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Prooimia, Hymnoiy Elio Aristide Antonio Aloni

e i cugini bastardi

1. Numer?se difficolt? si frappongono al tentativo di estendere la riflessione sui generi letterari, propria della critica pi? recente (dal
formalismo particolar sovi?tico modo alia semiologia), arcaica, ?pica di alle letterature classiche1, in alia poesia e lirica2. alie parole il va essenzial dominato

infatti improprio e anacronistico parlare di generi letterari


attribuire cult?rale,

si pretenda arcaica, qualora nell'epoca lore che esse hanno nel nostro contesto essi

mente dal libro, dalla biblioteca e dalle n?cessita anche pratiche che
mostrato B. Gentili3 che tra le vari? ha chiaramente impongono. forme della lirica arcaica, ma anche tra lirica ed ?pica, le differenzia su zioni si situano non tanto al livello formale o dei contenuti, bensl della performance, al livello E complesso se, per ove interagiscono attraverso un'ana le

quello casione

competenze del poeta e del pubblico (emagari del committente), l'oc


e la funzione e acronica del canto4. esempio, lisi interna ? possibile formale della poe indagare l'aspetto certe leggi e fissare i quali sia omerica, rilevare taluni limiti entro ? il genere si muove, necessario ? ben pi? difficile ? per quanto cos? una in storica il che fissato genere tenga proiettare prospettiva tentativo complessivo ? rappresentato dal recente studio di L.E. Rossi, 'I generi letterari e le loro leggi scritte e non scritte nelle letterature classiche', al Bull. Inst. Class. Stud. 18, 1971, p. 69 sgg. (= Rossi 1971). Relativamente l'epoca arcaica un bilancio dei risultati e delle prospettive ? nello studio ad opera di C. Ca?ame, 'R?flexions sur les genres litt?raires en Gr?ce archa?que', Quad. Urb. 17, 1974, p. 113 sgg. (= Ca?ame).
2 Anche chi ha tentato questa via ha peraltro dovuto ammettere che osta

1Un

coli quasi insuperabili impediscono di fissare una precisa codificazione atta a definir? i generi letterari pi? antichi, quelli della poesia epica. Cfr. Rossi 1971,
p. 70. 3 B. Gentili, 'Lirica greca arcaica e tardo arcaica', in Introduzione alio studio

della cultura classica, Milano 1972, pp. 57-105 4 Cfr. anche Ca?ame p. 117 e passim.

(= Gentili).

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A. Aloni

testo po?tico, ma lo colleghi in un org?nicamente va al ricevente sistema che dal produttore al fruitore, dall'emittente e in cui siano presenti e le ragioni del canto. Le anche le modalit? conto non solo del in altre parole, inevitabili difficolt?, sorgono diare il prodotto 'letterario' po?tico) (l'oggetto 2. Nonostante gine ? di gettare si tenta di appena nelle sue funzioni. stu

appena accennati, gli ostacoli uno sguardo ? nella proprio ? sulla storia nella della

di queste pa di uno prospettiva scopo lette Inni

studio scientifico dei generi letterari (e con tutte le limitazioni di cui


la definizione raria antica, Omerici. n?cessita) che trova espressione forma particolare raccolta dei cosiddetti

una

sotto Questi, considerazione che anche

un caso

di il profilo da sempre goduto hanno letterario, non ? e inferiore a quella dei poemi; ben diversa e il commento la che accompagnano l'introduzione

pi? recente edizione degli Inni ad opera di F. Cassola5, esaurienti per


quanto gioni, attiene ecc, i problemi reli di storia delle antiquari, mitografici, a porre in secondo piano tendano propriamente l'aspetto

letterario degli Inni Omerici. Al relativo disinteresse dei moderni bi sogna d'altronde aggiungere quello gi? degli antichi; come si vedr?
in seguito, la storia della sopravvivenza meglio degli Inni, nonostante il nome prestigioso al quale son? associati, procede lungo vie affatto non ma an dei da Vie solo indipendenti quelle poemi. indipendenti, come numero che assai meno testimonianza fa di frequentate, l'esiguo citazioni che compaiono nella letteratura esplicite dagli Inni Omerici sotto antica ancor ci? Da che deriva (v. par. 6). oggi non son? del tutto chiariti non solo la natura e le funzioni, ma l'esatta de perfino nominazione di queste composizioni.

mi pare necessario che l'analisi queste premesse, secondo due cos? linee per dire parallele, da un proceda un inventario lato attraverso e delle testimonianze delle opinioni degli antichi relative con una dall'altro che evidenzi le agli Inni, indagine caratteristiche costitutive dei testi ? rintracciabili sui piano sia for male sia tem?tico ? una verifica attraverso e dei punti di contatto inizialmente 5 Inni Omerici, a cura di F. Cassola, Milano 1975 (= Cassola).

3. Av?nzate

Prooimia, Hymnoi delle tra questa forma di e

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divergenze omerici6.

particolare per

epica

i poemi

pu? mi sembra per? egualmente in quanto necessaria da una definitivo; con a non tutto i chiarire del contribuisce scontati, parte rapporti, in illustra le ragioni per le quali dall'altra l'epos omerico maggiore, una medesima assai siano riunite di raccolta talvolta composizioni verse fra loro, sia sotto strutturale. l'aspetto 4. Sia il metro, gli aspetti qualitativo e quantitativo, sia sotto

Naturalmente, proprio conda linea di analisi non

quanto da sola

se all'inizio, questa condurre ad alcun risultato detto

ratissime indagini percentuali? confluite nella introduzione di Allen, e alla loro edizione7 Halliday Sykes (p.XCVI sgg.) e riportate anche ? non da Cassola (p. L sg.) differiscono sostanzialmente da quelli dei poemi maggiori. La dizione formulare ? presente in forma e mi
sure ritto tali da assicurare alla tradizione talune che gli Inni Omerici sebbene po?tica orale8, ai margini della a pieno di appartengono esistano indizi ehe f anno tradizione stessa9.

sia la lingua

degli

Inni,

corne mostrano

le accu

ritenere

composizioni

simile analisi, come ha fatto notare anche Ca?ame (p. 123), non pu? in effet ti che proceder? per opposizione, proprio per il rischio, che la mancanza di termini di paragone comporta, di attribuire a un solo genere elementi costi tutivi che son? propri anche ad altri. 7 The Homeric Hymns, ed. by T.W. Allen, W.R. Halliday and E.E. Sykes, Oxford 19362, repr. Amsterdam 1963 (= Allen). 8 Cfr. 'The Homeric Hymns as Oral Poetry: A Study of JA. Notopoulos, the Post-Homeric Oral Tradition', Am. Journ. Philol. 83, 1962, p. 337 sgg.; di particolare int?resse per i rapporti tra Inni Omerici e altre forme di poesia orale le pp. 358-368. 9A questo proposito si pu? ricordare l'?vidente impaccio delle composi zioni a Helios (31. Gli Inni vengono indicati, oltre che con il titolo, anche con
il tradizionale numero d'ordine nella raccolta, espresso in cifre arabe e non pre

6 Una

a Se ceduto da alcuna altra indicazione.) e a Selene (32). Due versi ???lnno ? non e comune" intricati di lene 32 (v. 9 sg.), assai stentati, parla "goffaggine sono occupati da una interminabile partenza del cocchio di Selene; Cassola ? al v. 4 un emistichio omerico (Od. 8, 380) viene var?ate e riutilizzato con ri sultati, tenuto proprio conto dei rapporti con la tradizione, perlomeno discu tibili. Per Vlnno a Helios 31, basta notare la difficolt? del poeta a usare le for mule che la tradizione gli metteva a disposizione: egli unisce (v. 7) a 'H?Xi?v t* ?x?p,avT'(a) per altro ampiamente testimoniato, Tillogico ?mstxeXov ?davaToiox tratto in errore dal (un dio non pu? essere "simile a un dio") evidentemente

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A. Aloni

mensioni

in base alle di la strut tur a, un paragone quanto riguarda non sembra possibile, in quanto conosciamo troppo poco tra inno e rapsodia dell'estensione delle rapsodie. Differenze notevoli Per si notano invece esaminando e determinante da una centrale le parti di cui un inno ? il n?cleo narrativo invocazione iniziale si compone: 10.Questo rivolta ele ? s?

mento litamente

inquadrato

alle Muse

(4, 5, 19, cfr. anche 9, 14, 17, 20, 31, 32, 33) o al dio destinatario dell'inno (8, 21, 24, 29), oppure da una formula introduttiva del
tipo "io comincio a cantare A" (2, 3, 7, cfr. anche 6, 10, 11, 12, 13,

15, 16, 18, 22, 23, 25, 26, 27, 28, 30) e da una conclusione che in tutti gli Inni maggiori si ripete quasi id?ntica: "io mi ricorder? di
te e di un altro clusione essa canto ancora" (2, 3, 4, 5, 19, cfr. anche ma canto di del 6, 9, 10, 25,

27, 28, 29, 30, 31, 32, 33). Caratteristica prima di una simile con
? di non concludere implica che all'inno anche l'argomento casi, si enuncia se forse non omerica. In questa, canto vece la performance, succ?da un nuovo lasciarla quale, epico-eroico tipico della escludere sulla possiamo iniziale, non 'aperta': in taluni rapsodia base dei in

primi canti dei poemi (e dell'esordio del Catalogo contenuto nel II


una sorta d'invocazione delVIliade) alcuna traccia di conclusione formale. Nel contenuto, di gesta troviamo

narrazione

si evidenzia fondamentale: infine, l'opposizione narrazione eroiche nell'epopea, di gesta divine nel l'inno. Il dio destinatario che si presen del canto, le sue imprese ? ? tano sovente come una vera e propria sono il centro pri 'aristia' e tutta il riferimento di di la punto vilegiato composizione.
nesso iQ?dE?v t' 'AxajJiavT' etcielxeXov adav?Toim. Questo ? poeta ? insomma ha per la di

du to la competenza
ai margini del zione formulare 10

nei riguardi del c?dice che utilizza;


d'altra parte fondamentale ci? conferma per le composizioni della raccolta

ci? lo pone certamente


quanto si che richiamavano

genere; fosse

e contrario

agli Inni, anche quando


Per questo non

il genere
tutte le

si avviava alla dissoluzione.


possono essere con

composizioni

siderate sullo stesso piano: in molti casi ci troviamo di fronte a semplici raccolte ? di materiali ? che fungevano da parti esordi, invocazioni rituali, conclusioni di ricambio per composizioni pi? ampie. Sono perci? Inni a pieno titolo, e og getto principale di queste riflessioni, solo quelli a Demetra (2), Apollo (3), Her mes (4), Afrodite (5), Dioniso (7), Pan (19) (cfr. Cassola p. XVII sgg.). Occorre una tenere certa in misura per? present? anche le altre composizioni ehe, per quanto non siano propriamente inni, possono tuttavia fornire ulteriori esempi dei materiali linguistici e formulan a disposizione del rapsodo che si accingeva
a eseguire un inno.

Prooimia, Hymnoi Il canto

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sembra trasferirsi negli Inni dal mondo ?pico, insomma, a senza eroico le sue caratteristiche tuttavia divino, quello perder? e sviluppandone come un invece altre che lo qualificano peculiari, al eroica genere maggio sottogenere org?nicamente legato dell'epica ? re u. In questa prospettiva anche se bisognosa sembra accettabile

di ulteriori verifiche ?
gli Inni introducevano le era costituito dalla 5.

la conclusione di molti studiosi12 secondo cui


una performance rapsodica, esecuzione di canti epici. il n?cleo della qua

con questo In aperto contrasto rapporto di stretta originario e tra Inni e poemi ome connessione funzionale formale subordinazione

rici si pone il fatto che la silloge contenente gli Inni Omerici abbia
una nostri storia Inni affatto siano e per quanto i da quella dei poemi13; indipendente nome non recano trac associati al di sempre Omero,

? e apparentemente rende ancora pi? evidente cronol?gico inspie ? e tra contraddizione la storia Inni la loro la gabile degli originaria formale e non, ai poemi. connessione, 11 Una definizione
comunicazione letter

cia del rigoroso lavoro della filologia alessandrina, che si esalt? nelle edizioni critiche d?lVIliade e delVOdissea. Si deve ancora aggiungere che proprio in ?poca ellenistica si costitu? il corpus degli Inni; il dato

di sottogenere
1976,

si pu? trovare in M. Corti, Principi


p. 159: "... sottogeneri, cui

della

aria, Milano

appartengono

tratti del genere ed altri propri, differenziali, processi di filiazione, dunque, con sviluppi omogenei". Un rapporto di dipendenza funzionale tra genere (tragedia) e sottogenere (dramma satiresco) ? stato indagato e definito da L.E. Rossi, 'II
dramma satiresco attico. Forma, fortuna e funzione di un genere letterario an

tico', Dialoghi Archeol. 6, 1972, pp. 248 sgg. (= Rossi 1972). 12A cominciare almeno da F.A. Wolf, Prolegomena ad Homer urn, Halle ritiene (p. 65) che 1795, p. 64 sgg. della seconda edizione (Berlin 1876). Wolf il prooimion fosse recitato a guisa di preludio in occasione di solemnes recita* ?ones di poesia ?pica: vale a dire, mi pare, nel contesto di feste e agoni uffi ciali. Cadono in questo modo le riserve av?nzate da mol ti (cfr. ad es. Alien estesi ri p. XCIV sgg.) che ritengono gli Inni maggiori sproporzionatamente spetto alie rapsodie che eostituivano l'oggetto della performance di un sing?lo (La composi rapsodo. E infatti anche chi, come ? il caso di B.A. Van Groningen tion litt?raire archa?que grecque, Amsterdam 1958, p. 73 sg.) non accetta la teoria diWolf finisce poi con il dover ammettere in nota che "ils (gli Inni Ome rici maggiori) peuvent avoir servi d'introduction ? une s?rie de r?citation ou ?
un concours ?pique..." (p. 73 n. 4).

Per il valore etimologico-semantico del termine prooimion cfr. A. Pagliaro, 'Aedi e rapsodi', in Saggi di critica sem?ntica, Messina-Firenze 1953, p. 39. 13Cfr. Cassola LXI p. sgg.

28 Una considerano e lo scarso soluzione

A. Aloni ? possibile di quest'aporia solo se si testo omerico del alia tradizione rispetto

provvisoria

mitanti

conco come due aspetti tra i filologi, nel pi? vasto panorama della fortuna del genere (sottogenere che nel nostro alle funzioni ? indissolubilmente caso). Questa legata esso si trova a svolgere nel tempo 14. che la diversifica Ne consegue

l'indipendenza int?resse suscitato

zione della fortuna pu? derivare da una diversit? delle funzioni as


sunte dai due generi (o dal genere e dal sottogenere), come pure dalla

perdita di funzione di uno dei due. 6. L'analisi delle opinioni e delle testimonianze degli antichi ?,
a mio questo par?re, nuovo Iniziamo in grado di fornire utili elementi per illuminare anche aspetto del problema. Nem. da Pindaro 15,

2,1-5

"Ofrsv 7C?pxa? 'OjjnQpiSai paiiT?v ?iu?cov T& tc?XV ?oiSol ?cpXOVToa, Ai?? ex irpooL^iou, xai 88* ?vfjp 8e8e isp&v aYwvwv vixacpopia? xaTa?oXav XTai TCp?Tov Nsixeaiou ?v mXvvixvtiti? A?o? aXcei. Il contesto nel dica caso ? fa chiaro riferimento

dedicata specifico cio? di una sezione

alla poesia ?pica: una composizione, a Zeus, posta all'inizio di una serie rapso recitazione ? dei poemi diffusa mediante un Inno

viene a Zeus

chiamata

rapsodici' di Zeus (23): quattro versi dei quali i primi tre sono per un prooimion un esordio o parte di esso (cfr. (aeisomai v. 1) e l'ultimo un congedo ad es. 1,17. Cfr. anche sopra n. 10).

La nostra prooimion. silloge non contiene ai esistono 'materiali maggiori, per? paragonabile

Alla testimonianza di Pindaro si affianca, decisiva, quella di Tu cidide 3,104:


a?T?fr? xa? yuixvix?? xai aY?)v etole?to jioucrixoc, X?P?U? te ?vf)Y0v e-kecti ai tcoXsi?. StqXo? 8e jaaWTa ?ti Toia?Ta fjv ev tol? "Op,iQpo<; ?<mv ? con va ?x 146-150 npooi^Lou 'A^?XXoovo?; (H. Apoll. tolo*8e, 14Cfr. Rossi 1972, p. 252. 15Per Pindaro, cfr. anche Pyth.

1, 4.

Prooimia, Hymnoi rianti) to?^Se oti au Se xai

29

Xop?v tGv ev o?? xai ?auTo? ?rce[xvif)crihi ancora una volta del dio, gnare che gli Inni. Mancano

ixouoaxijc; ?ywv ?cpoiTwv, ev ??v xal ?ytoviou^Evoi StqXo?, a ?cmv ex to? a?ToG Tcpooipiiou. t6v y?cp AiqXiax?v yuvaixwv ?[xvif)cra<; ETE^E?Ta toO ?rcaivou e? TaSE t?c etoq, (H. ?Lpo//. 165-172 con varianti).

Lo storico cita senza possibilit? di dubbio dalYInno ad Apollo


ricompare sembra essere, testimonianze la formula nel V sec?lo, prooimion il modo al IV + genitivo can?nico per

3, e
desi riferi

del nome

risalenti

sec?lo;

e P?nico

mento nel III sec?lo si trova inAntigono di Caristo, De mirabilibus 7;


cita il verso 51 dellT nno a Hermes 4, senza pero precisare Antigono e che si tratta di un inno omerico. Ancora silenzio nel II sec?lo16, nostre nuovamente nel I sec?lo troviamo a.C. riferimenti alie quando composizioni, osserviamo che ? mutato il modo di designarle. Dio

doro infatti, in tre diversi luoghi17, parla di hymnos; lo stesso vale per Filodemo che nel De pie t?te (p. 42 Gomperz) fa riferimento al Vhymnos aDemetra (v. 440 dell5Inno compreso nella silloge). Quindi
nel II sec?lo d.C. dagli di hymnoi di Omero in tutti traggono citazioni Pausania18 e Ateneo19. co autori ? abbastanza questi e accettata: una definizione stante e mostra il di riflettere diffusa ev to?c ?p,voic si alterna ? nesso in Pau "OiJiiQpo? (opp. i toitqttqc) ? ev t$ ?[xvw e(?)<; ... Oc con il pi? circostanziato sania e Ateneo corre aggiungere che in Ateneo per la prima volta avanzati vengono a Inni Omero dubbi sull'attribuzione ("O[xir]po<;r\ twv 'Op/rip?Suv degli il dubbio dell'informatissimo dotto di Alessandria riflette tic...): della cultura alessan da chiaramente l'avvenuta parte emarginazione, II m?todo citazione drina, degli 16 Ma
sec.) meno che

Inni

rispetto

al n?cleo

principale

della

poesia

omerica20. di Mallo
dotto

in Ateneo XIV
contener? gen?ricamente

653 b ? riportato un passo di Cratete


un verso la propria di un Inno a Dioniso. agli uu,voi Il citazione

(II

potrebbe rimandava

perga

17 Diod. 1,15,7; 3,66,3; 4,2,4 1). sempre d?lTnno a Dioniso 18Paus. 1,38,2; 1,38,3; 4,30,4
cfr. anche 9,30,12.

?pxa?oi.

(singolare il fatto che nei (= H. Dem. 2, w. 417-418

tre casi si tratti e 420); 10,37,5;

19 Ath. I 22 b (= H. Apoll. 3, vv. 514-516). 20Nelle non numer?se menzioni degli Inni sparse in scolii anonimi o nei lessici la situazione si presenta id?ntica: gli Inni vengono designati corne hymnoi, e talvolta compare il dubbio sulla paternit? delle composizioni (cfr. Schol. in Nicandri Alexipharmaca 130).

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A. Aloni

Al regolare uso della definizione hymnos fa eccezione Elio Ari


stide, KaT? Tic T?v E^opxou[jL?vwv, XXXIV 35K.: apicrroc etccov holtqtiq^; "0{j(/]Qpo<;.t?? 8' ob? izksienovc, avfrptorcttv tu) xai ?p?<7XEL {jt?XiCTa xa?poucriv; r\ tout? ye xai a?T?? un?p airco? t? atpoo? ttpoe?Seto; 8iaX?Y?[J<?vo<; yap Ta?? ?TjXt?criv xai xaTaX?wv jxiov *e?tic Epou)' tpa<;', cpTQo-?v, (H. ^4po//. 169-172).

Ai nostri fini non ? essenziale stabilire se Aristide citi direttamente ? ? stato poi connesso con quello dell'unit? ???lnno ad Apollo 3 oggetto di una vera rissa filol?gica (cfr. il tono della nota di Wila
mowitz, Per ora Utas und Homer, rilevare Berlin 1916, p. 454 n. 1), riassunta ma o se attinga al passo tucidideo sopra ricordato. II problema ? che ?

non risolta in Allen pp. LXXI

sg. e 186 sg. e in Cassola p. 97 sgg.

ha utilizzato la parola prooimion importa in riferimento (cfr, sotto n. 37). agli Inni Omerici testimoniato di designazione dalle fonti fino ad Nel mutamento a mio par?re, un riflesso del mutamento ? possibile Aristide scorgere, della fortuna caratterizzare rapporto In altre parole il termine del genere. stretto un componimento in modo e contestuale sembra prooimion un che intrattiene ? con altre composizioni le oimai ?, definizione del insomma canto, bensi fin dai illumina la sua dedicate non fun

che Aristide

org?nico

rispetto alle quali esso addita la funzionalit? specifica di un canto


introduttivo tanto zione. nit? ?
21

e preparatorio o l'assetto formale

21. La

La differenza esse pure inni ?,


Vano sembra invece

il contenuto e altre tra proemi che


il tentativo

sappiamo
di

composizioni esistettero
una

a divi tempi an
del

ricavare

precisa cf.

denominazione

genere dall'interno
cessus 293". de Ma d?signation in questo

degli Inni. Ca?ame


interne caso ? r?court... congedo

(n. 17 a p. 119 sg.) afferma che "le pro


au al terme di ujjivo?: un p. ex. H. termine inno ?, corne Aphr. nei pa

ralleli H. Art. 9, v. 9 e H. Herrn. 18, v. 11, il poeta promette di passare a un nuovo canto (cfr. la formula "mi ricorder? di te e di un altro canto ancora") che non ? un nuovo inno, bens? una rapsodia ?pica. Ci? ? confermato in modo ancor pi? esplicito da H. Apoll. 3, v. 161: le fanciulle di D?lo, dopo aver can tato Apollo, Leto e Artemide, mn?samenai gli eroi e le eroine dei tempi antichi
(e per il valore t?cnico del verbo, cfr. W.S. Moran, 'Miu.vTf]G*xoum and 'Re

membering' Epic Stories in Homer and the Hymns', Quad. Urb. 20, 1975, p. 195 sgg.) ?U.V0V ?EiSoucriv, flaXyou^ 8? <p?Vavdp?TCttv. Lo hymnos intonato dalle ? ragazze dunque un canto eroico, non un inno dedicato alla divinit?. Cfr. anche la conclusione degli Inni 31 e 32.

Prooimia, Hymnoi sta nella diversa e particolare introduttive Il mutamento al mutamento altamente all'intero sistema caratterizzata

31

tichissimi22,

destinazione, e conclusive), dei codici della

nei proemi dall'uso costante di codici fissi (ad es. la dizione epica)
e particolari (ad es. le formule terminano il genere letterario. e reciprocamente cessariamente l'intervento motivazioni Tutto di una personalit? che appartengono ci? connette ? ancora di che ne de ne equivale funzione:

innovatrice

"per o per specifiche letterario"23. con la fase

in modo

indissolubile

il proemio

rapsodica dei poemi, con il periodo cio? in cui la diffusione della


poesia affidata dei alla recitazione un come Il i di dio, proemio rapsodi non e canto solo Pindaro Tucidide introduce il suggeriscono, passi di ma i contesto canti localizza che nel particolarizza, seguiranno ?pico, ? ecc. ? di Zeus, Apollo, della specifica festa o solennit? all'interno in occasione feste e agoni. omerica normalmente

della quale gli agoni dei rapsodi hanno luogo. Particolarmente


la citazione ? a questo proposito in tempi molto reale esistenza, antichi, ? ? e quindi anche rapsodici musicali di Apollo, proprio un passo del proemio minante tucididea: di come prova

illu
della

e regolari agoni sportivi a D?lo, lo storico ricorda che veniva in occa recitato

sione di quelle feste.


Della formulazione che ci ? stata natura fa indirettamente rapsodica, mantenuta fede anche Pausania: a Demetra dalla nel tempo, degli Inni una infatti conoscere pare egli 2 per certi aspetti diversa da quella nostra che leggere, al silloge. Oltre anche

d?l'Inno

tramandata

v. 154 ddlTnno

(ricordato in 1,38,2), ?yi?vopoc Euix?Xtoio e non

?puipiovo? Eu?x?Xtcoio come noi, Pausania pare soprattutto seguir? una recatesi ad attingere dove le figlie di Celeo deWInno versione acqua sono cordati tre e non nel con nomi completamente ri diver si da quelli quattro, in 4,30,4 cita i nostro Inno Infine 1,38,3). (cfr. Paus. degli Inni, ancora rapsodico

versi 417, 418 e 420 dimostrando di non conoscere il v. 419. Simili


attestano la fluidit? del testo discrepanze e non fissato in un canone esemplare. 7. La testimoniata sostituzione dalle fonti, del termine

potrebbe

con hymnos, quale ? prooimion un far cuncludere che, in periodo Pa sgg.

22Cfr. Allen p. LXXXVIII vese, Tradizioni e generi poetici


23 M. Corti, op. cit. p. 158.

sgg., ma vedi anche le conclusioni di CO. della Grecia arcaica, Roma 1972, p. 248

32 coincidente con l'inizio dell'et?

A. Aloni un si verifico e per agoni rapsodici, una per che produsse

pressappoco mutamento

ellenistica,

degli profondo nelPorganizzazione ci? nelle modalit? della performance rapsodica, oscuramento del dita di attualit? e un conseguente e ci? non tanto

rapporto prooimion come sui dove, oim?; piano etimologico-semantico su quello lette fu sempre ben chiara, bensl ? l?gico, la correlazione ma corne da essa rario (il prooimion composizione legata alla oim?,

distinta e diversa). A ci? sarebbe seguita per gli Inni Omerici la per dita della definizione originaria, sostituita da quella (hymnos) affatto
gen?rica vasta e assai poco Quest'ultimo che ancor oggi conosciamo. significativa, avvenuto in conseguenza della fatto pu? essere e della minima che contraddistingue il specificit? all'influenza e alia suggestione dei fa

comprensione termine 2\ associate hymnos

mosi passi platonici

(Rsp. X 607 a; Leg. Ill 700 a-b). Ma a questo

Rientrano ? utile fare alcune precisazioni. proposito gli Inni Omerici con tra gli fyjivoi ?eo?? che Platone encomi soli intende, agli onesti, gli

ammettere nello Stato? Altrimenti detto: Platone, parlando di hymnoi,


aveva in mente a entrambe Repubblica, le domande. La risposta ? per me negativa gli Inni Omerici} a tutta l'analisi che, nella Infatti se ripensiamo sia nel secondo-terzo fa della poesia, Socrate-Platone libro anche

(376 e 398 b) a proposito dell'educazione dei guardiani, sia nella prima parte del d?cimo libro (595 a 608 b), non si vede in che modo

essere comprese, all'interno forma di poe possano appunto dell'unica non ? sia ammessa, nelle solo presente composizioni quali largamente ? ? caratteristico elemento la mimesi fino a diventare (Omero ? il primo degli autori tragici, cfr. ad es. Rsp. X 598 d, 607 a), ma dove e descrittiva l'imitazione dell'imita nella parte narrativa (la diegesi) e determinante zione ? ben presente (cfr. Rsp. X 596 a 605 c). Ritornando nessuna soluzione agli agoni rapsodici, nella di continuit? noi in realt? non loro organizzazione anche vitali di sappiamo nel contesto al di almeno fuori fino dei

delle feste pubbliche; questi conobbero addirittura un nuovo rigoglio


e romana; diffusi in ?poca ellenistica ampiamente essi si mantennero della Grecia detta, propriamente al terzo sec?lo d.C.25. Nulla induce a ritenere che

le performances

24Cfr. 25Cfr. Aristide et Paris 1923,

Gentili p. 62 R.E. 24, s.v. la sophistique p. 29 sgg. (=

sg.; Ca?ame p. 119 sg.; Cassola p. IX sgg. Tcc^cpO?c, col. 248 sg. (Aly); A. Boulanger, Aelius dans la province d'Asie au IIe si?cle de notre ?rex Boulanger).

Prooimia, Hymnoi

33

? rapsodi epici, degli omeristi


co ?, fossero che avevano luogo da un proemio

indipendentemente dal livello art?sti


degli agoni e delle feste, non dedicato alla divinit?. Ci? pare anzi nella produzione di Elio Aristide,

nell'ambito

precedute dalla presenza, suggerito proprio di inni agli dei in prosa veros?milmente erano recitati in occasione Questi proemi feste e perci? pubbliche, testualit? di gare oratorie

con funzione proemiale26. di gare oratorie inserite in con con concomitanti La agoni rapsodici. e poetiche non ? senza importanza, poich?

in queste occasioni Aristide pot? presumibilmente attingere all'espe a lui contemporanei: rienza dei rapsodi ci? int?ressa non tanto per a una divinit? ? in prosa dedicate l'idea di composizioni ap queste a retorica lui teorizzate nella III cfr. Quintil. paiono gi? precedente,

7,6 sgg.; Theon. Progymn. 8, II 109,24 sgg. Sp.; Aless. di Num.


IL ?cp. p?]T. Ill 4,14 sgg. Sp. ? quanto per la particolare soprattutto stesse. funzione alie attribuita proemiale composizioni dall'analisi dei significanti usati Questa ipotesi pare confortata questi inni e dei significati contempor?neamente assunti

per definir? vengono, chiamate

dal significante prooimion. Infatti le orazioni dedicate alle divinit?


sia da Teone mentre hymnoi, e neppure uscito dall'uso (ormai evidentemente corrente), prooimia vi ? riferimento alcuno a una funzione proemiale inni. II termine degli invece con il suo significato letterario prooimion sopravvive originale ... ?cTop?a. (po?j. s.v. in nella tradizione ol[xr\. lessicografica: Hesych. s.v. 0?4X?). In Esichio, o&EV 7cpoo?p,iov t? Tepe tt}<; 4>8t)c; e ndYEt. M. un trova si indizio della grave confusione creatasi anche d'altronde, in conseguenza della parola prooimion al significato del suo a in ?mbito retorico ? testimoniato cominciare da Platone, (quale la voce prooimion 266 d). Sotto infatti Phaedr. solamente leggiamo a una parte il proemio ? assimilato TCpoXoyoc. ?pxh TcavTo? X?you. Qui non ? un elemento distinto da essa. Lo stesso modo di dell'orazione, intorno uso intendere il rapporto tra prooimion e oim? troviamo, ad es., in Quin sia da Alessandro di Numenio, regularmente in essi non compare il termine funzionale

tiliano IV 1 sg.:
St?hlin, Geschichte der griechi questa l'opinione di W. Schmid-O. schen Literatur II ii, M?nchen 19246, p. 705 (= p. 545 sg.) fondata su un luogo di Apsine, T?xvT] frrjTopixV)I 234, 18 sgg. Sp.: "kXko, tc?t o\5v eux? XP^Q r? ? X?yoc, viz?p ?Epwor^vT)<; cTT?ov;?Tav fj ?EpaTix?v t? -rcpocrwrcov $\ if]tcoXi? ?Ep?, ?v TCpOOluioiC, OIOV TCaVTj &G"KZp 'ApiOTE?Siq? eluOLTQCTEV ^ TCEp? 1?) f? AtqX?WV, AsX(pCOV Y?pEtoc fi ? X?yoc. Cfr. anche la n. 36. 26 ?

34

A. Aloni

Quod principium latine vel exordium dicitur, maiore quadam ratione Graeci videntur -rcpooijjiiov appellasse, quia a nostris initium modo significatur, illi satis
clare sive partem hanc esse propterea quod certamen oratores sibi ante ingressum est oL'u/rj cantus emerendi quae, re? de et qua dicendum pauca sit, illa, ostendunt. quae, Nam citharoedi favoris priusquam antequam ad cogno con

legitimum ciliandos

inchoent,

minaverunt,

ea quoque ?nimos iudicum

canunt, gratia proemium causam exordiantur, eadem appellatione

praeloquuntur

signarunt.

come fatto po?tico con l'esordio e la si confonde II proemio a captare sua funzione in forma breve si restringe il favore (pauca) degli ascoltatori. Vi ? in tutto ci? il segno che dell'avvenuta scissione a tra composi indicarle. Le

zioni dedicate agli dei eseguite con funzione proemiale e il termine


specifico ? (prooimion) appaiono prime legate in occasione che si tenevano originariamente delle alia pratica delle serviva rappresentazioni ? feste pubbliche rapsodiche e vengono

per? designate dalla tradizione colta (retorica) con il gen?rico termine


di un s?gnificato mentre sembra aver preso af prooimion hymnoi, a di introduttiva che fatto particolare che nulla ha (parte qualcosa), fare con quello originario.

D'altro canto, la scelta di Aristide di comporre hymnoi (corne egli


(corne fa fede la testimo proemiale nianza sembra trovare la sua origine non gi? nella tradi zione colta, bensi nel rapporto lo le che di n?cessita professionale con dei Aristide insomma alla recupera gava rapsodi epici. gli epigoni ? ? a pieno alla quale appartiene colta tradizione diritto la fun nei fatti il nesso prooimion-oim?); zione di un genere (ripristinando anche il s?gnificato let parte, pur conoscendo perfettamente ? usa in che terario della parola prooimion riferimento agli Inni ? non sente la n?cessita di restituir? Omerici al genere la sua deno non In questo modo si contrappone, minazione Aristide originale. d'altra almeno egli in apparenza, innova; e infatti alla tradizione cult?rale trovandosi pi? elevata. di fronte Tuttavia a un caso Apsine, sente l'esigenza di definirlo l'eccezionalit?, esatto prooimion. come non sot Termine che, gi? detto, o contenutistica, una peculiarit? stilistica bensi funzionale27. di cui avverte il te?rico stesso li chiama) di Apsine) con funzione

particolare, con il pi? tolinea

27La breve frase di Apsine, un retore che altrove intende con prooimion l'esordio del discorso, indica che, proprio in rapporto con Aristide, la parola
riacquistava pregnanza di significato.

Prooimia, Hymnoi 8. ?

35

a questo tornare alla storia degli agoni necessario, punto, si se, coperti da una apparente per controllare rapsodici, continuit?, siano verificati non gi? la scomparsa, ma fenomeni che giustificassero l'oscuramento del significato della parola prooimion e delle funzioni ad essa congiunte. Da Alessandro

ebbero

in poi, abbiamo le recitazioni detto, rapsodiche una grande fortuna, sia in Grecia sia fuori dalla Grecia; ? sin tom?tico per? che a questa si fortuna in alcuni fra affianchi, proprio i massimi centri del mondo silenzio delle fonti greco, un improvviso ? silenzio ?nicamente epigrafiche credo, con sugli agoni spiegabile,

la loro eliminazione dalle feste. Ci? avviene a Delfi


II sec?lo ticolare a.C, ad Atene, a D?lo con ? nel II sec?lo a.C. n. Si ebbero il riordinamento significative la fase

tra il III e il
altresi ? in par ad opera

di Demetrio definitivamente dentemente

Falereo

degli agoni rapsodici variazioni nel modo di designare i rapsodi

i rapsodi, che presero il nome di Hom?ristai


conclusa creativa,

(cfr. Ath. XIV 620 b):

si ridussero evi a eseguire un repertorio se non soprattutto, imperniato sulle opere di Omero. esclusivamente, avvenne All'interno di una apparente continuit?, dunque qual cosa ? i fatti sopra enunciati ? di cui son? riflesso che fu decisivo

per il futuro destino del proemio in gen?rale e degli Inni Omerici in


particolare. 9. Fino di Havelock, fusione Alia ch? al IV pu? sec?lo essere ? un l'epoca significativo di Piatone, punto grazie alie ricerche di riferimento ? la

pubblica recitazione dei rapsodi ? il momento privilegiato della dif


dell'epica. in modo presso ?pica la collettivit? performance partecipa sotto la festa infatti la totale; l'aspetto coinvolge religioso, poli e agon?stico. Come afferma B. Gentili, "il canto ?pico tico, cult?rale ... lo strumento e dell'integrazione della formazione diventa precipuo dell'individuo nell'entit? fase son? pressoch? sociale" 29. In questa

indistinguibili le diverse funzioni dell'epos:


ad es., in che misura la performance fosse

? impossibile stabilire,
un momento educativo

28Cfr. R.E. 24, col. 248 cit. 29B. alla traduzione italiana (Bari 1973) Gentili, p. VII delPintroduzione di EA. Havelock, Preface to Plato, Cambridge (Mass.) 1963. Dello stesso Gen dei lirici arcaici nella dimensione del nos tro tili, cfr. anche ^'interpretazione 7 Urb. 8, 1969, p. sgg. tempo', Quad.

36

A. Aloni

in questa che di intrattenimento. Ancora fase la diffu piuttosto risulta essere un fatto eccezionale, sione scritta dei poemi patrimo a livello nio professionale inoltre ? ben chiara, dei rapsodi30; sia e hymnos, tra prooimion la distinzione sia sem?ntico, funzionale come si ? dimos trato a proposito una di Pindaro e Tucidide.

Verso
si verifica

la fine del IV sec?lo, e poi soprattutto nel III sec?lo


nel mondo una greco fondamentale collettiva a lacerazione di del tes

suto sociale e politico:


permetteva genere. Questo

il brollo' della polis, dell'istituto


esperienze a ogni altro

cio? che

partecipazione mutamento si ripercuote

questo livello. Nel

mondo

delle pubbliche feste e delle gare rapsodiche nulla ? cam in biato, superficie: ma il loro moltiplicarsi anche in luoghi privi di ogni tradizione cult?rale, e il progressivo decadere di quelle pi?
sono i segni concomitanti dell'avvenuta illustri, e quello to cult?rale Per quanto spettacolare. la vicenda ateniese lare gli agoni rapsodici, scissione riguarda narrata tra Paspet in partico da Ateneo

(XIV 620 b) ? esemplare:


da??Odeion nico, linea si crea Pavvenuto ludico al teatro di tra cantore distacco e

i concorsi rapsodici vennero


che tutto

spostati
sotto del detri

nuovo Nel Licurgo. impianto e spettatore una distanza f?sica dalla collettivit?, della performance, con una a

architetto

esaltazione come

l'aspetto mento della

funzione

spettacolare 'cult?rale'.

il nome di Hom?ristai, detto, ma probabilmente di specializzazione professionale, o coesistenti alternative modalit? delPesecuzione, zionali31. non La poesia omerica, tuttavia, ma ci? avvenne nel mondo cult?rale, cess? di

I rapsodi assumono, non in cui si rispecchiano anche con

si ? gi? solo una sorta talune nuove quelle tradi funzione a livello

una svolgere e romano ellenistico

o tutt'al pi? delle collettivit? con un com individ?ale, scolastiche, nuova In questa ribaltamento classica. fase rispetto pleto all'epoca un a s'inserisce dei che in bi Topera filologi, intervengono risposta e centralizzazione della sogno di unificazione cultura, proprio Pet? in cui vivono. Ed ? ovvia Pemarginazione dalla tradizione rica consacrata di composizioni essi rispecchiano quali i proemi: del ome istan

30Nei Mem. di Senofonte (IV 2,10) Socrate chiede ir?nicamente a Eutide tutta to ? che si mo, compera Topera di Omero, se per caso intenda darsi alia di professione rapsodo. 31Cfr. R.E. s.v. 'Homeristai', Supplb. III, col. 1158 (Kroll).

Prooimia, Hymnoi

37

ze locali, son? legati a un modo di dif fusione dell'?pica del tutto


estraneo all'ellenismo e alla civilt? della vulgate rapsodi, greco livello32. scrittura. simili dei proemi, in una o pi? codificati resta dei diamo, legata al mondo delle gilde che, per tutto il mondo spettacolo, sovente di assai basso della cultura La sopravvivenza a quella che posse e all'attivit? dei singoli ripetono in

e grecizzato,

sfancabili un rito, del tutto svuotato e ridotto nei rigidi limiti di uno

10. Nell'ambito lamento della

specifica di conseguenza, nella smarrl il proprio prooimion nere; perduti, ma da un e disinteressata subalterna tutto

funzione

avvenne l'annul dunque, caratterizzante il sottoge proemiale, dominante la parola civilt? della scrittura, scritta, significato sopravvissero letterario originale, per assu

merne altri di cui si ? gi? detto. Invero i proemi non andarono del
lato all'interno di una cultura come quella dei rapsodi al rigore filol?gico, e LIX Cassola trasmessi furono nella forma (cfr. p. sg.) 'aperta' che a entrarono conosciamo. D'altro far parte della cultura uf lato essi sia corne Inni autonomi, sia corne fonte inesauribile di noti ficiale, e antiquarie, con un profondo mutamento zie mitografiche della fun zione La coesistenza di queste due funzioni ? per un verso originaria. indicata dall'esistenza di Inni in una certa mi di Callimaco nell'opera sura rifacentisi alle composizioni omeriche, per un altro dal ricorso

da parte di geografi, storici e antiquari all'autorit? degli Inni Omerici quali fonte di notizie. Mi pare inoltre che la funzione enciclop?dica e antiquaria fu dominante in questa fase della fortuna degli Inni.
Elemento chit? fondamentale (archaioi ? l'anti nella valutazione degli Inni Omerici ? n. v. cui di dice 16) sopra Cratete, appunto hymnoi a Omero vera o presunta, che costituisce ? un indice ? Pau Cos? Diodoro, della funzione. sono soliti attribuire (con qualche dubbio) gli Inni a non la critica omerica, confluita negli scolii ai poemi, Inni33. agli all'interno un es al p. ed. tra

l'attribuzione, una garanzia sania, Ateneo Omero, fa mai mentre ricorso

sufficiente

32Ricordiamo la in squallida farsa in cui sono coinvolti gli Omeristi (Petr. Satyr. 59), e ancora quale doveva passo della 'Cena di Trimalcione' sere il livello degli Omeristi sempre in movimento da un villaggio egiziano IV 2 l'altro (cfr. P. Oxy. 731; 1025; 519; 1050). Cfr. anche Artemidoro 245 Pack. 33Nello scolio ginevrino a O 319 (cfr. Les Scholies genevoises ? l'Iliade, I. Nicole, Gen?ve-B?le 1891, rist. Hildesheim 1966, p. 203 sg.) si legge

38

A. Aloni con altre opere ?

Inni di Callimaco, degli Orfici, di Proclo e le Argonautiche orfiche?


con oltre

In seguito

gli Inni Omerici

furono

raccolti

gli

i quali essi avevano in comune funzione questa enciclop?dica, certi In altre parole, che un assetto formale per versi simile. la nuova funzione contribu? a unire in una silloge sia gli Inni Omerici, s c r i 11 e e sia opere pensate diversi sostanzialmente da quelli 34 con una mentalit? che agli Inni e per uno diedero Omerici scopo ori

gine34.

11. Ritorniamo, lessicografica il rapporto proposte Pavvento della come

per

concludere, (Esichio), Come

a quella che

parte

della in modo

soprattutto

prooimion-oim?. av?nzate in questo della nuova e filol?gica in una zona

civilt?

interpreta si concilia realt? con le questa studio? Credo di aver mostrato che, con i uscirono dalPottica ellenistica, proemi per forse sopravvivere, e perif?rica della vita si perse o si fraintese sempre cult?rale:

tradizione, corretto

scienza proemi,

letteraria, subalterna 'ufficiale',

rapporto prooimion-oim?. e il passo di Apsine a rite esichiana inducono nere che, in qualche resistesse la conoscenza piega del sapere antico, ? almeno a livello antiquario ? del s?gnificato letterario del prooi e mion. Che si tratti di una conoscenza poco 'perif?rica' importante Tuttavia la glossa confermano trova non retorica le citazioni sotto esichiane, ove la definizione di il lemma prooimion invece (occupato termine), ma sotto il lemma oim?. a questo punto, se la glossa di Esichio ? dubbio, rimetta tutte le proposte o se anch'essa non scussione finora av?nzate, e riflesso multiformit? del patrimonio cult?rale dell'ambiguit? del
'A7coXX?5wpo<; L'aggettivo Inni. negli il nesso yala nonostante S? <pTj<7iTcepicrc?v cpEpeo-?ioc; non L'editore inoltre t? er rap' nei il a?T$ poemi testo, Elvai cb? nap'

al punto che, nella scienza il s?gnificato letterario del

gravemente

proemio dall'accezione in di

si

sia il ere

Tal tro

'Ou/ifipa) t?]v mentre a 3, l'unico ? fr? tt^v v. <p? 341. rife

(pEpec?iov. quente peo-?iov Lo

compare corregge

maggiori, sostituendo Apoll. cosi

<pEpeo"?io<;, con le incertezze

scolio,

a H. riferimento preciso della conterrebbe lettura,

rimento agli Inni delFomerologia alessandrina. 34Callimaco certamente vedeva negli Inni Omerici un precedente delle Il rapporto ? pero solamente letterario e libresco: gli proprie composizioni. Inni Callimachei sono composizioni affatto autonome. Libero perci? dai condi zionamenti propri della funzione proemiale, Callimaco pot?, pur mantenendo
quasi inalterata la struttura dell'inno omerico, introdurre profonde innovazioni

nella dizione e nel metro dei propri Inni. Cfr. JA. Notopoulos,

art. cit. p. 358 sg.

Prooimia, Hymnoi ditato

39

se insomma non debba essere la contraddizione dagli antichi; a la benvenuta, ci volta che induce ricordare anche nel che, ogni non ? un fatto univoco e che la tradizione mondo la Cultura' antico, ? non procede necessariamente e che anzi in molti di padre in figlio in gioco cugini e nipoti, magari casi entra?o bastardi35. 12. Considerazioni alla luce della 35Per simili
45

di questo di Apsine36

genere acquista

frase

a Elio Aristide: riportano senso anche nuovo il suo

e tradizione considerazioni, cfr. J. Tynjanov, Avanguardia il 'Sull'evoluzione trad. Bari in it. 1968, particolare (Leningrado 1929), capitolo
letteraria', 36 nes p. sgg. 2, le afferma croit W. che ... appelle "Apsines Schmid... parce qu'ils rcpoo?aia servaient les hym de pre sor esat p. 312 n. Boulanger, comme d'Aristide non, toutes credo che

est le terme ludes ? la r?citation de grands discours, mais parce que le TCpoouaiov
g?n?ral prende embrassant un poco: una les variet?s quanto esattamente d'hymnes detto tutto po?tiques". f inora permetta a L'affermazione di affermare

tamente il contrario. Hymnos


Apsine compl operazione

? designazione

assai pi? gen?rale di prooimion


quella che gli attribuisce

contraria

Boulanger: di fronte all'eccezionalit? delle composizioni aristidee, fece ricorso a una definizione pi? precisa e pregnante. A garantir? ulteriormente il ritorno della funzione proemiale negli inni di Aristide intervengono alcune notazioni ricavabili dalla lettura delle sue orazioni. Credo, per es., che si possa dimostrare che egli conoscesse, tra gli Inni Omerici, almeno quello dedicato ad Apollo. Infatti alla gi? ricordata citazione in KaTa Twv ??. XXXIV, 35 K., per la quale esiste tuttavia il sospetto di una ripresa di Tucidide 3,104, se ne affianca un'altra nell'orazione XLIII (Ei? Aia, proprio un prooimionl). In XLIII 25 K. si legge infatti xai 'AtcoXXwv ?vApaicoi? XP'H
cru.wSe? non ? '?t?? limitata vr}u,EpT?a alla a tutto sola ?oiATiv' formula XP^w (= H. Ai??... Apoll. ?ouV/jv, 132). ma Ai?? A mio si estende, la citazione par?re con i necessari ?ouMjv. Al ter

mutamenti,

il verso

S* ?vfrpd>7coio-i

viQu,EpT?a

mine
XEffdai

della

stessa orazione
teXeut?cv

leggiamo
Il

(XLIII 31 K.) ?-rco to?tou


concetto ? ampiamente

(seil. Aio?) ap
nella

XP^ xai

zlc, toOtov.

testimoniato

poesia esametrica in gen?rale (Horn. II. IX 97; Hes. Theog. 33 sg., 48, fr. 305 M-W = 192 R.; Theogn. 1-4; Ar. Phaen. 14; Theocr. 17,1-4) ed ? variamente applicato a dei e a uomini; esso per? ricorre anche negli Inni (1,17 sgg.; 21,3 sg.; 29,5 formalmente assai simile non mi pare pertinente) con la precisa funzione, id?ntica a quella che troviamo nel prooimion aristideo, di concludere l'inno.
Inoltre, Vlnno se ci? a Dioniso non ? azzardato, 1 e la mi pare che esista tra conclusione dell'orazione aristidea il congedo una contenuto ulteriore nel somi

t* o?8? tzt\ eVti / glianza: 1,17 sgg. o? 8? o*'?otSoi / $5ou,ev ?pxouxvoi \i\yovzic, del ffel' EmXTjd?[jisvovlEpfi? u,?u,vrioi)ai ?oiSfi? contiene infatti una motivazione ricordo del dio al principio e alla fine del canto paragonabile a quella, pi? am
pia e complessiva ma non dissimile, di Aristide: ?mb toutou ...zlc, toOtov, 7tav

40 tratto da una orazione passo sopra ric?rdato, di scarse capacita e pochi scrupoli. a svolgere la propria attivit? e a demi-monde convivere cult?rale37, si trova diretta a colpire

A. Aloni i retori

Nutrito di studi e letture propri della pi? alta cultura, Aristide


in un particolare professionale con talvolta gli esiti pi? de e letteraria e po?tica in gen?rale.

tradizione gradati della rapsodica, con ogni probabilit?, in questo vive il Ma proprio stadio subalterno, nesso prooimion-oim?, che Aristide intendere anche grazie alla pu? sua frequentazione vasta e onnicomprensiva dei 'classici'. Non tico che avvenuta tuir? si tratta solo di una curiosit?: livello ? un fatto della altamente sintom? sia resti a la ricostruzione ad alto serie prooimion-oim? illuso, che tentava di

a opera di questo retore un po' contro in pubblico, alla parola detta l'approssimazione e dei retori misurandosi sul campo da strapazzo ceraggine fronte con essi, una funzione gli aspetti spettacolari elevate finalit?, complessiva e d'intrattenimento, di un'epoca proprie 'cult?rale', tornassero ormai da

e la be a fronte con

nella quale, a convivere altre secoli conclusa.

pi?

Universit? di Milano

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X?you

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7c?a"r]<; Tcpa?ew? ?pxTQT^THV

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37Gli antichi scrittori satirici, Lucillio epigrammatista e Luciano primi fra tutti, non hanno esitato a metiere in luce gli aspetti pi? degradati di questo am biente. Un quadro abbastanza esauriente del mondo degli agoni retorici e poe tici ? tracciato da Boulanger p. 28 sgg., soprattutto 35 sgg. Ma ? lo stesso Ari stide a descrivere, in modo per nulla benevolo, la cialtroneria di molti concor renti aile gare oratorie nella gi? citata orazione KocTa twv ??opxouuivcov (cfr. C.A. Behr, Aelius Aristides and the Sacred Tales, Amsterdam 1968, p. 107).

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