellintera 3omania, stata lopposizione di pluralit. In tutte le lingue romanze occidentali, luso della seconda persona plurale stato trasmesso per via culturale. !l principio, cera stato luso della prima persona plurale, il plurale meiestatico, invece della prima singolare. Lorigine di questo procedimento risale allepoca degli imperatori romani. 4opo il regno di 4iocleziano "156789:#, limpero romano fu diviso tra pi& imperatori. Luso del noi maiestatico, imitato poi dalle autorit amministrative ed ecclesiastiche, pass nel linguaggio ufficiale dei sovrani. Luso del pronome vos al singolare era una specie di risposta a questa implicita pluralit e, anche, la necessit di utilizzare in determinate circostanze, una forma diversa da quella comune, ordinaria. 2n imperatore una pluralit anche perch egli il rappresentante del suo popolo e la pluralit pu essere considerata la metafora del potere. Il superiore si rivolge con il pronome tu e riceve vos. $i sono molte asi del potere( la forza fisica, il sesso, una funzione ecclesiastica importante, un grado militare, un certo ruolo in famiglia che hanno atirato luso del sistema pronominale oppositivo tu-vos. +el medioevo, i no ili si rivolgevano al popolo minuto con il tu, ma ricevevano come risposta il vos. In famiglia, indifferentemente dal livello sociale i genitori si rivolgevano ai figli con il pronome tu, ma ricevevano il pronome della seconda persona plurale.

6 ,iamo daccordo con .erdinand ;runot%6 che ritiene che la seconda persona plurale provenisse pro a ilmente dalla maniera in cui ci si rivolgeva agli imperatori che erano due. ;runo <igliorini %: rinforza questa idea, affermando che il plurale allocutivo maiestas vestra era stato ricalcato sul plurale maiestatico maiestas nostra. La formula, allinizio rivolta ad un numero ristretto di persone, divent anale e si estese la itudine di dire voi, invece di dare del tu come in latino. In tutte le lingue romanze il plurale allocutivo riverenziale stato trasmesso per via culturale al livello della lingua scritta convenzionale. Il contesto socio7culturale diverso in cui si sono formate le lingue romanze spiega le differenze esistenti tra i pronomi personali riverenziali romanzi. 0uesti pronomi provengono sia da formule allocutive protocolari, sia sono la conseguenza della trasformazione dei pronomi personali che indicano la lontananza dal locutore o la pluralit degli interlocutori. !lessandro "iculescu1- riferisce che fino al X secolo non si incontrano nei testi attestazioni delluso della seconda persona plurale, 9uando nel testo La Vie de Saint Alexis compaiono le prime forme riverenziali. 'i nota, per@, lalternanza libera delle forme della seconda persona singolare e plurale. "el francese antico nessuna regola stabiliva luso del pronome tu o vous. ! volte, appare il verbo al plurale o al singolare. .erdinand $runot1/, invece, sostiene che sin dalle origini la lingua frrancese avesse usato il pronome vous. Egli esemplifica con i testi in versi ;les chansons de geste=, Aper esempio, )olland della ;7hanson de )oland= si rivolge alla sua spada con ;vus=: ;ne vus ait hum ei facet cuardie= B ;3, 4urandal, ma bonne, vous futes a la male heure=, e, invece, si rivolge alla divinit? usando il ;tu=: ;Vrai Cre, prserve mon Dme de tout p1ril=E. "iculescu considera che le prime attestazioni della seconda persona plurale compaiono nel =II secolo, nei componimenti poetici di 3am aldo di >aqueiras "Contrasto bilingue e Discorso plurilingue) in cui si potre e presupporre linfluenza provenzale. /i& tardi, nel =III secolo, luso della seconda persona plurale, in italiano, si manifesta chiaramente "nelle poesie dei poeti della ,cuola ,iciliana, per esempio#. ? il secolo che introduce nuovi concetti sociali, il periodo del medioevo cavalleresco. @ermini come( vestra gracia, pietas vestra, toa solicitudine erano usati quali invocazioni religiose. Lopposizione tu/noi compare nei versi di 3ustico di .ilippo in un dialogo tra una donna e il suo adoratore, in cui, lei si rivolge alluomo con tu e riceve il voi. ,i pu presupporre, con !. "iculescu, che, alla fine del =III secolo, luso del plurale riverenziale sia un fatto acquisito dal

: sistema allocutivo italiano. ,em ra che, in quel periodo, il tu si usasse per rivolgersi ai re pagani, ai turchi. >oi si dicevano tra di loro i cosiddetti maAores, sia laici che ecclesiastici, i capellani rivolgendosi al vescovo, o, a volte, gli amici appartenenti alle categorie sociali alte. 2n fenomeno che conferma linsta ilit dei sistemi riverenziali nelle lingue romanze loccorrenza, nello stesso contesto, dei pronomi tu e voi. +ei primi testi in italiano%5, tu e voi hanno posizioni contestuali che spiegano alcune differenze semantiche. +elle poesie della ,cuola ,iciliana "Biacomo da Lentini, .rederico II, /ier delle >igne# luso dei pronomi allocutivi dimostra lappartenenza a contesti allocutivi diversi' quando si impone un atteggiamento cerimonioso o distante, compare il pronome voi, mentre, il tu usato nelle strutture allocutive familiari "penzando pur di voi, madonna mia, o intendi, ella, quel che ti dico io C Contrasto di $iclo d!lcamo#. +el @recento, la struttura inaria dellespressione pronominale della riverenza diventa sta ile. Lidea del ritorno alle forme e ai procedimenti latini allocutivi preoccup molto i letterati del tempo. +el Decamerone di ;occaccio, voi la forma pronominale per rivolgersi al /apa o tra persone femminili o maschili appartenenti alle stesse categorie sociali. ,crive, invece, al /etrarca, in latino, usando il pronome tu. +ella Commedia, 4ante usa a itualmente il tu, invece, il voi viene rivolto a persone per cui mostra il massimo rispetto ",iete voi, qui, ser ;runettoD, Inferno, =>, 89#. +ello stesso modo, 4ante usa sempre tu rivolgendosi ai demoni e poi, nel Paradiso, a ;eatrice morta. /etrarca usa voi con Laura viva "$he i e vostr occhi, donnaE, Sonetto 8# e, dopo la sua morte usa tu "<a, tu, en nata, che dal ciel mi chiami, Sonetto 159#. >oi pu essere considerato una modalit adulatoria e alcune personalit del tempo si sono ri ellate contro luso della seconda persona plurale, insistendo sul fatto che nF $esare, nF !ugusto sare ero stati i suoi iniziatori e forse luso della seconda persona sare e stato mantenuto perch ai grandi piace ci che irrazionale e corrotto%G . Il =I> secolo italiano anche quello della cortesia, concetto enormemente utilizzato nella poesia damore provenzale, lamour courtois. La cortesia si aggiunge alla grazia, alla gentilezza, alla gioia, indicando una maniera galante di parlare e di venerare una persona. La cortesia una li era magnificenza, diceva .rancesco da ;ar erino in un manuale del =I> secolo, Del reggimento e costume di

J donna. ! 0uesta magnificenza riporta alla fine del secolo gli allocutivi astratti, cio sostantivi astratti che significano qualit attri uite allinterlocutore. Il pi& importante era signoria, formula asata sul concetto di dominare, di possedere. 0ueste titolo si adoperava soltanto nel rivolgersi a personaggi, che rappresentavano il potere. ,ignoria compare pi& spesso nella corrispondenza cerimoniale, per esempio in una lettera, Hsterolo >isconti si rivolge al duca .rancesco ,forza con questo allocutivo( La illustrissima ,ignoria me scrive.1% !ccanto agli allocutivi astratti, il rivolgersi con voi in pieno vigore nel => secolo. ,i potre e dire che luso cortigiano tende a generalizzare il riferimento alla forma astratta, mentre luso letterario si sforza di tenere vivo il voi. In quanto allinfluenza spagnola, essa stata da alcuni esagerata e da altri negata. ;runo <igliorini considera che, quando si preferiva una forma allocutiva del tipo di >ostra ,ignoria, rivolta a un ,ignore a cui questo titolo veramente, spettava, linfluenza spagnola du ia e limitata. /er, le regioni in cui lusanza di dare del ,ignore , nel $inquecento, pi& diffusa, sono quelle soggette alla ,pagna, cio +apoli e la Lom ardia. +ella secondo met del $inquecento luso si cristalizza e accanto a >ostra ,ignoria appare la forma pi& rapida di >ossignoria. Il momento pi& difficile fu costituito dal passaggio dalla forma diretta a quella indiretta, luso della terza persona, nellespressione della riverenza. Lespansione del pronome della terza persona si diffuse in ,pagna nella seconda met del => secolo e poi in Italia, tramite le corti. 4i consequenza, questa maniera di parlare era in rapporto diretto con il cerimoniale spagnolo e non si pu negare una certa influenza spagnola. <olti letteratti del tempo consideravano gli spagnoli molto pi& modesti degli italiani e cos*, non avre ero potuto diffondere loro, in Italia, lallocutivo ,ignoria( Inde chi dice che ,pagnoli ha iano seminanti per tutti i campi dItalia il nome di Signoria, en dimostra di non aver vista ,pagna, nF i suoi modestissimi costumi, diceva B.<. !lessandri11 .Londata di ceremoniosit spagnola ha prodotto lespansione del Lei, ma lorigine della forma e il modo in cui si cristalizza sono in gran parte italiani. Il =>I secolo porta nellevoluzione del sistema pronominale riverenziale la pronominalizzazione degli allocutivi astratti, ,ignoria, <agnificenza, Hccellenza per mezzo del dimostrativo femminile "uella o del pronome personale femminile ella o essa che non erano, per, di uso colloquiale. Fn altro tipo di pronominalizzazione appare alla fine del 7in9uecento e rappresenta la conse9uenza delluso fre9uente delle formule nominali

N astratte, soprattuto >ostra ,ignoria. Guesta forma viene alterata e diventa un vero pronome allocutivo, del 9uale ci sono rimaste finoggi varianti dialettali: >ossgnuria ApiemonteseE e vussioria, vossuria AvenetoE. Guesta alterazione vossignoria appartiene al 'eicento. l 'ettecento il secolo della diffusione generale del procedimento riverenziale indiretto. /er, /. ;em o mostra nelle Prose della volgar lingua che il pronome allocutivo Lei era gi sta ile nelluso comune. Le forme ella, essa, quella erano spesso riprese anaforicamente dal pronome LeK "lei#, a causa delluso, sempre pi& frequente, dei pronomi o liqui "in funzione di complementi# come soggetti. Il generalizzarsi di questa forma riverenziale durato fino ai primi decenni dellIttocento. +ella seconda edizione ai Promessi sposi, <anzoni sostituisce ella con lei nel %569. ). Lapesa nella sua Historia de la lingua espagnola mostra che, fino al XV secolo, tu costituiva in spagnolo un allocutivo rivolto ad un inferiore o si usava tra eguali intimi, e vos in altri casi. "el XV secolo si generalizza luso della terza persona singolare. !ccanto al solenne >uestra ,eLoria e alla sua riduzione fonetica 2sia appare un piH comune uso allocutivo >uestra <erced' merced un termine politico, modesto, usato con i cavallieri e i popolani, che, per riduzione fonetica, diventa >uesa <erced, poi >uesarced, >uesanced, >oacF, >ucF, >uced, >usted, >osted e poi 2sted, essendo un vero pronome reverenziale della terza persona singolare. La nascita di 9uesto pronome dimostra e segna il deprezzamento dei titoli riverenziali. n 9uanto al francese, negli ultimi decenni del Guattrocento e nei primi del 7in9uecento luso delle terze persone molto piH vivo nello stile cerimonioso . "on si pu@ dire che in francese ancora vivo luso della terza persona e che si esteso nel linguaggio collo9uiale. I rimasto soltanto in uno stile cerimonioso: ,a <aAestF, <onsieur L!m assadeur, <onsieur Le <inistre, costruiti con la terza persona singolare del verbo, che non mai possibile nel caso vocativo, situazione simile anche in rumeno. n 9uesto caso laccordo si far? alla seconda persona plurale. n portoghese, il primo pronome riverenziale attestato vos, usato tra i re portoghesi negli anni 1&&1-1(56#&. l secondo pronome vossa mercM, apparso sotto linfluenza spagnola, tra il X e il X V secolo, nel periodo arcaico, trasformato poi foneticamente in vossemercM, forma ricalcata sullo spagnolo >uestra <ercede e poi in vossemecM, vomecM, e vocM. >ocM diventato pronome della terza persona e oggi sostituisce completamente la seconda persona singolare, tu, nel portoghese parlato in $rasile. >ocMs, seguito da verbo alla terza persona plurale diventato i@l

5 plurale di tu, al posto di vos scomparso, conservato soltanto nel linguaggio arcaico. l portoghese parlato nel Cortogallo presenta anche le forme famigliari seguenti: vossemcM, una forma pronominale ritenuta piH cortese di vocM e apparsa nel 156& vomecM, momecM, mecM. Fnaltra forma astratta era, a partire dal 1((#, >ossa ,enhoria, 9uesta considerata di influenza italiana, per@, poi >ossa H)cellMncia, trasformata foneticamente prima in vossMncia, ha portato a vocM. !llo spagnolo usted e allitaliano Lei corrispondono oggi in portoghese i pronomi I ,enhor, ! ,enhora, ! <enina, per il singolare e Is ,enhores, !s ,enhoras, !s <eninas per il plurale, seguiti dalla terza persona singolare e plurale. l pronome vos utilizzato soltanto nel rivolgersi alla divinit?, nelle preghiere. l rumeno, accanto al dalmata, essendo state lingue parlate da persone semplici, non conoscevano il pluralis reverentiae. l rumeno arrivato al plurale riverenziale molto piH tardi, tramite influenze culturali. I praticamente una conse9uenza dellinfluenza francese che si era fortemente manifestata nel XV e nel X X secolo. "el XV secolo, accanto allinfluenza francese, ci sono state anche altre lingue, il greco moderno e il russo che hanno contribuito allapparizione dei pronomi riverenziali, perch1 la maniera di rivolgersi a 9ualcuno si realizza sempre con laiuto del plurale. "el sistema pronominale rumeno 9uesti pronomi sono gli ultimi a manifestarsi e allinizio avevano forme incerte. "el XV secolo appaiono nei proemi: domnia lui, mOria lui. 3. 4ensusianu nella Storia della lingua romena24 elenca tutti i pronomi di riverenza incontrati in vari documenti, tra cui citiamo: domneata, domneta, domiata, domnia7voastrO, dumiile voastre, domniia sa, domnisale, domnesa, domnii sale, dumisale ecc. "el XV secolo i pronomi riverenziali diventano fre9uenti anche nei testi religiosi. "ella Cazania, libro di prediche, di Varlaam si incontrano le forme: maria sa, svenPia sa, ecc. l pronome riverenziale in romeno si formato nella stessa maniera in cui si sono formati i pronomi spagnoli e portoghesi8 ha alla base, nella radice un sostantivo, in rumeno, domnie, articolato, a cui si aggiungono i pronomi personali lui, ei o i possessivi sOu, sa, ta, noastrO, ecc. Cer poter parlare di veri e propri pronomi riverenziali dobbiamo arrivare al X X secolo. La forma dumneavoastrO, seguita dalla seconda persona plurale del verbo, allorigine un plurale, diventa allinizio del X X secolo una forma pronominale di cortesia rivolta a una sola persona. Linfluenza francese indubbia. Guesta forma si diffusa per via culturale.

G n rumeno non esiste il procedimento indiretto nel rivolgersi a una persona, come in italiano, in spagnolo o in portughese. La forma dumneata che indica un grando medio di riverenza non unapparizione singolare sul territorio romano. "egli !bruzzi, in talia, per esempio, c anche la forma dialettale ssignir*, seguita dal verbo alla seconda persona singolare. l rumeno la sola lingua romanza che, al livello standard, ha conservato un termine medio non enfatico e ha sviluppato nuovi valori riverenziali familiari e popolari: mata, mOtOluPO, poi altre sfumature di familiarit?, usate regionalmente: tOlicO, Qmneata, ecc. )iteniamo, insieme ad !. "iculescu, che lesistenza di 9ueste forme rappresenti unaltra prova della resistenza del rumeno di fronte alle forme colte e complicate e del carattere rustico della )omania orientale. Guindi, la presenza di un terzo termine del paradigma tu C dumneata 7 dumneavoastrO simile al portoghese tu C voce C o senhor8 in rumeno, per@, c anche un altro pronome della terza persona singolare o plurale, usato nei casi in cui si parla cortesemente di unaltra persona Adumnealui, dumneaei, dumnealorE. 3ggi 9ueste forme pronominali appartengono allo stile cerimonioso o ironico. Fnaltra innovazione del rumeno luso del pronome dRnsul riverenziale. Esso appare per la prima volta nel XV secolo . 3. 4ensusianu e !l. )osetti considerano che 9uesto pronome si sia formato sul territorio rumeno dalla preposizione deSRnsu e 9uesta lipotesi accettata che combatte . ordan che, invece, lo credeva derivato dal latino deSipsu#. 4Rnsul uninnovazione regionale, apparsa prima in %aramureJ, poi in >ransilvania e %oldavia8 il suo uso si poi esteso in tutta la )omania. !nche oggi nel linguaggio collo9uiale dRnsul ha conservato la sfumatura cortese, anche se le grammatiche lo considerano solo un pronome personale. 'i pu@ concludere con losservare che il francese stata la prima lingua romanza ad aver reso definitivo il suo sistema pronominale riverenziale, valido tuttora e, invece, il rumeno, ci arrivato lultimo e come si gi? visto, le sue forme sono le piH complicate e le piH numerose. <irela !II!+H, 7atedra di lingue classiche, italiano, spagnolo, LFniversit? ;!l. .7uza=, !' .

!bbiamo scelto il termine di riverenza perch ha unaria semantica piH ampia8 include anche lidea di deferenza, di rispetto, di cerimoniale e di cortesia. Guesto termine suggerisce un uso stabile delle formepronominali e non soltanto il risultato di un atteggiamento momentaneo. l termine di riverenza proviene dal latino e significa inchino, o edienza, saluto molto rispettoso, osse9uio. 'i consrvato in italiano, ma oggi ha una connotazione ironica nellespressione: ;La riverisco, signoreK= # !lessandro, "iculescu, Strutture allocutive pronominali riverenziali in italiano, .irenze, Leo, '. 3lschLi Editore, 15/( & $runo, %igliorini, rimordi del Lei, in Saggi linguistici, .irenze, Le %onnier, 15*/ ( Luca 'erianni, !rammatica italiana, >orino, F>E>, 1551 * )afael, Lapesa, Historia de la lingua espa"ola, %adrid, $iblioteca Mispanica Editorial 0redos, 15-# !+el, ,ilhelm E, ronomes de dist#ncia do portugu$s actual em ortugal e no %rasil, Lisboa, 15/1 / .erdinand, $runot, !rammaire &istori'ue de la langue (ran)aise, Caris, 0. %asson Editeur, 15*2 %aurice, 0r1visse, Le *on usage, 0emblon+, $elgi9ue, 4uculot, 15/* 5 3vid, 4ensusianu, +pere, , , $ucureJti, Editura pentru literaturN, 15-2 16 !l, )osetti, storia limbii romDne, , $ucureJti, Editura OtiinPificN, 15-( 11 >itus Livius, A* ur*e condita, , , $ucureJti, >eora, #666, p. 51# 4ocumentele Veress, X , 1*#, X,#5, 7ostachescu, 1, , #&6 Ji 4ocumentele 7ostachescu, #, -5, MurmuzaLi,X , 11 1& ,*idem 1( .erdinand $runot, op-cit-, p. #21* $runo %igliorini, op-cit- p. 12/ 1!l. "iculescu, op-cit-, p. 1(( 1/ .erdinand $runot, idem, p. &* 12 Cer una presentazione piH completa dellargomento si veda anche %irela !ioane, .orme alocutive /i reveren0iale 1n lim*ile romanice- ronumele alocutive 1n lim*a2ul pu*licitar, aJi, Fniversitas XX , #66& 15 7oluccio 'alutati, in !l. "iculescu, op-cit-, p. 25 #6 $runo %igliorini, op-cit-, p. 15* #1 Lettera di Esterolo Visconti A15.1#.1(*1E inviata al duca .rancesco !sforza circa un debito pendente verso il conte .ilippo $orromeo che il duca sollecita a pagare. .onte: %arinoni, 152&, 12#-122, doc. nr. 1 Aoriginale all!rchivio di 'tato di %ilano, .ondo 'forzesco, cart.-*/E ## 0. %. !lessandri, aragone della lingua toscana e italiana, in $. %igliorini, op- cit-, p. 15* #& !+el, ,ilhelm, op-cit-, p. 1* #( 3. 4ensusianu, op-cit-, p. *&#