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Scuola ermetica tra le due guerre

La scuola ermetica Premessa: dellaggettivo ermetico riferito alla poesia della prima met del 900 si spesso abusato: si fatto coincidere con oscuro, difficile, e pertanto lo si usato indiscriminatamente per tutti quei poeti che, pur con una poetica diversa, hanno prodotto versi in qualche modo difficili, criptici. In realt oggi la critica ha ristretto notevolmente luso del termine ad una poetica ben circoscritta nel tempo e nei nomi degli autori Lindirizzo della poesia italiana detto Ermeismo si colloca nellambito della poesia novecentista , si ricollega alla poetica ungarettiana della parola , si svolge a Firenze, intorno alle riviste Solaria e Letteratura, negli anni 30-40 e coinvolse poeti come Mario Luzi, Sergio Solmi, Alfonso Gatto, Salvatore Quasimodo (per alcuni per, come Quasimodo, fu solo una stagione, poi proseguirono con esiti diversi). Lo sfondo storico-culturale quello del fascismo: nellambito di un rapporto non facile tra intellettuali e fascismo, la scelta di un ripiegamento su dis, di tematiche esistenziale e di un linguaggio oscuro volle anche rappresentare il rifiuto ddela magniloquenza di regime Il termine poesia ermetica fu usato per la I volta nel 36 dal Flora, critico di area crociana, in senso spregiativo: egli criticava la difficolt di comprensione e loscurit dei nuovi poeti, giudicava lermetismo una fuga dal reale, lepilogo infausto della grande avventura prima romantica, poi decadente; il termine fu subito ripreso in senso positivo dai critici favorevoli alla nuova lirica, primo fra tutti Carlo Bo, che nel 38 scrisse il saggio-manifesto dellermetismo: Letteratura come vita.(v sul Baldi) Il titolo indica un rovesciamento della poetica dannunziana: per gli ermetici non la vita che deve diventare unopera darte (estetismo), ma la poesia che coincide con la vita, che strumento di conoscenza (cfr Ungaretti, Commiato); per C. Bo letteratura e vita coincidono in quanto la letteratura altro non che un eterno scandaglio nella profondit dellio, strumento di ricerca della verit, con un valore iniziatico e religioso (Bo ha radici nella cultura cristiana) Lobiettivo degli ermetici quello di creare una poesia alta, ricca di riferimenti analogici, di motivi spirituali, fortemente individualistica e, ovviamente, rivolta ad un pubblico ristretto. Modelli e maestri appaiono i simbolisti francesi (Mallarm, Valery) e tra i poeti italiani Ungaretti e il Montale delle Occasioni , che effettivamente si avvicinano alle modalit ermetiche, anche se di fatto si tennero appartati (soprattutto Montale fu estraneo allermetismo, anzi polemizza con esso). Caratteri unitari della poesia ermetica furono i seguenti: Gli ermetici accettano la critica di oscurit, anzi la rivendicano come forma della loro lirica e del loro soggettivismo, che si esprime attraverso allusioni, simboli da decodificare, ma anche luoghi oscuri non decodificabili. La parola poetica parola oscura, perch sacrale, svela o crede di svelare il senso della vita. In questo senso il termine ermetico non indica solo genericamente oscurit, ma rinvia anche a una tradizione ermetica derivata da un certo Ermete Trismegisto (poeta ellenistico), autore di libri magici che intendevano svelare segreti religiosi capaci di rendere luomo partecipe della divinit. Anche lermetismo vede nella poesia una forma di conoscenza quasi esoterica , per iniziati, un modo per mettersi in comunicazione con lassoluto (gi Ungaretti) Dato che lobiettivo del poeta lo scandaglio dellio, il suo impegno fuori dal tempo, fuori dalla storia (poesia pura). Da qui il rifiuto di qualsiasi impegno politico per s e per la loro poesia. Questa posizione, assunta negli anni pi oscuri della dittatura fascista, da alcuni stata vista come un rifiuto politico e quindi una implicita presa di posizione antifascista. Ed vero che tutti o quasi questi poeti furono antifascisti, e che le loro riviste furono malviste quando non perseguitate, per lermetismo non pu essere letto come una forma di opposizione, ma solo di non compromissione, di astensione dallimpegno. Gli ermetici, in definitiva, rifiutano il fascismo, ma non si oppongono nella poesia ad esso I temi della poesia ermetica: Come si gi detto, tematiche intimistiche, di ricerca esistenziale o spirituale: o Assenza: assenza di persone o cose, morte o lontane nel tempo e nello spazio, a cui il poeta tende invano, ma tale assenza si dilata a significare assenza di felicit, di realizzazione personale (in Quasimodo, lassenza lontananza dalla terra originaria e dallinfanzia, come sorgente di luce e di senso) o Attesa: si configura ora pi concretamente come attesa di un ritorno degli assenti ora pi vagamente come attesa di una palingenesi, di una rinascita o di una rivelazione , che per lo pi non si compiono

o o

Transito: tensione da qui a un altrove, dal tempo alleterno, dal fisico al metafisico Avventura/ricerca: vita come inesausta ricerca di senso, di valore

Il linguaggio degli ermetici Molti elementi accomunano i poeti ermetici: una precisa matrice storica(riviste fiorentine), un comune stato di solitudine, di autoemarginazione dalla politica (torre davorio), e soprattutto una lingua poetica comune, alta e nobile nel registro, selettiva nel lessico, sempre allusiva, ricca di analogie e simboli, una poesia che evochi, non descriva o rappresenti: insomma una lingua poetica estremamente elaborata , in cui non scontata la immediata comprensibilit, anche se molti ermetici dichiarano di non eseere oscuri intenzionalmente Procedimenti tecnici caratteristici sono quelli che rendono vaga, indeterminata, preziosa la cocmunicazione: Lo stile nominale, come rinunzia ad ogni trama razionale-narrativa (proprio il contrario della linea SabaCaproni ecc) Dislocazioni sintattiche, inversioni che favoriscono lambiguit dei nessi (come loracolo della Sibilla..) Un lessico che privilegia vocaboli elementari di ampio respiro (terra, vento, azzurro, acque, verde, pianure,..) Verbi e sostantivi forti per determinare stati danimo, situazioni esistenziali, con tendenza alliperbole o allimmagine espressionistica, sempre con una grande forza evocativa (il male che mi scava, trafitto da un raggio di sole, Quasimodo) Luso del sostantivo assoluto, senza articolo quasi per ridurre la realt a essenza Locuzioni spaziali indeterminate, ad es frequenza della preposizione a (alle eccelse citt battono i fiumi , Luzi) Strutture foniche e ritmiche molto ricercate Ovviamente, metafore, sinestesie,analogie ardue, aggettivazione incongrua(secondo ancora il modello di Ungaretti), come nel seguente esempio di Luzi i profondi borghi, le mani chimeriche, ecc E evidente che attraverso tali procedimenti paesaggi, persone, oggetti si caricano di mistero e di inquietudine Testi esemplari: Quasimodo, Ed subito sera, Vento a Tindari Quasimodo, almeno quello della produzione precedente la II guerra mondiale, appare come il poeta pi rappresentativo (o almeno il pi noto, anche per il Nobel ricevuto nel 1959)di questa tendenza poetica. Siciliano, trasferito prima a Firenze poi a Milano , fu anche splendido traduttore dei lirici greci, e forse proprio in questa attivit realizza il suo migliore linguaggio allusivo e analogico. Nella produzione di Q. si possono distinguere 2 fasi: prima del 45 e dopo. Nella I fase egli, accentuando ed esasperando modalit di Ungaretti (ben visibile il rapporto tra Millumino dimmenso ed Ed subito sera) e dellermetismo fiorentino, contribuisce a creare una sorta di lingua tipica e comune, una koin dellermetismo fatta di evocazioni, di sofisticati rapporti analogici, di conseguente oscurit e difficolt interpretativa. Nelle 2 prime raccolte (Acque e terre e Oboe sommerso) ricorrente un tema, o meglio una serie di temi correlati tra loro, che Finzi ha cos sintetizzato: Sicilia-infanzia-mito-esilio. Vale a dire : il ricorrente vagheggiamento dellisola natia assume una dimensione che va al di l dellesperienza autobiografica, assume i toni del paradiso perduto, dellEden che ognuno aspira a ritrovare, momento alternativo al decadimento del vivere quotidiano (temi ben riconoscibili in Vento a Tindari) Nella produzione posteriore al 45 subentrano i grandi temi collettivi e le vicende storiche: loccupazione tedesca, la guerra, le lotte sociali, di conseguenza la rarefatta scrittura di stampo ermetico lascia il posto a modalit pi immediate, qualche volta retoriche , in linea col clima culturale del dopoguerra, dominato dalla necessit dellimpegno e da un ritorno al realismo talvolta ideologico. Ed subito sera Tra le poesie di Q. pi famose, sicuramente esemplare della stagione ermetica . Il tema quello della solitudine esistenziale, che nulla pu mutare o sconfiggere. A renderla pi amara, la constatazione della precariet dellesistenza, che si consuma e si spegne in un baleno. La lirica condensa in forma epigrammatica la concezione della vita del poeta, in 3 versi corrispondenti a 3 momenti: Iverso: solitudine delluomo, sua condizione di incomunicabilit, pur vivendo sul cuor della terra, cio in mezzo agli altri. Laffermazione drammatizzata da un dettato netto e scandito (forte cesura dopo solo). Ognuno allude a una condizione universale che va al di l delle circostanze storiche e delle esperienze individuali. Il sintagma cuor della terra particolarmente efficace per indicare il fervere della vita nel mondo, di cui lautore sente di essere al centro, ma a cui sostanzialmente estraneo

II verso: allude alla dolorosa impossibilit di godere di un rapporto armonico con la vita (sole=vita, ma il raggio di sole trafigge,; la vita non occasione di godimento, ma di amarezza e sofferenza); la luce prima illumina e vivifica luomo, ma poi lo ferisce, facendogli cogliere la propria fragilit :basta UN (unus) raggio di sole a ferirlo. IIIverso: si rafforza il senso di precariet nella constatazione del subitaneo sopraggiungere della sera (=notte, morte). E un verso nudo, semplice, che implica una forte carica emotiva, incisivo nella sua epigrammaticit, rafforzato dalla allitterazione (subito, sera), dallassonanza (sera/terra), dalla paronomasia (sera/sole) Vento a Tindari Lirica che riesce bene a fondere elementi descrittivi e realistici con la dimensione simbolica tipica dellermetismo di Quasimodo. Il motivo davvio sembrerebbe un memoria proustiana: una gita fatta con amici, forse su sentieri diversi e lontani (o forse nella stessa Tindari??), che gli fa ritornare alla memoria, e gli riporta al presente, unaltra gita , in altro luogo: Tindari,(Messina), un luogo della Sicilia e dellinfanzia. Comunque il paesaggio e la situazione concreta vengono poi lasciati sullo sfondo e si sviluppa una riflessione sullesistenza, in particolare sulla condizione di esilio del poeta, costretto a vivere lontano dalla sua terra per guadagnarsi il pane amaro (Premettiamo che quella che segue una possibile interpretazione, non lunica, se il senso e il tema abbastanza univoco, tanti particolari restano ambigui e si prestano a interpretazioni diverse) I str: presenta il ricordo gi presente: il poeta rievoca a Tindari e mette in evidenza la dolcezza del paesaggio in cui gli echi mitologici (le isole dolci del dio =Eolie, sede mitologica di Eolo) avviano la trasfigurazione simbolica del paesaggio (infanzia, purezza, autenticit). Il I e il II verso rappresentano Tindari come nel ricordo (mite ti so) e i successivi come si configura nella situazione presente (massali, con anticipazione dellazione sconvolgente del vento):il ricordo diventa struggente nostalgia II str: intento ad ascoltare il rumore del vento tra i pini (nella situazione reale), il paesaggio e gli amici del presente sfumano come in dissolvenza, le loro voci diventano unonda di suoni e amore, svaniscono come presenza fisica; subentra la riflessione: il poeta si fa prendere da Tindari e dal senso di amarezza per la avvenuta separazione : allontanarsi stato un errore, e quella che ora paura dombre e di silenzi (della montagna in cui mi trovo, ma anche senso angoscioso del vivere) un tempo erano rifugi di dolcezze: e lo prende il senso del vuoto che ora la sua vita (morte danima) III str: introduce esplicitamente l tema dellesilio: Tindari viene cos contrapposta alla citt (Milano) in cui il poeta vive e scrive: ma se la scrittura richiamata con unimmagine positiva e vitale (segrete sillabe nutro), la vita descritta come un affondare. La II parte della strofa fatta di immagini dense e difficili da tradurre in termini razionali: Tindari evocata in figura di donna, in vesti serotine, in intimit con altri che non il poeta, mentre unaltra luce (rispetto a quella che vede il poeta) illumina le finestre delle sue case (altra luce ti sfoglia= ti rivela sfogliandoti pagina per pagina, rivelandoti in tutti i tuoi aspetti) IV str: proprio perch il poeta sente la sofferenza dellesilio (aspro lesilio), il ritorno a T. non solo unesperienza piacevole, ma si nutre in ansia precoce di morire: il poeta prova un senso di stanchezza che lo induce a vivere ogni amore come un tentativo di difesa (schermo) dalla tristezza della quotidianit; il desiderio di armonia, di comunione con la natura, che viveva nella sua terra oggi si tramutato in ansia di morte V str: dopo questa amara pausa meditativa, il ricordo di Tindari torna sereno comera allinizio, quando un amico lo richiama dolcemente alla realt e invita a sporgersi da unaltura, per ammirare il panorama; ma il poeta rifiuta, fingendo le vertigini, incapace di spiegare i profondi ricordi e pensieri che lo hanno afferrato (il vento profondo del ricordo) Analisi formale: Sintassi particolare, in cui i nessi logici sono ridotti al minimo Spesso sono mancanti gli articoli Ricorrono analogie difficili e ardite (onda di suoni e amore, rifugi di dolcezze, altra luce ti sfoglia,) Ricorrono inversioni e anastrofi per dare il massimo risalto a ogni parole (mite ti so, fra larghi colli pensile sullacqua, tu mi prendi da cui male mi trasse,..) Ricorrono espressioni iperboliche (salgo vertici aerei precipizi), nonch luso improprio di preposizioni a dilatare i significati. Raffinata musicalit: versi liberi privi di rime, la musicalit affidata al suono delle singole sillabe, ad es. nel verso 1 notevole lassonanza in t (Tindari mite ti so) e del resto i suoni t/d ricorrono in tutta la poesia, richiamando appunto il nome del luogo amato.. Altro es della particolare musicalit di questa lirica, lallitterazione della l nei vv 2 e 3

Quasimodo , II fase Finita la guerra , Quasimodo muta radicalmente il modo do fare poesia. : il linguaggio si appiana, lo stile si fa epico-corale, i temi scelgono la linea dellimpegno civile,nella convinzione che i poeti debbano saper dialogare con gli altri uomini , come appare evidente dal seguente testo tratto da Giorno dopo giorno (1947): la conversione stata determinata certamente dal trauma della dominazione tedesca, della guerra civile. Dice Quasimodo: dopo due guerre nelle quali leroe diventato un numero sterminato di morti, il poeta deve rifare luomo, ..del quale conosce i pi oscuri pensieri, questuomo che giudica il male come una necessit, ..questuomo che aspetta il perdono evangelico tenendosi in tasca le mani sporche di sangue.Il tempo della speculazione finito, rifare luomo, questo limpegno.

Uomo del mio tempo Il poeta rivolge una drammatica allocuzione ai suoi contemporanei , riconoscendo in loro i segni della primitiva barbarie. Millenni di civilt non hanno cambiato la sostanza dei comportamenti delluomo, anzi lo sviluppo tecnologico e scientifico non accompagnato da un parallelo progresso civile e morale- ne ha reso pi distruttiva laggressivit: pietra e fionda sono state sostituite da sofisticati congegni di morte, crudeli strumenti di tortura. Luomo ha dimenticato lamore, la morale la fede Il quadro di un pessimismo desolante e integrale, non c lascito da tramandare ai figli, lunica speranza di rinnovamento nella possibilit che essi dimentichino i padri, la loro eredit di sangue Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, con le ali maligne, le meridiane di morte, - t'ho visto - dentro il carro di fuoco, alle forche, alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu, con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, come sempre, come uccisero i padri, come uccisero gli animali che ti videro per la prima volta. E questo sangue odora come nel giorno quando il fratello(1) disse all'altro fratello: "Andiamo ai campi". E quell'eco fredda, tenace, giunta fino a te, dentro la tua giornata. Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue salite dalla terra, dimenticate i padri: le loro tombe affondano nella cenere, gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

ANALISI PROPOSTA ALLESAME DI STATO 2002 1. Comprensione del testo Dopo una prima lettura, riassumi il contenuto informativo del testo in non pi di dieci righe. 2. Analisi del testo 2.1. Spiega il significato delle espressioni "ali maligne", "meridiane di morte" (v. 3) e confrontale con la definizione che il poeta d dell'uomo al v. 1. 2.2. Interpreta la connessione tra "scienza esatta" e "sterminio" (v. 6) e spiega il significato della parola "persuasa" che fa da connettivo. 2.3. Illustra il senso della espressione "E questo sangue odora" (v. 10) partendo dalla dura affermazione dei versi 7 - 9. 2.4. La preposizione "senza", il verbo "uccidere", la congiunzione "come" si ripetono con insistenza nei versi 7 - 8. Per comunicare che cosa? 2.5. Rifletti sul rapporto tra l'uomo "senza Cristo" (v. 7) e il ricordo di Caino e Abele (v. 11). 2.6. Nei versi conclusivi (14-17) i figli sono esortati a dimenticare i padri con alcune metafore. Spiegane il significato.

3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Questa poesia stata scritta nell'ultimo, atroce periodo della seconda guerra mondiale. Contestualizzala, scegliendo uno o pi dei seguenti ambiti di riferimento: - altre liriche dello stesso Quasimodo; - testi poetici di autori a lui contemporanei o correnti artistico-letterarie coeve; - la situazione socio-economica e politica dell'Italia nella prima met del Novecento.